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Banca Sistema

Governance Information Mar 30, 2018

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Governance Information

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RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO

E GLI ASSETTI PROPRIETARI

Gruppo Banca Sistema

2017

Ai sensi dell'articolo 123-bis TUF (modello di amministrazione e controllo tradizionale) Data di approvazione: 8 marzo 2018 www.bancasistema.it

Indice Indice Indice

Glossario 4
Premessa 6
1. Profilo dell'emittente 7
Governance 7
2. Informazioni sugli assetti proprietari (ex art. 123-bis, comma 1, TUF) alla data del 31/12/2017 9
a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), TUF) 9
b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), TUF) 9
c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), TUF) 9
d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), TUF) 10
e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex art. 123-bis, 10
comma 1, lettera e), TUF)
f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), TUF) 10
g) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), TUF) 10
h) Clausole di change of control (ex art. 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in 11
materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104-bis, comma 1)
i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis, 11
comma 1, lettera m), TUF)
l) Attività di direzione e coordinamento (ex. art. 2497 e ss. c.c.) 12
3. Compliance (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF) 13
4. Consiglio di Amministrazione. 14
4.1 Nomina e sostituzione (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF) 14
4.2 Composizione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF) 14
4.3 Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF) 17
4.4 Organi delegati 22
4.5 Altri consiglieri esecutivi 23
4.6 Amministratori indipendenti 23
4.7 Lead Independent Director 24
5. Remunerazione degli Amministratori 25
6. Trattamento delle informazioni societarie 26
7. Comitati interni al Consiglio (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF) 27
8. Comitato per le Nomine 28
9. Comitato per la Remunerazione 30
10. Comitato Etico 32
11. Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi 33
12. Sistema dei controlli interno e gestione dei rischi 37
12.1 Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 38
12.2 Direzione Rischio 38
12.3 Funzione Compliance e Antiriciclaggio 38
12.4 Direzione Internal Audit 39
12.5 Modello organizzativo e di Gestione ex D. Lgs. 231/2001 41
12.6 Responsabile dei sistemi interni di segnalazione delle violazioni ("Whistleblowing") 42
12.7 Società di revisione 43
12.8 Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari 43
12.9 Processo di informativa finanziaria 44
12.10 Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 44
13. Interessi degli amministratori e operazioni con parti correlate 46
14. Nomina dei Sindaci 47
15. Composizione e funzionamento del Collegio Sindacale (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d) e d-bis), TUF) 49
16. Rapporti con gli azionisti 52
17. Assemblee (ex art. 123-bis, comma 2, lettera c), TUF) 53
18. Politiche di diversità 57
19. Ulteriori pratiche di governo societario (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF) 58
20. Cambiamenti dalla chiusura dell'esercizio di riferimento 59
21. Considerazioni sulla lettera del 13 dicembre 2017 del Presidente del Comitato per la Corporate 60
Governance
Tabella 1 – Informazioni sugli assetti proprietari 61
Tabella 2 – Struttura del Consiglio di Amministrazione e dei Comitati 62
Tabella 3 – Struttura del Collegio Sindacale 63

Glossario

Assemblea: l'assemblea dei soci dell'Emittente

Banca o Banca Sistema: Banca Sistema S.p.A.

Borsa Italiana: Borsa Italiana S.p.A. con sede in Milano, Piazza degli Affari n. 6.

Codice/Codice di Autodisciplina: il Codice di Autodisciplina delle società quotate approvato nel luglio 2014 dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana S.p.A., ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria.

Cod. civ./ c.c.: il Codice Civile.

Collegio Sindacale: il Collegio Sindacale dell'Emittente

Consiglio: il Consiglio di Amministrazione dell'Emittente.

Consob: la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa.

Disposizioni di Vigilanza per le Banche: la Circolare n. 285 della Banca d'Italia del 17 dicembre 2013 – Disposizioni di Vigilanza per le Banche.

Emittente, Banca Sistema o Banca o Società: Banca Sistema S.p.A., con sede legale in Milano, Corso Monforte n. 20.

Esercizio: l'esercizio sociale a cui si riferisce la Relazione.

Fondazioni: la Fondazione Sicilia, con sede legale in Palermo, Via Bara all'Olivella n. 2, la Fondazione Pisa, con sede legale in Pisa, Via Pietro Toselli n. 29 e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, con sede legale in Alessandria, Piazza della Libertà n. 28.

Gruppo: il gruppo bancario composto da Banca Sistema, in qualità di capogruppo, SF Trust Holdings Ltd e Largo Augusto Servizi e Sviluppo S.r.l.

LASS: Largo Augusto Servizi e Sviluppo S.r.l., con sede in Milano, Corso Monforte n. 20, la società strumentale di cui Banca Sistema detiene una quota pari al 100% del capitale sociale.

MTA: il Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana.

P.A.: le pubbliche amministrazioni italiane.

Patto: il patto parasociale, stipulato il 3 giugno 2015, e successivamente modificato in data 28 aprile 2016 ed entrato in vigore a far data dal 4 luglio 2016, tra Società di gestione delle partecipazioni di Banca Sistema S.r.l. e le Fondazioni, che disciplina taluni aspetti del governo societario e della struttura partecipativa di Banca Sistema.

Regolamento del CdA: il "Regolamento sul Funzionamento del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A." approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 5 febbraio 2016.

Regolamento Emittenti: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 11971 del 1999 (come successivamente modificato) in materia di emittenti.

Regolamento Mercati: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 16191 del 2007 (come successivamente modificato) in materia di mercati.

Regolamento Parti Correlate: il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n. 17221 del 12 marzo 2010 (come successivamente modificato) in materia di operazioni con parti correlate.

Relazione: la presente relazione sul governo societario e gli assetti societari che le società sono tenute a redigere ai sensi dell'art. 123-bis TUF.

SGBS: la Società di Gestione delle Partecipazioni in Banca Sistema S.r.l., con sede in Alba (CN), Corso Langhe n. 10.

SF Trust Holdings: Specialty Finance Trust Holdings Ltd, società di diritto inglese, con sede in Londra, Dukes House n. 32- 38 Dukes Place, di cui Banca Sistema detiene il 100% del capitale sociale.

Testo Unico della Finanza/TUF: il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche e integrazioni.

Premessa

Il presente documento è stato redatto ai sensi dell'art. 123-bis, TUF, in conformità al "Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari", VII Edizione, gennaio 2018.

1. Profilo dell'emittente

Governance

Il sistema di corporate governance ddi Banca Sistema si basa sui principi riconosciuti dalla best practice internazionale quali elementi fondanti un buon sistema di governo societario: il ruolo centrale del Consiglio di Amministrazione, la corretta gestione dei conflitti di interessi, l'efficienza del sistema di controllo interno e la trasparenza nei confronti del mercato, con particolare riferimento alla comunicazione delle scelte di gestione societaria.

Banca Sistema ha adottato il modello tradizionale di amministrazione e controllo, ritenendolo per la propria concreta realtà il più idoneo ad assicurare l'efficienza della gestione e l'efficacia dei controlli.

Il quadro complessivo della corporate governance di Banca Sistema è stato definito tenendo presenti le vigenti previsioni normative, nazionali e comunitarie, nonché le raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina. In particolare, la struttura della corporate governance della Banca tiene conto delle previsioni in materia contenute nelle Disposizioni di Vigilanza per le banche di cui alla Circolare della Banca d'Italia n. 285, del 17 dicembre 203 (Parte I, Titolo IV, Capitolo1).

Nel modello di governo societario adottato da Banca Sistema:

  • la funzione di supervisione strategica è svolta dal Consiglio di Amministrazione;
  • il Consiglio di Amministrazione, ferme restando le materie di sua competenza ai sensi di legge e di statuto, ha conferito deleghe generali gestorie all'Amministratore Delegato, che ricopre anche la carica di Direttore Generale, che svolge pertanto i compiti inerenti alla funzione di gestione;
  • la funzione di controllo è svolta dal Collegio Sindacale;
  • la revisione legale dei conti è affidata ad una società di revisione legale in applicazione delle vigenti disposizioni normative in materia.

Nel corso dell'esercizio il Consiglio di Amministrazione ha deliberato alcune modifiche alla struttura organizzativa della Banca, senza però mutare l'assetto complessivo del governo societario che, al 31 dicembre 2017, è rappresentato dal seguente schema:

Le attribuzioni e le modalità di funzionamento degli organi sociali sono disciplinate dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti interni e dalle deliberazioni assunte dagli organi competenti della Banca.

Per informazioni sulla composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo si rimanda alle specifiche sezioni della Relazione.

2. Informazioni sugli assetti proprietari

(ex art. 123-bis, comma 1, TUF) alla data del 31.12.2017

a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), TUF)

Il capitale sociale di Banca Sistema, interamente sottoscritto e versato, è pari a Euro 9.650.526,24, suddiviso in n. 80.421.052 azioni del valore nominale di Euro 0,12 cadauna. Al 31 dicembre 2017, il capitale sociale risulta così composto:

Categorie di azioni che compongono il capitale sociale al 31 dicembre 2017:

STRUTTURA DEL
CAPITALE SOCIALE
N° azioni % rispetto al
c.s.
Quotate (mercato) /
non quotate
Diritti e obblighi
Azioni ordinarie 80.421.052 100% Quotate (MTA) Ogni azione ordinaria attribuisce il diritto
a un voto

Al 31 dicembre 2017 non risultano emessi altri strumenti finanziari che attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni di nuova emissione.

Per le azioni da attribuire a titolo di remunerazione variabile all'Amministratore Delegato e al Direttore Generale nonché a eventuali altri dipendenti rientranti nel novero del "personale più rilevante" si fa rinvio alla Relazione sulla remunerazione ai sensi dell'art. 123-ter del TUF e al Documento informativo in ordine a piani di compensi basati su strumenti finanziari ai sensi degli artt. 114-bis del TUF e 84-bis del Regolamento Emittenti.

b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), TUF)

Non esistono restrizioni al trasferimento delle azioni della Banca, fatta eccezione (i) ai periodi di "blocco" previsti dal Regolamento di Internal Dealing e (ii) alle limitazioni assunte dagli azionisti partecipanti al patto parasociale in relazione alle quali si rinvia al successivo paragrafo g); (iii) ai vincoli di retention delle azioni asegnate a soggetti rientranti nel novero del personale più rilevante ai sensi delle politiche e prassi di remunerazione e incentivazione adottate dalla Banca.

c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), TUF)

Alla data del 31 dicembre 2017, alla luce delle comunicazioni effettuate ai sensi dell'articolo 120 del TUF e delle comunicazioni effettuate da soggetti rilevanti ai sensi dell'art. 152-octies del Regolamento Emittenti, i soggetti che possiedono, direttamente o indirettamente, azioni con diritto di voto in misura superiore al 5% del capitale sociale sono i seguenti:

Dichiarante Azionista diretto % % del capitale
ordinario
% del capitale
votante
GARBI GIANLUCA Società di gestione delle
partecipazioni di Banca Sistema S.r.l.
23,102
23,611
23,611%
Garbifin S.r.l. 0,509
FONDAZIONE SICILIA Fondazione Sicilia 7,607 7,607 7,607
FONDAZIONE Fondazione Pisa 7,399 7,399 7,399
FONDAZIONE CASSA DI
RISPARMIO DI
ALESSANDRIA
Fondazione Cassa di Risparmio di
Alessandria
7,910 7, 910 7,910
OYSTER SICAV (SYZ AM) Oyster SICAV 5,228 5,228 5,228
SCHRODERS PLC Schroders Investment Management
Limited
4,101
Schroders Investment Management
North America Limited
6,727 6,727
Schroders Italy SIM S.p.A. 0,099

d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), TUF) La Banca non ha emesso titoli che conferiscono diritti speciali di controllo.

e) Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto(ex art.

123-bis, comma 1, lettera e), TUF)

Non è previsto un sistema di partecipazione azionaria dei dipendenti in cui il diritto di voto sia esercitato da rappresentanti degli stessi.

f) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), TUF)

Non risulta l'esistenza di restrizioni al diritto di voto associato alle azioni della Banca.

g) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), TUF)

In data 3 giugno 2015, con efficacia dal 2 luglio 2015 è stato stipulato un patto parasociale, modificato in data 28 aprile 2016, con efficacia dal 4 luglio 2016, allo scopo di riflettere la nuova struttura di governance della Banca conseguente all'abolizione del Comitato Esecutivo e alla necessaria revisione del sistema di deleghe.

Tipo di accordo

Il patto, che rappresenta un patto parasociale rilevante ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 122, comma 1 e comma 5, lett. a), b), c) e d) del TUF, è stato depositato presso l'Ufficio del Registro delle Imprese di Milano in data 6 luglio 2016.

Soggetti aderenti al patto, strumenti finanziari e numero dei diritti di voto conferiti al patto

I soggetti che aderiscono al Patto sono SGBS, la Fondazione Sicilia, la Fondazione Pisa e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

La seguente tabella indica il numero di azioni della Banca conferite al patto dai suddetti soggetti (le "Azioni Conferite") e dei diritti di voto ad esse riferite (i "Diritti di Voto Conferiti") alla data del 31 dicembre 2017, nonché la percentuale rappresentata da dette azioni rispetto (i) al numero totale delle Azioni Conferite e dei Diritti di Voto Conferiti, nonché (ii) al numero totale delle azioni costituenti il capitale sociale di Banca Sistema e dei diritti di voto ad esse riferiti.

A seguito dell'acquisto di azioni della Banca da parte di Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Fondazione Pisa, soci aderenti al patto parasociale, sono intervenute variazioni del numero dei diritti di voto sottoposti a sindacato; di tali variazioni è stata data informazione in data 4 gennaio 2018 ai sensi dell'art. 131, comma 3, del Regolamento Consob n. 11971/1999 come successivamente modificato.

Azionista N. Azioni
Conferite
% sul totale
Azioni
Conferite
% sul totale
azioni Banca
Sistema
Numero
Diritti di
Voto
Conferiti
% sul
totale
Diritti di
Voto
Conferiti
% sul
totale dei
diritti di
voto Banca
Sistema
Società di
gestione delle
partecipazioni
di
BancaSistema
S.r.l.
18.578.900 50,20 23,10 18.578.900 50,20 23,10
Fondazione
Sicilia
5.950.104 16,08 7,40 5.950.104 16,08 7,40
Fondazione
Pisa
6.118.104 16.53 7,61 6.118.104 16.53 7,61
Fondazione
Cassa di
Risparmio di
Alessandria
6.361.731 17,19 7,91 6.361.731 17,19 7,91
Totale 37.008.839 100,00 45,30 37.008.839 100,00 45,30

Nessun soggetto esercita singolarmente il controllo su Banca Sistema ai sensi dell'articolo 93 del TUF. SGBS e le Fondazioni dispongono verosimilmente di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria di Banca Sistema.

Politica patrimoniale

I soci aderenti al patto parasociale si sono impegnati (i) a garantire che Banca Sistema persegua una politica di rafforzamento del capitale improntata al parziale mantenimento degli utili realizzati all'interno della medesima e (ii) qualora l'assemblea deliberi in favore della distribuzione degli utili secondo quanto stabilito nei suddetti patti, ad adottare le opportune delibere affinché il total capital ratio della Banca resti pari o superiore al 14%.

Limiti alla circolazione delle azioni

Il Patto prevede l'obbligo delle Parti a non cedere le azioni possedute in Banca Sistema (le "Partecipazioni") per tutta la durata del Patto, e quindi fino al 1° luglio 2018, salvi eventuali trasferimenti a favore delle stesse ovvero di persone fisiche o entità giuridiche legate alle stesse da rapporto di controllo o collegamento — secondo la definizione di cui all'art. 2359 del Codice Civile - e fatta eccezione per l'applicazione dei diritti di seguito e di trascinamento previsti dal Patto stesso che possono essere così riassunti: (i) qualora SGBS diventi titolare di una partecipazione nella Società superiore al 51% delle azioni Banca Sistema oggetto del Patto e intenda accettare un'offerta di un terzo che abbia manifestato la volontà di acquisire anche le Partecipazioni detenute a quella data dalle altri Parti, SGBS avrà diritto di richiedere alle altre Parti - e queste avranno il dovere - di vendere al terzo offerente l'intera propria partecipazione nella Società, purché alle stesse condizioni e al pro-quota del prezzo offerto dal terzo, sempre che il prezzo offerto dal terzo sia in proporzione non inferiore alla media dei prezzi di mercato delle azioni Banca Sistema nel mese antecedente la data della vendita, maggiorato del 5%; (ii) qualora SGBS intenda accettare un'offerta di un terzo che abbia manifestato la volontà di acquisire una percentuale del capitale sociale della Società e se tale offerta riguardi una percentuale di azioni superiore a quella di proprietà di SGBS, le Fondazioni avranno il diritto di chiedere a SGBS ed ottenere che tutte o parte delle azioni di loro proprietà, che superino la percentuali di azioni appartenenti a SGBS e che il terzo desideri acquistare, siano trasferite pro quota al terzo alle stesse condizioni.

Il Patto ha durata fino al 1° luglio 2018.

h) Clausole di change of control (ex art. 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex artt. 104, comma 1-ter, e 104- bis, comma 1)

Banca Sistema, SF Trust Holdings e LASS non hanno stipulato accordi significativi che acquistano efficacia, sono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della società contraente.

Lo Statuto di Banca Sistema non deroga alle disposizioni sulla passivity rule previste dall'art. 104 commi, 1 e 2, del TUF né prevede l'applicazione delle regole di neutralizzazione contemplate dall'art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF.

i) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex

art. 123-bis, comma 1, lettera m), TUF)

In data 28 aprile 2016 l'assemblea straordinaria di Banca Sistema ha deliberato l'aumento gratuito del capitale sociale ai sensi dell'art. 2349 c.c. e dell'art. 5.4 dello statuto, per un importo nominale massimo di Euro 49.920,00, a servizio del piano di stock grant approvato in pari data dall'assemblea ordinaria della Banca, da eseguirsi entro il 30 giugno 2023, a servizio del piano di stock grant approvato in pari data dall'assemblea ordinaria della Banca nonché a servizio dei piani di stock grant che potranno in futuro essere approvati dall'Assemblea in relazione agli anni dal 2017 al 2019. La citata assemblea straordinaria ha quindi delegato al Consiglio di Amministrazione tutte le occorrenti facoltà relative all'aumento di capitale e in particolare all'attribuzione e all'emissione delle nuove azioni a servizio del piano 2016 e dei piani 2017-2019 nonché la facoltà di apportare le conseguenti modifiche all'art. 5.1 dello Statuto.

In data 21 settembre 2017 il Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema facendo seguito all'autorizzazione all'acquisto e alla disposizione di azioni proprie deliberata dall'assemblea degli azionisti della Banca tenutasi in data 27 aprile 2017, ha deliberato l'avvio di un programma di acquisto di azioni proprie avente come obiettivo la costituzione di un "magazzino titoli" da utilizzare al fine di pagare in azioni una quota della remunerazione variabile assegnata al "personale più rilevante" in applicazione delle politiche di remunerazione e incentivazione della Banca. Il programma di acquisto di azioni proprie si è concluso il giorno 28 settembre 2017.

Al 31 dicembre 2017 Banca Sistema risulta essere titolare di n. 68.240 azioni proprie pari al 0,85% del capitale sociale.

l) Attività di direzione e coordinamento (ex. art. 2497 e ss. c.c.)

Banca Sistema, nella sua qualità di capogruppo del gruppo bancario BANCA SISTEMA, ai sensi dell'art. 61, comma 4, del TUB, nell'esercizio dell'attività di direzione e coordinamento, emana disposizioni alle componenti del gruppo per l'esecuzione delle istruzioni impartite da Banca d'Italia nell'interesse della stabilità del Gruppo.

Si precisa che:

  • le informazioni richieste dall'articolo 123-bis, comma primo, lettera i) ("gli accordi tra la società e gli amministratori che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto"), sono contenute nella Relazione sulla remunerazione pubblicata ai sensi dell'art. 123-ter del TUF;
  • le informazioni richieste dall'articolo 123-bis, comma primo, lettera l) ("le norme applicabili alla nomina e alla sostituzione degli amministratori nonché alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative e regolamentari applicabili in via suppletiva"), sono illustrate nella sezione della Relazione dedicata al Consiglio di Amministrazione (Sezione 4.1).

3. Compliance (ex art. 123-bis, comma 2, lettera a), TUF)

Banca Sistema aderisce al Codice di Autodisciplina consultabile dal pubblico nel sito web del Comitato per la Corporate Governance alla pagina: http://www.borsaitaliana.it/comitato-corporategovernance/codice/2015clean.pdf).

4. Consiglio di Amministrazione

4.1 Nomina e sostituzione(ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), TUF)

Il Consiglio di Amministrazione viene nominato dall'assemblea sulla base di liste presentate dagli azionisti nelle quali i candidati devono essere elencati, in numero minimo di tre e massimo di nove, mediante un numero progressivo.

Le modalità di nomina sono disciplinate dall'art. 10 dello Statuto pubblicato sul sito internet www.bancasistema.it nella sezione Governance/Documenti societari.

Nel febbraio 2016 la Banca ha adottato il "Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A." pubblicato sul sito internet www.bancasistema.it nella sezione Governance/Documenti societari al quale si rinvia, in particolare per quanto attiene ai seguenti profili: le funzioni, gli organi delegati, la composizione e profilo quali-quantitativo, i requisiti dei consiglieri, i limiti al cumulo di incarichi, interlocking, la remunerazione, la formazione e i piani di successione, le riunioni e organizzazione del Consiglio di Amministrazione, il Presidente, gli amministratori indipendenti, gli amministartori non esecutivi, i comitati endoconsiliari, i flussi informativi e il sistema di controlli interni e gestione dei rischi.

Piani di successione

Ai sensi del Codice di Autodisciplina ( Criterio Applicativo 5.C.2), delle Disposizioni di Vigilanza per le banche e dello statuto, il Consiglio di Amministrazione ha la facoltà di adottare un piano per la successione degli amministratori esecutivi e dei vertici aziendali.

A seguito dell'approvazione del "Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A." in data 5 febbraio 2016, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di formalizzare un piano volto ad assicurare l'ordinata successione, fra l'altro, nelle posizioni di vertice dell'esecutivo in caso di cessazione per scadenza del mandato o per qualsiasi altra causa, al fine di garantire la continuità aziendale e di evitare ricadute economiche e reputazionali.

Inoltre, a seguito di quanto emerso nell'ambito del Documento di Autovalutazione del Consiglio di Amministrazione, approvato dal Consiglio stesso nella seduta del 15 dicembre 2016, la Banca ha dato avvio alla realizzazione di un piano per la successione degli amministratori esecutivi, dei manager della prima linea e dei responsabili di funzione della Banca. Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 19 maggio 2017, previo parere del Comitato per le Nomine, ha adottato il predetto piano di successione in seguito modificato, per tenere conto dell'evoluzione dell'assetto organizzativo della Banca.

4.2 Composizione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

Ai sensi dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è composto da 9 membri. Essi durano in carica per il periodo, non superiore a tre esercizi, stabilito all'atto della nomina, e scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.

La composizione del Consiglio di Amministrazione in carica alla data di chiusura dell'esercizio 2017, nonché alla data di presentazione della presente Relazione (come risulta anche dalla Tabella 2 allegata alla presente Relazione), è la seguente:

NOME E COGNOME CARICA LUOGO E DATA DI NASCITA DATA DI PRIMA
NOMINA
DATA DI NOMINA
Spögler Luitgard 1 Presidente Renon (BZ), 21/01/1962 2015 27/11/2015
Puglisi Giovanni Antonino Vice Presidente Caltanissetta (CL), 22/06/1945 2011 27/11/2015
Garbi Gianluca Amministratore Delegato Milano (MI), 18/09/1970 2011 27/11/2015
Pugelli Claudio Consigliere Roma (RM), 17/02/1951 2011 27/11/2015
Barba Navaretti Giorgio 2 Consigliere Torino (TO), 05/06/1960 2012 27/11/2015
De Francesco Diego 2-3 Consigliere Napoli (NA), 11/06/1968 2017 01/05/2017
De Franceschi Carlotta 2 Consigliere Pordenone (PN), 21/12/1977 2015 27/11/2015
Pittatore Daniele Consigliere Alessandria (AL), 09/09/1969 2014 27/11/2015

1Amministratore indipendente ai sensi dell'art. 148, comma 3 del TUF.

2 Amministratore indipendente ai sensi dell'art. 148, comma 3 del TUF e dell'art. 3 del Codice di Autodisciplina.

3 Ha ricoperto la carica di Presidente del Collegio Sindacale nel periodo compreso tra il 22 aprile 2014 e il 27 aprile 2017.

In data 14 aprile 2017 il Signor Andrea Zappia ha comunicato le proprie dimissioni, con decorrenza dal giorno 1° maggio 2017, dalla carica di membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema, per ragioni professionali. Il Consiglio di Amministrazione della Banca, in data 28 aprile 2017, ha quindi proceduto, ai sensi di quanto previsto dall'art. 2386 del codice civile, alla cooptazione del Signor Diego De Francesco in sua sostituzione, in qualità di amministratore non esecutivo. La nomina ha avuto effetto dal 1° maggio 2017. Successivamente, il giorno 14 dicembre 2017, ai sensi di quanto previsto dall'art. 2386 del codice civile, l'assemblea degli azionisti ha provveduto a confermare il Signor Diego De Francesco alla carica di Amministratore per la durata del mandato dell'attuale Consiglio di Amministrazione e, pertanto, fino alla data dell'assemblea che approverà il bilancio al 31 dicembre 2017.

In data 24 novembre 2017, la Signora Ilaria Bennati, a seguito della nomina deliberata dal Consiglio di Amministrazione quale nuovo Direttore Centrale Finanza (Chief Financial Officer), con effetto dall'11 dicembre 2017, ha comunicato le proprie dimissioni dalla carica di membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema.

Lo Statuto e il Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema stabiliscono che gli amministratori devono possedere i requisiti di professionalità e onorabilità e ogni altro requisito previsto dalla normativa pro tempore vigente e dallo Statuto, soddisfare criteri di competenza e correttezza, dedicare il tempo necessario all'efficace espletamento dell'incarico, in modo da garantire la sana e prudente gestione della Banca.

Almeno tre amministratori, e comunque un numero di Consiglieri non inferiore a quello previsto dalla normativa pro tempore vigente, devono possedere i requisiti di indipendenza di cui all'art. 147-ter, primo comma, del TUF, nonché quelli previsti dal Codice di Autodisciplina. Il venir meno dei requisiti richiesti per la carica ne comporta la decadenza, fatta eccezione per il venir meno dei requisiti di indipendenza sopra identificati, che non determina la decadenza dalla carica se i predetti requisiti permangono in capo al numero minimo di Consiglieri.

Considerata l'importanza che il rispetto del requisiti rivestono sotto il profilo reputazionale, i candidati alla carica di membro del Consiglio di Amministrazione della Banca, oltre a possedere i requisiti di onorabilità previsti dalla vigente normativa, non devono versare in situazioni che possano essere causa di sospensione dalla carica di Consigliere ai sensi di legge, non devono aver tenuto comportamenti che, pur non costituendo reati, siano in contrasto con i principi previsti nel Codice Etico della Banca o che, comunque, non appaiono compatibili con l'incarico di amministratore di una banca o possono comportare per la Banca conseguenze gravemente pregiudizievoli sul piano reputazionale; i predetti profili formano oggetto di valutazione con il preventivo supporto del Comitato Nomine.

Conformemente alla normativa di settore, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato per le Nomine, procede ad un'accurata verifica circa la sussistenza dei requisiti di professionalità, onorabilità e

indipendenza, redigendo un verbale analitico. A tal fine, gli amministratori possono rilasciare una dichiarazione sostitutiva, con sottoscrizione autenticata da pubblico ufficiale, e sono comunque tenuti a comunicare tempestivamente alla Banca ogni modifica intervenuta nelle informazioni rese nell'ambito delle dichiarazioni rese.

In particolare, a seguito della cooptazione del Signor Diego De Francesco, in sostituzione del Signor Andrea Zappia, il Consiglio di Amministrazione, in data 19 maggio 2017, previa valutazione da parte del Comitato per le Nomine, ha accertato la sussistenza, in capo al Signor De Francesco, i requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza. Nel corso della stessa seduta sono state altresì completate le verifiche in materia del c.d. divieto di interlocking (Art. 36 – commi 2-bis e 2 ter del D.L. "Salva Italia"). Successivamente, a seguito della conferma della nomina del Signor De Francesco da parte dell'Assemblea degli Azionisti, in data 14 dicembre 2017, il Consiglio di Amministrazione, in data 15 dicembre 2017, ha proceduto nuovamente ad accertare la sussistenza in capo allo stesso, sulla base di una nuova dichiarazione sostitutiva autenticata, dei predetti requisiti, completando anche le verifiche in materia del c.d. divieto di interlocking.

Il Consiglio di Amministrazione, inoltre, nella seduta del 15 dicembre 2017, ha verificato, ai sensi dell'art. 3 del Codice di Autodisciplina, previa valutazione da parte del Comitato per le Nomine, la permanenza del requisito di indipendenza in capo ai Consiglieri qualificati come indipendenti.

Ad esito di tutte le citate verifiche condotte, la composizione del Consiglio risulta conforme ai requisiti statutari e normativi con riferimento al numero minimo di amministratori indipendenti. Per quanto riguarda il rispetto della normativa di riferimento1 , a seguito delle dimissioni rassegnate dalla Signora Ilaria Bennati, alla data del 31 dicembre 2017, la composizione del Consiglio andrà integrata per consentire il rispetto della normativa in materia di quote di genere.

Cumulo massimo agli incarichi ricoperti in altre società

Ferme restando le cause di ineleggibilità e decadenza nonché i limiti di cumulo di incarichi previsti dalle disposizioni di legge e regolamentari, l'accettazione dell'incarico comporta una valutazione preventiva circa la possibilità di poter dedicare allo svolgimento diligente dei compiti di Consigliere il tempo necessario, anche tenendo conto dell'impegno connesso alle proprie attività lavorative e professionali, del numero di cariche di consigliere o di sindaco ricoperte in altre società, ponendo particolare attenzione a quegli incarichi che richiedono un maggior coinvolgimento nell'ordinaria attività aziendale.

Ai sensi dell'art. 26 del TUB, al fine di assicurare che i Consiglieri dedichino il tempo necessario all'efficace espletamento dell'incarico, in modo da garantire la sana e prudente gestione della Banca, il Regolamento sul Funzionamento del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A., ha stabilito il numero massimo degli incarichi di amministrazione, direzione e controllo che possono essere ricoperti dai membri del Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema in società esterne al Gruppo nonché il procedimento da seguire in caso di superamento di tali limiti, come di seguito illustrato.

Gli amministratori devono altresì tener conto delle disposizioni dell'art. 36 della legge n. 214/2011 che vieta ai titolari di cariche negli organi gestionali, di sorveglianza e di controllo e ai funzionari di vertice di imprese o gruppi di imprese operanti nei mercati del credito, assicurativi e finanziari di assumere o esercitare analoghe cariche in imprese o gruppi di imprese concorrenti nonché delle disposizioni dell'art. 27-quater del Decreto Legge n. 1 del 24 gennaio 2012.

1 Ai sensi di quanto stabilito dalla Legge n. 120 del 12 luglio 2011.

Determinazione di un limite fisso al numero degli incarichi di amministrazione, direzione e controllo in società al di fuori del Gruppo Banca Sistema

Gli incarichi rivestiti dagli Amministratori di Banca Sistema S.p.A. al 31 dicembre 2017 negli organi di amministrazione e controllo di altre società "rilevanti" ai fini del citato regolamento, sulla base delle informazioni da loro fornite, risultano i seguenti:

Componente Carica ricoperta in Banca Sistema Cariche ricoperte in altre società rilevanti
Luitgard Spögler Presidente Advanced Capital SGR S.p.A. (Consigliere
indipendente); Alperia S.p.A (Vice Presidente del
Consiglio di Sorveglianza)
Giovanni Puglisi Vice Presidente
Gianluca Garbi Amministratore Delegato
Claudio Pugelli Consigliere
Daniele Pittatore Consigliere Cordusio Fiduciaria S.p.A. (Presid. Colle. Sind.)
Giorgio Barba Navaretti Consigliere AoN Italia S.r.l. (Consigliere)
Carlotta De Franceschi Consigliere Tas Group S.p.A. (Consigliere); Arca Fondi Sgr
(Consigliere)
Diego De Francesco Consigliere Gruppo Argenta S.p.A. (Presidente Collegio Sindacale)
Value First SICAF SpA (Presidente Collegio Sindacale)
Stroili Oro S.p.A. (Presidente Collegio Sindacale)
Dainese S.p.A. (Presidente Collegio Sindacale)
Dedalus S.p.A. (Sindaco Effettivo)
Italmatch Chamicals S.p.A. (Sindaco Effettivo)

Induction programme

Compete al Presidente del Consiglio di Amministrazione adoperarsi affinché gli amministratori possano partecipare a iniziative di formazione adeguate ad assicurare che il bagaglio di competenze tecniche dei membri del Consiglio di Amministrazione, nonché dei responsabili delle principali funzioni aziendali, necessario per svolgere con consapevolezza il proprio ruolo, sia preservato nel tempo.

In particolare, nel corso del 2017, si sono tenute sessioni di formazione e gruppi di lavoro con il personale della Banca e consulenti esterni su specifici argomenti quali la nuova regolamentazione in materia di trasparenza, MiFID 2 e Antiriciclaggio, oltre alla partecipazione a seminari in tema di Fit and Proper Assessment, le iniziative strategiche della Banca, le politiche di remunerazione e la contabilizzazione degli interessi di mora. Inoltre, è stato messo a disposizione dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale un archivio on line contenente un aggiornamento periodico delle principali novità normative e degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali rilevanti (legal alert). Nell'ambito del processo periodico di verifica delle ipotesi di incompatibilità e mappatura delle situazioni di potenziale conflitto di interesse, agli amministratori e ai sindaci è stato fornito specifico materiale informativo in materia di parti correlate e conflitti di interesse. All'Amministratore di nuova nomina è stata inoltre fornita, da parte del management della Banca nonché da parte degli altri membri del Consiglio di Amministrazione, tutto il supporto e la documentazione necessari al fine di agevolare la pronta copertura del proprio incarico.

Inoltre, il giorno 8 febbraio 2018, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un'apposita procedura in materia di "Piani di induction e formazione per amministratori e sindaci".

4.3 Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

Compiti

Ai sensi della normativa vigente per le società con azioni quotate in mercati regolamentati e per le banche nonché in conformità alle raccomandazioni del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione ricopre un ruolo centrale nel sistema di governance di Banca Sistema.

Ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto l'organo amministrativo compie tutte le operazioni necessarie per il raggiungimento dell'oggetto sociale, essendo dotato di ogni potere per l'amministrazione della società e della facoltà di compiere tutti gli atti ritenuti necessari od opportuni per il raggiungimento degli scopi sociali e gestisce l'impresa sociale con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico.

Sono riservate al Consiglio di Amministrazione e non sono delegabili, le deliberazioni di cui all'elenco che segue, oltre a quelle, non incluse in tale elenco, stabilite dalla legge e dalle disposizioni regolamentari pro tempore vigenti, ovvero da altre previsioni statutarie:

  • a) la determinazione degli indirizzi generali relativi allo sviluppo aziendale, alle operazioni strategiche, ai piani industriali e finanziari della società, nonché la valutazione del generale andamento della gestione;
  • b) l'approvazione dell'assetto organizzativo e di governo societario, garantendo la chiara distinzione di compiti e funzioni nonché la prevenzione di conflitti di interesse;
  • c) l'approvazione dei sistemi contabili e di rendicontazione;
  • d) la supervisione del processo di informazione al pubblico e di comunicazione;
  • e) l'adozione di misure volte ad assicurare un efficace confronto dialettico con la funzione di gestione e con i responsabili delle principali funzioni aziendali, nonché il controllo nel tempo delle scelte e delle decisioni da questi assunte;
  • f) le politiche di gestione del rischio, nonché, sentito anche il parere del Collegio Sindacale, la valutazione della funzionalità, efficienza, efficacia del sistema dei controlli interni e dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile;
  • g) l'eventuale nomina del vice-presidente e la sua revoca, se nominato;
  • h) la nomina e la revoca dell'amministratore delegato. L'eventuale nomina e la revoca, se nominato, del direttore generale, che dovrà se del caso necessariamente coincidere con l'amministratore delegato;
  • i) l'assunzione e la cessione di partecipazioni strategiche;
  • j) l'approvazione e la modifica dei principali regolamenti interni;
  • k) la costituzione, la modifica e la soppressione di comitati interni agli organi aziendali;
  • l) la nomina, la sostituzione e la revoca, sentito il parere del Collegio Sindacale, dei responsabili delle funzioni di revisione interna, risk management e di compliance, del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari;
  • m) la determinazione dei criteri per il coordinamento e la direzione delle società del gruppo;
  • n) l'acquisto e la vendita di azioni proprie, in conformità alla delibera di autorizzazione dell'Assemblea degli azionisti e previa autorizzazione dell'Autorità di Vigilanza;
  • o) l'emissione di obbligazioni convertibili per un importo massimo complessivo pari ad Euro 20.000.000 nel termine massimo consentito dalla legge;
  • p) l'istituzione, la chiusura o il trasferimento di dipendenze in genere o rappresentanze o sedi secondarie;
  • q) l'elaborazione delle politiche di remunerazione e incentivazione della società e del gruppo, nonché la definizione dei sistemi di remunerazione e incentivazione almeno per i seguenti soggetti: (i) consiglieri esecutivi; (ii) direttore generale ove nominato; (iii) responsabili delle principali linee di business, funzioni aziendali o aree geografiche; (iv) coloro che riportano direttamente agli organi con funzioni aziendali di supervisione strategica, gestione e di controllo;
  • r) la remunerazione dell'amministratore delegato (e del direttore generale, se nominato) e di ogni altro amministratore munito di particolari incarichi, nel rispetto della normativa applicabile in tema di remunerazioni e delle politiche di remunerazione e incentivazione della società.
  • s) l'approvazione del budget annuale;
  • t) l'attribuzione, le modifiche e la revoca dei poteri delegati al Comitato Esecutivo e all'amministratore delegato;
  • u) l'adozione delle politiche di sviluppo della società che si rendano necessarie al fine di determinare i business plan di lungo periodo ed il budget di esercizio;

  • w) le deliberazioni nelle materie delegate al Comitato Esecutivo ed all'amministratore delegato al di sopra dei limiti per essi stabiliti;

  • x) la delega dei poteri agli altri amministratori e potere di modificare, aggiungere ed escludere tali poteri delegati.

Per la validità delle delibere di cui alle lettere h), i), j), k) l), m), o), r), s), t), u), w) e x), è necessario il voto favorevole di almeno 7 componenti di cui almeno cinque tratti dalla lista di maggioranza, fermo restando che tale quorum deliberativo rafforzato non troverà applicazione in relazione alle sole delibere che saranno adottate dalla società in virtù della disciplina regolamentare sulla base di richiesta documentata da parte delle autorità di vigilanza.

Sono inoltre attribuite al Consiglio di Amministrazione le seguenti competenze:

  • a) la fusione nei casi previsti dagli articoli 2505 e 2505-bis del Codice Civile e la scissione nei casi in cui siano applicabili tali norme;
  • b) la riduzione del capitale in caso di recesso di uno o più soci;
  • c) gli adeguamenti dello Statuto a disposizioni normative.

Per determinati atti o per singoli negozi, il Consiglio può conferire delega a singoli amministratori, determinando il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.

Ai sensi degli articoli 12.3 e 17.2 dello Statuto, conformemente a quanto stabilito nel Codice di Autodisciplina, (i) è previsto che il Consiglio di Amministrazione curi che l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa e (ii) che gli organi delegati riferiscano al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, almeno ogni tre mesi, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società o dalle sue controllate.

Inoltre, il Codice di Autodisciplina, (Criterio applicativo 1.C.1 a) e g)), prevede rispettivamente che il Consiglio di Amministrazione (i) esamini e approvi i piani strategici, industriali e finanziari dell'emittente e del gruppo di cui esso è a capo, monitorandone periodicamente l'attuazione; definisca il sistema di governo societario dell'emittente e la struttura del gruppo; e (ii) effettui, almeno una volta all'anno, una valutazione sul funzionamento del consiglio stesso e dei suoi comitati nonché sulla loro dimensione e composizione, tenendo anche conto di elementi quali le caratteristiche professionali, di esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica. Nel caso in cui il Consiglio di Amministrazione si avvalga dell'opera di consulenti esterni ai fini dell'autovalutazione, la relazione sul governo societario fornisce informazioni sugli eventuali ulteriori servizi forniti da tali consulenti all'emittente o a società in rapporto di controllo con lo stesso.

Gli amministratori sono tenuti ad agire in modo informato; ciascun amministratore può chiedere agli organi delegati che in consiglio siano fornite informazioni relative alla gestione della società.

Alla luce di quanto sopra, si riconosce in capo al Consiglio di Amministrazione, come previsto dal Codice di Autodisciplina, il ruolo di responsabile della determinazione e del perseguimento degli obiettivi strategici della Banca e del gruppo. Esso non risulta spogliato delle proprie prerogative e mantiene il proprio ruolo di organo di gestione della società, pur in presenza di deleghe gestionali.

Riunioni e funzionamento

Nell'anno 2017 si sono tenute 17 riunioni del Consiglio di Amministrazione della durata media di circa quattro ore. Di queste, 8 riunioni erano state programmate nell'ambito del calendario annuale delle riunioni del Consiglio di Amministrazione. Il numero delle presenze alle riunioni è riportato nella Tabella 2 allegata alla presente Relazione.

Per l'esercizio 2018 sono state al momento programmate 9 riunioni, di cui 3 già tenutesi alla data dell'8 marzo 2018.

In ottemperanza agli obblighi previsti, in capo agli emittenti quotati, dall'art. 2.6.2 del Regolamento Mercati Consob, il Consiglio di Amministrazione approva annualmente il calendario degli eventi societari, da comunicare a Borsa Italiana, per la diffusione presso il pubblico, entro il termine di trenta giorni dal termine dell'esercizio sociale precedente.

Nel calendario sono in particolare precisate, nel quadro delle riunioni del Consiglio di Amministrazione stabilite per il nuovo esercizio, le date fissate per l'approvazione del progetto di bilancio, della relazione semestrale e delle relazioni trimestrali, nonché la data prevista per lo svolgimento dell'Assemblea di bilancio.

I termini di messa a disposizione sono disciplinati dal Regolamento sul funzionamento del CdA.

Nel corso dell'esercizio 2017, la documentazione di supporto alla trattazione degli argomenti posti all'ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione è stata resa disponibile mediante l'utilizzo di apposita piattaforma web con accesso riservato, tramite credenziali, a ciascun Consigliere e Sindaco. I termini sopra descritti per l'invio della documentazione sono stati di norma rispettati nel corso del citato esercizio 2017. In particolare, il Presidente, con l'ausilio della Funzione Affari Societari, ha assicurato che la documentazione relativa agli argomenti all'ordine del giorno fosse portata a conoscenza degli amministratori e dei sindaci, ove possibile con congruo anticipo rispetto alla data della riunione consiliare, garantendo la completezza dell'informativa preconsiliare, corredando la stessa con puntuali note illustrative degli argomenti all'ordine del giorno, adottando le modalità necessarie per preservare la riservatezza dei dati e delle informazioni fornite.

Il Consiglio ha nominato quale Segretario del Consiglio di Amministrazione, il Responsabile Affari Societari a far data dal 21 settembre 2017.

Nel corso del 2017 hanno assistito a tutte le riunioni del Consiglio di Amministrazione, oltre al Segretario del Consiglio di Amministrazione, anche altri dirigenti e dipendenti di Banca Sistema come anche altri soggetti o consulenti esterni, invitati a partecipare dal Presidente, ai sensi del Regolamento del Consiglio di Amministrazione, in relazione alle materie da trattare.

In particolare, sono intervenuti regolarmente alle riunioni del Consiglio di Amministrazione:

  • il Direttore Centrale Finanza e il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari per la presentazione del progetto di bilancio, della relazione semestrale e delle relazioni trimestrali, nonché dell'andamento finanziario del gruppo bancario Banca Sistema;
  • il Direttore Rischio e la Funzione Compliance e AML per le proprie relazioni e i propri piani programmatici (Rischio, Compliance e Antiriciclaggio nel rispetto della vigente normativa di vigilanza emanata dalla Banca d'Italia);
  • il Responsabile della Funzione Affari Societari a supporto delle attività di organizzazione e verbalizzazione delle riunioni consiliari.

Il Responsabile della Funzione Internal Audit illustra direttamente agli amministratori il Piano di Audit pluriennale e le relazioni trimestrali sull'attività svolta, nel rispetto della vigente normativa di vigilanza emanata dalla Banca d'Italia.

Il Consiglio, nel corso del 2017, ha approvato i documenti richiesti dalla disciplina emanata dalla Banca d'Italia con l'aggiornamento n. 15 del 2 luglio 2013 della circolare 263 del 27 dicembre 2006 (i cui principi normativi attualmente sono contenuti nella Circolare 285/13 della Banca d'Italia). Sulla base delle indicazioni strategiche, degli obiettivi dimensionali e degli ulteriori elementi quali-quantitativi del Piano Industriale, vengono redatti annualmente e approvati dal Consiglio di Amministrazione il Resoconto ICAAP e Risk Appetite Framework con le soglie di attenzione e di allarme per i key risk indicator individuati.

Il Consiglio valuta il generale andamento della gestione con cadenza almeno trimestrale, in particolare in sede di esame delle Relazioni finanziarie previste dall'art. 154-ter del TUF e in occasione della ricezione dell'informativa trimestrale (tableau de bord) predisposta dalla Direzione Rischio che sintetizza, tempo per tempo, il complessivo andamento della gestione sia in termini di rischi assunti.

Analoga informativa trimestrale, contenente una sintesi delle verifiche effettuate nel periodo secondo il Piano di Audit, le osservazioni emerse con l'indicazione del livello di criticità, gli interventi correttivi pianificati, i tempi di realizzazione, i responsabili dei "cantieri", l'attività di follow-up e le altre attività della funzione svolta nel periodo, è predisposta dalla Funzione Internal Audit.

Anche la Funzione Compliance e Antiriciclaggio riferisce al Consiglio di Amministrazione sulle materie di propria competenza, secondo modalità similari delle altre Funzioni di controllo.

I suddetti documenti, dopo la presentazione al Consiglio, sono trasmessi alla Banca d'Italia secondo quanto prescritto dalla normativa vigente.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre esaminato con cadenza trimestrale un documento di confronto tra gli obiettivi del Piano Industriale e i risultati effettivamente conseguiti.

Il Consiglio valuta altresì nel continuo, nell'ambito della trattazione delle pratiche di competenza, l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale della Banca. L'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società controllata è valutato dal Consiglio attraverso alcuni strumenti di governance.

La descrizione delle caratteristiche del modello organizzativo del sistema dei controlli interni è contenuta nel Regolamento di coordinamento delle Funzioni di controllo, nel Regolamento generale d'istituto e nei regolamenti delle rispettive Funzioni di controllo, incluso il regolamento del Dirigente preposto.

Il Consiglio di Amministrazione, con riferimento alle disposizioni di vigilanza in materia di identificazione delle operazioni di maggior rilievo (OMR) e alla "Policy di Gestione dei Rischi" approvata nel Consiglio di Amministrazione del 20 maggio 2014, ha stabilito che in base alla tipologia delle varie operazioni, ad integrazione dell'ordinario sistema di governo dei rischi, la Direzione Rischio deve fornire il proprio parere preventivo sulla coerenza con il RAF, acquisendo, in funzione della natura delle operazioni, il parere delle altre funzioni coinvolte nel processo di analisi e gestione dei rischi. Di tale parere ne prende quindi atto l'organo di volta in volta competente a deliberare in merito alla natura dell'operazione.

Autovalutazione

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 27 ottobre 2017, alla luce delle disposizioni e delle indicazioni contenute nelle Disposizioni di Vigilanza per le Banche, ha avviato il processo di valutazione annuale sul funzionamento del Consiglio e dei suoi comitati nonché sulla loro dimensione e composizione quali quantitativa. Nella conduzione del predetto processo di autovalutazione, il Consiglio è stato coadiuvato da un professionista esterno. Tale processo di autovalutazione si è concluso in data 15 dicembre 2017 con l'approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, del Documento di Autovalutazione del Consiglio di Amministrazione e del Documento sulla composizione qualitativa e quantitativa ottimale del Consiglio di Amministrazione.

Il risultato del processo di autovalutazione è stato di marcata adeguatezza della composizione del Consiglio di Amministrazione.

Inoltre, il Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2017, per quanto riguarda le aree di miglioramento emerse dal processo di autovalutazione, ha deliberato, tra l'altro, che in sede di rinnovo del Consiglio di Amministrazione, di segnalare all'assemblea dei soci l'esigenza di individuare preferibilmente almeno un amministratore che abbia anche conoscenze e competenze nel settore IT/robotica/fintech e tecnologie evolute

in generale.

Attività concorrenti

Banca Sistema non ha autorizzato deroghe al divieto di concorrenza sancito dall'art. 2390 codice civile.

4.4 Organi Delegati

Il Regolamento del Consiglio di Amministrazione dispone che, nei limiti consentiti dalla legge e dallo statuto, il Consiglio di Amministrazione può conferire specifiche deleghe, per il compimento di determinati atti o negozi, a singoli Consiglieri, determinandone il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio. Le deleghe sono attribuite in modo tale da non privare il Consiglio delle proprie prerogative. Il contenuto delle deleghe deve essere determinato in modo analitico, caratterizzato da chiarezza e precisione, anche nell'indicazione dei limiti quantitativi o di valore e delle eventuali modalità di esercizio, anche al fine di consentire al Consiglio l'esatta verifica del loro corretto adempimento nonché l'esercizio dei propri poteri di direttiva e di avocazione.

Amministratore Delegato

Il Signor Gianluca Garbi è stato nominato Amministratore Delegato dal Consiglio di Amministrazione del 27 novembre 2015. L'Amministratore Delegato esplica tipicamente le proprie funzioni nell'ambito dei vari comitati aziendali - quali a titolo esemplificativo e non esaustivo: (i) il Comitato CEO, nel quale controlla, coordina e impartisce istruzioni ai responsabili delle direzioni della Banca, (ii) il Comitato Gestione Rischi, nel quale assume le decisioni in merito ad attività di rischio avendo preventivamente valutato l'istruttoria condotta dalle funzioni competenti, (iii) il Comitato Tecnico-Organizzativo, nel quale individua, coordina e definisce le priorità dei principali progetti e iniziative avviate dalla Banca nonché (iv) i gruppi di lavoro delle aree di business quali il Comitato Banking e il Gruppo di Lavoro del Factoring.

Con riferimento ai poteri di rappresentanza esterna e l'assunzione di atti di impegno della Banca nei confronti di terzi, restano fermi i poteri e relativi limiti di volta in volta delegati dal Consiglio di Amministrazione all'Amministratore Delegato.

In particolare, si riportano di seguito i poteri in materia bancaria e finanziaria, per gli aspetti di maggiore rilievo, attribuiti all'Amministratore Delegato, da ultimo con delibera del 18 gennaio 2017 che ha rivisto in parte i criteri quantitatvi e qualitativi di delega, alla luce dell'abolizione del Comitato Esecutivo, con efficacia a partire dal 4 luglio 2016.

ATTIVITÀ DI RACCOLTA

aperture di credito e finanziamenti per la Banca – di importo non superiore a Euro 50.000.000 (tale limite non applicandosi alle operazioni con le banche centrali, BCE/Eurosistema o altre istituzioni nazionali o sovranazionali);

emissioni di obbligazioni (non convertibili o altri strumenti assimilabili, non destinati al mercato retail) - per un valore nominale inferiore ad Euro 50.000.000 per ciascuna emissione;

ATTIVITÀ DI IMPIEGHI

finanziamenti in qualsiasi forma - entro il limite di Euro 30.000.000 per ciascuna operazione;

concessione fideiussioni o altre garanzie e cessione crediti – per un valore non superiore ad Euro 30.000.000; factoring, gestione e cessione crediti – aventi un valore nominale non superiore ad Euro 30.000.000 (con riferimento ai crediti vantati dal cedente nei confronti di un singolo debitore ceduto) e comunque con il limite complessivo per singola operazione non eccedenti il valore nominale di Euro 50.000.000;

ALTRE ATTIVITÀ BANCARIE E FINANZIARIE

finanziamenti infragruppo;

derivati (operazioni non aventi finalità speculativa) - un importo unitario in linea capitale non superiore a Euro 30.000.000 (per quelle negoziate sui mercati regolamentati) e di 15.000.000 (per quelle non negoziate su mercati regolamentati) e, in ogni caso, con una durata massima dell'operazione di 36 mesi.

L'Amministratore Delegato è qualificabile come principale responsabile della gestione dell'impresa. Si precisa che non ricorre la situazione di interlocking directorate prevista dal Criterio Applicativo 2.C.5 del Codice di Autodisciplina.

In linea con il principio 2.P.4 del Codice di Autodisciplina, ai sensi del quale è opportuno evitare la concentrazione di cariche sociali in una sola persona, le cariche di Presidente e di Amministratore Delegato sono detenute da soggetti diversi.

Presidente del Consiglio di Amministrazione

Ai sensi dell'articolo 17 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione elegge fra i propri membri un Presidente.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre la facoltà di nominare un Vice-Presidente, il quale ha il potere, in caso di assenza o impedimento del Presidente, di presiedere l'Assemblea dei soci e le riunioni del Consiglio di Amministrazione.

Il Presidente non ha un ruolo esecutivo e non può svolgere, neppure di fatto, funzioni gestionali (fatti salvi i casi in cui al Presidente è attribuito, in forma disgiunta dall'Amministratore Delegato, il potere di dare mera esecuzione alle delibere assunte dal Consiglio di Amministrazione).

Comitato Esecutivo (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), del TUF)

Ai sensi dell'art. 14 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può nominare, nel suo seno, un Comitato Esecutivo determinandone la durata, le facoltà, le attribuzioni e le modalità di funzionamento.

In data 29 aprile 2016 il Consiglio di Amministrazione, a seguito di confronti con l'Autorità di Vigilanza, ha deliberato l'abolizione del Comitato Esecutivo, che ha avuto efficacia dal 4 luglio 2016.

* * *

Le competenze attribuite per legge e Statuto al Consiglio di Amministrazione e l'attuale sistema di deleghe all'Amministratore Delegato non sono tali da spogliare il Consiglio delle proprie prerogative (cfr. Codice di Autodisciplina, commento all'art. 1). Anche i poteri delegati all'Amministratore Delegato sono modulati in modo tale per cui il Consiglio di Amministrazione mantiene sempre un ruolo centrale nell'assunzione delle decisioni relative all'indirizzo strategico della Società.

Informativa al Consiglio

Sull'esercizio delle deleghe gestionali il Consiglio ha ricevuto da parte dell'Amministratore Delegato, le rendicontazioni con cadenza diversificata a seconda dell'oggetto della delega nel rispetto degli obblighi di rendicontazione periodica degli organi delegati al Consiglio e al Collegio Sindacale ai sensi degli articoli 12 e 17 dello Statuto.

In particolare, è stata creata su apposita piattaforma web con accesso riservato, tramite credenziali, a ciascun Consigliere e Sindaco, una sezione ad hoc nella quale è stata periodicamente messa a disposizione dei consiglieri e dei sindaci la reportistica sulle operazioni di impeghi tipici concluse nel periodo di riferimento. L'adozione di tali flussi informativi si è aggiunta alla consueta reportistica analitica fornita ad ogni riunione del Consiglio di Amministrazione sull'andamento dell'attività e, ai sensi dell'art. 2381, comma 5, del Codice Civile e dell'art. 17.7 dello statuto sociale, con cadenza almeno trimestrale, per le delibere assunte dai comitati endoconsiliari e le operazioni di maggior rilievo poste in essere dall'Amministratore Delegato

4.5 Altri consiglieri esecutivi

Non vi sono altri consiglieri esecutivi oltre all'Amministratore Delegato.

4.6 Amministratori indipendenti

Ai sensi dell'articolo 10 dello Statuto, almeno tre Consiglieri, e comunque un numero di Consiglieri non inferiore a quello previsto dalla normativa pro tempore vigente, devono possedere i requisiti di indipendenza di cui all'art. 148, terzo comma, del TUF, nonché quelli previsti dal Codice di Autodisciplina delle Società Quotate.

Nel corso del 2017 gli amministratori indipendenti si sono riuniti in due occasioni, in assenza degli altri amministratori.

Nella seduta del 15 dicembre 2017, il Consiglio di Amministrazione ha accertato il permanere dell'idoneità a qualificarsi come amministratori indipendenti ai sensi dello Statuto e delle norme di leggi applicabili e, nello specifico, degli artt. 147-ter, comma 4, e 148, terzo comma del TUF e dell'art. 3 del Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana S.p.A. in capo agli amministratori Signor Giorgio Barba Navaretti, Signora Carlotta De Franceschi, Signor Daniele Pittatore e Signor Diego De Francesco (cooptato il 28 aprile 2017 con effetto dal 1° maggio 2017 a seguito delle dimissioni del Signor Andrea Zappia del 14 aprile 2017 con effetto dal successivo 1° maggio, e successivamente nominato dall'Assemblea dei Soci del 14 dicembre 2017) .

In considerazione delle dimissioni rassegnate dalla Signora Ilaria Bennati, in data 24 novembre 2017 con effetto immediato, si dà atto che il Consiglio di Amministrazione resta comunque conforme ai requisiti statutari e di legge con riferimento al numero minimo di amministratori indipendenti e i previsti requisiti di indipendenza, ferma restando la necessità di procedere alla ricostituzione del Consiglio di Amministrazione tenendo conto del rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi.

Alla data di redazione della presente relazione, tutti gli amministratori che, nelle liste presentate per la nomina del Consiglio di Amministrazione (novembre 2015) ovvero, per quanto riguarda i Consiglieri Signor Diego De Francesco e Signora Ilaria Bennati, in occasione delle rispettive cooptazioni avevano indicato l'idoneità a qualificarsi come indipendenti, hanno mantenuto tale carattere ad eccezione della Signora Ilaria Bennati per intervenute dimissioni in data 24 novembre 2017.

Il Collegio Sindacale ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio per valutare l'indipendenza dei propri membri.

4.7 Lead independent director

In assenza delle condizioni previste dal Codice di Autodisciplina per la sua nomina, il Consiglio di Amministrazione non ha designato alcun amministratore indipendente quale lead independent director.

5. Remunerazione degli amministratori

La remunerazione degli amministratori è disciplinata dall'art. 9 e dall'art. 17 dello statuto pubblicato sul sito internet www.bancasistema.it nella sezione Governance/Documenti societari.

9RE. R9. Remunerazione degli Amministratori

Per quanto riguarda le altre informazioni da fornire nella presente sezione, si fa rinvio alle parti rilevanti delle Politiche di Remunerazione 2017 nonché alla Sezione II della Relazione sulla Remunerazione pubblicata ai sensi dell'art. 123 ter del TUF e dell'art. 84-quater del Regolamento Emittenti CONSOB (da ultimo modificato con delibera 20250 del 28 dicembre 2017) sul sito internet www.bancasistema.it nella sezione Governance/Remunerazione.

6. Trattamento delle informazioni societarie

Banca Sistema - consapevole che il flusso delle informazioni price sensitive (di cui all'art. 114, comma 1, del Testo Unico della Finanza) debba essere regolato, in conformità alle vigenti disposizioni, secondo principi di correttezza, chiarezza e parità di accesso all'informazione - ha adottato, ai sensi del Criterio applicativo 1.C.1, lettera j) del Codice di Autodisciplina il "Regolamento Gestione e Comunicazione Informazioni Privilegiate", approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 28 aprile 2017. L'Amministratore Delegato e/o il Presidente del Consiglio di Amministrazione sono responsabili dell'informazione societaria assicurando, mediante il rispetto del citato Regolamento, la corretta informazione al mercato con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.

La Banca si avvale della funzione Investor Relations, collocata in staff al Direttore Finanziario, per la gestione dei rapporti con gli investitori istituzionali e gli analisti finanziari, al fine della divulgazione in maniera omogenea di informazioni e notizie relative all'attività di Banca Sistema, nonché per la diffusione dei comunicati stampa price sensitive.

Il Consiglio di Amministrazione approva apposite disposizioni finalizzate a disciplinare le procedure per il trattamento delle informazioni riservate e delle informazioni privilegiate e per la tenuta del registro delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate.

Banca Sistema si avvale, per lo stoccaggio delle informazioni regolamentate, del meccanismo di stoccaggio centralizzato, denominato , consultabile all'indirizzo , gestito da Computershare S.p.A.

Le procedure relative alla gestione e alla comunicazione al pubblico delle informazioni societarie e privilegiate e alla tenuta del Registro Insider sono pubblicate sul sito della Banca al seguente indirizzo www.bancasistema.it/informazioni-societarie.

A seguito dell'entrata in vigore, il 3 luglio 2016, del Regolamento UE n. 596/2014, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l'adozione di un processo interno per l'applicazione della disciplina del ritardo nella diffusione di informazioni privilegiate. Banca Sistema ha in corso l'aggiornamento delle procedure in essere in materia di market abuse a seguito delle nuove "Linee Guida" della Consob sulla gestione delle informazioni privilegiate emanate ad ottobre 2017.

7. Comitati interni al Consiglio

(ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

In conformità agli articoli 4, 5, 6 e 7 del Codice di Autodisciplina e alle Disposizioni di Vigilanza per le Banche, al fine di favorire un efficiente sistema di informazione e di consultazione, che permetta al Consiglio una migliore valutazione di alcuni argomenti di sua competenza, sono stati istituiti comitati endo-consiliari (i "Comitati") con compiti consultivi e propositivi nei confronti del Consiglio nelle materie di propria competenza, fermi restando i poteri decisionali non delegabili e le responsabilità del Consiglio medesimo. Nello svolgimento delle proprie funzioni, i Comitati hanno la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei propri rispettivi compiti.

La Banca fornisce adeguata informativa, nell'ambito della relazione sul governo societario, sull'istituzione e sulla composizione dei Comitati, sul contenuto dell'incarico ad essi conferito nonché, in base alle indicazioni fornite da ogni comitato, sull'attività effettivamente svolta nel corso dell'esercizio.

Al 31 dicembre 2017 e alla data della Relazione risultano costituiti i seguenti Comitati:

  • Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi, formato da quattro consiglieri non esecutivi, tre dei quali indipendenti, e con un presidente indipendente, come più avanti illustrato nella Sezione 7;
  • Comitato per le Nomine, formato da tre amministratori non esecutivi, due dei quali indipendenti e con un presidente indipendente, come più avanti illustrato nella Sezione 8;
  • Comitato per la Remunerazione, composto da tre amministratori non esecutivi, due dei quali indipendenti e con un presidente indipendente, come più avanti illustrato nella Sezione 9;
  • Comitato Etico, formato dal Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione, un Amministratore Indipendente e dal Direttore Affari Legali , come più avanti illustrato nella Sezione 10.

Non sono state riservate all'intero Consiglio, sotto il coordinamento del Presidente, funzioni di uno o più comitati previsti dal Codice di Autodisciplina.

All'interno del Consiglio di Amministrazione, non sono stati costituiti ulteriori Comitati rispetto a quelli riportati nella presente Sezione.

8. Comitato per le Nomine

Il Consiglio ha costituito nel proprio ambito un Comitato per le Nomine.

Composizione e funzionamento del Comitato per le Nomine (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

È previsto che il Comitato per le Nomine sia composto da almeno 3 membri scelti tra i componenti non esecutivi del Consiglio di Amministrazione, la maggioranza dei quali indipendenti.

Alla data del 31 dicembre 2017, il Comitato è composto dagli amministratori Signor Diego De Francesco (indipendente e non esecutivo), dal Signor Giorgio Barba Navaretti (indipendente e non esecutivo) e dalla Signora Luitgard Spögler (non esecutiva).

Il Presidente del Comitato, Signor Diego De Francesco, è stato designato dal Comitato stesso tra gli amministratori indipendenti (in possesso di un'adeguata esperienza, che è stata ritenuta adeguata dal Consiglio al momento della nomina), nella seduta del 18 maggio 2017.

I lavori del Comitato per le Nomine sono coordinati dal Presidente che ne dà regolarmente informazione al primo consiglio di amministrazione utile e regolarmente verbalizzati.

Nel corso del 2017 il Comitato si è riunito per 10 volte, come risulta dalla Tabella 2 allegata alla presente relazione, mentre la durata media delle riunioni è stata di circa 1 ora.

Dall'inizio dell'anno 2018 sino alla data di approvazione del presente documento il Comitato si è riunito 1 volta.

E' prevedibile che il Comitato svolga nel 2018 un numero di riunioni non inferiore a quelle tenutesi nel precedente esercizio.

Nello svolgere le proprie funzioni il Comitato per le Nomine ha la facoltà di utilizzare tutti i tipi di risorse che esso giudica appropriati, ivi comprese le consulenze o la pubblicità esterne, quali esperti esterni, per conseguire un'esauriente informativa sulle caratteristiche personali e professionali dei candidati e per selezionare le persone che meglio possono rispondere ai bisogni di Banca Sistema nella sua proiezione gestionale.

Alle riunioni del Comitato sono di norma invitati ad assistere, in qualità di segretario, ilResponsabile Affari Societari o altri dipendenti in servizio presso tale struttura. Di ogni riunione viene redatto verbale sintetico sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, depositato presso la segreteria del Consiglio di Amministrazione.

Il Comitato può accedere a tutte le informazioni aziendali rilevanti per lo svolgimento dei suoi compiti.

Compiti e Responsabilità del Comitato per le Nomine

Il Comitato ha, nell'ambito delle proprie competenze, funzioni consultive, selettive e propositive a supporto del Consiglio di Amministrazione in materia di nomina dei componenti del Consiglio stesso.

Il Comitato svolge tutti i compiti ad esso attribuiti dal Codice di Autodisciplina ed in particolare svolge un ruolo consultivo e propositivo nella individuazione della composizione ottimale del Consiglio di Amministrazione, indicando le figure professionali la cui presenza possa favorirne un corretto ed efficace funzionamento ed eventualmente contribuendo alla predisposizione del piano per la successione degli amministratori esecutivi della Società.

In particolare, il Comitato:

  • formula pareri al Consiglio di Amministrazione in merito alla dimensione e alla composizione dello stesso;
  • esprime raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza all'interno del Consiglio di Amministrazione sia ritenuta opportuna, nonché sui limiti al cumulo degli incarichi e sulle deroghe al divieto di concorrenza previsto dall'art. 2390 del Codice Civile;
  • propone al Consiglio di Amministrazione candidati alla carica di amministratore nei casi di cooptazione, ove occorra sostituire amministratori indipendenti;
  • formula pareri al Comitato Esecutivo in caso di nomina dei riporti diretti dell'Amministratore Delegato, anche se non qualificati come dirigenti.

Il Comitato svolge inoltre funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione nei seguenti processi di:

  • nomina o cooptazione dei consiglieri, esprimendo il proprio parere sull'idoneità dei candidati che, in base all'analisi svolta in via preventiva, il Consiglio abbia identificato per ricoprire le cariche. Con riferimento all'esigenza di assicurare un adeguato grado di diversificazione nella composizione collettiva dell'organo, il Comitato, nel rispetto degli obblighi posti dalla disciplina delle banche quotate, fissa un obiettivo (target) in termini di quota di genere meno rappresentato e predispone un piano per accrescere questa quota sino al target prefissato;
  • autovalutazione degli organi;
  • verifica delle condizioni previste ai sensi dell'art. 26 del Testo Unico Bancario, D. Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 e successive modifiche ed integrazioni, (Requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza degli esponenti aziendali);
  • definizione di piani di successione nelle posizioni di vertice.

Per quanto riguarda quest'ultima funzione, nel corso del 2017 il Comitato ha espresso il proprio parere in merito al piano di successione per gli amministratori esecutivi, i manager della prima linea e i responsabili di funzioni aziendali della Banca, che è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 19 maggio 2017 e successivamente aggiornato: (i) con parere del Comitato per le Nomine in data 26 ottobre 2017 e delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 ottobre 2017 e da ultimo (ii) con parere del Comitato per le Nomine in data 13 dicembre 2017 e delibera del Consiglio di Amministrazione dell'8 febbraio 2018.

9. Comitato per la Remunerazione

Il Consiglio ha costituito nel proprio ambito un Comitato per la Remunerazione.

Composizione e funzionamento del Comitato per la Remunerazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF)

È previsto che il Comitato per la Remunerazione sia composto da almeno 3 membri scelti tra i componenti non esecutivi del Consiglio di Amministrazione, la maggioranza dei quali indipendenti. Almeno un componente deve possedere un'adeguata conoscenza ed esperienza in materia finanziaria o di politiche retributive.

Il Comitato è composto dagli amministratori Signor Giorgio Barba Navaretti (indipendente e non esecutivo), dal Signor Diego De Francesco (indipendente e non esecutivo), nominato dal Consiglio di Amministrazione del 28 aprile 2017 con decorrenza dal 1° maggio 2017 e dal Signor Giovanni Puglisi (non esecutivo). Il Presidente del Comitato, Signor Giorgio Barba Navaretti, è stato designato dal Comitato stesso tra gli amministratori indipendenti (in possesso di un'adeguata esperienza, che è stata ritenuta adeguata dal Consiglio al momento della nomina).

Il Presidente del Comitato, Signor Giorgio Barba Navaretti, è stato scelto dal Consiglio tra gli amministratori indipendenti in possesso di un'adeguata esperienza, che è stata valutata dal Consiglio al momento della sua nomina, nella seduta del 27 novembre 2015.

Nel corso del 2017 il Comitato si è riunito per 9 volte, come risulta dalla Tabella 2 allegata alla presente relazione, mentre la durata media delle riunioni è stata di circa 1 ora.

Dall'inizio dell'anno 2018 sino alla data di approvazione del presente documento il Comitato si è riunito 2 volte.

E' prevedibile che il Comitato svolga nel 2018 un numero di riunioni non inferiore a quelle tenutesi nel precedente esercizio.

Alle riunioni del Comitato sono di norma invitati ad assistere, in qualità di segretario, il Responsabile Affari Societari o altri dipendenti in servizio presso tale struttura. Alle riunioni è stata invitata a partecipare, con regolarità, la Presidente del Consiglio di Amministrazione; l'Amministratore Delegato e Direttore Generale ha partecipato a 4 riunioni su invito del comitato stesso, per illustrare specifici temi in materia di remunerazione del personale. Ha partecipato il Presidente del Collegio Sindacale o altro sindaco a due riunioni. Di ogni riunione viene redatto verbale sintetico sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, depositato presso la segreteria del Consiglio di Amministrazione; il Presidente del Comitato per la Remunerazione dà regolare informazione ai relativi consigli di amministrazione utili

Nello svolgimento delle proprie funzioni il Comitato assicura idonei collegamenti funzionali ed operativi con le competenti strutture aziendali, ha accesso alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti, e può avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.

Banca Sistema mette a disposizione del Comitato le risorse finanziarie adeguate per l'adempimento dei propri compiti e per garantirne l'indipendenza operativa, nei limiti del budget approvato dal Consiglio di Amministrazione.

Qualora il Comitato intenda avvalersi dei servizi di consulenti esperti al fine di ottenere informazioni sulle pratiche di mercato in materia di politiche retributive, il Comitato verifica preventivamente che tali soggetti non si trovino in situazioni che ne compromettano l'indipendenza di giudizio, come nei casi in cui tali soggetti

forniscano simultaneamente al dipartimento per le risorse umane, agli amministratori o ai dirigenti con responsabilità strategiche servizi di significatività tale da compromettere in concreto l'indipendenza di giudizio dei consulenti stessi.

Il Comitato riferisce agli azionisti sulle modalità di esercizio delle proprie funzioni; a tal fine all'assemblea annuale dovrebbe essere presente il presidente o altro componente del Comitato.

Compiti e Responsabilità del Comitato per la Remunerazione

Il Comitato ha, nell'ambito delle proprie competenze, funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio di Amministrazione.

In conformità al Codice di Autodisciplina il Comitato svolge un ruolo propositivo e istruttorio nei confronti del Consiglio di Amministrazione, in merito alla definizione di una politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche.

In particolate, il Comitato ha i seguenti compiti:

  • A) valutare periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica generale adottata per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, avvalendosi a tale ultimo riguardo delle informazioni fornite dagli amministratori delegati; formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in materia;
  • B) presentare proposte o esprimere pareri al Consiglio di Amministrazione sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione; monitorare l'applicazione delle decisioni adottate dal Consiglio stesso, verificando, in particolare, l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance.

In conformità alle Disposizioni di Vigilanza per le banche, il Comitato svolge altresì le seguenti funzioni:

  • (i) esprime proposte sui compensi del personale i cui sistemi di remunerazione e incentivazione sono decisi dal Consiglio di Amministrazione;
  • ii) ha compiti consultivi in materia di determinazione dei criteri per i compensi di tutto il personale più rilevante;
  • iii) vigila direttamente sulla corretta applicazione delle regole relative alla remunerazione dei responsabili delle funzioni aziendali di controllo, in stretto raccordo con il Collegio Sindacale;
  • iv) cura la preparazione della documentazione da sottoporre al Consiglio di Amministrazione per le relative decisioni;
  • v) collabora con gli altri comitati interni al Consiglio di Amministrazione, in particolare con il comitato di controllo interno e gestione dei rischi nella valutazione se gli incentivi forniti dal sistema di remunerazione tengono conto dei rischi, del capitale e della liquidità;
  • vi) assicura il coinvolgimento delle funzioni aziendali competenti nel processo di elaborazione e controllo delle politiche e prassi di remunerazione e incentivazione;
  • vii) si esprime, anche avvalendosi delle informazioni ricevute dalle funzioni aziendali competenti, sul raggiungimento degli obiettivi di performance cui sono legati i piani di incentivazione e sull'accertamento delle altre condizioni poste per l'erogazione dei compensi;
  • viii) fornisce adeguato riscontro sull'attività svolta agli organi aziendali, compresa l'assemblea dei soci.
  • ix) riferisce agli azionisti sulle modalità di esercizio delle proprie funzioni e a tal fine si richiede che il presidente del Comitato o altro componente sia presente all'Assemblea annuale dei Soci;

Nel corso del 2017, il Comitato ha svolto un'importante attività di revisione delle politiche di remunerazione della Banca, a supporto del Consiglio di Amministrazione.

10. Comitato Etico

Il Consiglio ha costituito nel proprio ambito un Comitato Etico.

Composizione e funzionamento

I membri designati dal Consiglio di Amministrazione, partecipanti in via permanente al Comitato, sono il Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione, un Amministratore Indipendente ed il Direttore degli Affari Legali . La carica di Presidente è assunta dal Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione. Il Comitato si riunisce con cadenza almeno annuale.

Il Comitato, a seguito dell'aggiornamento della composizione deliberata dal Consiglio di Amministrazione in data 15 dicembre 2017 è quindi composto dal Consigliere e Vice Presidente Giovanni Puglisi (non esecutivo), con l'incarico di Presidente, dalla Consigliera Carlotta De Franceschi (indipendente e non esecutiva) e dal Direttore Affari Legali.

Nel corso del 2017 il Comitato si è riunito due volte, come risulta dalla Tabella 2 allegata alla presente relazione, mentre la durata media delle riunioni è stata di circa trenta minuti.

Dall'inizio dell'anno 2018 sino alla data di approvazione del presente documento il Comitato non si è ancora riunito.

E' prevedibile che il Comitato svolga nel 2018 un numero di riunioni non inferiore a quelle tenutesi nel precedente esercizio.

Compiti e Responsabilità del Comitato Etico

Il Comitato Etico ha il compito di analizzare il sistema dei principi etici e di condotta adottato dalla Banca e di formulare al Consiglio di Amministrazione proposte finalizzate ad aggiornare e migliorare lo stesso. Il Comitato ha altresì il compito di supervisionare la pubblicazione del Corporate Social Responsability Report e le linee guida per comunicazioni aziendali esterne in questa materia.

Il Comitato Etico è incaricato di formulare al Consiglio di Amministrazione proposte di modifica del Codice Etico della Banca e dell'eventuale codice di condotta; fornisce, su richiesta, ai destinatari del Codice Etico, chiarimenti e pareri in relazione al contenuto delle previsioni del Codice e alla loro corretta interpretazione e applicazione, riceve le segnalazioni previste dal Codice Etico. Il Comitato Etico, nell'ambito dei procedimenti aventi ad oggetto o nei quali emergano violazioni delle disposizioni del Codice, ferme restando le attribuzioni ivi previste in capo all'organo o funzione competente (es. Organismo di Vigilanza, Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale, Amministratore Delegato, Responsabile della funzione di gestione delle risorse umane), fornisce un supporto di carattere istruttorio, formulando pareri e raccomandazioni ed eventualmente ascoltando i soggetti coinvolti nel procedimento.

Nel corso del 2017 hanno quindi assistito alle riunioni il Direttore Affari Legali, in qualità di segretario, o altri dipendenti in servizio presso tale struttura aziendale.

11. Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi

Il Consiglio ha costituito nel proprio ambito un Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi, al quale sono state anche attribuite le competenze in materia di operazioni con parti correlate.

Composizione e funzionamento del Comitato per il Controllo e Gestione dei Rischi (ex art. 123 bis, comma 2, lettera d), TUF)

Il Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi è composto da quattro dei nove componenti del Consiglio di Amministrazione, scelti tra gli amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti. I membri del Comitato devono possedere conoscenze, competenze ed esperienze tali da poter comprendere appieno e monitorare le strategie e gli orientamenti al rischio della Banca. Almeno un componente del Comitato deve possedere un'adeguata esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi, da valutarsi dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina.

Il Comitato è composto dagli amministratori Signor Daniele Pittatore (indipendente e non esecutivo), dal Signor Giorgio Barba Navaretti e dalla Signora Carlotta De Franceschi (indipendenti e non esecutivi) e dalla Signora Luitgard Spögler (non indipendente e non esecutiva).

Il Presidente del Comitato, Signor Daniele Pittatore, è stato designato dal Comitato stesso tra gli amministratori indipendenti in possesso di un'adeguata esperienza, che è stata ritenuta adeguata dal Consiglio al momento della nomina.

I lavori sono coordinati dal Presidente e le riunioni sono regolarmente verbalizzate.

Il Comitato si riunisce con cadenza almeno semestrale.

Nel corso del 2017 il Comitato si è riunito per 15 volte, come risulta dalla Tabella 2 allegata alla presente relazione, mentre la durata media delle riunioni è stata di circa tre ore. In tutte le occasioni ha partecipato almeno un componente del Collegio Sindacale. Inoltre, nel corso del 2017, sono state organizzate 4 riunioni tenutesi nella forma di gruppo di lavoro a cui hanno sempre preso parte la maggioranza dei componenti del Comitato, oltre ad almeno un componente del Collegio Sindacale e, in taluni casi, anche della Società di Revisione KPMG.

Dall'inizio dell'anno 2018 sino alla data di approvazione del presente documento il Comitato si è riunito 1 volta/e, a cui ha sempre presenziato almeno un componente del Collegio Sindacale. Nel corso del 2017 sono state inoltre organizzate riunioni, sotto forma di gruppo di lavoro, a cui hanno sempre preso parte la maggioranza dei componenti del Comitato, oltre alla Società di Revisione KPMG in una occasione.

E' prevedibile che il Comitato svolga nel 2018 un numero diriunioni non inferiore a quelle tenutesi nel precedente esercizio.

Nel corso delle proprie riunioni il Comitato ha interagito, previo accordo e per la trattazione di singoli argomenti, con l'Amministratore Delegato, il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, e la Società di revisione. Ha interagito in via sistematica con il Direttore Rischio e la Responsabile della Funzione Compliance e AML, il Responsabile della Direzione Internal Auditing, che assistono sistematicamente alle riunioni del Comitato, anche in un'ottica di sinergia tra i diversi attori del sistema dei controlli interni. Il Comitato si è confrontato ancora, in un'ottica di lavoro istruttorio rispetto ai lavori consiliari, anche con il Responsabile e altri dipendenti della Direzione Operations, ovvero dell'Area Organizzazione e IT.

Alle riunioni del Comitato sono di norma altresì invitati ad assistere, in qualità di segretario, il Responsabile Affari Societari o altri dipendenti in servizio presso tale struttura. Di ogni riunione viene redatto verbale sintetico sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, depositato presso la segreteria del Consiglio di Amministrazione.

Alle riunioni del Comitato deve partecipare almeno un componente del Collegio Sindacale. Ove ritenuto opportuno in relazione alle tematiche da trattare, il Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi ed il Collegio Sindacale si riuniscono congiuntamente.

Nello svolgimento delle proprie funzioni, il Comitato ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei rispettivi compiti e può avvalersi dell'ausilio di dipendenti interni, nonché, a spese di Banca Sistema e nei limiti del budget approvato dal Consiglio di Amministrazione, di professionisti esterni, purché adeguatamente vincolati alla necessaria riservatezza.

Il Comitato e l'organo con funzione di controllo si scambiano tutte le informazioni di reciproco interesse e, ove opportuno, si coordinano per lo svolgimento dei rispettivi compiti.

Il Comitato deve potersi avvalere di esperti esterni e - ove necessario - interloquire direttamente con le funzioni di revisione interna, controllo dei rischi e conformità alle norme.

Compiti e Responsabilità del Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi

Il Comitato ha, nell'ambito delle proprie competenze, il compito di assistere il Consiglio di Amministrazione con funzioni istruttorie di natura consultiva e propositiva nelle valutazioni e decisioni relative al Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi di Banca Sistema (il "SCIGR").

Il Comitato svolge tutti i compiti ad esso attribuiti dal Codice di Autodisciplina ed in particolare:

  • A) assiste e supporta il Consiglio di Amministrazione, assicurando a quest'ultimo un'adeguata attività istruttoria, nelle valutazioni e decisioni relative al SCIGR di Banca Sistema, in quelle relative all'approvazione delle relazioni finanziarie periodiche, nonché quelle relative alla gestione dei rischi derivanti da fatti pregiudizievoli di cui il Consiglio di Amministrazione sia venuto a conoscenza
  • B) esprime il proprio parere al Consiglio di Amministrazione con riguardo:
  • (i) alla definizione delle linee di indirizzo del SCIGR in modo che i principali rischi afferenti a Banca Sistema e alle sue controllate risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati - e alla determinazione del grado di compatibilità di tali rischi con una gestione dell'impresa coerente con gli obiettivi strategici individuati;
  • (ii) alla valutazione, con cadenza almeno annuale, dell'adeguatezza del SCIGR rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo del rischio assunto, nonché alla sua efficacia;
  • (iii) all'approvazione, con cadenza almeno annuale, del piano di lavoro predisposto dal Responsabile della Funzione di Internal Audit, sentiti il Collegio Sindacale e l'Amministratore Incaricato del SCIGR;
  • (iv) alla descrizione, all'interno della relazione sulla corporate governance, delle principali caratteristiche del SCIGR e alla valutazione sull'adeguatezza complessiva dello stesso;
  • (v) alla valutazione, sentito il Collegio Sindacale, dei risultati esposti dal revisore legale nella eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale;
  • (vi) alla nomina e alla revoca del Responsabile della Funzione di Internal Audit;
  • (vii) al fatto che quest'ultimo sia dotato delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità;
  • (viii) al fatto che la remunerazione del Responsabile della Funzione di Internal Audit sia definita coerentemente con le politiche aziendali;
  • C) valuta, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e sentiti il revisore legale e il Collegio Sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato;
  • D) esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali;

  • E) esamina le relazioni periodiche aventi per oggetto la valutazione del SCIGR e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione internal audit;

  • F) monitora l'autonomia, l'adeguatezza, l'efficacia e l'efficienza della funzione di internal audit;
  • G) chiede alla funzione di internal audit, ove ne ravvisi la necessità o l'opportunità, lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio Sindacale;
  • H) riferisce al Consiglio di Amministrazione, almeno semestralmente, in occasione dell'approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta e sull'adeguatezza del SCIGR;
  • I) valuta le segnalazioni pervenute da parte dell'Amministratore Incaricato del SCIGR in merito a problematiche e criticità attinenti il SCIGR di Banca Sistema e prende le opportune iniziative;
  • L) svolge gli ulteriori compiti eventualmente attribuitigli dal Consiglio di Amministrazione.

In conformità con le disposizioni dell'art. 2.3.3 della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 di Banca d'Italia, il Comitato svolge funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione in materia di rischi e sistema di controlli interni.

In tale ambito, il Comitato deve riporre particolare attenzione per tutte quelle attività strumentali e necessarie affinché il Consiglio di Amministrazione possa addivenire ad una corretta ed efficace determinazione del RAF ("risk appetite framework") e delle politiche di governo dei rischi.

Al riguardo il Comitato svolge altresì i seguenti compiti:

  • (i) individua e propone, avvalendosi del contributo del Comitato nomine, i responsabili delle funzioni aziendali di controllo da nominare;
  • (ii) esamina preventivamente i programmi di attività (compreso il piano di audit) e le relazioni annuali delle funzioni aziendali di controllo indirizzate all'organo;
  • (iii) esprime valutazioni e formula pareri all'organo sul rispetto dei principi cui devono essere uniformati il sistema dei controlli interni e l'organizzazione aziendale e dei requisiti che devono essere rispettati dalle funzioni aziendali di controllo, portando all'attenzione dell'organo gli eventuali punti di debolezza e le conseguenti azioni correttive da promuovere; a tal fine valuta le proposte dell'organo con funzione di gestione;
  • (iv) contribuisce, per mezzo di valutazioni e pareri, alla definizione della politica aziendale di esternalizzazione di funzioni aziendali di controllo;
  • (v) verifica che le funzioni aziendali di controllo si conformino correttamente alle indicazioni e alle linee dell'organo e coadiuva quest'ultimo nella redazione del documento di coordinamento previsto dalla Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 di Banca d'Italia;
  • (vi) valuta il corretto utilizzo dei principi contabili per la redazione dei bilanci d'esercizio e consolidato, e a tal fine si coordina con il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e con l'organo di controllo.

Con particolare riferimento ai compiti in materia di gestione e controllo dei rischi, il Comitato svolge funzioni di supporto al Consiglio di Amministrazione:

  • nella definizione e approvazione degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi. Nell'ambito del RAF, il Comitato svolge l'attività valutativa e propositiva necessaria affinché il Consiglio di Amministrazione, come richiesto dalla Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 di Banca d'Italia, possa definire e approvare gli obiettivi di rischio ("Risk appetite") e la soglia di tolleranza ("Risk tolerance");
  • nella verifica della corretta attuazione delle strategie, delle politiche di governo dei rischi e del RAF;
  • nella definizione delle politiche e dei processi di valutazione delle attività aziendali, inclusa la verifica che il prezzo e le condizioni delle operazioni con la clientela siano coerenti con il modello di business e le strategie in materia di rischi.

Ferme restando le competenze del Comitato delle Remunerazioni, il Comitato accerta che gli incentivi sottesi al sistema di remunerazione e incentivazione di Banca Sistema siano coerenti con il RAF.

Il Comitato, nella sua componente costituita da soli amministratori indipendenti, assume anche le funzioni di Comitato per le operazioni con soggetti in conflitto di interesse, disciplinate dal Regolamento CONSOB recante

le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate, adottato con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n. 17389 del 23 giugno 2010, nonché dalla disciplina sulle "Attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati" dettata dal Titolo V, Capitolo 5 della Circolare Banca d'Italia del 27 dicembre 2006, n. 263 "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche" e successivi aggiornamenti.

Nello svolgimento delle proprie funzioni, il Comitato ha facoltà di accesso alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei rispettivi compiti e può avvalersi dell'ausilio di dipendenti interni, nonché, a spese di Banca Sistema e nei limiti del budget approvato dal consiglio di amministrazione, di professionisti esterni, purchè adeguatamente vincolati alla necessaria riservatezza.

Il Comitato e il Collegio Sindacale si scambiano tutte le informazioni di reciproco interesse e, ove opportuno, si coordinano per lo svolgimento dei rispettivi compiti.

Il Comitato relaziona il Consiglio di Amministrazione sulla propria attività nonché sull'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi anche se, in base alla prassi adottata, il Presidente del Comitato riferisce di volta in volta al Consiglio, alla prima seduta utile, in ordine alle attività svolte.

Nel 2017 l'attività del Comitato si è incentrata, in particolare, sui seguenti profili:

  • disciplina aziendale delle operazioni con parti correlate e rilascio di pareri preventivi da parte degli amministratori indipendenti;
  • adozione di una policy contabile in materia di contabilizzazione degli interessi di mora;
  • presentazione dei programmi delle attività della funzioni Direzione Internal Audit, Direzione Rischio, e Funzione Compliance e Antiriciclaggio, rispettivamente per gli ambiti di rispettiva competenza.

12. Sistema dei controlli interni e gestione dei rischi

Il Consiglio di Amministrazione svolge un importante ruolo nell'ambito del sistema dei controlli interni e di gestione del rischio della Banca.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca si avvale, in materia di rischi e sistema di controlli interni, del Comitato per il Controllo e Gestione dei Rischi (cfr. sezione 11).

Il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi valuta, l'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche della Banca e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia predisponendo annualmente una apposita relazione.

Il Consiglio di Amministrazione, su proposta dell'Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e previo parere favorevole del Comitato di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, nonché sentito il Collegio Sindacale nomina e revoca il responsabile della Funzione di Internal Audit ed assicura che le funzioni di controllo siano dotate delle risorse adeguate all'espletamento delle proprie responsabilità.

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi coinvolge, ciascuno per le proprie competenze:

(i) il Consiglio di Amministrazione;

(ii) l'Amministratore Incaricato, qualora nominato, che si avvale eventualmente anche dei Comitati eso-Consiliari per il supporto nelle valutazioni;

(iii) il Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi e agli altri Comitati endo-Consiliari, ciascuno per i propri ambiti di competenza;

  • (iv) la funzione Internal Audit e le altre Funzioni di controllo (Rischio e Compliance);
  • (v) il Collegio Sindacale;
  • (vi) l'Organismo di Vigilanza.

La Banca si è impegnata – anche mediante l'adozione di un Codice Etico – nella diffusione a tutti i livelli di una cultura caratterizzata dalla consapevolezza dell'esistenza di controlli e dall'assunzione di una mentalità orientata all'esercizio del controllo. Per controlli interni si intendono tutti gli strumenti necessari o utili a indirizzare, gestire e verificare le attività di impresa con l'obiettivo di assicurare il rispetto delle leggi e delle procedure aziendali, proteggere i beni aziendali, gestire efficacemente le attività e fornire dati contabili e finanziari accurati e completi.

La responsabilità di realizzare un sistema di controllo interno efficace è comune ad ogni livello della struttura organizzativa e tutti i dipendenti, nell'ambito delle funzioni svolte, sono responsabili della definizione e del corretto funzionamento del sistema di controllo.

La società di revisione ha libero accesso ai dati, alla documentazione e alle informazioni utili per lo svolgimento della propria attività.

Ruoli e Funzioni coinvolte

Al Dirigente Preposto sono attribuiti poteri e mezzi adeguati allo svolgimento delle proprie funzioni, come precisato nell'ultimo paragrafo della presente Sezione. Nello specifico, Il Dirigente Preposto, che mantiene la responsabilità e il coordinamento dell'attività, si avvale del supporto sia di personale interno sia di una società di revisione diversa dal soggetto incaricato della revisione contabile, alla quale è stato affidato il compito di assistere il Dirigente preposto nell'attività di valutazione descritta.

Con riferimento ai rapporti con le strutture/organi della Banca, oltre ai necessari flussi informativi previsti dalla normativa con le diverse funzioni di controllo e nei confronti degli Organi di Governo e Controllo, il Dirigente

Preposto riceve da tutte le unità organizzative la massima collaborazione necessaria per l'esecuzione delle attività di propria competenza, avendo garantito il libero accesso a tutti gli ambienti, alle informazioni, alle scritture contabili ed alla documentazione e la tempestiva fornitura completa, accurata ed affidabile di tutti i dati richiesti; nel caso in cui alcune delle attività gestite dall'unità organizzativa in esame siano state esternalizzate a terzi, il Responsabile dell'unità organizzativa si impegna a fare sì che il Dirigente preposto possa accedere anche alle informazioni a disposizione di tali soggetti. Il Dirigente preposto concorda con ciascuna Unità organizzativa le modalità per l'esecuzione di adeguati flussi informativi.

I soggetti delegati forniscono al Dirigente preposto le informazioni e le eventuali attestazioni ritenute necessarie per consentire a quest'ultimo di ottemperare agli adempimenti previsti ai sensi degli articoli 123-bis e 154-bis, comma 5, del Testo Unico della Finanza nonché agli adempimenti previsti dalle Circolari 272 e 115 emanate dalla Banca d'Italia con oggetto la matrice dei conti e la produzione delle segnalazioni di vigilanza su base consolidata.

12.1 Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 29 aprile 2016, considerato che la normativa primaria e secondaria bancaria applicabile alla Banca stabilisce dettagliate regole di funzionamento del sistema dei controlli interni, ripartendo ruoli e competenze tra i diversi organi, comitati e funzioni, ha deliberato di non prevedere più la figura dell'Amministratore incaricato del sistema dei controlli interni (ruolo prima assunto dall'Amministratore Delegato).

12.2 Direzione Rischio

La Direzione Rischio ha il compito di procedere all'individuazione, alla gestione e al monitoraggio di tutti i rischi ai quali la Banca è o potrebbe essere esposta. La Direzione Rischio ha il compito di collaborare alla definizione e all'attuazione del Risk Appetite Framework (RAF) e delle relative politiche di governo dei rischi, e delle varie fasi che costituiscono il processo di gestione dei rischi nonché nella fissazione dei limiti operativi per l'assunzione delle varie tipologie di rischio.

La Direzione Rischio:

  • garantisce la misurazione e il controllo, sia puntuale sia prospettico, dell'esposizione della Banca alle diverse tipologie di rischio (es. mercato, credito, tasso, liquidità, operativo e paese, strategico, reputazionale), definisce e propone all'Organo competente la soglia di tolleranza al rischio per ciascuna categoria di rischiosità individuata (Risk Tolerance) e ne verifica nel continuo l'adeguatezza; la misurazione dei rischi tiene conto dell'incertezza insita nella valutazione di alcune tipologie di strumenti finanziari;
  • sviluppa e mantiene sistemi di misurazione, gestione e controllo dei rischi conformi alle normative vigenti e allineati alla best practice internazionale, interagendo a tale scopo con le funzioni titolari dei processi aziendali interessati;
  • verifica l'adeguatezza del RAF e del processo di gestione dei rischi e dei limiti operativi; identifica le azioni in grado di migliorare/ottimizzare il risk appetite tenendo in considerazione gli impatti diretti sul budget/piano;
  • definisce metriche comuni di valutazione dei rischi operativi coerenti con il RAF, coordinandosi con la funzione di conformità alle norme e con la funzione di revisione interna;
  • propone al Consiglio di Amministrazione la propensione al rischio della Banca, ossia dell'ammontare massimo di capitale complessivo che da destinare alla copertura dei rischi.

12.3 Funzione Compliance e Antiriciclaggio

La Funzione Compliance e Antiriciclaggio, a riporto funzionale del Consiglio di Amministrazione e amministrativo al Direttore Generale – Amministratore Delegato, al cui interno è presente la Funzione Antiriciclaggio presiede la gestione del rischio di non conformità con riguardo a tutta l'attività aziendale, verificando che le procedure interne siano adeguate a prevenire tale rischio e più in particolare che le stesse:

  • prevengano la violazione di norme di eteroregolamentazione (leggi e regolamenti) e autoregolamentazione (codici di condotta, codici etici) applicabili alla Banca al fine di non incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione;

  • prevengano e contrastino la realizzazione di operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, al fine di mitigare il rischio di violazione delle norme interne ed esterne in materia.

La Funzione collabora con le altre strutture della Banca per la definizione delle metodologie di valutazione dei rischi di non conformità alle norme.

In merito al presidio del rischio di non conformità tale Funzione ha adottato un modello di compliance che prevede normative di perimetro diretto ovvero presidiate direttamente dalla Funzione e di perimetro indiretto, per le quali esiste una funzione specialistica con responsabilità primaria della gestione e monitoraggio del rischio di non conformità di riferimento.

In particolare, la Funzione:

  • Supporta le strutture aziendali per la definizione delle metodologie di valutazione dei rischi di non conformità alle norme.
  • Individua idonee procedure per la prevenzione del rischio rilevato, con possibilità di richiederne l'adozione; la verifica della loro adeguatezza e corretta applicazione.
  • Identifica nel continuo delle norme applicabili alla Banca e la misurazione/valutazione del loro impatto su processi e procedure aziendali.
  • Propone modifiche organizzative e procedurali finalizzate ad assicurare un adeguato presidio dei rischi di non conformità identificati.
  • Predispone flussi informativi diretti agli organi aziendali e alle strutture coinvolte (es.: gestione del rischio operativo e revisione interna).
  • Verifica l'efficacia degli adeguamenti organizzativi (strutture, processi, procedure anche operative e commerciali) suggeriti per la prevenzione del rischio di non conformità alle norme; il coinvolgimento nella valutazione ex ante della conformità alla regolamentazione applicabile di tutti i progetti innovativi inclusa l'operatività in nuovi prodotti o servizi) nonché nella prevenzione e nella gestione dei conflitti di interesse sia tra le diverse attività svolte dalla Banca, sia con riferimento ai dipendenti e agli esponenti aziendali.
  • Assiste e presta consulenza nei confronti degli organi aziendali della Banca in tutte le materie in cui assume rilievo il rischio di non conformità nonché la collaborazione nell'attività di formazione del personale sulle disposizioni applicabili alle attività svolte, al fine di diffondere una cultura aziendale improntata ai principi di onestà, correttezza e rispetto dello spirito e della lettera delle norme.
  • Oltre alla reportistica periodica prevista dalla normativa di riferimento (es. Piani delle attività e relazioni periodiche), condivide periodicamente lo stato avanzamento delle attività della Funzione con i Vertici Aziendali, in sede di Comitato CEO.

12.4 Direzione Internal Audit

La Direzione Internal Audit (o "revisione interna") è parte integrante del sistema dei controlli interni (SCI). Essa svolge un'attività di assurance e consulenza volta a individuare, in un'ottica di controlli di terzo livello, il regolare andamento dell'operatività della Banca, eventuali violazioni delle procedure e della regolamentazione nonché a valutare periodicamente la completezza, l'adeguatezza, l'affidabilità e la funzionalità complessiva del SCI e della gestione dei rischi. Inoltre, assiste l'organizzazione nel perseguimento dei propri obiettivi tramite un approccio professionale sistematico finalizzato a valutare e migliorare i processi di controllo, di gestione dei rischi e di corporate governance.

La Direzione di Internal Audit svolge un ruolo consultivo nei confronti del Consiglio di Amministrazione e dell'Alta Direzione per le azioni di miglioramento del SCI e per la diffusione in ambito aziendale della "cultura del controllo". Nell'ambito della collaborazione e dello scambio di informazioni, per le materie di competenza, riferisce periodicamente al Collegio Sindacale, al Comitato di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, all'Organismo di Vigilanza e alla società di revisione.

La Direzione Internal Audit agisce in base a un mandato previsto da uno specifico regolamento approvato dal Consiglio di Amministrazione. Inoltre, per assicurare una corretta interazione ed evitare sovrapposizione tra tutte le funzioni e gli organi con compiti di controllo, la Banca si è dotata di un "Regolamento per il coordinamento delle

funzioni di controllo" in cui sono definiti i compiti e le responsabilità degli organi e delle funzioni di controllo, i flussi informativi e le modalità di coordinamento e di collaborazione tra le parti coinvolte.

Il responsabile della Direzione Internal Audit è affidata al Signor Franco Pozzi, a seguito della sua nomina avvenuta nella seduta consiliare del 19 dicembre 2012, su proposta del Comitato Esecutivo e il parere favorevole del Collegio Sindacale e del Comitato Nomine e Retribuzioni. Sulla base delle disposizioni di vigilanza e delle norme di autoregolamentazione all'epoca vigenti non vennero acquisiti in forma esplicita altri pareri. Nella stessa seduta il Consiglio ha inoltre nominato il Signor Pozzi componente dell'Organismo di Vigilanza ex d.lgs. 231/2001.

Per raggiungere il livello di indipendenza necessario per esercitare in modo efficace le attività di revisione interna previste, il responsabile della funzione è collocato alle dirette dipendenze del Consiglio d'Amministrazione ed è nominato e revocato, motivandone le ragioni, dall'organo di supervisione strategica, sentito l'organo con funzione di controllo; la sua nomina e l'eventuale revoca devono essere comunicata tempestivamente alla Banca d'Italia.

I criteri di remunerazione del personale inquadrato nella Direzione Internal Audit non ne compromettono l'obiettività e il sistema di incentivi è coerente con le finalità della funzione e con i compiti assegnati. In linea con le disposizioni di vigilanza in materia di politiche e prassi di remunerazione, la parte variabile della remunerazione dei componenti delle funzioni aziendali di controllo non può superare il limite di un terzo della parte fissa e l'attribuzione de bonus dipende da raggiungimento di obiettivi esclusivamente qualitativi, non collegati in alcun modo ai risultati economici della Banca.

Per svolgere adeguatamente i propri compiti, il personale inquadrato nella Direzione Internal Audit ha accesso a tutta la documentazione e ai sistemi informativi utilizzati della Banca. Tali soggetti sono dotati di appropriate risorse tecnologiche e dispongono, esclusivamente a fini di consultazione ed interrogazione, di specifici accessi ai diversi applicativi utilizzati dalla Banca - funzionali all'attività di controllo - in grado di garantire in autonoma l'estrazione e l'elaborazione dei dati per la selezione dei campioni da sottoporre alle procedure di testing.

La Direzione Internal Audit, relativamente a ciascun esercizio, gestisce uno specifico budget di spesa per gli eventuali incarichi a specialisti esterni finalizzati allo svolgimento di attività che le risorse interne non sono in grado di assolvere in autonomia. A questo proposito annualmente viene incaricata a una primaria società di consulenza esterna, in ottica consortile con altri istituti clienti del principale outsourcer dei sistemi informativi (Consorzio Servizi Bancari), per sottoporre le strutture tecnologiche alle verifiche previste della normativa bancaria (IT audit) compresa una specifica attività di "networking & application penetration test". Anche le verifiche dei sistemi informativi interni è effettuato con il supporto di consulenti esterni.

La pianificazione delle attività di audit è svolta annualmente, basandosi su un processo strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi identificati ( c.d. "risk based"), che valuta il grado di rischio delle attività della Banca al netto dei controlli previsti. Allo scopo di individuare gli interventi da pianificare e di determinarne la loro priorità, vengono considerati anche i seguenti aspetti:

  • l'evoluzione dell' attività della Banca prevista dal budget e dal Piano Industriale;
  • gli elementi di attenzione derivanti dagli esiti delle attività di audit svolte negli esercizi precedenti ;
  • l'analisi dei rischi operativi formalizzati nell'Operational Risk Framework dalla Direzione Rischio;
  • le modifiche organizzative e i progetti in corso;
  • le attività di verifica annuali obbligatorie previste dalla normativa di Banca d'Italia (es. IT audit, ICAAP, politica delle remunerazioni, valutazione del RAF, ecc.) e quelle a carattere continuativo raccomandate dalle Autorità di Vigilanza (es. audit sulla funzione Compliance e Antiriciclaggio).

Il Piano di Audit pluriennale (2017-2018) è stato sottoposto in via preliminare all'esame del Comitato aziendale dei manager della prima linea (comitato CEO), del Comitato di Controllo Interno e Gestione dei Rischi, del Collegio Sindacale e, successivamente, presentato all'approvazione formale del Consiglio di Amministrazione alla riunione dell'8 marzo 2017. Gli organi aziendali, le Autorità di Vigilanza e il responsabile della funzione Internal Audit

possono richiedere modifiche e/o integrazioni al piano sulla base di fatti o situazioni di particolare rischiosità da essi rilevati, informando il Consiglio di Amministrazione.

Le principali attività svolte nel corso del 2017 dal team della Direzione Internal Audit hanno riguardato, con diversa profondità in funzione del livello di rischio, i seguenti processi operativi della Banca: factoring, finanziamenti PMI, cessione del quinto dello stipendio/pensione, collection, segnalazioni di vigilanza, nonché alcuniprocessi aziendali non direttamente riconducibili a singole strutture. Sono stati inoltre svolti interventi concernenti le attività di revisione obbligatorie che riguardano il processo ICAAP, il sistema informativo (ICT auditing), incluso il piano aziendale di continuità operativa, le funzioni aziendali di controllo di secondo livello (compliance e antiriciclaggio) e la corretta applicazione delle politiche di remunerazione.

Inoltre, la Funzione Internal Audit supporta il Dirigente Preposto a valutare l'efficacia del sistema dei controlli interni per la redazione dei documenti contabili societari (Legge n. 262/2005). Tale attività è stata inserita nel piano di audit 2017-2018 e prevede delle verifiche da parte del team di Internal Audit, in occasione delle chiusure contabili trimestrali, per valutare l'efficacia del sistema dei controlli interni sui seguenti processi aziendali:

  • Factoring;
  • CQS/CQP;
  • Finanziamenti PMI;
  • Impairment;
  • Gestione liquidità;
  • Servizi bancari;
  • Anagrafe generale clienti.

Gli esiti delle attività di audit sono formalizzati in apposite relazioni che sono inviate ai membri del Comitato CEO e alle strutture coinvolte nelle verifiche. Le suddette relazioni riportano il dettaglio dei rilievi riscontrati, gli aspetti di miglioramento del sistema di controllo emersi e gli interventi previsti per il loro superamento, con l'indicazione del responsabile delle azioni di rimedio e i tempi previsti per la loro implementazione. Tramite l'attività di followup viene monitorato il completamento degli interventi correttivi individuati, informando l'Amministratore Delegato di eventuali ritardi.

Il Responsabile della Direzione Internal Audit sottopone all'attenzione degli organi aziendali, con cadenza trimestrale, un tableau de bord in cui sono riepilogate le seguenti informazioni:

  • le verifiche effettuate dalla Direzione Internal Audit previste dal Piano di Audit;
  • le osservazioni emerse nel corso delle suddette verifiche con l'indicazione del livello di criticità, degli interventi correttivi pianificati, della tempistica di realizzazione e dei responsabili dei «cantieri»;
  • il follow-up delle osservazioni;
  • le altre attività svolte nel periodo.

12.5 Modello Organizzativo e di Gestione ex D. Lgs. 231/2001

Banca Sistema, sensibile all'esigenza di assicurare condizioni di trasparenza e correttezza nella conduzione dell'attività aziendale, a tutela del proprio ruolo istituzionale e della propria immagine, delle aspettative degli azionisti e di coloro che lavorano per e con la Banca, ha ritenuto conforme alle proprie politiche aziendali procedere all'attuazione del Modello Organizzativo e di Gestione (o "MOG") previsto dal D.Lgs. 231/2001 e disponibile sul sito internet dell'Emittente www.bancasistema.it.

Tale iniziativa è stata assunta anche nella convinzione che l'adozione del MOG possa costituire un valido strumento di sensibilizzazione nei confronti di coloro che lavorano per la Banca, affinché adottino, nell'espletamento e nella conduzione delle proprie attività, comportamenti corretti e lineari, tali da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati nel D.Lgs. 231/2001.

La Banca condanna i comportamenti contrari alle disposizioni di legge vigenti ed ai principi etici altresì affermati nel Codice Etico. In tale contesto, l'adozione e l'efficace attuazione del Modello migliora la Corporate Governance della Banca, limitando il rischio di commissione dei reati.

Nella predisposizione del Modello Organizzativo Banca Sistema si è ispirata oltre alle prescrizioni del Decreto, le linee guida elaborate in materia da associazioni di categoria.

La Parte Speciale del Modello Organizzativo contempla i seguenti reati presupposto astrattamente ipotizzabili che Banca Sistema intende prevenire

  • a) reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione (art. 24);
  • b) reati informatici e trattamento illecito di dati (art. 24-bis);
  • c) reati in materia societaria (art. 25-ter);
  • d) reati di abuso di mercato (art 25-sexies);
  • e) reati commessi con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (art. 25-septies);
  • f) reati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, nonché autoriciclaggio (art. 25-octies).

In conformità con quanto disposto dal Decreto 231/2001 è stato altresì istituito un Organismo di Vigilanza (OdV) cui è affidato il compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza e sull'aggiornamento del MOG. Il Consiglio di Amministrazione del 27 novembre 2015 ha ritenuto opportuno dare continuità all'attività già svolta dall'Organismo di Vigilanza nominando come componenti una struttura collegiale ad hoc, distinta dal Collegio Sindacale, con le caratteristiche disciplinate dal regolamento di funzionamento dell'OdV. In particolare il Consiglio ha mantenuto la natura "mista" della composizione dell'OdV prevedendo i seguenti soggetti:

  • (i) il Presidente del Collegio Sindacale affinché, in rappresentanza dello stesso, possa garantire ed accertare l'adeguatezza di tutte le funzioni coinvolte nel sistema dei controlli, il corretto assolvimento dei compiti e l'adeguato coordinamento delle medesime funzioni, promuovendo gli interventi correttivi delle carenze e delle irregolarità rilevate.
  • (ii) un consigliere non esecutivo ed indipendente, che possa garantire l'indipendenza dell'organismo ed assicurare un collegamento costante con il Consiglio di Amministrazione,
  • (iii) il responsabile della funzione di Internal Audit della Banca, in modo da garantire un corretto coordinamento delle attività di verifica evitando duplicazioni e sfruttando possibili sinergie dei controlli Interni

Attualmente l'Organismo risulta quindi costituito dai seguenti componenti:

  • Massimo Conigliaro (Presidente del Collegio Sindacale);
  • Daniele Pittatore (Consigliere indipendente);
  • Franco Pozzi (Direttore Internal Audit).

L'Organismo dura in carica tre anni, le riunioni sono regolarmente verbalizzate e allibrate in un apposito libro verbale e riferisce al Consiglio d'Amministrazione sull'attività svolta con cadenza semestrale. Tale Organismo è dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo, ivi compreso il potere di chiedere e di acquisire informazioni da ogni livello e settore operativo della Banca, avvalendosi della funzione Internal Audit.

Il Consiglio attribuisce annualmente all'OdV le risorse finanziarie necessarie per l'acquisizione di consulenze per assolvere ai suoi compiti istituzionali.

L'OdV è destinatario degli obblighi di informazione previsti dal MOG, con particolare riguardo alla segnalazione di notizie relative alla commissione o tentativo di commissione dei reati nell'interesse o a vantaggio della Banca indicati nel decreto 231/2001, oltre che alle eventuali violazioni delle regole di condotta previste dal MOG. Al fine di tutelarne la piena autonomia e la riservatezza, la segnalazione può essere effettuata direttamente all'OdV 231, utilizzando l'apposita casella di posta elettronica. Nel corso del 2017 non sono state ricevute segnalazioni.

12.6 Responsabile dei sistemi interni di segnalazione delle violazioni ("Whistleblowing")

L'adozione di adeguati sistemi interni di segnalazione delle violazioni (c.d. "whistleblowing") da parte della Banca si è resa necessaria a seguito delle modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 12 maggio 2015, n. 72, che ha modificato il Testo Unico Bancario ("TUB") e il Testo Unico dell'Intermediazione Finanziaria ("TUF"). A sua volta

la Banca d'Italia ha aggiornato le "Disposizioni di vigilanza per le banche" (Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 – XI aggiornamento) introducendo nel sistema bancario italiano, a partire dal 31 dicembre 2015, la disciplina dei sistemi interni di segnalazione delle violazioni. Nel corso dell'esercizio si segnala l'entrata in vigore della Legge 30 novembre 2017, n. 179, che realizza un significativo passo in avanti verso la compiuta introduzione nel nostro ordinamento di questo istituto, inserendo delle disposizioni a tutela del dipendente, sia pubblico che privato, che segnala condotte illecite.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca, nella seduta del 16 dicembre 2015, ha nominato come Responsabile dei sistemi interni di segnalazione delle violazioni il Responsabile della Funzione Internal Audit e approvato il relativo Regolamento, che disciplina gli aspetti di natura procedurale e organizzativa dei sistemi di segnalazione delle violazioni.

Al fine di facilitare l'invio delle segnalazioni da parte del personale della Banca e garantire la loro riservatezza, da dicembre 2017 è attiva sulla Intranet aziendale una ulteriore modalità di invio, in aggiunta a quella già prevista tramite uno specifico indirizzo email ([email protected]). Inoltre, nel caso in cui la segnalazione dovesse riguardare il responsabile delle segnalazioni, o il segnalante non fosse a proprio agio per qualsiasi altro motivo, si può inviarla per posta presso la sede legale della Banca all'attenzione del Presidente del Comitato di Controllo Interno e Gestione dei Rischi.

Si dà atto che nel corso del 2017 non sono pervenute segnalazioni.

12.7 Società di revisione

Con delibera del 27 aprile 2010 l'Assemblea degli Azionisti dell'emittente, ai sensi degli artt. 14 e 16 del D. Lgs. 39/2010 e degli artt. 2409-bis e seguenti del Codice Civile, ha conferito alla Società di Revisione KPMG S.p.A., sulla base della proposta motivata avanzata dal Collegio Sindacale, l'incarico (i) per la revisione legale dei conti dei bilanci di esercizio dell'Emittente e consolidati del Gruppo, inclusa la verifica della regolare tenuta della contabilità sociale e di corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili per gli esercizi 2010 – 2018, nonché (ii) per la revisione contabile limitata delle relazioni semestrali dal 30 giugno 2010 al 30 giugno 2018.

Nella relazione della Società di Revisione legale è espresso anche il giudizio della stessa ai sensi dell'art. 123-bis del TUF.

La revisione del bilancio di esercizio e di quello consolidato comportano anche la revisione dei bilanci delle società controllate o collegate aventi personalità giuridica di diritto italiano. L'attività di revisione della controllata SF Trust Holdings viene formalizzata con separato accordo.

12.8 Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari

L'articolo 23 dello Statuto prevede che Il Consiglio di Amministrazione, previo parere obbligatorio ma non vincolante del Collegio Sindacale, nomina il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di cui all'articolo 154-bis del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, eventualmente stabilendo un determinato periodo di durata dell'incarico, scegliendolo tra i dirigenti della società con comprovata esperienza in materia contabile e finanziaria, conferendogli adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti attribuiti ai sensi di legge. Allo stesso Consiglio di Amministrazione spetta il potere di revocare tale dirigente preposto. Il compenso spettante al soggetto preposto alla redazione dei documenti contabili societari è stabilito dal Consiglio di Amministrazione.

In data 22 novembre 2017 il Consiglio di Amministrazione, avendo accertato il possesso di una comprovata esperienza in materia contabile e finanziaria (come previsto ai sensi dell'articolo 23.1 dello Statuto), e con il parere favorevole del Collegio Sindacale, ha nominato quale nuovo "Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari" il Signor Alexander Muz, che ricopre il ruolo di Responsabile "Amministrazione, Pianificazione e Vigilanza".

Il Consiglio di Amministrazione ha attribuito al Dirigente Preposto i seguenti poteri e mezzi:

  • è dotato di ogni potere e mezzo necessario per l'esercizio dei compiti ad essa attribuiti per l'esercizio dei compiti previsti dalla legge;
  • occupa una posizione dirigenziale di livello gerarchico adeguato, con diretto riporto al Direttore Centrale Finanza;
  • ha adeguato accesso alle informazioni giudicate rilevanti per l'assolvimento dei propri compiti;
  • dispone dei poteri per effettuare la supervisione delle procedure aziendali esistenti e autorizzare le nuove quando esse hanno impatto sul bilancio, sul bilancio consolidato, sui documenti soggetti ad attestazione;
  • deve poter fare affidamento sui sistemi informativi aziendali al fine di poter disporre di un sistema contabile idoneo ad assicurare l'adeguatezza delle procedure e dei controlli;
  • può avvalersi, laddove necessario e/o opportuno, della collaborazione delle altre Unità organizzative aziendali, diverse da quelle dallo stesso organizzate quale Dirigente della società, per lo svolgimento dell'incarico secondo modalità che saranno concordate con le stesse;
  • ai fini della tracciabilità e della trasparenza, predispone le modalità più opportune di archiviazione dei documenti con impatto sulla informativa contabile di Banca Sistema S.p.A.

Il Dirigente Preposto dispone degli stessi poteri di ispezione e di controllo di cui dispongono il Collegio Sindacale e la Società di Revisione, nei limiti tuttavia delle competenze e delle funzioni ad esso attribuite. Il Dirigente Preposto ha accesso a qualsiasi documento societario inclusi i contratti con terzi.

12.9 Processo di informativa finanziaria

Quanto alle caratteristiche principali del SCIGR in relazione al processo di informativa finanziaria, anche consolidata, in base al disposto normativo di cui all'art. 154-bis del TUF, il Dirigente Preposto attesta con dichiarazione scritta che gli atti e le comunicazioni di Banca Sistema diffusi al mercato e relativi all'informativa contabile, anche infrannuale, siano corrispondenti a risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili (art 154-bis comma 2).

Il Consiglio di Amministrazione vigila affinché il Dirigente Preposto disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti nonché sul rispetto effettivo delle procedure amministrative contabili.

L'Amministratore Delegato e il Dirigente Preposto attestano con apposita relazione allegata al bilancio di esercizio, alla relazione semestrale e al bilancio consolidato (art 154- bis comma 5) attestano che:

  • a) siano redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
  • b) corrispondano alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
  • c) siano idonei a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
  • d) la relazione sulla gestione comprenda un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Nell'ambito del processo di informativa finanziaria sono stati definiti e formalizzati tutti i principali key control inerenti i processi amministrativo-contabili rilevanti, che dovrebbero garantire l'attendibilità e la correttezza dell'informativa economico-finanziaria ed è stata pianificata un'attività di verifiche per attestare l'adeguatezza delle procedure e l'effettività dei controlli in esercizio condotta dalla Direzione Internal Audit.

12.10 Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

In un'ottica di rafforzamento dei meccanismi di coordinamento e di interscambio di informazioni tra le funzioni e Organi aziendali incaricati della gestione dei rischi e del sistema di controllo interno, ed al fine di cogliere, nel rispetto della reciproca autonomia, economie di scopo, nonché, sviluppare metodologie di controllo coerenti con l'operatività aziendale, sono state definite idonee misure organizzative e flussi informativi.

Pur essendo già presenti contatti ed interrelazioni tra le funzioni stesse, in particolare in occasione di confronti bilaterali, la partecipazione alle riunioni degli stessi di altri Organi aziendali e Responsabili di strutture operative permette un efficace coordinamento tra i diversi soggetti convolti nel Sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi.

In particolare, il Comitato di Controllo Interno e Gestione dei rischi permettono il coordinamento tra le attività delle Funzioni di Controllo Interno, i cui Responsabili, incluso il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, sono invitati a partecipare; alle riunioni del Comitato è presente sempre almeno un componente del Collegio Sindacale e ne permette lo scambio di flussi informativi. Anche la Società di Revisione è chiamata a partecipare a tale Comitato.

Le funzioni aziendali di controllo inoltre collaborano utilizzando alcuni parametri comuni di integrazione nell'ambito della gestione dei rischi e del sistema dei controlli interni, quali l'utilizzo di adozione di metodi e strumenti di rilevazione e valutazione basati sui medesimi parametri di riferimento, l'individuazione di momenti formalizzati di coordinamento ai fini della pianificazione delle attività, la condivisione nell'individuazione delle azioni di rimedio.

Il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi, ha approvato l'aggiornamento del Regolamento per il Coordinamento delle Funzioni di Controllo Il Regolamento viene adottato dal Consiglio di Amministrazione di Banca Sistema S.p.A. (i) allo scopo di conformarsi ai principi sanciti dal Codice di Autodisciplina, predisposto dal Comitato per la Corporate Governance delle Società Quotate, promosso dalla Borsa Italiana, al quale la Banca aderisce su base volontaria, e (ii) al fine di tenere conto delle previsioni in materia di assetto organizzativo e governo societario contenute nel D.Lgs. 385/1993 e nelle disposizioni di vigilanza per le banche di cui alla Circolare della Banca d'Italia, n. 285 del 17 dicembre 2013.

13. Interessi degli amministratori e operazioni con parti correlate

La "Procedura per la gestione delle operazioni con soggetti in conflitto di interesse" aggiornata nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2016, ha lo scopo di definire, nell'ambito dell'operatività della Banca e più in generale del Gruppo, i principi e le regole da osservare per il presidio del rischio derivante da situazioni di possibile conflitto di interesse determinate dalla vicinanza di taluni soggetti ai centri decisionali della Banca e del Gruppo.

La Procedura − redatta come compendio organico con l'obiettivo di trattare in modo unitario gli aspetti di governance e gli ambiti di applicazione, nonché i profili procedurali e organizzativi − contiene le disposizioni da osservare nella gestione:

  • delle operazioni con parti correlate ai sensi del "Regolamento recante disposizioni in materia di operazioni con parti correlate" adottato da CONSOB con Delibera del 12 marzo 2010, n. 17221;
  • delle operazioni con soggetti collegati ai sensi della disciplina sulle "Attività di rischio e conflitti di interesse nei confronti di soggetti collegati, " dettata dal Titolo V, Capitolo 5 della Circolare Banca d'Italia del 27 dicembre 2006, n. 263 "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche " e successivi aggiornamenti;
  • delle obbligazioni degli esponenti bancari ai sensi dell'art. 136 del Decreto Legislativo del 1° settembre 1993 n. 385 "Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

La Procedura, tra l'altro, definisce il perimetro dei soggetti in conflitto d'interesse, l'iter e gli adempimenti connessi al perfezionamento di una operazione con tali soggetti, gli eventuali casi di esenzione e i flussi informativi verso gli organi aziendali.

La Procedura è disponibile sul sito internet www.bancasistema.it (nella sezione "Corporate Governance – Parti Correlate e Soggetti Collegati").

Nella medesima riunione consiliare del 15 dicembre 2016, il Consiglio di Amministrazione ha inoltre provveduto ad aggiornare la "Policy di Conflitti di interesse - Adempimenti ex Art.136 TUB".

14. Nomina dei Sindaci

Per la nomina, revoca e sostituzione dei sindaci si applicano le norme di legge e le previsioni statutarie. Si rinvia pertanto all'art. 18 dello statuto della Banca pubblicato sul sito internet www.bancasistema.it nella sezione Governance/Documenti societari.

I sindaci devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza prescritti dalla normativa pro tempore vigente, tra cui quelli indicati nel Decreto del Ministero della Giustizia 30 marzo 2000, n. 162, nonché quelli previsti dal Codice di Autodisciplina. Ai fini di quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, lettere b) e c) di detto Decreto, si considerano strettamente attinenti all'ambito di attività della Banca le materie inerenti ai settori finanziario, creditizio ed assicurativo. I sindaci possono assumere incarichi di componenti di organi di amministrazione e controllo in altre società nei limiti stabiliti dalle disposizioni, anche regolamentari, applicabili.

Costituisce causa di ineleggibilità o di decadenza, oltre a quelle previste dalla legge, l'essere legato alla società da un rapporto continuativo di prestazione d'opera o di lavoro subordinato oppure da un qualsiasi rapporto di fornitura diretta o indiretta di beni e/o servizi, l'essere componenti di organi amministrativi di altre banche o di altre società che svolgono attività in concorrenza con quella della società, o l'essere legato alle stesse da un rapporto continuativo di prestazione d'opera o di lavoro subordinato.

I sindaci non possono assumere cariche in organi diversi da quelli di controllo presso altre società appartenenti al gruppo o al conglomerato finanziario, nonché presso società nelle quali la società detenga, anche indirettamente, una partecipazione strategica.

L'Assemblea ordinaria fissa l'emolumento annuale spettante a ciascun sindaco ai sensi della normativa pro tempore vigente. Ai sindaci spetta anche il rimborso, anche in misura forfettaria, delle spese sostenute per ragione del loro incarico.

Sono esclusi per i sindaci compensi basati su strumenti finanziari e collegati ai risultati economici della gestione.

Il Collegio Sindacale, adempiendo a tutte le funzioni che gli sono demandate nel rispetto della relativa disciplina prevista dalla legge e dalla regolamentazione pro tempore vigente, vigila:

  • a) sull'osservanza della legge, dei regolamenti e dello Statuto;
  • b) sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
  • c) sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento;
  • d) sull'adeguatezza e funzionalità del sistema dei controlli interni con particolare riguardo al controllo dei rischi;
  • e) su altri atti e fatti precisati dalla legge e dai regolamenti.

Il Collegio Sindacale verifica e approfondisce cause e rimedi delle irregolarità gestionali, delle anomalie andamentali, delle lacune degli assetti organizzativi e contabili, e pone particolare attenzione al rispetto della regolamentazione concernente i conflitti di interesse.

II Collegio Sindacale accerta, in particolare, l'adeguato coordinamento di tutte le funzioni e strutture coinvolte nel sistema dei controlli interni, ivi compresa la società di revisione incaricata della revisione legale dei conti, promuovendo, se del caso, gli opportuni interventi correttivi. A tal riguardo, a) i responsabili delle funzioni di revisione interna, di risk management e di compliance inviano le rispettive relazioni delle proprie funzioni al Collegio Sindacale; b) il Collegio Sindacale e la società di revisione si scambiano costantemente i dati e le informazioni rilevanti per l'espletamento dei relativi compiti.

Il Collegio Sindacale periodicamente verifica la propria adeguatezza in termini di potere, funzionamento e composizione, tenuto conto delle dimensioni, della complessità e dell'attività svolta dalla società.

I sindaci possono avvalersi, nello svolgimento delle verifiche e degli accertamenti necessari, delle strutture e delle funzioni preposte al controllo interno, nonché procedere, in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo.

II Collegio Sindacale può chiedere agli amministratori ed a tutte le strutture di controllo interno notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali e su determinati affari. Può scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo e all'andamento generale dell'attività sociale.

Al fine di adempiere correttamente ai propri doveri, e in particolare all'obbligo di riferire tempestivamente alla Banca d'Italia e, ove previsto, alle altre Autorità di Vigilanza in merito alle irregolarità di gestione o alle violazioni di norme, il Collegio Sindacale è dotato dei più ampi poteri previsti dalle disposizioni normative e regolamentari vigenti. Inoltre, il Collegio Sindacale segnala al Consiglio di Amministrazione le carenze e le irregolarità eventualmente riscontrate, richiede l'adozione di idonee misure correttive e ne verifica nel tempo l'efficacia.

Il Collegio Sindacale si sottopone a un periodico processo di autovalutazione, secondo i criteri e le modalità previste dalla normativa pro tempore applicabile.

15. Composizione e funzionamento del Collegio Sindacale

(ex art. 123-bis, comma 2, lettera d) e d-bis), TUF)

Il Collegio Sindacale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, si compone di 3 membri effettivi e di 2 supplenti. I Sindaci durano in carica tre esercizi, sono rieleggibili e scadono alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito.

Alla data della presente Relazione il Collegio Sindacale della Banca è composto da cinque membri, di cui tre effettivi e due supplenti, nominati dall'assemblea ordinaria di Banca Sistema del 27 aprile 2017 e del 14 dicembre 2017, secondo i criteri previsti dallo Statuto sociale.

Si dà atto che l'assemblea del 27 aprile 2017 aveva nominato Sindaco effettivo, Signora Maria Italiano che, in data 25 luglio 2017 ha rassegnato le proprie dimissioni con effetto immediato e che di conseguenza, in pari data, è subentrato, con durata della carica fino alla prima assemblea della Banca, il Sindaco supplente Marco Armarolli.

L'azionista SGBS S.r.l., in data 29 novembre 2017 ha proposto, con l'accordo degli altri soci aderenti al patto, la candidatura della Signora Lucia Abati alla carica di Sindaco effettivo e del Signor Marco Armarolli alla carica di Sindaco supplente, con scadenza alla carica unitamente agli altri membri dell'Organo di Controllo a compimento del mandato per gli esercizi 2017-2018-2019, in occasione dell'Assemblea che verrà convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019.

L'assemblea del 14 dicembre 2017 ha deliberato di nominare, ai sensi dell'art. 2401 del Codice Civile e dell'art. 18.5 dello Statuto, i candidati proposti dal socio Società di gestione delle partecipazioni in Banca Sistema S.r.l. rispettivamente per la carica di Sindaco effettivo e di Sindaco supplente, fino alla data dell'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019. Il Collegio Sindacale resterà in carica fino alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2019. La seguente tabella riporta i componenti del Collegio Sindacale in carica, con evidenza della rispettiva carica ricoperta e dei principali dati anagrafici.

NOME E COGNOME CARICA LUOGO E DATA DI NASCITA DATA DI NOMINA
Massimo Conigliaro Presidente Catania (CT), 25/12/1969 27/04/2017
Biagio Verde Sindaco effettivo Alessandria (AL), 18/07/1943 27/04/2017
Lucia Abati Sindaco effettivo Cesena (FO), il 25/06/1979 14/12/2017
Marco Armarolli Sindaco supplente Busto Arsizio (VA), 23/01/1973 14/12/2017
Daniela D'Ignazio Sindaco supplente Atri (TE), 01/03/1978 27/04/2017

I membri del Collegio Sindacale sono tutti domiciliati per la carica presso la sede di Banca Sistema. I requisiti per i membri del Collegio Sindacale sono:

(i) quelli individuati all'articolo 148 comma 3 del TUF;

(ii) quelli individuati come requisiti di professionalità e onorabilità nel decreto del Ministero della giustizia 30 marzo 2000, n. 162;

(iii) i limiti al cumulo di incarichi stabiliti dalla Consob con proprio regolamento.

* * *

Nel corso dell'esercizio 2017, il Collegio Sindacale si è riunito complessivamente 14 volte, oltre ad essersi relazionato con Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001, la società di revisione, i responsabili delle Funzioni di controllo nonché con numerosi dirigenti e dipendenti della Banca. Le riunioni e/o le verifiche hanno registrato una durata media di circa due ore e mezza.

Dall'inizio dell'anno 2018 sino alla data di approvazione del presente documento si sono svolte 3 riunioni del Collegio. Nello stesso periodo, il Collegio Sindacale ha inoltre partecipato a tutte le riunioni del Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi. È prevedibile che il Collegio Sindacale svolga nel 2018 un numero di riunioni in linea con quelle tenutesi nel precedente esercizio.

Non sono avvenuti cambiamenti nella composizione del Collegio a far data dalla chiusura dell'Esercizio.

Il Consiglio di Amministrazione ha provveduto dopo le nomine, nelle rispettive riunioni del 19 maggio 2017 e del 15 dicembre 2017 alla verifica dell'accertamento dei requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza dei sindaci, cui all'art. 148, comma 3 del D.Lgs. n. 58/1998, sulla base delle Dichiarazioni Sostitutive previste dal D.P.R. del 28 dicembre 2000, n. 445 e la non sussistenza di ipotesi di incompatibilità ai sensi dell'art. 36 del Decreto "Salva Italia" e, per quanto applicabile, ai sensi dell'art. 27-quater del Decreto Legge n. 1 del 24 gennaio 2012 in capo a tutti i componenti del Collegio Sindacale.

Il Collegio inoltre verifica periodicamente l'idoneità dei propri componenti a svolgere le funzioni dell'organo di controllo sotto il profilo della professionalità, della disponibilità di tempo e dell'indipendenza, nonché la propria adeguatezza in termini di poteri, funzionamento e composizione, tenuto conto delle dimensioni, della complessità e delle attività svolte da Banca Sistema. Nell'ambito di tale verifica è stato di tempo in tempo confermato il permanere dei requisiti di indipendenza in capo ai membri del Collegio, secondo tutti i criteri previsti dal Codice di Autodisciplina per l'indipendenza degli amministratori. Il Collegio Sindacale ha dato atto del permanere dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di Autodisciplina e dal comma 3 dell'art. 148 del TUF in capo ai propri componenti sulla base delle dichiarazioni da questi rese. Nell'effettuare tali valutazioni il Collegio ha applicato tutti i criteri previsti dal Codice con riferimento agli amministratori.

La remunerazione dei sindaci è commisurata all'impegno richiesto, alla rilevanza del ruolo ricoperto nonché alle caratteristiche dimensionali e settoriali dell'impresa.

Coerentemente con quanto previsto dal Codice di Autodisciplina, e anche ai sensi di quanto previsto dall'art. 136 TUB comma 1 ("Obbligazioni degli esponenti bancari"), qualora il sindaco, per conto proprio o di terzi, abbia un interesse in una determinata operazione della Banca, è tenuto ad informare tempestivamente e in modo esauriente gli altri sindaci e il presidente del Consiglio circa natura, termini, origine e portata del proprio interesse. I sindaci rientrano inoltre nel campo di applicazione della "Procedura per l'operatività con soggetti collegati" trattata nella Sezione 12.

Nell'ambito del coordinamento con gli altri attori del Sistema di Controllo Interno e di gestione dei rischi, il Collegio si è in primo luogo relazionato, come prevede il Codice di Autodisciplina, con la Funzione Internal Audit, il cui Responsabile assiste di norma alle riunioni del Collegio, e con il Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi. Nel corso del 2017 il Collegio Sindacale ha partecipato … volte alle riunioni del Comitato per il Controllo Interno e Gestione dei Rischi.

*****

Anche il Collegio Sindacale, ai sensi di quanto previsto dalle Disposizioni di vigilanza per le banche di cui alla Circolare della Banca d'Italia n° 285 del 17 dicembre 2013, ha svolto il processo di valutazione annuale; tale processo è stato condotto mediante la somministrazione di un questionario e lo svolgimento di interviste con il supporto di un consulente esterno.

Tale valutazione è stata condotta tenendo conto dei consueti elementi quali le caratteristiche professionali, di esperienza (anche manageriale) e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica anche

nell'ottica dell'elaborazione degli orientamenti da esprimere agli azionisti sulle figure la cui presenza in Consiglio fosse ritenuta opportuna.

Le informazioni raccolte, attraverso la compilazione del questionario e delle interviste individuali, sono state valutate collegialmente e i risultati complessivi contribuiscono a definire le azioni da intraprendere per rimediare ai punti di debolezza eventualmente identificati.

La valutazione espressa dai sindaci sulla presenza e sull'assortimento delle necessarie competenze, approvata prima dal Collegio Sindacale e successivamente presentata anche al Consiglio di Amministrazione del 15 dicembre 2017, ha rilevato una sostanziale adeguatezza della composizione e del funzionamento del Collegio Sindacale con riferimento sia ai singoli membri, sia all'Organo nel suo complesso.

Con la nomina del Sindaco Effettivo Signora Lucia Abati e del Sindaco Supplente Signora Daniela D'Ignazio è stato assicurato il rispetto delle previsioni di cui all'art. 148 del TUF, come inserito dalla Legge n. 120/2011, in materia di parità di accesso agli organi di controllo delle società quotate (equilibrio tra i generi).

16. Rapporti con gli azionisti

Ai sensi dell'art. 9.C.1 del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione è chiamato ad assicurare che venga identificato un responsabile incaricato della gestione dei rapporti con gli azionisti ed a valutare periodicamente l'opportunità di procedere alla costituzione di una struttura aziendale incaricata di tale funzione.

In data 28 aprile 2015 il Consiglio di Amministrazione ha nominato il Dott. Carlo Di Pierro responsabile della gestione dei rapporti con gli investitori (funzione "Investor Relator").

Banca Sistema assicura un'adeguata informativa nei rapporti con gli investitori anche attraverso la messa a disposizione della documentazione societaria maggiormente rilevante, in modo tempestivo e con continuità, in una sezione dedicata del sito internet di Banca Sistema.

Nell'ambito dei rapporti con gli azionisti il Consiglio di Amministrazione promuove iniziative volte a favorire la partecipazione più ampia possibile degli azionisti alle assemblee e a rendere agevole l'esercizio dei diritti dei soci.

17. Assemblee (ex art. 123-bis, comma 2, lettera c), TUF)

I compiti dell'Assemblea sono allineati a quelli rinvenibili nella maggior parte delle banche italiane con azioni quotate. In particolare, l'Assemblea ordinaria oltre a stabilire i compensi spettanti agli organi dalla stessa nominati approva: (i) le politiche di remunerazione e incentivazione in favore dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, e del restante personale; (ii) gli eventuali piani di remunerazione basati su strumenti finanziari (ad esempio stock option); (iii) i criteri per la determinazione del compenso da accordare in caso di conclusione anticipata del rapporto di lavoro o di cessazione anticipata dalla carica, ivi compresi i limiti fissati a detto compenso in termini di annualità della remunerazione fissa e l'ammontare massimo che deriva dalla loro applicazione.

L'Assemblea, regolarmente costituita, rappresenta l'universalità dei soci e le sue deliberazioni prese in conformità alla legge ed allo Statuto, vincolano tutti i soci, anche se non intervenuti, astenuti o dissenzienti. L'Assemblea dei soci si riunisce in sede ordinaria e straordinaria ai sensi di legge e dello Statuto.

L'Assemblea è convocata a norma di legge almeno una volta l'anno entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.

Inoltre, l'Assemblea è convocata dall'organo amministrativo ogni qualvolta lo ritenga necessario o opportuno e nei casi previsti dalla legge ovvero, previa comunicazione scritta al presidente del Consiglio di Amministrazione, dal Collegio Sindacale o da almeno due dei suoi membri, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni di legge. L'Assemblea è inoltre convocata dal Consiglio di Amministrazione nei termini di legge quando ne facciano richiesta tanti soci che rappresentino almeno il ventesimo del capitale sociale e nella domanda siano indicati gli argomenti da trattare. La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti sui quali l'Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.

L'Assemblea è convocata, infine, negli altri casi previsti dalla legge e dallo statuto.

L'Assemblea è convocata nel Comune dove ha sede la società oppure altrove, purché in Italia, negli Stati membri dell'Unione Europea, in Svizzera e negli Stati Uniti d'America.

L'Assemblea è convocata secondo i termini e le modalità fissate dalla legge e dalle norme regolamentari in materia di volta in volta applicabili.

L'Assemblea si svolge in un'unica convocazione, applicandosi in tal caso i quorum costitutivi e deliberativi stabiliti dalla legge per tali ipotesi, salvo che l'avviso di convocazione non preveda, oltre alla prima, anche le date delle eventuali convocazioni successive, ivi inclusa un'eventuale terza convocazione.

I soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale, o la diversa minore percentuale del capitale sociale prevista dalla normativa pro tempore vigente, possono ai sensi dell'articolo 126-bis del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche ed integrazioni richiedere, entro 10 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'Assemblea, salvo diverso termine previsto dalla legge, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti, ovvero presentare proposte di deliberazione su materie già all'ordine del giorno, nei limiti e con le modalità previsti dalle disposizioni di legge e regolamentari applicabili. Colui al quale spetta il diritto di voto può presentare individualmente proposte di deliberazione in Assemblea.

Delle integrazioni all'ordine del giorno o della presentazione di ulteriori proposte di deliberazione su materie già all'ordine del giorno, a seguito della richiesta di integrazione o della presentazione di proposte di cui al capoverso

che precede, viene data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell'avviso di convocazione, almeno 15 giorni prima di quello fissato per l'Assemblea, salvo diverso termine previsto dalla legge. Le ulteriori proposte di deliberazione su materie già all'ordine del giorno sono messe a disposizione del pubblico nei termini e con le modalità di legge.

L'integrazione non è ammessa per gli argomenti sui quali l'Assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta, diversa da quelle indicate all'art. 125-ter comma 1 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche ed integrazioni.

In mancanza delle formalità di cui ai precedenti capoversi e di ogni altra formalità prevista dalla legge, l'Assemblea si reputa regolarmente costituita e può validamente deliberare su qualsiasi argomento, salva l'opposizione del socio non sufficientemente informato, quando è rappresentato l'intero capitale sociale e partecipa all'Assemblea la maggioranza dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale. In tale ipotesi, dovrà essere data tempestiva comunicazione delle deliberazioni assunte ai componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale non presenti.

La legittimazione all'intervento in Assemblea e all'esercizio del diritto di voto è attestata da una comunicazione alla società, effettuata dall'intermediario abilitato ai sensi delle disposizioni di legge e regolamentari applicabili, in conformità alle proprie scritture contabili, in favore del soggetto a cui spetta il diritto di voto. Tale comunicazione è effettuata sulla base delle evidenze dei conti indicati dall'art. 83-quater comma 3 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 e successive modifiche ed integrazioni, relative al termine della giornata contabile del settimo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea. A tale fine, si ha riguardo alla data di prima convocazione dell'Assemblea, purché le date delle eventuali convocazioni successive siano indicate nell'unico avviso di convocazione; in caso contrario si ha riguardo alla data di ciascuna convocazione.

I soggetti legittimati a partecipare e votare in Assemblea potranno farsi rappresentare da altra persona, fisica o giuridica, anche non socio, mediante delega scritta nei casi e nei limiti previsti dalla legge e dalle disposizioni regolamentari applicabili. La delega potrà essere notificata per via elettronica mediante posta elettronica certificata o utilizzo di apposita sezione del sito internet della società e con le altre modalità di notifica eventualmente previste nell'avviso di convocazione, in conformità alle disposizioni di legge e regolamentari applicabili.

La Banca ha la facoltà di designare per ciascuna Assemblea un soggetto al quale i soci possono conferire una delega con istruzioni di voto su tutte o alcune delle proposte all'ordine del giorno con le modalità previste dalla legge e dalle disposizioni regolamentari applicabili. La delega non ha effetto con riguardo alle proposte per le quali non siano state conferite istruzioni di voto.

Il voto può essere espresso anche per corrispondenza.

Il voto per corrispondenza è esercitato secondo le modalità indicate nell'avviso di convocazione, nel rispetto delle disposizioni normative applicabili, con qualsiasi mezzo di comunicazione (compresi il telefax e la posta elettronica) idoneo a garantire la prova dell'avvenuto ricevimento.

L'Assemblea può svolgersi anche con gli intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati (il collegamento solo in via audio è consentito unicamente quando i partecipanti siano facilmente riconoscibili dal presidente dell'Assemblea), a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci.

In tal caso è necessario che:

a) sia consentito al presidente dell'Assemblea, anche a mezzo del proprio ufficio di presidenza, di accertare inequivocabilmente l'identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell'adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;

b) in ogni luogo audio/video collegato si predisponga il foglio delle presenze, in cui devono essere indicati i nominativi dei partecipanti all'adunanza in quel luogo; detto foglio di presenza va allegato al verbale dell'adunanza;

c) sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi Assembleari;

d) sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno;

e) ove non si tratti di Assemblea totalitaria, siano indicati nell'avviso di convocazione i luoghi audio/video collegati a cura della società, nei quali gli intervenuti possono affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove sono presenti il presidente e il segretario o notaio verbalizzante.

Delle modalità della telecomunicazione deve darsi atto nel verbale.

L'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in caso di sua assenza o impedimento, dal vice presidente, se nominato, o da altra persona designata dal Consiglio di Amministrazione; in difetto l'Assemblea designa come presidente uno qualsiasi degli intervenuti a maggioranza semplice del capitale presente.

Il Presidente dell'Assemblea è assistito da un segretario designato dall'Assemblea a maggioranza semplice del capitale presente ed occorrendo da uno o più scrutatori anche non soci; ove prescritto dalla legge e anche in ogni caso l'organo amministrativo lo ritenga opportuno, le funzioni di segretario sono attribuite a un notaio designato dall'organo amministrativo medesimo.

Spetta al presidente dell'Assemblea, il quale può avvalersi di appositi incaricati, verificarne la regolare costituzione, accertare il diritto di intervento e di voto dei soci, constatare la regolarità delle deleghe, dirigere e regolare la discussione e lo svolgimento dei lavori Assembleari, stabilire le modalità delle votazioni, nonché accertare e proclamare i relativi risultati.

Lo svolgimento delle riunioni Assembleari è disciplinato dalla legge, dallo Statuto e dal Regolamento Assembleare.

Non ci sono state proposte all'Assemblea da parte degli azionisti che controllano l'Emittente in merito ad argomenti sui quali non era stata formulata dagli amministratori una specifica proposta.

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***

Il "Regolamento Assembleare", la cui versione vigente è stata approvata dall'Assemblea dei soci del 28 aprile 2015, disciplina l'ordinato e funzionale svolgimento delle riunioni.

Il "Regolamento Assembleare", che descrive la durata massima dei singoli interventi, il loro ordine, le modalità di votazione, gli interventi degli Amministratori e dei Sindaci, nonché i poteri per comporre e impedire il verificarsi disituazioni di conflitto all'interno delle Assemblee, è disponibile sulsito internet www.bancasistema.it (nella sezione "Governance/Documenti").

***

Nella riunione dell'assemblea ordinaria tenutasi il 27 aprile 2017, per il Consiglio di Amministrazione, sono risultati presenti sette Consiglieri e due membri del Collegio Sindacale, di cui il Presidente; nella riunione dell'assemblea ordinaria tenutasi il 14 dicembre 2017, per il Consiglio di Amministrazione, sono risultati presenti cinque Consiglieri e due membri del Collegio Sindacale, di cui il Presidente.

In occasione delle assemblee l'Amministratore Delegato, in rappresentanza del Consiglio di Amministrazione, si rende disponibile a riferire sull'attività svolta e programmata dal Consiglio, comunque nel rispetto della disciplina sulle informazioni privilegiate. Il Consiglio, anche attraverso le relazioni messe a disposizione dei soci nei termini previsti dal TUF e mediante il progressivo aggiornamento della comunicazione istituzionale attraverso il sito internet, si adopera per assicurare agli azionisti un'adeguata informativa circa gli elementi necessari per assumere, con cognizione di causa, le decisioni di competenza assembleare.

Nel corso dell'esercizio e, più precisamente, in data 4 ottobre 2017, la società Oyster Sicav ha inviato una dichiarazione resa ai sensi dell'art. 120 del TUF, notificando l'acquisizione in data 29 settembre 2017 di una partecipazione superiore al 5% nel capitale sociale di Banca Sistema.

Dichiarante Azionista diretto % del capitale
ordinario
% del capitale
votante
OYSTER SICAV (SYZ AM) Oyster SICAV 5,228 5,228 5,228

Sono, inoltre, intervenute variazioni del numero dei diritti di voto sottoposti a sindacato a seguito di operatività sul titolo di Banca Sistema effettuata da Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e da Fondazione Pisa, soci aderenti al patto parasociale; di tali variazioni in data 4 gennaio 2018 è stata data informazione ai sensi dell'art. 131, comma 3, del Regolamento Consob n. 11971/1999 come successivamente modificato.

Dichiarante Azionista diretto % del capitale
ordinario
% del capitale
votante
FONDAZIONE SICILIA Fondazione Sicilia 7,607 7,607 7,607
FONDAZIONE CASSA DI
RISPARMIO DI
ALESSANDRIA
Fondazione Cassa di Risparmio di
Alessandria
7,910 7, 910 7,910

***

La capitalizzazione di mercato delle azioni ha registrato, nel corso dell'esercizio 2017, i seguenti valori all'inizio e alla fine del periodo:

Data Prezzo del titolo N. azioni costituenti il
capitale sociale
Capitalizzazione
2 gennaio 2017 2,234 80.421.052 179.660.630
29 dicembre 2017 2,268 80.421.052 182.394.946

Fonte: Bloomberg

18. Politiche di diversità

La Banca presta particolare attenzione ad assicurare un adeguato grado di diversificazione, in termini di competenze, esperienze, età, genere e proiezione internazionale dei membri del Consiglio di Amministrazione (come si evince dall'art. 5 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione pubblicato sul sito internet www.bancasistema.it nella sezione Governance/Documenti societari), come dimostra l'attuale composizione del Consiglio di Amministrazione.

Sebbene ad oggi non sia stata formalizzata una politica in materia di "diversity", è intenzione della Banca procedere nel corso dell'esercizio 2018 con l'elaborazione e adozione di politiche in tema di "diversity" riguardante tutte le risorse umane della Banca (dipendenti, dirigenti ed esponenti aziendali), volte a consolidare una cultura della diversità.

19. Ulteriori pratiche di governo societario

(ex art. 123-bis, comma2, lettera a), TUF)

Non sono stati istituiti comitati ulteriori rispetto a quelli descritti nelle precedenti Sezioni né adottate ulteriori pratiche di governo societario.

20. Cambiamenti dalla chiusura dell'esercizio di riferimento

Dalla chiusura dell'esercizio fino alla data di approvazione del presente documento non si sono verificati cambiamenti nell'assetto del governo societario.

In data 21 febbraio 2018 il socio OYSTER SICAV (SYZ AM) ha inviato, ai sensi dell' Art. 120 del D. Lgs n. 58/98, una comunicazione attestante la riduzione della propria partecipazione al di sotto della soglia del 5%.

21. Considerazioni sulla lettera del 13 dicembre 2017 del Presidente del Comitato per la Corporate Governance

Come richiesto con lettera del 13 dicembre 2017 della Presidente del Comitato per la Corporate Governance, il Consiglio di Amministrazione ha esaminato le raccomandazioni espresse dal predetto Comitato in data 8 febbraio 2018.

Nell'ambito della discussione consiliare è emerso come l'attuale sistema di governance di Banca Sistema S.p.A. sia sostanzialmente allineato alle raccomandazioni del Codice di Autodisciplina; non di meno sono state identificate talune aree di miglioramento, tra le quali emerge il processo di valutazione degli amministratori indipendenti.

In merito, la Banca si riserva di affinare nel corso del 2018 i criteri di valutazione dei requisiti degli amministratori indipendenti tenendo conto, fra l'altro, delle linee guida dell'EBA (European Banking Authority) del 26 settembre 2017 in materia di internal governance e dei requisiti che saranno eventualmente adottati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze ad esito della consultazione sullo schema di Decreto Ministeriale in materia di criteri di idoneità allo svolgimento dell'incarico degli esponenti aziendali, pubblicato il 1° agosto 2017.

TABELLA 1: INFORMAZIONI sugli ASSETTI PROPRIETARI AL 31.12.2017

STRUTTURA DEL
CAPITALE
SOCIALE
N° azioni % rispetto al
c.s.
Quotate
(mercato) / non
quotate
Diritti e obblighi
Azioni ordinarie 80.421.052 100% Quotate (MTA) Ogni azione ordinaria
attribuisce il diritto a un
voto
Dichiarante Azionista diretto % partecipazione
diretta
% del capitale
ordinario
% del capitale
votante
GARBI GIANLUCA Società di gestione delle
partecipazioni di Banca
Sistema S.r.l.
23,102 23,611 23,611%
Garbifin S.r.l. 0,509
FONDAZIONE SICILIA Fondazione Sicilia 7,607 7,607 7,607
FONDAZIONE PISA Fondazione Pisa 7,399 7,399 7,399
FONDAZIONE CASSA
DI RISPARMIO DI
ALESSANDRIA
Fondazione Cassa di
Risparmio di Alessandria
7,910 7,910 7,910
OYSTER SICAV (SYZ
AM)
Oyster SICAV 5,228 5,228 5,228
SCHRODERS PLC Schroders Investment
Management Limited
4,101
Schroders Investment
Management North
America Limited
2,527 6,727 6,727
Schroders Italy SIM S.p.A. 0,099
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Com. Contr. Int. e
Gest. Rischi
Comitato Nomine Comitato Remuner. Comitato
Etico
Carica Componenti Anno di
nascita
Data
prima
nomina
*
In carica
dal
In carica
fino al
Lista
(M)
**
Esec. Non
esec.
Indip. da
Codice
Indip.
da
TUF
Numero
altri
incarichi
***
(*) *
%
(**) (*) (***)
%
(**) (*) (***)
%
(**) (*) (***)
%
(**) (*) (***)
%
Presidente Spögler Luitgard 1962 2015 2015 2017 M X X 2 17/17 100 M 15/15 100 M 10/10 100
Vice Presidente Puglisi Giovanni
Antonino
1945 2011 2015 2017 M X - 16/17 94,11 M 5/9 55,55 P 1/1 100
Ammin. Delegato •◊ Garbi Gianluca 1970 2011 2015 2017 M X - 17/17 100
Amministratore Barba Navaretti Giorgio 1960 2012 2015 2017 M X X X 1 17/17 100 M 14/15 93,33 P 9/9 100
Amministratore De Franceschi Carlotta 1977 2015 2015 2017 M X 2 15/17 88,23 M 6/15 40
Amministratore Pittatore Daniele 1969 2014 2015 2017 M X X X 1 17/17 100 P 15/15 100
Amministratore Pugelli Claudio 1951 2011 2015 2017 M X - 16/17 94,11
Amministratore De Francesco Diego 1968 2017 2017 2017 C X X X 6 12/12 100 P 8/8 100 M 4/4 100
AMMINISTRATORI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO 2017
Amministratore Zappia Andrea 1963 2015 27/11/15 30/04/17 M X X X 1 0/42
/14
0 P 0/1 0 M 0/4 0
Amministratore Bennati Ilaria 1973 2016 10/06/16 24/11/17 C X X X - 15/15
2
100 M 99 100 M 1/1 100

TABELLA 2: STRUTTURA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E DEI COMITATI

N. riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento: Consiglio di Amministrazione Comitato Esecutivo Comitato Controllo Interno e Gestione Rischi Comitato per le Nomine Comitato per la Remunerazione Comitato Etico 17 - 15 10 9 1

I simboli di seguito indicati devono essere inseriti nella colonna "Carica":

• Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.

◊ Amministratore Delegato

* Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel Consiglio di Amministrazione dell'emittente.

** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza; "CdA": lista presentata dal Consiglio di Amministrazione; "C": amministratore cooptato dal Consiglio di Amministrazione).

*** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni. Per il dettaglio degli incarichi si fa rinvio alla relativa sezione della Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari.

(*). In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni rispettivamente del Consiglio di Amministrazione e dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).

(**). In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all'interno del Comitato: "P": presidente; "M": membro

(***) Percentuale di partecipazione alle riunioni (n. di presenze/n. di riunioni svolte durante l'effettivo periodo di carica del soggetto interessato nel corso dell'esercizio

2 Dal momento che il Consigliere è risultato assente a 2 delle riunioni programmate (oltre a 2 riunioni straordinarie), l'art. 11.4 del Regolamento sul funzionamento del Consiglio di Amministrazione prevede che "In caso di assenza a tre delle riunioni consiliari in programma nel calendario consiliare annuale, il Comitato Nomine valuterà le motivazioni addotte dal Consigliere a giustificazione delle proprie assenze" non è stata necessaria alcuna valutazione da parte del Comitato per le Nomine.

TABELLA 3: STRUTTURA DEL COLLEGIO SINDACALE

Carica Componenti Anno di nascita Data prima
nomina (*)
In carica dal In carica fino
al
Lista Indip. da
Codice
(**) (***)
%
Numero altri
incarichi (***)
Presidente Conigliaro Massimo3 1969 2011 2017 2019 - X 9/10 90 -
Sindaco Effettivo Verde Biagio 1943 2014 2014 2019 - X 13/14 92,85 -
Sindaco Effettivo Abati Lucia 1979 2017 2017 2019 - X 1/1 100 -
Sindaco Supplente Armarolli Marco 1973 2013 2014 2019 - X -
Sindaco Supplente D'Ignazio Daniela 1978 2014 2014 2019 - X -
SINDACI CESSATI DURANTE L'ESERCIZIO 2017
Presidente De Francesco Diego 4 1968 2014 2014 2017 - X 4/4 100 -
Sindaco Effettivo Conigliaro Massimo 1969 2011 2014 2017 - X 4/4 100 -
Sindaco Effettivo Armarolli Marco 5 1973 2013 2017 2017 - X 3/4 75 -
Sindaco Effettivo Italiano Maria 6 1970 2017 2017 2017 - X 5/5 100
Numero riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento: 14

NOTE

* Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel collegio sindacale dell'emittente.

** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del collegio sindacale (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).

*** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell'art. 148-bis TUF e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L'elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.

(***) Percentuale di partecipazione alle riunioni (n. di presenze/n. di riunioni svolte durante l'effettivo periodo di carica del soggetto interessato nel corso dell'esercizio).

3 Il Signor Massimo Conigliaro è stato nominato Presidente del Collegio Sindacale nell'assemblea del 27 aprile 2017.

4 Il Signor Diego De Francesco è stato Presidente del Collegio Sindacale fino all'assemblea del 28 aprile 2017 che lo ha cooptato alla carica di amministratore con effetto dal 1° maggio 2017.

5 Il Signor Marco Armarolli è subentrato alla carica di Sindaco effettivo alla Signora Maria Italiano in data 25 luglio 2017 con durata della carica fino all'assemblea del 14 dicembre 2017.

6 La Signora Maria Italiano, nominata dall'assemblea del 27 aprile 2017, ha rassegnato le proprie dimissioni in data 25 luglio 2017 con effetto immediato.

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