Delisting Announcement • Jul 12, 2019
Delisting Announcement
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di Antonio Signorini
L'idea di Tridico: usare i Tfr per comprare titoli di Stato
U n fondo pubblico di previdenza integrativa. L'idea è la principale novità alla presentazione del Relazione annuale Inps che si è tenuta ieri a Roma. Il presidente dell'istituto Pasquale Tridico ha auspicato la «creazione di una forma complementare pubblica gestita dall'Inps».
Una previdenza complementare «volontaria e alternativa alle forme private». Che vada oltre Fondinps, fondo residuale che ha raccolto i con-
Saranno in competizione con i privati. Cazzola: «L'istituto non è in grado»
tribuenti che non avevano optato per i fondi privati o per lasciare il Tfr in azienda.
Quindi un fondo volontario, in concorrenza con quelli privati, nel quale i lavoratori potranno fare confluire le quote di Trattamento di fine rapporto, ma gestito dal gigante pubblico della previdenza.
La proposta ha un valore politico, che emerge dall'obiettivo del fondo Inps che Tridico ha messo in primo piano: «Sostenere una maggiore canalizzazione degli investimenti in Italia».
I fondi privati nel 2018 hanno gestito 167,1 miliardi, pari al 9,5% del Pil, «molti dei quali investiti all'estero». Quindi «la sfida del fondo Inps dovrà essere quella di aumentare il numero delle adesioni attraverso la costituzione di una valida alternativa ai fondi privati, ma anche quella di aumentare gli investimenti diretti nel nostro Paese».
Proposta che ne ricorda un altra lanciata dal Movimento cinque stelle mesi fa e citata dal vicepremier Luigi Di Maio: destinare parte della raccolta dei fondi pensione privati agli Il presidente Inps propone un fondo di previdenza integrativa statale. Investirà in Italia. No dei sindacati
investimenti nelle start up. Ma la natura pubblica dell'Inps potrebbe cambiare radicalmente il tipo degli investimenti realizzati con la «liquidazione» dei lavoratori. Ad esempio investimenti pubblici. Oppure l'acquisto di titoli i Stato, che comunque sono già una parte importante degli investimenti dei fondi privati.
PIÙ STATO Il presidente dell'Inps Pasquale Tridico. Ieri presentando la relazione annuale dell'Istituto ha lanciato l'idea di un fondo di previdenza integrativa gestito dall'Inps. Concorrerà con i fondi privati e potrà destinare i risparmi a investimenti made in Italy. Forse opere pubbliche oppure Bot e Btp.
La quota di lavoratori part time. Nel 2008 era del 15%. Sono in larga parte lavoratori a tempo parziale involontari.
Le pensioni erogate a fine 2018 erano 16.841.787. L'anno precedente erano 16.904.561 . Stabili, quindi
In Euro l'importo medio delle pensioni. Per circa 7,4 milioni l'assegno medio è di 1.508 euro per 9,4 milioni 886 euro
AVVISO ai sensi dell'articolo 2437-ter del codice civile e dell'articolo 84 del Regolamento Consob n. 11971/1999
VALORE DI LIQUIDAZIONE DELLE AZIONI DI RISPARMIO DI VINCENZO ZUCCHI S.P.A. EVENTUALMENTE OGGETTO DI RECESSO
Vincenzo Zucchi S.p.A. (la "Società"), società per azioni quotata sul MTA di Borsa Italiana S.p.A., rende noto che con avviso pubblicato in data 10 luglio 2019 sul sito internet del meccanismo di stoccaggio autorizzato gestito dalla Computershare S.p.A., sul sito della Società e sul quotidiano "Il Giornale", è stata convocata per il giorno 9 agosto 2019, ai sensi dell'art. 146, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 58/1998, l'Assemblea Speciale dei possessori delle n. 3.427.403 azioni di risparmio della Società, prive di indicazione del valore nominale (le "Azioni di Risparmio") per deliberare la conversione obbligatoria delle Azioni di Risparmio in azioni ordinarie (la "Conversione Obbligatoria"HOHFRQVHJXHQWLPRGL¿FKH dello Statuto sociale.
L'eventuale approvazione da parte dell'Assemblea Speciale dei possessori di Azioni di Risparmio della Conversione Obbligatoria - subordinatamente alle deliberazioni dell'Assemblea Ordinaria e Straordinaria convocata per il 9 agosto 2019 - inciderà sui diritti di partecipazione e di voto degli azionisti di risparmio e quindi legittimerà l'esercizio del diritto di recesso in capo agli azionisti di risparmio della Società che non abbiano concorso all'adozione della relativa deliberazione, ai sensi dell'articolo 2437, comma 1, lett. g), del codice civile.
Pertanto, tali azionisti potranno esercitare il diritto di recesso entro quindici giorni dalla data dell'iscrizione della delibera dell'Assemblea presso il Registro delle Imprese; tale data, congiuntamente alle modalità di dettaglio per l'esercizio del diritto di recesso, sarà resa nota con avviso pubblicato ai sensi dell'art. 84 del Regolamento Consob n. 11971/1999 sul sito internet del meccanismo di stoccaggio autorizzato () gestito da Computershare S.p.A., sul sito internet della Società (www.gruppozucchi.it) e sul quotidiano "Il Giornale".
Al riguardo, si rende noto che il valore di liquidazione unitario delle Azioni di Risparmio della Società in relazione alle quali dovesse essere esercitato il diritto di recesso è stato determinato in Euro 0,21 per ciascuna Azione di Risparmio. Il valore di liquidazione delle Azioni di Risparmio è stato calcolato in conformità a quan-
to disposto dall'articolo 2437-ter, comma 3, del codice civile, facendo esclusivo riferimento alla media aritmetica dei prezzi di chiusura nei sei mesi precedenti la data di pubblicazione dell'avviso di convocazione della predetta Assemblea Speciale dei possessori delle Azioni di Risparmio.
Il presente avviso viene pubblicato in data 11 luglio 2019 sul sito internet della Società www.gruppozucchi.it e sul quotidiano "Il Giornale".
Vista da questa angolazione, la mossa di Tridico sembra rientrare nella strategia del governo per portare il debito pubblico il più possibile dentro i confini nazionali.
Ma la proposta non piace ai sindacati. «Totalmente sbagliata», per il segretario confederale della Uil Domenico Proietti. Una «tentazione» che «non trova alcun fondamento nella realtà. In Italia, abbiamo il miglior sistema dei fondi pensione dell'occidente: un sistema libero, plurale e concorrente.
Il tema è quello di incentivare le adesioni e su questo chiediamo al governo un intervento». Uno dei rischi che vede il sindacato è gli nvestimenti sia-
no scelti con criteri politici. Il fondo pensione Inps dovrebbe comunque essere un soggetto di diritto privato, spiega Giuliano Cazzola, esperto di previdenza, che riconosce alla proposta di Tridico una «visione politica». Ma segnala problemi rilevanti. Ad esempio, «dentro l'Inps non ci sono le professionalità per» gestire il risparmio dei lavoratori con logiche di mercato. «Magari vogliono assumere altri navigator per farlo», scherza.
La relazione è stata l'occasione per fare il punto sulle adesioni a Quota 100, dato rilevante per le finanze pubbliche. Complessivamente alla fine del mese di giugno sono pervenute all'Inps 154.095 domande per la pensione anticipata con la cosiddetta Quota 100. «Alla fine dell'anno il numero atteso delle pensioni in pagamento sarà pari a circa 205.000, per una spesa complessiva annua pari a 3,6» miliardi. L'importo medio delle pensioni anticipate è di 1.900 euro.
Reddito e pensione di cittadinanza sono andati a 840 mila nuclei. L'importo medio è di circa 500 euro».
Milano I «Panda bond» arriveranno nei prossimi giorni. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ieri ha partecipato all'Italy-China Financial Forum con il ministro dell'Economia Cinese Liu Kun e ha annunciato il lancio della prima tranche da centocinquanta milioni. Una sperimentazione. Sono titoli obbligazionari destinati ad investitori istituzionali operanti in Cina, i cui proventi verranno utilizzati per finanziare direttamente o indirettamente succursali o controllate di aziende italiane con sede in Cina e quindi supportarne la crescita.
Di Maio: no a pregiudizi, ma su Autostrade non tratto. Si cercano altri soci
Né Carlo Toto né Claudio Lotito hanno ancora presentato a Mediobanca, advisor delle Ferrovie, i dati richiesti sulla propria solidità finanziaria. German Efromovich, il colombiano azionista di Avianca, ha presentato una lettera «leggera» con cui Ubs dà una garanzia ritenuta ancora un po' debole; in proprio, senza il coinvolgimento di Avianca. La vicenda Alitalia è in una fase conclusiva dopo l'accelerazione data dal ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, che vuole la chiusura delle danze per lunedì 15.
Allo scadere della mezzanotte saranno ufficiali in nomi dei candidati sui quali poi si esprimerà Mediobanca, che riferirà alle Fs, il cui cda ha l'incarico di scegliere la squadra. Sullo sfondo c'è sempre Atlantia, che è in una posizione molto delicata: detto in parole semplici, se un anno fa non fosse crollato il ponte Morandi, oggi forse sarebbe già azionista di Alitalia. Invece gli interessi, soprattutto politici, si sono incrociati e la componente grillina del governo stenta a far quadrare due fattori opposti: il coinvolgimento del gruppo guidato da Giovanni Castellucci in Alitalia e la richiesta di revoca delle concessioni autostradali. È chiaro che dovrà esserci un compromesso, ma come in ogni compromesso ciascuno vuole salvare la propria immagine. Di Atlantia oggi c'è un cda, già progammato da tempo e senza la voce Alitalia nell'ordine del giorno. Ma è impossibile che non si parli di un tema di questa importanza e attualità.
Visti i tempi, almeno un canovaccio di decisione potrebbe essere varato, anche perché l'ingresso della società
del gruppo Benetton sarebbe gradito a più soggetti: a cominciare da Mediobanca, che ben ne conosce solidità e competenze, e soprattutto da Delta, finora l'unico socio industriale, che l'altra sera ha fatto trapelare il proprio pensiero dicendo che gradirebbe «operatori forti e solidi dal punto di vista industriale, finanziario e organizzativo, soprattutto se con una presenza nel settore del
trasporto aereo e aeroportuale». E, va precisato, in Alitalia entrerebbe la capogruppo, non la controllata Aeroporti di Roma, gestore indipendente per il quale potrebbero essere inopportuni rapporti così stretti con il principale cliente.
Ieri sera il ministro Di Maio ha detto: «Mi dicono che ci sarebbe anche una proposta in arrivo di Atlantia, non ho pregiudizi però
IN PARTITA L'Ad di Atlantia Giovanni Castellucci
nessuno deve mettersi in testa che sulla questione delle revoche di Autostrade il Governo possa fare un passo indietro». Si fa strada l'ipotesi che per completare il
capitale (dove già ci saranno FS e Mef in maggioranza assoluta, più Delta) vengano scelti non uno ma due altri partner, in modo
da «diluire» la presenza contrastata di Atlantia. Le Ferrovie negano che si tratti di una ri-nazionalizzazione, poiché – sostengono - il gruppo FS è una Spa di diritto privato. Ma il controllo al 100% del Mef non è un fatto poi così privato...
A Bruxelles la faccenda sarà al vaglio delle autorità per la Concorrenza, che daranno il loro ok solo se l'operazione sarà considerata a condizioni di mercato. L'altro
azionista potrebbe essere Carlo Toto, fondatore di Air One, candidato nel 2008 all'acquisto di Alitalia, e poi azionista di Alitalia-Cai, nella quale guarda caso c'era anche lo stesso gruppo Benetton. Toto non ha ancora presentato manifestazioni d'interesse, ma ha incontrato Di Maio al quale ha lasciato un promemoria di due paginette con la sintesi del suo progetto in Alitalia.
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