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Unicredit — Interim / Quarterly Report 2021
Aug 6, 2021
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Interim / Quarterly Report
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Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021


I

| Cariche sociali e Società di revisione | 5 |
|---|---|
| Note introduttive | 7 |
| RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2021 | 9 |
| Glossario | 245 |
| Contatti | 257 |
Avvertenze Nelle tavole sono utilizzati i seguenti segni convenzionali:
• linea (-) quando il fenomeno non esiste;
• due punti (..) o "n.s." quando i dati non raggiungono il valore minimo considerato o risultano comunque non significativi; • "n.d." quando il dato non è disponibile.
L'eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente fascicolo dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.

UniCredit S.p.A. Sede Sociale e Direzione Generale: Piazza Gae Aulenti, 3 - Tower A - 20154 Milano Capitale sociale euro 21.133.469.082,48 interamente versato Banca iscritta all'Albo delle Banche e Capogruppo del Gruppo Bancario UniCredit, Albo dei Gruppi Bancari: cod. 02008.1 Cod. ABI 02008.1
Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano-Monza-Brianza-Lodi, Codice Fiscale e P. IVA n.00348170101
Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia
I
Imposta di bollo, ove dovuta, assolta in modo virtuale - Autorizzazione Agenzia delle Entrate, Ufficio di Roma 1, n.143106/07 rilasciata il 21.12.2007

Cariche sociali e società di revisione al 30 giugno 2021
Car iche socia li e Soc iet à di r evisione
| Consiglio di Amministrazione | |
|---|---|
| Pietro Carlo Padoan | Presidente |
| Lamberto Andreotti | Vice Presidente Vicario |
| Andrea Orcel | Amministratore Delegato |
| Vincenzo Cariello Elena Carletti Jayne-Anne Gadhia Jeffrey Alan Hedberg Beatriz Lara Bartolomé Luca Molinari Maria Pierdicchi Francesca Tondi Renate Wagner Alexander Wolfgring |
Consiglieri |
| Gianpaolo Alessandro | Segretario |
| Collegio Sindacale | |
| Marco Rigotti | Presidente |
| Antonella Bientinesi Angelo Rocco Bonissoni Benedetta Navarra Guido Paolucci |
Sindaci effettivi |
| Stefano Porro | Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari |
| Deloitte & Touche S.p.A. | Società di revisione |

Do the right thing! Per i nostri Colleghi
Durante tutto il 2020 ci siamo concentrati sulla salvaguardia e cura delle nostre persone, fornendo loro milioni di dispositivi di protezione individuale e potenziando rapidamente i nostri sistemi e strumenti informatici. Abbiamo infatti distribuito nuovi computer portatili e dato accesso da remoto a oltre 80.000 dipendenti, per consentire loro di lavorare in modo sicuro ed efficace.
PROTEGGERE LE NOSTRE PERSONE
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Note introduttive
Not e int r odut t ive Aspetti generali
La presente Relazione finanziaria semestrale consolidata, predisposta in attuazione dell'articolo 154-ter comma 2 del D.Lgs. 24 febbraio 1998 n.58, è redatta secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, in conformità a quanto indicato dallo IAS34 relativo all'informativa infra annuale, nella versione sintetica prevista dal paragrafo 10, in luogo dell'informativa completa prevista per il bilancio annuale.
La Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende:
- la Relazione intermedia sulla gestione consolidata nella quale vengono utilizzati schemi di bilancio riclassificati, che include, oltre ai commenti sui risultati del periodo ed a quelli sugli altri fatti di rilievo, le ulteriori informazioni richieste dalla Consob;
- gli Schemi di bilancio consolidato predisposti facendo riferimento alle istruzioni in materia di bilancio delle banche di cui alla Circolare 262 del 22 dicembre 2005 di Banca d'Italia (e successivi aggiornamenti);
- le Note illustrative che comprendono oltre alle informazioni di dettaglio richieste dallo IAS34 esposte secondo gli schemi adottati in bilancio, le ulteriori informazioni richieste dalla Consob e quelle ritenute utili per dare una rappresentazione migliore della situazione aziendale;
- l'Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'articolo 81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modifiche e integrazioni;
- la Relazione della Società di revisione nella forma della revisione contabile limitata;
- gli Allegati.
Sul sito web di UniCredit sono inoltre disponibili i comunicati stampa relativi ai fatti di rilievo del periodo e la presentazione effettuata al mercato sui risultati del Gruppo.
Gli acronimi/sigle non esplicitati nel "Glossario" sono riportati per esteso la prima volta che vengono indicati.

Do the right thing! Per i nostri Clienti
Con oltre 16 milioni di clienti in 13 paesi, abbiamo lavorato più che mai nel 2020 per aiutare tutti i nostri clienti ad affrontare nuove sfide. UniCredit si impegna ad essere sempre parte della soluzione, dai programmi di finanziamento da un miliardo di euro per le aziende multinazionali al mentoring per le startup.

Questo prestito, il primo di grandi dimensioni emesso nell'ambito del programma italiano di prestiti garantiti, è stato istituito per soddisfare i bisogni di capitale circolante del Pastificio Di Martino di Gragnano.

RELAZIONE F INANZIARIA SEM ESTRALE CONSOLIDATA AL 30 GIUGNO 2021
| Relazione intermedia sulla gestione consolidata | 15 |
|---|---|
| Premessa e principali dati del Gruppo | 15 |
| Premessa alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata del gruppo UniCredit | 15 |
| Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori | 15 |
| Schemi di bilancio consolidato riclassificati | 18 |
| Dati di sintesi per settore di attività | 25 |
| Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit | 26 |
| Risultati del Gruppo | 28 |
| Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari | 28 |
| Principali risultati e performance del periodo | 31 |
| Gestione del capitale e creazione di valore | 38 |
| Principi di creazione del valore e allocazione del capitale | 38 |
| Fondi Propri | 39 |
| Rafforzamento patrimoniale | 51 |
| Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo | 51 |
| Contributo dei settori di attività ai risultati di Gruppo | 52 |
| Altre informazioni | 55 |
| Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie | 55 |
| Modello organizzativo | 58 |
| Trasformazione di attività per imposte anticipate (DTA) in crediti d'imposta | 59 |
| Attestazioni e altre comunicazioni | 59 |
| Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione | 60 |
| Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo | 60 |
| Evoluzione prevedibile della gestione | 61 |
| Bilancio consolidato semestrale abbreviato | 63 |
| Schemi di bilancio consolidato | 63 |
| Stato patrimoniale consolidato | 63 |
| Conto economico consolidato | 64 |
| Prospetto della redditività consolidata complessiva | 65 |
| Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato | 66 |
| Rendiconto finanziario consolidato | 68 |
| Note illustrative | 71 |
| Parte A - Politiche contabili | 71 |
| A.1 - Parte generale | 71 |
| Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali | 71 |
| Sezione 2 - Principi generali di redazione | 71 |
| Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento | 74 |
| Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento | 99 |
| Sezione 5 - Altri aspetti | 100 |
| A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio | 106 |
| A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie | 106 |
| A.4 - Informativa sul fair value | 106 |

| Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato | 117 |
|---|---|
| Attivo | 117 |
| Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - | |
| Voce 20 | 117 |
| Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund | 118 |
| Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario | 119 |
| Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività | |
| complessiva - Voce 30 | 120 |
| Informativa relativa alle quote rappresentative del capitale di Banca d'Italia | 120 |
| Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40 | 121 |
| Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100 | 122 |
| Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo |
123 |
| Passivo | 125 |
| Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10 | 125 |
| Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20 | 126 |
| Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30 | 127 |
| Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70 | 127 |
| Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100 | 128 |
| Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180 | 130 |
| Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato | 132 |
| Sezione 1 - Interessi - Voce 10 e 20 | 132 |
| Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50 | 133 |
| Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70 | 134 |
| Sezione 4 - Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80 | 135 |
| Sezione 5 - Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90 | 135 |
| Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100 | 136 |
| Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value | |
| con impatto a conto economico - Voce 110 | 137 |
| Sezione 8 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130 | 138 |
| Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190 | 139 |
| Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia | 140 |
| Canoni di garanzia per la conversione di DTA | 141 |
| Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200 | 142 |
| Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230 | 143 |
| Sezione 25 - Utile per azione | 144 |
| Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura | 145 |
| Premessa | 145 |
| Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile | 152 |
| Informazioni di natura quantitativa | 152 |
| A. Qualità del credito | 152 |
| A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche | |
| di valore, dinamica e distribuzione economica | 152 |
| Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale | 153 |
| 2.1 Rischio di credito | 153 |
| Informazioni di natura qualitativa | 153 |
| 1. Aspetti generali | 153 |
| 2. Politiche di gestione del rischio di credito | 154 |
| 3. Esposizioni creditizie deteriorate | 166 |
| 4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni | |
| oggetto di concessioni | 169 |

Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021
| Informazioni di natura quantitativa | 170 |
|---|---|
| Qualità del credito | 170 |
| Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie | 171 |
| Modelli per la misurazione del rischio di credito | 175 |
| 2.2 Rischi di mercato | 176 |
| Strategie e processi di gestione del rischio | 176 |
| Struttura ed organizzazione | 179 |
| Sistemi di misurazione e di reporting | 180 |
| Politiche di copertura e di attenuazione del rischio | 181 |
| Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il | |
| Portafoglio di negoziazione regolamentare | 181 |
| 2.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione | |
| di vigilanza | 186 |
| Informazioni di natura qualitativa | 186 |
| Informazioni di natura quantitativa | 187 |
| 2.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario | 189 |
| Informazioni di natura qualitativa | 189 |
| 2.2.3 Rischio di cambio | 191 |
| Informazioni di natura qualitativa | 191 |
| Rischio di credit spread | 191 |
| Stress test | 192 |
| 2.4 Rischio di liquidità | 194 |
| Informazioni di natura qualitativa | 194 |
| 2.5 Rischi operativi | 201 |
| Informazioni di natura qualitativa | 201 |
| A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio | |
| operativo | 201 |
| B. Rischi derivanti da pendenze legali | 206 |
| C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche | 212 |
| D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria | 212 |
| E. Altre contestazioni della clientela | 214 |
| Informazioni di natura quantitativa | 215 |
| 2.6 Altri rischi | 217 |
| Altri rischi inclusi nel Capitale Economico | 217 |
| 1. Rischio di business | 217 |
| 2. Rischio immobiliare | 217 |
| 3. Rischio di investimenti finanziari | 217 |
| Rischio reputazionale | 218 |
| Rischi principali ed emergenti | 219 |
| 1. Impatti dall'evoluzione della pandemia da Covid-19 | 219 |
| 2. Rischi macroeconomici e (geo) politici | 220 |
| 3. I rischi climatici e ambientali | 220 |
| 4. Rischio di sicurezza informatica | 221 |
| 5. Sviluppi nel contesto normativo | 221 |
| Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato | 223 |
| Sezione 1 - Il patrimonio consolidato | 223 |
| A. Informazioni di natura qualitativa | 223 |

Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021
| Parte H - Operazioni con parti correlate | 224 |
|---|---|
| Premessa | 224 |
| Informazioni sulle transazioni con parti correlate | 225 |
| Parte L - Informativa di settore | 228 |
| La struttura organizzativa | 228 |
| A - Schema primario | 230 |
| Attestazione | 233 |
| Relazione della Società di revisione | 235 |
| Allegati | 239 |
| Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e | |
| schemi di bilancio | 239 |

UniCredit · Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 13
2021

Do the right thing! Per le nostre Comunità
UniCredit è orgogliosa di offrire supporto alle comunità in tutti i paesi in cui opera. Abbiamo promosso iniziative ufficiali e informali, con una vasta gamma di attività di volontariato e di donazioni, dipendenti e clienti hanno raccolto e donato milioni di euro.
"Tramite il nostro lavoro quotidiano, il vostro generoso contributo sarà di aiuto a tutta la popolazione italiana, costretta ad affrontare questo momento di emergenza causato dalla diffusione del Coronavirus. Grazie alla vostra donazione la Croce Rossa italiana continua a crescere, investendo in servizi, risorse e formazione per volontari e operatori, per essere sempre al fianco di chi ha più bisogno".
Francesco Rocca Presidente della Croce Rossa Italiana

Premessa e principali dati del Gruppo
Pr emessa e pr incipali dat i del Gr uppo Premessa alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata del gruppo UniCredit
La presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata illustra il commento all'andamento della gestione del gruppo UniCredit ed i relativi dati e risultati. Essa contiene informazioni finanziarie quali i Principali dati del Gruppo, gli Schemi di bilancio riclassificati e loro Evoluzione trimestrale, i Dati di sintesi per settore di attività, i Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit ed i commenti sui "Risultati del Gruppo".
A supporto dei commenti sui risultati del periodo, nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata vengono presentati ed illustrati gli schemi di bilancio riclassificati adottati anche nella redazione delle relazioni trimestrali dei periodi precedenti.
Le informazioni presentate in questa relazione sono corredate, al fine di fornire ulteriori indicazioni in merito alle performance conseguite dal Gruppo, da taluni indicatori alternativi di performance ("IAP") quali: Cost/Income ratio, Economic Value Added (EVA), Return On Tangible Equity (ROTE), Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela, Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela, Capitale assorbito, Return On Allocated Capital (ROAC), Return On Assets (ROA), Costo del rischio.
Ancorché alcune di tali informazioni, compresi taluni IAP, non siano estratte o direttamente riconducibili al Bilancio consolidato semestrale abbreviato, nella Relazione intermedia sulla gestione consolidata, negli Allegati e nel Glossario si è provveduto a fornirne la descrizione esplicativa in merito al contenuto ed, al caso, alle modalità di calcolo utilizzate, in linea con gli orientamenti pubblicati il 5 ottobre 2015 dall'European Securities and Markets Authority (ESMA/2015/1415).
In particolare il raccordo tra gli schemi riclassificati e gli schemi di bilancio è riportato in Allegato 1, come richiesto dalla Consob con la Comunicazione n.6064293 del 28 luglio 2006.
Per l'informativa sui rapporti e le operazioni con parti correlate si rimanda alla Parte H - Operazioni con parti correlate, Note illustrative del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Per una compiuta descrizione dei rischi e delle incertezze che il Gruppo deve fronteggiare nell'attuale situazione di mercato, si rinvia all'apposito paragrafo di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata e alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Note illustrative del Bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Principali dati del Gruppo, indicatori alternativi di performance e altri indicatori
Dati economici
Relazione in ter media sula gestione consol idata
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | |||
| 2021 | 2020 | VARIAZIONE % | |
| Margine d'intermediazione | 9.084 | 8.544 | + 6,3% |
| di cui: | |||
| - interessi netti | 4.383 | 4.887 | - 10,3% |
| - dividendi e altri proventi su partecipazioni | 237 | 164 | + 44,7% |
| - commissioni nette | 3.362 | 2.997 | + 12,2% |
| Costi operativi | (4.874) | (4.933) | - 1,2% |
| Risultato di gestione | 4.209 | 3.610 | + 16,6% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (527) | (2.198) | - 76,0% |
| Risultato netto di gestione | 3.682 | 1.412 | n.s. |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 2.578 | (2.007) | n.s. |
| Risultato netto del Gruppo | 1.921 | (2.286) | n.s. |
I dati sono riferiti allo schema di conto economico riclassificato. Le informazioni relative all'esercizio 2020 differiscono da quelle pubblicate alla data. Per ulteriori informazioni si faccia riferimento a quanto riportato nei "Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi riclassificati di conto economico". Il raccordo con gli schemi obbligatori di bilancio è riportato nell'Allegato 1.

Premessa e principali dati del Gruppo
Dati patrimoniali
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | VARIAZIONE % | |
| Totale attivo | 950.046 | 931.456 | + 2,0% |
| Attività finanziarie di negoziazione | 78.991 | 72.705 | + 8,6% |
| Crediti verso clientela | 438.401 | 450.550 | - 2,7% |
| Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 47.787 | + 4,2% |
| Raccolta da clientela e titoli | 601.689 | 600.964 | + 0,1% |
| di cui: | |||
| - clientela | 505.716 | 498.440 | + 1,5% |
| - titoli | 95.973 | 102.524 | - 6,4% |
| Patrimonio netto del Gruppo | 61.356 | 59.507 | + 3,1% |
I dati sono riferiti allo schema di stato patrimoniale riclassificato. Per ulteriori informazioni si faccia riferimento a quanto riportato nei "Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi riclassificati di stato patrimoniale". Il raccordo con gli schemi obbligatori di bilancio è riportato nell'Allegato 1.
Indici di redditività
| 1° SEMESTRE | |||
|---|---|---|---|
| 2021 | 2020 | VARIAZIONE | |
| EPS(*) (€) | 1,698 | (2,109) | 3,807 |
| Cost/Income ratio(**) | 53,7% | 57,7% | - 4,1% |
| EVA(***) (milioni di €) | 153 | (2.016) | + 2.169 |
| ROTE(****) | 7,5% | -8,9% | + 16,3% |
| ROA(*) | 0,4% | -0,5% | + 0,9% |
Note:
(*) Dato annualizzato. Utile per azione (Earnings per share). Per maggiori dettagli si rimanda alla Parte C - Sezione 25.
(**) Rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione.
(***) Economic value added calcolato come differenza tra il Risultato netto operativo dopo le tasse (NOPAT) e il Costo del capitale assorbito.
(****) Return On Tangible Equity rapporto annualizzato tra l'utile netto e il patrimonio netto tangibile medio.
(*****) Dato annualizzato. Rendimento delle attività (Return on assets) calcolato come rapporto tra Risultato netto di pertinenza del Gruppo e Totale dell'attivo in ottemperanza all'art.90 della Direttiva sui requisiti patrimoniali (CRDIV).
Indici di rischiosità
| DATI AL | |||
|---|---|---|---|
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | VARIAZIONE | |
| Crediti in sofferenza netti/Crediti verso clientela | 0,4% | 0,4% | - 0,0% |
| Crediti deteriorati netti/Crediti verso clientela | 2,1% | 1,9% | + 0,2% |
Per i valori si faccia riferimento alla tabella "Crediti verso clientela - Qualità del credito" esposta nel paragrafo "Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni" di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata.

Premessa e principali dati del Gruppo
Dati di struttura
| DATI AL | |||
|---|---|---|---|
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | VARIAZIONE | |
| Numero dipendenti(*) | 80.879 | 82.107 | -1.228 |
| Numero sportelli(**) | 3.364 | 3.490 | -126 |
| di cui: | |||
| - Italia | 2.118 | 2.229 | -111 |
| - Estero | 1.246 | 1.261 | -15 |
Note:
(*) "Full time equivalent" (FTE): personale conteggiato per le ore effettivamente lavorate e/o pagate dall'azienda presso cui presta servizio.
(**) Solo filiali Retail.
Coefficienti patrimoniali transitori
| DATI AL | |||
|---|---|---|---|
| 30.06.2021(*) | 31.12.2020(*) | VARIAZIONE | |
| Totale Fondi Propri (milioni di €) | 67.417 | 67.464 | - 47 |
| Totale attività ponderate per il rischio (milioni di €) | 327.714 | 325.665 | + 2.049 |
| Ratio - Capitale primario di classe 1 | 16,11% | 15,96% | + 0,1% |
| Ratio - Totale Fondi Propri | 20,57% | 20,72% | - 0,1% |
Nota:
(*) Fondi Propri e ratio patrimoniali inclusivi degli aggiustamenti transitori secondo le percentuali tempo per tempo applicabili.
Si precisa inoltre che a partire dal 30 giugno 2020 il gruppo UniCredit ha deciso di applicare il regime transitorio relativo ad IFRS9 di cui all'articolo 473a del Regolamento (UE) N.873/2020 che modifica il Regolamento (UE) N.575/2013 e il Regolamento (UE) N.876/2019. Pertanto i valori esposti riflettono l'impatto derivante dall'applicazione del principio transitorio incluso in tale Regolamento.
Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Gestione del capitale e creazione di valore - Coefficienti patrimoniali" di questa Relazione sulla gestione consolidata.
Rating
| DEBITO | DEBITO | RATING | ||
|---|---|---|---|---|
| A BREVE | A MEDIO LUNGO | OUTLOOK | INDIVIDUALE | |
| Fitch Ratings | F3 | BBB- | stable | bbb |
| Moody's Investors Service | P-2 | Baa1 | stable | baa3 |
| Standard & Poor's | A-2 | BBB | stable | bbb |
Dati sui rating aggiornati al 28 luglio 2021.
Variazioni intervenute nell'area di consolidamento
Schemi d i bi lancio consol idato r ic lassifca ti
Nel corso del primo semestre del 2021 sono intervenute le seguenti variazioni all'interno dell'area di consolidamento:
- le società consolidate integralmente, incluse la Capogruppo e quelle riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite di 42 (4 entrate e 46 uscite) da 466 al 31 dicembre 2020 a 424 al 30 giugno 2021;
- le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite di 1 (1 uscita) da 31 al 31 dicembre 2020 a 30 al 30 giugno 2021.
Per ulteriori informazioni si rinvia alle Note illustrative - Parte A - Politiche contabili, A.1 - Parte Generale, Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento.
Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione
Al 30 giugno 2021, le principali attività riclassificate, in base al principio contabile IFRS5, tra le attività non correnti e i gruppi di attività in via di dismissione si riferiscono:
- per quanto riguarda le singole attività e passività in via di dismissione e i gruppi di attività in via dismissione e passività associate che non soddisfano i requisiti previsti dall'IFRS5 per l'iscrizione fra le attività operative cessate:
- alle società del Gruppo WealthCap, alla società controllata Uctam Ro S.r.l. ed alla società collegata Risanamento S.p.A.;
- alle esposizioni creditizie deteriorate incluse in alcune iniziative di cessione di portafogli;
- alle proprietà immobiliari detenute da alcune società del Gruppo;
- per quanto riguarda i dati relativi alle attività operative cessate, alla società controllata Immobilien Holding GmbH (Austria).
Per ulteriori informazioni si rinvia alle Note illustrative - Parte B - Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato - Attivo - Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo.
Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi consolidati riclassificati di stato patrimoniale
Le principali riclassifiche, i cui importi sono riportati in modo analitico negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, hanno riguardato:
- l'inclusione nella voce "Crediti verso banche" della voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) crediti verso banche", al netto dei titoli di debito che vengono riclassificati nelle "Altre attività finanziarie", e dei finanziamenti relativi alla voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value";
- l'inclusione nella voce "Crediti verso clientela" della voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) crediti verso clientela", al netto dei titoli di debito e delle delle attività di leasing ai sensi del principio contabile IFRS16 che vengono riclassificati nelle "Altre attività finanziarie", e dei finanziamenti relativi alla voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value";
- l'aggregazione nella voce "Altre attività finanziarie" delle voci di bilancio (i) "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b) altre attività finanziarie designate al fair value e c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" al netto dei finanziamenti che vengono riclassificati nei "Crediti verso banche e clientela", (ii) "Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" e (iii) "Partecipazioni", oltre alle riclassifiche (iv) dei titoli di debito dalle voci di bilancio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) crediti verso banche e b) crediti verso clientela" e (v) delle attività di leasing ai sensi del principio contabile IFRS16 dalla voce di bilancio "Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) crediti verso clientela;
- l'inclusione nella voce "Altre passività finanziarie" delle passività di leasing IFRS16 relative alla voce di bilancio "Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato";
- il raggruppamento in unica voce denominata "Coperture", sia nell'attivo che nel passivo di bilancio delle voci "Derivati di copertura" e "Adeguamento di valore delle attività/passività finanziarie oggetto di copertura generica";
- l'inclusione delle voci di bilancio "Trattamento di fine rapporto del personale" e "Fondi per rischi e oneri" nella voce "Altre passività".

Stato patrimoniale consolidato riclassificato
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | |||
| ATTIVO | 30.06.2021 | 31.12.2020 | ASSOLUTA | % |
| Cassa e disponibilità liquide | 122.819 | 101.707 | + 21.112 | + 20,8% |
| Attività finanziarie di negoziazione | 78.991 | 72.705 | + 6.286 | + 8,6% |
| Crediti verso banche | 113.436 | 111.814 | + 1.622 | + 1,5% |
| Crediti verso clientela | 438.401 | 450.550 | - 12.148 | - 2,7% |
| Altre attività finanziarie | 158.590 | 153.349 | + 5.241 | + 3,4% |
| Coperture | 5.907 | 7.687 | - 1.780 | - 23,2% |
| Attività materiali | 9.674 | 9.939 | - 265 | - 2,7% |
| Avviamenti | - | - | - | - |
| Altre attività immateriali | 2.170 | 2.117 | + 53 | + 2,5% |
| Attività fiscali | 12.484 | 13.097 | - 613 | - 4,7% |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 749 | 2.017 | - 1.268 | - 62,9% |
| Altre attività | 6.824 | 6.473 | + 351 | + 5,4% |
| Totale dell'attivo | 950.046 | 931.456 | + 18.590 | + 2,0% |
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONE | ||||
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 30.06.2021 | 31.12.2020 | ASSOLUTA | % | |
| Debiti verso banche | 186.742 | 172.465 | + 14.277 | + 8,3% | |
| Debiti verso clientela | 505.716 | 498.440 | + 7.277 | + 1,5% | |
| Titoli in circolazione | 95.973 | 102.524 | - 6.552 | - 6,4% | |
| Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 47.787 | + 2.011 | + 4,2% | |
| Altre passività finanziarie | 12.013 | 12.887 | - 874 | - 6,8% | |
| Coperture | 8.041 | 11.764 | - 3.723 | - 31,6% | |
| Passività fiscali | 1.151 | 1.358 | - 206 | - 15,2% | |
| Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | 565 | 761 | - 196 | - 25,8% | |
| Altre passività | 28.245 | 23.529 | + 4.715 | + 20,0% | |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 447 | 435 | + 12 | + 2,7% | |
| Patrimonio di pertinenza del Gruppo | 61.356 | 59.507 | + 1.849 | + 3,1% | |
| di cui: | |||||
| - capitale e riserve | 59.435 | 62.292 | - 2.857 | - 4,6% | |
| - risultato netto | 1.921 | (2.785) | + 4.706 | n.s. | |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 950.046 | 931.456 | + 18.590 | + 2,0% |

Stato patrimoniale consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | CONSISTENZE AL | |||||
| ATTIVO | 30.06.2021 | 31.03.2021 | 31.12.2020 | 30.09.2020 | 30.06.2020 | 31.03.2020 |
| Cassa e disponibilità liquide | 122.819 | 111.079 | 101.707 | 37.900 | 17.342 | 20.726 |
| Attività finanziarie di negoziazione | 78.991 | 73.925 | 72.705 | 73.165 | 67.236 | 69.756 |
| Crediti verso banche | 113.436 | 113.554 | 111.814 | 129.140 | 126.541 | 94.525 |
| Crediti verso clientela | 438.401 | 446.691 | 450.550 | 466.776 | 479.253 | 489.973 |
| Altre attività finanziarie | 158.590 | 158.337 | 153.349 | 153.407 | 155.884 | 151.907 |
| Coperture | 5.907 | 6.607 | 7.687 | 8.241 | 11.445 | 11.051 |
| Attività materiali | 9.674 | 9.817 | 9.939 | 10.148 | 10.242 | 10.519 |
| Avviamenti | - | - | - | 878 | 878 | 886 |
| Altre attività immateriali | 2.170 | 2.116 | 2.117 | 1.994 | 1.957 | 1.865 |
| Attività fiscali | 12.484 | 12.831 | 13.097 | 13.024 | 12.978 | 12.955 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 749 | 1.003 | 2.017 | 2.104 | 1.984 | 2.045 |
| Altre attività | 6.824 | 6.206 | 6.473 | 6.575 | 6.994 | 6.542 |
| Totale dell'attivo | 950.046 | 942.165 | 931.456 | 903.353 | 892.735 | 872.753 |
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | CONSISTENZE AL | |||||
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 30.06.2021 | 31.03.2021 | 31.12.2020 | 30.09.2020 | 30.06.2020 | 31.03.2020 |
| Debiti verso banche | 186.742 | 189.419 | 172.465 | 163.775 | 164.843 | 161.497 |
| Debiti verso clientela | 505.716 | 497.394 | 498.440 | 474.790 | 468.315 | 454.956 |
| Titoli in circolazione | 95.973 | 98.876 | 102.524 | 101.588 | 95.902 | 95.197 |
| Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 46.428 | 47.787 | 47.812 | 45.551 | 46.785 |
| Altre passività finanziarie | 12.013 | 12.326 | 12.887 | 12.963 | 12.656 | 11.094 |
| Coperture | 8.041 | 9.056 | 11.764 | 12.551 | 15.029 | 14.236 |
| Passività fiscali | 1.151 | 1.113 | 1.358 | 1.469 | 1.454 | 1.509 |
| Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | 565 | 651 | 761 | 593 | 615 | 559 |
| Altre passività | 28.245 | 25.803 | 23.529 | 26.722 | 27.186 | 25.669 |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 447 | 440 | 435 | 443 | 437 | 430 |
| Patrimonio di pertinenza del Gruppo | 61.356 | 60.660 | 59.507 | 60.645 | 60.748 | 60.820 |
| di cui: | - | |||||
| - capitale e riserve | 59.435 | 59.772 | 62.292 | 62.252 | 63.034 | 63.526 |
| - risultato netto | 1.921 | 887 | (2.785) | (1.606) | (2.286) | (2.706) |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 950.046 | 942.165 | 931.456 | 903.353 | 892.735 | 872.753 |

Criteri di riconduzione adottati per la predisposizione degli schemi consolidati riclassificati di conto economico
Le principali riclassifiche, i cui importi sono riportati in modo analitico negli schemi di raccordo in allegato al presente fascicolo, hanno riguardato:
- nei "Dividendi e altri proventi su partecipazioni" l'inclusione degli "Utili (Perdite) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto" e l'esclusione (i) dei "Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione" e (ii) dei "Dividendi su altre attività finanziarie obbligatoriamente al fair value" classificati insieme al "Risultato netto dell'attività di negoziazione";
- l'inclusione nel "Saldo altri proventi/oneri" degli "Altri oneri/proventi di gestione", con l'esclusione dei "Recuperi di spesa" classificati a voce propria, l'esclusione degli oneri per "Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi" classificati nelle "Altre spese amministrative" e l'inclusione del risultato riferito alle società industriali;
- la presentazione del "Saldo altri proventi/oneri", delle "Spese per il personale", delle "Altre spese amministrative", delle "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" e degli "Altri oneri e accantonamenti" al netto degli eventuali "Oneri di integrazione", relativi alle operazioni di riorganizzazione, evidenziati a voce propria;
- l'esclusione dalle "Altre spese amministrative" dei Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), dei Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), delle Bank Levy e dei Canoni di garanzia DTA riclassificati nella voce "Altri oneri ed accantonamenti";
- l'esclusione dalle "Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali" delle rettifiche e delle riprese di valore relative a (i) immobili detenuti per investimento (ii) rimanenze di attività materiali IAS2 derivanti da recupero crediti deteriorati (iii) diritti d'uso di terreni e fabbricati ad uso funzionale (classificate nella voce "Profitti netti da investimenti") e (iv) attività materiali in leasing operativo (classificate nella voce "Saldo altri proventi/oneri");
- nelle "Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni", l'inclusione delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla redditività complessiva al netto dei titoli di debito, degli utili (perdite) da cessioni o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato deteriorate con esclusione dei titoli di debito e degli "Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri" sugli impegni e garanzie rilasciate;
- l'inclusione nei "Profitti netti da investimenti" delle rettifiche/riprese di valore sulle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito, del risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali, oltre che degli utili/perdite delle partecipazioni e da cessione di investimenti, ivi compresi gli effetti di svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relativi a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 non classificate alla voce 'Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte";
- l'inclusione tra il "Risultato netto dell'attività di negoziazione" (i) degli utili (perdite) netti da negoziazione, (ii) degli utili (perdite) netti su operazioni di copertura, (iii) degli utili/perdite netti sulle attività/passività finanziarie al fair value rilevato a conto economico, (iv) degli utili/perdite da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (v) degli interessi attivi e passivi derivanti dalle operazioni del portafoglio di Trading, escluse le posizioni di copertura economica o di finanziamento delle posizioni del portafoglio bancario.
I dati del Conto economico consolidato riclassificato sono stati riesposti, a partire da giugno 2021 e con riferimento ai trimestri 2020 e al primo trimestre 2021, per i costi inerenti a servizi esterni relativi a carte di credito in Austria dalla voce "Altre spese amministrative" alla voce "Commissioni nette".

Conto economico consolidato riclassificato
| 1° SEMESTRE VARIAZIONE % A CAMBI 2021 2020 C/ECONOMICO % COSTANTI Interessi netti 4.383 4.887 - 504 - 10,3% - 9,6% Dividendi e altri proventi su partecipazioni 237 164 + 73 + 44,7% + 44,7% Commissioni nette 3.362 2.997 + 365 + 12,2% + 12,3% Risultato netto dell'attività di negoziazione 1.064 530 + 534 n.s. n.s. Saldo altri proventi/oneri 39 (34) + 72 n.s. n.s. MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 9.084 8.544 + 540 + 6,3% + 6,8% Spese per il personale (2.975) (3.034) + 59 - 1,9% - 1,6% Altre spese amministrative (1.603) (1.604) + 1 - 0,1% + 0,3% Recuperi di spesa 264 253 + 11 + 4,5% + 4,8% Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (561) (548) - 12 + 2,3% + 3,0% Costi operativi (4.874) (4.933) + 59 - 1,2% - 0,8% RISULTATO DI GESTIONE 4.209 3.610 + 599 + 16,6% + 17,0% Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni (527) (2.198) + 1.671 - 76,0% - 76,1% RISULTATO NETTO DI GESTIONE 3.682 1.412 + 2.269 n.s. n.s. Altri oneri ed accantonamenti (916) (713) - 203 + 28,5% + 28,6% di cui: oneri sistemici (745) (703) - 42 + 5,9% + 6,1% Oneri di integrazione (7) (1.352) + 1.346 - 99,5% - 99,5% Profitti netti da investimenti (181) (1.353) + 1.173 - 86,7% - 86,7% RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 2.578 (2.007) + 4.585 n.s. n.s. Imposte sul reddito del periodo (646) (213) - 433 n.s. n.s. RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE 1.933 (2.219) + 4.152 n.s. n.s. Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte 1 1 + 1 + 74,4% + 74,4% RISULTATO DI PERIODO 1.934 (2.219) + 4.152 n.s. n.s. Utile di pertinenza di terzi (12) (10) - 2 + 20,0% + 21,0% RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA 1.922 (2.229) + 4.150 n.s. n.s. Effetti economici della "Purchase Price Allocation" (1) (50) + 49 - 98,6% - 98,6% Rettifiche di valore su avviamenti - (8) + 8 n.s. n.s. RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO 1.921 (2.286) + 4.207 n.s. n.s. |
(milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|

Conto economico consolidato riclassificato - Evoluzione trimestrale
| 2021 | 2020 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2° TRIM. | 1° TRIM. | 4° TRIM. | 3° TRIM. | 2° TRIM. | 1° TRIM. | |||
| Interessi netti | 2.203 | 2.180 | 2.250 | 2.303 | 2.393 | 2.494 | ||
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 125 | 112 | 124 | 128 | 62 | 102 | ||
| Commissioni nette | 1.674 | 1.688 | 1.504 | 1.467 | 1.378 | 1.618 | ||
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 425 | 639 | 426 | 455 | 357 | 173 | ||
| Saldo altri proventi/oneri | (29) | 68 | (69) | (1) | (22) | (11) | ||
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 4.398 | 4.686 | 4.236 | 4.352 | 4.168 | 4.376 | ||
| Spese per il personale | (1.495) | (1.480) | (1.456) | (1.479) | (1.492) | (1.542) | ||
| Altre spese amministrative | (811) | (792) | (825) | (786) | (795) | (809) | ||
| Recuperi di spesa | 135 | 129 | 147 | 124 | 128 | 125 | ||
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali | (290) | (270) | (323) | (266) | (284) | (265) | ||
| Costi operativi | (2.461) | (2.413) | (2.456) | (2.408) | (2.442) | (2.491) | ||
| RISULTATO DI GESTIONE | 1.937 | 2.272 | 1.780 | 1.945 | 1.726 | 1.885 | ||
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (360) | (167) | (2.058) | (741) | (937) | (1.261) | ||
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 1.577 | 2.105 | (278) | 1.204 | 788 | 624 | ||
| Altri oneri ed accantonamenti | (214) | (702) | (91) | (251) | (185) | (528) | ||
| di cui: oneri sistemici | (125) | (620) | (53) | (201) | (166) | (538) | ||
| Oneri di integrazione | (7) | - | (82) | (30) | (6) | (1.347) | ||
| Profitti netti da investimenti | 15 | (195) | 130 | (141) | (92) | (1.261) | ||
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 1.371 | 1.207 | (322) | 782 | 505 | (2.512) | ||
| Imposte sul reddito del periodo | (331) | (314) | (34) | (97) | (73) | (140) | ||
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 1.040 | 893 | (356) | 685 | 432 | (2.652) | ||
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte | - | 1 | 48 | - | 1 | - | ||
| RISULTATO DI PERIODO | 1.040 | 894 | (308) | 685 | 433 | (2.652) | ||
| Utile di pertinenza di terzi | (5) | (7) | 8 | (5) | (6) | (5) | ||
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA | 1.034 | 888 | (300) | 680 | 428 | (2.656) | ||
| Effetti economici della "Purchase Price Allocation" | (1) | - | - | - | - | (50) | ||
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | - | (878) | - | (8) | - | ||
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO | 1.034 | 887 | (1.179) | 680 | 420 | (2.706) |

Conto economico consolidato riclassificato - Confronto secondo trimestre 2021/2020
| 2° TRIMESTRE | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2021 | 2020 | C/ECONOMICO | % | % A CAMBI COSTANTI |
|||||
| Interessi netti | 2.203 | 2.393 | - 191 | - 8,0% | - 7,6% | ||||
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 125 | 62 | + 63 | n.s. | n.s. | ||||
| Commissioni nette | 1.674 | 1.378 | + 296 | + 21,4% | + 21,3% | ||||
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 425 | 357 | + 68 | + 19,1% | + 18,8% | ||||
| Saldo altri proventi/oneri | (29) | (22) | - 7 | + 29,3% | + 29,6% | ||||
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 4.398 | 4.168 | + 230 | + 5,5% | + 5,6% | ||||
| Spese per il personale | (1.495) | (1.492) | - 3 | + 0,2% | + 0,3% | ||||
| Altre spese amministrative | (811) | (795) | - 16 | + 2,0% | + 2,2% | ||||
| Recuperi di spesa | 135 | 128 | + 7 | + 5,6% | + 5,7% | ||||
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali | (290) | (284) | - 7 | + 2,4% | + 2,8% | ||||
| Costi operativi | (2.461) | (2.442) | - 19 | + 0,8% | + 1,0% | ||||
| RISULTATO DI GESTIONE | 1.937 | 1.726 | + 211 | + 12,2% | + 12,1% | ||||
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e | |||||||||
| impegni | (360) | (937) | + 577 | - 61,6% | - 62,6% | ||||
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 1.577 | 788 | + 788 | n.s. | n.s. | ||||
| Altri oneri ed accantonamenti | (214) | (185) | - 29 | + 15,6% | + 14,7% | ||||
| di cui: oneri sistemici | (125) | (166) | + 41 | - 24,6% | - 25,1% | ||||
| Oneri di integrazione | (7) | (6) | - 1 | + 15,4% | + 14,4% | ||||
| Profitti netti da investimenti | 15 | (92) | + 107 | n.s. | n.s. | ||||
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 1.371 | 505 | + 866 | n.s. | n.s. | ||||
| Imposte sul reddito del periodo | (331) | (73) | - 259 | n.s. | n.s. | ||||
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 1.040 | 432 | + 607 | n.s. | n.s. | ||||
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte |
- | 1 | - 1 | - 96,6% | - 96,6% | ||||
| RISULTATO DI PERIODO | 1.040 | 433 | + 606 | n.s. | n.s. | ||||
| Utile di pertinenza di terzi | (5) | (6) | - | - 3,2% | - 2,7% | ||||
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE | |||||||||
| PPA Effetti economici della "Purchase Price Allocation" |
1.034 (1) |
428 - |
+ 607 - 1 |
n.s. n.s. |
n.s. n.s. |
||||
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | (8) | + 8 | - | - | ||||
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO | 1.034 | 420 | + 614 | n.s. | n.s. |

Dati di sintesi per settori di attività
Dati di sintesi per settore di attività
Dati di s intesi per setor e d i a tiv ità
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CEE DIVISION | CIB | GROUP CORPORATE CENTRE(1) |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO |
|
| Dati economici | ||||||||
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | ||||||||
| Primi 6 mesi 2021 | 3.343 | 1.195 | 712 | 1.724 | 2.271 | (135) | (26) | 9.084 |
| Primi 6 mesi 2020 | 3.241 | 1.208 | 653 | 1.809 | 1.772 | (113) | (26) | 8.544 |
| Costi operativi | ||||||||
| Primi 6 mesi 2021 | (1.826) | (843) | (487) | (737) | (781) | (158) | (42) | (4.874) |
| Primi 6 mesi 2020 | (1.838) | (837) | (490) | (754) | (764) | (187) | (63) | (4.933) |
| RISULTATO DI GESTIONE | ||||||||
| Primi 6 mesi 2021 | 1.517 | 353 | 225 | 987 | 1.490 | (293) | (68) | 4.209 |
| Primi 6 mesi 2020 | 1.403 | 371 | 162 | 1.055 | 1.008 | (300) | (89) | 3.610 |
| UTILE LORDO OPERATIVITA' CORRENTE | ||||||||
| Primi 6 mesi 2021 | 1.004 | 196 | 167 | 739 | 1.244 | (749) | (23) | 2.578 |
| Primi 6 mesi 2020 | (821) | 92 | (56) | 392 | 348 | (1.829) | (132) | (2.007) |
| Dati patrimoniali | ||||||||
| CREDITI VERSO CLIENTELA(2) | ||||||||
| al 30 giugno 2021 | 136.927 | 89.693 | 43.236 | 64.142 | 81.466 | 3.298 | 717 | 419.478 |
| al 31 dicembre 2020 | 132.311 | 87.638 | 43.308 | 61.879 | 85.814 | 3.068 | 775 | 414.793 |
| DEPOSITI CLIENTELA(2) | ||||||||
| al 30 giugno 2021 | 170.423 | 102.805 | 51.225 | 74.641 | 54.738 | 3.011 | 462 | 457.306 |
| al 31 dicembre 2020 | 172.372 | 102.957 | 52.121 | 71.287 | 58.229 | 2.459 | 518 | 459.944 |
| RWA TOTALI | ||||||||
| al 30 giugno 2021 | 80.962 | 35.948 | 20.297 | 56.203 | 88.278 | 40.790 | 5.237 | 327.714 |
| al 31 dicembre 2020 | 83.011 | 34.415 | 21.251 | 55.016 | 84.422 | 39.909 | 7.642 | 325.665 |
| EVA | ||||||||
| Primi 6 mesi 2021 | 269 | (6) | 106 | 180 | 360 | (727) | (29) | 153 |
| Primi 6 mesi 2020 | (434) | (76) | (173) | (144) | (374) | (780) | (35) | (2.016) |
| Cost/income ratio | ||||||||
| Primi 6 mesi 2021 | 54,6% | 70,5% | 68,4% | 42,8% | 34,4% | n.s. | n.s. | 53,7% |
| Primi 6 mesi 2020 | 56,7% | 69,3% | 75,1% | 41,7% | 43,1% | n.s. | n.s. | 57,7% |
| Numero Dipendenti | ||||||||
| al 30 giugno 2021 | 26.373 | 8.573 | 4.614 | 23.697 | 3.428 | 14.006 | 188 | 80.879 |
| al 31 dicembre 2020 | 26.743 | 9.030 | 4.687 | 23.828 | 3.448 | 14.160 | 211 | 82.107 |
Note:
(1) COO Services, Corporate Centre Global Functions, elisioni e rettifiche di consolidamento non attribuite ai singoli settori di attività.
(2) Al netto dei pronti contro termine e per le divisioni dei rapporti infragruppo.
I dati sono stati ricostruiti, ove necessario, su base omogenea per tenere conto delle variazioni intervenute nei perimetri dei settori di attività e nella metodologia di calcolo.

Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit
Dati storici del Gruppo 2011 - 2021
Dati stor ici de l Gr uppo e del 'azione UniCr edit
| IAS/IFRS | |||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEM. 2021 |
2020 | 2019 | 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | |
| Conto economico riclassificato (milioni di €) | |||||||||||
| Margine di intermediazione | 9.084 | 17.140 | 18.839 | 19.723 | 19.619 | 18.801 | 22.405 | 22.513 | 23.973 | 25.049 | 25.200 |
| Costi operativi | (4.874) | (9.805) | (9.929) | (10.698) | (11.350) | (12.453) | (13.618) | (13.838) | (14.801) | (14.979) | (15.460) |
| Risultato di gestione | 4.209 | 7.335 | 8.910 | 9.025 | 8.268 | 6.348 | 8.787 | 8.675 | 9.172 | 10.070 | 9.740 |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 2.578 | (1.546) | 3.065 | 3.619 | 4.148 | (10.978) | 2.671 | 4.091 | (4.888) | 317 | 2.060 |
| Risultato del periodo | 1.934 | (1.842) | 3.559 | 4.112 | 5.790 | (11.061) | 2.239 | 2.669 | (3.920) | 1.687 | 644 |
| Risultato netto di pertinenza del Gruppo | 1.921 | (2.785) | 3.373 | 3.892 | 5.473 | (11.790) | 1.694 | 2.008 | (13.965) | 865 | (9.206) |
| Stato patrimoniale riclassificato (milioni di €) | |||||||||||
| Totale attivo | 950.046 | 931.456 | 855.647 | 831.469 | 836.790 | 859.533 | 860.433 | 844.217 | 845.838 | 926.827 | 926.769 |
| Crediti verso clientela | 438.401 | 450.550 | 482.574 | 471.839 | 447.727 | 444.607 | 473.999 | 470.569 | 503.142 | 547.144 | 559.553 |
| di cui: sofferenze | 1.590 | 1.645 | 2.956 | 5.787 | 9.499 | 10.945 | 19.924 | 19.701 | 18.058 | 19.360 | 18.118 |
| Raccolta da clientela e titoli | 601.689 | 600.964 | 566.871 | 560.141 | 561.498 | 567.855 | 584.268 | 560.688 | 571.024 | 579.965 | 561.370 |
| Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo | 61.356 | 59.507 | 61.416 | 55.841 | 59.331 | 39.336 | 50.087 | 49.390 | 46.841 | 62.784 | 51.479 |
| Indici di redditività (%) | |||||||||||
| Risultato di gestione/Totale attivo | 0,44 | 0,79 | 1,04 | 1,09 | 0,99 | 0,74 | 1,02 | 1,03 | 1,08 | 1,09 | 1,05 |
| Cost/Income ratio | 53,7 | 57,2 | 52,7 | 54,2 | 57,9 | 66,2 | 60,8 | 61,5 | 61,7 | 59,8 | 61,4 |
I dati esposti sono riferiti a quanto pubblicato nel periodo di riferimento.
Informazioni sul titolo azionario
Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit
| 1° SEM. 2021 |
2020 | 2019 | 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prezzo ufficiale azione ordinaria(*) (€) | |||||||||||
| - massimo | 10,858 | 14,174 | 13,494 | 18,212 | 18,350 | 25,733 | 32,824 | 34,427 | 28,213 | 22,440 | 65,912 |
| - minimo | 7,420 | 6,213 | 9,190 | 9,596 | 12,160 | 8,785 | 24,605 | 25,583 | 16,227 | 11,456 | 21,157 |
| - medio | 9,064 | 8,650 | 11,193 | 14,635 | 15,801 | 13,820 | 29,509 | 30,015 | 22,067 | 16,520 | 42,923 |
| - fine periodo | 9,950 | 7,648 | 13,020 | 9,894 | 15,580 | 13,701 | 25,733 | 26,735 | 26,961 | 18,572 | 21,190 |
| Numero azioni (milioni) | |||||||||||
| - in circolazione a fine periodo(**) | 2.226 | 2.237 | 2.233 | 2.230 | 2.226 | 6.180 | 5.970 | 5.866 | 5.792 | 5.789 | 1.930 |
| - con diritto godimento del dividendo | 2.216 | 2.228 | 2.224 | 2.220 | 2.216 | 6.084 | 5.873 | 5.769 | 5.695 | 5.693 | 1.833 |
| di cui: azioni di risparmio | - | - | - | - | 0,25 | 2,52 | 2,48 | 2,45 | 2,42 | 2,42 | 2,42 |
| - medio | 2.238 | 2.236 | 2.233 | 2.229 | 1.957 | 6.110 | 5.927 | 5.837 | 5.791 | 5.473 | 1.930 |
| Dividendo | |||||||||||
| - complessivo (milioni di €) | - | 268 | - | 601 | 726 | - | 706 | 697 | 570 | 512 | - |
| - unitario per azione ordinaria | - | 0,120 | - | 0,270 | 0,320 | - | 0,120 | 0,120 | 0,100 | 0,090 | - |
| - unitario per azione di risparmio | - | - | - | - | - | - | 0,120 | 1,065 | 0,100 | 0,090 | - |
Note:
(*) A seguito di operazioni societarie straordinarie (quali il raggruppamento di azioni, le scissioni, la distribuzione di dividendi straordinari, ecc.), i prezzi delle azioni potrebbero cambiare non essendo più comparabili da un esercizio all'altro. La serie storica dei corsi azionari, a partire dal 2011, è stata pertanto adeguata per consentire un migliore confronto.
(**) Il numero di azioni, esistente alla fine del periodo di riferimento, è al netto delle azioni proprie e comprende n.9.676 milioni di azioni detenute a titolo di usufrutto a seguito del contratto stipulato con Mediobanca S.p.A.
Si riportano di seguito alcune informazioni di dettaglio con riferimento alle variazioni del capitale e sui dividendi erogati degli ultimi due esercizi.
In data 15 aprile 2021 l'Assemblea dei Soci ha approvato il piano di remunerazione degli azionisti in coerenza e nei limiti previsti dalla raccomandazione della Banca Centrale Europea 2020/62 circa la distribuzione di dividendi nel corso della pandemia Covid-19 che verrà abrogata a partire dal 30 settembre 2021. L'importo massimo distribuibile deliberato, calcolato sulla base dell'utile accumulato per gli esercizi finanziari 2019 e 2020, è stato di 447 milioni, distribuito in parte con pagamento di dividendi in contanti per complessivi 268 milioni, pari a un dividendo unitario di 0,12 euro per ogni azione in circolazione ed avente diritto al pagamento del dividendo, e in parte tramite acquisto di azioni proprie ("Primo programma di share buy-back 2021") per un controvalore massimo di 179 milioni. L'operazione di buy-back, avviata in data 11 maggio 2021, si è conclusa il 23 giugno 2021 con l'acquisto di n.17.416.128 azioni proprie per un controvalore complessivo pari all'importo autorizzato (179 milioni). Tenuto conto delle n.4.760 azioni proprie già in portafoglio, con le azioni acquistate via buy-back UniCredit detiene complessivamente n.17.420.888 azioni proprie pari allo 0,78% del capitale sociale. L'assemblea degli azionisti ha altresì deliberato l'annullamento delle azioni proprie conferendo delega al Consiglio di Amministrazione per l'esecuzione entro i termini e secondo le modalità stabilite dalla delibera; in particolare l'annullamento delle azioni potrà essere eseguito anche con più atti in via frazionata e comunque entro e non oltre la prima data tra: (i) la data di stacco dell'eventuale dividendo relativo all'esercizio che si chiuderà al 31 dicembre 2021 e (ii) il 31 luglio 2022.
L'annullamento delle azioni proprie verrà operato senza comportare alcuna riduzione del capitale sociale nominale; tenuto conto che le azioni sono prive del valore nominale, esso infatti avrà luogo esclusivamente mediante riduzione del numero delle azioni esistenti e con conseguente incremento della loro parità contabile.

Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit
In data 30 marzo 2021 è stata iscritta nel Registro delle imprese la delibera di aumento di capitale per euro 73.932.132,00 mediante emissione a titolo gratuito di n.6.288.605 azioni ordinarie per l'esecuzione dei piani incentivanti di Gruppo.
In data 27 marzo 2020 è stata iscritta nel Registro delle Imprese la delibera di aumento di capitale per euro 64.736.988,67 mediante emissione a titolo gratuito di n.3.884.961 azioni ordinarie per l'esecuzione dei piani incentivanti di Gruppo.
Nel corso del 2020, in ottemperanza alle raccomandazioni della Banca Centrale Europea emesse il 27 marzo 2020 ed il 28 luglio 2020, non sono stati erogati dividendi e riacquisti di azioni proprie con riferimento all'esercizio 2019.
Con riferimento all'utile di periodo consolidato al 30 giugno 2021 da riconoscere nei Fondi Propri consolidati, è stato considerato un potenziale dividendo pro-rata pari a 595 milioni determinato sulla base della dividend policy del 2021 (riferita alle remunerazioni da effettuarsi nel 2022); per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Gestione del capitale e creazione di valore - Coefficienti patrimoniali" di questa Relazione intermedia sulla gestione consolidata.
Indici di rendimento
| IAS/IFRS | |||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEM. 2021 |
2020 | 2019 | 2018 | 2017 | 2016 | 2015 | 2014 | 2013 | 2012 | 2011 | |||
| Patrimonio netto (milioni di €) | 61.356 | 59.507 | 61.416 | 55.841 | 59.331 | 39.336 | 50.087 | 49.390 | 46.841 | 62.784 | 51.479 | ||
| Risultato netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €) |
1.921 | (2.785) | 3.373 | 3.892 | 5.473 | (11.790) | 1.694 | 2.008 | (13.965) | 865 | (9.206) | ||
| Patrimonio netto per azione (€) | 27,56 | 26,60 | 27,50 | 25,04 | 26,65 | 6,36 | 8,39 | 8,42 | 8,09 | 10,85 | 26,67 | ||
| Price/Book value | 0,36 | 0,29 | 0,47 | 0,40 | 0,58 | 0,43 | 0,61 | 0,63 | 0,67 | 0,34 | 0,16 | ||
| Utile per azione(*) (€) | 1,698 | (1,306) | 1,462 | 1,712 | 2,794 | (1,982) | 0,27 | 0,34 | (2,47) | 0,15 | (5,12) | ||
| Payout ratio (%) | - | n.s. | - | 15,4 | 13,3 | - | 41,7 | 34,7 | n.s. | 59,2 | - | ||
| Dividendo azione ordinaria/prezzo medio (%) | - | 1,39 | - | 1,84 | 2,03 | - | 2,04 | 2,00 | 2,27 | 2,73 | - |
Nota:
(*) Dato annualizzato. Per maggiori dettagli sull'Utile per azione (EPS) si rimanda alla Parte C - Sezione 25 Utile per azione.
I dati esposti in tabella sono "dati storici" pubblicati nei diversi periodi e vanno contestualizzati al periodo cui si riferiscono.
A partire dal 2009 ai fini del calcolo dell'utile per azione l'utile netto di esercizio è stato ridotto per i seguenti importi derivanti dagli esborsi addebitati al patrimonio netto e relativi al corrispettivo inerente al contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes": 131 milioni nel 2009, 156 milioni nel 2010, 172 milioni nel 2011, 46 milioni nel 2012, 105 milioni nel 2013, 35 milioni nel 2014, 100 milioni nel 2015, 128 milioni nel 2016, 32 milioni nel 2017, 93 milioni nel 2018, 124 milioni nel 2019, 122 milioni nel 2020 e 30 milioni nel primo trimestre 2021 relativi all'ultima cedola riferita ai risultati dell'esercizio 2019.

(*) Dato annualizzato.
Scenario macroeconomico, contesto bancario e mercati finanziari
Scenario internazionale
Risulta ti del Gr uppo
All'inizio del 2021, l'attività economica globale ha perso slancio a causa dell'aumento delle infezioni da Covid-19 in tutto il mondo e del successivo rafforzamento delle misure di contenimento sanitario. Tuttavia, dalla fine del primo trimestre del 2021 si è assistito ad un graduale rafforzamento dell'attività che è proseguito nel secondo trimestre ma in maniera molto disomogenea. Le economie avanzate sono riuscite a riaprire le proprie economie più velocemente di molte economie emergenti grazie ad un'accelerazione della campagna vaccinale e ad un maggiore accesso ai vaccini. In molte economie emergenti, comprese alcune delle più grandi, come l'India, l'incidenza della pandemia si è intensificata durante la primavera, con il mantenimento o l'inasprimento delle restrizioni.
Da un punto di vista settoriale, il settore manifatturiero ha beneficiato di misure di contenimento più mirate rispetto alla prima fase della pandemia che hanno interessato principalmente i servizi di contatto. Inoltre, i consumatori, hanno aumentato i loro acquisti di beni in sostituzione di servizi diventati non disponibili durante la terza ondata di contagio. Di conseguenza, il rimbalzo dell'attività nelle fabbriche è stato così forte da causare colli di bottiglia nell'offerta che sono stati esacerbati dalla carenza di fattori produttivi chiave come materie prime e microchip. Segnali di maggiori pressioni sui costi dei fattori produttivi si sono materializzati in primavera, ma è probabile che una notevole capacità inutilizzata in tutto il mondo impedisca una ripresa significativa e sostenuta dell'inflazione di fondo. Con la riapertura delle economie nazionali ad aprile e maggio, i servizi più vulnerabili alla diffusione del virus hanno registrato un graduale ritorno alla normalità, pur rimanendo al di sotto dei livelli pre-pandemia. Per tutto il primo semestre del 2021, i governi e le banche centrali hanno continuato a mantenere una politica fiscale e monetaria altamente accomodante.
Il PIL cinese è tornato ai livelli pre-pandemia già nel 2020 e ha continuato a crescere grosso modo in linea con il suo trend pre-crisi. La ripresa cinese è stata finora trainata dagli investimenti e dalle esportazioni, con queste ultime che hanno beneficiato dell'elevata domanda globale di attrezzature mediche e degli acquisti di beni collegati al lavoro da remoto. Finora i consumatori cinesi, invece, sono stati riluttanti a tornare al loro normale stile di vita. In Giappone è probabile che i progressi limitati sul fronte delle vaccinazioni ed un nuovo round di restrizioni nella tarda primavera rimandino una ripresa più solida al secondo semestre di quest'anno. Grazie a una campagna di vaccinazione ben coordinata e ad una politica fiscale fortemente espansiva, gli Stati Uniti hanno registrato un'espansione sostenuta dell'attività economica già nel primo trimestre. L'economia britannica, invece, è stata penalizzata da un aumento di contagi ancora elevato a inizio anno.
Dopo una rinnovata contrazione del PIL nel primo trimestre (0,3% t/t), l'attività economica nell'eurozona è rimbalzata nel secondo trimestre. La domanda interna ha contribuito negativamente alla crescita nel primo trimestre, mentre le esportazioni nette hanno fornito un piccolo contributo positivo. Questo quadro è coerente con le indagini sul livello di fiducia presso imprese e consumatori e con indicatori ad alta frequenza che indicano un notevole miglioramento dell'attività nel secondo trimestre di quest'anno. In particolare, gli indicatori PMI (Purchasing Managers' Index) evidenziano che la ripresa si sta estendendo anche a settori più in difficoltà durante la pandemia, con un forte recupero dell'attività nei servizi, anche se la nuova variante Delta ha già portato alcuni governi a inasprire nuovamente le misure di contenimento nelle regioni dove il tasso di contagi è aumentato più nettamente. Dal punto di vista del mercato del lavoro, l'occupazione continua a beneficiare di un significativo sostegno da parte dei governi che sta mitigando l'impatto della pandemia. La ratifica da parte dei parlamenti nazionali della Own Resources Decision nella tarda primavera ha consentito il lancio tempestivo del programma NextGenerationEU.
Nella sua fase iniziale, il Covid-19 è stato chiaramente uno shock disinflazionistico, che ha causato grandi cambiamenti nei prezzi relativi, con settori come il turismo e le attività legate ai viaggi che sono stati duramente colpiti, mentre altri settori, in particolare i prodotti alimentari, hanno visto forti (sebbene temporanei) aumenti dei prezzi. L'impatto complessivo sull'inflazione è stato al ribasso poiché la debolezza della domanda ha prevalso sulle strozzature dal lato dell'offerta. Ma con la riapertura delle economie nazionali in primavera e l'emergere di carenze di offerta di vario genere, nell'eurozona si sono intensificate le pressioni inflazionistiche, anche se restano più contenute che negli Stati Uniti dove il massiccio stimolo fiscale adottato dall'amministrazione Biden ha contribuito ad un'impennata dei prezzi. L'inflazione IPC (Indice dei Prezzi al Consumo) di giugno per l'eurozona è stata pari all'1,9% su base annua.
Per tutto il primo semestre 2021, la Banca Centrale Europea (BCE) ha continuato a sostenere la ripresa con un orientamento monetario altamente accomodante che è rimasto sostanzialmente invariato. I tassi ufficiali sono stati confermati sui livelli bassi. Inoltre, la BCE si è impegnata a continuare ad effettuare acquisti netti di attività nell'ambito del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pandemic Emergency Purchase Programme - "PEPP") con una dotazione totale di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022. Ancora più importante, all'inizio di luglio la banca centrale ha presentato i risultati della sua revisione della strategia che è stata avviata all'inizio dello scorso anno e poi sospesa a causa della pandemia. La BCE ha deciso di modificare la propria definizione di stabilità dei prezzi da un tasso di inflazione "inferiore ma vicino al 2%" a un 2% simmetrico, attenendosi alla formulazione che l'obiettivo di prezzo dovrebbe essere raggiunto "nel medio termine". Il riferimento al medio termine fornisce alla BCE una maggiore flessibilità. Sarà dedicata maggiore attenzione all'attuazione di una strategia monetaria green.

Negli Stati Uniti la ripresa è a buon punto grazie a un sostegno fiscale senza precedenti. L'amministrazione Biden ha immediatamente approvato l'American Rescue Plan ("ARP"), per un totale di 1,9 trilioni di dollari (8,9% del PIL) che prevedeva il rinnovo dell'indennità di disoccupazione, pagamenti una tantum aggiuntivi alle famiglie ed un aumento della spesa sia locale che statale per finanziare gli interventi per la salute pubblica e l'istruzione. Dopo una solida crescita annualizzata su base trimestrale del 6,4% nel primo trimestre del 2021, l'attività nel secondo trimestre ha probabilmente beneficiato della forte spesa per consumi alimentata dall'erogazione del sostegno diretto al reddito da parte del governo alle famiglie. Nel frattempo, l'amministrazione Biden ha annunciato due nuovi piani fiscali a medio termine, ovvero l'American Jobs Plan e l'American Families plan. Il primo è principalmente focalizzato su investimenti infrastrutturali da finanziare in parte con maggiori imposte sulle società, mentre il secondo mira a rafforzare gli ammortizzatori sociali, ed è quasi interamente finanziato da maggiori imposte sul reddito delle persone fisiche. Sul fronte monetario, la Fed non si è formalmente impegnata a ridurre il proprio sostegno monetario, ma sono iniziate discussioni all'interno del FOMC (Federal Open Market Committee), e la banca centrale è in procinto di normalizzare a breve la sua politica monetaria, sempre che la pandemia non deteriori nuovamente le prospettive macroeconomiche.
Contesto bancario e mercati finanziari
La crescita dei prestiti bancari al settore privato nell'eurozona ha evidenziato una tendenza al rallentamento nel corso del primo semestre del 2021, attestandosi al 3,0% a/a a giugno, da una espansione prossima al 5,0% a/a a fine 2020. Il rallentamento nell'erogazione dei prestiti al settore privato nell'area euro ha interessato prevalentemente i prestiti alle imprese, con il tasso di crescita su base annua in diminuzione da circa il 7,0% a dicembre 2020 al 2,0% alla fine del semestre. Per contro, l'espansione dei prestiti alle famiglie si è andata rafforzandosi, attestandosi a circa il 4,0% a/a, probabilmente sospinta dall'avvio di una fase di ripresa economica. In un contesto di debole attività di investimento, la decelerazione osservata nei prestiti alle imprese ha riflesso il minor ricorso a forme di credito garantito. Quest'ultimo è stato uno tra i principali strumenti di supporto a favore delle imprese nel corso del 2020, a fronte della pandemia da Covid-19, la cui disponibilità è andata progressivamente riducendosi nei primi mesi del 2021.
Mentre alcune divergenze erano emerse verso la fine del 2020 nell'andamento dei prestiti al settore privato, in particolare verso le imprese, tra i principali paesi di riferimento del gruppo UniCredit (Austria, Germania e Italia), queste sono andate attenuandosi nel corso del primo semestre del 2021. Nello specifico, in Germania, il tasso di crescita dei prestiti alle imprese si è ridotto da più del 4,0% a fine 2020 a meno del 2,0% a giugno 2021, mentre in Italia il tasso di crescita dei prestiti alle imprese si è attestato al 4,0% a/a, in rallentamento dal 7,5% a/a toccato a dicembre 2020. Tale dinamica di crescita in Italia, in particolare, riflette una domanda ancora relativamente elevata per i prestiti assistiti da garanzia pubblica e dall'altro da un iniziale contributo positivo dal finanziamento per investimenti fissi. I prestiti alle famiglie si sono caratterizzati per un rafforzamento del tasso di crescita in tutti i paesi di riferimento del gruppo UniCredit, con aumenti, a fine del primo semestre, di circa il 5,0% a/a e 6,0% rispettivamente in Germania ed Austria, mentre in Italia la crescita su base annua si è attestata a circa il 4,0% a/a, supportata sia da aumenti dei prestiti per acquisto abitazione sia da un avvio di recupero del credito al consumo.
Per quanto riguarda la dinamica della raccolta di sistema, sia i depositi delle imprese che i depositi delle famiglie si sono caratterizzati per tassi di crescita sostenuti nel corso del primo semestre del 2021, ed in tutti e tre i principali paesi di riferimento del gruppo UniCredit. L'aumento dei depositi, ed in particolare dei depositi a vista, è stato sostanzialmente il riflesso di un aumento della liquidità detenuta dalle imprese, per fronteggiare le incertezze legate agli impatti della crisi pandemica, e di livelli ancora elevati di risparmio delle famiglie, come conseguenza delle limitazioni degli spostamenti per contrastare la seconda e terza ondata di contagi e per motivi precauzionali. Tuttavia, in tutti e tre i paesi del gruppo UniCredit, si è osservato un progressivo rallentamento nella crescita annua dei depositi, seppure in presenza di flussi mensili ancora positivi, compatibili con una fase iniziale di ripresa degli investimenti delle imprese e dei consumi delle famiglie.
Nel corso del 2020, la BCE ha approvato una serie di misure volte a contrastare gli effetti della pandemia ed a sostegno dell'attività economica. Queste misure hanno continuato a garantire condizioni finanziarie favorevoli per famiglie ed imprese nel corso del primo semestre del 2021. In conseguenza, i tassi di interesse bancari sui prestiti sono rimasti in linea o su livelli leggermente inferiori rispetto a fine del 2020 in tutti e tre i paesi di riferimento del gruppo UniCredit, mentre i tassi di interesse sui depositi bancari in conto corrente sono rimasti prossimi allo zero.
L'evoluzione della pandemia è rimasta uno dei fattori principali che hanno influenzato l'andamento dei mercati finanziari nel corso del primo semestre del 2021. Tuttavia, dopo il deterioramento della performance dei mercati nel corso del 2020, nel primo semestre di questo anno è prevalso un miglioramento della performance ed un generale appetito per il rischio. Tale andamento è stato trainato in prevalenza dal flusso positivo di notizie relative ai progressi della campagna di vaccinazione anche nei paesi dell'area euro (dopo gli Stati Uniti ed il Regno Unito) e da un miglioramento delle prospettive di crescita economica conseguente all'allentamento delle misure di contenimento sanitario del Covid-19. Il tutto in un contesto in cui è rimasto ampio il supporto della BCE e dello stimolo fiscale. Come conseguenza, la borsa austriaca ha chiuso il primo semestre del 2021 con un guadagno superiore al 20%, rispetto alla fine del 2020, mentre sia la borsa italiana che la borsa tedesca hanno messo a segno una crescita di circa il 13% a giugno 2021, rispetto a dicembre del 2020.
Paesi CEE (Central and Eastern Europe)
I paesi CEE hanno allentato le misure di contenimento sanitario nella tarda primavera dopo che la terza ondata pandemica di Covid-19 ha riempito le unità di terapia intensiva e costretto i governi ancora una volta a introdurre restrizioni. L'impatto sulla crescita economica è stato differente a seconda delle misure restrittive introdotte. In Romania, Russia e Turchia, i governi hanno evitato restrizioni dure e hanno permesso molta più libertà di movimento rispetto agli altri paesi della regione, alla luce della minore osservanza delle restrizioni da parte della popolazione. Tuttavia, anche altri paesi non sono stati immuni dall'insofferenza legata alla pandemia. Gli indicatori mostrano che in tutti i paesi CEE la mobilità delle persone è stata maggiore di quanto le restrizioni avrebbero suggerito, indicando che ulteriori restrizioni potrebbero risultare meno efficaci.
L'allentamento delle misure di contenimento sanitario ha contribuito alla ripresa dell'attività economica. I dati sui pagamenti mostrano che in molti paesi CEE i livelli di attività nel settore della ristorazione sono vicini a quelli precedenti la pandemia, sebbene i turisti stranieri siano ancora assenti. Le vendite al dettaglio stanno aumentando rapidamente, così come il numero di turisti residenti. A ciò ha contribuito anche una maggiore predisposizione delle famiglie a spendere parte dei risparmi accumulati lo scorso anno. Inoltre, le condizioni finanziarie sono rimaste favorevoli. I programmi di lavoro in congedo e part-time, così come le moratorie sui prestiti, hanno aiutato le famiglie a superare la fase più difficile della crisi; di conseguenza, i tassi di disoccupazione dovrebbero tornare ai livelli pre-pandemia nei prossimi 18 mesi. Ciò è in netto contrasto con le conseguenze della crisi finanziaria globale del 2008 e 2009, quando le condizioni finanziarie sfavorevoli, l'elevata disoccupazione e il calo dei prezzi delle case e delle azioni hanno influito sulla spesa delle famiglie in tutte le regioni per 3-5 anni.
Anche le imprese dei paesi CEE hanno aumentato i loro risparmi netti nel 2020, superando la crisi dovuta alla pandemia meglio di quanto abbiano fatto durante la crisi finanziaria globale del 2008 e 2009. Eppure c'è un'ampia disparità nei risultati, in termini sia di dimensioni delle imprese che di settori di attività. Le grandi aziende si sono trovate in una posizione finanziaria migliore all'inizio della crisi pandemica ed il sostegno pubblico le ha aiutate a gestire la minore liquidità durante i periodi in cui governi hanno introdotto misure di contenimento sanitario. Al contrario, molte piccole e medie imprese hanno sperimentato maggiori difficoltà nel 2020. In Russia e Turchia, il boom del credito e il credito commerciale hanno contribuito a far sì che l'aumento dei prestiti sia stato superiore a quello dei risparmi.
In termini di settori, il settore manifatturiero e quello delle costruzioni hanno recuperato la perdita di attività indotta dal primo lockdown. Ad aprile 2021, la produzione manifatturiera era al di sopra dei livelli pre-pandemia in tutti i paesi CEE tranne l'Ungheria, dove l'attività è stata penalizzata dai ritardi nella catena di approvvigionamento. Un ulteriore aumento dell'attività è atteso alla luce della ripresa del commercio globale e della domanda rimasta inespressa. Sia nel settore manifatturiero che nel settore delle costruzioni, problemi nella catena di approvvigionamento sono emersi come uno dei maggiori ostacoli alla produzione, interessando principalmente la produzione di beni durevoli e di investimento. A seguito delle riaperture, il settore dei servizi ha mostrato segnali di ripresa anche se la debolezza della domanda resta un freno maggiore che in altri settori. Il turismo potrebbe non tornare ai livelli di attività pre-pandemia prima del 2022 o successivamente. Tutti i settori stanno affrontando una crescente carenza di manodopera. Risulta particolarmente difficile reperire forza lavoro da impiegare a tempo determinato poiché le aziende competono per i lavoratori disponibili non solo offrendo salari più alti, ma anche contratti migliori e a tempo indeterminato.
Ci aspettiamo che la CEE-UE1 e i Balcani occidentali crescano di circa il 5% quest'anno, la Russia del 3,4% e la Turchia del 7,5%. Mentre la Turchia è riuscita a tornare ai livelli del PIL pre-pandemia nel secondo semestre del 2020, Romania e Serbia lo hanno fatto nel primo trimestre di quest'anno e la Polonia nel secondo trimestre. Bosnia-Erzegovina, Ungheria, Russia e Slovenia dovrebbero recuperare tutte le perdite dovute alla pandemia nel corso del 2021. Tutti gli altri paesi potrebbero tornare ai livelli di attività pre-Covid-19 nel primo semestre del 2022.
L'inflazione è aumentata in tutti i paesi a causa degli effetti base dei prezzi dell'energia, dell'aumento dei prezzi dei beni alimentari, della ripresa della domanda interna e delle strozzature nella catena di approvvigionamento, e tale pressione al rialzo dovrebbe continuare durante l'estate sospinta dalla ripresa della domanda. Le banche centrali sono diventate meno accomodanti di quanto non fossero nel trimestre precedente e la maggior parte di esse prevede di inasprire la politica monetaria. Le banche centrali in Russia, Repubblica Ceca e Ungheria hanno aumentato i loro tassi ufficiali nel secondo trimestre del 2021.
1 Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia.
Principali risultati e performance del periodo
Introduzione
Nel primo semestre 2021, in particolare a partire dal secondo trimestre, il contesto macroeconomico in cui il Gruppo ha operato è stato caratterizzato dai primi segnali di ripresa rispetto all'anno precedente, supportati dalle misure governative di sostegno all'economia, dall'accelerazione negli ultimi mesi della campagna di vaccinazione e dal progressivo allentamento delle misure di contenimento. L'adeguata risposta operativa e la prudente gestione assicurata dal Gruppo nel corso del 2020 per affrontare la situazione di crisi indotta dalla pandemia di Covid-19, hanno permesso di continuare a perseguire efficacemente gli indirizzi strategici del piano Team 23 comunicati a dicembre 2019, i cui principali quattro pilastri strategici sono:
- Aumento e rafforzamento della base di clienti;
- Trasformazione e massimizzazione della produttività;
- Gestione disciplinata del rischio & controlli;
- Gestione del capitale e del bilancio.
Tuttavia, lo scenario economico profondamente mutato a seguito della pandemia, la conseguente ridefinizione delle priorità di taluni indirizzi strategici, nonchè la nomina del nuovo Team manageriale, hanno reso opportuno lo sviluppo di un nuovo Piano Industriale attualmente in fase di finalizzazione, volto a garantire una crescita redditizia e sostenibile nel medio lungo termine per il Gruppo.
Lo scorso 12 maggio è stata annunciata la nuova struttura organizzativa ed il Team Manageriale che ha la responsabilità di guidare il business e di sviluppare il nuovo piano strategico. La nuova struttura darà vita ad un'organizzazione semplice in grado di assicurare piena responsabilizzazione di ciascun business e area della banca mettendo il cliente al centro di tutte le attività, integrando ulteriormente la tecnologia e la digitalizzazione come fattori chiave di successo con chiara attribuzione di ruoli e responsabilità. Tutto questo permetterà al Gruppo di concentrarsi sul rilancio e rafforzamento del business, passando da una fase di ridimensionamento ad una caratterizzata da una crescita disciplinata della redditività e da una creazione di capitale sana ed organica.
Sebbene alcuni passaggi intermedi siano già stati effettuati, la nuova organizzazione diverrà pienamente operativa nel corso del secondo semestre dell'anno in modo da permettere ai membri del Group Executive Committee di avere effettivamente tutte le leve manageriali per guidare i business di loro competenza essendo così responsabili delle relative performance.
Al 30 giugno 2021 pertanto la performance ed i risultati del Gruppo sono stati misurati e monitorati sulla base delle divisioni di business preesistenti. Conseguentemente, in applicazione del principio contabile IFRS8, la reportistica per settore di attività della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata è stata redatta in continuità con la precedente reportistica.
Nel primo semestre dell'anno il Gruppo ha registrato un utile netto pari a 1.921 milioni, rispetto alla perdita di -2.286 milioni conseguita nello stesso periodo del 2020.
L'utile netto di Gruppo del semestre è stato negativamente impattato dalla contabilizzazione di alcune poste non ricorrenti per un totale, al netto delle imposte e degli utili di pertinenza di terzi, di -64 milioni; in particolare sono stati registrati:
- con effetto negativo, -86 milioni (-129 milioni lordi) per rettifiche di valore su crediti e riprese di valore su titoli di debito a seguito
- dell'aggiornamento dei modelli di calcolo interni derivante dall'implementazione della regolamentazione europea; • con effetto positivo, 22 milioni (28 milioni lordi) relativi alla valutazione e cessioni degli immobili.
Analogamente sulla perdita netta del primo semestre 2020 avevano invece influito le seguenti poste non ricorrenti, per un totale, al netto delle imposte e degli utili di pertinenza di terzi, di circa -2,7 miliardi, riferibili ai seguenti principali elementi:
- con effetto negativo -1.272 milioni per incentivi all'esodo del personale, come previsto da Team 23; -1.576 milioni per oneri connessi alla vendita del 21% di Yapi ve Kredi Bankasi A.Ş.; -87 milioni di profitti netti da investimenti negativi derivanti da svalutazione di attivi immobiliari della divisione Non Core;
- con effetto positivo 296 milioni connessi alla cessione di immobili in Germania.
Al netto delle poste non ricorrenti citate, nel primo semestre 2021 il Gruppo ha registrato un utile netto sottostante pari a 1.985 milioni, rispetto ai 368 milioni di utile netto sottostante del primo semestre 2020.
Su tale andamento hanno inciso positivamente i maggiori ricavi nonché le minori rettifiche di valore su crediti, cresciute significativamente nel primo semestre 2020 a fronte della crisi Covid-19.
Il margine di intermediazione
Nel primo semestre 2021 il margine di intermediazione di Gruppo è risultato pari a 9.084 milioni, in aumento del 6,3% rispetto al primo semestre 2020 (+6,8% a cambi costanti).
L'incremento, sostenuto principalmente dai maggiori ricavi commissionali e dalle attività di negoziazione, riflette un contesto macroeconomico in graduale miglioramento, rispetto ad un primo semestre 2020 particolarmente impattato dalle conseguenze economico-finanziarie indotte dalla pandemia e dalle conseguenti iniziative di lockdown.
Gli interessi netti sono stati pari a 4.383 milioni, in flessione del -10,3% rispetto allo scorso anno (-9,6% a cambi costanti).
Nel primo semestre 2021 il margine di interesse ha continuato ad essere caratterizzato da un progressivo calo degli interessi attivi su impieghi a clientela, particolarmente evidente nei paesi della divisione CEE, nel CIB e nella divisione Commercial Banking Italia. Sui tassi di quest'ultima, in particolare, ha influito sia l'effetto dovuto alla diffusione dei prestiti a garanzia statale che prevedono, in genere, tassi più favorevoli per la clientela rispetto a quelli ordinari, sia un complessivo ribilanciamento del portafoglio con un calo delle forme tecniche a breve termine caratterizzate da una maggiore redditività.
Gli spread creditizi hanno risentito negativamente della situazione, con il calo dei tassi sugli impieghi a clientela compensato solo in parte dalla riduzione dei tassi sui depositi da clienti. Le misure di adeguamento del costo della raccolta a vista da clientela sono risultate particolarmente efficaci nei paesi della divisione CEE mentre in Italia il tasso sui depositi, prossimo a zero, non è risultato ulteriormente comprimibile. In Germania e Austria continua l'applicazione di tassi negativi sui depositi.
La dinamica dei volumi, caratterizzata da impieghi verso clientela in diminuzione e da una crescente posizione di liquidità con depositi a vista in costante aumento, ha ulteriormente pesato sull'andamento del margine di interesse.
I crediti verso clientela hanno registrato un calo per 40,9 miliardi, pari a -8,5%, passando da 479,3 miliardi al 30 giugno 2020 a 438,4 miliardi al 30 giugno 2021. A questo calo ha contribuito per -29,3 miliardi la dinamica dei pronti contro termine mentre la componente Non Core ha registrato una diminuzione pari a -0,9 miliardi; su quest'ultima sono proseguite le iniziative strategiche finalizzate alla riduzione dei crediti deteriorati lordi (NPE), con l'obiettivo del completo run-off entro l'esercizio 2021.
Gli impieghi alla clientela al netto della componente dei pronti contro termine hanno registrato nel primo semestre 2021 una contrazione di 11,5 miliardi, pari al -2,7% rispetto allo scorso anno (-2,7% a cambi costanti).
La contrazione degli impieghi alla clientela al netto dei pronti contro termine ha coinvolto principalmente la divisione Corporate Investment Banking (CIB) che ha registrato un calo del -13,9% (-13,1 miliardi), soprattutto in Germania con un primo semestre 2020 che era stato caratterizzato da rilevanti bisogni di liquidità delle imprese, indotti dai periodi di lockdown adottati per contrastare la diffusione di Covid-19; in Italia la divisione Commercial Banking ha invece fatto segnare un progresso negli impieghi a clientela del +3,0% mentre il Non Core ha segnato un calo per ulteriori - 0,9 miliardi pari al -55,9% grazie alle azioni di riduzione del portafoglio nell'ambito della strategia di completo run-off come sopra evidenziato.
La divisione CEE ha registrato un calo del -1,3% rispetto al 2020, ovvero del -1,6% a cambi costanti. Si segnalano in particolare le diminuzioni registrate in Russia (-13,4% o -5,6% a cambi costanti), e nel Profit Center Milano (-21,2%) solo parzialmente compensate dalla crescita registrata in Repubblica Ceca (+8,0% o +3,1% a cambi costanti).
I volumi di impiego al netto dei pronti contro termine della divisione Commercial Banking Germania sono risultati complessivamente stabili rispetto allo scorso anno, mentre il Commercial Banking Austria ha sofferto un calo del -2,1%.
I depositi da clientela, pari a 506 miliardi, sono risultati in crescita di 37 miliardi, pari a +8,0% (+7,8% a cambi costanti) rispetto allo stesso periodo del 2020.
Al netto della raccolta in pronti contro termine, i depositi da clientela risultano in crescita del +5,5% (+5,5% a cambi costanti) rispetto allo scorso anno. Più in dettaglio i depositi al netto dei pronti contro termine sono risultati in aumento in tutte le divisioni del Gruppo, con Commercial Banking Italia a +6,8%, Commercial Banking Germania a +8,1%, Commercial Banking Austria a +2,5% e CIB a +0,7%. La divisione CEE ha registrato una crescita del +4,0% (+3,7% a cambi costanti), generata principalmente da Ungheria (+29,1% o +27,3% a cambi costanti), Repubblica Ceca (+12,0% o +6,8% a cambi costanti), Bulgaria (+7,4%) e Croazia (+5,3% o +4,2% a cambi costanti) mentre la Russia ha registrato una diminuzione (-21,3% o -14,2% a cambi costanti).
I dividendi e altri proventi su partecipazioni (che includono gli utili delle società valutate al patrimonio netto) nel primo semestre 2021 si sono attestati a 237 milioni, in aumento di 73 milioni, pari al +44,7% (+44,7% a cambi costanti) rispetto al primo semestre 2020. L'incremento è principalmente spiegato dai maggiori utili dalle società assicurative in Italia e dalla maggiore redditività delle banche austriache partecipate (in particolare BKS Bank Ag e Oberbank Ag); rispetto al primo semestre 2020 è diminuito invece il contributo di Yapi Kredi, anche per effetto delle cessioni perfezionatesi nel primo trimestre 2020 (rispetto a giugno 2020 la quota detenuta è invece rimasta stabile al 20%).

Le commissioni nette nel primo semestre 2021 sono state pari a 3.362 milioni, in aumento del 12,2% (+12,3% a cambi costanti) rispetto all'anno precedente; l'andamento positivo riflette la sostenuta dinamica dell'attività commerciale in un contesto economico di ripresa rispetto ad un primo semestre 2020 particolarmente colpito dai periodi di lockdown.
In dettaglio, le commissioni sui servizi di investimento hanno registrato un aumento di 327 milioni, pari a +29,6% rispetto al semestre 2020 (+29,6% a cambi costanti), grazie principalmente alle commissioni da collocamento di prodotti di risparmio gestito, questi ultimi risultati in forte aumento rispetto al corrispondente semestre dello scorso anno beneficiando anche di uno scenario di mercato più favorevole.
Anche le commissioni sui servizi transazionali registrano un aumento pari a +34 milioni (+3,3% rispetto al primo semestre 2020; +3,6% a cambi costanti), soprattutto grazie a maggiori commissioni su carte, servizi di pagamento e assicurazioni danni.
In lieve miglioramento la componente creditizia che è risultata in aumento di +3 milioni, pari al +0,4% rispetto al primo semestre 2020 (+0,5% a cambi costanti), sostenuta dalle attività di finanza strutturata e Global Capital Markets della divisione CIB che hanno bilanciato le minori commissioni registrate sulle altre divisioni di business.
Nel primo semestre 2021 anche il risultato netto dell'attività di negoziazione ha fatto segnare una forte crescita rispetto all'anno precedente (+534 milioni), passando dai 530 milioni del primo semestre 2020 ai 1.064 milioni del semestre corrente (+100,7% o +99,7% a cambi costanti). Il risultato positivo deriva principalmente dalle rettifiche di valutazione (XVA) e dalle attività con clientela, in particolare dall'operatività su titoli di debito e valute, negativamente impattate nel primo semestre dello scorso anno dall'andamento dei mercati nel periodo di picco della crisi legata alla pandemia da Covid-19. Al risultato finale contribuiscono positivamente anche le attività di tesoreria.
Infine, nel primo semestre 2021 il saldo altri proventi e oneri è risultato positivo per 39 milioni, rispetto al saldo negativo di -34 milioni del primo semestre 2020; la positiva dinamica (+72 milioni) ha beneficiato degli effetti positivi derivanti dall'accordo siglato con la società SIA in merito all'aggiornamento dei termini complessivi del contratto di outsourcing per la fornitura di alcuni servizi di processing in Italia, Austria e Germania relativi alle transazioni con carte di credito e alla gestione dei terminali POS e ATM.
Margine di intermediazione
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | |||
| 2021 | 2020 | VARIAZIONE % |
2021 | SU 1° TRIM 2021 | |
| Interessi netti | 4.383 | 4.887 | - 10,3% | 2.203 | + 1,0% |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 237 | 164 | + 44,7% | 125 | + 12,3% |
| Commissioni nette | 3.362 | 2.997 | + 12,2% | 1.674 | - 0,8% |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 1.064 | 530 | n.s | 425 | - 33,5% |
| Saldo altri proventi/oneri | 39 | (34) | n.s | (29) | n.s. |
| Margine di intermediazione | 9.084 | 8.544 | + 6,3% | 4.398 | - 6,1% |
I costi operativi
I costi operativi del Gruppo nel primo semestre del 2021 sono stati pari a 4.874 milioni, in riduzione del -1,2%, pari a 59 milioni, rispetto al semestre 2020 (-0,8% a cambi costanti), grazie principalmente alla prosecuzione degli interventi di ridimensionamento degli organici di personale, mantenendo nel contempo un controllo costante sulle spese amministrative.
In dettaglio, le spese del personale nel primo semestre del 2021 sono state pari a 2.975 milioni, in calo del -1,9% rispetto all'anno precedente (-1,6% a cambi costanti). Tale risultato è stato conseguito principalmente grazie agli effetti positivi generati dalla perdurante dinamica di riduzione del personale, caratterizzata da un calo di -2.806 FTE (equivalenti a -2.206 FTE medi) rispetto al 2020, pari a -3,4%. In secondo luogo, i costi del personale del primo semestre 2021 hanno anche beneficiato dell'impatto positivo derivante dall'operazione di riacquisto delle passività pensionistiche (Defined Benefit Obligations) lanciata con successo in Austria.
Le altre spese amministrative, nel semestre sono risultate pari a 1.603 milioni, stabili rispetto al primo semestre 2020 (-0,1% pari a 1 milione). La dinamica interna alle spese amministrative ha visto una sostanziale diminuzione dei costi straordinari legati alla pandemia da Covid-19 che avevano caratterizzato il primo semestre 2020 (spese per acquisto di presidi sanitari di protezione, sanificazione degli immobili, interventi sulle infrastrutture IT e sui sistemi di sicurezza, donazioni) e delle spese per servizi di recupero crediti, queste ultime grazie alla decisa azione di riduzione del portafoglio delle esposizioni deteriorate. Tali risparmi hanno bilanciato i maggiori costi IT sostenuti per nuovi progetti e le maggiori spese in comunicazione, marketing e pubblicità volte a sostenere la ripresa del business. Le spese connesse al personale hanno continuato a beneficiare di un trend decrescente sia per effetto delle ulteriori riduzioni di organico, sia per il protrarsi delle policy restrittive adottate dal Gruppo lo scorso anno per il contrasto del Covid-19 (in particolare nell'ambito delle spese di viaggio).
I recuperi di spesa nel 2021 sono stati pari a 264 milioni, in aumento rispetto ai 253 milioni dello scorso anno (+4,5%) grazie soprattutto ai maggiori recuperi di imposte contabilizzati.
Infine, nel primo semestre 2021 sono state effettuate rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali per 561 milioni, in aumento di 12 milioni (+2,3%) rispetto ai 548 milioni del semestre 2020. Si precisa che tali rettifiche di valore sono per lo più costituite da ammortamenti.
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | (milioni di €) VARIAZIONE % |
||
|---|---|---|---|---|---|
| 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 | |
| Spese per il personale | (2.975) | (3.034) | - 1,9% | (1.495) | + 1,0% |
| Altre spese amministrative | (1.603) | (1.604) | - 0,1% | (811) | + 2,4% |
| Recuperi di spesa | 264 | 253 | + 4,5% | 135 | + 4,4% |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali |
(561) | (548) | + 2,3% | (290) | + 7,4% |
| Costi operativi | (4.874) | (4.933) | - 1,2% | (2.461) | + 2,0% |
Costi operativi
Grazie alla sostenuta ripresa dei ricavi ed al costante controllo sui costi, il risultato di gestione di Gruppo pari a 4.209 milioni, ha segnato un progresso del +16,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+17,0% a cambi costanti).
Anche il cost income ratio sceso al 53,7%, ha registrato un miglioramento di -4,1 punti percentuali rispetto al primo semestre dello scorso anno.
Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni
Le rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni del Gruppo ammontano nel primo semestre 2021 a 527 milioni, rispetto ai 2.198 milioni del primo semestre 2020 (-76.0%, ovvero -76.1% a cambi costanti).
Tale dinamica risente significativamente delle rettifiche su crediti performing per un ammontare di 1,2 miliardi, registrate nel primo semestre dello scorso anno a fronte della crisi Covid-19 e principalmente riferibili da un lato all'aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9 e dall'altro a peggioramenti di "staging" connessi al deterioramento dei rating e delle probability of default (PD) della clientela.
Il primo semestre 2021 ha beneficiato dell'aggiornamento dello scenario macroeconomico IFRS9 che, considerato il miglioramento del contesto economico rispetto a quello di dicembre 2020, ha determinato riprese di valore pari a 127 milioni.
Con riferimento ai portafogli crediti sotto moratoria, in Italia il portafoglio ha dimostrato un buon andamento in termini di qualità degli attivi; tuttavia, una parte delle controparti Corporate (ex art.56 del Decreto Legge 18/2020) con moratoria in scadenza al 30 giugno 2021, ne ha richiesto l'estensione fino a fine anno (opt-in); con riferimento a tali esposizioni, al fine di considerare i rischi di deterioramento futuri, si è proceduto, per le posizioni non ancora così classificate, alla classificazione a stage 2 e ad incrementare il coverage, con un conseguente impatto negativo sulle rettifiche di valore su crediti del primo semestre 2021 pari a 153 milioni. Le moratorie in scadenza il 30 giugno 2021 per il perimetro italiano e non oggetto di estensione (opt-in) ammontano, al lordo delle rettifiche di valore, a 6.158 milioni. Per completezza, si evidenzia che al 30 giugno 2021 in

Germania la quasi totalità delle moratorie di legge risultano essere scadute mentre in Austra tutte le moratorie di legge sono scadute al primo trimestre 2021.
Infine, si evidenzia che l'aggiornamento dei modelli di calcolo interni derivante dall'implementazione della regolamentazione europea ha determinato maggiori rettifiche di valore per 143 milioni, mentre ulteriori rettifiche di valore per 106 milioni sono dovute all'applicazione di fattori correttivi nella calibrazione dei modelli IFRS.
Per maggiori dettagli si rimanda al Bilancio consolidato semestrale abbreviato - Note Illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale, 2.1 Rischio di credito - Informazioni di natura qualitativa - 2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese.
Il costo del rischio del primo semestre 2021 è stato pari a 24 punti base, rispetto ai 91 punti base del primo semestre 2020.
In dettaglio, la divisione Commercial Banking Italia presenta un costo del rischio a 66 punti base, in miglioramento di -98 punti base rispetto al primo semestre 2020. La divisione Commercial Banking Germania ha registrato 12 punti base, in miglioramento di -39 punti base rispetto allo scorso anno e la divisione Commercial Banking Austria ha rilevato 4 punti base, in miglioramento di -33 punti base rispetto al primo semestre 2020. La divisione CIB mostra un costo del rischio negativo pari a -6 punti base, grazie ai 33 milioni di recuperi netti registrati ed a fronte dei 54 punti base dello stesso periodo 2020. Infine, la divisione CEE evidenzia un costo del rischio pari a 40 punti base, in calo di -110 punti base rispetto al primo semestre 2020.
I crediti deteriorati lordi di Gruppo al 30 giugno 2021 ammontano a 21,5 miliardi, in lieve aumento (+0,3 miliardi) rispetto ai 21,2 miliardi del 31 dicembre 2020.
L'incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale crediti è passata dal 4,55% di dicembre 2020 al 4,74% di giugno 2021 prevalentemente per effetto della diminuzione del totale crediti lordi a livello di Gruppo. Le sofferenze lorde ammontano a 7,1 miliardi, in calo di -0,5 miliardi rispetto a dicembre 2020 (7,6 miliardi) beneficiando delle cessioni, delle radiazioni e dei recuperi effettuati durante il semestre.
Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati lordi di Gruppo al 30 giugno 2021 è stato pari al 57,63%, in diminuzione rispetto al 59,85% (-2,2 punti percentuale) di dicembre 2020, risentendo del minor peso delle sofferenze lorde (caratterizzate da un più elevato tasso di copertura) sul totale crediti deteriorati lordi.
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
TOTALE DETERIORATI |
CREDITI NON DETERIORATI |
TOTALE CREDITI |
|
| Situazione al 30.06.2021(*) | ||||||
| Esposizione lorda | 7.110 | 13.407 | 1.021 | 21.538 | 433.227 | 454.765 |
| incidenza sul totale crediti | 1,56% | 2,95% | 0,22% | 4,74% | 95,26% | |
| Rettifiche di valore | 5.521 | 6.538 | 354 | 12.413 | 3.951 | 16.364 |
| in rapporto all'esposizione lorda | 77,64% | 48,77% | 34,69% | 57,63% | 0,91% | |
| Valore di bilancio | 1.590 | 6.869 | 667 | 9.125 | 429.276 | 438.401 |
| incidenza sul totale crediti | 0,36% | 1,57% | 0,15% | 2,08% | 97,92% | |
| Situazione al 31.12.2020(*) | ||||||
| Esposizione lorda | 7.613 | 12.874 | 759 | 21.246 | 446.157 | 467.403 |
| incidenza sul totale crediti | 1,63% | 2,75% | 0,16% | 4,55% | 95,45% | |
| Rettifiche di valore | 5.967 | 6.492 | 256 | 12.716 | 4.138 | 16.853 |
| in rapporto all'esposizione lorda | 78,39% | 50,43% | 33,70% | 59,85% | 0,93% | |
| Valore di bilancio | 1.645 | 6.381 | 503 | 8.530 | 442.019 | 450.550 |
| incidenza sul totale crediti | 0,37% | 1,42% | 0,11% | 1,89% | 98,11% |
Crediti verso clientela - Qualità del credito
Nota:
(*) L'ammontare del totale dei crediti verso clientela non include i crediti rivenienti dalle sublocazioni derivanti dalla applicazione del principio IFRS16.
Dal risultato netto di gestione all'utile lordo dell'operatività corrente
Il miglioramento del risultato di gestione (pari a 4.209 milioni nel primo semestre 2021) e la riduzione delle rettifiche di valore su crediti e su accantonamenti per garanzie ed impegni (-527 milioni) hanno prodotto un risultato netto di gestione di Gruppo pari a 3.682 milioni, in aumento di 2.269 milioni rispetto al primo semestre 2020 (+160,7% ovvero +160,6% a cambi costanti).
Gli altri oneri e accantonamenti di Gruppo ammontano a -916 milioni in aumento rispetto ai -713 milioni del primo semestre 2020.
La voce include accantonamenti per procedimenti legali e passività stimate di varia natura per complessivi -171 milioni, oltre agli oneri sistemici che ammontano a -745 milioni. Questi ultimi comprendono la contribuzione al Fondo Unico di Risoluzione (Single Resolution Fund - SRF), gli oneri per gli schemi di garanzia armonizzati (Deposits Guarantee Scheme - DGS) e non armonizzati e le Bank Levies.
Gli oneri d'integrazione nel primo semestre 2021 sono stati pari a -7 milioni, contro i -1.352 milioni registrati nel primo semestre 2020 quando erano stati contabilizzati gli oneri per l'incentivazione all'esodo relativi al personale del perimetro italiano connessi al piano Team 23 per un importo di - 1.347 milioni.
I profitti netti da investimenti nel primo semestre 2021 sono stati pari a -181 milioni, rispetto ai -1.353 milioni registrati nello stesso periodo dell'anno precedente. Il dato del primo semestre 2021 è prevalentemente spiegato dall'impatto negativo da valutazione della partecipazione residua in Yapi ve Kredi Bankasi A.Ş pari a -263 milioni. Sul risultato del primo semestre 2020 hanno inciso invece poste non ricorrenti per -1.143 milioni, principalmente riferibili alla cessione di Yapi Kredi e alla conseguente cancellazione degli accordi di Joint Venture, in parte bilanciata da plusvalenze da cessione immobili in Germania.
Per effetto delle poste sopra descritte, nel primo semestre 2021 si è determinato un utile lordo dell'attività corrente di Gruppo pari a 2.578 milioni, rispetto alla perdita di -2.007 milioni del primo semestre 2020.
Utile lordo dell'operatività corrente per settori di attività
| (milioni di €) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| RETTIFICHE NETTE | RISULTATO | UTILE LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE |
|||||
| MARGINE | COSTI | SU CREDITI E | NETTO DI | 1° SEMESTRE | |||
| D'INTERMEDIAZIONE | OPERATIVI | ACCANTONAMENTI | GESTIONE | 2021 | 2020 | ||
| Commercial Banking Italy | 3.343 | (1.826) | (442) | 1.074 | 1.004 | (821) | |
| Commercial Banking Germany | 1.195 | (843) | (53) | 299 | 196 | 92 | |
| Commercial Banking Austria | 712 | (487) | (9) | 216 | 167 | (56) | |
| Central Eastern Europe | 1.724 | (737) | (127) | 860 | 739 | 392 | |
| Corporate & Investment Banking | 2.271 | (781) | 33 | 1.523 | 1.244 | 348 | |
| Group Corporate Centre | (135) | (158) | 2 | (291) | (749) | (1.829) | |
| Non Core | (26) | (42) | 69 | 0 | (23) | (132) | |
| Totale Gruppo | 9.084 | (4.874) | (527) | 3.682 | 2.578 | (2.007) |

Il risultato netto di pertinenza del Gruppo
Nel primo semestre 2021 la voce imposte sul reddito di Gruppo è stata pari a -646 milioni, rispetto ai -213 milioni del 2020.
L'utile delle attività in via di dismissione al netto delle imposte nel primo semestre 2021 ammonta a +1 milioni, in linea con il dato dello stesso periodo dell'anno precedente.
Il risultato di periodo del primo semestre 2021 ammonta a 1.934 milioni, rispetto alla perdita di -2.219 milioni del semestre 2020.
L'utile di pertinenza di terzi, convenzionalmente esposto con segno negativo, è stato pari a -12 milioni contro i -10 milioni dell'anno precedente.
La Purchase Price Allocation ammonta a -1 milioni, contro i -50 milioni del primo semestre 2020. L'importo contabilizzato nel 2020 si riferisce quasi per intero (-49 milioni) ad oneri non ricorrenti inerenti alla vendita di immobili in Germania.
Al 31 dicembre 2020 l'avviamento è stato completamente svalutato, pertanto nessun ulteriore impatto è stato contabilizzato nel primo semestre dell'anno, a fronte dei -8 milioni registrati nel primo semestre dello scorso anno.
Di conseguenza, nel primo semestre 2021 l'utile netto di pertinenza del Gruppo è risultato essere pari a 1.921 milioni, rispetto alla perdita di -2.286 milioni del primo semestre 2020. Al netto delle poste non ricorrenti, il Gruppo ha conseguito un utile sottostante pari a 1.985 milioni, contro i 368 milioni del semestre 2020.
Formazione del risultato netto di pertinenza del Gruppo
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 | |
| Margine di intermediazione | 9.084 | 8.544 | + 6,3% | 4.398 | - 6,1% |
| Costi operativi | (4.874) | (4.933) | - 1,2% | (2.461) | + 2,0% |
| Risultato di gestione | 4.209 | 3.610 | + 16,6% | 1.937 | - 14,8% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni |
(527) | (2.198) | - 76,0% | (360) | n.s. |
| Risultato netto di gestione | 3.682 | 1.412 | n.s. | 1.577 | - 25,1% |
| Altri oneri ed accantonamenti | (916) | (713) | + 28,5% | (214) | - 69,5% |
| Oneri di integrazione | (7) | (1.352) | - 99,5% | (7) | n.s. |
| Profitti netti da investimenti | (181) | (1.353) | - 86,7% | 15 | n.s. |
| Risultato lordo dell'operatività corrente | 2.578 | (2.007) | n.s. | 1.371 | + 13,6% |
| Imposte sul reddito del periodo | (646) | (213) | n.s. | (331) | + 5,5% |
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto | |||||
| delle imposte | 1 | 1 | + 74,4% | - | - 97,8% |
| Risultato di periodo | 1.934 | (2.219) | n.s. | 1.040 | + 16,2% |
| Utile di pertinenza di terzi | (12) | (10) | + 20,0% | (5) | - 19,9% |
| Risultato netto di pertinenza del Gruppo ante PPA | 1.922 | (2.229) | n.s. | 1.034 | + 16,5% |
| Effetti economici della "Purchase Price Allocation" | (1) | (50) | - 98,6% | (1) | n.s. |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | (8) | - 100,0% | - | n.s. |
| Risultato netto di pertinenza del Gruppo | 1.921 | (2.286) | n.s. | 1.034 | + 16,5% |
Gestione del capitale e creazione di valore
Principi di creazione del valore e allocazione del capitale
Al fine di creare valore per gli azionisti, le linee guida strategiche del Gruppo sono volte ad ottimizzare la composizione del portafoglio di attività. Tale obiettivo è perseguito attraverso il processo di allocazione del capitale alle differenti linee di business in rapporto agli specifici profili di rischio e alla capacità di generare utili sostenibili misurati come EVA (Economic Value Added), il principale indicatore di performance correlato al TSR (Total Shareholder Return). Il capitale allocato alle linee di Business è quantificato applicando gli obiettivi interni di capitalizzazione agli attivi ponderati per il rischio e considerando gli impatti sulle deduzioni regolamentari delle attività di business.
Lo sviluppo dell'operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore richiede un processo di allocazione e gestione del capitale disciplinato e integrato nelle diverse fasi in cui si articola il processo di pianificazione e controllo, ovvero:
- la formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
- l'analisi dei rischi associati ai driver del valore e conseguente allocazione del capitale alle linee di attività;
- l'assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
- l'analisi dell'impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
- l'elaborazione e proposta del piano finanziario, del piano del capitale e della dividend policy.
Il Gruppo gestisce dinamicamente il capitale monitorando i ratio patrimoniali regolamentari, anticipando gli opportuni interventi necessari all'ottenimento degli obiettivi definiti e ottimizzando la composizione dell'attivo e del patrimonio. La pianificazione ed il monitoraggio si riferiscono da un lato al totale dei Fondi Propri (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2 Capital) e dall'altro ai Risk Weighted Asset (RWA). I Risk Weighted Assets per i portafogli gestiti tramite i modelli interni avanzati, non dipendono solo dal valore nominale degli asset ma anche dai corrispondenti parametri creditizi. Oltre alle dinamiche dei volumi, è quindi cruciale il monitoraggio e la previsione dell'evoluzione della qualità creditizia del portafoglio in funzione dello scenario macroeconomico (il cosiddetto effetto pro-ciclicità).
In seguito alla crisi finanziaria scoppiata nel 2007-2008, l'Unione Europea ha attuato una riforma sostanziale del quadro regolamentare dei servizi finanziari per aumentare la resilienza degli enti finanziari. Questa riforma era basata in larga parte su norme internazionali concordate nel 2010 dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, note come quadro di Basilea III. Tra le numerose misure, il pacchetto di riforme comprendeva l'adozione del Regolamento UE 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e della Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno rafforzato i requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento.
Tali norme sono state modificate dal Regolamento UE 876/2019 del Parlamento europeo e del Consiglio (cosiddetto CRR2), del 20 maggio 2019, che modifica il Regolamento UE 575/2013 e dalla Direttiva 2019/878/UE del Parlamento europeo e del Consiglio (cosiddetto CRDV), del 20 maggio 2019, che modifica la Direttiva 2013/36/UE.
Il 18 giugno 2020, il Parlamento Europeo ha approvato il cosiddetto CRR "quick fix" al Regolamento UE 575/2013 (Regolamento sui Requisiti di Capitale - CRR) e Regolamento 876/2019 (Regolamento sui Requisiti di Capitale 2 - CRR2) per mitigare le conseguenze economiche del Covid-19. Le misure temporanee sono intese ad incoraggiare le banche ad utilizzare in pieno la flessibilità sottostante il quadro contabile e prudenziale dell'Unione Europea, cosicché le banche possano supportare cittadini ed aziende durante questa pandemia fornendo accesso alle fonti di finanziamento.
Questo regolamento è parte di una serie di misure prese dalla Commissione Europea per mitigare l'impatto economico della pandemia di Covid-19 in tutta l'Unione Europea.

Fondi Propri
A partire dall'1 gennaio 2014, il calcolo dei requisiti di capitale tiene conto del quadro regolamentare denominato "Basilea 3", trasposto nel Regolamento UE n.575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (Capital Requirements Regulation - "CRR"), aggiornato con il Regolamento n.876/2019 ("CRR2") e successivamente modificato con il Regolamento 873/2020, e nella Direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (Capital Requirements Directive IV - "CRDIV"), secondo il recepimento nella normativa regolamentare italiana. Tale regolamentazione prevede la seguente articolazione dei Fondi Propri:
• Capitale di Classe 1 (Tier 1 Capital), composto a propria volta da:
- Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 CET1) e
- Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 AT1);
- Capitale di Classe 2 (Tier 2 T2).
- La somma del Capitale di Classe 1 e del Capitale di Classe 2 compone il Totale dei Fondi Propri (Total Capital).
Si segnala che, nell'ambito dell'aggiornamento al Regolamento UE n.575/2013 trasposto nel Regolamento n.876/2019 (i.e. CRR2), le principali modifiche che hanno impatti sul calcolo dei Fondi Propri di Gruppo applicabili a partire dal 30 giugno 2019 riguardano le condizioni di computabilità degli strumenti di capitale aggiuntivo di Classe 1 e di capitale di Classe 2. In particolare, a fronte delle nuove condizioni previste dagli articoli 52 e 63 del CRR2, è stato introdotto un regime di grandfathering con durata fino al 28 giugno 2025 applicabile agli strumenti emessi prima del 27 giugno 2019 che non rispettino le nuove condizioni di computabilità (rif. articolo 494b del CRR2); si precisa che tale regime si va a sommare al regime di grandfathering già previsto ai sensi degli articoli 484-491 del CRR.
Requisiti e riserve di capitale2 per il gruppo UniCredit
I requisiti minimi di capitale applicabili al Gruppo al 30 giugno 2021 sono pari ai seguenti ratio patrimoniali (Pillar 1) in coerenza con l'articolo 92 del CRR:
| • CET1: | 4,50% |
|---|---|
| • T1: | 6,00% |
| • Total Capital: | 8,00% |
In aggiunta a tali livelli patrimoniali, per il 2021 il Gruppo deve inoltre rispettare i seguenti requisiti:
• 1,75%, requisito di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement) richiesto in coerenza con i risultati SREP;
- 2,50%, riserva di conservazione del capitale ("CCB" buffer), in coerenza con l'articolo 129 della CRDIV;
- 1,00%, riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale ("G-SII" buffer)3 ;
- 0,05%, riserva di capitale anticiclica4 (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRDIV, calcolata trimestralmente.
Pertanto, al 30 giugno 2021, il Gruppo deve rispettare i seguenti requisiti complessivi:
| • CET1: | 9,03% |
|---|---|
- T1: 10,86%
- Total Capital: 13,30%
2 La riserva di capitale a fronte del rischio sistemico (systemic risk buffer), volta a prevenire ed attenuare il rischio sistemico o macroprudenziale non ciclico di lungo periodo non previsto dal CRR, non è applicabile al 30 giugno 2021 in Italia.
3 Si precisa che la Banca d'Italia ha inoltre identificato il gruppo UniCredit come istituzione a rilevanza sistemica nazionale, decidendo di applicare una riserva di capitale aggiuntiva (O-SII buffer); il livello della riserva di capitale O-SII è pari a 1,00% nel 2021. Va tuttavia considerato che l'articolo 131.14 della CRD IV richiede l'applicazione della riserva di capitale più elevata tra la riserva di capitale per le G-SII e la riserva di capitale per le O-SII; pertanto il gruppo UniCredit deve rispettare il requisito connesso alla riserva di capitale G-SII pari all'1,00% per il 2021.
4 Valore arrotondato alla seconda cifra decimale. Con riferimento al 30 giugno 2021: (I) la riserva anticiclica da applicare è generalmente pari a 0%, con l'eccezione dei seguenti paesi: Repubblica Ceca (0,50%); Hong Kong (1,00%); Norvegia (1,00%); Slovacchia (1,00%); Lussemburgo (0,50%); Bulgaria (0,50%) (II) con riferimento all'esposizione ver so le controparti Italiane, la Banca d'Italia ha identificato il tasso pari allo 0%.

Di seguito si riporta uno schema di sintesi dei requisiti di capitale e delle riserve per il gruppo UniCredit che evidenzia anche i requisiti di "Total SREP Capital Requirement" (TSCR) e i requisiti di "Overall Capital Requirement" (OCR) richiesti a seguito degli esiti dello SREP condotto nel 2020 ed applicabili per il 2021.
La tabella riflette l'applicazione dell'articolo 104a.4 della CRDV, che permette alle banche di utilizzare parzialmente strumenti di capitale che non si qualificano come capitale primario di classe 1 (ad es. strumenti di Additional Tier 1 o di Tier 2) per soddisfare il requisito di Pillar 2 (P2R). Di conseguenza, a fronte del requisito di Pillar 2 richiesto in coerenza con i risultati dello SREP, pari a 1,75%, il gruppo UniCredit deve rispettare:
- almeno lo 0,98% mediante il Capitale Primario di Classe 1 nell'assunzione, verificata per il secondo trimestre 2021, che l'ammontare di AT1 ecceda il minimo regolamentare pari all'1,50% (i.e. essendo pari a 1,86%);
- almeno l'1,31% mediante il Capitale di Classe 1 nell'assunzione, verificata per il secondo trimestre 2021, che l'ammontare di T2 ecceda il minimo regolamentare pari al 2,00% (i.e. essendo pari a 2,60%).
Requisiti e riserve di capitale per il gruppo UniCredit nel 2021
| TOTAL | |||
|---|---|---|---|
| REQUISITO | CET1 | T1 | CAPITAL |
| A) Requisiti di Pillar 1 | 4,50% | 6,00% | 8,00% |
| B) Requisiti di Pillar 2 | 0,98% | 1,31% | 1,75% |
| C) TSCR (A+B) | 5,48% | 7,31% | 9,75% |
| D) Requisito combinato di riserva di Capitale, di cui: | 3,55% | 3,55% | 3,55% |
| 1. riserva di conservazione del capitale (CCB) | 2,50% | 2,50% | 2,50% |
| 2. riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale (G-SII) | 1,00% | 1,00% | 1,00% |
| 3. riserva di capitale anticiclica specifica per UniCredit (CCyB) | 0,05% | 0,05% | 0,05% |
| E) OCR (C+D) | 9,03% | 10,86% | 13,30% |
La tabella di seguito riporta i ratio patrimoniali transitori5 del gruppo UniCredit al 30 giugno 2021 ed il confronto con i periodi precedenti:
| 2° TRIM 21 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GRUPPO UNICREDIT RATIO PATRIMONIALI TRANSITORI |
RATIO | Delta T/T |
Delta A/A |
1° TRIM 21 | 4° TRIM 20 | 3° TRIM 20 | 2° TRIM 20 |
| CET1 Capital ratio | 16,11% | -0,44% | 1,57% | 16,54% | 15,96% | 15,15% | 14,54% |
| Tier 1 Capital ratio | 17,97% | -0,83% | 1,34% | 18,80% | 18,22% | 17,33% | 16,63% |
| Total Capital ratio | 20,57% | -1,02% | 1,13% | 21,60% | 20,72% | 19,86% | 19,44% |
Ratios patrimoniali Transitori di UniCredit S.p.A.
La tabella di seguito riporta i ratio patrimoniali transitori6 di UniCredit S.p.A. al 30 giugno 2021 ed il confronto con i periodi precedenti:
| 2° TRIM 21 | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| UNICREDIT S.p.A. RATIO PATRIMONIALI TRANSITORI |
RATIO | Delta T/T |
Delta A/A |
1° TRIM 21 | 4° TRIM 20 | 3° TRIM 20 | 2° TRIM 20 |
| CET1 Capital ratio | 22,68% | -0,98% | 1,07% | 23,66% | 22,50% | 22,71% | 21,61% |
| Tier 1 Capital ratio | 25,93% | -1,73% | 0,79% | 27,66% | 26,37% | 26,43% | 25,14% |
| Total Capital ratio | 30,27% | -2,02% | 0,49% | 32,30% | 30,68% | 30,68% | 29,78% |
5 Gli aggiustamenti transitori al 30 giugno 2021 sono: (i) il regime di grandfathering per gli strumenti di Additional Tier 1 e Tier 2, e (ii) regime transitorio IFRS9 applicabile a partire dal 30 giugno 2020.
6 L'aggiustamento transitorio al 30 giugno 2021 è connesso al regime di grandfathering per gli strumenti di Additional Tier 1 e Tier 2.

Utile/perdita di periodo consolidato riconosciuto nei Fondi Propri
L'utile di periodo consolidato al 30 giugno 2021, pari a 1.921 milioni, è riconosciuto nei Fondi Propri per 1.326 milioni, poichè un ammontare di 595 milioni è stato dedotto dai Fondi Propri consolidati al primo semestre 2021, con riferimento alla dividend policy relativa all'esercizio 2021. Infatti, la dividend policy per gli esercizi 2021-2023 (riferita alle remunerazioni a partire dal 2022) prevede un ammontare totale pari al 50% dell'utile netto sottostante, da realizzare per un massimo del 30% tramite dividendo in contanti e per un minimo del 20% tramite riacquisto di azioni proprie; quindi, essendo l'utile netto sottostante di Gruppo pari a 1.985 milioni nel primo semestre 2021, la potenziale remunerazione pro-rata riferita al primo semestre 2021 è pari a 992 milioni (50% dell'utile netto sottostante di Gruppo), da realizzare per 595 milioni tramite dividendo in contanti e per 397 milioni tramite riacquisto di azioni proprie (rispettivamente pari al 30% e al 20% dell'utile netto sottostante di Gruppo). Alla luce del fatto che la componente di riacquisto di azioni è soggetta ad autorizzazione di BCE, da richiedere nel 2022, la deduzione dai Fondi
Propri al primo semestre 2021 non include tale ammontare, ma solo la componente del dividendo in contanti (595 milioni) per la massima percentuale (30%).
La raccomandazione della BCE sulla distribuzione dei dividendi (BCE/2020/62, emessa il 15 dicembre 2020), riferita alle circostanze eccezionali del Covid-19, ha impattato la distribuzione ordinaria sui risultati del 2020. La sua validità sarà revocata a partire dal 30 settembre 2021, tramite la raccomandazione BCE/2021/31 emessa il 23 luglio 2021; quindi, considerando che la distribuzione relativa all'anno 2021 avverrà dopo il 30 settembre 2021, le limitazioni alla distribuzione stabilite dalla raccomandazione BCE/2020/62 non sono state considerate per il calcolo dei dividendi maturati sui risultati del primo semestre 2021.
Fondi Propri consolidati transitori
Gli aggiustamenti transitori al 30 giugno 2021 sono relativi a:
- grandfathering per gli strumenti di AT1 e T2: si evidenzia che risulta applicabile il 10% del limite di phase-out per gli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 soggetti a grandfathering, in coerenza con l'articolo 486 del CRR (20% nel 2020). E' inoltre applicabile (fino al 2025) il nuovo regime di grandfathering secondo l'articolo 494b del CRR2, applicabile agli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 emessi prima del 27 giugno 2019 che non rispettano le nuove condizioni di computabilità introdotte dagli articoli 52 e 63 del CRR2;
- aggiustamento transitorio IFRS9: a partire dal giugno 2020, il gruppo UniCredit ha ricevuto dall'Autorità Competente l'autorizzazione ad applicare le disposizioni transitorie in materia di IFRS9 di cui all'articolo 473a del CRR. L'approccio metodologico è riportato nel paragrafo seguente.
Disposizioni transitorie connesse all'applicazione del principio IFRS9
A partire dall'1 gennaio 2018, è entrato in vigore il principio contabile IFRS9, che prevede un nuovo framework per il calcolo degli accantonamenti su crediti basato sulle perdite attese invece che sulle perdite sostenute. Al momento della prima applicazione, il gruppo UniCredit ha deciso di non applicare l'aggiustamento transitorio previsto nel CRR relativo ad IFRS9. Essendo ancora possibile per il gruppo UniCredit beneficiare delle disposizioni transitorie IFRS9 per via della possibilità concessa dalla norma di modificare - per una sola volta durante il periodo transitorio - la scelta effettuata in fase iniziale, e anche alla luce della raccomandazione emanata dalla BCE in data 20 marzo 2020 indirizzata agli istituti che non avevano già implementato le disposizioni transitorie relative a IFRS9, il gruppo UniCredit ha richiesto all'Autorità Competente l'autorizzazione per l'applicazione dell'aggiustamento transitorio secondo il quadro rivisto dal CRR2, sia per la componente statica (i.e. effetti della prima adozione contabilizzati al 1 gennaio 2018) che per la componente dinamica (i.e. considerando separatamente (i) l'aumento delle LLP tra il 1 gennaio 2018 e il 1 gennaio 2020 e (ii) l'aumento delle rettifiche di valore su crediti contabilizzate dopo il 1 gennaio 2020). L'Autorità Competente ha concesso l'autorizzazione ad applicare le disposizioni transitorie di cui all'articolo 473a del CRR a partire dal secondo trimestre 2020.
Da un punto di vista metodologico, è opportuno ricordare che l'aggiustamento transitorio IFRS9 rappresenta un aggiustamento positivo "una tantum" da rilevare nel calcolo del CET1, che non genera impatti indiretti sul calcolo di altri elementi del CET1 se non sull'importo delle attività fiscali differite derivanti da differenze temporanee. A tal proposito, considerando quanto disposto dall'articolo 473a, paragrafo 7, del CRR2, la parte di DTA derivante da differenze temporanee connessa all'aggiustamento transitorio deve essere esclusa dall'importo delle DTA da dedurre dal CET1 dopo aver effettuato la compensazione regolamentare.
Con riferimento ad ogni componente dell'aggiustamento transitorio, è opportuno menzionare i seguenti aspetti connessi all'impostazione del calcolo:
- la componente statica dell'aggiustamento transitorio deve considerare (rif. agli elementi A2,SA e A2,IRB, art.473a) l'intero ammontare delle rettifiche di valore su crediti, sia riferite ad attività in bonis che ad attività deteriorate, separatamente per le esposizioni standard (STD) e IRB, contabilizzate in fase di First Time Adoption del principio contabile IFRS9. Ai sensi dell'articolo 473a del CRR2 modificato, l'aggiustamento transitorio corrispondente alla componente statica è calcolato applicando i seguenti fattori percentuali: 70% per il 2020, 50% per il 2021, 25% per il 2022, 0% a partire dal 2023;
- la componente dinamica dell'aggiustamento transitorio include solo le rettifiche di valore su crediti riferite alle attività in bonis (ossia la somma delle rettifiche di valore su crediti determinate ai sensi IFRS9 classificate come Stage 1 e Stage 2) secondo quanto previsto dall'articolo 473a, paragrafo 3.
Inoltre, la componente dinamica si compone dei due elementi seguenti:
- elemento 1: l'incremento delle rettifiche di valore su crediti tra il 1 gennaio 2020 e il 1 gennaio 2018; nel caso delle esposizioni IRB l'importo delle rettifiche di valore su crediti viene ridotto, ad entrambe le date, dalle perdite attese regolamentari (EL). L'elemento 1 è soggetto alle seguenti percentuali transitorie (le stesse applicate alla componente statica): 70% per il 2020, 50% per il 2021, 25% per il 2022, 0% a partire dal 2023;

- elemento 2: l'aumento delle rettifiche di valore su crediti registrate dopo l'1 gennaio 2020. Nel caso delle esposizioni IRB, l'ammontare delle rettifiche di valore su crediti è ridotto della perdita attesa regolamentare (EL) sia al 1 gennaio 2020 che alle successive date di riferimento. L'elemento 2 è soggetto alle seguenti percentuali transitorie: 100% per il 2020 e 2021, 75% per il 2022, 50% per il 2023, 25% per il 2024, 0% a partire dal 2025;
- in ultimo, secondo quanto previsto dall'articolo 473a, paragrafo 7, del CRR2 modificato, l'adeguamento transitorio applicato al CET1 e relativo al portafoglio delle esposizioni standard (i.e. ABSA) deve riflettersi nel calcolo transitorio delle attività ponderate per il rischio, al fine di considerare l'aumento del valore dell'esposizione determinato conformemente all'articolo 111, paragrafo 1, del CRR e dovuto al minore importo delle rettifiche di valore su crediti che riduce il CET1.
Al secondo trimestre del 2021, in termini quantitativi, l'aggiustamento transitorio IFRS9 ha portato un effetto positivo sul CET1 pari a 1,9 miliardi, uguale a 60 punti base; quindi, mentre il Ratio Transitorio di CET1 è pari a 16,11%, il ratio Fully Loaded di CET1 è pari a 15,50%. Inoltre, alla stessa data, l'aggiustamento transitorio IFRS9 ha avuto un impatto negativo sul T2 pari a -0,3 miliardi originato dal ricalcolo dell'eccedenza delle rettifiche di valore relative al portafoglio IRB computabile nel T2.
Framework prudenziale per il trattamento dei software assets
L'articolo 36(1)(b) del CRR è stato modificato, come parte del "Risk Reduction Measures package", introducendo un'esenzione dalla deduzione dei software assets dal Capitale primario di classe 1, con l'obiettivo principale di incoraggiare gli investimenti in software in un contesto di evoluzione del settore bancario in un ambiente più digitale. Viste anche le misure adottate per fronteggiare l'epidemia Covid-19, questo Regolamento è entrato in vigore il giorno successivo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'EU, avvenuta in data 22 dicembre 2020, quindi risulta applicabile dal quarto trimestre 2020.
In particolare, con riferimento a ciascuna componente da calcolare per l'applicazione del nuovo framework prudenziale, è opportuno menzionare le seguenti interpretazioni del Regolamento:
- l'ammortamento prudenziale deve essere calcolato a livello di singolo software asset, tenendo in considerazione i seguenti aspetti: - durata: a differenza di quello contabile, per il quale la durata dell'ammortamento delle attività immateriali deve riflettere solamente la loro vita
- utile, la durata dell'ammortamento prudenziale coincide con il minore tra la vita utile di ciascun software e 3 anni;
- data di inizio: l'ammortamento prudenziale e quello contabile devono partire nello stesso momento, ovvero quando il software diviene disponibile per l'utilizzo;
- l'ammontare da dedurre dal Capitale primario di classe 1 è calcolato sottraendo l'ammortamento contabile cumulato dall'ammortamento prudenziale cumulato;
- l'ammontare da ponderare al 100% è calcolato sottraendo l'ammontare dedotto dal Capitale primario di classe 1 dal valore contabile netto dell'asset;
- nel caso in cui l'ammortamento dell'asset non fosse ancora iniziato (quindi il software è ancora in fase di costruzione), l'ammontare della deduzione sarebbe pari al suo valore netto contabile alla data di riferimento e l'ammontare da ponderare al 100% sarebbe pari a zero.
In termini quantitativi, al 30 giugno 2021 rispetto al precedente trimestre, il Gruppo registra (i) una maggiore deduzione dal Capitale primario di classe 1 per 99 milioni (deduzione di 1.253 milioni nel secondo trimestre 2021, vs 1.155 milioni nel primo trimestre 2021); (ii) una diminuzione delle attività ponderate per il rischio per 54 milioni rispetto al primo trimestre 2021.
Revisione Coefficienti di riserva di capitale anticiclica, a seguito delle misure adottate nel contesto dell'epidemia di Covid-19, fornite dalle Autorità di vigilanza europee
La riserva di capitale anticiclica (CCyB buffer), in coerenza con l'articolo 130 della CRDIV viene calcolata trimestralmente. Durante l'anno 2020, a seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19 alcune Autorità Nazionali hanno rivisto i coefficienti di riserva di capitale anticiclica applicabili agli stati, con l'obiettivo di ridurre il requisito di capitale da detenere a fronte della stessa.
In riferimento al secondo trimestre 2021, i coefficienti di riserva di capitale anticiclica sono rimasti invariati rispetto al primo trimestre 2021, e la riserva di capitale anticiclica per il gruppo UniCredit, pari a 0,05%, è in linea con il primo trimestre 2021.
Deduzione per investimenti in società del settore finanziario ed attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee
In riferimento al 30 giugno 2021, UniCredit non eccede la soglia di deduzione condizionale connessa a investimenti significativi in strumenti di capitale primario di classe 1 emessi da entità del settore finanziario e attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee, non generando una deduzione complessiva dal Capitale Primario di Classe 1. A tal proposito, si precisa che l'ammontare totale di attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee sommato agli strumenti del capitale primario di classe 1 emessi da soggetti del settore finanziario in cui UniCredit ha un investimento significativo e detenuti da UniCredit direttamente, indirettamente e sinteticamente, non eccedono la soglia del 17,65% dell'importo residuo degli elementi del capitale primario di classe 1 a seguito dell'applicazione delle rettifiche e delle detrazioni di cui agli articoli da 32 a 36 del CRR.
Si precisa inoltre che il valore riportato in questa voce non tiene conto degli effetti derivanti dall'aggiustamento transitorio dovuto a IFRS9.

Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II)
Al 30 giugno 2021, l'investimento detenuto da UniCredit nelle quote del Fondo Atlante e nell'Italian Recovery Fund (ex Fondo Atlante II), pari a circa 325 milioni, è sostanzialmente riferito ad investimenti in note di cartolarizzazione connesse a crediti deteriorati: Il trattamento regolamentare delle quote dei Fondi iscritte nel bilancio di UniCredit prevede che il relativo ammontare di RWA venga calcolato in base alla rischiosità dei sottostanti del fondo stesso (attività del fondo), in linea con quanto previsto dall'articolo 152 (2) e (4b) del CRR.
In riferimento agli impegni residui, pari a 9 milioni, il trattamento regolamentare prevede l'applicazione di un fattore di conversione del 100% ("rischio pieno" in applicazione dell'Allegato I del CRR), mentre per il calcolo delle relative attività di rischio ponderate è prevista l'applicazione dell'articolo 152 (9) CRR.
Conglomerato finanziario
Alla data del 30 giugno 2021, il gruppo UniCredit risulta esonerato dalla vigilanza supplementare, pur essendo riconosciuto come conglomerato finanziario dal Joint Committee (rif. comunicazione JC 2020 68).
1. Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1)
Il Capitale primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 - CET1) è composto prevalentemente dai seguenti elementi:
- principali elementi del Capitale primario di Classe 1, riconosciuti soltanto se possono essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente per la copertura dei rischi o delle perdite nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano: (I) strumenti di capitale (azioni ordinarie) purché siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 28 o, ove applicabile, all'articolo 29 del CRR; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) utili non distribuiti; (IV) altre componenti di conto economico complessivo accumulate; (V) altre riserve; si comprendono inoltre tra gli elementi del Capitale primario di Classe 1 anche gli interessi di minoranza per l'ammontare computabile riconosciuto dal CRR;
- filtri prudenziali del Capitale primario di Classe 1: (I) filtro su utili connessi a margini futuri derivanti da operazioni di cartolarizzazione; (II) filtro connesso alle riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo; (III) filtro connesso ai profitti e le perdite sulle passività dell'ente, valutate al valore equo, dovuti all'evoluzione del merito di credito dell'ente; (IV) filtro connesso ai profitti e le perdite su derivati passivi dovuti a variazioni del merito di credito dell'ente; (V) filtro relativo alle rettifiche di valore supplementari (prudent valuation);
- detrazioni dagli elementi del Capitale primario di Classe 1: (I) attività immateriali; (II) attività fiscali differite (DTA) che si basano sulla redditività futura e che non derivano da differenze temporanee; (III) eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore (shortfall) per le posizioni valutate secondo metodi IRB; (IV) attività dei fondi pensione a prestazioni definite nel bilancio dell'ente; (V) strumenti propri del capitale primario di Classe 1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, compresi gli strumenti propri del capitale primario di Classe 1 che l'ente ha l'obbligo reale o eventuale di acquistare, in virtù di un obbligo contrattuale esistente; (VI) esposizioni dedotte dal Capitale primario di Classe 1 in luogo della ponderazione al 1.250% tra gli RWA; (VII) investimenti non significativi in strumenti di CET1 emessi da società del settore finanziario (dedotti per la quota eccedente la soglia normativamente prevista); (VIII) attività fiscali differite (DTA) che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee ed investimenti significativi in strumenti di CET1 emessi da società del settore finanziario (dedotti per la quota eccedente le soglie normativamente previste); (IX) importo applicabile della copertura insufficiente per le esposizioni deteriorate.
Al 30 giugno 2021, il Capitale primario di Classe 1 è composto da azioni ordinarie emesse da UniCredit S.p.A., pari a 20.515 milioni; tra gli altri elementi, la presente voce non include 609 milioni connessi alle azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes), che sono riclassificati, come risultato del calcolo del Phase-out secondo le regole del grandfathering del CRR1, nel capitale aggiuntivo di classe 1 per 258 milioni e nel capitale di classe 2 per 351 milioni.
2. Capitale aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1 - AT1)
Gli elementi positivi dell'AT1 sono rappresentati da: (I) strumenti di capitale, riconosciuti soltanto se rispettano le condizioni di cui all'articolo 52 del CRR2; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) strumenti di capitale computabili nei Fondi Propri in ragione delle disposizioni transitorie previste dal CRR e dal CRR2 (cosiddetto grandfathering). Si comprendono inoltre tra gli elementi del Capitale Aggiuntivo di Classe 1 anche gli interessi di minoranza per l'ammontare computabile non riconosciuto già nel Capitale Primario di Classe 1.
3. Capitale di Classe 2 (Tier 2 - T2)
Gli elementi positivi del T2 sono rappresentati da: (I) strumenti di capitale e prestiti subordinati, quando sono rispettate le condizioni di cui all'articolo 63 del CRR2; (II) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui al punto (I); (III) eventuali eccedenze delle rettifiche di valore rispetto alle perdite attese per le posizioni ponderate secondo i metodi IRB; (IV) strumenti di capitale e prestiti subordinati computabili nei Fondi Propri in ragione delle disposizioni transitorie previste dal CRR e dal CRR2 (cosiddetto grandfathering). Si comprendono inoltre tra gli elementi del Capitale di Classe 2 anche gli interessi di minoranza per l'ammontare computabile non riconosciuto già nel Capitale di Classe 1 e gli strumenti di Capitale di Classe 2 emessi da filiazioni per l'ammontare computabile riconosciuto ai sensi del CRR.

Alla data del 30 giugno 2021, i Fondi Propri del Gruppo:
- includono, tra gli strumenti grandfathered soggetti all'articolo 484(5) del CRR, gli strumenti emessi prima del 31 dicembre 2011 e soggetti a regime di granfathering ai sensi del CRR;
- includono gli strumenti emessi prima del 27 giugno 2019, soggetti a grandfathering secondo l'articolo 494b del CRR2.
Tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| a | |||
| DESCRIZIONE | AMMONTARI AL 30.06.2021 |
AMMONTARI AL 31.03.2021 |
|
| Capitale primario di classe 1 (CET1): strumenti e riserve | |||
| 1 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni (A) | 26.611 | 29.897 |
| di cui: Azioni ordinarie | 26.611 | 29.897 | |
| di cui: strumento tipo 2 | - | - | |
| di cui: strumento tipo 3 | - | - | |
| 2 | Utili non distribuiti | 22.901 | 23.023 |
| 3 | Altre componenti di conto economico complessivo accumulate (e altre riserve) (B) | 2.642 | (879) |
| EU-3a | Fondi per rischi bancari generali | - | - |
| 4 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 3, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal CET1 |
- | - |
| 5 | Interessi di minoranza (importo consentito nel CET1 consolidato) | 94 | 97 |
| EU-5a | Utili di periodo verificati da persone indipendenti al netto di tutti gli oneri o dividendi prevedibili (C) | 1.326 | 622 |
| 6 | Capitale primario di classe 1 (CET1) prima delle rettifiche regolamentari | 53.573 | 52.760 |
| Capitale primario di classe 1 (CET1): rettifiche regolamentari | |||
| 7 | Rettifiche di valore supplementari (importo negativo) | (242) | (208) |
| 8 | Attività immateriali (al netto delle relative passività fiscali) (importo negativo) | (1.230) | (1.131) |
| 9 | Non applicabile | ||
| 10 | Attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura, escluse quelle derivanti da differenze temporanee (al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) (D) |
(913) | (862) |
| 11 | Riserve di valore equo relative ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi di cassa degli strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo | 103 | 79 |
| 12 | Importi negativi risultanti dal calcolo degli importi delle perdite attese | (6) | (15) |
| 13 | Qualsiasi aumento del patrimonio netto risultante da attività cartolarizzate (importo negativo) | - | - |
| 14 | I profitti o le perdite sulle passività dell'ente valutate al valore equo dovuti a variazioni del merito di credito | 143 | 138 |
| 15 | Attività dei fondi pensione a prestazioni definite (importo negativo) | (46) | (46) |
| 16 | Propri strumenti del CET1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) (E) | (201) | (188) |
| Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una | |||
| 17 | partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) | - | - |
| 18 | Strumenti del CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | - |
| 19 | Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | - |
| 20 | Non applicabile | ||
| EU-20a | Importo dell'esposizione dei seguenti elementi, che possiedono i requisiti per ricevere un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250%, quando l'ente opta per la deduzione |
(68) | (67) |
| EU-20b | di cui: partecipazioni qualificate al di fuori del settore finanziario (importo negativo) | - | - |
| EU-20c | di cui: posizioni verso la cartolarizzazione (importo negativo) | (67) | (67) |
| EU-20d | di cui: operazioni con regolamento non contestuale (importo negativo) | (0) | - |
| 21 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo superiore alla soglia del 10%, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (importo negativo) |
- | - |
| 22 | Importo che supera la soglia del 17,65% (importo negativo) (F) | - | - |
| 23 | di cui: strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente e sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti |
- | - |
| 24 | Non applicabile | ||
| 25 | di cui: attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee | - | - |
| EU-25a | Perdite relative all'esercizio in corso (importo negativo) | - | - |
| EU-25b | Tributi prevedibili relativi agli elementi del CET1, ad eccezione dei casi in cui l'ente adatta di conseguenza l'importo degli elementi del CET1 nella misura in cui tali tributi riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite (importo negativo) |
- | - |
| 26 | Non applicabile | ||
| 27 | Deduzioni ammissibili dal capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) che superano gli elementi dell'AT1 dell'ente (importo negativo) | - | - |
| 27a | Altre rettifiche regolamentari (G) | 1.674 | 1.642 |
| 28 | Totale delle rettifiche regolamentari del capitale primario di classe 1 (CET1) | (785) | (659) |
| 29 | Capitale primario di classe 1 (CET1) | 52.789 | 52.101 |

segue: Tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari
| a | (milioni di €) | ||
|---|---|---|---|
| DESCRIZIONE | AMMONTARI AL 30.06.2021 |
AMMONTARI AL 31.03.2021 |
|
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): strumenti | |||
| 30 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni | 4.953 | 4.953 |
| 31 | di cui: classificati come patrimonio netto a norma dei principi contabili applicabili | 4.953 | 4.953 |
| 32 | di cui: classificati come passività a norma dei principi contabili applicabili | - | - |
| Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1 | |||
| 33 | (H) | 258 | 258 |
| EU-33a | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494bis, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 | - | - |
| EU-33b | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494ter, paragrafo 1, del CRR soggetti a eliminazione graduale dall'AT1 (I) | 898 | 1.886 |
| 34 | Capitale di classe 1 ammissibile incluso nel capitale AT1 consolidato (compresi gli interessi di minoranza non inclusi nella riga 5) emesso da filiazioni e detenuto da terzi |
21 | 21 |
| 35 | di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 36 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) prima delle rettifiche regolamentari | 6.130 | 7.118 |
| Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1): rettifiche regolamentari | |||
| 37 | Propri strumenti di AT1 detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) | (31) | (32) |
| 38 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) |
- | - |
| 39 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | - |
| 40 | Strumenti di AT1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | - |
| 41 | Non applicabile | ||
| 42 | Deduzioni ammissibili dal capitale di classe 2 (T2) che superano gli elementi del T2 dell'ente (importo negativo) | - | - |
| 42a | Altre rettifiche regolamentari del capitale AT1 | - | - |
| 43 | Totale delle rettifiche regolamentari al capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | (31) | (32) |
| 44 | Capitale aggiuntivo di classe 1 (AT1) | 6.100 | 7.087 |
| 45 | Capitale di classe 1 (T1 = CET1 + AT1) | 58.888 | 59.188 |
| Capitale di classe 2 (T2): strumenti | |||
| 46 | Strumenti di capitale e le relative riserve sovrapprezzo azioni (J) | 6.668 | 6.710 |
| 47 | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR (K) |
351 | 351 |
| EU-47a | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494bis, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 | - | - |
| EU-47b | Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 494ter, paragrafo 2, del CRR soggetti a eliminazione graduale dal T2 (L) | 1.185 | 1.273 |
| 48 | Strumenti di fondi propri ammissibili inclusi nel capitale T2 consolidato (compresi gli interessi di minoranza e strumenti di AT1 non inclusi nella riga 5 o nella riga 34) emessi da filiazioni e detenuti da terzi |
434 | 428 |
| 49 | di cui: strumenti emessi da filiazioni soggetti a eliminazione progressiva | - | - |
| 50 | Rettifiche di valore su crediti | 1.052 | 968 |
| 51 | Capitale di classe 2 (T2) prima delle rettifiche regolamentari | 9.689 | 9.730 |
| Capitale di classe 2 (T2): rettifiche regolamentari | |||
| 52 | Strumenti propri di T2 e prestiti subordinati detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente (importo negativo) | (60) | (66) |
| 53 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando tali soggetti detengono con l'ente una partecipazione incrociata reciproca concepita per gonfiare artificialmente i fondi propri dell'ente (importo negativo) |
- | - |
| 54 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo superiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
- | - |
| 54a | Non applicabile | ||
| 55 | Strumenti di T2 e prestiti subordinati di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente, indirettamente o sinteticamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (al netto di posizioni corte ammissibili) (importo negativo) |
(770) | (842) |
| 56 | Non applicabile | ||
| EU-56a | Deduzioni di passività ammissibili che superano le soglie degli elementi di passività ammissibili dell'ente (importo negativo) | - | - |
| EU-56b | Altre rettifiche regolamentari del capitale T2 (M) | (330) | - |
| 57 | Totale delle rettifiche regolamentari al capitale di classe 2 (T2) | (1.160) | (908) |
| 58 | Capitale di classe 2 (T2) | 8.529 | 8.822 |
| 59 | Capitale totale (TC= T1+T2) | 67.417 | 68.010 |
| 60 | Importo complessivo dell'esposizione al rischio | 327.714 | 314.907 |

segue: Tabella EU CC1 - Composizione dei Fondi Propri regolamentari
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| a | ||||||
| DESCRIZIONE | AMMONTARI AL 30.06.2021 |
AMMONTARI AL 31.03.2021 |
||||
| Coefficienti e requisiti patrimoniali, comprese le riserve di capitale | ||||||
| 61 | Capitale primario di classe 1 | 16,11% | 16,54% | |||
| 62 | Capitale di classe 1 | 17,97% | 18,80% | |||
| 63 | Capitale totale | 20,57% | 21,60% | |||
| 64 | Requisiti patrimoniali complessivi CET1 dell'ente (N) | 9,03% | 9,03% | |||
| 65 | di cui: requisito della riserva di conservazione del capitale | 2,50% | 2,50% | |||
| 66 | di cui: requisito della riserva di capitale anticiclica | 0,05% | 0,05% | |||
| 67 | di cui: requisito della riserva a fronte del rischio sistemico | - | - | |||
| EU-67a | di cui: requisito della riserva di capitale degli enti a rilevanza sistemica a livello globale (G-SII) o degli altri enti a rilevanza sistemica (O-SII) | 1,00% | 1,00% | |||
| EU-67b | di cui: requisiti aggiuntivi di fondi propri per far fronte a rischi diversi dal rischio di leva finanziaria eccessiva | 0,98% | 0,98% | |||
| 68 | Capitale primario di classe 1 (in percentuale dell'importo dell'esposizione al rischio) disponibile dopo aver soddisfatto i requisiti patrimoniali minimi (O) | 10,62% | 11,06% | |||
| Minimi nazionali (se diversi da Basilea III) | ||||||
| 69 | Non applicabile | |||||
| 70 | Non applicabile | |||||
| 71 | Non applicabile | |||||
| Importi inferiori alle soglie di deduzione (prima della ponderazione del rischio) | ||||||
| 72 | Fondi propri e passività ammissibili di soggetti del settore finanziario detenuti direttamente o indirettamente, quando l'ente non ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 10% e al netto di posizioni corte ammissibili) |
2.696 | 2.169 | |||
| 73 | Strumenti di CET1 di soggetti del settore finanziario detenuti dall'ente direttamente o indirettamente, quando l'ente ha un investimento significativo in tali soggetti (importo inferiore alla soglia del 17,65% e al netto di posizioni corte ammissibili) |
4.436 | 4.386 | |||
| 74 | Non applicabile | |||||
| 75 | Attività fiscali differite che derivano da differenze temporanee (importo inferiore alla soglia del 17,65%, al netto delle relative passività fiscali per le quali sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 38, paragrafo 3, del CRR) (P) |
3.063 | 2.957 | |||
| Massimali applicabili per l'inclusione di accantonamenti nel capitale di classe 2 | ||||||
| 76 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo standardizzato (prima dell'applicazione del massimale) | - | - | |||
| 77 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo standardizzato | - | - | |||
| 78 | Rettifiche di valore su crediti incluse nel T2 in relazione alle esposizioni soggette al metodo basato sui rating interni (prima dell'applicazione del massimale) (P) | 2.676 | 2.954 | |||
| 79 | Massimale per l'inclusione di rettifiche di valore su crediti nel T2 nel quadro del metodo basato sui rating interni (P) | 1.052 | 968 | |||
| Strumenti di capitale soggetti a eliminazione progressiva (applicabile soltanto tra l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2022) | ||||||
| 80 | Massimale corrente sugli strumenti di CET1 soggetti a eliminazione progressiva | - | - | |||
| 81 | Importo escluso dal CET1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) | - | - | |||
| 82 | Massimale corrente sugli strumenti di AT1 soggetti a eliminazione progressiva | 258 | 258 | |||
| 83 | Importo escluso dall'AT1 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) | 402 | 402 | |||
| 84 | Massimale corrente sugli strumenti di T2 soggetti a eliminazione progressiva | 633 | 633 | |||
| 85 | Importo escluso dal T2 in ragione del massimale (superamento del massimale dopo i rimborsi e le scadenze) | - | - |
Nota:
La tabella sopra è predisposta, a partire dal 30 giugno 2021, sulla base del nuovo quadro normativo "EBA Data Point Model 3.0" secondo il Regolamento di Esecuzione della Commissione UE 451/2021 e i nuovi requisiti di informativa Pillar III secondo il Regolamento di esecuzione della Commissione UE 637/2021. Come conseguenza:
• con riferimento al periodo di confronto dei dati riferiti al 31 marzo 2021, gli ammontari sono stati riesposti seguendo le logiche richieste dai regolamenti su menzionati, al fine di consentire la comparabilità dei dati; • con riferimento alla numerazione delle righe, per massimizzare la comparabilità globale dei modelli di informativa, ai fine di riflettere i requisiti di informativa CRR2 e l'allineamento con gli standard di Basilea, la tabella EBA riporta quanto segue:
-
nel caso di elementi inclusi nel regolamento UE ma non nel quadro di Basilea, un suffisso aggiuntivo, a, b, c, ecc. Ogni volta che è richiesta una riga aggiuntiva, il numero di riga è preceduto da "EU";
-
allo stesso modo, se i modelli EU non includono una riga inclusa nei modelli Basilea, la numerazione continua ma il testo indicato è "non applicabile".

Note alla tabella "Composizione dei Fondi Propri regolamentari"
Laddove non diversamente specificato gli ammontari contenuti nelle note riportate di seguito fanno riferimento al 30 giugno 2021. Con riferimento agli aggiustamenti transitori al 30 giugno 2021, si evidenzia che:
- risulta applicabile il 10% del limite di phase-out per gli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 soggetti a grandfathering, in coerenza con l'articolo 486 del CRR (20% nel 2020) - rif. voci 33 e 47 della tabella;
- è inoltre in vigore dal 27 giugno 2019 il nuovo regime di grandfathering secondo l'articolo 494 b) del CRR2, applicabile agli strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1 e Capitale di Classe 2 emessi prima del 27 giugno 2019 che non rispettano le nuove condizioni di computabilità introdotte dagli articoli 52 e 63 del CRR2;
- è stato deciso di applicare il regime transitorio legato all'introduzione del principio contabile IFRS9 secondo l'articolo 473a del Regolamento UE 873/2020 che aggiorna il Regolamento UE 876/2019.
A.
La presente voce non include 609 milioni connessi alle azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes), riclassificati come risultato del calcolo del Phase-out secondo le regole del grandfathering della CRR1, nel capitale aggiuntivo di classe 1 nella voce "33. Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 4, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dall'AT1" per 258 milioni e nella voce "47 Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR" per 351 milioni.
La variazione rispetto al 31 marzo 2021 (negativa per 3.286 milioni) è riferita principalmente a (i) 2.732 milioni per coprire la perdita di esercizio del 2020 di UniCredit S.p.A. (ii) 323 milioni relativi al pagamento delle cedole (iii) 179 milioni relativi al riacquisto delle azioni proprie connesse al cosiddetto "Share Buyback", in coerenza con l'autorizzazione ricevuta dall'Autorità di vigilanza.
B.
La variazione rispetto al 31 marzo 2021 (positiva per 3.521 milioni) è riferita principalmente a: (i) variazione positiva su leggi speciali di rivalutazione (per 181 milioni) (ii) variazione positiva della riserva oscillazione cambi (pari a 147 milioni) (iii) variazione negativa della riserva su titoli di debito e capitale valutati a fair value (pari a 70 milioni) e l'effetto positivo dell'inclusione nelle altre riserve dei seguenti elementi (iv) 2.732 milioni per coprire la perdita di esercizio del 2020 di UniCredit S.p.A. (v) 323 milioni relativi al pagamento delle cedole (vi) 179 milioni relativi al riacquisto delle azioni proprie connesse al cosiddetto "Share Buyback", in coerenza con l'autorizzazione ricevuta dall'Autorità di vigilanza.
C.
L'utile di periodo consolidato al 30 giugno 2021, pari a 1.921 milioni, è riconosciuto nei Fondi Propri per 1.326 milioni, poichè un ammontare di 595 milioni è stato dedotto dai Fondi Propri consolidati al primo semestre 2021, con riferimento alla dividend policy relativa all'esercizio 2021. Infatti, la dividend policy per gli esercizi 2021-2023 (riferita alle remunerazioni a partire dal 2022) prevede un ammontare totale pari al 50% dell'utile netto sottostante, da realizzare per un massimo del 30% tramite dividendo in contanti e per un minimo del 20% tramite riacquisto di azioni proprie; quindi, essendo l'utile netto sottostante di Gruppo pari a 1.985 milioni nel primo semestre 2021, la potenziale remunerazione pro-rata riferita al primo semestre 2021 è pari a 992 milioni (50% dell'utile netto sottostante di Gruppo), da realizzare per 595 milioni tramite dividendo in contanti e per 397 milioni tramite riacquisto di azioni proprie (rispettivamente pari al 30% e al 20% dell'utile netto sottostante di Gruppo).
Alla luce del fatto che la componente di riacquisto di azioni è soggetta ad autorizzazione di BCE, da richiedere nel 2022, la deduzione dai Fondi Propri al primo semestre 2021 non include tale ammontare, ma solo la componente del dividendo in contanti (595 milioni) per la massima percentuale (30%).
La raccomandazione della BCE sulla distribuzione dei dividendi (BCE/2020/62, emessa il 15 dicembre 2020), riferita alle circostanze eccezionali del Covid-19, ha impattato la distribuzione ordinaria sui risultati del 2020. La sua validità sarà revocata a partire dal 30 settembre 2021, tramite la raccomandazione BCE/2021/31 emessa il 23 luglio 2021; quindi, considerando che la distribuzione relativa all'anno 2021 avverrà dopo il 30 settembre 2021, le limitazioni alla distribuzione stabilite dalla raccomandazione BCE/2020/62 non sono state considerate per il calcolo dei dividendi maturati sui risultati del primo semestre 2021
L'utile netto al 30 Giugno 2021 è incluso nel Capitale Primario di Classe 1 in seguito ad autorizzazione da parte dell'Autorità di Vigilanza ai sensi dell'articolo 26(2) del CRR.
D.
Il valore incluso nella presente voce (pari a 913 milioni) non tiene conto degli effetti derivanti dall'aggiustamento transitorio dovuto a IFRS9 che sono riportati nella voce "27a Altri aggiustamenti regolamentari".
E.
Questa voce include l'ammontare (pari a 179 milioni) relativo al cosiddetto "Share Buyback" iniziato l'11 maggio 2021 e completato il 23 giugno 2021.

F.
Con riferimento al 30 giugno 2021, UniCredit S.p.A. non eccede la soglia di deduzione condizionale ai sensi dell'articolo 48 del CRR "Soglie per l'esenzione della detrazione dal capitale primario di Classe 1". Nello specifico, le attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e derivano da differenze temporanee, sommate agli strumenti del capitale primario di Classe 1 emessi da soggetti del settore finanziario in cui UniCredit S.p.A. ha un investimento significativo e detenuti direttamente, indirettamente e sinteticamente, non superano il 17,65% dell'importo residuo degli elementi del capitale primario di Classe 1 a seguito dell'applicazione delle rettifiche e delle detrazioni di cui agli articoli da 32 a 36 del CRR.
G.
A partire dal 30 giugno 2021, l'ammontare riportato in questa voce (pari a 1.674 milioni) include:
- le disposizioni transitorie legate all'entrata in vigore del principio contabile IFRS9 ai sensi dell'articolo 473a del Regolamento EU 873/2020 pubblicato in data 27 giugno 2020 che aggiorna il Regolamento UE 876/2019 (pari a 1.934 milioni) che include i seguenti aggiustamenti transitori: i) componente statica per 1.138 milioni (percentuale applicabile nel 2021 pari al 50%); ii) componente dinamica per 781 milioni (percentuale applicabile nel 2021 pari al 100%); iii) attività fiscali differite che dipendono dalla redditività futura e non derivano da differenze temporanee per 16 milioni;
- la deduzione aggiuntiva sul Capitale primario di classe 1 in linea con l'articolo 3 del CRR (pari a 144 milioni) in accordo con le linee guida della BCE sui crediti deteriorati;
- la deduzione relativa all'insufficiente copertura delle esposizioni deteriorate (pari a 6 milioni) in accordo con l'articolo 36(m) del CRR;
- l'aggiustamento del CET1 dovuto a filtro prudenziale su Profitti e perdite di fair value (valore equo) derivanti dal rischio di credito proprio dell'ente correlato a derivati passivi (negativo per 111 milioni).
H.
L'ammontare include le azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes), per 258 milioni (per i restanti 351 milioni inclusi nella voce "47.Importo degli elementi ammissibili di cui all'articolo 484, paragrafo 5, del CRR e le relative riserve sovrapprezzo azioni soggetti a eliminazione progressiva dal T2 ai sensi dell'articolo 486, paragrafo 4, del CRR").
I.
A partire dal 30 giugno 2021, l'ammontare riportato in questa voce (pari a 898 milioni) è connesso agli strumenti di capitale aggiuntivo di Classe 1 che non soddisfano le nuove condizioni di computabilità introdotte dall' articolo 52 del CRR2 e quindi soggetti al nuovo regime di grandfathering. La variazione rispetto al 31 marzo 2021 è principalmente connessa all'autorizzazione ricevuta dall'autorità di vigilanza per il rimborso anticipato dello strumento XS1107890847 (con valore computabile pari a 991 milioni), da effettuare in data 10 settembre 2021.
J.
La variazione negativa rispetto al 31 marzo 2021 (pari a 42 milioni) è principalmente riferita alle differenze sul tasso di cambio (pari a 43 milioni).
K.
L'ammontare incluso in questa voce (pari a 351 milioni) è relativo alle azioni ordinarie sottostanti il contratto di Usufrutto (Cashes) riclassificato nel capitale di classe 2, come risultato del calcolo del Phase-out secondo le regole del grandfathering del CRR1.
L.
A partire dal 30 giugno 2021, l'ammontare riportato in questa voce (pari a1.185 milioni) è connesso agli strumenti di capitale aggiuntivo di Classe 2 che non soddisfano le nuove condizioni di computabilità introdotte dall'articolo 63 del CRR2 e quindi soggetti al nuovo regime di grandfathering. La variazione rispetto al 31 marzo 2021 (negativa per 88 milioni) è principalmente connessa all'ammortamento prudenziale (pari a 83 milioni).
M.
A partire dal 30 giugno 2021, l'ammontare riportato in questa voce (negativo per 330 milioni) tiene conto degli effetti derivanti all'aggiustamento transitorio dovuto a IFRS9 e riferito al ricalcolo dell'eccesso delle rettifiche di valore su crediti rispetto alle perdite attese computabile nel Capitale di classe 2.

N.
A partire dal 30 giugno 2021, l'ammontare include il requisito di Pillar 2 pari allo 0,98% del CET1 in coerenza con i risultati dello SREP condotto nel 2020 e con l'applicazione dell'articolo 104a.4 della CRDV sulla base del quale è possibile soddisfare il requisito di Pillar 2 anche attraverso strumenti di AT1 e di T2 (i.e. almeno il 75% con T1 e almeno il 56,25% con CET1).
O.
A patire dal 30 giugno 2021, l'ammontare riportato in questa voce è calcolato sottraendo dal ratio di Capitale Primario di Classe 1 alla data (i.e. voce 61: 16,11%) il requisito minimo di Capitale Primario di Classe 1 (pari a 4,5%) e il requisito di Pillar 2 sul CET1 (pari a 0,98%) in coerenza con i risultati dello SREP condotto nel 2020 e con l'applicazione dell'articolo 104a.4 della CRDV sulla base del quale è possibile soddisfare il requisito di Pillar 2 anche attraverso strumenti di AT1 e di T2 (i.e. almeno il 75% con T1 e almeno il 56,25% con CET1). La variazione rispetto al 31 marzo 2021 dipende dai seguenti elementi: (i) aumento del Capitale Primario di Classe 1 pari a 688 milioni; (ii) aumento delle attività ponderate per il rischio pari a 12.807 milioni.
P.
Gli ammontari riportati nelle voci 75, 78 e 79 non tengono conto degli effetti derivanti dall'aggiustamento transitorio dovuto a IFRS9 che sono riportati nella voce "27a Altri aggiustamenti regolamentari".

Tabella EU OV1 - Overview delle esposizioni ponderate per il rischio
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| ESPOSIZIONI PONDERATE PER IL RISCHIO (RWEAs) |
REQUISITI TOTALI DI FONDI PROPRI |
|||
| a | b | c | ||
| DESCRIZIONE | 30.06.2021 | 31.03.2021 (1) | 30.06.2021 | |
| 1 | Rischio di Credito (escluso il CCR) | 267.712 | 235.736 | 21.417 |
| 2 | Di cui metodo standardizzato | 99.832 | - | 7.987 |
| 3 | Di cui metodo IRB di base (F-IRB) | 12.623 | - | 1.010 |
| 4 | Di cui slotting | 5.130 | - | 410 |
| Di cui strumenti di capitale IRB soggetti al metodo della ponderazione | ||||
| EU 4a | semplice | 1.049 | - | 84 |
| 5 | Di cui metodo IRB avanzato (A-IRB) | 146.360 | - | 11.709 |
| 6 | Rischio di controparte (CCR) | 13.190 | 10.889 | 1.055 |
| 7 | Di cui metodo standardizzato | 2.305 | - | 184 |
| 8 | Di cui metodo dei modelli interni (IMM) | 9.015 | - | 721 |
| EU 8a | Di cui esposizioni verso una CCP | 207 | - | 17 |
| EU 8b | Di cui aggiustamento della valutazione del credito (CVA) | 1.516 | - | 121 |
| 9 | Di cui altri CCR | 147 | - | 12 |
| 10 | Non applicabile | 0 | ||
| 11 | Non applicabile | 0 | ||
| 12 | Non applicabile | 0 | ||
| 13 | Non applicabile | 0 | ||
| 14 | Non applicabile | 0 | ||
| 15 | Rischio di Regolamento | 56 | 47 | 4 |
| Esposizioni verso le cartolarizzazioni esterne al portafoglio di | ||||
| 16 | negoziazione (dopo il cap): | 7.203 | 5.136 | 576 |
| 17 | Di cui metodo SEC - IRBA | 1.660 | - | 133 |
| 18 | Di cui metodo SEC - ERBA (incluso compreso IAA) | 3.094 | - | 248 |
| 19 | Di cui metodo SEC - SA | 2.449 | - | 196 |
| EU 19a | Di cui 1250% / deduzioni | - | - | - |
| Rischi di posizione, di cambio e di posizione in merci (rischio di | ||||
| 20 | mercato) | 8.144 | 8.581 | 652 |
| 21 | Di cui metodo standardizzato | 2.562 | 2.584 | 205 |
| 22 | Di cui IMA | 5.583 | 5.997 | 447 |
| EU 22a | Grandi Esposizioni | - | - | - |
| 23 | Rischio Operativo | 31.408 | 30.843 | 2.513 |
| EU 23a | Di cui metodo base | 1.882 | - | 151 |
| EU 23b | Di cui metodo standardizzato | 2.849 | - | 228 |
| EU 23c | Di cui metodo avanzato di misurazione | 26.677 | - | 2.134 |
| Ammontare delle esposizioni al di sotto delle soglie per la deduzione | ||||
| (soggetto a fattore di ponderazione del rischio del 250%) (per | ||||
| 24 | informazione) | 17.931 | 17.577 | 1.434 |
| 25 | Non applicabile | 0 | ||
| 26 | Non applicabile | 0 | ||
| 27 | Non applicabile | 0 | ||
| 28 | Non applicabile | 0 | ||
| 29 | Totale | 327.714 | 314.907 | 26.217 |
Nota:
- La differente rappresentazione del primo trimestre 2021 rispetto al secondo trimestre 2021 è dovuta all'entrata in vigore del nuovo framework regolamentare "EBA Data Point Model 3.0" secondo il Regolamento di esecuzione della Commissione (UE) 2021/451 e dei nuovi requisiti di informativa Pillar III secondo il Regolamento di esecuzione della Commissione (UE) 2021/637; come conseguenza, in particolare:
• la riga 33 "Altri elementi di calcolo" della tabella EU OV1 pubblicata nell'Informativa del Gruppo UniCredit (Pillar III) con riferimento al 31 marzo 2021, che include le misure temporanee su modelli interni relativi al rischio di credito e mercato (legate a "limitazioni" evidenziate dal Regolatore), non viene più rappresentata in quanto ogni componente di tale voce è riportata nella rispettiva categoria di rischio; • la riga 24 "Ammontare delle esposizioni al di sotto delle soglie per la deduzione (soggette a fattore di ponderazione del rischio del 250%)" non è più considerata nella riga di "Totale" in quanto già inclusa nella riga 1
"Rischio di Credito (escluso il CCR)";
• le righe relative alle voci "di cui" non sono rappresentate.
Inoltre, con riferimento alla numerazione delle righe, per massimizzare la comparabilità globale dei modelli di informativa, ai fine di riflettere i requisiti di informativa CRR2 e l'allineamento con gli standard di Basilea, la tabella EBA riporta quanto segue:
• nel caso di elementi inclusi nel regolamento UE ma non nel quadro di Basilea, un suffisso aggiuntivo, a, b, c, ecc. Ogni volta che è richiesta una riga aggiuntiva, il numero di riga è preceduto da "EU"; • allo stesso modo, se i modelli EU non includono una riga inclusa nei modelli Basilea, la numerazione continua ma il testo indicato è "non applicabile".

Rafforzamento patrimoniale
In data 30 giugno 2021 UniCredit S.p.A. ha collocato un'emissione di strumenti Additional Tier 1 (cosiddetti Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes) contabilizzata fra gli "Strumenti di Capitale" in coerenza con la data di regolamento del 7 luglio 2021; l'emissione è destinata ad investitori istituzionali per un totale di 750 milioni allo scopo di continuare a rafforzare la propria base di capitale, sfruttando la finestra di mercato positiva.
Questa emissione contribuisce a partire dal terzo trimestre 2021 a rafforzare il Tier 1 Ratio e completa il Piano di funding di UniCredit per il 2021 per questa tipologia di strumento.
I titoli sono perpetui (con scadenza collegata alla durata societaria di UniCredit S.p.A.) e possono essere richiamati dall'emittente, a condizione che siano rispettati i requisiti regolamentari applicabili, in qualsiasi giorno di calendario nel semestre che inizia il 3 dicembre 2027 e termina il 3 giugno 2028 e successivamente in qualsiasi data di pagamento cedola. La cedola a tasso fisso riconosciuta fino a giugno 2028 è pari a 4,45% all'anno pagata su base semestrale; in seguito, se non verrà esercitata la facoltà di rimborso anticipato, la stessa verrà ridefinita ad intervalli di 5 anni sulla base del tasso swap di pari scadenza vigente al momento e maggiorato di 460,6 punti base, calcolato su base annuale e rideterminato su base semestrale come da prassi di mercato. Come previsto dai requisiti regolamentari, il pagamento della cedola è pienamente discrezionale.
Inoltre, con riferimento al capitale sociale, si segnala che in data 10 febbraio 2021 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A., in forza delle deleghe ex articolo 2443 c.c. conferite tempo per tempo dall'Assemblea Straordinaria per l'esecuzione dei Piani Incentivanti di Gruppo ha deliberato un aumento di capitale a titolo gratuito per 73 milioni mediante emissione di n.6.288.605 azioni ordinarie da assegnare al personale di UniCredit S.p.A., delle banche e delle società del Gruppo. La delibera di aumento di capitale è stata iscritta nel Registro delle imprese in data 30 marzo 2021 e dopo tale aumento il capitale sociale di UniCredit S.p.A. ammonta a 21.133 milioni di euro diviso in n.2.243.550.408 azioni ordinarie prive del valore nominale.
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo
Il Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo, incluso il risultato di periodo pari a +1.921 milioni, si attesta al 30 giugno 2021 a 61.356 milioni a fronte dei 59.507 milioni rilevati al 31 dicembre 2020.
Nella seguente tabella sono evidenziate le principali variazioni intervenute nel primo semestre 2021.
Patrimonio netto di pertinenza del Gruppo
| (milioni di €) | |
|---|---|
| Patrimonio netto al 31 dicembre 2020 | 59.507 |
| Dividendi distribuiti | (268) |
| Riacquisto di azioni proprie | (179) |
| Variazione delle riserve relative a cedole su strumenti AT1 | (165) |
| Variazione delle riserve da valutazione di attività e passività finanziarie valutate al fair value | (114) |
| Variazione delle riserve da valutazione di attività materiali(*) | 176 |
| Differenze di cambio(**) | 237 |
| Variazione delle riserve da valutazione di utili/perdite attuariali sui piani a benefici definiti(***) | 339 |
| Altre variazioni | (98) |
| Utile (Perdita) del periodo | 1.921 |
| Patrimonio netto al 30 giugno 2021 | 61.356 |
Note:
(*) Principalmente ascrivibile al riallineamento tra i valori fiscali e i maggiori valori contabili di una quota di immobili IAS16, per maggiori dettagli si veda Parte A - Politiche contabili - Sezione 5 - Altri aspetti.
(**) Tale effetto è prevalentemente ascrivibile all'impatto del Rublo russo per +116 milioni e della Corona ceca per +78 milioni.
(***) Lo scostamento nella riserva da valutazione su piani a benefici definiti è dovuto principalmente ad un aumento dei tassi di sconto indotto dalla riduzione dei prezzi dei titoli obbligazionari di aziende primarie "High Quality Corporate Bonds" parzialmente compensato dalla performance degli attivi segregati.
Per ulteriori dettagli si rimanda alla sezione "Schemi di bilancio consolidato - Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato".
Contributo dei settori di attività ai risultati di Gruppo
Commercial Banking Italy
Il Commercial Banking Italy comprende la rete commerciale di UniCredit S.p.A. limitatamente alla clientela Core (escludendo i clienti Corporate gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking ed i clienti gestiti dalle Filiali Estere), il Leasing (con esclusione del portafoglio non Core), il Factoring e il Corporate Centre locale che include le funzioni - presenti in UniCredit S.p.A. - di supporto alla citata rete commerciale. Con riferimento alla clientela privata (Mass market, Affluent, Private e Wealth), l'obiettivo del Commercial Banking Italy è quello di offrire una gamma completa di prodotti, servizi e consulenza volti a soddisfare le esigenze di operatività, di investimento e di credito, attraverso le Filiali e i servizi multicanale forniti dalle nuove tecnologie.
Conto economico e principali indicatori
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| COMMERCIAL BANKING ITALY | 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 |
| Margine di intermediazione | 3.343 | 3.241 | + 3,1% | 1.636 | - 4,2% |
| Costi operativi | (1.826) | (1.838) | - 0,6% | (919) | + 1,2% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per | |||||
| garanzie e impegni | (442) | (1.096) | - 59,6% | (242) | + 21,1% |
| Risultato netto di gestione | 1.074 | 308 | n.s. | 475 | - 20,8% |
| Utile lordo operatività corrente | 1.004 | (821) | n.s. | 469 | - 12,2% |
| Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) | 136.927 | 132.998 | + 3,0% | 136.927 | + 1,7% |
| Depositi Clientela (netto PCT e IC) | 170.423 | 159.581 | + 6,8% | 170.423 | + 0,5% |
| Totale RWA (consistenze finali) | 80.962 | 90.253 | - 10,3% | 80.962 | + 4,1% |
| EVA (milioni di €) | 269 | (434) | n.s. | 110 | - 30,5% |
| Capitale assorbito (milioni di €) | 9.391 | 11.466 | - 18,1% | 9.334 | - 1,2% |
| ROAC | + 15,9% | - 10,5% | + 26,4 p.p. | + 15,3% | - 1,2 p.p. |
| Cost/Income | 54,6% | 56,7% | - 2,1 p.p. | 56,2% | 3,0 p.p. |
| Costo del rischio | 66 pb | 164 pb | - 98 pb | 71 pb | 11 pb |
| Dipendenti (numero "Full time equivalent" - | |||||
| consistenze finali) | 26.373 | 27.773 | - 5,0% | 26.373 | - 1,5% |
Commercial Banking Germany
Il Commercial Banking Germany serve l'intera clientela tedesca (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking), con una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Germany è composto da "Privatkundenbank" (Individual Clients segment), "Unternehmerbank" (Corporate segment) e il Corporate Centre locale. Il Commercial Banking Germany detiene ampie quote di mercato e un posizionamento strategico nel retail banking, nel private banking e in particolare nel business con la clientela corporate locale (compreso factoring e leasing).
Conto economico e principali indicatori
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| COMMERCIAL BANKING GERMANY | 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 |
| Margine di intermediazione | 1.195 | 1.208 | - 1,1% | 593 | - 1,6% |
| Costi operativi | (843) | (837) | + 0,6% | (414) | - 3,4% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per | |||||
| garanzie e impegni | (53) | (225) | - 76,4% | (63) | n.s. |
| Risultato netto di gestione | 299 | 146 | n.s. | 115 | - 37,3% |
| Utile lordo operatività corrente | 196 | 92 | n.s. | 92 | - 10,6% |
| Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) | 89.693 | 89.542 | + 0,2% | 89.693 | + 1,2% |
| Depositi Clientela (netto PCT e IC) | 102.805 | 95.128 | + 8,1% | 102.805 | + 0,6% |
| Totale RWA (consistenze finali) | 35.948 | 36.503 | - 1,5% | 35.948 | + 4,7% |
| EVA (milioni di €) | (6) | (76) | - 92,3% | 9 | n.s. |
| Capitale assorbito (milioni di €) | 4.107 | 4.400 | - 6,7% | 4.156 | + 2,4% |
| ROAC | + 5,8% | + 4,4% | + 1,4 p.p. | + 5,1% | - 1,4 p.p. |
| Cost/Income | 70,5% | 69,3% | 1,2 p.p. | 69,9% | - 1,3 p.p. |
| Costo del rischio | 12 pb | 51 pb | - 39 pb | 28 pb | 33 pb |
| Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze finali) |
8.573 | 8.994 | - 4,7% | 8.573 | - 3,2% |
Commercial Banking Austria
Il Commercial Banking Austria offre ai suoi clienti austriaci (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking) una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Austria è composto da: "Privatkundenbank" (Private Customer Bank), "Unternehmerbank" (Corporate Customer Bank, esclusi i clienti CIB) che include la product factory Leasing, e il Corporate Centre locale.
Il Commercial Banking Austria detiene significative quote di mercato e una posizione strategica nel segmento retail, nel private banking e in particolare con la clientela corporate locale, ed è uno dei principali fornitori di servizi bancari in Austria.
Conto economico e principali indicatori
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| COMMERCIAL BANKING AUSTRIA | 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 |
| Margine di intermediazione | 712 | 653 | + 9,1% | 343 | - 7,3% |
| Costi operativi | (487) | (490) | - 0,7% | (251) | + 6,3% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per | |||||
| garanzie e impegni | (9) | (84) | - 89,4% | (47) | n.s. |
| Risultato netto di gestione | 216 | 78 | n.s. | 45 | - 73,6% |
| Utile lordo operatività corrente | 167 | (56) | n.s. | 64 | - 38,0% |
| Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) | 43.236 | 44.164 | - 2,1% | 43.236 | - 1,9% |
| Depositi Clientela (netto PCT e IC) | 51.225 | 49.957 | + 2,5% | 51.225 | + 0,4% |
| Totale RWA (consistenze finali) | 20.297 | 23.372 | - 13,2% | 20.297 | + 0,1% |
| EVA (milioni di €) | 106 | (173) | n.s. | 68 | + 80,0% |
| Capitale assorbito (milioni di €) | 2.380 | 2.770 | - 14,1% | 2.353 | - 2,3% |
| ROAC | + 13,0% | - 3,4% | + 16,4 p.p. | + 11,2% | - 3,4 p.p. |
| Cost/Income | 68,4% | 75,1% | - 6,8 p.p. | 73,2% | 9,3 p.p. |
| Costo del rischio | 4 pb | 38 pb | - 33 pb | 42 pb | 76 pb |
| Dipendenti (numero "Full time equivalent" - | |||||
| consistenze finali) | 4.614 | 4.754 | - 2,9% | 4.614 | - 3,1% |
CEE Division
Il Gruppo, attraverso il Segmento di business CEE, offre una vasta gamma di prodotti e servizi ai clienti retail, corporate e istituzionali in 10 paesi dell'Europa centro-orientale: Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia e Slovenia. Il gruppo UniCredit è in grado di offrire ai propri clienti retail nei paesi CEE un ampio portafoglio di prodotti e servizi simili a quelli offerti ai suoi clienti italiani, tedeschi e austriaci.
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| CEE DIVISION | 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 |
| Margine di intermediazione | 1.724 | 1.809 | - 4,7% | 873 | + 2,5% |
| Costi operativi | (737) | (754) | - 2,3% | (373) | + 2,3% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per | |||||
| garanzie e impegni | (127) | (495) | - 74,5% | (13) | - 88,6% |
| Risultato netto di gestione | 860 | 559 | + 53,9% | 487 | + 30,5% |
| Utile lordo operatività corrente | 739 | 392 | + 88,4% | 471 | + 75,7% |
| Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) | 64.142 | 64.974 | - 1,3% | 64.142 | + 2,1% |
| Depositi Clientela (netto PCT e IC) | 74.641 | 71.756 | + 4,0% | 74.641 | + 2,3% |
| Totale RWA (consistenze finali) | 56.203 | 58.423 | - 3,8% | 56.203 | + 0,8% |
| EVA (milioni di €) | 180 | (144) | n.s. | 175 | n.s. |
| Capitale assorbito (milioni di €) | 6.409 | 7.582 | - 15,5% | 6.438 | + 0,9% |
| ROAC | + 16,9% | + 7,7% | + 9,2 p.p. | + 22,3% | + 10,8 p.p. |
| Cost/Income | 42,8% | 41,7% | 1,0 p.p. | 42,7% | - 0,1 p.p. |
| Costo del rischio | 40 pb | 149 pb | - 110 pb | 8 pb | - 64 pb |
| Dipendenti (numero "Full time equivalent" - consistenze finali) |
23.697 | 24.237 | - 2,2% | 23.697 | - 0,5% |
Conto economico e principali indicatori

Corporate & Investment Banking
La Divisione CIB si rivolge ai clienti Multinational e Large Corporate oltre che a clienti istituzionali, caratterizzati da esigenze finanziarie sofisticate e dall'esigenza di usufruire di servizi di investment banking. CIB fornisce inoltre prodotti e servizi per la rete commerciale, soluzioni di finanza strutturata, tesoreria e copertura di rischi per la clientela corporate nonché prodotti di investimento rivolti a clienti retail e private, confermandosi una divisione pienamente integrata nel Gruppo e al servizio del cliente. La struttura organizzativa della Divisione è basata su una matrice che integra la copertura del mercato (effettuata attraverso un'ampia rete commerciale in Europa Occidentale e un network internazionale di filiali e uffici di rappresentanza) e la tipologia di prodotti offerti (tre linee di prodotto - Financing and Advisory, Markets, Global Transaction Banking - che consolidano l'ampiezza del know-how di CIB a livello di Gruppo).
Conto economico e principali indicatori
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| CORPORATE & INVESTMENT BANKING | 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 |
| Margine di intermediazione | 2.271 | 1.772 | + 28,1% | 1.056 | - 13,1% |
| Costi operativi | (781) | (764) | + 2,3% | (386) | - 2,5% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per | |||||
| garanzie e impegni | 33 | (400) | n.s. | (34) | n.s. |
| Risultato netto di gestione | 1.523 | 609 | n.s. | 636 | - 28,3% |
| Utile lordo operatività corrente | 1.244 | 348 | n.s. | 617 | - 1,6% |
| Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) | 81.466 | 94.585 | - 13,9% | 81.466 | - 2,4% |
| Depositi Clientela (netto PCT e IC) | 54.738 | 54.351 | + 0,7% | 54.738 | - 0,7% |
| Totale RWA (consistenze finali) | 88.278 | 92.495 | - 4,6% | 88.278 | + 8,1% |
| EVA (milioni di €) | 360 | (374) | n.s. | 188 | + 9,3% |
| Capitale assorbito (milioni di €) | 9.939 | 11.292 | - 12,0% | 10.043 | + 2,1% |
| ROAC | + 16,4% | + 3,1% | + 13,3 p.p. | + 16,2% | - 0,4 p.p. |
| Cost/Income | 34,4% | 43,1% | - 8,7 p.p. | 36,5% | 4,0 p.p. |
| Costo del rischio | - 6 pb | 54 pb | - 59 pb | 13 pb | 36 pb |
| Dipendenti (numero "Full time equivalent" - | |||||
| consistenze finali) | 3.428 | 3.502 | - 2,1% | 3.428 | - 1,0% |
Non Core
Il Non Core è costituito da attività considerate per il Gruppo non strategiche e con un profilo rischio/rendimento non adeguato. La gestione di tali attività ha l'obiettivo finale di azzerare l'esposizione complessiva entro il 31 dicembre 2021. In particolare nelle attività Non Core sono stati inclusi singoli attivi precedentemente ricompresi nel segmento Commercial Banking Italy (identificati in base a singole transazioni/clienti), da gestire in un'ottica di mitigazione del rischio e alcune società "veicolo" di cartolarizzazione.
Conto economico e principali indicatori
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | VARIAZIONE | 2° TRIM | VARIAZIONE % | ||
| NON CORE | 2021 | 2020 | % | 2021 | SU 1° TRIM 2021 |
| Margine di intermediazione | (26) | (26) | + 0,1% | (9) | - 49,7% |
| Costi operativi | (42) | (63) | - 33,1% | (21) | - 0,2% |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per | |||||
| garanzie e impegni | 69 | 89 | - 22,3% | 42 | + 52,4% |
| Risultato netto di gestione | 0 | (1) | n.s. | 12 | n.s. |
| Utile lordo operatività corrente | (23) | (132) | - 83,0% | 6 | n.s. |
| Crediti verso Clientela (netto PCT e IC) | 717 | 1.626 | - 55,9% | 717 | - 4,4% |
| Depositi Clientela (netto PCT e IC) | 462 | 440 | + 5,0% | 462 | + 3,8% |
| Crediti deteriorati netti (% su totale Impieghi netti | |||||
| Non Core) | 100,00% | 100,00% | 0,0 pb | 100,00% | 0,0 pb |
| Totale RWA (consistenze finali) | 5.237 | 9.187 | - 43,0% | 5.237 | - 14,7% |
| EVA (milioni di €) | (29) | (35) | - 16,9% | 13 | n.s. |
| Capitale assorbito (milioni di €) | 739 | 1.208 | - 38,8% | 668 | - 17,5% |
| ROAC | + 2,1% | - 13,6% | + 15,7 p.p. | + 17,3% | + 27,9 p.p. |
| Cost/Income | n.s | n.s | n.s. | n.s. | n.s. |
| Costo del rischio | n.s. | n.s. | n.s. | n.s. | n.s. |
| Dipendenti (numero "Full time equivalent" - | |||||
| consistenze finali) | 188 | 277 | - 32,2% | 188 | - 8,5% |
Altr e in for mazioni
Operazioni di sviluppo delle attività del Gruppo ed altre operazioni societarie
Operazioni ed iniziative su partecipazioni
Acquisizione dell'intera partecipazione in Cordusio SIM
Il 30 aprile 2021, a seguito dell'esercizio di una opzione Call sulla partecipazione di minoranza detenuta da alcuni private bankers, UniCredit ha completato l'acquisto della residua partecipazione (2,88%) in Cordusio SIM S.p.A., giungendo a detenere il 100% del capitale della stessa.
Cessione di SIA UniCredit Leasing
A seguito della sottoscrizione dell'accordo di compravendita avvenuto nel dicembre 2019 e delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti, il 4 gennaio 2021, UniCredit ha perfezionato la vendita di SIA UniCredit Leasing e della sua controllata SIA UniCredit Insurance Broker a AS Citadele Banka.
La partecipazione era classificata tra le attività in via di dismissione (IFRS5) al 31 dicembre 2020.
L'operazione ha avuto un impatto positivo marginale sul CET1 ratio consolidato. L'esposizione debitoria infragruppo è stata interamente rimborsata al completamento della transazione.
Iniziative di cessione portafogli crediti deteriorati
Cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza del segmento Privati Unsecured
In data 21 giugno 2021 UniCredit S.p.A. ha reso noto di aver concluso un accordo con MBCredit Solutions S.p.A. ("MBCS") e con un veicolo di cartolarizzazione gestito da KRUK SA ("KRUK") per la cessione pro-soluto di un portafoglio di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito chirografario a clientela del segmento privati.
Il portafoglio comprende esclusivamente crediti classificati a sofferenza entro il 30 novembre 2020 e derivanti da contratti di finanziamento regolati dal diritto italiano, inclusi quelli derivanti dalla cessione del quinto dello stipendio, per un ammontare complessivo, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 220 milioni.
UniCredit e KRUK hanno anche raggiunto un accordo per la cessione di un ammontare fino a 250 milioni di crediti in sofferenza derivanti da contratti di credito al consumo che si genereranno a partire dal primo trimestre e fino alla fine dell'anno 2021, nell'ambito del quale, sempre a giugno 2021, sono stati ceduti crediti per un ammontare complessivo, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 113 milioni.
Le cessioni hanno determinato un impatto negativo marginale che è stato recepito nel secondo trimestre 2021.
L'accordo costituisce parte dell'attuale strategia di UniCredit di riduzione delle esposizioni deteriorate.
L'ammontare complessivo delle vendite perfezionate nel corso del primo semestre 2021, a seguito degli accordi contrattuali di cui sopra, è pari a un valore lordo contabile alla data di cessione di circa 270 milioni e un valore netto contabile, sempre alla data di cessione, pari a circa 35 milioni.
Altre informazioni sulle attività del Gruppo
Progetto FINO
Con riferimento al Progetto FINO (avviato nel 2016, con completamento nel 2018), si precisa che al 30 giugno 2021, anche a seguito dei rimborsi intervenuti, le Note (Titoli Asset Backed Secured) in proprietà a UniCredit S.p.A. ammontano complessivamente a 155 milioni (111 milioni iscritti alla voce "30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" inerenti i titoli Senior e parte dei Mezzanine, e 44 milioni iscritti alla voce "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" con riferimento ai residui titoli Mezzanine e a tutte le Note Junior). La valutazione delle Note iscritte fra le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value ha fatto emergere nel 2021 un risultato economico negativo di 0,1 milioni, mentre sui titoli iscritti fra le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva è stato rilevato un impairment (iscritto nel conto economico) pari a 4 milioni, ascrivibile alle mutate previsioni di recuperabilità dei sottostanti crediti cartolarizzati.
Operazione Prisma
Con riferimento all'operazione Prisma, perfezionatasi nel quarto trimestre 2019 e riguardante la cartolarizzazione di un portafoglio non-performing rappresentato da mutui residenziali a privati per un valore lordo contabile di 4,1 miliardi originati da UniCredit S.p.A. e ceduti alla società veicolo PRISMA SPV S.r.l., emittente i relativi titoli Asset Backed Secured (ABS o Note), si precisa che al 30 giugno 2021 UniCredit S.p.A. detiene circa il 90% dei titoli Senior e il 5% dei titoli Mezzanine e Junior.
Con riferimento ai titoli Senior (supportati dalla Garanzia sulle Cartolarizzazioni delle Sofferenze e che al 31 dicembre 2019 erano iscritti in bilancio per un ammontare di 1.215 milioni), a seguito dei rimborsi pervenuti (pari a 268 milioni), e della cessione ad investitori terzi perfezionata nel corso del 2020 di una quota nominale pari a 120 milioni (circa il 10% del valore originariamente sottoscritto per 1.210 milioni), la Banca detiene a fine giugno 2021 Note iscritte alla voce "30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" per un valore complessivo

pari a 827 milioni. Per quanto attiene le residuali Note Mezzanine e Junior, esse sono iscritte alla voce "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" per complessivi 3 milioni, la cui valutazione non ha fatto emergere nel 2021 significativi impatti a conto economico.
Con riguardo al trattamento regolamentare applicato, UniCredit, a seguito della notifica nei confronti della Banca Centrale Europea, rappresenta il significativo trasferimento del rischio ai fini del reporting connesso alla transazione in discorso.
Operazione Relais
Nel quarto trimestre 2020 come parte del programma di accelerazione del Non Core Portfolio run-down, UniCredit Leasing ("UCL") ha completato il trasferimento di 1,6 miliardi di creditoria di un portafoglio italiano Non performing rappresentato da leasing immobiliare ("NPL Lease Portfolio") a una società veicolo (Relais SPV S.r.l. "RELAIS") e gli immobili a una Lease company, una società prevista dalla legge italiana sulla cartolarizzazione per la gestione del patrimonio immobiliare (Relais LeaseCo S.r.l. e insieme a Relais, la "cartolarizzazione").
I titoli emessi da Relais (Note Senior, Mezzanine e Junior) a dicembre 2020 sono stati sottoscritti da UCL, la quale, in data 22 dicembre 2020, ha esercitato l'opzione di vendita ("back-stop") in suo possesso in base alla quale ha ceduto a doValue (Servicer dell'operazione di cartolarizzazione) il 95% delle Note Mezzanine e Junior. Ciò ha consentito ad UCL di effettuare la derecognition contabile dei crediti.
Con riguardo al trattamento regolamentare applicato, a seguito della notifica nei confronti della Banca Centrale Europea, a partire dal febbraio 2021, UniCredit rappresenta il significativo trasferimento del rischio ai fini del reporting connesso alla transazione in discorso.
In data 9 marzo 2021 il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha concesso la Garanzia Statale sul titolo Senior.
Al 30 giugno 2021 i titoli Senior sono iscritti alla voce "30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" per un valore complessivo pari a 468 milioni (444 milioni detenuti da UniCredit S.p.A. a seguito di acquisto da UCL in data 6 aprile 2021), i titoli Mezzanine e Junior sono iscritti alla voce "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" per un totale complessivo di 1 milione.
Collocamento di due emissioni Senior Preferred per un valore complessivo di 2 miliardi di euro
In data 12 gennaio 2021 UniCredit S.p.A. ha lanciato un titolo Senior Preferred con scadenza 5 anni per un importo di 1 miliardo, ed un titolo Senior Preferred con scadenza a 10 anni per 1 miliardo. L'importo complessivo emesso rappresenta la più grande transazione obbligazionaria senior preferred in euro per il mercato istituzionale mai effettuata da UniCredit.
Pietro Carlo Padoan e Andrea Orcel nominati rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A.
A seguito dell'approvazione della lista di candidati da parte dell'Assemblea degli azionisti del 15 aprile 2021, il Consiglio di Amministrazione ha nominato il consigliere Pietro Carlo Padoan quale Presidente e il consigliere Andrea Orcel quale Amministratore Delegato con tutti i poteri e le deleghe necessarie a tal fine.
Il Consiglio di Amministrazione già lo scorso 13 ottobre 2020 aveva cooptato all'unanimità il Professore Pietro Carlo Padoan quale amministratore non esecutivo, dopo averlo identificato come miglior candidato per la posizione di Presidente di UniCredit per il mandato successivo, così come, lo scorso 27 gennaio 2021, aveva identificato all'unanimità Andrea Orcel come Amministratore Delegato in sostituzione dell'Amministratore Delegato uscente Jean Pierre Mustier.
Avvio del programma di acquisto di azioni proprie
In data 11 maggio 2021 UniCredit S.p.A. ha comunicato, in attuazione dell'autorizzazione conferita dall'Assemblea degli Azionisti della Società tenutasi in data 15 aprile 2021, di aver definito e approvato le modalità attuative per l'esecuzione del programma di acquisto di azioni proprie per un ammontare massimo pari a euro 178.688.534,90 e per un numero di azioni ordinarie UniCredit non superiore a 30.000.000 (il "Primo Programma di Buy-Back 2021").
Per ulteriori informazioni sul programma si rimanda al paragrafo "Dati storici del Gruppo e dell'azione UniCredit" della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata.
Nuova struttura organizzativa e riorganizzazione del Team Manageriale
In data 12 maggio 2021 UniCredit ha annunciato la nuova struttura organizzativa ed il nuovo Team Manageriale che ha la responsabilità di guidare il business e di sviluppare il nuovo piano strategico nella seconda metà del 2021.
La nuova struttura dà vita ad un'organizzazione semplice in grado di assicurare piena responsabilizzazione di ciascun business e area della banca mettendo il cliente al centro di tutte le attività, integrando ulteriormente la tecnologia e la digitalizzazione come fattori chiave di successo con chiara attribuzione di ruoli e responsabilità.
Come già evidenziato al paragrafo "Principali risultati e performance del periodo" della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata, sebbene alcuni passaggi intermedi siano già stati effettuati, la nuova organizzazione diverrà pienamente operativa nel secondo semestre dell'anno, pertanto al 30 giugno 2021 la performance ed i risultati del Gruppo sono stati misurati e monitorati sulla base delle divisioni di business preesistenti.

Moody's conferma i rating e l'outlook di UniCredit S.p.A.
In data 12 maggio 2021 l'agenzia di rating Moody's ha confermato il debito senior a lungo termine e il rating sui depositi a "Baa1" L'outlook è stato confermato stabile.
Il rating stand-alone di UniCredit S.p.A. è confermato a "baa3".
Aggiornamento sui requisiti MREL
In data 14 maggio 2021 UniCredit S.p.A. ha reso noto di aver ricevuto dal Comitato di Risoluzione Unico e da Banca d'Italia la decisione aggiornata sulla determinazione del requisito minimo di fondi propri e passività ammissibili (MREL), che sostituisce la precedente comunicata a dicembre 2019, che determinava un requisito MREL pari al 10,67 percento delle passività totali e dei fondi propri totali (TLOF) applicabile dal 30 giugno 2022. A partire dall'1 gennaio 2022, UniCredit S.p.A. dovrà rispettare, su base consolidata, un MREL intermedio pari al maggiore tra il 20,73 percento delle attività ponderate per il rischio (RWA), a cui andrà sommato il Requisito Combinato di Riserva di Capitale (CBR) applicabile a quella data, ed il 5,90 percento della leva finanziaria (di seguito LRE).
A partire dall'1 gennaio 2024, il MREL applicabile su base consolidata diventerà "fully loaded" e sarà pari al maggiore tra il 21,40 percento degli RWA, a cui andrà sommato il CBR applicabile a quella data, e il 5,90 percento della LRE.
A partire dall'1 gennaio 2022, UniCredit S.p.A. dovrà rispettare anche un MREL subordinato, ovvero da soddisfarsi con strumenti subordinati, uguale al maggiore tra l'11,79 percento degli RWA, a cui andrà sommato il CBR applicabile a quella data, ed il 5,68% della LRE. Entrambi i valori considerano la cosiddetta "senior allowance", i.e. ovvero la possibilità di soddisfare parte del requisito con strumenti senior (non subordinati). Questi requisiti andranno rispettati con fondi propri consolidati e passività ammissibili emesse da UniCredit S.p.A.
Collocamento di bond Senior Preferred benchmark callable 6NC5 e 11NC10 in dollari per USD 2 miliardi
In data 26 maggio 2021 UniCredit S.p.A. ha emesso titoli Senior Preferred callable con scadenza a 6 anni richiamabili dopo 5 anni per USD1.000.000.000 e Senior Preferred callable con scadenza a 11 anni richiamabili dopo 10 anni per USD1.000.000.000, per un importo complessivo di USD 2 miliardi destinati ad investitori istituzionali.
I titoli sono computabili ai fini TLAC/MREL e contribuiscono a garantire liquidità alla curva di credito in USD.
S&P modifica l'outlook a "stabile" da "negativo"
In data 24 giugno 2021 è stato reso noto che l'agenzia di rating S&P Global Ratings ("S&P") ha modificato l'outlook di UniCredit S.p.A. a "stabile" (da "negativo").
Confermati i rating di UniCredit S.p.A. a "BBB" a lungo termine e "A2" a breve termine come anche il rating delle emissioni.
Emissione del primo Senior Preferred Green Bond per 1 miliardo di euro
In data 28 giugno 2021 UniCredit S.p.A. ha emesso il suo primo Senior Preferred Green Bond per 1 miliardo di euro, con scadenza a 8 anni e opzione call dopo 7 anni, destinato a investitori istituzionali.
L'emissione segue un processo di book building che ha prodotto una forte domanda di oltre 3,25 miliardi di euro da parte di più di 200 investitori. L'indicazione iniziale di uno spread di 120 punti base sul mid-swap a 7 anni è stata ridotta di 30 punti base, arrivando a 90 punti base, per una cedola fissa annuale dello 0,8%, con un prezzo di emissione di 99,953%.
I proventi dell'emissione del bond sono destinati a finanziare energie rinnovabili, trasporti a basso impatto ambientale e mobilità sostenibile, infrastrutture ed edilizia "green" in linea con gli Obiettivi delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile (UN SDGs).
L'emissione del primo green bond è avvenuta nell'ambito del Sustainability Bond Framework, che la banca ha recentemente sviluppato. Esso consente alle principali società emittenti del Gruppo, UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria, di emettere green, social e sustainability bond che d'ora in avanti saranno parte ricorrente dell'attività di funding del Gruppo.
Emissione per 750 milioni di euro di strumenti PerpNC 6/2028 Additional Tier 1 (AT1)
In data 30 giugno 2021 UniCredit S.p.A. ha collocato un'emissione di strumenti Additional Tier 1 (cosiddetti Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes), con data regolamento 7 luglio 2021, destinata ad investitori istituzionali per un totale di 750 milioni.
Per ulteriori informazioni sull'emissione si rimanda ai paragrafi "Rafforzamento patrimoniale" e "Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo" della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata.
Modello organizzativo
Modifiche organizzative rilevanti nel primo semestre 2021
L'assetto organizzativo
Come già evidenziato nel paragrafo "Principali risultati e performance del periodo" della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata, lo scorso 12 maggio UniCredit ha annunciato la nuova struttura organizzativa ed il nuovo Team Manageriale che ha la responsabilità di guidare il business e di sviluppare il suo nuovo piano strategico. Al riguardo, sebbene alcuni passaggi intermedi siano già stati effettuati, la nuova organizzazione diverrà pienamente operativa nel secondo semestre dell'anno e, pertanto, al 30 giugno 2021, la performance ed i risultati del Gruppo sono stati misurati e monitorati sulla base della struttura organizzativa del Gruppo preesistente, che riflette un modello organizzativo e di business funzionale alla identità di banca commerciale, e garantisce l'autonomia dei Paesi/Banche locali al fine di assicurare maggiore vicinanza al cliente ed efficienti processi decisionali, mentre mantiene una struttura divisionale per quanto riguarda il governo del business/prodotti Corporate & Investment Banking (CIB) e il business commercial banking nella Western Europe e Central Eastern Europe, nonché un presidio globale sulle funzioni dell'area Chief Operating Office e di Finance and Controls.
In particolare:
- l'Amministratore Delegato (Group CEO) mantiene il controllo diretto sulla definizione della Strategia di Gruppo, e su Rischi, la Compliance, il Legal e le Risorse umane;
- i co-responsabili (co-CEOs) Commercial Banking Western Europe e Commercial Banking Central Eastern Europe sono responsabili, per i Paesi del perimetro di competenza, di tutte le attività di business con un focus sullo sviluppo nel continuo dei servizi alla clientela, al fine di massimizzare il cross selling;
- Finance and Controls è responsabile di coordinare il complessivo processo di Planning, Finance and Administration, gestire le attività di Identity and Communication, sviluppare le relazioni con le controparti istituzionali, gestire le relazioni con le Autorità europee (e.g. Autorità Bancaria Europea, Banca Centrale Europea, ecc.) e Banca d'Italia, nonché le attività di erogazione del credito;
- i co-responsabili (co-COOs) del Chief Operating Office hanno la supervisione della macchina operativa con un focus specifico sui costi e sulle attività di IT, Security & Operations, della trasformazione del modello operativo di Gruppo, in coerenza con le strategie del Gruppo definite, assicurando allo stesso tempo sinergie, risparmi ed eccellenza operativa, insieme con la supervisione della pianificazione strategica e la razionalizzazione del programma di sviluppo IT;
- la Corporate Investment Banking (CIB) Division, posizione ricoperta dal CEO CIB, a riporto sia del designato co-responsabile di CB Western Europe che del designato co-responsabile di CB Central Eastern Europe, ha un ruolo di coverage per i clienti multinazionali ("Multinational"), per selezionati clienti "Large Corporate" con una forte domanda potenziale di prodotti di investment banking, per i clienti Financial and Institutional Groups (FIG) e "Global Family Office" nonchè ha la responsabilità delle Product Lines "Global Transaction Banking (GTB)", "Global Financing and Advisory (F&A)", "Markets" e delle attività di internazionalizzazione;
- per quanto riguarda il perimetro italiano, i co-responsabili (co-CEOs) CB Italy, che riportano direttamente a CB Western Europe, sono responsabili della definizione delle strategie di business del "commercial banking" e dell'assegnazione di tali strategie ai territori e ai segmenti di clientela (Family, First, Business First, Corporate e Private Banking);
- le diverse funzioni definite Competence Line (Internal Audit, Planning, Finance & Administration, Risk Management, Lending, Legal, Compliance, Identity & Communication, Human Capital) e Service Line (Group ICT, Group Security, Group Operations, Group Real Estate, Group Procurement & Cost Management, Group Data Office, Business Operational Excellence, Group Institutional & Cultural Affairs, Group ESG Strategy & Impact Banking e Group Regulatory Affairs) assicurano, ciascuna per la propria area di competenza, l'indirizzo, il coordinamento ed il controllo delle attività del Gruppo e dei rischi correlati.
Trasformazione di attività per imposte anticipate (DTA) in crediti d'imposta
In relazione all'esercizio 2020, UniCredit S.p.A. e UniCredit Leasing S.p.A. hanno conseguito una perdita civilistica nei loro rispettivi bilanci individuali, verificandosi pertanto le condizioni per dare corso ad una nuova trasformazione di DTA in crediti d'imposta ai sensi dall'art.2, comma 55, del Decreto Legge n.225/2010. A seguito dell'approvazione dei rispettivi bilanci di esercizio UniCredit S.p.A. ha trasformato 383,7 milioni di DTA in crediti di imposta mentre UniCredit Leasing S.p.A. ha provveduto a trasformarne 26,4 milioni.
Il Decreto Legge n.73 del 25 maggio 2021 (DL 73/2021) ha esteso al 2021 gli incentivi, introdotti nel 2020, per le cessioni dei crediti non performing previste dall'art.44-bis del Decreto Legge n.34/2019. Quindi, anche per per il 2021, la cessione di crediti non performing effettuate entro il 31 dicembre 2021 permetterà la conversione in crediti di imposta di DTA derivanti da (i) perdite fiscali ed (ii) eccedenze ACE, alle stesse condizioni applicate per il beneficio 2020. Alla data del 30 giugno 2021 sono state effettuate cessioni crediti non performing per 1,05 miliardi che hanno permesso l'iscrizione di DTA in crediti di imposta per un importo pari a 57,7 milioni (1,05 miliardi * 20% * 27,5%), producendo un impatto positivo a conto economico.
Al fine di conservare immutato anche per il futuro il regime di trasformabilità delle DTA in crediti d'imposta, superando le criticità sollevate dalla Commissione Europea su tale normativa in termini di possibile aiuto di Stato, con l'art.11 del Decreto Legge n.59/2016, convertito nella Legge n.119/2016 (come modificato dal Decreto Legge n.237/2016, convertito nella Legge n.15/2017), è stata prevista la possibilità di optare, a partire dall'esercizio 2016 e fino al 2030, per il pagamento di un canone annuo nella misura del 1,5% su un aggregato costituito dalla differenza tra:
• l'incremento delle DTA trasformabili iscritte in bilancio alla fine dell'esercizio e le DTA trasformabili iscritte a fine esercizio 2007 per l'IRES ed a fine esercizio 2012 per l'IRAP, tenendo conto delle trasformazioni in crediti d'imposta già effettuate (ivi comprese quelle effettuate ai sensi dell'art.44-bis del Decreto Legge n.34/2019 estese dal Decreto Legge n.73/2021);
• le imposte:
- IRES versata dal consolidato fiscale a partire dall'1 gennaio 2008;
- IRAP versata dall'1 gennaio 2013 dalle società incluse nel consolidato fiscale con DTA trasformabili iscritte in bilancio;
- imposte sostitutive che hanno generato DTA trasformabili.
Il canone dovuto per l'esercizio 2021 è stato liquidato in data 30 giugno 2021 per un importo pari a 104,3 milioni in relazione alle società facenti parti del Consolidato fiscale italiano, di cui 99,8 milioni relativi ad UniCredit S.p.A., 4,2 milioni per UniCredit Leasing S.p.A. e 0,3 milioni per UniCredit Factoring S.p.A. Al 30 giugno 2021 i suddetti importi sono stati contabilizzati nel conto economico per l'importo maturato alla data di riferimento (pari al 50% dell'importo complessivamente pagato).
Attestazioni e altre comunicazioni
Con riferimento al comma 10 dell'art.2.6.2 - "Obblighi Informativi", Titolo 2.6 - "Obblighi degli emittenti" del "Regolamento dei Mercati Organizzati e Gestiti da Borsa Italiana S.p.A.", datato 3 ottobre 2011, si attesta l'esistenza delle condizioni di cui all'articolo 36 del regolamento mercati (Delibera Consob n.16191/2007 lettere a), b) e c)).
Con riferimento al comma 8 dell'art.5 - "Informazioni al pubblico sulle operazioni con parti correlate" del Regolamento Consob recante le disposizioni in materia di operazioni con parti correlate (adottato dalla Consob con delibera n.17221 del 12 marzo 2010 e successivamente modificato con delibera n.17389 del 23 giugno 2010) si segnala che:
- a) in base alla Global Policy "Operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB" adottata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. in data 8 giugno 2021, e pubblicata sul sito internet www.unicreditgroup.eu, nel primo semestre 2021 non è pervenuta al Presidio Unico della Banca alcuna operazione di maggior rilevanza conclusa nel periodo;
- b) nel corso del primo semestre 2021 non sono state effettuate operazioni con parti correlate, così come definite ai sensi dell'articolo 2427, comma 22-bis, del codice civile, a condizioni diverse dalle normali condizioni di mercato che hanno influito in misura rilevante sulla situazione patrimoniale ed economica del Gruppo;
- c) nel corso del primo semestre 2021 non vi sono state modifiche o sviluppi di singole operazioni con parti correlate già descritte nell'ultima relazione annuale che abbiano avuto un effetto rilevante sulla situazione patrimoniale o sui risultati del Gruppo nel periodo di riferimento.
Per ulteriori informazioni relative alle operazioni con parti correlate si rimanda alle Note illustrative, Parte H - Operazioni con parti correlate, del bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2021.
Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione
Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo7
una maggiore efficienza e ottimizzare la struttura economica gestionale e finanziaria.
Fati di r ilevo successivi al la chiusur a del per iodo ed evoluz ione pr evedibile dela gestione
Con data regolamento 7 luglio 2021 UniCredit S.p.A. ha concluso l'emissione di strumenti Additional Tier 1 (cosiddetti Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes), collocati lo scorso 30 giugno 2021.
Per ulteriori informazioni sull'emissione si rimanda ai paragrafi "Rafforzamento patrimoniale" e "Altre informazioni sulle attività del Gruppo" della presente Relazione intermedia sulla gestione consolidata.
Il 10 luglio 2021 il Gruppo ha acquisto, attraverso Zagrebačka Banka, il controllo su Optima Telekom per effetto della decisione dell'Autorità croata per la concorrenza croata che ha determnato lo scioglimento dell'accordo con il quale Zagrebačka Banka ha trasferito i suoi diritti di gestione a Hrvatski Telekom. Per maggiori informazioni sulla transazione in oggetto si veda Parte A - Politiche Contabili - Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento.
In data 13 luglio 2021 è stato reso noto che l'agenzia di rating Moody's ha aggiornato la propria metodologia relativa alle banche. A seguito di tale aggiornamento, i rating dei depositi a lungo termine e del debito senior, e degli strumenti Tier 2 di UniCredit S.p.A. sono rimasti invariati, rispettivamente a "Baa1" e "Baa3".
I rating Senior di UniCredit Non-Preferred sono stati modificati a "Baa3" da "Baa2". L'outlook è stato confermato "stabile".
In data 15 luglio 2021 UniCredit ha annunciato ulteriori passi nel suo processo di semplificazione. Dopo l'istituzione del nuovo assetto organizzativo presentato lo scorso maggio dall'Amministratore Delegato del Gruppo Andrea Orcel e la nomina di un nuovo Group Executive Committee ("GEC"), è stato reso noto che la prima linea di ogni area di business e geografica è stata ridisegnata per ridurre sovrapposizioni e complessità, mantenendo funzioni di controllo e supervisione ben definite, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente l'efficienza complessiva. Le singole strutture sono state ridisegnate con l'obiettivo di garantire livelli di esecuzione e capacità decisionali più rapide oltre a promuovere l'eccellenza operativa, facilitando legami ancora più solidi tra il management, i clienti e le comunità in cui la banca opera.
Questo nuovo assetto arricchisce ulteriormente il team manageriale in termini di diversity, riflettendo una maggiore presenza femminile a livello di GEC e introducendo una più ampia varietà delle nazionalità rappresentate. L'Italia diventa una geografia autonoma, a conferma dell'importanza cruciale di questo Paese per il Gruppo.
Il 22 luglio 2021, a seguito del rilascio da parte della Banca Centrale Europea della prevista autorizzazione, è stato depositato nel Registro Imprese tenuto presso la Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi e presso l'Irish Companies' Registration Office il progetto di fusione transfrontaliera per l'incorporazione di UniCredit Bank Ireland Public Limited Company in UniCredit S.p.A. Tale operazione, che dovrebbe concludersi prevedibilmente entro il 2021, è finalizzata a semplificare la struttura del Gruppo, al fine di assicurare
In data 28 luglio UniCredit ha reso noto il rimborso anticipato di titoli, emessi in data 10 settembre 2014 (ISIN XS1107890847) per 1 miliardo di euro, in conformità con le previsioni dei termini e condizioni dei titoli stessi. UniCredit S.p.A. eserciterà l'opzione di rimborso integrale dei titoli in via anticipata in data 10 settembre 2021. Il rimborso anticipato avverrà alla pari insieme agli interessi maturati e non corrisposti. Gli interessi cesseranno di maturare alla stessa data di rimborso anticipato.
In data 29 luglio 2021 UniCredit S.p.A. e il Ministero dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana (il "MEF"), nella sua qualità di azionista di maggioranza di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ("MPS"), hanno reso noto di aver approvato i presupposti per una potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di MPS, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. A tal fine, avvieranno interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell'operazione.
L'operazione allo studio sarà subordinata al positivo esito della verifica della sussistenza dei presupposti essenziali dell'operazione, della due diligence legale, patrimoniale, fiscale, contabile e industriale, e delle interlocuzioni con il MEF e MPS finalizzate ad addivenire a una più puntuale definizione della struttura, dei termini e del perimetro dell'operazione, nonché alla successiva definizione dei relativi accordi vincolanti.
7 Sino alla data di approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del 29 luglio 2021 che ne ha autorizzato la diffusione pubblica in pari data, anche ai sensi dello IAS10.

Fatti di rilievo successivi alla chiusura del periodo ed evoluzione prevedibile della gestione
Evoluzione prevedibile della gestione
Il PIL mondiale è atteso in crescita di circa il 6% nel 2021, dopo una contrazione di circa il 3% nel 2020. La previsione è stata rivista al rialzo per riflettere principalmente una crescita economica più sostenuta nel breve, ed un miglioramento delle prospettive economiche in diverse economie avanzate, tra cui l'area euro, gli Stati Uniti e il Regno Unito supportato da una accelerazione della spesa per consumi, a seguito dell'allentamento delle misure di contenimento sanitario.
Nell'area euro, l'attività economica dovrebbe espandersi nel secondo trimestre del 2021, dopo un calo del PIL dello 0,3% rispetto al quarto trimestre del 2020, con un'ulteriore sostanziale accelerazione nel terzo trimestre del 2021. In particolare è attesa una ripresa dell'attività dei servizi, grazie alla spinta che deriva dalle riaperture, mentre l'attività manifatturiera dovrebbe rimanere sostenuta.
Per il PIL italiano, è previsto l'inizio di una fase di ripresa economica nel secondo trimestre del 2021, sostenuta da un recupero dell'attività dei servizi (principalmente dell'attività dei servizi di alloggio e ristorazione), e da una espansione dell'attività nel settore manifatturiero e delle costruzioni. Gli investimenti fissi si stanno riprendendo rapidamente ed ora è previsto che si materializzi anche una ripresa dei consumi privati, grazie all'allentamento delle restrizioni, un rapido miglioramento della fiducia dei consumatori ed un graduale aggiustamento del mercato del lavoro.
La BCE dovrà mantenere un elevato livello di stimolo e garantire una trasmissione fluida della sua politica monetaria in tutti i paesi dell'area euro. I tassi negativi e gli acquisti di asset su larga scala sembrano destinati a proseguire ancora a lungo.
Nel secondo semestre dell'anno, il Gruppo approverà il Piano Industriale con i nuovi indirizzi strategici finalizzati al raggiungimento di una crescita disciplinata della redditività e ad una creazione di capitale sana ed organica, in un contesto economico e sociale profondamente mutato a seguito della pandemia.
Nei prossimi mesi il Gruppo si concentrerà pienamente sui nuovi obiettivi operando in un contesto macroeconomico atteso in graduale ripresa. Il nuovo Team manageriale si focalizzerà fin da subito sul rilancio e rafforzamento del business, mettendo sempre in primo piano la centralità del cliente; tutto questo non potrà prescindere da una maggiore integrazione della tecnologia e da una semplificazione dei processi.
La creazione di valore per gli azionisti sarà perseguita attraverso una crescita redditizia, sostenibile, coerente con il ruolo economico-sociale del Gruppo e focalizzata sulle aree ove il Gruppo è capace di creare un vero valore aggiunto.
Milano, 29 luglio 2021
PIETRO CARLO PADOAN ANDREA ORCEL
IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
IL PRESIDENTE L'AMMINISTRATORE DELEGATO

Do the right thing! Per la Diversity & Inclusion
UniCredit s'impegna a promuovere un ambiente di lavoro positivo che accolga i nostri valori fondamentali: Etica e Rispetto.

LE INIZIATIVE DURANTE LA SETTIMANA SULLA D&I 2020
Oltre 21.000 colleghi hanno preso parte ai nostri 100 eventi in 15 paesi. Grazie ai 270 relatori esterni e alle 145 ore di workshop, sessioni di coaching e discussioni online, abbiamo dato a tutti la possibilità di partecipare alla seconda edizione dell'annuale settimana UniCredit sulla Diversity & Inclusion.

Stato patrimoniale consolidato
Bilancio consol idato semestr ale abbr eviato Schemi di bilancio con solidato
Stato pa trimoniale con solidato
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| VOCI DELL'ATTIVO | 30.06.2021 | 31.12.2020 |
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 122.819 | 101.707 |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: | 93.385 | 87.825 |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 78.991 | 72.705 |
| b) attività finanziarie designate al fair value | 241 | 226 |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 14.153 | 14.894 |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 71.195 | 72.737 |
| 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 620.568 | 623.501 |
| a) crediti verso banche | 121.068 | 117.489 |
| b) crediti verso clientela | 499.500 | 506.012 |
| 50. Derivati di copertura | 3.156 | 3.802 |
| 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 2.751 | 3.886 |
| 70. Partecipazioni | 4.271 | 4.354 |
| 80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori | - | - |
| 90. Attività materiali | 9.674 | 9.939 |
| 100. Attività immateriali | 2.170 | 2.117 |
| di cui: avviamento | - | - |
| 110. Attività fiscali: | 12.484 | 13.098 |
| a) correnti | 2.362 | 1.737 |
| b) anticipate | 10.122 | 11.361 |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 749 | 2.017 |
| 130. Altre attività | 6.824 | 6.473 |
| Totale dell'attivo | 950.046 | 931.456 |
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO | 30.06.2021 | 31.12.2020 |
| 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 790.621 | 775.747 |
| a) debiti verso banche | 186.751 | 172.473 |
| b) debiti verso clientela | 507.897 | 500.750 |
| c) titoli in circolazione | 95.973 | 102.524 |
| 20. Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 47.787 |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value | 9.823 | 10.568 |
| 40. Derivati di copertura | 4.417 | 5.699 |
| 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 3.624 | 6.065 |
| 60. Passività fiscali: | 1.151 | 1.358 |
| a) correnti | 560 | 792 |
| b) differite | 591 | 566 |
| 70. Passività associate ad attività in via di dismissione | 565 | 761 |
| 80. Altre passività | 18.241 | 12.749 |
| 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 557 | 592 |
| 100. Fondi per rischi e oneri: | 9.446 | 10.188 |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 1.372 | 1.388 |
| b) quiescenza e obblighi simili | 5.103 | 5.677 |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 2.971 | 3.123 |
| 110. Riserve tecniche | - | - |
| 120. Riserve da valutazione | (5.589) | (6.159) |
| 130. Azioni rimborsabili | - | - |
| 140. Strumenti di capitale | 6.841 | 6.841 |
| 150. Riserve | 31.133 | 31.167 |
| 160. Sovrapprezzi di emissione | 6.098 | 9.386 |
| 170. Capitale | 21.133 | 21.060 |
| 180. Azioni proprie (-) | (181) | (3) |
| 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 447 | 435 |
| 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 1.921 | (2.785) |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 950.046 | 931.456 |
Conto economico consolidato
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| AL | ||
| VOCI 10. Interessi attivi e proventi assimilati |
30.06.2021 6.148 |
30.06.2020 6.880 |
| di cui: interessi attivi calcolati con il metodo dell'interesse effettivo | 4.843 | 5.888 |
| 20. Interessi passivi e oneri assimilati | (1.727) | (1.956) |
| 30. Margine di interesse | 4.421 | 4.924 |
| 40. Commissioni attive | 3.953 | 3.587 |
| 50. Commissioni passive | (586) | (580) |
| 60. Commissioni nette | 3.367 | 3.007 |
| 70. Dividendi e proventi simili | 200 | 132 |
| 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione | 948 | (364) |
| 90. Risultato netto dell'attività di copertura | 42 | (18) |
| 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: | 181 | 247 |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 59 | 110 |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 125 | 127 |
| c) passività finanziarie | (3) | 10 |
| 110. Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: |
(293) | 457 |
| a) attività e passività finanziarie designate al fair value | (253) | 491 |
| b) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | (40) | (34) |
| 120. Margine di intermediazione | 8.866 | 8.385 |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: | (533) | (2.196) |
| a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | (535) | (2.160) |
| b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 2 | (36) |
| 140. Utili/Perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni | (1) | (10) |
| 150. Risultato netto della gestione finanziaria | 8.332 | 6.179 |
| 160. Premi netti | - | - |
| 170. Saldo altri proventi/oneri della gestione assicurativa | - | - |
| 180. Risultato netto della gestione finanziaria e assicurativa | 8.332 | 6.179 |
| 190. Spese amministrative: | (5.303) | (6.641) |
| a) spese per il personale | (2.977) | (4.386) |
| b) altre spese amministrative | (2.326) | (2.255) |
| 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: | (141) | (167) |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 20 | (114) |
| b) altri accantonamenti netti | (161) | (53) |
| 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali | (383) | (523) |
| 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali | (237) | (202) |
| 230. Altri oneri/proventi di gestione | 291 | 341 |
| 240. Costi operativi | (5.773) | (7.192) |
| 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni | (2) | (1.521) |
| 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | 19 | (9) |
| 270. Rettifiche di valore dell'avviamento | - | (8) |
| 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 1 | 464 |
| 290. Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte | 2.577 | (2.087) |
| 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (645) | (190) |
| 310. Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte | 1.932 | (2.277) |
| 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | 1 | 1 |
| 330. Utile (Perdita) del periodo | 1.933 | (2.276) |
| 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | (12) | (10) |
| 350. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo | 1.921 | (2.286) |
| Utile per azione (€) | 0,849 | (1,055) |
Utile per azione diluito (€) 0,844 (1,049)
Conto economico consolidato

Prospetto della redditività consolidata complessiva
Prospetto della redditivi tà consolidata complessi va
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| AL | ||
| VOCI | 30.06.2021 | 30.06.2020 |
| 10. Utile (Perdita) del periodo | 1.933 | (2.276) |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a conto economico | 639 | 104 |
| 20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 87 | (36) |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio | ||
| merito creditizio) | 30 | 108 |
| 40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 50. Attività materiali | 180 | (13) |
| 60. Attività immateriali | - | - |
| 70. Piani a benefici definiti | 337 | 48 |
| 80. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | - |
| 90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 5 | (3) |
| Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto economico | (66) | 522 |
| 100. Copertura di investimenti esteri | - | - |
| 110. Differenze di cambio | 239 | (605) |
| 120. Copertura dei flussi finanziari | (86) | 124 |
| 130. Strumenti di copertura (elementi non designati) | - | - |
| 140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività | ||
| complessiva | (231) | (375) |
| 150. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | - | 676 |
| 160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | 12 | 702 |
| 170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte | 573 | 626 |
| 180. Redditività complessiva (Voce 10+170) | 2.506 | (1.650) |
| 190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi | (14) | 2 |
| 200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della Capogruppo | 2.492 | (1.648) |

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2021
| (milioni di €) | ||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VARIAZIONI DEL PERIODO ALLOCAZIONE |
||||||||||||||||||
| RISULTATO ESERCIZIO PRECEDENTE |
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO | |||||||||||||||||
| ESISTENZE AL 31.12.2020 | MODIFICA AI SALDI DI APERTURA | ESISTENZE AL 01.01.2021 | RISERVE | DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI | VARIAZIONI DI RISERVE | EMISSIONE NUOVE AZIONI | ACQUISTO AZIONI PROPRIE | ACCONTI SU DIVIDENDI | DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI | VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE | DERIVATI SU PROPRIE AZIONI | STOCK OPTIONS | VARIAZIONI INTERESSENZE PARTECIPATIVE | REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 1° SEMESTRE 2021 | TOTALE PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2021 | PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO AL 30.06.2021 | PATRIMONIO NETTO DI TERZI AL 30.06.2021 | |
| Capitale: | 21.229 | - | 21.229 | - | - | - | 73 | - | - | - | - | - | - | - | - | 21.302 | 21.133 | 169 |
| - azioni ordinarie | 21.229 | - | 21.229 | - | - | - | 73 | - | - | - | - | - | - | - | - | 21.302 | 21.133 | 169 |
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Sovrapprezzi di emissione | 9.476 | - | 9.476 | (2.732) | - | (557) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 6.187 | 6.098 | 89 |
| Riserve: | 31.334 | - | 31.334 | (48) | - | 319 | (73) | - | - | (268) | - | - | 43 | - | - | 31.307 | 31.133 | 174 |
| - di utili | 23.495 | - | 23.495 | (48) | - | (168) | (73) | - | - | (268) | - | - | - | - | - | 22.938 | 22.891 | 47 |
| - altre | 7.839 | - | 7.839 | - | - | 487 | - | - | - | - | - | - | 43 | - | - | 8.369 | 8.242 | 127 |
| Riserve da valutazione | (6.157) | - | (6.157) | - | - | (2) | - | - | - | - | - | - | - | - | 573 | (5.586) | (5.589) | 3 |
| Acconti su dividendi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Strumenti di capitale | 6.841 | - | 6.841 | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 6.841 | 6.841 | - |
| Azioni proprie | (3) | - | (3) | - | - | 1 | - | (179) | - | - | - | - | - | - | - | (181) | (181) | - |
| Utile (Perdita) del periodo | (2.778) | - | (2.778) | 2.780 | (2) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 1.933 | 1.933 | 1.921 | 12 |
| Totale patrimonio netto | 59.942 | - | 59.942 | - | (2) | (239) | - | (179) | - | (268) | - | - | 43 | - | 2.506 | 61.803 | 61.356 | 447 |
| Patrimonio netto del gruppo | 59.507 | - | 59.507 | - | (2) | (237) | - | (179) | - | (268) | - | - | 43 | - | 2.492 | 61.356 | ||
| Patrimonio netto di terzi | 435 | - | 435 | - | - | (2) | - | - | - | - | - | - | - | - | 14 | 447 |
Gli importi indicati nella colonna "Stock Options" rappresentano gli effetti della consegna di azioni (Stock Option, Performance Share, Discount and Matching Share connesse ai piani ESOP e altri Group Executive Incentive Plan).
La variazione cumulata delle riserve da valutazione, pari a +571 milioni, è riconducibile per:
- +339 milioni ai piani previdenziali a benefici definiti riconducibili ai fondi di quiescenza ed al trattamento di fine rapporto,
- +240 milioni alle differenze di cambio, prevalentemente ascrivibile per +116 milioni al Rublo russo e per +78 milioni alla Corona ceca,
- +175 milioni alle attività materiali riconducibili agli immobili ad uso funzionale, disciplinati dallo IAS16 "Immobili, impianti e macchinari",
- +18 milioni alla società valutate a patrimonio netto,
- -86 milioni alla copertura dei flussi finanziari,
- -115 milioni alle attività e passività finanziarie valutate al fair value.
Il capitale di Gruppo è aumentato di +73 milioni, con prelievo dalla riserva appositamente costituita, per l'emissione da parte di UniCredit S.p.A. di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di Gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 10 febbraio 2021.
In esecuzione delle delibere dell'Assemblea dei Soci del 15 aprile 2021 di UniCredit S.p.A. si è dato luogo: (i) al ripianamento della perdita d'esercizio 2020 mediante utilizzo della Riserva sovrapprezzo azioni (2.732 milioni); ii) all'incremento della Riserva legale (55 milioni) tratto dalla Riserva sovrapprezzo azioni; iii) alla copertura delle riserve negative per complessivi 449 milioni, in parte mediante utilizzo della Riserva sovrapprezzo azioni per l'eliminazione delle componenti negative relative al pagamento delle cedole AT1 (322 milioni) e in parte mediante utilizzo della Riserva statutaria per la copertura della riserva negativa derivante dai pagamenti, effettuati nel corso del 2020, del canone di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes" (127 milioni); iv) all'imputazione di una quota della Riserva Sovrapprezzo Azioni (179 milioni) alla specifica riserva indisponibile a fronte degli acquisti di azioni proprie in esecuzione del programma di Buy-Back.
La variazione delle riserve altre include, inoltre, il pagamento delle cedole su strumenti di capitale AT1 per -165 milioni.
La variazione di periodo della voce "azioni proprie" è relativa all'esecuzione del programma di acquisto di azioni proprie (Primo Programma di Buy-Back 2021) deliberato dall'Assemblea degli azionisti del 15 aprile 2021 e finalizzato alla remunerazione degli azionisti.
Per ulteriori dettagli relativi alle variazioni del Patrimonio netto si rimanda alla Parte B - Passivo, Sezione 13 delle Note illustrative. Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato

Prospetto delle variazioni del patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2020
| (milioni di €) | ||||||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VARIAZIONI DEL PERIODO ALLOCAZIONE |
||||||||||||||||||
| RISULTATO ESERCIZIO PRECEDENTE |
OPERAZIONI SUL PATRIMONIO NETTO | |||||||||||||||||
| ESISTENZE AL 31.12.2019 | MODIFICA AI SALDI DI APERTURA | ESISTENZE AL 01.01.2020 | RISERVE | DIVIDENDI E ALTRE DESTINAZIONI | VARIAZIONI DI RISERVE | EMISSIONE NUOVE AZIONI | ACQUISTO AZIONI PROPRIE | ACCONTI SU DIVIDENDI | DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DIVIDENDI | VARIAZIONE STRUMENTI DI CAPITALE | DERIVATI SU PROPRIE AZIONI | STOCK OPTIONS | VARIAZIONI INTERESSENZE PARTECIPATIVE | REDDITIVITÀ COMPLESSIVA 1° SEMESTRE 2020 | TOTALE PATRIMONIO NETTO AL 30.06.2020 | PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO AL 30.06.2020 | PATRIMONIO NETTODI TERZI AL 30.06.2020 | |
| Capitale: | 21.166 | - | 21.166 | - | - | - | 65 | - | - | - | - | - | - | - | - | 21.231 | 21.060 | 171 |
| - azioni ordinarie | 21.166 | - | 21.166 | - | - | - | 65 | - | - | - | - | - | - | - | - | 21.231 | 21.060 | 171 |
| - altre azioni | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Sovrapprezzi di emissione | 13.311 | - | 13.311 | (555) | - | (3.284) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | 9.472 | 9.386 | 86 |
| Riserve: | 24.327 | - | 24.327 | 4.043 | - | 3.063 | (65) | - | - | - | - | - | 27 | - | - | 31.395 | 31.223 | 172 |
| - di utili | 16.694 | - | 16.694 | 4.043 | - | 2.668 | (65) | - | - | - | - | - | - | - | - | 23.340 | 23.295 | 45 |
| - altre | 7.633 | - | 7.633 | - | - | 395 | - | - | - | - | - | - | 27 | - | - | 8.055 | 7.928 | 127 |
| Riserve da valutazione | (6.109) | - | (6.109) | - | - | 8 | - | - | - | - | - | - | - | - | 626 | (5.475) | (5.473) | (2) |
| Acconti su dividendi | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Strumenti di capitale | 5.602 | - | 5.602 | - | - | - | - | - | - | - | 1.239 | - | - | - | - | 6.841 | 6.841 | - |
| Azioni proprie | (3) | - | (3) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | (3) | (3) | - |
| Utile (Perdita) del periodo | 3.491 | - | 3.491 | (3.488) | (3) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | (2.276) | (2.276) | (2.286) | 10 |
| Totale patrimonio netto | 61.785 | - | 61.785 | - | (3) | (213) | - | - | - | - | 1.239 | - | 27 | - | (1.650) | 61.185 | 60.748 | 437 |
| Patrimonio netto del gruppo | 61.416 | - | 61.416 | - | (2) | (284) | - | - | - | - | 1.239 | - | 27 | - | (1.648) | 60.748 | ||
| Patrimonio netto di terzi | 369 | - | 369 | - | (1) | 71 | - | - | - | - | - | - | - | - | (2) | 437 |
Gli importi indicati nella colonna "Stock Options" rappresentano gli effetti della consegna di azioni (Stock Option, Performance Share, Discount and Matching Share connesse ai piani ESOP e altri Group Executive Incentive Plan).
La variazione cumulata delle riserve da valutazione, pari a +634 milioni, è riconducibile per:
- +704 milioni alla società valutate a patrimonio netto e +684 milioni alle attività non correnti in via di dismissione, principalmente riconducibile alla cessione rispettivamente dell'11,93% e del 9,02% di Yapi Ve Kredi Bankasi AS che aveva comportato il rigiro, prevalentemente a conto economico, di tali riserve ascrivibili sostanzialmente alle differenze cambio sulla Lira turca,
- +124 milioni alla copertura dei flussi finanziari,
- +50 milioni ai piani previdenziali a benefici definiti riconducibili ai fondi di quiescenza ed al trattamento di fine rapporto,
- -19 milioni alle attività materiali riconducibili agli immobili ad uso funzionale, disciplinati dallo IAS16 "Immobili, impianti e macchinari",
- -304 milioni alle attività e passività finanziarie valutate al fair value,
- -605 milioni alle differenze di cambio, prevalentemente ascrivibile per -355 milioni al Rublo russo, per -127 milioni alla Corona ceca e per -78 milioni al Fiorino ungherese.
Il capitale di Gruppo è aumentato di +65 milioni, con prelievo dalla riserva appositamente costituita, per l'emissione da parte di UniCredit S.p.A. di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di Gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 5 febbraio 2020.
In esecuzione delle delibere dell'Assemblea dei Soci del 9 aprile 2020 di UniCredit S.p.A. si è dato luogo: (i) al ripianamento della perdita d'esercizio 2019 mediante utilizzo della Riserva sovrapprezzo azioni (555 milioni); ii) alla copertura delle riserve negative per complessivi 3.408 milioni, in parte mediante utilizzo della Riserva sovrapprezzo azioni per l'eliminazione delle componenti negative relative al pagamento delle cedole AT1 (525 milioni) e alla prima applicazione del principio contabile IFRS9 (2.759 milioni) e in parte mediante utilizzo della Riserva statutaria per la copertura della riserva negativa derivante dal pagamento del canone di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes" (124 milioni).
La variazione delle riserve altre include, inoltre, il pagamento delle cedole su strumenti di capitale AT1 per -160 milioni.

Rendiconto finanziario consolidato (metodo indiretto)
| AL 30.06.2021 30.06.2020 A. ATTIVITÀ OPERATIVA 1. Gestione: 5.313 1.327 - risultato del periodo (+/-) 1.933 (2.276) - plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e sulle altre attività/passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico (-/+) (79) (3.065) - plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+) (42) 18 - rettifiche/riprese di valore nette per rischio di credito (+/-) 1.844 3.172 - rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-) 602 735 - accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-) (105) 1.018 - premi netti non incassati (-) - - - altri proventi/oneri assicurativi non incassati (-/+) - - - imposte, tasse e crediti d'imposta non liquidati (+/-) 564 72 - rettifiche/riprese di valore nette delle attività operative cessate al netto dell'effetto fiscale (+/-) - - - altri aggiustamenti (+/-) 596 1.653 2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie: (4.990) (40.798) - attività finanziarie detenute per la negoziazione (8.125) (1.711) - attività finanziarie designate al fair value (28) - - altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value 691 336 - attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 1.417 2.712 - attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 2.867 (43.142) - altre attività (1.812) 1.007 3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie: 21.556 37.575 - passività finanziarie valutate al costo ammortizzato 13.293 30.685 - passività finanziarie di negoziazione 4.239 4.394 - passività finanziarie designate al fair value (957) 1.217 - altre passività 4.981 1.279 Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa 21.879 (1.896) B. ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO Liquidità generata/assorbita da: - partecipazioni 18 418 - dividendi incassati su partecipazioni 112 35 - attività materiali 30 927 - attività immateriali (272) (266) - acquisti/vendite di società controllate e di rami d'azienda - (13) Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento (112) 1.101 C. ATTIVITÀ DI PROVVISTA - emissioni/acquisti di azioni proprie (179) - - emissioni/acquisti di strumenti di capitale - 1.239 - distribuzione dividendi e altre finalità (528) (284) - vendita/acquisto di controllo di terzi - - Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista (707) 955 LIQUIDITÀ NETTA GENERATA/ASSORBITA NEL PERIODO 21.060 160 |
(milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
Rendiconto finanziario consolidato Legenda: (+) generata;
(-) assorbita

Riconciliazione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| AL | ||
| VOCI DI BILANCIO | 30.06.2021 | 30.06.2020 |
| Cassa e disponibilità liquide all'inizio del periodo | 101.707 | 17.305 |
| Liquidità totale netta generata/assorbita nel periodo | 21.060 | 160 |
| Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi | 52 | (123) |
| Cassa e disponibilità liquide alla chiusura del periodo | 122.819 | 17.342 |
La voce "Cassa e disponibilità liquide" fa riferimento alla definizione contenuta nelle disposizioni di Banca d'Italia (Circolare n.262 del 22 dicembre 2005 e successivi aggiornamenti).
Tale voce è prevalentemente composta dai "Depositi a vista presso Banche Centrali" per 114 miliardi di cui UniCredit S.p.A. per 76 miliardi e UniCredit Bank AG per 34 miliardi che rappresentano l'investimento della liquidità attraverso depositi overnight presso Banca d'Italia e Bundesbank, in aggiunta a quanto mantenuto sul conto della Riserva Obbligatoria.

70 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 · UniCredit

Parte A - Poli tiche contabili A.1 - Parte generale
Note i lus tr ative
Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Il presente Bilancio consolidato semestrale abbreviato è redatto in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS34). In base al paragrafo 10 del citato IAS34, il Gruppo si è avvalso della facoltà di redigere il Bilancio consolidato semestrale in versione abbreviata. In particolare sono state applicate le regole previste dai principi contabili internazionali in merito all'iscrizione iniziale, alla valutazione e alla cancellazione delle attività e passività e al riconoscimento di costi e ricavi inclusi i documenti interpretativi SIC e IFRIC, omologati dalla Commissione Europea fino al 30 giugno 2021, come previsto dal Regolamento dell'Unione Europea n.1606/2002 recepito in Italia dal Decreto Legislativo 28 febbraio 2005 n.38, ed ai sensi dell'art.154-ter comma 3 del Testo Unico della Finanza (TUF, D. Lgs. 24/2/1998 n.58).
Esso costituisce inoltre parte integrante della Relazione finanziaria semestrale consolidata come previsto dall'art.154-ter, comma 2, del Testo Unico della Finanza (TUF Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58).
La Relazione finanziaria semestrale consolidata, come prescritto dal comma 2 del richiamato articolo del TUF, comprende il Bilancio consolidato semestrale abbreviato, la Relazione intermedia sulla gestione consolidata e l'Attestazione prevista dall'art.154-bis comma 5 dello stesso TUF.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è soggetto a revisione contabile limitata da parte di Deloitte & Touche S.p.A. come da delibera dell'Assemblea degli Azionisti dell'11 maggio 2012.
Sezione 2 - Principi generali di redazione
La redazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato al 30 giugno 2021 è avvenuta, come precedentemente indicato, in base ai principi contabili internazionali omologati dalla Commissione Europea.
A livello interpretativo e di supporto nell'applicazione dei principi contabili internazionali, sono stati utilizzati i seguenti documenti, seppure non tutti omologati dalla Commissione Europea:
- The Conceptual Framework for Financial Reporting;
- Implementation Guidance, Basis for Conclusions, IFRIC ed i documenti predisposti sia dallo IASB (inclusa la comunicazione di IFRS Foundation del 27 marzo 2020 avente ad oggetto "IFRS9 and Covid-19") che dall'IFRIC (International Financial Reporting Interpretations Committee) a complemento dei principi contabili emanati;
- i documenti interpretativi sull'applicazione degli IAS/IFRS in Italia predisposti dall'Organismo Italiano di Contabilità (lo standard setter italiano; OIC) e dall'Associazione Bancaria Italiana (associazione di categoria delle banche italiane, ABI);
- Tavolo di coordinamento fra Banca d'Italia, Consob ed Ivass in materia di applicazione degli IAS/IFRS, in particolare Documento n.9, del 5 gennaio 2021, "Trattamento contabile dei crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti";
- i documenti ESMA (European Securities and Markets Authority), European Banking Authority, European Central Bank e Consob che richiamano l'applicazione di specifiche disposizioni negli IFRS anche con particolare riferimento alla rappresentazione degli effetti derivanti dalla pandemia Covid-19 e sugli impatti degli stessi sui processi valutativi. Più in particolare si fa riferimento alle comunicazioni dell'ESMA del 25 marzo 2020, del 20 maggio 2020 e del 28 ottobre 2020, alla comunicazione della Banca Centrale Europea dell'1 aprile 2020 e del 4 dicembre 2020, alla comunicazione dell'European Banking Authority del 25 marzo 2020, del 2 aprile 2020, del 2 giugno 2020 e del 2 dicembre 2020 e al richiamo di attenzione Consob del 16 febbraio 2021.
Il Bilancio consolidato semestrale abbreviato è costituito dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dal Prospetto della redditività complessiva, dal Prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal Rendiconto finanziario (elaborato applicando il "metodo indiretto") dalle Note illustrative e dagli Allegati.
Gli schemi al 30 giugno 2021 sono coerenti con le istruzioni in materia di bilancio delle banche di cui alla Circolare n.262 del 22 dicembre 2005 di Banca d'Italia (e successivi aggiornamenti). Detti schemi espongono i dati comparativi, per lo Stato patrimoniale, al 31 dicembre 2020, mentre per il Conto economico, il Prospetto della redditività complessiva, il Prospetto delle variazioni del patrimonio netto ed il Rendiconto finanziario, al 30 giugno 2020.
Gli Schemi di bilancio consolidato e le Note illustrative salvo quando diversamente indicato, sono redatti in milioni di euro.
Rischi ed incertezze legati all'utilizzo di stime
In conformità agli IFRS, la direzione aziendale deve formulare valutazioni, stime e ipotesi che influenzano l'applicazione dei principi contabili e gli ammontari delle attività, delle passività, dei costi e dei ricavi rilevati in bilancio, nonché l'informativa relativa ad attività e passività potenziali. Le stime e le relative ipotesi si basano sulle esperienze pregresse e sul quadro informativo disponibile con riferimento al contesto attuale ed atteso e sono state adottate per stimare il valore contabile delle attività e delle passività ove lo stesso non sia facilmente desumibile da altre fonti.

Le stime e le ipotesi sono riviste regolarmente. Le eventuali variazioni derivanti da tali revisioni sono rilevate nel periodo in cui la revisione è stata effettuata, qualora la stessa interessi solo quel periodo. Se la revisione riguarda sia l'esercizio corrente sia quelli futuri, la variazione è rilevata di conseguenza sia nell'esercizio corrente sia in quelli futuri.
In particolare, per la rilevazione e la valutazione di alcune delle principali voci del Bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo UniCredit al 30 giugno 2021 sono stati utilizzati i valori stimati, come richiesto dai principi contabili, dalle comunicazioni e dai regolamenti sopra descritti.
A partire dal 2020, il contesto di mercato è stato caratterizzato, rispetto al passato, da una minor predittività delle proiezioni macroeconomiche derivante essenzialmente da un sostanziale grado di incertezza in merito all'evoluzione della pandemia Covid-19 e alla conseguente incertezza nelle previsioni inerenti alle tempistiche ed all'entità della ripresa economica che potrebbe verificarsi nei prossimi esercizi. Detta incertezza, nonostante il progressivo venir meno delle misure di restrizione e le conseguenti attese di ripresa economica, permane nel primo semestre 2021 poichè la tempistica e l'entità della ripresa economica dipenderanno dall'efficacia delle campagne vaccinali poste in essere dai governi, dall'emergere di varianti del virus resistenti ai vaccini e dalla conseguente reintroduzione di misure di restrizione.
Nel contesto di elevata incertezza sopra illustrato, e tenendo in considerazione la comunicazione ESMA del 28 ottobre 2020 ("European common enforcement priorities for 2020 Annual Financial Reports"), il gruppo UniCredit ha definito differenti scenari macroeconomici, per un loro utilizzo ai fini dei processi valutativi del bilancio 2020.
In particolare, oltre allo scenario base ("Baseline"), che riflette le attese ritenute più probabili in merito all'evoluzione macroeconomica, sono stati delineati scenari alternativi che presuppongono evoluzioni differenti dei principali parametri macroeconomici (e.g., prodotto interno lordo, tassi di interesse) per la valutazione dell'avviamento8 , della fiscalità differita e delle esposizioni creditizie; a tale riguardo:
- con riferimento all'impairment test dell'avviamento, e delle imposte differite attive, è stato definito uno scenario peggiorativo (denominato "Downturn") che riflette una previsione al ribasso della redditività attesa dal business;
- con riferimento alla valutazione delle esposizioni creditizie (IFRS9), sono stati delineati due scenari alternativi ("Positivo" e "Negativo") che prevedono diverse valutazioni in merito all'andamento atteso dei parametri in grado di influenzare la valutazione del rischio creditizio prospettico.
Ai fini della redazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo UniCredit al 30 giugno 2021 con riferimento alla fiscalità differita attiva, si è proceduto alle seguenti analisi (i) verifica, sulla base delle evidenze rese disponibili da UniCredit Research, dell'evoluzione dello scenario macroeconomico per il periodo 2021-2023 rispetto a quello sottostante il processo valutativo al 31 dicembre 2020, (ii) confronto fra l'utile ante imposte realizzato e i budget i sottostanti il test eseguito a dicembre 2020 e (iii) verifica della validità degli ulteriori assunti metodologici (normativa fiscale di riferimento, perimetro di società appartenenti al consolidato fiscale italiano) utilizzati nel processo valutativo.
Per maggiori informazioni in merito alle verifiche poste in essere e ai relativi risultati, si rimanda a quanto esposto nella "Sezione 5 - Altri Aspetti" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, Note illustrative, Parte A - Politiche Contabili - A.1 Parte generale.
Si precisa che nel caso delle imposte differite attive, la valutazione è significativamente influenzata dalle assunzioni sui flussi reddituali futuri, che a loro volta incorporano assunzioni in merito all'evoluzione dello scenario macroeconomico. Inoltre, la sostenibilità delle imposte differite attive è influenzata dai criteri e dalle assunzioni del modello statistico utilizzato per la proiezione degli imponibili futuri, per il periodo successivo a quello per cui sono disponibili proiezioni ufficiali, quali la volatilità dei risultati attesi e l'intervallo di confidenza adottato.
Pertanto, i risultati di queste valutazioni potranno essere soggetti a cambiamenti al momento non prevedibili in funzione dell'evoluzione della pandemia, dell'effetto delle misure di sostegno adottate, dell'efficacia delle campagne vaccinali anche a fronte dell'emergere di nuove varianti del virus, e, in ultima analisi, dell'esistenza e della misura della ripresa economica. Eventuali scostamenti dell'effettiva ripresa economica rispetto alle assunzioni alla base delle valutazioni potrebbero richiedere una rideterminazione dei parametri utilizzati ai fini delle valutazioni, in particolare con riferimento ai flussi reddituali futuri, e la conseguente revisione delle valutazioni.
Nel caso delle esposizioni creditizie al 30 giugno 2021 si è proceduto, così come previsto dalle regole di Gruppo, ad aggiornare gli scenari macroeconomici, utilizzati nel calcolo dei parametri creditizi (Probability of Default, Loss Given Default e Exposure at Default), sulla base delle evidenze disponibili a maggio 2021, fornite da UniCredit Research.
In tale ambito, con specifico riferimento alle esposizioni creditizie appartenenti al portafoglio Retail italiano, alcune variabili sottostanti lo scenario macroeconomico non sono state aggiornate a maggio 2021; la ragione di tale approccio risiede nel fatto che lo scenario macroeconomico italiano è positivamente influenzato dalle misure messe in atto dalle autorità governative al fine di contenere gli effetti economici negativi derivanti dalla pandemia (es. con riferimento al tasso di disoccupazione si assume che sia positivamente influenzato dal blocco dei licenziamenti che, quando rimosso, potrebbe determinare un peggioramento dei valori economici).
Nello specifico in aggiunta allo scenario base, sono stati elaborati uno scenario negativo e uno scenario positivo applicando agli stessi fattori di ponderazione.
In continuità con le stime effettuate a dicembre 2020, alla luce del citato persistente livello di incertezza la probabilità dello scenario "negativo" è stata mantenuta al 40% al fine di incorporare i rischi di variazioni avverse. Le probabilità utilizzate per gli scenari "base" e "positivo" sono state mantenute al 55% e al 5% rispettivamente. Per maggiori informazioni in merito alla valutazione delle esposizioni creditizie si rimanda al paragrafo
8 L'avviamento è stato interamente svalutato al 31 dicembre 2020.

"2.1 Rischio di credito", del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, Note illustrative, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale.
In tale ambito si precisa che l'ammontare delle rettifiche di valore è determinato sulla base della classificazione - attuale e prospettica - delle esposizioni creditizie come "deteriorate", dai prezzi attesi di cessione (con riferimento alle esposizioni creditizie deteriorate per le quali il recupero è atteso attraverso la cessione a controparti terze) e dai parametri creditizi che - in ottemperanza al principio contabile IFRS9 - incorporano, fra l'altro, informazioni forward-looking e l'evoluzione attesa dello scenario macroeconomico.
Anche in questo caso le valutazioni poste in essere risentono del menzionato grado di incertezza in merito all'evoluzione della pandemia, dell'efficacia delle campagne vaccinali, dell'effetto delle misure di sostegno adottate, e, in ultima analisi, dell'esistenza e della misura della ripresa economica.
L'evoluzione di tali fattori potrebbe, infatti, determinare la necessità, nei futuri periodi di reporting, di ulteriori classificazioni delle esposizioni creditizie fra le esposizioni deteriorate determinando quindi la rilevazione di ulteriori rettifiche di valore inerenti sia a queste esposizioni sia alle esposizioni creditizie non deteriorate, per effetto del conseguente aggiornamento dei parametri creditizi. In tale ambito assumerà, fra l'altro, rilevanza la capacità da parte della clientela di rimborsare il debito una volta venute meno le iniziative di moratoria concesse da parte dei governi in cui il Gruppo opera o volontariamente da parte delle banche del Gruppo.
In aggiunta, la necessità di procedere a un adeguamento delle rettifiche di valore potrebbe derivare dall'affermarsi di uno scenario macroeconomico diverso da quello assunto nella stima dei parametri creditizi o dall'emergere sul mercato dei crediti deteriorati di prezzi diversi rispetto a quelli considerati nell'ambito delle valutazioni. Infine, l'evoluzione del mercato immobiliare potrebbe influenzare il valore degli immobili ricevuti in garanzia potendo richiedere un adeguamento delle rettifiche di valore.
Con riferimento al portafoglio immobiliare che, a partire dal 31 dicembre 2019, viene misurato al fair value, si sottolinea che, in coerenza con le regole di Gruppo si è proceduto ad aggiornare le perizie al 30 giugno 2021. Nei prossimi periodi di reporting il fair value di dette attività potrà essere diverso da quello stimato al 30 giugno 2021 per effetto della possibile evoluzione dei prezzi del mercato immobiliare dipendente altresì dall'evoluzione della pandemia. Per ulteriori informazioni in merito alla valutazione del portafoglio immobiliare ed ai relativi risultati si rimanda alla Sezione 5 - "Altri Aspetti" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, Note illustrative, Parte A - Politiche Contabili - A.1 Parte generale.
Le seguenti ulteriori poste di bilancio possono essere significativamente influenzate nella loro valutazione da rischi ed incertezze, anche se non direttamente connesse al rallentamento dell'attività economica e all'associato grado di incertezza della ripresa economica:
- fair value relativo agli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi;
- trattamento di fine rapporto (in Italia) e altri benefici dovuti ai dipendenti (incluse le obbligazioni relative ai piani a benefici definiti);
- fondi per rischi e oneri.
Sebbene le valutazioni siano state effettuate sulla base di informazioni ritenute ragionevoli e sostenibili al 30 giugno 2021, le stesse potranno subire cambiamenti al momento non prevedibili per effetto delle evoluzioni nei parametri alla base delle rispettive valutazioni.
Inoltre i seguenti fattori, in aggiunta a quelli sopra illustrati, potrebbero influenzare i futuri risultati del Gruppo e causare esiti materialmente differenti da quelli derivanti dalle valutazioni: (1) condizioni economiche ed industriali generali delle aree in cui il Gruppo opera o ha investimenti significativi; (2) esposizione ai vari rischi di mercato (es. rischio cambio); (3) stabilità politica nelle aree in cui il Gruppo opera o ha investimenti significativi; (4) cambiamenti legislativi, normativi, fiscali, inclusi i requisiti in materia di capitale regolamentare e di liquidità, anche tenuto conto della Brexit e della maggiore regolamentazione in risposta alla crisi finanziaria. Altri fattori sconosciuti ed imprevedibili potrebbero determinare degli scostamenti materiali tra i risultati effettivi e quelli previsti.
Dichiarazione di continuità aziendale
Nel Documento congiunto n.4 del 3 marzo 2010, Banca d'Italia, Consob e ISVAP avevano svolto alcune considerazioni in merito alla contingente situazione dei mercati e delle imprese, chiedendo di fornire nelle Relazioni finanziarie una serie di informazioni indispensabili per una migliore comprensione degli andamenti e delle prospettive aziendali.
Gli Amministratori hanno rilevato che l'emergere della pandemia Covid-19 durante l'esercizio 2020 e delle associate misure di restrizione ancora in corso, hanno determinato, come sopra menzionato, effetti negativi sull'economia reale compensati, solo parzialmente, dalle misure di sostegno economico poste in atto da parte dei Governi.
Gli Amministratori hanno considerato tali circostanze nella valutazione delle poste significative iscritte nel Bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo UniCredit al 30 giugno 2021, e sulla base dei risultati di tali valutazioni, pur consapevoli dell'attuale e perdurante incertezza in merito all'attesa ripresa economica e degli impatti di lungo termine delle misure di restrizione adottate, ritengono di avere la ragionevole certezza che il Gruppo continuerà ad operare proficuamente in un futuro prevedibile e, di conseguenza, in conformità a quanto previsto dal principio contabile IAS1, il documento "Relazione finanziaria semestrale consolidata del gruppo UniCredit al 30 giugno 2021" è stato predisposto in una prospettiva di continuità aziendale.
Nell'effettuazione delle valutazioni sopra delineate, si è tenuto peraltro conto anche dei principali indicatori regolamentari al 30 giugno 2021, in termini di: (i) dati puntuali al 30 giugno 2021 (CET1 Ratio Transitional pari al 16,11%; TLAC Ratio pari al 26,16%; Liquidity Coverage Ratio a 185% sulla base della media mensile a 12 mesi); (ii) relativi buffer rispetto ai requisiti minimi alla stessa data (CET1 Ratio Transitional: eccesso di 708

punti base; TLAC Ratio: eccesso di 661 punti base; Liquidity Coverage Ratio: eccesso di oltre 85 punti percentuali); (iii) evoluzione attesa degli stessi nel corso del 2021 (in particolare, per il 2021 ci si attende di mantenere un significativo margine rispetto ai requisiti di capitale, ovvero un cosiddetto CET1 ratio "MDA Buffer", ben al di sopra dell'intervallo 200-250 punti base che il Gruppo ha identificato come obiettivo di medio/lungo periodo).
I criteri di valutazione adottati sono pertanto coerenti con il presupposto della continuità aziendale e rispondono ai principi di competenza, di rilevanza e significatività dell'informazione contabile e di prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. Tali criteri non hanno subito modifiche rispetto all'esercizio precedente.
Sezione 3 - Area e metodi di consolidamento
Di seguito si espongono i criteri e i principi di consolidamento adottati nella predisposizione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021.
Situazioni oggetto di consolidamento
- Per la formazione della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 sono stati utilizzati:
- la situazione semestrale al 30 giugno 2021 della capogruppo UniCredit S.p.A.;
- le situazioni semestrali al 30 giugno 2021 delle altre società consolidate integralmente, opportunamente riclassificate ed adeguate per tenere conto delle esigenze di consolidamento e, ove necessario, per uniformarle ai principi contabili di Gruppo;
- la situazione semestrale subconsolidata al 30 giugno 2021 del gruppo Nuova Compagnia di Partecipazioni, comprendente Nuova Compagnia di Partecipazioni S.p.A. (già Compagnia Italpetroli S.p.A.) e le sue controllate dirette e indirette.
La conversione degli importi espressi in valuta estera avviene per lo stato patrimoniale al cambio di fine periodo; per il conto economico è invece utilizzato il cambio medio.
I prospetti di bilancio e le note esplicative delle principali società consolidate integralmente, predisposti secondo gli IAS/IFRS ai fini del Bilancio consolidato, sono assoggettati a revisione contabile limitata da parte di primarie Società di revisione.
Società controllate
Sono controllate le entità, incluse le entità strutturate, nelle quali il Gruppo dispone di controllo diretto o indiretto.
Il controllo su un'entità si evidenzia attraverso:
- l'esistenza di potere sulle attività rilevanti;
- l'esposizione alla variabilità dei rendimenti;
- la capacità di utilizzare il potere detenuto per influenzare i rendimenti a cui il Gruppo è esposto.
Al fine di verificare l'esistenza di controllo, il Gruppo considera i seguenti fattori:
- lo scopo e la costituzione della partecipata, al fine di identificare quali sono gli obiettivi dell'entità, le attività che determinano i suoi rendimenti e come tali attività sono governate;
- il potere, al fine di comprendere se il Gruppo ha diritti contrattuali che attribuiscono la capacità di governare le attività rilevanti; a tal fine sono considerati solamente diritti sostanziali che forniscono capacità pratica di governo;
- l'esposizione detenuta nei confronti della partecipata, al fine di valutare se il Gruppo ha rapporti con la partecipata i cui rendimenti sono soggetti a variazioni dipendenti dalla performance della partecipata;
- l'esistenza di potenziali relazioni "preponente agente" (principal - agent).
Laddove le attività rilevanti siano governate attraverso diritti di voto, l'esistenza di controllo è oggetto di verifica considerando i diritti di voto, anche potenziali, detenuti e l'esistenza di eventuali accordi o di patti parasociali che attribuiscano il diritto di controllare la maggioranza dei diritti di voto stessi, di nominare la maggioranza dell'organo di governo o comunque il potere di determinare le politiche finanziarie e operative dell'entità.
Tra le controllate possono essere comprese anche le cosiddette "entità strutturate" nelle quali i diritti di voto non sono significativi ai fini della sussistenza del controllo, ivi incluse società o entità a destinazione specifica ("special purpose entities") e fondi di investimento.
Nel caso di entità strutturate, l'esistenza del controllo è oggetto di verifica considerando sia i diritti contrattuali che consentono il governo delle attività rilevanti dell'entità (ovvero quelle che contribuiscono maggiormente ai risultati) sia l'esposizione del Gruppo ai rendimenti variabili derivanti da tali attività.
Il valore contabile delle interessenze partecipative in società consolidate integralmente, detenute dalla Capogruppo o dalle altre società del Gruppo, è eliminato, a fronte dell'assunzione delle attività e passività delle partecipate, in contropartita della corrispondente frazione di patrimonio netto di pertinenza del Gruppo.

I rapporti patrimoniali attivi e passivi, le operazioni fuori bilancio, i proventi e gli oneri, nonché i profitti e le perdite intercorsi tra società incluse nell'area di consolidamento sono elisi integralmente, coerentemente alle modalità di consolidamento adottate.
I costi e i ricavi di una controllata sono inclusi nel consolidato a partire dalla data di acquisizione del controllo. I costi e i ricavi di una controllata ceduta sono inclusi nel conto economico consolidato fino alla data della cessione, vale a dire fino al momento in cui si cessa di avere il controllo della partecipata. La differenza tra il corrispettivo di cessione della controllata e il valore contabile delle sue attività nette alla stessa data è rilevata nel conto economico alla voce "280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti" per le società oggetto di consolidamento integrale.
La quota di pertinenza di terzi è presentata nello Stato patrimoniale alla voce "190. Patrimonio di pertinenza di terzi", separatamente dalle passività e dal patrimonio netto di pertinenza del Gruppo. Anche nel conto economico la quota di pertinenza di terzi è presentata separatamente alla voce "340. Utile (Perdita) di periodo di pertinenza di terzi".
Per le società che sono incluse per la prima volta nell'area di consolidamento, il fair value del costo sostenuto per ottenere il controllo di tale partecipazione è misurato alla data di acquisizione.
La differenza tra il corrispettivo di cessione di una quota detenuta in una controllata e il relativo valore contabile delle attività nette è rilevata in contropartita del patrimonio netto, qualora la cessione non comporti la perdita del controllo.
Accordi a controllo congiunto
Un accordo a controllo congiunto è un accordo contrattuale ai sensi del quale due o più controparti dispongono di controllo congiunto su un'entità. Il controllo congiunto è la condivisione, su base contrattuale, del controllo che esiste unicamente quando per le decisioni relative alle attività rilevanti è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo.
Secondo il principio IFRS11 - Accordi a controllo congiunto, gli accordi a controllo congiunto devono essere classificati quali Joint operation o Joint Venture in funzione dei diritti e delle obbligazioni contrattuali del Gruppo.
Una Joint operation è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività e obbligazioni rispetto alle passività dell'accordo. Una Joint Venture è un accordo a controllo congiunto in cui le parti hanno diritti sulle attività nette dell'accordo.
Il Gruppo ha valutato la natura degli accordi a controllo congiunto e ha determinato che le proprie partecipazioni controllate congiuntamente sono del tipo Joint Ventures. Tali partecipazioni sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto.
Il valore di bilancio delle Joint Venture è testato ai sensi dello IAS36 come un singolo asset, comparando lo stesso con il valore recuperabile (definito come il maggiore tra valore d'uso e fair value al netto dei costi di dismissione).
Società collegate
Una società collegata è un'impresa nella quale la partecipante esercita un'influenza notevole e che non è né controllata in maniera esclusiva né controllata in modo congiunto. L'influenza notevole si presume quando la partecipante:
- detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 20% del capitale di un'altra società, oppure
- è in grado, anche attraverso patti parasociali, di esercitare un'influenza significativa attraverso:
- la rappresentanza nell'organo di governo dell'impresa;
- la partecipazione nel processo di definizione delle politiche, ivi inclusa la partecipazione nelle decisioni relative ai dividendi oppure ad altre distribuzioni;
- l'esistenza di transazioni significative;
- lo scambio di personale manageriale;
- la fornitura di informazioni tecniche essenziali.
Si precisa che possono essere classificate fra le società a influenza notevole solamente quelle entità il cui governo è esercitato attraverso i diritti di voto.
Le partecipazioni in società collegate sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto. Il valore di bilancio delle società collegate è testato ai sensi dello IAS36 come un singolo asset, comparando lo stesso con il valore recuperabile (definito come il maggiore tra valore d'uso e fair value al netto dei costi di dismissione).
Metodo del patrimonio netto
La partecipazione nelle società valutate secondo il metodo del patrimonio netto include l'avviamento (al netto di qualsiasi perdita di valore) pagato per l'acquisizione. La partecipazione agli utili e alle perdite post-acquisizione delle collegate è rilevata in Conto economico alla voce "250. Utili (Perdite) delle partecipazioni". L'eventuale distribuzione di dividendi è portata a riduzione del valore di iscrizione della partecipazione.
Se la quota di interessenza nelle perdite della partecipata eguaglia o supera il valore di iscrizione della stessa, non sono rilevate ulteriori perdite, a meno che non siano state contratte specifiche obbligazioni a favore della società o non siano stati effettuati dei pagamenti a favore della stessa. Gli utili e le perdite rivenienti da transazioni con società collegate o a controllo congiunto sono eliminati in proporzione della percentuale di partecipazione nella società stessa.
Le variazioni delle riserve da valutazione delle società collegate o a controllo congiunto, registrate in contropartita delle variazioni di valore dei fenomeni a tal fine rilevanti, sono evidenziate separatamente nel Prospetto della redditività complessiva. Nella tabella seguente sono elencate le società incluse nell'area di consolidamento.

Partecipazioni in società oggetto di consolidamento integrale e al patrimonio netto
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE SEDE OPERATIVA |
TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
||
| A. SOCIETA' CONSOLIDATE INTEGRALMENTE | |||||||
| 1 | UNICREDIT SPA Capitale sociale EUR 21.133.469.082,48 |
MILANO | MILANO | CAPOGRUPPO | |||
| 2 | ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. OBERBAUM CITY KG |
GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | SIRIUS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH |
100,00 | 98,11 |
| Capitale sociale EUR 26.000 | |||||||
| 3 | ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. STUTTGART KRONPRINZSTRASSE KG Capitale sociale EUR 26.000 |
GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
100,00 | 98,11 |
| 4 | ALLEGRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 5 | ALLIB LEASING S.R.O. Capitale sociale CZK 100.000 |
PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 100,00 | |
| 6 | ALLIB NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | LOCAT CROATIA DOO | 100,00 | |
| 7 | Capitale sociale HRK 20.000 ALMS LEASING GMBH. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.000 | |||||||
| 8 | ALPHA RENT DOO BEOGRAD Capitale sociale RSD 3.285.948.900 |
BELGRADO | BELGRADO | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
100,00 | |
| 9 | ALTUS ALPHA PLC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 10 | ALV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 11 | ANTARES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 12 13 |
ANTHEMIS EVO LLP AO UNICREDIT BANK |
LONDRA MOSCA |
LONDRA MOSCA |
4 1 |
UNICREDIT SPA UNICREDIT SPA |
100,00 |
(3) |
| Capitale sociale RUB 41.787.805.174 | |||||||
| 14 | ARABELLA FINANCE DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 15 | ARENA NPL ONE S.R.L. (CARTOLARIZZAZIONE 2014) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 16 | ARGENTAURUS IMMOBILIEN-VERMIETUNGS UND VERWALTUNGS GMBH Capitale sociale EUR 511.300 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 100,00 | |
| 17 | ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS | VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG | 99,80 | |
| GESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 36.337 |
GESELLSCHAFT M.B.H. UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & |
0,20 | |||||
| CO KG | |||||||
| 18 | AUSTRIA LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
0,40 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,40 | |||||
| UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | ||||||
| 19 | BA BETRIEBSOBJEKTE GMBH Capitale sociale EUR 5.630.000 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| 20 | BA CA SECUND LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| 21 | Capitale sociale EUR 36.500 BA EUROLEASE |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT |
99,80 100,00 |
|
| BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 363.364 |
M.B.H. | ||||||
| 22 | BA GEBAEUDEVERMIETUNGSGMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BA GVG-HOLDING GMBH | 89,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG GES.M.B.H. |
10,00 | |||||
| PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH |
1,00 | ||||||
| 23 | BA GVG-HOLDING GMBH Capitale sociale EUR 18.168 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| 24 | BA-CA ANDANTE LEASING GMBH Capitale sociale EUR 36.500 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 25 | BA-CA LEASING DREI GARAGEN GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 26 | BA-CA LEASING MAR IMMOBILIEN LEASING GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 27 | BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG GES.M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 127.177 | |||||||
| 28 | BA-CA PRESTO LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 29 | BA/CA-LEASING BETEILIGUNGEN GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG | 99,80 | |
| GMBH | |||||||
| Capitale sociale EUR 454.000 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 30 | BACA CENA IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 31 | BACA HYDRA LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 32 | BACA KOMMUNALLEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 | |
| 33 | Capitale sociale EUR 36.500 BACA LEASING UND |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 98,80 | |
| BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH Capitale sociale EUR 18.287 |
UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & | 0,20 | |||||
| CO KG UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH |
1,00 | ||||||
| 34 | BACAL ALPHA DOO ZA POSLOVANJE | ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | LOCAT CROATIA DOO | 100,00 | |
| NEKRETNINAMA Capitale sociale HRK 20.000 |
|||||||
| 35 | BAH-OMEGA ZRT.'V.A.' | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale HUF 70.000.000 | |||||||
| 36 | BAHBETA INGATLANHASZNOSITO KFT. | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale HUF 30.000.000 | |||||||
| 37 | BAL CARINA IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 38 | BAL HESTIA IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 39 | BAL HORUS IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 40 | BAL HYPNOS IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 41 | BAL LETO IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 42 | BAL OSIRIS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 43 | BAL SOBEK IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |||||
| 44 | BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING IMMOBILIENANLAGEN GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 45 | BANK AUSTRIA FINANZSERVICE GMBH Capitale sociale EUR 490.542 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 46 | BANK AUSTRIA LEASING ARGO IMMOBILIEN LEASING GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |||||
| 47 | BANK AUSTRIA LEASING HERA IMMOBILIEN LEASING GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 48 | BANK AUSTRIA LEASING IKARUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNGGMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 49 | BANK AUSTRIA LEASING MEDEA IMMOBILIEN LEASING GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 50 | BANK AUSTRIA REAL INVEST CLIENT INVESTMENT GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN MANAGEMENT GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 145.500 | |||||||
| 51 | BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN KAPITALANLAGE GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN MANAGEMENT GMBH |
100,00 | |
| 52 | Capitale sociale EUR 5.000.000 BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 94,95 | |
| MANAGEMENT GMBH Capitale sociale EUR 10.900.500 |
|||||||
| 53 | BANK AUSTRIA WOHNBAUBANK AG | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 18.765.944 | |||||||
| 54 | BARD ENGINEERING GMBH | EMDEN | EMDEN | 4 | BARD HOLDING GMBH | (3) | |
| 55 | BARD HOLDING GMBH | EMDEN | EMDEN | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 56 | BAULANDENTWICKLUNG GDST 1682/8 GMBH & CO OEG |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 1,00 | |
| Capitale sociale EUR 0 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 99,00 | |||||
| 57 | BAYERISCHE WOHNUNGSGESELLSCHAFT FUER HANDEL UND INDUSTRIE, GESELLSCHAFT MIT BESCHRAENKTER HAFTUNG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 51.150 | |||||||
| 58 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH Capitale sociale EUR 36.500 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 | |
| 59 | BF NINE HOLDING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | ALLEGRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | |||||||
| 60 | BIL LEASING-FONDS VERWALTUNGS-GMBH | GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 26.000 | |||||||
| 61 | BORGO DI PEROLLA SRL | MASSA MARITTIMA |
MASSA MARITTIMA |
1 | FONDIARIA LASA SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 2.043.952 | |||||||
| 62 | BREWO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH | 100,00 | |
| 63 | Capitale sociale EUR 36.337 CA-LEASING OVUS S.R.O. |
PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 100,00 | |
| Capitale sociale CZK 100.000 | |||||||
| 64 | CA-LEASING SENIOREN PARK GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT | 99,80 | |
| DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
|||||||
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 65 | CA-ZETA REAL ESTATE DEVELOPMENT LIMITED LIABILITY COMPANY |
BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale HUF 3.000.000 | |||||||
| 66 | CABET-HOLDING GMBH Capitale sociale EUR 290.909 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| 67 | CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | CABET-HOLDING GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | |||||||
| 68 | CALG 307 MOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | M.B.H. | ||||||
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 69 | CALG 443 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
98,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 1,00 | |||||
| UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | ||||||
| 70 | CALG 445 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 99,60 | |
| Capitale sociale EUR 18.168 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,40 | |||||
| 71 | CALG 451 GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 72 | CALG ALPHA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 73 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 74 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH & CO GRUNDSTUECKVERMIETUNG UND - VERWALTUNG KG Capitale sociale EUR 2.326.378 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 99,90 | |
| 75 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 76 | CALG GAMMA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 77 | CALG GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 78 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 254.355 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 79 | CALG MINAL GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 18.286 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 80 | CAPITAL MORTGAGE SRL (CARTOLARIZZAZIONE: BIPCA CORDUSIO RMBS) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 81 | CAPITAL MORTGAGE SRL (CARTOLARIZZAZIONE: CAPITAL MORTGAGE 2007 - 1) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 82 | CARD COMPLETE SERVICE BANK AG Capitale sociale EUR 6.000.000 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 50,10 | |
| 83 | CASTELLANI LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
10,00 | |
| Capitale sociale EUR 1.800.000 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. |
90,00 | |||||
| 84 | CHARADE LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 85 | CHEFREN LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | |||||||
| 86 | CIVITAS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 87 | COMMUNA - LEASING GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | REAL-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 88 | COMPAGNIA FONDIARIA ROMANA - SOCIETA' A RESPONSABILITA' LIMITATA Capitale sociale EUR 103.400 |
ROMA | ROMA | 1 | NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI SPA | 100,00 | |
| 89 | CONSUMER THREE SRL (CARTOLARIZZAZIONE: CONSUMER THREE) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 90 | CONTRA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | JAUSERN-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | 25,00 | |||||
| UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | ||||||
| 91 | CORDUSIO RMBS - UCFIN SRL (CARTOLARIZZAZIONE: CORDUSIO RMBS UCFIN - SERIE 2006) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 92 | CORDUSIO RMBS SECURITISATION SRL (CARTOLARIZZAZIONE: CORDUSIO RMBS SECURITISATION - SERIE 2007) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 93 | CORDUSIO SIM SPA Capitale sociale EUR 76.282.051 |
MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 94 | CORDUSIO SOCIETA' FIDUCIARIA PER AZIONI | MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 520.000 | |||||||
| 95 | CRIVELLI SRL Capitale sociale EUR 10.000 |
MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 96 | DC BANK AG | VIENNA | VIENNA | 1 | CARD COMPLETE SERVICE BANK AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 5.000.000 | |||||||
| 97 | DEBO LEASING SRL | BUCAREST | BUCAREST | 1 | UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. | 0,01 | |
| Capitale sociale RON 724.400 | UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. | 99,99 | |||||
| 98 | DINERS CLUB CS, S.R.O. Capitale sociale EUR 995.000 |
BRATISLAVA | BRATISLAVA | 1 | DC BANK AG | 100,00 | |
| 99 | DINERS CLUB POLSKA SP.Z.O.O. | VARSAVIA | VARSAVIA | 1 | DC BANK AG | 100,00 | |
| 100 | Capitale sociale PLN 7.500.000 DIRANA LIEGENSCHAFTSVERWERTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 17.500 | |||||||
| 101 | DLV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
10,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 90,00 | |||||
| 102 | DUODEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 103 | EBS FINANCE S.R.L. | MILANO | MILANO | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 104 | ELEKTRA PURCHASE NO. 28 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 105 | ELEKTRA PURCHASE NO. 31 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) (3) |
|
| 106 107 |
ELEKTRA PURCHASE NO. 32 S.A. ELEKTRA PURCHASE NO. 33 DAC |
LUSSEMBURGO DUBLINO |
LUSSEMBURGO DUBLINO |
4 4 |
UNICREDIT BANK AG UNICREDIT BANK AG |
(3) | |
| 108 | ELEKTRA PURCHASE NO. 36 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 109 | ELEKTRA PURCHASE NO. 37 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 110 | ELEKTRA PURCHASE NO. 38 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 111 | ELEKTRA PURCHASE NO. 39 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 112 | ELEKTRA PURCHASE NO. 43 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 113 | ELEKTRA PURCHASE NO. 44 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) (3) |
|
| 114 115 |
ELEKTRA PURCHASE NO. 46 DAC ELEKTRA PURCHASE NO. 54 DAC |
DUBLINO DUBLINO |
DUBLINO DUBLINO |
4 4 |
UNICREDIT BANK AG UNICREDIT BANK AG |
(3) | |
| 116 | ELEKTRA PURCHASE NO. 55 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 117 | ELEKTRA PURCHASE NO. 56 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 118 | ELEKTRA PURCHASE NO. 57 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 119 | ELEKTRA PURCHASE NO. 64 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 120 | ELEKTRA PURCHASE NO. 69 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 121 | ELEKTRA PURCHASE NO. 71 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 122 | ELEKTRA PURCHASE NO. 74 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 123 | ELEKTRA PURCHASE NO. 911 LTD | ST. HELIER | ST. HELIER | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 124 | EUROLEASE ANUBIS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 125 | EUROLEASE ISIS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 126 | EUROLEASE MARDUK IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 127 | EUROLEASE RA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 128 | EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 129 | EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT (EUROPA INVESTMENT FUND MANAGEMENT LTD.) |
BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale HUF 100.000.000 | (3) | ||||||
| 130 | EUROPA INGATLANBEFEKTETESI ALAP (EUROPE REAL-ESTATE INVESTMENT FUND) |
BUDAPEST | BUDAPEST | 4 | UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. | ||
| 131 | EUROPEAN-OFFICE-FONDS | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 132 | EXPANDA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 133 | F-E MORTGAGES SRL (CARTOLARIZZAZIONE: F-E MORTGAGES 2005) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 134 | F-E MORTGAGES SRL (CARTOLARIZZAZIONE: F-E MORTGAGES SERIES 1 - 2003) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 135 | FACTORBANK AKTIENGESELLSCHAFT Capitale sociale EUR 3.000.000 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| 136 | FINN ARSENAL LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT | 99,60 | |
| DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
|||||||
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 0,20 | ||||||
| 137 | FMZ SAVARIA SZOLGALTATO KORLATOLT FELELOESSEG TARSASAG |
BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | BAHBETA INGATLANHASZNOSITO KFT. | 75,00 | |
| Capitale sociale HUF 3.000.000 | |||||||
| 138 | FMZ SIGMA PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 139 | FOLIA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 140 | FONDIARIA LASA SPA | ROMA | ROMA | 1 | NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 3.102.000 | |||||||
| 141 | FUGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | |||||||
| 142 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 27.434 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| 143 | DENOMINAZIONE GEBAEUDELEASING GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS |
SEDE LEGALE VIENNA |
SEDE OPERATIVA VIENNA |
(1) 1 |
IMPRESA PARTECIPANTE BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING |
% 98,80 |
% (2) |
| GESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 36.500 |
GMBH UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & |
0,20 | |||||
| CO KG UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH |
1,00 | ||||||
| 144 | GELDILUX-TS-2015 S.A. | LUSSEMBURGO | LUSSEMBURGO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 145 | GEMEINDELEASING GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
37,30 | |
| Capitale sociale EUR 18.333 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 37,50 | |||||
| UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | ||||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 146 | GEMMA VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. VERMIETUNGS KG |
PULLACH | PULLACH | 4 | ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH | (3) | |
| 147 | GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT SIMON BESCHRANKT HAFTENDE KOMMANDITGESELLSCHAF Capitale sociale EUR 51.500 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
100,00 | |
| 148 | GRUNDSTUECKSVERWALTUNG LINZ-MITTE GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 149 | H.F.S. IMMOBILIENFONDS GMBH | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 25.565 | BAVIERA | BAVIERA | |||||
| 150 | H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 1 GMBH & CO. KG (IMMOBILIENLEASING) Capitale sociale EUR 97.755.806 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 100,00 | |
| 151 | H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 7 GMBH & CO. KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 99,41 | |
| 152 | Capitale sociale EUR 85.430.630 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH |
GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | 100,00 | |
| 153 | Capitale sociale EUR 26.000 H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO. |
EBERSBERG | EBERSBERG | 4 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING | (3) | |
| 154 | DEUTSCHLAND 10 KG H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO. DEUTSCHLAND 11 KG |
EBERSBERG | EBERSBERG | 4 | GMBH WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
(3) | |
| 155 | H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO. DEUTSCHLAND 12 KG |
EBERSBERG | EBERSBERG | 4 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
(3) | |
| 156 | H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO. DEUTSCHLAND 8 KG |
EBERSBERG | EBERSBERG | 4 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
(3) | |
| 157 | H.F.S. LEASINGFONDS GMBH & CO. DEUTSCHLAND 9 KG |
EBERSBERG | EBERSBERG | 4 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
(3) | |
| 158 | HAWA GRUNDSTUCKS GMBH & CO OHG IMMOBILIENVERWALTUNG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
99,50 | |
| Capitale sociale EUR 54.300 | TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT | 0,50 | |||||
| 159 | HAWA GRUNDSTUCKS GMBH & CO. OHG HOTELVERWALTUNG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
99,50 | |
| Capitale sociale EUR 276.200 | TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT | 0,50 | |||||
| 160 | HELICONUS SRL (CARTOLARIZZAZIONE: HELICONUS) |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 161 | HERKU LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 162 | HONEU LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 163 | HVB CAPITAL LLC Capitale sociale USD 10.000 |
WILMINGTON | WILMINGTON | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 164 | HVB CAPITAL LLC II Capitale sociale USD 14 |
WILMINGTON | WILMINGTON | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 165 | HVB CAPITAL LLC III Capitale sociale USD 10.000 |
WILMINGTON | WILMINGTON | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 166 | HVB FUNDING TRUST | WILMINGTON | WILMINGTON | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 167 | HVB FUNDING TRUST II | WILMINGTON | WILMINGTON | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| Capitale sociale USD 2.487 | |||||||
| 168 | HVB FUNDING TRUST III | WILMINGTON | WILMINGTON | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 169 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG Capitale sociale EUR 10.000.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 170 | HVB IMMOBILIEN AG Capitale sociale EUR 520.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 171 | HVB LEASING CZECH REPUBLIC S.R.O. Capitale sociale CZK 49.632.000 |
PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 100,00 | |
| 172 | HVB PROJEKT GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 94,00 | |
| Capitale sociale EUR 24.543.000 | UNICREDIT BANK AG | 6,00 | |||||
| 173 | HVB TECTA GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 94,00 | |
| Capitale sociale EUR 1.534.000 | UNICREDIT BANK AG | 6,00 | |||||
| 174 | HVB VERWA 4 GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 26.000 | |||||||
| 175 | HVB VERWA 4.4 GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB VERWA 4 GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 25.000 | |||||||
| 176 | HVZ GMBH & CO. OBJEKT KG | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | PORTIA GRUNDSTUCKS VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. OBJEKT KG |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 148.090.766 | |||||||
| 177 | HYPO-BANK VERWALTUNGSZENTRUM GMBH & CO. KG OBJEKT ARABELLASTRASSE Capitale sociale EUR 25.600 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
100,00 | |
| 178 | ICE CREEK POOL NO.1 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 179 | ICE CREEK POOL NO.2 DAC | DUBLINO | DUBLINO | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 180 | IDEA FIMIT SGR FONDO SIGMA IMMOBILIARE | ROMA | ROMA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 181 | IMMOBILIEN HOLDING GMBH Capitale sociale EUR 36.336 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| 182 | IMMOBILIENLEASING GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 183 | IMPRESA TWO SRL (CARTOLARIZZAZIONE: | CONEGLIANO | CONEGLIANO | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 184 | IMPRESA TWO) INTRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | PROJEKT-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
100,00 | |
| 185 | Capitale sociale EUR 36.336 ISB UNIVERSALE BAU GMBH |
BERLINO | BERLINO | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 6.288.890 | |||||||
| 186 | JAUSERN-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 | |
| 187 | Capitale sociale EUR 36.336 KAISERWASSER BAU- UND ERRICHTUNGS GMBH UND CO OG |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 99,80 | 0,00 |
| Capitale sociale EUR 36.336 | |||||||
| 188 | KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 36.337 |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & |
99,80 0,20 |
|
| CO KG | |||||||
| 189 | LAGERMAX LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 190 | LAGEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 |
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 191 | LARGO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 1,00 | |||||
| VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT M.B.H. |
98,80 | ||||||
| 192 | LEASFINANZ ALPHA ASSETVERMIETUNG GMBH Capitale sociale EUR 35.000 |
VIENNA | VIENNA | 1 | LEASFINANZ GMBH | 100,00 | |
| 193 | LEASFINANZ BANK GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BACA LEASING UND | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH | ||||||
| 194 | LEASFINANZ GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BACA LEASING UND BETEILIGUNGSMANAGEMENT GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 218.019 | |||||||
| 195 | LEGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 196 | LELEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 197 | LINO HOTEL-LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 198 | LIPARK LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 199 | LIVA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 200 | LOCAT CROATIA DOO Capitale sociale HRK 39.000.000 |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 100,00 | |
| 201 | M. A. V. 7., BANK AUSTRIA LEASING BAUTRAEGER GMBH & CO.OG. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
1,96 | |
| Capitale sociale EUR 3.707 | UNICREDIT LUNA LEASING GMBH | 98,04 | |||||
| 202 | MBC IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 203 | MENUETT GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 204 | MERKURHOF GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MIT BESCHRANKTER HAFTUNG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 5.112.919 | |||||||
| 205 | MM OMEGA PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 206 | MOC VERWALTUNGS GMBH & CO. IMMOBILIEN KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
4 | HVB PROJEKT GMBH | (3) | |
| 207 | MOEGRA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 208 | MOMENTUM ALLWEATHER STRATEGIES - LONG TERM STRATEG |
HAMILTON | HAMILTON | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 209 | MOMENTUM LONG TERM VALUE FUND | HAMILTON | HAMILTON | 4 | UNICREDIT SPA | (3) |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO (1) |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| 210 | DENOMINAZIONE NAGE LOKALVERMIETUNGSGESELLSCHAFT |
SEDE LEGALE VIENNA |
SEDE OPERATIVA VIENNA |
1 | IMPRESA PARTECIPANTE UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & |
% 0,20 |
% (2) |
| M.B.H. Capitale sociale EUR 36.500 |
CO KG UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 211 | NF OBJEKT FFM GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 25.000 | |||||||
| 212 | NF OBJEKTE BERLIN GMBH Capitale sociale EUR 25.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 100,00 | |
| 213 | NOE HYPO LEASING ASTRICTA GRUNDSTUECKVERMIETUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 36.337 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 95,00 | |
| 214 | NUOVA COMPAGNIA DI PARTECIPAZIONI SPA | ROMA | ROMA | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 200.000 | |||||||
| 215 | OCT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 216 | OLG HANDELS- UND BETEILIGUNGSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 36.336 |
VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
100,00 | |
| 217 | OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH & CO. OBJEKT | MONACO DI | MONACO DI | 1 | HVB IMMOBILIEN AG | 94,00 | |
| HAIDENAUPLATZ KG Capitale sociale EUR 26.000 |
BAVIERA | BAVIERA | UNICREDIT BANK AG | 6,00 | |||
| 218 | OMNIA GRUNDSTUECKS-GMBH & CO. OBJEKT PERLACH KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH | 94,78 | 93,87 |
| Capitale sociale EUR 5.125.701 | WEALTHCAP LEASING GMBH | 5,22 | 5,14 | ||||
| 219 | OOO UNICREDIT GARANT Capitale sociale RUB 106.998.000 |
MOSCA | MOSCA | 1 | OOO UNICREDIT LEASING | 100,00 | |
| 220 | OOO UNICREDIT LEASING Capitale sociale RUB 149.160.248 |
MOSCA | MOSCA | 1 | AO UNICREDIT BANK | 100,00 | |
| 221 | ORBIT PERFORMANCE STRATEGIES - ORBIT US CLASSE I U |
HAMILTON | HAMILTON | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 222 | ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH Capitale sociale EUR 10.149.150 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 100,00 | |
| 223 | OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO. GEWERBEPARK KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 10,00 | |
| Capitale sociale EUR 51.129 | T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. | 30,00 | |||||
| T & P VASTGOED STUTTGART B.V. | 60,00 | ||||||
| 224 | PAI (BERMUDA) LIMITED | HAMILTON | HAMILTON | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 225 | Capitale sociale USD 12.000 PAI MANAGEMENT LTD |
DUBLINO | DUBLINO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 226 | Capitale sociale EUR 1.032.000 PALAIS ROTHSCHILD VERMIETUNGS GMBH & |
VIENNA | VIENNA | 1 | SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT | 100,00 | |
| CO OG Capitale sociale EUR 2.180.185 |
|||||||
| 227 | PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | |||||||
| 228 | PELOPS LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 229 | PENSIONSKASSE DER HYPO VEREINSBANK VVAG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 230 | PIANA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 231 | PIRTA VERWALTUNGS GMBH Capitale sociale EUR 2.067.138 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 232 | POLLUX IMMOBILIEN GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 99,80 |
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 233 | PORTIA GRUNDSTUCKS VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. OBJEKT KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 500.013.550 | |||||||
| 234 | POSATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 235 | PRELUDE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
98,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 1,00 | ||||||
| 236 | PROJEKT-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 237 | QUADEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 238 | QUART Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 239 | QUINT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 240 | RANA-LIEGENSCHAFTSVERWERTUNG GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN | 99,90 | |
| Capitale sociale EUR 72.700 | GMBH | ||||||
| 241 | REAL INVEST EUROPE DER BANK AUSTRIA | VIENNA | VIENNA | 4 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | (3) | |
| REAL INVEST IMMOBILIEN- KAPI | |||||||
| 242 | REAL-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 243 | REAL-RENT LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 73.000 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 244 | REGEV REALITAETENVERWERTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 726.728 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 245 | ROLIN GRUNDSTUCKSPLANUNGS-UND VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 30.677 | (3) | ||||||
| 246 247 |
ROSENKAVALIER 2008 GMBH ROSENKAVALIER 2015 UG |
FRANCOFORTE FRANCOFORTE |
FRANCOFORTE FRANCOFORTE |
4 4 |
UNICREDIT BANK AG UNICREDIT BANK AG |
(3) | |
| 248 | ROSENKAVALIER 2020 UG | FRANCOFORTE | FRANCOFORTE | 4 | UNICREDIT BANK AG | (3) | |
| 249 | SALVATORPLATZ GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH & CO. OHG SAARLAND |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 1.533.900 | |||||||
| 250 | SALVATORPLATZ GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH & CO. OHG VERWALTUNGSZENTRUM |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | PORTIA GRUNDSTUCKS VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. OBJEKT KG |
97,78 | |
| Capitale sociale EUR 2.300.850 | TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT | 2,22 | |||||
| 251 | SANITA' - S.R.L. IN LIQUIDAZIONE Capitale sociale EUR 5.164.333 |
ROMA | ROMA | 1 | UNICREDIT SPA | 99,60 | |
| 252 | SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT | VIENNA | VIENNA | 1 | PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH |
0,01 | |
| Capitale sociale EUR 20.000.000 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 99,99 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 253 | SCHOELLERBANK INVEST AG | SALISBURGO | SALISBURGO | 1 | SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 2.543.549 | |||||||
| 254 | SECA-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 255 | SEDEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 256 | SEXT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 257 | SIGMA LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 99,40 | |
| Capitale sociale EUR 18.286 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 0,40 | ||||||
| 258 | SIRIUS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 5,00 | |
| Capitale sociale EUR 30.000 | SOLOS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. SIRIUS BETEILIGUNGS KG |
95,00 | |||||
| 259 | SOCIETA' DI GESTIONI ESATTORIALI IN SICILIA SO.G.E.SI. S.P.A. IN LIQ. Capitale sociale EUR 36.151.500 |
PALERMO | PALERMO | 1 | UNICREDIT SPA | 80,00 | |
| 260 | SOFIGERE SOCIETE PAR ACTIONS SIMPLIFIEE (IN LIQUIDAZIONE) Capitale sociale EUR 40.000 |
PARIGI | PARIGI | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 261 | SOLOS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. SIRIUS BETEILIGUNGS KG Capitale sociale EUR 12.537.500 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 100,00 | |
| 262 | SONATA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. | VIENNA | VIENNA | 1 | ARNO GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
1,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | ||||||
| 263 | SPECTRUM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | |||||||
| 264 | STEWE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | PROJEKT-LEASE GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
24,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
75,80 | ||||||
| 265 | STRUCTURED INVEST SOCIETE ANONYME | LUSSEMBURGO | LUSSEMBURGO | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 266 | Capitale sociale EUR 125.500 SUCCESS 2015 B.V. |
AMSTERDAM | AMSTERDAM | 4 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | (3) | |
| 267 | T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V. | AMSTERDAM | MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 4.938.271 | |||||||
| 268 | T & P VASTGOED STUTTGART B.V. Capitale sociale EUR 10.769.773 |
AMSTERDAM | MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB PROJEKT GMBH | 87,50 | |
| 269 | TERRENO GRUNDSTUCKSVERWALTUNG GMBH & CO. ENTWICKLUNGS- UND FINANZIERUNGSVERMITTLUNGS-KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB TECTA GMBH | 75,00 | |
| 270 | Capitale sociale EUR 920.400 TERZ Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 271 | TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | PORTIA GRUNDSTUCKS VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 6.240.000 | OBJEKT KG |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 272 | TREDEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 273 | TRICASA GRUNDBESITZ GESELLSCHAFT MBH & CO. 1. VERMIETUNGS KG Capitale sociale EUR 6.979.476 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH | 100,00 | |
| 274 | TRICASA GRUNDBESITZGESELLSCHAFT DES BURGERLICHEN RECHTS NR. 1 Capitale sociale EUR 13.687.272 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH | 100,00 | |
| 275 | UCLA AM WINTERHAFEN 11 IMMOBILIENLEASING GMBH & CO OG |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH | 50,00 | |
| Capitale sociale EUR 0 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. |
50,00 | |||||
| 276 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
VIENNA | VIENNA | 1 | BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
90,00 | |
| Capitale sociale EUR 10.000 | BA-CA ANDANTE LEASING GMBH | 10,00 | |||||
| 277 | UCTAM BALTICS SIA | RIGA | RIGA | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 4.265.585 | GMBH | ||||||
| 278 | UCTAM BH D.O.O. | MOSTAR | MOSTAR | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE | 100,00 | |
| Capitale sociale BAM 2.000 | GMBH | ||||||
| 279 | UCTAM BULGARIA EOOD | SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE | 100,00 | |
| Capitale sociale BGN 20.000 | GMBH | ||||||
| 280 | UCTAM CZECH REPUBLIC SRO | PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE | 100,00 | |
| Capitale sociale CZK 45.500.000 | GMBH | ||||||
| 281 | UCTAM D.O.O. BEOGRAD | BELGRADO | BELGRADO | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE | 100,00 | |
| Capitale sociale RSD 631.564.325 | GMBH | ||||||
| 282 | UCTAM HUNGARY KFT | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT (EUROPA INVESTMENT FUND MANAGEMENT |
1,00 | |
| LTD.) | |||||||
| Capitale sociale HUF 10.300.000 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
99,00 | |||||
| 283 | UCTAM RETAIL HUNGARY KFT. | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT (EUROPA INVESTMENT FUND MANAGEMENT LTD.) |
1,00 | |
| Capitale sociale HUF 10.000.000 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
99,00 | |||||
| 284 | UCTAM RO S.R.L. | BUCAREST | BUCAREST | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale RON 3.181.080 | |||||||
| 285 | UCTAM RU LIMITED LIABILITY COMPANY | MOSCA | MOSCA | 1 | UCTAM BALTICS SIA | ||
| Capitale sociale RUB 4.000.000 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
100,00 | |||||
| 286 | UCTAM SVK S.R.O. | BRATISLAVA | BRATISLAVA | 1 | UCTAM BALTICS SIA | 15,00 | 0,01 |
| Capitale sociale EUR 5.000 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
85,00 | 99,99 | ||||
| 287 | UCTAM UPRAVLJANJE D.O.O. | LUBIANA | LUBIANA | 1 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 7.500 | |||||||
| 288 | UFFICIUM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | KUTRA GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
5,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.337 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 95,00 | |||||
| 289 | UNICOM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 290 | UNICREDIT AURORA LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 219.000 | |||||||
| 291 | UNICREDIT BANK A.D. BANJA LUKA Capitale sociale BAM 97.055.000 |
BANJA LUKA | BANJA LUKA | 1 | UNICREDIT SPA | 99,42 | |
| 292 | UNICREDIT BANK AG | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 2.407.151.016 | |||||||
| 293 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG Capitale sociale EUR 1.681.033.521 |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 294 | UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND | PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| SLOVAKIA, A.S. Capitale sociale CZK 8.754.617.898 |
|||||||
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 295 | UNICREDIT BANK D.D. Capitale sociale BAM 119.195.000 |
MOSTAR | MOSTAR | 1 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 99,35 | 99,31 |
| 296 | UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale HUF 24.118.220.000 | |||||||
| 297 | UNICREDIT BANK IRELAND PLC Capitale sociale EUR 1.343.118.650 |
DUBLINO | DUBLINO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 298 | UNICREDIT BANK S.A. | BUCAREST | BUCAREST | 1 | UNICREDIT SPA | 98,63 | |
| Capitale sociale RON 1.177.748.253 | |||||||
| 299 | UNICREDIT BANK SERBIA JSC Capitale sociale RSD 23.607.620.000 |
BELGRADO | BELGRADO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 300 | UNICREDIT BANKA SLOVENIJA D.D. | LUBIANA | LUBIANA | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 20.383.698 | |||||||
| 301 | UNICREDIT BETEILIGUNGS GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 302 | Capitale sociale EUR 1.000.000 UNICREDIT BPC MORTAGE SRL (COVERED |
VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 303 | BONDS) UNICREDIT BPC MORTGAGE S.R.L. |
VERONA | VERONA | 1 | UNICREDIT SPA | 60,00 | |
| Capitale sociale EUR 12.000 | |||||||
| 304 | UNICREDIT BROKER S.R.O. | BRATISLAVA | BRATISLAVA | 1 | UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. | 100,00 | |
| 305 | Capitale sociale EUR 8.266 UNICREDIT BULBANK AD |
SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT SPA | 99,45 | |
| Capitale sociale BGN 285.776.674 | |||||||
| 306 | UNICREDIT CAPITAL MARKETS LLC | NEW YORK | NEW YORK | 1 | UNICREDIT U.S. FINANCE LLC | 100,00 | |
| 307 | Capitale sociale USD 100.100 UNICREDIT CENTER AM KAISERWASSER |
VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |
| GMBH | |||||||
| 308 | Capitale sociale EUR 35.000 UNICREDIT CONSUMER FINANCING EAD |
SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT BULBANK AD | 100,00 | |
| Capitale sociale BGN 2.800.000 | |||||||
| 309 | UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. | BUCAREST | BUCAREST | 1 | UNICREDIT BANK S.A. | 50,10 | |
| Capitale sociale RON 103.269.200 | UNICREDIT SPA | 49,90 | |||||
| 310 | UNICREDIT DIRECT SERVICES GMBH Capitale sociale EUR 767.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 311 | UNICREDIT FACTORING CZECH REPUBLIC AND | PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND | 100,00 | |
| SLOVAKIA, A.S. Capitale sociale CZK 222.600.000 |
SLOVAKIA, A.S. | ||||||
| 312 | UNICREDIT FACTORING EAD | SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT BULBANK AD | 100,00 | |
| Capitale sociale BGN 1.000.000 | |||||||
| 313 | UNICREDIT FACTORING SPA Capitale sociale EUR 414.348.000 |
MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 314 | UNICREDIT FLEET MANAGEMENT EOOD | SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT BULBANK AD | 100,00 | |
| Capitale sociale BGN 100.000 | |||||||
| 315 | UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O. Capitale sociale CZK 5.000.000 |
PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 100,00 | |
| 316 | UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O. | BRATISLAVA | BRATISLAVA | 1 | UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. | 100,00 | |
| 317 | Capitale sociale EUR 6.639 UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND |
VIENNA | VIENNA | 1 | EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING | 99,80 | |
| VERWERTUNG GMBH | GESELLSCHAFT M.B.H. | ||||||
| Capitale sociale EUR 57.000 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 318 | UNICREDIT GUSTRA LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
10,00 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH | 90,00 | |||||
| 319 | UNICREDIT HAMRED LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & | 10,00 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | CO KG UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH |
90,00 | |||||
| 320 | UNICREDIT INSURANCE BROKER EOOD Capitale sociale BGN 5.000 |
SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT LEASING EAD | 100,00 | |
| 321 | UNICREDIT INSURANCE BROKER SRL | BUCAREST | BUCAREST | 1 | UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. | 100,00 | |
| Capitale sociale RON 150.000 | |||||||
| 322 | UNICREDIT INSURANCE MANAGEMENT CEE | VIENNA | VIENNA | 1 | PIRTA VERWALTUNGS GMBH | 100,00 | |
| GMBH Capitale sociale EUR 156.905 |
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 323 | UNICREDIT INTERNATIONAL BANK (LUXEMBOURG) SA Capitale sociale EUR 13.406.600 |
LUSSEMBURGO | LUSSEMBURGO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 324 | UNICREDIT JELZALOGBANK ZRT. | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. | 100,00 | |
| Capitale sociale HUF 3.000.000.000 | |||||||
| 325 | UNICREDIT KFZ LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 648.000 | GESELLSCHAFT M.B.H. | ||||||
| 326 | UNICREDIT LEASED ASSET MANAGEMENT SPA | MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT LEASING SPA | 100,00 | |
| 327 | Capitale sociale EUR 1.000.000 UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG | 10,00 | |
| GES.M.B.H. | |||||||
| Capitale sociale EUR 17.296.134 | PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH |
0,02 | |||||
| UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 89,98 | ||||||
| 328 | UNICREDIT LEASING ALPHA ASSETVERMIETUNG GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | |||||||
| 329 | UNICREDIT LEASING AVIATION GMBH | AMBURGO | AMBURGO | 1 | UNICREDIT LEASING GMBH | 100,00 | |
| 330 | Capitale sociale EUR 1.600.000 UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. |
BUCAREST | BUCAREST | 1 | UNICREDIT BANK S.A. | 99,96 | |
| Capitale sociale RON 90.989.013 | UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A. | 0,04 | |||||
| 331 | UNICREDIT LEASING CROATIA D.O.O. ZA LEASING |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 100,00 | |
| Capitale sociale HRK 28.741.800 | |||||||
| 332 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC AND SLOVAKIA, A.S. |
100,00 | |
| Capitale sociale CZK 981.452.000 | |||||||
| 333 | UNICREDIT LEASING EAD Capitale sociale BGN 2.605.000 |
SOFIA | SOFIA | 1 | UNICREDIT BULBANK AD | 100,00 | |
| 334 | UNICREDIT LEASING FINANCE GMBH Capitale sociale EUR 17.580.000 |
AMBURGO | AMBURGO | 1 | UNICREDIT LEASING GMBH | 100,00 | |
| 335 | UNICREDIT LEASING FLEET MANAGEMENT | BUCAREST | BUCAREST | 1 | PIRTA VERWALTUNGS GMBH | 90,02 | |
| S.R.L. Capitale sociale RON 680.000 |
UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A. | 9,98 | |||||
| 336 | UNICREDIT LEASING GMBH Capitale sociale EUR 15.000.000 |
AMBURGO | AMBURGO | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 337 | UNICREDIT LEASING HUNGARY ZRT | BUDAPEST | BUDAPEST | 1 | UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT. | 100,00 | |
| 338 | Capitale sociale HUF 50.000.000 UNICREDIT LEASING INSURANCE SERVICES |
BRATISLAVA | BRATISLAVA | 1 | UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. | 100,00 | |
| S.R.O. | |||||||
| 339 | Capitale sociale EUR 5.000 UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S. |
BRATISLAVA | BRATISLAVA | 1 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 26.560.000 | |||||||
| 340 | UNICREDIT LEASING SPA Capitale sociale EUR 1.106.877.000 |
MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 341 | UNICREDIT LEASING SRBIJA D.O.O. BEOGRAD | BELGRADO | BELGRADO | 1 | UNICREDIT BANK SERBIA JSC | 100,00 | |
| 342 | Capitale sociale RSD 1.078.133.000 UNICREDIT LEASING TECHNIKUM GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | LEASFINANZ GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & | 0,20 | |||||
| 343 | UNICREDIT LEASING | VIENNA | VIENNA | 1 | CO KG UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH |
100,00 | |
| VERSICHERUNGSSERVICE GMBH & CO KG Capitale sociale EUR 36.500 |
|||||||
| 344 | UNICREDIT LEASING, LEASING, D.O.O. | LUBIANA | LUBIANA | 1 | UNICREDIT BANKA SLOVENIJA D.D. | 100,00 | |
| 345 | Capitale sociale EUR 25.039.658 UNICREDIT LUNA LEASING GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & | 0,20 | |
| CO KG | |||||||
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 346 | UNICREDIT MOBILIEN UND KFZ LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
98,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 1,00 | ||||||
| 347 | UNICREDIT OBG S.R.L. Capitale sociale EUR 10.000 |
VERONA | VERONA | 1 | UNICREDIT SPA | 60,00 | |
| 348 | UNICREDIT OBG SRL (COVERED BONDS) | VERONA | VERONA | 4 | UNICREDIT SPA | (3) | |
| 349 | UNICREDIT OK1 LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
10,00 | |
| Capitale sociale EUR 35.000 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. |
90,00 | |||||
| 350 | UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH | 74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 351 | UNICREDIT POJISTOVACI MAKLERSKA SPOL.S | PRAGA | PRAGA | 1 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 100,00 | |
| R.O. Capitale sociale CZK 510.000 |
|||||||
| 352 | UNICREDIT POLARIS LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 353 | UNICREDIT SERVICES GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT SERVICES S.C.P.A. | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 1.200.000 | |||||||
| 354 | UNICREDIT SERVICES S.C.P.A. | MILANO | MILANO | 1 | CORDUSIO SIM SPA | ||
| Capitale sociale EUR 194.159.415 | CORDUSIO SOCIETA' FIDUCIARIA PER AZIONI UNICREDIT BANK AG |
||||||
| UNICREDIT FACTORING SPA | |||||||
| UNICREDIT SPA | 100,00 | ||||||
| 355 | UNICREDIT STERNECK LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & | 10,00 | |
| CO KG | |||||||
| Capitale sociale EUR 35.000 | UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH | 90,00 | |||||
| 356 | UNICREDIT SUBITO CASA SPA Capitale sociale EUR 500.000 |
MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| 357 | UNICREDIT TECHRENT LEASING GMBH | VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
99,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 1,00 | |||||
| 358 | UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE | VIENNA | VIENNA | 1 | UNICREDIT SPA | 100,00 | |
| GMBH Capitale sociale EUR 750.000 |
|||||||
| 359 | UNICREDIT U.S. FINANCE LLC | WILMINGTON | NEW YORK | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| Capitale sociale USD 130 | |||||||
| 360 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | GMBH UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 361 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH |
VIENNA | VIENNA | 1 | BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG GES.M.B.H. |
||
| Capitale sociale EUR 32.715.000 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 100,00 | |||||
| 362 | V.M.G. VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | 100,00 | |
| BAVIERA | BAVIERA | ||||||
| Capitale sociale EUR 25.565 | |||||||
| 363 | VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH |
74,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 25,00 | ||||||
| 364 | VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO OBJEKT MOC KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | HVB IMMOBILIEN AG | 89,28 | 89,23 |
| Capitale sociale EUR 48.728.161 | |||||||
| 365 | VISCONTI SRL Capitale sociale EUR 11.000.000 |
MILANO | MILANO | 1 | UNICREDIT SPA | 76,00 | |
| 366 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING | MONACO DI | MONACO DI | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| GMBH Capitale sociale EUR 26.000 |
BAVIERA | BAVIERA | |||||
| 367 | WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT | 100,00 | |
| BAVIERA | BAVIERA | GMBH | |||||
| Capitale sociale EUR 25.000 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI RAPPORTO |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | (1) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | % (2) | |
| 368 | WEALTHCAP EQUITY GMBH Capitale sociale EUR 500.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP INITIATOREN GMBH | 100,00 | |
| 369 | WEALTHCAP EQUITY MANAGEMENT GMBH | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP EQUITY GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 25.000 | BAVIERA | BAVIERA | |||||
| 370 | WEALTHCAP FONDS GMBH | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP INITIATOREN GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 512.000 | BAVIERA | BAVIERA | |||||
| 371 | WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT GMBH |
100,00 | 50,00 |
| Capitale sociale EUR 5.000 | WEALTHCAP VORRATS-2 GMBH | 50,00 | |||||
| 372 | WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT GMBH |
94,34 | 50,00 |
| Capitale sociale EUR 10.600 | WEALTHCAP VORRATS-2 GMBH | 5,66 | 50,00 | ||||
| 373 | WEALTHCAP IMMOBILIEN 43 KOMPLEMENTAER GMBH Capitale sociale EUR 25.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH | 100,00 | |
| 374 | WEALTHCAP IMMOBILIENANKAUF | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH | 100,00 | |
| KOMPLEMENTAER GMBH Capitale sociale EUR 25.000 |
BAVIERA | BAVIERA | |||||
| 375 | WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS | MONACO DI | MONACO DI | 1 | H.F.S. LEASINGFONDS GMBH | 100,00 | |
| DEUTSCHLAND 36 KOMPLEMENTAR GMBH | BAVIERA | BAVIERA | |||||
| Capitale sociale EUR 25.565 | |||||||
| 376 | WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 38 KOMPLEMENTAR GMBH |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 25.000 | |||||||
| 377 | WEALTHCAP INITIATOREN GMBH Capitale sociale EUR 1.533.876 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
100,00 | |
| 378 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | MONACO DI | MONACO DI | 1 | UNICREDIT BANK AG | 10,00 | |
| BAVIERA | BAVIERA | ||||||
| Capitale sociale EUR 4.000.000 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
90,00 | |||||
| 379 | WEALTHCAP INVESTMENTS INC. Capitale sociale USD 312.000 |
WILMINGTON | ATLANTA | 1 | WEALTHCAP FONDS GMBH | 100,00 | |
| 380 | WEALTHCAP INVESTORENBETREUUNG GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | 100,00 | |
| 381 | Capitale sociale EUR 60.000 WEALTHCAP |
GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING | 100,00 | |
| KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH | GMBH | ||||||
| Capitale sociale EUR 125.000 | |||||||
| 382 | WEALTHCAP LEASING GMBH | GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
100,00 | |
| Capitale sociale EUR 25.000 | |||||||
| 383 | WEALTHCAP MANAGEMENT SERVICES GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 50.000 | |||||||
| 384 | WEALTHCAP OBJEKT DRESDEN GMBH & CO. KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG | 10,10 | 33,33 |
| Capitale sociale EUR 10.000 | WEALTHCAP KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH |
89,90 | 33,33 | ||||
| 385 | WEALTHCAP OBJEKT STUTTGART III GMBH & | MONACO DI | MONACO DI | 1 | WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG | 10,10 | 33,33 |
| CO. KG Capitale sociale EUR 10.000 |
BAVIERA | BAVIERA | WEALTHCAP IMMOBILIEN 43 KOMPLEMENTAER | 33,33 | |||
| GMBH WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT |
89,90 | 33,33 | |||||
| 386 | WEALTHCAP OBJEKT-VORRAT 25 GMBH & CO. | MONACO DI | MONACO DI | 1 | GMBH WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG |
10,10 | 25,00 |
| KG Capitale sociale EUR 10.000 |
BAVIERA | BAVIERA | WEALTHCAP IMMOBILIEN 2 GMBH & CO. KG | 10,10 | 25,00 | ||
| WEALTHCAP KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH |
79,80 | 25,00 | |||||
| 387 | WEALTHCAP PEIA KOMPLEMENTAR GMBH | GRUENWALD | GRUENWALD | 1 | WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH | 100,00 | |
| Capitale sociale EUR 26.000 | |||||||
| 388 | WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | UNICREDIT BANK AG | 6,00 | |
| Capitale sociale EUR 1.023.000 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
94,00 |
| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| 389 | WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT GMBH Capitale sociale EUR 60.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP INVESTMENT SERVICES GMBH | 100,00 | |
| 390 | WEALTHCAP SPEZIAL WOHNEN 1 KOMPLEMENTAR GMBH Capitale sociale EUR 25.000 |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH | 100,00 | |
| 391 | WEALTHCAP SPEZIAL- AIF-SV BUERO 8 | GRUENWALD | GRUENWALD | 4 | WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH |
(3) | |
| 392 | WEALTHCAP VORRATS-2 GMBH | MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP FONDS GMBH | 100,00 | |
| 393 | Capitale sociale EUR 25.000 WEALTHCAP WOHNEN 1B GMBH &CO. KG |
MONACO DI BAVIERA |
MONACO DI BAVIERA |
1 | WEALTHCAP IMMOBILIEN 1 GMBH & CO. KG | 10,10 | 33,33 |
| Capitale sociale EUR 10.000 | WEALTHCAP KAPITALVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH |
89,90 | 33,33 | ||||
| WEALTHCAP SPEZIAL WOHNEN 1 KOMPLEMENTAR GMBH |
33,33 | ||||||
| 394 | WEICKER S. A R.L. Capitale sociale EUR 20.658.840 |
LUSSEMBURGO | LUSSEMBURGO | 1 | UNICREDIT BANK AG | 100,00 | |
| 395 | WOEM GRUNDSTUECKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.336 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 396 | Z LEASING ALFA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 397 | Z LEASING ARKTUR IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 398 | Z LEASING AURIGA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 399 | Z LEASING CORVUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 400 | Z LEASING DORADO IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH | 99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 401 | Z LEASING DRACO IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 402 | Z LEASING GAMA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 403 | Z LEASING GEMINI IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 404 | Z LEASING HEBE IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GEBAEUDELEASING GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 405 | Z LEASING HERCULES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 406 | Z LEASING IPSILON IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG GMBH |
99,80 | |||||
| 407 | Z LEASING ITA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 408 | Z LEASING JANUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO (1) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI % (2) |
|
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 409 | Z LEASING KALLISTO IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 410 | Z LEASING KAPA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 411 | Z LEASING LYRA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | GALA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 412 | Z LEASING NEREIDE IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 413 | Z LEASING OMEGA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | CALG DELTA GRUNDSTUECKVERWALTUNG GMBH |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 414 | Z LEASING PERSEUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
10,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H. |
90,00 | |||||
| 415 | Z LEASING SCORPIUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 416 | Z LEASING TAURUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
99,80 | |
| Capitale sociale EUR 73.000 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |||||
| 417 | Z LEASING VENUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 99,80 | |||||
| 418 | Z LEASING VOLANS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | VIENNA | 1 | UCLA IMMO-BETEILIGUNGSHOLDUNG GMBH & CO KG |
0,20 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH | 99,80 | |||||
| 419 | ZABA PARTNER D.O.O. ZA BROKERSKE POSLOVE U OSIGURANJU I REOSIGURANJU Capitale sociale HRK 1.500.000 |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 100,00 | |
| 420 | ZAGREB NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA Capitale sociale HRK 300.000 |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 100,00 | |
| 421 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | UNICREDIT SPA | 84,48 | |
| 422 | Capitale sociale HRK 6.404.839.100 ZANE BH DOO |
SARAJEVO | SARAJEVO | 1 | ZAGREB NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA |
100,00 | |
| 423 | Capitale sociale BAM 131.529 ZAPADNI TRGOVACKI CENTAR D.O.O. |
RIJEKA | RIJEKA | 1 | UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN | 100,00 | |
| Capitale sociale HRK 20.000 | GMBH | ||||||
| 424 | ZB INVEST D.O.O. ZA UPRAVLJANJE INVESTICIJSKIM FONDOVIMA Capitale sociale HRK 4.000.000 |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 1 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 100,00 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TIPO DI | NATURA DELLE |
QUOTA | DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI |
|||||
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | RAPPORTO(1) | RELAZIONI(4) | IMPRESA PARTECIPANTE | % | %(2) | |
| IMPRESE VALUTATE AL PATRIMONIO NETTO | ||||||||
| 1 | A.2 SOTTOPOSTE A CONTROLLO CONGIUNTO FIDES LEASING GMBH |
VIENNA | VIENNA | 7 | 2 | CALG ANLAGEN LEASING GMBH | 50,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.000 | ||||||||
| 2 | HETA BA LEASING SUED GMBH | KLAGENFURT | KLAGENFURT | 7 | 2 | UNIVERSALE INTERNATIONAL | 50,00 | |
| Capitale sociale EUR 36.500 | REALITAETEN GMBH | |||||||
| 3 | PALATIN | STOCKERAU | STOCKERAU | 7 | 2 | UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH | 50,00 | |
| GRUNDSTUECKVERWALTUNGS GESELLSCHAFT M.B.H. Capitale sociale EUR 36.336 |
||||||||
| A.3 SOTTOPOSTE A INFLUENZA NOTEVOLE | ||||||||
| 4 | ALLIANZ ZB D.O.O. DRUSTVO ZA UPRAVLJANJE OBVEZNIM I DOBROVOLJNIM MIROVINSKIM FONDOVIMA |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 8 | 2 | ZAGREBACKA BANKA D.D. | 49,00 | |
| Capitale sociale HRK 105.000.000 | ||||||||
| 5 | ASSET BANCARI II Capitale sociale EUR 25.050.203 |
MILANO | MILANO | 8 | 2 | UNICREDIT SPA | 21,55 | |
| 6 | AVIVA SPA | MILANO | MILANO | 8 | 4 | UNICREDIT SPA | 49,00 | |
| Capitale sociale EUR 247.000.000 | ||||||||
| 7 | BANK FUER TIROL UND VORARLBERG AKTIENGESELLSCHAFT |
INNSBRUCK | INNSBRUCK | 8 | 1 | CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
37,53 | 40,51 |
| Capitale sociale EUR 68.062.500 | INNSBRUCK | INNSBRUCK | 8 | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 9,85 | 6,34 | |
| 8 | BARN BV | AMSTERDAM | AMSTERDAM | 8 | 2 | AO UNICREDIT BANK | 40,00 | |
| Capitale sociale EUR 237.890.000 | ||||||||
| 9 | BKS BANK AG | KLAGENFURT | KLAGENFURT | 8 | 1 | CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
23,15 | |
| Capitale sociale EUR 85.886.000 | KLAGENFURT | KLAGENFURT | 8 | 1 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 6,63 | ||
| 10 | CAMFIN S.P.A. Capitale sociale EUR 1.080.000 |
MILANO | MILANO | 8 | 5 | UNICREDIT SPA | 12,70 | 19,84 |
| 11 | CASH SERVICE COMPANY AD | SOFIA | SOFIA | 8 | 5 | UNICREDIT BULBANK AD | 25,00 | |
| Capitale sociale BGN 12.500.000 | ||||||||
| 12 | CBD INTERNATIONAL SP.ZO.O. | VARSAVIA | VARSAVIA | 8 | 2 | ISB UNIVERSALE BAU GMBH | 49,75 | |
| 13 | Capitale sociale PLN 100.500 CNP UNICREDIT VITA S.P.A. |
MILANO | MILANO | 8 | 4 | UNICREDIT SPA | 38,80 | |
| Capitale sociale EUR 381.698.529 | ||||||||
| 14 | COMPAGNIA AEREA ITALIANA S.P.A. | FIUMICINO (ROMA) |
FIUMICINO (ROMA) |
8 | 5 | UNICREDIT SPA | 36,59 | |
| 15 | Capitale sociale EUR 352.940 COMTRADE GROUP B.V. |
ROTTERDAM | AMSTERDAM | 8 | 5 | UNICREDIT BANK AG | 21,05 | |
| Capitale sociale EUR 4.522.000 | ||||||||
| 16 | CREDITRAS ASSICURAZIONI SPA | MILANO | MILANO | 8 | 4 | UNICREDIT SPA | 50,00 | |
| Capitale sociale EUR 52.000.000 | ||||||||
| 17 | CREDITRAS VITA SPA Capitale sociale EUR 112.200.000 |
MILANO | MILANO | 8 | 4 | UNICREDIT SPA | 50,00 | |
| 18 | DA VINCI S.R.L. | ROMA | ROMA | 8 | 5 | IDEA FIMIT SGR FONDO SIGMA | 37,50 | |
| Capitale sociale EUR 100.000 | IMMOBILIARE | |||||||
| 19 | INCONTRA ASSICURAZIONI S.P.A. | MILANO | MILANO | 8 | 4 | UNICREDIT SPA | 49,00 | |
| Capitale sociale EUR 5.200.000 | ||||||||
| 20 | MULTIPLUS CARD D.O.O. ZA PROMIDZBU I USLUGE |
ZAGABRIA | ZAGABRIA | 8 | 2 | ZAGREB NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA |
75,00 | 25,00 |
| Capitale sociale HRK 5.000.000 | ||||||||
| 21 | NOTARTREUHANDBANK AG | VIENNA | VIENNA | 8 | 2 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 25,00 | |
| 22 | Capitale sociale EUR 8.030.000 OBERBANK AG |
LINZ | LINZ | 8 | 1 | CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT | 23,76 | |
| M.B.H. | ||||||||
| Capitale sociale EUR 105.505.000 | LINZ | LINZ | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 3,41 | ||||
| 23 | OESTERREICHISCHE KONTROLLBANK AKTIENGESELLSCHAFT |
VIENNA | VIENNA | 8 | 1 | CABET-HOLDING GMBH | 24,75 | |
| Capitale sociale EUR 130.000.000 | SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT |
8,26 | ||||||
| UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 16,14 | |||||||
| 24 | OESTERREICHISCHE | VIENNA | VIENNA | 8 | 2 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 29,30 | |
| WERTPAPIERDATEN SERVICE GMBH Capitale sociale EUR 100.000 |
||||||||
| 25 | PSA PAYMENT SERVICES AUSTRIA | VIENNA | VIENNA | 8 | 2 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 24,00 | |
| GMBH | ||||||||
| Capitale sociale EUR 285.000 |

| RAPPORTO DI PARTECIPAZIONE | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE LEGALE | SEDE OPERATIVA | TIPO DI RAPPORTO(1) |
NATURA DELLE RELAZIONI(4) |
IMPRESA PARTECIPANTE | QUOTA % |
DISPONIBILITA' VOTI EFFETTIVI %(2) |
|
| 26 | RCI FINANCIAL SERVICES S.R.O. Capitale sociale CZK 70.000.000 |
PRAGA | PRAGA | 8 | 2 | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | 50,00 | 49,86 |
| 27 | RISANAMENTO SPA Capitale sociale EUR 197.951.784 |
MILANO | MILANO | 8 | 5 | UNICREDIT SPA | 22,23 | |
| 28 | UNI GEBAEUDEMANAGEMENT GMBH Capitale sociale EUR 18.168 |
LINZ | LINZ | 8 | 2 | BA GVG-HOLDING GMBH | 50,00 | |
| 29 | WKBG WIENER KREDITBUERGSCHAFTS- UND BETEILIGUNGSBANK AG Capitale sociale EUR 15.550.309 |
VIENNA | VIENNA | 8 | 2 | UNICREDIT BANK AUSTRIA AG | 21,54 | |
| 30 | YAPI VE KREDI BANKASI AS Capitale sociale TRY 8.398.165.828 |
ISTANBUL | ISTANBUL | 8 | 1 | UNICREDIT SPA | 20,00 |
Note alla tabella delle partecipazioni in società oggetto di consolidamento integrale e al patrimonio netto:
1= maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria;
2= influenza dominante nell'assemblea ordinaria; 3= accordi con altri soci;
4= altre forme di controllo;
5= direzione unitaria ex art.39 comma 1, del "decreto legislativo 136/2015";
6= direzione unitaria ex art.39 comma 2, del "decreto legislativo 136/2015";
7= controllo congiunto; 8= imprese collegate.
(2) Disponibilità voti nell'assemblea ordinaria. I diritti di voto sono riportati solo laddove diversi dalla % di partecipazione al capitale.
(3) Entità consolidate, ai sensi IFRS10, in virtù della simultanea disponibilità del potere di governo sulle attività rilevanti e dell'esposizione alla variabilità dei risultanti rendimenti.
(4) Natura delle relazioni:
1= Enti creditizi; 2= Enti finanziari;
3= Enti strumentali
4= Imprese di assicurazione;
5= Imprese non finanziarie;
6= Altre partecipazioni.
(1) Tipo di rapporto:

Variazioni nell'area di consolidamento
Le società consolidate integralmente, comprese la Capogruppo e quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, sono diminuite complessivamente di 42 entità rispetto al 31 dicembre 2020 (4 nuove entrate e 46 uscite per cessioni, variazioni del metodo di consolidamento e fusioni), passando da 466 al 31 dicembre 2020 a 424 al 30 giugno 2021.
Le società consolidate con il metodo del patrimonio netto, incluse quelle riclassificate fra le attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione, passano da 31 (al 31 dicembre 2020) a 30 (al 30 giugno 2021) per effetto di 1 cessione.
Si ricorda che, dall'1 gennaio 2014, per effetto dell'introduzione dell'IFRS11 è stata eliminata la possibilità di adottare il metodo del consolidamento proporzionale, imponendo il passaggio al metodo di consolidamento al patrimonio netto per le società che ricadono nell'ambito di applicazione del sopra citato IFRS11.
Con riferimento al 30 giugno 2021, si precisa che 220 entità controllate (di cui 28 appartenenti al gruppo bancario) non sono state oggetto di consolidamento, di queste 219 per materialità e/o per l'avvio delle relative procedure di liquidazione, mentre la rimanente entità fa riferimento ad un'operazione di ristrutturazione creditizia, i cui rischi sono valutati nell'ambito delle esposizioni creditizie. Sulla base delle informazioni disponibili, si ritiene che il consolidamento delle stesse non avrebbe comunque determinato effetti significativi sul Patrimonio netto di Gruppo.
Società consolidate integralmente
Nella tabella che segue sono indicate le variazioni intervenute nelle partecipazioni in società controllate in via esclusiva (consolidate integralmente).
Partecipazioni in società controllate in via esclusiva (consolidate integralmente): variazioni annue
| NUMERO DI SOCIETÀ | |
|---|---|
| A. Rimanenze iniziali (da esercizio precedente) | 466 |
| B. Variazioni in aumento | 4 |
| B.1 Costituzioni | 1 |
| B.2 Variazione del metodo di consolidamento | 2 |
| B.3 Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio | 1 |
| C. Variazioni in diminuzione | 46 |
| C.1 Cessioni/Liquidazioni | 7 |
| C.2 Variazione del metodo di consolidamento | 36 |
| C.3 Fusioni in altre società del Gruppo | 3 |
| D. Rimanenze finali | 424 |
Le altre variazioni intervenute in aumento e in diminuzione a livello di singola società risultano come segue.
Variazioni in aumento
| Costituzione di nuove società | |
|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE |
| EBS FINANCE S.R.L. | MILANO |
Variazione del metodo di consolidamento
| DENOMINAZIONE | SEDE | DENOMINAZIONE | SEDE |
|---|---|---|---|
| WEALTHCAP WOHNEN 1B GMBH &CO. KG | MONACO DI | WEALTHCAP SPEZIAL WOHNEN 1 KOMPLEMENTAR | MONACO DI |
| BAVIERA | GMBH | BAVIERA |
| WEALTHCAP SPEZIAL WOHNEN 1 KOMPLEMENTAR | MONACO DI |
|---|---|
| GMBH | BAVIERA |
Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio
| DENOMINAZIONE | SEDE |
|---|---|
| UCLA AM WINTERHAFEN 11 IMMOBILIENLEASING | VIENNA |
| GMBH & CO OG |
Variazioni in diminuzione
Cessioni/Liquidazioni
| DENOMINAZIONE | SEDE | DENOMINAZIONE | SEDE |
|---|---|---|---|
| SIA UNICREDIT LEASING | RIGA | SIA UNICREDIT INSURANCE BROKER | RIGA |
| LOCAT SV SRL (CARTOLARIZZAZIONE: SERIE 2016) | CONEGLIANO | ELEKTRA PURCHASE NO. 41 DAC | DUBLINO |
| IMMOBILIEN RATING GMBH IN LIQU. | VIENNA | LARGE CORPORATE ONE SRL | VERONA |
| (CARTOLARIZZAZIONE: LARGE CORPORATE ONE) | |||
| ELEKTRA PURCHASE NO. 718 DAC | DUBLINO |
| VERONA | |
|---|---|
| (CARTOLARIZZAZIONE: LARGE CORPORATE ONE) |
Trattasi di cessioni realizzate nel periodo e liquidazioni di società divenute inattive.
Variazione del metodo di consolidamento
| A&T-PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. | MONACO DI | ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS | GRUENWALD |
|---|---|---|---|
| POTSDAMER PLATZ BERLIN KG | BAVIERA | GMBH & CO. PARKKOLONNADEN KG | |
| REAL INVEST IMMOBILIEN GMBH | VIENNA | WEALTHCAP OBJEKT MAINZ GMBH & CO. KG | MONACO DI BAVIERA |
| BAH-KAPPA KFT. V.A. | BUDAPEST | HUMAN RESOURCES SERVICE AND DEVELOPMENT GMBH |
VIENNA |
| BA-CA FINANCE (CAYMAN) II LIMITED | GEORGE TOWN |
BA-CA FINANCE (CAYMAN) LIMITED | GEORGE TOWN |
| ALPINE CAYMAN ISLANDS LTD. | GEORGE TOWN |
UNICREDIT BIZTOSITASKOEZVETITO KFT | BUDAPEST |
| HVB HONG KONG LIMITED | HONG KONG | BA ALPINE HOLDINGS, INC. | WILMINGTON |
| BUITENGAATS HOLDING B.V. | EEMSHAVEN | UNICREDIT GLOBAL LEASING EXPORT GMBH | VIENNA |
| UNICREDIT PARTNER D.O.O. BEOGRAD | BELGRADO | BA-CA WIEN MITTE HOLDING GMBH | VIENNA |
| HVB SECUR GMBH | MONACO DI BAVIERA |
AMBASSADOR PARC DEDINJE D.O.O. BEOGRAD | BELGRADO |
| INTERRA GESELLSCHAFT FUR IMMOBILIENVERWALTUNG MBH |
MONACO DI BAVIERA |
UNICREDIT OPERATIV LIZING KFT | BUDAPEST |
| KSG KARTEN-VERRECHNUNGS- UND SERVICEGESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | ATLANTERRA IMMOBILIENVERWALTUNGS GMBH | MONACO DI BAVIERA |
| OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO. CENTERPARK KG |
MONACO DI BAVIERA |
BIL LEASING-FONDS GMBH & CO VELUM KG | GRUENWALD |
| SELFOSS BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH | GRUENWALD | DC ELEKTRONISCHE ZAHLUNGSSYSTEME GMBH | VIENNA |
| SIMON VERWALTUNGS-AKTIENGESELLSCHAFT I.L. | MONACO DI | DELPHA IMMOBILIEN- UND | MONACO DI |
| BAVIERA | PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. GROSSKUGEL BAUABSCHNITT GAMMA MANAGEMENT KG |
BAVIERA | |
| SPREE GALERIE HOTELBETRIEBSGESELLSCHAFT | MONACO DI | DELPHA IMMOBILIEN- UND | MONACO DI |
| MBH | BAVIERA | PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. GROSSKUGEL BAUABSCHNITT ALPHA MANAGEMENT KG |
BAVIERA |
| TREUCONSULT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H. |
VIENNA | FOOD & MORE GMBH | MONACO DI BAVIERA |
| VERWALTUNGSGESELLSCHAFT KATHARINENHOF | MONACO DI | GRUNDSTUCKSAKTIENGESELLSCHAFT AM | MONACO DI |
| MBH | BAVIERA | POTSDAMER PLATZ (HAUS VATERLAND) | BAVIERA |
| UNICREDIT GLOBAL LEASING PARTICIPATION MANAGEMENT GMBH IN LIQUIDATION |
VIENNA | WEALTHCAP OBJEKT ESSEN II GMBH & CO. KG | MONACO DI BAVIERA |
| DENOMINAZIONE | SEDE | DENOMINAZIONE | SEDE |
|---|---|---|---|
| A&T-PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. | MONACO DI | ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS | GRUENWALD |
| POTSDAMER PLATZ BERLIN KG | BAVIERA | GMBH & CO. PARKKOLONNADEN KG | |
| REAL INVEST IMMOBILIEN GMBH | VIENNA | WEALTHCAP OBJEKT MAINZ GMBH & CO. KG | MONACO DI |
| BAVIERA | |||
| BAH-KAPPA KFT. V.A. | BUDAPEST | HUMAN RESOURCES SERVICE AND DEVELOPMENT | VIENNA |
| GMBH | |||
| BA-CA FINANCE (CAYMAN) II LIMITED | GEORGE | BA-CA FINANCE (CAYMAN) LIMITED | GEORGE |
| TOWN | TOWN | ||
| ALPINE CAYMAN ISLANDS LTD. | GEORGE | UNICREDIT BIZTOSITASKOEZVETITO KFT | BUDAPEST |
| TOWN | |||
| HVB HONG KONG LIMITED | HONG KONG | BA ALPINE HOLDINGS, INC. | WILMINGTON |
| BUITENGAATS HOLDING B.V. | EEMSHAVEN | UNICREDIT GLOBAL LEASING EXPORT GMBH | VIENNA |
| UNICREDIT PARTNER D.O.O. BEOGRAD | BELGRADO | BA-CA WIEN MITTE HOLDING GMBH | VIENNA |
| HVB SECUR GMBH | MONACO DI | AMBASSADOR PARC DEDINJE D.O.O. BEOGRAD | BELGRADO |
| BAVIERA | |||
| INTERRA GESELLSCHAFT FUR | MONACO DI | UNICREDIT OPERATIV LIZING KFT | BUDAPEST |
| IMMOBILIENVERWALTUNG MBH | BAVIERA | ||
| KSG KARTEN-VERRECHNUNGS- UND | VIENNA | ATLANTERRA IMMOBILIENVERWALTUNGS GMBH | MONACO DI |
| SERVICEGESELLSCHAFT M.B.H. | BAVIERA | ||
| OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO. | MONACO DI | BIL LEASING-FONDS GMBH & CO VELUM KG | GRUENWALD |
| CENTERPARK KG | BAVIERA | ||
| SELFOSS BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH | GRUENWALD | DC ELEKTRONISCHE ZAHLUNGSSYSTEME GMBH | VIENNA |
| SIMON VERWALTUNGS-AKTIENGESELLSCHAFT I.L. | MONACO DI | DELPHA IMMOBILIEN- UND | MONACO DI |
| BAVIERA | PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. | BAVIERA | |
| GROSSKUGEL BAUABSCHNITT GAMMA | |||
| SPREE GALERIE HOTELBETRIEBSGESELLSCHAFT | MONACO DI | MANAGEMENT KG DELPHA IMMOBILIEN- UND |
MONACO DI |
| MBH | BAVIERA | PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. | BAVIERA |
| GROSSKUGEL BAUABSCHNITT ALPHA | |||
| MANAGEMENT KG | |||
| TREUCONSULT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT | VIENNA | FOOD & MORE GMBH | MONACO DI |
| M.B.H. | BAVIERA | ||
| VERWALTUNGSGESELLSCHAFT KATHARINENHOF | MONACO DI | GRUNDSTUCKSAKTIENGESELLSCHAFT AM | MONACO DI |
| MBH | BAVIERA | POTSDAMER PLATZ (HAUS VATERLAND) | BAVIERA |
| UNICREDIT GLOBAL LEASING PARTICIPATION | VIENNA | WEALTHCAP OBJEKT ESSEN II GMBH & CO. KG | MONACO DI |
| MANAGEMENT GMBH IN LIQUIDATION | BAVIERA |
Si segnala che nel corso del semestre il principale limite quantitativo per il consolidamento integrale delle società controllate è stato allineato, sia ai fini IAS/IFRS sia ai fini regolamentari, a quanto previsto dall'articolo 19 comma 1 del Regolamento UE 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi (CRR), innalzando l'importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio dell'impresa considerata al minore dei due importi seguenti: a) 10 milioni di euro; b) 1% dell'importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio della Capogruppo. A seguito di tale adeguamento, le società controllate riportate nella tabella sovrastante sono state deconsolidate, essendo l'importo totale degli attivi e degli elementi fuori bilancio di ciascuna di esse inferiore al minore dei due limiti sopra citati. Oltre alla presenza di ulteriori limiti quantitativi, eventuali eccezioni a tale approccio risiedono nelle valutazioni qualitative circa la natura degli attivi e passivi, in e fuori bilancio, detenuti dalle entità.

Fusioni in altre società del Gruppo
| DENOMINAZIONE SOCIETA' FUSA | SEDE | SOCIETA' INCORPORANTE | SEDE |
|---|---|---|---|
| BACA LEASING ALFA S.R.O. | PRAGA | UNICREDIT LEASING CZ, A.S. | PRAGA |
| PRO WOHNBAU GMBH | VIENNA | IMMOBILIEN HOLDING GMBH | VIENNA |
| POMINVEST DD | SPALATO | ZAGREBACKA BANKA D.D. | ZAGABRIA |
Società integrali che hanno modificato la denominazione sociale nel corso dell'esercizio
| DENOMINAZIONE | SEDE | DENOMINAZIONE | SEDE |
|---|---|---|---|
| BAH-OMEGA ZRT.'V.A.' (ex. BAH-OMEGA ZRT.) | BUDAPEST | UNICREDIT GLOBAL LEASING PARTICIPATION MANAGEMENT GMBH IN LIQUIDATION (ex. UNICREDIT GLOBAL LEASING PARTICIPATION MANAGEMENT GMBH) |
VIENNA |
| ALPHA RENT DOO BEOGRAD (ex. UNICREDIT RENT D.O.O. BEOGRAD) |
BELGRADO |
Partecipazioni in società sottoposte a controllo congiunto e ad influenza notevole (consolidate al patrimonio netto): variazioni annue
| NUMERO DI SOCIETÀ | |
|---|---|
| A. Rimanenze iniziali (da esercizio precedente) | 31 |
| B. Variazioni in aumento | - |
| B.1 Costituzioni | - |
| B.2 Variazione del metodo di consolidamento | - |
| B.3 Entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio | - |
| C. Variazioni in diminuzione | 1 |
| C.1 Cessioni/Liquidazioni | 1 |
| C.2 Variazione del metodo di consolidamento | - |
| C.3 Fusioni in altre società | - |
| C.4 Altre variazioni | - |
| D. Rimanenze finali | 30 |
Variazioni in aumento
Nel periodo non si segnalano variazioni in aumento per costituzione di nuove società, variazioni del metodo di consolidamento e per entità oggetto di primo consolidamento nell'esercizio.
Variazioni in diminuzione
| Cessioni/Liquidazioni | |
|---|---|
| DENOMINAZIONE | SEDE |
| CAPITAL DEV SPA | ROMA |
Trattasi di operazione di cessione.
Si precisa che al 30 giugno 2021 sono state mantenute al costo:
- 9 partecipazioni (tutte detenute direttamente o da imprese consolidate) in società collegate;
- 2 partecipazioni (tutte detenute direttamente o da imprese consolidate) in società a controllo congiunto.
Sezione 4 - Eventi successivi alla data di riferimento
Con data regolamento 7 luglio 2021 UniCredit S.p.A. ha concluso l'emissione di strumenti Additional Tier 1 (cosiddetti Non-Cumulative Temporary Write-Down Deeply Subordinated Fixed Rate Resettable Notes), collocati lo scorso 30 giugno 2021.
Per ulteriori informazioni sull'emissione si rimanda ai paragrafi "Rafforzamento patrimoniale" e "Altre informazioni sulle attività del Gruppo" della Relazione intermedia sulla gestione consolidata.
Al 30 giugno 2021 il Gruppo detiene, attraverso Zagrebačka Banka, una partecipazione del 36,9% in Optima Telekom, una compagnia di telecomunicazioni croata. Questa partecipazione è classificata fra le altre attività finanziarie obbligatoriamente al fair value in virtù di un accordo concluso nel 2014 con il quale Zagrebačka Banka ha trasferito i suoi diritti di gestione a Hrvatski Telekom che ha ottenuto il controllo su Optima Telekom.
Il 10 luglio 2021, a seguito della decisione da parte dell'Autorità croata per la concorrenza, l'accordo sopra menzionato è stato sciolto. A tale scioglimento ha fatto seguito il venir meno del trasferimento dei diritti di gestione a Hrvatski Telekom.

Conseguentemente, Zagrebačka Banka ha diritto ad esercitare i diritti sottostanti alla sua partecipazione del 36,9% dell'azionariato. Nonostante l'assenza della maggioranza assoluta, la dispersione dei rimanenti azionisti è tale da consentire a Zagrebačka Banka di avere il controllo di fatto su Optima Telekom.
A tale riguardo occorre menzionare che è in corso un processo di vendita della partecipazione, nel cui ambito, Zagrebačka Banka ha ricevuto offerte vincolanti già approvate dal Management Board della banca e un accordo di vendita è stato firmato con il potenziale compratore. La conclusione della transazione è condizionata alle autorizzazioni da parte delle competenti autorità locali.
Ci si attende che il processo di vendita sia concluso nei prossimi mesi e di conseguenza le attività e le passività derivanti dal consolidamento di tal società saranno presentate come in corso di dismissione.
In data 13 luglio 2021 è stato reso noto che l'agenzia di rating Moody's ha aggiornato la propria metodologia relativa alle banche. A seguito di tale aggiornamento, i rating dei depositi a lungo termine e del debito senior, e degli strumenti Tier 2 di UniCredit S.p.A. sono rimasti invariati, rispettivamente a "Baa1" e "Baa3".
I rating Senior di UniCredit Non-Preferred sono stati modificati a "Baa3" da "Baa2". L'outlook è stato confermato "stabile".
In data 15 luglio 2021 UniCredit ha annunciato ulteriori passi nel suo processo di semplificazione. Dopo l'istituzione del nuovo assetto organizzativo presentato lo scorso maggio dall'Amministratore Delegato del Gruppo Andrea Orcel e la nomina di un nuovo Group Executive Committee ("GEC"), è stato reso noto che la prima linea di ogni area di business e geografica è stata ridisegnata per ridurre sovrapposizioni e complessità, mantenendo funzioni di controllo e supervisione ben definite, con l'obiettivo di migliorare ulteriormente l'efficienza complessiva. Le singole strutture sono state ridisegnate con l'obiettivo di garantire livelli di esecuzione e capacità decisionali più rapide oltre a promuovere l'eccellenza operativa, facilitando legami ancora più solidi tra il management, i clienti e le comunità in cui la banca opera.
Questo nuovo assetto arricchisce ulteriormente il team manageriale in termini di diversity, riflettendo una maggiore presenza femminile a livello di GEC e introducendo una più ampia varietà delle nazionalità rappresentate. L'Italia diventa una geografia autonoma, a conferma dell'importanza cruciale di questo Paese per il Gruppo.
Il 22 luglio 2021, a seguito del rilascio da parte della Banca Centrale Europea della prevista autorizzazione, è stato depositato nel Registro Imprese tenuto presso la Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi e presso l'Irish Companies' Registration Office il progetto di fusione transfrontaliera per l'incorporazione di UniCredit Bank Ireland Public Limited Company in UniCredit S.p.A. Tale operazione, che dovrebbe concludersi prevedibilmente entro il 2021, è finalizzata a semplificare la struttura del Gruppo, al fine di assicurare una maggiore efficienza e ottimizzare la struttura economica gestionale e finanziaria.
In data 28 luglio UniCredit ha reso noto il rimborso anticipato di titoli, emessi in data 10 settembre 2014 (ISIN XS1107890847) per 1 miliardo di euro, in conformità con le previsioni dei termini e condizioni dei titoli stessi. UniCredit S.p.A. eserciterà l'opzione di rimborso integrale dei titoli in via anticipata in data 10 settembre 2021. Il rimborso anticipato avverrà alla pari insieme agli interessi maturati e non corrisposti. Gli interessi cesseranno di maturare alla stessa data di rimborso anticipato.
In data 29 luglio 2021 UniCredit S.p.A. e il Ministero dell'Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana (il "MEF"), nella sua qualità di azionista di maggioranza di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ("MPS"), hanno reso noto di aver approvato i presupposti per una potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di MPS, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. A tal fine, avvieranno interlocuzioni in esclusiva per verificare la fattibilità dell'operazione.
L'operazione allo studio sarà subordinata al positivo esito della verifica della sussistenza dei presupposti essenziali dell'operazione, della due diligence legale, patrimoniale, fiscale, contabile e industriale, e delle interlocuzioni con il MEF e MPS finalizzate ad addivenire a una più puntuale definizione della struttura, dei termini e del perimetro dell'operazione, nonché alla successiva definizione dei relativi accordi vincolanti.
Sezione 5 - Altri aspetti
Nel corso del 2021 sono entrati in vigore i seguenti principi contabili o modifiche di principi contabili esistenti:
- Modifiche all'IFRS9, allo IAS39, IFRS7, IFRS4 and IFRS16 Riforma degli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse Fase 2 (EU Regulation 2021/25);
- Modifiche all'IFRS4 Contratti Assicurativi posticipo dell'IFRS9 (Reg. UE 2020/2097).
Alla data del 30 giugno 2021, il documento "Modifiche all'IFRS3 Aggregazioni aziendali; IAS16 Immobili, impianti e macchinari; IAS37 Accantonamenti, passività e attività potenziali così come Ciclo annuale di miglioramenti" (Reg. UE 2021/1080), applicabile alla reportistica con entrata in vigore a partire da o successivamente al 1 gennaio 2022, è stato omologato da parte della Commissione Europea.
Al 30 giugno 2021, infine, lo IASB risulta aver emanato i seguenti principi contabili, interpretazioni o modifiche di principi contabili esistenti la cui applicazione è tuttavia subordinata al completamento del processo di omologazione da parte degli organi competenti dell'Unione Europea:
- IFRS17 Contratti Assicurativi (maggio 2017) incluse le modifiche all'IFRS17 (giugno 2020);
- Modifiche allo IAS1 Presentazione del bilancio: Classificazione delle passività come correnti o non-correnti e Classificazione delle passività come correnti o non correnti - Differimento della data di entrata in vigore (rispettivamente gennaio e luglio 2020);
- Modifiche allo IAS1 Presentazione del bilancio e all'IFRS Practice Statement 2: Disclosure delle Politiche contabili (febbraio 2021);

- Modifiche allo IAS8 Politiche contabili, Modifiche ed errori nelle stime: Definizione delle stime (febbraio 2021);
- Modifiche all'IFRS16 Leases: concessioni su canoni d'affitto relative al Covid-19 oltre il 30 giugno 2021 (marzo 2021);
- Modifiche allo IAS12 Imposte sul reddito: Imposte Differite relative ad attività e passività derivanti da una singola transazione (maggio 2021).
Il deposito dell'intero documento presso le sedi e le istituzioni competenti è effettuato ai sensi di legge.
Il documento "Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021" è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 29 luglio 2021 ed è sottoposto a revisione contabile limitata da parte della Società di revisione Deloitte & Touche S.p.A.
Transizione dei Tassi interbancari benchmark (IBOR transition)
A seguito delle preoccupazioni sollevate circa l'integrità e l'affidabilità dei principali parametri di riferimento dei mercati finanziari, il Financial Stability Board (FSB) ha avviato una riforma globale dei tassi di interesse di riferimento. Al fine di valutare i rischi rilevanti associati a tale riforma e di intraprendere azioni appropriate per garantire un'adeguata transizione ai tassi di riferimento alternativi o riformati prima della scadenza della fine del 2021, come richiesto nel Regolamento Benchmark UE (BMR), il gruppo UniCredit ha avviato, nell'ottobre 2018, un progetto di Gruppo di durata pluriennuale per gestire la cessazione degli IBOR (Interbank Offered Rates) strutturato considerando sia l'esposizione di Gruppo (principalmente focalizzata sull'Euro) che le tempistiche inerenti alla transizione degli indici.
È importante menzionare che lo "European Working Groups on Euro Risk-Free Rates" ha emesso le sue raccomandazioni sui possibili tassi sostitutivi all'Euribor e sui possibili criteri di cessazione, mentre altri gruppi di lavoro e istituzioni internazionali (ad esempio la International Swaps and Derivatives Association - ISDA; l'ICE Benchmark Administration - IBA; la London Clearing House - LCH), hanno emesso le loro raccomandazioni focalizzate sulla dismissione del LIBOR, i cui risultati saranno presi in considerazione nell'indirizzare le pratiche di mercato da considerare per gestire la transizione.
Allo stesso tempo il Regolamento degli Indici di Mercato è stato modificato al fine di consentire alla Commissione Europea di identificare tassi alternativi a norma di legge (da definire previa consultazione pubblica ed applicabili ai contratti privi di una adeguata indicazione del tasso sostitutivo in caso di cessazione del parametro di mercato concordato tra le parti), mentre le altre principali autorità di mercato internazionali coinvolte (ad esempio la Financial Conduct Authority e la Bank of England nel Regno Unito, il New York State Department of Financial Services negli Stati Uniti d'America) stanno definendo le potenziali modifiche alle previsioni di legge per assicurare una transizione agevole.
Tali discussioni e sviluppi, pur tesi a garantire maggiore stabilità nel mercato durante la transizione e ridurne i rischi, rappresentano ancora oggi fonte di possibile incertezza, con riferimento ai contratti connessi ad altri IBOR (che verranno cessati e/o ancora da trasformare) circa il momento e/o le regole di sostituzione da applicarsi agli stock di attività, passività e contratti derivati.
Il 5 marzo 2021, la Financial Conduct Authority (FCA), nella sua veste di a mministratore del benchmark LIBOR, ha annunciato che il processo di determinazione dei relativi benchmark non sarebbe più stato disponibile (non più oggetto di pubblicazione o, se pur reso disponibile, non più rappresentativo) secondo il seguente calendario:
- immediatamente dopo il 31 dicembre 2021, nel caso di tutti i tenor relativi a Sterlina, Euro, Franco svizzero e Yen giapponese, e per i tenor 1 week e 2-month relativi al Dollaro USA; e
- immediatamente dopo il 30 giugno 2023, per ogni altro tenor relativo al Dollaro USA.
L'ISDA ha fatto seguito il medesimo giorno esplicitando che l'annuncio della FCA costituisce un "trigger event" in base alle previsioni dello ISDA 2020 IBOR Fallbacks Protocol. Di conseguenza, la determinazione dello spread adjustment sostitutivo applicabile nella transizione dei contratti derivati (ed estendibile ai contratti per cassa in virtù delle raccomandazioni emesse dai Gruppi di Lavoro nazionali) sarebbe stato fissato a partire dal medesimo momento per tutti i tenor relativi all'Euro, alla Sterlina, al Franco svizzero, Dollaro USA e Yen giapponese.
Al fine di monitorare gli sviluppi sugli IBOR e per gestire adeguatamente la transizione e gli impatti della cessazione degli stessi, il gruppo UniCredit continua a monitorare il mercato, partecipando anche ai gruppi di lavoro europei, ai gruppi di lavoro del settore e alle consultazioni pubbliche pertinenti.
Valutazione del portafoglio immobiliare del Gruppo
A partire dal 31 dicembre 2019, il Gruppo ha modificato il criterio adottato per la misurazione delle attività immobiliari passando dal modello del costo al modello del fair value per gli immobili detenuti a scopo di investimento, e al modello della rideterminazione del valore per gli immobili ad uso funzionale.
Questa modifica, approvata il 2 dicembre 2019 dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A., è stata ritenuta tale da generare informazioni affidabili e più pertinenti per gli utenti del bilancio tenendo in considerazione:
- la cessione prevista entro il 2025 delle attività immobiliari detenute a scopo di investimento (IAS40), in quanto il modello di fair value presenta una maggiore capacità di approssimare il prezzo di cessione atteso, contabilizzando i relativi effetti in anticipo;
- la possibilità di rappresentare meglio il patrimonio netto del Gruppo, relativamente alle attività immobiliari ad uso funzionale (IAS16), in quanto il modello della rideterminazione del valore rappresenta il patrimonio netto aggiornato alla luce delle attuali condizioni di mercato.
Al 30 giugno 2021 il fair value delle attività immobiliari detenute a scopo di investimento e delle attività immobiliari ad uso funzionale è stato rideterminato mediante perizie esterne relative al 100% degli immobili detenuti dal Gruppo (perizie full o desktop, secondo quanto disposto dalla

policy di Gruppo, ed anche in funzione della significatività degli immobili, della loro tipologia, se ad uso investimento o ad uso funzionale, e/o del periodo trascorso dall'ultima perizia esterna full).
Al 30 giugno 2021 è stato rilevato un effetto patrimoniale positivo di 51 milioni al lordo dell'effetto fiscale, come di seguito dettagliato:
- per gli immobili ad uso funzionale (iscritti a voce "90. Attività materiali"), la rilevazione di un incremento nella specifica riserva da valutazione per un importo di 32 milioni al lordo dell'effetto fiscale. In aggiunta a tale incremento, sono state rilevate nel conto economico plusvalenze per un importo di 5 milioni al lordo dell'effetto fiscale;
- per gli immobili detenuti a scopo investimento (iscritti a voce "90. Attività materiali"), la rilevazione di un risultato di conto economico pari a 14 milioni al lordo dell'effetto fiscale.
Aggiornamento del test di sostenibilità delle imposte differite attive (DTA) per il riporto a nuovo delle perdite fiscali non utilizzate relative al perimetro fiscale italiano
La possibilità di rilevare DTA per il riporto a nuovo delle perdite fiscali, da utilizzare a fronte della disponibilità di redditi imponibili futuri, implica una stima dei risultati economici futuri, che si basa sull'esecuzione di un test di sostenibilità.
A partire da dicembre 2019, UniCredit ha aggiornato la metodologia di calcolo del test di sostenibilità ritenendo appropriato un orizzonte temporale di 10 anni, per il riconoscimento delle DTA derivanti dal riporto a nuovo delle perdite fiscali non utilizzate (Carry-Forward of unused Tax Losses - "TLCF" di seguito) date (i) l'assenza in Italia di limiti temporali legali e (ii) una ragionevole limitazione temporale considerato che l'allungamento dell'orizzonte di previsione aumenta l'incertezza.
Considerata l'incertezza derivante dalla durata decennale dell'orizzonte temporale, ed in linea con l'opinione di ESMA9 , il test di sostenibilità prevede:
- un approccio deterministico per gli anni per cui sono disponibili proiezioni ufficiali;
- un approccio statistico per gli anni che vanno oltre le proiezioni ufficiali.
Inoltre, in linea con lo IAS12, tenuto altresì in considerazione il documento ESMA, è stato selezionato un intervallo di confidenza che riflette una probabilità maggiore del 50% in relazione ai redditi fiscali attesi.
In merito al test di sostenibilità al 30 giugno 2021, è stato preventivamente assunto che le DTA non ancora iscritte non sarebbero state contabilizzate, in considerazione del fatto che le nuove proiezioni ufficiali saranno approvate in concomitanza del nuovo piano strategico pluriennale, la cui pubblicazione è attesa nella seconda parte dell'anno. In proposito:
- mentre la presenza di segnali di deterioramento avrebbe comportato la cancellazione delle DTA, che, se rilevata, sarebbe stata contabilizzata,
- l'evidenza delle verifiche eseguite ha avuto esito positivo dovuto a: (i) il miglioramento dello scenario macroeconomico di maggio 2021 rispetto a quello di dicembre 2020, (ii) l'utile ante imposte realizzato superiore al budget.
In aggiunta alle suddette verifiche, il test di sostenibilità è stato inoltre condotto sulle seguenti basi:
- conferma, tra gli input, che non vi fossero differenze rispetto al 31 dicembre 2020 nel perimetro fiscale italiano di UniCredit, o nelle regole fiscali applicabili, rilevanti ai fini del test;
- aggiornamento del coefficiente utilizzato ai fini della stima della variabilità dei risultati, alla luce delle ultime evidenze pubblicate dalla Banca Centrale Europea il 24 giugno 2021; in particolare, il nuovo coefficiente essendo inferiore a quello utilizzato al 31 dicembre 2020, è indicativo di una minore variabilità dei flussi di cassa prospettici, con un impatto positivo sulla sostenibilità delle DTA potenziali.
Su tali basi, e considerate le suddette assunzioni (i.e. il mancato riconoscimento di ulteriori DTA in considerazione del fatto che le nuove proiezioni ufficiali saranno approvate in concomitanza del nuovo piano strategico pluriennale), i risultati del test di sostenibilità al 31 dicembre 2020 sono stati confermati anche al 30 giugno 2021.
Si precisa che al 30 giugno 2021 l'ammontare di DTA non oggetto di rilevazione in bilancio, con riferimento al gruppo UniCredit, è pari a 4.189 milioni.
Rilevazione di crediti fiscali connessi alla cessione di esposizioni deteriorate
Il Decreto Legge n.73 del 25 maggio 2021 (D.L. 73/202110) ha esteso all'anno 2021 gli incentivi per la cessione di esposizioni deteriorate ("NPE" di seguito), introdotti nel 2020 dall'art.55 del Decreto "Cura Italia" (D.L. n.18 del 17 marzo 2020) e successivamente convertito nella Legge n.27 del 24 aprile 2020.
Pertanto, anche per il 2021 le cessioni di NPE perfezionate entro il 31 dicembre 2021 consentono la trasformazione in crediti fiscali di quelle attività fiscali differite (DTA) derivanti da (i) perdite fiscali; e (ii) eccedenze per Aiuto alla Crescita Economica (ACE). I crediti d'imposta derivanti dalla conversione possono essere, senza scadenza e vincoli, compensati con debiti fiscali o sociali, venduti o richiesti a rimborso.
In linea con quanto accaduto nel 2020, il DL 73/2021 prevede che le perdite fiscali e le eccedenze ACE rilevanti per la trasformazione delle DTA siano considerate per un importo massimo non superiore al 20% del valore nominale dei crediti ceduti (per cui è stato confermato un valore
9 Autorità di regolamentazione dei mercati mobiliari dell'UE; "Dichiarazione pubblica dell'ESMA. Considerazione sulla rilevazione delle imposte anticipate derivanti dal riporto di perdite fiscali non utilizzate", emessa in data 15 luglio 2019, che sintetizza sistematicamente i criteri cui devono attenersi i soggetti preposti alla redazione del bilancio nell'esprimere il proprio giudizio ed è diventata un riferimento fondamentale per l'applicazione dello IAS12 in materia. Il documento afferma che: "più a lungo le stime/previsioni si estendono nel futuro, meno sono affidabili e il loro peso dovrebbe essere valutato di conseguenza".

massimo pari a 2 miliardi); pertanto, il massimo importo di crediti fiscali riconoscibili ammonta a 110 milioni11. Tali crediti d'imposta, dopo l'effettiva trasformazione, saranno altresì considerati nella base imponibile per il calcolo del corrispettivo pari al 1,5% delle DTA, da versare dai periodi d'imposta 2022-2031.
Nel corso del primo semestre 2021, UniCredit S.p.A. ha finalizzato cessioni conformi ai requisiti del DL 73/2021 per un valore nominale12 di 1,05 miliardi, pertanto al 30 giugno 2021 UniCredit S.p.A. ha piena facoltà, in linea con i dettami dello IAS1213, di riconoscere attività fiscali correnti per 58 milioni con riferimento a DTA fuori bilancio derivanti da perdite fiscali di anni precedenti, con un corrispondente effetto positivo di conto economico.
Accordo tra UniCredit e SIA
Nel 2016, nell'ambito del conferimento dell'attività di elaborazione delle carte di UniCredit a una newco ("P4cards S.r.l." o "P4C") acquistata da SIA, UniCredit Services ("UCS") ha firmato un accordo di esternalizzazione della durata di 10 anni (i.e. fino al 2026) con P4C e SIA per la fornitura di servizi di elaborazione delle carte in Italia, Germania e Austria ("Master Services Agreement" o "MSA").
Il 5 ottobre 2020, UniCredit e SIA hanno annunciato, tramite un comunicato stampa, di aver avviato trattative esclusive sull'accordo di esternalizzazione esistente e sul suo rinnovo fino al 2036. Le parti hanno inoltre annunciato il loro obiettivo di chiudere la transazione all'inizio del 2021.
Il 12 febbraio 2021 UniCredit e SIA hanno annunciato l'avvenuta revisione dei termini della loro esistente relazione di business. I termini chiave, da un punto di vista contabile, del nuovo accordo sono i seguenti:
- accordo per risolvere in modo equo le discussioni esistenti su determinate circostanze verificatesi nell'ambito dell'attuale MSA che secondo UCS erano incoerenti con le aspettative ai sensi di tale MSA ("Accordo di transazione");
- possibilità per SIA di rinnovare unilateralmente tale MSA fino al 31 dicembre 2036 a condizione che SIA assolva alle sue obbligazioni in piena applicazione del suddetto MSA ("Renewal interest");
- introduzione di un meccanismo di profit-sharing, da pagare ad UCS su base annua a riduzione degli importi addebitati, subordinato al raggiungimento di determinati livelli di corrispettivi effettivi annui riconosciuti a SIA.
Sulla base di quanto sopra, a febbraio 2021 SIA ha pagato ad UCS un ammontare di 228 milioni, di cui 48 milioni relativi all'Accordo di transazione e 180 milioni relativi al Renewal interest.
Con riferimento all'Accordo di transazione, lo stesso regola circostanze verificatesi in precedenti periodi e non remunera azioni o performance da eseguire successivamente alla firma; pertanto, l'importo di 48 milioni è stato rilevato nel primo semestre 2021 tra gli Altri Proventi.
Con riferimento al Renewal interest, il contratto prevede un pagamento anticipato di 180 milioni da parte di SIA al gruppo UniCredit, in cambio della possibilità per SIA di decidere unilateralmente, su base annua fino al 2025, se estendere il contratto per il periodo 2027-2036. Nel caso in cui SIA decidesse di non rinnovare, il Gruppo dovrà rimborsare a SIA una porzione dei 180 milioni, decrescente nel periodo 2021-2024 secondo le previsioni contrattuali. Pertanto, l'importo di 180 milioni ricevuto è stato rilevato tra le Altre Passività e riconosciuto a conto economico tra gli Altri Proventi nei periodi 2021-2024 per la porzione, definita contrattualmente, che non dovrà essere rimborsata a SIA nel caso in cui decidesse di non esercitare il diritto al rinnovo.
Nel primo semestre 2021 il Gruppo ha rilevato tra gli Altri Proventi un importo pari a 39 milioni riferito all'anno 2021.
Il meccanismo di profit sharing è stato introdotto dall'1 gennaio 2021 e prevede una riduzione delle commissioni passive pagate dal Gruppo a SIA per un ammontare calcolato sulla base della differenza positiva tra: (i) i ricavi effettivi annui generati; e (ii) determinati ricavi annui definiti dal contratto.
Da un punto di vista contabile, l'ammontare relativo al profit-sharing sarà rilevato a conto economico, a riduzione delle commissioni passive, nel momento in cui il Gruppo sarà intitolato a ricevere i relativi benefici per effetto del raggiungimento delle condizioni definite contrattualmente. Al 30 giugno 2021 le condizioni contrattualmente previste non sono state ancora raggiunte, pertanto non è stata rilevata alcuna riduzione delle commissioni passive.
TLTRO
In data 6 gennaio 2021, l'ESMA ha pubblicato un documento che, rinviando alle modifiche introdotte dalla BCE nel corso del 2020 a fronte dell'emergenza Covid-19 con particolare riferimento ai tassi di interesse applicabili alla terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO III), raccomanda un adeguato livello di trasparenza in merito alle modalità di rilevazione contabile applicate ai fini della redazione del bilancio.
Successivamente, il 16 febbraio 2021, l'ESMA ha confermato di avere indirizzato, in data 9 febbraio 2021, una lettera14 all' IFRS Interpretation Committee (IFRIC) al fine di richiedere una posizione ufficiale circa il trattamento contabile del TLTRO III; in particolare, l'ESMA ha invitato l'IFRIC a chiarire aspetti collegati: (i) alla contabilizzazione dei benefici delle transazioni in applicazione del principio contabile IFRS9 o IAS20, (ii) a come calcolare il tasso di interesse effettivo in sede di iscrizione iniziale e, in particolare, la circostanza che detto tasso debba incorporare le aspettative di
11 L'importo massimo di crediti fiscali rilevabili nel 2021 è pari a 110 milioni: 27,5% (aliquota IRES) applicato a 400 milioni (20% di 2 miliardi).
12 In mancanza di un'interpretazione ufficiale, come valore nominale è stato considerato il Gross Book Value senza interessi di mora delle operazioni, più conservativo rispetto al valore del Claim (la differenza è dovuta alla cancellazione contabile considerata nel Gross Book Value e non nel Claim). Per l'eventuale inclusione degli interessi di mora nel valore nominale si è in attesa di una interpretazione ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. 13 Lo IAS12.46 stabilisce che le attività e le passività fiscali correnti sono rilevate utilizzando le leggi emanate o sostanzialmente emanate alla data di riferimento del bilancio, pertanto al 30 giugno 2021 i crediti fiscali relativi alle cessioni di NPE effettuate nel primo semestre 2021 deve essere rilevato in quanto a tale data il DL 73/2021 è in vigore e la sua conversione in legge è prevista entro il 24 luglio 2021. 14 Link: https://www.esma.europa.eu/press-news/esma-news/esma-submits-ifrs-9-and-ias-20-related-questions-ifrs-interpretations-committee.

ottenimento dei benefici futuri in termini di minore costo della provvista a seguito dell'atteso raggiungimento dei criteri di "idoneità" previsti dalla normativa; e (iii) al trattamento contabile relativo a modifiche nelle stime dei flussi di cassa futuri connessi alla valutazione periodica della capacità di conseguire i benefici relativi ad un minore costo della provvista ove applicabile il principio IFRS9.
Nel mese di giugno 2021, l'IFRIC ha riportato le seguenti osservazioni in merito agli aspetti sollevati da ESMA; in particolare: (i) gli argomenti relativi all'applicazione del principio contabile IFRS9 vs IAS20 non hanno natura contabile (ad esempio, determinare se la BCE soddisfa la definizione di governo); (ii) per quanto riguarda il tasso di interesse effettivo e la conseguente modifica del tasso di interesse, l'IFRIC ha comunicato che tali argomenti saranno discussi durante la "Revisione post-implementazione dei requisiti di classificazione e valutazione nell'IFRS9" da parte dello IASB, a partire dal quarto trimestre 2021.
Il trattamento contabile adottato dal Gruppo, come di seguito descritto, potrà pertanto ancora essere oggetto di future diverse interpretazioni da parte dei competenti organi.
Le passività TLTRO sono classificate, in base all'approccio del gruppo UniCredit, quali strumenti di finanziamento del portafoglio bancario con valutazione successiva al costo ammortizzato ai sensi dell'IFRS9.4.2.1.
La prospettiva per la banca debitrice di pagare un interesse variabile negativo sulle "operazioni di rifinanziamento a lungo termine", in aggiunta al tasso medio di Deposit Facility Rate ("DFR") o Main Refinancing Operation ("MRO"), è legata al raggiungimento di una specifica soglia sui volumi netti di finanziamento verso le controparti che presentano i requisiti richiesti15 .
In particolare, le condizioni finanziarie incorporate nei TLTRO riflettono le iniziative di politica monetaria della BCE volte a ridurre prospetticamente il "costo della raccolta" di mercato per gli istituti bancari utilizzando strumenti "non convenzionali" e riflesse nelle operazioni di mercato monetario. Di conseguenza, l'analisi contabile esclude che tale interesse possa essere assimilato a (i) un contributo pubblico (essendo il TLTRO della BCE un mercato "ad accesso limitato e specificatamente bancario"), o (ii) un derivato implicito.
Pertanto, tale termine contrattuale deve essere considerato come clausola contrattuale inclusa in una passività finanziaria a tasso variabile16 onecoupon (l'operazione di rifinanziamento) e deve essere considerato parte del calcolo degli interessi della passività secondo l'IFRS9.
In base al sopra menzionato principio contabile, gli interessi sono calcolati utilizzando il "metodo dell'interesse effettivo" che ripartisce gli interessi lungo il periodo di applicazione del "tasso di interesse effettivo". Quest'ultimo è definito come il tasso che attualizza i flussi di cassa futuri stimati lungo la vita attesa degli strumenti finanziari al valore netto contabile.
Di conseguenza, avendo introdotto una remunerazione nuova/prospettica basata sulle performance, all'interno del mercato TLTRO della BCE, le specifiche caratteristiche finanziarie sono gestite in modo analogo alle variazioni degli "indici di mercato" per le passività a tasso variabile. Pertanto, facendo riferimento alle regole del tasso di interesse effettivo per le remunerazioni variabili di mercato, le variazioni degli indici di mercato (ad esempio tasso base e spread) sono riflesse rettificando il valore contabile degli strumenti e calcolate in funzione dell'evoluzione dell' "indice TLTRO" limitatamente alla quota maturata (fino alla data corrente)17 .
Di conseguenza, il tasso di interesse effettivo delle operazioni TLTRO III risulterebbe poter variare: (i) tra -0,33% e -0,83% per i 94,3 miliardi di provvista (a 3 anni) sottoscritta nel giugno 202018; (ii) tra -0,50% e -1,00% per i 12,7 miliardi di provvista (da rimborsare a giugno 2022) sottoscritta nel marzo 2021, coerentemente al raggiungimento dei risultati di riferimento relativi ai volumi netti di finanziamento al marzo 2021 e dicembre 2021 e agli attuali livelli di MRO e DFR.
Con riferimento al primo semestre 2021, il contributo a interessi attivi relativamente ai finanziamenti TLTRO, in essere per complessivi 107 miliardi, ammonta a +429 milioni (di cui +175 milioni relativi allo spread addizionale al tasso "DFR") derivanti dalla positiva valutazione dei risultati attesi in merito al raggiungimento della soglia di volumi netti di finanziamento, basata (i) sul livello corrente di volumi netti di finanziamento e (ii) sugli sviluppi di business attesi incorporati nel budget dell'esercizio 2021, corroborati anche dal modello statistico utilizzato per il calcolo della probabilità di raggiungimento delle relative "soglie minime".
Crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione pro soluto da parte dei beneficiari diretti o precedenti acquirenti
I Decreti Legge 18/2020 (cosiddetto "Cura Italia") e 34/2020 (cosiddetto "Rilancio"), convertiti in legge n.27 e n.77 del 2020, hanno introdotto nell'ordinamento italiano misure fiscali di incentivazione fiscale connesse sia con spese per investimenti (es. Eco e Sismabonus) sia con spese correnti (es. canoni di locazione di locali ad uso non abitativo).
Tali incentivi che si applicano a famiglie o imprese, sono commisurati a una percentuale della spesa sostenuta (che in alcuni casi raggiunge anche il 110%) e sono erogati sotto forma di crediti d'imposta o di detrazioni d'imposta (trasformabili su opzione in crediti d'imposta).
I detentori di questi crediti, non rimborsabili dallo Stato, possono utilizzarli in compensazione di imposte e contributi oppure possono ulteriormente cederli (in tutto o in parte) a terzi.
15 Finanziamenti ad istituzioni non finanziarie e finanziamenti a famiglie, con esclusione di mutui finalizzati all'acquisto della casa.
16 Sia per il tasso base (DFR medio o MRO medio) sia per lo spread (fino -50bps con un minimo di -1% per una quota della durata attesa della passività).
17 Analogamente ad altri titoli a tasso variabile indicizzati al mercato.
18 L'estinzione anticipata determinerebbe un minore (più negativo) tasso di interesse effettivo con un effetto addizionale sul margine di interesse.

A partire dal terzo trimestre del 2020 UniCredit S.p.A. ha lanciato iniziative commerciali volte a:
- erogare finanziamenti "ponte" subordinati alla presentazione di idonea documentazione comprovante l'intervento e la futura generazione del credito fiscale, per supportare le esigenze finanziarie legate al costo degli interventi;
- assumere contestualmente impegni connessi all'acquisto del futuro credito d'imposta con connesso obbligo del cliente cedente di utilizzare il controvalore incassato dalla cessione del credito di imposta a rimborso del finanziamento "ponte" erogato;
- acquistare direttamente crediti di imposta da soggetti cedenti che non richiedono l'erogazione del finanziamento "ponte".
A partire dal secondo trimestre 2021 si è, inoltre, avviata l'operatività di acquisto di Crediti d'Imposta attraverso Società Veicolo di Cartolarizzazione, costituite ai sensi della Legge 130/99 ed oggetto di consolidamento integrale, per gestire le esigenze di finanziamento del network di clienti CIB. Le caratteristiche specifiche di questi crediti d'imposta sono tali che gli stessi non rientrano nell'ambito di applicazione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.
Pertanto, trova applicazione il paragrafo dello IAS819 che richiede alla direzione aziendale la definizione di un trattamento contabile (accounting policy) idoneo a fornire un'informativa rilevante e attendibile.
Conformemente al paper pubblicato dall'OIC il 17 maggio 202020 e al Documento n.9 pubblicato congiuntamente da Banca d'Italia, CONSOB, IVASS il 5 gennaio 202121, si ritiene che un modello contabile basato sull'IFRS9 rappresenti l'approccio più idoneo a fornire un'informativa rilevante e attendibile.
Pertanto, in sede di rilevazione iniziale, i crediti d'imposta sono iscritti in voce dell'attivo "130. Altre Attività" per un valore pari al prezzo di acquisto assunto a rappresentare un fair value di Livello 3 secondo la gerarchia del fair value IFRS13.
In sede di valutazione successiva, trovano applicazione le previsioni dell'IFRS9 relative al business model "Held To Collect" sia per gli acquisti diretti, sia per quelli indiretti (operati tramite una Società Veicolo di Cartolarizzazione). Conseguentemente questi crediti di imposta sono oggetto di valutazione al costo ammortizzato con iscrizione a Conto economico in voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati" della porzione, maturata nel periodo, in relazione alla differenza fra il valore di iscrizione iniziale e il valore che ci si attende di utilizzare attraverso la compensazione con i debiti di imposta. Quest'ultimo valore è soggetto a valutazione periodica con iscrizione a conto economico in voce "10. Interessi attivi e proventi assimilati" di eventuali svalutazioni.
Al 30 giugno 2021, non sono state effettuate svalutazioni e l'ammontare del credito di imposta iscritto fra le "Altre attività" ammonta a 98 milioni. Gli impegni connessi all'acquisto del futuro credito d'imposta sono iscritti, per un valore pari al prezzo che sarà corrisposto al momento dell'utilizzo dell'impegno da parte del cliente, tra gli "Altri impegni" (132 milioni a fine giugno 2021), e sono stati oggetto di valutazione in relazione al loro valore effettivamente compensabile senza determinare l'emergere di necessità di svalutazioni, si ricorda che nel caso queste si manifestino, le stesse sono iscritte a Conto economico in voce "200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri".
Per completezza si precisa che il finanziamento "ponte" (72 milioni al 30 giugno 2021) è uno strumento finanziario valutato al costo ammortizzato, secondo le previsioni ordinarie dell'IFRS9.
Patrimonio immobiliare: riallineamento fiscale
Il Decreto Legislativo n.104 del 14 agosto 2020 (D.L.104/2020) consente il riallineamento tra:
- i valori fiscali delle proprietà immobiliari (sia detenute a scopo di investimento che ad uso funzionale); e
- i maggiori valori contabili,
prevedendo un'aliquota d'imposta sostitutiva del 3% da versare in massimo tre rate annuali, con possibilità di compensazione con preesistenti crediti di imposta.
L'importo da riallineare deve essere determinato con riferimento ai valori contabili risultanti dal bilancio dell'impresa riferito al 2019, ma nei limiti dell'importo ancora presente nel bilancio 2020.
Al 30 giugno 2021 il riallineamento fiscale degli immobili è stato eseguito con riferimento ad una quota degli immobili di UniCredit S.p.A., definita anche considerando il meccanismo di "recapture"22 .
Sulla base del perimetro, si è proceduto a riallineare il valore fiscale di n.735 immobili ad uso funzionale, per un importo totale di riallineamento pari a 537 milioni.
Il riallineamento ha determinato il rilascio di passività per imposte differite (DTLs) per un ammontare pari a 176 milioni.
Ai sensi dello IAS1223 il rilascio delle DTLs è stato contabilizzato in contropartita a :
- riserve di patrimonio netto per 168 milioni, con riferimento alle differenze dovute all'adozione del modello della rideterminazione del valore previsto dallo IAS16 relativamente agli immobili ad uso funzionale;
- conto economico per 8 milioni, per le differenze dovute ad eventi rilevati originariamente in contropartita a conto economico.
Infine, come richiesto dal D.L.104/2020 una riserva di patrimonio netto è stata vincolata per l'importo corrispondente ai maggiori valori fiscali riallineati, al netto dell'imposta sostitutiva dovuta.
19 IAS8, paragrafo 10.
20 "Cessione del credito d'imposta" - Legge 17 luglio 2020 n.77.
21 Trattamento contabile dei crediti d'imposta connessi con i Decreti Legge "Cura Italia" e "Rilancio" acquistati a seguito di cessione da parte dei beneficiari diretti o di precedenti acquirenti.
22 Nel caso in cui un immobile riallineato venga ceduto entro il 31 dicembre 2023, le relative plus/minusvalenze fiscali devono essere rideterminate con riferimento al valore fiscale del bene prima del riallineamento, in tal caso viene riconosciuto un credito d'imposta pari all'imposta sostitutiva precedentemente pagata per il riallineamento.
23 Par. 61A.: L'imposta corrente e quella differita devono essere rilevate al di fuori dell'utile (perdita) d'esercizio se l'imposta si riferisce a voci che sono rilevate, nell'esercizio stesso o in un esercizio diverso, al di fuori dell'utile (perdita) d'esercizio. Pertanto, l'imposta corrente e quella differita che fanno riferimento a voci che sono rilevate, nell'esercizio stesso o in un esercizio diverso: a) nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo, devono essere rilevate tra le voci del prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo b) direttamente nel patrimonio netto, devono essere rilevate direttamente nel patrimonio netto.
A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio
Per quanto riguarda i criteri di classificazione e valutazione delle principali voci di bilancio si rimanda a quanto illustrato nella Parte A.2 della Nota integrativa del documento "Relazioni e Bilancio consolidato 2020".
A.3 - Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie
Non ci sono stati trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie nel corso del primo semestre del 2021.
A.4 - Informativa sul fair value
Informativa di natura qualitativa
La presente sezione comprende l'informativa sul fair value così come richiesta dall'IFRS13.
Il fair value (valore equo) è il corrispettivo che potrebbe essere ricevuto per vendere un'attività, o pagato per trasferire una passività, in una transazione ordinaria tra controparti di mercato nel mercato principale alla data di misurazione (exit price). Il fair value di una passività finanziaria che sia esigibile (ad esempio un deposito a vista) non può essere inferiore all'importo esigibile a richiesta, attualizzato dalla prima data in cui ne potrebbe essere richiesto il pagamento.
Nel caso di strumenti finanziari quotati in mercati attivi il fair value è determinato a partire dalle quotazioni ufficiali del mercato principale al quale il Gruppo ha accesso (Mark to Market).
Uno strumento finanziario è considerato quotato in un mercato attivo se i prezzi quotati sono prontamente e regolarmente disponibili in un listino, operatore (dealer), intermediario (broker), agenzia di determinazione del prezzo o autorità di regolamentazione e tali prezzi rappresentano operazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni. Se la quotazione ufficiale in un mercato attivo non esiste per uno strumento finanziario nel suo complesso, ma esistono mercati attivi per le parti che lo compongono, il fair value può essere determinato sulla base dei pertinenti prezzi di mercato per le parti che lo compongono.
Qualora le quotazioni di mercato o altri input osservabili, quali il prezzo quotato di un'attività simile in un mercato attivo, non risultino disponibili, il Gruppo può ricorrere a modelli valutativi alternativi, quali:
- metodo della valutazione di mercato (utilizzo di quotazioni di mercato di passività o strumenti di patrimonio simili detenuti come attività da altri attori di mercato);
- metodo del costo (ossia il costo di sostituzione che sarebbe richiesto al momento per sostituire la capacità di servizio di un'attività);
- metodo reddituale (tecnica del valore attualizzato basata sui flussi di cassa futuri attesi da una controparte di mercato che detiene una passività o uno strumento di patrimonio netto come attività).
Il Gruppo utilizza metodi di valutazione (Mark to Model) in linea con i metodi generalmente accettati e utilizzati dal mercato. I modelli di valutazione includono tecniche basate sull'attualizzazione dei flussi di cassa futuri e sulla stima della volatilità e sono oggetto di revisione sia durante il loro sviluppo sia periodicamente, al fine di garantirne la piena coerenza con gli obiettivi della valutazione.
Dette metodologie utilizzano input basati sui prezzi formatisi in transazioni recenti nello strumento oggetto di valutazione e/o prezzi/quotazioni di strumenti aventi caratteristiche analoghe in termini di profilo di rischio. Questi prezzi/quotazioni risultano, infatti, rilevanti al fine di determinare i parametri significativi, in termini di rischio credito, liquidità, prezzo ed ogni altro rischio rilevante, relativi allo strumento oggetto di valutazione. Il riferimento a tali parametri di mercato consente di limitare la discrezionalità nella valutazione, garantendo al contempo la verificabilità del risultante fair value. Qualora, per uno o più fattori di rischio, non risulti possibile riferirsi a dati di mercato i modelli valutativi impiegati utilizzano come input stime basate su dati storici.
A ulteriore garanzia dell'oggettività delle valutazioni rivenienti da modelli valutativi, il Gruppo pone in essere:
- processi di verifica indipendente del prezzo (Independent Price Verification o IPV);
- fair value adjustment (FVA).
I processi di verifica indipendente del prezzo prevedono che i prezzi siano verificati almeno mensilmente da unità di Risk Management indipendenti dalle unità che assumono l'esposizione al rischio.
Tale verifica può prevedere la comparazione e comportare l'adeguamento del prezzo alle valutazioni rivenienti da partecipanti al mercato indipendenti.

Nel caso di strumenti non quotati su mercati attivi, il menzionato processo di verifica assume a riferimento i prezzi contribuiti da info-provider, attribuendo maggior peso a quei prezzi che si considerano più rappresentativi dello strumento oggetto di valutazione. Detta valutazione include: l'eventuale eseguibilità della transazione al prezzo osservato, il numero di contributori, il grado di similitudine degli strumenti finanziari, la coerenza nel prezzo contribuito da fonti differenti, il processo seguito dall'info-provider per ottenere il dato.
A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati
Di seguito si riportano le informazioni richieste dall'IFRS13 con riguardo i portafogli contabili sia valutati al fair value su base ricorrente, sia non valutati al fair value o valutati al fair value su base non ricorrente.
Attività e Passività misurate al fair value su base ricorrente
Titoli obbligazionari a reddito fisso
I titoli obbligazionari a reddito fisso sono valutati attraverso due processi principali in base alla liquidità del mercato di riferimento. Gli strumenti liquidi in mercati attivi sono valutati al prezzo di mercato (mark-to-market) e, conseguentemente, tali strumenti sono assegnati al Livello 1 della gerarchia del fair value24. Al fine di determinarlo, nell'ambito del processo globale di verifica indipendente dei prezzi (IPV), un indicatore giornaliero di liquidità viene definito a partire da: numero di quote bid ed ask eseguibili, la loro relativa consistenza ed ampiezza. Tale indicatore viene tracciato su una finestra temporale di 20 giorni lavorativi allo scopo di determinare un più stabile indicatore mensile.
Gli strumenti non scambiati in mercati attivi sono valutati a mark-to-model utilizzando delle curve di credit spread impliciti derivate da strumenti di Livello 1. Il modello massimizza l'uso di parametri osservabili e minimizza l'uso dei parametri non osservabili. In questo senso, in funzione della rappresentatività della curva di credit spread applicata, le obbligazioni sono classificate come Livello 2 o Livello 3 rispettivamente; il Livello 3 è applicato nel caso in cui sia utilizzato un credit spread significativamente non osservabile. Nella valutazione a fair value, vengono applicate delle rettifiche di valore (fair value adjustments) a fronte della ridotta liquidità e del rischio di modello al fine di compensare la mancanza di parametri di mercato osservabili per le posizioni classificate a Livello 2 e Livello 3.
Nel processo globale di IPV delle obbligazioni, l'accuratezza dei prezzi di mercato delle obbligazioni di Livello 1 e dei modelli di valutazione per le obbligazioni illiquide sono regolarmente sottoposte a verifica.
Prodotti finanziari strutturati
Il Gruppo determina il fair value dei prodotti finanziari strutturati non quotati in mercati attivi utilizzando l'appropriato metodo di valutazione in funzione della natura della struttura incorporata (quando questa non debba essere fatta oggetto di scorporo). Tali strumenti sono classificati al Livello 2 o al Livello 3 a seconda dell'osservabilità degli input significativi del modello.
Asset Backed Securities
I processi valutativi di UniCredit si fondano su politiche interne centrate su due pilastri:
- estensione ed implementazione in tutte le Società del Gruppo del processo di verifica indipendente dei prezzi ("IPV") adeguato alle diverse condizioni di mercato per i Titoli di credito strutturati;
- integrazione della policy in essere per le rettifiche di valore (Fair value Adjustments Policy).
L'assunzione principale del processo di IPV è che la qualità di un prezzo venga verificata attraverso la disponibilità di molteplici quotazioni da parte di operatori del mercato indipendenti per strumenti identici.
Il processo fa affidamento inizialmente su consensus data provider che operano come collettori di quotazioni di mercato.
In seconda istanza, i prezzi sono verificati utilizzando come benchmark per ogni strumento un pool di strumenti finanziari simili con una quotazione di mercato affidabile. Un approccio alternativo consiste nel valutare lo strumento per mezzo di modelli matematici, applicabili ogni volta che l'informazione sulle assunzioni dei partecipanti al mercato riguardo ai parametri del modello siano ragionevolmente disponibili senza comportare costi o sforzi eccessivi.
Derivati
Il fair value dei derivati non scambiati su un mercato attivo deriva dall'applicazione di tecniche di valutazione mark to model. Quando è presente un mercato attivo per i parametri di input al modello valutativo delle differenti componenti del derivato, il fair value viene determinato in base alle quotazioni di mercato delle stesse. Le tecniche di valutazione basate su input osservabili sono classificate come Livello 2 mentre quelle basate su significativi input non osservabili sono classificate come Livello 3.
24 Nel caso specifico dei titoli governativi italiani, vale la pena sottolineare che questi vengono scambiati sul mercato MTS largamente riconosciuto come principale piattaforma attiva per tale classe di titoli.
Titoli di capitale
I titoli di capitale sono assegnati al Livello 1 quando è disponibile una quotazione su un mercato attivo considerato liquido e al Livello 3 quando non vi sono quotazioni o le quotazioni sono state sospese a tempo indeterminato. Tali strumenti sono classificati come Livello 2 solo nel caso in cui il volume di attività sul mercato di quotazione sia significativamente ridotto.
Fondi di investimento
Il Gruppo detiene investimenti in fondi di investimento che pubblicano il Net Asset Value ("NAV") per quota, inclusi fondi comuni, fondi private equity, hedge funds (compresi fondi di fondi) e fondi immobiliari. Gli investimenti del Gruppo includono investimenti in fondi gestiti dal Gruppo e investimenti in fondi gestiti da terzi, ed in particolare:
Fondi immobiliari
I fondi immobiliari sono classificati come Livello 1 in caso essi siano quotati su un mercato attivo; in caso ciò non si verifichi, essi sono classificati come Livello 3 e sono valutati attraverso un credit adjustment del NAV basato sulle caratteristiche specifiche del singolo fondo.
Altri fondi
Il Gruppo detiene investimenti anche in fondi comuni, hedge funds e fondi private equity.
I Fondi sono classificati generalmente come Livello 1 quando una quotazione su un mercato attivo è disponibile.
I Fondi sono classificati come Livello 2 e Livello 3 a seconda della disponibilità del NAV, la trasparenza del portafoglio e di possibili vincoli/limitazioni legate a clausole di uscita, tali fondi sono valutati coerentemente anche sulla base di analisi interne che considerano ulteriori informazioni ivi incluse quelle ricevute dalla società di gestione.
Attività materiali valutate al fair value
Il Gruppo detiene attività immobiliari per cui, a partire dal 31 dicembre 2019, ha modificato il criterio di misurazione passando dal modello del costo al modello del fair value per gli immobili detenuti a scopo di investimento e al modello della rideterminazione del valore per gli immobili ad uso funzionale.
In entrambi i casi il valore del fair value/valore rideterminato è definito sulla base di una stima effettuata da esperti esterni indipendenti con riconosciute e pertinenti qualifiche professionali che conducono la propria valutazione sulla base di un accesso diretto all'immobile e alla luce delle analisi di mercato (i.e. perizia full) o, sempre considerando le analisi di mercato, sulla base di una conoscenza indiretta degli attivi attraverso le informazioni rese disponibili dalla proprietà relative a localizzazione, consistenza, destinazione d'uso dei locali (i.e. perizie desktop). L'attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell'osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni. In particolare, la corrente composizione del portafoglio prevede una attribuzione prevalentemente a Livello 3.
Fair value Adjustment ("FVA")
Il Fair Value Adjustment è definito come quella quantità che deve essere aggiunta al prezzo mid osservato sul mercato piuttosto che al prezzo teorico generato dal modello al fine di ottenere un fair value della posizione. Gli FVA consentono quindi di assicurare che il fair value rifletta il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente possibile.
Tra i vari tipi di aggiustamento si segnalano:
- Credit/Debit Valuation Adjustment ("CVA/DVA");
- Funding Cost and Benefit Value Adjustment ("FCA/FBA");
- rischio di modello;
- costo di chiusura;
- altri aggiustamenti.
Credit/Debit Valuation Adjustment ("CVA/DVA")
Gli adjustment CVAs e DVAs sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l'impatto sul fair value rispettivamente del rischio di credito della controparte e della qualità del credito di UniCredit stessa.
La metodologia CVA/DVA utilizzata da UniCredit si basa sui seguenti input:
- EAD derivante da tecniche di simulazione. La simulazione dell'esposizione tiene inoltre conto dello Specific Wrong Way Risk che deriva da transazioni dove c'è una correlazione tra il rischio di credito della controparte e i fattori di rischio sottostanti il derivato;
- PD implicite nei tassi di default del mercato corrente, ottenuti attraverso Credit Default Swaps;
- LGD basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento della controparte e definito in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i Credit Default Swaps.
Al 30 giugno 2021 gli aggiustamenti netti cumulati per CVA/DVA a fronte di controparti performing ammontano complessivamente a 137,8 milioni negativi; la quota parte relativa all'evoluzione del proprio merito creditizio che, coerentemente alle previsioni CRDIV, viene esclusa/filtrata dal patrimonio regolamentare ammonta a 142.5 milioni negativi.

Funding Cost and Benefit Value Adjustment ("FCA/FBA")
Funding Valuation Adjustment ("FundVa") è la somma del Funding Cost Adjustment ("FCA") e del Funding Benefit Adjustment ("FBA") che contabilizzano i funding costs/benefits futuri attesi per i derivati che non sono interamente collateralizzati. Le principali contribuzioni sono relative a contratti in the money conclusi con controparti non collateralizzate.
La metodologia FundVA di UniCredit è basata sui seguenti elementi:
- profili di esposizione positivi e negativi ottenuti facendo leva su ipotesi risk-neutral del modello di interno per il rischio di controparte;
- struttura a termine delle PD implicite nei tassi di default di mercato dei credit default swaps;
- una curva di tasso di rifinanziamento che è rappresentativa della media del tasso di rifinanziamento di gruppi finanziari confrontabili.
Rischio di modello
Modelli finanziari sono utilizzati per determinare il valore di uno strumento finanziario laddove un'osservazione diretta di mercato non sia ritenuta affidabile. In generale il rischio di modello rappresenta la possibilità che la valutazione di uno strumento finanziario sia effettivamente sensibile alla scelta del modello. E' possibile valutare il medesimo strumento finanziario utilizzando modelli alternativi di valutazione che possono determinare risultati diversi in termini di prezzo. L'aggiustamento per il rischio di modello si riferisce al rischio che l'effettivo fair value dello strumento sia differente dal valore prodotto dal modello.
Costo di chiusura
Apprezza il costo implicito nella chiusura della posizione che può essere raggiunto mediante la vendita della posizione lunga (o l'acquisto della posizione corta), o anche entrando in una nuova transazione (o più d'una) che immunizzi la posizione aperta. I costi di chiusura sono tipicamente derivati dallo spread bid/ask osservato sul mercato assumendo che una posizione marcata al mid possa essere chiusa al bid o all'ask alternativamente. Tale aggiustamento non è necessario nel caso in cui la posizione sia stata marcata al bid o ask e già rappresenti un exit price. Un aggiustamento viene anche applicato sul NAV dei fondi di investimento quando sono previste delle penalties in caso di uscita.
Altri aggiustamenti
Altri aggiustamenti del fair value, non inclusi nelle precedenti categorie, possono essere presi in considerazione ai fini di allineare la valutazione all'exit price anche in funzione del livello di liquidità dei mercati/dei parametri di valutazione, per esempio aggiustamenti nel prezzo di uno strumento azionario la cui quotazione sul mercato non sia rappresentativa dell'effettivo exit price.
Attività e passività non valutate al fair value o valutate al fair value su base non ricorrente
Gli strumenti finanziari non valutati al fair value, compresi debiti e crediti verso la clientela e verso banche non sono gestiti sulla base del fair value. Per tali strumenti, il fair value è calcolato solo ai fini di adempiere alle richieste d'informativa al mercato e non ha impatto sul bilancio o in termini di profitti o perdite. Inoltre, dal momento che tali strumenti non vengono generalmente scambiati, la determinazione del fair value si basa sull'utilizzo di parametri interni non direttamente osservabili sul mercato come definiti dall'IFRS13.
Cassa e disponibilità liquide
Dato il loro orizzonte a breve ed il loro trascurabile rischio di credito il valore contabile della cassa e delle disponibilità liquide approssima il fair value.
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Per le attività rappresentate da titoli, il fair value si determina in modo coerente con quanto già descritto nella sezione "Attività e passività misurate al fair value su base ricorrente - Titoli obbligazionari a reddito fisso".
Il fair value dei crediti verso banche e clientela invece, è principalmente determinato utilizzando un modello di valore attuale aggiustato per il rischio. Per alcuni portafogli sono applicati altri approcci semplificati, che tengono comunque in considerazione le caratteristiche finanziarie degli strumenti finanziari in essi contenuti.
Attività materiali
Il valore del fair value delle attività immobiliari in corso di costruzione, ottenute tramite l'escussione di garanzie ricevute e i diritti d'uso acquisiti con il leasing ad uso funzionale è determinato sulla base di una stima effettuata da esperti esterni indipendenti con riconosciute e pertinenti qualifiche professionali che conducono la propria valutazione sulla base di un accesso diretto all'immobile e alla luce delle analisi di mercato (i.e. perizie "full") o, sempre considerando le analisi di mercato, sulla base di una conoscenza indiretta degli asset attraverso le informazioni rese disponibili dalla proprietà relative a localizzazione, consistenza, destinazione d'uso dei locali (i.e. perizie "desktop").
L'attribuzione dei livelli di fair value è funzione dell'osservabilità dei parametri utilizzati nelle misurazioni. In particolare, la corrente composizione del portafoglio prevede una attribuzione prevalentemente a Livello 3.
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
Il fair value dei titoli di debito di propria emissione è determinato attraverso l'utilizzo di un modello di valore attuale aggiustato per il rischio emittente associato ad UniCredit. Il Credit Spread è determinato utilizzando le curve di rischio subordinate e non subordinate di UCG.
Il fair value delle altre passività finanziarie invece, è determinato attraverso l'utilizzo di un modello di valore attuale aggiustato per il rischio emittente associato ad UniCredit.
La curva di Credit Spread è determinata a partire dai prezzi delle emissioni senior e subordinate di UCG.
Descrizione delle tecniche di valutazione
Tecniche di valutazione specifiche sono utilizzate per valutare posizioni per le quali le fonti di mercato non forniscono un prezzo di mercato direttamente osservabile. Il Gruppo utilizza tecniche di valutazione diffuse sul mercato per determinare il fair value di strumenti finanziari e non, che non sono quotati e attivamente scambiati sul mercato. Le tecniche di valutazione utilizzate per le attività e le passività di Livello 2 e Livello 3 sono descritte di seguito.
Option Pricing Model
Le tecniche di valutazione degli Option model sono generalmente utilizzate per strumenti nei quali il detentore ha un diritto o un obbligo contingente basato sul verificarsi di un evento futuro, come il superamento da parte del prezzo di un'attività di riferimento di un predeterminato prezzo di strike. Gli Option pricing model stimano la probabilità che uno specifico evento si verifichi incorporando assunzioni come la volatilità delle stime, il prezzo dello strumento sottostante e il tasso di ritorno atteso.
Discounted cash flows
Le tecniche di valutazione basate sul discounted cash flows, generalmente consistono nella determinazione di una stima dei flussi di cassa futuri attesi lungo la vita dello strumento. Il modello richiede la stima dei flussi di cassa e l'adozione di parametri di mercato per lo sconto: il tasso o il margine di sconto riflette lo spread di credito e/o di finanziamento richiesti dal mercato per strumenti con profili di rischio e di liquidità simili, al fine di definire un "valore attualizzato". Il fair value del contratto è dato dalla somma dei flussi di cassa futuri attualizzati.
Hazard Rate Model
La rivalutazione di strumenti CDS (Credit Default Swap) richiede la conoscenza della probabilità di sopravvivenza della Società del Gruppo in questione nelle necessarie date future.
La stima di questa curva di probabilità impiega il modello standard per le probabilità di sopravvivenza e richiede come parametri le quotazioni di mercato dei credit default swaps sulle future date di scadenza standard in aggiunta alla curva dei tassi risk-free e al recovery rate atteso. L'Hazard Rate è parte del processo descritto e indica possibilità istantanea di default ai vari istanti temporali futuri.
Market Approach
Tecnica di valutazione che utilizza i prezzi generati da transazioni di mercato che coinvolgono attività, passività o gruppi di attività e passività identiche o paragonabili.
Gordon Growth Model
E' un modello utilizzato per determinare il valore intrinseco di un'azione, basato su una serie di flussi di cassa futuri che crescono ad un tasso costante. Dato un singolo flusso di cassa e l'ipotesi di crescita ad un tasso costante nel tempo, il modello calcola il valore attuale dei flussi di cassa futuri.
Dividend Discount Model
E' un modello utilizzato per determinare il valore di una azione, basandosi sulla previsione del flusso di dividendi futuri. Considerata una serie di stime sui dividendi pagabili nei futuri esercizi e l'ipotesi sulla successiva crescita annua dei dividendi ad un tasso costante, il modello calcola il fair value di una azione come la somma del valore attuale di tutti i dividendi futuri.
Adjusted NAV
Il NAV (Net asset value) è la differenza tra il valore totale delle attività del fondo e le sue passività. Un aumento del NAV coincide con un aumento nella misura del fair value. Solitamente per i fondi classificati a Livello 3 il NAV rappresenta una valutazione risk-free, quindi in questo caso il NAV viene aggiustato per considerare il rischio di default dell'emittente.
Descrizione degli input utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti di Livello 2 e 3
Si riporta di seguito la descrizione dei principali input significativi utilizzati nella misurazione del fair value degli strumenti appartenenti ai Livelli 2 e 3 della gerarchia del fair value.

Volatilità
La volatilità è l'espressione della variazione nel tempo del prezzo di uno strumento finanziario. In particolare, la volatilità misura la velocità e l'entità delle variazioni dei prezzi di mercato di uno strumento, parametro o indice di mercato data l'effettiva variazione di valore nel tempo di quel dato strumento, parametro o indice di mercato, espressa come una percentuale della variazione relativa del prezzo. Maggiore è la volatilità del sottostante, maggiore è il rischio legato allo strumento. In generale, posizioni lunghe in opzioni beneficiano degli aumenti della volatilità mentre posizioni corte in opzioni ne sono danneggiate.
Esistono diverse macro-categorie di volatilità:
- volatilità del tasso d'interesse;
- volatilità dell'inflazione;
- volatilità del tasso di cambio;
- volatilità delle azioni o degli indici/prezzi dei sottostanti.
Correlazione
La correlazione è una misura della relazione esistente tra i movimenti di due variabili. Quando i parametri sono positivamente correlati, un aumento della correlazione determina generalmente un incremento del fair value. Al contrario, data una posizione corta di correlazione, un aumento della correlazione, ceteris paribus, determinerà una diminuzione nella misura del fair value. Di conseguenza variazioni nei livelli di correlazione possono avere impatti, favorevoli e non, sul fair value di uno strumento, a seconda del tipo di correlazione.
La correlazione è un input nella valutazione di un prodotto derivato dove il payoff è determinato da molteplici rischi sottostanti. Il livello della correlazione utilizzata nella valutazione dei derivati con molteplici rischi sottostanti dipende da una varietà di fattori compresa la natura di tali rischi.
Dividendi
La determinazione di un prezzo forward per un'azione individuale o un indice è importante sia per la misurazione del fair value di contratti forward e swaps, sia per la misurazione del fair value attraverso l'utilizzo dei modelli di pricing delle opzioni. La relazione tra il prezzo corrente dell'azione e il prezzo forward è basata su una combinazione tra i livelli dei dividendi attesi, la periodicità dei pagamenti e, in modo minore, dei tassi rilevanti di finanziamento applicabili all'azione considerata.
Il rendimento e la periodicità dei dividendi rappresenta il parametro più significativo per la determinazione del fair value di strumenti sensibili al prezzo forward di un'azione.
Curva dei tassi d'interesse
La determinazione dei tassi di interesse da utilizzare nelle tecniche di valutazione è effettuata in base ad una selezione degli strumenti finanziari più appropriati per ogni valuta, seguita da una procedura di bootstrapping che trasforma i tassi di interesse osservati in tassi zero-coupon. La curva dei tassi per le valute poco liquide si riferisce ai tassi delle valute per le quali non esiste un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito o di un derivato espressi in valute non liquide.
Tassi swap sull'inflazione
La determinazione dei livelli forward per gli indici di inflazione si basa sulla quotazione degli swap sugli indici di inflazione. Gli swap sull'inflazione possono risultare poco liquidi qualora non esista un mercato liquido in termini di rigidità, profondità e resistenza. L'illiquidità di questi input ha un impatto diretto sulla valutazione di un titolo di debito legato all'inflazione (inflation-linked note) o di un derivato sull'inflazione.
Credit spreads
Diversi modelli di valutazione, specialmente per i derivati di credito, richiedono un input per lo spread creditizio che rifletta la qualità del credito. Lo spread di credito di una particolare security è quotato in relazione al rendimento della security o del tasso di riferimento utilizzati come benchmark (come può essere il caso per i Bond del Tesoro statunitense o i Tassi LIBOR/EURIBOR altri ARR) ed è generalmente espresso in termini di punti base.
Gli spread di credito si riferiscono ad una estesa varietà di sottostanti (indici e single names), regioni, settori, maturity e qualità di credito (high-yield e investment-grade). L'ampio spettro di questa categoria è la ragione dell'ampiezza dei range degli input non osservabili.
Loss Given Default ("LGD")/Recovery Rate
LGD, anche conosciuto come loss severity (il concetto inverso di recovery rate) rappresenta la percentuale dei flussi di cassa contrattuali persi in caso di fallimento, espresso come la perdita netta relativa al saldo contabile. Un aumento della loss severity, tenendo invariati gli altri elementi, implica una diminuzione nella misura del fair value. Il loss given default deve essere valutato caso per caso poiché le perdite sono generalmente influenzate da caratteristiche specifiche della transazione come la presenza di collateral e il grado di subordinazione.
Prezzo
Dove i prezzi di mercato non sono osservabili, il comparable approach attraverso l'identificazione di una proxy è utilizzato per misurare il fair value dello strumento.
Prepayment Rate ("PR")
Il tasso di prepayment (PR) è il tasso stimato a cui sono attesi dei pagamenti anticipati del nominale relativo ad uno strumento di debito. Tali pagamenti volontari e inattesi cambiano i flussi di cassa attesi per l'investitore e di conseguenza cambiano il fair value di un titolo od altro strumento finanziario.
In generale, a fronte di una variazione nella velocità del prepayment, la vita media ponderata dello strumento cambia, andando ad impattare la valutazione positivamente o negativamente a seconda della natura e della direzione della variazione della vita media ponderata.
Probability of Default ("PD")
La probability of default è la stima della probabilità di non ricevere l'ammontare previsto dal contratto. Essa definisce una stima della probabilità che un cliente di un'istituzione finanziaria sia insolvente lungo un certo orizzonte temporale. La PD di un debitore non dipende solo dalle caratteristiche di rischio di quel particolare debitore ma anche dalle condizioni di mercato e dal livello di influenza che tali condizioni hanno sul debitore.
Early conversion
La early conversion è la stima della probabilità che il debito venga convertito in equity anticipatamente.
EBITDA
L'EBITDA dà un'indicazione della corrente redditività operativa del business, cioè quanto profitto fa attraverso l'utilizzo dei suoi assets e la commercializzazione dei prodotti che produce.
Ke
Il Ke (costo del capitale) rappresenta il tasso di rendimento minimo che un'azienda deve offrire ai propri azionisti al fine di remunerare i fondi da questi ricevuti.
Growth rate
È il tasso di crescita costante utilizzato per stimare i dividendi futuri.
A.4.2 Processi e sensibilità delle valutazioni
Il Gruppo verifica che il valore assegnato ad ogni posizione rifletta il fair value corrente in modo appropriato. Le misurazioni al fair value delle attività e delle passività sono determinate utilizzando varie tecniche, fra cui (ma non solo) modelli del tipo discounted cash flows e modelli interni. Sulla base dell'osservabilità degli input utilizzati, tutte le misurazioni sono classificate come Livello 1, Livello 2 o Livello 3 della gerarchia del fair value. Quando uno strumento finanziario misurato al fair value è valutato mediante l'utilizzo di uno o più input significativi non direttamente osservabili sul mercato, un'ulteriore procedura di verifica del prezzo è posta in essere. Tali procedure comprendono la revisione dei dati storici rilevanti, l'analisi dei profitti e delle perdite, la valutazione individuale di ciascuna componente di un prodotto strutturato e il benchmarking. Questo approccio prevede l'utilizzo di pareri soggettivi e di giudizi basati sull'esperienza e, di conseguenza, può richiedere aggiustamenti alle valutazioni che tengano in conto il bid/ask spread, la liquidità e il rischio di controparte, oltre che la tipologia del modello di valutazione adottato.
Secondo le linee guida della Group Market Risk Governance, affinché sia assicurata la giusta separazione tra le funzioni preposte alle attività di sviluppo dei modelli e le funzioni responsabili dei processi di validazione, tutti i modelli di valutazione sviluppati dal front office delle Società del Gruppo sono testate a livello centrale in modo indipendente e validate dalle funzioni di Group Internal Validation. Lo scopo di questa struttura di controllo indipendente è quello di valutare il rischio di modello derivante dalla solidità teorica degli stessi, dalle tecniche di calibrazione eventualmente applicate e dall'appropriatezza del modello per uno specifico prodotto in un mercato definito.
Oltre alla valutazione giornaliera mark to market o mark to model, l'Independent Price Verification ("IPV") viene applicato dalla funzione di Market Risk con l'obiettivo di fornire un fair value indipendente per tutti gli strumenti inclusi quelli illiquidi.
A.4.3 Gerarchia del fair value
Il principio IFRS13 stabilisce una gerarchia del fair value in funzione del grado di osservabilità degli input delle tecniche di valutazione adottate per le valutazioni.
Il livello di gerarchia del fair value associato alle attività e passività è definito come il livello minimo fra tutti gli input significativi utilizzati. Generalmente, un input di valutazione non è considerato significativo per il fair value di uno strumento se i restanti input spiegano la maggioranza della varianza del fair value stesso su un orizzonte temporale di tre mesi.
In alcuni casi specifici, la significatività del limite è verificata in relazione al fair value dello strumento alla data di misurazione.
Sono previsti, in particolare, tre livelli:
- Livello 1: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a prezzi di quotazione osservati su mercati attivi;
- Livello 2: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato in base a modelli valutativi che utilizzano input osservabili su mercati attivi;
- Livello 3: il fair value degli strumenti classificati in questo livello è determinato sulla base di modelli valutativi che prevalentemente utilizzano significativi input non osservabili su mercati attivi.

Agli strumenti finanziari viene associato un certo livello di fair value sulla base dell'osservabilità degli input utilizzati per la valutazione.
Livello 1 (prezzi quotati in mercati attivi): prezzi quotati (non rettificati) in mercati attivi per attività o passività identiche a cui la Società del Gruppo può accedere alla data di valutazione. Un mercato attivo è tale se le operazioni relative all'attività o alla passività oggetto di valutazione si verificano con una frequenza e con volumi sufficienti a fornire informazioni utili per la determinazione del prezzo su base continuativa (es. il mercato MTS a riferimento i prezzi di molti titoli governativi ivi negoziati).
Livello 2 (input osservabili): input diversi dai prezzi di mercato già inclusi nel Livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività, direttamente o indirettamente. Gli input sono considerati osservabili se sono sviluppati sulla base di informazioni disponibili al mercato riguardanti eventi o transazioni correnti e riflettono le assunzioni che le controparti di mercato utilizzerebbero per valutare l'attività o la passività.
Livello 3 (input non osservabili): sono input diversi da quelli inclusi nel Livello 1 e nel Livello 2, non direttamente osservabili sul mercato per la valutazione dell'attività o della passività, o utilizzati nella determinazione degli aggiustamenti significativi al fair value. Gli input non osservabili devono comunque riflettere le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività o passività, incluse le assunzioni sul rischio.
Quando il fair value è misurato direttamente utilizzando un prezzo osservabile e quotato in un mercato attivo, il processo di attribuzione della gerarchia assegnerà il Livello 1. Quando il fair value deve essere misurato attraverso un comparable approach o attraverso l'utilizzo di un modello di pricing, il processo di attribuzione della gerarchia assegnerà il Livello 2 o il Livello 3, a seconda dell'osservabilità di tutti gli input significativi utilizzati nella valutazione.
Nella scelta fra le diverse tecniche di valutazione il Gruppo utilizza quella che massimizza l'utilizzo degli input osservabili.
Trasferimenti tra i livelli di gerarchia
I principali fattori che contribuiscono ai trasferimenti tra i livelli di fair value (sia tra il Livello 1 ed il Livello 2, che dentro/fuori il Livello 3) comprendono cambiamenti nelle condizioni di mercato (tra cui il parametro di liquidità) e affinamenti nei modelli valutativi e nei pesi relativi degli input non osservabili utilizzati nella misurazione del fair value.
Informazioni quanti-qualitative relative ai trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel periodo è esposta nel paragrafo A.4.5 Gerarchia del fair value.
A.4.4 Altre informazioni
Il Gruppo si avvale dell'eccezione prevista dall'IFRS13 di misurare il fair value su base netta con riferimento ad attività e passività finanziarie con posizioni compensative dei rischi di mercato o del rischio di credito della controparte.
Informativa di natura quantitativa
A.4.5 Gerarchia del fair value
Le tabelle seguenti riportano pertanto la ripartizione dei portafogli di attività e passività finanziarie valutati al fair value.
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ/PASSIVITÀ FINANZIARIE MISURATE AL FAIR | CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | CONSISTENZE AL | |||
| VALUE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a | ||||||
| conto economico | 38.651 | 50.415 | 4.319 | 29.746 | 54.187 | 3.892 |
| a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 32.438 | 45.388 | 1.165 | 23.824 | 47.578 | 1.303 |
| b) Attività finanziarie designate al fair value | 241 | - | - | 226 | - | - |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al | ||||||
| fair value | 5.972 | 5.027 | 3.154 | 5.696 | 6.609 | 2.589 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto | ||||||
| sulla redditività complessiva | 55.869 | 14.374 | 952 | 57.483 | 14.311 | 943 |
| 3. Derivati di copertura | 70 | 3.083 | 3 | 114 | 3.683 | 5 |
| 4. Attività materiali | - | - | 5.918 | - | - | 5.961 |
| 5. Attività immateriali | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 94.590 | 67.872 | 11.192 | 87.343 | 72.181 | 10.801 |
| 1. Passività finanziarie detenute per la negoziazione | 14.638 | 34.236 | 924 | 10.790 | 36.096 | 901 |
| 2. Passività finanziarie designate al fair value | - | 9.191 | 632 | - | 9.820 | 748 |
| 3. Derivati di copertura | 82 | 4.335 | - | 126 | 5.573 | - |
| Totale | 14.720 | 47.762 | 1.556 | 10.916 | 51.489 | 1.649 |
La voce "1. c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" di Livello 3 al 30 giugno 2021 comprende gli investimenti di 325 milioni nelle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund (già Atlante II) e di 2 milioni nello Schema Volontario.
Al 30 giugno 2021 il Fair Value degli strumenti finanziari riconducibili agli interventi dello Schema Volontario è stato determinato utilizzando modelli interni (Discounted Cash Flow e Multipli di Mercato) e avendo a riferimento la valutazione delle attività finanziarie dello Schema Volontario (supportata dall'advisor incaricato) contenuta nella Relazione sulla gestione dello Schema Volontario stesso di dicembre 2020, mentre per quanto riguarda le quote del fondo Atlante e Italian Recovery Fund (Atlante II) il Fair Value è stato determinato utilizzando un modello interno al fine di tenere conto delle variazioni del rischio di credito dei singoli ABS detenuti dal fondo Atlante.
Per ulteriori informazioni si rimanda alla Parte B - Sezione 2.5 - Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value delle Note illustrative di questo documento.
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso dell'esercizio riflettono principalmente l'evoluzione dei mercati di riferimento e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di fair value da parte di alcune società del Gruppo.
Oltre ai trasferimenti relativi alle attività e passività finanziarie valutate a livello 3 dettagliate nelle sezioni che seguono si segnala che nel corso dell'esercizio sono intervenuti trasferimenti:
- da Livello 1 a Livello 2 connessi al peggioramento degli indicatori di liquidità ed affidabilità dei prezzi (basati su bid-ask spread, relative size ed applicabilità dei prezzi pubblicati) raccolti da terze parti così come calcolati e registrati nell'ambito del processo di Global Bond IPV;
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (attività finanziarie detenute per la negoziazione, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value) per 257 milioni;
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 74 milioni;
- di passività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (passività finanziarie detenute per la negoziazione e designate al fair value) per 52 milioni.
- da Livello 2 a Livello 1 connessi al miglioramento degli indicatori di liquidità ed affidabilità dei prezzi (basati su bid-ask spread, relative size ed applicabilità dei prezzi pubblicati) raccolti da terze parti così come calcolati e registrati nell'ambito del processo di Global Bond IPV (Independent Price Verification);
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (attività finanziarie detenute per la negoziazione, designate al fair value e obbligatoriamente valutate al fair value) per 1.226 milioni;
- di attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva per 902 milioni;
- di passività finanziarie misurate al fair value con impatto a conto economico (passività finanziarie detenute per la negoziazione e designate al fair value) per 4 milioni.

A.4.5.2 Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3)
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2021 | ||||||||
| ATTIVITÀ FINANZIARIE VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO A CONTO ECONOMICO |
ATTIVITÀ FINANZIARIE |
|||||||
| TOTALE | DI CUI: A) ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE |
DI CUI: B) ATTIVITÀ FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE |
DI CUI: C) ALTRE ATTIVITÀ FINANZIARIE OBBLIGATORIAMENTE VALUTATE AL FAIR VALUE |
VALUTATE AL FAIR VALUE CON IMPATTO SULLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA |
DERIVATI DI COPERTURA |
ATTIVITÀ MATERIALI |
ATTIVITÀ IMMATERIALI |
|
| 1. Esistenze iniziali | 3.898 | 1.303 | - | 2.595 | 943 | 5 | 5.961 | - |
| 2. Aumenti | 1.542 | 664 | - | 878 | 131 | - | 203 | - |
| 2.1 Acquisti | 1.144 | 377 | - | 767 | 36 | - | 22 | - |
| 2.2 Profitti imputati a | 325 | 259 | - | 66 | 66 | - | 151 | - |
| 2.2.1 Conto economico | 325 | 259 | - | 66 | 1 | - | 51 | - |
| - di cui plusvalenze | 161 | 113 | - | 48 | - | - | 51 | - |
| 2.2.2 Patrimonio netto | X | X | X | X | 65 | - | 100 | - |
| 2.3 Trasferimenti da altri livelli | 22 | 1 | - | 21 | - | - | - | - |
| 2.4 Altre variazioni in aumento | 51 | 27 | - | 24 | 29 | - | 30 | - |
| 3. Diminuzioni | 1.121 | 802 | - | 319 | 122 | 2 | 246 | - |
| 3.1 Vendite | 619 | 575 | - | 44 | 5 | - | 33 | - |
| 3.2 Rimborsi | 116 | - | - | 116 | 13 | - | - | - |
| 3.3 Perdite imputate a | 212 | 141 | - | 71 | 28 | - | 157 | - |
| 3.3.1 Conto economico | 212 | 141 | - | 71 | 1 | - | 88 | - |
| - di cui minusvalenze | 141 | 82 | - | 59 | - | - | 31 | - |
| 3.3.2 Patrimonio netto | X | X | X | X | 27 | - | 69 | - |
| 3.4 Trasferimenti ad altri livelli | 115 | 70 | - | 45 | 70 | - | 40 | - |
| 3.5 Altre variazioni in diminuzione | 59 | 16 | - | 43 | 6 | 2 | 16 | - |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale |
- | - | - | - | - | - | - | - |
| 4. Rimanenze finali | 4.319 | 1.165 | - | 3.154 | 952 | 3 | 5.918 | - |
Le voci "2.2.1 Profitti imputati a Conto economico" e "3.3.1 Perdite imputate a Conto economico" delle attività finanziarie confluiscono a conto economico nelle seguenti voci:
• Voce 80: Il risultato netto delle attività di negoziazione;
• Voce 90: Il risultato netto dell'attività di copertura;
• Voce 110: Il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
La sottovoce "2.2.2 Profitti imputati a Patrimonio netto" e la sottovoce "3.3.2 Perdite imputate a Patrimonio netto" derivanti dalle variazioni del fair value delle attività finanziarie misurate al fair value con impatto sulla redditività complessiva sono rilevati nella voce "120. Riserve da valutazione" del patrimonio netto fino a quando l'attività finanziaria non è alienata, momento in cui gli utili e le perdite cumulate sono iscritte: i) se riferite a titoli di debito nel conto economico alla voce "100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" e ii) se riferite a titoli di capitale nel patrimonio netto alla voce "150. Riserve"; fanno eccezione le perdite per riduzione durevole di valore (impairment) e gli utili e le perdite su cambi di attività monetarie (titoli di debito) che sono esposti rispettivamente alla voce "130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" ed alla voce "80. Risultato netto dell'attività di negoziazione".
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso dell'esercizio riflettono principalmente l'evoluzione dei mercati di riferimento e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di fair value in alcune società del Gruppo e si riferiscono, in prevalenza, a consistenze detenute dalle controllate UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG.

A.4.5.3 Variazioni annue delle passività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3)
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2021 | |||||
| PASSIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE |
PASSIVITÀ FINANZIARIE DESIGNATE AL FAIR VALUE |
DERIVATI DI COPERTURA |
|||
| 1. Esistenze iniziali | 902 | 748 | - | ||
| 2. Aumenti | 571 | 362 | - | ||
| 2.1 Emissioni | 247 | 195 | - | ||
| 2.2 Perdite imputate a | 235 | 51 | - | ||
| 2.2.1 Conto economico | 235 | 41 | - | ||
| - di cui minusvalenze | 112 | 29 | - | ||
| 2.2.2 Patrimonio netto | X | 10 | - | ||
| 2.3 Trasferimenti da altri livelli | 49 | 112 | - | ||
| 2.4 Altre variazioni in aumento | 40 | 4 | - | ||
| 3. Diminuzioni | 549 | 478 | - | ||
| 3.1 Rimborsi | 241 | 32 | - | ||
| 3.2 Riacquisti | - | 156 | - | ||
| 3.3 Profitti imputati a | 91 | 28 | - | ||
| 3.3.1 Conto economico | 91 | 17 | - | ||
| - di cui plusvalenze | 42 | 15 | - | ||
| 3.3.2 Patrimonio netto | X | 11 | - | ||
| 3.4 Trasferimenti ad altri livelli | 211 | 235 | - | ||
| 3.5 Altre variazioni in diminuzione | 6 | 27 | - | ||
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | ||
| 4. Rimanenze finali | 924 | 632 | - |
Le voci "2.2.1 Perdite imputate a Conto economico" e "3.3.1 Profitti imputati a Conto economico" delle passività finanziarie confluiscono a conto economico nelle seguenti voci:
• Voce 80: Il risultato netto delle attività di negoziazione;
• Voce 90: Il risultato netto dell'attività di copertura;
• Voce 110: Il risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico.
I trasferimenti tra livelli di fair value intervenuti nel corso dell'esercizio riflettono principalmente l'evoluzione dei mercati di riferimento e l'affinamento dei processi per l'attribuzione dei livelli di fair value in alcune società del Gruppo e si riferiscono, in prevalenza, a consistenze detenute da UniCredit S.p.A. e dalla controllata UniCredit Bank AG.

Parte B - Informa zioni sullo stato patrimoniale con solidato Attivo
Sezione 2 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | CONSISTENZE AL | 31.12.2020 | |||
| VOCI/VALORI | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| A. Attività per cassa | ||||||
| 1. Titoli di debito | 14.891 | 1.347 | 576 | 8.691 | 1.473 | 693 |
| 1.1 Titoli strutturati | 4 | 948 | - | 23 | 978 | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 14.887 | 399 | 576 | 8.668 | 495 | 693 |
| 2. Titoli di capitale | 8.096 | 6 | - | 6.545 | 4 | - |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 1.916 | 953 | 67 | 1.462 | 736 | 29 |
| 4. Finanziamenti | 2.011 | 10.026 | - | 3.066 | 4.844 | - |
| 4.1 Pronti contro termine | - | 2.563 | - | - | 1.887 | - |
| 4.2 Altri | 2.011 | 7.463 | - | 3.066 | 2.957 | - |
| Totale (A) | 26.914 | 12.332 | 643 | 19.764 | 7.057 | 722 |
| B. Strumenti derivati | ||||||
| 1. Derivati finanziari | 5.512 | 32.932 | 520 | 4.036 | 40.467 | 577 |
| 1.1 Di negoziazione | 5.512 | 32.674 | 520 | 4.036 | 40.422 | 577 |
| 1.2 Connessi con la fair value option | - | 20 | - | - | 19 | - |
| 1.3 Altri | - | 238 | - | - | 26 | - |
| 2. Derivati creditizi | 12 | 124 | 2 | 24 | 54 | 4 |
| 2.1 Di negoziazione | 12 | 124 | 2 | 24 | 54 | 4 |
| 2.2 Connessi con la fair value option | - | - | - | - | - | - |
| 2.3 Altri | - | - | - | - | - | - |
| Totale (B) | 5.524 | 33.056 | 522 | 4.060 | 40.521 | 581 |
| Totale (A+B) | 32.438 | 45.388 | 1.165 | 23.824 | 47.578 | 1.303 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 78.991 | 72.705 |
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.
Le attività e passività finanziarie relative ai derivati OTC ed alle operazioni di pronti contro termine gestite attraverso Controparti Centrali (CCP) sono oggetto di compensazione allorquando (i) i processi di regolamento delle CCP garantiscono l'eliminazione o riducono ad immateriale il rischio di credito e liquidità dei contratti in oggetto e (ii) l'entità ha intenzione di regolare le partite al netto, coerentemente alle previsioni dello IAS32 - Offsetting, al fine di migliorare la rappresentazione del profilo di liquidità e rischio di controparte da essi determinato.
L'effetto della compensazione al 30 giugno 2021, già incluso nel modello di esposizione a saldi netti delle operazioni in specie, ammonta a complessivi 30.748 milioni in diminuzione rispetto ai 38.163 milioni al 31 dicembre 2020 per effetto dell'evoluzione delle condizioni dei mercati di riferimento.
2.3 Attività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | ||||
| LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| 241 | - | - | 226 | - | - |
| - | - | - | - | - | - |
| 241 | - | - | 226 | - | - |
| - | - | - | - | - | - |
| - | - | - | - | - | - |
| - | - | - | - | - | - |
| 241 | - | - | 226 | - | - |
| 226 | |||||
| CONSISTENZE AL | 241 | CONSISTENZE AL |

2.5 Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value: composizione merceologica
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | CONSISTENZE AL | 31.12.2020 | |||
| VOCI/VALORI | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| 1. Titoli di debito | 5.846 | 3.541 | 189 | 5.612 | 5.042 | 187 |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | 1 | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 5.846 | 3.541 | 188 | 5.612 | 5.042 | 187 |
| 2. Titoli di capitale | 105 | 88 | 652 | 57 | 80 | 647 |
| 3. Quote di O.I.C.R. | 21 | 37 | 1.295 | 27 | 39 | 1.267 |
| 4. Finanziamenti | - | 1.361 | 1.018 | - | 1.448 | 488 |
| 4.1 Pronti contro termine | - | - | - | - | - | - |
| 4.2 Altri | - | 1.361 | 1.018 | - | 1.448 | 488 |
| Totale | 5.972 | 5.027 | 3.154 | 5.696 | 6.609 | 2.589 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 14.153 | 14.894 |
Un'attività finanziaria è classificata fra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value qualora la stessa non soddisfi le condizioni, in termini di business model o di caratteristiche dei flussi di cassa, per la valutazione al costo ammortizzato o al fair value con impatto sulla redditività complessiva.
La voce "1. Titoli di debito" include gli investimenti (i) in Mezzanine e Junior Note connesse al Progetto FINO per un valore di 44 milioni, (ii) in titoli Mezzanine e Junior della cartolarizzazione Prisma per 3 milioni ed (iii) in titoli Mezzanine e Junior della cartolarizzazione Relais per 1 milione, investimenti qualificati di livello 3.
La voce "2. Titoli di capitale" include gli investimenti nello Schema Volontario (qualificati di Livello 3) per un valore di 2 milioni.
La voce "3 Quote di O.I.C.R." include l'investimento nelle quote del Fondo Atlante ed Italian Recovery Fund, già Atlante II (iscritte tra quelle di Livello 3), per un valore di 325 milioni.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.
Informativa relativa alle quote del Fondo Atlante e Italian Recovery Fund
Atlante è un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso di diritto italiano, riservato ad investitori professionali e gestito dalla società di gestione indipendente DeA Capital Alternative Funds SGR S.p.A. ("DeA"). La dimensione complessiva del fondo in sede di costituzione è stata pari a 4.249 milioni, cui UniCredit S.p.A. ha partecipato con una quota pari a circa il 19,9%.
La politica di investimento di Atlante prevede che il Fondo possa essere investito (i) in banche con coefficienti patrimoniali regolamentari inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito SREP e che quindi realizzino, su richiesta dell'Autorità di Vigilanza, interventi di rafforzamento patrimoniali mediante aumento di capitale e (ii) in Non Performing Loans (NPL) di una pluralità di banche italiane.
Con riferimento al Fondo Atlante, al 30 giugno 2021 UniCredit S.p.A. detiene quote classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value per un valore di bilancio pari a 156 milioni. Gli investimenti complessivamente effettuati nel tempo ammontano a 844 milioni a fronte dei quali sono state apportate svalutazioni per complessivi 684 milioni e complessive variazioni positive di fair value per 16 milioni. I rimborsi ricevuti ammontano a 20 milioni. Inoltre, a fronte delle medesime quote, UniCredit S.p.A. ha in essere un impegno per successivi versamenti nel fondo inferiori a 2 milioni.
Nel mese di agosto 2016 è stato costituito il Fondo Atlante II, successivamente ridenominato Italian Recovery Fund in data 27 ottobre 2017, un fondo di investimento alternativo mobiliare chiuso riservato ad investitori professionali, gestito sempre da DeA, che, a differenza del Fondo Atlante, può investire unicamente in NPL e, al fine di ridurre il rischio in linea con i parametri in uso presso i maggiori investitori istituzionali del mondo, in strumenti collegati ad operazioni in NPL (come per esempio warrant).
Con riferimento al fondo Italian Recovery Fund, al 30 giugno 2021 UniCredit S.p.A. detiene quote per un valore di bilancio di 170 milioni classificate tra gli strumenti finanziari obbligatoriamente valutati al fair value. Gli investimenti complessivamente effettuati nel tempo ammontano a 187 milioni a fronte dei quali sono state apportate complessive variazioni positive di fair value per 9 milioni. I rimborsi ricevuti ammontano a 26 milioni. Inoltre, UniCredit S.p.A. ha in essere un impegno per successivi versamenti nel fondo per circa 8 milioni.
Al 30 giugno 2021 il valore di bilancio (fair value) dei suddetti fondi è stato determinato utilizzando un modello interno al fine di tenere conto delle variazioni del rischio di credito dei singoli ABS detenuti dal fondo Atlante. Tale valutazione al fair value ha determinato nel semestre un minor valore di 17 milioni iscritto nel conto economico.
Dal punto di vista regolamentare, il trattamento delle quote detenute da UniCredit S.p.A. nelle quote del Fondo Atlante e nell'Italian Recovery Fund prevede l'applicazione dell'articolo 128 del CRR (posizioni associate a un rischio particolarmente elevato). In riferimento agli impegni residui, il trattamento regolamentare prevede l'applicazione di un fattore di conversione del 100% ("rischio pieno" in applicazione dell'Allegato I del CRR) ai fini del calcolo delle relative attività di rischio ponderate.

Informativa relativa agli investimenti nello Schema Volontario
UniCredit S.p.A. ha aderito allo "Schema Volontario" (nel seguito anche "SV"), un soggetto privato introdotto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (nel seguito anche "FITD"), con apposita modifica del proprio statuto, nel novembre 2015.
Lo SV costituisce uno strumento per la soluzione delle crisi bancarie attraverso interventi di sostegno a favore di banche ad esso aderenti, al ricorrere delle specifiche condizioni previste dalla normativa. Lo SV dispone di una dotazione finanziaria autonoma e le banche ad esso aderenti si impegnano a fornire le relative risorse su chiamata per l'effettuazione degli interventi. La dotazione iniziale dello SV è stata fissata in 700 milioni (dei quali 110 milioni riferibili ad UniCredit S.p.A.).
Si richiamano di seguito le operazioni principali effettuate dallo SV.
Cassa di Risparmio di Cesena (CariCesena)
Nel mese di giugno 2016 lo SV ha deliberato un intervento a favore di CariCesena, in relazione all'aumento di capitale dalla stessa deliberato in data 8 giugno 2016 per circa 280 milioni dei quali 44 milioni riferibili ad UniCredit S.p.A. In data 30 settembre 2016 tale impegno si è tradotto in un esborso monetario che comportò il riconoscimento di strumenti di capitale classificati, in base al pre-vigente principio contabile IAS39, "disponibili per la vendita" per un ammontare di 44 milioni per UniCredit S.p.A. (coerente con l'esborso monetario). L'aggiornamento della valutazione degli strumenti al 31 dicembre 2016 in base ad un modello interno riveniente dall'applicazione del metodo dei multipli di borsa su un paniere di banche, integrato da stime relative al portafoglio creditizio della Cassa di Risparmio di Cesena e delle connesse esigenze/fabbisogni patrimoniali, ne ha comportato l'integrale svalutazione.
CariCesena, Cassa di Risparmio di Rimini (Carim) e Cassa di Risparmio di San Miniato (Carismi)
Nel mese di settembre 2017, per fronteggiare l'intervento di Crédit Agricole CariParma a supporto di CariCesena, Carim e Carismi, basato su un aumento di capitale di 464 milioni e sulla sottoscrizione di titoli rivenienti dalla cartolarizzazione degli NPL delle suddette banche per 170 milioni, il Fondo ha deliberato un incremento della propria dotazione patrimoniale per 95 milioni (portandola complessivamente a 795 milioni), aumentando la quota residua di impegno di UniCredit S.p.A. a 81 milioni. Nello stesso mese UniCredit S.p.A. ha quindi versato 9 milioni a fronte della parte di intervento relativa all'aumento di capitale di Carim e Carismi, mentre nel mese di dicembre 2017 UniCredit S.p.A. ha versato i restanti 72 milioni (di cui 45 milioni destinati alla ricapitalizzazione e 27 milioni alla cartolarizzazione). A seguito di questi eventi, l'impegno residuo del gruppo UniCredit verso lo SV è risultato sostanzialmente azzerato.
I versamenti effettuati a fronte della ricapitalizzazione delle banche hanno comportato il riconoscimento di strumenti di capitale classificati, in base al pre-vigente principio contabile IAS39, "disponibili per la vendita" per un ammontare complessivo pari a 54 milioni per UniCredit S.p.A. interamente cancellati nel bilancio 2017 per effetto dell'avvenuta cessione delle banche a Crédit Agricole CariParma ad un prezzo simbolico.
Per quanto riguarda invece la quota di intervento relativa alla sottoscrizione da parte dello SV dei titoli Junior e Mezzanine della cartolarizzazione, il valore di iscrizione (27 milioni per UniCredit S.p.A.) è stato rettificato nel 2017 per allinearlo al fair value dei titoli fornito dallo stesso SV (4 milioni per UniCredit S.p.A.) risultante dalle analisi dell'advisor incaricato delle valutazioni dei crediti sottostanti, elaborate in funzione delle evidenze di un modello Discounted Cash Flow basato sulle previsioni di recupero elaborate dagli special servicer.
A seguito dell'avvenuto aggiornamento della valutazione pervenuta dallo SV (supportata dalle analisi dell'advisor incaricato), alla data del 30 giugno 2021 sono state rilevate rettifiche complessive per 2,6 milioni (0,1 milioni nel corso del 2021). Pertanto, il valore di iscrizione per UniCredit S.p.A. degli investimenti connessi alla cartolarizzazione, al 30 giugno 2021, risulta pari a circa 1,8 milioni.
Banca Carige
In data 30 novembre 2018, l'Assemblea dello SV ha deciso di intervenire a favore di Banca Carige S.p.A. mediante sottoscrizione di un prestito subordinato Tier 2 (per un ammontare massimo pari a 320 milioni) emesso da Banca Carige S.p.A. e destinato alla conversione in capitale nella misura necessaria a consentire un aumento di capitale previsto in 400 milioni.
Alla medesima data, nel quadro dell'accordo appositamente stipulato con lo SV, Banca Carige S.p.A. ha collocato obbligazioni per 320 milioni, dei quali 318,2 milioni sottoscritti direttamente tramite il medesimo SV. Le obbligazioni sono state emesse alla pari (100% del valore nominale), cedola a tasso fisso pari al 13% e durata di 10 anni (scadenza 30 novembre 2028).
Dato il mancato conferimento (entro il 22 dicembre 2018) della delega al Consiglio di Amministrazione da parte dell'Assemblea Straordinaria di Banca Carige S.p.A. per aumentare a pagamento il capitale sociale per un importo massimo complessivo pari a 400 milioni, con effetto retroattivo, gli interessi sull'importo in linea capitale delle obbligazioni in essere di tempo in tempo maturano al tasso fisso nominale lordo del 16% a decorrere dalla data di emissione.
Con riferimento all'intervento a favore di Banca Carige S.p.A., il contributo di UniCredit S.p.A. nello SV è risultato pari, alla data di iscrizione iniziale, a 53 milioni, ed è stato identificato come uno strumento finanziario classificato, in base al vigente principio contabile IFRS9, alla voce "20. c) Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value con impatto a conto economico".
Al 31 dicembre 2018, a seguito del processo valutativo dello strumento finanziario, UniCredit S.p.A. ha rilevato svalutazioni per 16 milioni, a fronte delle quali il valore di bilancio è risultato pari a 37 milioni.
Al 31 dicembre 2019 UniCredit S.p.A. ha valutato il fair value dello strumento utilizzando modelli interni (Multipli di Mercato ed Analisi Multi Scenario) pari a 13 milioni, anche considerando l'avvenuto rimborso di interessi per 9 milioni.
L'aggiornamento della valutazione al 31 dicembre 2020 ha determinato un fair value pari a 5,1 milioni. Allo stesso modo, il fair value al 30 giugno 2021 risulta pari a 0,2 milioni determinando nel semestre un minor valore di 4,9 milioni iscritto nel conto economico.

Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - Voce 30
3.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione merceologica
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | CONSISTENZE AL | 31.12.2020 | |||
| VOCI/VALORI | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 |
| 1. Titoli di debito | 55.845 | 13.661 | 173 | 57.463 | 13.439 | 236 |
| 1.1 Titoli strutturati | - | - | - | - | - | - |
| 1.2 Altri titoli di debito | 55.845 | 13.661 | 173 | 57.463 | 13.439 | 236 |
| 2. Titoli di capitale | 24 | 713 | 779 | 20 | 872 | 707 |
| 3. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| Totale | 55.869 | 14.374 | 952 | 57.483 | 14.311 | 943 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 71.195 | 72.737 |
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.
La voce "1. Titoli di debito" contiene l'investimento (i) in strumenti Senior e in una parte degli strumenti Mezzanine connessi al Progetto FINO, qualificati di Livello 3, per un valore di 111 milioni, (ii) in titoli Senior della cartolarizzazione Prisma per 827 milioni e in titoli Senior della cartolarizzazione Relais per 468 milioni entrambi iscritti tra quelli di Livello 2.
La voce "2. Titoli di capitale" contiene l'investimento (i) nelle quote del capitale di Banca d'Italia (iscritte tra quelle di Livello 2) per un valore di 640 milioni, e (ii) nelle azioni di ABH Holding SA (iscritte tra quelle di Livello 3) acquisite nell'ambito della cessione di PJSC Ukrsotsbank ad Alfa Group il cui valore è pari a 273 milioni.
Informativa relativa alle quote rappresentative del capitale di Banca d'Italia
A partire dalla fine del 2015, UniCredit S.p.A. ha iniziato un processo di dismissione della partecipazione detenuta nel capitale della Banca d'Italia per corrispettivi in linea con il valore di carico. Sino al 30 giugno 2021, UniCredit S.p.A. ha venduto circa il 13,6% della partecipazione per un importo superiore a 1.018 milioni, di cui circa 165 milioni nel primo semestre 2021 (pari a circa il 2,2%), riducendo così la propria quota all'8,5% (valore di bilancio pari a circa 640 milioni).
Il processo di cessione delle quote deriva dall'operazione di aumento di capitale effettuata dalla Banca d'Italia nel 2013, in relazione alla quale, al fine di favorire la riallocazione delle quote, è stato introdotto un limite pari al 3% per la detenzione, stabilendo che, dopo un periodo di adeguamento non superiore a 36 mesi, sarebbero cessati i diritti ai dividendi sulle quote eccedenti tale limite.
Negli ultimi anni i soci eccedentari hanno pertanto avviato un processo di cessione, concludendo vendite complessivamente superiori al 40% del capitale complessivo di Banca d'Italia. Il valore di bilancio al 30 giugno 2021, coerentemente con quello del precedente esercizio e con gli esiti dell'esercizio valutativo effettuato dal comitato di esperti di alto livello per conto della Banca d'Italia in occasione dell'aumento di capitale, è supportato dall'evidenza del prezzo delle operazioni avvenute a partire dal 2015. La relativa valutazione è pertanto stata confermata al livello 2 della gerarchia del fair value.
In merito al trattamento regolamentare al 30 giugno 2021, al valore della partecipazione, iscritta in bilancio al suo fair value, si applica una ponderazione pari al 100% (in applicazione dell'articolo 133 "Esposizioni in strumenti di capitale" del CRR).

Sezione 4 - Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 40
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso banche
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 30.06.2021 |
CONSISTENZE AL 31.12.2020 |
|||||
| VALORE DI BILANCIO | VALORE DI BILANCIO | |||||
| PRIMO E | DI CUI: IMPAIRED |
PRIMO E | DI CUI: IMPAIRED |
|||
| SECONDO | ACQUISITE O | SECONDO | ACQUISITE O | |||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | STADIO | TERZO STADIO | ORIGINATE | STADIO | TERZO STADIO | ORIGINATE |
| A. Crediti verso Banche Centrali | 71.993 | - | - | 67.801 | - | - |
| 1. Depositi a scadenza | 2.559 | - | - | 1.913 | - | - |
| 2. Riserva obbligatoria | 53.271 | - | - | 60.197 | - | - |
| 3. Pronti contro termine | 14.771 | - | - | 4.465 | - | - |
| 4. Altri | 1.392 | - | - | 1.226 | - | - |
| B. Crediti verso banche | 49.075 | - | - | 49.688 | - | - |
| 1. Finanziamenti | 41.387 | - | - | 43.955 | - | - |
| 1.1 Conti correnti e depositi a vista | 11.966 | - | - | 13.626 | - | - |
| 1.2 Depositi a scadenza | 6.301 | - | - | 5.392 | - | - |
| 1.3 Altri finanziamenti | 23.120 | - | - | 24.937 | - | - |
| - Pronti contro termine attivi | 18.682 | - | - | 20.616 | - | - |
| - Finanziamenti per leasing | 4 | - | - | 4 | - | - |
| - Altri | 4.434 | - | - | 4.317 | - | - |
| 2. Titoli di debito | 7.688 | - | - | 5.733 | - | - |
| 2.1 Titoli strutturati | - | - | - | 1 | - | - |
| 2.2 Altri titoli di debito | 7.688 | - | - | 5.732 | - | - |
| Totale | 121.068 | - | - | 117.489 | - | - |
Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei crediti verso clientela
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 30.06.2021 |
CONSISTENZE AL 31.12.2020 |
|||||
| VALORE DI BILANCIO | VALORE DI BILANCIO | |||||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | PRIMO E SECONDO STADIO |
TERZO STADIO | DI CUI: IMPAIRED ACQUISITE O ORIGINATE |
PRIMO E SECONDO STADIO |
TERZO STADIO | DI CUI: IMPAIRED ACQUISITE O ORIGINATE |
| 1. Finanziamenti | 427.039 | 9.100 | 37 | 440.238 | 8.497 | 47 |
| 1.1 Conti correnti | 25.234 | 774 | 1 | 24.901 | 757 | 2 |
| 1.2 Pronti contro termine attivi | 18.923 | - | - | 35.757 | - | - |
| 1.3 Mutui | 178.735 | 3.402 | 3 | 175.466 | 2.852 | 3 |
| 1.4 Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto |
16.067 | 353 | 1 | 16.054 | 335 | 1 |
| 1.5 Finanziamenti per leasing | 15.203 | 807 | - | 15.962 | 789 | - |
| 1.6 Factoring | 11.038 | 171 | - | 12.103 | 133 | - |
| 1.7 Altri finanziamenti | 161.839 | 3.593 | 32 | 159.995 | 3.631 | 41 |
| 2. Titoli di debito | 63.336 | 25 | - | 57.242 | 35 | - |
| 2.1 Titoli strutturati | 34 | - | - | 35 | - | - |
| 2.2 Altri titoli di debito | 63.302 | 25 | - | 57.207 | 35 | - |
| Totale | 490.375 | 9.125 | 37 | 497.480 | 8.532 | 47 |
La colonna "di cui: impaired acquisite o originate" comprende i crediti deteriorati acquistati nell'ambito di operazioni, diverse dalle operazioni di aggregazione aziendale.

Le sottovoci "1.2 Pronti contro termine attivi" e "1.7 Altri finanziamenti" non comprendono la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.
La sottovoce "1.7 Altri finanziamenti" comprende tra le voci significative crediti commerciali per un valore di 4.766 milioni al 30 giugno 2021.
4.4a Finanziamenti valutati al costo ammortizzato oggetto di misure di sostegno Covid-19: valore lordo e rettifiche di valore complessive
| (milioni di €) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VALORE LORDO | RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE | ||||||
| PRIMO STADIO | |||||||
| DI CUI: STRUMENTI CON BASSO RISCHIO DI CREDITO |
SECONDO STADIO |
TERZO STADIO | PRIMO STADIO | SECONDO STADIO |
TERZO STADIO | ||
| Finanziamenti oggetto di concessione conforme con | |||||||
| le GL | 3.990 | - | 9.739 | 759 | 41 | 516 | 314 |
| Finanziamenti oggetto di altre misure di concessione | 8 | - | 696 | 1.025 | - | 37 | 234 |
| Nuovi finanziamenti | 18.724 | - | 4.782 | 195 | 27 | 35 | 52 |
| Totale 30.06.2021 |
22.722 | - | 15.217 | 1.979 | 68 | 588 | 600 |
| Totale 31.12.2020 |
21.548 | - | 16.965 | 1.341 | 70 | 676 | 459 |
Si precisa che con riferimento al perimetro italiano, le moratorie ex art.56 aventi scadenza il 30 giugno 2021, ed idonee per l'estensione, ammontano a 12 miliardi di cui 9 miliardi relativi a UniCredit S.p.A. e 3 miliardi relativi a UniCredit Leasing S.p.A.
Sezione 10 - Attività immateriali - Voce 100
Le attività immateriali sono attività non monetarie, identificabili e prive di consistenza fisica.
Possedute per essere utilizzate in un periodo pluriennale, possono comprendere l'avviamento e, tra le altre attività immateriali, marchi, customer relationships e software.
Il valore al 30 giugno 2021 di questa voce risulta pari a 2.170 milioni in lieve aumento rispetto al 31 dicembre 2020, quando il saldo era pari a 2.117 milioni.
10.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di attività
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | CONSISTENZE AL | 31.12.2020 | |
| ATTIVITÀ/VALORI | DURATA DEFINITA | DURATA INDEFINITA | DURATA DEFINITA | DURATA INDEFINITA |
| A.1 Avviamento | X | - | X | - |
| A.1.1 Di pertinenza del gruppo | X | - | X | - |
| A.1.2 Di pertinenza dei terzi | X | - | X | - |
| A.2 Altre attività immateriali | 2.170 | - | 2.117 | - |
| A.2.1 Attività valutate al costo | 2.170 | - | 2.117 | - |
| a) Attività immateriali generate internamente | 1.701 | - | 1.644 | - |
| b) Altre attività | 469 | - | 473 | - |
| A.2.2 Attività valutate al fair value | - | - | - | - |
| a) Attività immateriali generate internamente | - | - | - | - |
| b) Altre attività | - | - | - | - |
| Totale | 2.170 | - | 2.117 | - |
| Totale durata definita e indefinita | 2.170 | 2.117 |
Il Gruppo non utilizza il modello della rideterminazione del valore (fair value) per la valutazione delle attività immateriali.
Le Altre attività immateriali - Altre attività - a durata definita sono essenzialmente costituite da Software.

10.2 Attività immateriali: variazioni annue
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| MOVIMENTI DEL 1° SEMESTRE 2021 | ||||||
| ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI | ||||||
| GENERATE INTERNAMENTE | ALTRE | |||||
| AVVIAMENTO | DURATA DEFINITA |
DURATA INDEFINITA |
DURATA DEFINITA |
DURATA INDEFINITA |
TOTALE | |
| A. Esistenze iniziali | 15.708 | 4.649 | - | 5.100 | 902 | 26.359 |
| A.1 Riduzioni di valore totali nette | (15.708) | (3.005) | - | (4.627) | (902) | (24.242) |
| A.2 Esistenze iniziali nette | - | 1.644 | - | 473 | - | 2.117 |
| B. Aumenti | - | 234 | - | 78 | - | 312 |
| B.1 Acquisti | - | 10 | - | 48 | - | 58 |
| B.2 Incrementi di attività immateriali interne | X | 215 | - | - | - | 215 |
| B.3 Riprese di valore | X | - | - | - | - | - |
| B.4 Variazioni positive di fair value | - | - | - | - | - | - |
| - A patrimonio netto | X | - | - | - | - | - |
| - A conto economico | X | - | - | - | - | - |
| B.5 Differenze di cambio positive | - | 5 | - | 8 | - | 13 |
| B.6 Altre variazioni | - | 4 | - | 22 | - | 26 |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | - | - | - |
| C. Diminuzioni | - | 177 | - | 82 | - | 259 |
| C.1 Vendite | - | - | - | - | - | - |
| C.2 Rettifiche di valore | - | 165 | - | 72 | - | 237 |
| - Ammortamenti | X | 164 | - | 69 | - | 233 |
| - Svalutazioni | - | 1 | - | 3 | - | 4 |
| + Patrimonio netto | X | - | - | - | - | - |
| + Conto economico | - | 1 | - | 3 | - | 4 |
| C.3 Variazioni negative di fair value | - | - | - | - | - | - |
| - A patrimonio netto | X | - | - | - | - | - |
| - A conto economico | X | - | - | - | - | - |
| C.4 Trasferimenti alle attività non correnti in via di dismissione |
- | - | - | - | - | - |
| C.5 Differenze di cambio negative | - | 1 | - | 4 | - | 5 |
| C.6 Altre variazioni | - | 11 | - | 6 | - | 17 |
| di cui: operazioni di aggregazione aziendale | - | - | - | - | - | - |
| D. Rimanenze finali nette | - | 1.701 | - | 469 | - | 2.170 |
| D.1 Rettifiche di valore totali nette | (15.722) | (3.174) | - | (4.715) | (902) | (24.513) |
| E. Rimanenze finali lorde | 15.722 | 4.875 | - | 5.184 | 902 | 26.683 |
| F. Valutazione al costo | - | - | - | - | - | - |
Si precisa che le variazioni delle rettifiche di valore totali nette e delle rimanenze finali lorde dell'avviamento, rispetto ai corrispondenti valori al 31 dicembre 2020, derivano da avviamenti riferiti a società controllate aventi valuta funzionale diversa da Euro, completamente svalutati in precedenti esercizi.
Sezione 12 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e passività associate - Voce 120 dell'attivo e Voce 70 del passivo
Sono iscritte in queste voci le attività non correnti o gruppi di attività e passività direttamente collegate, che costituiscono un insieme di attività generatrici di flussi finanziari, la cui vendita è altamente probabile. Esse sono valutate al minore fra il valore contabile e il fair value al netto dei costi di vendita sulla base del principio contabile IFRS5.
Nella situazione patrimoniale al 30 giugno 2021, rispetto al 31 dicembre 2020, si segnala la cessione della partecipazione a controllo congiunto Capital Dev S.p.A. e delle società del gruppo Sia UniCredit Leasing. Si segnala altresì l'iscrizione della società controllata Uctam Ro S.r.l., nonché l'iscrizione dei crediti deteriorati relativi a iniziative di cessione di portafogli. Nel periodo si osserva inoltre l'uscita dalle attività in via di dismissione e conseguente riclassifica a voce propria delle attività e passività delle società del gruppo DC Bank AG.
Per quanto riguarda i dati relativi alle attività operative cessate e relative passività associate, il dato al 30 giugno 2021 si riferisce alla società controllata Immobilien Holding Gmbh.

12.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione: composizione per tipologia di attività
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | |
| A. Attività possedute per la vendita | ||
| A.1 Attività finanziarie | 463 | 1.499 |
| A.2 Partecipazioni | 16 | 16 |
| A.3 Attività materiali | 215 | 427 |
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute | 29 | 34 |
| A.4 Attività immateriali | 4 | 12 |
| A.5 Altre attività non correnti | 49 | 58 |
| Totale (A) | 747 | 2.012 |
| di cui: valutate al costo | 73 | 233 |
| di cui: valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 2 | 44 | 912 |
| di cui: valutate al fair value livello 3 | 630 | 867 |
| B. Attività operative cessate | ||
| B.1 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | - | - |
| - Attività finanziarie detenute per la negoziazione | - | - |
| - Attività finanziarie designate al fair value | - | - |
| - Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - |
| B.2 Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| B.3 Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | - |
| B.4 Partecipazioni | - | - |
| B.5 Attività materiali | - | - |
| di cui: ottenute tramite l'escussione delle garanzie ricevute | - | - |
| B.6 Attività immateriali | - | - |
| B.7 Altre attività | 2 | 5 |
| Totale (B) | 2 | 5 |
| di cui: valutate al costo | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 2 | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 3 | 2 | 5 |
| C. Passività associate ad attività possedute per la vendita | ||
| C.1 Debiti | 420 | 503 |
| C.2 Titoli | - | - |
| C.3 Altre passività | 134 | 245 |
| Totale (C) | 554 | 748 |
| di cui: valutate al costo | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 2 | - | 95 |
| di cui: valutate al fair value livello 3 | 554 | 653 |
| D. Passività associate ad attività operative cessate | ||
| D.1 Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato | - | - |
| D.2 Passività finanziarie di negoziazione | - | - |
| D.3 Passività finanziarie designate al fair value | - | - |
| D.4 Fondi | - | - |
| D.5 Altre passività | 11 | 13 |
| Totale (D) | 11 | 13 |
| di cui: valutate al costo | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 1 | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 2 | - | - |
| di cui: valutate al fair value livello 3 | 11 | 13 |
Le valutazioni al fair value al solo fine di adempiere alle richieste d'informativa al mercato sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value.

Passivo
Sezione 1 - Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato - Voce 10
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso banche
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | 30.06.2021 | 31.12.2020 | ||
| 1. Debiti verso banche centrali | 111.861 | 98.388 | ||
| 2. Debiti verso banche | 74.890 | 74.085 | ||
| 2.1 Conti correnti e depositi a vista | 12.710 | 11.336 | ||
| 2.2 Depositi a scadenza | 13.986 | 14.701 | ||
| 2.3 Finanziamenti | 45.183 | 46.787 | ||
| 2.3.1 Pronti contro termine passivi | 28.461 | 30.076 | ||
| 2.3.2 Altri | 16.722 | 16.711 | ||
| 2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali | - | - | ||
| 2.5 Debiti per leasing | 9 | 8 | ||
| 2.6 Altri debiti | 3.002 | 1.253 | ||
| Totale | 186.751 | 172.473 |
La sottovoce "1. Debiti verso banche centrali" è costituita principalmente da capitale di provvista relativo alle operazioni di Targeted Longer-Term Refinancing Operations III (TLTRO - III). Per maggiori dettagli si rimanda alla Sezione 5 - "Altri Aspetti" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, Note illustrative, Parte A - Politiche Contabili - A.1 Parte generale.
La sottovoce "2.3 Finanziamenti" comprende anche i debiti relativi alle operazioni di pronti contro termine di raccolta concluse a fronte di titoli di proprietà emessi da società del Gruppo, questi ultimi elisi dall'attivo a livello consolidato. La medesima sottovoce non comprende la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.
Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione merceologica dei debiti verso clientela
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | 30.06.2021 | 31.12.2020 |
| 1. Conti correnti e depositi a vista | 398.937 | 395.632 |
| 2. Depositi a scadenza | 51.110 | 57.347 |
| 3. Finanziamenti | 50.958 | 41.085 |
| 3.1 Pronti contro termine passivi | 48.410 | 38.496 |
| 3.2 Altri | 2.548 | 2.589 |
| 4. Debiti per impegni di riacquisto di propri strumenti patrimoniali | - | - |
| 5. Debiti per leasing | 2.181 | 2.310 |
| 6. Altri debiti | 4.711 | 4.376 |
| Totale | 507.897 | 500.750 |
La voce "3. Finanziamenti" comprende anche i debiti relativi alle operazioni di pronti contro termine di raccolta concluse a fronte di titoli di proprietà emessi da società del Gruppo, questi ultimi elisi dall'attivo a livello consolidato; la medesima voce non comprende la forma tecnica del prestito titoli con garanzia costituita da altri titoli ovvero senza garanzia.

Passività finanziarie al costo ammortizzato: composizione merceologica dei titoli in circolazione
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| TIPOLOGIA TITOLI/VALORI | 30.06.2021 | 31.12.2020 | |
| A. Titoli | |||
| 1. Obbligazioni | 87.681 | 86.604 | |
| 1.1 Strutturate | 1.050 | 1.147 | |
| 1.2 Altre | 86.631 | 85.457 | |
| 2. Altri titoli | 8.292 | 15.920 | |
| 2.1 Strutturati | 62 | 61 | |
| 2.2 Altri | 8.230 | 15.859 | |
| Totale | 95.973 | 102.524 |
La somma delle sottovoci "1.1 Obbligazioni - Strutturate" e "2.1. Altri titoli - Strutturati" ammonta complessivamente a 1.112 milioni e rappresenta l'1,2% del totale dei titoli.
Lo sbilancio del fair value dei derivati, incorporati in titoli strutturati e fatti oggetto di scorporo, risulta esposto a Voce 20 dell'Attivo e 20 del Passivo tra le valutazioni dei derivati di trading - Altri e presenta un saldo negativo per 18 milioni.
Sezione 2 - Passività finanziarie di negoziazione - Voce 20
2.1 Passività finanziarie di negoziazione: composizione merceologica
| (milioni di €) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | CONSISTENZE AL | 31.12.2020 | |||||||
| VALORE | FAIR VALUE | FAIR | VALORE | FAIR VALUE | FAIR | |||||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | NOMINALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | VALUE* | NOMINALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | VALUE* |
| A. Passività per cassa | ||||||||||
| 1. Debiti verso banche | 760 | 497 | 939 | 38 | 1.473 | 250 | 333 | 339 | 14 | 686 |
| 2. Debiti verso clientela | 3.961 | 7.447 | 4.004 | 108 | 11.550 | 2.259 | 5.738 | 2.321 | 103 | 8.163 |
| 3. Titoli di debito | 3.481 | 2 | 3.092 | 266 | 3.357 | 2.905 | - | 2.797 | 298 | 3.092 |
| 3.1 Obbligazioni | 1.501 | - | 1.386 | 98 | 1.482 | 1.595 | - | 1.314 | 139 | 1.452 |
| 3.1.1 Strutturate | 1.501 | - | 1.386 | 98 | X | 1.595 | - | 1.314 | 139 | X |
| 3.1.2 Altre obbligazioni | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 3.2 Altri titoli | 1.980 | 2 | 1.706 | 168 | 1.875 | 1.310 | - | 1.483 | 159 | 1.640 |
| 3.2.1 Strutturati | 1.980 | 2 | 1.706 | 168 | X | 1.310 | - | 1.483 | 159 | X |
| 3.2.2 Altri | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| Totale (A) | 8.202 | 7.946 | 8.035 | 412 | 16.380 | 5.414 | 6.071 | 5.457 | 415 | 11.941 |
| B. Strumenti derivati | ||||||||||
| 1. Derivati finanziari | X | 6.654 | 26.068 | 408 | X | X | 4.670 | 30.557 | 326 | X |
| 1.1 Di negoziazione | X | 6.654 | 25.711 | 390 | X | X | 4.670 | 30.367 | 305 | X |
| 1.2 Connessi con la fair | ||||||||||
| value option | X | - | 112 | - | X | X | - | 85 | - | X |
| 1.3 Altri | X | - | 245 | 18 | X | X | - | 105 | 21 | X |
| 2. Derivati creditizi | X | 38 | 133 | 104 | X | X | 49 | 82 | 160 | X |
| 2.1 Di negoziazione | X | 38 | 126 | 104 | X | X | 49 | 74 | 160 | X |
| 2.2 Connessi con la fair | ||||||||||
| value option | X | - | - | - | X | X | - | - | - | X |
| 2.3 Altri | X | - | 7 | - | X | X | - | 8 | - | X |
| Totale (B) | X | 6.692 | 26.201 | 512 | X | X | 4.719 | 30.639 | 486 | X |
| Totale (A+B) | X | 14.638 | 34.236 | 924 | X | X | 10.790 | 36.096 | 901 | X |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 49.798 | 47.787 |
Nota:
Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.
Le attività e passività finanziarie relative ai derivati OTC ed alle operazioni di pronti contro termine gestite attraverso Controparti Centrali (CCP) sono oggetto di compensazione allorquando (i) i processi di regolamento delle CCP garantiscono l'eliminazione o riducono ad immateriale il rischio di credito e liquidità dei contratti in oggetto e (ii) l'entità ha intenzione di regolare le partite al netto, coerentemente alle previsioni dello IAS32 - Offsetting, al fine di migliorare la rappresentazione del profilo di liquidità e rischio di controparte da essi determinato.

L'effetto della compensazione al 30 giugno 2021, già incluso nel modello di esposizione a saldi netti delle operazioni in specie, ammonta a complessivi 37.936 milioni in diminuzione rispetto ai 44.902 milioni al 31 dicembre 2020 per effetto dell'evoluzione delle condizioni dei mercati di riferimento.
Le sottovoci "Debiti verso banche" e "Debiti verso clientela" comprendono scoperti tecnici per un ammontare pari a 8.264 milioni al 30 giugno 2021 (6.281 milioni al 31 dicembre 2020) a cui non viene attribuito un valore nominale.
Sezione 3 - Passività finanziarie designate al fair value - Voce 30
3.1 Passività finanziarie designate al fair value: composizione merceologica
| (milioni di €) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 30.06.2021 |
CONSISTENZE AL 31.12.2020 |
|||||||||
| VALORE | FAIR VALUE | FAIR | VALORE | FAIR VALUE | FAIR | |||||
| TIPOLOGIA OPERAZIONI/VALORI | NOMINALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | VALUE* | NOMINALE | LIVELLO 1 | LIVELLO 2 | LIVELLO 3 | VALUE* |
| 1. Debiti verso banche | 5 | - | 4 | 1 | 5 | 5 | - | 4 | 1 | 4 |
| 1.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 1.2 Altri | 5 | - | 4 | 1 | X | 5 | - | 4 | 1 | X |
| di cui: | ||||||||||
| - impegni a erogare fondi | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| - garanzie finanziarie rilasciate | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| 2. Debiti verso clientela | 707 | - | 687 | 59 | 740 | 654 | - | 657 | 54 | 711 |
| 2.1 Strutturati | - | - | - | - | X | - | - | - | - | X |
| 2.2 Altri | 707 | - | 687 | 59 | X | 654 | - | 657 | 54 | X |
| di cui: | ||||||||||
| - impegni a erogare fondi | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| - garanzie finanziarie rilasciate | - | X | X | X | X | - | X | X | X | X |
| 3. Titoli di debito | 9.161 | - | 8.500 | 572 | 8.878 | 9.623 | - | 9.159 | 693 | 9.611 |
| 3.1 Strutturati | 7.982 | - | 7.442 | 534 | X | 9.070 | - | 8.746 | 631 | X |
| 3.2 Altri | 1.179 | - | 1.058 | 38 | X | 553 | - | 413 | 62 | X |
| Totale | 9.873 | - | 9.191 | 632 | 9.623 | 10.282 | - | 9.820 | 748 | 10.326 |
| Totale Livello 1, Livello 2 e Livello 3 | 9.823 | 10.568 |
Nota:
Fair value* = Fair value calcolato escludendo le variazioni di valore dovute al cambiamento del merito creditizio dell'emittente rispetto alla data di emissione.
La classificazione di investimenti al portafoglio in esame è operata al fine di ridurre i disallineamenti dei risultati contabili connessi all'utilizzo di strumenti misurati con spostamenti di fair value a conto economico al fine di gestirne il profilo di rischio.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette l'osservabilità degli input utilizzati nelle valutazioni. Si rimanda per ulteriori informazioni alla Parte A - Politiche contabili - A.4 Informativa sul fair value delle Note illustrative di questo documento.
La sottovoce "3.1 Titoli di debito - Strutturati" comprende i "Certificates", titoli di debito strutturati, emessi da UniCredit S.p.A. e da altre società del Gruppo. Tali strumenti sono classificati come valutati al fair value in quanto le componenti derivative implicite non sono scorporabili.
Sezione 7 - Passività associate ad attività in via di dismissione - Voce 70 Si veda la Sezione 12 dell'attivo.

Sezione 10 - Fondi per rischi e oneri - Voce 100
10.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| VOCI/VALORI | 30.06.2021 | 31.12.2020 |
| 1. Fondi per rischio di credito relativo a impegni e garanzie finanziarie rilasciate | 1.231 | 1.263 |
| 2. Fondi su altri impegni e altre garanzie rilasciate | 141 | 125 |
| 3. Fondi di quiescenza aziendali | 5.103 | 5.677 |
| 4. Altri fondi per rischi ed oneri | 2.971 | 3.123 |
| 4.1 Controversie legali e fiscali | 768 | 749 |
| 4.2 Oneri per il personale | 790 | 943 |
| 4.3 Altri | 1.413 | 1.431 |
| Totale | 9.446 | 10.188 |
Al 30 giugno 2021 il Fondo rischi ed oneri si attesta a un valore pari a 9.446 milioni di cui circa 1.372 milioni relativi alle rettifiche di valore complessive sulle esposizioni fuori bilancio, 5.103 milioni relativi ai fondi di quiescenza aziendale e 2.971 milioni relativi ad altri fondi per rischi ed oneri.
La voce "4. Altri fondi per rischi ed oneri" è composta da:
- stanziamenti per controversie legali e fiscali: cause passive e revocatorie fallimentari (maggiori informazioni relative alle cause passive sono riportate nella Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - B. Rischi derivanti da pendenze legali e D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria);
- stanziamenti per oneri per il personale comprensivi anche degli oneri connessi all'esecuzione del Piano Strategico;
- stanziamenti altri: accolgono gli stanziamenti per rischi ed oneri non riconducibili alle voci di cui sopra, i cui dettagli sono illustrati nella successiva tavola 10.6.

10.5 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti
Esistono all'interno del Gruppo numerosi piani a benefici definiti, ovvero piani per i quali la prestazione è legata al salario ed all'anzianità del dipendente, stabiliti in Italia ed all'estero. I piani in Austria, Germania e Italia rappresentano in totale oltre il 90% delle obbligazioni pensionistiche del Gruppo.
Il 49% circa dell'obbligazione complessiva per piani a benefici definiti prevede attività destinate. Tali piani sono stabiliti (i) in Germania, tra cui il "Direct Pension Plan" (ovvero un fondo esterno gestito da fiduciari indipendenti), il "HVB Trust Pensionfonds AG" e il "Pensionkasse der Hypovereinsbank WaG", da UniCredit Bank AG ("UCB AG"), e (ii) nel Regno Unito, in Italia e in Lussemburgo da UCB AG e UniCredit S.p.A. I piani a benefici definiti del Gruppo sono prevalentemente chiusi ai neo-assunti; la maggioranza di tali figure aderisce invece a piani a contribuzione definita ed i relativi contributi rappresentano una spesa di conto economico.
In accordo con lo IAS19 le obbligazioni dei piani a benefici definiti sono determinate con il metodo della "Proiezione Unitaria del Credito", mentre per i piani con attività patrimoniali destinate, le stesse sono misurate al fair value alla data di redazione dello stato patrimoniale. Lo stato patrimoniale è il risultato del deficit o surplus (ovvero la differenza tra le obbligazioni e le attività patrimoniali destinate) al netto dell'eventuale impatto del "limite sulle attività"; gli utili e le perdite attuariali sono riconosciuti nel patrimonio netto ed esposti in apposita voce delle Riserve di valutazione nell'esercizio nel quale sono rilevati.
Le ipotesi attuariali usate per determinare le obbligazioni variano da paese a paese e da piano a piano; il tasso di attualizzazione è determinato, in funzione della divisa di denominazione degli impegni e della durata finanziaria della passività, facendo riferimento ai rendimenti di mercato alla data di bilancio di un paniere di "titoli obbligazionari di aziende primarie" (high quality corporate bond - "HQCB").
Alla luce della comune interpretazione circa la natura dei "titoli obbligazionari di aziende primarie" e della persistente riduzione della struttura dei tassi, UniCredit determina il tasso di attualizzazione referenziando un paniere di corporate bonds di emittenti con rating AA (HQCB). Si segnala inoltre che, al fine di modellizzare la curva dei tassi riveniente dal paniere di titoli identificato è stato utilizzato il metodo Nelson Siegel rettificando il segmento di scadenza a lungo termine della curva al di sopra dell'"ultimo punto liquido" (definito come la scadenza media delle ultime 5 obbligazioni disponibili) facendo affidamento ad una curva di titoli governativi di emittenti con rating AA.
La misurazione degli impegni al 30 giugno 2021 (comprensivo di quelli relativi al Trattamento di fine rapporto del personale) comporta un decremento rispetto ai livelli del 31 dicembre 2020 del saldo negativo della riserva da valutazione relativa ad utili/perdite attuariali su piani previdenziali a benefici definiti pari a 339 milioni al netto delle tasse determinato dalla riduzione dei prezzi dei titoli HQCB parzialmente compensato dalla performance degli attivi segregati (il saldo negativo passa da -4.007 milioni al 31 dicembre 2020 a -3.668 milioni al 30 giugno 2021), in funzione dell'incremento della curva dei tassi Euro (fino a +35pb a riferimento i fondi pensione e di +25pb per il "Trattamento di fine rapporto del personale", rispetto ai livelli di dicembre 2020).
Per ulteriori informazioni e dettagli si rimanda al "Bilancio consolidato e Relazioni 2020" del gruppo UniCredit.
Si precisa, inoltre, che nel corso del secondo trimestre, è stata attivata un'offerta di "capitalizzazione" (liquidazione anticipata del debito con pagamento one-off) su base volontaria a riferimento i piani a benefici definiti di UniCredit S.p.A., a valere su un importo massimo di 276 milioni al 31 dicembre 2020, la cui conclusione è prevista nel secondo semestre 2021.
10.6 Fondi per rischi ed oneri - altri fondi
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | ||
| 4.3 Altri fondi per rischi e oneri - altri | |||
| Rischi/oneri connessi al patrimonio immobiliare | 103 | 102 | |
| Oneri per piani di ristrutturazione aziendale | 47 | 51 | |
| Indennità di agenti della rete | 88 | 87 | |
| Vertenze correlate a strumenti finanziari e contratti derivati | 21 | 21 | |
| Oneri per passività assunte su cessioni di partecipazioni | 178 | 206 | |
| Altri | 976 | 964 | |
| Totale | 1.413 | 1.431 |
Si fa presente che la sottovoce "Altri" include i fondi:
- destinati a fronteggiare i probabili rischi di perdita connessi a reclami da parte dei clienti. Per completezza informativa si rimanda al relativo paragrafo in Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - E. Altre contestazioni della clientela;
- riferiti alle appostazioni atte a fronteggiare i rischi di esborso connessi a talune previsioni contrattuali standard contenuti nei framework documentali (i.e. representations & warranties), inclusi quelli sottoscritti con gli SPVs di cartolarizzazioni di cui UniCredit S.p.A. è Originator, nelle more delle analisi e delle valutazioni da concludersi entro le tempistiche stabilite per la definizione.

Sezione 13 - Patrimonio del Gruppo - Voci 120, 130, 140, 150, 160, 170 e 180
Il Patrimonio del Gruppo, incluso il risultato di periodo pari a +1.921 milioni, si è attestato al 30 giugno 2021 a 61.356 milioni a fronte dei 59.507 milioni rilevati alla fine dell'anno precedente.
La tabella che segue riporta la composizione del patrimonio e le variazioni rispetto all'esercizio precedente.
Patrimonio del Gruppo: composizione
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | VARIAZIONI | |||
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | ASSOLUTA | % | |
| 1. Capitale | 21.133 | 21.060 | 73 | 0,3% |
| 2. Sovrapprezzi di emissione | 6.098 | 9.386 | -3.288 | -35,0% |
| 3. Riserve | 31.133 | 31.167 | -34 | -0,1% |
| 4. Azioni proprie | (181) | (3) | -178 | n.s. |
| a. Capogruppo | (181) | (2) | -179 | n.s. |
| b. Controllate | - | (1) | 1 | n.s. |
| 5. Riserve da valutazione | (5.589) | (6.159) | 570 | -9,3% |
| 6. Strumenti di capitale | 6.841 | 6.841 | - | - |
| 7. Utile (Perdita) | 1.921 | (2.785) | 4.706 | n.s. |
| Totale | 61.356 | 59.507 | 1.849 | 3,1% |
La variazione del patrimonio per +1.849 milioni è il risultato di:
| (milioni di €) | |
|---|---|
| Variazione del capitale: | |
| prelievo dalla riserva appositamente costituita, per l'emissione di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 10 febbraio 2021 |
73 |
| Utilizzo della riserva sovrapprezzi di emissione, finalizzato: (i) al ripianamento della perdita d'esercizio 2020 di UniCredit S.p.A. (-2.732 milioni); ii) incremento della Riserva legale (-55 milioni); iii) alla copertura delle componenti negative relative al pagamento delle cedole AT1 (-322 milioni); iv) l'imputazione alla specifica riserva indisponibile a fronte degli acquisti di azioni proprie in esecuzione del programma di Buy-Back (-179 milioni) |
(3.288) |
| Variazione delle riserve, comprensiva di quella sulle azioni proprie per: | (212) |
| · attribuzione a riserva del risultato dell'esercizio precedente esclusa la perdita d'esercizio 2020 di UniCredit S.p.A., al netto | |
| delle altre destinazioni · copertura delle riserve negative relative alle componenti correlate al pagamento delle cedole AT1 (+322 milioni), l'incremento della Riserva legale (+55 milioni) e l'imputazione alla specifica riserva indisponibile a fronte degli acquisti di azioni proprie in esecuzione del programma di Buy-Back (+179 milioni) mediante utilizzo della Riserva sovrapprezzo |
(55) 556 |
| · variazione della riserva connessa a Share Based Payments | 43 |
| · iscrizione a riserve di utili dell'utile (perdita) cumulata, derivante dalla cessione di titoli di capitale valutati al fair value con impatto sulla redditività complessiva e dal rimborso di passività finanziarie designate al fair value intervenute durante il periodo. Tale ammontare comprende altresì il rigiro a riserve di utili dell'eventuale importo in precedenza iscritto fra le riserve |
|
| di valutazione | (46) |
| · prelievo dalla riserva appositamente costituita, per l'emissione di azioni connesse al piano di incentivazione a medio termine del personale di gruppo, come da delibera del Consiglio di Amministrazione del 10 febbraio 2021 · imputazione a riserva delle cedole corrisposte ai sottoscrittori degli strumenti Additional Tier 1 al netto degli effetti fiscali |
(73) |
| connessi | (165) |
| · acquisto di n.17.416.128 azioni proprie in esecuzione del "Primo Programma di Buy-Back 2021" deliberato dall'Assemblea | |
| degli azionisti del 15 aprile 2021 | (179) |
| · distribuzione dividendo da riserve di utili deliberato dall'Assemblea dei Soci del 15 aprile 2021 | (268) |
| · altre variazioni | (25) |
| Variazione delle riserve da valutazione riconducibile: | 570 |
| · agli utili (perdite) attuariali su piani a benefici definiti | 339 |
| · alle differenze di cambio · alle attività materiali |
237 176 |
| · alla valutazione delle società valutate a patrimonio netto | 18 |
| · alla copertura per rischi finanziari | (86) |
| · alla valutazione di attività e passività finanziarie valutate al fair value | (114) |
| Variazione del risultato di periodo rispetto a quello del 31 dicembre 2020 | 4.706 |

13.4 Riserve di utili: altre informazioni
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| 30.06.2021 | 31.12.2020 | |
| Riserva legale | 1.518 | 1.518 |
| Riserve statutarie | 6.828 | 7.380 |
| Riserve altre | 14.545 | 14.557 |
| Totale | 22.891 | 23.455 |
La Riserva legale nel suo complesso include, oltre all'importo pari a 1.518 milioni, anche una quota pari a 2.738 milioni classificata tra le riserve "altre" (non di utili), costituita con prelievi dalla voce Sovrapprezzi di emissione deliberati dalle Assemblee dell'11 maggio 2013, del 13 maggio 2014, del 14 aprile 2016 e del 15 aprile 2021.
13.6 Altre informazioni
| Riserve da valutazione: composizione | (milioni di €) | |
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| ATTIVITÀ/VALORI | 30.06.2021 | 31.12.2020 |
| 1. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | (252) | (339) |
| 2. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
889 | 1.119 |
| 3. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività complessiva | - | - |
| 4. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (variazioni del proprio merito creditizio) |
(138) | (167) |
| 5. Strumenti di copertura (elementi non designati) | - | - |
| 6. Attività materiali | 1.643 | 1.467 |
| 7. Attività immateriali | - | - |
| 8. Copertura di investimenti esteri | - | - |
| 9. Copertura dei flussi finanziari | (109) | (23) |
| 10. Differenze di cambio | (2.712) | (2.949) |
| 11. Attività non correnti in via di dismissione | (2) | (2) |
| 12. Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti | (3.668) | (4.007) |
| 13. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto | (1.517) | (1.535) |
| 14. Leggi speciali di rivalutazione | 277 | 277 |
| Totale | (5.589) | (6.159) |
Le principali riserve per differenze di cambio al 30 giugno 2021 sono riferibili alle seguenti valute:
- Lira turca: -1.581 milioni inclusa nella voce "Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto";
- Rublo russo: -2.360 milioni inclusa nella voce "Differenze di cambio" e -44 milioni inclusa nella voce "Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a patrimonio netto".
Le principali variazioni rispetto al 31 dicembre 2020 si riferiscono:
- alla variazione sugli "Utili (Perdite) attuariali su piani previdenziali a benefici definiti" per +339 milioni dovuto principalmente ad un aumento dei tassi di sconto indotto dalla riduzione dei prezzi dei titoli obbligazionari di aziende primarie "High Quality Corporate Bonds" parzialmente compensato dalla performance degli attivi segregati;
- alla variazione della voce "Differenze di cambio" per +237 milioni principalmente riconducibile al Rublo russo per +116 milioni ed alla Corona ceca per +78 milioni;
- alla variazione sulle "Attività materiali" per +176 milioni principalmente ascrivibile al riallineamento tra i valori fiscali e i maggiori valori contabili di una quota di immobili IAS16, per maggiori dettagli si veda Parte A - Politiche contabili - Sezione 5 - Altri aspetti;
- alla variazione sulle "Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" per -230 milioni principalmente riconducibile a titoli di stato.

Parte C - In formazioni sul conto e conomico consolida to Sezione 1 - Interessi - Voce 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL | ||||
| 30.06.2020 | |||||
| VOCI/FORME TECNICHE | TITOLI DI DEBITO | FINANZIAMENTI | ALTRE OPERAZIONI | TOTALE | TOTALE |
| 1. Attività finanziarie valutate al fair value con | |||||
| impatto a conto economico | 135 | 41 | 276 | 452 | 478 |
| 1.1 Attività finanziarie detenute per la | |||||
| negoziazione | 84 | - | 276 | 360 | 392 |
| 1.2 Attività finanziarie designate al fair value | 1 | - | - | 1 | - |
| 1.3 Altre attività finanziarie obbligatoriamente | |||||
| valutate al fair value | 50 | 41 | - | 91 | 86 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con | |||||
| impatto sulla redditività complessiva | 362 | - | X | 362 | 456 |
| 3. Attività finanziarie valutate al costo | |||||
| ammortizzato | 250 | 4.231 | X | 4.481 | 5.432 |
| 3.1 Crediti verso banche | 17 | 133 | X | 150 | 264 |
| 3.2 Crediti verso clientela | 233 | 4.098 | X | 4.331 | 5.168 |
| 4. Derivati di copertura | X | X | 3 | 3 | 15 |
| 5. Altre attività | X | X | 82 | 82 | 135 |
| 6. Passività finanziarie | X | X | X | 768 | 364 |
| Totale | 747 | 4.272 | 361 | 6.148 | 6.880 |
| di cui: interessi attivi su attività finanziarie impaired | - | 170 | - | 170 | 184 |
| di cui: interessi attivi su leasing finanziario | - | 230 | - | 230 | 280 |
Gli interessi su passività finanziarie, che concorrono alla determinazione del margine di interesse, includono gli interessi relativi alle anticipazioni TLTRO II e TLTRO III per la cui determinazione si rimanda alla "Sezione 5 - Altri aspetti" del Bilancio consolidato semestrale abbreviato del gruppo UniCredit, Note illustrative, Parte A - Politiche contabili - A.1 Parte generale.
1.3 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL | ||||
| 30.06.2020 | |||||
| VOCI/FORME TECNICHE | DEBITI | TITOLI | ALTRE OPERAZIONI | TOTALE | TOTALE |
| 1. Passività finanziarie valutate al costo | |||||
| ammortizzato | (354) | (993) | X | (1.347) | (1.767) |
| 1.1 Debiti verso banche centrali | (5) | X | X | (5) | (33) |
| 1.2 Debiti verso banche | (79) | X | X | (79) | (153) |
| 1.3 Debiti verso clientela | (270) | X | X | (270) | (450) |
| 1.4 Titoli in circolazione | X | (993) | X | (993) | (1.131) |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | - | (42) | (331) | (373) | (427) |
| 3. Passività finanziarie designate al fair value | (3) | (21) | - | (24) | (32) |
| 4. Altre passività e fondi | X | X | (22) | (22) | (35) |
| 5. Derivati di copertura | X | X | 481 | 481 | 487 |
| 6. Attività finanziarie | X | X | X | (442) | (182) |
| Totale | (357) | (1.056) | 128 | (1.727) | (1.956) |
| di cui: interessi passivi relativi ai debiti per leasing | (15) | X | X | (15) | (20) |

Sezione 2 - Commissioni - Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione
| TIPOLOGIA SERVIZI/VALORI | AL 30.06.2021 | |
|---|---|---|
| AL 30.06.2020 | ||
| a) Garanzie rilasciate | 231 | 235 |
| b) Derivati su crediti | - | - |
| c) Servizi di gestione, intermediazione e consulenza | 1.913 | 1.589 |
| 1. Negoziazione di strumenti finanziari | 127 | 121 |
| 2. Negoziazione di valute | 54 | 55 |
| 3. Gestioni di portafogli | 178 | 196 |
| 3.1 Individuali | 71 | 82 |
| 3.2 Collettive | 107 | 114 |
| 4. Custodia e amministrazione di titoli | 137 | 134 |
| 5. Banca depositaria | 1 | 1 |
| 6. Collocamento di titoli | 487 | 245 |
| 7. Attività di ricezione e trasmissione di ordini | 75 | 90 |
| 8. Attività di consulenza | 67 | 51 |
| 8.1 In materia di investimenti | 43 | 29 |
| 8.2 In materia di struttura finanziaria | 24 | 22 |
| 9. Distribuzione di servizi di terzi | 787 | 696 |
| 9.1 Gestioni di portafogli | 332 | 291 |
| 9.1.1 Individuali | 3 | 1 |
| 9.1.2 Collettive | 329 | 290 |
| 9.2 Prodotti assicurativi | 447 | 395 |
| 9.3 Altri prodotti | 8 | 10 |
| d) Servizi di incasso e pagamento | 630 | 574 |
| e) Servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione | 4 | 4 |
| f) Servizi per operazioni di factoring | 34 | 37 |
| g) Esercizio di esattorie e ricevitorie | - | - |
| h) Attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione | - | - |
| i) Tenuta e gestione dei conti correnti | 623 | 657 |
| j) Altri servizi | 494 | 471 |
| k) Prestito titoli | 24 | 20 |
| Totale | 3.953 | 3.587 |
La voce "j) Altri servizi" accoglie prevalentemente:
• commissioni per finanziamenti concessi per 180 milioni; 164 milioni nel primo semestre 2020;
• commissioni per operazioni e servizi con l'estero per 38 milioni; 35 milioni nel primo semestre 2020;
• commissioni per servizi vari resi alla clientela (es. tesoreria, merchant banking, ecc.) per 27 milioni, 27 milioni nel primo semestre 2020;
• commissioni per il servizio bancomat e carte di credito, non rientranti nella voce "Servizi di incasso e pagamento", per 118 milioni; 121 milioni nel primo semestre 2020.

2.2 Commissioni passive: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| SERVIZI/VALORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 |
| a) Garanzie ricevute | (43) | (41) |
| b) Derivati su crediti | - | - |
| c) Servizi di gestione e intermediazione | (167) | (167) |
| 1. Negoziazione di strumenti finanziari | (29) | (34) |
| 2. Negoziazione di valute | (4) | (6) |
| 3. Gestioni di portafogli | (21) | (19) |
| 3.1 Proprie | (11) | (9) |
| 3.2 Delegate a terzi | (10) | (10) |
| 4. Custodia e amministrazione di titoli | (85) | (82) |
| 5. Collocamento di strumenti finanziari | (4) | (4) |
| 6. Offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi | (24) | (22) |
| d) Servizi di incasso e pagamento | (293) | (281) |
| e) Altri servizi | (69) | (81) |
| f) Prestito titoli | (14) | (10) |
| Totale | (586) | (580) |
Sezione 3 - Dividendi e proventi simili - Voce 70
3.1 Dividendi e proventi simili: composizione
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 | ||||
| VOCI/PROVENTI | DIVIDENDI | PROVENTI SIMILI | DIVIDENDI | PROVENTI SIMILI | |
| A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 149 | - | 92 | - | |
| B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
26 | 8 | 22 | 3 | |
| C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
15 | - | 13 | - | |
| D. Partecipazioni | 2 | - | 2 | - | |
| Totale | 192 | 8 | 129 | 3 | |
| Totale Dividendi e proventi simili | 200 | 132 |
I dividendi sono rilevati a conto economico nel momento in cui viene deliberata la distribuzione. Nel primo semestre 2021 i dividendi e proventi simili sono risultati pari a 200 milioni, rispetto a 132 milioni dell'anno precedente.
La voce "A. Attività finanziarie detenute per la negoziazione" include principalmente i dividendi ricevuti relativamente alle quote detenute nei seguenti titoli: Allianz SE NA O.N. (11 milioni), Eni S.p.A. (8 milioni), Basf SE NA O.N. (6 milioni), Bayer AG (6 milioni). Nel primo semestre 2020 la voce "Attività finanziarie detenute per la negoziazione" includeva principalmente i dividendi ricevuti relativamente alle quote detenute nei seguenti titoli: Eni S.p.A. (10 milioni), Allianz SE NA O.N. (8 milioni), Basf SE NA O.N. (8 milioni), Siemens AG NA O.N. (7 milioni).
La voce "B. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value" include principalmente i dividendi ricevuti relativamente all'interessenza partecipativa in La Villata S.p.A. Immobiliare di Investimento e Sviluppo per 16 milioni (15 milioni nel 2020).
La voce "C. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva" include principalmente i dividendi ricevuti relativamente all'interessenza partecipativa in Banca d'Italia (10 milioni, come anche nel 2020).

Sezione 4 - Risultato netto dell'attività di negoziazione - Voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | |||||
| PLUSVALENZE | UTILI DA NEGOZIAZIONE |
MINUSVALENZE | PERDITE DA NEGOZIAZIONE |
RISULTATO NETTO |
|
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | (A) | (B) | (C) | (D) | [(A+B)-(C+D)] |
| 1. Attività finanziarie di negoziazione | 7.454 | 2.042 | (4.139) | (405) | 4.952 |
| 1.1 Titoli di debito | 103 | 281 | (439) | (180) | (235) |
| 1.2 Titoli di capitale | 310 | 942 | (353) | (132) | 767 |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 103 | 141 | (44) | (6) | 194 |
| 1.4 Finanziamenti | 2.053 | 4 | (995) | (86) | 976 |
| 1.5 Altre | 4.885 | 674 | (2.308) | (1) | 3.250 |
| 2. Passività finanziarie di negoziazione | 156 | 149 | (361) | (227) | (283) |
| 2.1 Titoli di debito | 127 | 92 | (340) | (179) | (300) |
| 2.2 Debiti | - | - | - | 4 | 4 |
| 2.3 Altre | 29 | 57 | (21) | (52) | 13 |
| 3. Attività e passività finanziarie: differenze di | |||||
| cambio | X | X | X | X | (121) |
| 4. Strumenti derivati | 101.716 | 56.888 | (105.002) | (57.593) | (3.600) |
| 4.1 Derivati finanziari | 101.564 | 56.800 | (104.923) | (57.417) | (3.585) |
| - Su titoli di debito e tassi di interesse | 91.053 | 48.999 | (90.236) | (49.118) | 698 |
| - Su titoli di capitale e indici azionari | 5.548 | 5.040 | (6.377) | (4.663) | (452) |
| - Su valute e oro | X | X | X | X | 391 |
| - Altri | 4.963 | 2.761 | (8.310) | (3.636) | (4.222) |
| 4.2 Derivati su crediti | 152 | 88 | (79) | (176) | (15) |
| di cui: coperture naturali connesse con la fair | |||||
| value option | X | X | X | X | - |
| Totale | 109.326 | 59.079 | (109.502) | (58.225) | 948 |
Sezione 5 - Risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90
5.1 Risultato netto dell'attività di copertura: composizione
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| COMPONENTI REDDITUALI/VALORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 | |
| A. Proventi relativi a | |||
| A.1 Derivati di copertura del fair value | 4.869 | 4.812 | |
| A.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | 323 | 1.247 | |
| A.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | 2.385 | 51 | |
| A.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | 2 | 16 | |
| A.5 Attività e passività in valuta | - | - | |
| Totale proventi dell'attività di copertura (A) | 7.579 | 6.126 | |
| B. Oneri relativa a | |||
| B.1 Derivati di copertura del fair value | (5.765) | (4.635) | |
| B.2 Attività finanziarie coperte (fair value) | (1.704) | (80) | |
| B.3 Passività finanziarie coperte (fair value) | (66) | (1.428) | |
| B.4 Derivati finanziari di copertura dei flussi finanziari | (2) | (1) | |
| B.5 Attività e passività in valuta | - | - | |
| Totale oneri dell'attività di copertura (B) | (7.537) | (6.144) | |
| C. Risultato netto dell'attività di copertura (A-B) | 42 | (18) | |
| di cui: risultato delle coperture su posizioni nette | - | - |

Sezione 6 - Utili (Perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100
Il risultato netto derivante da utili/perdite da cessione/riacquisto di attività/passività finanziarie al 30 giugno 2021 si è attestato a +181 milioni (+247 milioni nel 2020), di cui +184 milioni riferiti alle attività finanziarie e -3 milioni riferiti alle passività finanziarie.
Il risultato netto relativo alla sottovoce "1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato" ammonta a +59 milioni generato principalmente dai crediti verso clientela, riconducibili essenzialmente alle cessioni di strumenti obbligazionari da parte di UniCredit S.p.A.
La sottovoce "2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - 2.1 Titoli di debito" risulta pari a +125 milioni ed include prevalentemente utili da cessione registrati da UniCredit S.p.A. (+70 milioni principalmente su Titoli di stato italiani).
6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 | |||||
| VOCI/COMPONENTI REDDITUALI | UTILI | PERDITE | RISULTATO NETTO |
UTILI | PERDITE | RISULTATO NETTO |
| A. Attività finanziarie | ||||||
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 139 | (80) | 59 | 161 | (51) | 110 |
| 1.1 Crediti verso banche | 2 | - | 2 | - | - | - |
| 1.2 Crediti verso clientela | 137 | (80) | 57 | 161 | (51) | 110 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto | ||||||
| sulla redditività complessiva | 218 | (93) | 125 | 224 | (97) | 127 |
| 2.1 Titoli di debito | 218 | (93) | 125 | 224 | (97) | 127 |
| 2.2 Finanziamenti | - | - | - | - | - | - |
| Totale attività (A) | 357 | (173) | 184 | 385 | (148) | 237 |
| B. Passività finanziarie valutate al costo | ||||||
| ammortizzato | ||||||
| 1. Debiti verso banche | - | - | - | 2 | - | 2 |
| 2. Debiti verso clientela | - | - | - | - | - | - |
| 3. Titoli in circolazione | 1 | (4) | (3) | 11 | (3) | 8 |
| Totale passività (B) | 1 | (4) | (3) | 13 | (3) | 10 |
| Totale attività/passività finanziarie | 181 | 247 |

Sezione 7 - Risultato netto delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico - Voce 110
7.1 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle attività e delle passività finanziarie designate al fair value
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | |||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | PLUSVALENZE (A) |
UTILI DA REALIZZO (B) |
MINUSVALENZE (C) |
PERDITE DA REALIZZO (D) |
RISULTATO NETTO [(A+B)-(C+D)] |
| 1. Attività finanziarie | - | - | (13) | (2) | (15) |
| 1.1 Titoli di debito | - | - | (13) | (2) | (15) |
| 1.2 Finanziamenti | - | - | - | - | - |
| 2. Passività finanziarie | 125 | 141 | (373) | (131) | (238) |
| 2.1 Titoli in circolazione | 106 | 141 | (329) | (127) | (209) |
| 2.2 Debiti verso banche | 19 | - | (44) | (4) | (29) |
| 2.3 Debiti verso clientela | - | - | - | - | - |
| 3. Attività e passività finanziarie in valuta: differenze di cambio |
X | X | X | X | - |
| Totale | 125 | 141 | (386) | (133) | (253) |
Alle passività finanziarie rappresentate da titoli sono connessi derivati finanziari stipulati con finalità di copertura economica i cui risultati sono inclusi nella tabella 4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione in Parte C - Sezione 4 delle Note illustrative di questo documento.
7.2 Variazione netta di valore delle altre attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: composizione delle altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | |||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | PLUSVALENZE (A) |
UTILI DA REALIZZO (B) |
MINUSVALENZE (C) |
PERDITE DA REALIZZO (D) |
RISULTATO NETTO [(A+B)-(C+D)] |
| 1. Attività finanziarie | 182 | 34 | (214) | (42) | (40) |
| 1.1 Titoli di debito | 58 | 23 | (113) | (41) | (73) |
| 1.2 Titoli di capitale | 72 | 2 | (8) | - | 66 |
| 1.3 Quote di O.I.C.R. | 40 | 6 | (58) | - | (12) |
| 1.4 Finanziamenti | 12 | 3 | (35) | (1) | (21) |
| 2. Attività finanziarie in valuta: differenze di cambio |
X | X | X | X | - |
| Totale | 182 | 34 | (214) | (42) | (40) |
Tra le attività finanziarie, i titoli di capitale includono gli effetti dell'investimento nello Schema Volontario (-5 milioni).
Le quote di OICR includono gli effetti economici derivati dai fondi Atlante e Italian Recovery Fund, per i quali si rimanda allo specifico commento in calce alla tabella 2.5 Attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value in Parte B - Attivo - Sezione 2 delle Note illustrative di questo documento.

Sezione 8 - Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito - Voce 130
Al 30 giugno 2021, oltre agli effetti inerenti la classificazione tra stadi e le dinamiche di copertura, le rettifiche di valore nette per rischio di credito riflettono l'aggiornamento dello scenario macroeconomico, l'adeguamento dei modelli IRB per il calcolo della PD in coerenza con "Guidelines on PD estimation, LGD estimation and the treatment of defaulted exposures" dell'EBA, i miglioramenti metodologici al modello sottostante i parametri di rischio di credito utilizzati per il calcolo delle perdite attese su crediti IFRS 9 e gli effetti derivanti dall'estensione delle moratorie in Italia. Per maggiori dettagli sui temi sopra richiamati si rinvia alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 2 Rischi del perimetro consolidato prudenziale - 2.1 Rischio di credito.
8.1 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: composizione
| (milioni di €) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL | ||||||
| RETTIFICHE DI VALORE | RIPRESE DI VALORE | 30.06.2020 | |||||
| PRIMO E | TERZO STADIO | PRIMO E | |||||
| SECONDO | SECONDO | TERZO | |||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | STADIO | WRITE-OFF | ALTRE | STADIO | STADIO | TOTALE | TOTALE |
| A. Crediti verso banche | (6) | - | - | 10 | 2 | 6 | 6 |
| - Finanziamenti | (5) | - | - | 8 | 2 | 5 | 8 |
| - Titoli di debito | (1) | - | - | 2 | - | 1 | (2) |
| di cui: crediti impaired acquisiti o originati | - | - | - | - | - | - | - |
| B. Crediti verso clientela | (1.340) | (78) | (1.647) | 1.231 | 1.293 | (541) | (2.166) |
| - Finanziamenti | (1.333) | (78) | (1.647) | 1.210 | 1.293 | (555) | (2.122) |
| - Titoli di debito | (7) | - | - | 21 | - | 14 | (44) |
| di cui: crediti impaired acquisiti o originati | - | (1) | (4) | - | 1 | (4) | (11) |
| Totale | (1.346) | (78) | (1.647) | 1.241 | 1.295 | (535) | (2.160) |
8.2 Rettifiche di valore nette per rischio di credito relativo ad attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva: composizione
| (milioni di €) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL | ||||||
| RETTIFICHE DI VALORE | RIPRESE DI VALORE | 30.06.2020 | |||||
| TERZO STADIO PRIMO E |
PRIMO E | ||||||
| SECONDO | SECONDO | TERZO | |||||
| OPERAZIONI/COMPONENTI REDDITUALI | STADIO | WRITE-OFF | ALTRE | STADIO | STADIO | TOTALE | TOTALE |
| A. Titoli di debito | (13) | - | (1) | 16 | - | 2 | (36) |
| B. Finanziamenti | - | - | - | - | - | - | - |
| - Verso clientela | - | - | - | - | - | - | - |
| - Verso banche | - | - | - | - | - | - | - |
| di cui: attività finanziarie impaired acquisite o | |||||||
| originate | - | - | - | - | - | - | - |
| Totale | (13) | - | (1) | 16 | - | 2 | (36) |

Sezione 12 - Spese amministrative - Voce 190
12.1 Spese per il personale: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI SPESE/VALORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 |
| 1) Personale dipendente | (2.950) | (4.363) |
| a) Salari e stipendi | (2.109) | (2.137) |
| b) Oneri sociali | (509) | (508) |
| c) Indennità di fine rapporto | (10) | (10) |
| d) Spese previdenziali | - | - |
| e) Accantonamento al trattamento di fine rapporto del personale | (4) | (4) |
| f) Accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e obblighi simili | (58) | (79) |
| - A contribuzione definita | (1) | (1) |
| - A benefici definiti | (57) | (78) |
| g) Versamenti ai fondi di previdenza complementare esterni | (115) | (117) |
| - A contribuzione definita | (114) | (116) |
| - A benefici definiti | (1) | (1) |
| h) Costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali | (43) | (29) |
| i) Altri benefici a favore dei dipendenti | (102) | (1.479) |
| 2) Altro personale in attività | (12) | (7) |
| 3) Amministratori e sindaci | (4) | (4) |
| 4) Personale collocato a riposo | - | - |
| 5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre aziende | 9 | 9 |
| 6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati presso la società | (20) | (21) |
| Totale | (2.977) | (4.386) |
Si precisa che la variazione della voce Spese per il personale deriva principalmente dalla rilevazione nel 2020 degli incentivi all'esodo nella sottovoce i) Altri benefici a favore dei dipendenti.

12.5 Altre spese amministrative: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI SPESE/SETTORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 |
| 1) Imposte indirette e tasse | (283) | (338) |
| 1a. Liquidate | (282) | (337) |
| 1b. Non liquidate | (1) | (1) |
| 2) Contributi a Fondi di risoluzione ed a Sistemi di garanzia dei depositi (DGS) | (672) | (534) |
| 3) Canoni di garanzia DTA | (52) | (56) |
| 4) Costi e spese diversi | (1.319) | (1.327) |
| a) Spese pubblicità marketing e comunicazione | (72) | (73) |
| b) Spese relative al rischio creditizio | (61) | (71) |
| c) Spese indirette relative al personale | (26) | (34) |
| d) Spese relative all'Information Communication Technology | (566) | (546) |
| Spese hardware: affitto e manutenzione | (36) | (37) |
| Spese software: affitto e manutenzione | (143) | (129) |
| Sistemi di comunicazione ICT | (36) | (38) |
| Servizi ICT in outsourcing | (285) | (278) |
| Infoprovider finanziari | (66) | (64) |
| e) Spese per consulenze e servizi professionali | (89) | (95) |
| Consulenze | (70) | (74) |
| Spese legali | (19) | (21) |
| f) Spese relative agli immobili | (203) | (208) |
| Fitti passivi per locazione immobili | (24) | (23) |
| Utenze | (68) | (72) |
| Altre spese immobiliari | (111) | (113) |
| g) Spese operative | (302) | (300) |
| Servizi di sicurezza e sorveglianza | (35) | (40) |
| Contazione e trasporto valori | (25) | (24) |
| Stampati e cancelleria | (14) | (18) |
| Spese postali e trasporto di documenti | (37) | (38) |
| Servizi amministrativi e logistici | (78) | (71) |
| Assicurazioni | (43) | (38) |
| Diritti, quote e contributi ad associazioni di categoria e contributi di funzionamento fondi di tutela | (43) | (41) |
| Altre spese amministrative - altre | (27) | (30) |
| Totale (1+2+3+4) | (2.326) | (2.255) |
Contributi a fondi di Risoluzione e Garanzia
La voce "Altre spese amministrative" include i contributi ai fondi di risoluzione ("SRF") e ai fondi garanzia ("DGS"), armonizzati e non, di cui alle direttive n.49 e n.59 del 2014.
In maggior dettaglio:
- Con l'introduzione della direttiva Europea 2014/59/UE, il Regolamento sul Meccanismo Unico di Risoluzione ("Direttiva BRRD", Regolamento (UE) n.806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014) ha istituito un quadro di risanamento e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi, prevedendo un comitato unico di risoluzione e un fondo unico di risoluzione delle banche (Single Resolution Fund, "SRF"). La direttiva prevede l'avvio di un meccanismo obbligatorio di contribuzione che consenta di raccogliere entro il 31 dicembre 2023 il livello obiettivo di risorse, pari ad almeno l'1% dell'ammontare dei depositi protetti di tutti gli enti autorizzati in tutti gli stati dell'Unione Europea. Il periodo di accumulo può essere prorogato di ulteriori quattro anni se i meccanismi di finanziamento hanno effettuato esborsi cumulativi per una percentuale superiore allo 0,5% dei depositi protetti. Se, dopo il periodo di accumulo, i mezzi finanziari disponibili scendono al di sotto del livello-obiettivo, la raccolta dei contributi riprende fino al ripristino di tale livello. Inoltre, dopo aver raggiunto per la prima volta il livello-obiettivo e, nel caso in cui i mezzi finanziari disponibili scendano a meno dei due terzi del livello-obiettivo, tali contributi sono fissati al livello che consente di raggiungere il livello-obiettivo entro un periodo di sei anni. Il meccanismo di contribuzione prevede quote contributive annuali ordinarie, finalizzate a distribuire nel tempo in maniera uniforme i costi per le banche contribuenti, e contributi straordinari addizionali, pari al massimo al triplo dei contributi annuali previsti, laddove i mezzi finanziari disponibili non siano sufficienti a coprire le perdite e i costi in relazione ad interventi. È prevista una fase transitoria di contribuzione ai comparti nazionali del SRF ed una progressiva mutualizzazione degli stessi.
- La direttiva 2014/49/UE del 16 aprile 2014 relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (DGS Deposit Guarantee Schemes) è volta ad accrescere la tutela dei depositanti tramite l'armonizzazione della relativa disciplina nazionale. La direttiva prevede l'avvio di un meccanismo obbligatorio di contribuzione a livello nazionale che consenta di raccogliere entro il 2024, un livello-obiettivo pari ad almeno lo 0,8% dell'importo dei depositi coperti dei suoi membri. La contribuzione riprende quando la capacità di finanziamento è inferiore al livello-obiettivo, almeno fino al raggiungimento del livello obiettivo. Se, dopo che il livello-obiettivo è stato raggiunto per la prima volta, i mezzi finanziari disponibili sono stati ridotti a meno di due terzi del livello-obiettivo, il contributo regolare è fissato ad un livello che consenta di raggiungere il livello-obiettivo entro sei anni. Il

meccanismo di contribuzione prevede quote contributive annuali ordinarie, finalizzate a distribuire nel tempo in maniera uniforme i costi per le banche contribuenti, e contributi straordinari, attivabili se i mezzi finanziari disponibili sono insufficienti a rimborsare i depositanti; i contributi straordinari non possono superare lo 0,5% dei depositi coperti per anno di calendario, ma in casi eccezionali e con il consenso dell'autorità competente i DGS possono esigere contributi anche più elevati.
Le direttive n.49 e n.59 prevedono la possibilità di introdurre impegni irrevocabili di pagamento quale forma di raccolta alternativa alle contribuzioni a fondo perduto per cassa, fino ad un massimo del 30% del totale delle risorse obiettivo.
I contributi a questi fondi sono contabilizzati ai sensi di IFRIC21 "Tributi". Di conseguenza gli stessi sono iscritti a conto economico nel momento in cui si verifica il fatto vincolante che genera l'obbligazione, identificato dalla legislazione (i.e., avere depositi protetti ad una certa data) e da cui scaturisce il pagamento del contributo. L'obbligo economico di avere depositi protetti negli esercizi futuri o l'assunzione di continuità aziendale non costituiscono, secondo IFRIC21, un'obbligazione attuale a pagare detti contributi negli esercizi futuri. I futuri contributi sono, quindi, iscritti per competenza al verificarsi del fatto vincolante.
Al 30 giugno 2021, con riferimento alla direttiva n.59 (contributi SRF) i contributi iscritti a conto economico nel primo semestre dal Gruppo ammontano complessivamente a 575 milioni, di cui: i) contributi ordinari per 510 milioni (di cui 201 milioni relativi a UniCredit S.p.A.), ii) contributi straordinari per 65 milioni (interamente riferibili ad UniCredit S.p.A.).
In particolare, i contributi straordinari si riferiscono ai contributi dovuti al Fondo Nazionale di Risoluzione ("FRN") nel 2021, nel contesto del programma di risoluzione delle "quattro banche" (Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti). A tal proposito è utile ricordare che nel 2016 il programma di risoluzione ha richiesto ulteriori fondi che sono stati forniti attraverso finanziamenti erogati in pool (a cui UniCredit ha partecipato) la cui ultima tranche scade a luglio 2021. Conseguentemente, contributi straordinari sono stati altresì richiesti per finanziare il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale dell'ultima tranche dei finanziamenti menzionati.
Con riferimento alla direttiva n.49 (contributi DGS), l'intero ammontare di 97 milioni si riferisce a contributi ordinari.
Tali contributi includono altresì gli ammontari iscritti da UniCredit Bank AG e riferiti ai contributi allo Schema di Compensazione delle Banche Private Tedesche25 .
Al 30 giugno 2021, lo strumento degli impegni irrevocabili di pagamento non è stato utilizzato.
Di seguito si riporta una tabella riepilogativa dei contributi precedentemente illustrati.
Contributi a Fondi di Risoluzione e Garanzia (inclusi quelli assolti mediante impegni irrevocabili di pagamento)
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| GRUPPO | di cui UniCredit S.p.A. | |
| Direttiva n.59 (contributi SRF), di cui: | ||
| Contributi ordinari, al 30 giugno: | ||
| 2021 | 510 | 201 |
| 2020 | 426 | 161 |
| Contributi straordinari, al 30 giugno: | ||
| 2021 | 65 | 65 |
| 2020 | 51 | 51 |
| Direttiva n.49 (contributi DGS), di cui: | ||
| Contributi ordinari, al 30 giugno: | ||
| 2021 | 97 | - |
| 2020 | 88 | - |
Canoni di garanzia per la conversione di DTA
Il canone di garanzia DTA, introdotto con l'art.11 del Decreto Legge n.59/2016, convertito nella Legge n.119/2016 (come modificato dal Decreto Legge n.237/2016, convertito nella Legge n.15/2017) prevede, soddisfatte determinate condizioni, la facoltà di convertire in crediti fiscali alcune attività per imposte anticipate a patto che venga irrevocabilmente esercitata questa opzione dietro pagamento di un corrispettivo annuo per il periodo dal 2016 fino al 2030.
25 Entschädigungseinrichtung Deutscher Banken.

Sezione 13 - Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Voce 200
13.1 Accantonamenti netti per rischio di credito relativi a impegni a erogare fondi e garanzie finanziarie rilasciate: composizione
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | |||
| RIATTRIBUZIONI DI | |||
| ACCANTONAMENTI | ECCEDENZE | TOTALE | |
| Impegni ad erogare fondi | (210) | 249 | 39 |
| Garanzie finanziarie rilasciate | (222) | 222 | - |
13.2 Accantonamenti netti relativi ad altri impegni e altre garanzie rilasciate: composizione
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | |||
| RIATTRIBUZIONI DI | |||
| ACCANTONAMENTI | ECCEDENZE | TOTALE | |
| Altri impegni | (10) | 4 | (6) |
| Altre garanzie rilasciate | (38) | 25 | (13) |
13.3 Accantonamenti netti agli altri fondi per rischi e oneri: composizione
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| AL 30.06.2021 | AL | |||
| RIATTRIBUZIONI DI | 30.06.2020 | |||
| ATTIVITÀ/COMPONENTI REDDITUALI | ACCANTONAMENTI | ECCEDENZE | TOTALE | TOTALE |
| 1. Altri fondi | ||||
| 1.1 Controversie legali | (249) | 95 | (154) | (57) |
| 1.2 Oneri per il personale | - | - | - | - |
| 1.3 Altri | (57) | 50 | (7) | 4 |
| Totale | (306) | 145 | (161) | (53) |
Gli accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri sono riferibili a revocatorie, cause risarcitorie, contenziosi legali e di altra natura, e sono aggiornati in base all'evolversi delle vertenze in atto e alla valutazione circa i loro previsti esiti.
Gli accantonamenti alla voce "1.1 Controversie legali" sono prevalentemente alimentati dalla capogruppo UniCredit S.p.A. per contenziosi fiscali (si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria) e da UniCredit Bank AG al fine di coprirsi dal rischio di conferma, nonostante la decisione di UniCredit di ricorrere in appello dinanzi al Tribunale dell'Unione Europea, della sanzione derivante da un'indagine della Direzione Generale per la Competizione (si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - B. Rischi derivanti da pendenze legali).
Gli accantonamenti alla voce "1.3 Altri" sono prevalentemente alimentati dagli accantonamenti effettuati dalla capogruppo UniCredit S.p.A. e da UniCredit Bank AG relativamente a rischi di varia natura per cui si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - E. Altre contestazioni della clientela.

Sezione 16 - Altri oneri e proventi di gestione - Voce 230
Altri oneri/proventi di gestione: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| COMPONENTI REDDITUALI/VALORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 |
| Totale altri oneri di gestione | (329) | (366) |
| Totale altri proventi di gestione | 620 | 707 |
| Altri oneri/proventi di gestione | 291 | 341 |
16.1 Altri oneri di gestione: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI SPESA/VALORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 |
| Spese per leasing operativo | (1) | (1) |
| Ritenute fiscali indeducibili altri oneri tributari | (1) | (1) |
| Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi | (29) | (30) |
| Altri oneri su attività di leasing finanziario | (23) | (35) |
| Altre | (275) | (299) |
| Totale altri oneri di gestione | (329) | (366) |
La voce "Altre" comprende -57 milioni inerenti alla negoziazione di oro e metalli preziosi.
La parte rimanente comprende gli oneri rilevati dalle società strumentali del Gruppo e dalle altre società diverse dalle banche e dalle società finanziarie (-44 milioni). In aggiunta si segnalano ulteriori oneri per -105 milioni sostenuti dalle Banche del Gruppo a fronte di transazioni e indennizzi riconosciuti alla clientela connessi all'attività bancaria e finanziaria.
16.2 Altri proventi di gestione: composizione
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| TIPOLOGIA DI RICAVO/VALORI | AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 |
| A) Recupero di spese | 247 | 236 |
| B) Altri ricavi | 373 | 471 |
| Ricavi da servizi amministrativi | 18 | 17 |
| Ricavi leasing operativo | 90 | 111 |
| Rimborsi vari su oneri sostenuti in esercizi precedenti | 5 | 4 |
| Altri proventi su attività di leasing finanziario | 39 | 34 |
| Altre | 221 | 305 |
| Totale altri proventi di gestione (A+B) | 620 | 707 |
La voce B) Altri ricavi - Altri comprende 20 milioni inerenti alla negoziazione di oro e metalli preziosi.
La parte rimanente deriva principalmente dai proventi rilevati dalle società strumentali del Gruppo e dalle altre società diverse dalle banche e dalle società finanziarie (133 milioni). In tale ambito si segnalano i proventi rivenienti dalla revisione dei termini dell'esistente relazione di business fra UniCredit e SIA per 87 milioni.

Sezione 25 - Utile per azione
25.1 e 25.2 Numero medio delle azioni ordinarie a capitale diluito e altre informazioni
| AL 30.06.2021 | AL 30.06.2020 | |
|---|---|---|
| Utile (Perdita) netto di pertinenza del Gruppo (milioni di €) | 1.891 | (2.347) |
| Numero medio azioni in circolazione | 2.228.043.134 | 2.225.745.652 |
| Numero medio azioni potenzialmente diluitive | 12.876.312 | 11.030.377 |
| Numero medio azioni diluite | 2.240.919.446 | 2.236.776.028 |
| Utile per azione (€) | 0,849 | (1,055) |
| Utile per azione diluito (€) | 0,844 | (1,049) |
L'utile netto di pertinenza del Gruppo del primo semestre 2021, pari a 1.921 milioni, si riduce di 30 milioni a seguito degli esborsi (addebitati al patrimonio netto, intervenuti nel primo trimestre 2021 e relativi all'ultima cedola riferita ai risultati dell'esercizio 2019) inerenti il contratto di usufrutto su azioni UniCredit stipulato con Mediobanca S.p.A. e da questa poste al servizio dell'emissione di titoli convertibili denominati "Cashes" (61 milioni erano stati aggiunti alla perdita netta di pertinenza del Gruppo del primo semestre 2020).
Il numero medio di azioni in circolazione è da intendersi al netto del numero medio delle azioni proprie, che considera anche i riacquisti per 17.416.128 di azioni effettuati nel corso del primo semestre 2021, e delle n.9.675.640 azioni detenute a titolo di usufrutto.

Parte E - Informa zioni sui rischi e sulle politi che di copertura Premessa
Il gruppo UniCredit controlla e gestisce i rischi ai quali è esposto attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di rivelarsi efficaci in tutte le fasi del ciclo economico.
Il ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo è svolto dalla funzione Group Risk Management della Capogruppo.
La funzione Group Lending Office presidia l'attività creditizia nel rispetto delle strategie, politiche e linee guida del Group Risk Management. La struttura Group Risk Management, sotto la responsabilità del Group Chief Risk Officer (Group CRO), ha l'obiettivo di:
- ottimizzare la qualità dell'attivo del Gruppo, limitando il costo dei rischi in linea con gli obiettivi di rischio/redditività assegnati alle aree di business;
- garantire l'indirizzo strategico e la definizione delle politiche di gestione del rischio di Gruppo;
- definire e fornire ai Responsabili delle funzioni di business e alle Società del Gruppo i criteri per valutare, gestire, misurare, monitorare e
- comunicare i rischi garantendo la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo dei rischi sia a livello Gruppo che di ogni Società del Gruppo; • contribuire a creare una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo con la formazione e lo sviluppo, d'intesa con le competenti funzioni del COO, di personale altamente qualificato;
- contribuire alla definizione di soluzioni per gli sbilanci patrimoniali, al caso in coordinamento con Group CFO;
- supportare le funzioni di business nel conseguimento dei loro obiettivi, tra l'altro contribuendo alle attività di sviluppo dei prodotti e dei business (es. innovazione dei prodotti creditizi, opportunità competitive connesse all'accordo di Basilea, ecc.);
- supportare l'AD nel definire la proposta di Group Risk Appetite, da condividere in Group Risk & Internal Control Committee e sottoporre per approvazione al Consiglio di Amministrazione, come atto preliminare e propedeutico al processo di budget annuale e pluriennale di competenza di Group CFO. Il Group Risk Appetite sarà composto da una serie di parametri sviluppati dal CRO con il contributo di Group CFO e delle strutture di Gruppo rilevanti, ciascuna per ambito di competenza; ogni parametro può essere corredato con limiti e soglie di tolleranza proposti dal CRO26 e targets proposti da Group CFO e/o dalle strutture di Gruppo rilevanti, in base alla propria mission e alla normativa aziendale. Il Group CRO ha il compito di garantire la coerenza complessiva dei parametri e dei valori proposti. Inoltre, il Group CRO ha il compito di garantire all'AD nonché al C.d.A. l'adeguatezza del Group Risk Appetite alle linee strategiche del Gruppo, la coerenza del sistema degli obiettivi di budget con il Group Risk Appetite stesso ed il monitoraggio periodico del RAF, fermo restando le responsabilità del Group CFO sul monitoraggio delle perfomance di Gruppo e delle funzioni di business per identificare possibili aree di under-performance e relative azioni correttive.
Tale missione viene assolta con il coordinamento della gestione dei rischi di Gruppo nel loro complesso; nello specifico attraverso lo svolgimento delle seguenti macro-funzioni27:
- governare e controllare i rischi di Gruppo, credito e cross-border, mercato, bilancio, liquidità, operativi e reputazionali nonché gli altri rischi del Secondo Pilastro di Basilea II, es. rischio strategico, immobiliare, sugli investimenti finanziari, di business, attraverso la definizione di strategie e limiti di rischio, lo sviluppo di metodologie per la misurazione dei rischi28, lo svolgimento delle attività di stress - test e l'analisi del portafoglio;
- presidiare, a livello di Gruppo e per UniCredit S.p.A., le attività connesse all'Accordo di Basilea;
- coordinare il processo di misurazione del capitale interno nel contesto dell' "Internal Capital Adequacy Assessment Process" ("ICAAP") e coordinare le attività per la redazione del "ICAAP Regulatory Report";
- attribuire il rating alle banche ed alle esposizioni di Gruppo più rilevanti, eseguirne la mappatura a livello di Gruppo, gestire il processo di rating override in base ai sistemi di rating Group-Wide e ai sistemi di rating per la misurazione del rischio di credito per le controparti di UniCredit S.p.A.;
- definire standard minimi e linee guida per la validazione delle infrastrutture IT, la qualità dei dati, i rischi di credito, operativi e del Secondo Pilastro, l'alimentazione dei report di Gruppo e Capogruppo sul rischio di credito e l'alimentazione dei modelli per la misura del rischio di credito;
- svolgere attività di convalida interna, a livello Gruppo29, dei sistemi per la misurazione dei rischi di credito, operativo, di mercato, dei rischi di Secondo Pilastro30, dei relativi processi e delle componenti di data quality e IT e dei modelli di pricing degli strumenti finanziari per verificarne la rispondenza ai requisiti regolamentari e agli standard interni presidiando quindi il rischio di non conformità alle normative del proprio perimetro di responsabilità;
- assicurare adeguata reportistica sui rischi per gli Organi/Funzioni competenti;
- sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle esposizioni Non-Performing (NPE), dei repossessed asset e di ogni altro asset deteriorato per l'intero Gruppo31. Il Group CRO definisce congiuntamente al CLO i criteri/regole per l'identificazione delle esposizioni e gli asset per la vendita ed i target di portafoglio;
- predisporre e gestire la normativa sui rischi, sia a livello di Gruppo (Global Rules), sia a livello di Capogruppo, per lo svolgimento delle attività sui rischi di competenza di UniCredit S.p.A., nonché curandone il monitoraggio;
- effettuare i controlli di secondo livello sui rischi dei portafogli di tesoreria e di tesoreria creditizia all'interno del Gruppo e della Capogruppo;
- analizzare e controllare, a livello Italia, i rischi di credito, operativo e reputazionale generati dalle attività del Network Italia e da CIB Italy;
- svolgere il coordinamento funzionale delle società del perimetro di competenza.
29 Provvedendo all'attività con presidio diretto sulle metodologie Group-Wide e di competenza di UniCredit S.p.A. indiretto sulle metodologie locali. 30 Liquidità, Business, Immobiliare, Investimenti Finanziari, Reputazionale, Strategico.
26 Eventuali trigger e limiti su parametri di redditività devono essere concordati tra CRO e Group CFO.
27 Ove applicabile, le responsabilità sotto descritte, si intendono inclusive anche delle Filiali Estere di UniCredit S.p.A. come precisato nell'applicazione del Regolamento Aziendale.
28 Direttamente o attraverso l'emanazione alle società del Gruppo di linee guida di sviluppo in relazione al tipo di metodologia (presidio diretto sulle metodologie Group-Wide e sulle metodologie di misurazione dei rischi per le controparti di UniCredit S.p.A., attraverso l'emanazione di linee guida di sviluppo con riferimento alle metodologie sviluppate localmente).
31 "Non-Performing Exposure: esposizioni (linee di credito, debt securities, poste fuori bilancio/off-balance-sheet items) oltre a quelle detenute per trading che soddisfino uno o entrambi i seguenti criteri: (a) esposizioni rilevanti scadute da oltre 90 giorni (90 days past-due; (b) il debitore è classificato come probabile inadempiente totale (unlikely to pay) delle proprie obbligazioni creditizie scadute senza realizzo di garanzia (collateral) a prescindere dell'ammontare di tutte le somme scadute o del numero di giorni di mancato pagamento di quanto scaduto. Le Non-Performing Exposure includono sia quelle classificate come defaulted che impaired. Il totale degli NPE è dato dalla somma dei non-performing loans, non-performing debt securities e non-performing off-balance-sheet items" (Fonte: ECB NPL GUIDANCE).

Al fine di presidiare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento ed il controllo dei rischi di Gruppo, di migliorare l'efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e di agevolare l'interazione tra i risk stakeholders, sono operativi specifici Comitati:
- Comitati Rischi e Controlli:
- Group Risk & Internal Control Committee ("GR&ICC"), responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo: la definizione delle policy, delle linee guida, i limiti operativi e le metodologie per la misurazione, la gestione ed il controllo dei rischi. Supporta, inoltre, il Group CEO nella gestione e nella supervisione del Sistema dei Controlli Interni ("ICS" - Internal Control System);
- Group Credit Committee ("GCC"), responsabile delle delibere, nell'ambito delle sue facoltà, di proposte creditizie e stato di classificazione delle posizioni.
- Group Portfolio Risks Committees:
- Group Market Risk Committee ("GMRC"), responsabile del monitoraggio dei rischi di mercato a livello di Gruppo;
- Group Operational & Reputational Risks Committee ("GORRIC"), responsabile per la valutazione e il monitoraggio a livello di Gruppo dei rischi operativi (compresi quelli IT & Cyber) e dei relativi rischi reputazionali;
- Italian Operational & Reputational Risks Committee ("IORRIC"), responsabile del monitoraggio dell'esposizione al rischio operativo e reputazionale, della valutazione di eventi di impatto significativo e delle relative azioni di mitigazione con riferimento al perimetro di UniCredit S.p.A. (e.g."Italy" e "CIB Italy") e delle sue Controllate italiane32;
- Group Assets & Liabilities Committee ("GALCO"), interviene nel processo di definizione di strategie, policy, metodologie e limiti (ove applicabili) per i rischi di liquidità, cambio e tasso d'interesse del banking book, prezzi di trasferimento, Funding Plan e Contingency Funding Plan e nell'attività di monitoraggio;
- Group Model Risk Management & Governance Committee ("GMRM&GC"), si riunisce per assicurare, a livello di Gruppo, un indirizzo, coordinamento e controllo del Model Risk Governance (con focus su Pillar I,Pillar II e sui modelli manageriali relativi al framework del Model Risk Management/MRM33) nonché garantendo coerenza tra la Capogruppo e le diverse Società del Gruppo gestendo, inoltre, possibili problematiche portate all'attenzione del Group Chief Risk Officer/GCRO dalle diverse società del Gruppo;
- Group NPE Governance Committee ("GNGC"), si riunisce con il fine di supportare il Group Chief Risk Officer nell'assicurare a livello di Gruppo, un indirizzo, coordinamento e controllo delle strategie ed obiettivi nella gestione delle Non-Performing Exposures/NPE, nonché assicurare un effettivo allineamento su comuni obiettivi tra la Capogruppo e le varie società del Gruppo;
- Transactional Committees, incaricati di valutare e approvare le singole controparti/transazioni impattanti il profilo di rischio complessivo:
- Group Transactional Credit Committee ("GTCC");
- Italian Transactional Credit Committee ("ITCC");
- Italian Non-Core Portfolio Credit Committee ("INPCC");
- Group Reputational Risk Committee ("GRRC");
- Debt Capital Markets Commitment Committee ("DCMCC");
- Group Rating Committee ("GRaC").
Il Consiglio di Amministrazione, in linea con le disposizioni del Codice di Autodisciplina e le disposizioni di vigilanza della Banca d'Italia, per favorire un efficiente sistema di informazione e consultazione che gli permetta una migliore valutazione di argomenti in tema di rischi di sua competenza, si avvale del supporto del Comitato per i Controlli Interni & Rischi, costituito nell'ambito del Consiglio stesso. Ulteriori informazioni sul governo societario, incluso il Comitato consigliare per i Controlli Interni & Rischi e il numero di volte in cui quest'ultimo si è riunito, sono riportate nel documento "Relazione sul Governo Societario", pubblicato sul sito internet del Gruppo, alla sezione: Governance» Il nostro sistema di governance (https://www.unicreditgroup.eu/it/governance/our-governance-system.html).
Processo di Valutazione dell'Adeguatezza Patrimoniale ("ICAAP" - Internal Capital Adequacy Assessment Process) e Risk Appetite
Il gruppo UniCredit valuta la sua adeguatezza di capitale seguendo un approccio going concern, assicurando che un capitale sufficiente sia mantenuto per proseguire le attività correnti anche in eventi di perdita gravi, come quelli causati da una recessione economica. L'approccio del Gruppo al processo ICAAP è costituito dalle seguenti fasi:
-
- Identificazione e mappatura dei rischi;
-
- Misurazione del rischio e stress testing;
-
- Definizione del "risk appetite" ed allocazione del capitale;
-
- Monitoraggio e reporting.
1. Identificazione e mappatura dei rischi
Il primo passo è l'identificazione e la mappatura dei rischi nel Gruppo e nelle società rilevanti con focus particolare sui rischi non coperti dal primo pilastro. L'esito di questa attività è la Mappatura dei Rischi di Gruppo che include tutti i tipi di rischio quantificabili attraverso capitale economico.
32 UniCredit Leasing S.p.A., UniCredit Factoring S.p.A., Cordusio Società Fiduciaria per azioni, Cordusio sim, UniCredit Subito Casa S.p.A. 33 Il Model Risk Management framework e definite nella Global Rule: "Global Policy on MRM".

2. Misurazione del rischio e stress testing
La seconda fase consiste nell'identificazione delle metodologie interne per la misurazione e la quantificazione dei differenti profili di rischio, che confluiscono nel calcolo del capitale economico di Gruppo. Le misure di capitale economico sono completate da stress test aggregati che rappresentano una parte fondamentale di una solida gestione del rischio. L'obiettivo dello stress testing è quello di valutare la sopravvivenza della banca rispetto ad eventi eccezionali ma plausibili. L'impatto degli scenari economici è valutato sulla posizione di capitale e di liquidità di Gruppo.
3. Risk Appetite e allocazione di capitale
Il Risk Appetite è lo strumento manageriale chiave elaborato allo scopo di definire una corretta propensione al rischio che orienti al meglio il business della banca in linea con adeguati livelli di rischio (vedi la sezione RAF per dettagli). Il capitale di Gruppo svolge un ruolo cruciale nei principali processi di governo societario che guidano le decisioni strategiche, come target e come soglia di tolleranza al rischio, in termini di capitale regolamentare ed economico, ed è elemento chiave del RAF (Risk Appetite Framework) di Gruppo.
4. Monitoraggio e Reporting
La valutazione dell'adeguatezza di Capitale è un processo dinamico che richiede un monitoraggio regolare per supportare i processi decisionali. La banca monitora il profilo di rischio con una frequenza coerente con la natura di ogni singolo rischio. Un reporting trimestrale dei rischi integrati e dell'evoluzione del Risk Appetite è presentato ai principali comitati di rischio e organi aziendali, al fine di implementare un efficiente ICAAP.
L'adeguatezza patrimoniale viene valutata considerando il bilanciamento tra i rischi assunti ed il capitale disponibile con riferimento alla prospettiva regolamentare ed economica. Rispetto alla prospettiva economica e all'approccio di continuità aziendale (Going Concern), l'adeguatezza del capitale è valutata confrontando l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili per assorbire le perdite e mantenere la continuità delle attività del Gruppo, ovvero le Risorse Finanziarie Disponibili (Available Financial Resources - "AFR"), con il capitale economico stimato internamente (Internal Capital - "IC"). Le AFR sono computate secondo i principi contabili di Gruppo e coerentemente con la normativa prudenziale, di fatto il patrimonio regolamentare (Own Funds) è la base di partenza per la quantificazione delle AFR. Vengono inclusi nelle AFR gli strumenti di capitale del Gruppo che soddisfano i tre criteri principali:
- assorbimento delle perdite in continuità aziendale;
- permanenza;
- flessibilità dei pagamenti.
Il rapporto tra AFR e IC è definito come Risk Taking Capacity ("RTC"). Questo rapporto deve essere superiore al 100% (AFR>IC) per evitare che le esposizioni ai rischi siano superiori al capitale disponibile. L'RTC è uno degli indicatori inseriti nel cruscotto RAF di Gruppo sui quali la banca fa leva per determinare la misura di rischio-rendimento desiderata in linea con le strategie di business.
Un elemento basilare dell'ICAAP è il Risk Appetite, definito in UniCredit come il livello di rischio che il gruppo UniCredit è disposto ad assumersi e il profilo di rischio-rendimento cui ambisce nel perseguimento dei propri obiettivi strategici e del business plan, tenendo in considerazione gli interessi dei propri stakeholder (e.g. clienti, autorità di regolamentazione e vigilanza, azionisti), nonché i requisiti di capitale e gli altri requisiti regolamentari e di legge. Il Risk Appetite di Gruppo viene approvato annualmente dal Consiglio di Amministrazione ("CdA") ed è oggetto di monitoraggio e reporting, almeno trimestrale, verso i comitati di riferimento, al fine di assicurare la coerenza con il profilo rischio-rendimento definito dal CdA. A livello locale, il Risk Appetite viene stabilito per le principali società del gruppo e sottogruppi ed è approvato dalle funzioni competenti locali.
I principali obiettivi del Risk Appetite del gruppo UniCredit sono:
- valutare esplicitamente i rischi e le loro interconnessioni che il Gruppo decide di assumere o di evitare in un orizzonte temporale di un anno. Gli obiettivi fissati nel RAF devono comunque essere consistenti con gli quelli definiti all'interno del piano strategico pluriennale;
- specificare i tipi di rischio che il gruppo UniCredit intende assumere, stabilendo target, trigger e limiti in condizioni operative normali e di stress;
- assicurare "ex ante" un profilo di rischio-rendimento coerente con una crescita sostenibile a lungo termine, in coerenza con le proiezioni di rendimento del piano strategico pluriennale/budget;
- assicurare che il business si sviluppi entro i limiti di tolleranza al rischio stabiliti dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, in conformità alle vigenti regolamentazioni nazionali e internazionali;
- supportare le valutazioni sulle opzioni strategiche future con riferimento al profilo di rischio;
- indirizzare la visione degli stakeholder interni ed esterni su un profilo di rischio coerente con il posizionamento strategico;
Il Group Risk Appetite è definito coerentemente al modello di business del gruppo UniCredit. Pertanto, il Group Risk Appetite è integrato nel processo di budget, per guidare la scelta del profilo di rischio-rendimento desiderato, in coerenza con le linee guida del Piano Strategico e all'inizio del processo di budget.
La Compensation Policy di UniCredit è coerente con il Group Risk Appetite al fine di implementare un'efficace remunerazione del rischio per la definizione ed erogazione dei bonus.
In UCG la struttura del Risk Appetite comprende il Group Risk Appetite Statement e la Dashboard contenente i Group Risk Appetite KPI.

Il Risk Appetite Statement definisce il posizionamento della banca rispetto ai propri obiettivi strategici e profili di rischio associati, al fine di soddisfare le aspettative degli stakeholders interni ed esterni, ed è caratterizzato da:
- una guida ai principali vincoli per il Gruppo in termini di attività di interesse;
- una definizione del profilo di rischio-rendimento desiderato, coerente con la strategia complessiva del Gruppo;
- un'indicazione sulle strategie di gestione dei principali rischi nel perimetro del Gruppo;
- descrizioni qualitative per i rischi difficilmente quantificabili al fine di assicurare la prevenzione/intervento immediato sui rischi emergenti.
Gli elementi quantitativi del Risk Appetite Framework, d'altra parte, sono rappresentati da una Dashboard, composta da un insieme di indicatori che si fondano sull'analisi delle aspettative degli stakeholder interni ed esterni al gruppo UniCredit, che porta alla identificazione delle seguenti categorie, che includono i rischi rilevanti a cui il Gruppo è esposto:
- Regulatory KPI: con l'obiettivo di garantire in ogni momento il rispetto dei KPI richiesti dall'Autorità di Vigilanza (ad esempio Common Equity Tier 1 Ratio, Liquidity Coverage Ratio);
- Managerial KPI: KPI chiave da un punto di vista strategico e di Risk Appetite, definiti per assicurare lo steering di tutti i rischi finanziari chiave (ad esempio Rischio di Credito, di Liquidità e di Tasso di Interesse, di Mercato e Rischio Sovrano), Profittabilità, rischi non finanziari (ad esempio Rischio Operativo, ICT, Rischio Cyber, Rischio di Compliance) e Rischi Climatici e Ambientali.
Per ciascuna delle dimensioni sopramenzionate, sono identificati uno o più KPI, in modo da poter misurare quantitativamente il posizionamento del Gruppo attraverso diverse modalità: valori assoluti, ratio, analisi di sensitività su parametri definiti.
Vengono inoltre definiti vari livelli soglia, che fungono da early warning indicators, in grado di anticipare potenziali situazioni di rischio, da segnalare tempestivamente agli opportuni livelli organizzativi. Nel caso di raggiungimento di determinate soglie di risk appetite, devono essere adottate le opportune azioni di aggiustamento del profilo di rischio. Le seguenti soglie sono identificate (su determinati KPI, potrebbe non essere significativo definire tutte le tipologie di soglie):
- i Target rappresentano l'ammontare di rischio che il Gruppo intende assumere in condizioni di normale operatività in coerenza con le ambition di Gruppo. I Target sono da considerarsi come le soglie di riferimento per lo sviluppo e l'indirizzo del business;
- i Trigger rappresentano, da un punto di vista manageriale, la massima deviazione accettabile dai target, o più in generale rappresentano un Warning Level (soglia di attenzione); sono definiti in modo da assicurare l'operatività del Gruppo anche in condizioni di stress entro il massimo livello di rischio accettabile;
- i Limiti rappresentano, da un punto di vista statutario, il massimo livello di assunzione di rischio accettabile per il Gruppo.
La definizione delle soglie è valutata dalle funzioni competenti basandosi su decisioni manageriali da parte del Consiglio di Amministrazione, rispettando i requisiti regolamentari e degli Organi di Controllo, considerando le aspettative degli stakeholder e il posizionamento nel settore. Inoltre, il gruppo UniCredit definisce una serie di limiti operativi trasversali e di metriche che coprono i principali profili di rischio, quale supplemento al Risk Appetite Framework.
Come previsto dalle linee guida EBA, ogni anno sono raccolte le informazioni su ICAAP per fini SREP e inviate alle Autorità di Vigilanza. Il Consiglio di Amministrazione che autorizza l'invio delle informazioni dichiara anche che il presidio del rischio di Gruppo è adeguato, garantendo l'adeguatezza del sistema di risk management rispetto al profilo di rischio e alla strategia del Gruppo. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione ha approvato e firmato il Capital Adequacy Statement in occasione della riunione tenutasi il 14 aprile 2021. Nel Capital Adequacy Statement, il Consiglio di Amministrazione ha dichiarato che sono state previste le adeguate misure di mitigazione degli effetti derivanti dalla seconda fase dell'emergenza dovuta all'epidemia Covid-19. Riguardo l'andamento del capitale nel periodo coperto dal piano industriale, il Gruppo prevede il mantenimento dei coefficienti di capitale al di sopra degli obiettivi fissati, nonostante il difficile contesto macroeconomico.
Il gruppo UniCredit è costantemente impegnato nell'identificare aree di miglioramento del processo ICAAP in linea con le richieste regolamentari.
La cultura del rischio nel gruppo UniCredit
UniCredit definisce la cultura del rischio un insieme di comportamenti, riflessi nel pensiero e nelle azioni quotidiane di tutti i dipendenti, che determinano l'abilità collettiva di identificare, comprendere, discutere apertamente e prendere decisioni sui rischi attuali e futuri dell'azienda. A partire dalla crisi dei mercati finanziari, sia gli operatori del settore sia le autorità di vigilanza, hanno affrontato il tema della cultura del rischio, dandone una definizione, identificandone gli elementi vitali, stabilendo princìpi di condotta, fornendo raccomandazioni e pubblicando linee guida.
Nel 2014 il Financial Stability Board (FSB) ha pubblicato il documento "Guidance on Supervisory Interaction with Financial Institutions on Risk Culture - A Framework for Assessing Risk Culture", in cui si identificano gli elementi fondanti che contribuiscono alla promozione di una sana cultura del rischio all'interno delle istituzioni finanziarie. Le linee guida assistono le autorità di vigilanza nel valutare la correttezza e l'efficacia della cultura di una istituzione finanziaria nella gestione dei rischi. Esistono diversi indicatori di una sana cultura del rischio, quali:
- Tono dall'alto: il CdA e l'alta direzione sono il punto di partenza per stabilire i valori principali e la cultura del rischio di una istituzione finanziaria e i loro comportamenti devono riflettere i valori sostenuti.
- Responsabilità: una gestione del rischio efficace richiede che i dipendenti a tutti i livelli comprendano sia i valori principali della cultura del rischio dell'istituzione, sia il suo approccio, che siano capaci di svolgere le mansioni di loro competenza e siano consapevoli di essere considerati responsabili per le loro azioni relative all'assunzione dei rischi per conto dell'istituzione.

- Comunicazione e critica efficaci: una sana cultura del rischio promuove un ambiente in cui sia possibile una comunicazione aperta e una critica efficace e in cui i processi decisionali incoraggino una varietà di punti di vista; consente di analizzare le prassi vigenti e di stimolare un'attitudine critica positiva tra i dipendenti e un ambiente per una partecipazione aperta e costruttiva.
- Incentivi: la gestione delle performance e dei talenti deve incoraggiare e rinforzare i comportamenti per la gestione del rischio voluti dall'istituzione finanziaria. Gli incentivi finanziari e non finanziari devono ricompensare il servizio agli interessi di lungo periodo dell'istituzione finanziaria e dei suoi clienti, inclusa la profittabilità sostenibile, invece che la generazione di ricavi nel breve periodo.
Il Risk Management di Gruppo, in coerenza con la propria missione così come definita dal CdA di UniCredit, ha adottato un approccio strutturato e omnicomprensivo per rafforzare la cultura del rischio di UniCredit, prendendo in considerazione le seguenti aree:
-
- Governance;
-
- Formazione e sviluppo;
-
- Gestione della performance;
-
- Comunicazione.
1. Governance
Risk Governance - Uno degli elementi chiave della gestione del rischio è il Risk Appetite Framework.
Per rafforzare la capacità di indirizzo indipendente, di coordinamento e di controllo dei rischi di Gruppo, e allo scopo di migliorare l'efficienza e la flessibilità del processo decisionale relativo ai rischi e di agevolare l'interazione tra le funzioni coinvolte, sono stati costituiti appositi Comitati responsabili in materia di rischi.
2. Formazione e Sviluppo
Formazione - L'offerta formativa è caratterizzata da soluzioni digitali, modulari e auto consistenti ed è basata su metodi di apprendimento flessibili. La sua struttura, composta da tre pilastri principali, garantisce che tutti i partecipanti acquisiscano piena consapevolezza dei differenti tipi di rischio. I pilastri sono personalizzati per target di popolazione e modulati tenendo conto della conoscenza richiesta dei rischi. Inoltre, coloro che rivestono ruoli specifici come i colleghi della funzione Risk Management, ricevono una formazione più specifica, in linea con i requisiti a loro richiesti.

Rotazione cross-funzionale degli incarichi - Iniziative di apprendimento sul campo e di rotazione cross-funzionale, in cui colleghi provenienti dalle funzioni commerciali lavorano nelle strutture rischi, e viceversa, sono state di estremo valore e utilità. Le iniziative facilitano il circolo virtuoso per trasferire conoscenze commerciali nelle funzioni di rischio e per introdurre la consapevolezza del rischio nei processi decisionali delle strutture commerciali. Inoltre, consentono uno scambio di competenze e di punti di vista che arricchisce le capacità di analisi, di approccio e di comprensione reciproca nelle differenti casistiche che quotidianamente entrambe le figure professionali si trovano ad affrontare.
3. Gestione della performance
Retribuzione - Per rafforzare la cultura del rischio in Banca, il collegamento tra la retribuzione e il rischio rappresenta un elemento fondamentale. Esso è assicurato attraverso il coinvolgimento della funzione Risk Management nel disegno della struttura retributiva e nella definizione di un quadro esplicito cui collegare la remunerazione, rispetto anche alla struttura della propensione al rischio del Gruppo. In particolare, il CdA con il supporto di competenti Comitati di Supervisione (Comitato per la Remunerazione e Comitato per i Controlli Interni e Rischi) e tenuto conto dei contributi delle funzioni coinvolte, assicura il legame tra profittabilità, rischio e remunerazione nei sistemi incentivanti di Gruppo.

KPI basati sul rischio - A livello di Gruppo, viene costantemente promosso e valorizzato l'impegno per rinforzare la cultura del rischio, così come verso la promozione della responsabilità individuale in tema di rischio, compliance e controlli. La struttura Group Human Capital (HC) contribuisce a facilitare la diffusione in tutto il Gruppo della cultura del rischio, della compliance e del controllo, facendo leva sul contesto delle regole esistenti e sulla realizzazione di specifiche iniziative in merito.
Nel corso degli ultimi anni, HC ha costruito un contesto teso a migliorare la consapevolezza e la responsabilità sul sistema dei controlli interni, definendo processi che prevedono una forte attenzione verso temi di rischio e compliance (EDP - il processo annuale di gestione e di revisione della performance in UniCredit che coinvolge tutti gli Executive del Gruppo, Piani di Incentivazione di Gruppo e il Learning & Development). Dal 2012, come parte dell'EDP e dei sistemi di incentivazione, il Gruppo ha posto una particolare enfasi sul rischio, sulla compliance e sulle componenti di controllo. Nello specifico:
- il KPI Bluebook (un insieme di linee guida per la definizione degli obiettivi individuali coerenti con la strategia di business, la prospettiva di rischio, il quadro normativo e la sostenibilità dei risultati) contiene specifici KPI sulla cultura del rischio e dei controlli;
- il Compliance Assessment, in forza del quale ad ogni manager è richiesto di comprovare l'affidabilità dei propri dipendenti rispetto a temi di rischio e compliance, con un particolare focus sugli obblighi legali in materia di anti riciclaggio.
4. Comunicazione
Nell'ambito della cultura del rischio di UniCredit, grande enfasi è posta su allineare e reiterare i messaggi fondamentali su mission e valori. L'attenzione dell'alta direzione è dedicata a trasformare le parole in azioni tangibili, integrando la cultura del rischio nelle prassi operative. Al fine di raggiungere tali obiettivi si è adottato un approccio comunicativo. È stato sviluppato un piano editoriale allo scopo di comunicare messaggi comuni su come la cultura del rischio sia al centro della strategia di UniCredit. Nei primi sei mesi del 2021 le notizie in ambito rischio pubblicate su portale intranet gruppo UniCredit hanno totalizzato più di 15.000 visualizzazioni.

La tabella che segue riporta la riconciliazione dei dati di Stato Patrimoniale tra consolidato civilistico e consolidato prudenziale.
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 30.06.2021 | |||
| VOCI DELL'ATTIVO | CONSOLIDATO CIVILISTICO |
CONSOLIDATO PRUDENZIALE |
DELTA(*) |
| 10. Cassa e disponibilità liquide | 122.819 | 122.819 | - |
| 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: | 93.385 | 93.381 | (4) |
| a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 78.991 | 78.992 | 1 |
| b) attività finanziarie designate al fair value | 241 | 241 | - |
| c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 14.153 | 14.148 | (5) |
| 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 71.195 | 71.112 | (83) |
| 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 620.568 | 621.024 | 456 |
| a) crediti verso banche | 121.068 | 121.065 | (3) |
| b) crediti verso clientela | 499.500 | 499.959 | 459 |
| 50. Derivati di copertura | 3.156 | 3.156 | - |
| 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 2.751 | 2.751 | - |
| 70. Partecipazioni | 4.271 | 4.664 | 393 |
| 80. Riserve tecniche a carico dei riassicuratori | - | - | - |
| 90. Attività materiali | 9.674 | 8.909 | (765) |
| 100. Attività immateriali | 2.170 | 2.169 | (1) |
| di cui: avviamento | - | - | - |
| 110. Attività fiscali: | 12.484 | 12.483 | (1) |
| a) correnti | 2.362 | 2.361 | (1) |
| b) anticipate | 10.122 | 10.122 | - |
| 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 749 | 717 | (32) |
| 130. Altre attività | 6.824 | 7.209 | 385 |
| Totale dell'attivo | 950.046 | 950.394 | 348 |
| segue: CONSISTENZE AL 30.06.2021 |
||||
|---|---|---|---|---|
| VOCI DEL PASSIVO E DEL PATRIMONIO NETTO | CONSOLIDATO CIVILISTICO |
CONSOLIDATO PRUDENZIALE |
DELTA(*) | |
| 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: | 790.621 | 790.838 | 217 | |
| a) debiti verso banche | 186.751 | 186.694 | (57) | |
| b) debiti verso clientela | 507.897 | 508.171 | 274 | |
| c) titoli in circolazione | 95.973 | 95.973 | - | |
| 20. Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 49.798 | - | |
| 30. Passività finanziarie designate al fair value | 9.823 | 9.823 | - | |
| 40. Derivati di copertura | 4.417 | 4.417 | - | |
| 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 3.624 | 3.624 | - | |
| 60. Passività fiscali: | 1.151 | 1.103 | (48) | |
| a) correnti | 560 | 547 | (13) | |
| b) differite | 591 | 556 | (35) | |
| 70. Passività associate ad attività in via di dismissione | 565 | 509 | (56) | |
| 80. Altre passività | 18.241 | 18.494 | 253 | |
| 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 557 | 557 | - | |
| 100. Fondi per rischi e oneri: | 9.446 | 9.384 | (62) | |
| a) impegni e garanzie rilasciate | 1.372 | 1.372 | - | |
| b) quiescenza e obblighi simili | 5.103 | 5.103 | - | |
| c) altri fondi per rischi e oneri | 2.971 | 2.909 | (62) | |
| 110. Riserve tecniche | - | - | - | |
| 120. Riserve da valutazione | (5.589) | (5.589) | - | |
| 130. Azioni rimborsabili | - | - | - | |
| 140. Strumenti di capitale | 6.841 | 6.841 | - | |
| 150. Riserve | 31.133 | 31.133 | - | |
| 160. Sovrapprezzi di emissione | 6.098 | 6.098 | - | |
| 170. Capitale | 21.133 | 21.133 | - | |
| 180. Azioni proprie (-) | (181) | (181) | - | |
| 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 447 | 491 | 44 | |
| 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 1.921 | 1.921 | - | |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 950.046 | 950.394 | 348 |
Nota:
(*) Il consolidato prudenziale differisce dal consolidato civilistico per effetto della contabilizzazione secondo il metodo del patrimonio netto, delle società controllate che non svolgono attività bancaria, finanziaria o strumentale, oggetto di consolidamento integrale nel consolidato civilistico.

Sezione 1 - Rischi del consolidato contabile
Informazioni di natura quantitativa
Nelle tabelle che seguono il volume delle attività deteriorate secondo la definizione IFRS è equivalente a quello delle attività non-performing definito secondo gli standards EBA.
A. Qualità del credito
Ai fini delle informazioni di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.
A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica
A.1.1 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| PORTAFOGLI/QUALITÀ | SOFFERENZE | INADEMPIENZE PROBABILI |
ESPOSIZIONI SCADUTE DETERIORATE |
ESPOSIZIONI SCADUTE NON DETERIORATE |
ALTRE ESPOSIZIONI NON DETERIORATE |
TOTALE |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 1.609 | 6.849 | 667 | 8.627 | 602.816 | 620.568 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 3. Attività finanziarie designate al fair value |
1 - |
- - |
- - |
- - |
69.678 241 |
69.679 241 |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
6 | 52 | - | 1 | 11.896 | 11.955 |
| 5. Attività finanziare in corso di dismissione | 18 | 39 | - | - | 214 | 271 |
| Totale 30.06.2021 |
1.634 | 6.940 | 667 | 8.628 | 684.845 | 702.714 |
| Totale 31.12.2020 |
1.701 | 6.668 | 504 | 9.598 | 690.494 | 708.965 |
A.1.2 Distribuzione delle attività finanziarie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ DETERIORATE | ATTIVITÀ NON DETERIORATE | |||||||
| PORTAFOGLI/QUALITÀ | ESPOSIZIONE LORDA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
WRITE-OFF(*) PARZIALI COMPLESSIVI |
ESPOSIZIONE LORDA |
RETTIFICHE DI VALORE COMPLESSIVE |
ESPOSIZIONE NETTA |
TOTALE (ESPOSIZIONE NETTA) |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
21.462 | 12.337 | 9.125 | 1.931 | 615.433 | 3.990 | 611.443 | 620.568 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
2 | 1 | 1 | - | 69.732 | 54 | 69.678 | 69.679 |
| 3. Attività finanziarie designate al fair value |
- | - | - | - | X | X | 241 | 241 |
| 4. Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
200 | 142 | 58 | - | X | X | 11.897 | 11.955 |
| 5. Attività finanziare in corso di dismissione |
147 | 90 | 57 | 40 | 214 | - | 214 | 271 |
| Totale 30.06.2021 |
21.811 | 12.570 | 9.241 | 1.971 | 685.379 | 4.044 | 693.473 | 702.714 |
| Totale 31.12.2020 |
22.216 | 13.343 | 8.873 | 2.137 | 691.422 | 4.260 | 700.092 | 708.965 |
Nota:
(*) Valore esposto a fini informativi.
| (milioni di €) | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ DI EVIDENTE SCARSA QUALITÀ CREDITIZIA | ||||||
| PORTAFOGLI/QUALITÀ | MINUSVALENZE CUMULATE | ESPOSIZIONE NETTA | ESPOSIZIONE NETTA | |||
| 1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione | 55 | (6) | 67.959 | |||
| 2. Derivati di copertura | - | - | 3.156 | |||
| Totale 30.06.2021 |
55 | (6) | 71.115 | |||
| Totale 31.12.2020 |
64 | 143 | 67.588 |

Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale
2.1 Rischio di credito
Informazioni di natura qualitativa
1. Aspetti generali
In UniCredit l'attuale modello di governance del rischio di credito, inteso come rischio di perdite di valore di un'esposizione creditizia derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte, prevede l'esercizio di due livelli di controllo:
- da un lato, il presidio in capo alle funzioni di Risk Governance di Capogruppo che svolgono un ruolo di indirizzo e governo del rischio di credito e che esercitano un coordinamento manageriale nei confronti delle corrispondenti funzioni di Risk Management delle società controllate;
- dall'altro, il presidio svolto dalle funzioni di Risk Management delle società controllate a cui sono assegnate le responsabilità di controllo e indirizzo del portafoglio rischi a livello Paese.
Tale modello fa altresì leva sull'attuale struttura di governance che prevede la separatezza organizzativa tra funzioni responsabili della gestione operativa del credito (i.e. Group Lending Office) e funzioni di controllo (in capo al Group Risk Management).
Con riferimento agli aspetti di gestione del rischio di credito, i meccanismi di interazione tra la Capogruppo e le società del Gruppo sono definiti attraverso specifiche regole di governance creditizia che da un lato ne disciplinano le relative responsabilità e dall'altro assicurano la conformità del framework sul rischio di credito al quadro regolamentare di riferimento a cui la Capogruppo è soggetta.
Relativamente al suo ruolo di indirizzo, supporto e controllo, la Capogruppo agisce sulle seguenti aree: normative creditizie (principi, politiche e processi), strategie creditizie e limiti di rischio di credito, sviluppo dei modelli, validazione dei sistemi di rating, gestione dei grandi fidi, rilascio di prodotti creditizi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio.
In linea con tali regole di governance creditizia, le società del Gruppo chiedono il parere della funzione Group Lending Office prima della nuova concessione/riesame di linee di credito in essere su singole controparti/gruppi economici nel caso in cui le medesime linee eccedano predefinite soglie di importo, anche in riferimento all'osservanza dei limiti di concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di vigilanza.
In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale alla Capogruppo, e specificamente alla funzione Group Risk Management, sono definite disposizioni generali ("Principi generali per l'attività creditizia") relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello di Gruppo che dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del rischio di credito, in linea con i requisiti regolamentari e la best practice di Gruppo. Tali disposizioni di carattere generale sono ulteriormente integrate da policy che, disciplinando specifiche tematiche (es. area di business, segmento di attività, tipologia di controparte/transazione), si distinguono in due categorie:
- policy dedicate a tematiche considerate "Group-wide", definite ed emanate dalla Capogruppo e indirizzate a tutte le società. Alcuni esempi sono le policy concernenti le controparti FIBS ("Financial Institutions, Banks and Sovereigns"), i limiti Paese, le operazioni di Project Finance e Acquisition & Leveraged Finance, i limiti di rischio di sottoscrizione per il portafoglio oggetto di sindacazione, le operazioni di "Commercial Real Estate Financing" (CREF) e "Structured Trade and Export Finance" (STEF);
- policy sviluppate a livello locale dalle singole Società che, in piena coerenza con le linee guida definite a livello di Capogruppo, disciplinano prassi creditizie legate a regole e peculiarità del mercato locale, e che pertanto hanno validità limitatamente al rispettivo perimetro di applicabilità.
A livello di singola società e di Capogruppo, le policy sono ulteriormente dettagliate (ove necessario) tramite istruzioni operative che declinano regole funzionali allo svolgimento dell'operatività quotidiana.
Le policy creditizie, che hanno di norma un approccio di tipo statico e vengono aggiornate all'occorrenza (es. in caso di evoluzione del framework normativo esterno di riferimento), sono integrate con le strategie creditizie (approvate dal Consiglio di Amministrazione nel contesto del Risk Appetite Framework) che, invece, sono riviste con frequenza almeno annuale e definiscono con quali clienti/prodotti, in quali segmenti industriali e in quali aree geografiche il Gruppo e le società del Gruppo intendono sviluppare il proprio business creditizio.
Più in generale, le strategie creditizie di Gruppo rappresentano un efficace strumento di governo del rischio di credito, contribuendo alla definizione degli obiettivi di budget in coerenza con il Risk Appetite del Gruppo, di cui sono parte integrante. Esse costituiscono inoltre uno strumento gestionale in quanto traducono in forma concreta le metriche definite all'interno del Risk Appetite.
Sulla base dello scenario macroeconomico e creditizio, dell'outlook a livello di settore economico, nonché delle iniziative/strategie di business, le strategie creditizie forniscono un insieme di linee guida e di target operativi rivolti ai Paesi e ai segmenti di business in cui il Gruppo opera e sono declinate sulle strutture operative di ogni società del Gruppo e incluse nelle rispettive politiche commerciali. L'obiettivo ultimo è di assicurare una crescita commerciale sostenibile, coerente con il profilo di rischio di ogni Società, rimanendo nei limiti definiti dal Group risk appetite framework.
Nell'ambito delle strategie sottostanti all'attività creditizia, il rischio di concentrazione è considerato di particolare rilevanza. Trattasi del rischio connesso a perdite generate da una singola esposizione o gruppo di esposizioni tra loro correlate che (in relazione al capitale di una banca, totale degli attivi o al livello di rischio complessivo) possono generare effetti potenzialmente gravosi per la solidità e l'operatività "core" del Gruppo.

In conformità con il quadro regolamentare di riferimento, il gruppo UniCredit gestisce il rischio creditizio di concentrazione attraverso limiti appositi che rappresentano il rischio massimo che il Gruppo intende accettare nei confronti di:
• singole controparti o gruppi di controparti collegate (Single Name Bulk Risk);
• controparti appartenenti allo stesso settore economico (Industry Concentration Risk).
I risultati delle simulazioni di stress test relativi alla perdita attesa costituiscono parte integrante della definizione delle strategie creditizie.
Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19
Con riferimento al rischio di credito, UniCredit ha accolto positivamente tutte le iniziative volte a sostenere l'economia reale messe in atto dal Governo dell'UE e, in via addizionale, offre ulteriori misure per supportare i clienti in questo periodo e ridurre il più possibile gli effetti negativi della crisi. Tutte le concessioni sono definite per rispondere il più rapidamente possibile allo svantaggio derivante dal temporaneo rallentamento del ciclo economico e dei relativi possibili impatti di liquidità. Il potenziale impatto sul profilo di rischio della banca è mitigato:
- con l'acquisizione di garanzie pubbliche in coerenza con i meccanismi messi in atto dai vari governi;
- con una valutazione ex ante e nel continuo del profilo di rischio del cliente.
UniCredit ha definito i principi guida del Gruppo per l'erogazione, il monitoraggio e la gestione delle misure di moratoria/soluzioni all'emergenza, per far fronte al nuovo contesto e individuare tempestivamente potenziali segnali di deterioramento della qualità degli attivi. Con specifico riferimento alle misure di moratoria, ed al fine di limitare gli effetti delle misure di restrizione messe in atto per contenere la pandemia Covid-19, il gruppo UniCredit ha messo a disposizione della clientela un insieme di iniziative, le cui caratteristiche specifiche sono diverse in ciascun paese in termini di clienti di riferimento e di tipologia di prodotti, ed in genere consentono il rinvio del pagamento di rate e l'aumento della durata residua delle esposizioni creditizie.
Tra tali iniziative, alcune moratorie soddisfano specificatamente la definizione di "General Payment" (moratorie governative o assimilate non governative) cui alle "Linee guida in tema di moratorie, ex-lege e non, sui rimborsi di prestiti applicate alla luce della crisi Covid-19"34, in quanto ampiamente applicate dagli istituti creditizi sulla base di leggi nazionali, ovvero su iniziative private concordate a livello di industria/settore. Il gruppo UniCredit ha altresì messo in opera altre iniziative di moratoria non specificatamente riferite alle suddette linee guida EBA e concesse, quindi, come ulteriori strumenti di supporto alla clientela per far fronte al contesto di difficoltà ed indipendentemente dalla legislazione nazionale o da iniziative private industriali o settoriali.
Sulla base di quanto prescritto dall'EBA/GL/2020/02, le Linee guida definite dalla Capogruppo indirizzano pertanto tutte le società sul trattamento regolamentare delle moratorie sopra menzionate e schemi di garanzia.
Nello specifico sono consentiti diversi trattamenti regolatori in termini di classificazione Forbearance e rilevazione del Default, in particolare dal punto di vista della valutazione delle inadempienze probabili:
- La concessione delle moratorie di tipo General Payment non attiva automaticamente una classificazione di Forbearance tuttavia una specifica valutazione è volta a verificare la difficoltà finanziaria pre-Covid-19; in tal caso la valutazione di inadempienza probabile è applicata sia durante il periodo di moratoria sia subito dopo la sua conclusione;
- Per le altre iniziative di moratoria concesse specificatamente dalla Banca viene applicato invece il normale processo di Forbearance che valuta la difficoltà finanziaria al momento della concessione; in tal caso la valutazione di inadempienza probabile è applicata al momento della concessione e dopo la stessa.
Linee guida specifiche sono stabilite per quanto riguarda il trattamento delle General Payment Moratoria a fini Forbearance e classificazione a Default e sono da ritenersi valide per tutta la durata delle moratorie Covid-19.
2. Politiche di gestione del rischio di credito
2.1 Aspetti organizzativi
Fattori che generano il rischio di credito
Nello svolgimento della propria attività creditizia il Gruppo è esposto al rischio che una variazione in attesa del merito creditizio di una controparte possa generare una corrispondente variazione inattesa nel valore della relativa esposizione creditizia che porti ad una cancellazione totale o parziale dei crediti. Tale rischio è sempre inerente all'attività tradizionale di erogazione del credito, a prescindere dalla forma in cui il fido si estrinseca (di tesoreria o di firma, garantito e non, ecc.).
Le principali cause d'inadempienza sono riconducibili al venir meno dell'autonoma capacità del debitore di rimborsare il debito (per mancanza di liquidità, insolvenza, ecc.), come pure anche al manifestarsi di circostanze macroeconomiche e politiche che si riflettono sulle condizioni finanziarie del debitore.
34 Linee guida EBA in tema di moratorie, ex-lege e non, sui rimborsi di finanziamenti applicate alla luce della crisi Covid-19 emesse il 2 aprile 2020 ("EBA/GL/2020/02").

Altre attività bancarie, oltre alle tradizionali di prestito e deposito, possono esporre il Gruppo ad ulteriori rischi di credito. Il rischio di credito "non tradizionale" può, per esempio, derivare da:
- sottoscrizione di contratti in derivati;
- compravendite di titoli, futures, valute o merci;
- detenzione di titoli di terzi.
Le controparti di tali transazioni o gli emittenti di titoli detenuti da Società del Gruppo potrebbero risultare inadempienti a causa di insolvenza, eventi politici ed economici, mancanza di liquidità, deficienza operativa o per altre ragioni. Inadempimenti di un elevato numero di transazioni ovvero di una o più operazioni di importo significativo, avrebbero un effetto materialmente negativo sull'attività, sulla condizione finanziaria e sui risultati operativi del Gruppo. Il Gruppo pertanto controlla e gestisce lo specifico rischio di ciascuna controparte così come il rischio complessivo del portafoglio crediti attraverso processi, strutture e regole volte ad indirizzare, controllare e standardizzare la valutazione e la gestione di tale rischio, in linea con i principi e la best practice di Gruppo.
Struttura organizzativa
Come già evidenziato nel precedente paragrafo "Aspetti generali", la gestione del rischio di credito nel gruppo UniCredit si articola su due diverse strutture:
- Group Risk Management, responsabile dell'attività di indirizzo, governo e controllo del rischio di credito;
- Group Lending Office, responsabile della gestione operativa del credito;
- a loro interno articolati su diversi livelli organizzativi:
- funzioni con responsabilità a livello di Gruppo;
- funzioni con responsabilità a livello Paese.
Per ciò che riguarda il Group Risk Management, le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:
- la struttura "Group Credit & Integrated Risks" è responsabile, a livello di Gruppo, di definire le strategie creditizie, monitorare e controllare il rischio di credito del portafoglio di Gruppo (mediante l'esecuzione di controlli di secondo livello e la definizione delle aree a maggior rischio tra i processi del credito) nonché di assicurare al vertice aziendale una visione integrata e trasversale dei rischi di Primo e Secondo Pilastro; assicura, inoltre, che le attività di controllo rischi, relativamente ai rischi assunti dalle Filiali Estere di UniCredit S.p.A. e dalle Structured Entities (e.g. Special Purpose Vehicles/SPV, Obbligazioni bancarie Garantite/OBG), siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer ed al Top Management. La struttura, inoltre, è responsabile di supportare il Group Chief Risk Officer/GCRO nella preparazione nonché nella partecipazione ai comitati di credito transazionali (e.g. GTCC, ITCC, INPCC) analizzando, da una prospettiva della gestione del rischio e secondo il perimetro di competenza, le proposte creditizie che verranno discusse in detti comitati (e.g. coerenza con le strategie creditizie definite, rispetto del risk appetite framework, analisi del coverage ratio basato su di un portfolio benchmark medio). La struttura è anche responsabile del controllo dei rischi sottostanti i rapporti con i Soggetti in confitto di interesse, mediante il monitoraggio e la verifica di indicatori chiave predefiniti. E' altresì in carico alla struttura l'attività di reportistica interna al Comitato Parti Correlate, al quale viene data evidenza per ogni categoria di Soggetto in conflitto di interesse (definito secondo la normativa esistente di Banca d'Italia, Consob e IAS) dei limiti prudenziali assorbiti, focalizzandosi sulle controparti principali individuate secondo determinate soglie di Reporting;
- la struttura "Group Risk Models & Credit Risk Governance" responsabile di garantire, a livello di Gruppo, il coordinamento e la guida con riferimento a tutti i Rischi di Credito di Primo Pilastro ed ai modelli dei Rischi Finanziari nonché delle relative metodologie. È inoltre responsabile della definizione delle regole e delle linee guida delle attività di Lending e per la valutazione delle proposte di revisione dei processi del credito che sono sottoposte dalle altre funzioni competenti di Gruppo nonché di collaborare con le altre funzioni di Gruppo nell'ambito delle tematiche relative ai Risk Weighted Assets/RWA;
- la struttura "Group Internal Validation" responsabile di validare, a livello di Gruppo, le metodologie di misurazione dei rischi di Primo e di Secondo Pilastro, i relativi processi, le componenti IT e il data quality, i principali modelli gestionali e il Group Risk Reporting, così come definiti nella Global Policy di Internal Validation, dandone adeguata informativa agli Organi Societari e all'Autorità di Vigilanza. E' inoltre responsabile di gestire il processo di monitoraggio di Gruppo delle raccomandazioni emesse a fronte delle attività di validazione; verificare l'adeguatezza e l'implementazione delle misure correttive adottate in risposta di richieste alle Autorità di Vigilanza sui modelli IRB relativamente all'area di competenza; coordinare la predisposizione e l'aggiornamento del piano di validazione di Gruppo, nonché monitorarne l'esecuzione; coordinare e predisporre la reportistica di competenza sugli esiti delle attività di validazione; certificare che l'inventario modelli, definito a livello di Gruppo, sia una fonte univoca, completa, corretta e aggionata per la valutazione del rischio modello, nonché valutare, monitorare e fornire informativa in merito al rischio modello agli Organi Societari competenti e al Consiglio d'Amministrazione;
- la struttura "CRO CEE" responsabile della gestione e del controllo delle attività creditizie operative e dell'indirizzo nella gestione del rischio di credito della Divisione " Central Eastern Europe/CEE Portfolio a valere sui libri di UniCredit S.p.A. e di assicurare una visione globale ed il coordinamento manageriale dei differenti tipi di rischio (es. rischi di credito, finanziari, operativi, di liquidità, reputazionali) nei paesi della CEE e delle Società della CEE unitamente alle funzioni responsabili della gestione dei rischi. E' responsabile delle attività creditizie operative per le posizioni della Divisione " Central Eastern Europe/CEE Portfolio" a valere sui libri di UniCredit S.p.A., nonché dell'emissione di pareri creditizi non vincolanti (NBCO) per la concessione di crediti che superano le autonomie deliberative delle Società della CEE ; è inoltre responsabile delle attività di indirizzo e controllo del rischio di credito retail e corporate per la Divisione "Central Eastern Europe/CEE Portfolio a valere sui libri di UniCredit S.p.A.";
- la struttura "Group NPE" responsabile di sviluppare la strategia e supervisionare la gestione, il processo, gli obiettivi e le cessioni delle Non-Performing Exposures/NPE, dei repossessed asset e di ogni altro asset deteriorato per l'intero Gruppo.

Per ciò che riguarda il Group Lending Office, le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:
- la struttura "Group Credit Transactions" responsabile per la valutazione, il monitoraggio e la supervisione, a livello di Gruppo, delle large credit transactions e la gestione del Global Credit Model di Financial Institutions, Banche e Stati Sovrani (FIBS), nonché per la valutazione, l'approvazione e la gestione giornaliera dei rischi Paese e dell'assunzione di rischio creditizio cross-border;
- la struttura "Group NPE Operational Management", responsabile a livello di Gruppo delle cessioni e delle attività di predisposizione e manutenzione delle piattaforme sui portafogli NPE e per l'indirizzo ed il coordinamento delle attività di "Special Credit" e "Restructuring" sia per i portafogli "Core" e "Non Core", supportando le strutture "Local NPE Operational Management" nell'implementare le attività di "Restructuring" e "Special Credit", in coerenza con le strategie ed i KPI di Gruppo;
- la struttura "Asian & Pacific Risks Officer" responsabile di assicurare le attività di controllo del rischio per l'area Asia e Pacifico, valutare ed approvare le proposte creditizie sottoposte dalle Filiali Estere appartenenti all'Area Asia e Pacifico, assicurare l'implementazione delle strategie di Gruppo per il controllo del rischio, assicurare le attività di reportistica sui rischi dell'area e la coerenza delle operazioni di rischio e della attività di reporting per tutte le tipologie di rischio, e collaborare con le competenti controparti nello sviluppo di una strategia regionale coerente con il risk appetite dell'area.
A livello Paese, le attività di indirizzo e controllo del rischio di credito, nonché lo svolgimento delle attività operative (es. erogazione e rinnovo dei crediti, monitoraggio andamentale, ristrutturazione del debito, recupero ecc.) ricadono sotto la responsabilità della funzione CRO delle controllate.
Con riferimento al rischio di credito sono attivi specifici comitati:
- il "Group Risk & Internal Control Committee" supporta l'Amministratore delegato nel ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi di Gruppo nella gestione e supervisione del sistema dei controlli interni di UniCredit S.p.A. e del Gruppo, con particolare riferimento a: definizione delle policy, delle linee guida, dei limiti operativi e delle metodologie per la misurazione, la gestione ed il controllo dei rischi nonché della definizione delle metodologie per la misurazione ed il controllo del capitale interno e valutazione della reportistica in materia di rischi e delle stime in materia di accantonamenti per i rischi. In tale ambito, il Comitato svolge funzioni consultive/propositive, con particolare riferimento alla definizione e riesame periodico del Risk Appetite Framework di Gruppo, al quadro generale di controllo dei rischi, per garantirne la coerenza con gli indirizzi strategici e la propensione al rischio stabiliti e la loro capacità di cogliere l'evoluzione dei rischi aziendali e l'interazione tra gli stessi;
- il "Group Credit Committee", responsabile della valutazione e della delibera di proposte creditizie concernenti qualsivoglia posizione, ivi incluse quelle a "restructuring" e "workout", stato di classificazione delle posizioni, strategie rilevanti e azioni correttive da assumere per le posizioni "watch-list", limiti specifici per operazioni connesse al mercato dei capitali di debito sul Trading Book, limiti all'esposizione per singolo emittente sul Trading Book, operazioni di "Debt to Equity" ed operazioni sulle partecipazioni derivanti dalle operazioni "Debt to Equity";
- il "Group Model Risk Management & Governance Committee" responsabile di assicurare, a livello di Gruppo, un indirizzo, coordinamento e controllo del Model Risk Governance (con focus su Pillar I, Pillar II e sui modelli manageriali relativi al framework del Model Risk Management/MRM), nonché garantire coerenza tra il Gruppo e le diverse Società del Gruppo gestendo, inoltre, possibili problematiche portate all'attenzione del Group Chief Risk Officer/GCRO dalle diverse Società;
- Il "Group NPE Governance Committee", responsabile di supportare il Group Chief Risk Officer nell'assicurare a livello di Gruppo, un indirizzo, coordinamento e controllo delle strategie ed obiettivi nella gestione delle Non-Performing Exposures/NPE, nonché assicurare un effettivo allineamento su comuni obiettivi tra il Gruppo e le varie Società del Gruppo;
- il "Group Transactional Credit Committee", responsabile con funzioni deliberanti nell'ambito dei poteri delegati, (delibere e/o rilascio di pareri non vincolanti alle Società del Gruppo), e/o funzioni consultive per le pratiche di competenza degli Organi superiori, per proposte creditizie, comprese le posizioni in "restructuring", INC e "workout", stato di classificazione delle posizioni, strategie ed azioni correttive da intraprendere per posizioni in "watchlist", limiti all'esposizione per singolo emittente sul portafoglio di negoziazione; operazioni di Debt to Equity e/o azioni/esercizio di diritti relativi a partecipazioni derivanti da operazioni di Debt to Equity, operazioni di Debt to Asset e/o azioni/esercizio di diritti relativi ad attività derivanti da operazioni di Debt to Asset, proposte di cessione di crediti deteriorati, con modalità e limitazioni previste dalla normativa vigente in materia; inoltre il GTCC approva o sottopone per approvazione al Group Credit Committee i superamenti temporanei/annuali dei limiti del rischio di concentrazione per la singola controparte nell'ambito di soglie definite dalle normative di Gruppo di competenza;
- il "Group Rating Committee" responsabile, relativamente al proprio perimetro di competenza e nell'ambito dei propri poteri delegati, di deliberare in materia di modifiche dei rating (rating override).
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo
Il rischio di credito, associato alla perdita potenziale derivante dal default del cliente/emittente o da un decremento del valore di mercato di un'obbligazione finanziaria dovuta al deterioramento del suo merito creditizio, è misurato a livello di singola controparte/transazione e a livello di intero portafoglio.
L'attività creditizia nei confronti dei singoli clienti, sia nella fase di erogazione che in quella di monitoraggio, è supportata dal processo di assegnazione del rating, differenziato per segmenti di clientela e prodotto. La valutazione del merito creditizio di una controparte, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dall'analisi dei dati finanziari e qualitativi (posizionamento competitivo dell'azienda, struttura societaria ed organizzativa, ecc.), del contesto geo-settoriale cui appartiene e del comportamento della stessa all'interno dell'entità o del sistema bancario (ad esempio Centrale dei Rischi di Banca d'Italia). Tale analisi confluisce nell'assegnazione di un rating, ovvero la probabilità di default ("PD") della controparte, con un orizzonte temporale di un anno.

Il rating di ciascuna controparte è rivisto almeno annualmente sulla base delle nuove informazioni acquisite. Ciascuna controparte è valutata anche nell'ambito dell'eventuale gruppo economico di appartenenza tenendo in considerazione, quando necessario, il rischio dell'intero Gruppo. Il rating interno assegnato a ciascuna controparte e l'esposizione del gruppo economico di appartenenza sono alla base del calcolo dei livelli deliberativi, definiti in modo che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri, conferite a ciascun organo deliberante per l'esercizio dell'attività creditizia, si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente.
Il modello organizzativo corrente del gruppo UniCredit prevede l'esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzioni commerciali e di erogazione, responsabile di valutare eventuali "override", ovvero correzioni del giudizio automatico espresso dal sistema di rating (ove quest'ultimo lo preveda).
Il monitoraggio sistematico del rating è incentrato sulla gestione della performance della controparte, usando tutte le informazioni interne ed esterne disponibili al fine di ottenere uno score che rappresenta una valutazione sintetica del rischio associato. Tale score è ottenuto usando una funzione statistica che sintetizza le informazioni disponibili tramite un insieme di variabili prenditrici dell'evento di default entro un orizzonte di 12 mesi. In aggiunta alla consueta stima dei parametri di rischio con orizzonte annuale, parametri di rischio multi-periodali sono stimati per fornire una valutazione più robusta della performance aggiustata per il rischio e per ottemperanza con quanto richiesto dai principi contabili. Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio per ciascun sistema di rating in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality. La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, evidenziando aree di miglioramento così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano limitare la piena comparabilità delle risultanti misure di rischio.
Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Group Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di misurare il rischio di credito a livello aggregato e di individuare il contributo di singoli sotto-portafogli o controparti al rischio complessivo.
Le misure di rischio di credito a livello di portafoglio sono fondamentalmente due, calcolate e valutate su un orizzonte temporale di un anno:
• Expected Loss ("EL");
• Credit Value at Risk (Credit "VaR").
La stima del Credit VaR a livello complessivo di portafoglio è ottenuta dalla distribuzione delle perdite ricavata via simulazione Monte Carlo sull'orizzonte di un anno, considerando le correlazioni tra le controparti. La perdita complessiva in ogni scenario di default è la somma delle singole perdite, definita come prodotto di LGD TTC (Loss Given Default Though the Cycle) e EAD (Exposure at Default) per le transazioni relative a controparti simulate in default. Per le esposizioni più liquide classificate a costo ammortizzato, in ogni scenario di simulazione l'eventuale perdita legata al deterioramento di merito creditizio simulato viene sommata al totale delle perdite relative alle controparti in default. Nell'ambito del framework Credit Var, la perdita attesa (Expected Loss - "EL") a livello di portafoglio è pari alla somma del prodotto di PD, LGD (entrambe TTC) e EAD per ogni debitore nel portafoglio considerato più un onere per il rischio di migrazione relativo al deterioramento atteso del merito creditizio per le esposizioni più liquide classificate al costo ammortizzato.
Il Value at Risk ("VaR") rappresenta la soglia monetaria di perdita superata solo per un prefissato valore di probabilità (un VaR con livello di confidenza del 99,9% implica che la soglia di perdita sia superata in 1 caso su 1.000). Il Capitale Economico è derivato dal Value at Risk sottraendone la perdita attesa ed è un input per determinare il Capitale Interno a copertura delle perdite potenziali derivanti da tutte le fonti di rischio (si veda sezione "Altri rischi inclusi nel Capitale Economico").
Le misure di Capitale Economico basate sul Credit VaR rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione ed applicazione delle strategie creditizie, per l'analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo del Capitale Economico è altresì uno degli strumenti utilizzati per le analisi di stress test sul portafoglio creditizio.
Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell'ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea.
Il calcolo del Capitale Economico creditizio è disponibile su un'unica piattaforma tecnologica (Group Credit Portfolio Model, GCPM) e con una comune metodologia per le strutture di UniCredit S.p.A. e delle principali società del Gruppo.
Al fine di valutare il trasferimento del rischio di credito realizzato da cartolarizzazioni originate dal Gruppo, è stato sviluppato altresì un applicativo (Structured Credit Analyser) che simula la distribuzione delle perdite del portafoglio cartolarizzato e delle tranches, sia per le operazioni sintetiche (in cui il rischio è trasferito tramite garanzie/derivati di credito) sia per quelle tradizionali (in cui gli attivi sono ceduti ad una società veicolo).
Per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di credito e sui rischi operativi, il gruppo UniCredit si avvale dei Metodi Avanzati così come previsto dal provvedimento Banca d'Italia n.365138 del 28 marzo 2008.
Con specifico riferimento al rischio di credito, il Gruppo è attualmente autorizzato ad utilizzare le stime interne dei parametri PD, LGD ed EAD per il portafoglio crediti di Gruppo (Stati Sovrani, Banche, Multinazionali e transazioni di Global Project Finance) e per i portafogli creditizi locali delle principali banche del Gruppo (Imprese ed Esposizioni al dettaglio). Relativamente ai portafogli Mid-Corporate e Small Business di UniCredit S.p.A., sono attualmente in uso i parametri di EAD regolamentare.
Dette metodologie sono state adottate da UniCredit S.p.A. (UCI), da UniCredit Bank AG (UCB AG) e da UniCredit Bank Austria AG (UCBA AG). In coerenza con il piano di estensione progressiva dei metodi IRB approvato dal Gruppo e comunicato all'Autorità di Vigilanza (Roll-out Plan), a partire dal 2008 tali metodi sono stati estesi ed autorizzati anche alle società del Gruppo attualmente denominate UniCredit Leasing GMBH e sue controllate, UniCredit Banka Slovenija d.d., UniCredit Bulbank AD, UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia a.s, UniCredit Bank Ireland p.l.c., UniCredit Bank Hungary, UniCredit Bank Romania a.s. e AO UniCredit Bank in Russia.

Il seguente schema riassuntivo presenta i sistemi di rating in uso nel Gruppo con l'indicazione della classe di attività di riferimento e delle società in cui sono utilizzati. Maggiori informazioni sui modelli di rating sono contenute nell'Informativa del gruppo UniCredit (Pillar III), Rischio di credito, uso del metodo IRB.
| Asset class prevalente | Sistema di rating | Entità | |
|---|---|---|---|
| Amministrazioni centrali e banche centrali |
Stati Sovrani (PD, LGD,EAD) | UCI, UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCB SK, UCB RO(*) |
|
| Enti | Istituzioni Finanziarie & Banche (PD, LGD,EAD) | UCI, UCB AG, UCBA AG, UCB Slo(), UCB IE(), UCB BG(), UCB CZ, UCB HU()(*), UCB SK, UCB RO(), UCL GMBH |
|
| Imprese | Multinational (PD, LGD, EAD) | UCI(), UCB AG, UCBA AG, UCB Slo(), UCB BG, UCB CZ, UCB HU(), UCB SK, UCB RO(), UCL GMBH, AO UCB(*) |
|
| Groupwide | Global Project Finance (PD, LGD, EAD) | UCI, UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCB SK |
|
| Rating Integrato Corporate RIC (PD, LGD) | UCI | ||
| Mid Corporate (PD, LGD, EAD) | UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCL GMBH, UCB BG, UCB HU(), UCB Slo(), UCB SK(), UCB RO() |
||
| Foreign Small and Medium-sized Enterprises (PD, LGD, EAD) | UCB AG | ||
| Income Producing Real Estate (IPRE) (PD, LGD, EAD) | UCB AG, UCBA AG, UCB CZ | ||
| Acquisition and Leverage Finance (PD, LGD, EAD) | UCB AG | ||
| Wind Project Finance (PD, LGD, EAD) | UCB AG | ||
| Commercial Real Estate Finance (PD, LGD, EAD) | UCB AG | ||
| Public Value Joint Building Associations (PD, LGD, EAD) | UCBA AG | ||
| Real Estate Customers (PD, LGD, EAD) | UCBA AG | ||
| Income Producing Real Estate (IPRE) (Slotting criteria) | UCI, UCB BG, UCB SK | ||
| Object Finance e Project Finance (Slotting criteria) | UCL GMBH | ||
| Project Finance (Slotting criteria) | UCB BG | ||
| Enti/Imprese | Altri sistemi di rating minori (Public Sector Entities, Municipalities, Religious Companies, Leasing) (PD, LGD, EAD) |
UCB CZ | |
| Esposizioni al dettaglio | Rating Integrato Small Business RISB (PD, LGD) | UCI | |
| Rating Integrato Privati (RIP) Mutui Ipotecari (PD, LGD, EAD) | UCI | ||
| Scoperti di conto e Carte di Credito (PD, LGD, EAD)(****) | UCI | ||
| Prestiti Personali (PD, LGD, EAD)(****) | UCI | ||
| Small Business (PD, LGD, EAD) | UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCL GMBH, UCB BG, UCB SK |
||
| Local | Private Individuals (PD, LGD, EAD) | UCB AG, UCBA AG, UCB CZ, UCB BG, UCB SK |
|
| Cartolarizzazioni | Asset Backed Commercial Paper (PD, LGD, EAD) | UCB AG |
Note:
(*) Queste società sono attualmente autorizzate all'utilizzo dell'approccio IRB Foundation e dunque utilizzano solo la stima interna di PD ai fini del calcolo del requisito patrimoniale.
(**) Per tale società il sistema di rating GW BANKS è stato autorizzato per la sola parte del modello relativa alle banche commercial ad esclusione del segmento Securities Industry.
(***) A partire dal 2012, il modello di rating Group Wide Multinational Corporate (GW MNC) (per la stima dei parametri PD, LGD e EAD) è adottato anche per il portafoglio Italian Large Corporate (ILC), che include le società italiane con ricavi operativi tra 250 e 500 milioni.
(****) Sistemi autorizzati dal 2010 ma segnalati in approccio Standardizzato ai fini regolamentari; a dicembre 2019 un modello unico per i Privati, a livello di controparte, esteso anche ai Prestiti Personali, Scoperti di conto e Carte di Credito, è stato sottoposto all'autorizzazione di BCE.
AO UCB: AO UniCredit Bank (Russia)
Legenda:
UCI: UniCredit S.p.A. UCB AG: UniCredit Bank AG UCBA AG: UniCredit Bank Austria AG UCB IE: UniCredit Bank Ireland p.l.c. UCL GMBH: UniCredit Leasing GMBH e controllate (UniCredit Leasing Finance GMBH, UniCredit Leasing Aviation GMBH) UCB Slo: UniCredit Banka Slovenija d.d.
UCB BG: UniCredit Bulbank AD UCB CZ: portafoglio ceco di UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia a.s. UCB HU: UniCredit Bank Hungary ZRT UCB SK: portafoglio slovacco di UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia a.s. UCB RO: UniCredit Bank Romania a.s.

Nell'ambito invece delle strategie di governo del rischio di credito, particolare rilevanza riveste l'uso dello Stress Test, il cui obiettivo è quello di analizzare la vulnerabilità del portafoglio in caso di ciclo economico negativo o cambiamento strutturale dello scenario economico. Nell'esecuzione dell'esercizio di Stress Test, sono considerati differenti scenari, basati su livelli di severità crescenti e possono altresì essere definiti sulla base di specifiche ipotesi economiche.
I modelli di Stress Test di credito (o modelli satellite) sono modelli che hanno l'obiettivo di trasferire gli scenari macroeconomici nei parametri di rischio di credito (PD/LGD). All'interno del framework di Stress Test i modelli sono la base per il calcolo delle proiezioni di PD/LGD stressate sotto scenari avversi. Sono usati allo stesso modo per la stima della componente prospettica all'interno del framework dell'IFRS9.
Per quanto concerne la metodologia seguita, il framework corrente prevede di stimare, a livello di cluster (Paese/Segmento) attraverso serie temporali e/o analisi di regressione su panel, la relazione tra i fattori macroeconomici e i tassi di default/recupero interni storicamente osservati. Tuttavia, relativamente ai portafogli con basso tasso di insolvenza (Multinazionali, Banche, Titoli sovrani) per i quali non sono disponibili sufficienti eventi di default, sono considerati approcci alternativi. Questi implicano anche di far leva sia sui dati esterni (i.e. rating esterni) o stressare direttamente l'input del sistema di rating Group wide (e.g. Sistema di Rating Sovrano). L'output dei modelli in termini di variazione di PD/LGD condizionato agli scenari macroeconomici è quindi usato per ottenere PD/LGD stressate per ciascuna esposizione di credito. Partendo da PD/LGD stressate, le metriche di rischio di credito di Primo Pilastro (Accantonamenti e RWA) sono calcolate attraverso un dedicato motore di simulazione e considerando la metodologia EBA. Mentre le metriche stressate di Secondo Pilastro (Capitale economico e AFR) sono calcolate considerando la seguente metodologia:
- Capitale Economico di Credito: le PD e LGD stressate sono usate come base per il ricalcolo del capitale economico di credito utilizzando il GCPM. Il valore ottenuto in questo modo rappresenta quindi il capitale economico di credito che si otterrebbe sul portafoglio corrente della banca nel caso di realizzazione dello scenario di stress;
- AFR: l'ammontare derivante dalla differenza tra le perdite stressate attese (calcolate attraverso le PD-TTC e LGD-TTC) e le perdite attese reali è dedotto dall'AFR.
2.3 Metodi di misurazione delle perdite attese
Pratiche di gestione del rischio di credito
I processi descritti nel paragrafo precedente, per la Gestione, Misurazione e Controllo del Rischio di Credito sono altresì utilizzati il calcolo delle rettifiche di valore dei finanziamenti e dei titoli di debito, classificati nelle voci attività finanziarie al costo ammortizzato, attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e le rilevanti esposizioni fuori bilancio, come richiesto dalla normativa IFRS9. A questo proposito, il calcolo delle rettifiche di valore secondo le logiche della "perdita attesa" è fondato su due aspetti principali, ovvero:
- la allocazione fra stadi ("Stage Allocation") delle esposizioni creditizie;
- il relativo calcolo della perdita attesa.
Nel gruppo UniCredit il modello di valutazione della Stage Allocation è basato su una combinazione di elementi relativi ed assoluti; i principali sono:
- il confronto a livello di transazione fra la misura della PD al momento dell'erogazione e quella rilevata alla data di reporting, quantificate secondo modelli interni e attraverso l'utilizzo di soglie fissate in modo tale da considerare tutte le variabili chiave di ciascuna transazione che possono influenzare l'aspettativa della banca circa le variazioni della PD nel tempo (es. età, scadenza, livello della PD al momento dell'erogazione);
- elementi assoluti previsti dalla normativa (es.30 giorni di scaduto). In questo caso, il gruppo UniCredit ha deciso di non rigettare la presunzione di significativo deterioramento dopo i 30 giorni di scaduto allocando sempre in Stadio 2 le transazioni con più di 30 giorni di sconfino;
- ulteriori evidenze interne, incluse rinegoziazioni di strumenti finanziari concessi a fronte di difficoltà finanziarie del debitore (es. nuova classificazione fra le esposizioni oggetto di concessione - Forborne) o certe tipologie di watchlist definite nell'ambito del monitoraggio dei crediti. Con riferimento ai titoli di debito il gruppo UniCredit ha optato per l'applicazione della semplificazione "basso rischio di credito" ("low credit risk
exemption") sui titoli investment grade, in piena conformità a quanto previsto dal principio contabile.
Il risultato della Stage Allocation è la classificazione delle esposizioni creditizie nello Stadio 1, Stadio 2 o Stadio 3 a seconda della loro qualità creditizia assoluta o relativa rispetto all'erogazione iniziale. Nello specifico:
- lo Stadio 1 comprende:
- le esposizioni creditizie di nuova origine o acquisizione;
- le esposizioni che non hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale;
- le esposizioni a basso rischio ("low credit risk exemption");
- lo Stadio 2 comprende le esposizioni creditizie che, sebbene non deteriorate, hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale;
- lo Stadio 3 comprende le esposizioni creditizie deteriorate. Con riferimento allo Stadio 3 si precisa che lo stesso è costituito dalle esposizioni deteriorate corrispondenti, secondo quanto previsto dalla Circolare n.272 del 30 luglio 2008 e successivi aggiornamenti di Banca d'Italia, all'aggregato Non-Performing Exposures di cui agli ITS EBA (EBA/ITS/2013/03/rev1 24 luglio 2014).

In particolare, l'EBA35 ha definito Non-Performing le esposizioni che soddisfano uno o entrambi i seguenti criteri:
- esposizioni materiali scadute da più di 90 giorni;
- esposizioni per le quali la banca valuta improbabile che il debitore possa adempiere interamente alle sue obbligazioni creditizie, senza procedere all'escussione e al realizzo delle garanzie, a prescindere dall'esistenza di esposizioni scadute e/o sconfinanti e dal numero dei giorni di scaduto.
Con riferimento alla componente quantitativa del modello di allocazione ai diversi stadi, il Gruppo ha adottato un approccio statistico basato su una regressione dei quantili il cui obiettivo è definire una soglia in termini di variazione massima accettabile fra la misura della PD al momento dell'erogazione e quella rilevata alla data di riferimento.
Componente fondamentale del modello è la definizione del quantile che identifica la quota di Stadio 2 attesa in media nel lungo periodo. Il quantile medio di lungo periodo è determinato in base all'aspettativa media di deterioramento del portafoglio determinato dal tasso di scivolamento in insolvenza ("default") così come in uno degli altri stadi di deterioramento (es. past-due 30 giorni).
L'ammontare delle esposizioni classificate nello Stadio 2 a ciascuna data di reporting oscillerà intorno al quantile di lungo periodo in base alle condizioni economiche correnti nonché alle aspettative future circa l'evoluzione del ciclo economico, con oscillazioni potenzialmente più ampie nel caso in cui le informazioni macroeconomiche siano differenziate per diversi settori.
La Stage Allocation è verificata ad ogni data di riferimento, per rilevare tempestivamente evidenze di significativo deterioramento e del suo inverso, in modo simmetrico, e allocare correttamente ciascuna transazione al corretto stadio ed al relativo modello di misurazione della perdita attesa.
Il risultato della Stage Allocation ha un effetto sull'ammontare delle perdite creditizie attese oggetto di rilevazione in bilancio. Infatti, per le esposizioni in Stadio 1, le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale fino ad un anno. Per le esposizioni appartenenti agli Stadi 2 o 3 le rettifiche di valore complessive sono pari alla perdita attesa calcolata su un orizzonte temporale pari all'intera durata della relativa esposizione.
Il Gruppo ha sviluppato specifici modelli per il calcolo della perdita attesa che fanno leva sui parametri di PD, LGD e EAD, oltre che sul tasso di interesse effettivo.
In particolare:
- la PD (Probability of Default), esprime la probabilità di accadimento di un evento di insolvenza ("default") della posizione creditizia, in un determinato arco temporale (es. 1 anno);
- la LGD (Loss Given Default), esprime la percentuale di perdita stimata, e quindi il tasso atteso di recupero, all'accadimento di un evento di insolvenza ("default") della posizione creditizia;
- la EAD (Exposure at Default), esprime la misura della esposizione al momento dell'evento di insolvenza ("default") della posizione creditizia;
- il tasso di interesse effettivo è il tasso di sconto espressione del valore temporale del denaro.
Tali parametri sono calcolati a partire dagli omologhi parametri utilizzati a fini regolamentari apportando specifici adeguamenti al fine di assicurare la piena coerenza, al netto delle differenti richieste normative, fra trattamento contabile e regolamentare. I principali adeguamenti sono stati finalizzati a:
- rimuovere il conservativismo richiesto ai soli fini regolamentari;
- introdurre adeguamenti ad un dato periodo ("point-in-time") sostituendo la vista di lungo periodo ("through-the-cycle") prevista a fini regolamentari;
- includere informazioni prospettiche ("forward looking");
- estendere i parametri di rischio creditizio ad una prospettiva pluriennale.
In merito alle PD calcolate lungo la vita dello strumento ("lifetime"), le curve di PD calcolate lungo il ciclo economico ("through-the-cycle") sono calibrate per riflettere previsioni ad un dato periodo ("point-in-time") e prospettiche ("forward-looking") circa i tassi d'inadempienza di portafoglio. Il tasso di recupero incorporato nella LGD calcolata lungo il ciclo economico ("through-the-cycle") è adattato per rimuovere il margine di conservativismo e riflettere i trend più attuali dei tassi di recupero così come le aspettative sui i trend futuri attualizzati al tasso d'interesse effettivo o alla sua migliore approssimazione.
La EAD calcolata lungo la vita dello strumento ("lifetime") è ottenuta estendendo il modello ad un anno prudenziale o manageriale, rimuovendo il margine di conservativismo e includendo aspettative relative a livelli di tiraggio medio futuro delle linee di credito in essere.
I forecast in termini di variazione nel tasso di insolvenza ("Default rate") e variazione nel tasso di recupero ("Recovery Rate"), determinati tramite modelli che stimano una relazione tra tali variabili ed indicatori macroeconomici, sono inglobati all'interno dei parametri di PD ed LGD in fase di calibrazione. I parametri creditizi, infatti, sono di solito calibrati su un orizzonte che considera l'intero ciclo economico (Through-the-cycle - "TTC"), si rende quindi necessaria una loro calibrazione puntuale ad un dato momento ("Point-in-time - PIT") e prospettica (Forward-looking - "FL") per riflettere in tali parametri creditizi la situazione corrente e le aspettative sull'evoluzione futura del ciclo economico.
La perdita creditizia attesa derivante dai parametri in precedenza descritti considera previsioni macroeconomiche attraverso l'applicazione di scenari multipli ai componenti prospettici ("forward looking") al fine di compensare la parziale non linearità che è naturalmente insita nella correlazione fra le
35 Il quadro normativo relativo alla nuova definizione di esposizioni deteriorate è stato integrato a partire dall'1 gennaio 2021 con l'entrata in vigore delle "Guidelines on the application of the definition of default under Article 178 of Regulation EU No.575/2013" (EBA/GL/2016/07).

variazioni macroeconomiche e la perdita creditizia attesa. Specificamente l'effetto di non linearità viene incorporato attraverso la stima di un fattore correttivo applicato direttamente alla perdita creditizia attesa ("ECL") di portafoglio.
Relativamente alle posizioni deteriorate (Stadio 3) l'ammontare stimato di recupero, e quindi la perdita creditizia è il valore attualizzato dei futuri flussi di cassa attesi che possono essere recuperati, utilizzando come tasso di attualizzazione il tasso di interesse al momento dell'origine. Quindi, le principali determinanti di questo valore sono:
- i flussi di cassa attesi;
- le scadenze di questi flussi di cassa;
- il tasso d'interesse effettivo utilizzato per l'attualizzazione.
I flussi di cassa attesi per le esposizioni già deteriorate saranno calcolati su base individuale per quei crediti individualmente significativi. I flussi di cassa attesi per le esposizioni che non sono individualmente significative saranno calcolati o su base individuale o su base collettiva. Se una società del Gruppo ha un numero di esposizioni ampiamente rilevanti relative ad un'unica controparte, si deve stimare ogni posizione su base individuale considerando l'esposizione della controparte nella sua interezza.
I futuri flussi di cassa devono essere stimati considerando l'andamento storico dei recuperi per le esposizioni con caratteristiche creditizie simili. Tale trend storico deve, anche considerare l'andamento della situazione economica al momento della stima ed includere le previsioni economiche attese.
Nella valutazione delle esposizioni deteriorate (Stadio 3) sono inoltre considerati i possibili scenari di vendita laddove la strategia NPE del Gruppo preveda esperire il recupero anche attraverso la loro cessione sul mercato.
A tal fine, il presunto valore di recupero delle esposizioni creditizie con status di classificazione a Sofferenza e Inadempienza Probabile è determinato come media ponderata fra due scenari:
- lo scenario di recupero interno, il cui valore di recupero atteso è stimato ipotizzando un processo di recupero interno secondo quanto in precedenza descritto;
- lo scenario di vendita, in cui il valore di recupero atteso è stimato sulla base della vendita delle esposizioni sul mercato. L'atteso prezzo di cessione è determinato considerando informazioni di mercato o interne sulla base della seguente gerarchia:
- prezzi derivanti da passate cessioni di crediti deteriorati aventi caratteristiche omogenee a quelli oggetto di valutazione;
- prezzi osservabili sul mercato per crediti deteriorati aventi caratteristiche omogenee a quelli oggetto di valutazione;
- modelli interni di valutazione.
Evoluzione al 30 giugno 2021
In linea con i principi IFRS9 e la normativa interna, i parametri IFRS9 sono stati calibrati considerando un aggiornamento degli scenari macroeconomici al secondo trimestre 2021. Nello specifico, il Gruppo ha selezionato tre scenari macroeconomici per la determinazione della componente prospettica ("forward looking") delle perdite attese:
- lo scenario base si fonda sullo scenario macroeconomico sviluppato da UniCredit Research a maggio 2021 che rappresenta lo scenario di riferimento ritenuto più probabile;
- uno scenario positivo ed uno negativo che rappresentano delle realizzazioni alternative, rispettivamente migliore e peggiore rispetto a quello base in termini di evoluzione delle economie dei paesi in cui opera il Gruppo.
| 2021 PIL | BASE | NEGATIVO | POSITIVO | 2022 PIL | BASE | NEGATIVO | POSITIVO | 2023 PIL | BASE | NEGATIVO | POSITIVO |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Eurozona | 3,5 | 2,9 | 4,7 | Eurozona | 4,4 | 2,1 | 6,2 | Eurozona | 2,2 | 1,2 | 3,0 |
| Italia | 3,4 | 2,7 | 4,6 | Italia | 4,4 | 1,9 | 6,0 | Italia | 1,8 | 0,6 | 2,7 |
| Germania | 2,8 | 2,0 | 3,6 | Germania | 5,0 | 2,3 | 7,6 | Germania | 2,2 | 0,9 | 3,6 |
| Austria | 2,6 | 2,0 | 3,3 | Austria | 5,7 | 3,4 | 7,8 | Austria | 2,4 | 1,5 | 3,4 |
| Euribor 3m | (55) | (55) | (55) | Euribor 3m | (55) | (55) | (55) | Euribor 3m | (50) | (50) | (50) |
Dato il miglioramento del contesto economico, il nuovo scenario base IFRS9 prevede delle prospettive di crescita più positive rispetto a quelle di dicembre 2020 che riflettevano lo Scenario definito a ottobre 2020.
Lo scenario base prevede una ripresa dell'economia globale per un allentamento delle restrizioni previste dai governi in seguito alla riduzione dei contagi, dovuta alla somministrazione dei vaccini e all'effetto del clima più mite. Si prevede che parte dei risparmi accumulati durante la pandemia dalle famiglie possa favorire la ripresa dei consumi, in particolar modo dei servizi, grazie al miglioramento delle condizioni sanitarie ed ad una rinnovata fiducia. La ripresa dell'attività del settore manufatturiero potrebbe favorire gli investimenti. In generale, le maggiori economie sono previste in forte ripresa dal 2021 in poi.
Per il PIL dell'Eurozona è previsto un incremento del 3,5%, successivamente alla riduzione di circa il 7% del 2020. In particolare, si prevede nel 2022 un'accelerazione del 4,4% ed una normalizzazione del tasso di crescita al 2,2% nel 2023.
In questo scenario, alla luce delle attuali impostazioni della politica monetaria della Banca Centrale Europea, ci si aspetta che i tassi di breve termine e monetari rimarranno prossimi agli attuali livelli, e che il tasso Euribor 3M si manterrà vicino ai livelli correnti. Il valore dello spread BPT-Bund 10 anni si stabilità sui 125pb.

Si assume che lo scenario base possa verificarsi con una probabilità del 55%, invariata rispetto al 31 dicembre 2020.
Nello scenario negativo si assume che il diffondersi delle varianti del virus porteranno l'Europa e l'America ad affrontare ulteriori ondate di contagi e quindi a possibili restrizioni a partire dalla seconda parte del 2021. Si ipotizza inoltre che l'immunità di gregge venga raggiunta più tardi rispetto allo scenario base, a causa della riluttanza a farsi vaccinare da una parte non trascurabile della popolazione. Alla luce di queste ipotesi, la domanda privata risulta ridotta rispetto a quanto ipotizzato nello scenario base con effetti della crisi prolungati. I governi centrali continueranno comunque a portare avanti politiche espansive per mitigare gli effetti della pandemia e preservare la stabilità sociale.
Dopo una contrazione di quasi il 7% nel 2020, il PIL dell'eurozona aumenterebbe del 2,9% nel 2021 (-0,6 punti percentuali rispetto allo scenario base), seguito da un'espansione del 2,1% nel 2022 (-2,3 punti percentuali rispetto al base) e dell'1,2% nel 2023 (-1,0 punto percentuale rispetto allo scenario base). Entro la fine del 2023, il PIL dell'eurozona rimarrebbe ancora al di sotto del livello pre-crisi.
La politica monetaria sia negli Stati Uniti che da parte della BCE ci si aspetta rimanga ampiamente accomodante con tassi ufficiali che rimangono sostanzialmente invariati.
Gli spread BTP vs Bund ci si attende continueranno a beneficiare della politica della BCE. In questo scenario si prevede che lo spread BTP-Bund sia di 70pb sopra il corrispondente livello nello scenario base alla fine del 2021 e di circa 30pb nei due anni successivi. Si assume che lo scenario negativo possa verificarsi con una probabilità del 40%, invariato rispetto al 31 dicembre 2020.
Lo scenario positivo presuppone che l'incremento dei vaccini faccia aumentare la fiducia ed il PIL più di quanto previsto nello scenario base. Il ritmo della ripresa risulta essere materialmente più forte in quanto le famiglie tendono a ridurre il livello di risparmio mentre le imprese a riprendere con più forza i piani di investimento che erano stati sospesi. Spinto dalla domanda repressa, il PIL della zona euro tornerà alla sua linea di tendenza prepandemia entro la fine del 2022. I governi ridimensionano progressivamente le loro misure di sostegno.
In questo scenario si prevede che il PIL dell'eurozona rimbalzi del 4,7% nel 2021 (+1,2 punti percentuali rispetto al base). La crescita continuerebbe nel 2022 fino al 6,2% (+1,8 punti percentuali) e una successiva normalizzazione nel 2023, scendendo al 3% (+0,8 punti percentuali). Le banche centrali mantengono un orientamento accomodante, ma inferiore alle proiezioni dello scenario base.
Il miglioramento delle prospettive economiche favorisce il BTP, il cui spread è previsto più basso rispetto allo scenario base. Nel secondo e terzo anno lo spread BTP-bund rimarrà 45/35pb inferiore rispetto a quello del base e comunque sotto ai 100pb in termini assoluti. Lo scenario positivo si assume abbia una probabilità del 5%, invariato rispetto al 31 dicembre 2020.
In linea con il principio IFRS9, è opportuno rilevare che sono state condotte analisi specifiche su alcune variabili sottostanti lo scenario macroeconomico al fine di valutare la loro capacità di riflettere la situazione corrente dell'economia e l'evoluzione attesa. In questo contesto, con riferimento al portafoglio Retail italiano si è osservato che alcune variabili macroeconomiche (tasso di disoccupazione, reddito disponibile, indice salariale, indice del prezzo degli immobili) mostrano un rimbalzo a seguito delle misure governative finalizzate a supportare la ripresa economica quali il congelamento dei licenziamenti, che, una volta venute meno, ci si attende determineranno un peggioramento di queste variabili economiche. Di conseguenza, nell'aggiornamento dello scenario macroeconomico al 30 giugno 2021, con riferimento al portafoglio Retail italiano, le variabili macroeconomiche sopramenzionate sono state mantenute costanti ai valori utilizzati al 31 dicembre 2020. Analogamente, il tasso di default, del portafoglio Small business italiano è stato adeguato per neutralizzare gli effetti derivanti da una riduzione del tasso di interesse. L'aggiornamento dello scenario macroeconomico ha comportato la rilevazione al 30 giugno 2021 di riprese di valore pari a +127 milioni pressochè integralmente riconducibili al portafoglio finanziamenti.
In aggiunta all'aggiornamento dello scenario macroeconomico, i tassi di default e i tassi di recupero sottostanti la calibrazione della PD e della LGD IFRS9 sono stati aggiornati nell'ambito del processo ordinario e in linea con le raccomandazioni ECB. In proposito, è opportuno ricordare che al 31 dicembre 2020 è stato ritenuto necessario introdurre degli adeguamenti metodologici per correggere il tasso di default, attraverso un'analisi di benchmark interna; in particolare l'atteso incremento nel rischio di default nel 2021 (data in cui si assumeva il venir meno delle misure di protezione economica) è stato introdotto nella calibrazione.
Queste misure (i) hanno effetto non solo sulla stima dell'Expected Credit Loss, ma anche sull'allocazione ai singoli Stadi, dato il loro impatto sulla PD determinata ai fini IFRS alla data di bilancio, (ii) limitano il ritorno allo Stadio 1 e permettono di non trascurare il potenziale deterioramento degli attivi inclusi nel portafoglio che beneficia del supporto della moratoria o degli altri schemi di protezione. Tali misure sono state mantenute al 30 giugno 2021.
Inoltre, e sempre con lo scopo di appianare la correzione al rialzo che potrebbe derivare dalla scadenza degli schemi di protezione, anche le stime prospettiche dei tassi di recupero sono state aggiustate al ribasso per riflettere gli effetti a più lungo termine del tasso di recupero. Per queste ragioni, le stime prospettiche dei tassi di recupero sono state aggiustate con lo scopo di riproporzionare nel periodo 2021-2023 gli effetti negativi osservati nel 2020.
Per completezza, occorre menzionare che le rettifiche di valore iscritte per le società della CEE prendono in considerazione specifiche azioni poste in essere su alcune società per considerare rilevanti specificità locali data la persistente incertezza in merito agli effetti Covid-19. Tali azioni sono consistite nell'adeguare, attraverso la calibrazione, la PD o la LGD IFRS9 principalmente in Russia, Repubblica Ceca e Ungheria.

Infine, occorre rilevare, che la valutazione delle rettifiche di valore al 30 giugno 2021 è altresì influenzata dalle attività connesse a cambiamenti significativi dei modelli IRB per il calcolo della PD in coerenza con le linee guida EBA "Guidelines on PD estimation, LGD estimation and the treatment of defaulted exposures"36. Precisamente, tali attività con effetti su giugno 2021 sono relative ai modelli di PD nei perimetri tedesco ed austriaco. Il relativo processo di approvazione da parte di ECB è stato completato nel corso del 2020 e le modifiche ai modelli entreranno in vigore dal punto di vista regolamentare nella seconda metà del 2021. Ciò nonostante, considerando che, al 30 giugno 2021, il Gruppo dispone delle informazioni in merito agli effetti risultanti dai cambiamenti ai modelli in termini di aumento della PD sul rischio di credito dei consumatori, i relativi effetti sono stati iscritti al 30 giugno 2021.
Detta attività di cambiamento dei modelli ha determinato, al 30 giugno 2021, la rilevazione di rettifiche di valore per -129 milioni di cui -143 milioni riconducibili al portafoglio finanziamenti e +13 milioni riconducibile a titoli di debito.
Sensitivity delle perdite creditizie attese
Una stima di come le perdite creditizie attese IFRS9 sarebbero cambiate per effetto dell'applicazione degli scenari alternativi (positivo e negativo) è stata eseguita a livello di Gruppo.
- I valori così ottenuti sono stati quindi confrontati con quelli relativi allo scenario base e calcolate le relative differenze:
- nello scenario positivo la Perdita Attesa sarebbe diminuita di circa il 6% (12% per UniCredit S.p.A.) equivalente a circa 367 milioni (di cui 244 milioni per UniCredit S.p.A.);
- nello scenario negativo la Perdita Attesa sarebbe aumentata di circa il 6% (9% per UniCredit S.p.A.) equivalente a circa 368 milioni (di cui 178 milioni per UniCredit S.p.A.).
In aggiunta, sono stati calcolati gli indicatori di sensibilità della Perdita attesa alle variazioni di PIL dei due scenari alternativi, come rapporto fra:
- la differenza di Perdita Attesa osservata negli scenari alternativi rispetto a quello di base;
- le deviazioni in termini di punti di PIL (sull'orizzonte di 3 anni) fra gli scenari alternativi e quello di base.
Le ipotesi implicite sono:
- che la previsione del PIL (su 3 anni) è considerata il fattore economico più significativo per definire il grado di severità dello scenario;
- per ciascuna Società del Gruppo si è considerato come PIL quello del Paese di riferimento per il calcolo della rispettiva sensitività (es. per UniCredit S.p.A. è stato considerato il PIL italiano, per UniCredit Bank AG il PIL tedesco, ecc.).
Considerando gli attuali scenari IFRS9 e l'attuale portafoglio creditizio di seguito i risultati ottenuti:
- per ogni punto di aumento del PIL (cumulato su 3 anni) la Perdita Attesa a livello di Gruppo diminuisce di circa il -1,5% (-3% per UniCredit S.p.A.);
- per ogni punto di diminuzione del PIL (cumulato su 3 anni) la Perdita Attesa a livello di Gruppo aumenta di circa il +1,4% (+2% per UniCredit S.p.A.).
Modifiche dovute al Covid-19 - Valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR)
Nel contesto della pandemia Covid-19, specifiche iniziative sono state messe in atto per assicurare un'appropriata valutazione del significativo deterioramento del rischio di credito. Infatti, la crisi del Covid-19 non può essere considerata una normale recessione guidata dalle dinamiche del ciclo del business poiché lo shock macroeconomico è completamente esogeno (i.e. lockdown) e potrebbe generare effetti asimmetrici di medio termine tra i differenti settori industriali.
Alla luce della persistenza della pandemia nell'intera prima metà del 2021 e l'effetto probabile che potrebbe derivare da essa nella rimanente parte di quest'anno (specialmente alla luce della proroga delle moratorie), due misure, già adottate per il 31 dicembre 2020, sono state adottate e confermate anche per il 30 giugno 2021:
-
- l'adozione di uno specifico approccio per l'aggiustamento delle metriche IFRS;
-
- gestione delle Moratorie.
Con riferimento al punto sub.1, un approccio metodologico è stato disegnato per il perimetro Italiano, coprendo così UniCredit S.p.A., UniCredit Factoring S.p.A. e UniCredit Leasing S.p.A. con lo scopo di correggere le Probability of Default IFRS in base al'incremento atteso del richio di credito a causa della specificità del settore. Più nel dettaglio, partendo dai tassi di default prospettici che risultano dall'adozione dello scenario base di UniCredit Research per il periodo 2021-2023 è stata realizzata una declinazione per settore economico, al fine di individuare gli ambiti maggiormente impattati dalla pandemia (l'attività è stata condotta anche con il supporto di un advisor esterno). Il parametro Probability of Default IFRS è stato quindi adeguato in incremento (decremento), considerando lo scostamento, anno su anno, del tasso di default di settore rispetto al valore medio dell'intera economia. Tale adeguamento ha generato altresì una potenziale classificazione delle relative esposizioni in Stadio 2, sulla base del confronto con la Probability of Default al momento dell'erogazione.
Nelle altre società del Gruppo, al di fuori dell'Italia, analisi dedicate sono state effettuate facendo leva su specifici indici di rischio settoriali forniti dal medesimo advisor esterno, anche tenendo conto di informazioni prospettiche afferenti il paese di riferimento. In particolare, le analisi sono state condotte per UniCredit Bank AG, UniCredit Bank Austria AG, UniCredit Czech Republic and Slovakia a.s., AO UniCredit Bank (Russia), UniCredit Romania S.A., Zagrebacka Banka d.d., UniCredit Bulbank AD e UniCredit Bank Hungary Zrt. In base al risultato di tali analisi, e alla materialità dell'impatto, sono state riconosciute rettifiche di valore, nonchè l'eventuale classificazione a Stadio 2.
36 EBA/GL/2017/16. The guideline was issued by the European Banking Authority (EBA) to reduce unjustified variability of risk parameters and own funds requirements, and it is part of a broader review of Internal Ratings-Based (IRB) approach carried out by the EBA.

Con riferimento al punto sub.2, UniCredit ha ritenuto necessario confermare anche per il 30 giugno 2021 il rafforzamento dei criteri per la valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) dei clienti.
In particolare, i fattori correttivi al rialzo già applicati per il 31 dicembre 2020 e confermati nell'aggiornamento della calibrazione dei modelli IFRS per il 30 giugno 2021 hanno effetto non solo sulla stima della perdita creditizia attesa, ma anche sull'allocazione ai singoli Stadi, dato il loro riconoscimento sulla PD determinata ai fini IFRS alla data di bilancio, limitando anche il ritorno allo Stadio 1 e permettendo di non trascurare il potenziale deterioramento degli attivi inclusi nel portafoglio che beneficia del supporto della moratoria o degli altri schemi di protezione. A questo riguardo, principalmente per UniCredit S.p.A., data la rilevanza materiale delle moratorie prorogate e il miglioramento delle stime di PD verosimilmente legato ad un mero effetto della sospensione/riprogrammazione dei pagamenti più che a un miglioramento effettivo dei fondamentali dei clienti, una misura dedicata è stata applicata, con effetto dal 30 giugno 2021. In particolare, alle stime di PD per i clienti che beneficiano delle moratorie ancora in vigore è stato imposto un valore minimo pari al valore in essere rappresentativo di una situazione antecedente l'epidemia Covid-19. La misura, che influenza sia il portafoglio Corporate che Retail, rimarrà in vigore a livello di singolo cliente fino alla scadenza delle moratorie e per i successivi tre mesi.
Questa misura ha comportato al 30 giugno 2021 la rilevazione di rettifiche di valore per 106 milioni integralmente riconducibile al portafoglio finanziamenti37 .
Inoltre in Italia, con riferimento a Corporate, Small Business e Leasing, la valutazione del SICR ha fatto leva durante il 2020 su alcune iniziative basate su: (i) indicatori di dissesto finanziario, monitorando lo stato patrimoniale dei clienti e alcuni indicatori di rating; (ii) analisi prospettiche per settore industriale, utilizzando anche input di fornitori esterni basati sugli effetti prospettici del virus Covid-19.
Valutando congiuntamente gli indicatori di dissesto finanziario e le analisi prospettiche per settore industriale, è stata elaborata una matrice che consente di raggruppare le controparti sulla base delle dimensioni sopra richiamate. Sono stati quindi oggetto di classificazione a Stadio 2 le controparti appartenenti alle sezioni più rischiose di detta matrice poiché per le stesse si è valutato un peggioramento significativo del rischio di credito.
Infine, i Mutui ed il Credito al Consumo soggetti a moratoria (esclusi quelli erogati a pensionati e al settore pubblico) classificati a Stadio 1 e, con specifico riferimento ai Mutui, con una più alta probabilità di default sono stati classificati in Stadio 2.
In Italia le Moratorie Corporate Governative in essere all'inizio di giugno ammontavano a 14,6 miliardi all'inizio di giugno, di cui 12 miliardi idonee per l'estensione della moratoria. In particolare, in UniCredit S.p.A. su 9 miliardi di moratorie ex art.56 in essere per Corporate/Small Business, 4,1 miliardi hanno richiesto l'estensione. Analogamente, in UniCredit Leasing S.p.A., 1,8 miliardi (su un totale di 3 miliardi aventi moratoria ex art.56) hanno richiesto estensione.
Alla luce della natura "opzionale" dell'estensione di questa moratoria, che è relativa a clienti che necessitano ancora di ulteriori riscadenzamenti dei pagamenti, è atteso un profilo di rischio di perdita più elevato. Perciò, per far fronte al potenziale effetto latente di incremento del rischio e riconoscere olisticamente il profilo di perdita attesa creditizia, un correttivo per i perimetri caratterizzati da proroga della moratoria in Italia è stato introdotto nel secondo trimestre 2021; la finalità è smussare, in termini di rettifiche di valore su crediti, l'incremento potenziale nei default che potrebbe emergere quando le misure di moratorie scadranno.
Con riferimento a tale perimetro di esposizioni, il correttivo si è basato su:
- classificare le esposizioni in Stadio 2 (se non ancora classificate), assumendo che queste controparti, data l'esplicita richiesta (opzione) di prorogare la moratoria, incorporino intrinsecamente un potenziale rischio di default più elevato alla cessazione della moratoria;
- fissare il rapporto di copertura medio del portafoglio oggetto di opzione almeno pari al tasso medio di copertura dello Stadio 2 riportato a marzo 2020 (antecedente al dispiegamento degli effetti della pandemia Covid-19), riconoscendo quindi un livello di copertura più rappresentativo della rischiosità del portafoglio in Stadio 2 in condizioni ordinarie.
Questo correttivo ha determinato la rilevazione, al 30 giugno 2021, di rettifiche di valore per 153 milioni, integralmente attribuibili al portafoglio finanziamenti.
Oltre alle misure addizionali connesse allo Staging messe in atto per fronteggiare la straordinaria contingenza connessa al Covid-19, il consueto framework IFRS rimane vigente, senza alcuna mitigazione dei criteri qualitativi di classificazione previsti. In particolare: (i) la classificazione a Forbearance (potenzialmente rilevante per la moratoria non compliant con le linee guida EBA) e gli scaduti oltre 30 giorni sono sempre considerati eventi qualitativi che comportano l'inclusione nello Stadio 2; (ii) al fine della classificazione nello Stadio 2, nell'ambito del framework IFRS di UniCredit, vengono considerati ed applicati dalle società del Gruppo ulteriori eventi qualitativi (ad esempio, alcune specifiche watchlist definite nell'ambito del monitoraggio dei crediti). Allo stesso modo dei criteri qualitativi per la classificazione in Stadi, anche quelli quantitativi basati su soglie interne fissate in accordo con le metodologie IFRS9 in essere sin dalla FTA, rimangono attivi e validi senza alcun tipo di mitigazione.
2.4 Tecniche di mitigazione del rischio di credito
Il gruppo UniCredit utilizza varie tecniche di mitigazione del rischio di credito per ridurre le perdite potenziali dell'obbligato principale in caso di "default". Come da "Regolamento (UE) n.575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sui requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento (CRR)", il gruppo UniCredit è fortemente impegnato a soddisfare tutti i requisiti per la corretta applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CRM) secondo i differenti approcci adottati, Standardizzato, IRB Foundation (F-IRB) o IRB Avanzato (IRB-A), sia ai fini gestionali interni sia ai fini regolamentari in quanto necessari per il calcolo dei requisiti patrimoniali.
37 Importo comprensivo degli effetti associati alla calibrazione della LGD IFRS9.

Ad oggi sono in vigore specifiche linee guida per il gruppo UniCredit emesse dalla Capogruppo che definiscono regole e principi comuni per l'indirizzo, il governo e la gestione standardizzata delle tecniche di mitigazione del rischio, le best practice e i requisiti regolamentari in materia. Ad integrazione di queste linee guida, le singole società del Gruppo hanno emanato normative interne, specificando processi, strategie e procedure per la gestione delle garanzie. In particolare, tali normative dettagliano, in conformità con il sistema giuridico locale, le regole per l'ammissibilità, l'acquisizione, la valutazione ed il monitoraggio delle garanzie, assicurandone, tra gli altri, la validità, l'opponibilità giuridica e la tempestività di realizzo.
Le singole società del Gruppo hanno effettuato verifiche specifiche sulla gestione delle garanzie e sulla conformità delle tecniche di mitigazione del rischio, concentrandosi in particolar modo, nell'ambito dei processi di applicazione dei sistemi di rating interni, sulla verifica della presenza di una documentazione adeguata e di procedure formalizzate per l'utilizzo delle tecniche di mitigazione del rischio ai fini del calcolo del capitale regolamentare.
Secondo l'attuale policy creditizia, le garanzie, reali o personali, possono essere acquisite come supporto sussidiario del fido, ma non devono essere intese come elementi sostitutivi dell'autonoma capacità di rimborso del cliente. Pertanto, oltre alla più ampia analisi del merito creditizio e dell'autonoma capacità di rimborso del debitore principale, esse sono oggetto di specifica valutazione ed analisi al fine di verificarne il ruolo di fonte sussidiaria di rimborso dell'esposizione debitoria.
Relativamente alle garanzie reali utilizzate dalle società del Gruppo a supporto del credito, le principali tipologie sono:
- le immobiliari, sia residenziali che commerciali;
- le garanzie finanziarie, inclusi i depositi in contante, le obbligazioni, azioni e quote di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM).
Meno comuni sono invece: pegno su merci o su crediti e polizze vita.
Il gruppo UniCredit si avvale anche, tra le protezioni di tipo reale, di accordi bilaterali di compensazione riguardanti principalmente operazioni di derivati (tramite la sottoscrizione di accordi ISDA e CSA), pronti contro termine e prestito titoli qualora le controparti siano, in genere, Istituzioni Finanziarie.
Inoltre, possono essere riconosciute come garanzie ammissibili le compensazioni di crediti reciproci tra l'ente creditizio e la sua controparte, qualora siano giuridicamente valide ed opponibili in tutte le giurisdizioni rilevanti, anche nel caso di insolvenza o di fallimento della controparte, e soddisfino le seguenti condizioni operative:
- consentano la compensazione tra profitti e perdite sulle transazioni specificate nell'accordo quadro;
- soddisfino i requisiti minimi per il riconoscimento delle garanzie reali finanziarie (requisiti di valutazione e di monitoraggio).
Le società del Gruppo possono utilizzare le compensazioni solo se in grado di determinare in ogni momento il valore netto della posizione (vale a dire quali attività e passività della controparte rientrino nell'accordo di compensazione), monitorando e controllando debiti, crediti e valore netto. Relativamente alle garanzie personali, queste rappresentano uno strumento particolarmente diffuso nell'ambito del gruppo UniCredit, con caratteristiche differenziate nei diversi mercati di riferimento; esse vengono acquisite quali elementi complementari ed accessori alla concessione del fido, per il quale l'elemento di mitigazione del rischio è rappresentato dalla fonte di rientro sussidiaria.
A livello consolidato, le garanzie personali sono rilasciate da banche, governi, banche centrali e altri enti pubblici e da altri soggetti. In quest'ultima categoria sono comprese le garanzie personali rilasciate da persone fisiche, la cui ammissibilità ai fini di mitigazione è funzione degli approcci adottati dalle singole società del Gruppo.
Nel caso in cui la garanzia sia rappresentata da derivati creditizi, i fornitori di protezione sono quasi esclusivamente banche e controparti istituzionali.
Come già evidenziato, la fattispecie dei garanti ammissibili dipende dallo specifico approccio adottato da ciascuna società del Gruppo. In particolare:
- nell'approccio standardizzato è prevista una lista ristretta di garanti ammissibili, di cui fanno parte stati sovrani, banche centrali, enti del settore pubblico, enti territoriali, banche multilaterali di sviluppo, intermediari vigilati ed imprese non finanziarie con rating esterno attribuito da un'ECAI riconosciuta;
- nell'approccio IRB-A, ai fini del riconoscimento nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle garanzie personali, oltre al soddisfacimento dei requisiti minimi previsti, rileva anche che la società possa effettuare la valutazione del merito creditizio del garante, attraverso un sistema di rating interno, al momento dell'acquisizione della protezione e per tutta la durata della stessa.
La gestione delle tecniche di mitigazione del rischio di credito è parte integrante del processo di approvazione e monitoraggio del credito, a supporto dei controlli di qualità, valutazione delle garanzie e corretta categorizzazione ai fini di stima della LGD. Controlli e relative responsabilità sono debitamente formalizzati e documentati in norme interne e procedure operative. Sono stati altresì implementati processi per il presidio di tutte le informazioni utili all'identificazione e la valutazione delle garanzie ed il loro corretto inserimento nei sistemi.
Nel processo di acquisizione di una garanzia, il gruppo UniCredit attribuisce particolare rilevanza ai processi e al sistema dei controlli per il rispetto dei requisiti legali ("certezza giuridica") dei contratti, nonché alla valutazione della congruità della garanzia e, nel caso delle garanzie personali, della solvibilità e del profilo di rischio del fornitore di protezione.
I processi di monitoraggio delle garanzie sono volti invece ad assicurare il mantenimento fino alla scadenza dei requisiti di ammissibilità, sia generali sia specifici, previsti dalle policy creditizie, dalla normativa interna e dai requisiti dell'Organo di Vigilanza in materia.

Nell'ambito di tali processi si evidenzia anche quello relativo al rischio di concentrazione che si manifesta quando la maggior parte degli strumenti finanziari acquisiti a garanzia dal Gruppo (a livello di portafoglio) è rappresentata da una ristretta tipologia di garanzie reali, di strumenti di protezione, ovvero quando è prestata da una ristretta cerchia di specifici garanti.
Tale concentrazione viene monitorata e controllata dai seguenti processi/meccanismi:
- in caso di garanzie personali/derivati creditizi è attribuito al garante/fornitore di protezione un debito potenziale (in termini di rischio indiretto). Nella fase di istruttoria del credito, in capo al garante viene posta una responsabilità aggiuntiva e sussidiaria il cui effetto si riflette sull'esposizione complessiva ad esso riferita, calcolata e approvata in conformità al sistema di deleghe interno a ciascuna società del Gruppo;
- nel caso in cui il garante/fornitore di protezione, direttamente o indirettamente, sia una Banca centrale o uno Stato sovrano, deve essere attribuito uno specifico limite di credito; se il garante è un soggetto estero, è necessario valutare, caso per caso la definizione di un limite per il paese di appartenenza.
3. Esposizioni creditizie deteriorate
3.1 Strategie e politiche di gestione
Allo scopo di garantire un approccio omogeneo nella classificazione delle esposizioni creditizie a fini regolamentari e di reporting, UniCredit ha definito linee guida valide a livello di Gruppo per la classificazione delle esposizioni non-performing che fanno riferimento ai principi riportati negli Implementing Technical Standards emessi dall'Autorità Bancaria Europea nel 2014. Tale definizione delle esposizioni non performing complementa le definizioni di "default", disciplinata dalle Linee Guida EBA sull'applicazione della definizione di default ai sensi dell'articolo 178 del Regolamento UE 575/2013 del Parlamento e del Consiglio Europeo (EBA/GL/2016/07) entrata in vigore dall'1 gennaio 2021, e di "impaired", sancito dai principi contabili IFRS9. Si è perseguito un sostanziale allineamento all'interno del Gruppo tra le tre definizioni, fornendo alle Autorità di Vigilanza una vista armonizzata di tali concetti e rafforzando gli strumenti a disposizione delle Autorità stesse per la valutazione della qualità dell'attivo.
I criteri di classificazione a default in vigore dall'1 gennaio 2021 prevedono, tra i principali aspetti, soglie armonizzate a livello europeo di materialità per il calcolo dello scaduto rilevante e nuovi eventi di Inadempienza Probabile ulteriormente disciplinati dalle EBA/GL/2016/07 rispetto alle previsioni di alto livello dell'articolo 178 della Reg EU 575/2013. A tal riguardo, si evidenzia quello relativo alla Ristrutturazione Onerosa per esposizioni oggetto di concessione, dove è stata fissata una soglia massima di diminuzione del Valore Attuale Netto dell'1%, nonché requisiti specifici sugli effetti di contagio del default nel caso di clienti connessi (principalmente, gruppi di società, cointestazioni tra privati e legami tra persone fisiche e società a responsabilità illimitata). Inoltre, è previsto un probation period minimo obbligatorio prima di ritornare nello stato non deteriorato.
Inoltre, in conformità con le disposizioni della Circolare 272/2008 di Banca d'Italia, le esposizioni creditizie deteriorate di ogni entità del Gruppo devono essere classificate in una delle seguenti classi di rischio:
- esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: esposizioni problematiche scadute o sconfinanti da più di 90 giorni su una obbligazione rilevante (quest'ultima valutata in linea con l'articolo 178 (2d) del Regolamento EU 575/2013 e gli Standard Tecnici dell'EBA;
- inadempienze probabili: la classificazione è il risultato del giudizio della banca circa l'improbabilità che, senza il ricordo ad azioni quale l'escussione della garanzia, il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi scaduti e non pagati;
- sofferenze: esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche se non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente da eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca.
Secondo le regole di Gruppo, tutti i debitori presenti nel portafoglio della banca devono essere mappati nelle classi definite da Banca d'Italia, indipendentemente dalla reportistica locale la quale deve essere posta in essere secondo i principi contabili locali e/o le istruzioni e regolamenti dell'autorità di controllo locale.
Tali regole di classificazione sono ulteriormente integrate da quanto stabilito all'interno dei principi contabili IFRS9, secondo cui le esposizioni creditizie devono essere allocate in tre "stadi" (per il dettaglio si rimanda al paragrafo "Metodo di misurazione delle perdite attese" - Sezione 2). Nell'ambito delle esposizioni deteriorate, si evidenzia l'allocazione allo "Stadio 3" che avviene nel momento in cui lo stato del cliente muta in "nonperforming". Trattasi di una classificazione a livello di controparte e non di transazione sulla base di specifiche regolamentari sulla classificazione del credito deteriorato.
In conformità con l'Articolo 156 EBA ITS, un'esposizione deve rimanere classificata come non-performing38 fintanto che i seguenti criteri (criteri di uscita) non sono soddisfatti contemporaneamente:
- il cliente presenta una situazione finanziaria migliorata e tale da far ritenere probabile il rimborso integrale degli impegni assunti;
- il debitore non presenta un ammontare past due superiore ai 90 giorni.
38 Il quadro normativo relativo al passaggio tra esposizioni deteriorate e esposizioni non deteriorate ("criteria for a return to a non-defaulted status") è stato integrato con l'entrata in vigore delle "Guidelines on the application of the definition of default under art.178 of Regulation EU 575/2013" (EBA/GL/2016/07) a partire dall'1 gennaio 2021.

Specifici criteri di uscita devono essere applicati nel caso di misure di Forbearance estese ad esposizioni non-performing, qui di seguito elencati:
- è trascorso almeno un anno dal momento più prossimo tra la data del riconoscimento della misura di concessione e la data di classificazione ad esposizione deteriorata;
- nessun ammontare scaduto è presente a livello di singolo debitore;
- da una valutazione soggettiva dell'organo deliberante facoltizzato, non sussistono dubbi circa l'integrale rimborso dell'importo dovuto dal debitore.
Nella gestione delle esposizioni creditizie deteriorate, il gruppo UniCredit adotta determinate strategie che definiscono operativamente le attività opportune al raggiungimento degli obiettivi prefissati annualmente.
Le suddette strategie riguardanti i crediti deteriorati comprendono:
- un'efficace attività interna di restructuring, supportata da risorse qualificate aventi competenze specifiche e dedicate alla gestione dei crediti classificati come inadempienze probabili; all'interno di queste attività sono poi previsti approcci ad-hoc per le posizioni considerate strategiche o riferenti al segmento Corporate e Real Estate;
- una gestione proattiva del portafoglio tramite procedure giudiziarie ed extra-giudiziarie gestite da professionalità interne del Workout o affidate ad agenzie esterne specializzate nel recupero del credito;
- il ricorso a strategie alternative di recupero (di cui UniCredit è stata una delle prime banche ad avvalersi) basate su partnership formalizzate e rivolte alla gestione di posizioni appartenenti al settore industriale o Real Estate;
- una gestione proattiva del portafoglio Leasing finalizzata a velocizzare i tempi di contrattazione degli accordi con le controparti al fine di ottenere un più efficace processo di remarketing;
- il ricorso ad attività di dismissione dei crediti deteriorati come ulteriore strategia al recupero interno sia per singole posizioni, sia per portafogli di crediti deteriorati, già classificati a sofferenze e inadempienze probabili.
Il valore della diminuzione dello stock dei crediti deteriorati verso clienti del Gruppo è pertanto in linea con gli obiettivi di riduzione prefissati nel piano Team 2023, raggiungendo un miglioramento in termini di qualità dell'attivo. Questo esito è stato possibile grazie anche alla riduzione del portafoglio "Non Core", quest'ultimo previsto in completa chiusura entro il 2021 anche grazie all'attivazione di un insieme coordinato di leve indirizzate alla riduzione dello stock.
Un'ottimale esecuzione della strategia sui crediti deteriorati richiede un'efficace interazione tra la struttura di Group Risk Management e le funzioni dedicate alla gestione delle esposizioni deteriorate a diretto riporto dei CLO locali delle Società del Gruppo.
Nello specifico, all'interno del Group Risk Management è stata creata la struttura Group NPE al fine di assicurare da un lato un adeguato presidio sull'esecuzione e monitoraggio della Strategia NPE e, dall'altro, una cooperazione efficace possibile al lavoro congiunto svolto con le altre funzioni del Group Risk Management.
In tutte le Società del Gruppo sono presenti strutture dedicate alla gestione delle esposizioni deteriorate; esse coprono tutte le fasi del ciclo di vita degli NPEs, tengono conto delle regolamentazioni locali e delle caratteristiche specifiche dei portafogli, monitorano e gestiscono l'ammontare degli NPEs del Gruppo in conformità da un lato alle Linee Guida della Banca Centrale Europea e dall'altro al modello organizzativo di Gruppo. Le strutture dedicate alla gestione operativa delle esposizioni deteriorate sono pertanto definite per ogni stato del ciclo di vita del credito nonperforming, partendo da un attento monitoraggio del portafoglio in bonis, fino all'attività di recupero che include la dismissione del credito o la "repossession" della garanzia.
Nello specifico, l'attività di monitoraggio è finalizzata a prevenire flussi a default e a ridurre l'ammontare delle esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate grazie a segnali di rischio di deterioramento e di allerta precoce, così come ad identificare le misure correttive utili a gestire il potenziale deterioramento delle esposizioni a partire dai primi segnali di peggioramento della qualità creditizia della controparte.
Le attività di soft collection e di re-management che riguardano sia controparti in bonis ma già sconfinate, sia clienti già classificati a default, sono effettuate tramite l'utilizzo di molteplici canali, ricorrendo anche a soluzioni di esternalizzazione a società terze (in particolare per l'attività di recupero porta-a-porta). Queste attività sono volte a prevenire i flussi a default, a facilitare il ritorno in bonis di una controparte deteriorata (focus principale), favorendo pertanto una riduzione complessiva dell'ammontare delle esposizioni non-performing.
In alcune Società del Gruppo le attività sopra menzionate possono essere gestite sia all'interno delle strutture di Monitoraggio o di Restructuring o di Workout; con riferimento invece a UniCredit S.p.A. le stesse sono sotto la responsabilità dalla struttura di Credit Monitoring all'interno della quale è stato creato un department ad hoc (Customer Recovery) dedicato esclusivamente a soft collection e re-management sul portafoglio retail.
Nell'ambito della gestione complessiva delle esposizioni deteriorate, l'attività di Restructuring è volta a mitigare il rischio di insolvenza e la qualità delle esposizioni con accordi di ristrutturazione e piani di riorganizzazione aziendali e a ridurre l'ammontare di inadempienze probabili con recuperi e ritorni in performing tramite misure di concessione (i.e. Forbearance). Nello specifico, tra le strategie di gestione delle inadempienze probabili verso controparti societarie sono presenti anche le piattaforme di ristrutturazione (fino a questo momento limitate al mercato italiano), la vendita di singole esposizioni e le operazioni di finanza straordinaria.
Il coordinamento e l'attuazione delle attività di recupero sulle posizioni classificate come sofferenze sono invece di competenza "Workout", le cui strutture sottostanti identificano le strategie ottimali per la massimizzazione dei recuperi, includendo la tempestiva escussione delle garanzie. In alcune Società del Gruppo, l'attività è posta in essere anche facendo leva su accordi di servizio con fornitori esterni.
Per quanto riguarda le attività di cessione, queste si riferiscono all'organizzazione, gestione ed esecuzione dei processi di vendita (tanto di portafogli creditizi quanto di singole posizioni), mediante l'applicazione di una metodologia trasparente e competitiva, basata su criteri di mercato. A livello di

Gruppo, tali attività vengono eseguite da una struttura dedicata all'interno di UniCredit S.p.A. (Group Distressed Asset Management), la quale vaglia varie alternative di cessione, in collaborazione con i referenti delle diverse Società del Gruppo laddove necessario per specifiche casistiche locali. La gestione proattiva delle garanzie immobiliari è coordinata a livello di Capogruppo da una funzione dedicata (Group Repossessed Assets), che sovrintende la strategia di "repossession" della garanzia e le attività specifiche poste in essere all'interno del Gruppo, in particolare nelle Società del Gruppo specializzate nella ripresa di possesso delle garanzie (ad esempio la società UCTAM). La suddetta funzione presidia inoltre l'eventuale creazione di una "Real Estate Owned Company" ("ReoCo") in Italia.
Al di là delle responsabilità operative nella gestione delle esposizioni deteriorate, da un punto di vista di governance e coordinamento strategico è stato creato il Group NPE Governance Committee ("GNGC") al fine di assicurare l'efficace indirizzo, coordinamento e controllo del piano di riduzione delle attività creditizie deteriorate, garantendo un effettivo allineamento degli obiettivi comuni tra la Capogruppo e le diverse Società del Gruppo, ottenuto tramite il coinvolgimento delle funzioni sia di "Group Risk Management" sia di "Group Lending Officer" secondo le disposizioni di Banca d'Italia (circolare 272/2008 e aggiornamenti successivi).
3.2 Write-off
Le linee guida generali del gruppo UniCredit per il write-off prevedono che ogni volta che un prestito sia ritenuto non recuperabile, debba essere tempestivamente identificato e adeguatamente trattato in conformità con la regolamentazione vigente. Il write-off può riguardare una posizione finanziaria nella sua interezza o parte di essa.
Nel valutare la recuperabilità dei crediti deteriorati e nel determinare gli approcci di write-off per tali crediti vengono presi in considerazione, in particolare, le seguenti casistiche:
- esposizioni con arretrati prolungati: si valuta la recuperabilità di un'esposizione che presenta arretrati per un periodo prolungato di tempo. Se, a seguito di tale valutazione, un'esposizione o parte di essa è considerata non recuperabile deve essere stralciata in modo tempestivo, con l'uso di soglie diverse stabilite sulla base dei diversi portafogli;
- esposizioni in regime di insolvenza: laddove la garanzia collaterale dell'esposizione sia marginale, le spese legali assorbono una parte significativa dei proventi della procedura di fallimento e pertanto i recuperi stimati sono previsti molto bassi;
- una cancellazione parziale può essere giustificata laddove ci siano ragionevoli elementi per dimostrare l'incapacità del debitore di rimborsare l'intero ammontare del debito, ossia un livello significativo di debito, anche dopo aver concesso una misura di Forbearance e/o dopo l'escussione di garanzie reali.
Di seguito un elenco, non esaustivo, dei segnali che implicano, con elevata probabilità, la non recuperabilità dell'esposizione, e che pertanto vengono valutati per il write-off totale o parziale:
- la Banca non riesce a rintracciare il/i garante/i o i suoi beni non sono sufficienti per il recupero delle esposizioni del debitore;
- esito negativo delle iniziative giudiziali e/o stragiudiziali con l'assenza di altre attività che possono essere escusse in caso di inesigibilità delle
- esposizioni del debitore; • impossibilità di avviare azioni per recuperare crediti;
- procedura di insolvenza aperta, che stabilisce che le esposizioni non garantite non avranno risarcimento;
- prestiti non assistiti da garanzia ipotecaria superiore a 3 anni che non hanno registrato rimborsi/riscossioni durante i primi 3 anni dalla classificazione a NPE.
Nello specifico al 30 giugno 2021 l'ammontare delle cancellazioni complessive su attività finanziarie ancora soggette a procedura di escussione è pari a 10.608 milioni, di cui parziali 1.932 milioni e totali 8.677 milioni. Le cancellazioni complessive (sia parziali che totali) relative alla prima metà del 2021 sono pari a 309 milioni. L'ammontare di cancellazioni al 30 giugno 2021, non corrisponde alle cancellazioni riportate nella dinamica delle esposizioni deteriorate lorde, in quanto queste ultime includono anche le cancellazioni con rinuncia del credito ("debt forgiveness").
3.3 Attività finanziarie impaired acquisite o originate
Le "Attività finanziarie deteriorate acquisite o originate" (Purchased Originated Credit Impaired - "POCI") sono esposizioni creditizie che risultano essere deteriorate all'atto dell'iscrizione iniziale.
Queste esposizioni possono risultare sia dall'acquisto, da terze parti, di esposizioni creditizie deteriorate sia dalla ristrutturazione di esposizioni deteriorate che hanno determinato l'erogazione di nuova finanza che risulta significativa in termini assoluti o relativi in proporzione all'ammontare dell'esposizione originaria.
Tali esposizioni sono oggetto di gestione, misurazione e controllo secondo i principi descritti nel paragrafo della nota illustrativa - Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 2.1 Rischio di credito - Informazioni di natura qualitativa - 2. Politiche di gestione del rischio di credito - 2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo.
In particolare, le perdite creditizie attese rilevate all'iscrizione iniziale nell'ambito del valore di carico dello strumento sono oggetto di periodica revisione in base ai processi descritti nei paragrafi precedenti.

La perdita attesa per queste esposizioni è sempre calcolata su un orizzonte temporale pari alla loro durata, e tali esposizioni sono convenzionalmente presentate nell'ambito dello Stadio 3, o nello Stadio 2 qualora, a seguito di un miglioramento del merito creditizio della controparte successivo all'iscrizione iniziale, le attività risultino "in bonis".
Tali attività non sono mai classificate nell'ambito dello Stadio 1 poiché la perdita creditizia attesa deve essere sempre calcolata considerando un orizzonte temporale pari alla durata residua.
4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni
- Le rinegoziazioni di strumenti finanziari che determinano una modifica delle condizioni contrattuali possono derivare da:
- iniziative commerciali, che possono essere definite specificatamente per ciascun cliente oppure applicate a portafogli di clienti, anche a seguito di dedicate iniziative promosse da organismi pubblici o da associazioni bancarie;
- rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debitore (Forbearance).
Tali variazioni sono contabilizzate in funzione della significatività della modifica contrattuale medesima. A tal proposito, si rimanda alla Parte A - Politiche contabili, A.2 - Parte relativa alle principali voci di bilancio.
Da un punto di vista contabile le rinegoziazioni di strumenti finanziari concesse a fronte di difficoltà finanziarie del debitore, cosiddette iniziative Forbearance, di norma non sono considerate significative.
4.1 Classificazione delle esposizioni nelle categorie di rischio ed esposizioni oggetto di concessione (cosiddette forborne exposures) Nel luglio 2014, l'Autorità Bancaria Europea ha emesso gli Implementing Technical Standards ("ITS") sulle esposizioni non-performing e Forborne, con l'obiettivo di consentire, uno stretto monitoraggio regolamentare sulle prassi bancarie in ambito Forbearance. In linea con gli ITS menzionati, una transazione è da considerare come Forborne quando sono contemporaneamente verificate due condizioni:
- l'esistenza di una concessione, a favore del debitore, intesa come (i) modifica dei termini contrattuali ("contractual modification"); o (ii) come erogazione di un nuovo finanziamento per consentire il soddisfacimento dell'obbligazione preesistente ("re-financing");
- la sussistenza dello stato di difficoltà finanziaria del cliente.
Al fine di un allineamento con gli ITS EBA, dal 2015 UniCredit S.p.A., ha operato sulla definizione di un comune framework metodologico relativo al processo Forbearance, emettendo linee guida sulla gestione delle esposizioni Forborne e implementando un'infrastruttura informatica condivisa anche con le altre società del Gruppo, il cosiddetto motore Forbearance. Quest'ultimo, nello specifico, è in grado di verificare automaticamente, sulla base di criteri predefiniti (i.e. Test di difficoltà finanziaria) la difficoltà finanziaria del cliente cui è stata accordata una concessione. Coerentemente con la soluzione complessiva, le Società controllate hanno applicato degli accorgimenti per adeguare al framework di Gruppo le pratiche creditizie e gli applicativi del credito locali.
A partire dal 2017, il framework regolamentare relativo alla gestione delle esposizioni Forborne si è ulteriormente ampliato con la pubblicazione dei seguenti documenti:
- "Guidance to banks on non-performing loans", emesse dalla Banca Centrale Europea nel marzo 2017, che chiedono alle banche di definire una strategia chiara sulla gestione del portafoglio non-performing al fine di una sua progressiva riduzione;
- "Guidelines on management of non-performing and forborne exposures", emesse nell'ottobre 2018 dall' Autorità Bancaria Europea, che ribadiscono quanto già indicato nelle Guidance di BCE;
- "Guidelines on disclosure of non-performing and forborne exposures", emesse nel dicembre 2018 dall'Autorità Bancaria Europea, che focalizzano l'attenzione sui template da utilizzare nelle disclosure regolamentari ufficiali di Gruppo.
Per un costante e progressivo allineamento alle richieste regolamentari e di supervisione sopra menzionate, in ambito Forbearance, la Capogruppo ha finalizzato le seguenti attività:
- revisione della lista di potenziali misure di Forbearance (i) distinguendo tra misure "short-term" (con durata inferiore a 24 mesi) e "long-term" (con durata maggiore uguale a 24 mesi), (ii) prevedendo la possibilità di concedere al cliente una combinazione di misure tra le short/long term e (iii) specificando i criteri di sostenibilità (i.e. "viability criteria") definiti dal Supervisor per ogni misura di Forbearance;
- rafforzamento del processo di valutazione del merito creditizio della controparte al momento della concessione di una misura di Forbearance, con specifico riferimento ai casi di concessione multipla su una stessa transazione;
- raccolta e monitoraggio delle informazioni rilevanti nell'ambito della reportistica Finrep all'interno della quale si fornisce disclosure su: - portafoglio performing e non-performing;
- garanzie accordate;
- inflow e outflow dei flussi a/da default;
- lista delle misure di FBE concesse.
Alla luce della Pandemia Covid-19 l'Autorità Bancaria Europea ha emesso le "Linee guida in tema di moratorie, ex-lege e non, sui rimborsi di prestiti applicate alla luce della crisi Covid-1939"fornendo specifiche indicazioni agli istituti bancari sul trattamento regolamentare in termini di classificazione Forbearance sulle moratorie governative e concesse specificatamente dalla Banca; per i dettagli si rimanda al paragrafo Aspetti generali - Sezione
39 Linee guida EBA in tema di moratorie, ex-lege e non, sui rimborsi di finanziamenti applicate alla luce della crisi Covid-19 emesse il 2 aprile 2020 ("EBA/GL/2020/02")

2.1 Rischio di credito. A tal riguardo, a partire dalle concessioni erogate da aprile 2021, un Test di difficoltà finanziaria rafforzato è stato implementato per il perimetro italiano estendendo gli attuali criteri al fine di:
- catturare meglio il significativo incremento del deterioramento del rischio di credito;
- essere più sensibile alle classificazioni gestionali da monitoraggio del credito anche alla luce della inibizione del segnale di sconfinamento a fronte dalle moratorie;
- intercettare pro-attivamente segnali di difficoltà finanziaria derivanti da nuove richieste di moratorie Covid-19.
In aggiunta, in merito alla valutazione dell'incremento significativo del rischio di credito (SICR) nel contesto della Pandemia Covid-19 si rimanda al paragrafo Metodo di misurazione delle perdite attese - Sezione 2.1. Rischio di credito.
Informazioni di natura quantitativa
Nelle tabelle che seguono, il volume delle attività deteriorate secondo la definizione IFRS, è equivalente a quello delle attività non-performing definito secondo gli standards EBA.
Qualità del credito
Ai fini delle informazioni di natura quantitativa sulla qualità del credito, con il termine "esposizioni creditizie" si intendono esclusi i titoli di capitale e le quote di O.I.C.R.
A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica e distribuzione economica
A.1.1 Consolidato prudenziale - Distribuzione delle attività finanziarie per fasce di scaduto (valori di bilancio)
| (milioni di €) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| PRIMO STADIO | SECONDO STADIO | TERZO STADIO | |||||||
| PORTAFOGLI/STADI DI RISCHIO | DA 1 GIORNO A 30 GIORNI |
DA OLTRE 30 GIORNI FINO A 90 GIORNI |
OLTRE 90 GIORNI |
DA 1 GIORNO A 30 GIORNI |
DA OLTRE 30 GIORNI FINO A 90 GIORNI |
OLTRE 90 GIORNI |
DA 1 GIORNO A 30 GIORNI |
DA OLTRE 30 GIORNI FINO A 90 GIORNI |
OLTRE 90 GIORNI |
| 1. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
5.563 | 161 | 107 | 1.691 | 462 | 274 | 2.803 | 236 | 2.908 |
| 2. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | - | - | - | - | - | - | - |
| 3. Attività finanziarie in corso di dismissione |
- | - | - | - | - | - | 22 | - | 36 |
| Totale 30.06.2021 |
5.563 | 161 | 107 | 1.691 | 462 | 274 | 2.825 | 236 | 2.944 |
| Totale 31.12.2020 |
4.294 | 114 | 95 | 1.568 | 789 | 616 | 2.220 | 182 | 2.902 |
I valori di attività scadute da oltre 90 giorni e relativi alle esposizioni classificate al primo e secondo stadio si riferiscono a crediti per i quali non ricorrono le condizioni per la classificazione tra le esposizioni scadute deteriorate (al di sotto della soglia di materialità).
Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa verso banche: valori lordi e netti
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | ||||
| ESPOSIZIONE LORDA | RETTIFICHE DI | ||||
| VALORE | |||||
| NON | COMPLESSIVE E | ESPOSIZIONE | WRITE-OFF PARZIALI |
||
| TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI | DETERIORATE | DETERIORATE | ACCANTONAMENTI COMPLESSIVI |
NETTA | COMPLESSIVI(*) |
| Esposizioni creditizie per cassa | |||||
| a) Sofferenze | 5 | X | 5 | - | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | - | X | - | - | - |
| b) Inadempienze probabili | - | X | - | - | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | - | X | - | - | - |
| c) Esposizioni scadute deteriorate | - | X | - | - | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | - | X | - | - | - |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate | X | 106 | - | 106 | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | X | - | - | - | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate | X | 137.101 | 13 | 137.088 | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | X | - | - | - | - |
| Totale | 5 | 137.207 | 18 | 137.194 | - |
Nota:
(*) Valore esposto a fini informativi.

Le attività per cassa verso banche si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, designate al fair value, obbligatoriamente al fair value, al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al costo ammortizzato, in via di dismissione).
Consolidato prudenziale - Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: valori lordi e netti
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | ||||
| ESPOSIZIONE LORDA | RETTIFICHE DI | ||||
| VALORE COMPLESSIVE E |
WRITE-OFF | ||||
| TIPOLOGIE ESPOSIZIONI/VALORI | DETERIORATE | NON DETERIORATE | ACCANTONAMENTI COMPLESSIVI |
ESPOSIZIONE NETTA |
PARZIALI COMPLESSIVI(*) |
| Esposizioni creditizie per cassa | |||||
| a) Sofferenze | 7.352 | X | 5.682 | 1.670 | 1.923 |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | 1.969 | X | 1.427 | 542 | 439 |
| b) Inadempienze probabili | 13.574 | X | 6.633 | 6.941 | 48 |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | 8.057 | X | 4.006 | 4.051 | 5 |
| c) Esposizioni scadute deteriorate | 1.020 | X | 354 | 666 | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | 58 | X | 24 | 34 | - |
| d) Esposizioni scadute non deteriorate | X | 8.838 | 299 | 8.539 | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | X | 455 | 56 | 399 | - |
| e) Altre esposizioni non deteriorate | X | 580.742 | 3.735 | 577.007 | - |
| di cui: esposizioni oggetto di concessioni | X | 6.396 | 394 | 6.002 | - |
| Totale | 21.946 | 589.580 | 16.703 | 594.823 | 1.971 |
Nota:
(*) Valore esposto a fini informativi.
Le attività per cassa verso clientela si riferiscono a tutte le attività finanziarie indipendentemente dal portafoglio contabile di appartenenza (di negoziazione, designate al fair value, obbligatoriamente al fair value, al fair value con impatto sulla redditività complessiva, al costo ammortizzato, in via di dismissione).
Per la descrizione delle regole di identificazione delle esposizioni "oggetto di concessione" si rimanda alla Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Sezione 2 relativa al Rischio del consolidato prudenziale - 2.1 Rischio di credito, Paragrafo 4. Attività finanziarie oggetto di rinegoziazioni commerciali e esposizioni oggetto di concessioni delle Note illustrative di questo documento.
Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie
B.4 Grandi esposizioni
| 30.06.2021 | |
|---|---|
| a) Ammontare valore di bilancio (milioni di €) | 341.123 |
| b) Ammontare valore ponderato (milioni di €) | 17.406 |
| c) Numero | 13 |
Conformemente a quanto previsto dall'art.4.1 39 del Regolamento (UE) n.575/2013 (CRR), in presenza di esposizioni verso un insieme di clienti formato da un'Amministrazione Centrale e da gruppi di clienti connessi, l'esposizione segnaletica verso l'Amministrazione Centrale è ripetuta in relazione a ciascun gruppo di clienti connessi; gli ammontari di cui alle lettere a) e b) nonché la numerosità di cui alla lettera c) riportati nella tabella considerano tuttavia una sola volta l'esposizione verso l'Amministrazione Centrale che si determina a seguito della modalità segnaletica sopra esposta.
Relativamente alle imposte differite attive rientranti nell'esposizione verso l'Amministrazione Centrale italiana, queste sono state esentate e, quindi, il loro valore ponderato è nullo.
Si informa inoltre che, a partire dal 2Q21, il Regolamento (UE) ci cui sopra ha subito alcune modifiche metodologiche che sono state recepite nel calcolo del valore nominale e del valore ponderato delle esposizioni. Inoltre, il calcolo del limite regolamentare per le "grandi esposizioni" è ora basato sul capitale di classe 1.
Informativa relativa alle esposizioni Sovrane
In merito alle esposizioni Sovrane40 detenute dal Gruppo al 30 giugno 2021, il valore di bilancio delle esposizioni della specie rappresentate da "titoli di debito" ammonta a 118.431 milioni41, di cui circa I'85% concentrato su otto Paesi tra i quali l'Italia, con 45.632 milioni, rappresenta una quota di
40 Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi. Ai fini della presente esposizione di rischio sono escluse le eventuali posizioni detenute tramite ABS. 41 L'informativa relativa alle esposizioni Sovrane fa riferimento all'area di consolidamento della Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata di UniCredit al 30 giugno 2021, che è determinata in base agli standard
IAS/IFRS.
Per l'informativa relativa alle esposizioni Sovrane in riferimento all'area di consolidamento regolamentare si veda l'Informativa del gruppo UniCredit (Pillar III) al 30 giugno 2021 - Rischio di credito.

circa il 39% sul totale complessivo. Per ciascuno di tali otto Paesi, nella tabella successiva sono riportati, per tipologia di portafoglio, i valori contabili delle relative esposizioni al 30 giugno 2021.
Esposizioni in titoli di debito sovrano ripartite per Stato controparte e portafoglio di classificazione
| (milioni di €) | ||||
|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 30.06.2021 | ||||
| PAESE/PORTAFOGLIO DI CLASSIFICAZIONE | VALORE VALORE DI NOMINALE BILANCIO |
|||
| - Italia | 43.915 | 45.632 | FAIR VALUE 46.393 |
|
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 1.384 | 875 | 875 | |
| attività finanziarie designate al fair value | 0 | 0 | 0 | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 50 | 63 | 63 | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 19.593 | 21.060 | 21.060 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 22.888 | 23.634 | 24.395 | |
| - Spagna | 16.213 | 17.173 | 17.242 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 1.114 | 1.196 | 1.196 | |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 5.129 | 5.460 | 5.460 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 9.970 | 10.517 | 10.586 | |
| - Germania | 12.807 | 13.191 | 13.239 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 1.337 | 1.488 | 1.488 | |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 4.188 | 4.249 | 4.249 | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 3.100 | 3.205 | 3.205 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 4.182 | 4.249 | 4.297 | |
| - Giappone | 9.534 | 9.715 | 9.718 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 0 | 0 | 0 | |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 5.818 | 5.866 | 5.866 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 3.716 | 3.849 | 3.852 | |
| - Austria | 4.830 | 5.173 | 5.170 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 407 | 422 | 422 | |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 100 | 134 | 134 | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 4.229 | 4.514 | 4.514 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 94 | 103 | 100 | |
| - Francia | 3.179 | 3.538 | 3.531 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 736 | 996 | 996 | |
| attività finanziarie designate al fair value | 196 | 220 | 220 | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | 191 | 221 | 221 | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 1.686 | 1.724 | 1.724 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 370 | 377 | 370 | |
| - Stati Uniti d'America | 3.156 | 3.368 | 3.368 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta*) | 220 | 238 | 238 | |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 2.915 | 3.109 | 3.109 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 21 | 21 | 21 | |
| - Romania | 2.384 | 2.539 | 2.564 | |
| attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esposizione netta *) | 198 | 208 | 208 | |
| attività finanziarie designate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value | - | - | - | |
| attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 675 | 737 | 737 | |
| attività finanziarie valutate al costo ammortizzato | 1.511 | 1.594 | 1.619 | |
| Totale esposizioni per cassa | 96.018 | 100.329 | 101.225 |
Note:
(*) Include le esposizioni in Credit Derivatives.
L'eventuale saldo negativo indica la prevalenza di posizioni di bilancio passive.

La vita media residua ponderata delle esposizioni Sovrane elencate nella tabella di dettaglio di cui sopra, suddivisa tra banking42 e trading book, è la seguente:
Vita media residua ponderata
| (anni) | ||||
|---|---|---|---|---|
| TRADING BOOK | ||||
| POSIZIONI DI | POSIZIONI DI | |||
| BANKING BOOK | BILANCIO ATTIVE | BILANCIO PASSIVE | ||
| - Italia | 3,57 | 3,69 | 5,40 | |
| - Spagna | 3,70 | 16,04 | 13,46 | |
| - Germania | 2,92 | 11,72 | 6,02 | |
| - Giappone | 3,14 | - | - | |
| - Austria | 4,72 | 10,15 | 10,62 | |
| - Francia | 6,40 | 22,41 | 22,16 | |
| - Stati Uniti d'America | 3,37 | 19,44 | - | |
| - Romania | 4,29 | 5,05 | 9,62 |
Il restante 15% del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 18.102 milioni, sempre riferito al valore di bilancio al 30 giugno 2021, è suddiviso tra 37 Paesi, tra cui: Ungheria (1.926 milioni), Bulgaria (1.877 milioni), Portogallo (1.688 milioni), Croazia (1.667 milioni), Repubblica Ceca (1.331 milioni), Russia (1.287 milioni), Irlanda (1.092 milioni), Serbia (1.008 milioni), Polonia (931 milioni), e Israele (534 milioni). Le esposizioni in titoli di debito Sovrani nei confronti della Grecia sono immateriali.
Per le esposizioni in questione non si ravvedono evidenze di default al 30 giugno 2021.
Si segnala inoltre che tra la citata restante parte delle esposizioni Sovrane in portafoglio al 30 giugno 2021 risultano anche titoli di debito verso organizzazioni sovranazionali quali l'Unione Europea, il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria ed il Meccanismo Europeo di Stabilità per 2.615 milioni.
La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito appartenenti al banking book e la loro rilevanza percentuale sul totale del portafoglio di appartenenza.
Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie (portafoglio bancario)
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL 30.06.2021 | |||||
| ATTIVITÀ | |||||
| FINANZIARIE | |||||
| VALUTATE AL FAIR | ATTIVITÀ | ||||
| ATTIVITÀ | ATTIVITÀ FINANZIARIE | VALUE CON | FINANZIARIE | ||
| FINANZIARIE | OBBLIGATORIAMENTE | IMPATTO SULLA | VALUTATE AL | ||
| DESIGNATE AL | VALUTATE AL FAIR | REDDITIVITA' | COSTO | ||
| FAIR VALUE | VALUE | COMPLESSIVA | AMMORTIZZATO | TOTALE | |
| Valore di bilancio | 241 | 4.746 | 55.682 | 51.490 | 112.159 |
| % portafoglio di appartenenza | 99,96% | 33,54% | 78,21% | 8,30% | 15,88% |
Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i "finanziamenti"43 erogati a governi centrali e locali ed agli enti governativi.
42 Il cosiddetto portafoglio bancario include le Attività finanziarie designate al fair value, quelle obbligatoriamente valutate al fair value, quelle valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva e quelle valutate al costo ammortizzato.

Nella tabella sottostante è riportato l'ammontare dei finanziamenti del portafoglio attività finanziarie valutate al costo ammortizzato al 30 giugno 2021 nei confronti dei Paesi verso i quali l'esposizione complessiva è superiore a 130 milioni, che rappresentano oltre il 94% del totale.
Finanziamenti verso controparti Sovrane ripartite per Stato controparte
| (milioni di €) | |
|---|---|
| CONSISTENZE AL | |
| 30.06.2021 | |
| PAESE | VALORE DI BILANCIO |
| - Germania(*) | 7.303 |
| - Italia | 5.936 |
| - Austria(**) | 5.209 |
| - Croazia | 2.799 |
| - Qatar | 536 |
| - Repubblica Ceca | 274 |
| - Ungheria(***) | 238 |
| - Slovacchia | 237 |
| - Kenia | 235 |
| - Egitto | 217 |
| - Bulgaria | 195 |
| - Turchia | 184 |
| - Indonesia | 163 |
| - Slovenia | 158 |
| - Bosnia-Erzegovina | 151 |
| - Laos | 133 |
| Totale esposizioni per cassa | 23.968 |
Note:
(*) di cui 2.121 milioni tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle obbligatoriamente valutate al fair value.
(**) di cui 30 milioni tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle obbligatoriamente valutate al fair value. (***) di cui 8 milioni tra le attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value.
Si segnala infine che le posizioni assunte o pareggiate attraverso strumenti derivati sono negoziate all'interno di ISDA master agreement e accompagnate da Credit Support Annexes, che prevedono l'utilizzo di cash collateral o di titoli stanziabili a basso rischio.
Per maggiori dettagli sulle analisi di sensitivity ai credit spread e sui risultati di stress test si rimanda agli scenari "Pandemic Scenario" e "Pandemic Scenario + Sovereign Stress" di cui al capitolo Stress test della successiva Sezione 2.2 - Rischi di mercato, mentre per le politiche di gestione della liquidità si veda la successiva Sezione 2.4 - Rischio di liquidità.
Altre transazioni
Con riferimento alle indicazioni di cui al documento Banca d'Italia/Consob/IVASS n.6 dell'8 marzo 2013 - Trattamento contabile delle operazioni di "repo strutturati a lungo termine", si segnala l'insussistenza di operazioni della specie.
Informativa relativa ai derivati di negoziazione con la clientela
Il modello di Business connesso alla negoziazione di strumenti derivati OTC con la clientela prevede la centralizzazione dei rischi di mercato presso la Divisione CIB - Area Markets, mentre il rischio creditizio viene assunto dalle società del Gruppo che, in funzione del modello di segmentazione divisionale o geografica della clientela, gestiscono il rapporto con la stessa.
In base al modello operativo di Gruppo, l'operatività in derivati di negoziazione con la clientela è quindi svolta, nell'ambito dell'autonomia operativa delle singole società:
- dalle banche e divisioni commerciali che concludono operazioni in derivati OTC al fine di fornire alla clientela non istituzionale prodotti per la gestione dei rischi di cambio, tasso e prezzo. Nell'ambito di tale operatività, le banche trasferiscono il rischio di mercato alla Divisione CIB con operazioni uguali e contrarie, mantenendo il solo rischio di controparte. Le banche effettuano anche il servizio di collocamento e/o raccolta ordini in conto terzi di prodotti di investimento che hanno una componente derivativa implicita (ad esempio, obbligazioni strutturate);
- dalla Divisione CIB che opera con clientela large corporate e istituzioni finanziarie; nell'ambito di questa operatività la stessa assume e gestisce sia il rischio di mercato che quello di controparte;
- dalle Banche CEE che operano direttamente con la propria clientela.
Il gruppo UniCredit negozia prodotti derivati OTC su un'ampia varietà di sottostanti, quali quelli relativi a tassi di interesse, tassi di cambio, prezzi/indici azionari, commodities (metalli preziosi, metalli base, petrolio e materie energetiche) e diritti di credito.

Gli strumenti derivati OTC offrono un'elevata possibilità di personalizzazione; nuovi profili di payoff possono essere costruiti mediante la combinazione di più strumenti derivati OTC (ad esempio, un IRS plain vanilla e una o più opzioni plain vanilla/esotiche). Il rischio e la complessità delle strutture così ottenute dipendono dalle caratteristiche delle singole componenti (parametri di riferimento e meccanismi di indicizzazione) e dalle modalità con cui vengono combinate.
I rischi di credito e di mercato associati all'operatività in derivati OTC sono presidiati dalla competence line "Chief Risk Officer" (CRO) della Capogruppo e/o delle Divisioni/Società. Tale presidio viene operato attraverso la definizione di linee guida e policies per la gestione, misurazione e controllo dei rischi, in termini di principi, regole e processi, oltre che di determinazione dei limiti di VAR.
Nell'ambito di tale operatività, le operazioni con clientela non istituzionale non prevedono (normalmente) l'utilizzo di margini, mentre quelle effettuate con controparti istituzionali (nell'ambito della Divisione CIB) possono fare ricorso all'utilizzo di tecniche di credit risk mitigation (CRM) quali l'utilizzo di accordi di compensazione e/o di collateralizzazione.
Le rettifiche e riprese di valore per rischio di controparte su prodotti derivati sono determinate in modo coerente alle modalità di determinazione delle valutazioni sulle altre esposizioni creditizie. In particolare:
- i metodi di quantificazione delle esposizioni non deteriorate nei confronti di clientela sono basati su modelli che mappano le esposizioni (EAD) con l'utilizzo di tecniche di simulazione che tengono conto del Wrong Way Risk e le valutano in termini di PD (Probabilità di Default) e LGD (Loss Given Default) in funzione dei tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i credit & loan-credit default swap, al fine di ottenere una misurazione secondo le logiche di perdita attesa (EL) da utilizzare per le poste misurate al fair value, massimizzando l'utilizzo di parametri di mercato;
- i metodi di quantificazione sulle posizioni deteriorate si basano sul valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi, come stimati in base agli specifici segnali di impairment (sulla cui base vengono qualificati il momento e l'ammontare dei flussi stessi).
Di seguito, si analizza il dettaglio della composizione della voce "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione" dell'attivo di Stato patrimoniale e della voce "20. Passività finanziarie di negoziazione" del passivo di Stato patrimoniale.
Per la distinzione tra clientela e controparti bancarie si è preso come riferimento la definizione contenuta nella Circolare n.262 del 22 dicembre 2005 di Banca d'Italia (e successivi aggiornamenti), utilizzata per la predisposizione del bilancio.
Sono stati considerati prodotti strutturati i contratti derivati che inglobano nello stesso strumento forme contrattuali tali da generare esposizione a più tipologie di rischio (ad eccezione dei Cross-Currency Swap) e/o effetti leva.
I valori contabili espongono su base netta gli sbilanci dei derivati OTC gestiti attraverso Controparti Centrali. L'effetto di tale riduzione, rispetto agli ammontari lordi, è pari a 30.748 milioni sull'attività di negoziazione (Voce 20 dell'attivo) e a 37.936 milioni sulle passività di negoziazione (Voce 20 del passivo).
Il saldo della voce "20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione" del Bilancio consolidato relativo ai contratti derivati ammonta a 39.102 milioni (per un nozionale di 2.389.336 milioni), di cui 27.044 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 1.169.743 milioni, di cui 1.158.284 milioni plain vanilla (per un fair value di 26.604 milioni) e 11.459 milioni derivati strutturati (per un fair value di 440 milioni).
Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 1.219.593 milioni (fair value 12.058 milioni), di cui 14.523 milioni riferibili a derivati strutturati (fair value 220 milioni).
Il saldo della voce "20. Passività finanziarie di negoziazione" del Bilancio consolidato relativo ai contratti derivati ammonta a 33.405 milioni (per un nozionale di 2.358.706 milioni), di cui 18.820 milioni con clientela. Il valore nozionale dei derivati con clientela ammonta a 1.123.494 milioni, di cui 1.118.811 milioni plain vanilla (per un fair value di 18.708 milioni) e 4.684 milioni derivati strutturati (per un fair value di 112 milioni). Il valore nozionale dei derivati con controparti bancarie ammonta a 1.235.212 milioni (fair value 14.585 milioni), di cui 8.105 milioni riferibili a derivati
strutturati (fair value 236 milioni).
Modelli per la misurazione del rischio di credito
Al 31 marzo 202144, la perdita attesa sul perimetro di rischio di credito del Gruppo risultava pari allo 0,28% dell'esposizione totale. Il risultato non tiene in considerazione posizioni deteriorate che sono migrate, in corso d'anno, verso lo stato di default e pertanto non entrano nel computo di tale parametro di rischio. Inoltre, poiché i sistemi di misurazione del rischio tendono ad essere anticiclici, ciò può comportare una minore elasticità ai rapidi cambiamenti dello scenario macroeconomico.
Al 31 marzo 202144, il rapporto tra capitale economico creditizio (inclusivo di una componente a copertura del rischio di migrazione) e la relativa esposizione creditizia è pari a 2,45%.
44 Ultimi dati disponibili.

2.2 Rischi di mercato
Il rischio di mercato deriva dall'effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi d'interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio, ecc.) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo che comprende le attività detenute sia nel Portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel Portafoglio bancario, ovvero l'operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte d'investimento strategiche. La gestione del rischio di mercato nel gruppo UniCredit ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il Gruppo stesso.
Dal punto di vista regolamentare, il rischio di mercato deriva da tutte le posizioni incluse nel portafoglio di negoziazione delle banche, nonché dalle posizioni di rischio su materie prime e su tassi di cambio nell'intero bilancio.
Pertanto, i rischi soggetti ai requisiti di capitale per il rischio di mercato includono ma non sono limitati a:
- rischio di default, rischio di tasso d'interesse, rischio di spread creditizio, rischio azionario, rischio di cambio (FX) e rischio delle materie prime (commodity) per gli strumenti del portafoglio di negoziazione;
- rischio FX e rischio commodity per strumenti di portafoglio bancario.
Da un punto di vista gestionale, il Gruppo estende la definizione di rischio di mercato per includere le attività finanziarie designate al fair value con impatto a conto economico (ovvero FVtPL) e le attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (ovvero FVtOCI, al netto delle coperture del fair value micro), che sono quindi monitorati e limitati attraverso un insieme di metriche specifiche del rischio di mercato. Anche i titoli a costo ammortizzato (AC) sono inclusi nell'ambito di applicazione allo scopo di verificare la coerenza con il piano di investimenti.
Il modello organizzativo in essere garantisce la capacità di indirizzo, coordinamento e controllo delle attività di alcuni rischi aggregati (cosiddetti Portafogli Rischi), tramite centri di responsabilità dedicati (Gestori di Portafoglio Rischi), interamente focalizzati e specializzati su tali rischi, in ottica di Gruppo e inter divisionale.
In base a tale organizzazione la struttura di primo riporto al "Group Risk Management", dedicata al governo dei rischi di mercato, è il dipartimento "Group Financial Risk".
Strategie e processi di gestione del rischio
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l'assunzione dei rischi di mercato definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti, l'allocazione del capitale per la Capogruppo stessa e le società controllate.
La Capogruppo ha definito le Global Rules per gestire e controllare il rischio di mercato, incluse le strategie e i processi da seguire. Le strategie per il rischio di mercato sono stabilite dalla Capogruppo con cadenza almeno annuale, rispecchiando la propensione al rischio complessiva del Gruppo, e riportate alle società del Gruppo. La propensione al rischio di mercato è anche fondamentale per lo sviluppo della strategia di business del Gruppo, assicurando la coerenza tra i ricavi iscritti a budget e la determinazione dei limiti del Valore a rischio.
In questo contesto, annualmente la funzione Market Risk Management di Capogruppo concorda con le funzioni di Market Risk locali i possibili cambiamenti al framework del Market Risk di Gruppo. Le modifiche al framework possono includere cambiamenti al perimetro per il calcolo delle metriche di rischio di mercato manageriali e cambiamenti metodologici nel sistema di monitoraggio dei limiti.
A tale fine, Market Risk Management di Capogruppo raccoglie le informazioni necessarie per impostare la Market Risk Strategy di Gruppo per l'anno successivo. In particolare, Market Risk Management riceve dalla funzione competente il Framework di Risk Appetite di Gruppo, che imposta, tra l'altro, i relativi KPIs di Rischio di mercato, e dalle funzioni locali di Rischio di mercato, la lista delle società di Gruppo/Business Lines autorizzate ad assumere le esposizioni al rischio di mercato, i livelli di severity dei relativi limiti e le proposte di revisione delle misure di rischio di mercato.
Sulla base di questi input, la Market Risk Strategy di Gruppo è definita includendo:
- la Market Risk Takers Map proposta;
- la proposta dei limiti e dei Warning Levels per i risk takers presenti nella Market Risk Takers Map;
- qualsiasi cambiamento occorso nel sistema dei limiti di rischio rispetto all'anno precedente;
- una panoramica sullo scenario macroeconomico e i relativi rischi per il Gruppo;
- la serie storica delle Attività di rischio ponderate del Rischio di mercato e gli sviluppi attesi;
- market Risk KPIs benchmarking;
- la strategia di business e le iniziative chiave a sostegno della proposta del limite.
Dopo che gli Organismi rilevanti di Gruppo hanno approvato la Market Risk Strategy di Gruppo e fornito pareri non vincolanti (NBOs) per i limiti di rischio di mercato locali, ne viene data comunicazione alle funzioni locali.
Per quanto riguarda il monitoraggio, le società svolgono le attività periodiche (es. monitoraggio giornaliero del VaR, monitoraggio settimanale del VaR Regolamentare, IRC e SVaR, monitoraggio mensile degli Stress Test Warning Level) sotto il coordinamento della funzione Market Risk Management di Capogruppo e gli sforamenti sono tempestivamente segnalati al Senior Management locale e alla Capogruppo. Infine, è opportuno evidenziare che sono adottate a livello di Gruppo Global Rule riguardanti la definizione della Market Risk Strategy, l'impostazione dei limiti, il monitoraggio, l'escalation ed il reporting.

Portafoglio di negoziazione
Conformemente a quanto previsto dalla Capital Requirements Regulation, e come definito dalla policy "Eligibility Criteria for the Regulatory Trading Book assignment", il Portafoglio di negoziazione è definito come l'insieme delle posizioni in strumenti finanziari e su merci detenute per la negoziazione o per la copertura del rischio inerente a posizioni detenute a fini di negoziazione. I book detenuti per negoziazione sono composti da:
- posizioni derivanti da servizi alla clientela e di supporto agli scambi;
- posizioni che si intende rivendere nel breve periodo;
- posizioni per le quali si intende beneficiare nel breve periodo di differenze di prezzo effettive o attese tra prezzi di acquisto e di vendita, o di altre variazioni di prezzo o di tasso d'interesse.
Inoltre, il Portafoglio di negoziazione può includere derivati di copertura interni o infra-gruppo trasferendo il rischio dal Portafoglio bancario al Portafoglio di negoziazione, gestendo il relativo rischio e avendo accesso al mercato degli strumenti derivati.
Il requisito essenziale per l'assegnazione al Portafoglio di negoziazione di vigilanza è un chiaro "intento di negoziazione", come definito sopra, a cui un trader deve attenersi e che deve confermare in modo continuativo. In aggiunta, i cosiddetti requisiti di "tradability", "marketability" e "hedgeability" devono essere considerati al fine di valutare l'appropriatezza dell'assegnazione al Portafoglio di negoziazione:
- la "tradability" si riferisce alle posizioni esenti da restrizioni e coerentemente rappresentate nel "Trader Mandate" del "risk taker";
- la "marketability" riguarda posizioni per le quali un affidabile Fair Value sia determinabile in misura più ampia possibile sulla base di parametri di mercato osservabili e verificabili in modo indipendente;
- la "hedge-ability" riguarda le posizioni per le quali vi è la possibilità di copertura. La copertura concerne il rischio "rilevante" della posizione, cosa che non implica necessariamente che tutti i profili di rischio debbano essere immunizzabili.
Per l'apertura di un nuovo book, il book manager effettua la proposta di gestire il book all'interno del Portafoglio di negoziazione oppure del Portafoglio bancario sulla base dell'attività di negoziazione prevista. Questo deve essere conforme con le norme interne della banca e con i criteri stabiliti per l'assegnazione al Portafoglio di negoziazione o al Portafoglio bancario. Deve chiaramente dichiarare l'intento di negoziazione e quindi spiegare la strategia di business sottostante la richiesta di assegnazione al Portafoglio di negoziazione. È anche responsabile per tutte le posizioni incluse nel suo book e che i criteri per l'assegnazione al Portafoglio di negoziazione siano rispettati nel continuo.
Relativamente alla fase di monitoraggio, per dimostrare l'adeguatezza dell'intento di negoziazione i seguenti criteri minimi devono essere rispettati e verificati almeno trimestralmente:
- almeno 5 operazioni durante gli ultimi 90 giorni lavorativi;
- minimo del 5% del volume di ogni portafoglio deve essere movimentato negli ultimi 90 giorni lavorativi con riferimento all'ultimo giorno del periodo.
Nel caso di sforamenti, viene valutata la possibilità di riclassificare il book.
Con riferimento alla metodologia utilizzata per assicurare che le policy e le procedure implementate per la gestione del Portafoglio di negoziazione siano appropriate, occorre evidenziare che ogni nuova/aggiornata normativa è preliminarmente condivisa con le principali funzioni/società impattate al fine di collezionare il loro feedback. Inoltre, la funzione di Gruppo di competenza valuta il rischio di conformità con riferimento alle normative riguardanti il suo perimetro di competenza. Infine, prima dell'emissione, la rule è sottoposta al competente Organo/funzione per l'approvazione.
Gli strumenti finanziari (attività o passività, liquidità o strumento derivato) detenuti dal Gruppo sono esposti a cambi di valore nel tempo dovuti a variazioni dei fattori di rischio di mercato. Tali fattori di rischio sono classificati nelle seguenti cinque categorie standard:
- Rischio di credito: rischio che il valore di uno strumento decresca per la variazione di spread creditizi, correlazione tra emittenti, tassi di recupero; • Rischio di corso azionario: rischio che il valore di uno strumento decresca per l'aumento/diminuzione dei prezzi di indici/azioni, della volatilità dei
- titoli azionari, della correlazione implicita;
- Rischio di tasso d'interesse: rischio che il valore dello strumento decresca per la variazione di tassi di interesse, rischio base, volatilità degli stessi;
- Rischio di tasso di cambio: rischio che il valore di uno strumento decresca per la variazione dei tassi di cambio e della volatilità sui tassi di cambio;
- Rischio di prezzo delle materie prime: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi delle materie prime, per esempio oro, petrolio greggio, o della variazione della volatilità dei prezzi delle materie prime.
Il rischio di mercato nel gruppo UniCredit è definito e limitato essenzialmente attraverso due tipologie di misure: misure complessive di rischio di mercato e misure granulari di rischio di mercato.
- Misure complessive di rischio di mercato: queste misure hanno lo scopo di stabilire un limite all'assorbimento del capitale regolamentare e alla perdita economica accettata per le esposizioni FVOCI e/o FVTPL. Le limitazioni delle misure complessive di rischio di mercato devono essere riviste almeno una volta l'anno nel contesto della stesura delle Group e Local Market Risk Strategies e devono essere coerenti con il budget assegnato dei ricavi, la capacità di assunzione del rischio definita (processo ICAAP) e gli indicatori chiave di prestazione del Gruppo. Le limitazioni relative alle misure complessive di rischio di mercato assegnate ad uno specifico market risk taker devono essere coerenti tra loro.
- Questa coerenza deve essere verificata ogni volta che un livello per una misura complessiva di rischio di mercato sia fissato. La funzione di Market Risk della LE deve fornire evidenza di tale coerenza quando richiesto. Le misure complessive sono:
- Value at Risk ("VaR"): rappresenta la potenziale perdita giornaliera di valore di un portafoglio per un intervallo di confidenza del 99% calcolato attraverso la simulazione storica in rivalutazione totale, usando le ultime 250 osservazioni giornaliere, equamente pesate;
- Stressed VaR ("SVaR"): rappresenta il potenziale VaR di un portafoglio calcolato usando un periodo di 250 giorni di particolare stress finanziario;

- Incremental Risk Charge ("IRC"), che rappresenta l'ammontare di patrimonio regolamentare necessario a contrastare eventi creditizi negativi (rischi di migrazione e di default) che possono colpire un portafoglio in un periodo di un anno e con un intervallo di confidenza del 99,9%;
- PL a 60 giorni, definito come la perdita/il profitto accumulata/o in una finestra mobile di 60 giorni, senza azzeramento a fine anno; la limitazione di questa metrica si chiama Loss Warning Level ("LWL");
- Worst Stress test result, che rappresenta la peggiore perdita condizionale di valore di un portafoglio, risultante dall'applicazione di scenari predeterminati; la limitazione di questa metrica si chiama Stress Test Warning Level ("STWL"); per tutti gli STWL inseriti nella Market Risk Taker Map, il monitoraggio effettuato dalla Capogruppo si basa su un insieme di scenari definiti nella Strategia di rischio di mercato di Gruppo; le società possono aggiungere scenari specifici ai fini del monitoraggio locale.
Il Gruppo ha iniziato una revisione progressiva del perimetro delle misure di rischio di mercato e, dal 2019, Warning Levels per le PL a 60 giorni e il Worst Stress test result sono stati definiti sui perimetri FVtPL e FVtOCI.
- Misure granulari di rischio di mercato: rispetto alle misure complessive di rischio di mercato, queste misure consentono un controllo più dettagliato e stringente delle esposizioni rischiose. Le limitazioni sulle misure granulari di rischio di mercato (chiamate Limiti Granulari di Mercato, GMLs) sono limiti specifici per fattori di rischio individuali o gruppi di fattori di rischio:
- sensitivities: rappresentano la variazione nel valore di mercato di uno strumento finanziario a causa dei movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti. Tra i quali particolarmente importanti, anche se non gli unici, sono le Sensitivity in punti base che, considerata la struttura di attività e passività della banca commerciale, misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili ai tassi di interesse per via di shift paralleli delle curve di tasso pari ad 1pb, e i Credit Point Value - Sensitivity, che misurano i cambiamenti del valore attuale delle posizioni sensibili al rischio di credito per via di shift paralleli dei credit spread pari ad 1pb (per emittente, rating o settore);
- stress scenarios, che rappresentano i cambiamenti del valore di mercato degli strumenti finanziari causati da profondi movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti;
- nominali, i quali sono calcolati sulla base del nozionale dell'esposizione.
- Gli obiettivi principali dei limiti granulari di mercato sono:
- supportare il management nella gestione del rischio di mercato;
- assicurare che il desk si focalizzi su esposizioni a rischi che rientrano nel proprio mandato;
- limitare il rischio di concentrazione, ovvero prevenire l'accumulo di posizioni che, seppur coerenti con i limiti di VaR assegnati, potrebbe diventare problematico dismettere in caso di turbolenze sul mercato e nel caso di ridotta liquidità;
- integrare la gestione del rischio di mercato quando il VaR non copre adeguatamente uno specifico fattore di rischio;
- agevolare l'interazione con i trader, i quali gestiscono le proprie posizioni in base alle sensitivities o ad analisi di scenario;
- limitare la volatilità dei guadagni/perdite dovuti ad uno specifico fattore di rischio;
- integrare il quadro normativo di riferimento (ad esempio Volcker rule e il German Trennbanken act).
I limiti granulari di mercato devo essere coerenti con le misure complessive di rischio di mercato.
Al fine di monitorare anche i titoli a costo ammortizzato, la nuova Market Risk Strategy ha introdotto nuovi limiti granulari di nozionale e CPV sul perimetro del Portafoglio bancario regolamentare. In questo modo si garantisce il monitoraggio del rischio di Credit Spread nel Portafoglio bancario, che deriva principalmente dagli investimenti in titoli di stato detenuti ai fini di liquidità. Il contributo principale all'esposizione di credit spread è legato al rischio Sovrano italiano per gli investimenti del perimetro Italia.
Per quanto riguarda il Rischio di Cambio del Portafoglio bancario, la Policy Globale "FX Management & Control" vigente richiede a ciascuna società del Gruppo di impostare processi e controlli locali per trasferire le esposizioni di rischio di cambio transazionale ad una singola Unit, generalmente nel Dipartimento Markets, incaricata di gestire l'esposizione aperta entro i limiti assegnati e la propensione generale al rischio di mercato.
Infine, il Gruppo è esposto al rischio FX in relazione alla detenzione di società controllate, collegate e joint venture che presentano i loro bilanci in valute diverse dall'euro (Rischio di cambio Strutturale). La politica generale è quella di coprire l'esposizione relativa a dividendi e agli utili in corso di formazione in valuta estera, tenendo conto del costo di copertura e delle condizioni di mercato. L'esposizione FX è coperta con contratti forward e opzioni, classificati nel Portafoglio di negoziazione. Tale regola generale è valida per la Capogruppo. La strategia di copertura è valutata dai comitati di rischio pertinenti su base periodica.
Portafoglio bancario
Le principali componenti del rischio di mercato del Portafoglio bancario sono: rischio di Credit Spread, rischio di cambio ed il rischio di tasso d'interesse.
Per le prime due componenti (rischio di Credit Spread e rischio di cambio), si rimanda a quanto riportato all'interno del presente paragrafo nella sezione relativa al Portafoglio di negoziazione.
Per la terza componente (rischio tasso di interesse), l'esposizione è misurata in termini di sensitività al valore economico e al margine d'interesse.
Il Comitato Asset & Liability Management è responsabile di definire la strategia di gestione del rischio tasso del Portafoglio bancario, inclusa la strategia di gestione del capitale e del gap strutturale tra attività e passività non sensibili al tasso di interesse.

La gestione del rischio tasso di interesse del Portafoglio bancario è volta a garantire la riduzione degli impatti negativi sul margine di interesse, in orizzonte pluriennale, dovuto alla volatilità dei tassi di interesse al fine di conseguire un flusso di utili e una redditività del capitale coerente con il piano strategico. La strategia non prevede nessun posizionamento direzionale o discrezionale volto a generare utili addizionali, se non approvato dagli organi competenti e monitorato separatamente. Unica eccezione è per le funzioni autorizzate ad assumere posizioni sui tassi di interesse all'interno dei limiti approvati dai Comitati di Rischio.
Le funzioni di tesoreria gestiscono il rischio tasso derivante dalle transazioni commerciali mantenendo l'esposizione entro i limiti fissati dai Comitati di Rischio. Giornalmente l'esposizione è monitorata e misurata dalle funzioni di Risk Management.
La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti dagli aspetti comportamentali della clientela, che possono impattare sul valore dei margini di interesse e del valore economico del portafoglio bancario quali ad esempio i rimborsi anticipati dei finanziamenti erogati ("prepayment") e stabilità delle poste a vista.
Il rischio di prepayment viene gestito modificando il profilo contrattuale sulla base del comportamento dei clienti dedotto dai dati storici. In UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG, UniCredit Bank Austria AG e UniCredit Bank Czech Republic and Slovakia A.S. il tasso di prepayment è modellato considerando anche, se rilevante, l'incentivo finanziario legato all'andamento dei tassi di interesse. Il rischio di prepayment è considerato anche nei portafogli di crediti di AO UniCredit Bank, UniCredit Bank Hungary ZRT e UniCredit Bank S.A.
La stabilità delle poste a vista viene valutata attraverso un modello interno che stima sia il volume stabile e quello non sensibile ai tassi di interesse. A partire da questi volumi è costruita una strategia di copertura consistente con il profilo di scadenza approvato dal Comitato Asset & Liability Management e coerente con la strategia di gestione del rischio tasso del Portafoglio bancario. L'adozione di modelli interni applicati alle poste a vista è presente all'interno di tutte le banche del gruppo, ad eccezione di UniCredit Bank Ireland p.l.c. e UniCredit International Bank (Luxembourg) S.A. La strategia di copertura viene attuata tramite posizioni a tasso fisso con scadenza a medio lungo termine quali finanziamenti commerciali, titoli governativi, o alternativamente tramite strumenti derivati come "Interest Rate Swap"). La composizione del portafoglio di copertura in termini di prodotti e scadenze dipende dalla disponibilità degli stessi e dalla loro liquidità.
Struttura ed organizzazione
Group Financial Risk è responsabile, a livello di Gruppo, di definire le strategie di gestione dei rischi finanziari del Gruppo da sottoporre alle competenti funzioni/Organi (ossia il rischio di liquidità, di tasso di interesse del bilancio, di mercato e di controparte), assicurando che le attività di controllo dei rischi assunti da Filiali Estere di UniCredit S.p.A. siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer ed al vertice aziendale. Inoltre, governa le attività di Gruppo volte ad assicurare la verifica indipendente dei prezzi e dei parametri dei rilevanti sistemi di Front Office, per il calcolo del fair value.
Lo sviluppo e la manutenzione delle metodologie, dei modelli e dell'architettura di Gruppo dei rischi finanziari e comportamentali e la validazione dei modelli di pricing sono in capo a Group Financial Risk Methodologies & Models che riporta a Group Risk Models & Credit Risk Governance.
La struttura si articola come sotto indicato:

In relazione al processo comunicativo tra le diverse parti appartenenti al market risk management, i Comitati responsabili in materia sono i seguenti:
• Group Market Risk Committee;
• Group Assets & Liabilities Committee.

Il "Group Market Risk Committee", i cui partecipanti/invitati permanenti sono principalmente rappresentanti del Risk, Business, Compliance e Internal Audit, si riunisce mensilmente ed è responsabile per il monitoraggio dei rischi di mercato a livello di Gruppo, per la valutazione dell'impatto delle transazioni, approvate dai competenti organi, che influiscono significativamente sul profilo complessivo del portafoglio del Rischio di Mercato, per la presentazione al "Group Risk & Internal Control Committee" per approvazione o informativa, di strategie relative al Rischio di Mercato, policy, metodologie e limiti nonché della reportistica periodica sul portafoglio del rischio di mercato. Il Comitato è responsabile di garantire la coerenza delle policy, metodologie e prassi operative riguardo al rischio di mercato, nelle diverse funzioni di business e nelle società del Gruppo.
Il "Group Assets and Liabilities Committee" è coinvolto nella definizione delle strategie, delle policy, delle metodologie e dei limiti (ove applicabili) per il rischio di liquidità e del rischio di tasso di interesse del Portafoglio bancario, nelle decisioni di trasferimento interno dei capitali, Piano di Finanziamento e Contingency Funding Plan e nell'attività di monitoraggio. Garantisce inoltre la consistenza tra i processi e le metodologie in merito alla liquidità e del tasso di interesse del Portafoglio bancario tra le funzioni di business e le società del Gruppo, al fine di ottimizzare l'utilizzo delle risorse finanziarie (es. la liquidità e il capitale) in linea con il Risk Appetite Framework e le strategie di business.
La funzione del Comitato nella gestione del rischio di tasso di interesse riguarda:
- la definizione della struttura dei limiti granulari sul tasso di interesse del Portafoglio bancario;
- l'approvazione originaria e di eventuali modifiche di fondo del sistema di calcolo e controllo del rischio di tasso di interesse del Portafoglio bancario con il supporto della funzione di validazione interna (ove necessario);
- l'ottimizzazione del profilo di rischio di tasso di interesse del Portafoglio bancario di Gruppo;
- la definizione delle strategie operative (per esempio il portafoglio di replica) e l'applicazione dei tassi interni di trasferimento all'interno del perimetro italiano;
- la funzione di consulenza e supporto al Group Risk & Internal Control Committee in ambito di Risk Appetite Framework, definizione della Global Policy sul tasso di interesse del Portafoglio bancario, aggiornamenti dei modelli comportamentali di tasso di interesse del Portafoglio bancario e altre tematiche critiche con impatti potenziali sul tasso di interesse del Portafoglio bancario.
Sistemi di misurazione e di reporting
Portafoglio di negoziazione
Nel primo semestre del 2021, il gruppo UniCredit ha continuato a migliorare e consolidare i modelli di rischio di mercato al fine di misurare, rappresentare e controllare opportunamente il profilo di rischio del Gruppo, adeguando i sistemi di reportistica. In merito ai sistemi di misurazione, maggiori dettagli si possono ritrovare nel paragrafo "Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione di Vigilanza", mentre i processi di reportistica giornaliera e mensile vengono periodicamente aggiornati all'interno delle Global Process Regulation.
All'interno del contesto organizzativo descritto in precedenza, la politica seguita dal gruppo UniCredit nell'ambito della gestione del rischio di mercato è finalizzata ad una progressiva adozione ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli, pricing e disamina dei modelli di rischio.
Il dipartimento Group Financial Risk è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati.
Il principale strumento utilizzato dal gruppo UniCredit per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il Valore a Rischio (VaR), calcolato secondo l'approccio della simulazione storica. Per ulteriori dettagli sui modelli di valutazione del rischio si veda il capitolo successivo. Il Group Financial Risk definisce gli standard di reportistica sui rischi di mercato, in termini sia di contenuti sia di frequenza, e fornisce puntualmente informazioni al Top Management ed alle autorità di vigilanza sul profilo di rischio di mercato a livello consolidato.
In aggiunta al VaR ed alle misure di rischio di Basilea 2, gli stress test sono un efficace strumento di gestione del rischio, in quanto forniscono ad UniCredit l'indicazione di quanto capitale potrebbe servire per assorbire perdite in caso di forti shock finanziari. Lo stress testing è parte integrante dell'Internal Capital Adequacy Assessment Process (ICAAP), dove si richiede ad UniCredit di eseguire uno stress testing rigoroso e forward-looking al fine di identificare possibili eventi o cambiamenti nelle condizioni di mercato che possano ripercuotersi in maniera sfavorevole per la Banca.

Portafoglio bancario
La responsabilità primaria per il monitoraggio ed il controllo della gestione del rischio di mercato nel Portafoglio bancario risiede presso gli organi competenti della Banca. Per esempio, la Capogruppo è responsabile per il processo di monitoraggio del rischio di mercato sul Portafoglio bancario a livello consolidato. In quanto tale, definisce la struttura, i dati rilevanti e la frequenza per un adeguato reporting a livello di Gruppo.
La misura di rischio di tasso di interesse per il Portafoglio bancario riguarda il duplice aspetto di valore economico e di margine d'interesse. In particolare, le due prospettive sono complementari e riguardano:
- Valore Economico: variazioni nei tassi di interesse che possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e passivo. Il valore economico della banca può essere visto come il valore attuale dei flussi di cassa netti attesi della banca, cioè i flussi attesi dell'attivo meno quelli del passivo; una misura di rischio rilevante è la sensitività del valore economico per bucket temporale per una variazione dei tassi di 1pb. Questa misura è riportata ai comitati competenti al fine di valutare l'impatto sul valore economico di possibili cambiamenti nella curva dei rendimenti. Inoltre, la sensitività al valore economico è calcolata anche per gli scenari regolamentari "Supervisory Outlier Test" ("SOT") previsti nella normativa EBA/GL/2018/02;
- Margine d'interesse: variazioni nei tassi di interesse che possono ripercuotersi sul margine d'interesse. Una misura di rischio rilevante è la sensitività al margine d'interesse per una variazione parallela dei tassi. Questa misura è riportata ai comitati competenti al fine di valutare l'impatto che tale variazione avrebbe sul margine d'interesse nel corso dei prossimi 12 mesi. Vengono calcolati e monitorati anche scenari che includono il rischio base e scenari non-paralleli con ipotesi di aumento o diminuzione dei livelli dei tassi di interesse sotto ipotesi di portafoglio costate.
Per quanto riguarda le altre fonti di rischio, quali rischio di Credit Spread e rischio cambio, si rimanda a quanto riportato nel paragrafo Strategie e processi di gestione del rischio, relativo alla sezione Portafoglio di negoziazione.
Politiche di copertura e di attenuazione del rischio
Portafoglio di negoziazione
Il rischio del Portafoglio di negoziazione viene mitigato attraverso la Market Risk Strategy, che definisce i limiti Complessivi e Granulari. L'effettivo utilizzo del limite viene riportato al Group Market Risk Committee (attraverso il report Market Risk Overview) e i relativi sforamenti di limite sono comunicati all'organismo competente, in base alla severity assegnata dalla Market Risk Strategy. Il processo di "escalation" disciplinato dalla Policy Globale "Limiti del Rischio di Mercato" definisce la natura delle varie soglie/limiti applicati, così come gli organismi competenti da coinvolgere per stabilire il più appropriato piano di azione per ricondurre le esposizioni nei limiti approvati.
Su base trimestrale un insieme di indicatori di rischio è fornito anche al Group Risk and Internal Control Committee attraverso l'Integrated Risk Report, che include gli utilizzi di VaR, VaR Regolamentare e Stressed VaR, limiti di IRC, le Sensitivities, le esposizioni ai Governativi e i risultati degli Stress test.
Un focus, se richiesto, è fornito ai comitati competenti su specifici business line/desk al fine di assicurare il più elevato livello di comprensione e di discussione dei rischi in date aree che sono ritenute meritevoli di particolare attenzione.
Portafoglio bancario
La funzione Risk Management di Gruppo riporta su base mensile al "Group Asset and Liability Committee" le misure di rischio relative al Portafoglio bancario sotto un'ottica di margine e di valore economico. Tale funzione propone e monitora i limiti e le soglie di attenzione che sono stati preventivamente approvati dai rilevanti organi competenti.
Violazioni dei limiti e delle soglie di attenzione, se presenti, vengono riportati agli organi suddetti. Di conseguenza, il procedimento di escalation si attiva in linea con le procedure descritte nella relativa Policy, per implementare le misure più appropriate per riportare l'esposizione all'interno dei limiti approvati.
Le operazioni strutturali di copertura dal rischio di tasso di interesse al fine di attenuare l'esposizione verso il business della clientela sono eseguite dalle funzioni di Tesoreria. Le operazioni strategiche del Portafoglio bancario sono gestite dal dipartimento di "Asset and Liability Management", ALM.
Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e tasso di cambio per il Portafoglio di negoziazione regolamentare
L'attuale modello interno per i rischi di mercato si basa sul calcolo del VaR (Valore a rischio), integrato con altre misure di rischio: Incremental Risk Charge (IRC) e Stressed VaR (SVaR) con lo scopo di ridurre la prociclicità dei requisiti minimi di capitale per il rischio di mercato, in linea con le direttive europee vigenti.
Tutti i requisiti regolamentari all'interno del contesto del Market Risk sono stati recepiti tramite lo sviluppo interno di modelli e di strutture IT necessarie, invece di ricorrere all'acquisizione di soluzioni esterne già "pronte".
Questo ha consentito ad UniCredit di creare soluzioni che per molti aspetti possono essere considerate all'estremo più sofisticato dello spettro di soluzioni che possono essere trovate in questo settore. In merito a questo, un elemento distintivo della struttura implementata per il rischio di mercato (e controparte) in UniCredit è il "full revaluation approach" che utilizza le medesime librerie di Pricing del Front Office.
Il gruppo UniCredit calcola VaR e VaR Stressato per il rischio di mercato su posizioni di negoziazione attraverso il metodo della simulazione storica. Tale metodo prevede la rivalutazione giornaliera (in full revaluation approach) delle posizioni sulla base dell'andamento dei prezzi di mercato su di un opportuno intervallo temporale di osservazione. La distribuzione empirica di utili/perdite che ne deriva viene analizzata per determinare l'effetto di movimenti estremi del mercato sui portafogli. Dato un portafoglio, una probabilità e un orizzonte temporale, il VaR è definito in modo che la probabilità che la perdita data dal mark-to-market su un portafoglio, per un determinato orizzonte temporale, non ecceda tale valore ad un livello di

confidenza stabilito (assumendo nessuna negoziazione nel portafoglio). I parametri utilizzati per il calcolo del VaR sono i seguenti: intervallo di confidenza del 99%; orizzonte temporale di 1 giorno; distribuzione a pesi costanti di utili/perdite ottenute da uno scenario storico che copre gli ultimi 250 giorni. Gli scenari storici sono costruiti basandosi su shock proporzionali per rischi di prezzo e di cambio, e su shock assoluti per i rischi di tasso e di credit spread. Il modello VaR di UniCredit simula tutti i fattori di rischio, sia in riferimento al rischio generale che a quello specifico, fornendo così una diversificazione in un approccio diretto. Il modello è ricalibrato giornalmente. L'utilizzo di un orizzonte temporale di 1 giorno consente un confronto immediato con gli utili/perdite realizzati, e tale confronto è il cuore del back-testing.
- Il VaR è una misura consistente tra tutti i portafogli ed i prodotti in quanto:
- permette un confronto del rischio tra business diversi;
- fornisce uno strumento di aggregazione e di netting di posizioni all'interno di un portafoglio in grado di riflettere la correlazione e le compensazioni tra asset class diversi;
- semplifica il confronto del rischio di mercato sia nel tempo che per i risultati giornalieri.
Sebbene il VaR sia un prezioso indicatore di rischio, deve essere utilizzato consapevolmente dei suoi limiti:
- la simulazione storica si basa sugli eventi passati per prevedere potenziali perdite. In caso di deviazioni estreme potrebbe non essere appropriato;
- la lunghezza della finestra usata per generare la stimata distribuzione includerà necessariamente un trade-off tra la reattività delle metriche alle recenti evoluzioni del mercato (finestra breve) e lo spettro di scenari che vorrà includere (finestra lunga);
- assumendo un orizzonte costante di 1/10 giorni non si discrimina tra differenti fattori di rischio di liquidità.
Il computo dello Stressed VaR è basato sulla stessa metodologia e architettura del VaR, ed è analogamente calcolato con un livello di confidenza al 99% e un orizzonte temporale di un giorno su base settimanale, ma su un periodo stressato di osservazione di 250 giorni. Il periodo storico scelto identifica un intervallo di osservazione di un anno che produce la misura più alta per il portafoglio attuale.
Le finestre di Stressed VaR sono ricalibrate su base mensile e sono personalizzate per il portafoglio di ogni società del Gruppo, e per il Gruppo stesso (fondamentale per il calcolo delle Attività di rischio ponderate a livello consolidato). La finestra temporale di stress utilizzata a livello di Gruppo, di UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG corrisponde al periodo della "Crisi Lehman" (2008/2009), mentre per UniCredit S.p.A. corrisponde alla Crisi Covid-19" (2019/2020). Il requisito a 10 giorni di VaR e VaR Stressato per il calcolo del capitale regolamentare è tuttavia ottenuto estendendo le misure ad 1 giorno a 10 giorni prendendo il massimo della radice quadrata delle misure riscalate e l'approccio di convoluzione che converte la distribuzione a 1 giorno nella distribuzione a 10 giorni. Le misure giornaliere sono invece usate attivamente per la gestione del rischio di mercato.
Al fine di convalidare la coerenza dei modelli interni di VaR impiegati per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato, sono effettuati test retrospettivi (back-testing) confrontando le previsioni di rischio del modello interno con i risultati a posteriori dei profitti e perdite del portafoglio, al fine di verificare se le misure di rischio al 99esimo percentile effettivamente coprano il 99% dei risultati del Portafoglio di negoziazione. L'esercizio si basa sugli ultimi dodici mesi di dati (250 osservazioni giornaliere). Qualora il numero di eccezioni nell'anno precedente superi quanto previsto dal livello di confidenza scelto, è attivata una revisione dei parametri e delle assunzioni del modello. Group Internal Validation ha eseguito una validazione periodica del framework di VaR/SVaR per verificarne la conformità ai requisiti regolamentari, includendo un'analisi di back-testing indipendente per la quale sono definiti parametri diversi (quali orizzonte temporale, percentile), e approfondendo i risultati per un sottoinsieme di portafogli rappresentativi del business della Banca.
L'IRC cattura sia il rischio di default che quello di migrazione per i prodotti non cartolarizzati tenuti nel Portafoglio di negoziazione. Il Modello interno sviluppato, usando una versione multivariata del modello di tipo Merton, simula l'evento di migrazione di rating di tutti gli emittenti rilevanti per le posizioni del Portafoglio di negoziazione del Gruppo su un orizzonte temporale di un anno. Le probabilità di migrazione e le correlazioni di settore sono calibrate su base storica, mentre le correlazioni idiosincratiche sono derivate dalla formula di correlazione IRB. Le migrazioni simulate sono convertite in scenari di credit spread mentre gli eventi di default sono associati a un simulato tasso di recupero. Così facendo, si assume l'ipotesi di una posizione costante e che a tutti i prodotti sia conservativamente attribuito un comune orizzonte di liquidità di un anno.
In ogni scenario tutto l'insieme di prodotti rilevanti è valutato tramite tale spread e default producendo una distribuzione simulata di utili e perdite che riflette pienamente la convessità, il rischio base, gli effetti di portafoglio e il rischio di concentrazione del portafoglio.
In questo modo un alto numero di simulazioni Monte Carlo genera una distribuzione di utili e perdite per il Gruppo (e ogni foglia del suo albero di portafoglio). L'IRC è definito come il 99,9 percentile di tale distribuzione.
Il capitale addizionale per prodotti di credito e cartolarizzazioni non coperte da IRC è calcolato attraverso l'approccio standardizzato.
La seguente tabella riassume le caratteristiche principali delle misure che definiscono i requisiti di capitale per il rischio di mercato in UniCredit.
| MISURA | TIPO DI RISCHIO | ORIZZONTE | QUANTILE | SIMULAZIONE | CALIBRAZIONE |
|---|---|---|---|---|---|
| VaR | Tutti i fattori di Rsichio di Mercato | 1g | 99% | Storica | 1 anno finestra, pesati equamente |
| SVaR | Tutti i fattori di Rsichio di Mercato | 1g | 99% | Storica | 1 anno finestra, pesati equamente |
| IRC | Migrazione Rating e Default | 1a | 99,9% | Monte Carlo | Through-the-cycle (min 8 anni) |

Il modello di IRC è sottoposto a un programma trimestrale di Stress test atto a valutare la robustezza del modello. I parametri rilevanti come i Tassi di Recupero, le Probabilità di Transizione, le Correlazioni Idiosincratiche sono sottoposte a shock e gli impatti sono calcolati sulle misure di IRC.
L'unità di "Group Internal Validation" ha svolto le sue attività di validazione sulla robustezza metodologica dei modelli di IRC, per integrare le analisi disponibili svolte in fase di sviluppo e verificare l'adeguatezza dell'ambiente di risk management ai requisiti regolamentari rilevanti e agli standard interni. Come già evidenziato dalle stesse Autorità di Vigilanza, metodologie di back-testing basate sulla verifica di solidità, dati un intervallo di confidenza del 99,9% e un orizzonte temporale di un anno, non possono essere estese alle metriche di IRC dato l'orizzonte temporale di un anno della misura di rischio. Di conseguenza, da una parte la validazione dei modelli di IRC ha fatto molto affidamento su metodologie indirette (tra le quali stress test, analisi di sensitivity e di scenario), dall'altra, al fine di verificare la ragionevolezza qualitativa e quantitativa dei modelli, un'attenzione particolare è stata posta sull'analisi specifica del comportamento dei portafogli di UniCredit.
L'unità di "Group Internal Validation" ha mantenuto un ambito di analisi il più ampio possibile, al fine di ricomprendere le diverse problematiche che si possono configurare nello sviluppo di tali modelli (disegno generale del modello, adeguatezza regolamentare, implementazione computazionale, spiegazione delle risultanze). Group Internal Validation ha effettuato un ampio spettro di analisi di validazione sulla misura di IRC utilizzando le sue librerie di replica interna. Tale replica consente una semplice verifica dei risultati ottenuti nell'ambiente di produzione e, inoltre, un'implementazione più dinamica e su misura dei test necessari. Lo spettro di analisi comprende la stabilità Monte Carlo, analisi e stress di correlazione, valutazione della concentrazione del portafoglio, il calcolo della sensitività dei parametri, analisi dei contributi marginali e paragoni con modelli alternativi. Tutti i principali parametri sono stati analizzati, quali matrici di correlazione, matrici di probabilità di transizione, shock di transizione, tassi di recupero, probabilità di fallimento, numero di scenari. Al fine di capire la performance complessiva del modello nel replicare i fenomeni reali di migrazione e fallimento, Group Internal Validation ha effettuato anche un esercizio di performance storiche confrontando le migrazioni e i fallimenti predetti dal modello IRC di UniCredit con quelli realmente osservati dal 1981 (per disponibilità dei dati).
La Banca d'Italia ha autorizzato il gruppo UniCredit all'uso dei modelli interni per il calcolo dei requisiti di capitale per il rischio di mercato. Ad oggi i Paesi CEE sono le principali società del Gruppo che stanno utilizzando un approccio standardizzato per il calcolo dei requisiti di capitale concernenti posizioni di negoziazione. Comunque, il VaR è in uso per la gestione del rischio di mercato nelle suddette società.
Per il VaR del Portafoglio di negoziazione la banca distingue tra una vista regolamentare ed una gestionale. Le misure gestionali sono usate per il monitoraggio del rischio e la guida del business come descritto nella Market Risk Framework: in particolare i limiti di VaR rappresentano la metrica principale che permette di trasportare il Risk Appetite all'interno del Market Risk Framework.
Il VaR manageriale ha un perimetro più ampio di applicazione: è utilizzato sia per il monitoraggio del Portafoglio di negoziazione che per quello bancario (precisamente posizioni FVtPL e FVtOCI), includendo anche le società del Gruppo per le quali il Metodo Standard è applicato a fini regolamentari, ai fini di avere una vista completa del rischio con impatto a conto economico e sul capitale. Inoltre, l'esposizione derivante dalle coperture delle sensitivity XVA è esclusa dal monitoraggio del VaR manageriale ma viene inclusa nei limiti di VaR Regolamentare per una corretta gestione degli RWA di mercato; in aggiunta, le rispettive sensitivities sono costantemente monitorate contro il rischio XVA.
Il metodo di misurazione standardizzato si applica anche al calcolo del capitale che copre il rischio dell'esposizione a valute estere nel Portafoglio bancario di UniCredit S.p.A., in quanto il Modello Interno per la simulazione del rischio cambio non è stato approvato. Relativamente a questo il rischio cambio, sia per il Portafoglio di negoziazione che per Il Portafoglio bancario, è incluso nel VaR e SVaR ai fini regolamentari per quelle società del Gruppo per le quali è stato approvato (UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG); per quanto riguarda la vista manageriale l'FX Risk del Portafoglio bancario è incluso nel perimetro complessivo (Portafoglio di negoziazione e Portafoglio bancario). Il modello interno di UniCredit è integrato dal framework del Risk Not in model Engine, che stima la completezza dei risk factor inclusi in VaR, SVaR e IRC. Il framework RNIME conferma che il modello interno di UniCredit cattura adeguatamente i rischi principali. A scopo prudenziale, tuttavia, UniCredit calcola un add-on di capitale attraverso Stress Test a partire dal quarto trimestre 2019.
Riassumendo si può dire che il modello interno è usato a fini regolamentari per UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG, UniCredit Bank Austria AG and UniCredit Bank Austria sub-group, mentre è usato per tutte le società del Gruppo (comprese le CEE) per fini manageriali.
Infine i Portafogli di negoziazione sono sottoposti a Stress test in base a un'ampia serie di scenari semplici e complessi. Gli scenari semplici, che prevedono lo shock di singole asset classes, sono definiti nel contesto di Rischio di tasso/Rischio di prezzo/Rischio di cambio/Rischio di Credit Spread Sensitivity. Gli scenari complessi applicano variazioni simultanee a più risk factors. Entrambi gli scenari semplici e complessi sono applicati a tutto il Portafoglio di negoziazione. Descrizioni dettagliate sono incluse all'interno del paragrafo Stress test.
I risultati degli Stress test sono calcolati nel sistema di Group Market Risk, così da assicurare un approccio metodologico comune nel Gruppo. I risultati sono calcolati applicando l'approccio di full revaluation, che significa che tutte le posizioni vengono rivalutate sotto condizioni di stress; nessun modello ad hoc o funzione di prezzo viene applicato per lo stress testing.

Conformemente alla regolamentazione nazionale, alcuni scenari rilevanti sono inoltre materia di reporting regolamentare su base trimestrale. Inoltre un set di scenari viene generato mensilmente su tutto il perimetro di Gruppo, così da coprire sia le posizioni del Portafoglio di negoziazione sia quelle del Portafoglio bancario. I risultati sono discussi mensilmente nel Market Risk Stress Test Open Forum che include rappresentati della funzione di Rischi di Mercato di tutte le società del Gruppo e rappresentanti del Business. I risultati sono analizzati a fondo nel report mensile "Monthly Overview on Market Stress Test".
Gli Stress Test Warning Levels sono monitorati mensilmente. Maggiori dettagli sui Warning Levels e sulle Strategie sono forniti all'interno del paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio.
Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19
Dopo il forte aumento delle metriche di rischio di mercato sia manageriali che regolamentari causato dall'epidemia Covid-19 nel corso del primo semestre del 2020, l'evoluzione della crisi e lo sviluppo delle metriche di rischio correlate è sotto stretto monitoraggio da parte di entrambe le funzioni di Rischio e di Business. L'approccio prudente adottato nella gestione delle posizioni dall'inizio della crisi si è tradotto in una progressiva riduzione dell'utilizzo dei limiti.
VaR, SVaR e IRC
VaR, SVaR e IRC diversificati sono calcolati considerando la diversificazione proveniente dalle posizioni di differenti società appartenenti al perimetro I-mod (cioè per le quali è approvato l'uso del modello interno per il calcolo del rischio). Ciò nonostante, la misura di VaR è in vigore per tutte le società del Gruppo e il suo valore è riportato nella sezione del VaR manageriale, a titolo informativo. La diminuzione del VaR, osservata a partire da marzo 2021, è dovuta principalmente all'uscita degli scenari Covid dalla finestra di un anno su cui viene calcolato il VaR.
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
| VaR giornaliero Portafoglio di negoziazione regolamentare | (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| FINE GIUGNO | MEDIA ULTIMI 60 |
2021 | 2020 | |||
| PERIMETRO I-MOD | 2021 | GIORNI | MEDIA | MASSIMO | MINIMO | MEDIA |
| Diversificato gruppo UniCredit | 5,9 | 5,3 | 7,8 | 19,8 | 4,4 | 16,7 |
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
| SVaR giornaliero portafoglio di negoziazione regolamentare | (milioni di €) |
|---|---|
| ------------------------------------------------------------ | ---------------- |
| FINE GIUGNO | MEDIA ULTIME 12 |
2021 | 2020 | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| PERIMETRO I-MOD | 2021 | SETTIMANE | MEDIA | MASSIMO | MINIMO | MEDIA |
| Diversificato gruppo UniCredit | 21,3 | 21,1 | 21,1 | 25,6 | 17,4 | 31,5 |
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
| IRC portafoglio di negoziazione regolamentare | (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| FINE GIUGNO | MEDIA ULTIME 12 |
2021 | 2020 | |||
| PERIMETRO I-MOD | 2021 | SETTIMANE | MEDIA | MASSIMO | MINIMO | MEDIA |
| Diversificato gruppo UniCredit | 164,8 | 165,2 | 169,5 | 189,1 | 156,1 | 160,0 |
EU MR4 Confronto tra stime di VaR e profitti/perdite
Si riporta di seguito il grafico con le analisi di back-testing relativi ai rischi di mercato del Portafoglio di negoziazione, nei quali i dati di VaR degli ultimi dodici mesi sono confrontati con i risultati ipotetici di "profit and loss" per il Gruppo (perimetro I-Mod).
Durante il primo semestre del 2021, due sforamenti di hypotetical PL e uno di actual PL si sono verificati a livello del gruppo UniCredit: • 16/06/2021 (hypotetical): lo sforamento di VaR è principalmente guidata da un aggiustamento della superficie di volatilità Euro Cap/Floor e dal tasso FX EUR/USD. Infatti, si osserva un significativo apprezzamento della valuta USD al 2021-06-17, come conseguenza dell'esito dell'ultimo incontro del FOMC della Federal Reserve statunitense, che ha riportato un aumento nelle previsioni della banca centrale sulle proiezioni di crescita, tasso di interesse e inflazione
• 28/06/2021 (hypotetical and actual): lo sforamento è dovuto a ulteriori aggiornamenti (rispetto al 17 giugno) delle volatilità implicite Cap/Floor.


VaR Gestionale
Di seguito si riportano i valori a fine giugno 2021 del VaR Gestionale diversificato del Portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo e Regional Center e il VaR Gestionale non diversificato del Portafoglio di negoziazione a livello di Gruppo, calcolato sommando i valori di tutte le società del Gruppo (senza tener conto dell'effetto di diversificazione). Le differenze con il VaR Regolamentare sono state descritte in precedenza.
| VaR giornaliero portafoglio di negoziazione gestionale | (milioni di €) |
|---|---|
| PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE | FINE GIUGNO 2021 |
| Diversificato gruppo UniCredit come da modello interno | 4,9 |
| RC Germania | 3,9 |
| RC Italia | 1,0 |
| RC Austria | 0,1 |
| RC CEE | 1,2 |
| Bosnia | 0,0 |
| Bulgaria | 0,2 |
| Croazia | 0,1 |
| Repubblica Ceca | 0,3 |
| Ungheria | 0,3 |
| Romania | 0,7 |
| Russia | 0,6 |
| Serbia | 0,1 |
| Slovenia | 0,0 |
| Non Diversificato gruppo UniCredit | 7,2 |

VaR Marginale Regolamentare
La tabella che segue fornisce uno spaccato del VaR a 10 giorni (cioè riferito ad un orizzonte temporale di 10 giorni) per i principali rischi di mercato (debito, equity, FX, commodity) e la sua evoluzione durante l'anno, nella forma del template C24 del COREP.
Rischiosità del Portafoglio di negoziazione per classi di strumenti
| VaR a 10 giorni Portafoglio di negoziazione regolamentare | (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|---|
| 2021 | 2020 | |||
| 1° TRIM | 2° TRIM | 4° TRIM | ||
| Traded Debt Instruments | 33,3 | 13,4 | 38,2 | |
| TDI - Rischio Generale | 21,4 | 13,8 | 23,2 | |
| TDI - Rischio Specifico | 32,2 | 6,8 | 26,0 | |
| Equity | 10,3 | 6,6 | 11,3 | |
| Equity - Rischio Generale | - | - | - | |
| Equity - Rischio Specifico | 10,3 | 6,6 | 11,3 | |
| Rischio Cambio | 7,5 | 5,3 | 9,4 | |
| Rischio Commodity | 19,3 | 9,3 | 14,8 | |
| Totale Rischio Generale | 30,8 | 16,9 | 26,8 | |
| Totale Rischio Specifico | 20,5 | 6,8 | 20,7 |
La diminuzione del VaR per tutte le categorie di rischio, osservata a partire da marzo 2021, è dovuta principalmente all'uscita degli scenari Covid dalla finestra di un anno su cui viene calcolato il VaR.
CVA
Di seguito vengono riportati i valori di CVA in termini di requisiti di capitale per il Gruppo (come somma delle singole società del Gruppo in quanto il beneficio di diversificazione non viene considerato). I requisiti di capitale identificano la volatilità degli spread creditizi che impattano il CVA regolamentare. Si compone di un VaR calcolato sulla finestra corrente (CVA VaR) e un VaR calcolato su una finestra stressata (CVA SVaR). Per le esposizioni non coperte dal modello CCR interno (utilizzato per il calcolo dei profili di esposizione CVA) viene utilizzato il metodo standardizzato (SA). Per la copertura dell'esposizione XVA del perimetro "Europa Occidentale" all'interno del gruppo UniCredit è stato predisposto un CVA Desk specializzato, con lo scopo di fornire un servizio di Front Office centralizzato in Markets responsabile del pricing e della gestione dell'esposizione XVA per i derivati OTC. Il CVA Desk copre attivamente l'esposizione ai fattori di rischio nel rispetto dei limiti prestabiliti in UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG.
La diminuzione del CVA a modello avanzato rispetto al primo trimestre del 2021 è dovuto principalmente all'uscita degli scenari Covid dalla finestra di un anno su cui viene calcolato il CVA VaR, a partire da marzo 2021.
Questa decrescita è stata compensata dall'introduzione del SA-CCR per il calcolo dei profili d'esposizione, usati nel calcolo del CVA a modello standard.
| Requisito di Capitale Regolamentare da CVA | (milioni di €) | ||
|---|---|---|---|
| 2021 | 2020 | ||
| 1° TRIM | 2° TRIM | 4° TRIM | |
| CVA | 120,2 | 121,2 | 123,2 |
| CVA VaR | 28,0 | 7,2 | 37,6 |
| CVA SVaR | 48,6 | 50,2 | 48,0 |
| CVA SA | 43,5 | 63,8 | 37,6 |
2.2.1 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza
Informazioni di natura qualitativa
Rischio di tasso
A. Aspetti generali
Il rischio di tasso di interesse deriva da posizioni finanziarie assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati. A prescindere dall'utilizzo dei modelli interni nel calcolo dei requisiti patrimoniali, le posizioni di rischio nel Gruppo sono monitorate e soggette a limiti attribuiti ai portafogli sulla base delle responsabilità manageriali e non puramente su criteri regolamentari.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.

Per quanto riguarda gli Stress Test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress Test.
Oltre al monitoraggio dei Granular Market Limits, Group Market Risk procede con periodicità almeno mensile al calcolo di sensitivity analysis, ovvero effetto di conto economico conseguente alla variazione di valore di singoli fattori di rischio o di più fattori di rischio dello stesso tipo. Oltre la sensitivity degli strumenti finanziari rispetto alle variazioni del fattore di rischio sottostante, si procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità di tassi di interesse ipotizzando una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.
Rischio di prezzo
A. Aspetti generali
La rischiosità di prezzo riferita ad azioni, commodity, O.I.C.R. e relativi prodotti derivati presenti nel Portafoglio di negoziazione, origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati. Il rischio di prezzo derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC e il ricorso al security lending. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali e derivati complessi.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio, che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
Per quanto riguarda gli stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo "Strategie e processi di gestione del rischio" e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo "Stress test".
Informazioni di natura quantitativa
1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e dei derivati finanziari
La presente tabella non è stata redatta in quanto vengono riportate le sensitivity al tasso di interesse in base al modello interno.
2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione
La presente tabella non è stata redatta in quanto vengono riportate le sensitivity al rischio di prezzo in base al modello interno.
3. Portafoglio di negoziazione di vigilanza - modelli interni e altre metodologie per l'analisi di sensitività
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
Rischio di tasso
Sensitivity ai tassi di interesse
La sensitivity ai tassi di interesse è calcolata ipotizzando sia movimenti paralleli delle curve di tasso, sia variazioni della relativa inclinazione.
Per quanto riguarda i movimenti paralleli si analizzano gli effetti dovuti a movimenti delle principali curve per ±1pb/±10pb/±100pb. Ad uno spostamento della curva di 1pb, viene calcolata la sensitivity in corrispondenza di diversi time-bucket. Per le variazioni nell'inclinazione delle curve dei tassi, si riporta la sensitivity a variazioni delle stesse sia in senso orario ("clockwise turning" - Turn CW), rappresentativa di un incremento dei tassi a breve termine e di una contemporanea diminuzione di quelli a lungo termine, sia in senso antiorario ("counter-clockwise turning" - Turn CCW), rappresentativa di una diminuzione dei tassi a breve e di un corrispondente incremento di quelli a lungo termine.
- In particolare, la rotazione oraria e anti-oraria attualmente implementata prevede rispettivamente le seguenti variazioni in termini assoluti:
- +50pb/-50pb in corrispondenza del bucket a 1 giorno;
- 0pb in corrispondenza del bucket a 1 anno;
- -50pb/+50pb in corrispondenza del bucket a 30 anni e oltre;
- per bucket compresi tra quelli indicati, lo spostamento da applicare è ricavato per interpolazione lineare.
Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità del tasso interesse ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.

Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.
| (milioni di €) | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| TASSI DI INTERESSE |
+1 PB INFERIORE A 1 MESE |
+1 PB DA 1 MESE A 6 MESI |
+1 PB DA 6 MESI A 1 ANNO |
+1 PB DA 1 A 5 ANNI |
+1 PB DA 5 A 10 ANNI |
+1 PB DA 10 A 20 ANNI |
+1 PB OLTRE 20 |
+1 PB TOTALE |
-10 PB |
+10 PB |
-100 PB +100 PB | CW | CCW | |
| Totale | -0,0 | -1,1 | 0,9 | -0,5 | 0,1 | -0,4 | -0,2 | -1,2 | 10,8 | -18,0 | 11,7 | -140,1 | -13,2 | 26,3 |
| di cui: | ||||||||||||||
| EUR | 0,0 | -1,1 | 0,9 | -0,1 | -0,2 | -0,6 | -0,3 | -1,5 | 14,0 | -12,9 | 50,9 | -104,0 | -3,0 | 16,3 |
| USD | -0,1 | 0,1 | 0,2 | 0,1 | 0,3 | -0,1 | 0,0 | 0,5 | -1,3 | 1,5 | -17,2 | 17,4 | -0,7 | 1,0 |
| GBP | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,2 | 0,0 | 0,3 | -3,0 | 2,9 | -32,7 | 27,1 | -9,8 | 9,3 |
| CHF | 0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,1 | 0,5 | -0,5 | 5,2 | -5,5 | -0,3 | 0,3 |
| JPY | 0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,1 | -0,1 | 0,7 | -1,0 | -0,5 | 0,5 |
(milioni di €)
| -30% | +30% | |
|---|---|---|
| Tassi di interesse | 1,7 | -17,2 |
| EUR | 1,1 | -15,8 |
| USD | 0,6 | -1,3 |
Rischio di prezzo
Sensitivity ai corsi azionari
La sensitivity rispetto ai corsi azionari è espressa in due modalità:
- come "Delta cash-equivalent", ovvero come controvalore in euro della quantità di sottostante che esporrebbe la banca allo stesso rischio derivante dal portafoglio reale;
- come risultato economico derivante dall'aumento e diminuzione dei prezzi spot del 1%, 10% e 20%.
Il Delta cash-equivalent ed il Delta 1% (ovvero l'impatto economico risultante dall'aumento dei prezzi spot dell'1%) sono calcolati sia dettagliatamente per regione geografica (immaginando che tutti i mercati azionari appartenenti a ciascuna regione siano perfettamente correlati) sia per totale (assumendo pertanto una perfetta correlazione fra tutti i mercati azionari). Le sensitivity rispetto a variazioni del 10% e 20% sono calcolate esclusivamente per totale.
Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità delle equity ipotizzando, in particolare, una variazione negativa e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.
In aggiunta si procede anche al calcolo della sensitivity ai prezzi delle materie prime secondo i criteri sopra indicati. Quest'ultima, considerata la secondarietà dell'esposizione rispetto a quella verso le altre tipologie di rischio, è articolata in un'unica categoria.
Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.
| (milioni di €) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| AZIONI | DELTA | ||||||
| TUTTI I MERCATI | CASH-EQUIVALENT | -20% | -10% | -1% | +1% | +10% | +20% |
| Europa | 134,6 | - | - | - | 1,3 | - | - |
| USA | 4,5 | - | - | - | 0,0 | - | - |
| Giappone | -1,8 | - | - | - | 0,0 | - | - |
| Asia ex-Giappone | 0,6 | - | - | - | 0,0 | - | - |
| America Latina | 0,3 | - | - | - | 0,0 | - | - |
| Altro | -48,2 | - | - | - | -0,5 | - | - |
| Totale | 90,0 | -111,6 | -19,9 | -0,4 | 0,9 | 11,1 | 10,3 |
| Commodity | -27,1 | -4,2 | 0,9 | 0,3 | -0,3 | -4,0 | -9,6 |
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| -30% | +30% | |
| Azioni | -8,1 | 20,4 |

2.2.2 Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio bancario
Informazioni di natura qualitativa
Rischio di tasso
A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso d'interesse e del rischio di prezzo
- a) Il rischio tasso di interesse si riferisce al rischio attuale o prospettico per il capitale e gli utili della banca derivante da movimenti sfavorevoli dei tassi di interesse che influiscono sulle posizioni della banca. Quando i tassi di interesse cambiano, il valore attuale e la tempistica dei flussi di cassa futuri cambiano e questo, a sua volta, cambia il valore sottostante delle attività, passività e voci fuori bilancio di una banca e quindi il suo valore economico. Le variazioni dei tassi di interesse influiscono anche sulla formazione del margine di interesse e, pertanto sugli utili della banca. Il monitoraggio e le procedure di gestione del rischio tasso di interesse sono applicati a tutte le posizioni sensiibili alla variazione dei tassi di interesse escludendo:
- Il portafoglio bancario detenuto per la negoziazione;
- Defined Benefit Obligations (DBO) portfolio.
- b) Il Comitato Asset & Liability Management è responsabile di definire la strategia operativa di gestione del rischio tasso del Portafoglio bancario, inclusa la strategia di gestione del capitale e del gap strutturale tra attività e passività non sensibili al tasso di interesse.
La gestione del rischio tasso di interesse del Portafoglio bancario è volta a garantire la riduzione degli impatti negativi sul margine di interesse, in orizzonte pluriennale, dovuto alla volatilità dei tassi di interesse al fine di conseguire un flusso di utili e una redditività del capitale coerente con il piano strategico. La strategia non prevede nessun posizionamento direzionale o discrezionale volto a generare utili addizionali, se non approvato dagli organi competenti e monitorato separatamente. Unica eccezione è per le funzioni autorizzate ad assumere posizioni sui tassi di interesse all'interno dei limiti approvati dai Comitati di Rischio.
Le funzioni di tesoreria gestiscono il rischio tasso delle transazioni commerciali mantenendo l'esposizione nei limiti fissati dai Comitati di Rischio Limiti e soglie d'allerta sono definiti, per ogni Banca o Società del Gruppo in termini di sensibilità al valore economico o al margine d'interesse. L'insieme di metriche è definito a seconda del livello di complessità del business della Società.
Ciascuna delle banche o società del Gruppo ha la responsabilità di gestire l'esposizione al rischio di tasso di interesse entro i limiti definiti. A livello consolidato, la funzione del Group Risk Management è incaricata della misurazione del rischio di tasso di interesse, che riporta al Comitato Asset & Liability Management le esposizioni e le analisi del rischio tasso di interesse del portafoglio bancario con frequenza mensile.
La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti dagli aspetti comportamentali della clientela, che possono impattare sul valore dei margini di interesse e del valore economico del portafoglio bancario quali ad esempio i rimborsi anticipati dei finanziamenti erogati ("prepayment") e stabilità delle poste a vista.
L'attività di monitoraggio è seguita da una costante attività di Stress Test mirata a verificare il rispetto dei limiti sotto scenari di stress più severi di quelli attesi e presenti sul mercato. La calibrazione degli scenari di monitoraggio e di stress test deve avvenire almeno con frequenza annuale.
Le funzioni di Internal Validation effettuano periodicamente una autonoma valutazione della corretta applicazione delle metodologia di misurazione applicate dalle funzioni di rischio sull'interno perimetro di monitoraggio del portafoglio bancario incluso le ipotesi comportamentali. Le funzioni di Audt assicurano l'adeguatezza ed il rispetto della regolamentazione interna ed regolamentare su base almeno annuale.
c) Il Gruppo misura e monitora ogni giorno il rischio di tasso di interesse. Le fonti principali del rischio di tasso di interesse si possono classificare come segue:
- rischio di "gap": nasce dalla struttura a termine del portafoglio bancario; trattasi del rischio che emerge dalla tempistica delle variazioni di tasso sullo strumento. La misura della variazione del "gap" dipende anche dal fatto se la variazione della struttura a termine dei tassi avviene in modo consistente su tutta la curva dei tassi (rischio parallelo) o in modo differenziato per periodo (rischio non parallelo). Il rischio di "gap" include anche il rischio di riprezzamento, ovvero il rischio di cambiamenti nel margine di interesse quando il tasso di un contratto finanziario viene rifissato; lo stesso si riferisce anche al rischio della curva dei rendimenti che si verifica quando uno spostamento della curva di tasso impatta il valore economico delle attività e passività sensibili al rischio di tasso.
- rischio base: può essere suddiviso in due tipi di rischio:
- rischio "tenor": deriva dalla mancata corrispondenza tra scadenza dello strumento e variazione dei tassi di interesse;
- rischio valuta: deriva dalla potenziale mancata compensazione tra le sensitività al tasso di interesse emergenti da diverse valute;
- rischio delle opzioni, deriva da posizioni in derivati o dagli elementi opzionali incorporati in molte attività, passività e voci fuori bilancio della banca, dove o la banca o il cliente hanno la facoltà di modificare l'ammontare e la tempistica dei flussi di cassa.
- d) La misurazione del rischio di tasso di interesse include:
- l'analisi di sensibilità del Margine d'Interesse alla variazione dei tassi d'interesse: un'analisi di bilancio costante (presupponendo che le posizioni rimangano costanti durante il periodo), e una simulazione di impatto sul margine di interesse per l'attuale periodo, considerando anche le ipotesi di elasticità per le poste a vista. Inoltre, con un'analisi di simulazione, si valuta l'impatto sul reddito di shock diversi delle curve dei tassi d'interesse, tra cui uno scenario di rialzo dei tassi istantaneo e parallelo di +100pb e uno di ribasso dei tassi è di -100bps o inferiore in funzione del livello dei

tassi nelle singole divise come richiesti dalla normativa EBA. Scenari aggiuntivi sono simulati per considerare il rischio base e altri shock non paralleli;
• l'analisi di sensibilità del Valore Economico alla variazione dei tassi d'interesse: include il calcolo delle misure di duration, sensibilità del valore economico delle poste di bilancio per i diversi punti della curva, così come l'impatto sul valore economico derivante da grandi variazioni dei tassi di mercato, secondo gli scenari del Supervisory Outlier Test richiesti dalla normativa EBA (EBA/GL/2018/02).
Il rischio tasso di interesse è monitorato giornalmente in termini di sensibilità del valore economico, per uno shock istantaneo e parallelo di +1 punto base della struttura a termine dei tassi di interesse. La funzione responsabile della gestione del rischio di tasso di interesse, verifica su base giornaliera l'utilizzo dei limiti per l'esposizione al rischio tasso di interesse a seguito di uno shock di 1pb. Attraverso le rispettive metriche di "IR Basis" ed "IR Vega" sono anche considerati il rischio di base ed il rischio derivante delle opzionalità, Su base mensile sono monitorate la sensibilità del Valore Economico per gli shock, paralleli e non, più severi sulla struttura a termine dei tassi e quella del Margine di interesse, riportati descritti al paragrafo precendente.
- e) Le assunzioni ed i parametri dei modelli comportamentali utilizzate per i sistemi di misurazione interni sono gli stessi utilizzati per generare le esposizioni regolamentari pubblicate in tabelle EU IRRBB1.
- f) La mitigazione del rischio di tasso di interesse e le attività di copertura del portafoglio bancario sono effettuate attraverso l'uso di derivati regolamentati oppure Over the Counter (OTC) con sottostante tasso di interesse. L'ottimizzazione del natural hedge delle poste attive con le poste passive della banca viene gestito dalla funzione di Tesoreria di Gruppo e delle single legal Entities. Il rischio tasso di interesse viene trasferito principalmente all'interno del portafoglio di negoziazione di UniCredit Bank AG, che ottimizza di costi di hedging del gruppo UniCredit e li esternalizza sul mercato.
I contratti derivati a copertura del rischio tasso del portafoglio bancario non detenuti per negoziazione sono iscritti in contabilità come coperture di flussi finanziari (cash flow hedge) oppure coperture di fair value (cosiddetto fair value hedge).
g) La presenza e gli effetti delle opzioni comportamentali nello stato patrimoniale vengono presi in considerazione attraverso lo sviluppo e l'applicazione di modelli comportamentali. Il profilo delle scadenze, nonché la scadenza media di riprezzamento dei depositi a scadenza, tengono conto dell'identificazione della quota "stabile" dei saldi, ovvero dell'importo del deposito che potrebbe rappresentare una fonte stabile di finanziamento nonostante la breve scadenza contrattuale, nonché dell'identificazione della parte "core" dei saldi, ovvero l'importo del deposito che è stabile e difficilmente rivalutabile anche in presenza di variazioni significative del contesto dei tassi di interesse, determinato tramite la valutazione statistica della stabilità del volume e dell'elasticità del tasso del cliente (ovvero il parametro beta). Il profilo di scadenza nonché la scadenza media di riprezzamento dei mutui e dei prestiti al dettaglio tengono conto dell'opzionalità del pagamento anticipato, che viene valutata tramite la stima statistica del CPR (tasso di rimborso anticipato condizionato) sul portafoglio prestiti.
- h) Le variazioni di sensivity del Valore Economico e del margine di interesse nel primo semestre del 2021, osservabili nella tabella EU IRRBB1, riportata sotto, sono dovute ai seguenti fenomeni:
- aumento dei volumi dei derivati di copertura delle poste a vista modellizate (NMD) in UniCredit S.p.A., UniCredit Bank AG e UniCredit Bank Austria AG;
- aggiornamento del modello NMD in UniCredit Bank AG;
- aumento dei volumi "core" del modello NMD di UniCredit S.p.A.;
- estensione della scandenza del profilo dei modelli NMD in UniCredit Bank Austria da 10 a 15Y;
- aumento dell'operatività in Repo\Reverse Repo in Banca Centrale in UniCredit Bank Czech Republic.
- i) Gli scenari utilizzati nel template EU IRRBB1 relativamente alla variazione del valore economico corrispondono agli scenari del Supervisory Outlier Test richiesti dalla normativa EBA (EBA/GL/2018/02). Gli scenari utilizzati per le sensitivy del margine di interesse riportate nel template EU IRRBB1, sono stati definiti come di seguito:
- parallel up: shock parallelo di +100bps su tutte le curve di tasso di interesse, uguale per tutte le divise;
- parallel down: shock parallelo di ribasso dei tassi di interesse -100bps o inferiore in funzione del livello dei tassi nelle singole divise (CHF, EUR BAM e BGM -25bps; JPY, HRK -50bps; HUF RON -75bps).
- j) La scadenza media di riprezzamento del portafoglio dei deposity a vista è 2,1 anni.
- k) La scadenza più lunga di riprezzamento del portafoglio dei depositi a vista è 20 anni.

Rischio di prezzo
A. Aspetti generali, procedure di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo
Il rischio di prezzo del Portafoglio bancario si origina principalmente dalle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e dalle sue controllate con finalità di stabile investimento, nonché dalle quote di OICR non comprese nel Portafoglio di negoziazione in quanto detenute anch'esse con finalità di stabile investimento.
Per quanto riguarda gli Stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo Strategie e Processi di Gestione del Rischio e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo Stress test.
2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività
Rischio di tasso
Il template EU IRRBB1, riportato nella tabella sottostante, contiene le esposizioni delle metriche di rischio tasso d'interesse al 30 giugno 2021 ed al 31 dicembre 2020. Per la descrizione degli scenari si rimanda alla sezione Informazioni di natura qualitativa - Rischio Tasso
Tabella EU IRRBB1 - Rischio tasso d'interesse del portafoglio bancario
| (milioni di €) | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| a | b | c | d | ||
| Sensitivity del valore economico del patrimonio | Sensitivity del margine di interesse | ||||
| Scenari di rischio tasso d'interesse | 30.06.2021 | 31.12.2020 | 30.06.2021 | 31.12.2020 | |
| 1 | Parallel up | (2.809) | (210) | 849 | 1.116 |
| 2 | Parallel down | (701) | (1.137) | (252) | (351) |
| 3 | Steepener | (422) | (252) | ||
| 4 | Flattener | (847) | (726) | ||
| 5 | Short rates up | (1.370) | (512) | ||
| 6 | Short rates down | (191) | (177) |
2.2.3 Rischio di cambio
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio Il rischio di cambio in UniCredit si origina sia dalla presenza nel Gruppo di banche che operano in aree valutarie diverse dall'Area Euro, sia da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo, entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di "relative value" attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC. Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali. Il rischio viene costantemente monitorato e misurato utilizzando i modelli interni sviluppati dalle società che compongono il Gruppo.
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni. Tali modelli vengono inoltre utilizzati nel calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato a fronte dell'esposizione a tale tipologia di rischio.
Per quanto riguarda gli stress test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo "Strategie e processi di gestione del rischio" e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo "Stress test".
B. Attività di copertura del rischio di cambio
L'attività di copertura del rischio cambio all'interno del Portafoglio di negoziazione è finalizzata al rispetto dei Limiti Granulari e Globali definiti. Per il Portafoglio bancario il Gruppo attua una politica di copertura economica sia degli utili che dei dividendi provenienti dalle controllate non appartenenti all'Area Euro, tenendo in considerazione le condizioni di mercato nell'implementazione di tali strategie.
Rischio di credit spread
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali
Il rischio relativo ai credit spread e relativi prodotti derivati presenti nel Portafoglio di negoziazione si origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati ed OTC.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l'illustrazione delle metodologie utilizzate per l'analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai modelli interni.
Per quanto riguarda gli Stress Test si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo "Strategie e processi di gestione del rischio" e per la descrizione degli scenari complessi al paragrafo "Stress Test".
Informazioni di natura quantitativa
Sensitivity ai Credit Spread
Le sensitivity ai credit spread sono calcolate ipotizzando un peggioramento del merito di credito risultante in un movimento parallelo delle curve di credit spread per +1pb/+10pb/+100pb.
Tali sensitivity sono calcolate sia a livello complessivo, ipotizzando un movimento parallelo di tutte le curve di credit spread sia in corrispondenza di specifiche classi di rating e di settori economici.
La tabella sottostante mostra le sensitivity per il Portafoglio di negoziazione.
| (milioni di €) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| +1 PB INFERIORE A 1 MESE |
+1 PB DA 1 MESE A 6 MESI |
+1 PB DA 6 MESI A 1 ANNO |
+1 PB DA 1 A 5 ANNI |
+1 PB DA 5 A 10 ANNI |
+1 PB DA 10 A 20 ANNI |
+1 PB OLTRE 20 ANNI |
+1 PB TOTALE |
+10PB | +100PB | |
| Totale | -0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,5 | -0,2 | 0,1 | -0,5 | -4,6 | -55,0 |
| Rating | ||||||||||
| AAA | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,2 | -0,2 | 0,1 | 0,0 | 0,0 | -11,6 |
| AA | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,2 | 0,0 | -0,0 | -0,3 | -2,8 | -26,4 |
| A | -0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,1 | -0,0 | -0,1 | 0,0 | 0,0 | 0,3 | 3,3 |
| BBB | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,4 | 0,1 | 0,0 | -0,2 | -1,7 | -16,1 |
| BB | -0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,2 | -2,3 |
| B | -0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,1 | -0,6 |
| CCC and NR | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,1 | -1,3 |
| Settore | ||||||||||
| Governativi e Relativi | -0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,2 | -0,2 | -0,0 | 0,0 | -0,5 | -4,5 | -54,7 |
| ABS e MBS | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,5 |
| Servizi Finanziari | -0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,2 | -0,2 | -0,1 | 0,1 | -0,3 | -3,3 | -31,5 |
| Tutte le imprese | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,4 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,3 | 3,3 | 31,7 |
| Materie Prime | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,3 | 3,0 |
| Comunicazioni | 0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,1 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,1 | 0,6 | 6,2 |
| Beni di consumo ciclici | -0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,1 | 0,6 | 5,6 |
| Beni di consumo non ciclici | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,1 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,1 | 0,7 | 7,1 |
| Energia | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,1 | 1,2 |
| Tecnologia | 0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,1 |
| Industriale | 0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,4 | 3,7 |
| Servizi Pubblici | -0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,1 | -0,0 | 0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,5 | 4,6 |
| Tutti le altre imprese | 0,0 | -0,0 | -0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,4 |
Stress test
Gli Stress test costituiscono una metrica di rischio complementare al VaR e all'analisi di sensitivity e permettono l'esame dei rischi potenziali da una differente prospettiva. L'esercizio di Stress testing prevede la valutazione di portafoglio all'interno sia di scenari semplici (costruiti variando i fattori di rischio singolarmente), sia di scenari complessi (costruiti variando i fattori di rischio sistematicamente).
Di seguito sono riportate le descrizioni degli scenari complessi, che combinano movimenti di tassi di interesse, prezzi, tassi di cambio, credit-spread. Per le descrizioni degli scenari semplici si vedano i paragrafi precedenti.
Per quanto riguarda gli scenari complessi, diversi scenari sono stati applicati al Portafoglio di negoziazione e al Portafoglio Bancario (in particolare posizioni FVtPL e FVtOCI) del Gruppo su base mensile e riportati al Top Management.
Pandemic Scenario
In questo scenario, si ipotizza che la mutazione del virus porterà l'Europa ad affrontare un'ulteriore ondata di pandemia nella seconda metà del 2021, mentre gli Stati Uniti dovranno fare i conti con un nuovo aumento del numero di infezioni che costringerà la nuova amministrazione a reintrodurre le restrizioni alla mobilità e alle attività lavorative. Si assume inoltre che una sorta di immunità di gregge venga raggiunta solo verso la fine dell'orizzonte di previsione, poiché una parte non piccola della popolazione si dimostra restia a farsi vaccinare.
Dopo una riduzione di quasi il 7% nel 2020, il PIL della eurozona aumenterebbe del 2,9% nel 2021 (-0,6 punti percentuali rispetto al baseline), seguito da un'espansione del 2,1% nel 2022 (-2,3 punti percentuali) e del 1,2% nel 2023 (-1,0 punti percentuali).

Entro la fine del 2023, il PIL dell'eurozona rimarrebbe al di sotto del livello pre-crisi.
La debolezza della domanda aggregata prevarrebbe sulla debolezza dal lato dell'offerta, portando ad un ampliamento dell'output gap rispetto allo scenario baseline. Questo, insieme al calo del prezzo del petrolio, eserciterebbe pressioni al ribasso sull'inflazione, a partire dai livelli già deboli previsti nello scenario baseline. Durante tutto l'orizzonte di previsione, l'inflazione complessiva dell'eurozona oscillerebbe tra 1,0-1,5%, al di sotto della soglia di tolleranza della BCE.
La politica monetaria risponderebbe al deterioramento nelle prospettive di crescita e di inflazione e ad ogni potenziale minaccia riguardo alla trasmissione della politica monetaria. Si assume che la BCE non tagli il tasso di deposito in quanto la banca centrale giudica che l'impatto negativo sulla redditività delle banche in questo contesto supererebbe gli effetti positivi di un taglio dei tassi sull'economia reale. Pertanto, si presume che tutto l'onere dell'espansione monetaria aggiuntiva ricadrà sugli acquisti di titoli, molto probabilmente attraverso un forte aumento della dotazione del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), e su TLTRO. È probabile che restino in vigore condizioni favorevoli per le TLTRO per tutto il 2023 per mantenere bassi i costi di finanziamento per il settore bancario.
Lo shock porterebbe a un deterioramento dell'umore del mercato. Di conseguenza, si ipotizza un ampliamento dello spread tra obbligazioni sovrane e swap e più in generale spread creditizi più ampi, sia per i titoli sovrani più deboli che per i corporate (circa 150pb per Auto e Industriali e 80pb per Farmaceutici e Telecomunicazioni). Anche i mercati azionari sarebbero sotto pressione, con ribassi del 15/20%. Alla luce della reazione della banca centrale, ci si aspetta che parte dello shock iniziale venga riassorbito durante il primo anno.
Per quanto riguarda i mercati valutari, l'EUR-USD calerebbe dell'8% non appena si materializza lo shock, per recuperare un po' di terreno durante l'orizzonte dell'esercizio. Si prevede anche una riduzione dell'EUR-CHF, ma di un più moderato 4%. In entrambi i casi, i movimenti di valuta rifletterebbero il deterioramento della propensione al rischio.
Pandemic Scenario + Sovereign Stress
In questo scenario, si ipotizza che la mutazione del virus porterà l'Europa ad affrontare un'ulteriore ondata di pandemia nella seconda metà del 2021, mentre gli Stati Uniti dovranno fare i conti con un nuovo aumento del numero di infezioni che costringerà la nuova amministrazione a reintrodurre le restrizioni alla mobilità e alle attività lavorative. Si assume inoltre che l'immunità ottenuta attraverso la vaccinazione si dimostri di breve durata, mentre un numero relativamente elevato di reazioni avverse rende una percentuale crescente della popolazione riluttante a ricevere la somministrazione. I governi non avranno altra scelta che continuare a portare avanti politiche fortemente espansive per mitigare il ritmo della perdita di posti di lavoro, per rallentare l'aumento dei fallimenti delle aziende e per preservare la stabilità sociale.
La BCE dovrebbe rimanere sul mercato con PEPP e TLTRO con condizioni vantaggiose per tutto l'orizzonte di tre anni. Nonostante il continuo intervento della BCE su larga scala, l'ulteriore accumulo del debito del settore pubblico e le prospettive di una lenta ripresa eserciteranno pressioni al ribasso sul rating sovrano dei paesi più deboli dell'eurozona.
In questo contesto, dopo una riduzione di quasi il 7% nel 2020, il PIL dell'eurozona si espanderebbe del 2,4% nel 2021 (-1,1pp rispetto al valore dello scenario baseline), seguito da una contrazione dello 0,1% nel 2022 (4,5pp) e solo da una misera crescita dello 0,5% nel 2023 (-1,7pp ). Entro la fine del 2023, nessun paese dell'eurozona recupererebbe il livello di attività economica pre-crisi.
La debolezza della domanda aggregata prevarrebbe nettamente sulla debolezza dal lato dell'offerta, determinando un ampliamento considerevole dell'output gap che, unitamente al calo dei prezzi del petrolio, eserciterebbe una sostanziale pressione al ribasso sull'inflazione, a partire da livelli già deboli previsti nello scenario baseline. Dopo una media dell'1,4% nel 2021, l'inflazione complessiva si assesterebbe all'1% o al di sotto nel 2022-23. Questo sarebbe ben al di sotto di qualsiasi soglia di tolleranza della BCE.
La politica monetaria risponderebbe con forza al deterioramento nelle prospettive di crescita e di inflazione e ai crescenti rischi per i meccanismi di trasmissione della politica monetaria poiché lo stress sul mercato dei titoli sovrani spinge gli spread al rialzo. Si assume che la BCE non tagli il tasso di deposito in quanto la banca centrale ritiene che l'impatto negativo sulla redditività delle banche in questo contesto supererebbe gli effetti positivi di un taglio dei tassi sull'economia reale. Pertanto, si presume che tutto l'onere dell'espansione monetaria aggiuntiva ricadrà sugli acquisti di titoli, molto probabilmente attraverso un forte aumento della dotazione del Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), e su TLTRO. Con la sua flessibilità, il PEPP è lo strumento ideale per far fronte a una combinazione di sviluppi macro negativi associati all'intensificazione dello stress sovrano. Dato che la BCE rimarrebbe pienamente impegnata a preservare un funzionamento regolare del meccanismo di trasmissione, si presume che il front-loading degli acquisti dopo uno shock sul rating consentirà di mantenere lo spread del BTP-Bund a un livello accettabile, coerente con un corretto funzionamento della politica monetaria. È probabile che restino in vigore condizioni favorevoli per le TLTRO per tutto il 2023 per mantenere bassi i costi di finanziamento per il settore bancario.
Lo shock porterebbe a un deterioramento dell'umore del mercato. Di conseguenza, si ipotizza un ampliamento dello spread tra obbligazioni sovrane e swap e più in generale spread creditizi più ampi, sia per i titoli sovrani più deboli che per i corporate (circa 300 pb per Auto e Industriali e 150 pb per Farmaceutici e Telecomunicazioni). Anche i mercati azionari ci si aspetta che siano sotto pressione, con ribassi del 30/40%. A causa della reazione della banca centrale, ci si aspetta che parte dello shock iniziale venga riassorbito durante il primo anno.
Per quanto riguarda l'FX, l'EUR-USD calerebbe del 15% non appena si materializza lo shock, per recuperare un po' di terreno durante l'orizzonte dell'esercizio. Si prevede anche una riduzione dell'EUR-CHF, ma di un più moderato 5%. In entrambi i casi, i movimenti di valuta rifletterebbero il deterioramento della propensione al rischio.

| Stress Test sul Portafoglio di negoziazione | (milioni di €) | |
|---|---|---|
| FINE GIUGNO 2021 | ||
| PANDEMIC SCENARIO | PANDEMIC SCENARIO + SOVEREIGN STRESS |
|
| Totale gruppo UniCredit | -178 | -737 |
| RC Germania | -140 | -672 |
| RC Italia | -23 | -37 |
| RC Austria | 0 | 0 |
| RC CEE | -16 | -29 |
Sono state riportate le perdite ipotetiche del portafoglio di negoziazione manageriale, come definito sopra.
Le perdite ipotetiche provengono principalmente da UCB AG e sono dovute alla linea di business CIB Equity and Commodity Trade in tutti gli scenari, a causa di shock negativi sull'Equity.
In UniCredit S.p.A. le perdite ipotetiche sono dovute principalmente alla linea di business CIB Fixed Income & Currencies a causa dell'allargamento del Credit Spread sui governativi italiani.
Le perdite ipotetiche nel RC CEE provengono prevalentemente dall'allargamento dei Credit Spread sui governativi locali, in particolare Romania, Russia e Serbia.
2.4 Rischio di liquidità
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi operativi e metodi di misurazione del rischio di liquidità
Il rischio di liquidità identifica l'eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte agli impegni di pagamento (per cassa o per consegna) attuali e futuri, previsti o imprevisti senza pregiudicare l'operatività quotidiana o la propria condizione finanziaria.
I principi chiave
Le liquidity reference banks
L'obiettivo del Gruppo è mantenere la liquidità ad un livello che consenta di condurre le principali operazioni in sicurezza, finanziare le proprie attività alle migliori condizioni di tasso in normali circostanze operative e rimanere sempre nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento. A tale scopo, il Gruppo si attiene scrupolosamente alle disposizioni normative e regolamentari imposte dalle Banche Centrali e dalle autorità nazionali dei vari paesi in cui opera.
Oltre a soddisfare i requisiti legali e regolamentari locali, la Capogruppo, sotto la supervisione del Group Risk Management, ha definito politiche e metriche da adottare a livello di Gruppo, al fine di garantire che la posizione di liquidità di ciascuna società risponda ai requisiti dello stesso. Per tali ragioni, l'organizzazione del Gruppo è basata su criteri di tipo manageriale, definiti coerentemente con il concetto di liquidity reference bank. Le liquidity reference banks sono società che operano come sub-holding nella gestione della liquidità. Esse:
- intervengono nel processo di gestione e concentrazione dei flussi di liquidità delle varie società che ricadono all'interno del loro perimetro;
- sono responsabili dell'ottimizzazione del processo di funding effettuato nei principali mercati locali e del coordinamento dell'accesso ai mercati di breve e di lungo termine da parte delle Società del Gruppo sottostanti appartenenti al loro perimetro;
- infine, sono responsabili, a livello locale, dell'implementazione delle regole sulla liquidità di Gruppo, in conformità con le Linee guida di governance di Gruppo e con le vigenti norme locali.
Un ruolo particolarmente importante è svolto dalla Capogruppo, in qualità di soggetto responsabile della supervisione e del controllo del Gruppo. In tema di liquidità tale ruolo consiste nel guidare, coordinare e controllare tutti gli aspetti riguardanti la liquidità dell'intero Gruppo. La Capogruppo ha la responsabilità di definire il risk appetite di Gruppo e di sub-allocare i limiti, in accordo con le liquidity reference banks e/o le singole società. In particolare, la Capogruppo è responsabile per le seguenti funzioni:
- definire le strategie per la gestione del rischio di liquidità su tutto il perimetro di Gruppo;
- sviluppare metriche e metodologie per il rischio di liquidità;
- determinare limiti specifici per le esposizioni al rischio di liquidità, in linea con il risk appetite di Gruppo;
- ottimizzare l'allocazione della liquidità fra le varie società, in ottemperanza alla normativa locale e ai limiti alla libera circolazione dei fondi;
- coordinare l'accesso ai mercati finanziari per la gestione della liquidità;
- definire il piano di finanziamento ordinario e di contingenza per il Gruppo, coordinare e monitorare la sua realizzazione;
- valutare l'adeguatezza delle riserve di liquidità, sia a livello di singola società, che di Gruppo;
- coordinare le operazioni di rifinanziamento con la Banca Centrale Europea;
- definire e rivedere periodicamente l'ILAAP di Gruppo e approvare i Report ILAAP di Gruppo con cadenza annuale;
Inoltre, la Capogruppo agisce come liquidity reference bank per il perimetro Italia.

Il principio di "autosufficienza"
Questo tipo di organizzazione favorisce la self-sufficiency del Gruppo accedendo ai mercati locali e globali in modo controllato e coordinato. Coerentemente alle politiche di Gruppo, i surplus di liquidità strutturale possono essere trasferiti alla Capogruppo a meno che non sussistano impedimenti legali. La liquidità disponibile a livello di singolo Paese può essere assoggettata a restrizioni di tipo legale, regolamentare e politico. Il cosiddetto "large exposure regime", valido in Europa, oltre a norme specifiche valide a livello nazionale come il "German Stock Corporation Act", sono esempi di vincoli legali alla libera circolazione di fondi nell'ambito di un Gruppo bancario transnazionale45 .
Come principio generale, il large exposure regime implementato a partire dal 31 dicembre 2010, limita le esposizioni interbancarie ad un ammontare massimo pari al 25% del capitale: questa regola si applica anche alle esposizioni infragruppo.
Tuttavia, tale direttiva è stata implementata in maniera non uniforme nei vari paesi Europei. In alcuni paesi CEE è valido il limite massimo del 25% del capitale, ma in altri paesi CEE sono presenti regole più stringenti; in Austria, sulla base della normativa nazionale, il limite massimo del 25% del capitale non si applica alle esposizioni verso la società madre, se domiciliata in un paese dell'Area Economica Europea; infine, in Germania l'Autorità di Vigilanza nazionale ha previsto una procedura per un'esenzione dall'obbligo di rispetto del limite previsto dal large exposure regime per le esposizioni infragruppo.
In assenza di limiti ufficiali validi a livello nazionale, le Autorità di Vigilanza austriaca e tedesca si riservano la facoltà di valutare il livello di esposizione caso per caso. Nell'attuale contesto economico, in alcuni dei Paesi in cui il Gruppo opera, le autorità di vigilanza adottano misure volte a ridurre l'esposizione del proprio sistema bancario nazionale verso altre giurisdizioni con potenziali impatti negativi sulla capacità del Gruppo di finanziare le proprie attività.
In tale contesto è previsto nell'ambito della "Liquidity Management & Control Group Policy" un ulteriore principio per migliorare la sana e prudente gestione della liquidità; ad ogni società, con accesso al mercato deve migliorare la sua autosufficienza dal punto di vista della liquidità, favorendo in questo modo lo sfruttamento dei suoi punti di forza. Inoltre, la normativa di Gruppo prevede che ciascuna società (inclusa la liquidity reference bank) dovrebbe essere autosufficiente dal punto di vista della liquidità sulla sua valuta locale, sia indipendentemente sia facendo leva sulla liquidity reference bank. Questo principio di autosufficienza è riflesso in una specifica "struttura dei limiti": i limit sono definiti sia a livello di Gruppo sia a livello individuale, con l'obiettivo di evitare/controllare sbilanci importanti tra le società.
Questo tipo di organizzazione garantisce che le società appartenenti al Gruppo siano auto-sufficienti, accedendo ai mercati della liquidità, globali e locali, in maniera controllata e coordinata. In tal modo si rende possibile ottimizzare i) i surplus e i deficit di liquidità tra le società appartenenti al Gruppo ii) il costo complessivo del funding a livello di Gruppo.
L'adozione da parte del Gruppo del "Single Point of Entry" implica che la Capogruppo fornisca MREL interno a tutte le altre sussidiarie all'interno dell'Europa, rappresentando l'unica eccezione al principio di auto sufficienza.
Ruoli e responsabilità
Sono state identificate a livello di Gruppo, tre strutture principali per la gestione della liquidità: la competence line del Group risk management, la competence line del Group financial office, e la funzione "Tesoreria" (inclusa nella business unit "Markets"), ognuna con ruoli e responsabilità differenti. In particolare, le funzioni operative sono proprie di Finanza e Tesoreria, mentre la funzione Risk Management ha responsabilità di controllo e reportistica indipendente rispetto alle funzioni operative (in linea con quanto stabilito dalla vigente normativa di Banca d'Italia).
Più specificamente, la funzione di Group risk management è responsabile per il controllo indipendente del rischio di liquidità, del rischio di tasso e del rischio di cambio a livello di Gruppo e per gli stress test interni e regolamentari. In dettaglio:
- definire le politiche e le metodologie per la misurazione e il controllo del rischio di liquidità, sviluppare, aggiornare e presentare alle funzioni competenti report indipendenti sul rischio (controlli di secondo livello);
- definire le regole e i controlli volti a impostare e a monitorare i limiti in vigore per gestire il rischio di liquidità in linea con la propensione al rischio della banca al fine di monitorare i diversi fattori materiali del rischio di liquidità;
- contribuire alla definizione del risk appetite framework;
- valutare e monitorare le tendenze dell'esposizione al rischio di liquidità a livello di Gruppo e di paese confrontandoli con i rispettivi limiti e triggers;
- verificare la corretta implementazione delle mapping rules concordate;
- supervisionare le attività collegate all'esecuzione del Piano di finanziamento ordinario e di emergenza di Gruppo, nonché il monitoraggio della loro esecuzione;
- sviluppare e performare gli stress test per il rischio di liquidità a livello di Gruppo, analizzando il risultato, delineando nuovi scenari da analizzare e coordinare il piano di azione inerente ai risultati dello stress test; è inoltre responsabile di rivedere periodicamente la struttura degli stress test di liquidità;
- monitorare il rischio di liquidità e la produzione periodica dei report relativi al rischio su base consolidata in linea con i principi di Basilea "Principles for effective risk data aggregation and risk reporting", definire l'insieme di standard comuni in termini di presentazione e comunicazione dei report.
- compiere le attività di validazione interna a livello di Gruppo sui sistemi per la misurazione del rischio di liquidità, sui rispettivi processi, di qualità del dato e delle componenti informatiche per le società rilevanti e sui modelli per il la definizione del prezzo di strumenti finanziari per controllare che questi siano conformi con i requisiti regolamentari e gli standard interni;
45 Anche le disposizioni di Banca d'Italia, Circolare 285, prevedono che il gruppo debba assicurare il mantenimento nel tempo di riserve adeguate presso tutte le unità, in modo da tenere conto di eventuali vincoli di natura normativa (Parte Prima, Titolo IV, capitolo 6, Sezione III, paragrafo 7).

- sviluppare e fare il back-testing dei modelli comportamentali per la misurazione del rischio di liquidità;
- validare, controllando l'implementazione e rilasciando giudizi indipendenti sui modelli di mappatura del profilo di liquidità dei cespiti patrimoniali (i.e. stickiness dei depositi, rimborso anticipato, modelli comportamentali, etc.).
La Tesoreria agisce come organo di coordinamento nella gestione dei flussi finanziari infra-gruppo, derivanti dai deficit/surplus di liquidità delle varie società appartenenti al Gruppo, e applica gli appropriati tassi di trasferimento alle transazioni infra-gruppo. Eseguendo tali funzioni, la Tesoreria garantisce un accesso al mercato disciplinato ed efficiente.
Il Group Financial Office è responsabile del coordinamento del processo di pianificazione finanziaria a livello di Gruppo, di liquidity reference banks e delle società più rilevanti, al fine di assicurare efficientemente la stabilità e la sostenibilità della struttura finanziaria nel tempo, gestendo la composizione e le scadenze delle attività e delle passività, nel rispetto dei limiti e dei triggers definiti per la liquidità e le metriche di bilancio. È inoltre responsabile per l'esecuzione della strategia di finanziamento a medio lungo termine del Gruppo (incluse le operazioni di cartolarizzazione), per il coordinamento dell'accesso ai mercati nazionali ed internazionali per tutti le liquidity reference banks e le società rilevanti, sfruttando le opportunità dei mercati locali, al fine di ridurre i costi di finanziamento e diversificare le fonti di liquidità. In aggiunta a questo, la funzione esegue controlli di primo livello sulle posizioni gestite da Group Finance e Group Treasury con l'obiettivo di assicurare un appropriato flusso di informazioni di conto economico e liquidità relativamente alle varie operazioni e definisce le condizioni e le regole per l'applicazione dei prezzi di trasferimento.
Tutte le questioni più rilevanti in tema di rischio di liquidità vengono discusse nel comitato GALCO (Group Assets & Liabilities Committee). Le principali responsabilità del GALCO sono:
- intervenire nel processo di definizione di strategie, policy, metodologie e limiti (ove applicabili) per i rischi di liquidità, prezzi di trasferimento, Piano di finanziamento ordinario e di emergenza (funding plan e contingency funding plan), con funzioni consultive e propositive;
- contribuire alla definizione del Risk Appetite, in termini di soglie relative ai rischi di liquidità, tasso d'interesse del banking book, tasso di cambio;
- ottimizzare il profilo di rischio di liquidità del Gruppo, nei limiti definiti;
- controllare il rischio di liquidità, inclusa la reportistica periodica destinata all'Autorità di vigilanza;
- approvare e validare gli scenari di stress test di liquidità e le relative ipotesi;
- approvare la proposta di Internal Liquidity Adequacy Assessment Process (ILAAP) e la reportistica regolamentare da sottoporre al GR&ICC;
- approvare le strategie operative di indirizzo del bilancio e l'applicazione dei prezzi di trasferimento interni per l'Italia.
L'ottimizzazione del rischio di liquidità è perseguita stabilendo limiti specifici per l'attività bancaria standard di trasformazione delle scadenze a breve, medio e lungo termine. Tale processo è implementato nel rispetto delle disposizioni normative e regolamentari di ciascun Paese e delle policy e regole interne delle società del Gruppo tramite modelli di gestione adottati nelle liquidity reference banks.
I modelli sono sottoposti ad analisi condotte dal Risk Management locale o dalla struttura equivalente con le stesse responsabilità, di concerto con la funzione di risk management del Gruppo al fine di garantire il rispetto delle metriche e degli obiettivi definiti dal liquidity framework del Gruppo. Inoltre, le regole regionali devono essere conformi ai requisiti normativi e regolamentari nazionali.
Sistemi di misurazione e reporting del rischio
Tecniche di misurazione del rischio
- I diversi tipi di liquidità gestiti dalla banca sono:
- il rischio di liquidità di breve termine si riferisce al rischio di non-conformità tra gli ammontari e/o le scadenze dei flussi di cassa in entrata ed in uscita nel breve termine (inferiore all'anno);
- il rischio di liquidità di mercato è il rischio che la banca possa fronteggiare un cambiamento di prezzo notevole e avverso, generato da fattori esogeni ed endogeni che comportino delle perdite, nella vendita di attivi considerati liquidi. Nel caso peggiore, la banca potrebbe non essere capace di liquidare queste posizioni;
- il rischio di liquidità intra-giornaliero emerge quando un'istituzione finanziaria non può onorare i pagamenti o le obbligazioni di liquidazione in maniera tempestiva sia in condizioni normali sia in condizioni di stress;
- il rischio di liquidità strutturale è definito come l'incapacità della banca di procurarsi, in modo stabile e sostenibile, i fondi necessari per mantenere un rapporto adeguato tra le attività e le passività a medio/lungo termine (oltre l'anno) ad un prezzo ragionevole senza impattare le operazioni giornaliere o la situazione finanziaria della banca. Potrebbe avere un potenziale impatto sul costo del finanziamento (credit spread della banca o di mercato) con conseguenze sui risultati dell'istituzione;
- il rischio di stress o contingenza è legato alle obbligazioni future ed inattese (per esempio l'utilizzo di linee di credito irrevocabili, prelievo di depositi, aumento nelle garanzie prestate) e potrebbe richiedere alla banca un ammontare maggiore di liquidità rispetto a quanto considerato necessario per gestire il business ordinario;
- il rischio di liquidità intra-gruppo ha origine da un'eccessiva esposizione o dipendenza verso/da una controparte del Gruppo;
- il rischio di concentrazione delle passività emerge qualora una banca faccia leva su un numero limitato di fonti di finanziamento, la cui importanza diviene tale che il ritiro di una di esse potrebbe generare problemi di liquidità;
- il rischio di liquidità in valuta estera, generato dai disallineamenti tra flussi di cassa in entrata ed in uscita attuali o prospettici in valuta estera (rischio di rifinanziamento in valuta estera) o relativi alla distribuzione delle scadenze degli attivi e dei passivi in valuta estera (rischio di mismatch strutturale di valuta).

L'esposizione del Gruppo e delle sue società ad ognuno di questi rischi è misurata associando ad ognuno di essi una metrica o un insieme di metriche. Ogni società del Gruppo è esposta ai rischi sopra indicati in modo differente: per definire il perimetro di gestione e controllo del rischio di liquidità si esegue un'analisi di materialità.
Il rischio di liquidità, per la sua particolare natura, è affrontato tramite tecniche di analisi dei gap, stress test della liquidità e misure complementari (principalmente una serie di indicatori, come: gap prestiti-depositi, liquidity coverage ratio). In particolare, le analisi dei gap sono elaborate entro due orizzonti temporali distinti:
- giornalmente, una metodologia basata sul mismatch degli sbilanci di liquidità controlla il rischio di liquidità di breve termine derivante da scadenze dall'overnight fino a 12 mesi;
- mensilmente, i gap ratio controllano il rischio dal medio al lungo termine (liquidità strutturale) per le scadenze pari all'anno o superiori.
Il framework di gestione del rischio di liquidità
Il liquidity framework del Gruppo si basa sul Liquidity Risk Mismatch Model, caratterizzato dai seguenti principi fondamentali:
- gestione del rischio di liquidità sul breve termine (liquidità operativa) che considera gli eventi che avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo da un giorno fino ad un anno. L'obiettivo primario è quello di conservare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento ordinari e straordinari minimizzandone contestualmente i costi;
- gestione del rischio di liquidità strutturale (rischio strutturale) che considera gli eventi i quali avrebbero un impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo oltre l'anno. L'obiettivo primario è quello di mantenere un adeguato rapporto tra passività a medio/lungo termine e attività a medio/lungo termine, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di finanziamento, attuali e prospettiche, a breve termine, ottimizzando contestualmente il costo del funding;
- stress test: il rischio di liquidità è un evento di scarsa probabilità e di forte impatto. Pertanto, le tecniche di stress testing rappresentano un eccellente strumento per valutare le potenziali vulnerabilità del bilancio. La Banca riproduce diversi scenari, spaziando dalla generale crisi di mercato alla crisi idiosincratica e loro combinazioni.
In tale contesto, la Capogruppo considera tutte le attività, passività, posizioni fuori bilancio ed eventi presenti e futuri che generano flussi di cassa certi o potenziali per il Gruppo, proteggendo così le Banche/Società appartenenti allo stesso dai rischi correlati alla trasformazione delle scadenze. Inoltre, il rischio di liquidità è incluso nel risk appetite framework attraverso una serie di indicatori specifici.
Gestione della liquidità di breve termine
L'obiettivo della gestione della liquidità consolidata di breve termine è di garantire che il Gruppo resti nella condizione di far fronte agli impegni di pagamento, previsti o imprevisti, focalizzandosi sulle esposizioni relative ai primi dodici mesi.
- Le misure standard adottate a tal fine sono:
- gestione dell'accesso ai sistemi di pagamento (gestione della liquidità operativa);
- gestione dei pagamenti da effettuare e monitoraggio delle riserve di liquidità e del livello di utilizzo delle stesse (analisi e gestione attiva della maturity ladder).
Questi principi sono applicabili a livello di Gruppo e a livello di ciascuna liquidity reference bank.
La operative maturity ladder è composta dai flussi di cassa netti (in/outflows) contrattuali che impattano la posizione di liquidità presso le Banche Centrali e il conto Nostro. Si tratta di flussi che impattano direttamente la "core liquidity" della banca, su predefiniti bucket temporali. La operative maturity ladder è composta da:
- primary gap, è il fabbisogno netto di rifinanziamento wholesale nei diversi bucket temporali;
- counterbalancing capacity, è l'ammontare di titoli non impegnati accettati come garanzia dalle Banche Centrali o dalle controparti di mercato. L'ammontare di counterbalancing capacity è rappresentata al cosiddetto "liquidity value" (il market value meno l'haircut applicabile);
- cumulative Gap, è la somma dei componenti precedenti;
- riserva per flussi inattesi, rappresenta aggiustamenti di liquidità della operative maturity ladder per considerare un buffer the può essere utilizzato dalla Tesoreria per rifinanziare deflussi imprevisti che incidono sulla posizione della Banca Centrale (incluso nei bucket a breve termine). La riserva per flussi inattesi tiene conto della volatilità dei bisogni di finanziamento del portafoglio di attività commerciali, la volatilità delle fonti di finanziamento commerciali, compresi gli effetti potenziali di concentrazione, la variazione di valore della counterbalancing capacity dovuta a cambiamenti dei prezzi di mercato.
La operative maturity ladder è inclusa nel risk appetite framework di Gruppo, con un limite di 0 sul bucket a 3 mesi.
Il Gruppo adotta anche il "cash horizon" come indicatore sintetico dei livelli di rischio relativi alla posizione di liquidità a breve termine. Il cash horizon identifica il numero di giorni al termine dei quali la società in esame non è più in grado di onorare le proprie obbligazioni, così come rappresentate nella operative maturity ladder, una volta esaurita la counterbalancing capacity disponibile.

Gestione della liquidità strutturale
L'obiettivo della gestione della liquidità strutturale del Gruppo è di limitare le esposizioni al rifinanziamento sulle scadenze superiori all'anno, riducendo così i bisogni di rifinanziamento sul più breve termine. Il mantenimento di un adeguato rapporto tra le attività e le passività di medio/lungo termine mira ad evitare pressioni sulle fonti, attuali e prospettiche, a breve termine.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
- la distribuzione delle scadenze delle operazioni di finanziamento, per ridurre le fonti di funding meno stabili, ottimizzando contestualmente il costo della raccolta (gestione integrata della liquidità strategica e della liquidità tattica);
- il finanziamento della crescita tramite attività strategiche di funding, stabilendo le scadenze più appropriate (piano di finanziamento annuale);
- la conciliazione di requisiti di finanziamento a medio-lungo termine con l'esigenza di minimizzare i costi diversificando le fonti, i mercati nazionali, le valute di emissione e gli strumenti impiegati (realizzazione del piano di finanziamento annuale).
La metrica principale utilizzata per misurare la posizione a medio lungo termine è stato il net stable funding ratio, nella versione prescritta da Basilea 3, fino a giugno 2021 quando il CRR2 è entrato in vigore.
In generale, il net stable funding ratio è calcolato come il rapporto tra passività e attività. Tutte le voci di bilancio sono mappate con riferimento alla loro scadenza contrattuale. Inoltre, ad ognuna delle poste è assegnato un peso che riflette, per le passività, il loro grado di stabilità all'interno del bilancio e, per le attività, la porzione che a scadenza è rinnovata dalla banca o che, più in generale, non può essere negoziata sul mercato per reperire un giusto rifornimento di liquidità alla banca. Il limite interno fissato al 102,5% per 2021 significa che le passività stabili devono coprire totalmente il fabbisogno di finanziamento generato dalle attività di bilancio.
Una metrica strutturale, dedicata alla misurazione delle necessità di finanziamento generate dall'attività commerciale della banca è il funding gap (versione affinata del rapporto o differenza tra impieghi e raccolta). Esso misura la necessità di finanziamento che la banca ha nel mercato interbancario. L'indicatore, presente nel risk appetite framework, ha l'obiettivo di monitorare e gestire il livello di finanziamento dei crediti netti verso la clientela, proveniente da fonti di finanziamento non ottenute esclusivamente attraverso l'attività di Tesoreria/Finanza.
Liquidità in condizioni di stress
Lo Stress test è una tecnica di gestione del rischio impiegata per valutare i potenziali effetti che uno specifico evento e/o movimento, in una serie di variabili finanziarie, esercitano sulla condizione finanziaria di un'istituzione. Trattandosi di uno strumento previsionale, lo stress test della liquidità diagnostica il rischio di liquidità di un'istituzione. In particolare, i risultati degli stress test sono utilizzati per:
- valutare l'adeguatezza dei limiti di liquidità sia in termini quantitativi che qualitativi;
- pianificare e attuare operazioni di finanziamento alternative al fine di controbilanciare i deflussi di cassa;
- strutturare/modificare il profilo di liquidità degli asset del Gruppo;
- fornire supporto allo sviluppo del liquidity contingency plan.
Al fine di eseguire stress test uniformi in tutte le liquidity reference banks, il Gruppo adotta una metodologia centralizzata di Stress testing in base alla quale ogni liquidity reference bank è tenuta a riprodurre lo stesso scenario sotto il coordinamento del Group risk management tramite l'attivazione di procedure locali. Periodicamente, il Gruppo riproduce scenari di liquidità e conduce analisi di sensitività. Queste ultime valutano l'impatto esercitato sulla condizione finanziaria di un'istituzione da un movimento in un particolare fattore di rischio, mentre i test di scenario tendono a considerare le ripercussioni di movimenti simultanei in diversi fattori di rischio, definendo chiaramente un evento di stress ipotetico e consistente.
Il Gruppo identifica tre diversi tipi di potenziale crisi di liquidità:
- di mercato (sistemica, globale o settoriale): market downturn scenario. Tale scenario consiste in un'improvvisa turbolenza in un mercato monetario e di capitali che potrebbe essere causata dalla chiusura (o dall'accesso limitato) al sistema di mercato/regolamento, da eventi politici critici, crisi regionale, credit crunch, etc.;
- specifica del Gruppo o di parte di esso (idiosincratico): crisi sul nome; il presupposto potrebbe essere il rischio operativo, eventi connessi ad un aumento del rischio reputazionale del Gruppo e ad un declassamento del rating di UniCredit S.p.A. o altre società del Gruppo;
- una combinazione della crisi di mercato e di quella specifica: scenario combinato.
Questi scenari causano una sostanziale riduzione nella raccolta proveniente da clienti rating-sensitive, da investitori di CD/CP e dal mercato interbancario. In aggiunta, è considerato un possibile maggior ricorso alle linee di credito non utilizzate.
Il Combined Scenario prevede un generale contesto negativo del sistema bancario abbinato ad un problema specifico o di mercato riguardante il Gruppo.
Nella prima metà del 2021 il risultato degli stress test di liquidità del Gruppo nel combined scenario è stato sempre positivo sull'orizzonte temporale rilevante ai fini del sistema dei limiti interni.
In aggiunta allo stress test interno, la banca adotta e monitora anche il liquidity coverage ratio (LCR). Il coefficiente di copertura della liquidità è calcolato secondo le disposizioni del Regolamento di Esecuzione (UE) 2016/322 in vigore a partire dal 1 ottobre 2016 come rivisto da DR (EU) 2018/1620. Questo è il rapporto tra gli attivi liquidi di alta qualità (HQLA) ed i flussi di cassa netti attesi per i prossimi 30 giorni, sotto condizioni di stress. Il rispetto di questo requisito regolamentare è costantemente monitorato impostando, all'interno del risk appetite framework, delle limitazioni interne superiori al livello minimo vincolante di 100%.

Tra i flussi di liquidità in uscita che avvengono in situazioni di stress, la banca monitora con cadenza mensile l'impatto in termini di addizionali garanzie collaterali che la banca dovrebbe fornire in caso di downgrade del suo rating creditizio. A tal fine sono presi in considerazione i rating forniti da tutte le principali agenzie di rating. I controlli sono effettuati a livello di singola società. È effettuata, inoltre, un'attività di reportistica a livello consolidato, per consentire la valutazione dell'impatto a livello di Gruppo. Attenzione particolare è riservata ai veicoli (SPV).
A livello di Gruppo l'ammontare di flussi di cassa in uscita rilevanti dovuti al deterioramento del proprio merito di credito, inclusi tra le componenti del Liquidity Coverage Ratio, è uguale a 7.460 milioni di euro al 30 giugno 2021.
Mitigazione del rischio
Monitoraggio e reportistica
Nel Gruppo la governance di liquidità e il controllo del rischio ad essa relativo sono eseguiti attraverso l'impostazione e il monitoraggio delle restrizioni, gestionali e regolamentari, volte a prevenire potenziali vulnerabilità nella capacità della banca di far fronte ai propri obblighi di flussi di cassa e incorporate in limiti o livelli di warning/trigger.
I limiti a valere sulla liquidità a breve termine sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base giornaliera. Gli indici di liquidità strutturale e l'eventuale mancato rispetto dei limiti sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base mensile. Il periodo di sopravvivenza e i risultati dei Liquidity Stress Test sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base settimanale.
In entrambe le violazioni, di limite o di warning, a livello di Gruppo, la funzione di Risk Management del Gruppo analizza la causa degli eventi, attivando un appropriato processo di escalation e segnalando al comitato competente.
Fattori di mitigazione
Il rischio di liquidità è considerato una categoria di rischio rilevante ai fini della determinazione della propensione al rischio del Gruppo. I processi e le pratiche di gestione incluse nella "Liquidity management & control Group policy", che definisce i principi che la Capogruppo e le Società devono applicare per coprire e mitigare questo rischio e i ruoli interpretati dai vari comitati e funzioni.
In aggiunta ad avere un liquidity buffer per far fronte a deflussi di cassa inaspettati e stress test solidi, aggiornati periodicamente e condotti di frequente, i principali fattori di mitigazione della liquidità per il Gruppo sono:
- un'accurata pianificazione della liquidità sul breve e medio-lungo termine sottoposta ad un'attività di monitoraggio mensile;
- un'efficiente Contingency Liquidity Policy caratterizzata da un Contingency Action Plan, fattibile e aggiornato, da attuare in caso di crisi;
- un insieme di indicatori di early warning utili ad intercettare potenziali crisi di liquidità, dando così al Gruppo il tempo necessario per ristabilire un solido profilo di liquidità.
Piano di funding
Il Funding Plan ricopre un ruolo fondamentale nella gestione generale della liquidità influenzando sia la posizione di breve termine che la posizione strutturale. Il Funding Plan, definito a tutti i livelli (es. di Gruppo, di liquidity reference bank e di società), è sviluppato in coerenza con una analisi sostenibile di utilizzi e fonti sia sulla posizione a breve, sia strutturale. Uno degli obiettivi dell'accesso ai canali di medio-lungo termine è quello di evitare pressioni sulla posizione di liquidità a breve termine. Il funding plan deve essere aggiornato almeno annualmente e deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione. Inoltre, deve essere allineato con il processo di definizione del budget e con il risk appetite framework. La Capogruppo è responsabile per l'accesso al mercato per gli strumenti di capitale di Gruppo.
La Capogruppo coordina l'accesso al mercato da parte delle liquidity reference banks e delle società, mentre le liquidity reference banks coordinano l'accesso delle società che appartengono al proprio perimetro.
Ogni società o liquidity reference bank può accedere ai mercati per il finanziamento di medio e lungo temine, in modo da incrementare l'autosufficienza, sfruttare le opportunità di mercato e la specializzazione funzionale, tutelando l'ottimizzazione del costo dei finanziamenti del Gruppo.
La competence line del Group financial office è responsabile per l'elaborazione del funding plan. La funzione di risk management ha la responsabilità di rilasciare una valutazione indipendente del funding plan.
Contingency liquidity management del Gruppo
Le crisi di liquidità sono solitamente caratterizzate da un rapido sviluppo e i segnali che le precedono possono essere di difficile interpretazione, quando non addirittura inesistenti; è quindi importante individuare con chiarezza gli attori, i poteri, le responsabilità, i criteri di comunicazione e la reportistica, al fine di incrementare significativamente la probabilità di superare con successo lo stato di emergenza. Una crisi di liquidità può essere classificata come sistemica (es. evento di crollo complessivo del mercato monetario e di capitali) o specifica (es. specifica della banca) o una combinazione di entrambe.
La capacità di agire tempestivamente è essenziale per ridurre al minimo le conseguenze potenzialmente distruttive di una crisi di liquidità. Le analisi degli stress test rappresenteranno un valido strumento per l'individuazione delle conseguenze attese e la definizione anticipata delle azioni più adeguate per affrontare uno specifico scenario di crisi. In combinazione con gli early warning indicators, il Gruppo può addirittura riuscire ad attenuare gli effetti negativi di liquidità già nelle prime fasi della crisi.

Pertanto è stato definito un modello operativo specifico per situazioni di crisi, che può essere attivato efficacemente, sulla base di una procedura approvata. Per poter agire tempestivamente, è stata predefinita una serie di azioni di mitigazione. A seconda della situazione, alcune di queste azioni possono essere approvate per l'esecuzione.
L'obiettivo del documento di contingency liquidity management di Gruppo è di assicurare l'attuazione tempestiva di interventi efficaci fin dal principio (dalle prime ore) di una crisi di liquidità, attraverso la definizione di linee guida specifiche su attivazione delle fasi, convocazione di meetings, decisioni, azioni e procedure di comunicazione.
Tale scopo è raggiunto attraverso:
- una serie di early warning indicators che possono aiutare ad identificare una potenziale crisi emergente di liquidità;
- l'attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità, collegato a indicatori inclusi sia nel risk Appetite che nel Recovery Plan;
- una serie di azioni disponibili in stand-by per mitigare gli effetti negativi sulla liquidità;
- una coerente comunicazione interna ed esterna.
Una parte fondamentale della contingency liquidity management è costituita dal contingency funding plan. Questo piano consiste in un insieme di azioni di gestione potenziali ma concrete da attuare in una fase di crisi. Tali azioni sono dettagliate in termini di strumenti, importi e tempi di esecuzione volti a migliorare la posizione di liquidità della banca durante la fase di crisi. Il contingency funding plan è sviluppato sulla base del Piano di Finanziamento annuale.
Il Gruppo e le principali società sono dotate di un sistema di early warning indicators, finalizzato a monitorare su base continuativa le situazioni di stress, le quali possono essere originate dal mercato, dal settore o da eventi idiosincratici. Questi indicatori sono basati su variabili macroeconomiche o di mercato che riflettono l'andamento della politica monetaria delle Banche Centrali, o, ancora, su specifiche metriche interne. Il sistema di early warning indicators aiuta ad intercettare possibili crisi di liquidità o potenziali difficoltà di rifinanziamento del Gruppo, attivando una serie di decisioni prese dal senior management. Per ogni indicatore, si è adottato un sistema "a semaforo", tale da garantire sufficiente tempo per informare il senior management e mettere in piedi adeguate azioni correttive volte a riportare la liquidità del Gruppo ai livelli ordinari.
Adeguatezza del Liquidity Risk Management
Durante il processo annuale di ILAAP, è richiesto ai dirigenti di più alto livello di dare un giudizio di adeguatezza sulla posizione di liquidità e sulla stabilità delle fonti di finanziamento, all'interno di un documento definito Liquidity Adequacy Statement (LAS). Questo giudizio ha l'obiettivo di mostrare quali sono i principali motivi di variazione della posizione di liquidità nell'ultimo anno e di fornire spiegazioni anche sull'evoluzione delle metriche principali usate per indirizzare i differenti aspetti del rischio di liquidità. Nella prima metà del 2021, la situazione di liquidità del Gruppo è reputata adeguata e l'organizzazione della gestione del rischio di liquidità dell'istituzione assicura che i sistemi di gestione del rischio di liquidità in uso sono adeguati al profilo e alla strategia dell'istituzione.
I sistemi di misurazione e dei limiti in essere, hanno l'obiettivo di assicurare che il Gruppo abbia sempre un buffer o riserva di liquidità che consente di far fronte a pagamenti attesi e inattesi.
Nell'operatività giornaliera della Tesoreria, la riserva gestionale di liquidità è rappresentata dalla counterbalancing capacity (CBC). La Tesoreria di Gruppo, nel suo ruolo di funzione operativa per la gestione della liquidità, è incaricata a monetizzare anche le obbligazioni che fanno parte dei portafogli di negoziazione (Trading books), quando ciò si rende necessario per ripristinare la posizione di liquidità, prevalendo su qualsiasi attività/disposizione già vigente o strategia di gestione del rischio.
Da un punto di vista regolamentare, la riserva di liquidità è rappresentata dall'ammontare di high quality liquid assets (HQLA). Essi rappresentano il numeratore del liquidity coverage ratio (LCR), composto da strumenti che possono essere facilmente e prontamente convertiti in denaro liquido senza perdite significative di valore, anche in periodi di severi shock idiosincratici e di mercato. Questi strumenti devono essere disponibili, ossia liberi da qualsiasi tipo di onere legale, regolamentare, contrattuale che non consenta alla banca di liquidarli, venderli, trasferirli o assegnarli.
L'adeguatezza della riserva sotto entrambe le prospettive è monitorata e controllata attraverso le limitazioni imposte sia sulla operative maturity ladder (gestionale) sia sul LCR (regolamentare), come descritto sopra.
Nel primo semestre del 2021 l'operative maturity ladder del Gruppo, misurata considerando gli impedimenti al trasferimento della liquidità tra le varie società, è stata costantemente sopra il trigger del Risk Appetite, definito a un livello che assicura che il Gruppo abbia liquidità sufficiente per sopravvivere a un periodo di stress.
Allo stesso modo il liquidity coverage ratio è stato sempre al di sopra del trigger (fissato a un livello superiore rispetto al requisito regolamentare del 100%), confermando che la riserva di liquidità è sufficientemente dimensionata per coprire le ipotesi di stress su base mensile disegnate dai regolatori.
Mentre l'operative maturity ladder e LCR garantiscono che le riserve di liquidità siano adeguate, il rispetto dei limiti sul funding gap e sulle altre metriche di liquidità strutturale assicurano che la banca mantenga un equilibrio appropriato tra attività e passività nel medio-lungo termine (oltre l'anno), prevenendo ulteriore pressione sulla posizione di liquidità di breve periodo.

Nel primo semestre del 2021, sia il funding gap sia il net stable funding ratio sono stati sopra le limitazioni imposte nel risk appetite framework, confermando in questo modo la relativa stabilità delle fonti di finanziamento del Gruppo.
Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19
Il rallentamento dell'attività economica causato dal blocco dei movimenti e delle attività operative in Europa e dalle misure prese dai Governi per fronteggiare gli effetti dell'attuale emergenza sanitaria ed economica ha avuto un impatto sulle operazioni del Gruppo nei diversi Paesi del suo perimetro. I piani di gestione della business continuity sono stati attivati per assicurare il regolare svolgimento delle attività di Tesoreria ed il regolare flusso informativo agli amministratori della banca ed ai supervisori. Sebbene la situazione complessiva di liquidità del Gruppo sia sana e sotto controllo costante, alcuni rischi si possono materializzare nei prossimi mesi, condizionati al blocco e alle limitazioni alla mobilità imposte dal governo nazionale e all'atteso recupero economico.
I rischi più rilevanti a cui il Gruppo è esposto: i) un uso eccezionalmente alto delle linee di credito revocabili ed irrevocabili da parte delle imprese; ii) la capacità di rifinanziare il debito istituzionale in scadenza ed i potenziali flussi di cassa o di beni in garanzia in uscita che il Gruppo potrebbe fronteggiare in caso di riduzione del rating delle banche o del debito sovrano delle geografie in cui il Gruppo opera. Inoltre, alcuni rischi possono emergere dai limiti applicati ai prestiti tra banche appartenenti a Paesi diversi e già inaspriti in alcuni Paesi.
Un importante fattore di mitigazione di questi rischi sono le direttive di gestione della banca in emergenza presenti, il sistema di regole interne delle banche del Gruppo e le misure annunciate dalla Banca Centrale Europea, che hanno garantito una maggiore flessibilità nella gestione dell'attuale situazione di liquidità facendo leva sulle riserve di liquidità disponibili.
2.5 Rischi operativi
Informazioni di natura qualitativa
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo
Definizione di rischio operativo
Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di Compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio, possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell'azienda, interruzioni dell'operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi.
Framework di Gruppo per la gestione dei rischi operativi
Il gruppo UniCredit ha definito sistema di gestione dei rischi operativi l'insieme di normative e procedure per il controllo, la misurazione e la mitigazione dei rischi operativi nel Gruppo e nelle società controllate.
Le normative di rischio operativo, applicabili a tutte le Società del Gruppo, sono principi comuni che stabiliscono il ruolo degli organi aziendali, della funzione di controllo dei rischi, nonché le interazioni con le altre funzioni coinvolte nel processo.
La Capogruppo coordina le Società del Gruppo secondo quanto stabilito nella normativa interna e nel manuale di controllo dei rischi operativi. Specifici Comitati rischi (Group Risk & Internal Control Committee, Group Operational and Reputational Risks Committee) sono costituiti per monitorare l'esposizione, le azioni di mitigazione, le metodologie di misurazione e di controllo di Gruppo. In riferimento a UniCredit S.p.A., in particolare, il comitato "Italian Operational & Reputational Risk Committee" (IORRIC) si riunisce con l'obiettivo di monitorare l'esposizione al rischio operativo e reputazionale, di valutare gli eventi di impatto significativo e le relative azioni di mitigazione con riferimento al perimetro di UniCredit S.p.A. e le sue controllate italiane. Le metodologie di classificazione e controllo di completezza dei dati, analisi di scenario, indicatori di rischio, reporting e misurazione del capitale di rischio sono responsabilità di Group Operational & Reputational Risks Department di Capogruppo e sono applicate dalle Società del Gruppo. Elemento cardine del sistema di controllo è l'applicativo informatico a supporto per la raccolta dei dati, il controllo dei rischi e la misurazione del capitale.
La conformità del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi alla normativa esterna e agli standard di Gruppo è valutata attraverso un processo di convalida interna, responsabile di questo processo è il Group Internal Validation Department della Capogruppo, struttura indipendente dal Group Operational & Reputational Risks Department.
Dal mese di marzo 2008 il gruppo UniCredit utilizza il modello AMA (Advanced Measurement Approach) per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi. L'utilizzo di tale metodo è stato esteso alle principali Società del Gruppo in base ad un piano di roll out.

Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19
Per quanto riguarda i rischi operativi, sono state effettuate analisi volte a identificare i rischi derivanti dai cambiamenti di processo tempo per tempo adottati per tutelare la salute dei dipendenti e dei clienti.
Con riferimento ai rischi operativi individuati, si è poi proceduto alla valutazione dell'efficacia delle misure di mitigazione del rischio anche mediante analisi comparative tra diverse Società del Gruppo.
Inoltre sono stati attivati specifici controlli di secondo livello finalizzati a presidiare le aree oggetto di cambiamenti più significativi. E' stato attivato un monitoraggio specifico degli incidenti operativi legati, anche indirettamente, all'epidemia Covid-19 per intercettare tempestivamente potenziali criticità di processo o comportamenti non adeguati.
Struttura organizzativa
L'Alta Direzione è responsabile per l'approvazione di tutti gli aspetti rilevanti del framework di Gruppo dei rischi operativi, per la verifica dell'adeguatezza del sistema di misurazione e controllo e viene informata regolarmente circa le variazioni del profilo di rischio e l'esposizione ai rischi operativi, con l'eventuale supporto di appositi comitati rischi.
Il "Group Operational & Reputational Risks Committee" è responsabile per la valutazione e il monitoraggio a livello di Gruppo dei rischi operativi (inclusi i rischi ICT e Cyber) e dei relativi rischi reputazionali. Il comitato consente il coordinamento tra le funzioni di controllo al fine di individuare e condividere lle priorità di Gruppo relative ai rischi operativi (ad esempio rischi emergenti) ed il monitoraggio dell'efficacia delle iniziative messe in atto per salvaguardarli.
Il "Group Operational & Reputational Risks Committee" si riunisce con funzioni consultive e propositive ai fini della definizione di proposte da sottoporre alle strutture e agli organi decisionali di competenza, per:
- condividere i principali rischi operativi, a livello di mercato e per il Gruppo e le strategie complessive per l'ottimizzazione del rischio operativo e monitorare le iniziative intraprese per la relativa implementazione;
- valutare:
- gli assessment e le criticità rilevanti per il Gruppo e le Società del Gruppo in materia di Rischi Operativi e Reputazionali segnalate dai Comitati delle Società del Gruppo o evidenziati dalle funzioni di controllo o dalle strutture dei Co-COO (comprese le situazioni che hanno determinato situazioni di emergenza);
- le best practice e potenziali sinergie con riferimento ai piani di azione finalizzati alla mitigazione dei principali rischi operativi definiti dalle Società del Gruppo;
- gli eventi operativi esterni, con potenziale impatto sul profilo di rischio del Gruppo;
- la reportistica periodica di Gruppo predisposta dalle funzioni competenti sulle perdite operative (con particolare focus sugli eventi che hanno determinato impatti economici rilevanti), near misses, Capitale Regolamentare, Risk Weighted Assets, indicatori ed analisi di scenario, analisi dei rischi ICT & Cyber;
- le risultanze di Gruppo sugli incidenti rilevanti dell'area ICT & Cyber Risk e Security (in particolare, Major con grado L3 e L4);
- le risultanze di Gruppo delle analisi della funzione Compliance sui controlli di secondo livello svolti e sugli impatti attesi ed attuali delle regolamentazioni presidiate;
- il Regulatory Internal Validation Report annuale sul rischio operativo;
- rappresentare le proposte relative al risk appetite di Gruppo, inclusi gli obiettivi di capitalizzazione, i criteri di allocazione del capitale per i rischi operativi e le strategie assicurative del Gruppo proposte dalle competenti funzioni;
- rappresentare le modifiche sostanziali delle metodologie di misurazione dei rischi operativi e reputazionali.
Il "Group Operational & Reputational Risks Committee" fornisce informativa periodica al "Group Risk & Internal Control Committee"/GR&ICC e/o "Executive Management Committee"/EMC sui principali rischi, sulle evidenze, sulle risultanze delle valutazioni e sulle specifiche azioni proposte o attivate.
Il Group Operational & Reputational Risks Committee/GORRIC riceve dalla funzione Group Operational & Reputational Risks una reportistica periodica aggregata relativa sia alla Holding che alle Società del Gruppo su tutte le transazioni che sono state valutate sotto il profilo di rischio reputazionale, comprese le transazioni segnalate dai Comitati competenti (GMRC, GTCC, ITCC, ISTCC, DCMCC), e valutazione su eventi materiali e non materiali sulla base delle Global Rules vigenti in materia di rischio reputazionale.
La struttura Group Operational & Reputational Risks riporta al Responsabile del Group Risk Management ed è responsabile del governo, controllo dei rischi operativi e reputazionali (ivi inclusi i rischi operativi di confine con il rischio di credito, alias rischi Cross Credit) del Gruppo e della valutazione dell'esposizione ai rischi operativi e reputazionali garantendo su di essi un presidio continuativo e indipendente; è inoltre responsabile di definire le strategie per la mitigazione di tali rischi e per il contenimento delle relative perdite per il perimetro UniCredit S.p.A. La struttura è anche responsabile della definizione di programmi di ottimizzazione delle perdite operative facendo leva su specifici modelli di rischio e metodologie, oltre che del coordinamento delle attività previste dall'Operational e Reputational Risks Framework di Gruppo per le società controllate dirette di UniCredit S.p.A. che adottano il sistema AMA (limitatamente a quelle non incluse nel perimetro di altri Hub) e del coordinamento, per il perimetro di competenza, delle corrispondenti funzioni presso le Società del Gruppo secondo quanto previsto dalle Group Managerial Golden Rules ("GMGR" e "GMGR Evolution").

La struttura assicura che le attività di controllo dei rischi di pertinenza assunti dalle filiali estere di UniCredit S.p.A. siano monitorate e rendicontate al Group Chief Risk Officer ed è responsabile di assicurare un reporting integrato tra le funzioni di controllo (es. Compliance, Audit) sui principali rischi operativi e reputazionali di Gruppo.
La struttura è inoltre responsabile per il governo e il controllo dei Rischi ICT/Cyber tramite:
- a) la definizione del framework per la gestione dei rischi ICT/Cyber, il coordinamento e il monitoraggio delle Società del Gruppo nella sua implementazione;
- b) la misurazione, valutazione e il controllo dei rischi ICT/Cyber per UniCredit S.p.A.;
- c) monitorare a livello di Gruppo l'implementazione ed i risultati delle azioni di mitigazione a presidio dei rischi ICT/Cyber in cooperazione con le funzioni competenti (es. "Group Information & Security Office"), anche mediante l'analisi di indicatori di rischio.
La struttura si articola come segue:
- "Operational Risk Analytics and Oversight" responsabile di definire i principi e le regole a livello di Gruppo per l'identificazione, la valutazione ed il controllo del rischio operativo, monitorandone la corretta applicazione da parte delle Società, in particolare per quanto riguarda la raccolta delle perdite operative e lo svolgimento delle analisi di scenario. E' responsabile della definizione delle metodologie per la misurazione del capitale di rischio, del calcolo del capitale di rischio operativo e del corrispondente capitale economico, nonché dell'analisi, in termini quantitativi, dell'esposizione del Gruppo ai rischi operativi anche sulla base di Operational Risks Analitics model. E' inoltre responsabile della reportistica sui rischi operativi e del processo di definizione delle metriche di Risk Appetite Framework/RAF per i rischi di competenza, nonché del relativo monitoraggio periodico;
- "Operational & Reputational Risks Assessment and Strategies" responsabile di definire e monitorare le aree strategiche per la gestione del rischio operativo in coerenza con il RAF e gli obiettivi strategici di Gruppo mantenendo la responsabilità del coordinamento/monitoraggio delle azioni di mitigazione del rischio e coordinare il monitoraggio dei rischi operativi nel perimetro CEE a supporto diretto della struttura "CRO CEE". Inoltre è responsabile di sviluppare analisi ad hoc su tematiche specifiche di rischio operativo e reputazionale. Infine definisce le metodologie per la valutazione del rischio reputazionale verificandone la corretta implementazione e curare le attività di risk assessment per le transazioni italiane rientranti nel perimetro delle Global Rules in materia di rischio di reputazione (es. settori armi ed energia nucleare);
- "Operational Risks Management Italy & Lending Processes" responsabile del presidio dei rischi operativi di UniCredit S.p.A., supporta le funzioni di business del perimetro Italy nell'identificazione e nel monitoraggio dei rischi operativi anche effettuando specifiche attività di risk assessment (es. sulle transazioni rilevanti). E' inoltre responsabile del governo, dell'identificazione e del controllo del rischio operativo e reputazionale nel credit framework del Gruppo al fine di contribuire alla riduzione delle perdite operative (incluse quelle generate da frodi esterne). Infine compie attività di steering sulle Società del Gruppo per il perimetro di riferimento, relazionando anche in merito, nei relativi comitati oltre che nelle sedi opportune. Le funzioni di Operational Risk Management nelle società controllate forniscono formazione specifica sui rischi operativi al personale, che può
anche avvalersi di programmi di formazione disponibili via intranet e sono responsabili per la corretta realizzazione degli elementi del framework di Gruppo.
Processo di Convalida interna
In ottemperanza ai requisiti regolamentari è stato istituito, sia presso la Capogruppo sia presso le pertinenti Società del Gruppo, un processo di convalida interna del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi, al fine di verificarne la rispondenza alle prescrizioni normative ed agli standard di Gruppo. Questo processo è di responsabilità del department Group Internal Validation. Le metodologie di Gruppo per la misurazione e allocazione del capitale a rischio e i sistemi IT sono convalidate a livello di Capogruppo dal department sopracitato, cosi come l'implementazione del sistema di controllo e gestione dei rischi operativi nelle società controllate, che in prima istanza è valutata sulla base di un'autovalutazione, eseguita dalle funzioni locali di Operational Risk Management seguendo le istruzioni e linee guida emesse dal Group Internal Validation department. I risultati delle valutazioni locali sono rivisti annualmente dal Group Internal Validation department che esegue ulteriori analisi su dati e documentazione. Tali evidenze sono la base per l'emissione di specifici report di convalida alle società. I report di autovalutazione locale, insieme alla opinion del Group Internal Validation department e al report dell'Internal Audit, sono presentati ai competenti organi delle società controllate.
I risultati dell'attività di convalida, sia a livello di Capogruppo sia delle singole società, sono consolidati annualmente nel Group Validation report che, insieme alla relazione annuale dell'Internal Audit, è presentato al Consiglio di Amministrazione di UniCredit.
Reporting
E' stato sviluppato dalla Capogruppo un sistema di reporting per mantenere regolarmente informati l'Alta Direzione e l'organo di gestione sull'esposizione ai rischi operativi del Gruppo e sulle azioni intraprese per mitigarli.
In particolare, con periodicità settimanale viene fornito un report sull'andamento delle perdite operative e le principali iniziative intraprese per prevenire o mitigare i rischi operativi nelle varie aree di business e sui principali eventi. Le stime del capitale a rischio e il monitoraggio delle metriche RAF sono fornite trimestralmente. Un report informativo sull'andamento delle perdite viene fornite mensilmente ai Regulator.
Gestione e mitigazione del rischio
L'identificazione delle Strategie di Mitigazione del Rischio Operativo di Gruppo e delle Entità Legali (ORMS di Gruppo e Entità Legali) è eseguita dalle funzioni di Rischio Operativo attraverso una serie di attività annuali ricorrenti a livello locale e di Gruppo al fine di valutare i rischi rilevanti del Gruppo e delle Società e di definire le azioni di mitigazione più appropriate nel loro ambito per ridurre tali rischi.

Le ORMS di Gruppo costituiscono uno strumento di indirizzo per il Gruppo e le Società, finalizzato ad assicurare la sostenibilità del rischio operativo attraverso un approccio strutturato e proattivo alla mitigazione dei rischi e a rafforzare il quadro dei controlli per specifiche aree di processo. Le ORMS di Gruppo devono essere sottoposte ad approvazione del GR&ICC e al CdA della Capogruppo: una volta approvate, le ORMS di Gruppo sono in vigore e devono essere inviate alle Entità per essere sottoposte all'approvazione degli organi competenti a livello locale.
Le ORMS di Gruppo sono definite tramite:
- il Preliminary Self-Risk Assessment, una valutazione qualitativa da parte degli ORM locali di fattori di rischio rilevanti, individuati annualmente da ORRAS in ottica prospettica per l'anno successivo;
- la definizione dei Top Operational Risks di Gruppo, che si basano sull'identificazione dei rischi di maggior rilievo, scelti a seguito di una valutazione qualitativa di fattori di rischio rilevanti individuati in ottica prospettica e una analisi dei rischi segnalati dalla Entità legali, effettuata una volta l'anno - congiuntamente da Group Operational and Reputational Risk, Group Compliance e Internal Audit - con lo scopo di ottenere una vista integrata delle attività svolte per il controllo dei rischi;
- l'identificazione delle ORMS di Gruppo, che definiscono le azioni di mitigazione correlate ai Top Operational Risks e ai loro principali punti di attenzione/debolezza.
Le ORMS Locali sono identificate tramite la definizione delle azioni di mitigazione collegate sia ai Top Operational Risks con i loro principali punti di attenzione/debolezza sia agli specifici Rischi Operativi rilevanti a livello locale.
Le ORMS di Gruppo sono poi proposte dal Responsabile di Group Operational & Reputational Risk e dal CRO di Gruppo al Consiglio di Amministrazione di Gruppo per la sua approvazione; successivamente, le ORMS di Gruppo sono inviate alle Società per la validazione del Comitato Rischi locale e degli Organi locali competenti, insieme alle ORMS Locali proposte dall'ORM locale e/o dal CRO locale.
Le ORMS di Gruppo e Locali sono implementate con progetti, iniziative e attività individuate per mitigare le principali aree di rischio operative identificate (a livello di Società, per le ORMS Locale e per quelle di Gruppo applicabili.
Le ORMS di Gruppo e Locali sono anche monitorate su base regolare, verificando lo stato della loro implementazione, con particolare riferimento alle principali criticità riguardanti il piano originale delle azioni di mitigazione sia a livello di Gruppo che locale.
Operational Risk Permanent Workgroup (PWG)
La "Global Operational RegulationStrategie di Mitigazione del Rischio Operativo di Gruppo" regola il PWG, un gruppo di lavoro inter-funzionale costituito all'interno delle Società con lo scopo d'identificare la fonte dei Rischi Operativi e ridurre l'esposizione ai Rischi Operativi dell'Entità, facendo leva principalmente sull'esperienza delle funzioni di Rischio Operativo e delle altre funzioni competenti (ad esempio, Compliance, Security, le funzioni di Business, ecc.) coinvolte di volta in volta.
Le riunioni, che hanno frequenza almeno trimestrale, contribuiscono ad identificare i rischi, a proporre le azioni di mitigazione ed a monitorare la loro implementazione.
Assicurazione come mitigazione del rischio
La funzione di Operational Risk Management è coinvolta nel processo decisionale relativo alle assicurazioni, fornendo analisi sull'esposizione ai rischi operativi, l'efficacia delle franchigie e dei limiti delle polizze. La funzione informa regolarmente il management sulle tematiche assicurative legate ai rischi operativi. Il ruolo della funzione di Operational Risk Management nella gestione delle assicurazioni è definito nella "Global Operational Regulation Strategie di Mitigazione del Rischio Operativo di Gruppo".
Qualsiasi cambiamento rilevante alle strategie assicurative è proposto congiuntamente dalle strutture Group Operational and Reputational Risks e Group Insurance Management al Group Operational & Reputational Risks Committee (GORRIC) nell'ambito della sua funzione consultiva e, in caso di parere positivo, è sottoposta al GR&ICC per approvazione.
I rischi operativi generalmente assicurati nel Gruppo sono quelli sui beni materiali, frode e responsabilità verso terzi.
- In base alle classi di rischio definite, il Gruppo ha realizzato dei contratti assicurativi a presidio dei rischi, nelle seguenti forme:
- frodi interne: polizza BBB, nella clausola assicurativa infedeltà dei dipendenti;
- frodi esterne: polizza BBB nelle clausole assicurative per perdita valori e trasporto valori, (inclusa la perdita di proprietà derivante da furto e rapina), contraffazione o alterazione, criminalità informatica, inclusi i casi di "impersonificazione fraudolenta" di controparte finalizzati all'esecuzione di transazioni fraudolente (ad esempio, le cosiddette "frodi del CEO");
- violazioni informatiche: polizza Cyber, copertura per responsabilità verso terzi in caso di reclamo/azione legale (inclusi spese legali e costi di notifica alla clientela), costi legati all'interruzione dell'operatività dei sistemi (inclusi danni a UniCredit Group causati dall'interruzione di sistemi di fornitori IT esterni) ed alcune iniziative commerciali volte a compensare la clientela danneggiata; La copertura si estende anche a responsabilità per i multimedia del gruppo (cioè violazione dei diritti di copyright, diffamazione e negligenza generica in corso di pubblicazione);
- copertura responsabilità manageriale degli amministratori, spese legali incluse: polizza Directors and Officers Liability (D&O);
- responsabilità verso dipendenti: copertura responsabilità civile della Banca per eventuali danni arrecati ai dipendenti (equiparati a terzi);
- responsabilità verso terzi: copertura responsabilità civile generale della Banca per eventuali danni arrecati a terzi;
- eventi esterni: polizze "property all risks" e informatica "all risks", a protezione di fabbricati e beni, estese agli eventi naturali e catastrofali, atti vandalici e terrorismo, polizza Fine Art a protezione degli oggetti d'arte affidati o di proprietà.

AMA integra l'effetto della copertura assicurativa "Bankers Blanket Bond" su ET1 ("Event Type 1") "Frodi interne". In particolare, il suo impatto viene riconosciuto tramite l'applicazione dei seguenti "coefficienti di scarto" (allo scopo di considerare l'incertezza e gli elementi di disallineamento teoricamente connessi ad un'assicurazione), che sono aggiornati su base annuale:
- termine residuo di Polizza maggiore di 1 anno al fine di mantenere stabilità di copertura;
- termini di cancellazione maggiore di 1 anno al fine di mantenere stabilità di copertura (come per il termine residuo);
- probabilità di Recupero Assicurativo (PoIR) il suo calcolo indirizza l'incertezza e la capacità di risposta delle polizze assicurative inerenti le "discrepanze di copertura";
- tasso di recupero considera la ripartizione delle multe ed ammende nelle perdite interne (altre deviazioni dal pieno recupero sono già incluse nella PoIR);
- probabilità d'Insolvenza degli Assicuratori contribuisce a stimare la capacità dell'assicuratore di pagare tempestivamente, considerando il potenziale rischio di credito associato all'assicurazione in questione ed il relativo ritardo temporale stimato;
- fattore di sconto applicato ai recuperi, tiene conto che il pagamento finale è atteso con un ritardo definito dal ritardo temporale stimato.
Monitoraggio dell'ELOR (perdite attese su ricavi)
L'ELOR (perdite attese su ricavi) è un rapporto stimato, per il Gruppo e per le principali società, mediante un modello statistico basato sulle serie storiche di perdite operative e alcuni fattori forward-looking, a numeratore, e i ricavi a budget, a denominatore.
L'ELOR è monitorato trimestralmente sulla base dei dati effettivi di perdite e ricavi. Il confronto tra le soglie stimate all'inizio dell'anno e il valore attuale calcolato ogni trimestre permette un attento monitoraggio da parte della Capogruppo di interventi e reazioni attivate dalle società per ridurre e prevenire i rischi. Queste analisi sono anche utilizzate per valutare l'impatto delle azioni di mitigazione realizzate nel passato e come base per future strategie e attività di mitigazione nonché per il miglioramento di quelle esistenti. Un approccio strutturato per il monitoraggio delle perdite attese e l'implementazione delle azioni correttive assicura congruenza con gli standard della best practice di riferimento, favorendo l'attribuzione di responsabilità e l'allineamento tra le funzioni di business e quelle deputate al presidio del rischio.
Stress test
Dal 2017, il Gruppo effettua periodicamente analisi di stress per i rischi operativi. Tra queste, si annovera l'esercizio di stress test per l'intero Gruppo, teso a verificare, attraverso l'utilizzo di un modello statistico-econometrico, l'impatto in termini di perdite operative, nonché le ripercussioni conseguenti sul capitale a rischio, dei cambiamenti nei fattori macroeconomici sottostanti, utilizzando articolati scenari congiunturali discussi e definiti dal Group Stress Test Council su proposta del Research Department. Tale esercizio viene svolto due volte l'anno, o a richiesta, ogni qual volta si necessiti di un'analisi di questo tipo, per valutare i rischi derivanti da possibili peggioramenti del contesto macroeconomico.
Sistema di misurazione e allocazione del capitale
Descrizione del metodo per il calcolo del requisito patrimoniale (AMA)
Il gruppo UniCredit ha sviluppato un modello interno per la misurazione del requisito di capitale. Questo è calcolato tenendo conto dei dati di perdita interni, dei dati di perdita esterni (raccolti dal consorzio internazionale ORX - Operational Risk data exchange Association), dei dati di perdita ipotizzati tramite analisi di scenario e degli indicatori di rischio.
Il requisito patrimoniale è calcolato a livello di Gruppo considerando le classi di rischio. Per ogni classe di rischio, l'impatto e la frequenza delle perdite sono stimati separatamente per ottenere la distribuzione delle perdite annue.
La distribuzione di impatto viene stimata su dati interni, esterni e di scenario, mentre la frequenza viene determinata utilizzando solo i dati interni. La distribuzione di severity è selezionata da un portafoglio di distribuzioni parametriche (lognormale troncata, Weibull troncata, loglogistica troncata, Pareto generalizzata, lognormale shiftata) applicando un albero decisionale sui dati interni per individuare la distribuzione/soglia più adatta a descrivere i dati interni per ogni classe di rischio.
La frequenza dei dati di perdita è modellata con una distribuzione di Poisson. Per ogni classe di rischio, la distribuzione delle perdite annua è ottenuta dalle distribuzioni di impatto e di frequenza mediante simulazione Monte Carlo. Un aggiustamento per gli indicatori di rischio (key Operational risk indicators) si applica alla distribuzione di perdita annua stimata per ogni classe di rischio.
Le distribuzioni di perdita annua delle classi di rischio sono aggregate considerando la correlazione tra le perdite mensili delle classi di rischio. La correlazione è stimata mediante una funzione copula t-Student e la distribuzione complessiva delle perdite annue si ottiene mediante simulazione Monte Carlo, tenendo conto della copertura assicurativa. Il requisito patrimoniale AMA di Gruppo è calcolato sulla distribuzione aggregata delle perdite annue con un livello di confidenza del 99,9% a fini regolamentari per fini di calcolo del capitale economico. La perdita attesa per classe di rischio è calcolata come il minimo tra la mediana della distribuzione delle perdite e gli accantonamenti specifici disponibili relativi a dati perdita interni ordinari. La deduzione per la perdita attesa è calcolata sommando le perdite attese delle classi di rischio senza eccedere la mediana della distribuzione delle perdite aggregate.
I requisiti di capitale delle singole Società del Gruppo sono ottenuti mediante un meccanismo di allocazione che riflette l'esposizione ai rischi operativi di ognuna di esse.

Il meccanismo di allocazione si basa su due fasi:
- l'assorbimento di capitale di Gruppo viene allocato alle società sub-consolidanti (model hubs) in proporzione al peso relativo del requisito Standardised Approach (TSA), alle perdite storiche e alla misura di capitale di rischio stand-alone;
- l'assorbimento di capitale di ogni singolo Hub è successivamente allocato alle società individuali che ne fanno parte in base al peso relativo del loro requisito TSA, al profilo di rischio storico e alle analisi di scenario.
L'Advanced Measurement Approach (AMA) validato dalle autorità di Vigilanza nel 2008 è stato aggiornato e rivisto, a partire dalla segnalazione riferita alla data del 30 giugno 2014, attraverso la definizione di un modello di seconda generazione approvato dalle autorità competenti nel 2014. La risoluzione dei rilievi sul modello di seconda generazione ha condotto all'ultima versione del modello, utilizzata a partire dalla segnalazione riferita al 31 dicembre 2015. L'aggiustamento per gli indicatori di rischio è stato oggetto di un fine-tuning, a partire dalla segnalazione riferita al 31 dicembre 2017, al fine di recepire alcune osservazioni contenute nella lettera di BCE di luglio 2016 "follow-up review of AMA 2 findings". Una modifica del modello è stata applicata dalla segnalazione riferita al 31 dicembre 2018 al fine di migliorare l'accuratezza e la sensibilità al rischio del calcolo del requisito di capitale, includendo un add-on durante il periodo in cui l'autorità di vigilanza stava completando le verifiche. Questa modifica di modello è stata finalizzata a partire della segnalazione del 30 giugno 2019, al fine di indirizzare i rilievi dell'Autorità di vigilanza, rimuovere l'add-on e rendere il modello conforme alle norme tecniche di regolamentazione dell'UE (Normativa UE 2018/959 del 14 marzo 2018).
Le società non ancora autorizzate all'utilizzo dei metodi avanzati contribuiscono al requisito patrimoniale consolidato sulla base del metodo Standardised Approach (TSA) o Basic Indicator Approach (BIA).
B. Rischi derivanti da pendenze legali
Sussistono numerosi procedimenti giudiziari pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e di altre società appartenenti al gruppo UniCredit. In particolare al 30 giugno 2021 sussistevano circa 48.200 procedimenti giudiziari pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e di altre società appartenenti al gruppo UniCredit, di cui circa 8.800 riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A. (diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito nell'ambito dei quali siano proposte domande riconvenzionali o sollevate eccezioni relativamente alle ragioni di credito delle società del Gruppo). Inoltre, di volta in volta, amministratori, esponenti e dipendenti, anche cessati, possono essere coinvolti in cause civili e/o penali i cui dettagli il gruppo UniCredit potrebbe non essere legittimato a conoscere o a comunicare.
È anche necessario che il Gruppo adempia in modo appropriato ai diversi requisiti legali e regolamentari in relazione a diversi aspetti della propria attività quali le norme in materia di conflitti di interesse, questioni etiche, anti-riciclaggio, sanzioni irrogate dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti d'America e a livello internazionale, beni dei clienti, le norme che regolano concorrenza, privacy e sicurezza delle informazioni ed altre normative. Il mancato adempimento effettivo o asserito a tali disposizioni potrebbe comportare ulteriori contenziosi e indagini, nonché rendere il Gruppo soggetto a richieste di risarcimento del danno, multe irrogate dalle Autorità di Vigilanza, altre sanzioni e/o danni reputazionali. Inoltre, occorre segnalare che una o più società del Gruppo e/o i loro amministratori attualmente in carica e/o cessati sono, o potrebbero in futuro essere, soggetti ad indagini e/o procedimenti da parte delle competenti Autorità di Vigilanza o procure nei diversi Paesi in cui operano. Tali indagini e/o procedimenti riguardano, inter alia, aspetti dei sistemi informativi e dei controlli interni e casi di effettive o potenziali violazioni della normativa regolamentare da parte delle società del Gruppo e/o dei propri clienti. Considerata la natura delle attività del gruppo UniCredit e la riorganizzazione che nel corso del tempo lo ha interessato, vi è il rischio che richieste o questioni inizialmente relative a una sola delle società possano coinvolgere o produrre effetti anche nei confronti di altre società del Gruppo.
In molti casi vi è una notevole incertezza circa il possibile esito dei procedimenti e l'entità dell'eventuale perdita. Ove sia possibile stimare in modo attendibile l'entità dell'eventuale perdita e tale perdita sia ritenuta probabile, vengono effettuati accantonamenti in bilancio nella misura ritenuta congrua a giudizio della capogruppo UniCredit S.p.A., o della società del Gruppo coinvolta, secondo le circostanze e coerentemente con i Principi Contabili Internazionali (IAS).
A presidio delle eventuali passività e costi che potrebbero scaturire dai procedimenti giudiziari pendenti (diversi da quelli giuslavoristici e fiscali), il gruppo UniCredit ha in essere, al 30 giugno 2021, un fondo per rischi ed oneri pari a 690,8 milioni di euro, di cui 345,8 milioni di euro riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A.
Al 30 giugno 2021 il petitum complessivo riferito ai procedimenti giudiziari diversi da quelli giuslavoristici, fiscali e attinenti al recupero del credito era pari a circa 9,8 miliardi di euro, di cui circa 6,5 miliardi di euro riferiti alla capogruppo UniCredit S.p.A. Tale dato risente tanto della natura disomogenea dei contenziosi pendenti, quanto della molteplicità delle diverse giurisdizioni e delle relative peculiarità in cui società del gruppo UniCredit sono coinvolte in contenziosi passivi.
La stima delle predette obbligazioni che potrebbero ragionevolmente scaturire nonché l'entità del predetto fondo sono basati sulle informazioni attualmente disponibili ma implicano anche, a causa delle numerose incertezze scaturenti dai procedimenti giudiziari, significativi elementi di giudizio. Pertanto gli eventuali accantonamenti potrebbero risultare insufficienti a far fronte interamente agli oneri, alle spese, alle sanzioni ed alle richieste risarcitorie e restitutorie connesse alle cause pendenti.
Si riportano di seguito alcune sintetiche informazioni incluse, ove rilevanti e/o indicate, quelle relative ai singoli petita con riferimento alle questioni significative che coinvolgono il gruppo UniCredit e che non sono reputate del tutto infondate o normali nel contesto dell'attività delle società del Gruppo.

Il presente paragrafo contiene, tra l'altro, una descrizione dei procedimenti pendenti nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e/o di altre società appartenenti al gruppo UniCredit e/o di dipendenti (anche se ex dipendenti) che la capogruppo UniCredit S.p.A. considera rilevanti ai fini della presente informativa ma che, allo stato attuale, non rappresentano ancora richieste definite o non sono ancora quantificabili. Salvo ove diversamente specificato, le controversie giuslavoristiche e fiscali o attinenti al recupero del credito sono sinteticamente descritte, all'interno di note inserite in altre sezioni del documento e, pertanto, sono escluse dalla presente sezione. In conformità con quanto previsto dallo IAS37, informazioni che potrebbero pregiudicare in maniera significativa la posizione della società coinvolta nella controversia potrebbero essere omesse.
Contenziosi che coinvolgono la capogruppo UniCredit S.p.A.
Madoff
La capogruppo UniCredit S.p.A. e diverse sue controllate dirette o indirette (le "Società") sono state soggette ad azioni legali a seguito di uno "Schema di Ponzi" messo in opera da Bernard L. Madoff ("Madoff") attraverso la sua società Bernard L. Madoff Investments Securities LLC ("BLMIS") svelato nel dicembre 2008. Le Società erano legate a Madoff principalmente nel ruolo di gestore degli investimenti e/o consulente in materia di investimenti (investment manager and/or investment adviser) per Primeo Fund Ltd (ora in liquidazione) e altri fondi di fondi non statunitensi che avevano investito in altri fondi non statunitensi con conti presso BLMIS.
In particolare, le Società (unitamente a numerosi altri soggetti) sono state convenute in giudizio in numerosi procedimenti (sia negli Stati Uniti che in giurisdizioni non-statunitensi) in cui sono state avanzate richieste di risarcimento danni per un importo totale complessivo di più di 6 miliardi di dollari (da quantificarsi successivamente in corso di giudizio). Allo stato, la maggior parte delle azioni avviate dinanzi a tribunali statunitensi e relative alle Società sono state respinte senza possibilità di impugnazione o di essere riproposte. Tuttavia, il curatore fallimentare di BLMIS (il "SIPA Trustee") responsabile della liquidazione della società di Madoff continua a coltivare le azioni relative ai trasferimenti di denaro effettuati prima del fallimento da BLMIS in favore di una società collegata, BA Worldwide Fund Management Ltd ("BAWFM"), e altri soggetti in analoga posizione. L'eventuale pretesa risarcitoria nei confronti di BAWFM non è significativa e, pertanto, il procedimento non presenta peculiari profili di rischio per le Società.
Inoltre, taluni soggetti (attualmente e precedentemente) collegati chiamati in causa come convenuti in un procedimento negli Stati Uniti potrebbero chiedere di essere indennizzati dalle Società e da soggetti affiliati alle stesse.
Al 30 giugno 2021, pendevano numerosi procedimenti civili nei confronti di UniCredit Bank Austria AG ("UCBA AG") con richieste di risarcimento danni per un importo totale complessivo di 5 milioni di euro. Sebbene nella gran parte dei casi siano state rese sentenze favorevoli a UCBA AG, l'impatto dei restanti casi non può essere previsto con certezza e vi potrebbero essere decisioni future negative per UCBA AG. UCBA AG ha predisposto accantonamenti in una misura reputata idonea in relazione alla vicenda Madoff.
Inoltre, UCBA AG era stata convenuta in procedimenti penali in Austria legati al caso Madoff e relativi alla presunta violazione, da parte di UCBA AG, delle disposizioni dell'"Austrian Investment Fund Act" nella sua qualità di prospectus controller (responsabile del controllo del prospetto) del fondo Primeo; vi sono poi ulteriori contestazioni relative all'ammontare delle commissioni ed a una pretesa appropriazione indebita. Nel novembre 2019, le indagini penali contro UCBA AG e tutte le persone fisiche indagate sono state archiviate dal pubblico ministero. Il Tribunale penale di Vienna ha rigettato varie opposizioni all'archiviazione delle indagini depositate dalle parti private. Pertanto, le indagini penali nei confronti di UCBA AG e tutte le persone fisiche indagate rimangono archiviate. Le parti private non hanno altre impugnazioni a disposizione.
Azioni conseguenti all'acquisizione di UniCredit Bank AG ("UCB AG") da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. e alla riorganizzazione del Gruppo
Squeeze-out dei soci di minoranza di UCB AG (Appraisal Proceeding)
Nel 2008, circa 300 ex azionisti di minoranza di UCB AG hanno depositato, dinanzi alla Corte Distrettuale di Monaco di Baviera, una richiesta di revisione del prezzo versato da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. in sede di squeeze out (cosiddetta "Appraisal Proceeding"), pari a 38,26 euro per azione. Oggetto di contestazione è la valutazione di UCB AG, che rappresenta la base per il calcolo dell'ammontare dovuto da parte della capogruppo UniCredit S.p.A. agli ex azionisti di minoranza. Allo stato il procedimento è pendente in primo grado.
Squeeze-out degli azionisti di minoranza di UniCredit Bank Austria AG (Appraisal Proceeding)
Nel 2008, circa 70 ex soci di minoranza di UCBA AG, ritenendo non adeguato il prezzo versato in sede di squeeze out pari a 129,4 euro per azione, hanno avviato, avanti la Corte Commerciale di Vienna, un procedimento con il quale chiedono alla corte di verificare l'adeguatezza dell'importo loro riconosciuto (Appraisal Proceeding). Allo stato il procedimento è pendente in primo grado. Parallelamente, sono state avviate cinque cause nelle quali gli attori chiedono il risarcimento danni per importi non significativi.
Questioni connesse alle sanzioni economiche
In seguito all'accordo transattivo concluso nell'aprile 2019, le Autorità US e di New York hanno richiesto che venga effettuata una revisione esterna annuale in merito all'evoluzione dell'implementazione del processo. Alla luce di tale richiesta, nel 2020 il Gruppo ha nominato un consulente esterno indipendente. In seguito all'interlocuzione con il consulente indipendente e anche considerati gli impegni obbligatori nei confronti delle Autorità, la capogruppo UniCredit S.p.A., UCB AG e UCBA AG hanno implementato ulteriori requisiti e controlli, sui quali forniscono aggiornamenti periodici alle Autorità.

Titoli di stato denominati in Euro emessi da paesi dell'Unione Europea
In data 31 gennaio 2019, la capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB AG hanno ricevuto uno "Statement of Objections" dalla Commissione Europea nell'ambito dell'indagine della Commissione Europea su presunte violazioni della normativa antitrust in relazione a titoli di Stato europei. L'indagine si riferisce ad alcuni periodi tra il 2007 e il 2011 e copre attività di UCB AG tra settembre e novembre 2011. La Commissione Europea ha concluso la sua indagine con l'adozione della sua decisione del 20 maggio 2021. La decisione prevede l'imposizione di una sanzione pecuniaria pari a 69,4 milioni di euro nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB AG; l'importo della sanzione è sostanzialmente in linea con l'accantonamento precedentemente riconosciuto, e pertanto non ha causato alcun impatto materiale sui conti del secondo trimestre 2021 del Gruppo. La capogruppo UniCredit S.p.A. e UCB AG ritengono che le risultanze non dimostrino alcun illecito da parte del Gruppo. Si oppongono fermamente alle accuse formulate nella decisione e all'imposizione di una sanzione e impugneranno la decisione presentando appello dinanzi al Tribunale dell'Unione Europea.
In data 11 giugno 2019, UCB AG e UniCredit Capital Markets LLC sono state nominate, unitamente ad altre istituzioni finanziarie, come convenute in un'azione collettiva putativa già pendente presso la United States District Court for the District of the Southern District of New York. L'atto di citazione così come risultante dalla terza modifica, depositata in data 3 dicembre 2019, riguarda una presunta cospirazione tra rivenditori di titoli di stato europei denominati in Euro volta a fissare e manipolare i prezzi di tali titoli di stato, anche attraverso l'ampliamento dello spread tra domanda e offerta quotato ai clienti. La classe putativa è costituita da chiunque abbia acquistato o venduto titoli di stato europei denominati in Euro negli Stati Uniti nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012. In data 23 luglio 2020, il Tribunale ha accolto le richieste di archiviazione ("motion to dismiss") dell'atto di citazione formulate da alcuni convenuti, fra cui UCB AG e UniCredit Capital Markets LLC. In data 9 febbraio 2021, gli attori hanno depositato la quarta modifica all'atto di citazione, insistendo per le proprie domande nei confronti di UCB AG, UniCredit Capital Markets LLC e altre istituzioni finanziarie. Come i precedenti atti, la quarta modifica dell'atto di citazione non comprende una quantificazione dei danni richiesti. Lo scambio di corrispondenza sulle richieste di archiviazione ("motion to dismiss") è stato completato e nel giugno 2021 le parti convenute hanno presentato alla corte la richiesta di fissazione dell'udienza di archiviazione ("pre-motion conference").
Contenzioso legato a certe forme di operazioni bancarie
Il gruppo UniCredit è soggetto a numerosi contenziosi passivi relativi a fenomeni collegati alle proprie operazioni con la clientela che non riguardano specificamente il gruppo UniCredit, ma coinvolgono il sistema finanziario nel suo complesso.
Al riguardo, al 30 giugno 2021, si segnalano (i) il contenzioso relativo al fenomeno dell'anatocismo, tipico del mercato italiano, con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. risultava pari a 1,1 milioni di euro, comprensivo delle mediazioni; (ii) il contenzioso legato ai prodotti derivati, relativo principalmente al mercato italiano (con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti della capogruppo UniCredit S.p.A. risultava pari a 754 milioni di euro, comprensivo delle mediazioni) e tedesco (con riferimento al quale il petitum complessivo nei confronti di UCB AG risultava pari a 28 milioni di euro); nonché (iii) il contenzioso connesso ai finanziamenti in valute straniere, principalmente relativo ai Paesi della CEE (con riferimento al quale il petitum complessivo risultava pari a circa 163 milioni di euro).
Il contenzioso relativo al fenomeno dell'anatocismo riguarda la richiesta, da parte della clientela, di danni conseguenti alla presunta illegittimità delle modalità di calcolo e dell'ammontare degli interessi passivi relativi a determinati rapporti bancari. Ad oggi, la capogruppo UniCredit S.p.A. ha riconosciuto accantonamenti ritenuti congrui a coprire il rischio di causa.
Con riguardo al contenzioso connesso a prodotti derivati si segnala che diverse istituzioni finanziarie, comprese società facenti parte del gruppo UniCredit, hanno concluso una molteplicità di contratti derivati, sia con investitori istituzionali, sia con clienti non istituzionali. In Germania e Italia sono pendenti contenziosi contro società del Gruppo connessi a contratti derivati promossi da investitori istituzionali e non istituzionali. La promozione di questi contenziosi colpisce il sistema finanziario in generale e non specificatamente la capogruppo UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo. Allo stato la capogruppo UniCredit S.p.A. e le società del Gruppo interessate hanno predisposto, sulla base della miglior stima dell'impatto derivante da queste iniziative giudiziarie, accantonamenti ritenuti congrui.
Per quanto riguarda le controversie relative ai finanziamenti in valute straniere ("FX"), si evidenzia che negli ultimi dieci anni, un significativo numero di clienti nell'Europa centrale e orientale ha contratto tali tipi di mutui e prestiti in una valuta straniera. In molti casi i clienti o le associazioni di consumatori che agiscono per loro conto, hanno cercato di rinegoziare le condizioni di tali prestiti e mutui FX, ivi compreso che il capitale e i pagamenti degli interessi connessi al prestito fossero ridefiniti nella valuta locale al momento dell'erogazione del finanziamento e che il tasso d'interesse passasse retroattivamente da variabile a fisso. Inoltre, in diversi Paesi sono state proposte o sono state approvate normative che hanno un impatto sui prestiti FX. Tali sviluppi hanno provocato l'insorgere di contenziosi contro società controllate dalla capogruppo UniCredit S.p.A. in diversi Paesi dell'area CEE tra cui Croazia, Slovenia e Serbia.
Nel 2015, la Repubblica di Croazia ha emanato delle modifiche alla Legge sul Credito al Consumo e alla Legge sugli Istituti di Credito, imponendo, con efficacia retroattiva, la conversione dei finanziamenti che avevano come valuta di riferimento il franco svizzero (CHF) in finanziamenti aventi come valuta di riferimento l'Euro (la "Leggi sulla Conversione").
Nel settembre 2016, UCBA AG e Zagrebačka Banka ("Zaba") hanno avviato un'azione contro la Repubblica di Croazia ai sensi dell'accordo tra il Governo della Repubblica Austriaca e il Governo della Repubblica di Croazia sulla promozione e la protezione degli investimenti al fine di recuperare le perdite sofferte ad esito delle Leggi sulla Conversione. Nelle more Zaba si è conformata al disposto della nuova legge ed ha allineato conformemente i relativi contratti ove richiesta dai clienti. A seguito di un'udienza, il tribunale arbitrale si è espresso su una parte dell'eccezione di

giurisdizione del convenuto. Il Governo della Repubblica di Croazia ha raggiunto un accordo con sei banche locali, tra cui Zaba e UCBA AG, alla luce del quale in data 30 giugno 2021 le parti hanno congiuntamente richiesto al tribunale arbitrale di non proseguire il procedimento. Nel 2019 la Corte Suprema della Repubblica di Croazia ha stabilito l'invalidità della clausola valutaria in franchi svizzeri (CHF) contenuta nella documentazione relativa ai mutui ed ai prestiti. Pertanto, nel corso dell'esercizio 2019, le decisioni giurisprudenziali, le prassi dei tribunali in relazione alla materia FX, congiuntamente alla decorrenza della prescrizione per il promovimento di cause individuali in merito all'invalidità della clausola sugli interessi, hanno portato a un aumento significativo delle nuove cause contro Zaba. Nel marzo 2020 la Corte Suprema ha stabilito che i contratti conclusi successivamente alle Leggi sulla Conversione sulla base dei quali i clienti hanno convertito i loro mutui o prestiti denominati in franchi svizzeri in Euro sono validi e che non è dovuto alcun ulteriore pagamento. Nell'ottobre 2020 la Corte Suprema, così come una corte di merito, hanno presentato una domanda di pronuncia pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea chiedendo un'interpretazione circa l'applicabilità della Direttiva concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori e, a tal proposito, se un consumatore che ha convertito il proprio finanziamento coerentemente con le Leggi sulla Conversione abbia diritto a ulteriori pagamenti. La Corte Suprema ha ritirato la propria domanda, mentre l'altro procedimento è tuttora in corso. Nel marzo 2021 la Corte Costituzionale croata ha respinto la domanda di Zaba sulla validità della clausola FX. A fronte di tali vicende, sono stati predisposti accantonamenti ritenuti congrui.
Cause connesse a Vanderbilt
Azioni pendenti o minacciate dallo Stato del New Mexico o, per suo conto, da qualsiasi sua agenzia o fondo
Contenziosi connessi a Vanderbilt Capital Advisors, LLC ("VCA"), nei quali Pioneer Investment Management USA Inc., Pioneer Global Asset Management S.p.A. ("PGAM"), al tempo società controllata da UniCredit S.p.A. e fusa per incorporazione nella stessa nel 2017, e la capogruppo UniCredit S.p.A. (i "Convenuti") sono state chiamati in causa, in virtù dei rispettivi rapporti di affiliazione ("corporate affiliation") con VCA, in vari giudizi, inclusi quelli avviati da un ex dipendente dello Stato del New Mexico, il quale sosteneva di agire in qualità di rappresentante dello stesso in relazione alle perdite subite dallo Stato del New Mexico durante la contrazione del mercato del 2006-2008 per investimenti gestiti da VCA (perlopiù CDO). L'importo totale del risarcimento chiesto in tali giudizi in relazione a tali pretese perdite è di circa 365 milioni di dollari. Nel 2012, i Convenuti hanno raggiunto un accordo transattivo per un importo pari a 24,25 milioni di dollari e l'importo della transazione è stato depositato in un conto vincolato (cosiddetto "escrow") all'inizio del 2013.
La transazione necessita dell'approvazione del Tribunale, ma tale processo aveva subito un ritardo in attesa della determinazione da parte della Corte Suprema del New Mexico di una questione giuridica in un'altra causa pendente contro altri convenuti. Nel giugno 2015 la Corte Suprema del New Mexico ha emesso l'attesa decisione sulla questione giuridica e nel dicembre 2015 i Convenuti e lo Stato del New Mexico hanno rinnovato la richiesta per l'approvazione della transazione da parte del Tribunale. Quest'ultimo ha tenuto udienza nell'aprile 2016 e nel giugno 2017 ha approvato la transazione e stabilito che le domande nei confronti dei Convenuti venissero abbandonate. La sentenza che ha confermato tale determinazione della Corte è stata emessa nel settembre 2017 e un'istanza proposta dall'ex dipendente dello Stato al fine di impugnare tale decisione è stata rigettata dalla Corte nell'ottobre 2017. Gli appelli avverso la sentenza e la successiva ordinanza sono pervenuti nei mesi di ottobre e novembre 2017 e nel giugno 2020 la Corte d'Appello del New Mexico ha confermato la sentenza. Un'istanza di revisione è stata successivamente rigettata. Nell'ottobre 2020 la Corte Suprema del New Mexico ha dichiarato inammissibile un ulteriore ricorso, ma l'ex dipendente dello Stato ha presentato un'ulteriore istanza per l'ammissione del ricorso, tuttora pendente. La transazione non può pertanto avere efficacia fintanto che gli appelli sono pendenti. Se la sentenza sarà nuovamente confermata in appello, l'importo tenuto in conto vincolato (cosiddetto "escrow") verrà corrisposto allo Stato del New Mexico e i Convenuti, inclusa la capogruppo UniCredit S.p.A., saranno sollevati da qualsiasi pretesa che sia stata o avrebbe potuto essere avanzata da parte di o per conto dello Stato del New Mexico o delle sue agenzie o fondi.
Divania S.r.l.
Nel 2007 la società Divania S.r.l. (ora fallita) ("Divania") ha citato, dinanzi al Tribunale di Bari, UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. (poi UniCredit Corporate Banking e, oggi, UniCredit S.p.A.) contestando violazioni di legge e regolamentari (relative, tra l'altro, ai prodotti finanziari) con riferimento all'operatività in strumenti finanziari derivati in tassi e cambi posta in essere tra il gennaio 2000 ed il maggio 2005 dal Credito Italiano S.p.A. prima e da UniCredit Banca d'Impresa S.p.A. (oggi UniCredit S.p.A.), chiedendo la condanna al risarcimento di danni per 276,6 milioni di euro, oltre a spese di lite e interessi. Divania chiede anche che sia annullata una transazione del 2005 tra le parti in cui Divania aveva accettato di rinunciare a qualsiasi domanda connessa alle transazioni. Nel 2017 il Tribunale di Bari ha condannato la capogruppo UniCredit S.p.A. a pagare a favore della Curatela del fallimento Divania l'importo complessivo di circa 7,6 milioni di euro oltre interessi legali e parte delle spese e si è dichiarato incompetente a decidere su parte della domanda attorea. La decisione è stata appellata.
Divania ha inoltre avviato altri due giudizi dinanzi al Tribunale di Bari: (i) un primo giudizio per 68,9 milioni di euro nel 2009 (domanda poi aumentata a 80,5 milioni di euro), il quale contiene domande speculari a quelle della causa avviata nel 2007; e (ii) un secondo giudizio per 1,6 milioni di euro nel 2006. Con riferimento al primo giudizio, nel maggio 2016 la capogruppo UniCredit S.p.A. è stata condannata al pagamento di circa 12,6 milioni di euro oltre accessori e la relativa sentenza è stata appellata dalla capogruppo UniCredit S.p.A. Con riferimento al secondo giudizio, nel 2015 il Tribunale di Bari ha rigettato la domanda proposta da Divania e la sentenza è passata in giudicato.
Gruppo Viaggi del Ventaglio (IVV)
Nel 2011, IVV DE MEXICO S.A., TONLE S.A. e la Curatela del fallimento IVV INTERNATIONAL S.A. hanno avviato dinanzi al Tribunale di Milano un'azione di risarcimento danni per l'importo di circa 68 milioni di euro contro la capogruppo UniCredit S.p.A. Nel 2014, le Curatele dei fallimenti IVV Holding S.r.l. e IVV S.p.A. hanno avviato dinanzi al Tribunale di Milano due ulteriori azioni di risarcimento danni contro la capogruppo UniCredit

S.p.A., per importi rispettivamente di circa 48 milioni di euro e 170 milioni di euro. Nell'ottobre 2019, la Curatela del fallimento I Viaggi del Ventaglio Resorts Ventaglio Real Estate S.r.l. ha avviato dinanzi al Tribunale di Milano un'ulteriore azione di risarcimento danni contro la capogruppo UniCredit S.p.A., per l'importo complessivo di 12,8 milioni di euro.
I quattro giudizi - due dei quali transatti - riguardano asserite condotte illegittime con riferimento a certi finanziamenti e operazioni in derivati. Allo stato (i) con riferimento al primo giudizio, la società capogruppo UniCredit S.p.A. è risultata vittoriosa sia in primo che in secondo grado e il giudizio è stato transatto (ii) con riferimento al secondo giudizio, la Curatela del fallimento e la capogruppo UniCredit S.p.A. hanno raggiunto un accordo transattivo, approvato dal Giudice Delegato; (iii) il terzo giudizio pende ancora in primo grado e nel luglio 2020 il Fallimento e la capogruppo UniCredit S.p.A. hanno concluso un accordo transattivo ai sensi del quale il Fallimento ha rinunciato alle proprie domande nei confronti della Banca; la causa proseguirà fra la capogruppo UniCredit S.p.A., da una parte, e gli ex sindaci e garanti dell'attore, dall'altra, alla luce delle domande svolte da questi ultimi nei confronti della Banca nell'ambito della stessa causa; e (iv) nel quarto procedimento la prossima fase sarà la decisione del Tribunale circa l'ammissione dei mezzi istruttori. La transazione dei primi due giudizi ha comportato una riduzione del petitum complessivo a 13,5 milioni di euro.
Ditta individuale Paolo Bolici
Nel maggio 2014 la ditta individuale Bolici Paolo ha citato la capogruppo UniCredit S.p.A. dinanzi al Tribunale di Roma, chiedendo la restituzione di circa 12 milioni di euro di interessi anatocistici (con asserita componente usuraria), oltre a circa 400 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. La ditta è successivamente fallita. La capogruppo UniCredit S.p.A. ha vinto il giudizio di primo grado ed è pendente appello.
In data 31 luglio 2020 UniCredit S.p.A. ha ricevuto la notifica di un atto di citazione da parte dell'altro socio della ditta Paolo Bolici, avente ad oggetto richieste risarcitorie fondate su analoghe fattispecie a quelle già poste a fondamento della richiesta del 2014.
Mazza
Nel 2005, la capogruppo UniCredit S.p.A. ha sporto denuncia penale contro un notaio, il Dott. Mazza, i legali rappresentanti di certe società e alcuni dipendenti infedeli della capogruppo UniCredit S.p.A. in relazione ad alcune operazioni creditizie illecite in favore di alcuni clienti per circa 84 milioni di euro. Il procedimento penale si è concluso in primo grado con l'assoluzione degli imputati pronunciata dal Tribunale di Roma.
Tale sentenza è stata riformata a seguito dell'Appello proposto dalla Banca con la condanna a vario titolo di tutti gli imputati. A seguito del successivo ricorso in Cassazione, pur rilevando l'intervenuta prescrizione per alcune posizioni, sono state confermate le condanne disposte in appello circa le statuizioni civili.
A seguito della sentenza assolutoria nel primo grado del procedimento penale, il Dott. Mazza e altri soggetti coinvolti nel procedimento penale hanno avviato due azioni di risarcimento danni contro la capogruppo UniCredit S.p.A.: (i) la prima (instaurata dal Dott. Mazza, con un petitum di circa 15 milioni di euro), decisa dal Tribunale di Roma a favore della capogruppo UniCredit S.p.A. pende dinanzi alla Corte di Appello di Roma; (ii) nella seconda (instaurata da Como S.r.l. e dal Sig. Colella, con un petitum di circa 379 milioni di euro) il Tribunale di Roma ha deciso in favore della capogruppo UniCredit S.p.A., decisione appellata da controparte. A giudizio della capogruppo UniCredit S.p.A., queste azioni appaiono allo stato infondate, in particolare alla luce della sentenza penale della Corte d'Appello di Roma e della sentenza civile del Tribunale di Roma.
So.De.Co. - Nuova Compagnia di Partecipazioni S.p.A.
Nel 2014, nel contesto di un'operazione di ristrutturazione, Ludoil Energy S.r.l. ("Ludoil") ha acquistato il business "oil" da Nuova Compagnia di Partecipazione S.p.A. ("NCP"). Nel marzo 2016, So.De.Co., società interamente controllata da Ludoil, ha avviato dinanzi al Tribunale di Roma un'azione di risarcimento danni contro i propri ex amministratori, NCP, la capogruppo UniCredit S.p.A. (quale controllante di NCP) e le due società di revisione (PricewaterhouseCoopers S.p.A. e Deloitte & Touche S.p.A.) per l'importo di circa 94 milioni di euro, per non aver asseritamente effettuato accantonamenti appropriati a fronte di supposti rischi ambientali e aver dunque fatto sì che Ludoil pagasse un prezzo di acquisto eccessivo. Nel novembre 2019, il Tribunale ha rigettato integralmente le pretese di So.De.Co, altresì condannandola al pagamento delle spese in favore dei convenuti. So.De.Co. ha impugnato la sentenza, riducendo l'iniziale petitum a circa 17 milioni di euro. Nel novembre 2017, la stessa So.De.Co ha instaurato un giudizio separato nei confronti di NCP e degli ex amministratori. Il giudizio è attualmente pendente. Nel febbraio 2019, NCP ha avviato un procedimento arbitrale nei confronti di Ludoil (unico azionista di So.De.Co.). Il procedimento è attualmente pendente.
Procedimenti penali
Alcune società del gruppo UniCredit e alcuni suoi esponenti (anche cessati), sono coinvolti in diversi procedimenti penali e/o, per quanto a conoscenza della capogruppo UniCredit S.p.A., oggetto di indagini da parte delle autorità competenti in merito a diverse fattispecie legate all'operatività bancaria, tra cui, in particolare, in Italia, l'ipotesi di reato di cui all'art.644 (usura) c.p.
Sino ad oggi tali procedimenti penali non hanno comportato impatti negativi rilevanti sulla situazione economico, patrimoniale e/o finanziaria della capogruppo UniCredit S.p.A., tuttavia sussiste il rischio che, qualora la capogruppo UniCredit S.p.A. e/o le altre società del gruppo UniCredit ovvero loro esponenti (anche cessati), venissero condannati, tale circostanza possa avere degli impatti dal punto di vista reputazionale per la capogruppo UniCredit e/o per il gruppo UniCredit.
In relazione al procedimento penale relativo all'offerta di diamanti si veda il paragrafo "Offerta di diamanti" delle Note illustrative Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura, Sezione 5 - Rischi operativi, Informazioni di natura qualitativa, E. Altre contestazioni della clientela.

Altri contenziosi
Procedimenti legati a crediti fiscali
Il 31 luglio 2014 il Supervisory Board di UCB AG ha concluso le proprie indagini interne relative alle operazioni cosiddette "cum-ex" (la negoziazione di azioni in prossimità delle date di pagamento dei dividendi e le richieste relative a crediti fiscali) di UCB AG. I risultati delle predette indicano che la banca ha subito perdite a causa di passate azioni/omissioni attribuibili a singole persone.
A tal proposito, il Supervisory Board ha presentato un ricorso per risarcimento danni nei confronti di tre singoli ex componenti del consiglio di gestione non ritenendo opportuno intraprendere alcuna azione nei confronti dei componenti dello stesso attualmente in carica. Come suggerito dal Tribunale Regionale di Monaco, le parti hanno raggiunto una transazione stragiudiziale.
In aggiunta, sono state condotte indagini penali nei confronti di attuali o ex dipendenti di UCB AG da parte delle Procure di Francoforte sul Meno, Colonia e Monaco con lo scopo di verificare presunti reati di evasione fiscale da parte loro. UCB AG ha collaborato, e continua a collaborare, con le suddette Procure che stanno investigando su reati, che includono un'asserita evasione fiscale, compiuti in occasione delle operazioni cum-ex sia nei confronti di UCB AG che di un ex cliente di UCB AG. Il procedimento di Colonia a carico di UCB AG e di ex dipendenti della stessa si è chiuso nel novembre 2015 con, inter alia, il pagamento da parte di UCB AG di una sanzione di 9,8 milioni di euro. Le indagini della Procura di Francoforte sul Meno a carico di UCB AG ai sensi della sezione 30 della Legge sulle violazioni amministrative (la "Ordnungswidrigkeitengesetz") sono state chiuse nel mese di febbraio 2016 con il pagamento di una sanzione di 5 milioni di euro. L'indagine del procuratore di Monaco è stata a sua volta chiusa nel mese di aprile 2017, con il pagamento di una sanzione di 5 milioni di euro.
Nel dicembre 2018, nell'ambito di un'indagine in corso nei confronti di altri istituti finanziari e di ex dipendenti, UCB AG è stata informata da parte della Procura di Colonia dell'avvio di un ulteriore procedimento amministrativo in relazione a operazioni "cum-ex" su Exchange-Traded Funds ("ETF"). Nell'aprile 2019, tali indagini sono state estese alle cosiddette operazioni Ex/Ex, in cui è stato prospettato un coinvolgimento della Banca nell'origine di operazioni "cum-ex" di altri partecipanti al mercato alla ex-dividend date. UCB AG sta analizzando i fatti internamente e collaborando con l'Autorità.
Le autorità fiscali di Monaco stanno regolarmente effettuando verifiche fiscali nei confronti di UCB AG, in relazione agli anni dal 2013 al 2016, che includono, tra l'altro, l'analisi di altre operazioni di negoziazione di azioni in prossimità delle date di pagamento dei dividendi. Nel corso di tali anni UCB AG ha eseguito, tra l'altro, operazioni di prestito titoli (securities lending) con diverse controparti domestiche, come ad esempio operazioni su titoli in prossimità delle date di pagamento dei dividendi. Non è ancora chiaro se, e a quali condizioni, crediti fiscali o rimborsi di imposte possano essere applicati ai diversi tipi di operazioni concluse in prossimità della data di distribuzione dei dividendi, né quali possano essere le ulteriori conseguenze per la Banca in caso di diversi trattamenti fiscali. Non è possibile stabilire se UCB AG possa essere esposta a pretese fiscali da parte dei competenti uffici oppure a pretese da parte di terzi in base alle norme civilistiche. UCB AG è in costante contatto con le competenti autorità di vigilanza e con le autorità fiscali in relazione a queste tematiche. UCB AG ha predisposto accantonamenti.
Schahin Group
UCB AG e diverse altre istituzioni finanziarie sono state convenute in procedimenti avviati nel luglio 2021 dall'amministratore giudiziario e rappresentante estero di un conglomerato brasiliano del settore oil and gas presso la United States District Court, Southern District of New York. Gli attori lamentano danni in relazione alla restituzione di un prestito sindacato nel quale ha partecipato UCB AG per due perforatrici che i convenuti avrebbero pretesamente illecitamente ottenuto.
Medienfonds/fondi chiusi
Diversi investitori nel fondo denominato "Film & Entertainment VIP Medienfonds 4 GmbH & Co. KG", ai quali UCB AG aveva finanziato la partecipazione in detto fondo, hanno promosso azioni legali nei confronti di UCB AG. Gli attori lamentano che la banca, nel contesto della conclusione dei contratti di finanziamento, avrebbe fornito un'informativa inadeguata rispetto alla struttura del fondo e alle relative conseguenze fiscali. È stato raggiunto un accordo con la grande maggioranza degli attori. Non è stata ancora emessa la decisione finale circa la responsabilità da prospetto di UCB AG nel procedimento ai sensi del Kapitalanleger-Musterverfahrensgesetz, attualmente all'esame dell'Alta Corte Regionale di Monaco, che comunque avrà impatto soltanto su alcuni casi pendenti.
Alpine Holding GmbH
I procedimenti civili nei confronti di UCBA AG derivarono dalle domande degli obbligazionisti formulate nel giugno/luglio 2013. Tali domande scaturirono dal fallimento di Alpine Holding GmbH (una società a responsabilità limitata), in quanto UCBA AG aveva agito in qualità di "joint-lead manager", insieme con un'altra banca, nel collocamento delle emissioni obbligazionarie di Alpine Holding GmbH nel 2010 e 2011. Le domande degli obbligazionisti fanno riferimento alla responsabilità da prospetto dei "joint-lead manager" e, solo in una minoranza di casi, anche ad una pretesa consulenza illecita in materia di investimenti. Il petitum complessivo ammonta a 20,26 milioni di euro. Tali cause civili sono perlopiù pendenti in primo grado e potrebbero avere conseguenze negative per UCBA AG.
Recentemente, il consulente tecnico nominato dal Tribunale nella maggior parte dei procedimenti civili ha reso una relazione largamente favorevole a UCBA AG e alle altre banche emittenti. Gli investitori sostengono una diversa interpretazione della relazione e, come le banche emittenti, hanno chiesto che il consulente tecnico risponda a quesiti supplementari. Tale fase del giudizio è tuttora pendente. Pertanto, l'esito finale della consulenza tecnica non è ancora prevedibile.
In aggiunta ai procedimenti già pendenti nei confronti di UCBA AG in seguito all'insolvenza di Alpine, sono state minacciate e in futuro potrebbero essere avviate ulteriori azioni relative ad Alpine. Le azioni pendenti e quelle future potrebbero avere conseguenze negative per UCBA AG.

Nonostante la menzionata consulenza tecnica favorevole, è, al momento, impossibile stimare le tempistiche e gli esiti dei vari procedimenti, né l'importo dell'eventuale responsabilità.
Valauret S.A.
Causa civile avviata nel 2004 da parte di Valauret S.A. e Hughes de Lasteyrie du Saillant per ottenere il risarcimento danni per effetto di un deprezzamento dei titoli avvenuto tra il 2002 ed il 2003, in cui viene asserita un'attività fraudolenta da parte dei componenti del Consiglio di amministrazione della società e di altri. UCBA AG (nella sua qualità di successore di Creditanstalt) è stata chiamata in causa nel 2007 come la quattordicesima di un gruppo di convenuti poiché era la banca di uno degli altri convenuti. Il petitum complessivo ammonta a 129,86 milioni di euro oltre ai costi legali per 4,39 milioni di euro. Inoltre, nel 2006, prima che la causa fosse estesa a UCBA AG, il procedimento civile è stato sospeso a seguito dell'avvio di un procedimento penale promosso dallo Stato francese, oggi in corso. Nel dicembre 2008 il procedimento civile è stato sospeso anche nei confronti di UCBA AG. Il Tribunale Commerciale di Parigi ha informato UCBA AG in merito alla rimozione della causa dal proprio ruolo in data 17 giugno 2021 su richiesta di Valauret. Le pretese di Valauret sono probabilmente prescritte.
C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche
UniCredit è parte di contenziosi di natura giuslavoristica. In generale, tutte le cause di natura giuslavoristica sono assistite da accantonamenti adeguati a fronteggiare eventuali esborsi e in ogni caso UniCredit non ritiene che le eventuali passività correlate all'esito delle vertenze in corso possano avere un impatto rilevante sulla propria situazione patrimoniale, economica e/o finanziaria.
Cause promosse contro UniCredit S.p.A. da iscritti al Fondo ex Cassa di Risparmio di Roma
Pendono in Cassazione cause decise nei gradi precedenti in favore della Banca in cui viene chiesta in via principale la ricostituzione del patrimonio del Fondo della ex Cassa di Risparmio di Roma e l'accertamento e la quantificazione delle singole posizioni previdenziali individuali riferibili agli iscritti. Il petitum di queste cause con riferimento alla domanda principale è quantificabile in 384 milioni. Non sono stati fatti accantonamenti in quanto si ritengono questi ricorsi infondati.
D. Rischi derivanti da contenziosi di natura tributaria
L'informativa che segue concerne le controversie più rilevanti sorte nel 2021 nonché quelle già in essere all'inizio dell'esercizio per le quali si sono avute decisioni ovvero altre definizioni. Per quanto non viene in questa sede menzionato, si rinvia ai precedenti bilanci.
Pendenze sopravvenute nel periodo
A giugno 2021, sono stati depositati da UniCredit S.p.A. (incorporante di UniCredit Banca di Roma S.p.A.), presso il Tribunale di Milano (competente per materia), gli atti di citazione in opposizione alle ingiunzioni di pagamento a titolo di COSAP (canone per occupazione di suolo pubblico) notificate dal Comune di Milano con riferimento ai periodi di imposta 2009, dal 2010 al 2012 e 2014. In sede di impugnazione è stata eccepita l'avvenuta prescrizione delle pretese vantate dall'Ente per le annualità oggetto di accertamento. Valore complessivo 0,12 milioni. A marzo 2021 UniCredit S.p.A. ha impugnato innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale n.4 avvisi di pagamento e atti di irrogazione sanzioni emessi dall'Ufficio delle Dogane di Salerno, notificati a febbraio 2021 a UniCredit S.p.A., in qualità di presunto domiciliatario in Italia di una banca tedesca per transito comunitario di merci e soggetto solidalmente responsabile, aventi ad oggetto accise e relativa IVA periodo d'imposta 2018, oltre interessi e sanzioni pecuniarie per complessivi 1,24 milioni. Di recente è stata presentata istanza di riunione di tali giudizi con altri giudizi instaurati in precedenza da UniCredit S.p.A., aventi ad oggetto analoghi avvisi di pagamento notificati a fine 2019, per un valore complessivo di 0,10 milioni. In merito a due avvisi di liquidazione per imposta ipotecaria e di bollo su rinnovazione ipoteche costituite dalla società Istituto Neurotraumatologico Italiano S.p.A. ("INI S.p.A.") in favore di UniCredit S.p.A. (già Banca di Roma S.p.A.) su due complessi immobiliari a garanzia dell'indebitamento complessivo di INI S.p.A. verso Banca di Roma, UniCredit S.p.A. ha proposto ricorso dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale. Contestata, in via preliminare, la nullità degli avvisi per decadenza dell'Ufficio dal potere di accertamento e l'illegittimità nel merito della liquidazione effettuata. Il
giudizio è pendente. Valore complessivo 0,28 milioni.
Aggiornamenti su contenziosi pendenti e verifiche fiscali
Relativamente alla controversia instaurata da ex Banco di Sicilia S.p.A. per diniego rimborso di credito IRPEG 1984, valore complessivo 56,72 milioni, di cui 21,13 milioni per imposta, per cui un credito fiscale di pari importo era iscritto in contabilità, ad aprile 2021 la Commissione Tributaria Regionale Sicilia, quale giudice del rinvio, a seguito della sentenza della Cassazione n.18412/2017 che aveva disposto la cassazione della sentenza impugnata con rinvio, ha emesso la sentenza n.3401/12/2021 che rigetta l'appello della Banca e conferma la sentenza del giudice di primo grado che si era pronunciato per il diniego dell'istanza di rimborso. Avverso quest'ultima sentenza la Banca ha proposto ricorso in Cassazione in giugno 2021.
Come stabilito dallo IAS37 e considerata la sentenza della Commissione Tributaria Regionale Sicilia si è preceduto ad aggiornare la valutazione della virtuale certezza del recupero del credito fiscale per rimborso IRPEG 1984 dell'ex Banco di Sicilia S.p.A. L'aggiornamento ha fatto emergere il venir meno della virtuale certezza del rimborso e di conseguenza il credito fiscale è stato cancellato contabilmente. Contemporaneamente, anche alla luce di altre recenti sentenze della Corte di Cassazione riguardanti analoghe specifiche fattispecie, si è proceduto ad una revisione complessiva dei principali contenziosi fiscali attivi e passivi; al riguardo non sono emersi impatti materiali a conto economico.
In merito ad un gruppo di contenziosi instaurati da ex Banca Popolare del Molise, aventi ad oggetto diniego di rimborso di crediti IRPEG - ILOR anni 1983, 1985, 1986, 1987 e 1988, in esito ai giudizi instaurati da UniCredit S.p.A. per la cassazione di cinque sentenze della Commissione Tributaria

Regionale che avevano accolto l'appello dell'Ufficio, la Corte di Cassazione ha riconosciuto il mancato decorso del termine di prescrizione del credito della banca all'atto della richiesta di rimborso e, per l'effetto, ha cassato le sentenze impugnate con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale. I giudizi saranno riassunti nei termini di legge. Valore totale 1,86 milioni.
Contenzioso relativo all'avviso di liquidazione notificato dall'Agenzia delle Entrate di Caserta per imposta di registro su decreto ingiuntivo ottenuto dalla Banca nei confronti del debitore principale e dei suoi fideiussori per il recupero di somme dovute sulla scorta di uno scoperto di conto corrente e di un contratto di mutuo e tassato in misura proporzionale, anziché in misura fissa. UniCredit S.p.A. ha impugnato tale atto ottenendo decisioni favorevoli sia in primo che in secondo grado. In esito al giudizio in Cassazione instaurato dall'Agenzia delle Entrate, è stata emessa ordinanza a gennaio 2021, con cui la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Commissione Tributaria Regionale. Il giudizio sarà riassunto nei termini di legge. Valore 0,07 milioni.
L'ex Banco di Santo Spirito (ora UniCredit S.p.A.) aveva promosso nel 2010, innanzi al Tribunale di Roma, un giudizio di opposizione a ingiunzione di pagamento contro l'Agenzia delle Entrate e il Ministero dell'Economia e delle Finanze relativamente ad una penale ex art.17, legge n.576/1975 del valore di 5,76 milioni. La penale è stata irrogata per tardiva trasmissione delle somme ricevute dai contribuenti che avevano delegato la banca al pagamento delle imposte. La Corte di Appello ha respinto l'appello principale della banca e ritenuto fondato l'appello incidentale spiegato dall'Agenzia delle Entrate e dal Ministero, non tenendo conto che la banca aveva già versato le somme richieste in seguito all'emissione di una cartella di pagamento. A febbraio 2021, la Banca ha impugnato tale sentenza in Cassazione. L'Avvocatura di Stato ha notificato controricorso, richiedendo la cessazione della materia del contendere per carenza di interesse, avendo ormai conseguito il pagamento delle somme contestate.
In merito ad un gruppo di contenziosi aventi ad oggetto avvisi di rettifica e liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate ha ripreso a tassazione maggiore imposta di registro in misura proporzionale per anno d'imposta 2008 su n.7 atti di cessione di rami d'azienda da parte di alcune banche del gruppo UniCredit a diverse controparti bancarie e, in particolare, alla controversia avente ad oggetto l'atto di cessione da UniCredit Banca S.p.A. a Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio S.p.A., in esito al giudizio in Cassazione instaurato da entrambe le banche con separati ricorsi, poi riuniti, è stata emessa ordinanza a marzo 2021, con cui la Corte, in accoglimento dei ricorsi proposti dalle banche, ha cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Commissione Tributaria Regionale. Il giudizio è stato riassunto ed è attualmente pendente. Valore 0,02 milioni.
In merito ad un contenzioso relativo ad un avviso di accertamento notificato a UniCredit S.p.A. (incorporante di UniCredit Banca S.p.A.) in materia di IVA per l'anno 2004, relativamente ai costi sostenuti da alcune società del gruppo UniCredit per conventions aziendali, di cui si è dato conto nella Relazione al Bilancio dell'esercizio 2020, a marzo 2021, la Banca ha provveduto a riassumere il giudizio innanzi alla Commissione Tributaria Regionale competente. Valore totale 2,27 milioni.
Per quanto concerne i contenziosi definiti, si segnala quanto segue:
- relativamente ad un avviso di liquidazione per la registrazione di sentenza civile tassata in misura proporzionale, notificato a UniCredit S.p.A. (incorporante di Capitalia S.p.A.), la Corte di Cassazione, con ordinanza n.16783/2021, ha cassato senza rinvio, accogliendo il ricorso della banca e ritenendo dovuta l'imposta di registro in misura fissa. L'ordinanza è stata notificata all'Ufficio per conseguire il rimborso dell'imposta indebitamente versata. Valore 1,68 milioni;
- la Corte di Cassazione, con ordinanza n.16204/2021, ha rigettato senza rinvio il ricorso dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato l'avviso di liquidazione con cui l'Ufficio aveva assoggettato ad imposta proporzionale di registro una serie di atti posti in essere da UniCredit e da SocGen, attraverso la controllata SGSS, riqualificati, unitariamente, dall'Ufficio ai sensi dell'art.20 T.U.R. in termini di cessione di ramo di azienda. L'ordinanza della Cassazione sarà notificata all'Ufficio per conseguire il rimborso dell'imposta versata e non più dovuta in seguito all'annullamento dell'atto impositivo. Valore 4,88 milioni;
- UniCredit S.p.A. ha impugnato innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale n.4 avvisi di accertamento notificati a dicembre 2020 dal Comune di Palermo per IMU anni 2015-2018, contestando l'illegittimità della maggiore imposta richiesta, valore complessivo 1,74 milioni, di cui 1,32 milioni a titolo di imposta. Le relative controversie, per tutte le annualità contestate, sono state definite in data 25 maggio 2021 mediante accertamento con adesione con il pagamento del minore importo complessivo di 0,19 milioni, di cui 0,15 milioni a titolo di imposta;
- relativamente ad un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione ai fini dell'imposta di registro un contratto tra UniCredit Private Banking e UniCredito Italiano del 2003 sulle riserve minime obbligatorie per gli istituti di credito, disciplinate a livello regolamentare dalla BCE, la Corte di Cassazione, con sentenza n.17486/21, ha rigettato senza rinvio il ricorso dell'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva ritenuto non dovuta l'imposta di registro per carenza di presupposto impositivo. Valore 0,13 milioni;
- nell'ambito dei contenziosi afferenti l'imposta di registro asseritamente dovuta per la registrazione di sentenze che hanno definito alcuni giudizi di opposizione allo stato passivo delle società del Gruppo Costanzo, di cui è stata fatta menzione nelle precedenti Relazioni al Bilancio, una controversia del valore pari a 4,09 milioni è stata definita a seguito di ordinanza della Corte di Cassazione che si è pronunciata a favore della tesi della Banca, secondo cui le fideiussioni enunciate nel provvedimento tassato sono esenti da imposta di registro (ai sensi dell'art.15 del D.P.R. n.601/1973), e ha rigettato senza rinvio il ricorso dell'Ufficio.

Nell'ambito di un gruppo di n.6 cause promosse da Banca Farmafactoring S.p.A. relative a rimborso di crediti d'imposta, in carico ad UniCredit S.p.A. a seguito della retrocessione da parte di Banca Farmactoring dei crediti a suo tempo ceduti a quest'ultima da UniCredit S.p.A., si segnala che:
- diniego di rimborso di credito IRPEG 1989 della ex Cassa di Risparmio Reggio Emilia, valore 1,89 milioni a titolo di IRPEG e 1,82 milioni per interessi: UniCredit S.p.A. è intervenuta nel giudizio di appello a febbraio 2021 e l'udienza di trattazione è stata fissata al 9 luglio 2021;
- diniego di rimborso di credito IRPEG 1997 della ex Banca di Roma S.p.A. di complessivi 43,5 milioni (il credito iscritto in contabilità è pari a 25,30 milioni), oggetto di specifica segnalazione nella Relazione al Bilancio dell'esercizio 2020: il giudizio è attualmente pendente in grado di appello;
- diniego di rimborso per maggiori interessi di 0,31 milioni su credito IRPEG 1990 della ex Cassa di Risparmio di Reggio Emilia: in aprile 2021, è stata emessa sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, ritenendo che l'atto impugnato non fosse impugnabile. Poiché il giudice tributario non ha deciso nel merito della spettanza o meno del rimborso, la banca ha valutato di non impugnare la predetta sentenza essendo ancora nei termini per sollecitare il chiesto rimborso.
Per gli altri contenziosi in materia, UniCredit S.p.A. ha provveduto a costituirsi in giudizio chiedendo l'estromissione di Banca Farmafactoring ex art.111 c.p.c.
Relativamente alla verifica fiscale condotta dalla Guardia di Finanza a carico di UniCredit Leasing S.p.A. ai fini IVA, per le annualità dal 2014 al 2017, oggetto di segnalazione nella Relazione al Bilancio dell'esercizio precedente, con riferimento al periodo d'imposta 2016, a marzo 2021, è stato notificato alla società un processo verbale di constatazione, con cui sono state riscontrate irregolarità ai fini IVA relativamente ad alcuni contratti di leasing nautico mentre, ai fini IRES, l'esito della verifica è risultato regolare. Alla data attuale, non è stato notificato alcun avviso di accertamento. Relativamente al periodo d'imposta 2017, la verifica è in corso.
Procedimenti fiscali in Germania
Si rimanda al paragrafo delle Note illustrative in Parte E - Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale - 2.5 Rischi operativi - Informazioni di natura qualitativa - B. Rischi derivanti da pendenze legali.
E. Altre contestazioni della clientela
La funzione di Compliance, a supporto del business, presidia l'evoluzione del contesto normativo in materia di prodotti e servizi bancari, relativamente a tematiche quali ad esempio trasparenza, prestazione di servizi d'investimento e di consulenza, e usura. In tale ambito, in qualità di funzione di controllo, elabora regole, verifica procedure, prassi e monitora l'evoluzione dei reclami. La funzione di Compliance, unitamente alla funzione Legal, supporta altresì le fasi di analisi e valutazione dell'adeguatezza di possibili azioni di "customer care" o altre iniziative atte a comporre situazioni particolari nelle quali UniCredit S.p.A. potrebbe essere coinvolta, al fine della migliore definizione delle stesse. Tenuto conto della complessità del quadro normativo di riferimento e di interpretazioni non sempre omogenee al riguardo, UniCredit S.p.A. valuta l'iscrivibilità tempo per tempo di fondi per rischi e oneri atti a fronteggiare esborsi, ritenuti probabili, in un contesto che ha registrato un incremento della "litigiosità" a livello di sistema bancario.
Con riferimento al finanziamento del credito al consumo, la Direttiva UE 2008/48 stabilisce che "il consumatore ha il diritto" in qualsiasi momento di adempiere, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto a una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto".
In esito alla decisione del settembre 2019 della Corte di Giustizia europea (sentenza C-383/18 riferita al caso "Lexitor") e della comunicazione della Banca d'Italia emessa nel dicembre successivo, UniCredit S.p.A. ha provveduto ad adeguarsi alla più recente interpretazione di tale normativa. Pertanto in caso di richiesta di rimborso anticipato del finanziamento, il consumatore è titolato ad estinguere il proprio debito al netto dei costi non ancora maturati alla data di rimborso.
In considerazione di quanto sopra, nonché delle interpretazioni precedenti alla richiamata comunicazione della Banca d'Italia, la Banca ha preso atto delle linee orientative espresse dall'Autorità allineandosi al quadro delineato, ed ha effettuato le opportune valutazioni in merito, anche al fine di preservare la qualità della relazione con la clientela.
La Corte Federale di Giustizia tedesca ha deliberato relativamente ad una causa contro una banca tedesca su due clausole che da decenni sono parte delle condizioni generali di contratti utilizzate dalle banche tedesche. Queste clausole consentivano alle banche tedesche l'utilizzo di un meccanismo di consenso silente da parte del cliente per modificare le condizioni contrattuali ivi incluse le commissioni da addebitare. La Corte Federale di Giustizia ha ritenuto che l'ambito di applicazione di queste clausole debba essere definito in maggior dettaglio e che quindi queste clausole non consentono alle banche di modificare la natura di un contratto o i benefici ricevuti a fronte dei servizi corrisposti. Di conseguenza, tutte le modifiche contrattuali basate su tale meccanismo sono retroattivamente nulle. La sentenza si applica agli incrementi di commissioni sui conti correnti, sui depositi titoli e sulle cassette di sicurezza che non sono stati accettati dal cliente. Alla luce di quanto esposto, UniCredit Bank AG ha iscritto un adeguato fondo rischi e oneri a fronte della miglior stima del rimborso alla clientela derivante dalla sentenza menzionata.

Offerta di diamanti
Nel corso degli anni, nell'ambito della diversificazione degli investimenti a cui indirizzare il patrimonio disponibile e considerando in tale contesto anche quelli con caratteristiche del cosiddetto "bene rifugio" con un orizzonte temporale di lungo periodo, diversi clienti di UniCredit S.p.A. hanno storicamente investito in diamanti per il tramite di società di intermediazione specializzata, con cui la Banca ha stipulato, fin dal 1998, un accordo di collaborazione in qualità di "Segnalatore", al fine di disciplinare appunto le modalità di "segnalazione" dell'offerta dei diamanti da parte della stessa società ai clienti UniCredit S.p.A.
Dalla fine del 2016, la liquidità disponibile sul mercato per assolvere le richieste dei clienti che intendevano disinvestire le proprie attività in diamanti si è molto contratta, fino ad annullarsi, con la sospensione del servizio da parte della società d'intermediazione.
Nel corso del 2017 UniCredit S.p.A. ha avviato un'iniziativa di "customer care" che prevede, al ricorrere di determinate condizioni, la disponibilità della Banca ad intervenire per il riconoscimento alla clientela dell'originario costo sostenuto per l'acquisto dei preziosi ed il conseguente ritiro delle pietre. L'iniziativa è stata adottata dalla Banca valutando l'assenza di profili di responsabilità per il proprio ruolo di "Segnalatore"; tuttavia, l'AGCM ha stabilito per UniCredit S.p.A. la responsabilità per pratica commerciale scorretta (confermata in appello dal Tribunale Amministrativo Regionale nel secondo semestre 2018), comminando, nel 2017, una sanzione di 4 milioni liquidata nello stesso anno. La Banca ha proposto ricorso al Consiglio di Stato. Con sentenza dell'11 marzo 2021 il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso proposto da UniCredit S.p.A. contro la sanzione comminata riducendo l'importo di tale sanzione a 2,8 milioni e condannando AGCM alla restituzione di 1,2 milioni, rimborsata nel corso del mese di giugno 2021.
Si segnala per completezza che in data 8 marzo 2018, è intervenuta una specifica comunicazione da parte della Banca d'Italia, avente ad oggetto le "Attività connesse esercitabili dalle banche", nel cui ambito è stata data ampia attenzione all'attività di segnalazione presso gli sportelli bancari di operazioni di acquisto e vendita di diamanti da parte di società terze specializzate.
Al 30 giugno 2021, UniCredit S.p.A. ha ricevuto richieste di rimborso per circa 408 milioni (controvalore degli acquisti originari effettuati dai Clienti) da n.12.152 Clienti che, da una preventiva analisi, presenterebbero i requisiti previsti dall'azione di "customer care"; il perfezionamento di tali richieste di rimborso è in corso di esecuzione al fine di valutarne l'effettiva conformità con la citata iniziativa di "customer care", ed eventualmente procedere al rimborso dove ne ricorrano le condizioni; in riferimento al perimetro suddetto (circa 408 milioni), ha già rimborsato n.10.039 Clienti per circa 360 milioni (controvalore degli acquisti originari), pari a circa l'88% delle predette richieste di rimborso.
Al fine di fronteggiare i probabili rischi di perdita connessi ai riacquisti dei diamanti, è stato costituito un apposito Fondo per rischi ed oneri, alla cui determinazione hanno contribuito anche i risultati di uno studio peritale indipendente sulla valorizzazione delle pietre (commissionato a primaria società terza).
Infine, le pietre acquistate sono iscritte per circa 87 milioni alla voce "130. Altre attività" dello stato patrimoniale. Tale valore è coerente con i principali parametri del mercato di riferimento e riflette altresì i probabili effetti connessi alla crisi di liquidità del settore.
Il 19 febbraio 2019 il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano ha ordinato, nei confronti di UniCredit S.p.A. e di altri istituti, il sequestro preventivo finalizzato: i) alla confisca diretta in relazione all'ipotesi di reato di truffa aggravata, per un ammontare pari a 33 milioni nei confronti di UniCredit S.p.A.; e ii) alla confisca per equivalente (nonché diretta) in relazione all'ipotesi di reato di autoriciclaggio, per un ammontare di 72 migliaia nei confronti di UniCredit S.p.A. Dal predetto decreto, emerge che è in corso un'indagine nei confronti di UniCredit S.p.A. diretta ad accertare un'ipotesi di responsabilità amministrativa derivante dal reato di autoriciclaggio ai sensi dell'art.25 octies del Decreto Legislativo n.231/2001.
In data 2 ottobre 2019, la Banca e alcune persone fisiche hanno ricevuto l'avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell'art.415-bis c.p.p. L'avviso ha confermato il coinvolgimento di alcuni dipendenti ed ex dipendenti per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. In particolare, quest'ultima fattispecie rappresenta un reato presupposto per la responsabilità amministrativa della Banca ai sensi del Decreto Legislativo n.231/2001.
Nel settembre 2020 è stato notificato, a soggetti già coinvolti nel procedimento penale, un nuovo avviso ex art.415-bis c.p.p. Per quanto concerne i nominativi riferiti a UniCredit S.p.A., l'ipotesi di reato contestata è solo quella del reato di truffa. Tale nuova contestazione non modifica l'impianto accusatorio già rappresentato dalla Autorità inquirente con l'avviso notificato nell'autunno del 2019. Nel giugno 2021 il pubblico ministero ha richiesto il rinvio a giudizio di alcuni dipendenti ed ex dipendenti ed è in corso l'udienza preliminare.
Informazioni di natura quantitativa
Il gruppo UniCredit utilizza principalmente il metodo avanzato (AMA) per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi. Le società non ancora autorizzate all'utilizzo del metodo avanzato contribuiscono al requisito patrimoniale consolidato sulla base del metodo Standardised Approach (TSA) o Basic Indicator Approach (BIA).
Il grado di copertura dei diversi metodi, espresso come peso nell'indicatore rilevante complessivo di Gruppo, è il seguente: AMA 85,45%, TSA 8,93%, BIA 5,62%.
l perimetro AMA include le principali società del Gruppo in Italia, Germania, Austria, nonché UniCredit Services e UC Ireland. L'approccio avanzato è inoltre applicato alle principali società dei paesi della CEE inclusi Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Croazia, Bulgaria e Ungheria. Le principali società a cui si applica il metodo TSA e BIA sono AO UniCredit Bank (Russia) e UniCredit Factoring S.p.A.

Si riporta di seguito la composizione percentuale a livello di Gruppo delle fonti di rischio operativo per tipologia di evento, secondo quanto definito dal Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale e recepito dalle Disposizioni di vigilanza per le banche emanate da Banca d'Italia nel dicembre 2013 (Circolare n.285/2013 e successivi aggiornamenti).
Le classi di riferimento per categoria di rischio sono le seguenti:
- frode interna: perdite dovute ad attività non autorizzata, frode, appropriazione indebita o violazione di leggi, regolamenti o direttive aziendali che coinvolgano almeno una risorsa interna della banca;
- frode esterna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione di leggi da parte di soggetti esterni alla banca;
- rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro: perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in materia di impiego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie;
- clientela, prodotti e pratiche di business: perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato;
- danni a beni materiali: perdite derivanti da eventi esterni, quali catastrofi naturali, terrorismo, atti vandalici;
- interruzioni dell'operatività e disfunzioni dei sistemi: perdite dovute a interruzioni dell'operatività, a disfunzioni o a indisponibilità dei sistemi;
- esecuzione, consegna e gestione dei processi: perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori.

La categoria "frode esterna" non è rappresentata nel grafico in quanto nel periodo di riferimento determina un impatto positivo per effetto dei recuperi e rilasci fondi.
Nel corso del primo semestre 2021, la principale fonte di manifestazione di rischi operativi è risultata essere la categoria "clientela, prodotti e pratiche di business" che include le perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato.
La seconda categoria per ammontare delle manifestazioni delle perdite si riferisce a "esecuzione, consegna e gestione dei processi", legate a tematiche di carenza nel perfezionamento o gestione delle operazioni.
Si sono altresì manifestate, in ordine decrescente di incidenza, perdite dovute a "Interruzione dell'attività e guasti ai sistemi tecnologici", "rapporti di lavoro" , "frodi interne" e "danni a beni materiali".
Ulteriori informazioni sui rischi operativi sono riportate nella Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 - Parte E - "Sezione 2 - Rischi del consolidato prudenziale" - "2.5 Rischi operativi" - "B. Rischi derivanti da pendenze legali, C. Rischi derivanti da cause giuslavoristiche e D. Rischi derivanti da contenziosi e verifiche di natura tributaria".

2.6 Altri rischi
Altri rischi inclusi nel Capitale Economico
Come riportato nel paragrafo Premessa (Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura), tra i rischi del Gruppo ce ne sono altri relativi al Secondo Pilastro, i quali sono il Rischio di Business, il Rischio Immobiliare, il Rischio di Investimenti Finanziari ed il Rischio Reputazionale (quest'ultimo è descritto nel paragrafo Rischio Reputazionale, Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura). Per ogni rischio, il calcolo del Capitale Economico è effettuato adottando un livello di confidenza pari al livello regolamentare (99,90%) e un orizzonte temporale di un anno.
1. Rischio di business
Il rischio di business è definito come una variazione sfavorevole e imprevista del volume dell'attività e/o dei margini di guadagno su un orizzonte temporale di un anno; in questo contesto il margine è definito come la differenza tra ricavi e costi che non è spiegata da fattori di rischio già altrove ricompresi, es. rischio di credito, di mercato, operativo. Può avere origine innanzitutto da cambiamenti nella situazione concorrenziale o nel comportamento dei clienti, ma anche da cambiamenti del quadro normativo di riferimento.
I dati di esposizione inclusi nel calcolo del rischio di business sono derivati dai conti economici delle Società del Gruppo per le quali tale rischio risulta rilevante. Le volatilità e le correlazioni sono stimate sulla base delle serie storiche delle poste rilevanti di Conto economico. Il calcolo del Rischio di Business è effettuato su base trimestrale a fini di monitoraggio e a fini di planning secondo le tempistiche relative.
2. Rischio immobiliare
Il rischio immobiliare è definito come la perdita potenziale derivante dalle fluttuazioni dei valori di mercato del portafoglio immobiliare del Gruppo, incluse le società veicolo immobiliari. Esso non considera le proprietà detenute come garanzia, che sono incluse all'interno del rischio di credito. I dati rilevanti per il calcolo del rischio immobiliare includono, oltre alle informazioni generali relative agli immobili, gli indici di area o regionali necessari per il calcolo di volatilità e correlazioni.
Il calcolo del Rischio Immobiliare è effettuato a scopo di monitoraggio su base trimestrale, con un portafoglio aggiornato semestralmente e a fini di planning secondo le tempistiche relative.
3. Rischio di investimenti finanziari
Il rischio di investimenti finanziari deriva da partecipazioni in società non appartenenti al perimetro di consolidamento di Gruppo e non incluse nel framework manageriale di Market Risk.
Il portafoglio di riferimento include principalmente azioni quotate e non, private equity, quote di fondi comuni, hedge fund e fondi di private equity. Per tutte le esposizioni in equity del Gruppo, l'assorbimento di capitale può essere calcolato in base a un approccio PD/LGD o ad un approccio di mercato. Le partecipazioni quotate e i fondi, che rappresentano una componente del rischio di investimenti finanziari, sono incluse in UGRM. La componente non quotata è valutata nel Group Credit Portfolio Model (GCPM). Il calcolo del rischio si basa sulla massima perdita potenziale, detta Valore a Rischio (VaR) ed è realizzato nei modelli di rischio credito e mercato a seconda della natura del portafoglio sottostante. Il Rischio di Investimenti Finanziari è calcolato trimestralmente per il monitoraggio e a fini di planning secondo le tempistiche relative.
Metodi di misurazione del rischio
1.Capitale Interno
Come descritto nel paragrafo Premessa (Parte E - Informazioni sui rischi e sulle politiche di copertura), nell'ambito del processo di valutazione interna dell'adeguatezza patrimoniale (ICAAP), coerentemente con il principio di proporzionalità normato dal Secondo Pilastro di Basilea II, il profilo di rischio del Gruppo e delle principali Società del Gruppo è calcolato per tutte le tipologie di rischio previste (rischi di Credito, Mercato, Operativo, Reputazionale, Business, Investimenti Finanziari e Immobiliare).
Il Capitale Interno rappresenta il capitale necessario a fronte delle possibili perdite relative alle attività del Gruppo e prende in considerazione tutte le tipologie di rischio di Secondo Pilastro riportate sopra che sono quantificabili in termini di Capitale Economico. Viene anche considerato l'effetto di diversificazione tra le tipologie di rischio ("inter-diversificazione") e di diversificazione a livello di portafoglio ("intra-diversificazione"). Inoltre, un addon di Capitale è considerato come cushion prudenziale a fronte del Rischio Modello.
Come per i componenti, Il Capitale Interno è calcolato con un orizzonte temporale di un anno e ad un livello di confidenza pari al livello regolamentare (99,90%). A fini di controllo, il Capitale Interno è calcolato trimestralmente e condiviso con il senior management trimestralmente attraverso il RAF Monitoring & Integrated Risk report; è inoltre calcolato a fini di planning secondo le tempistiche relative.
Coerentemente con il sistema di governance, la funzione di Group Integrated Risk di UniCredit S.p.A. è responsabile dello sviluppo della metodologia e della misurazione del Capitale Economico e Interno e della definizione e implementazione dei relativi processi di Gruppo. Le relative "Group Rules", dopo l'approvazione, sono inviate alle Società del Gruppo interessate, per l'approvazione e l'implementazione.

2.Stress Test
La natura multi dimensionale del rischio richiede di integrare la misurazione del capitale economico con analisi di stress test, non solo al fine di stimare le perdite in alcuni scenari, ma anche di cogliere l'impatto delle determinanti delle stesse. Lo stress test è uno degli strumenti utilizzati per il controllo dei rischi rilevanti al fine di valutare la vulnerabilità della banca ad eventi eccezionali ma plausibili, fornendo informazioni aggiuntive rispetto alle attività di monitoraggio.
Le attività di stress test, in coerenza con quanto richiesto dalle Autorità di Vigilanza, sono effettuate sulla base di un insieme di scenari di stress definiti internamente, che includono le principali geografie in cui il Gruppo è presente e vengono effettuati almeno due volte l'anno.
Nell'ambito delle attività di misurazione dei rischi effettuate secondo le prescrizioni del Secondo Pilastro, la metodologia di stress prevista dal Gruppo considera i diversi impatti sui vari rischi derivanti dalla materializzazione degli scenari macroeconomici avversi. Gli scenari di stress test vengono definiti analizzando sia eventi macroeconomici attuali che possibili eventi futuri che potrebbero manifestarsi e che siano considerati penalizzanti per il Gruppo.
L'esercizio di stress test è effettuato sia in riferimento alle singole tipologie di rischio, sia nel suo complesso e considerando quindi eventuali interazioni. I risultati dell'esercizio sono rappresentati dalle perdite attese addizionali e dal livello di Capitale Economico stressato. I risultati complessivi considerano sia la variazione dell'ammontare dei singoli rischi che l'eventuale beneficio derivante dalla diversificazione.
A partire dal 2017, due approcci complementari sono considerati nell'ambito delle attività di stress test: la cosiddetta "Normative Perspective" valuta gli impatti degli scenari avversi sulle metriche di capitale regolamentare, mentre la "Economic Perspective" quantifica gli impatti degli scenari sul capitale economico.
Il Top Management del Gruppo è coinvolto negli esercizi di stress test Group-wide per le seguenti fasi:
- nell'approvazione degli scenari macroeconomici avversi usati per stimare gli impatti sul capitale sia regolamentare che economico;
- a valle dell'esercizio, con l'approvazione dei risultati e degli impatti e l'eventuale discussione delle azioni per rientrare nei limiti di capitale predefiniti.
L'adeguatezza delle singole metodologie di misurazione dei rischi sottostanti l'ICAAP, inclusi gli stress test e l'aggregazione dei rischi, è oggetto dell'attività di verifica da parte delle funzioni di validazione interna.
Coerentemente con il sistema di governance, la funzione di Group Integrated Risk di UniCredit S.p.A. è responsabile dello sviluppo della metodologia e della misurazione del Capitale Economico e Interno e della definizione e implementazione dei relativi processi di Gruppo. Le relative "Group Rules", dopo l'approvazione, sono inviate alle società del Gruppo interessate, per l'approvazione e l'implementazione.
Rischio reputazionale
Il rischio di reputazione è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante dalla percezione sfavorevole dell'immagine dell'istituto finanziario da parte di clienti, controparti (inclusi i debitori, gli analisti di mercato, altre parti interessate), azionisti/investitori, autorità di controllo o dipendenti (parti interessate).
Il rischio di reputazione è un rischio secondario generato come effetto "knock-on" da altre categorie di rischio, come i rischi di credito, di mercato, operativi e di liquidità e tutti gli altri tipi di rischio (ad es. Rischio di business, rischio strategico, rischio ESG che considera gli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance degli investimenti responsabili). Il rischio reputazionale potrebbe essere generato anche da eventi materiali.
Il gruppo UniCredit norma il rischio reputazionale dal 2010 e attualmente è in vigore la policy Group Reputational Risk management che definisce un insieme di principi e di regole per la valutazione e il controllo del rischio reputazionale. Inoltre, dal 2017 è in vigore la normativa di processo globale "Gestione del Rischio Reputazionale per gli Eventi Materiali" finalizzata a definire un efficace processo di escalation per sottoporre all'attenzione diretta del Top Management della Capogruppo gli eventi non presi in considerazione dai processi di rischio reputazionale esistenti, con lo scopo di gestire prontamente le conseguenze potenziali.
La gestione del rischio reputazionale è in carico al dipartimento Group Operational and Reputational Risks di UniCredit S.p.A. e alle funzioni dedicate delle società del Gruppo.
Il Group Reputational Risk Committee (GRRC) ha il compito di valutare eventuali rischi reputazionali inerenti alle operazioni sulla base delle linee guida e policy vigenti sul rischio reputazionale, in particolare è responsabile della valutazione:
- di tutte le transazioni di Gruppo nel settore difesa (per l'esportazione di beni ad alto rischio in Paesi rischiosi);
- dei rischi reputazionali su iniziative/transazioni bancarie/progetti/clienti e altre tematiche (attività di business) relative:
- a UniCredit S.p.A., valutate ad alto rischio reputazionale dalla funzione di reputational risk;
- alle società del Gruppo, valutate ad alto rischio reputazionale dai Reputational Risk Committees locali e da sottoporre a un comitato transazionale di Gruppo (e.g. Group Transactional Credit Committee/GTCC, Italian Transactional Credit Committee);
- del rischio reputazionale sui material events.

Il GRRC si riunisce con funzioni deliberative, prima della sottomissione delle pratiche a qualsiasi altro Comitato decisionale, per decisioni relative ad attività di business della Holding e per rilascio di pareri non vincolanti (NBO) su attività di business delle società del Gruppo, e con funzioni consultive e propositive al fine di supportare il Group Chief Risk Officer sulle linee guida per la gestione del rischio reputazionale e per altre tematiche riguardanti il rischio reputazionale.
Inoltre, il Group Risk & Internal Control Committee ha il ruolo di garantire la coerenza delle policy, delle metodologie e delle prassi operative sul rischio reputazionale controllando e monitorando, a livello di Gruppo, il Reputational Risk portfolio.
Le policy attualmente in essere per la mitigazione di specifici rischi reputazionali riguardano "l'Industria della Difesa/Armi", "l'Energia Nucleare", "l'Industria Mineraria", "le Infrastrutture Idriche (dighe)" e "La Produzione di energia elettrica da carbone" e il settore industriale dell'Oil & Gas Non convenzionale e dell'Oil & Gas nella Regione Artica. Nel corso del 2020 è stato fatto il completo aggiornamento della politica sul carbone del novembre 2019 che prevede l'uscita totale dall'industria del carbone in tutti i mercati entro il 2028.
Inoltre, il gruppo UniCredit ha sviluppato una metodologia proprietaria per la quantificazione del rischio reputazionale e il conseguente calcolo del Value-at-Risk (VaR) per tale rischio.
La metodologia stima la semielasticità tra il "media sentiment" riferito a UniCredit (sintetizzato nel Media Tonality Index, fornito da una società esterna, PRIME Research, qualificata in Reputation Intelligence e Media Monitoring) e le aspettative di mercato relative ai profitti futuri attesi dal Gruppo, che derivano dalle quotazioni azionarie attraverso il "reverse engineering" di un "Dividend Discount Model" (anche noto in italiano come "Modello a Crescita Costante"), una volta sterilizzato dagli effetti che interessano l'intero settore bancario europeo.
Il VaR reputazionale rappresenta la massima potenziale riduzione degli utili futuri (al 99,9% del livello di confidenza) come derivato dai parametri del modello stimato e dalla distribuzione del Media Tonality Index.
Impatti derivanti dalla pandemia Covid-19
Le misure messe in atto lo scorso anno per tutelare la salute dei dipendenti e dei clienti hanno efficacemente prevenuto anche impatti negativi sulla reputazione del Gruppo.
Rischi principali ed emergenti
In UniCredit, la gestione e il monitoraggio dei rischi si basa su un approccio dinamico; il Top Management è tempestivamente informato sui principali rischi e/o rischi emergenti attraverso un rigoroso processo di monitoraggio integrato nel processo di valutazione del rischio.
Il Risk Management identifica e stima tali rischi e li sottopone regolarmente al Senior/Top management e al Consiglio di Amministrazione che adottano le azioni appropriate per gestire e mitigare i rischi.
I seguenti rischi principali e/o emergenti sono da considerare rilevanti durante il 2021:
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Impatti dall'evoluzione della pandemia da Covid-19;
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Sfide macroeconomiche e (geo-) politiche nel mondo;
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Rischi di cambiamento climatico e ambientale;
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Rischio di sicurezza informatica;
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Rischi derivanti dagli attuali sviluppi normativi.
1. Impatti dall'evoluzione della pandemia da Covid-19
La ripresa economica ha iniziato a prendere slancio alla luce dell'andamento delle campagne di vaccinazione avviate nel primo semestre dell'anno, come previsto. Quest'ultima va di pari passo con la graduale revoca/alleggerimento delle misure restrittive a favore delle attività commerciali nonché il rilancio dei viaggi internazionali, ancora solo in una certa misura. Tuttavia, permangono ancora importanti punti di attenzione, uno legato alla velocità disomogenea della vaccinazione e della copertura della popolazione nelle diverse parti del mondo, anche alla luce dei problemi di capacità produttiva/distributiva. Un altro è rappresentato dal rischio di nuove varianti del virus che potrebbero essere più contagiose e più resistenti al vaccino come si osserva attualmente con la variante Delta che causa nuovi picchi di casi di Covid-19 in molti paesi.
Le prospettive dell'evoluzione della pandemia rimangono molto dipendenti dai progressi della vaccinazione e dalla sua efficacia, soprattutto contro le nuove varianti del virus, su scala globale.
Naturalmente, alcune industrie e settori rimangono ancora più vulnerabili all'eventuale peggioramento dell'evoluzione della pandemia e alle nuove misure di rigore e questa vulnerabilità può tradursi in impatti sulle famiglie attraverso le prospettive occupazionali. Allo stesso tempo, le imprese cercano di diventare il più resilienti possibile nel contesto di una pandemia prolungata.
La resilienza delle famiglie beneficia ancora dei maggiori risparmi precauzionali, da vedere se si tradurranno in maggiori consumi/investimenti futuri poiché gran parte di essi è attualmente in conti di deposito.
Le misure di sostegno dei governi e la risposta di politica monetaria delle autorità di vigilanza attuate nel 2020 hanno avuto un impatto sostanzialmente positivo nell'affrontare la crisi di Covid-19. Per quanto riguarda la giurisdizione della BCE, è probabile che la politica monetaria resti accomodante in una prospettiva di medio termine. Allo stesso tempo, le istituzioni dovrebbero essere preparate all'eliminazione graduale delle agevolazioni delle banche centrali per affrontare il rischio della eccessiva dipendenza da quest'ultime.
La digitalizzazione accelerata e il sostanziale passaggio al modello operativo da remoto avviato lo scorso anno continuano a porre rischi legati all'ambiente della sicurezza informatica, nonché a quelli legati al malfunzionamento IT.

Dall'inizio della pandemia, UniCredit ha affrontato la crisi mettendo in atto e migliorando costantemente misure preventive e linee guida per affrontare l'emergenza Covid-19, gestendo in modo proattivo la situazione in evoluzione in tutte le dimensioni del suo profilo di rischio. Il Gruppo garantisce che eventuali incertezze, comprese quelle condizionate dal contesto, sopra descritte, siano adeguatamente affrontate attraverso il proprio framework completo di gestione dei rischi (es. stress test ICAAP).
2. Rischi macroeconomici e (geo) politici
Dopo il sostanziale impatto immediato della crisi di Covid-19 che ha frenato l'economia globale per tutto il 2020, ora iniziano a emergere segnali di una crescita più rapida con l'aumento dei prezzi del petrolio, i tassi di disoccupazione che scendono mentre le imprese tornano a crescere, i mercati azionari che accolgono tendenze positive di redditività di molte società quotate. Tuttavia, questi segnali devono essere considerati insieme ad alcuni potenziali inconvenienti chiave legati a: 1) il problema sopra menzionato con i progressi irregolari della vaccinazione in tutto il mondo è cruciale per determinare quanto stabile e veloce sarà la ripresa economica; 2) potenziali squilibri tra domanda e offerta osservati nell'ultimo anno (es. forte aumento anche dei costi di spedizione transcontinentali), aumento dell'inflazione anche alla luce dell'aumento dei prezzi delle case; 3) impatto del ritiro dello stimolo statale e della politica monetaria che deve essere affrontato senza scuotere i mercati dei capitali avvenendo troppo velocemente. Oltre a questi fattori, le seguenti tendenze e sfide globali sull'arena geopolitica continuano a essere considerate rilevanti. Come anticipato, il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta adottando una sostanziale inversione delle politiche amministrative del precedente presidente su alcune questioni chiave che incidono sulle attività nazionali e internazionali che operano negli Stati Uniti e all'estero. Allo stesso tempo, rimane un fattore importante il sentiment globale nei confronti della politica interna ed estera degli Stati Uniti e, in particolare, la percezione della solidità del sistema democratico, tenuto conto degli eventi del 2020 che hanno caratterizzato il turn over presidenziale. Restano sotto osservazione le tensioni Usa-Cina, in particolare su Taiwan con posizioni che si modificano rispetto a prima. I negoziati degli Stati Uniti per ricongiungersi all'accordo nucleare iraniano stanno facendo progressi con l'attenzione necessaria sulle tensioni tra Iran, Israele e Arabia Saudita sull'argomento. Per quanto riguarda le relazioni USA-Russia, si sta gradualmente instaurando il dialogo tra i due Paesi che potrebbe aiutare
ad allentare le tensioni sul gasdotto russo Nord Stream 2 verso la Germania, la situazione con l'Ucraina e altre questioni.
Alla fine dell'anno l'accordo sulle future relazioni commerciali e di sicurezza del Regno Unito con l'Unione europea è stato concordato tra le parti appena una settimana prima della fine del periodo di transizione della Brexit. Pur riducendo parzialmente l'incertezza sulla via da seguire per entrambe le parti ed essendo decisamente migliore dello scenario "no-deal", restano ancora da valutare alcune implicazioni cruciali. L'UE e il Regno Unito hanno raggiunto un accordo sul memorandum d'intesa inteso a fornire un forum di discussione sulla regolamentazione finanziaria, dovrebbero perseguire "una solida e ambiziosa cooperazione normativa bilaterale" nel settore dei servizi finanziari in futuro, ma non dovrebbero stabilire il quadro di cooperazione formale richiesto dall'industria, poiché il forum congiunto sarebbe di natura più informale. Tuttavia, è rimasto l'impegno a condividere le informazioni sull'antiriciclaggio e sul finanziamento del terrorismo.
3. I rischi climatici e ambientali
I rischi connessi ai cambiamenti climatici (sia fisici che di transizione) e il passaggio verso finanziamenti sostenibili stanno sollevando sfide per il settore finanziario e possono avere un impatto su altri tipi di rischi.
Nel contesto di un quadro normativo in evoluzione che sin dal 2020 ha posto ancora più l'accento sul tema del rischio climatico, il Gruppo mira a continuare ad affrontare proattivamente queste sfide attraverso un maggiore impegno per la sostenibilità e iniziative tangibili volte a migliorare la gestione dei rischi per anticipare i possibili aumenti della rischiosità di settori specifici e analizzare le possibili richieste delle autorità di regolamentazione.
Un primo passo nel raggiungimento di questa importante aspirazione è stata nel 2020 la creazione di un team dedicato all'interno della funzione Group Risk Management (GRM), responsabile della supervisione e della gestione delle questioni relative ai rischi dei cambiamenti climatici e ambientali e dell'approccio di UniCredit ai settori sensibili. Un importante passo in avanti messo in atto dal team è la definizione di una metodologia interna dedicata volta a valutare l'esposizione climatica e ambientale e la vulnerabilità del portafoglio crediti. Inoltre, UniCredit è stata una delle banche partecipanti alla metodologia di Paris Agreement Capital Transition Assessment (PACTA) sviluppata da 2° Investing Initiative (2° ii) per misurare il livello di allineamento agli obiettivi degli accordi di Parigi di alcuni settori sensibili al clima. Il Gruppo ha inoltre partecipato volontariamente all'esercizio di sensibilizzazione pilota dell'Autorità bancaria europea 2020 come un primo tentativo di calcolo del Green Asset Ratio del portafoglio crediti della Banca. Con riferimento al rischio fisico è stata anche effettuata una stima preliminare a livello di Gruppo del potenziale impatto di alcuni rischi cronici (es. innalzamento del livello del mare) e acuti (es. frane e allagamenti) sul valore delle garanzie reali ipotecarie relative agli immobili nelle aree più esposte. Il gruppo UniCredit ha sponsorizzato la Task Force in materia di divulgazione di informazioni finanziarie legate al clima (Task Force on Climate-Related Financial Disclosures - TCFD), ha sottoscritto i Principles for Responsible Banking (PRB), lanciato dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente per aiutare le banche ad allineare la propria strategia aziendale agli obiettivi della società. Vale la pena sottolineare che una pietra miliare del viaggio sul clima della Banca è il lancio, nel maggio 2021, di una road map completa per il clima e l'ambiente in linea con i requisiti della BCE. La Road Map progettata rafforzerà anche la posizione della Banca verso le future sfide climatiche, incorporando ulteriormente i fattori climatici e ambientali nella strategia e nell'ambiente aziendale, nonché nel quadro di gestione del rischio. Per maggiori dettagli sull'impatto del cambiamento climatico si rimanda anche al Bilancio Integrato pubblicato sul sito di UniCredit.

4. Rischio di sicurezza informatica
Insieme alla continua digitalizzazione dei servizi bancari, che è stata accelerata alla luce dello scoppio della pandemia Covid-19, sia il settore finanziario che i suoi clienti sono sempre più esposti ai rischi informatici. Ciò richiede una governance rafforzata con una continua forte attenzione sulla protezione dei dati e sulla sicurezza informatica. L'impatto dei rischi informatici può causare interruzioni del servizio, nonché la perdita di integrità e disponibilità di dati e informazioni.
Il gruppo UniCredit negli ultimi anni è stato oggetto di attacchi informatici che hanno portato, anche se solo in pochi limitati casi, al furto di dati; considerando la tipologia di danni rilevati, UniCredit ha svolto una ampia e approfondita valutazione, anche ai fini del bilancio, degli effetti che ne dovessero derivare. Per affrontare i rischi informatici, UniCredit potenzia continuamente il proprio programma di sicurezza informatica con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente i controlli di sicurezza.
5. Sviluppi nel contesto normativo
Negli ultimi anni il quadro normativo in cui agiscono le istituzioni finanziarie è diventato sempre più complesso e più rigoroso. Questa complessità è ulteriormente aumentata in seguito all'introduzione di nuovi regolamenti finanziari, alcuni dei quali sono ancora in discussione, e al ruolo centrale della BCE nella vigilanza di gran parte del sistema bancario europeo. Tutti questi cambiamenti potrebbero influenzare significativamente UniCredit e introdurre ulteriori sfide per la redditività del settore bancario generale e i requisiti patrimoniali.
I cambiamenti più rilevanti in fase di definizione e di prossima implementazione sono:
- revisione al framework di Basilea 3 per il calcolo delle attività ponderate per il rischio per i rischi di credito, operativi, di credit value adjustment (CVA) pubblicati a dicembre 2017 (noto come Basilea 4). L'obiettivo finale del regolatore è quello di limitare l'uso di modelli interni per misurare il rischio di credito su alcuni specifici portafogli e tornare a un approccio standardizzato più rigoroso, nonché di eliminare i modelli interni per i rischi operativi. Basilea 4 introduce anche un output floor aggregato. Queste revisioni sono integrate dalla modifica del framework del rischio di mercato (Fundamental Review of Trading Book - "FRTB") finalizzata a gennaio 2019, che prevede l'introduzione di modelli interni più rigorosi e sofisticati e approcci standardizzati per misurare il rischio di mercato nei portafogli di trading. Il Comitato di Basilea ha rilasciato in luglio 2020 una serie di modifiche mirate al framework del credit value adjustment (CVA) emesso nel dicembre 2017 al fine di garantire un migliore allineamento con il FRTB più recente;
- il 27 marzo 2020 l'organo di controllo del Comitato di Basilea, il gruppo dei governatori delle banche centrali e dei responsabili della vigilanza (Governors and Heads of Supervision - GHOS) hanno cambiato la tempistica di attuazione degli standard di Basilea III. In particolare, la data di attuazione degli standard di Basilea III finalizzata a dicembre 2017 (rischio di credito e rischio operativo) è stata rinviata di un anno all'1 gennaio 2023. La Commissione Europea, anche a causa dei ritardi legati al Covid-19, pubblicherà le proposte per l'attuazione di Basilea III nell'UE alla fine di settembre o ottobre 2021, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attualmente prevista non prima del 2024;
- a marzo 2018 la BCE ha pubblicato l'"Addendum to ECB Guidance to banks on Non Performing Exposures" ("NPE") che descrive le attese della supervisione sulla copertura di crediti riclassificati da non deteriorati a deteriorati dopo l'1 aprile 2018. Ad aprile 2019 però la Commissione Europea ha modificato il Regolamento sui requisiti di capitale (Capital Requirements Regulation - "CRR") introducendo una copertura di perdita minima per nuovi crediti classificati come NPL dopo il 26 aprile 2019 (il "backstop"). Il 22 agosto 2019, la BCE ha deciso di rivedere le attese prudenziali per gli accantonamenti su nuovi credit deteriorati. La decisione è stata presa in considerazione dell'adozione della nuova regolamentazione europea che determina il trattamento di Primo Pilastro delle esposizioni deteriorate. Le iniziative prese dalla BCE sono di natura strettamente prudenziale (Secondo Pilastro). Per contro, il regolamento emesso dalla Commissione Europea è giuridicamente vincolante (Primo Pilastro). Queste novità su menzionate danno luogo a tre "categorie" di NPE, in base alla data di origine della posizione creditizia e la data di classificazione come credito deteriorato:
- NPE classificate tali prima dell'1 aprile 2018 (Secondo Pilastro "Stock"): 2 o 7 anni di permanenza tra i crediti deteriorati ("vintage") per NPE rispettivamente senza e con garanzie, soggette a raccomandazioni di copertura prudenziale e percorsi di graduale implementazione come comunicato nelle lettere SREP;
- NPE originate prima del 26 aprile 2019 (Secondo Pilastro "flussi BCE"): 3/7/9 anni di vintage per NPE rispettivamente senza garanzie/con garanzie diverse da proprietà immobiliare/con garanzie nella forma di proprietà immobiliare; in modo crescente progressivamente fino al 100%;
- NPE originate al 26 aprile 2019 (Primo Pilastro "flussi CRR"): 3/7/9 anni di vintage per NPE rispettivamente senza/con garanzie diverse da proprietà immobiliare/con garanzie nella forma di proprietà immobiliare; in modo crescente progressivamente fino al 100%;
- nel maggio 2020 l'Autorità bancaria europea (ABE) ha pubblicato le sue linee guida sull'origine e il monitoraggio dei prestiti che prevedono che gli enti sviluppino standard solidi e prudenti per garantire che i prestiti di nuova origine siano valutati correttamente. Le linee guida mirano inoltre a garantire che le prassi delle banche siano allineate alle norme sulla protezione dei consumatori e rispettino un trattamento equo degli stessi. Nel contesto della pandemia Covid-19, le banche devono mantenere una buona gestione del rischio di credito e standard di monitoraggio essenziali per sostenere i prestiti all'economia. Per far fronte alle attuali circostanze le nuove Linee Guida contengono ulteriori periodi di transizione per prestiti da poco rinegoziati per aiutare le banche a meglio concentrarsi sulle loro priorità operative immediate. Le linee guida si applicheranno dal 30 giugno 2021. Le banche beneficeranno altresì di una serie di disposizioni transitorie: (1) l'applicazione ai già esistenti prestiti e anticipi che richiedono la rinegoziazione si applicheranno a partire dal 30 giugno 2022 e (2) le banche saranno autorizzate a colmare eventuali lacune nei dati e ad adeguare le loro strutture di monitoraggio e le loro infrastrutture fino al 30 giugno 2024;
- l'1 luglio 2020 l'Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato le sue linee guida finali sul trattamento delle posizioni valutarie strutturali, applicabili dall'1 gennaio 2022. Lo scopo di queste linee guida è di stabilire un quadro armonizzato per l'applicazione della deroga strutturale FX e identificare criteri oggettivi per assistere le Autorità Competenti nella loro valutazione della natura strutturale di una posizione in valuta estera e per capire se tale posizione sia stata deliberatamente assunta per coprire il coefficiente di capitale;

- entrata in vigore da giugno 2021 di un coefficiente di leva finanziaria minimo obbligatorio del 3%, un requisito regolamentare aggiuntivo rispetto agli indicatori basati sul rischio previsti nel pacchetto Basilea 3. Il coefficiente di leva finanziaria mira a limitare l'accumulo di leva finanziaria nel settore bancario, nonché a rafforzare i requisiti patrimoniali con una misura supplementare non basata su parametri di rischio. Il regolamento finale per l'Unione europea (CRR2), incluso il coefficiente di leva finanziaria vincolante, è stato pubblicato nel giugno 2019. Nel marzo 2020, il gruppo dei governatori delle banche centrali e dei responsabili della vigilanza ha rivisto il calendario di attuazione degli elementi finali del framework di Basilea III. Il requisito del coefficiente di leva finanziaria per le istituzioni di rilevanza sistemica globale è già stato attuato attraverso le modifiche introdotte dal regolamento (UE) 2019/876. Pertanto, ed al fine di garantire condizioni di parità a livello internazionale per le banche istituite nell'Unione e che operano anche al di fuori della stessa, la data di applicazione del requisito relativo al coefficiente di leva finanziaria stabilita da tale regolamento è stata rinviata di un anno all'1 gennaio 2023. Con l'applicazione rinviata del requisito di riserva per il coefficiente di leva finanziaria, durante il periodo di rinvio non vi sarebbero conseguenze derivanti dal mancato rispetto di tale requisito di cui all'articolo 141 quater della direttiva 2013/36/UE e nessuna restrizione relativa alle distribuzioni prevista all'articolo 141 ter di tale direttiva;
- oltre alle modifiche attuate nel CRR2, anche la revisione del calcolo del coefficiente di leva finanziaria (specie sulla misura dell'esposizione) inserita nel pacchetto Basilea 4 dovrà essere attuata in Europa con un'altra revisione del CRR (CRR2) ed entrare in vigore non prima del 2024;
- entrata in vigore dei requisiti di liquidità previsti a Basilea 3: un indicatore a breve termine (coefficiente di copertura della liquidità o Liquidity Coverage Ratio - "LCR"), con l'obiettivo di avere banche che mantengano un buffer di liquidità per sopravvivere a un periodo di stress di 30 giorni, e un indicatore di liquidità strutturale (il rapporto di finanziamento stabile netto o Net Stable Funding Ratio - "NSFR") riferito a un orizzonte temporale superiore a un anno, introdotto per garantire che le attività e le passività abbiano una struttura sostenibile in termini di scadenza. Mentre l'LCR è in vigore da tempo, l'NSFR è stato introdotto come requisito nel CRR2 pubblicata lo scorso giugno 2019 e si applica dal giugno 2021;
- introduzione TLAC/MREL: la capacità di assorbimento di perdite totali o Total Loss Absorbing Capacity ("TLAC") introdotta dal Financial Stability Board come standard globale per gli istituti G-SIB e mirata a garantire che gli enti mantengano una quantità sufficiente di risorse finanziarie per assorbire le perdite e ricapitalizzare in caso di stress, è stata attuata in Europa attraverso il CRR2/CRD V, pubblicata a giugno 2019.
- Il recepimento europeo del TLAC, ovvero il requisito minimo di "Primo Pilastro" per i fondi propri e le passività ammissibili (MREL di Primo Pilastro) si applica a tutti i G-SII; l'MREL "Secondo Pilastro" è invece specifico per la banca ed è stato introdotto dalla BRRD nel 2014 e successivamente modificato nel giugno 2019 (BRRD2). TLAC (MREL di Primo Pilastro) è diventato vincolante a giugno 2019 come requisito transitorio, pari al 16% delle attività ponderate per il rischio o Risk Weighted Assets ("RWA") + requisito del buffer combinato e raggiungerà il suo livello fully loaded (18% di requisiti RWA + requisito buffer combinato) nel gennaio 2022. MREL, invece, è in fase di introduzione graduale e raggiungerà il suo livello fully loaded nel gennaio 2024 (con un obiettivo intermedio obbligatorio nel gennaio 2022);
- discussione sul trattamento preferenziale dell'esposizione sovrana nel portafoglio bancario delle banche: le esposizioni bancarie verso il debito sovrano interno beneficiano attualmente di un fattore di rischio zero. Non esiste ancora una proposta concreta in consultazione, ma i responsabili delle politiche e i regolatori stanno discutendo quale approccio adottare, se del caso, per rimuovere questo trattamento preferenziale. Da un lato, la Commissione europea (DG FISMA) sta redigendo un documento che presumibilmente definisce le priorità della Commissione per il completamento dell'Unione bancaria: queste includono la revisione del trattamento dell'esposizione sovrana che potrebbe prevedere l'applicazione di oneri di concentrazione. D'altra parte, nel 2018 il Parlamento europeo ha emesso una proposta, su cui le discussioni si sono bloccate, per consentire un trattamento preferenziale ad una nuova classe di titoli garantiti da obbligazioni statali (State Bond-Backed Securities - "SBBS"), al fine di incoraggiare la diversificazione delle partecipazioni bancarie di obbligazioni della zona euro. Le SBBS sarebbero un nuovo tipo di attività create dal settore privato sulla base di un pool predefinito di obbligazioni sovrane degli Stati membri dell'area Euro;
- aggiornamenti delle normative del rischio climatico e ambientale:
- la BCE ha pubblicato a novembre 2020 una Guida con aspettative di vigilanza, basata sulla normativa vigente, su come le banche dovrebbero incorporare i rischi legati al clima e ambientali nella strategia aziendale, governance, processo di concessione del credito, Risk Appetite Framework, framework di gestione del rischio, processi di liquidità e adeguatezza patrimoniale, attraverso scenari di stress testing dedicati;
- EBA, EIOPA e ESMA hanno pubblicato un documento di consultazione congiunta sugli standard di divulgazione ambientali, sociali e di governance proposti (Environmental, Social and Governance - ESG). L'EBA ha inoltre pubblicato nel novembre 2020 un documento di discussione sulla gestione e la supervisione dei rischi ESG, che ha portato ad un rapporto finale pubblicato nel giugno 2021. Ulteriori linee guida di EBA sono previste nel 2021 e nel 2022;
- nel 2022 la BCE condurrà un esercizio di stress test sui rischi climatici con l'obiettivo di identificare le vulnerabilità delle banche ai rischi legati al clima. I risultati dello stress test saranno integrati nella lettera del processo di revisione e valutazione prudenziale 2022 (SREP).

Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato
Parte F - Informazioni sul patrimonio consolidato Sezione 1 - Il patrimonio consolidato
A. Informazioni di natura qualitativa
Il gruppo UniCredit assegna un ruolo prioritario alle attività volte alla gestione e all'allocazione del capitale in funzione dei rischi assunti, ai fini dello sviluppo dell'operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore. Le attività si articolano nelle diverse fasi del processo di pianificazione e controllo del Gruppo e, in particolare:
- nei processi di pianificazione e budget:
- formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
- analisi dei rischi associati ai driver del valore e allocazione del capitale alle linee di attività e business unit;
- assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
- analisi dell'impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
- elaborazione e proposta del piano del capitale e della dividend policy;
- nei processi di monitoraggio:
- analisi delle performance conseguite a livello di Gruppo e di business unit e preparazione dei dati gestionali per uso interno ed esterno;
- analisi e controllo dei limiti;
- analisi e controllo andamentale dei ratio patrimoniali di Gruppo e individuali.
Il Gruppo si pone l'obiettivo di generare un reddito superiore a quello necessario a remunerare i rischi (cost of equity) e quindi di creare valore per i propri azionisti attraverso l'allocazione del capitale alle differenti linee di attività e business unit in funzione degli specifici profili di rischio. A supporto dei processi di pianificazione e controllo, il Gruppo adotta la metodologia di misurazione delle performance aggiustate per il rischio (RAPM) predisponendo una serie di indicatori in grado di unire e sintetizzare tra loro le variabili economiche, patrimoniali e di rischio da considerare.
Il capitale di Gruppo e la sua allocazione, quindi, assumono un'importanza rilevante nella definizione delle strategie di Gruppo perché da un lato esso rappresenta l'investimento nel Gruppo da parte degli azionisti che deve essere remunerato in modo adeguato, dall'altro è una risorsa scarsa soggetta a limiti esogeni, definiti dalla normativa di vigilanza.
Nel processo di allocazione, le definizioni di capitale utilizzate sono:
- capitale di rischio o impiegato: è la consistenza patrimoniale conferita dagli azionisti (capitale impiegato), che deve essere remunerata attraverso un profitto maggiore o almeno pari alle aspettative (costo dell'equity);
- capitale a rischio: è la quota parte dei mezzi propri che fronteggia (a preventivo capitale allocato) o ha fronteggiato (a consuntivo capitale assorbito) i rischi assunti per perseguire gli obiettivi di creazione di valore.
Se il capitale a rischio è misurato tramite metodologie di risk management, allora è definito come capitale interno; se è misurato secondo la normativa di vigilanza, allora è definito come capitale regolamentare.
Il capitale interno ed il capitale regolamentare differiscono tra loro per definizione e per copertura delle categorie di rischio. Il primo discende dall'effettiva misurazione dell'esposizione assunta, il secondo da schemi definiti nella normativa di vigilanza.
Il capitale interno è fissato ad un livello tale da coprire con un elevato livello di probabilità gli eventi avversi, mentre il capitale regolamentare è quantificato in base ad un CET1 ratio target in linea con i principali gruppi bancari internazionali e tenendo in considerazione gli impatti delle normative di vigilanza in vigore o che saranno adottate. Il capitale allocato alle linee di Business è quantificato in base al capitale regolamentare.
La gestione del capitale, svolta dalla unità operativa Capital Management all'interno di Pianificazione e Capital Management, ha la finalità di definire il livello di patrimonializzazione obiettivo per il Gruppo e le sue società nel rispetto della regolamentazione di vigilanza e della propensione al rischio. Il gruppo UniCredit ha definito un obiettivo di Common Equity Tier 1 Ratio MDA buffer tra 200 e 250 punti base, come annunciato il 3 dicembre 2019 durante la presentazione del Piano Strategico "Team 23" tenutasi a Londra (https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroupeu/documents/en/investors/Capital-Markets-Day/2019/UniCredit_PR_Team23_ITA.pdf).
Nella gestione dinamica del capitale, l'unità operativa Capital Management elabora il piano del capitale ed effettua il monitoraggio dei ratio patrimoniali di Vigilanza.
Il monitoraggio si riferisce da un lato al patrimonio sia secondo la definizione contabile che secondo quella di vigilanza (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1, Tier 2 Capital e TLAC) e, dall'altro, alla pianificazione e all'andamento dei "risk weighted asset" (RWA).
La dinamicità della gestione è finalizzata ad individuare gli strumenti di investimento e di capitale (azioni ordinarie e altri strumenti di capitale) più idonei al conseguimento degli obiettivi identificati. In caso di deficit di capitale, sono indicati i gap da colmare e le azioni di "capital generation" misurandone il costo e l'efficacia attraverso la metodologia di RAPM. In tale contesto l'analisi del valore è arricchita dal ruolo di sintesi della unità operativa Capital Management per gli aspetti regolamentari, contabili, finanziari, fiscali, di risk management ecc. e delle loro evoluzioni normative; in questo modo l'unità di Capital Management è in grado di effettuare le necessarie valutazioni e di fornire tutte le indicazioni necessarie alle altre funzioni della Capogruppo o società chiamate a realizzare queste azioni.

Parte H - Operazioni con parti correlate Premessa
Ai fini dell'informativa finanziaria trova applicazione, come prescritto dal Regolamento UE 632/2010 della Commissione del 19 luglio 2010, il testo dello IAS24 che definisce il concetto di parte correlata ed individua il rapporto di correlazione tra questa e l'entità che redige il bilancio; viene inoltre chiarito che l'informativa deve avere per oggetto, tra le altre, le operazioni concluse con le controllate di società collegate e controllate di joint venture.
Ai sensi dello IAS24, le parti correlate di UniCredit S.p.A., comprendono:
- le società appartenenti al gruppo UniCredit e le società controllate da UniCredit S.p.A: ma non consolidate46;
- le società collegate e le joint venture nonché le loro controllate;
- i "dirigenti con responsabilità strategiche" di UniCredit S.p.A.;
- i familiari stretti dei "dirigenti con responsabilità strategiche" e le società controllate, anche congiuntamente, dal dirigente con responsabilità strategiche o da loro stretti familiari;
- i piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.
I dirigenti con responsabilità strategiche sono i soggetti che nell'ambito di UniCredit S.p.A. hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della Società. Vengono inclusi in questa categoria, l'Amministratore Delegato e gli altri componenti del Consiglio di Amministrazione, i Sindaci e gli altri Senior Executive Vice President che riportano direttamente al Consiglio di Amministrazione o all'Amministratore Delegato.
Altresì ai fini della gestione delle operazioni con parti correlate si richiamano la disciplina definita dal Regolamento Consob n.17221/2010 e successive modifiche e integrazioni e dalla Circolare Banca d'Italia n.285/2013 (Parte III, Capitolo 11), nonché le disposizioni ai sensi dell'art.136 del D.Lgs.385/1993, in forza delle quali gli esponenti aziendali possono assumere obbligazioni nei confronti della banca che amministrano, dirigono o controllano soltanto previa unanime deliberazione dell'organo di amministrazione della banca e voto favorevole del Collegio Sindacale.
In questo contesto, UniCredit S.p.A., in quanto emittente quotato e soggetto vigilato da Banca d'Italia, ha adottato la Global Policy "Operazioni con parti correlate, soggetti collegati ed Esponenti Aziendali ex art.136 TUB", approvata dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. con il parere favorevole del Comitato Parti Correlate e del Collegio Sindacale e pubblicata sul sito istituzionale di UniCredit (www.unicreditgroup.eu), volta a stabilire regole istruttorie e deliberative con riguardo alle operazioni poste in essere direttamente o per il tramite di società controllate, con parti correlate nonché a disciplinare, tenendo in considerazione delle specificità che contraddistinguono le sopra citate disposizioni, le procedure per adempiere agli obblighi di informativa verso gli organi sociali, le Autorità di vigilanza di settore e verso il mercato.
Le istruzioni contenute nella Global Policy sono destinate alle strutture di UniCredit S.p.A. e alle società controllate appartenenti al Gruppo fornendo le indicazioni necessarie per adempiere sistematicamente ai sopra richiamati obblighi.
UniCredit S.p.A. ha altresì istituito, in conformità alla disciplina suddetta, il predetto Comitato Parti Correlate, composto da tre membri nominati dal Consiglio di Amministrazione tra i propri componenti qualificati come "indipendenti" ai sensi dell'art.3 del Codice di Autodisciplina. Inoltre, UniCredit S.p.A. si è dotata di specifiche procedure in tema di controlli interni sulle attività di rischio con soggetti in conflitto d'interesse disciplinate nella Global Policy sopra richiamata.
Nel corso del primo semestre 2021 le operazioni con parti correlate segnalate nei flussi informativi previsti dalle norme di riferimento sono state concluse avendone riscontrato la convenienza economica e l'interesse del Gruppo.
46 Ai fini della presente Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 i rapporti patrimoniali ed economici tra le società consolidate sono stati invece oggetto di elisione come spiegato in Parte A.

Informazioni sulle transazioni con parti correlate
Nel prospetto che segue sono indicate le attività, le passività e le garanzie e gli impegni in essere, distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24.
Transazioni con parti correlate: voci di stato patrimoniale
| (milioni di €) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | ||||||||
| SOCIETÀ CONTROLLATE NON CONSOLIDATE |
JOINT VENTURE |
SOCIETÀ COLLEGATE |
DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ STRATEGICHE |
ALTRE PARTI CORRELATE |
TOTALE | % SU VOCE BILANCIO |
AZIONISTI(*) | % SU VOCE BILANCIO |
|
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico |
- | - | 131 | - | - | 131 | 0,14% | 257 | 0,28% |
| a) Attività finanziarie detenute per la negoziazione |
- | - | 52 | - | - | 52 | 0,07% | 257 | 0,33% |
| c) Altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value |
- | - | 79 | - | - | 79 | 0,56% | - | - |
| Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva |
- | - | 125 | - | - | 125 | 0,18% | - | - |
| Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
10 | 20 | 1.957 | 2 | 1 | 1.990 | 0,32% | - | - |
| a) Crediti verso banche | - | - | 1.218 | - | - | 1.218 | 1,01% | - | - |
| b) Crediti verso clientela | 10 | 20 | 739 | 2 | 1 | 772 | 0,15% | - | - |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione |
- | - | 13 | - | - | 13 | 1,74% | - | - |
| Altre attività | 9 | - | 104 | - | - | 113 | 1,66% | - | - |
| Totale dell'attivo | 19 | 20 | 2.330 | 2 | 1 | 2.372 | 0,30% | 257 | 0,03% |
| Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato |
36 | 2 | 8.841 | 7 | 68 | 8.954 | 1,13% | 269 | 0,03% |
| a) Debiti verso banche | - | - | 7.020 | - | - | 7.020 | 3,76% | 9 | - |
| b) Debiti verso clientela | 36 | 2 | 1.821 | 7 | 68 | 1.934 | 0,38% | 139 | 0,03% |
| c) Titoli in circolazione | - | - | - | - | - | - | - | 121 | 0,13% |
| Passività finanziarie di negoziazione e designate al fair value |
- | - | 28 | - | - | 28 | 0,05% | 77 | 0,13% |
| Altre passività | 18 | - | 6 | - | - | 24 | 0,13% | - | - |
| Totale del passivo | 54 | 2 | 8.875 | 7 | 68 | 9.006 | 1,03% | 346 | 0,04% |
| Garanzie rilasciate e Impegni(**) | 6 | - | 1.798 | - | 1 | 1.805 | - | 1 | - |
Note:
(*) Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 3% del capitale sociale rappresentato da azioni aventi diritto di voto.
(**) Si precisa che la voce "Garanzie rilasciate e Impegni" è comprensiva degli impegni revocabili.

Nel prospetto che segue si evidenzia il dettaglio dell'impatto delle transazioni sulle voci di conto economico, distintamente per le diverse tipologie di parti correlate ai sensi dello IAS24.
Transazioni con parti correlate: voci di conto economico
| (milioni di €) | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | 30.06.2021 | ||||||||
| SOCIETÀ | |||||||||
| CONTROLLATE NON |
JOINT | SOCIETÀ | DIRIGENTI CON RESPONSABILITÀ |
ALTRE PARTI | % SU VOCE | % SU VOCE | |||
| CONSOLIDATE | VENTURE | COLLEGATE | STRATEGICHE | CORRELATE | TOTALE | BILANCIO | AZIONISTI(*) | BILANCIO | |
| 10. Interessi attivi e proventi assimilati | - | 1 | 43 | - | - | 44 | 0,72% | - | - |
| 20. Interessi passivi e oneri assimilati | - | - | (13) | - | - | (13) | 0,75% | (4) | 0,23% |
| 30. Margine d'interesse | - | 1 | 30 | - | - | 31 | 0,70% | (4) | 0,09% |
| 40. Commissioni attive | - | - | 390 | - | - | 390 | 9,87% | 41 | 1,04% |
| 50. Commissioni passive | - | - | (2) | - | - | (2) | 0,34% | - | - |
| 60. Commissioni nette | - | - | 388 | - | - | 388 | 11,52% | 41 | 1,22% |
| 70. Dividendi e proventi simili | 2 | - | 110 | - | - | 112 | 56,00% | 11 | 5,50% |
| 80. Risultato netto dell'attività di | |||||||||
| negoziazione | - | - | (44) | - | - | (44) | 4,64% | 7 | 0,74% |
| 100. Utili (Perdite) da cessione o | |||||||||
| riacquisto di | - | (23) | - | - | - | (23) | 12,71% | - | - |
| a) Attività finanziarie valutate al | |||||||||
| costo ammortizzato | - | (23) | - | - | - | (23) | 38,98% | - | - |
| 120. Margine di intermediazione | 2 | (22) | 484 | - | - | 464 | 5,23% | 55 | 0,62% |
| 130. Rettifiche/Riprese di valore nette | |||||||||
| per rischio di credito relativo a | - | 15 | 8 | - | - | 23 | 4,32% | - | - |
| a) Attività finanziarie valutate al | |||||||||
| costo ammortizzato | - | 15 | 8 | - | - | 23 | 4,30% | - | - |
| 190. Spese amministrative | (1) | - | (210) | - | (5) | (216) | 4,07% | (5) | 0,09% |
| a) Spese per il personale | - | - | 1 | - | (5) | (4) | 0,13% | (1) | 0,03% |
| b) Altre spese amministrative | (1) | - | (211) | - | - | (212) | 9,11% | (4) | 0,17% |
| 230. Altri oneri/proventi di gestione | 1 | - | (25) | - | - | (24) | 8,25% | (2) | 0,69% |
| 240. Costi operativi | - | - | (235) | - | (5) | (240) | 4,66% | (7) | 0,14% |
Nota:
(*) Azionisti e relativi gruppi societari, che detengono in UniCredit una partecipazione superiore al 3% del capitale sociale rappresentato da azioni aventi diritto di voto.
Per quanto riguarda invece la categoria "Altre parti correlate IAS" si precisa che la stessa raggruppa i dati relativi:
- agli stretti familiari dei dirigenti con responsabilità strategiche (ovvero quei familiari che ci si attende possano influenzare, o essere influenzati da, il soggetto interessato);
- alle controllate (anche congiuntamente) dei "dirigenti con responsabilità strategiche" o dei loro stretti familiari;
- ai piani per benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro a favore dei dipendenti del gruppo UniCredit.

Si evidenziano le seguenti considerazioni relative alle operazioni di particolare rilevanza con controparti correlate.
- A partire dal 2012 la controllata UniCredit Services S.C.p.A. (UCS), già UniCredit Business Integrated Solutions S.C.p.A (UBIS), ha iniziato l'erogazione dei servizi strumentali del Gruppo sia in Italia che all'estero.
- Il Consiglio di Amministrazione di UCS, nella riunione del 19 aprile 2013, ha approvato il piano esecutivo del progetto volto alla creazione di una joint venture dedicata alla fornitura di servizi tecnologici infrastrutturali (hardware, data center, ecc.), dedicati al Commercial Banking, con un altro primario operatore del settore, IBM Italia S.p.A. (IBM). L'operazione si è perfezionata con il conferimento, con efficacia 1 settembre 2013, del ramo d'azienda "Infrastrutture Tecnologiche", da parte di UCS verso la società denominata "Value Transformation Services S.p.A." (V-TServices), costituita e controllata da IBM Italia S.p.A. A seguito dell'operazione, il capitale sociale di V-TService è detenuto per il 49% da UCS e per il restante 51% da IBM (che ne detiene il controllo).
- Il 23 dicembre 2016 è stato siglato il "Restatement and Amendment Agreement" tra UniCredit Services e V-TS al fine di incrementare la creazione di valore e cogliere le nuove opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica, estendendo anche la sua durata fino a dicembre 2026.
- Il 22 dicembre 2019 è stato siglato "il Second Restatement and Amendment Agreement" tra UniCredit Services e V-TS, con effetto dall'1 gennaio 2020, estendendo la sua durata di ulteriori 3 anni fino al 2029.
- I servizi resi al gruppo UniCredit da parte delle società sopra menzionate danno luogo a scambio di corrispettivi (spese amministrative).
- UniCredit S.p.A. nel 2018 ha firmato, mediante un processo di asta competitiva, una partnership di lungo periodo con Allianz per la distribuzione in esclusiva di prodotti bancassurance nei settori Life e Non Life (esclusi prodotti di Credit Protection) in Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Tale partnership è stata implementata nei suddetti paesi nella seconda metà del 2018 attraverso specifici accordi distributivi locali, anche in conformità con le normative locali di riferimento.
• Si segnala l'esistenza di accordi di distribuzione di prodotti assicurativi nei confronti delle seguenti società collegate:
- Aviva S.p.A.;
- CNP UniCredit Vita S.p.A.;
- Creditras Assicurazioni S.p.A.;
- Creditras Vita S.p.A.;
- Incontra Assicurazioni S.p.A.
- Fra i rapporti con le altre parti correlate si segnalano infine quelli intercorrenti con i fondi pensione esterni (riferiti ai dipendenti di UniCredit S.p.A.) in quanto dotati di propria personalità giuridica. Tali operazioni risultano concluse a condizioni analoghe a quelle applicate per operazioni concluse con soggetti terzi indipendenti. I rapporti con detti fondi pensione sono per lo più rappresentati da rapporti compresi nei Debiti verso clientela (e relativi interessi).

Parte L - Informati va di settore La struttura organizzativa
Lo scorso 12 maggio è stata annunciata la nuova struttura organizzativa ed il Team Manageriale che ha la responsabilità di guidare il business e di sviluppare il nuovo piano strategico. Come già evidenziato al paragrafo "Principali risultati e performance del periodo" della Relazione intermedia sulla gestione consolidata sebbene alcuni passaggi intermedi siano già stati effettuati la nuova organizzazione diverrà pienamente operativa nel secondo semestre dell'anno, pertanto al 30 giugno 2021 la performance ed i risultati del Gruppo sono stati misurati e monitorati sulla base delle divisioni di business preesistenti.
Lo schema dell'informativa di settore riflette la struttura organizzativa correntemente utilizzata nella reportistica direzionale per il controllo dei risultati del Gruppo, che si articola nei seguenti settori di attività: Commercial Banking Italy, Commercial Banking Germany, Commercial Banking Austria, Corporate & Investment Banking (CIB), Central and Eastern Europe (CEE), Group Corporate Centre e Non Core. Si segnala che i valori riportati nella sezione "A - Schema primario" e riferiti al 2020 sono stati ricostruiti, ove necessario, su base omogenea per tenere conto delle variazioni intervenute nei perimetri dei settori di attività e nella metodologia di calcolo.
Commercial Banking Italy
Il Commercial Banking Italy comprende la rete commerciale di UniCredit S.p.A. limitatamente alla clientela Core (escludendo i clienti Corporate gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking ed i clienti gestiti dalle Filiali Estere), il Leasing (con esclusione del portafoglio Non Core), il Factoring e il Corporate Centre locale che include le funzioni - presenti in UniCredit S.p.A., di supporto alla citata rete commerciale. Con riferimento alla clientela privata (Mass market, Affluent, Private e Wealth), l'obiettivo del Commercial Banking Italy è quello di offrire una gamma completa di prodotti, servizi e consulenza volti a soddisfare le esigenze di operatività, di investimento e di credito, attraverso le Filiali e i servizi multicanale forniti dalle nuove tecnologie. L'organizzazione territoriale promuove una banca vicina ai clienti e processi decisionali veloci, mentre l'appartenenza al gruppo UniCredit permette di supportare le aziende nello sviluppo internazionale.
Commercial Banking Germany
Il Commercial Banking Germany serve l'intera clientela tedesca (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking), con una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Germany è composto da:
- "Privatkundenbank" (Individual Clients segment) risponde alle varie esigenze della clientela retail e private banking, con soluzioni di tipo bancario e assicurativo e l'offerta di un servizio di advisory globale finalizzato in particolare a recepire i bisogni singoli e differenziati di questi segmenti di clientela in termini sia di modello di relazione che di gamma di offerta;
- "Unternehmerbank" (Corporate segment) utilizza un modello di servizio per le PMI che si distingue rispetto a quello della concorrenza in quanto rispondente alle esigenze sia di business che personali della clientela corporate operante in Germania;
- Corporate Centre locale.
Differenti modelli di servizio sono applicati in coerenza con le esigenze dei diversi cluster di clientela: retail, private, corporate e small business, real estate e wealth management. Il Commercial Banking Germany detiene ampie quote di mercato e un posizionamento strategico nel retail banking, nel private banking e in particolare nel business con la clientela corporate locale (compreso factoring e leasing).
Commercial Banking Austria
Il Commercial Banking Austria offre ai suoi clienti austriaci (escludendo i clienti Large Corporate e Multinationals, gestiti dalla divisione Corporate and Investment Banking) una gamma completa di prodotti e servizi bancari. Il Commercial Banking Austria è composto da:
- "Privatkundenbank" (Private Customer Bank) che serve il segmento dei privati sia mass-market che affluent, clienti high net-worth e clienti business; include Schoellerbank società controllata che serve i clienti wealth management;
- "Unternehmerbank" (Corporate Customer Bank, esclusi i clienti CIB) che serve tutti i segmenti, dalle PMI alle aziende di grandi dimensioni che non hanno accesso al mercato dei capitali (compreso real estate e settore pubblico), include la product factory Leasing;
- Corporate Centre locale.
La rete commerciale nazionale garantisce un'ampia copertura della clientela individuale e delle imprese.
Il Commercial Banking Austria detiene significative quote di mercato e una posizione strategica nel segmento retail, nel private banking e in particolare con la clientela corporate locale, ed è uno dei principali fornitori di servizi bancari in Austria.
Il Commercial Banking Austria utilizza un modello di servizio integrato che permette ai clienti di decidere quando, dove e come contattare UniCredit Bank Austria. Questo approccio combina filiali tradizionali, in continuo rinnovamento, nuovi format di centri di consulenza e moderni sportelli self-service, soluzioni internet, mobile banking unitamente ad app innovative e connessioni video-telefono con i relationship managers.

Corporate & Investment Banking (CIB)
La Divisione CIB si rivolge ai clienti Multinational e Large Corporate oltre che a clienti istituzionali del Gruppo, caratterizzati da esigenze finanziarie sofisticate e dall'esigenza di usufruire di servizi di investment banking. La Divisione CIB supporta la clientela del gruppo UniCredit facendo leva su un network internazionale esteso a 31 paesi e offrendo un'ampia gamma di prodotti e servizi specialistici che combinano alla prossimità geografica un'elevata competenza su tutti i principali comparti in cui opera.
CIB fornisce inoltre prodotti e servizi per la rete commerciale, soluzioni di finanza strutturata, tesoreria e copertura di rischi per la clientela corporate nonché prodotti di investimento rivolti a clienti retail e private, confermandosi una divisione pienamente integrata nel Gruppo e al servizio del cliente. Nell'ottica di una sempre maggiore integrazione dei servizi offerti alla clientela sono state create in Italia e Germania Joint Venture tra CIB e Commercial Banking con l'obiettivo di estendere l'accesso alla piattaforma dei prodotti di investment banking (M&A, Capital Markets e derivati) alle imprese clienti della rete Commercial Banking network.
La struttura organizzativa della Divisione è basata su una matrice che integra la copertura del mercato (effettuata attraverso un'ampia rete commerciale in Europa Occidentale ed un network internazionale di filiali e uffici di rappresentanza) e la tipologia di prodotti offerti (tre linee di prodotto che consolidano l'ampiezza del know-how di CIB a livello di Gruppo).
Le reti commerciali (CIB Network Italy, CIB Network Germany, CIB Network Austria, CIB Network France, International Network, Financial Institutions Group) sono responsabili dei rapporti con i clienti corporate, le banche e le istituzioni finanziarie, nonché della vendita di una vasta gamma di prodotti e servizi che vanno dal prestito tradizionale e dalle operazioni di merchant banking ai servizi più sofisticati e ad alto valore aggiunto come project finance, acquisition finance, altri servizi di investment banking, nonché operazioni sui mercati finanziari internazionali. Le seguenti tre linee di prodotto completano e aggiungono valore alle attività delle reti commerciali:
- Financing and Advisory (F&A) F&A è il centro di tutte le operazioni di business relative al credito e a quelle di advisory per i clienti corporate e istituzionali. E' responsabile dell'offerta di una vasta gamma di prodotti e servizi che spaziano dai più semplici e standardizzati, fino a prodotti più sofisticati come quelli di Capital Markets (Equity e Debt Capital Markets), Corporate Finance e Advisory, Syndications, Leverage Buy-Out, Project e Commodity Finance, Real Estate Finance, Structured Trade e Export Finance.
- Markets Markets è il centro di tutte le attività sui mercati finanziari e punto di accesso del gruppo UniCredit sul mercato dei capitali. Il risultato è una piattaforma internazionale altamente complementare con una forte presenza nei mercati finanziari europei emergenti. Come product line centralizzata, è responsabile del coordinamento delle attività sui mercati finanziari, compresa la strutturazione di prodotti relativi a cambi, tassi, azioni e credito.
- Global Transaction Banking (GTB) GTB è il centro di competenza per la gestione dei prodotti di Cash Management, e-banking, Supply Chain Finance, Trade Finance, Factoring e per le attività globali di custodia/amministrazione titoli.
Inoltre la controllata lussemburghese UCI International Luxembourg svolge attività di Global Family Office.
Central and Eastern Europe (CEE)
Il Gruppo,attraverso il Segmento di business CEE, offre una vasta gamma di prodotti e servizi ai clienti retail, corporate e istituzionali in 10 paesi dell'Europa centro-orientale: Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia e Slovenia. Il gruppo UniCredit è in grado di offrire ai propri clienti retail nei paesi CEE un ampio portafoglio di prodotti e servizi simili a quelli offerti ai suoi clienti italiani, tedeschi e austriaci.
Per quanto riguarda la clientela corporate, il gruppo UniCredit è costantemente impegnato nella standardizzazione dei segmenti di clientela e della gamma di prodotti. Il Gruppo condivide i suoi modelli di business a livello internazionale, al fine di garantire l'accesso alla sua rete in qualsiasi paese in cui esso è presente. Questo approccio è di vitale importanza per la varietà di prodotti offerti a livello globale, in particolare per le soluzioni di cash management e di trade finance alla clientela corporate che opera in più di un paese CEE.
Group Corporate Centre
Il Corporate Centre di Gruppo ha l'obiettivo di guidare, supportare e controllare la gestione delle attività e dei relativi rischi sia del Gruppo nel suo insieme che delle singole società nelle aree di rispettiva competenza. In tale contesto un obiettivo rilevante è l'ottimizzazione dei costi e dei processi al fine di garantire l'eccellenza operativa e supportare la crescita sostenibile delle aree di business. Nel Group Corporate Centre sono comprese anche le società del Gruppo in via di dismissione.
Non Core
A partire dal primo trimestre 2014 il Gruppo ha deciso di introdurre una chiara distinzione fra le sopra descritte attività definite Core, che includono i segmenti di business strategici ed in linea con le strategie di rischio, e le attività Non Core, costituite da asset non strategici e con un profilo rischio/rendimento non adeguato, con l'obiettivo di ridurre nel tempo l'esposizione complessiva di queste ultime e di migliorare il profilo di rischio. In particolare nelle attività Non Core sono stati inclusi singoli attivi precedentemente ricompresi nel segmento Commercial Banking Italy (identificati in base a singole/i transizioni/clienti) da gestire in un'ottica di mitigazione del rischio e alcune società veicolo per le operazioni di cartolarizzazione.

A - Schema primario
A.1 - Distribuzione per settore di attività: dati economici
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CENTRAL EASTERN EUROPE |
CORPORATE & INVESTMENT BANKING |
GROUP CORPORATE CENTRE |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO 30.06.2021 |
|
| Interessi netti | 1.289 | 717 | 282 | 1.114 | 1.165 | (167) | (18) | 4.383 |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 73 | 0 | 70 | 11 | 10 | 73 | - | 237 |
| Commissioni nette | 1.936 | 400 | 294 | 361 | 387 | (19) | 2 | 3.362 |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 31 | 57 | 53 | 221 | 713 | 0 | (12) | 1.064 |
| Saldo altri proventi/oneri | 14 | 21 | 13 | 15 | (4) | (22) | 1 | 39 |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 3.343 | 1.195 | 712 | 1.724 | 2.271 | (135) | (26) | 9.084 |
| Spese per il personale | (1.004) | (480) | (251) | (378) | (318) | (535) | (10) | (2.975) |
| Altre spese amministrative | (987) | (363) | (223) | (283) | (457) | 747 | (36) | (1.603) |
| Recuperi di spesa | 205 | 7 | 0 | 21 | 1 | 26 | 4 | 264 |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali | (40) | (7) | (13) | (97) | (8) | (396) | (0) | (561) |
| Costi operativi | (1.826) | (843) | (487) | (737) | (781) | (158) | (42) | (4.874) |
| RISULTATO DI GESTIONE | 1.517 | 353 | 225 | 987 | 1.490 | (293) | (68) | 4.209 |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (442) | (53) | (9) | (127) | 33 | 2 | 69 | (527) |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 1.074 | 299 | 216 | 860 | 1.523 | (291) | 0 | 3.682 |
| Altri oneri ed accantonamenti | (91) | (109) | (67) | (130) | (293) | (193) | (33) | (916) |
| Oneri di integrazione | (0) | 0 | - | (0) | (3) | (3) | 0 | (7) |
| Profitti netti da investimenti | 21 | 6 | 18 | 9 | 18 | (261) | 10 | (181) |
| UTILE LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 1.004 | 196 | 167 | 739 | 1.244 | (749) | (23) | 2.578 |
A.2 - Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali e totale attivo ponderato (RWA)
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DATI PATRIM ONIALI | COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CENTRAL EASTERN EUROPE |
CORPORATE & INVESTMENT BANKING |
GROUP CORPORATE CENTRE |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO 30.06.2021 |
| CREDITI VERSO CLIENTELA (NETTO PCT E IC) | 136.927 | 89.693 | 43.236 | 64.142 | 81.466 | 3.298 | 717 | 419.478 |
| DEPOSITI CLIENTELA (NETTO PCT E IC) | 170.423 | 102.805 | 51.225 | 74.641 | 54.738 | 3.011 | 462 | 457.306 |
| TOTALE ATTIVO PONDERATO PER IL RISCHIO (BASILEA 3) | 80.962 | 35.948 | 20.297 | 56.203 | 88.278 | 40.790 | 5.237 | 327.714 |
A.3 - Dati di struttura
| COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CENTRAL EASTERN EUROPE |
CORPORATE & INVESTMENT BANKING |
GROUP CORPORATE CENTRE |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO 30.06.2021 |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DATI DI STRUTTURA | ||||||||
| Numero dipendenti "full time equivalent" | 26.373 | 8.573 | 4.614 | 23.697 | 3.428 | 14.006 | 188 | 80.879 |

A.1 - Distribuzione per settore di attività: dati economici
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CENTRAL EASTERN EUROPE |
CORPORATE & INVESTMENT BANKING |
GROUP CORPORATE CENTRE |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO 30.06.2020 |
|
| Interessi netti | 1.534 | 803 | 323 | 1.190 | 1.187 | (136) | (15) | 4.887 |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 56 | 0 | 23 | 13 | (6) | 77 | - | 164 |
| Commissioni nette | 1.687 | 365 | 283 | 360 | 313 | (15) | 3 | 2.997 |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | (1) | 12 | 4 | 234 | 264 | 29 | (12) | 530 |
| Saldo altri proventi/oneri | (35) | 27 | 20 | 11 | 14 | (68) | (3) | (34) |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 3.241 | 1.208 | 653 | 1.809 | 1.772 | (113) | (26) | 8.544 |
| Spese per il personale | (1.049) | (482) | (266) | (390) | (302) | (532) | (13) | (3.034) |
| Altre spese amministrative | (938) | (352) | (221) | (292) | (455) | 710 | (56) | (1.604) |
| Recuperi di spesa | 192 | 6 | - | 21 | 1 | 26 | 6 | 253 |
| Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali | (44) | (10) | (4) | (94) | (7) | (390) | (0) | (548) |
| Costi operativi | (1.838) | (837) | (490) | (754) | (764) | (187) | (63) | (4.933) |
| RISULTATO DI GESTIONE | 1.403 | 371 | 162 | 1.055 | 1.008 | (300) | (89) | 3.610 |
| Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni | (1.096) | (225) | (84) | (495) | (400) | 14 | 89 | (2.198) |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 308 | 146 | 78 | 559 | 609 | (286) | (1) | 1.412 |
| Altri oneri ed accantonamenti | (92) | (53) | (78) | (148) | (157) | (188) | 3 | (713) |
| Oneri di integrazione | (1.029) | (1) | (0) | (15) | (28) | (265) | (14) | (1.352) |
| Profitti netti da investimenti | (8) | 0 | (56) | (4) | (77) | (1.090) | (120) | (1.353) |
| UTILE LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | (821) | 92 | (56) | 392 | 348 | (1.829) | (132) | (2.007) |
A.2 - Distribuzione per settore di attività: dati patrimoniali e totale attivo ponderato (RWA)
| (milioni di €) | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DATI PATRIM ONIALI | COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CENTRAL EASTERN EUROPE |
CORPORATE & INVESTMENT BANKING |
GROUP CORPORATE CENTRE |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO 31.12.2020 |
| CREDITI VERSO CLIENTELA (NETTO PCT E IC) | 132.311 | 87.638 | 43.308 | 61.879 | 85.814 | 3.068 | 775 | 414.793 |
| DEPOSITI CLIENTELA (NETTO PCT E IC) | 172.372 | 102.957 | 52.121 | 71.287 | 58.229 | 2.459 | 518 | 459.944 |
| TOTALE ATTIVO PONDERATO PER IL RISCHIO (BASILEA 3) | 83.011 | 34.415 | 21.251 | 55.016 | 84.422 | 39.909 | 7.642 | 325.665 |
A.3 - Dati di struttura
| COMMERCIAL BANKING ITALY |
COMMERCIAL BANKING GERMANY |
COMMERCIAL BANKING AUSTRIA |
CENTRAL EASTERN EUROPE |
CORPORATE & INVESTMENT BANKING |
GROUP CORPORATE CENTRE |
NON CORE |
TOTALE CONSOLIDATO DI GRUPPO 31.12.2020 |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| DATI DI STRUTTURA | ||||||||
| Numero dipendenti "full time equivalent" | 26.743 | 9.030 | 4.687 | 23.828 | 3.448 | 14.160 | 211 | 82.107 |

Bilancio consolidato semestrale abbreviato | Note illustrative
Parte L - Informativa di settore
232 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 · UniCredit
Attestazione

Attestazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato ai sensi dell'art.81-ter del Regolamento Consob n.11971/99 e successive modifiche e integrazioni
- Atestaz ione 1. I sottoscritti, Andrea Orcel, nella sua qualità di Amministratore Delegato di UniCredit S.p.A., e Stefano Porro, nella sua qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di UniCredit S.p.A., attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art.154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.58:
- l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa, e
-
l'effettiva applicazione delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato, nel corso del primo semestre 2021.
-
La valutazione dell'adeguatezza delle procedure amministrative e contabili per la formazione del Bilancio consolidato semestrale abbreviato 2021 è basata su un modello definito da UniCredit S.p.A., in coerenza con l'"Internal Control - Integrated Framework (CoSO)" e con il "Control Objective for IT and Related Technologies (Cobit)", che rappresentano standard di riferimento per il sistema di controllo interno e per il Financial Reporting in particolare, generalmente accettati a livello internazionale.
-
I sottoscritti attestano, inoltre, che:
3.1 il Bilancio consolidato semestrale abbreviato 2021:
- a) è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n.1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002;
- b) corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
- c) è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
- 3.2 la Relazione intermedia sulla gestione comprende un'analisi attendibile dei riferimenti agli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul Bilancio consolidato semestrale abbreviato, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. La Relazione finanziaria semestrale consolidata comprende, altresì, un'analisi attendibile delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.
Milano, 29 luglio 2021
Andrea ORCEL Stefano PORRO

234 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 · UniCredit
Deloitte & Touche S.p.A. Via Tortona, 25 20144 Milano Italia

Tel: +39 02 83322111 Fax: +39 02 83322112 www.deloitte.it
RELAZIONE DI REVISIONE CONTABILE LIMITATA SUL BILANCIO CONSOLIDATO SEMESTRALE ABBREVIATO
Agli Azionisti di UniCredit S.p.A.
Introduzione
Abbiamo svolto la revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal prospetto della redditività complessiva, dal prospetto delle variazioni del patrimonio netto, dal rendiconto finanziario e dalle relative note illustrative di UniCredit S.p.A. e controllate (Gruppo UniCredit) al 30 giugno 2021. Gli Amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato semestrale abbreviato in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea. È nostra la responsabilità di esprimere una conclusione sul bilancio consolidato semestrale abbreviato sulla base della revisione contabile limitata svolta.
Portata della revisione contabile limitata
Il nostro lavoro è stato svolto secondo i criteri per la revisione contabile limitata raccomandati dalla Consob con Delibera n. 10867 del 31 luglio 1997. La revisione contabile limitata del bilancio consolidato semestrale abbreviato consiste nell'effettuare colloqui, prevalentemente con il personale della società responsabile degli aspetti finanziari e contabili, analisi di bilancio ed altre procedure di revisione contabile limitata. La portata di una revisione contabile limitata è sostanzialmente inferiore rispetto a quella di una revisione contabile completa svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) e, conseguentemente, non ci consente di avere la sicurezza di essere venuti a conoscenza di tutti i fatti significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di una revisione contabile completa. Pertanto, non esprimiamo un giudizio sul bilancio consolidato semestrale abbreviato.
Ancona Bari Bergamo Bologna Brescia Cagliari Firenze Genova Milano Napoli Padova Parma Roma Torino Treviso Udine Verona
Sede Legale: Via Tortona, 25 - 20144 Milano | Capitale Sociale: Euro 10.328.220,00 i.v.
Codice Fiscale/Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi n. 03049560166 - R.E.A. n. MI-1720239 | Partita IVA: IT 03049560166
Il nome Deloitte si riferisce a una o più delle seguenti entità: Deloitte Touche Tohmatsu Limited, una società inglese a responsabilità limitata ("DTTL"), le member firm aderenti al suo network e le entità a esse correlate. DTTL e ciascuna delle sue member firm sono entità giuridicamente separate e indipendenti tra loro. DTTL (denominata anche "Deloitte Global") non fornisce servizi ai clienti. Si invita a leggere l'informativa completa relativa alla descrizione della struttura legale di Deloitte Touche Tohmatsu Limited e delle sue member firm all'indirizzo www.deloitte.com/about.

2
Conclusioni
Sulla base della revisione contabile limitata svolta, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo UniCredit al 30 giugno 2021 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità al principio contabile internazionale applicabile per l'informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall'Unione Europea.
DELOITTE & TOUCHE S.p.A.
Maurizio Ferrero Socio
Milano, 5 agosto 2021

UniCredit · Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 237
Relazione della Società di revisione

Relazione della Società di revisione
UniCredit Group - Internal Use Only
238 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 · UniCredit
Allegati | Allegato 1

Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
Alegat i Si riportano di seguito gli schemi di riconduzione utilizzati per la predisposizione della situazione patrimoniale ed economica in forma riclassificata. A spiegazione dei criteri adottati per le principali riclassifiche effettuate per la predisposizione degli Schemi di bilancio consolidato riclassificati si fa rimando alla Relazione intermedia sulla gestione consolidata inclusa nel presente documento.
Allegato 1 - Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto e conomico ricla ssi fica ti e schemi di bilancio Stato patrimoniale consolidato
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | ||
| ATTIVO | 30.06.2021 | 31.12.2020 |
| Cassa e disponibilità liquide | 122.819 | 101.707 |
| Voce 10. Cassa e disponibilità liquide | 122.819 | 101.707 |
| Attività finanziarie di negoziazione | 78.991 | 72.705 |
| Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: a) attività finanziarie detenute per la negoziazione | 78.991 | 72.705 |
| Crediti verso banche | 113.436 | 111.814 |
| Voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Crediti verso banche | 121.068 | 117.489 |
| a dedurre: Riclassifica titoli di debito ad Altre attività finanziarie | (7.690) | (5.735) |
| + Riclassifica finanziamenti da Altre attività finanziarie - Voce 20 c) | 59 | 60 |
| Crediti verso clientela | 438.401 | 450.550 |
| Voce 40. Attività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Crediti verso clientela | 499.500 | 506.012 |
| a dedurre: Riclassifica titoli di debito ad Altre attività finanziarie | (63.361) | (57.277) |
| a dedurre: Riclassifica attività di leasing IFRS16 ad Altre attività finanziarie | (58) | (60) |
| + Riclassifica finanziamenti da Altre attività finanziarie - Voce 20 c) | 2.321 | 1.876 |
| Altre attività finanziarie | 158.590 | 153.349 |
| Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: b) attività finanziarie designate al fair value | 241 | 226 |
| Voce 20. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico: c) altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al | ||
| fair value | 14.153 | 14.894 |
| a dedurre: Riclassifica finanziamenti a Crediti verso banche | (59) | (60) |
| a dedurre: Riclassifica finanziamenti a Crediti verso clientela | (2.321) | (1.876) |
| Voce 30. Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 71.195 | 72.737 |
| Voce 70. Partecipazioni | 4.271 | 4.354 |
| + Riclassifica titoli di debito da Crediti verso banche - Voce 40 a) | 7.690 | 5.735 |
| + Riclassifica titoli di debito da Crediti verso clientela - Voce 40 b) | 63.361 | 57.277 |
| + Riclassifica attività di leasing IFRS16 da Crediti verso clientela - Voce 40 b) | 58 | 60 |
| Coperture | 5.907 | 7.687 |
| Voce 50. Derivati di copertura | 3.156 | 3.802 |
| Voce 60. Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 2.751 | 3.886 |
| Attività materiali | 9.674 | 9.939 |
| Voce 90. Attività materiali | 9.674 | 9.939 |
| Avviamenti | - | - |
| Voce 100. Attività immateriali di cui: avviamento | - | - |
| Altre attività immateriali | 2.170 | 2.117 |
| Voce 100. Attività immateriali al netto dell'avviamento | 2.170 | 2.117 |
| Attività fiscali | 12.484 | 13.097 |
| Voce 110. Attività fiscali | 12.484 | 13.097 |
| Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 749 | 2.017 |
| Voce 120. Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione | 749 | 2.017 |
| Altre attività | 6.824 | 6.473 |
| Voce 130. Altre attività | 6.824 | 6.473 |
| Totale dell'attivo | 950.046 | 931.456 |
segue: S tato patrimoniale consol idato
Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
segue: Stato patrimoniale consolidato
| (milioni di €) | |||
|---|---|---|---|
| CONSISTENZE AL | |||
| PASSIVO E PATRIMONIO NETTO | 30.06.2021 | 31.12.2020 | |
| Debiti verso banche | 186.742 | 172.465 | |
| Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: a) Debiti verso banche | 186.751 | 172.473 | |
| a dedurre: Riclassifica passività di leasing IFRS16 ad Altre passività finanziarie | (9) | (8) | |
| Debiti verso clientela | 505.716 | 498.440 | |
| Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: b) Debiti verso clientela | 507.897 | 500.750 | |
| a dedurre: Riclassifica passività di leasing IFRS16 ad Altre passività finanziarie | (2.181) | (2.310) | |
| Titoli in circolazione | 95.973 | 102.524 | |
| Voce 10. Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato: c) Titoli in circolazione | 95.973 | 102.524 | |
| Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 47.787 | |
| Voce 20. Passività finanziarie di negoziazione | 49.798 | 47.787 | |
| Altre passività finanziarie | 12.013 | 12.887 | |
| Voce 30. Passività finanziarie designate al fair value | 9.823 | 10.568 | |
| + Riclassifica passività di leasing IFRS16 da Debiti verso banche | 9 | 8 | |
| + Riclassifica passività di leasing IFRS16 da Debiti verso clientela | 2.181 | 2.310 | |
| Coperture | 8.041 | 11.764 | |
| Voce 40. Derivati di copertura | 4.417 | 5.699 | |
| Voce 50. Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) | 3.624 | 6.065 | |
| Passività fiscali | 1.151 | 1.358 | |
| Voce 60. Passività fiscali | 1.151 | 1.358 | |
| Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione | 565 | 761 | |
| Voce 70. Passività associate ad attività in via di dismissione | 565 | 761 | |
| Altre passività | 28.245 | 23.529 | |
| Voce 80. Altre passività | 18.243 | 12.750 | |
| Voce 90. Trattamento di fine rapporto del personale | 557 | 592 | |
| Voce 100. Fondi per rischi e oneri | 9.445 | 10.188 | |
| Patrimonio di pertinenza di terzi | 447 | 435 | |
| Voce 190. Patrimonio di pertinenza di terzi (+/-) | 447 | 435 | |
| Patrimonio di pertinenza del Gruppo: | 61.356 | 59.507 | |
| - Capitale e riserve | 59.435 | 62.292 | |
| Voce 120. Riserve da valutazione | (5.590) | (6.160) | |
| Voce 140. Strumenti di capitale | 6.841 | 6.841 | |
| Voce 150. Riserve | 31.133 | 31.167 | |
| Voce 160. Sovrapprezzi di emissione | 6.098 | 9.386 | |
| Voce 170. Capitale | 21.133 | 21.060 | |
| Voce 180. Azioni proprie (-) | (181) | (3) | |
| - Risultato netto | 1.921 | (2.785) | |
| Voce 200. Utile (Perdita) del periodo (+/-) | 1.921 | (2.785) | |
| Totale del passivo e del patrimonio netto | 950.046 | 931.456 |
Allegati | Allegato 1

Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
Conto economico consolidato
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | ||
| 2021 | 2020 | |
| Interessi netti | 4.383 | 4.887 |
| Voce 30. Margine di interesse | 4.421 | 4.924 |
| a dedurre: Riclassifica interessi netti derivanti da strumenti del Portafoglio di negoziazione | (12) | (13) |
| + Strumenti Derivati - Coperture economiche - Altri - Componente interessi | (27) | (25) |
| a dedurre: effetti economici della "Purchase Price Allocation" | 1 | - |
| Dividendi e altri proventi su partecipazioni | 237 | 164 |
| Voce 70. Dividendi e proventi simili | 200 | 132 |
| a dedurre: Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione inclusi in Voce 70 | (147) | (91) |
| a dedurre: Dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutate al fair value | (35) | (25) |
| Voce 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - di cui: Utile (Perdita) delle partecipazioni valutate al patrimonio netto | 219 | 148 |
| Commissioni nette | 3.362 | 2.997 |
| Voce 60. Commissioni nette | 3.367 | 3.006 |
| + Costi per servizi esterni relativi a carte di credito in Austria | - | (4) |
| + Costi per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela non addebitabili (da Voce 190 b) | (6) | (6) |
| Risultato netto dell'attività di negoziazione | 1.064 | 530 |
| Voce 80. Risultato netto dell'attività di negoziazione | 948 | (364) |
| a dedurre: Strumenti Derivati - Coperture economiche - Altri - Componente interessi | 27 | 25 |
| Voce 90. Risultato netto dell'attività di copertura | 42 | (18) |
| Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: c) passività finanziarie | (3) | 10 |
| Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva | 125 | 127 |
| Voce 110. Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value con impatto a conto economico | (292) | 456 |
| + Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (da Voce 100 a) | 61 | 73 |
| + Dividendi su titoli rappresentativi di capitale detenuti per negoziazione (da Voce 70) | 147 | 91 |
| + Dividendi su partecipazioni, azioni e titoli di capitale obbligatoriamente valutate al fair value (da Voce 70) | 35 | 25 |
| + Risultati netti delle compravendite di oro e metalli preziosi (da Voce 230) | (38) | 92 |
| + Riclassifica interessi netti derivanti da strumenti del Portafoglio di negoziazione | 12 | 13 |
| Saldo altri proventi/oneri | 39 | (34) |
| Voce 230. Altri oneri/proventi di gestione | 291 | 343 |
| a dedurre: Oneri di integrazione | 1 | - |
| a dedurre: Recuperi di spesa | (247) | (236) |
| a dedurre: Ricavi di transizione | - | (1) |
| a dedurre: Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi su attività non scindibili | 29 | 30 |
| a dedurre: Altri Proventi di gestione - Altri proventi per fatturazione a JV | (17) | (16) |
| a dedurre: Risultati netti delle compravendite di oro, pietre e metalli preziosi | 38 | (89) |
| + Risultato società industriali | (6) | (1) |
| + Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - finanziamenti non deteriorati (da Voce 100 a) | (4) | (1) |
| + Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali in leasing operativo (da Voce 210) | (49) | (64) |
| + Utili (Perdite) da cessione di investimenti in leasing operativo (da Voce 280) | 3 | 1 |
| MARGINE DI INTERMEDIAZIONE | 9.084 | 8.544 |
segue: Conto economi co consolidato

Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
segue: Conto economico consolidato
| 1° SEMESTRE 2021 2020 MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 9.084 8.544 Spese per il personale (2.975) (3.034) Voce 190. Spese amministrative: a) spese per il personale (2.977) (4.386) a dedurre: Oneri di integrazione 2 1.352 Altre spese amministrative (1.603) (1.604) Voce 190. Spese amministrative: b) altre spese amministrative (2.326) (2.255) a dedurre: Altre spese amministrative delle società industriali 1 1 a dedurre: Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), Bank Levy e Canoni di garanzia DTA 744 671 a dedurre: Oneri di integrazione 1 (1) a dedurre: Costi per tassazione sulle transazioni finanziarie della clientela non addebitabili 6 6 a dedurre: Costi per servizi esterni relativi a carte di credito in Austria - 4 + Rettifiche di valore su migliorie su beni di terzi su attività non scindibili (da Voce 230) (29) (30) Recuperi di spesa 264 253 + Recuperi di spesa (da Voce 230) 247 236 + Ricavi di transizione (da Voce 230) - 1 + Saldo altri proventi/oneri - Altri proventi per fatturazione a JV 17 16 Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali (561) (548) Voce 210. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali (383) (523) a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette su rimanenze di attività materiali IAS2 derivanti dal recupero crediti deteriorati 4 1 a dedurre: Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 - 112 a dedurre: Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali in leasing operativo 49 64 a dedurre: Rettifiche/riprese di valore del diritto d'uso di terreni e fabbricati ad uso funzionale 4 - a dedurre: Oneri di integrazione 3 2 Voce 220. Rettifiche/Riprese di valore nette su attività immateriali (237) (202) Costi operativi (4.874) (4.933) RISULTATO DI GESTIONE 4.209 3.610 Rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni (527) (2.198) Voce 100. Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato 59 110 a dedurre: Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - finanziamenti non deteriorati 4 1 a dedurre: Utili (Perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (61) (73) Voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (535) (2.160) a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di debito (14) 46 Voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva 2 (36) a dedurre: Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: b) Attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito (2) 36 Voce 140. Utili/Perdite da modifiche contrattuali senza cancellazioni (1) (10) Voce 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - di cui: a) impegni e garanzie rilasciate 20 (114) a dedurre: Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - Contributi ex post a Sistemi di garanzie dei depositi (DGS) 1 2 |
(milioni di €) | ||
|---|---|---|---|
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 3.682 | 1.412 |
segue: Conto economi co consolidato

Raccordo tra schemi di stato patrimoniale e conto economico riclassificati e schemi di bilancio
segue: Conto economico consolidato
| (milioni di €) | ||
|---|---|---|
| 1° SEMESTRE | ||
| 2021 | 2020 | |
| RISULTATO NETTO DI GESTIONE | 3.682 | 1.412 |
| Altri oneri ed accantonamenti | (916) | (713) |
| Voce 200. Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri - di cui: b) altri accantonamenti netti | (161) | (53) |
| a dedurre: Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 | (11) | 13 |
| + Contributi a Fondi di risoluzione (SRF), Sistemi di garanzie dei depositi (DGS), Bank Levy e Canoni di garanzia DTA (da Voce 190 b) | (744) | (671) |
| + Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri - contributi ex post a Sistemi di garanzie dei depositi (DGS) - (da Voce 200) | (1) | (2) |
| Oneri di integrazione | (7) | (1.352) |
| + Spese per il personale - Spese amministrative - di cui: a) spese per il personale - oneri di integrazione (da Voce 190) | (2) | (1.352) |
| + Altre spese amministrative - Spese amministrative - di cui b) altre spese amministrative - oneri di integrazione (da Voce 190) | (1) | 1 |
| + Rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali - Rettifiche/Riprese di valore nette su attività materiali - oneri di | ||
| integrazioni (da Voce 210) | (3) | (2) |
| + Saldo altri proventi e oneri - Atri oneri/proventi di gestione - oneri di integrazione (da Voce 230) | (1) | - |
| Profitti netti da investimenti | (181) | (1.353) |
| Voce 250. Utili (Perdite) delle partecipazioni - di cui: riprese/rettifiche e utile/perdita da cessioni delle partecipazioni escluse IFRS5 | (221) | (1.666) |
| Voce 260. Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali | 19 | (9) |
| Voce 280. Utili (Perdite) da cessione di investimenti | 1 | 464 |
| a dedurre: Utili (Perdite) da cessione di investimenti in leasing operativo (da Voce 280) | (3) | (1) |
| a dedurre: Società industriali | 5 | - |
| + Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui: a) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato - titoli di | ||
| debito (da Voce 130) | 14 | (46) |
| + Rettifiche/Riprese di valore nette per rischio di credito relativo a: di cui: b) attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva - titoli di debito (da Voce 130) |
2 | (36) |
| + Rettifiche/Riprese di valore nette su rimanenze di attività materiali IAS2 derivanti dal recupero crediti deteriorati | (4) | (1) |
| + Svalutazione derivanti da attività o gruppi di attività relative a partecipazioni controllate e collegate soggette a IFRS5 | 11 | (127) |
| + Risultati netti delle compravendite di pietre preziose (da Voce 230) | - | (4) |
| + Rettifiche/riprese di valore del diritto d'uso di terreni e fabbricati ad uso funzionale | (4) | - |
| a dedurre: effetti economici della "Purchase Price Allocation" | - | 72 |
| RISULTATO LORDO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 2.578 | (2.007) |
| Imposte sul reddito del periodo | (646) | (213) |
| Voce 300. Imposte sul reddito del periodo dell'operatività corrente | (645) | (190) |
| a dedurre: effetti economici della "Purchase Price Allocation" | - | (23) |
| RISULTATO NETTO DELL'OPERATIVITA' CORRENTE | 1.933 | (2.219) |
| Utile (Perdita) delle attività in via di dismissione al netto delle imposte | 1 | 1 |
| Voce 320. Utile (Perdita) delle attività operative cessate al netto delle imposte | 1 | 1 |
| RISULTATO DI PERIODO | 1.934 | (2.219) |
| Utile di pertinenza di terzi | (12) | (10) |
| Voce 340. Utile (Perdita) del periodo di pertinenza di terzi | (12) | (10) |
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO ANTE PPA | 1.922 | (2.229) |
| Effetti economici della "Purchase Price Allocation" | (1) | (50) |
| Rettifiche di valore su avviamenti | - | (8) |
| Voce 270. Rettifiche di valore dell'avviamento | - | (8) |
| RISULTATO NETTO DI PERTINENZA DEL GRUPPO | 1.921 | (2.286) |

Do the right thing! Per l'Ambiente
I nostri nuovi obiettivi di sostenibilità, condivisi alla fine del 2019, hanno incoraggiato diverse iniziative nel 2020 incentrate sulla protezione del nostro ambiente.
QUEL RONZIO NEL NOSTRO NUOVO QUARTIERE GENERALE AUSTRIACO
Non solo i dipendenti si sono trasferiti nella nuova sede centrale austriaca di UniCredit. Sono stati accompagnati, infatti, da oltre un milione di api, pronte a lavorare duramente per impollinare l'area circostante e a produrre miele, poi raccolto dai dipendenti UniCredit. Che dolce risultato!

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| ABB Accelerated Bookbuild | L'Accelerated Bookbuild è una procedura con cui vengono cedute quote societarie particolarmente rilevanti ad investitori istituzionali. |
| ABCP Conduits - Asset Backed | Gli Asset Backed Commercial Paper Conduits sono una specifica tipologia di "SPV - Special Purpose |
| Commercial Paper Conduits | Vehicle" (vedi voce) costituita per la cartolarizzazione di diverse tipologie di attività e finanziata |
| attraverso l'emissione di "Commercial Paper" (vedi voce). | |
| Tali "Commercial Paper" sono tipicamente titoli aventi scadenza fino a 270 giorni, per i quali il | |
| rimborso del capitale e il pagamento di interessi dipendono dai flussi di cassa degli attivi sottostanti. | |
| In base al numero dei portafogli di attivi sottostanti, gli ABCP Conduits possono essere classificati | |
| come single-seller o multi-seller. Generalmente le strutture di ABCP Conduits prevedono la | |
| costituzione di diverse società veicolo. Le società di primo livello, infatti, emettono le "Commercial | |
| Paper" e finanziano una o più società veicolo di secondo livello "Purchase companies" (vedi voce) | |
| che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione. | |
| Elementi tipici di un ABCP Conduit sono i seguenti: | |
| • emissione di titoli di breve periodo che determinano una asimmetria di rimborso maturity mismatch | |
| fra attività detenute e titoli emessi; | |
| • presenza di linee di liquidità volte a coprire tale asimmetria di rimborso; | |
| • presenza di garanzie a fronte del rischio di insolvenza degli attivi sia di tipo specifico sia a valere sul | |
| programma nel suo complesso. | |
| ABS - Asset Backed Securities | Titoli di debito, generalmente emessi da una Società Veicolo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce), garantiti da portafogli di attività di varia tipologia, quali mutui, crediti al consumo, crediti |
| derivanti da transazioni con carte di credito, ecc. Il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi | |
| dipendono dalla performance delle attività oggetto di cartolarizzazione e dalle eventuali ulteriori | |
| garanzie a supporto della transazione. I titoli ABS sono suddivisi in diverse tranches (senior, | |
| mezzanine, junior) a seconda della priorità loro attribuita nel rimborso del capitale e degli interessi. | |
| AC | Attività finanziarie al costo ammortizzato. |
| Acquisition finance | Finanziamenti al servizio di operazioni di acquisizioni aziendali. La forma più diffusa di Acquisition |
| finance è il Leveraged buy-out (vedi voce Leveraged finance). | |
| Affluent | Segmento di clientela bancaria il cui patrimonio disponibile per gli investimenti è considerato medio alto. |
| ALM - Asset & Liability Management | Gestione integrata delle attività e delle passività finalizzata ad allocare le risorse in un'ottica di ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento. |
| AMA - Advanced Measurement | Applicando questa metodologia l'ammontare del requisito di rischio operativo è determinato per |
| Approach | mezzo di modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa e altri elementi di valutazione raccolti ed |
| elaborati dalla banca. Soglie di accesso e specifici requisiti di idoneità sono previsti per l'utilizzo dei | |
| metodi Standardizzato e Avanzati. Per i sistemi AMA i requisiti riguardano, oltre che il sistema di | |
| gestione, anche quello di misurazione. | |
| Asset allocation | Decisioni di investimento in mercati, aree geografiche, settori, prodotti. |
| Asset management | Attività di gestione degli investimenti finanziari di terzi. |
| ATM - Automated Teller Machine | Apparecchiatura automatica per l'effettuazione da parte della clientela di operazioni quali ad esempio |
| il prelievo di contante, il versamento di contante o assegni, la richiesta di informazioni sul conto, il | |
| pagamento di utenze, le ricariche telefoniche, ecc. L'attivazione del terminale avviene da parte del cliente introducendo una carta magnetica e digitando |
|
| il codice personale di identificazione. | |
| Attività di rischio ponderate (RWA - | Attività ponderate per il rischio: si tratta di attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie) |
| Risk Weighted Assets) | classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie |
| emanate dagli organi di vigilanza (es. Banca d'Italia, Bafin, ecc.) per il calcolo dei coefficienti di | |
| solvibilità. | |
| Audit | Processo di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne |
| (internal audit) che da società di revisione esterne (external audit). | |
| Back-testing | Tecnica statistica che consiste nel confronto delle stime dei parametri di rischio con le evidenze |
| empiriche successive alla stima. | |
| Bank Levy | Oneri imposti a livello nazionale specificatamente alle istituzioni finanziarie in gran parte basati su |
| dati di stato patrimoniale, o parte di esso. | |
| Banking book | Riferito a strumenti finanziari, in particolare titoli, l'espressione identifica la parte di tali portafogli |
| destinata all'attività "proprietaria". |
| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| Basilea 2 | Accordo internazionale sul capitale con il quale sono state ridefinite le linee guida per la determinazione dei requisiti patrimoniali minimi delle banche. La regolamentazione prudenziale, entrata in vigore in Italia nel 2008, si basa su tre pilastri. Pillar 1 (primo pilastro) Fermo restando l'obiettivo di un livello di capitalizzazione pari all'8% delle esposizioni ponderate per il rischio, è stato delineato un nuovo sistema di regole per la misurazione dei rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi) che prevede metodologie alternative di calcolo caratterizzate da diversi livelli di complessità con la possibilità di utilizzare, previa autorizzazione dell'Organo di Vigilanza, modelli sviluppati internamente; Pillar 2 (secondo pilastro) Prevede che le banche debbano dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di capitale interno complessivo (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) adeguato a fronteggiare tutte le tipologie di rischio, anche diverse da quelle presidiate dal requisito patrimoniale complessivo (primo pilastro), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento. All'Autorità di Vigilanza spetta il compito di esaminare il processo ICAAP, formulare un giudizio complessivo ed attivare, ove necessario, le opportune misure correttive; Pillar 3 (terzo pilastro) Riguarda gli obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale, l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi. |
| Basilea 3 | A seguito della crisi economica che ha colpito i mercati finanziari a partire dal 2008, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha approvato il sostanziale rafforzamento dei requisiti patrimoniali minimi e modifiche alla regolamentazione in materia di liquidità degli istituti bancari (cosiddetta Basilea 3), prevedendo la graduale entrata in vigore dei nuovi requisiti prudenziali a partire dall'1 gennaio 2014. Tali regole sono state attuate a livello europeo dal "Pacchetto" CRD IV. |
| BCE - Banca Centrale Europea | Banca centrale per la moneta unica europea, l'euro. Il compito principale della BCE è preservare il potere di acquisto della moneta unica e quindi assicurare il mantenimento della stabilità dei prezzi nell'area dell'euro. |
| Best practice | Comportamento commisurato alle esperienze più significative e/o al miglior livello raggiunto dalle conoscenze riferite ad un certo ambito tecnico/professionale. |
| BRRD -Bank Recovery and Resolution Directive |
Direttiva Europea che ha introdotto regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi delle banche e delle imprese di investimento. |
| Capitale allocato | Rappresenta l'ammontare di capitale detenuto dal Gruppo e dalle Divisioni per supportare le attività di business e per fronteggiare tutti i tipi di rischi ad esse correlati. Esso è misurato dal Capitale Regolamentare ottenuto moltiplicando l'attivo ponderato per il rischio per il Common Equity Tier 1 ratio target, più alcune deduzioni regolamentari (per esempio shortfall, cartolarizzazioni). |
| Capitale economico | Livello di capitale richiesto a una banca per coprire le perdite che potrebbero verificarsi con un orizzonte di un anno e una certa probabilità o livello di confidenza. Il Capitale Economico è una misura della variabilità della Perdita Attesa del portafoglio e dipende, oltre che dai rischi cui è esposta la banca, anche dal livello di diversificazione del portafoglio stesso |
| Cartolarizzazione | Operatività che prevede il trasferimento di portafogli di attività a Società Veicolo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce) e l'emissione da parte di quest'ultima di titoli aventi diversi gradi di subordinazione nel sopportare le eventuali perdite sulle attività sottostanti. Le cartolarizzazioni possono essere: • tradizionale, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso l'effettiva cessione degli stessi allo "SPV- Special Purpose Vehicle" (vedi voce); • sintetica, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso l'utilizzo di derivati su crediti o analoghe forme di garanzia che consentono di trasferire il rischio dello stesso portafoglio. |
| CBO - Collateralised Bond Obligations |
Titoli della specie dei "CDO - Collateralised Debt Obligation" (vedi voce) aventi come sottostante titoli obbligazionari. |
| CCF - Credit Conversion Factor | Rapporto tra la parte non utilizzata della linea di credito che si stima possa essere utilizzata in caso di default e la parte attualmente non utilizzata. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| CDO - Collateralised Debt | Titoli di debito, emessi da un veicolo, aventi come sottostante finanziamenti, obbligazioni, "ABS - |
| Obligations | Asset Backed Securities" (vedi voce) oppure altri CDO. Queste tipologie di strutture sono costituite |
| sia per eliminare ("derecognition") attività dallo stato patrimoniale sia per arbitraggiare le differenze di | |
| rendimento fra le attività cartolarizzate e i titoli emessi dal veicolo. | |
| I CDO possono essere "funded", se il veicolo acquista legalmente la proprietà dell'attività, oppure | |
| sintetici "unfunded", se il veicolo acquisisce il rischio sottostante alle attività mediante contratti di | |
| "CDS - Credit Default Swap" (vedi voce) oppure altre forme di garanzia assimilabili. | |
| I titoli della specie possono essere ulteriormente suddivisi tra: • CDO di ABS, aventi a loro volta come sottostante tranche di ABS; |
|
| • Commercial Real Estate - CDO (CRE CDO), aventi come sottostante prestiti per immobili | |
| commerciali; | |
| • CDO - Balance Sheet, aventi il fine di consentire all'"Originator" (vedi voce), di norma un'istituzione | |
| bancaria, di trasferire il rischio di credito a investitori terzi consentendo, ove possibile in base alle | |
| applicabili regole civilistiche e di vigilanza, l'eliminazione delle attività dal bilancio dell'originator; | |
| • CDO - Market Value, caratterizzati dal fatto che il pagamento degli interessi e il rimborso del | |
| capitale delle note emesse deriva non solo dai flussi di cassa originati dalle attività sottostanti ma | |
| anche dalla negoziazione delle stesse sul mercato. La performance delle notes emesse dal veicolo | |
| dipende, quindi, non solo dal rischio di credito ma anche dal valore di mercato delle attività | |
| sottostanti; • CDO - Preferred Stock, aventi come sottostante strumenti ibridi di debito/patrimonio "Preference |
|
| shares" (vedi voce) emesse da istituzioni finanziarie; | |
| • CDO - Synthetic Arbitrage, aventi il fine di arbitraggiare le differenze di rendimento fra le attività | |
| cartolarizzate, acquisite sinteticamente attraverso strumenti derivati, e i titoli emessi dal veicolo. | |
| CDS - Credit Default Swap | Contratto derivato con il quale un soggetto (venditore di protezione) si impegna, a fronte del |
| pagamento di un importo, a corrispondere ad un altro soggetto (acquirente di protezione) un | |
| ammontare prefissato, nel caso si verifichi un prestabilito evento connesso al deterioramento del | |
| merito creditizio di una terza controparte (reference entity). | |
| CGU - Cash Generating Unit | Un'unità generatrice di flussi finanziari è il più piccolo gruppo identificabile di attività che genera flussi |
| finanziari in entrata che sono ampiamente indipendenti dai flussi finanziari in entrata generati da altre | |
| Classe di merito di credito | attività o gruppi di attività. Classe, che dipende dai rating esterni, utilizzata per assegnare le ponderazioni di rischio nell'ambito |
| dell'approccio standard del rischio di credito. | |
| CLO - Collateralised Loan | Titoli della specie dei "CDO - Collateralised Debt Obligation" (vedi voce) aventi come sottostante |
| Obligations | crediti erogati da finanziatori istituzionali quali banche commerciali. |
| CMBS - Commercial Mortgages | Titoli della specie "ABS - Asset Backed Securities" (vedi voce) caratterizzati dal fatto che le attività |
| Backed Securities | sottostanti sono costituite da mutui commerciali. |
| Commercial paper | Titoli a breve termine emessi per raccogliere fondi di terzi sottoscrittori in alternativa ad altre forme di |
| indebitamento. | |
| Corporate Cost/Income Ratio |
Segmento di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni. Rapporto tra i costi operativi e il margine di intermediazione. È uno dei principali indicatori |
| dell'efficienza gestionale della banca: minore è il valore espresso da tale indicatore, maggiore | |
| l'efficienza della banca. | |
| Costo del rischio | È il rapporto annualizzato tra le rettifiche nette su crediti e i volumi medi netti dei crediti verso |
| clientela. È uno degli indicatori della rischiosità degli attivi della banca: al decrescere di tale indicatore | |
| diminuisce la rischiosità degli attivi della banca. | |
| Covenant | Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase di definizione contrattuale, che |
| riconosce al soggetto finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi | |
| previsti nella clausola stessa, collegando le performance economico-finanziarie del debitore a eventi | |
| risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi, ecc.). | |
| Covered bond | Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) che, oltre alla garanzia della banca emittente, possono usufruire anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari od altri prestiti di alta qualità ceduti, |
| per tale scopo, ad un'apposita società veicolo "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce). | |
| CRD - Capital Requirement Directive | Direttive UE n.2006/48 e 2006/49, recepite dalla Banca d'Italia con la Circolare n.263/2006 del 27 |
| dicembre 2006 e successivi aggiornamenti. | |
| Il "Pacchetto" CRD IV invece abroga le due Direttive citate ed è composta dalla Direttiva UE 2013/36 | |
| sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale e dal Regolamento UE | |
| 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali, recepiti dalla Banca d'Italia con la Circolare n.285 del 17 | |
| dicembre 2013 e successivi aggiornamenti. | |
| CRD V | Modifiche al "Pacchetto" CRD IV. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| Crediti deteriorati | I crediti sono sottoposti ad una periodica ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione (al valore di mercato pari, di norma, all'importo erogato comprensivo dei costi e ricavi di transazione che sono direttamente attribuibili all'erogazione del credito) mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo status di sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti, secondo le regole di Banca d'Italia coerenti con la normativa IAS/IFRS (vedi voce). |
| CRM | Attenuazione del rischio di credito (Credit Risk Mitigation) è un insieme di tecniche, contratti accessori al credito o altri strumenti (ad esempio attività finanziarie, garanzie) che consentono una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito. |
| CRR - Capital Requirements Regulation |
Regolamento UE n.575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, e successivo aggiornamento del Regolamento (UE) n.2019/876 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2019 ("CRR2"), relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento UE n.648/2012. |
| CRR2 | Regolamento (UE) 2019/876 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2019 ("CRR2") che modifica il Regolamento (UE) n.575/2013 per quanto riguarda il coefficiente di leva finanziaria, il coefficiente netto di finanziamento stabile, i requisiti di fondi propri e passività ammissibili, il rischio di controparte, il rischio di mercato, le esposizioni verso controparti centrali, le esposizioni verso organismi di investimento collettivo, le grandi esposizioni, gli obblighi di segnalazione e informativa e il regolamento (UE) n.648/2012 (si veda anche la definizione di "CRR"). |
| CVA - Credit Valuation Adjustment | Aggiustamento del valore di un portafoglio di transazioni che riflette il valore di mercato del rischio creditizio delle controparti. |
| Default | Identifica la condizione di dichiarata impossibilità a onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi. |
| Duration | Generalmente è calcolata come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati a un titolo obbligazionario e costituisce un indicatore del rischio di tasso d'interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio obbligazionario. |
| EAD - Exposure At Default | Relativa alle posizioni in o fuori bilancio, è definita come la stima del valore futuro di un'esposizione al momento del default del debitore. Sono legittimate a stimare l'EAD solo le banche che soddisfano i requisiti per l'adozione dell'approccio "IRB - Internal Rating Based" (vedi voce) avanzato. Per le altre è necessario fare riferimento alle stime regolamentari. |
| Earnings at risk | L'analisi si concentra sull'impatto del cambiamento dei tassi di interesse sul margine netto di interesse maturato o effettivamente riportato, cioè sulla differenza tra interessi attivi e passivi. |
| EBA - European Banking Authority | L'Autorità bancaria europea (ABE) è un'autorità indipendente dell'Unione europea (UE), che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo. Gli obiettivi generali dell'Autorità sono assicurare la stabilità finanziaria nell'UE e garantire l'integrità, l'efficienza e il regolare funzionamento del settore bancario. |
| ECAI - External Credit Assessment Institution |
Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito. |
| Economic value | Variazioni nei tassi di interesse possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e passivo. |
| EL - Expected Losses (Perdite attese) |
Sono le perdite che si manifestano in media entro un intervallo temporale di un anno su ogni esposizione (o pool di esposizioni). |
| ELOR - Expected Losses on Revenues (Perdite attese su ricavi) |
Rapporto stimato per il Gruppo e per le principali società, mediante un modello statistico basato sulle serie storiche di perdite operative e alcuni fattori forward-looking e i ricavi a budget. |
| EPS - Earnings Per Shares (Utile per azione) |
Indicatore della redditività di una società calcolato dividendo l'utile netto per il numero medio delle azioni in circolazione al netto delle azioni proprie. |
| ESG - Environmental, Social and Governance (ambientali, sociali e di governance) |
Si riferisce a criteri utilizzati per misurare l'impatto ambientale, sociale e di governance dell'impresa e mettere in evidenza la sostenibilità delle proprie iniziative. |
| ESMA - European Securities and Markets Authority |
Autorità che opera nel campo della legislazione e della regolamentazione dei titoli per migliorare il funzionamento dei mercati finanziari in Europa. |
| Esposizioni "Junior", "Mezzanine" e "Senior" |
In un'operazione di cartolarizzazione le esposizioni possono essere così classificate: • "junior", sono le esposizioni rimborsate per ultime che conseguentemente assorbono le prime perdite prodotte dall'operazione di cartolarizzazione; • "mezzanine", sono le esposizioni aventi priorità di rimborso intermedie tra le "senior" e le "junior"; • "senior", sono le esposizioni rimborsate per prime. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| Esposizioni scadute e/o sconfinanti | Esposizioni problematiche che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti |
| deteriorate ("Past Due") | da più di 90 giorni su una obbligazione rilevante, come da regolamento sui requisiti prudenziali di |
| pertinenza. Il past due può essere determinato sia a livello di debitore che a livello di singola | |
| transazione in seguito alle disposizioni regolamentari locali di pertinenza sui requisiti prudenziali. | |
| EVA - Economic Value Added | L'EVA - Economic Value Added è un indicatore del valore creato da un'azienda. Esso esprime la |
| capacità di creare valore in termini monetari, poiché risulta dalla differenza tra il Risultato netto | |
| operativo dopo le imposte ("NOPAT" Net Operating Profit After Tax - vedi voce) e il costo del capitale | |
| allocato. | |
| Expected Shortfall | Misura di rischio che esprime la perdita attesa del portafoglio (o di una controparte) valutata sugli |
| scenari di perdita che eccedono il VaR. | |
| Factoring | Contratto di cessione pro soluto (con rischio di credito a carico del cessionario) o pro solvendo (con |
| rischio di credito a carico del cedente), di crediti commerciali a banche o a società specializzate, ai | |
| fini di gestione e di incasso, al quale può essere associato un finanziamento a favore del cedente. | |
| Fair value | Corrispettivo al quale, in un mercato di libera concorrenza, un bene può essere scambiato o una |
| passività estinta, tra parti consapevoli e indipendenti. | |
| FINREP | Documento emanato dal CEBS (Committee of European Banking Supervisors), organismo che |
| svolge attività di consulenza per la Commissione Europea in materia di regolamenti bancari. Il CEBS | |
| promuove inoltre la cooperazione e la convergenza delle pratiche regolamentari all'interno | |
| dell'Unione Europea. La finalità del FINREP è di fornire istruzioni per l'implementazione della | |
| reportistica consolidata a fini regolamentari ed è basato sui principi contabili internazionali (IFRS). | |
| FL - Forward looking | Aggiustamento IFRS9 che permette di riflettere nei parametri creditizi le aspettative sull'evoluzione |
| futura del ciclo economico. | |
| Forbearance/Esposizioni oggetto di | Ai sensi degli Implementing Technical Standard EBA, si definiscono Forborne le esposizioni a cui |
| concessione | sono state estese misure di Forbearance, ossia concessioni nei confronti di un debitore che ha |
| affrontato, oppure che è in procinto di affrontare, difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari | |
| (financial difficulties). | |
| Forwards | Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati |
| "OTC - Over The Counter" (vedi voce), nei quali le condizioni vengono fissate al momento della | |
| stipula, ma la cui esecuzione avverrà a una data futura predeterminata, mediante l'incasso o il | |
| pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda dell'oggetto del | |
| contratto. | |
| FRTB - Fundamental Review of | La revisione fondamentale del portafoglio di negoziazione consiste in una serie di proposte del |
| Trading Book (Revisione | Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria per un nuovo requisito patrimoniale relativo al rischio di |
| Fondamentale del Portafoglio di | mercato per le banche. Questa riforma viene spesso denominata "Basilea IV". |
| Negoziazione) | |
| FTE - Full Time Equivalent | Indicatore del numero dei dipendenti di un'azienda che lavorano a tempo pieno. Eventuali dipendenti |
| con orario incompleto (part-time) vengono conteggiati pro-quota. | |
| Full Revaluation Approach | Una metodologia di calcolo del VaR tramite simulazioni storiche, per cui il valore del portafoglio oggetto di analisi viene totalmente rivalutato secondo i risultati della simulazione. |
| Funding | Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell'attività aziendale o di particolari operazioni finanziarie. |
| Futures | Contratti standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura, valute, valori mobiliari o beni. Tali contratti sono negoziati su mercati regolamentati, dove |
| viene garantita la loro esecuzione. | |
| FVOCI | Attività finanziarie al fair value (valore equo) rilevato nelle altre componenti di conto economico |
| complessivo. | |
| FVtPL | Attività finanziarie designate al fair value (valore equo). |
| GAR - Green Asset Ratio | Il Green Asset Ratio (GAR) si basa sulla tassonomia della finanza sostenibile dell'UE ed è un |
| rapporto allineato a Parigi che può essere utilizzato per identificare se le banche finanziano attività | |
| sostenibili, come quelle coerenti con gli obiettivi dell'accordo di Parigi. | |
| GERMAS - Group Ermas | Piattaforma di Gruppo per il calcolo della sensitivity del margine di interesse |
| GHOS - Governors and Heads of | Trattasi dell'organo di vigilanza del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. |
| Supervision (Governatori e Capi della Vigilanza) |
|
| Goodwill | Identifica l'avviamento pagato per l'acquisizione di una quota partecipativa, pari alla differenza tra il |
| costo e la corrispondente quota di patrimonio netto, per la parte non attribuibile ad elementi dell'attivo | |
| della società acquisita. | |
| GW BANKS | Modello di calcolo IRB - Group Wide - Istituzioni Finanziarie & Banche. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| GW MNC | Modello di calcolo IRB - Group Wide - Imprese Multinational. |
| Hedge Fund | Fondo comune di investimento speculativo che adotta tecniche di copertura, normalmente non utilizzate dagli ordinari fondi comuni, allo scopo di fornire rendimenti costanti scarsamente correlati a quelli del mercato di riferimento. Gli Hedge Funds sono contraddistinti da un ristretto numero di soci partecipanti e dall'elevato investimento minimo richiesto. |
| IAS/IFRS | Principi contabili internazionali (International Accounting Standards - IAS) emanati dall'International Accounting Standard Board (IASB), ente internazionale di natura privata costituito nell'aprile 2001, al quale partecipano le professioni contabili dei principali Paesi nonché, in qualità di osservatori, l'Unione Europea, lo IOSCO (International Organization of Securities Commissions) e il Comitato di Basilea. Tale ente ha raccolto l'eredità dell'International Accounting Standards Committee (IASC), costituito nel 1973 allo scopo di promuovere l'armonizzazione delle regole per la redazione dei bilanci delle società. Con la trasformazione dello IASC in IASB si è deciso, fra l'altro, di denominare i nuovi principi contabili "International Financial Reporting Standards" (IFRS). A livello internazionale è in corso il tentativo di armonizzazione degli IAS/IFRS con gli "US GAAP - United States Generally Accepted Accounting Principles" (vedi voce). |
| ICAAP - Internal Capital Adequacy Assessment Process |
La disciplina del "Secondo Pilastro" (Titolo III) richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti (Internal Capital Adequacy Assessment Process, ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo ("Primo Pilastro"), nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento. |
| ILAAP - Internal Liquidity Adequacy Assessment Process |
Prevede che le banche devono dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di liquidità interno complessivo (Internal Liquidity Adequacy Assessment Process - ILAAP) adeguato a fronteggiare il rischio di liquidità, nell'ambito di una valutazione dell'esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell'evoluzione del contesto di riferimento. All'Autorità di Vigilanza spetta il compito di esaminare il processo ILAAP, formulare un giudizio complessivo ed attivare, ove necessario, le opportune misure correttive. |
| ILC - Italian Large Corporate | Modello di calcolo IRB - Grandi Imprese Italia. |
| Impairment | Nell'ambito degli "IAS/IFRS" (vedi voce), si riferisce alla perdita di valore di un'attività di bilancio, rilevata nel caso in cui il valore di bilancio sia maggiore del valore recuperabile ossia dell'importo che può essere ottenuto con la vendita o l'utilizzo dell'attività. |
| Inadempienze probabili ("Unlikely to Pay") |
La classificazione in tale categoria è il risultato del giudizio della banca circa l'improbabilità che, senza il ricorso ad azioni quale l'escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente (in linea capitale e/o interessi) alle sue obbligazioni creditizie. Tale valutazione va operata in maniera indipendente dalla presenza di eventuali importi (o rate) scaduti e non pagati. |
| Index linked | Polizze la cui prestazione a scadenza dipende dall'andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore. |
| Investor | Soggetto, diverso dallo "Sponsor" (vedi voce) e dall'"Originator" (vedi voce), che detiene un'esposizione verso una cartolarizzazione. |
| IRB - Internal Rating Based | Metodo per la determinazione dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito nell'ambito del Pillar 1 di Basilea 2 (vedi voce). La disciplina si applica alle esposizioni del Portafoglio bancario. Peraltro, nei metodi IRB le ponderazioni di rischio delle attività sono determinate in funzione delle valutazioni interne che le banche effettuano sui debitori (o, in taluni casi, sulle operazioni). Attraverso l'utilizzo dei sistemi basati sui rating interni, le banche determinano l'esposizione ponderata per il rischio. I metodi IRB si distinguono in un metodo di base e in uno avanzato, differenziati in relazione ai parametri di rischio che le banche devono stimare: nel metodo di base le banche utilizzano proprie stime di "PD - Probabilità of Default" e i valori regolamentari per gli altri parametri di rischio; nel metodo avanzato le banche utilizzano proprie stime di "PD - Probabilità of Default", "LGD - Loss Given Default", "CCF - Credit Conversion Factor" e, ove previsto, "M - Maturity" (vedi voci). L'utilizzo dei metodi IRB ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali è subordinato all'autorizzazione della Banca d'Italia. |
| IRC - Incremental Risk Charge | Incremental Risk Charge è una misura delle perdite potenziali derivanti dai rischi di default e di migrazione di prodotti di credito non cartolarizzati sull'orizzonte di capitale di 1 anno ad un livello di confidenza del 99,9%, tenendo in considerazione gli orizzonti di liquidità delle singole posizioni. |
| IRS - Interest Rate Swap | Vedi voce "Swap". |
| Joint venture | Accordo tra due o più imprese per lo svolgimento di una determinata attività economica attraverso, solitamente, la costituzione di una società per azioni. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| Ke | Il costo del capitale è la remunerazione minima dell'investimento richiesta dall'azionista. È la somma |
| di un tasso privo di rischio e di un differenziale di rendimento che remuneri l'investitore per il rischio di | |
| mercato e per la volatilità del prezzo dell'azione. Il costo del capitale è calcolato utilizzando le medie | |
| di medio-lungo periodo di parametri di mercato. | |
| KPI - Key Performance Indicators | Insieme di indicatori che permettono di misurare le prestazioni di una determinata attività o processo. |
| (Indicatori Chiave di Prestazione) | |
| LCR - Liquidity Coverage Ratio | Coefficiente di copertura della liquidità pari al rapporto tra la riserva di liquidità dell'ente creditizio e i |
| deflussi netti di liquidità dello stesso nell'arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario. | |
| Leasing | Contratto con il quale una parte (locatore) concede all'altra (locatario) per un tempo determinato il |
| godimento di un bene, acquistato o fatto costruire dal locatore su scelta e indicazione del locatario, | |
| con facoltà per quest'ultimo di acquistare la proprietà del bene a condizioni prefissate al termine del | |
| contatto di locazione. | |
| Leva finanziaria | Misura che consente di valutare l'esposizione degli enti al rischio di leva finanziaria eccessiva. |
| Leveraged finance | Finanziamenti erogati principalmente a fondi di Private Equity al fine di finanziare l'acquisizione di |
| una società attraverso un'operazione finanziaria basata sulla capacità di generare flussi di cassa da | |
| parte della stessa società oggetto della transazione. Tali operazioni determinano generalmente un | |
| livello di indebitamento del prestatario più elevato e quindi anche un più elevato grado di rischio. | |
| Questi finanziamenti possono essere oggetto di successiva sindacazione. | |
| LGD - Loss Given Default | Valore atteso (eventualmente condizionato a scenari avversi) del rapporto, espresso in termini |
| percentuali, tra la perdita a causa del default e l'importo dell'esposizione al momento del default | |
| "EAD - Exposure At Default" (vedi voce). | |
| M - Maturity | Media, per una data esposizione, delle durate residue contrattuali dei pagamenti, ciascuna ponderata |
| per il relativo importo. | |
| MDA - Maximum Distributable | Importo massimo distribuibile. Indica il limite per gli utili distribuibili al fine di preservare il requisito |
| Amount | combinato di riserva di capitale. |
| Medium Term Note | Titolo di debito avente scadenza fra i 5 e i 10 anni. |
| MREL - Minimum requirement for | Requisiti minimi per i fondi propri e le passività ammissibili è concepito per garantire che vi siano |
| eligible liabilities | risorse sufficienti per svalutare o convertire in azioni se una banca o un altro istituto finanziario è in |
| crisi. Ciò consente al governo centrale di intervenire rapidamente al fine di mantenere le operazioni | |
| critiche di tale istituzione, senza utilizzare il denaro delle tasse. | |
| NOPAT - Net Operating Profit After | Risultato netto operativo dopo le imposte, è calcolato come Risultato netto dopo le imposte e gli utili |
| Tax | di terzi, rettificato per quegli elementi che non permettono la valutazione della capacità di creare |
| valore per mezzo dell'operatività ordinaria, come per esempio spese o profitti eccezionali. | |
| Rappresenta la quota del Risultato Netto del Gruppo prodotto dall'attività tipica, al lordo dei costi del | |
| capitale. | |
| NPE - Non-performing exposures | Ai sensi degli Implementing Technical Standard EBA, le esposizioni non-performing sono tutti gli |
| (Esposizioni non-performing) | strumenti di debito e le esposizioni fuori bilancio per i quali si vedono soddisfatti i seguenti criteri: (i) |
| esposizioni rilevanti scadute (past due) da più di 90 giorni; (ii) esposizioni per cui banca giudica | |
| improbabile l'integrale adempienza del debitore senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle | |
| garanzie, a prescindere dall'esistenza di un ammontare scaduto o dal numero di giorni di scaduto. | |
| OICR - Organismi di Investimento | Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio consistono in OICVM "Organismi di Investimento |
| Collettivo del Risparmio | Collettivo in Valori Mobiliari" (vedi voce) che possono assumere la forma contrattuale (fondo comune |
| di investimento, gestito da una società di gestione), di «trust» («unit trust») oppure la forma statutaria | |
| (società di investimento), un FIA "Fondo di Investimento Alternativi" o un FIA non-EU. | |
| OICVM - Organismi di Investimento | La voce comprende i fondi comuni di investimento mobiliare aperti, italiani ed esteri, e le società di |
| Collettivo in Valori Mobiliari | investimento a capitale variabile (Sicav). Queste ultime sono società per azioni a capitale variabile |
| aventi per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta al | |
| pubblico di proprie azioni. | |
| Option | Rappresenta il diritto, ma non l'impegno, acquisito col pagamento di un premio, di acquistare (call |
| option) o di vendere (put option) uno strumento finanziario a un prezzo determinato (strike price) | |
| oppure entro una data futura determinata (American option/European option). | |
| Originator | Soggetto che ha originato direttamente oppure acquistato da terzi le attività oggetto di |
| cartolarizzazione. | |
| OTC - Over The Counter | La negoziazione OTC Over The Counter consiste nello scambio di strumenti finanziari quali azioni, |
| obbligazioni, derivati o merci direttamente fra due controparti. I mercati OTC non hanno contratti e | |
| modalità di compravendita standardizzati e non sono legati a una serie di norme (ammissioni, | |
| controlli, obblighi informativi, ecc.) che regolamentano i mercati ufficiali. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| PACTA - Paris Agreement Capital | Paris Agreement Capital Transition Assessment, è una metodologia e uno strumento gratuito e open |
| Transition Assessment | source, che misura l'allineamento del portafoglio finanziario con vari scenari climatici coerenti con |
| l'Accordo di Parigi. | |
| Patrimonio netto tangibile | Patrimonio netto (incluso l'utile consolidato del periodo) meno attività immateriali (avviamento e altre attività immateriali), meno componente AT1; il pagamento dei dividendi è contabilizzato per cassa. |
| Payout ratio | Indica la percentuale di utile distribuita o da distribuire agli azionisti. Tale quota dipende dalle |
| esigenze di autofinanziamento della banca e dal rendimento atteso degli azionisti. In funzione di | |
| come viene definita la strategia di remunerazione degli azionisti, può essere riferita all'utile netto o | |
| all'utile sottostante e può corrispondere a distribuzioni per cassa di dividendi o ad altre forma di | |
| remunerazione come, per esempio, riacquisto di azioni proprie (cosiddetto Shares buy-backs). | |
| PD - Probability of Default | Probabilità che una controparte passi allo stato di "default" (vedi voce) entro un orizzonte temporale |
| di un anno. | |
| PEPP - Pandemic Emergency | Nuovo massiccio pacchetto di stimoli da parte della BCE per sostenere l'economia della zona euro in |
| Purchase Programme | risposta alla crisi del Covid-19 (coronavirus). |
| PIL - Prodotto Interno Lordo | Valore di mercato aggregato di tutte le merci e i servizi prodotti dei residenti di un Paese in un dato |
| periodo di tempo | |
| PIT - Point in time | Tipo di calibrazione dei parametri creditizi su un orizzonte che considera la situazione economica |
| corrente. | |
| POCI - Purchased Originated Credit | Esposizioni creditizie che risultano essere deteriorate all'atto dell'iscrizione iniziale. |
| Impaired (Attività finanziarie | |
| deteriorate acquisite o originate) | |
| Preference shares | Strumenti di capitale che associano a forme di remunerazione ancorate ai tassi di mercato |
| caratteristiche di subordinazione particolarmente accentuate, ad esempio il mancato recupero negli | |
| esercizi successivi degli interessi non corrisposti dalla banca e la partecipazione alle perdite della | |
| banca stessa, nel caso in cui esse determinino una rilevante riduzione dei requisiti patrimoniali. Le | |
| istruzioni di Vigilanza fissano le condizioni in base alle quali le preference share possono essere | |
| Private banking | computate nel patrimonio di base delle banche e dei gruppi bancari. Servizi finanziari destinati alla clientela privata cosiddetta "di fascia alta" per la gestione globale delle |
| esigenze finanziarie. | |
| Private equity | Investimenti nel capitale di rischio di società, generalmente non quotate, ma con alto potenziale di |
| sviluppo e con capacità di generare flussi di cassa costanti. Gli investimenti in private equity | |
| comprendono un'ampia gamma di operazioni sia in funzione della fase di vita dell'azienda | |
| considerata sia delle tecniche di investimento utilizzate. Tra queste ultime sono compresi i fondi | |
| chiusi di private equity. | |
| Purchase companies | Società Veicolo utilizzate nell'ambito di strutture di ABCP Conduits - Asset Backed Commercial |
| Paper Conduits (vedi voce) che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione e che sono | |
| finanziate dal veicolo Conduit che emette le "Commercial Paper". | |
| RAF - Risk Appetite Framework | All'interno dei processi ICAAP, il RAF rappresenta uno strumento manageriale per assicurare |
| l'evoluzione del business verso una crescita sana e sostenibile e indirizzare la strategia di lungo e | |
| breve termine". | |
| Rating | Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità |
| finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie | |
| specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni. | |
| Retail | Segmento di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli |
| artigiani. | |
| RIC | Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Corporate. |
| RIP | Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Privati. |
| RISB | Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Small Business. |
| Rischio di corso azionario | Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa delle variazioni dei prezzi di azioni o indici. |
| Rischio di credito | Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore |
| delle garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi | |
| una variazione inattesa nel valore della posizione creditoria della banca. | |
| Rischio di credito di controparte | Rischio che la controparte di una transazione che riguarda strumenti finanziari possa andare in |
| default prima del regolamento di tutti i flussi di cassa concordati. | |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| Rischio di liquidità | Rappresenta il rischio che l'impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa e sfavorevole il prezzo per via dell'insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento (market liquidity risk). |
| Rischio di mercato | Rappresenta l'effetto che variazioni nelle variabili di mercato possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest'ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l'operatività connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. |
| Rischio di prezzo delle materie prime |
Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei prezzi delle materie prime (ad esempio: oro, greggio). |
| Rischio di sicurezza informatica | Probabilità di esposizione o perdita derivante da un attacco informatico o da una violazione dei dati all'interno dell'organizzazione. |
| Rischio di tasso di cambio | Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di cambio. |
| Rischio di tasso d'interesse | Rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di interesse. |
| Rischio operativo | Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni, personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di Compliance, ma esclude quello strategico e reputazionale. Ad esempio, possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell'azienda, interruzioni dell'operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi. |
| Rischio Reputazionale | Il rischio di reputazione è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili o del capitale derivante dalla percezione sfavorevole dell'immagine dell'istituto finanziario da parte di clienti, controparti (inclusi i debitori, gli analisti di mercato, altre parti interessate), azionisti/investitori, autorità di controllo o dipendenti (parti interessate). Il rischio di reputazione è un rischio secondario generato come effetto "knock-on" da altre categorie di rischio, come i rischi di credito, di mercato, operativi e di liquidità e tutti gli altri tipi di rischio (ad es. Rischio di business, rischio strategico, rischio ESG che considera gli aspetti di natura ambientale, sociale e di governance degli investimenti responsabili). Il rischio reputazionale potrebbe essere generato anche da eventi materiali. |
| RMBS - Residential Mortgage Backed Securities |
Titoli della specie Asset Backed Securities (vedi voce) caratterizzati dal fatto che le attività sottostanti sono costituite da mutui residenziali. |
| RNIME - Risk Not in the Model Engines |
Framework che stima la completezza dei fattori di rischio inclusi in VaR, SVaR e IRC. |
| ROA - Return On Assets | Rendimento delle attività calcolato come rapporto annualizzato tra Utile/(Perdita) d'esercizio e Totale Attivo di bilancio IFRS. |
| ROAC - Return On Allocated Capital | Rapporto annualizzato tra l'utile netto e il capitale medio allocato. Esso esprime in punti percentuali la capacità reddituale per unità di capitale allocato. Un fattore correttivo è applicato all'utile netto divisionale quando vi è un livello di capitalizzazione significativamente più elevato del livello obiettivo del Gruppo. |
| ROTE - Return on Tangible Equity | Rapporto annualizzato tra l'utile netto e il patrimonio netto tangibile medio. |
| ROTE - Sottostante | Rapporto annualizzato tra l'utile netto sottostante (v. Infra) e il patrimonio netto tangibile medio. |
| SBBS - Sovereign bond-backed securities |
I titoli garantiti da obbligazioni sovrane sono titoli garantiti da un portafoglio diversificato di titoli del governo centrale dell'area Euro. Si tratta di un nuovo strumento finanziario che è stato proposto come soluzione per aiutare le banche a diversificare le loro esposizioni sovrane e ad indebolire ulteriormente il legame con i loro governi nazionali. |
| Sensitivity | Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento. |

| VOCE | DESCRIZIONE |
|---|---|
| Sofferenze ("Bad Loans") | Il complesso delle esposizioni nei confronti di un soggetto in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni sostanzialmente equiparabili, indipendentemente dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca (es. indipendentemente dalla presenza di garanzie, reali o personali, a copertura delle esposizioni). |
| Sponsor | Soggetto, diverso dall'Originator, che istituisce e gestisce una struttura di ABCP o altri schemi di cartolarizzazione, che prevedono l'acquisto da terzi delle attività da cartolarizzare. |
| SPV - Special Purpose Vehicle | Società veicolo, entità legale (nella forma di società di persone, di capitali, trust ecc.) costituita al fine di perseguire specifici obiettivi, quali l'isolamento del rischio finanziario o l'ottenimento di particolari trattamenti regolamentari e/o fiscali riguardanti determinati portafogli di attività finanziarie. Per tale ragione l'operatività delle SPV è circoscritta attraverso la definizione di una serie di norme finalizzate a limitarne l'ambito di attività. Generalmente le SPV non sono partecipate dalla società per conto della quale sono costituite, ma al contrario il capitale è detenuto da terzi soggetti al fine di assicurare l'assenza di legami partecipativi con lo "Sponsor" (vedi voce). Le SPV sono normalmente strutture Bankruptcy remote, poiché le loro attività patrimoniali non possono essere escusse dai creditori della società per conto della quale sono costituite, anche in caso di insolvenza di quest'ultima. |
| Stress Test | Esercizio di valutazione delle vulnerabilità della banca, sia in termini di solidità patrimoniale che di liquidità, al possibile verificarsi di eventi avversi di natura idiosincratica o connessi a scenari macroeconomici. |
| Subprime (Mutui residenziali) | Sebbene non esista univoca definizione di mutui subprime, si qualificano in questa categoria i finanziamenti erogati a controparti caratterizzate da passate difficoltà nel servizio del debito, quali episodi di ritardo nei pagamenti, insolvenza o bancarotta, oppure che presentano probabilità di inadempienza più alte della media per effetto di un elevato rapporto rata/reddito oppure esposizione/garanzia. |
| SVaR - Stressed VaR | Quantificazione delle esposizioni a particolari perdite estreme che possono essere inflitte alla Banca durante tensioni di mercato, modellizzando la risposta del portafoglio con dati storici di un periodo (continuo di 12 mesi) di significativo stress finanziario. |
| Swap | Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali. Nel caso di uno swap di tassi d'interesse ("IRS"), le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi d'interesse calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile). Nel caso di uno swap di valute (currency swap), le controparti si scambiano specifici importi di due diverse valute, restituendoli nel tempo secondo modalità predefinite che possono riguardare sia il capitale (nozionale) sia i flussi dei tassi d'interesse. |
| Tier 1 Capital | Rappresenta la quota più solida e facilmente disponibile del patrimonio della banca determinato in base alle regole definite dalla disciplina di vigilanza e indicata come patrimonio di base. |
| Tier 1 Capital Ratio | Indicatore dato dal rapporto tra il patrimonio di base della banca e le sue attività ponderate in base al rischio "RWA - Risk Weighted Assets" (vedi voce). |
| TLAC -Total Loss Absorbing Capacity |
Il TLAC rappresenta l'indicatore della capacità totale di assorbimento delle perdite, nuovo requisito di Pillar I previsto dal Regolamento (UE) 2019/876 (CRR2), in vigore dal 27 giugno 2019, per le Banche di rilevanza sistemica globale (G-SIBs). La disciplina TLAC prevede che le G-SIBs detengano un numero sufficiente di passività con un'elevata capacità di assorbimento delle perdite. |
| TLTRO - Target Long Term Refinancing operations |
Operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine. Operazioni di mercato aperto condotte dalla BCE per la gestione dei tassi di interesse e della liquidità nell'Eurozona. |
| TSR - Total Shareholder Return | È la remunerazione complessiva, in termini di capital gain e dividendi, che l'azionista ottiene dal possesso delle azioni. |
| TTC - Through the cycle | Tipo di calibrazione dei parametri creditizi su un orizzonte che considera l'intero ciclo economico. |
| UGRM - UniCredit global Risk Monitor |
Insieme degli strumenti software, dell'architettura IT e del database utilizzati all'interno del Gruppo per l'analisi dei rischi finanziari. |
| US GAAP - United States Generally Accepted Accounting Principles |
Principi contabili emessi dal FASB (Financial Accounting Statement Board), generalmente accettati negli Stati Uniti d'America. |

| VOCE Utile Sottostante |
DESCRIZIONE ll principio dell' "Utile sottostante" è di identificare il profitto ricorrente e sostenibile della banca, che è alla base della distribuzione del capitale. Viene quantificato escludendo gli elementi non operativi che impattano il business ordinario della banca, al fine di risultare in linea con le ipotesi sottostanti il Piano Strategico. Tra i principali elementi non operativi, sia con impatto positivo che negativo sul conto economico, si citano: la vendita di attivi immobiliari, la vendita di società, i costi di ristrutturazione, ecc. Tale approccio è stato considerato appropriato dal Comitato Remunerazione per la successiva sottomissione al Consiglio di Amministrazione. |
|---|---|
| VaR - Value at Risk (Valore a rischio) | Una misura di rischio della perdita potenziale, per un definito orizzonte temporale e per un dato intervallo di confidenza, che può verificarsi su una posizione o su un portafoglio. |
| VaR giornaliero | Dovrebbe riflettere le misure di rischio calibrate su un periodo di detenzione di 1 giorno con l'intervallo di confidenza del 99%. |
| Vintage | Annata. Indica l'anno di erogazione dell'attività ("collateral") sottostante ai titoli rivenienti da cartolarizzazione. Nel caso dei mutui Subprime, questa informazione è indicativa della rischiosità del titolo, poiché la pratica di erogare mutui a controparti di scarsa qualità creditizia è diventata rilevante, nel mercato americano, a partire dal 2005. |
| Warehousing | Attività propedeutica a operazioni di cartolarizzazione, che prevede l'acquisizione di attività da parte di una "SPV - Special Purpose Vehicle" (vedi voce) durante un determinato periodo di tempo e fino al raggiungimento di un volume sufficiente da consentire l'emissione di ABS. |

Contatti
UniCredit Group - Internal Use Only
256 Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 · UniCredit

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+39 02 88 621
Media Relations: E-mail: [email protected]
Investor Relations: Tel. +39 02 88621028; e-mail: [email protected]

Creatività copertina e introduzione: Bladonmore - UniCredit S.p.A.
Creatività frontespizi: UniCredit S.p.A.
Design, sviluppo grafico e realizzazione: UniCredit S.p.A.
Agosto 2021

Le emissioni di gas serra derivanti dalla stampa della Relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021 e dalla distribuzione delle relative copie cartacee, sono state neutralizzate, con il supporto di Officinæ Verdi, acquistando crediti di tipo Gold Standard attraverso un progetto per il recupero di gas da discarica in Cina. I progetti Gold Standard sono promossi dal WWF perché caratterizzati dallo standard di certificazione per offsetting più rigoroso sul profilo ambientale e sociale.





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