Pre-Annual General Meeting Information • Jul 28, 2022
Pre-Annual General Meeting Information
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«Sarà il sole o sarà la luna, ma il risultato di queste elezioni sarà chiaro», dice Enrico Letta. La metafora celeste gli serve per ribadire il concetto: o io o Meloni, o il Pd, che «è la sinistra», oppure la destra.
E «non ci sarà una terza strada che consentirà di fare chissà cosa», è l'avvertimento rivolto a chi coltiva ambizioni terzaforziste. Come i Cinque stelle di Conte (peraltro già bombardati di loro dal padre-padrone Beppe Grillo) o - soprattutto come Carlo Calenda. Che continua a non sciogliere la riserva sull'alleanza chiestagli dal Nazareno («Tra qualche giorno saprete», risponde sibillino), facendo crescere l'allarme tra i dem. Senza una «gamba» centrista e moderata, il Pd si ritroverebbe sbilanciato, con un fardello di alleati che reclamano posti (da Leu di Speranza a Sinistra italiana e verdi di Fratoianni-Bonelli a Demos che fa capo a Sant'Egidio al neo-partito di Di Maio) e non portano voti. «Se Azione e Italia viva non corrono in coalizione con il Pd - avvertiva ieri il direttore dell'Istituto Cattaneo Salvatore Vassallo - le possibilità del centrosinistra di competere nei collegi si ridurrebbero ancora di più, aumentando le chance del centrodestra». A Letta il problema è chiaro, tanto che ha chiesto ai segretari regionali di Toscana e Emilia di lasciare liberi almeno una decina di collegi «buoni» sull'uninominale da offrire ai potenziali alleati. Del resto una formazione calendian-renziana autonoma, è il timore ai vertici Pd, certo potrebbe dre-
disponibile all'indirizzo . Rescaldina, 28 luglio 2022
Il leader vuole che il Pd sorpassi Fdi per restare in sella dopo il voto (evitando il congresso) ma senza accordo con Calenda ha pochissime chance. Zingaretti pronto a guidare il fronte dem favorevole a ricucire con Conte
Un risultato che non cambierebbe più di tanto l'esito generale del voto, ma rafforzerebbe il Pd e la posizione del suo leader: anche in caso di sconfitta, difficilmente si aprirebbe la resa dei conti interna contro il segretario. Che nel frattempo, grazie alla scelta dei candidati su cui gli spetta l'ultima parola, cercherà di formare - nel nome del «rinnovamento» - dei gruppi parlamentari a lui fedeli. Anche per questo, dietro l'apparente unaniminismo registrato nella Direzione Pd di martedì, le tensioni interne sono assai forti. C'è chi, come Goffredo Bettini o il ministro Andrea Orlando, si è pronunciato apertamente contro l'alleanza con Calenda e contro le
DERBY A MILANO E BOLOGNA Duelli Sala-Pizzul e Lepore-Bonaccini sull'intesa con i grillini
PUBBLICAZIONE DEL VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA DEL 18 LUGLIO 2022 Si rende noto che, ai sensi della normativa vigente, dalla data odierna il verbale dell'Assemblea degli Azionisti di Vincenzo Zucchi S.p.A. tenutasi in sede ordinaria il 18 luglio 2022 è a disposizione del pubblico presso la sede legale della Società, sul sito internet della Società all'indirizzo www.gruppozucchi.it, nella sezione "Investor Relations-Corporate Governance", nonché presso il meccanismo di stoccaggio autorizzato
aperture di Letta agli ex di Forza Italia e al voto moderato. Sia perché, è il sospetto che qualcuno ammette dalle parti del Nazareno, «così la sconfitta sarebbe più netta, e quindi si potrebbero aprire le danze congressuali» (e Orlando potrebbe aspirare alla segreteria di un Pd spostato a sinistra, in salsa melenchoniana). E sia perché una fetta consistente del partito guarda ancora al M5s come al partner politico più sexy e appetibile, e questo nonostante la visibile disintegrazione del partito contiano. La situazione è surreale: la rottura a livello nazionale è stata sancita irrevocabilmente da Letta, che ha accomunato Conte a Salvini e Berlusconi nel «trio di irresponsabili» che hanno provocato la caduta del governo Dra-
ghi. Ma in molte realtà l'alleanza con gli «irresponsabili» non solo permane, ma viene addirittura rivendicata o auspicata da autorevoli dirigenti del Pd. Per non parlare di chi, come l'ex segretario Pd Pierluigi Bersani (oggi in Leu, dunque in teoria alleato del Pd), continua a farsi portavoce del terremotato Giuseppi, supplicando il Pd di «ripensarci» e di non «fare fatwe» contro i poveri grillini: «Almeno un tentativo con loro va fatto». Gli replica Gianni Cuper-
Per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Joel David Benillouche lo: «Tra Turati e Bava Beccaris (ossia Conte, ndr) dobbiamo stare dalla parte giusta».
In Sicilia, allo stato, il Pd corre insieme ai 5s alle Regionali di novembre. Nel Lazio, il governatore Zingaretti (pronto a reclamare il seggio Roma 1, ipotecato in caso di alleanza anche da Calenda) inneggia all'intesa coi grillini - già presenti nella sua giunta - per le
Il leader di Europa Verde: «È la legge elettorale che ci impone di allearci. Sfido il leader di Azione a un confronto pubblico»
Alla fine l'ammucchiata si farà. Tutti appassionatamente insieme: Verdi, rossi, arancioni. Letta, Calenda, Bonelli, Fratoianni. Angelo Bonelli, leader di Europa Verde, il movimento che si è appena unito alla Sinistra di Nicola Fratoianni dando vita all'alleanza cocomero, in un'intervista al Giornale ammette: «Ce lo impone la legge elettorale. D'altronde non abbiamo alcun obbligo di presentare lo stesso programma o lo stesso premier». E dopo come si governa? «Poi si vedrà». Nel frattempo sono divisi su tutto.
Bonelli, con Fratoianni avete presentato il simbolo. Nei prossimi giorni il programma. Ma sulle alleanze siete in alto mare. Il pallino è nelle vostre mani.
«Le alleanze sono in via di definizione. Vogliamo offrire una proposta che si poggi su due pilastri: la giustizia sociale e un'agenda climatica. Siamo consapevoli che ci attende un ottobre nero, tra inflazione e recessione. La nostra proposta è che il prossimo governo punti tutto sulle rin-
«Abbiamo subito un'offensiva da parte di Calenda. Ma noi rivendichiamo con forza la nostra proposta alla quale non rinunciamo». E come si fa?
«La legge elettorale impone le coalizioni, un sistema che fa schifo. Ma non ci impone di depositare e sottoscrivere lo stesso programma. Ognuno Draghi Premier? Abbia il coraggio di candidarsi
con il suo programma». Calenda non vi vuole. Faccia una richiesta al leader di Azione?
«Non faccio appelli. Però mi permetto di avanzare dubbi sulla sua competenza. Lui parla sempre di competenza e merito. Ecco allora lo sfi-
do a un confronto pubblico». Il confronto invece di farlo con l'avversario vuole farlo con l'alleato?
«Sì, sul nucleare. Le sue sono posizioni identitarie simili a quelle di Meloni e Salvini. Calenda parla senza conoscere la materia».
«Lui insiste sul nucleare. Lei lo sa che in Francia le centrali sono ferme per la siccità? Non si è grado
di raffreddare i reattori. Calenda lo sa che il governo francese ha dovuto nazionalizzare la società che gestisce le centrali nucleari per i
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