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Hera — Annual Report 2019
Apr 7, 2020
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Annual Report
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Sommario
Introduzione
| Lettera del Presidente agli Azionisti | 6 |
|---|---|
| Hera in pillole | 8 |
capitolo 1
Relazione sulla gestione
| 1.01 | Trend di contesto, approccio strategico e politiche di gestione del Gruppo 15 |
||||
|---|---|---|---|---|---|
| 1.01.01 I trend di contesto | 15 | ||||
| Macroeconomico e finanziario | 15 | ||||
| Business e regolazione | 17 | ||||
| Tecnologico, ambientale e del capitale umano | 23 | ||||
| 1.01.02 L'approccio strategico e le politiche di gestione | 27 | ||||
| Ambito macroeconomico e finanziario | 27 | ||||
| Ambito di business: la strategia industriale | 28 | ||||
| Ambiti tecnologico, ambientale e del capitale umano: lo sviluppo sostenibile | 31 | ||||
| 1.02 | Fattori di rischio: attori, metodologia e ambiti di gestione | 34 | |||
| 1.02.01 Governance dei rischi | 34 | ||||
| 1.02.02 Metodologia di gestione | 35 | ||||
| 1.02.03 Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio | 37 | ||||
| Economico-finanziario | 37 | ||||
| Regolatorio-competitivo | 40 | ||||
| Tecnologico, ambientale e del capitale umano | 41 | ||||
| 1.03 | Sintesi andamento economico-finanziario e definizione degli indicatori | ||||
| alternativi di performance | 45 | ||||
| 1.03.01 Partnership Hera – Ascopiave | 49 | ||||
| 1.03.02 Risultati economico-finanziari | 55 | ||||
| 1.03.03 Analisi della struttura patrimoniale e investimenti | 61 | ||||
| 1.03.04 Analisi della struttura finanziaria | 65 | ||||
| 1.04 | Titolo in borsa e relazioni con l'azionariato | 69 | |||
| 1.05 | Risultati di sostenibilità | 72 | |||
| 1.06 | Analisi per aree strategiche d'affari | 77 | |||
| 1.06.01 Gas | 78 | ||||
| 1.06.02 Energia elettrica | 83 | ||||
| 1.06.03 Ciclo idrico integrato | 87 | ||||
| 1.06.04 Ambiente | 92 | ||||
| 1.06.05 Altri servizi | 98 | ||||
| 1.07 | Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio | 101 |
Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019
Deliberato dal Cda di Hera Spa il 25 marzo 2020. In approvazione dell'Assemblea dei Soci il 29 aprile 2020
| Gestione emergenza Covid-19 | 105 |
|---|---|
| Relazione di corporate governance | 108 |
| Relazione sulla gestione della Capogruppo | 157 |
| Deliberazioni dell'Assemblea dei Soci | 159 |
| Convocazione dell'Assemblea dei Soci | 160 |
| Avviso del 17 marzo 2020 | 160 |
| Avviso integrativo del 3 aprile 2020 | 167 |
capitolo 2
Bilancio consolidato Gruppo Hera
| 2.01 | Schemi di bilancio | 170 |
|---|---|---|
| 2.01.01 Conto economico | 170 | |
| 2.01.02 Conto economico complessivo | 171 | |
| 2.01.03 Situazione patrimoniale-finanziaria | 171 | |
| 2.01.04 Rendiconto finanziario | 173 | |
| 2.01.05 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto | 174 | |
| 2.02 | Note esplicative | 175 |
| 2.02.01 Principi di redazione | 175 | |
| 2.02.02 Adozione Ifrs 16 | 176 | |
| 2.02.03 Area di consolidamento | 178 | |
| 2.02.04 Criteri di valutazione e principi di consolidamento | 183 | |
| 2.02.05 Modifiche ai principi contabili internazionali | 195 | |
| 2.02.06 Note di commento agli schemi di bilancio | 198 | |
| 2.02.07 Informativa per settori operativi | 248 | |
| 2.03 | Indebitamento finanziario netto | 251 |
| 2.03.01 Indebitamento finanziario netto | 251 | |
| 2.03.02 Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione | ||
| Consob Dem/6064293 del 2006 | 252 | |
| 2.04 | Schemi di bilancio ai sensi della delibera Consob 15519/2006 | 253 |
| 2.04.01 Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006 | 253 | |
| 2.04.02 Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera | ||
| Consob 15519/2006 | 254 | |
| 2.04.03 Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006 | 256 | |
| 2.04.04 Elenco parti correlate | 257 | |
| 2.04.05 Note di commento ai rapporti con parti correlate | 259 | |
| 2.05 | Partecipazioni | 262 |
| 2.05.01 Elenco delle società consolidate | 262 | |
| 2.05.02 Dati essenziali dei bilanci delle società controllate e collegate | 264 | |
| 2.06 | Informazioni richieste dalla Legge 124 del 4 agosto 2017 | |
| art. 1, commi 125-129 e successive modificazioni | 270 | |
| 2.07 | Prospetto art. 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob | 272 |
| 2.08 | Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/98 | 273 |
| 2.09 | Relazione della Società di revisione | 274 |
Deliberato dal Cda di Hera Spa il 25 marzo 2020. In approvazione dell'Assemblea dei Soci il 29 aprile 2020
capitolo 3
Bilancio separato della Capogruppo
| 3.01 | Schemi di bilancio | 284 | |||
|---|---|---|---|---|---|
| 3.01.01 Conto economico | 284 | ||||
| 3.01.02 Conto economico complessivo | 284 | ||||
| 3.01.03 Situazione patrimoniale-finanziaria | 285 | ||||
| 3.01.04 Rendiconto finanziario | 287 | ||||
| 3.01.05 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto | 288 | ||||
| 3.02 | Note esplicative | 289 | |||
| 3.02.01 Principi di redazione | 289 | ||||
| 3.02.02 Adozione Ifrs 16 | 290 | ||||
| 3.02.03 Criteri di valutazione | 292 | ||||
| 3.02.04 Modifiche ai principi contabili internazionali | 303 | ||||
| 3.02.05 Note di commento agli schemi di bilancio | 305 | ||||
| 3.03 | Indebitamento finanziario netto | 362 | |||
| 3.03.01 Indebitamento finanziario netto | 362 | ||||
| 3.03.02 Indebitamento finanziario netto ai sensi della comunicazione | |||||
| Consob Dem/6064293 del 2006 | 363 | ||||
| 3.04 | Schemi di bilancio ai sensi della delibera Consob 15519/2006 | 365 | |||
| 3.04.01 Conto economico ai sensi della delibera Consob 15519/2006 | 365 | ||||
| 3.04.02 Situazione patrimoniale-finanziaria ai sensi della delibera | |||||
| Consob 15519/2006 | 367 | ||||
| 3.04.03 Rendiconto finanziario ai sensi della delibera Consob 15519/2006 | 371 | ||||
| 3.04.04 Elenco parti correlate | 372 | ||||
| 3.04.05 Note di commento ai rapporti con parti correlate | 374 | ||||
| 3.05 | Prospetto partecipazioni | 376 | |||
| 3.06 | Informazioni richieste dalla Legge 124 del 4 agosto 2017 | ||||
| art. 1, commi 125-129 e successive modificazioni | 377 | ||||
| 3.07 | Prospetto art. 149 duodecies del Regolamento Emittenti Consob | ||||
| 3.08 | Attestazione del bilancio separato ai sensi dell'art. 154-bis del D.Lgs. 58/98 380 |
||||
| 3.09 | Relazione della Società di revisione e del Collegio sindacale | 381 | |||
| 3.09.01 Relazione della Società di revisione | 381 | ||||
| 3.09.02 Relazione del Collegio sindacale | 387 |

Gentili Azionisti,
l'esercizio 2019, i cui risultati sono sottoposti alla vostra approvazione, è stato un anno intenso sotto molti profili e di grande soddisfazione.
Proprio prima della fine dell'esercizio, il Gruppo ha rafforzato la joint venture su EstEnergy con Ascopiave che ha portato Hera a raggiungere 3,3 milioni di clienti, consolidando così la terza posizione sul mercato nazionale della vendita di energia, posizionandosi dietro soltanto ai due operatori ex-incumbent e a superare, anzitempo, il target fissato nel piano industriale al 2022. Un'operazione che ha iniziato a contribuire ai risultati dal 1° gennaio 2020, promuovendo una crescita nelle attività commerciali che interesserà anche tutti i prossimi trimestri del corrente esercizio.
Anche altre operazioni di allargamento del perimetro nel settore dei trattamenti dei rifiuti, effettuate nel corso del 2019, hanno consentito un potenziamento consistente della nostra base impiantistica divenuta ancor più strategica nel sempre più carente contesto italiano, conferendo maggiore solidità alla leadership del Gruppo nel settore. Anch'esse hanno posto un visibile tassello nel raggiungimento di obiettivi strategici di lungo termine, i cui benefici saranno sempre più leggibili anche in futuro.
A caratterizzare i risultati dell'anno è stata ancora una volta la crescita organica, promossa dallo sviluppo gestito direttamente di un'ampia serie diversificata di progetti di espansione dei mercati e di aumenti di efficienza in tutte le attività; il successo ottenuto su pressoché tutti i fronti dell'impegno ha permesso di consuntivare risultati record rispetto alla nostra lunga tradizione di crescita.
Alla luce di queste risultanze, l'esercizio 2019 si chiude ancora una volta con un sostanzioso progresso, consuntivando 1.085 milioni di euro a livello di margine operativo lordo con un incremento del 5,2% sull'anno precedente. Il risultato, cresciuto nell'anno di 54 milioni di euro, è particolarmente apprezzabile quando si considera che nell'anno sono stati più che compensati ben 70 milioni di euro connessi alle minori marginalità sui clienti in salvaguardia e la fine di alcuni incentivi sulle rinnovabili.
Con l'inizio del diciottesimo anno di attività dalla nascita, nel 2019 il Gruppo ha messo a segno una ulteriore creazione di valore, come riconfermato dagli elevati ritorni sul capitale investito del 9,4% e sull'equity del 10,4%, che si collocano a livelli significativamente al di sopra del loro costo di finanziamento.
Nel 2019, è stato altresì sostenuto un livello degli investimenti operativi, mai raggiunto prima, di circa 534 milioni di euro impiegato prevalentemente per ampliare ulteriormente il potenziale del Gruppo alla vigilia delle gare per il rinnovo delle concessioni nei servizi regolati.
La gestione è stata foriera di un aumento del 40% della generazione di risorse di autofinanziamento, garantendo un ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale, con la riduzione del rapporto tra debito netto e margine operativo lordo sceso a 2,48 volte e una maggiore solidità delle potenzialità di crescita future; infatti, grazie a essa, il Gruppo è in grado di assorbire il potenziale sforzo finanziario derivante dall'impegno futuro sull'acquisizione dell'intero capitale sociale di EstEnergy, che porterebbe il rapporto finanziario anzidetto nell'intorno delle 3 volte, ritenuto un livello di rassicurante solidità anche dalle agenzie di rating che ci monitorano.
Queste risultanze della gestione riflettono la solidità del modello multibusiness e delle strategie perseguite per un'ulteriore crescita prospettica. All'inizio del 2020 è stato presentato il nuovo piano industriale al 2023 con obiettivi ancora più sfidanti del vecchio piano che sono stati positivamente recepiti dal mercato, a seguito dell'avvio dell'usuale confronto con gli azionisti, come dimostrano le quotazioni in Borsa giunte al massimo storico di 4,5 euro nel corso del corrente esercizio, confermando Hera al 27° posto della classifica delle maggiori capitalizzazioni del mercato italiano e al primo posto tra le multiutility italiane.
Potrete verificare con il bilancio di sostenibilità, presentatovi assieme al bilancio d'esercizio, come anche i risultati 2019 siano stati sostenuti da una responsabile politica socio-ambientale e di attenzione verso i principali stakeholder. Un'attenzione che è stata ancor più incisiva nel corrente esercizio che ha visto il vostro Gruppo proattivamente varare piani straordinari per tutelare il patrimonio aziendale, garantire la fornitura dei servizi e sostenere concretamente dipendenti, clienti, fornitori e territori di riferimento nelle difficoltà dell'attuale emergenza sanitaria.
Per riflettere appieno la volontà del Gruppo di continuare a essere un affidabile referente è stato ritenuto di riconfermare tutti gli impegni assunti, fissando anche l'appuntamento per l'Assemblea senza ritardi e rispettando le promesse fatte riguardo al dividendo, proposto dal Consiglio di Amministrazione nella misura di 10 centesimi per azione così come enunciato dal piano industriale.
Anche a nome dell'Amministratore Delegato, ringrazio il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale per l'attività svolta durante tutto il mandato, nel quale hanno sostenuto le scelte che hanno portato il Gruppo a maturare un aumento del ritorno complessivo per gli azionisti, in termini di crescita del valore delle azioni e dei dividendi cumulati, del 91,7% nel triennio 2017-2019.
Infine, un particolare ringraziamento a tutto il personale per il senso di responsabilità con cui ha tempestivamente reagito ai necessari cambiamenti organizzativi e alle difficoltà imposte dall'attuale emergenza, garantendo la piena continuità su tutti i nostri servizi di primaria utilità particolarmente strategici per il Paese soprattutto in questo momento.
Possiamo confidare sulla solidità strutturale di queste premesse e sulla resilienza dimostrata dalle nostre attività nella storia rispetto alle turbolenze incorse negli ultimi 17 anni, per rimanere un solido punto di riferimento per tutti i nostri interlocutori garantendo la generazione di risultati coerenti con il profilo di crescita mantenuto fin qui e in linea con le indicazioni del nuovo piano industriale.
Grazie per l'attenzione.
Presidente Esecutivo

| SIMP operatore nel settore ambiente per rifiuti trattati |
57 Raccolta e spazzamento |
Trattamento e selezione |
Riciclo, recupero e smaltimento |
|---|---|---|---|
| 7,2 millioni di tonnellate trattate |
101 | ||
| Acqua | |||
| operatore nel ciclo idrico per volumi di acqua erogata |
Captazione adduzione e potabilizzazione |
Distribuzione e vendita |
Fognatura e depurazione |
| 289,3 millioni/mc acqua fornita |
|||
| Gas | |||
| operatore nella distribuzione gas per volumi erogati |
17 Distribuzione 0 川 |
Vendita 00000 SUS |
operatore nella vendita di energia |
| 3,0 milioni/mc distribuiti |
4,05 milioni clienti |
||
| Energia elettrica | |||
| operatore nella distribuzione dell'energia elettrica per volumi erogati 3 mila GWh distribuiti |
7 Distribuzione | Vendita 1,25 milioni clienti |
3,3 milioni di clienti energy serviti |
| SE SE SE SE SE BE BE BE BE BE BE | |||
| Illuminazione pubblica operatore nell'Illuminazione pubblica 一般,因在一起,如此,就是我,就是我,我们的, |
Comuni serviti 181 로 모 있 글 목록 글 목록 |
Punti luce 549 mila 到 图 图 图 图 图 图 图 图 |
| min/euro | 2019 | 2018 | ||
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 6.912,8 | 6.134.4 | > | +12.7% |
| Mol | 1.085,1 | 1.031,1 | 1 | +5,2% |
| Utile netto | 402,0 | 296,6 | > | +35,5% |
| Investimenti | 509,2 | 431,8 | > | +17,9% |
| Pfn | 2.691* | 2.586 | < | +4,06% |
| Pfn/Mol | 2.48* | 2,51 | V | -0.008% |





| Indice di intensità di carbonio della produzione di energia (kg/MWh) |
4-53 (482 nel 2018) |
|---|---|
| Riduzione consumi energetici (Iso 50001) |
> > % sul 2013 |
| Raccolta differenziata | 64,6% (62,5% |
| Plastica riciclata e venduta da Aliplast Spa |
72,8 t rispetto al 2017) |
| Riduzione consumi idrici | 5,5% sul 2017 |
| Indice di customer satisfaction | 13/100 |
| Indice di clima interno | 6 3/100 |
| Indice di frequenza degli infortuni (infortuni/ore lavorate X 1.000.000) |
(-23% rispetto alla media 2014-2018) |
| Ente | Piazzamento | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Integrated governance index |
1 posto | Primo posto assoluto per la finanza green | ||||
| MSCI | A | Rating invariato rispetto al 2018, con outperfomance nella valutazione sull'impronta di carbonio |
||||
| CDP | B | Rating invariato rispetto al 2018, ma con miglioramenti nei seguenti aspetti: Governance, Opportunities disclosure, Risk disclosure, Risk management process, Business impact assessment & financial planning, Value chain engagement |
||||
| Sustainalytics | 79 Outperfomer | Rating migliorato di 4 punti rispetto al 2018, con inclusione nella classe delle società Outperformer |


| Assemblea | Società di revisione | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Consiglio di Amministrazione | Collegio sindacale | ||||||||
| Comitato esecutivo |
Comitato remunerazione |
Comitato etico e sostenibilità |
Comitato controllo e rischi |
||||||
| Presidente | Amministratore Delegato | Vice Presidente | |||||||
| Assemblea degli Azionisti | |||||||||
| Consiglio di Amministrazione | Collegio sindacale |
Società di revisione |
|||||||
| ponente | Carica | Comitato esecutivo |
Comitato remunerazione |
Comitato controllo e rischi |
Comitato etico e sostenibilità* |
Presidente: Myriam Amato |
Deloitte & Touche Spa |
||
| so Tommasi di Vignano | Presidente | P | Sindaci effettivi: | ||||||
| ano Venier | Amministratore Delegato |
C | Antonio Gaiani | ||||||
| anni Basile | Vice Presidente | C | P | P | Marianna Girolomini |
||||
| cesca Fiore | Consigliere | C | |||||||
| gia Gagliardi | Consigliere | ||||||||
| simo Giusti | Consigliere | C | |||||||
| Lorenzon | Consigliere | (C) | |||||||
| ano Manara | Consigliere | C | |||||||
| o Manfredi | Consigliere | ||||||||
| sandro Melcarne | Consigliere | C | |||||||
| n P.W. Rauhe | Consigliere | C | Legenda | ||||||
| io Regoli | Consigliere | C | Presidente del Comitato | ||||||
| rica Seganti | Consigliere | C | Componente del Comitato | ||||||
| na Vignola | Consigliere | * Gli altri componenti del Comitato etico e sostenibilità sono |
|||||||
| anni Xilo | Consigliere | Bocchi | Mario Viviani e Filippo Maria |
Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019 14
Hera rivolge costante impegno a interpretare i segnali dei contesti in cui opera. Tale impegno è finalizzato a catturare una visione d'insieme del proprio futuro e di quello dei propri stakeholder. Al fine di anticiparne gli sviluppi, di seguito sono rappresentati i principali driver dei fenomeni di cambiamento e la loro inestricabile correlazione; in particolare, sono identificati i macrotrend dei contesti di riferimento, le principali politiche di gestione del Gruppo ovvero la strategia industriale e la correlata sostenibilità (ambientale, tecnologica e relativa al capitale umano).
L'economia mondiale nel 2019 ha registrato una crescita moderata, in rallentamento rispetto all'espansione 2018. Secondo quanto riportato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) la crescita del Pil mondiale nel 2019 si è attestata leggermente al di sotto del 3% rispetto al 3,6% del 2018. Le cause del rallentamento sono principalmente identificabili nell'acutizzarsi delle tensioni geopolitiche (in primis la controversia tra Stati Uniti e Iran), nella prosecuzione delle dispute commerciali tra Stati Uniti e Cina in atto dal 2018, nonché nel deterioramento economico e sociale di alcune aree dell'America meridionale.
La decelerazione ha interessato tutte le principali economie globali: l'economia cinese ha proseguito nel suo graduale percorso di rallentamento, registrando un tasso di sviluppo del 6,1% in riduzione di mezzo punto percentuale rispetto alla crescita dell'anno precedente. Anche l'economia statunitense ha segnato uno sviluppo più contenuto, pari al +2,3%, rispetto al +2,9% del 2018.
Con riferimento all'area euro la crescita dell'economia è risultata modesta (+1,2% sull'anno precedente) e in diminuzione rispetto al tasso di crescita segnato nel 2018 (+1,9%). All'incertezza sul percorso della Brexit che ha caratterizzato l'intero 2019 si sono aggiunte la debolezza del settore manifatturiero e automobilistico, alcune tensioni sociali (es. gilet jaunes in Francia) e situazioni di instabilità politica, come nel caso italiano. Il tasso di l'inflazione in zona euro si è mantenuto su valori contenuti, collocandosi a fine 2019 intorno al +1,3%.
Per i prossimi anni il FMI ha rivisto al ribasso le previsioni del tasso di crescita globale rispetto alle stime elaborate a ottobre 2019, quale esito delle perduranti tensioni commerciali e delle crescenti tensioni geopolitiche. Per il 2020 si attende una crescita del Pil mondiale pari al +3,3% e al +3,4% nel 2021 mentre, per l'area euro, le previsioni più recenti proiettavano nel prossimo biennio una crescita di +1,3% e +1,4%; l'evoluzione dell'epidemia su scala mondiale attualmente in corso inciderà tuttavia ulteriormente su tali stime. Il FMI, ad esempio, ha aggiornato la propria previsione nella seconda metà di febbraio, ipotizzando un ulteriore rallentamento della crescita cinese di circa 0,4 punti percentuali rispetto alle previsioni precedenti, con una conseguente riduzione sulla crescita globale di 0,1 punti percentuali; la situazione verrà aggiornata nel corso dei prossimi mesi.
In coerenza con gli andamenti dell'eurozona, nel 2019 il FMI ha registrato una debolissima crescita anche del Pil italiano, pari ad un +0,3%. Le prime elaborazioni della Banca d'Italia collegano questo rallentamento alla riduzione del contributo alla crescita degli investimenti delle imprese (che segnano comunque un incremento del +1,4%, dimezzato rispetto al +3,1% del 2018) e dei consumi nazionali (quelli delle famiglie hanno fatto registrare complessivamente un miglioramento, seppur lieve, quale effetto di un aumento del reddito disponibile mentre la spesa per le amministrazioni pubbliche si è ridotta). Lo scambio con l'estero è in miglioramento; le importazioni esibiscono un trend in calo (- 0,4%) e le esportazioni fanno registrare un aumento di +1,2%, nonostante il calo significativo emerso nell'ultimo trimestre dell'anno.
Economia mondiale: andamento consuntivo
Economia europea: andamento consuntivo
Economia mondiale ed europea: andamento previsionale
Dati nazionali: andamento consuntivo e previsionale
L'indice dei prezzi al consumo del 2019, secondo le stime preliminari, dovrebbe registrare una crescita dello 0,5% rispetto al 2018, per effetto dei prezzi dei trasporti, delle abitazioni e della spesa per acqua, elettricità e combustibili. Per quanto concerne il mercato del lavoro il tasso di disoccupazione si è ridotto, attestandosi al di sotto del 10%, in riduzione di 0,7 punti percentuali rispetto al dato 2018.
Le previsioni di sviluppo dell'economia italiana elaborate dal FMI prima dell'esplosione dell'epidemia non erano particolarmente brillanti ma mostravano una leggera ripresa in questo biennio. Nel 2020 il Pil avrebbe dovuto crescere dello 0,5% e nel 2021 dello 0,7% lasciando intravedere timidi segnali di ripresa. Queste previsioni dovranno essere aggiornate dai principali istituti internazionali sulla base dell'evoluzione dell'epidemia, con una probabile correzione al ribasso anche per la crescita del nostro Paese. Covid-19
Macro dati finanziari: mercati globali, europei e nazionali
Nel 2019 i mercati finanziari hanno risentito delle incertezze macro-economiche mostrando segnali altalenanti di ripresa e riduzione dei volumi degli strumenti finanziari scambiati. Il primo meeting della Banca centrale europea (Bce) con la nuova presidente Lagarde ha mantenuto le misure di politica monetaria in essere, sia sul fronte dei tassi che su quello degli acquisti di asset; la forward guidance della Bce prevede che i tassi non supereranno i livelli attuali fino a quando non si riscontrerà una robusta convergenza dell'inflazione ad un livello sufficientemente vicino al 2%.
Con l'obiettivo di riportare l'inflazione a tale soglia, inoltre, la Bce ha dichiarato di voler proseguire con una politica monetaria accomodante almeno fino a metà 2020. Allo scopo di affrontare la crisi del Coronavirus senza tagliare ulteriormente i tassi, la Bce ha annunciato nuove aste di liquidità per le banche, allentando i criteri di assegnazione del denaro in modo che possa fluire più facilmente verso le piccole e medie imprese. Il programma di acquisto titoli, inoltre, che a partire dal 1° novembre era pari a 20 miliardi di euro al mese e senza scadenza predefinita, è cresciuto di 120 miliardi e sono stati rivisti i criteri di vigilanza sulle banche per consentire loro una maggiore flessibilità in risposta al momento straordinario. La Bce ha inoltre introdotto un ulteriore programma speciale di acquisti (Pepp – Pandemic emergency purchase program) per complessivi 750 miliardi per far fronte alle incertezze che hanno compromesso la liquidità del mercato secondario europeo. Tali acquisti, che si protrarranno fino a che perdurerà la crisi del Covid-19 (comunque almeno fino al termine del 2020), non saranno soggetti alla capital key rule (ovvero potranno essere non proporzionali alla quota che ogni Paese detiene nell'azionariato della Bce), potranno essere effettuati con un certo livello di flessibilità e vedranno l'inclusione anche dei titoli governativi greci.
La curva dei tassi di interesse continua tuttavia il suo trend in discesa raggiungendo livelli negativi anche sulle scadenze di lungo periodo. Il tasso swap a dieci anni, ad esempio, ha raggiunto livelli negativi con andamento forward che non evidenzia un percorso di risalita.
Lo spread Btp-Bund a dieci anni si è ridotto di circa 100 bps rispetto all'anno precedente e, dopo aver raggiunto livelli vicini ai 300 bps nel corso dell'esercizio, si è attestato intorno ai 150 bps alla fine dell'anno.


Lo spread decennale di Hera si mantiene su livelli ben inferiori allo spread Btp-Bund di medesima durata grazie al buon merito creditizio del Gruppo che consolida la sua posizione di crescita continua.
La debolezza dell'economia italiana sopra descritta si è riflessa anche sui consumi di energia, che hanno mostrato una leggera riduzione rispetto all'anno precedente. Secondo i dati provvisori elaborati dalla società di trasmissione rete nazionale (Terna), il totale dell'energia elettrica richiesta in Italia nell'anno è stato pari a 319,6 TWh, valore in riduzione dello 0,6% rispetto al dato 2018.
Andamenti di business
Nel corso dell'esercizio la domanda è stata soddisfatta per l'88,8% dalla produzione nazionale, che ha registrato un aumento rispetto al precedente esercizio a 283,8 TWh, mentre il saldo con l'estero si è attestato a 38,2 TWh.
Nel 2019 la produzione nazionale netta da fonti rinnovabili è stata pari al 39,8% del totale per un valore di 112,9 TWh, in aumento rispetto ai 111,5 TWh prodotti nel 2018, portando la quota di consumi soddisfatti dalle rinnovabili al 35%. Tale risultato è ascrivibile principalmente all'aumento della produzione fotovoltaica (+9%, da 22,3 TWh nel 2018 a 24,3 TWh nel 2019) e di quella eolica (+14%, da 17,6 TWh a 20,1 TWh); un calo è stato invece registrato dalla produzione idroelettrica che è scesa del 6% attestandosi di poco al di sotto della soglia dei 47 TWh.
Secondo le prime stime del Gestore dei mercati energetici (Gme) i consumi di gas naturale hanno ripreso a salire dopo il calo consuntivato nell'esercizio precedente, passando dai 72,1 miliardi di mc del 2018 ai 73,8 miliardi di mc, in crescita quindi del 2,3%. L'aumento più significativo dei consumi è ascrivibile alla crescita della domanda delle centrali termoelettriche che si è attestata sui 25,7 miliardi di mc, registrando un significativo +10% sull'anno precedente. Tale andamento è stato favorito dai permessi di anidride carbonica più costosi – a svantaggio della generazione a carbone – e dalla fase ribassista del prezzo del gas che ha caratterizzato l'intero 2019.
Per quanto attiene ai rifiuti, la produzione annuale in Italia di rifiuti urbani è di circa 30 milioni di tonnellate con una media pro-capite di poco al di sotto dei 500 chilogrammi per abitante. Non sono ancora disponibili valori aggiornati al 2019 per tali grandezze ma in considerazione della correlazione con gli indicatori socio-economici (in primis Pil e spesa per consumi), ci si attendono valori sostanzialmente in linea con quelli del 2018.
I consumi idrici in Italia si attestano intorno a nove miliardi di metri cubi di acqua e, secondo le stime disponibili (elaborazioni relazione annuale dell'Autorità di regolazione per energia reti ambiente 2019 e Blue Book 19 su dati Istat), l'agricoltura continua ad essere il settore al quale è destinata la quota maggiore di prelievi, seguita dagli utilizzi per la produzione di energia. Seguono i consumi per uso industriale, per uso domestico e per i servizi.
Con riferimento alla competitività dei settori tipicamente presidiati dalle utility per l'anno 2019 si conferma ancora una volta un incremento della pressione concorrenziale, sia nei business a libero mercato che in quelli regolati.
Contesto competitivo Sul versante dei business a mercato il confronto competitivo è molto acceso e si sta concentrando sempre più sulla customer experience offerta al cliente e sulla competitività dei servizi proposti.
Per quanto riguarda il mercato energy la dinamica competitiva è molto accentuata e sta conducendo a una progressiva erosione della marginalità media, con livelli di churn in aumento sia sulla vendita gas che su quella di energia elettrica.
Alcuni elementi di contesto hanno contribuito a incrementare la concorrenza anche nei servizi di ultima istanza – servizio di salvaguardia dell'energia elettrica, default gas e fornitore ultima istanza gas. In particolare, per il servizio di default gas e fornitore ultima istanza gas, la durata dell'affidamento è stata ridotta a un anno rispetto ai precedenti due anni, mentre nelle gare per l'assegnazione dei servizi di salvaguardia dell'energia elettrica si è registrato un crescente interesse da parte degli operatori.
Con riferimento alle attività di trattamento e recupero dei rifiuti industriali, l'arena competitiva comunitaria è caratterizzata dalla presenza di grandi player europei che offrono servizi integrati lungo tutta la filiera di riferimento e che acquisiscono sul mercato capacità impiantistica e competenze. Il contesto di riferimento entro cui tali operatori competono si caratterizza per un perdurante fabbisogno di capacità di smaltimento in termovalorizzazione (capacity gap) stimato in circa 27 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno. A livello italiano le criticità sono analoghe e tale gap oscilla tra nove e 10,5 milioni di tonnellate annue, con peculiarità territoriali estremamente disomogenee.
Tali dinamiche hanno fatto registrare nel corso del 2019 un allineamento dei prezzi italiani per il trattamento dei rifiuti - in tutte le principali filiere di trattamento - ai livelli, più elevati, del mercato europeo. Tale incremento è imputabile innanzitutto alla persistente difficoltà del sistema italiano di realizzare la necessaria dotazione impiantistica.
Per quanto concerne i business regolati il Gruppo Hera opera all'interno del mercato regolato dall'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera); nei mercati regolamentati la disciplina comunitaria presenta modalità predefinite, sia per quanto riguarda i meccanismi di fissazione del prezzo, sia per quanto riguarda il pagamento e/o il trasferimento del bene oggetto dello scambio, l'autorità di vigilanza approva le regole relative alle condizioni di accesso e alle modalità di funzionamento del mercato e devono essere rispettati obblighi di trasparenza.
Nel 2019 si è assistito ad un primo avvio delle procedure per gli affidamenti nel servizio di distribuzione gas, nel ciclo idrico integrato e nei servizi di igiene ambientale. Tali business continueranno anche nei prossimi anni a confrontarsi con gli appuntamenti delle gare per l'assegnazione delle concessioni. Nella distribuzione gas, tuttavia, si segnala un allungamento dei tempi, sia di pubblicazione dei bandi, che della successiva assegnazione della concessione, rispetto alla pianificazione originariamente prevista.
| Contesto | Venendo invece agli aspetti normativi e regolatori, fra le novità regolamentari di maggior rilievo per il |
|---|---|
| normativo e | Gruppo Hera, approvate da Arera nell'anno 2019, sono da annoverare: l'approvazione del Quadro |
| regolatorio | Strategico 2019-2021; l'avvio del quinto periodo di regolazione della distribuzione e misura del gas; |
| l'aggiornamento infra-periodo della regolazione della distribuzione dell'energia elettrica; l'avvio del | |
| terzo periodo tariffario del ciclo idrico integrato e la definizione della disciplina della morosità; l'avvio | |
| del nuovo metodo tariffario del servizio integrato di gestione dei rifiuti. | |
| Quadro | Arera, con delibera 242/2019/A, ha approvato il quadro strategico per il triennio 2019-2021. Il |
| strategico | documento, articolato per aree trasversali e settori, costituisce un importante strumento di |
| 2019-2021: gli obiettivi |
trasparenza verso gli stakeholder. Tra gli obiettivi strategici di carattere intersettoriale si segnalano il |
| ruolo di maggiore centralità del consumatore (al quale verranno forniti strumenti per una maggiore | |
| consapevolezza delle proprie scelte), la valorizzazione dell'innovazione tecnologica e nuovi approcci | |
circolare. Tra gli obiettivi strategici relativi all'area energia assume rilevanza lo sviluppo di mercati efficienti e integrati a livello europeo: è quindi intenzione di Arera promuovere la riforma del dispacciamento e degli sbilanciamenti, completare il capacity market e rafforzare gli strumenti di monitoraggio per contrastare pratiche abusive. Nel mercato del gas i provvedimenti sono tesi all'allineamento dei prezzi italiani a quelli europei, all'efficientamento delle infrastrutture e al superamento dei contratti di lungo termine. Nel quadro strategico è inoltre presente un focus sul mercato retail e sul superamento della tutela. Arera intende garantire che il passaggio verso il mercato libero avvenga con piena
per garantire il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di sviluppo dell'economia
consapevolezza dei clienti finali e senza distorsioni alla contendibilità, tenendo inoltre in considerazione le evoluzioni legate ai prosumer e ai servizi ancillari al sistema ovvero favorendo l'aggregazione della domanda. A tal proposito, in relazione al rischio di controparte sull'esazione degli oneri di sistema, sono prospettati da una parte strumenti per misurare la solidità finanziaria degli operatori, dall'altra sistemi di garanzie minimali e meccanismi di recupero degli insoluti. Nell'ambito delle infrastrutture energetiche viene assegnata grande rilevanza alla selettività degli interventi sulle reti e all'uso efficiente delle risorse con la finalità di coniugare l'equilibrio economico finanziario degli operatori con gli obiettivi di efficientamento del servizio. Alcune misure previste in tal senso sono il progressivo e graduale superamento dell'attuale approccio di riconoscimento dei costi, differenziato tra costi operativi e costi di capitale, a favore di un approccio basato sul controllo della spesa totale (c.d. totex), e il completamento, per la distribuzione gas, del percorso di allineamento del costo riconosciuto verso costi efficienti, superando le attuali differenziazioni in base alla scala degli operatori. Con riferimento ai settori idrico e dei rifiuti, Arera segnala l'esigenza, a livello infrastrutturale, di superare i forti divari nel Paese nonché di qualità dei servizi e di trasparenza.
Gli impatti della regolazione su ciascun business sono per lo più prevedibili grazie alle regolazioni tariffarie approvate per i prossimi periodi regolatori. Gli elementi prospettici dei singoli servizi regolati sono specifici di ciascun settore.
Per il settore della distribuzione e misura gas, con delibera 570/2019 l'Autorità ha approvato la regolazione tariffaria per il quinto periodo regolatorio 2020-2025. Il quadro offerto è, per il primo triennio 2020-2022, in sostanziale continuità metodologica e rimanda di fatto al secondo triennio del periodo regolatorio gli interventi più innovativi. Tuttavia, a fronte di un tale contesto di continuità metodologica, risultano particolarmente significativi alcuni interventi programmati da Arera per il 2020, quali la riduzione del livello di costi operativi per il servizio di distribuzione e i maggiori tassi di efficientamento richiesti alle imprese, nonché l'allineamento del tasso di remunerazione del servizio di misura al valore della distribuzione (6,3%). In merito alla rilevante contrazione del riconoscimento dei costi operativi operata dalla delibera 570/2019, nel mese di febbraio 2020 Inrete Distribuzione Energia Spa, principale distributore del Gruppo, unitamente ad altri principali operatori del settore, ha impugnato il provvedimento innanzi al Tar Lombardia-Milano. In merito alla qualità tecnica e commerciale del servizio, Arera ha garantito una sostanziale continuità di regole pur inserendo nuovi obblighi progressivi per il risanamento delle reti di distribuzione.

Per il settore della distribuzione e della misura di energia elettrica, con la delibera 568/2019, Arera ha approvato il testo unico per la regolazione tariffaria del semiperiodo regolatorio 2020-2023. Anche in questo caso il provvedimento è in sostanziale continuità di metodo con il primo semiperiodo, pur introducendo alcuni nuovi strumenti in chiave di sfruttamento di sinergie tra settori e di miglioramento del servizio offerto. È stato istituito, ad esempio, un meccanismo di sharing dei ricavi netti derivanti dal transito della fibra ottica nelle infrastrutture elettriche. Con delibera 566/2019 Arera ha inoltre aggiornato, per il semiperiodo regolatorio 2020-2023, la regolazione dei premi-penalità della qualità del servizio. Il regolatore ambisce a migliorare il servizio per il cliente e a ridurre i divari ancora esistenti a livello territoriale; questo tramite l'adozione di una regolazione speciale per gli ambiti maggiormente critici e l'introduzione di forme di regolazione non ordinarie per esperimenti innovativi proposti dagli operatori. In attesa del totale recepimento del pacchetto energia pulita, definitivamente licenziato dalla Commissione europea a primavera 2019, alcuni dei provvedimenti adottati da Arera Settore gas: distribuzione e misura
Settore energia elettrica: distribuzione e misura
sono già indirizzati nella direzione di promozione della transizione energetica verso le fonti rinnovabili, con particolare riferimento all'autoconsumo collettivo.
Per quanto riguarda il servizio idrico integrato, con la delibera 580/2019, Arera ha approvato il metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio 2020-2023 (Mti-3) che bilancia elementi di continuità con il precedente periodo e aspetti innovativi. Il nuovo metodo conferma infatti la struttura del vincolo ai ricavi e il limite massimo di crescita annua tariffaria, differenziato in base ad alcune caratteristiche specifiche di ogni Gestore Idrico (c.d. regolazione asimmetrica). Dal punto di vista dei costi di capitale, si prefigura un progressivo decremento della remunerazione di alcuni specifici lavori in corso (ad eccezione delle opere definite strategiche). Il tasso di copertura degli oneri finanziari e fiscali è invece sostanzialmente in linea con il valore del precedente periodo regolatorio (5,24%). Si evidenzia inoltre l'introduzione di importanti incentivi destinati agli interventi volti alla promozione dell'efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale, quali ad esempio la promozione del recupero di materia ed energia dai fanghi della depurazione; nel processo di recepimento del pacchetto sull'economia circolare, ad esempio, il governo ha avviato la revisione del decreto 99/92 relativo all'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura introducendo, altresì, la disciplina del recupero energetico dagli stessi. Per i costi connessi alla morosità, è previsto il riconoscimento della quota non incassata del fatturato emesso nel corso di un determinato anno (unpaid ratio a 24 mesi); con l'obiettivo di una riduzione del fenomeno della morosità nel corso del periodo regolatorio, la delibera 311/2019 ha inteso omogeneizzare i processi di recupero credito dei gestori idrici a livello nazionale. Infine, dall'anno 2020 verranno quantificati i premi e le penalità derivanti dal meccanismo di promozione della qualità tecnica del servizio mentre, dal 2022, saranno quantificati i premi e le penalità per la qualità contrattuale del servizio, stabiliti dal nuovo meccanismo nazionale di cui alla delibera 547/2019. Servizio idrico integrato

Ciclo integrato dei rifiuti
All'interno del contesto regolatorio, un significativo elemento di novità è rappresentato dall'introduzione della regolazione tariffaria del ciclo integrato rifiuti (avente a oggetto il periodo 2018- 2021). Al fine di riconoscere un incremento dei corrispettivi in misura coerente con gli obiettivi di miglioramento della qualità delle prestazioni erogate o di modifiche del perimetro di gestione, Arera ha delineato un quadro regolatorio omogeneo a livello nazionale e, allo stesso tempo, di tipo asimmetrico. Per il biennio 2020-2021, è stata definita, con la delibera 443/2019, una regolazione tariffaria per l'intera filiera dei rifiuti urbani e assimilati (inclusa quindi l'attività di trattamento). Alla base della regolazione tariffaria del settore sono stati individuati il principio di piena copertura dei costi (c.d. full cost recovery) e il principio di regolazione Rab based1 , associata alla determinazione di un tasso di remunerazione del capitale investito pari al 6,3%. Nel nuovo metodo tariffario assume importante rilevanza l'incentivazione allo sviluppo di attività di valorizzazione di materiali ed energia, attraverso l'implementazione di meccanismi di sharing dei conseguenti ricavi tra i gestori e gli utenti del servizio, ivi inclusi i ricavi riconosciuti dal Conai a copertura dei maggiori oneri per la raccolta dei rifiuti di imballaggio. La recente attività di Arera non trascura la promozione della qualità del servizio offerto: sarà infatti introdotta una regolazione che prevede il raggiungimento di livelli generali e livelli specifici delle prestazioni da garantire all'utente.
1 La grandezza di riferimento della regolazione per la determinazione dei ricavi di riferimento per i business regolati è la Rab (Regulatory asset base) ovvero il valore del capitale investito netto calcolato sulla base delle regole definite dall'Arera.
Nel corso del 2019 il Ministero dell'Ambiente ha avviato i lavori previsti dalla Legge di delega europea (L. 117/2019) relativi al recepimento delle direttive sui rifiuti (Direttiva quadro sui rifiuti 2018/851/UE, Direttiva discariche 2018/850/UE, Direttiva imballaggi 2018/852/UE e Direttiva veicoli fuori uso, pile e Raee 2018/849/UE). L'intento della legge delega è quello di attuare una riforma della normativa nazionale sulla gestione dei rifiuti. La pubblicazione del nuovo quadro normativo è prevista nel corso del 2020. A livello europeo è stata pubblicata la Direttiva 2019/904/UE sulle plastiche monouso, che introduce novità sulla produzione, commercializzazione e gestione dei rifiuti per determinate categorie di prodotti in plastica.
Lo schema di regolazione sul servizio di teleriscaldamento si sta completando tramite il consolidamento degli istituti della qualità tecnica e commerciale, mutuando i meccanismi di fondo dalla più matura regolazione energy. Nello specifico, sono state introdotte le discipline della trasparenza del servizio per il periodo regolatorio 1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2023 e della qualità tecnica per il periodo regolatorio 1° luglio 2020 – 31 dicembre 2023.
Infine, in tema di diritto di recesso dai contratti di fornitura, è stata attuata una revisione della disciplina a maggiore salvaguardia degli investimenti degli operatori.
L'aggiornamento dei periodi regolatori sopra illustrati ha prodotto, come descritto, anche delle lievi variazioni nella determinazione del tasso di rendimento dei singoli settori; è stato possibile poiché la regolazione prevede che, in occasione dell'aggiornamento dei singoli periodi regolatori, Arera può intervenire sulla fissazione del livello di rischiosità del settore (Beta) mentre, la fissazione di tutti gli altri parametri che compongono i tassi di rendimento regolatori (tasso risk free, premio rischio Paese etc.) sono oggetto di una regolazione specifica che viene rinnovata ogni sei anni e aggiornata ogni tre.
Si riportano di seguito i principali elementi tariffari per ciascuna delle attività regolate sulla base del quadro normativo in vigore nell'anno 2019 e previste fino alla fine dei periodi regolatori attuali.

| Distribuzione e misura | Distribuzione e misura | Servizio idrico | Ciclo integrato | |
|---|---|---|---|---|
| gas naturale | energia elettrica | integrato | rifiuti | |
| 2014-2019 | 2016-2019 | 2016-2019 | 2018-2021 | |
| IV periodo regolatorio | primo sotto periodo del V periodo | II periodo regolatorio | I periodo regolatorio | |
| (delibera 573/13) | regolatorio | (delibera 664/15) | (delibera 443/19) (1) | |
| (delibera 654/15) | ||||
| Periodo regolatorio | ||||
| 2020-2025 V periodo regolatorio |
2020-2023 secondo sotto periodo del V periodo |
2020-2023 III periodo regolatorio |
||
| (delibera 570/19) | regolatorio | (delibera 580/19) | ||
| (delibera 568/19) | ||||
| Singolo liv ello (Arera) |
Singolo liv ello (Arera) |
Doppio liv ello |
Doppio liv ello |
|
| Governance | (Ega, Arera) | (Ente territorialmente competente, | ||
| regolatoria | Arera) | |||
| Costo storico riv alutato |
Riconoscimento parametrico per | Costo storico riv alutato |
Costo storico riv alutato |
|
| (distribuzione) | asset fino al 2007 | |||
| Capitale investito | ||||
| riconosciuto ai fini | Media tra costo standard e costo | Costo storico riv alutato per asset |
||
| regolatori (Rab) | effettiv o (misura) |
dal 2008 | ||
| Riconoscimento parametrico (capitale centralizzato) |
||||
| Lag regolatorio | 1 anno | 1 anno | 2 anni | 2 anni |
| riconoscimento | ||||
| investimenti | ||||
| Anno 2019 | Anni 2019-2021 | Anni 2018-2019 | Anni 2020-2021 | |
| 6,3% Distribuzione | 5,9% | 5,31% | 6,3% | |
| 6,8% Misura | ||||
| Remunerazione del | ||||
| capitale investito (2) | Anni 2020-2021 | Anni 2020-2021 | ||
| (real, pre-tax) | 6,3% Distribuzione e misura | 5,24% | ||
| +1% per inv estimenti dal 2012, a |
+1% per inv estimenti dal 2018, a |
|||
| Valori medi dei costi effettiv i per |
Valori medi dei costi effettiv i di |
copertura del lag regolatorio Costi efficientabili (3): v alori effettiv i |
copertura del lag regolatorio Costi effettiv i del gestore con lag |
|
| raggruppamenti di imprese | settore su base 2014 (per ricav i |
del gestore 2011 inflazionati | regolatorio di 2 anni (a partire dalle | |
| (dimensione/densità), su base 2011 | fino al 2019) e 2018 (per ricav i dal |
tariffe 2020 su costi 2018) | ||
| (per ricav i fino al 2019) e 2018 (per |
2020) | |||
| ricav i dal 2020) |
Costi aggiornabili: v alori effettiv i |
Costi aggiuntiv i per miglioramento |
||
| Costi operativi | con lag 2 anni | qualità e modifiche perimetro | ||
| riconosciuti | Sharing delle efficienze conseguite | Sharing delle efficienze conseguite | gestione (natura prev isionale) |
|
| rispetto ai costi riconosciuti | rispetto ai costi riconosciuti | |||
| Oneri aggiuntiv i per specifiche |
Conguagli per gli anni 2018-2019 | |||
| Aggiornamento con price-cap | Aggiornamento con price-cap | finalità (natura prev isionale) |
su base costi 2017 in ottica di | |
| gradualità | ||||
| X-factor annuale | X-factor annuale | Meccanismo di efficientamento | ||
| Anno 2019 | Anno 2019 | basato su: Sharing efficienze 2016 del gestore |
||
| Distribuzione: | Distribuzione: 1,9% | |||
| 1,7% imprese grandi | Misura: 1,3% | Liv ello di sharing differenziato |
||
| 2,5% imprese medie | rispetto alla distanza tra costo | |||
| Efficientamento | Misura e commercializzazione: 0% | effettiv o e costo efficiente del |
||
| annuale costi operativi | gestore | |||
| Dal 2020 | Dal 2020 | |||
| Distribuzione: | Distribuzione: 1,3% | |||
| 3,53% imprese grandi | Misura: 0,7% | |||
| 4,79% imprese medie Misura: 0% | ||||
| Commercializzazione: 1,57% | ||||
| Sharing sui ricav i netti deriv anti dal |
Sharing sui costi dell'energia | Sharing sui ricav i deriv anti dalla |
||
| transito della fibra ottica nelle infrastrutture elettriche |
elettrica in base ai risparmi energetici conseguiti |
v endita di materiale ed energia (range 0,3-0,6) e da corrispettiv i |
||
| Meccanismi | Conai | |||
| incentivanti | Riconoscimento del 75% della | |||
| marginalità da attiv ità v olte alla |
||||
| sostenibilità ambientale e energetica | ||||
| Su base asimmetrica in funzione di: | Su base asimmetrica in funzione di: | |||
| fabbisogno inv estitorio economicità |
v ariazioni perimetro |
|||
| Limite annuale alla | gestione v ariazioni perimetro |
miglioramenti liv ello di qualità |
||
| crescita tariffaria | ||||
| Facoltà di istanza a garanzia | Facoltà di istanza a garanzia | |||
| dell'equilibrio economico finanziario | dell'equilibrio economico finanziario |
La delibera 443/19 viene applicata ai gestori del ciclo integrato dei rifiuti, comprendendo l'attività di trattamento a smaltimento o recupero solo nel caso in cui tali attività siano incluse nel perimetro societario del gestore. È invece rinviata a dedicato provvedimento la regolazione tariffaria dei corrispettivi al cancello degli impianti.
Gli effetti del provvedimento assumeranno efficacia, a valere dall'annualità tariffaria 2020, a valle della procedura di approvazione prevista nel provvedimento stesso.
Per i settori energetici e il settore rifiuti si fa riferimento alla metodologia Wacc, mentre per il servizio idrico integrato i valori si riferiscono al tasso di copertura degli oneri finanziari e fiscali.
Per costi efficientabili si intendono i costi operativi endogeni, ovvero direttamente controllabili dagli operatori.
L'attuale quadro istituzionale e regolamentare dei mercati richiede sempre più frequentemente l'ammodernamento delle infrastrutture esistenti, l'ulteriore velocizzazione delle telecomunicazioni, l'efficientamento e la flessibilizzazione delle reti energetiche, dei servizi a rete, nonché degli investimenti in immobilizzazioni immateriali, quali quelli in ricerca e sviluppo (R&S) correlati alla fattibilità e diffusione di nuove tecnologie.
I Paesi tradizionalmente attenti allo sviluppo tecnologico e che presentano un legame stabile con la produttività totale dei fattori (Cina, Usa e Regno Unito sono alcuni esempi) effettuano sempre maggiori investimenti in proprietà intellettuale. La maggior parte di questi investimenti si stanno indirizzando su due gruppi di tecnologie:
internet, digitalizzazione e intelligenza artificiale; energie rinnovabili e stoccaggio.
Tali investimenti hanno effetti sul mercato del lavoro e sul contesto ambientale. L'ingresso della robotizzazione e dell'intelligenza artificiale, accompagnato dallo spostamento della gestione dal campo in centri di telecontrollo avanzati, richiede un profondo ripensamento dei processi lavorativi, orientato a renderli più flessibili e a integrare le attività gestibili da macchine evolute con quelle umane, riallocando su queste ultime il valore aggiunto distintivo tipico del capitale umano. Da un punto di vista ambientale, una delle innovazioni più importanti, riguarda la sostituzione delle fonti fossili con fonti rinnovabili che tuttavia richiede importanti investimenti finanziari, i cui benefici economici non sono sempre immediatamente tangibili poiché si dispiegano nel lungo termine in assenza di sistemi di incentivazione o compensazione delle esternalità mirati.
Al World Economic Forum 2019 è stato evidenziato come le aziende che hanno automatizzato le mansioni più operative, sono quelle che prevedono maggiori assunzioni nei prossimi anni e dovranno pertanto concentrarsi sulle skill del futuro. Un report dell'OCSE di febbraio 2019, rileva che l'innovazione tecnologica non è sufficiente a far crescere la produttività; oltre alle ragioni esogene dovute ai contesti globale, economico e sociale si palesano ragioni di natura endogena legate alla capacità dell'organizzazione di mappare, aggiornare e sviluppare le competenze del capitale umano. I leader digitali devono essere protagonisti nel promuovere una cultura dell'apprendimento continuo poiché le chances di successo dipendono dalla capacità di lavorare lungo tutti i processi aziendali e in tutti i comportamenti individuali. Il contesto di organizzazione non è più limitato ai confini fisici dell'azienda e a quelli logici dello stretto business, ma deve estendersi alle interrelazioni che lo caratterizzano e agli obiettivi di sviluppo sostenibile. La proiezione esterna della mission assume un'importanza rilevante per le multiutility che, gestendo elementi chiave dell'ambiente (acqua, materia, energia) devono impegnarsi in obiettivi che appartengono alla comunità e al territorio servito: in sintesi, devono creare valore; fenomeni di questo tipo hanno riflessi positivi anche sul clima aziendale e sulle attività di recruiting delle migliori risorse che desiderano che il lavoro incida su scale e obiettivi più ampi, estesi al contesto esterno.
Le opportunità digitali e tecnologiche presenti oggi sul mercato offrono alle utility la possibilità di incrementare la numerosità e la varietà delle proprie attività e di essere più flessibili e dinamiche a tutti i livelli della catena del valore.
Scenario tecnologico
L'evoluzione digitale rappresenta il fulcro della trasformazione tecnologica attualmente in corso, essendo un fattore abilitante delle evoluzioni che insistono sulla dotazione infrastrutturale e sulla relazione con l'individuo.
I trend del mondo Ict: elementi abilitanti (Cloud, IoT), tecnologie (Ia, automazione) e cybersecurity
I principali trend Information and communication technology (Ict) nel settore possono essere sintetizzati in Internet of Things (IoT), Automazione, Intelligenza artificiale (Ia), Data analytics, Cloud e sicurezza informatica.
Con riferimento alle tecnologie applicate alle infrastrutture delle utility, la categoria che maggiormente riceve attenzione è quella dei sensori di campo (che permettono la raccolta di dati importanti inerenti al funzionamento e allo stato di manutenzione delle reti) e delle tecnologie a supporto della gestione da remoto di impianti e altre risorse sul territorio.
L'applicazione dell'IoT al contesto industriale viene spesso classificata come Industrial internet of things (IioT). Su questa linea le infrastrutture di rete gestite dalle utility si sono evolute verso un concetto smart, ossia di asset in grado di dialogare con il gestore e di fornire importanti dati utili all'esercizio e all'evoluzione delle reti.
Il volume dei dati raccolti tramite sensori di campo raggiunge ormai dimensioni significative; le utility ne giovano in termini di ottimizzazione nella gestione degli asset utilizzando l'analisi dei dati (Data analytics) associata alle nuove tecnologie basate sull'intelligenza artificiale.
Con riferimento all'interazione commerciale, invece, i clienti sono sempre più abituati a interagire con i gestori dei servizi attraverso canali digitali e strumenti in mobilità, quali smartphone e tablet. Questo contesto presuppone la necessità di avere una visione unica per la gestione di tutte le richieste del cliente (centralità del cliente), di interagire con il cliente attraverso differenti canali (omnicanalità) e di ridurre i tempi di risposta (flessibilità e velocità). Le utility, di conseguenza, stanno evolvendo la propria interazione con il cliente facendo sempre più uso di canali dedicati, di chatbot per fornire pronte risposte e di strumenti di analisi dei dati per studiare e prevedere il comportamento dei propri clienti, attuali o potenziali. L'offerta di servizi e strumenti orientati sempre più al controllo dei propri consumi e la gestione di altri dispositivi direttamente in casa rappresentano un ambito per rafforzare il legame con il cliente e conoscerne le principali caratteristiche di comportamento.
Tra i fattori abilitanti della rivoluzione digitale figura anche il cloud, che ha permesso la raccolta, la gestione e l'archiviazione di importanti volumi di dati e un semplice accesso agli stessi con costi progressivamente decrescenti e tecnologie facilmente scalabili in situazioni di crescita. Le politiche europee in materia di digitalizzazione hanno posto le basi per una crescente fiducia nel cloud e nella sua adozione come strumento rapido ed economico per la trasformazione digitale delle aziende, con sempre maggiori garanzie in termini di affidabilità, sicurezza e riservatezza. L'Italia, come d'altronde il resto d'Europa, sta diventando sempre più digitale grazie anche ai significativi progressi compiuti nell'utilizzo dei servizi in modalità cloud che, in alcuni casi, sta diventando l'unica modalità di offerta da parte dei fornitori di software e piattaforme informatiche. La disponibilità di servizi cloud accessibili ha spostato progressivamente il focus delle utility e delle altre aziende da un approccio basato sulla proprietà di software e infrastrutture, a soluzioni più versatili del tipo Software as a service, Platform as a service o Infrastructure as a service.
Tra le tecnologie più rilevanti e innovative si segnalano le soluzioni di automazione industriale, quali ad esempio la Robotic Process Automation (RPA) e l'applicazione di algoritmi di Intelligenza artificiale. Le prime contribuiscono a ridurre le attività fortemente ripetitive e ancora manuali a carico del personale delle aziende, liberando risorse per attività a maggiore valore aggiunto. Inoltre, le soluzioni di automazione di processo (applicabili a molte delle tipiche aree aziendali) rappresentano una piattaforma di partenza per lo sviluppo delle soluzioni più avanzate basate su Intelligenza artificiale e sistemi in autoapprendimento. Sviluppi già avviati consentono alle macchine di interagire direttamente con gli individui, adattandosi ai differenti comportamenti, oppure di analizzare volumi di dati o di immagini impensabili con le tradizionali tecnologie, al fine di identificare interazioni e correlazioni in grado di ottimizzare le scelte gestionali.
Come negli altri settori, anche in quello delle utility l'attenzione ai temi della sicurezza informatica è crescente, sia per la natura di servizi di pubblica utilità che vengono erogati, sia per la caratteristica delle reti di essere infrastrutture distribuite sul territorio, e quindi potenzialmente più esposte a possibili attacchi.
Il fenomeno è in crescita: la Commissione Europea, ad esempio, riporta che nel 2016 nella sola Unione Europea si sono verificati quattro mila casi al giorno di ransomware (riscatti informatici) e che nel 2018 oltre l'80% delle aziende europee ha subito almeno un attacco informatico.
Le risorse umane ed economiche dedicate al tema della cybersecurity sono previste in evoluzione anche per i prossimi anni, in modo da poter impiegare in modo continuo le migliori tecnologie e soluzioni capaci di fronteggiare i possibili attacchi. Dalle analisi di benchmark che si possono prendere a riferimento dai maggiori osservatori del mercato informatico (Gartner, Forrester, IDC e altri) si stima che in media la spesa in sicurezza informatica oscilli tra il 4% e il 10% della spesa annuale in Ict delle aziende. Tra il 2012 e il 2018 la spesa media in cybersecurity per dipendente è pressoché raddoppiata e nei prossimi anni questo trend non sarà destinato a mutare, infatti l'International Data Corporation (IDC) ipotizza un incremento di questa voce di spesa su scala globale pari al 10% medio annuo fino al 2022.
L'aumento della sensibilità individuale ai temi di attenzione ambientale e di inclusione sociale rappresenta uno dei fattori ricercati dagli operatori del mercato ovvero dalle migliori risorse. Il clima del pianeta è sempre cambiato nel corso degli anni; l'elemento di novità nonché di preoccupazione consiste nel contributo umano impresso alla sua accelerazione.
L'evoluzione delle aspettative e delle priorità individuali in tema ambientale è accompagnata da ambizioni virtuose a livello globale ed europeo; tra le principali si menzionano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030, quelle dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (che si prefigge di limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2º C), quelle della strategia climatica di lungo periodo, denominata A Clean Planet for all, presentata dalla Commissione Europea durante una delle più recenti Conferenze delle parti della Convenzione sui cambiamenti climatici (Cop 24)2 , che evidenzia la necessità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° C e prefigura un nuovo scenario di decarbonizzazione totale tramite una neutralità in termini di emissioni di gas a effetto serra entro il 2050 e, più recentemente, quelle del Green Deal3 .
Il Green Deal europeo rappresenta il cuore del programma politico della nuova Commissione Von Der Leyen e, nelle intenzioni dell'esecutivo comunitario, permetterà di coniugare azioni a favore del contenimento del surriscaldamento globale con opportunità di sviluppo per il tessuto industriale europeo e ricadute occupazionali. Il pacchetto politico si comporrà di oltre 50 iniziative legislative e strategiche che vedranno la luce nel corso del 2020 e 2021, che copriranno un ampio spettro di settori tra cui quello energetico e la mobilità.
Energia e trasporti contribuiscono infatti in modo significativo alle emissioni di gas climalteranti in Europa, anche per effetto di un uso ancora importante delle fonti fossili. Le fonti rinnovabili nel decennio passato hanno guadagnato progressiva importanza all'interno del mix di produzione di energia elettrica in UE (es. energia eolica e solare) ma non sono ancora riuscite a penetrare nel settore della mobilità e hanno trovato difficoltà ad affermarsi come vettore per le soluzioni di riscaldamento/raffrescamento.
La strategia europea per impostare una transizione energetica nell'ambito dei trasporti dovrà quindi concentrarsi sulla promozione di tecnologie dal minore impatto ambientale per la mobilità privata (es. auto elettrica), per la mobilità pubblica (es. gas rinnovabili, idrogeno) o ancora per il trasporto merci (es. intermodalità).
Similmente la transizione del settore energia poggerà su un crescente ruolo dell'energia elettrica come vettore per soddisfare i consumi finali e sulla generazione di elettricità da fonti rinnovabili, ma dovrà saper coniugare anche aspetti di sicurezza degli approvvigionamenti e di competitività per il sistema industriale che necessiteranno di un approccio integrato al settore, sfruttando i punti di forza del vettore elettrico e quelli del vettore gas, anche secondo una logica di sector coupling.
Il focus della Commissione Europea e della Comunità internazionale per rispondere al cambiamento climatico si estenderà poi anche ad altri settori, come quello ambientale e quello idrico.
Il Green Deal comunitario sarà improntato alla promozione di soluzioni circolari, andando così a incidere su tutta la filiera produttiva, dalla fase di produzione del bene a quella di consumo dello stesso e di gestione del rifiuto. A livello comunitario, infatti, finora sono già stati compiuti passi avanti in questo senso, tuttavia i più importanti interventi legislativi si sono focalizzati su alcune fasi della
Scenario ambientale
Il cambiamento climatico: disciplina, cause, impatti e le iniziative annunciate
2 La Cop 25, conclusasi il 15 dicembre 2019, si è limitata a confermare quanto esposto dalla precedente Conferenza delle parti e a rinviare tutte le nuove tematiche, tra cui la discussione delle intenzioni dei vari Paesi riguardo la riduzione delle emissioni, alla prossima Cop 26 di Glasgow.
3 La neo presidente della Commissione Europea ha ribadito più volte la centralità dell'ambiente nell'azione del suo esecutivo e ha promesso un Green Deal for Europe nei primi 100 giorni di carica (a partire dal 1° dicembre 2019). Nella bozza della strategia presentata dalla Commissione Europea viene ribadita l'ambizione di diventare il primo continente carbon neutral entro il 2050, cioè una regione dove le emissioni di CO2 prodotte sono compensate da corrispondenti assorbimenti. L'ambizione prenderà la forma di una legge climatica europea e, in vista di ciò, potrebbe essere inoltre potenziato il target 2030 ad almeno il 55% di riduzione delle emissioni di gas serra.
filiera (es. gestione dei rifiuti) o su alcune attività produttive (es. settore delle plastiche). L'UE punta quindi a estendere la propria attenzione sulla fase di produzione/importazione di manufatti che abbiano caratteristiche tali da massimizzarne riuso e riciclabilità, sulla crescita del mercato delle materie riciclate a sostituzione dei materiali vergini e su specifiche filiere che devono essere indirizzate in modo specifico.
Tra le principali conseguenze del cambiamento climatico emerse dai più recenti studi a livello europeo si segnalano fenomeni come l'incremento del livello del mare, accompagnato dalla riduzione del volume dei ghiacciai e del manto nevoso e negli effetti sulla salute, legati alle malattie sensibili al clima; alcune zone rischiano la sommersione e non ultimi, i fenomeni meteorologici estremi sono progressivamente aumentati di intensità e frequenza.
L'adozione di un sistema di gestione sostenibile della risorsa idrica capace di contemperare le necessità di stoccaggio e conservazione, l'efficienza nei consumi e la possibilità di riutilizzo delle acque reflue e che al contempo permetta la ricostituzione degli ecosistemi naturali è sempre più cogente. Il depauperamento delle risorse idriche rappresenta inoltre una delle principali minacce alla crescita economica: la produzione di energia è una delle maggiori cause di consumo di risorse di acqua dolce.
Allo scopo di sostenere i progetti summenzionati, il 14 gennaio 2020, la Commissione Europea ha presentato il piano di investimenti per un'Europa sostenibile che mobiliterà i fondi dell'UE necessari ai fini della transizione verso un'economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva. Il piano, che integra altre iniziative annunciate nella bozza del Green Deal, si articola in tre dimensioni: la dotazione di una quota di spesa pubblica ingente alle azioni per il clima e l'ambiente (attirando inoltre fondi privati grazie alla banca europea per gli investimenti), la previsione di incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati e il sostegno pratico alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili. In linea con gli altri Paesi europei, il Governo italiano ha ribadito l'intenzione di proseguire sul Green Deal e tramite la Legge di Bilancio 2020 ha lanciato un patto verde con cui, attraverso meccanismi incentivanti destinati al tessuto industriale e produttivo, punta alla transizione verso un modello economico circolare. Tra gli strumenti volti al contrasto dei cambiamenti climatici della nuova Legge di Bilancio si menzionano, a titolo esemplificativo: l'introduzione del credito d'imposta (nella misura del 36%) delle spese sostenute dalle imprese per l'acquisto di prodotti riciclati, la destinazione di risorse a favore delle amministrazioni comunali per progetti di miglioramento dell'efficienza energetica e la messa in sicurezza del patrimonio pubblico, e l'introduzione di fondi per l'attivazione di progetti sostenibili di rigenerazione urbana e riconversione energetica per incentivare l'utilizzo di fonti rinnovabili.
Scenario capitale umano
I trend del sistema economico, politico, ambientale e sociale combinati con la crescita esponenziale della trasformazione digitale impattano differenti dimensioni del capitale umano; lo sviluppo delle applicazioni tecnologiche unito alla significativa crescita della capacità tecnologica di gestire i dati rende ulteriormente importante investire sulla capacità umana di interpretazione dei fenomeni, finalizzata alla generazione di valore; il rapporto uomo – macchina è sempre più rivolto alla ricerca di integrazione nel contesto lavorativo, piuttosto che al semplice efficientamento dei costi con logiche sostitutive. Le traiettorie di sviluppo tecnologico richiedono alle aziende crescenti capacità di gestione e orientamento sulle scelte riguardanti gli aspetti etici al pari di quelle riguardanti gli aspetti tecnici. La crescente digitalizzazione dei processi plasma il modello di apprendimento rischiando tuttavia di generare un divario marcato tra chi matura rapidamente competenze evolute sul digitale e coloro che faticano ad acquisire tali conoscenze; diventano sempre più importanti la capacità di relazioni interpersonali e la capacità di interpretazione e gestione di contesti complessi. L'aumento della disponibilità di informazioni e di strumenti per la collaborazione a distanza determina un cambiamento nel modo di lavorare e di misurare le performance; anche le priorità individuali sono in evoluzione rispetto al passato: il fabbisogno di stabilità lavorativa e retributiva presente fino a oggi è accompagnato dalla ricerca di contesti sfidanti e attraenti per la capacità di offrire un ambiente connesso in termini di relazioni umane.
Il Gruppo Hera ha come obiettivo una struttura di debito coerente con le esigenze di business in termini di durata dei finanziamenti e di esposizione ai tassi di interesse. Il Gruppo presenta e ambisce a mantenere costantemente una gestione finanziaria che consente di massimizzare il profilo di rendimento pur mantenendo una strategia prudenziale verso il rischio.
Hera effettua un'attenta programmazione a lungo termine delle risorse finanziarie, dei flussi di cassa e dell'indebitamento; il costo medio del debito è costantemente efficientato attraverso attività di liability e financial risk management volte a cogliere opportunità di mercato favorevoli.
In coerenza con quanto esposto, con riferimento al mercato dei capitali, nel mese di luglio 2019 Hera ha effettuato un'emissione obbligazionaria green per cinquecento milioni di euro, rimborsabili in otto anni a una cedola dello 0,875%, e un rendimento pari a 1,084%, come parte della strategia di funding della società. Il green bond è stato quotato nei mercati regolamentati di Dublino e del Lussemburgo nonché sulla piattaforma extra mot di Borsa Italiana; si è riscontrata una significativa partecipazione di investitori green e sustainable. I fondi raccolti saranno utilizzati per finanziare o rifinanziare numerosi progetti programmati nel piano industriale che perseguono gli obiettivi dell'Agenda Onu 2030 sugli ambiti di efficienza energetica, economia circolare e gestione sostenibile dei rifiuti e delle infrastrutture idriche.
Si segnala inoltre che nel 2019 Hera si è dotata di un Green financing framework (Gff), disponibile sul sito web del Gruppo; si tratta di un documento programmatico tramite il quale vengono comunicati alla platea di investitori i progetti green che vengono finanziati (tale documento è stato certificato da ISS-oekom). Nell'ambito del percorso di ottimizzazione della struttura finanziaria di Gruppo, sono stati inoltre riacquistati gli ammontari di due bond con scadenza 2021 e 2024 (le quote di debito riacquistate ammontano rispettivamente a 40 milioni di euro e a 171 milioni di euro).
Con riferimento al mercato bancario, al 31 dicembre 2019 Hera presenta 363 milioni di euro di liquidità, linee di credito committed per seicento milioni di euro e linee di credito uncommitted per 537 milioni di euro (di cui utilizzati 37 milioni di euro).
Le linee di credito e la relativa attività finanziaria sono distribuite fra i principali istituti bancari italiani e internazionali e sono definite a condizioni molto competitive.
La gestione finanziaria del Gruppo prevede inoltre il ricorso a strumenti finanziari derivati principalmente di copertura; nell'esercizio 2019 questi ultimi risultano perfettamente aderenti al debito sottostante.
L'insieme di tali operazioni sul mercato, sia obbligazionario sia bancario, hanno consentito di ottimizzare le condizioni per una ulteriore riduzione del costo medio del debito a medio termine, che nel 2019 si attesta al 3,5%.
Nel corso dell'esercizio, è proseguita la consueta attività di comunicazione con le agenzie di rating Moody's e Standard & Poor's (S&P): entrambe le agenzie hanno mantenuto un giudizio positivo sul merito creditizio del Gruppo che detiene un livello di solido investment grade di medio/lungo termine. Moody's (Baa2, outlook stabile) e S&P (BBB/A-2 outlook positivo) hanno confermato il loro giudizio anche grazie ai risultati positivi raggiunti nell'esercizio relativamente alle metriche di credito.
Il profilo di rischio del Gruppo è valutato dalle agenzie di rating positivamente in termini di solidità e buon equilibrio del portafoglio di business gestiti, nonché in termini di buone performance operative, di rischio di liquidità e di resilienti indicatori di merito creditizio; si sottolinea, tuttavia, che il rating del Gruppo è strettamente connesso al rating del Paese, in quanto la maggior parte dell'Ebitda prodotto deriva da business domestico e quindi è esposto al trend macroeconomico e allo scenario politico del Paese.
Le azioni e le strategie del Gruppo sono sempre particolarmente attente e indirizzate a garantire il mantenimento e il miglioramento di adeguati livelli di rating.
Il mercato dei capitali e il Green financing framework
Il mercato bancario
Gli strumenti finanziari derivati di copertura
Il costo medio del debito
Il Gruppo ha presentato a gennaio 2020 il proprio piano industriale, in cui è stata declinata la strategia di Hera per rispondere efficacemente alle complessità del contesto fin qui esposte.

Riferimenti strategici del Gruppo
Le tre direttrici strategiche predominanti del piano al 2023 sono:
- la crescita industriale, condizione indispensabile per poter continuare a distribuire valore in misura crescente, a beneficio di tutti gli stakeholder e dell'ecosistema in cui opera il Gruppo;
- la gestione del rischio, in particolare con un approccio di medio-lungo termine necessario per indirizzare i rischi cui sono esposte le utility e per individuare le più efficaci azioni di mitigazione (es. rischi climatici);
- l'economia circolare, quale modello di riferimento per adeguare le attività dei business di Hera ai paradigmi di riduzione, riuso, riciclo, recupero o rigenerazione.
Inoltre, il Gruppo farà leva e continuerà a lavorare su alcuni dei suoi asset e punti di forza, come l'ampio e diversificato portafoglio di servizi (caratterizzato da un'importante componente di attività regolate), la solidità patrimoniale e finanziaria, la costante ricerca di soluzioni innovative per promuovere maggiore efficienza e qualità del servizio, e il continuo investimento in formazione delle proprie risorse per permettere alle competenze dei dipendenti di evolvere in modo coerente al contesto.
Per quanto riguarda i business a libero mercato la strategia del Gruppo si declinerà in particolare sulle dimensioni della crescita industriale e dell'economia circolare. Business a mercato
Nei mercati energy la crescita della base clienti traguarderà i 3,5 milioni di clienti al 2023. Questo target è stato rivisto al rialzo rispetto al piano precedente, grazie al contributo della recente partnership con Ascopiave, che ha consolidato la presenza del Gruppo nel Nord-est.
La crescita della customer base si fonderà innanzitutto sullo sviluppo commerciale, supportato da offerte innovative, servizi a valore aggiunto e una sempre migliore customer experience per ogni tipo di cliente.
Tra le offerte commerciali si distinguono quelle orientate a promuovere la circolarità del business mediante la fornitura di energia rinnovabile o le iniziative a supporto dell'efficienza energetica, tra cui l'applicazione dei principi di economia comportamentale per incidere sulle abitudini degli individui.
Sempre nel filone delle iniziative circolari, il Gruppo punterà sullo sviluppo e la realizzazione di soluzioni di risparmio energetico per pubbliche amministrazioni, realtà industriali e condomini, con offerte calate sulle specifiche esigenze di ciascuna categoria di cliente.
In arco piano, inoltre, proseguirà la partecipazione alle procedure competitive per i mercati di ultima istanza (con cadenza annuale per il gas e biennale per il servizio di salvaguardia elettrica) da cui ci si attende una conferma del ruolo di prim'ordine giocato fino a ora da Hera.
Infine, un'importante discontinuità in questa linea di business sarà rappresentata anche dalla graduale liberalizzazione del mercato elettrico in maggior tutela, con le conseguenti opportunità di ampliamento della base clienti del Gruppo.
Nel settore del trattamento e recupero dei rifiuti il Gruppo intende confermare la propria leadership commerciale e tecnologica a livello nazionale grazie a un parco impiantistico all'avanguardia e in linea con le best practice europee, che sarà ulteriormente sviluppato nei prossimi anni con l'obiettivo di massimizzare il riutilizzo delle risorse naturali. In questo senso, sulla base dell'esperienza maturata con l'impianto di Sant'Agata Bolognese, in arco piano è prevista l'integrazione della produzione di biometano da un impianto di digestione anaerobica.
L'attenzione alla circolarità guiderà anche la strategia della controllata Aliplast Spa, con l'ingresso del Gruppo nel recupero e riciclo delle plastiche rigide e con le prime sperimentazioni nell'ambito del riciclo molecolare del pet.
Lo sviluppo del portafoglio clienti industriali si fonderà sulla proposizione di soluzioni commerciali integrate e circolari, in grado di adattarsi alle specifiche esigenze del cliente e di offrire una gestione completa dei rifiuti, che potrà estendersi anche alla ricerca di opportunità di efficientamento idrico ed energetico dei processi produttivi dei clienti industriali.
Anche con riferimento ai business regolati, principalmente impegnati nella gestione delle infrastrutture per la distribuzione, verranno declinate pienamente le direttrici strategiche già esposte. La crescita industriale sarà alimentata da un importante piano di investimenti (che assorbirà in arco piano circa il 70% del totale previsto a livello di Gruppo) e dall'appuntamento con le gare per l'assegnazione dei servizi regolati nella maggior parte dei territori serviti da Hera.
Business regolati
Per quanto riguarda le gare per la concessione del servizio di distribuzione gas si stima che entro il 2023 si concludano una parte dei procedimenti competitivi che interessano gli ambiti presidiati dal Gruppo. Tale ipotesi si fonda sulle prime esperienze concluse su scala nazionale che mostrano un dilatamento dei tempi, imputabile ai ritardi negli avvii delle gare, alle complessità delle procedure e ai successivi ricorsi presentati dai partecipanti.
Nel ciclo idrico il Gruppo si confronterà con le procedure di assegnazione del servizio nel territorio riminese, mentre per i servizi di igiene urbana si prevede la conclusione delle gare in tutti i territori emiliano romagnoli. Obiettivo del Gruppo è confermarsi come gestore in tutti gli ambiti già presidiati, facendo leva sui propri livelli di qualità del servizio e su soluzioni innovative da mettere a disposizione degli utenti.
L'introduzione delle nuove tecnologie non sarà solo un fattore distintivo da valorizzare in sede di gara ma sarà un elemento abilitante per estrarre efficienze dalle operations e per offrire alla comunità servizi al passo con le evoluzioni tecnologiche del contesto. Il Gruppo ha infatti previsto la sostituzione dei contatori delle reti di distribuzione gas ed energia e delle infrastrutture idriche. In particolare, Hera ha sviluppato un nuovo contatore gas – denominato NexMeter – in grado di interrompere il flusso di gas e mettere in sicurezza l'impianto di utenza in caso di eventi sismici rilevanti, fughe di gas o piccole perdite latenti. Questi interventi rispondono anche all'esigenza di aumentare la resilienza delle infrastrutture di rete alle condizioni esogene, elemento importante quale azione di mitigazione dei crescenti rischi climatici.
Nel ciclo idrico integrato il focus della strategia del Gruppo verterà sulla tutela della risorsa idrica, sia attraverso un potenziamento delle attività di ricerca delle perdite di rete, sia attraverso servizi di water management volti a promuovere una gestione sempre più sostenibile e consapevole dell'acqua sia all'interno che all'esterno dell'azienda. Particolare attenzione sarà poi dedicata al riuso delle acque depurate in coerenza con le logiche dell'economia circolare. Le acque depurate potranno essere utilizzate sia in chiave di riuso (es. in agricoltura) che per stimolare azioni di rigenerazione del territorio (es. mantenimento dell'equilibrio idrologico in condizioni di siccità).
Le stesse logiche saranno applicate anche al business del teleriscaldamento con una strategia incentrata sul rinnovamento tecnologico delle reti e degli impianti e sulla massimizzazione del recupero di calore e del suo utilizzo finale, anche attraverso l'estensione o la miglior interconnessione tra sistemi già esistenti.
La promozione dei comportamenti circolari sarà un cardine della strategia nei servizi di igiene urbana attraverso l'introduzione di nuove soluzioni tecnologiche in grado di incrementare la quantità e la qualità della raccolta differenziata e attraverso iniziative di comunicazione e formazione finalizzate ad aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini.
La strategia fin qui delineata permetterà un incremento del Mol di Gruppo fino a traguardare 1,25 miliardi di euro al 2023. Tutte le filiere contribuiranno alla crescita della marginalità e, in arco piano, si confermerà un buon equilibrio tra il contributo ascrivibile alle attività a libero mercato e quelle regolate. Nel piano strategico inoltre sono previsti investimenti per circa 2,9 miliardi di euro, per un volume superiore rispetto al quinquennio passato. Tali investimenti rispetteranno il corretto equilibrio dimensionale tra le macro-aree territoriali servite dal Gruppo e saranno concentrati prevalentemente nelle attività regolate con gli interventi di ammodernamento e sviluppo infrastrutturale già sintetizzati.
Il piano industriale conferma la forte attenzione alla sostenibilità, aspetto che caratterizza da sempre il DNA di Hera, in coerenza con gli obiettivi dell'Agenda 2030. Quasi il 75% della crescita prevista in arco piano sarà alimentata da progetti a valore condiviso ossia idonei a rispondere alle call to action dell'ONU. Le quote di Mol e investimenti a valore condiviso nel 2023 toccheranno rispettivamente i 530 e i 750 milioni di euro, pari al 42% del Mol complessivo e al 35% degli investimenti complessivi di Gruppo contribuendo a costruire un modello di impresa sempre più resiliente e rigenerativo.

Allo scopo di rispondere alle esigenze del territorio e dei clienti sono stati individuati tre fattori critici di successo: tecnologia, circolarità ed ecosistema.
L'evoluzione tecnologica nel suo complesso e, più specificamente, la digitalizzazione sono fenomeni estesi all'intero panorama industriale nazionale. Il Gruppo ambisce a sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per estrarre efficienze di costo e sinergie collegate alla gestione di dati così da assumere un ruolo di rilievo come facilitatore della diffusione di un approccio smart sul territorio, in particolare nel caso delle smart city.
Il Gruppo svolge continui approfondimenti per comprendere quali sono gli obiettivi individuati dall'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 nonché dalla lotta al cambiamento climatico (e confermati da accordi normativi e regolatori successivi) ai quali può contribuire maggiormente attraverso le proprie attività, i propri progetti o le proprie politiche, il cui perno è l'economia circolare. L'economia circolare rappresenta una risposta a una pluralità di criticità con cui deve confrontarsi la società moderna: dalla progressiva scarsità di risorse alla riduzione delle emissioni in atmosfera o ancora alla riduzione dei rifiuti non destinati al recupero. Il Gruppo ha sviluppato negli anni strategie industriali improntate alla sostenibilità: le azioni del futuro continueranno altresì a essere indirizzate verso obiettivi di circolarità e decarbonizzazione con efficacia e determinazione.
Appartenere a un ecosistema di riferimento in un contesto in continuo cambiamento, inoltre, aumenta la resilienza delle società alle trasformazioni del contesto e accelera l'evoluzione della cultura aziendale grazie alla contaminazione esterna. La strategia del Gruppo è stata da sempre fondata su uno stretto rapporto con il territorio e con il proprio ecosistema; oggi questo elemento distintivo è valutato come asset da investitori e agenzie di rating.
Il contributo di Hera è preponderante in sei sustainable development goals dell'Agenda 2030: 7. energia pulita e accessibile, 13. lotta contro il cambiamento climatico, 6. acqua pulita e servizi igienico-sanitari, 12. consumo e produzione responsabili, 9. imprese, innovazione e infrastrutture e 11. città e comunità sostenibili.
Lo sviluppo sostenibile
Si rimanda al sito web del Gruppo (sezione Responsabilità sociale) e al paragrafo "Valore condiviso" del bilancio di sostenibilità per il maggior dettaglio delle azioni che il Gruppo intende promuovere contribuendo in senso ampio ai 169 target ovvero agli 11 Goals dell'Agenda Onu 2030 mappati nel framework Csv 2019. Si segnala, inoltre, che nel corso del 2019 sono stati organizzati due eventi formativi sugli SDGs per ragionare sul contributo attuale e potenziale di Hera all'Agenda 2030. Tra le principali azioni si annoverano quelle orientate alla promozione dell'efficienza energetica, alla gestione sostenibile della risorsa idrica, alla selezione di fornitori con qualificazione in termini di aspetti di sostenibilità ambientale e sociale, allo sviluppo dell'occupazione e delle nuove competenze e alla diffusione dell'innovazione e della digitalizzazione.
La crescente sostenibilità energetica verso cui è orientato il Gruppo Hera è guidata da alcuni investimenti significativi realizzati lo scorso esercizio o in corso di maturazione, ovvero dai quattro impianti di cogenerazione industriale, dall'impianto di Sant'Agata Bolognese, che produce biometano e lo immette nella rete gas, e dalla sostituzione di corpi illuminanti con lampade a led, azioni di riduzione dei consumi di energia elettrica e in termini di impronta di carbonio. Le offerte verdi (Pacchetto Natura e Impronta Zero ne sono alcuni esempi) che il Gruppo ambisce a riconoscere al 58% del totale dei propri clienti gas ed energia elettrica nel 2023, inoltre, costituiscono un'ulteriore strategia programmata in tale direzione.
Per quel che concerne la gestione sostenibile della risorsa idrica, invece, si segnala principalmente l'intenzione di Hera di proseguire con il continuo miglioramento del comparto fognario-depurativo dei territori serviti e con gli interventi per la disponibilità della risorsa e il riuso delle acque depurate pianificati nel piano industriale.
In generale, per quel che riguarda il settore dell'ambiente, la prosecuzione dei lavori delle istituzioni dell'Unione europea (UE) si conferma nell'ambito dell'economia circolare pertanto tale tendenza è in corso di consolidamento come paradigma verso cui effettuare la transizione di ogni modello di produzione e consumo. In altri termini, l'elemento portante di ogni attività della strategia del Gruppo è

la sempre maggiore attenzione a ogni tipo di impronta: dalla carbon footprint alla water footprint, fino alla più generale resource footprint lasciate dal Gruppo e dai principali stakeholder, dai fornitori ai clienti e cittadini.
Un percorso di crescita industriale sostenibile è condizione irrinunciabile per poter continuare a distribuire valore agli stakeholder dei territori in cui il Gruppo Hera opera. Il report The global risk report 2019 pubblicato dal World Economic Forum presenta il cambiamento climatico e i rischi tecnologici come le due famiglie di rischi che interessano maggiormente le multiutility, e che potrebbero produrre gli impatti più significativi a livello globale.
The Global Risks Interconnections Map 2020. Fonte: World Economic Forum Global Risks
L'evoluzione attesa del contesto in cui si opera rende ancor più
necessario anticipare e mitigare gli importanti rischi che le utility come Hera dovranno affrontare, lavorando per costruire un modello sempre più resiliente e rigenerativo.
La circolarità è la strategia di riferimento per disegnare i business del futuro e contribuire concretamente al futuro benessere del sistema in cui si agisce come impresa.
L'evoluzione della tecnologia e della digitalizzazione è un'opportunità che verrà cavalcata con attenzione per evitare di sottostimare l'impegno richiesto per una trasformazione digitale aziendale e organizzativa. La digitalizzazione conduce verso nuove opportunità di sviluppo per i business; l'adozione di nuove soluzioni di Intelligenza artificiale è tuttavia necessariamente legata alla specifica attività che si vuole condurre, pertanto le attività di apprendimento da parte delle macchine sono time-consuming e dovranno essere ripetute per ogni tipologia di attività/processo.
I capofila delle evoluzioni tecnologiche che interesseranno la filiera dell'ambiente (plastica in primis) o dell'energia (biocarburanti e biocombustibili) alla ricerca di soluzioni concrete che possano supportare nella sfida al cambiamento climatico o al depauperamento delle risorse naturali sono invece i progressi dell'industria chimica e dell'ingegneria. Tali progressi vengono sfruttati strategicamente al fine di individuare processi di riciclaggio delle plastiche complementari a quello meccanico e allo scopo di riciclare in modo efficace anche le frazioni plastiche meno pure e meno pregiate. Gli stessi progressi, inoltre, consentono ad esempio di sperimentare soluzioni che utilizzano l'eccesso di energia elettrica rinnovabile (altrimenti inutilizzabile) per scindere la molecola dell'acqua in idrogeno e ossigeno e convertirla poi in gas metano sintetico con l'addizione di carbonio (da CO2).
La strategia di sviluppo del capitale umano
Per affrontare efficacemente questo contesto il Gruppo si è dotato di una strategia di sviluppo del capitale umano che possa generare valore nel tempo. L'obiettivo è quello di creare e sviluppare costantemente un modello di agile learning organization, intesa come organizzazione capace di apprendere e tradurre rapidamente l'apprendimento in azione all'interno di una strategia purposedriven. I processi di gestione e sviluppo delle risorse umane sono disegnati per preservare le competenze e i valori distintivi costruiti nel tempo e contemporaneamente ricercare innovazione in tutti gli aspetti che possono generare valore aggiunto, sostenibile nel tempo. Un passo importante fatto verso questa direzione è stato la rivisitazione del processo di pianificazione della forza lavoro. Con lo strategic workforce planning, infatti, aumenta il livello di comprensione delle dinamiche della forza lavoro e di come la strategia dei business impatta sulle priorità di sviluppo dei processi delle risorse umane. Il dialogo strategico tra le linee di business e la funzione delle risorse umane, ad esempio, permette di analizzare i più significativi trend in corso, condividere il significato delle sfide di business indirizzate negli anni di piano industriale, dei rischi e delle opportunità da esse determinate, e tradurre su tutti i processi delle risorse umane un piano di azione coerente in grado di orientarne l'attuazione nonché di consentire la gestione delle strategie di mitigazione dei rischi a esse correlate.
In particolare, diventa sempre più importante investire nello sviluppo continuo di una cultura inclusiva performance driven, in cui i dipendenti sono protagonisti del proprio auto-sviluppo; favorire una cultura coerente con l'agile organization e sviluppare la stessa; ridefinire le regole per favorire una maggiore rotazione su ruoli e processi e ottimizzare l'esperienza delle persone, anche attraverso strumenti digitali. Inoltre, allo scopo di rendere pienamente operativi i processi di automazione e digitalizzazione che devono coinvolgere tutta la popolazione aziendale e pertanto necessitano di un percorso di transizione culturale, è sempre più cogente lo sviluppo di percorsi di reskilling mirato per il personale impiegato in attività che, per loro natura, si prestano a rilevante automazione, costruendo per i dipendenti un percorso di valorizzazione della propria employability.
Con la finalità di favorire l'accesso a contenuti formativi sempre più ritagliati sulle caratteristiche specifiche dei ruoli e sulla base di partenza delle persone, la strategia del Gruppo è inoltre disegnata su un sistema di knowledge management fortemente adattivo ai diversi contesti organizzativi e individuali; i processi di sviluppo premiano di conseguenza le risorse che investono sul proprio apprendimento e favoriscono l'applicazione dell'agilità di apprendimento come condizione per l'accesso a ruoli di maggiore responsabilità. La funzione Risorse Umane di Hera, quindi, persegue il proprio scopo sociale nell'interesse di ambiente, comunità, dipendenti, fornitori e clienti, favorisce il continuo sviluppo di questa cultura all'interno dell'azienda e favorisce lo sviluppo nel tempo dell'allineamento individuale a questo obiettivo.
In altri termini, dopo aver individuato quali sono i fattori di successo per le utility del futuro, gli obiettivi di crescita industriale, circolarità e risk management vengono tradotti in modalità aziendali. Per orientare le azioni da implementare, sono state identificate le priorità che guideranno le progettualità del Gruppo al 2023.

La struttura organizzativa adottata dal Gruppo Hera consente di gestire l'esposizione al rischio derivante dai propri business e contemporaneamente di preservare l'efficacia e la redditività della gestione lungo l'intera catena del valore.
Il sistema di corporate governance adottato consente di indirizzare le strategie in modo unitario e coerente. Il principale organo manageriale di indirizzo, monitoraggio e informativa relativamente alle strategie di gestione dei rischi è il Comitato rischi. Accanto a esso, l'organo consiliare, il Comitato per il controllo e rischi ha il compito, in applicazione dell'articolo sette del Codice di Autodisciplina, di vigilare sulla funzionalità del sistema di controllo interno, sull'efficienza delle operazioni aziendali, sull'affidabilità dell'informazione finanziaria, nonché sul rispetto delle leggi e dei regolamenti e sulla salvaguardia del patrimonio aziendale. Tali organi, al fine di massimizzare la coerenza della strategia di gestione, si riuniscono periodicamente. Nel corso del 2019, il Comitato rischi si è riunito quattro volte e il Comitato per il controllo e rischi si è riunito sette volte. Il Gruppo ha adottato un approccio di difesa dei rischi articolato su tre livelli, definendo una opportuna separazione tra:
- il ruolo di gestione del rischio, affidato ai risk owner nelle varie articolazioni organizzative;
- il ruolo di indirizzo e controllo dei rischi, affidato al Comitato rischi, che si avvale dei risk specialist che effettuano controlli di secondo livello, ovvero che hanno il compito di definire, applicare e aggiornare le metodologie di analisi di rischio ed effettuare le attività di controllo per gli ambiti di propria competenza (review challenge and control);
- il ruolo di valutazione dell'adeguatezza dei processi di gestione del rischio ovvero del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi assegnato alla Direzione Internal Auditing.
Il Comitato rischi definisce le linee guida generali per il processo di risk management, garantisce la mappatura e il monitoraggio dei rischi aziendali, assicura la definizione delle risk policy, definisce i protocolli informativi verso il Comitato controllo e rischi, la Direzione Internal Auditing e il Collegio sindacale.
Il Consiglio di Amministrazione approva le risk policy e i parametri di misurazione, svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Il Comitato controllo e rischi supporta il Consiglio di Amministrazione in merito alla definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e gestione dei rischi.
Il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato sovrintendono, per quanto di competenza, alla funzionalità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Il Vice Presidente sovrintende al coordinamento tra Comitato rischi e Comitato controllo e rischi, preservando il suo stato di indipendenza.

Si rappresenta di seguito l'architettura della risk governance:

Hera ha adottato il processo dell'Enterprise risk management (Erm) al fine di fornire al Consiglio di Amministrazione gli elementi utili alla valutazione della natura dei rischi aziendali e alla definizione del profilo di rischio in particolare nel medio-lungo termine. La definizione del profilo di rischio è esplicitata dallo stesso Consiglio di Amministrazione attraverso l'approvazione della Group risk management policy e dei limiti di rischio in essa definiti.
Il risk management framework è declinato attraverso tre elementi fondamentali:
- il modello dei rischi, che identifica le tipologie di rischio esistenti ed emergenti alle quali il Gruppo risulta potenzialmente esposto ed è oggetto di periodica revisione;
- la propensione al rischio del Gruppo, che definisce il livello di rischio accettabile coerente con la strategia di risk management, definito mediante l'individuazione di:
- dimensioni di rischio chiave;
- metriche di rischio;
- limiti associati a ciascuna dimensione di rischio chiave;
- processi di monitoraggio, escalation e aggiornamento, volti a garantire la tempestiva individuazione di eventuali sforamenti dei limiti di rischio definiti, l'individuazione e implementazione di azioni correttive, il corretto monitoraggio di tutti gli ambiti di rischi rilevanti e l'allineamento dei limiti alla propensione al rischio di Gruppo;
- le attività di risk management, che garantiscono un efficace presidio dell'universo dei rischi ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto e la loro gestione. Le attività sono articolate in:
- gestione continua dei rischi, anche attraverso modalità settoriali di gestione affidate a risk specialist/risk owner dedicati;
- enterprise risk management, finalizzata all'analisi dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, a supporto dell'assunzione consapevole del rischio e della definizione degli obiettivi strategici.
In data 10 gennaio 2020 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il quinto report Enterprise risk management relativo al piano industriale 2020-2023.
Nel corso del 2019, l'analisi Erm ha realizzato ulteriori approfondimenti e affinamenti metodologici:
è stato eseguito il backtesting dell'analisi Erm relativa all'anno precedente, finalizzata a valutare la coerenza degli impatti effettivamente subiti rispetto a quelli stimati. Sono stati inoltre quantificati gli effetti di tali scenari qualora determinassero impatti nell'orizzonte di piano;
- l'analisi di resilienza del Gruppo effettuata negli anni precedenti a fronte di rischi che possono compromettere la continuità delle attività rilevanti ha consentito di pianificare ulteriori azioni di mitigazione (nel piano industriale 2020-2023) volte ad accrescere la capacità delle infrastrutture di rete di affrontare le avversità derivanti da eventi di potenziale business interruption (originatisi sia per effetto di eventi naturali che tecnici in molteplici ambiti);
- è stato effettuato un approfondimento del sistema di controllo della catena di fornitura e di eventuali iniziative di subappalto, strutturato nell'ambito dei sistemi di gestione certificati, identificando i fattori e gli scenari di rischio rilevanti che insistono sul processo, attribuendo gli impatti sugli stakeholder rilevanti e valutando i presidi in essere e i rischi connessi;
- è stata effettuata una mappatura degli scenari di rischio da cambiamento climatico (fisici e transizionali) rilevanti per le attività del Gruppo.
L'analisi Erm 2019 non ha evidenziato rischi in area critica né per impatto reputazionale né economico-finanziario.
In area di rischi rilevanti si conferma il rischio con impatto reputazionale derivante da possibili procedimenti di organi di vigilanza/regolazione/indagine (pur in presenza di comportamenti del Gruppo Hera conformi alle disposizioni di legge) derivanti dai gradi di discrezionalità di avvio di procedure di verifica/indagine in presenza di orientamenti interpretativi non univoci. In area di rischi rilevanti si conferma anche il rischio economico-finanziario derivante da eventi sismici ad alta intensità relativi alle reti. Sono inoltre subentrati due nuovi rischi; il primo derivante dall'orientamento normativo circa la sostituzione di materiali critici relativi alle reti gas, per cui si è ritenuto opportuno quantificare (in sede di analisi Erm) il possibile impatto, e il secondo derivante dalla possibilità di incendi alle linee di produzione per attività di trattamento e recupero dei rifiuti. Gli impatti di quest'ultimo rischio sono trascurabili in termini di conseguenze sui risultati di Gruppo e a impatto nullo per l'ambiente e la continuità operativa; tali eventi possono determinare conseguenze reputazionali significative a causa del rischio percepito derivante dalla crescente sensibilità sociale sul tema.

I rischi esistenti ed emergenti con cui Hera si deve confrontare appartengono a diverse tipologie: si tratta di rischi derivanti dall'evoluzione dei contesti di mercato, macroeconomico e finanziario, di business (regolatorio e competitivo), tecnologico, rischi legati alla sostenibilità sociale, ambientale e al cambiamento climatico e rischi relativi al capitale umano.
Per mitigare l'esposizione a tali rischi, Hera svolge specifiche attività di analisi, misurazione, monitoraggio e gestione che sono descritte nel proseguo. Si rinvia, inoltre, al paragrafo "Trend di contesto, approccio strategico e politiche di gestione del Gruppo" per un'analisi puntuale dei fattori che costituiscono alcuni dei presupposti fondamentali di tali rischi.
Identificazione del rischio Paese e del rischio di business
Hera opera prevalentemente in Italia, dove permane un contesto economico di crescita limitata e dove si registra stagnazione dei consumi di energia e dei volumi di rifiuti smaltiti. I rischi di mercato energetico sono concentrati nella Direzione Centrale Mercato, responsabile delle attività di acquisto e vendita di energia elettrica e gas che determinano posizioni di rischio derivanti altresì dalla volatilità dei prezzi delle commodity energetiche. La diminuzione della domanda di energia comporta una pressione sui margini di vendita che, sommata alla maggiore concorrenza sul mercato libero, può impattare sulla redditività del Gruppo. Inoltre, cambiamenti sui livelli di consumo di energia al dettaglio potrebbero richiedere a Hera di acquistare o vendere energia supplementare a condizioni sfavorevoli. La potenziale riduzione della produzione di rifiuti (che potrebbe derivare sia dal contesto economico e
dagli orientamenti normativi europei e nazionali che da nuove tendenze comportamentali dei clienti) ovvero l'indisponibilità di infrastrutture di trattamento e recupero, potrebbero incidere negativamente sulla capacità del Gruppo di perseguire gli obiettivi prefissati. I rischi del business ambientale relativi alla direzione del parco impiantistico sono concentrati nel Gruppo Herambiente.
Gestione del rischio Paese e del rischio di business
Relativamente al mercato energetico, Hera ha strutturato i processi in modo da avere un'efficace gestione delle attività di procurement e di hedging, con elevata focalizzazione delle competenze. L'approccio adottato dal Gruppo prevede un'unica interfaccia per la gestione del rischio verso il mercato costituita da Hera Trading Srl. Una gestione unitaria dei rischi nel rispetto delle policy assegnate consente vantaggi in termini di raggiungimento di livelli di copertura più elevati, ottimizzazione dei costi per il minor ricorso al mercato (attraverso il netting delle posizioni) e maggiore flessibilità nella strutturazione del procurement e dell'offerta ai clienti.
Il Gruppo ha mantenuto un elevato grado di flessibilità nelle fonti di approvvigionamento di commodity energetiche, parallelamente allo sviluppo delle attività di copertura, minimizzando l'esposizione ai rischi operativi della generazione elettrica e, anche in virtù dell'assenza di forme contrattuali di lungo termine nell'approvvigionamento del gas (clausole take or pay), consentendo un costante allineamento al mercato e massimizzando il natural hedging.
Nelle attività di gestione e trattamento dei rifiuti la diversificata dotazione impiantistica del Gruppo, caratterizzata da tecnologie all'avanguardia e performanti in termini di impatto ambientale, hanno consentito di conseguire gli obiettivi strategici assegnati. L'attuazione della strategia in tema di circolarità mediante l'ingresso nel processo di riciclo di materiali polimerici svolto da Aliplast Spa e la pianificazione dell'ampliamento delle linee di riciclo verso ulteriori tipologie di plastiche permettono inoltre di cogliere le opportunità offerte dall'evoluzione della normativa europea prevista nel corso del decennio appena iniziato.
Le analisi del rischio derivante da variazioni di contesto economico (Pil e inflazione), e delle condizioni del mercato dell'energia (prezzo del gas e dell'energia elettrica), consentono di quantificare l'elasticità del Mol di Gruppo rispetto alla variazione delle grandezze economico-finanziarie primarie.
In particolare, la riduzione dell'1% del Pil rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 3 milioni di euro, derivante sia da effetti connessi ai minori consumi attesi per la vendita di energia sia dalla riduzione della marginalità della produzione di energia elettrica.
Business energia: stagnazione dei consumi e volatilità dei prezzi
Business ambiente: evoluzione della produzione di rifiuti e indisponibilità di infrastrutture
Business energia: gestione unitaria delle attività di procurement e di hedging
Business ambiente: dotazione impiantistica e opportunità di riciclo
Analisi di sensitività
Le fluttuazioni di tassi di interesse, tassi di cambio e credit spread
La riduzione dell'1% del tasso di inflazione rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 13 milioni di euro, derivante dall'impatto inflattivo sulle componenti tariffarie dei business a rete regolati.
La riduzione del prezzo dell'energia elettrica nel mercato all'ingrosso di 1 euro per MWh rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 0,7 milioni di euro.
Infine, la riduzione del prezzo del gas di 1 €c/smc rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale determinerebbe una diminuzione media annua di Mol pari a circa 0,5 milioni di euro.
Identificazione dei rischi finanziari relativi al mercato del debito
Il contesto economico-finanziario, oltre alla fluttuazione dei prezzi di energia e delle commodity, presenta variazioni dei tassi di interesse, dei tassi di cambio, credit spread e crisi di liquidità. Tali fluttuazioni possono impattare sui risultati di Gruppo, la futura crescita e gli investimenti strategici (ad esempio per effetto di costi di rifinanziamento elevati).
Il rischio di liquidità e il merito creditizio
Il Gruppo potrebbe non riuscire a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa dell'incapacità di reperire nuovi fondi, di farlo solo a condizioni economiche sfavorevoli, a causa dell'impossibilità di liquidare attività sul mercato, o della mutata percezione della sua rischiosità da parte del mercato. Tra i fattori che definiscono tale rischiosità percepita, il merito creditizio assegnato a Hera dalle agenzie di rating riveste un ruolo determinante, poiché influenza la possibilità di accedere alle fonti di finanziamento e le relative condizioni economiche delle stesse. La struttura dell'indebitamento del Gruppo non è soggetta a covenant finanziari sulle posizioni debitorie, a eccezione del limite di corporate rating definito su una quota di debito pari a circa 150 milioni di euro (consiste nell'assegnazione da parte di una delle agenzie di rating di un livello di merito creditizio inferiore a BBB-). Sulla quota ulteriore del debito in essere, invece, si prevede un rimborso anticipato obbligatorio solo in caso di un cambiamento significativo dell'assetto di controllo del Gruppo (change of control), nel caso della revoca di una concessione (concession event), o della cessazione di un business rilevante (sale of assets event) che comporti un downgrade del Gruppo a un livello non-investment grade o inferiore, ovvero la cessazione della pubblicazione del rating.
Gestione dei rischi finanziari relativi al mercato del debito
La riduzione all'esposizione delle fluttuazioni e le azioni di gestione per soddisfare il fabbisogno di liquidità
La gestione finanziaria di Hera è accentrata nella Direzione Centrale Amministrazione, Finanza e Controllo che ambisce a mantenere un adeguato bilanciamento delle scadenze delle poste dell'attivo e del passivo, correlando gli impieghi a coerenti fonti di finanziamento in termini di durata e modalità di rimborso, tenendo conto delle necessità di rifinanziamento dell'attuale struttura di debito. Al fine di rispettare gli impegni di medio e lungo termine, Hera persegue una strategia che prevede una struttura diversificata delle fonti di finanziamento e un profilo di scadenze equilibrato, monitorando costantemente gli indicatori del rating e la disponibilità di linee di credito a lungo termine. Il 95% dei debiti finanziari del Gruppo è a lungo termine; il 78% è rappresentato da bond con rimborso a scadenza mentre la durata media della quota residua è di circa sette anni (di cui circa il 64% ha scadenza oltre i cinque anni).
In altri termini, il Gruppo presenta una struttura finanziaria solida ed equilibrata in termini di composizione e di durata consentendo di minimizzare il rischio liquidità anche in caso di scenari particolarmente critici.
Le azioni e le strategie del Gruppo, inoltre, sono particolarmente attente e indirizzate a garantire il mantenimento del massimo livello di rating (un notch superiore al rating sovrano).
I processi di controllo e gestione dei rischi finanziari si basano su un attento monitoraggio degli indicatori finanziari del Gruppo. La costante presenza sui mercati di riferimento è indirizzata a minimizzare l'impatto della volatilità dei tassi e a garantire un efficiente servizio del debito. Il Gruppo si avvale di strumenti finanziari derivati per ridurre la propria esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e dei tassi di cambio. Al 31 dicembre 2019, il Gruppo presenta un'esposizione al rischio di variazione dei tassi, comprensivo dell'effetto dei derivati, pari al 13%; l'87% del debito è pertanto a tasso fisso.
A garanzia della corretta e completa informativa finanziaria sono adeguatamente strutturate e implementate le procedure per gli adempimenti prescritti dalla Legge 262/2005 che prevede specifici adempimenti in capo alle società quotate in materia di informativa finanziaria.
L'aumento dell'1% del tasso di interesse di riferimento rispetto a quanto assunto nello scenario di piano industriale, basato sull'ipotesi di uno shift di tasso cedolare e sulla struttura del debito di Gruppo di piano, determinerebbe un aumento degli oneri finanziari per circa 10 milioni di euro. Analisi di sensitività
Identificazione dei rischi da controparte
Hera opera con controparti che potrebbero essere incapaci di adempiere agli obblighi assunti, sia nel rispetto delle condizioni economiche che nell'esecuzione delle previsioni contrattuali (delivery del bene/servizio). ll rischio credito, inoltre, incide in modo trasversale nei vari ambiti ove l'attività commerciale è presente: vendita di commodity energetiche e servizi, attività di trattamento rifiuti e servizi di telecomunicazione.
Gestione dei rischi da controparte
In Hera è presente uno strutturato processo di origination, formalizzato in specifiche procedure di gestione del rischio credito; tale processo consente un'adeguata selezione delle controparti mediante credit check e, ove opportuno, le richieste di garanzie. Viene inoltre svolto un costante monitoraggio delle posizioni verso le controparti, prevedendo articolate azioni proattive nella gestione delle stesse, che possono anche comportare il trasferimento esterno del rischio mediante cessione del credito. Nell'esercizio 2019, l'unpaid ratio a 24 mesi delle principali società di vendita del Gruppo è pari allo 0,8%.
Il processo di origination

| L'evoluzione |
|---|
| del quadro |
| legislativo e |
| normativo e le |
| concessioni |
Identificazione dei rischi competitivi-regolatori
Hera svolge parte della sua attività in un mercato regolato, pertanto il suo operato dipende dagli interventi normativi delle autorità di settore e del legislatore (in particolare su tariffe e struttura di mercato), dagli incentivi governativi sulle rinnovabili, dalle concessioni delle autorità locali (nel caso di attività regolate relative ai servizi di raccolta dei rifiuti, distribuzione di gas, servizio idrico integrato e illuminazione pubblica) e nazionali (nel caso di distribuzione di energia elettrica), nonché dagli impatti attesi da mutamenti della struttura del mercato e dalla sua liberalizzazione, dall'evoluzione della domanda e dell'offerta nei settori energia e ambiente.
In questo momento storico, in particolare, il Gruppo è soggetto al rischio di mancato rinnovo delle concessioni che giungono a scadenza o, nel caso di rinnovo, al rischio che non vengano mantenute condizioni economiche analoghe a quelle in essere, con un impatto negativo su marginalità e remunerazione degli investimenti. Tale rischio, tuttavia, è attenuato dalla presenza di un meccanismo di rimborso a favore del gestore uscente in caso di mancato rinnovo.
Evoluzione del quadro legislativo e normativo e revisione delle tariffe nei settori rifiuti, acqua ed
L'approccio
l'assetto regolatorio L'approccio
energia regolamentati
il libero mercato possono avere un impatto rilevante, influenzando la redditività dei settori in cui Hera svolge la propria attività. I rischi competitivo-regolamentari impattano sui business di rete (distribuzione idrica, gas ed energia
I periodici aggiornamenti del quadro normativo e regolamentare, sia a livello nazionale che europeo,
elettrica) e su quelli di mercato (vendita di energia elettrica e gas) e si manifestano nell'introduzione o nella modifica di prescrizioni di natura economica, organizzativa e informatica cui Hera è tenuta ad adempiere, nonché su possibili variazioni di assetti di mercato da essi indotti.
Le gare per la distribuzione di gas, servizio idrico integrato e raccolta e spazzamento programmate in arco piano determinano un rischio di perdita di alcuni degli ambiti attualmente gestiti, in presenza di contesti competitivi significativi. In caso di perdita della gestione, il Gruppo viene tuttavia indennizzato della quota di capitale investito non ancora ammortizzato.
Gestione dei rischi competitivi-regolatori
Il Gruppo si è dotato di una struttura organizzativa che gestisce i rapporti con le autorità nazionali e locali svolgendo un'ampia attività di interlocuzione con i soggetti istituzionali, partecipando attivamente ai gruppi di lavoro istituiti dalle autorità e adottando un approccio di trasparenza, collaborazione e proattività verso eventuali situazioni di instabilità dell'assetto regolatorio. proattivo verso
Nel corso degli anni, i business a mercato libero hanno assunto un peso crescente nel portafoglio del Gruppo contribuendo in misura rilevante ai suoi risultati economici ma esponendolo al tempo stesso a una crescente pressione competitiva. Il Gruppo affronta la sfida della competizione attraverso la continua innovazione dell'offerta commerciale e la tempestiva proposizione della stessa, aumentando la sua presenza e la base clienti sul mercato libero e assicurando la soddisfazione delle aspettative in termini di gamma e qualità del servizio. proattivo verso
Il Gruppo inoltre opera valorizzando la propria capacità tecnica e la propria efficienza di gestione e arricchendo la propria offerta con servizi orientati alla sostenibilità e alla circolarità. L'attenzione di Hera verso la qualità dei servizi, l'efficienza dei costi e le soluzioni innovative rappresenta infatti una leva competitiva in occasione delle gare per i servizi di distribuzione di gas, servizio idrico integrato e per i servizi di raccolta e spazzamento.
Identificazione dei rischi strategici
I rischi strategici inerenti la pianificazione di lungo termine, la sostenibilità finanziaria, la partecipazione a iniziative di valenza strategica e le decisioni di investimento incidono sul grado di solidità dei risultati declinati per le varie filiere e unità di business. La capacità del Gruppo di raggiungere i propri obiettivi strategici, inoltre, potrebbe essere compromessa se non si è in grado di mantenere o ottenere le necessarie licenze, le autorizzazioni e i permessi per il regolare svolgimento della propria attività.
La realizzazione dei risultati pianificati è pertanto condizionata dai differenti rischi endogeni ed esogeni opportunamente simulati, misurati e controllati.
Gestione dei rischi strategici
Hera ha sviluppato un modello strutturato di analisi del rischio strategico volto a misurare la solidità del piano industriale a molteplici scenari di rischio avversi, contribuendo alla rappresentazione integrata dei rischi in logica enterprise wide. Il sistema consente di effettuare analisi di scenario, stress testing e what if delle ipotesi di piano, attraverso un'adeguata analisi dei fattori di rischio e delle variabili a essi collegate e consentendo una valutazione adeguata del livello di rischiosità delle varie filiere di business.
Hera presidia costantemente i processi autorizzativi e partecipa proattivamente ai tavoli di lavoro per l'ottenimento di permessi, licenze e autorizzazioni, cosicché venga meno la possibilità di compromettere il regolare svolgimento della propria attività.
Identificazione dei rischi
Eventi sismici e atmosferici che negli ultimi anni si verificano sempre più frequentemente possono inficiare le risorse impiegate e conseguentemente le performance del Gruppo. Hera vuole valorizzare tali risorse garantendone la preservazione e lo sviluppo, allo scopo di continuare a goderne i benefici in futuro. In tale ambito assumono particolare rilevanza i rischi di natura ambientale conseguenti ai cambiamenti climatici, nonché gli incidenti alla dotazione impiantistica di Gruppo che, a loro volta, possono generare potenziali danni all'ambiente. Assumono altresì crescente importanza i rischi derivanti da crimini informatici (cybercrime) generati da azioni malevole volte ad arrecare danni alle infrastrutture di gestione o a violare dati personali. Hera valuta l'impatto di tali rischi anche in termini di continuità del servizio. Diventa inoltre cogente determinare se gli incidenti possono comportare un rischio per i diritti e le libertà delle persone, ovvero se possono cagionare un danno fisico, materiale o immateriale, in base ai parametri e ai valori di soglia di accettabilità definiti dalle policy del Gruppo (pubblicate sul portale web aziendale).
L'interruzione dei servizi essenziali, digitali e la violazione dei dati personali

Rischi ambientali
- Hera utilizza risorse naturali per assicurare servizi essenziali ai clienti. Poiché le proprie attività determinano un'impronta ambientale, idrica e di carbonio, è consapevole della necessità di preservazione delle risorse naturali ovvero della necessità di adottare iniziative di mitigazione e adattamento volte a ridurre tali rischi. Coerentemente con la traiettoria sfidante di riduzione delle emissioni di gas serra rispetto al livello corrente, indicata dagli organismi internazionali, nel corso del 2019 Hera ha effettuato una mappatura per l'identificazione degli scenari di rischio da climate change, fisici e transizionali, rilevanti per le proprie attività. Tali scenari sono poi stati declinati in funzione delle potenziali conseguenze sui business e oggetto di ulteriori valutazioni di impatto e di mitigazione in relazione alla loro materialità (fenomeni metereologici estremi quali alluvioni e siccità nonché rischi per la salute e per l'economia sono alcuni esempi).
- Dal punto di vista degli standard ambientali che Hera deve assicurare nello svolgimento delle proprie attività, le attività del Gruppo sono sottoposte a diverse norme e regolamenti, tra i quali quelli relativi alle emissioni di CO2, alle emissioni di altre sostanze prodotte da combustione, agli scarichi idrici e alla gestione dei rifiuti pericolosi e solidi. Il mancato rispetto dei limiti relativi alla CO2 favorisce i cambiamenti ambientali, mentre il mancato rispetto dei limiti di legge relativamente agli altri aspetti ambientali determina un peggioramento delle condizioni ambientali medesime oltre a esporre il Gruppo a sanzioni.
- La scarsità di risorse idriche o la possibile contaminazione delle riserve idriche possono influenzare la regolare fornitura di acqua e provocare interruzioni dei servizi o danni rilevanti sia di natura ambientale che di impatto economico e sociale, accrescendo anche lo stress idrico cui sono sottoposte le risorse naturali al fine di soddisfare la domanda di acqua.
- Si segnalano inoltre i rischi relativi all'impatto indotto sul Gruppo dalla variabilità delle condizioni meteorologiche sulla domanda di energia elettrica e gas, avente quali ambiti di impatto prevalente la Direzione Centrale Mercato, esposta con l'attività di vendita di energia elettrica, gas e calore e alla variabilità della domanda derivante dai diversi scenari meteorologici.
Rischi tecnologici e del capitale umano
Gli eventi eccezionali e la regolare erogazione di servizi
Le esternalità negative che vengono generate da eventi eccezionali, nonostante attente pianificazioni e coperture assicurative, possono compromettere la continuità dei business e accrescere il fabbisogno finanziario per il ripristino della regolare operatività. L'erogazione dei servizi di pubblica utilità richiede pertanto lo svolgimento sia di attività preventive che di azioni per contrastare interruzioni, ritardi di servizio o livelli di servizio non adeguati. Tra i rischi in ambito tecnologico si annoverano la sicurezza operativa delle reti di distribuzione (fluidi ed elettricità), la sicurezza logica delle informazioni, la sicurezza delle reti di comunicazione e dei sistemi informativi e l'affidabilità dei sistemi di telecontrollo. Le principali minacce per i sistemi on premise (ospitati presso i data center aziendali) oppure in cloud comprendono il furto di identità, il phishing mirato a prendere il controllo di un personal computer per poi attaccare i sistemi centrali, gli attacchi sui servizi esposti, quali ad esempio i siti web pubblici.
La sicurezza delle informazioni utilizzate, prodotte e trasformate dall'azienda dipende dalle modalità con cui sono gestite e dalle risorse umane e tecnologiche coinvolte; l'appropriata valutazione del rischio afferente è pertanto fondamentale. La perdita di riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni aziendali, siano informazioni critiche per il business che informazioni personali (ovvero qualsiasi dato relativo a persone fisiche, come meglio definito dal codice della privacy D.Lgs. 196/03) potrebbero causare serie perdite finanziarie con conseguente perdita di immagine sul mercato. Per l'identificazione e la valutazione del rischio è stata adottata la metodologia basata sul framework internazionale Magerit ovvero vengono valutate le tre dimensioni di sicurezza: disponibilità, integrità e riservatezza. La Direzione Qualità Sicurezza e Ambiente ovvero il Presidio Sicurezza Logica e Privacy supportano le strutture del Gruppo e del Comitato rischi nell'attuazione delle operazioni di valutazione e notifica degli incidenti di sicurezza IT. Le principali tipologie di incidente che possono verificarsi impattano la fornitura dei servizi cloud erogati, la fornitura e la distribuzione di energia elettrica gas e acqua potabile ovvero la continuità delle forniture stesse e i dati personali oggetto di trattamento.
La salute e la sicurezza dei lavoratori e i rischi sociali
Le forti relazioni degli ambiti tecnologico, ambientale e del capitale umano richiedono che il coordinamento dei rischi menzionati sia accompagnato dalla sicurezza sul lavoro e dalla protezione sociale dei lavoratori. L'identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi sono basate sull'analisi dei ruoli, delle attività lavorative, dei processi, dei luoghi di lavoro, delle attrezzature, dei mezzi, degli impianti e delle sostanze utilizzate. Le esigenze e i bisogni emergenti delle diverse categorie di dipendenti sono oggetto di continua attenzione del Gruppo.
Gestione dei rischi tecnologici, ambientali e del capitale umano
L'approccio di gestione del rischio è articolato in funzione degli specifici ambiti in cui i rischi ambientali, tecnologici e del capitale umano si manifestano. Assumono un ruolo fondamentale gli investimenti per la prevenzione e la riduzione della frequenza degli eventi dannosi nonché quelli che consentono di ottenere misure di mitigazione per la riduzione della loro severità.
Rischi ambientali
Per quanto concerne la tendenza di lungo termine, l'impegno del Gruppo nel ridurre la produzione di anidride carbonica ha preso avvio dalla rendicontazione delle proprie performance e dei propri impegni nei confronti del cambiamento climatico, e continua nei progetti attivati per promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, per ridurre i consumi energetici e per fornire ai clienti opportunità finalizzate a ridurre le proprie emissioni di gas serra. Il Gruppo è impegnato a contribuire alla mitigazione dei rischi ambientali presentati ottemperando agli obiettivi di efficienza energetica fissati dal legislatore e dalle Nazioni Unite, proseguendo nel miglioramento continuo del parco produttivo e incentivando forme virtuose e responsabili di consumo da parte dei clienti. I fabbisogni elettrici per il funzionamento dei siti produttivi del Gruppo sono soddisfatti interamente mediante energia da fonte rinnovabile. In relazione alle conseguenze di eventi estremi per i quali è attesa una crescente frequenza di accadimento, quale possibile conseguenza dei cambiamenti climatici, Hera ha provveduto ad avviare importanti azioni, quale ad esempio il Piano salvaguardia della balneazione di Rimini che, oltre ad assicurare il mantenimento della qualità della risorsa marina, accresce la resilienza dell'infrastruttura di drenaggio delle acque meteoriche a fronte di eventi estremi. Per ulteriori approfondimenti sulle specifiche iniziative si rimanda al paragrafo "Riduzione delle emissioni di gas serra" del bilancio di sostenibilità del Gruppo Hera.
- Hera si è dotata di un adeguato sistema di controllo ambientale, sia per quanto attiene la governance dei processi di certificazione ambientale e relativi audit, sia per quanto attiene la gestione operativa di controlli e rilevazioni. Il Gruppo riesce a far fronte ai rischi ambientali mediante una continua attività di monitoraggio dei potenziali fattori di inquinamento, assicurando trasparenza nelle rilevazioni, nonché tramite significativi investimenti in impianti tecnologici per garantire una qualità dell'aria e dell'acqua costantemente migliore di quanto richiesto dai limiti di legge. Per maggiori dettagli si rimanda ai paragrafi "Tutela dell'aria e del suolo" e "Gestione sostenibile della risorsa idrica" del bilancio di sostenibilità. Hera, inoltre, in coerenza con la propria strategia di economia circolare, ha già effettuato (e prosegue nella pianificazione di medio-lungo termine) investimenti in impianti di selezione, recupero e compostaggio, incrementando la quota di rifiuti trattati e al contempo riducendo il ricorso alle discariche, riuscendo ad anticipare quanto previsto dalle norme europee e nazionali. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Transizione verso un'economia circolare" del bilancio di sostenibilità.
- A partire dal 2019, è stato avviato l'approfondimento della resilienza del sistema di approvvigionamento e distribuzione idrico del Gruppo in una prospettiva di medio-lungo periodo. La riduzione dell'impronta idrica, inoltre, viene perseguita attraverso il sistema di water management, volto a promuovere una gestione sostenibile della risorsa sia all'interno delle attività svolte dal Gruppo (attraverso il contrasto delle perdite di rete, la riduzione dei consumi diffusi, il recupero dell'acqua piovana per l'irrigazione delle aree verdi e il lavaggio dei mezzi) sia all'esterno (attraverso il controllo dei consumi domestici e l'offerta di consigli e soluzioni per ottimizzarli, il supporto di soluzioni tecnologiche per il cliente idroesigente, il servizio di supporto alla realizzazione di impianti di trattamento per il riuso/recupero dell'acqua). L'implementazione del servizio idrico integrato dei water safety plan consente, inoltre, un approccio alla gestione della qualità della risorsa idrica basato su valutazione e gestione dei rischi, quindi su prevenzione e controllo.
- Relativamente al rischio derivante dalla variabile meteorologica, il Gruppo dispone di avanzati strumenti di previsione della domanda tali da consentire l'ottimizzazione dell'utilizzo delle fonti disponibili. Inoltre, è dotato di adeguata flessibilità nelle fonti di approvvigionamento di commodity energetiche, che ne assicurano la disponibilità a condizioni di mercato. La riduzione di un grado di temperatura media invernale rispetto a quanto assunto nello scenario di Piano Industriale determina una diminuzione media annua di Mol pari a circa 13 milioni di euro.
Rischi tecnologici e del capitale umano
I sistemi centralizzati di monitoraggio delle reti (telecontrollo fluidi e rete elettrica) permettono una costante attività di supervisione delle stesse in tempo reale e in alcuni ambiti la gestione da remoto, consentendo di segnalare con tempestività potenziali fattori critici alle strutture tecniche del pronto intervento e, ove possibile, di intervenire direttamente a risoluzione della potenziale criticità. Tali sistemi hanno avuto modo di essere applicati in molteplici situazioni, consentendo il ripristino del servizio in tempi adeguati e garantendo adeguata resilienza ai servizi offerti.
Il Gruppo effettua un monitoraggio costante del livello di rischio della sicurezza informatica, conduce test per valutare continuamente il livello di penetrabilità dei propri sistemi e di sicurezza delle reti, realizza campagne di formazione per la sensibilizzazione di tutti gli utenti. Nel corso del 2019 è proseguita l'esecuzione di interventi finalizzati a garantire l'integrità e la disponibilità dei sistemi Hera; le principali iniziative realizzate, oggetto di continui rinnovi tecnologici, sono orientate a incrementare la sicurezza Ict a protezione di infrastrutture, dispositivi e identità personali e sono intraprese attraverso l'introduzione delle migliori tecnologie sul mercato e di servizi di monitoraggio e controllo continui 24 ore al giorno per 365 giorni all'anno. È stato avviato un percorso di ulteriore rafforzamento del presidio di sicurezza informatica mediante l'istituzione, oltre alla figura di owner del processo di qualità, sicurezza e ambiente (responsabile della compliance normativa e dell'analisi del rischio),della
L'attenzione alla sicurezza fisica e verso il monitoraggio dei siti impiantistici
L'attenzione verso la riservatezza delle informazioni figura di owner del processo di Ict security, sotto la cui responsabilità ricadono la strategia operativa, la definizione di procedure e requisiti di Ict security e i piani di intervento e mitigazione del rischio. La gestione delle informazioni aziendali e dei sistemi informativi influenza la reputazione di cui gode il Gruppo Hera pertanto, il management esecutivo, ha avviato un processo di gestione della sicurezza delle informazioni secondo le linee definite dallo standard Iso/Iec 27001:2005 che implica la partecipazione e il supporto di tutti i dipendenti del Gruppo. Nel corso del 2019, il Gruppo non ha ricevuto alcun reclamo avente a oggetto temi di privacy o di perdita dati dei propri clienti.
La salute e la sicurezza dei lavoratori e la protezione sociale degli stessi
Al fine di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e mitigare il rischio di incidenti infortunistici, il Gruppo è impegnato costantemente verso iniziative finalizzate a un più efficace monitoraggio e miglioramento dei processi di protezione e prevenzione in tema di sicurezza, volti alla riduzione della frequenza e della severità degli incidenti. Le didattiche scelte per la formazione ai lavoratori non avranno più solo carattere tecnico-normativo ma saranno orientate allo sviluppo della consapevolezza di sé nella percezione del rischio e nel mettere in campo comportamenti sicuri e consapevoli. L'attenzione a tali aspetti è elemento imprescindibile dell'operatività per continuare a confermare il continuo decremento del numero di infortuni, dell'indice di frequenza degli stessi, di quello di gravità degli incidenti e del numero di giornate di assenza per infortunio. A tal proposito, sono stati ricevuti importanti riconoscimenti quali la Iso 9001 (sistema di gestione qualità), la Iso 14001 (sistema di gestione ambientale) e la Ohsas 18001, sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il procedimento di identificazione dei pericoli e di valutazione e controllo dei rischi è eseguito in maniera preventiva e proattiva (piuttosto che reattiva) al fine dell'individuazione di adeguate misure di riduzione e controllo dei rischi. A titolo esemplificativo, nel corso del 2019 è proseguita l'attività di comunicazione, sensibilizzazione e formazione relativa al tema della sicurezza stradale arrivando alla realizzazione delle iniziative proposte nella sfida sulla sicurezza di Herueka+ e al mantenimento del learning magazine già in essere di Guido come vivo; sono inoltre state programmate per il triennio 2019-2021 formazioni rivolte alla quasi totalità dei lavoratori in tema di sicurezza in campo.
Ciascuno è responsabile della propria salute e sicurezza così come di quella delle persone con cui interagisce e, come previsto nella procedura di Gestione del processo di identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e nei relativi collegamenti disponibili sul Portale Informativo Aziendale di Hera, è tenuto a segnalare e fermare tempestivamente qualsiasi situazione a rischio o comportamento non sicuro. L'impegno costante di ognuno e l'integrazione della sicurezza nei processi e nella formazione sono gli elementi fondanti della cultura della sicurezza del Gruppo.
Con l'obiettivo di favorire un ambiente di lavoro positivo, Hera ha creato un sistema di welfare fondato sull'attenzione alle persone. Tale sistema comprende interventi di natura monetaria e non, come servizi aventi a oggetto interventi in termini di famiglia, istruzione, conciliazione vita-lavoro, benessere e tempo libero e salute.

| Indicatori economici e investimenti (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 6.912,8 | 6.134,4 | +778,4 | +12,7% |
| Margine operativo lordo | 1.085,1 | 1.031,1 | +54,0 | +5,2% |
| Margine operativo lordo/ricavi | 15,7% | 16,8% | -1,1 p.p. | |
| Margine operativo netto | 542,5 | 510,1 | +32,4 | +6,4% |
| Margine operativo netto/ricavi | 7,8% | 8,3% | -0,5 p.p. | |
| Utile netto | 402,0 | 296,6 | +105,4 | +35,5% |
| Utile netto/ricavi | 5,8% | 4,8% | +1,0 p.p. | |
| Investimenti netti * | 509,2 | 431,8 | +77,4 | +17,9% |
* per i dati utilizzati nel calcolo degli investimenti si rimanda a quanto riportato nelle note 14, 16, 17, 18 delle note esplicative e al paragrafo 1.03.03 della relazione sulla gestione.
| Indicatori patrimoniali-finanziari (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni nette | 6.846,3 | 5.905,1 | +941,2 | +15,9% |
| Capitale circolante netto | 87,0 | 115,4 | -28,4 | -24,6% |
| Fondi | (649,1) | (588,2) | +60,9 | +10,4% |
| Capitale investito netto | 6.284,2 | 5.432,3 | +851,9 | +15,7% |
| Indebitamento finanziario netto | (3.274,2) | (2.585,6) | +688,6 | +26,6% |
Indicatori economico-patrimoniali dic-19 dic-18 Var. Ass.
NetDebt adjusted/Ebitda 2,48 2,51 -0,0 Ffo/NetDebt adjusted 29,0% 27,0% +2,0 p.p. Roi adjusted 9,4% 9,4% +0,0 p.p. Roe adjusted 10,4% 10,4% +0,0 p.p. Cash flow 28,7 3,2 +25,4
| Indicatori |
|---|
| patrimoniali |
| finanziari |
Indicatori economici e investimenti
Indicatori economicopatrimoniali

Indicatori alternativi di performance (Iap) Il Gruppo Hera utilizza gli indicatori alternativi di performance (Iap) al fine di trasmettere nel modo più efficace le informazioni sull'andamento della redditività dei business in cui opera, nonché sulla propria situazione patrimoniale e finanziaria. In accordo con gli orientamenti pubblicati il 5 ottobre 2015 all'European securities and markets (Esma/2015/1415) e in coerenza con quanto previsto dalla comunicazione Consob 92543 del 3 dicembre 2015, sono di seguito esplicitati il contenuto e il criterio di determinazione degli Iap utilizzati nel presente bilancio.
Il margine operativo lordo (nel prosieguo a volte Ebitda o Mol) è un indicatore della perfomance operativa ed è calcolato sommando gli ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni all'utile operativo dello schema di bilancio. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto della redditività operativa del periodo di riferimento con quella dei periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.
Il margine operativo netto è un indicatore della perfomance operativa ed è calcolato sottraendo i costi operativi dai ricavi operativi. Tra i costi operativi, gli ammortamenti e accantonamenti sono nettati degli special item operativi che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle performance operative del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto della redditività operativa del periodo di riferimento con quella dei periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.
Il risultato prima delle imposte è calcolato togliendo dal margine operativo netto appena descritto la gestione finanziaria esposta negli schemi di bilancio al netto degli special item finanziari che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.
Il risultato netto è calcolato sottraendo dal risultato prima delle imposte appena descritto le imposte da schema di bilancio al netto degli special item fiscali che, se presenti, sono descritti in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo.
Il risultato da special item (se presente nella relazione oggetto di commento) è un indicatore alternativo di performance finalizzato a evidenziare il risultato delle poste special item che, qualora sussistano, sono descritte in apposita tabella di dettaglio in fondo al paragrafo. Nella relazione sulla gestione tale indicatore è posizionato tra il risultato netto e l'utile netto dell'esercizio, consentendo in questo modo una lettura più chiara dell'andamento della gestione caratteristica del Gruppo.
Il margine operativo lordo su ricavi, il margine operativo netto su ricavi e l'utile netto su ricavi sono utilizzati come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e misurano la performance operativa del Gruppo facendo una proporzione, in termini percentuali, del margine operativo lordo, dell'utile operativo e dell'utile netto diviso il valore dei ricavi.
Gli investimenti netti sono ottenuti dalla somma degli investimenti in immobilizzazioni materiali, attività immateriali e partecipazioni al netto dei contributi in conto capitale. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione della capacità di spesa per investimenti di mantenimento e sviluppo del Gruppo (nel suo complesso e a livello di business unit), anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend.
Le immobilizzazioni nette sono determinate quale somma di: immobilizzazioni materiali, attività immateriali e avviamento, partecipazioni, attività e passività fiscali differite. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli
Iap patrimonialifinanziari
analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle immobilizzazioni nette del Gruppo nel suo complesso, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.
Il capitale circolante netto è definito dalla somma di: rimanenze, crediti e debiti commerciali, crediti e debiti per imposte correnti, altre attività e altre passività correnti, quota corrente di attività e passività per strumenti finanziari derivati su commodity. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione delle capacità di generare cassa tramite l'attività operativa in un orizzonte temporale di 12 mesi, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.
I fondi accolgono la somma delle voci di "trattamento di fine rapporto e altri benefici" e "fondi per rischi e oneri". Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione della capacità di far fronte a possibili passività future, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.
Il capitale investito netto è determinato dalla somma algebrica delle "immobilizzazioni nette", del "capitale circolante netto" e dei "fondi". Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione di tutte le attività e passività operative correnti e non correnti facenti capo al Gruppo, così come sopra dettagliato.
L'indebitamento finanziario netto (o, in alternativa, NetDebt) rappresenta un indicatore della struttura finanziaria ed è determinato conformemente alla comunicazione Consob 15519/2006 con l'aggiunta dei valori delle attività finanziarie non correnti. Tale indicatore è quindi determinato come somma delle voci: attività finanziarie correnti e non correnti, disponibilità liquide e mezzi equivalenti, passività finanziarie correnti e non correnti, quota corrente e non corrente di attività e passività per strumenti finanziari derivati su tassi e cambi. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura utile per la valutazione del livello di indebitamento finanziario del Gruppo, anche attraverso il confronto con i periodi precedenti. Questo indicatore permette di condurre analisi sui trend e confrontare le efficienze realizzate nei periodi.
L'indebitamento finanziario netto adjusted (o, in alternativa, NetDebt adjusted) rappresenta un indicatore della struttura finanziaria calcolato come l'indebitamento finanziario netto da cui viene sottratto l'effetto dell'operazione Ascopiave.
Le fonti di finanziamento sono ottenute dalla somma dell'"indebitamento finanziario netto" e del "patrimonio netto". Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta la suddivisione delle fonti di finanziamento tra capitale proprio e di terzi ed è un indicatore dell'autonomia e solidità finanziaria del Gruppo.
L'indice NetDebt adjusted/Ebitda, esposto come multiplo dell'Ebitda, è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura della capacità della gestione operativa di remunerare l'indebitamento finanziario netto.
Iap economicopatrimoniali
Il Fund from operation (Ffo) è calcolato sottraendo, dal margine operativo lordo, le svalutazioni crediti, gli oneri finanziari, gli utilizzi dei fondi rischi (al netto dei disaccantonamenti e degli incrementi generati da modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione delle perizie di stima sulle discariche in coltivazione) e Tfr e le imposte, al netto degli special item qualora presenti e in tal caso descritti nella tabella di dettaglio in fondo al paragrafo. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura della capacità dell'attività operativa di generare cassa.
L'indice Ffo/NetDebt adjusted, esposto in percentuale, è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e rappresenta una misura della capacità della gestione operativa di remunerare l'indebitamento finanziario netto adjusted.
Il Roi adjusted, cioè il rendimento del capitale investito netto, è dato dal rapporto tra il margine operativo netto, come sopra descritto, e il capitale investito netto da cui vengono sottratti gli effetti dell'operazione Ascopiave ed è espresso in percentuale. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e intende misurare la capacità di produrre ricchezza tramite la gestione operativa e quindi di remunerare il capitale proprio e quello di terzi.
Il Roe adjusted, cioè il rendimento del capitale proprio, è dato dal rapporto tra il risultato netto e il patrimonio netto da cui viene sottratto l'effetto dell'operazione Ascopiave ed è espresso in percentuale. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e intende misurare la redditività ottenuta dagli investitori a titolo di rischio.
Il flusso di cassa (cash flow) è dato dal flusso di cassa operativo (cash flow operativo) al netto dei dividendi distribuiti. Il cash flow operativo è calcolato a partire dal margine operativo netto (precedentemente descritto al netto degli special item se presenti), a cui si sommano:
- gli ammortamenti e gli accantonamenti del periodo diversi da quello al fondo svalutazione crediti;
- le variazioni del capitale circolante netto (*);
- gli accantonamenti ai fondi rischi (al netto dei disaccantonamenti) (**);
- gli utilizzi del fondo Tfr;
- la differenza tra la variazione delle imposte anticipate e delle imposte differite;
- gli investimenti operativi e finanziari;
- gli oneri finanziari e i proventi finanziari (***);
- dismissioni (****);
- le imposte correnti.
(*) al netto degli effetti della diversa policy contabile relativa ai derivati finanziari su commodity, negoziati sulla piattaforma Eex, che prevedono la regolazione giornaliera del differenziale, al netto di eventuali variazioni di CCN derivanti da ampliamenti del perimetro di consolidamento integrale, complessivamente quantificate in 23 milioni di euro.
(**) al netto dei disaccantonamenti e degli incrementi generati da modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione delle perizie di stima sulle discariche in coltivazione (quantificate in 2,9 milioni di euro).
(***) al netto degli effetti di attualizzazione derivanti dall'applicazione del principio Ias 37 e del principio Ias 19, dell'utile pervenuto dalle società collegate e joint venture più i dividendi ricevuti da queste ultime e di plusvalenze/minusvalenze da cessioni di partecipazioni (al netto degli special item se presenti);
(****) quantificate in 2,5 milioni di euro. Questo indicatore è utilizzato come financial target nelle presentazioni interne (business plan) e in quelle esterne (agli analisti e agli investitori) e intende misurare la capacità di generazione di cassa dell'impresa e quindi la sua capacità di autofinanziamento.

| Special item finanziari | dic-19 | dic-18 |
|---|---|---|
| Gestione finanziaria da schema di bilancio | (126,0) | (91,7) |
| Totale gestione finanziaria da special item | 26,0 | 0,0 |
| Gestione finanziaria | (100,0) | (91,7) |
| Special item non operativi | dic-19 | dic-18 |
| Altri ricavi (costi) non operativi da schema di bilancio | 111,6 | |
| Totale altri ricavi (costi) non operativi da special item | (111,6) | |
| Altri ricavi (costi) non operativi | - | |
| Special item fiscali | dic-19 | dic-18 |
| Imposte da schema di bilancio | (126,1) | |
| Effetti fiscali delle operazioni di special item | 0,7 | |
| Imposte | (125,4) | |
| Risultato da special item | 84,9 | (0,0) |
In data 19 dicembre 2019, facendo seguito all'accordo quadro firmato in data 30 luglio e alle successive approvazioni da parte delle autorità ed enti competenti, il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave hanno perfezionato un'operazione che ha comportato uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas. Nella rappresentazione contabile dell'operazione è stato valutato un corrispettivo complessivo di 607,3 milioni di euro, come illustrato in maggior dettaglio nel proseguo e nelle tabelle successivamente riportate.
Nell'ambito energy la partnership si è sviluppata attraverso la creazione di un unico operatore con oltre un milione di clienti per le rispettive attività commerciali nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia attraverso EstEnergy Spa, società già controllata congiuntamente da parte di entrambi i Gruppi. Nello specifico in EstEnergy Spa, di cui il Gruppo Hera ha ottenuto il pieno controllo anche mediante la modifica degli accordi di governance, sono confluite sia le attività commerciali del Gruppo Ascopiave (svolte tramite le società controllate Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl e le società collegate ASM SET Srl e Sinergie Italiane Srl in liquidazione) sia quelle del Gruppo Hera tramite la controllata Hera Comm Nord-Est Srl.
In relazione alle attività di distribuzione gas, Ascopiave Spa ha acquisito dal Gruppo Hera, per un prezzo di 168 milioni di euro, un perimetro di concessioni ricomprendente circa 188.000 utenti in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, che sono confluiti dal 31 dicembre 2019 nella società AP Reti Gas Nord-Est da essa interamente controllata. Il valore delle attività nette cedute, rappresentate nelle quasi totalità dalle reti di distribuzione e relativi impianti, ammonta a 134,3 milioni di euro. La cessione ha generato una plusvalenza di 30,2 milioni di euro classificata nella voce di conto economico "Altri ricavi non operativi".
L'acquisizione delle attività commerciali energy da parte del Gruppo è avvenuta mediante un'articolata serie di operazione societarie, tutte disciplinate all'interno dell'accordo quadro e realizzate alla data del closing. Si riporta la successione logico-funzionale di tali operazioni (che hanno comportato un incasso netto di 1,7 milioni di euro):
- acquisto da Ascopiave Spa del 49% delle azioni di EstEnergy Spa da parte del Gruppo Hera con ottenimento del controllo totalitario sulla stessa;
- acquisto da parte di EstEnergy Spa delle partecipazioni in Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl, ASM SET Srl, Sinergie Italiane Srl in liquidazione e Hera
Comm Nord Est Srl (quest'ultima operazione non si configura come acquisizione poiché la società era già controllata dal Gruppo Hera);
cessione da parte del Gruppo Hera del 48% delle azioni di EstEnergy Spa ad Ascopiave Spa a valle di tutte le operazioni precedenti.
Al termine della riorganizzazione societaria il capitale sociale di EstEnergy Spa risulta detenuto per il 52% dal Gruppo Hera e per il 48% da Ascopiave Spa. Parimenti è stata concessa ad Ascopiave Spa un'opzione irrevocabile di vendita sulla propria partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa. Tale opzione può essere esercitata annualmente, discrezionalmente su tutta o parte della partecipazione, in una finestra temporale compresa tra il 15 luglio e il 31 ottobre e, in ogni caso, entro e non oltre il 31 dicembre 2026.
In base ai principi contabili internazionali Ias/Ifrs, l'esistenza di un tale diritto in capo al socio di minoranza può comportare la necessità di classificare nel bilancio consolidato come debito finanziario (e non come strumento derivato) l'opzione sulle azioni di EstEnergy Spa detenute attualmente da Ascopiave Spa. Conformemente alle proprie policy contabili, il Gruppo non ha proceduto a rappresentare nel proprio bilancio consolidato le quote di minoranza del socio Ascopiave Spa, considerando contabilmente quindi come interamente posseduta la partecipazione in EstEnergy Spa. Si è proceduto pertanto a calcolare il fair value del debito per l'opzione di vendita sulla base delle informazioni a oggi disponibili, ovvero facendo riferimento allo scenario futuro di esercizio dell'opzione ritenuto più probabile dal management. Tale fair value è stato determinato, nella sostanza, adottando multipli applicati a indicatori di marginalità secondo le condizioni concordate tra le parti e attualizzando i corrispondenti flussi futuri di cassa, utilizzando come tasso di sconto il costo medio di indebitamento a lungo termine del Gruppo alla data dell'operazione.
Dal momento che la policy del Gruppo prevede di non rappresentare l'interessenza dei soci di minoranza nella componente di risultato di periodo, nella valutazione del valore del debito per l'opzione sono stati presi in considerazione eventuali dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti da EstEnergy Spa lungo la vita ipotetica dell'opzione stessa (i corrispondenti flussi di cassa andranno infatti a rettificare il corrispettivo da versare alla data di esercizio dell'opzione secondo il meccanismo contrattuale condiviso tra le parti). Il fair value iscritto a bilancio come passività non rappresenta, quindi, soltanto il valore attuale del prezzo previsto dell'opzione di vendita alla data del suo esercizio (pari a 396,6 milioni di euro), ma contiene anche la stima attualizzata dei futuri dividendi distribuiti (pari a 156,7 milioni di euro) in quanto da ritenersi, ai sensi delle disposizioni contrattuali pattuite, parte del corrispettivo variabile dovuto alla controparte, il cui valore complessivo è pertanto pari a 553,3 milioni di euro. A completamento delle previsioni contenute nell'accordo quadro, il Gruppo Hera ha acquisito direttamente il controllo di Amgas Blu Srl, società di vendita energy attiva nella provincia di Foggia, che tuttavia non rientra nell'accordo di partnership avente a oggetto le attività commerciali energy nel territorio del nord-est.
Infine, il Gruppo Hera ha ceduto il 3% del capitale di Hera Comm Spa ad Ascopiave Spa per 54 milioni di euro. Quest'ultima operazione da un punto di vista contabile, in virtù dell'assetto contrattuale utilizzato e delle obbligazioni in capo alle controparti (è riconosciuta tra le altre clausole un'opzione di vendita a favore di Ascopiave Spa), non dà luogo alla derecognition della partecipazione, ma viene rappresentata come la sottoscrizione di un finanziamento a tasso fisso valutato secondo il criterio del costo ammortizzato.

L'operazione di aggregazione è stata contabilizzata in conformità con quanto disposto dal principio contabile internazionale Ifrs 3. Il management ha valutato, anche con l'ausilio di professionisti indipendenti, il fair value di attività, passività e passività potenziali, sulla base delle informazioni su fatti e circostanze disponibili alla data di acquisizione. Il periodo di valutazione è ancora in corso al 31 dicembre 2019: ove, nei prossimi 12 mesi, dovessero emergere nuove e ulteriori informazioni allo stato non note, conformemente a quanto previsto dai principi contabili di riferimento, la suddetta valutazione al fair value potrebbe in parte essere modificata. Si precisa che, in considerazione dell'indisponibilità di una situazione infrannuale di riferimento alla data di acquisizione del 19 dicembre 2019, sono stati consolidati i valori al 31 dicembre 2019, escludendo quindi ricavi e costi riferiti agli ultimi 12 giorni dell'esercizio. Gli effetti derivanti da tale semplificazione sono da ritenersi non rilevanti sia per il conto economico dell'esercizio 2019 sia con riferimento agli indicatori alternativi di performance economico-patrimoniali.
Nella tabella seguente sono riportati i risultati delle attività valutative effettuate al 19 dicembre 2019 in relazione alle attività nette acquisite e al corrispettivo trasferito:
| mln/euro | Valore contabile | Rettifiche da valutazione |
Fair value |
|---|---|---|---|
| Attività | |||
| Immobilizzazioni materiali e diritti d'uso | 3,5 | 3,5 | |
| Liste clienti | 430,7 | 430,7 | |
| Partecipazioni | 0,2 | 19,3 | 19,5 |
| Attiv ità fiscali differite |
2,5 | 1,4 | 3,9 |
| Crediti commerciali | 179,6 | 179,6 | |
| Attiv ità finanziarie correnti e non correnti |
16,6 | 16,6 | |
| Altre attiv ità correnti |
27,7 | 27,7 | |
| Disponibilità liquide e mezzi equiv alenti |
16,4 | 16,4 | |
| Passività | |||
| Fondi div ersi |
(2,6) | (2,6) | |
| Passiv ità fiscali differite |
(93,0) | (93,0) | |
| Passiv ità finanziarie correnti e non correnti |
(10,6) | (10,6) | |
| Debiti commerciali | (132,9) | (132,9) | |
| Altre passiv ità correnti |
(25,9) | (25,9) | |
| Passiv ità per affrancamento |
(40,2) | (40,2) | |
| Passiv ità potenziali |
(5,0) | (5,0) | |
| A) Totale attività nette acquisite | 74,5 | 313,2 | 387,7 |
| Fair v alue corrispettiv o |
722,5 | ||
| Fair v alue interessenza precedentemente posseduta |
92,2 | ||
| Partecipazioni di minoranza acquisite | 3,6 | ||
| B) Totale valore dell'aggregazione | 818,3 | ||
| B) – A) Goodwill | 430,6 |
Le valutazioni condotte dal management in merito al fair value degli asset tangibili e intangibili, che hanno tenuto conto anche del valore recuperabile degli stessi (calcolato sulla base dei business plan delle società acquisite), hanno portato a identificare le seguenti differenze significative tra valore contabile iscritto nei bilanci delle società e fair value rilevato nel bilancio consolidato del Gruppo:
- 430,7 milioni di euro derivanti dalla valutazione delle liste clienti, il cui valore è stato determinato sulla base delle caratteristiche del contesto di riferimento utilizzando il metodo dei flussi di cassa incrementali (Meem). La vita utile media attesa delle liste clienti, a seguito dell'analisi dell'evoluzione delle basi clienti e relativi churn rate, è stata stimata in 25 anni;
- 19,3 milioni di euro correlati alle partecipazioni in ASM SET Srl e Sinergie Italiane Srl in liquidazione valorizzate al prezzo negoziato in sede di sottoscrizione dell'accordo quadro, poiché ritenuto allineato al fair value delle stesse.
Dalla valutazione del fair value degli asset tangibili acquisiti, per contro, non sono emerse differenze significative rispetto ai valori contabili precedentemente iscritti nei bilanci delle società, anche alla luce della non significatività degli stessi. Non si è proceduto pertanto a rettificare le corrispondenti poste di bilancio o a iscrivere ulteriori asset. La fiscalità differita correlata a tali valutazioni ha determinato l'iscrizione di passività per 93 milioni di euro.
La passività per affrancamento, pari a 40,2 milioni di euro, rappresenta l'ammontare di imposta sostitutiva di competenza del Gruppo con riferimento a un processo di ottimizzazione fiscale, strettamente correlato all'operazione, che verrà finalizzato nel corso del 2020. Nell'ambito del percorso valutativo e negoziale con la controparte, infatti, è stato considerato un elemento rilevante, ai fini della conclusione positiva dell'operazione, la possibilità di procedere all'affrancamento ai fini fiscali dei maggiori valori impliciti nei prezzi della transazione. Tale debito è classificato nella voce di bilancio "Altre passività correnti".
Sulla base delle informazioni disponibili alla data dell'acquisizione, ovvero al 19 dicembre 2019, le valutazioni condotte dal management hanno portato inoltre a identificare una passività potenziale relativa a obbligazioni sorte antecedentemente alla data di acquisizione e risultate misurabili con un adeguato livello di attendibilità, anche grazie ad accertamenti svolti dai consulenti incaricati. Tale passività, quantificata in 5 milioni di euro, si riferisce al potenziale esito sfavorevole di un contezioso fiscale a seguito di avvisi di accertamento ricevuti dalla società Ascotrade Spa. Si precisa che in sede negoziale è stata pattuita tra Ascopiave e il Gruppo Hera un'indennità specifica per eventuali passività fiscali correlate alla verifica fiscale citata, pertanto l'importo iscritto a bilancio rappresenta il valore eccedente tale indennità, calcolato per differenza rispetto al rischio massimo potenziale che Ascotrade Spa dovrebbe riconoscere all'autorità fiscale in caso di soccombenza. Lo stato attuale delle circostanze non consente di determinare il possibile esito del contezioso e la probabilità di soccombenza.
Il fair value dell'interessenza precedentemente posseduta si riferisce alla valutazione della partecipazione già detenuta in EstEnergy Spa (pari al 51% del capitale sociale). L'ottenimento del controllo di tale società, di cui il Gruppo aveva in precedenza il controllo congiunto, rientra nella definizione di aggregazione aziendale realizzata in più fasi prevista dal principio contabile internazionale Ifrs 3. In questi casi l'acquirente è tenuto a ricalcolare l'interessenza che deteneva in precedenza nella società acquisita al rispettivo fair value alla data dell'operazione e rilevare l'utile o la perdita nel risultato dell'esercizio. Essendo il valore di iscrizione nel bilancio consolidato della partecipazione in EstEnergy Spa al 19 dicembre 2019 pari a 10,8 milioni di euro, tale processo valutativo ha portato all'iscrizione di un utile nel conto economico di 81,4 milioni di euro, classificato nella voce di bilancio "Altri ricavi non operativi". Nello specifico il fair value della quota già in precedenza posseduta è stato determinato sulla base delle valutazioni complessivamente effettuate dalle controparti in sede di negoziazione, che hanno portato alla determinazione del prezzo di acquisto del residuo 49% da parte del Gruppo Hera.
Come anticipato in apertura, la partnership tra Hera e Ascopiave si è concretizzata in uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas. Per ricondurre la rappresentazione a bilancio alla struttura sostanziale dell'operazione alla data del closing, si riportano le considerazioni effettuate in relazione ai corrispettivi trasferiti al momento di perfezionamento dell'operazione ("Flussi di cassa netti"), nonché quelli che si è valutato di trasferire al momento di esercizio delle opzioni precedentemente descritte ("Fair value opzione di vendita EstEnergy Spa" e "Debito per riacquisto azioni Hera Comm Spa"):
| Attività commerciali energy |
Distribuzione gas Azioni Hera Comm Spa Totale partnership | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Acquisizione controllo |
Trasferimento Hera Comm Nord Est Srl |
||||
| Esborso di cassa per acquisizione | 616,2 | 616,2 | |||
| Incasso da cessione | (319,6) | (76,3) | (168,0) | (54,0) | (617,9) |
| Flussi di cassa netti | 296,6 | (76,3) | (168,0) | (54,0) | (1,7) |
| Fair v alue opzione di v endita EstEnergy Spa |
425,9 | 127,4 | 553,3 | ||
| Debito per riacquisto azioni Hera Comm Spa |
54,0 | 54 | |||
| Fair value corrispettivo | 722,5 | 51,1 | (168,0) | - | 607,3 |
Alla data della presente relazione finanziaria annuale, l'operazione Ascopiave ha generato un flusso di cassa positivo netto per il Gruppo di 1,7 milioni di euro. Nei prossimi esercizi vi è l'attesa che tale partnership si traduca in flussi di cassa netti positivi per il Gruppo per effetto della redditività prodotta dalle società di vendita acquisite, al netto della perdita dei flussi correlati all'attività di distribuzione gas ceduta. Sulla base degli scenari ipotizzati, inoltre, negli esercizi futuri l'accordo determinerà per il Gruppo flussi finanziari in uscita per effetto dell'esercizio da parte di Ascopiave Spa delle opzioni di vendita del 48% di EstEnergy Spa e del 3% di Hera Comm Spa. Al riguardo si evidenzia che il debito per l'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa (attività commerciali energy), pari complessivamente a 553,3 milioni di euro, genererà nei futuri esercizi, trattandosi di un valore attualizzato, l'iscrizione di oneri finanziari figurativi. Anche eventuali variazioni delle ipotesi sottostanti, che si dovessero tradurre in una diversa valutazione di ammontare e/o tempistica dei flussi finanziari, saranno rilevate a conto economico come oneri o proventi finanziari di periodo. Si evidenzia altresì che l'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa, per effetto delle disposizioni contrattuali, è stata classificata come debito da finanziamento e verrà valutata secondo il metodo del costo ammortizzato. Il valore nominale di iscrizione iniziale di tale debito, nonché quello di restituzione, è stato valutato pari a 54 milioni di euro.
I valori classificati come "Trasferimento Hera Comm Nord Est" sono riconducibili alla cessione da parte di Hera Comm Spa dell'intera partecipazione in Hera Comm Nord Est Srl a EstEnergy Spa. Va precisato che tali valori non rappresentano l'ammontare di specifiche transizioni, ma l'attribuzione di quota parte del valore di cessione del 48% delle quote di EstEnergy Spa ad Ascopiave Spa (che per effetto delle citate operazioni societarie ricomprende tra le proprie controllate anche Hera Comm Nord Est Srl) e la relativa quota del fair value del debito per l'opzione di vendita. Trattandosi di valori riferibili a una società della quale non si è perso il controllo, il plusvalore generato dalla transazione, pari a 51,1 milioni di euro, è stato rilevato direttamente nel patrimonio netto consolidato.

L'acquisizione delle attività commerciali energy rappresenta per il Gruppo un importante passaggio nell'evoluzione del portafoglio di attività, in piena coerenza con le linee di sviluppo contenute nel piano industriale. Tramite questa operazione, infatti, il Gruppo ha anticipato il raggiungimento dell'obiettivo fissato nel piano industriale al 2022, arrivando a gestire circa 3,3 milioni di clienti nelle attività commerciali energy.
Per garantire una migliore valutazione delle performance e una maggiore comparabilità dei dati, si è ritenuto opportuno introdurre un nuovo prospetto denominato "Indebitamento finanziario netto adjusted", contenente un maggior livello di segregazione delle voci e due nuovi indicatori alternativi di performance:
Indebitamento finanziario netto con esclusione dei valori correlati all'operazione Ascopiave (NetDebt adjusted) con riferimento al bilancio dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2019;
Indebitamento finanziario netto con opzione di vendita rettificata (NetDebt put option adj) con riferimento ai bilanci degli esercizi successivi.
In relazione all'indicatore NetDebt adjusted, l'eliminazione degli effetti dell'operazione Ascopiave dai valori dell'indebitamento finanziario netto riflessi in bilancio è stata ritenuta opportuna al fine di comparare l'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 con lo stesso indicatore al 31 dicembre 2018 a parità di perimetro. Ciò altresì in considerazione della circostanza che, in funzione della data del suo perfezionamento, l'operazione trova rappresentazione contabile nel bilancio consolidato del Gruppo limitatamente ai soli effetti patrimoniali e non è pertanto possibile correlare il debito derivante dall'acquisizione delle società di vendita in precedenza possedute da Ascopiave Spa con la redditività dalle stesse generata nel corso dell'esercizio 2019. Tale indicatore è stato quindi utilizzato per il calcolo degli indici NetDebt/Ebitda e Ffo/NetDebt per l'esercizio corrente.
Con riferimento all'indicatore NetDebt put option adj che verrà utilizzato negli esercizi successivi, l'opportunità della sua adozione deriva dalle modalità contrattualmente definite per la corresponsione del valore dell'opzione che, in sostanza e come precedentemente illustrato, prevedono che una parte del prezzo della transazione sia corrisposto attraverso la distribuzione di dividendi in misura pari agli utili generati dalle società acquisite nel corso del periodo di sussistenza dell'opzione. Data la struttura dell'operazione ne consegue che, nel corso di tale periodo, l'utile generato dalle società acquisite sarà distribuito, tenendo conto della catena di controllo, per il 48% ad Ascopiave Spa e per il 52% al Gruppo Hera. Tale meccanismo fa sì che la parte del fair value dell'opzione di vendita che verrà estinta tramite la distribuzione di futuri dividendi è in realtà autoliquidante, dal momento che le risorse finanziarie necessarie (ovvero i dividendi in misura pari al 48%) saranno direttamente generate dalle società acquisite, senza pertanto determinare nel corso di tale periodo un reale fabbisogno finanziario addizionale per il Gruppo. Pertanto, al fine di poter esprimere l'effettivo fabbisogno finanziario addizionale generato dall'operazione e di poter correlare lo stesso all'incrementata redditività del Gruppo, si ritiene opportuno esporre, tra gli indicatori alternativi di performance, anche il valore dell'indebitamento finanziario netto che includerà il fair value dell'opzione di vendita rettificato per non considerare i dividendi che ci si aspetta verranno distribuiti in futuro (sulla base delle previsioni dei piani pluriennali) per il periodo coperto dall'opzione. Conseguentemente, per il calcolo degli indici NetDebt/Ebitda e Ffo/NetDebt, nei prossimi esercizi verrà utilizzato in aggiunta all'indicatore "NetDebt" anche l'indicatore "NetDebt put option adj".
Si rimanda al paragrafo 1.03.04 "Analisi della struttura finanziaria" per una riconciliazione puntuale dei valori utilizzati nel prospetto rettificato.
Nel bilancio 2019, il Gruppo Hera continua la sua crescita sotto tutti gli aspetti economici, finanziari, operativi e di sostenibilità. Il margine operativo lordo si attesta a 1.085,1 milioni di euro, in aumento del 5,2%, il margine operativo netto a 542,5 milioni di euro in crescita del 6,4% e infine l'utile netto pari a 402,0 milioni di euro è in crescita del 35,5%. Anche dal punto di vista finanziario si confermano risultati migliorativi rispetto al 2018, frutto di una struttura patrimoniale solida: il rapporto NetDebt adjusted/Ebitda è 2,48; il Roi adjusted è al 9,4% e il Roe adjusted al 10,4%.
Crescita costante di tutti gli indicatori

I risultati del 2019 si collocano all'interno di un ininterrotto percorso di crescita che fonda le sue solide basi nella ormai consolidata strategia multibusiness che bilancia le attività regolamentate con quelle a libera concorrenza. Il raggiungimento di questi importanti risultati, traguardati anche in ottica di sostenibilità e creazione di valore condiviso attraverso l'economia circolare, è stato possibile grazie alla strategia del Gruppo Hera e punta a uno sviluppo sinergico basato sui principi di innovazione, efficienza, agilità, eccellenza e crescita. Grande importanza avrà per gli esercizi futuri anche l'operazione di partnership con Ascopiave Spa, come già descritto nei paragrafi precedenti.
Di seguito sono descritte in maniera puntuale le principali operazioni societarie e di business che hanno avuto effetto sull'esercizio 2019:
- Hera Comm Spa si è aggiudicata sette lotti su dieci delle aste di salvaguardia elettrica per il biennio 2019 e 2020, indette da Acquirente Unico. Nel dettaglio, sono state assegnate 15 regioni (Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Lazio, Campania, Abruzzo, Puglia, Molise e Basilicata).
- In data 1° febbraio 2019, a seguito dell'aggiudicazione di asta pubblica, Hera Spa ha acquistato dal socio Unione Montana Alta Valle del Metauro lo 0,5%, di Marche Multiservizi Spa, aumentando così la propria partecipazione e passando dal 46,2% al 46,7%.
- Dal 1° marzo 2019 Il Gruppo Hera ha integrato le attività di distribuzione del gas naturale di CMV Servizi, tramite la società A Tutta Rete Srl, e le attività di vendita di energia di CMV Energia e Impianti Srl. Le due aziende erano possedute dai Comuni di Cento, Vigarano Mainarda, Bondeno, Poggio Renatico, Terre del Reno e Goro. L'operazione ha interessato circa 25 mila clienti (21.300 gas e 3.500 elettrico) e circa 30 mila punti di riconsegna (26.500 nel ferrarese e oltre 3.100 nel bolognese) per la distribuzione del gas naturale.
- In data 23 aprile Hera Spa ha acquistato da Aimag Spa il 3,28% del capitale sociale di Acantho Spa, aumentando così la propria partecipazione e passando dal 77,36% al 80,64%.
- In data 9 maggio 2019, Hera Spa si è aggiudicata in via definitiva la gara per l'acquisizione del 100% delle azioni di Cosea Ambiente Spa, società che gestisce il servizio rifiuti urbani e assimilati principalmente nell'ambito della provincia di Bologna. Cosea Ambiente Spa viene consolidata a partire da giugno 2019 con effetti economici e patrimoniali retrodatati al 1° gennaio 2019. Inoltre, è stato stipulato l'Atto di Concessione tra Cosea Consorzio Servizi Ambientali e Herambiente Spa
che ha disposto la concessione dell'impianto di smaltimento rifiuti urbani, assimilati e speciali non pericolosi situato a Gaggio Montano a Herambiente Spa.
- Con efficacia 1° luglio 2019 ed effetti contabili retrodatati al 1° gennaio 2019 è avvenuta la fusione per incorporazione della Società Waste Recycling Spa in Herambiente Servizi Industriali Srl. Questa operazione avente come obiettivo la semplificazione e il miglioramento generale dell'efficienza operativa ha portato alla realizzazione della più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali.
- In data 17 luglio 2019 Herambiente Spa ha acquistato l'intera partecipazione della società Pistoia Ambiente Srl, attiva nella gestione della discarica di rifiuti speciali sita nel Comune di Serravalle Pistoiese. La società viene consolidata con effetti economici e patrimoniali dal 1° luglio 2019.
- Hera Comm Spa si è aggiudicata, tramite gara e per il periodo 1° ottobre 2019 2030 settembre 2020, quattro lotti del servizio di ultima istanza gas (per clienti che svolgono attività di servizio pubblico o sono senza fornitore) e due lotti del servizio di default di distribuzione gas (clienti morosi).
- Il 19 dicembre, in seguito al perfezionamento del closing dell'operazione societaria tra il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave, si sono completate le seguenti operazioni: le partecipazioni nelle società Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl, ASM SET Srl ed Hera Comm NordEst Srl sono state cedute ad EstEnergy Spa, società controllata da Hera Comm Spa; la partecipazione nella società Amgas Blu Srl è stata ceduta a Hera Comm Spa; la partecipazione nella società AP Reti Gas Nord Est Srl è stata ceduta ad Ascopiave Spa Inoltre, il ramo della Distribuzione Gas di AcegasApsAmga Spa relativo agli Atem di Padova 1, Padova 2, Udine 3 e Pordenone, con efficacia dal 31 dicembre 2019, viene conferito in AP Reti Gas Nord Est Srl Per maggiori informazioni si rimanda al paragrafo 1.03.01.
Le acquisizioni di Sangroservizi Srl, CMV e Atr Srl nel mondo energy e di Cosea Ambiente Spa, Pistoia Ambiente Srl e l'impianto di Gaggio Montano nell'area ambiente sono considerate come variazione di perimetro nel proseguo della relazione. L'operazione Ascopiave non ha effetti operativi sul conto economico del Gruppo al 31 dicembre 2019.
Dall'esercizio 2019 entra in vigore il principio Ifrs 16 leases, che fornisce una nuova definizione di lease e introduce un criterio basato sul controllo (right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti per servizi. In sintesi, tale principio prevede per il Gruppo Hera, in fase di first adoption, minori costi per servizi ma maggiori ammortamenti e oneri finanziari nel conto economico. Patrimonialmente si prevedono maggior immobilizzazioni e maggiore indebitamento finanziario.
Come previsto dal principio Ifrs 15, i costi relativi alle provvigioni riconosciute agli agenti, del valore di circa 13 milioni di euro, sono stati iscritti come attività e vengono ammortizzati secondo la vita utile media della clientela acquisita (churn rate).

Incrementi costanti e crescenti
Di seguito vengono illustrati i risultati economici al 31 dicembre 2019 e 2018:
| Conto economico (mln/euro) |
dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricav i |
6.912,8 | 6.134,4 | +778,4 | +12,7% | ||
| Altri ricav i operativ i |
530,8 | 7,7% | 492,0 | 8,0% | +38,8 | +7,9% |
| Materie prime e materiali | (3.458,2) | -50,0% | (2.984,1) | -48,6% | +474,1 | +15,9% |
| Costi per serv izi |
(2.318,2) | -33,5% | (2.040,5) | -33,3% | +277,7 | +13,6% |
| Altre spese operativ e |
(59,3) | -0,9% | (62,5) | -1,0% | -3,2 | -5,1% |
| Costi del personale | (560,4) | -8,1% | (551,4) | -9,0% | +9,0 | +1,6% |
| Costi capitalizzati | 37,6 | 0,5% | 43,3 | 0,7% | -5,7 | -13,2% |
| Margine operativo lordo | 1.085,1 | 15,7% | 1.031,1 | 16,8% | +54,0 | +5,2% |
| Amm.ti e Acc.ti | (542,6) | -7,8% | (521,0) | -8,5% | +21,6 | +4,1% |
| Margine operativo netto | 542,5 | 7,8% | 510,1 | 8,3% | +32,4 | +6,4% |
| Gestione finanziaria | (100,0) | -1,4% | (91,7) | -1,5% | +8,3 | +9,1% |
| Risultato prima delle imposte | 442,5 | 6,4% | 418,4 | 6,8% | +24,1 | +5,8% |
| Imposte | (125,4) | -1,8% | (121,8) | -2,0% | +3,6 | +3,0% |
| Risultato netto | 317,1 | 4,6% | 296,6 | 4,8% | +20,5 | +6,9% |
| Risultato da special item | 84,9 | 1,2% | 0,0 | 0,0% | +84,9 | +100,0% |
| Utile netto dell'esercizio | 402,0 | 5,8% | 296,6 | 4,8% | +105,4 | +35,5% |
| Attribuibile a: | ||||||
| Azionisti della Controllante | 385,7 | 5,6% | 281,9 | 4,6% | +103,8 | +36,8% |
| Azionisti di minoranza | 16,3 | 0,2% | 14,7 | 0,2% | +1,6 | +10,9% |
I ricavi sono stati pari a 6.912,8 milioni di euro, in crescita di 778,4 milioni di euro, pari al 12,7%, rispetto ai 6.134,4 milioni di euro dell'analogo periodo del 2018. Alla crescita dei ricavi contribuiscono, per il mondo energy, le attività di trading, per circa 435 milioni di euro, i maggiori volumi venduti di gas ed energia elettrica per circa 59 milioni di euro, i maggiori ricavi nella produzione di energia elettrica, per circa 14 milioni di euro e i ricavi passanti per volumi vettoriati e oneri di sistema per 205 milioni di euro; in diminuzione i ricavi vendita gas ed energia elettrica per il minor prezzo delle commodity per circa 21 milioni di euro. Inoltre, sono in crescita i maggiori ricavi regolati nelle aree gas, energia elettrica e ciclo idrico per complessivi 16 milioni di euro e, infine, i maggiori ricavi del settore ambiente per il trattamento rifiuti. Le variazioni di perimetro contribuiscono complessivamente con un aumento di ricavi di circa 25 milioni di euro. La crescita della attività estere in Bulgaria contribuisce per 5 milioni di euro.
Per approfondimenti, si rimanda all'analisi delle singole aree d'affari.
Ricavi in crescita grazie ai maggiori volumi venduti energy e alle attività di trading
(mld/euro)

Gli altri ricavi operativi crescono, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, di 38,8 milioni di euro, pari al 7,9%. Tale crescita è dovuta principalmente ai maggiori ricavi per commesse Ifric 12 per 46 milioni di euro e ai maggiori contributi per la raccolta differenziata per circa 5,0 milione di euro. Tale andamento è attenuato per il minor contributo dei titoli di efficienza energetica per circa 4 milioni di euro, per la perdita del contributo CEC su due impianti del Gruppo per circa 5 milioni di euro e minori rimborsi e contributi straordinari dell'esercizio precedente per circa 3 milioni di euro.
Aumento dei costi di materia prima correlato ai maggiori ricavi
I costi delle materie prime e materiali aumentano di 474,1 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2018 con una variazione percentuale del 15,9%. Questo aumento, al netto della variazione di perimetro per circa 1,5 milioni di euro, è dovuto alla maggiore attività di trading, all'aumento dei prezzi della materia prima e ai maggior volumi di energia elettrica venduti.
Gli altri costi operativi crescono complessivamente di 274,5 milioni di euro (maggiori costi per servizi per 277,7 milioni di euro e minori spese operative per 3,2 milioni di euro). Al netto delle variazioni di perimetro per circa 13 milioni di euro, si evidenziano i maggiori costi passanti per oneri di sistema e volumi vettoriati per circa 205 milioni di euro, i maggiori costi per servizi di trading gas per 18 milioni di euro, i maggiori costi in commesse Ifric 12 per circa 34,5 milioni di euro, i maggiori costi nelle attività dell'area ambiente per circa 29,0 milioni di euro e le spese nel comparto Ict per circa 7 milioni di euro per il processo di digitalizzazione e innovazione che il Gruppo Hera sta effettuando. I maggiori costi precedentemente indicati sono solo in parte compensati da minori costi per leasing, in seguito all'applicazione del principio Ifrs 16, per circa 16,6 milioni di euro, e i minori costi a conto economico per l'acquisizione dei clienti energy che vengono capitalizzati, come indicato in premessa per 13 milioni di euro.
+1,6% crescita costo del personale
Il costo del personale cresce di 9,0 milioni di euro, pari all'1,6%. Questo aumento è legato alle variazioni di perimetro per 7,0 milioni di euro e per la restante parte agli incrementi retributivi previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, contenuti dalle riduzioni per benefici contributivi e minor presenza media.
I costi capitalizzati al 31 dicembre 2019 sono in diminuzione rispetto all'analogo periodo precedente per 5,7 milioni di euro, pari al 13,2%, per i minori lavori per impianti e opere realizzati su beni di proprietà del Gruppo.
Il margine operativo lordo si attesta a 1.085,1 milioni di euro in aumento di 54,0 milioni di euro, pari al 5,2% rispetto all'esercizio 2018. La crescita del margine operativo lordo è da attribuire alle ottime performance di quasi tutte le aree d'affari. Le aree energy complessivamente crescono di 20,1 milioni di euro grazie alle buone performance dell'area gas che presenta un maggior risultato di 25,1 milioni di euro che assorbe l'andamento dell'area energia elettrica in diminuzione di 5,0 milioni di euro. L'area ciclo idrico contribuisce alla crescita per 15,6 milioni di euro, l'area ambiente per 12,2 milioni di euro e infine l'area altri servizi per 6,1 milioni di euro.
Per approfondimenti, si rimanda all'analisi delle singole aree d'affari.

(mln/euro)
Ammortamenti e accantonamenti al 31 dicembre 2019 aumentano di 21,6 milioni di euro rispetto all'anno precedente passando da 521,0 milioni di euro a 542,6 milioni di euro. Gli ammortamenti aumentano per i nuovi investimenti nelle operations, per l'applicazione del nuovo principio contabile Ifrs16 riguardante la contabilizzazione dei contratti di leasing e per effetto di una revisione delle vite utili tecnico-economiche dei beni del ciclo idrico integrato. Tale analisi, condotta in collaborazione con una società operante nel settore delle valutazioni di beni, ha determinato un incremento delle aliquote di ammortamento con un effetto netto di circa 8,2 milioni; in seguito a questa revisione, le aliquote di ammortamento del ciclo idrico integrato risultano sostanzialmente allineate a quelle definite da Arera per il periodo tariffario 2020–2023.
Maggiori ammortamenti per applicazione Ifrs 16 e adeguamento aliquote vita utile settore idrico
Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti sono in diminuzione, in particolare nella società di vendita.
Il margine operativo netto dell'esercizio 2019 è di 542,5 milioni di euro, in crescita di 32,4 milioni di euro, pari al 6,4%, rispetto ai 510,1 milioni di euro dell'analogo periodo del 2018.

(mln/euro)
Il risultato della gestione finanziaria alla fine del 2019 è di 100,0 milioni di euro, in crescita di 8,3 milioni di euro, pari al 9,1%, rispetto al 31 dicembre 2018. L'incremento è dovuto ai minori proventi straordinari percepiti nel periodo precedente: i maggiori dividendi distribuiti dalla partecipata Veneta Sanitaria Finanza di Progetto per circa 2,0 milioni di euro, e gli oneri derivanti dall'applicazione del principio contabile internazionale Ifrs16 sui leasing operativi con un impatto di circa 3,5 milioni di euro. Incidono, infine, anche i minori utili da collegate e joint venture, per circa 1,5 milioni di euro.
Gestione finanziaria in crescita su elementi straordinari
Il risultato prima delle imposte cresce di 24,1 milioni di euro, pari al 5,8%, passando dai 418,4 milioni di euro del 31 dicembre 2018 ai 442,5 milioni di euro del 2019.
Le imposte dell'esercizio passano dai 121,8 milioni del 2018 ai 125,4 del 2019. Il tax rate adjusted, calcolato sul risultato ante imposte al netto degli special items già descritti nell'apposito paragrafo, è pari al 28,3% e quindi in netto miglioramento, rispetto al 29,1% dell'esercizio precedente. A tale risultato hanno contribuito principalmente i benefici colti in termini di maxi e iper-ammortamenti e patent box, in particolare per quanto concerne gli investimenti che si sommano a quelli già sostenuti negli esercizi precedenti, per accompagnare la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale intrapresa da parte del Gruppo. Tax rate in calo
Il risultato netto è in aumento del 6,9%, per un controvalore di 20,5 milioni di euro, passando dai 296,6 milioni di euro di dicembre 2018 ai 317,1 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019.
Nell'esercizio 2019 il risultato è incrementato da special item per 84,9 milioni di euro. Nell'ambito della partnership Hera – Ascopiave e ai conseguenti riflessi sul bilancio dell'intera operazione, si segnala:
- In relazione alle attività di distribuzione gas, Ascopiave Spa ha acquisito dal Gruppo Hera un perimetro di concessioni ricomprendente circa 188.000 utenti in Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Tale cessione ha generato per il Gruppo Hera una plusvalenza di 30,2 milioni di euro, classificata nella voce di conto economico "Altri ricavi non operativi" (si rinvia alla nota 11 delle note esplicative).
- la rivalutazione della partecipazione già detenuta in EstEnergy Spa (pari al 51% del capitale sociale), a seguito dell'ottenimento del controllo di tale società, ha portato all'iscrizione di un utile nel conto economico di 81,4 milioni di euro, classificata nella voce di conto economico "Altri ricavi non operativi" (si rinvia alla nota 11 delle note esplicative).
Inoltre, il processo di impairment che viene effettuato annualmente in relazione agli asset della generazione elettrica ha comportato l'iscrizione di una svalutazione di 26 milioni di euro, classificata nella voce di conto economico "oneri finanziari". Per una descrizione più dettagliata dell'intero processo si rinvia alla nota 32 delle note esplicative. Per quanto concerne gli effetti fiscali relative all'operazione Ascopiave, pari a 0,7 milioni di euro, questi si riferiscono alla imposte afferenti le plusvalenze/minusvalenze sulle cessioni di rami e partecipazioni determinatesi tra le parti, sempre nell'ambito della medesima operazione, classificate nella voce di conto economico "imposte e tasse", (si rinvia alla nota 12 delle note esplicative).
L'utile netto è dunque in aumento del 35,5%, pari a 105,4 milioni di euro, passando dai 296,6 milioni di euro del 2018 ai 402,0 milioni di euro di dicembre 2019. Utile netto
L'utile di pertinenza del Gruppo è pari a 385,7 milioni di euro, in aumento di 103,8 milioni di euro rispetto al valore dell'esercizio 2018.
(mln/euro)
+35,5%

385,7 milioni di euro utile netto post minorities (+36,8%)
Di seguito viene analizzata l'evoluzione dell'andamento del capitale investito netto e delle fonti di finanziamento del Gruppo per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2019.
| Capitale investito e fonti di finanziamento (mln/euro) |
dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni nette | 6.846,3 | 108,9% | 5.905,1 | 108,7% | +941,2 | +15,9% |
| Capitale circolante netto | 87,0 | 1,4% | 115,4 | 2,1% | -28,4 | -24,6% |
| (Fondi) | (649,1) | -10,3% | (588,2) | -10,8% | -60,9 | -10,4% |
| Capitale investito netto | 6.284,2 | 100,0% | 5.432,3 | 100,0% | +851,9 | +15,7% |
| Patrimonio netto | (3.010,0) | 47,9% | (2.846,7) | 52,4% | -163,3 | -5,7% |
| Debiti finanziari a lungo | (3.383,4) | 53,8% | (2.558,8) | 47,1% | -824,6 | -32,2% |
| Indebitamento finanziario corrente netto | 109,2 | -1,7% | (26,8) | 0,5% | +136,0 | -507,5% |
| Indebitamento finanziario netto | (3.274,2) | 52,1% | (2.585,6) | 47,6% | -688,6 | -26,6% |
| Totale fonti di finanziamento | (6.284,2) | -100,0% | (5.432,3) | 100,0% | -851,9 | -15,7% |
Il capitale investito netto (Cin) risulta pari a 6.284,2 milioni di euro con una variazione del 15,7% rispetto ai 5.432,3 milioni di euro di dicembre 2018.
Aumenta la solidità del Gruppo
Il maggior valore è collegato all'incremento delle immobilizzazioni nette conseguenza, principalmente, dell'operazione di partnership tra Hera e Ascopiave che ha comportato uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas.
L'operazione che è stata contabilizzata in linea con il principio contabile internazionale Ifrs 3 ha previsto l'iscrizione di una lista clienti pari a 430,7 milioni di euro oltre a un maggior goodwill per 430,6 milioni di euro e passività per fiscalità differite per 93,0 milioni di euro.
All'incremento delle immobilizzazioni nette partecipano inoltre l'applicazione del nuovo principio internazionale Ifrs16 sui leasing operativi, che ha comportato l'iscrizione del diritto d'uso, la significativa politica di investimenti operata nel corso del 2019 e in ultimo le operazioni di M&A tra le quali rileva l'acquisizione, operata da Herambiente Spa, della intera partecipazione in Pistoia Ambiente Srl, attiva nella gestione della discarica di rifiuti speciali sita nel Comune di Serravalle Pistoiese.
(mld/euro)

Gli investimenti netti aumentano a 509,2 milioni di euro, in crescita di 77,4 milioni di euro
Nell'esercizio 2019, gli investimenti del Gruppo ammontano a 509,2 milioni di euro, con il beneficio di 24,5 milioni di contributi in conto capitale, di cui 13,4 milioni per gli investimenti FoNI, come previsto dal metodo tariffario per il servizio idrico integrato.
Al lordo dei contributi in conto capitale, gli investimenti complessivi del Gruppo sono pari a 533,8 milioni di euro. Gli investimenti netti sono in crescita di 77,4 milioni di euro, passando dai 431,8 milioni di euro del 2018 ai 509,2 milioni di euro del 2019.
(mln/euro)

Di seguito la suddivisione per settore di attività, con evidenza dei contributi in conto capitale:
| Totale investimenti (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Area gas | 138,3 | 115,4 | +22,9 | +19,8% |
| Area energia elettrica | 43,4 | 23,0 | +20,4 | +88,7% |
| Area ciclo idrico integrato | 175,8 | 157,9 | +17,9 | +11,3% |
| Area ambiente | 81,8 | 78,1 | +3,7 | +4,7% |
| Area altri serv izi |
16,0 | 18,8 | -2,8 | -14,9% |
| Struttura centrale | 78,2 | 69,1 | +9,1 | +13,2% |
| Totale investimenti operativi | 533,5 | 462,3 | +71,2 | +15,4% |
| Totale inv estimenti finanziari |
0,2 | 0,3 | -0,1 | -33,3% |
| Totale investimenti lordi | 533,8 | 462,6 | +71,2 | +15,4% |
| Contributi conto capitale | 24,5 | 30,8 | -6,3 | -20,5% |
| di cui per FoNI (Fondo Nuov i inv estimenti) |
13,4 | 12,5 | +0,9 | +7,2% |
| Totale investimenti netti | 509,2 | 431,8 | +77,4 | +17,9% |
Gli investimenti operativi del Gruppo sono pari a 533,5 milioni di euro, in crescita del 15,4% rispetto all'anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture. A questi si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l'ambito depurativo e fognario.
I commenti sugli investimenti delle singole aree sono riportati nell'analisi per area d'affari.
Nella struttura centrale, gli investimenti riguardano gli interventi sugli immobili nelle sedi aziendali, sui sistemi informativi, sul parco automezzi, oltre a laboratori e strutture di telecontrollo. Complessivamente, gli investimenti di struttura aumentano di 9,1 milioni di euro rispetto all'anno precedente, principalmente per gli interventi sul sistema informativo e sulle flotte aziendali.
Continua il forte impegno negli investimenti operativi in impianti e infrastrutture
L'esercizio 2019 chiude con un capitale circolante netto pari a 87,0 milioni di euro in calo rispetto ai 115,4 milioni di euro di fine 2018. Il positivo risultato è dovuto a diversi fattori che hanno influenzato l'andamento del 2019. Se da un lato il valore del Ccn incrementa come conseguenza dell'integrazione delle attività commerciali acquisite da Ascopiave Spa, dall'altro un'analisi like for like del Ccn mostra un andamento decrescente che conduce a una riduzione assoluta dello stesso di circa 28,4 milioni di euro. Il decremento è dovuto principalmente al buon andamento dei crediti commerciali, grazie al continuo attento controllo dei processi del credito, che ha mitigato l'impatto della riduzione dei debiti commerciali per effetto della revisione dei termini di pagamento a 60 e 30 giorni iniziata già nel 2018.
Nel 2019, i fondi ammontano a 649,1 milioni di euro, in crescita rispetto a quanto registrato alla fine dell'anno precedente. Questo risultato è la conseguenza, principalmente, degli accantonamenti di periodo e degli adeguamenti dei fondi post mortem discariche e ripristino beni di terzi, dovuti all'applicazione del principio Ias 37, che hanno compensato le uscite per utilizzi. Per i dettagli sui movimenti dei fondi si rimanda alla nota integrativa.
Il patrimonio netto sale dai 2.846,7 milioni di euro del 2018 ai 3.010,0 milioni di euro del 2019. Il patrimonio netto rafforza la solidità del Gruppo grazie al positivo risultato netto della gestione 2019, pari a 402,0 milioni di euro (317,1 adj per special items) che, al netto dei dividendi distribuiti nel corso dell'esercizio per 160,5 milioni di euro, garantisce l'autofinanziamento del Gruppo.
Il rendimento sul capitale investito netto (Roi) al netto degli effetti dell'operazione Ascopiave si attesta a 9,4% nel 2019 in linea con il risultato 2018.
8,6% 8,9% 9,2% 9,4% 9,4% 2015 2016 2017 * 2018 2019 **

(%)
*adj per partite non ricorrenti. *adj per partite non ricorrenti
**adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave.
**adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

87,0 milioni di euro capitale circolante netto
649,1 milioni di euro fondi
3,0 miliardi di euro patrimonio netto Anche il rendimento sul capitale proprio (Roe) si conferma pari a 10,4% a conferma del buon risultato economico ottenuto.
(%)

*adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave. *adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave
| Risultato netto | Patrimonio netto | |
|---|---|---|
| Saldi come da bilancio d'esercizio della Capogruppo | 166,3 | 2.390,4 |
| Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci di periodo rispetto ai valori di carico delle partecipazioni in imprese consolidate |
256,1 | 118,3 |
| Rettifiche di consolidamento : | ||
| v alutazione a patrimonio netto di imprese iscritte nel bilancio separato al costo |
0,7 | 31,0 |
| differenza tra prezzo di acquisto e corrispondente patrimonio netto contabile | 74,0 | 286,4 |
| eliminazione effetti operazioni infragruppo | (111,4) | (17,6) |
| Totale | 385,7 | 2.808,5 |
| Attribuzione interessenza di terzi | 16,3 | 201,5 |
| Saldi come da bilancio consolidato | 402,0 | 3.010,0 |

Una solida posizione finanziaria
L'analisi dell'indebitamento finanziario netto è riportata nella tabella qui di seguito esposta:
| mln/euro | dic-19 | Operazione Ascopiave |
dic-19 adjusted |
dic-18 | |
|---|---|---|---|---|---|
| a | Disponibilità liquide | 364,0 | 18,1 | 345,9 | 535,5 |
| b | Altri crediti finanziari correnti | 70,1 | 16,4 | 53,7 | 37,3 |
| Debiti bancari correnti | (111,5) | - | (111,5) | (70,3) | |
| Parte corrente dell'indebitamento bancario | (63,1) | - | (63,1) | (451,5) | |
| Altri debiti finanziari correnti (esclusa opzione di vendita) | (130,9) | - | (130,9) | (76,1) | |
| Passività correnti per leasing | (19,4) | (1,1) | (18,3) | (1,7) | |
| c | Indebitamento finanziario corrente | (324,9) | - | (323,8) | (599,6) |
| d=a+b+c | Indebitamento finanziario corrente netto | 109,2 | - | 75,8 | (26,8) |
| Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse | (2.869,1) | (54,0) | (2.815,1) | (2.644,3) | |
| Altri debiti finanziari non correnti (esclusa opzione di vendita) | (20,2) | (7,0) | (13,2) | (20,7) | |
| Passività non correnti per leasing | (76,1) | (2,5) | (73,6) | (12,2) | |
| e | Indebitamento finanziario non corrente | (2.965,4) | - | (2.901,9) | (2.677,2) |
| f | Crediti finanziari non correnti | 135,3 | - | 135,3 | 118,4 |
| g=d+e+f | Indebitamento finanziario netto esclusa opzione di vendita | (2.720,9) | - | (2.690,8) | (2.585,6) |
| Quota nominale - fair value opzione di vendita | (396,6) | (396,6) - | - | ||
| Indebitamento finanziario netto con opzione di vendita rettificata (NetDebt put option adj) |
(3.117,5) | - | (2.690,8) | (2.585,6) | |
| Quota dividendi futuri - fair value opzione di vendita | (156,7) | (156,7) - | - | ||
| Indebitamento finanziario netto (NetDebt adjusted) |
(3.274,2) | - | (2.690,8) | (2.585,6) |
Il valore complessivo dell'indebitamento finanziario netto adjusted, esclusa l'operazione Ascopiave, risulta pari a 2.690,8 milioni di euro, registrando un incremento di circa 105,2 milioni di euro rispetto all'anno precedente.
La struttura finanziaria presenta un indebitamento finanziario corrente pari a 323,8 milioni di euro, di cui 63,1 milioni di euro riferiti alla quota in scadenza entro l'anno dei finanziamenti bancari a medio termine, 130,9 milioni di euro per debiti verso altri finanziatori, e 111,5 milioni di euro per debiti verso banche riferiti a interessi passivi su finanziamenti per 49,6 milioni di euro e utilizzi di linee di conto corrente per circa 61,9 milioni di euro.
L'ammontare relativo ai "debiti bancari non correnti e alle obbligazioni emesse" risulta in aumento rispetto all'anno precedente soprattutto per effetto dell'operazione di liability management, realizzata in luglio, che ha visto l'emissione di un green bond da 500 milioni di euro e il contestuale riacquisto di parte dei bond in scadenza 2021 per 40 milioni di euro e 2024 per 171 milioni di euro.
Da rilevare anche la variazione in aumento rispetto al 2018 delle passività correnti e non correnti per leasing che risentono principalmente dell'applicazione del principio internazionale Ifrs 16 sui leasing operativi per 81,6 milioni di euro.
Al 31 dicembre 2019 il debito a medio/lungo termine è prevalentemente costituito da titoli obbligazionari (bond) emessi sul mercato europeo e quotati alla Borsa del Lussemburgo (77,9% del totale), con rimborso alla scadenza.
Il totale indebitamento presenta una durata residua media di circa sette anni, di cui 61% del debito ha scadenza oltre i cinque anni.
L'impatto sul bilancio 2019 e la struttura dell'operazione Ascopiave sono illustrati compiutamente nel paragrafo 1.03.01 Partnership Hera – Ascopiave.
Trattandosi di un'operazione che ha comportato uno scambio di asset di pari valore, l'effetto sull'indebitamento finanziario di 583,4 milioni di euro è prevalentemente riferito al debito per l'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa per 553,3 milioni di euro e alla partecipazione di minoranza in Hera Comm Spa, quest'ultima ricompresa nei "Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse" per 54 milioni di euro.
L'indebitamento finanziario netto adjusted passa da 2.585,6 milioni di euro del 2018 a 2.690,8 milioni di euro di dicembre 2019.

(mld/euro)
*adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave. *adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave
La gestione caratteristica ha generato flussi di cassa operativi positivi per 189,2 milioni di euro che hanno finanziato totalmente la distribuzione dei dividendi e parte delle operazioni di M&A di cui si segnala l'acquisizione della partecipazione di Pistoia Ambiente Srl.
L'indebitamento finanziario netto cresce principalmente a seguito dell'iscrizione del fair value dell'opzione di vendita concessa ad Ascopiave Spa per circa 553,3 milioni di euro, e per l'applicazione del principio internazionale Ifrs 16 sui leasing operativi per 81,6 milioni di euro.

(mln/euro)

Il rapporto NetDebt adjusted/Ebitda si riduce a 2,48 volte grazie alle performance positive sia economiche che finanziarie.


*adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave. *adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

Il medesimo effetto è rilevabile nell'indice Fund from operation (Ffo)/NetDebt adjusted che si attesta in crescita rispetto al risultato del 2018. Anche questo indice, così come il precedente, beneficia di un positivo andamento dei flussi operativi, che crescono più che proporzionalmente rispetto alla crescita dell'indebitamento netto, a conferma della solidità finanziaria del Gruppo e della capacità di fare fronte alle proprie obbligazioni finanziarie.

(%)

*adj per partite non ricorrenti. * adj per partite non ricorrenti
** adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave. **adj per partite non ricorrenti e operazione Ascopiave

Nel corso del 2019 tutti i principali indici azionari globali hanno mostrato un andamento positivo, trainati dal ritrovato ottimismo degli operatori finanziari dopo le performance negative del 2018. Nonostante i segnali di un rallentamento economico e il perdurante confronto commerciale sui dazi tra Stati Uniti e Cina, il clima di fiducia degli investitori è stato ristorato dalla decisione delle banche centrali (Federal reserve statunitense e Banca centrale europea) di prolungare, e se necessario rafforzare, le politiche monetarie espansive, cambiando quindi rotta rispetto alle precedenti previsioni di un rientro graduale dagli stimoli. Banche centrali più accomodanti e pazienti assieme alle attese di un accordo finale tra Stati Uniti e Cina, sono stati perciò alla base del ritorno della propensione a investire nel periodo di riferimento. Il mercato italiano ha tratto vantaggio da questo contesto, con lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi che è andato comprimendosi, anche grazie alla formazione di un nuovo governo che ha scongiurato l'avvio di una fase di instabilità politica. Il combinato disposto di una crescita economica apatica e la riduzione dei rendimenti obbligazionari ha sostenuto la preferenza degli investitori per l'investimento nei settori considerati più difensivi come le utility, che hanno mostrato un andamento positivo e resiliente.
Mercati azionari globali in rialzo nel 2019: anche il mercato italiano beneficia del clima di fiducia
Il titolo Hera ha chiuso il periodo con un prezzo ufficiale di 3,909 euro, in aumento del +46,2%, mostrando una performance superiore sia al mercato italiano (+27,2%) che al settore di riferimento (+35,0%). L'andamento del prezzo delle azioni ha riflesso la chiara strategia di crescita contenuta nel piano industriale al 2022, i validi fondamentali confermati dai risultati annuali e trimestrali e l'annuncio dell'operazione di sviluppo per linee esterne tramite il rafforzamento della partnership con Ascopiave Spa nel settore della vendita di energia.
Hera mostra una performance superiore al settore e al mercato
La capitalizzazione ha chiuso l'esercizio 2019 a oltre 5,8 miliardi di euro (rispetto a 4,0 miliardi di euro dell'inizio dell'anno).

Il titolo Hera è incluso nell'indice Ftse Mib dal 18 marzo 2019
Il controvalore degli scambi è aumentato nei primi due mesi del 2019 di quasi il +60% rispetto alla media del 2018. La maggiore liquidità degli scambi giornalieri ha determinato l'inclusione del titolo Hera all'interno dell'indice Ftse Mib, il paniere che contiene i 40 principali titoli per capitalizzazione e liquidità, a partire dal 18 marzo 2019.
Grazie all'entrata nell'indice principale di Borsa Italiana il controvalore degli scambi medi giornalieri nell'esercizio 2019 è quasi raddoppiato rispetto all'esercizio precedente con un abbassamento, di conseguenza, della volatilità delle quotazioni e della rischiosità del titolo: alla fine dell'anno il titolo Hera evidenzia parametri di eccellenza con il Beta (che misura la volatilità delle quotazioni rispetto alla media del mercato) che si posiziona come il terzo più basso del Ftse Mib e con il parametro Alfa (che misura la capacità del titolo di generare rialzi nelle quotazioni indipendentemente dalle dinamiche del mercato) tra i migliori dieci.
Il 24 giugno scorso, in linea con le indicazioni contenute nel piano industriale, Hera Spa ha distribuito un dividendo pari a 10,0 centesimi per azione, il diciassettesimo di una serie ininterrotta e in crescita fin dalla quotazione.
| euro | 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 | |||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dps | 0,04 | 0,05 | 0,06 | 0,07 | 0,08 | 0,08 | 0,08 | 0,08 | 0,09 | 0,09 | 0,09 | 0,09 | 0,09 | 0,09 | 0,09 0,095 0,10 |
+319% il total shareholders' return dall'Ipo
L'effetto congiunto di una continua remunerazione degli azionisti tramite la distribuzione di dividendi e il rialzo del prezzo del titolo ha permesso al total shareholders'return cumulato dalla quotazione di rimanere sempre positivo e di attestarsi, alla fine del periodo di riferimento, a oltre il +319%.
Gli analisti finanziari che coprono il titolo (Banca Akros, Banca Imi, Equita Sim, Fidentiis, Intermonte, Kepler Cheuvreux, MainFirst e Mediobanca) esprimono raccomandazioni positive o neutre e non ne prevedono alcuna negativa. Alla fine dell'anno, il consensus target price era pari a 3,87 euro, superiore a 3,28 euro che veniva raccomandato al termine del 2018.
Le quotazioni di mercato del titolo di fine anno (3,909 euro) riflettono pertanto appieno i fondamentali della valutazione media degli analisti ed evidenziano il trasferimento dell'intero valore creato nella storia del Gruppo, con il prezzo del titolo che è cresciuto dall'offerta pubblica iniziale con una media annua del +9,5% (da 1,25 euro a 3,909 euro), coerentemente con l'incremento degli utili per azione, cresciuti nello stesso periodo del +10% annuo.

46,6% il capitale sociale del patto di sindacato dei soci pubblici
Al 31 dicembre 2019 la compagine sociale mostra l'usuale stabilità ed equilibrio, essendo composta per il 46,6% da 111 soci pubblici dei territori di riferimento riuniti in un patto di sindacato, con decorrenza dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2021, e per il 53,4% dal flottante. La compagine azionaria è altamente frammentata tra un numero elevato di azionisti pubblici (111 comuni il maggiore dei quali detiene una partecipazione inferiore al 10%) e un numero elevato di azionisti privati istituzionali e retail.
Dal 2006, Hera ha adottato un piano di riacquisto di azioni proprie, rinnovato dall'Assemblea degli Azionisti del 30 aprile 2019 per un periodo di ulteriori 18 mesi, per un importo massimo complessivo di 200 milioni di euro. Tale piano è finalizzato a finanziare le opportunità d'integrazione di società di piccole dimensioni e a normalizzare eventuali fluttuazioni anomale delle quotazioni rispetto a quelle delle principali società comparabili italiane. Alla fine del 2019, Hera deteneva in portafoglio 14,1 milioni di azioni.
Nel periodo in esame il senior management di Hera ha intrapreso un'intensa attività di dialogo con gli investitori, attraverso il road show del piano industriale nel primo trimestre, che ha riguardato le principali piazze finanziarie d'Europa e degli Stati Uniti, e attraverso la partecipazione a conference di settore nei restanti trimestri. Nell'esercizio 2019 è stato profuso particolare impegno a divulgare gli aspetti della sostenibilità della gestione con la partecipazione a numerosi convegni e in incontri con investitori Esg. A dicembre inoltre il management ha preso parte a una conference in Australia per incontrare fondi infrastrutturali interessati a tipologie di investimento simili a Hera, ovvero con un basso profilo di rischio, ritorni sicuri e visibili.
L'intensità dell'impegno che il Gruppo profonde nel dialogo con gli investitori ha contribuito al rafforzamento della sua reputation sui mercati e costituisce un intangible asset a vantaggio del titolo e degli stakeholder di Hera.
Il dialogo con il mercato come intangible asset
Per quanto riguarda le informazioni richieste dall'art. 2428, 3° comma n. 3 e n. 4 del Codice Civile, il numero e il valore nominale delle azioni costituenti il capitale sociale di Hera Spa, il numero e il valore nominale delle azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2019, oltre alla variazione delle stesse intervenuta nell'esercizio 2019, si rinvia alla nota 24 del paragrafo 3.02.05 e al prospetto delle variazioni del patrimonio netto del paragrafo 3.01.05 del bilancio separato della Capogruppo.

L'impegno del Gruppo nella rendicontazione agli stakeholder dei risultati ottenuti nelle dimensioni della creating shared value (Csv - creazione di valore condiviso) e della sostenibilità trova conferma anche quest'anno nella predisposizione del bilancio di sostenibilità, disponibile all'indirizzo bs.gruppohera.it nella sezione responsabilità sociale.
Il bilancio di sostenibilità rappresenta la dichiarazione consolidata di carattere non finanziario del Gruppo Hera predisposta ai sensi del D.Lgs. 254/16 e che costituisce una relazione distinta rispetto alla presente relazione sulla gestione, come previsto dall'art. 5 comma 3, lettera b) del D.Lgs. 254/16. Il bilancio di sostenibilità include anche gli indicatori e le informazioni relative all'ambiente, al personale e alle attività di ricerca e sviluppo.
Di seguito si riporta una sintesi dei principali risultati rendicontati nel bilancio di sostenibilità 2019.
Ulteriori progressi sono stati conseguiti negli ambiti Csv e nelle prospettive della sostenibilità nel corso del 2019 sia in termini di risultati ottenuti e nuovi progetti avviati sia in termini di misurazione e rendicontazione all'esterno. Relativamente a questi ultimi aspetti, sono diversi gli elementi che hanno arricchito il profilo di responsabilità sociale d'impresa e di accountability del Gruppo:
- l'approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione di Hera Spa del nuovo Codice etico del Gruppo, aggiornato con numerosi elementi di discontinuità e distinzione attraverso un percorso partecipato da molti lavoratori e la supervisione del Comitato etico e sostenibilità;
- il miglioramento di tre dei cinque report tematici di sostenibilità che integrano il bilancio annuale con particolare riferimento all'impegno del Gruppo nell'innovazione (report I mille volti del servizio), nella riduzione dei consumi idrici e nel riuso dell'acqua (report In buone acque), nel recupero di materia anche delle frazioni di raccolta differenziata minori come gli oli vegetali, i Raee e i tessili (report Sulle tracce dei rifiuti);
- l'introduzione, nel bilancio di sostenibilità 2019 (costruito già dal 2016 e quindi con due anni di anticipo secondo gli standard Gri) delle seguenti evoluzioni:
- un primo allineamento della rendicontazione alle raccomandazioni della Task force on climate-related financial disclosure (Tcfd) sulla base dei risultati di un gruppo di lavoro costituito nel 2019 e che opererà per tutto il 2020;
- l'adozione, con un anno di anticipo, di due nuovi standard Gri: 303 Acqua e scarichi idrici e 403 Salute e sicurezza nel lavoro;
- l'integrazione nel content index del bilancio degli indicatori sui benefici ambientali derivanti dagli investimenti finanziati con il green bond emesso nel 2019;
- l'ampliamento della disclosure per i nuovi ambiti definiti sulla base dell'analisi di materialità quali ad esempio la prevenzione e gestione dei rischi informatici e in ambito corruzione e l'adozione dei principi dell'economia circolare nei processi di acquisto.
Il bilancio di sostenibilità 2019 consolida la innovativa rappresentazione dei contenuti introdotta fin dal 2017 focalizzata sulla creazione di valore condiviso seguendo l'approccio strategico del Gruppo ispirato alle indicazioni offerte da Porter e Kramer. I risultati conseguiti e gli obiettivi fissati per il futuro continuano così a essere affiancati a una sintesi dello scenario relativo ai tre driver individuati per la creazione di valore condiviso: (i) uso intelligente dell'energia, (ii) uso efficiente delle risorse, (iii) innovazione e contributo allo sviluppo del territorio, rappresentando così il posizionamento e le risposte di Hera alle importanti sfide ambientali e socioeconomiche che caratterizzano lo sviluppo futuro. Ai tre driver Csv sono dedicati, anche nel bilancio 2019, altrettanti capitoli che rappresentano la parte più significativa del rapporto.
Uno dei punti di forza della rendicontazione Csv del Gruppo è la quantificazione del Mol a valore condiviso ovvero della quota parte di margine operativo lordo che deriva dalle attività di business in grado di rispondere agli obiettivi dell'Agenda globale, ossia a quelle call to action per il cambiamento verso una crescita sostenibile indicate da 75 politiche a livello globale (Agenda ONU inclusa), europeo, nazionale e locale puntualmente analizzate nel triennio 2016-2018 e sintetizzate nei tre driver richiamati in precedenza. A questo set di politiche sono state aggiunte le 14 nuove politiche analizzate nel 2019. Nel 2019 il Mol a valore condiviso è pari a 422,5 milioni di euro, in incremento del 12,6% rispetto all'anno precedente e corrispondente al 38,9% del totale. Tale risultato si colloca così nella traiettoria segnata dal piano industriale 2019-2023, costruito affinché circa il 42% del Mol al 2023 derivi da attività di business che rispondono alle priorità dell'Agenda globale di sostenibilità pertinenti con le attività del Gruppo. Il contributo del Gruppo alla creazione di valore condiviso passa anche dalla realizzazione di investimenti nei tre driver Csv che nel 2019 ammontano a 202,4 milioni di euro (+10% rispetto al 2018), circa il 40% del totale. La quantificazione del Mol e degli investimenti a valore condiviso relativi all'anno 2019 sono stati sottoposti per la prima volta alla verifica di una società di revisione con l'obiettivo di avvalorare nei confronti di tutti gli stakeholder tali aspetti distintivi della rendicontazione del Gruppo.
L'impegno del Gruppo Hera nelle dimensioni Csv è testimoniato anche dalla partecipazione attiva al programma CE100 della Fondazione Ellen MacArthur, la rete delle imprese più impegnate a livello globale nella transizione verso un'economia circolare. Si evidenzia in particolare la partecipazione al New Plastics Economy Global Commitment attraverso la esplicitazione di specifici obiettivi di incremento della raccolta e del riciclo della plastica con orizzonte 2025 e alla prima rendicontazione effettuata nel 2019 in relazione agli obiettivi dichiarati che evidenziano risultati positivi e superiori al trend previsto per la plastica raccolta e selezionata.
Sempre nel 2019 si segnala la partecipazione di Hera:
- allo sviluppo e alla fase di beta testing, insieme ad altre 30 organizzazioni, di Circulytics, il tool digitale lanciato a gennaio 2020 dalla Fondazione che consentirà alle aziende di misurare e monitorare i progressi nella transizione verso un'economia circolare;
- allo sviluppo, insieme ad altre 66 organizzazioni, di cui 30 aziende, di Sdg Action Manager il nuovo strumento ideato da Global Compact e B Lab per supportare le imprese nella misurazione e nella rendicontazione del proprio contributo al raggiungimento degli SDGs e nella definizione di nuove opportunità di business in linea con l'Agenda ONU 2030.
Le iniziative individuate da Hera Spa, Inrete Distribuzione Energia Spa, AcegasApsAmga Spa e Marche Multiservizi Spa in ambito Iso 50001 (inserite nel piano di miglioramento energetico) e già realizzate hanno consentito di ridurre i consumi energetici di 11.748 Tep, pari al 5,1% di quelli registrati nel 2013. Il piano di miglioramento prevede ulteriori iniziative di efficienza energetica (per circa 2.000 Tep) che consentiranno, sempre rispetto al 2013, un risparmio complessivo del 5,9% superando ampiamente il target del 5% fissato per il 2020.
Numerose iniziative di efficienza energetica sono effettuate anche presso imprese clienti/partner verso i quali il Gruppo mette a disposizione il proprio know-how: sono 25 gli accordi con associazioni di categoria e imprese del territorio in vigore a fine 2019. Tra le iniziative per promuovere l'efficienza energetica presso i clienti residenziali, si segnalano le offerte commerciali come Hera Led, Hera Thermo e Hera ContaWatt alle quali si aggiunge il nuovo report Diario dei consumi riprogettato nel 2019 con la collaborazione del Politecnico di Milano per sensibilizzare i clienti sul risparmio energetico e che poggia sui princìpi dell'economia comportamentale. Si tratta di un report gratuito a disposizione dei propri clienti gas, energia elettrica e teleriscaldamento che permette di confrontare i propri consumi con quelli di una famiglia simile. A fine 2019 sono il 20% i contratti gas ed energia elettrica che prevedono soluzioni di efficienza energetica.
Sempre in questo ambito si colloca l'attività di Hera Spa nei confronti del Gse ai fini dell'ottenimento dei certificati bianchi: sono dieci le nuove iniziative di efficienza energetica con modalità a consuntivo presentate nel 2019.
L'impegno del Gruppo per un uso intelligente dell'energia, e in particolare per contrastare il cambiamento climatico, si completa con il lancio della nuova offerta Hera Impronta Zero, l'acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili per il 74% dei consumi complessivi di Gruppo, la produzione di 6,5 milioni di mc di biometano dalla frazione organica dei rifiuti nella bioraffineria di Sant'Agata in provincia di Bologna, la produzione di 584 GWh di energia rinnovabile e la riduzione del 22% dell'indice di intensità di carbonio della produzione di energia rispetto al 2013. Le tonnellate di gas serra complessivamente evitate grazie alle iniziative del Gruppo sono stimate in 2,3 milioni.
Il 2019 ha registrato un ulteriore incremento della raccolta differenziata, giunta al 64,6% (media Italia 2018: 58,1%) e una contestuale riduzione del ricorso alla discarica per lo smaltimento dei rifiuti urbani che si attesta al 3,4% (media Italia 2018: 24%). Su questo aspetto Hera anticipa di quasi 20 anni l'obiettivo UE in materia di economia circolare e si posiziona ai livelli dei paesi europei più virtuosi.

Nel novembre dello scorso anno Hera ha pubblicato la decima edizione del report Sulle tracce dei rifiuti, verificato da Dnv-Gl, fornendo così garanzia ai cittadini dell'effettivo recupero della raccolta differenziata e pari al 92%. Il report contiene il posizionamento del territorio servito da Hera rispetto agli obiettivi di riciclo definiti dalla UE nell'ambito del pacchetto sull'economia circolare: il tasso di riciclo complessivo, nel quale Hera con il 53% è già vicino all'obiettivo del 55% fissato per il 2025, e il tasso di riciclo degli imballaggi, dove il Gruppo con il 72% ha già raggiunto l'obiettivo fissato per il 2030. Sul fronte della prevenzione dei rifiuti, il Gruppo ha all'attivo numerosi progetti in partnership con circa 50 Onlus del territorio per il recupero di farmaci non scaduti, ingombranti ancora in buono stato, nonché cibo ancora edibile. Nel solo 2019 nell'ambito di questi progetti sono stati avviati al riuso farmaci non scaduti per un valore di oltre 668 mila euro, oltre 630 tonnellate di ingombranti e recuperati 9.700 pasti.
Sempre sul fronte dell'economia circolare si segnala l'incremento del recupero di materia ed energia negli impianti di selezione di Herambiente Spa, pari all'83% nel 2019 (era 77% nel 2018) e della plastica riciclata venduta dal Gruppo Aliplast, che nel 2019 è stata di 72,8 mila tonnellate (+22% rispetto al 2017, baseline degli impegni presi per il New Plastics Economy Global Commitment citato in precedenza).
Anche nel 2019 è proseguito l'impegno per la sostenibilità del comparto fognario-depurativo, con il piano pluriennale di adeguamento alla normativa degli agglomerati urbani >2.000 a.e.: a fine 2019 il 97,3% degli agglomerati risultano adeguati in termini di abitanti equivalenti (erano il 92,2% nel 2018). Importanti anche le iniziative per preservare la risorsa idrica, come l'avvio del progetto di water management interno, che ha permesso una riduzione del 5,5% dei consumi nel 2019 (rispetto alla baseline 2017) e il già citato Diario dei consumi che a partire da ottobre 2019 e in via sperimentale è stato diffuso anche a un campione di circa 80 mila clienti domestici del servizio idrico.
Significativi i risultati conseguiti dal Gruppo nel 2019 nelle aree Csv collegate allo sviluppo economico e occupazionale del territorio, all'innovazione e alla digitalizzazione, e alla tutela dell'aria e del suolo. Il valore economico complessivamente distribuito al territorio è stato pari a 2.131 milioni di euro, pari al 78% del valore economico totale, segnando una crescita dell'11% rispetto al 2018. La quota distribuita ai fornitori locali è stata pari al 69% del totale e ha raggiunto i 695 milioni (+10% rispetto all'anno precedente) mentre l'indotto occupazionale è stimato in circa 8.400 persone; tali dati confermano il ruolo primario del Gruppo nello sviluppo del territorio. Relativamente all'indotto occupazionale si segnala l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (pari a 875) che registrano un ulteriore incremento e che sono collegati alle forniture da cooperative sociali pari a 66,4 milioni di
euro nel 2019. In ambito innovazione gli investimenti sono pari a circa 78 milioni di euro dedicati a progetti in quattro ambiti: smart city, economia circolare, utility 4.0 e customer experience. Tra questi si segnala, in ambito smart city, l'isola ecologica smart e la dashboard a disposizione di Comuni, imprese e università per il monitoraggio della sostenibilità ambientale. Si segnalano anche i progetti, in ambito economia circolare, che mirano al recupero di energia dai fanghi prodotti dalla depurazione delle acque reflue e alla loro riduzione, al riutilizzo delle acque in uscita dai depuratori e quelli che mirano alla produzione di biometano dagli scarti ligneo-cellulosici e di bioplastica dalla cellulosa.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, oltre ai numerosi progetti rivolti alla ulteriore ottimizzazione dei processi operativi, anche attraverso strumenti evoluti di analisi dei dati, a vantaggio della sicurezza e continuità dei servizi, della qualità del lavoro e dell'efficienza interna, nel 2019 è proseguito lo sforzo nello sviluppo dei canali digitali di relazione con i clienti. Nel 2019 le app Acquologo e Rifiutologo hanno registrato oltre 200 mila utenti attivi e superato le 59 mila fotosegnalazioni da parte dei cittadini (+51% rispetto al 2018) mentre l'app My Hera dedicata ai clienti residenziali ha superato i 230 mila download. La digitalizzazione nelle relazioni con i clienti è anche caratterizzata dal costante incremento delle pratiche gestite attraverso il canale web: nel 2019 i clienti iscritti ai servizi on-line salgono al 23,8% mentre quelli che hanno richiesto la bolletta elettronica raggiungono quota 30,1%. L'impegno su questo fronte, unito all'attenzione alle comunità locali, si è tradotto nel 2019 nel lancio della terza edizione della campagna di promozione della bolletta elettronica, denominata Digi e Lode, destinando ulteriori 125 mila euro in premi economici per la digitalizzazione delle scuole del territorio. Per quanto riguarda la tutela dell'aria si confermano i risultati positivi relativamente alle performance ambientali dei termovalorizzatori del Gruppo, che anche nel 2019 hanno registrato livelli di emissioni in atmosfera molto contenute e mediamente inferiori dell'86% rispetto ai limiti di legge, e della centrale di cogenerazione di Imola con concentrazioni medie di PM10 inferiori del 99% rispetto ai limiti. Infine, per quanto riguarda la tutela del suolo si segnala che le progettazioni realizzate da HeraTech nel 2019 hanno comportato un riutilizzo di suolo per il 77% del totale.
I risultati conseguiti in termini di valore condiviso generato integrano quelli relativi ai seguenti ambiti che completano il profilo della responsabilità sociale e della sostenibilità del Gruppo.
- Grazie ai programmi di sensibilizzazione e all'adozione della certificazione Ohsas 18001/Iso 45001, che copre l'83% dei lavoratori del Gruppo, nel 2018 l'indice di frequenza degli infortuni ha registrato un'ulteriore flessione portandosi a 14,1(era 15,7 nel 2018). Una riduzione si registra anche limitando l'analisi alla popolazione degli operai. Nel 2019 il sistema di welfare Hextra ha visto la fruizione da parte dei lavoratori di oltre 4,5 milioni di euro; sono pari all'98,8% i lavoratori che vi hanno aderito. La formazione rimane a livelli elevati: nel 2019 sono state quasi 29 le ore medie di formazione procapite. È aumentata la soddisfazione dei lavoratori (Esi pari a 68/100 nell'ottava indagine sul clima interno) così come l'incidenza degli obiettivi di sostenibilità nel sistema balanced scorecard collegato al sistema incentivante che coinvolge tutto il management: nel 2019, il 34% della retribuzione variabile dei dirigenti e quadri del Gruppo era collegata a progetti-obiettivo di sostenibilità con un peso dei progetti-obiettivo di sostenibilità orientati alla creazione di valore condiviso pari al 20% (era il 17% nel 2018).
- Anche nel 2019, lo standard di qualità dei canali di contatto con i clienti si è mantenuto elevato: il tempo medio di attesa al call center si è attestato a 27 secondi per i clienti residenziali e a 24 secondi per i clienti business. Il tempo medio di attesa agli sportelli è stato nel 2019 di 9,4 minuti. L'indagine realizzata nel 2019 sulla qualità dei servizi forniti dal Gruppo (oltre 7.000 le interviste effettuate ai clienti residenziali) ha evidenziato un indice di soddisfazione dei clienti elevato (73/100) e superiore di due punti a quello dell'anno precedente.
- Nel 2019, nella selezione dei fornitori il Gruppo ha utilizzato il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa per l'84% delle gare a evidenza pubblica e nel 68% degli affidamenti complessivi (in termini di valore). In entrambi i casi, il punteggio medio riservato ad aspetti sociali e ambientali è stato pari a circa 34/100. Il monitoraggio dei fornitori focalizzato sulla responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori è proseguito anche nel 2019 così come il monitoraggio del fenomeno infortunistico dei principali fornitori (quelli coinvolti sono stati il 77% del valore delle forniture di servizi e lavori più rilevanti sotto il profilo della sicurezza sul lavoro). Il 2019 ha visto anche l'attivazione di un progetto finalizzato a inserire nelle linee guida per gli approvvigionamenti del Gruppo criteri coerenti con i principi dell'economia circolare: sono state identificate le tipologie merceologiche di acquisto prioritarie sulle quali applicare, a partire dal 2020, il primo set di 20 criteri di circolarità individuati utilizzabili nella selezione dei fornitori.
- Le attività di dialogo con la comunità locale hanno visto nel 2019 l'avvio a Bologna e Rimini del nuovo modello di HeraLAB, lo strumento che Hera mette a disposizione dei territori in cui opera per attivare un canale strutturato di ascolto e dialogo con le comunità locali. Ogni LAB è formato da 12 rappresentanti dei portatori d'interesse locali nominati dal Consiglio d'Amministrazione di Hera. I LAB si sono riuniti quattro volte nel corso del 2019 giungendo a co-progettare insieme a Hera dieci iniziative locali che saranno realizzate nel biennio 2020-2021.
- Infine, il 2019 ha visto ancora una volta Hera in prima linea nell'adozione di strumenti finanziari sostenibili. Dopo avere lanciato il primo green bond italiano nel 2014 e la linea di credito Esg del 2018, nel luglio 2019 Hera ha lanciato un nuovo green bond per complessivi 500 milioni di euro rimborsabili in otto anni per finanziare investimenti in tre ambiti (efficienza energetica, economia circolare e gestione sostenibile delle risorse idriche) in coerenza con i green bond principles. Il bilancio di sostenibilità 2019 contiene una sezione dedicata alla rendicontazione dei fondi allocati a ogni intervento e alle performance ambientali raggiunte. Anche questa sezione è sottoposta alla verifica da parte della società di revisione del bilancio di sostenibilità.

Di seguito saranno analizzati i risultati della gestione realizzati nelle aree di business del Gruppo: area gas, che comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano, teleriscaldamento e gestione calore; area energia elettrica, che comprende i servizi di produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica; area ciclo idrico integrato, che comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura; area ambiente, che comprende i servizi di raccolta, trattamento e recupero dei rifiuti; area altri servizi, che comprende i servizi di illuminazione pubblica, telecomunicazione e altri servizi minori.
Strategia multibusiness

I conti economici del Gruppo comprendono i costi di struttura e includono gli scambi economici tra le aree d'affari valorizzati a prezzi di mercato.
L'analisi per aree d'affari considera la valorizzazione di maggiori ricavi e costi, senza impatto sul margine operativo lordo, relativi all'applicazione dell'Ifric 12. I settori d'affari che risentono dell'applicazione di questo principio sono il servizio di distribuzione del gas metano, il servizio di distribuzione dell'energia elettrica, i servizi del ciclo idrico integrato e il servizio d'illuminazione pubblica.
In tutte le aree d'affari, in coerenza con gli schemi di conto economico, ha effetto l'applicazione del principio contabile Ifrs 16 sui leasing operativi.

Marginalità in crescita
L'area gas al 31 dicembre 2019 mostra una crescita consistente rispetto all'analogo periodo dell'esercizio precedente, sia in termini di marginalità che di volumi venduti. Questo risultato è stato ottenuto principalmente per le maggiori attività di vendita e di trading.

+7,9% Mol in crescita Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:
| (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo area | 341,6 | 316,5 | +25,1 | +7,9% |
| Margine operativo lordo Gruppo | 1.085,1 | 1.031,1 | +54,0 | +5,2% |
| Peso percentuale | 31,5% | 30,7% | +0,8 p.p. |
Il numero di clienti gas è in aumento di 593,6 mila clienti, pari al 40,8%, rispetto al 31 dicembre 2018. L'ingresso nel perimetro di consolidamento delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlue ha contribuito per 611,0 mila clienti, gli altri perimetri in ingresso relativi alle acquisizioni di CMV Energia e Impianti Srl e Sangroservizi Srl contribuiscono per 27,9 mila clienti, mentre la partecipazione alle gare ha portato un calo del numero dei clienti per 43,6 mila clienti ma con una marginalità superiore. La restante parte dei clienti registra una variazione netta di churn e acquisizioni in lieve flessione per 1,7 mila clienti.
(mgl)

I volumi di gas complessivamente venduti aumentano di 3.682,5 milioni di mc, pari al 59,7%, passando da 6.168,2 milioni di mc di dicembre 2018 ai 9.850,7 milioni di mc del 31 dicembre 2019. I volumi di trading evidenziano una crescita di 3.724,8 milioni di mc, pari al 60,4% sul totale dei volumi, per i maggiori scambi all'estero. I volumi venduti a clienti finali presentano una flessione di 42,3 milioni di mc, pari all'1,8% dei volumi venduti, comunque inferiore all'effetto climatico di un inverno molto mite che ha registrato temperature medie più alte del 6% rispetto all'esercizio 2018.

(mln/mc)
La sintesi dei risultati economici dell'area:
| Conto economico (mln/euro) | dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 2.971,9 | 2.371,0 | +600,9 | +25,3% | ||
| Costi operativi | (2.529,2) | -85,1% | (1.958,2) | -82,6% | +571,0 | +29,2% |
| Costi del personale | (114,1) | -3,8% | (111,2) | -4,7% | +2,9 | +2,6% |
| Costi capitalizzati | 13,0 | 0,4% | 14,8 | 0,6% | -1,8 | -12,1% |
| Margine operativo lordo | 341,6 | 11,5% | 316,5 | 13,3% | +25,1 | +7,9% |
I ricavi passano da 2.371,0 milioni di euro di dicembre 2018 a 2.971,9 milioni di euro al 31 dicembre 2019, con una crescita di 600,9 milioni di euro, pari al 25,3%. Le ragioni principali della crescita sono da imputare ai maggiori volumi per le intensificate attività di trading, per circa 553 milioni di euro, al maggior prezzo della materia prima gas, per circa 30 milioni di euro e ai maggiori ricavi da vettoriamento e oneri di sistema, per circa 28 milioni di euro, nonostante i minori ricavi per volumi venduti di gas, per circa 28 milioni di euro.
Sono in aumento anche i ricavi delle società estere operanti in Bulgaria, grazie al crescente sviluppo commerciale, per 5,4 milioni di euro, i ricavi regolati della distribuzione gas, per 5,2 milioni di euro, e i ricavi per commesse a lungo termine e opere conto terzi, per 10,3 milioni di euro, con pari effetto sui costi operativi. Tale crescita è contenuta dai ricavi per i titoli di efficienza energetica, in calo per circa 8 milioni di euro.


L'incremento dei ricavi si riflette sulla crescita dei costi operativi che passano da 1.958,2 milioni di euro di dicembre 2018 ai 2.529,2 milioni di euro al 31 dicembre 2019, evidenziando quindi una crescita complessiva di 571,0 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente alle maggiori attività di trading e al maggior costo della materia prima. Infine, l'applicazione del principio Ifrs 16 riduce i costi di circa 1,6 milioni di euro.
Il margine operativo lordo aumenta di 25,1 milioni di euro, pari al 7,9%, passando dai 316,5 milioni di euro di dicembre 2018 ai 341,6 milioni di euro del 31 dicembre 2019, grazie alle maggiori attività di trading, ai maggiori margini di vendita registrati sia verso clienti finali che nei servizi di fornitura di ultima istanza e default. Si ricorda che, per questi due ultimi servizi, è avvenuta l'aggiudicazione per il periodo 1° ottobre 2019 – 30 settembre 2020 che prevede un differente mix rispetto al servizio concluso il 30 settembre 2019: un numero di clienti inferiori rispetto all'anno precedente ma con margini più vantaggiosi.
I ricavi regolati sono risultati in aumento di 5,0 milioni di euro, più 2,1%, rispetto all'esercizio 2018. L'aumento è dovuto al maggior tasso di remunerazione Wacc +0,2%, nonché all'aggiornamento fisiologico legato al riconoscimento degli investimenti, in particolare relativi ai misuratori.
Inoltre, altri effetti positivi sono legati all'introduzione del principio Ifrs 16 per 1,6 milioni di euro e ai minori costi per l'acquisizione dei clienti energy, che non transitano più sul conto economico, come evidenziato nel paragrafo 1.03.01, ma negli investimenti.


(mln/euro)
Nell'esercizio 2019, gli investimenti netti nell'area gas sono pari a 138,3 milioni di euro, in crescita di 22,9 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Nella distribuzione del gas, si registra un incremento di 10,7 milioni di euro che deriva principalmente da maggiori manutenzioni straordinarie su reti e impianti, dall'attività di sostituzione massiva dei contatori (delibera 554) e dal proseguimento dell'adeguamento della protezione catodica nei territori di AcegasApsAmga Spa. Anche la richiesta di nuovi allacciamenti risulta in crescita rispetto all'anno precedente. Nella vendita gas si registrano investimenti di 8,3 milioni di euro per le attività connesse all'acquisizione di nuovi clienti.
Gli investimenti sono aumentati anche nel servizio di teleriscaldamento, mentre sono sostanzialmente in linea con l'anno precedente nella gestione calore, con le attività delle società Hera Servizi Energia Srl e AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa. I nuovi allacciamenti del teleriscaldamento sono in lieve flessione rispetto all'anno precedente.



di euro)
Gruppo Hera - Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019 81
I dettagli degli investimenti operativi nell'area gas:
| Gas (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Reti e impianti | 103,1 | 92,4 | +10,7 | +11,6% |
| Acquisizione clienti Gas | 8,3 | 0,3 | +8,0 | +2666,7% |
| Tlr/gestione calore | 26,9 | 22,8 | +4,1 | +18,0% |
| Totale gas lordi | 138,3 | 115,4 | +22,9 | +19,8% |
| Contributi conto capitale | 0,0 | 0,0 | +0,0 | +0,0% |
| Totale gas netti | 138,3 | 115,4 | +22,9 | +19,8% |
La Regulatory asset base (Rab) degli asset di proprietà, che determina il valore degli asset riconosciuti dall'Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in aumento rispetto al 2018 per l'ingresso di Atr Srl nel perimetro del Gruppo e per l'aumento degli investimenti per il roll out dei misuratori elettronici.

(mld/euro)
L'area energia elettrica al 31 dicembre 2019 risulta in calo del 2,7% rispetto all'anno precedente. Il contributo positivo apportato dalle attività di produzione e la forte spinta commerciale hanno compensato quasi completamente gli effetti negativi della nuova gara della salvaguardia, per il biennio 2019-2020, in cui l'alta competitività ha imposto prezzi inferiori alla gara precedente.
Marginalità in lieve calo

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:
| (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% | -2,7% Mol in diminuzione |
|---|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo area | 178,5 | 183,5 | -5,0 | -2,7% | |
| Margine operativo lordo Gruppo | 1.085,1 | 1.031,1 | +54,0 | +5,2% | |
| Peso percentuale | 16,4% | 17,8% | -1,4 p.p. |
Il numero di clienti energia elettrica si attesta a 1,3 milioni di punti di fornitura, in aumento del 17,2%, pari a 184,2 mila unità, rispetto al 31 dicembre 2018. L'ingresso nel perimetro di consolidamento delle società del Gruppo EstEnergy e di AmgasBlu ha contribuito per 102,6 mila clienti, mentre la restante crescita di 81,6 mila clienti, pari al 7,6%, è generata per effetto del rafforzamento dell'azione commerciale messa in atto, in particolare nei territori di Marche, Toscana, Veneto e Friuli. Tale crescita unitamente all'ingresso di CMV Energia e Impianti Srl per 3,5 mila clienti riesce a mitigare il calo dei clienti a maggior tutela.
(mgl)

I volumi venduti di energia elettrica passano da 11.854,1 GWh di dicembre 2018 a 12.830,4 GWh del 31 dicembre 2019, con un aumento complessivo dell'8,2%, pari a 976,2 GWh. I volumi venduti nel mercato libero crescono del 6,8% sul totale, mentre i volumi in salvaguardia crescono del 2,0% rispetto al totale, grazie ai nuovi lotti ottenuti.

(GWh)
La sintesi dei risultati economici dell'area:
| Conto economico (mln/euro) | dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 2.590,4 | 2.462,1 | +128,3 | +5,2% | ||
| Costi operativi | (2.376,1) | -91,7% | (2.244,9) | -91,2% | +131,2 | +5,8% |
| Costi del personale | (45,0) | -1,7% | (44,9) | -1,8% | +0,1 | +0,2% |
| Costi capitalizzati | 9,1 | 0,4% | 11,1 | 0,5% | -2,0 | -18,0% |
| Margine operativo lordo | 178,5 | 6,9% | 183,5 | 7,5% | -5,0 | -2,7% |
I ricavi aumentano del 5,2%, passando dai 2.462,1 milioni di euro di dicembre 2018 ai 2.590,4 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019, con una crescita di 128,3 milioni di euro. Le principali motivazioni della crescita sono da imputare all'aumento dei volumi venduti, che genera maggiori ricavi per circa 87 milioni di euro, ai maggiori ricavi di produzione energia elettrica per circa 14,0 milioni di euro e al vettoriamento extra rete per circa 182 milioni di euro, invarianti sui costi. In controtendenza a tale andamento, vanno segnalati i minori ricavi per attività di trading per 118,0 milioni di euro e per il minor prezzo della materia prima per circa 43 milioni di euro.
I ricavi regolati sono in aumento di 1,6 milioni di euro, più 1,8%, rispetto all'esercizio 2018. L'aumento è dovuto al maggior tasso di remunerazione Wacc, più 0,3%, nonché all'aggiornamento fisiologico legato al riconoscimento degli investimenti e al riconoscimento di competenze pregresse. Sono in aumento i ricavi per commesse a lungo termine e opere conto terzi per 3,5 milioni di euro, con pari effetto sui costi operativi, mentre risultano in calo i ricavi per i titoli di efficienza energetica per circa 1,2 milioni di euro.


(mln/euro)
L'incremento dei ricavi si riflette in maniera proporzionale sulla crescita dei costi operativi che passano da 2.244,9 milioni di euro di dicembre 2018 a 2.376,1 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019, evidenziando quindi un aumento complessivo di 131,2 milioni di euro. Tale andamento è dovuto principalmente ai maggiori volumi venduti e alla maggiore attività di produzione di energia elettrica. Infine, l'applicazione del principio Ifrs 16 riduce i costi di circa 0,4 milioni di euro.
Al 31 dicembre 2019, il margine operativo lordo è in calo di 5,0 milioni di euro, pari al 2,7%, passando da 183,5 milioni di euro del 2018 a 178,5 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019, per la minore marginalità derivante sia dalla maggiore competitività del mercato della salvaguardia, sia dal diverso mix dei lotti gestiti. A compensare tale effetto si evidenziano i maggiori margini della produzione di energia elettrica nel mercato del servizio di dispacciamento, i maggiori volumi venduti e i minori costi per l'acquisizione dei clienti energy, che non transitano più sul conto economico, come evidenziato nel paragrafo 1.03.02, ma negli investimenti.
(mln/euro)


Nell'area energia elettrica gli investimenti 2019 ammontano a 43,4 milioni di euro, in crescita di 20,4 milioni di euro rispetto all'anno precedente, di cui 15,5 milioni di euro si registrano nella vendita di energia per le attività connesse all'acquisizione di nuovi clienti.
Gli interventi realizzati riguardano prevalentemente la manutenzione straordinaria di impianti e reti di distribuzione nei territori di Modena, Imola, Trieste e Gorizia, che determinano una crescita degli investimenti nella distribuzione di energia elettrica per 4,9 milioni di euro rispetto all'anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su reti e impianti nel territorio di Trieste e alla nuova cabina primaria di Modena Est.
Anche le richieste di nuovi allacciamenti sono in aumento rispetto all'anno precedente.
(mln/euro)


Gli investimenti operativi nell'area energia elettrica:
| Energia elettrica (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Reti e impianti | 27,9 | 23,0 | +4,9 | +21,3% |
| Acquisizione clienti EE | 15,5 | 0,0 | +15,5 | +100,0% |
| Totale energia elettrica lordi | 43,4 | 23,0 | +20,4 | +88,7% |
| Contributi conto capitale | 0,0 | 0,0 | +0,0 | +0,0% |
| Totale energia elettrica netti | 43,4 | 23,0 | +20,4 | +88,7% |
La Rab, che determina il valore degli asset riconosciuti dall'Autorità per la remunerazione del capitale investito, è allineata al valore dell'esercizio 2018.

(mld/euro)
Nel 2019, l'area ciclo idrico integrato ha registrato una crescita di marginalità pari al 6,2%. Il 2019 è l'ultimo anno di applicazione del metodo tariffario definito dall'Autorità per il periodo 2016-2019 (delibera 664/2015). A ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) determinato sulla base dei costi operativi e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati.
Risultati in crescita

Di seguito le variazioni intervenute a livello di margine operativo lordo:
| (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo area | 265,3 | 249,7 | +15,6 | +6,2% |
| Margine operativo lordo Gruppo | 1.085,1 | 1.031,1 | +54,0 | +5,2% |
| Peso percentuale | 24,5% | 24,2% | +0,3 p.p. |
+6,2% Mol in crescita
Il Gruppo Hera copre tutti i comparti di attività del ciclo idrico, dalla captazione e potabilizzazione, con oltre 400 impianti, alla distribuzione di acqua potabile, con oltre 35 mila km di rete, dalla gestione della fognatura, con oltre 18 mila km di rete gestita, alla depurazione e restituzione all'ambiente con oltre mille impianti e sistemi di depurazione.
Il numero di clienti acqua si attesta a quota 1,5 milioni, aumentando di 4,3 migliaia, pari allo 0,3% rispetto al 2018, a conferma del moderato trend di crescita organica nei territori di riferimento del Gruppo, prevalentemente nel territorio emiliano-romagnolo gestito da Hera Spa.
(mgl)


289,3 milioni di mc: quantità gestita in acquedotto
I volumi erogati, tramite acquedotto, presentano una leggera contrazione di 1,8 milioni di mc pari allo 0,6% rispetto allo scorso anno. Inoltre, rispetto al 2018, è presente un lieve calo nelle quantità gestite relative alla depurazione (per circa l'1,2%), mentre le quantità gestite relative alla fognatura sono sostanzialmente allineate allo scorso anno. I volumi somministrati, a seguito della delibera 664/2015 dall'Autorità, sono un indicatore di attività dei territori in cui il Gruppo opera e sono oggetto di perequazione per effetto della normativa che prevede il riconoscimento di un ricavo regolato indipendente dai volumi distribuiti.
Il livello del mantenimento dell'efficienza della rete è in evidente miglioramento e il numero di rotture per km di rete passa da 7,0 rotture per km del 2018 a 6,2 rotture per km del 2019. Questo dato esprime il rapporto tra il numero totale di rotture riparate sulla tubazione e la lunghezza della rete, il calo è legato alla gestione accurata delle riparazioni e agli investimenti volti a garantire una rete acquedottistica sempre più performante.
L'energia elettrica consumata dagli impianti evidenzia un calo di 6,4 GWh passando da 381,4 GWh di dicembre 2018 a 375,0 GWh del 2019. Tale calo è correlabile sia ai minori volumi erogati nel 2019, sia all'impegno del Gruppo per una gestione sempre più efficiente e oculata della risorsa energia, portata avanti attraverso la realizzazione di interventi innovativi sugli impianti.


La sintesi dei risultati economici dell'area:
| Conto economico (mln/euro) | dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 911,9 | 878,6 | +33,3 | +3,8% | ||
| Costi operativi | (471,8) | -51,7% | (455,7) | -51,9% | +16,1 | +3,5% |
| Costi del personale | (179,9) | -19,7% | (179,3) | -20,4% | +0,6 | +0,3% |
| Costi capitalizzati | 5,2 | 0,6% | 6,1 | 0,7% | (0,9) | (14,8% ) |
| Margine operativo lordo | 265,3 | 29,1% | 249,7 | 28,4% | +15,6 | +6,2% |
I ricavi a dicembre 2019, presentano una crescita di 33,3 milioni di euro pari al 3,8% passando dai 878,6 milioni di euro di dicembre 2018 ai 911,9 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019. Tale andamento è legato ai maggiori ricavi per commesse e opere conto terzi realizzate nel 2019 per circa 19,0 milioni di euro e a maggiori ricavi per allacciamenti per circa 1,4 milione di euro. I ricavi da somministrazione, che riflettono il risultato complessivo degli effetti tariffari previsti dall'Autorità per il periodo 2016-2019 e del riconoscimento della premialità sulla qualità contrattuale a dicembre 2019, presentano una crescita di 13,3 milioni di euro.

(mln/euro)
I costi operativi, presentano una crescita di 16,1 milioni di euro pari al 3,5% passando dai 455,7 milioni di euro del 2018 ai 471,8 milioni di euro di dicembre del 2019. Tale andamento è legato prevalentemente ai maggiori costi correlati alle maggiori opere realizzate, già descritte tra i ricavi, per complessivi 19,0 milioni di euro e ai maggiori costi operativi per la gestione di reti e impianti per 3,0 milioni di euro. Tale crescita è in parte mitigata dal minor costo imputabile all'applicazione dell'Ifrs 16 per circa 4,0 milioni di euro e ai minori costi di energia elettrica consumata dagli impianti per circa 2,0 milioni di euro (come effetto legato sia al minor prezzo dell'energia elettrica che ai minori volumi consumati).
Il margine operativo lordo presenta una crescita di 15,6 milioni di euro, pari al 6,2%, passando dai 249,7 milioni di euro di dicembre 2018 ai 265,3 milioni di euro dell'analogo periodo 2019, grazie prevalentemente ai maggiori ricavi da somministrazione, ai maggiori ricavi da allacciamento, e infine agli effetti per l'applicazione dell'Ifrs 16 per 4,0 milioni di euro.

(mln/euro)
Nell'esercizio 2019, gli investimenti netti nell'area ciclo idrico integrato ammontano a 151,5 milioni di euro, in crescita di 23,9 milioni di euro rispetto all'anno precedente. Al lordo dei contributi in conto capitale ricevuti, che si riducono di 6,0 milioni di euro, gli investimenti effettuati aumentano di 17,9 milioni di euro e sono pari a 175,8 milioni di euro rispetto ai 157,9 milioni di euro dell'anno precedente. Gli investimenti sono riferiti principalmente a estensioni, bonifiche e potenziamenti di reti e impianti, oltre agli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto l'ambito depurativo e fognario.
Gli investimenti sono stati realizzati per 99,7 milioni di euro nell'acquedotto, per 48,3 milioni di euro nella fognatura e per 27,7 milioni di euro nella depurazione.

(mln/euro)
Fra i principali interventi, si segnalano: nell'acquedotto, l'incremento delle attività di bonifica reti legata anche alla delibera Arera 917/2017 sulla regolazione della qualità tecnica del SII, il potenziamento delle interconnessioni del sistema idrico modenese e gli interventi per la distrettualizzazione delle reti; nella fognatura continua l'avanzamento delle importanti opere del piano per la salvaguardia della balneazione di Rimini, oltre a interventi di riqualificazione della rete fognaria in altri territori, fra cui Budrio, Argenta, zona Est di Modena e, nel perimetro della società AcegasApsAmga Spa, Padova e Trieste; nella depurazione, la realizzazione della seconda linea e vasca di prima pioggia del depuratore di Sasso Marconi, il revamping della linea acque del depuratore di Ravenna, oltre agli interventi nel territorio del Gruppo AcegasApsAmga.
Le richieste per nuovi allacciamenti idrici e fognari sono in crescita rispetto all'anno precedente. I contributi in conto capitale per 24,2 milioni di euro sono comprensivi di 13,4 milioni di euro derivanti dalla componente della tariffa prevista dal metodo tariffario per il Fondo Nuovi Investimenti (FoNI) e diminuiscono di 6,0 milioni di euro rispetto all'anno precedente.
Il dettaglio degli investimenti operativi nell'area ciclo idrico integrato:
| Ciclo idrico integrato (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Acquedotto | 99,7 | 81,5 | +18,2 | +22,3% |
| Depurazione | 27,7 | 26,9 | +0,8 | +3,0% |
| Fognatura | 48,3 | 49,5 | -1,2 | -2,4% |
| Totale ciclo idrico integrato lordi | 175,8 | 157,9 | +17,9 | +11,3% |
| Contributi conto capitale | 24,2 | 30,2 | -6,0 | -19,9% |
| di cui per FoNI (Fondo Nuovi investimenti) | 13,4 | 12,5 | +0,9 | +7,2% |
| Totale ciclo idrico integrato netti | 151,5 | 127,6 | +23,9 | +18,7% |
La Rab, che determina il valore degli asset riconosciuti dall'Autorità per la remunerazione del capitale investito, è in aumento rispetto al 2018, grazie alla crescita di tutte le società del Gruppo.
(mld/euro)


Marginalità in
crescita
A dicembre 2019 l'area ambiente contribuisce con il 24,3% alla marginalità del Gruppo Hera, presentando un margine operativo lordo in crescita del 4,8% rispetto all'analogo periodo del 2018. Nel trattamento e recupero dei rifiuti, il Gruppo Hera consolida nel 2019 la propria leadership a livello nazionale facendo leva su offerte commerciali complete e integrate, su partnership commerciali con i principali player del settore, sul presidio costante dei bandi di gara, ma anche attraverso un parco impiantistico completo e all'avanguardia in grado di fornire soluzioni efficaci e sostenibili anche a supporto dell'economia circolare.
Su quest'ultimo punto si evidenzia sia l'ulteriore rafforzamento dell'eccellenza di Aliplast Spa nel riciclo della plastica che il contributo derivante dall'impianto per la produzione di biometano di Sant'Agata Bolognese. Quest'ultimo asset ha innescato un circuito virtuoso che parte dalle famiglie attraverso la raccolta differenziata dell'organico e ritorna al territorio, grazie all'immissione in rete del gas prodotto, per alimentare mezzi privati o del trasporto pubblico o per usi domestici, con immediati benefici per la qualità dell'aria. Si segnala inoltre, che la leva della semplificazione e del miglioramento generale dell'efficienza operativa ha portato nel terzo trimestre 2019 alla fusione di Waste Recycling Spa in Herambiente Servizi Industriali Srl, che è diventa così la più grande realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti industriali.
Per quanto concerne il servizio di gestione dei rifiuti urbani, il Gruppo Hera eroga il servizio in 189 Comuni e rispetto a dicembre 2018 si evidenzia l'ingresso nel perimetro di Gruppo di Cosea Ambiente, società che gestisce il servizio di raccolta e spazzamento principalmente nell'ambito della provincia di Bologna.
La tutela delle risorse ambientali si conferma anche nel 2019 un obiettivo prioritario, così come la massimizzazione del loro riutilizzo: ne è dimostrazione la particolare attenzione dedicata allo sviluppo della raccolta differenziata, in tutti i territori in cui si opera.

Di seguito le variazioni a livello di margine operativo lordo:
+4,8% Mol in crescita
| (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo area | 264,2 | 252,0 | +12,2 | +4,8% |
| Margine operativo lordo Gruppo | 1.085,1 | 1.031,1 | +54,0 | +5,2% |
| Peso percentuale | 24,3% | 24,4% | -0,1 p.p. |
Nella tabella è esposta l'analisi dei volumi commercializzati e trattati dal Gruppo nel 2019:
| Dati quantitativi (mgl/t) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Rifiuti urbani | 2.347,8 | 2.348,0 | -0,2 | -0,0% |
| Rifiuti da mercato | 2.211,1 | 2.142,8 | +68,3 | +3,2% |
| Rifiuti commercializzati | 4.558,9 | 4.490,8 | +68,1 | +1,5% |
| Sottoprodotti impianti | 2.616,2 | 2.802,2 | -186,0 | -6,6% |
| Rifiuti trattati per tipologia | 7.175,1 | 7.293,0 | -117,9 | -1,6% |
L'analisi dei dati quantitativi evidenzia una crescita dei rifiuti commercializzati dovuta ai rifiuti da mercato, in aumento del 3,2% e una sostanziale stabilità dei rifiuti urbani. La crescita nei volumi da mercato è conseguenza dell'avvio a pieno regime dell'impianto Biometano Sant'Agata e della nuova linea di Ostellato e dei perimetri in ingresso di cui si tratterà nel proseguo. Infine, i volumi da mercato beneficiano dell'incremento dei flussi intermediati.
I rifiuti urbani presentano sostanziale stabilità, in particolare le quantità di differenziato e arenile sono in aumento del 6,9%, mentre le quantità di indifferenziato presentano una diminuzione del 6,9%.
I sottoprodotti degli impianti presentano una flessione per la minore produzione di percolati in discarica riconducibile alla minore piovosità del 2019 rispetto all'analogo periodo del 2018.
La raccolta differenziata di rifiuti urbani registra un ulteriore progresso, passando dal 62,5% di dicembre 2018 al 64,6% del 2019. A dicembre 2019 nei territori gestiti da Hera Spa la raccolta differenziata aumenta del 2,1%, nei territori di Marche Multiservizi Spa aumenta dello 0,8% e nel Triveneto la crescita si attesta al 2,4%.
(%)



In calo le discariche
| Dati quantitativi (mgl/t) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Discariche | 663,5 | 704,3 | -40,8 | -5,8% |
| Termovalorizzatori | 1.259,9 | 1.309,8 | -49,9 | -3,8% |
| Impianti di selezione e altro | 572,8 | 531,2 | +41,6 | +7,8% |
| Impianti di compostaggio e stabilizzazione | 506,1 | 361,5 | +144,6 | +40,0% |
| Impianti di inertizzazione e chimico-fisici | 1.600,2 | 1.231,7 | +368,5 | +29,9% |
| Altri impianti | 2.572,7 | 3.154,6 | -581,9 | -18,4% |
| Rifiuti trattati per impianto | 7.175,1 | 7.293,0 | -117,9 | -1,6% |
Il Gruppo Hera opera nel ciclo completo dei rifiuti con 95 impianti di trattamento di rifiuti urbani e speciali e di rigenerazione dei materiali plastici. Tra i principali impianti si evidenziano: dieci termovalorizzatori, 12 compostaggi/digestori, 15 impianti di selezione.
Il percorso di crescita nel settore del trattamento dei rifiuti industriali e dei servizi ambientali alle imprese beneficia a dicembre 2019 anche dell'acquisizione di Pistoia Ambiente Srl, che gestisce la discarica di Serravalle Pistoiese. Infine, la seconda parte dell'anno ha visto l'inaugurazione del nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti non pericolosi a Cordenons in provincia di Pordenone e la gestione dell'impianto per rifiuti urbani e rifiuti speciali non pericolosi di Gaggio Montano.
Il trattamento dei rifiuti evidenzia una flessione, pari all'1,6% rispetto a dicembre 2018. Al riguardo si segnalano i minori quantitativi in discarica, mentre sulla filiera dei termovalorizzatori la riduzione dei rifiuti trattati è dovuta alla diversa disponibilità impiantistica rispetto al 2018 per fermo impianto e manutenzioni programmate. L'aumento delle quantità negli impianti di selezione è imputabile principalmente a una diversa classificazione di alcuni impianti dalla filiera impianti di terzi/altri impianti. L'aumento delle quantità negli impianti di compostaggio e stabilizzazione è dovuto principalmente ai maggiori volumi trattati negli impianti di Sant'Agata e dalla nuova linea di Ostellato. I maggiori quantitativi nella filiera degli impianti d'inertizzazione e chimico-fisici sono riconducibili a una diversa classificazione di alcuni impianti dalla filiera impianti di terzi/altri impianti, nonostante la riduzione dei percolati delle discariche per la minore piovosità. Infine, la flessione nella filiera impianti terzi/altri, è riconducibile ai minori sottoprodotti, principalmente reflui, trattati in impianti di terzi e alla diversa rappresentazione in altre categorie di alcuni impianti (già citata in precedenza), nonostante i maggiori volumi conseguenti all'ingresso di Cosea Ambiente Spa.
Una sintesi dei risultati economici dell'area:
| Conto economico (mln/euro) | dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 1.190,5 | 1.123,7 | +66,8 | +5,9% | ||
| Costi operativi | (733,5) | -61,6% | (684,3) | -60,9% | +49,2 | +7,2% |
| Costi del personale | (201,2) | -16,9% | (196,1) | -17,4% | +5,1 | +2,6% |
| Costi capitalizzati | 8,4 | 0,7% | 8,8 | 0,8% | -0,4 | -4,6% |
| Margine operativo lordo | 264,2 | 22,2% | 252,0 | 22,4% | +12,2 | +4,8% |
I ricavi aumentano del 5,9%, pari a 66,8 milioni di euro, passando da 1.123,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018 a 1.190,5 milioni di euro nel 2019. Al netto della variazione di perimetro relative all'ingresso di Cosea Ambiente Spa, di Pistoia Ambiente Srl e all'impianto di Gaggio Montano (di seguito variazioni di perimetro) che contribuiscono per circa 22,9 milioni di euro, l'area ambiente presenta dei ricavi in crescita di circa 44 milioni di euro rispetto allo scorso esercizio. Tale andamento è legato al trend positivo dei prezzi dei rifiuti speciali, al contributo dell'impianto di biometano di Sant'Agata entrato in funzione a fine 2018 ma il cui contributo ai risultati economici è iniziato nel 2019 e all'apporto di Aliplast Spa per i maggiori quantitativi gestiti e venduti. Tali effetti positivi, unitamente ai maggiori ricavi per lo sviluppo della raccolta differenziata per quanto riguarda il servizio di igiene urbana, sono solo in parte compensati dai minori volumi trattati e dai minori ricavi da produzione energia elettrica. Per quanto riguarda i minori ricavi da produzione energia elettrica sono conseguenza della perdita d'incentivi energetici su alcuni impianti, della minore produzione su Wte e biogas e della flessione del grin, nonostante l'aumento dei prezzi dell'energia a mercato e della termica e l'ottenimento di titoli di garanzia di origine. Questi ultimi sono stati conseguiti a seguito della certificazione di alcuni impianti del Gruppo come idonei a produrre da fonte rinnovabile l'energia immessa nella rete elettrica nazionale.

(mln/euro)
I costi operativi a dicembre 2019 aumentano del 7,2%, pari a 49,2 milioni di euro passando dai 684,3 milioni di euro di dicembre 2018 ai 733,5 milioni di euro del 2019. Al netto delle variazioni di perimetro che contribuiscono per 12,4 milioni di euro, si evidenziano maggiori costi per 36,9 milioni di euro. Nel business del trattamento rifiuti si segnalano maggiori costi per lo sviluppo dell'attività commerciale e bonifiche, inoltre si segnalano i maggiori costi di manutenzione programmata su alcuni impianti del Gruppo. Inoltre si segnala il decremento dei costi di acquisto del pet sostenuti da Aliplast Spa. Per quanto riguarda l'igiene urbana si segnalano maggiori costi legati allo sviluppo di nuovi progetti di raccolta differenziata. Infine, si indica il minor costo imputabile all'applicazione dell'Ifrs 16 per circa 6,1 milioni di euro.
Marginalità in aumento
L'incremento del costo del personale, al netto delle variazioni di perimetro precedentemente citata per circa 4,5 milioni di euro, è pari allo 0,3%.
Il margine operativo lordo passa dai 252,0 milioni di euro di dicembre 2018 ai 264,2 milioni di euro del 2019 evidenziando una crescita di 12,2 milioni di euro, pari al 4,8%. Tale andamento è stato sostenuto dai maggiori prezzi sui trattamenti dei rifiuti speciali e industriali, dal minor costo imputabile all'applicazione dell'Ifrs 16, dal contributo di Aliplast Spa e dai nuovi perimetri in ingresso. Gli effetti positivi precedentemente indicati hanno saputo più che compensare i minori ricavi conseguenti al calo dei volumi trattati e minori incentivi relativi alla produzione di energia elettrica.

(mln/euro)
Gli investimenti netti nell'area ambiente riguardano gli interventi di manutenzione e potenziamento degli impianti e ammontano a 81,5 milioni di euro, in crescita di 3,8 milioni di euro rispetto all'esercizio precedente.
La filiera compostaggi/digestori presenta una diminuzione di 16,2 milioni di euro, dovuta agli importanti interventi realizzati l'anno precedente sul compostaggio di Sant'Agata Bolognese per le attività legate alla realizzazione dell'impianto di biometano, oltre ad altri interventi fra cui l'adeguamento dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Tre Monti.
Gli investimenti sulle discariche aumentano di 6,3 milioni di euro principalmente per la realizzazione del primo stralcio dell'impianto Cordenons e per gli interventi effettuati sul decimo settore della discarica di Ravenna.
La filiera Wte presenta maggiori investimenti per 3,7 milioni di euro, effettuati principalmente per lavori di manutenzione straordinaria sugli impianti di Padova, Bologna e Trieste.
L'incremento degli investimenti nella filiera impianti rifiuti speciali per 0,9 milioni di euro riguarda principalmente gli interventi manutentivi sugli impianti per il trattamento dei rifiuti industriali a Ravenna.
La filiera isole ecologiche e attrezzature di raccolta registra maggiori investimenti per 4,7 milioni di euro principalmente nel territorio della società Hera Spa, mentre l'incremento nella filiera degli impianti di selezione e recupero per 4,1 milioni di euro è imputabile principalmente agli interventi effettuati sull'impianto mobile di soil washing di Chioggia, all'installazione dell'estrusore per polietilene e alle maggiori manutenzioni straordinarie nelle società del Gruppo Aliplast.
(mln/euro)


Il dettaglio degli investimenti operativi nell'area ambiente:
| Ambiente (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Compostaggi/digestori | 8,3 | 24,5 | -16,2 | -66,1% |
| Discariche | 17,1 | 10,8 | +6,3 | +58,3% |
| Wte | 14,0 | 10,3 | +3,7 | +35,9% |
| Impianti Rs | 4,5 | 3,6 | +0,9 | +25,0% |
| Isole ecologiche e attrezzature di raccolta | 17,0 | 12,3 | +4,7 | +38,2% |
| Impianti trasbordo, selezione e altro | 20,9 | 16,8 | +4,1 | +24,4% |
| Totale ambiente lordi | 81,8 | 78,1 | +3,7 | +4,7% |
| Contributi conto capitale | 0,3 | 0,4 | -0,1 | -25,0% |
| Totale ambiente netti | 81,5 | 77,7 | +3,8 | +4,9% |
Aumentano gli investimenti operativi

Marginalità in crescita
L'area altri servizi raccoglie i business minori gestiti dal Gruppo. Ne fanno parte la pubblica illuminazione, le telecomunicazioni e i servizi cimiteriali. A dicembre 2019, il risultato dell'area presenta un incremento pari al 21,1% rispetto all'esercizio precedente: il margine operativo lordo infatti è passato dai 29,3 milioni di euro di dicembre 2018 ai 35,5 milioni di euro dell'analogo periodo del 2019.

Di seguito le variazioni del margine operativo lordo:
| (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo area | 35,5 | 29,3 | +6,2 | +21,1% |
| Margine operativo lordo Gruppo | 1.085,1 | 1.031,1 | +54,0 | +5,2% |
| Peso percentuale | 3,3% | 2,8% | +0,5 p.p. |
Gli indicatori principali dell'area riferiti all'attività dell'illuminazione pubblica:
| Dati quantitativi | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Illuminazione pubblica | ||||
| Punti luce (mgl) | 548,7 | 534,3 | +14,4 | +2,7% |
| di cui a led | 27,5% | 14,9% | +12,6 p.p. | |
| Comuni serviti | 181,0 | 176,0 | +5,0 | +2,8% |
548,7 mila punti luce
Dall'analisi dei dati quantitativi dell'illuminazione pubblica emerge una crescita di 14,4 mila punti luce e l'acquisizione di cinque nuovi Comuni gestiti. Il Gruppo Hera nel corso del 2019 ha acquisito circa 20 mila punti luce in dieci nuovi Comuni. Le acquisizioni maggiormente significative sono state: nel Lazio per circa due mila punti luce, in Lombardia per circa otto mila punti luce, in Emilia-Romagna per circa otto mila punti luce e nei territori gestiti da Marche Multiservizi Spa per circa due mila punti. Gli incrementi dell'anno hanno pienamente assorbito la perdita di circa sei mila punti luce e di cinque Comuni gestiti nelle provincie di Ravenna, Forlì, Rimini e Padova. Cresce anche la percentuale dei punti luce che utilizzano lampade a led: nel 2019 si attesta al 27,5% in crescita di 12,6 punti percentuali. Tale andamento evidenzia l'attenzione costante del Gruppo a una gestione sempre più efficiente e sostenibile dell'illuminazione pubblica.
Tra gli indicatori quantitativi dell'area altri servizi si evidenziano anche i 4.200 Km di rete proprietaria a banda ultra-larga in fibra ottica che il Gruppo Hera possiede attraverso la propria digital company,
Area in crescita
Acantho Spa. Tale rete serve le principali città del territorio emiliano romagnolo, Padova e Trieste e fornisce ad aziende e privati una connettività ad alte prestazioni, elevata affidabilità e massima sicurezza di sistemi, dati e continuità del servizio.
I risultati economici dell'area sono:
| Conto economico (mln/euro) | dic-19 | Inc.% | dic-18 | Inc.% | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 148,1 | 147,1 | +1,0 | +0,7% | ||
| Costi operativi | (94,3) | -63,7% | (100,2) | -68,1% | -5,9 | -5,9% |
| Costi del personale | (20,2) | -13,7% | (20,0) | -13,6% | +0,2 | +1,0% |
| Costi capitalizzati | 2,0 | 1,4% | 2,5 | 1,7% | -0,5 | -20,3% |
| Margine operativo lordo | 35,5 | 24,0% | 29,3 | 19,9% | +6,2 | +21,1% |
I ricavi dell'area sono sostanzialmente allineati allo scorso dicembre 2018 presentando una leggera crescita dello 0,7% con un controvalore di 1 milione di euro. Tale andamento è dovuto prevalentemente ai maggiori ricavi del business delle telecomunicazioni e dell'illuminazione pubblica nonostante i minori ricavi dei servizi cimiteriali.
(mln/euro)

Il margine operativo lordo presenta una crescita di 6,2 milioni di euro rispetto a dicembre 2018. Tale andamento è dovuto ai maggiori margini dei servizi delle telecomunicazioni e ai minori costi per l'applicazione dell'Ifrs 16 per circa 4 milioni di euro.

(mln/euro)

Nelle telecomunicazioni sono stati realizzati 10,1 milioni di euro di investimenti in rete e in servizi Tlc e Idc (Internet data center), in linea con l'esercizio 2018, mentre nel servizio di illuminazione pubblica, gli investimenti per 5,9 milioni di euro sono relativi agli interventi di manutenzione, riqualificazione e ammodernamento degli impianti di illuminazione dei territori gestiti. Tali investimenti risultano in diminuzione di 2,8 milioni di euro per effetto dei maggiori interventi eseguiti l'anno precedente nel comune di Pesaro da parte della società Marche Multiservizi Spa e nei comuni di gestiti dalla società Hera Luce Srl, oltre all'effetto della diversa contabilizzazione dei lavori interessati dall'applicazione del principio Ifric 12.

(mln/euro)

I dettagli degli investimenti operativi nell'area altri servizi:
| Altri Servizi (mln/euro) | dic-19 | dic-18 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Tlc | 10,1 | 10,0 | +0,1 | +1,0% |
| Illuminazione pubblica e semaforica | 5,9 | 8,7 | -2,8 | -32,2% |
| Totale altri servizi lordi | 16,0 | 18,8 | -2,8 | -14,9% |
| Contributi conto capitale | 0,0 | 0,0 | +0,0 | +0,0% |
| Totale altri servizi netti | 16,0 | 18,8 | -2,8 | -14,9% |
Adria Link Srl
In data 14 gennaio 2019 Tei Srl in liquidazione, socio di Adria Link Srl con il 33,33% del capitale sociale, ha ceduto pro quota la propria partecipazione a Hera Trading Srl e a Enel Produzione Spa che hanno, conseguentemente, incrementato la propria partecipazione dal precedente 33,33% al 50%.
Marche Multiservizi Spa
In data 1° febbraio 2019, in seguito all'aggiudicazione di asta pubblica avente a oggetto la cessione di 81.943 azioni detenute dal Socio Unione Montana Alta Valle del Metauro, Hera Spa ha acquistato tali azioni, incrementando la propria partecipazione nella società dal 46,20% al 46,70%.
CMV Energia & Impianti Srl / Hera Comm Srl
Con effetti decorrenti dal 1° marzo 2019, si è perfezionata la scissione parziale proporzionale a favore di Hera Comm Srl delle attività e passività relative alla vendita di energia elettrica e di gas facenti capo a CMV Energia & Impianti Srl.
Per effetto di tale operazione il capitale sociale di Hera Comm Srl si è incrementato da 53.536.987,42 euro a 53.595.898,95 euro, con conseguente assegnazione delle quote di nuova emissione ai soci di CMV Energia & Impianti Srl.
CMV Servizi Srl / Inrete Distribuzione Energia Spa
Con effetti decorrenti dal 1° marzo 2019, si è perfezionata la scissione parziale proporzionale a favore di Inrete Distribuzione Energia Spa delle reti gas facenti capo a CMV Servizi Srl e dell'intera partecipazione nella società A Tutta Rete Srl (già interamente detenuta da CMV Servizi Srl).
Per effetto di tale operazione il capitale sociale di Inrete Distribuzione Energia Spa si è incrementato da 10 milioni di euro a 10.091.815 euro, con conseguente assegnazione delle azioni di nuova emissione ai soci di CMV Servizi Srl.
Waste Recycling Spa / Hasi Srl
Con atto stipulato in data 2 aprile 2019, si è perfezionata la fusione per incorporazione di Waste Recycling Spa in Hasi Srl, società interamente possedute da Herambiente Spa, con efficacia dal 1° luglio 2019.
Acantho Spa
In data 23 aprile 2019, Aimag Spa ha ceduto a Hera Spa l'intera partecipazione detenuta in Acantho Spa, pari al 3,282% del capitale sociale della società.
Per effetto di tale operazione, Hera Spa ha incrementato la propria partecipazione nel capitale sociale di Acantho Spa dal 77,359% al 80,641%.
Cosea Ambiente Spa
In data 9 maggio 2019 Hera Spa, in seguito all'aggiudicazione della procedura di gara per l'alienazione delle azioni di Cosea Ambiente Spa, ha acquisito il 100% del capitale sociale di quest'ultima. Maggio
AcegasApsAmga Spa / Uniflotte Srl
In data 24 giugno 2019, con effetti dal 1° luglio 2019, è stato stipulato l'atto di cessione da AcegasApsAmga Spa in favore di Uniflotte Srl del ramo d'azienda relativo alla gestione delle flotte aziendali.
Pistoia Ambiente Srl
In data 17 luglio 2019 Herambiente Spa, ha acquisito il 100% del capitale sociale di Pistoia Ambiente Srl, società attiva nel settore dei rifiuti operante sul territorio di Pistoia.
Marzo
Febbraio
Gennaio
Aprile
Giugno
Luglio
Hera Spa / Ascopiave Spa
In data 30 luglio 2019, in esecuzione alle pattuizioni di cui al term sheet vincolante sottoscritto da Hera Spa e Ascopiave Spa in data 17 giugno 2019, le società hanno sottoscritto specifico accordo quadro per disciplinare una articolata operazione di partnership tra i due gruppi societari nell'area della commercializzazione clienti gas ed energia elettrica e della distribuzione del gas.
Blu Ranton Srl / Hera Comm Marche Srl Settembre
Con atto stipulato in data 17 settembre 2019, si è perfezionata la fusione per incorporazione di Blu Ranton Srl in Hera Comm Marche Srl, con effetti decorrenti dal 1° ottobre 2019, previo trasferimento a Hera Comm Srl del ramo energia elettrica di Blu Ranton.
Tale operazione è volta a razionalizzare le società del Gruppo che operano nel medesimo settore economico della vendita ai clienti finali nel settore del gas naturale.
Sangroservizi Srl / Hera Comm Marche Srl
In data 17 settembre 2019, Hera Comm Srl ha ceduto a Hera Comm Marche Srl la partecipazione detenuta in Sangroservizi Srl, pari al 100% del capitale sociale di quest'ultima.
In pari data, è stato stipulato l'atto di fusione di Sangroservizi Srl in Hera Comm Marche Srl, che ha prodotto i suoi effetti con efficacia 1° ottobre 2019.
Tale operazione è volta a razionalizzare le società del Gruppo che operano nel medesimo settore economico della vendita ai clienti finali nel settore del gas naturale.
Alimpet Srl / Aliplast Spa
Con atto stipulato in data 23 settembre 2019, si è perfezionata la fusione per incorporazione di Alimpet Srl in Aliplast Spa, che già ne deteneva l'intera partecipazione, con effetti decorrenti dal 1° gennaio 2020.
Tale operazione è volta a realizzare la concentrazione nella società incorporante dell'attività di raccolta, lavorazione, stoccaggio, trattamento e commercio di materiale plastico per l'imballaggio.
So.Sel Spa
In data 26 settembre 2019, Hera Comm Srl ha ceduto a Lirca Srl la propria partecipazione detenuta in So.Sel Spa, società operante nel settore della gestione commerciale delle utenze, corrispondente al 26% del capitale sociale.
Hera Comm NordEst Srl Novembre
Con effetti decorrenti dal 1° novembre 2019, EnergiaBaseTrieste Srl, società interamente partecipata da Hera Comm Srl e operante nella vendita di gas ed energia elettrica nei territori del Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ha deliberato un aumento di capitale sociale da 180 mila euro a 1 milione di euro, interamente liberato dall'unico socio Hera Comm Srl mediante conferimento in natura del proprio ramo d'azienda Clienti Nord-Est.
Contestualmente, e con pari efficacia, EnergiaBaseTrieste Srl ha modificato la propria denominazione in Hera Comm NordEst Srl.
Tale operazione è parte di un più complesso accordo stipulato tra Hera Spa e Ascopiave Spa, che consiste nella cessione da parte di Ascopiave al Gruppo Hera del controllo delle attività di vendita di gas ed energia elettrica nei territori di propria competenza, e nel contestuale rafforzamento di Ascopiave nel business della distribuzione del gas attraverso l'acquisizione, dal Gruppo Hera, di alcuni rami di distribuzione del nord est (Atem di Udine e Padova).
AP Reti Gas Nord Est Srl
In data 12 novembre 2019, AcegasApsAmga Spa ha costituito la società AP Reti Gas Nord Est Srl. Successivamente, in data 15 novembre 2019, la società ha deliberato un aumento di capitale sociale da dieci mila euro a 15 milioni di euro, sottoscritto e interamente liberato, con efficacia 1° gennaio 2020, da parte del socio unico AcegasApsAmga Spa mediante conferimento del ramo d'azienda Reti distribuzione.
Sigas doo
In data 21 novembre 2019, AcegasApsAmga Spa ha ceduto la propria partecipazione in Sigas doo, società avente a oggetto la metanizzazione nel territorio serbo, pari al 95,78% del capitale sociale.
Hera Comm Srl
Dicembre
Nell'ambito dell'operazione Ascopiave, in data 2 dicembre 2019, l'Assemblea dei Soci di Hera Comm Srl ha deliberato, con efficacia 3 dicembre 2019, la trasformazione della società da società a responsabilità limitata in società per azioni.
I Comuni soci di Hera Comm Spa, in relazione alla delibera di trasformazione della società, hanno esercitato il diritto di recesso loro spettante e, in data 11 dicembre 2019, sono usciti dalla compagine sociale della società, trasferendo la partecipazione dagli stessi detenuta a Hera Spa.
EstEnergy Spa
Nell'ambito dell'operazione Ascopiave, in data 2 dicembre 2019, l'Assemblea dei Soci di EstEnergy Spa ha deliberato un aumento di capitale sociale da 1.718.096 euro a 266.061.261 euro, successivamente sottoscritto e liberato in data 19 dicembre 2019 da parte dei soci Hera Spa ed Hera Comm Spa.
Centro Idrico di Novoledo Srl
In data 4 dicembre 2019 la società Centro Idrico di Novoledo Srl, partecipata per il 50% da AcegasApsAmga Spa e operante nel settore del controllo chimico, fisico e microbiologico delle acque, è stata messa in liquidazione.
Cosea Ambiente Spa
In data 12 dicembre 2019, Cosea Ambiente Spa ha ceduto, con efficacia 1° gennaio 2020, il ramo d'azienda ambiente e spazzamento a Hera Spa e il ramo d'azienda gestione flotte e contenitori a Uniflotte Srl. Contestualmente, l'Assemblea dei Soci di Cosea Ambiente Spa ha deliberato, con pari efficacia, lo scioglimento volontario della società.
Atr Srl / Inrete Distribuzione Energia Spa
Con atto stipulato in data 18 dicembre 2019 si è perfezionata, con efficacia 1° gennaio 2020, la fusione per incorporazione di A Tutta Rete Srl in Inrete Distribuzione Energia Spa.
Hera Servizi Energia Srl
In data 18 dicembre 2019, Hera Comm Spa ha ceduto ad AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa la partecipazione detenuta in Hera Servizi Energia Srl, società operante nell'ambito dei servizi energetici e di gestione calore, corrispondente al 57,89% del capitale sociale.
S2A Scarl
In data 18 dicembre 2019, Hera Spa ha ceduto la propria partecipazione in S2A Scarl, società attiva nel campo della ricerca applicata con riferimento ai settori caratteristici dello smart territory, pari al 23,81% del capitale sociale.
Closing operazione Ascopiave
Di seguito viene riportata una sintesi delle operazioni societarie effettuate nell'ambito della partnership Hera - Ascopiave. Per una descrizione più esaustiva dell'intera operazione, si rinvia al paragrafo 1.03.01 della presente relazione. In particolare, in data 19 dicembre 2019 sono stati stipulati i seguenti atti:
- Ascopiave Spa ha ceduto a Hera Comm Spa la propria partecipazione in Amgas Blu Srl, corrispondente al 100% del capitale sociale;
- Ascopiave Spa ha ceduto a Hera Spa la propria partecipazione in EstEnergy Spa, corrispondente al 49% del capitale sociale. Successivamente, i soci Hera Spa e Hera Comm Spa hanno sottoscritto e liberato l'aumento di capitale sociale da 1.718.096 euro a 266.061.261 euro deliberato in data 2 dicembre 2019;
- Hera Comm Spa ha ceduto a EstEnergy Spa la propria partecipazione in Hera Comm NordEst Srl, corrispondente al 100% del capitale sociale;
- Ascopiave Spa ha ceduto a EstEnergy Spa:
- la partecipazione detenuta in Ascotrade Spa, corrispondente all'89% del capitale sociale;
- la partecipazione detenuta in Blue Meta Spa, corrispondente al 100% del capitale sociale;
- la partecipazione detenuta in Ascopiave Energie Spa, corrispondente al 100% del capitale sociale;
- la partecipazione detenuta in Asm Set Spa, corrispondente al 49% del capitale sociale;
- la partecipazione detenuta in Sinergie Italiane Srl in liquidazione, corrispondente al 30,94% del capitale sociale.
- Hera Spa ha ceduto ad Ascopiave Spa la propria partecipazione in EstEnergy Spa, corrispondente al 48% del capitale sociale;
- AcegasApsAmga Spa ha ceduto ad Ascopiave Spa la propria partecipazione in Ap Reti Gas Nord Est Srl, corrispondente al 100% del capitale sociale;
- Hera Spa ha ceduto ad Ascopiave Spa parte della propria partecipazione detenuta in Hera Comm Spa, corrispondente al 3% del capitale sociale.

Ascopiave Spa
In data 30 gennaio 2020 Hera Spa ha acquistato da Amber Capital UK LLP il 2,5% del capitale di Ascopiave Spa.
Q.tHermo Srl
In data 27 febbraio 2020, Sviluppo Ambiente Toscana Srl, società detenuta per il 95% del capitale sociale da Hera Spa e per il restante 5% da Herambiente Spa, ha ceduto la propria partecipazione detenuta in Q.tHermo Srl, società avente a oggetto la realizzazione del termovalorizzatore di Sesto Fiorentino, pari al 40% del capitale sociale.
Pistoia Ambiente Srl/ Herambiente Spa
In data 17 marzo 2020 e 18 marzo 2020, gli organi amministrativi di Pistoia Ambiente Srl, società interamente partecipata da Herambiente Spa, e di Herambiente Spa, hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione in quest'ultima di Pistoia Ambiente Srl. La fusione avrà effetti decorrenti dal 1° luglio 2020.
Sviluppo Ambiente Toscana Srl
In data 18 marzo 2020, in seguito alla cessione della partecipazione detenuta in Q.tHermo Srl, l'Assemblea dei Soci ha deliberato lo scioglimento volontario della società.
Nel mese di marzo 2020, l'emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha raggiunto una diffusione ampia all'interno del territorio ove opera il Gruppo che, fin dall'inizio dell'emergenza, ha gestito la situazione in modo proattivo sotto differenti aspetti. In primo luogo la governance della crisi, attivando un Comitato di gestione rischi straordinari (Comitato di crisi), al quale partecipano Presidente e Amministratore Delegato, che ha da subito intrapreso azioni concrete e indirizzato attività, organizzate in gruppi di lavoro trasversali, oltre alla predisposizione di simulazioni di scenari in termini economici e finanziari relativi agli effetti della crisi e dei provvedimenti presi dal Governo. Il Comitato si riunisce settimanalmente allo scopo di definire i piani operativi che si applicano in base all'evolvere della situazione e predisporre misure straordinarie per far fronte all'emergenza e prevenire e contenere il contagio. Il Comitato di crisi è supportato da un Comitato operativo, composto da oltre 20 persone, fra i Direttori, il Responsabile sanitario e i Responsabili del servizio di prevenzione e protezione, anch'esso attivo sette giorni su sette e 24 ore su 24: il suo compito è monitorare costantemente la situazione, individuare misure a sostegno dei servizi e della sicurezza e garantire un'informazione costante ai colleghi, sia attraverso i canali di comunicazione istituzionali, sia con un indirizzo di posta elettronica dedicato per le domande del personale.
Protezione dei lavoratori – Le azioni predisposte a tutela e protezione dei dipendenti del Gruppo, coerenti con le indicazioni delle autorità sanitarie, riguardano l'astensione dal lavoro delle donne in gravidanza o in allattamento e delle persone immunodepresse, l'attivazione del remote working per una fascia molto ampia di lavoratori per garantire la continuità di servizio, arrivando a un bacino di fruitori attivi di quasi 2.400 dipendenti, pari a circa il 50% degli impiegati, e l'estensione della sua fruizione (da un giorno alla settimana a tutti i giorni lavorativi), l'estensione delle partenze da casa per quasi 900 lavoratori, la riduzione drastica di trasferte, la cancellazione di eventi interni e aule di formazione, la fruizione delle ferie, l'applicazione di regole per mantenere la distanza tra le persone, in particolar modo negli spazi comuni quali le mense. Sono state inoltre intensificate le pulizie delle sedi e dei siti inclusi quelli destinati al contatto con il pubblico. Sono state definite modalità di svolgimento dei servizi sul campo introducendo norme di sicurezza sanitaria per i lavoratori, tra le quali la riduzione degli spostamenti (anche attraverso l'estensione della modalità mezzo a casa per gli addetti alla manutenzione) e l'eliminazione dell'utilizzo degli spogliatoi o, qualora non possibile, la rivisitazione dei turni di lavoro per ridurre la sovrapposizione delle squadre operative. Hera ha infine attivato con un investimento aggiuntivo completamente a carico dell'azienda, una polizza di copertura assicurativa Covid-19 a favore di tutti i dipendenti che risultassero contagiati dal virus. La polizza fornisce, come benefit aggiuntivo, un pacchetto di garanzie e servizi e, in particolare, prevede indennità da ricovero, indennità da convalescenza e assistenza post ricovero.
Alla data del 19 marzo i dipendenti contagiati sono nove, quelli in quarantena sono 57, quelli in assenza cautelativa per particolare stato di salute sono 51, mentre i rientrati al lavoro dopo l'assenza sono 117. Complessivamente i dipendenti coinvolti sono 234.
Fornitori e acquisti – I fornitori sono stati invitati ad attenersi alle stesse misure di tutela dei propri dipendenti adottate dal Gruppo Hera e sono stati revisionati i criteri di accesso presso le sedi Hera. Per supportare le piccole e medie imprese creditrici di forniture o servizi e permettere a queste aziende di disporre di una fonte aggiuntiva di finanziamento, Hera si è resa disponibile ad accettare lo smobilizzo dei crediti vantati nei propri confronti, fornendo ogni supporto necessario a finalizzare le operazioni di factoring relative. Per dare continuità alle azioni di protezione dei lavoratori, si sono intensificati gli acquisti di materiale per le pulizie e la sanificazione degli ambienti, oltre a incrementare le scorte dei dispositivi di protezione individuale (mascherine, occhiali, tute e guanti monouso).
Clienti – I clienti sono stati invitati a privilegiare i canali digitali piuttosto che recarsi agli sportelli dove è stato comunque attivato uno scaglionamento degli accessi e sono state installate barriere di plexiglass per la protezione dei clienti e del personale. A seguito dell'aggravarsi dell'emergenza, Hera ha disposto la chiusura di tutti gli sportelli dal 13 al 25 marzo unitamente alle stazioni ecologiche, a eccezione di quelle nei comuni capoluogo e quella di Imola. In attesa di specifici provvedimenti del Governo e di Arera, è stata data la possibilità ai clienti in difficoltà economica di poter richiedere una dilazione di pagamento delle bollette di trenta giorni in alternativa alla possibilità già preesistente di rateizzare le bollette in tre rate nei tre mesi successivi. Inoltre, alle bollette in scadenza fino a fine aprile, non saranno applicati interessi passivi per il ritardato pagamento. Sono inoltre state interrotte le sospensioni per morosità, sin dai primi giorni per il servizio idrico e dal giorno 13 marzo per elettrico e gas, in ottemperanza con le disposizioni emanate da Arera.
Comunicazione verso gli stakeholder – La comunicazione con i referenti dei territori e dei suoi stakeholder è continua e costante, anche attraverso comunicati pubblicati sul sito web.
Infine, è stata predisposta una pianificazione operativa che tenga conto di una possibile escalation della situazione che prevede l'articolazione di piani di continuità dell'erogazione dei servizi di pubblica utilità e l'aggiornamento delle analisi di sensitività economica e finanziaria. Alla data attuale, in base alle evidenze riscontrate, Hera ritiene di aver avviato tutte le iniziative per attenuare gli effetti dell'emergenza.
Potenziali impatti sul business, sulla situazione finanziaria e sulla performance economica – In considerazione della continua evoluzione dell'emergenza sanitaria, dei suoi effetti e dei relativi provvedimenti che verranno assunti dal Governo, il Comitato di crisi continuerà a monitorare la situazione e ad aggiornare le proprie previsioni, con l'obiettivo di fornire tempestivamente e, per quanto possibile, adeguate risposte anche in via preventiva.
Ancorché l'emergenza sanitaria abbia determinato un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i cui effetti non risultano a oggi ancora pienamente prevedibili nella loro portata, il Gruppo ha effettuato una previsione, prendendo in considerazione uno scenario necessariamente di breve termine, in relazione ai possibili impatti della crisi sulla redditività del Gruppo, sulla sua situazione finanziaria oltre che sui possibili effetti in termini di impairment dei propri asset, compreso gli avviamenti. In particolare, in relazione al primo punto, a seconda del perdurare della situazione di crisi (termine entro il mese di maggio o luglio 2020) è ragionevole prevedere un impatto sull'Ebitda del Gruppo limitato a qualche punto percentuale, tale da incidere solo su una parte della crescita prevista per il 2020, anche in ragione del fatto che circa la metà dell'Ebitda del Gruppo è generato da attività regolate che operano a ricavi riconosciuti. Per quanto riguarda invece i possibili effetti sulla posizione finanziaria netta, questi sono stimabili, in relazione al medesimo arco temporale, in un potenziale peggioramento indicativamente compreso tra il 3% e il 4%.
La Direzione del Gruppo ritiene di disporre di adeguate risorse per poter far fronte ai suddetti scenari a oggi prevedibili.
Considerazioni in merito ai profili contabili – Sotto il profilo contabile, la Direzione del Gruppo ha ritenuto che l'emergenza sanitaria indotta dal Covid-19, manifestatasi in tale stato per la prima volta nel mese di gennaio in Cina e solo di recente anche nel nostro Paese, costituisca un not-adjusting event, secondo le previsioni dello Ias 10, e pertanto non se n'è tenuto conto nei processi di valutazione afferenti alle voci iscritte nel bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2019.
Il summenzionato principio contabile Ias 10 richiede altresì che l'impresa fornisca nell'informativa di bilancio la stima degli impatti di quegli eventi che non hanno comportato la rettifica delle voci di bilancio (not-adjusting event). Sotto tale profilo, si fornisce di seguito l'informativa ritenuta rilevante con riferimento al soddisfacimento di tale requisito:
- impairment test al fine di misurare l'esposizione al rischio di mancata recuperabilità delle voci di bilancio assoggettate a impairment test (come indicato in maggior dettaglio alla nota 32 del paragrafo 2.02.06 "Note di commento agli schemi di bilancio"), è stata sviluppata un'analisi di sensitivity sulla marginalità dei singoli business, con l'obiettivo di individuare il decremento percentuale che determinerebbe una sostanziale corrispondenza tra valore di carico delle singole Cgu e valore recuperabile. Nello specifico, solamente una riduzione del margine operativo lordo superiore al 12%, per tutti gli anni del piano industriale (e quindi senza ipotizzare alcun recupero dopo la riduzione dell'esercizio 2020), comporterebbe un sostanziale allineamento tra valore di carico e valore recuperabile degli asset, peraltro di una sola Cgu (quella relativa al servizio idrico integrato);
- valutazione degli strumenti derivati gli impatti sui mercati finanziari e sui mercati delle materie prime correlati alla crisi sanitaria potrebbero determinare una variazione del fair value di tali strumenti, con conseguente impatto anche su patrimonio netto e conto economico. In merito agli
strumenti finanziari derivati su commodity designati in hedge accounting, le transazioni future sono a tutt'oggi ancora considerate altamente probabili. La nota 21 del paragrafo 2.02.06 "Note di commento agli schemi di bilancio" contiene, in merito a questi ultimi strumenti, un'analisi di sensitivity, in caso di shock delle variabili sottostanti, che si ritiene ancora pienamente rappresentativa;
stima delle perdite su crediti – allo stato attuale non è possibile formulare previsioni in merito a potenziali impatti che possano derivare dalla stima della recuperabilità dei crediti. Il Gruppo manterrà uno stretto controllo sull'evoluzione della situazione sotto tale profilo, al fine di valutare l'opportunità di apportare modifiche nei parametri considerati dal proprio modello predittivo, le cui principali caratteristiche sono descritte nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 2.02.04 "Criteri di valutazione e principi di consolidamento".
Il Gruppo Hera nasce nel 2002 dall'integrazione di 11 aziende di servizi pubblici dell'Emilia-Romagna e ha continuato negli anni successivi la propria crescita territoriale per espandere il proprio core business, in particolare tramite la successiva aggregazione di importanti realtà aziendali (Agea Spa, Meta Spa, Sat Spa, AcegasAps Spa e Amga Azienda Multiservizi Spa), e da ultimo attraverso la partnership con Ascopiave Spa nel settore commerciale dell'energia.
Hera è tra le principali multiutility italiane nei business dell'ambiente, dell'idrico, del gas e dell'energia elettrica e si avvale di circa 9.200 dipendenti considerando tempo indeterminato e non indeterminato. La Società, a partecipazione maggioritaria pubblica, è quotata sul mercato telematico di Borsa Italiana Spa dal 26 giugno 2003 e opera principalmente nella Regione Emilia-Romagna nei territori di Bologna, Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena, Ferrara, Modena, Imola nonché nelle Regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Abruzzo. Hera è emittente che si avvale del sistema di governance tradizionale e la sua struttura organizzativa è versatile e capace di adeguarsi a un contesto economico, di business e regolamentare, tecnologico, ambientale e del capitale umano, sempre più volatile ed esposto a importanti cambiamenti. Il modello imprenditoriale e organizzativo del Gruppo Hera, unico nel settore di riferimento, consente di coniugare il forte radicamento territoriale con la necessità di crescere in termini dimensionali e di valore per offrire servizi sempre più efficienti, rimanendo al contempo aperto all'ingresso di nuovi soci. Hera ha tracciato, fin dalla sua nascita, un percorso di crescita ininterrotta sia organica che per linee esterne.
La strategia di sviluppo prevede azioni a supporto della crescita organica nei business già presidiati, ma anche operazioni di consolidamento e acquisizione per allargare l'attuale perimetro di riferimento, mantenendo la solida struttura finanziaria del Gruppo, in un ambito di visione industriale condivisa.
Sul versante interno, Hera indirizza tutte le opportunità di sviluppo delle attività nei business di riferimento, facendo leva su innovazione, efficienza ed eccellenza.
La strategia di crescita per linee esterne si basa su tre cardini:
- le operazioni di fusione e consolidamento con altre multiutility, attività nella quale il Gruppo vanta una storica esperienza di successo;
- l'acquisizione di attività nelle singole filiere servite, con l'obiettivo di accelerare la crescita della base clienti e completare l'assetto impiantistico-industriale;
- la partecipazione alle gare per l'assegnazione delle concessioni per l'esercizio dei servizi regolati.
Nel corso degli anni, il Gruppo Hera ha comunque attuato un piano di razionalizzazione delle partecipazioni societarie, con una importante riduzione del numero delle stesse e una efficace aggregazione delle varie realtà per aree di business e contiguità territoriale.
Hera si impegna, altresì, ogni giorno a valorizzare l'esperienza e sviluppare le competenze dei propri lavoratori, a promuovere la cooperazione e lo scambio di conoscenze, affinché il lavoro sia fonte di soddisfazione e orgoglio per le persone, oltre che fattore rilevante per il successo dell'impresa.

Hera mira a diventare la migliore multiutility italiana per i suoi clienti, i lavoratori e gli azionisti, attraverso l'ulteriore sviluppo di un originale modello di impresa capace di innovazione e di forte radicamento territoriale, nel rispetto dell'ambiente.
Già dal 2003 Hera ha incluso nella sua strategia la responsabilità sociale d'impresa, poi evoluta nella più ampia prospettiva del valore condiviso, inteso come strumento per l'aumento della competitività e come elemento chiave per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, in linea con le direttrici individuate dalle Nazioni Unite. Missione e valori dettano le linee guida per i comportamenti aziendali espresse all'interno del codice etico e informano ogni azione e relazione del Gruppo. Missione, valori e comportamenti condivisi costituiscono l'orizzonte strategico e culturale all'interno del quale si disegna il piano industriale, si rendicontano in trasparenza i risultati attraverso il bilancio di sostenibilità e si definisce annualmente la pianificazione economica.
Hera pone particolare attenzione al dialogo con tutti gli stakeholder e con il territorio di riferimento, consolidando i risultati positivi raggiunti in termini di creazione di valore e confermando la capacità del Gruppo di crescere anche nell'attuale complessa congiuntura economica.
a) Struttura del capitale sociale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera a), Tuf)
Il capitale sociale è di 1.489.538.745 euro, interamente sottoscritto e versato ed è rappresentato da 1.489.538.745 azioni ordinarie da 1 euro nominali cadauna.
| Tipologia azioni | n° azioni | % rispetto al c.s. | Quotato | Diritti e obblighi |
|---|---|---|---|---|
| Azioni ordinarie | 1.489.538.745 | 100% | Mta Borsa Italiana |
Le azioni ordinarie attribuiscono ai loro detentori i diritti patrimoniali e amministrativi previsti dalla legge |
Struttura del capitale sociale:
b) Restrizioni al trasferimento di titoli (ex art. 123-bis, comma 1, lettera b), Tuf)
L'art. 7 dello statuto sociale di Hera prevede che la prevalenza dei diritti di voto della Società sia in capo a Comuni, Province, Consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 D.Lgs. 267/2000 o altri enti o autorità pubbliche, ovvero a Consorzi o Società di capitali di cui Comuni, Province, Consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 D.Lgs. 267/2000 o altri enti o autorità pubbliche detengano anche indirettamente la maggioranza del capitale sociale. L'art. 8.1 dello statuto sociale prevede il divieto per ciascuno dei soci, diversi da quelli sopra indicati, di detenere partecipazioni azionarie maggiori del 5% del capitale della Società.

c) Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex art. 123-bis, comma 1, lettera c), Tuf)
I soggetti che partecipano, direttamente o indirettamente, in misura superiore al 3% del capitale sociale della Società rappresentato da azioni con diritto di voto, risultano essere i seguenti, in base alle comunicazioni effettuate ai sensi dell'art. 120 Tuf, nonché degli eventuali ulteriori dati in possesso della Società:
| Dichiarante | Azionista diretto | Quota % sul c.s. | Quota % sul capitale votante |
|---|---|---|---|
| Comune di Bologna | Comune di Bologna | 8,926% | 8,926% |
| Comune di Imola | Con.Ami | 7,293% | 7,293% |
| Comune di Modena | Comune di Modena | 6,519% | 6,519% |
| Lazard Asset Management LLC | Lazard Asset Management LLC | 5,043% | 5,043% |
| Comune di Rav enna |
Rav enna Holding Spa |
4,981% | 4,981% |
| Comune di Trieste | Comune di Trieste | 3,731% | 3,731% |
| Comune di Padov a |
Comune di Padov a |
3,097% | 3,097% |
| applicabile e dallo statuto di Hera. 5%. |
L'Assemblea dei Soci del 28 aprile 2015 ha deliberato l'introduzione all'art. 6 dello statuto sociale dell'istituto del voto maggiorato, in forza del quale i soggetti che risulteranno iscritti per un periodo continuativo di almeno 24 mesi nell'apposito elenco speciale istituito dal 1° giugno 2015, avranno diritto a due voti per ogni azione detenuta nelle deliberazioni assembleari aventi a oggetto: i) la modifica degli artt. 6.4 e/o 8 dello statuto sociale, ii) la nomina e/o revoca del Consiglio di Amministrazione o di suoi membri, iii) la nomina e/o revoca del Collegio sindacale o di suoi membri. Il Consiglio di Amministrazione di Hera, in data 13 maggio 2015, al fine di disciplinare i criteri e le modalità di tenuta dell'elenco speciale, ha approvato il regolamento dell'elenco speciale per la legittimazione al beneficio del voto maggiorato, in attuazione di quanto previsto dalla normativa e) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), Tuf) L'art. 8.6 dello statuto sociale prevede che il diritto di voto dei soggetti, diversi dai soggetti pubblici, che detengano una partecipazione al capitale sociale superiore al 5% si riduca nel limite massimo del |
||
| 2021; durata fino al 30 giugno 2021; |
f) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), Tuf) Ai sensi dell'art. 122 Tuf risultano vigenti i seguenti Patti parasociali: Patto parasociale di I livello, tra 111 azionisti pubblici, avente a oggetto le modalità di esercizio del diritto di voto, nonché del trasferimento delle partecipazioni azionarie detenute in Hera dagli aderenti, stipulato in data 26 giugno 2018, con durata triennale, dal 1° luglio 2018 al 30 giugno Patto parasociale di II° livello tra 32 azionisti pubblici di Hera, appartenenti al territorio bolognese, avente a oggetto la disciplina dell'esercizio del diritto di voto, il trasferimento delle partecipazioni azionarie detenute in Hera dagli aderenti, nonché la designazione dei membri del Consiglio di Amministrazione, stipulato in data 26 giugno 2018, i cui effetti decorrono dal 1° luglio 2018, e con Patto parasociale di II livello tra 20 azionisti pubblici di Hera, appartenenti al territorio modenese, |
||
| avente a oggetto la disciplina dell'esercizio del diritto di voto, il trasferimento delle partecipazioni azionarie detenute in Hera dagli aderenti, nonché la designazione dei membri del Consiglio di Amministrazione, stipulato in data 26 giugno 2018, i cui effetti decorrono dal 1° luglio 2018, e con durata fino al 30 giugno 2021; Sub Patto tra i Comuni di Padova e Trieste, avente a oggetto la costituzione di un sindacato di consultazione e voto strumentale all'attuazione di alcune disposizioni sul governo societario di Hera in attuazione di quanto disciplinato dal Patto parasociale di I° livello, stipulato in data 26 giugno 2018 e con durata di tre anni decorrenti dalla data di sottoscrizione. Si forniscono di seguito i principali elementi indentificativi dei suddetti Patti, reperibili sul sito internet della società www.gruppohera.it, sezione Corporate Governance. |
d) Titoli che conferiscono diritti speciali (ex art. 123-bis, comma 1, lettera d), Tuf)
e) Restrizioni al diritto di voto (ex art. 123-bis, comma 1, lettera f), Tuf)
f) Accordi tra azionisti (ex art. 123-bis, comma 1, lettera g), Tuf)
- Patto parasociale di I livello, tra 111 azionisti pubblici, avente a oggetto le modalità di esercizio del diritto di voto, nonché del trasferimento delle partecipazioni azionarie detenute in Hera dagli aderenti, stipulato in data 26 giugno 2018, con durata triennale, dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2021;
- Patto parasociale di II° livello tra 32 azionisti pubblici di Hera, appartenenti al territorio bolognese, avente a oggetto la disciplina dell'esercizio del diritto di voto, il trasferimento delle partecipazioni azionarie detenute in Hera dagli aderenti, nonché la designazione dei membri del Consiglio di Amministrazione, stipulato in data 26 giugno 2018, i cui effetti decorrono dal 1° luglio 2018, e con durata fino al 30 giugno 2021;
- Patto parasociale di II livello tra 20 azionisti pubblici di Hera, appartenenti al territorio modenese, avente a oggetto la disciplina dell'esercizio del diritto di voto, il trasferimento delle partecipazioni azionarie detenute in Hera dagli aderenti, nonché la designazione dei membri del Consiglio di Amministrazione, stipulato in data 26 giugno 2018, i cui effetti decorrono dal 1° luglio 2018, e con durata fino al 30 giugno 2021;
- Sub Patto tra i Comuni di Padova e Trieste, avente a oggetto la costituzione di un sindacato di consultazione e voto strumentale all'attuazione di alcune disposizioni sul governo societario di Hera in attuazione di quanto disciplinato dal Patto parasociale di I° livello, stipulato in data 26 giugno 2018 e con durata di tre anni decorrenti dalla data di sottoscrizione.
1) Patto parasociale di I livello
Il Patto ha a oggetto 693.666.738 azioni conferite al Sindacato di voto, corrispondenti al 46,56923% del capitale sociale di Hera, 1.377.332.593 diritti di voto conferiti a Sindacato di voto, corrispondenti al 61,17566% del totale dei diritti di voto che compongono il capitale sociale e 572.267.488 azioni bloccate corrispondenti al 38,41911% del capitale sociale.
Contenuto del Patto e organi del Patto
Sindacato di voto
Al fine di assumere le decisioni del Sindacato di voto, le Parti hanno istituito un organo deliberativo del Sindacato di voto (il Comitato di Sindacato) composto come segue: un membro designato dal Comune di Bologna, al quale sono attribuiti sette voti, un membro designato dagli azionisti minori dell'area di Bologna, al quale sono attribuiti due voti, un membro designato da Holding Ferrara Servizi Srl, al quale è attribuito un voto, un membro designato da Ravenna Holding Spa, al quale sono attribuiti cinque voti, un membro designato dal Con.Ami, al quale sono attribuiti sei voti, un membro designato da Rimini Holding Spa, al quale è attribuito un voto, un membro designato dal Comune di Cesena, al quale è attribuito un voto, un membro designato dagli azionisti Modena, al quale sono attribuiti sei voti, un membro designato dal Comune di Padova al quale sono attribuiti tre voti, un membro designato dal Comune di Trieste al quale sono attribuiti tre voti e un membro designato dal Comune di Udine al quale sono attribuiti due voti.
Il numero di voti assegnato a ciascun socio principale, per il tramite del proprio membro del Comitato, è attribuito, per tutta la durata del Patto, sulla base di un voto per ogni 1% delle azioni bloccate dallo stesso detenute, arrotondato per difetto qualora l'avanzo sia stato inferiore allo 0,50%, ovvero per eccesso qualora l'avanzo sia stato pari o superiore allo 0,50%, delle azioni bloccate. La percentuale di azioni bloccate viene calcolata come segue:
numero azioni bloccate del socio principale % azioni bloccate = ------------------------------------------------------------------------- x 100 capitale sociale di HERA
Il numero dei voti di competenza di ciascuno dei soci principali è stato verificato in apertura della prima riunione del Comitato e definitivamente accertato da parte del Presidente del Comitato medesimo.
Il Comitato di Sindacato resta in carica sino alla scadenza del Patto.
Le decisioni saranno assunte con il voto favorevole di almeno il 65% dei voti complessivamente attribuiti ai componenti del Comitato di Sindacato presenti a tale riunione, salvo per le decisioni per le quali il Patto prevede una diversa maggioranza.
Il Comitato di Sindacato si riunisce almeno un giorno prima:
- (i) di ogni riunione dell'Assemblea che porti all'ordine del giorno una delle materie di seguito indicate:
- 1) liquidazione della Società;
- 2) fusione o scissione della Società;
- 3) modifica degli articoli 6 (Azioni e voto maggiorato) 7 (Partecipazione maggioritaria pubblica), 8 (Limiti al possesso azionario), 14 (Validità delle assemblee e diritto di veto), 17 (Nomina del Consiglio di Amministrazione), 21 (Validità delle deliberazioni), 23.4 (Esercizio dei poteri materie di competenza esclusiva del Consiglio di Amministrazione) dello statuto sociale.
Le Parti si obbligano a conformare il proprio voto in Assemblea alle deliberazioni assunte dal Comitato di Sindacato e indicate nel presente paragrafo (i). In caso di mancato raggiungimento nel Comitato di Sindacato di un voto favorevole sulla delibera da assumere ai sensi del presente paragrafo (i), ciascuna parte del Patto esprimerà nell'Assemblea voto contrario all'assunzione della delibera stessa.
- (ii) di ogni riunione del Consiglio di Amministrazione che porti all'ordine del giorno:
- 1) la costituzione del Comitato esecutivo di Hera, i cui poteri saranno determinati dal Consiglio di Amministrazione. Il Comitato esecutivo sarà composto dal Presidente, dall'Amministratore Delegato, dal Vicepresidente e da un Consigliere designato congiuntamente dal Comune di Padova e dal Comune di Trieste;
2) nei limiti di legge e di statuto la nomina (i) del Presidente del Consiglio di Amministrazione, che sarà designato su indicazione degli Azionisti area territoriale Romagna; (ii) dell'Amministratore Delegato, che sarà designato – su indicazione degli Azionisti Bologna. Gli Azionisti area territoriale Romagna e gli Azionisti Bologna si consulteranno prima di procedere con le designazioni del Presidente e dell'Amministratore Delegato; (iii) del Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione sarà designato – nei limiti di legge e di statuto fra uno dei componenti indicati dal Comune di Modena;
(iii) della scadenza del termine per la presentazione della lista dei Consiglieri e della lista dei Sindaci.
Il Comitato di Sindacato si riunisce: (i) almeno una volta l'anno entro la data dell'Assemblea di Hera convocata per approvare il bilancio di esercizio al fine di verificare eventuali piani di vendita delle azioni Hera non soggette a Sindacato di blocco previsti da ciascuna Parte; (ii) ogni qualvolta uno o più membri dello stesso ne facciano richiesta scritta al Presidente del Comitato di Sindacato. Inoltre, al Comitato di Sindacato spetterà:
- a) la collazione e formazione della lista dei Consiglieri. Il numero di componenti la lista dei Consiglieri designati da ciascun gruppo di contraenti è attribuito sulla base di un componente designato per ogni 3% delle azioni bloccate dal medesimo gruppo di contraenti, e pertanto, la lista dei Consiglieri sarà così formata: tre componenti designati dagli Azionisti di Bologna e dal Comune di Ferrara anche nell'interesse degli Azionisti Ferrara; quattro componenti designati dagli Azionisti dell'area territoriale Romagna; due componenti designati dal Comune di Modena, anche nell'interesse degli Azionisti Modena; un componente designato dal Comune di Padova; e un componente designato dal Comune di Trieste;
- b) collazione e formazione della lista dei Sindaci. La lista dei Sindaci indicherà tanti candidati quanti saranno i membri del Collegio sindacale da eleggere da parte della maggioranza e sarà determinata secondo le modalità seguenti: a) gli Azionisti Bologna e il Comune di Ferrara anche nell'interesse degli Azionisti Ferrara avranno diritto di designare i candidati da inserire al secondo e al terzo posto della lista (un sindaco effettivo e un sindaco supplente); b) gli Azionisti area territoriale Romagna avranno diritto di designare il candidato da inserire al primo posto della lista (un sindaco effettivo);
- c) la deliberazione di richiesta di pagamento della penale a carico della Parte inadempiente; il socio principale al quale fosse contestato tale inadempimento non potrà partecipare alla discussione e non avrà diritto di voto nella relativa delibera;
- d) deliberazioni in merito al coordinamento e all'esecuzione dei piani di vendita delle azioni nonché dei relativi atti propedeutici e conseguenti, con tutti i più ampi poteri per darvi esecuzione, anche in persona del Presidente singolarmente o congiuntamente con altri membri del Comitato di Sindacato, ivi inclusa, tra l'altro, la facoltà di svolgere in nome e per conto delle Parti venditrici le procedure di selezione di consulenti, collocatori, società fiduciarie e provvedere alla loro individuazione, negoziare, sottoscrivere e se del caso modificare in nome e per conto delle parti venditrici i relativi contratti, impegni e mandati nonché darvi esecuzione.

Sindacato di blocco
Le Parti si impegnano e obbligano per tutta la durata del Patto a non trasferire le azioni apportate al Sindacato di blocco (le azioni bloccate). Ai termini del Patto, per trasferimento ovvero trasferire si indica il compimento di qualsiasi negozio giuridico, anche a titolo gratuito, (ivi inclusi vendita, donazione, permuta, conferimento in società, vendita forzata, vendita in blocco, fusione, scissione) in forza del quale si consegua in via diretta o indiretta il risultato del trasferimento a terzi della proprietà o della nuda proprietà delle azioni ovvero la costituzione in favore di terzi di diritti reali (pegno e usufrutto) sulle azioni nel caso in cui il diritto di voto spetti al creditore pignoratizio o all'usufruttuario.
Le Parti si impegnano a mantenere iscritte nell'elenco istituito da Hera ai sensi dell'art. 6.4 dello Statuto di Hera (l'elenco speciale) le azioni bloccate nel numero di volta in volta da individuarsi ai sensi del Patto. Le Parti potranno iscrivere nell'elenco speciale anche un numero di azioni maggiore a quello delle azioni bloccate.
Il Patto individua rispetto a ciascuna Parte il numero di azioni bloccate per tutta la durata del Patto.
Le Parti hanno convenuto che, in ogni caso, il numero complessivo delle azioni bloccate non potrà essere inferiore al 38% del capitale sociale di Hera sino alla scadenza del Patto. Ove il numero complessivo delle azioni bloccate non rispettasse la predetta indefettibile condizione, le Parti a tal fine danno mandato al Presidente del Comitato di adeguare, senza indugio e sulla base di un principio di proporzionalità, il numero di azioni bloccate. Ove la predetta condizione non fosse stata soddisfatta per l'inadempimento di una Parte troveranno comunque applicazione le previsioni relative all'inadempimento e alle penali.
Le Parti saranno libere di trasferire le azioni bloccate a soci pubblici (Comuni, Consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 D.Lgs. 267/2000 o a altri Enti o Autorità pubbliche, ovvero a Consorzi o a Società di capitale di cui Comuni, Consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 D.Lgs. 267/2000 o altri Enti o Autorità pubbliche detengano anche indirettamente la maggioranza del capitale sociale), inclusi le altre Parti, o a Consorzi costituiti tra enti pubblici ovvero alle Società di capitale, anche in forma consortile, controllate da una Parte del Patto anche congiuntamente con altre Parti del Patto, a condizione che la predetta società all'atto del trasferimento effettuato in suo favore, abbia aderito al Patto. Le Parti saranno libere di trasferire, anche a terzi, i diritti di opzione spettanti alle azioni bloccate. I trasferimenti di azioni bloccate saranno consentiti solo a condizione che l'ente cessionario, entro la data del trasferimento effettuato in suo favore, abbia aderito al Patto accettandolo in forma scritta e assoggettando a Sindacato di blocco le azioni trasferite.
Ciascuna Parte si impegna a comunicare per iscritto al Presidente del Comitato di Sindacato, tempestivamente e in ogni caso non oltre il quinto giorno successivo al trasferimento, ogni variazione delle azioni bloccate dallo stesso detenute.
Il vincolo di intrasferibilità si applica esclusivamente alle azioni bloccate. In ogni caso le Parti si impegnano a vendere in modo ordinato le azioni diverse dalle azioni bloccate che intendessero trasferire onde consentire un regolare svolgimento delle negoziazioni, in particolare: a) ciascuna Parte che intenda effettuare vendite sul mercato di azioni (fermo restando il divieto di vendita delle azioni bloccate), per un ammontare complessivo superiore a 3 milioni di azioni nel corso di ogni singolo anno solare, si impegna a coordinarsi preventivamente con il Comitato, e per esso il suo Presidente, nel corso dell'incontro annuale e, ove opportuno, anche richiedendo ulteriori incontri e ad attuare una modalità di vendita con collocamento in una singola operazione; b) qualora in sede di incontro annuale: (i) il numero complessivo delle azioni da porre in vendita anche singolarmente dovesse risultare superiore a dieci milioni di azioni, si procederà alla vendita in modo coordinato; (ii) il numero complessivo delle azioni da porre in vendita non dovesse superare dieci milioni di azioni, ciascuna Parte potrà procedere alla vendita autonomamente, fermo restando quanto previsto al precedente punto a).
L'incontro annuale sarà anche finalizzato a verificare se le intenzioni di ciascuna Parte di vendita di azioni siano inferiori rispetto al numero di azioni, della medesima Parte, non soggette al Sindacato di blocco. In tale evenienza le azioni non soggette al Sindacato di blocco in eccesso potranno essere assoggettate a Sindacato di blocco e potranno essere liberate azioni di altre parti del Patto che abbiano necessità di dismissione. Il coordinamento sarà effettuato dal Comitato applicando in linea di principio un criterio di proporzionalità. Una volta condivise, le modifiche al numero delle azioni soggette al Sindacato di blocco saranno recepite nel Patto fermo restando che il numero complessivo delle azioni bloccate non potrà essere modificato, salvo quanto previsto nei paragrafi precedenti.
Ogni Parte ha il diritto di trasferire, a qualsivoglia titolo, le azioni di sua proprietà a qualsiasi Società di capitale, anche in forma consortile, dallo stesso controllata anche congiuntamente con altre Parti, a condizione che la predetta società all'atto del trasferimento effettuato in suo favore, abbia aderito al Patto. In tal caso, tutti i diritti e gli obblighi in capo alle Parti saranno posti in capo alla Società cessionaria, fermo restando l'obbligo per la Parte del Patto che abbia effettuato tale cessione di riacquistare un numero di azioni pari a quelle cedute, qualora la società (i) non sia più controllata da chi trasferisce, ovvero (ii) la Società controllata sia sottoposta a procedure concorsuali di ogni tipo, ovvero (iii) in caso di fusione, scissione o di qualsiasi altra forma di trasformazione della Società controllata.
Le Parti si impegnano, per tutta la durata del Contratto, a non porre in essere, direttamente o indirettamente anche per interposta persona o tramite Società controllate e/o soggetti collegati ovvero con terzi che agiscano con essi in concerto, così come inteso ai sensi dell'art. 109 del Tuf, atti e/o fatti e/o operazioni, ivi inclusi i trasferimenti, che comportino o possano comportare l'obbligo di formulare un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle azioni di Hera (l'OPA). La Parte inadempiente dovrà intraprendere tutte le necessarie e opportune azioni per rimediare all'insorgere dell'OPA e, ove possibile, beneficiare delle esenzioni previste dalla normativa applicabile, esemplificativamente dovrà impegnarsi a cedere a parti non correlate le azioni, ovvero ridurre i diritti di voto, in eccedenza entro dodici mesi e a non esercitare i medesimi diritti ai sensi della lettera e) dell'art. 49, comma 1) del Regolamento Emittenti e/o dovrà rinunciare all'attribuzione del voto maggiorato ai sensi e nei termini della normativa applicabile.
Organi del Patto
Gli organi del Patto oltre il Comitato di Sindacato sono il Presidente e il Segretario.
Presidente
Il Comitato di Sindacato è presieduto dal Presidente del Comitato o, in sua assenza, dal soggetto più anziano di età tra i suoi membri. Il Presidente è coadiuvato dal Segretario. Il Comitato di Sindacato nella sua prima seduta nominerà il Presidente che sarà colui che, tra i membri del Comitato, avrà ottenuto il maggior numero dei voti complessivamente attribuiti ai componenti del Comitato presenti a tale riunione. Il Presidente svolge i seguenti compiti: a) convoca e presiede il Comitato, predisponendo l'ordine del giorno; b) effettua tutte le attività affidategli dal Comitato e dal Patto; e c) adegua il Patto e i suoi allegati stralciando dal testo i nominativi dei soggetti che eventualmente non abbiano sottoscritto il Patto e apportando le ulteriori modifiche a ciò conseguenti.
Segretario
Il Comitato di Sindacato nella sua prima seduta nominerà un Segretario, anche non facente parte del Comitato di Sindacato stesso, che, salvo revoca o dimissioni, resterà in carica per tutta la durata del Patto. Al Segretario competono i seguenti compiti: a) redigere il verbale delle riunioni del Comitato di Sindacato; b) conservare i verbali delle riunioni del Comitato di Sindacato; c) svolgere tutte le funzioni di carattere operativo-esecutivo necessarie per il corretto funzionamento del Patto, a supporto delle attività del Comitato di Sindacato e del Presidente, affidategli dal Presidente stesso.
Natura del Patto e soggetti che esercitano il controllo sulla Società tramite il Patto
Tenuto conto di quanto sopra indicato, si ritiene che il Patto abbia rilevanza ai sensi dell'art. 122, comma 5, lett. a) e b) del Tuf.
In considerazione della natura del Patto e in virtù delle disposizioni in esso previste, nessun soggetto è in grado di esercitare il controllo di Hera.
Penali
La Parte inadempiente a talune disposizioni del Patto, sarà tenuta al pagamento di una penale (a) in misura pari a 5 milioni di euro o (b) al minor valore da calcolarsi come segue: numero di azioni detenute dalla Parte inadempiente al momento dell'inadempimento moltiplicato per tre volte il valore dell'azione risultante dalla media aritmetica dei prezzi ufficiali di borsa del titolo nei 15 giorni di borsa aperta antecedenti la data di inadempimento. L'importo di cui al presente paragrafo, lettera (b), non potrà comunque essere inferiore a 3 milioni di euro e, pertanto, ove in applicazione del predetto calcolo risulti inferiore a tale importo, la penale sarà pari a 3 milioni di euro. Resta salvo il diritto di ciascuna delle parti non inadempiente di agire per il risarcimento del maggior danno. La penale sarà richiesta e incassata, previa delibera del Comitato del Sindacato assunta senza il voto della Parte inadempiente, dal Presidente del Comitato di Sindacato in nome e per conto delle Parti non inadempienti e verrà versata alle parti non inadempienti in proporzione alle azioni da ciascuno detenute.
Qualora, a seguito di violazioni delle disposizioni di cui al Patto, sorga in capo a una o più Parti, singolarmente o in solido tra di loro, l'obbligo di promuovere un'OPA, il/i contraente/i inadempiente/i terrà/anno indenni e manlevate le altre Parti da tutti i costi, spese, oneri, responsabilità e danni connessi o comunque derivanti da tale condotta ivi compresi quelli relativi all'offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulle azioni della Società e i relativi obblighi di pagamento. Inoltre, in tale evenienza, l'importo della penale applicabile di cui alle lettere (a) - (b) sarà applicato in misura duplicata, salvo il maggior danno. Tale penale sarà applicata, per tutta la durata del Patto, nel caso di violazione del divieto di trasferimento delle azioni bloccate alla quale consegua la riduzione del numero complessivo delle azioni bloccate al di sotto del 38% del capitale sociale di Hera.
Ciascuna delle Parti non inadempiente potrà risolvere di diritto il Patto nei confronti della Parte inadempiente ai sensi dell'art. 1456 del codice civile e con effetto retroattivo, e, ove necessario, richiedere al Collegio arbitrale, con la procedura ivi stabilita, di pronunciare la risoluzione di diritto del Patto nei confronti della Parte inadempiente, restando comunque impregiudicata l'applicazione della disciplina delle penali per l'inadempimento.
Durata e modifiche del Patto
Il Patto ha decorrenza dal 1° luglio 2018 e resterà in vigore sino al 30 giugno 2021. In previsione della scadenza del Patto, le parti si impegnano secondo i principi di buona fede a fare quanto nelle loro possibilità, e nel rispetto delle vigenti normative, per rinegoziare nuovi Patti parasociali nel rispetto dello spirito di cui al Patto. A far tempo dalla data di efficacia del Patto ogni precedente Patto parasociale in essere fra tutte le medesime Parti avente a oggetto le azioni e dalle stesse sottoscritto perde di efficacia.
Il Patto potrà essere modificato con l'accordo scritto delle Parti che detengano complessivamente almeno il 65% delle azioni oggetto del Sindacato di blocco. Le modifiche del Patto dovranno essere comunicate a tutte le Parti con un preavviso di almeno 30 giorni rispetto alla data di entrata in vigore di tali modifiche. In tale evenienza le Parti dissenzienti avranno facoltà di recesso immediato mediante comunicazione trasmessa entro e non oltre il quindicesimo giorno precedente la data di entrata in vigore delle modificazioni del Patto.

2) Patto parasociale di II livello area Bologna
Il Patto ha a oggetto 173.722.812 azioni ordinarie Hera vincolate al Patto, del valore nominale di euro 1,00, pari al 11,66286% dell'attuale capitale sociale di Hera, detenute complessivamente dai 32 azionisti pubblici, e 338.840.704 diritti di voto, pari al 15,04996% del totale dei diritti di voto che compongono il capitale sociale.
Contenuto del Patto
Sindacato di voto
Al fine di assumere le decisioni del Sindacato di voto, le Parti hanno istituito un organo deliberativo del Sindacato di voto (l'Assemblea di Patto) composto dai legali rappresentanti pro-tempore di ciascuna Parte o dai loro delegati.
L'Assemblea di Patto si riunisce:
- (i) almeno tre giorni prima di ogni riunione del Comitato di Sindacato, di cui al Contratto di Sindacato;
- (ii) almeno cinque giorni prima di ogni riunione dell'Assemblea di Hera Spa che porti all'ordine del giorno una qualsiasi materia diversa da quelle di competenza del Comitato di Sindacato cui al precedente punto (i);
- (iii) almeno 30 giorni prima di ogni riunione dell'Assemblea di Hera Spa che porti all'ordine del giorno la nomina dei componenti il Consiglio di Amministrazione e/o il Collegio sindacale;
- (iv) ogniqualvolta il Comune di Bologna ovvero 14 Parti diverse dal Comune di Bologna ne facciano richiesta scritta al Presidente dell'Assemblea di Patto.
Le decisioni dell'Assemblea di Patto vengono validamente assunte a maggioranza dei presenti purché sia stato espresso il voto favorevole da parte del Comune di Bologna e di almeno otto altre Parti.
Le Parti del Patto si obbligano a conformare il proprio voto nell'Assemblea di Hera Spa in base alle deliberazioni assunte dall'Assemblea di Patto.
Individuazione dei componenti il Consiglio di Amministrazione di Hera
Con riferimento al procedimento di formazione della lista di maggioranza per la nomina del Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, le Parti stesse si impegnano a definire e ad approvare, come segue, nel rispetto dell'equilibrio fra generi, l'elenco contenente la lista dei consiglieri:
- massimo due componenti a seconda degli accordi che potranno intervenire con il Comune di Ferrara anche nell'interesse degli azionisti dell'area di Ferrara - indicati dal Sindaco del Comune di Bologna;
- un componente indicato dalle Parti, escluso il Comune di Bologna, nell'Assemblea di Patto.
Le Parti si impegnano, infine, a far sì che i consiglieri designati dalle stesse, nella prima seduta del Consiglio di Amministrazione utile di Hera Spa, procedano all'attribuzione della carica di Amministratore Delegato, restando inteso che si consulteranno prima che sia formalizzato il nominativo del candidato.
Prima che sia formalizzato il nominativo del candidato quale Amministratore Delegato del Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, il Sindaco del Comune di Bologna o un soggetto dallo stesso incaricato, nell'interesse delle Parti, si consulterà con il rappresentante comune degli azionisti dell'area territoriale Romagna e provvederà a informare il Presidente del Comitato di Sindacato.
Disciplina dei trasferimenti delle azioni bloccate
Le Parti del Patto, per la durata del Patto, si obbligano a non trasferire le azioni Hera Spa sottoposte al Sindacato di blocco (azioni bloccate) di cui al Patto parasociale di I° livello.
Disciplina delle azioni Hera diverse dalle azioni bloccate
La Parte che intenda vendere azioni sindacate diverse dalle azioni bloccate, e quindi non soggette al vincolo di intrasferibilità, per un ammontare complessivo inferiore a 3 milioni di azioni nel corso di ogni singolo anno solare dovrà offrire preventivamente in prelazione a tutte le altre Parti, alle medesime condizioni, le azioni oggetto di vendita, in proporzione alla partecipazione da ciascuno detenuta in Hera, fatto salvo il diritto di accrescimento di ciascuna Parte.
In caso di inosservanza della previsione di cui sopra, gli atti di disposizione delle azioni saranno nulli, inefficaci e inopponibili alle Parti e a Hera Spa.
Penali
La Parte inadempiente alle previsioni del Patto sarà tenuta al pagamento di una penale, per ogni singola violazione accertata di 500 mila euro, fatto salvo in ogni caso il risarcimento dell'eventuale maggior danno.
Durata del Patto
Il Patto avrà decorrenza dal 1° luglio 2018 e resterà in vigore fino al 30 giugno 2021.
In previsione della scadenza del Patto e ove il Contratto di Sindacato sia a sua volta rinnovato, le Parti si impegnano secondo i principi di buona fede a fare quanto nelle loro possibilità, nel rispetto delle vigenti normative, per rinegoziare nuovi Patti parasociali.
Natura del Patto e soggetti che esercitano il controllo sulla Società tramite il Patto
Tenuto conto di quanto sopra indicato, si ritiene che il Patto abbia rilevanza ai sensi dell'art. 122, comma 5, lett. a) e b) del Tuf.
In considerazione della natura del Patto e in virtù delle disposizioni in esso previste, nessun soggetto è in grado di esercitare il controllo di Hera.
3) Patto parasociale di II° livello area Modena
Il numero complessivo dei diritti di voto conferiti al Sindacato di voto è pari a 233.486.914 e la relativa percentuale sul totale dei diritti di voto che compongono il capitale sociale di Hera è pari a circa il 10,37056%.
Contenuto del Patto
Sindacato di voto
Al fine di assumere le decisioni del Sindacato di voto, le Parti hanno istituito un organo deliberativo del Sindacato di voto (l'Assemblea del Sindacato) composto dai legali rappresentanti pro-tempore di ciascuna Parte o dai loro delegati.
L'Assemblea del Sindacato si riunisce:
- (i) almeno un giorno prima di ogni riunione del Comitato di Sindacato, di cui al Patto Hera, che porti all'ordine del giorno una delle deliberazioni e attività di cui all'articolo 4.3 del Patto Hera stesso;
- (ii) almeno un giorno prima di ogni riunione dell'Assemblea di Hera che porti all'ordine del giorno una qualsiasi materia diversa da quelle di competenza del Comitato di cui al precedente punto (i).
Con riferimento al procedimento di formazione della lista di maggioranza per la nomina del Consiglio di Amministrazione di Hera, qualora a norma del Patto Hera:
- (i) sia riservata alle Parti del Patto modenese la designazione di un solo componente della lista di maggioranza per l'elezione del Consiglio di Amministrazione, a questa vi provvede l'Assemblea del Sindacato;
- (ii) sia attribuita alle Parti del Patto modenese la designazione di due componenti della lista di maggioranza per l'elezione del Consiglio di Amministrazione, al Comune di Modena spetterà la designazione di quello che verrà proposto con funzioni di vice presidente del Consiglio di Amministrazione, mentre il secondo componente sarà designato dall'Assemblea del Sindacato;
- (iii) sia prevista la designazione da parte delle Parti del Patto modenese di più di due componenti della lista di maggioranza per l'elezione del Consiglio di Amministrazione, al Comune di Modena spetterà la designazione dei due terzi dei componenti, arrotondati all'intero più prossimo, compreso quello che verrà proposto con funzioni di vice presidente, mentre gli altri componenti saranno designati dall'Assemblea del Sindacato.
L'Assemblea del Sindacato delibera avendo a riferimento il numero di azioni Hera bloccate a norma del Patto Hera possedute da ciascuna Parte, rispetto al totale delle azioni Hera bloccate a norma del Patto Hera complessivamente possedute dalle Parti: per la validità delle deliberazioni occorrono la presenza di un numero di Parti che detenga almeno i 4/5 delle azioni bloccate e il voto favorevole di un numero di Parti che detenga almeno i 4/5 delle azioni bloccate rispetto a quelle detenute dalle Parti presenti.
Disciplina delle azioni Hera bloccate
Il Patto modenese non prevede uno specifico Sindacato di blocco, ma rinvia al Patto Hera per la disciplina delle azioni bloccate in esso prevista.
Disciplina delle azioni Hera diverse dalle azioni bloccate
Il Patto modenese rinvia al Patto Hera per la disciplina del trasferimento delle azioni diverse dalle azioni bloccate. Prevede inoltre che le Parti si impegnino a definire preventivamente e congiuntamente, in sede di Assemblea del Sindacato, il quantitativo di azioni da trasferire.
Durata del Patto
Il Patto modenese, efficace dal 1° luglio 2018, resterà in vigore fino al 30 giugno 2021. Le parti si sono impegnate a rinegoziare in buona fede il Patto, nel rispetto dello spirito dello stesso, in previsione della scadenza.
Natura del Patto e soggetti che esercitano il controllo sulla Società tramite il Patto
Tenuto conto di quanto sopra indicato, si ritiene che il Patto modenese abbia rilevanza ai sensi dell'art. 122, comma 5, lett. a) e b) del Tuf.
In considerazione della natura del Patto modenese e in virtù delle disposizioni in esso previste, nessun soggetto è in grado di esercitare il controllo di Hera.
Penali
La Parte inadempiente alle disposizioni del Patto sarà tenuta al pagamento di una penale pari al 5% del valore delle azioni Hera possedute al momento dell'inadempimento, calcolato come media aritmetica dei prezzi ufficiali di borsa dell'azione Hera nei 15 giorni di borsa aperta antecedenti la data dell'inadempimento.
4) Sub Patto tra i Comuni di Padova e Trieste
Il Sub Patto ha a oggetto 101.696.159 azioni ordinarie Hera, pari al 6,82736% dell'attuale capitale sociale di Hera, detenute complessivamente dai due Comuni aderenti, e 203.392.318 diritti di voto, pari al 9,03388% del totale dei diritti di voto che compongono il capitale sociale.
Contenuto del Sub Patto
Il Sub Patto ha a oggetto la costituzione di un sindacato di consultazione e voto strumentale all'attuazione di alcune disposizioni sul governo societario di Hera in attuazione di quanto disciplinato dal Contratto di Sindacato.
Nello specifico, il Sub Patto regolamenta le modalità di designazione congiunta di un componente del Comitato esecutivo di Hera, prevedendo che le Parti confermino il reciproco impegno a consultarsi in buona fede per individuare e concordare quale tra i due amministratori eletti nel Consiglio di Amministrazione della Società, su loro designazione, debba essere l'amministratore da designare quale componente del Comitato esecutivo di Hera stessa.
Come convenuto dalle Parti, con decorrenza da novembre 2018 e fino alla naturale scadenza del Consiglio di Amministrazione di Hera, l'amministratore designato dal Comune di Padova ha assunto la carica di componente del Comitato esecutivo in sostituzione del componente espressione del Comune di Trieste, precedentemente in carica.
Durata del Sub Patto
Il Sub Patto ha durata di tre anni decorrenti dalla data della sua sottoscrizione (26 giugno 2018). In previsione della scadenza del Sub Patto, le Parti si impegnano secondo i principi di buona fede a fare quanto nelle loro possibilità, nel rispetto delle vigenti normative, per rinegoziare un nuovo accordo nello spirito del presente Sub Patto.
Natura del Patto e soggetti che esercitano il controllo su Hera Spa tramite il Sub Patto
Tenuto conto di quanto sopra indicato, si ritiene che il Patto abbia rilevanza ai sensi dell'art. 122, comma 5, lett. a) del Tuf.
In considerazione della natura del Patto e in virtù delle disposizioni in esso previste, nessun soggetto è in grado di esercitare il controllo di Hera.
g) Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie (ex art. 123-bis, comma 1, lettera m), Tuf)
L'Assemblea dei Soci del 30 aprile 2019 ha autorizzato, nei limiti di cui all'art. 2357 del Codice Civile, l'acquisto, da attuarsi entro il termine di 18 mesi dalla data della delibera, in una o più soluzioni, sino a un limite massimo rotativo di 60 milioni di azioni ordinarie Hera del valore nominale di 1 euro per azione, pari a circa il 4,03% delle azioni ordinarie che compongono il capitale sociale, alle seguenti condizioni:
- (i) prezzo unitario minimo di acquisto non inferiore al loro valore nominale e massimo non superiore del 10% rispetto al prezzo di riferimento registrato nel giorno di Borsa precedente ogni singolo acquisto;
- (ii) gli acquisti e tutti gli atti di disposizione inerenti le azioni proprie potranno avvenire a un prezzo che non comporti effetti economici negativi per la Società, e dovranno avvenire nel rispetto delle normative di legge, dei regolamenti e delle prescrizioni delle autorità di vigilanza e/o di Borsa Italiana Spa, prevedendosi un ammontare massimo dell'investimento di 200 milioni di euro;
- (iii) utilizzo delle azioni proprie acquisite nell'ambito di operazioni in relazione alle quali si concretizzino opportunità di investimento o altre operazioni che implichino l'assegnazione o la disposizione di azioni proprie.
Si precisa che l'autorizzazione al buy-back riguarda esclusivamente l'acquisto di azioni ordinarie, escludendo pertanto la possibilità di acquisto di strumenti di finanza derivata, e che il numero delle azioni proprie in portafoglio alla chiusura dell'esercizio 2019 era pari a 14.074.512.

Hera recepisce le prescrizioni del Codice di Autodisciplina (nel prosieguo Codice), che contiene un'articolata serie di raccomandazioni relative alle modalità e alle regole per la gestione e il controllo delle società quotate, al fine di incrementare chiarezza e concretezza di figure e ruoli, in particolare degli amministratori indipendenti e dei comitati interni al Consiglio di Amministrazione.
Sebbene l'adozione dei principi contenuti nel Codice non sia imposta da alcun obbligo di natura giuridica, la Società ha aderito ai principi del Codice, nonché alle sue modifiche e integrazioni, al fine di rassicurare gli investitori sull'esistenza al proprio interno di un modello organizzativo chiaro e ben definito, con adeguate ripartizioni di responsabilità e poteri e un corretto equilibrio tra gestione e controllo, quale efficace strumento di valorizzazione e protezione dell'investimento dei propri azionisti. Il testo completo del vigente Codice è accessibile al pubblico sul sito internet del Comitato per la corporate governance alla pagina:
https://www.borsaitaliana.it/borsaitaliana/regolamenti/corporategovernance/codice2018clean.pdf
Hera è dotata di un sistema di governance ordinario/tradizionale. Nei paragrafi che seguono vengono illustrati la composizione e il funzionamento del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale.
a) Nomina e sostituzione (ex art. 123-bis, comma 1, lettera l), Tuf)
Voto di lista
Per la nomina del Consiglio di Amministrazione è previsto il meccanismo del voto di lista, al fine di garantire la presenza al suo interno di Consiglieri designati dagli azionisti di minoranza, nel rispetto della vigente normativa in tema di equilibrio tra generi.
Nello specifico, gli artt. 16 e 17 dello statuto sociale disciplinano i termini e le modalità di deposito e pubblicazione delle liste, nonché della relativa documentazione, in conformità alla vigente disciplina.
Le liste presentate dagli azionisti devono includere almeno due candidati in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'art. 148 comma 3, del D.Lgs. 58/1998 e di quelli previsti dal Codice di Autodisciplina redatto dal Comitato per la corporate governance di Borsa Italiana Spa, unitamente ai curricula dei candidati, all'accettazione irrevocabile dell'incarico e all'attestazione dell'insussistenza di cause di ineleggibilità e/o decadenza, onorabilità, nonché alla eventuale dichiarazione di essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'art. 148 comma 3 del Tuf e di quelli previsti dal Codice.
Le liste devono essere depositate, ai sensi dell'art. 17.5 dello statuto, presso la sede sociale almeno 25 giorni prima dell'Assemblea, e messe a disposizione del pubblico presso la sede sociale e sul sito internet www.gruppohera.it almeno 21 giorni prima dell'adunanza.
I termini e le modalità per il deposito delle liste sono indicati dalla Società nell'avviso di convocazione dell'Assemblea. Ogni azionista può presentare o concorrere alla presentazione e votazione di una sola lista. Le adesioni e i voti espressi in violazione a tale divieto non sono attribuiti ad alcuna lista.
Legittimazione alla presentazione delle liste e loro composizione
Possono presentare liste per la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione i soci che rappresentino almeno l'1% del capitale sociale avente diritto di voto nell'Assemblea ordinaria, salvo diversa percentuale prevista dalla vigente normativa, da indicarsi nell'avviso di convocazione.
Si specifica, a tal riguardo, che, in occasione dell'ultimo rinnovo dell'organo amministrativo avvenuto con l'Assemblea del 27 aprile 2017, la quota di partecipazione richiesta per la presentazione delle liste dei candidati per l'elezione dell'organo amministrativo in carica è stata individuata dalla Consob (con delibera 19856 del 25 gennaio 2017) nella misura dell'1%, pari alla percentuale prevista dall'art. 17.4 del vigente statuto.
Al fine di comprovare la titolarità del numero di azioni necessario alla presentazione delle liste, gli azionisti devono depositare presso la sede sociale, nel termine previsto per la pubblicazione delle liste da parte della Società, l'apposita certificazione comprovante la titolarità del numero delle azioni rappresentate.
Inoltre, al fine di assicurare l'elezione del numero minimo di amministratori indipendenti, ai sensi dell'art. 17.3 dello statuto sociale, almeno due candidati presenti in ogni lista devono essere in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti per i Sindaci dall'art. 148 comma 3, del D.Lgs. 58/1998 e di quelli previsti dal codice di autodisciplina redatto dal Comitato per la corporate governance di Borsa Italiana Spa.
Le previsioni dell'art. 17 dello statuto sociale, così come verrà modificato dall'Assemblea Straordinaria dei Soci del 29 aprile 2020, in attuazione della L. 160 del 27 dicembre 2019, garantiscono altresì il rispetto della vigente normativa in materia di equilibrio tra i generi negli organi di amministrazione e controllo delle società quotate.
Qualora lo strumento del voto di lista non assicuri la quota minima di genere prevista per legge, il candidato del genere maggiormente rappresentato collocato all'ultimo posto nella graduatoria dei candidati risultati eletti dalla lista più votata sarà sostituito dal candidato del genere meno rappresentato risultato primo tra i non eletti della medesima lista e così a seguire fino a concorrenza del numero minimo di amministratori appartenenti al genere meno rappresentato. Qualora anche applicando tale criterio continui a mancare il numero minimo di amministratori appartenenti al genere meno rappresentato, il criterio di sostituzione indicato si applicherà alle liste di minoranza, partendo da quella più votata.
Meccanismo di nomina
La nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione avviene in conformità alla vigente normativa e in base a quanto disposto dagli articoli 16 e 17 dello statuto sociale, così come verranno modificati dall'Assemblea Straordinaria dei Soci del 29 aprile 2020, e pertanto:
- la società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da 15 membri;
- la nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione avviene sulla base di liste nelle quali i candidati sono contrassegnati da un numero progressivo e sono comunque in numero non superiore ai componenti da eleggere;
- dalla lista che ha ottenuto il maggiore numero di voti, vengono tratti 11 componenti del Consiglio di Amministrazione in base all'ordine progressivo con il quale sono stati elencati, di cui almeno quattro del genere meno rappresentato;
- per la nomina dei restanti quattro componenti, i voti ottenuti da ciascuna delle liste diverse da quella di maggioranza, e che non siano state presentate né votate da parte di soci collegati secondo la normativa pro-tempore vigente con i soci che hanno presentato o votato la medesima lista di maggioranza, sono divisi successivamente per uno, due, tre e quattro. I quozienti così ottenuti sono assegnati progressivamente ai candidati di ciascuna lista, nell'ordine dalla stessa previsto. I candidati vengono dunque collocati in un'unica graduatoria decrescente, secondo i quozienti a ciascun candidato assegnati. Risulteranno eletti i candidati che abbiano riportato i maggiori quozienti fino alla concorrenza dei restanti componenti da eleggere di cui almeno uno del genere meno rappresentato.
Sostituzione degli amministratori
Ai sensi dell'art. 17.10 dello statuto sociale, qualora nel corso dell'esercizio vengano a mancare uno o più amministratori nominati sulla base del voto di lista, al loro posto saranno cooptati, ex art. 2386 del Codice Civile, i primi candidati non eletti della lista cui appartenevano gli amministratori venuti a mancare non ancora entrati a far parte del Consiglio di Amministrazione, nel rispetto dei principi di equilibrio fra i generi previsti dalla normativa. Qualora, per qualsiasi ragione, non vi siano nominativi disponibili, il Consiglio provvede, nel rispetto dei principi di equilibrio fra i generi previsti dalla normativa, alla cooptazione di un consigliere, come previsto dall'art. 2386 del Codice Civile. Gli amministratori, così nominati, restano in carica fino alla successiva Assemblea che delibererà con le modalità previste per la nomina.
Piani di successione
Il Consiglio di Amministrazione, in considerazione delle modalità di nomina degli amministratori esecutivi, espressione dei principali azionisti e delle valutazioni a questi ultimi riconducibili, ha valutato non necessario elaborare un piano di successione per i suddetti amministratori. In caso di cessazione dalla carica degli amministratori esecutivi, le funzioni di Presidente, quale legale rappresentante, verranno assunte nell'immediato dal Vice Presidente; il Consiglio di Amministrazione avrà la facoltà di cooptare nuovi consiglieri in sostituzione dei cessati e delibererà l'attribuzione delle deleghe. La prima Assemblea utile provvederà alla successiva integrazione del Consiglio di Amministrazione.
b) Composizione (ex art. 123-bis, comma 2, lettere d) e d-bis), Tuf)
L'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017 ha nominato per tre esercizi un Consiglio di Amministrazione, attualmente in carica fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2019, composto da 15 membri, dei quali:
- 11 componenti tratti dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti in base all'ordine progressivo con il quale sono stati elencati, di cui almeno quattro del genere meno rappresentato;
- quattro componenti tratti dalle liste diverse dalla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti e che non siano state presentate né votate da parte di soci collegati con i soci che hanno presentato o votato la lista di maggioranza, di cui almeno uno del genere meno rappresentato.
Tale nomina è avvenuta, pertanto, mediante il sistema di voto di lista, in modo da assicurare alla lista di minoranza il diritto di nominare almeno 1/5 dei consiglieri nel rispetto delle previsioni di cui all'art. 4 del D.L. 332 del 31 maggio 1994 convertito dalla L. 474 del 30 luglio 1994.
In occasione dell'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017 sopra citata, sono state presentate tre liste di candidati, di seguito elencate con l'indicazione dei Soci proponenti:
Lista n. 1, presentata dagli azionisti Comune di Bologna, Comune di Casalecchio di Reno, Comune di Cesena, Comune di Modena, Comune di Padova, Comune di Trieste, Comune di Udine, Con.Ami, Holding Ferrara Servizi Srl, Ravenna Holding Spa e Rimini Holding Spa, a suo tempo aderenti, unitamente ad altri 107 azionisti pubblici, al contratto di Sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari del 23 giugno 2015, complessivamente titolari di 666.023.417 azioni Hera, corrispondenti al 44,71% delle azioni aventi diritto di voto di Hera Spa, lista che ha ottenuto il voto favorevole del 61,327607% del capitale sociale presente, contenente l'indicazione, mediante numero progressivo, dei seguenti candidati:
- 1. Tomaso Tommasi di Vignano
- 2. Stefano Venier
- 3. Giovanni Basile
- 4. Giorgia Gagliardi
- 5. Stefano Manara
- 6. Danilo Manfredi
- 7. Giovanni Xilo
- 8. Sara Lorenzon
- 9. Marina Vignola
- 10. Aldo Luciano
- 11. Federica Seganti
Lista n. 2, presentata dagli azionisti Arca Fondi S.G.R. Spa gestore del fondo Arca Azioni Italia; Eurizon Capital Sgr Spa gestore dei fondi: Eurizon Progetto Italia 40, Eurizon Progetto Italia 20, Eurizon Azioni Italia, Eurizon Azioni Pmi Italia e Eurizon Progetto Italia 70; Eurizon Capital SA gestore dei fondi: Equity Italy, Equity Small Mid Cap Italy e Equity Italy Smart Volatility; Fideuram Asset Management (Ireland) gestore dei fondi: Fideuram Fund Equity Italy e Fonditalia Equity Italy; Fideuram Investimenti Spa gestore del fondo Fideuram Italia; Interfund Sicav Interfund Equity Italy; Legal & General Assurance (Pensions Management) Limited; Mediolanum Gestione Fondi Sgr Spa gestore dei fondi: Mediolanum Flessibile Italia e Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia; Mediolanum International Funds - challenge fund – challenge fund Italian Equity; Pioneer Investment Management SGR Spa gestore del fondo Pioneer Azionario Crescita; Pioneer Asset Management SA gestore dei fondi: PF Italian Equity e PF European Potential, complessivamente titolari di 19.140.764 azioni Hera, corrispondenti al 1,285% delle azioni aventi diritto di voto di Hera Spa, lista che ha ottenuto il voto favorevole del 23,625290% del capitale sociale presente, contenente l'indicazione, mediante numero progressivo, dei seguenti candidati:
- 1. Erwin Paul Walter Rauhe
- 2. Francesca Fiore
- 3. Duccio Regoli
- 4. Sofia Bianchi
- 5. Silvia Muzi
Lista n. 3, presentata dall'azionista Gruppo Società Gas Rimini Spa, titolare di 30.771.269 azioni Hera, corrispondenti al 2,065825% delle azioni aventi diritto di voto di Hera Spa, lista che ha ottenuto il voto favorevole del 14,642686% del capitale sociale presente, contenente l'indicazione, mediante numero progressivo, dei seguenti candidati:
- 1. Massimo Giusti
- 2. Bruno Tani
- 3. Fabio Bacchilega
- 4. Valeria Falce
In esito alla votazione assembleare, nonché della successiva riunione del Consiglio di Amministrazione tenutasi in pari data per la nomina di Presidente Esecutivo, Amministratore Delegato e Vice Presidente, l'organo amministrativo è risultato così composto:
- 1. Tomaso Tommasi di Vignano (Presidente Esecutivo)
- 2. Stefano Venier (Amministratore Delegato)
- 3. Giovanni Basile (Vice Presidente)
- 4. Giorgia Gagliardi
- 5. Stefano Manara
- 6. Danilo Manfredi
- 7. Giovanni Xilo
- 8. Sara Lorenzon
- 9. Marina Vignola
- 10. Aldo Luciano
- 11. Federica Seganti
- 12. Erwin Paul Walter Rauhe
- 13. Massimo Giusti
- 14. Francesca Fiore
- 15. Duccio Regoli
Si evidenzia altresì che, successivamente alla nomina e più precisamente con decorrenza dal 5 ottobre 2017, il consigliere Aldo Luciano ha rassegnato le dimissioni dalla carica; il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, ai sensi dell'art. 17.10 del vigente statuto sociale di Hera Spa e ai sensi dell'art. 2386 del Codice Civile, nella seduta dell' 8 novembre 2017, ha provveduto, con deliberazione approvata dal Collegio sindacale, alla nomina per cooptazione di Alessandro Melcarne in sostituzione di Aldo Luciano, precisando che il consigliere cooptato sarebbe rimasto in carica fino alla successiva Assemblea dei Soci che, in data 28 aprile 2018, ha confermato la sua nomina.

Si indica qui di seguito l'attuale composizione del Consiglio di Amministrazione, rinviando alla Tabella 1 allegata alla presente relazione per indicazioni di maggior dettaglio circa la composizione e il funzionamento del Consiglio di Amministrazione, nonché alla specifica sezione sul sito internet della Società dove sono disponibili le caratteristiche personali e professionali di ciascun amministratore.
| Nome e cognome | Carica | Qualifica |
|---|---|---|
| Tomaso Tommasi di Vignano | Presidente Esecutivo | Amministratore esecutivo |
| Stefano Venier | Amministratore Delegato | Amministratore esecutivo |
| Giovanni Basile | Vice Presidente | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Francesca Fiore | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Giorgia Gagliardi | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Massimo Giusti | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Sara Lorenzon | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Stefano Manara | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Danilo Manfredi | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Alessandro Melcarne | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Erw in Paul Walter Rauhe |
Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Duccio Regoli | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Federica Seganti | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Marina Vignola | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
| Giovanni Xilo | Consigliere | Amm.re non esecutivo indipendente |
Criteri e politiche di diversità
La nomina del Consiglio di Amministrazione è avvenuta nel corso dell'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017, in seguito alla presentazione di tre liste, una di maggioranza e due di minoranza, che hanno garantito, in conformità alle disposizioni normative in materia di equilibrio di genere al momento in vigore, che almeno 1/3 dei componenti il Consiglio di Amministrazione fosse costituito dal genere meno rappresentato (cinque membri del genere meno rappresentato su un totale di 15 consiglieri).
Tra gli attuali 15 amministratori, cinque hanno un'età compresa tra i 30 e i 50 anni, otto hanno un'età compresa tra 50 e 60 anni e due hanno più di 60 anni, esprimendo complessivamente un'età media di 52 anni.
I consiglieri possiedono comprovate professionalità in materia finanziaria, economica, legale e nell'ambito di tematiche di sostenibilità, sociali e ambientali.
Il Consiglio di Amministrazione ha espresso un livello di apprezzamento elevato in merito alla sua composizione, alle caratteristiche dei suoi componenti e al suo funzionamento.
Hera, inoltre, mantiene l'obiettivo prioritario di assicurare la parità di trattamento e di opportunità tra i generi, anche all'interno dell'intera organizzazione aziendale, sul presupposto che:
- le diversità di genere, di cultura, di origine sono ormai universalmente riconosciute come un valore e vanno quindi gestite al meglio;
- nel sentirsi uguali e inclusi si generano sul lavoro comportamenti cooperativi e si promuove una convivenza organizzativa favorevole a una migliore condivisione della cultura aziendale.
Già dal 2011, al fine di favorire ulteriormente lo sviluppo e la diffusione di una politica aziendale in materia di pari opportunità e uguaglianza sul lavoro è stata istituita la figura del Diversity Manager con l'obiettivo di favorire l'attuazione di tale politica aziendale in materia di pari opportunità e valorizzazione delle diversità.
La missione del Diversity Management si esprime in alcuni macropunti:
- diffusione della cultura dell'inclusione tra pubblico, privato e società civile, e condivisione delle migliori pratiche con istituzioni e aziende del territorio per rinforzare la rete sociale;
- supporto a gestione e valorizzazione delle pluralità in azienda;
- potenziamento del ruolo del Gruppo Hera in ambito di sviluppo della cultura di valorizzazione delle differenze e della conciliazione vita-lavoro.
La diffusione di una cultura della diversità, l'introduzione di progetti salva-tempo orientati alla conciliazione tra vita quotidiana e lavoro, la salute e il benessere e l'empowerment hanno costituito temi centrali nel percorso svolto fino a ora nell'ambito dell'azienda.
Cumulo degli incarichi ricoperti in altre società
Si specifica che il Consiglio di Amministrazione, con delibera del 10 ottobre 2006, ha disposto la limitazione a uno del numero massimo di incarichi di amministratore o sindaco in società quotate che può essere ritenuto compatibile con il ruolo di amministratore esecutivo e a due il numero massimo di incarichi di amministratore o sindaco in società quotate che può essere ritenuto compatibile con il ruolo di amministratore non esecutivo.
Il Consiglio di Amministrazione cura che i propri componenti partecipino a iniziative dirette ad approfondire la propria conoscenza del settore di attività di Hera, delle sue dinamiche aziendali e della loro evoluzione, nonché del quadro normativo di riferimento.
Induction programme
Come già avvenuto in passato, si è provveduto a predisporre momenti di approfondimento, sia specifici che in seno alle riunioni del Consiglio, intensificando tale azione al fine di garantire nei tempi più brevi l'acquisizione da parte dei consiglieri di un'adeguata conoscenza dei principali temi riguardanti l'Azienda.
Già a partire dagli esercizi precedenti, sono state effettuate specifiche sessioni di induction per fornire ai consiglieri un'adeguata conoscenza dei principali settori di attività (reti, energia e ambiente), sono stati predisposti diversi momenti di approfondimento, in seno alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, su tematiche di business, investimenti, organizzazione, scenario di mercato, evoluzione della regolamentazione, prossime gare in programma, gestione del rischio.
Anche nel corso del 2019, si è proseguito con il piano di induction e con le sessioni di aggiornamento inerenti alle tematiche dei rischi (in particolare quelli ambientali) e degli investimenti.
Nello specifico, sono state organizzate visite a impianti e siti produttivi del Gruppo; inoltre, sono stati trattati approfondimenti in merito al risk assessment, alla crisis management, alla normativa inerente ai servizi ambientali, ai report dei rischi finanziari nonché agli investimenti; sono altresì stati adottati nuovi protocolli con riferimento al modello di organizzazione ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e illustrate le relazioni periodiche del Comitato rischi e del Comitato controllo e rischi.
Anche nel 2019, ulteriori approfondimenti sono stati effettuati nel corso dello strategy day, quale momento di riflessione collegiale sul futuro, con il supporto del management, che ha incluso una sessione dedicata alle iniziative strategiche dei concorrenti e al potenziale impatto sul settore e sul Gruppo Hera.
c) Ruolo del Consiglio di Amministrazione (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), Tuf)
Il Consiglio di Amministrazione è l'organo collegiale preposto all'amministrazione della Società. Conformemente a quanto raccomandato dal Codice, secondo cui il Consiglio di Amministrazione deve riunirsi con cadenza regolare, lo statuto della Società prevede che il Consiglio si riunisca con periodicità almeno trimestrale e tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o quando ne sia fatta richiesta da almeno 1/3 dei suoi membri ovvero dal Collegio sindacale. Inoltre, conformemente alle raccomandazioni del Codice che prescrivono che il Consiglio si organizzi e operi in modo da garantire un effettivo ed efficace svolgimento delle proprie funzioni, garantendo altresì la creazione di valore per gli azionisti e la definizione della natura e del livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici dell'emittente, lo statuto della Società prevede che il Consiglio di Amministrazione sia investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Società senza limitazioni, con facoltà di compiere tutti gli atti ritenuti necessari od opportuni per il conseguimento degli scopi sociali, esclusi solo quelli che, in modo tassativo, per legge o per statuto, sono riservati alla competenza dell'Assemblea dei Soci.
In particolare, secondo quanto prevede lo statuto, sono di esclusiva competenza del Consiglio, oltre alla definizione della struttura del Gruppo, le delibere in ordine alla:
- I. nomina e/o revoca del Presidente e del Vice Presidente;
- II. nomina e/o revoca dell'Amministratore Delegato e/o del Direttore Generale;
- III. costituzione e composizione del Comitato esecutivo, nomina e/o revoca dei componenti del Comitato esecutivo;
- IV. determinazione dei poteri delegati al Presidente, all'Amministratore Delegato e/o al Direttore Generale e/o al Comitato esecutivo e loro modifiche;
- V. approvazione e modifiche di eventuali piani pluriennali o business plan;
- VI. approvazione e modifiche del regolamento di Gruppo, se adottato;
- VII. assunzione e/o nomina, su proposta dell'Amministratore Delegato, dei dirigenti responsabili di ciascuna area funzionale;
- VIII. proposta di porre all'ordine del giorno dell'Assemblea straordinaria dei Soci la modifica degli artt. 6.4 (azioni e voto maggiorato), 7 (partecipazione maggioritaria pubblica), 8 (limiti al possesso azionario), 14 (validità delle assemblee e diritto di veto) e 17 (nomina del Consiglio di Amministrazione) dello statuto;
- IX. assunzione e dismissione di partecipazioni di valore superiore a 500 mila euro;
- X. acquisto e/o vendita di beni immobili di valore superiore a 500 mila euro;
- XI. rilascio di fideiussioni, pegni e/o altre garanzie reali di valore superiore a 500 mila euro;
- XII. acquisto e/o vendita di aziende e/o rami di azienda;
- XIII. designazione dei consiglieri di amministrazione delle società controllate e/o partecipate;
- XIV. partecipazione a gare e/o a procedure a evidenza pubblica che comportino l'assunzione di obblighi contrattuali eccedenti 25 milioni di euro.
Il Consiglio di Amministrazione, in conformità a quanto previsto dall'art. 23 dello statuto e dall'art. 150 del D.Lgs. 58/98, riferisce tempestivamente al Collegio sindacale, con periodicità almeno trimestrale e di regola in sede di riunione del Consiglio di Amministrazione ovvero anche direttamente con nota scritta inviata al Presidente del Collegio sindacale, sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società o dalle società controllate, nonché sulle operazioni nelle quali gli amministratori abbiano un interesse, per conto proprio o di terzi, o che siano influenzate dal soggetto che esercita l'attività di direzione e coordinamento. L'amministratore, ai sensi dell'art. 2391 del Codice Civile, dà notizia agli altri amministratori e al Collegio sindacale di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbia in una determinata operazione della Società, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata; se si tratta di Amministratore Delegato dovrà astenersi dal compiere l'operazione investendo della stessa l'organo collegiale.
Il Consiglio di Amministrazione si è riunito nell'anno 2019 undici volte: a sette sedute ha partecipato la totalità degli amministratori mentre alle altre quattro sedute ha partecipato la quasi totalità degli amministratori; a sette sedute ha partecipato la totalità dei sindaci effettivi, a tre sedute ha partecipato la quasi totalità dei sindaci effettivi, mentre ad una seduta ha partecipato un sindaco effettivo. Le sedute del Consiglio di Amministrazione hanno avuto una durata media di circa due ore e 40 minuti.
Nell'esercizio 2019 si è riconfermata un'alta partecipazione dei consiglieri alle adunanze del Consiglio di Amministrazione (pari al 94%), in linea con la media dei dati delle società appartenenti all'Indice Ftse Mib.
Il Direttore Generale Operations, invitato a partecipare alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, è stato presente a dieci adunanze.
Il Direttore Centrale Legale e Societario, in qualità di segretario del Consiglio di Amministrazione, è stato presente a tutte le adunanze.
Alle riunioni del Consiglio di Amministrazione hanno partecipato, su espressa richiesta, i dirigenti responsabili delle funzioni aziendali per fornire approfondimenti sulle materie di competenza poste all'ordine del giorno.
Per quanto riguarda l'esercizio in corso, alla data del 25 marzo 2020 si sono tenute quattro riunioni del Consiglio di Amministrazione: a una seduta ha partecipato la totalità degli amministratori e dei sindaci effettivi, e a tre sedute ha partecipato la quasi totalità degli amministratori e la quasi totalità dei sindaci effettivi. A tale data sono già state programmate quattro ulteriori riunioni del Consiglio di Amministrazione.
Il Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza alle disposizioni dell'art. 1, comma 1, lettera g) del Codice effettua annualmente la valutazione sulla dimensione, sulla composizione e sul funzionamento del Consiglio stesso e dei suoi comitati.
Tale valutazione è stata effettuata con il supporto di Spencer Stuart, advisor esterno indipendente esperto in temi di governance e servizi di consulenza agli organi di amministrazione.
La metodologia di tale società si concentra sulla struttura e sulla composizione dell'organo collegiale, sulle modalità di funzionamento adottate dal Consiglio per assumere le decisioni, sulla corretta definizione delle responsabilità. L'attenzione è sull'efficacia del Consiglio e dei Comitati nell'esercizio della funzione di indirizzo e controllo societario.
La metodologia proposta ha come obiettivo quello di dare continuità nel tempo alle attività svolte negli anni passati e si fonda sui seguenti strumenti:
- 1. interviste strutturate ai Consiglieri di Amministrazione, al Presidente del Collegio sindacale aventi per oggetto le principali aree di interesse (dimensione, composizione, funzionamento) del Consiglio;
- 2. esame della documentazione societaria (verbali delle riunioni del Consiglio) e verifica dell'efficacia delle azioni realizzate nel corso dell'ultimo anno, per dare seguito ai commenti dei Consiglieri emersi nel corso della precedente autovalutazione;
- 3. analisi e confronto delle best practice internazionali.
I risultati finali del progetto sono oggetto di presentazione e discussione in una sessione ad hoc del Consiglio.
Interviste strutturate
Come indicato, il progetto si svolge mediante interviste individuali ai Consiglieri e al Presidente del Collegio sindacale.
Le interviste si fondano su una Guida di intervista, che viene trasmessa ai Consiglieri prima degli incontri con i Consulenti Spencer Stuart e hanno a oggetto temi di governo societario, funzionamento dell'organo consiliare, composizione del Consiglio, esercizio dei poteri di indirizzo e controllo.
Ciascuna domanda richiede una valutazione quantitativa e un commento qualitativo in merito al tema esaminato. I consiglieri esprimono il loro livello di adesione alle affermazioni contenute nella guida d'intervista attraverso una scala utilizzata a livello internazionale.
Tutte le analisi e i commenti sono elaborati in maniera assolutamente anonima e confidenziale. A titolo esemplificativo, sono state oggetto di approfondimento le aree tematiche inerenti al bilancio di fine mandato e agli orientamenti per la composizione quali-quantitativa del Consiglio di Amministrazione; inoltre, come di consueto, sono state analizzate le tematiche relative all'organizzazione del Consiglio di Amministrazione e dei suoi Comitati, ai ruoli e alle responsabilità dei Consiglieri con focus su alcuni temi chiave, alla partecipazione e all'impegno dei Consiglieri, nonché all'efficacia generale del Consiglio di Amministrazione.
Esame della documentazione societaria
Viene analizzata la documentazione societaria di Hera al fine di comprendere il livello di coinvolgimento del Consiglio e dei Comitati e di verificare aspetti quali la frequenza e la durata media delle riunioni, le modalità di presentazione delle proposte, la qualità dell'informativa al Consiglio, il livello di partecipazione dei Consiglieri ed eventualmente dei manager invitati a partecipare, i contributi forniti al dibattito dai Consiglieri e la qualità della verbalizzazione.
Analisi delle best practice internazionali
Le interviste ai Consiglieri riguardano anche l'analisi delle prassi operative adottate dal Consiglio di Amministrazione di Hera, in modo che sia possibile effettuare il confronto con le best practice.
Dalle interviste dei consiglieri è emerso un livello di apprezzamento complessivo molto elevato per le modalità di funzionamento del Consiglio: le risposte, in accordo con gli argomenti proposti nella guida di intervista, sono pari al 92%.
La società Spencer Stuart, che ha supportato il Consiglio di Amministrazione in questa attività di valutazione, ha evidenziato che il livello di apprezzamento rilevato è molto elevato in raffronto al risultato emerso rispetto ad altri Consigli di Amministrazione di società italiane ed estere.
Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 25 marzo 2020, ha espresso un giudizio positivo in ordine alla dimensione, alla composizione e al funzionamento del Consiglio stesso, nonché dei Comitati in cui si articola.
In particolare, le aree di eccellenza nelle quali si è registrato il maggior apprezzamento da parte dei Consiglieri sono, tra le altre:
- l'utilità della riunione annuale fra amministratori indipendenti;
- le verbalizzazioni, precise, esaustive e fedeli, rispetto all'andamento dei lavori consiliari;
- l'efficacia delle funzioni svolte dal Consiglio in materia di gestione dei rischi;
- l'efficacia delle funzioni svolte dal Consiglio in materia di sostenibilità e Corporate social responsibility – Csr;
- la struttura del processo di crisis management.
- Tra le proposte che emergono dalle valutazioni dei Consiglieri si segnalano:
- rivedere, alla luce della recente emissione del nuovo Codice di Autodisciplina delle società quotate, le policy di corporate governance;
- proseguire con l'organizzazione dello Strategy Day, quale momento di riflessione collegiale sul futuro;
- proseguire con le attività di formazione dei Consiglieri sulla base del programma definito, ivi incluse le visite a siti operativi rilevanti, rafforzando le sessioni relative a investimenti, rischi e società controllate e collegate.
d) Organi delegati
Nel Consiglio di Amministrazione di Hera sono presenti due amministratori esecutivi, il Presidente e l'Amministratore Delegato, ai quali riportano diversi settori aziendali e ai quali sono state attribuite le conseguenti deleghe come meglio sotto esplicitato.
Nessuno dei due amministratori esecutivi è qualificabile come il principale responsabile della gestione dell'impresa (chief executive officer).
Presidente Esecutivo del Consiglio di Amministrazione
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato all'unanimità di attribuire al Presidente Esecutivo i seguenti poteri:
- 1. presiedere e dirigere l'Assemblea degli Azionisti;
- 2. stabilire l'ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione, tenendo anche conto delle proposte dell'Amministratore Delegato;
- 3. vigilare sull'esecuzione delle deliberazioni degli organi collegiali della Società, anche sulla base dei report che il servizio di Internal Auditing periodicamente effettuerà;
- 4. rappresentare la società di fronte ai terzi e in giudizio con facoltà di nominare procuratori e avvocati;
- 5. in via d'urgenza, assumere congiuntamente all'Amministratore Delegato ogni decisione di competenza del Consiglio di Amministrazione, dandone comunicazione al Consiglio di Amministrazione alla prima seduta successiva;
- 6. congiuntamente all'Amministratore Delegato proporre al Consiglio di Amministrazione la designazione dei rappresentanti della Società negli organi amministrativi e di controllo delle società partecipate;
- 7. rappresentare la Società nelle relazioni con gli enti pubblici soci;
- 8. proporre al Consiglio di Amministrazione i candidati quali membri dei comitati che il Consiglio dovesse deliberare di costituire in ossequio ai regolamenti di Borsa che la Società fosse tenuta o comunque intendesse costituire;
- 9. dare esecuzione alle decisioni dell'Assemblea e del Consiglio di Amministrazione per quanto di competenza;
- 10. sovrintendere all'andamento della Società ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e formulare proposte relative alla gestione della Società da sottoporre al Consiglio di Amministrazione;
- 11. essere responsabile dell'organizzazione dei servizi e uffici di competenza nonché del personale da lui dipendente;
- 12. firmare la corrispondenza della Società e gli atti relativi all'esercizio dei poteri attribuiti e delle funzioni esercitate;
- 13. vigilare sull'andamento gestionale della Società e, per quanto di competenza, delle società partecipate assegnate, riferendo mensilmente al Consiglio di Amministrazione;
- 14. predisporre i piani pluriennali da sottoporre al Consiglio di Amministrazione; dare attuazione alle strategie aziendali e del Gruppo, nell'ambito delle direttive fissate dal Consiglio, ed esercitare i poteri delegati, e in particolare quelli qui elencati, in coerenza con tali strategie e direttive;
- 15. proporre al Consiglio tutte le iniziative che riterrà utili nell'interesse della Società e del Gruppo, e formulare proposte nelle materie riservate alla competenza del Consiglio medesimo;
- 16. rappresentare la Società nelle assemblee di società, di associazioni, enti e organismi non costituenti società di capitali, dei quali la stessa sia membro, con facoltà di rilasciare apposite deleghe;
- 17. effettuare versamenti sui conti correnti bancari e postali della Società, e girare per l'accredito sui conti correnti medesimi assegni e vaglia;
- 18. rappresentare la Società attivamente e passivamente di fronte a enti e uffici pubblici e privati, Camere di commercio, Borse valori, Commissione nazionale per le società e la borsa, Ministero per il commercio con l'estero e Ufficio italiano dei cambi nonché ogni altra Pubblica Amministrazione o autorità; a titolo esemplificativo:
- a) sottoscrivere comunicazioni, ivi comprese quello allo schedario generale dei titoli azionari e alla Consob, e provvedere agli adempimenti societari previsti da legge e regolamenti;
- b) presentare denunce, proporre istanze e ricorsi, richiedere licenze e autorizzazioni;
- 19. rappresentare la Società in tutte le cause attive e passive, in tutti i gradi di giurisdizione, civile, amministrativa, davanti a collegi arbitrali, con ogni più ampia facoltà di:
- a) promuovere azioni di cognizione, conservative, cautelari ed esecutive, richiedere decreti ingiuntivi e pignoramenti e opporsi agli stessi, costituirsi parte civile, proporre istanze e ricorsi;
- b) richiedere qualsiasi prova e opporsi a essa, rendere l'interrogatorio libero o formale, eleggere domicili, nominare avvocati, procuratori e arbitri e compiere quant'altro occorra per il buon esito delle cause di cui trattasi;
- 20. stipulare e firmare contratti e atti di assunzione e dismissione di partecipazioni, costituzione di società, associazioni, consorzi di valore non eccedente 500 mila euro per singola operazione;
- 21. instaurare, nell'interesse della Società, rapporti di consulenza con esperti e professionisti esterni, fissandone tempi e modalità di pagamento, il tutto nei limiti di 300 mila euro per ciascuna operazione;
- 22. per quanto di competenza, stipulare, modificare e risolvere convenzioni commerciali con imprese ed enti;
- 23. per quanto di competenza, stipulare, con tutte le clausole opportune, cedere e risolvere contratti e convenzioni comunque inerenti all'oggetto sociale - compresi quelli aventi per oggetto opere dell'ingegno, marchi, brevetti - anche in consorzio con altre imprese, fino a un importo di 2 milioni di euro per ogni singolo atto;
- 24. provvedere a tutte le spese della Società per investimenti; indire gare; stipulare, modificare e risolvere i relativi contratti in particolare per:
- a) lavori, servizi e forniture occorrenti per la trasformazione e la manutenzione di immobili e impianti fino a un importo di 20 milioni di euro per ogni singola operazione;
- b) acquisti e alienazioni di arredi, attrezzature, macchinari e beni mobili in genere, anche iscritti in pubblici registri, fino a un importo di 10 milioni di euro per ogni singola operazione, nonché locazioni finanziarie e noleggi dei beni stessi, con limite di spesa riferito al canone annuo;
- c) acquisti, anche in licenza d'uso con limite di spesa riferito al premio annuo, e commesse relative a programmi Edp;
- d) informazioni commerciali;
- 25. intervenire, per quanto di competenza, in qualità di rappresentante della Società, sia come impresa Capogruppo che come impresa mandante, alla costituzione di joint venture, Ati (Associazioni temporanee di imprese), Geie (Gruppo europeo di interesse economico), consorzi e altri organismi, dando e ricevendo i relativi mandati, al fine di partecipare a gare d'appalto per l'aggiudicazione di lavori, servizi e forniture;
- 26. concorrere, per quanto di competenza, a nome della Società, anche in Ati, Geie, consorzi e altri organismi, a gare d'appalto o di concessione, aste, licitazioni private, trattative private, appalticoncorsi e altri pubblici incanti nazionali, comunitari e internazionali, anche ammessi a contributo o a concorso dello Stato, per l'aggiudicazione di lavori, forniture di impianti, anche chiavi in mano
e/o di beni e/o di studi e/o di ricerche e/o di servizi in genere presso qualunque soggetto nazionale, comunitario e internazionale, pubblico o privato; presentare domande di partecipazione fin dalla fase di prequalificazione; presentare offerte fino a un importo di 25 milioni di euro per ogni singola operazione; in caso di urgenza, per importi superiori a 25 milioni di euro, verrà assunta, congiuntamente all'Amministratore Delegato, la decisione relativa, dandone comunicazione al Consiglio di Amministrazione nella prima seduta successiva; in caso di aggiudicazione, sottoscrivere i relativi atti, contratti e impegni, compreso il rilascio di garanzie e/o la costituzione di depositi cauzionali, con ogni più ampia facoltà di negoziare, concordare e/o perfezionare tutte le clausole che riterrà necessarie e/o opportune e/o utili;
- 27. stipulare, modificare e risolvere i contratti per polizze di assicurazione con limite di spesa riferito al premio annuo, nonché disporre per il rilascio di polizze fideiussorie assicurative fino al valore di 500 mila euro per ciascuna operazione (tale limite non sarà operante per le operazioni connesse alla partecipazione a gare);
- 28. concludere, stipulare ed eseguire atti di vendita, acquisto, esproprio di beni immobili, costituire, modificare o estinguere i diritti reali relativi agli stessi beni, con facoltà di compiere tutti gli atti connessi e conseguenti, ivi compresi pagare e/o ricevere, anche dilazionatamente, il corrispettivo e liquidare gli eventuali danni e rinunciare a ipoteche legali, fino a un importo di 500 mila euro per ciascuna operazione;
- 29. concludere, stipulare ed eseguire atti costitutivi, modificativi ed estintivi relativi a servitù attive e passive, volontarie o coattive, nonché attivare le procedure espropriative di beni immobili, installazioni, attrezzature e impianti a servizio delle reti, nonché ogni altro e qualsiasi atto che si rendesse necessario per il perfezionamento delle servitù stesse, con facoltà di compiere tutti gli atti connessi e conseguenti, ivi compresi pagare e/o ricevere, anche dilazionatamente, il corrispettivo e liquidare gli eventuali danni e rinunciare alle ipoteche legali, fino a un importo di 500 mila euro per ciascuna operazione;
- 30. assumere e concedere immobili in locazione e sublocazione e stipulare, modificare e risolvere i relativi contratti;
- 31. deliberare la cancellazione, riduzione, restrizione di ipoteche e privilegi iscritti a favore della Società nonché surrogazioni a favore di terzi, quando le predette cancellazioni e rinunce siano richieste a seguito o subordinatamente all'integrale estinzione del credito;
- 32. costituire, iscrivere e rinnovare ipoteche e privilegi a carico di terzi e a beneficio della Società; consentire cancellazioni e limitazioni di ipoteca a carico di terzi e a beneficio della Società per restituzione e riduzione delle obbligazioni; rinunciare a ipoteche e a surroghe ipotecarie anche legali e compiere qualsiasi altra operazione ipotecaria, sempre a carico di terzi e a beneficio della Società, e quindi attiva, manlevando i competenti conservatori dei registri immobiliari da ogni e qualsiasi responsabilità;
- 33. nominare avvocati e procuratori alle liti in qualsiasi controversia per qualsiasi grado di giudizio; concludere transazioni fino a un importo di 5 milioni di euro per ogni singola operazione, sottoscrivere compromessi arbitrali e clausole compromissorie, procedendo altresì alla designazione e alla nomina di arbitri;
- 34. definire le strutture funzionali della Società e delle controllate, nel quadro delle linee organizzative generali stabilite dal Consiglio; fissare i criteri di assunzione e di gestione del personale nel rispetto del budget annuale; proporre al Consiglio di Amministrazione l'assunzione dei dirigenti responsabili di ciascuna area funzionale previo parere del Comitato esecutivo; assumere, nominare e licenziare il personale, in coerenza con le previsioni contenute nei budget annuali; promuovere le sanzioni disciplinari e qualsiasi altro provvedimento nei confronti del personale;
- 35. rappresentare la Società in tutte le cause in materia di diritto del lavoro ivi compresa la facoltà di:
- a) conciliare controversie individuali di lavoro riguardanti tutte le categorie del personale;
- b) richiedere qualsiasi prova e opporsi a essa, rendere l'interrogatorio libero o formale, eleggere domicili, nominare avvocati, procuratori e arbitri e compiere quant'altro occorra per il buon esito delle cause di cui trattasi;
- a) conciliare controversie individuali di lavoro riguardanti tutte le categorie del personale;
- 36. rappresentare la Società di fronte agli uffici ed enti di previdenza e assistenza per la soluzione delle questioni relative al personale della Società, nonché di fronte ai sindacati nelle trattative per i contratti, gli accordi e le controversie di lavoro, con facoltà di sottoscrivere gli atti relativi;
- 37. conferire e revocare procure nell'ambito dei suddetti poteri, per singoli atti o categorie di atti sia a dipendenti della Società, sia a terzi anche persone giuridiche;
- 38. decidere, per quanto di competenza, l'adesione della Società a organismi, associazioni, enti aventi carattere scientifico, tecnico, di studio e ricerca in campi di interesse della Società, i cui contributi non rappresentano partecipazioni al patrimonio dell'ente medesimo, la cui partecipazione comporti un impegno di spesa non superiore a 300 mila euro per ciascuna operazione;
- 39. al Presidente sono attribuite le competenze e responsabilità di cui al D.Lgs. 196 del 30 giugno 2003 in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, con facoltà di delega;
- 40. il Presidente, nell'ambito e nei limiti delle rispettive deleghe e delle linee di riporto da parte delle varie strutture aziendali, viene incaricato, per quanto di competenza, dell'istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. A tal fine, per quanto di competenza:
- a) garantisce che il Comitato rischi provveda alla identificazione dei principali rischi aziendali, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte dalla Società e dalle sue controllate e li sottopone periodicamente all'esame del Consiglio di Amministrazione;
- b) dà esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio di Amministrazione garantendo che le competenti strutture aziendali provvedano alla progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, verificandone costantemente l'adeguatezza e l'efficacia;
- c) si occupa dell'adattamento di tale sistema alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare;
- d) può chiedere alla funzione di Internal Auditing lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell'esecuzione di operazioni aziendali;
- e) riferisce tempestivamente al Comitato controllo e rischi (o al Consiglio di Amministrazione) in merito a problematiche e criticità emerse nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il Comitato (o il Consiglio) possa prendere le opportune iniziative.
In relazione ai poteri sopra elencati, e in ottemperanza all'art. 2 del Codice, si precisa che il Consiglio di Amministrazione ha conferito deleghe gestionali al Presidente in ragione della complessità organizzativa del Gruppo Hera e per una più efficace realizzazione dei business e delle strategie aziendali. A tal proposito, la struttura organizzativa prevede che al Presidente rispondano la Direzione Centrale Legale e Societario, la Direzione Centrale Personale e Organizzazione, la Direzione Centrale Relazioni Esterne, la Direzione Centrale Pianificazione, Affari Regolamentari ed Enti Locali, la Direzione Centrale Servizi Corporate, la Direzione Investor Relator, nonché i business legati alle attività delle società Herambiente Spa, Marche Multiservizi Spa e AcegasApsAmga Spa.
Amministratore Delegato
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato all'unanimità di conferire all'Amministratore Delegato i seguenti poteri:
- 1. dare esecuzione alle decisioni dell'Assemblea e del Consiglio di Amministrazione per quanto di competenza;
- 2. in via d'urgenza assumere, congiuntamente al Presidente, ogni decisione di competenza del Consiglio di Amministrazione, dandone comunicazione al Consiglio di Amministrazione nella prima riunione successiva
- 3. dare attuazione alle strategie aziendali, e del Gruppo, nell'ambito delle direttive fissate dal Consiglio di Amministrazione, ed esercitare i poteri delegati, e in particolare quelli qui elencati, in coerenza con tali strategie e direttive;
- 4. proporre al Consiglio di Amministrazione tutte le iniziative che riterrà utili nell'interesse della Società, e del Gruppo, e formulare proposte nelle materie riservate alla competenza del Consiglio medesimo;
- 5. predisporre il budget annuale da sottoporre al Consiglio di Amministrazione;
- 6. essere responsabile dell'organizzazione dei servizi e uffici di competenza nonché del personale da lui dipendente;
- 7. riferire mensilmente al Consiglio di Amministrazione, per quanto di competenza, in ordine alle società partecipate assegnate;
- 8. firmare la corrispondenza della Società e gli atti relativi all'esercizio dei poteri attribuiti e delle funzioni esercitate;
- 9. stipulare, modificare e risolvere contratti di apertura di credito, finanziamenti di qualsiasi tipo e durata che comportino un impegno di spesa fino a 1 milione di euro per ogni singola operazione;
- 10. aprire e chiudere conti correnti con banche e istituti di credito, prelevare somme dai conti intestati alla Società, all'uopo emettendo i relativi assegni o equivalenti, e disporre bonifici sia a valere su effettive disponibilità, sia a valere su aperture di credito in conto corrente;
- 11. effettuare versamenti sui conti correnti bancari e postali della Società, e girare per l'accredito sui conti correnti medesimi assegni e vaglia;
- 12. spiccare tratte sulla clientela, girare anche per lo sconto pagherò, cambiali, tratte nonché assegni di qualunque specie e compiere ogni altra operazione consequenziale;
- 13. cedere crediti e accettare cessioni di crediti vantati dai fornitori (contratti di reverse factoring e/o factoring indiretto) della Società pro-soluto e/o pro-solvendo fino a un importo massimo di 250 milioni di euro per singola operazione e operare con società e istituti di factoring sottoscrivendo tutti gli atti relativi;
- 14. rappresentare la Società attivamente e passivamente di fronte all'Amministrazione finanziaria e commissioni di ogni ordine e grado nonché alla Cassa Depositi Prestiti, Banca d'Italia, uffici doganali, postali e telegrafici; a titolo esemplificativo:
- a) sottoscrivere le dichiarazioni dei redditi e Iva nonché provvedere a qualsiasi altro adempimento di natura fiscale;
- b) presentare denunce, proporre istanze e ricorsi, richiedere licenze e autorizzazioni;
- c) rilasciare quietanze, in particolare per mandati di pagamento in relazione a crediti oggetto di operazioni di factoring;
- d) compiere qualsiasi operazione presso la Cassa Depositi e Prestiti, Banca d'Italia, uffici doganali, postali e telegrafici per spedizioni, deposito, svincolo e ritiro di merci, valori, pacchi, e pieghi, lettere raccomandate e assicurate, rilasciando ricevute e quietanzate a discarico;
- 15. prestare garanzia e concedere prestiti nonché sottoscrivere contratti relativi a polizze fideiussorie bancarie fino al valore di 500 mila euro per ciascuna operazione (tale limite non sarà operante per le operazioni connesse alla partecipazione a gare); emettere, accettare e avallare titoli di credito;
- 16. intervenire, per quanto di competenza, in qualità di rappresentante della Società, sia come impresa Capogruppo che come impresa mandante, alla costituzione di joint venture, Ati (Associazioni temporanee di imprese), Geie (Gruppo europeo di interesse economico), consorzi e altri organismi, dando e ricevendo i relativi mandati, al fine di partecipare a gare d'appalto per l'aggiudicazione di lavori, servizi e forniture;
- 17. concorrere, per quanto di competenza, a nome della Società, anche in Ati, Geie, consorzi e altri organismi, a gare d'appalto o di concessione, aste, licitazioni private, trattative private, appalticoncorsi e altri pubblici incanti nazionali, comunitari e internazionali, anche ammessi a contributo o a concorso dello Stato, per l'aggiudicazione di lavori, forniture di impianti, anche chiavi in mano e/o di beni e/o di studi e/o di ricerche e/o di servizi in genere presso qualunque soggetto nazionale, comunitario e internazionale, pubblico o privato; presentare domande di partecipazione fin dalla fase di prequalificazione; presentare offerte fino a un importo di 25 milioni di euro per ogni singola operazione; in caso di urgenza, per importi superiori a 25 milioni di euro, verrà assunta, congiuntamente al Presidente, la decisione relativa, dandone comunicazione al Consiglio di Amministrazione nella prima seduta successiva; in caso di aggiudicazione, sottoscrivere i relativi atti, contratti e impegni, compreso il rilascio di garanzie e/o la costituzione di depositi cauzionali, con ogni più ampia facoltà di negoziare, concordare e/o perfezionare tutte le clausole che riterrà necessarie e/o opportune e/o utili;
- 18. per quanto di competenza, stipulare, modificare e risolvere convenzioni commerciali con imprese ed enti;
- 19. per quanto di competenza, stipulare, con tutte le clausole opportune, cedere e risolvere contratti e convenzioni comunque inerenti all'oggetto sociale - compresi quelli aventi per oggetto opere dell'ingegno, marchi, brevetti - anche in consorzio con altre imprese fino a un importo di 2 milioni di euro per ogni singolo atto;
- 20. instaurare, nell'interesse della Società, rapporti di consulenza con esperti e professionisti esterni, fissandone tempi e modalità di pagamento, il tutto nei limiti di 300 mila euro per ciascuna operazione;
- 21. concludere transazioni fino a un importo di 5 milioni di euro per ogni singola operazione, sottoscrivere compromessi arbitrali e clausole compromissorie, procedendo altresì alla designazione e alla nomina di arbitri;
- 22. concludere, stipulare ed eseguire atti costitutivi, modificativi ed estintivi relativi a servitù attive e passive, volontarie o coattive, nonché attivare le procedure espropriative di beni immobili, installazioni, attrezzature e impianti a servizio delle reti, nonché ogni altro e qualsiasi atto che si rendesse necessario per il perfezionamento delle servitù stesse, con facoltà di compiere tutti gli atti connessi e conseguenti, ivi compresi pagare e/o ricevere, anche dilazionatamente, il corrispettivo e liquidare gli eventuali danni e rinunciare alle ipoteche legali, fino a un importo di 500 mila euro per ciascuna operazione;
- 23. conferire e revocare procure nell'ambito dei suddetti poteri, per singoli atti o categorie di atti sia a dipendenti della Società, sia a terzi anche persone giuridiche;
- 24. decidere, per quanto di competenza, l'adesione della Società a organismi, associazioni, enti aventi carattere scientifico, tecnico, di studio e ricerca in campi di interesse della Società, i cui contributi non rappresentano partecipazioni al patrimonio dell'ente medesimo, la cui partecipazione comporti un impegno di spesa non superiore a 300 mila euro per ciascuna operazione;
- 25. all'Amministratore Delegato è conferito il ruolo di datore di lavoro ai sensi e per gli effetti dell'art. 2 del D.Lgs. 81 del 9 aprile 2008, e successive integrazioni e modificazioni, con i compiti ivi previsti con facoltà di delegare, per quanto consentito dalla normativa, il compimento di ogni attività utile e/o necessaria volta ad assicurare il rispetto delle norme di legge, a eccezione dei seguenti settori/strutture per i quali il ruolo di institore/datore di lavoro è ricoperto come di seguito indicato:
- a) ing. Marcello Guerrini, per la Direzione Centrale Servizi Corporate;
- b) ing. Roberto Barilli, per la Direzione Generale Operations, in particolare per la funzione Pianificazione e coordinamento servizi regolati;
- c) ing. Salvatore Molè, per la Direzione Centrale Innovazione;
- d) dott. Franco Fogacci, per la Direzione Acqua;
- e) dott. Antonio Dondi, per la Direzione Servizi Ambientali;
- f) ing. Cristian Fabbri, per la Direzione Centrale Mercato (soprattutto per le attività inerenti al teleriscaldamento, all'unità produttiva rilevante cogeneratore Imola e per tutti gli impianti e le attività di competenza).
- 26. l'Amministratore Delegato viene incaricato di provvedere al presidio della attività in materia di albo autotrasportatori in conto terzi con facoltà di delega;
- 27. l'Amministratore Delegato, nell'ambito e nei limiti delle rispettive deleghe e delle linee di riporto da parte delle varie strutture aziendali, viene incaricato, per quanto di competenza, dell'istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. A tal fine, per quanto di competenza:
- a) garantisce che il Comitato rischi provveda alla identificazione dei principali rischi aziendali, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte dalla Società e dalle sue controllate e li sottopone periodicamente all'esame del Consiglio di Amministrazione;
- b) dà esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio di Amministrazione garantendo che le competenti strutture aziendali provvedano alla progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, verificandone costantemente l'adeguatezza e l'efficacia;
- c) si occupa dell'adattamento di tale sistema alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare;
- d) può chiedere alla funzione Internal Auditing lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell'esecuzione di operazioni aziendali;
- e) riferisce tempestivamente al Comitato controllo e rischi (o al Consiglio di Amministrazione) in merito a problematiche e criticità emerse nello svolgimento della propria attività o di cui abbia avuto comunque notizia, affinché il Comitato (o il Consiglio) possa prendere le opportune iniziative.
- f) La struttura organizzativa prevede che all'Amministratore Delegato rispondano la Direzione Centrale Amministrazione, Finanza e Controllo, la Direzione Centrale Innovazione, la
Direzione Valore Condiviso e Sostenibilità, la Direzione Business Development e Partecipate, la Direzione Centrale Mercato, nonché la Direzione Generale Operations.
Informativa al Consiglio
Conformemente a quanto raccomandato dal Codice, gli organi delegati riferiscono al Consiglio di Amministrazione e al Collegio sindacale, con periodicità almeno trimestrale, sull'attività svolta nell'esercizio delle deleghe ai medesimi attribuite.
Il Presidente Esecutivo cura che, al fine di garantire tempestività e completezza dell'informativa preconsiliare, ciascun amministratore e sindaco sia messo in condizione di disporre, almeno tre giorni lavorativi prima della riunione, fatti salvi i casi di necessità e urgenza, delle informazioni e della documentazione necessarie per la trattazione delle materie all'ordine del giorno delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, come da specifica procedura condivisa dal Consiglio di Amministrazione.
Infine il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato si adoperano affinché il Consiglio di Amministrazione sia informato anche sulle principali novità legislative e regolamentari che riguardano la Società e gli organi sociali.
e) Comitato esecutivo
Il Consiglio di Amministrazione, nominato nel corso dell'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017 e in carica fino alla naturale scadenza dell'organo amministrativo e pertanto fino all'approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019, ha provveduto, così come previsto dall'art. 23.3 dello statuto, nella seduta del 10 maggio 2017, alla nomina del Comitato esecutivo nelle persone del dott. Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente del Comitato esecutivo, del dott. Giovanni Basile, Vice Presidente del Comitato esecutivo, nonché del dott. Stefano Venier e della prof.ssa Federica Seganti, componenti.
Successivamente, in seguito alle dimissioni dalla carica di componente il Comitato esecutivo rassegnate in data 8 novembre 2018 dalla prof.ssa Federica Seganti, il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in pari data, ha nominato in sua sostituzione il prof. Alessandro Melcarne.
In considerazione di quanto sopra indicato, il Comitato esecutivo risulta così composto:
| | dott. Tomaso Tommasi di Vignano | Presidente del Comitato esecutivo |
|---|---|---|
| --- | --------------------------------- | ----------------------------------- |
| dott. Giovanni Basile |
Vice Presidente del Comitato esecutivo |
|---|---|
| ---------------------------- | ---------------------------------------- |
dott. Stefano Venier componente del Comitato esecutivo
prof. Alessandro Melcarne componente del Comitato esecutivo
Il Comitato, con riguardo alla definizione annuale del piano industriale di Gruppo, del budget, del progetto di bilancio di esercizio e alle proposte di nomina dei dirigenti responsabili di ciascuna area funzionale, ha il compito di esprimere un parere preventivo rispetto alla presentazione al Consiglio di Amministrazione nonché di deliberare:
- 1. in ordine a contratti e convenzioni inerenti all'oggetto sociale di valore superiore a 2 milioni di euro per ogni singolo contratto;
- 2. nell'interesse della Società rapporti di consulenza con esperti e professionisti esterni, fissandone tempi e modalità di pagamento per un valore superiore a 300 mila euro e fino a 1 milione di euro per ciascuna operazione;
- 3. in ordine all'adesione della Società a organismi, associazioni, enti aventi carattere scientifico, tecnico, di studio e ricerca in campi di interesse della Società i cui contributi non rappresentano partecipazioni al patrimonio dell'ente medesimo, la cui partecipazione comporti un impegno di spesa superiore a 300 mila euro e fino a 1 milione di euro per ciascuna operazione;
- 4. per transigere controversie e/o rinunciare a crediti di importo superiore a 5 milioni di euro;
- 5. in ordine alla attivazione, modifica e risoluzione di contratti per linee di credito, finanziamenti di qualsiasi tipo e durata che comportino un impegno di spesa superiore a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro per ciascuna operazione;
-
6. in ordine alla indizione di gare d'appalto e/o stipula, modifica, risoluzione di contratti per investimenti relativi a:
- lavori, servizi e forniture occorrenti per la trasformazione e la manutenzione di immobili e impianti di importo superiore a 20 milioni di euro per ogni singola operazione;
-
acquisti e alienazioni di arredi, attrezzature, macchinari e beni mobili in genere, anche iscritti in pubblici registri di importo superiore a 10 milioni di euro per ogni singola operazione;
Inoltre al Comitato compete:
- 7. esaminare trimestralmente i rapporti di audit;
- 8. sovraintendere, nel rispetto del sistema delle deleghe aziendalmente definito, all'attivazione dei piani di azione conseguenti ai rapporti di audit;
- 9. esaminare trimestralmente i report per l'analisi e il monitoraggio dei rischi finanziari.
Il Comitato esecutivo, nell'anno 2019, si è riunito sei volte, e a tutte le sedute ha partecipato la totalità dei componenti. Le sedute del Comitato esecutivo hanno avuto una durata media di un'ora e 15 minuti.
f) Amministratori indipendenti
Attualmente, sono presenti nel Consiglio di Amministrazione 13 amministratori non esecutivi indipendenti, Giovanni Basile, Francesca Fiore, Giorgia Gagliardi, Massimo Giusti, Sara Lorenzon, Stefano Manara, Danilo Manfredi, Alessandro Melcarne, Erwin P.W. Rauhe, Duccio Regoli, Federica Seganti, Marina Vignola e Giovanni Xilo, nel senso che sono in possesso dei requisiti di indipendenza previsti dal Codice di Autodisciplina e dall'art. 148 comma 3 del Tuf.
Nello specifico, gli amministratori sopra indicati hanno dichiarato:
- di non controllare, direttamente o indirettamente, anche attraverso società controllate, fiduciari o interposta persona, l'emittente; di non esercitare sull'emittente un'influenza notevole; di non partecipare a un Patto parasociale attraverso il quale uno o più soggetti possano esercitare il controllo o un'influenza notevole sull'emittente;
- di non essere attualmente e di non essere stato nei precedenti tre esercizi un esponente di rilievo dell'emittente, di una sua controllata avente rilevanza strategica o di una società sottoposta a comune controllo con l'emittente, ovvero di una società o di un ente che, anche insieme con altri attraverso un Patto parasociale, controlla l'emittente o è in grado di esercitare sullo stesso un'influenza notevole;
- di non aver attualmente e di non avere intrattenuto nell'esercizio precedente, sia direttamente che indirettamente, una significativa relazione commerciale, finanziaria o professionale:
- con l'emittente, una sua controllata, o con alcuno dei relativi esponenti di rilievo;
- con un soggetto che, anche insieme con altri attraverso un Patto parasociale, controlla l'emittente, ovvero – trattandosi di società o ente – con i relativi esponenti di rilievo, ovvero di non essere stato nei precedenti tre esercizi, lavoratore dipendente di uno dei predetti soggetti;
- di non ricevere e di non aver ricevuto nei precedenti tre esercizi, dall'emittente o da una società controllata o controllante, una significativa remunerazione aggiuntiva (rispetto all'emolumento fisso per la carica di amministratore non esecutivo dell'emittente e al compenso per la partecipazione ai comitati interni) anche sotto forma di partecipazione a piani di incentivazione legati alla performance aziendale, anche a base azionaria;
- di non rivestire la carica di amministratore esecutivo in un'altra società nella quale un amministratore esecutivo dell'emittente abbia un incarico di amministratore;
- di non essere socio o amministratore di una società o di un'entità appartenente alla rete della società incaricata della revisione legale dell'emittente;
- di non essere stretto familiare di una persona che si trovi in una delle situazioni opposte a quelle descritte nei precedenti punti.
L'indipendenza dei suddetti consiglieri è stata valutata, già in occasione della loro nomina, dal Consiglio di Amministrazione, che ne ha reso noto l'esito tramite comunicato stampa diffuso al mercato.
Non costituiscono cause che inficiano il requisito dell'indipendenza dell'amministratore le seguenti fattispecie: la nomina dell'amministratore da parte dell'azionista o del gruppo di azionisti che controlla la Società, la carica di amministratore di società controllate dalla Società e i relativi compensi, la carica di componente di uno dei comitati consultivi costituiti di cui in prosieguo.
Pur non rientrando alcuno degli attuali amministratori indipendenti nella fattispecie della durata ultranovennale dell'incarico, il Consiglio di Amministrazione, in analogia a quanto già avvenuto nei precedenti esercizi, si riserva eventualmente di valutare l'indipendenza dei propri membri, in relazione al requisito della durata dell'incarico, caso per caso, in omaggio al principio della prevalenza della sostanza sulla forma.
Nella seduta del 25 marzo 2020, alla luce di quanto dichiarato da ciascun amministratore non esecutivo e tenuto conto che non risulta nota al Consiglio di Amministrazione l'esistenza di relazioni degli attuali consiglieri non esecutivi tali da compromettere o condizionare la loro autonomia di giudizio, il Consiglio di Amministrazione ha confermato la valutazione di indipendenza dei propri membri.
Il Collegio sindacale, in ottemperanza alle disposizioni contenute nell'art. 3.C.5 del Codice, ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare l'indipendenza dei propri membri.
Nel corso dell'esercizio 2019, gli amministratori indipendenti, in ottemperanza a quanto stabilito dall'art. 3.C.6 del Codice di Autodisciplina, si sono riuniti separatamente e autonomamente in data 18 dicembre 2019.
Lead indipendent director
È facoltà degli amministratori indipendenti individuare al proprio interno un Lead indipendent director, benché non ricorrano i presupposti previsti dal Codice di Autodisciplina per la nomina di tale figura, in quanto il Presidente non è il principale responsabile della gestione dell'impresa e non controlla l'emittente.
Tutti i 13 amministratori indipendenti non hanno esercitato tale facoltà e pertanto il Consiglio di Amministrazione non ha proceduto alla designazione del Lead indipendent director.
Al fine di disciplinare la comunicazione verso le autorità di settore e verso il pubblico di notizie, di dati e informazioni privilegiate inerenti la gestione e le attività svolte, la cui diffusione può incidere sui processi valutativi del titolo azionario e, conseguentemente, sul livello della domanda e dell'offerta del medesimo, il Consiglio di Amministrazione ha aggiornato la specifica procedura di Gruppo, recependo le novità legislative introdotte, con effetti decorrenti dal 3 luglio 2016, dalla normativa europea sulla Market abuse regulation (Mar) (Regolamento 596/2014/UE, Direttiva 2014/57/UE, Regolamenti di esecuzione 2016/347/UE e 2016/1055/UE), nonché delle linee guida della Consob in materia emanate nell'ottobre 2017.
Tale procedura ha l'obiettivo di:
- I. identificare e accertare le specifiche informazioni riservate e quelle rilevanti, ossia le informazioni relative a dati, eventi, progetti o circostanze che possono assumere natura privilegiata e, conseguentemente, influenzare l'andamento del prezzo delle azioni Hera;
- II. definirne le modalità di autorizzazione e di gestione all'interno del Gruppo;
- III. disciplinarne le modalità di comunicazione all'esterno, in termini di documentazione, comunicati emanati, interviste e dichiarazioni rilasciate, incontri effettuati.
La suddetta procedura è volta a individuare le funzioni aziendali poste a supporto del vertice per l'individuazione e la conseguente mappatura delle informazioni rilevanti, nonché i soggetti che hanno accesso alle medesime e il momento in cui le stesse possano assumere la natura di informazioni privilegiate, sulla base delle valutazioni effettuate dal vertice stesso.
In ottemperanza alle disposizioni delle Linee Guida della Consob, viene istituita la c.d. Relevant Information List (Ril), nella quale sono inseriti i nominativi dei soggetti che hanno accesso alle informazioni rilevanti, individuate in seguito all'attività di mappatura. La Ril si aggiunge al già presente elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate, le cui modalità di gestione e tenuta sono già stati a suo tempo oggetto di aggiornamento in ottemperanza alle disposizioni introdotte dalla Mar (Regolamento 596/2014/Ue, Direttiva 2014/57/UE, Regolamento di esecuzione 2016/347/UE), che ha, in particolare, ampliato il concetto di informazione privilegiata, stabilendo che la stessa è un'informazione avente un carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti o uno o più strumenti finanziari e che, se resa pubblica, potrebbe avere un effetto significativo sui prezzi di tali strumenti finanziari o sui prezzi di strumenti finanziari derivati collegati, e introducendo il concetto di informazione privilegiata a formazione progressiva.
Inoltre, in applicazione della procedura in materia di internal dealing aggiornata da Hera Spa a seguito dell'entrata in vigore della Mar (Regolamento 596/2014/UE, della Direttiva 2014/57/UE, Regolamenti di esecuzione 2016/523/UE e 2016/522/UE) vengono individuati quali soggetti rilevanti, obbligati a comunicare a Consob le operazioni dagli stessi effettuati sugli strumenti finanziari di Hera Spa, i membri del Consiglio di Amministrazione, i sindaci effettivi, i direttori generali, i titolari di una partecipazione, calcolata ai sensi dell'art. 118 del Regolamento Emittenti Consob, pari almeno al 10% del totale dei diritti di voto che compongono il capitale sociale della Società, nonché le persone strettamente legate ai medesimi. Tale procedura disciplina i tempi e le modalità di comunicazione delle operazioni compiute dai soggetti rilevanti. Hera Spa ha individuato nella Direzione Centrale Legale e Societario il soggetto preposto al ricevimento, alla gestione e alla diffusione al mercato delle informazioni in materia.
Il soggetto preposto si avvarrà della Direzione Centrale Relazioni Esterne per la diffusione al mercato delle informazioni.
I comitati interni, costituiti in ottemperanza alle disposizioni del Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana Spa, rappresentano un'articolazione interna del Consiglio di Amministrazione con un ruolo consultivo e propositivo e la relativa composizione, valutata in sede di nomina sulla base delle specifiche competenze e professionalità richieste, è disponibile sul sito internet www.gruppohera.it.
Tali comitati funzionano in base a regolamenti interni e/o regole di comunicazione verso il Consiglio di Amministrazione atte a garantirne un corretto ed efficiente funzionamento.
Il Consiglio di Amministrazione, rinnovato in data 27 aprile 2017, ha proceduto alla ridefinizione della composizione dei suddetti comitati nella seduta del 10 maggio 2017.
a) Comitato per le nomine
Si è ritenuto di riservare al Consiglio di Amministrazione le funzioni del Comitato per le nomine anche in considerazione del fatto che le nomine dei membri del Consiglio di Amministrazione sono in capo agli azionisti attraverso il voto di lista in sede assembleare.
b) Comitato per la remunerazione
Il Comitato per la remunerazione ha il compito di valutare periodicamente l'adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica adottata per la remunerazione degli amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche avvalendosi, a tale ultimo riguardo, delle informazioni fornite dagli amministratori delegati; formula al Consiglio di Amministrazione proposte in materia.
Il Comitato, inoltre, presenta al Consiglio proposte o esprime pareri sulla remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione; monitora altresì l'effettivo raggiungimento degli obiettivi di performance.
Nello svolgimento delle sue funzioni, il Comitato per la remunerazione ha la possibilità di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.
Tale Comitato, istituito per la prima volta nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 4 novembre 2002 e rinnovato da ultimo nella sua composizione in data 10 maggio 2017, è composto dai seguenti consiglieri indipendenti non esecutivi: Giovanni Basile, nella qualità di Presidente, Francesca Fiore, Massimo Giusti e Stefano Manara.
Si precisa che il Presidente Giovanni Basile, nonché il componente Massimo Giusti possiedono specifica esperienza in materia finanziaria, ritenuta adeguata dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina. Ai lavori del Comitato possono partecipare, su espresso invito del Presidente del Comitato, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e l'Amministratore Delegato.
Il Comitato per la remunerazione si è riunito nell'anno 2019 una volta, alla quale hanno partecipato tutti i componenti del Comitato. La seduta del Comitato per la remunerazione, regolarmente verbalizzata, ha avuto una durata di circa due ore.
Si precisa che il Comitato per la remunerazione, nel 2019, ha affrontato gli argomenti relativi alla consuntivazione della remunerazione variabile 2018 (componente obiettivi aziendali e componente welfare), alla consuntivazione della remunerazione variabile 2018 relativa al vertice aziendale, nonché alle politiche retributive 2019 per direttori e dirigenti (RAL, RGA, RDA).
Su proposta del Comitato per la remunerazione, con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione avvenuto nel corso dell'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017, è stata introdotta la clausola di clawback, che prevede meccanismi di correzione ex-post del sistema di remunerazione degli amministratori esecutivi, nonché la clausola che prevede, in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione dell'incarico di questi ultimi, una indennità risarcitoria nella misura di 18 mensilità.
Per ulteriori informazioni si rinvia alla relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti ex art. 123-ter Tuf.
c) Comitato controllo e rischi
Composizione e funzionamento del Comitato controllo e rischi (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), Tuf)
In conformità a quanto previsto dal Codice, il Consiglio di Amministrazione della Società, nella seduta del 4 novembre 2002 ha deliberato la costituzione del Comitato per il controllo interno. Successivamente, nel corso della seduta del Consiglio di Amministrazione della Società del 17 dicembre 2012, in applicazione degli aggiornamenti al Codice di Autodisciplina, il Comitato per il controllo interno ha assunto altresì la funzione di Comitato gestione dei rischi, al fine di gestire i rischi aziendali e di supportare l'organo amministrativo nelle relative valutazioni e decisioni. Tale Comitato, rinnovato nella sua composizione in data 10 maggio 2017, è composto dai consiglieri Giovanni Basile in qualità di Presidente, Erwin Paul Walter Rauhe, Duccio Regoli e Sara Lorenzon. Si precisa che il Presidente Giovanni Basile e il componente Erwin Paul Walter Rauhe possiedono specifica esperienza in materia contabile e finanziaria, ritenuta adeguata dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina.
Il Comitato controllo e rischi si è riunito nell'anno 2019 sette volte; a cinque sedute ha partecipato la totalità dei componenti, mentre a due sedute ha partecipato la quasi totalità dei componenti. Le sedute del Comitato per il controllo interno, regolarmente verbalizzate, hanno avuto una durata media pari a circa un'ora e quaranta minuti.
Funzioni attribuite al Comitato controllo e rischi
Il Comitato per il controllo e rischi ha il compito di vigilare sulla funzionalità del sistema di controllo interno, sull'efficienza dei processi aziendali, sull'affidabilità delle informazioni fornite agli organi sociali e al mercato, nonché sul rispetto delle leggi e dei regolamenti e sulla salvaguardia del patrimonio aziendale.
Il Comitato controllo e rischi ha altresì il compito di supportare, con adeguata attività istruttoria, le decisioni e le valutazioni del Consiglio di Amministrazione relative al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché le valutazioni relative all'approvazione delle relazioni finanziarie periodiche. Il Comitato, pertanto, nello svolgere il suo ruolo di supporto al Consiglio di Amministrazione, esprime il proprio parere con riferimento:
- a) alla definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, in modo che i principali rischi afferenti a Hera e alle sue controllate risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, determinando inoltre i criteri di compatibilità di tali rischi con una sana e corretta gestione d'impresa;
- b) all'adeguatezza, con cadenza almeno semestrale, del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto, nonché alla sua efficacia;
- c) al piano di lavoro predisposto dal responsabile della struttura di Internal Auditing, con cadenza almeno annuale, sentiti il Collegio sindacale e gli amministratori incaricati del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Il Comitato, inoltre, in particolare, nell'assistere il Consiglio di Amministrazione:
- d) valuta, unitamente al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, sentiti il revisore legale e il Collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione dei bilanci e più in generale dell'informativa finanziaria;
- e) esprime pareri su specifici aspetti inerenti all'identificazione dei principali rischi aziendali;
- f) esamina le relazioni periodiche aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e quelle elaborate, almeno semestralmente, dal responsabile della struttura di Internal Auditing;
- g) esprime il proprio parere preventivo sulle proposte formulate dagli amministratori incaricati del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi al Consiglio di Amministrazione in merito a provvedimenti di nomina e revoca del responsabile della struttura di Internal Auditing, all'attribuzione allo stesso di adeguate risorse per l'espletamento delle proprie responsabilità, nonché alla determinazione della relativa remunerazione coerentemente con le politiche aziendali;
- h) monitora l'autonomia, l'adeguatezza, l'efficacia e l'efficienza della struttura di Internal Auditing;
- i) valuta i rilievi che emergono dai rapporti di audit del responsabile della struttura di Internal Auditing, dalle comunicazioni del Collegio sindacale e dei singoli componenti del medesimo Collegio, dalle relazioni e dalle eventuali lettere di suggerimenti (management letter) delle società di revisione e dalle indagini e dagli esami svolti dagli altri comitati della Società e da terzi;
- j) può chiedere alla struttura di Internal Auditing lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Collegio sindacale;
- k) riferisce al Consiglio di Amministrazione, almeno in occasione dell'approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull'attività svolta nonché sull'adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi.
Nel corso degli incontri, tenutisi nell'esercizio 2019, regolarmente verbalizzati, si è proceduto:
- all'esame e approvazione delle relazioni periodiche;
- all'aggiornamento degli audit in corso e completati;
- all'approvazione del piano di audit 2020 e del budget 2020 della Direzione Internal Auditing.
Ai lavori del Comitato partecipa il Presidente del Collegio sindacale o altro sindaco designato dal Presidente del Collegio, nonché, su espresso invito del Presidente del Comitato, il Presidente del Consiglio di Amministrazione e l'Amministratore Delegato.
Nello svolgimento delle sue funzioni, il Comitato controllo e rischi ha avuto la possibilità di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti.
Con riferimento all'esercizio 2019, il Consiglio di Amministrazione, a seguito delle relazioni trimestrali del Comitato controllo e rischi, ha valutato positivamente l'adeguatezza e l'efficacia del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, anche in ottica di sostenibilità, rispetto alle caratteristiche dell'impresa e al profilo di rischio assunto con riferimento anche alle società controllate aventi rilevanza strategica.
d) Comitato etico e sostenibilità
Composizione e funzionamento
Il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, nella seduta del 12 settembre 2007, ha definito il testo della mission e dei valori e principi di funzionamento del Gruppo, approvando conseguentemente la versione aggiornata del codice etico, che costituisce uno strumento della responsabilità sociale dell'Impresa per l'attuazione di principi di deontologia ispirati a buone pratiche di comportamento e diretti al perseguimento della mission aziendale.
Pertanto, in attuazione del suddetto codice, il Consiglio di Amministrazione, nella seduta dell'8 ottobre 2007, ha istituito un apposito Comitato composto da tre membri, di cui almeno un consigliere della Società, e due esperti in materia di responsabilità sociale e degli argomenti trattati dal D.Lgs. 231/01, evidenziando altresì che almeno un componente deve essere esterno.
Successivamente, nella seduta dell'8 novembre 2018, il Consiglio di Amministrazione di Hera, in ottemperanza a quanto indicato dall'art. 4 (Istituzione e funzionamento dei comitati interni al Consiglio di amministrazione) del vigente Codice di Autodisciplina per le società quotate di Borsa Italiana Spa, ha ritenuto opportuno attribuire al Comitato etico le funzioni di supervisione delle questioni di sostenibilità connesse all'esercizio dell'attività dell'impresa e alle sue dinamiche di interazione con tutti gli stakeholder, stabilendo altresì di modificarne la denominazione in Comitato etico e sostenibilità e di ampliarne la composizione, portando i componenti da tre a quattro, di cui due Consiglieri di Hera Spa.
Il Comitato, pertanto, rinnovato in data 10 maggio 2017, è composto da due consiglieri di Hera Spa nelle persone dei signori Massimo Giusti, Presidente, e Federica Seganti, nominata in data 8 novembre 2018, nonché dal signor Mario Viviani e da un dirigente esperto in materia di responsabilità sociale.
Il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, nella seduta del 18 dicembre 2019, ha deliberato un nuovo aggiornamento del codice, adottando la sua quinta edizione, in seguito a un percorso di condivisione che ha coinvolto i vertici di Hera, i dipendenti del Gruppo attraverso vari sistemi di comunicazione aziendale, nonché le parti sociali. Sono state altresì effettuate analisi di benchmarking su altre aziende e incontri che hanno visto il coinvolgimento di impiegati direttivi, quadri e dirigenti del Gruppo in qualità di portavoce di seminari svoltisi in precedenza.
Il Comitato etico e sostenibilità si è riunito nell'anno 2019 sette volte; a cinque sedute ha partecipato la totalità dei componenti, mentre a due sedute ha partecipato la quasi totalità dei componenti. Le sedute del Comitato etico hanno avuto una durata media pari a circa un'ora e 30 minuti.
Funzioni del Comitato etico e sostenibilità
Il Comitato etico e sostenibilità ha il compito di monitorare la diffusione, l'attuazione e il rispetto dei principi del codice etico. Dal 2008, anno di entrata in vigore del codice etico, è stato attivato un canale riservato e diretto con il Comitato a favore di tutti gli stakeholder interessati a fornire la segnalazione di eventuali comportamenti contravvenenti il codice e i valori promossi dal Gruppo.
Nelle riunioni tenutesi nel corso dell'esercizio il Comitato ha provveduto alla disamina delle segnalazioni inviate e alle conseguenti istruttorie effettuate con le direzioni di riferimento, alla valutazione dei contenuti del bilancio di sostenibilità 2018, nonché all'avvio del percorso di aggiornamento del codice etico.
Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi è integrato nei più generali assetti organizzativi e di governo societario adottati da Hera e tiene in adeguata considerazione le raccomandazioni del Codice di Autodisciplina per le società quotate di Borsa Italiana Spa, i modelli di riferimento e le migliori prassi esistenti in ambito nazionale e internazionale.
La corporate governance dei rischi in Hera
Hera ha adottato una struttura organizzativa atta a gestire in maniera appropriata l'esposizione al rischio derivante dal proprio business, definendo un approccio integrato volto a preservare l'efficacia e la redditività della gestione lungo l'intera catena del valore.
Il sistema di corporate governance per la gestione del rischio che è stato implementato consente un indirizzo unitario e coerente delle strategie di gestione (Enterprise risk management).
Per una descrizione di maggior dettaglio, si rimanda al paragrafo 1.02.01 "Governance dei rischi" della relazione sulla gestione.
Il Comitato rischi
Il Comitato rischi, nominato dal Consiglio di Amministrazione in data 28 aprile 2014, è composto dal Presidente Esecutivo, dal Vice Presidente e dall'Amministratore Delegato di Hera Spa, dal Direttore Centrale Amministrazione, Finanza e Controllo, dal Direttore Centrale Mercato e dall'Enterprise risk manager. Inoltre, in relazione a specifiche tematiche di competenza, viene prevista la partecipazione del Direttore Centrale Legale e Societario, del Direttore Centrale Servizi Corporate, del Direttore Centrale Innovazione e del Direttore Generale di Hera Trading Srl.
I rischi rilevanti trattati all'interno del Comitato rischi fanno riferimento ai seguenti ambiti: strategico, economico, finanziario, regolatorio, competitivo, tecnologico, ambientale e del capitale umano. Nel 2019 il Comitato rischi si è riunito quattro volte e ha fornito informativa sulla gestione dei rischi al Consiglio di Amministrazione nelle sedute del 20 febbraio e del 30 luglio 2019.
La struttura di gestione dei rischi di Gruppo
Nel disegno complessivo del processo di gestione dei rischi, Hera ha adottato un approccio articolato, allineato alle best practice di settore, mediante l'introduzione dell'Enterprise risk management (Erm). Tale orientamento è volto a definire un approccio sistematico e coerente al loro controllo e gestione, realizzando un modello efficace di indirizzo, monitoraggio e rappresentazione, orientato all'adeguatezza dei processi di gestione e alla loro coerenza con gli obiettivi del vertice.
Per una descrizione di maggior dettaglio relativa agli elementi fondamentali del risk management framework, si rimanda al capitolo 1.02.02 "Metodologia di gestione" della relazione sulla gestione.
In data 20 gennaio 2016 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il primo report Erm con la mappatura dei rischi di Gruppo, corredato delle opportune misure di valutazione per singolo rischio e per il rischio consolidato (impatto, probabilità, severità, livelli di controllo) e in quella sede il Consiglio di Amministrazione ha approvato la Linea Guida Gruppo Hera Group risk management policy e i limiti di rischio per l'anno 2016.
In data 15 febbraio 2017 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il secondo report Erm con ampliamento del perimetro di riferimento, dell'universo dei rischi oggetto di controllo e delle tipologie, e nella stessa sede sono stati approvati i limiti per il 2017 e l'aggiornamento della Linea Guida Gruppo Hera Group risk management policy.
In data 27 settembre 2017, è stata presentata al Consiglio di Amministrazione un'informativa in merito alle attività di presidio dei rischi nell'ambito del Gruppo.
In particolare, sono state approfondite le tematiche inerenti:
- le linee di difesa dei rischi e la struttura della governance;
- la compliance L. 262/2005 e la compliance D.Lgs. 231/2001, esplicitando il ruolo del Dirigente Preposto e dell'Organismo di vigilanza nelle rispettive informative al Consiglio di Amministrazione;
- la governance della gestione dei rischi, esplicitando il ruolo del Comitato rischi, in particolare nella comunicazione dei flussi informativi al Consiglio di Amministrazione, al Collegio sindacale, al Comitato controllo e rischi e all'Internal Auditing, e il sistema di governance implementato attraverso l'adozione dell'Erm con l'assegnazione del ruolo di indirizzo strategico al Consiglio di Amministrazione, cui spetta la decisione circa il profilo di rischio del Gruppo e l'approvazione della Linea Guida Gruppo Hera Group risk management policy.
In data 10 gennaio 2018 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il terzo report Erm. In data 10 gennaio 2019 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il quarto report Erm. In data 10 gennaio 2020 è stato presentato al Consiglio di Amministrazione il quinto report Erm con ampliamento del perimetro di riferimento e dell'universo dei rischi oggetto di controllo e backtesting dei rischi relativi alla precedente analisi Erm. Sono inoltre stati approvati i limiti di rischio per l'anno 2020, nonché l'aggiornamento della Linea Guida Gruppo Hera Group risk management policy.
a) Il sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria
Premessa
Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi relativi all'informativa finanziaria, è volto a garantire l'attendibilità, l'affidabilità, l'accuratezza e la tempestività dell'informativa societaria in tema di bilancio e la capacità dei processi aziendali rilevanti ai fini di produrre tale informativa in accordo con i principi contabili del Gruppo.
Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi in relazione al processo di informativa finanziaria di Hera si ispira al Coso Framework (pubblicato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission); quest'ultimo è il modello di riferimento riconosciuto a livello internazionale.
La definizione del sistema di controllo interno e gestione dei rischi è avvenuta in conformità alla normativa e ai regolamenti di riferimento:
- D.Lgs. del 24 febbraio 1998, 58 e s.s.m. art. 154-bis del Tuf;
- L. 262 del 28 dicembre 2005 (e successive modifiche, tra cui il D.Lgs. di recepimento della cosiddetta Direttiva 2004/109/CE sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sulle società quotate approvato il 30 ottobre 2007) in tema di redazione dei documenti contabili societari;
- Regolamento Emittenti Consob emesso il 4 maggio 2007 attestazione del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e degli organi amministrativi delegati sul bilancio d'esercizio e consolidato e sulla relazione semestrale ai sensi dell'art. 154-bis del Tuf;
- Regolamento Emittenti Consob emesso il 6 aprile 2009, Recepimento della Direttiva 2004/109/CE sull'armonizzazione degli obblighi di trasparenza riguardanti le informazioni sugli emittenti i cui
valori mobiliari sono ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato e che modifica la Direttiva 2001/34/CE;
- Codice Civile, che prevede l'estensione dell'azione di responsabilità nella gestione sociale (art. 2434 Codice Civile), del reato di infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità (artt. 2635 e 2635 bis Codice Civile) e del reato di ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche e di vigilanza (art. 2638 Codice Civile) ai dirigenti preposti la redazione dei documenti contabili;
- D.Lgs. 231/2001 che, richiamando le previsioni del Codice Civile sopra citate e la responsabilità amministrativa dei soggetti giuridici per reati commessi dai propri dipendenti nei confronti della Pubblica amministrazione, considera tra i soggetti apicali il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili.
Inoltre il Gruppo, nell'implementazione del sistema, ha tenuto conto delle indicazioni fornite da alcuni organismi di categoria in merito all'attività del Dirigente Preposto (Andaf, Aiia e Confindustria).
Descrizione delle principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria
Il Dirigente Preposto, nell'ambito del sistema di controllo interno e gestione dei rischi relativo al processo di informativa finanziaria, ha definito un modello di controllo contabile e amministrativo – regolamento del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari (nel prosieguo anche il modello) approvato dal Consiglio di Amministrazione di Hera Spa nella seduta del 27 marzo 2018, che descrive la metodologia adottata e i relativi ruoli e responsabilità nell'ambito della definizione, implementazione, monitoraggio e aggiornamento nel tempo del sistema di procedure amministrativo-contabile e della valutazione della sua adeguatezza ed efficacia.
Il modello di controllo contabile e amministrativo di Hera definisce un approccio metodologico relativamente al sistema di gestione dei rischi e del controllo interno in relazione al processo di informativa finanziaria che si articola nelle seguenti fasi:
- risk assessment per l'individuazione, aggiornamento e valutazione dei rischi sull'informativa societaria;
- identificazione dei controlli e aggiornamento delle procedure amministrative a fronte dei rischi individuati;
- valutazione dei rischi individuati.
Fase 1: risk assessment
Rappresenta il processo di identificazione e/o aggiornamento dei rischi legati all'informativa societaria (rischi di errore non intenzionale o di frode) che potrebbe avere effetti sul bilancio ed è svolto sotto la responsabilità del Dirigente Preposto con cadenza almeno annuale.
Nell'ambito di tale processo si identificano l'insieme degli obiettivi che il sistema intende conseguire al fine di assicurare una rappresentazione veritiera e corretta di tale informativa. La valutazione dei rischi, condotta secondo un approccio top-down si focalizza sulle aree del bilancio in cui sono stati individuati i potenziali impatti sull'informativa societaria rispetto al mancato raggiungimento di tali obiettivi di controllo.
Nell'ambito del processo di risk assessment, sono effettuate le seguenti attività:
- identificazione e/o aggiornamento delle società del Gruppo ritenute rilevanti in ambito del sistema di controllo interno sull'informativa societaria;
- identificazione e/o aggiornamento dell'elenco dei processi aziendali individuati come rilevanti ai fini del corretto funzionamento del sistema di controllo contabile e amministrativo di Gruppo;
- verifica dell'adeguatezza complessiva del modello di controllo contabile e amministrativo in essere.
Il processo di scoping per la determinazione del perimetro delle società e dei processi rilevanti in termini di potenziale impatto sull'informativa societaria ha l'obiettivo di individuare le società del Gruppo Hera, i conti, i processi a essi associati e qualsiasi altra informazione di bilancio, ritenute rilevanti. Le valutazioni sono effettuate utilizzando sia parametri quantitativi che parametri qualitativi.
Fase 2: identificazione dei controlli e aggiornamento delle procedure amministrativo-contabili
L'identificazione dei controlli necessari a mitigare i rischi individuati nella fase precedente è effettuata considerando gli obiettivi di controllo associati all'informativa finanziaria.
Sulla base di quanto sopra, Hera Spa ha definito un sistema di controllo interno per il quale i responsabili di funzioni aziendali, con cadenza almeno annuale, verificano, ciascuno per le aree di propria competenza, il disegno e l'effettiva operatività delle attività di controllo.
I risultati dell'aggiornamento periodico delle procedure e dei relativi controlli sono condivisi dai responsabili di funzioni aziendali con il Dirigente Preposto. I responsabili di funzioni aziendali provvedono ad aggiornare/modificare le procedure amministrativo-contabili per le aree di propria competenza con cadenza almeno annuale.
Fase 3: valutazione periodica delle procedure amministrativo-contabili e dei controlli in esse contenuti
I controlli identificati sono sottoposti a valutazione periodica di adeguatezza ed effettiva operatività attraverso specifiche attività di monitoraggio (testing) secondo le best practice esistenti in tale ambito.
Nell'effettuare le attività di cui sopra, il Dirigente Preposto valuta il coinvolgimento dei responsabili delle funzioni aziendali che ritiene di volta in volta necessari e dei referenti delle società controllate.
Con cadenza semestrale, il Dirigente Preposto e l'Amministratore Delegato di Hera Spa ricevono attestazioni interne dalle società controllate e collegate rilevanti con riferimento alla completezza e attendibilità dei flussi informativi ai fini della predisposizione dell'informativa societaria.
Il Dirigente Preposto definisce su base semestrale una reportistica nella quale sintetizza i risultati delle valutazioni dei controlli a fronte dei rischi precedentemente individuati sulla base delle risultanze delle attività di monitoraggio svolte.
La sintesi direzionale predisposta, una volta condivisa con l'Amministratore Delegato, viene comunicata al Collegio sindacale di Hera Spa, al Comitato controllo e rischi e al Consiglio di Amministrazione.
Ruoli e funzioni coinvolte
Il sistema di controllo interno e gestione dei rischi sull'informativa finanziaria è governato dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili-societari, il quale, di concerto con l'Amministratore Delegato, è responsabile di progettare, implementare, monitorare e aggiornare nel tempo il modello di controllo amministrativo-contabile.
Nello svolgimento delle sue attività, il Dirigente Preposto:
- è supportato da una specifica funzione denominata Compliance 262, in staff al Direttore Centrale Amministrazione Finanza e Controllo, istituita con ordine di servizio 49 del 30 ottobre 2013 e avente decorrenza 1° novembre 2013;
- è supportato dai responsabili delle funzioni aziendali coinvolti i quali, relativamente all'area di propria competenza, assicurano la completezza e l'attendibilità dei flussi informativi verso il Dirigente Preposto ai fini della predisposizione dell'informativa contabile;
- coordina le attività svolte dai responsabili amministrativi delle società controllate rilevanti, i quali sono incaricati dell'implementazione, all'interno della propria società, insieme con gli organismi delegati, di un adeguato sistema di controllo contabile a presidio dei processi amministrativocontabili;
- instaura un reciproco scambio di informazioni con il Comitato controllo e rischi e con il Consiglio di Amministrazione, riferendo sull'attività svolta e sull'adeguatezza del sistema di controllo contabile e amministrativo.
Infine, il Collegio sindacale e l'Organismo di vigilanza sono informati relativamente all'adeguatezza e all'affidabilità del sistema amministrativo-contabile.
b) Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
Il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, da ultimo con delibera del 27 aprile 2017, ha stabilito che il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato, nell'ambito e nei limiti delle rispettive deleghe e delle linee di riporto da parte delle varie strutture aziendali, siano incaricati, per quanto di competenza, della istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Il Presidente Esecutivo e l'Amministratore Delegato, sempre per quanto di competenza:
- garantiscono che il Comitato rischi provveda alla identificazione dei principali rischi aziendali, tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte dalla Società e dalle sue controllate e li sottoponga periodicamente all'esame del Consiglio di Amministrazione;
- danno esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio di Amministrazione, garantendo che le competenti strutture aziendali provvedano alla progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno e gestione dei rischi, verificandone costantemente l'adeguatezza e l'efficacia.
I vertici aziendali possono chiedere alla Direzione Internal Auditing di svolgere verifiche relative alla valutazione dei rischi su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell'esecuzione di operazioni aziendali.
c) Responsabile della funzione Internal Auditing
Nel corso del 2017, si è provveduto a nominare, al fine di garantire un adeguato funzionamento del sistema di controllo interno e gestione rischi, il nuovo Direttore Internal Auditing che riporta al Vice Presidente.
La funzione di Internal Auditing riferisce del proprio operato, con cadenza trimestrale ovvero ogni qualvolta lo ritenga necessario, all'Amministratore Delegato, al Presidente del Consiglio di Amministrazione, al Comitato controllo e gestione rischi e al Collegio sindacale. È gerarchicamente indipendente dai responsabili di aree operative e può avere accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento del proprio incarico.
Attraverso la predisposizione di un adeguato risk assessment e del piano di audit triennale:
- fornisce una valutazione sintetica e comparativa delle principali aree di rischio e del relativo sistema di controllo, effettuando aggiornamenti tramite l'avvenuto confronto con il management;
- individua, in funzione del diverso grado di rischiosità dei processi aziendali, le priorità di intervento della funzione di Internal Auditing.
d) Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001
Il D.Lgs. 231/2001 ha introdotto nell'ordinamento italiano la responsabilità amministrativa (rectius penale) delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni. In particolare, esso ha introdotto la responsabilità penale degli enti per alcuni reati commessi nell'interesse o a vantaggio degli stessi da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso e, infine, da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati. I fatti di reato rilevanti sono i reati nei confronti della Pubblica amministrazione e i reati societari commessi nell'interesse delle società.
Tuttavia, gli artt. 6 e 7 del D.Lgs. 231/2001 prevedono una forma di esonero dalla responsabilità qualora (i) l'ente dimostri di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la realizzazione dei reati presi in considerazione dal decreto medesimo; (ii) il compito di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli, nonché di curarne l'aggiornamento, sia affidato a un organismo dell'ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo.
A tal fine il 16 febbraio 2004 il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa ha approvato, e successivamente aggiornato, anche alla luce delle disposizioni introdotte dal D.Lgs. 81/2008 nonché dal D.Lgs. 97/2016, il modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 con lo scopo di creare un sistema strutturato e organico di procedure e attività di controllo preventivo avente come obiettivo la prevenzione dei reati di cui al citato decreto, mediante l'individuazione delle attività esposte a rischio di reato e la loro conseguente proceduralizzazione.
A oggi il modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 comprende 25 protocolli, implementati nel tempo e relativi alle singole aree sensibili, che puntano ad assicurare trasparenza e senso di responsabilità nei rapporti interni e con il mondo esterno.
Per ciascun processo a rischio i protocolli individuano principi, ruoli e responsabilità cui attenersi nella gestione delle attività e definiscono i flussi informativi periodici di controllo.
Ciascun protocollo assicura all'Organismo di vigilanza il costante monitoraggio delle attività a rischio. Le procedure adottate fanno propri i principi del codice etico con l'obiettivo di indirizzare la gestione del Gruppo secondo i valori e i principi di funzionamento definiti nella Carta dei valori.
I fattori di rischio e le criticità sono stati identificati e pesati attraverso una attività di risk assessment sulle aree di business del Gruppo e sui processi di infrastruttura. Gli specifici rischi inerenti le tematiche 231 sono definiti dall'Organismo di vigilanza in un piano di audit annuale che tiene conto delle valutazioni di rischio, della copertura di nuovi processi, dell'evoluzione normativa e dell'estensione dell'ambito di attività delle società del Gruppo.
Il modello prevede una permanente attività di verifica di compliance legale, la stesura di Audit Report sull'effettiva implementazione dei protocolli nelle società del Gruppo rientranti nel perimetro 231, la prestazione di assistenza in relazione alla redazione dei piani di rientro in accoglimento delle raccomandazioni espresse nei report, una specifica attività di follow-up indirizzata a verificare l'implementazione dei piani di rientro e l'effettivo superamento delle criticità evidenziate.
Il modello prevede una attività di informazione e formazione che ha come destinatari i soggetti coinvolti nei processi sensibili allo scopo di far prendere coscienza sui comportamenti vietati e obbligatori, creare consapevolezza sui relativi comportamenti etici e promuovere una cultura di Gruppo nella gestione dei rischi aziendali.
Parte integrante del modello è l'esame semestrale da parte dell'Organismo di vigilanza dei flussi informativi riguardanti le attività a rischio.
Con cadenza triennale viene redatto per tutto il Gruppo il documento di analisi dei rischi con relativo piano di revisione, l'ultimo dei quali riguarda l'arco temporale 2019-2021.
Il modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/2001 è stato adottato anche dalle società controllate aventi rilevanza strategica.
Il Consiglio di Amministrazione ha altresì istituito l'Organismo di vigilanza, approvando il relativo regolamento.
Tale organismo, a oggi composto da un componente esterno con il ruolo di Presidente, dal Direttore Centrale Legale e Societario di Hera Spa, e dal Direttore Internal Auditing di Hera Spa, ha in particolare il compito di riferire periodicamente agli organi sociali della Capogruppo in merito all'attuazione del modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 e rimarrà in carica fino alla data dell'Assemblea dei Soci di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019.
L'Organismo di vigilanza si è riunito nell'anno 2019 sei volte; a cinque riunioni ha partecipato la totalità dei componenti, mentre a una riunione ha partecipato la quasi totalità dei componenti.
Le sedute dell'Organismo di vigilanza hanno avuto una durata media di un'ora.
L'Organismo di vigilanza ha provveduto ad approvare e aggiornare i protocolli 231 che costituiscono il modello organizzativo, ha esaminato il sistema dei flussi informativi che consentono allo stesso di vigilare sul funzionamento e sull'osservanza dei modelli, procedendo altresì all'esame dei report conseguenti agli audit, nonché all'esame dell'evoluzione normativa ex D.Lgs. 231/2001 e alla programmazione delle ulteriori attività.
Oltre alle suddette adunanze, l'Organismo di vigilanza si è riunito altre due volte per incontrare il Collegio Sindacale di Hera Spa e per incontrare il Consiglio di Amministrazione di una società del Gruppo.
Per lo svolgimento dell'attività di verifica e controllo, è stato predisposto dall'Organismo di vigilanza un piano di interventi di verifica del rispetto dei protocolli adottati
Modello per la prevenzione della corruzione
Hera Spa, nel corso del 2019, ha ottenuto la certificazione Iso 37001 per la prevenzione della corruzione. Il Gruppo Hera ha conseguentemente adottato un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione integrato nel Modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del D.Lgs. 231/01, il cui fondamento risiede nei principi e nei valori espressi nel codice etico e nella politica della qualità e della sostenibilità.
A tal riguardo, è stato predisposto un modello per la prevenzione della corruzione, che prevede, a presidio del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, l'istituzione della Funzione di Conformità per la prevenzione della corruzione, coincidente con l'Organismo di vigilanza.
Le principali responsabilità/funzioni della Funzione di conformità per la prevenzione della corruzione sono:
- a) supervisionare la progettazione e l'attuazione del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione;
- b) fornire consulenza e guida al personale (inteso come personale dipendente di ogni livello e i soggetti a cui sono affidati incarichi di collaborazione, compresi stage e tirocini) circa il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione e le questioni legate alla corruzione;
- c) assicurare che il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione sia conforme ai requisiti della norma UNI Iso 37001;
- d) relazionare sul funzionamento del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione al Consiglio di Amministrazione e ai vertici aziendali nel modo opportuno.
I vertici e il management del Gruppo Hera sono impegnati in prima persona al rispetto del modello per la prevenzione della corruzione, anche attraverso lo svolgimento di attività di sensibilizzazione e diffusione dei principi delle regole volte a prevenire atti corruttivi presso le proprie strutture.
Il modello per la prevenzione della corruzione riguarda tutte le persone che lavorano per il Gruppo Hera.
Il Gruppo Hera ha altresì approvato, nel corso del 2019, la procedura che definisce il sistema del cosiddetto whistleblowing, volto a prevenire le situazioni di rischio di commissione di reati e a contrastare possibili illeciti, diffondendo la cultura dell'etica e della legalità.
e) Società di revisione
L'Assemblea dei Soci di Hera in data 23 aprile 2014 ha conferito l'incarico di revisione legale dei conti alla Deloitte & Touche Spa, per gli esercizi 2015-2023.
f) Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e altri ruoli e funzioni aziendali
In conformità con quanto previsto dal Tuf e dallo statuto della Società, il Consiglio di Amministrazione, previo parere del Collegio sindacale, con delibera del 1° ottobre 2014 ha confermato il dott. Luca Moroni, nel ruolo di Direttore Centrale Amministrazione Finanza e Controllo, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Quest'ultimo è in possesso dei requisiti di professionalità previsti dall'art. 29 dello statuto della Società, in conformità con il Tuf (art. 154-bis, comma 1).
Compito del Dirigente Preposto è di predisporre adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato, nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario. A tal fine il Dirigente Preposto si avvale di un budget dedicato approvato dal Consiglio di Amministrazione e di un'adeguata struttura organizzativa (per numero e livello di risorse) dedicata alla predisposizione/aggiornamento delle procedure amministrativo-contabili e alle attività periodiche di verifica circa l'adeguatezza ed effettiva applicazione delle regole e procedure amministrativo-contabili. Ove le risorse interne non fossero sufficienti per gestire adeguatamente tali attività, il Dirigente Preposto può esercitare i poteri di spesa a lui conferiti.
Il Consiglio di Amministrazione verifica che il Dirigente Preposto disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti dall'art. 154‐bis, vigilando inoltre sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili.
Il Dirigente Preposto dialoga e scambia informazioni con tutti gli organi amministrativi e di controllo della Società e delle società appartenenti al Gruppo, ivi inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo:
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Comitato controllo e rischi;
- gli amministratori incaricati del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
- il Collegio sindacale;
- la Società di revisione;
- l'Organismo di vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/01;
- il Direttore Internal Auditing;
- il Direttore Investor Relations.
g) Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi L'Emittente ha previsto le seguenti modalità di coordinamento sistematico fra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e gestione dei rischi:
- riunioni periodiche di coordinamento, aventi a oggetto in particolare il processo di elaborazione dell'informativa finanziaria e l'attività di valutazione (assessment), monitoraggio e contenimento dei rischi (economico-finanziari, operativi e di compliance);
- flussi informativi fra gli stessi soggetti coinvolti nel sistema di controllo e di gestione dei rischi;
- relazioni periodiche al Consiglio di Amministrazione;
- istituzione di un Comitato rischi, con lo scopo di definire gli indirizzi, monitorare e informare relativamente alle strategie di gestione dei rischi.
- In particolare, vanno menzionate le seguenti tipologie di incontri di coordinamento:
- Collegio sindacale con Comitato controllo e rischi, Società di revisione, Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e Direttore Internal Auditing;
- Collegio sindacale con Organismo di vigilanza ex D.Lgs. 231;
- amministratori incaricati del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi con Presidente del Comitato controllo e rischi.
Il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa, nella seduta del 10 ottobre 2006, ha approvato, in ottemperanza a quanto previsto dalle allora vigenti disposizioni del Codice di Autodisciplina, le linee guida sulle operazioni significative, sulle operazioni con parti correlate e sulle operazioni nelle quali un amministratore sia portatore di un interesse (Linee Guida) al fine di garantire che esse vengano compiute in modo trasparente e nel rispetto dei criteri di correttezza sostanziale e procedurale.
Successivamente, il Consiglio di Amministrazione di Hera Spa ha approvato la nuova procedura sulle operazioni con parti correlate (Procedura) in ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento Consob adottato con delibera 17221 del 12 marzo 2010 e successive modifiche e integrazioni (Regolamento Consob), successivamente aggiornata in data 21 dicembre 2015.
Con la Procedura si intende abrogata e interamente sostituita la disciplina delle operazioni con parti correlate contenuta nelle Linee Guida, mentre rimane in vigore quanto previsto dalle stesse in merito alle operazioni significative e alle operazioni nelle quali un amministratore sia portatore di un interesse. Nella Procedura il Consiglio di Amministrazione ha recepito integralmente le definizioni di parte correlata, di operazione con parte correlata, nonché tutte le definizioni funzionali alle stesse, contenute nel Regolamento Consob e nei suoi allegati.
In particolare, sono stati individuati:
1) le tipologie di operazioni con parti correlate alle quali si applica la Procedura:
- operazioni di maggiore rilevanza, ovvero operazioni che presentino almeno uno degli indici di rilevanza determinati dal Regolamento Consob superiore alla soglia del 5%;
- operazioni di minore rilevanza, ovvero quelle operazioni con parti correlate che non siano né di maggiore rilevanza né di importo esiguo;
- delibere quadro, ovvero quella serie di operazioni tra parti correlate;
- operazioni ordinarie, ovvero le operazioni che (a) rientrano nell'ordinario esercizio dell'attività operativa o della connessa attività finanziaria della Società; e (b) sono concluse a condizioni: (i) analoghe a quelle usualmente praticate nei confronti di parti non correlate per operazioni di corrispondente natura, entità e rischio, (ii) basate su tariffe regolarmente applicate o su prezzi imposti, o (iii) corrispondenti a quelle praticate a soggetti con cui la Società sia obbligata per legge a contrarre a un determinato corrispettivo;
- operazioni di importo esiguo, ovvero quelle operazioni il cui ammontare massimo prevedibile del corrispettivo o del valore della prestazione non superi, per ciascuna operazione, la somma di 1 milione di euro;
- operazioni con parti correlate realizzate da società controllate;
2) l'iter di approvazione delle operazioni di maggiore e minore rilevanza a seconda che si tratti di:
- operazioni di minore rilevanza di competenza del Consiglio di Amministrazione, le quali vengono approvate dal Consiglio di Amministrazione previo parere, motivato ma non vincolante, del Comitato per le operazioni con parti correlate (nel prosieguo Comitato) sull'interesse, sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale dell'operazione;
- operazioni di maggiore rilevanza di competenza del Consiglio di Amministrazione, nell'ambito delle quali il Comitato deve essere coinvolto nella fase delle trattative e in quella istruttoria e l'operazione può essere approvata previo motivato parere favorevole dello stesso sull'interesse, convenienza, correttezza sostanziale dell'operazione ovvero con il voto favorevole della maggioranza degli amministratori indipendenti;
- operazioni di minore e maggiore rilevanza di competenza dell'Assemblea, le cui proposte di deliberazione seguono lo stesso iter procedurale previsto per le operazioni di competenza del
Consiglio di Amministrazione, descritto nei precedenti due punti, dovendo tuttavia ottenere in ogni caso il parere favorevole del Comitato.
La Procedura prevede che il Comitato al quale è affidato l'onere di garantire, tramite il rilascio di specifico parere, la correttezza sostanziale dell'operatività con parti correlate, coincida con il Comitato controllo e rischi.
Nella Procedura sono stati altresì identificati i casi di esclusione dall'applicazione della Procedura stessa, nonché disciplinate le modalità di comunicazione al pubblico delle operazioni poste in essere.
A decorrere dal mese di maggio 2014, trova applicazione per Hera e le sue controllate una specifica istruzione operativa, successivamente aggiornata in data 31 marzo 2016, predisposta al fine di dettagliare quanto riportato nella Procedura e descrivere le regole, i ruoli e le responsabilità, nonché le attività operative poste in essere dalla Società.
Voto di lista
I sindaci sono nominati dall'Assemblea dei Soci sulla base del meccanismo del voto di lista previsto dall'art. 26 dello statuto, così come verrà adeguato dall'Assemblea straordinaria dei Soci del 29 aprile 2020, in attuazione della L. 160 del 27 dicembre 2019 e della successiva Comunicazione Consob n. 1 del 30 gennaio 2020, al fine di assicurare alla minoranza la nomina di un sindaco effettivo, con la funzione di Presidente, e di un sindaco supplente, nel rispetto della vigente normativa in tema di equilibrio tra generi.
Ai sensi dell'art. 25 dello statuto, la carica di sindaco è incompatibile con le cariche di consigliere o assessore in enti pubblici territoriali, nonché con quella di sindaco in più di tre società quotate con esclusione delle società controllate dalla Società ai sensi degli artt. 2359 del Codice Civile e 93 del D.Lgs. 58/98. In quest'ultimo caso il sindaco che successivamente superasse tale limite decadrà automaticamente dalla carica di sindaco della Società.
L'art. 26 dello statuto disciplina i termini e le modalità di deposito e pubblicazione delle liste, nonché della relativa documentazione, in conformità alla vigente disciplina.
Le liste devono essere depositate presso la sede sociale almeno 25 giorni prima della data prevista per l'Assemblea, unitamente ai curriculum dei candidati e alla dichiarazione dei singoli candidati relativa all'accettazione della carica e attestante l'inesistenza di cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza previste dalla legge, nonché l'esistenza dei requisiti di onorabilità e professionalità prescritti dalla legge per i membri del Collegio sindacale.
L'art. 25 dello statuto stabilisce che, ai fini di quanto previsto dalla normativa vigente in materia di requisiti di professionalità dei membri del Collegio sindacale di società quotate per materie e settori di attività strettamente attinenti a quelli dell'impresa esercitata dalla Società si intendono le materie e i settori di attività connessi o inerenti all'attività esercitata dalla Società e di cui all'art. 4 dello statuto.
Unitamente alle liste, dovranno altresì essere presentati una dichiarazione attestante l'assenza di patti o collegamenti di qualsiasi genere con altri soci che abbiano presentato altre liste, nonché l'elenco degli incarichi di amministrazione e controllo da essi ricoperti presso altre società. Tali liste sono messe a disposizione del pubblico presso la sede sociale e sul sito internet www.gruppohera.it, almeno 21 giorni prima dell'Assemblea.
I termini e le modalità per il deposito delle liste sono indicati dalla società nell'avviso di convocazione dell'Assemblea. Ogni socio può presentare, o concorrere a presentare, una sola lista. In caso di violazione di questa regola non si tiene conto del voto del socio rispetto ad alcuna delle liste presentate. Ogni avente diritto al voto potrà votare una sola lista.
Legittimazione alla presentazione delle liste e loro composizione
Possono presentare liste i soci che da soli o insieme ad altri soci rappresentino almeno l'1% del capitale sociale avente diritto di voto nell'assemblea ordinaria ovvero la diversa percentuale prevista dalla normativa vigente e indicata nell'avviso di convocazione.
Si specifica, a tal riguardo, che, in occasione dell'ultimo rinnovo del Collegio sindacale avvenuto con l'Assemblea del 27 aprile 2017, la quota di partecipazione richiesta per la presentazione delle liste dei candidati per l'elezione dell'organo di controllo in carica è stata individuata dalla Consob (con delibera 19856 del 25 gennaio 2017) nella misura dell'1%, pari alla percentuale prevista dall'articolo 26.2 del vigente Statuto.
In particolare, (i) i Comuni, le Province, i Consorzi costituiti ai sensi dell'art. 31 del D.Lgs. 267/2000 o altri enti o autorità pubbliche, nonché i Consorzi o le Società di capitali controllate, direttamente o indirettamente, dagli stessi concorrono a presentare un'unica lista e (ii) i soci diversi da quelli indicati sub (i) possono presentare liste purché rappresentino almeno l'1% del capitale sociale nell'Assemblea ordinaria, ovvero la diversa percentuale prevista dalla normativa vigente e indicata nell'avviso di convocazione.
Al fine di comprovare la titolarità del numero di azioni necessario alla presentazione delle liste, gli azionisti devono depositare presso la sede sociale, nel termine previsto per la pubblicazione delle liste da parte della Società, l'apposita certificazione comprovante la titolarità del numero delle azioni rappresentate.
Le liste contengono un numero di candidati non superiore al numero dei membri da eleggere, elencati mediante un numero progressivo. Ogni candidato può presentarsi in una sola lista a pena di ineleggibilità. Ciascuna lista deve contenere un numero di candidati appartenenti al genere meno rappresentato che assicuri il rispetto dell'equilibrio fra generi almeno nella misura minima richiesta dalla normativa, anche regolamentare, vigente.
Meccanismo di nomina
La nomina dei componenti dell'organo di controllo avviene in base a quanto disposto dall'art. 26 dello statuto:
- il Collegio sindacale è composto da tre sindaci effettivi e da due sindaci supplenti;
- dalla lista che avrà ottenuto il maggior numero di voti espressi dai Soci saranno tratti, nell'ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista stessa, due Sindaci effettivi e uno supplente, di cui almeno un sindaco effettivo del genere meno rappresentato;
- il terzo sindaco effettivo e l'altro supplente saranno tratti dalle altre liste, eleggendo rispettivamente il primo e il secondo candidato della lista che avrà riportato il secondo quoziente più elevato, di cui almeno un sindaco supplente del genere meno rappresentato. In caso di parità di voti tra due o più liste, risulterà eletto sindaco il candidato più anziano di età, nel rispetto dell'equilibrio fra generi previsto dalla normativa, anche regolamentare, vigente;
- nel caso non risulti eletto il numero minimo di sindaci effettivi e supplenti appartenenti al genere meno rappresentato, il candidato del genere maggiormente rappresentato collocato all'ultimo posto nella graduatoria dei candidati risultati eletti dalla lista più votata sarà sostituito dal candidato del genere meno rappresentato risultato primo tra i non eletti della medesima lista e così a seguire fino a concorrenza del numero minimo di sindaci appartenenti al genere meno rappresentato. Qualora anche applicando tale criterio continui a mancare il numero minimo di sindaci appartenenti al genere meno rappresentato, il criterio di sostituzione indicato si applicherà alle liste di minoranza, partendo da quella più votata;
- la presidenza del Collegio sindacale spetta al primo candidato della lista che avrà ottenuto il secondo quoziente più elevato. In caso di parità di voti tra due o più liste, sarà nominato Presidente il candidato più anziano di età, nel rispetto dell'equilibrio fra generi previsto dalla normativa, anche regolamentare, vigente;
- per la nomina dei sindaci che per qualsiasi ragione non sono nominati con il procedimento del voto di lista, l'assemblea delibera con le maggioranze di legge, nel rispetto dell'equilibrio fra generi previsto dalla normativa, anche regolamentare, vigente.

Sostituzione dei componenti il Collegio sindacale
In caso di sostituzione di un sindaco effettivo, subentra il sindaco supplente appartenente alla medesima lista del sindaco da sostituire, nel rispetto del principio di necessaria rappresentanza delle minoranze e dell'equilibrio fra generi.
La nomina dei sindaci per l'integrazione del Collegio sindacale, ai sensi dell'art. 2401 del Codice Civile, sarà effettuata dall'assemblea con le maggioranze previste dalle disposizioni di legge, tra i nominativi indicati dai medesimi azionisti presentatori della lista alla quale apparteneva il sindaco cessato dall'incarico, nel rispetto del principio di necessaria rappresentanza delle minoranze e dell'equilibrio fra generi; ove ciò non sia possibile, l'assemblea dovrà provvedere alla sostituzione con le maggioranze di legge, nel rispetto dell'equilibrio fra generi previsto dalla normativa, anche regolamentare, vigente.
Composizione e funzionamento del Collegio sindacale (ex art. 123-bis, comma 2, lettere d) e dbis), Tuf)
L'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017 ha nominato un Collegio sindacale composto da tre membri effettivi e da due supplenti, attualmente in carica fino all'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2019, la cui composizione rispetta la normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi.
Tale nomina è avvenuta mediante il meccanismo del voto di lista, in modo da assicurare alle liste di minoranza il diritto di nominare un sindaco effettivo, con la funzione di Presidente, e un sindaco supplente.
In occasione dell'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017 sopra citata, sono state presentate tre liste di candidati, di seguito elencate con l'indicazione dei Soci proponenti:
Lista n. 1, presentata dagli azionisti Comune di Bologna, Comune di Casalecchio di Reno, Comune di Cesena, Comune di Modena, Comune di Padova, Comune di Trieste, Comune di Udine, Con.Ami, Holding Ferrara Servizi Srl, Ravenna Holding Spa e Rimini Holding Spa, a suo tempo aderenti, unitamente ad altri 107 azionisti pubblici, al contratto di sindacato di voto e di disciplina dei trasferimenti azionari del 23 giugno 2015, complessivamente titolari di 666.023.417 azioni Hera, corrispondenti al 44,71% delle azioni aventi diritto di voto di Hera Spa, lista che ha ottenuto il voto favorevole del 59,975289% del capitale sociale presente, contenente l'indicazione, mediante numero progressivo, dei seguenti candidati:
Sindaci effettivi
- 1. Marianna Girolomini
- 2. Antonio Gaiani
Sindaci supplenti
1. Valeria Bortolotti
Lista n. 2, presentata dagli azionisti Arca Fondi S.G.R. Spa gestore del fondo Arca Azioni Italia; Eurizon Capital Sgr Spa gestore dei fondi: Eurizon Progetto Italia 40, Eurizon Progetto Italia 20, Eurizon Azioni Italia, Eurizon Azioni Pmi Italia e Eurizon Progetto Italia 70; Eurizon Capital SA gestore dei fondi: Equity Italy, Equity Small Mid Cap Italy e Equity Italy Smart Volatility; Fideuram Asset Management (Ireland) gestore dei fondi: Fideuram Fund Equity Italy e Fonditalia Equity Italy; Fideuram Investimenti Spa gestore del fondo Fideuram Italia; Interfund Sicav Interfund Equity Italy; Legal & General Assurance (Pensions Management) Limited; Mediolanum Gestione Fondi SGR Spa gestore dei fondi: Mediolanum Flessibile Italia e Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia; Mediolanum International Funds - challenge fund – challenge fund Italian Equity; Pioneer Investment Management SGR Spa gestore del fondo Pioneer Azionario Crescita; Pioneer Asset Management SA gestore dei fondi: PF Italian Equity e PF European Potential, complessivamente titolari di 19.140.764 azioni Hera, corrispondenti al 1,285% delle azioni aventi diritto di voto di Hera Spa, lista che ha ottenuto il voto favorevole del 23,794414% del capitale sociale presente, contenente l'indicazione, mediante numero progressivo, dei seguenti candidati:
Sindaci effettivi
1. Myriam Amato
Sindaci supplenti
- 1. Stefano Gnocchi
- 2. Emanuela Rollino
Lista n. 3, presentata dall'azionista Gruppo Società Gas Rimini Spa, titolare di 30.771.269 azioni Hera, corrispondenti al 2,065825% delle azioni aventi diritto di voto di Hera Spa, lista che ha ottenuto il voto favorevole del 14,524686% del capitale sociale presente, contenente l'indicazione, mediante numero progressivo, dei seguenti candidati:
Sindaci effettivi
1. Elisabetta Baldazzi
Sindaci supplenti
1. Antonio Venturini
In esito alla votazione assembleare, l'organo di controllo è risultato così composto:
- 1. Myriam Amato Presidente
- 2. Marianna Girolomini sindaco effettivo
- 3. Antonio Gaiani sindaco effettivo
- 4. Valeria Bortolotti sindaco supplente
- 5. Stefano Gnocchi sindaco supplente
Dalla data di nomina a quella della presente relazione, non vi sono state modifiche nella composizione dell'organo.
Per l'attuale composizione del Collegio sindacale, si rinvia alla successiva tabella 2, precisando che sul sito internet www.gruppohera.it sono disponibili i profili personali e professionali di ciascun sindaco.
Il Collegio sindacale, in ottemperanza alle disposizioni contenute nell'art. 8 del Codice, ha valutato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati per valutare l'indipendenza dei propri componenti anche ai sensi dell'art. 144-novies del Regolamento Emittenti.
L'indipendenza dei sindaci è stata valutata già in occasione della loro nomina e comunicata al Consiglio di Amministrazione che ne ha reso noto l'esito tramite comunicato stampa diffuso al mercato.
Nella seduta del 12 marzo 2019, alla luce di quanto dichiarato da ciascun sindaco, il Collegio sindacale ha confermato l'indipendenza dei propri membri.
Nella medesima seduta, il Collegio sindacale ha altresì proceduto a una propria autovalutazione, basata sull'analisi dell'idoneità dei propri componenti e dell'adeguata composizione dell'organo con riferimento ai requisiti di professionalità, competenza e onorabilità, richiesti dalla vigente normativa.
Ai fini dell'autovalutazione di cui sopra, il Collegio ha effettuato attività di tipo istruttorio e valutativo, mediante la richiesta ai propri membri di informazioni e dati attinenti a profili qualitativi, quantitativi e di funzionamento.
In particolare, ha:
- accertato, in capo ai suoi componenti, la presenza dei requisiti di indipendenza, onorabilità, professionalità, competenza ed esperienza;
- valutato la congrua disponibilità di tempo e di risorse nello svolgimento dell'incarico, il rispetto del limite al cumulo degli incarichi, oltre l'adeguatezza della sua composizione con riferimento all'equilibrio di genere e all'età dei componenti.
Rispetto al funzionamento nel suo complesso, il Collegio sindacale ha valutato adeguato/a:
- lo svolgimento delle riunioni;
- l'attività svolta dal Presidente;
- lo scambio di informazioni societarie rilevanti (con Società di revisione, Organismo di vigilanza, funzione di Internal Audit, comitati endo-consiliari, Direzione aziendale);
- la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e dei comitati endo-consiliari.
Il Collegio sindacale si è riunito, nel 2019, 15 volte: a nove riunioni ha partecipato la totalità dei sindaci, mentre a sei riunioni ha partecipato la quasi totalità dei sindaci. La durata media delle sedute del Collegio sindacale è stata pari a circa due ore.
Il Collegio sindacale, nello svolgimento della sua attività, si coordina con la funzione Internal Auditing e con il Comitato per il controllo e rischi.
Criteri e politiche di diversità
La nomina del Collegio sindacale è avvenuta nel corso dell'Assemblea dei Soci del 27 aprile 2017, in seguito alla presentazione di tre liste, una di maggioranza e due di minoranza, che hanno garantito anche una composizione dell'organo in conformità alle disposizioni normative in materia di equilibrio di genere (tre membri appartenenti al genere meno rappresentato su un totale di cinque componenti). I componenti del Collegio sindacale hanno un'età media di circa 49 anni: due componenti hanno un'età compresa tra i 40 e i 50 anni e un componente ha un'età compresa tra i 50 anni e i 60 anni. Il Collegio sindacale, nell'ambito delle proprie attività di autovalutazione, ha espresso un livello di apprezzamento elevato, con specifico riferimento al suo funzionamento, alla sua composizione e alle caratteristiche dei suoi componenti afferenti in particolare i requisiti di eleggibilità, indipendenza, onorabilità e professionalità stabiliti dalla vigente normativa, anche in funzione delle materie e dei settori di attività connessi o inerenti all'attività delle Società di cui all'art. 4 dello statuto sociale.
Al fine di favorire una più approfondita conoscenza della Società da parte degli azionisti, la Società si è dotata di un'apposita direzione dedicata ai rapporti con gli investitori, la cui responsabilità è affidata al dott. Jens Klint Hansen (l'investor relator può essere contattato al numero telefonico 051 287737 o indirizzo e-mail [email protected]).

Le assemblee sia ordinarie, che straordinarie, sono convocate nei casi e nei modi di legge; si tengono presso la sede sociale o anche fuori di essa, purché in Italia.
Il testo integrale delle proposte di deliberazione, unitamente alle relazioni illustrative, e i documenti che saranno sottoposti all'Assemblea sono messi a disposizione del pubblico presso la sede sociale e sul sito internet della Società www.gruppohera.it, nonché sul sito di stoccaggio autorizzato entro il termine di legge previsto per ciascuna delle materie oggetto di trattazione.
Sono legittimati a intervenire all'Assemblea coloro che risulteranno titolari di diritto di voto, ai sensi di legge, al termine della giornata contabile coincidente con la record date e per i quali sia pervenuta alla Società la relativa comunicazione effettuata dall'intermediario autorizzato entro la fine del terzo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l'Assemblea. Resta tuttavia ferma la legittimazione all'intervento e al voto qualora le comunicazioni siano pervenute oltre detto termine, purché entro l'inizio dei lavori assembleari. Coloro che risulteranno titolari delle azioni solo successivamente non avranno il diritto di partecipare e di votare in Assemblea.
Ogni legittimato a intervenire potrà farsi rappresentare in Assemblea ai sensi di legge con facoltà di utilizzare a tal fine il modulo di delega disponibile sul sito internet della Società, ove sono pure reperibili le modalità che gli interessati potranno utilizzare per notificare alla Società le deleghe anche in via elettronica.
La Società individua, in occasione di ogni Assemblea, un soggetto a cui i titolari di diritto di voto potranno conferire una delega con istruzioni di voto su tutte o alcune delle proposte all'ordine del giorno. La delega al suddetto rappresentante deve essere conferita, entro la fine del secondo giorno di mercato aperto precedente la data dell'Assemblea, con le modalità e mediante lo specifico modulo di delega disponibile tramite il sito internet della Società.
La delega al rappresentante designato non ha effetto con riguardo alle proposte per le quali non siano state conferite istruzioni di voto.
Gli Azionisti possono porre domande sulle materie all'ordine del giorno anche prima dell'Assemblea, con le modalità indicate nel sito internet della Società.
Gli Azionisti che, anche congiuntamente, rappresentino un quarantesimo del capitale sociale possono chiedere, entro dieci giorni dalla pubblicazione del presente avviso, l'integrazione delle materie da trattare, indicando nella richiesta gli ulteriori argomenti proposti, ovvero presentare proposte di deliberazione sulle materie già all'ordine del giorno. Le richieste devono essere presentate per iscritto con le modalità indicate sul sito internet della Società.
Ai sensi dell'art. 13 dello statuto sociale, l'Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione o, in mancanza di questi, da persona eletta dalla stessa Assemblea, con il voto della maggioranza dei presenti. Il Presidente dell'Assemblea provvede alla nomina di un segretario, verifica la regolarità della costituzione, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti e regola lo svolgimento dell'Assemblea, nel rispetto del regolamento assembleare, accertando i risultati delle votazioni.
Ai sensi dell'art. 14 dello statuto sociale, le assemblee, sia ordinarie che straordinarie e le deliberazioni relative sono valide se prese con le presenze e le maggioranze stabilite dalla legge.
Le deliberazioni di Assemblea straordinaria aventi a oggetto le modifiche degli artt. 6.4 (azioni e voto maggiorato), 7 (partecipazione maggioritaria pubblica), 8 (limiti al possesso azionario), 14 (validità delle Assemblee e diritto di veto) e 17 (nomina del Consiglio di Amministrazione) dello statuto saranno validamente assunte con il voto favorevole di almeno i 3/4 dei diritti di voto intervenuti in Assemblea, se necessario arrotondati per difetto.
L'Assemblea dei Soci del 29 aprile 2003 ha approvato il testo del regolamento assembleare, la cui versione aggiornata è pubblicata sul sito web della Società www.gruppohera.it che indica le procedure da seguire al fine di consentire l'ordinato e funzionale svolgimento delle assemblee, senza pregiudicare il diritto di ciascun socio di esprimere la propria opinione sugli argomenti posti in discussione.
Nel corso dell'esercizio 2019 si è tenuta un'unica Assemblea in data 30 aprile, alla quale hanno partecipato dieci amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione, in relazione alla lettera inviata in data 19 dicembre 2019 ai Presidenti degli organi amministrativi delle società quotate italiane da parte del Presidente del Comitato per la Corporate Governance, unitamente al settimo Rapporto annuale sull'applicazione del Codice di Autodisciplina, allegato alla medesima, ha esaminato, su invito del Presidente Esecutivo, le raccomandazioni ivi formulate, e specifica in particolare quanto segue:
il Consiglio di Amministrazione di Hera, in ottemperanza all'art. 1.C.1 lett. b) nonché all'art. 4 del Codice di Autodisciplina, ha attribuito al Comitato etico le funzioni di supervisione delle questioni di sostenibilità connesse all'esercizio dell'attività dell'impresa e alle sue dinamiche di interazione con tutti gli stakeholder, modificandone la denominazione in Comitato etico e sostenibilità e ampliandone la composizione da tre a quattro componenti. In particolare, al Comitato Etico e Sostenibilità sono stati attribuiti i compiti di monitorare l'attuazione delle politiche di sostenibilità, di formulare, su richiesta del Consiglio di Amministrazione, pareri su specifiche questioni in materia di sostenibilità, di esaminare le procedure aziendali in tema sociale e ambientale e di esaminare in via preventiva il rapporto di sostenibilità da sottoporre al Consiglio di Amministrazione. Nel corso del 2019, è stata altresì approvata la Politica per la Qualità e la Sostenibilità del Gruppo Hera, che tiene conto del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, con lo scopo di perseguire una strategia di crescita che miri alla creazione di valore condiviso anche per contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda ONU 2030.
- ha continuato ad assicurare a ciascun amministratore e sindaco la tempestività, la completezza e la fruibilità dell'informativa pre-consiliare, con la messa a disposizione, almeno tre giorni lavorativi prima della riunione, fatti salvi i casi di necessità e urgenza, delle informazioni e della documentazione necessarie per la trattazione delle materie all'ordine del giorno delle riunioni del Consiglio, come da specifica procedura condivisa dal Consiglio di Amministrazione. La tempestività della messa a disposizione di tale documentazione è stata nuovamente valutata in modo positivo dai componenti del Consiglio di Amministrazione in sede di autovalutazione, nonché dalla società Spencer Stuart, che ha supportato il Consiglio di Amministrazione in tale attività;
- ha proseguito nella puntuale applicazione dei criteri di indipendenza stabiliti dal Codice e dalla vigente normativa per la valutazione dell'indipendenza dei propri membri, riservandosi di verificare caso per caso, qualora necessario, il requisito della durata dell'incarico, in omaggio comunque al principio della prevalenza della sostanza sulla forma. Contemporaneamente, l'Organo di controllo ha mantenuto un elevato livello di attenzione nell'attività di vigilanza circa la corretta applicazione dei succitati criteri di indipendenza;
- il Comitato per la remunerazione e il Consiglio di Amministrazione di Hera ritengono che i compensi attribuiti agli amministratori non esecutivi e ai componenti dell'organo di controllo siano adeguati alla competenza, alla professionalità e all'impegno richiesti per lo svolgimento del loro incarico.

| Consiglio di Amministrazione | controllo e Comitato rischi |
remunerazione Comitato |
Comitato nomine |
Comitato esecutivo |
Comitato etico e sostenibilità |
|||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Carica | Componenti | Anno di nascita |
Data di prima nomina * |
In carica da In carica fino a | Lista ** | Esec. | Non esec. | Indip. Codice |
Indip. Tuf |
incarichi *** N° altri |
(*) | (*) | () (*) |
(**) | (*) | (**) | (*) | () (*) |
(**) | |
| Presidente | Tomaso Tommasi di Vignano | 1947 | 4-Nov -02 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | - | 11/11 | P 6/6 |
||||||||||
| Amm. Del. | Stefano Venier | 1963 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | - | 11/11 | M 6/6 |
||||||||||
| Vice Pres. | Giov anni Basile | 1965 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 10/11 | 7/7 | 1/1 P |
P | M 6/6 |
|||||
| Amm.re | Francesca Fiore | 1967 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | m | X | X | X | 2 | 10/11 | 1/1 | M | |||||||
| Amm.re | Giorgia Gagliardi | 1982 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 11/11 | |||||||||
| Amm.re | Massimo Giusti | 1967 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | m | X | X | X | 2 | 11/11 | 1/1 | M | 7/7 | P | |||||
| Amm.re | Sara Lorenzon | 1981 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 11/11 | 6/7 | M | |||||||
| Amm.re | Stefano Manara | 1968 | 28-Aug-13 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | 1 | 11/11 | 1/1 | M | presente Non |
||||||
| Amm.re | Danilo Manfredi | 1969 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 9/11 | |||||||||
| Amm.re | Alessandro Melcarne | 1984 | 8-Nov -17 | 8-Nov -17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 10/11 | M 6/6 |
||||||||
| Amm.re | Erw in P.W Rauhe | 1955 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | m | X | X | X | 2 | 11/11 | 7/7 | M | |||||||
| Amm.re | Duccio Regoli | 1961 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | m | X | X | X | - | 11/11 | 6/7 | M | |||||||
| Amm.re | Federica Seganti | 1966 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | 4 | 11/11 | 6/7 | M | |||||||
| Amm.re | Marina Vignola | 1970 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 9/11 | |||||||||
| Amm.re | Giov anni Xilo | 1962 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | X | X | - | 11/11 | |||||||||
| Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: almeno l'1% delle azioni av enti diritto di v oto nell'assemblea ordinaria (art. 17.5 Statuto sociale). | ||||||||||||||||||||
| N° riunioni sv olte durante l'esercizio di riferimento: 11 | Ccr: 7 | Cr: 1 | Cn: / | Ce: 6 | C etico e sostenibilità: 7 | |||||||||||||||
| *** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato in altre società quotate in mercati regolamentati, anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di () In questa colonna è indicata la partecipazione degli amministratori alle riunioni rispettivamente del Consiglio di Amministrazione e dei comitati (indicare il numero di riunioni cui ha partecipato rispetto al numero complessivo delle In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun amministratore ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza; "Cda": lista presentata dal Consiglio di Amministrazione). Per data di prima nomina di ciascun amministratore si intende la data in cui l'amministratore è stato nominato per la prima rilevanti dimensioni. Per l'elenco di tali società, con riferimento a ciascun consigliere, v. Tabella 3. |
volta (in assoluto) nel Consiglio di Amministrazione dell'emittente. |
riunioni cui avrebbe potuto partecipare; p.e. 6/8; 8/8 ecc.).
(**) In questa colonna è indicata la qualifica del consigliere all'interno del Comitato: "P": presidente; "M": membro.
| Collegio sindacale | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Carica | Componenti | Anno di nascita |
Data di prima nomina * |
In carica da | In carica fino a | Lista ** | Indip. Codice |
*** (%) | N° altri incarichi **** |
| Presidente | My riam Amato |
1974 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | m | X | 12/15 | 1 |
| Sindaco effettiv o |
Girolomini Marianna | 1970 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | 15/15 | - |
| Sindaco effettiv o |
Gaiani Antonio | 1965 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | 12/15 | - |
| Sindaco supplente | Gnocchi Stefano | 1974 | 27-Apr-17 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | m | X | - | 2 |
| Sindaco supplente | Bortolotti Valeria | 1950 | 23-Apr-14 | 27-Apr-17 | Appr. Bil. 2019 | M | X | - | - |
| Indicare il quorum richiesto per la presentazione delle liste in occasione dell'ultima nomina: | |||||||||
| almeno l'1% delle azioni av | enti diritto di v | oto nell'assemblea ordinaria (art. 26.2 statuto sociale). | |||||||
| N° riunioni svolte durante l'esercizio di riferimento: 15 |
* Per data di prima nomina di ciascun sindaco si intende la data in cui il sindaco è stato nominato per la prima volta (in assoluto) nel Collegio sindacale dell'emittente.
** In questa colonna è indicata la lista da cui è stato tratto ciascun sindaco ("M": lista di maggioranza; "m": lista di minoranza).
*** In questa colonna è indicata la partecipazione dei sindaci alle riunioni del Collegio sindacale.
**** In questa colonna è indicato il numero di incarichi di amministratore o sindaco ricoperti dal soggetto interessato ai sensi dell'art. 148 bis Tuf e delle relative disposizioni di attuazione contenute nel Regolamento Emittenti Consob. L'elenco completo degli incarichi è pubblicato dalla Consob sul proprio sito internet ai sensi dell'art. 144-quinquiesdecies del Regolamento Emittenti Consob.
| Nome e cognome | Carica | Altri incarichi (*) |
|---|---|---|
| Tomaso Tommasi di Vignano Presidente Esecutiv | o | |
| Stefano Venier | Amministratore Delegato | |
| Giov anni Basile |
Vice Presidente | |
| Francesca Fiore | Consigliere | Member of superv isory board al Nav y a SA Consigliere di Monte Titoli S.p.A. |
| Giorgia Gagliardi | Consigliere | |
| Massimo Giusti | Consigliere | Consigliere Consultinv est Spa Presidente / Amministratore Delegato Sefea Impact SGR Spa |
| Sara Lorenzon | Consigliere | |
| Stefano Manara | Consigliere | Presidente CdA di Rest Srl |
| Danilo Manfredi | Consigliere | |
| Alessandro Melcarne | Consigliere | |
| Erw in P.W. Rauhe |
Consigliere | Amministratore indipendente di Isagro Spa Amministratore indipendente di SOL Spa |
| Duccio Regoli | Consigliere | |
| Federica Seganti | Consigliere | Consigliere Fincantieri Spa Consigliere Eurizon Spa Presidente CdA Friulia Spa Consigliere Finest Spa |
| Marina Vignola | Consigliere | |
| Giov anni Xilo |
Consigliere |
(*) Elenco delle cariche di amministratore o sindaco ricoperte da ciascun consigliere in altre società quotate in mercati regolamentati anche esteri, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti dimensioni.
Di seguito sono riportati i principali indicatori rappresentativi dell'andamento gestionale dell'esercizio come previsto dall'art. 2428 del Codice Civile:
| (mln/euro) | 2019 | 2018 | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|
| Ricav i |
1.395,7 | 1.390,8 | 4,9 | 0,4% |
| Margine operativ o lordo |
269,4 | 256,1 | 13,3 | 5,2% |
| Utile operativ o |
118,8 | 107,6 | 11,2 | 10,4% |
| Utile netto | 166,3 | 195,1 | (28,8) | -14,8% |
Per comprendere tale andamento e le variazioni rispetto all'esercizio precedente occorre tener conto dell'attuale assetto della Capogruppo che gestisce direttamente alcuni business (igiene urbana, servizio idrico integrato, cogenerazione e teleriscaldamento) e detiene le partecipazioni nelle società del Gruppo, oltre a svolgere le principali funzioni di corporate per loro conto; inoltre si rinvia a quanto descritto al paragrafo 1.06 "Analisi per aree strategiche d'affari" della relazione sulla gestione.
L'incremento dell'utile operativo rispetto all'esercizio precedente è da attribuire prevalentemente alle buone performance delle diverse aree di business con particolare riferimento al ciclo idrico.
Si espone la sintesi dei dati patrimoniali e finanziari riclassificati al 31 dicembre 2019 e confrontati con quelli relativi al 31 dicembre 2018:
| Analisi capitale investito e fonti di finanziamento | 31-dic-19 | % | 31-dic-18 | % | Var. Ass. | Var.% |
|---|---|---|---|---|---|---|
| (mln/euro) | ||||||
| Attiv ità immobilizzate nette |
3.542,7 | 109,0% | 3.479,1 | 109,1% | 63,6 | 1,8% |
| Capitale circolante netto | (120,3) | -5,0% | (126,8) | -4,0% | 6,5 | -5,1% |
| Capitale investito lordo | 3.422,5 | 105,3% | 3.352,4 | 105,2% | 70,1 | 2,1% |
| Fondi div ersi |
(171,6) | -5,3% | (164,8) | -5,2% | (6,8) | 4,1% |
| Capitale investito netto | 3.250,8 | 100,0% | 3.187,6 | 100,0% | 63,3 | 2,0% |
| Patrimonio netto complessiv o |
2.390,4 | 73,5% | 2.335,2 | 73,3% | 55,2 | 2,4% |
| Indebitamento finanziario netto | 860,5 | 26,5% | 852,4 | 26,7% | 8,1 | 0,9% |
| Fonti di finanziamento | 3.250,8 | 100,0% | 3.187,6 | 100,0% | 63,3 | 2,0% |
Relativamente alle altre informazioni richieste dall'art. 2428 del Codice Civile, si precisa quanto segue.
Attività di ricerca e sviluppo:
per quanto riguarda le attività di ricerca e sviluppo si rinvia al paragrafo 1.05 "Risultati di sostenibilità".
Rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime:
per quanto riguarda le informazioni relative ai rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di queste ultime, come richiesto dall'art. 2428, comma 3, punto 2 del Codice Civile, si rinvia agli schemi di bilancio contenuti nel paragrafo 3.04, redatti ai sensi della delibera Consob 15519/2006, relativi al bilancio separato di Hera Spa; si precisa infine che tale bilancio non contiene operazioni atipiche, o inusuali.
Azioni proprie:
per quanto riguarda le informazioni richieste dall'art. 2428, comma 3, punti 3 e 4 del Codice Civile, il numero e il valore nominale delle azioni costituenti il capitale sociale di Hera Spa, il numero e il valore nominale delle azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2019, oltre alla variazione delle stesse intervenuta nell'esercizio 2019, si rinvia alla nota 25 del paragrafo 3.02.05 e al prospetto delle variazioni del patrimonio netto, paragrafo 3.01.05, relativo al bilancio separato di Hera Spa.
Evoluzione prevedibile della gestione:
per quanto riguarda l'andamento dei business nei quali si articola l'attuale assetto della Capogruppo si rimanda a quanto esposto nel paragrafo 1.01.02. "L'approccio strategico e le politiche di gestione".
Uso da parte della Società di strumenti finanziari:
per guanto riguarda gli obiettivi e le politiche della Società in materia di gestione del rischio finanziario, comprese le politiche di copertura per ciascuna principale categoria di operazioni previste e l'esposizione della Società al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidità e al rischio di variazione dei flussi finanziari si rimanda a quanto esposto nel paragrafo 1.03.04."Analisi della struttura finanziaria".
Sedi secondarie: la Società non ha sedi secondarie.
Fatti di rilievo successivi alla chiusura dell'esercizio:
Ascopiave Spa.
In data 30 gennaio 2020 Hera Spa ha acquistato da Amber Capital UK LLP il 2,5% del capitale di Ascopiave Spa.
Per le altre operazioni, si rinvia al paragrafo 1.07 "Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio" della relazione sulla gestione per la parte di competenza di Hera Spa.
L'Assemblea di Hera Spa:
- preso atto della relazione del Consiglio di Amministrazione sulla gestione;
- preso atto della relazione del Collegio sindacale;
- preso atto della relazione della Società di revisione;
- esaminato il bilancio al 31 dicembre 2019 che chiude con un utile di 166.311.615,54 euro;
delibera:
- di approvare il bilancio di esercizio al 31 dicembre 2019 di Hera Spa e la relazione sulla gestione predisposta dal Consiglio di Amministrazione;
- di destinare l'utile dell'esercizio 1° gennaio 2019 31 dicembre 2019, pari a 166.311.615,54 euro come segue:
- a riserva legale per 8.315.580,78 euro; e
- di distribuire un dividendo complessivo pari a 0,10 euro lordi per ogni azione ordinaria in circolazione (escluse quindi le azioni proprie in portafoglio della società) nel giorno di messa in pagamento di detto dividendo; e
- a riserva straordinaria per 9.042.160,26 euro.
Pertanto il dividendo complessivamente distribuibile ammonta a 148.953.874,50 euro corrispondenti a 0,10 euro per ciascuna azione ordinaria in circolazione (escluse quindi le azioni proprie in portafoglio della società);
- di mettere in pagamento il dividendo a partire dall'8 luglio 2020 con stacco della cedola n.18 in data 6 luglio 2020, dividendo che sarà corrisposto alle azioni in conto alla data del 7 luglio 2020;
- di dare mandato al Consiglio di Amministrazione, e per esso al suo Presidente, di accertare a tempo debito, in relazione al definitivo numero di azioni in circolazione, l'esatto ammontare dell'utile distribuito e, quindi, l'esatto ammontare della riserva straordinaria.

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Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019 169
capitolo 2 – Bilancio consolidato Gruppo Hera
| mln/euro | note | 2019 | 2018 |
|---|---|---|---|
| Ricavi | 1 | 6.912,8 | 6.134,4 |
| Altri ricavi operativi | 2 | 530,8 | 492,0 |
| Consumi di materie prime e materiali di consumo | 3 | (3.458,2) | (2.984,1) |
| Costi per servizi | 4 | (2.318,2) | (2.040,5) |
| Costi del personale | 5 | (560,4) | (551,4) |
| Altre spese operative | 6 | (59,3) | (62,5) |
| Costi capitalizzati | 7 | 37,6 | 43,2 |
| Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni | 8 | (542,6) | (521,0) |
| Utile operativo | 542,5 | 510,1 | |
| Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate | 9 | 13,4 | 14,9 |
| Proventi finanziari | 10 | 108,2 | 96,9 |
| Oneri finanziari | 10 | (247,6) | (203,5) |
| Gestione finanziaria | (126,0) | (91,7) | |
| Altri ricavi (costi) non operativi | 11 | 111,6 | ‐ |
| Utile prima delle imposte | 528,1 | 418,4 | |
| Imposte | 12 | (126,1) | (121,8) |
| Utile netto dell'esercizio | 402,0 | 296,6 | |
| Attribuibile: | |||
| azionisti della Controllante | 385,7 | 281,9 | |
| azionisti di minoranza | 16,3 | 14,7 | |
| Utile per azione | 13 | ||
| di base | 0,262 | 0,192 | |
| diluito | 0,262 | 0,192 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di conto economico riportato al paragrafo 2.04.01 del presente bilancio consolidato.
| mln/euro | note | 2019 | 2018 |
|---|---|---|---|
| Utile (perdita) netto dell'esercizio | 402,0 | 296,6 | |
| Componenti riclassificabili a conto economico | |||
| Fair value derivati, variazione del periodo | 21 | (76,8) | 18,1 |
| Effetto fiscale relativo alle componenti riclassificabili | 22,4 | (5,6) | |
| Componenti non riclassificabili a conto economico | |||
| Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti | 28 | (5,6) | 2,7 |
| Effetto fiscale relativo alle componenti non riclassificabili | 1,4 | (0,7) | |
| Totale utile (perdita) complessivo dell'esercizio | 343,4 | 311,1 | |
| Attribuibile: | |||
| azionisti della Controllante | 327,3 | 296,2 | |
| azionisti di minoranza | 16,1 | 14,9 |
| mln/euro | note | 31-dic-19 | 31-dic-18 |
|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | |||
| Attività non correnti | |||
| Immobilizzazioni materiali | 14, 32 | 1.992,7 | 2.003,7 |
| Diritti d'uso | 15, 32 | 96,9 | |
| Attività immateriali | 16, 32 | 3.780,2 | 3.254,9 |
| Avviamento | 17, 32 | 812,9 | 381,3 |
| Partecipazioni | 18, 32 | 143,5 | 149,1 |
| Attività finanziarie non correnti | 19, 35 | 135,3 | 118,4 |
| Attività fiscali differite | 20 | 174,8 | 159,2 |
| Strumenti derivati | 21 | 41,1 | 45,3 |
| Totale attività non correnti | 7.177,4 | 6.111,9 | |
| Attività correnti | |||
| Rimanenze | 22 | 176,5 | 157,3 |
| Crediti commerciali | 23, 35 | 2.065,3 | 1.842,2 |
| Attività finanziarie correnti | 19, 35 | 70,1 | 37,3 |
| Attività per imposte correnti | 24, 35 | 42,1 | 34,3 |
| Altre attività correnti | 25, 35 | 395,7 | 281,2 |
| Strumenti derivati | 21 | 72,2 | 111,9 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 19, 33 | 364,0 | 535,5 |
| Totale attività correnti | 3.185,9 | 2.999,7 | |
| TOTALE ATTIVITÀ | 10.363,3 | 9.111,6 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.
| mln/euro | note | 31-dic-19 | 31-dic-18 |
|---|---|---|---|
| PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ | |||
| Capitale sociale e riserve | 26 | ||
| Capitale sociale | 1.474,8 | 1.465,3 | |
| Riserve | 948,0 | 913,5 | |
| Utile (perdita) dell'esercizio | 385,7 | 281,9 | |
| Patrimonio netto del Gruppo | 2.808,5 | 2.660,7 | |
| Interessenze di minoranza | 201,5 | 186,0 | |
| Totale patrimonio netto | 3.010,0 | 2.846,7 | |
| Passività non correnti | |||
| Passività finanziarie non correnti | 27, 35 | 3.456,3 | 2.672,4 |
| Passività non correnti per leasing | 15, 35 | 76,1 | 12,2 |
| Trattamento di fine rapporto e altri benefici | 28 | 127,3 | 129,5 |
| Fondi per rischi e oneri | 29 | 521,8 | 458,6 |
| Passività fiscali differite | 20 | 154,5 | 43,1 |
| Strumenti derivati | 21 | 27,4 | 37,9 |
| Totale passività non correnti | 4.363,4 | 3.353,7 | |
| Passività correnti | |||
| Passività finanziarie correnti | 27, 35 | 305,5 | 609,9 |
| Passività correnti per leasing | 15, 35 | 19,4 | 1,7 |
| Debiti commerciali | 30, 35 | 1.391,8 | 1.360,4 |
| Passività per imposte correnti | 24, 35 | 86,9 | 6,0 |
| Altre passività correnti | 31, 35 | 1.047,9 | 866,9 |
| Strumenti derivati | 21 | 138,4 | 66,3 |
| Totale passività correnti | 2.989,9 | 2.911,2 | |
| TOTALE PASSIVITÀ | 7.353,3 | 6.264,9 | |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ | 10.363,3 | 9.111,6 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 2.04.02 del presente bilancio consolidato.
| mln/euro note |
31-dic-19 | 31-dic-18 |
|---|---|---|
| Risultato ante imposte | 528,1 | 418,4 |
| Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative | ||
| Ammortamenti e perdite di valore di attività | 433,7 | 391,5 |
| Accantonamenti ai fondi | 108,9 | 129,5 |
| Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto | (13,4) | (14,9) |
| Altri ricavi non operativi | (111,6) | |
| (Proventi) oneri finanziari | 139,4 | 106,6 |
| (Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari | 7,0 | (18,0) |
| Variazione fondi rischi e oneri | (28,5) | (29,0) |
| Variazione fondi per benefici ai dipendenti | (12,2) | (12,2) |
| Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto | 1.051,4 | 971,9 |
| (Incremento) decremento di rimanenze | (17,9) | (36,0) |
| (Incremento) decremento di crediti commerciali | (162,5) | (183,3) |
| Incremento (decremento) di debiti commerciali | (65,0) | (38,5) |
| Incremento/decremento di altre attività/passività correnti | 103,6 | 124,4 |
| Variazione capitale circolante | (141,8) | (133,4) |
| Dividendi incassati | 13,3 | 15,3 |
| Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati | 44,9 | 70,9 |
| Interessi passivi e altri oneri finanziari pagati | (115,0) | (126,6) |
| Imposte pagate | (123,1) | (176,6) |
| Disponibilità generate dall'attività operativa (a) | 729,7 | 621,5 |
| Investimenti in immobilizzazioni materiali | (164,2) | (159,2) |
| Investimenti in attività immateriali | (369,0) | (305,2) |
| Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide 33 |
(195,7) | (10,1) |
| Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali | 4,7 | 5,8 |
| Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration 33 |
168,2 | 15,9 |
| (Incremento) decremento di altre attività d'investimento | (31,1) | 15,2 |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) | (587,1) | (437,6) |
| Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine 34 |
315,0 | 221,3 |
| Rimborsi di debiti finanziari non correnti 34 |
(100,7) | (0,2) |
| Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari 34 |
(377,0) | (133,7) |
| Canoni pagati per locazioni finanziarie 34 |
(19,0) | (2,3) |
| Incasso da cessione quote azionarie senza perdita di controllo | ‐ | 1,8 |
| Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate | (2,2) | (11,3) |
| Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza | (161,5) | (151,4) |
| Variazione azioni proprie in portafoglio | 31,3 | (23,1) |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) | (314,1) | (98,9) |
| Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) | (171,5) | 85,0 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio del periodo | 535,5 | 450,5 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo | 364,0 | 535,5 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di rendiconto finanziario riportato al paragrafo 2.04.03 del presente bilancio consolidato.
| min/euro | Capitale sociale |
Riserve | Riserve strumenti derivati valutati al fair value |
fondi benefici dipendenti Riserve utili (perdite) attuariali |
Utile dell'esercizio Patrimonio netto | di minoranza Interessenze |
Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldo al 31-dic-17 | 1.473.6 | 847.8 | 4,1 | (31,7) | 251,4 | 2.545.2 | 160.8 | 2.706.0 |
| Adozione Ifrs 9 | (19,3) | (19,3) | (0,6) | (19,9) | ||||
| Saldo al 01-gen-18 | 1.473.6 | 828.5 | 4,1 | (31,7) | 251.4 | 2.525.9 | 160.2 | 2.686.1 |
| Utile dell'esercizio | 281.9 | 281,9 | 14,7 | 296,6 | ||||
| Altre componenti del risultato complessivo: | ||||||||
| fair value derivati, variazione del periodo | 12,4 | 12,4 | 0,1 | 12,5 | ||||
| utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti | 1.9 | 1,9 | 0,1 | 2,0 | ||||
| Utile complessivo dell'esercizio | 12,4 | 1.9 | 281.9 | 296.2 | 14,9 | 311,1 | ||
| variazione azioni proprie in portafoglio | 8.3) | (14,8) | (23,1) | (23,1) | ||||
| variazione interessenza partecipativa | (4,1) | (4,1) | (5,4) | (9,5) | ||||
| variazione area consolidamento | 6,7 | 6,7 | 27,7 | 34,4 | ||||
| Ripartizione dell'utile: | ||||||||
| dividendi distributi | (140,9) | (140,9) | (11,4) | (152,3) | ||||
| destinazione a riserve | 110,5 | (110.5) | ||||||
| Saldo al 31-dic-18 | 1.465.3 | 926.8 | 16,5 | (29,8) | 281,9 | 2.660,7 | 186,0 | 2.846.7 |
| Adozione Ifrs 16 | (3,4) | (3,4) | (0,6) | (4,0) | ||||
| Saldo al 01-gen-19 | 1.465.3 | 923.4 | 16,5 | (29,8) | 281.9 | 2.657,3 | 185,4 | 2.842,7 |
| Utile dell'esercizio | 385,7 | 385,7 | 16,3 | 402,0 | ||||
| Altre componenti del risultato complessivo: | ||||||||
| fair value derivati, variazione dell'esercizio | (54,4) | (54,4) | 54,4) | |||||
| utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti | (4,0) | (4,0) | (0,2) | (4,2) | ||||
| Utile complessivo dell'esercizio | - | (54,4) | (4.0) | 385.7 | 327,3 | 16,1 | 343,4 | |
| variazione azioni proprie in portafoglio | 0.5 | 22,6 | 32,1 | (0,8) | 31,3 | |||
| variazione interessenza partecipativa | (0,7) | (0,7) | (1,5) | (2,2) | ||||
| variazione area consolidamento | (58,4) | (58,4) | 13,7 | (44,7) | ||||
| Ripartizione dell'utile: | ||||||||
| dividendi distribuiti | (149.1) | (149,1) | (11,4) | (160,5) | ||||
| destinazione a riserve | 132.8 | 132,8) | ||||||
| Saldo al 24_dir_10 | 1 010 7 | 137 QI | 122 81 | 205 | 2 202 5 | 201 5 | 0 040 0 |
Hera Spa è una società per azioni costituita in Italia e iscritta presso il registro delle imprese di Bologna. Gli indirizzi della sede legale e delle località in cui sono condotte le principali attività del Gruppo sono indicati nell'introduzione al fascicolo del bilancio consolidato. Le principali attività della Società e delle sue controllate (il Gruppo) sono descritte nella relazione sulla gestione.
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019, costituito da conto economico, conto economico complessivo, situazione patrimoniale-finanziaria, rendiconto finanziario, prospetto delle variazioni del patrimonio netto e note esplicative è stato predisposto, in applicazione del Regolamento (CE) 1606/2002 del 19 luglio 2002, in conformità ai principi contabili internazionali Ias/Ifrs (di seguito Ifrs) emessi dall'International Accounting Standard Board (Iasb) e omologati dalla Commissione Europea, integrati dalle relative interpretazioni dell'International Financial Reporting Standards Interpretations Committee (Ifrs Ic), precedentemente denominato Standing Interpretations Committee (Sic), nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.
Sono state predisposte le informazioni obbligatorie ritenute sufficienti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale-finanziaria del Gruppo, nonché del risultato economico. Le informazioni relative all'attività del Gruppo e i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono illustrati nella relazione sulla gestione.
Il principio generale adottato nella predisposizione del presente bilancio consolidato è quello del costo, a eccezione delle attività e passività finanziarie (inclusi gli strumenti derivati) valutate a fair value. La preparazione del bilancio consolidato ha richiesto l'uso di stime da parte del management; le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni di particolare significatività, unitamente a quelle con effetti rilevanti sulle situazioni presentate, sono riportate nel paragrafo "Stime e valutazioni significative".
I dati del presente bilancio sono comparabili con i medesimi del precedente esercizio, salvo quando diversamente indicato nelle note a commento delle singole voci. Nel confronto delle singole voci di conto economico e situazione patrimoniale finanziaria occorre tenere anche in considerazione le variazioni dell'area di consolidamento riportate nello specifico paragrafo.
Il presente bilancio consolidato al 31 dicembre 2019 è stato predisposto dal Consiglio di Amministrazione e dallo stesso approvato nella seduta del 25 marzo 2020. Lo stesso è assoggettato a revisione contabile da parte della società Deloitte & Touche Spa.
Gli schemi utilizzati sono i medesimi già applicati per il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018. Lo schema utilizzato per il conto economico è a scalare con le singole voci analizzate per natura. Si ritiene che tale esposizione, seguita anche dai principali competitor e in linea con la prassi internazionale, sia quella che meglio rappresenta i risultati aziendali.
Il conto economico complessivo viene presentato, come consentito dallo Ias 1 revised, in un documento separato rispetto al conto economico, distinguendo fra componenti riclassificabili e non riclassificabili a conto economico. Le altre componenti del conto economico complessivo sono evidenziate in modo separato anche nel prospetto delle variazioni di patrimonio netto. Lo schema della situazione patrimoniale-finanziaria evidenzia la distinzione tra attività e passività, correnti e non correnti. Il rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto, come consentito dallo Ias 7.
Negli schemi di bilancio sono separatamente indicati gli eventuali costi e i ricavi di natura non ricorrente. Si precisa che, con riferimento alla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio, sono stati inseriti specifici schemi supplementari di conto economico, situazione patrimoniale-finanziaria e rendiconto finanziario con evidenza dei rapporti più significativi con parti correlate, al fine di non alterare la leggibilità complessiva degli schemi di bilancio.
Gli schemi di bilancio e i dati inseriti nelle note esplicative sono tutti espressi in milioni di euro con un decimale tranne quando diversamente indicato.
Il nuovo principio Ifrs 16 - Leasing, in applicazione dal 1° gennaio 2019, è stato pubblicato dallo Iasb in data 13 gennaio 2016 e adottato con Regolamento 2017/1986. Esso sostituisce il principio Ias 17 - Leasing, nonché le interpretazioni Ifric 4 - Determinare se un accordo contiene un leasing, Sic 15 - Leasing operativo incentivi e Sic 27 - La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale del leasing.
Il principio fornisce una nuova definizione di leasing e introduce un criterio basato sul controllo (diritto d'uso - right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti di fornitura di servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto a ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto. Tale nozione è sostanzialmente diversa dal concetto di rischi e benefici cui era posta significativa attenzione nei precedenti Ias 17 e Ifric 4.
Il principio stabilisce un unico modello di riconoscimento e valutazione dei contratti di leasing per il locatario (lessee), che prevede l'iscrizione del bene oggetto di nolo o affitto, anche operativo, nell'attivo patrimoniale con contropartita un debito finanziario, fornendo inoltre la possibilità di non applicare il predetto modello ai contratti che hanno a oggetto beni di modesto valore (low-value asset) e ai contratti con una durata pari o inferiore a 12 mesi (short-term lease). Non sono invece previste dal nuovo principio modifiche significative per il locatore (lessor).
Il Gruppo ha completato il processo di valutazione degli impatti correlati all'introduzione del nuovo principio alla data di prima applicazione (1° gennaio 2019). Tale processo si è declinato in diverse fasi, tra cui la mappatura completa dei contratti potenzialmente idonei a contenere un leasing e l'analisi degli stessi, al fine di comprenderne le principali clausole rilevanti ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'Ifrs 16. Il processo di adozione del principio ha, inoltre, comportato l'implementazione di specifici applicativi informatici volti alla gestione contabile del principio stesso e l'allineamento dei processi amministrativi e dei controlli a presidio delle aree critiche su cui insiste il principio.
Il Gruppo ha fatto ricorso all'espediente pratico previsto per la transizione al fine di non rideterminare quando un contratto è o contiene un leasing. Pertanto le conclusioni relative alla qualificazione di un contratto come leasing in conformità allo Ias 17 e all'Ifric 4 continueranno a essere applicate ai contratti sottoscritti o modificati prima del 1° gennaio 2019. Tale espediente pratico è stato applicato a tutti i contratti, come previsto dal paragrafo C4 dell'Ifrs 16.
Il Gruppo ha scelto di applicare il principio retrospettivamente, iscrivendo tuttavia l'effetto cumulato che ne deriva nel patrimonio netto al 1° gennaio 2019 (non modificando i dati comparativi dell'esercizio 2018), secondo quanto previsto dai paragrafi C7-C13. In particolare, il Gruppo ha contabilizzato con riferimento ai contratti di leasing precedentemente classificati come operativi:
- una passività finanziaria, pari al valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione attualizzati utilizzando, per ciascun contratto, il tasso di finanziamento marginale (incremental borrowing rate) applicabile alla data di transizione;
- un diritto d'uso pari al valore netto contabile che lo stesso avrebbe avuto nel caso in cui il principio fosse stato applicato fin dalla data di inizio del contratto, utilizzando però il tasso di attualizzazione definito alla data di transizione.
Solamente per un numero residuale di contratti, per i quali non è stato possibile recuperare puntualmente le informazioni storiche, il diritto d'uso è stato posto uguale al valore della passività finanziaria alla data di transizione, al netto di eventuali ratei e risconti riferiti al leasing e rilevati nello stato patrimoniale alla data di chiusura del precedente bilancio.
La tabella seguente riporta gli impatti derivanti dall'adozione dell'Ifrs 16 alla data di transizione:
| mln/euro | Impatti alla data di transizione 01-gen-19 |
|---|---|
| Diritto d'uso di terreni e fabbricati | 67,3 |
| Diritto d'uso di impianti e macchinari | 4,2 |
| Diritto d'uso di altri beni mobili | 19,5 |
| Totale Diritto d'uso | 91,0 |
| Passività non correnti per leasing | 82,7 |
| Passività correnti per leasing | 13,9 |
| Totale passività per leasing | 96,6 |
| Attività fiscali differite | 1,4 |
| Altre attività correnti | (0,7) |
| Altre passività correnti | 0,9 |
| Totale altre variazioni | 1,6 |
| Utili a nuovo | (4,0) |
Si segnala che il tasso di finanziamento marginale medio ponderato applicato alle passività finanziarie iscritte al 1° gennaio 2019 è risultato pari al 3,81%.
Nell'adottare il principio Ifrs 16 il Gruppo si è avvalso dell'esenzione concessa dal paragrafo 5 a) in relazione ai leasing di durata inferiore ai 12 mesi specie per alcuni contratti aventi ad oggetto noleggio di automezzi. Parimenti il Gruppo è ricorso all'esenzione prevista del paragrafo 5 b) con riferimento ai contratti di leasing per i quali l'attività sottostante è valutabile come bene di modesto valore, ovvero quando il singolo bene sottostante non supera il valore a nuovo di 5 mila euro. I contratti per i quali è stata applicata l'esenzione ricadono principalmente all'interno delle seguenti categorie:
- dispositivi elettronici;
- mobilio e arredi.
Per tali contratti l'introduzione dell'Ifrs 16 non ha comportato la rilevazione della passività finanziaria e del relativo diritto d'uso. I canoni di locazione sono quindi rilevati a conto economico su base lineare per la durata dei rispettivi contratti. L'ammontare dei canoni corrisposti per i leasing di queste fattispecie risulta non significativo alla data del 31 dicembre 2019.
Inoltre, con riferimento alle regole di transizione, il Gruppo si è avvalso dei seguenti espedienti pratici:
- utilizzo dell'assessment effettuato al 31 dicembre 2018 secondo le regole dello Ias 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali in relazione alla contabilizzazione dei contratti onerosi in alternativa all'applicazione del test di impairment ai sensi dello Ias 36 sul valore del diritto d'uso al 1° gennaio 2019;
- classificazione dei contratti che scadono entro 12 mesi dalla data di transizione come leasing di breve durata. Per tali contratti i canoni sono stati iscritti a conto economico su base lineare;
- non applicazione del principio ai contratti che non erano stati in precedenza identificati come contenenti un leasing applicando lo Ias 17 e l'Ifric 4;
- esclusione dei costi diretti iniziali dalla misurazione del diritto d'uso al 1° gennaio 2019;
utilizzo delle informazioni presenti alla data di transizione per la determinazione della durata del contratto, con particolare riferimento all'esercizio di opzioni di estensione e di chiusura anticipata.
Per i contratti di leasing precedentemente classificati come finanziari in applicazione dello Ias 17, il valore contabile delle attività oggetto del leasing e i correlati obblighi contrattuali rilevati al 31 dicembre 2018 sono stati rispettivamente riclassificati tra i diritti d'uso e le passività per leasing senza alcuna rettifica, a eccezione dell'esenzione per il riconoscimento dei leasing di basso valore.
Al fine di fornire un ausilio alla comprensione degli impatti correlati alla prima applicazione del principio, la tabella seguente fornisce una riconciliazione tra gli impegni futuri relativi ai contratti di leasing, di cui in base allo Ias 17 è data informativa alle note di commento 4 "Costi per servizi" e 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti" del bilancio al 31 dicembre 2018, e l'impatto conseguente l'adozione dell'Ifrs 16 al 1° gennaio 2019:
| mln/euro | 01-gen-19 |
|---|---|
| Impegni per leasing operativi al 31 dicembre 2018 | 130,2 |
| Pagamenti minimi su passività per leasing finanziari al 31 dicembre 2018 | 15,6 |
| Canoni per leasing di breve durata | (0,2) |
| Canoni per leasing di modesto valore | (0,2) |
| Passività finanziaria non attualizzata per leasing al 1° gennaio 2019 | 145,4 |
| Effetto attualizzazione | (34,9) |
| Passività finanziaria per leasing al 1° gennaio 2019 | 110,5 |
| Valore attuale passività per leasing finanziari al 31 dicembre 2018 | (13,9) |
| Passività finanziaria aggiuntiva per leasing al 1° gennaio 2019 | 96,6 |
Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019 include i bilanci della Capogruppo Hera Spa e quelli delle società controllate. Il controllo è ottenuto quando la società controllante ha il potere di influenzare i rendimenti della partecipata, ovvero quando, per il tramite di diritti correntemente validi, detiene la capacità di dirigere le attività rilevanti della stessa. Le partecipazioni in joint venture, nelle quali il Gruppo esercita un controllo congiunto con altri soci e le società sulle quali viene esercitata un'influenza notevole sono consolidate con il metodo del patrimonio netto.
Sono escluse dal consolidamento e valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo le imprese controllate e collegate la cui entità è irrilevante. Tali partecipate sono riportate alla nota 18 nella voce "Altre minori".
Di seguito sono riportate le variazioni dell'area di consolidamento intervenute nell'esercizio 2019 rispetto al bilancio consolidato al 31 dicembre 2018:
| Acquisizione del controllo | Perdita del controllo |
|---|---|
| Compendio CMV Energia&Impianti Srl | Ramo Gpl |
| Compendio CMV Servizi Srl 1 | AP Reti Gas NordEst Srl 2 |
| A Tutta Rete Srl 1 | |
| Cosea Ambiente Spa | |
| Pistoia Ambiente Srl | |
| EstEnergy Spa 2 | |
| Ascopiave Energie Spa 2 | |
| Ascotrade Spa 2 | |
| Blue Meta Spa 2 | |
| Etra Energia Srl 2 | |
| Amgas Blu Srl 2 | |
| Acquisizione influenza notevole | Perdita influenza notevole |
| ASM SET Srl 2 | So.Sel Spa |
| Sinergie Italiane Srl in liquidazione 2 |
1 Compendio e società rientranti nel business denominato Attività di distribuzione CMV.
2 Società comprese all'interno del perimetro dell'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave.
Con effetto 1° marzo 2019 è stato ottenuto il controllo delle attività di vendita di gas ed energia elettrica della società CMV Energia&Impianti Srl da parte di Hera Comm Srl. L'operazione è avvenuta tramite scissione parziale proporzionale: a ciascun socio della società scissa è stata attribuita una quota partecipativa nella società beneficiaria. In conseguenza di tale operazione la partecipazione di Hera Spa in Hera Comm Srl è scesa al 99,89%. Successivamente per effetto della modifica della propria forma giuridica da Srl a Spa da parte di Hera Comm, i soci di minoranza hanno esercitato diritto di recesso in data 11 dicembre 2019.
Con effetto 1° marzo 2019 è stato ottenuto il controllo dell'attività di distribuzione gas della società CMV Servizi Srl, compresa l'intera partecipazione nella società A Tutta Rete Srl, da parte di Inrete Distribuzione Energia Spa. L'operazione è avvenuta tramite scissione parziale proporzionale: a ciascun socio della società scissa è stata attribuita una quota partecipativa nella società beneficiaria. In conseguenza di tale operazione la partecipazione di Hera Spa in Inrete Distribuzione Energia Spa è scesa al 99,09%.
In data 9 maggio 2019, Hera Spa si è aggiudicata in via definitiva la gara per l'acquisizione del 100% delle azioni di Cosea Ambiente Spa, società che gestisce il servizio rifiuti in 20 Comuni dell'appennino tosco-emiliano. Si precisa altresì che, in considerazione dell'indisponibilità di una situazione infrannuale di riferimento alla data di acquisizione, i ricavi e i costi di Cosea Ambiente Spa sono stati consolidati a far data dal 1° gennaio 2019. Gli effetti derivanti da tale semplificazione sono da ritenersi non rilevanti per il conto economico dell'esercizio 2019, anche con riferimento agli indicatori di marginalità.
Con efficacia 1° gennaio 2019 le società Inrete Distribuzione Energia Spa e Hera Comm Srl hanno ceduto i rispettivi rami di azienda relativi all'attività di distribuzione e vendita di Gpl. L'operazione ha avuto, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista economico, impatti del tutto marginali.
In data 17 luglio 2019 Herambiente Spa ha acquistato l'intera partecipazione della società Pistoia Ambiente Srl, attiva nella gestione della discarica di rifiuti speciali sita nel Comune di Serravalle Pistoiese.
In data 26 settembre 2019 Hera Comm Srl ha ceduto la propria quota partecipativa, pari al 26%, in So.Sel Spa. La cessione della partecipazione ha determinato un incasso pari a circa 0,3 milioni di euro e la rilevazione di una minusvalenza per 0,7 milioni di euro.
In data 19 dicembre 2019 è stato siglato il closing dell'accordo di partnership tra il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave che ha comportato:
- l'acquisizione del controllo della società EstEnergy Spa per effetto delle clausole contenute nell'accordo quadro;
- l'acquisizione del controllo delle società di vendita Amgas Blu Srl da parte di Hera Comm Spa e Ascopiave Energie Spa, Ascotrade Spa, Blue Meta Spa, Etra Energia Srl da parte di EstEnergy Spa;
- l'acquisizione delle società collegate ASM SET Srl e Sinergie Italiane Srl in liquidazione da parte di EstEnergy Spa;
- il trasferimento della partecipazione in Hera Comm Nord Est Srl da Hera Comm Spa a EstEnergy Spa (operazione tra società sotto comune controllo);
- la cessione del controllo del ramo d'azienda Distribuzione Reti Gas (facente parte di AcegasApsAmga Spa) al Gruppo Ascopiave, mediante il conferimento dello stesso nella società di nuova costituzione AP Reti Gas Nord Est Srl successivamente alienata;
- la cessione del 3% del capitale sociale di Hera Comm Spa ad Ascopiave Spa.
Le attività di cui il Gruppo Hera ha ottenuto il controllo sono successivamente trattate come "Attività commerciali Ascopiave". Le modalità di realizzazione dell'accordo di partnership tra il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave, che ha determinato al 31 dicembre 2019 l'assetto sopra indicato, sono descritte nel paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera – Ascopiave" della relazione sulla gestione.
In data 1° febbraio 2019, a seguito dell'aggiudicazione di asta pubblica, Hera Spa ha acquistato dal socio Unione Montana Alta Valle del Metauro un numero di quote pari allo 0,5% del capitale sociale di Marche Multiservizi Spa, aumentando così la propria interessenza dal 46,2% al 46,7%.
In data 23 aprile Hera Spa ha acquistato da Aimag Spa il 3,28% del capitale sociale di Acantho Spa, aumentando così la propria partecipazione dal 77,36% al 80,64%.
La differenza tra l'ammontare a rettifica delle partecipazioni di minoranza e il fair value del corrispettivo incassato è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto e attribuita ai soci della Controllante.
Si segnalano le seguenti operazioni di riorganizzazione e razionalizzazione societaria all'interno del Gruppo senza effetti sul perimetro di consolidamento:
- fusione per incorporazione di Umbro Plast Srl, Cerplast Srl e Variplast Srl in Aliplast Spa con efficacia 1° gennaio 2019;
- fusione per incorporazione di Waste Recycling Spa in Herambiente Servizi Industriali Srl con efficacia 1° luglio 2019;
- fusione per incorporazione di Blu Ranton Srl e Sangroservizi Srl in Hera Comm Marche Srl con efficacia 1° ottobre 2019.
Le operazioni di aggregazione sono state contabilizzate in conformità con quanto disposto dal principio contabile internazionale Ifrs 3. In particolare il management ha svolto, anche con l'ausilio di professionisti indipendenti, le analisi di valutazione al fair value di attività o passività e passività potenziali, sulla base delle informazioni su fatti e circostanze in essere disponibili alla data di acquisizione. Il processo di valutazione è terminato il 31 dicembre 2019 per i business "Attività di vendita CMV", "Attività di distribuzione CMV" e "Cosea Ambiente", mentre risulta ancora in corso per "Pistoia Ambiente" e le "Attività commerciali Ascopiave". Ove, nei prossimi 12 mesi, dovessero emergere nuove e ulteriori informazioni allo stato non note, conformemente a quanto previsto dai principi contabili di riferimento, la valutazione al fair value potrebbe essere anche in parte modificata.
| Attività di vendita CMV |
Attività di distribuzione CMV |
Cosea Ambiente |
Pistoia Ambiente |
Attività commerciali Ascopiave |
Totale business combination |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività non correnti | ||||||
| Immobilizzazioni materiali | 0,1 | 0,1 | 4,2 | 11,9 | 0,3 | 16,6 |
| Diritti d'uso | 0,8 | 3,2 | 4,0 | |||
| Attività immateriali | 8,6 | 19,3 | 0,1 | 67,1 | 430,7 | 525,8 |
| Partecipazioni | 19,5 | 19,5 | ||||
| Attività finanziarie | 3,9 | 0,2 | 4,1 | |||
| Attività fiscali differite | 1,6 | 0,3 | 2,3 | 3,9 | 8,1 | |
| Attività correnti | ||||||
| Rimanenze | 0,1 | 0,1 | 1,5 | 1,7 | ||
| Crediti commerciali | 12,5 | 3,8 | 3,6 | 179,6 | 199,5 | |
| Attività finanziarie | 0,1 | 0,3 | 16,4 | 16,8 | ||
| Attività per imposte correnti | 0,1 | 0,1 | 1,3 | 1,5 | ||
| Altre attività correnti | 1,1 | 0,3 | 0,2 | 54,8 | 56,4 | |
| Strumenti derivati | 1,2 | 1,2 | ||||
| Disponibilità liquide | 0,2 | 0,7 | 16,4 | 17,3 | ||
| Passività non correnti | ||||||
| Passività finanziarie | (2,8) | (1,3) | (4,1) | |||
| Passività per leasing | (0,8) | (2,5) | (3,3) | |||
| Trattamento fine rapporto | (0,1) | (0,1) | (0,7) | (0,2) | (2,1) | (3,2) |
| Fondi per rischi e oneri | (0,2) | (0,4) | (18,6) | (5,5) | (24,7) | |
| Passività fiscali differite | (2,5) | (20,1) | (93,0) | (115,6) | ||
| Passività correnti | ||||||
| Passività finanziarie | (6,1) | (2,6) | (0,7) | (7,0) | (16,4) | |
| Passività per leasing | (1,1) | (1,1) | ||||
| Debiti commerciali | (9,6) | (10,5) | (3,2) | (132,9) | (156,2) | |
| Passività per imposte correnti | (72,7) | (72,7) | ||||
| Altre passività correnti | (3,8) | (2,2) | (1,1) | (0,1) | (22,4) | (29,6) |
| Strumenti derivati | (2,1) | (2,1) | ||||
| Totale attività nette acquisite | 1,8 | 9,8 | 1,5 | 42,7 | 387,7 | 443,5 |
| Fair value corrispettivo | 1,8 | 10,1 | 1,5 | 43,4 | 722,5 | 779,3 |
| Fair value interessenza posseduta |
92,2 | 92,2 | ||||
| Interessenze di minoranza acquisite |
3,6 | 3,6 | ||||
| Totale valore dell'aggregazione |
1,8 | 10,1 | 1,5 | 43,4 | 818,3 | 875,1 |
| (Avviamento) / Provento | (0,0) | (0,3) | (0,0) | (0,7) | (430,6) | (431,6) |
Nella tabella seguente sono riportate le attività e passività acquisite valutate al loro fair value:
| Il processo di valutazione ha comportato le seguenti rettifiche ai valori di libro iscritti nei bilanci delle | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| entità acquisite, nonché le seguenti considerazioni in relazione al corrispettivo trasferito: |
| Attività di vendita CMV |
Attività di distribuzione CMV |
Cosea Ambiente | Pistoia Ambiente |
Attività commerciali Ascopiave |
Totale business combination |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| Valore contabile attività nette acquisite |
0,2 | 10,1 | 1,4 | (1,4) | 74,5 | 84,8 |
| Rettifiche per valutazione al fair value |
||||||
| Immobilizzazioni materiali | (0,4) | 3,2 | 2,8 | |||
| Attività immateriali | 8,5 | 0,1 | 67,1 | 430,7 | 506,4 | |
| Partecipazioni | 19,3 | 19,3 | ||||
| Fondi per rischi e oneri | (9,2) | (5,0) | (14,2) | |||
| Crediti commerciali | (5,9) | (5,9) | ||||
| Attività / (passività) correnti | (40,2) | (40,2) | ||||
| Attività (passività) fiscali differite | (1,0) | 0,1 | (17,0) | (91,6) | (109,5) | |
| Fair value attività nette acquisite |
1,8 | 9,8 | 1,5 | 42,7 | 387,7 | 443,5 |
| Esborso di cassa | 1,5 | 45,0 | 296,6 | 343,1 | ||
| Emissione strumenti di capitale | 1,8 | 10,1 | 11,9 | |||
| Corrispettivi potenziali | (1,6) | 425,9 | 424,3 | |||
| Fair value corrispettivo | 1,8 | 10,1 | 1,5 | 43,4 | 722,5 | 779,3 |
Nello specifico le valutazioni effettuate dal management in relazione al fair value delle attività acquisite e delle passività assunte identificabili, che hanno tenuto anche conto del valore recuperabile degli asset (calcolato sulla base dei business plan delle attività oggetto di acquisizione), hanno portato a identificare queste principali rettifiche:
- attività di vendita di gas ed energia elettrica di CMV Energia&Impianti Srl è stata iscritta una lista clienti per 8,5 milioni di euro ed è stato rettificato il valore dei crediti commerciali per 5,9 milioni di euro, al lordo dei relativi effetti fiscali differiti;
- Pistoia Ambiente Srl è stata valutata a fair value l'autorizzazione correlata all'attività di smaltimento rifiuti presso la discarica di Serravalle Pistoiese per 67,1 milioni di euro. Tale valore è stato determinato sulla base delle caratteristiche del contesto di riferimento utilizzando il metodo dei flussi di cassa incrementali (Meem). La vita utile media attesa dell'asset intangibile, pari a circa dieci anni, è legata ai volumi residui disponibili per lo smaltimento. È stato inoltre rettificato in aumento il valore del fondo post mortem per 9,2 milioni di euro, allineandolo al suo fair value determinato alla data dell'operazione. La fiscalità differita correlata a tali valutazioni ha determinato l'iscrizione di passività nette per 17 milioni di euro. Si ricorda che il processo valutativo di determinazione dei fair value di attività, passività e passività potenziali risulta essere ancora in corso, anche con riferimento al corrispettivo trasferito. Conseguentemente, come previsto dal principio Ifrs 3, la contabilizzazione iniziale dell'aggregazione è stata determinata provvisoriamente. Nell'accordo con la controparte è infatti previsto un possibile earn-out a fronte di ulteriori quantitativi conferibili nella discarica, la cui fattibilità tecnico-autorizzativa è tuttavia ancora in corso di valutazione tra le parti. Il potenziale maggiore corrispettivo trasferibile, nel caso in cui risultasse fattibile l'ampliamento, è stimabile tra 12 e 15 milioni di euro.
Con riferimento alle valutazione delle "Attività commerciali Ascopiave", si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera – Ascopiave" della relazione sulla gestione.
Nella nota 33 "Commenti al Rendiconto Finanziario" è presente l'analisi dei flussi di cassa connessi alle operazioni di aggregazione descritte.
Per la redazione dei prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria e del conto economico consolidati sono stati utilizzati i bilanci che le società rientranti nell'area di consolidamento hanno opportunamente riclassificato e rettificato (sulla base di apposite istruzioni emanate dalla Capogruppo) al fine di renderli uniformi ai principi contabili e ai criteri del Gruppo. Nell'elaborazione dei valori riferiti alle società valutate a patrimonio netto, sono state considerate le rettifiche ai relativi bilanci per adeguarli ai principi Ias/Ifrs qualora le stesse non li adottino.
Nella redazione dei prospetti della situazione patrimoniale-finanziaria e conto economico consolidati gli elementi dell'attivo e del passivo, nonché i proventi e gli oneri delle imprese rientranti nel perimetro di consolidamento sono inclusi integralmente. Sono invece eliminati i crediti e i debiti, i proventi e gli oneri, gli utili e le perdite originati da operazioni effettuate tra le imprese incluse nell'area di consolidamento. Viene inoltre elIso il valore contabile delle partecipazioni contro le corrispondenti frazioni del patrimonio netto delle partecipate.
In sede di primo consolidamento, la differenza positiva fra il valore contabile delle partecipazioni e il fair value delle attività e passività acquisite è attribuita agli elementi dell'attivo e del passivo e in via residuale all'avviamento. La differenza negativa è immediatamente iscritta a conto economico, come dettagliato nella successiva sezione "Aggregazioni di imprese".
L'importo del capitale e delle riserve delle imprese controllate, corrispondente alla partecipazione di terzi, è iscritto in una voce del patrimonio netto denominata "Interessenze di minoranza". La parte del risultato economico consolidato corrispondente alle partecipazioni di terzi è iscritta nella voce "Azionisti di minoranza".
La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi ai criteri generali della prudenza e della competenza, nella prospettiva della continuazione dell'attività. Ai fini delle rilevazioni contabili, viene data prevalenza alla sostanza economica delle operazioni piuttosto che alla loro forma giuridica.
Nella predisposizione del presente bilancio consolidato sono stati seguiti gli stessi principi e criteri applicati nel precedente esercizio tenendo conto dei nuovi principi contabili riportati nell'apposito paragrafo 2.02.05 "Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2019" e di quanto riportato nel paragrafo 2.02.02 "Adozione Ifrs 16". Per quanto attiene l'aspetto economico, si precisa che i costi e i ricavi esposti comprendono le rilevazioni di fine esercizio che trovano riscontro nelle contropartite della situazione patrimoniale-finanziaria. In relazione a ciò sono inclusi utili solo se realizzati entro la data di chiusura dell'esercizio, mentre si è tenuto conto dei rischi e delle perdite anche se conosciuti successivamente a tale data.
Le transazioni con azionisti di minoranza sono contabilizzate come equity transaction, pertanto, nel caso di acquisizioni di ulteriori quote azionarie dopo il raggiungimento del controllo, la differenza tra costo di acquisizione e valore contabile delle quote di minoranza acquisite viene imputata a patrimonio netto di Gruppo.
Le attività e passività di imprese estere in moneta diversa dall'euro che rientrano nell'area di consolidamento sono convertite utilizzando i tassi di cambio alla data di riferimento dei bilanci. I proventi e gli oneri sono convertiti al cambio medio dell'esercizio. Le differenze di conversione sono incluse in una voce di patrimonio netto fino alla cessione della partecipazione. I principali tassi di cambio utilizzati per la conversione in euro dei valori delle società al di fuori dell'area euro sono stati i seguenti:
| 2019 | 31-dic-19 | 2018 | 31-dic-18 | |
|---|---|---|---|---|
| Medio | Puntuale | Medio | Puntuale | |
| Lev bulgaro | 1,9558 | 1,9558 | 1,9558 | 1,9558 |
| Zloty polacco | 4,277 | 4,257 | 4,262 | 4,301 |
I criteri e principi adottati sono di seguito riportati.
Immobilizzazioni materiali - Le attività materiali sono rilevate al costo di acquisto o di produzione comprensivo degli oneri accessori, oppure al valore basato su perizie di stima, nel caso di acquisizione di aziende, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al bene (ad esempio: costi di personale, trasporti, dazi doganali, spese per la preparazione del luogo di installazione, costi di collaudo, spese notarili e catastali). Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati fino all'entrata in funzione del bene. Il costo ricomprende gli eventuali costi di smantellamento, ripristino e bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello Ias 37. Le spese di manutenzione ordinaria sono addebitate integralmente al conto economico. I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa sono rilevati come attività.
Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore, in particolare quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato (per i dettagli si veda la sezione "Perdite di valore").
L'ammortamento ha inizio quando le attività entrano nel ciclo produttivo. Le immobilizzazioni sono classificate come in corso quando non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Le immobilizzazioni materiali sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio sulla base di aliquote economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti. Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle immobilizzazioni materiali:
| Categoria | aliquote |
|---|---|
| Fabbricati | 1,8% - 2,8% |
| Impianti di distribuzione | 1,4% - 5,9% |
| Impianti di produzione | 2,5% - 25,0% |
| Altri impianti | 3,9% - 7,5% |
| Attrezzature | 5,0% - 20,0% |
| Macchine elettroniche | 16,7% - 20,0% |
| Automezzi | 10,0% - 20,0% |
Come richiesto dallo Ias 16, le vite utili stimate delle immobilizzazioni materiali sono riviste a ogni esercizio al fine di valutare la necessità di una revisione delle stesse. Nell'eventualità in cui risulti che le vite utili stimate non rappresentino in modo adeguato i benefici economici futuri attesi, i relativi piani di ammortamento devono essere ridefiniti in base alle nuove assunzioni. Tali cambiamenti sono imputati a conto economico in via prospettica.
I terreni non sono ammortizzati, eccezion fatta per i terreni su cui insistono discariche, che sono ammortizzati sulla base delle quantità di rifiuti smaltite rispetto alla capacità totale abbancabile.
Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo del bene.
Investimenti immobiliari - La classificazione di un immobile tra gli investimenti immobiliari avviene quando il bene genera flussi finanziari indipendenti dalle altre attività della Società, in quanto posseduto al fine di percepire canoni di locazione e/o per l'apprezzamento del capitale investito e non per essere utilizzato nella produzione o nella fornitura di beni o di servizi o nell'amministrazione aziendale. Come consentito dallo Ias 40, per la valutazione degli investimenti immobiliari è stato scelto il criterio del costo. I beni risultano quindi iscritti in bilancio al costo di acquisizione, al netto degli ammortamenti e delle eventuali perdite durevoli di valore.
Diritti d'uso - Il diritto di utilizzo su un bene o un servizio è valutato dal Gruppo inizialmente al costo. Tale costo comprende: a) il valore iniziale della passività del leasing (calcolato come indicato alla sezione "Passività per leasing"); b) i pagamenti correlati al contratto di leasing effettuati prima della data di decorrenza; c) i costi diretti iniziali analogamente alle immobilizzazioni materiali; d) la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e il ripristino.
Dopo la rilevazione iniziale il valore del diritto d'uso è ridotto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore, nonché rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing. Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al termine della durata prevista, il diritto d'uso è ammortizzato dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante, in caso contrario l'ammortamento è calcolato in base alla durata del leasing.
L'attività consistente nel diritto di utilizzo è sottoposta a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore.
Attività immateriali - Sono rilevate contabilmente le attività immateriali identificabili e controllabili, il cui costo può essere determinato attendibilmente nel presupposto che tali attività generino benefici economici futuri. Tali attività sono rilevate al costo determinato secondo i criteri indicati per le immobilizzazioni materiali e, qualora a vita utile definita, sono ammortizzate sistematicamente lungo il periodo della stimata vita utile stessa. L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo, o comunque inizia a produrre benefici economici per il Gruppo. Le immobilizzazioni in corso comprendono i costi relativi a immobilizzazioni immateriali per le quali non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Qualora le attività immateriali siano invece a vita utile indefinita non sono assoggettate ad ammortamento, ma a impairment test annuale anche in assenza di indicatori che segnalino perdite di valore.
I costi di ricerca sono imputati al conto economico. Eventuali costi di sviluppo di nuovi prodotti e/o processi sono imputati al conto economico nell'esercizio in cui sono sostenuti, qualora sprovvisti dei requisiti di utilità pluriennale.
I diritti di brevetto industriale e i diritti d'utilizzazione delle opere dell'ingegno sono rappresentativi di attività identificabili, individuabili e in grado di generare benefici economici futuri sotto il controllo del Gruppo; tali diritti sono ammortizzati lungo le relative vite utili.
Le concessioni sono costituite principalmente da diritti relativi a reti, impianti e altre dotazioni relativi ai servizi gas e ciclo idrico integrato dati in gestione al Gruppo, funzionali alla gestione di tali servizi. Tali concessioni risultavano classificate nelle immobilizzazioni immateriali anche antecedentemente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 - Accordi per servizi in concessione.
Gli ammortamenti delle concessioni sono calcolati in base a quanto previsto nelle rispettive convenzioni e in particolare: i) in misura costante per il periodo minore tra la vita economico-tecnica dei beni concessi e la durata della concessione medesima, qualora alla scadenza della stessa non venga riconosciuto al gestore uscente alcun valore di indennizzo (Valore industriale residuo o Vir); ii) in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni qualora alla scadenza delle concessioni sia previsto che i beni stessi entrino in possesso del gestore.
I servizi pubblici in concessione ricomprendono i diritti su reti, impianti e altre dotazioni relativi ai servizi gas, ciclo idrico integrato, energia elettrica (con la sola esclusione dei beni afferenti il territorio di Modena, classificati tra i beni in proprietà in forza della relativa acquisizione) e pubblica illuminazione (salvo per questi ultimi quanto evidenziato nella successiva nota di descrizione dei principi contabili applicati relativamente alla voce "Crediti e finanziamenti"), connessi a servizi in gestione al Gruppo. Tali rapporti sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale previsto dall'interpretazione Ifric 12, in quanto si è ritenuto che i rapporti concessori sottostanti non garantissero l'esistenza di un diritto incondizionato a favore del concessionario a ricevere contanti, o altre attività finanziarie. Sono contabilizzati come lavori in corso su ordinazione i servizi di costruzione e miglioria svolti per conto del concedente. Dal momento che gran parte dei lavori sono appaltati esternamente e che sulle attività di costruzione svolte internamente non è individuabile separatamente il margine di commessa dai benefici riconosciuti nella tariffa di remunerazione del servizio, tali infrastrutture sono rilevate sulla base dei costi effettivamente sostenuti, al netto degli eventuali contributi riconosciuti dagli enti e/o dai clienti privati.
Tale categoria ricomprende inoltre le migliorie e le infrastrutture realizzate su beni strumentali alla gestione dei servizi, di proprietà delle società patrimoniali (cosiddette Società degli asset, costituite ai sensi dell'art. 113 del D.Lgs. 267/00), ma gestiti dal Gruppo in forza di contratti di affitto di ramo d'azienda. Tali contratti, oltre a fissare i corrispettivi dovuti, includono anche clausole di restituzione dei beni, in normale stato di manutenzione, dietro corresponsione di un conguaglio corrispondente al valore netto contabile degli stessi o al valore industriale residuo (tenuto conto anche dei fondi ripristino).
L'ammortamento di tali diritti viene effettuato in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni, anche a fronte delle normative di riferimento che prevedono in caso di cambio del gestore del servizio un indennizzo al gestore uscente pari al Valore industriale residuo (Vir), per i beni realizzati in regime di proprietà, o al Valore netto contabile (Vnc), per i beni realizzati in regime di contratto di affitto di ramo d'azienda.
L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo secondo le intenzioni della direzione aziendale.
Le attività immateriali rilevate a seguito di un'aggregazione di imprese sono iscritte separatamente dall'avviamento se il loro fair value è determinato in modo attendibile.
Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di un'attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo dell'attività immateriale.
Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle attività immateriali:
| Categoria | aliquote |
|---|---|
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno | 20,0% |
| Brevetti e marchi | 10,0% |
| Fabbricati in concessione | 1,8% - 3,5% |
| Impianti di distribuzione in concessione | 1,8% - 10,0% |
| Altri impianti in concessione | 2,5% - 12,5% |
Aggregazioni di imprese - Le operazioni di aggregazione di imprese sono contabilizzate applicando il metodo dell'acquisizione (acquisition method) previsto dall'Ifrs 3, per effetto del quale l'acquirente acquista il patrimonio netto e rileva le attività e le passività della società acquisita. Il costo dell'operazione è rappresentato dal fair value, alla data di acquisto, delle attività trasferite, delle passività assunte e degli strumenti di capitale emessi in cambio del controllo dell'impresa acquisita. Gli oneri accessori all'aggregazione sono generalmente rilevati nel conto economico nel momento in cui sono sostenuti.
L'eventuale differenza positiva tra il costo dell'operazione e il fair value alla data di ottenimento del controllo delle attività e passività acquisite è attribuita all'avviamento (oggetto di impairment test, come indicato nella successiva sezione). Nel caso in cui il processo di allocazione del prezzo di acquisto determini l'evidenziazione di un differenziale negativo, lo stesso viene immediatamente imputato al conto economico alla data di acquisizione.
Eventuali corrispettivi sottoposti a condizione risultanti dal contratto di aggregazione di impresa sono valutati al fair value alla data di acquisizione e sono considerati nel valore dei corrispettivi trasferiti per l'operazione di aggregazione ai fini della determinazione dell'avviamento.
Le interessenze di terzi alla data di acquisizione sono valutate al fair value oppure in base al pro-quota del valore delle attività nette dell'impresa acquisita. La scelta del metodo di valutazione viene definito per ogni singola transazione.
Qualora siano effettuate aggregazioni di imprese per fasi, la partecipazione precedentemente detenuta dal Gruppo nell'impresa acquisita è valutata al fair value alla data di acquisizione del controllo e l'eventuale utile o perdita che ne consegue è rilevato nel conto economico.
Perdite di valore (impairment) - A ogni data di fine esercizio e comunque quando eventi o cambiamenti di situazione indichino che il valore di carico non può essere recuperato, il Gruppo prende in considerazione il valore contabile delle immobilizzazioni materiali, dei diritti d'uso e delle attività immateriali per determinare se tali attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora vi siano indicazioni in tal senso, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione. L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value dedotti i costi di vendita e il valore d'uso. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di un'attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'attività appartiene. I flussi di cassa futuri sono attualizzati a un tasso di sconto (al netto delle imposte) che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi alla specifica attività aziendale.
Se l'ammontare recuperabile di un'attività (o di un'unità generatrice di flussi finanziari) si stima essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell'attività è ridotto al minor valore recuperabile e la perdita di valore è rilevata nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o dell'unità generatrice di flussi finanziari), a eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.
Azioni proprie - Le azioni proprie sono imputate a riduzione del patrimonio netto, così come le differenze generate da ulteriori operazioni in acquisto, o vendita, sono rilevate direttamente come movimenti del patrimonio netto, senza transitare dal conto economico.
Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto - Le partecipazioni iscritte in questa voce si riferiscono a investimenti aventi carattere durevole in società collegate e joint venture. Una collegata è un'impresa nella quale il Gruppo è in grado di esercitare un'influenza notevole, ma non il controllo, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie e operative della partecipata. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Secondo il metodo del patrimonio netto le partecipazioni sono rilevate nella situazione patrimoniale-finanziaria al costo, rettificato per le variazioni successive all'acquisizione nelle attività nette, al netto di eventuali perdite di valore. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della società alla data di acquisizione è riconosciuto come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment.
Altre partecipazioni - Appartengono a questa categoria le partecipazioni non rientranti nell'area di consolidamento, incluse le partecipazioni in società controllate, collegate e joint venture la cui entità è irrilevante. Tali investimenti, dopo la rilevazione iniziale, sono valutati al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo. Sono escluse da tale approccio le partecipazioni detenute esclusivamente allo scopo della successiva alienazione, le cui variazioni di fair value sono rilevate nell'utile (perdita) d'esercizio. Il rischio derivante da eventuali perdite eccedenti il valore di carico della partecipazione è rilevato in un apposito fondo nella misura in cui la partecipante è impegnata ad adempiere a obbligazioni legali o implicite nei confronti dell'impresa partecipata o comunque a coprire le sue perdite.
Attività finanziarie - Il Gruppo classifica le attività finanziarie sulla base del modello di business adottato per la gestione delle stesse e sulla base delle caratteristiche dei flussi finanziari contrattuali. In relazione alle condizioni precedenti le attività finanziarie vengono successivamente valutate al:
- costo ammortizzato;
- fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo;
- fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio.
Il management determina la classificazione delle stesse irrevocabilmente al momento della loro prima iscrizione.
Crediti e finanziamenti - In tale categoria sono incluse le attività non rappresentate da strumenti derivati e non quotate in un mercato attivo, dalle quali sono attesi pagamenti fissi o determinabili. Dal momento che il modello di business generalmente adottato dal Gruppo prevede di detenere tali strumenti finanziari unicamente al fine di incassare i flussi finanziari contrattuali, essi sono valutati al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso di interesse effettivo. Il valore delle attività è ridotto in considerazione delle perdite attese utilizzando informazioni, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, che includono dati storici, attuali e prospettici. Le perdite di valore determinate attraverso impairment test sono rilevate a conto economico, così come gli eventuali successivi ripristini di valore. Tali attività sono classificate come attività correnti, salvo che per le quote con scadenza superiore ai 12 mesi, che vengono incluse tra le attività non correnti.
Sono rilevate in questa categoria, come previsto dall'interpretazione Ifric 12, le attività finanziarie correlate a quei servizi pubblici in concessione per i quali il Gruppo ha il diritto contrattuale incondizionato a ricevere disponibilità liquide dal concedente per i servizi di costruzione resi. Il Financial asset model è utilizzato dal Gruppo per i contratti riguardanti l'erogazione di servizi di pubblica illuminazione, in considerazione delle caratteristiche degli stessi, nel cui ambito sempre più il concedente garantisce al concessionario un importo determinato, o comunque attendibilmente determinabile, non in funzione dello sfruttamento dell'infrastruttura da parte del cliente finale. In applicazione di tale modello, viene rilevata in bilancio un'attività finanziaria nei confronti del concedente per un ammontare pari al fair value dei servizi di costruzione resi.
Attività finanziarie al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo
Rientrano in tale categoria le attività, diverse dagli strumenti derivati, possedute dal Gruppo al fine di percepire i flussi finanziari contrattuali (rappresentati da pagamenti del capitale e dell'interesse) oppure per la monetizzazione tramite vendita. Tali attività sono valutate al fair value, quest'ultimo determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato alla data di bilancio o attraverso tecniche e modelli di valutazione finanziaria, rilevandone le variazioni di valore in una specifica riserva di patrimonio netto "Riserva per valutazione a fair value di attività finanziarie". Le variazioni di valore attribuibili a impairment test e gli utili/perdite su cambi sono rilevate nell'utile (perdita) d'esercizio. Tale riserva viene riclassificata a conto economico solo nel momento in cui l'attività finanziaria viene effettivamente ceduta. La classificazione, quale attività corrente o non corrente, dipende dalle intenzioni del management e dalla reale negoziabilità del titolo stesso: sono rilevate tra le attività correnti quelle il cui realizzo è atteso nei successivi 12 mesi.
Qualora vi sia un'obiettiva evidenza di indicatori di perdite di valore, il valore delle attività viene ridotto in misura tale da risultare pari al valore scontato dei flussi ottenibili in futuro. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione.
Attività finanziarie al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio - Tale categoria include le attività finanziarie acquisite a scopo di negoziazione a breve termine, oltre agli strumenti derivati, per i quali si rimanda allo specifico paragrafo successivo. Il fair value di tali strumenti viene determinato facendo riferimento al valore di mercato alla data di chiusura del periodo oggetto di rilevazione. La classificazione tra corrente e non corrente riflette le attese del management circa la loro negoziazione: sono incluse tra le attività correnti quelle la cui negoziazione è attesa entro i 12 mesi o quelle identificate come detenute a scopo di negoziazione.
Crediti commerciali - Si riferiscono ad attività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura di beni e servizi e sono valutati al costo ammortizzato rettificato per le perdite attese di valore. Tali attività sono eliminate dal bilancio in caso di cessione che trasferisca a terzi tutti i rischi e benefici connessi alla loro gestione.
Titoli ambientali - Il Gruppo è soggetto alle diverse normative emanate in ambito ambientale che prevedono il rispetto dei vincoli prefissati attraverso l'utilizzo di certificati o titoli. Il Gruppo è quindi tenuto a soddisfare un fabbisogno in termini di certificati grigi (emission trading) e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica). Lo sviluppo dei mercati sui quali questi titoli/certificati sono trattati ha inoltre permesso l'avvio di un'attività di trading. La valutazione dei titoli è effettuata in relazione alla destinazione a essi attribuita.
I titoli posseduti per soddisfare il bisogno aziendale sono iscritti tra le attività al costo. Qualora i titoli in portafoglio non fossero sufficienti a soddisfare il fabbisogno viene iscritta una passività per garantire adeguata copertura al momento della consegna dei titoli al gestore. I titoli destinati alla negoziazione sono iscritti come attività e valutati mediante iscrizione del fair value a conto economico.
Altre attività correnti - Sono iscritte al valore nominale eventualmente rettificato per perdite di valore, corrispondente al costo ammortizzato.
Lavori in corso su ordinazione - Quando il risultato di una commessa può essere stimato con attendibilità, i lavori in corso su ordinazione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi e il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva, o negativa, tra il valore dei contratti e gli acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo della situazione patrimoniale-finanziaria. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino effettivi ricavi che possano essere determinati con attendibilità.
Quando il risultato di una commessa non può essere stimato con attendibilità, i ricavi riferibili alla relativa commessa sono rilevati solo nei limiti dei costi di commessa sostenuti che probabilmente saranno recuperati. I costi di commessa sono rilevati come spese nell'esercizio nel quale essi sono sostenuti. Quando è probabile che i costi totali di commessa siano superiori rispetto ai ricavi contrattuali, la perdita attesa è immediatamente rilevata come costo.
Rimanenze - Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo d'acquisto, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e il presumibile valore netto di realizzo. Le configurazioni di costo utilizzate per la valorizzazione del magazzino sono il costo medio ponderato su base continua (utilizzato per le materie prime sussidiarie e di consumo) e il costo specifico per le altre rimanenze. Il valore netto di realizzo è determinato in base ai costi correnti delle scorte alla chiusura dell'esercizio meno i costi stimati necessari per realizzare la vendita.
Il valore delle scorte obsolete e a lenta movimentazione è svalutato in relazione alla possibilità di utilizzo o di realizzo, mediante lo stanziamento di un apposito fondo obsolescenza materiali.
Le giacenze di materiali in corso di lavorazione sono valutate al costo medio ponderato di fabbricazione dell'esercizio, che comprende le materie prime, i materiali di consumo e i costi diretti e indiretti di produzione escluse le spese generali.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - La voce relativa alle disponibilità liquide e mezzi equivalenti include cassa, conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine a elevata liquidità che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti a un rischio non significativo di variazione di valore.
Passività finanziarie - La voce è inizialmente rilevata al costo, corrispondente al fair value della passività, al netto dei costi di transazione che sono direttamente attribuibili all'emissione della passività stessa. A seguito della rilevazione iniziale, le passività finanziarie, a eccezione dei derivati, sono valutate con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso d'interesse effettivo originale. In caso di revisione delle stime dei pagamenti, a eccezioni delle passività per leasing, la rettifica della passività viene iscritta come provento o onere a conto economico.
Passività per leasing - Alla data di decorrenza del contratto, la passività per leasing è calcolata come valore attuale dei pagamenti dovuti, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing o, se non è possibile determinarlo facilmente, il tasso di finanziamento marginale. I pagamenti considerati nel calcolo della passività risultano essere: a) i pagamenti fissi; b) i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso; c) gli importi che si prevede dovranno essere versati a titolo di garanzie del valore residuo; d) il prezzo di esercizio dell'eventuale opzione di acquisto, se la durata del leasing ne tiene conto; e) le eventuali penalità per la risoluzione del contratto, se la durata del leasing ne tiene conto.
Successivamente alla data iniziale, la passività per leasing viene modificata per effetto: a) degli oneri finanziari maturati iscritti a conto economico; b) dei pagamenti effettuati al locatore; c) di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing o della revisione delle ipotesi circa dei pagamenti dovuti.
Trattamento di fine rapporto e altri benefici - Le passività relative ai programmi a benefici definiti (quali il Tfr per la quota maturata ante il 1° gennaio 2007) sono determinate al netto delle eventuali attività al servizio del piano sulla base di ipotesi attuariali e per competenza, coerentemente alle prestazioni di lavoro necessarie per l'ottenimento dei benefici. La valutazione della passività è verificata da attuari indipendenti. Il valore degli utili e delle perdite attuariali è iscritto tra le altre componenti del conto economico complessivo. A seguito della Legge Finanziaria 296 del 27 dicembre 2006, per le società con più di 50 dipendenti per le quote maturate a far data dal 1° gennaio 2007, il Tfr si configura come piano a contributi definiti.
Fondi per rischi e oneri - I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti iscritti in bilancio sulla base di obbligazioni presenti (quale risultato di eventi passati) in relazione alle quali si ritiene probabile che il Gruppo debba farvi fronte. Gli accantonamenti sono stanziati, sulla base della miglior stima dei costi richiesti per far fronte all'adempimento, alla data di bilancio (nel presupposto che vi siano sufficienti elementi per poter effettuare tale stima) e sono attualizzati quando l'effetto è significativo e si dispone delle necessarie informazioni. In tal caso gli accantonamenti sono determinati attualizzando i flussi di cassa futuri a un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi all'attività aziendale.
Quando si dà corso all'attualizzazione, l'incremento dell'accantonamento dovuto al trascorrere del tempo è rilevato tra gli oneri finanziari. Se la passività è relativa ad attività materiali (es. ripristino siti), il fondo è rilevato in contropartita all'attività cui si riferisce e la rilevazione dell'onere a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce. Nel caso di rideterminazione della passività sono adottate le metodologie previste dall'Ifric 1.
Debiti commerciali - Si riferiscono a passività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura e sono rilevati al costo ammortizzato.
Altre passività correnti - Si riferiscono a rapporti di varia natura e sono iscritte al valore nominale, corrispondente al costo ammortizzato.
Strumenti finanziari derivati - Il Gruppo detiene strumenti derivati allo scopo di coprire la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi d'interesse, di cambio e al rischio di variazione dei prezzi del gas metano e dell'energia elettrica. In relazione a tale attività il Gruppo deve gestire i rischi legati al disallineamento tra le formule di indicizzazione e prezzi relativi all'acquisto di gas ed energia elettrica e le formule di indicizzazione e prezzi legati alla vendita delle medesime commodity. In particolare il Gruppo adotta strumenti per la gestione del rischio prezzo, sia per quanto riguarda il prezzo delle merci che per il relativo cambio euro/dollaro, finalizzati a prefissare gli effetti sui margini di vendita indipendentemente dalle variazioni delle condizioni di mercato.
Le operazioni che, nel rispetto delle politiche di gestione del rischio, soddisfano i requisiti previsti dai principi contabili internazionali per il trattamento in hedge accounting sono designate di copertura (contabilizzate nei termini di seguito indicati), mentre quelle che, pur essendo poste in essere con l'intento gestionale di copertura, non soddisfano i requisiti richiesti dai principi contabili internazionali sono classificate di trading. In questo caso, le variazioni di fair value degli strumenti derivati sono rilevate a conto economico nel periodo in cui si determinano. Il fair value è determinato in base al valore di mercato di riferimento.
Ai fini della contabilizzazione, le operazioni di copertura sono classificate come fair value hedge se sono a fronte del rischio di variazione, rispetto al valore di mercato, dell'attività o della passività sottostante oppure come cash flow hedge se sono a fronte del rischio di variabilità nei flussi finanziari derivanti sia da un'attività o passività esistente sia da un'operazione futura, incluse le operazioni su commodity.
Per quanto riguarda gli strumenti derivati classificati come fair value hedge che rispettano le condizioni per il trattamento contabile quale operazioni di copertura, gli utili e le perdite derivanti dalla determinazione del loro valore di mercato sono imputati a conto economico. Allo stesso tempo sono imputati a conto economico anche gli utili o le perdite derivanti dall'adeguamento a fair value dell'elemento sottostante oggetto della copertura limitate al rischio coperto.
Per gli strumenti derivati classificati come cash flow hedge, che si qualificano come tali, le variazioni di fair value vengono rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" attraverso il conto economico complessivo. Tale riserva viene successivamente rilevata a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura. La variazione di fair value riferibile alla porzione inefficace viene immediatamente rilevata al conto economico di periodo. Qualora il verificarsi dell'operazione sottostante non sia più considerata altamente probabile, o non sia più dimostrabile la relazione di copertura, la corrispondente quota della "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" viene immediatamente riversata a conto economico.
Qualora, invece, lo strumento derivato sia ceduto e pertanto non si qualifichi più come copertura del rischio efficace a fronte del quale l'operazione era stata posta in essere, la quota di "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" a esso relativa viene mantenuta sino a quando non si manifestano gli effetti economici del contratto sottostante.
Il Gruppo, laddove ne sussistano i requisiti, applica la fair value option.
Gerarchia del fair value
Gli strumenti finanziari valutati al fair value sono classificati in una gerarchia di tre livelli sulla base delle modalità di determinazione del fair value stesso, ovvero con riferimento ai fattori utilizzati nel processo di determinazione del valore:
- livello 1, strumenti finanziari il cui fair value è determinato sulla base di un prezzo quotato in un mercato attivo;
- livello 2, strumenti finanziari il cui fair value è determinato mediante tecniche di valutazione che utilizzano parametri osservabili direttamente o indirettamente sul mercato. Sono classificati in questa categoria gli strumenti valutati sulla base di curve forward di mercato e i contratti differenziali a breve termine;
- livello 3, strumenti finanziari il cui fair value è determinato con tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato, ovvero facendo esclusivamente ricorso a stime interne.
Attività e passività destinate alla vendita - Le attività e le passività destinate alla vendita sono quelle il cui valore verrà recuperato principalmente attraverso la vendita piuttosto che attraverso l'utilizzo. La classificazione in tale categoria avviene nel momento in cui l'operazione di vendita è considerata altamente probabile e le attività e passività sono immediatamente disponibili per la vendita nelle condizioni in cui si trovano. Tali attività sono valutate al minore tra il costo e il fair value al netto dei costi di vendita.
Contributi - I contributi in conto impianto sono rilevati nel conto economico lungo il periodo necessario per correlarli alle relative componenti di costo. Nella situazione patrimoniale-finanziaria sono rappresentati iscrivendo il contributo come ricavo differito. I contributi in conto esercizio, compresi quelli ricevuti da utenti per l'allacciamento del servizio, sono considerati ricavi per prestazioni effettuate nell'esercizio e pertanto sono contabilizzati secondo il criterio della competenza.
Riconoscimento dei ricavi e dei costi - I ricavi e proventi sono iscritti al netto di resi, sconti e abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. Sono ripartiti tra ricavi derivanti dall'attività operativa e proventi finanziari che maturano tra la data di vendita e la data del pagamento. In particolare:
i ricavi per vendita di energia, gas e acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione e comprendono lo stanziamento per erogazioni effettuate, ma non ancora fatturate (stimate sulla base di analisi storiche determinate in relazione ai consumi pregressi);
- i ricavi per la distribuzione sono iscritti sulla base delle tariffe riconosciute dall'Autorità e sono oggetto di perequazioni a fine esercizio per riflettere secondo il criterio della competenza la retribuzione riconosciuta dall'Autorità a fronte degli investimenti effettuati;
- i ricavi sono rilevati quando (o man mano che) è adempiuta l'obbligazione del fare, trasferendo al cliente il bene o il servizio promesso. Il trasferimento avviene quando (o man mano che) il cliente acquisisce il controllo del bene o del servizio. Il ricavo iscritto corrisponde al prezzo attribuito all'obbligazione del fare oggetto della rilevazione. Si procede all'iscrizione del ricavo solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo per i beni o servizi trasferiti al cliente;
- i costi sono contabilizzati secondo il principio della competenza.
Canoni di Leasing - Sono iscritti a conto economico come oneri di periodo i canoni riferiti a contratti di leasing, così come definiti dal principio Ifrs 16, che hanno a oggetto beni di modesto valore (lowvalue asset) o la cui durata è pari o inferiore a 12 mesi (short-term lease). Il Gruppo ha fissato in 5 mila euro la soglia per ritenere il singolo bene sottostante come di modesto valore.
Proventi e oneri finanziari - I proventi e oneri finanziari sono rilevati in base al principio della competenza. I dividendi delle "Altre partecipazioni" sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento, è probabile che i benefici economici derivanti dai dividendi affluiranno al Gruppo e l'ammontare degli stessi può essere attendibilmente valutato.
Imposte - Le imposte rappresentano la somma di imposte correnti, differite ed eventuali imposte sostitutive. Le imposte correnti sono calcolate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il risultato imponibile può differire dal risultato riportato nel conto economico poiché potrebbe escludere sia componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi (differenze temporanee) sia componenti che non saranno mai tassabili o deducibili (differenze permanenti). Le "Passività per imposte correnti" sono calcolate utilizzando aliquote vigenti alla data del bilancio.
Nella determinazione delle imposte di esercizio, il Gruppo ha tenuto in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007 e in particolare il rafforzato principio di derivazione statuito dall'art. 83 del Tuir. Tale principio prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgano, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.
Le imposte differite sono calcolate con riguardo alle differenze temporanee nella tassazione e sono iscritte alla voce "Passività fiscali differite". Le "Attività fiscali differite" vengono rilevate nella misura in cui si ritiene probabile l'esistenza, negli esercizi in cui si riverseranno le relative differenze temporanee, di un reddito imponibile almeno pari all'ammontare delle differenze che si andranno ad annullare. Le imposte differite sono determinate sulla base delle aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale, sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio. Tali variazioni sono imputate a conto economico o a patrimonio netto, in relazione all'imputazione effettuata all'origine della differenza di riferimento.
Possono, infine, essere iscritte imposte sostitutive in presenza di disposizioni di legge che consentono al Gruppo di usufruire di particolari regimi fiscali. Per loro natura si tratta di imposte aventi natura non ricorrente, riconducibile alla volontà del Gruppo di optare o meno per il correlato regime fiscale.
Criteri di conversione delle poste in valuta estera - La valuta funzionale e di presentazione adottata dal Gruppo è l'euro. Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività in valuta sono iscritte al cambio di riferimento alla data di chiusura dell'esercizio e i relativi utili e perdite su cambi sono imputati regolarmente al conto economico. L'eventuale utile netto che dovesse sorgere viene accantonato in un'apposita riserva non distribuibile fino alla data di realizzo.
Utile per azione - L'utile per azione è rappresentato dall'utile netto del periodo attribuibile agli azionisti possessori di azioni ordinarie tenuto conto della media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione nell'esercizio. L'utile per azione diluito si ottiene attraverso la rettifica della media ponderata delle azioni in circolazione, per tener conto di tutte le azioni ordinarie potenziali con effetto di diluizione.
Operazioni con parti correlate - Le operazioni con parti correlate avvengono alle normali condizioni di mercato, nel rispetto dei criteri di efficienza ed economicità.
Rischio di credito
Il rischio di credito cui è esposto il Gruppo deriva dall'ampia articolazione dei portafogli clienti delle principali aree di business nelle quali opera; per la stessa ragione, tale rischio risulta ripartito su di un largo numero di clienti. Al fine di gestire il rischio di credito, il Gruppo ha definito procedure per la selezione, il monitoraggio e la valutazione del proprio portafoglio clienti. Il mercato di riferimento è quello italiano.
Il modello di gestione del credito del Gruppo consente di determinare in maniera analitica la differente rischiosità associabile all'esigibilità dei crediti sin dal loro sorgere e progressivamente in funzione della loro crescente anzianità. Questa operatività consente di ridurre la concentrazione e l'esposizione ai rischi del credito, sia del segmento clienti business sia del segmento domestico. Relativamente ai crediti riguardanti i piccoli clienti vengono effettuati stanziamenti al fondo svalutazione sulla base di analisi predittive circa l'ammontare dei probabili futuri incassi, prendendo in considerazione l'anzianità del credito, il tipo di azioni di recupero intraprese e lo status del creditore. Periodicamente, inoltre, vengono effettuate analisi sulle posizioni creditizie ancora aperte individuando eventuali criticità e qualora risultino parzialmente, o del tutto inesigibili, si procede a una congrua svalutazione.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità consiste nell'impossibilità di far fronte alle obbligazioni finanziarie assunte per carenza di risorse interne, o incapacità a reperire risorse esterne a costi accettabili. Il rischio di liquidità è mitigato adottando politiche e procedure atte a massimizzare l'efficienza della gestione delle risorse finanziarie. Ciò si esplica prevalentemente nella gestione centralizzata dei flussi in entrata e in uscita (tesoreria centralizzata), nella valutazione prospettica delle condizioni di liquidità, nell'ottenimento di adeguate linee di credito, nonché preservando un adeguato ammontare di liquidità.
La pianificazione finanziaria dei fabbisogni, orientata sui finanziamenti a medio periodo, nonché la presenza di abbondanti margini di disponibilità su linee di credito permettono un'efficace gestione del rischio di liquidità.
Rischio tasso d'interesse e rischio valuta su operazioni di finanziamento
Il costo dei finanziamenti è influenzato dalle variazioni dei tassi di interesse. Parimenti il fair value delle passività finanziarie stesse è soggetto alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio.
Il Gruppo valuta regolarmente la propria esposizione a tali rischi e li gestisce anche attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito nelle proprie linee di gestione dei rischi. Per mitigare il rischio di volatilità dei tassi di interesse e contemporaneamente garantire un corretto bilanciamento tra indebitamento a tasso fisso e indebitamento a tasso variabile, il Gruppo stipula strumenti derivati di copertura su tassi a fronte di parte delle proprie passività finanziarie. Allo stesso tempo, per mitigare il rischio di fluttuazione dei tassi di cambio, il Gruppo sottoscrive derivati di copertura su cambi a completa copertura dei finanziamenti espressi in valuta estera.
Nell'ambito di tali indirizzi, l'uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio connessi con i flussi monetari e le poste patrimoniali attive e passive. Tali politiche non consentono attività di tipo speculativo.
Rischio mercato e rischio valuta su operazioni commerciali
In relazione all'attività di grossista, svolta dalla controllata Hera Trading Srl, il Gruppo si trova a dover gestire rischi legati al disallineamento tra le formule di indicizzazione relative all'acquisto di gas ed energia elettrica e le formule di indicizzazione legate alla vendita delle medesime commodity (ivi inclusi i contratti stipulati a prezzo fisso), nonché eventuali rischi cambio nel caso in cui i contratti di acquisto / vendita delle commodity vengano conclusi facendo riferimento a valute diverse dall'euro (dollaro statunitense).
Con riferimento a tali rischi il Gruppo fa ricorso a diversi strumenti, tra cui diverse fattispecie di derivati su commodity, finalizzati a prefissare gli effetti sui margini di vendita indipendentemente dalle variazioni delle condizioni di mercato. Il modello organizzativo adottato e i sistemi gestionali a supporto consentono di identificare la natura dell'operazione (copertura vs trading) e produrre il set informativo adeguato per un'identificazione formale della finalità di tali strumenti. Nello specifico, da un punto di vista operativo, sono stati identificati un portafoglio commerciale, dove rientrano contratti sottoscritti per la gestione dell'approvvigionamento di Gruppo, e un portafoglio trading dove sono inclusi strumenti la cui finalità non può essere strettamente correlata alle attività di approvvigionamento sottostanti, ma che sono comunque sottoscritti in un'ottica di ottimizzazione e gestione complessiva dell'esposizione del Gruppo.
Gestione emergenza Covid-19
Si rinvia al paragrafo 1.08 "Gestione emergenza Covid-19" della relazione sulla gestione per una più ampia disamina dell'emergenza sanitaria indotta dalla pandemia, con riferimento ai piani posti in essere dal Gruppo per farvi fronte, all'analisi degli effetti che la stessa potrebbe determinare, e all'informativa fornita anche con riferimento a quanto previsto dal principio contabile Ias 10. Al riguardo di tale ultimo aspetto, si precisa che, sotto il profilo contabile, la Direzione del Gruppo ha ritenuto che la suddetta emergenza sanitaria manifestatasi in tale stato per la prima volta nel mese di gennaio in Cina e solo di recente anche nel nostro paese, costituisca un not-adjusting event, secondo le previsioni del summenzionato principio contabile, e pertanto non se n'è tenuto conto nei processi di valutazione afferenti alle voci iscritte nel bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2019.
Per una trattazione esaustiva di come il Gruppo analizza, misura, monitora e gestisce l'esposizione a tali rischi, si rimanda al paragrafo 1.02.03 "Gli ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" all'interno della relazione sulla gestione.
La predisposizione del bilancio consolidato e delle relative note richiede l'uso di stime e valutazioni da parte degli amministratori, con effetto sui valori di bilancio, basate su dati storici e sulle aspettative di eventi che ragionevolmente si verificheranno in base alle informazioni conosciute. Tali stime, per definizione, approssimano quelli che saranno i dati a consuntivo. Sono pertanto di seguito indicate le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni, che potrebbero comportare variazioni nei valori delle attività e passività entro l'esercizio successivo.
Sono indicati in particolare la natura di tali stime e i presupposti per la loro elaborazione, con l'indicazione dei valori contabili di riferimento.
Continuità aziendale
Gli amministratori hanno valutato l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato, concludendo che tale presupposto è adeguato in quanto non sussistono dubbi sulla continuità aziendale.
Impairment test
Il Gruppo effettua almeno una volta all'anno l'analisi del valore recuperabile dell'avviamento e delle partecipazioni (non di controllo) in società che detengono asset di generazione di energia termoelettrica per il tramite di impairment test. Tale test si basa su calcoli del suo valore in uso che richiedono l'utilizzo di stime dettagliate nella nota 32 di commento agli schemi di bilancio.
Accantonamenti per rischi
Tali accantonamenti sono stati effettuati adottando le medesime procedure dei precedenti esercizi, facendo riferimento a comunicazioni aggiornate dei legali e dei consulenti che seguono le vertenze, nonché sulla base degli sviluppi procedurali delle stesse oltre che agli aggiornamenti delle ipotesi sugli esborsi futuri da sostenersi per oneri post-mortem delle discariche, a seguito della revisione di perizie di stima effettuate anche da consulenti esterni.
Rilevazione dei ricavi
I ricavi per la vendita di energia elettrica, gas e acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo. Essi comprendono lo stanziamento per le prestazioni effettuate, intervenute tra la data dell'ultima lettura e il termine dell'esercizio, ma non ancora fatturate. Tale stanziamento si basa su stime del consumo giornaliero del cliente, fondate sul suo profilo storico, rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono influire sui consumi oggetto di stima.
Attività fiscali differite
La contabilizzazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di un imponibile fiscale negli esercizi futuri. La valutazione degli imponibili attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte anticipate dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla recuperabilità dei crediti per imposte anticipate.
Ammortamenti
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali sono calcolati in base alla vita utile del bene. La vita utile è determinata dalla direzione aziendale al momento dell'iscrizione del bene nel bilancio; le valutazioni circa la durata della vita utile si basano sull'esperienza storica, sulle condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa, compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza è possibile che la vita utile effettiva possa differire dalla vita utile stimata.
Determinazione del fair value e processo di valutazione
Il fair value degli strumenti finanziari, sia su tassi di interesse che su tassi di cambio, è desunto da quotazioni di mercato. In assenza di prezzi quotati in mercati attivi si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato. I fair value dei contratti derivati su commodity sono determinati utilizzando input direttamente osservabili sul mercato laddove disponibili. La metodologia di calcolo del fair value degli strumenti in oggetto include la valutazione del non-performance risk se ritenuta rilevante. Tutti i contatti derivati stipulati dal Gruppo sono in essere con primarie controparti istituzionali.
A partire dal 1° gennaio 2019 risultano applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:
Modifiche all'Ifrs 9 - Strumenti finanziari (Regolamento 2018/498). Documento emesso dallo Iasb in data 12 ottobre 2017, applicabile dal 1° gennaio 2019 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche consentono alle società, se viene soddisfatta una condizione specifica, di valutare particolari attività finanziarie prepagate attraverso la c.d. negative compensation al costo ammortizzato o al fair value con variazioni delle altre componenti di conto economico complessivo, anziché al fair value a conto economico.
Ifric 23 - Incertezze sul trattamento fiscale (Regolamento 2018/1595). Il documento, pubblicato dallo Iasb in data 7 giugno 2017 e applicabile dal 1° gennaio 2019, ha l'obiettivo di chiarire i requisiti in tema di recognition e measurement previsti dallo Ias 12 nell'ipotesi di incertezza normativa circa il trattamento delle imposte sui redditi. In particolare, l'interpretazione richiede a un'entità di analizzare tutte le incertezze applicative della normativa fiscale (individualmente o nel loro insieme a seconda delle caratteristiche) assumendo sempre che l'autorità fiscale esamini la posizione fiscale in oggetto, avendo piena conoscenza di tutte le informazioni rilevanti. Nel caso in cui l'entità ritenga non probabile che l'autorità fiscale accetti il trattamento fiscale seguito, occorre riflettere l'effetto dell'incertezza nella stima delle imposte sul reddito correnti e differite. Non è previsto alcun nuovo obbligo d'informativa, ma occorre stabilire se è rilevante fornire informazioni sulle considerazioni fatte dal management.
Modifiche allo Ias 28 - Partecipazioni in società collegate e joint venture (Regolamento 2019/237). Documento emesso dallo Iasb in data 12 ottobre 2017, applicabile dal 1° gennaio 2019 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono che le società devono contabilizzare le partecipazioni a lungo termine in una società collegata o joint venture a cui non è applicato il metodo del patrimonio netto utilizzando le disposizioni dell'Ifrs 9.
Modifiche allo Ias 19 - Modifica del piano, riduzione o liquidazione (Regolamento 2019/402). Documento emesso dallo Iasb in data 7 febbraio 2018 e applicabile a partire dal 1° gennaio 2019. Le modifiche specificano come un'entità debba rilevare una modifica (curtailment o settlement) di un piano a benefici definiti. Le modifiche richiedono all'entità di aggiornare le proprie ipotesi e rimisurare la passività o l'attività netta correlata al piano. In particolare, dopo il verificarsi di tale evento, l'entità deve utilizzare ipotesi aggiornate per misurare il current service cost e gli interessi per il resto del periodo di riferimento successivo all'evento.
In data 12 dicembre 2017 lo Iasb ha pubblicato il documento "Miglioramenti agli International Financial Reporting Standard: 2015-2017 Cycle" (Regolamento 2019/412). Tali miglioramenti comprendono modifiche a quattro principi contabili internazionali esistenti:
Ifrs 3 - Aggregazioni aziendali. La modifica precisa che nel momento in cui la società ottiene il controllo di un business che rappresenta una joint operation, occorre rimisurare l'interessenza precedentemente detenuta in tale business;
Ifrs 11 - Accordi a controllo congiunto. Viene chiarito che non deve essere rivisto il valore della partecipazione precedentemente detenuta in una joint operation quando si ottiene il controllo congiunto dell'attività;
Ias 12 - Imposte sul reddito. Il miglioramento chiarisce che un'entità è tenuta a contabilizzare le imposte correlate al pagamento dei dividendi (inclusi i pagamenti sugli strumenti finanziari classificati all'interno del patrimonio netto) con le medesime modalità di questi ultimi, ovvero rilevandole a conto economico, conto economico complessivo o patrimonio netto;
Ias 23 - Oneri finanziari. Viene richiesto di considerare come rientrante nell'indebitamento generico ogni prestito originariamente stipulato per realizzare uno specifico asset quando quest'ultimo è disponibile per l'utilizzo previsto o la vendita.
Le modifiche, applicabili dal 1° gennaio 2019 con applicazione anticipata consentita, chiariscono, correggono o rimuovono diciture o formulazioni ridondanti o conflittuali nel testo dei relativi principi.
Con riferimento all'applicazione di tali modifiche e nuove interpretazioni, non si sono rilevati effetti sul bilancio del Gruppo. Si ricorda che gli effetti sul bilancio derivanti dalla prima applicazione del principio Ifrs 16 – Leasing sono illustrati nel paragrafo 2.02.02.
A partire dal 1° gennaio 2020 risulteranno applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili, avendo anch'essi già concluso il processo di endorsement comunitario:
Modifiche dei riferimenti al quadro sistematico conceptual framework - (Regolamento 2019/2075). Documento emesso dallo Iasb in data 29 marzo 2018, applicabile a partire dal 1° gennaio 2020, avente l'obiettivo di aggiornare i riferimenti al quadro sistematico presente nel corpus Ifrs, essendo quest'ultimo stato rivisto dallo Iasb nel corso del 2018. Il conceptual framework definisce i concetti fondamentali per l'informativa finanziaria e guida lo sviluppo e l'interpretazione degli standard Ifrs, aiutando a garantire che i principi siano concettualmente coerenti e che transazioni simili siano trattate allo stesso modo, al fine di fornire informazioni utili a investitori, finanziatori e altri creditori. Il conceptual framework rappresenta, inoltre, un riferimento per le società nello sviluppo di principi contabili quando nessun'altro principio Ifrs è applicabile a una particolare transazione.
Modifiche allo Ias 1 e allo Ias 8 - Definizione di materialità (Regolamento 2019/2104). Documento emesso dallo Iasb in data 31 ottobre 2018, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Gli emendamenti chiariscono la definizione di materialità e come essa dovrebbe essere applicata, al fine di agevolare le scelte delle società circa le informazioni da includere nei bilanci. In particolare, il documento ha l'obiettivo di rendere più specifica la definizione di rilevante e introduce il concetto di informazione occultata accanto ai concetti di informazione omessa o errata già presenti nei due principi oggetto di modifica. L'emendamento chiarisce che un'informazione è occultata qualora sia stata descritta in modo tale da produrre un effetto simile a quello che si sarebbe prodotto qualora tale informazione fosse stata omessa o errata.
Modifiche all'Ifrs 9, Ias 39 e Ifrs 7 - Riforma di un tasso di interesse di riferimento (Regolamento 2020/34). Documento emesso dallo Iasb in data 26 settembre 2019, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche stabiliscono deroghe temporanee e limitate alle disposizioni in materia di contabilizzazione delle operazioni di copertura, in modo che possano continuare a essere rispettare le disposizioni dei principi coinvolti, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari. Viene, inoltre, previsto l'obbligo di fornire ulteriori informazioni agli investitori in merito alle relazioni di copertura che sono direttamente interessate dalle incertezze correlate alla riforma.
Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell'introduzione di queste modifiche sul bilancio consolidato del Gruppo.
Sono in corso di recepimento da parte dei competenti organi dell'Unione Europea i seguenti principi, aggiornamenti ed emendamenti dei principi Ifrs (già approvati dallo Iasb), nonché le seguenti interpretazioni (già approvate dall' Ifrs Ic):
Modifiche all'Ifrs 3 - Aggregazioni aziendali. Documento emesso dallo Iasb in data 22 ottobre 2018, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono la definizione di business e agevoleranno le società a determinare se l'acquisizione effettuata riguarda un business o piuttosto un gruppo di attività. Nello specifico la nuova definizione sottolinea che lo scopo di un business consiste nel fornire beni e servizi ai clienti, mentre la precedente definizione si concentrava sui rendimenti sotto forma di dividendi, risparmi di costi o altri vantaggi economici per gli investitori. Considerato che tale emendamento sarà applicato sulle nuove operazioni di acquisizione che saranno concluse a partire dal 1° gennaio 2020, gli eventuali effetti saranno rilevati nei bilanci consolidati chiusi successivamente a tale data.
Modifiche allo Ias 1 - Presentazione del bilancio: classificazione delle passività come correnti o non correnti. Documento emesso dallo Iasb in data 23 gennaio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono i requisiti da considerare per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti o non correnti (inclusi i debiti estinguibili mediante conversione in strumenti di capitale).
Con riferimento alle nuove modifiche e alle nuove interpretazioni precedentemente esposte, al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti sul bilancio consolidato di Gruppo correlati alla loro introduzione.
Nella relazione sulla gestione ai paragrafi 1.03 e 1.06 viene riportata un'analisi dell'andamento gestionale dell'esercizio che può essere di ausilio per una migliore comprensione delle variazioni intervenute nelle principali voci di costi e ricavi operativi.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Ricavi delle vendite e delle prestazioni | 6.910,9 | 6.118,9 | 792,0 |
| Variazioni dei lavori in corso su ordinazione, semilavorati e prodotti finiti |
1,9 | 15,5 | (13,6) |
| Totale | 6.912,8 | 6.134,4 | 778,4 |
"Ricavi delle vendite e delle prestazioni", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è da attribuire prevalentemente ai settori operativi gas, energia elettrica e ambiente. Con riferimento ai settori gas ed energia elettrica si segnala un aumento sia dell'attività di trading sui mercati del gas naturale che dell'attività di vendita di energia elettrica e gas metano, oltre ai maggiori ricavi di vendita di energia prodotta dagli impianti gestiti dal Gruppo, parzialmente controbilanciato da un decremento dell'attività di trading sull'energia elettrica.
La voce contiene stanziamenti per servizi forniti ai clienti finali e non ancora fatturati relativi per 135 milioni di euro al settore operativo energia elettrica, per 120,5 milioni di euro al settore operativo gas, e per 102,9 milioni di euro al settore operativo acqua.
I ricavi sono principalmente realizzati nel territorio nazionale.
"Variazione dei lavori in corso su ordinazione, semilavorati e prodotti finiti", il decremento rispetto all'esercizio precedente è principalmente attribuibile al minore volume dei lavori su commessa nel business pubblica illuminazione.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Commesse a lungo termine | 300,4 | 254,5 | 45,9 |
| Certificati bianchi | 91,6 | 95,7 | (4,1) |
| Contributi in conto esercizio e da raccolta differenziata | 62,5 | 63,3 | (0,8) |
| Quote contributi in conto impianti | 12,3 | 10,7 | 1,6 |
| Utilizzo fondi | 7,4 | 7,3 | 0,1 |
| Rimborsi assicurativi | 3,7 | 4,8 | (1,1) |
| Altri ricavi | 52,9 | 55,7 | (2,8) |
| Totale | 530,8 | 492,0 | 38,8 |
"Commesse a lungo termine", comprendono i ricavi generati dalla costruzione, o miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione dell'interpretazione Ifric 12. La variazione è dovuta ai maggiori investimenti effettuati sulle reti idriche in concessione, sugli impianti di pubblica illuminazione e sulle reti di distribuzione del gas metano rispetto all'esercizio 2018.
"Certificati bianchi", rappresentano i ricavi calcolati sulla base degli obiettivi di efficienza energetica dell'anno stabiliti dal Gse e regolati nei confronti della Cassa per i servizi energetici e ambientali. La variazione è dovuta, a sostanziale parità di contributo tariffario previsto dal regolatore per le società distributrici, ai differenti obblighi consuntivati rispetto all'esercizio precedente.
"Contributi in conto esercizio e da raccolta differenziata", comprendono contributi in conto esercizio, pari a 27,4 milioni di euro (32,9 milioni di euro nell'esercizio 2018), costituiti principalmente da incentivi Fer riconosciuti dal Gse per la produzione da fonti di energia rinnovabili, contributi da raccolta differenziata, pari a 35,1 milioni di euro (30,4 milioni di euro nell'esercizio 2018), costituiti principalmente dal valore degli imballaggi (cartone, ferro, plastica e vetro) ceduti ai consorzi di filiera Conai e infine da contributi riconosciuti da enti, autorità o istituzioni pubbliche per specifici progetti realizzati da società del Gruppo.
"Quote contributi in conto impianti", rappresentano il ricavo correlato alla quota di ammortamento relativa agli asset oggetto di contributi.
"Utilizzo fondi", tale voce va correlata ai costi sostenuti internamente e opportunamente rendicontati in relazione a manodopera, smaltimento percolato delle discariche e utilizzo mezzi interni.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Gas destinato alla vendita al netto delle variazioni delle scorte | 1.946,6 | 1.450,8 | 495,8 |
| Energia elettrica | 1.099,5 | 1.207,6 | (108,1) |
| Certificati bianchi e grigi | 107,2 | 105,5 | 1,7 |
| Materiali per la manutenzione al netto delle variazioni delle scorte | 76,3 | 71,2 | 5,1 |
| Acqua | 49,5 | 48,8 | 0,7 |
| Materie plastiche al netto delle variazioni delle scorte | 47,5 | 51,1 | (3,6) |
| Oneri e proventi da derivati | 44,7 | (32,9) | 77,6 |
| Prodotti chimici | 20,0 | 17,5 | 2,5 |
| Combustibili, carburanti e lubrificanti | 17,4 | 16,3 | 1,1 |
| Metano per uso industriale | 13,3 | 13,9 | (0,6) |
| Oneri e proventi da valutazione certificati | 2,6 | ‐ | 2,6 |
| Combustibili gestione calore | 1,9 | 1,8 | 0,1 |
| Materiali di consumo e vari | 31,7 | 32,5 | (0,8) |
| Totale | 3.458,2 | 2.984,1 | 474,1 |
"Gas destinato alla vendita al netto delle variazioni delle scorte", l'incremento rispetto all'esercizio 2018 è da attribuire in misura principale ai maggiori volumi derivanti dall'attività di approvvigionamento sui mercati all'ingrosso del gas naturale.
"Energia elettrica", il decremento rispetto all'esercizio 2018 è da attribuire in maniera principale ai minori volumi derivanti dall'approvvigionamento sui mercati all'ingrosso tramite la stipula di contratti bilaterali, parzialmente compensati dal maggior ricorso all'acquisti attraverso il Gme.
"Certificati bianchi e grigi", includono il costo di acquisto dei certificati ambientali sostenuto nell'esercizio 2019, in particolare: 92,2 milioni di euro per certificati bianchi (90,8 milioni di euro nel 2018), 13,3 milioni di euro per certificati grigi (14,2 milioni di euro nel 2018) e 1,7 milioni per certificati Recs – renewable energy cerrtificate system (0,1 milioni di euro nel 2018). Nel corso dell'anno si è registrato un contesto di sostanziale invarianza dei prezzi di mercato rispetto all'esercizio precedente per tutte le tipologie di certificati. Si ricorda, inoltre, che in relazione ai certificati bianchi le necessità di approvvigionamento sono definite in funzione degli obblighi assegnati alle società di distribuzione.
"Materie plastiche", includono il costo di acquisto delle materie prime plastiche oggetto di successiva lavorazione, trasformazione e commercializzazione.
"Oneri e proventi da valutazione certificati", si riferisce alla valorizzazione dei titoli ambientali nel portafoglio di negoziazione prevalentemente costituiti da certificati bianchi e grigi e alla valorizzazione degli impegni per l'acquisto di certificazioni di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili in relazione a contratti sottoscritti con clienti finali.
Per la voce "Oneri e proventi da derivati" si rinvia alla nota 21.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Vettoriamento e stoccaggio | 1.225,1 | 998,7 | 226,4 |
| Spese per lavori e manutenzioni | 407,1 | 363,9 | 43,2 |
| Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti | 354,6 | 324,0 | 30,6 |
| Canoni corrisposti a enti locali | 66,4 | 67,4 | (1,0) |
| Servizi informativi ed elaborazione dati | 50,6 | 46,2 | 4,4 |
| Prestazioni professionali, legali e tributarie | 36,4 | 33,0 | 3,4 |
| Servizi vari commerciali | 28,8 | 45,6 | (16,8) |
| Servizi tecnici | 24,9 | 22,0 | 2,9 |
| Selezione personale, formazione e altre spese del personale | 19,0 | 19,9 | (0,9) |
| Assicurazioni | 15,5 | 15,8 | (0,3) |
| Postali, recapiti e telefonici | 13,8 | 14,5 | (0,7) |
| Affitti e locazioni passive | 12,6 | 26,7 | (14,1) |
| Oneri e commissioni per servizi bancari | 10,9 | 10,7 | 0,2 |
| Servizi di pulizia e vigilanza | 8,3 | 7,7 | 0,6 |
| Lettura contatori | 7,0 | 6,9 | 0,1 |
| Annunci, avvisi legali e finanziari, comunicazioni ai clienti | 6,2 | 8,0 | (1,8) |
| Compensi a sindaci e amministratori | 5,4 | 5,2 | 0,2 |
| Canoni passivi | 1,3 | 4,0 | (2,7) |
| Altri costi per servizi | 24,3 | 20,3 | 4,0 |
| Totale | 2.318,2 | 2.040,5 | 277,7 |
"Vettoriamento e stoccaggio", comprende i costi di distribuzione, trasporto e stoccaggio del gas e quelli di distribuzione dell'energia elettrica, comprensivi degli oneri di sistema a carico dei clienti finali. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è correlato principalmente all'aumento dell'attività di vendita di energia elettrica.
"Spese per lavori e manutenzioni", comprendono i costi relativi alla costruzione, o al miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione dell'interpretazione Ifric 12 e i costi per la manutenzione degli impianti gestiti dal Gruppo. La variazione rispetto all'esercizio precedente è dovuta principalmente ai maggiori investimenti sulle reti in concessione, come già evidenziato nella nota 2 "Altri ricavi operativi", oltre che allo sviluppo delle attività legate al business bonifiche e all'aumento delle prestazioni accessorie richieste dai clienti finali del Gruppo nel settore gas ed energia elettrica.
"Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è riconducibile a maggiori volumi e costi sia del settore igiene urbana sia del settore smaltimento. In particolare l'incremento del settore smaltimento è correlato allo sviluppo dell'attività commerciale del business bonifiche, oltre al processo di esternalizzazione delle attività di trattamento dei sottoprodotti degli impianti.
"Canoni corrisposti a enti locali", comprendono, tra gli altri, oneri sostenuti per l'utilizzo delle reti di proprietà pubblica, canoni corrisposti alle società degli asset per la gestione dei beni del ciclo gas, idrico ed elettrico e marginalmente canoni corrisposti ai Comuni per l'uso di reti di telecomunicazioni e teleriscaldamento.
"Prestazioni professionali, legali e tributarie", la variazione è imputabile principalmente ai costi di back office per la gestione amministrativa dei contratti dei clienti gas ed energia elettrica.
"Servizi vari commerciali", comprendono i costi correlati alla gestione e allo sviluppo delle attività di vendita, in special modo gas ed energia elettrica e relative strutture di supporto. Rispetto all'esercizio precedente si segnala che, alla luce del processo di transizione del mercato elettrico dal regime di maggior tutela al mercato libero e alle conseguenti opportunità di espansione della base clienti che ne derivano, il Gruppo ha sviluppato nel corso dell'esercizio una serie di iniziative commerciali e adeguato i sistemi gestionali al fine di monitorare puntualmente i costi incrementali correlati ai nuovi contratti attivati. Come previsto dal principio Ifrs 15 tali costi incrementali, rappresentati prevalentemente da provvigioni riconosciute ad agenti, sono stati iscritti come attività e vengono ammortizzati secondo la vita utile media della clientela acquisita (churn rate). Il decremento rispetto all'esercizio è dunque prevalentemente riconducibile, grazie ai nuovi processi aziendali, all'iscrizione come attività immateriali (come illustrato alla nota 16) dei costi di agenzia precedentemente iscritti interamente a conto economico.
"Affitti e locazioni passive" e "Canoni passivi", in relazione alla variazione rispetto al periodo precedente si segnala che le due voci al 31 dicembre 2018 accoglievano canoni per contratti di affitto e noleggio per 14,4 milioni di euro, che sono rientrati nell'ambito di applicazione del principio contabile Ifrs 16 a partire dal 1° gennaio 2019. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo 2.02.02 "Adozione Ifrs 16" e alla nota 15 "Diritti d'uso e passività per leasing". Si segnala, inoltre, che all'interno di questa voce sono iscritti i canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di modesto valore, il cui valore dell'esercizio 2019 risulta non significativo.
"Altri costi per servizi", all'interno di questa voce sono ricompresi principalmente i costi relativi a utenze, prestazioni organizzative e analisi di laboratorio.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Salari e stipendi | 396,9 | 384,9 | 12,0 |
| Oneri sociali | 127,7 | 128,6 | (0,9) |
| Trattamento di fine rapporto e altri benefici | 0,8 | 0,7 | 0,1 |
| Altri costi | 35,0 | 37,2 | (2,2) |
| Totale | 560,4 | 551,4 | 9,0 |
L'incremento del costo del lavoro rispetto all'esercizio precedente, pari a 9 milioni di euro, è riconducibile principalmente alle operazioni di business combination realizzate nel periodo che hanno ampliato la popolazione aziendale, oltre alla normale evoluzione delle dinamiche contrattuali del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Il numero medio dei dipendenti per il periodo preso in considerazione, suddivIso per categorie, è il seguente:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Dirigenti | 150 | 150 | ‐ |
| Quadri | 541 | 532 | 9 |
| Impiegati | 4.720 | 4.593 | 127 |
| Operai | 3.340 | 3.287 | 53 |
| Totale | 8.751 | 8.562 | 189 |
Complessivamente, il costo del lavoro medio pro-capite nell'anno 2019 è risultato pari a 64,0 mila euro (64,4 mila euro nell'anno 2018).
Al 31 dicembre 2019 il numero effettivo dei dipendenti è pari a 8.982 unità (8.622 unità al 31 dicembre 2018).
Si ricorda che la differenza tra numero medio dell'esercizio e numero effettivo dei dipendenti al 31 dicembre 2019 è dovuta principalmente all'operazione di partnership con Ascopiave avvenuta il 19 dicembre 2019, che ha comportato l'ingresso di 259 unità nel settore vendita e l'uscita di 102 unità a seguito della cessione del ramo distribuzione gas.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Imposte diverse da quelle sul reddito | 13,3 | 17,5 | (4,2) |
| Canoni demaniali | 13,0 | 12,3 | 0,7 |
| Minusvalenza da cessioni e dismissioni di asset | 5,3 | 5,6 | (0,3) |
| Tributo speciale discariche | 4,5 | 3,9 | 0,6 |
| Perdite su crediti | 0,4 | ‐ | 0,4 |
| Altri oneri minori | 22,8 | 23,2 | (0,4) |
| Totale | 59,3 | 62,5 | (3,2) |
"Imposte diverse da quelle sul reddito", si riferiscono principalmente a imposte su fabbricati, imposte di bollo e registro, canoni di occupazione di aree pubbliche e accise. Si evidenzia che il valore dell'esercizio 2018 accoglieva il pagamento di Ici/Imu riferite a esercizi precedenti a seguito della conciliazione giudiziale di un contenzioso.
"Canoni demaniali", relativi principalmente a canoni corrisposti alla Regione Emilia-Romagna, a consorzi di bonifica, enti d'ambito e comunità montane, principalmente relativi a prelievo e utilizzo di acque, alla copertura dei costi di manutenzione e gestione di opere idrauliche, ai canoni stabiliti dal Dgr 933/2012 e ai contributi riconosciuti per il funzionamento di Atersir.
"Minusvalenze da cessioni e dismissioni di asset", sono rappresentate prevalentemente dalla dismissione di componenti dei termovalorizzatori, degli impianti di smaltimento e trattamento e delle reti di distribuzione. Gli interventi più rilevanti dell'esercizio hanno riguardato la dismissione di componenti degli impianti di termovalorizzazione, oltre al normale processo di sostituzione delle parti obsolete del parco impianti.
"Tributo speciale discariche", è relativo all'ecotassa di competenza del periodo gravante sulle discariche gestite dal Gruppo. Si evidenzia un incremento di 0,6 milioni di euro dovuto principalmente ai maggiori quantitativi conferiti nelle discariche attivate nel corso dell'esercizio 2019.
"Altri oneri minori" comprendono principalmente indennità risarcitorie, sanzioni, penali e contributi associativi.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni | 37,6 | 43,2 | (5,6) |
La voce comprende principalmente la manodopera e altri oneri (quali materiali di magazzino e utilizzi di attrezzature) di diretta imputazione alle commesse realizzate internamente dal Gruppo.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Ammortamento immobilizzazioni materiali | 167,0 | 164,5 | 2,5 |
| Ammortamento diritti d'uso | 15,1 | ‐ | 15,1 |
| Ammortamento attività immateriali | 246,6 | 220,8 | 25,8 |
| Accantonamenti al fondo svalutazione crediti | 80,5 | 89,3 | (8,8) |
| Accantonamenti per rischi e oneri | 37,7 | 46,9 | (9,2) |
| Svalutazione asset tangibili e intangibili | 5,0 | 6,2 | (1,2) |
| Disaccantonamenti | (9,3) | (6,7) | (2,6) |
| Totale | 542,6 | 521,0 | 21,6 |
Per la composizione e ulteriori dettagli in relazione alle singole voci, si rinvia a quanto riportato nelle note 14 "Immobilizzazioni materiali", 15 "Diritti d'uso e passività per leasing", 16 "Attività immateriali", 23 "Crediti commerciali" e 29 "Fondi per rischi e oneri".
"Ammortamento immobilizzazioni materiali", l'incremento è riconducibile principalmente alla revisione delle vite utili di alcune categorie di contatori elettrici, valutati tecnologicamente obsoleti e che saranno sostituti nei prossimi esercizi, per 1,7 milioni di euro.
"Ammortamento diritti d'uso", accoglie le quote di ammortamento delle attività iscritte in relazione a contratti di leasing rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile Ifrs 16.
"Ammortamenti attività immateriali", l'incremento è connesso principalmente ai beni relativi a servizi pubblici in concessione, con particolare riferimento al settore del ciclo idrico e della distribuzione del gas metano. Al maggior valore del periodo corrente hanno contribuito:
- la revisione delle vite utili tecnico-economiche dei beni del ciclo idrico integrato. Tale analisi, che è stata condotta in collaborazione con una primaria società operante nel settore delle valutazioni di beni, ha determinato un incremento delle aliquote di ammortamento di alcune categorie con un effetto netto di circa 8,2 milioni di euro. Si segnala, inoltre, che a seguito di detta revisione le aliquote di ammortamento del ciclo idrico integrato risultano sostanzialmente allineate a quelle definite da Arera per il periodo tariffario 2020–2023;
- l'iscrizione tra le attività immateriali dei costi incrementali sostenuti per l'ottenimento dei contratti di vendita con clienti finali (come illustrato alla nota 4);
- l'iscrizione di liste clienti correlate all'acquisizione del controllo di Sangroservizi Srl a fine esercizio 2018 e dell'attività di vendita di gas ed energia elettrica di CMV Energia&Impianti Srl nell'esercizio 2019;
- l'iscrizione del fair value dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività di abbancamento nella discarica di Pistoia Ambiente Srl, il cui controllo è stato acquisito in data 1° luglio 2019.
"Svalutazione asset tangibili e intangibili", si riferiscono principalmente alla riduzione di valore apportata a una discarica sita nel territorio di Imola che presenta ancora quantità abbancabili autorizzate. Tale svalutazione è stata determinata a seguito della sospensione dei conferimenti disposta delle autorità competenti.
"Disaccantonamenti", comprendono i riaccertamenti di fondi per il venir meno del rischio sottostante. Al 31 dicembre 2019 si segnalano riaccertamenti degli "Altri fondi per rischi e oneri" per 8,1 milioni di euro, principalmente legati al venire meno delle incertezze interpretative circa la determinazione del valore di rimborso delle reti in sede di partecipazione alle gare per il servizio di distribuzione del gas relativamente ad alcuni territori già serviti dal Gruppo.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Quota di risultato netto joint venture | 6,5 | 7,8 | (1,3) |
| Quota di risultato netto società collegate | 6,9 | 7,1 | (0,2) |
| Totale | 13,4 | 14,9 | (1,5) |
Le quote di utili e perdite di joint venture e società collegate comprendono gli effetti generati dalla valutazione con il metodo del patrimonio netto delle società rientranti nell'area di consolidamento.
"Quota di risultato netto joint venture", si riferisce alle quote di utili di competenza del Gruppo di Enomondo Srl per 1,8 milioni di euro (2,6 milioni di euro nel 2018) e di EstEnergy Spa per 4,7 milioni di euro (5,2 milioni di euro nel 2018). Si ricorda che al termine dell'esercizio 2019 è stato ottenuto il controllo di EstEnergy Spa, pertanto la quota di utili riflette il contributo della società al bilancio consolidato come società a controllo congiunto. Per maggiori dettagli si rimanda a quanto riportato al paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento".
"Quota di risultato netto società collegate", è relativa a:
- Aimag Spa, utili per 3,6 milioni di euro (2,6 milioni di euro nel 2018);
- Sgr Servizi Spa, utili per 3,1 milioni di euro (utili per 3,9 milioni di euro nel 2018);
- Set Spa, utili per 0,2 milioni di euro (utili per 0,6 milioni di euro nel 2018).
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Proventi da derivati | 49,2 | 57,7 | (8,5) |
| Proventi da negoziazione | 12,7 | 12,7 | |
| Clienti | 38,4 | 25,0 | 13,4 |
| Altri proventi finanziari | 7,9 | 14,2 | (6,3) |
| Totale proventi | 108,2 | 96,9 | 11,3 |
| Prestiti obbligazionari | 90,1 | 91,7 | (1,6) |
| Oneri da derivati | 75,9 | 46,0 | 29,9 |
| Svalutazioni attività finanziarie | 26,1 | 6,9 | 19,2 |
| Attualizzazione di fondi e leasing finanziari | 24,1 | 21,3 | 2,8 |
| Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie | 14,7 | 11,0 | 3,7 |
| Finanziamenti | 6,3 | 4,9 | 1,4 |
| Oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie | 5,2 | 15,9 | (10,7) |
| Factoring | 1,9 | 3,6 | (1,7) |
| Altri oneri finanziari | 3,3 | 2,2 | 1,1 |
| Totale oneri | 247,6 | 203,5 | 44,1 |
| Totale proventi (oneri) finanziari netti | (139,4) | (106,6) | (32,8) |
La variazione della gestione finanziaria nel suo complesso, anche con riferimento al costo di indebitamento medio del Gruppo, è commentata nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.03.03.
Per maggiori dettagli delle voci "Proventi finanziari da negoziazione", "Altri proventi finanziari", "Prestiti obbligazionari" e "Finanziamenti" si rimanda alla nota 27 "Passività finanziarie non correnti e correnti", mentre relativamente a "Proventi e oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie" e "Proventi e oneri da derivati" si rinvia alla nota 21 "Strumenti derivati".
"Clienti", accoglie principalmente gli interessi di mora nei confronti di clienti gas ed energia elettrica. L'incremento dell'esercizio è da ricondurre principalmente alla fatturazione di interessi di mora ai clienti del mercato della salvaguardia.
"Proventi finanziari da negoziazione", la voce comprende proventi correlati alla rinegoziazione parziale, effettuata nel corso dell'esercizio, di due prestiti obbligazionari scadenti nell'esercizio 2021 e 2024, che ha comportato l'iscrizione a conto economico del valore attuale differenziale calcolato secondo le disposizioni del principio Ifrs 9 rispettivamente per 1,7 milioni di euro e 11 milioni di euro. "Altri proventi finanziari", la voce comprende in via prevalente interessi attivi bancari e su finanziamenti, dividendi incassati da società partecipate non consolidate e proventi correlati a crediti attualizzati.
"Svalutazioni attività finanziarie", riguardano le risultanze delle valutazioni condotte in sede di impairment test, come illustrato nella nota 32, e si riferiscono principalmente a:
- finanziamento verso la società collegata Tamarete Energia Srl per 11,6 milioni di euro;
- partecipazione nella società collegata Set Spa per 9,1 milioni di euro;
- partecipazione nella società collegata Calenia Energia Spa per 5,2 milioni di euro
"Attualizzazione di fondi e leasing finanziari", la voce si compone delle seguenti fattispecie:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Post mortem discariche | 11,5 | 14,1 | (2,6) |
| Ripristino beni di terzi | 7,5 | 5,8 | 1,7 |
| Leasing | 3,9 | 0,3 | 3,6 |
| Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti | 1,0 | 0,9 | 0,1 |
| Smantellamento impianti | 0,2 | 0,2 | ‐ |
| Totale | 24,1 | 21,3 | 2,8 |
Le principali variazioni rispetto al periodo precedente sono riconducibili:
- alla minore incidenza dell'adeguamento del valore attuale dei "Fondi post-mortem discariche", effettuato a seguito dell'aggiornamento dei parametri utilizzati per riflettere le attuali condizioni di mercato, nonché alla rivisitazione delle ipotesi sulla ripartizione temporale degli esborsi futuri in relazione ad alcune discariche;
- a una maggiore incidenza dell'adeguamento del valore attuale del "Fondo ripristino beni di terzi" rispetto all'esercizio precedente conseguente alla riduzione del tasso di attualizzazione;
- all'applicazione, a far data dal 1° gennaio 2019, del principio contabile relativamente ai contratti contenenti un leasing (si rimanda al paragrafo 2.02.02 "Adozione Ifrs 16") che, avendo comportato l'iscrizione di una passività finanziaria attualizzata, ha determinato l'iscrizione dei conseguenti oneri finanziari.
"Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie", rappresentano la ripartizione (ammortamento) degli oneri associati all'erogazione delle passività di natura finanziaria, inclusi i costi delle operazioni di rinegoziazione effettuate che non hanno comportato la derecognition della passività, lungo la durata delle stesse secondo il criterio dell'interesse effettivo.
"Factoring", si riferiscono all'attività di cessione crediti volta a ottimizzare la gestione del capitale circolante del Gruppo.
"Altri oneri finanziari", la voce comprende in via prevalente oneri di intermediazione finanziaria e minusvalenze da cessioni di partecipazioni.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Altri ricavi (costi) non operativi | 111,6 | ‐ | 111,6 |
La voce accoglie alcuni effetti correlati all'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave, nello specifico:
- rivalutazione al fair value della partecipazione precedentemente detenuta nella società EstEnergy Spa, di cui il Gruppo aveva in precedenza il controllo congiunto, in relazione all' acquisizione del controllo della stessa, pari a 81,4 milioni di euro, conformemente a quanto previsto dal paragrafo 42 del principio Ifrs 3 nei casi di aggregazione aziendale realizzata in più fasi (step acquisition);
- plusvalenza netta realizzata a seguito dalla cessione del controllo della società di nuova costituzione AP Reti Gas Nord Est Srl, nella quale era stato conferito il ramo d'azienda Distribuzione Reti Gas, pari a 30,2 milioni di euro.
Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera-Ascopiave".
La composizione della voce è la seguente:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Imposte correnti (Ires, Irap e imposta sostitutiva) | 139,7 | 132,6 | 7,1 |
| Imposte differite | (6,9) | 5,9 | (12,8) |
| Imposte anticipate | (6,7) | (16,7) | 10,0 |
| Totale | 126,1 | 121,8 | 4,3 |
Le imposte dell'esercizio passano dai 121,8 milioni di euro del 2018 ai 126,1 milioni di euro del 2019. Il tax rate dell'esercizio 2018 si attesta al 23,9%, rispetto al 29,1% del passato esercizio.
Si segnala che il tax rate dell'esercizio è influenzato da alcune componenti di risultato e relativi effetti fiscali non ricorrenti. Per un'analisi più coerente dell'andamento dello stesso, si rimanda al paragrafo 1.03.02 "Risultati economico-finanziari" della relazione sulla gestione, dove sia il risultato prima delle imposte che il carico fiscale di periodo sono stati rettificati da alcuni special item, al fine di determinare un tax rate adjusted, comunque in sensibile miglioramento, perfettamente confrontabile con quello dell'esercizio precedente.
Alla riduzione del tax rate, al netto dei citati componenti non ricorrenti, hanno soprattutto contribuito i benefici colti in termini di maxi e iper ammortamenti e patent box, in particolare per quanto concerne gli investimenti effettuati per accompagnare la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale intrapresa da parte del Gruppo.
La composizione delle imposte correnti per natura è la seguente:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Ires | 104,2 | 105,0 | (0,8) |
| Irap | 33,3 | 27,1 | 6,2 |
| Imposta sostitutiva | 2,2 | 0,5 | 1,7 |
| Totale | 139,7 | 132,6 | 7,1 |
L'aliquota teorica determinata sulla base della configurazione del reddito imponibile dell'impresa ai fini dell'imposta Ires è pari al 24%. La riconciliazione con l'aliquota effettiva viene riportata di seguito.
| 2019 | 2018 | |||
|---|---|---|---|---|
| Effetto nominale |
Effetto percentuale |
Effetto nominale |
Effetto percentuale |
|
| Utile prima delle imposte | 528,1 | 418,4 | ||
| Ires | ||||
| Aliquota ordinaria | (126,7) | (24,0)% | (100,4) | (24,0)% |
| Deduzioni Irap | 0,7 | 0,1% | 0,8 | 0,2% |
| Cessioni partecipazioni (Pex) | 3,9 | 0,7% | (1,2) | (0,3)% |
| Impairment partecipazioni | (6,2) | (1,2)% | ||
| Agevolazioni e incentivi fiscali | 11,8 | 2,2% | 8,5 | 2,0% |
| Ires esercizi precedent | 1,2 | 0,2% | (0,2) | (0,0)% |
| Rivalutazione interessenza partecipativa | 19,5 | 3,7% | ||
| Altre variazioni (in aumento e/o diminuzione) | 0,6 | 0,1% | (1,2) | (0,3)% |
| Irap e altre imposte correnti | ||||
| Irap | (31,0) | (5,9)% | (27,5) | (6,6)% |
| Affrancamento | 0,1 | 0,0% | (0,6) | (0,1)% |
| Imposte | (126,1) | (23,9)% | (121,8) | (29,1)% |
Tale riconciliazione viene proposta ai soli fine Ires in considerazione del fatto che la particolare disciplina dell'Irap rende poco significativa la riconciliazione tra l'onere fiscale teorico derivato dai dati di bilancio e l'onere fiscale effettivo determinato sulla base della normativa fiscale.
La voce "Impairment partecipazioni" riflette l'effetto fiscale conseguente alla indetraibilità delle svalutazioni apportate in sede di impairment test, come illustrato nella nota 32.
La voce "Agevolazioni e incentivi fiscali" include i benefici riconducibili a patent box, ace, crediti d'imposta per ricerca e sviluppo, maxi e iper ammortamenti.
La voce "Rivalutazione interessenza partecipativa" rappresenta l'effetto correlato al provento da valutazione a fair value dell'interessenza precedentemente posseduta in EstEnergy Spa rilevata nel solo bilancio consolidato al momento di ottenimento del controllo, come illustrato alla nota 1.03.01 "Partnership Hera-Ascopiave".
La voce "Affrancamento" per l'esercizio corrente, oltre al rilascio della quota di competenza di imposta sostitutiva relativa a operazioni effettuate in anni precedenti, comprende l'imposta sostitutiva iscritta nel periodo e il tax asset rilevato ai fini Ires per le operazioni di affrancamento di attività immateriali rilevate in sede di operazioni di business combination.
Le imposte anticipate e differite relative all'esercizio 2019 riguardano le seguenti variazioni tra l'imponibile fiscale e il risultato di bilancio:
| Attività fiscali differite | 2019 | 2018 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Differenze Effetto fiscale temporanee (Ires + Irap) |
Variazioni patrimoniali |
Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Variazioni patrimoniali |
||||
| Imposte anticipate con effetto a conto economico e conto economico complessivo | ||||||||
| Fondo svalutazione crediti | 175,9 | 42,2 | 176,6 | 42,4 | ||||
| Fondi per rischi e oneri | 172,8 | 47,3 | 158,8 | 41,9 | ||||
| Fondi benefici ai dipendenti | 12,2 | 3,3 | 10,4 | 2,8 | ||||
| Ammortamenti | 392,2 | 97,9 | 376,0 | 94,9 | ||||
| Partecipazioni | 138,3 | 38,7 | 143,9 | 40,3 | ||||
| Operazioni di copertura (cash flow hedge) |
38,4 | 11,1 | 9,2 | 2,2 | ||||
| Leasing | 6,5 | 1,8 | ||||||
| Altri | 84,6 | 22,5 | 70,0 | 18,9 | ||||
| Totale effetto fiscale | 1.020,9 | 264,8 | 5,1 | 944,9 | 243,4 | 4,4 | ||
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico complessivo |
9,6 | 1,6 | ||||||
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico |
6,7 | 16,7 |
| Passività fiscali differite | 2019 | 2018 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Variazioni patrimoniali |
Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Variazioni patrimoniali |
||
| Imposte differite con effetto a conto economico e conto economico complessivo | |||||||
| Fondi per rischi e oneri | 47,7 | 13,7 | 45,7 | 13,2 | |||
| Fondi benefici ai dipendenti | 2,4 | 0,7 | 2,3 | 0,7 | |||
| Ammortamenti | 789,1 | 163,3 | 283,9 | 81,2 | |||
| Passività attualizzate | 133,8 | 32,1 | ‐ | ‐ | |||
| Avviamenti deducibili | 29,2 | 8,2 | 29,2 | 8,2 | |||
| Operazioni di copertura (cash flow hedge) |
7,7 | 2,2 | 26,7 | 7,7 | |||
| Leasing | 3,3 | 0,9 | 3,4 | 0,9 | |||
| Plusvalenze rateizzate | 0,9 | 0,2 | 1,0 | 0,2 | |||
| Altri | 98,5 | 23,7 | 67,3 | 16,3 | |||
| Totale effetto fiscale | 1.112,6 | 245,0 | 123,5 | 459,5 | 128,4 | 5,0 | |
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico complessivo |
‐ | ‐ | |||||
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico |
6,9 | (5,9) |
Le "Variazioni patrimoniali" accolgono i saldi di attività e passività fiscali differite derivanti da:
- operazioni di business combination (si rimanda al paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento" per i valori iscritti nel corso dell'esercizio 2019);
- prima applicazione del principio contabile internazionale Ifrs 16 Leasing (si rimanda al paragrafo 2.02.02 "Adozione Ifrs 16" per informazioni di dettaglio);
- riclassifiche marginali intervenute tra attività e passività fiscali differite.
Tali variazioni non producono effetti sul conto economico e sul conto economico complessivo dell'esercizio, in considerazione della rilevazione di corrispondenti effetti fiscali differiti.
Nella determinazione delle imposte dell'esercizio si sono tenuti in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007, e dai relativi decreti attuativi, D.M. del 1° aprile 2009, 48 e D.M. 8 giugno 2011, di coordinamento dei principi contabili internazionali con le regole di determinazione della base imponibile dell'Ires e dell'Irap, previsto dall'art. 4, comma 7-quater, del D.Lgs. 38/2005. In particolare è stato applicato il principio di derivazione rafforzata statuito dall'art.83 del Tuir che prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgono, anche in deroga alle disposizione del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.
Informativa sui contenziosi fiscali
Si riporta una sintesi dei principali contenziosi fiscali del Gruppo alla data del 31 dicembre 2019:
avvisi di accertamento Ici/Imu notificati a Herambiente Spa e Hera Spa relativi alla classificazione catastale del termovalorizzatore di Ferrara. Gli avvisi di accertamento emessi hanno riguardato i periodi d'imposta dal 2008 al 2014 per un valore complessivo di 10,2 milioni di euro. In relazione agli anni 2008 e 2009, le sentenze della Commissione tributaria provinciale di Ferrara emesse nel 2016 sono risultate tutte favorevoli. Successivamente in esito alle pronunce favorevoli, definitive in merito al classamento sottostante, in data 11 febbraio 2019 sono pervenuti dal Comune di Ferrara i provvedimenti di annullamento totale degli accertamenti per i periodi dal 2008 al 2012 e di annullamento parziale per il 2013 (il cui valore accertato residua per 0,7 milioni di euro). Ad oggi rimane pertanto sospeso il solo procedimento relativo al 2014, pari a 1,5 milioni di euro, fino a che non si renderà definitiva la sentenza favorevole, già pronunciata, relativa al contenzioso catastale. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha pertanto ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento;
- avvisi di accertamento Ici/Imu notificati a Herambiente Spa in relazione a terreni, fabbricati e aree fabbricabili siti a Ravenna. Gli avvisi di accertamento hanno riguardato i periodi d'imposta dal 2010 al 2015 e presentano un valore complessivo di 2,1 milioni di euro. Avverso i suddetti atti la società ha proposto i ricorsi nel febbraio 2017. Si segnala che talune delle suddette controversie sono state chiuse mediante conciliazioni giudiziali nei mesi di giugno e dicembre 2018. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di mantenere iscritto un fondo a copertura della rischiosità residua per 0,2 milioni di euro;
- avvisi di accertamento Ici/Imu notificati a Herambiente Spa relativi al classamento in categoria esente di un impianto di compostaggio sito nel Comune di Lugo. Gli avvisi di accertamento riguardanti i periodi di imposta dal 2008 al 2011 sono stati definiti con il pagamento di 0,1 milioni di euro avvenuto in data 29 novembre 2019. Il periodo d'imposta 2014 è stato definito con il pagamento di 0,1 milioni di euro avvenuto in data 22 gennaio 2020. Per le restanti annualità il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha accantonato un importo di 0,4 milioni di euro a fronte delle probabili passività;
- avvisi di accertamento Tosap e Cosap relativi all'occupazione permanente di suolo pubblico con cassonetti per rifiuti per i periodi di imposta dal 2013 al 2017; tali avvisi sono stati notificati in data 28 giugno 2018 e 20 luglio 2018 da parte del Comune di Riccione per un importo complessivo di 3,5 milioni di euro. In data 26 settembre 2018 sono stati presentati i relativi ricorsi e l'udienza si è tenuta in data 12 marzo 2019. In data 26 novembre 2019 sono state depositate le sentenze con le quali il giudice ha accolto parzialmente i ricorsi, ridefinendo l'imposta accertata e le sanzioni, determinando un onere per la società di 1 milione di euro versato in data 10 marzo 2020. In data 5 e 6 novembre 2019 sono pervenuti analoghi atti di accertamento per gli anni 2018 e 2019 per complessivi 2,1 milioni di euro, avverso i quali la Società ha proposto ricorso in data 10 gennaio 2020. In data 30 dicembre 2019 è pervenuto un avviso di accertamento dal Comune di Coriano per Tosap cassonetti relativa al 2014, pari a 0,2 milioni di euro, avverso il quale è stato presentato ricorso in data 28 febbraio 2020. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento per i contenziosi in oggetto;
- verifiche fiscali su Herambiente Spa, riguardanti i periodi d'imposta dal 2009 al 2013 e incentrate principalmente sulla spettanza da parte della società dell'agevolazione Irap cuneo fiscale. In relazione al periodo d'imposta 2009 la sentenza di secondo grado, depositata in data 21 novembre 2019, è risultata sfavorevole alla società, dopo una sentenza favorevole da parte della Commissione tributaria provinciale pronunciata nel 2015. In relazione ai periodi d'imposta 2010 e 2011, nel corso dell'esercizio 2017 sono state emesse due sentenze, entrambe favorevoli alla società. L'Agenzia delle Entrate ha presentato gli appelli e la società, per il 2010, ha presentato appello incidentale in data 18 maggio 2018; ad oggi si è in attesa della fissazione dell'udienza. Per il periodo d'imposta 2011, in data 9 dicembre 2019, si è tenuta l'udienza di trattazione e la sentenza, depositata in data 18 febbraio 2020, è risultata sfavorevole. Nel corso del 2016 sono stati notificati ulteriori avvisi di accertamento relativi ai periodi d'imposta 2012 e 2013, avverso i quali la società ha depositato i relativi ricorsi. In data 10 novembre 2017 sono state depositate le relative sentenze, entrambe sfavorevoli, a cui ha fatto seguito, in data 7 maggio 2018, la presentazione dei relativi appelli. In relazione a tale complessa vicenda, il Gruppo ha rilevato a conto economico oneri per 1,4 milioni di euro a fronte degli importi da versare per le iscrizioni a titolo provvisorio conseguenti alla soccombenza in secondo grado per le annualità 2009 e 2011;
- verifica fiscale su Hera Trading Srl, riguardante i periodi d'imposta dal 2010 al 2014. La contestazione più rilevante riguarda la correttezza della deduzione ai fini Ires di oneri da valutazione, al netto dei relativi proventi, relativi a derivati su commodity e a certificati ambientali. Nel corso del 2016 è stato notificato un avviso di accertamento relativo all'Ires 2011 per 2,1 milioni di euro di imposta, contro il quale la società ha presentato ricorso. In data 18 gennaio 2018 è stata depositata la sentenza, sfavorevole alla società, senza l'applicazione delle sanzioni, mentre in data 17 luglio 2018 è stato depositato l'appello e si è tuttora in attesa della fissazione dell'udienza. A fronte di tale sentenza in data 6 marzo 2018 è stato pagato un terzo dell'imposta, oltre a interessi, per complessivi 0,9 milioni di euro; in data 29 marzo 2018 è stato pagato il secondo terzo dell'imposta, oltre a interessi, per 0,7 milioni di euro. In data 7 settembre 2017 è stato notificato un analogo avviso di accertamento relativo all'Ires 2012 per 0,5 milioni di euro di imposta, per il quale è stata ottenuta la sospensione presidenziale dell'esecuzione. L'udienza si è tenuta il 30 gennaio 2018 e la sentenza, sfavorevole alla società, è stata depositata in data 8 maggio 2018. È stato quindi proposto appello in data 7 dicembre 2018 e, tuttora in attesa della
fissazione dell'udienza, sono stati pagati i due terzi del dovuto a titolo provvisorio per 0,3 milioni di euro. In data 20 luglio 2018 è stato notificato l'avviso di accertamento relativo al 2013 per 0,4 milioni di euro di imposta ed è stato proposto ricorso in data 17 ottobre 2018. In relazione a tale annualità è stata respinta l'istanza di sospensione e in data 20 dicembre 2018 è stato pagato un terzo a titolo provvisorio per 0,2 milioni di euro. La sentenza di primo grado, sfavorevole alla società, è stata depositata il 4 giugno 2019, a cui ha fatto seguito, in data 7 agosto 2019, il secondo terzo a titolo provvisorio per 0,2 milioni di euro. A seguito della notifica dell'appello da parte della Direzione Regionale del Friuli-Venezia Giulia, in data 4 gennaio 2020 è stato depositato presso la Commissione Tributaria Regionale di Trieste l'atto di controdeduzioni con appello incidentale; si è in attesa della fissazione dell'udienza di secondo grado. Da segnalare, infine, che medesimo avviso di accertamento è stato ricevuto anche relativamente alla Robin Tax. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento per i contenziosi in oggetto ritenendo le violazioni contestate prive di fondamento;
verifica fiscale su Inrete Distribuzione Energia Spa relativa al periodo d'imposta 2016. In data 26 novembre 2019 è stato rilasciato il processo verbale di constatazione con il quale i verificatori hanno contestato, ai fini Ires, l'indebita deduzione di oneri da attualizzazione per 0,4 milioni di euro e l'erronea determinazione dell'agevolazione maxi-ammortamenti, in ordine agli oneri accessori relativi agli smart meters, per 0,1 milioni di euro. Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha pertanto ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento per i contenziosi in oggetto ritenendo le violazioni contestate prive di fondamento.
| 2019 | 2018 | |
|---|---|---|
| Utile (perdita) dell'esercizio attribuibile ai possessori di azioni ordinarie dell'entità Capogruppo (A) |
385,7 | 281,9 |
| Numero medio ponderato delle azioni in circolazione ai fini del calcolo dell'utile (perdita) per azioni |
||
| di base (B) | 1.472.516.974 | 1.467.966.686 |
| diluito (C) | 1.472.516.974 | 1.467.966.686 |
| Utile (perdita) per azione (in euro) | ||
| di base (A/B) | 0,262 | 0,192 |
| diluito (A/C) | 0,262 | 0,192 |
L'utile base per azione è calcolato relativamente al risultato economico attribuibile ai possessori di strumenti ordinari di capitale dell'entità Capogruppo. L'utile diluito per azione è pari a quello base in quanto non esistono altre categorie di azioni diverse da quelle ordinarie e non esistono strumenti convertibili in azioni.
Alla data di redazione del presente bilancio consolidato, il capitale sociale della Capogruppo Hera Spa risulta composto da 1.489.538.745 azioni ordinarie, invariate rispetto al 31 dicembre 2018, utilizzate nella determinazione dell'utile per azione di base e diluito.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Terreni e fabbricati | 583,5 | 591,7 | (8,2) |
| Impianti e macchinari | 1.181,6 | 1.174,1 | 7,5 |
| Altri beni mobili | 134,9 | 131,1 | 3,8 |
| Immobilizzazioni in corso | 90,3 | 104,2 | (13,9) |
| Totale asset operativi | 1.990,3 | 2.001,1 | (10,8) |
| Investimenti immobiliari | 2,4 | 2,6 | (0,2) |
| Totale | 1.992,7 | 2.003,7 | (11,0) |
Le immobilizzazioni materiali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:
| Valore iniziale netto |
Investimenti | Disinvestimenti | Ammortamenti e svalutazioni |
consolidamento dell'area di Variazione |
Altre variazioni | Valore finale netto |
valore lordo cui finale di |
ammortamento di cui fondo |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | |||||||||
| Terreni e fabbricati | 571,3 | 19,5 | (1,7) | (19,1) | 0,6 | 21,1 | 591,7 | 807,5 | (215,8) |
| Impianti e macchinari | 1.201,6 | 44,5 | (4,0) | (120,5) | 0,8 | 51,7 | 1.174,1 | 2.724,5 | (1.550,4) |
| Altri beni mobili | 120,3 | 26,1 | (1,7) | (28,2) | ‐ | 14,6 | 131,1 | 466,0 | (334,9) |
| Immobilizzazioni in corso |
119,9 | 69,0 | (0,7) | ‐ | 0,2 | (84,2) | 104,2 | 104,2 | ‐ |
| Totale | 2.013,1 | 159,1 | (8,1) | (167,8) | 1,6 | 3,2 | 2.001,1 | 4.102,2 | (2.101,1) |
| 31-dic-19 | |||||||||
| Terreni e fabbricati | 591,7 | 12,8 | (0,9) | (18,3) | 2,5 | (4,3) | 583,5 | 815,8 | (232,3) |
| Impianti e macchinari | 1.174,1 | 59,8 | (3,1) | (123,7) | 10,8 | 63,7 | 1.181,6 | 2.858,1 | (1.676,5) |
| Altri beni mobili | 131,1 | 24,7 | (2,0) | (29,6) | 2,1 | 8,6 | 134,9 | 489,8 | (354,9) |
| Immobilizzazioni in corso |
104,2 | 67,1 | (0,6) | (0,2) | 0,5 | (80,7) | 90,3 | 90,3 | ‐ |
| Totale | 2.001,1 | 164,4 | (6,6) | (171,8) | 15,9 | (12,7) | 1.990,3 | 4.254,0 | (2.263,7) |
Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria.
"Terreni e fabbricati", pari a 583,5 milioni di euro sono costituiti per 117,2 milioni di euro da terreni e per 466,4 milioni di euro da fabbricati. Trattasi principalmente di siti di proprietà adibiti ad accogliere gli impianti produttivi del Gruppo. Gli investimenti del periodo riguardano, in via prevalente, il rinnovo e la costruzioni di fabbricati direzionali del Gruppo.
"Impianti e macchinari", pari a 1.181,6 milioni di euro accolgono principalmente le reti di distribuzione e gli impianti relativi ai business non rientranti in regime di concessione, quali il teleriscaldamento, la distribuzione di energia elettrica sul territorio di Modena, lo smaltimento e il trattamento rifiuti, oltre agli impianti di produzione delle materie plastiche. I principali investimenti dell'esercizio riguardano le attività di trattamento rifiuti, per 35 milioni di euro, tra i quali si segnalano il completamento dell'impianto di produzione di biometano di Sant'Agata Bolognese e la realizzazione di opere relative alle discariche di Cordenons e Ravenna 9° e 10° settore per un investimento complessivo di 10,6 milioni di euro. Altri investimenti significativi hanno riguardato i business gestione calore e teleriscaldamento, per un ammontare rispettivamente di 7,5 milioni di euro e 7,7 milioni di euro.
Nella colonna ammortamenti e svalutazioni sono ricompresi 4,4 milioni di euro di svalutazioni di alcuni impianti, tra i quali una discarica sita nel territorio di Imola come indicato alla nota 8 "Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni".
"Altri beni mobili", pari a 134,9 milioni di euro comprendono attrezzature e cassonetti per lo smaltimento rifiuti per 68,5 milioni di euro, beni mobili, arredi e apparecchiature elettroniche per 16,5 milioni di euro e automezzi per 49,9 milioni di euro.
"Immobilizzazioni in corso e acconti", pari a 90,3 milioni di euro sono costituite principalmente dagli investimenti in via di realizzazione per lo sviluppo del teleriscaldamento, della rete di distribuzione dell'energia elettrica, delle centrali di cogenerazione e degli impianti di trattamento rifiuti.
Nelle "Altre variazioni" è riportata la riclassifica a diritti d'uso del valore dei contratti precedentemente classificati come leasing finanziari (Ias 17) e iscritti tra le immobilizzazioni materiali per natura, come illustrato nella successiva nota 15. Nella voce sono inoltre rappresentate le riclassifiche dalle immobilizzazioni in corso alle specifiche categorie per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio ed eventuali riclassifiche da immobilizzazioni materiali ad attività immateriali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.
La colonna "Variazione area di consolidamento" include le operazioni di business combination effettuate nell'esercizio e la cessione del controllo del ramo Distribuzione Reti Gas (mediante il conferimento nella società AP Reti Gas Nord Est Srl) nell'ambito dell'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave. Nello specifico le operazioni di acquisizione hanno comportato l'iscrizione di immobilizzazioni materiali per complessivi 16,6 milioni di euro (per un'analisi più dettagliata si rinvia al paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento"), mentre l'operazione di alienazione ha determinato la dismissione di asset per 0,7 milioni di euro. Si segnala che gli effetti principali generati dalla cessione del controllo del ramo Distribuzione Reti Gas sono evidenziati nell'ambito delle attività immateriali, trattandosi prevalentemente di beni in concessione.
Garanzie reali
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | |
|---|---|---|
| Garanzie reali a favore di terzi | 153,7 | 164,1 |
La fattispecie comprende al 31 dicembre 2019:
- ipoteche e privilegi speciali su terreni, impianti e macchinari iscritti dalla controllata Frullo Energia Ambiente Srl a favore del pool di banche che ha erogato il finanziamento del valore originario di 150 milioni di euro;
- ipoteca su un fabbricato di proprietà della controllata Herambiente Servizi Industriali Srl per 10 milioni di euro a favore di un istituto bancario;
- ipoteca su due fabbricati di proprietà della controllata Marche Multiservizi Spa per 3,7 milioni di euro a favore di un istituto bancario.
L'applicazione del principio Ifrs 16 ha comportato l'iscrizione al 1° gennaio 2019 di:
- diritti d'uso, iscritti tra le attività non correnti, calcolati per la quasi totalità delle fattispecie come i valori netti contabili che i beni oggetto dei contratti avrebbero avuto se il principio fosse stato applicato fin dalla data di attivazione degli stessi e utilizzando il tasso di attualizzazione definito alla data di transizione;
- passività finanziarie correnti e non correnti, determinate come valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione, attualizzati utilizzando, per categorie omogenee, il tasso di finanziamento marginale applicabile in base all'orizzonte di scadenza.
Le tabelle seguenti riportano la composizione dei diritti d'uso (esposti al netto del relativo fondo ammortamento) e le passività per leasing alla data di transizione, nonché la relativa movimentazione al 31 dicembre 2019:
| 31-dic-19 | Impatti alla data di transizione 01-gen-19 |
Effetto Ias 17 31-dic-18 |
|
|---|---|---|---|
| Attività non correnti | |||
| Diritto d'uso di terreni e fabbricati | 69,1 | 67,3 | 16,3 |
| Diritto d'uso di impianti e macchinari | 7,9 | 4,2 | 5,3 |
| Diritto d'uso di altri beni mobili | 19,9 | 19,5 | |
| Totale | 96,9 | 91,0 | 21,6 |
| Passività non correnti | |||
| Passività non correnti per leasing | 76,1 | 82,7 | 12,2 |
| Passività correnti | |||
| Passività correnti per leasing | 19,4 | 13,9 | 1,7 |
| Totale | 95,5 | 96,6 | 13,9 |
| Valore iniziale netto |
e contratti contrattuali modifiche Nuovi |
Decrementi | Ammortamenti e svalutazioni |
consolidamento dell'area di Variazione |
Altre variazioni | Valore finale netto |
valore lordo cui finale di |
ammortamento di cui fondo |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-19 | |||||||||
| Diritti d'uso di terreni e fabbricati |
67,3 | (10,3) | ‐ | (7,7) | 3,3 | 16,5 | 69,1 | 101,3 | (32,2) |
| Diritti d'uso di impianti e macchinari |
4,2 | ‐ | ‐ | (0,9) | ‐ | 4,6 | 7,9 | 10,0 | (2,1) |
| Diritti d'uso di altri beni mobili |
19,5 | 6,2 | ‐ | (6,5) | 0,7 | ‐ | 19,9 | 32,5 | (12,6) |
| Totale | 91,0 | (4,1) | ‐ | (15,1) | 4,0 | 21,1 | 96,9 | 143,8 | (46,9) |
Sono riportati nella colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" i leasing sottoscritti nel corso dell'esercizio, nonché la modifica delle ipotesi sottostanti relative a durata e opzioni contrattuali definite inizialmente.
La colonna "Altre variazioni" accoglie il valore dei contratti precedentemente classificati come leasing finanziari (Ias 17) e iscritti tra le immobilizzazioni materiali per natura.
"Diritti d'uso di terreni e fabbricati", pari a 69,1 milioni di euro sono costituiti per 63,9 milioni di euro da diritti d'uso relativi a fabbricati e per i residui 5,2 milioni di euro da diritti d'uso relativi a terreni. I diritti d'uso dei fabbricati si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative, agli uffici e agli sportelli clienti.
"Diritti d'uso di impianti e macchinari", pari a 7,9 milioni di euro si riferiscono principalmente a contratti aventi ad oggetto impianti di depurazione e di compostaggio.
"Diritti d'uso di altri beni mobili", pari a 19,9 milioni di euro si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto infrastrutture IT (specialmente data center), automezzi operativi e autovetture.
Valore iniziale netto Nuovi contratti e modifiche contrattuali Decrementi Oneri finanziari Variazione dell'area di consolidamento Altre variazioni Valore finale netto 31-dic-19 Passività per leasing 96,6 (4,2) (18,9) 4,0 4,1 13,9 95,5 di cui passività non correnti 82,7 76,1 passività correnti 13,9 19,4
Le passività finanziarie presentano la seguente composizione e variazione:
Le passività finanziarie per leasing accolgono principalmente i debiti finanziari sorti dalla locazione delle sedi operative e amministrative del Gruppo. La colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" accoglie principalmente la ri-misurazione del debito di alcuni dei contratti in essere, generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti i contratti stessi circa le opzioni rinnovo, acquisto o recesso anticipato. I "Decrementi" sono generati dal rimborso dei canoni contrattuali scaduti nel corso dell'esercizio. Le "Altre variazioni" si riferiscono principalmente alla riclassificazione del debito dei contratti già precedentemente classificati come leasing finanziari (Ias 17) e iscritti tra le passività finanziarie.
Conformemente alle proprie policy di approvvigionamento, il Gruppo ha sottoscritto contratti allineati agli standard di mercato con riferimento a tutte le tipologie di attività sottostanti. Nel caso di uffici, sportelli clienti, autovetture e infrastrutture IT i contratti non prevedono clausole vincolanti o particolari onerosità in caso di recesso, trattandosi di attività perfettamente fungibili e offerte da un vasto numero di controparti. Il debito espresso a bilancio rappresenta, quindi, l'ammontare più probabile di esborsi che il Gruppo dovrà sostenere negli esercizi futuri. Per le precedenti ragioni, inoltre, attualmente si ritiene che non verranno esercitate le clausole di rinnovo laddove presenti, valutando eventualmente in futuro la convenienza economica delle stesse. Per quanto riguarda, infine, i fabbricati in leasing dove sono dislocati alcuni importanti impianti produttivi, che rappresentano i contratti aventi il valore assoluto più rilevante, si è attualmente ipotizzato di procedere all'esercizio dell'opzione di riscatto e pertanto il valore del debito esprime già l'opzione di trasferimento della proprietà.
Nella tabella che segue sono riportate le passività per leasing distinte per scadenza entro l'esercizio, entro il 5° anno e oltre il 5° anno:
| Tipologia | 31-dic-19 | Quota entro esercizio |
Quota entro 5° anno |
Quota oltre 5° anno |
|---|---|---|---|---|
| Passività per leasing | 95,5 | 19,4 | 42,7 | 33,4 |
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno | 78,6 | 78,6 | ‐ |
| Concessioni licenze marchi e simili | 132,0 | 74,9 | 57,1 |
| Servizi pubblici in concessione | 2.718,6 | 2.689,1 | 29,5 |
| Liste client | 578,4 | 153,8 | 424,6 |
| Altre attività immateriali | 49,6 | 34,7 | 14,9 |
| Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione | 157,3 | 172,2 | (14,9) |
| Attività immateriali in corso | 65,7 | 51,6 | 14,1 |
| Totale | 3.780,2 | 3.254,9 | 525,3 |
Le attività immateriali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:
| Valore iniziale netto |
Investimenti | Disinvestimenti | Ammortamenti e svalutazioni |
consolidamento dell'area di Variazione |
Altre variazioni | Valore finale netto |
valore lordo cui finale di |
ammortamento di cui fondo |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | |||||||||
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno |
55,8 | 11,2 | ‐ | (31,3) | ‐ | 42,9 | 78,6 | 405,4 | (326,8) |
| Concessioni licenze marchi e simili |
86,7 | 0,7 | ‐ | (12,5) | ‐ | ‐ | 74,9 | 386,3 | (311,4) |
| Servizi pubblici in concessione |
2.574,3 | 152,2 | (1,5) | (154,4) | 37,1 | 81,4 | 2.689,1 | 4.548,2 | (1.859,1) |
| Liste client | 148,1 | 2,0 | ‐ | (13,7) | 17,1 | 0,3 | 153,8 | 199,1 | (45,3) |
| Altre attività immateriali |
36,9 | 4,7 | (0,3) | (9,0) | ‐ | 2,4 | 34,7 | 129,6 | (94,9) |
| Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione |
161,3 | 100,0 | (0,4) | ‐ | ‐ | (88,7) | 172,2 | 172,2 | ‐ |
| Attività immateriali in corso |
63,9 | 34,5 | ‐ | ‐ | ‐ | (46,8) | 51,6 | 51,6 | ‐ |
| Totale | 3.127,0 | 305,3 | (2,2) | (220,9) | 54,2 | (8,5) | 3.254,9 | 5.892,4 | (2.637,5) |
| 31-dic-19 | |||||||||
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno |
78,6 | 8,3 | ‐ | (34,1) | 0,2 | 25,6 | 78,6 | 442,2 | (363,6) |
| Concessioni licenze marchi e simili |
74,9 | 0,8 | (0,1) | (11,9) | 67,4 | 0,9 | 132,0 | 458,0 | (326,0) |
| Servizi pubblici in concessione |
2.689,1 | 196,2 | (1,1) | (171,2) | (109,2) | 114,8 | 2.718,6 | 4.593,8 | (1.875,2) |
| Liste client | 153,8 | ‐ | ‐ | (14,9) | 439,5 | ‐ | 578,4 | 638,0 | (59,6) |
| Altre attività immateriali |
34,7 | 24,5 | ‐ | (14,5) | (0,2) | 5,1 | 49,6 | 163,8 | (114,2) |
| Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione |
172,2 | 90,4 | (0,2) | ‐ | (0,8) | (104,3) | 157,3 | 157,3 | ‐ |
| Attività immateriali in corso |
51,6 | 48,9 | (0,1) | (0,2) | ‐ | (34,5) | 65,7 | 65,7 | ‐ |
| Totale | 3.254,9 | 369,1 | (1,5) | (246,8) | 396,9 | 7,6 | 3.780,2 | 6.518,8 | (2.738,6) |
Di seguito sono commentate la composizione e le principali variazioni all'interno di ciascuna categoria.
"Diritti di brevetti industriali e opere ingegno", pari a 78,6 milioni di euro sono relativi principalmente ai costi sostenuti per l'acquisto e l'implementazione dei sistemi informativi aziendali.
"Concessioni licenze marchi e simili", pari a 132 milioni di euro sono costituiti in massima parte dal valore dei diritti relativi alle attività di distribuzione gas e ciclo idrico integrato, classificati nelle attività immateriali anche antecedentemente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 "Accordi per servizi in concessione".
"Servizi pubblici in concessione", pari a 2.718,6 milioni di euro comprendono i beni relativi alle attività di distribuzione gas, distribuzione energia elettrica (territorio di Imola), ciclo idrico integrato e illuminazione pubblica (salvo per questi ultimi quanto precisato nella nota 19 "Attività finanziarie correnti e non correnti") oggetto di concessione da parte degli enti pubblici di riferimento. Tali rapporti di concessione e i relativi beni, inerenti l'esercizio dell'attività sui quali il Gruppo detiene i diritti all'utilizzo, sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale come previsto dall'interpretazione Ifric 12. Gli investimenti dell'esercizio hanno riguardato principalmente le reti idriche per 102,2 milioni di euro e le reti di distribuzione del gas per 74,1 milioni di euro.
"Attività immateriali in corso servizi pubblici in concessione", pari a 157,3 milioni di euro si riferiscono agli investimenti correlati alle medesime concessioni che risultano ancora da ultimare alla data di fine esercizio.
"Attività immateriali in corso", pari a 65,7 milioni di euro sono costituite principalmente da progetti informatici non ancora ultimati.
"Liste clienti", pari a 578,4 milioni di euro sono iscritte per effetto delle operazioni di business combination e della conseguente attività valutativa a fair value degli asset acquisiti. Il periodo di ammortamento di tali liste clienti è correlato al tasso di abbandono (churn rate) identificato per ogni singola operazione.
"Altre attività immateriali", pari a 49,6 milioni di euro, comprendono principalmente i diritti di godimento e utilizzazione di infrastrutture per il passaggio di reti di telecomunicazione e i costi incrementali sostenuti per l'ottenimento di nuovi contratti di vendita. Nel corso dell'esercizio il Gruppo ha sviluppato, soprattutto alla luce delle opportunità di espansione della base clienti correlate allo sviluppo del mercato elettrico, una serie di iniziative commerciali e adeguato i sistemi gestionali al fine di monitorare puntualmente i costi incrementali correlati ai nuovi contratti con la clientela. Come previsto dal principio Ifrs 15 tali costi incrementali, rappresentati prevalentemente da provvigioni riconosciute ad agenti, sono stati iscritti come attività e vengono ammortizzati secondo la vita utile media della clientela acquisita (churn rate). Le provvigioni iscritte come attività per l'esercizio 2019 ammontano a 23,6 milioni di euro.
Le "Altre variazioni" comprendono riclassifiche delle immobilizzazioni in corso alle rispettive categorie specifiche per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio e riclassifiche a immobilizzazioni materiali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.
La colonna "Variazione area di consolidamento" include le operazioni di business combination effettuate nell'esercizio e la cessione del controllo del ramo Distribuzione Reti Gas (mediante il conferimento nella società AP Reti Gas Nord Est Srl) nell'ambito dell'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave. Nello specifico le operazioni di acquisizione hanno comportato l'iscrizione di asset intangibili per complessivi 525,8 milioni di euro (per un'analisi più dettagliata si rinvia al paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento"), mentre l'operazione di alienazione ha determinato la dismissione di asset per 128,9 milioni di euro, rappresentati dalle reti di distribuzione gas del territorio Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Avviamento | 812,9 | 381,3 | 431,6 |
Il valore dell'avviamento al 31 dicembre 2019 è riconducibile principalmente alle seguenti operazioni:
- acquisizione del controllo delle "Attività commerciali Ascopiave" nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, ovvero delle società EstEnergy Spa, Ascotrade Spa, Ascopiave Energie Spa, Blue Meta Spa ed Etra Energia Srl, nonché della società Amgas Blu Srl operante nella provincia di Foggia, per complessivi 430,6 milioni di euro;
- integrazione che nel 2002 ha dato origine a Hera Spa, 81,3 milioni di euro;
- acquisizione del controllo mediante fusione di Agea Spa avvenuta con efficacia 1° gennaio 2004, 41,7 milioni di euro;
- acquisizione del controllo del Gruppo Meta avvenuta alla fine dell'esercizio 2005, per effetto della fusione di Meta Spa in Hera Spa, 117,7 milioni di euro;
- acquisizione del controllo di Sat Spa, mediante fusione in Hera Spa, avvenuta con efficacia 1° gennaio 2008, 54,9 milioni di euro;
- acquisizione del controllo del Gruppo Aliplast avvenuta ad inizio esercizio 2017, 25 milioni di euro;
- acquisizione del controllo del Gruppo Marche Multiservizi Spa, 20,8 milioni di euro.
La variazione rispetto all'esercizio precedente è interamente attribuibile alle operazione di aggregazione aziendale realizzate nel corso del 2019, come illustrato più nel dettaglio nel paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento".
I valori di iscrizione degli avviamenti sono stati assoggettati a test di impairment, per i cui risultati si rimanda a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto | 135,8 | 136,0 | (0,2) |
| Altre partecipazioni | 7,7 | 13,1 | (5,4) |
| Totale | 143,5 | 149,1 | (5,6) |
Le variazioni rispetto al 31 dicembre 2018 di joint venture e società collegate riflettono il recepimento degli utili e delle perdite proquota consuntivati dalle rispettive società (incluse le altre componenti di conto economico complessivo), nonché l'eventuale riduzione del valore per dividendi distribuiti e per svalutazioni a seguito di impairment test. La quota del risultato di competenza delle imprese valutate con il metodo del patrimonio netto è riportato alla nota 9 "Quota di utili (perdite) di joint venture e società collegate".
La movimentazione delle partecipazioni consolidate con il metodo del patrimonio netto risulta essere la seguente:
| 31-dic-18 | disinvestimenti Investimenti e |
patrimonio netto Valutazione |
Dividendi distribuiti |
Variazione area di consolidamento |
altre variazioni Svalutazioni e |
31-dic-19 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Aimag Spa | 49,0 | ‐ | 3,6 | (2,2) | ‐ | ‐ | 50,4 |
| Enomondo Srl | 16,1 | ‐ | 1,8 | (2,0) | ‐ | ‐ | 15,9 |
| EstEnergy Spa | 11,3 | ‐ | 4,7 | (5,2) | (10,8) | ‐ | ‐ |
| Set Spa | 35,4 | ‐ | 0,2 | ‐ | ‐ | (9,2) | 26,4 |
| Sgr Servizi Spa | 23,1 | ‐ | 3,1 | (2,6) | ‐ | (0,1) | 23,5 |
| ASM SET Srl | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 18,5 | ‐ | 18,5 |
| Altre minori | 1,1 | (0,9) | (0,0) | (0,1) | 1,0 | ‐ | 1,1 |
| Totale | 136,0 | (0,9) | 13,4 | (12,1) | 8,7 | (9,3) | 135,8 |
La voce "Investimenti e disinvestimenti" accoglie principalmente la cessione della partecipazione nella società So.Sel Spa, che ha comportato l'iscrizione di una minusvalenza pari a 0,7 milioni di euro a fronte di un incasso di 0,3 milioni di euro.
La voce "Variazione area di consolidamento" accoglie gli effetti della business combination relativa all'acquisto delle attività di vendita gas e energia elettrica dal Gruppo Ascopiave. Nello specifico si evidenziano l'acquisizione delle partecipazioni in ASM SET Srl per 18,5 milioni di euro e in Sinergie Italiane Srl in liquidazione per 1 milione di euro, oltre al consolidamento integrale della società EstEnergy Spa a far data dal 31 dicembre 2019.
Le partecipazioni in imprese non rientranti nell'area di consolidamento hanno invece registrato le seguenti variazioni:
| 31-dic-18 | Investimenti | Disinvestimenti | Svalutazioni | Altre variazioni | 31-dic-19 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Calenia Energia Spa | 7,0 | ‐ | ‐ | (5,2) | ‐ | 1,8 |
| Veneta Sanitaria Finanza di Progetto Spa |
3,6 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 3,6 |
| Altre minori | 2,5 | 0,2 | (0,4) | ‐ | ‐ | 2,3 |
| Totale | 13,1 | 0,2 | (0,4) | (5,2) | ‐ | 7,7 |
La valutazione della partecipazione in Calenia Energia Spa ha determinato una perdita di valore per 5,2 milioni di euro a causa delle criticità ancora presenti nel settore della generazione elettrica.
Per maggiori dettagli sulle assunzioni e sui risultati dei test di impairment a cui sono stati soggetti i valori di iscrizione delle partecipazioni che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa, Tamarete Energia Srl e Calenia Energia Spa) si rimanda a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".
Si espongono di seguito i principali valori aggregati della società a controllo congiunto Enomondo Srl e delle società a influenza notevole (Aimag Spa, ASM SET Srl, Q.tHermo Srl, Set Spa, Sgr Servizi Spa, Sinergie Italiane Srl in liquidazione, Tamarete Energia Srl):
| Attività | Società joint venture |
Società collegate |
Totale |
|---|---|---|---|
| Attività non correnti | |||
| Immobilizzazioni materiali | 32,6 | 419,4 | 452,0 |
| Diritti d'uso | 0,3 | 0,3 | |
| Attività immateriali | 53,4 | 53,4 | |
| Avviamento | 62,5 | 62,5 | |
| Partecipazioni | 8,3 | 8,3 | |
| Atttività finanziarie | 1,0 | 1,0 | |
| Attività fiscali differite | 0,1 | 7,6 | 7,7 |
| Totale attività non correnti | 32,7 | 552,5 | 585,2 |
| Attività correnti | |||
| Rimanenze | 0,8 | 5,4 | 6,2 |
| Crediti commerciali | 6,3 | 224,7 | 231,0 |
| Lavori in corso su ordinazione | 0,4 | 0,4 | |
| Attività finanziarie | 18,3 | 18,3 | |
| Attività per imposte correnti | 0,1 | 0,1 | |
| Altre attività correnti | 7,4 | 28,6 | 36,0 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 0,8 | 24,2 | 25,0 |
| Totale attività correnti | 15,4 | 301,6 | 317,0 |
| Totale attività | 48,1 | 854,1 | 902,2 |
| Patrimonio netto e passività | Società joint venture |
Società collegate |
Totale |
|---|---|---|---|
| Capitale sociale e riserve | |||
| Capitale sociale | 14,0 | 88,9 | 102,9 |
| Riserve | 14,2 | 252,7 | 266,9 |
| Utile (perdita) dell'esercizio | 3,6 | 30,7 | 34,3 |
| Patrimonio netto del Gruppo | 31,8 | 372,3 | 404,1 |
| Interessenze di minoranza | 11,8 | 11,8 | |
| Totale patrimonio netto | 31,8 | 384,1 | 415,9 |
| Passività non correnti | |||
| Passività finanziarie non correnti | 3,6 | 190,0 | 193,6 |
| Passività non correnti per leasing | 0,2 | 0,2 | |
| Trattamento fine rapporto e altri benefici | 0,1 | 5,4 | 5,5 |
| Fondi per rischi e oneri | 0,3 | 39,2 | 39,5 |
| Passività fiscali differite | 0,5 | 0,5 | |
| Strumenti finanziari derivati | ‐ | ||
| Totale passività non correnti | 4,0 | 235,3 | 239,3 |
| Passività correnti | |||
| Passività finanziarie correnti | 3,5 | 39,5 | 43,0 |
| Passività correnti per leasing | 0,1 | 0,1 | |
| Debiti commerciali | 8,7 | 137,4 | 146,1 |
| Passività per imposte correnti | 2,0 | 2,0 | |
| Altre passività correnti | 0,1 | 55,7 | 55,8 |
| Totale passività correnti | 12,3 | 234,7 | 247,0 |
| Totale passività | 16,3 | 470,0 | 486,3 |
| Totale patrimonio netto e totale passività | 48,1 | 854,1 | 902,2 |
| Conto economico | Società joint venture |
Società collegate |
Totale |
| Ricavi | 16,5 | 745,4 | 761,9 |
| Altri ricavi operativi | 6,6 | 17,6 | 24,2 |
| Consumi di materie prime | (1,7) | (506,1) | (507,8) |
| Costi per servizi | (11,8) | (121,3) | (133,1) |
| Costi del personale | (0,3) | (24,5) | (24,8) |
| Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni | (3,9) | (47,5) | (51,4) |
| Altre spese operative | (0,2) | (16,0) | (16,2) |
| Utile operativo | 5,2 | 47,6 | 52,8 |
| Proventi finanziari | 2,8 | 2,8 | |
| Oneri finanziari | (0,1) | (5,6) | (5,7) |
| Totale gestione finanziaria | (0,1) | (2,8) | (2,9) |
| Altri ricavi (costi) non operativi | 0,8 | 0,8 | |
| Utile prima delle imposte | 5,1 | 45,6 | 50,7 |
| Imposte del periodo | (1,5) | (13,6) | (15,1) |
| Utile netto del periodo | 3,6 | 32,0 | 35,6 |
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Crediti per finanziamenti | 50,6 | 65,8 | (15,2) |
| Titoli in portafoglio | 2,5 | 2,5 | ‐ |
| Crediti per servizi di costruzione | 33,7 | 17,4 | 16,3 |
| Crediti finanziari diversi | 48,5 | 32,7 | 15,8 |
| Totale attività finanziarie non correnti | 135,3 | 118,4 | 16,9 |
| Crediti per finanziamenti | 23,5 | 8,6 | 14,9 |
| Titoli in portafoglio | 0,1 | 0,1 | ‐ |
| Crediti finanziari diversi | 46,5 | 28,6 | 17,9 |
| Totale attività finanziarie correnti | 70,1 | 37,3 | 32,8 |
| Totale disponibilità liquide | 364,0 | 535,5 | (171,5) |
| Totale attività finanziarie e disponibilità liquide | 569,4 | 691,2 | (121,8) |
"Crediti per finanziamenti" comprendono finanziamenti, regolati a tassi di mercato, concessi alle seguenti società:
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Quota non corrente |
Quota corrente |
Totale | Quota non corrente |
Quota corrente |
Totale | |
| Aloe SpA | 7,7 | 0,8 | 8,5 | 8,5 | 0,8 | 9,3 |
| Calenia Energia Spa | 11,9 | ‐ | 11,9 | 14,6 | 2,5 | 17,1 |
| Set Spa | 21,4 | 2,9 | 24,3 | 24,3 | 2,7 | 27,0 |
| Tamarete Energia Srl | ‐ | 2,8 | 2,8 | 12,9 | 2,6 | 15,5 |
| Altre minori | 9,6 | 17,0 | 26,6 | 5,5 | (0,0) | 5,5 |
| Totale | 50,6 | 23,5 | 74,1 | 65,8 | 8,6 | 74,4 |
I finanziamenti nei confronti delle società che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa, Tamarete Energia Srl e Calenia Energia Spa) sono stati assoggettati a test di impairment, per i cui dettagli si rimanda a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test". Con riferimento al finanziamento nei confronti di Tamarete Energia Srl, l'esito del test di impairment ha comportato una svalutazione dello stesso per 11,6 milioni di euro.
"Titoli in portafoglio" comprendono, nella parte non corrente, obbligazioni, fondi e polizze assicurative per 2,5 milioni di euro a garanzia della gestione post-mortem della discarica in capo alla controllata Asa Scpa, il cui valore di iscrizione è sostanzialmente allineato al fair value al termine dell'esercizio. Tali titoli rientrano all'interno della categoria degli strumenti finanziari valutati al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo.
"Crediti per servizi di costruzione", sono rilevati nei confronti dei Comuni per servizi di costruzione di impianti di pubblica illuminazione in conformità al modello dell'attività finanziaria previsto dall'interpretazione Ifric 12, come più analiticamente riportato nella sezione descrittiva dei criteri di valutazione relativamente alla voce "Crediti e finanziamenti" al paragrafo 2.02.04 "Criteri di valutazione e principi di consolidamento".
"Crediti finanziari diversi", nella parte non corrente le posizioni principali riguardano le seguenti controparti:
Comune di Padova relativamente al credito, regolato a tasso di mercato, correlato alla costruzione di impianti fotovoltaici il cui rimborso è previsto al termine del 2030 per 17,9 milioni di euro;
- Consorzio di Comuni cosiddetto collinare in relazione all'indennizzo spettante al gestore uscente al termine dell'affidamento della gestione del servizio di distribuzione gas per 12,1 milioni di euro;
- Acosea Impianti Srl, con riferimento alla garanzia finanziaria rilasciata per complessivi 12,5 milioni di euro;
- Comune di Riccione per un piano di rientro di durata pluriennale sottoscritto nell'esercizio 2018 per complessivi 1,6 milioni di euro.
"Crediti finanziari diversi", nella parte corrente sono costituiti principalmente da:
- contributi pubblici da ricevere nei confronti di vari soggetti (Cato, Regione Friuli-Venezia Giulia, Regione Veneto) per complessivi 13,4 milioni di euro;
- crediti per cash-pooling vantati dalle società di vendita acquisite dal Gruppo Ascopiave al termine dell'esercizio nei confronti della ex-controllante per complessivi 16,2 milioni di euro;
- acconti a garanzia della partecipazione alle piattaforme estere di negoziazione dei contratti su commodity e alle aste sul mercato elettrico, nonché a garanzia dell'operatività sui mercati all'ingrosso dell'energia elettrica e del gas per 14 milioni di euro;
- crediti per incassi da ricevere dal Consorzio stabile energie locali (Csel) a seguito dell'aggiudicazione della gara pubblica per il servizio luce (indetta da Consip per l'affidamento del servizio per le pubbliche amministrazioni) per 8 milioni di euro;
- anticipi per copertura oneri versati da alcune società del Gruppo in qualità di gestori del servizio di distribuzione gas in vista dell'avvio delle gare, per 4,7 milioni di euro.
"Disponibilità liquide e mezzi equivalenti" sono rappresentati per la quasi totalità da depositi bancari e postali.
Per meglio comprendere le dinamiche finanziarie intervenute nel corso dell'esercizio 2019 si rinvia al rendiconto finanziario, oltre ai commenti riportati nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.03.04 "Analisi della struttura finanziaria".
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Attività per imposte anticipate | 264,8 | 243,4 | 21,4 |
| Compensazione fiscalità differita | (90,5) | (85,3) | (5,2) |
| Crediti per imposta sostitutiva | 0,5 | 1,1 | (0,6) |
| Totale attività fiscali differite nette | 174,8 | 159,2 | 15,6 |
| Passività per imposte differite | 245,0 | 128,4 | 116,6 |
| Compensazione fiscalità differita | (90,5) | (85,3) | (5,2) |
| Totale passività fiscali differite nette | 154,5 | 43,1 | 111,4 |
"Attività per imposte anticipate", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione al fondo svalutazione crediti, a fondi per rischi e oneri, ad ammortamenti civili maggiori di quelli fiscalmente rilevanti e ad affrancamento di avviamenti e partecipazioni di controllo.
"Passività per imposte differite", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione a maggiori deduzioni effettuate negli esercizi precedenti per fondi rischi e oneri e a valori di beni materiali fiscalmente non rilevanti. L'incremento del periodo è da ricondurre principalmente alle operazioni di business combination effettuate nell'esercizio, descritte al paragrafo 2.02.03.
Le attività e passività fiscali differite sono compensate laddove vi sia un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti corrispondenti.
"Crediti per imposta sostitutiva", configurandosi quali anticipi della fiscalità corrente, rappresentano l'imposta corrisposta per l'affrancamento ai fini fiscali di avviamenti rilevati in esercizi precedenti.
Per il dettaglio della composizione e movimentazione di attività e passività fiscali differite si rinvia alla nota 12 "Imposte".
| Attività e Passività non correnti | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||||
| Sottostante coperto | Gerarchia fair value |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
|
| Derivati su tassi | ||||||||
| Finanziamenti | 2 | 500,0 mln | 18,7 | 4,2 | 500,0 mln | 26,1 | 4,5 | |
| Finanziamenti | 2 | 161,7 mln | 23,2 | 563,3 mln | 33,4 | |||
| Totale derivati su tassi non correnti |
18,7 | 27,4 | 26,1 | 37,9 | ||||
| Derivati su cambi | ||||||||
| Finanziamenti | 2 | 20 mld Jpy | 22,5 | 20 mld Jpy | 19,2 | |||
| Totale derivati non correnti |
41,2 | 27,4 | 45,3 | 37,9 |
| Attività e Passività correnti | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||||
| Sottostante coperto | Gerarchia fair value |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
|
| Derivati su commodity | ||||||||
| Gas hub esteri | 3 | 310.300 MWh |
1,6 | 3.359.619 MWh |
10,0 | |||
| Formule energia elettrica |
2 | 12.564.290 MWh |
70,5 | 11.512.401 MWh |
86,2 | |||
| Gas hub esteri | 3 | 5.564.835 MWh |
25,6 | 1.095.324 MWh |
1,2 | |||
| Prodotti petroliferi raffinati/carbone |
2 | 1.222 Ton | 0,1 | 1.320 Ton | 0,0 | |||
| Formule energia elettrica | 2 | 17.230.886 MWH |
112,7 | 7.556.092 MWh |
62,2 | |||
| Totale derivati su commodity correnti |
72,2 | 138,4 | 97,1 | 63,5 | ||||
| Derivati su tassi | ||||||||
| Finanziamenti | 2 | 500,0 mln | 14,8 | 2,7 | ||||
| Finanziamenti | 2 | 2,7 mln | 0,1 | |||||
| Totale derivati su tassi correnti |
‐ | ‐ | 14,8 | 2,8 | ||||
| Totale derivati correnti | 72,2 | 138,4 | 111,9 | 66,3 |
Gli strumenti derivati classificati nelle attività non correnti ammontano a 41,2 milioni di euro (45,3 milioni di euro al 31 dicembre 2018) e si riferiscono per 18,7 milioni di euro a derivati su tassi e per 22,5 milioni di euro a derivati su cambi e tassi relativi a operazioni di finanziamento. Gli strumenti
derivati classificati nelle passività non correnti ammontano a 27,4 milioni di euro (37,9 milioni al 31 dicembre 2018) e sono interamente destinati a coperture su tassi.
Gli strumenti finanziari iscritti tra le attività e le passività correnti rappresentano i contratti derivati la cui realizzazione è prevista entro l'esercizio successivo. I derivati classificati nelle attività e nelle passività correnti ammontano rispettivamente a 72,2 milioni di euro e a 138,4 milioni di euro (111,9 milioni e 66,3 milioni di euro al 31 dicembre 2018) e si riferiscono a coperture su commodity, principalmente sul prezzo dell'energia elettrica. Si segnala che nel corso dell'esercizio 2019 sono stati regolarmente rimborsati i derivati su tassi correlati a finanziamenti e prestiti obbligazionari che lo scorso esercizio erano iscritti nelle classi correnti.
Al 31 dicembre 2019 l'esposizione netta del Gruppo relativamente ai derivati su tassi correnti e non correnti nella forma di Interest rate swap (Irs), risulta essere negativa per 8,7 milioni di euro, rispetto a un'esposizione positiva di 0,2 milioni di euro al 31 dicembre 2018. Il decremento del fair value rispetto all'esercizio precedente è riconducibile, a fronte di curve dei tassi con trend decrescente, al realizzo di differenziali positivi con riferimento ai derivati in scadenza nell'esercizio.
Il fair value dei derivati sottoscritti a copertura dei rischi tasso e cambio e del fair value dei finanziamenti in valuta, nella forma di Cross currency swap (Ccs), al 31 dicembre 2019 risulta essere positivo per 22,5 milioni di euro rispetto a una valutazione sempre positiva, pari a 19,2 milioni di euro, al 31 dicembre 2018. La variazione positiva del fair value pari a 3,3 milioni di euro è da ricondurre in misura prevalente all'effetto cambio, avendo subito lo yen giapponese un apprezzamento rispetto all'euro nel corso dell'esercizio 2019.
Al 31 dicembre 2019 il fair value netto dei derivati su commodity relativi a operazioni commerciali risulta essere negativo per 66,2 milioni di euro, rispetto a un fair value positivo di 33,6 milioni di euro al 31 dicembre 2018. Il decremento in valore assoluto del fair value dei contratti in portafoglio è attribuibile all'incremento significativo dei volumi sottostanti trattati a seguito delle maggiori richieste di coperture provenienti dalle società commerciali (principalmente per effetto della tipologia di offerte a prezzo fisso) e alla volatilità del Pun nel corso dell'esercizio.
Gli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere al 31 dicembre 2019, sottoscritti a copertura di finanziamenti, possono essere distinti nelle seguenti classi:
| Derivati di copertura su tassi / cambi Gestione finanziaria |
||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
| Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
|
| Cash flow hedge | 11,9 mln | ‐ | 0,4 | 416,2 mln | ‐ | 9,7 |
| Fair value hedge | 149,8 mln | 22,4 | 22,8 | 149,8 mln | 19,2 | 23,7 |
| Non hedge accounting |
500 mln | 18,7 | 4,2 | 1.000 mln | 41,0 | 7,3 |
| Totale fair value | 41,1 | 27,4 | 60,1 | 40,6 | ||
| Tipologia | 31-dic-19 | |||||
| Proventi | Oneri | Effetto netto |
Proventi | Oneri | Effetto netto |
|
| Cash flow hedge | 0,4 | (27,9) | (27,5) | 0,2 | (0,7) | (0,5) |
| Fair value hedge | 10,0 | (9,2) | 0,8 | 20,3 | (8,1) | 12,2 |
| Non hedge accounting |
38,8 | (38,8) | (0,0) | 37,2 | (37,2) | 0,0 |
| Totale proventi (oneri) |
49,2 | (75,9) | (26,7) | 57,7 | (46,0) | 11,7 |
Il fair value negativo dei derivati designati come coperture di flussi finanziari è pari a 0,4 milioni di euro (9,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018). Il decremento del fair value è generato dal rimborso a scadenza dei derivati che erano stati stipulati a copertura di una futura operazione di finanziamento, avente nominale complessivo pari a 400 milioni di euro, la quale tuttavia non si è realizzata secondo lo scenario ipotizzato dal management. Al 31 dicembre 2019 gli oneri netti relativi alla classe di derivati cash flow hedge risultano essere pari a 27,5 milioni di euro (0,5 milioni di euro al 31 dicembre 2018). Gli oneri associati a tale classe sono relativi principalmente all'estinzione dei derivati summenzionati, che ha comportato il riversamento a conto economico in un'unica soluzione dell'intero valore precedentemente iscritto nel conto economico complessivo. Non si sono rilevate quote di inefficacia significative relativi agli strumenti finanziari residui nell'esercizio.
Nell'esercizio 2019 le relazioni di copertura tra i predetti contratti derivati e le relative passività sottostanti hanno comportato l'iscrizione nel conto economico complessivo di proventi netti al lordo dell'effetto fiscale per 8,9 milioni di euro (a fronte di 8,7 milioni di euro di oneri netti iscritti al 31 dicembre 2018) che possono essere così scomposti:
| Coperture cash flow hedge | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Componenti positive |
Componenti negative |
Effetto netto |
Componenti positive |
Componenti negative |
Effetto netto |
|
| Variazione flussi finanziari attesi | (18,6) | (18,6) | (9,2) | (9,2) | ||
| Riserva trasferita a conto economico |
27,9 | (0,4) | 27,5 | 0,5 | 0,5 | |
| Effetto conto economico complessivo derivati cash flow hedge |
27,9 | (19,0) | 8,9 | 0,5 | (9,2) | (8,7) |
I derivati su tassi di interesse e su tassi di cambio, identificati come coperture del fair value di passività iscritte a bilancio (fair value hedge), presentano un fair value complessivo negativo pari a 0,4 milioni di euro rispetto a un fair value negativo di 4,5 milioni di euro al 31 dicembre 2018. La variazione positiva del periodo è da ricondursi prevalentemente all'effetto cambio relativo al Cross currency swap (Ccs) illustrato in precedenza.
Al 31 dicembre 2019 la valutazione dei derivati classificati come fair value hedge ha generato proventi netti pari a 0,8 milioni di euro (a fronte di 12,2 milioni di euro di proventi netti al 31 dicembre 2018). La ripartizione di proventi e oneri riferiti a derivati classificati come fair value hedge e relative passività sottostanti, rettificate per gli utili e le perdite attribuibili al rischio coperto, risulta essere la seguente:
| Coperture fair value hedge | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Proventi | Oneri | Effetto netto |
Proventi | Oneri | Effetto netto |
|
| Valutazione derivati | 5,2 | (1,0) | 4,2 | 15,9 | ‐ | 15,9 |
| Accrued interest | 0,1 | (0,0) | 0,1 | 0,1 | 0,1 | |
| Cash flow realizzati | 4,8 | (8,2) | (3,4) | 4,4 | (8,1) | (3,7) |
| Effetto economico derivati fair value hedge |
10,0 | (9,2) | 0,8 | 20,3 | (8,1) | 12,2 |
| Sottostanti coperti | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Proventi | Oneri | Effetto netto |
Proventi | Oneri | Effetto netto |
|
| Valutazione passività finanziarie | ‐ | (5,2) | (5,2) | ‐ | (15,9) | (15,9) |
I derivati su tassi di interesse, identificati come coperture non hedge accounting, presentano un fair value complessivo positivo pari a 14,5 milioni di euro (33,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018). Il decremento del fair value è principalmente riconducibile alla conclusione a scadenza di due strumenti realizzatasi nel corso dell'esercizio. In merito a questa classe di derivati, che deriva interamente da operazioni di ristrutturazione passate, si segnala che, pur non essendo qualificabili come di copertura ai sensi dell'Ifrs 9, hanno come scopo precipuo la copertura dalle fluttuazioni dei tassi di interesse e hanno impatto pressoché nullo a conto economico (mirroring).
Al 31 dicembre 2019 la ripartizione di proventi e oneri riferiti a derivati classificati come non hedge accounting risulta essere la seguente:
| Coperture non hedge accounting | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Proventi | Oneri | Effetto netto |
Proventi | Oneri | Effetto netto |
|
| Valutazione derivati | 2,6 | (21,8) | (19,2) | 2,0 | (21,3) | (19,3) |
| Accrued interest | 1,2 | (1,3) | (0,1) | 0,1 | 0,1 | |
| Cash flow realizzati | 35,0 | (15,7) | 19,3 | 35,1 | (15,9) | 19,2 |
| Effetto economico derivati non hedge accounting |
38,8 | (38,8) | (0,0) | 37,2 | (37,2) | 0,0 |
L'effetto economico associato alla valutazione di tali tipologie di coperture, rispetto all'esercizio precedente, riflette le variazioni del fair value degli strumenti finanziari illustrate precedentemente.
Sensitivity analysis - Operazioni finanziarie
Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva di -25 basis point rispetto ai tassi d'interesse effettivamente applicati per le valutazioni al 31 dicembre 2019, a parità di tasso di cambio, il decremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati su tassi e cambi in essere ammonterebbe a circa 14,5 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando un'istantanea traslazione della curva di +25 basis point, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 14,4 milioni di euro.
Tali variazioni di fair value, con riferimento agli strumenti finanziari in cash flow hedge, non avrebbero effetti sul conto economico se non per la potenziale quota di inefficacia, peraltro non significativa. In caso di aumento o riduzione del fair value si registrerebbe un incremento o un decremento del patrimonio netto non significativo. Per quanto attiene i derivati classificati come fair value hedge, l'eventuale variazione del fair value non avrebbe effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustement, in quanto sostanzialmente compensata da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura. Infine, anche i derivati non hedge accounting non produrrebbero effetti sul conto economico, in quanto rappresentano il risultato di operazioni di mirroring che ne determinano la neutralità in termini valutativi (ovvero il fair value tenderà nel tempo a ridursi al momento del realizzo dei flussi di cassa previsti).
Ipotizzando un istantaneo aumento del tasso di cambio euro/yen del 10%, a parità di tassi d'interesse, il decremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2019 ammonterebbe a circa 17,6 milioni di euro. Allo stesso modo, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 20,9 milioni di euro. Essendo i derivati su cambi, relativi a operazioni di finanziamento, interamente classificati come fair value hedge, tali variazioni di fair value non avrebbero effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustement, in quanto sostanzialmente compensate da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura.
Gli strumenti finanziari derivati su commodity in essere al 31 dicembre 2019, sottoscritti a copertura dei disallineamenti tra le formule di acquisto e vendita, possono essere distinti nelle seguenti classi:
| Derivati su commodity / cambi (gestione operativa) | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia | 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||
| Fair value attività |
Fair value passività |
Effetto netto |
Fair value attività |
Fair value passività |
Effetto netto |
||
| Cash flow Hedge | 38,2 | 87,7 | (49,5) | 37,6 | 0,8 | 37,0 | |
| Non hedge accounting |
34,0 | 50,7 | (16,7) | 59,5 | 62,7 | (3,2) | |
| Totale fair value | 72,2 | 138,4 | (66,2) | 97,1 | 63,5 | 33,8 | |
| Tipologia | 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||
| Proventi | Oneri | Effetto netto |
Proventi | Oneri | Effetto netto |
||
| Valutazione derivati | 94,9 | (108,9) | (14,0) | 79,4 | (74,7) | 4,7 | |
| Cash flow realizzati | 4,6 | (35,3) | (30,7) | 28,2 | 28,2 | ||
| Effetto economico derivati |
99,5 | (144,2) | (44,7) | 107,6 | (74,7) | 32,9 |
I derivati su commodity designati come coperture di flussi finanziari (cash flow hedge) sono relativi a programmate operazioni future di acquisto di energia elettrica e gas ritenute altamente probabili. A partire dall'esercizio 2019, per quanto concerne l'energia elettrica, al fine di realizzare ogni possibile sinergia e ottimizzare le coperture, il Gruppo ha rinnovato il proprio approccio strategico nella gestione operativa e opera principalmente con un unico portafoglio commerciale. In particolare, la rivisitazione del modello organizzativo interno e il contemporaneo adeguamento dei sistemi gestionali hanno comportato la definizione di nuove procedure, che consentono di identificare la natura dell'operazione (copertura vs trading) e produrre il set informativo adeguato per un'identificazione formale della finalità dello strumento derivato, per un maggior numero di contratti rispetto al passato. Ciò consentirà, pertanto, di ridurre le operazioni classificate come "Non hedge accounting" pur essendo poste in essere con finalità di sostanziale copertura.
Le relazioni di copertura tra i predetti contratti derivati e le relative operazioni sottostanti hanno comportato l'iscrizione nel conto economico complessivo di oneri netti al lordo del relativo effetto fiscale per 85,7 milioni di euro (26,9 milioni di proventi netti al 31 dicembre 2018) che possono essere così scomposti:
| Coperture hedge accounting commodity |
31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Componenti positive |
Componenti negative |
Effetto netto |
Componenti positive |
Componenti negative |
Effetto netto |
|
| Variazione flussi finanziari attesi | (128,0) | (128,0) | 40,5 | 40,5 | ||
| Riserva trasferita a conto economico |
42,3 | 42,3 | (13,6) | (13,6) | ||
| Effetto conto economico complessivo derivati cash flow hedge |
42,3 | (128,0) | (85,7) | 40,5 | (13,6) | 26,9 |
I derivati su commodity classificati come non hedge accounting includono principalmente contratti posti in essere con finalità di sostanziale copertura, ma che in base ai criteri definiti dai principi internazionali non possono essere qualificati formalmente in hedge accounting. Tali contratti generano comunque proventi e oneri riferibili a maggiori o minori costi di acquisto delle materie prime e come tali classificati tra i costi operativi.
Complessivamente i derivati su commodity nell'esercizio 2019, hanno generato oneri netti pari a 44,8 milioni di euro (32,9 milioni di euro di proventi netti al 31 dicembre 2018) che sostanzialmente si confrontano con rispettive variazioni di segno opposto dei costi delle materie prime (gas ed energia elettrica), costituendone parte integrante a tutti gli effetti.
Sensitivity analysis - Operazioni commerciali
Ipotizzando un istantaneo incremento di 10 dollari al barile del prezzo del brent, con invarianza della curva Pun, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2019 ammonterebbe a circa 15,3 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stesso ammontare, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a circa 15,3 milioni di euro.
Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva Pun di +10 euro/MWh, a parità di prezzo del brent, l'incremento potenziale di fair value degli strumenti finanziari derivati in essere al 31 dicembre 2019 ammonterebbe a circa 46,8 milioni di euro. Contrariamente, ipotizzando un'istantanea traslazione di -10 euro/MWh, il potenziale decremento di fair value sarebbe pari a 46,8 milioni di euro.
Nell'ambito del nuovo modello organizzativo sopra descritto, tali variazioni di fair value riguarderebbero prevalentemente gli strumenti derivati classificati come hedge accounting e pertanto si registrerebbe un'opposta variazione del patrimonio netto.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Materie prime e scorte | 112,8 | 95,1 | 17,7 |
| Materiali destinati alla vendita e prodotti finiti | 15,9 | 15,1 | 0,8 |
| Lavori in corso su ordinazione | 47,8 | 47,1 | 0,7 |
| Totale | 176,5 | 157,3 | 19,2 |
"Materie prime e scorte", già esposte al netto del relativo fondo svalutazione, sono costituite principalmente da stoccaggi di gas per 60,1 milioni di euro (53,6 milioni di euro al 31 dicembre 2018), da materiali di ricambio e apparecchiature destinate alla manutenzione e all'esercizio degli impianti in funzione per 45,9 milioni di euro (33,8 milioni di euro al 31 dicembre 2018) e da materie plastiche destinate alla rigenerazione per 7,6 milioni di euro (7,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018). Il valore di carico degli stoccaggi di gas risulta recuperabile sulla base delle vendite di gas, realizzate successivamente alla chiusura dell'esercizio, e dei contratti di vendita a termine già sottoscritti dal Gruppo alla data di riferimento del bilancio. La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 del valore dello stoccaggio di gas, al netto dell'effetto dell'operazione di acquisizione delle Attività commerciali di Ascopiave pari a 1,5 milioni di euro, è dovuta principalmente ai maggiori costi di trasporto e stoccaggio sospesi a fine esercizio nelle rimanenze. La variazione dei materiali di ricambio e apparecchiature per la manutenzione è dovuta principalmente all'incremento delle scorte del settore illuminazione pubblica.
"Materiali destinati alla vendita e prodotti finiti", costituiti principalmente da:
- sistema Gvg Generatore di vapore a griglia e dalle relative componenti impiantistiche complementari per complessivi 9,6 milioni di euro. Tale macchinario, già presente tra le rimanenze nell'esercizio precedente e destinato alla cessione, verrà impiegato internamente per il revamping della seconda linea del termovalorizzatore di Trieste;
- prodotti plastici realizzati presso gli impianti di rigenerazione del Gruppo per 6 milioni di euro (5,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018).
"Lavori in corso su ordinazione", accolgono commesse di durata pluriennale per lavori di impiantistica, principalmente in relazione a illuminazione pubblica, servizio idrico e gestione calore (rispettivamente per 22,2 milioni di euro, 15,8 milioni di euro e 6,3 milioni di euro), nonché per attività di progettazione, finalizzata all'acquisizione di commesse sul mercato nazionale e internazionale (2,1 milioni di euro).
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Crediti verso client | 1.625,8 | 1.408,6 | 217,2 |
| Fondo svalutazione crediti | (399,3) | (342,1) | (57,2) |
| Crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere | 838,8 | 775,7 | 63,1 |
| Totale | 2.065,3 | 1.842,2 | 223,1 |
I crediti commerciali sono comprensivi dei consumi stimati, per la quota di competenza del periodo, relativamente a bollette e fatture che saranno emesse dopo la data del 31 dicembre 2019, nonché di crediti per ricavi maturati nell'esercizio con riferimento al settore idrico che, in funzione delle modalità di addebito agli utenti finali determinate dall'Autorità, verranno fatturati nei prossimi esercizi.
Il valore dei crediti commerciali rappresentati in bilancio al 31 dicembre 2019 costituisce l'esposizione teorica massima al rischio di credito per il Gruppo.
La movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali è la seguente:
| Consistenza | iniziale Accantonamenti | Variazione area consolidamento |
Utilizzi e altri movimenti |
Consistenza finale |
|
|---|---|---|---|---|---|
| Esercizio 2018 | 289,2 | 89,3 | 0,8 | (37,2) | 342,1 |
| Esercizio 2019 | 342,1 | 80,5 | 26,5 | (49,8) | 399,3 |
L'appostamento del fondo viene effettuato sulla base di valutazioni analitiche in relazione a specifici crediti, integrate da valutazioni basate su analisi prospettiche per i crediti riguardanti la clientela di massa (in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese e allo status del debitore), come descritto nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 2.02.04 "Criteri di valutazione e principi di consolidamento".
La variazione dell'area di consolidamento al 31 dicembre 2019 riflette l'acquisizione delle Attività commerciali di Ascopiave per 19,7 milioni di euro, del compendio CMV Energia&Impianti Srl per 6,5 milioni di euro e di Cosea Ambiente Spa per 0,4 milioni.
Si dettagliano nella tabella sottostante i crediti verso clienti per fatture emesse distinti per fasce di scaduto:
| 31-dic-19 | Inc.% | 31-dic-18 | Inc.% | Var. | |
|---|---|---|---|---|---|
| A scadere | 754,9 | 46% | 646,9 | 46% | 108,0 |
| Scaduto 0-30 gg | 104,3 | 6% | 91,4 | 6% | 12,9 |
| Scaduto 31-180 gg | 106,2 | 7% | 129,7 | 9% | (23,5) |
| Scaduto 181-360 gg | 97,0 | 6% | 118,5 | 8% | (21,5) |
| Scaduto oltre 360 gg | 563,4 | 35% | 422,1 | 30% | 141,3 |
| Totale | 1.625,8 | 1.408,6 | 217,2 |
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Crediti per imposte sul reddito | 24,0 | 14,8 | 9,2 |
| Credito per rimborso Ires | 18,1 | 19,5 | (1,4) |
| Totale attività per imposte correnti | 42,1 | 34,3 | 7,8 |
| Debiti per imposte sul reddito | 15,6 | 6,0 | 9,6 |
| Debiti per imposta sostitutiva | 71,3 | ‐ | 71,3 |
| Totale passività per imposte correnti | 86,9 | 6,0 | 80,9 |
"Crediti per imposte sul reddito", si riferiscono all'eccedenza degli acconti versati per imposte dirette Ires e Irap rispetto al debito di competenza.
"Credito per rimborso Ires", è relativo alle richieste di rimborso dell'Ires, spettante dall'anno 2007 all'anno 2011, a seguito della deducibilità dall'Ires dell'Irap riferita al costo del personale dipendente e assimilato, ai sensi del D.L. 201/2011. La variazione rispetto all'esercizio precedente, al netto degli effetti delle operazioni straordinarie, è dovuta a rimborsi ottenuti per 2,2 milioni di euro.
"Debiti per imposte sul reddito", includono le imposte Ires e Irap stanziate per competenza sul reddito prodotto nell'esercizio.
"Debiti per imposta sostitutiva", rappresentano gli importi che saranno versati per l'affrancamento delle partecipazioni di controllo acquisite nell'ambito dell'operazione di partnership Hera-Ascopiave come illustrato in dettaglio al paragrafo 1.03.01 della relazione sulla gestione.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Titoli di efficienza energetica ed emission trading | 83,1 | 55,1 | 28,0 |
| Depositi cauzionali a fornitori | 42,4 | 53,2 | (10,8) |
| Iva, accise e addizionali a credito | 92,9 | 38,7 | 54,2 |
| Incentivi da fonti rinnovabili | 24,2 | 29,7 | (5,5) |
| Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e proventi di continuità |
26,4 | 24,0 | 2,4 |
| Costi anticipati | 19,8 | 18,3 | 1,5 |
| Anticipo a fornitori e dipendenti | 17,0 | 12,6 | 4,4 |
| Altri crediti | 89,9 | 49,6 | 40,3 |
| Totale | 395,7 | 281,2 | 114,5 |
Di seguito sono commentate la composizione e la variazione delle principali voci rispetto al 31 dicembre 2018.
"Titoli di efficienza energetica ed emission trading" comprende:
- certificati bianchi, 65,6 milioni di euro (39,6 milioni di euro al 31 dicembre 2018);
- certificati verdi, 9,8 milioni di euro, in linea con l'esercizio precedente;
- certificati grigi, 7,6 milioni di euro (5,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018).
L'incremento del valore di portafoglio dei certificati bianchi è dovuto alle diverse politiche adottate dal Gruppo per la liquidazione degli stessi, tenuto conto del minor ricorso allo strumento di cessione del credito.
In relazione ai certificati verdi, in virtù del meccanismo incentivante valevole dall'esercizio 2016 per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in base al quale non sono più riconosciuti certificati verdi ma una tariffa agevolata per la vendita di energia elettrica prodotta, il portafoglio relativo a questa tipologia di titoli andrà esaurendosi, con effetto negativo in termini di valutazione, nei momenti di consegna al Gse o di vendita sul mercato.
In relazione ai certificati grigi, l'incremento del valore di portafoglio è dovuto al sensibile aumento del valore di mercato di tale tipologia di titoli rispetto all'esercizio precedente.
"Depositi cauzionali", accolgono principalmente:
- depositi versati a garanzia della partecipazione alle piattaforme estere di negoziazione dei contratti su commodity e alle aste sul mercato elettrico, nonché per garantire l'operatività sui mercati all'ingrosso dell'energia elettrica e del gas per 25 milioni di euro;
- deposito versato alla società collegata Sinergie Italiane Srl in liquidazione, in ragione di quanto previsto dal contratto di approvvigionamento del gas naturale con la stessa, a garanzia delle vendite che verranno effettuate nei confronti del Gruppo per 7,6 milioni di euro. Tale deposito risulta coperto da garanzia rilasciata dal Gruppo Ascopiave in sede di sottoscrizione dell'accordo di partnership;
- depositi richiesti dalle Dogane per 2,4 milioni di euro.
"Iva, accise e addizionali", costituito dai crediti verso l'erario per imposta sul valore aggiunto per 56,7 milioni di euro e per accise e addizionali per 36,2 milioni di euro. La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 è imputabile a un incremento di 26 milioni di euro dei crediti per imposta sul valore aggiunto (30,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018) e a un incremento di 28,2 milioni di euro di crediti per accise e addizionali (8 milioni di euro al 31 dicembre 2018). Tali variazioni vanno lette congiuntamente alle medesime evidenziate nella nota 31 "Altre passività correnti". In particolare, per quanto riguarda le accise e le addizionali, occorre tener presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'erario: gli acconti corrisposti nel corso dell'anno, infatti, sono calcolati sulla base dei quantitativi di gas ed energia elettrica fatturati nell'esercizio precedente. Attraverso queste modalità possono generarsi posizioni creditorie o debitorie con differenze anche significative tra un periodo e l'altro.
"Incentivi da fonti rinnovabili", rappresentati dai crediti verso il Gse derivanti dal meccanismo incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che ha sostituito il meccanismo di riconoscimento di certificati verdi.
"Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e proventi di continuità", l'incremento è attribuibile principalmente al maggiore credito per componenti della distribuzione gas e per perequazione del ciclo idrico, solo parzialmente compensati dal decremento del credito per la perequazione del settore elettrico relativamente alla vendita a maggior tutela.
"Costi anticipati", si tratta principalmente delle quote di competenza futura di servizi e lavorazioni esterne per 4,9 milioni di euro (4,7 milioni di euro al 31 dicembre 2018) e di costi sostenuti per coperture assicurative, fideiussorie e commissioni bancarie per 2,3 milioni di euro (3,8 milioni di euro al 31 dicembre 2018).
"Altri crediti", l'incremento è attribuibile principalmente all'iscrizione del credito nei confronti di Ascopiave Spa, quale socio di minoranza di EstEnergy Spa, per la propria quota di competenza dell'imposta sostitutiva, pari a 31,1 milioni, che verrà versata nel corso del 2020 per porre in essere un processo di ottimizzazione fiscale strettamente correlato all'operazione di acquisizione delle attività commerciali energy. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership-Hera Ascopiave".
Rispetto al 31 dicembre 2018, il patrimonio netto registra un incremento di 163,3 milioni di euro dovuto alla combinazione dei seguenti effetti:
utile complessivo di periodo per 343,4 milioni di euro;
- distribuzione dei dividendi per 160,5 milioni di euro;
- decremento per variazione dell'area di consolidamento per 44,7 milioni di euro;
- incremento per operazioni su azioni proprie per 31,3 milioni di euro;
- decremento per l'adozione del principio contabile Ifrs 16 per 4 milioni di euro;
- decremento per variazione interessenza partecipativa per 2,2 milioni di euro.
Il prospetto relativo alla movimentazione del patrimonio netto è riportato al paragrafo 2.01.05.
Capitale sociale
Il capitale sociale al 31 dicembre 2019 pari a 1.465,3 milioni di euro, è costituito da 1.489.538.745 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna e risulta interamente versato.
Sono portate a riduzione del valore del capitale sociale le azioni proprie in portafoglio, il cui valore nominale al 31 dicembre 2019 è pari a 14,1 milioni di euro e i costi associati agli aumenti di capitale, al netto del relativo beneficio fiscale.
Riserve
Le riserve, pari a 948 milioni di euro, comprendono riserve di utili generati negli esercizi precedenti e riserve costituite in sede di apporti di capitale o partecipazioni, per 1.016,1 milioni di euro, perdite cumulate relative alle altre componenti di conto economico complessivo per 71,7 milioni di euro e riserve positive per operazioni su azioni proprie per 3,6 milioni di euro. Queste ultime riflettono le operazioni effettuate su azioni proprie alla data del 31 dicembre 2019. La movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio ha generato complessivamente una plusvalenza pari a 13,5 milioni di euro.
Interessenze di minoranza
La voce accoglie l'importo del capitale e delle riserve delle imprese controllate corrispondente alla partecipazione di terzi. È costituita principalmente dalle quote dei soci di minoranza del Gruppo Herambiente e del Gruppo Marche Multiservizi Spa. Con riferimento alla quota partecipativa del Gruppo Ascopiave in EstEnergy Spa e gli eventuali riflessi sulle interessenze di minoranza, si rimanda a quanto illustrato nel paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera-Ascopiave".
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Prestiti obbligazionari e finanziamenti | 2.882,8 | 2.651,7 | 231,1 |
| Opzione di vendita soci di minoranza | 553,3 | ‐ | 553,3 |
| Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi potenziali |
17,4 | 17,4 | ‐ |
| Altri debiti finanziari | 2,8 | 3,3 | (0,5) |
| Totale passività finanziarie non correnti | 3.456,3 | 2.672,4 | 783,9 |
| Scoperti di conto corrente e interessi passivi | 111,5 | 463,5 | (352,0) |
| Prestiti obbligazionari e finanziamenti | 63,1 | 70,3 | (7,2) |
| Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi potenziali |
9,9 | 9,1 | 0,8 |
| Altri debiti finanziari | 121,0 | 67,0 | 54,0 |
| Totale passività finanziarie correnti | 305,5 | 609,9 | (304,4) |
| Totale passività finanziarie | 3.761,8 | 3.282,3 | 479,5 |
"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota non corrente, si incrementano principalmente per la sottoscrizione del secondo prestito obbligazionario del Gruppo a sostegno di progetti di sostenibilità ambientale. L'emissione del green bond si è realizzata nell'ambito di una tender offer avente come obiettivo la rinegoziazione parziale del prestito obbligazionario scadente nell'ottobre 2021 e del green bond scadente nel luglio 2024, entrambi del valore nominale di 500 milioni di euro. L'operazione ha confermato l'omogeneità della durata media dell'indebitamento finanziario con quella degli investimenti e ha consentito il miglioramento del tasso di indebitamento medio a cui il Gruppo si finanzia. Tale operazione si è configurata, anche per le modalità con cui è stata gestita, come una modifica del debito obbligazionario preesistente e come tale contabilizzata, generando l'iscrizione di proventi da rinegoziazione per 12,7 milioni di euro (come descritto alla nota 10 "Proventi e oneri finanziari"). Gli oneri associati alla rinegoziazione, non avendo proceduto alla derecognition della passività finanziaria, sono stati ricompresi nella valutazione a costo ammortizzato dello strumento. Nello specifico l'offerta di acquisto ha ricevuto in adesione allo scambio titoli esistenti complessivamente pari a 210,6 milioni di euro (40 milioni del bond 2021 e 170,6 milioni di euro del bond 2024). Contestualmente il Gruppo ha emesso il 5 luglio 2019 il nuovo green bond del valore nominale di 500 milioni di euro, con cedola dello 0,875% e rimborso al 2027, quotato sui mercati regolamentati della Borsa del Lussemburgo, della Borsa irlandese e dell'ExtraMot Pro.
La voce comprende, inoltre, il valore dell'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa che, per effetto delle disposizioni contrattuali, è classificata come finanziamento e valutata secondo il metodo del costo ammortizzato. Il valore nominale di iscrizione iniziale di tale debito, nonché quello di restituzione, è pari a 54 milioni di euro.
"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota corrente, si decrementano principalmente per l'estinzione del bond scaduto il 3 dicembre 2019, che presentava un valore nominale residuo di 394,6 milioni di euro.
"Opzione di vendita soci di minoranza", accoglie la valutazione a fair value delle opzioni di vendita riconosciute, con specifici istituti contrattuali, ai soci di minoranza sulle proprie quote partecipative. Al 31 dicembre 2019 tale voce si riferisce all'opzione di vendita della partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari al 48% del capitale sociale, detenuta dal Gruppo Ascopiave (si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera-Ascopiave"). Il fair value dell'opzione in oggetto è calcolato sulla base di due distinte componenti:
- il valore attuale del prezzo previsto per la partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari a 396,6 milioni di euro;
- la stima attualizzata di eventuali futuri dividendi che si ritiene verranno distribuiti da EstEnergy Spa lungo la vita ipotetica dell'opzione, pari a 156,7 milioni di euro.
"Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi potenziali", accolgono le somme ancora da pagare ai soci cedenti nell'ambito delle operazioni di aggregazione aziendale concluse nel periodo o in quelli precedenti, nonché la stima alla data di bilancio dei corrispettivi potenziali previsti dagli accordi sottoscritti in sede di acquisizione. Al 31 dicembre 2019 tale voce si riferisce al corrispettivo residuo relativo all'acquisizione del Gruppo Aliplast, avvenuta nell'esercizio 2017, pari a 17,4 milioni di euro.
"Altri debiti finanziari", per la parte scadente oltre l'esercizio accolgono principalmente il debito verso la Cassa pensioni comunali del Comune di Trieste per 2,8 milioni di euro. Per la parte corrente si tratta prevalentemente di debiti per:
- incassi ancora da trasferire a fine esercizio di crediti ceduti pro-soluto a società di factoring per 88,9 milioni di euro;
- incassi da clienti in regime di salvaguardia e clienti per servizi di ultima istanza del settore gas per 13,8 milioni di euro;
- incassi canone Rai da trasferire all'erario per 2,9 milioni di euro;
- debiti verso la Cassa pensioni comunali del Comune di Trieste per 0,6 milioni di euro.
"Scoperti di conto corrente e interessi passivi", la significativa variazione rispetto all'esercizio precedente è rappresentata dall'erogazione di un finanziamento a breve termine, nella forma di hot money, per 40 milioni di euro.
Nella tabella che segue sono riportate le passività finanziarie distinte per natura al 31 dicembre 2019, con indicazione della quota in scadenza entro l'esercizio, entro il 5° anno e oltre il 5° anno:
| Tipologia | Importo residuo 31-dic-19 |
Quota entro esercizio |
Quota entro 5° anno |
Quota oltre 5° anno |
|---|---|---|---|---|
| Prestiti obbligazionari | 2.292,9 | 770,8 | 1.522,1 | |
| Finanziamenti | 653,0 | 63,1 | 288,3 | 301,6 |
| Opzioni di vendita soci di minoranza | 553,3 | 553,3 | ||
| Debiti per acquisizione partecipazioni di controllo e corrispettivi potenziali |
27,3 | 9,9 | 17,4 | |
| Altri debiti finanziari | 123,8 | 121,0 | 2,8 | |
| Scoperti di conto corrente e interessi passivi | 111,5 | 111,5 | ||
| Totale | 3.761,8 | 305,5 | 1.079,3 | 2.377,0 |
Si evidenziano le principali condizioni dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2019:
| Prestiti obbligazionari | Negoziazione | Durata (anni) |
Scadenza | Valore Nominale (mln) |
Cedola | Tasso annuale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Bond | Quotato | 8 | 4-ott-21 | 249,9 Eur | Annuale | 3,25% |
| Bond | Quotato | 10 | 22-mag-23 | 68,0 Eur | Annuale | 3,375% |
| Green bond | Quotato | 10 | 4-lug-24 | 329,3 Eur | Annuale | 2,375% |
| Bond | Non quotato | 15 | 5-ago-24 | 20.000 Jpy | Semestrale | 2,93% |
| Bond | Quotato | 12 | 22-mag-25 | 15,0 Eur | Annuale | 3,50% |
| Bond | Quotato | 10 | 14-ott-26 | 400,0 Eur | Annuale | 0,875% |
| Bond | Non quotato | 15/20 | 14-mag-27/32 | 102,5 Eur | Annuale | 5,25% |
| Bond | Quotato | 8 | 05-lug-27 | 500,0 Eur | Annuale | 0,875% |
| Bond | Quotato | 15 | 29-gen-28 | 700,0 Eur | Annuale | 5,20% |
Al 31 dicembre 2019 i prestiti obbligazionari in essere, aventi un valore nominale di 2.514,6 milioni di euro (2.619,7 milioni al 31 dicembre 2018) e un valore di iscrizione al costo ammortizzato di 2.292,8 milioni di euro, presentano un fair value di 2.919,6 milioni di euro (2.890,8 al 31 dicembre 2018) determinato dalle quotazioni di mercato ove disponibili.
Non sono previsti covenant finanziari sul debito tranne quello, presente su alcuni finanziamenti, del limite del corporate rating da parte (anche di una sola agenzia di rating) al di sotto del livello di Investment grade (BBB-). Alla data attuale tale parametro risulta rispettato.
Le disponibilità liquide e le linee di credito attuali, oltre alle risorse generate dall'attività operativa e di finanziamento, sono giudicate più che sufficienti per far fronte ai fabbisogni finanziari futuri. Si rimanda al capitolo 1.01.02 "L'approccio strategico e le politiche di gestione" della relazione sulla gestione per la disponibilità e l'utilizzo di linee di credito committed e uncommitted.
Fidejussioni e garanzie prestate
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | |
|---|---|---|
| Fidejussioni e garanzie bancarie | 644,3 | 911,6 |
| Fidejussioni e garanzie assicurative | 412,5 | 408,0 |
| Totale | 1.056,8 | 1.319,6 |
"Fidejussioni e garanzie bancarie", il valore al 31 dicembre 2019 è così composto:
- 644,3 milioni di euro per fidejussioni a favore di enti pubblici (Ministero dell'ambiente, Regioni, Province e Comuni) e di privati a garanzia della corretta gestione di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti, della corretta esecuzione di servizi inerenti lo smaltimento e intermediazione dei rifiuti, per lavori di bonifica e per il corretto assolvimento di impegni contrattuali;
- 517,2 milioni di euro per fidejussioni e lettere di patronage rilasciate a garanzia del puntuale pagamento di approvvigionamenti di materie prime.
"Fidejussioni e garanzie assicurative", il valore al 31 dicembre 2019 è relativo a fidejussioni rilasciate a favore di enti pubblici (Province, Comuni e Ministero dell'ambiente) e di terzi a garanzia della corretta gestione dei servizi di pubblica utilità, dei servizi di smaltimento rifiuti, della corretta esecuzione delle opere di attraversamento con condutture su proprietà di privati, di lavori di bonifica, di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti.
Si segnala, infine, che al 31 dicembre 2019 il Gruppo Hera ha prestato garanzie reali destinate a fornire idonea copertura ad alcuni finanziamenti bancari. Si segnalano in particolare ipoteche su fabbricati di Pesaro e Urbino a favore di un istituto bancario che ha erogato un finanziamento alla controllata Marche Multiservizi Spa, il cui importo nominale residuo è pari a 0,5 milioni di euro.
La voce comprende gli accantonamenti a favore del personale dipendente per il trattamento di fine rapporto di lavoro e altri benefici contrattuali, al netto delle anticipazioni concesse e dei versamenti effettuati agli istituti di previdenza in accordo con la normativa vigente. Il calcolo viene effettuato utilizzando tecniche attuariali e attualizzando le passività future alla data di bilancio. Tali passività sono costituite dal credito che il dipendente maturerà alla data in cui presumibilmente lascerà l'azienda.
Lo "Sconto gas" rappresenta un'indennità annua riconosciuta ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980 reversibile agli eredi. Il "Premungas" è un fondo pensionistico integrativo relativo ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980. Tale fondo, che è stato chiuso a far data dal gennaio 1997, viene movimentato con cadenza trimestrale unicamente per regolare i versamenti effettuati ai pensionati aventi diritto. Il fondo "Riduzione tariffaria" è stato costituito per far fronte agli oneri derivanti dal riconoscimento al personale in quiescenza del ramo elettrico delle agevolazioni tariffarie sui consumi energetici.
| 31-dic-18 | Service cost |
Oneri finanziari |
Utili (perdite) attuariali |
Utilizzi e altri movimenti |
Variazione area consolidamento |
31-dic-19 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Trattamento fine rapporto | 115,3 | 0,8 | 0,9 | 3,5 | (10,5) | 2,0 | 112,0 |
| Riduzione tariffaria | 6,4 | ‐ | 0,1 | 1,7 | (0,3) | ‐ | 7,9 |
| Premungas | 4,0 | ‐ | ‐ | ‐ | (0,5) | ‐ | 3,5 |
| Sconto gas | 3,8 | ‐ | ‐ | 0,4 | (0,3) | ‐ | 3,9 |
| Totale | 129,5 | 0,8 | 1,0 | 5,6 | (11,6) | 2,0 | 127,3 |
Di seguito viene riportata la movimentazione intervenuta nell'esercizio dei sopra menzionati fondi:
La componente "Service cost" è relativa alle società con un numero ridotto di dipendenti, per le quali il fondo Trattamento di fine rapporto rappresenta ancora un piano a benefici definiti. Gli "Oneri finanziari" sono calcolati applicando un tasso di attualizzazione specifico per ogni società, determinato in base alla durata media finanziaria dell'obbligazione. Gli "Utili (perdite) attuariali" rappresentano la rimisurazione delle passività per benefici a dipendenti derivante dalla modifica delle ipotesi attuariali. Tali componenti sono contabilizzate nelle altre componenti di conto economico complessivo. L'effetto del periodo, pari a 5,6 milioni di euro, è dovuto al sensibile calo della curva dei tassi rispetto all'esercizio precedente.
Gli "Utilizzi e altri movimenti" accolgono, per la quasi totalità, gli importi corrisposti ai dipendenti nel corso dell'esercizio.
La "Variazione area di consolidamento" riflette principalmente l'operazione di partnership con il Gruppo Ascopiave per 0,7 milioni di euro e le acquisizione di Cosea Ambiente Spa per 0,7 milioni di euro e di Pistoia Ambiente Srl per 0,2 milioni di euro.
La tabella sottostante rappresenta le principali assunzioni utilizzate nella stima attuariale dei benefici ai dipendenti suddivise per area geografica:
| Gruppo Hera (area centrale) |
Gruppo Hera (area nord-est) |
|
|---|---|---|
| Tasso annuo tecnico di attualizzazione | 0,23% | 0,15% |
| Tasso annuo di aumento retribuzioni complessive | 2,50% | |
| Frequenza annua di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte | 1,57% | 1,49% |
| Frequenza annua media di utilizzo del fondo Tfr | 1,79% | 1,80% |
Nell'interpretazione di tali assunzioni occorre considerare quanto segue:
- con riferimento al tasso di inflazione, lo scenario inflazionistico è stato desunto adottando un indice Ipca pari all'1% per l'anno 2020 e all'1,10% per gli anni successivi;
- per le probabilità di morte si è fatto riferimento alle tavole Istat 2018;
- nelle valutazioni attuariali sono state considerate le nuove decorrenze per i trattamenti pensionistici previste dal D.L. 201 del 6 dicembre 2011, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici convertito, con modificazioni, dalla L. 214 del 22 dicembre 2011, nonché la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'art. 12 del D.L. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla L. 122 del 30 luglio 2010;
- per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte è stato ipotizzato un tasso medio di uscita pari all'1,57% annuo, in quanto l'analisi differenziata per qualifica contrattuale e sesso non ha portato a risultati statisticamente significativi;
- per tenere in considerazione il fenomeno delle anticipazioni, sono state ipotizzate le frequenze nonché l'importo di Tfr medio anticipato. Le frequenze di anticipazione, nonché le percentuali medie di Tfr richieste a titolo di anticipo sono state desunte dall'osservazione dei dati aziendali. La percentuale di Tfr richiesta a titolo di anticipo è stata ipotizzata pari al 70% del Tfr, ovvero al massimo previsto dalla normativa vigente.
Si specifica infine che per le valutazioni attuariali è stata utilizzata la curva dei tassi euro composite AA al 31 dicembre 2019.
Sensitivity analysis - Obbligazioni per piani a benefici definiti
Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso tecnico di attualizzazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2019, a parità delle altre ipotesi attuariali, il decremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 3,5 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe un aumento potenziale del valore attuale della passività di circa 3,8 milioni di euro.
Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso di inflazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2019, a parità delle altre ipotesi attuariali, l'incremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 2,2 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe una diminuzione potenziale del valore attuale della passività di circa 2,1 milioni di euro.
Le variazioni delle restanti ipotesi attuariali produrrebbero effetti non significativi rispetto al valore attuale delle passività per piani a benefici definiti iscritti a bilancio.
| 31-dic-18 | Accantonamenti | Oneri finanziari | Utilizzi e altri movimenti |
Variazione area consolidamento. |
31-dic-19 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Fondo ripristino beni di terzi |
199,9 | 9,9 | 7,5 | ‐ | ‐ | 217,3 |
| Fondo spese chiusura e post chiusura discariche |
147,6 | 8,2 | 11,5 | (2,3) | 18,6 | 183,6 |
| Fondo cause legali e contenzioso del personale |
16,3 | 3,4 | ‐ | (3,2) | 0,1 | 16,6 |
| Fondo smantellamento impianti |
7,6 | ‐ | 0,2 | ‐ | ‐ | 7,8 |
| Fondo smaltimento rifiuti | 7,0 | 7,0 | ‐ | (6,8) | ‐ | 7,2 |
| Altri fondi rischi e oneri | 80,2 | 10,0 | ‐ | (6,9) | 6,0 | 89,3 |
| Totale | 458,6 | 38,5 | 19,2 | (19,2) | 24,7 | 521,8 |
"Fondo ripristino beni di terzi", include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti sulle società del Gruppo in qualità di utilizzatrici delle reti di distribuzione di proprietà della società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base ad aliquote di ammortamento economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti al fine di indennizzare le società proprietarie dell'effettivo deperimento e consumo dei beni utilizzati per l'attività d'impresa. Il fondo riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità d'ambito per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati, e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi.
"Fondo spese chiusura e post chiusura discariche", rappresenta quanto stanziato per far fronte ai costi che dovranno essere sostenuti per la gestione del periodo di chiusura e post chiusura delle discariche attualmente in gestione. Gli esborsi futuri, desunti per ciascuna discarica da una specifica perizia di stima, sono stati attualizzati in ottemperanza a quanto disposto dallo Ias 37. Gli incrementi del fondo iscritti a conto economico comprendono la componente finanziaria desunta dal processo di attualizzazione e gli accantonamenti dovuti a modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione di perizie di stima sulle discariche esaurite. Gli utilizzi rappresentano gli esborsi effettivi che si sono determinati nell'anno. Sono classificate tra "Utilizzi e altri movimenti" le variazioni delle stime dei costi di chiusura e post chiusura relativi alle discariche attive o di nuova costituzione, che hanno comportato l'iscrizione di una rettifica di uguale ammontare al valore delle immobilizzazioni materiali.
Gli "Utilizzi e altri movimenti" della voce "Fondo spese chiusura e post chiusura discariche" evidenziano un decremento netto di 2,3 milioni di euro così composto:
- decrementi per 17,2 milioni di euro rappresentati principalmente dagli effettivi esborsi monetari per la gestione delle discariche, dei quali 7,4 milioni di euro si riferiscono a costi interni inclusi nella voce "Altri ricavi operativi";
- incrementi per 15,1 milioni di euro generati dalle discariche attivate nel periodo per 12,2 milioni di euro e da modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione delle perizie di stima sulle discariche in coltivazione per 2,9 milioni di euro;
- disaccantonamenti per 0,2 milioni di euro generati da modifiche delle ipotesi sugli esborsi futuri a seguito della revisione delle perizie di stima sulle discariche esaurite.
La "Variazione area di consolidamento" accoglie l'iscrizione del fondo post mortem della discarica sita a Serravalle Pistoiese, acquista mediante l'ottenimento del controllo della società Pistoia Ambiente Srl a far data dal 1° luglio 2019.
"Fondo cause legali e contenzioso del personale", riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente.
"Fondo smantellamento impianti", rappresenta quanto stanziato per far fronte ai futuri lavori di smantellamento degli impianti di termovalorizzazione.
"Fondo smaltimento rifiuti", rappresenta la stima dei costi di smaltimento dei rifiuti già stoccati presso gli impianti del Gruppo. Gli accontamenti, pari a 7 milioni di euro, riflettono i costi stimati per i conferimenti dell'anno 2019 non ancora processati al termine dell'esercizio, mentre gli utilizzi, pari a 6,8 milioni di euro, rappresentano i costi sostenuti nel corso dell'esercizio per la lavorazione dei rifiuti residui stoccati al 31 dicembre 2018.
"Altri fondi per rischi e oneri", accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una descrizione delle principali voci:
- 18,7 milioni di euro relativi al potenziale rischio di mancato riconoscimento della quota dei certificati verdi dei termovalorizzatori e degli impianti di cogenerazione calcolato sul differenziale dei servizi ausiliari derivanti dal totale autoconsumo e quelli stimati in base alla percentuale da benchmark;
- 11,3 milioni di euro a fronte della passività potenziale connessa alle obbligazioni in essere (garanzia sull'esposizione finanziaria concessa da AcegasApsAmga Spa) nell'ipotesi di abbandono delle attività che fanno principalmente capo alla controllata estera AresGas (Bulgaria);
- 7,1 milioni di euro, connessi a potenziali maggiori oneri che potrebbero essere sostenuti in relazione a interventi di manutenzione straordinaria della discarica di Ponte San Nicolò (Padova);
- 6,7 milioni di euro relativi al contenzioso sorto in relazione al riconoscimento degli incentivi Cip6 per il termovalorizzatore di Trieste per gli anni 2010-2012;
- 4,1 milioni di euro a fronte del rischio conseguente l'emanazione del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 20 novembre 2012 Nuove modalità per la determinazione della componente del costo evitato di combustibile (Cec), di cui al provvedimento Cip 6/92, che ha introdotto criteri di calcolo dell'incentivo diversi da quelli inizialmente previsti in relazione agli anni 2010, 2011 e 2012;
- 3,5 milioni di euro in relazione a potenziali rischi di contenzioso derivanti dall'operazione di cessione del ramo distribuzione gas del territorio Veneto e Friuli-Venezia Giulia;
- 3,3 milioni di euro a fronte del rischio derivante dalla delibera 527/2016 dell'Autorità che, facendo proprie le risultanze del Gse, ha disposto che la Cassa per i servizi energetici e ambientali operi nei confronti del Gruppo il recupero degli importi che sarebbero stati indebitamente percepiti in relazione all'energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore di Granarolo (Bo).
Tra gli "Accantonamenti" dell'esercizio si segnalano, in particolare 2,2 milioni di euro relativi al mancato riconoscimento degli incentivi Cip 6/92 per il termovalorizzatore di Trieste per gli anni 2010- 2012. Tale accantonamento integra quello già effettato nei precedenti esercizi.
Gli "Utilizzi e altri movimenti" della voce "Altri fondi rischi e oneri" evidenziano un decremento netto di 6,9 milioni di euro. La voce accoglie al 31 dicembre 2019 disaccantonamenti per 8,1 milioni di euro, riferibili principalmente al venir meno delle incertezze interpretative circa la determinazione del valore di rimborso delle reti in sede di partecipazione alle gare per il servizio di distribuzione del gas relativamente ad alcuni territori già serviti dal Gruppo.
La "Variazione dell'area di consolidamento" della voce "Altri fondi rischi e oneri" accoglie gli effetti delle business combination realizzate nell'esercizio. In particolare si riferisce per 5 milioni di euro a una passività potenziale per rischi di natura fiscale iscritta nell'ambito della valutazione delle attività di vendita acquisite dal Gruppo Ascopiave. Per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera – Ascopiave" della relazione sulla gestione.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Debiti verso fornitori | 626,9 | 602,0 | 24,9 |
| Debiti verso fornitori per fatture da ricevere | 764,9 | 758,4 | 6,5 |
| Totale | 1.391,8 | 1.360,4 | 31,4 |
I debiti commerciali derivano, per la maggior parte, da operazioni realizzate nel territorio nazionale.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Debiti per anticipi verso Cassa per i servizi energetici e ambientali | 382,2 | 274,1 | 108,1 |
| Contributi in conto impianti | 202,5 | 190,7 | 11,8 |
| Depositi cauzionali da clienti | 118,0 | 101,2 | 16,8 |
| Cassa per i servizi energetici e ambientali per componenti e perequazione |
81,5 | 76,6 | 4,9 |
| Debiti verso istituti di previdenza | 51,6 | 47,0 | 4,6 |
| Personale | 50,2 | 48,7 | 1,5 |
| Iva, accise e addizionali a debito | 31,8 | 31,5 | 0,3 |
| Ritenute a dipendenti | 17,6 | 16,6 | 1,0 |
| Debiti per danni in franchigia | 14,3 | 13,6 | 0,7 |
| Ricavi anticipati e altri oneri di competenza | 11,8 | 9,7 | 2,1 |
| Disagi ambientali | 10,8 | 13,7 | (2,9) |
| Altri debiti | 75,6 | 43,5 | 32,1 |
| Totale | 1.047,9 | 866,9 | 181,0 |
"Debiti per anticipi verso Cassa per i servizi energetici e ambientali", costituiti da debiti per anticipazioni non onerose concesse dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali per le seguenti fattispecie:
- 322,2 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di integrazione disposto dalle delibere 370/2012/R/Eel e 456/2013/R/Eel dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), a fronte di crediti scaduti e non riscossi vantati nei confronti dei clienti gestiti in regime di salvaguardia. Le ultime rendicontazioni riguardano gli anni 2009-2018;
- 58 milioni di euro in ottemperanza ai meccanismi di reintegrazione disposti dalla legge 239 del 23 agosto 2004 e dal Tivg dell'Arera, a fronte degli oneri della morosità dei servizi di ultima istanza nel settore del gas naturale (Fui, Ftd e Fdd), sostenuti fino all'anno termico 2016-2017;
- 1,8 milioni di euro in ottemperanza al meccanismo di riconoscimento disposto dalla delibera 627/2015/R/Com dell'Arera, a fronte degli oneri della morosità relativi alla fornitura di energia elettrica, gas e servizio idrico integrato alle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 20 maggio 2012 nella regione Emilia-Romagna.
La variazione rispetto al 31 dicembre 2018, pari a 108,1 milioni di euro, è principalmente dovuta all'incasso delle anticipazioni relative alla rendicontazione dei crediti scaduti e non riscossi vantati nei confronti dei clienti gestiti in regime di salvaguardia per l'anno 2017 e dei clienti gestiti in regime di default gas per l'anno termico 2016-2017, oltre ai conguagli relativi a periodi precedenti.
"Contributi in conto impianti", relativi principalmente a investimenti sostenuti nel settore idrico e nel settore ambiente, si decrementano proporzionalmente alle quote di ammortamento calcolate sulle immobilizzazioni di riferimento e si incrementano per effetto dei nuovi investimenti soggetti a contributi. La voce comprende, in particolare:
- 42,5 milioni di euro di contributi relativi al fondo FoNI (Fondo Nuovi Investimenti per il sistema idrico);
- 41,9 milioni di euro di contributi relativi a depuratori (40,7 milioni di euro relativi a quello di Servola realizzato nel Comune di Trieste e 1,2 milioni di euro relativi a quello di Bastia realizzato nella provincia di Forlì-Cesena);
- 23,1 milioni di euro di ulteriori contributi relativi agli investimenti destinati alla depurazione e alle reti fognarie;
- 18,1 milioni di euro di contributi relativi alla realizzazione di vasche di laminazione e condotte sottomarine nel territorio di Rimini.
La variazione rispetto al 31 dicembre 2018 è imputabile principalmente ai contributi ricevuti per gli investimenti nel settore idrico, al netto della quota di competenza del periodo.
"Depositi cauzionali da clienti", riflettono quanto versato dai clienti in relazione principalmente ai contratti di somministrazione gas, acqua ed energia elettrica. L'incremento rispetto al 31 dicembre 2018 è attribuibile principalmente alla variazione del perimetro di consolidamento e all'acquisizione del controllo delle società di vendita gas ed energia elettrica nell'ambito della partnership Hera-Ascopiave.
"Cassa per i servizi energetici e ambientali per componenti e perequazione", riflette le posizioni debitorie nei confronti della Cassa per i servizi energetici e ambientali per la perequazione sulla distribuzione e misura del gas, per alcune componenti di sistema dei servizi gas, elettrico e idrico e per la perequazione del servizio elettrico. La variazione, rispetto al 31 dicembre 2018, è attribuibile principalmente a un maggiore debito per componenti della distribuzione e vendita dei servizi energia elettrica e idrico per complessivi 15,9 milioni di euro, compensati da un minor debito per componenti della distribuzione e vendita gas e dal minore debito per perequazione sia del servizio gas sia del servizio elettrico per complessivi 13,3 milioni di euro.
"Debiti verso istituti di previdenza" e "Ritenute a dipendenti", relativi ai contributi e alle ritenute dovuti agli enti previdenziali e all'erario in relazione alle retribuzioni di dicembre.
"Personale", accoglie prevalentemente i compensi per le ferie maturate e non godute e il premio di produttività, contabilizzati per competenza al 31 dicembre 2019.
"Iva, accise e addizionali", comprendono debiti per imposta sul valore aggiunto per 6,6 milioni di euro (0,9 milioni di euro al 31 dicembre 2018) e accise e addizionali per 25,2 milioni di euro (30,6 milioni di euro al 31 dicembre 18). Come illustrato alla nota 25 "Altre attività correnti", tali variazioni devono essere lette tenendo presente le modalità che regolano i rapporti finanziari con l'erario, per le quali possono generarsi posizioni creditorie o debitorie con differenze anche significative tra un periodo e l'altro.
"Debiti per danni in franchigia", pari a 14,3 milioni di euro, accolgono il valore delle franchigie assicurative che il Gruppo deve rimborsare direttamente ai terzi danneggiati o alle compagnie assicurative.
"Ricavi anticipati e altri oneri di competenza", pari a 11,8 milioni di euro, accolgono quote di ricavi già fatturati di competenza dell'esercizio successivo.
"Disagi ambientali", rappresentano i contributi da liquidare ai Comuni, sulla base di specifiche convenzioni, a titolo di indennizzo per le attività aventi impatto ambientale in relazione al conferimento rifiuti negli impianti presenti sul loro territorio. L'ammontare di tali contributi è correlato alle quantità di rifiuti annualmente smaltite. La variazione rispetto all'esercizio precedente è collegata principalmente a differenti tempistiche di versamento.
"Altri debiti" costituiti principalmente dalle seguenti fattispecie:
acconti e specifiche agevolazioni tariffarie nei confronti degli utenti per 11,1 milioni di euro (3,9 milioni di euro al 31 dicembre 2018), il cui incremento si riferisce principalmente a maggiori acconti ricevuti da parte di clienti dell'area di business ambiente per 5 milioni di euro;
- obbligo di riconsegna nei confronti delle Autorità competenti di titoli di efficienza energetica per 7,6 milioni di euro riferibili quasi interamente a certificati grigi (6 milioni di euro al 31 dicembre 2018);
- dividendi verso soci di minoranza per 2,9 milione di euro (3,9 milione di euro al 31 dicembre 2018).
Unità generatrici di flussi finanziari e avviamento
Come previsto dai principi contabili di riferimento, asset e avviamenti sono stati assoggettati a test di impairment (Ias 36) attraverso la determinazione del valore in uso, inteso come il valore attuale dei flussi di cassa operativi (opportunamente attualizzati secondo il metodo Dcf - Discounted cash flow ) derivanti dal piano industriale 2019-2023 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 10 gennaio 2020.
L'impairment test ha riguardato le seguenti unità generatrici di flussi finanziari (Cgu – Cash generating units): gas, energia elettrica, ciclo idrico integrato, ambiente e altri servizi (Illuminazione pubblica e telecomunicazioni), che risultano coerenti con i segmenti di attività utilizzati ai fini della reportistica periodica interna e con l'informativa riportata nella relazione finanziaria annuale al paragrafo 2.02.07 "Informativa per settori operativi".
Al riguardo si segnala che il Gruppo ha posto in atto un processo strutturato relativo alla predisposizione e revisione del piano industriale il quale prevede che lo stesso venga elaborato annualmente, in base a uno scenario di contesto esterno che considera gli andamenti di mercato e la normativa dei business regolamentati, con il supporto di tutte le unità di business e in una logica bottom-up.
In particolare nello sviluppo del piano industriale 2019-2023 sono state implementate ipotesi coerenti con quelle utilizzate nei piani precedenti e, sulla base dei valori consuntivi, sono state elaborate delle proiezioni facendo riferimento, ove necessario, alle più autorevoli e aggiornate fonti esterne disponibili.
Lo sviluppo dei ricavi per i business regolati è stato elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito. In particolare i ricavi da distribuzione energy sono stati proiettati in base ai principi delle delibere dell'Autorità 570/19 (Rtdg) e 654/15 (Tit), rispettivamente per il gas e l'energia elettrica e tenuto conto dei rispettivi tassi di remunerazione del capitale (Wacc). Tali valori sono stati approvati, con delibera 639/18, per il triennio 2019-2021 per il settore elettrico e per la distribuzione/misura gas, mentre per gli anni successivi sono stati aggiornati coerentemente con la metodologia della deliberazione 583/15 e secondo le previsioni dei parametri finanziari e fiscali insite nel piano industriale approvato. I ricavi da vendita energy in regime di tutela sono invece stati stimati sulla base dei rispettivi testi regolatori dell'Autorità di riferimento, ossia il Tiv (delibera 301/12) per l'energia elettrica e il Tivg (delibera 64/09) per il gas. Per il ciclo idrico integrato i ricavi sono stati previsti in ipotesi di inerzialità dei volumi distribuiti, sulla base delle tariffe derivanti dagli accordi sottoscritti con Atersir, oltre che dall'applicazione del Metodo tariffario idrico (Mti-2) di cui alla delibera dell'Autorità 664/15, tenuto conto, tra gli altri fattori, dei parametri alla base della copertura degli oneri finanziari e fiscali. Per l'igiene urbana è stata formalizzata l'ipotesi del raggiungimento della piena copertura tariffaria entro l'arco piano su tutti i territori serviti, coerentemente a quanto previsto dalle norme vigenti.
La dinamica dei prezzi dell'energia elettrica e del gas venduto e acquistato sul libero mercato è stata elaborata sulla base di considerazioni di business coerenti con lo scenario energetico pianificato, tenuto conto delle previsioni fornite da un panel di osservatori istituzionali.
Lo sviluppo impiantistico per l'attività di trattamento e recupero ambientale è coerente alle previsioni dei piani d'ambito provinciali nei quali il Gruppo Hera opera. La pianificazione dei tempi di realizzazione degli investimenti e del successivo avvio dei nuovi impianti è frutto della miglior stima delle strutture tecniche preposte.
L'evoluzione inerziale dei costi del Gruppo in arco piano è stata sviluppata formulando ipotesi prospettiche basate sull'insieme di informazioni disponibili al momento della redazione del piano. Sono stati quindi considerati i livelli più recenti di inflazione rilevata a consuntivo, le aspettative di andamento stimate dal Documento di pianificazione economico finanziaria, nonché le previsioni rese disponibili dalla Banca d'Italia e della Commissione Europea. Per ciò che attiene il personale e il costo del lavoro, sono state considerate le indicazioni contenute nei diversi contratti di lavoro.
Il primo anno di piano rappresenta la base di riferimento per l'individuazione degli obiettivi economici, finanziari e di gestione che confluiscono nel budget annuale, elemento guida operativo per il raggiungimento degli obiettivi di crescita del Gruppo.
I flussi di cassa generati sono stati quindi determinati utilizzando come base i dati relativi al periodo 2020-2023. In particolare si è considerato il margine operativo netto, cui sono state detratte le imposte, sommati gli ammortamenti e gli accantonamenti e detratti gli investimenti di mantenimento previsti per ciascun anno di piano.
Successivamente all'ultimo anno di piano sono stati considerati flussi di cassa normalizzati (Free cash flow normalizzato) pari al valore del margine operativo netto dell'ultimo anno di piano, nell'ipotesi di mantenere un valore di ammortamenti e accantonamenti pari a quello degli investimenti. Nel caso in cui il piano, a causa del suo orizzonte temporale di medio termine, non tenga in considerazione la previsione di eventi futuri che influenzano significativamente i flussi di cassa prospettici, sono stati considerati degli aggiustamenti al fine di poter recepire anche gli effetti di tali eventi. I flussi di cassa sono stati calcolati applicando al Free cash flow normalizzato il tasso di crescita (g) con orizzonte temporale di medio-lungo termine del settore di appartenenza (mediamente del 2%), per il periodo dal 2024 al 2039 (quindi complessivamente 20 anni). Per i servizi regolamentati, tali flussi sono resi coerenti con le ipotesi di mantenimento della quota di mercato dopo l'espletamento delle gare previste.
A tali flussi si aggiunge il valore attuale di una rendita perpetua calcolata come segue:
- per le attività in regime di mercato è stato considerato il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua riferita all'ultimo anno (2039), assumendo un fattore di crescita mediamente del 2%;
- per i servizi regolamentati, il valore terminale è stato definito considerando il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di vincere al termine della concessione (100% per i servizi a rete, 80% per i servizi di igiene urbana) e il valore di riscatto dei beni, ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di non vincere. Tale valore è stato stimato pari al valore attualizzato del valore netto contabile dei beni in proprietà e delle migliorie su beni in affitto, detratti i valori di ripristino, in modo da rappresentare correttamente il mancato rinnovo della concessione e la conseguente cessione delle attività al nuovo gestore a un valore pari al valore contabile residuo.
Per l'attualizzazione dei flussi di cassa unlevered è stato utilizzato come tasso il costo medio ponderato del capitale (Weighted average cost of capital - Wacc), rappresentativo del rendimento atteso dai finanziatori della società e dagli azionisti per l'impiego dei propri capitali, rettificato del rischio Paese specifico in cui si trova l'asset oggetto di valutazione. La valorizzazione del rischio Paese specifico da includere nel tasso di sconto è definita sulla base delle informazioni fornite da provider esterni.
I tassi di sconto utilizzati sono quindi differenziati in considerazione delle specifiche caratteristiche e conseguenti rischiosità dei business, nonché dei paesi, in cui il Gruppo opera. Per l'Italia è stato utilizzato un Wacc pari al 5,64% per l'ambiente e al 4,33% per gli altri business, mentre per le attività di distribuzione gas gestite in Bulgaria un Wacc del 4,35%.
Gli esiti del test sono risultati positivi. È stata inoltre condotta una valutazione di sensitivity. Al riguardo si segnala che il modello di business del Gruppo, dotato di una spiccata resilienza grazie anche al portafoglio diversificato di attività gestite, ha permesso di ottenere risultati in costante crescita nel corso degli anni, con variazioni nel complesso non significative rispetto alle ipotesi pianificate, nonostante il contesto macroeconomico sfavorevole.
Tutto ciò premesso, l'analisi di sensitivity che è stata sviluppata si è focalizzata sulla marginalità dei singoli business, ipotizzandone un decremento del 5%, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di piano e seguenti. Anche in questo scenario, i valori ottenuti sono ampiamente superiori a quelli presenti a bilancio, pertanto l'analisi ha ulteriormente confermato i valori di iscrizione.
Asset di generazione elettrica
Con riferimento al mercato della generazione elettrica, in presenza di indicatori di impairment e in continuità con gli esercizi precedenti, è stata svolta una valutazione approfondita del valore recuperabile delle partecipazioni detenute dal Gruppo, oltre che delle correlate attività finanziarie, operanti nel settore. In particolare l'analisi è stata condotta attraverso l'opportuna attualizzazione dei flussi di cassa, sviluppati in un arco temporale coerente con la vita utile degli impianti, per le società Calenia Energia Spa, Set Spa e Tamarete Energia Srl, al fine di verificare la recuperabilità degli asset finanziari, partecipazioni e crediti, iscritti nei confronti delle stesse, rispettivamente per 13,7 milioni di euro, 50,7 milioni di euro e 2,8 milioni di euro al termine del processo valutativo.
La fase negativa legata al mercato della generazione elettrica, evidenziatasi alcuni anni fa, si è manifestata anche nell'esercizio 2019, pur in presenza di segnali di inversione di tendenza emersi negli anni più recenti che confermano la prospettiva di consolidamento nel medio-lungo termine. Le cause che hanno determinato l'andamento del mercato dell'energia elettrica nel decennio in corso sono dovute a molteplici fattori congiunturali, sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. I principali fattori che hanno influito sulla dinamica dei prezzi sono riconducibili:
- all'introduzione di significativa capacità produttiva in energia rinnovabile avvenuta negli ultimi anni;
- alla crescita del Pil contenuta e all'efficientamento dei consumi (guidato dagli obiettivi delle politiche europee e nazionali sul clima) riflessi nella modesta crescita della domanda di energia;
- alle politiche europee e nazionali in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e di target relativi alle rinnovabili che inficiano l'offerta.
Sulla base di nuovi scenari elaborati, si ritiene che il mercato evolverà verso livelli di clean spark spread allineati al livello storico recente, in particolare per effetto di:
- nuova capacità entrante (Ccgt) a elevata efficienza dal 2022, che andrà a sostituire gli impianti a carbone in vista del phase-out del carbone entro il 2025;
- avvio del fine ciclo di vita dei vecchi impianti Ccgt che, dalla seconda metà del decennio, consente il realizzarsi di condizioni di mercato favorevoli per retrofit a elevata efficienza e flessibilità dei vecchi Ccgt, la cui remunerazione e ritorno sull'investimento sono assicurati dalla partecipazione a Mgp e Msd, garantendo inoltre un più elevato livello di adeguatezza del sistema nel medio-lungo termine e quindi minore spazio di crescita di marginalità in assenza di tali investimenti;
- conseguente marginalità non in crescita sul mercato Mgp.
Ciò premesso, i flussi di cassa futuri sono stati determinati sulla base dello scenario energetico di medio-lungo termine ritenuto più probabile da parte del Gruppo, formulato sulla base di ipotesi elaborate da un esperto indipendente coerenti con le aspettative di evoluzione della domanda di energia, della potenza installata, della domanda contendibile per i cicli combinati, del margine di riserva atteso del sistema. Tale scenario si discosta, specialmente nel medio-lungo termine, da quello utilizzato nel precedente esercizio, specialmente per effetto di informazioni più analitiche circa i livelli di efficienza della nuova capacità entrante, che si ritiene contribuirà a mantenere su valori inferiori il clean spark spread futuro. I flussi di cassa stimati sono stati attualizzati utilizzando un Wacc del 4,35%, calcolato con le stesse modalità illustrate per le unità generatrici di flussi finanziari.
L'esito del test ha comportato una svalutazione dei valori di iscrizione delle partecipazioni e correlate attività finanziarie delle società Calenia Energia Spa, Set Spa e Tamarete Energia Srl. Nello specifico sono state rilevate in bilancio una svalutazione della partecipazione in Calenia Energia Spa pari a 5,2 milioni di euro, una svalutazione della partecipazione in Set Spa pari a 9,1 milioni di euro e un'ulteriore rettifica del valore del finanziamento nei confronti di Tamarete Energia Srl iscritto tra le attività finanziarie non correnti per 10,9 milioni di euro e tra le attività finanziarie correnti per 0,8 milioni di euro.
È stata sviluppata un'analisi di sensitivity ipotizzando un decremento del 5% della marginalità derivante dalla produzione di energia, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di vita degli impianti. In questo scenario si determinerebbe un'ulteriore svalutazione dei valori iscritti a bilancio dei tre veicoli societari per complessivi 4,9 milioni di euro.
Investimenti in imprese e rami aziendali
Nel corso dell'esercizio 2019 il Gruppo ha acquisito il controllo di una serie di business e società, per il cui dettaglio si rimanda al paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento". Si riporta nella tabella seguente il dettaglio dei principali esborsi di cassa, dei corrispettivi da versare e delle disponibilità liquide acquisite:
| 31-dic-19 | Attività di vendita CMV |
Attività di distribuzione CMV |
Cosea Ambiente Spa |
Pistoia Ambiente Srl |
Attività commerciali Ascopiave Spa |
Totale investimenti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Esborsi di cassa che hanno portato all'ottenimento del controllo |
(1,8) | (1,5) | (35,0) | -166,3 | (204,6) | |
| Corrispettivi da versare | -8,4 | (8,4) | ||||
| Disponibilità liquide acquisite | 0,2 | 0,7 | 16,4 | 17,3 | ||
| Investimenti in partecipazioni al netto delle disponibilità liquide |
(1,8) | 0,2 | (0,8) | (43,4) | (149,9) | (195,7) |
L'esborso di cassa che ha portato all'ottenimento del controllo delle "Attività commerciali Ascopiave" deve essere letto all'interno del più ampio accordo di partnership. Nello specifico tale valore si compone di diversi scambi di flussi di denaro tra loro strettamente correlati:
- esborso per l'acquisizione del controllo delle società di vendita per 616,2 milioni di euro;
- incasso per la cessione della quota partecipativa in EstEnergy Spa per complessivi 395,9 milioni di euro (distinti tra la quota riconducibile all'ottenimento del controllo di 319,6 milioni di euro e quota relativa all'operazione under common control di trasferimento di Hera Comm Nord Est Srl per 76,3 milioni di euro);
- incasso per la cessione delle quote di Hera Comm Spa per 54 milioni di euro.
Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration
La voce accoglie principalmente la cessione del perimetro di concessioni di distribuzione gas rientrante nell'operazione che ha comportato uno scambio di asset di pari valore tra il Gruppo Hera e il Gruppo Ascopiave, pari a 168 milioni di euro.
Per maggiori dettagli sull'operazione realizzata con il Gruppo Ascopiave si rimanda al paragrafo 1.03.01 "Partnership Hera – Ascopiave" della relazione sulla gestione.
Variazione delle passività generate dall'attività di finanziamento
Di seguito si riportano le informazioni sulle variazioni delle passività finanziarie intercorse nell'esercizio 2019, distinte tra flussi monetari e flussi non monetari.
| Tipologia | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | Flussi non monetari | Flussi monetari |
|||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Acquisizioni cessioni |
valutazione Proventi oneri da |
Variazione fair value |
variazioni Altre |
|||||
| Banche, finanziamenti e opzioni non correnti |
3.456,3 | 2.672,4 | 783,9 | 611,3 | (13,3) | 5,2 | (33,6) | 214,3 |
| Banche, finanziamenti e opzioni correnti |
305,5 | 609,9 | (304,4) | 25,5 | 47,1 | (377,0) | ||
| Passività per leasing |
95,5 | 13,9 | 81,6 | 4,0 | 96,6 | (19,0) | ||
| Passività derivanti da attività di finanziamento |
3.857,3 | 3.296,2 | 561,1 | 640,8 | (13,3) | 5,2 | 110,1 | (181,7) |
Le "Acquisizioni cessioni" relative alla voce "Banche, finanziamenti e opzioni non correnti" accolgono:
il fair value dell'opzione di vendita riconosciuta al Gruppo Ascopiave in relazione alla partecipazione di minoranza in EstEnergy Spa, pari a 553,3 milioni di euro;
il debito per il riacquisto delle azioni della controllata Hera Comm Srl, pari a 54 milioni di euro. Gli effetti sopra menzionati si inseriscono nel quadro organico dell'operazione di parternship con il Gruppo Ascopiave.
I "Proventi oneri da valutazione" si riferiscono a proventi correlati alla rinegoziazione parziale, effettuata nel corso dell'esercizio, di due prestiti obbligazionari scadenti nell'esercizio 2021 e 2024.
Le "Altre variazioni" relative alla voce "Passività per leasing" accolgono il debito finanziario iscritto al 1° gennaio 2019 in relazione alla prima applicazione del principio Ifrs 16, come descritto al paragrafo 2.02.02 "Adozione Ifrs 16".
Si segnala, infine, che non sono presenti nell'esercizio 2019 flussi non monetari dovuti a differenze cambio.
Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate
Il valore si riferisce all'esborso correlato all'acquisto di quote non di controllo nelle società Acantho Spa e Marche Multiservizi Spa, come descritto al paragrafo 2.02.03 "Area di consolidamento".
La seguente tabella illustra la composizione delle attività del Gruppo per classe di valutazione. Il fair value dei derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 21.
| 31-dic-19 | Fair value a conto economico |
Costo ammortizzato | Fair value a conto economico complessivo |
Totale |
|---|---|---|---|---|
| Altre partecipazioni | ‐ | ‐ | 7,7 | 7,7 |
| Attività finanziarie non correnti | ‐ | 132,8 | 2,5 | 135,3 |
| Attività non correnti | ‐ | 132,8 | 10,2 | 143,0 |
| Crediti commerciali | ‐ | 2.065,3 | ‐ | 2.065,3 |
| Attività finanziarie correnti | ‐ | 70,0 | 0,1 | 70,1 |
| Altre attività | 19,3 | 418,5 | ‐ | 437,8 |
| Attività correnti | 19,3 | 2.553,8 | 0,1 | 2.573,2 |
| 31-dic-18 | Fair value a conto economico |
Costo ammortizzato | Fair value a conto economico complessivo |
Totale |
|---|---|---|---|---|
| Altre partecipazioni | ‐ | ‐ | 13,1 | 13,1 |
| Attività finanziarie non correnti | ‐ | 115,9 | 2,5 | 118,4 |
| Attività finanziarie non correnti | ‐ | 115,9 | 15,6 | 131,5 |
| Crediti commerciali | ‐ | 1.842,2 | ‐ | 1.842,2 |
| Attività finanziarie correnti | ‐ | 37,2 | 0,1 | 37,3 |
| Altre attività | 20,3 | 295,2 | ‐ | 315,5 |
| Attività correnti | 20,3 | 2.174,6 | 0,1 | 2.195,0 |
Relativamente alle "Altre partecipazioni" si rimanda al dettaglio della nota 18. Si segnala che le "Altre partecipazioni", dopo la rilevazione inziale, sono designate in modo irrevocabile come attività valutate al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo, in conformità a quanto previsto dal principio contabile Ifrs 9.
Relativamente alle "Attività finanziarie non correnti" si rimanda al dettaglio della nota 19.
Relativamente alle "Attività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 19, 23, 24 e 25.
La seguente tabella illustra la composizione delle passività del Gruppo per classe di valutazione. Il fair value dei derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 21.
| 31-dic-19 | Fair value a conto economico |
Elementi coperti (fair value hedge) |
Costo ammortizzato |
Totale |
|---|---|---|---|---|
| Passività finanziarie non correnti | ‐ | 149,6 | 3.306,7 | 3.456,3 |
| Passività non correnti per leasing | ‐ | ‐ | 76,1 | 76,1 |
| Passività non correnti | ‐ | 149,6 | 3.382,8 | 3.532,4 |
| Debiti commerciali | ‐ | ‐ | 1.391,8 | 1.391,8 |
| Passività finanziarie correnti | ‐ | ‐ | 305,5 | 305,5 |
| Passività correnti per leasing | ‐ | ‐ | 19,4 | 19,4 |
| Altre passività | 7,6 | ‐ | 1.127,2 | 1.134,8 |
| Passività correnti | 7,6 | ‐ | 2.843,9 | 2.851,5 |
| 31-dic-18 | Fair value a conto economico |
Elementi coperti (fair value hedge) |
Costo ammortizzato |
Totale |
|---|---|---|---|---|
| Passività finanziarie non correnti | ‐ | 144,4 | 2.528,0 | 2.672,4 |
| Passività non correnti per leasing | ‐ | ‐ | 12,2 | 12,2 |
| Passività non correnti | ‐ | 144,4 | 2.540,2 | 2.684,6 |
| Debiti commerciali | ‐ | ‐ | 1.360,4 | 1.360,4 |
| Passività finanziarie correnti | ‐ | ‐ | 609,9 | 609,9 |
| Passività correnti per leasing | ‐ | ‐ | 1,7 | 1,7 |
| Altre passività | 6,0 | ‐ | 866,9 | 872,9 |
| Passività correnti | 6,0 | ‐ | 2.838,9 | 2.844,9 |
Relativamente alle "Passività non correnti" si rimanda ai dettagli delle nota 15 e 27.
Relativamente alle "Passività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 15, 24, 27, 30 e 31.
La rappresentazione dei risultati per settori operativi è effettuata in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare la perfomance del Gruppo per aree di attività omogenee. Costi e attività nette delle funzioni di supporto al business, in coerenza con il modello di controllo interno, sono attribuiti interamente ai business operativi.
Al 31 dicembre 2019 il Gruppo Hera è organizzato nei seguenti settori operativi:
- Gas: comprende i servizi di distribuzione e vendita di gas metano, di teleriscaldamento e gestione calore;
- Energia elettrica: comprende la produzione di energia, i servizi di distribuzione e vendita di energia elettrica;
- Ciclo idrico: comprende i servizi di acquedotto, depurazione e fognatura;
- Ambiente: comprende i servizi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti;
- Altri servizi: comprende l'illuminazione pubblica, le telecomunicazioni e altri servizi minori.
Si riportano le attività e passività per settore operativo relative agli esercizio 20188 e 20199:
| 31-dic-19 | Gas | Energia elettrica |
Ciclo idrico | Ambiente | Altri servizi | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Asset (tangibili e intangibili) | 1.858,6 | 624,4 | 1.952,4 | 1.302,2 | 132,2 | 5.869,8 |
| Avviamento | 500,0 | 66,4 | 42,8 | 198,9 | 4,8 | 812,9 |
| Partecipazioni | 66,7 | 43,2 | 9,0 | 24,6 | ‐ | 143,5 |
| Attività immobilizzate non attribuite |
20,1 | |||||
| Immobilizzazioni nette | 2.425,3 | 734,0 | 2.004,2 | 1.525,7 | 137,0 | 6.846,3 |
| Capitale circolante netto attribuito |
245,7 | 54,7 | (153,9) | 63,9 | (10,6) | 199,8 |
| Capitale circolante netto non attribuito |
(112,8) | |||||
| Capitale circolante netto | 245,7 | 54,7 | (153,9) | 63,9 | (10,6) | 87,0 |
| Fondi diversi | (168,9) | (29,8) | (147,6) | (298,2) | (4,6) | (649,1) |
| Capitale investito netto | 2.502,1 | 758,9 | 1.702,7 | 1.291,4 | 121,8 | 6.284,2 |
| 31-dic-18 | Gas | Energia elettrica |
Ciclo idrico | Ambiente | Altri servizi | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Asset (tangibili e intangibili) | 1.500,6 | 555,6 | 1.874,6 | 1.207,2 | 120,6 | 5.258,6 |
| Avviamento | 93,8 | 42,1 | 43,0 | 197,6 | 4,8 | 381,3 |
| Partecipazioni | 62,1 | 42,6 | 18,7 | 25,7 | ‐ | 149,1 |
| Attività immobilizzate non attribuite |
116,1 | |||||
| Immobilizzazioni nette | 1.656,5 | 640,3 | 1.936,3 | 1.430,5 | 125,4 | 5.905,1 |
| Capitale circolante netto attribuito |
7,6 | 168,3 | (154,9) | 34,8 | (2,3) | 53,5 |
| Capitale circolante netto non attribuito |
61,9 | |||||
| Capitale circolante netto | 7,6 | 168,3 | (154,9) | 34,8 | (2,3) | 115,4 |
| Fondi diversi | (159,1) | (24,6) | (141,4) | (258,4) | (4,7) | (588,2) |
| Capitale investito netto | 1.505,0 | 784,0 | 1.640,0 | 1.206,9 | 118,4 | 5.432,3 |
Si riportano le principali misure di risultato per settore operativo relative agli esercizi 2018 e 2019:
| 2019 | Gas | Energia elettrica |
Ciclo idrico | Ambiente | Altri servizi | Struttura | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi diretti | 2.878,8 | 2.443,0 | 875,6 | 1.122,4 | 107,4 | 16,5 | 7.443,7 |
| Ricavi infra-cicli | 83,5 | 143,6 | 5,5 | 57,2 | 40,5 | 38,8 | 369,1 |
| Totale ricavi diretti | 2.962,3 | 2.586,6 | 881,1 | 1.179,5 | 147,9 | 55,3 | 7.812,8 |
| Ricavi indiretti | 9,6 | 3,8 | 30,8 | 11,0 | 0,1 | (55,3) | ‐ |
| Ricavi totali | 2.971,9 | 2.590,4 | 911,9 | 1.190,5 | 148,1 | ‐ | 7.812,8 |
| Margine operativo lordo | 341,6 | 178,5 | 265,3 | 264,2 | 35,5 | ‐ | 1.085,1 |
| Ammortamenti e accantonamenti diretti |
138,2 | 53,6 | 126,1 | 144,5 | 20,3 | 59,9 | 542,6 |
| Ammortamenti e accantonamenti indiretti |
6,2 | 2,8 | 28,7 | 21,7 | 0,4 | (59,9) | ‐ |
| Ammortamenti e accantonamenti totali |
144,4 | 56,5 | 154,8 | 166,2 | 20,7 | ‐ | 542,6 |
| Risultato operativo | 197,2 | 122,0 | 110,5 | 98,0 | 14,8 | ‐ | 542,5 |
| 2018 | Gas | Energia elettrica |
Ciclo idrico | Ambiente | Altri servizi | Struttura | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi diretti | 2.275,0 | 2.308,2 | 840,7 | 1.062,9 | 109,9 | 29,7 | 6.626,4 |
| Ricavi infra-cicli | 82,2 | 147,2 | 5,3 | 50,7 | 37,0 | 33,7 | 356,1 |
| Totale ricavi diretti | 2.357,3 | 2.455,4 | 845,9 | 1.113,6 | 146,9 | 63,4 | 6.982,5 |
| Ricavi indiretti | 13,8 | 6,7 | 32,7 | 10,1 | 0,2 | (63,4) | ‐ |
| Ricavi totali | 2.371,0 | 2.462,1 | 878,6 | 1.123,7 | 147,1 | ‐ | 6.982,5 |
| Margine operativo lordo | 316,5 | 183,5 | 249,7 | 252,0 | 29,3 | ‐ | 1.031,1 |
| Ammortamenti e accantonamenti diretti |
128,8 | 65,9 | 121,0 | 135,6 | 17,2 | 52,5 | 521,0 |
| Ammortamenti e accantonamenti indiretti |
6,0 | 1,1 | 25,0 | 19,9 | 0,4 | (52,5) | ‐ |
| Ammortamenti e accantonamenti totali |
134,8 | 67,0 | 146,0 | 155,6 | 17,7 | ‐ | 521,0 |
| Risultato operativo | 181,7 | 116,5 | 103,8 | 96,5 | 11,7 | ‐ | 510,1 |
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||
|---|---|---|---|
| a | Disponibilità liquide | 364,0 | 535,5 |
| b | Altri crediti finanziari correnti | 70,1 | 37,3 |
| Debiti bancari correnti | (111,5) | (70,3) | |
| Parte corrente dell'indebitamento bancario | (63,1) | (451,5) | |
| Altri debiti finanziari correnti | (130,9) | (76,1) | |
| Passività correnti per leasing | (19,4) | (1,7) | |
| c | Indebitamento finanziario corrente | (324,9) | (599,6) |
| d=a+b+c | Indebitamento finanziario corrente netto | 109,2 | (26,8) |
| Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse | (2.869,1) | (2.644,3) | |
| Altri debiti finanziari non correnti | (573,5) | (20,7) | |
| Passività non correnti per leasing | (76,1) | (12,2) | |
| e | Indebitamento finanziario non corrente | (3.518,7) | (2.677,2) |
| f=d+e | Posizione finanziaria netta - comunicazione Consob 15519/2006 |
(3.409,5) | (2.704,0) |
| g | Crediti finanziari non correnti | 135,3 | 118,4 |
| h=f+g | Indebitamento finanziario netto | (3.274,2) | (2.585,6) |
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A | B | C | D | A | B | C | D | ||||
| a | Disponibilità liquide |
364,0 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 535,5 | ||||
| di cui correlate | |||||||||||
| b | Altri crediti finanziari correnti |
70,1 | 37,3 | ||||||||
| di cui correlate | ‐ | 5,7 | 2,9 | 1,4 | 0,1 | 5,3 | 2,7 | 3,9 | |||
| Debiti bancari | (111,5) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | (70,3) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |
| correnti | |||||||||||
| Parte corrente dell'indebitamento bancario |
(63,1) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | (451,5) | ‐ | (0,8) | ‐ | ‐ | |
| Altri debiti finanziari correnti |
(130,9) | ‐ | ‐ | (1,1) | ‐ | (76,1) | ‐ | ‐ | (0,4) | ‐ | |
| Passività correnti per leasing |
(19,4) | ‐ | ‐ | (1,4) | (0,1) | (1,7) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |
| c | Indebitamento finanziario |
(324,9) | (599,6) | ||||||||
| corrente di cui correlate |
‐ | ‐ | (2,5) | (0,1) | ‐ | (0,8) | (0,4) | ‐ | |||
| Indebitamento | |||||||||||
| d=a+b+c | finanziario | 109,2 | (26,8) | ||||||||
| corrente netto | |||||||||||
| di cui correlate | ‐ | 5,7 | 0,4 | 1,3 | 0,1 | 4,5 | 2,3 | 3,9 | |||
| Debiti bancari non | |||||||||||
| correnti e | (2.869,1) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | (2.644,3) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |
| obbligazioni emesse |
|||||||||||
| Altri debiti | |||||||||||
| finanziari non | (573,5) | ‐ | ‐ | (2,8) | ‐ | (20,7) | ‐ | ‐ | (3,3) | ‐ | |
| correnti | |||||||||||
| Passività non | (76,1) | ‐ | ‐ | (2,8) | (0,3) | (12,2) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |
| correnti per leasing Indebitamento |
|||||||||||
| e | finanziario non | (3.518,7) | (2.677,2) | ||||||||
| corrente | |||||||||||
| di cui correlate | ‐ | ‐ | (5,6) | (0,3) | ‐ | ‐ | (3,3) | ‐ | |||
| Posizione | |||||||||||
| finanziaria netta - | |||||||||||
| f=d+e | comunicazione | (3.409,5) | (2.704,0) | ||||||||
| Consob 15519/2006 |
|||||||||||
| di cui correlate | ‐ | 5,7 | (5,2) | 1,0 | 0,1 | 4,5 | (1,0) | 3,9 | |||
| g | Crediti finanziari | 135,3 | 118,4 | ||||||||
| non correnti | |||||||||||
| di cui correlate | ‐ | 23,2 | 18,0 | 39,9 | ‐ | 38,9 | 18,3 | 26,9 | |||
| h=f+g | Indebitamento finanziario netto |
(3.274,2) | (2.585,6) | ||||||||
| di cui correlate | ‐ | 28,9 | 12,8 | 40,9 | 0,1 | 43,4 | 17,3 | 30,8 |
Legenda intestazione colonne parti correlate:
A Società controllate non consolidate
B Società collegate e a controllo congiunto
C Società correlate a influenza notevole (Comuni soci)
D Altre parti correlate
| Società A correlate: parti colonne intestazione Legenda |
non controllate |
B consolidate |
Società | collegate | controllo a e |
congiunto | Società C |
a correlate |
notevole influenza |
(Comuni | soci) | Altre D |
correlate parti |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| controllate Società A correlate: parti colonne intestazione Legenda |
consolidate non |
Società B |
e collegate |
controllo a |
congiunto | Società C |
a correlate |
notevole influenza |
soci) (Comuni |
Altre D |
correlate parti |
||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
capitolo 2 – Bilancio consolidato Gruppo Hera
Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019 254
| note | 31-dic-19 | di cui Correlate | 31-dic-18 | di cui Correlate | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 8 A |
C | D Totale | 96 | V | 0 | C | D | Totale | 0% | ||||
| PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA | |||||||||||||
| 26 Capitale sociale e riserve |
|||||||||||||
| Capitale sociale | 1.474.8 | 1.465.3 | |||||||||||
| Riserve | 948.0 | 913.5 | - | ||||||||||
| Utile (perdita) del periodo | 385.7 | 281.9 | |||||||||||
| Patrimonio netto del Gruppo | 2.808.5 | 2.660.7 | |||||||||||
| Interessenze di minoranza | 201.5 | - | 186.0 | - | |||||||||
| Totale patrimonio netto | 3.010.0 | - - |
- | - | - | 2.846.7 | - | - | - | - | |||
| Passivita non correnti | |||||||||||||
| 27.35 Passività finanziarie non correnti |
3.456.3 | 2.8 | 2,8 | 0.1% | 2.684.6 | 3,3 | 3,3 | 0.1% | |||||
| 5,35 Passività non correnti per leasing |
76.1 | 2,8 | 0,3 | 3,1 | 4,1% | ||||||||
| 28 Trattamento di fine rapporto e altri benefici |
127,3 | 129.5 | |||||||||||
| 29 Fondi per rischi e oneri |
521.8 | 458.6 | - | ||||||||||
| 20 Passività fiscali differite |
154.5 | 43.1 | - | ||||||||||
| 21 Strumenti finanziari derivati |
27.4 | 37.9 | |||||||||||
| Totale passività non correnti | 4.363.4 | 5.6 | 0.3 | 5,9 | 3.353.7 | - | 3,3 | 3,3 | |||||
| Passivita correnti | |||||||||||||
| 27.35 Passività finanziarie correnti |
305.5 | - | 1.1 | 1,1 | 0.4% | 611.6 | - | 0.8 | 0.4 | 1,2 | 0,2% | ||
| 15.35 Passivita correnti per leasing |
19.4 | 1.4 | 0.1 | 1.5 | 7.6% | ||||||||
| 30,35 Debiti commerciali |
1.391,8 | 12,5 | 17,6 | 25,1 | 55,2 | 4,0% | 1.360.4 | 0.3 | 10,9 | 18,1 | 25,0 | 54,3 | 4,0% |
| 24,35 Passività per imposte correnti |
86,9 | 6.0 | |||||||||||
| 31.35 Altre passività correnti |
1.047.9 | 0.4 | 2,7 | 0,1 | 3,2 | 0.3% | 866.9 | 2,3 | 6.5 | 0.2 | 9,0 | 1.0% | |
| 21 Strumenti finanziari derivati |
138.4 | 66.3 | |||||||||||
| Totale passività correnti | 2.989.9 | 129 | 22.8 | 25.3 | 61.0 | 2911.2 | 0.3 | 14.0 | 25.0 | 25.2 | 64.5 | ||
| TOTALE PASSIVITA | 7.353.3 | 12.9 | 28.4 | 25.6 | 66.9 | 6.264.9 | 0,3 | 14.0 | 28.3 | 25,2 | 67.8 | ||
| TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITA | 10.363.3 | 12.9 - |
28.4 | 25.6 | 66.9 | 9.111.6 | 0.3 | 14.0 | 28.3 | 25.2 | 67.8 | ||
| correlate | |
|---|---|
| parti | |
| Altre | |
| D | |
| soci) | |
| (Comuni | |
| notevole | |
| influenza | |
| a | |
| correlate | |
| Società | |
| C | |
| congiunto | |
| controllo | |
| a | |
| e | |
| collegate | |
| Società | |
| B | |
| consolidate | |
| non | |
| controllate | |
| Società | |
| A | |
| correlate: | |
| parti | |
| colonne | |
| intestazione | |
| Legenda | |
| 31-dic-19 | di cui parti correlate | |
|---|---|---|
| Risultato ante imposte | 528,1 | |
| Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative | ||
| Ammortamenti e perdite di valore di attività | 433,7 | |
| Accantonamenti ai fondi | 108,9 | |
| Effetto valutazione con il metodo del patrimonio netto | (13,4) | |
| Altri ricavi non operativi | (111,6) | |
| (Proventi) oneri finanziari | 139,4 | |
| (Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari (inclusa valutazione derivati su commodity) |
7,0 | |
| Variazione fondi rischi e oneri | (28,5) | |
| Variazione fondi per benefici ai dipendenti | (12,2) | |
| Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto | 1.051,4 | |
| (Incremento) decremento di rimanenze | (17,9) | |
| (Incremento) decremento di crediti commerciali | (162,5) | 7,7 |
| Incremento (decremento) di debiti commerciali | (65,0) | 0,8 |
| Incremento/decremento di altre attività/passività correnti | 103,6 | 7,7 |
| Variazione capitale circolante | (141,8) | |
| Dividendi incassati | 13,3 | 13,3 |
| Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati | 44,9 | 2,6 |
| Interessi passivi e altri oneri finanziari pagati | (115,0) | (1,1) |
| Imposte pagate | (123,1) | |
| Disponibilità generate dall'attività operativa (a) | 729,7 | |
| Investimenti in immobilizzazioni materiali | (164,2) | |
| Investimenti in attività immateriali | (369,0) | |
| Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide | (195,7) | (19,6) |
| Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali | 4,7 | 0,2 |
| Disinvestimenti in partecipazioni e contingent consideration | 168,2 | 0,2 |
| (Incremento) decremento di altre attività d'investimento | (31,1) | (6,5) |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) | (587,1) | |
| Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine | 315,0 | |
| Rimborsi di debiti finanziari non correnti | (100,7) | |
| Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari | (377,0) | (0,6) |
| Canoni pagati per locazioni finanziarie | (19,0) | (2,5) |
| Incasso da cessione quote azionarie senza perdita di controllo | ‐ | |
| Acquisto quote di partecipazioni in imprese consolidate | (2,2) | |
| Dividendi pagati ad azionisti Hera e interessenze di minoranza | (161,5) | (59,0) |
| Variazione azioni proprie in portafoglio | 31,3 | |
| Altre variazioni minori | ‐ | |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) | (314,1) | |
| Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c) | (171,5) | |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio del periodo | 535,5 | |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo | 364,0 |
I valori riportati nella tabella al 31 dicembre 2019 sono relativi alle parti correlate di seguito elencate:
Black Sea Comp.Compr.Gas Ltd
Adria Link Srl Aimag Spa ASM SET Srl Energo Doo Enomondo Srl H.E.P.T. Co. Ltd Natura Srl in liquidazione Oikothen Scarl in liquidazione Q.tHermo Srl Set Spa Sgr Servizi Spa Sinergie Italiane Srl in liquidazione Tamarete Energia Srl
Comune di Bologna Comune di Casalecchio di Reno Comune di Cesena Comune di Ferrara Comune di Imola Comune di Modena Comune di Padova Comune di Ravenna Comune di Rimini Comune di Trieste Con.Ami Holding Ferrara Servizi Srl Ravenna Holding Spa Rimini Holding Spa
Acosea Impianti Srl Acquedotto del Dragone Impianti Spa Aloe Spa Amir Spa - Asset Aspes Spa Autostrada Pedemontana Lombarda Spa Baldassi Srl Calenia Energia Spa Co.ra.b. Srl Dama Srl Eurizon Capital Sgr Spa Executive Advocacy Srl Fiorano Gestioni Patrimoniali Srl
Formigine Patrimonio Srl G.S.G. Srl KT Finance Srl Imola Gru Srl Maranello Patrimonio Srl Nexi Spa Nexi Payments Spa Rabofin Srl Rest Srl Romagna Acque Spa Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl Scr Servizi Srl Serramazzoni Patrimonio Srl Sinapsi Srl Sis Società Intercomunale di Servizi Spa in liquidazione Società Italiana Servizi Spa - Asset Te.Am Srl Teikos Lab Srl Unica reti - Asset Vallicelli Sollevamenti Srl Sindaci, amministratori, dirigenti strategici, familiari di dirigenti strategici
Il Gruppo Hera è concessionario in gran parte del territorio di competenza e nella quasi totalità dei comuni azionisti relativamente alle province di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, Padova, Udine, Trieste, Gorizia e Pesaro dei servizi pubblici locali d'interesse economico (distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, servizio idrico integrato e servizi ambientali, comprensivi di spazzamento, raccolta, trasporto e avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti). Il servizio di distribuzione dell'energia elettrica è svolto nei comprensori di Modena e Imola, e nei comuni di Trieste e Gorizia. Altri servizi di pubblica utilità (tra questi, teleriscaldamento urbano, gestione calore e pubblica illuminazione) sono svolti in regime di libero mercato ovvero attraverso specifiche convenzioni con gli enti locali interessati. Attraverso appositi rapporti convenzionali con gli enti locali e/o le agenzie di ambito territoriali, a Hera è demandato anche il servizio di trattamento e smaltimento rifiuti, non già ricompreso nelle attività di igiene urbana.
Il servizio idrico gestito dal Gruppo Hera è svolto nei territori di pertinenza della Regione Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Marche. Esso è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le rispettive autorità di ambito locale, di durata variabile, normalmente ventennale.
L'affidamento a Hera della gestione del servizio idrico integrato ha a oggetto l'insieme delle attività di captazione, potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile a uso civile e industriale e il servizio di fognatura e depurazione. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali prevedono anche in capo al gestore l'esecuzione delle attività di progettazione e realizzazione di nuove reti e impianti funzionali all'erogazione del servizio. Le convenzioni regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale, le forme di gestione del servizio, nonché gli standard prestazionali e di qualità.
A partire dal 2012, la competenza in materia tariffaria è stata demandata dal Governo all'Autorità nazionale Arera che, nell'ambito di tale funzione, ha deliberato un metodo tariffario transitorio valevole per le annualità 2012-2013, un biennio di consolidamento 2014-2015 e un metodo tariffario a regime per il 2016-2019; nell'ambito di tale ultimo provvedimento (delibera dell'Autorità 664/2015/R/Idr) l'Autorità nazionale ha anche previsto l'adeguamento delle convenzioni sulla base di uno schema tipo da essa individuato. La regolazione per il 2016-2019 risulta in continuità con il biennio 2014-2015; a ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) indipendente dalla dinamica dei volumi distribuiti e determinato sulla base dei costi operativi (efficientabili ed esogeni) e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati.
Per lo svolgimento del servizio il gestore si avvale di reti, impianti e altre dotazioni di sua proprietà, di proprietà dei comuni, di proprietà delle società degli asset. Tali beni, facenti parte del patrimonio idrico indisponibile, oppure concessi in uso al gestore o in affitto, al termine della concessione devono essere riconsegnati ai comuni, società degli asset, autorità di ambito locali, per essere messi a disposizione del gestore subentrante. Le opere realizzate da Hera per il servizio idrico, dovranno essere restituite ai citati enti a fronte del pagamento del valore residuo di tali beni.
I rapporti di Hera con l'utenza sono disciplinati dai regolamenti di fornitura, nonché dalle carte dei servizi redatte sulla base di schemi di riferimento approvati dalle autorità di ambito locali, in coerenza alle disposizioni di Arera in termini di qualità del servizio e della risorsa.
Il servizio rifiuti urbani gestito da Hera nel territorio di competenza è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali e ha a oggetto la gestione esclusiva dei servizi di raccolta, trasporto, spazzamento e lavaggio delle strade, avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti, ecc. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale ma anche le modalità di organizzazione e gestione del servizio e i livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni erogate. Il corrispettivo spettante al gestore per le prestazioni svolte, comprese le attività di smaltimento/trattamento/recupero dei rifiuti urbani è definito annualmente dalle autorità di ambito locali sulla base del metodo tariffario nazionale (Dpr 158/1999), integrato dalla regolazione regionale per quanto attiene l'attività di smaltimento (delibera Regionale 467/2015), nonché, a partire dal 2013, dalla normativa dapprima sulla Tares, poi sulla Tari e Tcp (Tariffa corrispettiva puntuale). I corrispettivi 2019 deliberati dalle autorità d'ambito locali sono stati fatturati ai singoli Comuni o ai cittadini, laddove è applicata la tariffa corrispettiva puntuale.
Per l'esercizio degli impianti di trattamento dei rifiuti urbani il Gruppo Hera è soggetto all'ottenimento di autorizzazioni provinciali; inoltre per il 2019 la controllata Herambiente Spa ha stipulato con Atersir il contratto di servizio previsto dall'art. 16 della Legge Regionale dell'Emilia-Romagna 23 del 2011, per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati.
La durata delle concessioni di distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, inizialmente fissata in periodi tra dieci e trenta anni dagli atti originari d'affidamento stipulati con i Comuni, è stata rivista dal Decreto 164/2000 (cosiddetto Decreto Letta, di recepimento della direttiva 98/30/CE) e da successivi interventi di riordino dei mercati dell'energia, citati nella parte "Regolamentazione" della relazione al bilancio. Inrete Distribuzione Energia Spa, società del Gruppo Hera subentrata a Hera Spa nell'attività di distribuzione gas ed energia elettrica gode degli incrementi delle durate residue previste per i soggetti gestori che hanno promosso operazioni di parziale privatizzazione e aggregazione. La durata delle concessioni di distribuzione è immutata rispetto a quella prevista all'atto della quotazione. Le convenzioni collegate alle concessioni di distribuzione hanno a oggetto la distribuzione del gas metano o altri similari, per riscaldamento, usi domestici, artigianali, industriali e per altri usi generici. Le tariffe per la distribuzione del gas sono fissate ai sensi della regolazione vigente e delle periodiche deliberazioni dell'Autorità di settore (Arera). Il territorio sul quale Inrete Distribuzione Energia Spa, società del Gruppo Hera, esercisce il servizio di distribuzione del gas metano è suddivIso in ambiti tariffari nei quali, alle diverse categorie di clienti, è applicata una tariffa uniforme di distribuzione. La normativa tariffaria in vigore al momento dell'approvazione del presente bilancio annuale è rappresentata principalmente dalle delibere 667/2018/R/gas del 18 dicembre 2018 (Aggiornamento delle tariffe per i servizi di distribuzione e misura del gas, per l'anno 2019), che ha sostituito la 859/2017/R/Gas in vigore per il 2018, e con cui vengono approvate per l'anno 2019 le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione, misura e commercializzazione del gas naturale, di cui all'articolo 40 della Rtdg, le opzioni tariffarie gas diversi, di cui all'articolo 65 della Rtdg, e gli importi di perequazione bimestrale d'acconto relativi al servizio di distribuzione del gas naturale, di cui all'articolo 45 della Rtdg e 775/2016/R/Gas del 22 dicembre 2016 (Aggiornamento infra-periodo della regolazione tariffaria dei servizi di distribuzione e misura del gas, per il triennio 2017-2019. Approvazione della Rtdg per il triennio 2017-2019) con la quale viene approvata la nuova versione della Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (Rtdg), a valle delle modifiche in materia di costi operativi riconosciuti, di determinazione della componente tariffaria a copertura dei costi delle verifiche metrologiche, di riconoscimento dei costi dei sistemi di telelettura/telegestione e dei concentratori e di definizione dei costi standard dei gruppi di misura elettronici, per il triennio 2017-2019. Dal 1° gennaio 2014 era infatti entrata in vigore la nuova Regolazione delle tariffe dei servizi di distribuzione e misura del gas per il periodo di regolazione 2014-2019 (Rtdg 2014-2019), approvata con delibera 367/2014/R/Gas, come successivamente modificata e integrata. Ai sensi di quanto previsto dall'articolo 28 della Rtdg 2014- 2019, le tariffe obbligatorie di distribuzione e misura del gas naturale sono differenziate in sei ambiti tariffari:
- ambito nord occidentale, comprendente le regioni Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria;
- ambito nord orientale, comprendente le regioni Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna;
- ambito centrale, comprendente le regioni Toscana, Umbria e Marche;
- ambito centro-sud orientale, comprendente le regioni Abruzzo, Molise, Puglia e Basilicata;
- ambito centro-sud occidentale, comprendente le regioni Lazio e Campania;
- ambito meridionale, comprendente le regioni Calabria e Sicilia.
Il valore delle componenti di cui al comma 27.3, lettere c), d), e), f), g) e h) della Rtdg 2014-2019 è stabilito dall'Autorità e soggetto ad aggiornamento trimestrale.
In coerenza con quanto previsto dall'art.40, comma 9, della Rtdg, le componenti fisse della tariffa obbligatoria relative al servizio di distribuzione e al servizio di misura sono state articolate in tre scaglioni sulla base della classe del gruppo di misura.
Per quanto attiene all'energia elettrica, gli affidamenti (di durata trentennale e rinnovabili ai sensi della vigente normativa) hanno a oggetto l'attività di distribuzione di energia comprendente, tra l'altro, la gestione delle reti di distribuzione e l'esercizio degli impianti connessi, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la programmazione e l'individuazione degli interventi di sviluppo, nonché l'attività di misura. La sospensione, ovvero decadenza della concessione, può determinarsi, a giudizio dell'Autorità di settore (Arera), a fronte del verificarsi di inadempimenti e di violazioni imputabili alla società concessionaria che pregiudichino in maniera grave e diffusa la prestazione del servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica. La società concessionaria è obbligata ad applicare ai clienti le tariffe fissate dalle norme vigenti e dalle deliberazioni adottate dall'Autorità di settore. La normativa tariffaria in vigore al momento dell'approvazione del bilancio annuale cui è allegata la presente relazione è la delibera dell'Autorità 654/2015/R/Eel del 23 dicembre 2015 (Regolazione tariffaria dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica, per il periodo di regolazione 2016-2023) che ha sostituito la precedente delibera dell'Autorità Arg/elt 199/2011 e successive modificazioni e integrazioni (Disposizioni dell'Arera per l'erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2012-2015 e disposizioni in materia di condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione), vigente sino al 31 dicembre 2015.
La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione copre i costi per il trasporto dell'energia elettrica sulle reti di distribuzione. La tariffa ha una struttura di tipo trinomio ed è espressa in centesimi di euro per punto di prelievo all'anno (quota fissa), centesimi di euro per KW per anno (quota potenza) e centesimi di euro per KWh consumato (quota energia).
La tariffa obbligatoria per il servizio di distribuzione è aggiornata annualmente dall'Autorità di settore (Arera) con idoneo provvedimento, pertanto il 18 dicembre 2018 è stata approvata la delibera 671/2018/R/Eel di aggiornamento, per l'anno 2019, delle tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici nonché delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione alle reti elettriche. La delibera inoltre ha disposto la proroga al 31 dicembre 2019 del termine per la definizione dei criteri di regolazione tariffaria di prelievi e immissioni di potenza ed energia reattiva nei punti di prelievo in alta e altissima tensione e la proroga al 31 dicembre 2019 della riduzione degli oneri a carico dei clienti domestici che vogliano modificare il livello della potenza contrattualmente impegnata prevista dall'articolo 8-bis del Tic. Sempre il 18 dicembre 2018 l'Autorità di settore (Arera) ha provveduto ad approvare la delibera 673/2018/R/eel di aggiornamento per l'anno 2019 delle tariffe relative all'erogazione dei servizi di rete (trasmissione, distribuzione e misura) per i clienti domestici.
| Denominazione | Sede legale | Capitale sociale (euro) (*) |
Percentuale posseduta | Interessenza complessiva |
|
|---|---|---|---|---|---|
| diretta | indiretta | ||||
| Capogruppo: Hera Spa | Bologna | 1.489.538.745 | |||
| Acantho Spa | Imola (BO) | 23.573.079 | 80,64% | 80,64% | |
| AcegasApsAmga Spa | Trieste | 284.677.324 | 100,00% | 100,00% | |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | Udine | 11.168.284 | 100,00% | 100,00% | |
| Alimpet Srl | Borgolavezzaro (NO) | 50.000 | 75,00% | 75,00% | |
| Aliplast Spa | Istrana (TV) | 5.000.000 | 75,00% | 75,00% | |
| Aliplast France Recyclage Sarl | La Wantzenau (Francia) | 25.000 | 75,00% | 75,00% | |
| Aliplast Iberia SL | Calle Castilla -Leon (Spagna) | 815.000 | 75,00% | 75,00% | |
| Aliplast Polska Spoo | Zgierz (Polonia) | 1.200.000 PLN | 75,00% | 75,00% | |
| Amgas Blu Srl | Foggia | 10.000 | 100,00% | 100,00% | |
| Aresenergy Eood | Varna (Bulgaria) | 50.000 Lev | 100,00% | 100,00% | |
| AresGas Ead | Sofia (Bulgaria) | 22.572.241 Lev | 100,00% | 100,00% | |
| Asa Scpa | Castelmaggiore (BO) | 1.820.000 | 38,25% | 38,25% | |
| Ascopiave Energie Spa | Pieve di Soligo (TV) | 250.000 | 100,00% | 100,00% | |
| Ascotrade Spa | Pieve di Soligo (TV) | 1.000.000 | 89,00% | 89,00% | |
| A Tutta Rete Srl | Cento (FE) | 100.000 | 100,00% | 100,00% | |
| Black Sea Gas Company Eood | Varna (Bulgaria) | 5.000 Lev | 100,00% | 100,00% | |
| Blue Meta Spa | Pieve di Soligo (TV) | 606.123 | 100,00% | 100,00% | |
| Cosea Ambiente Spa | Castel di Casio (BO) | 477.526 | 100,00% | 100,00% | |
| EstEnergy Spa | Trieste | 266.061.261 | 1,00% | 99,00% | 100,00% |
| Etra Energia Srl | Cittadella (PD) | 100.000 | 51,00% | 51,00% | |
| Feronia Srl | Finale Emilia (MO) | 100.000 | 52,50% | 52,50% | |
| Frullo Energia Ambiente Srl | Bologna | 17.139.100 | 38,25% | 38,25% | |
| Herambiente Spa | Bologna | 271.648.000 | 75,00% | 75,00% | |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | Bologna | 1.748.472 | 75,00% | 75,00% | |
| Hera Comm Spa | Imola (BO) | 53.595.899 | 100,00% | 100,00% | |
| Hera Comm Marche Srl | Urbino (PU) | 1.977.332 | 84,00% | 84,00% | |
| Hera Comm Nord Est Srl | Trieste | 1.000.000 | 100,00% | 100,00% | |
| Hera Luce Srl | Cesena | 1.000.000 | 100,00% | 100,00% | |
| Hera Servizi Energia Srl | Forlì | 1.110.430 | 57,89% | 57,89% | |
| Heratech Srl | Bologna | 2.000.000 | 100,00% | 100,00% | |
| Hera Trading Srl | Trieste | 22.600.000 | 100,00% | 100,00% | |
| HestAmbiente Srl | Trieste | 1.010.000 | 82,50% | 82,50% | |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | Bologna | 10.091.815 | 100,00% | 100,00% | |
| Marche Multiservizi Spa | Pesaro | 16.388.535 | 46,70% | 46,70% |
| Marche Multiservizi Falconara Srl | Falconara Marittima (AN) | 100.000 | 46,70% | 46,70% | |
|---|---|---|---|---|---|
| Pistoia Ambiente Srl | Serravalle Pistoiese (PT) | 1.000.000 | 75,00% | 75,00% | |
| Sviluppo Ambiente Toscana Srl | Bologna | 10.000 | 95,00% | 3,75% | 98,75% |
| Tri-Generazione Scarl | Padova | 100.000 | 70,00% | 70,00% | |
| Uniflotte Srl | Bologna | 2.254.177 | 97,00% | 97,00% |
(*) ove non diversamente specificato
| Denominazione | Sede legale | Capitale sociale (euro) |
Percentuale posseduta | Interessenza complessiva |
|
|---|---|---|---|---|---|
| diretta | indiretta | ||||
| Enomondo Srl | Faenza (RA) | 14.000.000 | 37,50% | 37,50% |
| Denominazione | Sede legale | Capitale sociale (euro) |
Percentuale posseduta | Interessenza complessiva |
|
|---|---|---|---|---|---|
| diretta | indiretta | ||||
| Aimag Spa* | Mirandola (MO) | 78.027.681 | 25,00% | 25,00% | |
| ASM SET Srl | Rovigo | 200.000 | 49,00% | 49,00% | |
| Q.tHermo Srl | Firenze | 10.000 | 39,50% | 39,50% | |
| Set Spa | Milano | 120.000 | 39,00% | 39,00% | |
| Sgr Servizi Spa | Rimini | 5.982.262 | 29,61% | 29,61% | |
| Sinergie Italiane Srl in liquidazione |
Milano | 1.000.000 | 31,00% | 31,00% | |
| Tamarete Energia Srl | Ortona (CH) | 3.600.000 | 40,00% | 40,00% |
* Il capitale sociale della società è costituito da 67.577.681 euro di azioni ordinarie e da 10.450.000 euro di azioni correlate.
| Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019 | 264 |
|---|---|
| ------------------------------------------------------------------- | ----- |
| mgl/euro | Acantho Spa | Spa AcegasApsAmga |
Energetici Spa Servizi AcegasApsAmga |
Alimpet Srl | Aliplast Spa | Aliplast France Recyclage Sarl |
Aliplast Iberia SI |
Polska SP 0.0 Aliplast |
Amgas Blu Srl | AresGas Ead |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITĀ | ||||||||||
| mmobilizzazioni | 60.695 | 971.790 | 87.362 | 12.022 | 29.531 | 1.403 | 658 | 496 | 5 | ું |
| Attivo circolante | 31.291 | 176.912 | 47.186 | 8.768 | 42.144 | 1.780 | 688 | 479 | 9.035 | 76 l |
| Totale attività | 91.986 | 1.148.702 | 134.548 | 20.790 | 71.675 | 3.183 | 1.346 | 975 | 9.040 | 205 |
| PASSIVITA | ||||||||||
| Capitale sociale | 23.574 | 284.677 | 11.168 | 50 | 5.000 | 25 | 815 | 282 | 01 | र्ट |
| Riserve | 4.572 | 234.820 | 26.683 | 2.394 | 18.308 | 658 | 40 | 310 | 255 | 63) |
| Utile netto / (perdita) | 5.634 | 66.213 | 380 | 2.501 | 8.003 | (347) | (24) | 75 | 1.179 | 83 |
| Fondi | 47 | 30.648 | 1 : | 4 | 413 | 27 | ||||
| Fondo Tfr | 587 | 16.369 | 1.675 | 305 | 450 | 6L | ||||
| Debit | 57.572 | 515.975 | 94.636 | 15.446 | 39.501 | 2.847 | 515 | 308 | 7.490 | 326 |
| Totale passività | 91.986 | 1.148.702 | 134.548 | 20.790 | 71.675 | 3.183 | 1.346 | 975 | 9.040 | 205 |
| CONTO ECONOMICO | ||||||||||
| Valore della produzione | 67.401 | 408.691 | 69.277 | 27.337 | 90.638 | 5.487 | 1.660 | 2.400,0 | 21.486 | 149 |
| Costi della produzione | 58.864) | (354.444) | (68.493) | (23.863) | (80.418) | (5.834) | (1.683) | (2.324,0) | (19.826) | (222) |
| Proventi / (oneri) finanziari | (919) | (6.575) | (392) | (486) | 778 | (1) | (1,0) | 16 | (10) | |
| Proventi / (oneri) straordinari | 30.183 | |||||||||
| mposte dell'esercizio | 1.984) | (11.642) | (6) | (487) | (2.995) | (497) | ||||
| Utile netto / (perdita) | 5.634 | 66.213 | 386 | 2.501 | 8.003 | (347) | (24) | 75 | 1.179 | 83 |
Prospetto riepilogativo dati essenziali di bilancio delle società controllate ai sensi dell'art. 2429, ultimo comma, del C.c.
| mgl/euro | Aresenergy Eood |
Asa Scpa | Ascopiave Energie Srl |
Energie Srl Ascopiave |
Ascotrade Spa | Company Eood Black Sea Gas |
Blue Meta Spa | Cosea Ambiente Srl |
EstEnergy Spa | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | ||||||||||
| Immobilizzazioni | 13 | 3.066 | 117 | 117 | 13.664 | 14.666 | 1.325 | 19 | 3.605 | 635.486 |
| Attivo circolante | 192 | 17.151 | 40.425 | 40.425 | 92.436 | 3.375 | 2.517 | 29.141 | 3.699 | 57.669 |
| Totale attività | 205 | 20.216 | 40.542 | 40.542 | 106.100 | 18.041 | 3.842 | 29.192 | 7.304 | 693.155 |
| PASSIVITÀ | ||||||||||
| Capitale sociale | 25 | 1.820 | 250 | 250 | 1.000 | 100 | లు | 606 | 478 | 266.061 |
| Riserve | (63) | 622 | 7.433 | 7.433 | 12.801 | 3.123 | રિય | 4.236 | дээр | 378.938 |
| Utile netto / (perdita) | (83) | 5.994 | 5.994 | 14.522 | 81 | 852 | 5.895 | 56 | 9.148 | |
| Fondi | 16.233 | 407 | 407 | 353 | 183 | 72 | 135 | 2 | ||
| Fondo Tfr | 162 | 641 | 640 | 536 | 137 | 200 | 805 | 61 | ||
| Debiti | 326 | 1.378 | 25.817 | 25.818 | 76.888 | 14.417 | 2.323 | 17.874 | 4.891 | 38.945 |
| Totale passività | 205 | 20.216 | 40.542 | 40.542 | 106.100 | 18.041 | 3.842 | 29.192 | 7.304 | 693.155 |
| CONTO ECONOMICO | ||||||||||
| /alore della produzione | 149 | 5.293 | 137.578 | 137.578 | 343.257 | 7.540 | 6.609 | 71.021 | 11.734 | 133.143 |
| Costi della produzione | (222) | (5.458) | 129.177) | 129.177) | (322.976) | (7.137) | (5.613) | (63.414) | (11.606) | 120.349) |
| Proventi / (oneri) finanziari | (10) | 174 | 61 | 61 | 88 | (280) | (50) | 52 | (30) | 106 |
| Imposte dell'esercizio | (6) | (2.468) | (2.468) | (5.847) | (42) | (94) | (1.764) | (42) | (3.752) | |
| Utile netto / (perdita) | (83) | - | 5.994 | 5.994 | 14.522 | 81 | 852 | 2.895 | 56 | 9.148 |
Le società Hera Comm Nord Est, Frullo Energia Ambiente Srl, Herambiente Spa. Herambiente Servizi Industriali Srl e Hera Comm Srl applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono a essi conformi.
| mal/euro | Etra Energia Srl | Feronia Srl | Ambiente Srl Frullo Energia |
Herambiente Spa | Herambiente Servizi Industriali Srl |
Hera Comm | Hera Comm Marche Sri |
Nord Est Hera Comm |
Hera Luce Srl | Hera Servizi Energia Srl |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | ||||||||||
| Immobilizzazioni | 5.341 | 59.375 | 1.094.604 | 46.024 | 518.770 | 33.105 | 19.558 | 73.650 | 12.532 | |
| Attivo circolante | 270 | 761 | 14.384 | 203.010 | 57.772 | 1.210.438 | 34.496 | 58.551 | 57.044 | 21.045 |
| Totale attività | 271 | 6.102 | 73.759 | 1.297.613 | 103.796 | 1.729.208 | 67.601 | 78.109 | 130.694 | 33.577 |
| PASSIVITĀ | ||||||||||
| Capitale sociale | 100 | 100 | 17.139 | 271.600 | 1.748 | 53.596 | 1.977 | 1.000 | 1.000 | 1.110 |
| Riserve | 082 | 366 | 24.367 | 39.333 | 10.021 | 114.365 | 7.658 | 19.014 | 40.503 | 10.096 |
| Utile netto / (perdita) | 512 | (aa) | 5.417 | 11.232 | 1.444 | 247.864 | 2.114 | 2.260 | 6.331 | 726 |
| Fondi | 4.595 | 8.677 | 117.981 | 4.483 | 4.466 | 5 | 3 | 17 | 1.544 | |
| Fondo Tfr | 58 | 1.922 | 8.716 | 3.089 | 4.715 | 552 | 719 | 1.389 | 507 | |
| Debiti | 2519 | 1.140 | 16.236 | 848.752 | 83.010 | 1.304.202 | 55.295 | 55.113 | 81.454 | 19.594 |
| Totale passività | 271 | 6.102 | 73.759 | 1.297.613 | 103.796 | 1.729.208 | 67.601 | 78.109 | 130.694 | 33.577 |
| CONTO ECONOMICO | ||||||||||
| Valore della produzione | 9.497 | 188 | 27.208 | 420.609 | 134.750 | 3.194.585 | 105.376 | 73.578 | 74.356 | 27.254 |
| Costi della produzione | 792) 8. |
(374) | (19.538) | (390.550) | (132.037) | (3.084.266) | (103.002) | (70.444) | (66.111) | (26.398) |
| Proventi / (oneri) finanziari | 10 | 62 | (117) | (18.366) | (800) | 183.561 | (270) | 18 | 622 | 186 |
| Imposte dell'esercizio | 203) | 25 | (2.136) | (461) | (461) | (46.016) | 10 | (892) | (2.536) | (316) |
| Utile netto / (perdita) | 512 | (99) | 5.417 | 11.232 | 1.444 | 247.864 | 2.114 | 2.260 | 6.331 | 726 |
| Le società Hera Comm Marche Srl, Hera Luce Srl, Heratech Srl, Hera Trading Srl, HestAmbiente Srl e Inrete Distribuzione Energia Spa applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono a essi conformi. | |
|---|---|
| mgl/euro | Heratech Srl | Hera Trading Srl HestAmbiente Srl Distribuzione | Inrete Energia Spa |
Multiservizi Spa Marche |
Marche Falconara Sri Multiservizi |
Ambiente Sri Pistoia |
Ambiente Sviluppo Toscana Sri |
Tri-Generazione Srl | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | ||||||||||
| Immobilizzazioni | 144 | 14.763 | 81.499 | 1.130.223 | 206.975 | 3.018 | 9.860 | 1.400 | 1.647 | 97.305 |
| Attivo circolante | 52.037 | 580.484 | 25,861 | 205.305 | 84.170 | 3.165 | 6.068 | 80 | 2.937 | 27.183 |
| Totale attività | 52.181 | 595.247 | 107.360 | 1.335.528 | 291.145 | 6.183 | 15.928 | 1.480 | 4.584 | 124.488 |
| PASSIVITĀ | ||||||||||
| Capitale sociale | 1.981 | 22.600 | 1.010 | 9.901 | 16.389 | 100 | 1.000 | 10 | 100 | 2.254 |
| Riserve | 2.053 | (11.892) | 16.155 | 520.053 | 93.072 | 328 | (2.358) | 610 | 289 | 18.026 |
| Utile netto / (perdita) | 1.298 | 28.490 | 3.611 | 37.449 | 12.417 | 485 | 2.606 | (549) | 5.908 | |
| Fondi | 7.278 | 109.723 | 39.087 | 63 | 10.607 | · | ട്ടു | |||
| Fondo Tfr | 7.354 | 663 | 1.082 | 11.258 | 6.118 | 1.040 | 242 | - | 2.451 | |
| Debiti | 39.48 | 555.386 | 78.224 | 647.144 | 124.062 | 4.167 | 3.831 | 1.409 | 4.195 | 95.780 |
| Totale passività | 52.18 | 595.247 | 107.360 | 1.335.528 | 291.145 | 6.183 | 15.928 | 1.480 | 4.584 | 124.488 |
| CONTO ECONOMICO | ||||||||||
| Valore della produzione | 116,338 | 3.063.499 | 54.640 | 381.950 | 128,635 | 8.277 | 6.479 | (19) | 2.170 | 64,630 |
| Costi della produzione | 114.352 | (3.021.374) | (48.096) | (313.044) | (110.708) | (7.579) | (2.381) | (66) | (1.986) | 55.454) |
| Proventi/ (oneri) finanziari | (30) | (474) | (2.697) | 18.694) | (190) | (11) | (395) | (464) | (175) | (2.386) |
| mposte dell'esercizio | 658 | 13.161) | (236) | (12.763) | (5.320) | (202) | (1.097) | (δ | (882) | |
| Utile netto / (perdita) | 1.29 | 28.490 | 3.611 | 37.449 | 12.417 | 485 | 2.606 | (549) | 5.908 |
Le società Tri-Generazione Srl e Uniflotte Srl applicano i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono a essi conformi.
Prospetto riepilogativo dati essenziali di bilancio delle società a controllo congiunto ai sensi dell'art.2429, ultimo comma, del C.c.
| mgl/euro | Enomondo Srl |
|---|---|
| ATTIVITÀ | |
| Immobilizzazioni | 32.586 |
| Attivo circolante | 15.479 |
| Totale attività | 48.065 |
| PASSIVITÀ | |
| Capitale sociale | 14.000 |
| Riserve | 14.246 |
| Utile netto / (perdita) | 3.585 |
| Fondi | 276 |
| Fondo Tfr | 58 |
| Debiti | 15.900 |
| Totale passività | 48.065 |
| CONTO ECONOMICO | |
| Valore della produzione | 23.129 |
| Costi della produzione | (17.956) |
| Proventi / (oneri) finanziari | (128) |
| Imposte dell'esercizio | (1.460) |
| Utile netto / (perdita) | 3.585 |
La società EstEnergy Spa applica i principi contabili internazionali e pertanto i valori esposti sono a essi conformi.
Prospetto riepilogativo dati essenziali di bilancio delle società collegate ai sensi dell'art.2429, ultimo comma, del C.c.
| mgl/euro | Aimag Spa | ASM SET Spal | Q.tHermo Srl | Set Spa | Sgr Servizi Spa | Sinergie Italiane Srl in liquidazione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| ATTIVITÀ | ||||||
| Immobilizzazioni | 234.253 | 12 | 3.346 | 132.422 | 1.383 | 3.437 |
| Attivo circolante | 77.407 | 10.048 | 895 | 23.607 | 92.633 | 35.133 |
| Totale attività | 311.660 | 10.060 | 4.241 | 156.029 | 94.016 | 38.570 |
| PASSIVITÀ | ||||||
| Capitale sociale | 78.028 | 200 | 10 | 120 | 5.982 | 1.000 |
| Riserve | 52.576 | 69 | 3.896 | 70.983 | 34.022 | (7.520) |
| Utile netto / (perdita) | 13.481 | 2.138 | (105) | 455 | 11.300 | 3.467 |
| Fondi | 26.525 | 100 | 67 | 4.312 | ||
| Fondo Tfr | 2.996 | 310 | 261 | 1.169 | 6 | |
| Debiti | 138.054 | 7.243 | 440 | 84.210 | 41.476 | 37.305 |
| Totale passività | 311.660 | 10.060 | 4.241 | 156.029 | 94.016 | 38.570 |
| CONTO ECONOMICO | ||||||
| Valore della produzione | 96.217 | 29.170 | 108.012 | 171.430 | 200.946 | |
| Costi della produzione | (89.643) | (26.195) | (105) | (103.709) | (155.543) | (198.114) |
| Proventi / (oneri) finanziari | 9.010 | 14 | (2.724) | 82 | 1.901 | |
| Proventi / (oneri) straordinari | (365) | |||||
| Imposte dell'esercizio | (2.103) | (851) | (759) | (4.669) | (1.266) | |
| Utile netto / (perdita) | 13.481 | 2.138 | (105) | 455 | 11.300 | 3.467 |
La L. 124/2017 ha disposto all'articolo 1, commi da 125 a 129 alcune misure finalizzate ad assicurare la trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche che si inseriscono in un contesto normativo di fonte europea, oltre che nazionale: si veda a tal fine il D.L. 33/2013 di riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il D.L. 34/2019 (decreto crescita) convertito in L. 58/2019 del 28 giugno 2019, all'articolo 35 ha introdotto una riformulazione della disciplina contenuta nello stesso articolo 1, commi 125-129 della L. 124/2017.
Si riportano di seguito i principali criteri adottati dal Gruppo in linea con la normativa vigente.
Devono essere dichiarate in nota integrativa le sovvenzioni, i sussidi, i vantaggi, i contributi o gli aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria ricevuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 secondo il criterio di cassa. Sono stati invece esclusi gli aiuti di importo inferiore a 10 mila euro, i corrispettivi, ivi compresi gli incarichi retribuiti, gli incentivi, gli aiuti fiscali, le erogazioni provenienti da enti pubblici di altri Stati, o enti sovranazionali (ad esempio dalla Commissione Europea).
Di seguito si espongono in forma tabellare le casistiche presenti nel Gruppo:
| Ente erogante | Descrizione | Importo incassato |
|---|---|---|
| Consorzio Corepla | Raccolta differenziata di imballaggi in plastica | 11.543.872 |
| Consorzio Comieco | Raccolta differenziata di imballaggi di carta e cartone | 10.211.137 |
| Consorzio Coreve | Raccolta differenziata di imballaggi di vetro | 1.171.958 |
| Atersir | Fondo regionale Emilia-Romagna per tariffa puntuale | 1.106.961 |
| Regione Emilia-Romagna | Piano interventi urgenti atti a contrastare la crisi di approvvigionamento idropotabile | 796.251 |
| Consorzio Rilegno | Raccolta differenziata di imballaggi di legno | 207.355 |
| Consorzio Ricrea | Raccolta differenziata di imballaggi di acciaio | 117.972 |
| Ato Toscana Nord | Realizzazione centri di raccolta | 60.094 |
| Eco-Ricicli Veritas Srl | Contributi Conai per consorzi di filiera | 18.078 |
| Ente erogante | Descrizione | Importo incassato |
|---|---|---|
| Comune di Rimini | Realizzazione vasca di laminazione Ausa e condotte sottomarine | 8.833.987 |
| Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti - Regione Friuli-Venezia Giulia |
Fondi regionali per impianto di depurazione di Servola nel comune di Trieste | 2.463.025 |
| Aato Marche Nord - Regione Marche - Ministero dell'Ambiente |
Interventi di potenziamento depuratore Borgheria nel comune di Pesaro | 1.158.855 |
| Aato Marche Nord - Regione Marche - Ministero dell'Ambiente |
Intercettazione fognatura nel centro storico nel comune di Pesaro | 1.136.128 |
| Regione Emilia-Romagna | Interventi di bonifica delle reti idriche | 1.094.612 |
| Csea | Interventi sul sistema di approvvigionamento delle reti idriche | 760.000 |
| Agenzia regionale protezione civile Emilia-Romagna |
Interventi di bonifica e potenziamento delle reti idriche | 461.053 |
| Aato Marche Nord - Regione Marche - Ministero dell'Ambiente |
Interventi di adeguamento depuratore Borgheria nel comune di Pesaro | 452.840 |
| Provincia di Rimini | Interventi per il potenziamento dell'impianto fognario | 242.142 |
| Regione Veneto | Progetto di estensione delle reti fognarie acque nere nei comuni serviti dall'impianto di depurazione di Codevigo |
173.546 |
| Csea | Interventi di interconnessione idrica valli Metauro, Foglia e Conca MUFC | 160.000 |
| Aato Bacchiglione | Estensione della rete fognaria in via Ospitale nel comune di Brugine (PD) | 135.000 |
| Regione Emilia-Romagna | Costruzione di mini isole | 118.467 |
| Regione Emilia-Romagna | Interventi di potenziamerto del telecontrollo | 31.255 |
| Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl |
Interventi di potenziamento delle reti idriche | 27.273 |
| Comune di Cento | Interventi di manutenzione straordinaria sulle reti fognarie | 12.690 |
| Ente erogante | Descrizione | Importo incassato |
|---|---|---|
| Fondirigenti | Formazione | 15.000 |
| mgl/euro | 2019 |
|---|---|
| Prestazioni per la certificazione del bilancio | 755 |
| Prestazioni di altri servizi finalizzati all'emissione di un'attestazione rese dalla società di revisione | 366 |
| Altre prestazioni di servizi rese dalla società di revisione | - |
| Totale | 1.121 |
-
-
-
| - Ascopiave" | Rilevazione contabile dell'operazione di aggregazione aziendale denominata "Partnership Hera |
|---|---|
| Descrizione dell'aspetto chiave della revisione |
Come riportato in maggior dettaglio nella nota "Partnership Hera - Ascopiave", in data 19 dicembre 2019 il Gruppo Hera (di seguito anche il "Gruppo") e il Gruppo Ascopiave hanno perfezionato un'operazione che ha comportato uno scambio di asset di pari valore nelle attività commerciali energy e nella distribuzione gas, per un corrispettivo complessivo di Euro 607 milioni (I"Operazione"). |
| In particolare, nell'ambito energy si è avuta la creazione di un unico operatore per le rispettive attività commerciali nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia attraverso EstEnergy S.p.A., in precedenza controllata congiuntamente da parte di entrambi i gruppi e di cui il Gruppo Hera ha ottenuto il controllo anche mediante la modifica degli accordi di governance, rilevando contestualmente una plusvalenza di Euro 81 milioni conformemente a quanto previsto dall'IFRS 3 per le operazioni di "business combination achieved in stages". Per effetto dell'Operazione, in EstEnergy S.p.A. sono confluite sia le attività commerciali del Gruppo Ascopiave (svolte tramite proprie società controllate) sia quelle del Gruppo Hera (svolte tramite la controllata Hera Comm NordEst S.r.l.). Ad esito dello scambio di asset precedentemente menzionato, il capitale sociale di EstEnergy S.p.A. risulta detenuto per il 52% dal Gruppo Hera e per il 48% da Ascopiave S.p.A. Inoltre, è stata concessa ad Ascopiave S.p.A. un'opzione irrevocabile di vendita (opzione put) sulla propria partecipazione di minoranza in EstEnergy S.p.A. che può essere esercitata annualmente, discrezionalmente su tutta o parte della partecipazione, entro e non oltre il 31 dicembre 2026. In considerazione di tale opzione, il Gruppo non ha proceduto a rappresentare, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria consolidata, la quota di patrimonio netto di minoranza attribuibile al socio Ascopiave S.p.A., rilevando quindi come interamente posseduta la partecipazione in EstEnergy S.p.A. Conseguentemente l'opzione di vendita è stata iscritta come un debito e valutata in base alle disposizioni previste dallo IAS 32 e dall'IFRS 9 dalla direzione del Gruppo ("Direzione"), utilizzando lo scenario ruturo ritenuto dalla stessa più probabile sulla base delle informazioni ad oggi disponibili. Il debito è stato iscritto in bilancio a fair value per un importo di Euro 553 milioni, inclusivo sia della quota riferibile al prezzo dell'opzione di vendita previsto alla data del suo esercizio, sia della stima dei dividendi che si prevede vengano distribuiti da EstEnergy S.p.A. al Gruppo Ascopiave nel corso del periodo coperto dall'opzione di vendita in quanto da ritenersi, al sensi delle disposizioni contrattuali pattuite, parte del complessivo corrispettivo dovuto alla controparte. |
|
| In relazione alle attività di distribuzione gas, Ascopiave S.p.A. ha acquisito dal Gruppo Hera, per un prezzo di Euro 168 milloni, l'intero capitale sociale della |
| Infine, Il Gruppo Hera ha ceduto il 3% del capitale di Hera Comm S.p.A. ad Ascopiave S.p.A. per Euro 54 milioni. Quest'ultima operazione, in virtu dell'assetto contrattuale utilizzato e delle obbligazioni in capo alle controparti (è riconosciuta tra le altre clausole un'opzione di vendita a favore di Ascopiave S.p.A.), non ha dato luogo all'iscrizione di una quota di patrimonio netto di minoranza attribuibile al socio Ascopiave S.p.A., ma è stata rappresentata come sottoscrizione di un finanziamento a tasso fisso valutato secondo il criterio del costo ammortizzato. |
|
|---|---|
| Gli ulteriori effetti generati dall'Operazione, e in particolare la determinazione del costo di acquisizione complessivo per il Gruppo, la stima del fair value delle attività, delle passività e delle passività potenziali identificabili delle entità acquisite alla data di acquisizione e del fair value di attività immateriali in precedenza non rilevate in bilancio, oltre che la determinazione dell'avviamento, sono descritti nella predetta nota. |
|
| In considerazione della complessita dell'Operazione e delle pattuizioni contrattuali stipulate con riferimento alla stessa, oltre che dei conseguenti effetti contabili, ed in considerazione della rilevanza delle valutazioni operate dalla Direzione con riferimento all'allocazione del prezzo complessivo riconosciuto alla controparte, anche con il supporto di esperti, ed alla stima del fair value del debito relativo alla summenzionata opzione di vendita, abbiamo considerato l'operazione di aggregazione aziendale un aspetto chiave della revisione del bilancio consolidato del Gruppo Hera. |
|
| Procedure di revisione svolte |
Le nostre procedure di revisione svolte con riferimento all'aspetto chiave correlato alla rilevazione contabile dell'operazione di aggregazione aziendale denominata "Partnership Hera - Ascopiave" hanno incluso, tra le altre, le seguenti: |
| · discussione con la direzione del Gruppo Hera finalizzata alla comprensione della struttura dell'operazione e delle sue finalità; |
|
| · analisi degli accordi contrattuali stipulati tra le parti; | |
| · discussione con la Direzione del Gruppo Hera circa l'applicazione del metodo dell'acquisto per la rilevazione contabile dell'operazione di aggregazione aziendale, nonche comprensione del processo e dei controlli rilevanti posti in essere dal Gruppo Hera in relazione alla rilevazione contabile di tale operazione; |
|
| · verifica dell'implementazione dei controlli rilevanti identificati con riferimento al suddetto processo; |
|
| · verifica, avvalendoci del supporto dei nostri specialisti in materia di applicazione dei principi IFRS, della coerenza del trattamento contabile adottato dal Gruppo con quanto previsto dai principi contabili applicabili nella fattispecie; |
|
| · esame dei criteri di determinazione del costo dell'acquisizione, ivi incluso il wattamanto dolla anzioni provicto daall accoudi contrak |
| · analisi dei criteri per l'identificazione delle attività, passività e passività |
|---|
| potenziali, della stima dei relativi fair value e delle modalità di |
| determinazione del valore di avviamento, anche mediante esame della |
| relazione predisposta dai professionisti incaricati dalla Direzione a supporto |
| delle determinazioni rilevanti nell'ambito del processo di purchase price |
| allocation. Tale analisi è stata effettuata con il coinvolgimento di specialisti |
| del nostro network in materia di valutazione aziendale; |
-
| Descrizione dell'aspetto chiave della revisione |
Come riportato nelle note esplicative del bilancio consolidato al paragrafo "Criteri di valutazione e principi di consolidamento - Riconoscimento dei ricavi e dei costi", i ricavi per vendita di energia elettrica, gas e acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione del servizio e comprendono lo stanziamento per i ricavi maturati ma non ancora fatturati a fine esercizio. Tale stanziamento, che al 31 dicembre 2019 è pari ad Euro 358 millioni, come esposto nella Nota 1 delle note esplicative, è determinato relativamente al ricavi dei settori energia elettrica e gas mediante la stima del consumo giornaliero per ciascun cliente, basata sul suo profilo storico, rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono influire sui consumi ovvero per i ricavi del sistema idrico integrato mediante la stima del ricavo garantito dalla regolamentazione tariffaria di nferimento (c.d. vincolo di ricavo garantito, "VRG"). Abbiamo ritenuto che le modalità di determinazione del suddetto stanziamento costituiscano un aspetto chiave della revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo al 31 dicembre 2019 in considerazione: // della componente discrezionale insita nella natura estimativa di tale stanziamento; ii) della rilevanza del suo ammontare complessivo; iii) dell'elevato numero di utenti del Gruppo; iv) della complessita degli algoritmi di calcolo adottati dal Gruppo, per la determinazione dello stanziamento, che ha reso necessario Il ricorso al supporto di specialisti informatici per lo sviluppo delle verifiche, |
|---|---|
| Procedure di revisione svolte |
Le nostre procedure di revisione sullo stanziamento per ricavi maturati ma non ancora fatturati a fine esercizio hanno incluso, tra le altre, le seguenti: |
| · analisi delle procedure informatiche poste in essere dal Gruppo per la determinazione dello stanziamento dei ricavi per prestazioni effettuate e non fatturate e dei relativi algoritmi di calcolo, con il supporto di nostri specialisti informatici; |
|
-
-
| Procedure di revisione svolte |
Le nostre procedure di revisione sulla rilevazione contabile e la valutazione degli strumenti di finanza derivata hanno incluso, tra le altre, le seguenti: |
|---|---|
| · rilevazione e comprensione dei controlli interni posti in essere dal Gruppo, nonché svolgimento di procedure di verifica in merito alla conformità alle direttive interne del processo di determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati, del processo di designazione delle relazioni di copertura e di misurazione della loro efficacia prospettica e del processo di determinazione dell'inefficacia della relazione di copertura; |
|
| · comprensione dei criteri per l'assegnazione della gerarchia di fair value, delle tecniche valutative e delle metodologie utilizzate per la verifica dell'efficacia delle relazioni di copertura e per la misurazione dell'eventuale inefficacia e analisi della loro ragionevolezza, anche rispetto agli standard o best practice di mercato; |
|
| · analisi e verifica delle fonti utilizzate dal Gruppo per l'acquisizione dei parametri di mercato e verifica dell'attendibilità dei principali input di mercato utilizzati; |
|
| · verifica della coerenza del trattamento contabile adottato dal Gruppo con quanto previsto dai principi contabili applicabili nella fattispecie; |
|
| · determinazione autonoma, su base campionaria, del fair value di alcuni strumenti derivati, anche con il supporto di specialisti in tema di pricing di strumenti finanziari; |
|
| · verifica, su base campionaria, della predisposizione della documentazione formale sulla designazione e sulla verifica e misurazione dell'efficacia, nonché verifica dell'accuratezza dei test di efficacia; |
|
| · verifica delle sensitivity analysis predisposte dalla Direzione della Società al fine di stimare eventuali impatti che possano manifestarsi in futuro a seguito dell'emergenza sanitaria indotta dal COVID-19; |
|
| · esame dell'adeguatezza e della conformità dell'informativa fornita nelle note al bilancio rispetto a quanto previsto dai principi contabili di riferimento. |
-
-

capitolo 3 – Bilancio separato della Capogruppo
| euro note |
2019 | 2018 |
|---|---|---|
| Ricavi 1 |
1.206.040.527 | 1.219.744.256 |
| Variazione delle rimanenze di prodotti finiti e prodotti in corso di lavorazione 2 |
(2.659.853) | 3.220.509 |
| Altri ricavi operativi 3 |
189.628.319 | 171.049.695 |
| Consumi di materie prime e materiali di consumo 4 |
(200.456.988) | (244.003.104) |
| Costi per servizi 5 |
(707.456.664) | (680.898.299) |
| Costi del personale 6 |
(197.207.312) | (196.488.007) |
| Altre spese operative 7 |
(24.890.961) | (22.486.080) |
| Costi capitalizzati 8 |
6.397.779 | 5.980.908 |
| Ammortamenti accantonamenti e svalutazioni 9 |
(150.608.871) | (148.493.275) |
| Utile operativo | 118.785.976 | 107.626.603 |
| Quota di utili (perdite) di imprese partecipate 10 |
130.636.470 | 154.442.726 |
| Proventi finanziari 11 |
129.595.869 | 125.056.312 |
| Oneri finanziari 11 |
(198.878.124) | (175.618.671) |
| Gestione finanziaria | 61.354.215 | 103.880.367 |
| Utile prima delle imposte | 180.140.191 | 211.506.970 |
| Imposte 12 |
(13.828.575) | (16.367.940) |
| Utile netto dell'esercizio | 166.311.616 | 195.139.030 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema di conto economico riportato al paragrafo 3.04.01 del presente bilancio separato.
| euro note |
2019 | 2018 |
|---|---|---|
| Utile (perdita) netto dell'esercizio | 166.311.616 | 195.139.030 |
| Componenti riclassificabili a conto economico | ||
| Fair value derivati, variazione del periodo 20 |
8.977.548 | (8.914.522) |
| Effetto fiscale relativo alle altre componenti di conto economico complessivo riclassificabili |
(2.154.611) | 2.139.485 |
| Componenti non riclassificabili a conto economico | ||
| Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti 27 |
(2.750.218) | 1.761.021 |
| Effetto fiscale relativo alle altre componenti di conto economico complessivo non riclassificabili |
711.194 | (466.793) |
| Totale utile (perdita) complessivo dell'esercizio | 171.095.529 | 189.658.221 |
| euro note |
31-dic-19 | 31-dic-18 |
|---|---|---|
| ATTIVITÀ | ||
| Attività non correnti | ||
| Immobilizzazioni materiali 13,32 |
605.040.290 | 617.477.982 |
| Diritti d'uso 14 |
24.048.045 | ‐ |
| Attività immateriali 15,32 |
1.370.411.488 | 1.319.814.947 |
| Avviamento 16,32 |
64.451.877 | 64.451.877 |
| Partecipazioni 17,32 |
1.462.836.433 | 1.464.650.690 |
| Attività finanziarie non correnti 18,31 |
1.208.664.737 | 1.448.178.209 |
| Attività fiscali differite 19 |
15.961.076 | 12.752.153 |
| Strumenti derivati 20 |
41.122.870 | 45.286.274 |
| Totale attività non correnti | 4.792.536.816 | 4.972.612.132 |
| Attività correnti | ||
| Rimanenze 21 |
24.226.202 | 26.587.366 |
| Crediti commerciali 22,31 |
305.923.284 | 284.016.325 |
| Attività finanziarie correnti 18,31 |
670.611.350 | 400.808.002 |
| Strumenti derivati 20 |
‐ | 14.825.815 |
| Attività per imposte correnti 23 |
30.105.776 | 21.454.936 |
| Altre attività correnti 24,31 |
124.616.133 | 88.539.180 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 18 |
290.681.271 | 472.807.747 |
| Totale attività correnti | 1.446.164.016 | 1.309.039.371 |
| TOTALE ATTIVITÀ | 6.238.700.832 | 6.281.651.503 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 3.04.02 del presente bilancio separato.
| euro note |
31-dic-19 | 31-dic-18 |
|---|---|---|
| PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ | ||
| Capitale sociale e riserve 25 |
||
| Capitale sociale | 1.489.538.745 | 1.489.538.745 |
| Riserva azioni proprie valore nominale | (14.074.512) | (23.584.475) |
| Oneri per aumento capitale sociale | (437.005) | (437.005) |
| Riserve | 773.850.085 | 715.840.412 |
| Riserva azioni proprie valore eccedente il valore nominale | (31.758.132) | (41.452.562) |
| Riserva per strumenti derivati valutati al fair value | ‐ | (6.822.937) |
| Utile (perdita) portato a nuovo | 6.954.715 | 6.954.715 |
| Utile (perdita) dell'esercizio | 166.311.616 | 195.139.030 |
| Totale patrimonio netto | 2.390.385.512 | 2.335.175.923 |
| Passività non correnti | ||
| Passività finanziarie non correnti 26,31 |
2.842.798.841 | 2.608.107.470 |
| Passività non correnti per leasing 14 |
16.429.563 | 8.730.315 |
| Trattamento fine rapporto e altri benefici 27 |
51.721.745 | 53.233.355 |
| Fondi per rischi e oneri 28 |
119.926.937 | 111.587.036 |
| Strumenti derivati 20 |
27.000.670 | 37.548.129 |
| Totale passività non correnti | 3.057.877.756 | 2.819.206.305 |
| Passività correnti | ||
| Passività finanziarie correnti 26,31 |
181.193.827 | 576.425.946 |
| Passività correnti per leasing 14 |
4.116.554 | 740.483 |
| Debiti commerciali 29,31 |
360.259.008 | 342.492.074 |
| Passività per imposte correnti 23 |
1.944.427 | ‐ |
| Altre passività correnti 30,31 |
242.923.748 | 204.861.248 |
| Strumenti derivati 20 |
‐ | 2.749.524 |
| Totale passività correnti | 790.437.564 | 1.127.269.275 |
| TOTALE PASSIVITÀ | 3.848.315.320 | 3.946.475.580 |
| TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVITÀ | 6.238.700.832 | 6.281.651.503 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema della situazione patrimoniale-finanziaria riportato al paragrafo 3.04.02 del presente bilancio separato.
| mgl/euro note |
31-dic-19 | 31-dic-18 |
|---|---|---|
| Risultato ante imposte | 180.140 | 211.507 |
| Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative | ||
| Ammortamenti e perdite di valore attività | 131.385 | 119.824 |
| Accantonamenti ai fondi | 21.229 | 30.009 |
| Dividendi | (162.001) | (156.786) |
| (Proventi) oneri finanziari | 69.282 | 50.563 |
| (Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari | (16.345) | 15.237 |
| Variazione fondi rischi e oneri | (1.192) | (768) |
| Variazione fondi per benefici ai dipendenti | (4.653) | (5.655) |
| Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto | 217.845 | 263.931 |
| (Incremento) decremento di rimanenze | 2.361 | (2.760) |
| (Incremento) decremento di crediti commerciali | (37.007) | (9.656) |
| Incremento (decremento) di debiti commerciali | 17.767 | (98.349) |
| Incremento/decremento di altre attività/passività correnti | 30.900 | 29.998 |
| Variazione capitale circolante | 14.021 | (80.767) |
| Dividendi incassati | 162.001 | 156.786 |
| Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati | 80.176 | 106.869 |
| Interessi passivi e altri oneri finanziari pagati | (129.034) | (130.833) |
| Imposte pagate | (18.739) | (6.870) |
| Disponibilità generate dall'attività operativa (a) | 326.270 | 309.116 |
| Investimenti in immobilizzazioni materiali | (33.297) | (29.686) |
| Investimenti in attività immateriali | (148.799) | (137.410) |
| Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide 33 |
(17.966) | (14.927) |
| Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali | 579 | 1.401 |
| Disinvestimenti in partecipazioni 33 |
250 | 15.980 |
| (Incremento) decremento di altre attività d'investimento | (27.841) | 54.117 |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) | (227.074) | (110.525) |
| Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine | 308.442 | 210.000 |
| Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari | (470.574) | (150.028) |
| Incremento (decremento) dei debiti per locazioni finanziarie | (4.699) | (864) |
| Dividendi pagati ad azionisti Hera | (147.244) | (139.361) |
| Variazione azioni proprie in portafoglio | 32.752 | (23.126) |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) | (281.323) | (103.379) |
| Effetto variazione cambi su disponibilità liquide (d) | ‐ | ‐ |
| Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c+d) | (182.127) | 95.212 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio | 472.808 | 377.596 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio | 290.681 | 472.808 |
Ai sensi della delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006, gli effetti dei rapporti con parti correlate sono evidenziati nell'apposito schema del "Rendiconto finanziario" riportato al paragrafo 3.04.03 del presente bilancio separato.
| mgl/euro | Capitale sociale |
Riserve | Riserve strumenti derivati valutati al fair value |
Riserve utili (perdite) attuariali fondi benefici dipendenti |
Utile dell'esercizio |
Patrimonio netto |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldo al 31-dic-17 | 1.473.805 | 687.494 | (48) | (18.389) | 170.416 | 2.313.278 |
| Adozione Ifrs 9 | (5.273) | (5.273) | ||||
| Saldo al 1-gen-18 | 1.473.805 | 682.221 | (48) | (18.389) | 170.416 | 2.308.005 |
| Utile dell'esercizio | 195.139 | 195.139 | ||||
| Altre componenti del risultato complessivo |
||||||
| Fair value derivati, variazione del periodo |
(6.775) | (6.775) | ||||
| Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti |
1.294 | 1.294 | ||||
| Utile complessivo dell'esercizio |
‐ | ‐ | (6.775) | 1.294 | 195.139 | 189.658 |
| Variazione azioni proprie in portafoglio |
(8.288) | (14.838) | (23.126) | |||
| Riserva utili/perdite da aggregazioni/fusioni |
‐ | ‐ | ‐ | |||
| Ripartizione dell'utile | ||||||
| Dividendi distribuiti | (139.361) | (139.361) | ||||
| Destinazione a riserve | 31.055 | (31.055) | ‐ | |||
| Saldo al 31-dic-18 | 1.465.517 | 698.438 | (6.823) | (17.095) | 195.139 | 2.335.176 |
| Saldo al 31-dic-18 | 1.465.517 | 698.438 | (6.823) | (17.095) | 195.139 | 2.335.176 |
| Adozione Ifrs 16 | (1.394) | (1.394) | ||||
| Saldo al 1-gen-19 | 1.465.517 | 697.044 | (6.823) | (17.095) | 195.139 | 2.333.782 |
| Utile dell'esercizio | 166.312 | 166.312 | ||||
| Altre componenti del risultato complessivo |
||||||
| Fair value derivati, variazione del periodo |
6.823 | 6.823 | ||||
| Utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti |
(2.039) | (2.039) | ||||
| Utile complessivo dell'esercizio |
‐ | ‐ | 6.823 | (2.039) | 166.312 | 171.096 |
| Variazione azioni proprie in portafoglio |
9.510 | 23.242 | 32.752 | |||
| Riserva utili/perdite da aggregazioni/fusioni |
‐ | ‐ | ‐ | |||
| Ripartizione dell'utile | ||||||
| Dividendi distribuiti | (147.244) | (147.244) | ||||
| Destinazione a riserve | 47.895 | (47.895) | ‐ | |||
| Saldo al 31-dic-19 | 1.475.027 | 768.181 | ‐ | (19.134) | 166.312 | 2.390.386 |
Hera Spa (la Società) è una società per azioni costituita in Italia e iscritta presso il registro delle imprese di Bologna. Gli indirizzi della sede legale e delle località in cui sono condotte le principali attività sono indicati nell'introduzione al fascicolo del bilancio consolidato. Le principali attività della Società sono descritte nella relazione sulla gestione.
Il bilancio al 31 dicembre 2019, costituito da conto economico, conto economico complessivo, situazione patrimoniale-finanziaria, rendiconto finanziario, prospetto delle variazioni del patrimonio netto e note esplicative è stato predisposto, in applicazione del Regolamento (CE) 1606/2002 del 19 luglio 2002, in conformità ai principi contabili internazionali Ias/Ifrs (di seguito Ifrs) emessi dall'International accounting standard board (Iasb) e omologati dalla Commissione Europea, integrati dalle relative interpretazioni dell'International financial reporting standards interpretations committee (Ifrs Ic), precedentemente denominato Standing interpretations committee (Sic), nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.
Sono state predisposte le informazioni obbligatorie ritenute sufficienti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale-finanziaria della Società, nonché del risultato economico. Le informazioni relative all'attività della Società e i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio sono illustrati nella relazione sulla gestione.
Il principio generale adottato nella predisposizione del presente bilancio è quello del costo, a eccezione delle attività e passività finanziarie (inclusi gli strumenti derivati) valutate a fair value. La preparazione del bilancio ha richiesto l'uso di stime da parte del management; le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni di particolare significatività, unitamente a quelle con effetti rilevanti sulle situazioni presentate, sono riportate nel paragrafo "Stime e valutazioni significative".
I dati del presente bilancio sono comparabili con i medesimi del precedente esercizio, salvo quando diversamente indicato nelle note a commento delle singole voci.
Le operazioni societarie intervenute nell'esercizio sono commentate nel successivo paragrafo.
Il presente bilancio al 31 dicembre 2019 è stato predisposto dal Consiglio di Amministrazione e dallo stesso approvato nella seduta del 25 marzo 2020. Lo stesso è assoggettato a revisione contabile da parte della società Deloitte & Touche Spa.
Gli schemi utilizzati sono i medesimi già applicati per il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2018. Lo schema utilizzato per il conto economico è a scalare con le singole voci analizzate per natura. Si ritiene che tale esposizione, seguita anche dai principali competitor e in linea con la prassi internazionale, sia quella che meglio rappresenta i risultati aziendali.
Il conto economico complessivo viene presentato, come consentito dallo Ias 1 revised, in un documento separato rispetto al conto economico, distinguendo fra componenti riclassificabili e non riclassificabili a conto economico. Le altre componenti del conto economico complessivo sono evidenziate in modo separato anche nel prospetto delle variazioni di patrimonio netto. Lo schema della situazione patrimoniale-finanziaria evidenzia la distinzione tra attività e passività, correnti e non correnti. Il rendiconto finanziario è redatto secondo il metodo indiretto, come consentito dallo Ias 7.
Negli schemi di bilancio sono separatamente indicati gli eventuali costi e i ricavi di natura non ricorrente. Si precisa che, con riferimento alla delibera Consob 15519 del 27 luglio 2006 in merito agli schemi di bilancio, sono stati inseriti specifici schemi supplementari di conto economico, situazione patrimoniale-finanziaria e rendiconto finanziario con evidenza dei rapporti più significativi con parti correlate, al fine di non alterare la leggibilità complessiva degli schemi di bilancio.
I prospetti contabili della situazione patrimoniale-finanziaria e di conto economico sono tutti espressi in unità di euro mentre i dati inseriti nelle note esplicative sono espressi in migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.
Il nuovo principio Ifrs 16 - Leasing, in applicazione dal 1° gennaio 2019, è stato pubblicato dallo Iasb in data 13 gennaio 2016 e adottato con Regolamento 2017/1986. Esso sostituisce il principio Ias 17 - Leasing, nonché le interpretazioni Ifric 4 - Determinare se un accordo contiene un leasing, Sic 15 - Leasing operativo incentivi e Sic 27 - La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale del leasing.
Il principio fornisce una nuova definizione di leasing e introduce un criterio basato sul controllo (diritto d'uso - right of use) di un bene per distinguere i contratti di leasing dai contratti di fornitura di servizi, individuando quali discriminanti: l'identificazione del bene, il diritto di sostituzione dello stesso, il diritto a ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici rivenienti dall'uso del bene e il diritto di dirigere l'uso del bene sottostante il contratto. Tale nozione è sostanzialmente diversa dal concetto di rischi e benefici cui era posta significativa attenzione nei precedenti Ias 17 e Ifric 4.
Il principio stabilisce un unico modello di riconoscimento e valutazione dei contratti di leasing per il locatario (lessee), che prevede l'iscrizione del bene oggetto di nolo o affitto, anche operativo, nell'attivo patrimoniale con contropartita un debito finanziario, fornendo inoltre la possibilità di non applicare il predetto modello ai contratti che hanno a oggetto beni di modesto valore (low-value asset) e ai contratti con una durata pari o inferiore a 12 mesi (short-term lease). Non sono invece previste dal nuovo principio modifiche significative per il locatore (lessor).
La Società ha completato il processo di valutazione degli impatti correlati all'introduzione del nuovo principio alla data di prima applicazione (1° gennaio 2019). Tale processo si è declinato in diverse fasi, tra cui la mappatura completa dei contratti potenzialmente idonei a contenere un leasing e l'analisi degli stessi, al fine di comprenderne le principali clausole rilevanti ai fini dell'applicazione delle disposizioni dell'Ifrs 16. Il processo di adozione del principio ha, inoltre, comportato l'implementazione di specifici applicativi informatici volti alla gestione contabile del principio stesso e l'allineamento dei processi amministrativi e dei controlli a presidio delle aree critiche su cui insiste il principio.
La Società ha fatto ricorso all'espediente pratico previsto per la transizione al fine di non rideterminare quando un contratto è o contiene un leasing. Pertanto le conclusioni relative alla qualificazione di un contratto come leasing in conformità allo Ias 17 e all'Ifric 4 continueranno a essere applicate ai contratti sottoscritti o modificati prima del 1° gennaio 2019.
La Società ha scelto di applicare il principio retrospettivamente, iscrivendo tuttavia l'effetto cumulato che ne deriva nel patrimonio netto al 1° gennaio 2019 (non modificando i dati comparativi dell'esercizio 2018), secondo quanto previsto dai paragrafi C7-C13. In particolare, il Gruppo ha contabilizzato con riferimento ai contratti di leasing precedentemente classificati come operativi:
- una passività finanziaria, pari al valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione attualizzati utilizzando, per ciascun contratto, il tasso di finanziamento marginale (incremental borrowing rate) applicabile alla data di transizione;
- un diritto d'uso pari al valore netto contabile che lo stesso avrebbe avuto nel caso in cui il principio fosse stato applicato fin dalla data di inizio del contratto, utilizzando però il tasso di attualizzazione definito alla data di transizione.
Solamente per un numero residuale di contratti, per i quali non è stato possibile recuperare puntualmente le informazioni storiche, il diritto d'uso è stato posto uguale al valore della passività finanziaria alla data di transizione, al netto di eventuali ratei e risconti riferiti al leasing e rilevati nello stato patrimoniale alla data di chiusura del precedente bilancio.
La tabella seguente riporta gli impatti derivanti dall'adozione dell'Ifrs 16 alla data di transizione:
| mgl/euro | Impatti alla data di transizione 01-gen-19 |
|---|---|
| Attività non correnti | |
| Diritto d'uso di terreni e fabbricati | 18.487 |
| Diritto d'uso di impianti e macchinari | ‐ |
| Diritto d'uso di altri beni mobili | 305 |
| Crediti finanziari | 1.761 |
| Attività correnti | |
| Crediti finanziari | 468 |
| Totale | 21.021 |
| Passività non correnti per leasing | (19.277) |
| Passività finanziarie per leasing correnti | (3.680) |
| Totale passività per leasing | (22.957) |
| Attività fiscali differite | (567) |
| Altre attività correnti | 270 |
| Altre passività correnti | (246) |
| Totale altre variazioni | (543) |
| Utili a nuovo | 1.393 |
Si segnala che il tasso di finanziamento marginale medio ponderato applicato alle passività finanziarie iscritte al 1° gennaio 2019 è risultato pari al 3,81%.
Nell'adottare il principio Ifrs 16 la Società si è avvalsa dell'esenzione concessa dal paragrafo 5 a) in relazione ai leasing di durata inferiore ai 12 mesi specie per alcuni contratti aventi a oggetto noleggio di automezzi. Parimenti la Società è ricorsa all'esenzione prevista del paragrafo 5 b) con riferimento ai contratti di leasing per i quali l'attività sottostante è valutabile come bene di modesto valore, ovvero quando il singolo bene sottostante non supera il valore a nuovo di 5 mila euro. I contratti per i quali è stata applicata l'esenzione ricadono principalmente all'interno delle seguenti categorie:
- dispositivi elettronici;
- mobilio e arredi.
Per tali contratti l'introduzione dell'Ifrs 16 non ha comportato la rilevazione della passività finanziaria e del relativo diritto d'uso. I canoni di locazione sono quindi rilevati a conto economico su base lineare per la durata dei rispettivi contratti. L'ammontare dei canoni corrisposti per i leasing di queste fattispecie risulta non significativo alla data del 31 dicembre 2019.
Inoltre, con riferimento alle regole di transizione, la Società si è avvalsa dei seguenti espedienti pratici:
utilizzo dell'assessement effettuato al 31 dicembre 2018 secondo le regole dello Ias 37 - Accantonamenti, passività e attività potenziali in relazione alla contabilizzazione dei contratti onerosi in alternativa all'applicazione del test di impairment ai sensi dello Ias 36 sul valore del diritto d'uso al 1° gennaio 2019;
- classificazione dei contratti che scadono entro 12 mesi dalla data di transizione come leasing di breve durata. Per tali contratti i canoni sono stati iscritti a conto economico su base lineare;
- esclusione dei costi diretti iniziali dalla misurazione del diritto d'uso al 1° gennaio 2019;
- utilizzo delle informazioni presenti alla data di transizione per la determinazione della durata del contratto, con particolare riferimento all'esercizio di opzioni di estensione e di chiusura anticipata.
Per i contratti di leasing precedentemente classificati come finanziari in applicazione dello Ias 17, il valore contabile delle attività oggetto del leasing e i correlati obblighi contrattuali rilevati al 31 dicembre 2018 sono stati rispettivamente riclassificati tra i diritti d'uso e le passività per leasing senza alcuna rettifica, a eccezione dell'esenzione per il riconoscimento dei leasing di basso valore.
Al fine di fornire un ausilio alla comprensione degli impatti correlati alla prima applicazione del principio, la tabella seguente fornisce una riconciliazione tra gli impegni futuri relativi ai contratti di leasing, di cui in base allo Ias 17 è data informativa alle note di commento 4 "Costi per servizi" e 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti" del bilancio al 31 dicembre 2018, e l'impatto conseguente l'adozione dell'Ifrs 16 al 1° gennaio 2019:
| mgl/euro | 01-gen-19 |
|---|---|
| Impegni per leasing operativi al 31 dicembre 2018 | 24.762 |
| Pagamenti minimi su passività per leasing finanziari al 31 dicembre 2018 | 10.522 |
| Canoni per leasing di breve durata | ‐ |
| Canoni per leasing di modesto valore | ‐ |
| Passività finanziaria non attualizzata per leasing al 1° gennaio 2019 | 35.284 |
| Effetto attualizzazione | (5.085) |
| Passività finanziaria per leasing al 1° gennaio 2019 | 30.199 |
| Valore attuale passività per leasing finanziari al 31 dicembre 2018 | (9.471) |
| Passività finanziaria aggiuntiva per leasing al 1° gennaio 2019 | 20.728 |
La valutazione delle voci di bilancio è stata fatta ispirandosi ai criteri generali della prudenza e della competenza, nella prospettiva della continuazione dell'attività. Ai fini delle rilevazioni contabili, viene data prevalenza alla sostanza economica delle operazioni piuttosto che alla loro forma giuridica.
Nella predisposizione del presente bilancio sono stati seguiti gli stessi principi e criteri applicati nel precedente esercizio tenendo conto dei nuovi principi contabili riportati nell'apposito paragrafo 3.02.04 "Principi contabili, emendamenti e interpretazioni applicati dal 1° gennaio 2019" e di quanto riportato nel paragrafo 3.02.02 "Adozione Ifrs 16". Per quanto attiene l'aspetto economico, si precisa che i costi e i ricavi esposti comprendono le rilevazioni di fine esercizio che trovano riscontro nelle contropartite della situazione patrimoniale-finanziaria. In relazione a ciò sono inclusi utili solo se realizzati entro la data di chiusura dell'esercizio, mentre si è tenuto conto dei rischi e delle perdite anche se conosciuti successivamente a tale data.
I criteri e principi adottati sono di seguito riportati.
Immobilizzazioni materiali - Le attività materiali sono rilevate al costo di acquisto o di produzione comprensivo degli oneri accessori, oppure al valore basato su perizie di stima del patrimonio aziendale, nel caso di acquisizione di aziende, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al bene (ad esempio: costi di personale, trasporti, dazi doganali, spese per la preparazione del luogo di installazione, costi di collaudo, spese notarili e catastali). Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati fino all'entrata in funzione del bene. Il costo ricomprende gli eventuali costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello Ias 37. Le spese di manutenzione ordinaria sono addebitate integralmente al conto economico. I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa sono imputati all'attivo patrimoniale.
Il valore contabile delle immobilizzazioni materiali è sottoposto a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore, in particolare quando eventi o cambiamenti di situazione indicano che il valore di carico non può essere recuperato (per i dettagli si veda paragrafo "Perdite di valore").
Le immobilizzazioni materiali sono esposte al lordo dei contributi in conto impianti che sono rilevati a conto economico lungo il periodo necessario per correlarli con i relativi costi; nella situazione patrimoniale-finanziaria sono rappresentati iscrivendo il contributo come ricavo differito.
L'ammortamento ha inizio quando le attività entrano nel ciclo produttivo. Le immobilizzazioni in corso comprendono i costi relativi a immobilizzazioni materiali per le quali non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Le immobilizzazioni materiali sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio sulla base di aliquote economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti.
Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle immobilizzazioni materiali:
| Categoria | aliquote |
|---|---|
| Fabbricati | 1,8% - 2,8% |
| Impianti di distribuzione | 1,4% - 5,9% |
| Altri impianti | 3,9% - 7,5% |
| Attrezzature | 5,0% - 20,0% |
| Macchine elettroniche | 16,7% - 20,0% |
| Automezzi | 10,0% - 20,0% |
Come richiesto dallo Ias 16, le vite utili stimate delle immobilizzazioni materiali sono riviste a ogni esercizio al fine di valutare la necessità di una revisione delle stesse. Nell'eventualità in cui risulti che le vite utili stimate non rappresentino in modo adeguato i benefici economici futuri attesi, i relativi piani di ammortamento devono essere ridefiniti in base alle nuove assunzioni. Tali cambiamenti sono imputati a conto economico in via prospettica.
I terreni non sono ammortizzati.
Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo del bene.
Diritti d'uso - Il diritto di utilizzo su un bene o un servizio è valutato dalla Società inizialmente al costo. Tale costo comprende: a) il valore iniziale della passività del leasing (calcolato come indicato alla sezione "Passività per leasing"); b) i pagamenti correlati al contratto di leasing effettuati prima della data di decorrenza; c) i costi diretti iniziali analogamente alle immobilizzazioni materiali; d) la stima dei costi che il locatario dovrà sostenere per lo smantellamento e il ripristino.
Dopo la rilevazione iniziale il valore del diritto d'uso è ridotto degli ammortamenti accumulati e delle riduzioni di valore, nonché rettificato per tener conto di eventuali rideterminazioni della passività del leasing. Se il leasing trasferisce la proprietà dell'attività sottostante al termine della durata prevista, il diritto d'uso è ammortizzato dalla data di decorrenza fino alla fine della vita utile dell'attività sottostante, in caso contrario l'ammortamento è calcolato in base alla durata del leasing.
L'attività consistente nel diritto di utilizzo è sottoposta a verifica per rilevarne eventuali perdite di valore.
Attività immateriali - Sono rilevate contabilmente le attività immateriali identificabili e controllabili, il cui costo può essere determinato attendibilmente nel presupposto che tali attività generino benefici economici futuri. Tali attività sono rilevate al costo determinato secondo i criteri indicati per le immobilizzazioni materiali e, qualora a vita utile definita, sono ammortizzate sistematicamente lungo il periodo della stimata vita utile stessa. L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo, o comunque inizia a produrre benefici economici per l'impresa. Le immobilizzazioni in corso comprendono i costi relativi a immobilizzazioni immateriali per le quali non ha ancora avuto inizio il processo di utilizzazione economica. Qualora le attività immateriali siano invece a vita utile indefinita non sono assoggettate ad ammortamento, ma a impairment test annuale anche in assenza di indicatori che segnalino perdite di valore.
I costi di ricerca sono imputati al conto economico; eventuali costi di sviluppo di nuovi prodotti e/o processi sono imputati al conto economico nell'esercizio in cui sono sostenuti, qualora sprovvisti dei requisiti di utilità pluriennale.
I diritti di brevetto industriale e i diritti d'utilizzazione delle opere dell'ingegno sono rappresentativi di attività identificabili, individuabili e in grado di generare benefici economici futuri sotto il controllo dell'impresa; tali diritti sono ammortizzati lungo le relative vite utili.
Le concessioni sono costituite principalmente da diritti relativi a reti, impianti e altre dotazioni relativi ai servizi gas e ciclo idrico integrato dati in gestione a Hera Spa, funzionali alla gestione di tali servizi. Tali concessioni risultavano classificate nelle immobilizzazioni immateriali anche antecedentemente alla prima applicazione dell'interpretazione Ifric 12 - Accordi per servizi in concessione.
Gli ammortamenti delle concessioni sono calcolati in base a quanto previsto nelle rispettive convenzioni e in particolare: i) in misura costante per il periodo minore tra la vita economico-tecnica dei beni concessi e la durata della concessione medesima, qualora alla scadenza della stessa non venga riconosciuto al gestore uscente alcun valore di indennizzo (Valore di rimborso o Vr); ii) in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni qualora alla scadenza delle concessioni sia previsto che i beni stessi entrino in possesso del gestore.
I servizi pubblici in concessione ricomprendono i diritti su reti, impianti e altre dotazioni relativi al ciclo idrico integrato, connessi a servizi in gestione alla Società. Tali rapporti sono contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale, previsto dall'interpretazione Ifric 12, in quanto si è ritenuto che i rapporti concessori sottostanti non garantissero l'esistenza di un diritto incondizionato a favore del concessionario a ricevere contanti, o altre attività finanziarie. Sono contabilizzati come lavori in corso su ordinazione i servizi di costruzione e miglioria svolti per conto del concedente. Dal momento che gran parte dei lavori sono appaltati esternamente e che sulle attività di costruzione svolte internamente non è individuabile separatamente il margine di commessa dai benefici riconosciuti nella tariffa di remunerazione del servizio, tali infrastrutture sono rilevate sulla base dei costi effettivamente sostenuti, al netto degli eventuali contributi riconosciuti dagli enti e/o dai clienti privati.
Tale categoria ricomprende inoltre le migliorie e le infrastrutture realizzate su beni strumentali alla gestione dei servizi, di proprietà delle società patrimoniali (c.d. società degli asset, costituite ai sensi dell'art. 113 del D.Lgs. 267/00), ma gestiti dalla Società in forza di contratti di affitto di ramo d'azienda. Tali contratti, oltre a fissare i corrispettivi dovuti, includono anche clausole di restituzione dei beni, in normale stato di manutenzione, dietro corresponsione di un conguaglio corrispondente al Valore netto contabile degli stessi o al Valore industriale residuo (tenuto conto anche dei fondi ripristino).
L'ammortamento di tali diritti viene effettuato in base alla vita economico-tecnica dei singoli beni, anche a fronte delle normative di riferimento che prevedono in caso di cambio del gestore del servizio un indennizzo al gestore uscente, pari al Valore industriale residuo (Vir), per i beni realizzati in regime di proprietà, o al Valore netto contabile (Vnc), per i beni realizzati in regime di contratto di affitto di ramo d'azienda.
L'ammortamento decorre dal momento in cui l'immobilizzazione è pronta per l'utilizzo secondo le intenzioni della direzione aziendale.
Le attività immateriali rilevate a seguito di un'aggregazione di imprese sono iscritte separatamente dall'avviamento se il loro fair value è determinato in modo attendibile.
Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di un'attività immateriale sono determinati come differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico nel momento in cui è trasferito il controllo dell'attività immateriale.
Di seguito sono riportate le aliquote utilizzate per l'ammortamento delle attività immateriali:
| Categoria | aliquote |
|---|---|
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno | 20,0% |
| Brevetti e marchi | 10,0% |
| Fabbricati in concessione | 1,8% - 3,5% |
| Impianti di distribuzione in concessione | 1,8% - 10,0% |
| Altri impianti in concessione | 2,5% - 12,5% |
Perdite di valore (impairment) degli asset - A ogni data di fine esercizio e comunque quando eventi o cambiamenti di situazione indichino che il valore di carico non può essere recuperato, Hera Spa prende in considerazione il valore contabile delle attività materiali e immateriali per determinare se tali attività abbiano subito riduzioni di valore. Qualora vi siano indicazioni in tal senso viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione. L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value dedotti i costi di vendita e il valore d'uso. Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di un'attività individualmente, Hera Spa effettua la stima del valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari cui l'attività appartiene. I flussi di cassa futuri sono attualizzati a un tasso di sconto (al netto delle imposte) che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi alla specifica attività aziendale.
Se l'ammontare recuperabile di un'attività (o di un'unità generatrice di flussi finanziari) si stima essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, il valore contabile dell'attività è ridotto al minor valore recuperabile e la perdita di valore è rilevata nel conto economico. Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o dell'unità generatrice di flussi finanziari), a eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico.
Azioni proprie - Le azioni proprie sono imputate a riduzione del patrimonio netto, così come le differenze generate da ulteriori operazioni in acquisto, o vendita, sono rilevate direttamente come movimenti del patrimonio netto, senza transitare dal conto economico.
Partecipazioni - Le partecipazioni iscritte in questa voce si riferiscono a investimenti aventi carattere durevole.
Partecipazioni in imprese controllate - Una controllata è un'impresa nella quale la Società è in grado di esercitare il controllo. Il controllo viene esercitato quando un'impresa è esposta o ha il diritto a partecipare ai risultati (positivi e negativi) della partecipata e se è in grado di esercitare il suo potere per influenzarne i risultati economici.
Partecipazioni in imprese collegate - Una collegata è un'impresa nella quale la Società è in grado di esercitare un'influenza significativa, ma non il controllo, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie e operative della partecipata.
Le partecipazioni in imprese controllate e in imprese collegate sono rilevate al costo rettificato in presenza di perdite di valore per adeguarlo al relativo valore recuperabile, secondo quanto stabilito dallo Ias 36 Riduzione di valore di attività. Quando successivamente tale perdita viene meno o si riduce, il valore contabile è incrementato sino alla nuova stima del valore recuperabile, che non può comunque eccedere il costo originario. Il ripristino di valore è iscritto al conto economico.
Qualora l'eventuale quota di pertinenza della società delle perdite della partecipata ecceda il valore contabile della partecipazione, si procede ad azzerare il valore della partecipazione e la quota delle ulteriori perdite è rilevata come fondo nel passivo nel caso in cui la società ha l'obbligo di risponderne.
I dividendi ricevuti sono riconosciuti a conto economico, nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento. Nel caso la società partecipata abbia distribuito dividendi, sono anche considerati come possibili indicatori di perdite di valore i seguenti aspetti:
- il valore di libro della partecipazione nel bilancio di esercizio eccede il valore contabile nel bilancio consolidato delle attività nette della partecipata, incluso il relativo avviamento;
- il dividendo eccede il totale del conto economico complessivo della partecipata nel periodo al quale il dividendo si riferisce.
Attività finanziarie - Hera Spa classifica le attività finanziarie sulla base del modello di business adottato per la gestione delle stesse e sulla base delle caratteristiche dei flussi finanziari contrattuali. In relazione alle condizioni precedenti le attività finanziarie vengono successivamente valutate al:
- costo ammortizzato;
- fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo;
- fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio.
Il management determina la classificazione delle stesse irrevocabilmente al momento della loro prima iscrizione.
Crediti e finanziamenti - In tale categoria sono incluse le attività non rappresentate da strumenti derivati e non quotate in un mercato attivo, dalle quali sono attesi pagamenti fissi o determinabili. Dal momento che il modello di business generalmente adottato dalla Società prevede di detenere tali strumenti finanziari unicamente al fine di incassare i flussi finanziari contrattuali, essi sono valutati al costo ammortizzato sulla base del metodo del tasso di interesse effettivo. Il valore delle attività è ridotto in considerazione delle perdite attese utilizzando informazioni, disponibili senza oneri o sforzi irragionevoli, che includono dati storici, attuali e prospettici. Le perdite di valore determinate attraverso impairment test sono rilevate a conto economico, così come gli eventuali successivi ripristini di valore. Tali attività sono classificate come attività correnti, salvo che per le quote con scadenza superiore ai 12 mesi, che vengono incluse tra le attività non correnti.
Attività finanziarie al fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo Rientrano in tale categoria le attività, diverse dagli strumenti derivati, possedute dalla Società al fine di percepire i flussi finanziari contrattuali (rappresentati da pagamenti del capitale e dell'interesse) oppure per la monetizzazione tramite vendita. Tali attività sono valutate al fair value, quest'ultimo determinato facendo riferimento ai prezzi di mercato alla data di bilancio o attraverso tecniche e modelli di valutazione finanziaria, rilevandone le variazioni di valore in una specifica riserva di patrimonio netto, la "Riserva per valutazione a fair value di attività finanziarie". Le variazioni di valore attribuibili a impairment test e gli utili/perdite su cambi sono rilevate nell'utile (perdita) d'esercizio. Tale riserva viene riclassificata a conto economico solo nel momento in cui l'attività finanziaria viene effettivamente ceduta. La classificazione, quale attività corrente o non corrente, dipende dalle intenzioni del management e dalla reale negoziabilità del titolo stesso: sono rilevate tra le attività correnti quelle il cui realizzo è atteso nei successivi 12 mesi.
Qualora vi sia un'obiettiva evidenza di indicatori di perdite di valore, il valore delle attività viene ridotto in misura tale da risultare pari al valore scontato dei flussi ottenibili in futuro. La perdita di valore precedentemente contabilizzata è ripristinata nel caso in cui vengano meno le circostanze che ne avevano comportato la rilevazione.
Attività finanziarie al fair value rilevato nell'utile (perdita) d'esercizio - Tale categoria include le attività finanziarie acquisite a scopo di negoziazione a breve termine, oltre agli strumenti derivati, per i quali si rimanda allo specifico paragrafo successivo. Il fair value di tali strumenti viene determinato facendo riferimento al valore di mercato alla data di chiusura del periodo oggetto di rilevazione. La classificazione tra corrente e non corrente riflette le attese del management circa la loro negoziazione: sono incluse tra le attività correnti quelle la cui negoziazione è attesa entro i 12 mesi o quelle identificate come detenute a scopo di negoziazione.
Crediti commerciali - Si riferiscono ad attività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura di beni e servizi e sono valutati al costo ammortizzato rettificato per le perdite attese di valore. Tali attività sono eliminate dal bilancio in caso di cessione che trasferisca a terzi tutti i rischi e benefici connessi alla loro gestione.
Titoli ambientali - Hera Spa è soggetta alle diverse normative emanate in ambito ambientale che prevedono il rispetto dei vincoli prefissati attraverso l'utilizzo di certificati o titoli. Hera Spa è quindi tenuta a soddisfare un fabbisogno in termini di certificati grigi (emission trading) e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica). Lo sviluppo dei mercati sui quali questi titoli/certificati sono trattati ha inoltre permesso l'avvio di un'attività di trading. La valutazione dei titoli è effettuata in relazione alla destinazione a essi attribuita.
I titoli posseduti per soddisfare il bisogno aziendale sono iscritti tra le attività al costo. Qualora i titoli in portafoglio non fossero sufficienti a soddisfare il fabbisogno viene iscritta una passività per garantire adeguata copertura al momento della consegna dei titoli al gestore. I titoli destinati alla negoziazione sono iscritti come attività e valutati mediante iscrizione del fair value a conto economico.
Altre attività correnti - Sono iscritte al valore nominale eventualmente rettificato per perdite di valore, corrispondente al costo ammortizzato.
Lavori in corso su ordinazione - Quando il risultato di una commessa può essere stimato con attendibilità, i lavori in corso su ordinazione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi e il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva, o negativa, tra il valore dei contratti e gli acconti ricevuti è iscritta rispettivamente nell'attivo o nel passivo della situazione patrimoniale-finanziaria. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino effettivi ricavi che possano essere determinati con attendibilità.
Quando il risultato di una commessa non può essere stimato con attendibilità, i ricavi riferibili alla relativa commessa sono rilevati solo nei limiti dei costi di commessa sostenuti che probabilmente saranno recuperati. I costi di commessa sono rilevati come spese nell'esercizio nel quale essi sono sostenuti. Quando è probabile che i costi totali di commessa siano superiori rispetto ai ricavi contrattuali, la perdita attesa è immediatamente rilevata come costo.
Rimanenze - Le rimanenze sono iscritte al minore tra il costo d'acquisto, comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e il presumibile valore netto di realizzo. Il costo è determinato secondo il metodo del costo medio ponderato su base continua. Il valore netto di realizzo è determinato in base ai costi correnti delle scorte alla chiusura dell'esercizio meno i costi stimati necessari per realizzare la vendita.
Il valore delle scorte obsolete e a lenta movimentazione è svalutato in relazione alla possibilità di utilizzo o di realizzo, mediante lo stanziamento di un apposito fondo obsolescenza materiali.
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - La voce relativa alle disponibilità liquide e mezzi equivalenti include cassa, conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine a elevata liquidità che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti a un rischio non significativo di variazione di valore.
Passività finanziarie - La voce è inizialmente rilevata al costo, corrispondente al fair value della passività, al netto dei costi di transazione che sono direttamente attribuibili all'emissione della passività stessa. A seguito della rilevazione iniziale, le passività finanziarie, a eccezione dei derivati, sono valutate con il criterio del costo ammortizzato utilizzando il metodo del tasso d'interesse effettivo originale. In caso di revisione delle stime dei pagamenti, la rettifica della passività viene iscritta come provento o onere a conto economico.
Passività per leasing - Alla data di decorrenza del contratto, la passività per leasing è calcolata come valore attuale dei pagamenti dovuti, attualizzati utilizzando il tasso di interesse implicito del leasing o, se non è possibile determinarlo facilmente, il tasso di finanziamento marginale. I pagamenti considerati nel calcolo della passività risultano essere: a) i pagamenti fissi; b) i pagamenti variabili che dipendono da un indice o un tasso; c) gli importi che si prevede dovranno essere versati a titolo di garanzie del valore residuo; d) il prezzo di esercizio dell'eventuale opzione di acquisto, se la durata del leasing ne tiene conto; e) le eventuali penalità per la risoluzione del contratto, se la durata del leasing ne tiene conto.
Successivamente alla data iniziale, la passività per leasing viene modificata per effetto: a) degli oneri finanziari maturati iscritti a conto economico; b) dei pagamenti effettuati al locatore; c) di eventuali nuove valutazioni o modifiche del leasing o della revisione delle ipotesi circa dei pagamenti dovuti.
Trattamento di fine rapporto e altri benefici - Le passività relative ai programmi a benefici definiti (quali il Tfr per la quota maturata ante 1° gennaio 2007) sono determinate al netto delle eventuali attività al servizio del piano sulla base di ipotesi attuariali e per competenza, coerentemente alle prestazioni di lavoro necessarie per l'ottenimento dei benefici; la valutazione della passività è verificata da attuari indipendenti. Il valore degli utili e delle perdite attuariali è iscritto tra le altre componenti del conto economico complessivo. A seguito della Legge Finanziaria 296 del 27 dicembre 2006, per le società con più di 50 dipendenti per le quote maturate a far data dal 1° gennaio 2007, il Tfr si configura come piano a contributi definiti.
Fondi per rischi e oneri - I fondi per rischi e oneri comprendono gli accantonamenti iscritti in bilancio sulla base di obbligazioni presenti (quale risultato di eventi passati) in relazione alle quali si ritiene probabile che Hera Spa debba farvi fronte. Gli accantonamenti sono stanziati, sulla base della miglior stima dei costi richiesti per far fronte all'adempimento, alla data di bilancio (nel presupposto che vi siano sufficienti elementi per poter effettuare tale stima) e sono attualizzati quando l'effetto è significativo e si dispone delle necessarie informazioni. In tal caso gli accantonamenti sono determinati attualizzando i flussi di cassa futuri a un tasso di sconto ante imposte che riflette la valutazione corrente del mercato e tiene conto dei rischi connessi all'attività aziendale.
Quando si dà corso all'attualizzazione, l'incremento dell'accantonamento dovuto al trascorrere del tempo è rilevato tra gli oneri finanziari. Se la passività è relativa ad attività materiali (ad esempio ripristino siti), il fondo è rilevato in contropartita all'attività cui si riferisce e la rilevazione dell'onere a conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce. Nel caso di rideterminazione della passività sono adottate le metodologie previste dall'Ifric 1.
Debiti commerciali - Si riferiscono a passività finanziarie derivanti da rapporti commerciali di fornitura e sono rilevati al costo ammortizzato.
Altre passività correnti - Si riferiscono a rapporti di varia natura e sono iscritte al valore nominale, corrispondente al costo ammortizzato.
Strumenti finanziari derivati - Hera Spa detiene strumenti derivati allo scopo di coprire la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse e di cambio.
Le operazioni che, nel rispetto delle politiche di gestione del rischio, soddisfano i requisiti previsti dai principi contabili internazionali per il trattamento in hedge accounting sono designate di copertura (contabilizzate nei termini di seguito indicati), mentre quelle che, pur essendo poste in essere con l'intento gestionale di copertura, non soddisfano i requisiti richiesti dai principi contabili internazionali sono classificate di trading. In questo caso, le variazioni di fair value degli strumenti derivati sono rilevate a conto economico nel periodo in cui si determinano. Il fair value è determinato in base al valore di mercato di riferimento.
Ai fini della contabilizzazione, le operazioni di copertura sono classificate come fair value hedge se sono a fronte del rischio di variazione rispetto al valore di mercato, dell'attività o della passività sottostante oppure come cash flow hedge se sono a fronte del rischio di variabilità nei flussi finanziari derivanti sia da un'attività o passività esistente, sia da un'operazione futura.
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Per quanto riguarda gli strumenti derivati classificati come fair value hedge che rispettano le condizioni per il trattamento contabile quale operazioni di copertura, gli utili e le perdite derivanti dalla determinazione del loro valore di mercato sono imputati a conto economico. Allo stesso tempo sono imputati a conto economico anche gli utili o le perdite derivanti dall'adeguamento a fair value dell'elemento sottostante oggetto della copertura limitate al rischio coperto.
Per gli strumenti derivati classificati come cash flow hedge, che si qualificano come tali, le variazioni di fair value vengono rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" attraverso il conto economico complessivo. Tale riserva viene successivamente rilevata a conto economico al momento della manifestazione economica del sottostante oggetto di copertura. La variazione di fair value riferibile alla porzione inefficace viene immediatamente rilevata al conto economico di periodo. Qualora il verificarsi dell'operazione sottostante non sia più considerata altamente probabile, o non sia più dimostrabile la relazione di copertura, la corrispondente quota della "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" viene immediatamente riversata a conto economico.
Qualora, invece, lo strumento derivato sia ceduto e pertanto non si qualifichi più come copertura del rischio efficace a fronte del quale l'operazione era stata accesa, la quota di "Riserva strumenti derivati valutati al fair value" a esso relativa viene mantenuta sino a quando non si manifestano gli effetti economici del contratto sottostante.
La Società, laddove ne sussistano i requisiti, applica la fair value option.
Gerarchia del fair value
Gli strumenti finanziari valutati al fair value sono classificati in una gerarchia di tre livelli sulla base delle modalità di determinazione del fair value stesso, ovvero con riferimento ai fattori utilizzati nel processo di determinazione del valore:
- livello 1, strumenti finanziari il cui fair value è determinato sulla base di un prezzo quotato in un mercato attivo;
- livello 2, strumenti finanziari il cui fair value è determinato mediante tecniche di valutazione che utilizzano parametri osservabili direttamente o indirettamente sul mercato. Sono classificati in questa categoria gli strumenti valutati sulla base di curve forward di mercato e i contratti differenziali a breve termine;
- livello 3, strumenti finanziari il cui fair value è determinato con tecniche di valutazione che prendono a riferimento parametri non osservabili sul mercato, ovvero facendo esclusivamente ricorso a stime interne.
Contributi - I contributi in conto impianti sono rilevati nel conto economico lungo il periodo necessario per correlarli alle relative componenti di costo. Nella situazione patrimoniale-finanziaria sono rappresentati iscrivendo il contributo come ricavo differito. I contributi in conto esercizio, compresi quelli ricevuti da utenti per l'allacciamento, sono considerati ricavi per prestazioni effettuate nell'esercizio e pertanto sono contabilizzati secondo il criterio della competenza.
Riconoscimento dei ricavi e dei costi - I ricavi e proventi sono iscritti al netto di resi, sconti e abbuoni, nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi. Sono ripartiti tra ricavi derivanti dall'attività operativa e proventi finanziari che maturano tra la data di vendita e la data del pagamento.
In particolare:
- i ricavi per vendita di acqua e per il servizio di teleriscaldamento sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione e comprendono lo stanziamento per erogazioni effettuate, ma non ancora fatturate (stimate sulla base di analisi storiche determinate in relazione ai consumi pregressi);
- i ricavi sono rilevati quando (o man mano che) è adempiuta l'obbligazione del fare, trasferendo al cliente il bene o il servizio promesso. Il trasferimento avviene quando (o man mano che) il cliente acquisisce il controllo del bene o del servizio. Il ricavo iscritto corrisponde al prezzo attribuito all'obbligazione del fare oggetto della rilevazione. Si procede all'iscrizione del ricavo solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo per i beni o servizi trasferiti al cliente;
- i costi sono contabilizzati secondo il principio della competenza.
Canoni di leasing - Sono iscritti a conto economico come oneri di periodo i canoni riferiti a contratti di leasing, così come definiti dal principio Ifrs 16, che hanno a oggetto beni di modesto valore (lowvalue asset) o la cui durata è pari o inferiore a 12 mesi (short-term lease). Il Gruppo ha fissato in 5.000 euro la soglia per ritenere il singolo bene sottostante come di modesto valore.
Proventi e oneri finanziari - I proventi e oneri finanziari sono rilevati in base al principio della competenza. I dividendi delle "Altre partecipazioni" sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento, è probabile che i benefici economici derivanti dai dividendi affluiranno alla Società e l'ammontare degli stessi può essere attendibilmente valutato.
Imposte - Le imposte rappresentano la somma delle imposte correnti e differite. Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi ed esclude inoltre componenti che non saranno mai tassabili o deducibili. Le "Passività per imposte correnti" sono calcolate utilizzando aliquote vigenti alla data del bilancio.
Nella determinazione delle imposte di esercizio, la Società ha tenuto in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007 e in particolare il rafforzato principio di derivazione statuito dall'art. 83 del Tuir. Tale principio prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgano, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.
Ai fini dell'Ires la Società ha aderito al cosiddetto consolidato nazionale con le principali società controllate. A tal fine con ciascuna società controllata è stato stipulato un apposito contratto per la regolamentazione delle partite fiscali trasferite con specifico riferimento alle imposte correnti. Le imposte anticipate e differite calcolate in sede di determinazione del reddito delle controllate non vengono trasferite alla controllante Hera Spa ma permangono in capo alla singola controllata.
Le imposte differite sono calcolate con riguardo alle differenze temporanee nella tassazione e sono iscritte alla voce "Passività fiscali differite". Le "Attività fiscali differite" vengono rilevate nella misura in cui si ritiene probabile l'esistenza, negli esercizi in cui si riverseranno le relative differenze temporanee, di un reddito imponibile almeno pari all'ammontare delle differenze che si andranno ad annullare.
Le imposte differite e anticipate sono determinate sulla base delle aliquote fiscali che si prevede saranno applicabili nell'esercizio nel quale sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale, sulla base delle aliquote fiscali stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio. Tali variazioni sono imputate a conto economico o a patrimonio netto, in relazione all'imputazione effettuata all'origine della differenza di riferimento.
Criteri di conversione delle poste in valuta estera - La valuta funzionale e di presentazione adottata da Hera Spa è l'euro. Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività in valuta sono iscritte al cambio di riferimento alla data di chiusura dell'esercizio e i relativi utili e perdite su cambi sono imputati regolarmente al conto economico. L'eventuale utile netto che dovesse sorgere viene accantonato in un'apposita riserva non distribuibile fino alla data di realizzo.
Operazioni con parti correlate - Le operazioni con parti correlate avvengono alle normali condizioni di mercato, nel rispetto dei criteri di efficienza ed economicità.
Rischio di credito
Il rischio di credito cui è esposta la Società deriva dall'ampia articolazione dei portafogli clienti delle principali aree di business nelle quali opera; per la stessa ragione, tale rischio risulta ripartito su di un largo numero di clienti. Al fine di gestire il rischio di credito, la Società ha definito procedure per la selezione, il monitoraggio e la valutazione del proprio portafoglio clienti. Il mercato di riferimento è quello italiano.
Il modello di gestione del credito della Società consente di determinare in maniera analitica la differente rischiosità associabile all'esigibilità dei crediti sin dal loro sorgere e progressivamente in funzione della loro crescente anzianità. Questa operatività consente di ridurre la concentrazione e l'esposizione ai rischi del credito, sia del segmento clienti business sia del segmento domestico. Relativamente ai crediti riguardanti i piccoli clienti vengono effettuati stanziamenti al fondo svalutazione sulla base di analisi predittive circa l'ammontare dei probabili futuri incassi, prendendo in considerazione l'anzianità del credito, il tipo di azioni di recupero intraprese e lo status del creditore. Periodicamente, inoltre, vengono effettuate analisi sulle posizioni creditizie ancora aperte individuando eventuali criticità e qualora risultino parzialmente, o del tutto inesigibili, si procede a una congrua svalutazione.
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità consiste nell'impossibilità di far fronte alle obbligazioni finanziarie assunte per carenza di risorse interne, o incapacità a reperire risorse esterne a costi accettabili. Il rischio di liquidità è mitigato adottando politiche e procedure atte a massimizzare l'efficienza della gestione delle risorse finanziarie. Ciò si esplica prevalentemente nella gestione centralizzata dei flussi in entrata e in uscita (tesoreria centralizzata), nella valutazione prospettica delle condizioni di liquidità, nell'ottenimento di adeguate linee di credito, nonché preservando un adeguato ammontare di liquidità.
La pianificazione finanziaria dei fabbisogni, orientata sui finanziamenti a medio periodo, nonché la presenza di abbondanti margini di disponibilità su linee di credito permettono un'efficace gestione del rischio di liquidità.
Rischio tasso d'interesse e rischio valuta su operazioni di finanziamento
Hera Spa non è soggetta al rischio di cambio operando pressoché esclusivamente sul mercato italiano, sia in relazione alle vendite dei propri servizi, che per quanto riguarda gli approvvigionamenti di beni e servizi. Per quanto concerne il rischio di tasso, Hera Spa valuta regolarmente la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse e gestisce tale rischio attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari derivati, secondo quanto stabilito nelle proprie linee di gestione dei rischi. Nell'ambito di tali indirizzi, l'uso di strumenti finanziari derivati è riservato alla gestione dell'esposizione alle fluttuazioni dei tassi di interesse connessi con i flussi monetari e le poste patrimoniali attive e passive. Tali politiche non consentono attività di tipo speculativo.
Per una trattazione esaustiva di come la Società analizza, misura, monitora e gestisce l'esposizione a tali rischi, si rimanda al paragrafo 1.02.03 "Gli ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio" all'interno della relazione sulla gestione.
Gestione emergenza Covid-19
Si rinvia al paragrafo della relazione della gestione 1.08 "Gestione emergenza Covid-19" per una più ampia disamina dell'emergenza sanitaria indotta dal Covid-19, con riferimento ai piani posti in essere dal Gruppo per farvi fronte, all'analisi degli effetti che la stessa potrebbe determinare, e all'informativa fornita anche con riferimento a quanto previsto dal principio contabile Ias 10. Al riguardo di tale ultimo aspetto, si precisa che - sotto il profilo contabile - la Direzione del Gruppo ha ritenuto che la suddetta emergenza sanitaria manifestatasi in tale stato per la prima volta nel mese di gennaio in Cina e solo di recente anche nel nostro Paese, costituisca un not-adjusting event, secondo le previsioni del summenzionato principio contabile, e pertanto non se n'è tenuto conto nei processi di valutazione afferenti alle voci iscritte nel bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2019.
La predisposizione del bilancio separato e delle relative note richiede l'uso di stime e valutazioni da parte degli amministratori, con effetto sui valori di bilancio, basate su dati storici e sulle aspettative di eventi puntuali che ragionevolmente si verificheranno in base alle informazioni conosciute. Tali stime, per definizione, approssimano quelli che saranno i dati a consuntivo. Sono pertanto di seguito indicate le principali aree caratterizzate da valutazioni e assunzioni, che potrebbero comportare variazioni nei valori delle attività e passività entro l'esercizio successivo.
Sono indicati in particolare la natura di tali stime e i presupposti per la loro elaborazione, con l'indicazione dei valori contabili di riferimento.
Continuità aziendale
Gli amministratori hanno valutato l'applicabilità del presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio, concludendo che tale presupposto è adeguato in quanto non sussistono dubbi sulla continuità aziendale.
Impairment test
Hera Spa effettua almeno una volta all'anno l'analisi del valore recuperabile dell'avviamento e delle partecipazioni (di collegamento) in società che detengono asset di generazione di energia termoelettrica per il tramite di impairment test. Tale test si basa su calcoli del suo valore in uso che richiedono l'utilizzo di stime dettagliate nella nota 32 di commento agli schemi di bilancio.
Accantonamenti per rischi
Tali accantonamenti sono stati effettuati adottando le medesime procedure dei precedenti esercizi facendo riferimento a comunicazioni aggiornate dei legali e dei consulenti che seguono le vertenze, nonché sulla base degli sviluppi procedurali delle stesse.
Rilevazione dei ricavi
I ricavi per vendita di acqua e per il servizio di teleriscaldamento sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione solo se si è ritenuto probabile che verrà incassato il corrispettivo. Essi comprendono lo stanziamento per le prestazioni effettuate, intervenute tra la data dell'ultima lettura e il termine dell'esercizio, ma non ancora fatturate. Tale stanziamento si basa su stime del consumo giornaliero del cliente, fondate sul suo profilo storico, rettificato per riflettere le condizioni atmosferiche o altri fattori che possono influire sui consumi oggetto di stima.
Attività fiscali differite
La contabilizzazione delle imposte anticipate è effettuata sulla base delle aspettative di un imponibile fiscale negli esercizi futuri. La valutazione degli imponibili attesi ai fini della contabilizzazione delle imposte anticipate dipende da fattori che possono variare nel tempo e determinare effetti significativi sulla recuperabilità dei crediti per imposte anticipate.
Ammortamenti
Gli ammortamenti sono calcolati in base alla vita utile del bene. La vita utile è determinata dalla direzione aziendale al momento dell'iscrizione del bene nel bilancio; le valutazioni circa la durata della vita utile si basano sull'esperienza storica, sulle condizioni di mercato e sulle aspettative di eventi futuri che potrebbero incidere sulla vita utile stessa, compresi i cambiamenti tecnologici. Di conseguenza, è possibile che la vita utile effettiva possa differire dalla vita utile stimata.
Determinazione del fair value e processo di valutazione
Il fair value degli strumenti finanziari, sia su tassi di interesse sia su tassi di cambio, è desunto da quotazioni di mercato. In assenza di prezzi quotati in mercati attivi si utilizza il metodo dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri prendendo a riferimento parametri osservabili sul mercato. La metodologia di calcolo del fair value degli strumenti in oggetto include la valutazione del nonperformance risk se ritenuta rilevante. Tutti i contatti derivati stipulati da Hera Spa sono in essere con primarie controparti istituzionali.
A partire dal 1° gennaio 2019 risultano applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili emanati dallo Iasb e recepiti dall'Unione Europea:
Modifiche all'Ifrs 9 - Strumenti finanziari (Regolamento 2018/498). Documento emesso dallo Iasb in data 12 ottobre 2017, applicabile dal 1° gennaio 2019 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche consentono alle società, se viene soddisfatta una condizione specifica, di valutare particolari attività finanziarie prepagate attraverso la c.d. negative compensation al costo ammortizzato o al fair value con variazioni delle altre componenti di conto economico complessivo, anziché al fair value a conto economico.
Ifric 23 - Incertezze sul trattamento fiscale (Regolamento 2018/1595). Il documento, pubblicato dallo Iasb in data 7 giugno 2017 e applicabile dal 1° gennaio 2019, ha l'obiettivo di chiarire i requisiti in tema di recognition e measurement previsti dallo Ias 12 nell'ipotesi di incertezza normativa circa il trattamento delle imposte sui redditi. In particolare, l'interpretazione richiede a un'entità di analizzare tutte le incertezze applicative della normativa fiscale (individualmente o nel loro insieme a seconda delle caratteristiche) assumendo sempre che l'autorità fiscale esamini la posizione fiscale in oggetto, avendo piena conoscenza di tutte le informazioni rilevanti. Nel caso in cui l'entità ritenga non probabile che l'autorità fiscale accetti il trattamento fiscale seguito, occorre riflettere l'effetto dell'incertezza nella stima delle imposte sul reddito correnti e differite. Non è previsto alcun nuovo obbligo d'informativa, ma occorre stabilire se è rilevante fornire informazioni sulle considerazioni fatte dal management.
Modifiche allo Ias 28 - Partecipazioni in società collegate e joint venture (Regolamento 2019/237). Documento emesso dallo Iasb in data 12 ottobre 2017, applicabile dal 1° gennaio 2019 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono che le società devono contabilizzare le partecipazioni a lungo termine in una società collegata o joint venture a cui non è applicato il metodo del patrimonio netto utilizzando le disposizioni dell'Ifrs 9.
Modifiche allo Ias 19 - Modifica del piano, riduzione o liquidazione (Regolamento 2019/402). Documento emesso dallo Iasb in data 7 febbraio 2018 e applicabile a partire dal 1° gennaio 2019. Le modifiche specificano come un'entità debba rilevare una modifica (curtailment o settlement) di un piano a benefici definiti. Le modifiche richiedono all'entità di aggiornare le proprie ipotesi e rimisurare la passività o l'attività netta correlata al piano. In particolare, dopo il verificarsi di tale evento, l'entità deve utilizzare ipotesi aggiornate per misurare il current service cost e gli interessi per il resto del periodo di riferimento successivo all'evento.
In data 12 dicembre 2017 lo Iasb ha pubblicato il documento "Miglioramenti agli International Financial Reporting Standard: 2015-2017 Cycle" (Regolamento 2019/412). Tali miglioramenti comprendono modifiche a quattro principi contabili internazionali esistenti:
Ifrs 3 - Aggregazioni aziendali. La modifica precisa che nel momento in cui la società ottiene il controllo di un business che rappresenta una joint operation, occorre rimisurare l'interessenza precedentemente detenuta in tale business;
Ifrs 11 - Accordi a controllo congiunto. Viene chiarito che non deve essere rivisto il valore della partecipazione precedentemente detenuta in una joint operation quando si ottiene il controllo congiunto dell'attività;
Ias 12 - Imposte sul reddito. Il miglioramento chiarisce che un'entità è tenuta a contabilizzare le imposte correlate al pagamento dei dividendi (inclusi i pagamenti sugli strumenti finanziari classificati all'interno del patrimonio netto) con le medesime modalità di questi ultimi, ovvero rilevandole a conto economico, conto economico complessivo o patrimonio netto;
Ias 23 - Oneri finanziari. Viene richiesto di considerare come rientrante nell'indebitamento generico ogni prestito originariamente stipulato per realizzare uno specifico asset quando quest'ultimo è disponibile per l'utilizzo previsto o la vendita.
Le modifiche, applicabili dal 1° gennaio 2019 con applicazione anticipata consentita, chiariscono, correggono o rimuovono diciture o formulazioni ridondanti o conflittuali nel testo dei relativi principi.
Con riferimento all'applicazione di tali modifiche e nuove interpretazioni, non si sono rilevati effetti sul bilancio del Gruppo. Si ricorda che gli effetti sul bilancio derivanti dalla prima applicazione del principio Ifrs 16 Leasing sono illustrati nel paragrafo 2.02.02.
A partire dal 1° gennaio 2020 risulteranno applicabili obbligatoriamente i seguenti principi contabili e modifiche di principi contabili, avendo anch'essi già concluso il processo di endorsement comunitario:
Modifiche dei riferimenti al quadro sistematico conceptual framework - (Regolamento 2019/2075). Documento emesso dallo Iasb in data 29 marzo 2018, applicabile a partire dal 1° gennaio 2020, avente l'obiettivo di aggiornare i riferimenti al quadro sistematico presente nel corpus Ifrs, essendo quest'ultimo stato rivisto dallo Iasb nel corso del 2018. Il conceptual framework definisce i concetti fondamentali per l'informativa finanziaria e guida lo sviluppo e l'interpretazione degli standard Ifrs, aiutando a garantire che i principi siano concettualmente coerenti e che transazioni simili siano trattate allo stesso modo, al fine di fornire informazioni utili a investitori, finanziatori e altri creditori. Il conceptual framework rappresenta, inoltre, un riferimento per le società nello sviluppo di principi contabili quando nessun altro principio Ifrs è applicabile a una particolare transazione.
Modifiche allo Ias 1 e allo Ias 8 - Definizione di materialità (Regolamento 2019/2104). Documento emesso dallo Iasb in data 31 ottobre 2018, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Gli emendamenti chiariscono la definizione di materialità e come essa dovrebbe essere applicata, al fine di agevolare le scelte delle società circa le informazioni da includere nei bilanci. In particolare, il documento ha l'obiettivo di rendere più specifica la definizione di rilevante e introduce il concetto di informazione occultata accanto ai concetti di informazione omessa o errata già presenti nei due principi oggetto di modifica. L'emendamento chiarisce che un'informazione è occultata qualora sia stata descritta in modo tale da produrre un effetto simile a quello che si sarebbe prodotto qualora tale informazione fosse stata omessa o errata.
Modifiche all'Ifrs 9, Ias 39 e Ifrs 7 - Riforma di un tasso di interesse di riferimento (Regolamento 2020/34). Documento emesso dallo Iasb in data 26 settembre 2019, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche stabiliscono deroghe temporanee e limitate alle disposizioni in materia di contabilizzazione delle operazioni di copertura, in modo che possano continuare a essere rispettare le disposizioni dei principi coinvolti, presumendo che gli indici di riferimento per la determinazione dei tassi di interesse esistenti non siano modificati a seguito della riforma dei tassi interbancari. Viene, inoltre, previsto l'obbligo di fornire ulteriori informazioni agli investitori in merito alle relazioni di copertura che sono direttamente interessate dalle incertezze correlate alla riforma.
Al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti dell'introduzione di queste modifiche sul bilancio consolidato del Gruppo.
Sono in corso di recepimento da parte dei competenti organi dell'Unione Europea i seguenti principi, aggiornamenti ed emendamenti dei principi Ifrs (già approvati dallo Iasb), nonché le seguenti interpretazioni (già approvate dall' Ifrs Ic):
Modifiche all'Ifrs 3 - Aggregazioni aziendali. Documento emesso dallo Iasb in data 22 ottobre 2018, applicabile dal 1° gennaio 2020 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono la definizione di business e agevoleranno le società a determinare se l'acquisizione effettuata riguarda un business o piuttosto un gruppo di attività. Nello specifico la nuova definizione sottolinea che lo scopo di un business consiste nel fornire beni e servizi ai clienti, mentre la precedente definizione si concentrava sui rendimenti sotto forma di dividendi, risparmi di costi o altri vantaggi economici per gli investitori. Considerato che tale emendamento sarà applicato sulle nuove operazioni di acquisizione che saranno concluse a partire dal 1° gennaio 2020, gli eventuali effetti saranno rilevati nei bilanci consolidati chiusi successivamente a tale data.
Modifiche allo Ias 1 - Presentazione del bilancio: classificazione delle passività come correnti o non correnti. Documento emesso dallo Iasb in data 23 gennaio 2020, applicabile dal 1° gennaio 2022 con applicazione anticipata consentita. Le modifiche chiariscono i requisiti da considerare per determinare se, nel prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria, i debiti e le altre passività con una data di regolamento incerta debbano essere classificati come correnti o non correnti (inclusi i debiti estinguibili mediante conversione in strumenti di capitale).
Con riferimento alle nuove modifiche e alle nuove interpretazioni precedentemente esposte, al momento gli amministratori stanno valutando i possibili effetti sul bilancio consolidato di Gruppo correlati alla loro introduzione.
Nella relazione sulla gestione ai paragrafi 1.03 e 1.06 viene riportata un'analisi dell'andamento gestionale dell'esercizio che può essere di ausilio per una migliore comprensione delle variazioni intervenute nelle principali voci di ricavi e costi operativi.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Servizio idrico integrato | 496.928 | 483.364 | 13.564 |
| Raccolta e smaltimento rifiuti | 409.379 | 407.328 | 2.051 |
| Servizi di Gruppo | 146.448 | 135.633 | 10.815 |
| Prestazioni per conto terzi | 54.706 | 45.387 | 9.319 |
| Teleriscaldamento | 50.019 | 52.206 | (2.187) |
| Vendita certificati ambientali | 44.051 | 90.763 | (46.712) |
| Produzione e distribuzione energia elettrica | 4.474 | 4.995 | (521) |
| Altri ricavi | 36 | 68 | (32) |
| Totale | 1.206.041 | 1.219.744 | (13.703) |
I ricavi sono principalmente realizzati nel territorio nazionale.
"Servizio idrico integrato", in relazione alle variazioni rispetto all'esercizio precedente si rinvia a quanto riportato nella relazione sulla gestione al paragrafo 1.02.03 "Analisi per aree strategiche d'affari - Ciclo idrico integrato". La voce contiene stanziamenti relativi a servizi forniti e non ancora fatturati per 84,5 milioni di euro.
"Raccolta e smaltimento rifiuti", l'incremento è imputabile agli adeguamenti riconosciuti nei piani economico-finanziari a titolo di recupero inflazione e copertura dei maggiori servizi richiesti per progetti di raccolta differenziata. La misura di tale incremento è l'effetto combinato di maggiori costi verso terzi, di minori costi di smaltimento, dovuti alla riduzione del rifiuto indifferenziato a favore del rifiuto differenziato, che ha un costo inferiore e di maggiori ricavi da recupero materia.
"Servizi di Gruppo", l'incremento dei ricavi è dovuto all'effetto combinato dei seguenti fattori:
- sviluppo di progetti informatici per conto delle società del gruppo, oltre a un incremento delle tariffe di riaddebito per i servizi svolti dalla funzione centrale;
- maggiori addebiti per l'utilizzo del brand Hera nell'ambito dei contratti già sottoscritti tra le parti;
- minori ricavi per servizi ambientali derivanti principalmente da una riduzione delle tariffe per l'attività di recupero del vetro e dal venir meno dell'attività di recupero della carta.
"Prestazioni per conto terzi", ricomprendono ricavi generati da contributi di allacciamento, oltre che dall'avanzamento di commesse per conti terzi. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente a lavori attinenti al servizio idrico eseguiti nei confronti delle società degli asset (in particolare Romagna Acque Spa).
"Teleriscaldamento", il decremento deriva principalmente dai minori volumi di vendita legati all'andamento termico registrato nell'esercizio.
"Vendita certificati ambientali", in particolare:
- certificati bianchi, 43.639 mila euro (90.608 mila euro nel 2018);
- certificati grigi, 412 mila euro (155 mila euro nel 2018).
Le vendite di certificati bianchi si sono concentrate principalmente nei confronti di Inrete Distribuzione Energia Spa per 37.586 mila euro (83.968 mila euro nel 2018). Si segnala altresì che tali ricavi vanno letti congiuntamente alla valorizzazione degli stessi certificati in portafoglio. In particolare si rinvia alla nota 3 "Altri ricavi operativi" e alla nota 4 "Consumi di materie prime e materiali di consumo" alla voce "Certificati bianchi e grigi".
Si rimanda infine al paragrafo 3.04 per la descrizione della struttura del Gruppo e dei conseguenti rapporti intercompany.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Variazione dei lavori in corso su ordinazione | (2.660) | 3.220 | (5.880) |
| Totale | (2.660) | 3.220 | (5.880) |
Tale voce è collegata alla nota 21 "Rimanenze".
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Commesse a lungo termine | 116.347 | 109.476 | 6.871 |
| Contributi in conto esercizio e da raccolta differenziata | 30.030 | 25.812 | 4.218 |
| Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti per servizi informativi, servizi immobiliari, gestione flotte e servizi amministrativi |
11.693 | 8.710 | 2.983 |
| Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti a titolo diverso | 8.079 | 6.028 | 2.051 |
| Quote contributi in conto impianti | 5.432 | 4.903 | 529 |
| Rimborso di costi | 5.032 | 5.570 | (538) |
| Locazioni | 1.417 | 1.488 | (71) |
| Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti per compensi amministratori |
859 | 801 | 58 |
| Vendite materiali e scorte a terzi | 767 | 800 | (33) |
| Rimborsi assicurativi | 331 | 421 | (90) |
| Incentivi ee con meccanismo feed in premium | 320 | 421 | (101) |
| Plusvalenze da cessioni di beni | 114 | 99 | 15 |
| Altri ricavi | 9.207 | 6.521 | 2.686 |
| Totale | 189.628 | 171.050 | 18.578 |
"Commesse a lungo termine", comprendono i ricavi generati dalla costruzione, o miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione in applicazione dell'interpretazione Ifric 12. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto a maggiori investimenti relativi al ciclo idrico.
"Contributi in conto esercizio e da raccolta differenziata", i contributi in conto esercizio sono pari a 2.050 mila euro (2.189 mila euro nel 2018). I contributi da raccolta differenziata, pari a 27.980 mila euro (23.623 mila euro nel 2018), sono costituiti principalmente dal valore degli imballaggi (cartone, ferro, plastica e vetro) ceduti ai consorzi di filiera Conai. L'incremento è dovuto all'effetto combinato dei seguenti fattori:
- maggiori quantitativi di imballaggi di carta, 726 mila euro;
- minori quantitativi di imballaggi di cartone, 10 mila euro;
- maggiori ricavi per la lavorazione di imballaggi di carta e cartone in piattaforma, 1.663 mila euro;
- maggiori quantitativi di imballaggi in ferro, plastica e vetro, 1.978 mila euro.
"Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti per servizi informativi, immobiliari, gestione flotte e servizi amministrativi" realizzati principalmente per conto delle controllate Inrete Distribuzione Energia Spa, AcegasApsAmga Spa, Acantho Spa, Hera Comm Spa, Herambiente Spa, Marche Multiservizi Spa e Uniflotte Srl. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è relativo a prestazioni effettuate da Hera Spa per l'implementazione di sistemi transazionali nei confronti delle società Acantho Spa, Hera Comm Spa, Herambiente Spa e Marche Multiservizi Spa.
"Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti a titolo diverso", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto principalmente ai maggiori costi riaddebitati a Hera Comm Spa per recupero di spese di sollecito a clienti.
"Quote contributi in conto impianti", rappresentano i ricavi correlati alle quote di ammortamento relative ai cespiti oggetto di contribuzione afferenti principalmente al ciclo idrico.
"Riaddebiti a società del Gruppo per costi sostenuti per compensi amministratori", si rinvia alla nota 5 "Costi per servizi" e in particolare alla voce "Compensi a sindaci e amministratori".
"Incentivi energia elettrica con meccanismo feed in premium", rappresentano i ricavi derivanti dal meccanismo incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in base al quale non sono più riconosciuti titoli di efficienza energetica, ma una tariffa agevolata per la vendita di energia elettrica prodotta.
"Plusvalenze da cessioni di beni", costituite principalmente dalla cessione di terreni e fabbricati (114 mila euro rispetto ai 99 mila euro nel 2018).
"Altri ricavi", riguardano principalmente recuperi di costi per prestazioni varie.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Certificati bianchi e grigi | 74.637 | 67.601 | 7.036 |
| Acqua | 48.588 | 47.883 | 705 |
| Energia elettrica a uso industriale | 47.340 | 48.672 | (1.332) |
| Materiali per la manutenzione al netto delle variazioni delle scorte | 20.564 | 21.872 | (1.308) |
| Metano per uso industriale | 14.431 | 15.866 | (1.435) |
| Combustibili gestione calore | 9.552 | 8.873 | 679 |
| Prodotti chimici | 6.230 | 5.299 | 931 |
| Combustibili, carburanti e lubrificanti | 4.998 | 7.519 | (2.521) |
| Materiali di consumo e vari | 3.505 | 1.976 | 1.529 |
| Oneri e proventi da valutazione certificati | (29.388) | 18.442 | (47.830) |
| Totale | 200.457 | 244.003 | (43.546) |
"Certificati bianchi e grigi", includono il costo di acquisto delle diverse tipologie di certificati ambientali sostenuto nell'esercizio 2019. In particolare: 71.835 mila euro per certificati bianchi (66.574 mila euro nel 2018), 2.802 mila euro per certificati grigi (1.027 mila euro nel 2018).
Per quanto concerne i certificati bianchi, la variazione rispetto all'esercizio precedente va ricondotta principalmente agli impegni assunti nei confronti di Inrete Distribuzione Energia Spa. L'incremento è stato determinato dai prezzi di approvvigionamento, oltre che dagli obblighi assegnati al distributore, entrambi in crescita rispetto all'esercizio precedente. Si segnala infine che i costi consuntivati per gli acquisti di certificati vanno letti congiuntamente ai ricavi (in particolare si rinvia alla nota 1 "Ricavi").
"Energia elettrica a uso industriale" e "Metano per uso industriale", il decremento rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente ai minori prezzi di acquisto e al minor utilizzo a seguito degli interventi di efficientamento energetico eseguiti sugli impianti del ciclo idrico.
"Combustibili, carburanti e lubrificanti", il decremento è compensato dai maggiori riaddebiti infragruppo ricevuti da Uniflotte Srl nell'ambito dei contatti di servizio stipulati tra le parti (si rinvia alla nota 5 "Costi per servizi" alla voce "Servizi da società del Gruppo").
"Oneri e proventi da valutazione certificati", si riferiscono alla valorizzazione dei certificati in portafoglio e in particolare:
- bianchi, proventi per 29.231 mila euro (oneri per 17.586 mila euro nel 2018);
- grigi, proventi per 157 mila euro (oneri per 856 mila euro nel 2018).
La variazione dei proventi da valutazione per i certificati bianchi è prevalentemente dovuta alla valorizzazione degli impegni di acquisto resi necessari dagli obblighi assunti nei confronti di Inrete Distribuzione Energia Spa (si rinvia anche alla voce "Certificati bianchi e grigi").
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Servizi da società del Gruppo | 294.723 | 289.595 | 5.128 |
| Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti | 148.338 | 136.885 | 11.453 |
| Spese per lavori e manutenzioni | 112.999 | 109.903 | 3.096 |
| Servizi informativi ed elaborazione dati | 52.264 | 42.848 | 9.416 |
| Canoni corrisposti a enti locali | 34.853 | 35.871 | (1.018) |
| Postali, recapiti e telefonici | 9.814 | 9.096 | 718 |
| Prestazioni professionali, legali e tributarie | 9.016 | 8.507 | 509 |
| Oneri e commissioni per servizi bancari | 8.077 | 8.396 | (319) |
| Selezione personale, formazione e altre spese del personale | 7.400 | 7.947 | (547) |
| Servizi tecnici | 4.888 | 3.688 | 1.200 |
| Servizi di pulizia e vigilanza | 3.506 | 3.759 | (253) |
| Compensi a sindaci e amministratori | 3.020 | 2.549 | 471 |
| Assicurazioni | 2.837 | 2.738 | 99 |
| Canoni passivi | 2.835 | 4.031 | (1.196) |
| Utenze | 2.672 | 2.818 | (146) |
| Prestazioni organizzative | 2.522 | 991 | 1.531 |
| Annunci, avvisi legali e finanziari, comunicazioni ai clienti | 2.318 | 2.482 | (164) |
| Affitti e locazioni passive | 965 | 4.782 | (3.817) |
| Analisi di laboratorio | 310 | 301 | 9 |
| Vettoriamento e stoccaggio | 241 | 184 | 57 |
| Lettura contatori | 18 | 18 | ‐ |
| Altri costi per servizi | 3.841 | 3.509 | 332 |
| Totale | 707.457 | 680.898 | 26.559 |
"Servizi da società del Gruppo", comprendono gli addebiti di costi derivanti dai contratti in essere con le società del Gruppo relativi ai servizi di smaltimento dei rifiuti, gestione flotte, telefonia, gestione clienti e direzione ingegneria/tecnica clienti. L'incremento rilevato è imputabile principalmente a maggiori oneri connessi all'attività di smaltimento fanghi, sia per maggiori volumi trattati che per incremento delle relative tariffe, agli oneri connessi all'acquisto dei carburanti e del servizio di noleggio auto, che precedentemente venivano acquisiti direttamente da fornitori terzi e ai maggiori oneri connessi alla gestione clienti. I citati incrementi sono stati parzialmente compensati da un sensibile calo dei costi di smaltimento dei rifiuti a seguito dei nuovi progetti di raccolta differenziata, avviati durante l'anno in ambiti territoriali precedentemente gestiti tramite raccolta indifferenziata.
"Servizi di trasporto, smaltimento e raccolta rifiuti", l'incremento è imputabile principalmente all'attivazione di servizi aggiuntivi finalizzati all'ottenimento di una maggiore percentuale di raccolta differenziata (si rinvia alla nota 1 "Ricavi" e in particolare alla voce "Raccolta e smaltimento rifiuti").
"Spese per lavori e manutenzioni", comprendono i costi relativi alla costruzione, o al miglioramento, delle infrastrutture detenute in concessione e i costi per la manutenzione degli impianti. L'incremento rispetto all'esercizio precedente è dovuto principalmente a maggiori investimenti nel ciclo idrico.
"Servizi informativi ed elaborazione dati", l'incremento è imputabile ai maggiori canoni riconosciuti a terzi per gli applicativi in uso, oltre che per i nuovi acquisiti effettuati nel corso dell'anno e al maggior numero di attività progettuali sviluppate nel 2019, rispetto all'esercizio precedente, oggetto di rifatturazione alle società del Gruppo.
"Canoni corrisposti a enti locali", comprendono, tra gli altri, oneri sostenuti per l'utilizzo delle reti di proprietà pubblica, canoni corrisposti alle società degli asset per la gestione di beni del ciclo idrico e canoni di locazione delle isole ecologiche.
"Compensi a sindaci e amministratori", comprensivi dei costi sostenuti per i diversi organi sociali. Nella tabella che segue sono riportati i valori di costo, al netto di quanto viene riaddebitato in relazione agli amministratori di Hera Spa che ricoprono cariche sociali anche in altre società del Gruppo.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Compensi a sindaci e amministratori | 3.020 | 2.549 | 471 |
| Riaddebiti a società del Gruppo | (859) | (801) | (58) |
| Totale | 2.161 | 1.748 | 413 |
"Affitti e locazioni passive" e "Canoni passivi", in relazione alla variazione rispetto all'esercizio precedente si segnala che le due voci al 31 dicembre 2018 accoglievano canoni per contratti di affitto e noleggio per 3,3 milioni di euro, che sono rientrati nell'ambito di applicazione del principio Ifrs 16 a partire dal 1° gennaio 2019. Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo 3.02.02 "Adozione Ifrs 16" e alla nota 14 "Diritti d'uso e passività per leasing".Si segnala, inoltre, che all'interno di questa voce sono iscritti i canoni relativi a leasing a breve termine e a leasing di modesto valore, il cui valore dell'esercizio 2019 risulta non significativo.
"Altri costi per servizi", all'interno di questa voce sono ricompresi principalmente i costi per servizi commerciali.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Salari e stipendi | 140.028 | 136.774 | 3.254 |
| Oneri sociali | 44.856 | 45.903 | (1.047) |
| Trattamento di fine rapporto e altri benefici | 51 | 94 | (43) |
| Altri costi | 12.272 | 13.717 | (1.445) |
| Totale | 197.207 | 196.488 | 719 |
L'incremento dei costi del personale è riconducibile principalmente al maggior numero di dipendenti mediamente impiegati nel corso dell'esercizio. Il costo del lavoro sostenuto nell'esercizio 2019 beneficia del contenimento degli oneri sociali, oltre che del minor impatto di oneri per la cessazione di rapporti di lavoro rispetto all'esercizio precedente.
Il numero medio dei dipendenti per il periodo preso in considerazione, suddivIso per categorie, è il seguente:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Dirigenti | 76 | 76 | ‐ |
| Quadri | 226 | 225 | 1 |
| Impiegati | 1.529 | 1.492 | 37 |
| Operai | 1.111 | 1.124 | (13) |
| Totale | 2.942 | 2.917 | 25 |
Al 31 dicembre 2019 il numero effettivo dei dipendenti è pari a 2.870 unità (2.847 unità al 31 dicembre 2018).
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Canoni demaniali | 7.811 | 7.520 | 291 |
| Imposte diverse da quelle sul reddito | 5.013 | 5.153 | (140) |
| di cui canoni di occupazione spazi e aree pubbliche | 1.724 | 1.620 | 104 |
| Contributi associativi e altri contributi | 1.747 | 1.449 | 298 |
| Minusvalenza da cessioni di beni | 655 | 793 | (138) |
| Altri oneri minori | 9.665 | 7.571 | 2.094 |
| di cui oneri utilità sociale | 62 | 88 | (26) |
| di cui multe, ammende e penalità | 1.293 | 902 | 391 |
| di cui spese diverse deducibili (principalmente contributi a disagiati) |
4.008 | 2.676 | 1.332 |
| di cui altri costi correnti | 4.054 | 3.640 | 414 |
| Totale | 24.891 | 22.486 | 2.405 |
"Canoni demaniali", si riferiscono principalmente a canoni corrisposti alla Regione Emilia-Romagna, a consorzi di bonifica, enti d'ambito e comunità montane, principalmente relativi a prelievo e utilizzo di acque, alla copertura dei costi di manutenzione e gestione di opere idrauliche, ai canoni stabiliti dal Dgr 933/2012 e ai contributi riconosciuti per il funzionamento di Atersir.
"Imposte diverse da quelle sul reddito", si riferiscono principalmente a imposte su fabbricati, imposte di bollo e registro e canoni di occupazione spazi e aree pubbliche.
"Minusvalenza da cessioni di beni", generata dalle seguenti dismissioni:
- mezzi, cassonetti e attrezzature, 57 mila euro (11 mila euro nel 2018);
- contatori, 132 mila euro (75 mila euro nel 2018);
- impiantistica varia, 466 mila euro (642 mila euro nel 2018 principalmente relativa alla dismissione di beni del servizio di gestione rifiuti urbani del bacino forlivese a Unica Reti Spa);
- fabbricati e terreni, nessun valore nel 2019 (65 mila euro nel 2018).
"Altri oneri minori" comprendono principalmente indennità risarcitorie, sanzioni, penali, altri oneri non ricorrenti.
Nel corso dell'esercizio sono stati capitalizzati nella voce "Immobilizzazioni materiali" e "Attività immateriali" i seguenti costi:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Costo del personale | 5.491 | 5.046 | 445 |
| Materiali prelevati da magazzino | 892 | 928 | (36) |
| Utilizzo mezzi | 15 | 7 | 8 |
| Totale | 6.398 | 5.981 | 417 |
Tale voce ricomprende i costi interni sostenuti per la realizzazione degli investimenti aziendali.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Ammortamento immobilizzazioni materiali | 30.587 | 30.386 | 201 |
| Ammortamento diritti d'uso | 3.115 | ‐ | 3.115 |
| Ammortamento attività immateriali | 97.683 | 89.438 | 8.245 |
| Accantonamenti al fondo svalutazione crediti | 15.100 | 16.500 | (1.400) |
| Accantonamenti per rischi e oneri | 2.089 | 9.359 | (7.270) |
| Altri accantonamenti | 4.040 | 4.150 | (110) |
| Disaccantonamenti | (2.005) | (1.340) | (665) |
| Totale | 150.609 | 148.493 | 2.116 |
Per la composizione e ulteriori dettagli in relazione alle singole voci, si rinvia a quanto riportato nelle note 13 "Immobilizzazioni materiali", 14 "Diritti d'uso e passività per leasing", 15 "Attività immateriali", 22 "Crediti commerciali" e 28 "Fondi per rischi e oneri".
"Ammortamento diritti d'uso", accoglie le quote di ammortamento delle attività iscritte in relazione a contratti di leasing rientranti nell'ambito di applicazione del principio contabile Ifrs 16.
"Ammortamento attività immateriali", nel corso dell'esercizio si è proceduto a una revisione delle vite utili tecnico-economiche dei beni del ciclo idrico integrato. Tale analisi, che è stata condotta in collaborazione con una primaria società operante nel settore delle valutazioni di beni, ha determinato un incremento delle aliquote di ammortamento con un effetto netto di circa 8,2 milioni. Si segnala, inoltre, che a seguito di detta revisione, le aliquote di ammortamento del ciclo idrico integrato risultano sostanzialmente allineate a quelle definite da Arera per il periodo tariffario 2020–2023.
"Disaccantonamenti", comprendono i riaccertamenti di fondi per il venir meno del rischio sottostante. Si segnalano, in particolare i riaccertamenti che hanno interessato il Fondo cause legali e contenzioso del personale per 231 mila euro (1.266 mila euro nel 2018) e, i Fondi per rischi e oneri per 1.774 mila euro (74 mila euro nel 2018).
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Proventi da partecipazioni in imprese controllate | 159.719 | 158.885 | 834 |
| Proventi da partecipazioni in imprese collegate | 2.227 | 1.737 | 490 |
| Proventi da partecipazioni in altre imprese | 55 | 135 | (80) |
| Rivalutazione | 1.766 | ‐ | 1.766 |
| Minusvalenze da alienazioni di partecipazioni in altre imprese | (5.701) | (48) | (5.653) |
| Svalutazioni di partecipazioni e attività finanziarie | (27.430) | (6.266) | (21.164) |
| Totale | 130.636 | 154.443 | (23.807) |
I "Proventi da partecipazioni in imprese controllate e collegate" comprendono principalmente i dividendi deliberati nell'esercizio 2019 in relazione ai risultati conseguiti nell'anno 2018. La voce "Proventi da partecipazioni in imprese controllate" comprendeva la plusvalenza realizzata a seguito della cessione della partecipazione in Medea Spa, pari a 3.887 mila euro, avvenuta nell'aprile 2018.
Di seguito vengono evidenziate le variazioni rispetto all'esercizio precedente:
| Proventi da partecipazioni in imprese controllate | 2019 | 2018 | Var. |
|---|---|---|---|
| Acantho Spa | 1.956 | 2.282 | (326) |
| AcegasApsAmga Spa | 26.758 | 32.551 | (5.793) |
| Hera Comm Spa | 97.059 | 84.923 | 12.136 |
| Hera Trading Srl | 10.789 | 20.806 | (10.017) |
| Herambiente Spa | 8.003 | 10.130 | (2.127) |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 11.021 | ‐ | 11.021 |
| Marche Multiservizi Spa | 4.133 | 4.306 | (173) |
| Medea Spa | ‐ | 3.887 | (3.887) |
| Totale | 159.719 | 158.885 | 834 |
| Proventi da partecipazioni in imprese collegate | 2019 | 2018 | Var. |
| Aimag Spa | 2.227 | 1.717 | 510 |
| Ghirlandina Solare Srl | ‐ | 20 | (20) |
| Totale | 2.227 | 1.737 | 490 |
"Rivalutazione", si riferisce al riaccertamento del fondo svalutazione del finanziamento già erogato a Sviluppo Ambiente Toscana Srl per il venir meno del rischio sottostante a seguito della cessione, da parte della stessa Sviluppo Ambiente Toscana Srl, della partecipazione in Q.tHermo Srl, (società avente per oggetto la realizzazione del termovalorizzatore di Sesto Fiorentino (FI), detenuta al 40%). Tale cessione genererà infatti le risorse finanziare necessarie per estinguere il finanziamento erogato da Hera Spa.
"Minusvalenze da alienazioni di partecipazioni in altre imprese", si riferiscono principalmente alla vendita ad Ascopiave Spa del 48% della partecipazione in EstEnergy Spa (in particolare si rinvia alla nota 17 e al paragrafo della relazione sulla gestione che descrive l'intera operazione).
"Svalutazioni di partecipazioni e attività finanziarie", si riferiscono:
- alle partecipazioni in Sviluppo Ambiente Toscana Srl, per 1.456 mila euro a seguito dello scioglimento volontario della società che sarà deliberato dall'Assemblea dei Soci (vedi anche quanto detto più sopra) e in Set Spa e Calenia Energia Spa, rispettivamente 9.114 mila euro e 5.237 mila euro a seguito delle valutazioni condotte in sede di impairment test (si rinvia alla nota 32 "Impairment test");
- al finanziamento verso Tamarete Energia Srl per 11.623 mila euro, a seguito delle valutazioni condotte in sede di impairment test, si rinvia alla nota 32 "Impairment test" (4.500 mila euro nel 2018).
Nel 2018 le "Svalutazioni di partecipazioni e attività finanziarie" erano invece relative alle società: Sviluppo Ambiente Toscana Srl, Tamarete Energia Srl, rispettivamente per 1.766 mila euro e 4.500 mila euro.
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Proventi da crediti verso imprese controllate | 63.661 | 62.679 | 982 |
| Proventi da crediti verso imprese collegate | 2.171 | 2.351 | (180) |
| Proventi da crediti verso altri | 306 | 304 | 2 |
| Clienti | 497 | 744 | (247) |
| Proventi da derivati | 49.200 | 57.524 | (8.324) |
| Proventi finanziari da negoziazione | 12.758 | ‐ | 12.758 |
| Banche | 833 | 674 | 159 |
| Altri proventi finanziari | 170 | 780 | (610) |
| Totale proventi | 129.596 | 125.056 | 4.540 |
| Interessi passivi e altri oneri verso imprese controllate | 219 | 1.728 | (1.509) |
| Prestiti obbligazionari | 90.114 | 91.663 | (1.549) |
| Finanziamenti | 5.757 | 3.684 | 2.073 |
| Attualizzazione di fondi e leasing | 6.709 | 4.825 | 1.884 |
| Oneri da derivati | 75.704 | 45.437 | 30.267 |
| Oneri da valutazione al fair value di passività finanziarie | 5.168 | 15.852 | (10.684) |
| Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie | 14.602 | 10.859 | 3.743 |
| Oneri per scoperti di conto corrente | 12 | 3 | 9 |
| Factoring | 340 | 1.186 | (846) |
| Altri oneri finanziari | 253 | 382 | (129) |
| Totale oneri | 198.878 | 175.619 | 23.259 |
| Totale proventi (oneri) finanziari netti | (69.282) | (50.563) | (18.719) |
La variazione della gestione finanziaria nel suo complesso è commentata nella relazione sulla gestione.
"Proventi da crediti verso imprese controllate", l'incremento rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente ai maggiori interessi percepiti sui finanziamenti concessi alle società. Al riguardo si rinvia alla nota 18 della situazione patrimoniale-finanziaria.
"Proventi da crediti verso imprese collegate", costituiti dagli interessi attivi per finanziamenti concessi alle collegate Set Spa e Tamarete Energia Srl. Al riguardo si rinvia alla nota 18 della situazione patrimoniale-finanziaria.
"Proventi finanziari da negoziazione", la voce comprende proventi correlati alla rinegoziazione parziale, effettuata nel corso dell'esercizio, di due prestiti obbligazionari scadenti nell'esercizio 2021 e 2024, che ha comportato l'iscrizione a conto economico del valore attuale differenziale calcolato secondo le disposizioni del principio Ifrs 9 rispettivamente per 1.716 mila euro e 11.042 mila euro.
Per maggiori dettagli circa onerosità e struttura della voce "Finanziamenti" e "Prestiti obbligazionari" si rimanda alla nota 26 "Passività finanziarie non correnti e correnti".
Relativamente ai "Proventi e oneri da valutazione a fair value di passività finanziarie" e "Derivati su tassi" si rinvia alla nota 20 "Strumenti derivati" della situazione patrimoniale-finanziaria.
"Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie", rappresentano la ripartizione (ammortamento) degli oneri associati all'erogazione delle passività di natura finanziaria lungo la durata dei finanziamenti secondo il criterio dell'interesse effettivo.
"Attualizzazione di fondi e leasing", la voce si compone delle seguenti fattispecie:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Ripristino beni di terzi | 5.408 | 4.318 | 1.090 |
| Leasing | 909 | 135 | 774 |
| Trattamento di fine rapporto e altri benefici ai dipendenti | 392 | 372 | 20 |
| Totale | 6.709 | 4.825 | 1.884 |
Le principali variazioni rispetto al periodo precedente sono riconducibili:
- a una maggiore incidenza dell'adeguamento del valore attuale del Fondo ripristino beni di terzi rispetto all'esercizio precedente conseguente alla riduzione del tasso di attualizzazione;
- all'applicazione, a far data dal 1° gennaio 2019, del principio contabile relativamente ai contratti contenenti un leasing (si rimanda al paragrafo 3.02.02 "Adozione Ifrs 16"), che, avendo comportato l'iscrizione di una passività finanziaria attualizzata, ha determinato l'iscrizione dei conseguenti oneri finanziari.
"Valutazione al costo ammortizzato di passività finanziarie", rappresentano la ripartizione (ammortamento) degli oneri associati all'erogazione delle passività di natura finanziaria, inclusi i costi delle operazioni di rinegoziazione effettuate che non hanno comportato la derecognition della passività, lungo la durata delle stesse secondo il criterio dell'interesse effettivo.
"Factoring", si riferiscono all'attività di cessione crediti volta a ottimizzare la gestione del capitale circolante di Hera Spa.
La composizione della voce è la seguente:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Imposte correnti (Ires, Irap e Imposta sostitutiva) | 20.070 | 19.523 | 547 |
| Imposte esercizi precedenti (Ires, Irap) | (1.464) | (31) | (1.433) |
| Imposte differite | (392) | (388) | (4) |
| Imposte anticipate | (4.385) | (2.736) | (1.649) |
| Totale | 13.829 | 16.368 | (2.539) |
Le imposte dell'esercizio 2019 sono pari a 13.829 mila euro rispetto ai 16.368 mila euro dell'esercizio 2018 e non comprendono effetti straordinari o non ricorrenti.
Il tax rate dell'esercizio 2019, pari allo 7,8% è allineato a quello dell'esercizio precedente: al riguardo si rinvia alle tabelle che seguono e che riportano gli effetti che contribuiscono alla determinazione delle singole differenze.
La composizione delle imposte correnti per natura è la seguente:
| 2019 | 2018 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Ires | 14.310 | 14.054 | 256 |
| Irap | 5.437 | 5.146 | 291 |
| Imposta sostitutiva | 323 | 323 | ‐ |
| Totale | 20.070 | 19.523 | 547 |
L'aliquota teorica determinata sulla base della configurazione del reddito imponibile dell'impresa ai fini dell'imposta Ires è pari al 24%. La riconciliazione con l'aliquota effettiva viene riportata di seguito.
| 2019 | 2018 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| Effetto nominale |
Effetto percentuale |
Effetto nominale |
Effetto percentuale |
||
| Utile prima delle imposte | 180.140 | 211.507 | |||
| Ires | |||||
| Aliquota ordinaria | (43.234) | (24,0)% | (50.762) | (24,0)% | |
| Irap sul costo del personale | 53 | 0,0% | 54 | 0,0% | |
| Deduzione Irap | 84 | 0,0% | 123 | 0,1% | |
| Partecipation exemption | (1.083) | (0,6)% | 1.058 | 0,5% | |
| Svalutazione partecipazioni e attività finanziarie | (6.159) | (3,4)% | (1.504) | (0,7)% | |
| Dividendi | 36.936 | 20,5% | 35.747 | 16,9% | |
| Ammortamento goodwill | 82 | 0,0% | 684 | 0,3% | |
| Utilizzo fondo svalutazione crediti indeducibile | (32) | 0,0% | (33) | 0,0% | |
| Costi auto | (154) | (0,1)% | (195) | (0,1)% | |
| Agevolazione Ace (ex D.L. 201/2011) | ‐ | 0,0% | 555 | 0,3% | |
| Maxi ammortamenti (Legge di Stabilità 2016) | 546 | 0,3% | 491 | 0,2% | |
| Iper ammortamenti (Legge di Stabilità 2017) | 354 | 0,2% | 185 | 0,1% | |
| Patent box e credito per ricerca e sviluppo (Legge di Stabilità 2015) |
3.157 | 1,8% | 2.809 | 1,3% | |
| Ires esercizi precedenti | (174) | (0,1)% | 31 | 0,0% | |
| Altre variazioni (in aumento e/o diminuzione) | 15 | 0,0% | 503 | 0,2% | |
| Irap e altre imposte correnti | |||||
| Irap | (3.897) | (2,2)% | (5.791) | (2,7)% | |
| Imposta sostitutiva | (323) | (0,2)% | (323) | (0,2)% | |
| Imposte e aliquota effettiva | (13.829) | (7,8)% | (16.368) | (7,8)% |
Tale riconciliazione viene proposta ai soli fini Ires in considerazione del fatto che la particolare disciplina dell'Irap rende poco significativa la riconciliazione tra l'onere fiscale teorico derivato dai dati di bilancio e l'onere fiscale effettivo determinato sulla base della normativa fiscale.
Tra gli effetti positivi si segnalano quelli relativi agli incentivi e alle agevolazioni conseguite nell'esercizio; in particolare patent box, maxi ammortamenti, iper ammortamenti.
Tra quelli negativi si segnala la svalutazione dei finanziamenti erogati nei confronti di Tamarete Energia Srl e la svalutazione delle partecipazioni di Sviluppo Ambiente Toscana Srl, Calenia Energia Spa e Set Spa per le quali si rinvia all'apposita nota 18 "Attività finanziarie non correnti e correnti" e nota 32 "Impairment test".
Le imposte anticipate e differite relative all'esercizio 2019 riguardano le seguenti variazioni tra imponibile fiscale e il risultato di bilancio.
| Attività fiscali differite | 2019 | 2018 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Acquisizioni /cessioni |
Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Acquisizioni /cessioni |
||
| Imposte anticipate con effetto a conto economico e conto economico complessivo | |||||||
| Fondo svalutazione crediti | 20.581 | 4.939 | 13.857 | 3.326 | |||
| Fondi per rischi e oneri | 25.573 | 6.697 | 26.594 | 6.961 | |||
| Fondi benefici ai dipendenti | 6.305 | 1.663 | 5.463 | 1.426 | |||
| Derivati di copertura (cash flow hedge) |
‐ | ‐ | 8.978 | 2.155 | |||
| Ammortamenti | 34.574 | 8.351 | 14.244 | 3.475 | |||
| Partecipazioni | 21.880 | 6.170 | 24.615 | 6.941 | |||
| Leasing | 2.011 | 567 | ‐ | ‐ | |||
| Altri | 1.957 | 481 | 5.904 | 1.428 | |||
| Totale effetto fiscale | 112.881 | 28.868 | 583 | 99.655 | 25.712 | ‐ | |
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico complessivo |
(1.811) | 1.843 | |||||
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico |
4.385 | 2.736 |
| Passività fiscali differite | 2019 | 2018 | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Acquisizioni /cessioni |
Differenze temporanee |
Effetto fiscale (Ires + Irap) |
Acquisizioni /cessioni |
|||
| Imposte differite con effetto a conto economico e conto economico complessivo | ||||||||
| Fondi per rischi e oneri | 19.084 | 5.382 | 21.094 | 5.949 | ||||
| Fondi benefici ai dipendenti | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ||||
| Ammortamenti (Fta - fair value as deemed cost) |
12.879 | 3.632 | 12.591 | 3.551 | ||||
| Avviamenti deducibili | 11.499 | 3.243 | 11.199 | 3.158 | ||||
| Leasing | 1.813 | 511 | 1.692 | 477 | ||||
| Plusvalenze rateizzate | 310 | 74 | 340 | 81 | ||||
| Altri | 272 | 65 | 274 | 66 | ||||
| Totale effetto fiscale | 45.857 | 12.907 | 17 | 47.190 | 13.282 | ‐ | ||
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico complessivo |
‐ | ‐ | ||||||
| Importo accreditato (addebitato) a conto economico |
392 | 388 |
Con riferimento alle attività per imposte anticipate si segnala che l'incremento complessivo rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente a maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti tassato, a maggiori ammortamenti civilistici rispetto a quelli deducibili fiscalmente e alle imposte anticipate relative alla prima applicazione del principio contabile Ifrs 16 in materia di leasing.
Con riferimento alle passività per imposte anticipate si segnala che la riduzione complessiva rispetto all'esercizio precedente è imputabile principalmente al reversal del fondo ripristino beni di terzi inserito nella voce "Fondi per rischi e oneri".
Nella determinazione delle imposte dell'esercizio si sono tenuti in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotta dalla L. 244 del 24 dicembre 2007 e dai relativi decreti attuativi, D.M. 48 del 1° aprile 2009, D.M. dell'8 giugno 2011 e D.M. del 10 gennaio 2018, di coordinamento dei principi contabili internazionali con le regole di determinazione della base imponibile dell'Ires e dell'Irap, previsto dall'art. 4, comma 7-quater, del D.Lgs. 38/2005. In particolare è stato applicato il principio di derivazione rafforzata statuito dall'art. 83 del Tuir che prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgono, anche in deroga alle disposizioni del Tuir, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili.
Di seguito viene riportata un'informativa sui contenziosi fiscali in essere alla data del 31 dicembre 2019.
Avvisi di accertamento Ici
Relativi alla classificazione catastale del termovalorizzatore di Ferrara. Gli avvisi di accertamento riguardavano i periodi d'imposta 2008 e 2009 per un valore complessivo di 2,2 milioni di euro. Al riguardo si segnala che le sentenze della Commissione tributaria provinciale di Ferrara del 2016 sono risultate tutte favorevoli e che a seguito di tali pronunce in merito al classamento degli immobili, nel frattempo divenute definitive, in data 11 febbraio 2019 sono pervenuti dal Comune di Ferrara i provvedimenti di annullamento totale degli accertamenti.
Avvisi di accertamento Tosap e Cosap
Relativi all'occupazione permanente di suolo pubblico con cassonetti per rifiuti per i periodi di imposta dal 2013 al 2017, tali avvisi sono stati notificati in data 28 giugno 2018 e 20 luglio 2018 da parte del Comune di Riccione per un importo complessivo di 3,5 milioni di euro. In data 26 settembre 2018 sono stati presentati i relativi ricorsi e l'udienza si è tenuta in data 12 marzo 2019. In data 26 novembre 2019 sono state depositate le sentenze con le quali il giudice ha accolto parzialmente i ricorsi, ridefinendo l'imposta accertata e le sanzioni, determinando un onere per la società di 1 milione di euro versato in data 10 marzo 2020. In data 5 e 6 novembre 2019 sono pervenuti analoghi atti di accertamento per il 2018 e il 2019 per 2,1 milioni di euro, avverso i quali la Società ha proposto ricorso in data 10 gennaio 2020. In data 30 dicembre 2019 è pervenuto un avviso di accertamento dal Comune di Coriano per Tosap cassonetti relativo al 2014, pari a 0,2 milioni di euro; avverso il quale è stato presentato ricorso in data 28 febbraio 2020.
Il Gruppo, sentiti anche i propri legali, ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento al fondo rischi per i contenziosi in oggetto.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Terreni e fabbricati | 269.603 | 274.585 | (4.982) |
| Impianti e macchinari | 308.995 | 315.917 | (6.922) |
| Altri beni mobili | 11.691 | 11.231 | 460 |
| Immobilizzazioni in corso e acconti | 14.751 | 15.745 | (994) |
| Totale | 605.040 | 617.478 | (12.438) |
Le immobilizzazioni materiali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:
| Valore iniziale netto |
ramo e Conferimenti di cessioni |
Investimenti | Disinvestimenti | Ammortamenti | Altre variazioni | Valore finale netto |
valore lordo cui finale di |
ammortamento di cui fondo |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | |||||||||
| Terreni e fabbricati | 252.118 | ‐ | 12.995 | (65) | (6.767) | 16.304 | 274.585 | 354.476 | 79.891 |
| Impianti e macchinari | 320.225 | ‐ | 5.751 | (1.316) | (21.126) | 12.383 | 315.917 | 556.671 | 240.754 |
| Altri beni mobili | 11.130 | ‐ | 1.952 | (39) | (2.493) | 681 | 11.231 | 85.221 | 73.990 |
| Immobilizzazioni in corso e acconti |
37.188 | ‐ | 8.988 | (96) | ‐ | (30.335) | 15.745 | 15.745 | ‐ |
| Totale | 620.661 | ‐ | 29.686 | (1.516) | (30.386) | (967) | 617.478 | 1.012.113 | 394.635 |
| 31-dic-19 | |||||||||
| Terreni e fabbricati | 274.585 | ‐ | 8.826 | (283) | (6.713) | (6.812) | 269.603 | 354.319 | 84.716 |
| Impianti e macchinari | 315.917 | ‐ | 10.980 | (85) | (21.314) | 3.497 | 308.995 | 570.354 | 261.359 |
| Altri beni mobili | 11.231 | ‐ | 2.996 | (89) | (2.560) | 113 | 11.691 | 86.550 | 74.859 |
| Immobilizzazioni in corso e acconti |
15.745 | ‐ | 10.748 | (121) | ‐ | (11.621) | 14.751 | 14.751 | ‐ |
| Totale | 617.478 | ‐ | 33.550 | (578) | (30.587) | (14.823) | 605.040 | 1.025.974 | 420.934 |
"Terreni e fabbricati", pari a 269.603 mila euro sono costituiti per 44.900 mila euro da terreni e per 224.703 mila euro da fabbricati. Trattasi principalmente di siti di proprietà adibiti ad accogliere gli impianti produttivi.
"Impianti e macchinari", pari a 308.995 mila euro, accolgono principalmente le reti di distribuzione e gli impianti relativi ai business non rientranti in regime di concessione, quali il teleriscaldamento, la cogenerazione e l'igiene urbana.
"Altri beni mobili", pari a 11.691 mila euro, comprendono attrezzature per 5.736 mila euro, mobili per 3.622 mila euro e macchine elettroniche per 2.333 mila euro.
"Immobilizzazioni in corso e acconti", pari a 14.751 mila euro, sono costituite principalmente dagli investimenti in via di realizzazione per lo sviluppo del teleriscaldamento, da manutenzioni straordinarie relative a immobili di struttura e attinenti al settore della raccolta e dello spazzamento.
Nelle "Altre variazioni" è riportata la riclassifica a diritti d'uso del valore dei contratti precedentemente classificati come leasing finanziari (Ias 17) e iscritti tra le immobilizzazioni materiali per natura, come illustrato nella successiva nota 14. Nella voce sono inoltre rappresentate le riclassifiche dalle immobilizzazioni in corso alle specifiche categorie per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio ed eventuali riclassifiche da immobilizzazioni materiali ad attività immateriali, specie in presenza di beni oggetto di attività in concessione.
Per un'analisi più puntuale degli investimenti dell'anno si rinvia a quanto riportato nella relazione sulla gestione.
L'applicazione del principio Ifrs 16 ha comportato l'iscrizione al 1° gennaio 2019 di:
- diritti d'uso, iscritti tra le attività non correnti, calcolati per la quasi totalità delle fattispecie come i valori netti contabili che i beni oggetto dei contratti di leasing avrebbero avuto se il principio fosse stato applicato fin dalla data di attivazione degli stessi e utilizzando il tasso di attualizzazione definito alla data di transizione;
- passività finanziarie correnti e non correnti, determinate come valore attuale dei pagamenti futuri residui alla data di transizione, attualizzati utilizzando, per categorie omogenee, il tasso di finanziamento marginale applicabile in base all'orizzonte di scadenza.
Le tabelle seguenti riportano la composizione dei diritti d'uso (esposti al netto del relativo fondo ammortamento) e le passività per leasing alla data di transizione, nonché la relativa movimentazione al 31 dicembre 2019.
| 31-dic-19 | Impatti alla data di transizione 01-gen-19 |
Effetto Ias 17 31-dic-18 |
|
|---|---|---|---|
| Attività non correnti | |||
| Diritto d'uso di terreni e fabbricati | 20.597 | 18.487 | 11.516 |
| Diritto d'uso di impianti e macchinari | 3.036 | ‐ | 3.187 |
| Diritti d'uso di altri beni mobili | 415 | 305 | |
| Crediti finanziari | 1.761 | ||
| Attività correnti | |||
| Crediti finanziari | 468 | ||
| Totale | 24.048 | 21.021 | 14.703 |
| Passività non correnti | |||
| Passività non correnti per leasing | 16.430 | 19.277 | 8.730 |
| Passività correnti | |||
| Passività correnti per leasing | 4.116 | 3.680 | 740 |
| Totale | 20.546 | 22.957 | 9.470 |
| Valore iniziale netto |
e contratti contrattuali modifiche Nuovi |
Decrementi | Ammortamenti e svalutazioni |
Altre variazioni | Valore finale netto |
valore lordo cui finale |
ammortamento di cui fondo |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| di | ||||||||
| 31-dic-19 | ||||||||
| Diritto d'uso di terreni e fabbricati |
18.487 | (6.520) | ‐ | (2.887) | 11.517 | 20.597 | 35.932 | 15.335 |
| Diritto d'uso di impianti e macchinari |
‐ | 5 | ‐ | (156) | 3.187 | 3.036 | 3.187 | 151 |
| Diritti d'uso di altri beni mobili |
305 | 182 | ‐ | (72) | ‐ | 415 | 606 | 191 |
| Totale | 18.792 | (6.333) | ‐ | (3.115) | 14.704 | 24.048 | 39.725 | 15.677 |
Sono riportati nella colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" i leasing sottoscritti nel corso dell'esercizio, nonché la modifica delle ipotesi sottostanti relative a durata e opzioni contrattuali definite inizialmente.
La colonna "Altre variazioni" accoglie il valore dei contratti precedentemente classificati come leasing finanziari (Ias 17) e iscritti tra le immobilizzazioni materiali per natura.
"Diritti d'uso di terreni e fabbricati", pari a 20.597 mila euro sono costituiti per 18.811 mila euro da diritti d'uso relativi a fabbricati e per i residui 1.786 mila euro da diritti d'uso relativi a terreni. I diritti d'uso dei fabbricati si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto i complessi immobiliari destinati alle sedi operative e agli uffici.
"Diritti d'uso di impianti e macchinari", pari a 3.036 mila euro si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto impianti di teleriscaldamento.
"Diritti d'uso di altri beni mobili", pari a 415 mila euro si riferiscono principalmente a contratti aventi a oggetto gli arredi e le attrezzature delle mense aziendali.
| Valore iniziale netto |
Nuovi contratti e modifiche contrattuali |
Decrementi | Oneri finanziari | Altre variazioni | Valore finale netto |
|
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-19 | ||||||
| Passività per leasing | 22.957 | (6.666) | (4.699) | 981 | 7.973 | 20.546 |
| di cui | ||||||
| passività non correnti | 19.277 | 16.430 | ||||
| passività correnti | 3.680 | 4.116 |
Le passività finanziarie presentano la seguente composizione e variazione:
Le passività finanziarie per leasing accolgono principalmente i debiti finanziari sorti dalla locazione delle sedi operative e amministrative della Società. La colonna "Nuovi contratti e modifiche contrattuali" accoglie principalmente la ri-misurazione del debito di alcuni dei contratti in essere, generata da un aggiornamento delle ipotesi sottostanti i contratti stessi circa le opzioni rinnovo, acquisto o recesso anticipato. I "Decrementi" sono generati dal rimborso dei canoni contrattuali scaduti nel corso dell'esercizio. Le "Altre variazioni" si riferiscono principalmente alla riclassificazione del debito dei contratti già precedentemente classificati come leasing finanziari (Ias 17) e iscritti tra le passività finanziarie.
Conformemente alle proprie policy di approvvigionamento, Hera Spa ha sottoscritto contratti allineati agli standard di mercato con riferimento a tutte le tipologie di attività sottostanti. Nel caso di uffici, sportelli clienti, autovetture e infrastrutture IT i contratti non prevedono clausole vincolanti o particolari onerosità in caso di recesso, trattandosi di attività perfettamente fungibili e offerte da un vasto numero di controparti. Il debito espresso a bilancio rappresenta, quindi, l'ammontare più probabile di esborsi che Hera Spa dovrà sostenere negli esercizi futuri. Per le precedenti ragioni, inoltre, attualmente si ritiene che non verranno esercitate le clausole di rinnovo laddove presenti, valutando eventualmente in futuro la convenienza economica delle stesse. Per quanto riguarda, infine, i fabbricati in leasing dove sono dislocati alcuni importanti impianti produttivi, che rappresentano i contratti aventi il valore assoluto più rilevante, si è attualmente ipotizzato di procedere all'esercizio dell'opzione di riscatto e pertanto il valore del debito esprime già l'opzione di trasferimento della proprietà.
Nella tabella che segue sono riportate le passività per leasing distinte per scadenza entro l'esercizio, entro il 5° anno e oltre il 5° anno:
| Tipologia | 31-dic-19 | Quota entro esercizio |
Quota entro 5° anno |
Quota oltre 5° anno |
|---|---|---|---|---|
| Passività per leasing | 20.546 | 4.116 | 11.872 | 4.558 |
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno | 47.310 | 42.420 | 4.890 |
| Concessioni licenze marchi e diritti simili | 13.358 | 14.517 | (1.159) |
| Servizi pubblici in concessione | 1.194.294 | 1.139.903 | 54.391 |
| Attività immateriali in corso e acconti servizi pubblici in concessione | 70.214 | 83.321 | (13.107) |
| Attività immateriali in corso e acconti | 43.808 | 38.723 | 5.085 |
| Altre | 1.427 | 931 | 496 |
| Totale | 1.370.411 | 1.319.815 | 50.596 |
Le attività immateriali sono esposte al netto del relativo fondo ammortamento e presentano la seguente composizione e variazione:
| Valore iniziale netto |
ramo e Conferimenti di cessioni |
Investimenti | Disinvestimenti | Ammortamenti | Altre variazioni | Valore finale netto |
valore lordo cui finale di |
ammortamento di cui fondo |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | |||||||||
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno |
35.588 | ‐ | 5.206 | ‐ | (19.959) | 21.585 | 42.420 | 302.340 | 259.920 |
| Concessioni licenze marchi e simili |
18.659 | ‐ | ‐ | ‐ | (4.142) | ‐ | 14.517 | 155.853 | 141.336 |
| Servizi pubblici in concessione |
1.117.814 | ‐ | 60.198 | (213) | (65.026) | 27.130 | 1.139.903 | 1.803.787 | 663.884 |
| Attività immateriali in corso e acconti servizi pubblici in concessione |
61.520 | ‐ | 49.277 | (366) | ‐ | (27.110) | 83.321 | 83.321 | ‐ |
| Attività immateriali in corso e acconti |
37.194 | ‐ | 22.159 | ‐ | ‐ | (20.630) | 38.723 | 38.723 | ‐ |
| Altre | 672 | ‐ | 570 | ‐ | (311) | ‐ | 931 | 10.064 | 9.133 |
| Totale | 1.271.447 | ‐ | 137.410 | (579) | (89.438) | 975 | 1.319.815 | 2.394.088 | 1.074.273 |
| 31-dic-19 | |||||||||
| Diritti di brevetti industriali e opere ingegno |
42.420 | ‐ | 4.383 | ‐ | (21.192) | 21.699 | 47.310 | 328.421 | 281.111 |
| Concessioni licenze marchi e simili |
14.517 | ‐ | ‐ | ‐ | (1.159) | ‐ | 13.358 | 155.848 | 142.490 |
| Servizi pubblici in concessione |
1.139.903 | ‐ | 76.875 | (278) | (74.833) | 52.627 | 1.194.294 | 1.931.920 | 737.626 |
| Attività immateriali in corso e acconti servizi pubblici in concessione |
83.321 | ‐ | 39.327 | (242) | ‐ | (52.192) | 70.214 | 70.214 | ‐ |
| Attività immateriali in corso e acconti |
38.723 | ‐ | 27.417 | ‐ | ‐ | (22.332) | 43.808 | 43.808 | ‐ |
| Altre | 931 | ‐ | 243 | ‐ | (499) | 752 | 1.427 | 11.059 | 9.632 |
| Totale | 1.319.815 | ‐ | 148.245 | (520) | (97.683) | 554 | 1.370.411 | 2.541.270 | 1.170.859 |
"Diritti di brevetti industriali e opere ingegno", pari a 47.310 mila euro, sono relativi principalmente ai costi sostenuti per l'acquisto e l'implementazione dei sistemi informativi aziendali e relativi applicativi. Tali costi sono ammortizzati in cinque anni.
"Concessioni licenze marchi e simili", pari a 13.358 mila euro, sono costituiti in massima parte dal valore dei diritti relativi alle attività del ciclo idrico integrato. La diminuzione di tale voce è rappresentata principalmente dagli ammortamenti del periodo.
"Servizi pubblici in concessione", pari a 1.194.294 mila euro, comprendono i beni relativi alle attività del ciclo idrico integrato oggetto di concessione da parte degli enti pubblici di riferimento e come tali, contabilizzati applicando il modello dell'attività immateriale secondo quanto previsto dall'interpretazione Ifric 12. Tale voce comprende inoltre le spese incrementative su tali beni e i crediti verso le società degli asset.
"Attività immateriali in corso e acconti servizi pubblici in concessione", pari a 70.214 mila euro, si riferiscono agli investimenti correlati alle concessioni del ciclo idrico integrato che risultano ancora da ultimare alla data di fine esercizio.
"Attività immateriali in corso e acconti", pari a 43.808 mila euro, costituite principalmente da progetti informatici non ancora ultimati.
"Altre", pari a 1.427 mila euro, principalmente costituite da oneri diversi a utilità pluriennale.
Le "Altre variazioni" comprendono riclassifiche delle immobilizzazioni in corso alle rispettive categorie specifiche per i cespiti entrati in funzione nel corso dell'esercizio.
Per un'analisi più puntuale degli investimenti dell'anno si rinvia a quanto riportato nella relazione sulla gestione.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Avviamento | 64.452 | 64.452 | ‐ |
| Totale | 64.452 | 64.452 | ‐ |
Il valore dell'avviamento, riferito a precedenti operazioni di acquisizioni/integrazioni effettuate dalla Capogruppo, è stato assoggettato a test di impairment, per i cui risultati si rinvia a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Partecipazioni in imprese controllate | 1.402.382 | 1.389.598 | 12.784 |
| Partecipazioni in imprese collegate | 58.487 | 67.851 | (9.364) |
| Partecipazioni in altre imprese | 1.967 | 7.202 | (5.235) |
| Totale | 1.462.836 | 1.464.651 | (1.815) |
| Movimenti dell'esercizio | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| % | 31-dic-18 | Confer. | Increm. | Alienaz. | Rival. (sval.) |
Altri movim. |
31-dic-19 | |
| Acantho Spa | 80,64% | 17.950 | ‐ | 1.000 | ‐ | ‐ | ‐ | 18.950 |
| AcegasApsAmga Spa | 100% | 433.695 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 433.695 |
| Cosea Ambiente Spa | 100% | ‐ | ‐ | 1.481 | ‐ | ‐ | ‐ | 1.481 |
| EstEnergy Spa | 1% | ‐ | ‐ | 409.761 | (401.398) | ‐ | ‐ | 8.363 |
| Hera Comm Spa | 97% | 121.163 | ‐ | 1.780 | ‐ | ‐ | ‐ | 122.943 |
| Hera Trading Srl | 100% | 22.711 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 22.711 |
| Herambiente Spa | 75% | 253.457 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 253.457 |
| Heratech Srl | 100% | 3.000 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 3.000 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 99% | 476.623 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 476.623 |
| Marche Multiservizi Spa | 46,70% | 56.407 | ‐ | 1.185 | ‐ | ‐ | ‐ | 57.592 |
| Sviluppo Ambiente Toscana Srl | 95% | 1.024 | ‐ | ‐ | ‐ | (1.456) | 432 | ‐ |
| Uniflotte Srl | 97% | 3.567 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 3.567 |
| Totale | 1.389.598 | ‐ | 415.207 | (401.398) | (1.456) | 432 | 1.402.382 |
Partecipazioni in società controllate
Acantho Spa
In data 23 aprile 2019, Aimag Spa ha ceduto a Hera Spa l'intera partecipazione detenuta in Acantho Spa, pari al 3,282% del capitale sociale della società. Per effetto di tale operazione Hera Spa ha incrementato la propria partecipazione nel capitale sociale di Acantho Spa dal 77,36% al 80,64%.
Cosea Ambiente Spa
In data 9 maggio 2019 Hera Spa, a seguito dell'aggiudicazione della procedura di gara per l'alienazione delle azioni di Cosea Ambiente Spa indetta dall'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese, ha acquisito il 100% del capitale sociale di quest'ultima.
EstEnergy Spa
Nell'ambito della partnership Hera–Ascopiave più ampliamente descritta nel paragrafo 1.7 "Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio" della relazione sulla gestione, si segnala che in data 19 dicembre 2019:
- Ascopiave Spa ha ceduto a Hera Spa la propria partecipazione in EstEnergy Spa, corrispondente al 49% del Capitale Sociale per 99.491 mila euro.
- I soci Hera Spa e Hera Comm Spa hanno sottoscritto e versato l'aumento di capitale sociale deliberato dall'assemblea dei soci in data 2 dicembre 2019 da 1.718 mila euro a 266.061 mila euro. Hera Spa ha sottoscritto 129.528.151 azioni di nuova emissione, del valore nominale di 1 euro e versato complessivamente 310.270 mila euro comprensive della quota di sovrapprezzo pari a 180.742 mila euro.
- Hera Spa ha ceduto ad Ascopiave Spa la quota del 48% della partecipazione in EstEnergy Spa per 401.398 mila euro.
Al termine delle operazioni Hera Spa detiene pertanto l'1% del capitale di EstEnergy Spa, mentre il restante 51% è detenuto da Hera Comm Spa.
Hera Comm Spa
Con effetti decorrenti dal 1° marzo 2019, si è perfezionata la scissione parziale proporzionale a favore di Hera Comm delle attività e passività relative alla vendita di energia elettrica e di gas facenti capo a CMV Energia & Impianti Srl. Per effetto di tale operazione il capitale sociale di Hera Comm si è incrementato da 53.536.987,42 euro a 53.595.898,95 euro, con conseguente assegnazione delle quote di nuova emissione ai soci di CMV Energia & Impianti Srl e variazione della percentuale di partecipazione dal 100 % al 99,89%.
Nell'ambito dell'operazione Ascopiave più sopra descritta, in data 2 dicembre 2019, l'Assemblea dei Soci di Hera Comm ha deliberato, con efficacia dal 3 dicembre 2019, la trasformazione della società da società a responsabilità limitata in società per azioni.
Al riguardo i Comuni Soci di Hera Comm hanno esercitato il diritto di recesso loro spettante e in data 11 dicembre 2019, sono usciti dalla compagine sociale della società, trasferendo la partecipazione dagli stessi detenuta a Hera Spa (1.780 mila euro) che ha così riacquisito il 100% del capitale.
In data 19 dicembre 2019, sempre nell'ambito dell'Operazione Ascopiave, Hera Spa ha ceduto il 3% del capitale di Hera Comm Spa ad Ascopiave Spa per 54 milioni di euro. Quest'ultima operazione da un punto di vista contabile, in virtù dell'assetto contrattuale utilizzato e delle obbligazioni in capo alle controparti (è riconosciuta tra le altre clausole un'opzione di vendita a favore di Ascopiave Spa), non dà luogo alla derecognition della partecipazione, ma viene rappresentata come la sottoscrizione di un finanziamento a tasso fisso valutato secondo il criterio del costo ammortizzato.
Inrete Distribuzione Energia Spa – CMV Servizi Srl
Con effetti decorrenti dal 1° marzo 2019 si è perfezionata la scissione parziale proporzionale a favore di Inrete Distribuzione Energia Spa delle reti gas facenti capo a CMV Servizi Srl e dell'intera partecipazione nella società A Tutta Rete Srl (già interamente detenuta da CMV Servizi Srl).
Per effetto di tale operazione il capitale sociale di Inrete Distribuzione Energia Spa si è incrementato da 10.000.000 euro a 10.091.815 euro, con conseguente assegnazione delle azioni di nuova emissione ai soci di CMV Servizi Srl. Pertanto la percentuale di partecipazione detenuta da Hera Spa è passata dal 100% al 99%.
Marche Multiservizi Spa
In data 1° febbraio 2019, in seguito all'aggiudicazione di asta pubblica avente a oggetto la cessione di 81.943 azioni detenute dal Socio Unione Montana Alta Valle del Metauro, Hera ha acquistato tali azioni, incrementando la propria partecipazione nella società dal 46,20% al 46,70%.
Sviluppo Ambiente Toscana Srl
In data 23 dicembre 2019 Sviluppo Ambiente Toscana Srl ha richiesto ai soci un versamento quale aumento della dotazione patrimoniale pari a 455.000 mila euro. Hera Spa ha aderito a tale richiesta mediante rinuncia al credito per finanziamento Soci già corrisposto per 432 mila euro.
Al 31 dicembre 2019 la partecipazione è stata interamente svalutata a seguito delle valutazioni condotte sulle prospettive future della società (si rinvia alla nota 10 "Quote di utili (perdite) di imprese partecipate").
| Movimenti dell'esercizio | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| % | 31-dic-18 | Confer. | Increm. | Alienaz. | Rival. (sval.) |
Altri movim. |
31-dic-19 | |
| Aimag Spa | 25% | 35.030 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 35.030 |
| Energo Doo | 34% | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
| H.E.P.T. Co. Ltd | 30% | 823 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 823 |
| Oikothen Scarl in liquidazione | 46,10% | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
| S2A Scarl | 23,81% | 250 | ‐ | ‐ | (250) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Set Spa | 39% | 31.748 | ‐ | ‐ | ‐ | (9.114) | ‐ | 22.634 |
| Tamarete Energia Srl | 40% | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
| Totale | 67.851 | ‐ | ‐ | (250) | (9.114) | ‐ | 58.487 |
S2A Scarl
In data 18 dicembre 2019 Hera Spa ha ceduto la propria partecipazione in S2A Scarl, pari al 23,81% del capitale sociale.
Set Spa
Il costo storico della partecipazione pari a 31.748 mila euro è stato rettificato per 9.114 mila euro da un Fondo svalutazione partecipazioni in altre imprese contabilizzato a seguito delle valutazioni condotte in sede di impairment test (si rinvia alla nota 32 "Impairment test").
| Movimenti dell'esercizio | ||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| % | 31-dic-18 | Confer. | Increm. | Alienaz. | Rival. (sval.) |
Altri movim. |
31-dic-19 | |
| Aloe Spa | 10% | 162 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 162 |
| BI-REX - Big Data Innovation & Research Excellence |
0% | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
| Bonifica e Ambiente in liquidazione | 0% | 2 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 2 |
| Calenia Energia Spa | 15% | 7.000 | ‐ | ‐ | ‐ | (5.237) | ‐ | 1.763 |
| Centro per l'autotrasporto Cesena Scarl |
0% | 1 | ‐ | 2 | ‐ | ‐ | ‐ | 3 |
| Consorzio Futuro in Ricerca | 0% | 2 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 2 |
| Consorzio Italiano Compostatori | 3% | 10 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 10 |
| Consorzio Polieco | 0% | 1 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1 |
| Fondazione Flaminia | 4% | 3 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 3 |
| Galsi Spa | 11,76% | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
| Prog.Este Spa | 0% | 6 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 6 |
| Torricelli Srl | 2% | 14 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 14 |
| Valdisieve Scarl | 0% | 1 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1 |
| Totale | 7.202 | ‐ | 2 | ‐ | (5.237) | ‐ | 1.967 |
Calenia Energia Spa
Il costo storico della partecipazione pari a 7.000 mila euro è stato rettificato per 5.237 mila euro da un Fondo svalutazione partecipazioni in altre imprese contabilizzato a seguito delle valutazioni condotte in sede di impairment test (si rinvia alla nota 32 "Impairment test").
Galsi Spa
Il costo storico della partecipazione pari a 12.082 mila euro risulta rettificato integralmente da un Fondo svalutazione partecipazioni in altre imprese di pari importo.
Per maggiori dettagli sulle assunzioni e sui risultati dei test di impairment a cui sono stati soggetti i valori di iscrizione delle partecipazioni che rappresentano veicoli attraverso i quali il Gruppo detiene quote di produzione di impianti di generazione elettrica (Set Spa, Tamarete Energia Srl e Calenia Energia Spa) si rimanda a quanto riportato alla nota 32 "Impairment test".
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Crediti per finanziamenti verso società controllate | 1.155.139 | 1.387.984 | (232.845) |
| Crediti per finanziamenti verso società collegate | 21.440 | 37.188 | (15.748) |
| Crediti per finanziamenti verso altri | 32.085 | 23.005 | 9.080 |
| Altri titoli | 1 | 1 | ‐ |
| Totale attività finanziarie non correnti | 1.208.665 | 1.448.178 | (239.513) |
| Crediti per finanziamenti verso società controllate | 663.336 | 392.194 | 271.142 |
| Crediti per finanziamenti verso società collegate | 5.696 | 5.310 | 386 |
| Crediti per finanziamenti verso altri | 1.578 | 3.303 | (1.725) |
| Altri titoli | 1 | 1 | ‐ |
| Totale attività finanziarie correnti | 670.611 | 400.808 | 269.803 |
| Totale disponibilità liquide | 290.681 | 472.808 | (182.127) |
| Totale attività finanziarie e disponibilità liquide | 2.169.957 | 2.321.794 | (151.837) |
"Crediti per finanziamenti", comprendono finanziamenti, regolati a tassi di mercato, concessi alle società controllate, collegate e ad altri.
Le "Attività finanziarie non correnti" presentano la seguente composizione e variazione:
| 31-dic-18 | Increm. | (Rimb.) | Rival. (sval.) |
Altri movim. |
31-dic-19 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti per finanziamenti verso società controllate |
||||||
| Acantho Spa | 19.071 | ‐ | (17.190) | ‐ | (1.881) | ‐ |
| AcegasApsAmga Spa | 385.409 | ‐ | (148.573) | ‐ | (14.295) | 222.541 |
| Hera Luce Srl | 20.000 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 20.000 |
| Herambiente Spa | 458.750 | ‐ | ‐ | ‐ | (11.250) | 447.500 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 500.000 | 77.000 | (116.000) | ‐ | ‐ | 461.000 |
| Marche Multiservizi Spa | 4.754 | ‐ | ‐ | ‐ | (656) | 4.098 |
| 1.387.984 | 77.000 | (281.763) | ‐ | (28.082) | 1.155.139 | |
| Crediti per finanziamenti verso società collegate |
||||||
| Set Spa | 24.274 | ‐ | ‐ | ‐ | (2.845) | 21.429 |
| Oikothen Scarl in liquidazione | ‐ | 11 | ‐ | ‐ | ‐ | 11 |
| Tamarete Energia Srl | 12.914 | ‐ | ‐ | (10.853) | (2.061) | ‐ |
| 37.188 | 11 | ‐ | (10.853) | (4.906) | 21.440 | |
| Crediti per finanziamenti verso altri |
||||||
| Altri crediti finanziari oltre l'esercizio | 23.005 | ‐ | (1.050) | ‐ | 10.130 | 32.085 |
| 23.005 | ‐ | (1.050) | ‐ | 10.130 | 32.085 | |
| Altri titoli | ||||||
| Altri titoli | 1 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1 |
| 1 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1 | |
| Totale | 1.448.178 | 77.011 | (282.813) | (10.853) | (22.858) | 1.208.665 |
La voce "Altri movimenti" ricomprende principalmente la riclassifica delle quote a breve dei finanziamenti tra le "Attività finanziarie correnti".
Di seguito si evidenziano le principali variazioni rispetto al 31 dicembre 2018:
- Acantho Spa rimborso di 17.190 mila euro relativo all'estinzione di finanziamenti in essere a seguito della concessione di un nuovo finanziamento di tipo Revolving Credit Facility;
- AcegasApsAmga Spa, rimborso di 2.000 mila euro in relazione a un finanziamento erogato nel 2018 al fine di assicurare la copertura dei fabbisogni finanziari della controllata RilaGas Ead, oltre al rimborso di 146.573 mila euro a seguito della modifica del piano di ammortamento su di un finanziamento avente scadenza 31 dicembre 2032;
- Inrete Distribuzione Energia Spa, incremento di 77.000 mila euro e rimborso di 116.000 mila euro a seguito della modifica del contratto di finanziamento che ora prevede la possibilità di effettuare rimborsi parziali;
- Tamarete Energia Srl, svalutazione di 11.623 mila euro (10.853 e 771 mila euro rispettivamente nella attività finanziarie non correnti e correnti) apportata a seguito di impairment test (si rinvia alla nota 32 "Impairment test");
- Altri crediti finanziari oltre l'esercizio, la voce "Altri movimenti" comprende la garanzia finanziaria verso Acosea Impianti Srl; si rinvia alla nota 24 "Altre attività correnti".
Le "Attività finanziarie correnti" presentano la seguente composizione e variazione:
| Movimenti dell'esercizio | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | Confer. | Increm. | (Rimb.) | Rival. (sval.) |
Altri movim. |
31-dic-19 | |
| Crediti per finanziamenti verso società controllate |
|||||||
| Acantho Spa | 9.417 | ‐ | 30.490 | (14.773) | ‐ | 1.829 | 26.963 |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa |
40.045 | ‐ | 1.921 | (433) | ‐ | (16) | 41.517 |
| AcegasApsAmga Spa | 20.014 | ‐ | 2.384 | (21.933) | ‐ | 14.295 | 14.760 |
| Cosea Ambiente Spa | ‐ | ‐ | 750 | ‐ | ‐ | ‐ | 750 |
| Feronia Srl | ‐ | ‐ | 188 | (188) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Marche Srl | ‐ | ‐ | 196 | (196) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Nordest Srl | ‐ | ‐ | 4 | (4) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Spa | ‐ | ‐ | 282 | (282) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Luce Srl | 161 | ‐ | 840 | (623) | ‐ | ‐ | 378 |
| Hera Servizi Energia Srl | 25 | ‐ | ‐ | (25) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Trading Srl | ‐ | ‐ | 309 | (309) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Herambiente Spa | 170.173 | ‐ | 113.340 | (73.244) | ‐ | 11.077 | 221.346 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | ‐ | ‐ | 8.236 | (4) | ‐ | ‐ | 8.232 |
| Marche Multiservizi Spa | 655 | ‐ | ‐ | (655) | ‐ | 655 | 655 |
| Sviluppo Ambiente Toscana Srl | 66 | ‐ | 70 | (66) | 1.766 | (432) | 1.404 |
| Uniflotte Srl | ‐ | ‐ | 2.265 | (2.265) | ‐ | ‐ | ‐ |
| Crediti verso società del Gruppo per tesoreria centralizzata |
151.638 | ‐ | 196.807 | (138) | ‐ | (976) | 347.331 |
| 392.194 | ‐ | 358.082 | (115.138) | 1.766 | 26.432 | 663.336 | |
| Crediti per finanziamenti verso società collegate |
|||||||
| Set Spa | 2.737 | ‐ | 6 | (2.737) | ‐ | 2.845 | 2.851 |
| Tamarete Energia Srl | 2.573 | ‐ | 1.130 | (2.149) | (771) | 2.062 | 2.845 |
| 5.310 | ‐ | 1.136 | (4.886) | (771) | 4.907 | 5.696 | |
| Crediti per finanziamenti verso altri |
|||||||
| Altri crediti finanziari entro l'esercizio | 3.303 | ‐ | 802 | (4.894) | ‐ | 2.367 | 1.578 |
| 3.303 | ‐ | 802 | (4.894) | ‐ | 2.367 | 1.578 | |
| Altri titoli | |||||||
| Altri titoli | 1 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1 |
| 1 | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1 | |
| Totale | 400.808 | ‐ | 360.020 | (124.918) | 995 | 33.706 | 670.611 |
Le voci "Incrementi" e "Rimborsi" rappresentano rispettivamente gli interessi maturati nel periodo (se non diversamente indicato) e il pagamento delle quote a breve intervenuto nell'esercizio.
La voce "Altri movimenti" comprende principalmente la quota a breve dei finanziamenti in essere.
Di seguito si evidenziano le principali variazioni rispetto al 31 dicembre 2018:
Acantho Spa, tra gli incrementi l'erogazione per 20.933 mila euro relativo alla concessione di un nuovo finanziamento di tipo Revolving Credit Facility;
- Herambiente Spa, tra gli incrementi erogazioni per 105.000 mila euro e rimborsi per 50.000 mila euro relativi a un finanziamento di credito rotativo;
- Sviluppo Ambiente Toscana Srl, rivalutazione di 1.766 mila euro (al riguardo si rinvia alla nota 10 "Quota di utili (perdite) di imprese partecipate").
"Crediti verso Società del Gruppo per tesoreria centralizzata" sono relativi al rapporto finanziario che intercorre con le controllate: AcegasApsAmga Spa, AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa, Frullo Energia Ambiente Srl, Hera Comm Nordest Srl, Hera Comm Spa, Hera Comm Marche Srl, Hera Luce Srl, Hera Trading Srl, Herambiente Spa, Herambiente Servizi Industriali Srl, Uniflotte Srl.
"Disponibilità liquide", comprendono il denaro contante, i valori a esso assimilabili, presso la cassa principale e le casse decentrate, per complessivi 4 mila euro. Comprendono, inoltre, i depositi presso banche e istituti di credito in genere disponibili per le operazioni correnti, nonché i conti correnti postali per complessivi 290.677 mila euro.
Per meglio comprendere le dinamiche finanziarie intervenute nel corso dell'esercizio 2019 si rinvia al rendiconto finanziario, oltre ai commenti riportati nella relazione sulla gestione.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Attività per imposte anticipate | 28.868 | 25.712 | 3.156 |
| Crediti per imposta sostitutiva | ‐ | 322 | (322) |
| Totale attività fiscali differite | 28.868 | 26.034 | 2.834 |
| Passività per imposte differite | 12.907 | 13.282 | (375) |
| Totale passività fiscali differite | 12.907 | 13.282 | (375) |
| Totale netto tra attività e passività fiscali differite | 15.961 | 12.752 | 3.209 |
"Attività per imposte anticipate", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione al fondo svalutazione crediti, a fondi per rischi e oneri, ad ammortamenti civili maggiori di quelli fiscalmente rilevanti e ai fondi benefici ai dipendenti.
"Passività per imposte differite", sono generate dalle differenze temporanee tra l'utile di bilancio e l'imponibile fiscale, principalmente in relazione a maggiori deduzioni effettuate negli esercizi precedenti per il Fondo ripristino beni di terzi, Immobilizzazioni materiali, Leasing finanziari e Avviamenti.
Le attività e passività fiscali differite sono compensate laddove vi sia un diritto legalmente esercitabile di compensare le attività fiscali correnti con le passività fiscali correnti corrispondenti.
Per il dettaglio della composizione e movimentazione di attività e passività fiscali differite si rinvia alla nota 12 "Imposte".
| Attività e passività non correnti |
31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Sottostante coperto |
Gerarchia fair value |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
| Derivati su tassi | |||||||
| Finanziamenti | 2 | 500,0 mln | 18.664 | 4.232 | 500,0 mln | 26.127 | 4.505 |
| Finanziamenti | 2 | 149,8 mln | 22.769 | 549,8 mln | 33.043 | ||
| Totale derivati su tassi | 18.664 | 27.001 | 26.127 | 37.548 | |||
| Derivati su cambi | |||||||
| Finanziamenti | 2 | 20 mld yen | 22.459 | 20 mld yen | 19.159 | ||
| Totale derivati su cambi |
22.459 | ‐ | 19.159 | ‐ | |||
| Totale derivati non correnti |
41.123 | 27.001 | 45.286 | 37.548 | |||
| Attività e passività correnti |
31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||
| Sottostante coperto |
Gerarchia fair value |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
| Derivati su tassi | |||||||
| Finanziamenti | 2 | ‐ | ‐ | ‐ | 500,0 mln | 14.826 | 2.750 |
| Totale derivati correnti |
‐ | ‐ | 14.826 | 2.750 |
Gli strumenti derivati classificati nelle attività non correnti ammontano a 41.123 mila euro (45.286 mila euro al 31 dicembre 2018) e si riferiscono per 18.664 mila euro a derivati su tassi e per 22.459 mila euro a derivati su cambi e tasi relativi a operazioni di finanziamento. Gli strumenti derivati classificati nelle passività non correnti ammontano a 27.001 mila euro (37.548 mila euro al 31 dicembre 2018) e sono interamente destinati a coperture su tassi.
Gli strumenti iscritti tra le attività e le passività correnti rappresentano i contratti derivati la cui realizzazione è prevista entro l'esercizio successivo. Si segnala che nel corso dell'esercizio 2019 sono stati regolarmente rimborsati i derivati su tassi correlati a finanziamenti e prestiti obbligazionari che lo scorso esercizio erano iscritti nelle classi correnti.
Al 31 dicembre 2019 l'esposizione netta di Hera Spa relativamente ai derivati su tassi non correnti nella forma di Interest rate swap (Irs), risulta essere negativa per 8.337 mila euro, rispetto a un'esposizione positiva per 655 mila euro al 31 dicembre 2018. Il decremento del fair value rispetto all'esercizio precedente è riconducibile, a fronte di curve dei tassi con trend decrescente, al realizzo di differenziali positivi con riferimento ai derivati in scadenza nell'esercizio.
Il fair value dei derivati sottoscritti a copertura dei rischi tasso e cambio e del fair value dei finanziamenti in valuta nella forma di Cross currency swap (Ccs), al 31 dicembre 2019, risulta essere positivo per 22.459 mila euro, rispetto a una valutazione sempre positiva, pari a 19.159 mila euro al 31 dicembre 2018. La variazione positiva del fair value pari a 3.300 mila euro è da ricondurre in misura prevalente all'effetto cambio, avendo subito lo yen giapponese un apprezzamento rispetto all'euro nel corso dell'esercizio 2019.
Gli strumenti derivati su tassi e cambi in essere al 31 dicembre 2019, sottoscritti a copertura di finanziamenti, possono essere distinti nelle seguenti classi:
| Derivati di copertura su tassi/cambi Gestione finanziaria |
|||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Tipologia | 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||||
| Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
Nozionale | Fair value attività |
Fair value passività |
||||
| Fair value hedge | 149,8 mln | 22.459 | 22.769 | 149,8 mln | 19.159 | 23.713 | |||
| Non hedge accounting |
500 mln | 18.664 | 4.232 | 1.000 mln | 40.953 | 7.255 | |||
| Cash flow hedge | ‐ | ‐ | 400 mln | ‐ | 9.330 | ||||
| Totale fair value | 41.123 | 27.001 | 60.112 | 40.298 | |||||
| Tipologia | 31-dic-19 | 31-dic-18 | |||||||
| Proventi | Oneri | Effetto netto |
Proventi | Oneri | Effetto netto |
||||
| Fair value hedge | 10.039 | (9.123) | 916 | 20.343 | (8.119) | 12.224 | |||
| Non hedge accounting |
38.809 | (38.837) | (28) | 37.178 | (37.163) | 15 | |||
| Cash flow hedge | 352 | (27.744) | (27.392) | 3 | (155) | (152) | |||
| Totale proventi (oneri) | 49.200 | (75.704) | (26.504) | 57.524 | (45.437) | 12.087 |
I derivati su tassi di interesse e su tassi di cambio, identificati come coperture del fair value di passività iscritte a bilancio (fair value hedge), presentano un nozionale residuo di 149,8 milioni di euro (invariato rispetto al 31 dicembre 2018) a fronte di finanziamenti di analogo importo. In presenza di finanziamenti in valuta, il nozionale espresso in euro del derivato rappresenta la conversione al tasso di cambio originario oggetto di copertura. Nello specifico, la passività finanziaria oggetto di copertura di fair value hedge risulta essere un prestito obbligazionario denominato in yen giapponesi avente un nozionale residuo di 20 miliardi di yen.
I derivati su tassi di interesse e tassi di cambio, identificati come coperture non hedge accounting, presentano un fair value complessivo positivo pari a 14.432 mila euro (33.698 mila euro al 31 dicembre 2018). Il decremento del fair value è principalmente riconducibile alla conclusione a scadenza di due strumenti realizzatasi nel corso dell'esercizio. In merito a questa classe di derivati, che deriva interamente da operazioni di ristrutturazione passate, si segnala che, pur non essendo qualificabili come di copertura ai sensi dell'Ifrs 9, hanno come scopo precipuo la copertura dalle fluttuazioni dei tassi di interesse e hanno impatto pressoché nullo a conto economico (mirroring).
Nel corso dell'esercizio 2019, i derivati designati come coperture di flussi finanziari che erano stati stipulati a copertura di una futura operazione di finanziamento, avente nominale complessivo pari a 400 milioni di euro, sono stati rimborsi a scadenza poiché la stessa non si è realizzata secondo lo scenario ipotizzato dal management. Al 31 dicembre 2019 gli oneri netti relativi alla classe di derivati cash flow hedge risultano essere pari a 27.352 mila euro (152 mila di euro al 31 dicembre 2018). L'estinzione dei derivati summenzionati ha comportato il riversamento a conto economico in un'unica soluzione dell'intero valore precedentemente iscritto nel conto economico complessivo. Non si sono rilevate quote di inefficacia significative relativi agli strumenti finanziari residui nell'esercizio.
Gli strumenti derivati nel loro complesso hanno determinato l'iscrizione di proventi finanziari per 49.200 mila euro (57.524 mila euro al 31 dicembre 2018) e oneri finanziari per 75.704 mila euro (45.437 mila euro al 31 dicembre 2018).
Di seguito la ripartizione al 31 dicembre 2019 di proventi e oneri riferiti alle classi di derivati precedentemente elencate:
| Coperture fair value hedge | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Proventi | Oneri | Totale | Proventi | Oneri | Totale | |
| Valutazione derivati | 5.168 | (1.000) | 4.168 | 15.852 | ‐ | 15.852 |
| Accrued interest | 95 | (19) | 76 | 114 | (38) | 76 |
| Cash flow realizzati | 4.776 | (8.104) | (3.328) | 4.377 | (8.081) | (3.704) |
| Effetto economico derivati fair value hedge |
10.039 | (9.123) | 916 | 20.343 | (8.119) | 12.224 |
| Coperture non hedge accounting | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Proventi | Oneri | Totale | Proventi | Oneri | Totale | |
| Valutazione derivati | 2.614 | (21.715) | (19.101) | 1.954 | (21.281) | (19.327) |
| Accrued interest | 1.168 | (1.334) | (166) | 113 | (8) | 105 |
| Cash flow realizzati | 35.027 | (15.788) | 19.239 | 35.111 | (15.874) | 19.237 |
| Effetto economico derivati non hedge accounting |
38.809 | (38.837) | (28) | 37.178 | (37.163) | 15 |
| Coperture cash flow hedge | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Componenti positive |
Component i negative |
Totale Componenti positive |
Componenti negative |
Totale | ||
| Variazione flussi finanziari attesi | ‐ | (18.372) | (18.372) | ‐ | (9.067) | (9.067) |
| Riserva trasferita a conto economico | 27.744 | (352) | 27.392 | 155 | (3) | 152 |
| Effetto conto economico complessivo derivati cash flow hedge |
27.744 | (18.724) | 9.020 | 155 | (9.070) | (8.915) |
| Sottostanti coperti | 31-dic-19 | 31-dic-18 | ||||
| Proventi | Oneri | Totale | Proventi | Oneri | Totale | |
| Valutazione passività finanziarie | 1.000 | (5.168) | (4.168) | ‐ | (15.852) | (15.852) |
| Totale | 1.000 | (5.168) | (4.168) | ‐ | (15.852) | (15.852) |
Nel corso dell'esercizio 2019 non vi sono stati cambiamenti nella metodologia di calcolo della valutazione degli strumenti in oggetto rispetto allo scorso esercizio.
Rischio tasso d'interesse e rischio valuta su operazioni di finanziamento
Il costo dei finanziamenti è influenzato dalle variazioni dei tassi di interesse. Parimenti il fair value delle passività finanziarie stesse è soggetto alle fluttuazioni dei tassi di interesse e di cambio.
Per mitigare il rischio di volatilità dei tassi di interesse e contemporaneamente garantire un corretto bilanciamento tra indebitamento a tasso fisso e indebitamento a tasso variabile, Hera Spa ha stipulato strumenti derivati di copertura su tassi (fair value hedge) a fronte di parte delle proprie passività finanziarie. Allo stesso tempo, per mitigare il rischio di fluttuazione dei tassi di cambio, Hera Spa ha sottoscritto derivati di copertura su cambi (fair value hedge) a completa copertura dei finanziamenti espressi in valuta estera.
Tale politica di mitigazione del rischio è dettagliata in relazione sulla gestione alla quale si rimanda per ulteriori approfondimenti (si veda 1.02.03 "Ambiti di rischio: identificazione e gestione dei fattori di rischio").
Sensitivity analysis – Operazioni finanziarie
Ipotizzando un'istantanea traslazione della curva di -25 basis point rispetto ai tassi d'interesse effettivamente applicati per le valutazioni al 31 dicembre 2019, a parità di tasso di cambio, il decremento potenziale di fair value degli strumenti derivati su tassi e cambi in essere ammonterebbe a circa 14.548 mila euro. Allo stesso modo ipotizzando un'istantanea traslazione della curva di +25 basis point, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 14.316 mila euro.
Tali variazioni di fair value non avrebbero effetti sul conto economico, se non per la quota di credit adjustment, in quanto compensate da una sostanziale variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura (fair value hedge), dal derivato mirror (non hedge accounting) o dalla riserva associata (cash flow hedge) al netto dell'eventuale quota di inefficacia.
Ipotizzando un istantaneo aumento del tasso di cambio euro/yen del 10%, a parità di tassi d'interesse, il decremento potenziale di fair value degli strumenti derivati in essere al 31 dicembre 2019 ammonterebbe a circa 17.581 mila euro. Allo stesso modo, ipotizzando un'istantanea riduzione dello stessa percentuale, si avrebbe un incremento potenziale di fair value di circa 20.877 mila euro. Essendo i derivati su cambi, relativi a operazioni di finanziamento, interamente classificati come fair value hedge, tali variazioni di fair value non avrebbero effetti sul conto economico, se non limitatamente alla quota di credit adjustment, in quanto sostanzialmente compensate da una variazione di segno opposto del valore della passività sottostante oggetto di copertura.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Materie prime e scorte | 6.311 | 5.578 | 733 |
| Lavori in corso su ordinazione | 17.915 | 21.009 | (3.094) |
| Totale | 24.226 | 26.587 | (2.361) |
Le "Materie prime e scorte" pari a 6.311 mila euro (5.578 mila euro al 31 dicembre 2018) sono costituite principalmente da materiali di ricambio e apparecchiature destinate alla manutenzione e all'esercizio degli impianti in funzione. I valori sono esposti al netto del fondo svalutazione la cui movimentazione nei periodi di riferimento è la seguente:
| Consistenza iniziale |
Accantonamenti | Utilizzi | Altre variazioni | Consistenza finale | |
|---|---|---|---|---|---|
| Esercizio 2018 | 102 | 64 | (100) | ‐ | 66 |
| Esercizio 2019 | 66 | 220 | (66) | ‐ | 220 |
I "Lavori in corso su ordinazione" al 31 dicembre 2019 sono relativi a commesse di durata pluriennale relative a:
progettazione, finalizzata all'acquisizione di commesse sul mercato nazionale e internazionale;
impiantistica, principalmente in relazione al servizio idrico;
La variazione dei lavori in corso pari a 3.094 mila euro risulta composta per 2.660 mila euro dalla variazione del valore delle rimanenze su ordinazione (nota 2 "Variazione delle rimanenze di prodotti finiti e prodotti in corso di lavorazione") e per 434 mila euro come riclassifica da lavori in corso a investimenti.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Crediti verso clienti | 171.368 | 164.484 | 6.884 |
| Fondo svalutazione crediti | (59.982) | (48.412) | (11.570) |
| Totale crediti verso clienti | 111.386 | 116.072 | (4.686) |
| Crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere | 194.537 | 167.944 | 26.593 |
| Totale crediti verso clienti per bollette e fatture da emettere | 194.537 | 167.944 | 26.593 |
| Totale | 305.923 | 284.016 | 21.907 |
I crediti commerciali sono comprensivi dei consumi stimati, per la quota di competenza del periodo, relativamente a bollette e fatture che saranno emesse dopo la data del 31 dicembre 2019, nonché di crediti per ricavi maturati nell'esercizio con riferimento al settore idrico che, in funzione delle modalità di addebito agli utenti finali determinate dall'Autorità, verranno fatturati nei prossimi esercizi. Il fondo svalutazione crediti, pari a 59.982 mila euro (48.412 mila euro al 31 dicembre 2018), si ritiene congruo in relazione al valore di presumibile realizzo dei crediti stessi.
| Consistenza iniziale |
Conferimento | Accantonamenti | Utilizzi e altri movimenti |
Consistenza finale |
|
|---|---|---|---|---|---|
| Esercizio 2018 | 38.190 | ‐ | 16.500 | (6.278) | 48.412 |
| Esercizio 2019 | 48.412 | ‐ | 15.100 | (3.530) | 59.982 |
La movimentazione del fondo svalutazione crediti commerciali è la seguente:
L'appostamento del fondo viene effettuato sulla base di valutazioni analitiche in relazione a specifici crediti, integrate da valutazioni basate su analisi prospettiche per i crediti riguardanti la clientela di massa (in relazione all'anzianità del credito, al tipo di azioni di recupero intraprese e allo status del debitore) come descritto nella sezione "Gestione dei rischi" del paragrafo 3.02.03 "Criteri di valutazione".
Nella tabella che segue sono dettagliati i crediti verso i clienti al netto del relativo fondo svalutazione e i crediti verso le parti correlate:
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | ||
|---|---|---|---|---|
| a | Crediti verso clienti | 208.587 | 182.557 | 26.030 |
| di cui fatture emesse | 67.725 | 62.695 | 5.030 | |
| di cui fatture da emettere | 140.862 | 119.862 | 21.000 | |
| b | Crediti verso parti correlate | 97.336 | 101.459 | (4.123) |
| Verso società controllate | 73.523 | 71.595 | 1.928 | |
| di cui fatture emesse | 23.652 | 25.644 | (1.992) | |
| di cui fatture da emettere | 49.871 | 45.951 | 3.920 | |
| Verso società collegate | 585 | 529 | 56 | |
| di cui fatture emesse | 561 | 529 | 32 | |
| di cui fatture da emettere | 24 | ‐ | 24 | |
| Verso società consociate | 2.613 | 160 | 2.453 | |
| di cui fatture emesse | 2 | 146 | (144) | |
| di cui fatture da emettere | 2.611 | 14 | 2.597 | |
| Verso correlate a influenza notevole | 17.045 | 25.094 | (8.049) | |
| di cui fatture emesse | 15.927 | 23.028 | (7.101) | |
| di cui fatture da emettere | 1.118 | 2.066 | (948) | |
| Verso altre parti correlate | 3.570 | 4.081 | (511) | |
| di cui fatture emesse | 3.519 | 4.030 | (511) | |
| di cui fatture da emettere | 51 | 51 | ‐ | |
| a+b | Totale | 305.923 | 284.016 | 21.907 |
La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso società controllate:
| Crediti verso società controllate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| A Tutta Rete Srl | 39 | ‐ | 39 |
| Acantho Spa | 4.532 | 4.304 | 228 |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | 231 | 269 | (38) |
| AcegasApsAmga Spa | 3.115 | 5.033 | (1.918) |
| Alimpet Srl | 1 | ‐ | 1 |
| Aliplast France Recyclage Sarl | 10 | 1 | 9 |
| Aliplast Iberia Sl | 9 | ‐ | 9 |
| Aliplast Spa | 4 | 3 | 1 |
| Asa Scpa | 28 | 32 | (4) |
| Ascotrade Spa | 1 | ‐ | 1 |
| EnergiaBaseTrieste Srl | ‐ | 34 | (34) |
| EstEnergy Spa | 25 | ‐ | 25 |
| Feronia Srl | 43 | 27 | 16 |
| Frullo Energia Ambiente Srl | 192 | 168 | 24 |
| Hera Comm Marche Srl | 423 | 552 | (129) |
| Hera Comm Nordest Srl | 430 | ‐ | 430 |
| Hera Comm Spa | 17.212 | 16.244 | 968 |
| Hera Luce Srl | 449 | 314 | 135 |
| Hera Servizi Energia Srl | 371 | 480 | (109) |
| Hera Trading Srl | 11.333 | 10.015 | 1.318 |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | 628 | 291 | 337 |
| Herambiente Spa | 15.343 | 16.830 | (1.487) |
| Heratech Srl | 3.249 | 3.314 | (65) |
| HestAmbiente Srl | 775 | 373 | 402 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 7.110 | 6.658 | 452 |
| Marche Multiservizi Spa | 6.780 | 5.523 | 1.257 |
| Sangroservizi Srl | ‐ | 1 | (1) |
| Tri-Generazione Scarl | 2 | 1 | 1 |
| Uniflotte Srl | 1.188 | 1.087 | 101 |
| Variplast Srl | ‐ | 10 | (10) |
| Waste Recycling Spa | ‐ | 31 | (31) |
| Totale | 73.523 | 71.595 | 1.928 |
I crediti verso imprese controllate, pari a 73.523 mila euro (71.595 mila euro al 31 dicembre 2018) si riferiscono a crediti commerciali, tutti esigibili entro l'esercizio successivo, che traggono origine dalle prestazioni che Hera Spa riaddebita alle società sulla base di specifici contratti di servizio, o di normali rapporti commerciali.
La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso società collegate:
| Crediti verso società collegate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Aimag Spa | 24 | 39 | (15) |
| H.E.P.T. Co. Ltd | 555 | 483 | 72 |
| Oikothen Scarl in liquidazione | 6 | 6 | ‐ |
| S2A Scarl | ‐ | 1 | (1) |
| Totale | 585 | 529 | 56 |
La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso società consociate:
| Crediti verso società consociate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| EstEnergy Spa | ‐ | 23 | (23) |
| Q.tHermo Srl | 2.600 | 15 | 2.585 |
| Altre | 13 | 122 | (109) |
| Totale | 2.613 | 160 | 2.453 |
La tabella sottostante riporta i crediti verso correlate a influenza notevole:
| Crediti verso correlate a influenza notevole | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Totale | 17.045 | 25.094 | (8.049) |
La tabella sottostante riporta in dettaglio la composizione dei crediti verso altre parti correlate:
| Crediti verso altre parti correlate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Acosea Impianti Srl - Asset | 283 | 283 | ‐ |
| Aloe Spa | (2) | (1) | (1) |
| Amir Spa - Asset | 71 | ‐ | 71 |
| Romagna Acque Spa | 3.111 | 3.667 | (556) |
| Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl - Asset | 31 | 38 | (7) |
| Società Italiana Servizi Spa - Asset | 45 | 45 | ‐ |
| Te.Am Società Territorio Ambiente Srl - Asset | 6 | 8 | (2) |
| Unica Reti Spa - Asset | 14 | 14 | ‐ |
| Altre | 11 | 27 | (16) |
| Totale | 3.570 | 4.081 | (511) |
Ai fini della rappresentazione per fasce di scaduto dei crediti verso clienti per fatture emesse si riporta la seguente tabella:
| Ageing crediti commerciali | 31-dic-19 | Inc. % | 31-dic-18 | Inc. % | Var. |
|---|---|---|---|---|---|
| A scadere | 112.414 | 66% | 104.508 | 64% | 7.906 |
| Scaduto 0-30 gg | 19.152 | 11% | 12.225 | 7% | 6.927 |
| Scaduto 31-180 gg | 7.634 | 4% | 9.605 | 6% | (1.971) |
| Scaduto 181-360 gg | 3.526 | 2% | 4.534 | 3% | (1.008) |
| Scaduto oltre 360 gg | 28.642 | 17% | 33.612 | 20% | (4.970) |
| Totale | 171.368 | 164.484 | 6.884 |
Il valore di iscrizione dei crediti commerciali alla data di bilancio approssima il fair value degli stessi.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Credito per Irap | ‐ | 151 | (151) |
| Credito per Ires | 13.950 | 5.148 | 8.802 |
| Credito per rimborso Ires | 16.156 | 16.156 | ‐ |
| Totale attività per imposte correnti | 30.106 | 21.455 | 8.651 |
| Debito per Ires | ‐ | ‐ | ‐ |
| Debito per Irap | 1.944 | ‐ | 1.944 |
| Totale passività per imposte correnti | 1.944 | ‐ | 1.944 |
Il "Credito per Ires" si riferisce all'eccedenza degli acconti versati per imposte dirette rispetto al debito di competenza.
Il "Credito per rimborso Ires" è relativo alle richieste di rimborso dell'Ires, spettante dall'anno 2007 all'anno 2011, a seguito della deducibilità dall'Ires dell'Irap riferita al costo del personale dipendente e assimilato, ai sensi del D.L. 201/2011. Al riguardo si segnala che sono in corso azioni nei confronti dell'Agenzia delle Entrate finalizzate al pieno incasso di tali posizioni.
Il "Debito per Irap" è comprensivo delle imposte stanziate per competenza sul valore della produzione netta del periodo al netto degli acconti versati.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Titoli di efficienza energetica ed emission trading | 65.207 | 36.172 | 29.035 |
| Iva, accise e addizionali | 32.088 | 12.553 | 19.535 |
| Costi sospesi per servizi e lavorazioni esterne | 4.380 | 2.071 | 2.309 |
| Depositi cauzionali | 3.878 | 16.458 | (12.580) |
| Crediti tributari vari | 3.248 | 1.247 | 2.001 |
| Crediti verso società degli asset | 1.578 | 1.578 | ‐ |
| Anticipo a fornitori e dipendenti | 891 | 1.318 | (427) |
| Costi anticipati per oneri, commissioni bancarie e spese fideiussorie | 840 | 972 | (132) |
| Con.Ami | 789 | 789 | ‐ |
| Incentivi da fonti rinnovabili | 587 | 5.236 | (4.649) |
| Costi anticipati per locazioni e noleggi | 340 | 568 | (228) |
| Contributi | 250 | 250 | ‐ |
| Crediti verso Utilitalia | 165 | 145 | 20 |
| Canoni passivi e canoni di concessione per servizi a rete | 140 | 144 | (4) |
| Crediti verso istituti previdenziali | 124 | 151 | (27) |
| Costi assicurativi | 57 | 56 | 1 |
| Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione e proventi di continuità |
1 | ‐ | 1 |
| Costi anticipati per acquisti materie prime | ‐ | 276 | (276) |
| Credito per consolidato fiscale e cessione Iva | ‐ | ‐ | ‐ |
| Altri crediti | 10.053 | 8.555 | 1.498 |
| Totale | 124.616 | 88.539 | 36.077 |
"Titoli di efficienza energetica ed emission trading", comprende:
- certificati verdi, 6.292 mila euro (6.292 mila euro al 31 dicembre 2018);
- certificati bianchi, 56.109 mila euro (26.879 mila euro al 31 dicembre 2018);
- certificati grigi, 2.806 mila euro (3.001 mila euro al 31 dicembre 2018).
I crediti per certificati verdi in portafoglio verranno incassati nel corso del 2020 dalla controllata Herambiente Spa.
Relativamente ai certificati bianchi, tale posizione deriva principalmente dagli obblighi assunti in virtù del contratto di servizio stipulato con Inrete Distribuzione Energia Spa che prevede che sia la Capogruppo in qualità di Esco a operare sul mercato per conto della controllata. In particolare, la posizione di Hera Spa si riferisce a certificati bianchi che ha acquisito o che deve acquisire in previsione di una loro cessione, principalmente nei confronti di Inrete Distribuzione Energia Spa.
Per quanto riguarda i certificati grigi, la variazione rispetto al 31 dicembre 2018 è riconducibile a una leggera variazione dei prezzi delle quote di emissione di gas serra scambiate sul mercato che ha avuto luogo nell'esercizio.
"Iva, accise e addizionali", pari a 32.088 mila euro (12.553 mila euro al 31 dicembre 2018), relativi principalmente all'Iva di Gruppo. In particolare il credito per Iva al 31 dicembre 2019 fa registrare un incremento rispetto all'anno precedente, imputabile principalmente a un minor volume di fatturazione attiva dell'ultimo trimestre.
"Incentivi da fonti rinnovabili", rappresentano i crediti verso il Gse derivanti dal meccanismo incentivante per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che ha sostituito il meccanismo di riconoscimento di certificati verdi.
"Depositi cauzionali", pari a 3.878 mila euro (16.458 mila euro al 31 dicembre 2018), costituiti da depositi cauzionali rilasciati a favore di enti pubblici diversi e società. Il decremento rispetto all'esercizio precedente è relativo principalmente alla riclassifica del deposito a favore di Acosea Impianti Srl alla voce "Attività finanziarie non correnti".
Di seguito viene fornito il dettaglio delle "Altre attività correnti" per società.
In particolare, i crediti verso imprese controllate sono relativi ad anticipi vari e a crediti di natura tributaria (crediti/debiti nell'ambito della procedura del consolidato fiscale il cui saldo viene classificato nelle "Altre attività correnti" o "Altre passività correnti" a seconda del saldo netto complessivo delle società aderenti al consolidato fiscale). La composizione è la seguente:
| Altre attività correnti - controllate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Acantho Spa | 10 | ‐ | 10 |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | 180 | 94 | 86 |
| AcegasApsAmga Spa | 19 | 3 | 16 |
| Hera Comm Spa | 15 | 13 | 2 |
| Hera Trading Srl | 1 | 37 | (36) |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | 8 | ‐ | 8 |
| Herambiente Spa | 142 | 154 | (12) |
| Heratech Srl | 7 | 22 | (15) |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 56.150 | 24.853 | 31.297 |
| Uniflotte Srl | 6 | 6 | ‐ |
| Totale | 56.538 | 25.182 | 31.356 |
Di seguito viene riportato il dettaglio, sempre per società controllate, alla data del 31 dicembre 2018 e 2019, delle posizioni vantate per crediti/debiti per consolidato fiscale e crediti minori:
| Dettaglio controllate 31-dic-18 |
Credito per consolidato fiscale |
Altri crediti | Totale per società |
|---|---|---|---|
| Acantho Spa | ‐ | ‐ | ‐ |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | ‐ | 94 | 94 |
| AcegasApsAmga Spa | ‐ | 3 | 3 |
| Feronia Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Marche Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Srl | ‐ | 13 | 13 |
| Hera Luce Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Servizi Energia Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Trading Srl | ‐ | 37 | 37 |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Herambiente Spa | ‐ | 154 | 154 |
| Heratech Srl | ‐ | 22 | 22 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | ‐ | 24.853 | 24.853 |
| Marche Multiservizi Spa | ‐ | ‐ | ‐ |
| Medea Spa | ‐ | ‐ | ‐ |
| Uniflotte Srl | ‐ | 6 | 6 |
| Waste Recycling Spa | ‐ | ‐ | ‐ |
| Totale | ‐ | 25.182 | 25.182 |
| Dettaglio controllate 31-dic-19 |
Credito per consolidato fiscale |
Altri crediti | Totale per società |
|---|---|---|---|
| Acantho Spa | ‐ | 10 | 10 |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | ‐ | 180 | 180 |
| AcegasApsAmga Spa | ‐ | 19 | 19 |
| Feronia Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Marche Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Comm Spa | ‐ | 15 | 15 |
| Hera Luce Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Servizi Energia Srl | ‐ | ‐ | ‐ |
| Hera Trading Srl | ‐ | 1 | 1 |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | ‐ | 8 | 8 |
| Herambiente Spa | ‐ | 142 | 142 |
| Heratech Srl | ‐ | 7 | 7 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | ‐ | 56.150 | 56.150 |
| Marche Multiservizi Spa | ‐ | ‐ | ‐ |
| Uniflotte Srl | ‐ | 6 | 6 |
| Waste Recycling Spa | ‐ | ‐ | ‐ |
| Totale | ‐ | 56.538 | 56.538 |
L'incremento degli Altri crediti verso Inrete Distribuzione Energia Spa rispetto all'esercizio precedente è relativo ai certificati bianchi; in particolare si rinvia alla voce "Titoli di efficienza energetica ed emission trading".
Crediti verso imprese collegate:
| Altre attività correnti - collegate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Tamarete Energia Srl | 640 | 640 | ‐ |
| Totale | 640 | 640 | ‐ |
Crediti verso altre parti correlate:
| Altre attività correnti - correlate a influenza notevole | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Totale | 812 | 801 | 11 |
| Altre attività correnti - altre parti correlate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
| Acosea Impianti Srl - Asset | 2.648 | 15.161 | (12.513) |
| Formigine Patrimonio Srl - Asset | 128 | 128 | ‐ |
| Società Italiana Servizi Spa - Asset | 1.576 | 1.576 | ‐ |
| Altre | 363 | 372 | (9) |
| Totale | 4.715 | 17.237 | (12.522) |
Distribuzione geografica dei crediti.
Tutti i crediti vantati dalla società sono nei confronti di clienti e società partecipate italiane.
Il prospetto relativo alla movimentazione del patrimonio netto è riportato al paragrafo 3.01.05 del presente bilancio separato. Si riportano di seguito le informazioni richieste dall'art. 2427, comma 7-bis del Codice Civile che prevede l'indicazione analitica delle singole voci di patrimonio netto distinguendole in relazione alla disponibilità e origine.
| Importo | Possibilità di utilizzazione |
Quota disponibile | |
|---|---|---|---|
| Capitale | 1.489.539 | ||
| Riserva valore nominale azioni proprie | (14.075) | ||
| Oneri per aumento capitale sociale (Ias 32) | (437) | ||
| Riserve di capitale | |||
| Riserva da sovrapprezzo azioni | 35.235 | A,B | 35.235 |
| Riserve di rivalutazione | 2.885 | A,B,C | 2.885 |
| Riserve contributi in c/capitale | 5.400 | A,B,C | 5.400 |
| Riserva da differenza tra valore di acquisto e valore nominale delle azioni proprie |
(31.758) | ||
| Riserva da avanzi di concambio | 42.408 | A,B,C | 42.408 |
| Altre riserve | 48 | A,B,C | 48 |
| Totale riserve di capitale | 54.218 | ||
| Riserve di utili | |||
| Riserva legale | 89.970 | B | |
| Riserva straordinaria | 103.854 | A,B,C | 103.854 |
| Riserva per utili portati a nuovo | 6.955 | A,B,C | 6.955 |
| Riserva per utili azioni proprie | 4.183 | A,B,C | 4.183 |
| Totale riserve di utili | 204.962 | ||
| Riserve Ias/Ifrs | |||
| Riserva art. 7, c.6 D.Lgs.38/2005 | 27.038 | non disponibile | |
| Riserva art. 6, c.1 D.Lgs.38/2005 | 36.846 | non disponibile | |
| Riserva art. 7, c.7 D.Lgs.38/2005 | 23.446 | non disponibile | |
| Riserva art. 7, c.7 D.Lgs.38/2005 | 12.477 | A,B,C | 12.477 |
| Riserva art. 6, c.2 D.Lgs 38/2005 | 15.850 | non disponibile | |
| Riserva utili (perdite) attuariali fondi benefici ai dipendenti | (19.134) | non disponibile | |
| Riserva per strumenti derivati valutati al fair value | ‐ | non disponibile | |
| Riserva da Ifrs 3 | 352.521 | disponibile | 352.521 |
| Riserve per avanzo da scissione, fusione e aggregazione entità sotto comune controllo |
40.823 | disponibile | 40.823 |
| Totale riserve Ias/Ifrs | 489.867 | ||
| Totale complessivo | 2.224.074 | 606.789 | |
| Quota non distribuibile | 35.235 | ||
| Residuo quota distribuibile | 571.554 |
Legenda:
A per aumento di capitale sociale
B copertura perdite
C per distribuzione ai soci
Capitale sociale
Il capitale sociale al 31 dicembre 2019 pari a 1.489.538.745 euro è costituito da 1.489.538.745 azioni ordinarie del valore nominale di 1 euro cadauna e risulta interamente versato.
Riserve per azioni proprie
La "Riserva per azioni proprie" presenta un valore negativo pari a 14.075 mila euro ed è costituita dal numero di azioni proprie in portafoglio al 31 dicembre 2019 da intendersi a riduzione del capitale sociale. La "Riserva da plusvalenza/minusvalenza vendita azioni proprie" e la "Riserva azioni proprie eccedenza del valore nominale" sono iscritte tra le riserve di patrimonio netto, rispettivamente per un valore positivo pari a 35.375 mila euro e un valore negativo pari a 31.758 mila euro. Tali riserve riflettono le operazioni effettuate su azioni proprie alla data del 31 dicembre 2019. La movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio ha generato complessivamente una plusvalenza pari a 13.547 mila euro.
Oneri per aumento capitale sociale
I costi associati agli aumenti di capitale sono stati portati a riduzione del capitale stesso al netto del relativo beneficio fiscale.
Riserve
La voce "Riserve", pari a 773.850 mila euro, comprende le seguenti riserve (tra parentesi viene riportato il valore al 31 dicembre 2018):
- legale, 89.970 mila euro (80.213 mila euro),
- straordinaria, 103.854 mila euro (65.716 mila euro),
- rivalutazione, 2.885 mila euro (2.885 mila euro),
- sovrapprezzo azioni, 35.235 mila euro (35.235 mila euro),
- contributi in conto capitale, 5.400 mila euro (5.400 mila euro),
- altre, 48 mila euro (48 mila euro),
- avanzo da concambio, 42.408 mila euro (42.408 mila euro),
- riserva Ias/Ifrs, 64.432 mila euro generatasi a seguito dell'adozione dei principi contabili internazionali (65.826 mila euro),
- riserva da plusvalenza vendita azioni proprie, 35.375 mila euro (21.827 mila euro),
- riserva Ifrs 3, 352.521 mila euro, relativa alle seguenti operazioni di integrazione: Agea Spa, Meta Spa, Geat Distribuzione Gas Spa, Sat Spa, Agea Reti Srl, Con.Ami, Area Asset Spa, Gruppo AcegasAps, Amga – Azienda Multiservizi Spa (352.521 mila euro),
- riserva indisponibile art. 6 comma 2 D.Lgs. 38/05, 15.850 mila euro (15.850 mila euro),
- riserva per dividendi percepiti su azioni proprie, 4.183 mila euro (4.183 mila euro),
- riserva utili/perdite attuariali fondi benefici ai dipendenti, negativa per 19.134 mila euro (17.095 mila euro),
- riserva per avanzo da scissione, fusione e aggregazione entità sotto comune controllo, 40.823 mila euro (40.823 mila euro).
Questa ultima risulta composta come segue:
- riserva per avanzo da scissione, 17.975 mila euro derivante dall'operazione che ha interessato le società operative territoriali (17.975 mila euro);
- riserva per avanzo da fusione, negativa per 5.253 mila euro derivante dalle fusioni di Gastecnica Galliera Srl, Hera Rete Modena Srl, Pri.Ge.A.S. Srl (5.253 mila euro);
- riserva per aggregazione di entità sotto comune controllo, 28.101 mila euro relativa alle plusvalenze realizzate dalla cessione di partecipazioni e rami d'azienda a società controllate (28.101 mila euro).
Utile portato a nuovo
La voce risulta pari a 6.955 mila euro.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Prestiti obbligazionari e finanziamenti | 2.842.799 | 2.608.108 | 234.691 |
| Totale passività finanziarie non correnti | 2.842.799 | 2.608.108 | 234.691 |
| Prestiti obbligazionari e finanziamenti | 41.482 | 439.302 | (397.820) |
| Altri debiti finanziari | 50.177 | 79.556 | (29.379) |
| Scoperti di conto corrente e interessi passivi | 89.535 | 57.568 | 31.967 |
| Totale passività finanziarie correnti | 181.194 | 576.426 | (395.232) |
| Totale passività finanziarie | 3.023.993 | 3.184.534 | (160.541) |
"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota non corrente si incrementano principalmente per la sottoscrizione del secondo prestito obbligazionario della Società a sostegno di progetti di sostenibilità ambientale. L'emissione del green bond si è realizzata nell'ambito di una tender offer avente come obiettivo la rinegoziazione parziale del prestito obbligazionario scadente nell'ottobre 2021 e del green bond scadente nel luglio 2024, entrambi del valore nominale di 500 milioni di euro. L'operazione ha confermato l'omogeneità della durata media dell'indebitamento finanziario con quella degli investimenti e ha consentito il miglioramento del tasso di indebitamento medio a cui la Società si finanzia. Tale operazione si è configurata, anche per le modalità con cui è stata gestita, come una modifica del debito obbligazionario preesistente e come tale contabilizzata, generando l'iscrizione di proventi da rinegoziazione per 12,7 milioni di euro (come descritto alla nota 11 "Proventi e oneri finanziari"). Gli oneri associati alla rinegoziazione, non avendo proceduto alla derecognition della passività finanziaria, sono stati ricompresi nella valutazione a costo ammortizzato dello strumento. Nello specifico l'offerta di acquisto ha ricevuto in adesione allo scambio titoli esistenti complessivamente pari a 210,6 milioni di euro (40 milioni del bond 2021 e 170,6 milioni di euro del bond 2024). Contestualmente la Società ha emesso il 5 luglio 2019 il nuovo green bond del valore nominale di 500 milioni di euro, con cedola dello 0,875% e rimborso al 2027, quotato sui mercati regolamentati della Borsa del Lussemburgo, della Borsa irlandese e dell'ExtraMot Pro.
La voce comprende, inoltre, il valore dell'opzione di vendita correlata alla partecipazione di minoranza di Ascopiave Spa in Hera Comm Spa che, per effetto delle disposizioni contrattuali, è classificata come finanziamento e valutata secondo il metodo del costo ammortizzato. Il valore nominale di iscrizione iniziale di tale debito, nonché quello di restituzione, è pari a 54 milioni di euro.
"Prestiti obbligazionari e finanziamenti" nella quota corrente, si decrementano principalmente per l'estinzione del bond scaduto il 3 dicembre 2019, che presentava un valore nominale residuo di 394,6 milioni di euro.
La voce "Altri debiti finanziari" pari a 50.177 mila euro comprende le seguenti posizioni:
- verso le controllate HestAmbiente Srl, Tri-Generazione Scarl, Inrete Distribuzione Energia Spa e Heratech Srl per tesoreria centralizzata per complessivi 35.331 mila euro;
- verso altri per 14.846 mila euro.
"Scoperti di conto corrente e interessi passivi", la significativa variazione rispetto all'esercizio precedente è rappresentata dall'erogazione di un finanziamento a breve termine, nella forma di hot money, per 40 milioni di euro.
Nella tabella che segue sono riportate le passività finanziarie distinte per natura al 31 dicembre 2019, con indicazione della quota in scadenza entro l'esercizio, entro il 5° anno e oltre il 5° anno:
| Tipologia | Importo residuo 31-dic-19 |
Quota entro esercizio |
Quota entro 5° anno |
Quota oltre 5° anno |
|---|---|---|---|---|
| Bond | 2.292.798 | ‐ | 770.763 | 1.522.035 |
| Finanziamenti bancari | 537.483 | 41.482 | 258.117 | 237.884 |
| Altri debiti finanziari | 104.177 | 50.177 | 54.000 | |
| Scoperti di conto corrente e interessi passivi | 89.535 | 89.535 | ‐ | ‐ |
| Totale | 3.023.993 | 181.194 | 1.028.880 | 1.813.919 |
Si evidenziano le principali condizioni dei prestiti obbligazionari in essere al 31 dicembre 2019:
| Prestiti obbligazionari | Negoziazione | Durata (anni) |
Scadenza | Valore nominale (mln) |
Cedola | Tasso annuale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Bond | Quotato | 8 | 04-ott-21 | 249,9 Eur | Annuale | 3,25% |
| Bond | Quotato | 10 | 22-mag-23 | 68,0 Eur | Annuale | 3,375% |
| Green Bond | Quotato | 10 | 04-lug-24 | 329,4 Eur | Annuale | 2,375% |
| Bond | Non quotato | 15 | 05-ago-24 | 20.000 Jpy | Semestrale | 2,93% |
| Bond | Quotato | 12 | 22-mag-25 | 15,0 Eur | Annuale | 3,50% |
| Bond | Quotato | 10 | 14-ott-26 | 400,0 Eur | Annuale | 0,875% |
| Bond | Non quotato | 15/20 | 14-mag-27/32 | 102,5 Eur | Annuale | 5,25% |
| Bond | Quotato | 8 | 5-lug-27 | 500,0 Eur | Annuale | 0,875% |
| Bond | Quotato | 15 | 29-gen-28 | 700,0 Eur | Annuale | 5,20% |
Al 31 dicembre 2019 i prestiti obbligazionari in essere, aventi un valore nominale di 2.514,6 milioni di euro (2.619,7 milioni al 31 dicembre 2018) e un valore di iscrizione al costo ammortizzato di 2.292,8 milioni di euro, presentano un fair value di 2.919,6 milioni di euro (2.890,8 al 31 dicembre 2018) determinato dalle quotazioni di mercato ove disponibili.
Non sono previsti covenant finanziari sul debito tranne quello, presente su alcuni finanziamenti, del limite del corporate rating da parte (anche di una sola agenzia di rating) al di sotto del livello di Investment grade (BBB-). Alla data attuale tale parametro risulta rispettato.
Le disponibilità liquide e le linee di credito attuali, oltre alle risorse generate dall'attività operativa e di finanziamento, sono giudicate più che sufficienti per far fronte ai fabbisogni finanziari futuri. In particolare, alla data del 31 dicembre 2019 il Gruppo dispone di linee di credito committed non utilizzate per 600 milioni di euro e di ampi spazi su linee di credito uncommitted pari a circa 537 milioni di euro.
La voce comprende gli accantonamenti a favore del personale dipendente per il trattamento di fine rapporto di lavoro e altri benefici contrattuali, al netto delle anticipazioni concesse e dei versamenti effettuati agli istituti di previdenza in accordo con la normativa vigente. Il calcolo viene effettuato utilizzando tecniche attuariali e attualizzando le passività future alla data di bilancio. Tali passività sono costituite dal credito che il dipendente maturerà alla data in cui presumibilmente lascerà l'azienda.
Lo "Sconto gas" rappresenta un'indennità annua riconosciuta ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980 reversibile agli eredi. Il "Premungas" è un fondo pensionistico integrativo relativo ai dipendenti Federgasacqua assunti prima del gennaio 1980. Tale fondo, che è stato chiuso a far data dal gennaio 1997, viene movimentato con cadenza trimestrale unicamente per regolare i versamenti effettuati ai pensionati aventi diritto. Il fondo "Riduzione tariffaria" è stato costituito per far fronte agli oneri derivanti dal riconoscimento al personale in quiescenza del ramo elettrico delle agevolazioni tariffarie sui consumi energetici.
| Movimenti dell'esercizio | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | Conferimento | Accantonamenti | Oneri finanziari |
Utili (perdite) attuariali |
Utilizzi e altri movimenti |
31-dic-19 | |
| Trattamento fine rapporto |
43.675 | ‐ | ‐ | 295 | 1.218 | (3.877) | 41.311 |
| Sconto gas | 1.840 | ‐ | ‐ | 15 | 213 | (196) | 1.872 |
| Premungas | 2.478 | ‐ | ‐ | 13 | (96) | (249) | 2.146 |
| Riduzione tariffaria | 5.240 | ‐ | ‐ | 69 | 1.415 | (331) | 6.393 |
| Totale | 53.233 | ‐ | ‐ | 392 | 2.750 | (4.653) | 51.722 |
Di seguito viene riportata la movimentazione intervenuta nell'esercizio dei sopra menzionati fondi:
Gli oneri finanziari sono calcolati applicando un tasso di attualizzazione specifico, determinato in base alla durata media finanziaria dell'obbligazione. Gli "Utili (perdite) attuariali" rappresentano la rimisurazione delle passività per benefici a dipendenti derivante dalla modifica delle ipotesi attuariali. Tali componenti sono contabilizzate direttamente nel conto economico complessivo (paragrafo 3.01.02).
Gli "Utilizzi e altri movimenti" accolgono principalmente gli importi corrisposti ai dipendenti nel corso dell'esercizio.
La tabella sottostante rappresenta le principali assunzioni utilizzate nella stima attuariale dei benefici ai dipendenti:
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | |
|---|---|---|
| Tasso annuo tecnico di attualizzazione | 0,15% | 0,71% |
| Tasso annuo di aumento retribuzioni complessive | 2,50% | 2,50% |
| Frequenza annua di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte | 1,57% | 1,57% |
| Frequenza annua media di utilizzo del fondo Tfr | 1,45% | 1,45% |
Nell'interpretazione di tali assunzioni occorre considerare quanto segue:
- con riferimento al tasso di inflazione, lo scenario inflazionistico è stato desunto adottando un indice Ipca pari all'1% per l'anno 2020 e all'1,10% per gli anni successivi;
- per le probabilità di morte si è fatto riferimento alle tavole Istat 2018;
- nelle valutazioni attuariali sono state considerate le nuove decorrenze per i trattamenti pensionistici previste dal D.L. 201 del 6 dicembre 2011, recante "Disposizioni urgenti per la
crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici" convertito, con modificazioni, dalla L. 214 del 22 dicembre 2011, nonché la disciplina di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del D.L. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla L. 122 del 30 luglio 2010;
- per le probabilità di uscita dall'attività lavorativa per cause diverse dalla morte è stato ipotizzato un tasso medio di uscita pari all'1,57% annuo, in quanto l'analisi differenziata per qualifica contrattuale e sesso non ha portato a risultati statisticamente significativi;
- per tenere in considerazione il fenomeno delle anticipazioni, sono state ipotizzate le frequenze nonché l'importo di Tfr medio anticipato. Le frequenze di anticipazione, nonché le percentuali medie di Tfr richieste a titolo di anticipo sono state desunte dall'osservazione dei dati aziendali. La percentuale di Tfr richiesta a titolo di anticipo è stata ipotizzata pari al 70% del Tfr, ovvero al massimo previsto dalla normativa vigente.
Si specifica infine che per le valutazioni attuariali è stata utilizzata la curva dei tassi euro composite AA al 31 dicembre 2019.
Sensitivity analysis - Obbligazione per piani a benefici definiti
Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso tecnico di attualizzazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2019, a parità delle altre ipotesi attuariali, il decremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 1,3 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe un aumento potenziale del valore attuale della passività di circa 1,3 milioni di euro.
Ipotizzando un incremento di 50 basis point del tasso di inflazione rispetto a quello effettivamente applicato per le valutazioni al 31 dicembre 2019, a parità delle altre ipotesi attuariali, l'incremento potenziale del valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti (Dbo) in corso ammonterebbe a circa 0,8 milioni di euro. Allo stesso modo ipotizzando una riduzione del medesimo tasso di 50 basis point, si avrebbe una diminuzione potenziale del valore attuale della passività di circa 0,8 milioni di euro.
Le variazioni delle restanti ipotesi attuariali non produrrebbero effetti significativi rispetto al valore attuale delle passività per piani a benefici definiti iscritti a bilancio.
| Movimenti dell'esercizio | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| 31-dic-18 | Conferimento | Accantonamenti | Oneri finanziari |
Utilizzi e altri movimenti |
31-dic-19 | |
| Fondo ripristino beni di terzi |
90.032 | ‐ | 4.040 | 5.408 | ‐ | 99.480 |
| Fondo cause legali e contenzioso del personale |
2.317 | ‐ | 600 | ‐ | (1.237) | 1.680 |
| Altri fondi rischi e oneri |
19.238 | ‐ | 1.489 | ‐ | (1.960) | 18.767 |
| Totale | 111.587 | ‐ | 6.129 | 5.408 | (3.197) | 119.927 |
"Fondo ripristino beni di terzi", include gli stanziamenti effettuati in relazione ai vincoli di legge e contrattuali gravanti su Hera Spa in qualità di società utilizzatrice delle reti di distribuzione di proprietà delle società degli asset. Gli stanziamenti vengono effettuati in base ad aliquote di ammortamento economico-tecniche ritenute rappresentative della residua possibilità di utilizzo dei cespiti al fine di indennizzare le società proprietarie dell'effettivo deperimento e consumo dei beni utilizzati per l'attività d'impresa. Il fondo riflette il valore attuale degli esborsi che si andranno a determinare in periodi futuri (generalmente allo scadere delle convenzioni sottoscritte con le autorità d'ambito per quanto concerne il servizio idrico e allo scadere del periodo transitorio previsto dalla vigente normativa per quanto concerne la distribuzione del gas). Gli incrementi del fondo sono costituiti dalla sommatoria tra gli stanziamenti di competenza del periodo, anche questi attualizzati, e gli oneri finanziari che riflettono la componente derivante dall'attualizzazione dei flussi.
"Fondo cause legali e contenzioso del personale", riflette le valutazioni sull'esito delle cause legali e sul contenzioso promosso dal personale dipendente.
"Altri fondi per rischi e oneri", accolgono stanziamenti a fronte di rischi di varia natura. Di seguito si riporta una descrizione delle principali voci:
- 8.842 mila euro, relativi al potenziale rischio connesso al riconoscimento dei certificati verdi/incentivi alle Fer in relazione al segmento di business della cogenerazione;
- 2.055 mila euro, a fronte di oneri che potrebbero essere sostenuti per future cessioni di asset relativi al servizio teleriscaldamento;
- 3.000 mila euro, a fronte di oneri che potrebbero essere sostenuti in relazione a una pretesa richiesta pervenuta da una controparte finanziaria;
- 4.870 mila euro, di varia natura e tutti d'importo sostanzialmente modesto.
Gli utilizzi e altri movimenti evidenziano un incremento netto di 3.197 mila euro composto da:
utilizzi per 1.192 mila euro e disaccantonamenti per 2.005 mila euro, principalmente a seguito del venir meno di passività relative a contenziosi legali.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Debiti verso fornitori | 146.443 | 152.671 | (6.228) |
| Debiti verso fornitori per fatture da ricevere | 213.527 | 189.416 | 24.111 |
| Debiti per acconti ricevuti | 289 | 405 | (116) |
| Totale | 360.259 | 342.492 | 17.767 |
I debiti commerciali derivano, per la maggior parte, da operazioni realizzate nel territorio nazionale. Nella tabella che segue vengono dettagliati i debiti verso fornitori e parti correlate:
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | ||
|---|---|---|---|---|
| a | Debiti per acconti ricevuti | 289 | 405 | (116) |
| b | Debiti verso fornitori | 244.092 | 226.824 | 17.268 |
| di cui fatture ricevute | 96.164 | 102.067 | (5.903) | |
| di cui fatture da ricevere | 147.928 | 124.757 | 23.171 | |
| c | Debiti verso parti correlate | 115.878 | 115.263 | 614 |
| Verso società controllate | 86.288 | 85.217 | 1.071 | |
| di cui fatture ricevute | 34.122 | 35.013 | (891) | |
| di cui fatture da ricevere | 52.166 | 50.204 | 1.962 | |
| Verso società collegate | 43 | 243 | (200) | |
| di cui fatture ricevute | 20 | ‐ | 20 | |
| di cui fatture da ricevere | 23 | 243 | (220) | |
| Verso società consociate | (2) | ‐ | (2) | |
| di cui fatture ricevute | (2) | ‐ | (2) | |
| di cui fatture da ricevere | ‐ | ‐ | ‐ | |
| Verso correlate a influenza notevole | 7.932 | 7.872 | 60 | |
| di cui fatture ricevute | 845 | 810 | 35 | |
| di cui fatture da ricevere | 7.087 | 7.062 | 25 | |
| Verso altre parti correlate | 21.617 | 21.931 | (314) | |
| di cui fatture ricevute | 15.294 | 14.781 | 513 | |
| di cui fatture da ricevere | 6.323 | 7.150 | (827) | |
| a+b+c | Totale | 360.259 | 342.492 | 17.767 |
"Debiti per acconti ricevuti", pari a 289 mila euro (405 mila euro al 31 dicembre 2018), riguardano anticipazioni ricevute da clienti per lavori da eseguire.
"Debiti verso fornitori", interamente di natura commerciale e inclusivi dello stanziamento per "fatture da ricevere", ammontano a 244.092 mila euro (226.824 al 31 dicembre 2018). Tra questi sono compresi debiti verso fornitori di nazionalità europea per 464 mila euro (560 mila euro al 31 dicembre 2018). I debiti verso i fornitori sono tutti esigibili entro l'esercizio successivo.
"Debiti verso parti correlate", pari a 115.878 mila euro (115.263 mila euro al 31 dicembre 2018), sono relativi principalmente a contratti di servizio infragruppo (smaltimento rifiuti, servizi informatici, telefonia, spazi attrezzati, flotte, ecc.).
Di seguito sono esposti i debiti verso società controllate, tutti regolati a condizioni di mercato:
| Debiti verso società controllate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| A Tutta Rete Srl | 1 | ‐ | 1 |
| Acantho Spa | 3.628 | 2.353 | 1.275 |
| AcegasApsAmga Spa | 1.243 | 231 | 1.012 |
| Asa Scpa | 127 | 110 | 17 |
| Frullo Energia Ambiente Srl | 336 | 667 | (331) |
| Hera Comm Spa | 19.551 | 20.881 | (1.330) |
| Hera Luce Srl | 380 | 468 | (88) |
| Hera Servizi Energia Srl | 1.887 | 2.125 | (238) |
| Hera Trading Srl | 637 | 582 | 55 |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | 86 | 1 | 85 |
| Herambiente Spa | 24.571 | 26.842 | (2.271) |
| Heratech Srl | 19.913 | 19.824 | 89 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 465 | 435 | 30 |
| Marche Multiservizi Spa | 73 | 28 | 45 |
| Uniflotte Srl | 13.390 | 10.592 | 2.798 |
| Waste Recycling Spa | ‐ | 78 | (78) |
| Totale | 86.288 | 85.217 | 1.071 |
Di seguito sono esposti i debiti verso società collegate, tutti regolati a condizioni di mercato:
| Debiti verso società collegate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Aimag Spa | 43 | 243 | (200) |
| Totale | 43 | 243 | (200) |
Di seguito sono esposti i debiti verso società consociate:
| Debiti verso società consociate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Altre | (2) | ‐ | (2) |
| Totale | (2) | ‐ | (2) |
Di seguito sono esposti i debiti verso correlate a influenza notevole:
| Debiti verso correlate a influenza notevole | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Totale | 7.932 | 7.872 | 60 |
Di seguito sono esposti i debiti verso altre parti correlate:
| Debiti verso altre parti correlate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Acquedotto del Dragone Impianti Spa - Asset | 4 | 5 | (1) |
| Amir Spa - Asset | 863 | 1.240 | (377) |
| Romagna Acque Spa | 18.753 | 18.031 | 722 |
| Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl - Asset | 503 | 348 | 155 |
| Te.Am Società Territorio Ambiente Srl - Asset | 1.049 | 1.110 | (61) |
| Unica Reti Spa - Asset | 26 | 691 | (665) |
| Altre | 348 | 361 | (13) |
| Sindaci, amministratori, dirigenti strategici | 71 | 145 | (74) |
| Totale | 21.617 | 21.931 | (314) |
I debiti verso Romagna Acque Spa sono relativi a forniture inerenti il servizio idrico.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Contributi in conto impianti | 100.802 | 94.964 | 5.838 |
| Depositi cauzionali | 28.054 | 28.971 | (917) |
| Personale | 19.990 | 21.668 | (1.678) |
| Debiti verso istituti di previdenza | 15.133 | 14.739 | 394 |
| Assicurazioni e franchigie | 13.112 | 12.574 | 538 |
| Debito per consolidato fiscale e cessione Iva | 27.762 | 9.756 | 18.006 |
| Ritenute a dipendenti | 6.428 | 6.257 | 171 |
| Titoli di efficienza energetica ed emission trading | 3.722 | 4.076 | (354) |
| Debiti verso società del Gruppo oltre l'esercizio | 1.938 | 1.938 | ‐ |
| Cassa per i servizi energetici e ambientali per perequazione | 1.457 | 1.541 | (84) |
| Accise e addizionali | 746 | 538 | 208 |
| Contributi prese e tubazioni | 190 | 190 | ‐ |
| Altri debiti tributari | 76 | 139 | (63) |
| Canoni di fognatura e depurazione | 130 | 123 | 7 |
| Altri lavori e servizi | 50 | 78 | (28) |
| Amministratori, sindaci e comitati per il territorio | 169 | ‐ | 169 |
| Altri debiti | 23.165 | 7.309 | 15.856 |
| Totale | 242.924 | 204.861 | 38.063 |
"Contributi in conto impianti", relativi principalmente a investimenti sostenuti nel settore idrico e ambiente. L'incremento è da attribuire ai maggiori contributi ricevuti nell'anno per la realizzazione di investimenti nel settore idrico, con particolare riguardo al servizio di depurazione e fognatura.
"Depositi cauzionali", riflettono quanto versato dai clienti in relazione ai contratti di somministrazione del servizio idrico.
"Personale", è relativo a ferie maturate e non godute al 31 dicembre 2019, al premio di produttività e agli stipendi contabilizzati per competenza.
"Debiti verso istituti di previdenza", relativi ai contributi dovuti agli enti relativamente alla mensilità di dicembre.
"Debito per consolidato fiscale e cessione Iva", è relativo al debito maturato nei confronti delle società controllate che hanno aderito al consolidato fiscale nell'ambito del Gruppo, 13.204 mila euro (5.374 mila euro al 31 dicembre 2018) e dal debito per cessione iva per 14.558 mila euro (4.382 mila euro al 31 dicembre 2018).
"Titoli di efficienza energetica ed emission trading", per 3.722 mila euro (4.076 mila euro al 31 dicembre 2018) relativi principalmente a certificati grigi riflettono l'obbligo di riconsegna di certificati calcolato in base alla vigente normativa. Il decremento della passività è conseguente alla rivalutazione dei prezzi delle quote di emissione di gas serra scambiate sul mercato che si è determinato nell'esercizio.
"Altri debiti", per 23.165 mila euro relativi principalmente a debiti verso clienti per specifiche agevolazioni tariffarie nel settore idrico e a debiti di varia natura. L'incremento è da attribuire principalmente a rimborsi di erogazioni da parte del Gse e a maggiori debiti verso clienti per agevolazioni tariffarie.
I debiti sono principalmente esigibili entro l'esercizio successivo.
Di seguito sono esposti i debiti verso società controllate:
| Altre passività correnti - controllate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Acantho Spa | 609 | (1.036) | 1.645 |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | 1.366 | 418 | 948 |
| Asa Scpa | 9 | 9 | ‐ |
| Feronia Srl | 60 | 138 | (78) |
| Frullo Energia Ambiente Srl | 243 | 287 | (44) |
| Hera Comm Spa | 9.934 | (1.640) | 11.574 |
| Hera Comm Marche Srl | 1.980 | (397) | 2.377 |
| Hera Luce Srl | 3.451 | 797 | 2.654 |
| Hera Servizi Energia Srl | 130 | 1.150 | (1.020) |
| Hera Trading Srl | (2.598) | 4.279 | (6.877) |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | 604 | 440 | 164 |
| Herambiente Spa | 8.567 | 5.502 | 3.065 |
| Heratech Srl | 940 | (228) | 1.168 |
| HestAmbiente Srl | 1.146 | 350 | 796 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 3.469 | (124) | 3.593 |
| Uniflotte Srl | (183) | 1.898 | (2.081) |
| Totale | 29.727 | 11.843 | 17.884 |
| Dettaglio controllate 31-dic-18 |
Debito rimborso Ires 2007-2011 |
Debito per consolidato fiscale |
Altri debiti | Totale per società |
|---|---|---|---|---|
| Acantho Spa | ‐ | (560) | (476) | (1.036) |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | ‐ | ‐ | 418 | 418 |
| Asa Scpa | 9 | ‐ | ‐ | 9 |
| Feronia Srl | ‐ | 23 | 115 | 138 |
| Frullo Energia Ambiente Srl | 96 | ‐ | 191 | 287 |
| Hera Comm Srl | 474 | 73 | (2.187) | (1.640) |
| Hera Comm Marche Srl | ‐ | 19 | (416) | (397) |
| Hera Luce Srl | 127 | (935) | 1.605 | 797 |
| Hera Servizi Energia Srl | 18 | 928 | 204 | 1.150 |
| Hera Trading Srl | 52 | 3.728 | 499 | 4.279 |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | ‐ | (54) | 494 | 440 |
| Herambiente Spa | 872 | 398 | 4.232 | 5.502 |
| Heratech Srl | ‐ | (420) | 192 | (228) |
| HestAmbiente Srl | ‐ | ‐ | 350 | 350 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | ‐ | 1.918 | (2.042) | (124) |
| Medea Spa | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ |
| Uniflotte Srl | 290 | 256 | 1.352 | 1.898 |
| Totale | 1.938 | 5.374 | 4.531 | 11.843 |
Di seguito viene riportato il dettaglio, sempre per società controllate, alla data del 31 dicembre 2016 e 2017, delle posizioni per debiti per rimborso Ires 2007-2011, per consolidato fiscale e debiti minori:
| Dettaglio controllate 31-dic-19 |
Debito rimborso Ires 2007-2011 |
Debito per consolidato fiscale |
Altri debiti | Totale per società |
|---|---|---|---|---|
| Acantho Spa | ‐ | (469) | 1.078 | 609 |
| AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa | ‐ | ‐ | 1.366 | 1.366 |
| Asa Scpa | 9 | ‐ | ‐ | 9 |
| Feronia Srl | ‐ | 25 | 35 | 60 |
| Frullo Energia Ambiente Srl | 96 | ‐ | 147 | 243 |
| Hera Comm Spa | 474 | 14.496 | (5.036) | 9.934 |
| Hera Comm Marche Srl | ‐ | 1.613 | 367 | 1.980 |
| Hera Luce Srl | 127 | ‐ | 3.324 | 3.451 |
| Hera Servizi Energia Srl | 18 | 115 | (3) | 130 |
| Hera Trading Srl | 52 | (5.247) | 2.597 | (2.598) |
| Herambiente Servizi Industriali Srl | ‐ | 874 | (270) | 604 |
| Herambiente Spa | 872 | 869 | 6.826 | 8.567 |
| Heratech Srl | ‐ | 28 | 912 | 940 |
| HestAmbiente Srl | ‐ | ‐ | 1.146 | 1.146 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | ‐ | 394 | 3.075 | 3.469 |
| Uniflotte Srl | 290 | 506 | (979) | (183) |
| Totale | 1.938 | 13.204 | 14.585 | 29.727 |
Di seguito sono esposti i debiti verso parti correlate a influenza notevole:
| Altre passività correnti - correlate a influenza notevole | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Totale | 400 | 410 | (10) |
Di seguito sono esposti i debiti verso altre parti correlate:
| Altre passività correnti - altre parti correlate | 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. |
|---|---|---|---|
| Sindaci | 169 | ‐ | 169 |
| Unica Reti Spa - Asset | ‐ | 233 | (233) |
| Totale | 169 | 233 | (64) |
La seguente tabella illustra la composizione delle attività della Società per classe di valutazione. Il fair value dei derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 20.
| 31-dic-19 | Fair value a conto economico |
Crediti e finanziamenti |
Detenuti fino a scadenza |
Disponibili per la vendita |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Attività non correnti | 1.208.664 | 1 | 1.208.665 | ||
| Attività finanziarie non correnti |
1 | 1 | |||
| Crediti non correnti verso parti correlate |
1.189.128 | 1.189.128 | |||
| Crediti finanziari non correnti | 19.536 | 19.536 | |||
| Attività correnti | 65.207 | 1.035.942 | 1 | 1.101.150 | |
| Crediti commerciali | 305.923 | 305.923 | |||
| Attività finanziarie correnti | 1 | 1 | |||
| Crediti finanziari correnti | 670.610 | 670.610 | |||
| Altre attività | 65.207 | 59.409 | 124.616 |
| 31-dic-18 | Fair value a conto economico |
Crediti e finanziamenti |
Detenuti fino a scadenza |
Disponibili per la vendita |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Attività non correnti | 1.448.177 | 1 | 1.448.178 | ||
| Attività finanziarie non correnti |
1 | 1 | |||
| Crediti non correnti verso parti correlate |
1.425.172 | 1.425.172 | |||
| Crediti finanziari non correnti | 23.005 | 23.005 | |||
| Attività correnti | 36.172 | 737.190 | 1 | 773.363 | |
| Crediti commerciali | 284.016 | 284.016 | |||
| Attività finanziarie correnti | 1 | 1 | |||
| Crediti finanziari correnti | 400.807 | 400.807 | |||
| Altre attività | 36.172 | 52.367 | 88.539 |
Relativamente alle "Attività finanziarie non correnti" si rimanda al dettaglio della nota 18.
La seguente tabella illustra la composizione delle passività della Società per classe di valutazione. Il fair value dei derivati è dettagliato, viceversa, nella nota 20.
| 31-dic-19 | Fair value a conto economico |
Elementi coperti (fair value hedge) |
Costo ammortizzato | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Passività non correnti | 149.622 | 2.709.607 | 2.859.229 | |
| Passività finanziarie non correnti | 149.622 | 2.693.177 | 2.842.799 | |
| Passività non correnti per leasing | 16.430 | 16.430 | ||
| Passività correnti | 3.722 | 784.771 | 788.493 | |
| Passività finanziarie correnti | 181.194 | 181.194 | ||
| Passività correnti per leasing | 4.116 | 4.116 | ||
| Debiti commerciali | 360.259 | 360.259 | ||
| Altre passività | 3.722 | 239.202 | 242.924 |
| 31-dic-18 | Fair value a conto economico |
Elementi coperti (fair value hedge) |
Costo ammortizzato | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Passività non correnti | 144.432 | 2.472.406 | 2.616.838 | |
| Passività finanziarie non correnti | 144.432 | 2.463.676 | 2.608.108 | |
| Debiti per locazioni finanziarie | 8.730 | 8.730 | ||
| Passività correnti | 4.076 | 1.120.443 | 1.124.519 | |
| Passività finanziarie correnti | 576.426 | 576.426 | ||
| Debiti per locazioni finanziarie | 740 | 740 | ||
| Debiti commerciali | 342.492 | 342.492 | ||
| Altre passività | 4.076 | 200.785 | 204.861 |
Relativamente alle "Passività non correnti" si rimanda al dettaglio della nota 14 e 26.
Relativamente alle "Passività correnti" si rimanda ai dettagli delle note 14, 26, 29 e 30.
Unità generatrici di flussi finanziari e avviamento
Come previsto dai principi contabili di riferimento, asset e avviamenti sono stati assoggettati a test di impairment (Ias 36) attraverso la determinazione del valore in uso, inteso come il valore attuale dei flussi di cassa operativi (opportunamente attualizzati secondo il metodo Dcf - Discounted cash flow) derivanti dal piano industriale 2019-2023 approvato dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo nella seduta del 10 gennaio 2020.
L'impairment test ha riguardato l'insieme delle unità generatrici di flussi finanziari (Cgu - Cashgenerating units): ciclo idrico integrato, ambiente e teleriscaldamento, che risultano coerenti con i segmenti di attività utilizzati ai fini della reportistica periodica interna e con l'informativa riportata nella relazione finanziaria annuale al paragrafo 2.02.07 "Informativa per settori operativi".
Al riguardo si segnala che il Gruppo ha posto in atto un processo strutturato relativo alla predisposizione e revisione del piano industriale il quale prevede che lo stesso venga elaborato annualmente, in base a uno scenario di contesto esterno che considera gli andamenti di mercato e la normativa dei business regolamentati, con il supporto di tutte le unità di business e in una logica bottom-up.
In particolare nello sviluppo del piano industriale 2019-2023 sono state implementate ipotesi coerenti con quelle utilizzate nei piani precedenti e, sulla base dei valori consuntivi, sono state elaborate delle proiezioni facendo riferimento, ove necessario, alle più autorevoli e aggiornate fonti esterne disponibili.
Lo sviluppo dei ricavi per i business regolati è stato elaborato sulla base dell'evoluzione tariffaria derivante dalla regolazione nazionale e/o da accordi con le autorità d'ambito. In particolare per il ciclo idrico integrato i ricavi sono stati previsti in ipotesi di inerzialità dei volumi distribuiti, sulla base delle tariffe derivanti dagli accordi sottoscritti con Atersir, oltre che dall'applicazione del Metodo tariffario idrico (Mti-2) di cui alla delibera dell'Autorità 664/15, tenuto conto, tra gli altri fattori, dei parametri alla base della copertura degli oneri finanziari e fiscali. Per l'igiene urbana è stata formalizzata l'ipotesi del raggiungimento della piena copertura tariffaria entro l'arco piano su tutti i territori serviti, coerentemente a quanto previsto dalle norme vigenti.
La pianificazione dei tempi di realizzazione degli investimenti e del successivo avvio dei nuovi impianti è frutto della miglior stima delle strutture tecniche preposte.
L'evoluzione inerziale dei costi del Gruppo in arco piano è stata sviluppata formulando ipotesi prospettiche basate sull'insieme di informazioni disponibili al momento della redazione del piano. Sono stati quindi considerati i livelli più recenti di inflazione rilevata a consuntivo, le aspettative di andamento stimate dal Documento di pianificazione economico-finanziaria, nonché le previsioni rese disponibili dalla Banca d'Italia e dalla Commissione Europea. Per ciò che attiene il personale e il costo del lavoro, sono state prese in considerazione le indicazioni contenute nei diversi contratti di lavoro. Il primo anno di piano rappresenta la base di riferimento per l'individuazione degli obiettivi economici, finanziari e di gestione che confluiscono nel budget annuale, elemento guida operativo per il raggiungimento degli obiettivi di crescita del Gruppo.
I flussi di cassa generati sono stati quindi determinati utilizzando come base i dati previsionali relativi al periodo 2020–2023. In particolare si è considerato il margine operativo netto, cui sono state detratte le imposte, sommati gli ammortamenti e gli accantonamenti e detratti gli investimenti di mantenimento previsti per ciascun anno di piano.
Successivamente all'ultimo anno di piano sono stati considerati flussi di cassa normalizzati (Free cash flow normalizzato) pari al valore del margine operativo netto dell'ultimo anno di piano, nell'ipotesi di mantenere un valore di ammortamenti e accantonamenti pari a quello degli investimenti. Nel caso in cui il piano, a causa del suo orizzonte temporale di medio termine, non consideri la previsione di eventi futuri che influenzano significativamente i flussi di cassa prospettici, sono stati considerati degli aggiustamenti al fine di poter recepire anche gli effetti di tali eventi. I flussi di cassa sono calcolati applicando al Free cash flow normalizzato il tasso di crescita (g) con orizzonte temporale di mediolungo termine del settore di appartenenza (mediamente del 2%), per il periodo dal 2024 al 2039 (quindi complessivamente 20 anni). Per i servizi regolamentati, tali flussi sono resi coerenti con le ipotesi di mantenimento della quota di mercato dopo l'espletamento delle gare previste.
A tali flussi si aggiunge il valore attuale di una rendita perpetua calcolata come segue:
- per le attività in regime di mercato è stato considerato il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua riferita all'ultimo anno (2039), assumendo un fattore di crescita mediamente del 2%;
- per i servizi regolamentati, il valore terminale è stato definito considerando il flusso di cassa derivante dall'applicazione del criterio della rendita perpetua ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di vincere al termine della concessione (100% per il servizio idrico integrato, 80% per i servizi di igiene urbana) e il valore di riscatto dei beni, ponderato per la percentuale di gare che si è previsto di non vincere. Tale valore è stato stimato pari al valore attualizzato del valore netto contabile dei beni in proprietà e delle migliorie su beni in affitto, detratti i valori di ripristino, in modo da rappresentare correttamente il mancato rinnovo della concessione e la conseguente cessione delle attività al nuovo gestore a un valore pari al valore contabile residuo.
Per l'attualizzazione dei flussi di cassa unlevered è stato utilizzato come tasso il costo medio ponderato del capitale (Weighted average cost of capital - Wacc), rappresentativo del rendimento atteso dai finanziatori della Società e dagli azionisti per l'impiego dei propri capitali, rettificato del rischio Paese specifico in cui si trova l'asset oggetto di valutazione. La valorizzazione del rischio Paese specifico da includere nel tasso di sconto è definita sulla base delle informazioni fornite da provider esterni.
I tassi di sconto utilizzati sono quindi differenziati in considerazione delle specifiche caratteristiche e conseguenti rischiosità dei business, nonché dei paesi, in cui Hera Spa opera. Per l'Italia è stato utilizzato un Wacc pari al 5,64% per l'ambiente e al 4,33% per gli altri business.
Gli esiti del test sono risultati positivi. È stata inoltre condotta una valutazione di sensitivity. Al riguardo si segnala che il modello di business del Gruppo, dotato di una spiccata resilienza grazie anche al portafoglio diversificato di attività gestite, ha permesso di ottenere risultati in costante crescita nel corso degli anni, con variazioni nel complesso non significative rispetto alle ipotesi pianificate, nonostante il contesto macroeconomico sfavorevole.
Tutto ciò premesso, l'analisi di sensitivity che è stata sviluppata si è focalizzata sulla marginalità dei singoli business, ipotizzandone un decremento del 5%, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di piano e seguenti. Anche in questo scenario, i valori ottenuti sono ampiamente superiori a quelli presenti a bilancio, pertanto l'analisi ha ulteriormente confermato i valori di iscrizione.
Asset di generazione elettrica
Con riferimento al mercato della generazione elettrica, in presenza di indicatori di impairment e in continuità con gli esercizi precedenti, è stata svolta una valutazione approfondita del valore recuperabile delle partecipazioni detenute da Hera Spa, oltre che delle correlate attività finanziarie, operanti nel settore. In particolare l'analisi è stata condotta attraverso l'opportuna attualizzazione dei flussi di cassa, sviluppati in un arco temporale coerente con la vita utile degli impianti, per le società Calenia Energia Spa, Set Spa e Tamarete Energia Srl, al fine di verificare la recuperabilità degli asset finanziari, partecipazioni e crediti, iscritti nei confronti delle stesse, rispettivamente per 13,7 milioni di euro, 46,9 milioni di euro e 2,8 milioni di euro al termine del processo valutativo.
La fase negativa legata al mercato della generazione elettrica, evidenziatasi alcuni anni fa, si è manifestata anche nell'esercizio 2019, pur in presenza di segnali di inversione di tendenza emersi negli anni più recenti che confermano la prospettiva di consolidamento nel medio-lungo termine. Le cause che hanno determinato l'andamento del mercato dell'energia elettrica nel decennio in corso sono dovute a molteplici fattori congiunturali, sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. I principali fattori che hanno influito sulla dinamica dei prezzi sono riconducibili:
- all'introduzione di significativa capacità produttiva in energia rinnovabile avvenuta negli ultimi anni;
- alla crescita del Pil contenuta e all'efficientamento dei consumi (guidato dagli obiettivi delle politiche europee e nazionali sul clima) riflessi nella modesta crescita della domanda di energia;
- alle politiche europee e nazionali in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e di target relativi alle rinnovabili che inficiano l'offerta.
Sulla base di nuovi scenari elaborati, si ritiene che il mercato evolverà verso livelli di clean spark spread allineati al livello storico recente, in particolare per effetto di:
- nuova capacità entrante (Ccgt) a elevata efficienza dal 2022, che andrà a sostituire gli impianti a carbone in vista del phase-out del carbone entro il 2025;
- avvio del fine ciclo di vita dei vecchi impianti Ccgt che, dalla seconda metà del decennio, consente il realizzarsi di condizioni di mercato favorevoli per retrofit a elevata efficienza e flessibilità dei vecchi Ccgt, la cui remunerazione e ritorno sull'investimento sono assicurati dalla partecipazione a Mgp e Msd, garantendo inoltre un più elevato livello di adeguatezza del sistema nel medio-lungo termine e quindi minore spazio di crescita di marginalità in assenza di tali investimenti;
- conseguente marginalità non in crescita sul mercato Mgp.
Ciò premesso, i flussi di cassa futuri sono stati determinati sulla base dello scenario energetico di medio-lungo termine ritenuto più probabile da parte del Gruppo, formulato sulla base di ipotesi elaborate da un esperto indipendente coerenti con le aspettative di evoluzione della domanda di energia, della potenza installata, della domanda contendibile per i cicli combinati, del margine di riserva atteso del sistema e tenuto conto dello scenario ritenuto più probabile da parte del Gruppo sulla base delle evidenze attuali. Tali flussi di cassa, attualizzati con un Wacc del 4,35% (calcolato con le stesse modalità illustrate per le unità generatrici di flussi finanziari), hanno comportato una
svalutazione dei valori di iscrizione delle partecipazioni e correlate attività finanziarie delle società Calenia Energia Spa, Set Spa e Tamarete Energia Srl. L'esito del test ha comportato una svalutazione della partecipazione in Calenia Energia Spa pari a 5,2 milioni di euro, una svalutazione della partecipazione in Set Spa pari a 9,1 milioni di euro e una ulteriore rettifica del valore del credito iscritto tra le attività finanziarie non correnti di 10,9 milioni di euro e di quello iscritto tra le attività finanziarie correnti di 0,8 milioni di euro, in considerazione della specifica natura dell'asset.
È stata sviluppata un'analisi di sensitivity ipotizzando un decremento del 5% della marginalità derivante dalla produzione di energia, con conseguente riduzione dei flussi di cassa sviluppati negli anni di vita degli impianti. In questo scenario si determinerebbe un'ulteriore svalutazione dei valori iscritti a bilancio dei tre veicoli societari per complessivi 4,9 milioni di euro.
Investimenti in imprese e rami aziendali
L'importo di 17.966 mila euro è principalmente imputabile all'acquisizione di EstEnergy Spa avvenuta in data 19 dicembre 2019 nell'ambito dell'operazione Hera–Ascopiave più ampliamente descritta nel paragrafo 1.07 "Fatti di rilievo avvenuti nel corso dell'esercizio" nella relazione sulla gestione alla quale si rinvia.
Disinvestimenti in partecipazioni
L'importo di 250 mila euro si riferisce alla cessione della partecipazione in S2A Scarl, società attiva nel campo della ricerca applicata con riferimento ai settori caratteristici dello smart territory avvenuta in data 18 dicembre 2019.
| 31-dic-19 | 31-dic-18 | Var. | |
|---|---|---|---|
| Fidejussioni e garanzie prestate nell'interesse | 107.774 | 47.789 | 59.985 |
| - di soggetti diversi | 107.774 | 47.789 | 59.985 |
| Altre garanzie personali prestate nell'interesse | 1.714.185 | 1.534.888 | 179.297 |
| - di imprese controllate | 1.710.285 | 1.530.988 | 179.297 |
| - di imprese collegate | 3.900 | 3.900 | ‐ |
| Totale | 1.821.959 | 1.582.677 | 239.282 |
"Fidejussioni e garanzie prestate nell'interesse di soggetti diversi", ammontano a 107.774 mila euro, con una variazione positiva rispetto all'esercizio precedente di 59.985 mila euro.
Il valore al 31 dicembre 2019 comprende fidejussioni per:
- 96.698 mila euro rilasciate a comuni, enti pubblici e privati a garanzia dell'esecuzione di opere, lavori e gestione dei servizi ambientali (34.472 mila euro al 31 dicembre 2018);
- 5.536 mila euro rilasciate a comuni e enti correlati a garanzia dell'esecuzione di opere, lavori di pubblica utilità e corretta gestione dei servizi (8.731 mila euro al 31 dicembre 2018);
- 4.960 mila euro rilasciate a favore di Q.tHermo Srl su obbligazioni contrattuali;
- 580 mila euro rilasciate a Oikothen Scarl in liquidazione a garanzia della corretta costruzione e gestione della piattaforma polifunzionale per rifiuti speciali e pericolosi.
"Altre garanzie personali prestate nell'interesse di imprese controllate", ammontano a 1.710.285 mila euro. L'incremento rispetto all'esercizio precedente, pari a 179.297 mila euro, deriva principalmente dalle maggiori garanzie concesse a favore di alcune controllate per obbligazioni assunte in relazione ai business gas, elettrico e ambiente.
Il valore al 31 dicembre 2019 in particolare comprende:
- lettere di patronage a garanzia di finanziamenti per 407 mila euro a favore di:
- Herambiente Spa, 263 mila euro;
- AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa, 144 mila euro;
- garanzie a fronte di contratti di commodity swap e di factoring per complessivi 250.000 mila euro;
- garanzie a fronte di obbligazioni contrattuali per 1.410.243 mila euro, principalmente a favore di:
- Hera Trading Srl, 540.208 mila euro riguardanti la fornitura, il trasporto e il dispacciamento di energia elettrica e la fornitura, il trasporto e lo stoccaggio del gas;
- Hera Comm Spa, 475.346 mila euro, riguardanti la fornitura e il dispacciamento di energia elettrica;
- Herambiente Spa, 253.426 mila euro per fidejussioni rilasciate da istituti di credito a favore di enti pubblici nell'ambito dell'attività relativa al trattamento dei rifiuti.
- Hera Trading Srl, 540.208 mila euro riguardanti la fornitura, il trasporto e il dispacciamento di energia elettrica e la fornitura, il trasporto e lo stoccaggio del gas;
"Altre garanzie personali prestate nell'interesse di imprese collegate", ammontano a 3.900 mila euro. L'importo è costituito da lettere di patronage, rilasciate a favore di:
Set Spa, 3.900 mila euro per l'affidamento concesso dalla Banca Popolare di Sondrio per il rilascio di fidejussioni a favore di terzi.
| mln/euro | 31-dic-19 | 31-dic-18 | |
|---|---|---|---|
| a | Disponibilità liquide | 290,7 | 472,8 |
| b | Altri crediti finanziari correnti | 670,6 | 400,8 |
| Debiti bancari correnti | (89,6) | (57,6) | |
| Parte corrente dell'indebitamento bancario | (41,5) | (427,2) | |
| Altri debiti finanziari correnti | (50,2) | (79,6) | |
| Passività correnti per leasing | (4,1) | (0,7) | |
| c | Indebitamento finanziario corrente | (185,4) | (565,1) |
| d=a+b+c | Indebitamento finanziario corrente netto | 775,9 | 308,5 |
| Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse | (2.828,7) | (2.600,4) | |
| Passività non correnti per leasing | (16,4) | (8,7) | |
| e | Indebitamento finanziario non corrente | (2.845,1) | (2.609,1) |
| f=d+e | Posizione finanziaria netta - comunicazione Consob 15519/2006 | (2.069,2) | (2.300,6) |
| g | Crediti finanziari non correnti | 1.208,7 | 1.448,2 |
| h=f+g | Indebitamento finanziario netto | (860,5) | (852,4) |
Lo schema include anche i crediti finanziari non correnti costituiti principalmente da finanziamenti fruttiferi verso società collegate regolati a tassi di mercato.
| mln/euro | 31-dic-19 | di cui correlate | Totale | % | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A | B | C | D | E | |||||
| a | Disponibilità liquide | 290,7 | |||||||
| b | Altri crediti finanziari correnti | 670,6 | 663,3 | 5,7 | ‐ | ‐ | 0,9 | 669,9 | 99,89% |
| Debiti bancari correnti | (89,6) | ||||||||
| Parte corrente dell'indebitamento bancario |
(41,5) | ||||||||
| Altri debiti finanziari correnti | (50,2) | 35,3 | ‐ | ‐ | 0,1 | ‐ | 35,4 | 70,52% | |
| Passività correnti per leasing | (4,1) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | 1,2 | 1,2 | 29,27% | |
| c | Indebitamento finanziario corrente | (185,4) | 35,3 | ‐ | ‐ | 0,1 | 1,2 | 36,6 | |
| d=a+b+c | Indebitamento finanziario corrente netto |
775,9 | 698,6 | 5,7 | ‐ | 0,1 | 2,1 | 706,5 | |
| Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse |
(2.828,7) | ||||||||
| Passività non correnti per leasing | (16,4) | ‐ | ‐ | ‐ | 0,2 | 4,7 | 4,9 | 29,88% | |
| e | Indebitamento finanziario non corrente |
(2.845,1) | ‐ | ‐ | ‐ | 0,2 | 4,7 | 4,9 | |
| f=d+e | Posizione finanziaria netta - comunicazione Consob 15519/2006 del 28 luglio 2006 |
(2.069,2) | 698,6 | 5,7 | ‐ | 0,3 | 6,8 | 711,4 | |
| g | Crediti finanziari non correnti | 1.208,7 1.155,1 | 21,4 | ‐ | ‐ | 32,1 | 1.208,6 | 100,00% | |
| h=f+g | Indebitamento finanziario netto | (860,5) 1.853,7 | 27,1 | ‐ | 0,3 | 38,9 | 1.920,0 |
| mln/euro | 31-dic-18 | di cui correlate | Totale | % | |||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A | B | C | D | E | |||||
| a | Disponibilità liquide | 472,8 | |||||||
| b | Altri crediti finanziari correnti | 400,8 | 392,2 | 5,3 | ‐ | ‐ | 3,3 | 400,8 | 100,00% |
| Debiti bancari correnti | (57,6) | ||||||||
| Parte corrente dell'indebitamento bancario |
(427,2) | ||||||||
| Altri debiti finanziari correnti | (79,6) | 74,9 | ‐ | ‐ | (0,3) | ‐ | 74,6 | 93,72% | |
| Debiti per locazioni finanziarie scadenti entro l'esercizio successivo |
(0,7) | ||||||||
| c | Indebitamento finanziario corrente | (565,1) | 74,9 | ‐ | ‐ | (0,3) | ‐ | 74,6 | |
| d=a+b+c | Indebitamento finanziario corrente netto |
308,5 | 467,1 | 5,3 | ‐ | (0,3) | 3,3 | 475,4 | |
| Debiti bancari non correnti e obbligazioni emesse |
(2.600,4) | ‐ | |||||||
| Debiti per locazioni finanziarie scadenti oltre l'esercizio successivo |
(8,7) | ‐ | |||||||
| e | Indebitamento finanziario non corrente |
(2.609,1) | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | ‐ | |
| f=d+e | Posizione finanziaria netta - comunicazione Consob 15519/2006 del 28 luglio 2006 |
(2.300,6) | 467,1 | 5,3 | ‐ | (0,3) | 3,3 | 475,4 | |
| g | Crediti finanziari non correnti | 1.448,2 1.388,0 | 37,2 | ‐ | ‐ | 23,0 | 1.448,2 | 100,00% | |
| h=f+g | Indebitamento finanziario netto | (852,4) 1.855,1 | 42,5 | ‐ | (0,3) | 26,3 | 1.923,6 |
Legenda:
A società controllate
B società collegate
C consociate
D correlate a influenza notevole
E altre parti correlate
Lo schema include anche i crediti finanziari non correnti costituiti principalmente da finanziamenti fruttiferi verso società collegate regolati a tassi di mercato.
| B società collegate A società controllate Legenda: |
C consociate | D correlate a influenza notevole | E altre parti correlate | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| C B società collegate A società controllate Legenda: |
consociate | D correlate a influenza notevole | E altre parti correlate | ||
|---|---|---|---|---|---|
Gruppo Hera – Bilancio consolidato e separato al 31 dicembre 2019 366
| B società collegate A società controllate Legenda: |
C consociate | D correlate a influenza notevole | E altre parti correlate | ||
|---|---|---|---|---|---|
| A società controllate Legenda: |
B società collegate | C consociate | D correlate a influenza notevole | E altre parti correlate | ||
|---|---|---|---|---|---|---|
| B società collegate A società controllate Legenda: |
C consociate | D correlate a influenza notevole | E altre parti correlate | ||
|---|---|---|---|---|---|
| B società collegate A società controllate Legenda: |
C consociate | D correlate a influenza notevole | E altre parti correlate | ||
|---|---|---|---|---|---|
| mgl/euro | 31-dic-19 | di cui parti correlate |
|---|---|---|
| Risultato ante imposte | 180.140 | |
| Rettifiche per ricondurre l'utile netto al flusso di cassa da attività operative | ||
| Ammortamenti e perdite di valore attività | 131.385 | |
| Accantonamenti ai fondi | 21.229 | |
| Dividendi | (162.001) | (162.001) |
| (Proventi) oneri finanziari | 69.282 | (67.022) |
| (Plusvalenze) minusvalenze e altri elementi non monetari | (16.345) | (11.299) |
| Variazione fondi rischi e oneri | (1.192) | |
| Variazione fondi per benefici ai dipendenti | (4.653) | |
| Totale cash flow prima delle variazioni del capitale circolante netto | 217.845 | (240.322) |
| (Incremento) decremento di rimanenze | 2.361 | |
| (Incremento) decremento di crediti commerciali | (37.007) | 4.121 |
| Incremento (decremento) di debiti commerciali | 17.767 | 616 |
| Incremento/decremento di altre attività/passività correnti | 30.900 | 30.668 |
| Variazione capitale circolante | 14.021 | 35.405 |
| Dividendi incassati | 162.001 | 162.001 |
| Interessi attivi e altri proventi finanziari incassati | 80.176 | 66.026 |
| Interessi passivi e altri oneri finanziari pagati | (129.034) | 3.255 |
| Imposte pagate | (18.739) | |
| Disponibilità generate dall'attività operativa (a) | 326.270 | 26.365 |
| Investimenti in immobilizzazioni materiali | (33.297) | |
| Investimenti in attività immateriali | (148.799) | |
| Investimenti in imprese e rami aziendali al netto delle disponibilità liquide | (17.966) | (17.966) |
| Prezzo di cessione di immobilizzazioni materiali e immateriali | 579 | |
| Disinvestimenti in partecipazioni | 250 | 250 |
| (Incremento) decremento di altre attività d'investimento | (27.841) | (29.372) |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di investimento (b) | (227.074) | (47.088) |
| Nuove emissioni di debiti finanziari a lungo termine | 308.442 | |
| Rimborsi e altre variazioni nette di debiti finanziari | (470.574) | (47.266) |
| Incremento (decremento) dei debiti per locazioni finanziarie | (4.699) | |
| Dividendi pagati ad azionisti Hera | (147.244) | 59.005 |
| Variazione azioni proprie in portafoglio | 32.752 | |
| Disponibilità generate (assorbite) dall'attività di finanziamento (c) | (281.323) | 11.739 |
| Effetto variazione cambi su disponibilità liquide (d) | ‐ | ‐ |
| Incremento (decremento) disponibilità liquide (a+b+c+d) | (182.127) | (8.984) |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all'inizio dell'esercizio | 472.808 | |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio | 290.681 |
I valori riportati nella tabella per l'anno 2019 al punto 3.04 "Schemi di bilancio - delibera Consob 15519/2006" sono relativi alle parti correlate di seguito elencate:
A Tutta Rete Srl Acantho Spa AcegasApsAmga Servizi Energetici Spa AcegasApsAmga Spa Alimpet Srl Aliplast France Recyclage Sarl Aliplast Iberia Sl Aliplast Polska Spoo Aliplast Spa Amgas Blu Srl Aresenergy Eood AresGas Ead Asa Scpa Ascopiave Energie Spa Ascotrade Spa Black Sea Company for Compressed Gas Eood Black Sea Gas Company Eood Blue Meta Spa Cosea Ambiente Spa EstEnergy Spa Etra Energia Srl Feronia Srl Frullo Energia Ambiente Srl Hera Comm Marche Srl Hera Comm Nordest Srl Hera Comm Spa Hera Luce Srl Hera Servizi Energia Srl Hera Trading Srl Herambiente Servizi Industriali Srl Herambiente Spa Heratech Srl HestAmbiente Srl Inrete Distribuzione Energia Spa Marche Multiservizi Falconara Srl Marche Multiservizi Spa Pistoia Ambiente Srl Sviluppo Ambiente Toscana Srl Tri-Generazione Scarl Uniflotte Srl
Aimag Spa Energo Doo H.E.P.T. Co. Ltd Oikothen Scarl in liquidazione Set Spa Tamarete Energia Srl
ASM SET Srl Enomondo Srl Q.tHermo Srl Sgr Servizi Spa Sinergie Italiane Srl in liquidazione
Comune di Bologna Comune di Casalecchio di Reno Comune di Cesena Comune di Ferrara Comune di Imola Comune di Modena Comune di Padova Comune di Ravenna Comune di Rimini Comune di Trieste Con.Ami Holding Ferrara Servizi Srl Ravenna Holding Spa Rimini Holding Spa
Acosea Impianti Srl - Asset Acquedotto del Dragone Impianti Spa - Asset Adria Link Srl Aloe Spa Amir Spa - Asset Aspes Spa - Asset Calenia Energia Spa Centro Idrico di Novoledo Srl in liquidazione Fiorano Gestioni Patrimoniali Srl - Asset Formigine Patrimonio Srl - Asset Imola Gru Srl Maranello Patrimonio Srl - Asset Natura Srl in liquidazione Nexi Payments Spa Rest Srl Romagna Acque Spa Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl - Asset Serramazzoni Patrimonio Srl - Asset Società Intercomunale di Servizi Spa in liquidazione Società Italiana Servizi Spa - Asset Te.Am. Società Territorio Ambiente Srl - Asset Teikos lab Srl Unica Reti Spa - Asset Vallicelli Sollevamenti Srl Sindaci, amministratori, dirigenti strategici, familiari
Hera Spa è concessionaria in gran parte del territorio di competenza e nella quasi totalità dei comuni azionisti relativamente alle province di Modena, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, dei servizi pubblici locali d'interesse economico (distribuzione di gas naturale a mezzo di gasdotti locali, servizio idrico integrato e servizi ambientali, comprensivi di spazzamento, raccolta, trasporto e avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti). Il servizio di distribuzione dell'energia elettrica è svolto nei comprensori di Modena e Imola. Altri servizi di pubblica utilità (tra questi, teleriscaldamento urbano, gestione calore e pubblica illuminazione) sono svolti in regime di libero mercato ovvero attraverso specifiche convenzioni con gli enti locali interessati. Attraverso appositi rapporti convenzionali con gli enti locali e/o le agenzie di ambito territoriali, a Hera Spa è demandato anche il servizio di trattamento e smaltimento rifiuti, non già ricompreso nelle attività di igiene urbana.
Il servizio idrico gestito da Hera Spa è svolto nei territori di pertinenza della Regione Emilia-Romagna. Esso è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le rispettive autorità di ambito locale, di durata variabile, normalmente ventennale.
L'affidamento a Hera Spa della gestione del servizio idrico integrato ha a oggetto l'insieme delle attività di captazione, potabilizzazione e distribuzione di acqua potabile a uso civile e industriale e il servizio di fognatura e depurazione. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali prevedono anche in capo al gestore l'esecuzione delle attività di progettazione e realizzazione di nuove reti e impianti funzionali all'erogazione del servizio. Le convenzioni regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale, le forme di gestione del servizio, nonché gli standard prestazionali e di qualità.
A partire dal 2012, la competenza in materia tariffaria è stata demandata dal Governo all'Autorità nazionale Arera che, nell'ambito di tale funzione, ha deliberato un metodo tariffario transitorio valevole per le annualità 2012-2013, un biennio di consolidamento 2014-2015 e un metodo tariffario a regime per il 2016-2019; nell'ambito di tale ultimo provvedimento (delibera dell'Autorità 664/2015/R/Idr) l'Autorità nazionale ha anche previsto l'adeguamento delle convenzioni sulla base di uno schema tipo da essa individuato. La regolazione per il 2016-2019 risulta in continuità con il biennio 2014-2015; a ciascun gestore è riconosciuto un ricavo (Vrg) indipendente dalla dinamica dei volumi distribuiti e determinato sulla base dei costi operativi (efficientabili ed esogeni) e dei costi di capitale in funzione degli investimenti realizzati.
Per lo svolgimento del servizio il gestore si avvale di reti, impianti e altre dotazioni di sua proprietà, di proprietà dei comuni, di proprietà delle società degli asset. Tali beni, facenti parte del patrimonio idrico indisponibile, oppure concessi in uso al gestore o in affitto, al termine della concessione devono essere riconsegnati ai comuni, società degli asset, autorità di ambito locali, per essere messi a disposizione del gestore subentrante. Le opere realizzate da Hera Spa per il servizio idrico, dovranno essere restituite ai citati enti a fronte del pagamento del valore residuo di tali beni.
I rapporti di Hera con l'utenza sono disciplinati dai regolamenti di fornitura, nonché dalle carte dei servizi redatte sulla base di schemi di riferimento approvati dalle autorità di ambito locali, in coerenza alle disposizioni di Arera in termini di qualità del servizio e della risorsa.
Il servizio rifiuti urbani gestito da Hera Spa nel territorio di competenza è svolto sulla base di convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali e ha a oggetto la gestione esclusiva dei servizi di raccolta, trasporto, spazzamento e lavaggio delle strade, avvio al recupero e allo smaltimento dei rifiuti, ecc. Le convenzioni stipulate con le autorità di ambito locali regolano gli aspetti economici del rapporto contrattuale ma anche le modalità di organizzazione e gestione del servizio e i livelli quantitativi e qualitativi delle prestazioni erogate. Il corrispettivo spettante al gestore per le prestazioni svolte, comprese le attività di smaltimento/trattamento/recupero dei rifiuti urbani è definito annualmente dalle autorità di ambito locali sulla base del metodo tariffario nazionale (Dpr 158/1999), integrato dalla regolazione regionale per quanto attiene l'attività di smaltimento (delibera Reg. 467/2015), nonché, a partire dal 2013, dalla normativa dapprima sulla Tares, poi sulla Tari e Tcp (Tariffa corrispettiva puntuale). I corrispettivi 2019 deliberati dalle autorità d'ambito locali sono stati fatturati ai singoli Comuni o ai cittadini, laddove è applicata la tariffa corrispettiva puntuale.
| mgl/euro | Attivo | Passivo | sociale Capitale |
netto escluso utille 2019 Patrimonio |
2019 Risultato |
Patrimonio netto |
Valore della produzione |
% posseduta | netto di pertinenza Patrimonio |
31-dic-19 Valore di bilancio al |
Differenze patrimonio netto rispetto al |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Imprese controllate | |||||||||||
| Acantho Spa | 91 986 | 58.206 | 23.574 | 28.146 | 5.634 | 33.780 | 67.401 | 80.64 | 27.240 | 18.950 | 8.290 |
| AcegasApsAmga Spa | 1.148.702 | 562 892 | 284.677 | 519.497 | 66.213 | 585.710 | 408.691 | 100 | 585.710 | 433.695 | 52.015 |
| Cosea Ambiente Spa | 7.304 | 5.831 | 478 | 1.417 | 55 | 1.473 | 11.734 | 100 | 1.473 | 1.481 | (8) |
| EstEnergy Spa | 693.155 | 39.008 | 266.061 | 644.999 | 9.148 | 654.147 | 133.143 | 1 | 6.541 | 8.363 | (1.822) |
| Hera Comm Spa | 1.729.208 | 1.313.383 | 23 296 | 167.961 | 247,864 | 415.825 | 3.194.585 | 97 | 403.350 | 122.943 | 280,407 |
| Hera Trading Sri | 595.247 | 556.049 | 22.600 | 10.708 | 28.490 | 39.198 | 3.063.499 | 100 | 39.198 | 22.711 | 16.487 |
| Herambiente Spa | 297.613 | 975.449 | 271.600 | 310,932 | 11.232 | 322,164 | 420,609 | 75 | 241,623 | 253.457 | (11.834) |
| Heratech Srl | 52.181 | 46.849 | 1.981 | 4.034 | 1.298 | 5.332 | 116.338 | 100 | 5332 | 3.000 | 2.332 |
| Inrete Distribuzione Energia Spa | 1.335.528 | 768.125 | 9.901 | 529,954 | 37.449 | 567.403 | 381,950 | 60.66 | 562.240 | 476.623 | 85.617 |
| Marche Multiservizi Spa | 291.145 | 169.267 | 16.389 | 109.461 | 12.417 | 121.878 | 128.635 | 46.70 | 56.917 | 57.592 | 675) |
| Sviluppo Ambiente Toscana Srl | 1.480 | 1.409 | 10 | 620 | (549) | 71 | (19) | റ്റ് | 67 | 61 | |
| Uniflotte Srl | 124,488 | 98.300 | 2.254 | 20.280 | 5.908 | 26,188 | 64.630 | 97 | 25.402 | 3.567 | 21.835 |
| Totale Imprese controllate | 7.368.037 | 4.594.868 | 953.121 | 2.348.009 | 425.160 | 2.773.169 | 7.991.196 | 1.955.093 | 1.402.382 | ||
| Imprese collegate * | |||||||||||
| Aımag Spa | 311.660 | 67.575 | 78.028 | 130,604 | 13.481 | 144.085 | 96.217 | 25 | 36.021 | 35.030 | 991 |
| Energo Doo | 50.327 | 1.982 | 29.926 | 48.242 | 102 | 48.344 | 12.347 | 34 | 16.437 | - | 16,437 |
| HEP.T. Co. Ltd | - | - | 30 | 823 | 823) | ||||||
| Oikothen Scarl in liquidazione | 4.581 | 5.024 | 63 | (409) | (34) | (443) | 46 | 204) | 204) | ||
| S2A Scarl | 753 | 27 | 1.050 | 893 | (167) | 726 | 23.81 | 173 | 173 | ||
| Set Spa | 56.029 | 84.471 | 120 | 71.103 | 455 | 71.558 | 108.012 | 39.00 | 27,908 | 22.634 | 5.274 |
| l amarete Energia Srl | 77.260 | 71.829 | 3.600 | 5.749 | (318) | 5.431 | 20.005 | 40 | 2.172 | 2.172 | |
| Totale Imprese collegate | 600.610 | 330.908 | 112.787 | 256.182 | 13.519 | 269.701 | 236.581 | 82.507 | 58.487 | ||
(*) Dati di capitale sociale, patrimonio netto e risultato relativi all'ultimo bilancio disponibile.
La L. 124/2017 ha disposto all'articolo 1, commi da 125 a 129 alcune misure finalizzate ad assicurare la trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche che si inseriscono in un contesto normativo di fonte europea, oltre che nazionale: si veda a tal fine il D.L. 33/2013 di riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Il D.L. 34/2019 (decreto crescita) convertito in L. 58/2019 del 28 giugno 2019, all'articolo 35 ha introdotto una riformulazione della disciplina contenuta nello stesso articolo 1, commi 125-129 della L. 124/2017.
Si riportano di seguito i principali criteri adottati da Hera Spa e dalle proprie società controllate in linea con la normativa vigente.
Devono essere dichiarate in nota integrativa le sovvenzioni, i sussidi, i vantaggi, i contributi o gli aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria ricevuti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 secondo il criterio di cassa, sono stati invece esclusi gli aiuti ricevuti ma di importo inferiore a 10 mila euro, i corrispettivi, ivi compresi gli incarichi retribuiti, gli incentivi, gli aiuti fiscali, le erogazioni provenienti da enti pubblici di altri Stati, o enti sovranazionali (ad esempio dalla Commissione Europea).
Di seguito si espongono in forma tabellare le casistiche presenti in Hera Spa:
| Ente erogante euro |
Descrizione | Importo incassato |
|---|---|---|
| Atersir | Contributo Fondo Reg. incentivo Tariffa puntuale | 1.106.961 |
| Regione Emilia-Romagna | Piano interventi urgenti atti a contrastare la crisi di approvigionamento idropotabile | 796.251 |
| Consorzio Corepla | Contributi per la raccolta differenziata di imballaggi in plastica | 11.543.872 |
| Consorzio Comieco | Contributi per la raccolta differenziata di imballaggi di carta e cartone | 10.211.137 |
| Consorzio Ricrea | Contributi per la raccolta differenziata di imballaggi di acciaio | 117.972 |
| Consorzio Rilegno | Contributi per la raccolta differenziata di imballaggi di legno | 207.355 |
| Consorzio Coreve | Contributi per la raccolta differenziata di imballaggi di vetro | 1.171.958 |
| Ente erogante euro |
Descrizione | Importo incassato |
|---|---|---|
| Fon-dirigenti | Contributo sulla formazione | 15.000 |
| Ente erogante euro |
Descrizione | Importo incassato |
|---|---|---|
| Comune di Rimini | Vasche di Laminazione Ausa e condotte sottomarine | 8.833.987 |
| Regione Emilia-Romagna | Interventi di bonifica delle reti idriche | 1.094.612 |
| Regione Emilia-Romagna | Costruzione di mini isole | 118.467 |
| Regione Emilia-Romagna | Interventi per il potenziamerto del telecontrollo | 31.255 |
| Cassa per i servizi energetici e ambientali - Csea |
Interventi sul sistema di approvigionamento delle reti idriche | 760.000 |
| Agenzia Regionale Protezione Civile Emilia Romagna |
Interventi di bonifica e potenziamento delle reti idriche | 461.053 |
| Provincia di Rimini | Interventi per il potenziamento dell'impianto fognario | 242.142 |
| Sassuolo Gestioni Patrimoniali Srl |
Potenziamento delle reti idriche | 27.273 |
| Comune di Cento | Interventi di manutenzione straordinaria sulle reti fognarie | 12.690 |
| 2019 | |
|---|---|
| Prestazione di servizio per la certificazione del bilancio | 156 |
| Prestazioni di altri servizi finalizzati all'emissione di un'attestazione rese dalla società di revisione | 126 |
| Altre prestazioni di servizi rese dalla società di revisione | ‐ |
| Totale | 282 |
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| Descrizione dell'aspetto chiave della revisione |
Come riportato nelle note esplicative del bilancio d'esercizio nel paragrafo "Criteri di valutazione - Riconoscimento dei ricavi e dei costi", i ricavi per vendita di acqua sono riconosciuti e contabilizzati al momento dell'erogazione del servizio e comprendono lo stanziamento per i ricavi maturati ma non ancora fatturati a fine esercizio. Tale stanziamento, che al 31 dicembre 2019 è pari ad Euro 84,5 milioni, come esposto nella Nota 1 delle note esplicative, e determinato mediante la stima del ricavo garantito dalla regolamentazione tariffaria di riferimento (c.d. vincolo di ricavo garantito, "VRG"). Abbiamo ritenuto che le modalità di determinazione del suddetto stanziamento costituiscano un aspetto chiave della revisione contabile del bilancio d'esercizio della Società al 31 dicembre 2019 in considerazione: i) della componente discrezionale insita nella natura estimativa di tale stanziamento; rilevanza del suo ammontare complessivo; ili) della complessita degli algoritmi di calcolo adottati dalla Società, per la determinazione dello stanziamento, che ha reso necessario il ricorso al supporto di specialisti informatici per lo sviluppo delle verifiche. |
|---|---|
| · analisi delle procedure informatiche poste in essere dalla Società per la determinazione dello stanziamento dei ricavi per prestazioni effettuate e non ancora fatturate e dei relativi algoritmi di calcolo con il supporto di nostri specialisti informatici; |
|
| · rilevazione e comprensione dei principali controlli posti in essere dalla Società a presidio del rischio di errato stanziamento e verifica dell'operatività degli stessi. Tali attività sono state svolte anche con il supporto di nostri specialisti informatici; |
|
| · verifica della corretta determinazione del VRG secondo la regolamentazione tariffaria di riferimento; |
|
| · esame dell'adeguatezza e della conformità dell'informativa fornita in merito al riconoscimento dei ricavi maturati e non ancora fatturati a fine esercizio rispetto a quanto previsto dai principi contabili di riferimento. |
|
| Rilevazione contabile e valutazione degli strumenti di finanza derivata | |
| Descrizione dell'aspetto chiave della revisione |
La Società, in considerazione della sua struttura finanziaria, detiene strumenti derivati allo scopo di coprire la propria esposizione al rischio di variazione dei tassi d'interesse e dei tassi di cambio. Come indicato nel paragrafo "Criteri di valutazione - Strumenti finanziari derivati" delle note esplicative, la Società pone in essere operazioni che, se soddisfano i requisiti previsti dai principi contabili internazionali per il trattamento in hedge accounting, sono designate |
| La determinazione del fair value dei derivati è effettuata dalla Società utilizzando modelli sviluppati al proprio interno, che includono anche una componente di stima. Inoltre, le modalità di contabilizzazione sono differenti, in funzione della diversa natura dei derivati posti in essere. Infine, gli effetti della valutazione dei derivati al fair value sono significativi sia con rifermento allo stato patrimoniale, sia con riferimento al conto economico. In particolare, nel bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2019 risultano iscritte, come esposto in maggior dettaglio nella Nota 20 delle note esplicative: /) nella situazione patrimoniale - finanziaria, attività e passività da valutazione di strumenti derivati pari rispettivamente a circa Euro 41 milioni ed a circa Euro 27 milioni; il) nel conto economico, oneri finanziari netti da valutazione di strumenti derivati pari a circa Euro 15 milioni, oltreche oneri finanziari netti realizzati nel corso dell'esercizio con riferimento a strumenti derivati pari a circa Euro 11 milioni. Per tali motivi, abbiamo ritenuto che la rilevazione contabile e la valutazione al fair value dei derivati configurino un aspetto chiave della revisione contabile del bilancio d'esercizio della Società al 31 dicembre 2019. |
|
|---|---|
| Procedure di revisione svolte |
Le nostre procedure di revisione sulla rilevazione contabile e la valutazione degli strumenti di finanza derivata hanno incluso, tra le altre, le seguenti: |
| · rilevazione e comprensione dei controlli interni posti in essere dalla Societa, nonché svolgimento di procedure di verifica in merito alla conformità alle direttive interne del processo di determinazione del fair value degli strumenti finanziari derivati, del processo di designazione delle relazioni di copertura e di misurazione della loro efficacia prospettica e del processo di determinazione dell'inefficacia della relazione di copertura; |
|
| · comprensione dei criteri per l'assegnazione della gerarchia di fair value, delle tecniche valutative e delle metodologie utilizzate per la verifica dell'efficacia delle relazioni di copertura e per la misurazione dell'eventuale inefficacia e analisi della loro ragionevolezza, anche rispetto agli standard o best practice di mercato; |
|
| · analisi e verifica delle fonti utilizzate dalla Società per l'acquisizione del parametri di mercato e verifica dell'attendibilità dei principali input di mercato utilizzati; |
|
| · verifica della coerenza del trattamento contabile adottato dalla Società con quanto previsto dai principi contabili applicabili nella fattispecie; |
|
| · determinazione autonoma, su base campionaria, del fair value di alcuni strumenti derivati, anche con il supporto di specialisti in tema di pricing di strumenti finanziari; |
|
| · verifica, su base campionaria, della predisposizione della documentazione formale sulla designazione e sulla verifica e misurazione dell'efficacia, nonche verifica dell'accuratezza dei test di efficacia; |
|
| · esame dell'adeguatezza e della conformita dell'informativa fornita nelle note al bilancio rispetto a quanto previsto dai principi contabili di riferimento. |
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