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Interpump Group Environmental & Social Information 2019

Mar 29, 2019

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Environmental & Social Information

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Dichiarazione consolidata di carattere Non Finanziario

al 31 dicembre 2018

redatta da Interpump Group S.p.A. ai sensi del D.Lgs. 254/2016

INTERPUMP GROUP S.p.A. Sede Legale: S. Ilario d'Enza (RE) Via E. Fermi, 25

1) Nota metodologica 3
1.1. Il perimetro e lo standard di rendicontazione 3
1.2. Il processo di reporting e le metodologie di calcolo 4
2) Il Gruppo Interpump 6
2.1. Focus settore Acqua e settore Olio 6
2.2. Struttura del Gruppo Interpump 7
2.3. La value chain del Gruppo Interpump 8
2.4. La Corporate Governance aziendale 9
3)
Descrizione quali‐quantitativa di rischi, eventuali politiche praticate, modello aziendale e indicatori
di prestazione 11
3.1. Temi materiali 11
3.2. Rischi 13
3.3. Gestione dei rischi 14
3.4. Indicatori di performance 15
4) Ambito Ambientale 16
5) Ambito Sociale 24
6) Ambito attinente al personale 26
7) Ambito attinente al rispetto dei diritti umani 36
8) Ambito attinente alla lotta contro la corruzione (attiva e passiva) 38
9) GRI Content Index 40

1) Nota metodologica

La Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario (di seguito anche "DNF") del Gruppo Interpump (Interpump Group S.p.A. e società consolidate integralmente, nel seguito anche "IPG") risponde alle richieste della la Direttiva 2014/95/UE (diseguito anche la "Direttiva") e del Decreto Legislativo n.254 del 30 dicembre 2016 e successive modifiche (di seguito anche il "Decreto" o il "D.lgs. 254/2016") sull'obbligo di rendicontazione delle informative non finanziarie da parte delle organizzazioni di grandi dimensioni e di interesse pubblico. Tale informativa mira ad assicurare la comprensione dell'attività del Gruppo, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto prodotto coprendo cinque ambiti, ovvero i temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva rilevanti, tenuto conto delle attività e delle caratteristiche del Gruppo Interpump.

La presente DNF consolidata di Interpump Group S.p.A. al 31 dicembre 2018 costituisce un documento distinto dalla Relazione sulla Gestione.

Il presente documento è stato sottoposto a verifica da parte di soggetto terzo abilitato allo scopo. La verifica è stata svolta secondo le procedure indicate nella "Relazione della Società di Revisione Indipendente" riportata in calce al documento.

Il Consiglio di Amministrazione di Interpump Group S.p.A. approva la presente DNF il 19 marzo 2019.

La DNF è pubblicata nella sezione Governance.

1.1. Il perimetro e lo standard di rendicontazione

La presente DNF è relativa all'esercizio 2018 (dal 1° gennaio al 31 dicembre), coerentemente con il periodo di riferimento del Bilancio Consolidato, e contiene anche i dati di prestazione di carattere non finanziario del 2017 e del 2016 per fornire un raffronto con gli esercizi precedenti. Al fine di una migliore comprensione del raffronto sopra descritto, nelle note esplicative a supporto degli indicatori sono riportati le variazioni del perimetro di rendicontazione dovute alle società acquisite nel corso del triennio. Il perimetro di rendicontazione, coerentemente con quanto richiesto dal Decreto, coincide con quello del Bilancio Consolidato, ovvero include le società consolidate integralmente per la reportistica finanziaria (si veda la Struttura societaria di IPG al 31/12/2018, riportata nel par. 3). Nella Dichiarazione Non Finanziaria 2018 non si è tenuto conto delle società acquisite in data 11 dicembre 2018 (Fluinox Procesos S.L.U. e della sua società complementare Montajes Fluinox S.L.U.); in considerazione del limitato periodo temporale intercorso tra la data di acquisizione e il 31 dicembre 2018 il contributo di dette società ai valori riportati sarebbe stato non significativo.

Lo standard di rendicontazione adottato da IPG per la redazione della presente DNF sono i GRI Sustainability Reporting Standards pubblicati nel 2016 dalla Global Reporting Initiative (GRI); in particolare,secondo quanto previsto dallo Standard GRI 101: Foundation, paragrafo 3, all'interno di questo documento si è fatto riferimento ai seguenti GRI Reporting Standards1 ("GRI Referenced"):

  • GRI 102: General Disclosures 2016 (102‐1, 102‐3, 102‐4, 102‐5, 102‐6, 102‐8, 102‐9, 102‐15, 102‐16, 102‐17, 102‐18, 102‐45, 102‐46, 102‐47, 102‐50, 102‐52, 102‐55 e 102‐56);
  • GRI 103: Management Approach 2016 (103‐1,103‐2);
  • GRI 205: Anti‐corruption 2016 (205‐3);

GRI 206: Anti‐competitive Behavior 2016 (206‐1);

1 In parentesi sono indicate le disclosure di dettaglio prese dai singoli GRI Standard

  • GRI 302: Energy 2016 (302‐1, 302‐3);
  • GRI 303: Water 2016 (303‐1);
  • GRI 305: Emissions 2016 (305‐1, 305‐2, 305‐4, 305‐7);
  • GRI 306: Effluents and Waste 2016 (306‐1, 306‐2);
  • GRI 307: Environmental Compliance 2016 (307‐1);
  • GRI 401: Employment 2016 (401‐1);
  • GRI 403: Occupational Health and Safety 2016 (403‐2);
  • GRI 404: Training and Education 2016 (404‐1);
  • GRI 405: Diversity and Equal Opportunity 2016 (405‐1);
  • GRI 406: Non‐discrimination 2016 (406‐1);
  • GRI 412: Human Rights Assessment 2016 (412‐3);
  • GRI 415: Political Contribution (415‐1);
  • GRI 416: Customer Health and Safety 2016 (416‐2);
  • GRI 419: Socioeconomic Compliance (419‐1).

1.2. Il processo di reporting e le metodologie di calcolo

Le informative quali‐quantitative contenute in questa dichiarazione di carattere non finanziario sono state selezionate da un apposito team di lavoro di IPG sulla base dell'analisi di rilevanza (per maggiori dettagli in merito si rimanda al paragrafo "Informative qualitative trasversali – Temi rilevanti" a pag. 11) e raccolte tramite schede di raccolta dati appositamente definite, in modo che l'anagrafica degli indicatori fosse allineata alle disclosure dei GRI Standards. A livello operativo, la raccolta e aggregazione delle informative è stata supportata/facilitata dall'utilizzo di uno specifico modulo del software già in essere per la raccolta dei dati economico‐finanziari per il Bilancio Consolidato.

Di seguito si riportano le principali metodologie di calcolo e assunzioni per gli indicatori di prestazione di carattere non finanziario riportati nella presente dichiarazione, in aggiunta a quanto già indicato nel testo della DNF (es. formule specifiche di calcolo –a titolo esemplificativo,si veda l'indicatore 401‐1 relativo ai tassi di turnover in/out, l'indicatore 403‐2 relativo agli indici infortunistici e il 302‐3 relativo all'intensità energetica, e assunzioni valide a livello puntuale –a titolo esemplificativo, si veda l'indicatore 301‐1 relativo ai materiali in ingresso e il 306‐1 relativo agli scarichi idrici).

  • Per i dati ambientali, qualora non disponibili, sono stati utilizzati approcci di stima conservativi che hanno portato a scegliere le ipotesi associabili alle performance ambientali meno positive per l'Azienda.
  • Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra è stato effettuato tramite la seguente formula: dato di attività (m3 di gas naturale, kWh di energia elettrica, ecc.) moltiplicato per il rispettivo fattore di emissione. Sono state, inoltre, considerate le perdite di gas refrigeranti (kg) moltiplicate per il rispettivo GWP (Global Warming Potential).
  • I fattori di emissione e i GWP utilizzati per il calcolo delle emissioni GHG sono i seguenti:
    • o Emissioni Scopo 1: per i fattori di emissione dei combustibili e i GWP dei gas refrigeranti sono tratti dal database Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs) del Governo inglese, annualmente aggiornato.
    • o Emissioni Scopo 2: per l'elettricità acquistata dalla rete elettrica le emissioni sono state calcolate secondo due metodologie come richiesto dai GRI Standards:
      • ‐ per il calcolo Market Based sono stati utilizzati i fattori di emissione suggeriti dal documento Confronti internazionali Terna e dal documento European residual mix di AIB;
      • ‐ per il calcolo Location Based sono stati utilizzati i fattori di emissione suggeriti dal documento Confronti internazionali Terna.
  • I dati relativi al personale (es. gli organici) fanno riferimento alle persone fisiche (non standardizzate in FTE2s) al 31/12 del periodo di rendicontazione.
  • Il numero di infortuni occorsi e i relativi indici (injury rate e lost day rate) considerano gli infortuni che hanno comportato più di un giorno di assenza dal lavoro, ma non comprendono invece gli eventuali infortuni in itinere.

2 Full‐time equivalent

2) Il Gruppo Interpump

Il Gruppo Interpump, fondato da Fulvio Montipò nel 1977 a S. Ilario d'Enza (RE), dove la società capogruppo Interpump Group S.p.A. (di seguito anche "IPG S.p.A.") tuttora opera e ha la sua sede principale, vanta posizioni di leadership mondiale nei settori delle pompe ad alta ed altissima pressione ed è attiva nell'ambito della componentistica e dei sistemi oleodinamici.

La strategia del Gruppo Interpump mira ad un ulteriore rafforzamento di tale posizione, anche attraverso acquisizioni mirate.

Il Gruppo Interpump produce e commercializza pompe a pistoni ad alta e altissima pressione, sistemi ad altissima pressione (Settore Acqua), prese di forza, pompe ad ingranaggi, cilindri oleodinamici, distributori oleodinamici, valvole, tubi e raccordi ed altri prodotti oleodinamici (Settore Olio).

2.1. Focus settore Acqua e settore Olio

Il settore Acqua include le aziende attive nel core business storico di Interpump: la produzione e commercializzazione di pompe a pistoni con potenza da 1 a 1500 CV (da 0,7 a 1100 kW), e relativi componenti accessori. I modelli più piccolisono utilizzati prevalentemente nelle idropulitrici; all'aumentare della potenza, e quindi della pressione raggiungibile, la gamma di applicazioni si estende ad autolavaggio, nebulizzazione, pulizia strade e condotti fognari, desalinizzazione di acqua marina, descagliatura dell'acciaio; pressioni ancora più alte consentono l'utilizzo del fluido (acqua o altro) per forare, tagliare, sverniciare, sbavare parti metalliche e perfino per lavori di demolizione. Infine, le pompe a pistoni trovano applicazione in tutti i processi industriali (chimici, alimentari, cosmetici, farmaceutici, manifatturieri) che necessitano di altissime pressioni per omogeneizzare o separare alimenti o composti, rendere possibili reazioni chimiche, e innumerevoli altri tipi di lavorazione. La maggiore efficienza della tecnologia a pistoni rispetto ad altri tipi di pompa comporta migliori performance e risparmio energetico; inoltre in molte delle applicazioni citate la tecnologia dell'acqua porta vantaggi di tipo igienico, ambientale, o nei tempi di lavorazione rispetto aisistemi tradizionalmente utilizzati.

Dal 2017 il settore Acqua comprende anche società attive nella produzione di pompe speciali, mixer, agitatori, sistemi di pulizia, valvole e serbatoi per l'industria alimentare, cosmetica e farmaceutica: questi prodotti presentano naturali sinergie commerciali e significative affinità tecnologiche con il core business storico delle pompe a pistoni.

Il settore Olio, inaugurato nel 1997, comprende le società attive nella produzione e commercializzazione di una gamma di componenti oleodinamici in continua espansione: prese di forza (dispositivo meccanico collegato al motore o al cambio di un veicolo industriale, su cui viene innestata una pompa che comanda il circuito oleodinamico), pompe a ingranaggi, cilindri, motori idraulici, serbatoi per l'olio, distributori oleodinamici (il componente centrale che assicura in ogni momento una corretta suddivisione dell'olio tra tutti i segmenti di un sistema oleodinamico complesso) e relativi sistemi di comando elettronici o meccanici, tubi (flessibili in gomma, flessibili metallici, e rigidi) flange e raccordi.

L'oleodinamica trova applicazione in quasi tutti gli aspetti meccanizzati dell'attività umana: nei veicoli industriali attrezzati (ribaltabili, autogru, raccolta rifiuti…), nei mezzi agricoli, nelle macchine movimento terra, nei carrelli elevatori e nelle piattaforme telescopiche, ma anche in applicazioni fisse quali gru, ascensori, nel settore minerario, navale, nell'automazione industriale e perfino nelle attrazioni di luna park. Tubi e raccordi hanno un campo di applicazione ancora più vasto (comprese molte delle applicazioni del settore Acqua), e alcune società del Gruppo offrono servizi completi di progettazione, realizzazione e manutenzione di sistemi di tubazioni anche molto complessi.

Ad integrazione e supporto dell'attività produttiva e commerciale vi è l'attività di ricerca e sviluppo. Oltre a un indirizzo strategico fornito dalla capogruppo, l'attività di ricerca e sviluppo è svolta dalle società produttive del gruppo per specifici prodotti (ad esempio Interpump Group S.p.A. e Hammelmann GmbH per il Settore Acqua; Walvoil S.p.A. , Interpump Hydraulics S.p.A. e IMM Hydraulics S.p.A. per il Settore Olio) con il fine di migliorare continuamente la qualità e le performance dei prodotti, realizzare nuovi prodotti e identificare differenti applicazioni di prodotti già esistenti in modo da entrare in nuovi settori applicativi. La strategia del Gruppo, nei prossimi anni, è quella di continuare ad investire in maniera significativa nelle attività di ricerca e sviluppo al fine di dare un ulteriore impulso alla crescita organica.

2.2. Struttura del Gruppo Interpump

Al 31 dicembre 2018 il Gruppo Interpump risulta articolato in una struttura al cui vertice si pone Interpump Group S.p.A., società di diritto italiano quotata alla Borsa di Milano nel segmento STAR, la quale possiede partecipazioni di controllo diretto ed indiretto di 94 (di cui sei in liquidazione quale conseguenza di un processo di razionalizzazione interna) società operanti nei due settori di attività sopra descritti. Il Gruppo Interpump può essere sinteticamente rappresentato al 31/12/2018 come segue:

Il Gruppo è caratterizzato da un elevato numero di società, anche di piccole dimensioni, che svolgono principalmente attività produttive e/o commerciali sotto il coordinamento strategico e gestionale da parte della società capogruppo.

Il Gruppo ha impianti produttivi in Italia, Stati Uniti, Germania, Cina, India, Brasile, Bulgaria, Romania, Corea del Sud, Portogallo, Francia e Spagna con una presenza diretta in 30 nazioni. Le aree geografiche in cui il Gruppo opera, sia a livello produttivo che commerciale, sono definite dai seguenti raggruppamenti:

  • Italia;
  • Resto d'Europa;
  • Nord America;
  • Far East e Oceania;
  • Resto del Mondo.

Per eventuali approfondimenti in merito alla dislocazione geografica delle diverse Società del Gruppo, si rimanda al sito internet www.interpumpgroup.it3

2.3. La value chain del Gruppo Interpump

Di seguito si riporta una rappresentazione semplificata della value chain di Interpump, funzionale alla mappatura e descrizione (riportata nei capitoli successivi del presente documento) di rischi, modello aziendale di gestione ed eventuali politiche praticate con riferimento ai temi rilevanti afferenti ai cinque ambiti (ambientale, sociale, attinente al personale, rispetto dei diritti umani, lotta contro la corruzione).

I principali elementi della value chain di Interpump risultano essere:

  • I fornitori, che possono essere società medio‐piccole o grandi multinazionali. Tra le principali categorie di acquisto del Gruppo si citano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti: materie prime, componenti e semilavorati, prodotti finiti, packaging, lavorazioni (es. trattamenti termici, minuterie metalliche, assemblaggi, verniciatura, ecc.), utilities, costruttori di macchine, servizi (es. trasporti, consulenze, gestione rifiuti, ecc.).
  • Le aziende del Gruppo Interpump, che svolgono principalmente attività produttiva (essenzialmente produzioni meccaniche e assemblaggi di componenti) e/o commerciale.

3 https://www.interpumpgroup.it/interpump‐nel‐mondo.aspx

I clienti, rappresentati per circa il 30% da distributori e rivenditori e per il 70% da OEM4 e clienti finali. Complessivamente, i clienti risultano essere oltre 20.000, distribuiti in oltre 130 Paesi. Nel 2018, il primo cliente in termini di fatturato ha rappresentato circa l'1,5% delle vendite, mentre i primi 15 hanno rappresentato il 10%.

È importante ricordare che il Gruppo Interpump effettua ogni anno acquisizioni che comportano variazione anche significativa del mix di prodotti, con possibile impatto sulla variazione di alcuni indicatori. In particolare, per quanto attiene agli anni oggetto di rilevazione, a febbraio 2017 vi è stata l'acquisizione del Gruppo Inoxpa, attivo nella fabbricazione e commercializzazione di apparecchiature di processo e sistemi per il trattamento dei fluidi nell'industria alimentare, cosmetica e farmaceutica (con un peso del 6% circa rispetto al fatturato consolidato di Gruppo); a gennaio 2018 le filiali internazionali di GS‐Hydro, attiva nella progettazione, installazione e assistenza di sistemi di tubazioni (piping) riconosciute nei sistemi di assemblaggio senza saldatura (circa il 4% rispetto al fatturato consolidato di Gruppo)

2.4. La Corporate Governance aziendale

Interpump Group adotta quale modello di riferimento per la propria corporate governance le disposizioni del Codice di Autodisciplina5 promosso da Borsa Italiana.

Come indicato nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'anno 2018, consultabile sul sito internet del Gruppo nella sezione "Corporate Governance" e a cui si rimanda per maggiori dettagli, Interpump Group S.p.A. ha adottato una forma di amministrazione e controllo di tipo tradizionale:

  • la gestione aziendale è attribuita al Consiglio di Amministrazione (CdA);
  • le funzioni di vigilanza sono in capo al Collegio Sindacale;
  • la revisione legale dei conti nonché il controllo contabile sono svolte dalla società di revisione nominata dall'assemblea degli azionisti;
  • è istituito l'Organismo di Vigilanza ai sensi del D. Lgs. 231/2001.

Interpump Group S.p.A. esercita attività di direzione e coordinamento ex art. 2497 del c.c. nei confronti delle sue controllate italiane, che mantengono autonomia giuridica e applicano i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale.

La composizione del CdA di Interpump Group S.p.A. e nello specifico l'informativa richiesta dall'art. 106 comma 1 del D.lgs. 254/2016 in materia di diversità degli organi di amministrazione, gestione e controllo è riportata nella Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari per l'anno 2018 al paragrafo 4.2. "Composizione del Consiglio di Amministrazione" e 14.0 "Composizione e Funzionamento del Collegio Sindacale".

In tema di diversità di genere vi è il pieno rispetto delle previsionistatutarie e di quanto previsto dall'art. 147‐ ter del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. Il Consiglio di Amministrazione ha costituito alsuo interno il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Controllo e Rischi, il Comitato Nomine e il Comitato Operazioni con Parti Correlate.

Si rileva che, in linea con quanto previsto dal Codice di Autodisciplina promosso da Borsa Italiana, almeno uno dei componenti del Comitato Controllo e Rischi, e di conseguenza il Consiglio di Amministrazione, è in possesso di esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.

Di seguito l'assetto organizzativo di Interpump Group S.p.A. al 31 dicembre 2018.

4 Original Equipment Manufacturer

5 pubblicato nel luglio 2018

6 "Modifiche al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58"

3) Descrizione quali‐quantitativa di rischi, eventuali politiche praticate, modello aziendale e indicatori di prestazione

Coerentemente con l'art. 3 del Decreto, commi 1 e 2, la presente DNF include sia aspetti descrittivi (es. politiche, rischi, governance) sia risultati in termini di performance.

Il percorso implementato da IPG per rispondere al D.lgs. 254/2016 è sviluppato con riferimento ai cinque ambiti indicati dal legislatore:

La redazione della presente dichiarazione di carattere non finanziario è stata sviluppata attraverso i seguenti passaggi chiave:

  • individuazione dei temi rilevanti;
  • mappatura dei principali rischi, generati o subiti, che derivano dalle attività d'impresa, dai suoi prodotti, servizi o rapporti commerciali, inclusa la catena di fornitura;
  • individuazione delle politiche praticate, laddove applicabili, e della governance adottata per la gestione dei cinque ambiti;
  • definizione e implementazione di un processo (a livello di Gruppo) di raccolta, aggregazione e trasmissione dei dati e delle informazioni richieste degli indicatori fondamentali di prestazione scelti sulla base dei temi rilevanti per IPG e previsti dallo standard di rendicontazione prescelto.

Sebbene l'analisi condotta sia specifica peri cinque ambiti indicati dal legislatore, al fine di garantire maggiore fruibilità del testo, si è deciso di presentare in prima battuta le informative qualitative trasversali e solo successivamente le informative quali‐quantitative peculiari per i singoli ambiti.

3.1. Temi materiali

I temi materiali per il Gruppo Interpump, con riferimento ai 5 ambiti del Decreto, sono stati selezionati a partire dall'elenco degli aspetti coperti dai GRI Standards e tenendo in considerazione, tra gli altri:

trend di sostenibilità a livello globale, ovvero i principali aspetti non finanziari presi in considerazione dalle più importanti borse valori che hanno pubblicato linee guida per il reporting di sostenibilità, dai rating di sostenibilità (DJSI, MSCI, ecc.), dalle organizzazioni internazionali (GRI, World Economic Forum, ecc.) e da enti sovranazionali (UE, UN, ecc.).

  • andamenti di settore, ovvero gli aspetti non finanziari emersi come rilevanti per il settore di riferimento di IPG. In particolare, sono state analizzate le indicazioni presenti sul sito internet di Europump7 e le pubblicazioni di alcune organizzazioni internazionali (RobecoSam, SASB, ecc.).
  • priorità aziendali, con riferimento ai cinque ambiti del D.lgs. 254/2016, emerse attraverso l'analisi dei principali documenti aziendali (Codice Etico, Modello 231, Risk assessment, ecc.) e interviste al management, con particolare riguardo ad eventuali nuovi aspetti in tema di sostenibilità derivanti dalla variazione del perimetro di rendicontazione.

L'insieme dei risultati di queste analisi, nel 2018 ha condotto all'aggiornamento degli aspetti non finanziari maggiormente rilevanti e necessari ad assicurare la comprensione delle attività d'impresa, del suo andamento, dei suoi risultati e dell'impatto da essa prodotta, tenuto conto delle attività e delle caratteristiche del Gruppo Interpump e, pertanto, oggetto di rendicontazione all'interno della presente DNF. Alla luce della variazione del perimetro di rendicontazione l'elenco dei temi emersi come materiali è riportato di seguito e nei paragrafi di dettaglio relativi aisingoli ambiti del D.lgs. 254/2016.

Rispetto al 2017 è stata eliminata, in quanto tema non rilevante, la disclosure del consumo dei materiali.

GRI Standard Perimetro
Temi materiali per IPG Interno Esterno Limitazioni
Ambito ambientale
Consumi energetici GRI 302: Energy 2016 (302‐1, 302‐3) Gruppo IPG
Emissioni in atmosfera GRI 305: Emissions 2016 (305‐1, 305‐
2, 305‐4, 305‐7)
Gruppo IPG
Prelievi idrici GRI 303: Water 2016 (303‐1) Gruppo IPG
Scarichi di acque reflue GRI 306: Effluents and Waste 2016
(306‐1)
Gruppo IPG
Rifiuti GRI 306: Effluents and Waste 2016
(306‐2)
Gruppo IPG
Compliance ambientale GRI 307: Environmental Compliance
2016 (307‐1);
Gruppo IPG
Ambito sociale
Salute e sicurezza del cliente GRI 416: Customer Health and Safety
2016 (416‐2)
Gruppo IPG
Ambito attinente al personale

Tabella di correlazione [102‐47; 103‐1]

7 European Association of Pump Manufacturers

Salute e sicurezza sul lavoro GRI 403: Occupational Health and
Safety 2016 (403‐2)
Gruppo IPG Lavoratori
esterni che
operano
presso le sedi
del Gruppo
Rendicontazio
ne
parzialmente
estesa sul
perimetro
esterno
GRI 401: Employment 2016 (401‐1) Gruppo IPG
Gestione del personale GRI 406: Non‐discrimination 2016
(406‐1)
Gruppo IPG
Sviluppo e valorizzazione
della forza lavoro
GRI 404: Training and Education 2016
(404‐1)
Gruppo IPG
Diversità e pari opportunità GRI 405: Diversity and Equal
Opportunity 2016 (405‐1)
Gruppo IPG
Ambito attinente alla lotta contro la corruzione
GRI 205: Anti‐corruption 2016 (205‐3) Gruppo IPG
Lotta contro la corruzione GRI 206: Anti‐competitive Behavior
2016 (206‐1)
Gruppo IPG
GRI 415: Political Contribution (415‐1) Gruppo IPG

Inoltre, sulla base delle analisi condotte non sono emersi temi specifici, rilevanti per IPG, attinenti al rispetto dei diritti umani. Ciò nonostante, essendo uno dei 5 ambiti esplicitamente indicati dal legislatore italiano, si fornisce una sintetica informativa in merito e la rendicontazione del GRI 412: Human Rights Assessment 2016 (412‐3).

3.2. Rischi

I principali rischi identificati per i 5 ambiti indicati dal legislatore, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale del Gruppo Interpump nel medio‐lungo periodo,sono individuati nei relativi paragrafi.

Interpump Group considera invece rischi trasversali (applicabili agli ambiti ambientale, sociale, attinenti al personale, ai diritti umani, alla lotta contro la corruzione), e come tali elencati nel presente paragrafo e non ripetuti in corrispondenza dei singoli ambiti:

  • ‐ i rischi reputazionali che conseguono ai rischi declinati per ciascun ambito;
  • ‐ i rischi legati ad eventuali criticità ‐siano esse ambientali, sociali, di qualità del prodotto, afferenti il tema corruzione, ecc.‐ inerenti la catena di fornitura.

A tal proposito si rileva che nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, è stato implementato un processo di Risk Assessment dei rischi di business provenienti da fonti esterne ed interne basato su un'autovalutazione del rischio da parte dei Risk Owner ‐ individuati nel top management del Gruppo. Tale analisi prende avvio da un catalogo di rischi specificamente sviluppato per il Gruppo, costruito a partire dalle aree tipiche di business e da problematiche operative e di compliance e rivisto periodicamente per tenere in considerazione eventuali nuovi profili di rischio identificati. Al riguardo si rileva che il catalogo dei rischi relativo al 2018 è stato rivisto al fine di includere i temi di natura non finanziaria oggetto della presente relazione. I rischi di business esaminati, ovvero tutti quei rischi che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità nel medio‐lungo periodo dell'attività dell'emittente, sono classificati in strategici, finanziari, di compliance e operativi. Tale processo di Risk Assessment consente di identificare i rischi di business, di valutarne il grado di rischiosità e di monitorare le eventuali azioni correttive adottate.

3.3. Gestione dei rischi

Politiche

Oltre alla "policy di gestione delle segnalazioni (whistleblowing)"8 , applicabile al Gruppo e che disciplina le modalità di effettuazione e gestione delle segnalazioni riguardanti presunte irregolarità o illeciti, il Codice Etico, adottato da tutte le Società del Gruppo (per la Cina tenendo conto del fattore Paese), definisce i principi di comportamento e le linee guida afferenti ai 5 ambiti richiamati dal D.lgs. 254/2016 (ambientale, sociale, attinente al personale, rispetto dei diritti umani, lotta contro la corruzione). Il top management ha ritenuto opportuno procedere alla formalizzazione di politiche di Gruppo con riferimento agli aspetti non finanziari maggiormente rilevanti per IPG, tenendo in considerazione l'elevata diversificazione delle Aziende/siti produttivi e della loro autonomia. Per maggiori dettagli circa lo stato del progetto si rimanda ai Global Compliance Program descritti nel successivo paragrafo.

Modello

Data la struttura societaria del Gruppo Interpump, costituito da molteplici Società, anche di piccola dimensione, che operano in Paesi diversi, con business diversificati e tenuto conto del perimetro variabile del Gruppo stesso da un anno ad un altro, non si è ritenuto opportuno, ad oggi, definire un modello centralizzato di gestione delle tematiche afferenti ai 5 ambiti richiamati dal D.lgs. 254/2016.

Si rileva che Interpump Group S.p.A. ha adottato il Modello di Organizzazione e di Gestione ai sensi del D.lgs. 231/2001 (di seguito anche "MOG") che costituisce, unitamente al Codice Etico, un ulteriore strumento di sensibilizzazione di tutti i dipendenti e di tutti coloro che a vario titolo collaborano con l'azienda al fine di far seguire, nell'espletamento delle proprie attività, comportamenti corretti e trasparenti in linea con i valori etico‐sociali cui la società si ispira, nel perseguimento del proprio oggetto sociale e tali, comunque, da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati dal Decreto. Il MOG è stato implementato, dopo aver valutato con la medesima metodologia il grado di rischio di commissione dei reati dallo stesso previsti, dalle controllate italiane che, in considerazione delle dimensioni e della complessità organizzativa, hanno un grado di rischiosità relativa maggiore rispetto ai reati contemplati dal D.lgs. 231/2001.

Al fine di estendere i principi di comportamento e le regole di condotta previste dal MOG alle società italiane del Gruppo per le quali non si è ritenuto necessario precedere all'adozione del MOG stesso e alle società estere, e per la volontà di ricercare un sempre maggior livello di compliance a tutte le normative applicabili e per spirito di rispetto della legalità e dell'eticità nello svolgimento del business, Interpump Group ha deciso di dotarsi di un Global Compliance Program. Il Global Compliance Program di Interpump Group S.p.A. definisce un Modello di gestione ed organizzazione delle attività in linea con le Best Practice internazionali per prevenire misconduct negli ambiti del Decreto, ovvero negli ambiti ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani e alla lotta alla corruzione attiva e passiva. Al momento è stata completata la sezione del Global Compliance Program relativa al tema della corruzione che si sostanzia in linee guida in tema di anti‐corruzione mediante la definizione di criteri di condotta e istruzioni operative da seguire al fine di mitigare il rischio di commissione dei reati. Il Global Compliance Program sarà adottato da tutte le società del Gruppo Interpump e la corretta attuazione di quanto previsto sarà monitorata, sulla base di indicatori definiti ad hoc, dalla funzione Compliance tramite un piano di audit specifico.

8 Disponibile sul sito internet aziendale

Alcune Società del Gruppo hanno adottato e implementato sistemi di gestione della qualità certificati aisensi della norma internazionale UNI EN ISO 90019 ; taluni stabilimenti sono certificati UNI ISO/TS 16949:200910. Inoltre, alcune società hanno adottato e implementato sistemi di gestione ambientale certificati aisensi della norma internazionale UNI EN ISO 14001:2004 ‐ in alcuni casi è stato avviato il processo di aggiornamento del sistema per rispondere ai nuovi requisiti della 14001:2015 ‐ e sistemi di gestione della sicurezza certificati ai sensi della norma internazionale ISO 45001.

Il top management di Interpump riconosce, come principio imprescindibile, il rispetto delle leggi e dei regolamenti in vigore nei paesi in cui operano le aziende del Gruppo le quali hanno l'obbligo di attenersi a tali leggi e regolamenti senza possibilità di deroga alcuna.

3.4. Indicatori di performance

Coerentemente con il Decreto, il Gruppo Interpump ha selezionato alcuni indicatori GRI che possano agevolare la corretta ed equilibrata comprensione dell'andamento dell'impresa, dei suoi risultati e dell'impatto della sua attività in quell'ambito.

Il set di indicatori GRI ha lo scopo di favorire la comparabilità e uniformità dei dati presentati, ma allo stesso tempo garantisce una rappresentazione coerente delle performance ambientali e sociali nei diversi settori in cui opera il Gruppo.

Tale rendicontazione dovrebbe pertanto integrare la lettura integrata degli aspetti economico‐finanziari, sviluppando così una comprensione più approfondita dell'attività aziendale e dei suoi riflessi socio‐ ambientali.

9 Al momento della redazione della presente DNF il 48% delle Società incluse nella presente reportistica, che contribuiscono all'81% del fatturato consolidato, hanno implementato sistemi di gestione della qualità, per lo più certificati ai sensi della ISO 9001.

10 "Requisiti particolari per l'applicazione della ISO 9001:2008 per la produzione di serie e delle parti di ricambio nell'industria automobilistica"

4) Ambito Ambientale

Temi rilevanti

Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), i temi ambientali rilevanti per IPG risultano essere:

  • ‐ emissioni in atmosfera (gas ad effetto serra ed emissioni di inquinanti);
  • ‐ consumi energetici;
  • ‐ prelievi idrici;
  • ‐ scarichi di acque reflue;
  • ‐ rifiuti;
  • compliance ambientale.

Rischi

I principali rischi identificati in ambito ambientale, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:

  • ‐ rischi operativi ‐ legati al basso controllo del consumo energetico, all'impiego delle risorse idriche e alla gestione degli scarichi idrici;
  • ‐ rischi di compliance la non conformità ai requisiti normativi, nazionali o locali, riguardanti il tema ambientale potrebbe comportare sanzioni pecuniarie, procedimenti penali (es.:reati inclusi nel D.lgs. 231/01), nonché eventuali danni ambientali.
Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
Operativi Monitoraggio dei consumi energetici,
dell'impiego delle risorse idriche e della
gestione degli scarichi idrici
(attività in corso)
 Sistemi di gestione ambientale certificati
ai sensi della norma internazionale UNI
EN ISO 14001:200411 ‐ con riferimento ad
alcune società/stabilimenti (in alcuni casi
è stato avviato il processo di
aggiornamento del sistema per
rispondere ai nuovi requisiti della
14001:2015)
Compliance  Codice Etico – con particolare riferimento
all'impegno a salvaguardare l'ambiente e
all'adozione delle misure più idonee a
preservare l'ambiente stesso, attraverso
un continuo orientamento alla
progressiva riduzione degli impatti diretti
e indiretti della propria attività, sia in
ambito locale (qualità del suolo, dell'aria
e dell'acqua del territorio in cui opera) sia
con riferimento alle sfide globali
(biodiversità e cambiamenti climatici).
 Politiche ambientali – relativamente alle
società/stabilimenti dove siano
 Parte speciale del Modello di
Organizzazione e Gestione –
relativamente alle società italiane per cui
ne sia stata valutata l'opportunità in
considerazione dell'attività svolta e del
livello di rischio.

Global Compliance Program (in corso di
predisposizione) – relativamente a tutte
le società del gruppo che non sono dotate
di un Modello di Organizzazione e
Gestione
 Sistemi di gestione ambientale certificati
ai sensi della norma internazionale UNI

Gestione dei rischi

11 Al momento della redazione della presente DNF il 25% delle Società incluse nella presente reportistica, che contribuiscono al 44% del fatturato consolidato, hanno implementato sistemi di gestione ambientale (in gran parte certificati ai sensi della ISO 14001).

Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
implementati sistemi di gestione
ambientale.
EN ISO 14001:200412 ‐ con riferimento ad
alcune società/stabilimenti (in alcuni casi
è stato avviato il processo di
aggiornamento del sistema per
rispondere ai nuovi requisiti della
14001:2015)
 Coperture assicurative in caso di
inquinamento accidentale atmosferico o
del sottosuolo.Il perimetro di applicazione
è tutto il gruppo.

Indicatori di performance

Gli indicatori di performance mostrano quasi tutti trend in aumento sul triennio di rendicontazione, come conseguenza della strategia di crescita di IPG, sia organica che per via esterna (acquisizioni).

Utilizzo di risorse energetiche

[302‐1] Nel 2018 il Gruppo Interpump ha consumato risorse energetiche per un totale di 524.397 GJ, in aumento del 10,9% rispetto al 2017 (+8,3% al netto della variazione del perimetro di rendicontazione). Tale consumo è così ripartito: energia elettrica prelevata dalla rete13 per il 58,7%, gas naturale per il 28,3%, benzina per il 3,4%, gasolio per l'autotrazione per il 8,6% e altri per il restante 0,6%. Nella voce altri consumi energetici rientrano olio combustibile, energia elettrica autoprodotta e consumata e acqua calda acquistata. A titolo di raffronto, a seguito prevalentemente dell'incremento del volume di produzione, il fatturato consolidato è cresciuto del 11,6% organicamente, e di un ulteriore 6,1% per l'allargamento del perimetro. Si osserva pertanto che l'intensità energetica delle società preesistenti è diminuita, e quella delle società acquisite è notevolmente inferiore alla media di Gruppo.

Consumi
energetici
U.M. 2018 2017 2016
Energia
elettrica
dalla
rete
MWh 85.564 81.209 74.112
Gas
Naturale
m3 4.111.663 3.655.122 3.192.047
Benzina Litri 551.659 316.606 311.492
Gasolio Litri 1.299.726 921.434 947.138
Altri GJ 3.367 2.202 1.513
Totale
espresso
in
GJ
GJ 524.397 472.885 430.321

12 Al momento della redazione della presente DNF il 25% delle Società incluse nella presente reportistica, che contribuiscono al 44% del fatturato consolidato, hanno implementato sistemi di gestione ambientale (in gran parte certificati ai sensi della ISO 14001).

13 La percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e consumata dal Gruppo dipende dai singoli mix elettrici nazionali. Per l'Italia è inoltre presente un autoconsumo di elettricità rinnovabile prodotta da fotovoltaico, come meglio specificato alla pagina seguente.

Seppure i consumi energetici avvengano in siti dislocati a livello globale e che presentano profili energetici molto diversi tra loro, allo scopo di fornire una descrizione dei principali consumi e quindi contestualizzare i dati numerici, si può affermare che la maggior parte dei consumi di energia elettrica, sebbene una quota sia riconducibile ad apparecchiature legate ad attività di ufficio e in alcuni casi anche al riscaldamento, è legata alle esigenze produttive. D'altra parte, la quota predominante dei consumi di gas naturale è riconducibile per la maggior parte ad esigenze di riscaldamento degli ambienti e in parte ad applicazioni industriali. Il consumo di gasolio e di benzina è invece legato principalmente all'utilizzo di veicoli aziendali.

L'aumento dei consumi energetici è stato accompagnato da un aumento di energia rinnovabile autoprodotta tramite l'installazione di pannelli fotovoltaici che, complessivamente, hanno portato ad una produzione di 1.169 MWh, di cui il 65,6% è stata auto‐consumata, mentre la quota parte restante è stata immessa nella rete.

[302‐3] L'intensità energetica14 a livello di Gruppo, nel 2018 è pari a 0,41 GJ/ k€, in diminuzione di 0,03 GJ/ k€ rispetto all'anno precedente (0,04 GJ/ k€ al netto dell'effetto cambi) per i motivi sopra esposti.

Impiego di risorse idriche

[303‐1] Il prelievo complessivo di acqua è di circa 368 mila metri cubi per il 2018, in aumento del 10,5% rispetto al 2017, utilizzato principalmente per uso civile, produttivo e antincendio. La variazione del perimetro di rendicontazione non ha influito sull'aumento dei prelievi idrici che è pertanto dovuto all'incremento delle esigenze produttive. Tale fabbisogno è soddisfatto in misura pressoché analoga tramite approvvigionamento da acquedotto e tramite prelievo da pozzo (di proprietà o in concessione).

14 Calcolata come di seguito: energia totale consumata [GJ] / fatturato [k€], dove con energia totale consumata si intende il totale dei consumi energetici come da disclosure GRI n. 302‐1

Prelievi idrici

Fonte U.M. 2018 2017 2016
Rete
pubblica
(acquedotto)
m3 185.901 160.625 143.959
Pozzi
di
proprietà/in
concessione
m3 173.503 172.019 119.290
Altre
fonti
m3 8.478 718
Corpi
idrici
superficiali
m3 176
Totale m3 367.882 332.820 263.967

Rapportando i prelievi idrici al fatturato si assiste ad un leggero calo dell'indicatore nel 2018 rispetto all'anno precedente: da 0,31 m3 /k€ a 0,29 m3 /k€, con un decremento di 0,02 m3 /k€. Il decremento risulta ancora più marcato, 0,03 m3 /k€ considerando il fatturato al netto dell'effetto cambi).

Intensità
prelievi
idrici
U.M. 2018 2017 2016
Prelievi
idrici
m3 367.882 332.820 263.967
Ricavi
consolidati
k€ 1.279.167 1.086.547 922.818
Intensità
prelievi
idrici
m3/k€ 0,29 0,31 0,29

[306‐1] L'acqua di processo15 scaricata nel corso del 2018, pari complessivamente a circa 241 mila metri cubi (+9,7% rispetto all'anno precedente), viene destinata quasi completamente alla fognatura, nel rispetto delle autorizzazioni concesse. L'utilizzo dell'acqua è proporzionalmente calato rispetto alla crescita del fatturato aziendale.

Scarichi idrici

Destinazione U.M. 2018 2017 2016
Fognatura m3 235.433 216.934 164.194
Corpi
idrici
superficiali
m3
Altre
destinazioni
m3 5.261 2.402 2.378
Totale m3 240.694 219.336 166.572

Emissioni in atmosfera

Le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra (di seguito anche GHG) del Gruppo sono state calcolate in termini di emissioni:

Scopo 1 ‐ emissioni dirette

Scopo 2 ‐ emissioni indirette energetiche

[305‐1] Nel Gruppo le emissioni di Scopo 1 corrispondono alle emissioni di GHG derivanti:

  • o dall'utilizzo di combustibili (benzina, gasolio, olio combustibile e gas naturale);
  • o dalle perdite di gas refrigeranti dagli impianti di condizionamento/refrigerazione.

15 Coerentemente con l'anagrafica della disclosure 306‐1 degli Standard GRI, non sono stati considerati gli scarichi di acque reflue civili e la prima pioggia. Come esplicitato al §4, la qualità degli scarichi idrici deve rispettare le disposizioni normative applicabili localmente.

Nel 2018 le emissioni derivanti dai combustibili sono state pari a 13.218 tonnellate di CO2eq, mentre il contributo relativo ai refilling degli impianti di condizionamento e refrigerazione è stato di 339 tonnellate di CO2eq. Il totale delle emissioni di Scopo I del Gruppo Interpump è pertanto di 13.557 tonnellate di CO2eq (in aumento rispetto all'anno precedente, +21,2%).

Emissioni
di
GHG ‐ Dirette
U.M. 2018 2017 2016
Combustibili ton
CO2eq
13.218 10.866 9.951
Refilling
gas
refrigeranti
ton
CO2eq
339 321 95
Totale
emissioni
Scopo
1
ton
CO2eq
13.557 11.188 10.046

Le maggiori emissioni derivanti dai combustibili rispetto al 2017, pari al 21,6%, sono riconducibili alla variazione del perimetro di rendicontazione per un 5,4%, al maggior utilizzo una‐tantum di generatori di corrente a gasolio in India per un 4,3%16 e per la restante parte ad un maggiore consumo di gas destinato al riscaldamento soprattutto da parte delle società americane del gruppo disclocate nello stato del Michigan e dell'Indiana.

Al netto della componente straordinaria indiana, l'incremento di emissioni risulta proporzionale all'aumento del fatturato consolidato.

[305‐2] Le emissioni di Scopo 2 sono legate principalmente all'energia elettrica acquistata e solo marginalmente a quella termica acquistata. Premesso che l'energia necessaria per le attività Gruppo, ad eccezione di quanto autoprodotto con gli impianti fotovoltaici, è fornita da aziende esterne, nel 2018 le emissioni riconducibili allo Scopo 2 (metodo location based) ammontano a 35.19017 tonnellate di CO2eq (in aumento rispetto all'anno precedente del 3,1%).

Emissioni
di
GHG ‐ Indirette
U.M. 2018 2017 2016
Indirette
da
elettricità ‐ Location
Approach
ton
CO2eq
35.188 34.146 30.908
indirette
da
energia
termica
ton
CO2eq
2 2 3
Totale
emissioni
Scopo
2
ton
CO2eq
35.190 34.148 30.911

Le maggiori emissioni di Scopo 2 rispetto al 2017 sono riconducibili alla variazione del perimetro di rendicontazione per l'1,2% e per la restante parte all'incremento della produzione; a tale riguardo si sottolinea che l'incremento è stato contenuto in Cina e in India grazie ai nuovi stabilimenti che hanno coefficienti di efficienza energetica migliori rispetto al passato. Indirette da elettricità ‐ Market Approach (17) ton CO2eq 42.905 40.601 37.155

16 A inizio 2018, a causa di ritardi negli allacciamenti elettrici del nuovo stabilimento Walvoil in India, si è reso necessario il ricorso temporaneo a generatori di corrente a gasolio per salvaguardare la continuità della produzione.

17 Le emissioni riconducibili allo Scopo 2 sono state calcolate tramite il cosiddetto "Location Approach". Utilizzando il "Market Approach", invece, le emissioni nel 2018 sarebbero state pari a a 42.907 ton CO2eq.

[305‐4] L'intensità di emissione di GHG18 per il 2018 è inferiore al dato del 2017: 0,038 tCO2/k€ rispetto a 0,042 tCO2/k€, grazie ai migliori coefficienti di efficienza energetica sopra descritti; al netto dell'effetto cambi sul fatturato il miglioramento risulta ancora più marcato.

Intensità
emissioni
di
GHG
U.M. 2018 2017 2016
Totale
emissioni
GHG
ton
CO2eq
48.747 45.336 40.957
Ricavi
consolidati
k€ 1.279.167 1.086.547 922.818
Intensità
emissioni
GHG
tCO2/k€ 0,038 0,042 0,044

[305‐7] Oltre ai GHG, un altro impatto ambientale generato dal Gruppo è rappresentato dalle emissioni dirette di inquinanti in atmosfera.

Tra questi, come prevedibile date le tipologie di attività svolte presso gli stabilimenti produttivi di Interpump, la parte relativamente più rilevante è costituita dalle polveri: nel 2018 le emissioni di polveri sono pari a 3,49 tonnellate, con un aumento del 2% rispetto al 2017, notevolmente inferiore rispetto all'aumento del volume produttivo, mentre le emissioni di ossidi di azoto (NOx) sono diminuite da 2,21 a 1,63 tonnellate nel biennio di riferimento.

Rifiuti prodotti

[306‐2] Nel 2018 sono state generate complessivamente dal Gruppo circa 26 mila tonnellate di rifiuti, di cui l'88% non pericolosi e il 12% pericolosi. La variazione rispetto all'anno precedente, pari al 15,4%, è in linea con l'aumento dei volumi di produzione.

18 Calcolata come di seguito: emissioni totali GHG [tonCO2eq] / fatturato [k€]

Il principale rifiuto, in termini quantitativi, prodotto dal Gruppo è rappresentato da limatura e trucioli di metalli ferrosi la cui quantità, con un aumento del 19,7% rispetto all'anno precedente in larga parte dovuta all'aumento dei volumi di produzione, si attesta su 14 mila tonnellate nel 2018 (pari al 54,0% del totale complessivo dei rifiuti generati).

Rifiuti non pericolosi U.M. 2018 2017 2016
12.01.01 ‐ Limatura e trucioli di metalli ferrosi ton 13.883 11.596 10.965
12.01.02 ‐ Polveri e particolato di metalli ferrosi ton 990 749 717
12.01.99 ‐ Rifiuti non specificati altrimenti ton 703 1.090 665
15.01.01 ‐ Imballaggi di carta e cartone ton 782 679 756
17.04.05 ‐ Ferro e acciaio ton 1.467 1.651 860
20.03.01 ‐ Rifiuti urbani non differenziati ton 1.812 1.499 768
Altri ton 3.069 2.311 2.482
Totale ton 22.706 19.576 17.213

Si riportano di seguito alcune tra le principali categorie di rifiuti non pericolosi:

Per quanto riguarda invece i rifiuti pericolosi, emulsioni e soluzioni per macchinari rappresentano il rifiuto che viene prodotto in quantitativo maggiore (pari a circa il 6,6% del totale complessivo dei rifiuti generati nel 2018, 7,0% nel 2017).

Rifiuti pericolosi U.M. 2018 2017 2016
12.01.09* ‐ Emulsioni e soluzioni per macchinari ton 1.705 1.550 1.374
12.03.01* ‐ Soluzioni acquose di lavaggio ton 455 412 497
15.02.02* ‐ Assorbenti, materiali filtranti 166 145 145
08.01.19* ‐ Sospensioni acquose contenenti pitture e vernici 12 64 92
Altri ton 634 496 461
Totale ton 2.972 2.668 2.569

Complessivamente, nel 2018 sono state recuperate circa 14.409 tonnellate di rifiuti (13.602 tonnellate nel 2017) a fronte di circa 11.269 tonnellate inviate a smaltimento (8.641 tonnellate nel 2017).

In particolare, per quanto riguarda la destinazione finale dei rifiuti non pericolosi, nel 2018 è stato destinato a recupero circa il 62,1% (14.103 ton), 67,9% (13.306 ton) nel 2017, a fronte di un invio a smaltimento pari al 37,8% (8.603 ton), 32% (6.269 ton) nel 2017. Delle 2.972 tonnellate di rifiuti pericolosi prodotte (l'11,4% in più rispetto all'anno precedente), 306 tonnellate (pari al 10,2% del totale dei rifiuti pericolosi) sono inviate a recupero e 2.666 tonnellate a smaltimento.

Si rileva infine che, sulla base delle buone prassi legate ai sistemi di gestione ambientale implementati in alcune Società del Gruppo e data la crescente attenzione a tematiche di sostenibilità, nel triennio di rendicontazione alcuni fornitori di IPG sono stati sottoposti ad una valutazione attinente le tematiche ambientali; si riscontra un aumento di tale pratica nel periodo in esame.

[307‐1] Nel triennio di riferimento il numero e il valore delle sanzioni monetarie per non compliance con leggi e/o regolamenti in tema ambientale è stato irrilevante.

5) Ambito Sociale

Temi rilevanti

Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), i temi rilevanti per IPG in ambito sociale, che non sono già trattati in dettaglio in ambiti più specifici (è il caso ad esempio degli aspetti attinenti la gestione del personale e della salute e sicurezza sul lavoro), risultano legati alla salute e sicurezza del cliente a seguito dell'utilizzo dei prodotti venduti dal Gruppo.

Rischi

I principali rischi identificati in ambito sociale, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:

  • rischi operativi, all'etichettatura di prodotto (ovvero a quelle informazioni che accompagnano il prodotto descrivendone le caratteristiche) nonché alla politica di mercato (es. comportamento sleali e non corretti nei confronti dei concorrenti).
  • rischi di compliance e rischi legali, dovuti al mancato rispetto di adempimenti normativi nonché a seguito di danni a cose o persone imputabili al prodotto legati alla sicurezza nell'utilizzo dei prodotti commercializzati dalle società del Gruppo.
Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
Operativi Codice Etico – con particolare
riferimento, in aggiunta a quanto sopra
rilevato, all'impegno a garantire
adeguati standard di qualità dei
servizi/prodotti offerti sulla base di
livelli predefiniti e al monitoraggio
periodico della qualità percepita.
Sistemi di gestione della qualità
certificati ai sensi della norma
internazionale ISO 9001 – con
riferimento ad alcune
società/stabilimenti (Monitoraggio delle
non conformità segnalate da parte dei
clienti)
Programmi di formazione tecnica
Compliance Codice
Etico

con
particolare
riferimento
alla
piena
e
scrupolosa
osservanza
alle
regole
antitrust
e
a
quanto
disposto
dalle
Authority
regolatrici del mercato.
I
rapporti
con
i
concorrenti
sono
caratterizzati da lealtà e correttezza e il
Gruppo
disapprova
qualsiasi
comportamento
che
possa
costituire
impedimento o turbamento.
Il Gruppo garantisce che le sue attività
vengano svolte in modo tale da non
violare in alcuna circostanza le leggi
internazionali di embargo e controllo
delle esportazioni vigenti nei Paesi nei
quali essa opera.
 Parte speciale del Modello di
Organizzazione e Gestione –
relativamente alle società italiane per cui
ne sia stata valutata l'opportunità in
considerazione dell'attività svolta e del
livello di rischio.

Global Compliance Program (in corso di
predisposizione) – relativamente a tutte
le società del gruppo che non sono dotate
di un Modello di Organizzazione e
Gestione.
 Coperture assicurative ‐assicurazione
responsabilità civile prodotti.

Gestione dei rischi

Indicatori di performance

[206‐1] Nel triennio di riferimento non sono state intraprese azioni legali relative a concorrenza sleale, anti‐ trust e pratiche monopolistiche che abbiano riguardato o coinvolto il Gruppo Interpump.

[416‐2] A livello di Gruppo Interpump, nel 2018 non sono stati rilevati casi di non conformità a norme in materia di sicurezza dei prodotti a fronte dei quali si sia resa necessaria l'attivazione della polizza richiamo prodotti.

Si rileva infine che nel triennio di rendicontazione alcuni fornitori di IPG sono stati sottoposti ad una valutazione attinente le tematiche sociali. In ogni caso si rileva che i principi attinenti al rispetto di tali tematiche sono riportati all'interno del Codice Etico che è oggetto di distribuzione ai principali fornitori.

6) Ambito attinente al personale

Temi rilevanti

Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), i temi attinenti al personale rilevanti per IPG risultano essere:

  • ‐ salute e sicurezza sul lavoro;
  • ‐ gestione del personale (gestione della forza lavoro, tra cui dei dipendenti e dei lavoratori interinali);
  • ‐ sviluppo e valorizzazione della forza lavoro;
  • ‐ diversità e pari opportunità.

Rischi

I principali rischi identificati nell'ambito attinente al personale, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:

  • rischi operativi, legati alla gestione dei cambiamenti (ad esempio rischi legati all'incapacità/difficoltà di trovare nuove risorse qualificate/specializzate), alla tutela delle minoranze (di genere ‐ dato il core business del Gruppo, linguistiche, ecc.) e in generale alla gestione della forza lavoro (dipendenti e lavoratori interinali) in Paesi diversi del mondo.
  • rischi di compliance, dovuti al mancato rispetto di adempimenti normativi con riferimento alle norme sull'impiego e alla sicurezza sul lavoro. Eventi di questo tipo potrebbero esporre l'Azienda a sanzioni e procedimenti anche penali (es.: reati inclusi nel D.lgs. 231/01). Nonché ad eventuali contestazioni, ad esempio da parte dei dipendenti (es. carenze in ambito SSL, occupazione e salari, ecc.)
Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
Operativi Programmi di formazione in tema di
salute e sicurezza sul lavoro
Politiche di successione e politiche sulla
diversity
con
riferimento
alla
capogruppo (in corso di valutazione)
 Sistemi di gestione salute e sicurezza sul
lavoro certificati ai sensi della norma
internazionale ISO 45001 ‐ 2018 ‐ con
riferimento ad alcune società/stabilimenti
Compliance Codice Etico – in particolare assicurando
pari opportunità e ispirando la propria
condotta a principi volti a riconoscere il
valore
delle
risorse
umane,
con
particolare riferimento all'integrità fisica
e morale dei suoi collaboratori e alla
corretta
gestione
del
personale,
prevedendo che ogni responsabile sia
tenuto a valorizzare il tempo di lavoro
dei collaboratori richiedendo prestazioni
coerenti
con
l'esercizio
delle
loro
mansioni e con i piani di organizzazione
del lavoro.
Inoltre,
il
Gruppo
si
impegna
a
diffondere e consolidare la cultura della
sicurezza,
realizzando
interventi
di
 Parte speciale del Modello di
Organizzazione e Gestione –
relativamente alle società italiane per cui
ne sia stata valutata l'opportunità in
considerazione dell'attività svolta e del
livello di rischio.
 Global Compliance Program (in corso di
predisposizione) – relativamente a tutte
le società del gruppo che non sono dotate
di un Modello di Organizzazione e
Gestione
 Sistemi di gestione salute e sicurezza sul
lavoro certificati ai sensi della norma
internazionale ISO 45001 ‐ 2018 ‐ con
riferimento ad alcune società/stabilimenti
 Coperture assicurative – assicurazione
responsabilità civile operai.

Gestione dei rischi

Tipologia di rischio Gestione del rischio
Politiche Modello
natura
tecnica
ed
organizzativa
e
ispirando la propria condotta a principi
volti a prevenire irischi ed evitare ciò che
è pericoloso.
Politiche in materia di sicurezza sui
luoghi di lavoro – relativamente alle
società/stabilimenti dove siano
implementati sistemi di gestione della
sicurezza.

Indicatori di performance

Gli indicatori di performance mostrano quasi tutti trend in aumento nel 2018, come conseguenza della strategia di crescita di IPG, sia organica che per via esterna (acquisizioni).

Salute e Sicurezza sul Lavoro

[403‐2] Nel 2018 sisono registrati complessivamente 17rtuni che hanno coinvolto i dipendenti (+17,9% rispetto al 2017).

A gennaio 2018 un operaio dello stabilimento di una società controllata acquisita a febbraio 2017, è deceduto in seguito alle ferite riportate dalla caduta accidentale di un serbatoio. Le verifiche effettuale dalla società e dagli enti preposti circa l'idoneità delle procedure/protocolli adottati in tema di sicurezza sul lavoro sono risultate idonee.

La politica di crescita per linee esterne, e in generale la maggiore attenzione alle tematiche di sicurezza sul lavoro da parte di un gruppo industriale quotato in Borsa rispetto alla media delle aziende acquisite, rendono possibili variazioni anche significative dei dati da un anno al successivo. A dimostrazione di ciò, al netto della variazione del perimetro di rendicontazione il numero degli infortuni nel 2018 risulterebbe in diminuzione del 14,5% rispetto al 2017. Di seguito si riportano i principali dati ed indici infortunistici19 sul triennio di rendicontazione, con l'indicazione dei dettagli per genere.

Salute e sicurezza 2018 2017 2016
Donna Totale Uomo Donna Totale Uomo Donna Totale
Infortuni occorsi (num.) 155 16 171 128 17 145 104 15 119
Indice di frequenza infortuni (IR) 3,1 1,8 2,9 2,9 2,0 2,7 2,8 2,1 2,7
Indice di malattie professionali (ODR) 0,1 0,3 0,1
Indice di gravità (LDR) 78,2 62,1 75,6 59,7 40,5 56,5 61,8 34,8 57,1
N° giorni persi medi per dipendente 0,77 0,56 0,73 0,59 0,38 0,55 0,60 0,33 0,55
Infortuni mortali (num.) 1 1
Uomo

A livello di area geografica i valori di cui sopra sono così dettagliati:

19 Injury rate (IR) = (num. infortuni / num. ore lavorate) * 200.000

Occupational disease rate (ODR) = (num. malattie professionali / num. ore lavorate) * 200.000

Indice di gravità (LDR) = (num. giornate perse per infortunio e malattia professionale / num. ore lavorabili) * 200.000, dove le giornate perse rappresentano i giorni di calendario persi a partire dal giorno seguente l'infortunio

2018
Salute e sicurezza
Dettaglio per area geografica
Consolidato Italia Resto
d'Europa
Nord
America
Far east e
Oceania
Resto del
Mondo
Infortuni occorsi (num.) 171 81 60 6 3 21
Dipendenti Indice di frequenza infortuni (IR) 2,9 3,3 4,8 0,7 0,7 2,4
Indice di malattie professionali (ODR)
Indice di gravità (LDR) 75,6 102,4 86,0 37,5 40,4 43,4
N° giorni persi medi per dipendente 0,73 0,91 0,74 0,38 0,38 0,65
Infortuni mortali (num.) 1 1

Si forniscono inoltre i dati e l'indice di frequenza infortuni per i lavoratori interinali; in questo caso, il numero complessivo di infortuni nel 2018 è stato pari a 11 (6 nel 2017).

2018 2017 2016
Salute e sicurezza Uomo Donna Totale Uomo Donna Totale Uomo Donna Totale
Lavoratori interinali
Infortuni occorsi (num.) 9 2 11 6 6 17 4 21
Infortuni mortali (num.)

Il tasso di assenteismo20 relativo ai dipendenti nel 2018 si è attestato al 3,2%.

Tasso di assenteismo per
i dipendenti (AR)
2018 2017 2016
Uomo 3,1% 2,9% 3,1%
Donna 3,6% 3,4% 3,4%
Totale 3,2% 3,0% 3,2%

Impiego

[102‐8, 405‐1_b] Il numero di dipendenti del Gruppo Interpump è in continuo aumento negli anni ed è più che raddoppiato nell'ultimo decennio (si veda la Relazione sulla Gestione 2018 per maggiori dettagli). Al 31 dicembre 2018 l'organico è composto da 6.516 unità, in crescita del 10,2% rispetto all'anno precedente. L'incremento registrato nel corso dell'anno è dovuto principalmente alla variazione del perimetro di rendicontazione; infatti l'incremento al netto di tale variazione è stato pari al 2,5%. Anche per via della percezione sociale dell'industria metalmeccanica, buona parte dei dipendenti sono uomini (83% nel 2018). Analizzando i dati del personale per area geografica si rileva che l'Italia pesa, da sola, circa il 46%.

20 Absentee rate (AR), espresso in percentuale: numero di giorni di assenteismo (giorni persi per malattia + assenza ingiustificata) / numero di giorni lavorabili

La suddivisione del personale per età mostra una rappresentanza maggioritaria (58%) della fascia da 30 a 50 anni; il 26% è costituito da risorse con più di 50 anni mentre la parte restante (16%, pari a 1.066 unità) è rappresentata da giovani under 30.

Dipendenti 2018 2017 2016
< 30 30 ‐ 50 > 50 Totale < 30 30 ‐ 50 > 50 Totale < 30 30 ‐ 50 > 50 Totale
Operai 764 2.248 1.016 4.028 697 2.084 899 3.680 625 1.903 780 3.308
Categoria Impiegati e quadri 301 1.407 607 2.315 291 1.287 524 2.102 236 1.029 437 1.702
Dirigenti 1 87 85 173 59 71 130 56 64 120
Totale 1.066 3.742 1.708 6.516 988 3.430 1.494 5.912 861 2.988 1.281 5.130

Per quanto riguarda la composizione per categoria del personale, i dati mostrano trend costanti sul triennio 2016‐2018; in particolare, il 61,8% è costituito da operai, il 35,5% da impiegati e quadri mentre la quota restante è rappresentatati dai dirigenti.

Dipendenti 2018 2017 2016
Uomo Donna Totale Uomo Donna Totale Uomo Donna Totale
contratto
di
Tipo
Full‐time
Part‐time
5.342
44
964
166
6.306
210
4.863
41
853
155
5.716
196
4.199
28
749
154
4.948
182
Totale 5.386 1.130 6.516 4.904 1.008 5.912 4.227 903 5.130

I dirigenti sono pressoché ugualmente distribuiti nelle fasce 30‐50 e over 50 mentre la categoria degli operai e quella di impiegati e quadri sono rappresentate, in ordine, dalla fascia d'età intermedia (rispettivamente per il 56% e il 61%), da over 50 (rispettivamente per il 24% e il 25%) e da under 30 (rispettivamente per il 19% e il 13%).

I dipendenti hanno per lo più un contratto a tempo pieno (96,8%); la quota parte di contratti part‐time (pari complessivamente a 210 casi nel 2018) è concessa in massima parte alle donne (79,0%).

La forza lavoro del Gruppo Interpump è costituita oltre che da dipendenti (83%) anche da lavoratori interinali, nel 2018 pari a 1.338 unità.

Di questi lavoratori, il 97,1% sono operai e in massima parte uomini (93,9%). I lavoratori interinali sono per il 62,7% under 30 e per il 34,5% nella fascia di età compresa tra i 30 e 50 anni.

[401‐1] Si evidenzia come premessa che il numero delle assunzioni e cessazioni è fortemente influenzato dal turnover dei dipendenti a tempo determinato. A questo proposito, si ricorda che la principale acquisizione del 2018, GS‐Hydro, realizza sistemi di tubazioni per progetti in campo industriale, navale, energetico. Tali sistemi vengono messi in opera da squadre di operai assunte per la durata del progetto.

Il numero complessivo di assunzioni nel 2018 è stato pari a 1.142, +27,3% rispetto al 2017, il cui incremento è dovuto principalmente ai seguenti fattori:

  • ‐ variazione del perimetro di rendicontazione (+24,2 %) con particolare riferimento a GS‐Hydro;
  • ‐ incremento del volume di produzione registrato nell'anno in corso e maggior utilizzo di manodopera con contratto a tempo determinato.
Assunzioni 2018 2017 2016
Numero Tasso Numero Tasso Numero Tasso
Uomini 998 19% 793 16% 611 14%
Genere Donne 144 13% 104 10% 71 8%
Totale 1.142 18% 897 15% 682 13%
< 30 413 39% 436 44% 348 40%
Età 30 ‐ 50 613 16% 372 11% 270 9%
> 50 116 7% 89 6% 64 5%
Totale 1.142 18% 897 15% 682 13%

Nel 2018 le cessazioni invece sono state pari a 1.040 in aumento rispetto al 2017 del 60,5% (+28,4% al netto della variazione del perimetro di rendicontazione).

Cessazioni 2018 2017 2016
Numero Tasso Numero Tasso Numero Tasso
Genere Uomini 952 18% 546 11% 471 11%
Donne 88 8% 102 10% 61 7%
Totale 1.040 16% 648 11% 532 10%
< 30 252 24% 247 25% 224 26%
Età 30 ‐ 50 607 16% 302 9% 216 7%
> 50 181 11% 99 7% 92 7%
Totale 1.040 16% 648 11% 532 10%

Di seguito si riportano i dettagli relativi alle assunzioni e cessazioni per il periodo di rendicontazione e ai conseguenti tassi di turnover in entrata e in uscita21; sono inoltre indicati i numeri relativi alle assunzioni e cessazioni del 2018 per area geografica.

21 Tasso di turnover in entrata calcolato come di seguito: (numero di assunzioni/ totale dei dipendenti) x 100; Tasso di turnover in uscita calcolato come: (numero di cessazioni/ totale dei dipendenti) x 100

Assunzioni e dimissioni per area geografica ‐ 2018

Il Gruppo Interpump ritiene di aver impostato un dialogo con le parti sociali trasparente e tempestivo, e comunque conforme alle normative e alle leggi dei diversi paesi in cui le società operano.

Sviluppo e valorizzazione della forza lavoro

[404‐1] Un aspetto rilevante della gestione del personale è l'attenzione alle proprie risorse, che può concretizzarsi in molteplici forme; tra queste, una delle principali attività è la formazione dei dipendenti.

Nel 2018 sono state erogate complessivamente più di 74.900 ore di formazione, in aumento rispetto al 2017 del 27,4%, 16,6 % a parità di perimetro di rendicontazione. Le ore di formazione pro‐capite nel 2018 sono risultate pari a 11,5 in leggero aumento rispetto a quanto erogato nel 2017 (10 ore).

Gli ambiti principali del training in Interpump sono la salute e sicurezza sul lavoro e la formazione tecnica.

Di seguito si riportano i dettagli relativi alle ore di formazione pro‐capite erogate nel periodo di rendicontazione.

Ore
di
formazione
pro‐capite
2018 2017 2016
h/dip
h/dip h/dip
Genere Uomini 11,9 9,4 10,6
Donne 9,8 12,8 9,9
Totale 11,5 10,0 10,5
Operai 11,0 7,8 8,1
Categoria Impiegati
e
quadri
12,3 13,5 14,7
Dirigenti 13,1 13,5 14,0
Totale 11,5 10,0 10,5

[405‐1_a] Con riferimento alla diversity degli organi di amministrazione si fornisce l'informativa inerente la suddivisione dei componenti dei CdA del Gruppo, per genere e per età. In particolare, nel 2018, su un totale di 229 soggetti (alcuni dei quali presenti in più organi di amministrazione), il 94,8% è rappresentato da uomini (+6,5% rispetto al 2017); con riferimento all'età si rileva che il 47,2% è over 50 mentre la quota parte restante è ricompresa nella fascia d'età tra i 30 e i 50 anni.

[406‐1] A livello di Gruppo Interpump, nel 2018 e nel 2017 non sono statisegnalati episodi di discriminazione. A fronte di due episodi nel 2016, che hanno riguardato due casi di "racial harassment", oggetto della necessaria investigazione al termine della quale la società ha proceduto alla consegna del documento "Zero tolerance for harassment Policy" e in uno dei due casi ha proceduto anche ad un richiamo verbale.

7) Ambito attinente al rispetto dei diritti umani

Temi rilevanti

Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), non sono emersi temi specifici, rilevanti per IPG, attinenti al rispetto dei diritti umani. Ciò nonostante, essendo uno dei 5 ambiti esplicitamente indicati dal legislatore italiano, si fornisce di seguito una sintetica informativa in merito.

Rischi

I principali rischi identificati con riferimento al rispetto dei diritti umani, che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale nel medio‐lungo periodo, sono riconducibili a:

  • rischi operativi, legati ad una non efficace gestione di eventuali criticità in materia di abuso dei diritti umani, reali o presunti.
  • rischi di compliance e legali, in caso di gestione di eventuali cause legate alla violazione (reale o presunta) dei diritti umani universalmente riconosciuti, ad esempio il lavoro minorile o lavoro forzato,siano essi legati alla forza lavoro diretta o indiretta (catena di fornitura) o alle comunità locali in cui il Gruppo opera, specialmente in zone geografiche dove il rischio è maggiore.

Gestione dei rischi

Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
Compliance e legali
Operativi
Codice
Etico

con
particolare
riferimento
all'assicurazione di pari opportunità di
impiego nella selezione del personale
(evitando discriminazioni riguardo alla
razza, colore, sesso, religione,
nazionalità ed età.), all'impegno a
tutelare l'integrità morale dei
collaboratori garantendo il diritto a
condizioni di lavoro rispettose della
dignità della persona e alla non
tolleranza di alcuna forma di lavoro
irregolare. Inoltre, il Gruppo assicura il
rispetto delle pari opportunità anche
nella gestione del rapporto di lavoro e
nel mantenimento di luoghi di lavoro
privi di discriminazioni.

Parte speciale del Modello di
Organizzazione e Gestione –
relativamente alle società italiane per cui
ne sia stata valutata l'opportunità in
considerazione dell'attività svolta e del
livello di rischio.
 Global Compliance Program (in corso
di predisposizione) – relativamente a
tutte le società del gruppo che non
sono dotate di un Modello di
Organizzazione e Gestione

Indicatori di performance

[412‐3] I contratti con i fornitoriseguono iter approvativi diversi in base alla significatività del contratto stesso e tanto più il contratto è rilevante tanto più è soggetto ad una stringente gerarchia di controlli e passaggi approvativi. A livello di Gruppo Interpump, nel 2018, 2017 e 2016 sono stati stipulati rispettivamente 15, 13 e 24 contratti significativi22. Di tali contratti uno stipulato nel 2018 e uno stipulato nel 2016 comprendono precise clausole sul rispetto dei diritti umani.

22 Vengono considerati significativi, ai fini della presente reportistica, gli ordini di acquisto o contratti di valore complessivo superiore a euro 500.000 (per singolo ordine o contratto).

8) Ambito attinente alla lotta contro la corruzione (attiva e passiva)

Temi rilevanti

Sulla base delle analisi condotte (per dettagli in merito si rimanda alla descrizione trasversale applicabile ai 5 ambiti del D.lgs. 254/2016), il tema della lotta contro la corruzione risulta essere rilevante per IPG, non per la numerosità dei casi accertati, quanto per l'attualità del tema.

Rischi

Nell'ambito della lotta alla corruzione, i principali rischi che possono assumere rilievo nell'ottica del perseguimento della strategia aziendale di medio‐lungo periodo sono legati alla commissione di atti corruttivi da/verso la Pubblica Amministrazione e da/verso i privati.

In particolare, tali rischi possono essere riconducibili a:

  • rischi operativi
  • rischi di compliance e conseguente esposizione dell'organizzazione a sanzioni penali nei Paesi in cui è presente una normativa di contrasto della corruzione. I rischi legati alla corruzione possono lambire molteplici processi aziendali, dalla selezione delle controparti contrattuali alla gestione di omaggi, donazioni e spese di rappresentanza, dalla selezione del personale alla mancata trasparenza nella rendicontazione aziendale alla gestione dei flussi finanziari, ecc.

Gestione dei rischi

Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
Compliance e legali
Operativi
Codice
Etico

con
particolare
riferimento all'Anti Corruption Program
("ACP") che definisce la posizione del
Gruppo
rispetto
alla
lotta
contro
la
corruzione e definisce gli aspetti su cui
focalizzare
l'attenzione
per
prevenire
episodi di non compliance in tale ambito.
Inoltre,
il
Gruppo
è
fermo
nella
condanna
di
qualsiasi
forma
di
corruzione
pubblica
e/o
privata
richiedendo a ciascuna Società di porre
in essere tutte le necessarie azioni che
abbiano come fine quello di prevenire la
commissione di reati di corruzione in
ogni sua forma. Il Gruppo vieta qualsiasi
comportamento, da chiunque posto in
essere, consistente nel promettere od
offrire direttamente od indirettamente
denaro od altre utilità a soggetti privati,
Pubblici
Ufficiali
e/o
Incaricati
di
Pubblico Servizio locali o esteri, da cui
possa conseguire un indebito o illecito
interesse
o
vantaggio.
I
suddetti
comportamenti non sono consentiti né
se
tenuti
direttamente
da
una
delle
Società del Gruppo, dai suoi organi o
 Parte speciale del Modello di
Organizzazione e Gestione –
relativamente alle società italiane per cui
ne sia stata valutata l'opportunità in
considerazione dell'attività svolta e del
livello di rischio.
 Global Compliance Program –
relativamente a tutte le società del
gruppo che non sono dotate di un
Modello di Organizzazione e
Gestione. Con particolare riferimento
al tema della corruzione attiva e a
passiva, la sezione specifica dei Global
Compliance Program è ormai
completata e sarà adottata da parte
delle società del Gruppo nei prossimi
mesi
Gestione del rischio
Tipologia di rischio Politiche Modello
dipendenti, né se realizzati per il tramite
di persone che agiscono per conto del
Gruppo
e/o
di
ciascuna
Società
del
Gruppo.

Indicatori di performance

[205‐3] A livello di Gruppo Interpump nel triennio di rendicontazione non sono stati segnalati casi accertati di corruzione [415‐1] né casi di contributi politici versati.

[419‐1] Nel triennio di riferimento il numero e il valore delle sanzioni monetarie per non compliance con leggi e/o regolamenti in tema economico e sociale è stato irrilevante.

9) GRI Content Index

GRI Standard Nome dello standard Capitolo – pagina Omission
Aspetti Generali
102‐1 Name of the organization Par. 2) – pag. 6
102‐3 Location of headquarters Par. 2) – pag. 6
102‐4 Location of operations Par. 2) – pag. 7‐8
102‐5 Ownership and legal form Par. 2.2) – pag. 7‐8; Par. 2.4) – pag. 9
102‐6 Markets served Par. 2.3) – pag. 8‐9
102‐8 Information on employees and
other workers
Par. 6) – pag. 29‐30
102‐9 Supply chain Par. 2.3) – pag. 8‐9
102‐15 Key impacts, risks, and
opportunities 2016
Par. 3) – pag. 11‐15
102‐16 Values, principles, standards, and
norms of behaviour 2016
Par. 3) – pag. 11‐15
102‐17 Mechanisms for advice and
concerns about ethics
Par. 3.3) – pag. 14
102‐18 Governance structure 2016 Par. 2.4) – pag. 9
102‐45 Entities included in the consolidated
financial statements 2016
Par. 2.2) – pag. 7‐8
102‐46 Defining report content and topic
Boundaries 2016
Par. 3) – pag. 11‐13
102‐47 List of material topics 2016 Par. 3) – pag. 11‐13
102‐50 Reporting period 2016 Par. 1.1) – pag. 3
102‐52 Reporting cycle 2016 Par. 1.1) – pag. 3
102‐55 GRI content index 2016 Pag. 40‐42
102‐56 External assurance 2016 Pag. 43‐45
Aspetti Economici
GRI 103 GRI 103‐1: Explanation of the
material topic and its Boundary
Par. 3) – pag. 11‐14
Management GRI 103‐2: The management Par. 3) – pag. 11‐14
Approach
2016
approach and its components
GRI 103‐3: Evaluation of the
management approach
Par. 3) – pag. 11‐14; Par. 8) ‐ pag. 38‐39
GRI 205 Anti‐corruption 2016
205‐3 Confirmed incidents of corruption
and actions taken
Par. 8) – pag. 39
GRI 206 Anti‐competitive behaviour 2016
206‐1 Legal actions for anti‐competitive
behaviour, anti‐trust and monopoly
practices
Par. 5) – pag. 25
GRI Standard Nome dello standard Capitolo – pagina Omission
Aspetti Ambientali
GRI 103‐1: Explanation of the
GRI 103 material topic and its Boundary Par. 3) – pag. 11‐14
Management GRI 103‐2: The management
Approach approach and its components Par. 3) – pag. 11‐14
2016 GRI 103‐3: Evaluation of the
management approach Par. 3) – pag. 11‐14; Par. 4) – pag.16‐17
GRI 302 Energy 2016
302‐1 Energy consumption within the
organization
Par. 4) – pag. 17
302‐3 Energy intensity Par. 4) – pag. 17‐18
GRI 303 Water 2016
303‐1 Water withdrawal by source Par. 4) – pag. 18‐19
GRI 305 Emissions 2016
305‐1 Direct (Scope 1) GHG emissions Par. 4) – pag. 19‐20
305‐2 Energy indirect (Scope 2) GHG
emissions
Par. 4) – pag. 20
305‐4 GHG emissions intensity Par. 4) – pag. 21
305‐7 Nitrogen oxides (NOX), sulfur oxides
(SOX), and other significant air
emissions
Par. 4) – pag. 21
306 Effluents and waste 2016
306‐1 Water discharge by quality and
destination
Par. 4) – pag. 19
306‐2 Waste by type and disposal method Par. 4) – pag. 21‐22
GRI 307 Environmental compliance 2016
307‐1 Non‐compliance with
environmental laws and regulations
Par. 5) – pag. 23
Aspetti Sociali
GRI 103‐1: Explanation of the Par. 3) – pag. 11‐14
GRI 103 material topic and its Boundary
Management GRI 103‐2: The management Par. 3) – pag. 11‐14
Approach approach and its components
2016 GRI 103‐3: Evaluation of the
management approach
Par. 3) – pag. 11‐14; Par.6) – pag. 26‐27
GRI 401 Employment 2016
401‐1 New employee hires and employee
turnover
Par. 6) – pag. 32‐34
GRI 403 Occupational health and safety
2016
GRI Standard Nome dello standard Capitolo – pagina Omission
403‐2 Types of injury and rates of injury,
occupational diseases, lost days,
and absenteeism, and number of
work‐related fatalities
Par. 6) – pag. 27‐28
GRI 404 Training and education 2016
404‐1 Average hours of training per year
per employee
Par. 6) – pag. 34‐35
GRI 405 Diversity and equal opportunity
2016
405‐1 Diversity of governance bodies and
employees
Par. 6) – pag. 29‐30 e pag. 35
GRI 406 Non‐discrimination 2016
406‐1 Incidents of discrimination and
corrective actions taken
Par. 6) – pag. 35
GRI 412 Human Rights Assessment 2016
412‐3 Significant investment agreements
and contracts that include
human rights clauses or that
underwent human rights screening
Par. 7) – pag. 36‐37
GRI 415 Public policy 2016
415‐1 Political contributions Par. 8) – pag. 39
GRI 416 Customer Health and Safety 2016
416‐2 Incidents of non‐compliance
concerning the health
and safety impacts of products and
services
Par. 5) – pag. 25
GRI 419 Socioeconomic compliance 2016
419‐1 Non‐compliance with laws and
regulations in the social and
economic area
Par. 8) – pag. 39

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