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Mediobanca Earnings Release 2020

Jul 30, 2020

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Earnings Release

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Informazione
Regolamentata n.
0187-90-2020
Data/Ora Ricezione
30 Luglio 2020
12:50:37
MTA
Societa' : MEDIOBANCA
Identificativo
Informazione
Regolamentata
: 135512
Nome utilizzatore : MEDIOBANCAN12 - Pigozzi
Tipologia : 1.1
Data/Ora Ricezione : 30 Luglio 2020 12:50:37
Data/Ora Inizio
Diffusione presunta
: 30 Luglio 2020 12:50:39
Oggetto : 2020 Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno
Testo del comunicato

Vedi allegato.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MEDIOBANCA

Approvati i risultati di esercizio al 30 giugno 2020

Milano, 30 luglio 2020

1

Il Gruppo MB prosegue nel percorso del Piano23 facendo leva sulla specificità del proprio modello di impresa, dimostratosi efficace anche nell'emergenza Covid, grazie alla focalizzazione sui segmenti di clientela più resilienti (famiglie e medie/grandi imprese) e al crescente apporto delle attività a basso assorbimento di capitale (Advisory e WM).

L'ultimo trimestre segna una performance superiore alle attese e si caratterizza per:

  • Graduale ma significativa ripresa dell'attività in tutti i segmenti, in un contesto di mercato più favorevole
  • Risultati operativi largamente positivi per il robusto andamento dei ricavi (+4% t/t a €606m), il controllo dei costi (-1% t/t a €298m), l'importante generazione di capitale (indice CET1 al 16,1%, +220bps t/t, phase-in), che beneficia di 50bps per la ripresa, in linea con le indicazioni BCE, del dividendo accantonato per l'anno 2020 (DPS 0,27) e di 80bps legati alle disposizioni regolamentari1
  • Rigoroso presidio della qualità degli attivi, esteso anche alla gestione delle moratorie e all'adeguamento dei modelli IFRS9 al nuovo scenario macroeconomico: il costo del rischio sale nel trimestre a 141bps e permette, con il totale delle attività deteriorate lorde stabili al 4% degli impieghi, di aumentare gli indici di copertura di tutte le categorie di credito, performing e non
  • Utile netto di €48m, ma pari a €217m rettificato2 per gli oneri non ricorrenti. Il singolo trimestre è in grado di coprire gli oneri non ricorrenti di tutto l'esercizio (€285m), per l'80% dovuti al Covid e per l'80% contabilizzati nell'ultimo trimestre (inclusi €65m per svalutazione RAM).

L'esercizio 2019/20 chiude con solidi risultati

  • Ricavi stabili a €2,5mld (+3% al netto dei one-off Covid), con margine di interesse e commissioni +3% a/a.
  • Indice costi/ricavi al 47% (+1pp); costo del rischio a 82bps (+30bps a/a)
  • Utile netto a €600m, con utile per azione in riduzione del 27% a/a (EPS €0.68 vs €0.93)
  • Utile netto rettificato a €887m, con EPS in crescita del 3% (EPS adj.2 €1.0 vs. €0.97)
  • ROTE rettificato2 al 10%
  • DPS 2020 azzerato, proposta in ottemperanza alle raccomandazioni BCE
  • Costante implementazione della strategia di sostenibilità, con costante sostegno del Gruppo a favore di dipendenti, clienti e comunità nella crisi Covid-19

Piano industriale 2023: confermate le linee strategiche, gli obiettivi, la politica di ottimizzazione del capitale e di remunerazione degli azionisti

Ottimizzazione del capitale (CET1 al 13,5%) da raggiungersi ora progressivamente (entro Giugno 20233) per la gestione prudenziale della crisi Covid. Dal 2021 ritorno ad una politica di distribuzione tra le migliori del settore tramite erogazione di dividendi cash e riacquisto di azioni proprie, per ottimizzare il capitale, in quantità e mix ogni anno modulato alla luce della velocità della ripresa, dell'andamento del titolo Mediobanca (multiplo P/BV) e delle autorizzazioni BCE.

1 Includono 50bps, a seguito del diverso limite di concentrazione portato dal 20% al 25% del capitale ammissibile (cfr. pag.2)

2 Utile netto rettificato esclude componenti derivanti dall'emergenza sanitaria, contribuzioni ai fondi sistemici, svalutazioni/impairment di partecipazioni e titoli, e altre poste positive/negative non ricorrenti; tassazione normalizzata al 33%, 25% per PB e AM e 2% per PI

3 Soggetto ad autorizzazione assembleare e della BCE

Le divisioni vedono un significativo progresso del WM ed un consolidamento del Consumer; rimane positivo ed elevato l'apporto del CIB e del PI.

  • WM: ROAC4 al 19%, primo contributore alle commissioni di Gruppo (47% del totale); ricavi +8% a/a (a €584m), commissioni nette +9% a/a (a €306m), utile netto +13% a/a (a €80m). La capacità di raccolta nel WM è rimasta sempre elevata, senza outflows per il segmento Affluent/Private anche nel periodo del lockdown. L'apporto di NNM delle reti distributive è stato pari a €4,9mld nell'anno, di cui €2,1mld nell'ultimo trimestre, con TFA in crescita a €64mld (+4% a/a). È proseguito il rafforzamento della distribuzione che ha raggiunto i 1000 professionisti (+10% a/a, di cui 868 nell'Affluent)
  • Consumer: ROAC3 al 31%, primo contributore al margine di interesse di Gruppo; ricavi +4% a/a (a €1,071m), margine di interesse +5% a/a (a €948m), utile netto -12% a/a (a €297m) per il costo del rischio aumentato a 247bps (361 nell'ultimo trimestre). L'esercizio è stato caratterizzato da attività record fino a febbraio. Il lockdown ha fortemente ridimensionato le erogazioni che però a giugno sono risalite a circa il 60% dei valori ante-covid. Compass ha attuato una politica di accantonamento prudente pur in presenza di esiti molto favorevoli delle moratorie, che sono state per il 55% estinte o rimodulate con scadenze brevi e che, sulla base delle prime analisi effettuate sui clienti il cui piano di ammortamento è ricominciato, presentano oggi una percentuale di rientro a normalità dell'85%
  • CIB: ROAC3 13%, utile netto a €181m,. MB ha rafforzato nell'esercizio la posizione di leadership nei segmenti e mercati core, partecipando alla maggior parte delle più importanti transazioni di M&A. Il Covid ha determinato un rallentamento delle operazioni di investment banking, ma la pipeline è in corso di pronta normalizzazione con una buona ripresa delle attività di Advisory, ECM e DCM. L'attività creditizia ha visto un aumento dei volumi a partire da marzo legata all'utilizzo di linee RCF. La qualità elevata del portafoglio è confermata anche dall'importo contenuto (circa €40m su un libro di circa €18mld) di rettifiche aggiuntive dovute all'adeguamento dei modelli IFRS9 al nuovo scenario macro
  • PI: ROAC3 18%, utile netto a €295m. Al 30 giugno la partecipazione in Ass. Generali ha beneficiato di un trattamento prudenziale più favorevole, con un risparmio di CET1 per il Gruppo MB di circa 50bps (minori deduzioni per limite di concentrazione5)
  • HF: la tesoreria vede una posizione confortevole di funding e liquidità, mentre prosegue il controllo dei costi centrali di Gruppo e il deleveraging del leasing. La raccolta è in crescita (a €55mld) nella componente depositi e TLTRO, con costo del funding stabile a 80bps. La Counterbalance Capacity (CBC) è pari a €13mld con asset allocation del banking book conservativa.

*************

4 ROAC: calcolato come utile rettificato (nota 1)/capitale allocato medio; capitale allocato = 9% RWA (per la divisione PI: 9% RWA + capitale dedotto dal CET1).

5 L'aggiornamento della Circolare 285 ha adeguato la normativa nazionale sui limiti all'assunzione dei rischi verso soggetti collegati escludendo dal computo dei limiti le esposizioni verso imprese assicurative detenute nell'ambito di quanto previsto dall'art. 471 CRR (cd. "Danish Compromise"); alla luce di tale modifica e fino al giugno 2021 (data di entrata in vigore della CRR2) la partecipazione in Assicurazioni Generali viene dedotta dal patrimonio di vigilanza per rispettare il limite generale di concentrazione del 25% del capitale ammissibile (grandi esposizioni CRR) e non quello più stringente del 20% sui soggetti collegati.

Il Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, presieduto da Renato PAGLIARO, ha approvato i risultati di esercizio e consolidati al 30 Giugno scorso del Gruppo Mediobanca illustrati dall'Amministratore Delegato Alberto NAGEL.

Covid-19: dalla gestione dell'emergenza al continuo sostegno di dipendenti, clienti e comunità

Mediobanca ha prontamente attivato, sin dall'inizio della crisi, numerose iniziative per essere vicina a imprese e famiglie e tutelare la salute e la sicurezza delle persone del Gruppo e dei clienti:

  • Costituzione di un'unità di Crisi per l'emergenza sanitaria guidata dal Direttore Generale con l'obiettivo di assicurare l'operatività del Gruppo, salvaguardando salute e sicurezza di dipendenti e clienti; in quest'ottica è stato incentivato il lavoro da remoto (70% nel lockdown ora ridotto al 40% della forza lavoro), è stato rimodulato l'orario lavorativo nelle filiali retail ed attivata una specifica polizza sanitaria;
  • Adesione alle iniziative adottate da Governo ed associazioni di categoria a sostegno di famiglie e imprese; il Gruppo si è attrezzato per recepire le disposizioni dei decreti "Cura Italia" e "Decreto Liquidità", ha aderito alle misure ABI e a quelle Assofin (Associazione italiana del credito al consumo e immobiliare). A fine giugno il Gruppo aveva concesso moratoria per 2,6 miliardi, di cui circa metà nel Consumer, un quarto nel leasing e un quarto nei mutui ipotecari; le moratorie ex lege e le iniziative private, uniformemente alle linee guida EBA, non determinano la rilevazione di forbearance measures e di conseguenza un incremento significativo del rischio ex IFRS 96;
  • Attenzione del Gruppo alle comunità di riferimento e alle sue istituzioni, con donazioni per complessivi €2,6m; i destinatari sono stati la Regione Lombardia, il Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano, l'Ospedale Sacco, la onlus Hope, il Fondo Sempre con Voi a sostegno alle famiglie di medici e personale sanitario che hanno perso la vita nella lotta al Covid-19; il Fondo di Mutuo Soccorso della Città di Bergamo, la onlus Mission Bambini e il Princess Grace Hospital Centre di Monaco. Le donazioni riflettono anche la riduzione dell'emolumento per la carica nella misura del 20% per i consiglieri e del 100% per il Presidente Renato Pagliaro, l'Amministratore Delegato Alberto Nagel e il Direttore Generale Francesco Saverio Vinci, che si sono altresì impegnati a donare il 30% della remunerazione fissa del periodo maggiodicembre 2020 a iniziative legate all'emergenza. I Sindaci di Mediobanca hanno a loro volta scelto di sostenere le iniziative promosse rinunciando al 20% del proprio emolumento annuo.

Risultati consolidati

L'esercizio è stato caratterizzato dallo shock inedito causato dall'epidemia Covid-19 che ha causato lo stallo delle principali economie mondiali, entrate rapidamente in recessione. Il pronto intervento monetario delle principali banche centrali e le misure di politica fiscale straordinarie dei governi dei singoli paesi e dell'Unione Europea hanno fortemente contribuito alla ripresa degli indici finanziari a partire da aprile e a limitare gli impatti della crisi su famiglie ed imprese.

I mercati azionari hanno perso oltre il 30% nel mese di marzo rispetto all'inizio dell'anno per poi progressivamente riprendersi a fine giugno (Dow Jones: -10% dall'inizio dell'anno); lo spread BTP/Bund decennale è rientrato sotto la soglia dei 150bps, circa la metà dai massimi dell'anno; l'indice del credito Itraax Xover è rientrato a 350bps dopo aver superato i 600bps nel pieno della crisi. Le ultime stime per il 2020 indicano una contrazione del PIL mondiale mediamente del 6,5%, dell'Eurozona del 9,1% e dell'Italia dell'11,2% con tuttavia ipotesi di ripresa già a partire dal 2021 ed incertezza sul rientro ai livelli di fine 2019.

6 Cosi come previsto dal principio contabile IFRS9, lo Stage2 comprende le esposizioni che, sebbene non deteriorate, hanno subito un significativo deterioramento del rischio di credito rispetto alla data di iscrizione iniziale, mentre lo Stage3 comprende le esposizioni deteriorate (impaired) secondo la definizione regolamentare.

Il Gruppo entra in questo scenario di severa crisi con un modello di business solido e diversificato, che si è dimostrato efficace nella gestione dell'emergenza, ed in condizioni migliori rispetto alle crisi del 2008 e 2011: dotazione patrimoniale più robusta (CET1 ratio ai massimi storici), esposizione più contenuta al leverage lending, ai bond governativi e all'attività di trading; rating medio del portafoglio corporate più elevato ed un rischio famiglie (mutui e credito al consumo) che ha mostrato negli anni un costante miglioramento; esposizione azionaria molto ridotta.

Malgrado l'emergenza, il Gruppo chiude l'esercizio 2019/20 con risultati solidi (utile netto di €600m), in calo rispetto all'anno precedente (€823m), prevalentemente per la contabilizzazione di poste straordinarie (circa €285m) imputabili per l'80% al Covid-19, e per l'80% registrate nel nell'ultimo trimestre (inclusi 65 milioni da svalutazione RAM). Al netto di tali poste l'utile del Gruppo si attesta a €887m, con l'utile per azione in crescita del 3% a €1.0 (€0.97) ed il ROTE al 10%. Estremamente robusta la base di capitale (CET1 al 16,1%, phase-in), che risulta in aumento di 220bps nell'ultimo trimestre.

Nel dettaglio i dodici mesi vedono:

  • Attività commerciale in progressiva normalizzazione: l'esercizio è stato caratterizzato da attività record fino a febbraio in tutte le aree, seguita da un brusco rallentamento durante il lockdown. A partire da maggio si è assistito ad una costante normalizzazione con l'allentamento delle restrizioni alla mobilità e l'entrata in vigore delle misure di sostegno al reddito. La capacità di raccolta nel WM è rimasta sempre elevata, senza outflows per il segmento Affluent/Private anche nel periodo del lockdown. L'apporto nell'anno delle reti distributive è stato pari a €4,9mld di NNM, di cui €2,1mld nell'ultimo trimestre. Il lockdown ha invece fortemente ridimensionato a partire dalle ultime settimane di marzo le erogazioni di credito al consumo (-80% rispetto a febbraio) e mutui (-60%), ma a giugno gli erogati sono risaliti a circa il 60% dei valori ante-covid. Complessivamente nell'esercizio gli erogati calano del 13% per il Consumer (a €6,4mld) e salgono del 22% per i mutui residenziali (a €2,2mld). In corso di normalizzazione anche l'erogato del corporate che nel Q3 aveva visto un aumentato ricorso a linee RCF a marzo, progressivamente in rientro (€5,9mld erogato nell'esercizio vs €5,8mld nell'esercizio18/19).
  • Ricavi stabili (a €2.513m), con l'ultimo trimestre in aumento del 4% (a €606m) per la ripresa del trading e la solida performance di margine di interesse e commissioni.
  • Margine di interesse in crescita del 3,3% (da 1.395,6 a 1.442,2 milioni) per i maggiori contributi di Consumer (+5,5%, da 898,8 a 948 milioni) e Wealth Management (+4,2%, da 260,2 a 271 milioni) mentre il Corporate e Investment Banking conferma l'apporto dello scorso anno (271,4 milioni contro 272,7 milioni); l'ultimo trimestre segna un margine di interesse stabile a €361m, malgrado il calo degli erogati retail, grazie al controllo del costo della raccolta;
  • commissioni in aumento del 3% a €630m, trainate da WM (a €306m, +9% a/a) con CIB stabile e Consumer in calo del 4%; l'ultimo trimestre vede una buona tenuta delle commissioni del CIB, con una ripresa di quelle di advisory, ed una flessione di quelle del WM e Consumer, per i minori volumi medi;
  • i proventi di tesoreria flettono da 196,7 a 136,3 milioni per i minori contributi dell'attività con clientela CMS (86 milioni contro 122 milioni) e del portafoglio proprietario (trading e banking book) che sconta la forte correzione del mercato di fine marzo solo parzialmente rientrata al 30 giugno; l'impatto Covid-19 è quantificabile in circa 45 milioni, in buona misura connesso agli effetti del posticipo/cancellazione dei dividendi 2019 sulle valorizzazioni dei derivati azionari;

  • l'utile delle partecipazioni ad equity method scende da 321,2 a 304,3 milioni con un apporto del trimestre di 54,8 milioni che riflette in particolare il risultato di Assicurazioni Generali nel primo trimestre 20207.

  • Costi sotto controllo: l'incremento dei costi (+2,3%, da 1.161,9 a 1.188,9 milioni) riflette principalmente il consolidamento di Messier Maris et Associés (+18,8 milioni, di cui 14 milioni di costo lavoro), il rafforzamento della rete commerciale Wealth Management (+14 milioni) e le iniziative IT di Gruppo; alla voce concorrono spese straordinarie legate all'emergenza sanitaria per 3,8 milioni; il contributo delle iniziative solidali è stato pari a 2,6 milioni. Si segnala la riduzione dei costi operativi nell'ultimo trimestre (-1% t/t) per la riduzione della componente variabile delle remunerazioni, di progettualità, spese per viaggi, eventi e marketing.
  • Costo del rischio in aumento a 82bps (+30bps nell'esercizio), con l'ultimo trimestre a 141bps (triplicato rispetto ai livelli minimi registrati a fine 2019) per una politica di gestione del rischio conservativa, che vede il mantenimento della qualità dell'attivo su livelli di eccellenza ed un aumento delle coperture. Le rettifiche su crediti aumentano rispetto allo scorso anno di quasi il 70% (da 222,6 a 374,9 milioni); l'incremento è concentrato nell'ultimo trimestre per il deterioramento del rischio verso le famiglie e per il peggioramento dello scenario macroeconomico. L'effetto Covid è stimabile in circa 110 milioni, pari a circa il 30% dell'ammontare complessivo delle rettifiche dell'esercizio. Nel dettaglio, il Consumer sconta le difficoltà operative nel recupero e negli incassi, soprattutto nei mesi di aprile e maggio, nonché una prudente valorizzazione della quota di portafoglio oggetto di moratoria: la salita delle rettifiche (+36,5%, da 237,8 a 324,7 milioni, di cui 63,9 milioni ex Covid) si riflette nella dinamica del costo del rischio (da 185bps a 247bps con un picco di 361bps nell'ultimo trimestre). Il Corporate and Investment Banking registra rettifiche di valore per 20 milioni (rispetto alle riprese nette per 36,2 milioni dello scorso anno) per il ricalcolo del provisioning in base al nuovo scenario macroeconomico sul portafoglio wholesale (impatto quantificabile in 37 milioni). L'incremento del Wealth Management è più contenuto in termini assoluti con rettifiche che passano da 11,8 a 20,5 milioni, concentrate su Chebanca! (+41,6%, da 13,7 a 19,4 milioni, di cui 4,4 milioni ex Covid).
  • Altre poste negative per complessivi 153,8 milioni; includono l'incremento delle perdite attese sui titoli del banking book per il recente downgrade del rischio sovrano italiano (le rettifiche passano da 1,3 a 8,8 milioni, di cui 7,5 milioni nell'ultimo trimestre). A questi si aggiungono le valorizzazioni dei fondi che chiudono l'esercizio con rettifiche negative per 11,7 milioni, in ripresa rispetto ai primi 9 mesi (-20 milioni) in particolare sui due principali seed (RAM e Cairn). I contributi ai fondi di risoluzione crescono rispetto allo scorso anno (da 53,5 a 59,7 milioni) per la maggior quota ordinaria al Single Resolution Fund (da 26,8 a 37,2 milioni) che recepisce l'aumento dei depositi a livello di sistema e l'incremento del contributo straordinario al sistema di risoluzione nazionale (11,1 milioni contro 9,1 milioni). Tra gli altri oneri figurano costi non ricorrenti per 9,2 milioni legati alla sanzione antitrust Compass8 ed ai piani di ristrutturazione nel leasing. L'esercizio sconta gli effetti dell'impairment del goodwill RAM, prudenzialmente ridotto da 155 a 64,6 milioni a seguito di una valutazione della società che riflette il calo di reddittività registrato nei primi mesi del 2020 per i riscatti subiti sui principali fondi gestiti. L'impatto a conto economico di 65,1 milioni è lo sbilancio tra gli effetti dell'impairment sul goodwill (-96,9 milioni) e le riprese dalla minor valutazione della passività per l'acquisto dalle minoranze (+31,8 milioni).
  • Complessivamente gli oneri non ricorrenti dell'esercizio ammontano a €285m, per il 80% legati al Covid e per l'80% sostenuti nell'ultimo trimestre. Includono come poste principali, già in precedenza menzionate, €110m di maggiori rettifiche su crediti, €90m minori ricavi da trading

7 Gli utili al 31 marzo riportati dalla Compagnia, che scontavano 655 milioni di rettifiche su azioni e fondi AFS, sono stati incrementati delle riprese di valore registrate al 30 giugno (313 milioni) essendo la quota di svalutazione registrata in trimestrale oggetto di revisione in occasione della chiusura semestrale; la differenza di risultato (pro-quota di Mediobanca di circa 40 milioni) è stata recepita nelle riserve da valutazione.

8 L'Antitrust ha contestato a Compass pratiche commerciali scorrette nella distribuzione di prodotti assicurativi abbinati a finanziamenti, convinta del proprio comportamento tenuto nei confronti della clientela Compass ha impugnato il provvedimento presso il Tar del Lazio

e di apporto di Ass.Generali e €85m di maggiori impairment sulla partecipazione RAM e valorizzazioni negative su seed capital.

* * *

I dati patrimoniali vedono il totale attivo passare da 78,2 a 78,9 miliardi per effetto dei maggiori impieghi a clientela (+5,2%), con conseguente crescita della raccolta (+6,9%) e della dotazione di liquidità della tesoreria; nel dettaglio:

  • gli impieghi verso la clientela crescono nell'esercizio da 44,4 a 46,7 miliardi, ma sono in flessione rispetto ai 47,4 miliardi di marzo per il calo degli erogati. Cresce l'apporto del Wealth Management (+16,1%, da 11,4 a 13,2 miliardi) - a cui concorrono i mutui ipotecari CheBanca! (+14%) - e del Corporate and Investment banking (+4,4%, da 17,9 a 18,6 miliardi) - per i maggiori volumi nel large corporate; il Consumer torna a livelli di inizio esercizio (-1,4%, da 13,2 a 13 miliardi) dopo aver toccato il record storico di 13,8 miliardi a fine febbraio;
  • Esito positivo delle moratorie: il Gruppo ha concesso moratorie per €2,6 miliardi, per circa la metà legate al credito al consumo, ed il restante equamente ripartito tra leasing e mutui. Circa il 55% delle moratorie nel credito al consumo sono estinte con una percentuale di rientro a normalità dell'85% (% di clienti che tornano regolarmente a pagare), mentre il 90% delle rimanenti hanno una durata residua inferiore ai 3 mesi;
  • L'asset quality rimane eccellente con modesto incremento delle attività deteriorate e di quelle classificate a stage 2, ossia quelle che hanno iniziato ad evidenziare un certo deterioramento del merito creditizio. Le attività deteriorate lorde9 crescono del 10%, da 1.782,3 a 1.954,2 milioni, con un'incidenza che rimane contenuta al 4,1% (3,9%)10; l'incremento è riferibile per oltre il 90% al Consumer che, oltre all'effetto una tantum della riclassifica di posizioni da bonis a nonperforming dovuta alla nuova definizione di default avvenuta a settembre, sconta gli effetti del blocco operativo di marzo e aprile su rimborsi e recupero. Parallelamente, aumentano le deteriorate nette (da 806 a 874,2 milioni) il cui apporto sugli impieghi resta pressoché invariato all'1,8% in virtù dei maggiori accantonamenti (tasso di copertura in crescita dal 54,8% al 55,3%); da segnalare nell'esercizio il calo nel CIB (da 394,7 a 316,4 milioni) dopo il passaggio a bonis di due posizioni UTP rilevanti. Le sofferenze nette si riducono a 78,4 milioni (79,8 milioni) e rappresentano lo 0,17% del totale impieghi (0,18% al 30 giugno scorso) con un tasso di copertura dell'81,6% (79,7%). Alla voce dei crediti deteriorati non concorrono gli impieghi NPL acquisiti da MBCredit Solutions che nell'esercizio flettono da 368,6 a 358,6 milioni per un atteggiamento prudente nei nuovi acquisti (nominali 0,3 miliardi con un investimento di 35,5 milioni). Le posizioni a Stage2 salgono da 2.676 a 3.032 milioni e rimangono ancora su valori estremamente contenuti (6,5% del totale impieghi); in particolare il Consumer mostra una crescita del 26% (da 1.136,1 a 1.430,3 milioni) per una prudente valutazione delle pratiche oggetto di moratoria alzando così il tasso di copertura del totale degli impieghi in bonis dal 3% al 3,2%;
  • la raccolta aumenta da 51,4 a 54,9 miliardi prevalentemente per il maggior ricorso al T-LTRO (da 4,3 a 5,7 miliardi, inclusi 3 miliardi del terzo programma) e per i depositi Private (da 7,4 a 8,5 miliardi); la quota cartolare cresce lievemente da 18,5 a 18,8 miliardi dopo 4,6 miliardi di nuove emissioni, di cui 500 milioni nell'ultimo trimestre; il costo del funding mix rimane pressoché invariato a 80bps;
  • i titoli del banking book salgono dell'1,9% (da 6,7 a 6,8 miliardi) con una componente di titoli di stato di 4,7 miliardi, di cui 3,3 miliardi domestici (duration di circa 4 anni, di cui quasi la metà

9 A partire dalle segnalazioni al 30 settembre 2019 il Gruppo Mediobanca applica su base volontaria, e previa autorizzazione BCE relativamente ai segmenti AIRB, una nuova definizione di default pienamente allineata alle Linee Guida EBA in materia (EBA/GL/2016/07), al Regolamento Delegato (UE) 2018/171 della Commissione del 19 ottobre 2017 e al Regolamento (UE) 2018/1845 della BCE del 21 novembre 2018. La nuova normativa disciplina la classificazione a default delle operazioni creditizie secondo modalità più stringenti sulle operazioni che mostrano insoluto o scoperto continuativo, "quote scadute o sconfinanti" nonché sui meccanismi di uscita dallo stato di default.

10 Il Gross NPL ratio Finrep (calcolato senza gli NPL acquistati) rimane invariato al 3,4%; per maggiori dettagli si rimanda alla parte E della Nota Integrativa.

rubricati ad Hold to Collect and Sell); le attività nette di tesoreria passano da 5,3 a 6,1 miliardi con una componente di liquidità crescente (i depositi presso la BCE superano di poco i 3 miliardi);

  • Le attività finanziarie del Wealth Management (TFA) saldano a 63,6 miliardi in crescita di 2,2 miliardi rispetto allo scorso anno pur scontando 1 miliardo di effetto negativo di mercato (nell'ultimo trimestre è stata recuperata circa la metà della perdita di fine marzo). I depositi passano da 22,4 a 23,8 miliardi e le masse amministrate/gestite (AUM/AUA) chiudono a 39,8 miliardi di poco superiori allo scorso anno (39 miliardi). In netta crescita le masse Affluent (27,8 miliardi, +2,4 miliardi nell'esercizio) e Private (+2 miliardi di cui 1,3 miliardi generato da Mediobanca PB) che compensano l'andamento più incerto delle masse istituzionali (9,6 miliardi contro 11,8 miliardi) per effetto, oltre alle minori valorizzazioni, di outflow nei fondi sistematici e in alcuni mandati a bassa marginalità di Mediobanca Sgr;
  • Gli indici patrimoniali calcolati secondo gli ultimi aggiornamenti della CRR e della Circolare 285 Banca d'Italia11 – sono in significativa crescita
  • Il Common Equity Tier 1 ratio è pari al 16,13%, in crescita di 220bps nell'ultimo trimestre e di 200bps su tutto l'esercizio, beneficiando di assenza di distribuzione di dividendo (+50bps per lo storno del dividendo accantonato fino al 31 marzo 2020) in linea con le disposizioni BCE, dell'anticipo della ponderazione al 35% delle esposizioni verso la cessione del quinto (+22bps), delle minori deduzioni della partecipazione Assicurazioni Generali (+50bps, a seguito del diverso limite di concentrazione ai fini delle parti correlate) e della neutralità della svalutazione RAM. Alla luce del buon andamento dei ratios e del basso impatto degli effetti Covid, il Gruppo per il momento ha deciso di non avvalersi delle misure transitorie ("filtri prudenziali") aggiuntive introdotte i mesi scorsi dal Regulator per sterilizzare gli impatti derivanti dall'impairment ex IFRS9 e dalla variazione delle riserve da valutazione sui titoli di stato.
  • Il CET1 ratio fully loaded senza Danish Compromise, ossia con la deduzione integrale di Assicurazioni Generali (-145bps) e con l'applicazione integrale dell'effetto FTA IFRS9 (- 15bps), è pari a 14,5% (12,83% al 30 giugno scorso).
  • Il Total Capital ratio sale nell'esercizio dal 17,46% al 18,82% (17,55% fully loaded).

* * *

L'improvviso ed inatteso diffondersi della pandemia ha imposto la rapida adozione di misure di sostegno a favore di dipendenti, clienti e della comunità, che si sono sommate al già pianificato programma di iniziative e progetti coerenti con gli obiettivi posti nel piano industriale.

La salute e la sicurezza di dipendenti e collaboratori è stata tutelata garantendo ampio ricorso al telelavoro (che ha coinvolto il 70% del totale dipendenti), annullando trasferte e riunioni, riducendo gli orari delle filiali retail (solo in mattinata, su appuntamento) e garantendo una serie di servizi di supporto da remoto (psicologico, sanitario e educativo). Ai clienti sono state garantite protezione e continuità operativa grazie al modello multi-canale di successo con forte approccio digitale, alle filiali pressoché tutte aperte (opportunamente adattate per minimizzare rischio contagio), all'immediata attivazione dei processi per applicare i decreti del Governo e delle Associazioni a sostegno dell'economia (ABI ed associazioni di credito al consumo, factoring e leasing) con possibilità di estensione a categorie che non rientrano nei provvedimenti a supporto di casi specifici. Il Gruppo ha inoltre supportato le comunità di riferimento e alle sue istituzioni

11 L'aggiornamento della Circolare 285 ha adeguato la normativa nazionale sui limiti all'assunzione dei rischi verso soggetti collegati escludendo dal computo dei limiti le esposizioni verso imprese assicurative detenute nell'ambito di quanto previsto dall'art. 471 CRR (cd. "Danish Compromise"); alla luce di tale modifica e fino al giugno 2021 (data di entrata in vigore della CRR2) la partecipazione in Assicurazioni Generali viene dedotta dal patrimonio di vigilanza per rispettare il limite generale di concentrazione del 25% del capitale ammissibile (grandi esposizioni CRR) e non quello più stringente del 20% sui soggetti collegati.

tramite donazioni: 1,1 milioni di euro in favore di Regione Lombardia, al Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Milano e all'Ospedale Sacco, raccolto anche grazie al contributo dei propri dipendenti. A questa prima iniziativa ne sono seguite altre: CheBanca! ha devoluto l'equivalente dell'1x1.000 della nuova liquidità vincolata nel mese di aprile su Conto Deposito a favore dell'emergenza Coronavirus. I primi 300mila euro sono stati donati alla onlus Hope per l'acquisto di ventilatori polmonari, ecografi portatili e dispositivi di protezione. Nel mese di giugno, ulteriori 950mila euro sono stati devoluti a tre iniziative solidali selezionate dal Comitato endoconsiliare CSR di Gruppo: il Fondo Sempre con Voi a sostegno alle famiglie di medici e personale sanitario che hanno perso la vita nella lotta al Covid-19; il Fondo di Mutuo Soccorso della Città di Bergamo e la onlus Mission Bambini che offre attrezzature informatiche a soggetti bisognosi. Le donazioni riflettono anche la riduzione dell'emolumento per la carica nella misura del 20% per i consiglieri e del 100% per il Presidente Renato Pagliaro, l'Amministratore Delegato Alberto Nagel e il Direttore Generale Francesco Saverio Vinci, che si sono altresì impegnati a donare il 30% della remunerazione fissa del periodo maggio-dicembre 2020 a iniziative legate all'emergenza. I Sindaci di Mediobanca hanno a loro volta scelto di sostenere le iniziative promosse rinunciando al 20% del proprio emolumento annuo. Infine, CMB ha donato 100mila euro al Princess Grace Hospital Centre (CHPG), per l'acquisto di materiale biologico per l'esecuzione di test e tamponi, attrezzature mediche e dispositivi di protezione.

Al netto delle iniziative a carattere emergenziale nel corso dell'esercizio la governance della sostenibilità è stata rafforzata con la creazione di un nuovo comitato di sostenibilità endoconsiliare per migliorare il coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione sulle tematiche ESG, l'approvazione del LTI del top management con inclusi target non finanziari, il rinnovo della politica di sostenibilità del gruppo nonché l'approvazione della prima politica per gli investimenti e finanziamenti sostenibili.

Con riferimento ai target qualitativi e quantitativi si evidenzia uno stato di avanzamento coerente con l'orizzonte temporale del piano industriale:

  • investimenti responsabili: sono state avviate le procedure per la valutazione ESG dei nuovi investimenti/finanziamenti del Gruppo;
  • pari opportunità: sono state implementate le procedure (incluse le specifiche per le società di selezione) per garantire equa rappresentanza nei processi di selezione e promozione del personale;
  • consumo e produzione responsabili: è stato approvato il framework nell'ambito del quale verrà effettuata la prima emissione green del Gruppo;
  • supporto alla transizione energetica: emissione da parte di RAM del primo fondo Carbon Neutral;
  • riduzione impatto ambientale diretto: -6% delle emissioni di CO2, 93% dell'energia acquistata da fonti rinnovabili, aumento delle auto ibride aziendali al 13% del parco auto totale;
  • contributo alla crescita economica: €100m di investimenti in piccole e medie imprese italiane;
  • sostegno alla Comunità locale: €5.4m di investimenti nei progetti a impatto sociale e ambientale.

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Risultati divisionali

1. Wealth Management12: l'efficienza digitale, l'approccio consulenziale, l'offerta innovativa nei prodotti e sostenibile nel pricing, il valore del brand si confermano elementi fondamentali per l'efficacia del modello del WM in particolare nel nuovo contesto: €4,9 mld di NNM nell'esercizio (di cui €2,1mld nel trimestre) nell'Affluent e Private, ricavi +7% a €584m con margine (+4%) e commissioni (+9%) in crescita. ROAC13@19%.

Pur in un contesto di emergenza socio-economica e di estrema volatilità dei mercati finanziari, il Wealth Management ha proseguito nel percorso di sviluppo tracciato con il Piano Strategico rafforzando la struttura distributiva, intensificando il servizio alla clientela e migliorando la propria redditività.

L'attività bancaria è stata efficacemente supportata dai canali remoti (circa il 98% delle operazioni transazionali sono state eseguite digitalmente negli ultimi mesi), così come l'attività di consulenza nel risparmio gestito che ha visto l'intensificarsi delle interazioni via telefono e video della clientela con gli esperti del Gruppo di prodotti e mercati finanziari che hanno dato un supporto nelle scelte di investimento ancor più importante nel contesto di elevata volatilità dei mercati finanziari innescata dalla pandemia.

La distribuzione è stata potenziata del 10% e conta su oltre 1000 professionisti, di cui 868 in CheBanca! (454 gestori Affluent e Premier e 414 consulenti finanziari, che svolgono la propria attività su 192 fra filiali e punti vendita).

L'offerta dei prodotti è stata ulteriormente arricchita, facendo leva sulle competenze delle fabbriche prodotto del Gruppo, in particolare si segnalano:

  • il collocamento dedicato dei Fondi Mediobanca Defensive Allocation e Mediobanca Diversified Credit Portfolio gestiti da Mediobanca SGR (con una raccolta complessiva di 70 milioni tra aprile e inizio luglio);
  • l'inserimento in Mediobanca Private Banking di nuove linee di Gestione Patrimoniale in delega a Mediobanca SGR dedicate a temi specifici (nuova linee Health Care, Tech e Top Global Companies) a cui si aggiungono l'avvio di quelle per la clientela Affluent distribuite da CheBanca!;
  • il lancio dei nuovi fondi specializzati in strategie illiquide (terzo vintage di Mediobanca Private Markets; seconda edizione del fondo dedicato a immobili di prestigio);
  • l'ottimo riscontro di Cairn Strata UCITS da parte della clientela del Gruppo e nuovi ingressi in Cairn European Loan (rivolto al mercato istituzionale);
  • l'avvio del primo fondo ecosostenibile di Gruppo, RAM Stable Climate Equity che, unitamente a RAM Diversified Alpha, puntano a cogliere le opportunità di mercato in un contesto volatile come l'attuale.

L'intenso sforzo commerciale si è riflesso nella raccolta netta, che da inizio anno è stata pari a 4,9 miliardi per le reti distributive Affluent e Premier. Circa 2,6 miliardi riguardano CheBanca! (di cui 2,3 miliardi di masse gestite ed amministrate, equamente suddivise tra consulenti finanziari e rete proprietaria) di cui 0,9 miliardi sono stati raccolti nell'ultimo trimestre con un buon mix (75% costituito da masse gestite/amministrate). Il Private concorre per 2,3 miliardi (di cui 1,3 miliardi di

12 Include il segmento Affluent&Premier (CheBanca!), il Private Banking (MBPB, CMB), l'Asset Management (MB SGR e MB Management Company, Cairn Capital, RAM AI), nonché le attività di Spafid

13 ROAC rettificato per le compomenti derivanti dall'emergenza sanitaria, svalutazioni/impairment di partecipazioni e titoli, e altre poste positive/negative non ricorrenti

masse qualificate) con un interessante apporto nell'ultimo triemestre (1,2 miliardi) anche se concentrato in depositi. Le fabbriche prodotto consuntivano outflow di clienti istituzionali (-1,6 miliardi, di cui 0,7 miliardi nell'ultimo trimestre): nel dettaglio la buona performance di Cairn (+0,8 miliardi) è più che assorbita da RAM (-1,4 miliardi) che soffre il trend dei fondi sistematici e Mediobanca Asset Management (-1 miliardo per la chiusura di mandati a bassa reditività).

Le attività gestite per conto della clientela (Total Financial Assets - TFA) ammontano a 63,6 miliardi equamente divisi tra Affluent (27,8 miliardi) e Private (26,2 miliardi); dopo il flesso di marzo (60,2 miliardi per effetto di 4 miliardi di minori valorizzazioni) le TFA tornano ai livelli di fine dicembre (63,7 miliardi) e sono in crescita del 4% rispetto a giugno 19. Le masse qualificate AUM/AUA (rappresentate dal risparmio gestito ed amministrato, a maggior reddittività) saldano a 39,8 miliardi in ripresa rispetto a marzo (37,8 miliardi) ma inferiori di circa 2 miliardi rispetto a dicembre (41,8 miliardi) principalmente per l'effetto mercato. I prodotti di Asset Management di società del Gruppo collocati all'interno del Gruppo saldano in 9,6 miliardi.

La divisione consuntiva un netto progresso di utile netto (in aumento del 12,9% a 80,4 milioni) e ROAC (dal 16% al 19%) con un cost/Income in riduzione (che passa dal 79,3% al 77,2%) per effetto della crescita dei ricavi. Nel dettaglio:

  • il margine di interesse cresce del 4,2% (da 260,2 a 271 milioni) con contributi positivi di Affluent (+1,7%, da 210,6 a 214,1 milioni) e Private (+14,8%) in particolare cresce l'apporto della CMB (da 40,5 a 45 milioni);
  • le commissioni salgono del 9% (da 280,9 a 306,1 milioni) con un importante progresso delle management fees (+8.4%, da 306,3 a 332,1 milioni), prima delle retrocessioni ai consulenti finanziari (da 28,3 a 39,2 milioni); il contributo delle performance fees resta contenuto anche se non irrilevante (13,2 milioni contro 2,9 milioni). La quota Affluent aumenta del 18,9% (da 85,7 a 101,9 milioni), quella Private del 19,6% (da 103,8 a 124,1 milioni) mentre l'Asset Management flette del 6,7% (da 77,3 a 72,1 milioni);
  • i costi di struttura aumentano del 3,9% (da 434 a 450,8 milioni) per il rafforzamento della rete distributiva (Affluent e CMB) che si riflette nel maggior costo del lavoro (da 221,8 a 236,5 milioni) e solo marginalmente nelle spese amministrative che restano pressoché invariate a 214,3 milioni, beneficiando del posticipo di alcune progettualità importanti;
  • le rettifiche su crediti (20,5 milioni contro 11,8 milioni) sono in larga parte riconducibili all'attività dei mutui ipotecari e in aumento per il predetto effetto Covid; rispetto allo scorso anno vengono meno alcune riprese di valore nel Private.

Gli altri utili includono talune partite non ricorrenti riferibili a Spafid ed alle fabbriche prodotto.

Gli impieghi alla clientela del Wealth Management si attestano a 13,2 miliardi (11,4 miliardi) con una componente di mutui ipotecari in crescita da 9 a 10,2 miliardi dopo un erogato di 2,2 miliardi che resta superiore allo scorso anno (1,8 miliardi) nonostante il rallentamento dell'ultimo trimestre (0,4 miliardi rispetto a 0,5 miliardi del trimestre precedente); la quota Private si attesta a 2,9 miliardi (2,4 miliardi) per il buon contributo della CMB (che sale da 1,2 a 1,8 miliardi).

Le attività deteriorate lorde calano dall'1,7% all'1,6% degli impieghi (+6,7% a 211,9 milioni contro 198,6 milioni) e riguardano prevalentemente i mutui ipotecari di CheBanca! (194,9 milioni con un'incidenza dell'1,9% sul totale impieghi); su base netta le attività deteriorate dei mutui ipotecari rappresentano meno dell'1% degli impieghi (+4% da 110,6 milioni a 114,7 milioni, di cui 46,4 milioni di sofferenze) con un tasso di copertura che dal 44,3% sale al 45,9% (60,5% sulle sofferenze).

Le concessioni di moratoria hanno riguardato pressoché esclusivamente i clienti CheBanca! nell'ambito sia della normativa (art. 54 del Decreto Cura Italia) che di iniziative di categoria. Al 30 giugno le moratorie concesse (pari ad oltre l'80% delle 6.258 richieste ricevute) ammontano ad un'esposizione lorda di 601 milioni (circa il 6% dello stock di impieghi), di queste 35,7 milioni sono state prudenzialmente riclassificate a Stage2 e 4,6 milioni sono passate a Stage3; circa metà delle concessioni in essere scadranno entro fine anno ed il resto nei primi 6 mesi del 2021. Le richieste nel comparto Private sono minime (3 clienti per un controvalore di 1,2 milioni).

2. Credito al Consumo: l'approccio gestionale orientato al valore e la profittabilità del business hanno permesso, malgrado lo scenario, di mantenere elevati i ricavi, solida la qualità dell'attivo, confermando la redditività ai vertici della categoria (ROAC14 del 31%). La buona produzione dei primi 8 mesi dell'anno ha assobito parte del brusco calo dovuto al lock down sostenendo il margine di interesse (stabile a 237 milioni nel trimestre e in crescita del 5% a livello annuale a 948 milioni) e l'aumento del costo del rischio (a 247bps).

Il mercato del credito al consumo registra una brusca frenata per effetto del lockdown, in parte recuperato nelle ultime settimane del trimestre. Il calo dell'erogato è stato accompagnato anche da difficoltà nelle operazioni di recupero crediti e dal temporaneo peggioramento degli indici di rischiosità.

Compass registra nell'esercizio un calo dell'erogato del 13%, esclusivamente a causa del lockdown, passando da 7,4 a 6,4 miliardi, di cui solo un 0,8 miliardi generati nell'ultimo trimestre che sconta il livello minimo di 123 milioni (-80% a/a) ad aprile.

Con l'allentameno delle misure di restrizione della mobilità e l'entrata in vigore dei provvedimenti a sostegno del reddito, i mesi di maggio e giugno vedono un graduale recupero dei volumi erogati e nelle ultime settimane di giugno la nuova produzione si attesta a circa il 60% dei livelli ante covid. Anche gli indici di rischiosità vedono una progressiva normalizzazione.

Su base annua, i prestiti personali hanno subito un calo del 20% (3.034,7 milioni contro 3.794,8 milioni, con una flessione più marcata da parte delle reti distributive terze), la cessione del quinto dello stipendio segna un calo del 15,5% (437,8 milioni contro 518,2 milioni) mentre il finalizzato è rimasto pressochè invariato (1.955,3 milioni contro 1.983,4 milioni). A fine giugno gli impieghi netti ammontano a 13 miliardi, in lieve flessione rispetto allo scorso anno (13,2 miliardi); di questi il 54% è rappresentato da prestiti personali mentre lo stock della cessione del quinto è pari a circa 2 miliardi.

In un contesto così difficile, Compass non ha interrotto le principali iniziative strategiche volte principalmente al potenziamento dei canali distributivi "diretti", che si sono dimostrati ancora più importanti nei periodi di crisi, attraverso:

  • il lancio di "Compass Quinto", nuovo network di agenzie specializzate nella cessione del quinto a marchio proprietario, che a fine giugno conta 48 agenzie attive;
  • il rafforzamento della copertura del territorio nazionale, con l'apertura di 14 nuove agenzie a marchio Compass (che si aggiungono alle 27 già esistenti ed alle 172 filiali di proprietà), totalizza un totale di 215 punti vendita;
  • il consolidamento della quota di mercato nel prestito finalizzato, principale canale di acquisizione di nuova clientela, attraverso lo sviluppo delle partnership con la grande distribuzione organizzata (in particolare telefonia ed elettronica) e lo sviluppo di accordi gestiti localmente dalla rete territoriale;

14 ROAC rettificato per le compomenti derivanti dall'emergenza sanitaria, svalutazioni/impairment di partecipazioni e titoli, e altre poste positive/negative non ricorrenti

lo sviluppo del canale Web che, soprattutto nella fase di lockdown, ha segnato un incremento del 20% rispetto allo scorso anno (319 milioni contro 265 milioni) pari a quasi il 18% dei prestiti personali del canale diretto.

Una particolare attenzione è stata dedicata al mantenimento della qualità del credito su livelli di eccellenza nel settore, attraverso una prudente politica di gestione del rischio, ampiamente consentita dagli elevati risultati operativi:

  • la concessione di moratorie ha riguardato un totale complessivo di 1,3 miliardi (1 miliardo ex Assofin e per la parte restante su iniziative volontarie della Banca), concesse con una durata mediamente di 2-3 mesi. Al 30 giugno ne restano in essere circa la metà che per gran parte scadranno entro la fine del prossimo trimestre. Compass ha attuato una politica di accantonamento prudente pur in presenza di esiti favorevoli delle moratorie, che sono state per il 55% estinte e che, sulla base delle prime analisi effettuate sui clienti il cui piano di ammortamento è ricominciato, presentano oggi una percentuale di rientro a normalità dell'85%;
  • la copertura dei crediti in bonis sale al 3,2% (dal 2,7% di settembre scorso post introduzione della nuova definizione di default) riflettendo l'attenta e prudente classificazione a Stage2, il cui saldo lordo cresce nell'anno da 1.393 a 1.691,7 milioni (circa il 12% del totale impieghi), prevalentemente per l'effetto delle moratorie;
  • le sofferenze nette sono stabili a 14,6 milioni (13,7 milioni), rappresentano lo 0,1% degli impieghi e mostrano un tasso di copertura del 94,6% (94,3%); le cessioni del trimestre sono pari a 30 milioni, portando il totale dei 12 mesi a 181,4 milioni;
  • le attività deteriorate lorde crescono a 1.015,7 milioni (da 930,5 a settembre e 737,7 a giugno 19), con un'incidenza sul totale impieghi in crescita al 7,2% (6,5% a settembre e 5,2% a giugno 19). Parallelamente le nette crescono a 324,2 milioni (189 milioni) con un'incidenza del 2,5% (1,4%) ed un tasso di copertura che si mantiene elevato al 68,1% negli ultimi tre trimestri.

Malgrado il contesto, la divisione chiude con ricavi in crescita (+4,3% a 1.070,6 milioni) ed utile netto elevato (a 296,6 milioni, rispetto a 336,4 milioni lo scorso anno) e ROAC al 31%. Il calo del risultato netto (-11,8%) sconta un incremento del costo del rischio (da 185 a 247bps, di cui 361bps nell'ultimo trimestre) per la prudente gestione del rischio finalizzata al mantenimento dell'asset quality, già riferita in precedenza. Nel dettaglio l'esercizio mostra:

  • margine di interesse in crescita del 5,5% (da 898,8 a 948 milioni) sostenuto dai volumi medi (+5,5%) risultato dell'ottima produzione dei primi 8 mesi dell'esercizio che ha consentito di assorbire il brusco calo di erogato a partire da metà marzo; l'ultimo trimestre vede una stabilità del margine di interesse con il calo della produzione compensato dal minor costo della raccolta;
  • commissioni ed altri proventi in calo del 4,3%, da 128,1 a 122,6 milioni, per i minori volumi erogati che condizionano sia la componente assicurativa (60,7 milioni contro 73,2 milioni15) sia, con effetto positivo, le retrocessioni commerciali ai partner;
  • costi di struttura in aumento del 3,3%, da 293,5 a 303,2 milioni, per la componente IT e di recupero crediti (attività fondamentale nell'attuale contesto) solo in parte compensata dalle minori iniziative di marketing (sospensione della campagna pubblicitaria); le spese Covid sono pari a 2,7 milioni e riguardano principalmente contributi agli agenti;
  • rettifiche su crediti in incremento del 36,5%, da 237,8 a 324,7 milioni con un impatto Covid pari a 63,9 milioni (circa ¾ dell'incremento annuo complessivo).

15 Dal primo maggio, a seguito del procedimento di inottemperanza dell'AGCM, è stata sospesa la vendita di assicurazioni non connesse vendute contestualmente ai prestiti personali.

3. Corporate & Investment Banking: approccio specialistico, diversificazione delle attività client driven, focus su clientela large-mid di rating elevato, bassa esposizione ai settori più esposti agli effetti Covid-19, sono alla base della sostenibilità del modello di business nel contesto economico corrente. ROAC16@13%.

Il blocco operativo riveniente dall'emergenza sanitaria ha interessato progressivamente tutti i mercati di riferimento della divisione. L'attività di M&A ha risento nell'ultimo trimestre delle misure di contenimenti post Covid-19 con un valore delle transazioni nei tre mercati core dimezzato rispetto al precedente trimestre e in recupero nelle ultime settimane di giugno. In controtendenza, seppur su livelli storicamente molto contenuti, il mercato ECM, che, è ripartito nel secondo trimestre con operazioni di aumento di capitale e emissioni convertibili, e quello DCM, che evidenzia una maggior resilienza e si conferma in crescita anche nell'ultimo trimestre. In ripresa anche l'attività di Lending, con nuove operazioni focalizzate su controparti Investment Grade e operazioni di natura straordinaria.

In questo contesto, l'approccio specialistico orientato al cliente, l'elevata diversificazione delle fonti di ricavo e la prudente valutazione del rischio, che rappresentano i tratti distintivi del modello di business, hanno consentito di confermare:

  • la leadership nell'Investment Banking: nonostante il contesto sfavorevole, Mediobanca ha rafforzato la propria leadership nei mercati di riferimento partecipando alla maggior parte delle principali operazioni e ampliato il coverage nel segmento Mid-corporate, in linea con il Piano Industriale. Per i prossimi mesi è attesa un buon andamento dell'attività con il riavvio delle transazioni rinviate a causa dell'emergenza sanitaria e con maggiori opportunità rivenienti da potenziali consolidamenti di settore o ristrutturazioni;
  • la resilienza dei ricavi, grazie alla tenuta del margine e delle commissioni, nonostante il forte calo del trading nel terzo trimestre, solo parzialmente compensato da una ripresa dei mercati nell'ultimo trimestre;
  • l'eccellente qualità dell'attivo, con attività deteriorate in calo nei 12 mesi e un limitato impatto del mutato contesto macro anche a livello di costo del rischio. Confermata l'elevata qualità del portafoglio corporate con 70% degli impieghi con rating in area investment grade (da AAA a BBB-) o cross over (BB+), limitata esposizione alle PMI e ai settori maggiormente impattati dall'emergenza sanitaria, basso importo medio delle operazioni, elevata diversificazione geografica, contenuta esposizione ad operazione LBOs.

I risultati dei 12 mesi sono fortemente condizionati dalla volatilità dei mercati che si riflette in un brusco calo dell'attività di negoziazione, mentre tengono i ricavi core (margine di interesse e commissioni) e dal prudente approccio sul provisioning degli impieghi solo in parte compensati dal consolidamento di Messier Maris et Associés (che concorre ai ricavi per 33,8 milioni). L'utile netto flette pertanto da 265,8 a 180,5 milioni, di cui l'80% generati nel primo semestre (144,1 milioni in linea con l'esercizio precedente); il ROAC si attesta al 13% ed il Cost/Income al 48%. Nel dettaglio:

Il margine di interesse si mantiene a 271,4 milioni nonostante il calo della reddittività dei finanziamenti large corporate per il maggior contributo dei titoli (portafoglio trading e investimenti alternativi CMS);

16 ROAC rettificato per le compomenti derivanti dall'emergenza sanitaria, svalutazioni/impairment di partecipazioni e titoli, e altre poste positive/negative non ricorrenti

  • le commissioni restano sostanzialmente stabili (225,8 milioni contro 227,6 milioni), l'entrata a regime di MMA (33,8 milioni nei 12 mesi rispetto a 5,3 milioni dei 3 mesi dell'esercizio scorso) compensa il generalizzato calo degli altri comparti in particolare Lending da 43,3 a 37,8 milioni per la minor attività di Acquisition Finance e Specialty Finance da 49 a 34,6 milioni, per il minor contributo dell'attività NPL; l'apporto dell'ultimo trimestre è stabile a 52 milioni, di cui circa la metà per la ripresa dell'attività di advisory e M&A che consuntiva una crescita annua del 28% (da 87,5 milioni a 112,4 milioni);
  • i proventi da negoziazione che passano da 126,8 a 77,9 milioni per il minor contributo dell'attività con clientela CMS (85,6 milioni contro 127,3 milioni) che sconta gli effetti del posticipo del pagamento dei dividendi 2019 sulla valorizzazione dei derivati che fronteggiano i certificates emessi; il portafoglio proprietario chiude con una perdita netta di 7,7 milioni, pur in ripresa di 9,5 milioni nell'ultimo trimestre rispetto ai minimi di fine marzo;
  • i costi di struttura si incrementano del 2,6% da 269,3 a 276,2 milioni, equamente distribuiti tra personale e altri costi di struttura. Il saldo di fine esercizio include il consolidamento di Messier Maris et Associés (24,2 milioni) al netto del quale i costi scenderebbero del 6,4%. In particolare, la crescita del costo del lavoro (+1,1%, da 139,4 a 141 milioni) include 17,8 milioni da MMA che bilanciano l'importante riduzione degli accantonamenti per la componente variabile; le spese amministrative (+4,1%, da 129,9 a 135,2 milioni) includono 6,4 milioni da MMA e maggiori spese di recupero per l'attività NPL;
  • le attività finanziarie (finanziamenti e titoli del banking book) mostrano rettifiche nette per 23,5 milioni rispetto alle riprese nette per 37,1 milioni dello scorso anno. Le rettifiche dello Specialty Finance flettono da 26,5 a 24,5 milioni per tenere conto dei minori extraincassi su NPL. Il portafoglio Wholesale nel corso degli ultimi due trimestri ha azzerato le riprese legate alle riclassifiche a bonis delle due posizioni UTP (circa 60 milioni) principalmente per l'adeguamento dei modelli IFRS9 al peggiorato scenario macroeconomico (37 milioni di rettifiche aggiuntive). Il costo del rischio della divisione nell'esercizio risulta pertanto pari a 11bps che si contronta con un dato pari a -21bps nello scorso esercizio.

Gli impieghi a clientela aumentano nell'esercizio del 4,4% da 17,9 a 18,6 miliardi con un apporto positivo del Large Corporate (+6,2%, da 15,6 miliardi a 16,5 miliardi; stabile nel trimestre appena concluso) che compensa il calo dello Specialty (-7,9 % da 2,3 a 2,1 miliardi concentrato nell'ultimo trimestre dell'esercizio) a causa della riduzione dell'attività commerciale delle aziende finanziate, in particolare nel factoring ordinario (-5,7% da 1,5 a 1,4 miliardi). Il comparto Lending e Finanza Strutturata mostra nei 12 mesi nuove erogazioni per 5,9 miliardi (in maggioranza con controparti investment grade) a fronte di rimborsi per 5 miliardi (di cui 1,9 anticipati) con clienti per lo più crossover; negli ultimi 4 mesi si è intensificato il ricorso al tiraggio delle linee revolving (in particolare per operazioni di finanziamento del circolante) per un ammontare nel semestre di 1,3 miliardi, pari al 40% dell'erogato di periodo. Il factoring mostra un turnover in crescita da 6,6 a 7,4 miliardi (+12,8%) grazie al contributo positivo del factoring ordinario che compensa la flessione del rateale (-21,8%, da 317,7 a 248,3 milioni). Gli acquisti di NPL molto contenuti (nominali 0,3 miliardi con un investimento di 35,5 milioni) si riflettono nel calo dello stock di NPL (358,6 milioni contro 368,6 milioni) corrispondenti a 5,4 miliardi di nominale (di cui 9% relativo a cessioni infragruppo, prevalentemente dal Consumer).

La qualità dell'attivo rimane elevata: le attività deteriorate lorde (senza la quota NPL acquisita) flettono del 19,4% da 671,7 a 541,5 milioni dopo il rientro in bonis di due posizioni UTP rilevanti (esposizione lorda di 108,6 milioni) a fronte dell'ingresso di 3 posizioni di ammontare decisamente più contenuto (complessivamente 39,4 milioni); l'incidenza sul totale degli impieghi CIB resta ferma al 2,9% (3,8%). Su base netta passano da 394,7 a 316,4 milioni con un'incidenza in diminuzione dal 2,3% all'1,7% e un tasso di copertura al 41,6% (41,2%). L'impatto Covid resta contenuto, concentrato su alcuni settori specifici e verso controparti che non presentano problemi di liquidità. Al 30 giugno si registrano circa una trentina di richieste di waiver di cui solo 5 per posticipo di pagamenti (per un ammontare complessivo tra quota capitale ed interessi di 12 milioni) mentre tutte le altre sui financial covenant alla luce del minore fatturato atteso per il 2020 come conseguenza del lockdown. Data la natura temporanea delle criticità e verificato l'assenza di problemi strutturali sulla liquidità delle controparti, si è escluso per gran parte dei waiver concessi la qualifica di forbearance measures riducendo a quattro posizioni la riclassifica a stage2 il cui saldo CIB di fine giugno è pari a 739,4 milioni (4% del totale degli impieghi) in crescita del 33,6% nel trimestre ma in calo del 5,1% rispetto allo scorso anno.

4. Principal Investing: positiva contribuzione agli utili di Gruppo (-6,1% a €295m nonostante gli effetti del difficile contesto di mercato) a conferma dell'ottima redditività: ROAC17@18%

L'esercizio mostra un utile in calo da 314,2 a 295 milioni dopo valorizzazioni da equity method per 304,2 milioni (321,2 milioni lo scorso anno) e dividendi ed altri proventi incassati su azioni e fondi per 15,6 milioni (18,3 milioni). Il calo dell'utile di periodo è principalmente ascrivibile all'ultimo trimestre dell'esercizio, tenuto conto che i primi nove mesi mostrano un utile in aumento da 218,8 a 225,3 milioni, per la minore contribuzione di Assicurazioni Generali (-17% rispetto allo scorso anno a 54,7 milioni). Il pro-quota dell'utile e delle riserve da valutazione dell'ultimo trimestre differiscono dai dati riportati dalla Compagnia al 31 marzo scorso per la quota di riprese di valore registrate nel secondo trimestre sulle azioni e fondi AFS oggetto di recycling (perdita ridotta da 84 milioni a 44 milioni).

La forte correzione dei corsi delle diverse asset class si riflette nella valorizzazione dei fondi ed in particolare del seed capital investito in prodotti azionari (RAM) e di credito (CAIRN), complessivamente il passivo salda a 12,3 milioni (-6,5 milioni lo scorso anno) dopo le riprese nell'ultimo trimestre (+18,7 milioni, pari a circa la metà della perdita netta del trimestre precedente di 40 milioni).

Il book value della partecipazione Assicurazioni Generali passa da 3.219,3 a 3.163,4 milioni dopo utili per 303,7 milioni, variazioni negative delle riserve da valutazione per 221,7 milioni e la riduzione a seguito dell'incasso della prima tranche del dividendo 2019 (101,4 milioni)18.

Quanto ai titoli del banking book, le posizioni in fondi passano da 520,4 a 534,8 milioni per effetto delle predette valorizzazioni e di investimenti netti per 25,1 milioni; quelle in titoli azionari passano da 136,3 a 139,1 milioni per l'allineamento ai corsi di Borsa di fine giugno imputate direttamente nelle riserve da valutazione del patrimonio netto.

5. Holding functions: posizione confortevole per raccolta, liquidità, controllo dei costi operativi centrali e proseguimento del deleveraging nel leasing

La perdita netta si incrementa da 167,5 a 183,7 milioni per la prudente gestione del banking book, l'ampia dotazione di liquidità e le componenti non ricorrenti: l'apporto dei titoli del banking book scende di circa 13 milioni (tra minori interessi attivi, utili da realizzi ed incremento delle rettifiche), i versamenti ai fondi di risoluzione salgono dell'11,5% (da 53,5 a 59,7 milioni), il leasing riporta oneri una tantum per 4,5 milioni, legati al piano di ristrutturazione. I costi di struttura flettono da 177,6 a 172,8 milioni per il minor apporto delle spese di funzionamento del leasing (-4 milioni) ed un concorso dei costi centrali in lieve calo e di poco superiore al 9% del totale delle spese di Gruppo. Nel dettaglio:

17 ROAC rettificato per le compomenti derivanti dall'emergenza sanitaria, svalutazioni/impairment di partecipazioni e titoli, e altre poste positive/negative non ricorrenti

18 Il Consiglio di Amministrazione di Generali ha confermato all'Assemblea un dividendo di €0,96 per azione suddiviso in due tranche una pari a €0,50 per azione, che è stata pagata a maggio, e una pari a €0,46 per azione, pagabile entro fine anno, soggetta a verifica consiliare sulla sussistenza di requisiti patrimoniali e regolamentari.

  • Tesoreria: la gestione è stata improntata al mantenimento di una situazione di funding e liquidità abbondante in uno scenario di ampia volatilità dei mercati (indici LCR e NSFR rispettivamente a 165% e 109%, Counterbalance capacity salita ad oltre 13 miliardi). Il Gruppo ha beneficiato del completamento del funding plan prima dell'inizio della pandemia, delle nuove misure di politica monetaria su TLTRO/LTRO e collateral e della crescita della raccolta Wealth Management. Il costo della raccolta è rimasto stabile a 80 bps. Il buffer di passività MREL è rimasto ampio ed ha beneficiato della prima emissione di Non Preferred Senior a gennaio (500 milioni). Il risultato economico vede un passivo in crescita da 54,7 a 63,1 milioni per i minori ricavi da margine di interesse (-92,1 milioni contro -87,4 milioni) e utili da negoziazione (37,5 milioni contro 45,1 milioni); nel dettaglio l'incremento del passivo sul margine di interesse è ascrivibile ad una minor reddittività degli attivi legato alla discesa dei tassi di interessi e all'ampia dotazione di liquidità; gli utili da negoziazione scontano, a parità di realizzi sul banking book (51 milioni contro 55 milioni) i fair value negativi delle strategie di copertura (messe a punto per una gestione più attiva del comparto) oltre a gli effetti del provisioning sui titoli HTC e HTC&S (-6 milioni);
  • il Leasing sconta una contrazione dell'utile netto (1 milione contro 3,2 milioni) per gli oneri straordinari legati al piano di ristrutturazione del personale (4,5 milioni) unitamente a maggiori accantonamenti su crediti (da 8,6 a 9,7 milioni di cui 2,3 milioni da Covid); la contrazione dei ricavi (-7,3%, da 42,3 a 39,2 milioni) è per gran parte assorbita dal calo dei costi di struttura (23 milioni contro 27 milioni). Gli impieghi scendono da 1.951,6 a 1.819,9 milioni, con un erogato a 290,4 milioni (433 milioni lo scorso esercizio). Le deteriorate lorde aumentano da 174,3 a 185 milioni, con un'incidenza del 9,8% (8,6%); parallelamente su base netta crescono da 111,8 a 118,9 milioni (+6,4%), con tasso di copertura al 35,8% (35,9%). Le sofferenze nette saldano a 17,5 milioni (24,1 milioni) e rappresentano l'1% (1,2%) del totale impieghi, con un tasso di copertura del 53,4% (46,8%). Una buona parte del portafoglio è stata interessata dalla moratoria ex art. 56 del decreto Cura Italia (differimento del pagamento delle rate di 6 mesi) con richieste accordate pari a 661,2 milioni (oltre il 90% delle 7.029 richieste ricevute) pari a poco più del 35% degli impieghi; di questi quasi il 90% è relativo a clienti che non presentano un peggioramento del rischio creditizio. La quota di Stage2 passa nell'esercizio da 120,1 a 122,1 milioni, di cui 2,6 milioni entrati negli ultimi 4 mesi; il tasso di copertura del bonis (Stage 1 e 2) sale allo 0,7%.

Risultati di Mediobanca SpA

L'esercizio chiude con un utile di 39,4 milioni in forte calo rispetto allo scorso anno (386,2 milioni) principalmente per i minori dividendi su partecipazioni19 (104,2 milioni contro 332,4 milioni) e per le maggiori svalutazioni su crediti, altre attività finanziarie e partecipazioni.

I ricavi flettono del 33%, da 840,2 a 562,9 milioni e mostrano il seguente andamento:

  • margine di interesse in incremento dell'8,8%, da 91,8 a 99,9 milioni per il minor costo della raccolta e l'aumento dei volumi di impieghi;
  • commissioni ed altri proventi sostanzialmente stabili a 231,7 milioni, dopo l'apprezzabile contributo del private banking (69,7 milioni contro 54,1 milioni) che assorbe il calo dell'investment banking;

19 Rispetto allo scorso anno Compass Banca non ha distribuito il dividendo 2019 e Assicurazioni Generali ne ha posticipato circa la metà.

proventi di tesoreria in calo del 31,3% (da184,9 a 127,1 milioni) scontando la correzione del mercato di fine marzo solo in parte ripresa a fine giugno.

I costi di struttura scendono del 4%, (da 419,6 a 402,7 milioni), in particolare quelli del personale (- 7,8%, da 240,8 a 221,9 milioni) riflettono il taglio della componente variabile.

Il risultato lordo sconta il calo delle riprese nette su crediti (da 58,6 a 15,7 milioni per l'adeguamento dello scenario macroeconomico), maggiori rettifiche dei portafogli del banking book (da 3,6 a 10,5 milioni, incluso il downgrade del rating della Repubblica Italiana), la svalutazione della partecipazione in RAM (impatto netto di 57 milioni) e maggiori contributi ai fondi di risoluzione e tutela dei depositi (da 29 a 39,7 milioni).

Lo stato patrimoniale evidenzia un totale attivo in leggera riduzione da 65,9 a 64,8 miliardi (-1,6%) per i minori impieghi di tesoreria. Crescono infatti gli impieghi a clientela (+6,4%, da 28,7 a 30,5 miliardi), fronteggiati dalla raccolta (+8,2%, da 42,8 a 46,3 miliardi).

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Relativamente al programma di acquisto di azioni proprie, autorizzato dall'Assemblea Ordinaria degli azionisti del 27 ottobre 2018 e dalla Banca Centrale Europea ai sensi degli artt. 77 – 78 del Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) in data 23 ottobre 2018, si segnala che è terminato il 25 marzo con acquisti complessivi pari nei diciotto mesi al 4,7% del capitale. Le azioni proprie sono pari a 26,6 milioni (3% del capitale) dopo acquisti nell'esercizio per 13 milioni ed utilizzi, nell'ambito dei piani di performance shares, per 1,7 milioni.

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Prevedibile andamento gestionale

Mediobanca è impegnata nell'esecuzione delle linee strategiche ed operative previste nel Piano 20-23, facendo leva sui tratti distintivi del modello di business e sulla capacità dimostrata nel passato di affrontare i periodi di crisi e di volgere le criticità dello scenario in opportunità.

Nell'incertezza che contraddistingue tuttora il quadro di riferimento, il Gruppo allo stato si è dato uno scenario operativo basato sulla normalizzazione delle attività entro dicembre prossimo.

In questo contesto, il margine di interesse del Gruppo sarà in riduzione per i primi trimestri nell'esercizio 2020/21, soprattutto per il calo transitorio dei volumi del credito al consumo, compensato parzialmente da misure tattiche di gestione di attivi e passivi. Le commissioni, al contrario, beneficeranno della robusta ricostituzione della pipeline nel CIB e della crescita delle masse di Wealth Management.

Inoltre, in assenza di ulteriori correzioni del mercato, ad oggi non prevedibili, il contributo dei proventi di tesoreria dovrebbe tornare sui livelli degli scorsi anni. I costi continueranno a scontare i piani di investimento IT e di rafforzamento della rete commerciale nel solco delle linee strategiche del Piano 2023. Il costo del rischio è atteso normalizzarsi nella seconda parte dell'esercizio e pertanto è atteso in lieve aumento su base annua soprattutto nella componente Consumer.

Alla luce dell'ampia dotazione patrimoniale, la dividend policy del Gruppo approvata nel BP19- 23 sarà confermata per l'esercizio 20/21 così come la volontà di ottimizzare il capitale con un obiettivo di riportare il CET1 ratio al 13,5% entro giugno 2023 anche mediante operazioni di buyback ed operazioni di crescita esterna per il rafforzamento delle business lines. Ammontare e composizione (tra dividendo e buyback) annuale verranno di volta in volta determinati alla luce della velocità della ripresa, dei corsi di borsa di Mediobanca (P/BV), dell'autorizzazione BCE

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Tutte le previsioni, basate su informazioni disponibili alla Società alla data odierna, fanno affidamento su scenari, ipotesi, aspettative, proiezioni in merito a eventi futuri che sono soggetti a incertezze, perché determinati da fattori in larga parte al di fuori del controllo della Società. Tali incertezze potrebbero comportare risultati e performance reali significativamente diversi da quelli previsti o impliciti nei dati esposti, pertanto le previsioni non sono un indicatore affidabile dei rendimenti futuri.

Le informazioni e i pareri contenuti nel documento sono forniti con riferimento alla data odierna e potrebbero cambiare senza preavviso. La Società tuttavia non si assume alcun obbligo di aggiornare pubblicamente o di rivedere alcuna previsione, a seguito della disponibilità di nuove informazioni, di eventi futuri o per altre cause, salvo quanto previsto dalla normativa applicabile.

A causa dei rischi e delle incertezze sopra descritte, i lettori sono invitati a non fare eccessivo affidamento su tali previsioni come anticipazione di risultati effettivi. Nessuna decisione in merito alla stipula di un contratto o a un investimento deve basarsi o fare affidamento su questo documento, su alcuna sua parte, o sul fatto che esso è stato distribuito.

1 . Conto economico consolidato riclassificato

12 mesi 12 mesi
Gruppo Mediobanca (€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var. %
Margine di interesse 1.395,6 1.442,2 3,3%
Proventi di tesoreria 196,7 136,3 -30,7%
Commissioni ed altri proventi netti 611,2 630,2 3,1%
Valorizzazione equity method 321,2 304,3 -5,3%
Margine di Intermediazione 2.524,7 2.513,0 -0,5%
Costi del personale (581,7) (599,3) 3,0%
Spese amministrative (580,2) (589,6) 1,6%
Costi di struttura (1.161,9) (1.188,9) 2,3%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (222,6) (374,9) 68,4%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
(2,1) (20,5) n.s.
Altri utili/(perdite) (54,0) (133,4) n.s.
Risultato Lordo 1.084,1 795,3 -26,6%
Imposte sul reddito (256,5) (191,1) -25,5%
Risultato di pertinenza di terzi (4,6) (3,8) -17,4%
Utile Netto 823,0 600,4 -27,0%

2 . Conto economico consolidato per trimestri

Gruppo Mediobanca Esercizio 18/19 Esercizio 19/20
I Trim. II Trim. III Trim. IV Trim. I Trim. II Trim. III Trim. IV Trim.
(€ milioni) 30/9/18 31/12/1
8
31/3/19 30/6/19 30/9/19 31/12/1
9
31/3/2
0
30/6/2
0
Margine di interesse 344,1 356,5 346,4 348,6 359,1 362,4 360,2 360,5
Proventi di tesoreria 40,8 56,8 52,9 46,2 34,7 56,8 (2,9) 47,7
Commissioni ed altri proventi
netti
155,1 157,8 148,6 149,7 154,9 173,6 158,8 142,9
Valorizzazione equity method 97,7 67,8 59,3 96,4 135,5 48,2 65,8 54,8
Margine di Intermediazione 637,7 638,9 607,2 640,9 684,2 641,0 581,9 605,9
Costi del personale (137,9) (144,3) (145,4) (154,1) (144,5) (159,0) (150,3) (145,5)
Spese amministrative (133,5) (145,9) (145,8) (155,0) (138,1) (149,5) (149,5) (152,5)
Costi di struttura (271,4) (290,2) (291,2) (309,1) (282,6) (308,5) (299,8) (298,0)
(Rettifiche)/riprese di valore
nette su impieghi alla clientela
(58,8) (50,7) (51,9) (61,2) (65,1) (44,4) (100,0) (165,4)
(Rettifiche)/riprese di valore
nette su altre attività finanziarie
4,1 (15,0) 4,9 3,9 3,9 4,8 (41,0) 11,8
Altri utili/(perdite) (11,1) (26,1) (16,8) 0,2 (16,0) (40,5) (77,1)
Risultato Lordo 311,6 271,9 242,9 257,7 340,6 276,9 100,6 77,2
Imposte sul reddito (64,4) (65,2) (66,3) (60,6) (67,8) (78,3) (16,4) (28,6)
Risultato di pertinenza di terzi (1,8) (1,6) (1,1) (0,1) (2,2) (1,6) 0,4 (0,4)
Utile Netto 245,4 205,1 175,5 197,0 270,6 197,0 84,6 48,2

3 . Stato patrimoniale consolidato riclassificato

Gruppo Mediobanca (€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020
Attivo
Attività finanziarie di negoziazione 9.765,7 8.818,6
Impieghi di tesoreria e cassa 10.170,2 9.257,0
Titoli di debito del banking book 6.695,9 6.824,5
Impieghi a clientela 44.393,7 46.685,1
Corporate 15.560,8 16.521,7
Specialty Finance 2.304,5 2.122,5
Credito al consumo 13.223,0 13.037,4
Mutui residenziali 9.001,9 10.235,0
Private banking 2.351,9 2.948,6
Leasing 1.951,6 1.819,9
Titoli d'investimento 3.980,3 4.009,7
Attività materiali e immateriali 1.187,6 1.311,8
Altre attività 2.051,3 2.043,0
Totale attivo 78.244,7 78.949,7
Passivo
Raccolta 51.393,2 54.917,0
Obbligazioni MB 18.531,3 18.751,0
Depositi retail 15.032,0 15.276,7
Depositi private banking 7.417,6 8.530,7
BCE 4.322,4 5.660,8
Interbancario e altro 6.089,9 6.697,8
Raccolta di tesoreria 6.565,6 3.988,0
Passività finanziarie di negoziazione 8.027,8 7.956,9
Altre passività 2.168,9 2.190,3
Fondi del passivo 190,3 157,4
Patrimonio netto 9.898,9 9.740,1
Patrimonio di terzi 89,7 91,5
Risultato di esercizio 823,0 600,4
Totale passivo e netto 78.244,7 78.949,7
Patrimonio di base 6.524,4 7.745,0
Patrimonio di vigilanza 8.085,6 9.041,1
Attività a rischio ponderate 46.309,9 48.030,5

4 . Patrimonio netto consolidato

Patrimonio Netto (€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020
Capitale 443,6 443,6
Altre riserve 7.945,1 8.229,9
Riserve da valutazione 597,5 374,7
- di cui: OCI 84,6 71,5
cash flow hedge (41,2) (30,6)
partecipazioni ad equity 560,6 341,7
Patrimonio di terzi 89,7 91,5
Risultato d'esercizio 823,0 600,4
Totale patrimonio netto del gruppo 9.898,9 9.740,1

5. Indici (%) e dati per azione (€)

Esercizio 18/19 Esercizio 19/20
Gruppo Mediobanca 30/6/19 30/6/20
Ratios (%)
Totale attivo / Patrimonio netto 7,9 8,1
Impieghi a clientela / Depositi a clientela 0,86 0,85
RWA density (%) 59,2 60,8
CET1 ratio (%)- phase-in 14,1 16,1
Total capital ratio (%)- phase-in 17,5 18,8
Rating S&P BBB BBB
Rating Fitch BBB BBB
Rating Moody's Baa1 Baa1
Costi / Ricavi(%) 46,0 47,3
Sofferenze nette / Impieghi(%) 0,2 0,2
Utile per azione 0,93 0,68
Utile per azione rettificato 0,97 1,00
BVPS 10,6 10,9
TBVPS 9,6 10,0
ROTE adj. (%) 10,2 10.1
Dividendo per azione 0,47 0,00
N. di azioni in circolazione (mln) 887,2 887,2

6. Dati economici e patrimoniali per aree di attività

12 mesi al 30/06/20
(€ milioni)
WM Consumer CIB PI Holding
Functions
Gruppo
Margine di interesse 271,0 948,0 271,4 (7,1) (55,0) 1.442,2
Proventi di tesoreria 6,7 77,9 15,6 37,5 136,3
Commissioni ed altri proventi netti 306,1 122,6 225,8 10,6 630,2
Valorizzazione equity method 304,3 304,3
Margine di Intermediazione 583,8 1.070,6 575,1 312,8 (6,9) 2.513,0
Costi del personale (236,5) (102,0) (141,0) (3,3) (116,5) (599,3)
Spese amministrative (214,3) (201,2) (135,2) (1,0) (56,3) (589,6)
Costi di struttura (450,8) (303,2) (276,2) (4,3) (172,8) (1.188,9)
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi
alla clientela
(20,5) (324,7) (20,0) (9,7) (374,9)
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
(0,5) (3,5) (10,9) (5,6) (20,5)
Altri utili/(perdite) 1,8 (4,7) (64,3) (133,4)
Risultato Lordo 113,8 438,0 275,4 297,6 (259,3) 795,3
Imposte sul reddito (32,6) (141,4) (92,4) (2,6) 76,3 (191,1)
Risultato di pertinenza di terzi (0,8) (2,3) (0,7) (3,8)
Utile Netto 80,4 296,6 180,7 295,0 (183,7) 600,4
Impieghi a clientela 13.183,6 13.037,4 18.644,2 1.819,9 46.685,1
Attività a rischio ponderate 4.951,6 11.800,8 20.027,7 8.121,9 3.128,4 48.030,5
N. Dipendenti 2.021 1.441 630 11 817 4.920

Dati economici e patrimoniali per aree di attività

12 mesi al 30/06/19
(€ milioni)
WM Consumer CIB PI Holding
Functions
Gruppo
Margine di interesse 260,2 898,8 272,7 (7,1) (47,1) 1.395,6
Proventi di tesoreria 6,2 126,8 18,3 45,0 196,7
Commissioni ed altri proventi netti 280,9 128,1 227,6 7,4 611,2
Valorizzazione equity method 321,2 321,2
Margine di Intermediazione 547,3 1.026,9 627,1 332,4 5,3 2.524,7
Costi del personale (221,8) (99,4) (139,4) (3,9) (117,1) (581,7)
Spese amministrative (212,2) (194,1) (129,9) (1,2) (60,5) (580,2)
Costi di struttura (434,0) (293,5) (269,3) (5,1) (177,6) (1.161,9)
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi
alla clientela
(11,8) (237,8) 36,2 (9,0) (222,6)
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
0,3 0,9 (3,3) 0,1 (2,1)
Altri utili/(perdite) 0,6 (54,8) (54,0)
Risultato Lordo 102,4 495,6 394,9 324,0 (236,0) 1.084,1
Imposte sul reddito (28,7) (159,2) (129,1) (9,8) 70,6 (256,5)
Risultato di pertinenza di terzi (2,5) (2,1) (4,6)
Utile Netto 71,2 336,4 265,8 314,2 (167,5) 823,0
Impieghi a clientela 11.353,8 13.223,0 17.865,3 1.951,6 44.393,7
Attività a rischio ponderate 4.533,8 12.564,1 20.065,8 5.641,6 3.504,7 46.309,9
N. Dipendenti 1.936 1.427 621 11 810 4.805

7. Wealth Management

Wealth Management 12 mesi 12 mesi
(€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var. %
Margine di interesse 260,2 271,0 4,2%
Proventi di tesoreria 6,2 6,7 8,1%
Commissioni ed altri proventi netti 280,9 306,1 9,0%
Valorizzazione equity method n.s.
Margine di Intermediazione 547,3 583,8 6,7%
Costi del personale (221,8) (236,5) 6,6%
Spese amministrative (212,2) (214,3) 1,0%
Costi di struttura (434,0) (450,8) 3,9%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (11,8) (20,5) 73,7%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
0,3 (0,5) n.s.
Altri utili/(perdite) 0,6 1,8 n.s.
Risultato Lordo 102,4 113,8 11,1%
Imposte sul reddito (28,7) (32,6) 13,6%
Risultato di pertinenza di terzi (2,5) (0,8) -68,0%
Utile Netto 71,2 80,4 12,9%
Impieghi a clientela 11.353,8 13.183,6 16,1%
Erogato 1.782,6 2.173,2 21,9%
TFA (Stock) 61,4 63,6 3,6%
-AUM/AUA 39,0 39,8 2,1%
-Depositi 22,4 23,8 6,3%
AUC 6,5 5,0 -23,2%
TFA (Net New Money) 5,3 3,3 -38,9%
-AUM/AUA 1,9 2,0 3,4%
-Depositi 3,4 1,3 -62,9%
Dipendenti 1.936 2.021 4,4%
Attività a rischio ponderate 4.533,8 4.951,6 9,2%
Costi / ricavi (%) 79,3% 77,2%
Sofferenze nette / impieghi netti (%) 0,4 0,4
ROAC 16% 19%

8. Consumer Banking

12 mesi 12 mesi
Consumer Banking (€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var.%
Margine di interesse 898,8 948,0 5,5%
Proventi di tesoreria n.s.
Commissioni ed altri proventi netti 128,1 122,6 -4,3%
Valorizzazione equity method n.s.
Margine di Intermediazione 1.026,9 1.070,6 4,3%
Costi del personale (99,4) (102,0) 2,6%
Spese amministrative (194,1) (201,2) 3,7%
Costi di struttura (293,5) (303,2) 3,3%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (237,8) (324,7) 36,5%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
n.s.
Altri utili/(perdite) (4,7) n.s.
Risultato Lordo 495,6 438,0 -11,6%
Imposte sul reddito (159,2) (141,4) -11,2%
Risultato di pertinenza di terzi n.s.
Utile Netto 336,4 296,6 -11,8%
Impieghi a clientela 13.223,0 13.037,4 -1,4%
Erogato 7.350,0 6.380,8 -13,2%
Filiali 172 172 0,0%
Agenzie 27 41 51,9%
Dipendenti 1.427 1.441 1,0%
Attività a rischio ponderate 12.564,1 11.800,8 -6,1%
Costi / ricavi (%) 28,6% 28,3%
Sofferenze nette / impieghi netti (%) 0,1 0,1
ROAC 30% 31%

9. Corporate & Investment Banking

12 mesi 12 mesi
Corporate & Investment Banking (€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var.%
Margine di interesse 272,7 271,4 -0,5%
Proventi di tesoreria 126,8 77,9 -38,6%
Commissioni ed altri proventi netti 227,6 225,8 -0,8%
Valorizzazione equity method n.s.
Margine di Intermediazione 627,1 575,1 -8,3%
Costi del personale (139,4) (141,0) 1,1%
Spese amministrative (129,9) (135,2) 4,1%
Costi di struttura (269,3) (276,2) 2,6%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela 36,2 (20,0) n.s.
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
0,9 (3,5) n.s.
Altri utili/(perdite) n.s.
Risultato Lordo 394,9 275,4 -30,3%
Imposte sul reddito (129,1) (92,4) -28,4%
Risultato di pertinenza di terzi (2,3) n.s.
Utile Netto 265,8 180,7 -32,0%
Impieghi a clientela 17.865,3 18.644,2 4,4%
di cui: NPLacquisiti (MBCredit Solutions) 369,1 358,8 -2,8%
Dipendenti 621 630 1,4%
Attività a rischio ponderate 20.065,8 20.027,7 -0,2%
Costi / ricavi % 42,9% 48,0%
Sofferenze nette / impieghi netti (%) 0,0 0,0
ROAC 15% 13%

10. Principal Investing

12 mesi 12 mesi
PI (€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var.%
Margine di interesse (7,1) (7,1) 0,0%
Proventi di tesoreria 18,3 15,6 -14,8%
Commissioni ed altri proventi netti n.s.
Valorizzazione equity method 321,2 304,3 -5,3%
Margine di Intermediazione 332,4 312,8 -5,9%
Costi del personale (3,9) (3,3) -15,4%
Spese amministrative (1,2) (1,0) -16,7%
Costi di struttura (5,1) (4,3) -15,7%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela n.s.
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
(3,3) (10,9) n.s.
Altri utili/(perdite) n.s.
Risultato Lordo 324,0 297,6 -8,1%
Imposte sul reddito (9,8) (2,6) -73,5%
Risultato di pertinenza di terzi n.s.
Utile Netto 314,2 295,0 -6,1%
Partecipazioni 3.259,8 3.204,6 -1,7%
Altri investimenti 656,7 673,9 2,6%
Attività a rischio ponderate 5.641,6 8.121,9 44,0%
ROAC 15% 18%

11. Holding Functions

Holding Functions 12 mesi 12 mesi
(€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var.%
Margine di interesse (47,1) (55,0) 16,8%
Proventi di tesoreria 45,0 37,5 -16,7%
Commissioni ed altri proventi netti 7,4 10,6 43,2%
Valorizzazione equity method n.s.
Margine di Intermediazione 5,3 (6,9) n.s.
Costi del personale (117,1) (116,5) -0,5%
Spese amministrative (60,5) (56,3) -6,9%
Costi di struttura (177,6) (172,8) -2,7%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela (9,0) (9,7) 7,8%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre
attività finanziarie
0,1 (5,6) n.s.
Altri utili/(perdite) (54,8) (64,3) 17,3%
Risultato Lordo (236,0) (259,3) 9,9%
Imposte sul reddito 70,6 76,3 8,1%
Risultato di pertinenza di terzi (2,1) (0,7) -66,7%
Utile Netto (167,5) (183,7) 9,7%
Impieghi a clientela 1.951,6 1.819,9 -6,7%
Titoli banking book 5.550,5 5.611,5 1,1%
Attività a rischio ponderate 3.504,7 3.128,4 -10,7%
Dipendenti 810 817 0,9%

12. Conto economico e Stato Patrimoniali individuali riclassificati

Mediobanca S.p.A. 12 mesi 12 mesi
(€ milioni) 30/06/2019 30/06/2020 Var.%
Margine di interesse 91,8 99,9 8,8%
Proventi di tesoreria 184,9 127,1 -31,3%
Commissioni ed altri proventi netti 231,1 231,7 0,3%
Dividendi su partecipazioni 332,4 104,2 -68,7%
Margine di Intermediazione 840,2 562,9 -33,0%
Costi del personale (240,8) (221,9) -7,8%
Spese amministrative (178,8) (180,8) 1,1%
Costi di struttura (419,6) (402,7) -4,0%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su impieghi alla clientela 58,6 15,7 -73,2%
(Rettifiche)/riprese di valore nette su altre attività finanziarie (4,8) (21,8) n.s.
Impairment partecipazioni (4,2) (61,4) n.s.
Altri utili/(perdite) (29,0) (39,7) 36,9%
Risultato Lordo 441,2 53,0 -88,0%
Imposte sul reddito (55,0) (13,6) -75,3%.
Utile netto 386,2 39,4 -89,8%
Mediobanca S.p.A.
(€ milioni)
30/06/2019 30/06/2020
Attivo
Attività finanziarie di negoziazione 10.047,3 9.214,7
Impieghi di tesoreria e cassa 11.517,4 10.306,8
Titoli di debito del banking book 10.779,3 9.592,2
Impieghi a clientela 28.671,0 30.507,4
Titoli d'investimento 3.876,5 4.089,0
Attività materiali e immateriali 147,6 168,4
Altre attività 869,0 959,4
Totale attivo 65.908,1 64.837,9
Passivo e netto
Raccolta 42.753,7 46.273,9
Raccolta di tesoreria 8.636,2 4.614,1
Passività finanziarie di negoziazione 8.280,3 8.351,7
Altre passività 925,1 762,7
Fondi del passivo 126,0 121,6
Mezzi propri 4.800,6 4.674,5
Utile/(Perdita) del periodo 386,2 39,4
Totale passivo e netto 65.908,1 64.837,9

13. Prospetto della redditività consolidata complessiva

Voci 12 mesi 12 mesi
(€ milioni) 30/06/2020 30/06/2019
10 Utile (Perdita) d'esercizio 601,4 826,2
Altre componenti reddituali al netto delle imposte senza rigiro a
conto economico
0,7 (11,9)
20. Titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla redditività
complessiva
3,1 10,9
30. Passività finanziarie designate al fair value con impatto a conto
economico (variazioni del proprio merito creditizio)
(1,7)
40. Copertura di titoli di capitale designati al fair value con impatto sulla
redditività complessiva
50. Attività materiali
60. Attività immateriali
70. Piani a benefici definiti (2,3) (1,1)
80. Attività non correnti in via di dismissione
90. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto
1,5 (21,7)
Altre componenti reddituali al netto delle imposte con rigiro a conto
economico
(222,3) (133,3)
100. Copertura di investimenti esteri (3,2) (3,8)
110. Differenze di cambio 5,5 3,7
120. Copertura dei flussi finanziari 11,2 (28,6)
130. Strumenti di copertura (elementi non designati)
140. Attività finanziarie (diverse dai titoli di capitale) valutate al fair value
con impatto sulla redditività complessiva
(15,4) (23,2)
150. Attività non correnti in via di dismissione
160. Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni valutate a
patrimonio netto
(220,4) (81,4)
170. Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte (221,6) (145,2)
180. Redditività complessiva (Voce 10+170) 379,8 681,0
190. Redditività consolidata complessiva di pertinenza di terzi 1,5 3,3
200. Redditività complessiva consolidata di pertinenza della capogruppo 378,3 677,7

Si dichiara, ai sensi del comma 2 art. 154 bis D.Lgs. 58/98, che l'informativa contabile contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili della Società.

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Emanuele Flappini