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Zucchi

Quarterly Report May 10, 2018

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Quarterly Report

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VINCENZO ZUCCHI S.P.A.

Via Legnano, 24 – 20027 Rescaldina (MI) Codice Fiscale e Partita IVA 00771920154 Numero REA MI 443968 Capitale sociale Euro 17.546.782,57

Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2018

Il presente documento, approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 10 maggio 2018, è messo a disposizione del pubblico presso la sede della società, sul sito internet della Società www.gruppozucchi.com, nonché presso il meccanismo di stoccaggio centralizzato gestito da Computershare () in data 10 maggio 2018.

ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO

Consiglio di Amministrazione (in carica sino ad approvazione del bilancio di esercizio 2018)

Presidente e Amministratore Delegato Joel David Benillouche

Amministratori Florian Gayet Paolo Angius (1) (2) Marina Curzio (1) (2) Antonia Maria Negri Clementi (1) (2) Giuseppe Fornari (1) (2) Patrizia Polliotto (1) (2)

(1) Sussistenza dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di Autodisciplina, anche ai sensi dell'art. 147-ter, comma 4, del TUF (2) Amministratori non esecutivi

Deleghe conferite:

Al Presidente e Amministratore Delegato Joel David Benillouche spetta la rappresentanza legale della Società e gli sono attribuiti alcuni poteri di ordinaria amministrazione con limiti diversi in funzione del tipo di operazione.

Restano attribuiti al Consiglio di Amministrazione tutti gli altri poteri.

Dirigente preposto

Stefano Crespi

Collegio Sindacale (in carica sino ad approvazione del bilancio di esercizio 2018)

Sindaci effettivi Alessandro Musaio - Presidente Marcello Romano Giuliana Monte

Sindaci Supplenti Fabio Carusi Giuseppe Tarantino Barbara Castelli

INDICE

ORGANI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO 2
ANDAMENTO GESTIONALE 4
PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI RICLASSIFICATI 10
AREA E PRINCIPI DI CONSOLIDAMENTO, PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE 18
ATTESTAZIONE DEL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE 19

ANDAMENTO GESTIONALE

Andamento del
Gruppo
Nei primi tre mesi dell'esercizio 2018 il Gruppo Zucchi ha conseguito ricavi consolidati pari
a 18.750
migliaia di Euro, registrando un aumento pari al 3,1% nei confronti del
corrispondente periodo del 2017 (18.187 migliaia di Euro).
A livello consolidato il margine industriale,
rispetto allo stesso periodo
dell'esercizio
precedente, è peggiorato in termini percentuali (53,4% al 31 marzo 2018 rispetto ad un
valore percentuale del 55,0% conseguito al 31 marzo 2017) per effetto di un differente mix
delle vendite consuntivate per canale, ma è rimasto sostanzialmente invariato in termini
assoluti (10.015 migliaia di Euro rispetto a 10.007 migliaia di Euro dell'anno precedente).
Il consolidamento dei risultati delle politiche di riorganizzazione poste in essere già nel
corso del 2016 ha consentito di mantenere pressoché invariati i costi di struttura.
Per quanto sopra esposto, l'EBIT consolidato è positivo per 1.366 migliaia di Euro al 31
marzo 2018, rispetto al valore di 1.346 migliaia di Euro registrato nello stesso periodo
dell'esercizio precedente.
L'EBITDA è rimasto anch'esso sostanzialmente invariato, passando da 1.730 migliaia di
Euro conseguito al 31 marzo 2017 a 1.733 migliaia di Euro al 31 marzo 2018.
Il decremento degli oneri finanziari netti, che passano da un provento di 33 migliaia di Euro
dell'esercizio precedente ad un onere di 17 migliaia di Euro alla fine del primo trimestre
2018, è dovuto alla presenza di oneri finanziari connessi all'utilizzo delle linee auto
liquidanti accordate, nonché alla riduzione degli sconti finanziari da parte di fornitori.
Continuità
aziendale
Vengono richiamate le parti del bilancio in cui sono descritte le attività del Gruppo, insieme
con i fattori che verosimilmente ne influenzeranno il futuro sviluppo, la performance
economica, la posizione finanziaria, i flussi di cassa, la liquidità e i finanziamenti, gli
obiettivi del Gruppo, le sue politiche e i processi di gestione del capitale, gli obiettivi di
gestione dei rischi finanziari, i dettagli degli strumenti finanziari e delle attività di copertura
e la propria esposizione ai rischi di credito e di liquidità.
Il Gruppo ha chiuso l'esercizio al 31 marzo 2018 con un utile di circa 1 milione di Euro, un
patrimonio netto totale negativo per circa 20,8 milioni di Euro (comprensivo di tale risultato)
ed una posizione finanziaria netta consolidata negativa di circa 75,6 milioni di Euro.
La Capogruppo ha chiuso l'esercizio al 31 marzo 2018 con una perdita di circa 0,2 milioni
di Euro, un patrimonio netto negativo per circa 27,4 milioni di Euro (comprensivo di tale
risultato) ed una posizione finanziaria netta negativa di circa 81,1 milioni di Euro.
Come già esposto nella relazione sulla gestione relativa al Bilancio Consolidato al 31
dicembre 2017, in data 23 dicembre 2015, la Vincenzo Zucchi S.p.A., nell'ambito del
processo di risanamento all'epoca in corso di attuazione, ha sottoscritto con le Banche
Finanziatrici l'Accordo di Ristrutturazione del debito bancario, che contemplava altresì
l'operazione di Aumento di Capitale interamente liberato nel mese di settembre 2016, al
fine di consentire un rafforzamento delle dotazioni finanziarie e patrimoniali della
Capogruppo.
Per i motivi di seguito esposti nel presente paragrafo, i risultati di cui sopra non
recepiscono ancora la remissione del debito (pari a circa 49,6 milioni di Euro) da parte
delle Banche Finanziatrici pur essendosi verificato il perfezionamento delle condizioni
sospensive della remissione ed avendo quest'ultima acquisito efficacia producendo, in tal

modo, gli effetti estintivi di cui all'art. 1236 cod. civ..

La situazione intermedia è stata redatta ponendo particolare attenzione a tutti i fattori che possono influenzare il presupposto della continuità aziendale.

La remissione del debito da parte delle Banche Finanziatrici è giuridicamente efficace a far data dal 18 maggio 2016 avendo dato atto, la Banca Agente, dell'avveramento di tutte le condizioni sospensive. La remissione può, pertanto, essere messa in discussione solo invocando l'errore dell'Agente, in relazione agli articoli 1427, 1428 e 1429 cod. civ., per il quale, ad oggi, nessuno prospetta una possibilità o un rischio siffatti. Quindi, giuridicamente, essendosi verificato il perfezionamento delle condizioni sospensive della remissione, questa è efficace e produce gli effetti estintivi di cui all'art. 1236 cod. civ.; ossia la Capogruppo ha il diritto di non pagare il debito, eccependo che lo stesso al momento ha formalmente cessato di esistere e la situazione patrimoniale ex art. 2447 cod. civ., presente ed attuale all'epoca della stipula dell'Accordo di Ristrutturazione, e tale rimasta sino all'avveramento delle condizioni sospensive, è da considerare superata e rimediata.

Ai sensi degli articoli 4 e 12 dell'Accordo di Ristrutturazione, la remissione del debito da parte delle Banche Finanziatrici potrebbe venir meno a seguito delle circostanze indicate nell'articolo 12 dell'Accordo stesso, ed in particolare nel paragrafo 12.4 ("Condizioni risolutive dell'Accordo"), come meglio evidenziato alla Nota 7.1.4 del Bilancio Consolidato al 31 dicembre 2017.

Con riferimento alla realizzazione delle condizioni risolutive previste nell'Accordo di Ristrutturazione si segnala quanto di seguito riportato.

L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede, inter alia, la costituzione di una SPV alla quale la Capogruppo conferirà il ramo d'azienda costituito da una parte, pari ad Euro 30 milioni (il "Debito Trasferito"), del debito della Capogruppo nei confronti delle banche finanziatrici, risultante al 30 settembre 2015, e gli immobili di proprietà della stessa ubicati a Isca Pantanelle, Notaresco, Casorezzo, Vimercate e Rescaldina (gli "Immobili") ed ogni rapporto agli stessi connesso. In alternativa al conferimento in una SPV, la Capogruppo potrà decidere di conferire gli Immobili in un fondo d'investimento alternativo immobiliare di gradimento delle Banche Finanziatrici con contestuale accollo del Debito Trasferito da parte del fondo stesso ed integrale liberazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. da ogni obbligo relativo al Debito Trasferito. La parte di Debito Trasferito che non sia stata rimborsata con la vendita di tutti gli Immobili sarà oggetto di remissione a favore della Società, ai sensi dell'articolo 1236 del codice civile. Con riferimento alla costituzione di una SPV si segnala che in data 12 giugno 2017, la Capogruppo, in accordo con le Banche Finanziatrici, ha depositato un'istanza di interpello ex art. 11, comma 1, lettera a), l. n. 212 del 2000, al fine di poter rappresentare all'Agenzia delle Entrate la fattispecie disciplinata nell'Accordo di Ristrutturazione e verificare in merito al regime impositivo all'uopo applicabile. In data 16 novembre 2017, l'Agenzia delle Entrate ha fatto pervenire il proprio parere evidenziando il fatto che la fattispecie di cui all'Accordo di Ristrutturazione "non esprime alcuna azienda, essendo gli stessi (gli immobili oggetto di conferimento) chiamati solo a garantire il mero rimborso del Debito Trasferito e non manifestando alcuna funzionalità all'esercizio di un'attività d'impresa.". Alla luce della risposta pervenuta dall'Agenzia delle Entrate a seguito dell'interpello depositato, le Banche Finanziatrici hanno valutato l'opzione della costituzione di un patrimonio destinato ad uno specifico affare, ai sensi dell'articolo 2447-bis del codice civile. La possibile soluzione del patrimonio destinato, alla luce del parere rilasciato dall'Agenzia delle Entrate, beneficerebbe del fatto di non scontare il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale garantendo, allo stesso modo della SPV o del Fondo Immobiliare, la tutela del Debito Trasferito. È, infatti, ben noto che la disciplina del patrimonio destinato è, sul piano concorsuale, sostanzialmente assimilabile a quella che si avrebbe dinanzi ad un conferimento in un SPV: in entrambi i casi il patrimonio destinato ovvero quello conferito non ricadono direttamente nella massa assoggettata al concorso, perché, nel caso di conferimento in un SPV, in tale massa ricade la partecipazione nel "veicolo", che di per sé rimarrebbe in bonis, mentre, nel caso di patrimonio destinato, esso viene trattato come cespite dell'attivo concorsuale, di cui si

preserva non solo la consistenza, ma anche la destinazione al perseguimento dell'affare (una differenza si avrà sul piano gestorio, trascurabile, trattandosi di vendere immobili). Avuto riguardo agli artt. 182 bis, e 67, comma 3, lett. e), legge fallimentare, per la fruizione dell'esenzione dalla revocatoria è disposto che possa considerarsi atto posto in essere in esecuzione dell'accordo omologato un atto diverso rispetto a quello espressamente previsto nell'Accordo di Ristrutturazione, ma diretto a conseguire lo stesso effetto sostanziale convenuto dalle parti e che, nella specie la costituzione di un patrimonio destinato, non pregiudichi l'efficacia dell'accordo e ponga le Banche Finanziatrici in condizioni di fruire dell'esenzione dalla revocatoria. La soluzione prospettata non determinerebbe effetti economici positivi e/o negativi sulla Capogruppo e alcun effetto patrimoniale differente rispetto a quelli previsti nell'Accordo di Ristrutturazione.

A seguito dell'Aumento di Capitale Zucchi, in data 22 luglio 2016, gli azionisti Gianluigi Buffon ("GB"), GB Holding S.r.l. ("GBH") e Zucchi S.p.A. (società controllata da Astrance Capital S.A., società di diritto lussemburghese) hanno proceduto a dar seguito agli impegni contenuti nell'Accordo di Ristrutturazione, nonché agli accordi intervenuti tra GB, GBH e Astrance Capital S.A.S. (società di diritto francese) nel contesto del suddetto Accordo di Ristrutturazione.

La Capogruppo ha informato le Banche Finanziatrici che GBH ha trasferito ad Astrance Capital S.A., società di diritto lussemburghese, la titolarità dell'intera partecipazione detenuta nella Vincenzo Zucchi S.p.A., anziché ad una Newco come previsto dall'Accordo di Ristrutturazione, chiedendo formalmente alle Banche Finanziatrici di rinunciare ad avvalersi della Condizione Risolutiva dell'Accordo.

In data 10 aprile 2017, Astrance Capital S.A.S. ed Astrance Capital S.A., al fine di rappresentare alle Banche Finanziatrici la propria buona fede nell'esecuzione dell'Accordo di Ristrutturazione (il cui aumento di capitale è stato indirettamente perfezionato da Astrance Capital S.A. e non Astrance Capital S.A.S.), nonché con l'obiettivo di sanare il non puntuale adempimento agli obblighi di cui al Paragrafo 2.5 dell'Accordo di Ristrutturazione, si sono dichiarate disponibili a perfezionare quanto segue: (i) con riferimento all'Accordo di Ristrutturazione Astrance Capital S.A. si accollerà in via cumulativa le obbligazioni di Astrance Capital S.A.S. e (ii) con riferimento all'Accordo Earn-Out IRR si procederà, con l'assenso delle Banche Finanziatrici, alla cessione ad Astrance Capital S.A. della posizione di parte contrattuale ora in capo ad Astrance Capital S.A.S. con contestuale garanzia rilasciata da quest'ultima. In data 26 giugno 2017, le Banche Finanziatrici hanno confermato di rinunciare ad avvalersi della Condizione Risolutiva dell'Accordo con efficacia contestuale alla sottoscrizione da parte di Astrance Capital S.A. di tutte le obbligazioni previste dall'Accordo a carico di Astrance Capital S.A.S. e sanando così detti inadempimenti.

I suddetti waiver sono stati subordinati al rafforzamento del ruolo del consigliere indipendente, quale project monitor con funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione del piano industriale e dell'Accordo, nonché all'impegno alla sottoscrizione, da parte della Capogruppo, dell'atto di modifica dell'Accordo volto a posticipare l'obbligo previsto al conferimento del ramo di azienda. La Capogruppo aveva già assunto tali impegni con delibera del Consiglio di Amministrazione dell'8 maggio 2017. Con comunicazione inviata in data 27 giugno 2017, la Capogruppo ha nuovamente confermato il già intervenuto rafforzamento del ruolo del consigliere indipendente e la disponibilità ad addivenire ad un atto di modifica dell'accordo con riferimento al conferimento del ramo di azienda.

L'Accordo di Ristrutturazione è governato anche da una serie di ulteriori clausole risolutive a favore delle banche finanziatrici ai sensi dell'art. 1456 del Codice Civile e prevede, tra l'altro, il rilascio, da parte della Vincenzo Zucchi S.p.A., di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto ed Indebitamento Finanziario) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di ristrutturazione del debito la cui esecuzione o rispetto risultano ad oggi ragionevolmente ipotizzabili.

Con riferimento agli obblighi di rispetto dei parametri finanziari al 31 dicembre 2017 si segnala quanto segue:

  • il Patrimonio Netto della Capogruppo ammontava ad un valore negativo pari ad Euro 27.196 migliaia che rettificato della remissione del debito, qualora fosse stata contabilizzata alla data di efficacia dell'Accordo, avrebbe determinato un Patrimonio Netto positivo pari ad Euro 22.038 migliaia e, pertanto, congruo con i valori di cui all'Accordo;
  • il valore dell'Indebitamento Finanziario ammontava ad Euro 87.495 migliaia che rettificato della remissione del debito, qualora fosse stata contabilizzata alla data di efficacia, e del debito trasferito, qualora fosse già stato realizzato il conferimento del ramo di azienda in SPV o al Fondo Immobiliare, avrebbe determinato un Indebitamento Finanziario pari ad Euro 7.917 migliaia e, pertanto, anch'esso congruo.

Dalla disamina delle condizioni risolutive svolta dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo è possibile affermare che il rischio di una risoluzione dell'Accordo di Ristrutturazione in questo momento si presenti quantomeno come improbabile.

Al fine di garantire il rispetto del piano industriale in termini di flussi di cassa, anche le decisioni aziendali relative all'esercizio corrente sono e verranno assunte sulla base delle politiche aziendali e commerciali che hanno caratterizzato l'esercizio 2017. Le previsioni relative all'esercizio 2018 confermano una tendenza positiva anche nell'anno corrente evidenziando la capacità del Gruppo di generare cassa dalle attività operative e consentire a fine anno il rispetto dei parametri finanziari individuati nell'Accordo di Ristrutturazione. La capacità di generare flussi di cassa operativi è, altresì, una condizione necessaria affinché si possa garantire il rispetto dell'Accordo di Ristrutturazione e non incorrere in una condizione risolutiva.

Occorre precisare che, qualora la Capogruppo dovesse trovarsi in una fattispecie di cui alle condizioni risolutive e, conseguentemente, determinare l'insorgenza del debito finanziario oggetto di remissione, il piano industriale non prevede la generazione di flussi di cassa dalle attività operative sufficienti al pagamento dello stesso in modo tale da consentire il mantenimento di una equilibrata situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Inoltre si segnala che le condizioni generali dell'economia e del settore di appartenenza possono influenzare le assunzioni di riferimento utilizzate per lo sviluppo del piano di risanamento, nonché dei budget e piani previsionali predisposti dalle singole controllate, con effetti negativi e/o positivi sui risultati previsti. Tali fattori, associati all'arco temporale coperto dal piano industriale, possono determinare incertezze legate ai tempi e metodi di realizzabilità dei risultati delle azioni previste in tali piani, nonché al rispetto dei parametri finanziari previsti nell'Accordo di Ristrutturazione il cui mancato raggiungimento determinerebbe la risoluzione dell'accordo stesso.

Infine si segnala che alcune condizioni risolutive interessano anche il comportamento e gli atti posti in essere da Astrance Capital S.A. (che si è fatta carico delle obbligazioni di cui all'Accordo di Ristrutturazione in capo a GB Holding S.r.l.). A tal proposito si evidenzia che Astrance Capital S.A. è un fondo di tipo "chiuso" e ogni decisione, nonché valutazione, è riconducibile agli amministratori dello stesso, e non anche agli investitori, i quali (Joel David Benillouche e Florian Gayet) sono anche membri del consiglio di amministrazione della Capogruppo.

Pur considerate le rilevanti incertezze sopra analizzate, alla luce dei fatti di rilievo sopra esposti, in considerazione del fatto che giuridicamente la remissione del debito da parte delle Banche Finanziatrici ha acquisito efficacia consentendo un riequilibrio della situazione patrimoniale e finanziaria della Vincenzo Zucchi S.p.A. e del Gruppo, delle attività di ristrutturazione e riorganizzazione ad oggi già finalizzate, valutati i risultati conseguiti alla data del 31 marzo 2018, preso atto della disamina delle condizioni risolutive svolta sulla

base della quale è possibile affermare che il rischio di una risoluzione dell'Accordo di
Ristrutturazione in questo momento si presenti quantomeno come improbabile, il Consiglio
di Amministrazione della Capogruppo, ritiene che il Gruppo e la Capogruppo possano
beneficiare delle risorse finanziarie e patrimoniali necessarie per continuare l'esistenza
operativa in un prevedibile futuro, così come definito dai principi contabili di riferimento e
che, per queste ragioni, si possa continuare ad adottare il presupposto della continuità
aziendale nella redazione del bilancio.
Obblighi
informativi ai
sensi dell'art.
114, comma 5
del D. Lgs 58
In ottemperanza alla richiesta avanzata dalla Consob, protocollo n. 910055189, avente ad
oggetto gli obblighi di informativa ai sensi dell'art. 114, comma 5 del D. Lgs. n. 58/1998, si
segnala quanto segue:
a.
il grado di rispetto di eventuali covenant, dei negative pledge e di ogni altra
clausola dell'indebitamento della Vincenzo Zucchi S.p.A. comportante limiti
all'utilizzo delle risorse finanziarie, con l'indicazione a data aggiornata del valore
assunto dai parametri di riferimento di dette clausole
In data 23 dicembre 2015 Vincenzo Zucchi S.p.A. (la "Società") ha sottoscritto un accordo
di ristrutturazione del debito bancario al quale hanno aderito il pool di banche creditrici
composto da Unicredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Popolare di Milano S.c.a.r.l.,
Banca Popolare di Bergamo S.p.A. nonché Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., Astrance
Capital S.A.S., GB Holding S.r.l. e Gianluigi Buffon.
L'accordo di ristrutturazione del debito bancario prevede, tra l'altro, il rilascio, da parte della
Vincenzo Zucchi S.p.A., di alcune dichiarazioni e garanzie ed il rispetto da parte della
stessa di alcuni parametri finanziari (Patrimonio Netto, che non dovrà essere inferiore ad
Euro 5 milioni,
ed Indebitamento Finanziario Consentito, il quale non dovrà essere
superiore ad Euro 42,5 milioni) e di obblighi di fare e non fare tipici per operazioni di
ristrutturazione del debito.
I suddetti obblighi resteranno efficaci sino alla successiva tra (i) la data di sostituzione delle
Linee di Credito Autoliquidanti ed il rimborso di ogni somma dovuta a titolo di anticipazione
dei crediti commerciali effettuata ai sensi dell'accordo di ristrutturazione e (ii) il 31 dicembre
2017, salvo per alcuni parametri che resteranno efficaci sino alla scadenza dell'Accordo di
Ristrutturazione, ossia la data che cade il giorno successivo al 6° mese all'ultimo
pagamento dovuto in base all'accordo stesso ed il 31 dicembre 2020.
L'accordo in oggetto scadrà in data 31 dicembre 2020.
Le previsioni dell'accordo di ristrutturazione, ad eccezione di quelle relative alla
concessione delle Linee di Credito Autoliquidanti, si applicano, ai sensi dell'articolo 182-
septies della Legge Fallimentare, anche a Banco Popolare S.C
Il rispetto dei parametri finanziari è verificato dalla società di revisione con riferimento a
ciascun bilancio annuale approvato a partire dall'esercizio 2016.
Con riferimento ai parametri finanziari previsti alla data di verifica del 31 dicembre 2017 (il
cui mancato rispetto costituisce condizioni risolutiva) si segnala quanto segue:
-
il Patrimonio Netto della Capogruppo ammontava ad un valore negativo pari ad
Euro 27.196 migliaia che rettificato della remissione del debito, qualora fosse stata
contabilizzata
alla
data
di
efficacia
dell'Accordo,
avrebbe
determinato
un
Patrimonio Netto positivo pari ad Euro 22.038 migliaia e, pertanto, congruo con i
valori di cui all'Accordo;
-
il valore dell'Indebitamento Finanziario ammontava ad Euro 87.495 migliaia che
rettificato della remissione del debito, qualora fosse stata contabilizzata alla data di
efficacia, e del debito trasferito, qualora fosse già stato realizzato il conferimento
del ramo di azienda in SPV o al Fondo Immobiliare, avrebbe determinato un
Indebitamento Finanziario pari ad Euro 7.917 migliaia e, pertanto, anch'esso
congruo.
Per quanto sopra esposto, i Parametri Finanziari risultano rispettati.

Non esistono altri contratti che prevedano il rispetto di eventuali covenants, negative pledge e di ogni altra clausola dell'indebitamento.

b. l'approvazione e/o stato di avanzamento del piano di ristrutturazione del debito finanziario del gruppo Zucchi

In data 17 dicembre 2015 il Consiglio di Amministrazione della Vincenzo Zucchi S.p.A. ha approvato un nuovo piano industriale propedeutico alla ristrutturazione dell'indebitamento, da espletarsi mediante la manovra finanziaria che, unitamente all'individuazione di nuove linee strategiche sotto il profilo industriale, salvaguardi la continuità aziendale (diretta o, quantomeno, indiretta), la quale costituisce la migliore tutela dell'integrità e del valore del patrimonio sociale e, pertanto, sia pure in via mediata, delle aspettative di soddisfacimento del ceto creditorio.

Il piano industriale (relativo al periodo 2015-2020), finalizzato ad enucleare un percorso di ristrutturazione e rilancio della società, è teso a recuperare redditività e capacità di generare cassa con la gestione operativa, nonché a migliorare la gestione finanziaria.

In particolare, il menzionato piano prevede una nuova proposizione commerciale ("power of one"), da realizzarsi mediante la razionalizzazione dell'offerta, il riposizionamento dei marchi in ottica di maggiore complementarietà e la conversione in doppia-insegna ("Zucchi" e "Bassetti") dei punti vendita. Il percorso si sviluppa in due fasi successive, con l'obiettivo di ottimizzare il trade-off tra una sufficiente generazione di cassa nell'orizzonte considerato e il riposizionamento dei marchi al fine di garantire la continuità aziendale nel lungo termine.

La prima fase, relativa al periodo compreso tra il 2015 e il 2017, può definirsi di "turnaround" ed è stata caratterizzata dalla semplificazione dell'offerta, dalla razionalizzazione dei punti vendita (attraverso la chiusura di quelli che si trovano in una situazione di perdita strutturale), da iniziative volte alla stabile riduzione del costo del venduto (nobilitazione e confezionamento) e dei costi operativi (anche con revisione dell'organico).

La seconda fase (2017-2020) è invece di "sviluppo" ed è destinata a tradursi nella maggiore complementarietà dei marchi (grazie all'eliminazione delle sovrapposizioni sui posizionamenti di prezzo), il tutto in un contesto di crescita sui mercati esteri, che potrà essere sfruttata mediante l'instaurazione di adeguati rapporti negoziali con distributori locali e con lo sviluppo del business delle licenze attive.

c. lo stato di implementazione del piano industriale di Zucchi, con l'evidenziazione degli eventuali scostamenti dei dati consuntivati rispetto a quelli previsti.

I risultati conseguiti negli esercizi 2016 e 2017 consentono di ritenere che il Gruppo abbia correttamente intrapreso misure idonee ad avviare il percorso di turnaround previsto nel piano industriale.

Le previsioni relative all'esercizio 2018, nonché i dati dei primi mesi del corrente esercizio, confermano una tendenza positiva anche nell'anno corrente evidenziando la capacità del Gruppo di generare cassa dalle attività operative, e consentire il rispetto dei parametri finanziari individuati nell'Accordo di Ristrutturazione.

PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI RICLASSIFICATI

Conto
economico
riclassificato al
31 marzo 2018
Il prospetto seguente riporta i dati sintetici e riclassificati secondo criteri gestionali dei conti
economici consolidati al 31 marzo 2018, al 31 marzo 2017.
Nel prospetto seguente è stata creata una voce di risultato intermedio, prima dei costi e
proventi non ricorrenti e di ristrutturazione, denominata "Margine delle attività operative",
maggiormente indicativa dei risultati della gestione ordinaria del gruppo.
(in migliaia di euro) 31.03.2018 31.03.2017 Var.%
Vendite 18.750 100,0% 18.187 100,0% 3,1%
Costo del venduto 8.735 46,6% 8.180 45,0% 6,8%
Margine industriale 10.015 53,4% 10.007 55,0% 0,1%
Spese di vendita e distribuzione 5.832 31,1% 6.022 33,1% (3,2%)
Pubblicità e promozione 277 1,5% 194 1,1% 42,8%
Costi di struttura 2.482 13,2% 2.566 14,1% (3,3%)
Altri (ricavi) e costi 58 0,3% (91) (0,5%) (163,7%)
Margine delle attività operative 1.366 7,3% 1.316 7,2% 3,8%
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
(44) (0,2%) (30) (0,2%) 46,7%
Risultato operativo (EBIT) 1.410 7,5% 1.346 7,4% 4,8%
Oneri e (proventi) finanziari netti 17 0,1% (33) (0,2%) (151,5%)
Oneri e (proventi) da partecipazione - - - - -
Risultato prima delle imposte 1.393 7,4% 1.379 7,6% 1,0%
Imposte 429 2,3% 296 1,6% 44,9%
Risultato del periodo 964 16,5% 1.083 18,0% (11,0%)
Attribuibile a:
Azionisti della controllante 964 5,1% 1.083 6,0% (11,0%)
Azionisti di minoranza - - - - -
RISULTATO OPERATIVO (EBIT) 1.410 7,5% 1.346 7,4% 4,8%
Ammortamenti e svalutazioni 311 1,7% 371 2,0% (16,2%)
Acc.to fondo svalutazione crediti
Acc.ti fondi rischi e oneri
-
12
-
0,1%
-
13
-
0,1%
-
(7,7%)
Acc.to fondo svalutazione rimanenze - - - - -
EBITDA 1.733 9,2% 1.730 9,5% 0,2%
Oneri e (proventi) non ricorrenti e di
ristrutturazione
(44) (0,2%) (30) (0,2%) 46,7%
EBITDA al netto degli oneri e proventi
non ricorrenti e di ristrutturazione
1.689 9,0% 1.700 9,3% (0,6%)
Ricavi delle
vendite e delle
prestazioni
In applicazione di quanto previsto dell'IFRS 8 "Settori operativi", che disciplina il concetto
dell'approccio direzionale per predisporre l'informativa di settore, si segnala che il più alto
livello decisionale operativo (CODM – Chief Operating Decision Maker) si identifica nel
Consiglio di Amministrazione. I settori di attività, i cui andamenti e risultati vengono
periodicamente rivisti dal CODM, al fine di allocare le risorse e valutarne i risultati, sono
rappresentati dalle Business Unit Vincenzo Zucchi con le proprie filiali commerciali estere
e dalla Basitalia S.r.l
La Business Unit Zucchi e Filiali si occupa della vendita e della commercializzazione di
articoli di biancheria per la casa a marchio Zucchi e Bassetti e con alcuni marchi differenti
dai propri per i quali è in essere un contratto di licenza.
Gli articoli in precedenza citati sono venduti nella fascia medio e medio-alta del mercato
attraverso principalmente l'utilizzo di dettaglianti tradizionali, di una catena di negozi
monomarca diretti o in franchising e della grande distribuzione ("GDO").
Basitalia S.r.l. si occupa della gestione e valorizzazione dei punti vendita commerciali ad
oggi quasi per conto esclusivamente della Capogruppo.
Si evidenzia che la Business Unit Hospitality, rappresentata dalla controllata Mascioni USA
Inc. che dovrà occuparsi della commercializzazioni di prodotti per gli hotels e le comunità,
attualmente non è operativa per il processo di riorganizzazione commerciale ed industriale
in corso.
Fatturato per
settore di
attività
(in migliaia di euro) 31.03.2018 31.03.2017 Var.%
Vincenzo Zucchi e Filiali 18.750 18.187 3,1%
Hospitality - - -
Basitalia
Rettifiche
-
-
-
-
-
-
Vendite consolidate 18.750 18.187 3,1%
La voce "Rettifiche" si riferisce all'elisione delle operazioni infragruppo.
Fatturato per
area geografica
(in migliaia di euro) 31.03.2018 31.03.2017 Var.%
Italia 11.627
62,0%
11.580
63,7%
0,4%
Estero:
Altri paesi europei 6.769
36,1%
6.333
34,8%
6,9%
Paesi extraeuropei 354
1,9%
274
1,5%
29,2%
7.123
38,0%
6.607
36,3%
7,8%
Vendite consolidate 18.750
100%
18.187
100%
3,1%
Costi per il
personale
Il costo del personale è stato pari a 4.472 migliaia di Euro in aumento di 69 migliaia di Euro
rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (4.403 migliaia di Euro).
I dipendenti del Gruppo al 31 marzo 2018 risultano pari a 564 unità, in calo di 29 unità
rispetto ai 593 dello stesso periodo dell'esercizio precedente e di 16 unità rispetto ai 580
dipendenti di fine 2017.
Si ricorda che in data 29 giugno 2016 la Capogruppo ha sottoscritto con le OO.SS. un
contratto di solidarietà attraverso il quale, al fine di evitare il ricorso ad interventi di tipo
espulsivo del personale dichiarato in esubero e contenere il più possibile gli aspetti negativi
sul piano occupazionale, è stato individuato il ricorso a detto strumento per la durata di
mesi 24 a decorrere dal 1 settembre 2016 con termine 31 agosto 2018 e, pertanto, a
decorrere dalla data del primo settembre 2016 ha trovato applicazione il Contratto di
Solidarietà per i dipendenti della Vincenzo Zucchi S.p.A
La contrazione dell'orario contrattuale di lavoro interessa quasi tutti i dipendenti i quali
subiscono e subiranno una riduzione dell'orario di lavoro non eccedente il 60% come
media individuale settimanale o mensile secondo gli schemi esplicitati nell'accordo stesso.
Con le organizzazioni sindacali si è altresì definito di ricorrere alla procedura di mobilità
volontaria al fine di consentire una riduzione del personale in forza.
Ammortamenti Gli ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari e delle attività immateriali
ammontano nei primi tre mesi a 311 migliaia di Euro (371
migliaia di Euro nel
corrispondente periodo dell'esercizio precedente); di cui 283 migliaia di Euro relativi ad
immobili, impianti e macchinari e 28 migliaia di Euro ad attività immateriali.
Altri costi e
ricavi
31.03.2018
31.03.2017
Var.%
(in migliaia di euro)
Altri ricavi
(1.308)
(643)
103,4%
Altri costi
1.366
552
147,5%
58
(91)
(163,7%)
Nel primo trimestre sono stati venduti a Descamps SAS, parte correlata, tessuti greggi e
prodotti finiti per un importo pari ad Euro 1.133 migliaia, generando una perdita di 38
migliaia di Euro (349 migliaia di Euro nel primo trimestre 2017 con un margine positivo di 8
migliaia di Euro).
La voce "Altri ricavi" include altresì gli affitti dei negozi (82 migliaia di Euro maturati
dall'attività della Capogruppo e della controllata Basitalia S.r.l., sopravvenienze attive (17
migliaia di Euro), rimborsi assicurativi e ricavi per servizi ed addebiti a terzi.
L'incremento della voce "Altri costi" è da imputare principalmente all'aumento degli acquisti
di greggi e prodotti finiti effettuati per conto della parte correlata Descamps SAS (1.171
migliaia di Euro nel primo trimestre 2018 rispetto a 341 migliaia di Euro del corrispondente
periodo dell'anno precedente).
Gli "Altri costi" risultano composti da sopravvenienze passive (96 migliaia di Euro) e dai
costi per i fabbricati affittati (53 migliaia di Euro).
Oneri e
(proventi) non
ricorrenti e di
ristrutturazione
Alla data del 31 marzo 2018 gli "Oneri e (proventi) non ricorrenti e di ristrutturazione" netti
sono pari a 44 migliaia di Euro riferiti interamente alla Capogruppo.
Sono costituiti per 80 migliaia di Euro da ricavi derivanti dall'adeguamento del fondo
svalutazione cespiti relativo al fair value delle migliorie su beni di terzi e da oneri, pari a 36
migliaia di Euro, relativi alle spese sostenute per il processo di quotazione delle azioni
ordinarie non quotate.
Nel primo trimestre dell'anno precedente erano costituiti interamente da ricavi, pari a 30
migliaia di Euro, derivanti dallo stralcio parziale di alcuni debiti commerciali della
Capogruppo conseguiti nell'ambito del processo di ristrutturazione.
Risultato
operativo
Il risultato operativo al 31 marzo 2018 è stato positivo per 1.410 migliaia di Euro, in
miglioramento rispetto al risultato di 1.346 migliaia di Euro del corrispondente periodo
dell'esercizio precedente.
Il Risultato Operativo Lordo (EBITDA) dei primi tre mesi del 2018 è stato positivo per 1.733
migliaia di Euro rispetto a quello del corrispondente periodo del 2017 che era stato positivo
per 1.730 migliaia di Euro; prima dei costi e proventi non ricorrenti e di ristrutturazione,
l'EBITDA al 31 marzo 2018 è positivo per 1.689 migliaia di Euro (positivo per 1.700
migliaia di Euro al 31 marzo 2017).
Oneri e
proventi
finanziari
31.03.2018
31.03.2017
Var.%
(in migliaia di euro)
Proventi finanziari
-
(3)
(100,0%)
Oneri finanziari
27
-
-
Differenze cambio nette
8
4
100,0%
Altri
(18)
(34)
(47,1%)
Totale
17
(33)
(151,5%)
Nel primo trimestre del 2018 sono stati registrati 27 migliaia di Euro per oneri finanziari
maturati dall'utilizzo delle linee di credito autoliquidanti accordate.
La voce include anche differenze su cambio il cui saldo è negativo per 8 migliaia di Euro (4
migliaia di Euro negativi nel corrispondente periodo dell'esercizio precedente).
La voce "Altri" ha avuto un decremento per effetto dei minori sconti finanziari da fornitori
registrati nel primo trimestre 2018.
Imposte 31.03.2018
31.03.2017
(in migliaia di Euro)
Imposte correnti
423
274
Imposte differite passive
-
-
Imposte differite attive
6
22
429
296
Le imposte correnti, pari a circa 423 migliaia di Euro, si riferiscono ad imposte dovute dalla
Capogruppo (58 migliaia di Euro), dalle controllate Bassetti Deutschland GmbH (322
migliaia di Euro) e Bassetti Schweiz A.G.(43 migliaia di Euro).
Non sono state contabilizzate le imposte differite attive sulle perdite fiscali del periodo e
non sono state registrate variazioni nelle imposte differite dalle singole società.
In fase di consolidamento, sono state rilevate variazioni delle imposte differite attive
relative allo storno degli utili su operazioni infragruppo.
Struttura
patrimoniale e
finanziaria
consolidata
(in migliaia di euro) 31.03.2018 31.12.2017 31.03.2017
Crediti commerciali 23.192 24.623 19.722
Altri crediti e crediti per imposte correnti 3.966 2.230 5.232
Rimanenze 24.252 25.130 21.668
Debiti a breve (commerciali e altri debiti) (17.737) (16.459) (16.631)
Capitale circolante netto 33.673 35.524 29.991
Immobili, impianti e macchinari 31.753 31.910 32.662
Investimenti immobiliari
Attività immateriali
-
882
-
714
-
331
Partecipazioni contabilizzate con il metodo del P.N. e altre 114 114 114
Altre attività non correnti 4.120 4.031 1.759
Attivo non corrente 36.869 36.769 34.866
Benefici a dipendenti e altri debiti esigibili altre
l'esercizio successivo (6.344) (6.434) (6.880)
Fondi per rischi e oneri e passività per imposte differite (9.405) (9.496) (9.954)
Capitale investito netto 54.793 56.363 48.023
Coperto da:
Debiti correnti verso banche ed altri finanziatori 85.507 87.495 80.028
Disponibilità liquide e attività finanziarie a breve (9.915) (9.373) (7.798)
Debiti finanziari verso banche ed altri finanziatori - - -
Crediti finanziari a breve termine - - -
Crediti finanziari verso collegate a breve termine - - (49)
Posizione finanziaria netta 75.592 78.122 72.181
Capitale e riserve di terzi - - -
Patrimonio netto del Gruppo (20.799) (21.759) (24.158)
Totale come sopra 54.793 56.363 48.023
Investimenti Gli investimenti in immobilizzazioni sono complessivamente ammontati a 243 migliaia di
Euro (84 migliaia di Euro al 31 marzo 2017).
Gli investimenti in immobili, impianti e macchinari di 47 migliaia di Euro (84 migliaia di Euro
nel
primo
trimestre
2017)
si
riferiscono
prevalentemente
all'allestimento
e
l'ammodernamento dei punti vendita.
Gli investimenti in attività immateriali del primo trimestre 2018, pari a 196 migliaia di Euro,
sono relativi all'aggiornamento del software per 155 migliaia di Euro ed alle spese di
progettazione del nuovo concept dei punti vendita per 41 migliaia di Euro (non erano stati
effettuati investimenti in immobilizzazioni immateriali nel primo trimestre del 2017).
Posizione
finanziaria netta
L'indebitamento finanziario netto ammonta al 31 marzo 2018 a 75.592 migliaia di Euro con
una diminuzione di 2.530 migliaia di Euro rispetto al 31 dicembre 2017.
(in migliaia di Euro) 31.03.2018 31.12.2017 31.03.2017
A
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti
B
Altre disponibilità liquide
9.915
-
9.373
-
7.798
-
C
Att. Finanziarie detenute per la negoziazione
Liquidità
D= (A+B+C)
-
9.915
-
9.373
-
7.798
E
Crediti finanziari correnti
F
Crediti finanziari verso collegate
-
-
-
-
-
49
G
Debiti bancari correnti
H
Parte corrente dell'indebitamento non corrente
85.507
-
87.495
-
80.028
-
I
Debiti verso altri finanziatori correnti
- - -
Indebitamento finanziario corrente
L=(G+H+I)
85.507 87.495 80.028
Indebitamento finanziario corrente netto
M=(L-D-E-F)
75.592 78.122 72.181
N
Crediti finanziari non correnti
O
Debiti bancari non correnti
-
-
-
-
-
-
P
Debiti verso altri finanziatori non correnti
Indebitamento finanziario non corrente netto
Q=(N+O+P)
- - -
Indebitamento finanziario netto
R=(M+Q)
75.592 78.122 72.181
Come già riferito nel paragrafo sulla "Continuità aziendale", il debito oggetto di remissione
(pari a 49,6 milioni) e il debito che dovrà essere trasferito alla SPV (pari ad Euro 30 milioni)
sono ancora iscritti tra i debiti correnti verso le Banche Finanziatrici.
Rapporti
infragruppo e
con parti
correlate
Per quanto concerne le operazioni infragruppo
qualificabili né come atipiche né come inusuali, rientrando nel normale corso di attività
delle società del Gruppo. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto
conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.
Anche le operazioni effettuate con parti correlate sono regolate a condizioni di mercato e
si precisa che le stesse non sono
sono usuali, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.
In particolare, con riferimento ai documenti informativi pubblicati in data 15 marzo 2018
relativi alle operazioni poste in essere con la parte correlata Descamps SAS, cui si fa
rinvio, si segnala quanto segue.
Le operazioni commerciali poste in essere con Descamps SAS nel corso del primo
trimestre 2018 hanno determinato una maggiore esposizione del Gruppo nei confronti della

stessa rispetto a quanto in essere alla data del 31 dicembre 2017 (Euro 5.920 al 31 marzo 2018, Euro 4.628 al 31 dicembre 2017).

Come esposto nel documento informativo, le suddette operazioni commerciali pongono in essere un rischio di esigibilità e recuperabilità del credito il quale risulta connesso al rispetto del budget industriale predisposto da Descamps SAS, nonché al peggioramento dell'attuale situazione debitoria della stessa, alla luce della situazione macroeconomica, sottoponendo la recuperabilità del credito al rischio di insolvenza della Descamps SAS.

Descamps SAS ha rilasciato una garanzia rotativa a valere sul magazzino sino a completa copertura dell'esposizione commerciale in ogni momento esistente nei confronti della Vincenzo Zucchi S.p.A., per un importo massimo di 5 milioni di Euro.

Con riferimento al contratto di acquisizione delle giacenze di magazzino, si segnala che nel corso del trimestre è stata acquisita merce destinata alla commercializzazione attraverso gli spacci per circa 117 migliaia di Euro.

Si conferma che il rischio di credito, relativamente a detta operazione, è mitigato dalla facoltà concessa alla Vincenzo Zucchi S.p.A. di richiedere, in qualsiasi momento, la cessione del magazzino sino a concorrenza del proprio credito ancora in essere alla data. Vincenzo Zucchi S.p.A. manterrà, anche in quell'occasione, il diritto di prelazione sullo stock di Descamps SAS. I prezzi di vendita saranno definiti nel rispetto delle condizioni contrattualmente previste.

Si riportano di seguito i saldi delle operazioni con parti correlate alla data del 31 marzo 2018 rispetto a quelli registrati alla data del 31 dicembre 2017.

31 dicembre 2017
(in migliaia di Euro)
Vendite nette Costo del
venduto
Spese di
vendita e
distribuzione
Costi di
pubblicità e
promozione
Costi di
struttura
Altri (ricavi)
e costi
Oneri e
(proventi)
finanziari
Oneri e
(proventi)
da
partecipaz.
Quota (utile)
perdita
collegate
Società collegate
Intesa - 118 - - - - - - -
- - - - - - - - -
A - 118 - - - - - - -
Altre parti correlate
Descamps 172 432 (2) - 404 (1.496) 168 - -
Global Strategy - - - - 29 - - - -
Omniris Sociedade - - - - 48 - - - -
B 172 432 (2) - 481 (1.496) 168 - -
Totale A+B 172 550 (2) - 481 (1.496) 168 - -
Totale a bilancio 77.093 37.150 23.568 1.293 11.101 (1.262) 142 18 -
Incidenza % 0,22% 1,48% -0,01% - 4,33% 118,54% 118,31% - -
(in migliaia di Euro) Vendite nette Costo del
venduto
Spese di
vendita e
distribuzione
Costi di
pubblicità e
promozione
Costi di
struttura
Altri (ricavi)
e costi
Oneri e
(proventi)
finanziari
Oneri e
(proventi)
da
partecipaz.
Quota (utile)
perdita
collegate
Società collegate
Intesa - 34 - - - - - - -
- - - - - - - - -
A - 34 - - - - - - -
Altre parti correlate
Descamps 301 189 - - 36 (1.148) - -
Global Strategy - - - - 13 - - -
- - - - - - - -
B 301 189 - - 49 (1.148) - -
Totale A+B 301 223 - - 49 (1.148) - - -
-
-
-
-
Totale a bilancio 18.750 8.735 5.832 277 2.482 58 17 -
31 dicembre 2017
Crediti
commerciali
Altri crediti Debiti
commerciali e
(in migliaia di Euro) altri debiti
Società collegate
Intesa 60 - -
A 60 - -
Altre parti correlate
Descamps 2.337 2.295 4
Global Strategy - - 19
Omniris Sociedade
B
-
2.337
-
2.295
8
31
Totale A+B 2.397 2.295 31
Totale a bilancio 25.221 5.272 16.138
Incidenza % 9,50% 43,53% 0,19%
31 marzo 2018
(in migliaia di Euro)
Crediti
commerciali
Altri crediti Debiti
commerciali e
altri debiti
Società collegate
Intesa 58 - -
A 58 - -
Altre parti correlate
Descamps 3.778 2.169 27
Global Strategy - - 15
B -
3.778
-
2.169
-
42
Totale A+B 3.836 2.169 42
Totale a bilancio 23.780 7.107 17.229
Incidenza % 16,13% 30,52% 0,24%
Fatti di rilievo
avvenuti dopo il
31.03.2018
Non si rilevano altri eventi di particolare rilevanza successivi alla data della chiusura del
trimestre.
Per ulteriori informazione si rinvia a quanto esposto nel paragrafo sulla Continuità
aziendale.

AREA E PRINCIPI DI CONSOLIDAMENTO, PRINCIPI CONTABILI E CRITERI DI VALUTAZIONE

Area di
consolidamento
Il Resoconto Intermedio di Gestione consolidato al 31 marzo 2018 comprende i
bilanci della Vincenzo Zucchi S.p.A. e delle seguenti Società controllate, consolidati
con il metodo integrale:
(in migliaia di Euro) Capitale sociale (in
migliaia)
% di possesso in
consolidato al
31.03.2018
% di
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Basitalia S.r.l.
Conegliano (TV)
Euro 120 100,0 100,0 -
Bassetti Espanola S.A.
Caldes de Montbui (Spagna)
Euro 299 100,0 100,0 -
Bassetti Deutschland G.m.b.H.
Oberhaching (Germania)
Euro 200 100,0 100,0 -
Bassetti Schweiz AG
Lugano (Svizzera)
Fr. Sv. 200 100,0 100,0 -
Zucchi S.A.
Bruxelles (Belgio)
Euro 75 100,0 74,9 25,1 Bassetti Schweiz S.A.
Ta Tria Epsilon Bianca S.A.
Atene (Grecia)
Euro 800 100,0 100,0 -
Mascioni USA INC.
New York (USA)
\$ USA 80 100,00 100,0 -
Le partecipazioni nelle seguenti Società collegate, non consolidate, sono valutate con il
metodo del patrimonio netto:
(in migliaia di Euro)
Capitale sociale (in
migliaia)
% di possesso in
consolidato al
31.03.2018
% di
partecipazione
diretta
indiretta tramite società
Intesa S.r.l.
Arconate (MI)
Euro 22 24,5 24,5 -
Principi di
consolidamento
I criteri di consolidamento sono analoghi a quelli adottati per la redazione del bilancio
consolidato al 31 marzo 2017 e al 31 dicembre 2017.
I cambi applicati nella conversione dei bilanci delle società estere di paesi non aderenti
all'Euro, sono i seguenti:
1.1-31.03.2018
medio
al 31/3 medio 1.1-31.03.2017
al 31/3
Esercizio 2017
medio
al 31/12
Franco svizzero
Dollaro U.S.A.
1,1643
1,2331
1,1779
1,2321
1,0671
1,0681
1,0696
1,0691
1,1163
1,1370
1,1702
1,1993

ATTESTAZIONE DEL RESOCONTO INTERMEDIO DI GESTIONE AL 31 MARZO 2018 ai sensi dell'art. 154 bis del D. Lgs. 58/98

I sottoscritti Joel David Benillouche, in qualità di Presidente e Amministratore Delegato, e Stefano Crespi, in qualità di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari della Vincenzo Zucchi S.p.A., attestano tenuto conto di quanto previsto dall'art.154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58: l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Resoconto intermedio di gestione del gruppo Vincenzo Zucchi al 31 marzo 2018. La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2018 è basata su di un processo definito da Vincenzo Zucchi S.p.A. in coerenza con il modello Internal Control-Integrated Framework, emanato dal Commitee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (CoSO), che rappresenta un framework di riferimento generalmente accettato a livello internazionale. Si attesta, inoltre: 1) che il Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2018: a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del Regolamento CE n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002 e in particolare dallo IAS 34 "Bilanci intermedi"; b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento. 2) Il Resoconto intermedio di gestione del Gruppo contiene riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi tre mesi dell'esercizio ed alla loro incidenza sul Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2018, unitamente ad una descrizione dei principali rischi ed incertezze per i nove mesi restanti dell'esercizio nonché le informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate. 10 maggio 2018 /f/ Joel David Benillouche /f/ Stefano Crespi Il Presidente e Amministratore Delegato Il Dirigente Preposto Joel David Benillouche Stefano Crespi

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