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Banca Sistema

Annual Report Mar 30, 2016

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Annual Report

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Gruppo Banca SISTEMA

BILANCIO CONSOLIDATO AL 31 DICEMBRE 2015

INDICE GENERALE

RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA 5
COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI DELLA CAPOGRUPPO 7
DATI DI SINTESI AL 31 DICEMBRE 2015 8
COMMENTI DI SINTESI SULL'ESERCIZIO 2015 9
PROFILO DELLA CAPOGRUPPO 9
FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL CORSO DEL PERIODO DI RIFERIMENTO 12
LO SCENARIO MACROECONOMICO 14
STRUTTURA ORGANIZZATIVA 17
RISORSE UMANE 18
IL FACTORING 19
BANKING 23
L'ATTIVITÀ DI TESORERIA 27
I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI 28
L'ADEGUATEZZA PATRIMONIALE 33
INFORMAZIONI RELATIVE AL CAPITALE E AL TITOLO AZIONARIO 34
RISULTATI ECONOMICI 36
GESTIONE DEI RISCHI E METODOLOGIE DI CONTROLLO A SUPPORTO 44
ALTRE INFORMAZIONI 45
OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 45
OPERAZIONI ATIPICHE O INUSUALI 45
FATTI DI RILIEVO SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO 45
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE 46
SCHEMI DI BILANCIO CONSOLIDATI 47
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO 48
CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO 49
PROSPETTO DELLA REDDITIVITÀ CONSOLIDATA COMPLESSIVA 50
PROSPETTI DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO 51
RENDICONTO FINANZIARIO (METODO DIRETTO) 53
NOTA INTEGRATIVA CONSOLIDATA 54
PARTE A - POLITICHE CONTABILI 55
PARTE B - INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO 79
PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO 106
PARTE D - REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA 117
PARTE E - INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA 118
PARTE F - INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO CONSOLIDATO 147
PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE 152
PARTE I - ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI 155
PARTE L - INFORMATIVA DI SETTORE 156
ATTESTAZIONE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO AI SENSI DELL'ART. 81-TER DEL
REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE
MODIFICHE E INTEGRAZIONI 157
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE 158
RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE 160

RELAZIONE SULLA GESTIONE CONSOLIDATA

COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI DELLA CAPOGRUPPO

Consiglio di Amministrazione

Presidente Avv. Luitgard Spögler
Vice-Presidente Avv. Claudio Pugelli
Amministratore Delegato e Direttore Generale Dott. Gianluca Garbi
Consiglieri: Prof. Giovanni Puglisi
Prof. Giorgio Barba Navaretti (Indipendente)
Dott. Michele Calzolari (Indipendente)
Dott. Daniele Pittatore (Indipendente)
Dott.ssa Carlotta De Franceschi
Dott. Andrea Zappia (indipendente)
Collegio Sindacale
Presidente Dott. Diego De Francesco
Sindaci Effettivi Dott. Biagio Verde
Dott. Massimo Conigliaro
Sindaci Supplenti Dott. Gaetano Salvioli
Dott. Marco Armarolli
Comitato Esecutivo
Presidente Dott. Gianluca Garbi
Membri Prof. Giovanni Puglisi
Dott.ssa Carlotta De Franceschi
Comitato Esecutivo
Presidente Dott. Gianluca Garbi
Membri Prof. Giorgio Barba Navaretti
Comitato di Controllo Interno e Gestione dei Rischi
Presidente Dott. Michele Calzolari
Membri Prof. Giorgio Barba Navaretti
Dott. Daniele Pittatore
Avv. Luitgard Spögler
Comitato per le Nomine
Presidente Dott. Andrea Zappia
Membri Dott. Michele Calzolari
Avv. Luitgard Spögler
Comitato per la Remunerazione
Presidente Prof. Giorgio Barba Navaretti
Membri Dott. Michele Calzolari
Avv. Claudio Pugelli
Comitato Etico
Presidente Avv. Claudio Pugelli
Membri Dott. Andrea Zappia
Avv. Marco Pompeo
Organismo di Vigilanza
Presidente Dott. Diego De Francesco
Membri Dott. Michele Calzolari
Dott. Franco Pozzi

Il Consiglio di Amministrazione è stato nominato con delibera dell'Assemblea dei Soci in data 27 novembre 2015, designando l'Avv. Luitgard Spögler alla carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione. Successivamente, il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in pari data, ha nominato (I) l'Avv. Claudio Pugelli alla carica di Vice Presidente, (II) il Dott. Gianluca Garbi alla carica di Amministratore Delegato, (III) istituito il Comitato Esecutivo, il Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi, il Comitato per le Nomine, il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Etico e l'Organismo di Vigilanza. Il Collegio Sindacale è stato nominato con delibera dell'Assemblea dei Soci in data 22 aprile 2014.

DATI DI SINTESI AL 31 DICEMBRE 2015

Dati Patrimoniali (€.000)
Totale Attivo 2.411.670
2.081.253
15,9%
Portafoglio Titoli 925.402
858.007
7,9%
Impieghi - Factoring 1.049.832
851.856
23,2%
Impieghi - CQS e PMI 203.466
31.892
538,0%
Raccolta - Banche e PcT 1.271.164
1.060.211
19,9%
Raccolta - Depositi vincolati 572.379
569.410
0,5%
Raccolta - Conti correnti 335.541
311.751
7,6%

31 dic 2015

31 dic 2014

Indicatori economici (€.000)
Margine di Interesse 58.006
48.337
20,5%
Commissioni Nette 11.168
11.501
-2,9%
Margine di Intermediazione 71.814
64.550
11,3%
Spese del Personale (*) (13.139)
(12.107)
8,5%
Altre Spese amministrative (*) (20.112)
(18.384)
9,4%
Utile ante-imposte (*) 34.139
29.672
15,1%
Indicatori di performance
Cost/income Ratio (*) 46%
49%
-5,1%
ROAE (**) 33,8%
62,0%
-45,6%

(*) Importi e indicatori calcolati su dati di conto economico normalizzato per i costi non ricorrenti, come presentati nel paragrafo I risultati economici della presente Relazione.

(**) Il Return On Average Equity (ROAE) è stato calcolato rapportando l'utile di periodo (normalizzato e annualizzato) al patrimonio netto medio.

COMMENTI DI SINTESI SULL'ESERCIZIO 2015

Il 2015 è stato un anno importate per Banca Sistema, perché a soli quattro anni dalla fondazione, come previsto nei patti parasociali della precedente compagine azionaria, è andato in porto il progetto di quotazione. Dal 2 luglio 2015 le azioni di Banca Sistema sono negoziate sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana, nel segmento STAR. A seguito della nuova compagine azionaria il 27 novembre 2015 è stato rinnovato il Consiglio di Amministrazione e sono stati nominati il Presidente, l'Amministratore Delegato e i nuovi componenti del CDA. L'importanza del 2015 è confermata dal risultato di fine esercizio caratterizzato da un utile netto "normalizzato", per elementi non ricorrenti relativi alla quotazione ed al contributo straordinario al Fondo Nazionale di Risoluzione, pari a 23,7 milioni (19,5 milioni nello stesso periodo del 2014) in aumento del 21% a/a, oltre che per la redditività registrata tra le più alte nel panorama bancario europeo. La robusta crescita del core business factoring, che ha registrato un turnover pari a 1.411 milioni, in aumento del 20% a/a, è stata conseguita anche grazie ad un'azione commerciale mirata:

  1. all'aumento dei clienti, passati dai 124 del 2014 ai

294 del 2015, restando comunque elevata la percentuale del turnover recurring pari a circa il 90%;

  1. alla diversificazione dei canali di origination, grazie alla chiusura di 14 accordi commerciali con banche (per un totale di 1.100 filiali in Italia) per la distribuzione dei prodotti factoring, che ha contribuito in termini di turnover per 73 milioni.

La crescita ha fatto ulteriormente ridurre anche la concentrazione dei volumi per cliente. La diversificazione di business avviata a fine 2014, in particolare nei finanziamenti alle PMI garantiti e all'acquisto crediti CQS/ CQP, può già considerarsi significativa data la crescita degli stock, in aumento rispettivamente da 19 milioni del 2014 a 83 milioni del 2015 e da 13 milioni a 120 milioni negli stessi periodi di riferimento.

Sulla base dei risultati del 2015 il Consiglio di Amministrazione ha proposto un dividendo del 25%. Lo scenario di riferimento dei mercati in cui opera Banca Sistema resta positivo anche per il 2016: sarà quindi possibile cogliere tutte le opportunità che si presenteranno, partendo da una base di capitale robusta e una posizione di liquidità ben diversificata.

PROFILO DELLA CAPOGRUPPO

Il Gruppo è attivo prevalentemente nel mercato italiano del factoring ed è specializzato nell'acquisto, nella gestione e nel finanziamento dei crediti che le imprese vantano nei confronti delle pubbliche amministrazioni italiane ("PA").

In particolare il Gruppo Banca Sistema fornisce supporto finanziario a società italiane ed estere acquistando i crediti commerciali e crediti IVA da esse vantati nei confronti della PA.

Il Gruppo opera attraverso uno specifico metodo di riscossione che non si basa sul recupero dei crediti tramite l'esercizio sistematico di azioni legali nei confronti dei debitori, ma predilige recuperi stragiudiziali con l'obiettivo di concludere piani di rientro o accordi di pagamento con i debitori ceduti, che consentono una costante e progressiva riduzione dei tempi di incasso dei crediti e una maggiore redditività del proprio core business. In tale modello la riscossione degli interessi moratori applicabili alle PA in caso di pagamenti effettuati oltre i 30/60 giorni rappresentano uno strumento volto a disincentivare i ritardi dei pagamenti, nonché una leva negoziale per il raggiungimento di detti accordi e per ottenere un'accelerazione dei tempi di pagamento.

Sin dal 2011 l'obiettivo primario del Gruppo è soddisfare le esigenze finanziarie delle imprese fornitrici della PA attraverso i servizi di factoring, gestione e recupero del credito, facendo da trait d'union tra il settore pubblico e quello privato.

Il Gruppo offre un'ampia gamma di prodotti rivolti ad imprese che vantano crediti nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni e consistenti nella prestazione del servizio di factoring, principalmente nella forma del pro-soluto, per la gestione dei ritardi nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione, nonché di servizi di finanziamento di crediti IVA annuali e trimestrali vantati da società. Il Gruppo mette altresì a disposizione della propria clientela servizi di factoring nella forma pro solvendo, del cd. maturity factoring e del reverse factoring. Inoltre la Società offre il servizio di online factoring e di certificazione dei crediti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

A partire dal 2014, grazie alla partnership costituita con un operatore specializzato, la Società ha iniziato a svolgere attività di acquisto pro-soluto e di gestione di crediti fiscali (principalmente crediti IVA) che derivano da procedure concorsuali.

Nel 2014 il Gruppo ha avviato anche un'operatività nel settore del factoring di crediti verso privati, sia nelle modalità pro-soluto e pro-solvendo, sia secondo la formula del maturity factoring.

Oltre ad operare nel mercato del factoring, che costituisce il core business del Gruppo, la Società ha sviluppato nuove linee di business. Già attiva nel mercato della gestione e del recupero crediti per conto di terzi attraverso la controllata Solvi S.r.l. (fusa per incorporazione nell'Emittente con efficacia dal 1° agosto 2013), a partire dal 2014 Banca Sistema ha iniziato a fornire altresì una diversificata tipologia di ulteriori prodotti e servizi quali: (I) l'acquisto di portafogli di crediti derivanti dalla concessione di finanziamenti nella particolare forma della cessione del quinto dello stipendio e della pensione da operatori qualificati e (II) i finanziamenti alle PMI garantiti dal Fondo di Garanzia del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

La fonte principale di reperimento delle risorse per finanziarie il core business del Gruppo è quella derivante dall'attività bancaria sia retail, sia corporate, che include l'offerta di servizi bancari tradizionali quali i conti correnti ed i conti deposito in favore di clienti privati, imprese e società in Italia ed in Germania, nonché altri servizi bancari accessori. Dette fonti di finanziamento, unitamente all'accesso a finanziamenti erogati dalla BCE grazie alla Procedura ABACO (Attivi Bancari Collateralizzati), alle attività di tesoreria tra le quali la gestione dei titoli della Repubblica Italiana in portafoglio e la gestione delle attività e passività finanziarie e creditizie ("ALM") dell'Emittente, nonché all'accesso al mercato interbancario consentono alla Società di avere uno stabile accesso a fonti sicure di liquidità a tassi competitivi.

Per la distribuzione dei propri prodotti e servizi l'Emittente si avvale della propria rete diretta, costituita prevalentemente dalle filiali e dagli uffici di rappresentanza del Gruppo, nonché di una rete indiretta, costituita da banche, società di investimento mobiliare (SIM), consulenti finanziari e intermediari finanziari (mediatori creditizi) che operano in forza di specifici accordi di distribuzione conclusi con l'Emittente.

COMPOSIZIONE E STRUTTURA DEL GRUPPO

Al 31 dicembre 2015 il Gruppo Banca Sistema si compone della società Capogruppo, Banca Sistema S.p.A. e della società Specialty Finance Trust Holding Limited, società di diritto inglese, controllata al 100% dalla Banca.

QUOTAZIONE DELLA CAPOGRUPPO

In ottemperanza ai patti parasociali e allo scopo di valorizzare appieno le attività di Banca Sistema e di supportarne la sua crescita, l'Assemblea dei Soci, su proposta del Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 26 marzo 2015, ha deliberato di approvare la proposta di domanda di ammissione delle azioni ordinarie della Società alla quotazione nel Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., Segmento STAR.

La quotazione e il conseguente ampliamento della compagine sociale consentiranno alla Banca di rafforzare la visibilità del proprio modello di business ed accrescere, in tal modo, il proprio standing all'interno del mercato di riferimento, anche grazie all'ingresso nel capitale di investitori professionali, nazionali e internazionali.

A seguito dell'avvio del progetto di quotazione di Banca Sistema, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 26 marzo 2015, ha approvato il nuovo Piano Triennale 2015-2018, modificando quindi quello approvato dal Consiglio in data 13 febbraio 2014.

Sotto un profilo organizzativo e di governance, il Consiglio di Amministrazione nel corso delle sedute del 26 marzo 2015, 28 aprile 2015 e 28 maggio 2015, in conformità con quanto previsto dalla normativa primaria e secondaria vigente, ha portato a termine il processo di adeguamento del sistema di governo societario, di approvazione delle varie procedure interne, di riorganizzazione dei comitati endoconsiliari, nonché di nomina dell'investor relator e del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. In data 3 giugno 2015 l'assemblea straordinaria dei soci ha quindi deliberato l'aumento del capitale sociale da euro 8.450.526,24 fino a massimi nominali euro 10 milioni, in via scindibile ed a pagamento, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell'art. 2441, comma 5, del Codice Civile, a servizio dell'offerta pubblica di sottoscrizione e vendita relativa all'operazione di quotazione delle azioni della Società, con efficacia subordinata al rilascio da parte di Borsa Italiana S.p.A. del provvedimento di ammissione delle azioni della Società alle negoziazioni sul Mercato Telematico Azionario - Segmento STAR (ove ne ricorrano i presupposti), organizzato e gestito dalla stessa Borsa Italiana S.p.A.: in data 15 giugno 2015 Banca d'Italia ha rilasciato la relativa attestazione di conformità.

In data 17 giugno 2015 Borsa Italiana, con provvedimento n. 8073, ha disposto l'ammissione alla quotazione in borsa delle azioni della Banca per la negoziazione nel Mercato Telematico Azionario. Il giorno 18 giugno 2015 Consob ha rilasciato il provvedimento di approvazione del prospetto informativo che consentiva di dare avvio all'offerta pubblica delle azioni: in tale data è stato dato l'avvio all'offerta istituzionale, mentre il giorno 19 giugno 2015 è iniziata parallelamente anche l'offerta retail. Entrambe le offerte si sono chiuse il giorno 29 giugno: il prezzo d'offerta è stato fissato in euro 3,75 per azione, equivalente ad una capitalizzazione della società pari a circa euro 302 milioni, calcolata sulla base del Prezzo di Offerta. L'inizio delle negoziazioni è avvenuto in data 2 luglio 2015. In tale data si sono verificate le condizioni sospensive così come assunte dall'assemblea straordinaria in data 3 giugno 2015; in particolare, il capitale sociale è stato sottoscritto e versato per euro 1.200.000,00 con emissione di n. 10.000.000 azioni ordinarie da nominali euro 0,12 ciascuna. Il nuovo capitale sociale risulta pertanto interamente sottoscritto e versato per euro 9.650.526,24, suddiviso in n. 80.421.052 azioni del valore nominale di euro 0,12 cadauna.

In data 29 giugno 2015 si è conclusa l'offerta globale delle azioni ordinarie della Banca derivanti da un aumento di capitale dedicato e dalle azioni già detenute dal socio SOF Luxco S.a.r.l., finalizzata alla quotazione sul Segmento Star del Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana, con un prezzo di offerta fissato a 3,75 euro per azione. In data 2 luglio 2015 è iniziata la negoziazione del titolo sull'MTA. Infine il giorno 17 luglio 2015, il Coordinatore dell'Offerta Globale di Vendita e Sottoscrizione, Barclays Bank PLC, anche in nome e per conto dei membri del Consorzio per il Collocamento Istituzionale, ha esercitato integralmente l'Opzione Greenshoe concessa dall'Azionista Venditore, SOF Luxco S.a.r.l., per complessive n. 3.897.865 azioni ordinarie di Banca Sistema. Il prezzo di acquisto delle azioni oggetto dell'Opzione Greenshoe è stato pari a euro 3,75 per azione - corrispondente al Prezzo di Offerta delle azioni oggetto dell'Offerta Globale di Vendita e Sottoscrizione - per un controvalore complessivo di circa euro 14,6 milioni al lordo di commissioni e spese relative all'operazione. Il regolamento delle azioni relative all'Opzione Greenshoe è quindi avvenuto il 21 luglio 2015. Complessivamente l'Offerta Globale di Vendita e Sottoscrizione, inclusa l'Opzione Greenshoe, ha riguardato n. 42.876.525 azioni ordinarie di Banca Sistema, pari al 53,32% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di circa euro 160,8 milioni al lordo di commissioni e spese relative all'operazione. Barclays Bank PLC ha agito quale coordinatore globale dell'Offerta Globale di Vendita e Sottoscrizione, Banca Akros ha agito quale Responsabile del Collocamento per l'Offerta Pubblica, mentre Intermonte ha agito in qualità di Sponsor. I Joint Bookrunners oltre a Barclays sono stati Banca Akros, Intermonte e Jefferies.

FATTI DI RILIEVO AVVENUTI NEL CORSO DEL PERIODO DI RIFERIMENTO

In data 20 febbraio 2015, sono state approvate (I) la "Relazione annuale 2014" della Direzione Rischio", (II) la "Relazione annuale 2014" della Funzione Compliance", (III) la "Relazione annuale 2014 della Funzione Antiriciclaggio", (IV) la "Relazione annuale della Funzione Compliance sui reclami ricevuti dalla Banca", (V) la "Relazione Annuale sull'attività svolta dalla Funzione Internal Audit nel corso dell'esercizio 2014" e (VI) la Relazione periodica al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale dell'Organismo di Vigilanza sull'applicazione del "Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. 231/2001".

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A., in data 26 marzo 2015, ha approvato (I) la "Relazione annuale sulle modalità di svolgimento dei servizi e delle attività di investimento e dei servizi accessori e dell'attività di distribuzione di prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione e da banche, delibera CONSOB n. 17297", (II) il "Resoconto ICAAP 2014", (IV) l'aggiornamento della Policy MiFid e (III) ha autorizzato la pubblicazione delle "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale, informativa al pubblico Terzo Pilastro", secondo le modalità previste dalla normativa applicabile.

L'Assemblea di Banca Sistema S.p.A., seduta del 26 marzo 2015, ha approvato (I) il "Bilancio dell'esercizio chiuso al 31.12.2014" e (II) le "Politiche di Remunerazione per l'anno 2015".

Nel corso del mese di marzo 2015, nell'ottica di sviluppo del prodotto Cessione del Quinto (CQS), sono stati sottoscritti accordi commerciali con due nuovi operatori specializzati.

In data 28 aprile 2015, sono stati approvati (I) l'informativa trimestrale delle "Funzioni di Controllo Interno al 31.03.2015" (Risk Reporting, Tableau de board della Funzione Compliance e Tableau de board della Direzione Internal Audit), (II) la "Relazione annuale della funzione di revisione interna in merito ai controlli svolti sulle funzioni operative esternalizzate", (III) l'aggiornamento della "Policy Liquidità e Contingency Funding Plan", nonché (IV) il "Documento di Autovalutazione del Consiglio di Amministrazione" e il documento sulla "Composizione qualitativa e quantitativa ottimale del Consiglio di Amministrazione", a seguito del completamento del processo di autovalutazione degli Organi Aziendali svolto ai sensi della Circolare Banca d'Italia 285, Disposizioni di Vigilanza in materia di Governo Societario.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A., in data 30 giugno 2015, ha approvato (I) la "Policy di Gestione dei Titoli Complessi" e (II) la Relazione annuale sulle modalità di svolgimento dei servizi e delle attività di investimento e dei servizi accessori e dell'attività di distribuzione di prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione e da banche, delibera CONSOB n. 17297". In data 3 giugno 2015 l'Assemblea Straordinaria dei Soci ha deliberato:

  • (1) le modifiche dello statuto sociale necessarie per dare migliore organicità e chiarezza ad alcune previsioni, anche adeguandole alle disposizioni della Circolare 285 di Banca d'Italia in materia di governo societario e incentivazioni;
  • (2) l'aumento del capitale sociale, a pagamento e con sovrapprezzo, fino a un ammontare massimo di euro 10 milioni e quindi per massimi euro 1.549.473,42, mediante emissione di massime n. 12.912.281 azioni ordinarie da nominali euro 0,12 (delibera sospensivamente condizionata al rilascio da parte di Borsa Italiana del provvedimento di ammissione della Società alla quotazione nel Mercato Telematico Azionario - Segmento STAR);
  • (3) le modifiche dello statuto sociale in vista della quotazione della Società (delibera sospensivamente condizionata all'avvio delle negoziazioni delle azioni della Società sul Mercato Telematico Azionario di Borsa Italiana).

L'Assemblea dei Soci ha infine approvato, in sede ordinaria, il "Regolamento assembleare". Il giorno 15 luglio è stato sottoscritto l'atto di compravendita relativo a n. 200 quote per un controvalore complessivo pari a euro 5 milioni, corrispondenti allo 0,066% del capitale sociale di Banca d'Italia, con contestuale girata del certificato di quote di partecipazione.

In data 30 luglio 2015 il Consiglio di Amministrazione ha approvato (I) "l'informativa trimestrale delle Funzioni di Controllo Interno al 30.06.2015" (Risk Reporting, Tableau de board della Funzione Compliance e Tableau de board della Direzione Internal Audit), (II) la "Relazione periodica al Consiglio di Amministrazione" e al Collegio Sindacale dell'Organismo di Vigilanza sull'applicazione del "Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001", nonché l'aggiornamento del modello stesso in considerazione dell'evoluzione normativa e della quotazione di Banca Sistema S.p.A. al mercato STAR di Borsa Italiana (III) il Testo Unico Antiriciclaggio e (IV) l'aggiornamento della Delibera Quadro in materia di operazioni con soggetti collegati.

In data 24 settembre 2015 il Consiglio di Amministrazione ha preso atto delle dimissioni presentate dalla Dott.ssa Lindsey McMurray e dal Dott. Matthew Potter dalla carica di Amministratori della Banca con decorrenza immediata dal giorno 18 settembre 2015. Per quanto riguarda la Dott.ssa McMurray, le dimissioni hanno comportato l'automatica decadenza anche dalla carica di Membro del Comitato Esecutivo. Le dimissioni sono state rassegnate a seguito della modifica della compagine societaria che, con l'avvio della quotazione in data 2 luglio 2015, ha visto l'uscita di SOF Luxco S.a.r.l. dall'azionariato della Banca. Successivamente, il giorno 22 settembre 2015, con effetto a partire dal 30 novembre, il Dott. Gianluca Garbi, l'Avv. Claudio Pugelli, il Prof. Giovanni Puglisi e il Dott. Daniele Pittatore hanno rassegnato le dimissioni dal Consiglio di Amministrazione della Società per favorire il processo di rinnovamento del Consiglio di Amministrazione, affinché meglio rifletta i nuovi assetti societari della Banca.

In data 15 ottobre 2015 il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Relazione del Consiglio di Amministrazione in merito alla proposta di acquisto e vendita di azioni proprie, ed ha quindi provveduto ad integrare l'ordine del giorno della convocazione Assemblea dei Soci, che sarà pertanto chiamata a deliberare in merito all'autorizzazione al Consiglio di Amministrazione all'acquisto e alla alienazione di azioni proprie. In data 30 ottobre il Consiglio di Amministrazione ha approvato i Dati Finanziari Consolidati al 30.09.2015 supportati dalla relativa attestazione del Dirigente Preposto ai sensi dell'Art. 154-bis alla redazione dei documenti contabili societari. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato il "Regolamento del Dirigente Preposto alla redazione dei Documenti Contabili", e l'informativa trimestrale delle Funzioni di Controllo Interno al 30.09.2015 (Risk Reporting, Tableau de board della Funzione Compliance e Tableau de board della Direzione Internal Audit).

In data 27 novembre 2015 il Consiglio di Amministrazione, a seguito delle delibere assunte dall'Assemblea dei Soci tenutasi in pari data, che ha provveduto a nominare i nuovi componenti e a designare l'Avv. Luitgard Spögler alla carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha nominato (I) l'Avv. Claudio Pugelli alla carica di Vice Presidente, (II) il Dott. Gianluca Garbi alla carica di Amministratore Delegato, (III) istituito il Comitato Esecutivo, il Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi, il Comitato per le Nomine, il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Etico e l'Organismo di Vigilanza.

In data 16 dicembre 2015 il Consiglio di Amministrazione ha provveduto ad accertare il possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità, cause di sospensione ed indipendenza di tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione, nonché ad approvare (I) il budget per l'anno 2016 e la revisione del RAF sempre per l'anno 2016, (II) il "Regolamento Whistleblowing", (III) l'aggiornamento della Collection Policy. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre provveduto ad approvare le Politiche di Remunerazione del Gruppo Banca Sistema S.p.A. per l'anno 2016, nonché l'avvio di un Piano di Stock Grant 2016-2019 con l'approvazione del relativo Regolamento, e le conseguenti delibere di costituzione di una riserva legale di utili vincolata al servizio dell'aumento gratuito del capitale sociale riservato ai beneficiari del Piano di Stock Grant 2016-2019 e di aumento gratuito del capitale sociale ai sensi dell'art. 2349 del Codice Civile a servizio del Piano di Stock Grant e approvazione del conseguente progetto di modifica dell'articolo 5 dello Statuto. Nel corso del mese di dicembre 2015, nell'ottica di sviluppo del prodotto Cessione del Quinto (CQS), sono stati sottoscritti accordi commerciali con un nuovo operatore specializzato, in aggiunta a quelli precedentemente sottoscritti.

LO SCENARIO MACROECONOMICO

Le prospettive sono in miglioramento nei paesi avanzati, ma la debolezza delle economie emergenti frena l'espansione degli scambi globali, che continua a deludere le attese, e contribuisce a comprimere i prezzi delle materie prime. Le proiezioni della crescita mondiale prefigurano per il 2016 e per il prossimo anno una modesta accelerazione rispetto al 2015. All'inizio del 2016 sono tuttavia emerse nuove e significative tensioni sul mercato finanziario in Cina, accompagnate da timori sulla crescita dell'economia del paese. I corsi petroliferi sono scesi sotto i livelli minimi raggiunti nella fase più acuta della crisi del 2008-09.

Il rialzo in dicembre del tasso sui federal funds da parte della Riserva federale, motivato dal significativo miglioramento del mercato del lavoro, segna negli Stati Uniti la fine della politica di tassi di interesse nulli adottata dal 2008.

Con riferimento all'area euro, come evidenziato nel Bollettino Economico di Banca d'Italia n.1 2016 del 16 gennaio 2016 nel terzo trimestre del 2015, il PIL è aumentato dello 0,3% rispetto al periodo precedente, sospinto dalla domanda interna.

La crescita nell'area dell'euro prosegue, ma resta fragile: il rapido affievolirsi della spinta delle esportazioni è stato finora gradualmente compensato dal contributo positivo proveniente dalla domanda interna.

Le stime sul quarto trimestre 2015 indicano che l'attività economica nell'area ha continuato a espandersi a ritmi analoghi a quelli del periodo precedente, con andamenti pressoché omogenei tra i maggiori Paesi. In dicembre l'indicatore €-coin elaborato dalla Banca d'Italia, che stima la dinamica di fondo del PIL dell'area, è aumentato, toccando il livello più alto dal luglio 2011. La fiducia delle imprese e delle famiglie, sostenuta dai segnali favorevoli sull'occupazione, indica una prosecuzione della ripresa.

Sulle prospettive di crescita dell'area gravano rischi al ribasso legati alla perdurante incertezza circa le condizioni della domanda in importanti mercati di sbocco, in particolare nei paesi emergenti. Inoltre l'acuirsi delle tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente, potrebbe ripercuotersi negativamente sul clima di fiducia e contribuire a frenare la ripresa dei consumi e l'attività a livello globale.

Sulla base dei dati preliminari a dicembre l'inflazione si è attestata allo 0,2% al di sotto delle attese. Nelle proiezioni degli esperti della BCE diffuse in dicembre, l'inflazione salirebbe nel 2016 all'1,0% (da valori nulli nel 2015).

Il programma di acquisto di titoli si sta dimostrando efficace nel sostenere l'attività economica nell'area dell'euro, tuttavia l'indebolimento della domanda estera e la discesa dei corsi petroliferi hanno contribuito all'insorgere di nuovi rischi al ribasso per l'inflazione e la crescita, che sono diventati più evidenti negli ultimi mesi.

Nella riunione del 3 dicembre scorso il Consiglio direttivo della BCE ha rafforzato lo stimolo monetario con un pacchetto di misure: (a) ha ridotto il tasso sui depositi delle banche presso l'Eurosistema di dieci punti base, a -0,30%; (b) ha esteso di sei mesi la durata del programma di acquisto (almeno fino a marzo del 2017) e ha ampliato la gamma di titoli ammissibili, includendo le obbligazioni emesse da Amministrazioni pubbliche regionali e locali dell'area; (c) ha deciso che il capitale rimborsato alla scadenza dei titoli acquistati nell'ambito del programma verrà reinvestito finché necessario; (d) ha annunciato che le operazioni di rifinanziamento principali e quelle a tre mesi proseguiranno a tasso fisso e con piena aggiudicazione degli importi richiesti almeno sino alla fine dell'ultimo periodo di mantenimento del 2017.

Inoltre il Consiglio direttivo intensificherà il ricorso agli strumenti disponibili nella misura in cui ciò sia necessario ad assicurare il ritorno durevole dell'inflazione su livelli coerenti con la stabilità dei prezzi.

L'espansione monetaria si sta trasmettendo al mercato del credito. Nei tre mesi terminanti in novembre i prestiti alle società non finanziarie dell'area hanno registrato un ulteriore incremento (1,8%). La crescita dei finanziamenti alle famiglie è rimasta stabile, all'1,9%. I tassi medi sui nuovi prestiti alle società non finanziarie e alle famiglie erano in novembre su livelli storicamente molto contenuti (2,1% e 2,3%).

ITALIA

In Italia la ripresa prosegue gradualmente. Nel terzo trimestre del 2015, come evidenziato nel Bollettino Economico di Banca d'Italia n.1 2016 del 16 gennaio 2016, il PIL è aumentato dello 0,2% in termini congiunturali, appena al di sotto delle attese.

Alla spinta delle esportazioni, che dopo aver sostenuto l'attività negli ultimi quattro anni risentono della debolezza dei mercati extraeuropei, si sta progressivamente sostituendo quella della domanda interna, in particolare per consumi e ricostituzione delle scorte. Il consolidamento dell'attività economica ha interessato tutti i principali comparti, tranne quello delle costruzioni dove si è tuttavia interrotta la prolungata fase recessiva. L'andamento della domanda estera costituisce però fonte di incertezza. La fiducia delle imprese si è rafforzata; prevale la quota di quelle che pianificano un aumento della spesa per investimenti nei primi sei mesi del 2016.

Come indicato nel Bollettino le stime per il quarto trimestre indicano che il PIL dovrebbe essere aumentato in misura analoga a quella del terzo (0,2%). In dicembre l'indicatore Ita-coin1 elaborato dalla Banca d'Italia - che stima in tempo reale la dinamica di fondo del PIL - è aumentato a 0,20, prolungando la tendenza positiva in atto dal novembre 2014.

Nell'ambito del programma di acquisto di titoli dell'Eurosistema, sono stati effettuati acquisti di obbligazioni pubbliche italiane alla fine dello scorso dicembre per un ammontare pari a circa 79 miliardi di euro (di cui 73 da parte della Banca d'Italia) e con vita media residua di poco superiore ai nove anni. Gli investitori esteri hanno continuato a manifestare interesse per le attività italiane, aumentando lievemente la quota di titoli pubblici in loro possesso; le famiglie italiane hanno con gradualità riequilibrato i portafogli in favore del risparmio gestito.

Inoltre è proseguita la crescita della spesa delle famiglie, che ha continuato a fornire un rilevante impulso all'aumento del PIL. Le indicazioni più recenti sul clima di fiducia e sul reddito disponibile sono coerenti con un'ulteriore espansione dei consumi nell'ultimo trimestre dello scorso anno, in linea con quella dei due periodi precedenti.

L'inflazione è scesa in dicembre allo 0,1% sui dodici mesi. Le aspettative di famiglie e imprese prefigurano nei prossimi mesi un modesto recupero della crescita dei prezzi, che rimarrebbe però su livelli contenuti. L'inflazione risente del nuovo calo delle quotazioni dei beni energetici, ma anche del persistere di ampi margini di sottoutilizzo della capacità produttiva, che contribuiscono a mantenere la dinamica di fondo dei prezzi su valori minimi.

Con riferimento al mercato del lavoro, nei mesi estivi il numero di occupati ha continuato a crescere, soprattutto tra i giovani e nei servizi; è proseguita la ricomposizione delle assunzioni verso forme contrattuali stabili. Il tasso di disoccupazione è sceso all'11,4% nel bimestre ottobre-novembre, il livello più basso dalla fine del 2012, anche per effetto della riduzione della disoccupazione giovanile, che rimane tuttavia su livelli storicamente elevati. Le attese delle imprese riferite al quadro occupazionale sono cautamente ottimiste.

Nel corso degli ultimi mesi del 2015 la crescita dei finanziamenti al settore privato non finanziario si è rafforzata. I prestiti alle imprese sono cresciuti per la prima volta dopo quasi quattro anni.

È proseguito l'allentamento dei criteri di offerta; il costo dei prestiti erogati a famiglie e imprese si colloca su livelli storicamente molto contenuti, beneficiando delle misure espansive adottate dalla BCE. Il graduale miglioramento dell'attività economica si sta riflettendo favorevolmente sulla qualità del credito, sulla redditività e sulla patrimonializzazione delle banche.

Grazie al graduale miglioramento dell'attività economica, è proseguita la diminuzione del flusso di nuovi prestiti deteriorati e di nuove sofferenze rispetto ai valori massimi osservati nel 2013. La redditività dei maggiori gruppi bancari è aumentata nei primi nove mesi del 2015 in confronto all'anno precedente. Il miglioramento dei bilanci delle banche dovrebbe proseguire nel 2016 per effetto del previsto consolidamento della ripresa ciclica. Come evidenziato nel Bollettino le stime di crescita sul PIL indicano una crescita nel 2015 dello 0,8% (0,7% sulla base dei conti trimestrali, che sono corretti per il numero di giorni lavorativi); potrebbe crescere attorno all'1,5% nel 2016 e nel 2017.

I provvedimenti di stimolo agli acquisti di beni strumentali contenuti nella legge di stabilità per il 2016 dovrebbero sostenere gli investimenti già dal primo trimestre; all'accumulazione di capitale contribuirebbe inoltre la componente degli investimenti in costruzioni, che beneficerebbe del rafforzamento dei segnali di riattivazione del mercato immobiliare, già osservati a partire dalla metà dello scorso anno.

L'inflazione è prevista in crescita allo 0,3% nel 2016 e all'1,2% per nel 2017. Gli investimenti, caratterizzati finora da una dinamica modesta, potrebbero beneficiare di prospettive di domanda e condizioni di finanziamento più favorevoli e degli effetti delle misure di stimolo introdotte dalla legge di stabilità. All'espansione dei consumi contribuirebbe la ripresa del reddito disponibile, sostenuto anche dal rafforzamento del mercato del lavoro. Restano rischi significativi, tra i quali sono molto rilevanti quelli associati al contesto internazionale: in particolare la possibilità di un rallentamento delle economie emergenti che potrebbe rivelarsi più marcato e duraturo di quanto finora ipotizzato e avere forti ripercussioni sui mercati finanziari e valutari. Inoltre la politica monetaria deve al contempo fronteggiare con decisione i rischi al ribasso per l'inflazione, che potrebbero derivare sia da una crescita della domanda inferiore alle attese, qualora i margini di capacità produttiva inutilizzata restassero sugli attuali ampi livelli per un periodo prolungato, sia da ulteriori flessioni delle quotazioni delle materie prime, ove queste innescassero effetti di retroazione sulla dinamica dei salari.

1 Ita-coin fornisce una stima mensile dell'evoluzione tendenziale dell'attività economica, sfruttando l'informazione proveniente da un ampio insieme di variabili riferite all'economia italiana, di natura sia quantitativa (produzione industriale, inflazione, vendite al dettaglio, flussi di interscambio, indici azionari) sia qualitativa (fiducia di famiglie e imprese, indicatori PMI);

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

ORGANIGRAMMA

Di seguito si riporta l'organigramma del Gruppo Banca Sistema:

DIREZIONE GENERALE

Le funzioni che si relazionano con l'Amministratore Delegato e Direttore Generale sono:

  • Direttore Centrale Finanziario
  • Direttore Rischio e Compliance
  • Direttore Centrale Operativo
  • Direttore Affari Legali e Societari
  • Direttore Centrale Banking
  • Direttore Marketing e Comunicazione
  • Direttore Centrale Factoring
  • Direttore Commerciale Factoring
  • Direttore Risorse Umane

LE SEDI E FILIALI DEL GRUPPO BANCA SISTEMA

Le sedi e filiali del Gruppo Banca Sistema sono le seguenti:

  • Milano Corso Monforte, 20 (Sede legale e filiale)
  • Roma Piazzale delle Belle Arti, 8 (Ufficio amministrativo)
  • Pisa Galleria Chiti, 1 (Filiale)
  • Padova Via N. Tommaseo, 78 (Filiale)(*)
  • Palermo Via della Libertà, 52 (Ufficio amministrativo)
  • Londra (UK) Dukes House 32-38 Dukes Palace (Ufficio amministrativo)

(*) Filiale di Padova chiusa in data 12 febbraio 2016

RISORSE UMANE

Il Gruppo al 31 dicembre 2015 è composto da 130 risorse, la cui ripartizione per categoria è di seguito riportata:

FTE 31/12/2015 31/12/2014
Dirigenti 15 14
Quadri (QD3 e QD4) 33 27
Altro personale 82 72
Totale 130 113

Il Gruppo, nell'esercizio 2015, ha ulteriormente rafforzato la propria struttura organizzativa inserendo, nell'anno, 30 nuove risorse di cui un dirigente. Hanno lasciato il Gruppo, nello stesso periodo, 13 persone, di cui 9 di livello contrattuale "impiegati" e 1 dirigente, sostituito attraverso una crescita interna.

La quotazione di Banca Sistema sul segmento STAR dell'MTA ha comportato l'inserimento di un Investor Relator, che ha seguito l'IPO e, a quotazione avvenuta, ha iniziato a gestire i rapporti con il mercato finanziario. Tra i nuovi inserimenti citiamo 7 persone nell'area commerciale, sia factoring che banking; inoltre sono state rafforzate le aree Rischio, IT, Tesoreria, Credit Management e Back Office.

L'età media del personale del Gruppo è pari a 39 anni per gli uomini e 37 anni per le donne, ove la componente femminile rappresenta il 40% del totale, valori pressoché stabili rispetto al 2014.

IL FACTORING

Il mercato italiano del factoring

L' evoluzione del factoring negli ultimi anni è indicativa della capacità di adattamento di questo strumento finanziario alle necessità congiunturali che emergono nell'economia italiana. Una flessibilità che consente di ipotizzare, anche in futuro, un proseguimento della crescita, anche in questa fase di recessione apparentemente conclusa che presenta ancora problemi di liquidità per le aziende di piccola e media dimensioni. L'ultima rilevazione disponibile di Assifact segnala che i primi nove mesi del 2015 hanno generato un volume d'affari cumulativo (turnover) superiore del 5,45% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un dato che dovrebbe essere sostanzialmente confermato quando saranno disponibili le statistiche complete relative all'anno da poco concluso.

La stima dei valori del mercato del factoring nel corso del 2015, confermeranno il trend di crescita degli ultimi anni con un incremento del turnover pari a circa il 4,6% e un outstanding, anch'esso in incremento rispetto al 2014, del 3,6%. Le stime in volumi per il factoring in Italia in termini di turnover, saranno superiori a 100 miliardi rappresentando l'8% del mercato mondiale e il 13% del mercato europeo. Un risultato importante se si considera la ridotta crescita del PIL nell'area euro nel corso del 2015.

Alla luce di quanto detto, il factoring, si conferma un importante strumento a sostegno dell'economia reale, capace di muoversi anche in controtendenza rispetto alla difficile fase economica in cui versa il nostro Paese e, più in generale, l'Europa in questi ultimi anni. Negli ultimi trent'anni il settore del factoring è cresciuto quattro volte più velocemente dell'economia mondiale. Nel 1980 i volumi complessivi del factoring nel mondo erano pari a 50 miliardi nel 2015 il volume di turnover annuo atteso a livello mondo supera i 2.300 miliardi di euro (nel 2000 erano 600 miliardi).

L'Italia è uno dei mercati più importanti al mondo nel comparto del factoring, che vale l'11% della ricchezza prodotta ogni anno nel Paese. Per capire il perché basta dare uno sguardo all'ultimo rapporto "Doing business", redatto dalla Banca mondiale e relativo al contesto in cui operano le imprese: l'Italia figura al 56esimo posto, tra Turchia e Bielorussia, ben lontana dal settimo posto degli Stati Uniti, dall'ottavo della Gran Bretagna e dal 14esimo della Germania. Se poi l'analisi si concentra sull'indicatore relativo all'accesso al credito, scendiamo addirittura all'89esimo posto.

Il factoring risponde proprio a questa necessità, anche attraverso soluzioni e servizi innovativi (ad es. il reverse factoring)

In Italia, la crescita dei volumi del factoring sarebbe stata ancora più rilevante se, nell'anno in corso, non fosse stato introdotto il decreto sullo "split payment" con riferimento ai crediti per fatture emesse verso al Pubblica Amministrazione. Per effetto di tale decreto, l'IVA in fattura non può più essere oggetto di cessione del credito in quanto sarà versata direttamente allo Stato da parte dell'Ente Pubblico con una conseguente riduzione del turnover per le società di factoring.

Non è semplice quantificare con precisione l'impatto dello "split payment" sui volumi acquistati dalle società di factoring; in tal senso appare ragionevole stimare minori acquisti per circa il 12% dei volumi complessivi. Secondo i dati dell'associazione di categoria, Assifact, le tre Regioni in cui il factoring è maggiormente diffuso in termini di numerosità sia dei cedenti sia dei debitori, sono la Lombardia, il Lazio e il Piemonte. Il credito cosiddetto specializzato, rappresentato soprattutto dal factoring e dal leasing, secondo una recente ricerca delle associazioni di categoria, rappresenta oltre il 20% delle transazioni bancarie nel loro complesso e una quota superiore al 15% del Prodotto Interno Lordo.

Nel corso del 2015 all'attenzione del Governo e delle Pubbliche Amministrazioni sul tema dei ritardi nei pagamenti non è stato corrisposto tuttavia, in termini operativi, l'auspicato miglioramento nelle prassi amministrative finalizzate alla riduzione nei tempi di pagamento. La spinta propulsiva dei recenti Decreti (D.L. 35/2013 e D.L. 66/2014) sembra essere esaurita e, infatti, a partire dalla fine del primo semestre 2015, abbiamo assistito ad un nuovo costante peggioramento dei tempi di pagamento.

A conferma di quanto segnalato poc'anzi, nel 2015 le performance di pagamento di numerosi enti pubblici sono nuovamente peggiorate e l'Italia, dagli ultimi dati resi disponibili dall'osservatorio di Assobiomedica a novembre 2015, ha una media di giorni di pagamento pari a 161 giorni e cioè superiore di ben 123 giorni rispetto alla media europea che è di 38 giorni. In particolare, si evidenzia inoltre il fatto che ben 16 regioni effettuano pagamenti con ritardi stabili o, in qualche caso, superiori a quelli di dicembre 2014. Da una analisi degli ultimi dati disponibili del Ministero dell'Economia e delle Finanze emerge che dei 44,6 miliardi disponibili per saldare i debiti della PA relativi agli anni 2013 e precedenti ne sono stati utilizzati 38,6 miliardi. Da articoli di stampa, emerge inoltre che alcune Regioni non hanno utilizzato questo ammontare per il pagamento dei debiti commerciali ma per altri fini. Nel corso dell'anno, sono stati emanati nuovi strumenti legislativi per facilitare le cessioni al sistema finanziario di crediti vantati dalle imprese private verso le Amministrazioni pubbliche. Nonostante gli impegni dei governi degli ultimi anni e l'attenzione dei media al tema dei ritardi della Pubblica Amministrazione la questione seguita a rappresentare un grave problema per il nostro Paese e rappresenta circa il 3,1% del PIL. Se si considerano anche i crediti acquistati dagli intermediari si tocca quota 70 miliardi di euro. I provvedimenti legislativi che hanno introdotto sia la piattaforma elettronica per la certificazione del credito che la fatturazione elettronica, sempre con riferimento ai rapporti tra fornitori e la Pubblica Amministrazione hanno generato aspettative molto alte, che fino ad oggi sono andate almeno in parte deluse. La "Piattaforma per la certificazione dei crediti", secondo dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze, alla fine dello scorso anno ha ricevuto la richiesta di certificazione di oltre 91 mila fatture per un ammontare di circa 10 miliardi di euro. Non è disponibile il dato di quante fatture siano state effettivamente certificate, ma dalla nostra esperienza diretta, possiamo testimoniare che una parte consistente delle fatture immesse dalla piattaforma per la certificazione viene respinta.

Un altro tema di grande attualità è stata l'introduzione, a partire dal 31 marzo 2015, dell'obbligo di fatturazione elettronica di tutti i fornitori che emettono delle fatture verso la Pubblica Amministrazione. Secondo i dati del MEF oltre 20.000 Pubbliche Amministrazioni si sono registrate, ma solo il 28% di queste risulta essere effettivamente attivo. L'implicito cambiamento culturale indotto dalla fatturazione elettronica rimane ancora una opportunità che la Pubblica Amministrazione dovrebbe cogliere per generare un circuito virtuoso che possa favorire il reale miglioramento di tutto il sistema.

Possiamo concludere affermando che il 2015 si conferma come un anno molto impegnativo sul tema dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni. Occorre tenere alto il livello di visibilità del problema sia al livello politico che mediatico per scongiurare un abbassamento della guardia in tutti gli attori del sistema. Non c'è dubbio, comunque, che ad oggi sia la fatturazione elettronica che gli strumenti di certificazione hanno determinato un sempre maggiore necessità di servizi di factoring per i fornitori della PA sia in termini finanziari sia in chiave di maggior supporto alle imprese nell'accelerazione dei pagamenti dei propri crediti.

Il Gruppo Banca Sistema e l'attività di factoring

Il turnover nell'esercizio 2015 del Gruppo Banca Sistema è stato pari a € 1.411 milioni, con una crescita del 20% rispetto al medesimo periodo del 2014. Considerando i crediti di terzi gestiti il totale volumi al 31 dicembre 2015 è stato pari a € 1.699 milioni.

L'outstanding al 31 dicembre 2015 è pari a € 1.111 milioni, influenzato dalla dinamica del turnover generato nel 2015 e dagli incassi del periodo ed è superiore del 19% rispetto ai € 932 milioni di fine 2014 principalmente per effetto degli acquisti di portafogli crediti effettuati nel quarto trimestre 2015 pari a € 536 milioni (euro 311 milioni nel solo mese di dicembre 2015).

Gli incassi verso le esposizioni nei confronti della Pubblica Amministrazione registrati fino al 31 dicembre 2015 sono pari a € 1.191 milioni in aumento del 19% rispetto agli incassi registrati al 31 dicembre 2014.

Sotto si rappresenta l'incidenza dei debitori sul portafoglio oustanding al 31 dicembre 2015. Il core business del Gruppo rimane il segmento della Pubblica Amministrazione.

Il Gruppo è attivo sia attraverso cessioni dirette dalle imprese sia nell'ambito di accordi regionali per la ristrutturazione o rimodulazione del debito degli enti pubblici. Queste operazioni includono i contratti di factoring tradizionali, nonché i contratti di reverse factoring con Enti Pubblici di elevata affidabilità che, in qualità di debitori, sono interessati a utilizzare il factoring con i propri fornitori.

TURNOVER (€ mln) 31/12/2015 31/12/2014 Delta € Delta %
Crediti commerciali 1.270 1.121 149 13%
di cui Pro-soluto 1.096 1.016 80 8%
di cui Pro-solvendo 174 105 69 66%
Crediti fiscali 141 53 88 166%
di cui Pro-soluto 123 43 80 186%
di cui Pro-solvendo 18 10 8 80%
TOTALE 1.411 1.174 237 20%

La seguente tabella riporta il turnover factoring per tipologia di prodotto:

I crediti fiscali (VAT) al 31 dicembre 2015 hanno avuto un turnover in forte aumento (+166%) e includono crediti IVA da procedure concorsuali, attività iniziata alla fine del precedente esercizio con il supporto di un operatore specializzato di mercato, anche grazie alla recente norma dello split payment. Il numero dei clienti nel 2015 è complessivamente pari a 294 in crescita del 137% rispetto al 2014 per il rafforzamento del factoring indiretto con debitori PA e privati, per il rafforzamento della rete commerciale iniziato nel 2015 e grazie anche a 14 nuovi accordi stipulati nel 2015 con istituti bancari. Negli ultimi mesi del 2015 sono state inoltre effettuate operazioni con debitori esteri per un totale di euro 20 milioni.

Attività di collection e di recupero del Gruppo

Ai fini dell'attività di recupero dei crediti il Gruppo si avvale sia delle proprie strutture interne ed in parte di società esterne, dotate di significative competenze ed esperienza nell'analisi, nella gestione e nel monitoraggio del processo di riscossione del credito, sia di una rete di operatori e società esterne specializzati nel recupero crediti ed operanti su tutto il territorio nazionale. La rete di liberi professionisti di cui la Banca si avvale le consente di calibrare con precisione le attività di riscossione dei crediti in relazione allo specifico debitore ovvero di incrementare il numero degli operatori qualora ci sia la necessità di focalizzarsi su specifiche aree.

In particolare il Gruppo opera attraverso 13 Collectors che, nel rispetto delle disposizioni in materia bancaria applicabili alla Società ed agli obblighi di non concorrenza di volta in volta vigenti, svolgono le seguenti attività: (I) verificano la certezza, la liquidità e l'esigibilità dei crediti; (II) stabiliscono una relazione tra il Gruppo ed i debitori al fine di favorire l'attività di riscossione dei crediti e (III) forniscono un continuo aggiornamento delle informazioni e dei dati disponibili. Gli incassi gestiti dalla Banca, nell'ambito dell'attività di collection dei propri portafogli crediti factoring nel corso del 2015, sono stati pari a € 1.191 milioni (in aumento del 19% rispetto al 2014).

Attività di Servicing

Al 31 dicembre 2015 il Gruppo attraverso la rete di "Collectors" svolge attività di riscossione in favore di clienti che si rivolgono alla Società per la prestazione del servizio di riscossione dei propri crediti.

Alla data del 31 dicembre 2015 l'ammontare dei crediti di terzi gestiti dal Gruppo ammonta ad € 288 milioni e le commissioni attive generate da questo segmento di business ammontano ad euro 1.108 mila.

IL BANKING

Raccolta diretta

La politica di raccolta dalla divisione banking è strettamente correlata all'evoluzione prevista degli impieghi commerciali e alle condizioni di mercato. Oggi la raccolta è orientata a privilegiare anche i conti correnti, diversamente dal passato in cui si puntava prevalentemente sui depositi vincolati.

La ragione di tale scelta è da ricercarsi nella necessità di rendere il rapporto con la clientela meno volatile e garantire, nel contempo, attraverso la fornitura dei servizi tradizionali un riscontro in termini commissionali. A ciò si aggiunge un effetto positivo sul costo medio della raccolta.

Il Gruppo, pertanto, calmierando i tassi sui depositi

vincolati che rimangono sempre allineati al mercato, ma senza essere tra i leader di mercato e strutturando un conto corrente a condizioni agevolate e con una remunerazione interessante ha raggiunto gli obiettivi previsti.

Al 31 dicembre 2015 il totale dei depositi vincolati ammonta a € 558 milioni (il dato non include i ratei maturati per competenza), registrando una variazione positiva rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente pari a € 6 milioni. In tale ammontare sono inclusi depositi vincolati con soggetti residenti in Germania (collocati attraverso l'ausilio di un piattaforma partner) per un ammontare complessivo di € 39 milioni.

I clienti individuali attivi con deposito vincolato al 31 dicembre 2015 risultano pari a 10.693, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2014 (pari a 11.246). La giacenza media è pari a 52 mila euro in aumento rispetto al 31 dicembre 2014 (pari a 49 mila euro).

La ripartizione della raccolta per vincolo temporale è evidenziata sotto.

Composizione Stock conti deposito al 31 dicembre

I rapporti di conto corrente passano da 2.838 (dato al 31 dicembre 2014) a 3.632 di fine esercizio, mentre la giacenza sui conti correnti al 31 dicembre 2015 è pari a € 336 milioni mostrando una raccolta netta positiva di € 25 milioni.

La raccolta indiretta

La raccolta indiretta derivante da masse amministrate al 31 dicembre 2015 risulta pari a € 364 milioni (€ 408 milioni al 31 dicembre 2014).

La composizione risulta essere la seguente:

Tipologia (e mln) 31/12/2015 31/12/2014 Delta € Delta %
Obbligazioni 123.037 254.613 -131.576 -51,68%
Titoli azionari 232.575 89.823 142.752 158,93%
Warrant 319 60.058 -59.739 -99,47%
Fondi 8.177 3.019 5.158 170,85%
TOTALE 364.108 407.513 -43.405 -10,65%

Nel corso del 2015 è stato avviato un processo di ampliamento dell'offerta di prodotti/servizi come nuovi fondi e ad un rafforzamento della struttura attraverso l'inserimento di nuove risorse nell'area del private banking.

Finanziamenti alle piccole e medie imprese garantiti

Il Gruppo Banca Sistema ha iniziato nel 2014 l'erogazione di finanziamenti alle PMI garantiti dal Fondo di garanzia del Ministero dello Sviluppo Economico (legge 662/96). Questo è uno strumento che permette alle imprese di avere accesso al credito, in maniera garantita e facilitata il Gruppo a erogare prestiti con rischio ad impatto patrimoniale ridotto, vista la garanzia (fino all'80%) dello Stato; la media di copertura della garanzia per il Gruppo è dell'80%.

Al 31 dicembre 2015 il Gruppo ha erogato € 79,0 milioni (€ 20,8 milioni nel 2014), con un outstanding di fine periodo pari a € 85,2 milioni.

31/12/2015 31/12/2014 DELTA € DELTA %
N. Pratiche 188 52 136 262%
Volumi Erogati 79.015 20.805 58.210 280%

Come si evince dai grafici sottostanti, la distribuzione geografica e settoriale è molto eterogenea, permettendo al Gruppo di avere un portafoglio ben diversificato.

Di seguito i volumi erogati per area geografica.

Cessioni del quinto dello stipendio ("CQS") e della pensione ("CQP")

Il Gruppo Banca Sistema ha fatto l'ingresso nel 2014 nel mercato della cessione del quinto dello stipendio e della pensione (CQS/CQP e in minima parte delegazioni di pagamento), attraverso l'acquisto da altri intermediari specializzati di portafogli di crediti derivanti da concessione di finanziamenti con tale forma tecnica. Al 31 dicembre 2015 la Banca ha in essere 5 accordi di distribuzione con operatori specializzati nel settore.

La Cessione del Quinto (CQS) è un prodotto di credito

al consumo, che permette ai clienti di veicolare fino ad un quinto del proprio stipendio direttamente verso il pagamento di una rata per un prestito. I volumi acquistati nel 2015 sono stati pari a € 114,9 milioni, ripartiti tra dipendenti privati (21%), pensionati (47%) e dipendenti pubblici (32%).

Pertanto oltre il 79% dei volumi è riferibile a pensionati e impiegati presso la PA, che resta il debitore principale della Banca.

31/12/2015 31/12/2014 DELTA € DELTA %
N. Pratiche 5.526 656 4.870 742%
Volumi Erogati 114.894 13.411 101.482 757%

Come si evince dalla tabella l'erogato nel 2015 è notevolmente in crescita rispetto all'erogato del 2014, a fronte di ulteriori cinque nuovi accordi stipulati dalla Banca nel periodo.

Di seguito si riporta la ripartizione geografica dei portafogli crediti CQS/CQP:

Volumi Erogati CQS - Area Geografica

Portafoglio di proprietà

Per meglio supportare gli impegni di liquidità viene gestito il portafoglio Titoli di proprietà, l'investimento ha caratteristiche di breve termine in titoli emessi dalla Repubblica Italiana (Titoli di Stato).

Il portafoglio titoli di proprietà al 31 dicembre 2015 è pari a euro 920 milioni (858 milioni al 31 dicembre 2014) ed è composto esclusivamente da titoli di Stato italiani a breve termine.

Nel corso del periodo il portafoglio titoli di proprietà si è mantenuto sostanzialmente omogeneo per valore complessivo, tipologia di titoli in portafoglio e durata residua. In particolare al 31 dicembre 2015 la duration del portafoglio era pari a 9 mesi (8,5 mesi al 31 dicembre 2014). Nel corso del 2015 il controvalore delle operazioni in titoli è stato pari a 9,8 miliardi di euro (rispetto a 19,3 miliardi scambiati nel 2014).

La discesa dei rendimenti ai minimi storici sui titoli del debito pubblico Italiano a seguito dell'introduzione del Quantitative Easing da parte della Banca Centrale Europea ha ridotto notevolmente la volatilità dei mercati e di conseguenza gli scambi sui titoli.

Le attività di compravendita di titoli di Stato viene effettuata prevalentemente attraverso i mercati telematici MTS Italy (aderente in qualità di market dealer), l'European Bond Market (EBM), attraverso la piattaforma deal-to-client BondVision o su BrokerTec.

La performance dell'operatività in titoli è stata in linea con il miglioramento degli spread fino al primo trimestre 2015, ovvero con il miglioramento della percezione di rischio da parte dei mercati nei confronti dei Paesi periferici della zona euro, per poi rallentare dal mese di maggio in poi.

La raccolta wholesale

Al 31 dicembre 2015 la raccolta "wholesale" rappresenta il 58% circa del totale ed è costituita prevalentemente da operazioni di pronti contro termine negoziati sulla piattaforma MTS MMF Repo, da depositi interbancari e in misura inferiore da operazioni di rifinanziamento presso BCE; al 31 dicembre 2014 era pari al 54%. Tali operazioni sono state effettuate nel periodo utilizzando come sottostante titoli di Stato italiano del portafoglio di proprietà e crediti commerciali elegible derivanti dall'attività di factoring nei confronti della pubblica amministrazione e da finanziamenti a PMI (ABACO).

La scelta tra le fonti di finanziamento sopra descritte dipende sostanzialmente dagli andamenti contingenti di mercato della liquidità a breve. In particolare, rispetto al 31 dicembre 2014 si è privilegiato il ricorso ad operazioni di pronti contro termine rispetto alle operazioni MRO

proposte dalla BCE.

Nel corso del 2015, i volumi scambiati sul mercato telematico MMF REPO sono stati pari a circa 114,9 miliardi (32,6 miliardi di euro nell'esercizio 2014).

Il Gruppo ricorre anche al mercato interbancario dei depositi sia attraverso il mercato e-MID sia attraverso accordi bilaterali con altri istituti di credito.

Al 31 dicembre 2015 risultano in essere depositi per € 282 milioni rispetto ai € 91 milioni del 31 dicembre 2014, nel corso del 2015 sono stati scambiati € 2,8 miliardi (6,7 miliardi di euro nell'esercizio 2014).

La quotazione delle azioni di Banca Sistema alla Borsa valori di Milano ha notevolmente migliorato la concessione di linee di credito MM, con la possibilità di attingere fondi dal mercato interbancario utili per la diversificazione del raccolta.

I PRINCIPALI AGGREGATI PATRIMONIALI

Di seguito si forniscono i commenti ai principali aggregati dell'attivo di stato patrimoniale.

VOCI DELL'ATTIVO (€.000) 31/12/2015 31/12/2014 DELTA €
Cassa e disponibilità liquide 104 66 38
Attività finanziarie detenute per la negoziazione - 63 (63)
Attività finanziarie disponibili per la vendita 925.402 858.007 67.395
Crediti verso banche 2.076 16.682 (14.606)
Crediti verso clientela 1.457.990 1.193.754 264.236
Partecipazioni 2.696 2.448 248
Attività materiali 1.058 1.201 (143)
Attività immateriali 1.872 1.904 (32)
di cui: avviamento 1.786 1.786 -
Attività fiscali 7.353 2.752 4.601
Altre attività 13.119 4.376 8.743
Totale dell'attivo 2.411.670 2.081.253 330.417

L'esercizio 2015 si è chiuso con un totale attivo pari a 2,4 miliardi di euro, in aumento del 15,9% rispetto al 31 dicembre 2014. Il portafoglio titoli AFS (Attività disponibili per la vendita) della Banca resta prevalentemente composto da titoli di Stato Italiani con duration residua media al 31 dicembre 2015 pari a circa 9,0 mesi (la duration media residua a fine esercizio 2014 era pari a 8,5 mesi), in linea con la politica di investimento del Gruppo che prevede di mantenere titoli con duration inferiori ai 12 mesi. La riserva di valutazione al 31 dicembre era positiva e pari a € 352 mila. Nel mese di luglio la Banca ha acquistato 200 quote di partecipazione in Banca d'Italia per un controvalore di € 5 milioni. Le quote sono state classificate nel portafoglio AFS.

CREDITI VERSO CLIENTELA (€ .000) 31/12/2015 31/12/2014 DELTA € DELTA %
Factoring 1.049.832 851.856 197.976 23,2%
Finanziamenti CQS/CQP 120.356 13.228 107.128 809,9%
Finanziamenti PMI 83.110 18.664 64.541 345,3%
Pronti contro termine attivi 177.868 290.316 (112.448) -38,7%
Conti correnti 13.906 15.869 (1.963) -12,4%
Cassa Compensazione e Garanzia 12.486 3.556 8.930 251,1%
Altri crediti 432 265 167 63,0%
Totale 1.457.990 1.193.754 264.236 22,1%

La voce "Crediti verso clientela" è prevalentemente composta dagli impieghi in essere su factoring prosoluto verso la pubblica amministrazione, che passano dal 94% all'82% della voce di bilancio esclusi i PcT; in forte aumento risultano gli impieghi in finanziamenti a piccole medie imprese garantiti dalla Stato, oltre che i finanziamenti nella forma tecnica di CQS e CQP grazie al notevole incremento delle erogazioni effettuate nel corso dell'anno, il cui peso complessivo passa dal 4 al 16%. Il valore di bilancio al 31 dicembre 2015 dei crediti factoring, dato dalla dinamica del turnover generato nel 2015 e dagli incassi del periodo, è particolarmente influenzato dagli acquisti di portafogli crediti effettuati nel quarto trimestre 2015 pari a € 536 milioni (€ 311 milioni nel solo mese di dicembre 2015).

Il turnover crediti factoring relativo all'intero esercizio 2015 è stato pari a € 1,4 miliardi in incremento del 20% rispetto al 2014, in cui è stato pari a € 1,2 miliardi; tale ammontare include i crediti fiscali per € 141 milioni (complessivamente € 53 milioni al 31 dicembre 2014). Sull'andamento del turnover ha positivamente influito l'incremento di nuovi clienti acquisiti che nel complesso sono passati da 124 del 2014 agli attuali 294.

Come detto in precedenza nel 2015 si inizia a consolidare la crescita dei finanziamenti a PMI garantiti dallo Stato le cui erogazioni nel 2015 sono state pari a € 79,0 milioni (€ 20,8 milioni al 31 dicembre 2014), ma soprattutto dei portafogli CQS/CQP i cui volumi acquistati passano da € 13,4 milioni al 31 dicembre 2014 a € 114,9 milioni nel corso del 2015.

Di seguito si mostra la tabella della qualità del credito della voce crediti verso clientela, senza considerare l'ammontare riferito a PcT attivi.

31/12/2014 31/03/2015 30/06/2015 30/09/2015 31/12/2015
Sofferenze 11.439 16.401 22.266 21.724 20.021
Inadempimenti probabili 190 1.572 1.521 3.708 5.913
Scaduti/sconfini>180 giorni 30.568 48.220 31.143 71.656 65.420
Deteriorati 42.197 66.193 54.930 97.088 91.354
Bonis 846.070 798.444 943.940 934.067 1.172.410
Altri crediti vs clientela (esclusi PcT) 20.101 23.758 22.209 26.729
Totale esclusi PCT 908.368 888.395 998.870 1.053.364 1.290.493
Rettifiche di valore specifiche 2.473 3.963 4.566 6.379 7.137
Rettifiche di valore di portafoglio 2.457 1.910 2.455 2.471 3.233
Totale rettifiche di valore 4.930 5.873 7.021 8.850 10.370
Esposizione netta 903.438 882.522 991.849 1.044.514 1.280.123

L'incidenza dei crediti deteriorati netti sul totale portafoglio in essere (al netto dei PcT attivi) passa dal 4,4% del 31 dicembre 2014 al 6,6% del 31 dicembre 2015, per effetto di una metodologia interna di classificazione maggiormente conservativa dello scaduto relativo a crediti verso la PA, che pertanto non ha comportato di per sé un peggioramento della qualità del credito, in quanto si tratta di un andamento fisiologico

rispetto al business della Banca.

L'NPL ratio (calcolato come rapporto tra le sofferenze nette ed il totale della voce crediti verso la clientela al netto dei PCT attivi) passa dall'1,01% del 31 dicembre 2014 all'1,09%, restando a livelli contenuti (0,95% includendo i PCT attivi). L'incremento delle sofferenze è prevalentemente riconducibile a nuovi enti locali in dissesto, mentre l'incremento degli inadempimenti probabili è esclusivamente riconducibile a stati di inadempienza probabili di finanziamenti a PMI: a tal riguardo si segnala che la copertura media dello Stato è pari all'80% dell'esposizione.

Il coverage ratio delle sofferenze passa dal 20% del 31 dicembre 2014 al 31% di fine esercizio 2015: tale percentuale è influenzata dai portafogli crediti factoring di comuni in dissesto adeguatamente prezzati come NPL.

La voce crediti verso clientela include anche impieghi temporanei in pronti contro termine attivi per € 178 milioni (€ 290 milioni a fine 2014). L'ammontare della liquidità impegnata in Cassa Compensazione e Garanzia per l'operatività di finanziamento in PCT passivi con clientela istituzionale si è incrementata in funzione della maggiore operatività in operazione di PCT.

La voce Partecipazioni include l'interessenza del 25,80% della Banca in CS Union S.p.A. (società derivante dalla fusione tra le società Candia S.p.A. e St.Ing. S.p.A.), operante nel mercato dell'acquisto e della gestione di crediti finanziari e commerciali in sofferenza, oltre alla gestione e recupero crediti tra privati. L'incremento di € 248 mila rappresenta il risultato pro-quota di periodo della stessa.

La voce Altre attività si compone di partite in corso di lavorazione a cavallo di periodo e di fatture commerciali da emettere riconducibili prevalentemente all'attività di collection. La posta ha natura fisiologica e l'incremento rispetto al precedente esercizio è principalmente legato ad un aumento di euro 7,7 milioni su acconti di imposta versati relativi a titolo di acconto su ritenute di interessi e di capital gain.

Di seguito si forniscono i commenti ai principali aggregati del passivo di stato patrimoniale.

VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO (€ .000) 31/12/2015 31/12/2014 DELTA
Debiti verso banche 362.075 821.404 (459.329)
Debiti verso clientela 1.878.339 1.153.797 724.542
Titoli in circolazione 20.102 20.109 (7)
Passività fiscali 804 6.248 (5.444)
Altre passività 55.317 36.441 18.876
Trattamento di fine rapporto del personale 1.303 1.173 130
Fondi per rischi ed oneri 372 1.030 (658)
Riserve da valutazione 350 2 348
Riserve 65.750 13.059 52.691
Capitale 9.651 8.451 1.200
Utile di periodo / d'esercizio 17.607 19.539 (1.932)
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.411.670 2.081.253 330.417

La raccolta "wholesale" rappresenta il 58% (il 54% al 31 dicembre 2014) circa del totale ed è costituita prevalentemente da operazioni di pronti contro termine negoziati tramite piattaforma MTS (classificati nella voce debiti verso clientela in quanto senza contropartita diretta con istituti di credito) e in misura ridotta da operazioni di rifinanziamento con BCE oltre che raccolta da altri istituti bancari attraverso depositi vincolati.

La raccolta da emissioni di prestiti obbligazionari è residuale e resta pari a circa il 2% sul totale raccolta "wholesale". L'ammontare della raccolta da clientela retail, prevalentemente legata al prodotto SI Conto! Deposito, è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al precedente esercizio.

DEBITI VERSO BANCHE (€ .000) 31/12/2015 31/12/2014 DELTA € DELTA %
Debiti verso banche centrali 80.002 730.020 (650.018) -89,0%
Debiti verso banche 282.073 91.384 190.689 208,7%
Conti correnti e depositi liberi 10.328 36.384 (26.056) -71,6%
Depositi vincolati 271.745 55.000 216.745 394,1%
Totale 362.075 821.404 (459.329) -55,9%

La voce è in decremento rispetto al 31 dicembre 2014 per effetto di una minore raccolta da BCE, a favore della raccolta effettuata attraverso pronti contro termine passivi, che nel periodo è sempre risultata maggiormente conveniente rispetto ai tassi della Banca Centrale.

La raccolta in BCE per un importo pari a € 49,3 milioni è stata effettuata utilizzando come sottostanti a garanzia crediti commerciali e per la parte restante titoli di Stato. Al 31 dicembre 2015 si è invece incrementata la raccolta effettuata sul mercato interbancario nella forma tecnica di depositi vincolati.

DEBITI VERSO CLIENTELA (€ .000) 31/12/2015 31/12/2014 DELTA € DELTA %
Depositi vincolati 572.379 569.410 2.969 0,5%
Finanziamenti (PcT passivi) 909.089 238.807 670.282 280,7%
Conti correnti e depositi liberi 335.541 311.751 23.790 7,6%
Depositi presso Cassa Depositi e Prestiti 30.603 2.580 28.023 1086,2%
Altri debiti 30.727 31.249 (522) -1,7%
Totale 1.878.339 1.153.797 724.542 62,8%

Lo spostamento del mix di raccolta sopra descritto verso la raccolta tramite pronti contro termine passivi ha determinato il forte incremento della voce rispetto al 31 dicembre 2014. Lo stock di fine periodo dei depositi vincolati mostra un incremento dello 0,5% rispetto a fine esercizio 2014, per effetto di una raccolta netta positiva di € 6 milioni; la raccolta lorda del 2015 è stata pari a € 480 milioni a fronte di prelievi dovuti prevalentemente a mancati rinnovi pari a € 474 milioni (nell'intero anno 2014 la raccolta netta è stata positiva e pari a € 35 milioni). La voce include inoltre un ammontare di raccolta pari a € 30,6 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti, ottenuto a fronte di una garanzia composta interamente da finanziamenti PMI erogati dalla Banca. La voce Altri debiti include debiti relativi ai crediti acquistati ma non finanziati.

La composizione dei titoli in circolazione è rimasta invariata rispetto al 31 dicembre 2014 ed è la seguente:

  • prestito subordinato computabile a TIER2 per € 12 milioni,
  • prestito subordinato computabile a TIER1 per € 8 milioni. Il fondo rischi ed oneri, pari a € 372 mila, ha avuto le seguenti principali movimentazioni:
  • rilascio di € 300 mila a seguito del venir meno di un rischio potenziale connesso all'incasso di un credito fiscale acquistato pro-soluto;
  • rilascio dello stanziamento effettuato nei precedenti esercizi sulla parte residuale del long term incentive plan a seguito del pagamento avvenuto post IPO;
  • nuovo accantonamento della parte differita di bonus 2015.

La voce Altre passività include prevalentemente

pagamenti ricevuti a cavallo di periodo dai debitori ceduti e che a fine periodo erano in fase di allocazione e da partite in corso di lavorazione ricondotte nei giorni successivi alla chiusura del periodo, oltre che debiti verso fornitori e debiti tributari.

La voce è stata influenzata da un errato pagamento effettuato da un debitore pubblico pari a € 7 milioni a fine anno e prontamente retrocesso a inizio gennaio.

Di seguito viene mostrata la movimentazione del patrimonio netto dal 31 dicembre 2015:

PATRIMONIO
NETTO (€ .000)
31/12/2014 DESTINAZIONE
UTILE
ALTRI
MOVIMENTI
RISULTATO DI
PERIODO
31/12/2015
Dividendo Riserve
Capitale 8.451 1.200 9.651
Riserva sovraprezzo 4.325 35.111 39.436
Riserve 8.734 17.567 13 26.314
Riserve da valutazione 2 348 350
Utile (Perdita) d'esercizio
/ periodo
19.539 (1.972) (17.567) 17.607 17.607
Totale 41.051 (1.972) - 36.324 17.955 93.358

L'incremento della riserva sovrapprezzo include l'ammontare raccolto in fase di collocamento delle nuove azioni emesse in fase di quotazione (n. 10 milioni di azioni al prezzo unitario di € 3,75) ridotto dei costi relativi alla quotazione pari a euro 1,5 milioni al netto delle imposte differite attive pari euro 0,3 milioni fiscalmente deducibili in cinque anni.

In rispetto dei principi contabili internazionali sono stati capitalizzati tutti i costi incrementali strettamente connessi al processo di quotazione (prevalentemente commissioni di collocamento delle nuove azioni e costi per consulenze) in proporzione al numero di nuove azioni emesse sul totale numero nuove azioni.

Di seguito un prospetto riassuntivo:

(€ .000) CAPITALE
SOCIALE
RISERVA
SOVRAPREZZO
TOTALE
Raccolta da IPO 1.200 36.300 37.500
Costi quotazione capitalizzati (1.525) (1.525)
Imposte anticipate 336 336
Totale 1.200 35.111 36.311

L'aumento di capitale sociale da € 8,4 milioni a € 9,7 milioni è stato registrato in data 2 luglio dopo l'avvenuta trascrizione al registro delle imprese; la parte restante di cassa raccolta è stata invece allocata a riserva sovrapprezzo azioni.

Di seguito viene mostrata la movimentazione del patrimonio netto dal 31 dicembre 2015:

(€ .000) RISULTATO
ECONOMICO
PATRIMONIO
NETTO
Saldo dei conti di Banca Sistema al 31/12/2015 17.037 93.403
Assunzione valore partecipazioni
Risultato/PN controllate 36 (45)
Altre variazioni
Rettifica cessioni investimenti 534
Saldi dei conti di consolidato di BS al 31/12/2015 17.607 93.358

L'ADEGUATEZZA PATRIMONIALE

La Capogruppo con lettera del 5 maggio 2014 ha informato Banca d'Italia di volersi avvalere della facoltà di esonero di invio delle segnalazioni consolidate (facoltà prevista nel paragrafo 1.4 della circolare 115 "Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni di Vigilanza su base Consolidata"). Di seguito vengono fornite le informazioni provvisorie sul patrimonio di vigilanza e sulla adeguatezza patrimoniale di Banca Sistema.

FONDI PROPRI (€.000) E COEFFICIENTI PATRIMONIALI
30.09.15
31/12/2015 31/12/2014
Patrimonio Netto Contabile 93.403 41.699
- dividendi (4.262) (1.940)
Patrimonio Netto post distribuzione dividendi agli azionisti 89.141 39.759
Rettifiche per componenti non computabili nel CET1 (2.249) (1.910)
Capitale primario di classe 1 (CET1) 86.892 37.849
TIER1 8.000 8.000
Capitale di classe 1 (T1) 94.892 45.849
TIER2 12.000 12.000
Totale Fondi Propri (TC) 106.892 57.849
Totale Attività ponderate per il rischio 635.658 363.771
di cui rischio di credito 535.194 298.803
di cui rischio operativo 100.464 64.953
di cui rischio di mercato 0 0
di cui CVA (credit value adj su derivati) 0 15
Ratio - CET1 13,7% 10,4%
Ratio - AT1 14,9% 12,6%
Ratio - TCR 16,8% 15,9%

Il Totale dei fondi propri pro-forma al 31 dicembre 2015 ammonta a 107 milioni di euro ed include l'utile d'esercizio 2015 al netto dell'ammontare di dividendi previsti, pari a

€ 4.262 mila.

L'incremento degli RWA rispetto al 31 dicembre 2014 è da un lato dovuto all'incremento degli impieghi oltre all'incremento dello scaduto oltre che dall'incremento generale degli impieghi in CQS e PMI che hanno un assorbimento patrimoniale mediamente superiore al factoring.

Si fa inoltre presente che, in conformità con quanto previsto dall'EBA con le Guidelines on common SREP (Supervisory Review and Evaluation Process), la Banca d'Italia con lettera del 14 ottobre 2015 ha richiesto il mantenimento dei seguenti requisiti minimi:

  • coefficiente di capitale primario di classe 1 (CET1 ratio) pari al 7,2%, +0,2% addizionale rispetto al minimo regolamentare;
  • coefficiente di capitale di classe 1 (TIER1 ratio) pari al 9,6%, +1,1% addizionale rispetto al minimo regolamentare;
  • coefficiente di capitale totale (Total capital ratio) pari al 12,9%, +2,4% addizionale rispetto al minimo regolamentare.

INFORMAZIONI RELATIVE AL CAPITALE E AL TITOLO AZIONARIO

Informazioni relative al capitale e agli assetti proprietari

Il capitale sociale di Banca Sistema risulta costituito da n. 80.421.052 azioni ordinarie per un importo complessivo versato di euro 9.650.526,24. Tutte le azioni in circolazione hanno godimento regolare 1° gennaio.

Sulla base delle evidenze del Libro Soci e delle più recenti

informazioni a disposizione, alla data del 28 gennaio 2016, gli azionisti titolari di quote superiori al 5%, soglia oltre la quale la normativa italiana (art.120 TUF) prevede l'obbligo di comunicazione alla società partecipata ed alla Consob, sono i seguenti:

AZIONISTI QUOTA
SGBS S.r.l. (Società del Management) 23,10%
Fondazione Sicilia 7,40%
Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria 7,40%
Fondazione Pisa 7,40%
Schroders 6,73%
Mercato 47,97%

Titolo

Il titolo azionario Banca Sistema è negoziato al Mercato Telematico Azionario (MTA) della Borsa Italiana, segmento STAR. Il titolo Banca Sistema fa parte dei seguenti indici di Borsa Italiana:

  • FTSE Italia All-Share;
  • FTSE Italia STAR;
  • FTSE Italia Small Cap.

Grazie alla dinamiche sopra descritte, alla fine di dicembre 2015 la capitalizzazione di Borsa risultava essere superiore a 312 milioni di euro. Dal 2 luglio 2015 al 30 dicembre 2015 gli scambi di azioni Banca Sistema al mercato telematico hanno riguardato quasi 23 milioni di titoli per un controvalore di oltre 95 milioni di euro.

RISULTATI ECONOMICI

CONTO ECONOMICO (€ .000) 2015 2014 DELTA
Margine di interesse 58.006 48.337 9.669
Commissioni nette 11.168 11.501 (333)
Dividendi e proventi simili - 33 (33)
Risultato netto dell'attività di negoziazione 122 869 (747)
Utile da cessione o riacquisto di attività finanziarie 2.518 3.810 (1.292)
Margine di intermediazione 71.814 64.550 7.264
Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (5.439) (3.520) (1.919)
Risultato netto della gestione finanziaria 66.375 61.030 5.345
Spese per il personale (13.139) (12.107) (1.032)
Altre spese amministrative (20.112) (18.385) (1.727)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 300 (369) 669
Rettifiche di valore su attività materiali / immat. (312) (230) (82)
Altri oneri/proventi di gestione 71 (338) 409
Costi operativi (33.192) (31.429) (1.763)
Utile (perdita) delle partecipazioni 422 71 351
Utili (Perdite) da cessione di investimenti 534 - 534
Utili dell'operatività corrente al lordo delle imposte 34.139 29.672 4.467
Imposte sul reddito di periodo (10.426) (10.133) (293)
Utile di periodo 23.713 19.539 4.174
Utile di periodo civilistico 17.607

Il Gruppo ha chiuso il 2015 con un risultato pari a € 17,6 milioni, che normalizzato per tenere in considerazione i costi non ricorrenti relativi al processo di quotazione (pari a € 4,9 milioni) e il costo per la parte straordinaria del contributo al Fondo di Risoluzione Nazionale (pari a € 1,2 milioni), si attesta a € 23,7 milioni, mostrando una crescita rispetto al precedente esercizio del 21%. I risultati economici relativi all'esercizio 2015 di seguito rappresentati e commentati sono stati effettuati sui dati di conto economico normalizzati.

MARGINE DI INTERESSE (€ .000)
MARGINE DI INTERESSE (€ .000) 2015 2014
DELTA €
DELTA %
Interessi attivi e proventi assimilati
Portafogli crediti 77.685 71.024 6.661 9,4%
Portafoglio titoli 813 3.198 (2.385) -74,6%
Altri 521 1.571 (1.050) -66,8%
Totale interessi attivi 79.019 75.793 3.226 4,3%
Interessi passivi ed oneri assimilati
Debiti verso banche (1.198) (1.654) 456 -27,6%
Debiti verso clientela (18.587) (24.164) 5.577 -23,1%
Titoli in circolazione (1.228) (1.638) 410 -25,0%
Totale interessi passivi (21.013) (27.456) 6.443 -23,5%
Margine di interesse 58.006 48.337 9.669 20,0%

Il margine di interesse migliora del 20% rispetto all'anno precedente a fronte dell'effetto combinato di una discesa dei tassi della raccolta, della crescita degli interessi attivi del factoring e del positivo trend di incremento del contributo delle nuove linee di business dei finanziamenti PMI e CQS/CQP.

Gli interessi attivi sono sostanzialmente rivenienti dai ricavi generati dalle attività di core business della Banca il cui peso passa dal 94% al 98%. Gli interessi attivi da portafoglio crediti, in aumento del 9,4%, sono sostanzialmente composti dai ricavi generati dal portafoglio crediti factoring, che rappresenta il 90% sul totale interessi attivi. Gli interessi attivi del factoring sono generati dall'acquisto di crediti a sconto e non includono interessi di mora maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione pari a circa 82 milioni di euro su crediti già incassati e pari a circa 70 milioni su crediti non incassati, per un totale di € 152 milioni (€ 121 milioni nel 2014). Nel corso del 2015 la Banca ha incassato interessi di mora su portafogli acquistati prevalentemente in precedenti esercizi pari a € 2,9 milioni. La richiesta degli interessi di mora resta una modalità da utilizzare per incoraggiare alcuni debitori a migliorare i tempi di pagamento.

Contribuisce positivamente all'incremento del margine anche la decisa crescita degli interessi derivanti dai portafogli CQS e PMI che complessivamente passano da € 708 mila a € 6.840 mila (rispettivamente il contributo sugli interessi del portafoglio crediti è del 3,3% e del 5,3%).

Rispetto al 2014 inoltre il margine di interesse mostra una minore dipendenza dagli interessi su titoli, che sono diminuiti di € 2,4 milioni per effetto dell'abbassamento dei rendimenti dei titoli di Stato avuto nel periodo. Risulta inoltre minore l'apporto derivante dagli Altri interessi attivi per effetto prevalentemente di una riduzione dei ricavi derivanti da impiego in operazioni di denaro caldo e da pronti contro termine attivi effettuati con clientela istituzionale.

Il costo della raccolta è in diminuzione rispetto al precedente esercizio a seguito di una riduzione generale dei tassi di mercato che hanno inciso positivamente sulla raccolta wholesale, accompagnato da un abbassamento operato sui tassi dei conti deposito e conti corrente, oltre che dalla scadenza di depositi vincolati con tassi più elevati rispetto agli attuali rinnovi. Gli interessi verso banche sono prevalentemente riconducibili al costo della raccolta da altri istituti bancari. Rispetto al precedente esercizio è diminuito il peso degli interessi passivi verso BCE, prevalentemente per minor ricorso a tale forma di finanziamento. Gli interessi passivi sui prestiti obbligazionari emessi beneficiano dei prestiti scaduti nel corso del 2014. La raccolta attraverso PCT, per effetto dei tassi interbancari attuali e delle politiche della BCE non ha complessivamente generato interessi passivi a conto economico.

MARGINE COMMISSIONI (€ .000) 2015 2014 DELTA € DELTA %
Commissioni attive
Attività di collection 1.108 1.269 (161) -12,7%
Attività di factoring 10.905 10.842 63 0,6%
Altre 729 458 271 59,2%
Totale Commissioni attive 12.742 12.569 173 1,4%
Commissioni passive
Collocamento (1.031) (735) (296) 40,3%
Altre (543) (333) (210) 63,1%
Totale Commissioni passive (1.574) (1.068) (506) 47,4%
Commissioni nette 11.168 11.501 (333) -2,9%

Le commissioni nette, pari a € 11,2 milioni risultano in flessione del 2,9%, per effetto combinato di maggiori commissioni di collocamento riconosciute a terzi che sono strettamente correlate all'aumento dei volumi factoring erogati e minori commissioni da attività di collection per una riduzione delle fatture di terzi gestite passate da € 300 milioni a € 288 milioni.

Rispetto al precedente periodo risultano invece stabili le commissioni derivanti dal factoring.

Le Altre commissioni attive includono prevalentemente commissioni legate al collocamento di fidejussioni assicurative, a servizi di incasso e pagamento e a tenuta e gestione dei conti correnti.

Le commissioni passive di collocamento includono i costi di origination dei crediti factoring per € 780 mila (in crescita del 36% rispetto al precedente esercizio) e per la parte restante le retrocessioni a intermediari terzi per il collocamento del prodotto SI Conto! Deposito (in crescita del 57% rispetto al precedente esercizio).

Tra le altre commissioni figurano commissioni su negoziazioni titoli di terzi e commissioni dovute su servizi di incasso e pagamento interbancari.

RISULTATI PORTAFOGLIO TITOLI
(€ .000)
2015 2014 DELTA € DELTA %
Risultato netto dell'attività di negoziazione
Utili realizzati su titoli di debito
portafoglio trading 122 869 (747) -86,0%
Totale 122 869 (747) -86,0%
Utili da cessione o riacquisto
Utili realizzati su titoli di debito portafoglio AFS 2.518 3.809 (1.291) -33,9%
Totale 2.518 3.809 (1.291) -33,9%
Totale risultati realizzati portafoglio titoli 2.640 4.678 (2.038) -43,6%

Nel corso del 2015 gli utili derivanti dal portafoglio di proprietà e quelli derivanti dal portafoglio di trading, hanno contributo in misura inferiore rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente a seguito rispettivamente di un andamento meno favorevole del mercato e di una contrazione dei volumi negoziati per conto terzi.

Le rettifiche di valore su crediti effettuate nel 2015 sono state complessivamente pari a € 5,4 milioni (€ 3,6 milioni nel 2014), mostrando un incremento delle rettifiche analitiche rispetto al precedente esercizio di € 4,7 milioni e di € 0,7 milioni delle rettifiche collettive, sostanzialmente dovuto al maggiore outstanding dei crediti del portafoglio PMI e CQS.

L'incremento invece delle rettifiche analitiche è sostanzialmente dovuto a ingressi tra i crediti in sofferenza di nuovi comuni in stato dissesto (rispetto al precedente trimestre ci sono stati 2 nuovi ingressi che hanno determinato un aumento dell'analitica di € 0,5 milioni). Il costo del rischio (calcolato escludendo la componente di pronti contro termine attivi) è pari allo 0,50%.

SPESE PER IL PERSONALE (€ .000) 2015 2014 DELTA € DELTA %
Salari e stipendi (10.193) (9.272) (921) 9,9%
Contributi e altre spese (2.414) (2.291) (123) 5,4%
Compensi amministratori e sindaci (532) (544) 12 -2,2%
Totale (13.139) (12.107) (1.032) 8,5%

L'incremento del costo del personale per complessivi € 1 milione è sostanzialmente dovuto all'aumento della voce salari e stipendi per effetto della crescita del numero medio dell'organico da 113 risorse del 2014 a 127 del 2015, in parte compensato da una riduzione della parte variabile della retribuzione.

ALTRE SPESE
AMMINISTRATIVE (€ .000)
2015 2014 DELTA € DELTA %
Attività di servicing e collection (6.958) (7.088) 130 -1,8%
Fondo di risoluzione (617) - (617) n.a.
Consulenze (2.817) (1.992) (825) 41,4%
Spese informatiche (2.990) (2.720) (270) 9,9%
Affitti e spese inerenti (1.753) (1.506) (247) 16,4%
Imposte indirette e tasse (1.563) (1.412) (151) 10,7%
Pubblicità (512) (783) 271 -34,6%
Spese di revisione contabile (262) (293) 31 -10,6%
Altre (508) (669) 161 -24,1%
Noleggi e spese inerenti auto (619) (508) (111) 21,9%
Rimborsi spese e rappresentanza (470) (391) (79) 20,2%
Contributi associativi (219) (184) (35) 19,0%
Spese infoprovider (286) (253) (33) 13,0%
Manutenzione beni mobili e immobili (221) (228) 7 -3,1%
Spese telefoniche e postali (184) (162) (22) 13,6%
Cancelleria e stampati (57) (101) 44 -43,6%
Assicurazioni (67) (69) 2 -2,9%
Erogazioni liberali (9) (26) 17 -65,4%
Totale (20.112) (18.385) (1.727) 9,4%

Le Altre spese amministrative, pari a € 20,1 milioni, sono cresciute del 9,4% rispetto al precedente esercizio; se consideriamo che i contributi ordinari al Fondo nazionale di Risoluzione nel seguito descritti, sono stati richiesti solo a partire dall'esercizio 2015, a parità di perimetro le altre spese amministrative sono cresciute del 6%.

I costi nei confronti di terzi per l'attività di collection e servicing dei crediti commerciali sono riconducibili prevalentemente alle commissioni riconosciute per l'attività di collection dei crediti factoring (effettuata attraverso una rete interna di professionisti e da società terze specializzate) e per l'attività di servicing connessa ai crediti derivanti da acquisti portafogli CQS/CQP. La diminuzione dei costi rispetto al 2014 è dovuta a una riduzione del costo percentuale applicato agli incassi gestiti dai servicer terzi.

L'aumento delle spese informatiche è correlato all'aumento di servizi offerti dall'outsourcer legate alla maggiore operatività del Gruppo e ad adeguamenti informatici su nuovi prodotti.

L'aumento delle consulenze è riconducibile principalmente alle maggiori spese legali connesse al recupero crediti e ai maggiori costi di consulenza sostenuti per eventuali operazioni straordinarie in corso di valutazione.

Il costo d'affitto si è incrementato a seguito dei nuovi spazi occupati nella sede di Milano a partire solo dalla seconda metà dell'anno precedente.

La voce utile delle partecipazioni riflette il risultato netto del 2015 avuto dalla CS Union S.p.A. pari a complessivi € 0.9 milioni incluso a conto economico del Gruppo per la parte pro-quota di competenza del Gruppo. L'utile da cessione di investimenti pari a € 534 mila si riferisce a una stima prudenziale della parte di prezzo differito previsto contrattualmente che la controllata SFT Holding dovrà ricevere dalla SFTI in liquidazione, sulla base dell'attuale andamento positivo della liquidazione della stessa. Si tratta dell'unwinding della cartolarizzazione di Pubblica Funding e detti proventi si possono pertanto ritenere parte dei profitti derivanti dal core business anche se assumono la forma di prezzo differito.

L'ammontare positivo di € 300 mila della voce accontamento a fondo rischi e oneri deriva da un rilascio di uno stanziamento effettuato nel 2014 a seguito del venir meno di un rischio potenziale connesso all'incasso di un credito fiscale acquistato pro-soluto.

Il tax rate del Gruppo è sceso rispetto al precedente esercizio dal 34% a 31% prevalentemente per effetto:

▪ della disposizione contenuta nella Legge di stabilità per il 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190) di cui all'art. 1, commi 20-25, che ha introdotto a decorrere dal 1° gennaio 2015 - quale rilevante novità - l'integrale deduzione, nella determinazione della base imponibile IRAP, dei costi del personale dipendente a tempo indeterminato dell'agevolazione ACE - "Aiuto alla crescita economica" per effetto dell'aumento della percentuale di deduzione dal 4 al 4,5% e del moltiplicatore del 40% (sugli incrementi delle variazioni di patrimonio netto rispetto all'esercizio precedente) di cui ha potuto beneficiare la banca in ragione della quotazione sul segmento STAR avvenuta il 02/07/2015. Di seguito si riporta la riconciliazione del conto economico normalizzato con quello civilistico.

CONTO ECONOMICO (€ .000) 2015
NORMALIZZATO
COSTI IPO
COSTI IPO
FONDO
RISOLUZIONE
2015
CIVILISTICO
Margine di interesse 58.006 - 58.006
Commissioni nette 11.168 - 11.168
Dividendi e proventi simili - - -
Risultato netto dell'attività di negoziazione 122 - 122
Utile da cessione o riacquisto di attività finanziarie 2.518 - 2.518
Margine di intermediazione 71.814 - 71.814
Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (5.439) - (5.439)
Risultato netto della gestione finanziaria 66.375 - 66.375
Spese per il personale (13.139) (4.389) (17.528)
Altre spese amministrative (20.112) (2.386) (1.852) (24.350)
Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 300 - 300
Rettifiche di valore su attività materiali/immat. (312) - (312)
Altri oneri/proventi di gestione 71 - 71
Costi operativi (33.192) (6.775) (1.852) (41.819)
Utile (perdita) delle partecipazioni 422 - 422
Utili (Perdite) da cessione di investimenti 534 - 534
Utili dell'operatività corrente al lordo delle imposte 34.139 (6.775) (1.852) 25.512
Imposte sul reddito di periodo (10.426) 1.919 602 (7.905)
Utile di periodo 23.713 (4.856) (1.250) 17.607

Le spese per il personale includono una componente variabile lorda riconosciuta al management legata alla quotazione della Banca.

Le altre spese amministrative includono principalmente commissioni di collocamento delle azioni, costi di

Novità normative e fiscali

Contribuzioni a sistemi di garanzia dei depositi e a meccanismi di risoluzione

L'Unione Europea attraverso le Direttive 2014/49/UE del 16 aprile 2014 e 2014/59/UE del 15 maggio 2014, rispettivamente note come "Deposit Guarantee Schemes

Oneri contributivi derivanti dalla Deposit Guarantee Schemes Directive

La direttiva prevede che i DGS nazionali (in Italia rappresentati dal Fondo Interbancario di Tutela dei consulenza e altre spese sempre connesse al processo di quotazione.

L'ammontare invece pari a € 1,9 milioni è composto dal contributo straordinario dovuto al Fondo di Risoluzione Nazionale (FRN).

Directive (DGS)" e "Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD)" e l'istituzione del "Meccanismo di Risoluzione Unico (Regolamento UE n. 806/2014 del 15 luglio 2014)", ha inteso rafforzare e dare stabilità al mercato finanziario.

Depositi - FITD) si dotino di risorse commisurate ai depositi protetti che dovranno essere fornite mediante contributi obbligatori da parte degli enti creditizi.

In particolare la nuova direttiva prevede per le banche italiane che si passi da un sistema di contribuzione expost ad un sistema misto in cui è previsto che i fondi debbano essere versati ex-ante fino a raggiungere, entro 10 anni dall'entrata in vigore della direttiva (entro il 3 luglio 2024), un livello obiettivo minimo, pari allo 0,8% dei depositi garantiti. I contributi di ciascun ente sono calcolati in funzione del rapporto tra l'ammontare dei propri depositi rispetto all'ammontare complessivo dei depositi protetti del Paese.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ha comunicato in data 3 dicembre 2015 che il contributo complessivo per il 2015 a carico della Banca,

Regime di Contribuzione volontaria al FITD

Il Fondo Interbancario con Assemblea Straordinaria del 26 novembre 2015 ha modificato il proprio statuto sociale oltre che per l'introduzione in via anticipata del nuovo meccanismo di finanziamento ex‐ante, per la previsione di uno schema volontario per l'attuazione di interventi di sostegno a favore di banche aderenti in amministrazione straordinaria o in condizioni di dissesto o rischio di dissesto, che ad oggi è configurabile solo alla vicenda riguardante Banca Tercas.

Lo schema volontario è dotato di una propria governance e agisce in modo del tutto autonomo e separato dallo schema obbligatorio, utilizzando risorse private fornite dalle banche partecipanti in via autonoma e aggiuntiva rispetto alle contribuzioni obbligatorie dovute ai sensi della legge e dello Statuto. Una volta manifestata la volontà di adesione, la partecipazione delle banche allo schema e agli interventi è vincolante per due anni e per un ammontare complessivo di sistema di 500 milioni di euro (di cui 265 già assegnati a Tercas) più eventuali spese e oneri se presenti. Nel caso dell'intervento (già liquidato) al Tercas per un totale di 265 milioni di euro, tale importo sarebbe riattribuito dallo schema di contribuzione obbligatorio allo schema volontario con "una partita di giro" che di fatto non avrebbe impatti sul conto economico delle singole entità bancarie partecipanti.

corrispondente al 50% del contributo annuale che sarà richiesto a partire dal 2016, è pari a € 200.350.

Trattamento contabile dei contributi versati al DGS nazionale.

Tenuto conto delle recenti comunicazioni avute il contributo sarà iscritto nella voce contabile "Altri oneri di gestione".

Trattamento fiscale dei contributi versati al DGS nazionale.

In merito al trattamento fiscale del contributo, tenuto conto del principio di derivazione dell'imponibile fiscale dal bilancio, dalla voce specifica di contabilizzazione, lo stesso avrà deducibilità integrale ai fini IRES e al 90% ai fini IRAP.

Le banche aderenti potrebbero a tal punto essere chiamate ad un impegno massimo ulteriore di sistema di 235 milioni di euro nei prossimi due anni (se ci fossero in futuro nuovi interventi di banche in disequilibrio). Qualora non si costituisse per mancanza delle percentuali sopra esposte il regime di contribuzione "Volontaria", Banca Tercas sarebbe chiamata a restituire la somma

Il meccanismo di contribuzione "Volontaria" diventerà efficacie qualora le banche aderissero nella misura di almeno il 90% delle banche consorziate per una copertura del 95% delle masse protette.

finora avuta.

Le banche consorziate potranno manifestare la propria volontà e prendere delle delibere di aderire allo schema volontario dandone comunicazione al Fondo entro e non oltre il 10 dicembre.

Il Consiglio del Fondo "ha sottoposto l'attuazione dello schema volontario a talune condizioni, tra cui, in particolare, la certezza del trattamento fiscale del meccanismo volontario, in modo da assicurarne la sostanziale neutralità rispetto al sistema obbligatorio, attraverso un intervento normativo che preveda la deducibilità fiscale dei costi connessi alle contribuzioni, agli interventi e al funzionamento dello schema volontario".

Oneri contributivi derivanti dalla Bank Recovery and Resolution Directive

La Direttiva 2014/59/UE definisce le nuove regole di risoluzione, che saranno applicate dal 1° gennaio 2015 a tutte le banche dell'Unione Europea in presenza di uno stato di dissesto, anche solo prospettico. A tale scopo la citata direttiva prevede che i Fondi di risoluzione nazionali siano dotati di risorse finanziarie che dovranno essere fornite mediante contributi obbligatori da parte degli enti creditizi autorizzati. Anche in questo caso il meccanismo di finanziamento è misto. E' previsto che i fondi debbano essere versati anticipatamente fino a raggiungere entro il 31 dicembre 2024 un livello obiettivo minimo, pari all'1% dei depositi garantiti. I contributi di ciascun ente sono calcolati in funzione del rapporto tra l'ammontare delle proprie passività (al netto dei fondi propri e dei depositi protetti) rispetto all'ammontare complessivo delle passività di tutti gli enti creditizi autorizzati nel territorio del Paese. La dotazione di risorse raccolte dai Fondi di risoluzione nazionali nel corso del 2015 verranno trasferite al Fondo di risoluzione unico europeo (Single Resolution Fund - SRF) gestito da una nuova Autorità di risoluzione europea (Single Resolution Board - SRB) la cui costituzione è prevista dal Regolamento n. 806/2014 istitutivo del Meccanismo di risoluzione unico (Single Resolution Mechanism - SRM) che entrerà in vigore il 1° gennaio 2016.

Banca d'Italia, sulla base del D.Lgs. 16 novembre 2015 n.180,che ha recepito nell'ordinamento italiano della Direttiva BRR (Direttiva 59/2014), ha istituito il Fondo di Risoluzione Nazionale (FRN).

Banca d'Italia sulla base dei regolamenti recepiti ha comunicato alla Banca in data 23 novembre 2015 l'obbligo inderogabile di versare entro il 1 dicembre 2015 un importo pari a € 617.287.

Successivamente in data 27 novembre 2015, Banca d'Italia ha comunicato l'obbligo inderogabile di versare entro il 7 dicembre 2015 al Fondo Nazionale di Risoluzione un importo pari a € 1.851.862, quale contributo straordinario per il processo di risoluzione delle crisi di Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara.

Trattamento contabile dei contributi versati al Fondo di risoluzione.

Tenuto conto delle comunicazioni ricevute da parte di Banca d'Italia in cui è stato puntualmente definito l'importo che Banca Sistema dovrà versare a titolo ordinario e straordinario nel 2015, tali oneri complessivamente pari a € 2.469.149 sono stati contabilizzati nella voce contabile "Altre spese amministrative".

Trattamento fiscale dei contributi versati al Fondo di risoluzione.

In merito al trattamento fiscale del contributo, tenuto conto del principio di derivazione dell'imponibile fiscale dal bilancio, dalla voce specifica di contabilizzazione, lo stesso avrà deducibilità integrale ai fini IRES e al 90% ai fini IRAP.

D.L. 27 giugno 2015, n. 83

Con la finalità di accelerare l'emersione delle perdite su crediti, allineando il nostro paese agli altri Paesi UE ed eliminando uno svantaggio competitivo sino ad oggi esistente, l'articolo 16 del Decreto prevede che le svalutazioni e le perdite su crediti verso la clientela rilevati nei bilanci delle banche e delle società assicurative saranno integralmente deducibili sia ai fini IRES che IRAP nell'esercizio di competenza.

In una prima fase, tuttavia, per le svalutazioni e le perdite su crediti la deducibilità ai fini Ires e Irap è limitata al 75 per cento.

Mentre il restante 25% potrà essere dedotto in varie percentuali fino al periodo d'imposta in corso al 2025 (ad esempio per il 5% dell'ammontare residuo nel 2016, per l'8% nel 2017, per il 10% nel 2018 e così via). Tale intervento replica, rafforzandolo, quello messo in atto con la legge di Stabilità per il 2013 attraverso il quale, a partire proprio dal 2013, le svalutazioni e le perdite su crediti verso la clientela iscritti in bilancio erano diventate «deducibili in quote costanti nell'esercizio in cui sono contabilizzate e nei quattro successivi».

GESTIONE DEI RISCHI E METODOLOGIE DI CONTROLLO A SUPPORTO

Il processo di quotazione, ha permesso alla Banca, con il supporto di primari studi legali e di consulenza, di effettuare un assessment molto approfondito e dettagliato sui propri "fattori di rischio", presentando le risultanze degli stessi ai regulators, al gestore del mercato e agli investitori (cfr. Prospetto Informativo - Capitolo IV. Fattori di Rischio). Di seguito si riportano le principali macro categorie oggetto di valutazione: governance, sono stati analizzati i rischi sulla capacità della Banca nel sostenere la strategia aziendale; contesto macroeconomico, è stato valutato il "rischio Italia" e il probabile impatto sulla qualità del credito, con particolare riferimento al core business del factoring sui crediti della PA; politiche di funding analizzando il grado di sostenibilità degli investimenti della Banca in funzione della politica di reperimento delle fonti; evoluzione dei rischi operativi, connessi principalmente alla gestione e all'aggiornamento dei sistemi informativi utilizzati dalla Banca; valutazione sull'adeguatezza patrimoniale e sui rischi tipici dell'attività bancaria, presentazione numerica dei ratios sia patrimoniali che di liquidità. Con riferimento al funzionamento del "Sistema di Gestione dei Rischi", la Banca si è dotata di un sistema imperniato su quattro principi fondamentali:

  • appropriata sorveglianza da parte degli organi e delle funzioni aziendali;
  • adeguate politiche e procedure di gestione dei rischi (sia in termini di esposizione al rischio di credito sia in termini di erogazione del credito);
  • opportune modalità e adeguati strumenti per l'identificazione, il monitoraggio, la gestione dei rischi e adeguate tecniche di misurazione;

▪ esaurienti controlli interni e revisioni indipendenti.

Tale sistema viene presidiato dalla Direzione Rischio e Compliance tenendo sotto costante controllo l'adeguatezza patrimoniale e il grado di solvibilità in relazione all'attività svolta. La Direzione, nel continuo, analizza l'operatività della Banca allo scopo di pervenire ad una completa individuazione dei rischi cui la Banca risulta esposta (mappa dei rischi). La Banca, al fine di rafforzare le propria capacità nel gestire i rischi aziendali, ha istituito il Comitato Gestione Rischi, la cui mission consiste nel supportare la Banca nella definizione delle strategie, delle politiche di rischio e degli obiettivi di redditività. Il Comitato Gestione Rischi monitora su base continuativa i rischi rilevanti e l'insorgere di nuovi rischi, anche solo potenziali, derivanti dall'evoluzione del contesto di riferimento o dall'operatività prospettica della Banca. Inoltre, la Banca, ai sensi del 11° aggiornamento della Circolare di Banca d'Italia n. 285/13 nell'ambito del Sistema dei Controlli Interni (Parte I, Titolo IV, Capitolo 3, Sezione II, Paragrafo 5), ha attribuito al Comitato di Controllo Interno il compito di coordinamento delle Funzioni di Controllo di secondo e di terzo livello; in tal senso, il Comitato permette l'integrazione e l'interazione tra tali Funzioni, favorisce le sinergie, riducendo le aree di sovrapposizione e supervisiona il loro operato.

A partire dal 1° gennaio 2014 la Banca utilizza un quadro di riferimento integrato, sia per l'identificazione della propria propensione al rischio sia per il processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale. Tale sistema è rappresentato dal Risk Appetite Framework (RAF) framework disegnato allo scopo di verificare che gli obiettivi di crescita e di sviluppo avvengano nel rispetto della solidità patrimoniale e finanziaria. Il RAF è costituito da meccanismi di monitoraggio, di alert e relativi processi di azione per poter intervenire tempestivamente in caso di eventuali disallineamenti con i target definiti. Tale framework è soggetto ad aggiornamento annuale in funzione delle linee guida strategiche e degli aggiornamenti normativi richiesti dai regulators. Le metodologie utilizzate dalla Banca per la misurazione, valutazione ed aggregazione dei rischi vengono approvate dal Consiglio di Amministrazione su proposta della Direzione Rischio e Compliance, previo avallo del Comitato Gestione Rischi. Ai fini della misurazione dei rischi di "primo pilastro", il Gruppo adotta le metodologie standard per il calcolo del requisito patrimoniale ai fini di Vigilanza Prudenziale. Per la valutazione dei rischi di "secondo pilastro" la Banca adotta, ove disponibili, le metodologie previste dalla normativa di Vigilanza o predisposte dalle associazioni di categoria. In mancanza di tali indicazioni vengono valutate anche le principali prassi di mercato per operatori di complessità ed operatività paragonabile a quella della Banca.

ALTRE INFORMAZIONI

Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari

Ai sensi dell'art 123-bis, comma 3 del Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, è stata predisposta la "Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari"; il documento, pubblicato congiuntamente al progetto di bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015, è disponibile nella sezione "Governance" del sito internet di Banca Sistema (www.bancasistema.it).

Relazione sulla remunerazione

Ai sensi dell'art. 84-quarter, comma 1, del Regolamento

emittenti, attuativo del Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, è stata predisposta la "Relazione sulla remunerazione"; il documento, pubblicato congiuntamente al progetto di bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2015, è disponibile nella sezione "Governance" del sito internet di Banca Sistema (www.bancasistema.it).

Attività di ricerca e sviluppo

Nel corso del 2015 non sono state svolte attività di ricerca e di sviluppo.

OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Le operazioni poste in essere con parti correlate e soggetti connessi, incluso il relativo iter autorizzativo e informativo, sono disciplinate nella "Procedura in materia di operazioni con soggetti collegati" approvata dal Consiglio di Amministrazione e pubblicato sul sito internet della Capogruppo Banca Sistema S.p.A..

Le operazioni effettuate dalle società del Gruppo con parti correlate e soggetti connessi sono state poste in essere nell'interesse della Società anche nell'ambito dell'ordinaria operatività; tali operazioni sono state attuate a condizioni di mercato e comunque sulla base di reciproca convenienza economica e nel rispetto delle procedure.

Per quanto riguarda le operazioni con i soggetti che esercitano funzioni di amministrazione, direzione e controllo ai sensi dell'art. 136 del Testo Unico Bancario si precisa che le stesse formano oggetto di delibera del Comitato Esecutivo, specificatamente delegato dal Consiglio di Amministrazione e con il parere favorevole dei Sindaci, fermi restando gli obblighi previsti dal Codice Civile in materia di conflitti di interessi degli amministratori.

OPERAZIONI ATIPICHE O INUSUALI

Nel corso del 2015 il Gruppo non ha effettuato operazioni atipiche o inusuali, così come definite nella Comunicazione Consob n. 6064293 del 28 luglio 2006.

FATTI DI RILIEVO SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO

Banca Sistema in data 4 febbraio 2016 ha raggiunto un accordo con Stepstone Financial Holdings per l'acquisizione del 100% del capitale sociale di Beta Stepstone S.p.A. (di seguito "Beta" o la "Società").

L'operazione è in linea con il piano strategico di Banca Sistema comunicato in occasione dell'IPO a luglio 2015. L'acquisizione rafforza la presenza di Banca Sistema sul mercato del factoring per operatori sanitari nel Centro e Sud Italia. Il prezzo d'acquisizione, pari a € 60,8 milioni da regolare in contanti da parte di Banca Sistema, include una quota di interessi di mora (Late Payment Interests o "LPIs") non ancora incassati da Beta e che al 30 giugno 2015 erano di circa € 16 milioni. Ai sensi del contratto, parte dell'importo di acquisizione dovrà essere anticipato in un deposito a garanzia e verrà rilasciato a favore del Venditore solo all'avvenuta riscossione, da parte di Banca Sistema, dei sopra citati interessi di mora. La chiusura, prevista entro il primo semestre 2016, è subordinata all'autorizzazione da parte delle Autorità competenti. Il prezzo di acquisizione sarà soggetto ad una correzione, alla chiusura dell'operazione. Nell'ambito dell'operazione di cartolarizzazione approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 5 febbraio 2016, il giorno 4 marzo 2016 è stato sottoscritto il contratto di cessione del primo portafoglio crediti

alla società veicolo Quinto Sistema Sec. 2016 S.r.l. per un valore di Bilancio pari a euro 119,6 milioni, con la previsione di procedere con l'emissione dei titoli ABS entro la fine del mese di marzo 2016.; La SPV Quinto Sistema Sec. 2016 S.r.l. è stata iscritta, in data 9 marzo 2016, nell'elenco delle SPV al n. 35253.4.

Non si rilevano ulteriori fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo da menzionare.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE E PRINCIPALI RISCHI E INCERTEZZE

L'esercizio 2015 si è concluso confermando il trend di crescita rispetto al precedente esercizio dei volumi del factoring, dei finanziamenti a piccole e medie imprese e delle cessione del quinto.

Il margine di interesse, sulla base delle attuali condizioni di mercato, continuerà a beneficiare di una sostanziale stabilità dei costi della raccolta e dalla diversificazione attraverso nuove forme di raccolta.

Nel corso dell'anno sono stati conclusi nuovi accordi commerciali strategici e accordi quadro che hanno consentito e contribuiranno nel 2016 al Gruppo di consolidare il processo di diversificazione dei prodotti offerti.

L'obiettivo resta quello di allargare la base della Clientela e sfruttare le opportunità che derivano dall'ottimo posizionamento strategico del Gruppo Banca Sistema sul mercato italiano.

I proventi netti derivanti dalla quotazione e il conseguente rafforzamento dei Fondi Propri agevoleranno il perseguimento delle proprie strategie e, quindi, più precisamente, il rafforzamento e consolidamento nel core business del factoring, la crescita delle nuove linee di business introdotte nel 2014 e favoriranno la possibilità di proseguire la diversificazione del business mediante l'individuazione di nuove opportunità, anche attraverso acquisizioni strategiche.

Milano, 15 Marzo 2016

Per Il Consiglio di Amministrazione

Il Presidente Luitgard Spögler

L'Amministratore Delegato Gianluca Garbi

SCHEMI DI BILANCIO CONSOLIDATO

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

Importi in migliaia di euro
Voci dell'attivo 31/12/2015 31/12/2014
10. Cassa e disponibilità liquide 104 66
20. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - 63
40. Attività finanziarie disponibili per la vendita 925.402 858.007
60. Crediti verso banche 2.076 16.682
70. Crediti verso clientela 1.457.990 1.193.754
100. Partecipazioni
POLITICHE CONTABILI
2.696 2.448
120. Attività materiali 1.058 1.201
130. Attività immateriali 1.872 1.904
di cui avviamento 1.786 1.786
140. Attività fiscali 7.353 2.752
a) correnti 3.537 41
b) anticipate 3.816 2.711
di cui alla L.214/2011 2.658 2.261
160. Altre attività 13.119 4.376
Totale dell'attivo 2.411.670 2.081.253

Importi in migliaia di euro

Voci del passivo e del patrimonio netto 31/12/2015 31/12/2014
10. Debiti verso banche 362.075 821.404
20. Debiti verso clientela 1.878.339 1.153.797
30. Titoli in circolazione 20.102 20.109
80. Passività fiscali 804 6.248
a) correnti 6.234
b) differite 804 14
100. Altre passività 55.317 36.441
110. Trattamento di fine rapporto del personale 1.303 1.173
120. Fondi per rischi e oneri 372 1.030
b) altri fondi 372 1.030
140. Riserve da valutazione 350 2
170. Riserve 26.314 8.734
180. Sovrapprezzi di emissione 39.436 4.325
190. Capitale 9.651 8.451
220. Utile (Perdita) di periodo (+/-) / d'esercizio 17.607 19.539
Totale del passivo e del patrimonio netto 2.411.670 2.081.253

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

Importi in migliaia di euro
Voci 31/12/2015 31/12/2014
10. Interessi attivi e proventi assimilati 79.019 75.793
20. Interessi passivi e oneri assimilati (21.013) (27.456)
30. Margine di interesse 58.006 48.337
40. Commissioni attive 12.742 12.569
50. Commissioni passive (1.574) (1.068)
60. Commissioni nette 11.168 11.501
70. Dividendi e proventi simili 33
80. Risultato netto dell'attività di negoziazione 122 869
100. Utili (perdite) da cessione o riacquisto di: 2.518 3.810
a) crediti - -
b) attività finanziarie disponibili per la vendita 2.518 3.810
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
d) passività finanziarie - -
120. Margine di intermediazione 71.814 64.550
130. Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di: (5.439) (3.520)
a) crediti (5.439) (3.520)
b) attività finanziarie disponibili per la vendita - -
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza - -
d) altre operazioni finanziarie - -
140. Risultato netto della gestione finanziaria 66.375 61.030
180. Spese amministrative: (41.878) (30.491)
a) spese per il personale (17.528) (12.107)
b) altre spese amministrative (24.350) (18.385)
190. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri 300 (369)
200. Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali (252) (190)
210. Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali (60) (40)
220. Altri oneri/proventi di gestione 71 (338)
230. Costi operativi (41.819) (31.429)
240. Utili (Perdite) delle partecipazioni 422 71
270. Utili (Perdite) da cessione di investimenti 534 -
280. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 25.512 29.672
290. Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente (7.905) (10.133)
300. Utile della operatività corrente al netto delle imposte 17.607 19.539
320. Utile d'esercizio 17.607 19.539
340. Utile d'esercizio di pertinenza della capogruppo 17.607 19.539

PROSPETTO DELLA REDDITIVITA' CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Voci 31/12/2015 31/12/2014
10. Utile (Perdita) di periodo 17.607 19.539
Altre componenti reddituali al netto delle imposte
senza rigiro a conto economico
20. Attività materiali - -
30. Attività immateriali - -
40. Piani a benefici definiti (46) 4
50. Attività non correnti in via di dismissione - -
60. Quota delle riserve da valutazione delle - -
partecipazioni valutate a patrimonio netto:
Altre componenti reddituali al netto delle imposte - -
con rigiro a conto economico
70. Copertura di investimenti esteri - -
80. Differenze di cambio - -
90. Copertura dei flussi finanziari - -
100. Attività finanziarie disponibili per la vendita 394 255
110. Attività non correnti in via di dismissione - -
Quota delle riserve da valutazione delle - -
120. partecipazioni valutate a patrimonio netto:
130. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte 348 259
140. Redditività complessiva (Voce 10+130) 17.955 19.798
150. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi - -
160. Redditività consolidata complessiva di pertinenza 17.955 19.798
della Capogruppo

Importi in migliaia di euro

Importi espressi in migliaia di euro

PROSPETTI DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 31/12/2015

015
al 30.09.2
uppo
netto del Gr
Patrimonio
9.651 - 39.436 26.314 26.573 (259) 350 - - 17.607 93.358
15
al 30.09.20
omplessiva
Redditività c
- - - - - - 348 - - 17.607 17.955
partecipative
teressenze
Variazioni in
- - - - - - - - - - -
Stock Optio
ns
- - - - - - - - - - -
roprie azioni
Derivati su p
- - - - - - - - - - -
Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto capitale
trumenti di
Variazione s
- - - - -
dividendi
ria
e straordina
Distribuzion
- - - - -
oni proprie
Acquisto azi
- - - - - - - - - - -
ove azioni
Emissioni nu
- - - - - - - - - - -
riserve
Variazioni di
1.200 - 35.111 13 - 13 - - - - 36.324
zioni
altre destina
Dividendi e
- - - - - - - - (1.972) (1.972)
Allocazione risultato esercizio precedente Riserve - - 17.567 17.567 - - - (17.567) -
1.1.2015
Esistenze all'
8.451 - 4.325 8.734 9.006 (272) 2 - - 19.539 41.051
di apertura
Modifica sal
- - - - - - - - - - -
31.12.2014
Esistenze al
8.451 - 4.325 8.734 9.006 (272) 2 - - 19.539 41.051
Capitale: a) azioni ordinarie b) altre azioni Sovrapprezzi di emissione Riserve a) di utili b) altre Riserve da valutazione Strumenti di capitale Azioni proprie Utile (Perdite) di periodo Patrimonio netto

PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 31/12/2014

Importi espressi in migliaia di euro

014
al 31.12.2
uppo
netto del Gr
Patrimonio
8.451 - 4.325 8.734 9.006 (272) 2 - - 19.539 41.051
14
esercizio 20
omplessiva
Redditività c
- - - - - - 259 - - 19.539 19.798
partecipative
teressenze
Variazioni in
- - - - - - - - - - -
Stock Optio
ns
- - - - - - - - - - -
roprie azioni
Derivati su p
- - - - - - - - - - -
Variazioni dell'esercizio Operazioni sul patrimonio netto capitale
trumenti di
Variazione s
- - - - -
dividendi
ria
e straordina
Distribuzion
- - - - -
oni proprie
Acquisto azi
- - - - - - - - - - -
ove azioni
Emissioni nu
- - - - - - - - - - -
riserve
Variazioni di
- - - (20) - (20) - - - - (20)
zioni
altre destina
Dividendi e
- - - - - - - - - (704) (704)
Allocazione risultato esercizio precedente Riserve - - 6.298 6.298 - - - (6.298) -
1.1.2014
Esistenze all'
8.451 - 4.325 2.456 2.708 (252) (257) - - 7.002 21.977
di apertura
Modifica sal
- - - - - - - - - - -
31.12.2013
Esistenze al
8.451 - 4.325 2.456 2.708 (252) (257) - - 7.002 21.977
Capitale: a) azioni ordinarie b) altre azioni Sovrapprezzi di emissione Riserve a) di utili b) altre Riserve da valutazione Strumenti di capitale Azioni proprie Utile (Perdite) di periodo Patrimonio netto

RENDICONTO FINANZIARIO (metodo diretto)

Importi in migliaia di euro

A. ATTIVITÀ OPERATIVA 31/12/2015 31/12/2014
1. Gestione 12.997 24.970

interessi attivi incassati
79.019 75.793

interessi passivi pagati
(21.013) (27.456)

dividendi e proventi simili
- -

commissioni nette
11.168 11.501

spese per il personale
(15.848) (10.207)

premi netti incassati
- -

altri proventi/oneri assicurativi
- -

altri costi
(23.978) (19.091)

altri ricavi
- -

imposte e tasse
(16.351) (5.570)

costi/ricavi relativi ai gruppi di attività in via di dismissione al netto dell'effetto fiscale
- -
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie (323.797) (72.697)

attività finanziarie detenute per la negoziazione
185 806

attività finanziarie valutate al fair value
- -

attività finanziarie disponibili per la vendita
(64.529) (6.893)

crediti verso clientela
(269.675) (108.424)

crediti verso banche: a vista
14.606 42.132

crediti verso banche: altri crediti
- -

altre attività
(4.384) (317)
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie 276.429 51.601

debiti verso banche: a vista
(459.329) (110.176)

debiti verso banche: altri debiti
- -

debiti verso clientela
724.542 164.982

titoli in circolazione
(7) (15.107)

passività finanziarie di negoziazione
- -

passività finanziarie valutate al fair value
- -

altre passività
11.223 11.902
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa (34.371) 3.875
B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da 0 (8)

vendite di partecipazioni
0 (41)

dividendi incassati su partecipazioni
- 33

vendite/rimborsi di attività finanziarie detenute sino alla scadenza
- -

vendite di attività materiali
- -

vendite di attività immateriali
- -

acquisti di società controllate e di rami d'azienda
- -
2. Liquidità assorbita da (137) (3.169)

acquisti di partecipazioni
- (2.377)

acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza
- -

acquisti di attività materiali
(109) (676)

acquisti di attività immateriali
(28) (116)

acquisti di società controllate e di rami d'azienda
- -
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di investimento (137) (3.177)
C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA

emissioni/acquisti di azioni proprie
36.517 -

emissioni/acquisti di strumenti di capitale
- -

distribuzione dividendi e altre finalità
(1.972) (704)
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista 34.545 (704)
LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO 38 (5)

RICONCILIAZIONE

Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio 66 71
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio 38 (5)
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi - -
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio 104 66

NOTA INTEGRATIVA CONSOLIDATA

PARTE A - POLITICHE CONTABILI

A.1 - PARTE GENERALE

SEZIONE 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

Il Bilancio Consolidato del Gruppo Banca Sistema S.p.A. al 31 dicembre 2015 è redatto in conformità ai principi contabili internazionali - denominati IAS/IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board (IASB) e le relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e omologati dalla Commissione Europea, come stabilito dal Regolamento Comunitario n. 1606 del 19 luglio 2002, recepito in Italia all'art. 1 del Decreto Legislativo 28 febbraio 2005 n. 38 e tenendo in considerazione la Circolare di Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005, avente per oggetto gli schemi e le regole di compilazione del Bilancio delle Banche, modificata dal quarto aggiornamento del 15 dicembre 2015.

L'applicazione dei principi contabili internazionali è stata effettuata facendo riferimento anche al "Quadro sistematico per la preparazione e presentazione del bilancio" (Framework). In assenza di un principio o di una interpretazione applicabile specificamente ad una operazione, altro evento o circostanza, il Consiglio di Amministrazione ha fatto uso del proprio giudizio nello sviluppare e applicare un principio contabile, al fine di fornire una informativa:

  • rilevante ai fini delle decisioni economiche da parte degli utilizzatori;
  • attendibile, in modo che il bilancio:
  • rappresenti fedelmente la situazione patrimoniale finanziaria, il risultato economico e i flussi finanziari dell'entità;
  • rifletta la sostanza economica delle operazioni, altri eventi e circostanze e non meramente la forma legale;
  • sia neutrale, cioè scevro da pregiudizi;
  • sia prudente;

▪ sia completo con riferimento a tutti gli aspetti rilevanti.

Nell'esercitare il giudizio descritto, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha fatto riferimento e considerato l'applicabilità delle seguenti fonti, riportate in ordine gerarchicamente decrescente:

  • le disposizioni e le guide applicative contenute nei Principi e Interpretazioni che trattano casi simili o correlati;
  • le definizioni, i criteri di rilevazione e i concetti di misurazione per la contabilizzazione delle attività, delle passività, dei ricavi e dei costi contenuti nel "Quadro sistematico".

Nell'esprimere un giudizio il Consiglio di Amministrazione può inoltre considerare le disposizioni più recenti emanate da altri organismi preposti alla statuizione dei principi contabili che utilizzano un "Quadro sistematico" concettualmente simile per sviluppare i principi contabili, altra letteratura contabile e prassi consolidate nel settore.

Nel rispetto dell'art. 5 del D. Lgs. n. 38 del 28 febbraio 2005, qualora, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali risulti incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico, la disposizione non sarebbe applicata. Nella nota integrativa sarebbero spiegati gli eventuali motivi della deroga e la sua influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico. Nel bilancio gli eventuali utili derivanti dalla deroga sarebbero iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato, tuttavia non sono state compiute deroghe all'applicazione dei principi contabili IAS/IFRS. Il bilancio è stato sottoposto a revisione contabile da parte di KPMG S.p.A..

SEZIONE 2 - Principi generali di redazione

Il Bilancio è redatto con chiarezza e rappresenta in

modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria, il risultato economico dell'esercizio, le variazioni del patrimonio netto e i flussi di cassa ed è costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa. Il bilancio è corredato dalla relazione degli amministratori sull'andamento della gestione. Se le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute nella Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e/o nei successivi aggiornamenti emanati dalla Banca d'Italia non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, rilevante, attendibile, comparabile e comprensibile, nella nota integrativa sono fornite informazioni complementari necessarie allo scopo.

Di seguito vengono indicati i principi generali che hanno ispirato la redazione dei conti di bilancio:

  • le valutazioni sono effettuate nella prospettiva della continuità aziendale garantita dal supporto finanziario degli Azionisti;
  • i costi ed i ricavi sono rilevati secondo il principio della contabilizzazione per competenza economica;
  • per assicurare la comparabilità dei dati e delle informazioni negli schemi di bilancio e nella nota integrativa, le modalità di rappresentazione e di classificazione vengono mantenute costanti nel tempo a meno che il loro cambiamento non sia diretto a rendere più appropriata un'altra esposizione dei dati;
  • ogni classe rilevante di voci simili viene esposta distintamente negli schemi di stato patrimoniale e conto economico; le voci aventi natura o destinazione dissimile sono rappresentate separatamente a meno che siano state considerate irrilevanti;
  • negli schemi di stato patrimoniale e di conto economico non sono indicati i conti che non presentano importi né per l'esercizio al quale si riferisce il bilancio né per quello precedente;
  • se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto più voci dello stato patrimoniale, nella nota integrativa è annotato, qualora ciò sia necessario

ai fini della comprensione del bilancio, la sua riferibilità anche a voci diverse da quella nella quale è iscritto;

  • non vengono effettuati compensi di partite, salvo nei casi in cui è espressamente richiesto o consentito da un principio contabile internazionale o da una interpretazione o dalle disposizioni della richiamata Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti emanata dalla Banca d'Italia;
  • i conti del bilancio sono redatti privilegiando la prevalenza della sostanza sulla forma e nel rispetto del principio di rilevanza e significatività dell'informazione;
  • per ogni conto dello stato patrimoniale e del conto economico vengono fornite le informazioni comparative per l'esercizio precedente, se i conti non sono comparabili a quelli relativi all'esercizio precedente sono adattati e la non comparabilità e l'adattamento o l'impossibilità di questo sono segnalati e commentati nella nota integrativa;
  • relativamente all'informativa riportata nella nota integrativa è stato utilizzato lo schema previsto da Banca d'Italia; laddove le tabelle previste da tale schema risultassero non applicabili rispetto all'attività svolta dalla Banca, le stesse non sono state presentate.

Nell'ambito della redazione del bilancio in conformità agli IAS/IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime ed ipotesi che influenzano gli importi delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati nel periodo. Come previsto dallo IAS 8 l'impiego di stime ragionevoli è parte essenziale della preparazione del bilancio. Si informa che le stime necessariamente adottate nella redazione del presente bilancio non ne intaccano l'attendibilità; tali stime sono riviste regolarmente e si fondano principalmente sulle esperienze pregresse. Le eventuali variazioni derivanti dalla revisione delle stime contabili sono rilevate nel periodo in cui la revisione viene effettuata qualora la stessa interessi solo quel periodo. Nel caso in cui la revisione interessi periodi sia correnti sia futuri, la variazione è rilevata nel periodo in cui la revisione viene effettuata e nei relativi periodi futuri.

In conformità a quanto disposto dall'art. 5 del D. Lgs. n. 38 del 28 febbraio 2005, il bilancio è redatto utilizzando l'euro come moneta di conto. In particolare il bilancio è redatto in migliaia di euro. Con particolare riguardo all'evoluzione normativa dei principi contabili internazionali IAS/IFRS si segnala quanto segue.

Principi contabili internazionali in vigore dal 2015

I principi contabili adottati per la predisposizione del bilancio consolidato, con riferimento alle fasi di classificazione, iscrizione, valutazione e cancellazione delle diverse poste dell'attivo e del passivo, così come per le modalità di riconoscimento dei ricavi e dei costi, sono rimasti invariati rispetto al Bilancio 2014. Nell'ambito del processo di revisione e armonizzazione del quadro regolamentare volto a rafforzare il grado di solidità e solvibilità degli intermediari bancari nonché allo scopo di ridurre i margini di discrezionalità esistenti nelle definizioni contabili e prudenziali dei diversi Paesi dell'Unione Europea, l'Autorità Bancaria Europea (EBA), ha predisposto appositi standard tecnici, i c.d. ITS Implementing Technical Standards, riguardante le definizioni di esposizioni deteriorate ("Non Performing exposure") e di esposizioni oggetto di misure di tolleranza (cosiddette "Forborne Exposure").

Tali novità regolamentari sono state recepite, in data 20 gennaio 2015, da Banca d'Italia che ha modificato, in particolare, la Circolare n. 272 "Matrice dei Conti" e la Circolare n. 262 "Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione".

In particolare, sono state disciplinate le seguenti tre classi per il credito deteriorato: "esposizioni scadute deteriorate" (c.d. past due), "inadempienze probabili" (c.d. Unlikely to pay) e "sofferenze". Risultano pertanto abrogate le precedenti nozioni di "Incagli" e di "esposizioni ristrutturate". Le definizioni di "esposizioni scadute" e di "sofferenze" si mantengono allineate alla precedente normativa; le "Inadempienze probabili" rappresentano una nuova e ulteriore categoria di esposizioni deteriorate per le quali la banca giudica improbabile che il debitore riesca ad adempiere al rimborso integrale (in linea capitale e interessi) alle proprie obbligazioni creditizie, senza che vi sia la necessità di ricorso ad azioni legali a tutela del credito. Tale valutazione è effettuata dalla banca indipendentemente dalla presenza di eventuali insoluti e quindi non è necessario attendere l'esplicita manifestazione del segnale di anomalia.

È' inoltre introdotta l'ulteriore tipologia creditizia delle "Esposizioni oggetto di concessioni" (c.d. Forborne Exposures), trasversale a tutte le categorie di crediti deteriorati e in bonis. Nel presente Resoconto intermedio, sono confluite nella categoria in parola le esposizioni precedentemente classificate come "incaglio" o "ristrutturate" che non avessero le caratteristiche per essere classificate come "sofferenze".

Ai fini comparativi, sono stati riesposti i dati relativi alle esposizioni di credito al 31 dicembre 2014; gli incagli soggettivi sono stati ricondotti nella nuova categoria delle "inadempienze probabili", mentre gli incagli oggettivi (che rappresentavano posizioni verso la pubblica amministrazione scadute da oltre 270 giorni e per le quali la banca non ritiene sussistano situazioni ed elementi da far presumere inadempimenti), sono stati ricondotti nella categoria esposizioni scadute deteriorate. Data l'attuale prevalenza di esposizioni creditizie verso la pubblica amministrazione non sono state identificate "esposizioni oggetto di concessione".

SEZIONE 3 - Area e metodi di consolidamento

Il bilancio consolidato include la capogruppo Banca Sistema S.p.A. e le società da questa direttamente o indirettamente controllate e collegate.

Rispetto alla situazione al 31 dicembre 2014, non si sono verificate modifiche nell'area di consolidamento.

Nel prospetto che segue sono indicate le partecipazioni incluse nell'area di consolidamento del bilancio consolidato semestrale abbreviato.

Rapporto di partecipazione
Denominazioni Imprese Sede Tipo di
Impresa partecipante
rapporto (1)
Quota % Disponibilità
voti% (2)
Imprese
Consolidate integralmente
1 S.F. Trust Holdings Ltd Londra 1 Banca Sistema 100% 100%
Consolidate al patrimonio netto
2 CS Union S.p.A. Italia 4 Banca Sistema 25,80% 25,80%

Variazioni nel perimetro di consolidamento

Il perimetro del Gruppo non è cambiato rispetto alla fine del precedente esercizio.

Metodo integrale

Le partecipazioni controllate sono consolidate con il metodo del consolidamento integrale. Il concetto di controllo va oltre la maggioranza della percentuale di interessenza nel capitale sociale della società partecipata e viene definito come il potere di determinare le politiche gestionali e finanziarie della partecipata stessa al fine di ottenere i benefici delle sue attività.

Il consolidamento integrale prevede l'aggregazione "linea per linea" degli aggregati di stato patrimoniale e di conto economico delle situazioni contabili delle società controllate. A tal fine sono apportate le seguenti rettifiche:

  • (a) il valore contabile delle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e la corrispondente parte del patrimonio netto sono eliminati;
  • (b) la quota di patrimonio netto e di utile o perdita d'esercizio è rilevata in voce propria.

Le risultanti delle rettifiche di cui sopra, se positive, sono rilevate - dopo l'eventuale imputazione a elementi dell'attivo o del passivo della controllata - come avviamento nella voce "130 Attività Immateriali" alla data di primo consolidamento. Le differenze risultanti, se negative, sono imputate al conto economico. I saldi e le operazioni infragruppo, compresi i ricavi, i costi e i dividendi, sono integralmente eliminati. I risultati economici di una controllata acquisita nel corso dell'esercizio sono inclusi nel bilancio consolidato a partire dalla data della sua acquisizione. Analogamente i risultati economici di una controllata ceduta sono inclusi nel bilancio consolidato fino alla data in cui il controllo è cessato. Le situazioni contabili utilizzate nella preparazione del bilancio consolidato sono redatte alla stessa data. Il bilancio consolidato è redatto utilizzando principi contabili uniformi per operazioni e fatti simili. Se una controllata utilizza principi contabili diversi da quelli adottati nel bilancio consolidato per operazioni e fatti simili in circostanze similari, sono apportate rettifiche alla sua situazione contabile ai fini del consolidamento.

Informazioni dettagliate con riferimento all'Art. 89 della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (CRD IV), sono pubblicate al link www.bancasistema.it/pillar3.

Consolidamento con il metodo del patrimonio netto

Sono consolidate con il metodo sintetico del patrimonio netto le imprese collegate.

Il metodo del patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo ed il suo successivo adeguamento di valore sulla base della quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata.

Le differenze tra il valore della partecipazione ed il patrimonio netto della partecipata di pertinenza sono incluse nel valore contabile della partecipata.

Nella valorizzazione della quota di pertinenza non vengono considerati eventuali diritti di voto potenziali.

La quota di pertinenza dei risultati d'esercizio della partecipata è rilevata in specifica voce del conto economico consolidato.

Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico.

SEZIONE 4 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

In relazione a quanto previsto dallo IAS 10, si informa che successivamente al 31 dicembre 2015, data di riferimento del bilancio consolidato, e fino al 15 marzo 2016, data in cui il i bilancio è stato presentato al Consiglio di Amministrazione, non sono intervenuti fatti tali da comportare una rettifica dei dati presentati in bilancio.

SEZIONE 5 - Altri aspetti

Non ci sono aspetti significativi da segnalare.

A.2 - PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO

1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri di classificazione

Sono classificati nella presente voce gli strumenti finanziari per cassa detenuti ai fini di negoziazione. Un'attività o una passività finanziaria è classificata come posseduta per la negoziazione (c.d. Fair Value Through Profit or Loss – FVPL), ed iscritta nella voce 20 "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" o voce 40 "Passività finanziarie di negoziazione", se è:

  • acquisita o sostenuta principalmente al fine di venderla o riacquistarla a breve;
  • parte di un portafoglio di identificati strumenti finanziari che sono gestiti unitariamente e per i quali esiste evidenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all'ottenimento di un profitto nel breve periodo;
  • un derivato (fatta eccezione per un derivato che sia designato ed efficace strumento di copertura vedasi successivo specifico paragrafo);

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie detenute per la negoziazione avviene: I) alla data di regolamento, per i titoli di debito, di capitale e per le quote di O.I.C.R.; II) alla data di sottoscrizione, per i contratti derivati.

La rilevazione iniziale delle attività finanziarie detenute per la negoziazione avviene al fair value con esclusione dei costi e ricavi di transazione che sono immediatamente rilevati a conto economico ancorché direttamente attribuibili allo strumento stesso.

Il fair value iniziale di uno strumento finanziario generalmente rappresenta il costo sostenuto per l'acquisto.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla rilevazione iniziale le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valutate al fair value con imputazione a conto economico delle relative variazioni.

Per dettagli in merito alle modalità di determinazione del fair value si rinvia al successivo paragrafo 17.3 "Criteri di determinazione del fair value degli strumenti finanziari".

Gli utili e le perdite realizzati con la cessione o il rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value delle attività finanziarie detenute per la negoziazione sono iscritti nella voce di conto economico "risultato netto dell'attività di negoziazione".

2 Le posizioni detenute ai fini di negoziazione sono quelle intenzionalmente destinate a una successiva dismissione a breve termine e/o assunte allo scopo di beneficiare, nel breve termine, di differenze tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse. Per posizioni si intendono le posizioni in proprio e le posizioni derivanti da servizi alla clientela o di supporto agli scambi (market making).

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie detenute per la negoziazione vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari ad esse connessi o quando l'attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e dei diritti contrattuali connessi alla proprietà dell'attività finanziaria stessa.

2. Attività finanziarie disponibili per la vendita

Criteri di classificazione

Sono classificate nella presente voce le attività finanziarie non derivate non diversamente classificate come "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" o "Attività finanziarie valutate al fair value" o "Attività finanziarie detenute fino a scadenza" o "Crediti".

Gli investimenti "disponibili per la vendita" sono attività finanziarie che si intendono mantenere per un periodo di tempo indefinito e che possono essere vendute per esigenze di liquidità, variazioni nei tassi d'interesse, nei tassi di cambio e nei prezzi di mercato.

La designazione di uno strumento finanziario alla categoria in esame è fatta in sede di rilevazione iniziale o a seguito di riclassifiche effettuate in conformità ai paragrafi da 50 a 54 dello IAS 39, così come modificati dal Regolamento (CE) n. 1004/2008 della Commissione Europea del 15 ottobre 2008.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale delle attività finanziarie disponibili per la vendita avviene alla data di regolamento sulla base del loro fair value comprensivo dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all'acquisizione dello strumento finanziario. Sono esclusi i costi/ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Il fair value iniziale di uno strumento finanziario solitamente equivale al costo sostenuto per l'acquisto.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie disponibili per la vendita sono valutate al fair value, con imputazione degli utili o delle perdite derivanti dalle variazioni di fair value, rispetto al costo ammortizzato, in una specifica riserva di patrimonio netto rilevata nel prospetto della redditività complessiva fino a che l'attività finanziaria non viene cancellata, o non viene rilevata una riduzione di valore. Per dettagli in merito alle modalità di determinazione del fair value si rinvia al successivo paragrafo 17.3 "Criteri di determinazione del fair value degli strumenti finanziari". Con riferimento alle riserve da valutazione relative a titoli di debito emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all'Unione Europea si ricorda che con provvedimento del 18 maggio 2010 la Banca d'Italia ha riconosciuto, ai fini del calcolo del patrimonio di vigilanza (filtri prudenziali), la possibilità di neutralizzare completamente le plusvalenze e le minusvalenze rilevate nelle citate riserve successivamente al 31 dicembre 2009. Di tale facoltà la capogruppo si è avvalsa a partire dal calcolo del patrimonio di vigilanza.

A ogni chiusura di bilancio viene effettuata la verifica dell'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore ai sensi dei paragrafi 58 e seguenti dello IAS 39.

Per i titoli di capitale quotati in un mercato attivo costituisce inoltre obiettiva evidenza di riduzione di valore la diminuzione significativa o prolungata del fair value al di sotto del costo di acquisto. Nei casi in cui la riduzione del fair value al di sotto del costo sia superiore al 50% o perduri per oltre 18 mesi, la perdita di valore è ritenuta durevole. Qualora, invece, il declino del fair value dello strumento al di sotto del costo sia inferiore o uguale al 50% ma superiore al 20% oppure perduri da non più di 18 mesi ma da non meno di 9, il Gruppo procede ad analizzare ulteriori indicatori reddituali e di mercato. Qualora i risultati della detta analisi siano tali da mettere in dubbio la possibilità di recuperare l'ammontare originariamente investito, si procede alla rilevazione di una perdita durevole di valore. L'importo trasferito a conto economico è quindi pari alla differenza tra il valore di carico (costo di acquisizione al netto delle eventuali perdite per riduzione di valore già precedentemente rilevate nel conto economico) e il fair value corrente.

L'importo della perdita eventualmente accertata viene rilevato nella voce di conto economico "rettifiche/ riprese di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita". Tale ammontare include altresì il rigiro a conto economico degli utili/ perdite da valutazione precedentemente iscritti nella specifica riserva di patrimonio netto. Qualora, in un periodo successivo, il fair value dello strumento finanziario aumenti e l'incremento possa essere correlato oggettivamente a un evento che si é verificato dopo che la perdita di valore era stata rilevata nel conto economico, la perdita per riduzione di valore deve essere eliminata con la rilevazione di riprese di valore nella medesima voce di conto economico ove attengano a elementi monetari (a esempio, titoli di debito) e a patrimonio netto ove relativi a elementi non monetari (a esempio, titoli di capitale). L'ammontare della ripresa rilevabile a conto economico non può eccedere in ogni caso il costo ammortizzato che lo strumento avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.

Gli interessi attivi delle suddette attività finanziarie sono calcolati applicando il criterio del tasso di interesse effettivo con rilevazione del relativo risultato alla voce di conto economico "interessi attivi e proventi assimilati". Gli utili o le perdite derivanti dalla cessione o dal rimborso delle suddette attività finanziarie sono rilevate nella voce di conto economico "utili (perdite) da cessione o riacquisto di: attività finanziarie disponibili per la vendita" e includono l'eventuale rigiro a conto economico degli utili/perdite da valutazione precedentemente iscritti nella specifica riserva di patrimonio netto.

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie disponibili per la vendita vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari a esse connessi o quando l'attività finanziaria è oggetto di cessione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi e i diritti contrattuali connessi alla proprietà dell'attività finanziaria.

3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

Si definiscono detenute sino alla scadenza (c.d. Held to maturity - HTM) le attività finanziarie non derivate, aventi pagamenti fissi o determinabili e scadenza fissa che si ha l'oggettiva intenzione e capacità di possedere sino alla scadenza. Fanno eccezione quelle:

  • (a) detenute per la negoziazione e quelle designate al momento della rilevazione iniziale al fair value rilevato a conto economico (vedasi paragrafo 1.attività finanziarie detenute per la negoziazione);
  • (b) designate come disponibili per la vendita (vedasi paragrafo precedente);
  • (c) che soddisfano la definizione di crediti e finanziamenti (vedasi paragrafo successivo).

In occasione della redazione del bilancio o di situazioni contabili infrannuali, vengono valutate l'intenzione e la capacità di detenere l'attività finanziaria sino alla scadenza.

Le attività in parola sono iscritte nella voce "50 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza".

Criteri di iscrizione

Le attività finanziarie detenute sino alla scadenza sono iscritte inizialmente quando, e solo quando, il Gruppo diventa parte nelle clausole contrattuali dello strumento, ossia al momento del regolamento, ad un valore pari al costo, comprensivo degli eventuali costi e proventi direttamente attribuibili. Qualora l'iscrizione delle attività in questa categoria derivi da riclassificazione dal comparto "Attività finanziarie disponibili per la vendita" oppure, solo e soltanto in rare circostanze qualora l'attività non sia più posseduta al fine di venderla o riacquistarla a breve, dalle "Attività finanziarie detenute per la negoziazione", il fair value dell'attività, rilevato al momento del trasferimento, è assunto quale nuova misura del costo ammortizzato dell'attività stessa.

Criteri di valutazione

Le attività finanziarie detenute sino alla scadenza sono valutate al costo ammortizzato utilizzando il criterio del tasso di interesse effettivo (per la definizione si rinvia al successivo paragrafo "Crediti e Finanziamenti"). Il risultato derivante dall'applicazione di tale metodologia è imputato a conto economico nella voce "10 Interessi attivi e proventi assimilati".

In sede di redazione di bilancio o di situazione infrannuale viene effettuata la verifica dell'esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore dell'attività.

In presenza di perdite di valore, la differenza tra il valore contabile dell'attività ed il valore attuale dei flussi finanziari futuri stimati, scontati al tasso di interesse effettivo originario, è imputata a conto economico alla voce "130 Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza".

Nella stessa voce di conto economico sono iscritte le eventuali riprese di valore registrate a seguito del venir meno dei motivi che hanno originato le precedenti rettifiche di valore.

Il fair value delle attività finanziarie detenute sino alla scadenza è determinato per finalità informative ovvero nel caso di coperture efficaci per il rischio di cambio o rischio di credito (in relazione al rischio oggetto di copertura).

Criteri di cancellazione

Le attività finanziarie detenute sino alla scadenza vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivanti dalle attività finanziarie o quando l'attività finanziaria è ceduta con trasferimento sostanziale di tutti i rischi ed i benefici derivanti dalla proprietà dell'attività stessa.

Il risultato della cessione di attività finanziarie detenute sino alla scadenza è imputato a conto economico nella voce "100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza".

4. Crediti

4.1. Crediti verso banche

Criteri di classificazione

Nella presente voce figurano le attività finanziarie per cassa verso banche che prevedono pagamenti fissi o determinabili e che non sono quotate in un mercato attivo (conti correnti, depositi cauzionali, titoli di debito ecc.).

Sono inclusi anche i crediti verso Banche Centrali diversi dai depositi liberi (questi ultimi iscritti alla voce "Cassa e disponibilità liquide").

Si rimanda al successivo paragrafo 4.2 "Crediti verso clientela" per quanto attiene i criteri di iscrizione, valutazione, cancellazione e di rilevazione delle componenti reddituali dei crediti in esame.

4.2. Crediti verso clientela

Criteri di classificazione

I crediti verso clientela includono le attività finanziarie per cassa non strutturate verso clientela che presentino pagamenti fissi o determinabili, e che non sono quotate in un mercato attivo. I crediti verso clientela sono costituiti per la quasi totalità da anticipazioni a vista erogate alla clientela nell'ambito dell'attività di factoring a fronte dei crediti acquisiti pro-soluto nei confronti della Pubblica Amministrazione, per i quali sia stata accertata l'inesistenza di clausole contrattuali che facciano venire meno i presupposti per la loro iscrizione. In aderenza al principio generale della prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica, un'impresa può cancellare un'attività finanziaria dal proprio bilancio solo se per effetto di una cessione ha trasferito i rischi e benefici connessi con lo strumento ceduto.

Lo IAS 39 infatti prevede che un'impresa cancelli dal proprio bilancio un'attività finanziaria se e solo se:

a) è trasferita l'attività finanziaria e con essa sostanzialmente tutti i rischi ed i diritti contrattuali ai flussi finanziari derivanti dall'attività;

b) vengono meno i benefici connessi alla proprietà della stessa.

Affinché si verifichi un trasferimento di attività finanziarie devono essere verificate alternativamente le seguenti condizioni:

  • a) l'impresa ha trasferito i diritti a ricevere flussi finanziari dell'attività finanziaria;
  • b) l'impresa ha mantenuto i diritti a ricevere i flussi finanziari dell'attività finanziaria ma ha assunto l'obbligo di pagare gli stessi ad uno o più beneficiari nell'ambito di un accordo in cui tutte le seguenti condizioni siano verificate:
  • l'impresa non ha nessun obbligo a pagare somme predeterminate all'eventuale beneficiario se non quanto riceve dall'attività finanziaria originaria;
  • l'impresa non può vendere o impegnare l'attività finanziaria;
  • l'impresa ha l'obbligo di trasferire ogni flusso finanziario che raccoglie, per conto degli eventuali beneficiari, senza nessun ritardo. L'eventuale investimento dei flussi finanziari per il periodo intercorrente tra l'incasso ed il pagamento deve avvenire solo in attività finanziarie equivalenti alla cassa e comunque senza avere nessun diritto sugli eventuali interessi maturati sulle stesse somme investite.

Affinché si verifichi un trasferimento di attività finanziaria che determini la cancellazione dal bilancio del cedente, all'atto di ogni trasferimento l'impresa cedente deve valutare la portata degli eventuali rischi e benefici connessi all'attività finanziaria che mantiene. Per valutare l'effettivo trasferimento dei rischi e dei benefici occorre comparare l'esposizione dell'impresa cedente alla variabilità del valore corrente o dei flussi finanziari generati dall'attività finanziaria trasferita, prima e dopo la cessione.

L'impresa cedente mantiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici, quando la sua esposizione alla 'variabilità' del valore attuale dei flussi finanziari netti futuri dell'attività finanziaria non cambia significativamente in seguito al trasferimento della stessa. Invece si ha il trasferimento quando l'esposizione a questa 'variabilità' non è più significativa.

In sintesi si possono avere tre situazioni, a cui corrispondono alcuni effetti specifici, ossia:

  • a) quando l'impresa trasferisce sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici della proprietà della attività finanziaria, essa deve 'stornare' l'attività finanziaria ed iscrivere separatamente come attività o passività i diritti o gli obblighi derivanti dalla cessione;
  • b) quando l'impresa mantiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici della proprietà dell'attività finanziaria, essa deve continuare a tenere iscritta l'attività finanziaria;
  • c) quando l'impresa non trasferisce né mantiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici della proprietà dell'attività finanziaria, essa deve giudicare gli elementi di controllo dell'attività finanziaria, e:
  • nel caso non abbia il controllo, deve stornare l'attività finanziaria e riconoscere separatamente le singole attività/passività derivanti dai diritti/obblighi della cessione;
  • nel caso conservi il controllo, deve continuare a riconoscere l'attività finanziaria fino al limite del suo impegno nell'investimento.

Ai fini della verifica del controllo il fattore discriminante da tenere in considerazione consiste nella capacità del beneficiario a cedere unilateralmente l'attività finanziaria, senza vincoli da parte dell'impresa cedente. Infatti, quando il beneficiario di un trasferimento di attività finanziaria ha la capacità operativa di vendere l'attività finanziaria intera ad un terzo non correlato e lo può fare unilateralmente, senza aver bisogno di imporre ulteriori limitazioni al trasferimento, l'impresa cedente non ha più il controllo dell'attività finanziaria. In tutti gli altri casi invece mantiene il controllo dell'attività finanziaria.

Le forme di cessione di uno strumento finanziario più frequentemente utilizzate possono avere riflessi contabili profondamente differenti:

  • nel caso di una cessione pro-soluto (senza

nessun vincolo di garanzia) le attività cedute possono essere cancellate dal bilancio del cedente;

  • nel caso di una cessione pro-solvendo è da ritenere che nella maggioranza dei casi il rischio connesso con l'attività ceduta rimanga in capo al venditore e pertanto la cessione non presenta i requisiti per la cancellazione contabile dello strumento venduto.

Criteri di iscrizione

L'iscrizione iniziale di un credito avviene alla data di erogazione sulla base del suo fair value comprensivo dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all'acquisizione del credito stesso. Sono esclusi i costi/ ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo. Il fair value iniziale di uno strumento finanziario solitamente equivale all'ammontare erogato o al costo sostenuto per l'acquisto.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla rilevazione iniziale, i crediti verso clientela sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell'ammortamento - calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l'ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito.

Il tasso di interesse effettivo è il tasso che attualizza il flusso dei pagamenti futuri stimati per la durata attesa del finanziamento in modo da ottenere esattamente il valore contabile netto all'atto della rilevazione iniziale, che comprende sia i costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili sia tutti i compensi pagati o ricevuti tra i contraenti.

Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l'effetto economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito. La stima dei flussi e della durata contrattuale del credito tiene conto di tutte le clausole contrattuali che possono influire sugli importi e sulle scadenze (come, a esempio, le estinzioni anticipate e le varie opzioni esercitabili), senza considerare invece le perdite attese sul finanziamento.

A ogni chiusura di bilancio viene effettuata un'analisi volta all'individuazione di crediti problematici che mostrano oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Di seguito sono presentate le metodologie utilizzate per il conteggio delle svalutazioni analitiche e generiche applicate al portafoglio crediti. In particolare, le esposizioni classificate fra i crediti deteriorati sono sottoposte a un'analisi volta alla quantificazione della potenziale perdita di valore del singolo credito. Più in dettaglio per quanto riguarda le posizioni deteriorate rinvenienti dal portafoglio factoring verso Pubblica Amministrazione, la Banca effettua una svalutazione analitica per i comuni che registrano lo stato di "dissesto finanziario" ai sensi della d.lgs 267/00. Su tali posizioni, qualora non siano state effettuate opportune valutazioni in sede di pricing, la Banca procede ad effettuare un svalutazione analitica sul valore outstanding del credito al netto della parte di risconto non ancora maturata. Tale percentuale di svalutazione, in assenza di dati di perdita della Banca, è stata definita in funzione del benchmark di mercato.

Per quanto riguarda, invece, le posizioni creditizie rinvenienti sempre dal portafoglio factoring ma aventi come controparte debitrice imprese private, la Banca non registra posizioni in sofferenza, pertanto applica a tale segmento esclusivamente una svalutazione collettiva.

Per tutti i crediti relativi al portafoglio factoring classificati in bonis e scaduto (pubblica amministrazione e privato) la Banca effettua una svalutazione prudenziale, definendo una segmentazione del portafoglio attraverso specifici cluster definiti in sede di acquisizione dei portafogli e sui quali sono effettuate approfondite valutazioni in sede di pricing e pertanto su questa tipologia di crediti e anche alle esposizioni nei confronti delle Amministrazioni Centrali (es. Ministeri). Per quanto riguarda invece le esposizioni connesse ai crediti factoring ordinari, è stata applicata una svalutazione generica applicando una percentuale fissa sul portafoglio factoring.

Con riferimento ai crediti deteriorati rientranti nel portafoglio PMI, il Gruppo procede a svalutare interamente la quota parte del finanziamento non assistita dal Fondo di Garanzia rilasciata attraverso il Mediocredito Centrale.

Per quanto riguarda invece i finanziamenti PMI in stato bonis, il Gruppo ha definito una svalutazione generica in funzione della percentuale di ingressi in stato deteriorato osservata sul proprio portafoglio.

Per la forma tecnica Cessione del Quinto dello stipendio/ pensione, non avendo registrato posizioni in stato deteriorato, il Gruppo ha condotto una svalutazione dei crediti sulla base di benchmark di mercato.

Criteri di cancellazione

I crediti vengono cancellati dal bilancio quando sono considerati definitivamente irrecuperabili oppure in caso di cessione, qualora essa abbia comportato il sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi.

5. Attività finanziarie valutate al fair value

Alla data del bilancio la società non detiene"Attività finanziarie valutate al fair value".

6. Operazioni di copertura

Alla data del bilancio la società non ha effettuato "Operazioni di copertura".

7. Partecipazioni

Criteri di classificazione

La voce include le interessenze in società controllate, collegate e in società soggette a controllo congiunto (joint venture) da parte di Banca Sistema.

Criteri di iscrizione

Le partecipazioni sono iscritte in bilancio al valore di acquisto.

Criteri di valutazione

Il metodo del patrimonio netto prevede l'iscrizione iniziale della partecipazione al costo ed il suo successivo adeguamento di valore sulla base della quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata.

Le differenze tra il valore della partecipazione ed il patrimonio netto della partecipata di pertinenza sono incluse nel valore contabile della partecipata.

Nella valorizzazione della quota di pertinenza non vengono considerati eventuali diritti di voto potenziali.

La quota di pertinenza dei risultati d'esercizio della partecipata è rilevata in specifica voce del conto economico consolidato.

Se esistono evidenze che il valore di una partecipazione possa aver subito una riduzione, si procede alla stima del valore recuperabile della partecipazione stessa, tenendo conto del valore attuale dei flussi finanziari futuri che la partecipazione potrà generare, incluso il valore di dismissione finale dell'investimento. Qualora il valore di recupero risulti inferiore al valore contabile, la relativa differenza è rilevata nel conto economico.

Per il consolidamento delle partecipazioni in società collegate sono stati utilizzati i bilanci (annuali o infrannuali) più recenti approvati dalle società. Nei casi in cui le società non applicano i principi IAS/IFRS e pertanto per tali società è stato verificato che l'eventuale applicazione dei principi IAS/IFRS non avrebbe prodotto effetti significativi sul bilancio consolidato del Gruppo Banca Sistema.

Criteri di cancellazione

Le partecipazioni vengono cancellate dal bilancio quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati dalle attività stesse o quando la partecipazione viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e benefici a essa connessi.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali

Conformemente allo IAS 18, i dividendi sono rilevati quando si stabilisce il diritto degli azionisti a ricevere il pagamento e, pertanto, successivamente alla data di assunzione della delibera da parte dell'Assemblea della società della quale si detengono quote di capitale.

8. Attività materiali

Criteri di classificazione

La voce include i beni, di uso durevole, detenuti per essere utilizzati nella produzione del reddito, per locazione o per scopi amministrativi, quali i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, gli impianti tecnici, i mobili e gli arredi, le attrezzature di qualsiasi tipo e le opere d'arte.

Tra le attività materiali sono inclusi anche i costi per migliorie su beni di terzi, allorquando separabili dai beni stessi. Qualora i suddetti costi non presentano autonoma funzionalità e utilizzabilità, ma dagli stessi si attendono benefici futuri, sono iscritti tra le "altre attività" e vengono ammortizzati nel più breve periodo tra quello di prevedibile utilizzabilità delle migliorie stesse e quello di durata residua della locazione.

Il relativo ammortamento è rilevato nella voce Altri oneri/proventi di gestione.

Al valore delle attività materiali concorrono anche gli acconti versati per l'acquisizione e la ristrutturazione di beni non ancora entrati nel processo produttivo, e quindi non ancora oggetto di ammortamento.

Si definiscono "a uso funzionale" le attività materiali possedute per la fornitura di servizi o per fini amministrativi, mentre si definiscono "a scopo d'investimento" quelle possedute per riscuotere canoni di locazione e/o detenuti per l'apprezzamento del capitale investito.

Criteri di iscrizione

Le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo, comprensivo di tutti gli oneri direttamente imputabili alla messa in funzione del bene.

Le spese di manutenzione straordinaria e i costi aventi natura incrementativa che comportano un effettivo miglioramento del bene, ovvero un incremento dei benefici economici futuri generati dal bene, sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono e ammortizzati in relazione alle residue possibilità di utilizzo degli stessi.

Criteri di valutazione e di rilevazione delle componenti reddituali

Successivamente alla prima rilevazione, le attività materiali "a uso funzionale" sono iscritte in bilancio al costo al netto degli ammortamenti cumulati e di eventuali svalutazioni per riduzioni durevoli di valore, conformemente al "modello del costo" di cui al paragrafo 30 dello IAS 16.

Più precisamente, le attività materiali sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio, sulla base della loro vita utile, adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti, a eccezione:

  • dei terreni, siano essi acquisiti singolarmente o incorporati nel valore del fabbricato, che non sono oggetto di ammortamento in quanto hanno una vita utile indefinita;
  • delle opere d'arte, che non sono oggetto di ammortamento in quanto hanno una vita utile indefinita e il loro valore è normalmente destinato ad aumentare nel tempo;
  • degli investimenti immobiliari, che sono valutati al fair value in conformità allo IAS 40.

Per i beni acquisiti nel corso dell'esercizio l'ammortamento è calcolato su base giornaliera a partire dalla data di entrata in uso del cespite. Per i beni ceduti e/o dismessi nel corso dell'esercizio, l'ammortamento è conteggiato su base giornaliera fino alla data di cessione e/o dismissione.

A ogni chiusura di bilancio, se esiste qualche indicazione che dimostri che un'attività materiale diversa dagli immobili a uso investimento possa aver subito una perdita durevole di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite e il suo valore di recupero, pari al maggiore tra il fair value, al netto degli eventuali costi di vendita, e il relativo valore d'uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri originati dal cespite. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico alla voce "rettifiche di valore nette su attività materiali".

Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo a una ripresa di valore, che non può superare il valore che l'attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in assenza di precedenti perdite di valore.

Per le attività materiali "a scopo d'investimento" rientranti nell'ambito di applicazione dello IAS 40, la relativa valutazione è effettuata al valore di mercato determinato sulla base di perizie indipendenti e le variazioni di fair value sono iscritte a conto economico nella voce "risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali".

Criteri di cancellazione

Un'attività materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il bene è permanentemente ritirato dall'uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.

9. Attività immateriali

Criteri di classificazione

La voce accoglie quelle attività non monetarie prive di consistenza fisica che soddisfano le seguenti caratteristiche:

  • identificabilità;
  • controllo della risorsa in oggetto;
  • esistenza di benefici economici futuri.

In assenza di una delle suddette caratteristiche, la spesa, per acquisire o generare tali attività internamente, è rilevata come costo nell'esercizio in cui è stata sostenuta.

Le attività immateriali includono, in particolare, il software applicativo a utilizzazione pluriennale e altre attività identificabili che trovano origine in diritti legali o contrattuali. E', altresì, classificato alla voce in esame l'avviamento, rappresentato dalla differenza positiva tra il costo di acquisto e il fair value delle attività e delle passività acquisite nell'ambito di operazioni di aggregazione aziendali (business combination). In particolare, un'attività immateriale é iscritta come avviamento, quando la differenza positiva tra il fair value degli elementi patrimoniali acquisiti e il loro costo di acquisto è rappresentativa delle capacità reddituali future degli stessi (goodwill). Qualora tale differenza risulti negativa (badwill) o nell'ipotesi in cui il goodwill non trovi giustificazione nelle capacità reddituali future degli elementi patrimoniali acquisiti, la differenza stessa viene iscritta direttamente a conto economico.

Criteri di valutazione

Il valore delle attività immateriali è sistematicamente ammortizzato a partire dall'effettiva immissione nel processo produttivo.

Con riferimento all'avviamento, con periodicità annuale (od ogni volta che vi sia evidenza di perdita di valore) viene effettuato un test di verifica dell'adeguatezza del corrispondente valore.

A tal fine viene identificata l'Unità generatrice di flussi finanziari cui attribuire l'avviamento. L'ammontare dell'eventuale riduzione di valore è determinato sulla base della differenza tra il valore di iscrizione dell'avviamento ed il suo valore di recupero, se inferiore.

Detto valore di recupero è pari al maggiore tra il fair value dell'Unità generatrice di flussi finanziari, al netto degli eventuali costi di vendita, ed il relativo valore d'uso. Le conseguenti rettifiche di valore sono, come detto, rilevate a conto economico.

Criteri di cancellazione

Un'immobilizzazione immateriale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione e qualora non siano attesi benefici economici futuri.

10. Attività non correnti in via di dismissione

Alla data del bilancio la società non detiene "Attività non correnti in via di dismissione".

11. Fiscalità corrente e differita

Le imposte sul reddito, calcolate nel rispetto della vigente normativa fiscale, sono rilevate nel conto economico in base al criterio della competenza, coerentemente con la rilevazione in bilancio dei costi e dei ricavi che le hanno generate, a eccezione di quelle relative a partite addebitate o accreditate direttamente a patrimonio netto, per le quali la rilevazione della relativa fiscalità avviene, per coerenza, a patrimonio netto.

L'accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base a una prudenziale previsione dell'onere fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare, le imposte anticipate e quelle differite sono determinate sulla base delle differenze temporanee tra il valore contabile di un'attività o di una passività e il suo valore riconosciuto ai fini fiscali.

Le attività per imposte anticipate sono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro recupero, valutata sulla base della capacità della Società di generare con continuità redditi imponibili positivi.

Le imposte anticipate e quelle differite sono contabilizzate a livello patrimoniale a saldi aperti e senza compensazioni, includendo le prime nella voce "attività fiscali" e le seconde nella voce "passività fiscali".

Per quanto attiene le imposte correnti sono compensati, a livello di singola imposta, gli acconti versati con il relativo debito d'imposta, esponendo lo sbilancio netto tra le "attività fiscali correnti" o le "passività fiscali correnti" a seconda del segno.

12. Fondi per rischi e oneri

Conformemente alle previsioni dello IAS 37 i fondi per rischi e oneri accolgono le passività di ammontare o scadenza incerti relative a obbligazioni attuali (legali o implicite), derivanti da un evento passato per le quali sia probabile l'impiego di risorse economiche per adempiere alle obbligazioni stesse, purché possa essere effettuata una stima attendibile dell'importo necessario all'adempimento delle obbligazioni stesse alla data di riferimento del bilancio. Nel caso in cui il differimento temporale nel sostenimento dell'onere sia rilevante, e conseguentemente l'effetto di attualizzazione sia significativo, gli accantonamenti sono attualizzati utilizzando i tassi correnti di mercato. Gli accantonamenti vengono riesaminati a ogni data di riferimento del bilancio e situazione infrannuale e rettificati per riflettere la migliore stima corrente. Gli stessi sono rilevati nelle voci proprie di conto economico, secondo una logica di classificazione dei costi per "natura" della spesa. In particolare gli accantonamenti connessi agli oneri futuri del personale dipendente relativi al sistema premiante figurano tra le "spese del personale", gli accantonamenti riferibili a rischi e oneri di natura fiscale sono rilevati tra le "imposte sul reddito", mentre gli accantonamenti connessi al rischio di perdite potenziali non direttamente imputabili a specifiche voci del conto economico sono iscritti tra gli "accantonamenti netti per rischi e oneri".

13. Debiti e titoli in circolazione

Criteri di classificazione

I debiti verso banche e i debiti verso clientela includono le varie forme di provvista interbancaria e con clientela (conti correnti, depositi liberi e vincolati, finanziamenti, pronti contro termine, ecc.) mentre i titoli in circolazione accolgono tutte le passività di propria emissione (prestiti obbligazionari non classificati tra le "passività finanziarie valutate al fair value", ecc.). Tutti gli strumenti finanziari emessi dalla banca sono esposti in bilancio al netto degli eventuali ammontari riacquistati e comprendono quelli che alla data di riferimento del bilancio risultano scaduti ma non ancora rimborsati.

Criteri di iscrizione

Le suddette passività finanziarie sono iscritte, in sede di prima rilevazione, all'atto della ricezione delle somme raccolte o dell'emissione dei titoli di debito. L'iscrizione iniziale è effettuata sulla base del fair value delle passività, incrementato dei costi/ricavi di transazione direttamente attribuibili all'acquisizione dello strumento finanziario.

Sono esclusi i costi/ricavi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della controparte creditrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.

Il fair value iniziale di una passività finanziaria solitamente equivale all'ammontare incassato.

Eventuali contratti derivati impliciti nelle suddette passività finanziarie, laddove ricorrano i presupposti previsti dagli IAS 32 e 39, sono oggetto di scorporo e di separata valutazione.

Criteri di valutazione

Dopo la rilevazione iniziale, le suddette passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del tasso di interesse effettivo.

Criteri di cancellazione

Le suddette passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte.

La cancellazione avviene anche in presenza di riacquisto, ancorché temporaneo, di titoli precedentemente emessi. L'eventuale differenza tra il valore contabile della passività estinta e l'ammontare pagato é registrato nel conto economico, alla voce "utile (perdita) da cessione o riacquisto di: passività finanziarie". Qualora il Gruppo, successivamente al riacquisto, ricollochi sul mercato i titoli propri, tale operazione viene considerata come una nuova emissione e la passività è iscritta al nuovo prezzo di ricollocamento.

14. Passività finanziarie di negoziazione

Alla data del bilancio la Società non ha "Passività finanziarie di negoziazione".

15. Passività finanziarie valutate al fair value

Alla data del bilancio la Società non ha "Passività finanziarie valutate al fair value".

16. Operazioni in valuta

Tra le attività e le passività in valuta figurano, oltre a quelle denominate esplicitamente in una valuta diversa dall'euro, anche quelle che prevedono clausole di indicizzazione finanziaria collegate al tasso di cambio dell'euro con una determinata valuta o con un determinato paniere di valute. Ai fini delle modalità di conversione da utilizzare, le attività e passività in valuta sono suddivise tra poste monetarie e non monetarie.

Criteri di iscrizione

Le operazioni in valuta estera sono registrate in euro, al momento della rilevazione iniziale, applicando all'importo in valuta estera il tasso di cambio a pronti in vigore alla data dell'operazione.

Criteri di valutazione

A ogni data di riferimento del bilancio o situazione intermedia:

  • gli elementi monetari in valuta estera sono convertiti utilizzando il tasso di cambio di fine esercizio;
  • gli elementi non monetari che sono valutati al costo storico in valuta estera sono convertiti usando il tasso di cambio in essere alla data dell'operazione;
  • gli elementi non monetari che sono valutati al fair value in una valuta estera sono convertiti utilizzando i tassi di cambio alla data in cui il fair value è determinato.

Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione alla data del bilancio precedente, sono rilevate nel conto economico dell'esercizio in cui sorgono alla voce "risultato netto delle attività di negoziazione" o, laddove attengono ad attività/passività finanziarie per le quali ci si avvale della fair value option di cui allo IAS 39, alla voce "risultato netto delle attività e delle passività finanziarie valutate al fair value".

Quando un utile o una perdita relativi a un elemento non monetario sono rilevati a patrimonio netto, la differenza di cambio relativa a tale elemento è rilevata anch'essa a patrimonio netto nell'esercizio un cui sorge. Viceversa, quando gli utili o le perdite di un elemento non monetario sono rilevati nel conto economico, la differenza di cambio è rilevata anch'essa nel conto economico nell'esercizio in cui sorgono come sopra specificato.

17. Altre informazioni

17.1. Trattamento di fine rapporto del personale

Secondo l'IFRIC, il T.F.R. è assimilabile a un "beneficio successivo al rapporto di lavoro" (post employmentbenefit) del tipo "Prestazioni Definite" (defined-benefit plan) per il quale è previsto, in base allo IAS 19, che il suo valore venga determinato mediante metodologie di tipo attuariale. Conseguentemente, la valutazione di fine esercizio della posta in esame è effettuata in base al metodo dei benefici maturati utilizzando il criterio del credito unitario previsto (Projected Unit Credit Method). Tale metodo prevede la proiezione degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche, statistiche e probabilistiche, nonché in virtù dell'adozione di opportune basi tecniche demografiche. Esso consente di calcolare il TFR maturato a una certa data in senso attuariale, distribuendo l'onere per tutti gli anni di stimata permanenza residua dei lavoratori in essere, e non più come onere da liquidare nel caso in cui l'azienda cessi la propria attività alla data di bilancio. Gli utili e le perdite attuariali, definiti quali differenza tra il valore di bilancio della passività ed il valore attuale dell'obbligazione a fine periodo, sono iscritti a patrimonio netto.

La valutazione del T.F.R. del personale dipendente è effettuata da un attuario indipendente in conformità alla metodologia sopra indicata.

17.2. Operazioni di pronti contro termine

Le operazioni di "pronti contro termine" che prevedono l'obbligo per il cessionario di rivendita/riacquisto a termine delle attività oggetto della transazione (ad esempio, di titoli) e le operazioni di "prestito titoli" nelle quali la garanzia è rappresentata da contante, sono assimilate ai riporti e, pertanto, gli ammontari ricevuti ed erogati figurano in bilancio come debiti e crediti. In particolare, le suddette operazioni di "pronti contro termine" e di "prestito titoli" di provvista sono rilevate in bilancio come debiti per l'importo percepito a pronti, mentre quelle di impiego sono rilevate come crediti per l'importo corrisposto a pronti. Tali operazioni non determinano movimentazione del portafoglio titoli. Coerentemente, il costo della provvista e il provento dell'impiego, costituiti dalle cedole maturate sui titoli e dal differenziale tra prezzo a pronti e prezzo a termine dei medesimi, vengono iscritti per competenza nelle voci economiche accese agli interessi.

17.3. Criteri di determinazione del fair value degli strumenti finanziari

Il fair value è definito come "il prezzo che si percepirebbe per la vendita di un'attività ovvero che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato", a una certa data di misurazione, escludendo transazioni di tipo forzato. Sottostante alla definizione di fair value vi è infatti la presunzione che la società sia in funzionamento e che non abbia alcuna intenzione o necessità di liquidare, ridurre significativamente la portata delle proprie attività o intraprendere un'operazione a condizioni sfavorevoli.

Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi, il fair value è determinato sulla base delle quotazioni (prezzo ufficiale o altro prezzo equivalente dell'ultimo giorno di borsa aperta dell'esercizio di riferimento) del mercato più vantaggioso al quale il Gruppo ha accesso. A tale proposito uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili tramite un listino, operatore, intermediario, settore industriale, agenzia di determinazione del prezzo, autorità di regolamentazione e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

In assenza di un mercato attivo, il fair value viene determinato utilizzando tecniche di valutazione generalmente accettate nella pratica finanziaria, volte a stabilire quale prezzo avrebbe avuto lo strumento finanziario, alla data di valutazione, in un libero scambio tra parti consapevoli e disponibili. Tali tecniche di valutazione prevedono, nell'ordine gerarchico in cui sono riportate, l'utilizzo:

    1. dell'ultimo NAV (Net Asset Value) pubblicato dalla società di gestione per i fondi armonizzati (UCITS - Undertakings for Collective Investment in Transferable Securities), gli Hedge Funds e le Sicav;
    1. di prezzi di transazioni recenti osservabili sui mercati;
    1. delle indicazioni di prezzo desumibili da infoprovider (ad esempio, Bloomberg, Reuters);
    1. del fair value ottenuto da modelli di valutazione (a esempio, Discounting Cash Flow Analysis, Option Pricing Models) che stimano tutti i possibili fattori che condizionano il fair value di uno strumento finanziario (costo del denaro, rischio di credito, rischio di liquidità, volatilità, tassi di cambio, tassi di prepayment, ecc) sulla base di dati osservabili sul mercato, anche in relazione a strumenti similari, alla data di valutazione. Qualora, per uno o più fattori di rischio non risulti possibile riferirsi a dati di mercato, vengono utilizzati parametri internamente determinati su base storicostatistica. I modelli di valutazione sono oggetto di revisione periodica al fine di garantirne la piena e costante affidabilità;
    1. delle indicazioni di prezzo fornite dalla controparte emittente eventualmente rettificate per tener conto del rischio di controparte e/o liquidità (a esempio, il prezzo deliberato dal Consiglio di Amministrazione e/o Assemblea dei soci per le azioni di banche popolari non quotate, il valore della quota comunicato dalla società di gestione per i fondi chiusi riservati agli investitori istituzionali o per altre tipologie di O.I.C.R. diverse da quelle citate al punto 1, il valore di riscatto determinato in conformità al regolamento di emissione per i contratti assicurativi);
    1. per gli strumenti rappresentativi di capitale, ove non siano applicabili le tecniche di valutazione di cui ai punti precedenti: I) il valore risultante da perizie indipendenti se disponibili; II) il valore corrispondente alla quota di patrimonio netto detenuta risultante dall'ultimo bilancio approvato della società; III) il costo, eventualmente rettificato per tener conto di riduzioni significative di valore, laddove il fair value non è determinabile in modo attendibile.

Sulla base delle considerazioni sopra esposte e conformemente a quanto previsto dagli IFRS, il Gruppo classifica le valutazioni al fair value sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si distinguono i seguenti livelli:

  • Livello 1 quotazioni (senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo: le valutazioni degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo effettuate sulla base delle quotazioni rilevabili dallo stesso;
  • Livello 2 La valutazione non è basata su quotazioni dello stesso strumento finanziario oggetto di valutazione, ma su prezzi o spread creditizi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, utilizzando una data metodologia di calcolo (modello di pricing). Il ricorso a tale approccio si traduce nella ricerca di transazioni presenti su mercati attivi, relative a strumenti che, in termini di fattori di rischio, sono comparabili con lo strumento oggetto di valutazione. Le metodologie di calcolo (modelli di pricing) utilizzate nel comparable approach consentono di riprodurre i prezzi di strumenti finanziari quotati su mercati attivi (calibrazione del modello) senza includere parametri discrezionali – cioè parametri il cui valore non può essere desunto da quotazioni di strumenti finanziari presenti su mercati attivi ovvero non può essere fissato su livelli tali da replicare quotazioni presenti su mercati attivi - tali da influire in maniera determinante sul prezzo di valutazione finale.
  • Livello 3 input che non sono basati su dati di mercato osservabili: le valutazioni degli strumenti finanziari non quotati in un mercato attivo effettuate in base a tecniche di valutazione che utilizzando input significativi non osservabili sul mercato comportano l'adozione di stime e assunzioni da parte del management (prezzi forniti dalla controparte emittente, desunti da perizie indipendenti, prezzi corrispondenti alla frazione di patrimonio netto detenuta nella società o ottenuti con modelli valutativi che non utilizzano dati di mercato per stimare significativi fattori che condizionano il fair value dello strumento finanziario). Appartengono a tale livello le valutazioni degli strumenti finanziari al prezzo di costo.

17.4 Aggregazioni aziendali

Un'aggregazione aziendale consiste nell'unione di imprese o attività aziendali distinte in un unico soggetto tenuto alla redazione del bilancio. Un'aggregazione aziendale può dare luogo ad un legame partecipativo tra capogruppo (acquirente) e controllata (acquisita). Un'aggregazione aziendale può anche prevedere l'acquisto dell'attivo netto di un'altra impresa, incluso l'eventuale avviamento, oppure l'acquisto del capitale dell'altra impresa (fusioni e conferimenti). In base a quanto disposto dall'IFRS 3, le aggregazioni aziendali devono essere contabilizzate applicando il metodo dell'acquisto che prevede le seguenti fasi:

  • identificazione dell'acquirente;
  • determinazione del costo dell'aggregazione aziendale;
  • allocazione, alla data di acquisizione, del costo dell'aggregazione aziendale alle attività acquisite e alle passività e passività potenziali assunte.

In particolare, il costo di una aggregazione aziendale è determinato come la somma complessiva dei fair value, alla data dello scambio, delle attività cedute, delle passività sostenute o assunte e degli strumenti rappresentativi di capitale emessi, in cambio del controllo dell'acquisito, cui è aggiunto qualunque costo direttamente attribuibile all'aggregazione aziendale.

La data di acquisizione è la data in cui si ottiene effettivamente il controllo sull'acquisito. Quando l'acquisizione viene realizzata con un'unica operazione di scambio, la data dello scambio coincide con quella di acquisizione.

Qualora l'aggregazione aziendale sia realizzata tramite più operazioni di scambio

  • il costo dell'aggregazione è il costo complessivo delle singole operazioni
  • la data dello scambio è la data di ciascuna operazione di scambio (cioè la data in cui ciascun investimento è iscritto nel bilancio della società acquirente), mentre la data di acquisizione è quella in cui si ottiene il controllo sull'acquisito.
  • Il costo di un'aggregazione aziendale viene allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisito ai relativi fair

value alla data di acquisizione.

  • Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisito sono rilevate separatamente alla data di acquisizione solo se, a tale data, esse soddisfano i criteri seguenti:
  • nel caso di un'attività diversa da un'attività immateriale, è probabile che gli eventuali futuri benefici economici connessi affluiscano all'acquirente ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;
  • nel caso di una passività diversa da una passività potenziale, è probabile che per estinguere l'obbligazione sarà richiesto l'impiego di risorse atte a produrre benefici economici ed è possibile valutarne il fair value attendibilmente;
  • nel caso di un'attività immateriale o di una passività potenziale, il relativo fair value può essere valutato attendibilmente.

La differenza positiva tra il costo dell'aggregazione aziendale e l'interessenza dell'acquirente al fair value netto delle attività, passività e passività potenziali identificabili, deve essere contabilizzata come avviamento.

Dopo la rilevazione iniziale, l'avviamento acquisito in un'aggregazione aziendale è valutato al relativo costo, ed è sottoposto con cadenza almeno annuale ad impairment test.

In caso di differenza negativa viene effettuata una nuova misurazione. Tale differenza negativa, se confermata, è rilevata immediatamente come ricavo a conto economico.

17.5 Derecognition

È la cancellazione dallo stato patrimoniale di un'attività o passività finanziaria rilevata precedentemente.

Prima di valutare la sussistenza delle condizioni per la cancellazione dal bilancio di attività finanziarie è necessario, secondo lo IAS 39, verificare se queste condizioni siano da applicare a tali attività nella loro interezza ovvero possano riferirsi soltanto ad una parte di esse. Le norme sulla cancellazione sono applicate ad una parte delle attività finanziarie oggetto del trasferimento soltanto se sussiste almeno uno dei seguenti requisiti:

▪ la parte comprende soltanto i flussi di cassa relativi

ad un'attività finanziaria (o ad un gruppo di attività) che sono identificati specificamente (ad esempio la sola quota interessi di pertinenza dell'attività);

  • la parte comprende i flussi di cassa secondo una ben individuata quota percentuale del loro totale (ad esempio il 90% di tutti i flussi di cassa derivanti dall'attività);
  • la parte comprende una ben individuata quota di flussi di cassa specificamente identificati (ad esempio il 90% dei flussi di cassa della sola quota interessi di pertinenza dell'attività).

In assenza dei citati requisiti, le norme sull'eliminazione devono trovare applicazione all'attività finanziaria (o gruppo di attività finanziarie) nella sua interezza.

Le condizioni per l'integrale cancellazione di un'attività finanziaria sono l'estinzione dei diritti contrattuali, come la loro naturale scadenza, ovvero il trasferimento ad un'altra controparte dei diritti all'incasso dei flussi di cassa derivanti da tale attività.

I diritti all'incasso si considerano trasferiti anche qualora vengano mantenuti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari dell'attività, ma venga assunto un obbligo a pagare quei flussi a una o più entità e si verifichino tutte e tre le seguenti condizioni (accordo pass-through):

  • non sussiste l'obbligo da parte del Gruppo a corrispondere importi non incassati dall'attività originaria;
  • è vietata la vendita o la costituzione in garanzia dell'attività originaria, salvo quando questa è a garanzia della obbligazione a corrispondere flussi finanziari;
  • il Gruppo è obbligata a trasferire senza alcun

ritardo tutti i flussi finanziari che incassa e non ha diritto ad investirli, ad eccezione di investimenti in disponibilità liquide durante il breve periodo tra la data di incasso e quella di versamento, a condizione che vengano riconosciuti anche gli interessi maturati nel periodo.

Inoltre, l'eliminazione di un'attività finanziaria è subordinata alla verifica che tutti i rischi e i benefici derivanti dalla titolarità dei diritti siano stati effettivamente trasferiti (true sale). In caso di trasferimento sostanzialmente di tutti i rischi e i benefici si provvede alla cancellazione dell'attività (o gruppo di attività) cedute e si rilevano separatamente i diritti e gli obblighi relativi al trasferimento come attività o passività.

Viceversa, in caso di mantenimento dei rischi e benefici, è necessario continuare a rilevare l'attività (o gruppo di attività) cedute. In tal caso occorre rilevare anche una passività corrispondente all'importo ricevuto come corrispettivo per la cessione e registrare successivamente tutti i proventi maturati sull'attività così come tutti gli oneri maturati sulla passività. Le principali operazioni che, in base alle regole anzidette, non consentono di operare la cancellazione integrale di un'attività finanziaria sono le operazioni di cartolarizzazione di crediti, le operazioni di pronti contro termine e le operazioni di prestito titoli.

Nel caso di operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli, le attività oggetto delle transazioni non vengono cancellate dal bilancio poiché i termini delle operazioni comportano il mantenimento di tutti i rischi e benefici ad esse associati.

17.6 Introduzione del "bilateral CVA" nella valutazione dei derivati

Il principio IFRS 13 - applicabile con decorrenza 1° gennaio 2013 - stabilisce la necessità di considerare nel fair value dei contratti derivati il rischio di non performance (rischio che una delle due parti del contratto non adempia alle proprie obbligazioni) sia all'atto della rilevazione iniziale che nelle valutazioni successive. Tale rischio include:

▪ le variazioni del merito di credito dell'entità, per cui nel determinare il fair value dei derivati, si deve considerare anche il rischio di propria inadempienza;

▪ le variazioni del merito di credito della controparte. Il fair value di uno strumento derivato è scomponibile in diverse componenti che includono l'effetto dei diversi fattori di rischio sottostanti.

    1. La componente collateralizzata del fair value è calcolata come se il contratto fosse oggetto di un accordo di collateral perfetto, tale da ridurre il rischio di controparte ad un livello trascurabile. Nella pratica tale situazione può essere avvicinata con CSA (Credit Support Annex) che prevedono marginazione giornaliera, soglia e minimum transfer amount nulli, tasso overnight flat. Tale componente del fair value include il rischio di mercato (ad esempio rispetto ai sottostanti, alle volatilità, etc.), e rischio di finanziamento implicito nel CSA (finanziamento a tasso overnight, metodologia OIS discounting).
    1. La componente, detta Bilateral Credit Value Adjustment (BCVA), tiene in considerazione la possibilità di fallimento delle controparti (Controparte e Investitore) ed è a sua volta data da due addendi, detti Credit Value Adjustment (CVA) e Debit Value Adjustment (DVA), che rappresentano i seguenti scenari:
  • il CVA (negativo) tiene in considerazione gli scenari in cui la Controparte (Cliente) fallisce prima dell'Investitore (Banca), e quest'ultimo presenta un'esposizione positiva nei confronti della Controparte. In tali scenari l'Investitore subisce una perdita di ammontare pari al costo di sostituzione del derivato stesso;

▪ il DVA (positivo) tiene in considerazione gli scenari in cui l'Investitore fallisce prima della Controparte, e il primo presenta un'esposizione negativa nei confronti della Controparte. In tali scenari l'Investitore beneficia di un guadagno di ammontare pari al costo di sostituzione del derivato stesso.

Il calcolo di quest'ultima componente del fair value avviene considerando la presenza di accordi di netting e accordi di collateral che consentono di mitigare il rischio di controparte.

Nel primo caso, la presenza dell'accordo di netting determina l'effettuazione del calcolo del bilateral CVA su un portafoglio comprendente tutte le operazioni oggetto di netting in essere con quella medesima Controparte. Di conseguenza, in presenza di accordi di netting sia la componente CVA che la componente DVA diminuiscono in valore assoluto, per la mitigazione del rischio di controparte che essi provocano.

In caso di contratti di CSA (collaterale) con marginazione giornaliera, ridotte soglie e Minimum Transfer Amount, si può considerare il rischio di controparte come trascurabile.

Il calcolo del BCVA pertanto considera solo le operazioni non coperte da CSA. Nel caso, invece, di CSA con soglie e Minimum Transfer Amount non trascurabili si procede al calcolo del BCVA in base alla materialità.

Il calcolo del BCVA dipende dal merito creditizio dell'Investitore e della Controparte, reperibile attraverso il ricorso a varie fonti. Direzione Risk Management, in collaborazione con la Direzione Amministrazione e Fiscale, ha definito una regola che consenta di selezionare i dati del merito di credito in funzione della loro disponibilità. La regola prevede quanto segue:

  • in caso di controparti con spread CDS quotato sul mercato, il calcolo del BCVA viene effettuato considerando la probabilità di default neutrale verso il rischio (ovvero stimata sulla base dei prezzi delle obbligazioni e non sulla base dei dati storici) quotata sul mercato e relativa sia alla Controparte che all'Investitore, misurata sulla base della curva di credito CDS spread quotato;
  • in caso di controparti Large Corporate senza CDS

quotato sul mercato con fatturato superiore alla soglia critica, il calcolo del BCVA viene effettuato considerando la probabilità di default neutrale al rischio di una controparte che viene associata alla controparte del contratto (comparable approach). Il merito creditizio viene misurato:

  • per le controparti Project Finance utilizzando la curva di credito CDS spread comparable Industrial;
  • per le altre controparti utilizzando la curva di credito CDS spread comparable per la controparte;
  • in caso di controparti illiquide non incluse nelle categorie precedenti, il calcolo del bCVA viene effettuato considerando la probabilità di default della controparte e del Gruppo, determinata utilizzando la curva di credito ottenuta dalle matrici di probabilità di default.

Sul Gruppo non vi sono stati impatti significativi dall'applicazione del principio in quanto la quasi totalità del portafoglio del Gruppo è a breve termine.

A.3 - INFORMATIVA SUI TRASFERIMENTI TRA PORTAFOGLI DI ATTIVITÀ FINANZIARIE

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: valore contabile, fair value ed effetti sulla redditività complessiva

Non sono stati effettuati trasferimenti di strumenti finanziari tra portafogli.

A.3.2 Attività finanziarie riclassificate: effetti sulla redditività complessiva prima del trasferimento

Non sono state riclassificate attività finanziarie.

A.3.3 Trasferimento di attività finanziarie detenute per la negoziazione

Non sono state trasferite attività finanziarie detenute per la negoziazione.

A.3.4 Tasso di interesse effettivo e flussi finanziari attesi dalle attività riclassificate

Non ci sono flussi finanziari attesi ad attività riclassificate.

A.4 - INFORMATIVA SUL FAIR VALUE

INFORMATIVA DI NATURA QUALITATIVA

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati

Si rimanda a quanto già riportato nelle politiche contabili.

A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni

Il valore di Bilancio è stato assunto quale ragionevole approssimazione del fair value.

A.4.3 Gerarchia del fair value

Ai fini della predisposizione del Bilancio la gerarchia del fair value utilizzata è la seguente:

  • Livello 1- Effective market quotes La valutazione è il prezzo di mercato dello stesso strumento finanziario oggetto di valutazione,
  • ottenuto sulla base di quotazioni espresse da un mercato attivo.
  • Livello 2 Comparable Approach
  • Livello 3 Mark-to-Model Approach

A.4.4 Altre informazioni

La voce non è applicabile per il Gruppo.

A.4.5 Gerarchia del fair value

A.4.5.1 Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli di fair value.

31/12/2015 31/12/2014
Attività/Passività finanziarie misurate al fair value Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 1 Livello 2 Livello 3
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - - 63
2. Attività finanziarie valutate al fair value - - - - - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 920.402 - 5.000 858.007 - -
4. Derivati di copertura - - - - - -
5. Attività materiali - - - - - -
6. Attività immateriali - - - - - -
TOTALE 920.402 - 5.000 858.007 - 63
1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - - -
2. Passività finanziarie valutate al fair value - - - - - -
3. Derivati di copertura - - - - - -
TOTALE - - - -

Legenda: L1 = Livello 1 L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (livello 3)

Attività finanziarie
detenute per
la negoziazione
Attività finanziarie
valutate al
fair value
Attività finanziarie
disponibili per
la vendita
Derivati di
copertura
Attività
materiali
Attività
immateriali
1. Esistenze iniziali 63 - - - - -
2. Aumenti - - 5.000 - - -
2.1 Acquisti - - 5.000 - - -
2.2 Profitti imputati a: - - - - - -
2.2.1 Conto Economico - - - - - -
- di cui: Plusvalenze - - - - - -
2.2.2 Patrimonio netto X X - - - -
2.3 Trasferimenti da altri livelli - - - - - -
2.4 Altre variazioni in aumento - - - - - -
3. Diminuzioni 63 - - - - -
3.1 Vendite 63 - - - - -
3.2 Rimborsi - - - - - -
3.3 Perdite imputate a: - - - - - -
3.3.1 Conto Economico - - - - - -
- di cui Minusvalenze - - - - - -
3.3.2 Patrimonio netto X X - - - -
3.4 Trasferimenti ad altri livelli - - - - - -
3.5 Altre variazioni in diminuzione - - - - - -
4. Rimanenze finali - - 5.000 - - -

A.4.5.4 Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente:

ripartizione per livelli di fair value

31/12/2015 31/12/2014
Attività/Passività non misurate al
fair value o misurate al fair value
su base non ricorrente
VB L1 L2 L3 VB L1 L2 L3
1. Attività finanziarie detenute
sino alla scadenza
- - - - - - - -
2. Crediti verso banche 2.076 - - 2.076 16.682 - - 16.591
3. Crediti verso Clientela 1.457.990 - - 1.457.990 1.193.754 - - 1.194.759
4. Attività materiali detenute a
scopo di investimento
- - - - - - - -
5. Attività non correnti e gruppi
di attività in via di dismissione
- - - - - - - -
Totale 1.460.066 - - 1.460.066 1.210.436 - - 1.211.350
1. Debiti verso banche 362.075 - - 362.075 821.404 - - 821.404
2. Debiti verso Clientela 1.878.339 - - 1.878.339 1.153.797 - - 1.153.797
3. Titoli in circolazione 20.102 - - 20.102 20.109 - - 20.109
4. Passività associate ad attività
in via di dismissione
- - - - - - - -
Totale 2.260.516 - - 2.260.516 1.995.310 - - 1.995.310

Legenda:

VB= Valore di Bilancio

L1 = Livello 1 L2 = Livello 2

L3 = Livello 3

A.5 - INFORMATIVA SUL C.D. "DAY ONE PROFIT/LOSS"

Nulla da segnalare.

PARTE B - INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

ATTIVO

SEZIONE 1 - Cassa e disponibilità liquide - Voce 10

1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione

TOTALE 104 66
b. Depositi liberi presso Banche Centrali - -
a. Cassa 104 66
Voci / Valori 31/12/2015 31/12/2014

SEZIONE 2 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione - Voce 20

2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica

31/12/2015 31/12/2014
Voci / Valori Livello
1
Livello
2
Livello
3
Livello
1
Livello
2
Livello
3
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito - - - - - -
1.1 Titoli strutturati - - - - - -
1.2 Altri titoli di debito - - - - - -
2. Titoli di capitale - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - -
4.1 Pronti contro termine attivi - - - - - -
4.2 Altri - - - - - -
TOTALE A - - - - - -
B. Strumenti derivati - - -
1. Derivati finanziari - - - - - -
1.1 di negoziazione - - - - - -
1.2 connessi con la fair value option - - - - - -
1.3 Altri - - - - - -
2. Derivati creditizi - - - - - 63
2.1 di negoziazione - - - - - 63
2.2 connessi con la fair value option - - - - - -
2.3 Altri - - - - - -
TOTALE B - - - - - 63
TOTALE (A+B) - - 63

2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori / emittenti

Voci/Valori 31/12/2015 31/12/2014
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri emittenti
2. Titoli di capitale
a) Banche
b) Altri emittenti:
- imprese di assicurazione
- società finanziarie
- imprese non finanziarie
- altri
3. Quote di O.I.C.R.
4. Finanziamenti
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri soggetti
Totale A
B. Strumenti derivati
a) Banche
- fair value 63
b) Clientela
- fair value
Totale B 63
Totale (A+B) 63

SEZIONE 4 - ATTIVITÀ FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA - VOCE 40

31/12/2015 31/12/2014
Attività/Passività finanziarie
misurate al fair value
Livello
1
Livello
2
Livello
3
Livello
1
Livello
2
Livello
3
1. Titoli di debito 920.402 858.007
1.1 Titoli strutturati
1.2 Altri titoli di debito 920.402 858.007
2. Titoli di capitale 5.000
2.1 Valutati al fair value 5.000
2.2 Valutati al costo
3. Quote di O.I.C.R.
4. Finanziamenti
Totale 920.402 5.000 858.007

4.1 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica

Il portafoglio AFS è composto prevalentemente da Titoli di Stato italiani con scadenza a breve termine.

Il titolo di capitale si riferisce al controvalore delle quote di partecipazione in Banca d'Italia.

4.2 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per debitori / emittenti

Voci/Valori 31/12/2015 31/12/2014
1. Titoli di debito 920.402 858.007
a) Governi e Banche Centrali 920.402 858.007
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri emittenti
2. Titoli di capitale 5.000
a) Banche 5.000
b) Altri emittenti
- imprese di assicurazione
- società finanziarie
- imprese non finanziarie
- altri
3. Quote di O.I.C.R.
4. Finanziamenti
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri soggetti
TOTALE
925.402
858.007

SEZIONE 5 - ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE SINO ALLA SCADENZA - VOCE 50

Il portafoglio non è stato utilizzato nell'anno.

SEZIONE 6 - CREDITI VERSO BANCHE - VOCE 60

6.1 Crediti verso banche: composizione merceologica

31/12/2015 31/12/2014
Tipologia operazioni / Valori FV FV
VB Livello
1
Livello
2
Livello
3
VB Livello
1
Livello
2
Livello
3
A. Crediti verso Banche Centrali 1.909 16.114
1. Depositi vincolati X X X X X X
2. Riserva obbligatoria 1.909 X X X 16.114 X X X
3. Pronti contro termine X X X X X X
4. Altri X X X X X X
B. Crediti verso banche 167 568
1. Finanziamenti 167 568
1.1 Conti correnti e depositi liberi 167 X X X 568 X X X
1.2. Depositi vincolati X X X X X X
1.3. Altri finanziamenti:
Pronti contro termine attivi X X X X X X
Leasing finanziario X X X X X X
Altri X X X X X X
2. Titoli di debito
2.1 Titoli strutturati X X X X X X
2.2 Altri titoli di debito X X X X X X
TOTALE 2.076 2.076 16.682 16.682

Legenda:

VB = Valore di Bilancio FV = Fair Value

La voce accoglie prevalentemente la liquidità a fronte della riserva obbligatoria presso Banca d'Italia; la Banca è aderente diretta al sistema di regolamento lordo Target II.

SEZIONE 7 - CREDITI VERSO CLIENTELA - VOCE 70

7.1 Crediti verso Clientela: composizione merceologica

31/12/2015 31/12/2014
Tipologia Valore di Bilancio Fair Value Valore di Bilancio Fair Value
operazioni/Valori Non Deteriorati Non Deteriorati
Deteriorati Acquistati Altri L1 L2 L3 Deteriorati Acquistati Altri L1 L2 L3
Finanziamenti 1.373.774 2.216 82.000 1.457.990 1.154.030 6.117 33.607 1.193.754
1. Conti correnti 13.878 28 X X X 15.818 58 X X X
2. Pronti contro
termine attivi
177.868 X X X 290.316 X X X
3. Mutui 74.894 8.216 X X X 18.357 307 X X X
4. Carte di credito,
prestiti personali e
cessioni del quinto
119.850 938 X X X 13.485 X X X
5. Leasing finanziario X X X X X X
6. Factoring 861.507 2.216 72.795 X X X 812.498 6.117 33.242 X X X
7. Altri finanziamenti 125.777 23 X X X 3.556 - X X X
Titoli di debito
8. Titoli strutturati X X X - X X X
9. Altri titoli di debito X X X - X X X
TOTALE (Valore di bilancio) 1.373.774 2.216 82.000 - - 1.457.990 1.154.030 6.117 33.607 - - 1.193.754

La voce include prevalentemente l'ammontare dei crediti acquistati da parte del Gruppo, nell'ambito della sua attività di factoring. L'esposizione debitoria dell'attività di factoring è prevalentemente verso la Pubblica Amministrazione, in particolare verso ASL ed Enti Territoriali.

Risulta in incremento rispetto al precedente esercizio la voce mutui (che si riferisce sostanzialmente a finanziamenti PMI garantiti dallo Stato) e carte di credito e prestiti personali e cessione del quinto.

7.2 Crediti verso Clientela: composizione per debitori/emittenti

31/12/2015 31/12/2014
Tipologia operazioni/Valori Non Deteriorati Non Deteriorati
deteriorati Acquistati Altri deteriorati Acquistati Altri
1. Titoli di debito: - - - - - -
a) Governi - - - - - -
b) Altri Enti pubblici - - - - - -
c) Altri emittenti - - - - - -
imprese non finanziarie - - - - - -
imprese finanziarie - - - - - -
assicurazioni - - - - - -
altri - - - - - -
2. Finanziamenti verso: 1.373.774 2.216 82.000 1.154.030 6.117 33.607
a) Governi 273.962 - 1.631 179.182 - -
b) Altri Enti pubblici 521.021 2.216 40.655 557.789 6.117 3.667
c) Altri soggetti 578.791 - 39.714 417.059 - 29.940
imprese non finanziarie 252.569 - 38.198 96.470 - 27.223
imprese finanziarie 198.607 - - 303.352 - -
assicurazioni - - - - - -
altri 127.615 - 1.516 17.237 - 2.717
TOTALE 1.373.774 2.216 82.000 1.154.030 6.117 33.607

SEZIONE 10 - LE PARTECIPAZIONI - VOCE 100

10.1 Partecipazioni: informazioni sui rapporti partecipativi

Denominazione Sede Quota di partecipazione
%
Disponibilità voti
%
A. Imprese controllate in via esclusiva
1. S.F. Trust Holdings Ltd Londra 100% 100%
C. Imprese sottoposte a influenza notevole
1. C.S. Union S.p.A. Cuneo 25,80% 25,80%

10.3 Partecipazioni significative: informazioni contabili

Denominazioni Cassa disponibilità liquide Attività finanziarie Attività non finanziarie Passività finanziarie Passività non finanziarie Ricavi totali Margine di interesse Rettifiche di valore su attività
materiali e immateriali
Utile (Perdite) della operatività
corrente al lordo delle imposte
Utile (Perdite) della operatività
corrente al netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività
in via di dismissione al netto delle
imposte
Utile (Perdite d'esercizio) Altre compontenti reddituali al
netto delle imposte
Reddività complessiva
A. Imprese
controllate
in via
esclusiva
1. S.F. Trust
Holdings Ltd
- 80 980 1.265 158 - (44) (6) 355 355 - 355 - 355

10.4 Partecipazioni non significative: informazioni contabili

Denominazioni Valore di bilancio delle
partecipazioni
Totale attivo Totale passività Ricavi totali Utile (Perdite) della operatività
corrente al netto delle imposte
Utile (Perdita) dei gruppi di attività
in via di dismissione al netto delle
imposte
Utile (Perdite d'esercizio) Altre compontenti reddituali al
netto delle imposte
Reddività complessiva
C. Imprese
sottoposte
a influenza
notevole
1. CS Union
SpA
2.696 18.986 15.146 8.156 961 - 961 - 961

I dati sono stati esposti secondo i principi contabili Internazionali.

31/12/2015 31/12/2014
A. ESISTENZE INIZIALI 2.448 -
B. AUMENTI 248 2.448
B.1 Acquisti 2.377
B.2 Riprese di valore
B.3 Rivalutazioni
B.4 Altre variazioni 248 71
C. DIMINUZIONI
C.1 Vendite
C.2 Rettifiche di valore
C.3 Altre variazioni
D. RIMANENZE FINALI 2.696 2.448
E. RIVALUTAZIONI TOTALI
F. RETTIFICHE TOTALI
TOTALE

Con efficacia a partire dal 1° marzo 2015 St.Ing è stata fusa per incorporazione in Candia, che ha modificato la propria denominazione sociale in CS Union S.p.A. ("CS Union"). Dalla data del 31 marzo 2015 la Banca detiene una partecipazione pari al 25,8% del capitale sociale di CS Union.

Le variazione in aumento si riferisce all'utile della partecipazione in CS Union al 31/12/2015.

SEZIONE 12 - ATTIVITÀ MATERIALI - VOCE 120

12.1 Attività materiali a uso funzionale: composizione delle attività valutate al costo

31/12/2015 31/12/2014
1.1 Attività di proprietà 1.058 1.201
a) terreni
b) fabbricati
c) mobili 282 309
d) impianti elettronici 766 873
e) altre 10 19
1.2 Attività acquisite in leasing finanziario
a) terreni
b) fabbricati
c) mobili
d) impianti elettronici
e) altre
TOTALE
1.058
1.201

Le attività materiali sono iscritte in bilancio secondo il criterio generale del costo di acquisizione, comprensivo degli oneri accessori e degli eventuali altri oneri sostenuti per porre i beni nelle condizioni di utilità per l'impresa, oltre a costi indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al bene e si riferiscono ai costi sostenuti, alla data di chiusura dell'esercizio 2015.

Percentuali d'ammortamento:

  • mobili da ufficio: 12%
  • arredamenti: 15%
  • macchine elettroniche ed attrezzature varie: 20%
  • beni inferiori ai 516 euro: 100%

12.5 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue

Terreni Fabbricati Mobili Impianti
elettronici
Altre Totale
A. Esistenze iniziali lorde - - 943 1.453 202 2.598
A.1 Riduzioni di valore totali nette - - 634 580 183 1.397
A.2 Esistenze iniziali nette - - 309 873 19 1.201
B. Aumenti - - 16 100 - 115
B.1 Acquisti - - 12 100 - 111
B.2 Spese per migliorie capitalizzate - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazione positive di fair value
imputate a: - - - - - -
a. patrimonio netto - - - - - -
b. conto economico - - - - - -
B.5 Differenze positive di cambio - - - - - -
B.6 Trasferimenti da immobili
detenuti a scopo di - - - - - -
investimento
B.7 Altre variazioni - - 4 - - 4
C. Diminuzioni - - 43 207 9 258
C.1 Vendite - - - - -
C.2 Ammortamenti - - 43 207 9 258
C.3 Rettifiche di valore da
deterioramento imputate a: - - - - - -
a. patrimonio netto - - - - - -
b. conto economico - - - - - -
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a: - - - - - -
a. patrimonio netto - - - - - -
b. conto economico - - - - - -
C.5 Differenze negative di cambio - - - - - -
C.6 Trasferimenti a: - - - - - -
a. attività materiali detenute a
scopo di investimento - - - - - -
b. attività in via di dismissione - - - - - -
C.7 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette - - 282 766 10 1.058
D.1 Riduzioni di valore totali nette - - 677 786 183 1.646
D.2 Rimanenze finali lorde - - 959 1.552 193 2.704
E. Valutazione al costo - - 282 766 10 1.058

SEZIONE 13 - ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 130

31/12/2015 31/12/2014
Attività / Valori Durata
definita
Durata
indefinita
Durata
definita
Durata
indefinita
A.1 Avviamento - 1.786 - 1.786
A.2 Altre attività immateriali 86 - 118 -
A.2.1 Attività valutate al costo : 86 - 118 -
a. Attività immateriali generate internamente - - - -
b. Altre attività 86 - 118 -
A.2.2 Attività valutate al fair value: - - - -
a. Attività immateriali generate internamente - - - -
b. Altre attività - - - -
TOTALE 86 1.786 118 1.786

13.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività

Le altre attività immateriali vengono iscritte al costo di acquisto comprensivo di costi accessori e vengono sistematicamente ammortizzate in un periodo di 5 anni. La voce è costituita principalmente da software.

L'avviamento è riveniente dal consolidamento dell'ex Gruppo SF Trust delle della Solvi Srl, in seguito incorporata per fusione nella Capogruppo.

Successivamente alla fusione per incorporazione, le attività della ex-Solvi sono state completamente integrate in quelle della Banca con lo scopo di perseguire efficienze sia in termini di sinergie attese con gli altri business sia in termini di costi operativi complessivi. Essendo le attività un tempo svolte dalla Solvi Srl, ad oggi completamente integrate, e non separabili dal resto dell'operatività di Banca Sistema, attualmente la Banca non è nella posizione di distinguere tra i flussi di cassa attesi dell'entità incorporata e quelli della Banca stessa.

Nel caso specifico, pertanto, l'avviamento iscritto in bilancio pari a 1,8 milioni di euro, non costituisce un'attività separabile dal resto della Banca.

Alla luce delle considerazioni sopra riportate, il test di impairment ai sensi dello IAS36 richiede di testare che il valore recuperabile dell'avviamento sia superiore al suo valore di iscrizione in bilancio; nel dettaglio, così come previsto dal paragrafo 18 dello IAS36, il valore recuperabile è stato definito come "il maggiore tra il fair value (valore equo) di un'attività o di un'unità generatrice di flussi finanziari dedotti i costi di vendita e il proprio valore d'uso". Nello specifico, l'impairment test è stato condotto facendo riferimento al "Valore d'uso" fondato sui flussi indicati nel budget 2016, nel piano industriale della Banca relativamente al periodo 2015-2018 e una previsione dei flussi attesi per il periodo 2019-2020, assumendo prudenzialmente una stima di crescita pari al 2% su base annua.

I principali parametri utilizzati ai fini della stima sono stati i seguenti:

Risk Free Rate + country risk premium 1,7%
Equity Risk Premium 5,5%
Beta 1,2%
Cost of equity 8,2%
Tasso di crescita "g" 2,0%

Il valore in uso stimato ottenuto sulla base dei parametri usati e le ipotesi di crescita risulta notevolmente superiore al patrimonio netto al 31.12.2015. Inoltre, considerando che la determinazione del valore d'uso è stato determinato attraverso il ricorso a stime ed assunzioni che possono presentare elementi di incertezza, sono state svolte - come richiesto dai principi contabili di riferimento - delle analisi di sensitività finalizzate a verificare le variazioni dei risultati in precedenza ottenuti al mutare di parametri ed ipotesi di fondo.

In particolare, l'esercizio quantitativo è stato completato attraverso uno stress test dei parametri relativi al tasso di crescita della Banca e del tasso di attualizzazione dei flussi di cassa attesi (quantificati in un movimento isolato o contestuale di 50bps), il quale ha confermato l'assenza di indicazioni di impairment, confermando un valore d'uso ancora una volta significativamente superiore al valore di iscrizione in bilancio dell'avviamento.

In virtù di tutto quanto sopra descritto, non essendo stati identificati neppur trigger events qualitativi che facciano ritenere necessaria una esigenza di impairment, la Direzione ha ritenuto di non procedere a svalutazioni del valore contabile dell'avviamento iscritto in bilancio al 31 dicembre 2015.

Altre attività
immateriali: generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
Avviamento Def Indef Def Indef Totale
A. Esistenze iniziali 1.786 - - 3.613 - 5.399
A.1 Riduzioni di valore totali nette - - - 3.495 - 3.495
A.2 Esistenze iniziali nette 1.786 - - 118 - 1.904
B. Aumenti - - - 28 - 28
B.1 Acquisti - - - 28 - 28
B.2 Incrementi di attività immateriali interne - - - - - -
B.3 Riprese di valore - - - - - -
B.4 Variazioni positive di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto - - - - - -
- a conto economico - - - - - -
B.5 Differenze di cambio positive - - - - - -
B.6 Altre variazioni - - - - - -
C. Diminuzioni - - - 60 - 60
C.1 Vendite - - - - - -
C.2 Rettifiche di valore - - - 60 - 60
- Ammortamenti - - - 60 - 60
- Svalutazioni: - - - - - -
+ a patrimonio netto - - - - - -
+ a conto economico - - - - - -
C.3 Variazioni negative di fair value - - - - - -
- a patrimonio netto - - - - - -
- a conto economico - - - - - -
C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in
via di dismissione - - - - - -
C.5 Differenze di cambio negative - - - - - -
C.6 Altre variazioni - - - - - -
D. Rimanenze finali nette 1.786 - - 86 - 1.872
D.1 Rettifiche di valore totali nette - - - 3.463 - 3.463
E. Rimanenze finali lorde 1.786 - - 3.549 - 5.335
F. Valutazione al costo 1.786 - - 86 - 1.872

Legenda - Def: a durata definita | Indef: a durata indefinita

La voce avviamento si riferisce all'incorporazione della controllata Solvi S.r.l. avvenuta in data 01/08/2013.

SEZIONE 14 - LE ATTIVITÀ FISCALI E LE PASSIVITÀ FISCALI - VOCE 140 DELL'ATTIVO E VOCE 80 DEL PASSIVO

14.1 Attività per imposte anticipate: composizione

Il saldo è così composto:

  • Imposte anticipate relative a rettifiche di valore su crediti per euro 1.807 mila;
  • Imposte anticipate relative ad operazioni straordinarie per euro 1.671 mila;
  • Imposte anticipate altre per euro 337 mila.

14.2 Passività per imposte differite: composizione

Il saldo è così composto:

  • Passività per imposte differite effettuate in sede di FTA per euro 3;
  • Passività per imposte differite relative a interessi di mora ex 231 per euro 595 mila;
  • Passività per imposte differite relative a plusvalenze sospese per titoli classificati nel portafoglio AFS per euro 206 mila.

14.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)

31/12/2015 31/12/2014
1. Importo iniziale 2.434 888
2. Aumenti 1.259 1.655
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 1.259 1.655
a) relative a precedenti esercizi 397
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) riprese di valore
d) altre 1.259 1.258
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali - -
2.3 Altri aumenti - -
3. Diminuzioni 496 109
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 496 109
a) rigiri 496 109
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
c) mutamento di criteri contabili
d) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
a) trasformazione in crediti d'imposta di cui alla L. 214/2011
b) altre
4. Importo finale 3.197 2.434

14.3.1 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L. 214/2011

31/12/2015 31/12/2014
1. Importo iniziale 2.261 1.002
2. Aumenti 450 1.362
3. Diminuzioni 53 103
3.1 Rigiri 33 83
3.2 Trasformazioni in crediti d'imposta
a) derivante da perdite di esercizio
b) derivante da perdite fiscali
3.3 Altre diminuzioni 20 20
4. Importo finale 2.658 2.261

14.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita al conto economico)

31/12/2015 31/12/2014
1. Importo iniziale 3 3
2. Aumenti 595
2.1 Imposte differite rilevate nell'esercizio 595
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre 595
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Imposte differite annullate nell'esercizio
a) rigiri
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
4. Importo finale 598 3
31/12/2015 31/12/2014
1. Importo iniziale 277 412
2. Aumenti 445
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 445
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre 445
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni 104 135
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio 104 20
a) rigiri 104 20
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
c) dovute al mutamento di criteri contabili
d) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni 115
4. Importo finale 618 277

14.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)

31/12/2015 31/12/2014
1. Importo iniziale 3 3
2. Aumenti 595
2.1 Imposte anticipate rilevate nell'esercizio 595
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre 595
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Imposte anticipate annullate nell'esercizio
a) rigiri
b) dovute al mutamento di criteri contabili
d) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
4. Importo finale 598 3

16.1 Altre attività: composizione

31/12/2015 31/12/2014
Acconti fiscali 10.179 2.484
Partite in corso di lavorazione 1.038 253
Altre 997 561
Migliorie su beni di terzi 572 825
Risconti attivi non riconducibili a voce propria 266 166
Depositi cauzionali 67 66
Ratei attivi non riconducibili a voce propria - 21
Totale 13.119 4.376

La voce è prevalentemente composta da acconti fiscali relativi a bollo virtuale e ritenute fiscali su interessi passivi e alle ritenute su Capital Gain.

Le "partite in corso di lavorazione" sono prevalentemente relative a bonifici ricondotti a voce propria e azzerati nel corso del mese di gennaio 2015.

Le migliorie su beni di terzi sono prevalentemente riconducibili ai costi capitalizzati legati all'apertura delle filiali.

PASSIVO

SEZIONE 1 - DEBITI VERSO BANCHE - VOCE 10

1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica

Tipologia operazioni / Valori 31/12/2015 31/12/2014
1. Debiti verso banche centrali 80.002 730.020
2. Debiti verso banche 282.073 91.384
2.1 Conti correnti e depositi liberi 10.328 36.366
2.2 Depositi vincolati 271.745 55.018
2.3 Finanziamenti
2.3.1 Pronti contro termine passivi
2.3.2 Altri
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali
2.5 Altri debiti
TOTALE 362.075 821.404
Fair value - livello 1
Fair value - livello 2
Fair value - livello 3 362.075 821.404
Fair value 362.075 821.404

La voce è in decremento rispetto al 31 dicembre 2014 per effetto di una minore raccolta da BCE, a favore della raccolta effettuata attraverso pronti contro termine passivi, che nel periodo è sempre risultata maggiormente conveniente rispetto ai tassi della Banca Centrale.

La raccolta in BCE per un importo pari a € 49,3 milioni è stata effettuata utilizzando come sottostanti a garanzia crediti commerciali e per la parte restante titoli di Stato. Al 31 dicembre 2015 si è invece incrementata la raccolta effettuata sul mercato interbancario nella forma tecnica di depositi vincolati.

SEZIONE 2 - DEBITI VERSO CLIENTELA - VOCE 20

2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica

Tipologia operazioni / Valori 31/12/2015 31/12/2014
1. Conti correnti e depositi liberi 335.541 311.751
2. Depositi vincolati 572.379 569.410
3. Finanziamenti 909.089 238.807
3.1 Pronti contro termine passivi 909.089 238.807
3.2 Altri - -
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali
5. Altri debiti 61.330 33.829
TOTALE 1.878.339 1.153.797
Fair value - livello 1
Fair value - livello 2
Fair value - livello 3 1.878.339 1.153.797
Fair value 1.878.339 1.153.797

La voce altri debiti include un ammontare di raccolta pari a € 30,6 milioni dalla Cassa Depositi e Prestiti, ottenuto a fronte di una garanzia composta interamente da finanziamenti PMI erogati dalla Banca.

La voce include inoltre debiti relativi ai crediti acquistati ma non finanziati e debiti verso cedenti per operatività factoring.

SEZIONE 3 - TITOLI IN CIRCOLAZIONE - VOCE 30

3.1 Titoli in circolazione: composizione merceologica

Totale 2015 Totale 2014
Tipologia titoli / Fair Value Fair Value
Valori Valore
Bilancio
Livello
1
Livello
2
Livello
3
Valore
Bilancio
Livello
1
Livello
2
Livello
3
A. Titoli
1. obbligazioni 20.102 - - 20.102 20.109 - - 20.109
1.1 strutturate - - - - - - - -
1.2 altre 20.102 - - 20.102 20.109 - - 20.109
2. altri titoli - - - - - - - -
2.1 strutturati - - - - - - - -
2.2 altri - - - - - - - -
TOTALE 20.102 - - 20.102 20.109 - - 20.109

3.2 Dettaglio della voce 30 "Titoli in circolazione": titoli subordinati

Emittente Tipo di emissione Cedola Data
scadenza
Valore
nominale
Valore
IAS
Patrimonio Banca Sistema
S.p.A.
Strumenti innovativi di
capitale: tasso misto -
Fino a giugno 2023
tasso fisso al 7%
Perpetua 8.000 8.016
di Base ISIN IT0004881444 Dal 14 giugno 2023
tasso variabile Euribor
6 mesi + 5,5%
Patrimonio
supplementare
Banca Sistema
S.p.A.
Prestiti subordinati
ordinari (Lower Tier 2):
ISIN IT0004869712
Euribor 6 mesi + 5,5% 15/11/2022 12.000 12.086
TOTALE 20.000 20.102

SEZIONE 8 - PASSIVITÀ FISCALI - VOCE 80

La composizione nonché le variazioni delle passività per imposte differite sono state illustrate nella parte B Sezione 14 dell'attivo della presente nota integrativa.

SEZIONE 10 - ALTRE PASSIVITÀ - VOCE 100

10.1 Altre passività: composizione

31/12/2015 31/12/2014
Partite in corso di lavorazione 32.785 14.741
Debiti tributari verso Erario e altri enti impositori 12.007 11.524
Ratei passivi 4.298 3.448
Pagamenti ricevuti in fase di riconciliazione 1.823 2.198
Debiti commerciali 2.260 2.068
Debiti verso dipendenti 1.423 2.004
Riversamenti previdenziali 562 437
Altre 159 20
TOTALE 55.317 36.441

SEZIONE 11 - TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DEL PERSONALE - VOCE 110

Il valore attuariale del fondo è stato calcolato da un attuario esterno, che ha rilasciato apposita perizia.

11.1 Trattamento di fine rapporto del personale: variazioni annue

31/12/2015 31/12/2014
A. ESISTENZE INIZIALI 1.173 732
B. AUMENTI 562 569
B.1 Accantonamento dell'esercizio 524 379
B.2 Altre variazioni 38 190
C. DIMINUZIONI 432 128
C.1 Liquidazioni effettuate 347 21
C.2 Altre variazioni 85 107
D. RIMANENZE FINALI 1.303 1.173
TOTALE 1.303 1.173

Le altre variazioni in aumento si riferiscono all'importo contabilizzato nel 2015 di rivalutazione attuariale. Le altre variazioni in diminuzioni si riferiscono prevalentemente a quote di fondo TFR liquidate nel 2015. Le valutazioni tecniche sono state effettuate sulla base delle ipotesi descritte dalla seguente tabella:

Tasso annuo di attualizzazione 2,03%
Tasso annuo di inflazione 1,500% per il 2016
1,800% per il 2017
1,700% per il 2018
1,600% per il 2019
2,000% dal 2020 in poi
Tasso annuo incremento TFR 2,625% per il 2016
2,850% per il 2017
2,775% per il 2018
2,700% per il 2019
3,000% dal 2020 in poi
Tasso annuo aumento incremento salariale reale 1,00%

In merito al tasso di attualizzazione utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato desunto, coerentemente con il par. 83 dello IAS 19, dall'indice Iboxx Corporate AA con duration 10+ rilevato nel mese di valutazione.

A tal fine si è scelto il rendimento avente durata comparabile alla duration del collettivo di lavoratori oggetto della valutazione.

SEZIONE 12 - FONDI PER RISCHI E ONERI - VOCE 120

12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione

Voci/Valori 31/12/2015 31/12/2014
1 Fondi di quiescenza aziendali
2. Altri fondi per rischi ed oneri 372 1.030
2.1 Controversie legali
2.2 Oneri per il personale 302 660
2.3 Altri 70 370
TOTALE 372 1.030

Gli "altri fondi" sono prevalentemente relativi alla parte differita di bonus.

12.2 Fondi per rischi e oneri: variazioni annue

Fondi di quiescenza Altri fondi Totale
A. Esistenze iniziali - 1.030 1.030
B. Aumenti - 298 298
B.1 Accantonamento dell'esercizio - 298 298
B.2 Variazioni dovute al passare del tempo - - -
B.3 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -
B.4 Altre variazioni - - -
C. Diminuzioni - 956 956
C.1 Utilizzo nell'esercizio - 956 956
C.2 Variazioni dovute a modifiche del tasso di sconto - - -
C.3 Altre variazioni - -
D. Rimanenze finali - 372 372

Il fondo rischi ed oneri, ha avuto le seguenti principali movimentazioni:

  • rilascio di € 300 mila a seguito del venir meno di un rischio potenziale connesso all'incasso di un credito fiscale acquistato pro-soluto;
  • rilascio dello stanziamento effettuato nei precedenti esercizi sulla parte residuale del long term incentive plan a seguito del pagamento avvenuto post IPO;
  • nuovo accantonamento della parte differita di bonus 2015.

SEZIONE 15 - PATRIMONIO DEL GRUPPO - VOCI 140, 160, 170, 180, 190, 200 E 220

15.1 "Capitale" e "Azioni Proprie": composizione

Il capitale sociale di Banca Sistema risulta costituito da n. 80.421.052 azioni ordinarie del valore nominale di 0,12 euro per un importo complessivo versato di euro 9.651 mila.

Tutte le azioni in circolazione hanno godimento regolare 1° gennaio.

Sulla base delle evidenze del Libro Soci e delle più recenti informazioni a disposizione, alla data del 2 luglio 2015, gli azionisti titolari di quote superiori al 5%, soglia oltre la quale la normativa italiana (art.120 TUF) prevede l'obbligo di comunicazione alla società partecipata ed alla Consob, sono i seguenti:

AZIONISTI QUOTA
SGBS S.r.l. (Società del Management) 23,10%
Fondazione Sicilia 7,40%
Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria 7,40%
Fondazione Pisa 7,40%
Schroders 6,73%
Mercato 47,97%

Di seguito si riporta la composizione del patrimonio netto del Gruppo:

Voci/Valori IMPORTO
2015
IMPORTO
2014
1. Capitale 9.651 8.451
2. Sovrapprezzi di emissione 39.436 4.325
3. Riserve 26.314 8.734
4. Azioni proprie - -
5. Riserve da valutazione 350 2
6. Strumenti di capitale - -
7. Utile Di Periodo 17.607 19.539
TOTALE 93.358 41.051

Per i movimenti della voce riserve si rimanda al prospetto di variazione del patrimonio netto.

15.2 Capitale - Numero azioni della capogruppo: variazioni annue
-- ------------------------------------------------------------------ -- --
Voci/Tipologie Ordinarie Altre
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio 70.421.052 -
interamente liberate 70.421.052 -
non interamente liberate - -
A.1 Azioni proprie (-) - -
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali 70.421.052 -
B. Aumenti 10.000.000 -
B.1 Nuove emissioni 10.000.000 -
a pagamento: 10.000.000
- operazioni di aggregazioni di imprese - -
- conversione di obbligazioni - -
- esercizio di warrant - -
- altre 10.000.000 -
a titolo gratuito: -
- a favore dei dipendenti - -
- a favore degli amministratori - -
- altre - -
B.2 Vendita di azioni proprie - -
B.3 Altre variazioni - -
C. Diminuzioni - -
C.1 Annullamento - -
C.2 Acquisto di azioni proprie - -
C.3 Operazioni di cessione di imprese - -
C.4 Altre variazioni - -
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali 80.421.052 -
D.1 Azioni proprie (+) - -
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio 80.421.052 -
interamente liberate 80.421.052 -
non interamente liberate - -

15.4 Riserve di utili: altre informazioni

In ottemperanza all'art. 2427, n. 7 bis c.c., di seguito riportiamo il dettaglio delle voci del patrimonio netto con l'evidenziazione dell'origine e della possibilità di utilizzazione e distribuibilità.

Natura Valore al
31/12/2015
Possibilità di
utilizzazione
Quota disponibile
A) Capitale 9.651 - -
B) Riserve di capitale:
Riserva da sovrapprezzo azioni 39.436 A,B,C -
Riserva perdita in corso di formazione - -
C) Riserve di utili:
Riserva legale 1.522 B -
Riserva da valutazione 350 - -
Riserva straordinaria 13 A,B,C -
Utile esercizio precedente 25.132 A,B,C -
Vers.to conto futuro aumento capitale - - -
D) Altre riserve (353) - -
Totale 75.751 -
Utile netto 17.607 - -
Totale patrimonio netto 93.358 -
Quota non distribuibile - - -
Quota distribuibile - - -

Legenda:

A: per aumento di capitale B: per copertura perdite C: per distribuzione ai soci

1. Garanzie rilasciate e impegni

La voce "Garanzie rilasciate di natura finanziaria - banche" comprende gli impegni assunti verso i sistemi interbancari di garanzia; la voce "Impegni irrevocabili a erogare fondi" è relativa al controvalore dei titoli da ricevere per operazioni da regolare.

Operazioni 31/12/2015 31/12/2014
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria 671 1.921
a) Banche 1.921
b) Clientela 671
2) Garanzie rilasciate di natura commerciale
a) Banche 45 67
b) Clientela 45 45
3) Impegni irrevocabili a erogare fondi 22
a) Banche
i) a utilizzo certo
ii) a utilizzo incerto
b) Clientela
i) a utilizzo certo
ii) a utilizzo incerto
4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti: vendite di protezione
5) Attività costituite in garanzia di obblìgazioni di terzi
6) Altri impegni
TOTALE 716 1.988

2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni

Portafogli 31/12/2015 31/12/2014
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
2. Attività finanziarie valutate al fair value
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 771.332 713.699
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
5. Crediti verso banche
6. Crediti verso clientela 107.242 144.723
7. Attività materiali
Tipologia servizi IMPORTO
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
a) Acquisti
1. regolati
2. non regolati
b) Vendite
1. regolate
2. non regolate
2. Gestioni portafogli
a) individuali
b) collettive
3. Custodia e amministrazione di titoli 1.080.874
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento di banca
depositaria (escluse le gestioni patrimoniali)
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio
2. altri titoli
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni patrimoniali): altri 160.120
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio 24.534
2. altri titoli 135.586
c) titoli di terzi depositati presso terzi 160.120
d) titoli di proprietà depositati presso terzi 920.754
  1. Altre operazioni

PARTE C - INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

SEZIONE 1 - GLI INTERESSI - VOCI 10 E 20

1.1.Interessi attivi e proventi assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Titoli di
debito
Finanziamenti Altre
operazioni
2015 2014
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione - - - - -
2. Attività finanziarie disponibili per la vendita 813 - - 813 3.198
3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - -
4. Crediti verso banche - 8 - 8 50
5. Crediti verso Clientela - 78.198 - 78.198 72.544
6. Attività finanziarie valutare al fair value - - - - -
7. Derivati di copertura - - - - -
8. Altre attività - - - - 1
TOTALE 813 78.198 - 79.019 75.793

1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione

Voci/Forme tecniche Debiti Titoli Altre
operazioni
2015 2014
1. Debiti verso banche centrali 84 - - 84 893
2. Debiti verso banche 1.115 - - 1.115 761
3. Debiti verso Clientela 18.586 - - 18.586 24.164
4. Titoli in circolazione - 1.228 - 1.228 1.638
5. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
6. Passività finanziarie valutate al fair value - - - - -
7. Altre passività e fondi - - - - -
8. Derivati di copertura - - - - -
TOTALE 19.785 1.228 - 21.013 27.456

SEZIONE 2 - LE COMMISSIONI - VOCI 40 E 50

2.1 Commissioni attive: composizione

Tipologia servizi/Valori 2015 2014
a) garanzie rilasciate 3 1
b) derivati su crediti
c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza: 332 302
1. negoziazione di strumenti finanziari 3
2. negoziazione di valute
3. gestioni di portafogli
3.1. individuali
3.2. collettive
4. custodia e amministrazione di titoli 2 1
5. banca depositaria
6. collocamento di titoli 25 14
7. raccolta di attività di ricezione e trasmissione di ordini 46 47
8. attività di consulenza
8.1. in materia di investimenti
8.2. in materia di struttura finanziaria
9. distribuzione di servizi di terzi 259 237
9.1. gestioni di portafogli
9.1.1. individuali
9.1.2. collettive
9.2. prodotti assicurativi 259 237
9.3. altri prodotti
d) servizi di incasso e pagamento 54 18
e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione
f) servizi per operazioni di factoring 10.905 10.898
g) esercizio di esattorie e ricevitorie
h) attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione
i) tenuta e gestione dei conti 77 65
j) altri servizi 1.371 1.285
TOTALE 12.742 12.569

2.2 Commissioni passive: composizione

Servizi/Valori 2015 2014
a) garanzie ricevute 62 86
b) derivati su crediti 63
c) servizi di gestione e intermediazione: 359 226
1. negoziazione di strumenti finanziari 108 66
2. negoziazione di valute
3. gestioni di portafogli
3.1 proprie
3.2 delegate da terzi
4. custodia e amministrazione di titoli
5. collocamento di strumenti finanziari
6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi 251 160
d) servizi di incasso e pagamento 141 160
e) altri servizi 949 596
TOTALE 1.574 1.068

SEZIONE 3 - DIVIDENDI E PROVENTI SIMILI - VOCE 70

3.1 Dividendi e proventi simili: composizione

2015 2014
Voci/Proventi dividendi proventi da
quote di
O.I.C.R.
dividendi proventi da
quote di
O.I.C.R.
D.
Partecipazioni
33
Totale - - 33 -

SEZIONE 4 - IL RISULTATO NETTO DELL'ATTIVITÀ DI NEGOZIAZIONE - VOCE 80

4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione

Operazioni / Componenti reddituali Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
Perdite da
negoziazione
(D)
Risultato
netto
[(A+B) -
(C+D)]
1. Attività finanziarie di negoziazione - 157 - - 157
1.1 Titoli di debito - 157 - - 157
1.2 Titoli di capitale - - - - -
1.3 Quote di O.I.C.R. - - - - -
1.4 Finanziamenti - - - - -
1.5 Altre - - - - -
2. Passività finanziarie di negoziazione - - - - -
2.1 Titoli di debito - - - - -
2.2 Debiti - - - - -
2.3 Altre - - - - -
3. Altre attività e passività finanziarie:
differenze di cambio
- - - (35) (35)
4. Strumenti derivati - - - - -
4.1 Derivati finanziari: - - - - -
Su titoli di debito e tassi di interesse - - - - -
Su titoli di capitale e indici azionari - - - - -
Su valute e oro - - - - -
Altri - - - - -
4.2 Derivati su crediti - - - - -
TOTALE - 157 - - 122

SEZIONE 6 - UTILI (PERDITE) DA CESSIONE / RIACQUISTO - VOCE 100

6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione

2015 2014
Voci/Componenti reddituali Utili Perdite Risultato
netto
Utili Perdite Risultato
netto
Attività finanziarie
1. Crediti verso banche - - - - - -
2. Crediti verso Clientela - - - - - -
3. Attività finanziarie disponibili per la vendita 2.655 (137) 2.518 4.192 (382) 3.810
3.1 Titoli di debito 2.655 (137) 2.518 4.192 (382) 3.810
3.2 Titoli di capitale - - - - - -
3.3 Quote di O.I.C.R. - - - - - -
3.4 Finanziamenti - - - - - -
4. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - -
TOTALE ATTIVITÀ 2.655 (137) 2.518 4.192 (382) 3.810
Passività finanziarie
1. Debiti verso banche - - - - - -
2. Debiti verso Clientela - - - - - -
3. Titoli in circolazione - - - - - -
TOTALE PASSIVITÀ - - - - - -

SEZIONE 8 - LE RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE PER DETERIORAMENTO - VOCE 130

8.1 Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti: composizione

Rettifiche di valore (1) Riprese di valore (2)
Specifiche
Operazioni/ Componenti
reddituali
Cancellazioni Altre Di
portafoglio
Specifiche Di portafoglio 2015 2014
A B A B
A. Crediti verso banche: - - - - - - - - -
finanziamenti - - - - - - - - -
titoli di debito - - - - - - - - -
B. Crediti verso Clientela: - (4.286) (1.607) - 285 - 169 (5.439) (3.520)
Crediti deteriorati acquistati - - - - - - - - -
finanziamenti - - - - - - - - -
titoli di debito - - - - - - - - -
Altri crediti - (4.286) (1.607) - 285 - 169 (5.439) (3.520)
finanziamenti - (4.286) (1.607) - 285 - 169 (5.439) (3.520)
titoli di debito - - - - - - - - -
C. Totale - (4.286) (1.607) - 285 - 169 (5.439) (3.520)

SEZIONE 11 - LE SPESE AMMINISTRATIVE - VOCE 180

11.1 Spese per il personale: composizione

Tipologia di spese/Valori 2015 2014
1) Personale dipendente 16.921 11.084
A) Salari e stipendi 8.232 6.267
B) Oneri sociali 1.843 1.499
C) Indennità di fine rapporto
D) Spese previdenziali
E) Accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale 354 573
F) Accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili:
- A contribuzione definita
- A benefici definita
G) Versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni: 217 219
- A contribuzione definita 217 219
- A benefici definita
H) Costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
I) Altri benefici a favore dei dipendenti 6.275 2.526
2) Altro personale in attività 45 127
3) Amministratori e sindaci 532 544
4) Personale collocato a riposo
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società 30 352
TOTALE 17.528 12.107

Nella voce altri benefici a favore dipendenti è inclusa una componente variabile lorda riconosciuta al management legata alla quotazione della Banca.

11.2 Numero medio dei dipendenti per categoria

Personale dipendente:

  • Dirigenti 15
  • Quadri direttivi 31
  • Restante personale dipendente 82

11.5 Altre spese amministrative: composizione

Tipologia di spese/Valori 2015 2014
Attività di servicing e collection 6.958 7.088
Fondo di risoluzione 2.469 -
Consulenze 4.020 1.992
Spese informatiche 2.990 2.720
Affitti e spese inerenti 1.753 1.506
Imposte indirette e tasse 1.563 1.412
Pubblicità 791 783
Spese di revisione contabile 874 293
Altre 593 669
Noleggi e spese inerenti auto 619 508
Rimborsi spese e rappresentanza 518 391
Contributi associativi 250 184
Spese infoprovider 323 253
Manutenzione beni mobili e immobili 221 228
Spese telefoniche e postali 184 162
Cancelleria e stampati 148 101
Assicurazioni 67 69
Erogazioni liberali 9 26
TOTALE 24.350 18.385

SEZIONE 12 - ACCANTONAMENTI NETTI AI FONDI PER RISCHI E ONERI - VOCE 190

12.1 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: composizione

Tipologia di spese/Valori 2015 2014
Accantonamento ai fondi rischi ed oneri - altri fondi e rischi (369)
Rilascio accantonamento ai fondi rischi ed oneri - altri rischi ed oneri 300
TOTALE 300 (369)

SEZIONE 13 - RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ MATERIALI - VOCE 200

13.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione

Attività / Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a+b-c)
A. Attività materiali
A.1 di proprietà (252) - - (252)
▪ ad uso funzionale (252) - - (252)
▪ per investimento - - - -
A.2 Acquisite in leasing finanziario - - - -
▪ ad uso funzionale - - - -
▪ per investimento - - - -
TOTALE (252) - - (252)

SEZIONE 14 - RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE NETTE SU ATTIVITÀ IMMATERIALI - VOCE 210

14.1 Rettifiche di valore nette su attività immateriali: composizione

Attività / Componente reddituale Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese di valore
(c)
Risultato netto
(a+b-c)
A. Attività immateriali
A.1 di proprietà (60) - - (60)
▪ generate internamente dall'azienda (60) - - (60)
▪ altre - - - -
A.2 Acquisite in leasing finanziario - - - -
TOTALE (60) - - (60)

SEZIONE 15 - GLI ALTRI ONERI E PROVENTI DI GESTIONE - VOCE 220

15.1 Altri oneri di gestione: composizione

2015 2014
Ammortamento relativo a migliorie su beni di terzi 257 223
Altri oneri di gestione 241 328
TOTALE 498 551

L'ammontare della voce "altri oneri di gestione" comprende un importo di € 200 mila relativo al contributo ordinario anno 2015 del FITD.

15.2 Altri proventi di gestione: composizione

2015 2014
Recuperi di spese su conti correnti e depositi per imposte e vari 372 169
Recupero di spese diverse 170 26
Altri proventi 27 18
TOTALE 569 213

Nella voce "Recuperi di spese su conti correnti e depositi per imposte e vari" sono ricomprese le somme recuperata dalla clientela per l'imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio lungo termine e per imposta di bollo su estratto conto corrente e titoli.

SEZIONE 16 - UTILI (PERDITE) DELLE PARTECIPAZIONI - VOCE 240

16.1 Utili (perdite) delle partecipazioni: composizione

Componente reddituali/Settori 2015 2014
1) Imprese a controllo congiunto
A. Proventi - -
1.Rivalutazioni - -
2.Utili da cessione - -
3.Riprese di valore - -
4. Altri proventi - -
B. Oneri
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valore da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto -
2) Imprese sottoposte a influenza notevole
A. Proventi 422 71
1.Rivalutazioni - -
2.Utili da cessione - -
3.Riprese di valore - -
4. Altri proventi 422 71
B. Oneri - -
1. Svalutazioni - -
2. Rettifiche di valroe da deterioramento - -
3. Perdite da cessione - -
4. Altri oneri - -
Risultato netto 422 71
TOTALE 422 71

SEZIONE 19 - UTILI (PERDITE) DA CESSIONE DI INVESTIMENTI - VOCE 270

19.1 Utili (perdite) da cessione di investimenti: composizione

Componente reddituale / Valori 2015 2014
A. Immobili
- Utili da cessione
- Perdite da cessione
B. Altre attività 534
- Utili da cessione 534
- Perdite da cessione
TOTALE 534

SEZIONE 20 - LE IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO DELL'OPERATIVITÀ CORRENTE - VOCE 290

20.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione

Componente/Valori 2015 2014
1 Imposte correnti (-) (8.122) (11.758)
2 Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-) 49 79
3 Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+) - -
3.bis Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio per crediti d'imposta di cui
alla Legge n. 214/2011 (+) - -
4 Variazione delle imposte anticipate (+/-) 763 1.547
5 Variazione delle imposte differite (+/-) (595)
6 Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+/-4+/-5) (7.905) (10.132)

20.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio

IRES Imponibile IRES %
Onere fiscale IRES teorico 24.942 (6.859) 27,50%
Variazioni in aumento permanenti 1.312 (361) 1,45%
Variazioni in aumento temporanee 3.636 (1.000) 4,01%
Variazioni in diminuzione permanenti (6.479) 1.782 -7,14%
Onere fiscale IRES effettivo 23.411 (6.438) 25,81%
IRAP Imponibile IRAP %
Onere fiscale IRAP teorico 24.942 (1.389) 5,57%
Variazioni in aumento permanenti 32.175 (1.792) 7,19%
Variazioni in diminuzione permanenti (26.878) 1.497 -6,00%
Onere fiscale IRAP effettivo 30.238 (1.684) 6,75%
▪ Altri oneri fiscali
Totale onere fiscale effettivo IRES e IRAP 53.648 (8.122) 32,56%

SEZIONE 23 - ALTRE INFORMAZIONI

Nulla da segnalare.

PARTE D - REDDITIVITÀ CONSOLIDATA COMPLESSIVA

Prospetto analitico della redditività consolidata complessiva

Voci Importo
lordo
Imposta
sul reddito
Importo
netto
10. Utile (Perdita) d'esercizio 17.607
Altre componenti reddituali senza rigiro a conto economico -
20. Attività materiali - - -
30. Attività immateriali - - -
40. Piani a benefici definiti - - 46
50. Attività non correnti in via di dismissione - - -
60. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate
a patrimonio netto
- - -
Altre componenti reddituali con rigiro a conto economico
70. Copertura di investimenti esteri:
a) variazioni di fair value - - -
b) rigiro a conto economico - - -
c) altre variazioni - - -
80. Differenze di cambio:
a) variazioni di valore - - -
b) rigiro a conto economico - - -
c) altre variazioni - - -
90. Copertura dei flussi finanziari:
a) variazioni di fair value - - -
b) rigiro a conto economico - - -
c) altre variazioni - - -
100. Attività finanziarie disponibili per la vendita: 589 195 394
a) variazioni di fair value 623 206 417
b) rigiro a conto economico ( 34) (11) (23)
- rettifiche da deterioramento - - -
- utili/perdite da realizzo (34) (11) (23)
c) altre variazioni - - -
110. Attività non correnti in via di dismissione:
a) variazioni di fair value - - -
b) rigiro a conto economico - - -
c) altre variazioni - - -
120. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto:
a) variazioni di fair value - - -
b) rigiro a conto economico
- rettifiche da deterioramento - - -
- utili/perdite da realizzo - - -
c) altre variazioni - - -
130. Totale altre componenti reddituali 589 195 348
140. Redditività complessiva (10+130) 589 195 17.955

PARTE E - INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA

SEZIONE 1 - RISCHI DEL GRUPPO BANCARIO

1.1 Rischio di credito

INFORMATIVA DI NATURA QUALITATIVA

Il Gruppo Banca Sistema, al fine di gestire i rischi rilevanti cui è o potrebbe essere esposto, si è dotata di un sistema di gestione dei rischi coerente con le caratteristiche, le dimensioni e la complessità dell'operatività.

In particolare, tale sistema risulta imperniato su quattro principi fondamentali:

  • appropriata sorveglianza da parte degli organi e delle funzioni aziendali;
  • adeguate politiche e procedure di gestione dei rischi;
  • opportune modalità e adeguati strumenti per l'identificazione, il monitoraggio, la gestione dei rischi e adeguate tecniche di misurazione; esaurienti controlli interni e revisioni indipendenti.

Il Gruppo, al fine di rafforzare le propria capacità nel gestire i rischi aziendali, ha istituito il Comitato Gestione Rischi, la cui mission consiste nel supportare l'Amministratore Delegato nella definizione delle strategie, delle politiche di rischio e degli obiettivi di redditività.

Il Comitato Gestione Rischi monitora su base continuativa i rischi rilevanti e l'insorgere di nuovi rischi, anche solo potenziali, derivanti dall'evoluzione del contesto di riferimento o dall'operatività prospettica.

Con riferimento alla nuova disciplina in materia di funzionamento del sistema dei controlli interni, secondo il principio di collaborazione tra le funzioni di controllo, è stato assegnato al Comitato di Controllo Interno e Gestione Rischi (comitato endoconsiliare) il ruolo di coordinamento di tutte le funzioni di controllo. Le metodologie utilizzate per la misurazione, valutazione ed aggregazione dei rischi, vengono approvate dal Consiglio di Amministrazione su proposta della Direzione Rischio, previo avallo del Comitato Gestione Rischi. Ai fini della misurazione dei rischi di primo pilastro, il Gruppo adotta le metodologie standard per il calcolo del requisito patrimoniale ai fini di Vigilanza Prudenziale.

Ai fini della valutazione dei rischi non misurabili di secondo pilastro il Gruppo adotta, ove disponibili, le metodologie previste dalla normativa di Vigilanza o predisposte dalle associazioni di categoria. In mancanza di tali indicazioni vengono valutate anche le principali prassi di mercato per operatori di complessità ed operatività paragonabile a quella del Gruppo.

Con riferimento alle nuove disposizioni in materia di vigilanza regolamentare (15° aggiornamento della circolare 263 - Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche), sono stai introdotti una serie di obblighi sulla gestione e sul controllo dei rischi, tra cui il Risk Appetite Framework (RAF) e le istruzioni regolamentari definite dal Comitato di Basilea. Il Gruppo, in sede di redazione del piano industriale per il triennio 2015-2018, ha di fatto collegato gli obiettivi strategici ad una prima release del RAF. Gli indicatori e i relativi livelli sono sottoposti a valutazione ed eventuale revisione in sede di definizione degli obiettivi aziendali annuali. In particolare, il RAF è stato disegnato con obiettivi chiave al fine di verificare nel tempo che la crescita e lo sviluppo del Piano avvengano nel rispetto della solidità patrimoniale e di liquidità, attivando meccanismi di monitoraggio, di alert e relativi processi di azione che consentano di intervenire tempestivamente in caso di significativo disallineamento.

In particolare, la struttura del RAF si basa su due diversi livelli:

    1. indicatori primari, che verificano la solidità della Banca a livello patrimoniale e in termini di funding/ liquidità;
    1. indicatori secondari, che verificano il progressivo allineamento ai target regolamentari di Basilea 3.

Ai vari indicatori sono associati i livelli target, coerenti con i valori definiti a piano, le soglie di I° livello, definite di "attenzione", che innescano discussione a livello di Comitato Gestione Rischi e successiva comunicazione al Consiglio di Amministrazione e le soglie di II° livello, che necessitano di discussione diretta in Consiglio di Amministrazione per determinare le azioni da intraprendere.

Le soglie di I° e II° livello sono definite con scenari di potenziale stress rispetto agli obiettivi di piano e su dimensioni di chiaro impatto per il Gruppo.

Il Gruppo, a partire dal 1° gennaio 2014, utilizza un quadro di riferimento integrato sia per l'identificazione dela propria propensione al rischio sia per il processo interno di determinazione dell'adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP). La rendicontazione ICAAP permette, inoltre, al Gruppo di ottemperare all'obbligo di informare il pubblico, con apposite tabelle informative, in merito alla propria adeguatezza patrimoniale, all'esposizione ai rischi ed alle caratteristiche generali dei sistemi di gestione, controllo e monitoraggio dei rischi stessi (cosiddetto "terzo pilastro"). A tal riguardo il Gruppo adempie ai requisiti di informativa al pubblico previsti con l'emanazione della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 "Disposizioni di vigilanza pru-denziale per le banche" la Banca d'Italia ha recepito la Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) del 26 giugno 2013. Tale normativa, unitamente a quella contenuta nel Regolamento (UE) N. 575/2013 (cd "CRR") recepisce gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. "Basilea III").

1. Aspetti generali

Le disposizioni di vigilanza prudenziale, prevedono per le banche la possibilità di determinare i coefficienti di ponderazione per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito nell'ambito del metodo standardizzato sulla base delle valutazioni del merito creditizio rilasciate da agenzie esterne di valutazione del merito di credito (ECAI) riconosciute dalla Banca d'Italia.

Il Gruppo Banca Sistema al 31 dicembre 2015, si avvale delle valutazione rilasciate dall'ECAI "DBRS", per le esposizioni nei confronti di Amministrazioni Centrali, di Enti e degli Enti del Settore Pubblico, mentre per quanto concerne le valutazioni relative al segmento regolamentare imprese utilizza l'agenzia "Fitch Ratings". L'individuazione di un'ECAI di riferimento non configura in alcun modo, nell'oggetto e nella finalità, una valutazione di merito sui giudizi attribuiti dalle ECAI o un supporto alla metodologia utilizzata, di cui le agenzie esterne di valutazione del merito di credito restano le uniche responsabili.

Le valutazioni rilasciate dalle agenzie di rating non esauriscono il processo di valutazione del merito di credito che il Gruppo svolge nei confronti delle clientela, piuttosto rappresenteranno un maggior contributo alla definizione del quadro informativo sulla qualità creditizia del cliente.

L'adeguata valutazione del merito creditizio del prenditore, sotto il profilo patrimoniale e reddituale, e della corretta remunerazione del rischio, sono effettuate sulla base di documentazione acquisita dal Gruppo, completano il quadro informativo le notizie rinvenienti dalla Centrale dei Rischi e da altri infoprovider, sia in fase di decisione dell'affidamento, sia per il successivo monitoraggio.

Il rischio di credito, per il Gruppo Banca Sistema, costituisce una delle principali componenti dell'esposizione complessiva del Gruppo; la composizione del portafoglio crediti risulta prevalentemente composta da Enti nazionali della Pubblica Amministrazione, quali Aziende Sanitarie Locali / Aziende Ospedaliere, Enti territoriali (Regioni, Provincie e Comuni) e Ministeri che, per definizione, comportano un rischio di default molto contenuto.

Le componenti principali dell'operatività del Gruppo di Banca Sistema che originano rischio di credito sono:

  • Attività di factoring (pro-soluto e pro-solvendo);
  • Finanziamenti PMI (con garanzia del Fondo Nazionale di Garanzia - FNG);
  • Acquisto pro-soluto di portafogli CQS/CQP;

2. Politiche di gestione del rischio di credito

2.1 Aspetti organizzativi

Il modello organizzativo del Gruppo Banca Sistema prevede che le fasi di istruttoria della pratica di affidamento vengano svolte accuratamente secondo i poteri di delibera riservati agli Organi deliberanti.

Tali poteri oltre al Consiglio di Amministrazione sono delegati al Comitato Esecutivo e all'Amministratore Delegato, sentito il parere del Comitato Gestione Rischi. Al fine di mantenere elevata la qualità creditizia del proprio portafoglio crediti, il Gruppo Banca Sistema in qualità di Capogruppo ha ritenuto opportuno concentrare tutte le fasi relative all'assunzione e al controllo del rischio presso di sè ottenendo così, mediante la specializzazione delle risorse e la separazione delle funzioni a ogni livello decisionale, un'elevata omogeneità nella concessione del credito e un forte monitoraggio delle singole posizioni.

Alla luce di quanto sopra, le analisi condotte per la concessione del credito vengono effettuate dalla Funzione Underwriting del Gruppo. La Funzione effettua valutazioni volte alla separata analisi e all'affidamento delle controparti (cedente, debitore/i) ed alla gestione dei connessi rapporti finanziari ed avviene in tutte le fasi tipiche del processo del credito, così sintetizzabili:

  • "analisi e valutazione": la raccolta di informazioni quantitative e qualitative presso le controparti in esame e presso il sistema consente di elaborare un giudizio di merito sull'affidabilità dei soggetti ed è funzionale alla quantificazione della linea di affidamento proposta;
  • "delibera e formalizzazione": una volta deliberata la proposta, si predispone la documentazione contrattuale da fare sottoscrivere alla controparte;
  • "monitoraggio del rapporto": il controllo continuo delle controparti affidate, consente di individuare eventuali anomalie e conseguentemente di intervenire in modo tempestivo.

Il rischio di credito è principalmente generato come conseguenza diretta dell'acquisito di crediti a titolo definitivo da imprese clienti contro l'insolvenza del debitore ceduto. In particolare, il rischio di credito generato dal portafoglio factoring risulta essenzialmente composto da Enti della Pubblica Amministrazione.

In relazione a ciascun credito acquistato, Banca Sistema intraprende, attraverso la struttura di credit management, le attività di seguito descritte al fine di verificare lo stato del credito, la presenza o meno di cause di impedimento al pagamento delle fatture oggetto di cessione e la data prevista per il pagamento delle stesse.

Nello specifico la struttura si occupa di:

  • verificare che ciascun credito sia certo, liquido ed esigibile, ovvero non ci siano dispute o contestazioni e che non vi siano ulteriori richieste di chiarimenti o informazioni in relazione a tale credito e ove vi fossero, soddisfare prontamente tali richieste;
  • verificare che il debitore abbia ricevuto e registrato nel proprio sistema il relativo atto di cessione, ovvero sia a conoscenza dell'avvenuta cessione del credito a Banca Sistema;
  • verificare che il debitore, ove previsto dal contratto di cessione e dalla proposta di acquisto, abbia formalizzato l'adesione dello stesso alla cessione del relativo credito o non l'abbia rifiutata nei termini di legge;
  • verificare che il debitore abbia ricevuto tutta la documentazione richiesta per poter procedere al pagamento (copia fattura, ordini, bolle, documenti di trasporto etc) e che abbia registrato il relativo debito nel proprio sistema (sussistenza del credito);
  • verificare presso gli Enti locali e/o regionali: esistenza di specifici stanziamenti, disponibilità di cassa;
  • verificare lo stato di pagamento dei crediti mediante incontri presso le Pubbliche Amministrazione e/o aziende debitrici, contatti telefonici, email, ecc. al fine di facilitare l'accertamento e la rimozione degli eventuali ostacoli che ritardino e/o impediscano il pagamento.

Con riferimento ai nuovi business: per quanto riguarda il prodotto Finanziamenti PMI, il rischio di credito è connesso all'inabilità di onorare i propri impegni finanziari da parte delle due controparti coinvolte nel finanziamento ovvero:

  • il debitore (PMI);
  • il Fondo di Garanzia (Stato Italia).

La tipologia di finanziamento segue il consueto processo operativo concernente le fasi di istruttoria, erogazione e monitoraggio del credito.

In particolare, su tali forme di finanziamento sono condotte due separate due-diligence (una da parte della Banca e l'altra da parte del Medio Credito Centrale cd. "MCC") sul prenditore di fondi.

Il rischio di insolvenza del debitore è mitigato dalla garanzia diretta (ovvero riferita ad una singola esposizione), esplicita, incondizionata e irrevocabile del Fondo di Garanzia il cui Gestore unico è MedioCredito Centrale (cd. "MCC").

Per quanto riguarda, invece, l'acquisto di portafoglio di CQS/CQP il rischio di credito è connesso all'inabilità di onorare i propri impegni finanziari da parte delle tre controparti coinvolte nel processo del finanziamento ovvero:

  • l'Azienda Terza Ceduta (ATC)
  • la società finanziaria cedente
  • la compagnia di assicurazione

Il rischio di insolvenza dell'Azienda Terza Cedente/ debitore si genera nelle seguenti casistiche:

  • default dell'ATC (es: fallimento);
  • perdita dell'impiego del debitore (es: dimissioni/ licenziamento del debitore) o riduzione della retribuzione (es: cassa integrazione);
  • morte del debitore.

Le casistiche di rischio sopra descritte sono mitigate dalla sottoscrizione obbligatoria di un'assicurazione sui rischi vita ed impiego. In particolare:

  • la polizza per il rischio impiego copre per intero eventuali insolvenze derivanti dalla riduzione della retribuzione del debitore mentre, nel caso di default dell'ATC o perdita dell'impiego del debitore, la copertura è limitata alla quota parte del debito residuo eccedente il TFR maturato;
  • la polizza per il rischio vita, prevede che l'assicurazione intervenga a copertura della quota parte del debito residuo a scadere in seguito all'evento di morte; eventuali rate precedentemente non saldate rimangono invece a carico degli eredi.

La Banca è soggetta al rischio di insolvenza dell'Assicurazione nei casi in cui su una pratica si stato attivato un sinistro . Ai fini della mitigazione di tale rischio, la Banca richiede che il portafoglio crediti outstanding sia assicurato da diverse compagnie di assicurazione nel rispetto delle seguenti condizioni:

▪ una singola compagnia senza rating o con rating

inferiore ad Investment Grade può assicurare al massimo il 30% delle pratiche;

▪ una singola compagnia con rating Investment Grade può assicurare al massimo il 40% delle pratiche.

Il rischio di insolvenza dell'Azienda Cedente si genera nel caso in cui una pratica sia retrocessa al cedente che dovrà, quindi, rimborsare il credito alla Banca. L'Accordo Quadro siglato con il cedente prevede la possibilità di retrocedere il credito nei casi di frode da parte dell'Azienda Terza Ceduta/debitore o comunque di mancato rispetto, da parte del cedente, dei criteri assuntivi previsti dall'accordo quadro.

Per quanto concerne gli strumenti finanziari detenuti in conto proprio, la Banca effettua operazioni di acquisto titoli riguardanti il debito pubblico italiano, i quali vengono allocati, ai fini di vigilanza prudenziale, nel portafoglio bancario.

Con riferimento a suddetta operatività la Banca ha individuato e selezionato specifico applicativo informatico per la gestione e il monitoraggio dei limiti di tesoreria sul portafoglio titoli e per l'impostazione di controlli di secondo livello.

Tale operatività viene condotta dalla Direzione Tesoreria, che opera nell'ambito dei limiti previsti dal Consiglio di Amministrazione.

Inoltre, con riferimento al nuovo quadro regolamentare, nello specifico alla Circolare n. 285 e al relativo Bollettino di Vigilanza n. 12, dicembre 2013, punto II.6, in materia di fondi propri, la Banca ha aderito all'estensione del trattamento prudenziale dei profitti e delle perdite non realizzati, relativi all'esposizione verso le amministrazioni centrali classificate nella categorie "attività finanziarie disponibili per la vendita" per tutto il periodo previsto dall'art. 467, comma 2, ultimo capoverso del CCR.

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

La Banca si pone come obiettivo strategico l'efficace gestione del rischio di credito attraverso strumenti e processi integrati al fine di assicurare una corretta gestione del credito in tutte le sue fasi (istruttoria, concessione, monitoraggio e gestione, intervento su crediti problematici).

Attraverso il coinvolgimento delle diverse strutture Centrali di Banca Sistema e mediante la specializzazione delle risorse e la separazione delle funzioni a ogni livello decisionale si intende garantire, un'elevata efficacia ed omogeneità nelle attività di presidio del rischio di credito e monitoraggio delle singole posizioni.

Con specifico riferimento al monitoraggio dell'attività di credito, la Banca attraverso il "Gruppo di lavoro della collection", effettua valutazioni e verifiche sul portafoglio credito sulla base delle linee guida definite all'interno della "collection policy". Il framework relativo al monitoraggio ex-post del Rischio di Credito, sopra descritto, si pone come obiettivo quello di rilevare prontamente eventuali anomalie e/o discontinuità e di valutare il perdurante mantenimento di un profilo di rischio in linea con le indicazioni strategiche fornite.

In relazione al rischio di credito connesso al portafogli titoli obbligazionari, nel corso del 2015 è proseguita l'attività di acquisto di titoli di Stato classificati tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (Available for Sale). Tali attività finanziarie, che in virtù della loro classificazione rientrano nel perimetro del "banking book" anche se al di fuori della tradizionale attività di impiego della Banca, sono fonte di rischio di credito. Tale rischio si configura nell'incapacità da parte dell'emittente di rimborsare a scadenza in tutto o in parte le obbligazioni sottoscritte.

I titoli detenuti da Banca Sistema sono costituiti esclusivamente da titoli di stato italiani, con durata media del portafoglio complessivo inferiore all'anno. Inoltre, la costituzione di un portafoglio di attività prontamente liquidabili risponde inoltre all'opportunità di anticipare l'evoluzione tendenziale della normativa prudenziale in relazione al governo e gestione del rischio di liquidità.

Per quanto concerne il rischio di controparte, l'operatività di Banca Sistema prevede operazioni di pronti contro termine attive e passive estremamente prudenti in quanto aventi quale sottostante prevalente titoli di Stato italiano e come controparte Cassa Compensazione e Garanzia.

2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

Si premette che, alla data di riferimento, la Banca non ha posto in essere alcuna copertura del portafoglio crediti.

Si informa comunque che la Banca stessa al fine di mitigare l'esposizione del portafoglio crediti, valuta di continuo la sottoscrizione di specifici contratti standard di copertura credit default swap (CDS) e credit linked notes (CLN).

L'utilizzo di questa tipologia di strumenti, permette alla Banca di mitigare le esposizioni a livello di Limite di concentrazione dei Rischi.

Per quanto concerne il rischio di credito e di controparte sul portafoglio AFS e sull'operatività in pronti contro termine, la mitigazione del rischio viene perseguita tramite un'attenta gestione delle autonomie operative, stabilend

2.4. Attività finanziarie deteriorate

Con riferimento all'attività di factoring, le relazioni con la clientela sono costantemente monitorate dalle competenti Funzioni di Direzione.

Banca Sistema ha definito la propria policy di qualità del credito in funzione delle disposizioni presenti nella Circolare 272 della Banca d'Italia di cui di seguito si forniscono le principali definizioni.

Secondo quanto definito nella Circolare Banca d'Italia n. 272/2008 (Matrice dei conti), si definiscono attività finanziarie "deteriorate" le attività che ricadono nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili o delle esposizioni scadute e/o sconfinanti.

Sono escluse dalle attività finanziarie "deteriorate" le esposizioni la cui situazione di anomalia sia riconducibile a profili attinenti al c.d. "rischio Paese".

In particolare si applicano le seguenti definizioni:

Sofferenze

Esposizioni per cassa e fuori bilancio (finanziamenti, titoli, derivati, etc.) nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dal Gruppo (cfr. art. 5 legge fallimentare). Si prescinde, pertanto, dall'esistenza di eventuali garanzie (reali o personali) poste a presidio delle esposizioni. Sono inclusi in questa classe anche:

  • le esposizioni nei confronti degli enti locali (comuni e province) in stato di dissesto3 finanziario per la quota parte assoggettata alla pertinente procedura di liquidazione;
  • i crediti acquistati da terzi aventi come debitori principali soggetti in sofferenza, indipendentemente dal portafoglio di allocazione contabile.

Inadempienze probabili ("unlikely to pay")

La classificazione in tale categoria è innanzitutto il risultato del giudizio della Banca circa l'improbabilità che, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. Non è, pertanto, necessario attendere il sintomo esplicito di anomalia (il mancato rimborso), laddove sussistano elementi che implicano una situazione di rischio di inadempimento del debitore (ad esempio, una crisi del settore industriale in cui opera il debitore). Il complesso delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" verso un medesimo debitore che versa nella suddetta situazione è denominato "inadempienza probabile", salvo che non ricorrano le condizioni per la classificazione del debitore fra le sofferenze. Le esposizioni verso soggetti retail possono essere classificate nella categoria delle inadempienze probabili a livello di singola transazione, sempreché la Banca valuti che non ricorrano le condizioni per classificare in tale categoria il complesso delle esposizioni verso il medesimo debitore.

Esposizioni scadute e/o sconfinanti

Si intendono le esposizioni per cassa al valore di bilancio e "fuori bilancio" (finanziamenti, titoli, derivati, etc.), diverse da quelle classificate a sofferenza, incaglio o fra le esposizioni ristrutturate che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni.

Ai fini della verifica del carattere di continuità dello scaduto nell'ambito dell'operatività di factoring, si precisa quanto segue:

  • nel caso di operazioni "pro-solvendo", l'esposizione scaduta, diversa da quella connessa con la cessione di crediti futuri, si determina esclusivamente al verificarsi di entrambe le seguenti condizioni:
  • l'anticipo è di importo pari o superiore al monte crediti a scadere;
  • vi è almeno una fattura non onorata (scaduta) da più di 90 giorni e il complesso delle fatture scadute (incluse quelle da meno di 90 giorni) supera il 5% del monte crediti.
  • nel caso di operazioni "pro-soluto", per ciascun debitore ceduto, occorre fare riferimento alla singola fattura che presenta il ritardo maggiore.

Banca Sistema per il calcolo del requisito patrimoniale per il rischio di credito e di controparte utilizza la metodologia standardizzata. Questa prevede che le esposizioni che ricadono nei portafogli relativi a "Amministrazioni Centrali e Banche Centrali", "Enti territoriali", ed "Enti del settore pubblico" e "Imprese", debbano applicare la nozione di esposizione scaduta e/o sconfinante a livello di soggetto debitore.

La Banca effettua una adeguata valutazione dei crediti che mostrano oggettive evidenze di una possibile perdita di valore e che non esistano obiettive evidenze che possano far ritenere non interamente recuperabi-le il valore di iscrizione dei crediti stessi, tenendo conto del tasso di insolvenza e dell'entità di recupero sulle posizioni deteriorate storicamente sperimentate dalla Banca.

La Banca classifica i propri crediti in funzione del loro grado di solvibilità; tale classificazione è oggetto di revisione ogni qualvolta si viene a conoscenza di

3 Lo stato dissesto finanziario si verifica quando l'Ente non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili e quando nei confronti dell'Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio.

eventi significativi tali da modificare le prospettive di recupero degli stessi. Affinché tali eventi possano essere tempestivamente recepiti, la Banca, attraverso la funzione Credit Management, effettua un monitoraggio costante del patrimonio informativo relativo ai debitori e un co-stante controllo sull'andamento degli accordi stragiudiziali e sulle diverse fasi delle procedure giudiziali in essere.

Di seguito vengono fornite le linee guida utilizzate dalla Banca al fine di effettuare sia la svalutazione generica, sia collettiva sul portafoglio crediti.

La Banca provvede ad effettuare una svalutazione su base analitica per i crediti che presentano specifiche evidenze di perdite di valore ovvero per i crediti ai quali è stato attribuito lo status di "Inadempienza probabile" o "Sofferenza" in virtù di valutazioni soggettive che determinino elementi tali da far considerare il credito come non esigibile integralmente e/o nei tempi stimati. Per quanto riguarda i crediti rinvenienti dal portafoglio factoring, la Banca effettua una svalutazione analitica per i comuni che registrano lo stato di "dissesto finanziario" ai sensi della D.Lgs 267/00.

Su tali posizioni, qualora non siano state effettuate opportune valutazioni in sede di pricing, la Banca procede ad effettuare un svalutazione analitica sul valore outstanding del credito al netto della parte di risconto non ancora maturata. Tale percentuale di svalutazione è definita in funzione del tasso di recupero storicamente registrato dalla banca ed è oggetto di revisione nel corso dell'anno in caso di modifiche nelle attività di collection che determinino una variazione nei relativi tassi di recupero. Per quanto riguarda, invece, le posizioni creditizie rinvenienti sempre dal portafoglio factoring, ma aventi come controparte debitrice imprese pri-vate, la Banca provvede a valutare caso per caso l'ammontare dell'accantonamento da applicare in funzione del valore presumibile di realizzo del credito.

Con riferimento ai crediti non perfoming ("inadempianza probabile" e sofferenza") rientranti nel portafoglio Finanziamenti PMI, la Banca procede in caso di risoluzione del contratto a svalutare, in funzione del tasso di recupero atteso, la quota parte del finanziamento non assistita dal Fondo di Garanzia rilasciata attraverso il Mediocredito Centrale.

La svalutazione specifica relativa alla singola pratica di Cessione del quinto dello stipendio/pensione/ delegazione di pagamento viene valutata caso per caso.

Il ritorno in "bonis" delle esposizioni classificate tra le "inadempienze probabili" e le "sofferenze", avviene su proposta della Funzione Credit Management ed a seguito di parere favorevole della Direzione Rischio e Compliance che propone per delibera al Comitato Gestione Rischi la variazione di status con eventuale rilascio di accantonamenti specifici precedentemente deliberati, previo accertamento del venir meno delle condizioni di criticità e dello stato di insolvenza.

I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita sono sottoposti alla valutazione di una perdita di valore collettiva. La svalutazione collettiva si basa sulla probabilità di ingresso a sofferenza e sull'ammontare di potenziali perdite future in caso di default.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

A. QUALITÀ DEL CREDITO

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale

A.1.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di Bilancio)

Portafogli/qualità Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni scadute
deteriorate
Altre esposizioni
deteriorate
non deteriorate
Esposizioni
Totale
1. Attività finanziarie detenute
per la vendita
- - - - 925.402 925.402
2. Attività finanziarie detenute
sino alla scadenza
- - - - - -
3. Crediti verso banche - - - - 2.076 2.076
4. Crediti verso Clientela 13.899 5.093 65.225 258.961 1.114.812 1.457.990
5. Attività finanziarie valutate
al fair value
- - - - - -
6. Attività finanziarie in corso
di dismissione
- - - - - -
Totale 2015 13.899 5.093 65.225 258.961 2.042.290 2.385.468
Totale 2014 9.158 9.955 20.610 63.330 1.965.453 2.068.506

A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e

netti)

Attività deteriorate Attività non deteriorate
Portafogli/qualità Esposizione
lorda
specifiche
Rettifiche
Esposizione
netta
Esposizione
lorda
di portafoglio
Rettifiche
Esposizione
netta
Totale (esposizione
netta)
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - 920.402 - 920.402 920.402
2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - - -
3. Crediti verso banche - - - 2.076 - 2.076 2.076
4. Crediti verso Clientela 91.353 7.137 84.216 1.377.007 3.233 1.373.774 1.457.990
5. Attività finanziarie valutate al fair value - - - - - -
6. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - - -
Totale 2015 91.353 7.137 84.216 2.299.485 3.233 2.296.252 2.380.468
Totale 2014 42.197 2.473 39.724 2.031.239 2.457 2.028.782 2.068.506

A.1.2.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza

ALTRE ESPOSIZIONI
Portafogli/anzianità scaduto Scaduti
fino a
3 mesi
Scaduti da
oltre 3 mesi
fino a 6 mesi
Scaduti da
oltre 6 mesi
fino a 1 anno
Scaduti da
oltre 1 anno
Non scaduti Totale
(esposizione
netta)
1. Attività finanziarie disponibili per la vendita - - - - 920.402 920.402
2. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - - - - - -
3. Crediti verso banche - - - - 2.076 2.076
4. Crediti verso Clientela 163.710 27.445 43.308 24.497 1.114.814 1.373.774
5. Attività finanziarie valutate al fair value - - - - - -
6. Attività finanziarie in corso di dismissione - - - - - -
Totale 2015 163.710 27.445 43.308 24.497 2.037.292 2.296.252
Totale 2014 35.188 8.270 9.630 10.242 1.965.452 2.028.782

A.1.3 Gruppo Bancario - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi, netti fasce di

scaduto

Esposizione lorda
Attività deteriorate
Tipologie esposizioni/valori Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi
fino a 6 mesi
Da oltre 6 mesi
fino a 1 anno
Oltre un anno Attività
non
deteriorate
Rettifiche
di valore
specifiche
Rettifiche
di valore di
portafoglio
Esposizione
netta
A. ESPOSIZIONI PER CASSA
a) Sofferenze di cui: esposizioni oggetto
di concessioni
b) Inadempienze probabili di cui:
esposizioni oggetto diconcessioni
c) Esposizioni scadute deteriorate di cui:
esposizioni oggetto di concessioni
d) Esposizioni scadute non deteriorate di cui:
esposizioni oggetto di concessioni
e) Altre esposizioni non deteriorate di cui:
esposizioni oggetto di concessioni 2.076 2.076
TOTALE A 2.076 2.076
B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO
a) Deteriorate
b) Non deteriorate 45 45
TOTALE B 45 45
TOTALE (A+B) 2.121 2.121

A.1.4 Gruppo Bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Le esposizioni per cassa verso Banche sono tutte in bonis.

A.1.5 Gruppo Bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso banche deteriorate: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Non si evidenziano esposizioni deteriorate verso banche.

A.1.6 Gruppo Bancario - Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi, netti e netti e fasce di scaduto

Esposizione lorda
Attività deteriorate
Tipologie esposizioni/valori Fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi
fino a 6 mesi
Da oltre 6 mesi
fino a 1 anno
Oltre un anno deteriorate
Attività
non
Rettifiche
di valore
specifiche
di valore di
Rettifiche
portafoglio
Esposizione
netta
A. ESPOSIZIONI PER CASSA
a) Sofferenze di cui: esposizioni oggetto
di concessioni 474 499 848 18.200 6.122 13.899
b) Inadempienze probabili di cui:
esposizioni oggetto diconcessioni 5.913 - - 820 5.093
c) Esposizioni scadute deteriorate di cui:
esposizioni oggetto di concessioni 33.621 11.275 12.926 7.598 195 65.225
d) Esposizioni scadute non deteriorate di cui:
esposizioni oggetto di concessioni 259.724 763 258.961
e) Altre esposizioni non deteriorate di cui:
esposizioni oggetto di concessioni 2.037.684 2.471 2.035.213
TOTALE A 40.008 11.774 13.774 25.798 2.297.408 7.137 3.234 2.378.391
B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO
a) Deteriorate
b) Non deteriorate 671 671
TOTALE B 671 671
TOTALE (A+B) 40.008 11.774 13.774 25.798 2.298.079 7.137 3.234 2.379.062

A.1.7 Gruppo Bancario - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Causali/Categorie Sofferenze Inadempienze
probabili
Esposizioni
scadute
Deteriorate
Esposizioni
scadute non
deteriorate
Bonis
A. Esposizione lorda iniziale 11.439 10.078 20.680 63.568 1.951.919
di cui: esposizioni cedute non cancellate
B. Variazioni in aumento 14.447 6.349 66.516 251.271 689.880
B.1 ingressi da esposizioni in bonis 11.930 6.015 59.558 185.105 3.025
B.2 trasferimenti da altre categorie
di esposizioni deteriorate 1.222 4.328 1.423 8.901
B.3 altre variazioni in aumento 1.295 334 2.630 64.743 677.954
C. Variazioni in diminuzione 5.866 10.513 21.776 55.115 602.849
C.1 uscite verso esposizioni in bonis 973 2.395 6.955 3.025 185.105
C.2 cancellazioni
C.3 incassi 4.893 2.630 14.760 32.122 360.209
C.4 realizzi per cessioni
C.5 perdite da cessioni
C.6 trasferimenti ad altre categorie di
esposizioni deteriorate 5.488 61 19.968 57.535
C.7 altre variazioni in diminuzione
D. Esposizione lorda finale 20.020 5.913 65.419 259.724 2.038.950
di cui: esposizioni cedute non cancellate
TOTALE
SOFFERENZE PROBABILI INADEMPIENZE ESPOSIZIONI
SCADUTE
DETERIORATE SCADUTE NON DETERIORATE
ESPOSIZIONI
BONIS
Causali/Categorie Totale i
concession
oggetto di
esposizioni
Di cui:
Totale concession
i
oggetto di
esposizioni
Di cui:
Totale i
concession
oggetto di
esposizioni
Di cui:
Totale concession
i
oggetto di
esposizioni
Di cui:
Totale i
concession
oggetto di
esposizioni
Di cui:
A. Rettifiche complessive iniziali 2.281 122 70 249
- di cui: esposizioni cedute non cancellate
B. Variazioni in aumento 4.126 825 191 675
B.1 rettifiche di valore 3.540 813 101 550
B.2 perdite da cessione
B.3 trasferimenti da altre categorie
di esposizioni deteriorate 102 17 11
B.4 altre variazioni in aumento 484 12 72 114
C. Variazioni in diminuzione 286 127 67 161
C.1 riprese di valore da valutazione 5 10 31
C.2 riprese di valore da incasso 271 6 1 4
C.3 utili da cessione
C.4 cancellazioni
C.5 trasferimenti ad altre categorie
di esposizioni deteriorate 119 113
C.6 altre variazioni in diminuzione 10 2 56 12
D. Rettifiche complessive finali 6.122 820 194 763
- di cui: esposizioni cedute non cancellate

A.2 CLASSIFICAZIONE DELLE ESPOSIZIONI IN BASE AI RATING ESTERNI ED INTERNI

A.2.1 Gruppo bancario - Distribuzione delle esposizioni per cassa e "fuori bilancio" per classi di rating esterni

Le classi di rischio per rating esterni indicate nella presente tavola si riferiscono alle classi di merito creditizio dei debitori/garanti di cui alla normativa prudenziale (cfr. Circolare n. 285 /2013 "Disposizioni di vigilanza per le banche" e successivi aggiornamenti).

Il Gruppo utilizza il metodo standardizzato secondo il mapping di rischio delle agenzie di rating:

▪ "DBRS Ratings Limited", per esposizioni verso: amministrazioni centrali e banche centrali; intermediari vigilati; enti del settore pubblico; enti territoriali.

Classi di Rating Esterni
Esposizioni Classe
1
Classe
2
Classe
3
Classe
4
Classe
5
Classe
6
Senza
rating
Totale
A. Esposizioni per cassa - 1.591.125 - - - - 790.528 2.381.653
B. Derivati - - - - - - - -
B.1 Derivati finanziari - - - - - - - -
B.2 Derivati creditizi - - - - - - - -
C. Garanzie rilasciate - - - - - - 716 716
D. Impegni a erogare fondi - - - - - - - -
E. Altre - - - - - - - -
Totale - 1.591.125 - - - - 791.244 2.382.369

di cui Rating a lungo termine

Coefficienti di Ponderazione del Rischio ECAI
Classi
di merito
di credito
Amministrazioni
centrali e
banche centrali
Intermediari vigilati,
enti del settore pubblico,
enti territoriali
Banche
multilaterali
di sviluppo
Imprese ed
altri soggetti
DBRS
Ratings Limited
1 0% 20% 20% 20% da AAA a AAL
2 20% 50% 50% 50% da AH a AL
3 50% 100% 50% 100% da BBBH a BBBL
4 100% 100% 100% 100% da BBH a BBL
5 100% 100% 100% 150% da BH a BL
6 150% 150% 150% 150% CCC

Rating a breve termine (per esposizioni verso intermediari vigilati)

ECAI
Classedi
merito di
credito
Coefficienti di
ponderazione
del rischio
DBRS Ratings Limited
1 20% R-1 (high), R-1 (middle), R-1 (low)
2 50% R-1 (high), R-2 (middle), R-2 (low)
3 100% R-3
4 150% R-4, R-5
5 150%
6 150%

"Fitch Ratings", per esposizioni verso imprese e altri soggetti.

di cui Rating a lungo termine

Coefficienti di Ponderazione del Rischio ECAI
Classi
di merito
di credito
Amministrazioni
centrali e
banche centrali
Intermediari vigilati,
enti del settore pubblico,
enti territoriali
Banche
multilaterali
di sviluppo
Imprese ed
altri soggetti
Fitch
Ratings
1 0% 20% 20% 20% da AAA a AA
2 20% 50% 50% 50% da A+ a A
3 50% 100% 50% 100% da BBB+ a BBB
4 100% 100% 100% 100% da BB+ a BB
5 100% 100% 100% 150% da B+ a B
6 150% 150% 150% 150% CCC+ e inferiori

Rating a breve termine (per esposizioni verso intermediari vigilati)

ECAI
Classi
di merito
di credito
Coefficienti
di Ponderazione
del Rischio
Fitch
Ratings
1 20% F1+F2
2 50% F2
3 100% F3
da 4 a 6 150% inferiori a F3

A.3 Distribuzione delle esposizioni creditizie garantite per tipologia di garanzia

A.3.2 Gruppo bancario - esposizioni creditizie verso Clientela garantite

Totale (1)+(2) 377.630 349.120 1.784 28.510 564 662 662 - - -
Altri soggett
i
8.741 8.741 92 - - - - - - -
Banche - - - - - - - - - -
Crediti di firma Altri enti pu
bblici
- - - - - - - - - -
Garanzie Personali (2) i
nche central
Governi e ba
62.353 33.861 754 28.492 564 - - - - -
Altri soggett
i
- - - - - - - - - -
Derivati sui crediti Banche - - - - - - - - - -
Altri derivati Altri enti pu
bblici
- - - - - - - - - -
ali
anche centr
Governi e b
- - - - - - - - - -
CLN - - - - - - - - - -
Altre garan
zie reali
121.743 121.725 938 18 - 662 662 - - -
Garanzie reali (1) Titoli 184.793 184.793 - - - - - - - -
asing finanzi
ari
Immobili - le
- - - - - - - - - -
Immobili - ip
oteche
- - - - - - - - - -
sizione netta Valore espo 385.444 350.459 1.783 34.985 656 662 662 - - -
2. Esposizioni creditizie per cassa garantite: 2.1 totalmente garantite - di cui deteriorate 2.2 parzialmente garantite - di cui deteriorate 3. Esposizioni creditizie "fuori bilancio" garantite: 3.1 totalmente garantite - di cui deteriorate 3.2 parzialmente garantite - di cui deteriorate

B. DISTRIBUZIONE E CONCENTRAZIONE DELLE ESPOSIZIONI CREDITIZIE

B.1 Gruppo Bancario - Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di bilancio)

Governi Altri enti pubblici Società finanziarie Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti
Esposizioni / Controparti netta
Esposizione
specifiche
ore
Rettifiche val
di portafogli
o
ore
Rettifiche val
netta
Esposizione
specifiche
ore
Rettifiche val
di portafogli
o
ore
Rettifiche val
netta
Esposizione
specifiche
ore
Rettifiche val
di portafogli
o
ore
Rettifiche val
netta
Esposizione
specifiche
ore
Rettifiche val
di portafogli
o
ore
Rettifiche val
netta
Esposizione
specifiche
ore
Rettifiche val
di portafogli
o
ore
Rettifiche val
netta
Esposizione
specifiche
ore
Rettifiche val
di portafogli
o
ore
Rettifiche val
A. Esposizioni per cassa
A1. Sofferenze di cui: esposizioni 10.877 4.851 - - - - - 2.866 712 155 558
oggetto di concessioni - - - - -
A.2 Inadempienze probabili - - - - - 5.093 820
di cui: esposizioni oggetto di - - - - -
concessioni - - - - -
A.3 Esposizioni scadute 1.631 20 31.995 83 - - - - - 30.239 88 1.361 4
deteriorate di cui: esposizioni - - - - -
oggetto di concessioni - - - - -
A.4 Esposizioni non deteriorate 1.194.364 105 521.021 1.436 198.608 - - - - - 252.569 1.147 127.614 546
di cui: esposizioni oggetto di - - - - -
concessioni - - - - -
TOTALE A 1.195.995 20 105 563.893 4.934 1.436 198.608 - - - - - 290.767 1.618 1.147 129.130 562 546
B. Esposizioni "fuori bilancio"
B1. Sofferenze
B2. Inadempienze probabili
B3. Altre attività deteriorate
B4. Esposizioni non deteriorate 671
TOTALE B 671
TOTALE (A+B) 2015 1.195.995 20 105 563.893 4.934 1.436 198.608 291.438 1.618 1.147 129.130 562 546
TOTALE (A+B) 2014 1.037.189 70 551.918 2.199 1.885 303.352 139.346 268 439 19.969 6 58

B.2 Gruppo Bancario - Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela

(valore di bilancio)

ITALIA ALTRI PAESI
EUROPEI
AMERICA ASIA RESTO
DEL
MONDO
Esposizioni/Aree geografiche Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze 13.899 6.122
A.2 Inadempienze probabili 5.093 820
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 65.225 194
A.4 Altre esposizioni non deteriorate 2.274.230 3.175 21.211 59
Totale 2.358.447 10.311 21.211 59
B. Esposizioni "fuori bilancio"
B.1 Sofferenze
B.2 Inadempienze probabili
B.3 Altre attività deteriorate
B.4 Altre esposizioni non deteriorate 671
Totale 671
Totale (A+B) 2015 2.359.118 10.311 21.211 59
Totale (A+B) 2014 2.051.523 4.930 260
Italia
NORD OVEST
Italia NORD EST Italia
CENTRO
Italia SUD E ISOLE
Esposizioni/Aree geografiche Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze 817 259 155 489 1.484 272 11.442 5.102
A.2 Inadempienze probabili 977 159 508 77 3.607 585
A.3 Esposizioni scadute deteriorate 2.389 8 4.867 14 4.947 30 53.023 142
A.4 Altre esposizioni non deteriorate 159.653 588 57.967 208 1.462.132 687 594.478 1.691
Totale 163.836 1.014 63.497 788 1.472.170 1.574 658.943 6.935
B. Esposizioni "fuori bilancio"
B.1 Sofferenze
B.2 Inadempienze probabili
B.3 Altre attività deteriorate
B.4 Altre esposizioni non deteriorate 662 9
Totale 662 9
Totale (A+B) 2015 164.498 1.014 63.497 788 1.472.179 1.574 658.943 6.935
Totale (A+B) 2014 73.685 286 40.228 85 1.383.456 1.098 554.153 4.69

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche (valore di bilancio)

ITALIA ALTRI PAESI
EUROPEI
AMERICA ASIA RESTO
DEL
MONDO
Esposizioni/Aree geografiche Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
Espos. Netta Rettifiche valore
complessive
A. Esposizioni per cassa
A.1 Sofferenze
A.2 Inadempienze probabili
A.3 Esposizioni scadute deteriorate
A.4 Altre esposizioni non deteriorate 2.076
Totale 2.076
B. Esposizioni "fuori bilancio"
B.1 Sofferenze
B.2 Inadempienze probabili
B.3 Altre attività deteriorate
B.4 Altre esposizioni non deteriorate 45
Totale 45
Totale (A+B) 2015 2.121
Totale (A+B) 2014 18.557 153

B.4 Grandi esposizioni

Al 31 dicembre 2015 le grandi Esposizioni della Capogruppo sono costituiti da un ammontare di:

  • a) Valore di Bilancio euro 2.559.004 (in migliaia)
  • b) Valore Ponderato euro 101.146 (in migliaia)
  • c) Nr posizioni 19.

C. OPERAZIONI DI CARTOLARIZZAZIONE

D. INFORMATIVA SULLE ENTITÀ STRUTTURATE (DIVERSE DALLE SOCIETÀ PER LA CARTOLARIZZAZIONE)

E. OPERAZIONI DI CESSIONE

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

INFORMAZIONE DI NATURA QUALITATIVA

Le attività finanziarie cedute e non cancellate si riferiscono prevalentemente a titoli di stato italiani utilizzati per operazioni di pronti contro termine passivi. Tali attività finanziarie sono classificate in bilancio fra le attività finanziarie disponibili per la vendita, mentre il finanziamento con pronti contro termine è esposto nei debiti verso clientela. In via residuale le attività finanziarie cedute e non cancellate comprendono crediti commerciali utilizzati per operazioni di finanziamento in BCE (Abaco).

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

E.1. Gruppo Bancario - Attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio e intero valore

Forme Tecniche / Portafoglio negoziazione
finanziarie
detenute
Attività
per la
finanziarie
valutate al
fair value
Attività
Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
detenute sino
alla scadenza
finanziarie
Attività
Crediti verso
banche
Clientela Crediti verso Totale
A B C A B C A B C A B C A B A
C
B C 31/12/2015 31/12/2014
A. Attività per cassa - - - - - - 878.574 - - - - - - - - - - - 878.574 24.973
1. Titoli di debito - - - - - - 771.332 - - - - - - - - - - - 771.332 24.973
2. Titoli di capitale - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
3. O.I.C.R. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - - 107.242 - - - - - - - - - - - 107.242 -
B. Strumenti derivati - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Totale 2015 - - - - - - 878.574 - - - - - - - - - - - 878.574 -
di cui deteriorate - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Totale 2014 - - - - - - 24.973 - - - - - - - - - - - - 24.973
di cui deteriorate - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

Legenda:

A = attività finanziarie cedute rilevate per intero (valore di Bilancio) B = attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (valore di Bilancio)

C = attività finanziarie cedute rilevate parzialmente (intero valore)

E.2. Gruppo Bancario - Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio

Passività / Portafoglio Attività detenute per la
negoziazione
finanziarie
Attività
valutate al
finanziarie
fair value
Attività
disponibili per
finanziarie
la vendita
Attività
detenute sino
alla scadenza
finanziarie
Attività
Crediti verso
banche
Crediti verso
Clientela
Totale
1. Debiti verso Clientela - - 731.223 - 49.257 30.603 811.083
a) a fronte di attività rilevate per intero - - 731.223 - 49.257 30.603 811.083
b) a fronte di attività rilevate parzialmente - - - - - - -
2. Debiti verso banche - - 30.743 - - - 30.743
a) a fronte di attività rilevate per intero - - 30.743 - - - 30.743
b) a fronte di attività rilevate parzialmente - - - - - - -
Totale 2015 - - 761.966 - 49.257 30.603 841.826
Totale 2014 - - 24.969 - - - 24.969

1.2 Gruppo bancario - rischi di mercato

Banca Sistema non effettua attività di trading su strumenti finanziari. Al 31 dicembre 2015 non registra posizioni attive incluse nel portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza che possano generare rischi di mercato. Il sistema dei limiti in essere definisce un'attenta ed equilibrata gestione delle autonomie operative, stabilendo limiti in termini di consistenza e di composizione del portafoglio per tipologia dei titoli.

1.2.1 - Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo portafoglio di negoziazione di vigilanza

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Banca Sistema non effettua abitualmente attività di trading su strumenti finanziari.

1.2.2 Rischio di tasso di interesse e di prezzo - Portafoglio Bancario

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Il rischio di tasso è definito come il rischio che le attività/ passività finanziarie registrino un aumento /diminuzione di valore a causa di movimenti avversi della curva dei tassi di interesse. Le fonti di generazione del rischio di tasso sono state individuate dalla Banca con riferimento ai processi del credito e alla raccolta della Banca.

L'esposizione al rischio di tasso di interesse sul banking book è calcolata dalla Banca coerentemente con quanto disciplinato dalla normativa vigente, mediante l'approccio semplificato di Vigilanza (Cfr. Circolare n. 285/2006, Parte prima, Titolo III, Capitolo 1, Allegato C); attraverso l'utilizzo di tale metodologia la Banca è in grado di monitorare l'impatto dei mutamenti inattesi nelle condizioni di mercato sul valore del patrimonio netto, individuando così i relativi interventi di mitigazione da attivare.

Più nel dettaglio, il processo di stima dell'esposizione al rischio di tasso del banking book previsto dalla metodologia semplificata si articola nelle seguenti fasi:

  • Determinazione delle valute rilevanti. Si considerano "valute rilevanti" quelle che rappresentano una quota sul totale attivo, oppure sul passivo del portafoglio bancario, superiore al 5%. Ai fini della metodologia di calcolo dell'esposizione al Rischio di Tasso di Interesse, le posizioni denominate in "valute rilevanti" sono considerate singolarmente, mentre le posizioni in "valute non rilevanti" vengono aggregate per il relativo controvalore in Euro;
  • Classificazione delle attività e passività in fasce temporali. Sono definite 14 fasce temporali. Le attività e passività a tasso fisso sono classificate in base alla loro vita residua, mentre quelle a tasso variabile sulla base della data di rinegoziazione del tasso di interesse. Specifiche regole di classificazione sono previste per specifiche attività e passività. Con particolare riferimento al prodotto di raccolta "Si conto! Deposito", la Banca ha proceduto ad una bucketizzazione che tiene conto dell'opzione implicita di svincolo.
  • Ponderazione delle esposizioni nette di ciascuna fascia. All'interno di ciascun bucket, le posizioni attive e passive sono compensate, ottenendo una posizione netta. La posizione netta per fascia è moltiplicata per il corrispondente fattore di ponderazione ottenuto come prodotto tra una variazione ipotetica dei tassi e un'approssimazione della duration modificata per singola fascia;
  • Somma delle esposizioni nette ponderate delle diverse fasce. Le esposizioni ponderate calcolate per ciascuna fascia (sensitività) sono sommate tra

loro. L'esposizione ponderata netta così ottenuta approssima la variazione del valore attuale delle poste, denominate in una certa valuta, nell'eventualità dello shock di tasso ipotizzato;

▪ Aggregazione nelle diverse valute. I valori assoluti delle esposizioni relative alle singole "valute rilevanti" e all'aggregato delle "valute non rilevanti" sono sommati tra loro, ottenendo un valore che rappresenta la variazione del valore economico della Banca in funzione dell'andamento dei tassi di interesse ipotizzato.

Con riferimento alle attività finanziarie della Banca, le principali fonti di generazione del rischio di tasso risultano essere i crediti verso la clientela ed il portafoglio titoli obbligazionari. Relativamente alle passività finanziarie, risultano invece rilevanti le attività di raccolta dalla clientela attraverso il conto corrente e il conto depo-sito e la raccolta sul mercato interbancario. Stante quanto sopra, si evidenzia che:

  • i tassi d'interesse applicati alla clientela factoring sono a tasso fisso e modificabili unilateralmente dalla Banca (nel rispetto delle norme vigenti e dei contratti in essere);
  • la durata media finanziaria del portafoglio titoli obbligazionari si attesta su valori inferiori ad un anno;
  • il portafoglio CQS/CQP che contiene contratti a tasso fisso, è quello con le duration maggiori,

ma alla data di riferimento tale portafoglio risulta contenuto e non si è ritenuto opportuno effettuare delle operazioni di copertura rischio trasso su tali scadenze;

  • i depositi REPO presso la Banca Centrale sono di breve durata (la scadenza massima è pari a 3 mesi);
  • i depositi della clientela sul prodotto di conto deposito sono a tasso fisso per tutta la durata del vincolo, rinegoziabile unilateralmente da parte della Banca (nel rispetto delle norme vigenti e dei contratti in essere).
  • i pronti contro termine attivi e passivi sono generalmente di breve durata, salvo diversa esigenza di funding

Le Banca effettua il monitoraggio continuo delle principali poste attive e passive soggette a rischio di tasso, e inoltre, a fronte di tali considerazioni, non sono utilizzati strumenti di copertura alla data di riferimento.

B. Attività di copertura del fair value

La Banca non ha svolto nel corso del 2015 tale operatività.

C. Attività di copertura dei flussi finanziari

La Banca non ha svolto nel corso del 2015 tale operatività.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie

Tipologia/Durata residua A vista Fino a
3 mesi
Da oltre
3 mesi
fino a
6 mesi
Da oltre
6 mesi
fino a
1 anno
Da oltre
1 anno
fino a
5 anni
Da oltre
5 anni
fino a
10 anni
Oltre
10 anni
Durata
indeterminata
1. Attività per cassa 264.172 738.836 242.637 565.261 494.732 73.089 1.741 -
1.1 Titoli di debito - 268.123 99.041 372.181 181.057 - - -
- con opzione di rimborso anticipato - - - - - - - -
- altri - 268.123 99.041 372.181 181.057 - - -
1.2 Finanziamenti a banche 87 1.909 - - - - 1.741 -
1.3 Finanziamenti a Clientela 264.085 468.804 143.596 193.080 313.675 73.089 - -
- c/c 13.985 - - - - 1 1.741 -
- altri finanziamenti 250.100 468.804 143.596 193.080 313.675 73.088 - -
- con opzione di rimborso anticipato 8.074 9.173 12.814 53.824 157.013 55.968 38 -
- altri 242.026 459.631 130.782 139.256 156.662 17.120 1.703 -
2. Passività per cassa 391.712 1.471.668 101.472 87.186 193.781 6.682 8.016 -
2.1 Debiti verso Clientela 381.137 1.120.168 89.386 87.186 193.781 6.682 - -
- c/c 350.279 208.146 87.316 81.494 178.945 1.719 - -
- altri debiti 30.858 912.022 2.070 5.692 14.836 4.963 - -
- con opzione di rimborso anticipato - - - - - - - -
- altri 30.858 912.022 2.070 5.692 14.836 4.963 - -
2.2 Debiti verso banche 10.575 351.500 - - - - - -
- c/c 203 - - - - - 8.016 -
- altri debiti 10.372 351.500 - - - - - -
2.3 Titoli di debito - - 12.086 - - - 8.016 -
- con opzione di rimborso anticipato - - 12.086 - - - - -
- altri - - - - - - - -
2.4 Altre passività - - - - - - - -
- con opzione di rimborso anticipato - - - - - - - -
- altre - - - - - - - -
3. Derivati finanziari - - - - - - - -
3.1 Con titolo sottostante - - - - - - - -
- Opzioni - - - - - - - -
+ posizioni lunghe - - - - - - - -
+ posizioni corte - - - - - - - -
- Altri - - - - - - - -
+ posizioni lunghe - - - - - - - -
+ posizioni corte - - - - - - - -
3.2 Senza titolo sottostante - - - - - - - -
- Opzioni - - - - - - - -
+ posizioni lunghe - - - - - - - -
+ posizioni corte - - - - - - - -
- Altri derivati - - - - - - - -
+ posizioni lunghe - - - - - - - -
+ posizioni corte - - - - - - - -
4. Altre operazioni fuori Bilancio - - - - - - - -
+ posizioni lunghe - - - - - - - -
+ posizioni corte - - - - - - - -

1.2.3 Rischio di cambio

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio

La totalità delle poste è in divisa, quindi non sottopone la Banca a rischio di cambio.

1.2.4 Gli Strumenti Derivati

A. Derivati finanziari

La Banca non opera in conto proprio con strumenti derivati.

B. Derivati creditizi

Al 31 dicembre 2015, la Banca non ha stipulato alcun contratto derivato a copertura del portafoglio crediti.

B.2 Derivati creditizi OTC: fair value lordo positivo - ripartizione per prodotti

Attività sottostanti/Tipologie derivati FAIR VALUE POSITIVO
31/12/2015 31/12/2014
A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza 63
a) Credit default swap 63
b) Credit spread option
c) Total return swap
d) Altri
B. Portafoglio bancario
a) Credit default swap
b) Credit spread option
c) Total return swap
d) Altri
Totale 63

B.6 Vita residua dei derivati creditizi: valori nozionali

Sottostanti / Vita residua Fino a
1 anno
Oltre
1 anno
e fino a
5 anni
Oltre
5 anni
Totale
A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza - - - -
A.1 Derivati su crediti con "reference obligation" "qualificata" - - - -
A.2 Derivati su crediti con "reference obligation" "non qualificata" - - - -
B. Portafoglio bancario -
-
-
B.1 Derivati su crediti con "reference obligation" "qualificata" - - - -
B.2 Derivati su crediti con "reference obligation" "non qualificata" - - - -
Totale 2015 - - - -
Totale 2014 5.035 - - 5.035

C. DERIVATI FINANZIARI E CREDITIZI

Al 31 dicembre 2015 la voce non rileva alcun importo.

1.3 Gruppo Bancario - rischio di liquidità

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità

Il rischio di liquidità è rappresentato dalla possibilità che la Banca non riesca a mantenere i propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di reperire fondi o dell'incapacità di cedere attività sul mercato per far fronte allo sbilancio finanziario. Rappresenta altresì rischio di liquidità l'incapacità di reperire nuove risorse finanziarie adeguate, in termini di ammontare e di costo, rispetto alle necessità/opportunità operative, che costringa la Banca a rallentare o fermare lo sviluppo dell'attività, o sostenere costi di raccolta eccessivi per fronteggiare i propri impegni, con impatti negativi significativi sulla marginalità della propria attività.

Le fonti finanziarie sono rappresentate dal patrimonio, dalla raccolta presso la clientela, dalla raccolta effettuata sul mercato interbancario domestico ed internazionale, nonché presso l'Eurosistema.

Per monitorare gli effetti delle strategie di intervento e contenere il rischio di liquidità, la Banca ha identificato una specifica sezione dedicata al monitoraggio del rischio di liquidità nel Risk Appetite Framework (RAF).

Inoltre, al fine di rilevare prontamente e fronteggiare eventuali difficoltà nel reperimento dei fondi necessari alla conduzione della propria attività, Banca Sistema, in coerenza con quanto previsto dalle disposizioni di Vigilanza Prudenziale, aggiorna di anno in anno la propria policy di liquidità e di Contingency Funding Plan, ovvero l'insieme di specifiche strategie di intervento in ipotesi di tensione di liquidità, prevedendo le procedure per il reperimento di fonti di finanziamento in caso di emergenza.

Nel corso del 2015, la Banca ha continuato ad adottare una politica finanziaria particolarmente prudente finalizzata alla stabilità della provvista. Tale approccio, ha consentito un'equilibrata distribuzione tra raccolta presso clientela retail e presso controparti corporate e istitutional.

Ad oggi le risorse finanziarie disponibili sono adeguate ai volumi di attività attuali e prospettici, tuttavia la Banca è costantemente impegnata ad assicurare un coerente sviluppo del business sempre in linea con la composizione delle proprie risorse finanziarie. In particolare Banca Sistema, in via prudenziale, ha mantenuto costantemente una quantità elevata di titoli e attività prontamente liquidabili a copertura del totale della raccolta effettuata mediante i prodotti dedicati al segmento retail.

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie

Voci/Scaglioni temporali A vista Da oltre
1 giorno
a 7 giorni
Da oltre
7 giorni
a 15 giorni
Da oltre
15 giorni
a 1 mese
Da oltre
1 mese
fino a
3 mesi
Da oltre
3 mesi
fino a
6 mesi
Da oltre
6 mesi
fino a
1 anno
Da oltre
1 anno
fino a
5 anni
Oltre
5 anni
Durata
indeterminata
Attività per cassa 253.693 184.750 24.653 34.886 424.032 273.382 567.835 529.237 71.997 1.909
A.1 Titoli di Stato - - - - 267.978 98.972 372.019 180.870 - -
A.2 Altri titoli di debito - - - - - - - - - -
A.3 Quote O.I.C.R. - - - - - - - - - -
A.4 Finanziamenti 253.693 184.750 24.653 34.886 156.054 174.410 195.816 348.367 71.997 1.909
Banche 87 - - - - - - - - 1.909
Clientela 253.606 184.750 24.653 34.886 156.054 174.410 195.816 348.367 71.997 -
Passività per cassa 385.291 944.012 16.647 148.574 362.870 90.727 88.677 193.781 26.682 -
B.1 Depositi e conti correnti 354.431 112.967 16.624 43.248 307.242 88.025 82.353 178.945 1.719 -
Banche 10.574 105.000 5.000 20.000 141.500 - - - - -
Clientela 343.857 7.967 11.624 23.248 165.742 88.025 82.353 178.945 1.719 -
B.2 Titoli di debito - - - - - 632 632 - 20.000 -
B.3 Altre passività 30.860 831.045 23 105.326 55.628 2.070 5.692 14.836 4.963 -
Operazioni "fuori bilancio" - - - - - - - - - -
C.1 Derivati finanziari con
scambio di capitale
- - - - - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.2 Derivati finanziari senza
scambio di capitale
- - - - - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.3 Depositi e finanziamenti
da ricevere
- - - - - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.4 Impegni irrevocabili a
erogare fondi
- - - - - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate - - - - - - - - - -
C.6 Garanzie finanziarie ricevute - - - - - - - - - -
C.7 Derivati creditizi con
scambio di capitale
- - - - - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
Posizioni corte - - - - - - - - - -
C.8 Derivati creditizi senza
scambio di capitale
- - - - - - - - - -
Posizioni lunghe - - - - - - - - - -
Posizioni corte - - - - - - - - - -

1.4 Gruppo Bancario - rischi operativi

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Il rischio operativo è il rischio di subire perdite derivanti dall'inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia - tra l'altro - le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell'operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali.

Il rischio operativo, pertanto, riferisce a varie tipologie di eventi che, allo stato attuale, non sarebbero singolarmente rilevanti se non analizzati congiuntamente e quantificati per l'intera categoria di rischio.

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo

La Banca, al fine del calcolo del capitale interno generato dal rischio operativo, adotta la metodologia BIA (Basic Indicator Approach), che prevede l'applicazione di un coefficiente regolamentare (pari al 15%) alle media triennale dell'Indicatore rilevante definito nell'articolo 316 del Regolamento UE n. 575/2013 del 26 giu-gno 2013. Il suddetto indicatore è dato dalla somma (con segno) dei seguenti elementi:

  • interessi e proventi assimilabili;
  • interessi e oneri assimilati;
  • proventi su azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile/fisso;
  • proventi per commissioni/provvigioni;
  • oneri per commissioni/provvigioni;
  • profitto (perdita) da operazioni finanziarie;
  • altri proventi di gestione.
  • Coerentemente con quanto previsto dalla normativa di riferimento, l'indicatore è calcolato al lordo di accantonamenti e spese operative; risultano inoltre esclusi dalla computazione:
  • profitti e perdite realizzati sulla vendita di titoli non inclusi nel portafoglio di negoziazione;
  • proventi derivanti da partite straordinarie o irregolari;

▪ proventi derivanti da assicurazioni.

A partire dal 2014, la Banca misura gli eventi di rischiosità operativi mediante un indicatore di performance qualitativo (IROR - Internal Risk Operational Ratio) definito nel processo di gestione e controllo dei rischi operativi (ORF - Operational Risk Framework). Tale metodologia di calcolo permette di assegnare uno score compreso tra 1 e 5 (dove 1 indica un livello di rischiosità basso e 5 indica un livello di rischiosità alto) a ciascun evento che genera un rischio operativo.

La Banca valuta e misura il livello dei rischi individuati, in considerazione anche dei controlli e delle azioni di mitigazione poste in essere. Questa metodologia richiede una prima valutazione dei possibili rischi connessi in termini di probabilità e impatto (c.d. "Rischio lordo") e una successiva analisi dei controlli esistenti (valutazione qualitativa sull'efficacia ed efficienza dei controlli) che potrebbero ridurre il rischio lordo emerso, sulla base delle quali vengono determinati specifici livelli di rischio (c.d. "Rischio residuo"). I rischi residui vengono infine mappati su una griglia di scoring predefinita, funzionalmente al successivo calcolo dell'IROR tramite opportuna aggregazione degli score definiti per singola procedura operativa.

Inoltre, la Banca valuta i rischi operativi connessi all'introduzione di nuovi prodotti, attività, processi e sistemi rilevanti, mitigando l'insorgere del rischio operativo attraverso l'analisi preliminare del profilo di rischio.

Forte enfasi è posta dalla Banca ai possibili rischi di natura informatica. Il rischio informatico (Information and Communication Technology - ICT) è il rischio di incorrere in perdite economiche, di reputazione e di quote di mercato in relazione all'utilizzo di tecnologia dell'informazione e della comunicazione. Nella rappresentazio-ne integrata dei rischi aziendali, tale tipologia di rischio è considerata, secondo gli specifici aspetti, tra i rischi operativi, reputazionali e strategici. La Banca monitora i rischi ICT sulla base di continui flussi informativi tra le funzioni interessate definiti nelle proprie policy di sicurezza informatica.

A presidio dell'integrità dei dati, la Banca ha

implementato un datawarehouse; tale strumento permette alla Banca di avere un unico repository che garantisca correttezza, completezza e accuratezza dei dati, nonché la possibilità di un unico punto di accesso alle informazioni all'interno della Banca.

Al fine di condurre analisi coerenti e complete rispetto anche alle attività condotte dalle altre funzioni di controllo della Banca, le risultanze in merito alle verifiche condotte sui rischi di non conformità da parte della Funzione Compliance e Antiriciclaggio, sono condivise sia all'interno della Direzione Rischi e Compliance, sia del Comitato di Controllo Interno e Gestione Rischi sia con l'Amministratore Delegato. La Direzione Internal Audit sorveglia inoltre il regolare andamento dell'operatività e dei processi della Banca e valuta il livello di efficacia ed efficienza del complessivo sistema dei controlli interni, posto a presidio delle attività esposte al rischio.

Infine, ad ulteriore presidio dei rischi operativi, la Banca si è dotata di:

  • coperture assicurative sui rischi operativi derivanti da fatti di terzi o procurati a terzi. Ai fini della selezione delle coperture assicurative, la Banca ha proceduto ad avviare specifiche attività di assessment, con il supporto di un primario broker di mercato, per individuare le migliori offerte in termini di prezzo/condizioni proposte da diverse compagnie assicurative;
  • idonee clausole contrattuali a copertura per danni causati da fornitori di infrastrutture e servizi;
  • un piano di continuità operativa (Business Continuity Plan);
  • valutazione di ogni procedura operativa in emanazione, al fine di definire i controlli posti a presidio delle attività rischiose.

SEZIONE 1 - IL PATRIMONIO CONSOLIDATO

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Gli obiettivi perseguiti nella gestione del patrimonio della Banca si ispirano alle disposizioni di vigilanza prudenziale, e sono finalizzati al mantenimento di adeguati livelli di patrimonializzazione per l'assunzione dei rischi tipici di posizioni creditizie.

La politica di destinazione del risultato d'esercizio mira al rafforzamento patrimoniale della Banca con particolare enfasi al capitale di qualità primaria, alla prudente distribuzione dei risultati economici e a garantire un corretto equilibrio della posizione finanziaria.

B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

B.1 Patrimonio Consolidato: ripartizione per tipologia di impresa

Al 31 dicembre 2015 il Patrimonio risulta così composto:

Voci del patrimonio netto Gruppo
bancario
Imprese di
assicurazione
Altre
imprese
Elisioni e
aggiustamenti da
consolidamento
Totale
Capitale 9.651 - - - 9.651
Sovrapprezzi di emissione 39.436 - - - 39.436
Riserve 26.314 - - - 26.314
Strumenti di capitale - - - - -
(Azioni proprie) - - - - -
Riserve da valutazione 350 - - - 350
- Attività finanziarie disponibili per la vendita 417 - - - 417
- Attività materiali - - - - -
- Attività immateriali - - - - -
- Copertura di investimenti esteri - - - - -
- Copertura dei flussi finanziari - - - - -
- Differenze di cambio - - - - -
- Attività non correnti in via di dismissione - - - - -
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani
previdenziali a benefici definiti (67) - - - (67)
- Quote delle riserve da valutazione relative alle -
partecipate - - - -
valutate al patrimonio netto - - - - -
- Leggi speciali di rivalutazione - - - - -
Utile (perdita) d'esercizio del gruppo e di terzi 17.607 - - - 17.607
Totale 93.358 - - - 93.358

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

Attività/Valori Bancario Gruppo Imprese di
assicurazione
imprese Altre Elisioni e
aggiustamenti
da
consolidamento
Totale
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
Riserva
positiva
Riserva
negativa
1. Titoli di debito 508 113 - - - - - - 508 113
2. Titoli di capitale - - - - - - - - - -
3. Quote di O.I.C.R. - - - - - - - - - -
4. Finanziamenti - - - - - - - - - -
Totale 2015 508 113 - - - - - - 508 113
Totale 2014 113 90 - - - - - - 113 90

B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue

Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Quote di
O.I.C.R.
Finanziamenti
1. Esistenze Iniziali 23 - - -
2. Variazioni positive 758 - - -
2.1 Incrementi di fair value 623 - - -
2.2 Rigiro di conto economico di riserve negative 135 - - -

Da deterioramento
- - - -

Da realizzo
135 - - -
2.3 Altre variazioni - - - -
3. Variazioni negative 387 - - -
3.1 Riduzioni di fair value - - - -
3.2 Rettifiche da deterioramento - - - -
3.3 Rigiro a conto economico da riserve - - -
positive: da realizzo 170 - - -
3.4 Altre variazioni 217 - - -
4. Rimanenze finali 395 - - -

SEZIONE 2 – I FONDI PROPRI E I COEFFICIENTI DI VIGILANZA BANCARI

La Capogruppo con lettera del 5 maggio 2014 ha informato Banca d'Italia di volersi avvalere della facoltà di esonero di invio delle segnalazioni consolidate (facoltà prevista nel paragrafo 1.4 della circolare 115

"istruzioni per la compilazione delle segnalazioni di Vigilanza su base Consolidata").

Di seguito si da comunque evidenza dei fondi propri e

dei coefficienti di vigilanza della capogruppo.

2.1 Fondi Propri bancari

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

I Fondi Propri, le attività ponderate per il rischio ed i coefficienti di solvibilità al 31 dicembre 2015 sono stati

determinati in base alla nuova disciplina armonizzata per le banche contenuta nella Direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e nel Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) del 26 giugno 2013, che traspongono nell'Unione Europea gli standard definiti dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (cd. framework Basilea 3), e sulla base delle Circolari della Banca d'Italia n. 285 e n. 286 (emanate nel corso del 2013) e dell'aggiornamento della Circolare n. 154.

Le disposizioni normative relative ai Fondi Propri prevedono l'introduzione del nuovo framework regolamentare in maniera graduale, attraverso un periodo transitorio, in genere fino al 2017, durante il quale alcuni elementi che a regime saranno computabili o deducibili integralmente nel Common Equity, impattano sul Capitale primario di Classe 1 solo per una quota percentuale.

I Fondi Propri (Own funds) sono caratterizzati da una struttura basata su 3 livelli

1) Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier

1, CET1)

A) Capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)

La presente voce include:

  • Capitale interamente versato per 9,7 milioni di Euro;
  • Riserva di sovraprezzo per 39,4 milioni di Euro;
  • Altre riserve compresi utili non distribuiti per 40 milioni di Euro.

In particolare, tale voce è inclusiva dell'utile pari a 17 milioni di Euro riconosciuto nei Fondi

Propri ai sensi dell'articolo 26 del CRR, al netto dei dividendi prevedibili di pertinenza del

Gruppo e delle altre componenti di conto economico accumulate positive per 350 mila Euro così composte:

  • Riserva negativa per perdite attuariali derivanti da piani a benefici definiti secondo l'applicazione del nuovo IAS19 per 67 mila Euro;
  • Riserve positive su attività disponibili per la vendita per 417 mila Euro.
  • D) Elementi da dedurre dal CET1
  • La presente voce include i principali seguenti aggregati:
  • Avviamento ed altre attività immateriali, pari ad 1,9 milioni di Euro;
  • E) Regime transitorio Impatto su CET1 (+/-), inclusi gli interessi di minoranza oggetto disposizioni transitorie.

La presente voce include i seguenti aggiustamenti transitori:

  • Esclusione profitti non realizzati su titoli AFS, pari a 417 mila Euro (-);
  • Filtro positivo su riserve attuariali negative (IAS 19), pari a 40 mila Euro (+).
  • 2) Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1, AT1)
  • G) Capitale aggiuntivo di classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio.

La presente voce include il titolo ISIN IT0004881444 emesso da Banca SISTEMA in qualità di Strumento innovativo di capitale a tasso misto pari a 8 milioni di Euro.

3) Capitale di classe 2 (Tier 2, T2).

  • M) Capitale di classe 2 (Tier2 -T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio
  • La presente voce include il titolo ISIN IT0004869712 emesso da Banca SISTEMA in qualità di prestito subordinato ordinario (Lower Tier2) pari a 12 milioni di Euro.
31/12/2015
A. Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) Prima dell'applicazione dei filtri prudenziali 89.141
di cui strumenti di Cet 1 oggetto di disposizioni transitorie (377)
B. Filtri prudenziali del CET1 (+/-) -
C. CET1 al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio (A+/-B) 89.141
D. Elementi da dedurre dal CET1 (1.872)
E. Regime Transitorio - Impatto su CET (+/-) (377)
F. Totale capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) (C-D+/-E) 86.892
G. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier1 - AT1) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti
del regime transitorio
8.000
di cui strumenti di AT1 oggetto di disposizioni transitorie -
H. Elementi da dedurre dall'AT1 -
I. Regime transitorio - impatto su AT1 (+/-) -
L. Totale capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1) (G-H+/-I) 8.000
M. Capitale di Classe 2 (Tier2 - T2) al lordo degli elementi da dedurre e degli effetti del regime transitorio 12.000
di cui strumenti di T2 oggetto di disposizioni transitorie -
N. Elementi da dedurre dal T2 -
O. Regime transitorio - impatto su T2 (+/-) -
P. Totale Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2) (M-N+/-O) 12.000
Q. Totale Fondi Proprio (F+L+P) 106.892

2.2 Adeguatezza patrimoniale

A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

I Fondi Propri ammontano a 106,9 milioni, a fronte di un attivo ponderato di 636 milioni, derivante quasi esclusivamente dal rischio di credito. Sulla base dell'articolo 467, paragrafo 2 della CRR, recepito dalla Banca d'Italia nella Circolare 285, la Banca ha adottato l'opzione di escludere dai Fondi Propri i profitti o le perdite non realizzati relativi alle esposizioni verso le amministrazioni centrali classificate nella categoria Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS).

Gli effetti di tale esclusione sui ratio patrimoniali sono marginali.

Il Gruppo Banca SISTEMA al 31 dicembre 2015, presenta un CET1 capital ratio pari al 13,7%, un Tier1 capital ratio pari al 14,9% e un Total capital ratio pari al 16,8%.

B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

IMPORTI
NON PONDERATI
IMPORTI PONDERATI/
REQUISITI
Categorie/Valori 31/12/2015 31/12/2014 31/12/2015 31/12/2014
A. ATTIVITA' DI RISCHIO 2.234.170 1.799.310 535.194 298.803
A.1 Rischio di credito e di controparte 2.234.170 1.799.310 535.194 298.803
1. Metodologia standardizzata - - - -
2. Metodologia basata su rating interni - - - -
2.1 Base - - - -
2.2 Avanzata - - - -
3. Cartolarizzazioni - - - -
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA 42.815 23.904
B.1 Rischio di credito e di controparte - 1
B.2 Rischio di aggiustamento della valutazione del credito - -
B.3 Rischio di regolamento - -
B.4 Rischi di mercato - -
1. Metodologia standard - -
2. Modelli interni - -
3. Rischio di concentrazione 8.037 5.196
B.5 Rischio operativo 8.037 5.196
1. Metodo base - -
2. Metodo standardizzato - -
3. Metodo avanzato - -
B.6 Altri elementi di calcolo
B.7 Totale requisiti prudenziali 50.853 29.102
C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA 635.658 363.771
C.1 Attività di rischio ponderate 635.658 363.771
C.2 Capitale primario di Classe 1/Attività di Rischio Ponderate (CET1 capital ratio) 13,67% 10,40%
C.3 Capitale di Classe 1/Attività di Rischio Ponderate (Tier 1 Capital Ratio) 14,93% 12,60%
C.4 Totale Fondi Propri/Attività di rischio ponderate (Total Capital Ratio) 16,82% 15,90%

PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Le operazioni poste in essere con parti correlate e soggetti connessi, incluso il relativo iter autorizzativo e informativo, sono disciplinate nella "Procedura in materia di operazioni con soggetti collegati" approvata dal Consiglio di Amministrazione e pubblicato sul sito internet della Capogruppo Banca Sistema S.p.A..

Le operazioni poste in essere dalle società del Gruppo con parti correlate e soggetti connessi sono state poste in essere nell'interesse della Società anche nell'ambito dell'ordinaria operatività; tali operazioni sono state attuate a condizioni di mercato e comunque sulla base di reciproca convenienza economica e nel rispetto delle procedure. Per quanto riguarda le operazioni con i soggetti che esercitano funzioni di amministrazione, direzione e controllo ai sensi dell'art. 136 del Testo

Informazioni sui compensi dei dirigenti con responsabilità strategiche

Di seguito vengono forniti i dati in merito ai compensi corrisposti ai dirigenti con responsabilità strategiche ("key managers"), in linea con quanto richiesto dallo IAS Unico Bancario si precisa che le stesse formano oggetto di delibera del Comitato Esecutivo, specificatamente delegato dal Consiglio di Amministrazione e con il parere favorevole dei Sindaci, fermi restando gli obblighi previsti dal Codice Civile in materia di conflitti di interessi degli amministratori.

Ai sensi dello IAS 24, le parti correlate per Banca sistema, comprendono:

  • gli azionisti con influenza notevole;
  • le società appratenti al Gruppo bancario;
  • le società sottoposte a influenza notevole;
  • i dirigenti con responsabilità strategica;
  • gli stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategica e le società controllate (o collegate) dagli stessi o dai loro stretti familiari.

24 e con la Circolare di Banca d'Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti che prevede siano inclusi i membri del Collegio Sindacale.

Valori in euro migliaia CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE
COLLEGIO
SINDACALE
ALTRI
DIRIGENTI
31/12/2015
Compensi a CDA e Collegio Sindacale 3.350 92 - 3.442
Benefici a breve termine per i dipendenti - - 3.675 3.675
Benefici successivi al rapporto di lavoro - - 260 260
Altri benefici a lungo termine - - - -
Indennità per cessazione del rapporto di lavoro - - - -
Pagamenti basati su azioni - - - -
Totale 3.350 92 3.963 7.378

INFORMAZIONI SULLE TRANSAZIONI CON PARTI CORRELATE

Nella seguente tabella sono indicate le attività, le passività, oltre che le garanzie e gli impegni in essere al 31 dicembre 2015, distinte per le diverse tipologie di parti correlate con evidenza dell'incidenza delle stesse sulla singola voce di bilancio.

Valori in euro migliaia SOCIETÀ
CONTROLLATE
AMMINISTRATORI,
COLLEGIO SINDACALE
E KEY MANAGERS
ALTRE PARTI
CORRELATE
% SU VOCE
BILANCIO
Crediti verso clientela 1.265 1.801 7.384 0,21%
Debiti verso clientela - 1.241 16.774 0,96%
Titoli in circolazione - - 20.102 100,00%
Altre attività - - 89 0,00%
Altre passività 436 - 12 0,79

Nella seguente tabella sono indicati i costi e ricavi relativi al 2015, distinti per le diverse tipologie di parti correlate.

Valori in euro migliaia SOCIETÀ
CONTROLLATE
AMMINISTRATORI,
COLLEGIO SINDACALE
E KEY MANAGERS
ALTRE PARTI
CORRELATE
% SU VOCE
BILANCIO
Interessi attivi 44 16 - 0,08%
Interessi passivi - 28 1.460 0,13%
Altre spese amministrative - - 926 0,00%
Commissioni attive - - 3 0,00%

Di seguito sono invece forniti i dettagli per le seguenti singole parti correlate.

IMPORTO
(euro migliaia)
INCIDENZA
(%)
ATTIVO 2.411.670 0,36%
Crediti verso clientela - -
CS Union S.P.A. 7.384 0,51%
Speciality Finance Trust Holdings Ltd 1.265 0,09%
Altre attività - -
CS Union S.P.A. 89 0,68%
PASSIVO 2.411.670 1,54%
Debiti verso clientela - -
CS Union S.P.A. 133 0,01%
Soci - SGBS 2 0,00%
Soci - Fondazione Pisa 16.187 0,86%
Soci - Fondazione CR Alessandria 43 0,00%
Soci - Fondazione Sicilia 277 0,01%
Altre passività - -
CS Union S.P.A. 12 0,02%
Speciality Finance Trust Holdings Ltd 436 0,79%
Titoli in circolazione - -
Soci - Fondazione Pisa 20.102 100,00%
IMPORTO
(EURO MIGLIAIA)
INCIDENZA
(%)
RICAVI 95.728 0,91%
Interessi attivi - -
CS Union S.P.A. 827 1,05%
Speciality Finance Trust Holdings Ltd 44 0,06%
Commissioni attive - -
Soci - Fondazione Pisa 3 0,02%
COSTI 70.216 3,39%
interessi passivi - -
CS Union S.P.A. 1 0,00%
Soci - SGBS -
Soci - Fondazione Pisa 1.446 6,88%
Soci - Fondazione CR Alessandria 3 0,02%
Soci - Fondazione Sicilia 2 0,01%
Altre spese amministrative - -
CS Union S.P.A. 926 3,80%

PARTE I - ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI

Nel corso dell'esercizio 2015 la Banca non ha effettuato le operazioni in parola.

Pubblicità dei corrispettivi corrisposti alla società di revisione

Ai sensi di quanto disposto dall'art. 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob si riportano, nella tabella che segue, le informazioni riguardanti i corrispettivi erogati a favore della società di revisione KPMG S.p.A. ed alle società appartenenti alla stessa rete per i seguenti servizi:

Servizi di revisione che comprendono:

  • L'attività di controllo dei conti annuali, finalizzata all'espressione di un giudizio professionale.
  • L'attività di controllo dei conti infrannuali.
  • Servizi di attestazione che comprendono incarichi con cui il revisore valuta uno specifico elemento, la cui determinazione è effettuata

da un altro soggetto che ne è responsabile, attraverso opportuni criteri, al fine di esprimere una conclusione che fornisca al destinatario un grado di affidabilità in relazione a tale specifico elemento.

  • Servizi di consulenza fiscale.
  • Altri servizi.

I corrispettivi esposti in tabella, di competenza dell'esercizio 2015, sono quelli contrattualizzati, comprensivi di eventuali indicizzazioni (ma non anche di spese vive, dell'eventuale contributo di vigilanza ed IVA).

Non sono inclusi, come da disposizione citata, i compensi riconosciuti ad eventuali revisori secondari o a soggetti delle rispettive reti.

Tipologia dei servizi Soggetto che ha
erogato il servizio
Destinatario Compensi
Revisione contabile bilancio esercizio KPMG S.p.A. Banca Sistema S.p.A. 114
Revisione contabile bilancio consolidato KPMG S.p.A. Banca Sistema S.p.A. 10
Revisione contabile limitata semestrale KPMG S.p.A. Banca Sistema S.p.A. 25
Altri servizi:
attività connesse al processo di quotazione
di Banca Sistema S.p.A. sul segmento STAR KPMG S.p.A. Banca Sistema S.p.A. 500
del Mercato Telematico Azionario organizzato
e gestito da Borsa Italiana S.p.A.
Totale 649

PARTE L - INFORMATIVA DI SETTORE

Ai fini dell'informativa di settore richiesta dallo IFRS 8 si riporta il conto economico aggregato per le linee di attività.

Distribuzione per settori di attività: dati economici al 31 dicembre 2015

Voci 31/12/2015
Valori in Euro migliaia Factoring Banking Corporate Totale
consolidato
Margine di interesse 52.771 4.376 859 58.006
Commissioni nette 11.171 380 (383) 11.168
Altri costi/ricavi 2.640 2.640
Margine di intermediazione 63.942 4.756 3.116 71.814
Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti (3.104) (2.335) - (5.439)
Risultato netto della gestione finanziaria 60.838 2.421 3.116 66.375

Distribuzione per settori di attività: dati patrimoniali al 31 dicembre 2015

Voci 31/12/2015
Valori in Euro migliaia Factoring Banking Corporate Totale
consolidato
Attività finanziarie - - 925.402 925.402
Crediti verso banche - - 2.076 2.076
Debiti verso banche - - 362.075 362.075
Crediti verso clientela 837.687 125.239 495.064 1.457.990
Debiti verso clientela 28.426 - 1.849.913 1.878.339

La divisione Factoring comprende l'area di business riferita all'origination di crediti pro-soluto e pro-solvendo factoring commerciali e fiscali. Inoltre la divisione include l'area di business riferita all'attività di servizi di gestione e recupero crediti per conto terzi.

Il settore Banking comprende l'area di business riferita all'origination di Finanziamenti alle piccole e medie imprese garantiti, di portafogli CQS/CQP e dei costi/ricavi rivenienti amministrato e collocamento prodotti di terzi.

Il settore Corporate comprende le attività inerenti la gestione delle risorse finanziare del Gruppo e dei costi/ ricavi a supporto delle attività di business.

Inoltre in tale settore sono state incluse tutte le scritture di consolidamento oltre a tutte le elisioni intercompany.

L'informativa secondaria per area geografica è stata omessa in quanto non rilevante essendo la clientela essenzialmente concentrata nel mercato domestico.

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 81-TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

    1. I sottoscritti Gianluca Garbi, in qualità di Amministratore Delegato, e Margherita Mapelli, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Banca Sistema S.p.A. attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
  • l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa, e
  • l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio Consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2015.
    1. La verifica dell'adeguatezza e dell'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato al 31 dicembre 2015 è avvenuta sulla base di metodologie definite internamente, coerenti con quanto previsto dagli standard di riferimento per il sistema di controllo interno

generalmente accettati a livello internazionale.

    1. Si attesta, inoltre, che:
  • 3.1 Il bilancio consolidato semestrale abbreviato:
  • a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento.
  • 3.2 La relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Milano, 15 marzo 2016

Gianluca Garbi Amministratore Delegato

Margherita Mapelli

Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE

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