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Buzzi Unicem Audit Report / Information 2024

Apr 15, 2025

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Audit Report / Information

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SIAMO UN GRUPPO MULTI-REGIONALE INTERNAZIONALE, FOCALIZZATO SU CEMENTO E CALCESTRUZZO PRECONFEZIONATO.

OPERIAMO CON CORRETTEZZA, COERENZA, VISIONE DI LUNGO PERIODO, AZIONARIATO STABILE E MANAGEMENT DEDICATO. L'ATTENZIONE AI COLLABORATORI, ALLA SICUREZZA SUL LAVORO E ALLE RELAZIONI CON I TERRITORI SONO ALLA BASE DEL NOSTRO AGIRE QUOTIDIANO.

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Chi siamo

Indice

Cariche sociali 5
Relazione sulla gestione 7
Premessa
Azioni, Azionisti e Indici
Illustrazione dei risultati
Attività di ricerca e sviluppo
Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi
Operazioni con parti correlate
Evoluzione prevedibile della gestione
Proposta di destinazione del risultato d'esercizio
Rendicontazione consolidata di sostenibilità
Attestazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità
Relazione della società di revisione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità
8
9
14
28
31
33
34
36
37
128
129
Bilancio Consolidato 134
Conto economico consolidato
Conto economico complessivo consolidato
Stato patrimoniale consolidato
Rendiconto finanziario consolidato
Variazioni di patrimonio netto consolidato
Note ai prospetti contabili consolidati
Attestazione del bilancio consolidato
Relazione della società di revisione sul bilancio consolidato
135
136
137
139
140
141
243
244
Bilancio civilistico 251
Conto Economico
Conto Economico Complessivo
Stato Patrimoniale
Rendiconto Finanziario
Variazioni di patrimonio netto
Note ai prospetti contabili
Attestazione del bilancio d'esercizio
Relazione della società di revisione sul bilancio civilistico
Relazione del Collegio Sindacale
252
253
254
256
257
258
310
311
317

Il presente documento è predisposto in formato PDF allo scopo di agevolare la lettura e non costituisce la versione ufficiale in formato ESEF, istituita dal Regolamento della Commissione Europea 815/2019 per adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla Direttiva 2004/109/CE (c.d. direttiva Transparency)

AREA 907, Stabilimento di Trino, Italia

Cariche sociali

Consiglio di amministrazione

Veronica BUZZI1 Presidente
Pietro BUZZI2 Amministratore Delegato
Paolo BURLANDO3 Consigliere
Luigi (Gigi) BUZZI Consigliere
Luigi BUZZI Consigliere
Aldo FUMAGALLI ROMARIO3 Consigliere
Linda Orsola GILLI Consigliere
Marcella LOGLI Consigliere
Antonella MUSY3 Consigliere
Giovanna VITELLI Consigliere
Collegio sindacale
Raffaella PAGANI Presidente
Paola Lucia GIORDANO Sindaco Effettivo
Giorgio ZOPPI Sindaco Effettivo
Roberto D'AMICO Sindaco Supplente

Giulia DE MARTINO Sindaco Supplente

Direttore Generale

Dirk BEESE4 Direttore Generale

3 componenti del Comitato Controllo e Rischi.

1 nominata Presidente dal CdA del 12 maggio 2023;

2 nominato Amministratore Delegato dal CdA del 12 maggio 2023, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione;

4 nominato Direttore Generale dal CdA del 12 maggio 2023, con effetto dal 1° luglio 2023, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione

Visita in cava a Robilante (CN),

Italia

Relazione sulla gestione

Premessa 8
Azioni, Azionisti e Indici 9
Illustrazione dei risultati 14
Attività di ricerca e sviluppo 28
Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 31
Operazioni con parti correlate 33
Evoluzione prevedibile della gestione 34
Proposta di destinazione del risultato d'esercizio 36
Rendicontazione consolidata di sostenibilità 37
Informazioni generali 37
Ambiente 66
Sociale 108
Governance 123

PREMESSA

La seguente relazione finanziaria annuale di Buzzi SpA ha l'obiettivo di rappresentare in un unico documento le performance finanziarie e le informazioni ambientali, sociali e di governance del gruppo relative all'esercizio 2024. In quanto società quotata su un mercato regolamentato, Buzzi SpA ha l'obbligo di predisporre il bilancio consolidato e civilistico in conformità ai principi IFRS emessi dall'International Accounting Standards Board e omologati dall'Unione Europea. Inoltre, in osservanza del D.Lgs 125/2024 che recepisce la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), a partire da quest'anno, la rendicontazione consolidata di sostenibilità, predisposta secondo i nuovi European Sustainability Reporting Standard (ESRS), è integrata all'interno della Relazione sulla Gestione,

Nella presente relazione finanziaria annuale, per una migliore comprensione dell'andamento economico, patrimoniale e finanziario rispetto a quanto previsto dai principi IFRS, sono presentati e commentati alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili. Il significato e il contenuto degli stessi sono illustrati nel paragrafo Indicatori alternativi di performance.

Revisione legale

I bilanci al 31 dicembre 2024 sono stati assoggettati a revisione legale, come prescritto dalla normativa vigente. L'Assemblea degli Azionisti del 12 maggio 2022 ha provveduto a conferire l'incarico di revisione legale a PricewaterhouseCoopers SpA per gli esercizi dal 2023 al 2031.

Ai sensi della normativa vigente, anche la rendicontazione consolidata di sostenibilità riferita all'esercizio 2024 è stata oggetto di attestazione di conformità ai principi ESRS da parte della società di revisione (limited assurance).

Approvazione del bilancio da parte dell'Assemblea

Si segnala che, tenuto conto di quanto disposto dallo statuto sociale e del fatto che la società redige il bilancio consolidato, l'Assemblea degli Azionisti è convocata nel termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio.

Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari

La relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari, nonché sull'adesione al Codice di Corporate Governance promosso da Borsa Italiana, ABI, Ania, Assogestioni, Assonime e Confindustria è pubblicata contestualmente alla relazione sulla gestione, in un fascicolo separato, consultabile sul sito internet della società www.buzzi.com sezione Investitori/Corporate Governance.

Sedi secondarie

La società non ha sedi secondarie di esercizio.

Informazioni ai sensi dei Regolamenti Consob Mercati (n. 20249/2017) ed Emittenti (n. 11971/1999)

Buzzi SpA non è soggetta all'attività di direzione e coordinamento di alcuna società o ente, in quanto le decisioni gestionali e gli indirizzi strategici generali ed operativi della società sono da quest'ultima definiti in piena autonomia senza che da parte della società controllante vengano impartiti direttive od ordini.

Nei casi previsti dagli articoli 70 e 71 del Regolamento Emittenti, la società si avvale della facoltà di derogare agli obblighi di pubblicazione dei Documenti Informativi riguardanti le operazioni significative di fusione, scissione, aumento di capitale mediante conferimento di beni in natura, acquisizioni e cessioni.

AZIONI, AZIONISTI E INDICI

Le azioni ordinarie Buzzi (BZU.MI) sono quotate sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana. La capitalizzazione di mercato al 31 dicembre 2024 ammontava a 6.858 milioni di euro. Ciascuna azione ordinaria dà diritto a un voto, ferma restando la possibilità, introdotta nello Statuto dall'assemblea straordinaria del 9 maggio 2024, di ottenere l'attribuzione di due voti per ciascuna azione appartenuta all'azionista che abbia richiesto l'iscrizione in apposito elenco speciale e che l'abbia mantenuta per un periodo continuativo non inferiore a 24 mesi dalla data di iscrizione

VOLUMI SCAMBIATI E CONTROVALORE

Azioni ordinarie Azioni risparmio
Azioni ordinarie
Azioni risparmio
Periodo di riferimento quantità quantità €m €m
Anno 2018 195.237.204 20.433.371 3.818,7 221,6
Anno 2019 173.589.804 20.591.261 3.313,2 256,9
Anno 2020 179.692.420 35.465.394 3.434,5 425,5
Anno 2021 160.292.352 1.933.395 3.402,8 27,5
Anno 2022 136.519.656 - 2.367,0 -
Anno 2023 76.741.470 - 1.801,0 -
Anno 2024 73.341.151 - 2.658,9 -

ANDAMENTO DEL TITOLO BUZZI

(base gennaio 2017=100)

DISTRIBUZIONE DELL'AZIONARIATO

(azioni ordinarie)

N. di azionisti in % N. di azioni in %
9.377 78,71 2.091.096 1,09
1.790 15,03 5.049.357 2,62
580 4,87 22.043.010 11,44
166 1,39 163.438.623 84,85

Riferimento alla data dello stacco del dividendo (20 maggio 2024)

In totale 66.089.828 azioni ordinarie, corrispondenti al 34,3% circa del capitale, sono detenute da investitori stranieri.

Capitalizzazione di mercato Struttura del capitale

al 31 dicembre (milioni di euro) al 31 dicembre (in %)

2024 6.858
2023 5.319

2018 2.872 Presa SpA (Famiglia Buzzi) 82.747.000 42,96 2019 4.265 Fimedi SpA (Famiglia Buzzi) 19.252.563 9,99 2020 3.755 Azioni proprie 11.553.586 6,00 2021 3.652 Flottante 79.073.005 41,05 2022 3.470 Totale azioni 192.626.154 100,00

Nel corso dell'esercizio 2024, la società ha acquistato n. 4.059.270 azioni proprie corrispondenti al 2,1% del capitale sociale. Successivamente e fino alla data della presente relazione sono state acquistate ulteriori n. 47.690 azioni proprie. Pertanto, alla data odierna, tenuto conto delle azioni già in portafoglio, la società detiene complessivamente n. 11.601.276 azioni proprie, pari al 6,023% del capitale sociale.

PRINCIPALI DATI PER AZIONE

Principali dati per azione (euro) 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024
Utile base per azione ordinaria 1,86 1,88 2,72 2,82 2,46 5,22 5,14
Patrimonio netto per azione 15,77 17,90 17,49 22,71 25,50 29,24 34,29
Rapporto prezzo/utile 8,1x 12,0x 7,2x 6,7x 7,6x 5,5x 7,3x
Quotazione a fine anno
azioni ordinarie 15,00 22,42 19,50 18,96 18,01 27,61 35,60
azioni risparmio 9,62 13,72 13,04 - - - -
Dividendo per azione1
azioni ordinarie 0,13 0,15 0,25 0,40 0,45 0,60 0,70
azioni risparmio 0,15 0,17 - - - - -
Rendimento
azioni ordinarie 0,83% 0,67% 1,28% 2,11% 2,50% 2,17% 1,97%
azioni risparmio 1,55% 1,27% - - - - -

1 2024: proposto all'assemblea degli azionisti

PRINCIPALI INDICI DI BILANCIO

Bilancio consolidato

Principali indici di bilancio (in %) 2024 2023 2022
Margine Operativo Lordo/Vendite1 29,6 28,8 22,1
Risultato Operativo/Vendite (ROS) 23,2 22,8 12,4
Return on Equity (ROE)2 14,3 17,2 9,3
Return on Capital Employed (ROCE)3 13,2 16,1 7,8
Passività/Patrimonio netto 31,5 35,0 52,8

1 Rapporto tra Margine Operativo Lordo e Vendite, esprime il risultato della gestione caratteristica dell'azienda;

2 Rapporto tra Utile Netto e Patrimonio Netto, esprime la redditività di quest'ultimo;

3 Rapporto tra Risultato Operativo e differenza tra Attività totali e Passività correnti. Indica l'efficienza e la redditività degli investimenti dei capitali di un'azienda.

Bilancio civilistico

Principali indici di bilancio (in %) 2024 2023 2022
Return on Equity (ROE)1 12,1 10,0 22,0
Passività/Patrimonio netto 57,8 56,8 90,9

1 Rapporto tra Utile Netto e Patrimonio Netto, esprime la redditività di quest'ultimo;

INDICATORI ALTERNATIVI DI PERFORMANCE

Buzzi utilizza nell'informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili applicabili per la redazione del bilancio annuale o delle relazioni intermedie di gestione.

In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e agli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione di tali indicatori.

  • Margine operativo lordo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
  • Margine operativo lordo ricorrente: è calcolato partendo dal saldo parziale di bilancio, denominato Margine operativo lordo, apportando allo stesso le seguenti rettifiche (proventi e oneri non ricorrenti):
    • oneri di ristrutturazione, nell'ambito di piani definiti e rilevanti
    • svalutazioni/rivalutazioni di attività correnti, esclusi i crediti commerciali, superiori a 1 milione di euro
    • accantonamenti/rilasci a fondi rischi legali, fiscali, ambientali superiori a 1 milione di euro
    • costi di smantellamento superiori a 1 milione di euro
    • plusvalenze/minusvalenze da cessione di cespiti e immobili non strumentali superiori a 3 milioni di euro
    • altri oneri o proventi rilevanti di natura non ordinaria (superiori a 3 milioni di euro), oppure riferibili a eventi significativi non riconducibili all'andamento ordinario della gestione.

La riconciliazione tra il margine operativo lordo e il margine operativo lordo ricorrente, per i periodi posti a confronto, è la seguente:

Bilancio consolidato

(milioni di euro) 2024 2023
Margine operativo lordo 1.276,1 1.243,2
Oneri di ristrutturazione 0,4 0,5
Plusvalenze da cessione attività fisse (4,9) (9,3)
Altri oneri - 2,9
Margine operativo lordo ricorrente 1.271,7 1.237,3

Bilancio civilistico

(milioni di euro) 2024 2023
Margine operativo lordo (15,2) (20,3)
Altri oneri - 2,9
Margine operativo lordo ricorrente (15,2) (17,4)
  • Risultato operativo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
  • Posizione finanziaria netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine. Quindi comprende tutte le passività o attività fruttifere d'interesse e quelle a esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei.
  • Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine, e le attività finanziarie a breve termine. Quindi comprende tutte le passività, la parte corrente delle attività fruttifere d'interesse e le voci collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei. L'indicatore è conforme agli orientamenti ESMA32-382-1138.

ILLUSTRAZIONE DEI RISULTATI

QUADRO MACROECONOMICO INTERNAZIONALE

L'attività economica globale ha continuato a espandersi negli ultimi mesi dell'anno, seppur con evidenti divergenze tra i principali mercati. La crescita si è confermata infatti in Stati Uniti e Cina, sostenuta rispettivamente dai servizi e dalle esportazioni, mentre l'economia nell'area euro si è ulteriormente indebolita, penalizzata dai consumi domestici e dalla domanda estera. Gli scambi internazionali hanno registrato un rallentamento nel terzo trimestre e gli indicatori di frequenza puntano ad un simile sviluppo anche in chiusura d'anno. L'inflazione nei paesi OECD risulta in calo, nonostante i tassi ancora elevati nel terziario. Da inizio ottobre, i prezzi del petrolio sono lievemente aumentati, mentre permane una maggiore volatilità sulle quotazioni del gas naturale, date le pressioni al rialzo legate sia alla domanda che all'offerta. Le più recenti proiezioni stimano un incremento del PIL mondiale pari al 3,2% nel 2024, e prevedono un avanzamento analogo anche per il biennio successivo (+3,3% nel 2025 e 2026). Tuttavia, le prospettive sul contesto macroeconomico rimangono fortemente soggette ai rischi legati all'acuirsi delle tensioni geopolitiche e all'inasprimento della politica commerciale statunitense.

Guardando alle principali aree di riferimento, negli Stati Uniti, l'economia si è mantenuta solida con un PIL reale in aumento nel quarto trimestre, seppur in decelerazione rispetto ai mesi estivi, grazie alla resilienza dei consumi privati. Nel mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione si è assestato su livelli contenuti, mentre l'inflazione, seppur in discesa, permane abbastanza elevata.

Nell'area euro il prodotto ha invece ristagnato nel quarto trimestre, riflettendo una dinamica positiva nei consumi privati e pubblici, ed investimenti in contrazione. Dal punto di vista settoriale, il comparto industriale si stima ancora in flessione negli ultimi mesi dell'anno, mentre il terziario avrebbe evidenziato una lieve espansione. Tra i principali mercati, l'attività si è confermata particolarmente fragile in Germania, mentre si è sostanzialmente stabilizzata in Italia. In tale contesto, le attese di crescita del PIL sono state recentemente riviste al ribasso, puntando ad un incremento dello 0,8% per il 2024 e dell'1% per il 2025.

Per quanto riguarda le economie emergenti, dopo un terzo trimestre in leggera accelerazione, l'economia del Messico si stima in rallentamento in autunno, con segnali di debolezza riscontrati nell'industria e una domanda domestica in attenuazione. In Brasile, al contrario, l'attività economica ha sorpreso al rialzo anche nel terzo trimestre, grazie ad una vivace dinamica dei consumi, supportati da un robusto mercato del lavoro e da una politica fiscale espansionistica.

Con riferimento alle decisioni di politica monetaria, nei mesi autunnali, la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea hanno promosso due ribassi consecutivi dei tassi in novembre e dicembre. Tra le economie emergenti, anche in Messico è proseguito l'allentamento della stretta monetaria con due tagli sequenziali nel trimestre, mentre in Brasile, la banca centrale ha incrementato il tasso di riferimento nelle ultime due riunioni del 2024.

ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO

A partire dal quarto trimestre dell'esercizio in esame, l'andamento economico-finanziario del gruppo è stato segnato da importanti variazioni del perimetro di consolidamento, in seguito, da un lato, alla cessione degli attivi in Ucraina e, dall'altro, all'acquisto del rimanente 50% del capitale nella joint venture operante in Brasile.

A perimetro costante, l'evoluzione dei volumi di vendita di cemento realizzati dal gruppo sarebbe stata negativa, a causa del sottomesso sviluppo della domanda nella maggior parte dei mercati di riferimento, ad eccezione di Polonia e Repubblica Ceca. Tale debole dinamica è stata tuttavia compensata dal contributo positivo netto delle operazioni straordinarie, che ha portato le nostre consegne di cemento a chiudere il 2024 in sostanziale parità rispetto ai livelli raggiunti lo scorso esercizio, ovvero 26,3 milioni di tonnellate. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato, invece, sono state pari a 9,7 milioni di metri cubi, in calo del 3,7% rispetto al 2023, anche in conseguenza alla vendita delle attività in Francia e in Ucraina, oltre che al ridimensionamento degli attivi in Italia.

Il fatturato consolidato è passato così da 4.317,5 a 4.313,0 milioni di euro. Nel corso del 2024, il contributo positivo relativo alle modifiche del perimetro di consolidamento è stato pari a 58,1 milioni, mentre le fluttuazioni dei tassi di cambio, in particolare la svalutazione del rublo, della corona ceca e della hryvnia ucraina, hanno avuto un impatto complessivamente sfavorevole pari a 34,0 milioni. A parità di condizioni, il fatturato sarebbe ugualmente rimasto in linea con i risultati raggiuti nel 2023 (-0,7%).

In Italia e Stati Uniti, lo sviluppo positivo dei prezzi di vendita si è contrapposto alla flessione dei volumi, permettendo dunque ai ricavi netti di confermare i livelli riportati nell'esercizio precedente: il fatturato delle attività italiane, infatti, si è attestato a 818,0 milioni (818,3 milioni nel 2023), mentre il giro d'affari delle operazioni americane è stato pari a 1.726,8 milioni (-0,9%). In Europa Centrale, i ricavi netti sono diminuiti, passando da 1.049,0 a 947,0 milioni (-9,7%), ancora penalizzati da volumi di vendita in contrazione in tutti i paesi di riferimento. Al contrario, il fatturato complessivo in Europa Orientale ha chiuso l'anno in moderata crescita, pari a 747,5 milioni (+2,3%), nonostante il deconsolidamento dell'Ucraina a partire dal mese di ottobre e l'impatto cambi negativo: a parità di condizioni, i ricavi netti avrebbero infatti registrato un incremento ancor più marcato (+9,9%), grazie al miglioramento dei prezzi di vendita in valuta locale e ai rafforzati consumi domestici in Polonia e Repubblica Ceca. Il consolidamento del Brasile, dal quarto trimestre in poi, ha inoltre contribuito per 85,8 milioni al fatturato consolidato del gruppo.

Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a 1.276,1 milioni di euro, in aumento del 2,6% rispetto a 1.243,2 milioni dell'anno precedente. L'effetto cambio è stato sfavorevole per 10,4 milioni, mentre le variazioni del perimetro di consolidamento hanno impattato positivamente per 28,0 milioni. Il dato del 2024 comprende inoltre proventi non ricorrenti per 4,5 milioni (nel 2023 erano stati pari a 5,9 milioni). Escludendo tali voci, il margine operativo lordo ricorrente è passato da 1.237,3 a 1.271,7 milioni, con un'incidenza sul fatturato del 29,5% (28,7% nel 2023). A parità di perimetro, il miglioramento dei risultati operativi in Italia e Stati Uniti ha permesso di bilanciare il calo dei margini in Europa Centrale, dove la redditività ha risentito dei bassi livelli di produzione.

Dopo ammortamenti per 272,3 milioni (248,2 milioni nel 2023) e svalutazioni delle attività fisse per 1,9 milioni, il risultato operativo si è attestato a 1.001,9 milioni, contro i 984,8 milioni nel 2023. Il risultato della gestione finanziaria è passato da un saldo negativo di 5,4 ad un saldo positivo di 74,9 milioni, in miglioramento grazie all'aumento degli interessi attivi, ma soprattutto per la variazione nel saldo netto delle voci senza manifestazione monetaria ed in particolare per il contributo positivo derivante dalla valutazione al valore equo degli strumenti derivati. Nell'esercizio in esame, la cessione delle attività di calcestruzzo in Francia ha generato una plusvalenza di 4,0 milioni, mentre la vendita degli asset in Ucraina ha comportato, da un lato, una plusvalenza di 42,4 milioni e, dall'altro, il rilascio della riserva relativa alle differenze di conversione con un impatto negativo pari a 177,4 milioni. I risultati delle partecipazioni valutate a patrimonio netto, invece, sono passati da 161,2 a 147,1 milioni. Per effetto di quanto esposto, l'utile prima delle imposte si è attestato a 1.093,2 milioni, in riduzione rispetto ai 1.140,9 milioni dell'esercizio precedente. Il carico fiscale dell'esercizio è stato pari a 150,7 milioni, contro 174,1 milioni del 2023. L'aliquota fiscale del 2024 è stata quindi pari al 13,8% del reddito ante imposte (15% nel 2023), influenzata soprattutto dall'iscrizione di imposte differite attive. Pertanto, il conto economico dell'esercizio 2024 si è chiuso con un utile netto di 942,5 milioni (966,8 milioni nel 2023). Il risultato attribuibile agli azionisti della società ammonta a 942,3 milioni.

La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2024 si è confermata positiva, attestandosi a 755,2 milioni, rispetto ai 798,0 milioni di fine 2023. Nell'esercizio appena trascorso, il gruppo ha distribuito dividendi per 111,0 milioni, acquistato azioni proprie per 147,2 milioni e pagato investimenti per complessivi 668,2 milioni, inclusi 219,8 milioni di investimenti in partecipazioni, tra cui l'acquisizione in Brasile, che ha comportato un esborso di 301,8 milioni e il consolidamento della cassa della società pari a 99,0 milioni. Gli investimenti industriali sono ammontati a 448,4 milioni, di cui circa 89 milioni dedicati ai programmi di decarbonizzazione e al miglioramento delle performance ambientali. In tale categoria rientrano gli investimenti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo di combustibili alternativi e la produzione in-house di energia elettrica. Una quota pari a 22,0 milioni è stata destinata a progetti di espansione, tra cui: l'incremento della capacità di macinazione a Festus in Missouri (13,8 milioni) e i lavori relativi alla costruzione del nuovo deposito clinker a San Antonio (7,3 milioni).

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2024, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 6.606,1 milioni contro 5.632,0 milioni di fine 2023; il rapporto passività/patrimonio netto è diminuito a 31% contro 35% del precedente esercizio.

Guardando ai risultati della sola Buzzi SpA, la posizione finanziaria netta a fine esercizio evidenzia un indebitamento di 556,3 milioni rispetto ai 540,0 milioni del 31 dicembre 2023. Il peggioramento di circa 16,3 milioni deriva principalmente da: in aumento dividendi incassati per 320,0 milioni; in diminuzione, acquisto azioni proprie per 147,2 milioni, pagamento dividendi per 109,7 milioni, investimenti in partecipazioni 3,1 milioni, flusso assorbito dalle attività operative per 67,5 milioni ed esborsi per investimenti per 1,0 milione.

Raccordo tra i dati del bilancio della capogruppo e i dati del bilancio consolidato

Ai sensi della Comunicazione CONSOB del 28 luglio 2006 si riporta il prospetto di raccordo fra il risultato netto dell'esercizio e il patrimonio netto di gruppo con gli analoghi valori della capogruppo Buzzi SpA.

Patrimonio netto al Risultato netto
(migliaia di euro) 31.12.2024 31.12.2023 2024 2023
Bilancio d'esercizio della Buzzi SpA 2.417.570 2.382.135 293.573 238.421
Contabilizzazione dei Patrimoni netti e dei risultati
delle società consolidate
6.915.188 5.899.681 781.270 861.013
Eliminazione dei valori delle partecipazioni
consolidate
(3.564.546) (3.167.807) - -
Rettifiche di consolidamento 837.850 518.019 167.190 91.990
Eliminazione dei dividendi - - (299.562) (224.611)
Patrimonio netto e risultato di terzi (3.452) (5.673) (156) (268)
Bilancio consolidato di gruppo (quota attribuibile
al gruppo)
6.602.610 5.626.355 942.315 966.545

ITALIA

In Italia, dopo l'arresto dei mesi estivi, l'attività economica si è confermata poco brillante anche nel quarto trimestre, per effetto del sommesso andamento nel comparto manifatturiero, oltre che per l'indebolimento del terziario, seppur ancora in espansione. Dopo il balzo in estate, i consumi privati risultano invece in decelerazione e l'attività di investimento ancora sfavorita dall'elevato costo del debito. In chiusura d'anno, l'occupazione ha continuato ad aumentare, mentre l'inflazione si è mantenuta sotto il 2% grazie al rinnovato calo dei prezzi dell'energia. Le proiezioni più recenti sull'economia italiana indicano una crescita del PIL nel 2024 pari allo 0,6%, mentre i dati preliminari puntano ad un tasso di inflazione medio annuo dell'1%, in netta diminuzione rispetto al 2023.

Il mercato delle costruzioni si stima in contrazione sul 2024, principalmente a causa di un'edilizia residenziale ancora in affanno. Gli investimenti in abitazioni hanno infatti evidenziato un progressivo deterioramento nel corso dell'anno, soprattutto a causa del sempre maggiore ridimensionamento dei bonus edilizi. In aggiunta, anche lo sviluppo delle nuove costruzioni residenziali resta penalizzato dal difficile contesto macroeconomico. Al contrario, l'impulso derivante dal PNRR continua a sostenere le opere di edilizia pubblica e le infrastrutture, oltre che a favorire alcuni segmenti del comparto nonresidenziale.

Sebbene nel quarto trimestre le spedizioni di cemento abbiano chiuso in sostanziale pareggio, le nostre vendite di leganti idraulici e clinker hanno registrato un moderato calo sull'intero esercizio 2024 (-3,7%). La produzione di calcestruzzo preconfezionato ha seguito una simile dinamica (-4,2%), anche per effetto del ridimensionamento del perimetro di attività in Emilia Romagna. I prezzi di vendita, invece, si sono rafforzati anno su anno. Il fatturato si è così attestato a 818,0 milioni, in linea con il risultato del 2023, mentre il margine operativo lordo è cresciuto passando da 175,2 a 196,6 milioni, nonostante il mancato beneficio del credito d'imposta dedicato alle imprese energivore, che nel 2023 era stato pari a circa 12 milioni. Il dato dell'esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per 0,4 milioni (erano 3,4 nel 2023), al netto dei quali il margine operativo lordo ricorrente è stato pari a 197,0 milioni. La redditività caratteristica è migliorata raggiungendo il 24,1%, grazie anche al favorevole andamento dei costi unitari di produzione che hanno beneficiato di una variazione favorevole della spesa per combustibili.

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 818,0 818,3 -0,0%
Margine operativo lordo 196,6 175,2 +12,2%
Margine operativo lordo ricorrente 197,0 178,6 +10,3%
% sui ricavi netti 24,1 21,8
Investimenti 57,6 40,0 +44,1%
Addetti a fine periodo (numero) 1.566 1.560

Il totale degli investimenti industriali e finanziari effettuati nel corso del 2024 è stato pari a 57,6 milioni. Nel periodo sono stati investiti più di 13,2 milioni per il miglioramento delle performance ambientali e la decarbonizzazione del processo produttivo, fra cui si evidenziano i progetti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker e il maggior utilizzo di combustibili alternativi, oltre a investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La spesa per l'ampliamento delle riserve di materia prima e per i lavori di scopertura e messa in sicurezza dei fronti di cava è stata pari a circa 4,0 milioni. Nel calcestruzzo, invece, sono stati realizzati investimenti per 6,6 milioni, destinati all'ammodernamento di alcuni impianti di betonaggio.

STATI UNITI D'AMERICA

Nel corso dei mesi autunnali, l'economia USA si è mantenuta in espansione, sotto la spinta della domanda domestica di beni e servizi che ha continuato a beneficiare della solidità dei consumi privati. Sebbene anche la spesa pubblica abbia mostrato una dinamica favorevole, il rallentamento degli investimenti e il calo delle esportazioni hanno penalizzato la congiuntura economica a fine anno, causando una decelerazione del tasso di crescita rispetto ai trimestri precedenti. Le previsioni più aggiornate puntano dunque ad un incremento del PIL nel 2024 pari al 2,8%, con un tasso di inflazione annuo che si stima in calo al 2,9%.

In tale contesto, il settore edile ha evidenziato una tendenza positiva, seppur in moderazione, grazie al contributo favorevole delle tre grandi tipologie di destinazione. Il comparto residenziale è lievemente cresciuto, trainato dai lavori di rinnovamento del patrimonio immobiliare. Le ancora difficili condizioni di accesso al credito hanno invece continuato a pesare sugli investimenti in nuove costruzioni abitative e sul segmento commerciale. Al contrario, il mercato non residenziale nel suo complesso e le opere pubbliche hanno registrato un più marcato incremento grazie all'impulso dei programmi governativi, vero motore dell'industria.

Il rallentamento della domanda, già evidenziato nei primi nove mesi dell'anno, si è protratto anche nel quarto trimestre. Le nostre vendite di cemento hanno così registrato una flessione del 5,7% nel 2024, mostrando dinamica incerta nella regione dei fiumi e un'evoluzione delle consegne più vivace in Texas. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, invece, ha recuperato terreno nei mesi autunnali, chiudendo l'esercizio in esame in contenuto aumento (+1,8%). I prezzi di vendita si sono confermati solidi, registrando un miglioramento anno su anno, e portando il fatturato complessivo a 1.726,8 milioni, sostanzialmente in linea con il risultato dell'esercizio precedente (-0,9%). Il margine operativo lordo è aumentato, passando da 639,1 a 663,8 milioni (+3,9%), con un rafforzamento della redditività caratteristica che si è attestata al 38,4%. I costi unitari di produzione hanno mostrato una dinamica in peggioramento, guidata dal rialzo dei costi fissi e della spesa per materie prime, nonostante la riduzione della componente energetica. La svalutazione del dollaro (-0,1%) ha avuto un impatto limitato sulla traduzione dei risultati in euro.

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 1.726,8 1.742,7 -0,9%
Margine operativo lordo 663,8 639,1 +3,9%
% sui ricavi netti 38,4 36,7
Investimenti 210,8 139,5 +51,2%
Addetti a fine periodo (numero) 2.375 2.329

Il totale degli investimenti industriali effettuati nel 2024 è stato pari a 210,8 milioni, di cui circa 49,1 milioni per il miglioramento delle performance ambientali e per la decarbonizzazione del processo produttivo. In tale categoria rientrano le iniziative per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo dei combustibili alternativi, oltre che gli investimenti infrastrutturali volti all'impiego del gas naturale tra le fonti energetiche. Inoltre, nel corso dell'anno, gli interventi di ampliamento e ammodernamento del sistema distributivo, tra cui merita ricordare quelli presso gli impianti di Maryneal (Texas) e Cape Girardeau (Missouri), oltre che i lavori nei terminal di Oglesby (Illinois) e Bonner (Kansas), sono stati pari a circa 41 milioni. Per quanto riguarda, invece, l'ampliamento della capacità produttiva sono stati capitalizzati circa 13,8 milioni per l'incremento della capacità di macinazione a Festus (Missouri), 7,3 milioni per la costruzione del deposito di clinker a San Antonio (Texas), mentre sono stati investiti 27,6 milioni per l'incremento delle riserve di materia prima presso lo stabilimento di Cape Girardeau. Infine, nel settore del calcestruzzo preconfezionato le spese in conto capitale hanno riguardato l'ampliamento di alcuni impianti di betonaggio, interventi di ottimizzazione tecnologica e l'acquisto di nuove betoniere (24,3 milioni in totale).

GERMANIA

L'andamento del prodotto in Germania è rimasto piuttosto sommesso anche nel quarto trimestre, penalizzato da un settore industriale sotto pressione. Nonostante l'aumento dei salari abbia ampliato le risorse disponibili del settore privato, ponendo le basi per una maggiore spesa al consumo, la scarsa fiducia dei consumatori ha ostacolato una vera e propria ripresa, a conferma del difficile contesto congiunturale. Nel corso del 2024, infatti, l'attività economica ha fortemente risentito delle ancora difficili condizioni di accesso al credito, del limitato utilizzo della capacità produttiva del paese, così come della ridotta competitività dell'industria nel commercio internazionale. Si stima quindi che l'esercizio in esame possa chiudere con un tasso di crescita del PIL in territorio lievemente negativo (-0,2%) e con un tasso di inflazione medio annuo del 2,2%.

In tale contesto, il mercato delle costruzioni si è ulteriormente indebolito, gravato dagli elevati costi di finanziamento e dalla marcata incertezza delle politiche economiche del paese. Gli investimenti residenziali hanno subito un calo più netto di quanto previsto anche nella seconda parte dell'anno, mentre l'espansione nel comparto infrastrutture resta limitata.

Le nostre vendite di leganti idraulici e calcestruzzo hanno chiuso l'anno in decisa contrazione, rispettivamente del 10,4% e dell'8,0%, nonostante la stabilità mostrata nel quarto trimestre, favorita anche dal confronto con una seconda metà del 2023 particolarmente negativa. I prezzi medi di vendita si sono mantenuti stabili anno su anno, portando quindi il fatturato complessivo a 792,3 in riduzione del 9,1% rispetto ai 872,0 milioni dell'esercizio precedente. Anche il margine operativo lordo si è contratto del 13,2% passando da 189,1 a 164,1 milioni. Al netto dei proventi non ricorrenti pari a 4,9 milioni (erano 3,6 nel 2023), il margine operativo lordo ricorrente si è attestato a 159,2 milioni in calo del 14,2%. Per quanto riguarda i costi unitari, la flessione della componente energetica ha più che compensato l'aumento della spesa per materie prime e per costi fissi nel settore cemento, mentre si è confermato un peggioramento dei costi unitari nella produzione di calcestruzzo preconfezionato. Nell'esercizio in esame non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO2 (erano 5,4 milioni nel 2023).

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 792,3 872,0 -9,1%
Margine operativo lordo 164,1 189,1 -13,2%
Margine operativo lordo ricorrente 159,2 185,5 -14,2%
% sui ricavi netti 20,1 21,3
Investimenti 77,0 64,4 +19,5%
Addetti a fine periodo (numero) 1.756 1.754

Il totale degli investimenti industriali e finanziari effettuati nel 2024 è stato pari a 77,0 milioni, di cui 13,8 milioni per il miglioramento delle performance ambientali e per la decarbonizzazione del processo produttivo, fra i quali merita segnalare i progetti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, oltre agli interventi di efficientamento energetico. Nel settore del calcestruzzo sono stati dedicati circa 2,9 milioni all'ammodernamento degli impianti di betonaggio.

LUSSEMBURGO E PAESI BASSI

In Lussemburgo, anche se l'attività economica è tornata a crescere nel 2024, la ripresa risulta debole e non omogenea tra i diversi settori. Nonostante l'espansione del PIL nel terzo trimestre, il valore aggiunto, che meglio riflette l'andamento dell'economia reale, si è confermato in flessione. La contrazione nel comparto dei servizi finanziari, il rallentamento dell'industria e l'ancora sfavorevole contributo dell'attività edile rappresentano le principali cause della dinamica recessiva. Tuttavia, guardando agli ultimi mesi dell'anno, gli indicatori di frequenza evidenziano segnali di miglioramento nel mercato dei servizi non finanziari, nel commercio al dettaglio e nel settore industriale. L'inflazione ha continuato a diminuire e si stima possa chiudere l'anno con un tasso del 2%, grazie al ribasso sia nei prezzi dell'energia, sia dei beni alimentari e industriali. Le più recenti proiezioni prevedono una crescita annua del PIL dell'1,2% nel 2024.

Nei Paesi Bassi, dopo la volatilità del primo semestre, dettata dalle fluttuazioni nella bilancia commerciale, l'attività economica ha accelerato nella seconda parte dell'anno, sospinta dalla favorevole evoluzione della domanda interna. Le recenti rinegoziazioni dei contratti collettivi hanno iniziato a dare maggiore sostegno ai redditi delle famiglie, contribuendo allo sviluppo dei consumi domestici. Anche gli investimenti risultano in ripresa, favoriti nel settore residenziale dagli incentivi governativi. Si stima una crescita del PIL dello 0,8% sul 2024 e un tasso di inflazione annuo del 3,3%.

In tale contesto, le nostre vendite di cemento hanno recuperato terreno nel secondo semestre rispetto ai livelli particolarmente depressi dello scorso esercizio, chiudendo il 2024 in contenuto calo (-2,3%). Il comparto del calcestruzzo preconfezionato invece, seppur con una dinamica in miglioramento nei mesi autunnali, ha registrato una più marcata flessione nell'anno in esame (-23,5%), anche per effetto della cessione delle attività in Francia. I prezzi medi di vendita del cemento risultano in lieve peggioramento anno su anno, mentre il confronto resta moderatamente positivo per il calcestruzzo.

Il fatturato è stato pari a 183,0 milioni, in calo del 14,5% rispetto all'esercizio precedente (214,1 milioni), mentre il margine operativo lordo si è ridotto da 28,1 milioni del 2023 a 14,5 milioni. Il citato deconsolidamento delle attività di calcestruzzo preconfezionato ha portato ad una variazione negativa del perimetro pari a 5,7 milioni in termini di fatturato e ad una riduzione del margine operativo lordo di 0,7 milioni. Guardando ai costi unitari di produzione, al ribasso nella spesa per combustibili, si sono contrapposti gli aumenti registrati dal costo delle materie prime e dalla componente fissa. Nell'esercizio non è stato sostenuto alcun costo operativo per diritti emissione CO2.

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 183,0 214,1 -14,5%
Margine operativo lordo 14,5 28,1 -48,4%
% sui ricavi netti 7,9 13,1
Investimenti 12,9 14,1 -8,5%
Addetti a fine periodo (numero) 267 295

Il totale degli investimenti effettuati nel 2024 è stato pari a 12,9 milioni, prevalentemente dedicati ai lavori di mantenimento ed efficientamento degli attivi.

POLONIA

In Polonia, l'economia ha registrato una forte ripresa nel 2024, grazie al calo delle pressioni inflazionistiche e ai ravvivati consumi privati, conseguenza dell'incremento dei salari e della spesa pubblica a sostegno delle famiglie. La bilancia commerciale ha risentito della maggiore spinta derivante dalla domanda interna rispetto all'ancora debole flusso di esportazioni, mentre perdura il sommesso andamento degli investimenti. Dopo il calo nel primo semestre, l'inflazione è tornata a salire nella seconda parte dell'anno e ha chiuso l'esercizio con un tasso annuo medio del 3,6%. Le ultime proiezioni prevedono una crescita del PIL per il 2024 pari al 3%.

Nel mercato delle costruzioni, gli investimenti in infrastruttura e nel comparto non residenziale hanno mostrato una dinamica piuttosto lenta, anche a causa della transizione al nuovo quadro finanziario dell'UE, mentre l'edilizia abitativa ha evidenziato segnali di miglioramento grazie ai meno stringenti requisiti di accesso al credito.

In tale contesto, le nostre consegne di cemento hanno ulteriormente accelerato nel quarto trimestre, permettendo di chiudere l'anno in positivo rispetto al 2023 (+2,4%). Anche le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno confermato una solida dinamica nel corso dell'anno, registrando una crescita a doppia cifra percentuale (+14,6%). Inoltre, i prezzi in valuta locale hanno contribuito favorevolmente ai risultati, seppur in moderazione rispetto all'inizio dell'esercizio. Il fatturato in euro è stato pari a 173,7 milioni, in aumento del 10,8% rispetto ai 156,7 milioni del 2023, mentre il margine operativo lordo è migliorato del 5,2%, da 38,2 a 40,1 milioni. Occorre tuttavia ricordare che il rafforzamento della valuta locale (+5,2%) ha influito positivamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 5,1% e il margine operativo lordo avrebbe sostanzialmente confermato i livelli raggiunti nel 2023 (-0,3%). I costi unitari di produzione sono visibilmente aumentati, impattati principalmente dall'incremento della spesa per materie prime oltre che dai rincari nella componente fissa. Nell'esercizio nono sono stati sostenuti costi operativi per diritti emissione CO2 (0,8 milioni nel 2023).

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 173,7 156,7 +10,8%
Margine operativo lordo 40,1 38,2 +5,2%
% sui ricavi netti 23,1 24,3
Investimenti 14,9 12,4 +20,2%
Addetti a fine periodo (numero) 344 345

Il totale degli investimenti effettuati nel 2024 è stato pari a 14,9 milioni, di cui oltre 7 milioni per il miglioramento delle performance ambientali, la decarbonizzazione del processo produttivo e gli interventi di efficientamento energetico.

REPUBBLICA CECA E SLOVACCHIA

Nonostante il rallentamento registrato nel quarto trimestre, l'attività economica in Repubblica Ceca è tornata a crescere nel 2024, supportata dai consumi delle famiglie e della spesa pubblica. Anche le esportazioni nette hanno contribuito al positivo sviluppo del prodotto, mentre gli investimenti hanno evidenziato una debole dinamica, penalizzati dal lento assorbimento dei fondi europei e della limitata domanda estera. L'inflazione ha gradualmente accelerato negli ultimi mesi dell'anno raggiungendo il 3% a dicembre, mentre si stima che incremento del PIL sul 2024 pari all'1%.

Nelle costruzioni, l'attività nel mercato immobiliare ha mostrato maggiore dinamicità, affiancata da una crescente richiesta di accesso al credito. Ai favorevoli segnali della domanda, tuttavia, si contrappone la rigidità dell'offerta che continua a limitare gli investimenti nel settore.

In linea con l'evoluzione di mercato, le nostre vendite di cemento hanno registrato un andamento positivo nel 2024 (+7,3%), riflettendo un'ancora maggiore vivacità nell'ultima parte dell'anno. Anche i prezzi medi di vendita del cemento in valuta locale si sono confermati in rafforzamento. Dopo un primo semestre debole, la produzione di calcestruzzo preconfezionato ha recuperato terreno, chiudendo l'esercizio in contenuto aumento (+2,2%). I ricavi netti consolidati si sono così attestati a 208,5 milioni (204,8 milioni nel 2023, +1,8%) e il margine operativo lordo è passato da 72,0 a 68,0 milioni (-5,6%). La svalutazione della corona ceca (-4,6%) ha impattato negativamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità del tasso di cambio, il giro d'affari sarebbe aumentato del 6,3% mentre il calo del margine operativo lordo sarebbe stato più contenuto (-1,3%). Si ricorda inoltre che il risultato dell'esercizio precedente comprendeva plusvalenze non ricorrenti pari a 5,7 milioni, al netto delle quali, il margine operativo lordo ricorrente risulta in miglioramento del 2,5%. I costi variabili di produzione hanno subito un peggioramento prevalentemente a causa dei rincari dell'energia elettrica. Nell'esercizio non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO2.

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 208,5 204,8 +1,8%
Margine operativo lordo 68,0 72,0 -5,6%
Margine operativo lordo ricorrente 68,0 66,4 +2,5%
% sui ricavi netti 32,6 32,4
Investimenti 16,4 14,8 +10,8%
Addetti a fine periodo (numero) 645 658

Il totale degli investimenti effettuati nel 2024 è stato pari a 16,4 milioni, di cui 5,6 milioni per la decarbonizzazione del processo produttivo e, in particolare, per una migliore efficienza energetica. Inoltre, sono stati capitalizzati 6,5 milioni nel settore calcestruzzo preconfezionato per l'ammodernamento di alcuni impianti di betonaggio e per nuove autopompe e autobetoniere.

UCRAINA

In Ucraina, l'economia si è espansa notevolmente nel primo semestre, sostenuta dalla ripresa delle esportazioni grazie alla stabilizzazione delle rotte nel Mar Nero, dal rallentamento dell'inflazione e dall'aumento degli investimenti. Gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che il ritmo si è moderato nel terzo trimestre: i danni alle forniture energetiche e il caldo intenso hanno causato carenze di elettricità durante l'estate, incidendo sulla produzione manifatturiera, ma i lavori di ricostruzione hanno ripristinato le forniture in autunno. Nonostante il contesto sfidante legato all'intensificarsi del conflitto, le decisioni di politica monetaria e fiscale hanno contribuito a mantenere una certa stabilità macroeconomica e si stima una crescita del PIL sul 2024 pari al 3,5%.

Per effetto della vendita dei nostri asset nel mese di ottobre, i risultati di questa regione sono stati deconsolidati a partire dal quarto trimestre, portando ad una naturale contrazione delle consegne di cemento (-17,2%) e calcestruzzo (-33,7%) rispetto all'esercizio precedente, mentre i prezzi medi in valuta locale hanno contribuito positivamente ai risultati nei primi nove mesi dell'anno. I ricavi di vendita sono stati pari a 71,3 milioni, in riduzione rispetto ai 85,6 milioni raggiunti nel 2023. Il margine operativo lordo si è attestato a 3,6 milioni (5,6 milioni nel 2023). La perdita di valore della valuta locale (-9,3%) ha sfavorevolmente impattato sui risultati, così come la variazione nel perimetro di consolidamento: a parità di condizioni il fatturato sarebbe cresciuto del 22,6% e il margine operativo lordo sarebbe stato pari a 3,9 milioni.

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 71,3 85,6 -16,7%
Margine operativo lordo 3,6 5,6 -35,4%
% sui ricavi netti 5,1 6,5
Investimenti 2,4 3,1 -21,7%
Addetti a fine periodo (numero) 0 1.008

Il totale degli investimenti effettuati nel 2024 è stato pari a 2,4 milioni, principalmente riferibili ad interventi di scopertura fronti cava.

RUSSIA

L'attività economica in Russia ha continuato a rafforzarsi nel primo semestre, trainata da solidi consumi e investimenti privati. La spesa delle famiglie è stata sostenuta dai trasferimenti governativi ai soldati, mentre gli investimenti, incentivati da prestiti sovvenzionati dal governo, sono aumentati grazie alla crescente domanda di beni nazionali, seguita all'uscita delle aziende straniere dal mercato domestico. Tuttavia, a partire dai mesi estivi, gli indicatori di frequenza hanno evidenziato un rallentamento dell'attività industriale e un deterioramento della fiducia di consumatori e aziende, e le ultime previsioni stimano una crescita del PIL nel 2024 pari al 3,8%.

In ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee nei confronti della Russia, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate operanti in loco. Di conseguenza le decisioni afferenti all'investimento possono essere prese solo attraverso l'assemblea degli azionisti e sono limitate a quelle che, in base al codice commerciale della Russia, spettano a tale organo, nonché a decisioni di natura straordinaria così come definite nello statuto. Le informazioni a nostra disposizione riguardo l'andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono pertanto molto limitate. Alla data di bilancio, il valore patrimoniale delle attività nette in Russia ammonta a 346,6 milioni di euro.

Nell'esercizio in esame, le quantità vendute si sono contratte rispetto ai livelli dell'anno precedente (- 6,6%), nonostante il recupero riportato nei mesi autunnali, mentre i prezzi di vendita in valuta locale hanno consolidato il netto miglioramento anno su anno. I ricavi netti si sono attestati a 294,0 milioni, in aumento rispetto ai 284,6 milioni del precedente esercizio (+3,3%) e il margine operativo lordo, pari a 97,1 milioni, ha chiuso l'anno in sostanziale parità rispetto al 2023 (+0,9%). La svalutazione del rublo (- 8,6%) ha inciso sfavorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio, i ricavi sarebbero aumentati del 12,2% e il margine operativo lordo del 9,6%.

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 294,0 284,6 +3,3%
Margine operativo lordo 97,1 96,2 +0,9%
% sui ricavi netti 33,0 33,8
Investimenti 68,5 22,8 n.s.
Addetti a fine periodo (numero) 1.881 1.671

BRASILE

(Consolidamento integrale dal quarto trimestre 2024)

L'economia brasiliana si è confermata resiliente anche nella seconda parte dell'anno, con dati sul PIL superiori alle attese nel terzo trimestre. Il mercato del lavoro si è rafforzato, con un tasso di disoccupazione in diminuzione, la politica fiscale ha consolidato il suo orientamento espansivo e l'erogazione del credito si è mantenuta vivace. Tale combinazione ha contribuito a sostenere la domanda interna, come segnalato dalla crescita dei consumi delle famiglie e dall'incremento degli investimenti in capitale fisso lordo, nonostante l'inasprimento della politica monetaria. Anche l'attività edile ha registrato un'evoluzione positiva nell'esercizio in esame, ma restano le difficoltà legate alla carenza di personale qualificato. Le stime più recenti prevedono l'attività economica in espansione del 3,7% sul 2024.

Facendo riferimento al 100% dell'azienda, i volumi di vendita hanno chiuso il 2024 in miglioramento (+2,1%), con un buon andamento della domanda in tutte le regioni del paese anche nel trimestre autunnale. I prezzi in valuta locale, invece, si sono mantenuti sostanzialmente stabili anno su anno. Il fatturato si è attestato a 374,0 milioni, in riduzione del 5,1% rispetto ai 394,0 milioni dell'esercizio precedente, mentre il margine operativo lordo è stato pari a 99,9 milioni, in aumento del 12,7% rispetto agli 88,7 milioni del 2023. Sulla traduzione dei risultati in euro ha impattato negativamente la svalutazione del real brasiliano (-7,9%): a parità di cambio, infatti, il fatturato e il margine operativo lordo sarebbero cresciuti rispettivamente del 2,4% e del 21,6%. I costi unitari di produzione si sono ridotti, principalmente influenzati dalla variazione favorevole delle voci variabili.

A partire dal quarto trimestre, le attività brasiliane sono state incluse nel nostro perimetro di consolidamento e nell'esercizio in esame hanno contribuito per 85,8 milioni al fatturato e per 28,5 milioni al margine operativo lordo consolidato. La tabella di seguito riporta i dati del gruppo brasiliano per l'intero esercizio:

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 374,0 394,0 -5,1%
Margine operativo lordo 99,9 88,7 +12,7%
% sui ricavi netti 26,7 22,5
Investimenti 222,0 25,3 n.s.
Addetti a fine periodo (numero) 1.227 1.263

MESSICO

(valutazione al patrimonio netto)

Nell'esercizio in esame, l'economia messicana ha mostrato un andamento piuttosto sommesso e le ultime proiezioni puntano ad una crescita del PIL per il 2024 dell'1,8%, in rallentamento sull'anno precedente. Dopo la debolezza del primo semestre, l'attività ha accelerato in estate, grazie alla crescita registrata prevalentemente nel settore primario e nei servizi, ma tale dinamica si stima in attenuazione in chiusura d'anno. I consumi privati, infatti, risultano in moderazione, l'industria manifatturiera resta fiacca mentre il mercato delle costruzioni ha confermato un andamento volatile, nonostante i deboli segnali positivi nel mese di ottobre. Anche la domanda estera non ha brillato per gran parte dell'esercizio. Il mercato del lavoro si è mantenuto robusto ma in raffreddamento, mentre l'inflazione complessiva è scesa al 4,2% in dicembre.

I volumi di vendita di cemento realizzati dalla nostra joint venture hanno chiuso il 2024 in calo del 4,2% rispetto allo scorso esercizio, mentre la produzione di calcestruzzo preconfezionato ha registrato una dinamica positiva (+10,6%). I prezzi di vendita, in valuta locale, hanno contribuito favorevolmente ai risultati sia nel cemento che nel calcestruzzo. Con riferimento al 100% della joint venture, il fatturato ha raggiunto i 998,3 milioni di euro, in riduzione del 2,6% sull'esercizio precedente, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 445,2 milioni, rispetto ai 465,5 milioni del 2023. Le fluttuazioni del peso messicano (-3,4%) hanno inciso sfavorevolmente sulla traduzione dei saldi in euro: a parità di cambio il giro d'affari sarebbe rimasto sostanzialmente stabile (+0,7%), mentre la flessione del margine operativo lordo sarebbe stata meno marcata (-1,1%). Nonostante la riduzione della spesa per combustibili, i costi unitari di produzione sono lievemente aumentati, a causa del rialzo dei costi per materie prime e della componente fissa.

La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 113,5 milioni (110,4 milioni nel 2023).

(milioni di euro) 2024 2023 24/23
Ricavi netti 998,3 1.025,0 -2,6%
Margine operativo lordo 445,2 465,5 -4,4%
% sui ricavi netti 44,6 45,4
Investimenti 84,8 56,8 +49,3%
Addetti a fine periodo (numero) 1.347 1.303

ALGERIA

(valutazione al patrimonio netto)

In Algeria, si stima un avanzamento dell'attività economica nel 2024 pari al 3,8%, grazie ad una vivace dinamica degli investimenti, ad una solida e diffusa crescita nei settori non estrattivi, oltre che ad un buon sviluppo dei consumi privati. L'inflazione è diminuita significativamente nella prima metà dell'anno, grazie alla stabilizzazione dei prezzi dei prodotti alimentari freschi e al rallentamento dei prezzi delle importazioni. Il calo delle esportazioni di idrocarburi, insieme all'aumento delle importazioni e della spesa pubblica, ha riportato in equilibrio il saldo corrente e ha ampliato il deficit fiscale.

Nel corso del 2024, pur in assenza di dati ufficiali, si stima una dinamica in espansione del consumo di cemento di circa il 10%, con un mercato interno totale che è passato da 21 a circa 23 milioni di tonnellate. In tale contesto, le vendite sul mercato domestico della cementeria di Hadjar Soud sono aumentate del 2% rispetto all'anno precedente, mentre le esportazioni di clinker hanno registrato cifre record, con un incremento del 21%. Anche lo stabilimento di Sour El Ghozlane ha riportato una forte crescita dei volumi di cemento (+21%) e di clinker (più che raddoppiati), anche grazie al facile confronto con un 2023 poco brillante a causa di una fermata prolungata del forno.

Con riferimento al 100% di entrambe le società partecipate e al bilancio individuale delle stesse, l'esercizio 2024 ha chiuso con ricavi netti pari a 70,0 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 62,6 milioni dell'esercizio precedente (+11,8%), supportato anche dal contenuto apprezzamento del dinaro algerino nei confronti dell'euro (+1,2%). Il margine operativo lordo è stato pari a 24,2 milioni di euro, in crescita rispetto al periodo precedente (18,0 milioni nel 2023). La redditività caratteristica si è rafforzata raggiungendo il 34,6% (rispetto al 29% del 2023), grazie al significativo recupero della marginalità della cementeria di Sour El Ghozlane.

La quota di risultato riferita al mercato Algeria, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 5,3 milioni (2,5 milioni nel 2023).

SLOVENIA

(valutazione al patrimonio netto)

Dopo diversi anni di sostenuta crescita nel periodo post-pandemico, la dinamica espansiva dell'economia in Slovenia ha rallentato nell'esercizio in esame, penalizzata dalla sfavorevole dinamica degli investimenti. La flessione è stata particolarmente evidente nel comparto delle costruzioni, dove sia l'attività che l'occupazione si sono contratti rispetto ai solidi livelli del 2023. Al contrario, il terziario si è confermato in rafforzamento, riflettendo la positiva evoluzione dei consumi pubblici e privati, anche per effetto di un mercato del lavoro che si mantiene robusto e delle minori pressioni inflazionistiche. Sul 2024, infatti, si stima un tasso di inflazione annuo sceso al 2%, mentre le proiezioni del PIL puntano ad un tasso di crescita pari all'1,4%.

Buzzi è presente tramite la collegata Alpacem Cement, controllata dal gruppo Wietersdorfer (Austria), che rappresenta il principale produttore di leganti idraulici nel Paese. Con riferimento al 100% della collegata, l'esercizio 2024 ha chiuso con ricavi netti pari a 157,9 milioni di euro, in aumento rispetto al 2023 (+4,0%) e un margine operativo lordo di 45,2 milioni, rispetto ai 50,9 milioni dell'esercizio precedente.

La quota di risultato riferita alla Slovenia, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 6,7 milioni (8,6 milioni nel 2023).

ATTIVITÀ DI RICERCA E SVILUPPO

Buzzi dedica particolare attenzione alla ricerca applicata e grazie ad una continua ed intensa attività sperimentale, svolta nei propri laboratori o in collaborazione con partner accademici, punta a sostenere l'evoluzione dei materiali da costruzione. La società partecipa, come partner industriale, a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, contribuendo allo sviluppo di nuovi materiali e nuove tecnologie ed alla creazione di network di conoscenze con strutture di eccellenza nel campo della ricerca scientifica.

Un importante ruolo nell'attività di ricerca e sviluppo è svolto dai laboratori del gruppo, che lavorano in stretto coordinamento e sfruttando le sinergie possibili in un contesto di efficienza, modernità e passione. Costanti investimenti vengono portati avanti nei laboratori per mantenere un elevato livello di efficienza. Built, inaugurato nell'anno 2022 a Vercelli è organizzato su due piani con un ampio locale dedicato alle prove in calcestruzzo, un laboratorio chimico-fisico dotato di strumentazioni all'avanguardia per la caratterizzazione dei materiali, un laboratorio chimico ed un laboratorio malte accreditati secondo ISO/IEC 17025:2018. All'interno del laboratorio lavorano attualmente 14 addetti tra tecnici chimici e ricercatori di estrazione scientifica. Built, insieme al Wilhelm Dyckerhoff Institut di Wiesbaden (Germania), costituisce la base della ricerca ed innovazione per Buzzi ed affianca i laboratori degli stabilimenti. La particolare collocazione di Built, all'interno del campus dell'Università del Piemonte Orientale ha permesso la nascita di numerose attività che hanno coinvolto anche studenti e ricercatori dell'Università e altre istituzioni formative della zona come, per esempio, gli ITS (Istituti Tecnici Superiori).

Buzzi sta dedicando particolare attenzione a ricerche sulla mineralizzazione della CO2, e tecnologie di riutilizzo della CO2 nei propri processi produttivi. Ciò è avvenuto attraverso ricerche interne e collaborazioni con università e start-up. Le tecnologie di mineralizzazione CO2 sono attualmente in fase di sviluppo e potranno essere implementate a livello industriale quando la cattura di CO2 diventerà una realtà anche negli stabilimenti di produzione cemento.

Sempre attuali sono i progetti finalizzati allo studio e sviluppo di cementi contenenti aggiunte naturali (calcare e pozzolane) o artificiali (argille calcinate), con l'obiettivo di ridurre il contenuto di clinker nei cementi e di mantenere inalterate le prestazioni.

Attualmente la sostituzione del clinker nelle miscele di cemento viene effettuata mediante l'utilizzo di loppe d'altoforno (provenienti dal settore di produzione della ghisa) e di ceneri volanti (provenienti dalle centrali elettriche a carbone) che soprattutto dall'anno 2022, con la crisi energetica che ha portato alla riapertura di numerose centrali a carbone in Europa, sono ritornate ad essere disponibili sul mercato. Lo sviluppo e l'impiego di cementi alle argille calcinate è da intendersi come una soluzione tecnica per ridurre la dipendenza del settore cemento da altre industrie, nel reperimento di materiali alternativi al clinker. I cementi alle argille calcinate sono ancora poco presenti sul mercato, ma l'approfondita conoscenza dei meccanismi di calcinazione di tali materiali e dei processi di idratazione permette di orientare scelte future dell'azienda in determinate regioni o ambiti applicativi.

Lo studio dei cementi alle argille calcinate è stato portato avanti parallelamente agli studi condotti sull'ottimizzazione di cementi a base di pozzolane naturali. Buzzi ha una indiscussa leadership in questo settore in quanto produce cementi pozzolanici in Italia e Germania da diversi anni. In particolare, le regioni del Sud Italia sono caratterizzate dalla presenza di numerose cave di pozzolane naturali di origine vulcanica, che vengono utilizzate per la produzione di cementi ove la pozzolana sostituisce il clinker anche in quantità rilevanti (sino al 45% di aggiunta). I cementi contenenti pozzolane naturali permettono un significativo risparmio di clinker, non necessitano di un processo termico di attivazione e risultano quindi vantaggiosi rispetto alle argille calcinate ove le pozzolane naturali siano disponibili.

Nel corso dell'anno 2024 sono stati portati avanti studi finalizzati allo sviluppo di nuovi materiali cementizi supplementari, ottenuti per esempio con processi di attivazione meccano-chimica o tramite [ RELAZIONE SULLA GESTIONE ] 29

processi che fanno uso di autoclavi. Il grosso vantaggio di queste tecnologie risiede nell'elettrificazione del processo, permettendo di fatto l'utilizzo nella fase produttiva di energia totalmente rinnovabile. Si sta lavorando alla progettazione di un impianto sperimentale che possa costituire la base per pianificare ulteriori investimenti in tale direzione.

L'anno 2024 è stato molto significativo dal punto di vista tecnico per l'avanzamento dei progetti di cattura CO2. Nel 2024 lo Stabilimento di Monselice ha ospitato l'impianto pilota di cattura CO2 del progetto Nuada, sviluppato all'interno di un consorzio promosso dal programma Innovandi Open Challenge della GCCA (Global Cement and Concrete Association). La soluzione di cattura del carbonio sviluppata da Nuada, estremamente efficiente dal punto di vista energetico, combina gli innovativi sorbenti solidi denominati Metal-Organic Frameworks (MOF) con un processo di adsorbimento a pressione oscillante sottovuoto (VPSA). Si tratta di un sistema alimentato elettricamente che separa la CO2 dai gas di combustione industriali utilizzando la pressione anziché il calore. Il progetto si è concluso a dicembre 2024 con esito positivo: le prestazioni dell'impianto pilota si sono infatti rivelate in linea con quanto atteso dai test di laboratorio, trattando però i gas reali prodotti da una cementeria.

L'implementazione industriale delle tecnologie di cattura CO2 richiede grossi investimenti e una stretta sinergia tra i reparti R&S, la direzione tecnica, l'ingegneria e l'area finanza, tutto ciò allo scopo di definire priorità, opportunità di finanziamenti, ma anche la creazione di contatti fondamentali per il futuro stoccaggio della CO2, in modo da creare delle reti strategiche per la collocazione geografica dei nostri stabilimenti.

Nel corso del 2024 sono proseguiti i lavori del consorzio di ricerca denominato "CI4C – Cement Innovation for Climate" che ha l'obiettivo di studiare l'applicazione pratica della cattura CO2 basata sulla tecnologia Oxyfuel nella produzione di clinker. Il consorzio di ricerca è costituito oltre che da Buzzi da altri tre produttori di cemento europei. In Germania è in corso di costruzione un impianto sperimentale che opererà con lo scopo di validare questa tecnologia produttiva.

L'attività del consorzio è entrata in una fase operativa con la consegna di componenti essenziali per l'impianto quali i serbatoi dell'ossigeno, e con il montaggio dei vari componenti in previsione dei primi test industriali che verranno realizzati nell'anno prossimo.

Nell'esercizio in corso sono proseguiti i lavori del progetto Herccules https://www.herccules.eu, progetto finanziato da Horizon Europe nell'ambito della cattura, stoccaggio e riutilizzo della CO2 nell'area del Mediterraneo del Sud. Il progetto intende accelerare lo sviluppo delle tecnologie di cattura e stoccaggio CO2 nel settore cemento e nel settore Waste-to-Energy (Termovalorizzazione rifiuti), portando avanti studi ed implementando tecnologie di cattura e mineralizzazione CO2 anche negli stabilimenti Buzzi in Italia.

Il progetto sta proseguendo verso gli obiettivi prefissati con un graduale passaggio alla fase operativa che permetterà di stoccare CO2 catturata dallo stabilimento Buzzi Unicem di Vernasca. Nel 2024 si sono concluse molte attività di design e sono iniziati gli ordini dei componenti che verranno installati nell'anno successivo.

In Germania sono stati portanti avanti alcuni importanti progetti di ricerca con l'obiettivo di sperimentare l'impiego di scorie da inceneritore nel processo a caldo della produzione di clinker; infatti è stata fatta una sperimentazione industriale nello stabilimento di Lengerich nell'ambito del progetto Emsarzem (https://www.remin-kreislaufwirtschaft.de/en/projects/emsarzem) che ha portato dei risultati importanti nell'ottica di semplificare gli iter autorizzativi per favorire la circolarità di materiali derivanti dai processi industriali.

Sempre in Germania stiamo portando avanti alcuni progetti nell'ambito della ricerca di applicazioni innovative per i cementi a basso contenuto di clinker, per esempio il progetto RTTS nel settore dei conci di calcestruzzo (https://www.dyckerhoff.com/bmwk-projekt-rtts) oppure il progetto LOWKLINK (https://www.renatbau.de/projekte/projektdetails/lowklink-herstellung-neuer-klinkerarmer-zementeunter-nutzung-regi-onaler-roh-und-sekundaerstoffe.html) che si occupa dello sviluppo di cementi a basso contenuto di clinker con materie prime disponibili in Turingia.

Il tema del calcestruzzo è fortemente collegato a quello del cemento e la direzione R&S sta lavorando molto per sviluppare soluzioni innovative che possano completare la gamma di prodotti ad alta prestazione, i cosiddetti Ultra High Performances Concrete. Si tratta di miscele di calcestruzzo ad altissime prestazioni meccaniche e di durabilità che possono trovare impiego nel risanamento di infrastrutture, quali per esempio ponti e viadotti; l'impiego di tali prodotti in virtù delle elevate prestazioni permettono di ridurre fortemente il volume di materiale impiegato garantendo comunque un'elevata durabilità all'opera finale ed un ridotto impatto lato materiali e CO2. Questi prodotti soffrono della mancanza di un ambito normativo armonizzato pertanto rimangono per il momento destinati ad una nicchia di mercato, ma stanno crescendo le applicazioni grazie alla uscita di numerose linee guida di utilizzo. Il gruppo Buzzi ha già diversi prodotti che hanno tali caratteristiche e sono oggetto di sperimentazioni ed ottimizzazione.

Buzzi è uno dei partner fondatori della rete di ricerca Innovandi (https://gccassociation.org/), che costituisce un'iniziativa totalmente finanziata da risorse industriali che coinvolge più di 40 partner universitari e società di produzione di cemento. L'iniziativa è nata per stimolare e potenziare una forma di ricerca precompetitiva tra Università ed imprese attive nel settore dei materiali da costruzione in tutto il mondo. Il consorzio Innovandi finanzia progetti di ricerca precompetitivi nell'ambito dei nuovi materiali da costruzione, cementi, calcestruzzi e tecnologie di cattura CO2. Nel corso del 2024 sono proseguiti i progetti finanziati dal consorzio Innovandi e Buzzi è attiva come partner industriale nei progetti che hanno come obiettivo le tecnologie per l'elettrificazione del settore cemento, la cattura della CO2, lo sviluppo di nuove conoscenze in merito a cementi con ridotto contenuto di clinker e l'impiego di scarti della demolizione del calcestruzzo.

Buzzi è anche attiva nella ricerca relativamente alle tecnologie di digitalizzazione nel settore calcestruzzo; in questo ambito sono da menzionare le attività di sperimentazione industriale portate avanti dalla startup Hinfra, di cui Buzzi è principale azionista (www.hinfra.it). Hinfra si propone lo sviluppo di una tecnologia robotizzata per il rispristino strutturale di gallerie in calcestruzzo, attraverso un brevetto che utilizza il cemento solfoalluminato che Buzzi produce in Italia e in USA. La direzione R&S supporta Hinfra nel percorso di crescita tecnologica fornendo le competenze nell'ambito dei materiali, sperimentazioni di laboratorio e supporto tecnico per la tutela della proprietà intellettuale.

Durante l'esercizio, nell'ambito di una strategia fortemente orientata all' "Open Innovation" sono stati sviluppati numerosi contatti con start-up ed aziende specializzate, dedicando alcune risorse del gruppo R&S a questa attività. I contatti portati avanti hanno permesso innanzitutto la creazione di una cultura aziendale orientata ad un maggiore coinvolgimento di interlocutori esterni ma anche l'avvio di alcuni progetti, da un lato supportando le start-up a sperimentare industrialmente alcune delle tecnologie di cui sono proprietarie e dall'altro permettendo di capire meglio i potenziali vantaggi dell'adozione di queste tecnologie. Gli ambiti principali in cui sono stati avviati tali contatti sono nel settore della cattura e utilizzo CO2 e dell'intelligenza artificiale.

I costi sostenuti dal gruppo nell'esercizio 2024 per ricerca e sviluppo ammontano a 32,5 milioni di euro (5,1 milioni di euro in Buzzi SpA).

SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi è costituito dall'insieme delle regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell'impresa sana, sostenibile, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati, garantendo la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia delle operazioni aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria e il rispetto di leggi e regolamenti.

Il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità finale del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e svolge le funzioni previste dal Codice di Corporate Governance, avvalendosi del supporto degli organi individuati al suo interno, quali il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e la funzione Internal Audit.

Buzzi è un gruppo internazionale attivo sia in Italia sia in diversi Paesi stranieri, tramite società controllate e collegate. Data la complessità del gruppo, la struttura della funzione Internal Audit è stata adattata alle realtà locali. Risulta organica ed equilibrata, non è soggetta a vincoli, e ha il diritto di accesso illimitato alle informazioni. I metodi e le tecniche di audit usati sono allineati agli standard internazionali.

Per ridurre il rischio di violazione di regolamenti, leggi o accordi contrattuali, Buzzi e le sue controllate applicano strumenti di compliance, tra cui il Codice di Condotta, il codice antitrust, corsi di formazione, controlli sulle procedure e, presso alcune controllate, l'uso di database per la registrazione degli eventuali contatti con la concorrenza. Tali strumenti sono presenti nelle diverse realtà locali in base alla valutazione degli specifici rischi.

Come parte del sistema di controllo interno, il risk management d'impresa si concretizza in una procedura con cadenza semestrale di inventario dei rischi, controllo degli stessi e rendicontazione, il tutto basato su una strategia di rischio complessivo, conosciuto e accettabile. L'approccio al rischio in Buzzi non è diretto all'assoluta eliminazione di tutti i rischi potenziali, ma, tenendo in considerazione gli obiettivi aziendali, a fornire una metodologia sistematica che consenta di valutare consapevolmente i rischi sulla base di una pronta informazione sugli stessi e le loro correlazioni. Gli stessi rischi possono quindi essere evitati, ridotti, trasferiti o assunti come parte del complessivo processo gestionale di controllo dei rischi.

La responsabilità operativa di contenimento dei rischi è attribuita ai titolari delle direzioni centrali e delle divisioni del gruppo individuate come rilevanti per il risk management. I rispettivi direttori sono responsabili per tutti i rischi prevedibili nelle loro aree, indipendentemente dal fatto che essi siano stati rilevati nel sistema di risk management.

I rischi sono valutati in considerazione della probabilità di accadimento e impatto sul patrimonio del gruppo, in accordo a criteri standard, prendendo in considerazione la loro rispettiva rilevanza e la loro significatività. Le valutazioni dei rischi effettuate dalle direzioni e divisioni del gruppo sono registrate in un unico database centrale. Vengono analizzate le categorie relative ai rischi che sottendono tutta l'attività operativa delle nostre aziende sotto il profilo produttivo, finanziario, personale, legale e fiscale, nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità.

Per completezza si segnala che i rischi evidenziati dal sistema di risk management (ERM) e gli accantonamenti di bilancio non sono necessariamente tra loro coerenti, proprio per le diverse finalità dei due strumenti (il primo di prevenzione e di gestione, il secondo di corretta rappresentazione contabile). Infatti, l'ERM tiene necessariamente conto di rischi non previsti a budget e anche di quelli la cui stima (sia dal punto di vista della probabilità di accadimento che dell'impatto) non è tale da determinarne il riconoscimento in bilancio. In ogni caso l'ERM, pur essendo uno strumento gestionale a disposizione del vertice aziendale per la valutazione e controllo dei rischi, possiede anche un'utilità non secondaria per la determinazione dei fondi, permettendo una conoscenza delle operazioni gestionali più diretta e completa e valutazioni più accurate in fase di accantonamento.

Dal 2024 il sistema di risk management ha recepito la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) ed i correlati principi di rendicontazione (European Sustainability Reporting Standards - ESRS).

In generale i rischi riflettono l'instabilità dell'attuale quadro politico, economico e finanziario.

In ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee nei confronti della Russia, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società ivi controllate. In questo contesto il gruppo, e in particolare la controllata Dyckerhoff, monitorano l'evoluzione, al fine di agire tempestivamente per mitigare i rischi di procedure sanzionatorie e i possibili impatti diretti e indiretti. Il rischio paese Russia permane elevato, e con esso quello relativo alle nostre partecipazioni che operano direttamente in quel territorio.

I rischi sono rilevati con riferimento a un orizzonte temporale di breve - medio e di lungo termine. Le principali categorie di rischi a breve - medio termine a cui il gruppo è esposto sono: rischi geopolitici e socio-economici, rischi valutari e rischi operativi.

Rischi geopolitici e socio-economici: per le nostre società che operano in Russia permangono i rischi di esproprio o danni agli impianti.

Rischi valutari: sul fronte valutario rischio di impatti negativi derivanti dalla conversione in euro dei bilanci espressi in valuta estera. Nella valutazione dei rischi si è ipotizzata un'oscillazione del 10% delle valute locali contro l'euro rispetto ai cambi di budget. I rischi valutari sono ulteriormente illustrati alla nota 3 del bilancio consolidato e civilistico.

Rischi operativi legati alle materie prime e ai costi energetici: rischi di minor disponibilità di materie prime (sottoprodotti) di processi industriali, quali gesso sintetico e loppa. Rischio di aumento del costo dei combustibili e dell'energia elettrica a causa della volatilità dei mercati.

A seguito delle azioni di contenimento già attuate, o previste, dalle direzioni e divisioni del gruppo, nonché della stipula, ove ritenuto necessario, di polizze assicurative e tenuto conto degli accantonamenti previsti in bilancio, il monte rischi residuo rappresenta una frazione contenuta del patrimonio netto.

Per quanto attiene ai rischi di lungo termine, questi sono correlati alle condizioni generali politiche, economiche e all'evoluzione dei mercati nei paesi in cui opera il gruppo. La diversificazione geografica consente di ridurre il rischio della congiuntura riferita al singolo mercato.

Si evidenziano i rischi derivanti dalle azioni militari della Russia e alle contromisure quali le sanzioni a carico della stessa. Questi fattori continueranno ad alimentare l'instabilità politica e la debolezza economica, con conseguenze negative non solo nei paesi in guerra ma in tutte le economie europee.

Si evidenziano inoltre rischi connessi ai cambiamenti climatici, illustrati nel dettaglio all'interno della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità.

OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Le operazioni compiute con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati.

La "Procedura per operazioni con parti correlate", aggiornata da ultimo a maggio 2021 anche in adeguamento alle modifiche regolamentari emanate da Consob, in vigore dal 1 luglio 2021, e volta ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate, è consultabile sul sito internet della società www.buzzi.com sezione Investitori/Corporate Governance, al quale si fa riferimento.

Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono presentate rispettivamente nella nota 50 del bilancio consolidato e nella nota 44 del bilancio civilistico.

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE

Le ultime proiezioni economiche confermano per il 2025 una crescita globale costante, ma contenuta, celando tuttavia dinamiche divergenti tra i principali mercati, in un contesto di profonda incertezza. Tra le economie avanzate, se in Stati Uniti le stime sono state lievemente corrette al rialzo, grazie al solido sviluppo della domanda interna, nell'area euro si prevede un'accelerazione della congiuntura ad un ritmo più contenuto rispetto alle attese. Le prospettive per i mercati emergenti, invece, restano sostanzialmente invariate ed allineate all'andamento registrato nell'esercizio precedente. Nonostante il generalizzato processo di disinflazione, permangono rischi legati alle persistenti pressioni sui prezzi nel terziario e sui salari in diverse parti del mondo, con una probabile desincronizzazione delle politiche monetarie.

Il contesto congiunturale, inoltre, resta fortemente soggetto alle possibili evoluzioni delle tensioni geopolitiche, oltre che alle misure protezionistiche adottate dalla nuova amministrazione americana e agli effetti che queste avranno sul commercio internazionale.

Nel settore delle costruzioni, in Stati Uniti, prevediamo una dinamica in miglioramento nel residenziale, anche se ancora limitata dagli elevati costi di finanziamento. Il fenomeno del reshoring e gli stimoli derivanti dai fondi statali e federali, invece, dovrebbero continuare a sostenere le attività nell'industria e nell'infrastruttura, sebbene si prospetti una decelerazione dei tassi di crescita rispetto al vivace andamento degli anni precedenti. In tale contesto, riteniamo che i nostri volumi di vendita possano confermare i livelli registrati nello scorso esercizio.

In Italia, al contrario, ci attendiamo che l'edilizia residenziale rimanga penalizzata dalla scarsa propensione al rinnovo in assenza di incentivi e dalla difficile congiuntura macroeconomica. Il settore pubblico, tuttavia, dovrebbe confermarsi a supporto dei progetti infrastrutturali anche grazie alle risorse derivanti dal PNRR. In tale scenario, prevediamo che, a parità di condizioni, le nostre vendite possano mantenere un andamento piuttosto stabile.

Guardando all'Europa Centrale, è difficile immaginare un concreto recupero del mercato delle costruzioni, che pensiamo risentirà ancora della debolezza nel comparto abitativo e di un limitato sviluppo dei lavori di ingegneria civile. Stimiamo, dunque, che i nostri volumi di vendita possano stabilizzarsi dopo il significativo calo registrato negli anni precedenti. Negli altri paesi dell'Europa Orientale appartenenti all'UE, al contrario, ci aspettiamo un'evoluzione della domanda più positiva, specialmente in Polonia, dove gli investimenti in costruzioni sono previsti in rafforzamento in tutti i settori di destinazione.

Per quanto riguarda i paesi emergenti, in Brasile, pensiamo che i volumi di vendita nel 2025,, che saranno interamente consolidati, possano registrare un andamento favorevole, beneficiando di una solida domanda domestica. Diversamente in Messico, gli investimenti in edilizia si preannunciano in rallentamento nell'anno in corso, a causa della generalizzata decelerazione della crescita economica, dei possibili tagli volti a ridurre il disavanzo pubblico e al termine di numerosi progetti infrastrutturali iniziati con la precedente amministrazione. Prevediamo quindi che tale debolezza della domanda possa limitare lo sviluppo delle vendite della nostra joint venture.

Nel caso della Russia, a causa dell'attuale assetto di governance, non abbiamo elementi sufficienti per fornire indicazioni sulle prospettive di mercato attese per l'esercizio in corso.

A parità di perimetro di consolidamento, dunque, ci attendiamo un'evoluzione poco dinamica dei volumi del gruppo, che sarà accompagnata dal contributo netto positivo delle variazioni di perimetro. A tal proposito, segnaliamo che, in aggiunta a quanto già noto (ovvero il consolidamento delle attività in Brasile e la cessione degli asset in Ucraina), nel mese di gennaio, in Italia, si è conclusa la vendita dello stabilimento di Fanna ad Alpacem Cementi Italia, società appartenente al gruppo austriaco Wietersdorfer.

In tutti i paesi di riferimento, ci proponiamo di attuare una politica di prezzi atta a preservare adeguati livelli di marginalità, in un contesto che tuttavia si prevede sfidante. La sommessa domanda e il conseguente limitato utilizzo della capacità produttiva in Europa Centrale, infatti, potrebbero continuare a generare una certa tensione sui prezzi, così come permane il rischio di pressioni ribassiste in determinate regioni del mercato americano dove i flussi di importazione riescono ad essere particolarmente competitivi.

Tra i costi unitari di produzione, prevediamo una diffusa inflazione nella componente fissa e nella spesa per materie prime, mentre i costi legati alla fornitura di energia dovrebbero mostrare un andamento piuttosto eterogeneo, favorendo i risultati nei paesi della UE Orientale e gravando sui margini in Germania.

In conclusione, sulla base delle considerazioni sopra espresse e delle variazioni nel perimetro di consolidamento, riteniamo che l'esercizio in corso possa portare risultati operativi, vicini agli eccellenti livelli raggiunti nel 2024. E' importante però riconoscere che l'attuale scenario congiunturale e di settore rimane soggetto ad un elevato grado di incertezza e che i rischi legati all'andamento dei principali fattori economici si confermano prevalentemente ribassisti in quasi tutti i mercati di riferimento.

Per quanto concerne il programma di investimenti del 2025, prevediamo che possa intensificarsi ulteriormente: sono compresi, infatti, numerosi progetti finalizzati al miglioramento continuo dell'efficienza operativa e alla riduzione delle emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dalla roadmap "Our Journey to Net Zero", oltre che alcuni lavori volti all'espansione della capacità produttiva e della rete di distribuzione.

PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D'ESERCIZIO

Signori Azionisti,

Vi proponiamo di approvare il bilancio al 31.12.2024,
che chiude con un utile di
euro 293.572.784,08
Vi proponiamo, tenuto conto che la Riserva legale ha raggiunto il
limite previsto dall'art. 2430 del codice civile, di destinare l'utile
d'esercizio nel modo seguente:
-
a ciascuna delle n. 181.024.878 azioni ordinarie (al netto delle
azioni proprie attualmente pari a n. 11.601.276) un dividendo di
euro 0,70 al lordo delle ritenute di legge, per un ammontare di
euro 126.717.414,60
A Utili portati a nuovo il residuo di euro 166.855.369,48

Vi proponiamo altresì di azzerare la Riserva articolo 2426 n.8 bis) c.c. per un importo di euro 15.840.694,96, in quanto non si registrano utili netti su cambi imputati al conto economico e non ancora realizzati alla data del 31.12.2024, attribuendo il corrispondente importo a Utili portati a nuovo.

Vi proponiamo, inoltre, di:

  • autorizzare i legali rappresentanti, in via disgiunta tra loro, a determinare l'effettivo importo da prelevare dall'utile d'esercizio e da destinare a Utili portati a nuovo in base al numero di azioni effettivamente in circolazione e aventi diritto alla data di stacco del dividendo nonché in funzione di eventuali arrotondamenti effettuati in sede di pagamento;
  • porre in pagamento il dividendo a partire dal 21 maggio 2025, con data stacco della cedola n. 28 il 19 maggio 2025 e record date il 20 maggio 2025.

Casale Monferrato, 28 marzo 2025

p. il Consiglio di Amministrazione Presidente Veronica BUZZI

RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ INFORMAZIONI GENERALI

CRITERI PER LA REDAZIONE

|| BP-1

Criteri generali per la redazione delle dichiarazioni sulla sostenibilità

La rendicontazione consolidata di sostenibilità è redatta per la prima volta secondo il D.Lgs 125/2024 che recepisce la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Attraverso le informative qui presentate, ci impegniamo a garantire la trasparenza in tutte le questioni di sostenibilità rilevanti, in accordo con gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standard) adottati dalla Commissione Europea.

I dati e le informazioni economiche, ambientali e sociali, di seguito riportati, sono riferiti a tutte le società incluse nel perimetro della rendicontazione finanziaria al 31 dicembre 2024 consolidate con metodo integrale. Le partecipazioni in imprese a controllo congiunto e in imprese collegate non sono incluse nel perimetro di consolidamento. Allo stesso modo le imprese controllate escluse per ragioni di immaterialità dal perimetro della rendicontazione finanziaria, sono risultate immateriali anche ai fini della rendicontazione di sostenibilità e per questo risultano escluse dai dati consolidati. Il perimetro della rendicontazione di sostenibilità risulta di conseguenza allineato a quello del bilancio consolidato, illustrato in nota 5.

Per le società cedute nel corso dell'anno si riportano nel documento le metriche relative fino alla data di cessione. Per le società integrate nel perimetro di consolidamento, le metriche riportano i dati dalla data di consolidamento.

Il presente documento include informazioni relative alla nostra catena del valore, laddove pertinente o esplicitamente richiesto dallo standard. In particolare, l'analisi di doppia rilevanza ha riguardato anche eventuali impatti, rischi e opportunità a monte e/o a valle delle nostre attività. Politiche, azioni e obiettivi si estendono di conseguenza alla nostra catena del valore dove applicabile.

A fini della disaggregazione del dato, laddove utile o necessario, si precisa che i dati relativi alle nostre controllate sono aggregati in continuità con le passate rendicontazioni come segue: i dati di Dyckerhoff Gravières et Sablières Seltz S.A.S. sono aggregati alla Germania e quelli di ZAPA Beton HUNGÁRIA Kft. alla Slovacchia.

|| BP-2

Informativa in relazione a circostanze specifiche

Orizzonti temporali

Il gruppo definisce gli orizzonti temporali come definito dall'ESRS 1, paragrafo 6.4:

  • orizzonte temporale di breve termine: fino a 1 anno;
  • orizzonte temporale di medio termine: da 1 a 5 anni;
  • orizzonte temporale di lungo termine: oltre i 5 anni.

Fonti di stima e incertezza dei risultati (inclusa la stima della catena del valore)

Tutte le emissioni di gas serra (GHG scope 1, 2 e 3) sono calcolate sulla base del GHG Protocol. I dati relativi alle emissioni indirette Scope 2 e Scope 3 sono stimati principalmente sulla base di fonti indirette. In particolare, a partire dai dati in possesso riguardanti acquisti, spese, consumi e vendite, il dato relativo alle emissioni indirette è stato ottenuto tramite l'applicazione di fattori di emissione e/o fattori relativi all'intero ciclo di vita (LCA). Tali fattori sono stati desunti da documenti riportanti valori nazionali e/o database esterni, validati e comunemente utilizzati dal settore, costantemente in aggiornamento e, di conseguenza, sufficientemente affidabili.

Le emissioni indirette sono quindi esposte a una maggiore incertezza di quantificazione rispetto alle emissioni dirette. L'azienda sta lavorando internamente con diversi gruppi di lavoro per omogeneizzare le procedure di quantificazione tra le varie aree del gruppo, con maggior attenzione alle categorie di Scope 3 più rilevanti.

I dettagli sulla preparazione di queste ed altre eventuali stime sono riportati nelle relative Specifiche di rendicontazione, così come le metodologie di calcolo, le assunzioni e le possibili incertezze a cui le metriche potrebbero essere soggette.

Modifiche nella redazione e nella presentazione delle informazioni sulla sostenibilità

Rispetto alla Dichiarazione Non-Finanziaria (DNF) 2023, redatta in conformità agli standard GRI, quest'anno includiamo per la prima volta nella rendicontazione le emissioni legate alla nostra catena del valore (Scope 3), oltre alle emissioni Scope 1 e 2 già riportate in passato.

Nella rendicontazione consolidata di sostenibilità 2024 non sono presenti dati comparativi, a causa delle variazioni legate all'introduzione dei nuovi standard di rendicontazione (ESRS) che non sempre permettono un confronto corretto e coerente con quanto riportato in passato.

Inclusione mediante riferimento

Alcune informazioni sono incluse mediante riferimento ad altri capitoli della presente relazione annuale. Quando delle informazioni sono incorporate mediante riferimento, esso è chiaramente indicato in ogni rispettiva sezione. Maggiori dettagli nella tabella al capitolo "Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa".

GOVERNANCE

|| GOV-1

Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo

Il Consiglio di Amministrazione è l'organo collegiale di gestione della società investito di ogni potere inerente l'amministrazione ordinaria e straordinaria della società. Esso svolge una funzione di indirizzo e controllo in ordine alla generale attività della società e del gruppo ad essa facente capo, perseguendone il successo sostenibile.

Il Consiglio, per l'esame delle questioni di sostenibilità, si avvale del supporto del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, il quale:

  • valuta l'idoneità dell'informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare correttamente il modello di business, le strategie della società e del gruppo, l'impatto delle attività aziendali e le performance conseguite;
  • esamina le tematiche rilevanti per la predisposizione e la redazione della rendicontazione di sostenibilità e, in particolare, la sua idoneità a consentire la comprensione dell'impatto dell'impresa sulle questioni di sostenibilità e la comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione. A tal fine, incontra almeno due volte all'anno il responsabile sostenibilità che riferisce sulle questioni di sostenibilità connesse all'esercizio dell'attività della società.

Il Collegio sindacale è l'organo di controllo indipendente che vigila sull'osservanza della legge e sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società e in particolare sul sistema di controllo interno, anche relativamente alle questioni di sostenibilità.

Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale costituiscono i principali organi di amministrazione, direzione e controllo per le questioni di sostenibilità e si avvalgono delle funzioni aziendali interne e in particolare della Direzione Sostenibilità per l'esame dei temi di sostenibilità rilevanti.

Composizione e diversità

Il Consiglio di Amministrazione della società è composto da un numero variabile di componenti da un minimo di 7 a un massimo di 15. La determinazione del numero dei componenti è effettuata dall'Assemblea degli Azionisti. Il Consiglio attualmente in carica, nominato dall'assemblea ordinaria degli azionisti del 12 maggio 2023, è composto da 10 membri, dei quali 3 esecutivi e 7, tra cui il Presidente, non esecutivi. All'interno del Consiglio non sono presenti rappresentanti dei lavoratori. Il Consiglio scadrà con l'assemblea di approvazione del bilancio al 31 dicembre 2025.

Il Consiglio di Amministrazione ha adottato politiche in materia di diversità per la composizione degli organi sociali che costituiscono indicazioni volte a garantire, per quanto possibile e ferma la competenza assembleare, una diversità ritenuta ottimale in relazione al conseguimento dell'obiettivo del corretto assolvimento delle funzioni spettanti agli organi di amministrazione, direzione e controllo. Un'adeguata diversità in seno al Consiglio relativamente ad aspetti quali l'età, la composizione di genere e il percorso formativo e professionale contribuisce a garantire la qualità e l'efficacia del dialogo e del dibattito in merito alle decisioni, e consente l'idoneo apporto di idee e senso critico, con un controllo potenzialmente più efficace dell'attività aziendale in generale. Allo stesso modo, un'adeguata diversità su tali aspetti all'interno del Collegio Sindacale favorisce il processo di verifica della correttezza delle decisioni assunte dal Consiglio di Amministrazione e dell'operato degli amministratori esecutivi.

Tutti i consiglieri in carica sono dotati di competenze e professionalità adeguate rispetto ai compiti chiamati a svolgere, con esperienze maturate nello svolgimento di attività imprenditoriali e in professioni in materie economiche, giuridiche, finanziarie e tecnico-scientifiche. In particolare, nel Consiglio:

  • il 60% dei componenti è rappresentato da imprenditori e/o manager con esperienze in contesti internazionali e presso società di rilevanti dimensioni;
  • il 40% dei componenti esercita attività professionali in materie attinenti ai settori economico, giuridico, finanziario.

Nel 2023, il Presidente del Consiglio di Amministrazione è stato incaricato di promuovere all'interno della società e del gruppo, in collaborazione con le funzioni responsabili delle risorse umane, politiche e attività di coinvolgimento, valorizzazione e sviluppo dei collaboratori, nonché la diffusione delle migliori prassi internazionali nella gestione delle persone. Inoltre, nel Consiglio di Amministrazione siede anche il Chief Technology Officer, che grazie alle sue specifiche competenze può fornire decisive indicazioni in materia di ricerca, sviluppo di nuovi prodotti e individuazione delle migliori tecnologie di decarbonizzazione.

L'ampio spettro delle competenze dei membri del Consiglio di Amministrazione offre adeguate garanzie per la valutazione della consistenza delle scelte aziendali in relazione ai temi di sostenibilità nel medio e lungo periodo. Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale partecipano periodicamente a iniziative finalizzate a fornire loro un'adeguata conoscenza dei settori di attività in cui opera il gruppo, delle dinamiche aziendali e della loro evoluzione, anche nell'ottica del successo sostenibile, nonché dei principi di corretta gestione dei rischi e del quadro normativo e autoregolamentare di riferimento.

Tali iniziative sono pianificate su base pluriennale e programmate principalmente per il tramite delle funzioni interne della società, alle quali il Presidente, d'intesa con l'Amministratore Delegato, richiede di presentare ai componenti del Consiglio e del Collegio Sindacale specifici approfondimenti. A tali sessioni di approfondimento il Presidente, d'intesa con l'Amministratore Delegato e con le funzioni interne interessate, può invitare, se opportuno, esperti esterni su specifici argomenti.

Nel corso del 2024, l'attività di induction è culminata con la visita da parte del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale alla sede della sub-holding Dyckerhoff GmbH e ai due stabilimenti di produzione cemento di Göllheim e di Amönenburg in Germania, focalizzandosi in particolare su tecnologie e progetti legati allo studio per la cattura della CO2 e sulle procedure adottate in tema di salute e sicurezza dei lavoratori.

In tema di H&S, trimestralmente, il Direttore Generale presenta al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale l'andamento dei principali indici infortunistici a livello di gruppo con un aggiornamento delle iniziative intraprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro al fine del raggiungimento dell'obiettivo prefissato di "infortuni 0" (descritto nel dettaglio nella sezione "Forza lavoro propria – Salute e Sicurezza").

Le politiche in materia di diversità in merito alla composizione del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale forniscono indicazioni in merito alla rappresentanza di genere, di età e di anzianità professionale dei componenti degli organi sociali.

Gli attuali organi sociali sono composti come segue:

Responsabilità e ruolo

Nell'ambito del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, il Consiglio di Amministrazione, con il supporto del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità:

  • definisce le linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi in coerenza con le strategie della società e ne valuta l'adeguatezza e l'efficacia;
  • nomina e revoca il responsabile della funzione di Internal Audit e approva il piano di audit predisposto;
  • valuta l'opportunità di adottare misure per garantire l'efficacia e l'imparzialità delle funzioni aziendali che risultano coinvolte nel sistema dei controlli;
  • approva, con cadenza almeno annuale, il piano di lavoro predisposto dal responsabile della funzione di Internal Audit, sentito il Collegio Sindacale e l'Amministratore Delegato;
  • nomina l'organismo di vigilanza ai sensi del D.Lgs. 231/2001;
  • valuta, sentito il Collegio Sindacale, i risultati esposti dal revisore legale nell'eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione aggiuntiva indirizzata al Collegio Sindacale;
  • illustra, nella relazione sul governo societario, le principali caratteristiche del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e le modalità di coordinamento tra i soggetti in esso coinvolti, esprime la propria valutazione complessiva sull'adeguatezza del sistema stesso e dà conto delle scelte effettuate in merito alla composizione dell'organismo di vigilanza.

Con il supporto delle funzioni di controllo e con l'attività di amministrazione dei rischi svolta dall'Internal Audit, il management indirizza le attività di gestione dei rischi inclusi quelli che possono assumere rilievo nell'ottica della sostenibilità.

Sulla base delle informazioni ricevute, gli organi di amministrazione, direzione e controllo e l'alta dirigenza controllano la definizione e l'avanzamento degli obiettivi connessi agli impatti, ai rischi e alle opportunità rilevanti.

|| GOV-2

Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate

Gli organi di amministrazione, direzione e controllo sono periodicamente informati dell'andamento delle tematiche relative alla sostenibilità. Questo permette ai membri di tali organi di tenere in considerazione i risultati dei processi svolti o in essere nello svolgimento delle proprie funzioni. Durante gli appuntamenti svoltisi durante l'anno, il processo di analisi di doppia rilevanza è stato supervisionato e approvato dagli organi amministrativi in tutte le sue fasi, terminando con la presentazione di tutti gli impatti, i rischi e le opportunità risultati rilevanti.

Il Consiglio fornisce le linee di indirizzo agli assetti organizzativi affinché l'azienda si doti di opportune strategie e processi decisionali per gestire opportunamente impatti, rischi e opportunità rilevanti.

In particolare, per quanto riguarda impatti, rischi e opportunità legati al clima, questi influenzano la nostra strategia aziendale. La valutazione dei rischi ha portato a una profonda comprensione del fatto che il coinvolgimento dei clienti e dell'intera catena del valore è fondamentale per l'attuazione della nostra roadmap di decarbonizzazione, descritta al capitolo E1-1, "Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici".

In riferimento al tema della sicurezza sul lavoro, il gruppo, tramite apposita politica, si è posto l'obiettivo di azzerare infortuni e malattie professionali. Ogni tre mesi il Consiglio di Amministrazione esamina i dati relativi agli infortuni di gruppo al fine di un costante monitoraggio e riduzione degli stessi. Dettagli sulla nostra politica di Salute e Sicurezza sono presentati alla sezione "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza".

Infine, per gestire eventuali impatti, rischi ed opportunità in ambito di etica del business, il Consiglio di Amministrazione ha approvato un Codice di Condotta che definisce i principi generali di comportamento, a cui tutte le società del gruppo, italiane ed estere, devono conformarsi. Inoltre, il 7 febbraio 2025, il Consiglio ha approvato anche il nuovo Codice anticorruzione, come descritto al capitolo G1-1, "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva".

|| GOV-3

Integrazione delle prestazioni di sostenibilità nei sistemi di incentivazione

Buzzi utilizza sistemi di incentivazione e politiche di remunerazione collegati anche a questioni di sostenibilità.

Il Consiglio di Amministrazione approva annualmente la Politica della società in materia di remunerazione dei componenti degli organi di amministrazione, direzione e controllo e degli altri dirigenti con responsabilità strategiche (DRS), individuati nell'Amministratore Delegato, nel Direttore Generale e nel Chief Technology Officer.

La Politica di Remunerazione di Buzzi ha l'obiettivo di attrarre, trattenere e motivare persone qualificate e dotate di capacità e qualità professionali adeguate alle esigenze del gruppo, oltre che di favorire il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità della società in coerenza con la strategia industriale.

Tali obiettivi sono perseguiti anche sulla base di piani di incentivazione a breve e a lungo termine.

I piani di incentivazione sono rivolti agli amministratori esecutivi e ai DRS, mentre gli amministratori non esecutivi e i componenti del Collegio Sindacale hanno una remunerazione stabilita solo in una componente fissa, senza previsione di una componente variabile legata a schemi di incentivazione.

Con riferimento alla componente variabile di breve termine dei piani di incentivazione, il meccanismo Management by Objectives (MBO) prevede l'assegnazione di obiettivi annualmente prefissati di natura economico-finanziaria, legati a parametri ESG e individuali. Nel 2024 per i DRS gli obiettivi di natura non economico-finanziaria sono legati all'andamento dell'indice infortunistico LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) di gruppo.

Per i soli DRS è prevista un'ulteriore componente variabile di lungo periodo (Long Term Incentive Plan LTI 2024-2026) legata al raggiungimento di specifici livelli di riduzione delle emissioni dirette nette di CO2 di gruppo al 31 dicembre 2026.

Per l'MBO 2024 dei DRS, gli obiettivi di sostenibilità legati all'indice LTIFR possono pesare ciascuno fino ad un massimo del 15% sul totale della remunerazione variabile.

Per l'obiettivo del piano a lungo termine, l'obiettivo di riduzione delle emissioni pesa il 30% rispetto al totale della quota variabile dei piani di lungo periodo.

|| GOV-4

Dichiarazione sul dovere di diligenza

Buzzi riconosce l'importanza di svolgere processi di dovuta diligenza relativamente a impatti ambientali e sociali lungo la sua catena del valore, per assicurarsi che i possibili impatti negativi siano identificati e prontamente gestiti, mentre quelli positivi possano essere adeguatamente valorizzati. La dovuta diligenza è un processo continuo che può innescare cambiamenti nella strategia, nel modello di business, nelle relazioni commerciali e nelle attività.

Il risultato del nostro processo di dovuta diligenza in relazione alla valutazione di doppia rilevanza è descritto al capitolo IRO-1, "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti". Il dettaglio di come altri processi di dovuta diligenza siano incorporati nelle nostre attività è riportato nei capitoli di relativa competenza.

La tabella seguente illustra i processi specifici e la loro collocazione nella rendicontazione di sostenibilità.

Elementi chiave del processo di dovuta diligenza Sezione
Integrazione della dovuta diligenza nella governance, nella strategia e
nel modello di business
ESRS 2 GOV-2
ESRS 2 SBM-3
Coinvolgimento dei portatori di interesse coinvolti nelle fasi chiave del
processo di dovuta diligenza
ESRS 2 SBM-2
ESRS 2 IRO-1
Individuazione e valutazione degli impatti negativi ESRS 2 SBM-2; SBM-3
ESRS 2 IRO-1
Adozione di misure per mitigare gli impatti negativi ESRS 2 MDR-A
E1-1; E1-3; E2-2; E3-2;
E4-3; E5-2;
S1-4; S2-4
Monitoraggio dell'efficacia delle azioni e comunicazione ESRS 2 GOV-2
ESRS 2 SBM-2
ESRS 2 MDR-T
E1-4
S1-5

Buzzi è consapevole che i propri impatti sull'ambiente hanno potenziali ripercussioni sulle comunità locali, pur non risultando il tema S3 "Comunità interessate" rilevante. Riteniamo che la nostra rendicontazione riguardo i temi ambientali identificati dagli ESRS sia sufficiente a soddisfare le esigenze informative di tutti gli stakeholder, incluse le comunità locali. Inoltre, l'azienda si è dotata di una politica di Stakeholder Engagement per tenere in considerazione le opinioni di tutti gli stakeholder e, in particolare, delle comunità locali dove l'azienda opera, come descritto al capitolo SBM-2, "Interessi e opinioni dei portatori di interessi".

|| GOV-5

Gestione del rischio e controlli interni sulla rendicontazione di sostenibilità

Buzzi sta integrando sempre di più i processi del reporting di sostenibilità nei processi e nei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno.

Nel 2024 abbiamo svolto un'analisi insieme a un partner specializzato con l'obiettivo, tra gli altri, di individuare i potenziali rischi a cui il processo di rendicontazione di sostenibilità può essere esposto per poter confermare ed eventualmente integrare le procedure di controllo già in essere.

Lo studio ha previsto diverse fasi:

  • analisi delle procedure interne e mappatura del processo attraverso interviste dirette;
  • individuazione e valutazione dei rischi;
  • identificazione delle procedure di controllo in essere ed eventuale predisposizione di ulteriori verifiche.

In base all'entità e alla probabilità di accadimento, i rischi individuati sono stati valutati e prioritizzati.

I controlli confermati e/o progettati nell'ambito di questa analisi sono stati assegnati ai rispettivi titolari del controllo (control owners) e integrati nel quadro di controllo interno del gruppo.

I potenziali rischi legati al processo di rendicontazione di sostenibilità riguardano la continua evoluzione di normative e standard vigenti e la conseguente raccolta dati. Per gestire questi ed eventuali altri rischi, la società si è dotata di una procedura interna valida a livello di gruppo che definisce responsabilità, ruoli, compiti e processi per la redazione dell'informativa di sostenibilità. Tale procedura, riaggiornata per recepire le modifiche normative previste dal D. Lgs. 125/2024 e le risultanze dell'analisi precedentemente illustrata, prevede che la Direzione Sostenibilità monitori centralmente le informative richieste dagli standard e inneschi il processo di raccolta dei dati necessari con il contributo locale e regionale delle funzioni competenti.

La procedura inoltre prevede che l'attività di controllo interno sia strutturata in 3 livelli:

  • controllo delle funzioni locali, che accertano la completezza, l'accuratezza e la consistenza dei dati forniti;
  • controllo delle funzioni centrali, che analizzano le variazioni dei dati rispetto ai periodi precedenti per intercettare e correggere eventuali incorrettezze;
  • controlli della funzione Internal Audit, che svolgono controlli sul processo e sulle metodologie, sia a livello locale che centrale, per valutare l'efficacia operativa dei processi di controllo.

Successivamente, nella sua attività di supporto al Consiglio di Amministrazione, il Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, monitora i processi di rendicontazione di sostenibilità, inclusi piani per miglioramenti, i rischi, i controlli interni e la loro efficacia operativa. In particolare:

  • valuta l'idoneità dell'informazione periodica, finanziaria e non finanziaria, a rappresentare correttamente il modello di business, le strategie della società e del gruppo, l'impatto delle attività aziendali e le performance conseguite;
  • esamina le tematiche rilevanti per la predisposizione e redazione della rendicontazione di sostenibilità e, in particolare, la sua idoneità a consentire la comprensione dell'impatto dell'impresa sulle questioni di sostenibilità e la comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull'andamento dell'impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione finanziaria (come descritto anche nella sezione Informazioni generali, GOV-2);
  • esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali.

In particolare, per quanto riguarda la valutazione di doppia rilevanza, i membri del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità hanno supervisionato direttamente l'intero processo a garanzia che questo fosse conforme alle indicazioni dello standard.

Inoltre, a novembre 2024 il Consiglio, in conformità alle disposizioni transitorie di cui al D.Lgs. n. 125/2024, ha nominato il dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità.

STRATEGIA

|| SBM-1

Strategia, modello aziendale e catena del valore

Il gruppo Buzzi, fin dalla sua fondazione avvenuta a inizio del secolo scorso, è attivo nella produzione, distribuzione e vendita di leganti idraulici, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. L'ampia gamma di prodotti a catalogo, la capillare assistenza tecnica e gli assidui investimenti in ricerca e sviluppo consentono al gruppo di posizionarsi come azienda leader nei mercati di riferimento, capace di soddisfare un vastissimo spettro di esigenze, da quelle tipiche dei grandi manufatti strutturali fino alle applicazioni di nicchia ad elevato contenuto tecnologico.

Il gruppo Buzzi è presente con asset produttivi in 13 paesi, 10 dei quali inclusi nel perimetro di consolidamento, compresa la Russia, per la quale dal 2022 il gruppo ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative. Nel 2024 sono avvenuti cambiamenti nel perimetro consolidato di gruppo, con l'acquisizione di nuovi stabilimenti in Brasile e la cessione di quelli in Ucraina. Maggiori dettagli sono presentati alla nota 5 del bilancio consolidato. Dopo tali variazioni societarie, a fine 2024 il gruppo conta 10.061 dipendenti. Informazioni sulla ripartizione per area geografica al capitolo S1-6, "Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa".

La nota 6 della relazione finanziaria consolidata illustra i ricavi netti del gruppo suddivisi per linea di business.

Le strategie del gruppo sono orientate, ormai da tempo, alla crescente importanza degli obiettivi di sostenibilità tra cui:

  • la riduzione delle emissioni di CO2 per il raggiungimento di emissioni nette pari a zero entro il 2050 nei nostri impianti;
  • l'azzeramento degli infortuni e delle malattie lavoro-correlate di tutti i lavoratori che operano nei siti del gruppo, quindi includendo anche una parte dei lavoratori della catena del valore.

Maggiori dettagli sono riportati nei capitoli "Cambiamenti climatici" e "Forza lavoro propria – Salute e Sicurezza".

Inoltre, il gruppo ha come obiettivo il coinvolgimento delle comunità locali nelle aree dove opera, per creare rapporti di fiducia, basati sul rispetto reciproco, sul partenariato attivo, sulla trasparenza e sulla collaborazione nel lungo periodo. Maggiori dettagli su come questa sia applicata e i risultati ottenuti sono riportati nella sezione SBM-2, "Interessi e opinioni dei portatori di interessi".

Per raggiungere tali obiettivi, il gruppo si è dotato di diverse politiche, ciascuna delle quali è associabile a uno o più dei 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile ed evidenzia il contributo concreto di Buzzi all'Agenda 2030.

La nostra catena del valore, illustrata nella pagina seguente, mostra quali sono i principali flussi di risorse in entrata e in uscita dalle nostre attività improntate alla produzione di cemento, calcestruzzo e aggregati. In coerenza con la nota 9 e la nota 10 della relazione finanziaria, si evidenzia come le principali risorse in entrata siano le materie prime e i materiali di consumo, l'energia elettrica, i combustibili ed altre merci e prodotti finiti, e i servizi come il trasporto e le attività di manutenzione negli impianti.

Per quanto riguarda le materie prime (ad esempio il calcare per la produzione cemento o gli aggregati per il calcestruzzo), queste sono generalmente ottenute da nostre cave. Inoltre, laddove possibile, sono utilizzati anche prodotti di scarto derivanti da altri processi industriali o da demolizione.

A valle della produzione, i nostri prodotti sono destinati ai produttori di manufatti in calcestruzzo oltre che ad aziende terze dedicate al calcestruzzo preconfezionato, alla rivendita e commercializzazione, o direttamente alle aziende di costruzione per la messa in opera del materiale.

In questa fase i nostri tecnici forniscono anche consulenza di esperti, in particolare per quanto riguarda l'attuazione di soluzioni sostenibili.

[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ] 46

I dati e le informazioni riferiti alla catena del valore a monte o a valle delle nostre attività sono dettagliati nelle relative Specifiche di rendicontazione descritte in ciascuna sezione.

Informazioni sul coinvolgimento dei portatori di interesse a livello di tutta la catena del valore sono riportate nei capitoli seguenti.

|| SBM-2

Interessi e opinioni dei portatori di interessi

Nel 2018 abbiamo pubblicato la nostra politica di Stakeholder Engagement, disponibile nella sezione Sostenibilità del sito web, evidenziando l'importanza riconosciuta alla costruzione e al mantenimento di rapporti di fiducia e collaborazione con i propri stakeholder. Lo scopo delle attività di engagement è di agevolare le interazioni tra l'azienda e i suoi stakeholder, affinché diventino opportunità di crescita e arricchimento reciproco e, allo stesso tempo, favoriscano la riduzione di eventuali conflitti o incomprensioni, pregresse o in essere. Il coinvolgimento degli stakeholder è fondamentale per favorire il raggiungimento degli obiettivi aziendali e per generare valore per la comunità. Per creare rapporti di fiducia con gli stakeholder occorre conoscerli, comprenderne le aspettative e le preoccupazioni, ascoltarne le istanze, fornire riscontri e incoraggiarne il coinvolgimento.

Le principali categorie di portatori di interesse per Buzzi sono dipendenti, fornitori, clienti, comunità e organizzazioni locali, investitori e associazioni di settore.

Nell'ambito dell'analisi di doppia rilevanza, per la valutazione degli impatti legati alla sostenibilità, sono state consultate varie categorie di portatori di interessi coinvolti direttamente o attraverso loro rappresentanti. Il risultato dell'analisi è stato utilizzato per la determinazione delle questioni di sostenibilità rilevanti ai fini della rendicontazione. Al capitolo GOV-2, "Informazioni fornite agli organi di amministrazione, direzione e controllo dell'impresa e questioni di sostenibilità da questi affrontate" viene descritto come il punto di vista degli stakeholder riguardo a impatti, rischi e opportunità sia stato portato a conoscenza del Consiglio di Amministrazione e del Collegio sindacale.

Nella tabella che segue vengono illustrati alcuni esempi di collaborazione con i principali portatori di interessi della nostra azienda.

Categoria di
Stakeholder
Organizzazione del
coinvolgimento
Scopo del coinvolgimento Esempi di risultati
Dipendenti -
Questionari
-
Consultazione con
rappresentanti dei
lavoratori
-
Formazione
-
Eventi negli impianti
produttivi
-
Valutazione della rilevanza degli
impatti
-
Considerazione delle necessità
dei lavoratori
-
Creazione di un ambiente
lavorativo inclusivo e sostenibile
-
Identificazione degli
impatti rilevanti
-
Crescita aziendale e
personale
Fornitori -
Questionari
-
Condivisione dei valori
del Codice di Condotta
-
Qualifica
-
Valutazione della rilevanza degli
impatti
-
Collaborazione nel lungo
periodo
-
Identificazione degli
impatti rilevanti
-
Selezione consapevole
dei fornitori
Clienti -
Questionari
-
Campagne di
comunicazione
-
Valutazione della rilevanza degli
impatti
-
Favorire la conoscenza di nuovi
prodotti più sostenibili
-
Identificazione degli
impatti rilevanti
-
Reciproca
consapevolezza di
necessità e sforzi
Comunità e
organizzazioni
locali
-
Questionari
-
Visite ed eventi nelle sedi
dell'azienda
-
Collaborazione e progetti
per la reciproca crescita
-
Valutazione della rilevanza
dell'impatto
-
Affrontare preoccupazioni e
domande della comunità
-
Creare rapporti di fiducia
-
Programmi rilevanti nel
100% delle cementerie
a ciclo completo
-
Identificazione degli
impatti rilevanti
-
Opportunità di crescita
e arricchimento
reciproco
Investitori -
Incontri e presentazioni
-
Comunicati stampa
-
Roadshow
-
Comprendere le aspettative
-
Attrarre investitori responsabili
-
Favorire la trasparenza
-
Miglioramento dei
rating ESG
-
Risposte alle domande
degli investitori
Associazioni
di settore
-
Partecipazione a gruppi
di lavoro
-
Partecipazione a
workshop e corsi
-
Favorire iniziative e programmi
comuni
-
Sviluppare standard di settore
-
Linee guida settoriali in
ambito di sostenibilità
Natura
(stakeholder
silente)
-
Interviste a professori
universitari
-
Valutazione della rilevanza degli
impatti
-
Identificazione degli
impatti rilevanti

|| SBM-3

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Con il processo di valutazione della doppia rilevanza, descritto al capitolo IRO-1, "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti", abbiamo identificato gli impatti rilevanti sull'ambiente e le persone (rilevanza dell'impatto) e i rischi e le opportunità finanziarie per l'azienda (rilevanza finanziaria) legati a temi di sostenibilità.

I risultati dei due processi sono stati analizzati complessivamente, ottenendo in totale 24 IRO (impatti, rischi e opportunità), afferenti a 8 dei 10 temi di sostenibilità identificati negli ESRS. Una tabella riassuntiva del risultato è riportata a seguire.

TEMA ESRS IMPATTI
POSITIVI
IMPATTI
NEGATIVI
RISCHI OPPORTUNITÀ RILEVANTE AI FINI DELLA
RENDICONTAZIONE DI
SOSTENIBILITÀ
E1 Cambiamenti
climatici
E2 Inquinamento
E3 Acque e risorse
marine
E4 Biodiversità ed
ecosistemi
E5 Economia
circolare
S1 Forza lavoro
propria
S2 Lavoratori nella
catena del valore
S3 Comunità
interessate
S4 Consumatori e
utilizzatori finali
G1 Condotta delle
imprese

Overview dei temi rilevanti per Buzzi

Le tabelle seguenti riportano impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti dall'analisi di doppia rilevanza. Per ciascuno di essi è specificato il tema ESRS associato, corrispondente alla sezione della rendicontazione di sostenibilità in cui trovare maggiori informazioni, e il sottotema.

In aggiunta, per ogni IRO è riportato dove questo si verifica nella catena del valore: upstream (❮◆❯), gruppo Buzzi (❮◆❯), downstream (❮◆❯).

Gli impatti possono essere effettivi o potenziali, come indicato nelle tabelle seguenti. I rischi e le opportunità risultati rilevanti sono tutti potenziali sul lungo periodo.

Maggiori informazioni su impatti, rischi e opportunità e su come questi vengono gestiti sono riportate nelle sezioni "Ambiente", "Sociale", "Governance".

Buzzi è consapevole che i propri impatti sull'ambiente hanno potenziali ripercussioni sulle comunità locali, pur non risultando il tema S3 "Comunità interessate" rilevante. Riteniamo che la nostra rendicontazione riguardo i temi ambientali identificati dagli ESRS sia sufficiente a soddisfare le esigenze informative di tutti gli stakeholder, incluse le comunità locali. Inoltre, l'azienda si è dotata di una politica di Stakeholder Engagement per tenere in considerazione le opinioni di tutti gli stakeholder e, in particolare, delle comunità locali dove l'azienda opera, come descritto al capitolo SBM-2, "Interessi e opinioni dei portatori di interessi".

IMPATTI POSITIVI RILEVANTI

IMPATTO EFFETTIVO /
POTENZIALE
ORIZZONTE
TEMPORALE
CATENA DEL
VALORE
TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Contributo agli obiettivi di
riduzione del riscaldamento
globale secondo gli Accordi di
Parigi (2015)
effettivo - ❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici
66
Incentivare l'economia circolare
aumentando l'uso di
sottoprodotti e rifiuti come
materie prime, componenti o
combustibili alternativi (compresi
i rifiuti da demolizione)
effettivo - ❮◆❯ Economia
circolare
Afflussi di
risorse,
compreso l'uso
delle risorse
103
Condivisione dei valori aziendali
con tutti gli stakeholder
effettivo - ❮◆❯ Condotta delle
imprese
Cultura
d'impresa
123
Aumento della consapevolezza e
della cultura della sicurezza nei
propri lavoratori
effettivo - ❮◆❯ Forza lavoro
propria
Condizioni di
lavoro
117
Garantire la continuità operativa
e un'occupazione sicura per i
lavoratori
effettivo - ❮◆❯ Forza lavoro
propria
Condizioni di
lavoro
108
Rispetto dei diritti umani in tutti i
paesi dove l'azienda opera, al di
là di leggi e pratiche locali
effettivo - ❮◆❯ Forza lavoro
propria
Parità di
trattamento e di
opportunità per
tutti
108
Sviluppo e condivisione di buone
pratiche del settore (es. piani di
decarbonizzazione, buone
pratiche sulla sicurezza)
effettivo - ❮◆❯ Condotta delle
imprese
Impegno
politico e attività
di lobbying
123

IMPATTI NEGATIVI RILEVANTI

IMPATTO EFFETTIVO /
POTENZIALE
ORIZZONTE
TEMPORALE
CATENA DEL
VALORE
TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Emissioni di CO2 in atmosfera effettivo - ❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici
66
Emissioni di SO2, NOx e
microinquinanti in atmosfera
effettivo - ❮◆❯ Inquinamento Inquinamento
dell'aria
91
Elevato consumo di energia a
causa del processo produttivo
energivoro
effettivo - ❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Energia 66
Riduzione della disponibilità di
materie prime naturali a livello
locale o globale a causa del
limitato uso di materiali
alternativi
Potenziale lungo
termine
❮◆❯ Economia
circolare
Afflussi di
risorse,
compreso l'uso
delle risorse
102
Cambiamento di uso del suolo
con diminuzione della
biodiversità e peggioramento
degli ecosistemi (degrado del
suolo, desertificazione o
impermeabilizzazione del suolo)
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Biodiversità ed
ecosistemi
Fattori di
impatto diretto
sulla perdita di
biodiversità
99
Prelievi idrici in aree a stress
idrico
effettivo - ❮◆❯ Acqua e risorse
marine
Acqua e risorse
marine
95
Emissioni di polveri in atmosfera effettivo - ❮◆❯ Inquinamento Inquinamento
dell'aria
91

OPPORTUNITÀ RILEVANTI

OPPORTUNITÀ EFFETTIVO /
POTENZIALE
ORIZZONTE
TEMPORALE
CATENA DEL
VALORE
TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Collaborazioni e partnership
per la sostenibilità nel settore
delle costruzioni
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
66
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici
Aumento della domanda di
nuove infrastrutture per
sostenere la crescita
dell'urbanizzazione
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Adattamento ai
cambiamenti
climatici
66
Mitigazione dei
cambiamenti
climatici
Valorizzare l'economia
circolare e l'utilizzo dei
materiali di scarto
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Economia
circolare
Afflussi di risorse,
compreso l'uso delle
risorse
103
Investimenti nelle energie
rinnovabili per ridurre i costi
energetici
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Energia 66

RISCHI RILEVANTI

RISCHI EFFETTIVO /
POTENZIALE
ORIZZONTE
TEMPORALE
CATENA DEL
VALORE
TEMA SOTTOTEMA PAGINA
Aumento degli eventi
meteorologici estremi dovuti
al cambiamento climatico, con
potenziali danni agli impianti
e/o riduzione della loro
operatività
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Adattamento ai
cambiamenti climatici
66
Rischio di mancato
raggiungimento degli obiettivi
di decarbonizzazione a causa
di fattori esterni e/o
limitazioni tecnologiche, con
potenziale aggiunta di danno
reputazionale
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
66
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Adattamento ai
cambiamenti climatici
66
Scarsità di materie prime
(naturali/alternative) e acqua
Economia
circolare
Afflussi di risorse,
compreso l'uso delle
risorse
103
Rischio che le aziende della
nostra filiera non attirino,
motivino e trattengano
persone qualificate
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Condizioni di lavoro 108
Forza lavoro
propria
Parità di trattamento e
di opportunità per tutti
(Formazione e sviluppo
delle competenze)
Condizioni di lavoro
Lavoratori
nella catena
del valore
Parità di trattamento e
di opportunità per tutti
(Formazione e sviluppo
delle competenze)
121
Rischi connessi all'adozione di
normative per la riduzione
delle emissioni di CO2 al di
fuori della UE
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
Mitigazione dei
climatici
cambiamenti climatici
66
Concorrenza con le imprese
che producono al di fuori dei
paesi soggetti a EU ETS
potenziale lungo
termine
❮◆❯ Cambiamenti
climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
66

Le azioni attuate o programmate per far fronte a impatti, rischi e opportunità rilevanti sono descritte nei seguenti capitoli tematici, insieme a come sono integrate nella strategia aziendale.

Come specificato alla nota 4 del bilancio consolidato, ad oggi non si evidenziano effetti finanziari significativi da riportare in bilancio legati ai rischi e alle opportunità identificate come rilevanti dal processo di doppia rilevanza. Inoltre, non sono emersi rischi significativi di svalutazioni o aggiustamenti nel prossimo esercizio, dei valori contabili degli attivi e delle passività riportati nel bilancio consolidato.

In aggiunta, il management ritiene che le strategie e l'organizzazione dell'azienda siano in grado di assicurare la necessaria resilienza alle sollecitazioni derivanti da impatti, di contenere i rischi e di cogliere le opportunità, così come descritto nelle rispettive sezioni del documento attraverso l'attuazione, laddove necessario, di politiche, azioni e target.

Gli effetti finanziari attesi possono non essere quantificati per il primo anno di applicazione della CSRD (phased-in), in conformità con l'appendice C – ESRS 1.

Variazioni di IRO rilevanti rispetto all'anno precedente

La valutazione della rilevanza secondo gli standard GRI teneva in considerazione solo gli impatti dell'azienda su persone e ambiente.

Con l'introduzione dei nuovi standard europei, l'analisi deve essere svolta secondo il principio della doppia rilevanza: il punto di vista della valutazione di materialità dell'impatto si è spostato da "impatti delle imprese sull'economia, l'ambiente e le persone" a "impatto dell'impresa sull'ambiente e sulle persone", ed è stato introdotto il punto di vista finanziario, dei rischi e opportunità a cui l'azienda può essere esposta su tematiche di sostenibilità. Inoltre, anche la classificazione dei temi risulta cambiata. Per questi e altri motivi, la valutazione della rilevanza è variata considerevolmente rispetto agli ultimi anni, sebbene le questioni di sostenibilità risultate rilevanti siano state per lo più confermate.

GESTIONE DEGLI IMPATTI, DEI RISCHI E DELLE OPPORTUNITÀ

|| IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti

Un elemento chiave nella preparazione della rendicontazione di sostenibilità secondo le richieste dei nuovi standard europei è l'analisi di doppia rilevanza: per identificare impatti, rischi e opportunità rilevanti, abbiamo progettato e sviluppato un processo sequenziale, definendo metodologie di aggregazione e calcolo e identificando soglie di rilevanza così come indicato dalla linea guida EFRAG IG-1 Materiality Assessment.

Il punto di partenza è stata l'analisi di materialità d'impatto svolta per la pubblicazione del bilancio di sostenibilità 2022, basata per la prima volta sulla valutazione degli impatti dell'azienda sull'economia, sull'ambiente e sulle persone da un punto di vista unicamente esterno (inside-out). Alla fine del 2023, la lista degli impatti è stata aggiornata per prepararsi all'entrata in vigore degli ESRS, mantenendo la conformità agli Standard GRI ancora adottati per il bilancio di sostenibilità 2023. Nel 2024, il processo per la valutazione degli impatti è stato ulteriormente aggiornato per includere il contributo diretto degli stakeholder, estendere la valutazione alla catena del valore e integrare l'analisi di rilevanza finanziaria (outside-in) per identificare rischi e opportunità rilevanti relativi a temi di sostenibilità. Per la valutazione finanziaria è stato utilizzato il sistema di gestione dei rischi già implementato dall'azienda ed utilizzato ai fini della rendicontazione finanziaria.

Nelle pagine seguenti vengono riportate informazioni dettagliate sui risultati della nostra valutazione della doppia rilevanza e sul processo applicato.

Estensione della valutazione di doppia rilevanza

Il processo seguito per l'individuazione di impatti, rischi e opportunità si è concentrato sulle due principali attività dell'azienda, ovvero produzione di cemento e di calcestruzzo, ed ha tenuto conto della catena del valore, con particolare attenzione a fornitori e clienti in rapporto diretto con essa (tier 1). Le aree geografiche del gruppo sono state prese in considerazione in modo da riflettere il loro peso specifico.

Coinvolgimento degli stakeholder

Per la valutazione di rilevanza degli impatti, sono stati coinvolti esperti interni all'azienda, esperti esterni e gruppi di stakeholder selezionati per categoria ed area geografica.

Le categorie di "portatori di interesse coinvolti" ("affected stakeholder") considerate sono state:

  • dipendenti, selezionati casualmente e divisi equamente per genere, età e categoria professionale;
  • fornitori, selezionati tra le principali categorie di materiali e servizi;
  • clienti, individuati per entrambi i business principali del gruppo;
  • comunità locali, rappresentate da pubbliche amministrazioni, ONG, scuole, etc.

Inoltre, sono stati intervistati esponenti del mondo universitario a rappresentare il punto di vista della natura definita stakeholder silente.

Maggiori dettagli sul coinvolgimento degli stakeholder al paragrafo "Processo di valutazione della rilevanza dell'impatto".

Per la rilevanza finanziaria è stato coinvolto un ampio gruppo di manager, sia in sede che nelle società operative, a cui è stata chiesta una valutazione dei rischi e delle opportunità per l'azienda. Maggiori dettagli al capitolo SBM-2, "Interessi e opinioni dei portatori d'interessi".

Determinazione dei fattori di calcolo e delle soglie

La metodologia adottata, approvata dal Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, ha previsto l'individuazione e l'applicazione dei criteri presentati di seguito.

Impatti

La quantificazione degli impatti è avvenuta combinando insieme i seguenti fattori:

  • entità: quantificazione dell'effetto benefico o della gravità dell'impatto data dalle valutazioni degli esperti interni e degli stakeholder esterni;
  • portata: diffusione degli impatti valutata considerandone l'estensione (impatto locale o globale) e la diffusione (percentuale di stakeholder che individua tale impatto);
  • probabilità di accadimento: fattore individuato solo per gli impatti potenziali, considerati come poco probabili, probabili o molto probabili;
  • natura irrimediabile: fattore valutato solo per gli impatti negativi rappresentante la possibilità di porre rimedio ad essi in tempi brevi;
  • impatto sui diritti umani: nel caso di impatti potenziali negativi sui diritti umani, la probabilità di accadimento è stata considerata massima, equiparando l'impatto potenziale ad uno effettivo e dando di fatto priorità a portata ed entità.

Ai risultati finali della suddetta quantificazione, sono state applicate specifiche soglie di rilevanza, individuate in modo tale da garantire:

  • una congrua selezione tra impatti rilevanti e non rilevanti;
  • un giusto equilibrio tra aspetti positivi e negativi;
  • coerenza e continuità di informazione con quanto riportato nei precedenti Bilanci di Sostenibilità.

Rischi e Opportunità

Nella determinazione della rilevanza dei rischi abbiamo tenuto in considerazione i seguenti fattori, prima delle misure di mitigazione:

  • effetto finanziario del rischio sull'azienda, valutato in modo quantitativo per i rischi a brevemedio termine e in modo qualitativo per i rischi a lungo termine.
  • probabilità di accadimento, valutata in modo qualitativo su una scala da 1 (molto bassa) a 5 (molto alta).

Per la rilevanza delle opportunità, la valutazione si è basata sulle seguenti grandezze qualitative:

  • effetto finanziario, indicato su una scala da 1 (trascurabile) a 5 (molto importante),
  • probabilità di accadimento, espressa con un valore da 1 (molto bassa) a 5 (molto alta).

Per i rischi a breve-medio termine è stata individuata una soglia quantitativa sulla base del fatturato totale del gruppo, mentre per i rischi a lungo termine e le opportunità è stata utilizzata una matrice di effetto finanziario e probabilità per individuare quelli rilevanti.

Processo di valutazione della rilevanza dell'impatto

Il processo di valutazione della rilevanza degli impatti è stato sviluppato come segue:

  1. Individuazione degli impatti

Gli impatti sono stati individuati dalla Direzione Sostenibilità a partire dalla lista di questioni di sostenibilità indicate dallo standard ESRS, analizzando il contesto aziendale con l'integrazione di informazioni provenienti da varie fonti (quali, ad esempio, Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi, articoli su giornali e sul web, consultazione e documentazione interna). A seguito del processo è stata ottenuta una lista di impatti positivi o negativi, attuali o potenziali da valutare per la loro rilevanza.

  1. Prima fase di coinvolgimento degli stakeholder (esperti interni ed esterni)

Gli impatti sono stati valutati per entità e portata attraverso il coinvolgimento di esperti interni ed esterni, in grado di rappresentare il punto di vista delle diverse categorie di stakeholder riguardo agli impatti stessi, le cui specificità non sono sempre note al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori: ciascun impatto è stato valutato, durante interviste guidate dalla Direzione Sostenibilità, da un gruppo di esperti, omogeneo in termini di rappresentanza degli stakeholders e di area di provenienza. Una fase successiva di peer-review ha permesso un ulteriore controllo della valutazione.

    1. Seconda fase di coinvolgimento degli stakeholder Gli stakeholder selezionati per categoria ed area geografica sono stati intervistati direttamente tramite questionari riguardo ai temi di sostenibilità su cui l'azienda ha o potrebbe avere un impatto molto positivo o molto negativo.
    1. Determinazione dei fattori di calcolo Entità e portata di ciascun impatto sono stati calcolati attraverso la combinazione delle risultanze ottenute dalle precedenti fasi di coinvolgimento degli stakeholder. Gli altri fattori (probabilità di accadimento, natura irrimediabile e impatto sui diritti umani) sono stati valutati internamente dalla Direzione Sostenibilità. Per maggiori informazioni vedere il paragrafo precedente, "Determinazione dei fattori di calcolo e delle soglie".
  • Valutazione finale e prioritizzazione Per ciascun impatto, i fattori descritti nel capitolo "Determinazione dei fattori di calcolo" sono stati aggregati in un tool per calcolare un "valore di rilevanza" sulla base del quale è stata

effettuata la prioritizzazione degli impatti. Gli impatti il cui valore di rilevanza superasse la soglia di significatività definita sono stati ritenuti rilevanti.

Processo di valutazione della rilevanza finanziaria

La valutazione della rilevanza finanziaria ha evidenziato i rischi e le opportunità rilevanti, in relazione a temi di sostenibilità, per l'azienda e la sua catena del valore. Il processo è stato sviluppato come segue:

    1. Raccolta di rischi e opportunità con il sistema ERM (Enterprise Risk Management) Il sistema di gestione dei rischi ERM è stato implementato per rendere tale strumento adatto alla raccolta e all'identificazione di rischi e opportunità a breve, medio e lungo termine relativamente a questioni di sostenibilità. Nel processo sono stati coinvolti i manager di varie direzioni, molti dei quali già coinvolti nel processo di identificazione degli impatti dell'azienda.
    1. Individuazione di rischi e opportunità relativi a temi di sostenibilità A partire dall'intera lista di rischi e opportunità identificati, la Direzione Sostenibilità ha individuato quali fossero relativi a temi di sostenibilità, associandoli a temi e sottotemi ESRS.
    1. Raggruppamento di rischi e opportunità in cluster Rischi e opportunità identificati in diverse aree del gruppo sono stati raggruppati in cluster sulla base della tipologia, attraverso un'attività congiunta della Direzione Sostenibilità e della funzione Internal Audit.
    1. Valutazione della rilevanza

I rischi a breve-medio termine sono stati valutati in modo quantitativo, perciò l'effetto finanziario identificato, moltiplicato per la probabilità di accadimento, è stato confrontato con la soglia individuata rispetto al fatturato del gruppo.

I rischi a lungo termine e le opportunità sono stati valutati in modo qualitativo per l'effetto finanziario e la probabilità di accadimento. Questi fattori sono stati analizzati tramite una matrice di rischio, sulla base della quale è stata valutata la loro rilevanza.

Per maggiori informazioni vedere il capitolo "Determinazione dei fattori di calcolo".

Processo decisionale e procedure di controllo

Il Comitato e il Consiglio sono stati informati preventivamente dei cambiamenti richiesti nella valutazione della rilevanza dovuta all'entrata in vigore della nuova normativa.

Al termine del processo di valutazione della doppia rilevanza, i risultati, riportati al capitolo SBM-3, "Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale", sono stati presentati al Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità e approvati dal Consiglio di Amministrazione in data 7 Febbraio 2025.

|| IRO-2

Obblighi di informativa degli ESRS oggetto della dichiarazione sulla sostenibilità dell'impresa

La tabella seguente riporta tutti gli obblighi di informativa identificati nell'ESRS 2 e gli obblighi di informativa degli 8 standard tematici rilevanti per Buzzi, su cui è basata la presente rendicontazione di sostenibilità. Sulla base degli impatti, dei rischi e delle opportunità rilevanti individuati dal processo precedentemente presentato, ciascun obbligo di informativa è stato analizzato insieme ai relativi elementi di informazione per identificare le metriche rilevanti ai fini della rendicontazione.

Viene riportato anche per quali obblighi di informativa l'azienda si è avvalsa delle disposizioni transitorie (phased-in) e il riferimento a dove nel documento sono presentate le informazioni relative a ciascun obbligo di informativa rilevante.

Indice dei contenuti – Obblighi di informativa ESRS

ESRS 2 Informazioni Generali
Obblighi di informativa Pag.
Criteri per la redazione 37
BP-1 37
BP-2 37
Governance 38
GOV-1 38
GOV-2 41
GOV-3 42
GOV-4 42
GOV-5 43
Strategia 44
SBM-1 44
SBM-2 47
SBM-3 49
Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità 54
IRO-1 54
IRO-2 57
Standard tematici
Obblighi di informativa Rilevanza Pag.
ESRS E1 Cambiamenti climatici 66
GOV-3 73
E1-1 71
SBM-3 66
IRO-1 66
E1-2 70
E1-3 73
E1-4 75
E1-5 76
E1-6 79
E1-7 - -
E1-8 - -
E1-9 phased-in -
ESRS E2 Inquinamento 91
IRO-1 91
E2-1 91
E2-2 91
E2-3 92
E2-4 92
E2-5 - -
E2-6 phased-in -

ESRS E3 Acque e risorse marine 95
IRO-1 95
E3-1 95
E3-2 95
E3-3 95
E3-4 96
E3-5 phased-in -
ESRS E4 Biodiversità ed ecosistemi 99
SBM-3 99
IRO-1 99
E4-1 99
E4-2 99
E4-3 100
E4-4 100
E4-5 101
E4-6 phased-in -
ESRS E5 Uso delle risorse ed economia circolare 103
IRO-1 103
E5-1 103
E5-2 103
E5-3 104
E5-4 105
E5-5 - -
E5-6 phased-in -
ESRS S1 Forza lavoro propria 108
SBM-2 108
SBM-3 108
S1-1 110, 117
S1-2 109
S1-3 110
S1-4 111, 117
S1-5 112, 119
S1-6 112
S1-7 phased-in -
S1-8 114
S1-9 115
S1-10 - -
S1-11 phased-in -
S1-12 phased-in -
S1-13 115
S1-14 119
S1-15 phased-in -
S1-16 - -
S1-17 116

ESRS S2 Lavoratori nella catena del valore 121
SBM-2 121
SBM-3 121
S2-1 122
S2-2 121
S2-3 121
S2-4 122
S2-5 122
ESRS S3 Comunità interessate - -
ESRS S4 Consumatori e utilizzatori finali - -
ESRS G1 Condotta delle imprese 123
GOV-1 123
IRO-1 124
G1-1 124
G1-2 - -
G1-3 125
G1-4 126
G1-5 126
G1-6 - -

Elenco degli elementi d'informazione di cui ai principi trasversali e tematici derivanti da altri atti legislativi dell'UE

La tabella seguente include tutti gli elementi d'informazione derivanti da altri atti legislativi dell'UE, come elencati nell'appendice B dello standard ESRS 2, indicando se sono stati considerati rilevanti e dove possono essere trovati nella rendicontazione di sostenibilità.

In particolare, sono riportati i seguenti riferimenti ad altre normative:

  • SFDR Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR) (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1).
  • Pillar 3 Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 (regolamento sui requisiti patrimoniali) (GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1).
  • Regolamento sugli indici di riferimento Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1).
  • Normativa dell'UE sul clima: Regolamento (UE) 2021/1119 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 2021, che istituisce il quadro per il conseguimento della neutralità climatica e che modifica il regolamento (CE) n. 401/2009 e il regolamento (UE) 2018/1999 ("Normativa europea sul clima") (GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1).
informativa
Obbligo di
d'informazione
Elemento
SFDR Pillar 3 Regolamento sugli
indici di riferimento
Normativa dell'UE
sul clima
Rilevanza Pagina
ESRS 2
GOV-1
21 d) Diversità di genere nel consiglio 38
ESRS 2
GOV-1
21 e) Percentuale di membri indipendenti del
Consiglio di amministrazione
38
ESRS 2
GOV-4
30 Dichiarazione sul dovere di diligenza 42
ESRS 2
SBM-1
40 d) i Coinvolgimento in attività collegate ad
attività nel settore dei combustibili
fossili
- -
ESRS 2
SBM-1
40 d) ii Coinvolgimento in attività collegate alla
produzione di sostanze chimiche
- -
ESRS 2
SBM-1
40 d) iii Partecipazione ad attività connesse ad
armi controverse
- -
ESRS 2
SBM-1
40 d) iv Coinvolgimento in attività collegate alla
coltivazione e alla produzione di
tabacco
- -

informativa
Obbligo di
d'informazione
Elemento
SFDR Pillar 3 Regolamento sugli
indici di riferimento
Normativa dell'UE
sul clima
Rilevanza Pagina
ESRS
E1-1
14 Piano di transizione per conseguire la
neutralità climatica entro il 2050
71
ESRS
E1-1
16 g) Imprese escluse dagli indici di
riferimento allineati con l'accordo di
Parigi
71
ESRS
E1-4
34 Obiettivi di riduzione delle emissioni di
GES
75
ESRS
E1-5
38 Consumo di energia da combustibili
fossili disaggregato per fonte
76
ESRS
E1-5
37 Consumo di energia e mix energetico 76
ESRS
E1-5
40-43 Intensità energetica associata con
attività in settori ad alto impatto
climatico
76
ESRS
E1-6
44 Emissioni lorde di ambito 1, 2, 3 ed
emissioni totali di GES
79
ESRS
E1-6
53-55 Intensità delle emissioni lorde di GES 79
ESRS
E1-7
56 Assorbimenti di GES e crediti di
carbonio
- -
ESRS
E1-9
66 Esposizione del portafoglio dell'indice di
riferimento verso rischi fisici legati al
clima
- -
ESRS
E1-9
66 a), c) Disaggregazione degli importi monetari
per rischio fisico acuto e cronico e
Posizione delle attività significative a
rischio fisico rilevante
- -
ESRS
E1-9
67 c) Ripartizione del valore contabile dei suoi
attivi immobiliari per classi di efficienza
energetica
- -
ESRS
E1-9
69 Grado di esposizione del portafoglio a
opportunità legate al clima
- -
ESRS
E2-4
28 Quantità di ciascun inquinante che
figura nell'allegato II del regolamento E
PRTR emesso nell'aria, nell'acqua e nel
suolo
92

informativa
Obbligo di
d'informazione
Elemento
SFDR Pillar 3 Regolamento sugli
indici di riferimento
Normativa dell'UE
sul clima
Rilevanza Pagina
ESRS
E3-1
9 Acque e risorse marine 95
ESRS
E3-1
13 Politica dedicata - -
ESRS
E3-1
14 Sostenibilità degli oceani e dei mari - -
ESRS
E3-4
28 c) Totale dell'acqua riciclata e riutilizzata - -
ESRS
E3-4
29 Consumo idrico totale in m3 rispetto ai
ricavi netti da operazioni proprie
96
ESRS 2
IRO-1 –
E4
16 a) i Attività che incidono negativamente
sulle aree sensibili sotto il profilo della
biodiversità
99
ESRS 2
IRO-1 –
E4
16 b) Impatti negativi rilevanti per quanto
riguarda il degrado del suolo, la
desertificazione o
l'impermeabilizzazione del suolo
- -
ESRS 2
IRO-1 –
E4
16 c) Effetti su specie minacciate - -
ESRS
E4-2
24 b) Politiche o pratiche agricole/di utilizzo
del suolo sostenibili
- -
ESRS
E4-2
24 c) Pratiche o politiche di utilizzo del
mare/degli oceani sostenibili
- -
ESRS
E4-2
24 d) Politiche volte ad affrontare la
deforestazione
- -
ESRS
E5-5
37 d) Rifiuti non riciclati - -
ESRS
E5-5
39 Rifiuti pericolosi e rifiuti radioattivi - -
ESRS 2 –
SBM3 –
S1
14 f) Rischio di lavoro forzato - -

informativa
Obbligo di
d'informazione
Elemento
SFDR Pillar 3 Regolamento sugli
indici di riferimento
Normativa dell'UE
sul clima
Rilevanza Pagina
ESRS 2 –
SBM3 –
S1
14 g) Rischio di lavoro minorile - -
ESRS
S1-1
20 Impegni politici in materia di diritti
umani
110
ESRS
S1-1
21 Politiche in materia di dovuta diligenza
sulle questioni oggetto delle
convenzioni fondamentali da 1 a 8
dell'ILO
- -
ESRS
S1-1
22 Procedure e misure per prevenire la
tratta di esseri umani
110
ESRS
S1-1
23 Politica di prevenzione o sistema di
gestione degli infortuni sul lavoro
117
ESRS
S1-3
32 c) Meccanismi di trattamento dei
reclami/delle denunce
110
ESRS
S1-14
88 b), c) Numero di decessi e numero e tasso di
infortuni connessi al lavoro
119
ESRS
S1-14
88 e) Numero di giornate perdute a causa di
ferite, infortuni, incidenti mortali o
malattie
119
ESRS
S1-16
97 a) Divario retributivo di genere non
corretto
- -
ESRS
S1-16
97 b) Eccesso di divario retributivo a favore
dell'amministratore delegato
- -
ESRS
S1-17
103 a) Incidenti legati alla discriminazione 116
ESR S1-
17
104 a) Mancato rispetto dei principi guida delle
Nazioni Unite su imprese e diritti umani
e OCSE
116
ESRS 2
SBM-3 –
S2
11 b) Grave rischio di lavoro minorile o di
lavoro forzato nella catena del lavoro
- -
ESRS
S2-1
17 Impegni politici in materia di diritti
umani
122

informativa
Obbligo di
d'informazione
Elemento
SFDR Pillar 3 Regolamento sugli
indici di riferimento
Normativa dell'UE
sul clima
Rilevanza Pagina
ESRS
S2-1
18 Politiche connesse ai lavoratori nella
catena del valore
122
ESRS
S2-1
19 Mancato rispetto dei principi guida delle
Nazioni Unite su imprese e diritti umani
e delle linee guida dell'OCSE
- -
ESRS
S2-1
19 Politiche in materia di dovuta diligenza
sulle questioni oggetto delle
convenzioni fondamentali da 1 a 8
dell'ILO
- -
ESRS
S2-4
36 Problemi e incidenti in materia di diritti
umani nella sua catena del valore a
monte e a valle
- -
ESRS
S3-1
16 Impegni politici in materia di diritti
umani
- -
ESRS
S3-1
17 Mancato rispetto dei principi guida delle
Nazioni Unite su imprese e diritti umani,
dei principi dell'OIL o delle linee guida
dell'OCSE
- -
ESRS
S3-4
36 Problemi e incidenti in materia di diritti
umani
- -
ESRS
S4-1
16 Politiche connesse ai consumatori e agli
utilizzatori finali
- -
ESRS
S4-1
17 Mancato rispetto dei principi guida delle
Nazioni Unite su imprese e diritti umani
e delle linee guida dell'OCSE
- -
ESRS
S4-4
35 Problemi e incidenti in materia di diritti
umani
- -
ESRS
G1-1
10 b) Convenzione delle Nazioni Unite contro
la corruzione
- -
ESRS
G1-1
10 d) Protezione degli informatori - -
ESRS
G1-4
24 a) Ammende inflitte per violazioni delle
leggi contro la corruzione attiva e
passiva
126
ESRS
G1-4
24 b) Norme di lotta alla corruzione attiva e
passiva
- -

AMBIENTE

CAMBIAMENTI CLIMATICI

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi
Contributo agli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale secondo gli
Accordi di Parigi (2015)
Impatti negativi
Emissioni di CO2
in atmosfera

Elevato consumo di energia a causa del processo produttivo energivoro
Opportunità
Collaborazioni e partnership per la sostenibilità nel settore delle costruzioni

Aumento della domanda di nuove infrastrutture per sostenere la crescita
dell'urbanizzazione

Investimenti nelle energie rinnovabili per ridurre i costi energetici
Rischi
Aumento degli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento
climatico, con potenziali danni agli impianti e/o riduzione della loro
operatività

Rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a
causa di fattori esterni e/o limitazioni tecnologiche, con potenziale aggiunta
di danno reputazionale

Scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua

Rischi connessi all'adozione di normative per la riduzione delle emissioni di
CO2
al di fuori della UE

Concorrenza con le imprese che producono al di fuori dei paesi soggetti a
EU ETS

|| SBM-3 || IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione Informazioni generali, IRO-1, insieme ai processi di coinvolgimento per tener conto di interessi e opinioni degli stakeholder. Nello specifico per quanto riguarda le questioni legate al clima, sono stati identificati e valutati impatti, rischi ed opportunità relativi alle nostre attività manufatturiere e alla nostra catena del valore.

Il ciclo produttivo del cemento richiede un elevato utilizzo di energia termica. Per produrre il clinker, il principale costituente del cemento, occorre che il materiale all'interno dei forni raggiunga una temperatura di circa 1.450°C che, con le attuali tecnologie, vengono raggiunte grazie all'uso di combustibili.

La loro combustione, in funzione della tipologia e delle condizioni di processo, genera fino a ⅓ delle emissioni di CO2 tipiche di una cementeria. La quota più rilevante, almeno ⅔, è dovuta però alla "decomposizione" del calcare (decarbonatazione), la materia prima principale ed insostituibile per la produzione del clinker.

La somma delle due componenti, quella di combustione e quella di decarbonatazione, costituisce l'emissione di CO2 "scope 1", detta anche "diretta" perché viene rilasciata direttamente dall'organizzazione. Una seconda quota delle emissioni di CO2, detta "scope 2", è quella che deriva dall'utilizzo di combustibili fossili nelle centrali che forniscono in tutto o in parte l'energia elettrica utilizzata nel processo di produzione del cemento (e per questo "indiretta").

Una terza quota di emissioni di CO2 è quella "scope 3", anch'essa indiretta, che raggruppa diversi contributi, tra cui le emissioni derivanti dalle attività di estrazione e produzione di materiali e combustibili utilizzati nella fabbrica, le emissioni associate ai mezzi e alle distanze percorse per la consegna dei prodotti, le emissioni Scope 1 e 2 delle società collegate, joint venture o altre partecipazioni al di fuori del perimetro di consolidamento, ecc.

Consapevole della rilevanza delle proprie emissioni di CO2, l'azienda è da tempo impegnata ad attuare specifici piani di riduzione delle emissioni, in linea con quelli proposti in sede associativa, e a promuovere un uso efficiente del cemento nel calcestruzzo e del calcestruzzo nella progettazione e nelle costruzioni per raggiungere la neutralità climatica al 2050.

La continua evoluzione del contesto ambientale, normativo, tecnologico e di mercato, comporta un aggiornamento pressoché continuo dei piani di riduzione e di conseguenza gli impatti, i rischi e le opportunità devono essere periodicamente aggiornati.

In merito alle questioni climatiche, le raccomandazioni della Task Force on Climate-Related Financial Disclosures (TCFD) costituiscono un importante riferimento, a cui fa riferimento il Regolamento europeo della Tassonomia e che viene richiamato esplicitamente dagli standard ESRS. La TCFD suddivide i rischi legati al clima in due categorie: rischi fisici e rischi di transizione. I rischi fisici sono quelli legati al verificarsi di eventi estremi (acuti) e ai trend dei cambiamenti a lungo termine (cronici). I rischi di transizione sono invece quelli che possono derivare dall'adozione di atti legislativi, nei paesi in cui il gruppo è presente, e che introducono o inaspriscono vincoli sulle caratteristiche dei prodotti e/o sui requisiti per poter produrre. A seconda della natura, i rischi di cui sopra possono avere impatti differenti: reputazionali, finanziari, produttivi, di competitività.

Nel 2022, per la valutazione della propria resilienza ai rischi legati al clima, l'azienda ha avviato uno specifico progetto, seguendo appunto le raccomandazioni della TCFD, valutando e quantificando i rischi derivanti dal cambiamento climatico. Il gruppo di lavoro, coordinato da una società di consulenza esterna specializzata, ha considerato sia i rischi fisici che quelli di transizione. Il progetto, approvato dagli amministratori delegati, ha considerato tutte le controllate del gruppo operanti nel business cemento ad esclusione delle aziende russe, per le quali il gruppo ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative. La controllata brasiliana non è stata inclusa perché, al tempo, non in condizione di essere consolidata.

In primo luogo, è stata svolta un'analisi preliminare basata su dati di letteratura per individuare gli scenari in base ai quali valutare i rischi legati al clima rilevanti per l'industria del cemento, e le modalità per la loro quantificazione. Quest'analisi preliminare è stata integrata da un'attività di benchmarking per verificare la bontà dell'approccio adottato con quello di altre grandi aziende. Successivamente, tramite un questionario strutturato, è stato effettuato un primo screening dei rischi fisici e di transizione rilevanti. Inoltre, sono state raccolte informazioni sui danni causati dagli eventi estremi verificatisi in passato legati ai fattori climatici (ad esempio inondazioni, forti precipitazioni, ecc.). Ciò ha permesso di comprendere quali rischi fossero da approfondire e quali i siti più esposti.

Seguendo le linee guida della TCFD e considerando le incertezze legate a orizzonti temporali di lungo termine, sono stati considerati due diversi scenari: uno caratterizzato da emissioni di CO2 in continua crescita per tutto il XXI secolo (scenario 4°C) ed uno con emissioni di CO2 in diminuzione fino a raggiungere la condizione net-zero entro il 2050 (scenario 1,5°C). Gli scenari sono stati elaborati considerando le proiezioni climatiche sviluppate dall'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), i dati dell'International Energy Agency (IEA) e gli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti o annunciati dalle politiche nazionali. Lo scenario 4°C è risultato particolarmente rilevante per i rischi fisici, mentre lo scenario 1,5°C lo è stato per i rischi di transizione. I potenziali impatti dei cambiamenti climatici sono stati valutati considerando diversi orizzonti temporali: a breve (fino al 2025), a medio (2030) e a lungo termine (2040-2050).

I risultati di questa analisi, condivisi con il management e gli organi di amministrazione, direzione e controllo, tramite il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, nel 2024 sono stati integrati e opportunamente revisionati all'interno dell'Enterprise Risk Management per valutazioni a medio e lungo termine.

Rischi fisici

Nella tabella seguente sono evidenziati i rischi fisici risultati rilevanti identificati tra quelli indicati dalla Tassonomia (Reg. 852/2020/UE e relativi atti delegati), che, come anche descritto al capitolo "Tassonomia", fornisce dei criteri per classificare "sostenibili" dal punto di vista ambientale un certo numero di attività economiche, tra le quali la produzione del cemento. La rilevanza dei rischi è stata determinata in base alla collocazione geografica dei siti produttivi, alla vicinanza a corsi d'acqua, al numero e alla criticità degli impianti potenzialmente raggiunti dall'acqua in caso di esondazione. Queste valutazioni sono state utilizzate anche per la determinazione degli impatti finanziari come richiesto dell'analisi di doppia rilevanza.

RISCHI TIPO POTENZIALE IMPATTO
FINANZIARIO
ORIZZONTI
TEMPORALI
GESTIONE E RISPOSTA AL
RISCHIO
Aumento degli eventi
meteorologici estremi
dovuti al cambiamento
climatico, con
potenziali danni agli
impianti e/o riduzione
della loro operatività
Rischio fisico
acuto
L'aumento del livello e
dell'estensione delle
inondazioni, oltre a causare un
danno diretto agli asset
coinvolti, potrebbe determinare
anche una riduzione della
produzione e dei margini.
lungo termine Il gruppo ha effettuato la
valutazione delle probabilità di
subire inondazioni, individuando
gli impianti considerati più a
rischio e quantificando per questi i
danni alla proprietà e quelli
derivanti dalle eventuali
interruzioni dell'attività. Negli
impianti a rischio di inondazione
sono in corso di valutazione
ulteriori misure di prevenzione e
mitigazione rispetto a quanto già
adottato.
Scarsità di materie
prime (naturali/
alternative) e acqua
Rischio fisico
cronico
Tale rischio può diventare
rilevante nelle aree ad elevato
stress idrico, dove il rapporto
tra i prelievi totali di acqua e le
riserve disponibili di acqua è
maggiore del 40% (secondo
Aqueduct Water Risk Atlas del
World Research Institute - WRI).
Gli impianti situati in aree
soggette a stress idrico
potrebbero dover far fronte a
carenze d'acqua, e pertanto
subire interruzioni della
produzione e quindi riduzione
dei margini.
lungo termine Per far fronte ai rischi legati alla
conservazione e alla qualità
dell'acqua, Buzzi monitora i propri
consumi e adotta sistemi di
raccolta, trattamento e ricircolo
delle acque meteoriche e/o di
lavaggio in tutti i suoi stabilimenti
industriali, a prescindere dal rischio
a cui sono esposti attualmente o in
futuro. Tutti gli impianti hanno
adottato, a partire dal 2020, le
linee guida di gruppo per il
monitoraggio e la rendicontazione
di prelievi, scarichi e consumi

Rischi di transizione

La produzione del cemento comporta emissioni di CO2 che, tra tutti i gas ad effetto serra, è quello più diffuso, sebbene non quello con effetto climalterante più elevato. In Europa, le installazioni industriali rilevanti che emettono CO2 sono soggette agli obblighi della direttiva ETS (Emissions Trading System), che impone la loro sostanziale e progressiva riduzione rispetto ai livelli del 2005. Schemi tipo ETS sono allo studio e/o in via di implementazione anche in altre parti del mondo, così come sistemi di tassazione delle emissioni.

Il fatto che il 60% circa delle emissioni di CO2 non sia riconducibile al solo utilizzo di combustibili fossili, classifica il settore del cemento come uno di quelli "hard to abate". Ad oggi quindi, per poter raggiungere la neutralità climatica, non si possono non prendere in considerazione tecnologie innovative come la cattura della CO2. Molte di queste tecnologie sono ancora in una fase sperimentale, ben lontano dal possibile impiego su scala industriale.

In aggiunta, non possiamo non segnalare la pressoché totale assenza di infrastrutture per il trasporto e lo stoccaggio della CO2, la cui realizzazione ed individuazione spetta primariamente alle amministrazioni centrali e locali dei singoli stati.

Nel frattempo, le misure di riduzione delle emissioni che il gruppo sta mettendo in atto, riguardano la produzione di cementi a più basso contenuto di clinker e l'aumento dell'utilizzo dei combustibili alternativi con biomassa per la produzione del clinker.

Anche queste leve non sono però esenti da rischi: i cementi a più basso contenuto di clinker possono richiedere aggiustamenti più o meno importanti in fase di utilizzo, non tutti attuabili in tempi brevi, così come la disponibilità di materiali sostitutivi del clinker potrebbe rallentare o addirittura rendere impossibile la loro produzione. L'utilizzo di combustibili alternativi necessita di permessi il cui ottenimento richiede a volte tempi troppo lunghi, incompatibili con il raggiungimento dei target di decarbonizzazione.

I rischi riportati di seguito risultano rilevanti sul lungo termine. Ad oggi, come dettagliato al capitolo Informazioni Generali, SBM-3, non abbiamo identificato alcun effetto finanziario significativo da riportare in bilancio, né rischi significativi di svalutazioni o aggiustamenti nel prossimo esercizio dei valori contabili degli attivi e delle passività riportati nel bilancio consolidato. Così come spiegato nella nota 4, i rischi legati al cambiamento climatico sono stati opportunamente considerati nelle assunzioni e nelle stime del management per quanto riguarda in particolare le valutazioni sugli investimenti necessari per assicurare la conformità con la normativa e il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

RISCHI TIPO POTENZIALE IMPATTO
FINANZIARIO
ORIZZONTI
TEMPORALI
GESTIONE E RISPOSTA AL RISCHIO
Rischi connessi
all'adozione di
normative per la
riduzione delle
emissioni di CO2 al di
fuori della UE
Concorrenza con le
imprese che producono
al di fuori della UE
Rischio di
transizione
(Policy &
Legal)
L'introduzione o
l'inasprimento delle
politiche volte a ridurre
le emissioni
determinano margini
ridotti o perdita di
competitività con
conseguenti potenziali
chiusure di siti
produttivi.
lungo termine Il gruppo tramite le associazioni di
categoria monitora l'evoluzione delle
politiche e dei regolamenti nelle
rispettive aree geografiche. Buzzi
riconosce l'importanza degli impegni
assunti dalla comunità internazionale
per limitare il cambiamento climatico e
si è dotata di una specifica Politica e di
un piano a medio-lungo termine
(roadmap) per ridurre le sue emissioni
di CO2 e raggiungere il Net Zero al
2050.
Rischio di mancato
raggiungimento degli
obiettivi di
decarbonizzazione a
causa di fattori esterni
e/o limitazioni
tecnologiche, con
potenziale aggiunta di
danno reputazionale
Rischio di
transizione
(tecnologico)
La non completa
attuazione delle
iniziative di
decarbonizzazione come
la cattura, stoccaggio e
riuso della CO2, l'utilizzo
di energie rinnovabili e la
riduzione del rapporto
clinker/cemento
possono comportare
maggiori costi.
lungo termine L'azienda partecipa come partner
industriale a progetti di ricerca nazionali
ed internazionali, contribuendo allo
sviluppo di nuovi materiali e tecnologie
e alla creazione di reti di conoscenza
con strutture di eccellenza nel campo
della ricerca scientifica. Due esempi
sono: il progetto "Cleanker", finanziato
dalla Commissione Europea e
conclusosi nel 2023, finalizzato a testare
un impianto pilota di cattura della CO2;
il progetto HERCCULES, in
collaborazione con 22 partner
internazionali, con l'obiettivo di
dimostrare la fattibilità dell'intera filiera
di Cattura, Utilizzo e Stoccaggio di CO2.

Come detto, l'efficacia di alcune leve di decarbonizzazione del cemento potrebbe essere limitata da fattori indipendenti dalla volontà del produttore con il conseguente rischio di raggiungere la condizione Net Zero in tempi più lunghi del previsto.

In un tale contesto, l'industria delle costruzioni, a sua volta impegnata a trovare soluzioni sempre più sostenibili, potrebbe preferire materiali alternativi al calcestruzzo come il legno o l'acciaio. Un significativo spostamento del mercato verso altri materiali da costruzione non è considerato, al momento, un rischio tale da portare un impatto finanziario significativo per l'azienda. Nonostante ciò, Buzzi è costantemente impegnata ad illustrare i progressi delle sue iniziative ed il rapporto costi/benefici delle sue scelte all'intera catena del valore in modo serio e documentato in linea con quanto previsto dal suo codice di condotta e dai suoi valori fondativi.

Le attività di ricerca e sviluppo, svolte in proprio o in collaborazione con altri attori, contribuiscono allo sviluppo di nuovi prodotti e di nuove tecnologie produttive. Inoltre, grazie all'assidua partecipazione con propri rappresentanti ed esperti alle iniziative associative di settore, sia nazionali che internazionali, ed ai gruppi di lavoro della normazione tecnica, Buzzi contribuisce a promuovere le buone pratiche e a sostenere la neutralità dei materiali utilizzati nelle costruzioni, sulla base del loro intero ciclo di vita (LCA).

|| MDR-P || E1-2

Politiche relative alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi

Buzzi riconosce l'importanza degli sforzi messi in atto dalla comunità internazionale per limitare i cambiamenti climatici, come descritto nella Politica sui cambiamenti climatici, e si impegna a monitorare e ridurre le proprie emissioni di CO2. Dopo l'accordo di Parigi del dicembre 2015, l'impegno su tale tematica è esteso a tutti i Paesi dove il gruppo opera.

La politica relativa alla mitigazione del cambiamento climatico, firmata dall'amministratore delegato, è resa disponibile a tutti i nostri stakeholder sul sito sustainability.buzzi.com insieme a indicatori e dati di performance significativi. Internamente, per i nostri dipendenti il documento è fruibile tramite l'intranet aziendale.

|| E1-1

Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici

A dimostrazione degli sforzi per la mitigazione dei cambiamenti climatici, abbiamo sviluppato la roadmap "Our Journey to Net Zero", un piano a lungo termine per la decarbonizzazione in linea con una traiettoria che contiene l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi. Il piano, insieme alle previsioni di investimenti legati ai progetti di decarbonizzazione, è stato presentato al Consiglio di Amministrazione, che ne ha formalmente preso atto in data 29 aprile 2022. Entro i prossimi 2 anni, aggiorneremo la nostra roadmap per essere in linea con lo scenario 1,5°C.

La roadmap prevede una serie di soluzioni, con tempi di implementazione e intensità diversi, che hanno come conseguenza diretta o indiretta la riduzione delle emissioni di CO2 scope 1 e scope 2.

La roadmap è stata sviluppata considerando tutte le società incluse nel perimetro di consolidamento, escludendo quelle russe a causa dell'attuale cessazione del coinvolgimento operativo.

I dati di produzione includono solo il clinker grigio (standard e oil well), che rappresenta più del 99% della produzione totale di clinker, e tutti i cementi/leganti formulati con esso.

La nostra roadmap contiene impegni e dichiarazioni previsionali basate su ipotesi e stime. Anche se l'azienda le ritiene realistiche e formulate con criteri prudenziali, fattori esterni alla sua volontà potrebbero limitarne la consistenza (o la precisione, o la magnitudo), determinando scostamenti anche significativi rispetto alle aspettative. Buzzi aggiornerà i propri impegni e le dichiarazioni previsionali in base alla performance effettiva e renderà conto delle ragioni di qualsiasi scostamento. Nello specifico, queste sono alcune delle principali condizioni che possono influenzare il nostro percorso verso la decarbonizzazione:

  • Per le infrastrutture di cattura e stoccaggio della CO2 prevediamo una proficua cooperazione di diversi attori al fine di:
    • o costruire e gestire la rete di trasporto di CO2;
    • o identificare i siti di stoccaggio o riutilizzo (ad es. produzione di biocarburanti);
    • o ottenere l'accettazione da parte dell'opinione pubblica;
    • o ottenere un adeguato sostegno da parte del governo.
  • Assumiamo che i materiali sostitutivi del clinker (loppa, pozzolane, ceneri volanti, ecc.) rimangano disponibili e a costi competitivi.
  • Fino al 2030 il nostro scenario tiene conto delle previsioni di mercato fornite dai singoli paesi e ipotizziamo un aumento tra il 5% e il 10% entro il 2030 e il 2050 rispetto al 2021.
  • Prevediamo il supporto istituzionale in permessi e autorizzazioni specifiche per facilitare l'uso di combustibili alternativi e l'implementazione di tecnologie innovative.
  • Ci aspettiamo una maggiore disponibilità di energia elettrica da fonti rinnovabili: la nostra roadmap considera i piani di decarbonizzazione annunciati a livello nazionale per il settore elettrico che prevedono il progressivo utilizzo di fonti rinnovabili e, per la quota residua di produzione con combustibili fossili, l'utilizzo della cattura e dello stoccaggio della CO2.

Siamo attivamente coinvolti, anche attraverso associazioni di settore, nello sviluppo di condizioni favorevoli al raggiungimento degli obiettivi della roadmap.

La nostra roadmap è costruita su tutte le leve riconosciute per il nostro settore, con riferimento alle roadmap delle associazioni regionali e globali.

  • Efficienza nella produzione del calcestruzzo e nella progettazione e costruzione: un uso più efficiente del cemento nel calcestruzzo e del calcestruzzo nella progettazione e costruzione porta a minori emissioni.
  • Contenuto di clinker nei cementi: il clinker è il costituente del cemento la cui produzione emette la quasi totalità della CO2 diretta. Produrre cementi a minor contenuto di clinker è quindi un modo per ridurre le emissioni di CO2.
  • Risparmio nella produzione di clinker: il risparmio di CO2 può essere ottenuto attraverso un minor consumo di energia termica, il recupero del calore residuo, l'uso di combustibili alternativi con contenuto di biomassa e di combustibili fossili con più basso fattore di emissione.
  • Ricarbonatazione: questa leva consiste in una ben nota proprietà delle matrici cementizie di "riassorbire" parte della CO2 dall'atmosfera grazie a una reazione chimica che porta alla formazione di carbonato di calcio.
  • Decarbonizzazione dell'energia elettrica: abbiamo preso in considerazione i piani di decarbonizzazione annunciati da molti paesi che utilizzeranno sempre più fonti rinnovabili per produrre energia elettrica. Prevediamo inoltre di consumare elettricità prodotta da fonti rinnovabili nei nostri stessi impianti.
  • Cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2: è la leva alla quale è affidata la maggiore riduzione ed è anche quella che richiede i maggiori investimenti sia per noi che per altri soggetti (privati e pubblici) preposti alla realizzazione o all'adeguamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio o eventuale riutilizzo della CO2.

Per raggiungere i risultati attesi, l'azienda sta mettendo in atto una serie di azioni, presentate al capitolo E1-3, "Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici". Gli investimenti in conto capitale e le spese operative a queste associate sono illustrate nel capitolo "Tassonomia", poiché forniscono un contributo sostanziale all'obiettivo della mitigazione del cambiamento climatico e di conseguenza sono rendicontate ai sensi del Regolamento Delegato (EU) 2021/2178.

Per quanto noto, l'azienda non è esclusa dagli indici di riferimento dell'UE allineati con l'accordo di Parigi.

Siamo consapevoli che la transizione ad una economia carbon-neutral potrebbe essere rallentata da "emissioni bloccate" (locked-in). Riguardo le emissioni dirette scope 1, come descritto in dettaglio al capitolo "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati al clima e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale", la quota di emissioni legate alla decarbonatazione non può essere eliminata, se non tramite sistemi di cattura, stoccaggio e/o riuso della CO2. Inoltre, con le tecnologie attuali, alcuni processi non possono essere convertiti all'elettrico.

Sebbene le emissioni indirette scope 2 siano meno rilevanti delle emissioni dirette scope 1, rappresentano una parte significativa delle emissioni totali. Con miglioramenti nell'efficienza energetica e l'adozione di fonti di energia rinnovabile sia da parte nostra che dei produttori, le emissioni locked-in rappresenteranno una quota sempre meno rilevante riducendo le emissioni residue nel sistema produttivo.

L'avanzamento rispetto all'implementazione del piano di transizione verso la decarbonizzazione è riportato nel capitolo E1-4, "Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi".

|| GOV-3

Integrazione delle prestazioni in termini di sostenibilità nei sistemi di incentivazione

La Politica di Remunerazione di Buzzi ha tra i suoi obiettivi quello di attrarre, trattenere e motivare persone qualificate e con capacità professionali adeguate al raggiungimento degli obiettivi dell'azienda. Un pilastro importante della Politica è costituito dai piani di incentivazione a breve e a lungo termine, con obiettivi misurabili, comuni ed individuali, il cui raggiungimento determina il riconoscimento di quote di retribuzione aggiuntiva.

I piani devono necessariamente prevedere obiettivi legati ad indicatori di sostenibilità, come dettagliato al capitolo Informazioni generali, GOV-3.

|| MDR-A || E1-3

Azioni e risorse relative alle politiche in materia di cambiamenti climatici

Di seguito, suddivise per alcune delle nostre leve, sono riportate le principali azioni volte ad affrontare impatti, rischi e opportunità legati ai cambiamenti climatici, attive e/o intraprese nel 2024 o pianificate per il futuro, con un orizzonte temporale che arriva anche fino al 2030. In totale ci sono oltre 100 progetti diffusi in tutti i paesi del gruppo che portano a delle riduzioni delle emissioni di CO2 sia dirette che indirette.

Gli investimenti in conto capitale e le spese operative associate a queste azioni sono illustrate nel capitolo "Tassonomia".

• Leva "Riduzione del contenuto di clinker nel cemento"

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Modifica del mix di vendita dei cementi in
modo da aumentare la quota di quelli a più
basso contenuto di clinker.
Riduzione del rapporto clinker/cemento
grazie al maggior utilizzo di costituenti in
sostituzione del clinker come loppe, ceneri
volanti, pozzolane, calcari
Progetti in corso e
pianificati per il futuro,
con orizzonte
temporale fino al 2030
43 progetti distribuiti in diverse aree
del gruppo: Italia, Polonia, Repubblica
Ceca e Germania
Installazione di nuovi sili o conversione di
quelli esistenti per aumentare l'utilizzo dei
materiali sostitutivi del clinker, degli additivi
incrementatori di performance e per
aumentare la gamma dei prodotti sostenibili;
realizzazione di nuovi punti di carico
Progetti in corso e
pianificati per il futuro
18 progetti in Polonia, Germania,
Repubblica Ceca e Stati Uniti

• Leva "Risparmio nella produzione di clinker"

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Introduzione o aumento dell'utilizzo di
combustibili alternativi, alcuni dei quali
altrimenti destinati a discarica, con elevato
contenuto di biomassa
In corso e pianificati per
il futuro, con orizzonte
temporale fino al 2030
7 progetti in Italia, Repubblica Ceca,
Lussemburgo e Germania
Progettazione e installazione di impianti per
l'utilizzo dei combustibili alternativi
In corso e pianificati per
il futuro, con orizzonte
temporale fino al 2027
9 progetti in Italia, Germania e Stati
Uniti
Progettazione e installazione di sistemi di
bypass per l'abbattimento di cloro e alcali
per poter aumentare l'utilizzo dei
combustibili alternativi
In corso e pianificati per
il futuro, con orizzonte
temporale fino al 2030
5 progetti in Italia e Stati Uniti
Introduzione o modifiche all'impianto di
cottura per utilizzare gas naturale in luogo di
combustibili fossili con maggior fattore di
emissione a parità di energia
Dal 2025 al 2029 12 progetti in Italia, Germania e Stati
Uniti
Riduzione dei consumi termici ed elettrici
con impianti di recupero (es. Waste Heat
Recovery) e/o a maggior rendimento (e.g.,
inverter); ottimizzazione del processo
In corso e pianificati per
il futuro, con orizzonte
temporale fino al 2030
5 progetti in Italia e Repubblica Ceca
e Germania per la produzione di
energia elettrica dal recupero del
calore disperso dai forni; altri 11
progetti relativi all'efficientamento
elettrico
Autoproduzione di energia elettrica
rinnovabile da impianti fotovoltaici, solari ed
eolici
Completati, in corso e
pianificati per il futuro,
con orizzonte
temporale fino al 2029
12 progetti in Italia, Germania,
Polonia e Stati Uniti. L'auto
produzione da fonti rinnovabili riduce
la necessità di acquistare l'energia
elettrica dalla rete e quindi riduce le
emissioni indirette di scope 2

• Leva "Cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2"

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Progetto pilota di un sistema di cattura post
combustione che combina l'utilizzo di
sorbenti solidi chiamati Metal-Organic
Frameworks (MOFs) con un processo di
adsorbimento a pressione variabile
sottovuoto (VPSA).
Questo sistema separa la CO2 dai gas esausti
utilizzando la pressione invece del calore,
permettendo di ridurre così il fabbisogno
energetico del processo di cattura
Completato il periodo
di sperimentazione nel
2024
1 impianto in Italia con la
collaborazione di 1 start-up (Nuada) e
altri 6 produttori del settore
Partecipazione in un progetto semi
industriale a scopo dimostrativo per un
sistema di cattura integrata al processo
produttivo di clinker, tramite un forno
operante in combustione "oxyfuel"
In costruzione, avvio
previsto per il 2025
4 produttori cementieri collaborano
all'iniziativa che verrà implementata
in Germania
Installazione di un impianto di cattura in
Germania (Deuna) che potrà sfruttare il
collegamento via treno per la consegna del
cemento "Net-Zero" anche ai clienti più
lontani, e allo stesso tempo garantirà la
logistica per il trasporto della CO2 catturata. Il
progetto prevede la cattura di una quantità
di circa 620k tCO2 all'anno
In fase avanzata di
studio con un impegno
economico di circa 350
milioni di € e con
entrata in funzione nel
2029.
1 impianto in Germania (Deuna)

Queste ed altre azioni concorrono in diversa misura alla riduzione delle emissioni di CO2 per il raggiungimento dell'obiettivo di decarbonizzazione, come descritto al paragrafo successivo.

|| MDR-T || E1-4

Obiettivi relativi alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all'adattamento agli stessi

L'obiettivo finale al 2050 è il raggiungimento del Net Zero. Inoltre, ci siamo prefissati un target intermedio al 2030 sulle emissioni di CO2 scope 1 nette: <500kgCO2/t materiale cementizio. Sulla base delle leve di decarbonizzazione presentate ai capitoli precedenti, l'azienda ha individuato una serie di soluzioni per diminuire le proprie emissioni dirette e indirette. Coerentemente con tali previsioni di riduzione è stato stabilito il target intermedio.

Il valore al 2024, pari a 557kgCO2/t materiale cementizio, è in linea con quanto previsto dalla nostra roadmap a parità di perimetro, confermiamo quindi la possibilità di raggiungere il target al 2030. Entro i prossimi 2 anni il target sarà aggiornato coerentemente con la nuova versione della roadmap.

EMISSIONI CO2 SPECIFICHE SCOPE 1 NETTE
2021: 2024: TARGET 2030: TARGET 2050:
594 557 <500 NET
kg/t materiale cementizio kg/t materiale cementizio kg/t materiale cementizio ZERO

EMISSIONI CO2 SPECIFICHE SCOPE 1 NETTE

|| E1-5

Consumo di energia e mix energetico

Il ciclo produttivo del cemento richiede un elevato utilizzo di energia termica. Per produrre il clinker, il principale costituente del cemento, occorre che il materiale all'interno dei forni raggiunga una temperatura di circa 1.450°C. I consumi energetici sono influenzati dalla tecnologia dei forni stessi e dalla continuità di produzione. Nel 2024 il consumo specifico dei forni è stato di 4.157MJ/tonnellata di clinker prodotto, in diminuzione rispetto al valore registrato nel 2023 (4.175MJ/tonnellata di clinker). Buzzi continua a perseguire il maggior utilizzo possibile di combustibili alternativi in sostituzione a quelli fossili. Si tratta principalmente di combustibili derivati da opportuno trattamento dei rifiuti, molti dei quali con apprezzabile contenuto di biomassa, considerata neutrale ai fini delle emissioni di CO2.

L'utilizzo di combustibili alternativi è riconosciuto dall'Unione Europea come una BAT (Best Available Technique) per l'industria del cemento ed è uno dei pilastri dell'economia circolare. I vantaggi che genera sono principalmente tre: il minore consumo di combustibili di origine fossile, la riduzione delle emissioni di CO2 in funzione del contenuto di biomassa e l'azzeramento dello smaltimento in discarica dei rifiuti da cui derivano. La sostituzione calorica varia a seconda dei diversi paesi e delle legislazioni locali: il valore medio di gruppo nel 2024 è pari al 30,3%, in aumento rispetto al dato 2023 (29,2%).

La produzione del cemento richiede, oltre ad energia termica, anche energia elettrica. Maggiori informazioni sul consumo di energia elettrica sono riportate nelle tabelle seguenti.

Consumo di energia 2024
Consumo di energia MWh/000 27.100
Intensità energetica delle attività ad alto impatto climatico MWh/migliaia di € 6,3

Specifiche di rendicontazione

Il consumo di energia totale comprende tutta l'energia termica prodotta da combustibili negli impianti di produzione cemento e calcestruzzo del gruppo, sommata all'energia elettrica consumata da impianti cemento e calcestruzzo, impianti di estrazione aggregati, terminali di distribuzione e uffici all'interno del perimetro consolidato, sottratta dell'energia consumata ottenuta da waste heat recovery (WHR), per evitare doppio conteggio.

L'energia termica è stata convertita da TJ in MWh, come richiesto dallo standard ESRS E1, partendo dalle quantità di combustibili utilizzate e dai relativi poteri calorifici determinati con prove di laboratorio secondo le metodologie e gli standard applicabili.

Il consumo di energia riportato in tabella corrisponde alla somma del consumo di energia, termica ed elettrica, da fonti fossili e da fonti rinnovabili, descritti nel dettaglio nelle tabelle dedicate.

I principali settori ad alto impatto climatico considerati sono il 23.51 (Produzione di cemento), il 23.63 (Fabbricazione di calcestruzzo pronto per l'uso) e 08.12 (Estrazione di ghiaia e sabbia; Estrazione di argille e caolino), definiti nell'allegato I del regolamento (CE) 1893/2006. Dato che le attività produttive del gruppo rientrano tutte in questi settori, l'intensità energetica è stata calcolata come consumo di energia totale rispetto al fatturato totale del gruppo, riportato in nota 7 del bilancio consolidato.

I dati relativi al consumo specifico dei forni e alla sostituzione calorica comprendono solo l'energia generata dai combustibili destinati al forno per la produzione di clinker. L'energia generata dai combustibili alternativi, in entrambi gli indicatori, comprende sia la quota ottenuta dalla frazione fossile che dalla frazione di biomassa. Questi indicatori sono considerati entity-specific.

Consumo di energia da fonti fossili 2024
Consumo totale di energia da fonti fossili MWh/000 24.649
di cui da carbone e prodotti del carbone MWh/000 3.902
di cui da petrolio e prodotti petroliferi MWh/000 5.746
di cui da gas naturale MWh/000 7.126
di cui da altre fonti fossili MWh/000 4.865
di cui energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti fossili, acquistati MWh/000 3.009
Energia da fonti fossili/totale energia consumata % 91,0
Consumo di energia da rinnovabili 2024
Consumo totale di energia da fonti rinnovabili MWh/000 2.451
di cui da combustibili da fonti rinnovabili (compresi biomassa, biocarburanti, biogas) MWh/000 2.256
di cui energia elettrica, calore, vapore e raffrescamento da fonti rinnovabili, acquistati MWh/000 181
di cui energia rinnovabile autoprodotta senza ricorrere a combustibili MWh/000 13
Energia da fonti rinnovabili/totale energia consumata % 9,0

Nel grafico seguente è riportata la ripartizione percentuale dell'energia termica ed elettrica consumata, con un maggiore livello di dettaglio in base alla fonte.

Specifiche di rendicontazione

L'energia generata dal consumo di combustibili è calcolata come descritto per il consumo totale (vedi pagina precedente).

Il consumo di combustibili alternativi con una frazione di biomassa è suddiviso tra la quota fossile, inserita tra i "combustibili da altre fonti fossili", e la quota di biomassa, contabilizzata tra i "combustibili da fonti rinnovabili".

L'energia elettrica rinnovabile acquistata comprende solo quella ottenuta tramite strumenti come certificati e garanzie d'origine.

Nel 2024 è stato installato il primo impianto di Waste Heat Recovery (WHR) in uno stabilimento del gruppo, che permette di produrre energia direttamente dal calore disperso dai forni per la produzione di clinker, ottimizzando il consumo energetico dell'impianto. La quota di energia prodotta dall'impianto di WHR viene riutilizzata dall'impianto e rappresenta una quota di energia recuperata. Nel 2024 l'energia recuperata tramite WHR è risultata pari a 667MWh, utilizzata poi come energia elettrica negli impianti.

Buzzi si impegna anche nell'aumentare la propria quota di energia elettrica rinnovabile, per diminuire la dipendenza da fonti energetiche che generano emissioni di CO2. Per questo, la produzione di energia da impianti fotovoltaici è una delle azioni chiave della strategia di decarbonizzazione. Attualmente sono operativi degli impianti negli Stati Uniti e in Repubblica Ceca che nel 2024 hanno prodotto 13.228MWh da energia solare.

Autoproduzione di energia 2024
Energia autoprodotta da fonti fossili MWh/000 48,2
Energia autoprodotta da fonti rinnovabili MWh/000 13,2
Energia recuperata da WHR MWh/000 0,7

Specifiche di rendicontazione

La tabella "Autoproduzione di energia" considera contributi già riportati nelle tabelle precedenti. Include, nell'energia autoprodotta da fonti fossili, l'energia elettrica generata da combustibili fossili e, nell'energia autoprodotta da fonti rinnovabili, l'energia generata dagli impianti fotovoltaici del gruppo. Non è considerata l'energia prodotta da WHR poiché rappresenta un'ottimizzazione del processo, e non un'attività con finalità energetiche.

|| E1-6 Emissioni lorde di GHG di Scope 1, 2, 3 ed emissioni totali di GHG

Emissioni di Gas Effetto Serra totali 2024
Emissioni totali Scope 1 + Scope 2location-based + Scope 3 tCO2eq/000 26.391
Emissioni totali Scope 1 + Scope 2market-based + Scope 3 tCO2eq/000 26.349
Intensità delle emissioni totali (location-based) tCO2eq/migliaia di € 6,1
Intensità delle emissioni totali (market-based) tCO2eq/migliaia di € 6,1

Come mostrato nel grafico, le emissioni Scope 1, associate alle attività proprie dell'azienda, rappresentano la maggior parte delle emissioni di gas effetto serra nella nostra catena del valore. Per questo, gli sforzi dell'azienda si concentrano sulla diminuzione di questa frazione delle emissioni, come descritto al capitolo E1-1, "Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici".

I dettagli sui calcoli delle emissioni Scope 1, 2 e 3 sono riportati nelle pagine seguenti.

Emissioni dirette Scope 1 2024
Emissioni lorde Scope 1 tCO2eq/000 17.015
Emissioni biogeniche di CO2 derivanti da combustione o biodegradazione della biomassa tCO2eq/000 667
Emissioni Scope 1 coperte da sistemi regolamentati di scambio di quote di emissioni % 42

Le emissioni indirette Scope 2 sono calcolate sia con il metodo basato sulla posizione (location-based) che con il metodo basato sul mercato (market-based), come richiesto dallo standard ESRS E1.

Specifiche di rendicontazione

L'intensità delle emissioni è calcolata come la somma delle emissioni Scope 1, 2 e 3 rispetto al fatturato totale di gruppo, citato nella nota 7 del bilancio consolidato.

Il grafico mostra la ripartizione Scope 1, 2, 3 utilizzando il valore di Scope 2 location-based.

Emissioni indirette Scope 2 2024
Emissioni lorde Scope 2 location-based tCO2eq/000 1.148
Emissioni lorde Scope 2 market-based tCO2eq/000 1.106

La quota e la tipologia degli strumenti contrattuali utilizzati per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile vengono gestiti e definiti localmente dalle singole aziende facenti parte del gruppo.

Specifiche di rendicontazione

Scope 1

Le emissioni Scope 1 comprendono tutte le attività consolidate del gruppo: produzione cemento e calcestruzzo, estrazione aggregati e distribuzione, compresi i consumi degli uffici ad esse associati. Per le nostre attività sono state considerate rilevanti solo le emissioni di CO2; le emissioni degli altri gas effetto serra non-CO2 (come, ad esempio, CH4 e N2O) sono invece ritenute trascurabili in linea con quanto riportato da GCCA e dal protocollo "CO2 and Energy Accounting and Reporting Standard for the Cement Industry - Version 3.0 – May 2011". Inoltre, il Regolamento (UE) 2018/2066 della Commissione Europea (che stabilisce le linee guida per il monitoraggio e la divulgazione delle emissioni di gas serra in conformità con la direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio) stabilisce che per la produzione di clinker debbano essere riportate solo le emissioni di CO2.

Le emissioni riportate sono lorde, cioè includono la quota di CO2 derivata dalla combustione della parte fossile dei combustibili alternativi. Rimane esclusa l'emissione derivante dalla biomassa, considerata neutrale perché compensata da un equivalente assorbimento, in tempi relativamente brevi, da parte della matrice organica. Questa quota di emissione da biomassa è riportata a scopo informativo.

Le emissioni Scope 1 coperte da sistemi regolamentati di scambio quote comprendono le emissioni soggette al sistema EU ETS nei paesi europei del gruppo e le emissioni sotto ETS dell'Ucraina (incluse solo per il periodo in cui era compresa nel perimetro consolidato). La percentuale è calcolata rispetto al totale emissioni Scope 1 del gruppo.

Scope 2

Le emissioni Scope 2 tengono in considerazione il consumo totale di energia elettrica di ciascun sito, con lo stesso perimetro di applicazione utilizzato nel calcolo delle emissioni Scope 1. Per il calcolo delle emissioni scope 2, ogni unità di consumo elettrico è stata abbinata a un fattore di emissione appropriato per la posizione o il mercato. Nel caso dell'approccio location-based le emissioni sono state calcolate a partire dai consumi elettrici, applicando i fattori di emissione medi ricavati dalle banche dati nazionali dei singoli paesi. Per l'approccio market-based, dove disponibili strumenti contrattuali, è stato considerato il fattore di emissione specifico del fornitore per rappresentare correttamente il mix energetico consumato nei nostri siti, mentre in assenza di informazioni contrattuali, sono stati utilizzati i fattori location-based. I fattori di emissione applicati al calcolo delle emissioni Scope 2 non distinguono la percentuale di CO2 derivata da biomassa.

Le emissioni Scope 3 rappresentano le emissioni indirette della propria catena del valore, a monte e a valle, su cui l'azienda non ha controllo diretto.

Seguendo la rendicontazione dello Scope 3 suddiviso nelle categorie individuate dal Greenhouse Gas Protocol, nella tabella seguente sono riportate solo le categorie rilevanti per il gruppo Buzzi. Le categorie non riportate sono state considerate non rilevanti per quantità di emissioni.

Emissioni indirette Scope 3 2024
Emissioni lorde Scope 3 totali tCO2eq/000 8.228,5
Emissioni indirette Scope 3 per categoria
1. Beni e servizi acquistati tCO2eq/000 871,2
2. Beni strumentali tCO2eq/000 190,9
3. Attività legate ai combustibili e all'energia (non incluse in Scope 1 o 2) tCO2eq/000 1.306,4
4. Trasporto e distribuzione a monte tCO2eq/000 1.467,9
5. Rifiuti generati nel corso delle operazioni tCO2eq/000 0,5
6. Viaggi d'affari tCO2eq/000 10,0
7. Pendolarismo dei dipendenti tCO2eq/000 9,3
9. Trasporto a valle tCO2eq/000 806,4
10. Trasformazione dei prodotti venduti tCO2eq/000 244,3
12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti tCO2eq/000 55,2
15. Investimenti tCO2eq/000 3.266,5

Le metodologie di calcolo, le assunzioni e i fattori di emissione utilizzati per il calcolo delle diverse categorie di Scope 3 sono descritte nelle specifiche di rendicontazione seguenti.

Specifiche di rendicontazione

Scope 3

  • Categoria 1: Le emissioni relative ai beni acquistati sono calcolate a partire dalle quantità di materie prime consumate, per tipologia di input, destinate alla produzione di clinker, cemento e calcestruzzo. Alle quantità consumate sono stati applicati i fattori emissivi ricavati dalla banca dati Ecoinvent. Ad alcune categorie di materiali utilizzati non è stato associato nessun impatto essendo considerate "burden free" poiché rifiuti e/o scarti di altre produzioni. Le emissioni relative ai servizi acquistati sono state calcolate a partire dalle spese (ripartite come da rendicontazione finanziaria) e applicando i relativi fattori di emissione ricavati da banca dati ADEME. Alcune voci di servizi sono state escluse per evitare doppi conteggi tra le categorie.
  • Categoria 2: Le emissioni sono state stimate a partire dai dati dichiarati nel bilancio di esercizio nella sezione dei movimenti delle immobilizzazioni materiali, alla voce incrementi. Tali informazioni sono suddivise nelle categorie di terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, altri beni, etc. Queste spese sono state moltiplicate per il fattore di emissione specifico per tale categoria da banca dati ADEME.
  • Categoria 3: Le emissioni relative ai combustibili sono stimate a partire dalle quantità di combustibili consumati (sia per la produzione che per altri scopi, come ad esempio riscaldamento). Queste quantità sono state moltiplicate per i fattori emissivi ricavati da Ecoinvent che comprendono anche l'impatto derivante dal trasporto medio del combustibile. In questa categoria è stimata anche una quota (5%) di emissione dovuta alle perdite di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica.

  • Categoria 4: La quantificazione delle emissioni associate al trasporto e distribuzione a monte è stata fatta a livello di sito e sono stati considerati i quantitativi dei materiali in entrata e dei prodotti in uscita, moltiplicati per le distanze percorse e suddivise in base alla tipologia di trasporto, in tonnellate*km. Per ciascuna tipologia di trasporto è stato applicato il fattore emissivo corrispondente ricavato da banca dati DEFRA.

[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ] 82

  • Categoria 5: Le emissioni relative ai rifiuti generati non sono rilevanti, ma il suo contributo è stato comunque stimato e incluso nel totale Scope 3. Il calcolo è stato effettuato a partire da dati primari dei rifiuti suddivisi in base al destino "recupero" e "smaltimento" e considerando solo i rifiuti dal processo produttivo del cemento. I dati derivano da dati primari dei vari impianti. I fattori emissivi derivano dalla banca dati DEFRA e comprendono anche l'impatto relativo al trasporto dei rifiuti.
  • Categoria 6: Le emissioni da viaggi di lavoro sono state stimate a partire dai dati primari per la regione Italia, calcolando le emissioni pro capite ed applicando questi valori ai dipendenti degli altri paesi del gruppo, considerando solo alcune categorie in base alla modalità di viaggio. Per i viaggi in aereo è stata considerata una stima di 20.000 km annuali percorsi da alcune figure dell'organizzazione. In questa categoria sono attualmente contabilizzate le emissioni GHG derivanti anche dall'utilizzo di auto aziendali per viaggi lavoro.
  • Categoria 7: Le emissioni del commuting di tutti i dipendenti sono state contabilizzate con valutazione di viaggio andata e ritorno, partendo da una ipotesi preliminare derivata dalla realtà italiana. Ipotizzando che generalmente i dipendenti degli stabilimenti produttivi abitano vicini agli impianti, si è considerata una media di 20 km al giorno e una media spostamento per commuting di 220 giorni all'anno. Alla distanza media moltiplicata per il numero di giorni l'anno e per il numero totale dei dipendenti, è stato applicato il fattore medio per gli autoveicoli ricavato dalla banca dati DEFRA.
  • Categoria 8: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector Scope 3 Guidance (pg. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories)
  • Categoria 9: Le emissioni del trasporto a valle sono state stimate considerando i quantitativi di prodotti in uscita il cui trasporto non è gestito dal gruppo. Tali quantità sono state moltiplicate per una distanza media percorsa. Considerando come tipologia principale il trasporto su ruota, è stato applicato un fattore emissivo ricavato dalla banca dati DEFRA.
  • Categoria 10: Le emissioni relative al processamento finale dei prodotti venduti sono state calcolate prendendo in considerazione:
    • o le quantità di clinker vendute tal quali e il consumo per il loro processamento per la trasformazione in cemento, utilizzando i valori di consumo sito-specifici degli impianti italiani;
    • o il cemento venduto tal quale (escluso l'insaccato e il venduto ad aziende del gruppo), compreso il cemento derivato dal clinker venduto tal quale, viene contabilizzato come lavorato per produrre calcestruzzo, considerando che il 100% del cemento venduto venga utilizzato nella produzione di calcestruzzo.

Infine, a questa quantità viene applicato il fattore emissivo dovuto alla produzione del calcestruzzo e al trasporto in betoniera fino al cantiere di messa in opera.

Il grafico riporta la distribuzione, in percentuale, delle emissioni Scope 3 delle diverse categorie risultate rilevanti.

Parte delle emissioni della categoria 15 (Investimenti) sono calcolate a partire da dati ottenuti dai partner lungo la catena del valore, come descritto nelle specifiche di rendicontazione.

Le emissioni biogeniche di CO2 derivanti dalla combustione o dalla biodegradazione della biomassa che si verificano nella catena del valore a monte e a valle sono considerate non rilevanti.

  • Categoria 11: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector- Scope 3 Guidance (pg. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories)

  • Categoria 12: A partire dalle quantità di clinker, cemento e calcestruzzo venduti, è stato calcolato l'impatto relativo a uno scenario di fine vita che considera l'invio del rifiuto per il 44% a riciclo e 56% a discarica. Il rapporto per l'invio a riciclo o in discarica è il dato specifico di gruppo. I fattori emissivi derivano dalla banca dati DEFRA, e comprendono anche l'impatto relativo al trasporto.

  • Categoria 13: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector- Scope 3 Guidance (pg. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories)
  • Categoria 14: Non rilevante, come indicato nella guida Cement Sector- Scope 3 Guidance (pg. 41, 4.10 Non-relevant Scope 3 categories)
  • Categoria 15: Sono state considerate le maggiori società partecipate che producono cemento e argilla espansa. Una quota (pari a circa l'80%) delle emissioni di questa categoria è stata calcolata con i dati delle emissioni relative agli Scope 1 e 2 ottenuti direttamente dai partner; la restante parte è stata stimata a partire dai valori riportati sul registro europeo delle emissioni, da banca dati GNR di GCCA o applicando dei valori di emissioni specifiche del gruppo. La quota di emissioni inserite in Scope 3 è proporzionale alla quota di proprietà di Buzzi SpA.

Emissioni business cemento

In riferimento all'obiettivo della roadmap di decarbonizzazione descritta al capitolo E1-1, sono state calcolate le emissioni specifiche di CO2 del solo business cemento. Sono riportate le emissioni Scope 1 assolute e le emissioni Scope 1 specifiche rispetto alla produzione di materiale cementizio.

Business cemento 2024
Emissioni lorde assolute Scope 1 tCO2eq/000 16.982
Emissioni nette assolute Scope 1 tCO2eq/000 15.484
Emissioni lorde specifiche Scope 1 kg/tmateriale cementizio 650
Emissioni nette specifiche Scope 1 kg/tmateriale cementizio 593

Le emissioni nette rappresentano le emissioni di CO2 che provengono dai soli combustibili fossili, quindi escludono le emissioni derivate dalla parte fossile dei combustibili alternativi.

Tutte le emissioni non tengono in considerazione le emissioni derivate dalla combustione di biomassa, considerate neutrali perché compensate da un equivalente assorbimento, in tempi relativamente brevi, da parte della matrice organica.

Specifiche di rendicontazione

Le emissioni relative al business cemento sono metriche entity-specific, riportate come disaggregazione rilevante dei dati rendicontati secondo ESRS E1. Sono incluse negli indicatori solo le emissioni dirette Scope 1 associate alla produzione cemento.

TASSONOMIA

La tassonomia è un regolamento europeo entrato in vigore il 12 luglio 2020 con lo scopo di orientare gli investimenti finanziari verso attività economiche ecosostenibili. Per fare questo la tassonomia impone alle società finanziarie di dare evidenza del peso delle attività ecosostenibili nel loro portafoglio e alle società non finanziarie di fornire informazioni in merito a sei obiettivi ambientali:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  • transizione verso un'economia circolare;
  • prevenzione e controllo dell'inquinamento;
  • protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Le società non finanziarie coinvolte sono tutte quelle tenute alla pubblicazione della dichiarazione non finanziaria ai sensi della direttiva 2014/95/UE e riconducibili alle attività economiche definite "ammissibili" dal regolamento, tra cui la produzione del cemento. La tassonomia individua quattro condizioni che l'attività economica deve soddisfare per essere definita sostenibile dal punto di vista ambientale:

  • contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di uno o più dei sei obiettivi ambientali;
  • non arrecare danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali;
  • soddisfare i minimi criteri di salvaguardia sociale;
  • rispettare i criteri di vaglio tecnico stabiliti dalla Commissione Europea.

A giugno 2021 è stato adottato il regolamento delegato (UE) 2021/2139, che copre i primi due obiettivi, ovvero mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2023, con il regolamento delegato (UE) 2023/2486, la Commissione ha fissato i criteri che riguardano i rimanenti quattro obiettivi ed ha revisionato i modelli di pubblicazione dei dati. In linea con le attuali prescrizioni e i modelli presentati negli atti delegati sopracitati, riportiamo nelle tabelle seguenti i dati di fatturato, spese in conto capitale e spese operative ammissibili e allineati rispetto all'attività complessiva. Nei grafici seguenti sono riassunte le percentuali complessive di allineamento e ammissibilità dell'azienda con una descrizione delle modalità di determinazione dei valori riportati.

Valutazione di ammissibilità e allineamento

Secondo quanto riportato negli atti delegati di cui sopra, delle attività di Buzzi la produzione di cemento (CCM 3.7) risulta ammissibile per quanto riguarda gli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. La produzione di calcestruzzo e aggregati, altro settore operativo del gruppo, non risulta ad oggi incluso tra le attività ammissibili secondo il regolamento.

Esistono anche altre attività economiche ammissibili alla tassonomia all'interno delle linee di business di Buzzi, quali ad esempio "Installazione, manutenzione e riparazione di tecnologie per le energie rinnovabili", che tuttavia non sono state indicate separatamente ma incluse nell'attività economica produzione di cemento.

Per evitare il doppio conteggio, l'allineamento dell'attività produzione di cemento è stato valutato solo per l'obiettivo di mitigazione dei cambiamenti climatici, che per il nostro settore è quello più rilevante.

A questo scopo, sono state sviluppate e diffuse specifiche linee guida a tutti i Paesi del gruppo. In particolare, per quanto riguarda il fatturato l'analisi di allineamento ai criteri di vaglio tecnico è stata condotta a livello di singolo prodotto venduto da ciascun impianto. I trasferimenti interni al perimetro di gruppo sono stati considerati nel calcolo una sola volta per evitare un doppio conteggio e le vendite verso società del gruppo non sono state incluse per garantire coerenza con il fatturato consolidato.

Per la valutazione di Capex e Opex allineati, l'analisi è stata impostata per singolo impianto in base alla rispettiva quota di allineamento del fatturato dell'anno e alla previsione di allineamento dell'impianto ai criteri di vaglio tecnico al 2030 secondo la roadmap "Our Journey to Net Zero". Per questo motivo, ai fini di tale valutazione il piano di roadmap è stato considerato coincidente con il piano Capex previsto dal regolamento EU della tassonomia.

Do Not Significant Harm (DNSH)

Uno dei criteri per considerare un'attività allineata alla tassonomia è non arrecare danno significativo a nessuno degli altri obiettivi ambientali. Per questo è stato verificato, per ogni impianto, che la produzione di prodotti allineati soddisfi questo criterio, procedendo alla verifica dei requisiti riportati per ciascuno deli obiettivi nelle rispettive appendici A – E degli atti delegati sopra citati.

  • Adattamento ai cambiamenti climatici e protezione delle risorse idriche e marine: nel 2022 è stata svolta un'analisi per la valutazione della propria resilienza ai rischi climatici e idrici, considerando diversi scenari e orizzonti temporali, come descritto nel capitolo "Cambiamenti climatici", SBM-3 - IRO-1 e "Acqua e risorse marine". I risultati dell'analisi sono stati condivisi con il management e integrati nell'Enterprise Risk Management adottando, laddove necessario, opportune misure di mitigazione.
  • Prevenzione e controllo dell'inquinamento: ogni anno viene effettuato uno screening per verificare il rispetto dei limiti emissivi definiti dalle Best Available Techniques Associated Emissions Levels (BAT-AEL) per ciascun impianto del gruppo. Inoltre, l'azienda ha concluso che i criteri richiesti all'appendice C siano soddisfatti per l'attività produzione cemento. Per maggiori dettagli sulla gestione del tema, si rimanda al capitolo "Inquinamento".
  • Transizione verso un'economia circolare: non sono descritte richieste specifiche riguardo all'attività "Produzione di cemento", tuttavia varie azioni sono implementate dall'azienda per evitare di arrecare danni significativi rispetto a questo obiettivo. Maggiori dettagli sono riportati al capitolo "Economia circolare".
  • Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: in linea con le prescrizioni delle autorità competenti, valutiamo gli impatti delle nostre attività estrattive considerando la vicinanza dei nostri siti ad aree protette e, se necessario, progettiamo misure di mitigazione e compensazione per la biodiversità. Maggiori dettagli sono riportati nel capitolo "Biodiversità ed ecosistemi".

Criteri minimi di salvaguardia

Per l'intera azienda sono stati verificati i criteri di salvaguardia sociale che si riferiscono al rispetto dei diritti umani e alla condotta imprenditoriale in riferimento all'anticorruzione, alla concorrenza leale e alla tassazione, sulla base degli standard minimi stabiliti dall'OCSE e dall'ONU. A questo scopo, nel 2023 Buzzi ha effettuato un'analisi delle proprie pratiche in materia di diritti umani al fine di verificare il livello di maturità dell'azienda. L'analisi è stata condotta sulla base del Corporate Human Rights Benchmark (CHRB), che fornisce una valutazione del modello di gestione dei diritti umani rispetto a cinque aree di misurazione. L'indagine ha evidenziato che Buzzi ha già in essere diverse procedure, pratiche e attività per la tutela dei diritti umani. Per maggiori informazioni su politiche dell'azienda e informazioni su incidenti e denunce sul tema Diritti Umani vedere il capitolo "Forza lavoro propria" e "Lavoratori della catena del valore". Per maggiori informazioni sulla condotta dell'impresa in tema di anticorruzione e sulla concorrenza leale vedere il capitolo "Condotta dell'impresa".

FATTURATO Il fatturato di gruppo ammissibile alla tassonomia risulta essere pari ai ricavi netti da clienti esterni, derivanti dalla vendita di cemento. Il fatturato ammissibile è stato confrontato con i ricavi netti consolidati (nota 7, bilancio consolidato), comprendenti anche le attività non ammissibili, come trasporto e vendita di calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali.

Il fatturato allineato per quanto riguarda gli obiettivi di mitigazione o adattamento risulta essere la quota del fatturato relativa alla produzione di prodotti ammissibili che hanno generato emissioni pari o inferiori alle soglie poste dalla tassonomia, ovvero 0,722 t CO2 per tonnellata di clinker o 0,469 t CO2 per tonnellata di cemento.

SPESE IN CONTO CAPITALE Le spese in conto capitale per immobili, impianti e macchinari e l'incremento delle attività in diritto d'uso relative alla produzione di cemento sono considerate ammissibili secondo la tassonomia. Le spese in conto capitale totali consolidate e l'incremento delle attività in diritto d'uso comprendono anche le spese in conto capitale in attività diverse dal cemento (bilancio consolidato, prospetto rendiconto finanziario consolidato). Le spese in conto capitale allineate alla tassonomia sono la quota di spese in conto capitale ammissibili associate alla produzione di prodotti allineati. Inoltre, le spese in conto capitale ammissibili che rientrano nel perimetro della roadmap "Our Journey to Net Zero" sono considerate allineate a condizione che tali progetti rendano le attività economiche allineate alla tassonomia al 2030. Sono considerati allineate anche le spese in conto capitale ammissibili relative all'acquisto di beni che sono il risultato di una attività economica allineata.

SPESE OPERATIVE Le spese operative ammissibili alla tassonomia riguardano i costi per i materiali di consumo, di manutenzione e riparazione, di ricerca e sviluppo correlati alla produzione di cemento. Le spese operative totali consolidate, inclusive dei costi relativi alle attività non ammissibili, sono presentate per i materiali di consumo e per i servizi di manutenzione e riparazione, rispettivamente alle note 9 e 10 del bilancio consolidato. Inoltre, è considerata la spesa per ricerca e sviluppo totale del gruppo pari a 32,5 milioni di €. È allineata alla tassonomia la quota delle spese operative riguardanti la manutenzione di immobili, impianti e macchinari funzionali alla produzione dei prodotti allineati. Inoltre, sono considerati allineati i costi ammissibili relativi ai progetti rientranti nel perimetro della roadmap "Our Journey to Net Zero", a condizione che tali progetti siano funzionali a rendere le attività economiche allineate alla tassonomia al 2030. Sono considerate allineate anche le spese operative ammissibili relative all'acquisto di beni di produzione di un'attività economica allineata.

■ ALLINEATO ■ AMMISSIBILE NON ALLINEATO ■ NON AMMISSIBILE

Esercizio finanziario 2024 Criteri per il contributo sostanziale Criteri per "non arrecare un danno significativo"
Attività economiche Codice(a) Fatturato Quota del fatturato 2024 cambiamenti climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità cambiamenti climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
Acqua Inquinamento Economia
circolare
Biodiversità Garanzie minime di
salvaguardia
Quota di fatturato allineata
(A.1) o ammissibile (A.2)
alla Tassonomia 2023
Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione

A. Attività ammissibili alla Tassonomia A

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)

€ m % Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No % A T
CCM
Produzione di cemento
3.7
210 4,9% No N/AM N/AM N/AM N/AM 4,3% T
Fatturato delle attività
ecosostenibili (allineate alla
Tassonomia) (A.1)
210 4,9% 4,9% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 4,3%
Di cui abilitanti 0 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 A
Di cui di transizione 210 4,9% 4,9% 4,3% T

A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia)

€ m % AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
%
CCM
Produzione di cemento
3.7
2.554 59,2% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 58,8%
Fatturato delle attività
ammissibili ma non
ecosostenibili (attività non
allineate alla Tassonomia)
(A.2)
2.554 59,2% 59,2% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 58,8%
A. Fatturato delle attività
ammissibili alla tassonomia
(A.1+A.2)
2.764 64,1% 64,1% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 63,1%

B. Attività non ammissibili alla Tassonomia

Fatturato delle attività non

(a) Il codice contiene l'abbreviazione dell'obiettivo al quale l'attività economica può apportare un contributo sostanziale, e il numero della sezione dell'attività nel corrispondente allegato dell'obiettivo, vale a dire: • mitigazione dei cambiamenti climatici: CCM • adattamento ai cambiamenti climatici: CCA • acque e risorse marine: WTR € m %

ammissibili alla Tassonomia 1.549 35,9%
economia circolare: CE
(B)
prevenzione e riduzione dell'inquinamento: PPC

biodiversità ed ecosistemi: BIO
(b) Sì – L'attività è ammissibile alla tassonomia e allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente
Totale No – L'attività è ammissibile alla tassonomia ma non è allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente
4.313 100,0% AM – Attività ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente

N/AM – Non ammissibile; l'attività non è ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente

Quota di fatturato/Fatturato totale
Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) 4,9% 64,1%
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) 0,0% 0,0%
Acqua (WTR) 0,0% 0,0%
Inquinamento (CE) 0,0% 0,0%
Economia circolare (PPC) 0,0% 0,0%
Biodiversità (BIO) 0,0% 0,0%

Esercizio finanziario 2024 Criteri per il contributo sostanziale Criteri per "non arrecare un danno
significativo"
Attività economiche Codice(a) CapEx 2024
Quota di CapEx
cambiamenti climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità cambiamenti climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
Acqua Inquinamento Economia
circolare
Biodiversità Garanzie minime di
salvaguardia
Quota di CapEx allineata (A.1)
alla Tassonomia 2023
o ammissibile (A.2)
Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione

A. Attività ammissibili alla Tassonomia A

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)

€ m % Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No % A T
CCM
Produzione di cemento
3.7
48 10,1% No N/AM N/AM N/AM N/AM 9,4% T
CapEx delle attività
ecosostenibili (allineate alla
Tassonomia) (A.1)
48 10,1% 10,1% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 9,4%
Di cui abilitanti 0 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 A
Di cui di transizione 48 10,1% 10,1% 9,4% T

A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia)

€ m % AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
%
CCM
Produzione di cemento
3.7
324 68,8% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 64,5%
CapEx delle attività
ammissibili ma non
ecosostenibili (attività non
allineate alla Tassonomia)
(A.2)
324 68,8% 68,8% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 64,5%
A. CapEx delle attività
ammissibili alla tassonomia
(A.1+A.2)
372 79,0% 79,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 73,9%

B. Attività non ammissibili alla Tassonomia

CapEx delle attività non € m % (a) Il codice contiene l'abbreviazione dell'obiettivo al quale l'attività economica può apportare un contributo sostanziale, e il
numero della sezione dell'attività nel corrispondente allegato dell'obiettivo, vale a dire:

mitigazione dei cambiamenti climatici: CCM

adattamento ai cambiamenti climatici: CCA

acque e risorse marine: WTR
ammissibili alla Tassonomia 99 21,0%
economia circolare: CE
(B)
prevenzione e riduzione dell'inquinamento: PPC

biodiversità ed ecosistemi: BIO
Totale 471 100,0% (b) Sì – L'attività è ammissibile alla tassonomia e allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente
No – L'attività è ammissibile alla tassonomia ma non è allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente
AM – Attività ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente
N/AM – Non ammissibile; l'attività non è ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente
Quota di CapEx/CapEx totali
Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) 10,1% 79,0%
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) 0,0% 0,0%
Acqua (WTR) 0,0% 0,0%
Inquinamento (CE) 0,0% 0,0%
Economia circolare (PPC) 0,0% 0,0%
Biodiversità (BIO) 0,0% 0,0%

Esercizio finanziario 2024 Criteri per il contributo sostanziale Criteri per "non arrecare un danno
significativo"
Attività economiche Codice OpEx Quota di OpEx 2024 cambiamenti climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
Acqua Inquinamento Economia circolare Biodiversità cambiamenti climatici
Mitigazione dei
cambiamenti climatici
Adattamento ai
Acqua Inquinamento Economia
circolare
Biodiversità Garanzie minime di
salvaguardia
allineata (A.1)
alla Tassonomia 2023 (c)
o ammissibile (A.2)
Quota di OpEx
Categoria attività abilitante Categoria attività di transizione

A. Attività ammissibili alla Tassonomia A

A.1. Attività ecosostenibili (allineate alla Tassonomia)

€ m % Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì; No;
N/AM
(b)
Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No Sì/No % A T
CCM
Produzione di cemento
3.7
25 5,8% No N/AM N/AM N/AM N/AM 6,0% T
OpEx delle attività
ecosostenibili (allineate alla
Tassonomia) (A.1)
25 5,8% 5,8% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 6,0%
Di cui abilitanti 0 0,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 A
Di cui di transizione 25 5,8% 5,8% 6,0% T

A.2. Attività ammissibili alla Tassonomia ma non ecosostenibili (attività non allineate alla Tassonomia)

€ m % AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
AM;
N/AM
%
CCM
Produzione di cemento
3.7
292 66,0% AM AM N/AM N/AM N/AM N/AM 63,2%
OpEx delle attività
ammissibili ma non
ecosostenibili (attività non
allineate alla Tassonomia)
(A.2)
292 66,0% 66,0% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 69,3%
A. OpEx delle attività
ammissibili alla tassonomia
(A.1+A.2)
317 71,7% 71,7% 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 69,3%
B. Attività non ammissibili alla Tassonomia numero della sezione dell'attività nel corrispondente allegato dell'obiettivo, vale a dire: (a) Il codice contiene l'abbreviazione dell'obiettivo al quale l'attività economica può apportare un contributo sostanziale, e il
€ m %

mitigazione dei cambiamenti climatici: CCM
adattamento ai cambiamenti climatici: CCA
acque e risorse marine: WTR
OpEx delle attività non economia circolare: CE
ammissibili alla Tassonomia
(B)
125 28,3%
prevenzione e riduzione dell'inquinamento: PPC

biodiversità ed ecosistemi: BIO
(b) Sì – L'attività è ammissibile alla tassonomia e allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente
Totale 442 100,0% No – L'attività è ammissibile alla tassonomia ma non è allineata alla tassonomia riguardo all'obiettivo ambientale pertinente
AM – Attività ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente
N/AM – Non ammissibile; l'attività non è ammissibile alla tassonomia per l'obiettivo pertinente
(c) I KPI di allineamento e ammissibilità delle spese operative è stato ricalcolato per il 2023, in allineamento alla metodologia
2024 per considerare una quota di spese per materiali di consumo per la produzione cemento precedentemente escluse.
Quota di OpEx/OpEx totali
Allineata alla tassonomia per obiettivo Ammissibile alla tassonomia per obiettivo
Mitigazione dei cambiamenti climatici (CCM) 5,8% 71,7%
Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA) 0,0% 0,0%
Acqua (WTR) 0,0% 0,0%
Inquinamento (CE) 0,0% 0,0%
Economia circolare (PPC) 0,0% 0,0%
Biodiversità (BIO) 0,0% 0,0%

INQUINAMENTO

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti negativi
Emissioni di SO2, NOx e microinquinanti in atmosfera

Emissioni di polveri in atmosfera

|| IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati all'inquinamento

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione Informazioni generali, IRO-1. Per il tema "Inquinamento" abbiamo identificato due impatti negativi rilevanti a livello delle nostre attività riguardanti le emissioni in atmosfera.

Gli interessi e le opinioni degli stakeholder sono stati tenuti in considerazione come descritto nelle sezioni Informazioni generali, IRO-1 e SBM-2.

|| E2-1

Politiche relative all'inquinamento

Come descritto nel Codice di Condotta, Buzzi, pur non avendo una politica specifica relativa all'inquinamento, si impegna a condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Nel corso del 2024 l'azienda ha effettuato in tutti i paesi in cui opera una mappatura degli inquinanti monitorati, delle metodologie e delle frequenze di monitoraggio in uso e sta raccogliendo elementi utili alla redazione di una linea guida di gruppo per stabilire condizioni minime armonizzate per il monitoraggio degli inquinanti e garantire una migliore qualità della rendicontazione delle emissioni in atmosfera. In futuro, si valuterà l'introduzione di una politica specifica in tema di riduzione delle emissioni avendo come possibile riferimento le BAT AEL europee.

|| E2-2

Azioni e risorse connesse all'inquinamento

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione dell'inquinamento, in base alle proprie necessità e caratteristiche.

Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Installazione o ammodernamento di sistemi
di contenimento delle polveri diffuse
In corso/completato Siti produzione cemento in Italia e
in Germania
Installazione, ammodernamento e
manutenzione di sistemi di abbattimento
delle polveri di processo
In corso/completato Vari siti di produzione cemento in
tutto il gruppo
Miglioramento del sistema di abbattimento
delle emissioni di mercurio ed NOx
In corso Siti di produzione cemento in Italia
e in Germania
Installazione del sistema di monitoraggio in
continuo del mercurio
Completato Sito di produzione cemento in
Polonia

|| E2-3

Obiettivi connessi all'inquinamento

L'azienda non ha attualmente stabilito obiettivi riguardanti l'inquinamento relativi a impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti. Tuttavia, nella definizione delle proprie strategie Buzzi valuta sempre le tematiche ambientali prediligendo l'utilizzo di processi, tecnologie e materiali che limitino gli impatti negativi anche in termini di emissioni di inquinanti.

|| E2-4

Inquinamento dell'aria

Il processo produttivo del cemento comporta l'emissione di polveri e inquinanti atmosferici. Le emissioni sono monitorate in modo differente in base al tipo di inquinante e alle richieste legislative locali. I dati riguardanti gli inquinanti emessi in atmosfera vengono gestiti localmente e raccolti centralmente a livello di gruppo attraverso un database interno o specifiche raccolte dati.

Nel 2024 è stata svolta un'analisi delle procedure per il monitoraggio delle emissioni utilizzate nei diversi paesi in cui opera il gruppo, con l'obiettivo di stabilire metodologie armonizzate per il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni atmosferiche, da applicare a partire dal 2025.

Buzzi adotta sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni (SME) per misurare i principali inquinanti, tra cui polveri, ossidi di azoto (NOx), biossido di zolfo (SO₂) e mercurio (Hg). L'utilizzo di SME permette una maggiore conoscenza dell'assetto emissivo da parte degli operatori, che possono in ogni istante visualizzare i dati e intervenire tempestivamente sul processo. Inoltre, rappresenta una garanzia per gli organi di controllo e per gli altri stakeholder interessati a dati affidabili e tracciabili.

Con riferimento alla produzione di clinker del 2024, la copertura del monitoraggio in continuo è la seguente: polveri al 66%, NOx al 95%, SO₂ all'88% e Hg al 53%. Gli altri inquinanti sono monitorati con diversa frequenza in modo discontinuo, in base alle richieste della legislazione locale.

La comunicazione seguente riguarda gli inquinanti elencati nell'allegato II del regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (ad eccezione dei gas ad effetto serra, già trattati nel capitolo "Cambiamenti Climatici"), ed include solo le quantità consolidate dei complessi che superano i valori indicati nell'allegato II di tale regolamento. Poiché non tutti gli inquinanti sono rilevanti per il settore cemento abbiamo avviato un'analisi per identificare quelli richiesti dai vari paesi europei nell'ambito del registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR – regolamento (CE) n. 166/2006). Questa indagine ci ha portato a definire un set minimo di inquinanti comune a tutti i paesi europei, e che potesse essere esteso ai paesi non europei del gruppo nell'ambito della rendicontazione.

I numeri comunicati si basano su diversi metodi di misura o su metodologie di stima, così come previsto dal regolamento (CE) n. 166/2006. A seconda delle tecnologie disponibili in ciascun impianto, le emissioni sono state valutate:

  • con monitoraggio continuo, utilizzando la media delle concentrazioni orarie o semi-orarie misurate;
  • con monitoraggio discontinuo, utilizzando la media delle concentrazioni misurate durante l'anno o la misurazione più recente disponibile;
  • attraverso stime, laddove non previsto da richieste normative, applicando fattori di emissione rispetto alla produzione e al tipo di impianto.

Maggiori dettagli sui metodi utilizzati sono riportati nelle Specifiche di rendicontazione.

Emissioni in atmosfera (consolidate secondo ESRS E2) 2024
Particolato (PM10) t 509
Ossidi di azoto (NOx come NO2) t 23.632
Ossidi di zolfo (SOx come SO2) t 3.021
Monossido di carbonio (CO) t 23.625
Ammoniaca (NH3) t 646
Cloro e composti inorganici (come HCl) t 11
Fluoro e composti inorganici (come HF) t 0
Bifenili policlorurati (PCBs) mg 0
PCDD + PCDF (diossine + furani) mg 301
Arsenico e composti (come As) kg 63
Cadmio e composti (come Cd) kg 11
Cromo e composti (come Cr) kg 2.250
Rame e composti (come Cu) kg 15.913
Mercurio e composti (come Hg) kg 430
Nichel e composti (come Ni) kg 633
Piombo e composti (come Pb) kg 0

Specifiche di rendicontazione

L'informativa sulle sostanze inquinanti consolida, come previsto dall'ESRS E2, le quantità annuali emesse dagli impianti di produzione cemento del gruppo valutate in base ai criteri di comunicazione stabiliti dal regolamento E-PRTR. Le quantità annuali considerano le emissioni totali dell'impianto, indipendentemente dal numero di punti di emissione previsti dalle autorizzazioni ambientali.

I numeri riportati derivano da misure in continuo, da campionamenti periodici o da stime fatte localmente. In quest'ultimo caso, i fattori emissivi possono essere stimati da misurazioni passate o provenire da specifiche banche dati, come lo US EPA AP-42 negli Stati Uniti.

In caso di assenza di queste informazioni, le emissioni di inquinanti sono state stimate individuando, per ciascun inquinante, un fattore di emissione calcolato come il 75° percentile delle emissioni specifiche degli altri impianti del gruppo. Tale fattore è stato moltiplicato per la produzione di clinker dell'impianto e la quantità così ottenuta è stata confrontata con la soglia prevista dal regolamento E-PRTR. Nel caso delle emissioni di PM10, dove non venisse fornito un dato localmente, queste sono state stimate come percentuale delle emissioni di polveri totali, misurate in continuo o discontinuo.

La possibilità di stimare le emissioni di inquinanti è prevista dallo standard ESRS E2. I valori di emissioni stimati localmente o sulla base della media del gruppo hanno un maggiore livello di incertezza rispetto alle misure in continuo o discontinuo.

Rumore

In questa sezione sono riportate metriche entity-specific riguardo il monitoraggio del rumore.

I sistemi di gestione ambiente e sicurezza implementati da Buzzi prevedono il monitoraggio periodico dei valori di rumore emesso dai propri impianti e percepito all'esterno. Questa attività permette l'individuazione di eventuali criticità e l'avvio di relativi investimenti mirati, con particolare attenzione alle cementerie vicine o all'interno di centri abitati.

Rumore 2024
Copertura monitoraggio rumore % 58

Nel 2024, il numero di cementerie a ciclo completo in cui è stato svolta un'attività di monitoraggio delle emissioni acustiche è aumentato a livello gruppo (18 stabilimenti su 31) ed è stato pari al 100% dei siti in Italia, Repubblica Ceca, Russia e Brasile.

A seguito delle attività di monitoraggio, sono stati effettuati interventi migliorativi (come, ad esempio, acquisto di macchinari più moderni e silenziati e installazione di pannellature fonoassorbenti e di silenziatori) per un valore di oltre 1 milione di euro. L'utilizzo dei sistemi sopra descritti e l'utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) idonei permette inoltre di ridurre l'esposizione alle emissioni acustiche del personale sia all'interno dei reparti che sui piazzali.

Specifiche di Rendicontazione

La copertura di monitoraggio rumore considera il numero di cementerie a ciclo completo in cui è stata svolta almeno un'attività di monitoraggio del rumore nell'anno di riferimento.

ACQUE E RISORSE MARINE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti negativi
Prelievi idrici in aree a stress idrico

|| IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti legati alle acque e alle risorse marine

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione Informazioni generali, IRO-1. Per il tema "Acque e risorse marine" abbiamo identificato un impatto negativo rilevante a livello delle nostre attività.

Gli interessi e le opinioni degli stakeholder sono stati tenuti in considerazione come descritto nel capitolo Informazioni generali, SBM-2. Inoltre, nell'individuazione degli impatti è stata valutata anche la localizzazione dei nostri impianti, per identificare le aree a maggior rischio di stress idrico.

|| E3-1

Politiche connesse alle acque e alle risorse marine

Buzzi non ha una politica specifica relativa alle risorse idriche. Il gruppo rispetta i principi dettagliati nel Codice di Condotta, tra cui il rispetto dell'ambiente, impegnandosi a condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. La possibilità di introdurre una politica specifica verrà valutata in futuro.

Maggiori informazioni sul Codice di Condotta, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al paragrafo G1-1, "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese.

|| E3-2

Azioni e risorse connesse alle acque e alle risorse marine

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione delle risorse idriche, in base alle proprie necessità e caratteristiche.

Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Installazione di sistemi di raccolta e
trattamento delle acque meteoriche e sistemi
per il recupero delle acque di processo
Completato Siti italiani e brasiliani di produzione
cemento, inclusi siti in aree ad
elevato stress idrico
Installazione di sistemi di misurazione
dell'acqua per monitorare i prelievi e i
consumi
Completato Siti di produzione calcestruzzo in
Repubblica Ceca
Rinnovo o introduzione di sistemi di
trasporto e pompaggio dell'acqua
In corso/completato Siti di produzione cemento e
calcestruzzo
Dragaggio dei bacini di ritenzione di acqua
piovana per avere maggiore disponibilità
d'acqua da utilizzare nel processo
2030 Sito di produzione cemento in
Repubblica Ceca

Tutte le azioni elencate hanno l'obiettivo generale di ridurre il prelievo di acqua, migliorare l'efficienza idrica e incrementare la quantità di acqua recuperata nel processo di produzione.

|| E3-3

Obiettivi connessi alle acque e alle risorse marine

Attualmente, l'azienda non ha stabilito obiettivi riguardanti le risorse idriche relativi a impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti. Tuttavia, in ragione del previsto aumento delle zone esposte a stress idrico, Buzzi monitora i propri consumi e adotta sistemi di raccolta, trattamento e ricircolo delle acque, come descritto nella tabella delle Azioni alla sezione precedente.

|| E3-4

Consumo idrico

L'acqua è una risorsa fondamentale per tutte le nostre attività produttive. Il consumo di acqua nel ciclo tecnologico del cemento è dovuto principalmente al condizionamento dei gas caldi dei forni, all'abbattimento della temperatura durante la macinazione del cemento, al raffreddamento degli organi motore e alla riduzione della polverosità diffusa negli impianti. Il consumo aumenta nel caso di impianti di produzione con processi a via umida e semi-umida.

Per la produzione di calcestruzzo l'acqua è un ingrediente indispensabile, utilizzata per il lavaggio degli aggregati, la pulizia dei veicoli, oltre che come materia prima necessaria per la produzione.

L'utilizzo di acqua piovana e riciclata per la pulizia e per il processo di produzione sta diventando sempre più importante: parte dell'acqua evapora durante l'utilizzo e viene rilasciata in atmosfera, tuttavia, l'acqua utilizzata per determinati processi (ad esempio, il lavaggio dei veicoli) viene riciclata con sempre maggiore efficienza.

I quantitativi di acqua prelevata e/o scaricata sono autorizzati secondo permessi specifici di ciascun impianto.

I dati relativi alla gestione dell'acqua sono monitorati secondo le linee guida fornite dalla società capogruppo a tutte le sue controllate. Nello specifico, Buzzi ha sviluppato nel 2023 una linea guida per il monitoraggio del consumo di acqua negli impianti di produzione del calcestruzzo, mentre una linea guida per il monitoraggio del consumo di acqua negli impianti cemento era già in vigore dal 2021.

Consumo di acqua 2024
Acqua prelevata m3/000 24.952
di cui acqua piovana recuperata m3/000 1.620
Acqua scaricata m3/000 13.361
Acqua totale consumata m3/000 11.591
di cui in aree a stress idrico m3/000 4.358
Intensità di consumo idrico m3/migliaia di € 2,7

Lo stress idrico fa riferimento alla capacità o incapacità di soddisfare la richiesta di acqua sia umana che ecologica ed è misurato dal rapporto tra il prelievo idrico totale e le risorse disponibili di acqua, provenienti da fonti superficiali e sotterranee, in una determinata area.

Considerando tutte le attività del gruppo, il consumo di acqua in aree ad alto o molto alto rischio di stress idrico corrisponde al 38% del totale.

Specifiche di rendicontazione

L'acqua prelevata è definita come quantità d'acqua rimossa da un sistema e temporaneamente o permanentemente non disponibile per altri usi. Include solo l'acqua destinata a fini industriali, compresa l'acqua piovana recuperata. L'acqua piovana recuperata è l'acqua prelevata e riutilizzata per uso industriale da vasche di stoccaggio in cui viene raccolta l'acqua piovana. Attualmente include solo l'acqua raccolta in impianti di produzione cemento.

L'acqua scaricata è la quantità d'acqua utilizzata per scopi industriali che viene rilasciata nell'ambiente con parametri quantitativi e qualitativi definiti dalle normative locali (con autorizzazione allo scarico).

Le quantità riportate come acqua prelevata e scaricata sono raccolte per ciascun impianto a livello locale secondo le linee guida di gruppo che definiscono la necessità di utilizzare preferibilmente dati derivati da misurazione e, solo in assenza di questi, ricorrere ad una stima del dato.

L'acqua consumata viene calcolata come differenza tra l'acqua prelevata e l'acqua scaricata.

L'intensità idrica è calcolata come rapporto tra l'acqua consumata e i ricavi netti totali dell'azienda, in conformità con ESRS E3-4.

Gli impianti in aree ad elevato stress idrico sono stati determinati considerando gli impianti di produzione cemento (inclusi i centri di macinazione), le centrali di betonaggio e le cave di aggregati di tutto il gruppo. Per la valutazione è stato utilizzato l'Aqueduct Tool (WRI). Sono state considerate aree a stress idrico quelle in cui il rapporto tra la richiesta e la disponibilità d'acqua risultasse alta (40-80%) o molto alta (>80%).

Business cemento

Consumo di acqua nella produzione di cemento 2024
Acqua prelevata m3/000 18.632
Acqua scaricata m3/000 11.110
Acqua totale consumata m3/000 7.522
di cui in aree a stress idrico m3/000 2.199
Intensità di consumo idrico m3/migliaia di € 2,5
Consumo specifico di acqua l/t materiale cementizio 288

Nell'ambito della produzione di cemento, alcuni dei siti produttivi localizzati in Italia, Germania, Russia e Stati Uniti si trovano in aree a stress idrico. Questi siti sono responsabili del 29% del consumo di acqua per la produzione di cemento.

Il consumo specifico di acqua rispetto alla produzione di materiale cementizio risulta in linea con il valore dell'anno precedente (281 l/t materiale cementizio).

Specifiche di rendicontazione

Il consumo di acqua nella produzione di cemento è fornito come informativa aggiuntiva specifica per l'azienda (entity-specific). Sono considerati tutti gli impianti di produzione cemento del gruppo, inclusi i centri di macinazione.

L'intensità di consumo idrico nella produzione di cemento è calcolata come rapporto tra l'acqua consumata negli impianti di produzione cemento e i ricavi netti derivati dalla vendita di cemento, descritti nella nota 7 del bilancio consolidato.

Il dato di consumo specifico di acqua è calcolato rispetto alla produzione di materiale cementizio, che è definito come: tutto il clinker prodotto, più il gesso, più tutti i materiali eventualmente miscelati con il clinker per produrre i cementi e/o i leganti (ad esempio calcari, loppe, ceneri volanti, pozzolane, polveri di processo). Sono inclusi nel materiale cementizio eventuali quantità di componenti minerali (loppe, ceneri volanti e pozzolane) processati e venduti separatamente come sostituti del cemento. È invece escluso il clinker acquistato da terzi e usato per la produzione dei cementi e/o leganti.

BIODIVERSITÀ ED ECOSISTEMI

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti negativi
Cambiamento di uso del suolo con diminuzione della biodiversità e
peggioramento degli ecosistemi (degrado del suolo, desertificazione o
impermeabilizzazione del suolo)

|| IRO-1 || SBM-3

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi alla biodiversità e agli ecosistemi e la loro interazione con la strategia e il modello aziendale

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione Informazioni generali, IRO-1, insieme ai processi di coinvolgimento degli stakeholder, incluse le comunità locali per tener conto dei loro punti di vista. Nello specifico per quanto riguarda la biodiversità, sono stati identificati e valutati impatti, rischi ed opportunità relativi alle nostre attività manufatturiere ed estrattive per la produzione di cemento e calcestruzzo. Pur configurandosi situazioni differenti sito per sito, riteniamo che impatti simili possano presentarsi anche presso i nostri fornitori di materie prime.

I nostri business dipendono dalla disponibilità di materie prime come calcare, argilla e aggregati. Le attività funzionali alla loro estrazione hanno un impatto diretto e indiretto sulla biodiversità. Per il tema "Biodiversità ed ecosistemi" abbiamo identificato un impatto potenziale negativo in relazione al cambio d'uso del suolo nei siti di estrazione tipici quali cave e miniere. Maggiori informazioni sulla localizzazione e le caratteristiche dei siti considerati sono riportate al paragrafo E4-5, "Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi".

|| E4-1

Piano di transizione e attenzione alla biodiversità e agli ecosistemi nella strategia e nel modello aziendale

La valutazione di rilevanza, descritta in dettaglio al capitolo IRO-1, non ha evidenziato rischi fisici, di transizione e sistemici relativi alla biodiversità e agli ecosistemi. Di conseguenza l'azienda non ha predisposto, attualmente, piani formalizzati per questa tematica.

Pur tuttavia, l'evidente interesse da parte degli stakeholder per questa tematica ci induce a continuare e rafforzare la resilienza delle nostre strategie produttive intraprendendo azioni mirate, come illustrato di seguito, per evitare l'insorgenza di rischi rilevanti.

|| E4-2

Politiche relative alla biodiversità e agli ecosistemi

Nella conduzione delle sue attività, il gruppo adotta i principi dettagliati nel Codice di Condotta, tra cui il rispetto dell'ambiente, impegnandosi alla piena osservanza delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Maggiori informazioni sul Codice di Condotta, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al paragrafo G1-1, "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese".

Inoltre, nei prossimi 2 anni si prevede l'introduzione di una politica specifica relativa a Biodiversità ed ecosistemi, ad oggi non presente, supportata da linee guida e documenti interni per l'implementazione di protocolli comuni in tutto il gruppo. A questo scopo stiamo collaborando con diverse università, come descritto nel paragrafo successivo.

|| E4-3

Azioni e risorse relative alla biodiversità e agli ecosistemi

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione delle cave e dei relativi impatti su Biodiversità ed ecosistemi, in base alle proprie necessità e caratteristiche.

Nella coltivazione delle cave, l'azienda adotta la gerarchia di mitigazione che dà priorità, ove possibile, alla prevenzione di eventuali impatti sulla biodiversità. Qualora questi non possano essere completamente evitati, d'intesa con le autorità locali, vengono adottate misure di mitigazione, recupero e compensazione per conservare gli ecosistemi, minimizzando gli effetti negativi su di essi.

Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Monitoraggio della fauna locale Continuo Cave cemento e aggregati del
gruppo
Ripristino e miglioramento di aree estrattive
tramite la piantumazione e/o reintroduzione
di specie autoctone
Continuo Cave cemento e aggregati del
gruppo
Misure di compensazione Attività continuative
che prevedono
interventi mirati
Cave cemento, dove previsto dalla
normativa o dalle autorità
Collaborazione con comunità e associazioni
locali per preservare specie arboree a rischio
In corso 1 impianto negli Stati Uniti

Inoltre, per approfondire la conoscenza dello stato della biodiversità nei siti in cui operiamo, degli impatti che ricadono su di essi e di come mitigarli abbiamo avviato varie collaborazioni con università ed esperti in diversi paesi. Di particolare rilevanza è il progetto iniziato a novembre 2023 con l'Università del Piemonte Orientale (UPO). Il progetto di durata di triennale si pone diversi obiettivi:

  • misurare la biodiversità in un campione modello di cave di cemento;
  • mettere a punto un protocollo di monitoraggio utilizzando dei bioindicatori animali (ovvero organismi che subiscono variazioni misurabili del loro stato naturale in presenza di inquinanti o disturbi di vario genere) che possa essere applicato su ampia scala;
  • analizzare i possibili impatti delle attività estrattive sulla componente faunistica, per stabilire delle azioni che possano attenuarne gli effetti negativi.

Oltre a questo, anche in Germania è in corso una collaborazione con l'Università delle Scienza Applicate Bingen per testare metodologie adatte al monitoraggio della biodiversità nelle cave del gruppo.

|| E4-4

Obiettivi relativi alla biodiversità e agli ecosistemi

A prescindere dagli obblighi normativi, il nostro impegno è quello di continuare a proteggere e preservare gli ecosistemi presenti all'interno dei siti dove operiamo e nelle aree adiacenti.

L'azienda non ha al momento stabilito obiettivi specifici riguardanti biodiversità ed ecosistemi. Tuttavia, una volta individuati gli indicatori chiave e le metodologie per il loro monitoraggio, sarà valutata la possibilità di una loro adozione.

|| E4-5

Metriche d'impatto relative ai cambiamenti della biodiversità e degli ecosistemi

Buzzi opera complessivamente in 71 cave di estrazione di materie prime, suddivise per attività e localizzazione come mostrato nelle tabelle seguenti.

totale di cui in o vicino ad
aree protette*
Cave materie prime cemento area area
Italia 20 720 ha 5 125 ha
Stati Uniti 8 2.556 ha - -
Germania, Lussemburgo e Francia 12 987 ha 10 886 ha
Repubblica Ceca e Polonia 3 190 ha - -
Russia 4 293 ha - -
Brasile 6 331 ha 6 331 ha

Attualmente, gli impatti sull'ambiente circostante vengono mitigati e gestiti con piani di coltivazione e ripristino accuratamente progettati e in linea con le prescrizioni delle autorità locali.

Buzzi adotta nel 72% delle cave cemento attive azioni di mitigazione e/o di compensazione basate su una valutazione di impatto ambientale secondo la Direttiva 2011/92/UE o normative equivalenti nel caso di paesi extra UE.

Il 40% delle cave cemento attive sono situate all'interno o in prossimità di aree protette, sensibili sotto il profilo della biodiversità. In tutti questi siti sono messe in atto misure di mitigazione per proteggerla e conservarla. Nel 81% dei casi tali misure derivano da prescrizioni conformi alla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e alla Direttiva Habitat (92/43/CEE), o regolamenti equivalenti nel caso di paesi extra UE. Nel restante 19% dei casi, le misure sono attuate su iniziativa volontaria.

totale di cui in o vicino ad
aree protette*
Cave aggregati area area
Italia 5 179 ha 3 112 ha
Stati Uniti 4 457 ha - -
Germania e Francia 3 277 ha 2 124 ha
Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria 6 165 ha - -

Per quanto riguarda i siti estrattivi di aggregati, Buzzi ha messo in atto nel 72% delle cave attive azioni di mitigazione e/o di compensazione basate su una valutazione di impatto ambientale secondo la Direttiva 2011/92/UE o normative equivalenti nel caso di paesi extra UE.

Specifiche di rendicontazione

Nelle metriche illustrate vengono considerate tutte le nostre cave attive di estrazione materie prime per la produzione cemento e di estrazione aggregati per la produzione di calcestruzzo (interna o di aziende terze) al 31 dicembre 2024.

La valutazione della vicinanza ad aree sensibili sotto il profilo della biodiversità è stata effettuata per ciascuna cava localmente, sulla base delle normative vigenti.

* Le aree protette sono identificate localmente in base agli obblighi legislativi e alle condizioni di ciascun sito o ciascuna area.

[ RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ ] 102

Il 28% delle cave aggregati attive sono situate all'interno o in prossimità di aree protette, sensibili sotto il profilo della biodiversità. In tutti questi siti sono messe in atto misure di mitigazione per proteggerla e conservarla derivanti da prescrizioni conformi alla Direttiva Uccelli (2009/147/CE) e alla Direttiva Habitat (92/43/CEE) o regolamenti equivalenti nel caso di paesi extra UE.

USO DELLE RISORSE ED ECONOMIA CIRCOLARE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi
Incentivare l'economia circolare aumentando l'uso di sottoprodotti e rifiuti
come materie prime, componenti o combustibili alternativi (compresi i rifiuti
da demolizione)
Impatti negativi
Riduzione della disponibilità di materie prime naturali a livello locale o
globale a causa del limitato uso di materiali alternativi
Opportunità
Valorizzare l'economia circolare e l'utilizzo dei materiali di scarto
Rischi
Scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua

|| IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti connessi all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto nella sezione Informazioni generali, IRO-1. Per il tema "Uso delle risorse ed economia circolare" abbiamo identificato gli afflussi di risorse come argomento rilevante nelle nostre attività e nella catena di fornitura.

|| E5-1

Politiche relative all'uso delle risorse e all'economia circolare

Il Codice di Condotta prevede sostanzialmente l'impegno dell'azienda a condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle leggi e delle norme volte alla tutela dell'ambiente e all'uso sostenibile delle risorse naturali. Attualmente Buzzi non ha formalizzato alcuna politica specifica sul tema di uso delle risorse ed economia circolare, ma si impegna a fare un uso sostenibile delle risorse naturali, valutandone la loro sostituzione, quanto più possibile, con materiali di recupero o di scarto, purché compatibili con il processo produttivo e i requisiti qualitativi del prodotto, inclusi quelli relativi alla sicurezza in fase di utilizzo.

Maggiori informazioni sul Codice di Condotta, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al paragrafo G1-1, "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese".

|| E5-2

Azioni e risorse relative all'uso delle risorse e all'economia circolare

Ogni paese intraprende azioni specifiche per la gestione delle risorse naturali e per favorire un'economia circolare, in base alle proprie necessità e caratteristiche.

Di seguito sono riportate alcune azioni chiave attuate in diverse aree del gruppo:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Installazione o miglioramento dei sistemi di
raccolta, gestione e utilizzo di combustibili
alternativi, per aumentare il riciclo di materiali,
aumentare la quota di combustibili da
biomassa e diminuire le emissioni di CO2.
2025 Varie cementerie del gruppo in
possesso di autorizzazione
all'utilizzo di combustibili
alternativi
Aumento dell'utilizzo di materiali di
sostituzione nel cemento per diminuire il
rapporto clinker/cemento dei nostri prodotti e
abbassare le emissioni di CO2 associate
In corso, continuo Cementerie di tutto il gruppo
Installazione di infrastrutture per la gestione e
l'utilizzo di aggregati riciclati e scarti della
produzione del calcestruzzo per ridurre il
consumo di materie prime naturali
2024 Centrali di betonaggio in
Repubblica Ceca
Miglioramento nella gestione dei rifiuti
prodotti per aumentarne la quota recuperata o
riciclata
2024-2025 Impianti in Polonia, Repubblica
Ceca, Italia e Brasile

Parte di queste azioni, oltre che aumentare l'economia circolare della nostra produzione, fanno parte del piano di decarbonizzazione "Our Roadmap to Net Zero", presentato nel dettaglio al capitolo E1-1, "Piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici", poiché utili a ridurre le emissioni di CO2 nel nostro processo produttivo. I dettagli dei progetti, le spese in conto capitale e le spese operative associate alla roadmap di decarbonizzazione sono descritti al capitolo E1-1.

|| E5-3

Obiettivi relativi all'uso delle risorse e all'economia circolare

La nostra roadmap di decarbonizzazione "Our Roadmap to Net Zero", ampiamente illustrata al capitolo E1-1, stabilisce dei sotto-obiettivi riguardanti l'economia circolare, finalizzati al raggiungimento del target di riduzione delle emissioni di CO2. Questi riguardano l'aumento della sostituzione calorica con combustibili alternativi con contenuto di biomassa e la riduzione del contenuto di clinker nei cementi. Tali sotto-obiettivi sono soggetti a revisioni insieme alle altre leve per contribuire collettivamente all'obiettivo di decarbonizzazione.

|| E5-4

Flussi di risorse in entrata

La tabella seguente riporta il flusso totale di risorse in entrata in tutto il gruppo.

Consumo di materie prime e combustibili 2024
Totale materiali utilizzati t/000 63.008
di cui materiali alternativi utilizzati t/000 5.783
Rapporto Materiali alternativi/Totale materiali utilizzati % 9,2

I dettagli su materie prime e combustibili inclusi sono riportati nelle specifiche di rendicontazione seguenti, divisi tra business cemento e calcestruzzo.

Cemento

La produzione del clinker, il principale costituente del cemento, richiede l'utilizzo di materie prime e di combustibili.

Le materie prime utilizzate sono principalmente calcare e argilla, con aggiunte più modeste di sabbie, minerali di ferro e alluminio. Questi materiali, tutti di origine naturale, provengono da cave e/o miniere. Per la produzione del cemento, oltre al clinker, si usano ulteriori materiali naturali come il gesso, il calcare, la pozzolana. È possibile ridurre il consumo di queste risorse naturali sostituendole con materiali non naturali selezionati e con idonea autorizzazione al riutilizzo, provenienti da scarti di altri processi industriali. Ad esempio, dalla produzione dell'acciaio o dell'acido solforico si possono recuperare residui di lavorazione da utilizzare in sostituzione dei minerali di ferro; dalla desolforazione dei gas di combustione delle centrali elettriche si ottengono gessi chimici che possono sostituire il gesso naturale. L'utilizzo di materie prime sostitutive nella produzione del cemento permette di abbassare il rapporto clinker/cemento (k/c), riducendo così le emissioni associate alla produzione. Nel 2024 il rapporto k/c medio del cemento prodotto dal gruppo Buzzi è risultato pari a 76,6%, in diminuzione come previsto dalla roadmap di decarbonizzazione (78,2% nel 2023).

Allo stesso modo, l'energia ottenuta dai combustibili tradizionali di origine fossile può essere fornita anche da combustibili "alternativi" derivati da rifiuti, opportunamente trattati e, anche in questo caso, debitamente autorizzati, altrimenti destinati alle discariche o ai termovalorizzatori. Il processo di produzione del cemento costituisce una soluzione molto più sostenibile, dal punto di vista ambientale, rispetto alle due pratiche citate. Rispetto alle discariche, si evita l'occupazione di suolo, l'impatto paesaggistico conseguente alle grandi quantità stoccate, i costi di gestione e le emissioni di metano generate durante lo stazionamento. In confronto ai termovalorizzatori, si evita la produzione di scorie residue, che a loro volta richiedono lo smaltimento in discarica, dato che con l'utilizzo in cementeria esse vengono inglobate nel clinker senza pregiudicarne la qualità.

Specifiche di rendicontazione

Il totale dei materiali utilizzati comprende tutte le materie prime e i combustibili utilizzati nella produzione di cemento e di calcestruzzo. Maggiori dettagli sui materiali inclusi nelle specifiche di rendicontazione seguenti.

Il flusso di materiali deriva dai consumi di materie prime e combustibili misurati direttamente e registrati nei report di produzione, con eventuali aggiustamenti a seguito della procedura di valutazione delle scorte a fine anno.

Business cemento 2024
Totale materiali utilizzati t/000 42.876
di cui materiali alternativi utilizzati t/000 5.042
Rapporto Materiali alternativi/Totale materiali utilizzati % 11,8
Rapporto clinker/cemento % 76,6

Rispetto al totale delle materie prime utilizzate nella produzione cemento, il 9,8% è composto da materie prime alternative.

Materiali utilizzati nel business cemento

Specifiche di rendicontazione

I materiali alternativi utilizzati nella produzione del cemento comprendono materie prime non naturali e di sostituzione (riutilizzate, riciclate o derivate da sottoprodotti e scarti di altri processi produttivi) e combustibili derivati da rifiuti.

Il rapporto k/c del cemento indica il contenuto medio di clinker nel cemento prodotto.

Gli indicatori specifici della produzione del cemento sono informative specifiche per l'azienda (entityspecific).

I materiali utilizzati nella produzione di cemento includono tutte le materie prime, naturali e secondarie, e i combustibili, fossili e alternativi. Non sono considerati gli imballaggi viste le quantità non rilevanti rispetto al totale.

Calcestruzzo

Per la produzione del calcestruzzo, le materie naturali utilizzate sono essenzialmente gli aggregati, ossia sabbia, ghiaia e pietrisco. Anche il calcestruzzo può fornire un contributo rilevante all'economia circolare, infatti è possibile sostituire parte degli aggregati naturali con materiali non naturali. Questi possono essere sottoprodotti di processi industriali, aggregati di riciclo che derivano dal recupero e successivo trattamento dei materiali da demolizione oppure dal calcestruzzo non gettato in cantiere e/o dai residui delle betoniere rimossi prima di effettuare un nuovo carico.

La nostra azienda, tramite l'impegno nell'utilizzo di materiali alternativi, contribuisce allo sviluppo dell'economia circolare.

Inoltre, un'altra leva della roadmap di Buzzi è aumentare l'efficienza dell'uso del cemento in calcestruzzo, e quindi consumarne meno a parità di prestazioni. Per questo motivo monitoriamo il contenuto medio di cemento e di clinker in tutti i calcestruzzi che produciamo.

Alcune metriche di riferimento riguardanti la nostra produzione di calcestruzzo sono descritte nella tabella seguente.

Business calcestruzzo 2024
Contenuto medio di cemento kg/m3
calcestruzzo
306
Contenuto medio di clinker kg/m3
calcestruzzo
199
Rapporto medio clinker/cemento nel calcestruzzo % 65,3
Materiali alternativi utilizzati t/000 742
di cui acqua recuperata t/000 419

Tra i materiali utilizzati per la produzione di calcestruzzo, uno degli ingredienti è l'acqua, pulita o recuperata. Parte dell'acqua utilizzata deriva da acque meteoriche o acqua di lavaggio. Nel 2024 il contenuto medio di acqua nel calcestruzzo è stato di 172 l/m3 .

Specifiche di rendicontazione

I materiali utilizzati nella produzione di calcestruzzo comprendono gli aggregati (naturali, non naturali e riciclati), l'acqua e gli altri componenti solidi aggiunti (come loppa o ceneri volanti), incluso il cemento acquistato da terze parti. Il cemento proprio, autoprodotto da aziende del gruppo, non è incluso tra i materiali in entrata per evitare il doppio conteggio.

I materiali alternativi utilizzati nel calcestruzzo comprendono aggregati non naturali, aggregati riciclati dalla produzione stessa del calcestruzzo, acqua recuperata, componenti solidi aggiunti derivati da scarti o da altri processi produttivi (come loppa o ceneri volanti).

Il rapporto clinker/cemento nel calcestruzzo indica il contenuto medio di clinker nel cemento utilizzato per la produzione di calcestruzzo di produzione propria.

Gli indicatori riferiti alla produzione del calcestruzzo sono informative specifiche per l'azienda (entityspecific).

SOCIALE

FORZA LAVORO PROPRIA (I NOSTRI LAVORATORI)

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi
Aumento della consapevolezza e della cultura della sicurezza nei propri
lavoratori

Garantire la continuità operativa e un'occupazione sicura per i lavoratori

Rispetto dei diritti umani in tutti i paesi dove l'azienda opera, al di là di leggi
e pratiche locali
Rischi
Rischio che le aziende della nostra filiera non attirino, motivino e
trattengano persone qualificate

|| SBM-2

Interessi e opinioni dei portatori d'interessi

I nostri lavoratori sono tra i principali portatori di interesse per l'azienda. Ai fini della valutazione di doppia rilevanza, gli interessi e le opinioni dei lavoratori sono stati considerati così come descritto al capitolo Informazioni generali, IRO-1.

|| SBM-3

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

L'approccio seguito per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità materiali è descritto nel capitolo Informazioni Generali, IRO-1. Da tale processo sono emersi 3 impatti positivi e 1 rischio materiali relativamente al tema "Forza lavoro propria".

Potenzialmente tutti i dipendenti e non dipendenti che svolgono attività per l'azienda possono essere interessati dagli impatti materiali sopra elencati. Si tratta di categorie di persone incluse nell'ambito dell'informativa ai sensi dell'ESRS 2.

Riguardo al tema "Salute e Sicurezza", tutti i lavoratori che svolgono attività presso i nostri impianti sono ampiamente informati sulla nostra Politica Salute e Sicurezza e sono coinvolti come parte attiva nella diffusione della cultura della sicurezza.

Per generare impatti positivi sulla salute e sicurezza dei nostri lavoratori, nel corso del 2024 Buzzi ha continuato a implementare diverse attività, come la condivisione di buone pratiche e l'organizzazione di sessioni di formazione e dialogo, favorendo una maggiore consapevolezza e coinvolgimento dei lavoratori a tutti i livelli dell'organizzazione.

La crescente cooperazione all'interno dell'azienda ha generato sinergie che contribuiscono a migliorare gli standard del gruppo, tra cui la sicurezza comportamentale, l'applicazione del problem-solving per effettuare l'analisi delle cause radice degli incidenti, il controllo delle fonti energetiche pericolose, l'organizzazione di lavori in quota e la gestione delle emergenze.

Per quanto riguarda i temi della tutela dell'occupazione e della continuità operativa, in tutti i paesi in cui Buzzi opera, i dipendenti e i non dipendenti che svolgono attività per le società del gruppo sono retribuiti in linea con le condizioni di mercato e tutti gli obblighi previdenziali sono adempiuti. In alcuni paesi è prevista una copertura assicurativa specifica. La continuità occupazionale è fondamentale per la crescita del gruppo, e la crescita dei dipendenti è un elemento sostanziale per la soddisfazione personale; per questo grande attenzione viene posta alla formazione e alle opportunità di carriera.

Ridurre gli impatti negativi sull'ambiente è un importante traguardo di medio/lungo termine per la nostra azienda, che dovrà essere supportato anche da nuove tecnologie. Esse avranno impatti positivi su tutti i dipendenti, in particolare sulla crescita professionale, l'ampliamento delle competenze, l'allargamento dell'ambito di lavoro e di responsabilità, le attività di formazione e sviluppo.

Nella fase di identificazione degli impatti, i lavoratori dell'azienda da coinvolgere sono stati individuati come descritto al capitolo IRO-1, in modo da includere un ampio spettro di mansioni, comprendendo anche i lavoratori con particolari caratteristiche, quelli che lavorano in particolari contesti o che svolgono determinate attività che possono essere maggiormente esposti a rischi.

Gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti identificati riguardano indistintamente tutti i nostri lavoratori, e non si concentrano su specifici gruppi distinguibili per caratteristiche peculiari (età, religione, sesso, nazionalità…).

|| S1-2

Processi di coinvolgimento dei lavoratori propri e dei rappresentanti dei lavoratori in merito agli impatti

In riferimento agli impatti positivi individuati come rilevanti, i processi di coinvolgimento attuati dall'azienda differiscono in base alla tematica e alle necessità specifiche delle aree in cui operiamo.

A livello di gruppo, durante il 2024 con il coinvolgimento di alcuni dirigenti abbiamo individuato, diffuso e comunicato, tramite incontri diretti e condivisioni digitali, i "Nostri Valori": Credibilità e Solidità, Cura per le nostre persone, Rispetto e Apertura, Evoluzione continua, Sicurezza. Inoltre, quest'anno è stata inaugurata la nostra intranet aziendale a livello di gruppo che permette una migliore condivisione e lo scambio di informazioni tra le varie realtà aziendali.

A livello locale, il coinvolgimento dei lavoratori relativamente a condizioni di lavoro e sicurezza si declina in maniera differente in base alle normative vigenti nelle aree in cui operiamo. La frequenza, il contenuto e le modalità di coinvolgimento differiscono a seconda degli argomenti, ma tipicamente vedono il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori.

In Europa, per esempio, i rappresentanti dei lavoratori interagiscono periodicamente con il management dell'azienda portando avanti temi di interesse dei lavoratori.

Negli Stati Uniti gli organi di governo federali come l'Occupational Safety and Health Administration (OSHA) e la Mine Safety & Health Administration (MSHA) richiedono ai datori di lavoro di promuovere il coinvolgimento dei dipendenti nell'identificazione e nella mitigazione dei pericoli, incoraggiando così la segnalazione da parte di tutti di eventuali rischi di sicurezza.

In Brasile esiste il CIPA (Comissão Interna de Prevenção de Acidentes e de Assédio), formato da un gruppo di rappresentanti dei dipendenti, che svolge un ruolo fondamentale nella creazione di un ambiente di lavoro sicuro, nella promozione della qualità della vita dei dipendenti e nel rafforzamento della cultura della prevenzione all'interno dell'azienda.

Inoltre, per quanto riguarda il tema salute e sicurezza, Buzzi garantisce il coinvolgimento attivo dei dipendenti nei comitati di sicurezza e nei meccanismi di feedback. Questo approccio consente di gestire in modo efficace sia gli impatti effettivi che quelli potenziali sulla salute e sicurezza, assicurando che le nostre politiche e procedure non solo rispettino le normative vigenti, ma rispondano anche ad esigenze concrete di tutela dei nostri lavoratori. Ne sono un esempio i comitati per la sicurezza attivi nei nostri stabilimenti e le riunioni operative nei reparti, che si tengono in tutte le nostre sedi. Inoltre, in occasione del lancio della politica di salute e sicurezza, ogni responsabile ha presentato i principi della policy al proprio team attraverso incontri dedicati, con l'obiettivo di sensibilizzare sul tema, rafforzare l'impegno aziendale e raccogliere e gestire le segnalazioni dei lavoratori.

Per tutte le attività sopra elencate, funzioni e attori diversi, a seconda degli argomenti e della legislazione, hanno la responsabilità operativa di garantire il coinvolgimento informativo e la valutazione dei risultati ottenuti.

L'efficacia del coinvolgimento delle nostre persone è valutata sulla base delle specifiche occasioni di scambio, senza necessità di adottare specifiche procedure.

|| S1-3

Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori propri di sollevare preoccupazioni

Buzzi dispone di specifici canali che consentono ai lavoratori di sollevare preoccupazioni. Le questioni relative ai dipendenti sono di norma trattate dalla Direzione Risorse Umane, ad eccezione di alcuni paesi in cui viene utilizzato anche il canale whistleblowing. A tutti i dipendenti è garantito in ogni caso un doppio canale per la segnalazione dei reclami: la Direzione Risorse Umane e il responsabile diretto di ciascun dipendente, che fungono da controlli e contrappesi ("checks and balance"); ciò consente a tutti i dipendenti di avere uno "spazio libero" per segnalare preoccupazioni o esigenze.

Il rapporto con la Direzione Risorse Umane è diretto e continuativo, tutelato da processi e procedure interne che garantiscono comunicazione aperta e piena correttezza nei confronti di tutti i dipendenti.

Per quanto riguarda il trattamento dei reclami e/o delle denunce relative a condotte illecite o violazioni del Codice di Condotta, Buzzi mette a disposizione di chiunque venga a conoscenza di tali situazioni adeguati canali di segnalazione con una piattaforma informatica ad hoc, tali da garantire la riservatezza del segnalante.

L'implementazione e il funzionamento del sistema whistleblowing sono stati opportunamente comunicati a tutti i dipendenti tramite comunicazione interna ed è attiva una sezione dedicata sul sito internet aziendale alla pagina https://buzzi.integrityline.com. Maggiori dettagli sul funzionamento del sistema di whistleblowing sono riportati al capitolo G1-1.

Il canale whistleblowing e la Direzione Risorse Umane garantiscono la piena privacy delle persone che sollevano preoccupazioni, oltre ad un efficiente tracciamento, monitoraggio e granularità delle segnalazioni.

|| S1-1

Politiche relative alla forza lavoro propria

Buzzi non ha una politica specifica per gestire gli impatti legati alla garanzia della continuità aziendale e dell'occupazione. Il gruppo rispetta i principi generali di buona condotta dettagliati nel Codice di Condotta. Applicato a Buzzi SpA ed a tutte le sue controllate italiane ed estere, il Codice afferma inoltre che la tutela dei diritti umani è un caposaldo fondamentale del nostro modo di fare impresa.

Il rispetto dei diritti e delle normative del lavoro per tutti i lavoratori, inclusi appaltatori e non dipendenti che lavorano per Buzzi, viene scrupolosamente osservato e garantito indipendentemente dall'esistenza di una politica sui diritti umani, come descritto nel Codice di Condotta. In particolare, Buzzi condanna lo sfruttamento del lavoro, proibisce il ricorso a ogni forma di lavoro irregolare e promuove la tutela dei diritti dei dipendenti, delle libertà sindacali e dei diritti di associazione.

Nell'ambito dei propri rapporti interni e nelle relazioni con i soggetti terzi, la società riconosce e rispetta i principi di dignità e uguaglianza, e non tollera alcuna forma di discriminazione o molestia.

A tutti i dipendenti vengono offerte le stesse opportunità ed un trattamento equo, in quanto, improntato sul merito e sulla competenza, indipendentemente dalle caratteristiche e/o condizioni individuali quali il genere, la nazionalità, la religione, l'età, ecc. Nell'ambito dei processi di selezione, gestione e sviluppo del personale ogni decisione si basa esclusivamente su elementi oggettivi, quali competenze, professionalità, impegno, risultati, e su criteri relativi al lavoro stesso senza favoritismi né discriminazioni. Tutti i dipendenti del gruppo Buzzi sono a conoscenza del Codice di Condotta, che è presentato a ciascuno al momento dell'assunzione ed è disponibile sul sito internet aziendale.

Maggiori informazioni sul Codice di condotta, responsabilità, modalità di diffusione e attività di formazione ad esso relative sono presentate al capitolo G1-1.

Ad integrazione ai principi stabiliti dal Codice, l'azienda sta lavorando sull'adozione di una politica specifica sul tema del rispetto dei diritti umani da applicare all'intero gruppo e alla sua catena del valore.

|| S1-4

Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni

Ogni paese intraprende azioni specifiche rispetto ai propri dipendenti, con l'obiettivo di gestire impatti, rischi ed opportunità ad essi relativi. I destinatari delle diverse azioni intraprese dall'azienda dipendono dalla specifica iniziativa e dall'area interessata, così come gli orizzonti temporali in cui queste vengono messe in atto.

Con particolare focus alle tematiche risultate rilevanti a livello di gruppo, le azioni intraprese sono principalmente finalizzate a fornire opportunità di sviluppo professionale, migliorare l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, rafforzare il legame tra i dipendenti, le loro famiglie e l'azienda. Di seguito sono riportate le principali aree di azione:

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Progetti di formazione avanzata per nuove
risorse e/o per favorire sviluppo di nuove
competenze
Variabile in base al
progetto
Ciascuna area identifica i progetti in
base alla necessità di reclutamento
e/o a valle dell'individuazione di
potenzialità interne. Alcuni esempi
sono il master di alta formazione
TAGCEM in Italia e l'Industrial
Leadership School in Brasile.
Incremento delle competenze tramite
formazione continua anche grazie a
piattaforme di e-learning
In corso, continuo Tutti i dipendenti a seconda della
posizione e dei requisiti lavorativi
Misure e iniziative per sostenere la
genitorialità e promuovere il rapporto tra le
famiglie dei dipendenti e l'azienda
In corso Ogni area geografica ha sviluppato
iniziative specifiche come, ad
esempio, in Italia "Family friendly
company", in Brasile "Faz Bem
Conhecer - Dia da Família", negli
Stati Uniti: progetto abitativo per i
dipendenti di Maryneal
Modalità di lavoro agile, flessibile e/o da
remoto, per aiutare i dipendenti a gestire
l'equilibrio tra vita professionale ed esigenze
private
In corso Tutte le aree geografiche in
funzione delle posizioni lavorative di
ciascun dipendente

Tutte le azioni sopra elencate hanno l'obiettivo di generare impatti positivi per i nostri dipendenti e/o gestire l'eventuale rischio di potenziale carenza futura di personale adeguatamente formato. A questo proposito, inoltre, il gruppo offre a tutti i dipendenti, in funzione delle loro competenze, della posizione, dei bisogni di crescita, una gamma completa di iniziative di formazione e sviluppo. Percorsi di sviluppo, compresa la mobilità internazionale (se del caso), sono adattati a ciascun dipendente. Nei percorsi di avanzamento, ove possibile e a parità di condizioni, si privilegia la crescita della forza lavoro interna. Inoltre, vengono istituiti gruppi di lavoro interdisciplinari e internazionali per accrescere e diffondere le conoscenze e le competenze.

L'efficacia delle azioni di formazione e sviluppo è valutata attraverso sistemi di gestione della performance e sessioni periodiche di feedback.

|| S1-5

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Attualmente, l'azienda non ha stabilito obiettivi riguardanti le Risorse Umane in relazione a impatti, rischi e opportunità risultati rilevanti, eccetto per il tema Salute e Sicurezza, come riportato nel capitolo "Forza lavoro propria – Salute e sicurezza". L'applicazione del Codice di Condotta e il relativo monitoraggio, così come descritto all'interno del documento stesso, tutelano le risorse umane da comportamenti non conformi e non accettati.

|| S1-6

Caratteristiche dei dipendenti dell'impresa

Le differenti e articolate esigenze dei territori dove Buzzi opera sono da sempre l'espressione che caratterizza l'organizzazione multiregionale del gruppo. Le risorse umane sono considerate come un costante fattore di crescita aziendale e la valorizzazione del capitale umano è da sempre un pilastro su cui si basa lo sviluppo competitivo dell'azienda stessa. Nelle seguenti tabelle sono presentati i dati e le metriche relative alle caratteristiche dei nostri lavoratori.

Totale dipendenti n. 10.061
Non comunicato n. 0
Altro n. 0
Donne n. 1.474
Uomini n. 8.587
Numero di dipendenti per genere 2024
Numero di dipendenti per paese 2024
ITA n. 1.566
USA n. 2.375
GER n. 1.756
LUX n. 163
NLD n. 104
POL n. 344
CZE n. 614
SVK n. 31
RUS n. 1.881
BRA n. 1.227

Il numero dei dipendenti Buzzi alla fine del 2024 è pari a 10.061, aumentato del 4,6% rispetto al 2023 (9.620). L'aumento del numero totale di dipendenti per il 2024 è legato all'acquisizione e il consolidamento ad ottobre 2024 della partecipazione brasiliana.

Specifiche di rendicontazione

I dati relativi alla numerosità dei nostri dipendenti sono derivati dai sistemi di gestione del personale del gruppo e si riferiscono al numero di dipendenti al 31 dicembre 2024.

I dati relativi alle nostre controllate, in linea con il bilancio consolidato, sono aggregati come segue: i dati di Dyckerhoff Gravières et Sablières Seltz S.A.S. sono aggregati alla Germania e quelli di ZAPA Beton HUNGÁRIA Kft. alla Slovacchia. Inoltre, l'organico è riportato come numero medio di dipendenti nel bilancio consolidato alla nota 11.

A livello globale si possono definire 4 macro-aree nelle quali Buzzi opera: Europa, Stati Uniti d'America, Russia e Brasile. Il 94,3% delle tipologie contrattuali, rispetto al totale dei contratti, sono a tempo indeterminato e il 97,1% dei dipendenti ha contratto a tempo pieno, in linea con i dati del 2023 (rispettivamente 93,9% e 97,3%).

2024
Uomini Donne Altro Non comunicato Total
Numero di dipendenti n. 8.587 1.474 0 0 10.061
Dipendenti a tempo indeterminato n. 8.143 1.346 0 0 9.489
Dipendenti a tempo determinato n. 431 126 0 0 557
Dipendenti a orario variabile n. 13 2 0 0 15
Dipendenti a tempo pieno n. 8.485 1.284 0 0 9.769
Dipendenti a tempo parziale n. 102 190 0 0 292
2024
ITA USA GER LUX NLD POL CZE SVK RUS BRA
Numero di dipendenti n. 1.566 2.375 1.756 163 104 344 614 31 1.881 1.227
Dipendenti a tempo indeterminato n. 1.509 2.359 1.571 163 96 294 556 27 1.754 1.160
Dipendenti a tempo determinato n. 57 6 185 0 3 50 58 4 127 67
Dipendenti a orario variabile n. 0 10 0 0 5 0 0 0 0 0
Dipendenti a tempo pieno n. 1.534 2.367 1.611 160 77 344 604 31 1.881 1.160
Dipendenti a tempo parziale n. 32 8 145 3 27 0 10 0 0 67
Turnover 2024
Totale risoluzioni n. 1.470
Tasso di turnover del personale % 14,6

Specifiche di rendicontazione

Il tasso di turnover del personale è calcolato come totale delle risoluzioni nell'anno di riferimento rispetto al totale dei dipendenti a fine anno.

|| S1-8

Copertura della contrattazione collettiva e dialogo sociale

In Europa, la contrattazione collettiva è estesa e garantita a tutti i livelli. Nel 2023 si è ripresa l'attività del Comitato Aziendale Europeo (CAE), l'organo di consultazione e informazione di tutti i lavoratori nell'Unione Europea, che si è svolto nuovamente a novembre 2024, in presenza. In tutti i siti di produzione cemento italiani sono presenti rappresentanze sindacali unitarie (RSU) i cui rapporti con l'azienda sono storicamente caratterizzati da trasparenza e spirito di collaborazione. Più in generale, in tutte le nazioni, il personale è rappresentato secondo le disposizioni di legge locali, talvolta differenziate tra regioni dello stesso paese, ma sempre nel rispetto del Codice di Condotta di Buzzi. Le condizioni di lavoro e i termini di impiego dei nostri dipendenti non coperti da contratti collettivi sono determinati sulla base della legislazione e dei regolamenti locali.

Nel 2024, l'82,6% dei dipendenti totali è coperto da contrattazione collettiva.

Copertura della contrattazione collettiva Dialogo sociale
Tasso di copertura Lavoratori dipendenti
(SEE)
Lavoratori dipendenti
(non SEE)
Rappresentanza sul luogo di
lavoro (soltanto SEE)
0 - 19 % - - -
20 - 39 % - USA -
40 - 59 % - - -
60 - 79 % - - -
80 - 100 % ITA - GER RUS - BRA ITA - GER

Inoltre, esistono accordi con i dipendenti per la rappresentanza da parte di un comitato aziendale europeo (CAE).

Specifiche di rendicontazione

I dipendenti coperti da contratti collettivi di lavoro sono riportati in conformità con ESRS S1-8 per i paesi in cui l'impresa ha un livello di occupazione significativo (almeno il 10% del numero totale di dipendenti). L'informativa è divisa tra paesi all'interno e all'esterno dello Spazio Economico Europeo (SEE), e include il numero totale di dipendenti coperti da almeno un contratto collettivo.

La rappresentanza dei dipendenti sul luogo di lavoro è calcolata in conformità con ESRS S1-8, solo per i paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE) in cui l'impresa ha un livello di occupazione significativo.

|| S1-9

Metriche della diversità

Le attività di Buzzi si sviluppano in diversi paesi e continenti. La centralità delle persone, nelle loro caratteristiche e diversità, è uno dei valori fondanti del gruppo, come sancito dal Codice di Condotta. Meritocrazia, consapevolezza e assunzione di responsabilità sono i pilastri su cui si fonda il percorso di crescita dei nostri dipendenti. In Buzzi respingiamo qualsiasi forma di discriminazione e puntiamo a dar valore alla diversità delle persone che operano in un contesto dinamico, eterogeneo e multiculturale.

A livello di alta dirigenza, sono stati identificati 81 dipendenti, suddivisi per genere come segue:

Alta dirigenza Uomini Donne Totale
Executives e n. 68 13 81
Senior management % 84,0 16,0 100

I dipendenti del gruppo Buzzi sono suddivisi per età come segue:

Dipendenti per fasce di età Uomini Donne Totale
Under 30 n. 1.222 227 1.449
Tra 30 e 50 anni n. 4.329 828 5.157
Over 50 n. 3.036 419 3.455

|| S1-13

Metriche di formazione e sviluppo delle competenze

Il gruppo, attraverso le proprie iniziative di formazione e sviluppo, favorisce la crescita dall'interno del proprio personale rispetto alle assunzioni da esterno assicurando che almeno il 50% delle posizioni ricercate siano destinate ai propri collaboratori, a parità di competenze. Le attività formative sono selezionate sulla base delle esigenze che emergono in ogni paese.

Formazione 2024
Totale ore di formazione ore 461.378
Ore medie di formazione pro-capite ore/persona 46
Management ore/persona 27
Uomini ore/persona 26
Donne ore/persona 34
Impiegati ore/persona 39
Uomini ore/persona 42
Donne ore/persona 29
Operai ore/persona 53
Uomini ore/persona 55
Donne ore/persona 23

Specifiche di rendicontazione

L'alta dirigenza è rappresentata da executive e senior management delle società Buzzi SpA, Buzzi Unicem Srl, Unical SpA, Dyckerhoff GmbH, Buzzi Unicem USA Inc., Companhia Nacional de Cimento e loro controllate, che comprendono le posizioni di Amministratore Delegato, Direttore Generale, Chief Operating Officer, Chief Technology Officer, Chief Financial Officer, Responsabili delle Business Unit e i direttori (ad esclusione di quelli delle controllate).

Nel 2024 le ore di formazione totali sono aumentate notevolmente, così come le ore di formazione medie pro capite, passate da 41 ore nel 2023 a 46 ore nel 2024. Gli aumenti più significativi sono stati registrati in Italia (+36% ore di formazione pro capite), Lussemburgo (+59%) e Repubblica Ceca (+37%).

|| S1-17

Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani

Buzzi ha implementato da anni un sistema interno di segnalazione da parte dei dipendenti di eventuali irregolarità o violazioni della normativa applicabile, mediante l'adozione di una procedura applicata anche dalle società controllate estere.

Tutte le segnalazioni ricevute sono valutate e approfondite dall'Internal Audit locale sotto la direzione dell'Internal Audit centrale. Nel 2024, le segnalazioni ricevute in merito a potenziali casi di discriminazione e/o molestia sono state 6, di cui nessuna confermata.

Nel 2024 non abbiamo avuto incidenti gravi in materia di diritti umani collegati ai nostri dipendenti.

Incidenti, denunce e impatti gravi in materia di diritti umani 2024
Incidenti di discriminazione segnalati n. 6
Incidenti di discriminazione confermati n. 0
Incidenti gravi in materia di diritti umani n. 0
Ammende, sanzioni e risarcimento di danni 0

Specifiche di rendicontazione

I casi relativi alla discriminazione comprendono i casi segnalati e indagati nell'anno di riferimento. Tuttavia, nel caso delle operazioni brasiliane, sono incluse solo le segnalazioni ricevute da ottobre 2024, quando queste sono entrate nel perimetro di consolidamento del gruppo.

I casi considerati comprendono la discriminazione basata sul genere, la razza o l'origine etnica, la nazionalità, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età, l'orientamento sessuale o altre forme di discriminazione pertinenti. Gli episodi di discriminazione comprendono anche gli episodi di molestie.

Il numero di casi segnalati attraverso i canali per la propria forza lavoro è il numero totale di reclami presentati attraverso il sistema whistleblowing. Potrebbero esserci casi che non vengono segnalati alla nostra hotline, poiché sollevati e gestiti attraverso altri canali, ad esempio direttamente ai responsabili di funzione o tramite la Direzione Risorse Umane.

FORZA LAVORO PROPRIA – SALUTE E SICUREZZA

|| S1-1

Politiche relative alla forza lavoro propria

Nel 2023, con la firma del CEO e del COO, è stata emanata e diffusa la Politica di Salute e Sicurezza, finalizzata a garantire il coinvolgimento e l'inclusione di tutti gli stakeholder, promuovendo comportamenti, mentalità e standard sicuri.

Buzzi SpA, insieme a tutte le proprie controllate a livello globale, si impegna a sostenere e migliorare costantemente la salute e la sicurezza sul lavoro di dipendenti, appaltatori e fornitori in ogni sede, con l'obiettivo di azzerare infortuni e malattie professionali.

Per raggiungere questo traguardo, l'azienda implementa iniziative continue finalizzate a mantenere e rafforzare una cultura della sicurezza inclusiva, diffusa e partecipata, in cui ognuno riveste un ruolo attivo.

Buzzi ritiene che le certificazioni di terza parte rappresentino un supporto strategico per il conseguimento dei propri obiettivi: attualmente, il 90% della forza lavoro è coperto da sistemi di gestione della salute e sicurezza, di cui il 56% risulta conforme alla norma ISO 45001. Questi standard promuovono il miglioramento continuo, richiedendo un riesame periodico dei rischi attraverso controlli di conformità e l'adozione di azioni mirate a ridurre le situazioni di pericolo e a favorire comportamenti sicuri.

Nella definizione delle politiche in materia di salute e sicurezza, Buzzi coinvolge le parti potenzialmente interessate per garantire che tali politiche siano efficaci, conformi e rilevanti per tutti. La nuova politica è stata divulgata tramite una campagna dedicata, che ha previsto comunicazioni via intranet, sito web aziendale e media specifici, oltre a incontri mirati in cui ogni responsabile ha presentato i principi fondamentali al proprio team, raccogliendo e gestendo i feedback e rinnovando l'impegno di tutto il personale.

La politica è disponibile in ogni sede aziendale, attraverso poster nelle aree comuni, video illustrativi e la sua integrazione nei materiali formativi e informativi, assicurando che i principi di salute e sicurezza siano noti e condivisi a tutti i livelli dell'organizzazione.

|| S1-4

Interventi su impatti rilevanti per la forza lavoro propria e approcci per la mitigazione dei rischi rilevanti e il perseguimento di opportunità rilevanti in relazione alla forza lavoro propria, nonché efficacia di tali azioni

Nell'anno di riferimento 2024 sono state attuate diverse azioni chiave per rafforzare i protocolli di salute e sicurezza (H&S) a livello corporativo e regionale. Tutti i lavoratori, in particolare quelli con ruoli operativi, sono stati direttamente coinvolti; le iniziative, inoltre, hanno avuto un impatto indiretto anche su fornitori, appaltatori e comunità locali, contribuendo complessivamente a migliorare la sicurezza sul luogo di lavoro.

Alcune azioni chiave hanno riguardato le seguenti aree di interesse:
-- ---------------------------------------------------------------------- -- -- --
Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Implementazione a cascata della nuova
politica di salute e sicurezza, affinché l'intera
forza lavoro riceva informazioni chiare e
possa comprendere appieno le nuove linee
guida in materia di sicurezza nei luoghi di
lavoro
Completata nel 2024 Tutti i dipendenti del gruppo
Creazione di un gruppo di lavoro
interregionale, Key Advancement Area H&S,
per facilitare lo scambio e guidare
l'implementazione di buone pratiche tra le
varie aree geografiche e di business in cui il
gruppo opera
In corso, termine indefinito Tutte le aree del gruppo
Implementazione della procedura di gruppo
Lockout/Tagout/Tryout (LOTOTO) per
prevenire avviamenti accidentali di impianti e
attrezzature durante le operazioni di pulizia e
manutenzione
Prevista piena operatività in
tutte le strutture pertinenti
entro il 2026
Tutti i dipendenti e gli
appaltatori impegnati nei
nostri siti operativi
Condivisione delle lezioni apprese (Lessons
Learned) e delle buone pratiche per facilitare
il miglioramento continuo
In corso, termine indefinito
Analisi delle cause radice e strumenti di
risoluzione dei problemi
Piena implementazione
operativa attesa entro l'anno
successivo all'introduzione
degli strumenti
Tutte le sedi in cui opera
l'organizzazione, garantendo
non solo uno standard di
sicurezza uniforme, ma
anche l'armonizzazione con i
requisiti di conformità locali
e regionali
Mappatura delle operazioni ad alto rischio
(High Risk Operations - HRO) finalizzata ad
un monitoraggio dedicato delle attività più
critiche
Completamento previsto entro
12-18 mesi, consentendo
un'analisi completa e la
successiva attuazione di
misure di sicurezza mirate
Revisione dei progetti di riduzione del rischio
per valutare i progetti di sicurezza in corso,
garantirne l'efficacia e apportare le modifiche
necessarie
Revisione annuale con
aggiustamenti e miglioramenti
continui in base ai risultati

Le azioni future mirano a consolidare le iniziative in corso, con l'obiettivo di:

  • Maggior consapevolezza in materia di conformità e sicurezza, attraverso programmi formativi e di sensibilizzazione continua, utilizzando la nuova Politica di Salute e Sicurezza come modello di riferimento.
  • Riduzione degli incidenti e miglioramento delle prestazioni in ambito di sicurezza, grazie all'adozione della procedura LOTOTO, all'implementazione di misure mirate di riduzione del rischio e all'individuazione e correzione delle cause alla radice di eventuali eventi avversi.
  • Crescita sostenuta della cultura della sicurezza, integrando costantemente le lezioni apprese e le migliori pratiche nelle attività operative quotidiane.

|| S1-5

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

La strategia di Buzzi per la salute e la sicurezza non è solo una visione, è un impegno tangibile che si concretizza in una serie di iniziative volte a promuovere una cultura della cura e dell'eccellenza in tutte le sue operazioni a livello globale.

Queste iniziative evidenziano l'impegno dell'azienda nel perseguire un futuro più sicuro e sostenibile, in linea con i suoi obiettivi finanziari e di sostenibilità.

Il nostro obiettivo, fissato nel 2023 con l'introduzione della nuova Politica Salute e Sicurezza, è zero infortuni e malattie professionali per tutto il gruppo, compresi i dipendenti, gli appaltatori e i fornitori che operano in tutte le nostre sedi. L'obiettivo sarà perseguito fino al raggiungimento dello stesso. Nel 2024 il numero di infortuni con assenza da lavoro è diminuito rispetto al 2023 del -18,2%. Maggiori dettagli nel capitolo "Metriche di salute e sicurezza".

A livello corporate, le prestazioni rispetto all'obiettivo sono monitorate attraverso riunioni di routine e l'uso di presentazioni strutturate che raccolgono dati rilevanti da tutti i livelli operativi. I principali dati di performance sono verificati trimestralmente durante la riunione del Consiglio di Amministrazione.

A livello regionale e di stabilimento, il Comitato Esecutivo e il Comitato per la Salute e Sicurezza esaminano i dati sulle prestazioni in base ai rispettivi ambiti.

Le metriche condivise a tutti i livelli includono l'andamento degli infortuni e delle fatalità, insieme ai tassi di frequenza e di gravità.

Metriche aggiuntive a livello regionale e di stabilimento monitorano, ad esempio, l'andamento dei mancati infortuni e delle non conformità e i tassi di completamento della formazione.

Eventuali variazioni significative nelle prestazioni vengono identificate e, dove necessario, accompagnate da un piano d'azione dedicato.

Gli obiettivi sono definiti dall'azienda, considerando eventi e feedback dal campo come fattori chiave. L'azienda coinvolge attivamente sia la sua forza lavoro che i suoi rappresentanti nel monitoraggio delle prestazioni rispetto agli obiettivi. Questo impegno avviene principalmente attraverso:

  • Comitati per la sicurezza e riunioni locali: riunioni programmate regolarmente in cui i lavoratori e i loro rappresentanti esaminano i dati sulle prestazioni, discutono le tendenze e identificano eventuali deviazioni dagli obiettivi stabiliti.
  • Sessioni del Comitato Aziendale Europeo (CAE): queste sessioni forniscono una piattaforma per condividere aggiornamenti dettagliati sulle prestazioni e raccogliere feedback diretti dai rappresentanti dei lavoratori a livello europeo.
  • Meccanismi di feedback strutturati: strumenti come sondaggi e dashboard digitali/fisici e riunioni di reparto consentono ai dipendenti di accedere anche alle metriche di sicurezza, condividere feedback e suggerimenti per il miglioramento.

|| S1-14

Metriche di salute e sicurezza

I lavoratori propri coperti dal sistema di gestione di salute e sicurezza sono il 90%, come riportato nel capitolo "Forza lavoro propria – salute e sicurezza", S1-1. Nel 2024 sono state erogate 146.310 ore di formazione sui temi di salute e sicurezza a oltre 9.000 lavoratori. La formazione su salute e sicurezza rappresenta il 32% delle ore totali della formazione.

Per garantire la salute e la sicurezza dei nostri dipendenti e degli appaltatori, continuiamo a monitorare costantemente le nostre prestazioni di sicurezza e attuare le pertinenti azioni dove e quando necessario. Per fare ciò, Buzzi utilizza software e database locali per la registrazione e l'analisi di incidenti e infortuni che vedono il coinvolgimento di dipendenti e lavoratori di aziende appaltatrici. Oltre a queste informazioni, su tali sistemi vengono raccolte anche le misure correttive adottate.

Il continuo miglioramento delle misure di prevenzione e protezione e dei sistemi di monitoraggio dei protocolli di sorveglianza sanitaria hanno contribuito a chiudere anche il 2024 con assenza di casi di malattie professionali.

A livello di gruppo, dati e trend sono analizzati trimestralmente e riportati dal Direttore Generale al Consiglio di Amministrazione insieme al dettaglio degli eventi di maggior rilievo, incluso un aggiornamento riguardante le principali iniziative volte a ridurre i rischi ed accrescere la cultura della sicurezza.

Rispetto all'anno precedente, nel 2024 si registra una diminuzione generalizzata degli infortuni e di conseguenza una riduzione degli indici infortunistici. Nel 2024, si riporta un infortunio mortale avvenuto negli Stati Uniti, che ha coinvolto un dipendente di un'azienda appaltatrice.

Dipendenti Appaltatori Totale
Infortuni totali n. 179 59 238
Infortuni con assenza da lavoro n. 43 29 72
Infortuni mortali n. 0 1 1
TIFR (Total Injuries Frequency Rate) - 10,1 6,6 8,9
LTIFR (Lost Time Injuries Frequency Rate) - 2,4 3,3 2,7
Giorni persi (da calendario) giorni 3.491 1.650 5.141

Specifiche di rendicontazione

I dati e gli indici pubblicati sono riferiti a tutte le nostre attività, cioè cemento, calcestruzzo, aggregati, terminali, trasporti e uffici/laboratori/sedi. Inoltre, dal 2015, riportiamo i dati sia del personale dipendente che quelli degli appaltatori, considerati parte dei nostri lavoratori della catena del valore, come definito dall'ESRS. Le metriche qui riportate per gli appaltatori rispondono all'informativa relativa allo standard ESRS S2.

Il numero di infortuni totali include gli infortuni con e senza assenza da lavoro, inclusi gli infortuni mortali. Mentre gli infortuni con assenza dal lavoro sono relativi a incidenti che causano almeno un giorno o un turno di assenza dal lavoro, esclusi gli infortuni mortali.

Il numero di ore lavorate dei nostri dipendenti si basa sul numero di ore lavorate pagate e registrate dai sistemi di gestione del personale. Per gli appaltatori, il dato relativo alle ore lavorate è ottenuto tramite i sistemi di controllo degli accessi oppure attraverso stime e/o informazioni desunte dai contratti stipulati.

L'indice TIFR (Total Injury Frequency Rate) è calcolato come il numero totale di infortuni, con e senza assenza dal lavoro, inclusi gli infortuni mortali, diviso per le ore lavorate e moltiplicato per 1 milione.

L'indice LTIFR (Lost Time Injury Frequency Rate) è calcolato come il numero di infortuni con assenza dal lavoro, esclusi gli infortuni mortali, per le ore lavorate e moltiplicato per 1 milione.

I giorni persi sono relativi ai giorni di assenza dal lavoro, conteggiati da calendario a partire dal giorno successivo all'infortunio fino al giorno precedente al rientro al lavoro

LAVORATORI NELLA CATENA DEL VALORE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Rischi
Rischio che le aziende della nostra filiera non attirino, motivino e
trattengano persone qualificate

|| SBM-2

Interessi e opinioni dei portatori d'interessi

I lavoratori nella catena del valore costituiscono una categoria rilevante di portatori di interesse per l'azienda. Ai fini della valutazione di doppia rilevanza, gli interessi e le opinioni delle varie categorie di stakeholder sono stati considerati così come descritto nella sezione Informazioni generali, IRO-1.

|| SBM-3

Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale

L'approccio seguito per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità materiali è descritto nel capitolo Informazioni Generali, IRO-1. Da tale processo è emerso 1 rischio rilevante relativamente al tema "Lavoratori nella catena del valore".

Considerando la catena del valore descritta al capitolo Informazioni generali, "Strategia, modello aziendale e catena del valore", l'analisi di doppia rilevanza ha riguardato un perimetro esteso di lavoratori, nostri e di aziende terze. Il rischio risultato rilevante si riferisce in particolar modo ai lavoratori dei nostri appaltatori e alla potenziale carenza futura di personale altamente formato e specializzato che possa garantire la continuità delle attività da loro svolte presso i nostri siti. In questa accezione, i lavoratori della catena del valore su cui l'azienda ha focalizzato i suoi sforzi sono quelli da cui deriva tale rischio e su cui le attività del gruppo possono maggiormente determinare un impatto.

|| S2-2

Processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore in merito agli impatti

A livello locale, in conformità con le normative vigenti, vengono implementati sistemi di gestione per la qualifica e valutazione dei fornitori. In questa fase di qualifica e valutazione vengono richieste informazioni di dettaglio sulle condizioni di lavoro dei lavoratori.

Ad esempio, chiunque acceda ai nostri siti viene informato sui potenziali pericoli attraverso materiali dedicati, come video, brochure e procedure aziendali. Per le diverse attività lavorative vengono adottate misure specifiche per garantire la sicurezza dei lavoratori. Nei lavori in quota è previsto l'uso obbligatorio di dispositivi anticaduta certificati e la verifica dell'idoneità delle impalcature. Gli interventi in spazi confinati richiedono autorizzazioni speciali, il monitoraggio della qualità dell'aria e la presenza di un supervisore esterno.

Queste misure sono accompagnate da ispezioni periodiche e audit di sicurezza, volti a verificare l'applicazione delle procedure e a promuovere la tutela di tutti i lavoratori coinvolti.

Non è definita una figura responsabile dei processi di coinvolgimento dei lavoratori nella catena del valore, ma questi vengono gestiti a livello locale.

|| S2-3

Processi per porre rimedio agli impatti negativi e canali che consentono ai lavoratori nella catena del valore di esprimere preoccupazioni

Il nostro approccio per affrontare le preoccupazioni e i reclami all'interno della nostra catena del valore si basa sui principi di trasparenza e fiducia. Sebbene dall'analisi di doppia rilevanza non siano emersi impatti negativi rilevanti, l'azienda ha implementato specifici canali che consentono a chiunque venga a conoscenza di condotte illecite o violazioni del Codice di Condotta di sollevare preoccupazioni. In particolare, tramite il canale del whistleblowing accessibile dal sito internet aziendale, è garantita la confidenzialità delle segnalazioni e la privacy delle persone che esprimono tali preoccupazioni. Maggiori dettagli sul funzionamento del sistema di whistleblowing sono riportati al paragrafo G1-1.

|| S2-1

Politiche connesse ai lavoratori nella catena del valore

In Buzzi, siamo pienamente consapevoli che un approccio al business sostenibile richieda il coinvolgimento della nostra catena di fornitura. A dimostrazione di ciò, la Politica Salute e Sicurezza del gruppo si applica anche agli appaltatori; per maggiori dettagli si rimanda al capitolo "Forza Lavoro Propria".

Inoltre, in tutti i paesi dove operiamo, il rapporto con i nostri fornitori è improntato non solo su considerazioni tecnico-economiche, ma anche sulla condivisione di valori etici fondamentali, in particolare quelli menzionati nel nostro Codice di Condotta, che stabilisce i principi essenziali di integrità e correttezza, inclusa l'attenzione al rispetto dei diritti umani. L'obbligo di attenersi a tali principi è esteso agli amministratori, ai membri degli organi sociali, a tutti i dipendenti, ai fornitori e a tutti coloro che agiscono in nome e/o per conto di Buzzi compresi, ma non solo, rappresentanti, agenti, collaboratori, consulenti esterni, imprese che ricevono un incarico dalla società. Per approfondire il tema e il contenuto del Codice di Condotta si rimanda al capitolo "Condotta delle imprese".

Per Buzzi rispettare i diritti umani significa garantire dignità, sicurezza e salute, rispetto della persona umana, pari opportunità di lavoro e sviluppo e valorizzazione delle diversità per una crescita inclusiva.

Siamo consapevoli che il semplice rispetto delle leggi non è sufficiente, per questo motivo nel 2023 abbiamo incaricato un partner specializzato di valutare l'insieme delle azioni, procedurate e non (pratiche), che possono influire, direttamente o indirettamente, sulla garanzia e sul rispetto dei diritti umani. A valle di ciò, così come affermato nel precedente capitolo e in integrazione ai principi stabiliti all'interno del Codice di Condotta, l'azienda sta lavorando sull'adozione di una politica specifica sul tema da applicare all'intero gruppo e alla sua catena del valore.

|| S2-4

Interventi su impatti rilevanti per i lavoratori nella catena del valore e approcci per la gestione dei rischi rilevanti e il conseguimento di opportunità rilevanti per i lavoratori nella catena del valore, nonché efficacia di tali azioni

Ogni paese intraprende azioni specifiche rispetto ai lavoratori delle proprie aziende appaltatrici, con l'obiettivo di gestire impatti, rischi ed opportunità ad essi relativi. I destinatari delle diverse azioni intraprese dall'azienda dipendono dalla specifica iniziativa e dall'area interessata, così come gli orizzonti temporali in cui queste vengono implementate.

Azioni chiave Orizzonti temporali Ambito
Implementazione della procedura
Group Lockout/Tagout/Tryout
(LOTOTO) per prevenire avviamenti
accidentali della macchina durante la
manutenzione, migliorando la
sicurezza dei lavoratori
Prevista piena operatività in
tutte le strutture pertinenti
entro il 2026
L'implementazione influisce sia sui
processi a monte (come la
movimentazione e la configurazione
delle apparecchiature) che sulle
attività a valle (comprese le
operazioni di manutenzione e
smaltimento)

|| S2-5

Obiettivi legati alla gestione degli impatti negativi rilevanti, al potenziamento degli impatti positivi e alla gestione dei rischi e delle opportunità rilevanti

Il nostro obiettivo per quanto riguarda salute e sicurezza dei lavoratori di aziende appaltatrici operanti nelle nostre sedi è il raggiungimento di zero infortuni e malattie professionali per tutto il gruppo. Per avere maggiori dettagli su metriche e target si rimanda al capitolo "Forza Lavoro Propria", sezione Salute e Sicurezza.

GOVERNANCE

CONDOTTA DELLE IMPRESE

I NOSTRI IMPATTI, RISCHI E OPPORTUNITÀ RILEVANTI
Impatti positivi
Condivisione dei valori aziendali con tutti gli stakeholder

Sviluppo e condivisione di buone pratiche del settore (es. piani di
decarbonizzazione, buone pratiche sulla sicurezza)

|| GOV-1

Ruolo degli organi di amministrazione, direzione e controllo

Il Consiglio di Amministrazione è l'organo collegiale di gestione della società investito di ogni potere inerente all'amministrazione ordinaria e straordinaria della società.

Il Consiglio di Amministrazione svolge una funzione di indirizzo e controllo in ordine alla generale attività della società e del gruppo ad essa facente capo, perseguendone il successo sostenibile. Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA valuta ed approva le principali policy correlate al business conduct e alla corporate culture. In particolare: Codice di Condotta, Codice Anticorruption, Codice Antitrust, Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (valido solo per l'Italia).

Come riportato nel Regolamento del Consiglio di Amministrazione, oltre alle competenze previste dalla normativa e dallo statuto sociale, il CdA, relativamente al comportamento e alle pratiche dell'azienda in relazione alla sostenibilità, all'etica e alla responsabilità sociale:

  • a) definisce il sistema di governo societario della società e la struttura del gruppo, valutando, qualora ritenuto necessario, l'elaborazione di proposte da sottoporre all'assemblea dei soci;
  • b) definisce le linee strategiche di gestione e di sviluppo industriale e finanziario della società e del gruppo, monitorandone periodicamente l'attuazione e valutando il generale andamento della gestione;
  • c) definisce la natura ed il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della società, includendo nelle proprie valutazioni tutti gli elementi che possono assumere rilievo nell'ottica del successo sostenibile;
  • d) vigila sul generale andamento della gestione, con particolare attenzione alle situazioni di conflitto di interessi, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dall'Amministratore Delegato; a tal fine, quest'ultimo riferisce al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale con periodicità almeno trimestrale sulle operazioni significative rientranti nei limiti delle deleghe allo stesso attribuite;
  • e) definisce la Politica di Remunerazione e la sua eventuale revisione e la Relazione sulla Politica di Remunerazione e sui compensi corrisposti da sottoporre all'Assemblea;
  • f) adotta, su proposta del Presidente e d'intesa con l'Amministratore Delegato, una politica per la gestione del dialogo con la generalità degli azionisti nonché le procedure per la comunicazione all'esterno di documenti e informazioni riguardanti la società, con particolare riferimento alle informazioni privilegiate.

Il ruolo e le competenze degli organi di amministrazione, direzione e controllo in relazione alla condotta delle imprese è descritto al capitolo Informazioni generali, GOV-1.

|| IRO-1

Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti

Il nostro approccio per determinare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti è descritto al capitolo Informazioni generali, IRO-1. Per il tema Condotta delle imprese abbiamo identificato impatti positivi che si estendono anche alla nostra catena del valore.

|| MDR-P || G1-1

Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese

Buzzi ritiene che l'etica sia fondamentale nella gestione degli affari e che, insieme al pieno rispetto delle leggi, aggiunga valore all'azienda. Tutte le nostre attività, sia strategiche sia operative, si svolgono nel rispetto dei valori etici che guidano i nostri comportamenti e delle normative applicabili.

Per questo motivo è stato redatto il Codice di Condotta (https://www.buzzi.com/code-of-conduct), con l'obiettivo di definire gli standard di integrità e correttezza che Buzzi ha scelto volontariamente di adottare, come impegno nei confronti dei propri stakeholder.

Sono destinatari dei principi contenuti nel Codice gli amministratori, i membri degli organi sociali, i dipendenti, i fornitori e tutti coloro che agiscono in nome e/o per conto di Buzzi compresi, ma non solo, rappresentanti, agenti, collaboratori, consulenti esterni, imprese che ricevono un incarico dalla società, ecc.

Buzzi si impegna a diffondere il Codice presso tutti coloro ai quali si applica tramite: distribuzione a tutti i dipendenti e ai nuovi dipendenti all'atto dell'assunzione; pubblicazione sui siti web delle società del gruppo; affissione in tutte le bacheche aziendali; predisposizione di apposite clausole nei contratti con i fornitori; trasmissione ai principali clienti e stakeholder.

La violazione di una delle disposizioni contenute nel Codice di Condotta può comportare, per i dipendenti, l'irrogazione, nel rispetto della normativa vigente in materia e dei contratti di lavoro applicati, di una sanzione disciplinare graduata a seconda della gravità della violazione.

L'inosservanza da parte di soggetti terzi può determinare la richiesta da parte di Buzzi di attuare piani correttivi. Violazioni ripetute del Codice o il rifiuto di attuare piani correttivi potranno portare alla decisione di interrompere i rapporti contrattuali con il soggetto terzo.

In aggiunta al Codice di Condotta, Buzzi ha implementato vari documenti e linee guida, come descritto nel capitolo "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva", con lo scopo di sensibilizzare e monitorare costantemente il rispetto dei principi di condotta aziendale e di zero tolleranza per la corruzione.

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA del 7 febbraio 2025 ha approvato il nuovo Codice Anticorruzione, in linea con l'UNCC, che nel corso dell'anno verrà implementato in tutte le società del gruppo.

Inoltre, Buzzi ha emesso le "Guidelines of Behaviour for Employees of the Buzzi Group for Compliance with Competition Rules" (Codice Antitrust) e, in Italia, in ottemperanza alle Linee Guida sulla Compliance Antitrust adottate dall'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, ha nominato il Responsabile della Compliance Antitrust e ha adottato un Antitrust Compliance Program.

Infine, alla luce delle indicazioni fornite dal D.Lgs. 231/2001, tutte le Società italiane del gruppo Buzzi hanno ritenuto conforme alla propria politica aziendale procedere all'attuazione di un proprio Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo, con lo scopo di predisporre un sistema strutturato ed organico di prevenzione, dissuasione e controllo, finalizzato alla riduzione del rischio di commissione dei reati mediante l'individuazione delle attività sensibili e la loro conseguente disciplina.

Il Codice di Condotta, il Codice Antitrust e le politiche sopra indicate (escluso il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001) si applicano alla capogruppo Buzzi SpA e alle sue controllate italiane ed estere.

Gli Amministratori Delegati delle società controllate sono responsabili dell'adozione e integrazione all'interno della propria organizzazione dei Codici, delle linee guida e delle procedure emessi dalla capogruppo.

Le funzioni locali di Internal Audit verificano che i Codici, le linee guida e le Procedure emesse dalla capogruppo vengano applicate nell'organizzazione in cui operano. Queste verifiche sono condotte nell'ambito della costante attività di controllo svolta dalle funzioni locali di Internal Audit oltre che sulla base di segnalazioni whistleblowing ricevute. Le funzioni locali di Internal Audit dipendono funzionalmente dal Responsabile Internal Audit di Buzzi SpA che non dipende da alcuna area operativa e riporta gerarchicamente al Consiglio di Amministrazione.

Le attività di verifica e gli audit effettuati nelle diverse sedi ed impianti del gruppo si perfezionano con un'attività di osservazioni e raccomandazioni che si manifesta con l'emissione di rapporti e relazioni verso il management. In particolare, la Funzione di Internal Audit di Buzzi SpA predispone trimestralmente un Report contenente informazioni esaurienti sulle attività svolte nel periodo e sulle eventuali criticità riscontrate. Tale Report viene inviato al Presidente del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità, al Presidente del Collegio Sindacale, al Presidente, all'Amministratore Delegato e al Direttore Generale di Buzzi SpA.

Per sviluppare e promuovere la propria cultura d'impresa, il Codice di Condotta, il Codice Antitrust, le linee guida e le procedure aziendali sono rese disponibili a tutti coloro ai quali si applicano tramite l'intranet aziendale di gruppo. Inoltre, sono inoltre previste sessioni formative periodiche sul Codice di Condotta e sui temi principali del business conduct: anticorruzione, antitrust, D.Lgs. 231/2001.

La formazione sui principi del Codice di Condotta è prevista ogni tre anni. Nel 2024, 2.834 dipendenti hanno ricevuto una formazione sul Codice e sui temi correlati. La formazione inerente il tema dell'anticorruzione è descritta nel capitolo "Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva", così come le relative funzioni a rischio. In aggiunta a queste vengono organizzati periodicamente, sulla base della normativa vigente e delle Procedure aziendali adottate, corsi di formazione sui temi dell'Antitrust e del D.Lgs. 231/2001.

Come descritto anche al paragrafo S1-3, Buzzi mette a disposizione di chiunque sia venuto a conoscenza di condotte illecite o violazioni del proprio Codice di Condotta appositi canali di segnalazione atti a garantire la riservatezza dell'identità del segnalante e dei soggetti menzionati nella segnalazione oltre che del contenuto della segnalazione stessa e della relativa documentazione.

Le segnalazioni vengono gestite da personale specificatamente formato per la gestione delle stesse.

Buzzi si impegna a tutelare la riservatezza dell'identità del segnalante e a garantire che alcun atto di ritorsione o discriminatorio, diretto o indiretto, sia adottato nei confronti di colui che in buona fede abbia effettuato una segnalazione.

La capogruppo ha adottato, sin dal 2016, e trasmesso alle sue controllate italiane ed estere una "Procedura per la gestione delle segnalazioni" con lo scopo di stabilire regole uniformi su come gestire le segnalazioni ricevute nelle varie Società del gruppo.

La procedura identifica i soggetti incaricati della gestione delle segnalazioni, definisce le modalità di investigazione (conformemente alla normativa nazionale applicabile e al trattamento dei dati personali) e stabilisce misure di protezione per i soggetti che effettuano una segnalazione in buona fede.

|| MDR-A || G1-3

Prevenzione e individuazione della corruzione attiva e passiva

Buzzi ritiene che la corruzione rappresenti un ostacolo rilevante allo sviluppo sostenibile, alla crescita economica e alla libera concorrenza. Per questo motivo proibisce e non tollera alcuna forma di corruzione.

Il Codice di Condotta vieta a tutti i destinatari di dare, offrire, promettere, ricevere, accettare, richiedere o sollecitare, direttamente o tramite un intermediario, denaro o altra utilità al fine di ottenere un indebito vantaggio per se stessi, per i propri congiunti, per soggetti terzi o per il gruppo, indipendentemente dal fatto che il destinatario di un tale atto di corruzione sia un funzionario pubblico o un soggetto privato.

Le modalità di comunicazione e diffusione del Codice sono descritte al capitolo precedente ("Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese").

Inoltre, al fine di armonizzare le misure a contrasto della corruzione adottate nei vari paesi, la capogruppo ha emesso:

  • le "Guidelines for Customer Loyalty Measures and Gifts Management" con lo scopo di definire regole uniformi, per tutti i dipendenti del gruppo, per l'accettazione e l'offerta di omaggi e spese di rappresentanza
  • il documento "Guidelines for anticorruption training" per la predisposizione di corsi di formazione per gli amministratori dipendenti, i managers e i lavoratori che operano in aree a rischio di corruzione.

La capogruppo ha predisposto, nel 2024, un nuovo Codice Anticorruzione. Tale documento è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA del 07/02/2025.

Nel corso del 2025, le società controllate italiane ed estere lo recepiranno attraverso delibera dei rispettivi Consigli di Amministrazione (o del corrispondente organo di amministrazione, qualora la governance della controllata non preveda tale organo).

Il Codice definisce i principi in materia di anticorruzione e le norme di comportamento che i suoi destinatari sono tenuti a rispettare, individua ruoli, responsabilità e presidi per la gestione e la mitigazione del rischio.

Con riferimento alle attività di Buzzi, sono state individuate le seguenti aree che, anche solo in astratto, paiono più sensibili al rischio di corruzione: rapporti con la Pubblica Amministrazione; rapporti con fornitori, professionisti, consulenti, clienti; gestione del contenzioso; incarichi di promozione commerciale; donazioni e rapporti con le comunità locali; contributi politici; regali, omaggi e spese di rappresentanza; gestione delle risorse umane; tenuta della contabilità e gestione dei flussi finanziari; operazioni straordinarie; conflitti di interesse.

Al fine di promuovere la conoscenza dei principi contenuti nel Codice Anticorruzione presso tutti coloro ai quali si applica è prevista un'attività periodica di formazione modulata, con un differente grado di approfondimento, in relazione alla qualifica dei destinatari ed al diverso livello di coinvolgimento degli stessi nelle attività sensibili al rischio di corruzione. Tale attività formativa deve essere svolta con cadenza almeno biennale e copre tutte le funzioni nelle aree a rischio individuate. Inoltre, il Codice è inserito sul sito internet e sulla intranet aziendale e verrà consegnato ai nuovi assunti al momento dell'assunzione.

Le funzioni locali di Internal Audit verificano il rispetto delle misure adottate dalla società a prevenzione della corruzione e segnalano tempestivamente al management eventuali anomalie riscontrate (come descritto nel capitolo "Politiche in materia di cultura d'impresa e condotta delle imprese").

|| G1-4

Casi accertati di corruzione attiva o passiva

Nel 2024, all'interno delle attività del gruppo, non sono stati riportati casi di corruzione. Non sono state riportate sanzioni per violazione di leggi contro la corruzione.

|| G1-5

Influenza politica e attività di lobbying

A partire da settembre 2018, Buzzi è parte della Global Cement and Concrete Association (GCCA). L'associazione, nata a Londra a inizio 2018, raggruppa 44 aziende leader nella produzione di cemento e calcestruzzo, che rappresentano l'80% della produzione mondiale (escludendo la Cina). Uno degli obiettivi GCCA è quello di favorire l'interazione con le istituzioni a livello internazionale e con gli stakeholder più rilevanti, affinché cemento e calcestruzzo siano riconosciuti come compatibili con uno sviluppo sostenibile. Buzzi è membro attivo di CEMBUREAU, l'organizzazione con sede a Bruxelles che rappresenta l'industria del cemento in Europa. L'associazione ha il ruolo di portavoce per l'industria del cemento e porta all'attenzione dell'Unione Europea tematiche relative a uso di materie prime e combustibili alternativi, protezione del clima, emissioni, biodiversità, salute e sicurezza sul lavoro. A livello locale il gruppo partecipa ad associazioni di categoria, quali: Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento (AITEC), a sua volta parte di Federbeton (Confindustria), la federazione di settore delle associazioni della filiera del cemento e del calcestruzzo; Concrete Europe; Verein Deutscher Zementwerke (VDZ); Portland Cement Association (PCA); Cámara Nacional del Cemento (CANACEM); European Ready Mix Concrete Association (ERMCO).

L'impresa non è iscritta nel registro dell'UE per la trasparenza.

All'interno dei nostri organi di amministrazione, direzione e controllo, 3 persone occupano posizioni comparabili per società a partecipazione pubblica e/o in pubbliche amministrazioni. Nessun altro membro degli organi di amministrazione, direzione o controllo ricopre attualmente o ha ricoperto incarichi nella pubblica amministrazione negli ultimi due anni dall'incarico.

ATTESTAZIONE DELLA RENDICONTAZIONE CONSOLIDATA DI SOSTENIBILITÀ AI SENSI DELL'ART. 81-TER, COMMA 1, DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, e Massimo Paris, in qualità di Dirigente appositamente nominato incaricato dell'attestazione sulla Rendicontazione di sostenibilità, della Buzzi SpA attestano, ai sensi dell'art. 154-bis, comma 5-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, che la rendicontazione di sostenibilità inclusa nella relazione sulla gestione è stata redatta:

  • a) conformemente agli standard di rendicontazione applicati ai sensi della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, e del decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125;
  • b) con le specifiche adottate a norma dell'articolo 8, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020.

Casale Monferrato, 28 marzo 2025

L'Amministratore Delegato Il Dirigente appositamente nominato incaricato dell'attestazione sulla Rendicontazione di sostenibilità

Pietro BUZZI Massimo PARIS

Relazione della società di revisione indipendente sull'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità aisensi dell'art. 14-bis del D.Lgs. 27gennaio 2010, n. 39

Agli Azionisti della Buzzi SpA

Conclusioni

Ai sensi degli artt. 8 e 18, comma 1, del D.Lgs. 6 settembre 2024, n. 125 (di seguito anche il "Decreto"), siamo stati incaricati di effettuare l'esame limitato ("limited assurance engagement") della rendicontazione consolidata di sostenibilità del gruppo Buzzi (di seguito anche il "Gruppo" o il "Gruppo Buzzi") relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 predisposta ai sensi dell'art. 4 del Decreto, presentata nella specifica sezione della relazione consolidata sulla gestione.

Sulla base del lavoro svolto, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che:

  • la rendicontazione consolidata di sostenibilità del Gruppo Buzzi relativa all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 non sia stata redatta, in tutti gli aspetti significativi, in conformità ai principi di rendicontazione adottati dalla Commissione Europea ai sensi della Direttiva (UE) 2013/34/UE (European Sustainability Reporting Standards, nel seguito anche "ESRS");
  • le informazioni contenute nel paragrafo "Tassonomia" della rendicontazione consolidata di sostenibilità non siano state redatte, in tutti gli aspetti significativi, in conformità all'art. 8 del Regolamento (UE) n. 852 del 18 giugno 2020 (nel seguito anche "Regolamento Tassonomia").

Elementi alla base delle conclusioni

Abbiamo svolto l'incarico di esame limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia). Le procedure svolte in tale tipologia di incarico variano per natura e tempistica rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento di un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole e sono altresì meno estese. Conseguentemente, il livello di sicurezza ottenuto in un incarico di esame limitato è sostanzialmente inferiore rispetto al livello di sicurezza che sarebbe stato ottenuto se fosse stato svolto un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza ragionevole. Le nostre responsabilità ai sensi di tale Principio sono ulteriormente descritte nella sezione "Responsabilità della società di revisione per l'attestazione sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità" della presente relazione.

PriceivaterhoiiseCoopers SpA

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Siamo indipendenti in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili all'incarico di attestazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità nell'ordinamento italiano.

La nostra società di revisione applica il Principio internazionale sulla gestione della qualità (ISQM Italia) i in base al quale è tenuta a configurare, mettere in atto e rendere operativo un sistema di gestione della qualità che includa direttive o procedure sulla conformità ai principi etici, ai principi professionali e alle disposizioni di legge e regolamentari applicabili.

Riteniamo di aver acquisito evidenze sufficienti e appropriate su cui basare le nostre conclusioni.

Altri aspetti- informazioni comparative

La rendicontazione consolidata di sostenibilità dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 contiene, nel paragrafo "Tassonomia", le informazioni comparative di cui all'art. 8 del Regolamento Tassonomia riferite all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2023, che non sono state sottoposte a verifica.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale della Buzzi SpAperla rendicontazione consolidata di sostenibilità

Gli amministratori sono responsabili per lo sviluppo e l'implementazione delle procedure attuate per individuare le informazioni incluse nella rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dagli ESRS (nel seguito il "processo di valutazione della rilevanza") e per la descrizione di tali procedure nel paragrafo "Gestione degli impatti, dei rischi e delle opportunità" al sotto paragrafo IRO-1 "Descrizione dei processi per individuare e valutare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti" della rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Gli amministratori sono inoltre responsabili per la redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità, che contiene le informazioni identificate mediante il processo di valutazione della rilevanza, in conformità a quanto richiesto dall'art. 4 del Decreto, inclusa:

  • la conformità agli ESRS;
  • la conformità all'art. 8 del Regolamento Tassonomia delle informazioni contenute nel paragrafo "Tassonomia".

Tale responsabilità comporta la configurazione, la messa in atto e il mantenimento, nei termini previsti dalla legge, di quella parte del controllo interno ritenuta necessaria dagli amministratori al fine di consentire la redazione di una rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità a quanto richiesto dall'art. 4 del Decreto, che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali. Tale responsabilità comporta altresì la selezione e l'applicazione di metodi appropriati per elaborare le informazioni nonché l'elaborazione di ipotesi e stime in merito a specifiche informazioni di sostenibilità che siano ragionevoli nelle circostanze.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sull'osservanza delle disposizioni stabilite nel Decreto.

Limitazioni intrinseche nella redazione della rendicontazione consolidata di sostenibilità

Ai fini della rendicontazione delle informazioni prospettiche in conformità agli ESRS, agli amministratori è richiesta l'elaborazione di tali informazioni sulla base di ipotesi, descritte nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, in merito a eventi che potranno accadere in futuro e a possibili future azioni da parte del Gruppo. A causa dell'aleatorietà connessa alla realizzazione di qualsiasi evento futuro, sia per quanto concerne il concretizzarsi dell'accadimento sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della sua manifestazione, gli scostamenti fra i valori consuntivi e le informazioni prospettiche potrebbero essere significativi.

L'informativa fornita in merito alle emissioni di Scope 3 è soggetta a maggiori limitazioni intrinseche rispetto a quelle Scope 1 e 2, a causa della scarsa disponibilità e della precisione relativa delle informazioni utilizzate per definire le informazioni sulle emissioni Scope 3, sia di natura quantitativa sia di natura qualitativa, relative alla catena del valore.

Responsabilità della società di revisioneperl'attestazione sulla rendicontazione consolidata disostenibilità

I nostri obiettivi sono pianificare e svolgere procedure al fine di acquisire un livello di sicurezza limitato che la rendicontazione consolidata di sostenibilità non contenga errori significativi, dovuti a frodi 0 a comportamenti o eventi non intenzionali, ed emettere una relazione contenente le nostre conclusioni. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni degli utilizzatori prese sulla base della rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Nell'ambito dell'incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato in conformità al Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità - SSAE (Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata dell'incarico.

Le nostre responsabilità includono:

  • la considerazione dei rischi per identificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo, sia dovuto a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali;
  • la definizione e lo svolgimento di procedure per verificare l'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo

derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;

• la direzione, la supervisione e lo svolgimento dell'esame limitato della rendicontazione consolidata di sostenibilità e l'assunzione della piena responsabilità delle conclusioni sulla rendicontazione consolidata di sostenibilità.

Riepilogo del lavoro svolto

Un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato comporta lo svolgimento di procedure per ottenere evidenze quale base per la formulazione delle nostre conclusioni.

Le procedure svolte si sono basate sul nostro giudizio professionale e hanno compreso colloqui, prevalentemente con il personale della Buzzi SpA responsabile per la predisposizione delle informazioni presentate nella rendicontazione consolidata di sostenibilità, nonché analisi di documenti, ricalcoli e altre procedure volte all'acquisizione di evidenze ritenute utili.

Abbiamo svolto le seguenti principali procedure:

  • comprensione del modello di business, delle strategie del Gruppo e del contesto in cui opera con riferimento alle questioni di sostenibilità;
  • comprensione dei processi che sottendono alla generazione, rilevazione e gestione delle informazioni qualitative e quantitative incluse nella rendicontazione consolidata di sostenibilità;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per l'identificazione e la valutazione degli impatti, rischi ed opportunità rilevanti, in base al principio di doppia rilevanza, in relazione alle questioni di sostenibilità e, sulla base delle informazioni ivi acquisite, svolgimento di considerazioni in merito ad eventuali elementi contraddittori emersi che possano evidenziare l'esistenza di questioni di sostenibilità non considerate daH'impresa nel processo di valutazione della rilevanza;
  • identificazione dell'informativa nella quale è probabile che si verifichi un errore significativo;
  • definizione e svolgimento delle procedure, basate sul nostro giudizio professionale, per rispondere ai rischi di errore significativi identificati;
  • comprensione del processo posto in essere dal Gruppo per identificare le attività economiche ammissibili e determinarne la natura allineata in base alle previsioni del Regolamento Tassonomia, e verifica della relativa informativa inclusa nella rendicontazione consolidata di sostenibilità;
  • riscontro delle informazioni riportate nella rendicontazione consolidata di sostenibilità con le informazioni contenute nel bilancio consolidato ai sensi del quadro sull'informativa finanziaria applicabile o con i dati contabili utilizzati per la redazione del bilancio stesso o con i dati gestionali di natura contabile;

  • verifica della struttura e della presentazione deH'informativa inclusa nella rendicontazione consolidata di sostenibilità in conformità con gli ESRS;
  • ottenimento della lettera di attestazione.

Torino, 14 aprile 2025

PricewaterhouseCoopers SpA

Piero De Lorenzi (Revisore legale)

Bilancio Consolidato

Conto economico consolidato 135
Conto economico complessivo consolidato 136
Stato Patrimoniale consolidato 137
Rendiconto Finanziario consolidato 139
Variazioni di Patrimonio netto consolidato 140
Note ai prospetti contabili consolidati 141
Attestazione del bilancio consolidato 243
Relazione della società di revisione sul bilancio consolidato 244

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 2024 2023
Ricavi netti 7 4.313.037 4.317.489
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati 12.464 50.372
Altri ricavi operativi 8 54.095 57.467
Materie prime, sussidiarie e di consumo 9 (1.504.163) (1.620.437)
Servizi 10 (905.240) (886.919)
Costi del personale 11 (623.294) (589.300)
Altri costi operativi 12 (70.750) (85.457)
Margine operativo lordo 1.276.149 1.243.215
Ammortamenti 13 (272.339) (248.237)
Svalutazioni 13 (1.907) (10.188)
Risultato operativo 1.001.903 984.790
Risultati delle società collegate
e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto
14 147.131 161.236
Plusvalenze (Minusvalenze) da realizzo partecipazioni 15 (130.710) 241
Proventi finanziari 16 249.242 98.091
Oneri finanziari 16 (174.357) (103.489)
Utile prima delle imposte 1.093.209 1.140.869
Imposte sul reddito 17 (150.737) (174.056)
Utile dell'esercizio 942.472 966.813
Attribuibile a:
Azionisti della società 942.316 966.545
Azionisti terzi 156 268
(euro)
Utile per azione 18
base 5,140 5,221

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 2024 2023
Utile dell'esercizio 942.472 966.813
Voci che non saranno riclassificate nel conto economico
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro 38 21.465 (14.801)
Variazioni nel valore equo delle partecipazioni 24 51 506
Imposte sul reddito relative alle voci che non saranno riclassificate (4.456) 4.007
Totale voci che non saranno riclassificate nel conto economico 17.060 (10.288)
Voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico
Differenze di conversione 34 83.496 (172.295)
Differenze di conversione riclassificate a conto economico 34 223.320 -
Differenze di conversione riferite alle società collegate
e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto 34 (29.206) 28.502
Totale voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto
economico 277.610 (143.793)
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte 294.670 (154.081)
Totale conto economico complessivo dell'esercizio 1.237.142 812.732
Attribuibile a:
Azionisti della società 1.236.983 812.471
Azionisti terzi 159 261

STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 31.12.2024 31.12.2023
Attività
Attività non correnti
Avviamento 19 872.789 508.836
Altre attività immateriali 19 132.141 51.890
Attività in diritto d'uso 20 74.318 74.462
Immobili, impianti e macchinari 21 3.806.019 3.150.538
Investimenti immobiliari 22 16.841 17.524
Partecipazioni in società collegate e a controllo congiunto 23 467.616 633.603
Partecipazioni al valore equo 24 10.649 10.726
Attività fiscali differite 40 179.944 97.571
Attività per piani a benefici definiti 38 2.787 3.698
Crediti e altre attività non correnti 26 60.542 265.271
5.623.646 4.814.119
Attività correnti
Rimanenze 27 881.904 754.269
Crediti commerciali 28 585.021 565.610
Altri crediti 29 151.954 255.225
Disponibilità liquide 30 1.410.439 1.120.712
3.029.318 2.695.816
Attività possedute per la vendita 31 35.471 105.468

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Totale Attività 8.688.435 7.615.403

Patrimonio netto
Patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società
Capitale sociale
Sovrapprezzo delle azioni
Altre riserve
Utili portati a nuovo
Azioni proprie
32
33
34
35
123.637
458.696
326.883
5.971.501
123.637
458.696
50.455
5.124.484
(278.107) (130.917)
6.602.610 5.626.355
Patrimonio netto di terzi 36 3.453 5.673
Totale Patrimonio netto 6.606.063 5.632.028
Passività
Passività non correnti
Finanziamenti a lungo termine
37 328.386 338.697
Debiti per locazioni 20 55.207 56.577
Strumenti finanziari derivati 25 - 4.787
Benefici per i dipendenti 38 244.550 267.770
Fondi per rischi e oneri
Passività fiscali differite
39
40
94.910
475.769
83.820
385.165
Altri debiti non correnti 41 4.657 5.009
1.203.479 1.141.825
Passività correnti
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 37 195.163 265.226
Finanziamenti a breve termine 37 7.214 4.965
Quota corrente dei debiti per locazioni 20 21.595 19.651
Debiti commerciali 42 337.568 315.729
Debiti per imposte sul reddito 43 72.916 64.056
Fondi per rischi e oneri 39 24.326 25.225
Altri debiti 44 218.554 136.344
877.336 831.196
Passività possedute per la vendita 31 1.557 10.354
Totale Passività 2.082.372 1.983.375
Totale Patrimonio netto e Passività 8.688.435 7.615.403

RENDICONTO FINANZIARIO CONSOLIDATO

(migliaia di euro) Nota 2024 2023
Flusso monetario da attività operative
Cassa generata dalle operazioni 45 1.178.269 1.049.678
Interessi passivi pagati (28.460) (35.668)
Imposte sul reddito pagate (217.193) (195.206)
Flusso monetario netto generato dalle attività operative 932.616 818.804
Flusso monetario da attività d'investimento
Investimenti in immobilizzazioni immateriali 19 (3.042) (5.692)
Investimenti in immobilizzazioni materiali 21 (445.371) (298.012)
Acquisto di imprese controllate,
al netto delle disponibilità liquide acquisite
(202.922) -
Investimenti in altre partecipazioni 23, 24 (16.257) (5.815)
Prezzo di realizzo immobilizzazioni materiali e immateriali 14.714 20.370
Prezzo di realizzo partecipazioni 105.410 1.600
Variazione dei crediti finanziari 132.454 (153.595)
Dividendi delle partecipazioni 16, 23 89.709 84.663
Interessi attivi incassati 84.963 52.371
Flusso monetario netto generato (assorbito)
dalle attività d'investimento (240.342) (304.110)
Flusso monetario da attività di finanziamento
Accensione di finanziamenti a lungo termine 37, 46 149.526 -
Rimborsi di finanziamenti a lungo termine 37, 46 (272.573) (595.461)
Variazione netta dei finanziamenti a breve termine 37, 46 2.249 (4)
Rimborsi di debiti per locazioni 20 (23.025) (21.426)
Variazione degli altri debiti finanziari 46 (7.404) (4.226)
Variazione delle partecipazioni senza perdita del controllo 46 (604) (1.586)
Acquisto azioni proprie 32 (147.190) -
Dividendi pagati ad azionisti della società 46, 47 (110.961) (83.309)
Dividendi pagati ad azionisti terzi 46 (121) (1)
Flusso monetario netto generato (assorbito)
dalle attività di finanziamento
(410.103) (706.013)
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide 282.171 (191.319)
Disponibilità liquide iniziali 1.120.712 1.341.488
Differenze di conversione 8.468 (29.526)
Variazione area di consolidamento (912) 69
Disponibilità liquide finali 30 1.410.439 1.120.712

VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO

Attribuibile agli azionisti della società
(migliaia di euro) Capitale
Sociale
Sovra
prezzo
delle
azioni
Altre
riserve
Utili
portati a
nuovo
Azioni
proprie
Totale Patrimo
nio netto
di terzi
Totale
Patrimo
nio netto
Saldi al 1 gennaio 2023 123.637 458.696 183.290 4.271.170 (130.917) 4.905.876 5.581 4.911.457
Utile dell'esercizio - - - 966.545 - 966.545 268 966.813
Altre componenti di conto
economico complessivo,
dopo imposte - - (143.419) (10.655) - (154.074) (7) (154.081)
Totale conto economico
complessivo
dell'esercizio - - (143.419) 955.890 - 812.471 261 812.732
Dividendi deliberati - - - (83.309) - (83.309) - (83.309)
Acquisto quote
di minoranza - - - 1.874 - 1.874 (162) 1.712
Altri movimenti - - 10.584 (21.141) - (10.557) (7) (10.564)
Saldi al 31 dicembre 2023 123.637 458.696 50.455 5.124.484 (130.917) 5.626.355 5.673 5.632.028
Utile dell'esercizio - - - 942.316 - 942.316 156 942.472
Altre componenti di conto
economico complessivo,
dopo imposte - - 277.563 17.104 - 294.667 3 294.670
Totale conto economico
complessivo
dell'esercizio - - 277.563 959.420 - 1.236.983 159 1.237.142
Dividendi deliberati - - - (110.961) - (110.961) - (110.961)
Acquisto quote
di minoranza - - - 1.101 - 1.101 (2.364) (1.263)
Acquisto azioni proprie - - - - (147.190) (147.190) - (147.190)
Altri movimenti - - (1.135) (2.543) - (3.678) (15) (3.693)
Saldi al 31 dicembre 2024 123.637 458.696 326.883 5.971.501 (278.107) 6.602.610 3.453 6.606.063

NOTE AI PROSPETTI CONTABILI CONSOLIDATI

1. INFORMAZIONI GENERALI

Buzzi SpA ("la società") e le sue controllate (nell'insieme "il gruppo" o "Buzzi") producono, distribuiscono e vendono cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Il gruppo gestisce impianti industriali in diversi paesi, che rappresentano lo sbocco naturale per le sue merci e servizi. Le attività sono situate principalmente in Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Brasile, Russia e Messico.

Buzzi è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano. La sede legale e amministrativa è situata in Italia a Casale Monferrato (AL), in Via Luigi Buzzi 6. La società è quotata sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana.

Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA che, direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede il 52,95% delle azioni con diritto di voto.

Il consiglio di amministrazione ha approvato la pubblicazione del presente bilancio consolidato in data 28 marzo 2025.

2. SINTESI DEI PRINCIPI CONTABILI RILEVANTI

I principi contabili rilevanti adottati nella predisposizione del bilancio consolidato sono esposti di seguito. Non ci sono state variazioni significative rispetto al precedente esercizio, a meno che ciò non sia espressamente indicato.

2.1 Forma e contenuto

Il bilancio consolidato è stato predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (IFRS) emessi dall'International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 Dlgs. 38/2005. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali aggiornati (IAS) e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), in precedenza denominato Standing Interpretations Committee (SIC).

Il bilancio consolidato è stato predisposto sulla base del principio del costo storico, modificato, come richiesto, per la valutazione delle attività/passività al valore equo, compresi gli strumenti derivati, e sul presupposto della continuità aziendale.

L'analisi dei rischi finanziari (nota 3), e di quelli legati alle questioni di sostenibilità (Informazioni Generali, SBM-3, Rendicontazione consolidata di sostenibilità), non ha fatto emergere criticità sulla continuità aziendale.

Il bilancio consolidato è presentato in euro e tutti gli importi sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato. Gli schemi di bilancio scelti da Buzzi prevedono: per il conto economico, l'analisi dei costi basata sulla natura degli stessi e la pubblicazione di due prospetti separati, ovvero il conto economico tradizionale e quello complessivo; per lo stato patrimoniale, la distinta presentazione delle attività correnti e non correnti e delle passività correnti e non correnti, generalmente adottata dalle società industriali e commerciali; per il rendiconto finanziario, l'adozione del metodo indiretto. L'omogeneità di contenuto delle voci si ottiene, qualora necessario, mediante adattamento del bilancio posto a confronto. Le voci di bilancio esposte nel presente fascicolo sono state oggetto di alcuni adattamenti e integrazioni rispetto alle pubblicazioni effettuate in precedenza, al fine di fornire una migliore rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica del gruppo.

Nelle note del presente bilancio consolidato, sono indicati - qualora significativi - gli effetti derivanti dal primo consolidamento integrale di Nacional Cimentos Participações SA, se non esplicitamente esposti tra le variazioni area di consolidamento nelle tabelle di movimentazione. Per il dettaglio delle attività nette acquisite si faccia riferimento alla nota 51.

La società non evidenzia nei prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario, l'ammontare delle posizioni con parti correlate distintamente dalle voci di riferimento (ai sensi della delibera CONSOB n. 15519 del 27 luglio 2006). Tale indicazione non sarebbe significativa per la rappresentazione della posizione patrimoniale, economica e finanziaria del gruppo; le operazioni con parti correlate sono riportate nella nota 50 del presente bilancio consolidato.

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di alcune importanti stime contabili. Inoltre, si richiede che la direzione eserciti il proprio giudizio sul processo di applicazione delle politiche contabili del gruppo. Le aree che comportano un maggior grado di attenzione o di complessità o le aree dove le ipotesi e le stime sono importanti per il bilancio consolidato sono esposte alla nota 4.

Principi, emendamenti e interpretazioni applicati nell'esercizio 2024

I seguenti principi, emendamenti e interpretazioni non sono rilevanti per il gruppo e/o non hanno comportato la rilevazione di alcun effetto nel presente bilancio.

  • IAS 1 Presentazione del bilancio (emendamenti): classificazione delle passività come correnti o non-correnti e relativi emendamenti sul differimento della data di efficacia. Gli emendamenti chiariscono se classificare debiti e altre passività con data di scadenza incerta come correnti o non correnti.
  • IFRS 16 Leasing (emendamenti): passività in caso di sale and leaseback. L'emendamento chiarisce la contabilizzazione della vendita e successivo affitto dello stesso bene.
  • IAS 1 Presentazione del bilancio (emendamenti): Passività non correnti con covenant. L'emendamento migliora le informazioni che un'entità fornisce quando il suo diritto a differire l'estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di covenant.
  • IAS 7 Rendiconto finanziario e IFRS 7 Informazioni integrative su strumenti finanziari (emendamenti): Accordi di finanziamento con i fornitori. Le modifiche hanno l'obiettivo di migliorare l'informativa sulle esposizioni di finanziamento verso fornitori, integrando gli obblighi di informativa e 'segnaletiche' di tipo qualitativo e quantitativo per le operazioni ed esposizioni di finanziamento delle società verso i fornitori.

Principi, emendamenti e interpretazioni che non sono ancora efficaci e che non sono stati applicati anticipatamente

  • IFRS 10 Bilancio consolidato e IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture (emendamenti): vendita o conferimento di attività tra un investitore e le sue collegate o joint venture. L'utile (o la perdita) completo viene rilevato quando un'operazione si riferisce a un settore di attività (che si trovi o no all'interno di una controllata). Un utile o perdita parziale si iscrive quando un'operazione coinvolge beni che non costituiscono un settore di attività, anche se tali beni si trovano in una controllata. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea hanno rinviato a tempo indeterminato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • IAS 21 Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere (emendamenti): Assenza di convertibilità (con efficacia 1 gennaio 2025). Gli emendamenti specificano quando una valuta è scambiabile e, in caso negativo, come determinare il tasso di cambio.
  • IFRS 9 e IFRS 7 Modifiche ai requisiti di classificazione e valutazione degli strumenti finanziari (emendamenti con efficacia dal 1 gennaio 2026): risolve le questioni identificate durante la revisione post-implementazione dei requisiti di classificazione e valutazione dell'IFRS 9 "Strumenti finanziari". Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • IFRS 18 Presentazione e informativa di bilancio: comprende i requisiti per tutte le società che applicano gli IFRS per la presentazione e l'informativa di bilancio (con efficacia dal 1 gennaio 2027). Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • IFRS 19 Controllate senza responsabilità pubblica (con efficacia dal 1 gennaio 2027): specifica gli obblighi informativi ridotti che una società può applicare al posto degli obblighi informativi previsti da altri principi contabili IFRS. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • Modifiche agli IFRS 9 e IFRS 7 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2026): chiarifica i requisiti per l'esenzione "uso proprio" e l'introduzione di nuovi obblighi di disclosure finanziaria per IFRS 7 e IFRS 9. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • Modifiche annuali agli standard contabili IFRS Volume 11 (emendamenti efficaci dal 1 gennaio 2026): include una serie di modifiche a cinque standard contabili internazionali (IFRS 1, IFRS 7, IFRS 9, IFRS 10 e IAS 7), finalizzate a migliorare la chiarezza e la coerenza dei principi contabili. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno completato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.

Gli eventuali impatti derivanti dall'applicazione di tali nuovi principi/emendamenti sono in fase di valutazione.

2.2 Consolidamento

Imprese controllate

Sono tutte le imprese (incluse le società veicolo) sulle quali il gruppo detiene il controllo, inteso come il diritto a ricevere rendimenti variabili derivanti dal suo rapporto con l'entità e come capacità di influenzare quei rendimenti attraverso il proprio potere sull'entità stessa. Le imprese controllate sono consolidate integralmente a partire dalla data in cui il gruppo assume il controllo e fino al momento in cui il controllo cessa di esistere.

Le aggregazioni di imprese controllate sono contabilizzate col metodo dell'acquisizione. Il corrispettivo trasferito per l'acquisizione di una controllata è il valore equo delle attività trasferite, delle passività assunte e delle interessenze emesse dall'acquirente. Il corrispettivo trasferito include il valore equo di ogni attività o passività derivante da un accordo sul corrispettivo potenziale. Le singole attività acquistate, le passività e le passività potenziali assunte in un'aggregazione sono valutate inizialmente al loro valore equo alla data di acquisizione. Per ciascuna transazione esiste la possibilità di valutare il patrimonio netto degli azionisti di minoranza nell'entità acquisita al valore equo, oppure di moltiplicare le attività identificabili nette acquisite per la quota attribuibile a terzi. I costi correlati all'acquisizione sono imputati a conto economico quando sostenuti. Se l'aggregazione aziendale è realizzata in più fasi, la partecipazione precedentemente posseduta dall'acquirente nell'acquisita è rivalutata al valore equo alla data di acquisizione attraverso il conto economico.

L'eccedenza tra il totale del corrispettivo trasferito, l'ammontare di qualsiasi partecipazione di minoranza nella società acquisita e il valore equo alla data di acquisizione di qualsiasi partecipazione già posseduta nella società acquisita rispetto al valore equo delle attività nette identificabili acquisite è considerata come avviamento. Se il totale del corrispettivo trasferito, delle partecipazioni di minoranza rilevate e dell'entità delle partecipazioni possedute è inferiore al valore equo delle attività nette della controllata acquisita, la differenza è rilevata direttamente in conto economico.

Sono eliminati i crediti, i debiti, i costi e i ricavi tra le società consolidate. Sono altresì eliminati, se significativi, gli utili e le perdite derivanti da operazioni tra le imprese incluse nel consolidamento e non ancora realizzati nei confronti dei terzi. I dividendi distribuiti all'interno del gruppo sono eliminati dal conto economico. I principi contabili delle società controllate sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Le controllate inattive e/o quelle costituenti immobilizzazioni poco significative, sia sotto il profilo sia dell'investimento sia dei valori patrimoniali ed economici, sono escluse dal consolidamento e valutate al valore equo attraverso il conto economico complessivo. Quando non sia disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo.

Variazioni delle partecipazioni in imprese controllate

Le operazioni con azionisti di minoranza che non comportano la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni di patrimonio netto, ossia operazioni con i soci nella loro qualità di soci.

La differenza tra il valore equo del corrispettivo pagato e il valore contabile della quota acquisita nelle attività nette della controllata è portata direttamente in diminuzione del patrimonio netto, così come sono registrati a patrimonio netto eventuali utili o perdite derivanti da una cessione ad azionisti di minoranza, fintantoché permane il controllo.

Quando il gruppo perde il controllo, rileva qualsiasi partecipazione mantenuta nella ex-controllata al rispettivo valore equo, iscrivendo a conto economico la variazione nel valore contabile della stessa. Il valore equo della partecipazione mantenuta corrisponde al valore contabile iniziale per la successiva valutazione come società collegata, entità a controllo congiunto o attività finanziaria. Inoltre, tutti gli importi precedentemente rilevati nelle altre componenti di conto economico complessivo in relazione a quella controllata sono contabilizzati come se il gruppo avesse dismesso direttamente le attività o passività relative. Questo può comportare che importi precedentemente rilevati nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo siano riclassificati in conto economico.

La quota di patrimonio netto di terzi riferita alle società di persone consolidate integralmente è iscritta alla voce di bilancio Altri debiti non correnti.

Imprese a controllo congiunto

Secondo IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto sono classificati come joint operation o joint venture a seconda dei doveri e diritti contrattuali di ciascun partecipante. Buzzi ha valutato la natura dei suoi accordi a controllo congiunto e stabilito che si tratta di joint venture. Le joint venture sono contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.

Buzzi e il socio paritetico Molins possiedono ciascuno il 33,33% di Corporación Moctezuma, SAB de CV, e sulla base dei patti parasociali sottoscritti esercitano il controllo congiunto della società, che quindi è contabilizzata come impresa a controllo congiunto.

Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una joint venture è inizialmente rilevata al costo e successivamente il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante negli utili o nelle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione e nelle variazioni delle voci di conto economico complessivo. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione. Quando le perdite pro-quota in una joint venture uguagliano od eccedono il valore della partecipazione (comprensivo di qualsiasi altro credito a lungo termine non garantito), il gruppo non riconosce ulteriori perdite, a meno che non abbia assunto degli impegni o fatto pagamenti a favore della joint venture stessa. Gli utili non realizzati derivanti da operazioni tra il gruppo e le proprie joint venture sono eliminati fino alla quota di pertinenza del gruppo nelle joint venture. Le perdite non realizzate sono anch'esse eliminate a meno che l'operazione fornisca evidenza di una perdita di valore dell'attività trasferita.

Il gruppo determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che la partecipazione in una joint venture abbia subito una riduzione di valore. Se questo è il caso, l'intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore come singola attività, quindi l'avviamento non viene sottoposto separatamente a verifica.

I principi contabili delle joint venture sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Imprese collegate

Si considerano collegate le società nelle quali il gruppo esercita un'influenza notevole ma non il controllo o il controllo congiunto. Generalmente una percentuale di partecipazione compresa tra il 20% e il 50% dei diritti di voto indica influenza notevole.

Buzzi possiede il 60% della società Hinfra Srl, ma, sulla base degli accordi parasociali e sui diritti di veto del socio di minoranza, risulta non avere il controllo e pertanto viene trattata contabilmente come collegata, applicando il metodo del patrimonio netto.

Le società collegate sono normalmente valutate col metodo del patrimonio netto, secondo il quale il valore di carico iniziale è rettificato in aumento oppure in diminuzione a ogni chiusura di periodo per tenere conto della quota di utile netto o perdita della partecipata, comprese le voci di conto economico complessivo. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione. Il valore della partecipazione in società collegate comprende l'avviamento rilevato al momento dell'acquisizione.

Il gruppo determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che la partecipazione nella società collegata abbia subito una riduzione di valore. Se questo è il caso, l'intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore come singola attività, quindi l'avviamento non viene sottoposto separatamente a verifica.

I principi contabili delle collegate sono rettificati ove necessario per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Partecipazioni in altre imprese

Le altre partecipazioni, normalmente società non quotate detenute con una quota di possesso inferiore al 20%, sono valutate al valore equo, se determinabile in modo attendibile. Quando non sia disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo. Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel valore equo sono imputati direttamente alle altre componenti di conto economico complessivo.

2.3 Settori operativi

I settori operativi sono individuati in modo coerente con i rendiconti interni forniti al più alto livello decisionale operativo.

Il più alto livello decisionale operativo, che svolge la funzione di allocare le risorse e di valutare i risultati dei settori operativi, si identifica con gli amministratori esecutivi. I settori di Buzzi sono organizzati in funzione delle aree geografiche d'attività, le quali presentano caratteristiche simili per quanto riguarda i tipi di prodotti o servizi da cui ottengono i propri ricavi.

2.4 Conversione delle valute estere

Le voci di bilancio di ciascuna società consolidata sono rilevate nella valuta funzionale dell'ambiente economico principale nel quale essa opera.

Le operazioni in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al cambio in vigore alla data in cui si effettua l'operazione. Gli utili e le perdite di conversione che derivano dalla successiva chiusura di dette operazioni sono rilevati a conto economico. Attività monetarie, passività monetarie e contratti derivati denominati in valuta estera sono convertiti in euro al cambio corrente alla data di bilancio. Le differenze positive e/o negative tra i valori adeguati al cambio di chiusura e quelli registrati in contabilità alla data di effettuazione delle operazioni sono anch'esse comprese nel conto economico.

L'utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie è trattato coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del valore equo delle suddette poste (cioè le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del valore equo è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico).

La conversione dei bilanci espressi in valuta estera avviene secondo il metodo del cambio di chiusura. Tale metodo prevede la conversione di tutte le attività e passività al cambio corrente alla data di bilancio; le voci di conto economico e rendiconto finanziario sono convertite al cambio medio dell'esercizio. Nel processo di consolidamento le differenze di cambio derivanti dalla conversione dell'investimento netto in attività estere sono imputate alle altre componenti di conto economico complessivo. La differenza che emerge adottando, per la conversione dello stato patrimoniale, un cambio diverso da quello utilizzato per il conto economico è analogamente imputata alle altre componenti di conto economico complessivo. In caso di cessione di un'impresa estera, il valore cumulato delle differenze di conversione contabilizzate nel patrimonio netto è trasferito a conto economico e concorre a formare l'utile o la perdita da realizzo.

La situazione patrimoniale-finanziaria e il risultato economico di tutte le società del gruppo la cui valuta funzionale è diversa dalla valuta di presentazione sono stati convertiti utilizzando i seguenti tassi di cambio:

Finale Medio
(euro 1 = Valuta) 2024 2023 2024 2023
Dollaro USA 1,0389 1,1050 1,0824 1,0813
Corona ceca 25,1850 24,7240 25,1198 24,0043
Hryvnia ucraina* n.a. 41,9960 43,2305 39,5400
Rublo russo** 118,1839 99,3530 100,4122 92,4606
Zloty polacco 4,2750 4,3395 4,3058 4,5420
Fiorino ungherese 411,3500 382,8000 395,3039 381,8527
Real brasiliano*** 6,4253 5,3618 6,2198 5,4010
Peso messicano 21,5504 18,7231 19,8314 19,1830
Dinaro algerino 140,8920 148,2657 145,0997 146,9354

* il cambio medio si riferisce al periodo gennaio-settembre 2024

** fonte: Bloomberg

*** il cambio medio si riferisce al periodo ottobre-dicembre 2024

2.5 Ricavi da contratti con i clienti

I ricavi da contratti con i clienti sono iscritti in bilancio quando il controllo dei beni o servizi è trasferito al cliente a fronte di un corrispettivo che riflette il valore a cui il gruppo si aspetta di aver diritto, in cambio di quei beni o servizi. Il gruppo agisce in qualità di mandante, poiché tipicamente controlla i beni o servizi prima di trasferirli al cliente.

Qualora nel prezzo di vendita fosse compresa una parte variabile, l'importo del corrispettivo a cui il gruppo avrà diritto in cambio del trasferimento della merce al cliente viene stimato sulla base degli sconti e dei premi concordati. L'importo degli sconti è determinato al momento dell'accordo con il cliente: usualmente uno sconto viene offerto ai clienti per consegne di quantitativi rilevanti. Gli sconti sul volume sono iscritti per competenza e contabilizzati in diminuzione dei crediti verso clienti oppure tra gli altri debiti quando sono regolati attraverso una transazione separata con il cliente. Eventuali altre componenti variabili (penalità e sovrapprezzi) sono contabilizzate direttamente nella fattura al momento della consegna.

Un credito commerciale rappresenta il diritto incondizionato del gruppo a ricevere il corrispettivo dovuto in cambio dei beni e servizi forniti.

Una passività contrattuale rappresenta l'obbligazione a trasferire beni o servizi a un cliente da cui si è ricevuto un corrispettivo. Se un cliente paga un corrispettivo prima che il gruppo gli trasferisca beni o servizi, al momento dell'incasso viene iscritta una passività contrattuale. Le passività contrattuali sono registrate come ricavo quando il gruppo adempie l'obbligazione contrattuale, non sono esposte separatamente nello stato patrimoniale e sono classificate fra i debiti correnti.

2.6 Proventi finanziari

Gli interessi attivi sono riconosciuti in base al criterio della competenza temporale, utilizzando il metodo dell'interesse effettivo. I dividendi delle partecipazioni in società non consolidate sono rilevati nel momento in cui si manifesta il diritto a ricevere il pagamento. La voce include, tra le altre, la rivalutazione al valore equo di una partecipazione derivante da un'acquisizione realizzata in più fasi.

2.7 Oneri finanziari

Comprendono gli interessi e altri costi, quali l'ammortamento del disaggio o dell'aggio di emissione, l'ammortamento dei costi accessori sostenuti per l'organizzazione dei finanziamenti, gli oneri finanziari su operazioni di leasing. Gli oneri finanziari che sono direttamente riferiti all'acquisto, alla costruzione o alla produzione di attività che giustifichino la capitalizzazione, ovvero quelle attività che richiedono un periodo di tempo importante per diventare pronte per l'uso previsto o la vendita, sono aggiunti al costo delle stesse attività e sono, pertanto, capitalizzati fino al momento in cui le attività sono sostanzialmente pronte per l'uso previsto o la vendita. Gli altri oneri finanziari sono spesati a conto economico in base al principio di competenza.

2.8 Attività immateriali

Le attività immateriali, acquistate o prodotte internamente, sono iscritte solo se identificabili, sotto il controllo dell'impresa e in grado di produrre benefici economici futuri. Le attività immateriali con una vita utile finita sono rilevate al costo d'acquisto o di produzione e ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile. Le attività immateriali con una vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma vengono sottoposte a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore almeno una volta all'anno e ogniqualvolta vi sia indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore.

L'avviamento rappresenta l'eccedenza tra il corrispettivo trasferito rispetto alla quota d'interessenza del gruppo nelle attività identificabili nette acquisite e il valore equo delle partecipazioni di minoranza nell'entità acquisita. L'avviamento è iscritto al costo, dedotte le eventuali perdite di valore accumulate. L'avviamento non è ammortizzato e viene sottoposto annualmente a verifica per determinare eventuali perdite di valore, o più frequentemente se i fatti e le circostanze indicano che possa aver subito una riduzione di valore. Al fine della verifica sulla riduzione di valore, l'avviamento è attribuito a quelle unità generatrici di flussi finanziari o gruppi di unità generatrici di flussi finanziari che si prevede beneficino delle sinergie dell'aggregazione in cui l'avviamento è sorto.

I marchi e le licenze separatamente acquistati sono capitalizzati sulla base dei costi sostenuti. I marchi, le licenze e le liste clienti acquisiti nell'ambito di un'aggregazione aziendale sono rilevati al loro valore equo alla data di acquisizione. Marchi e licenze hanno una vita utile finita e sono pertanto ammortizzati a quote costanti lungo la loro vita utile stimata.

Le liste clienti sono ammortizzate sulla base del tasso di abbandono stimato della clientela, lungo un periodo comunque non superiore a venti anni.

Le licenze software acquistate sono capitalizzate sulla base dei costi sostenuti per comprare e portare in uso il programma specifico. Il relativo ammortamento si calcola a quote costanti lungo una vita utile di cinque anni. I costi sostenuti per sviluppare o mantenere il software sono rilevati come una spesa corrente.

I costi di sviluppo sono capitalizzati se e soltanto quando la capacità di generare benefici economici futuri è oggettivamente dimostrabile.

Le concessioni dei diritti di escavazione sono ammortizzate in proporzione ai volumi estratti rispetto ai volumi estraibili.

2.9 Leasing

I contratti di leasing riguardano essenzialmente terreni, fabbricati, impianti e macchinari, veicoli e altri equipaggiamenti. Le condizioni dei contratti sono negoziate solitamente per categoria di beni e contengono una vasta gamma di termini e condizioni differenti.

I leasing sono iscritti in bilancio come attività in diritto d'uso e una corrispondente passività, alla data in cui il bene locato è disponibile per l'utilizzo da parte del gruppo. I costi derivanti dai leasing sono suddivisi tra gli ammortamenti e gli oneri finanziari.

Attività in diritto d'uso

Le attività in diritto d'uso sono iscritte al costo, che comprende quanto segue:

  • importo iniziale della passività per leasing;
  • qualsiasi pagamento di canoni effettuato alla data o prima della data di inizio del contratto meno gli incentivi ricevuti;
  • qualsiasi costo iniziale direttamente attribuibile al contratto;
  • costi di ripristino.

Le attività in diritto d'uso sono generalmente ammortizzate a quote costanti, lungo il periodo più breve tra la vita utile del bene e la durata del contratto di leasing. Alcuni contratti di locazione contengono opzioni di proroga e di risoluzione, nella maggior parte dei casi esercitabili solo dal gruppo e non dal rispettivo locatore. Se al termine del contratto di locazione è previsto il trasferimento della proprietà del bene locato o se nel costo del bene oggetto del diritto d'uso è già inclusa un'opzione d'acquisto, l'ammortamento è effettuato sulla base della vita utile attesa del bene locato.

Le attività in diritto d'uso sono soggette a verifica per riduzione di valore (nota 2.11).

Debiti per locazioni

Le passività per leasing sono valutate al valore attuale dei canoni futuri, scontati al tasso di finanziamento marginale del locatario (incremental borrowing rate – IBR) in quanto il tasso di interesse implicito del leasing non è facilmente determinabile. Il tasso marginale alla data di riferimento viene calcolato tenendo conto dei termini del contratto di locazione, della geografia e dei tassi specifici del gruppo. Successivamente alla data di prima iscrizione, l'importo dei debiti per locazioni è aumentato per tener conto degli interessi maturati e ridotto per i canoni di locazione corrisposti. Inoltre, il valore contabile è rimisurato se interviene una modifica nella durata del contratto di locazione o nei canoni.

I debiti per locazioni comprendono il valore attuale netto dei seguenti pagamenti:

  • canoni fissi, al netto di eventuali incentivi;
  • canoni variabili basati su un indice o un tasso e quindi determinabili alla data d'inizio;
  • importi che il locatario prevede di pagare a titolo di garanzia sul valore residuo del cespite sottostante;
  • prezzo di esercizio dell'opzione d'acquisto, se il locatario è ragionevolmente certo di esercitarla;
  • penali per risoluzione, se i termini del contratto prevedono che il locatario possa esercitare tale opzione.

Il pagamento dei canoni è ripartito tra capitale e oneri finanziari; questi ultimi sono imputati nel conto economico lungo la durata del leasing, in modo tale da produrre un tasso d'interesse costante sul residuo saldo della passività per ciascun esercizio.

Il rimborso della passività finanziaria viene classificato all'interno del rendiconto finanziario nel flusso monetario generato da attività di finanziamento, mentre la quota di interessi pagati è considerata tra i flussi finanziari da attività operative.

Il gruppo è esposto a potenziali futuri aumenti dei pagamenti variabili per canoni di locazione in base a un indice o tasso, che non sono inclusi nella passività per leasing fino a quando non avranno effetto. Quando le rettifiche ai pagamenti dei canoni basate su un indice o su un tasso entrano in vigore, la passività viene rideterminata e rettificata con contropartita l'attività in diritto d'uso.

Servizi

Il gruppo utilizza le esenzioni che consentono l'esclusione dei contratti con durata uguale o inferiore all'anno e dei contratti riguardanti cespiti il cui valore sia inferiore ai 5.000 euro. Tali costi sono rilevati come servizi, nella riga godimento beni di terzi.

Gli oneri dei contratti di locazione legati a parametri operativi variabili (ad esempio: quantità prodotte, chilometri percorsi) sono rilevati anch'essi a conto economico nel periodo in cui si verificano le condizioni che ne determinano l'esistenza.

2.10 Immobili, impianti e macchinari

Sono iscritti al costo d'acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori, meno i fondi ammortamento e le perdite di valore accumulate. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti, per la quota ragionevolmente imputabile, sostenuti fino all'entrata in funzione del bene. I costi sostenuti successivamente sono capitalizzati o iscritti come un cespite separato solo se incrementano i benefici economici futuri insiti nel bene cui si riferiscono. Il valore contabile delle parti sostituite viene eliminato. I costi di riparazione e manutenzione sono imputati al conto economico del periodo in cui sono sostenuti; i ricambi strategici più rilevanti vengono capitalizzati al momento dell'acquisto e ammortizzati dal momento della loro installazione.

La voce Immobili, impianti e macchinari include le riserve di materia prima (cave), iscritte al costo così come previsto da IFRS 6 Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie, e ammortizzate in proporzione al volume di materiale estratto nel periodo rispetto ai volumi estraibili. I costi di sbancamento per ottenere accesso ai giacimenti di materia prima, cosiddetti stripping cost, sono capitalizzati e ammortizzati lungo la loro vita utile in base al criterio estratto/estraibile della porzione di cava a cui si riferiscono.

L'ammortamento degli altri cespiti è calcolato a quote costanti, in relazione alla vita utile stimata e al loro valore residuo, come segue:

Fabbricati 10 – 40 anni
Impianti e macchinari 5 – 20 anni
Automezzi e autoveicoli da trasporto 3 – 14 anni
Mobili, macchine per ufficio e altri beni 3 – 20 anni

Se il valore contabile di un bene è maggiore del suo valore recuperabile stimato, si procede a ridurre il valore contabile a tale valore recuperabile.

2.11 Perdita di valore delle attività non finanziarie

Le attività che hanno una vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte annualmente a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore. Le attività in corso e quelle che sono soggette ad ammortamento, comprese quelle in diritto d'uso, sono ugualmente sottoposte a verifica circa la ricuperabilità del valore contabile, ogniqualvolta vi sia indicazione che quest'ultimo possa aver subito una riduzione di valore. Quando non è possibile stimare il valore recuperabile di un singolo bene, il gruppo calcola il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari a cui il bene appartiene.

Laddove il valore contabile eccede il valore recuperabile, l'attività o l'unità generatrice di flussi finanziari è svalutata al valore di recupero e la perdita di valore rilevata in conto economico. Il valore recuperabile è il maggiore tra il valore equo, dedotti i costi di vendita, e il valore d'uso. A sua volta il valore d'uso corrisponde al valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari, compresa la cessione finale. La proiezione dei flussi finanziari si basa su piani aziendali e su presupposti ragionevoli e documentati riguardanti i risultati futuri della società e le condizioni macroeconomiche. Il tasso di sconto utilizzato considera i rischi specifici del settore e del Paese di riferimento.

Se vi è indicazione che una perdita per riduzione di valore su un'attività diversa dall'avviamento, rilevata nei periodi precedenti, possa essersi ridotta, la svalutazione per perdita di valore è ripristinata con iscrizione a conto economico. Dopo il ripristino, il valore di carico dell'attività non può eccedere il valore contabile che risulterebbe in bilancio se in precedenza non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.

2.12 Attività non correnti possedute per la vendita

Le attività non correnti (o un gruppo in dismissione) sono classificate come possedute per la vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché attraverso l'uso continuativo e quando una vendita sia altamente probabile. Esse sono valutate al minore tra il valore contabile e il valore equo, al netto dei costi di vendita.

2.13 Attività finanziarie

Il gruppo classifica le attività finanziarie nelle seguenti categorie: al costo ammortizzato, al valore equo attraverso il conto economico complessivo e al valore equo attraverso il conto economico. La classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi contrattuali e dal modello operativo dell'entità.

Ad eccezione dei crediti commerciali, che non contengono una componente di finanziamento significativa o quando si applica il "practical expedient" per i contratti di durata inferiore all'anno, il gruppo valuta inizialmente un'attività finanziaria al valore equo più i costi di transazione (nel caso di un'attività finanziaria non al valore equo rilevato nel conto economico). I crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa o per i quali è stato applicato il "practical expedient" sono valutati al prezzo dell'operazione.

Il modello operativo per la gestione delle attività finanziarie determina se i flussi finanziari deriveranno dall'incasso dei flussi contrattuali, dalla vendita di tali attività o da entrambi i casi. Ai fini delle valutazioni successive, le attività finanziarie sono classificate nelle categorie al costo ammortizzato, al valore equo in conto economico complessivo e al valore equo in conto economico.

Il gruppo valuta le attività finanziarie al costo ammortizzato se entrambe le seguenti condizioni sono rispettate:

  • l'attività è posseduta nel quadro di un modello operativo il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali;
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono flussi finanziari rappresentati unicamente dal pagamento di capitale e interessi a determinate scadenze.

Attività finanziarie al costo ammortizzato

Le attività iscritte al costo ammortizzato sono successivamente valutate usando il metodo dell'interesse effettivo e sono soggette a perdite di valore. Gli utili o le perdite sono iscritti a conto economico quando l'attività è eliminata, modificata o svalutata. Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato comprendono i finanziamenti a società non consolidate, a terzi o a clienti e sono incluse negli altri crediti non correnti e correnti.

Attività finanziarie al valore equo in conto economico complessivo (strumenti rappresentativi di capitale)

Al momento della rilevazione iniziale il gruppo può scegliere di classificare irrevocabilmente i propri investimenti in partecipazioni al valore equo attraverso il conto economico complessivo, se non sono detenuti per la negoziazione. Gli utili e le perdite su queste attività finanziarie non possono mai essere riclassificati a conto economico. I dividendi sono iscritti nel conto economico quando il diritto a ricevere il pagamento è stato deliberato. Il gruppo ha stabilito di classificare le partecipazioni in società non consolidate in questa categoria.

Attività finanziarie al valore equo in conto economico

Le attività finanziarie al valore equo a conto economico includono attività detenute per la negoziazione, attività iscritte inizialmente al valore equo in conto economico o attività che devono essere valutate al valore equo. Il gruppo classifica principalmente in questa categoria gli strumenti finanziari derivati, gli investimenti in gestioni patrimoniali e le somme vincolate a garanzia nell'ambito di piani pensionistici in Stati Uniti.

Perdite di valore delle attività finanziarie

Il gruppo iscrive un fondo perdite future attese (expected credit loss) per le attività finanziarie iscritte al costo ammortizzato. Le perdite sono determinate come differenza fra i flussi contrattuali dovuti in base al contratto e tutti i flussi finanziari che il gruppo si aspetta di ricevere, attualizzati a un tasso che approssima quello di interesse effettivo originale. Le perdite sono determinate in due fasi. Per esposizioni in cui non c'è stato un incremento significativo nel rischio di credito dal momento dell'iscrizione iniziale, si stimano le perdite per mancati pagamenti previste nei 12 mesi successivi; per esposizioni in cui c'è stato un significativo incremento del rischio di credito è previsto un accantonamento per perdite attese lungo la vita utile residua del credito.

Per le attività finanziarie al valore equo in conto economico complessivo, si applica la semplificazione del rischio di credito basso; alla fine di ogni periodo, il gruppo valuta se le attività hanno un rischio di credito basso usando tutte le informazioni ragionevoli, dimostrabili e disponibili senza eccessivi costi o sforzi.

2.14 Strumenti finanziari derivati

Il gruppo ove necessario utilizza contratti derivati al fine di ridurre il rischio di cambio, di tasso d'interesse e di variazioni nel prezzo di mercato dei fattori produttivi.

Gli strumenti finanziari derivati sono rilevati inizialmente al valore equo, che viene successivamente aggiornato. Il criterio di rilevazione degli utili o delle perdite risultanti dipende dalla designazione formale o meno come strumento di copertura e, in tal caso, dal tipo di esposizione coperta.

2.15 Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo è determinato utilizzando il metodo del costo medio ponderato e comprende tutti i costi d'acquisto, di trasformazione e gli altri costi sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Nel caso dei prodotti finiti e dei semilavorati il costo comprende i materiali, il lavoro, gli altri costi diretti e le spese generali di produzione allocate sulla base del normale andamento produttivo; non comprende gli oneri finanziari. Il valore di realizzo rappresenta il prezzo stimato di cessione, al netto dei costi di vendita.

Per quanto riguarda i diritti di emissione, la modalità di contabilizzazione seguita prevede di non iscrivere come attività le quote di emissione gratuitamente assegnate e di rilevare unicamente gli effetti delle operazioni di acquisto e/o vendita dei diritti di emissione. I diritti acquistati sul mercato e non ancora restituiti sono valutati al minore tra il costo e il valore netto di realizzo, che corrisponde al prezzo di mercato alla data di bilancio.

2.16 Crediti e debiti commerciali

I crediti commerciali rappresentano il diritto incondizionato a ricevere i corrispettivi dovuti in cambio dei prodotti venduti e dei servizi prestati nel normale svolgimento dell'attività. Sono iscritti al prezzo dell'operazione al netto del relativo fondo per perdite di valore. Ai fini della costituzione del fondo svalutazione crediti, il gruppo applica l'approccio semplificato nel calcolare le perdite future attese. Pertanto è stata definita una matrice di calcolo che è basata sulla serie storica delle perdite, nonché sui crediti scaduti, rettificata in base a fattori predittivi specifici sul rischio di controparte, tipo di prodotto e area geografica.

I debiti commerciali sono obbligazioni di pagamento verso fornitori per beni o servizi che sono stati acquistati nel normale svolgimento dell'attività. Sono iscritti al costo di transazione che, data la scadenza a breve termine, approssima il loro valore equo.

2.17 Disponibilità liquide

Comprendono denaro e valori in cassa, depositi bancari a pronti, titoli negoziabili e altri investimenti liquidi con scadenza originale non superiore a tre mesi, che possono essere convertiti prontamente in denaro e che sono soggetti a un rischio molto basso di variazione del valore.

2.18 Azioni proprie

Quando la società capogruppo o le sue controllate acquistano azioni della società, il corrispettivo pagato è portato in riduzione del patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società, fintantoché le stesse non siano annullate oppure cedute. Nessun utile o perdita è rilevato nel conto economico all'acquisto, vendita, emissione o cancellazione di azioni proprie. Quando tali azioni sono successivamente riemesse il corrispettivo ricevuto, al netto del relativo effetto fiscale, è incluso nel patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società.

2.19 Debiti e finanziamenti

I finanziamenti sono iscritti inizialmente al valore equo, al netto dei costi di transazione sostenuti e successivamente valutati al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo.

Le commissioni pagate per la costituzione di linee di credito sono rilevate come costi di transazione del finanziamento nella misura in cui è probabile che una parte o tutta la linea sarà utilizzata. In tal caso, la commissione è differita fino a quando si verifica l'utilizzo. Quando non vi è alcuna evidenza sulla probabilità che una parte o tutta la linea sarà utilizzata, la commissione viene capitalizzata come un prepagamento per servizio di liquidità e ammortizzata lungo il periodo della linea di credito a cui si riferisce.

I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il gruppo non abbia il diritto incondizionato di posticipare il rimborso per almeno dodici mesi dopo la chiusura del bilancio.

2.20 Imposte sul reddito correnti e differite

Le imposte sul reddito di competenza del periodo comprendono le imposte correnti e differite. Esse sono rilevate in conto economico a eccezione di quelle relative a voci di conto economico complessivo o direttamente iscritte a patrimonio netto. In tal caso il relativo effetto fiscale è riconosciuto rispettivamente nel conto economico complessivo o direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti sono calcolate sulla base della legislazione fiscale in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell'esercizio nei paesi dove il gruppo opera e genera reddito imponibile. L'aliquota fiscale applicata varia in funzione della nazionalità e della situazione fiscale delle società consolidate. Il debito per imposte sul reddito di competenza del periodo è iscritto tra le passività correnti. Determinare l'accantonamento per imposte sul reddito a livello consolidato significa passare attraverso un processo critico di valutazione.

Nel corso dell'ordinaria attività operativa, ci sono molte operazioni e calcoli rispetto ai quali è incerta la determinazione dell'effetto fiscale definitivo. La direzione esamina periodicamente le posizioni assunte nelle dichiarazioni dei redditi, con riferimento alle situazioni per le quali le norme applicabili sono soggette a interpretazione, e iscrive le opportune passività per gli importi che si ritiene dovranno essere versati alle autorità fiscali. Alcune società italiane aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA (azionista di controllo del gruppo) nel ruolo di società consolidante.

Le imposte differite sono rilevate secondo il cosiddetto liability method, su tutte le differenze temporanee tra il valore contabile e il valore fiscale di un'attività o di una passività iscritta in bilancio consolidato. Tuttavia, non si rilevano passività fiscali differite derivanti dal riconoscimento iniziale dell'avviamento e non si rilevano imposte differite se queste derivano dal riconoscimento iniziale di un'attività o di una passività in un'operazione diversa da un'aggregazione aziendale, che al momento dell'operazione non influisce né sull'utile contabile né sul reddito imponibile.

Le imposte differite sono valutate sulla base delle aliquote fiscali (e della normativa fiscale) stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio e che si prevede saranno applicabili nell'esercizio in cui sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale.

Le imposte differite attive sulle perdite fiscali riportabili e sulle differenze temporanee sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere utilizzate. Si rilevano le imposte differite attive sulle differenze temporanee riferibili agli investimenti in società controllate, collegate e controllate congiuntamente, salvo che la controllante possa controllare i tempi di annullamento delle differenze temporanee ed è probabile che, nel prevedibile futuro, la differenza temporanea non si annulli.

Le attività e le passività fiscali correnti sono compensate solo se l'entità ha un diritto legalmente esercitabile di compensare gli importi e intende regolare le partite al netto. Le attività e le passività fiscali differite sono compensate solo se l'entità ha un diritto legale di compensazione e le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale sullo stesso o diversi soggetti passivi d'imposta che intendono contemporaneamente realizzare l'attività e regolare la passività.

2.21 Benefici per i dipendenti

I benefici per i dipendenti comprendono:

Benefici a breve termine, che si prevede siano liquidati entro dodici mesi (salari, stipendi e contributi per oneri sociali, indennità sostitutive di ferie e di assenze per malattia, piani di incentivazione e benefici non monetari)

Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, quali pensioni e pagamenti in un'unica soluzione al momento del pensionamento, nonché altri benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, quali assicurazioni sulla vita e assistenza medica.

Piani pensionistici

Nell'ambito dei benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro le società del gruppo gestiscono diversi piani pensionistici secondo lo schema a benefici definiti e/o a contribuzione definita.

I piani a benefici definiti sono quelli che determinano l'ammontare dei benefici pensionistici spettanti, solitamente in funzione di uno o più fattori quali età, anni di servizio e retribuzione. La passività relativa a un piano pensionistico a benefici definiti rappresenta il valore attuale della corrispondente obbligazione alla data di bilancio, al netto del valore equo delle attività a servizio del piano. L'obbligazione di finanziare i fondi per piani pensionistici a benefici definiti e il relativo costo annuo rilevato a conto economico sono determinati da attuari indipendenti, utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito (projected unit credit method). Nel determinare il tasso di sconto appropriato, il gruppo considera i rendimenti dei titoli emessi da aziende primarie (high-quality corporate bonds), denominati nella valuta in cui saranno pagati i benefici e con scadenza che approssima quella della relativa obbligazione pensionistica. Nelle nazioni dove non esiste un mercato liquido di tali titoli, sono utilizzati i rendimenti dei titoli di stato.

Gli utili e le perdite attuariali dovute a variazioni delle ipotesi e alle rettifiche basate sull'esperienza passata sono addebitati/accreditati a patrimonio netto attraverso il prospetto di conto economico complessivo, nel periodo in cui sorgono. Qualora il calcolo dell'ammontare da contabilizzare in stato patrimoniale determini un'attività, l'importo riconosciuto è limitato al valore attuale dei benefici economici disponibili sotto forma di rimborsi o di riduzioni dei contributi futuri al piano. Con riferimento ai piani a benefici definiti, i costi derivanti dall'effetto attualizzazione dell'obbligazione sono classificati tra gli oneri finanziari. Tutte le altre spese relative ai piani pensione sono incluse nei costi del personale.

I piani a contribuzione definita sono quelli per i quali la società versa una contribuzione a un'entità giuridicamente distinta su base obbligatoria, contrattuale o volontaria e non ha obbligazioni legali o implicite di fare versamenti aggiuntivi se il fondo non detiene attività sufficienti per pagare tutti i benefici pensionistici maturati. I contributi da versare sono rilevati a conto economico tra i costi del personale, sulla base degli importi dovuti per il periodo.

Il trattamento fine rapporto (TFR) delle società italiane si considera un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate a tutto il 31 dicembre 2006, mentre dopo tale data esso è assimilabile a un piano a contribuzione definita.

Altri benefici successivi al rapporto di lavoro

I piani di assicurazione sulla vita e di assistenza sanitaria sono assimilati ai programmi a benefici definiti. I costi attesi di tali benefici sono iscritti in bilancio utilizzando lo stesso metodo dei fondi pensione a benefici definiti.

Altri benefici a lungo termine, comprendono tipicamente gli importi erogati al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale e i piani di remunerazione differita.

2.22 Fondi per rischi e oneri

Sono passività con scadenza o ammontare incerti. I fondi sono contabilmente rilevati quando la società ha un'obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da un evento passato, è probabile che per adempiere l'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse e l'importo dell'obbligazione può essere stimato in modo attendibile. I fondi sono riesaminati a ogni data di riferimento del bilancio e rettificati per riflettere la miglior stima corrente.

Un accantonamento per costi di ristrutturazione è iscritto in bilancio nel periodo in cui la società ha definito formalmente il programma e ha ingenerato nei terzi interessati la valida aspettativa che la ristrutturazione sarà realizzata.

Laddove l'effetto dello sconto finanziario costituisca un aspetto rilevante, i fondi vengono attualizzati. L'incremento del fondo dovuto al passare del tempo è trattato come un costo per interessi.

Per quanto riguarda i diritti di emissione, la modalità di contabilizzazione seguita prevede di rilevare un fondo soltanto quando le emissioni risultano superiori alle quote allocate e si ritiene che il deficit dovrà essere colmato acquistando i diritti sul mercato.

2.23 Distribuzione dei dividendi

I dividendi sono contabilizzati come una passività nel bilancio del periodo in cui l'assemblea degli azionisti approva la distribuzione. L'informativa sui dividendi proposti, ma non ancora formalmente approvati, è fornita nelle note.

3. GESTIONE DEL RISCHIO

3.1 Fattori di rischio finanziario

Le attività di Buzzi sono esposte a diversi tipi di rischi finanziari, quali il rischio di mercato (compresi valuta, prezzo e tasso di interesse), il rischio di credito e il rischio di liquidità. Il gruppo utilizza, talvolta, strumenti finanziari derivati per coprire determinate esposizioni al rischio. Il servizio centrale di tesoreria e finanza, in stretta collaborazione con le unità operative del gruppo, svolge le attività di gestione del rischio volte a identificare, valutare ed eventualmente coprire i rischi finanziari sopra identificati.

Lo scenario geopolitico non ha determinato effetti negativi sulla liquidità del gruppo, né variazioni nella gestione del rischio finanziario.

Nel 2024, al fine di stimolare l'economia che ha mostrato segnali di rallentamento nell'Eurozona e negli Stati Uniti, sia la BCE che la FED hanno iniziato a ridurre i tassi di interesse, con un impatto positivo sul mercato dei capitali.

Rischio di mercato

Buzzi opera a livello internazionale ed è pertanto esposta al rischio derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute estere, soprattutto rispetto al Dollaro USA e al Real brasiliano. Il rischio di valuta deriva dalle operazioni commerciali future, dalle attività e passività iscritte in bilancio e dall'investimento netto in imprese estere. Le società estere beneficiano di una copertura naturale dal rischio di mercato, poiché tutte le principali operazioni commerciali sono effettuate nella valuta funzionale e non risentono delle fluttuazioni nei rapporti di cambio. La politica stabilita dalla direzione prevede che le entità del gruppo gestiscano la loro residuale esposizione al rischio valutario utilizzando principalmente strumenti di debito o liquidità in valuta oppure contratti derivati stipulati a livello della capogruppo quali, ad esempio, acquisti a termine di valuta negoziati secondo le procedure in essere. Essa prevede di considerare una copertura per i flussi di cassa attesi di ammontare rilevante e denominati in valute ad alta volatilità.

L'investimento netto in imprese estere, il risultato operativo e quello netto delle stesse sono esposti al rischio di conversione della valuta. L'esposizione al rischio di cambio sulle attività nette delle imprese operanti all'estero è parzialmente gestita tramite il ricorso a finanziamenti nella valuta estera rilevante.

La rilevazione dei rischi di cambio riferita agli strumenti finanziari a cui si applica IFRS 7, evidenzia una esposizione netta alle valute estere che si può così sintetizzare:

(migliaia di euro) 2024 2023
Euro (9.217) (47.399)
Dollaro USA (389.192) (188.563)
Real brasiliano 393.999
Corona norvegese - (77)
Rublo russo 1.845 -
Renminbi Cina (Yuan) (1.485) (122)
Zloty polacco 694 1.313
Hryvnia ucraina - 8
Corona ceca (71) (110)

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività che è stata condotta considerando una rivalutazione/svalutazione dell'euro sulle valute verso le quali il gruppo ha un'esposizione significativa con un effetto diretto del 10% sull'esposizione netta in euro riportata in tabella. Viene quindi preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato prima delle imposte tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Al 31 dicembre 2024, sulla base dell'esposizione netta convertita in euro sopra riportata, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, nei confronti delle principali valute verso cui le società del gruppo sono esposte, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato inferiore/superiore di 579 migliaia di euro (superiore/inferiore di 18.763 migliaia nel 2023). Il risultato dell'esercizio è particolarmente sensibile al rapporto euro/dollaro ed euro/ real brasiliano.

L'esposizione debitoria netta verso il dollaro riporta un significativo incremento, legato soprattutto al primo consolidamento delle controllate brasiliane, che beneficiano di un finanziamento dalla capogruppo denominato in dollari. Inoltre, risultano sempre attivi i finanziamenti infragruppo dalle controllate americane alla controllante Buzzi SpA. L'esposizione creditoria verso il real è dovuta, invece, ad altri finanziamenti concessi dalla capogruppo alle controllate brasiliane (consolidate per la prima volta linea per linea).

Buzzi ha un'esposizione molto limitata al rischio di prezzo dei titoli azionari, poiché le partecipazioni in società non consolidate valutate al valore equo rappresentano meno di 0,1% del totale attività. Il gruppo è esposto al rischio di prezzo su commodity, con particolare riguardo all'andamento del petrolio, al costo dei combustibili, dell'energia elettrica, dei servizi logistici e alla quotazione dei diritti di emissione di CO2. La gestione di tale rischio avviene diversificando le fonti di approvvigionamento e fissando, se possibile ed economicamente ragionevole, le condizioni di fornitura per periodi di tempo sufficientemente lunghi, talvolta superiori all'anno, a un livello considerato opportuno dalla direzione.

La variazione dei tassi d'interesse di mercato può avere un effetto sul costo delle diverse forme di finanziamento o sul rendimento degli investimenti in strumenti monetari, provocando un impatto a livello di oneri finanziari netti sostenuti. Il rischio di tasso d'interesse deriva dai debiti finanziari a lungo termine. I finanziamenti accesi a tasso variabile espongono il gruppo al rischio che i flussi finanziari oscillino in seguito a variazioni del tasso d'interesse; esso è parzialmente compensato dalle disponibilità liquide investite a tassi variabili. La politica generale di Buzzi prevede di mantenere a tasso fisso il 70% circa del proprio indebitamento a lungo termine. A fine esercizio 2024, invece, date le mutate condizioni del mercato dei capitali, la quota di indebitamento a tasso fisso è inferiore e si attesta al 32%. I finanziamenti a tasso variabile in essere a fine esercizio 2024 sono denominati in euro e in real. Si attua la migliore strategia riguardo ai tassi in base al momento di mercato e, talvolta, possono essere utilizzati contratti derivati per coprire il rischio di valore equo del tasso d'interesse.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività sull'esposizione ai tassi di interesse che è stata condotta considerando, come nei precedenti esercizi, un aumento dei tassi del 1% e una diminuzione del 1% sulle attività e passività finanziarie delle varie società del gruppo, al netto di quelle infragruppo. Viene preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato consolidato prima delle imposte, tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Il gruppo analizza la propria esposizione ai tassi d'interesse su base dinamica, prendendo in considerazione il rifinanziamento, il rinnovo delle posizioni esistenti, le alternative di finanziamento e l'eventuale copertura. Secondo le simulazioni effettuate, l'impatto sull'utile ante imposte di un aumento o di una riduzione del 1% nel tasso d'interesse sarebbe un incremento/decremento di 8.960 migliaia di euro (un incremento/decremento di 11.332 migliaia nel 2023). Per ciascuna simulazione si applica la stessa modifica di tasso a tutte le valute. Gli scenari modificativi sono ipotizzati soltanto per le attività e passività che costituiscono le principali posizioni fruttifere d'interesse e per il fair value dei derivati su tassi d'interesse (se in essere alla data di bilancio). Al 31 dicembre 2024, se i tassi d'interesse sulle attività e passività finanziarie delle società del gruppo con valuta funzionale l'euro fossero stati superiori o inferiori del 1%, a parità di altre condizioni, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 1.180 migliaia di euro (superiore/inferiore di 5.976 migliaia di euro nel 2023). Tali variazioni sono riconducibili principalmente alle posizioni di liquidità parzialmente compensate dalle posizioni debitorie nelle società del gruppo.

Al 31 dicembre 2024, se i tassi d'interesse sulle disponibilità delle società del gruppo con valuta funzionale il dollaro fossero stati superiori o inferiori del 1%, a parità di altre condizioni, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 6.184 migliaia di euro (superiore/inferiore di 4.017 migliaia nel 2023), soprattutto per effetto della maggiore liquidità detenuta in dollari dalle società americane rispetto all'anno precedente.

Rischio di credito

Il rischio di credito deriva dalle disponibilità liquide, dagli strumenti finanziari derivati e dai depositi presso le banche e le istituzioni finanziarie, così come dall'esposizione nei confronti della clientela, che comprende i crediti in essere e le operazioni previste. Per quanto riguarda le banche e le istituzioni finanziarie, vengono accettati come controparti soltanto primari soggetti nazionali e internazionali con elevato merito creditizio. Esistono precise politiche volte a limitare l'entità dell'esposizione creditizia nei confronti di un qualsiasi istituto bancario.

Le funzioni di gestione del credito stabiliscono la qualità del cliente, considerando la sua posizione finanziaria, l'esperienza passata e altri fattori. I limiti di credito individuali sono fissati sulla base del rating interno oppure esterno. L'utilizzo dei limiti di credito viene regolarmente monitorato.

Grazie a un numero di clienti piuttosto ampio, tipico del settore, e alla gestione attiva del processo, in generale la concentrazione del rischio di credito commerciale è poco significativa per Buzzi. Non ci sono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato.

Una valutazione delle possibili perdite è condotta a ogni data di chiusura (nota 2.16). La massima esposizione al rischio di credito alla data di bilancio è rappresentata dal valore di carico dei crediti commerciali esposti alla nota 28. Esistono in alcuni paesi forme di assicurazione per la copertura di tale rischio.

2024
(migliaia di euro) Crediti
commerciali
lordi
Fondo
svalutazione
crediti
% fondo
su crediti
Crediti
commerciali
lordi
Fondo
svalutazione
crediti
% fondo
su crediti
Non scaduti 435.660 (1.869) 0,4% 426.468 (1.701) 0,4%
Giorni di scaduto
Minore di 30 giorni 98.829 (601) 0,6% 110.034 (741) 0,7%
Tra 30 e 60 giorni 15.703 (391) 2,5% 12.515 (242) 1,9%
Tra 61 e 90 giorni 6.949 (335) 4,8% 3.494 (58) 1,7%
Tra 91 e 180 giorni 12.546 (1.699) 13,5% 6.466 (1.351) 20,9%
Oltre 180 giorni 31.480 (11.251) 35,7% 19.683 (8.957) 45,5%
601.167 (16.146) 578.660 (13.050)

Di seguito le informazioni circa l'esposizione al rischio di credito verso clienti:

Il gruppo limita la propria esposizione al rischio di credito nei confronti dei clienti stabilendo limiti massimi nei vari paesi per i termini di incasso.

Nel corso dell'esercizio 2024, il gruppo ha confermato la propria politica di limitazione dell'esposizione verso i clienti maggiormente a rischio, mantenendo un ricorso mirato all'assicurazione del credito.

Rischio di liquidità

La prudente gestione del rischio di liquidità comporta mantenere una sufficiente liquidità e titoli facilmente negoziabili, la disponibilità di fondi attraverso un importo adeguato di linee di credito confermate e non confermate, la capacità di liquidare posizioni di mercato. A causa della natura dinamica che hanno le attività operative, il servizio centrale di tesoreria mira a mantenere la flessibilità finanziaria tramite la disponibilità di affidamenti nell'ambito delle linee di credito confermate.

Le previsioni di cassa future sono elaborate a livello di singola controllata operativa e aggregate dal servizio tesoreria di gruppo. La finanza di gruppo verifica le previsioni aggiornate per assicurare che ci sia sufficiente liquidità per soddisfare le esigenze operative e, allo stesso tempo, mantiene un margine sufficiente sulle linee di credito non utilizzate.

Le stime e le proiezioni, tenendo conto dei mutamenti che possono prodursi nell'andamento della redditività, dimostrano che il gruppo è in grado di operare con l'attuale livello di finanziamenti. Buzzi prepara il rifinanziamento delle posizioni debitorie con il dovuto anticipo rispetto alle scadenze. La società utilizza vari strumenti di debito e mantiene un regolare rapporto con gli enti finanziatori abituali e prospettici in merito alle future necessità, dal quale emerge che il rinnovo possa avvenire a condizioni soddisfacenti. L'analisi delle scadenze per le principali passività finanziarie si trova alla nota 37.

3.2 Gestione del capitale

Buzzi, nell'ambito delle sue procedure di gestione del capitale, si pone l'obiettivo di salvaguardare la continuità aziendale per fornire ritorni economici agli azionisti e vantaggi agli altri stakeholder e di mantenere una struttura del capitale ottimale.

Al fine di mantenere o modificare la struttura del capitale, il gruppo può cambiare l'importo dei dividendi distribuiti agli azionisti, restituire il capitale agli azionisti, emettere nuove azioni, realizzare acquisti di azioni proprie o vendere attività per migliorare la posizione finanziaria netta.

I programmi di investimento del gruppo sono allineati agli obiettivi di lungo termine e alle necessità operative delle varie unità geografiche. Gli amministratori esecutivi e i dirigenti strategici stabiliscono le priorità degli impegni di capitale proposti dalle divisioni. I progetti mirati a migliorare l'efficienza, aumentare la capacità oppure accedere a nuovi mercati sono vagliati sulla base di una approfondita analisi di redditività, per stabilire il loro futuro contributo al risultato operativo.

In maniera simile ad altri attori economici del settore, che è caratterizzato da un'elevata intensità di capitale, il gruppo verifica il capitale con riferimento ai rapporti di Gearing e Leverage. Il primo indicatore si ottiene dividendo il totale delle passività per il patrimonio netto. Il secondo rapporto utilizza come numeratore la posizione finanziaria netta e il margine operativo lordo riportato nel conto economico come denominatore.

Durante il 2024 è stato confermato l'obiettivo a lungo termine del gruppo di mantenere un Gearing intorno al 35% e un Leverage che, calcolato su un arco di tempo sufficientemente lungo (3-5 anni) risulti non superiore a 1,5 volte circa, in linea con il solido profilo finanziario attuale e prospettico.

La tabella seguente contiene i rapporti al 31 dicembre 2024 e 2023:

(migliaia di euro) 2024 2023
Passività [A] 2.082.372 1.983.375
Patrimonio netto [B] 6.606.063 5.632.028
Gearing [A/B] 32% 35%
Posizione finanziaria netta [C] (755.155) (797.963)
Margine operativo lordo [D] 1.276.149 1.243.215
Leverage [C/D] (0,59) (0,64)

3.3 Determinazione del valore equo

Di seguito un'analisi degli strumenti finanziari rilevati in bilancio al valore equo. I diversi livelli sono definiti come segue:

  • quotazioni del prezzo (non rettificate) pubblicate in mercati attivi per attività o passività identiche (livello 1);
  • utilizzo di dati diversi dai prezzi quotati di cui al livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività sia direttamente (prezzi) sia indirettamente (derivati dai prezzi) (livello 2);
  • utilizzo di dati e ipotesi riferiti all'attività o alla passività che non sono basati su dati di mercato osservabili (input non osservabili) (livello 3).

La seguente tabella presenta le attività valutate al valore equo al 31 dicembre 2024:

(migliaia di euro) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Attività
Crediti e altre attività non correnti 12.164 1.278 - 13.442
Partecipazioni al valore equo - - 10.649 10.649
Totale Attività 12.164 1.278 10.649 24.091

La seguente tabella presenta le attività e passività valutate al valore equo al 31 dicembre 2023:

(migliaia di euro) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Attività
Crediti e altre attività non correnti 11.166 1.072 - 12.238
Partecipazioni al valore equo - - 10.726 10.726
Totale Attività 11.166 1.072 10.726 22.964
Passività
Strumenti finanziari derivati (non correnti) - - (4.787) (4.787)
Totale Passività - - (4.787) (4.787)

Nel corso dell'esercizio non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli di valore equo. Nessuna modifica è intervenuta nelle tecniche di valutazione adottate durante i periodi.

Il valore equo degli strumenti finanziari scambiati in mercati attivi è determinato con riferimento alle quotazioni di mercato alla data di bilancio. La quotazione utilizzata per le attività finanziarie corrisponde al prezzo d'offerta corrente. Questi strumenti, qualora presenti, sono classificati nel livello 1.

Il valore equo degli strumenti finanziari che non sono scambiati in un mercato attivo (per esempio i derivati contrattati individualmente) è determinato utilizzando tecniche di valutazione. Questi metodi fanno il massimo uso dei dati di mercato osservabili, quando disponibili, e si affidano il meno possibile a ipotesi specifiche dell'entità. Se tutte le informazioni rilevanti richieste sono osservabili, lo strumento è classificato nel livello 2. Se una o più ipotesi rilevanti utilizzate non sono basate su dati di mercato osservabili, lo strumento è classificato nel livello 3.

Le partecipazioni comprese nella corrispondente voce di bilancio sono tutte iscritte al valore equo attraverso il conto economico complessivo (OCI) e rientrano nel livello 3. Quando non è disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo (nota 24).

I derivati di livello 3 includevano nell'esercizio precedente l'opzione di put e call sul residuo 50% di interessenza in Nacional Cimentos Participações SA. Poiché nel mese di ottobre Buzzi ne ha acquisito il residuo 50%, il gruppo brasiliano è consolidato col metodo integrale a partire dalla data dell'acquisizione e l'opzione si è estinta.

Il gruppo possiede numerosi strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo nello stato patrimoniale. Per la maggior parte di questi strumenti (crediti commerciali, al netto del relativo fondo svalutazione, debiti commerciali, altri crediti, altri debiti) si ritiene che il valore contabile approssimi il loro valore equo. Il valore equo delle passività finanziarie a lungo termine, riportato nelle note per completezza d'informativa, si ottiene scontando i flussi di cassa contrattuali futuri al tasso d'interesse di mercato che si applica attualmente agli analoghi strumenti finanziari del gruppo.

3.4 Altri rischi

Per quanto riguarda gli altri rischi, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

4. STIME E IPOTESI RILEVANTI

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni riguardo al futuro che influenzano i valori delle attività e delle passività iscritte, l'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di bilancio e gli importi dei ricavi e dei costi di periodo. Per definizione, raramente i risultati effettivi risultano uguali a quelli delle stime, a causa di possibili variazioni inattese nei fattori che ne influenzano la determinazione.

Nel corso del 2024, in Italia e nei paesi esteri in cui il gruppo opera, la situazione macroeconomica e le tensioni geopolitiche hanno continuato a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione per la crescita economica globale. Nell'ultimo semestre la Banca Centrale Europea e la Federal Reserve USA hanno iniziato ad abbassare i tassi di interesse al fine di stimolare le rispettive economie. L'inflazione ha evidenziato segnali di rallentamento, sebbene rimanga su livelli elevati, costituendo uno dei principali fattori di rischio per la crescita dell'economia globale.

L'evoluzione del quadro economico e geopolitico è stata pertanto considerata nelle valutazioni e ai fini delle stime delle poste incluse nella presente informativa finanziaria. Il management ha tenuto altresì conto delle tematiche relative alla transizione energetica e ai cambiamenti climatici, in particolare il passaggio a un'economia a bassa emissione di CO2 i cui effetti, ove presenti, sono riportati nelle specifiche note di bilancio interessate.

Ulteriori informazioni relative all'esposizione di Buzzi a rischi e incertezze sono fornite nelle seguenti note:

  • Gestione del capitale (nota 3.2 di bilancio consolidato e civilistico)
  • Fattori di rischio finanziario (nota 3.1 di bilancio consolidato e civilistico)
  • Informativa sulle analisi di sensitività (nota 19, 23 e 38 del bilancio consolidato e nota 20 del bilancio civilistico)
  • Vertenze legali e passività potenziali (nota 49)
  • Impatti, rischi e opportunità rilevanti e loro interazione con la strategia e il modello aziendale (Informazioni Generali, SBM-3, Rendicontazione consolidata di Sostenibilità)

Impatto del cambiamento climatico

La valutazione dei rischi collegati ai cambiamenti climatici dipende in misura rilevante dalle azioni che saranno, o non saranno, intraprese nei prossimi decenni dai governi del mondo e dalla disponibilità delle tecnologie che potranno sostenerle.

Secondo il rapporto sul clima IPCC, gli scenari possibili sono rappresentati, in modo sintetico, dal valore atteso della temperatura media del pianeta a fine secolo con, ai due estremi, lo scenario 1,5°C (massimo impegno per la decarbonizzazione) e quello 4,0°C (business as usual).

Tali possibili scenari delineano in un caso prevalenti i rischi di transizione mentre nell'altro i rischi fisici. Buzzi ha effettuato, per entrambi, la valutazione dei rischi in base a quanto stabilito dal report della TCFD (Task Force on Climate-Related Financial Discloures). Il settore del cemento, per voce della sua associazione mondiale (GCCA), è fortemente impegnato ad attuare iniziative di decarbonizzazione in linea con lo scenario 1,5°C ed in particolare a creare le sinergie tra i futuri investimenti in cattura e le necessarie infrastrutture per il trasporto, stoccaggio o riuso della CO2 catturata.

L'Europa, con l'approvazione del pacchetto legislativo 'Fit for 55', si è data l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e tagliare le emissioni di gas serra, entro il 2030, di almeno il 55% rispetto ai valori del 1990.

L'Emission Trading System (ETS), uno dei pilastri del pacchetto 'Fit for 55', che limita le quantità di CO2 che possono emettere le varie aziende, tra cui quelle del settore cemento, avrà requisiti più stringenti sulle assegnazioni delle quote gratuite, destinate ad azzerarsi dopo il 2030. Già oggi le quote gratuite assegnate alle unità produttive Buzzi nei paesi della UE non sono sufficienti a coprire tutte le emissioni e pertanto le quote mancanti devono essere acquistate sul mercato.

Il cosiddetto "carbon leakage" ovvero la situazione per la quale, a seguito dell'introduzione di politiche ambientali che aumentano i costi, la produzione dei beni si sposta in altri paesi, rappresenta un serio rischio per le industrie 'hard to abate', tra cui il cemento.

Per contenerlo, nel corso del 2022 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla proposta di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism, CBAM). Tale sistema introduce una tassa sul carbonio per le importazioni di determinati beni, tra cui il cemento, il cui valore tiene conto degli sforzi di decarbonizzazione attuati nei paesi di provenienza.

Il nuovo regolamento ha trovato applicazione a partire dal 1 ottobre 2023, con un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2025, in cui gli obblighi per gli importatori, si limitano alla sola fornitura di informazioni documentali, senza alcun esborso in denaro.

Nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, redatta a partire dal 2024 in conformità al D.Lgs 125/2024, che recepisce la EU Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), viene dato ampio spazio alle emissioni di CO2. Riteniamo che il livello raggiunto e le iniziative programmate siano compatibili con i nostri obiettivi di riduzione al 2030 e al raggiungimento della condizione di neutralità climatica al 2050, come descritto nella roadmap 'Our Journey to Net-Zero'.

Nell'ambito della disclosure integrata, con il processo di valutazione della doppia rilevanza, descritto in dettaglio nella Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, Buzzi ha identificato gli impatti rilevanti sull'ambiente e le persone (Rilevanza dell'impatto) e i rischi e le opportunità finanziarie per l'azienda (Rilevanza finanziaria) legati a temi di sostenibilità.

Ai fini della determinazione della rilevanza dei rischi e delle opportunità, i fattori tenuti in considerazione sono l'effetto finanziario del rischio sull'azienda e la probabilità di accadimento.

Maggiori informazioni su impatti, rischi e opportunità e su come questi vengono gestiti sono riportate nella sezione 'Informazioni Generali' della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità.

Il management ritiene che le strategie e l'organizzazione dell'azienda siano in grado di assicurare la necessaria resilienza alle sollecitazioni derivanti dagli impatti relativi ai rischi e le opportunità individuate ai fini della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, nonché di contenere i rischi e di cogliere le opportunità, così come descritto nelle rispettive sezioni del documento stesso, attraverso l'attuazione, laddove necessario, di politiche, azioni e target.

I rischi, fisici e di transizione, legati al cambiamento climatico, identificati ai fini della Rendicontazione consolidata di Sostenibilità, sono i seguenti:

  • aumento degli eventi meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico, con potenziali danni agli impianti e/o riduzione della loro operatività
  • mancato raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a causa di fattori esterni e/o limitazioni tecnologiche, con potenziale aggiunta di danno reputazionale
  • scarsità di materie prime (naturali/alternative) e acqua
  • rischi connessi all'adozione di normative per la riduzione delle emissioni di CO2 al di fuori della UE
  • concorrenza con le imprese che producono al di fuori della UE

I rischi sopraelencati risultano rilevanti sul lungo termine e, ad oggi, non si evidenziano impatti finanziari significativi da riportare in bilancio; allo stesso modo, alla luce di quanto illustrato, gli scenari previsti dal management, in particolare quelli legati alla recuperabilità del valore delle attività non correnti, non considerano gli impatti derivanti dai rischi se ritenuti remoti, mentre riflettono la stima degli investimenti per assicurare la conformità con la normativa e il raggiungimento degli obiettivi sopracitati.

Stime e assunzioni

Le stime sono continuamente riviste dalla direzione in base alle migliori conoscenze dell'attività aziendale e degli altri fattori ragionevolmente desumibili dalle circostanze attuali. Gli ambiti che comportano le valutazioni più difficili o complesse, oppure gli ambiti nei quali le ipotesi e le stime possono causare rettifiche materiali ai valori contabili delle attività e delle passività entro il prossimo esercizio, sono di seguito illustrate:

  • Riduzioni di valore delle attività non finanziarie: Le informazioni sul procedimento di valutazione delle attività non finanziarie sono fornite in nota 2.11. Le ipotesi chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile delle diverse unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un'analisi di sensitività, sono dettagliatamente descritte nella nota 19 del bilancio consolidato.
  • Imposte sul reddito correnti e differite: È richiesta un'attività di stima rilevante da parte del management per determinare l'ammontare delle imposte sul reddito, anche in base al livello di utili tassabili futuri, alla tempistica della loro manifestazione e alle strategie di pianificazione fiscale. Le perdite fiscali riportabili del gruppo si riferiscono sia alla società sia ad alcune delle sue controllate; annualmente ogni entità con perdite fiscali riportabili effettua una valutazione sulla futura recuperabilità delle stesse, verificandone la compensazione col reddito imponibile atteso nel prevedibile futuro. Ulteriori dettagli sulle imposte sono forniti nelle note 17 e 40 del bilancio consolidato e nelle note 14 e 35 del bilancio civilistico.
  • Piani a benefici definiti (fondi pensione): Il costo dei piani pensionistici a benefici definiti e di assistenza sanitaria successivi al rapporto di lavoro e il valore attuale dell'obbligazione per benefici definiti sono determinati utilizzando valutazioni attuariali. La valutazione attuariale richiede l'elaborazione di varie ipotesi che possono differire dagli effettivi sviluppi futuri. Queste supposizioni comprendono la determinazione del tasso di sconto, gli incrementi salariali attesi, i tassi di mortalità e l'aumento delle pensioni atteso. A causa della complessità della valutazione e della sua natura di lungo termine, tali stime sono estremamente sensibili a cambiamenti nelle ipotesi di base. Tutte le stime sono riviste con periodicità annuale. Ulteriori dettagli, inclusa un'analisi di sensitività, sono forniti nella nota 38 del bilancio consolidato e in nota 33 del bilancio civilistico.
  • Fondi per rischi e oneri: I fondi per rischi e oneri risultano da un'attività di stima che riguarda sia l'impiego di risorse necessario per adempiere l'obbligazione sia la scadenza. Le vertenze e le cause legali a cui è esposto il gruppo sono valutate dalla direzione con l'assistenza degli esperti interni e il supporto di avvocati specializzati esterni. L'informativa relativa a tali fondi, così come per le passività potenziali, deriva da valutazioni discrezionali (nota 39 del bilancio consolidato e nota 34 del bilancio civilistico).
  • Valore equo degli strumenti finanziari: Quando il valore equo di un'attività o passività finanziaria rilevata nel prospetto di stato patrimoniale non può essere misurato basandosi sulle quotazioni in un mercato attivo, esso viene determinato utilizzando diverse tecniche di valutazione, incluso il modello dei flussi di cassa attualizzati. Gli input inseriti nel modello sono rilevati dai mercati osservabili, ove possibile, ma qualora non sia possibile è richiesto un certo grado di stima per definire il fair value. Le stime includono considerazioni su variabili quali il rischio di liquidità, il rischio di credito e la volatilità. I cambiamenti delle ipotesi su tali elementi

potrebbero avere un impatto sul valore equo dello strumento finanziario rilevato (nota 3.3 di bilancio consolidato e civilistico).

  • Aggregazioni aziendali: La rilevazione delle aggregazioni aziendali comporta l'iscrizione da parte dell'acquirente delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte così come descritto in nota 2.2. La misurazione del valore equo avviene attraverso un complesso processo di stima che verte su analisi dettate dall'esperienza storica e assunzioni basate sulle informazioni disponibili e sui fatti e le circostanze esistenti alla data di misurazione, anche grazie al supporto di periti esterni.
  • Durata dei contratti di locazione e tasso di finanziamento marginale: I contratti di locazione possono comprendere opzioni di estensione e di risoluzione. Nel valutare se è ragionevolmente certo o meno l'esercizio dell'opzione di rinnovo o di risoluzione di un contratto di locazione vengono considerati tutti i fattori rilevanti che creano un incentivo economico per l'esercizio dell'opzione di rinnovo o di risoluzione. Dopo la data di inizio, la durata del leasing viene sottoposta a revisione qualora si verifichi un evento o un cambiamento significativo che influenza la capacità di esercitare o meno l'opzione di rinnovare o di terminare il contratto di locazione. Il tasso di interesse implicito di un contratto di locazione non è facilmente determinabile, pertanto, per stabilire il valore attuale del costo dei canoni, si utilizza il tasso di finanziamento marginale (incremental borrowing rate – IBR). Quest'ultimo corrisponde al tasso di interesse che si pagherebbe per finanziare, con una durata e una garanzia simili, l'importo necessario per ottenere un'attività corrispondente al valore del diritto d'uso. Il gruppo stima l'IBR utilizzando input osservabili quali i tassi di interesse di mercato.

5. AREA DI CONSOLIDAMENTO

Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2024 comprende la società e 72 società controllate. Sono escluse dall'area di consolidamento 14 società controllate inattive o poco significative. Per maggiori dettagli si rimanda all'elenco delle imprese incluse nel bilancio consolidato e delle partecipazioni, in calce al presente fascicolo.

Nel primo semestre 2024 è avvenuta la cessione della controllata Beton Du Ried Sas (nota 15).

In data 3 ottobre 2024, è stato completato il processo di acquisizione del 50% di Nacional Cimentos Participações SA (NCPAR), la joint venture paritetica attraverso cui Buzzi ha operato in Brasile dal 2018. Con tale acquisto, Buzzi ha ottenuto il controllo del 100% di NCPAR (note 16, 51) e delle sue 11 controllate, e dalla stessa data l'insieme delle attività brasiliane è stato consolidato linea per linea (in precedenza valutazione col metodo del patrimonio netto).

Il 14 ottobre 2024 Buzzi, attraverso la controllata al 100% Dyckerhoff GmbH, ha completato l'accordo per la cessione a CRH delle seguenti società interamente controllate (nota 15):

  • TOB Dyckerhoff Ukraina
  • PRAT Dyckerhoff Cement Ukraine
  • TOB Dyckerhoff Transport Ukraina

Durante l'esercizio sono avvenute alcune fusioni nell'ambito del gruppo, in particolare in Paesi Bassi e Italia, per continuare a semplificare la struttura organizzativa, senza alcun effetto sul bilancio consolidato.

A seguito del conflitto Russia-Ucraina, che ha determinato l'imposizione di sanzioni alla Russia da parte delle istituzioni europee, dal 2022 abbiamo cessato qualsiasi coinvolgimento operativo nell'attività svolta dalla controllata SLK Cement, che, tuttavia, continua a essere consolidata in conformità a IFRS 10 - Bilancio consolidato.

6. SETTORI OPERATIVI

Il più alto livello decisionale operativo si identifica con gli amministratori esecutivi, che esaminano le informazioni gestionali del gruppo per valutarne i risultati e allocare le risorse. La direzione ha individuato i settori operativi secondo tali rendiconti interni.

Gli amministratori esecutivi considerano la gestione per area geografica d'attività e analizzano in modo unitario i risultati dei prodotti "cemento" e "calcestruzzo e aggregati", giacché le due attività, integrate verticalmente tra loro, sono strettamente interdipendenti. In particolare, il calcestruzzo costituisce essenzialmente un mercato di sbocco del cemento e non richiede, al più alto livello decisionale operativo, l'evidenza di risultati separati. Gli amministratori esecutivi valutano l'andamento economico dei settori operativi oggetto di informativa adottando come riferimento principale la nozione di risultato operativo. Gli oneri finanziari netti e le imposte sul reddito non rientrano nel conto economico di settore analizzato dagli amministratori esecutivi.

La determinazione dei risultati economici e degli investimenti di settore è predisposta in maniera coerente con quella utilizzata nella stesura del bilancio.

Il settore denominato Europa Centrale comprende Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il settore denominato Europa Orientale comprende Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina e Russia.

2024

Poste
non
Europa Europa allocate e Messico
(migliaia di euro) Italia USA Centrale Orientale* Brasile** rettifiche Totale 100%
Ricavi di settore 818.039 1.726.840 947.033 747.455 85.818 (12.148) 4.313.037 998.280
Ricavi intrasettori (12.148) - - - - 12.148 - -
Ricavi netti da terzi 805.891 1.726.840 947.033 747.455 85.818 - 4.313.037 998.280
Margine operativo lordo 196.601 663.791 178.639 208.845 28.485 (212) 1.276.149 445.158
Ammortamenti (31.240) (146.218) (50.728) (32.374) (11.779) - (272.339) (36.249)
Svalutazioni (1.876) - (129) 74 24 - (1.907) -
Risultato operativo 163.485 517.573 127.782 176.545 16.730 (212) 1.001.903 408.908
Risultati delle partecipazioni
a patrimonio netto 145.188 - 1.776 167 - - 147.131 -
Investimenti in attività
immateriali e materiali 56.850 210.817 72.892 103.159 4.695 - 448.413 84.837
Investimenti in
partecipazioni 758 - 16.229 - 202.796 - 219.783 -
*i dati includono i primi 9 mesi delle società ucraine

**i dati si riferiscono al quarto trimestre 2024

2023

Poste
(migliaia di euro) Italia USA Europa
Centrale
Europa
Orientale
non
allocate e
rettifiche
Totale Messico
100%
Brasile
100%
Ricavi di settore 818.257 1.742.689 1.049.000 731.646 (24.103) 4.317.489 1.024.983 393.976
Ricavi intrasettori (22.756) - - (1.347) 24.103 - - -
Ricavi netti da terzi 795.501 1.742.689 1.049.000 730.299 - 4.317.489 1.024.983 393.976
Margine operativo lordo 175.185 639.100 217.259 212.002 (331) 1.243.215 465.533 88.653
Ammortamenti (29.026) (138.089) (47.657) (33.464) - (248.237) (33.186) (28.454)
Svalutazioni (9.294) (583) (441) (99) - (10.417) - -
Ripristini di valore - - 229 - - 229 - -
Risultato operativo 136.865 500.428 169.390 178.439 (331) 984.790 432.348 60.198
Risultati delle partecipazioni
a patrimonio netto
153.002 4.384 3.717 133 - 161.236 (151) -
Investimenti in attività
immateriali e materiali
38.171 139.454 72.922 53.157 - 303.704 56.823 25.298
Investimenti in
partecipazioni
1.816 - 5.585 - - 7.401 - -

I ricavi da clienti terzi derivano dalla vendita di cemento oppure calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali; sono così ripartiti:

2024

Europa Europa Messico
(migliaia di euro) Italia USA Centrale Orientale* Brasile** Totale 100%
Cemento 478.441 1.380.022 545.835 546.284 85.818 3.036.400 899.759
Calcestruzzo e aggregati 327.450 346.818 401.198 201.171 - 1.276.637 98.521
4.313.037 998.280

*i dati includono i primi 9 mesi delle società ucraine

**i dati si riferiscono al quarto trimestre 2024

2023

Europa Europa Messico Brasile
(migliaia di euro) Italia USA Centrale Orientale Totale 100% 100%
Cemento 472.780 1.411.380 594.968 537.679 3.016.807 941.799 393.976
Calcestruzzo e aggregati 322.721 331.309 454.032 192.620 1.300.682 83.184 -
4.317.489 1.024.983 393.976

Il gruppo è domiciliato in Italia. I ricavi netti da clienti terzi realizzati in Italia ammontano a 749.649 migliaia di euro (736.272 migliaia di euro nel 2023) e il totale dei ricavi netti da clienti terzi realizzati nei paesi esteri è 3.563.388 migliaia di euro (3.581.217 migliaia di euro nel 2023).

Il totale delle attività non correnti, diverse da strumenti finanziari, attività fiscali differite e attività per piani a benefici definiti (non ci sono diritti derivanti da contratti assicurativi), situate in Italia è 588.392 migliaia di euro (1.221.835 migliaia di euro nel 2023), mentre il totale di tali attività non correnti situate nei paesi esteri è 4.852.523 migliaia di euro (3.491.016 migliaia di euro nel 2023).

Circa il grado di dipendenza dai principali clienti, si segnala che non esistono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato Buzzi.

7. RICAVI NETTI

I ricavi da contratti con clienti derivano da beni trasferiti in un determinato momento e da prestazioni di servizi, la cui ripartizione per mercati viene illustrata di seguito:

2024
Cemento Calcestruzzo
e aggregati
(migliaia di euro) e clinker naturali Totale
Italia 478.441 327.450 805.891
Stati Uniti d'America 1.380.022 346.818 1.726.840
Germania 445.111 320.416 765.527
Lussemburgo e Paesi Bassi 100.724 80.782 181.506
Polonia 114.502 59.213 173.715
Repubblica Ceca e Slovacchia 69.052 139.356 208.408
Russia 294.011 - 294.011
Ucraina 68.719 2.602 71.321
Brasile 85.818 - 85.818
3.036.400 1.276.637 4.313.037
2023
Calcestruzzo
(migliaia di euro) Cemento
e clinker
e aggregati
naturali
Totale
Italia 472.780 322.721 795.501
Stati Uniti d'America 1.411.380 331.309 1.742.689
Germania 490.803 346.011 836.814
Lussemburgo e Paesi Bassi 104.165 108.021 212.186
Polonia 107.630 47.735 155.365
Repubblica Ceca e Slovacchia 63.788 140.930 204.718
Russia 284.644 - 284.644
Ucraina 81.617 3.955 85.572
3.016.807 1.300.682 4.317.489

Il decremento dello 0,1% rispetto al 2023 è dovuto alla negativa congiuntura dei mercati per 0,7% e a variazioni sfavorevoli nei tassi di cambio per 0,8%, compensati dalle modifiche avvenute nell'area di consolidamento per 1,4%.

Riguardo al settore cemento l'impegno economico verso il gruppo sorge al momento della consegna del materiale e il pagamento è dovuto entro 20-150 giorni dalla consegna; la stessa regola si applica al settore calcestruzzo preconfezionato. Tuttavia, nel settore cemento alcuni contratti forniscono ai clienti il diritto a un premio qualora siano raggiunti determinati volumi.

8. ALTRI RICAVI OPERATIVI

La voce accoglie i proventi derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, non attribuibili ad attività di vendita di beni e prestazioni di servizi caratteristici.

(migliaia di euro) 2024 2023
Recuperi spese 8.828 7.298
Risarcimento danni 3.301 864
Affitti attivi 7.536 7.236
Plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 9.504 16.013
Proventi da attività accessorie 18.239 15.441
Altri 6.687 10.615
54.095 57.467

La riga risarcimento danni si riferisce principalmente a rimborsi assicurativi per danni negli Stati Uniti (592 migliaia di euro) e in Germania (566 migliaia di euro).

La riga plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari comprende l'importo di 2.906 migliaia di euro derivante dalla cessione di un impianto di calcestruzzo a Santena (Italia), oltre che importi relativi alle cessioni di alcuni terreni, fabbricati e altri cespiti minori situati principalmente in Germania, Polonia e USA.

La riga proventi da attività accessorie include, tra le altre cose, la vendita di titoli per la conservazione dell'ambiente, assegnati gratuitamente in Germania, per 4.900 migliaia di euro, nonché i proventi derivanti dalla concessione di alcuni sili per l'immagazzinamento delle ceneri volanti in Stati Uniti per 1.743 migliaia di euro.

9. MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE E DI CONSUMO

(migliaia di euro) 2024 2023
Materie prime, materiali ausiliari e di consumo 849.167 836.177
Prodotti finiti e merci 64.156 96.124
Energia elettrica 312.281 340.740
Combustibili 243.119 308.669
Diritti di emissione - 5.107
Altri beni 35.440 33.620
1.504.163 1.620.437

La voce materie prime, materiali ausiliari e di consumo include 233.516 migliaia di euro per materiali di consumo ausiliari al processo produttivo.

La riga diritti di emissione comprendeva gli accantonamenti a copertura del deficit di quote CO2, valutato in base al principio della competenza temporale. La minor produzione di clinker nei paesi UE, causata dalla contrazione dei volumi di vendita, ha consentito al gruppo di coprire interamente le proprie emissioni di CO2 con i diritti assegnati gratuitamente.

10. SERVIZI

(migliaia di euro) 2024 2023
Trasporti 526.886 530.642
Manutenzioni e prestazioni di terzi 176.036 177.461
Assicurazioni 16.456 15.958
Legali e consulenze professionali 20.489 17.338
Godimento beni di terzi 15.729 13.594
Spese viaggio 7.521 6.894
Altri 142.123 125.032
905.240 886.919

La riga godimento beni di terzi comprende i canoni di leasing riferiti all'esenzione dall'applicazione del principio IFRS 16, ovvero contratti a breve termine per 5.782 migliaia di euro e cespiti di modico valore per 198 migliaia di euro. La riga comprende inoltre affitti dei terreni di cava e altri canoni di locazione per 9.749 migliaia di euro, che sono al di fuori dell'ambito di applicazione del principio IFRS 16.

11. COSTI DEL PERSONALE

(migliaia di euro) 2024 2023
Salari e stipendi 466.160 442.988
Oneri sociali e per piani a contributi definiti 142.529 133.679
Trattamento fine rapporto e oneri per piani a benefici definiti 9.397 7.838
Altri benefici a lungo termine 889 909
Altri 4.319 3.886
623.294 589.300

L'incremento della voce è principalmente dovuto agli adeguamenti salariali sia per inflazione sia per merito, e all'aumento del numero dei dipendenti, considerando pure l'impatto netto delle variazioni di perimetro avvenute nell'esercizio.

Il numero medio dei dipendenti è il seguente:

(numero) 2024 2023
Impiegati e dirigenti 3.883 3.700
Operai e intermedi 6.001 5.933
9.884 9.633

12. ALTRI COSTI OPERATIVI

Possono derivare dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente e si compongono come segue:

(migliaia di euro) 2024 2023
Svalutazione crediti 1.659 1.611
Accantonamenti per rischi e oneri 7.375 15.337
Contributi associativi 6.950 7.006
Imposte indirette e tasse 38.338 37.908
Minusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 1.866 2.104
Altri 14.562 21.491
70.750 85.457

La svalutazione crediti è al netto dei rilasci dal relativo fondo per 1.272 migliaia di euro (1.426 migliaia di euro nel 2023) e riguarda principalmente perdite sopportate in Italia e Russia.

Gli accantonamenti per rischi e oneri includono 2.904 migliaia di euro riferiti al ripristino cave (6.158 migliaia nel 2023).

13. AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI

(migliaia di euro) 2024 2023
Attività immateriali 7.571 4.211
Attività in diritto d'uso 23.315 22.839
Immobili, impianti e macchinari 241.453 221.187
Svalutazioni delle attività non correnti 1.907 10.188
274.246 258.425

La variazione della voce rispetto al 2023 tiene conto, oltre che della variazione nel perimetro di consolidamento (note 19, 20, 21), anche degli ammortamenti sui plusvalori iscritti in sede di allocazione provvisoria del prezzo pagato per l'acquisizione integrale di Nacional Cimentos Participações SA (nota 51).

La riga svalutazioni comprende 1.850 migliaia di euro riferiti a terreni, fabbricati e impianti in Italia, in particolare degli stabilimenti inattivi di Sorbolo e Manfredonia e dei terreni siti nel comune di San Vincenzo.

Nell'esercizio precedente comprendeva 9.584 migliaia di euro riferiti a terreni, fabbricati e impianti degli stabilimenti inattivi di Sorbolo (IT) e Greve in Chianti (IT) oltre ad alcuni terreni siti nel comune di Vernasca (IT).

14. RISULTATI DELLE SOCIETÀ COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO VALUTATE AL PATRIMONIO NETTO

La voce comprende la quota di risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto e le eventuali svalutazioni, illustrate nel dettaglio qui di seguito.

(migliaia di euro) 2024 2023
Collegate
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA 2.342 1.693
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA 2.919 844
Laterlite SpA 5.452 9.568
Alpacem Cement dd
(già Salonit Anhovo Gradbeni Materiali dd) 6.735 8.598
Altre collegate 2.440 1.792
19.888 22.495
Joint venture
Corporación Moctezuma, SAB de CV 113.537 110.378
Nacional Cimentos Participações SA 10.207 25.112
Altre a controllo congiunto 3.499 3.251
127.243 138.741
147.131 161.236

I dati della società Nacional Cimentos Participações SA si riferiscono ai primi nove mesi del 2024.

15. PLUSVALENZE (MINUSVALENZE) DA REALIZZO PARTECIPAZIONI

La voce accoglie gli effetti della cessione delle partecipazioni nelle società ucraine, sulla base dell'accordo stipulato con CRH in data 20 giugno 2023, conclusasi nella prima metà di ottobre 2024. L'operazione ha determinato una plusvalenza pari a 42.350 migliaia di euro. Contestualmente, è avvenuto il rilascio della relativa riserva differenze di conversione, avente un saldo negativo pari a 177.374 migliaia di euro.

La voce comprende anche la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione nella controllata Beton Du Ried Sas per 3.976 migliaia di euro.

16. PROVENTI E ONERI FINANZIARI

(migliaia di euro) 2024 2023
Proventi finanziari
Interessi attivi su liquidità 80.747 49.553
Interessi attivi su attività al servizio benefici per i dipendenti 10.911 11.295
Adeguamento al valore equo della partecipazione precedentemente detenuta in
Nacional Cimentos Participações SA
126.874 -
Differenze attive di cambio 24.472 31.048
Dividendi da partecipazioni 129 140
Altri proventi 6.109 6.055
249.242 98.091
Oneri finanziari
Interessi passivi su debiti verso banche (24.247) (23.883)
Interessi passivi su prestiti obbligazionari - (878)
Interessi passivi su benefici per i dipendenti (20.953) (22.285)
Interessi passivi su debiti per locazioni (2.706) (2.602)
Valutazione strumenti finanziari derivati - (15.818)
Effetto attualizzazione passività (976) (4.735)
Differenze passive di cambio (103.733) (26.112)
Altri oneri (21.742) (7.176)
(174.357) (103.489)
Proventi (oneri) finanziari netti 74.885 (5.398)

Il passaggio del saldo netto da negativo nel periodo precedente a largamente positivo nel periodo corrente è stato principalmente determinato dall'adeguamento al valore equo dell'interessenza precedentemente detenuta in Nacional Cimentos Participações SA (168.083 migliaia di euro), al netto dell'effetto negativo dovuto al rilascio della riserva differenze cambio riferita alle attività nette brasiliane (45.996 migliaia di euro). Inoltre, è stato rilevato direttamente a conto economico (4.787 migliaia di euro) il valore equo della opzione put/call sul 50% di interessenza in Nacional Cimentos Participações SA (nota 25). La variazione favorevole è anche dovuta a maggiori interessi attivi sulla liquidità. Rispetto all'anno precedente, per contro, si rileva un peggioramento del saldo netto delle voci senza manifestazione monetaria, in particolare delle perdite su cambi, derivanti dai finanziamenti in reais e dollari.

17. IMPOSTE SUL REDDITO

(migliaia di euro) 2024 2023
Imposte correnti 225.628 206.881
Imposte differite (63.241) (30.842)
Imposte relative a esercizi precedenti (11.650) (1.983)
150.737 174.056

L'aumento delle imposte correnti è sostanzialmente dovuto al sensibile miglioramento della base imponibile nelle giurisdizioni fiscali nelle quali opera il gruppo.

Le imposte differite comprendono principalmente attività pari a 92.386 migliaia di euro, iscritte in Italia, a fronte delle valutazioni circa la futura recuperabilità delle perdite pregresse e degli interessi passivi.

Le imposte relative a esercizi precedenti includono i proventi o gli oneri derivanti dalla definizione, o probabile definizione, con l'amministrazione fiscale, dei rilievi emersi in sede di verifica e dalla revisione o integrazione delle dichiarazioni fiscali riferite a periodi precedenti.

Il Decreto Legislativo 27 dicembre 2023, n. 209, in attuazione della direttiva (UE) 2022/2523 del 14 dicembre 2022, ha introdotto il regime Pillar II, le cui regole prevedono, a decorrere dal 1 gennaio 2024, un'aliquota minima effettiva del 15% per i gruppi multinazionali o nazionali con ricavi annui superiori a 750 milioni di euro.

La società si è avvalsa della deroga prevista dal paragrafo 4A del principio contabile internazionale n. 12 in relazione alle attività e passività fiscali differite relative alle imposte sul reddito del Pillar II. Buzzi SpA ha determinato in via preliminare l'ambito di applicazione, conducendo un'analisi dettagliata delle proprie entità giuridiche, qualificandosi come "partecipante parzialmente posseduta" e beneficiando dell'opzione per la quale l'imposizione integrativa dovuta da un gruppo, in relazione a un determinato paese, si presume pari a zero se il livello di imposizione effettiva delle sue imprese ivi localizzate, rispetta le condizioni sui regimi semplificati (cd. "Transitional CbCR Safe Harbour").

In particolare, è stata effettuata una verifica dell'applicabilità dei Transitional CbCR Safe Harbour nelle diverse giurisdizioni in cui opera il gruppo, che ha evidenziato che, ad eccezione dell'Italia, in tutte le giurisdizioni è soddisfatto almeno uno tra i criteri di esclusione previsti dalla norma.

Buzzi ha pertanto calcolato l'ETR (aliquota effettiva d'imposta) delle società italiane secondo le regole dell'imposta minima nazionale e, sulla base delle risultanze, l'ETR è superiore al 15%. L'applicazione della disciplina Pillar II non ha pertanto determinato impatti per l'esercizio 2024.

La riconciliazione tra le imposte iscritte in bilancio e l'onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali vigenti in Italia, è la seguente:

(migliaia di euro) 2024 2023
Utile prima delle imposte 1.093.209 1.140.869
Aliquota imposta sul reddito italiana (IRES) 24,00% 24,00%
Imposte sul reddito teoriche 262.370 273.809
Effetto fiscale delle differenze permanenti (10.697) (23.772)
Imposte relative a esercizi precedenti (11.650) (1.983)
Effetto derivante da aliquote fiscali estere
diverse da quelle italiane (12.715) (15.212)
Effetto variazione aliquota su imposte differite (4.338) 1.978
Rettifiche apportate alle imposte differite (103.039) (37.128)
Ritenute alla fonte su dividendi e interessi 12.511 8.813
Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) 8.292 9.250
Altre variazioni 10.003 (41.699)
Imposte sul reddito iscritte in bilancio 150.737 174.056

La minor fiscalità del 2024, pari al 13,8% del reddito ante imposte (15,3% nel 2023), è influenzata soprattutto dall'iscrizione di imposte differite attive, come sopra illustrato.

18. UTILE PER AZIONE

Base

L'utile per azione base è calcolato dividendo il risultato netto attribuibile agli azionisti della società per la media ponderata delle azioni in circolazione durante l'anno, escluse le azioni proprie.

<
2024
2023
Utile netto attribuibile agli azionisti della società migliaia di euro 942.316 966.545
Numero medio ponderato delle azioni 183.319.589 185.131.838
Utile per azione euro 5,140 5,221

Diluito

Il calcolo dell'utile per azione diluito si effettua ipotizzando la conversione di tutte le potenziali azioni con effetto diluitivo e modificando di conseguenza la media ponderata delle azioni in circolazione. Alla data di bilancio non esistono in circolazione strumenti di capitale diluitivi e pertanto l'utile base e quello diluito coincidono.

19. AVVIAMENTO E ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI

Altre attività immateriali
Brevetti
industriali,
licenze e altri
Attività
in corso
(migliaia di euro) Avviamento diritti simili e acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2023
Costo storico 766.072 87.383 1.022 31.138 119.543
Fondo ammortamento e svalutazioni (256.588) (53.980) - (8.060) (62.040)
Valore netto 509.484 33.403 1.022 23.078 57.503
Esercizio 2023
Valore netto di apertura 509.484 33.403 1.022 23.078 57.503
Differenze di conversione (648) (5.712) (6) (1) (5.719)
Incrementi - 5.364 215 800 6.379
Ammortamenti - (2.575) - (1.636) (4.211)
Riclassifiche - (1.206) (1.061) 205 (2.062)
Valore netto di chiusura 508.836 29.274 170 22.446 51.890
Al 31 dicembre 2023
Costo storico 760.913 68.529 170 31.978 100.677
Fondo ammortamento e svalutazioni (252.077) (39.255) - (9.532) (48.787)
Valore netto 508.836 29.274 170 22.446 51.890
Esercizio 2024
Valore netto di apertura 508.836 29.274 170 22.446 51.890
Differenze di conversione (21.475) (5.263) (259) (3.403) (8.925)
Incrementi 639 1.481 541 - 2.022
Variazione area di consolidamento 384.815 33.369 4.087 57.077 94.533
Cessioni e altro - (5) (4) - (9)
Ammortamenti - (2.602) - (4.969) (7.571)
Svalutazioni (26) - - - -
Riclassifiche - 306 (105) - 201
Valore netto di chiusura 872.789 56.560 4.430 71.151 132.141
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 1.124.967 102.548 4.430 85.547 192.525
Fondo ammortamento e svalutazioni (252.178) (45.988) - (14.396) (60.384)
Valore netto 872.789 56.560 4.430 71.151 132.141

Al 31 dicembre 2024, la colonna brevetti industriali, licenze e altri diritti simili comprende licenze industriali (16.422 migliaia di euro), licenze per software applicativi utilizzati per l'automazione di impianti e d'ufficio (3.812 migliaia di euro), concessioni di escavazione (30.917 migliaia di euro), diritti di brevetto industriale (5.409 migliaia di euro).

La riga variazione area di consolidamento si riferisce principalmente alla contabilizzazione provvisoria dell'aggregazione aziendale Nacional Cimentos Participações SA, avvenuta in data 3 ottobre 2024, che ha determinato la rilevazione, al netto della fiscalità differita, di una lista clienti, di diritti di estrazione mineraria e, come voce residuale, di 384.815 migliaia di euro di avviamento (nota 51).

La colonna altro comprende, pertanto, oltre alla lista clienti derivante dall'aggregazione aziendale Testi Cementi Srl, Borgo Cementi Srl e Arquata Cementi Srl, avvenuta nel 2019 per 19.348 migliaia di euro, anche 57.077 migliaia di euro provenienti dal primo consolidamento di Nacional Cimentos Participações SA.

Le differenze di conversione relative all'avviamento si riferiscono alla CGU Brasile (impatto sfavorevole per 23.351 migliaia di euro), alla CGU Stati Uniti (impatto favorevole per 2.066 migliaia di euro) e alla CGU Polonia (impatto favorevole per 108 migliaia di euro).

Avviamento e impairment test

L'avviamento al 31 dicembre 2024 ammonta a 872.789 migliaia di euro e la sua composizione è di seguito illustrata:

(migliaia di euro) 2024 2023
Italia 76.753 76.114
Stati Uniti d'America 41.736 39.670
Germania 129.995 129.995
Lussemburgo 69.104 69.104
Polonia 88.117 88.009
Repubblica Ceca/Slovacchia 105.944 105.944
Brasile 361.140 -
872.789 508.836

Al fine della verifica per riduzione di valore (impairment), le unità, o i gruppi di unità, generatrici di flussi finanziari (di seguito "CGU") alle quali è stato imputato l'avviamento, sono coerenti con la visione strategica dell'impresa che hanno gli amministratori e sono state identificate sulla base dei paesi in cui il gruppo opera, considerando in modo unitario i risultati del settore cemento e del settore calcestruzzo, giacché le due attività, integrate verticalmente tra di loro, sono strettamente interdipendenti.

A partire dal presente bilancio, a seguito dell'acquisto del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA e della conseguente emersione di un avviamento, la CGU Brasile è stata sottoposta a verifica per riduzione di valore.

Tutte le CGU individuate corrispondono ai mercati di presenza, ovvero Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Slovacchia, Polonia, Russia e Brasile.

Il valore recuperabile delle CGU, a cui sono stati attribuiti l'avviamento e le attività immateriali con vita utile indefinita, è verificato attraverso la determinazione del valore d'uso col metodo del valore attuale dei flussi finanziari attesi, utilizzando un tasso che riflette i rischi specifici delle singole unità alla data di valutazione, in base alla procedura di impairment test approvata in via autonoma e anticipata rispetto all'approvazione del bilancio.

Le ipotesi chiave utilizzate per il calcolo riguardano principalmente:

Stima dei flussi

La stima dei flussi finanziari per ogni singola CGU è basata sui piani a cinque anni approvati dal consiglio di amministrazione. L'approccio del management nella determinazione dei piani è fondato su presupposti ragionevoli e sostenibili, nel rispetto della coerenza tra i flussi storici, quelli prospettici e delle fonti esterne d'informazione. Il flusso utilizzato è al netto delle relative imposte teoriche e delle variazioni patrimoniali (capitale circolante e investimenti).

Le stime del management sono basate sull'esperienza ma, in coerenza con le ipotesi dei vari operatori di settore, nell'identificare l'evoluzione dello scenario attuale, hanno considerato le incertezze legate alle variabili di mercato, le prospettive derivanti dalle politiche nazionali di investimento inserite nel piano europeo cosiddetto Recovery Fund, nonché gli impatti del cambiamento climatico e gli sforzi da mettere in atto per raggiungere gradualmente l'obiettivo della neutralità carbonica (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Impatto del cambiamento climatico", nota 4).

Le ipotesi del gruppo per i flussi di cassa futuri includono anche una stima delle spese da sostenere per l'acquisto di quote di emissioni CO2, il cui costo è basato sulle informazioni al momento disponibili, e degli sforzi per attenuare o compensare tali costi nel breve-medio termine.

Gli obiettivi di lungo periodo dipendono invece da diversi fattori esogeni, difficilmente controllabili o prevedibili, che potranno richiedere investimenti significativi, l'entità dei quali, al momento, non è ancora ipotizzabile. Pertanto, data l'oggettiva difficoltà di stima, tali investimenti non sono stati inclusi nelle ipotesi per i flussi di cassa futuri delle diverse CGU. Il complesso delle valutazioni effettuate ha determinato la decisione di utilizzare lo scenario più probabile, lasciando le opportune considerazioni sui possibili scenari alternativi alle specifiche analisi di sensitività.

Valore terminale

Il valore terminale viene calcolato assumendo che, al termine dell'orizzonte temporale espresso, la CGU produca un flusso costante (perpetuo). Il gruppo ha utilizzato come tasso annuo di crescita perpetua (g) l'inflazione attesa, ritenuta rappresentativa della crescita a lungo termine prevista nei Paesi di presenza. L'evoluzione dei settori cemento e calcestruzzo, in particolare, è correlata ai consumi medi pro-capite, alla crescita demografica e al PIL del Paese di riferimento (o nel quale il bene è utilizzato); tali parametri sono riflessi nel fattore "g", fissato per ogni nazione come segue:

(in %) ITA USA GER NLD POL CZE LUX RUS BRA
g
31 dicembre 2024 2,00% 2,14% 2,00% 2,00% 2,50% 2,00% 1,90% 4,00% 2,97%
31 dicembre 2023 2,00% 2,13% 1,99% 2,00% 2,50% 2,00% 1,98% 4,00% 3,01%

Tasso di attualizzazione

Il tasso di attualizzazione (WACC) rappresenta il rendimento atteso dai finanziatori della società e dai soci per impiegare i propri capitali nell'azienda; esso è calcolato come media ponderata tra il costo del capitale di rischio e il costo del debito, tenendo conto del rischio specifico Paese. I tassi applicati alle principali CGU, al netto dell'effetto fiscale, sono i seguenti:

(in %) ITA USA GER NLD POL CZE LUX RUS BRA
WACC
31 dicembre 2024 10,02% 9,04% 7,22% 7,31% 8,50% 8,13% 7,28% 23,13% 11,87%
31 dicembre 2023 10,21% 8,69% 7,19% 7,31% 8,61% 8,25% 7,26% 23,01% 12,33%

Ove presenti, la valutazione ha tenuto conto anche del valore equo delle cave di proprietà non ancora utilizzate.

Dal confronto tra il valore recuperabile così ottenuto e il valore contabile delle varie CGU, non sono emerse indicazioni che gli avviamenti possano avere subito una perdita di valore.

Un'analisi di sensitività è stata condotta sui valori recuperabili delle varie CGU, al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto. Si può in generale affermare che da un incremento del tasso di attualizzazione di 100 punti base, oppure da una riduzione dei flussi di cassa del 10%, non risulterebbe un'eccedenza dei valori contabili delle CGU rispetto al loro valore recuperabile, ad eccezione delle CGU Russia e Brasile, che risentono del cambiamento delle suddette ipotesi.

20. ATTIVITÀ IN DIRITTO D'USO E DEBITI PER LOCAZIONI

Attrezzature
(migliaia di euro) Terreni e
fabbricati
Impianti e
macchinari
industriali e
commerciali
Altro Totale
Al 1 gennaio 2023
Costo storico 40.809 16.221 83.110 20.052 160.192
Fondo ammortamento e svalutazioni (16.846) (6.991) (46.684) (12.045) (82.566)
Valore netto 23.963 9.230 36.426 8.007 77.626
Esercizio 2023
Valore netto di apertura 23.963 9.230 36.426 8.007 77.626
Differenze di conversione (290) (60) (1.261) (107) (1.718)
Incrementi e altro 6.115 1.683 11.492 7.632 26.922
Estinzioni (914) (3.433) - (810) (5.157)
Ammortamenti (5.005) (2.177) (10.693) (4.964) (22.839)
Svalutazioni - - (172) - (172)
Riclassifiche (167) - - (33) (200)
Valore netto di chiusura 23.702 5.243 35.792 9.725 74.462
Al 31 dicembre 2023
Costo storico 43.319 10.792 91.499 22.840 168.450
Fondo ammortamento e svalutazioni (19.617) (5.549) (55.707) (13.115) (93.988)
Valore netto 23.702 5.243 35.792 9.725 74.462
Esercizio 2024
Valore netto di apertura 23.702 5.243 35.792 9.725 74.462
Differenze di conversione (65) (39) 1.991 134 2.021
Incrementi e altro 7.011 1.317 6.259 6.021 20.608
Variazione area di consolidamento 1.012 - 1.508 48 2.568
Estinzioni (548) (1.234) - (293) (2.075)
Ammortamenti (5.261) (1.352) (11.220) (5.482) (23.315)
Riclassifiche 17 (28) - 60 49
Valore netto di chiusura 25.868 3.907 34.330 10.213 74.318
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 49.246 9.765 106.008 22.598 187.617
Fondo ammortamento e svalutazioni (23.378) (5.858) (71.678) (12.385) (113.299)
Valore netto 25.868 3.907 34.330 10.213 74.318

I debiti per locazioni iscritti tra le passività al 31 dicembre 2024 ammontano a 76.802 migliaia di euro. Durante l'esercizio 2024, l'effetto finanziario dovuto alla revisione dei termini dei leasing, principalmente per opzioni di proroga e di risoluzione, è stato un incremento dei debiti per locazioni e delle attività in diritto d'uso pari a 2.257 migliaia di euro.

Lo scadenziario che segue suddivide il valore attuale dei debiti per locazioni alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2024 2023
Entro 6 mesi 12.003 10.495
Tra 6 e 12 mesi 9.592 9.156
Tra 1 e 5 anni 43.559 45.262
Oltre 5 anni 11.648 11.315
76.802 76.228

Di seguito il dettaglio dei flussi finanziari in uscita per i leasing:

(migliaia di euro) 2024 2023
Leasing a breve termine, modesto valore e componenti variabili 5.980 3.776
Quota interessi 2.706 2.602
Quota capitale 23.025 21.426
31.711 27.804

21. IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI

Attrezzature Immobiliz
zazioni in
(migliaia di euro) Terreni e Impianti e industriali e corso e
fabbricati macchinari commerciali acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2023
Costo storico
Fondo ammortamento e
3.110.000 5.199.692 487.654 179.798 158.480 9.135.624
svalutazioni (1.297.513) (4.131.708) (343.498) (6.883) (115.898) (5.895.500)
Valore netto 1.812.487 1.067.984 144.156 172.915 42.582 3.240.124
Esercizio 2023
Valore netto di apertura 1.812.487 1.067.984 144.156 172.915 42.582 3.240.124
Differenze di conversione (55.608) (40.029) (8.482) (8.765) (1.565) (114.449)
Incrementi 29.096 86.747 37.570 157.503 3.713 314.629
Cessioni e altro (5.647) (33) (497) (69) (31) (6.277)
Ammortamenti (44.629) (136.822) (29.605) - (10.131) (221.187)
Svalutazioni (4.894) (4.932) - (179) (11) (10.016)
Riclassifiche (856) 37.243 2.428 (99.384) 8.283 (52.286)
Valore netto di chiusura 1.729.949 1.010.158 145.570 222.021 42.840 3.150.538
Al 31 dicembre 2023
Costo storico 3.015.257 5.022.448 486.046 228.630 157.858 8.910.239
Fondo ammortamento e
svalutazioni
(1.285.308) (4.012.290) (340.476) (6.609) (115.018) (5.759.701)
Valore netto 1.729.949 1.010.158 145.570 222.021 42.840 3.150.538
Esercizio 2024
Valore netto di apertura
1.729.949 1.010.158 145.570 222.021 42.840 3.150.538
Differenze di conversione 72.088 6.311 (5.329) (3.077) 1.997 71.990
Incrementi
Variazione area
57.964 103.982 62.466 229.689 4.228 458.329
di consolidamento 154.925 134.876 3.608 78.617 1.308 373.334
Cessioni e altro (1.477) (1.540) (796) (771) (377) (4.961)
Ammortamenti (45.647) (152.085) (32.673) - (11.048) (241.453)
Svalutazioni (1.739) (128) (3) - - (1.870)
Riclassifiche 23.960 94.005 10.299 (141.277) 13.125 112
Valore netto di chiusura 1.990.023 1.195.579 183.142 385.202 52.073 3.806.019
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 3.393.914 5.533.075 540.591 391.690 181.449 10.040.719
Fondo ammortamento e
svalutazioni
(1.403.891) (4.337.496) (357.449) (6.488) (129.376) (6.234.700)
Valore netto 1.990.023 1.195.579 183.142 385.202 52.073 3.806.019

Gli investimenti dell'esercizio 2024 ammontano a 458.329 migliaia di euro e sono riassunti nella relazione sulla gestione, a cui si rimanda. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (445.371 migliaia di euro).

Le differenze di conversione, positive per 71.990 migliaia di euro, riflettono essenzialmente il rafforzamento del cambio dollaro/euro, che ha compensato l'indebolimento dei cambi rublo/euro e real brasiliano/euro.

Nel corso del 2006 Buzzi Unicem Usa ha stipulato una serie di accordi con la Contea di Jefferson in Missouri, riguardanti lo stabilimento di Selma, nell'ambito di un contratto di sale and lease-back. La nostra controllata è responsabile della gestione e della manutenzione dei beni in leasing e ha l'opzione di riscattare la proprietà per \$1 al termine del contratto. Nel caso in cui l'opzione d'acquisto non venisse esercitata, Buzzi Unicem Usa dovrà pagare il 125% delle tasse dovute. L'accordo, così strutturato, consente l'abbattimento del 60% delle tasse sulla proprietà per circa 15 anni.

Nel corso del 2015 Buzzi Unicem Usa ha stipulato una serie di accordi analoghi a quelli sopra descritti con la Contea di Bel Aire in Kansas, riguardanti un terminale di distribuzione nella città di Wichita.

22. INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Sono contabilizzati al costo e ammontano a 16.841 migliaia di euro, con un decremento di 683 migliaia di euro rispetto all'esercizio precedente.

Il valore equo al 31 dicembre 2024, sulla base di valutazioni interne ed esterne indipendenti, è pari a 20.823 migliaia di euro (22.505 migliaia nel 2023) ed è classificabile come livello 2, in quanto si basa su dati osservabili. La determinazione del valore di mercato effettuata con valutazioni interne ed esterne è avvenuta utilizzando stime comparative basate su recenti transazioni di immobili analoghi, ove disponibili, e confrontando le stesse con informazioni provenienti dagli operatori immobiliari attivi nella zona d'interesse e con altre banche dati pubbliche.

(migliaia di euro) 2024 2023
Al 1 gennaio
Costo storico 20.215 20.252
Fondo ammortamento e svalutazioni (2.691) (2.691)
Valore netto 17.524 17.561
Differenze di conversione 66 (37)
Incrementi 4 -
Cessioni e altro (716) -
Svalutazioni (37) -
Al 31 dicembre 16.841 17.524
Costo storico 19.827 20.215
Fondo ammortamento e svalutazioni (2.986) (2.691)
Valore netto 16.841 17.524

23. PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO

Gli importi iscritti nello stato patrimoniale sono analizzati nel dettaglio che segue:

(migliaia di euro) 2024 2023
Imprese collegate valutate col metodo del patrimonio netto 205.434 183.080
Imprese a controllo congiunto valutate col metodo
del patrimonio netto 262.182 450.523
467.616 633.603

Sul decremento netto di 165.987 migliaia di euro hanno influito: in diminuzione, la eliminazione del 50% precedentemente detenuto in Nacional Cimentos Participações SA che da ottobre è stata contabilizzata con il metodo integrale, l'eliminazione dei dividendi ricevuti per 89.709 migliaia di euro e le differenze di conversione per 29.206 migliaia di euro; in aumento, il risultato netto pro-quota delle partecipate per 147.131 migliaia di euro.

L'analisi degli indicatori di perdite di valore, effettuata in conformità con quanto previsto da IAS 28, non ha evidenziato eventi o circostanze che indichino una riduzione del valore recuperabile delle partecipazioni al di sotto del loro valore contabile, ad eccezione delle partecipazioni in Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA e Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA.

Nel determinare il valore d'uso la società ha stimato la quota attualizzata dei flussi finanziari futuri con le stesse modalità descritte in nota 19.

Valore terminale

Il valore terminale viene calcolato assumendo che, al termine dell'orizzonte temporale espresso, la partecipazione produca un flusso costante (perpetuo). Il gruppo ha utilizzato come tasso annuo di crescita perpetua (g) l'inflazione attesa, ritenuta rappresentativa della crescita a lungo termine. Per il 2024 il tasso annuo di crescita in Algeria è pari a 4,43% (nel 2023 5,19%).

Tasso di attualizzazione

Il tasso di attualizzazione (WACC) rappresenta il rendimento atteso dai finanziatori della società e dai soci per impiegare i propri capitali nell'azienda; esso è calcolato come media ponderata tra il costo del capitale di rischio e il costo del debito, tenendo conto del rischio specifico Paese. Il tasso applicato alle partecipazioni algerine, al netto dell'effetto fiscale, è pari a 11,07% (nel 2023 13,47%).

Dal confronto tra il valore recuperabile così ottenuto e il valore contabile, non sono emerse indicazioni che tali attività possano aver subito una perdita di valore.

Inoltre, è stata condotta un'analisi di sensitività sul valore recuperabile al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto.

Si può in generale affermare che solo con una significativa riduzione dei flussi di cassa di una certa entità o con un incremento del tasso di attualizzazione di alcuni punti percentuali, il valore recuperabile risulterebbe inferiore al valore contabile alla data di bilancio.

23.1 Imprese collegate

Di seguito sono riportate le società collegate che, secondo gli amministratori, alla data di bilancio sono significative per il gruppo. Queste collegate hanno un capitale sociale costituito solo da azioni ordinarie detenute direttamente o indirettamente dalla società. La sede legale è anche la sede operativa principale.

Natura delle interessenze in collegate:

Sede
Natura operativa/ % di Valore Metodo
Nome della società dell'attività sede legale partecipazione di carico di valutazione
Société des Ciments patrimonio
de Hadjar Soud EPE SpA Nota 1 Algeria 35,0 44.455 netto
Société des Ciments patrimonio
de Sour El Ghozlane EPE SpA Nota 1 Algeria 35,0 39.755 netto
Alpacem Cement dd
(già Salonit Anhovo Gradbeni patrimonio
Materiali dd) Nota 2 Slovenia 25,0 43.862 netto
patrimonio
Laterlite SpA Nota 3 Italia 33,3 38.394 netto

Nota 1

Il gruppo detiene il 35% di Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA e Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA, due cementerie a ciclo completo operanti in Algeria. Si tratta di partnership strategiche per la presenza del gruppo sui mercati emergenti, dove la residua quota di controllo è detenuta dallo Stato algerino tramite la holding industriale GICA.

Nota 2

Il gruppo detiene il 25% di Alpacem Cement dd (già Salonit Anhovo Gradbeni Materiali dd), società che possiede un moderno stabilimento di produzione cemento in Slovenia, a pochi chilometri dal confine italiano. Alpacem Cement dd è l'attore principale sul mercato sloveno e inoltre esporta regolarmente una quota importante della propria produzione verso le regioni italiane confinanti.

Nota 3

Il gruppo detiene il 33,3% di Laterlite SpA, società che possiede vari stabilimenti in Italia, focalizzata sulla produzione e la vendita di una vasta gamma di materiali leggeri ad alte prestazioni per l'edilizia sostenibile, offrendo soluzioni innovative per migliorare l'efficienza energetica e ridurre il peso delle strutture (argilla espansa, premiscelati, predosati, rinforzi strutturali e blocchi).

Le quattro società collegate significative sono tutte private e non esistono prezzi di mercato quotati delle rispettive azioni. Non ci sono passività potenziali relative alla quota di partecipazione del gruppo nelle stesse collegate.

Informazioni finanziarie riassuntive riferite alle imprese collegate

Di seguito sono dettagliate le informazioni abbreviate relative alle società collegate significative per il gruppo, tutte valutate col metodo del patrimonio netto:

Société des Ciments de Hadjar Soud
EPE SpA
Société des Ciments
de Sour El Ghozlane
EPE SpA Alpacem Cement dd
(già Salonit Anhovo
Gradbeni Materiali
dd)
Laterlite SpA
(migliaia di euro) 2023 2022 2023 2022 2023 2022 2023 2022
Stato Patrimoniale
riassuntivo
Attività correnti
Disponibilità liquide 17.129 16.114 24.228 25.730 28.592 10.960 15.719 12.893
Altre attività correnti
(escluse disponibilità liquide) 33.237 30.808 37.040 34.554 59.669 54.047 92.828 88.289
50.366 46.922 61.268 60.284 88.261 65.007 108.547 101.182
Attività non correnti 88.033 84.756 58.418 57.841 117.599 110.627 64.762 39.502
Passività correnti
Passività finanziarie
(esclusi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) - - - - 1.474 2.163 3.258 3.644
Altre passività correnti
(compresi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) 13.260 9.898 11.855 9.055 29.249 22.674 51.342 45.251
13.260 9.898 11.855 9.055 30.723 24.837 54.600 48.894
Passività non correnti
Passività finanziarie
(esclusi altri debiti e fondi) - - - - 4.406 5.027 6.109 5.425
Altre passività non correnti
(compresi altri debiti e fondi) 8.894 7.388 6.489 5.921 2.345 1.930 7.012 5.883
8.894 7.388 6.489 5.921 6.751 6.957 13.121 11.308
Conto Economico riassuntivo
Ricavi netti 34.548 29.672 28.832 34.017 151.844 132.800 174.512 169.874
Ammortamenti (6.455) (13.075) (5.002) (7.046) (9.361) (10.040) (11.340) (5.942)
Proventi finanziari 1.752 1.664 1.114 922 1.023 1.200 342 12
Oneri finanziari (10) (16) (5) (2) (527) (479) (817) (625)
Imposte sul reddito (915) (381) (1.489) (1.842) (7.094) (2.708) (9.008) (3.425)
Utile (perdita) dell'esercizio 4.838 (1.067) 2.410 5.472 34.393 27.193 28.705 13.352
Altre componenti di
conto economico complessivo (1.374) 8.166 (1.159) 8.166 - - - -
Totale conto economico
complessivo 3.464 7.099 1.251 13.638 34.393 27.193 28.705 13.352

Le informazioni sopra riportate riflettono gli importi presentati nei bilanci approvati di ciascuna collegata (e non la quota Buzzi di tali importi), rettificati per le eventuali differenze nelle politiche contabili rispetto a quelle del gruppo.

Riconciliazione delle informazioni finanziarie riassuntive

Si riporta di seguito la riconciliazione tra le informazioni finanziarie sopra riportate e il valore contabile delle partecipazioni nelle società collegate che si considerano significative:

Société des Ciments
de Hadjar Soud
EPE SpA
Société des Ciments
de Sour El Ghozlane
EPE SpA
Alpacem Cement dd
(già Salonit Anhovo
Gradbeni Materiali
dd)
Laterlite SpA
(migliaia di euro) 2024 2023 2024 2023 2024 2023 2024 2023
Attività nette iniziali
al 1 gennaio
116.245 114.392 101.342 103.149 168.219 143.840 105.587 80.482
Utile (perdita) dell'esercizio 6.692 4.838 8.340 2.410 27.256 34.393 16.356 28.705
Dividendi deliberati (2.108) (1.611) (1.613) (3.058) (20.028) (10.014) (6.750) (3.600)
Differenze di conversione 6.185 (1.374) 5.516 (1.159) - - - -
Attività nette finali 127.014 116.245 113.585 101.342 175.447 168.219 115.193 105.587
Quota di partecipazione
(35%; 35%; 25%; 33%) 44.455 40.686 39.755 35.470 43.862 42.055 38.394 35.192
Avviamento - - - - - 79 - -
Valore contabile 44.455 40.686 39.755 35.470 43.862 42.134 38.394 35.192

23.2 Imprese a controllo congiunto

Di seguito è riportata la joint venture che, secondo gli amministratori, alla data di bilancio è significativa per il gruppo:

Nome della società Sede operativa/ % di Valore Metodo
sede legale partecipazione di carico di valutazione
Corporación Moctezuma, SAB de CV Messico 33,0 246.253 patrimonio netto

Corporación Moctezuma, SAB de CV ha un capitale sociale costituito solo da azioni ordinarie, al quale la società partecipa indirettamente. Corporación Moctezuma è la holding di un gruppo che produce e vende cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Si tratta di una partecipazione strategica per il gruppo, le cui attività operative sono situate in Messico.

Al 31 dicembre 2024, il valore equo della nostra quota di partecipazione in Corporación Moctezuma, SAB de CV, società quotata sul mercato azionario gestito da Bolsa Mexicana de Valores, era pari a 1.061.139 migliaia di euro (1.215.153 migliaia nel 2023).

Informazioni finanziarie riassuntive riferite alle imprese a controllo congiunto

Di seguito sono dettagliate le informazioni finanziarie abbreviate relative alla società a controllo congiunto significativa, valutata col metodo del patrimonio netto:

Corporación Moctezuma, SAB de
CV
(migliaia di euro) 2024 2023
Stato Patrimoniale riassuntivo
Attività correnti
Disponibilità liquide 352.274 377.055
Altre attività correnti
(escluse disponibilità liquide) 114.460 132.720
466.734 509.775
Attività non correnti 409.169 406.045
Passività correnti
Passività finanziarie
(esclusi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) 4.225 2.971
Altre passività correnti
(compresi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) 139.303 183.290
143.528 186.261
Passività non correnti
Passività finanziarie
(esclusi altri debiti e fondi) 12.368 6.097
Altre passività non correnti
(compresi altri debiti e fondi) 6.318 6.381
18.686 12.478
Conto Economico riassuntivo
Ricavi netti 998.280 1.024.983
Ammortamenti (36.249) (33.186)
Proventi finanziari 63.253 38.678
Oneri finanziari (10.949) (21.465)
Imposte sul reddito (131.983) (127.991)
Utile (perdita) dell'esercizio 328.844 321.419
Altre componenti di
conto economico complessivo (98.260) 61.608
Totale conto economico
complessivo 230.584 383.027

Le informazioni sopra riportate riflettono gli importi presentati nel bilancio della partecipata a controllo congiunto (e non la quota Buzzi di tali importi), rettificati per le eventuali differenze nelle politiche contabili rispetto a quelle del gruppo.

Riconciliazione delle informazioni finanziarie riassuntive

Si riporta di seguito la riconciliazione tra le informazioni finanziarie sopra riportate e il valore contabile della partecipazione nella società a controllo congiunto che si considera significativa:

Corporación Moctezuma, SAB de CV
(migliaia di euro) 2024 2023
Attività nette iniziali al 1 gennaio 717.081 537.190
Utile dell'esercizio 328.844 321.419
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro (292) 86
Dividendi deliberati (219.498) (177.104)
Differenze di conversione (97.968) 61.522
Altre (14.929) (26.032)
Attività nette finali 713.238 717.081
Quota di partecipazione 246.253 246.253
33%
0%
Valore contabile
246.253 246.253

24. PARTECIPAZIONI AL VALORE EQUO

Si tratta di investimenti in società controllate non consolidate e in altre imprese, tutte non quotate.

(migliaia di euro) Imprese
controllate
Altre
imprese
Totale
Al 1 gennaio 2024 322 10.404 10.726
Incrementi 127 757 884
Variazioni di valore equo - 51 51
Svalutazioni - (1.012) (1.012)
Al 31 dicembre 2024 449 10.200 10.649

25. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

Il 17 maggio 2024 il Grupo Ricardo Brennand ha comunicato a Buzzi SpA l'esercizio dell'opzione put per la cessione del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA che era contabilizzata come il differenziale tra il prezzo d'esercizio dell'opzione e il valore equo della quota da acquisire (negativo per 4.787 migliaia di euro nel 2023). Il 3 ottobre 2024 a seguito della conclusione del contratto di compravendita, il valore equo residuo del derivato è stato rilevato direttamente a conto economico (nota 16).

2024
Valore
(migliaia di euro) Nozionale equo Nozionale Valore
equo
Opzione Nacional Cimentos Participações SA - - 320.178 (4.787)

26. CREDITI E ALTRE ATTIVITÀ NON CORRENTI

(migliaia di euro) 2024 2023
Finanziamenti a terzi e leasing 4.564 4.404
Finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto 4.710 220.005
Finanziamenti a clienti 10.135 9.509
Crediti tributari 5.024 703
Crediti verso dipendenti 1.247 769
Depositi cauzionali attivi 17.222 13.315
Altri 17.640 16.566
60.542 265.271

I finanziamenti a terzi e leasing sono principalmente fruttiferi e adeguatamente garantiti.

La riga finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto nel 2023 si riferiva principalmente al prestito di 219.005 migliaia di dollari, con scadenza aprile 2026, concesso a Companhia Nacional de Cimento CNC (controllata al 100% dalla holding Nacional Cimentos Participações SA), per l'acquisto, avvenuto nel 2021, delle società del gruppo CRH operanti in Brasile. A seguito dell'aggregazione aziendale con la stessa Nacional Cimentos Participações SA (nota 51), il finanziamento è stato eliminato a livello consolidato.

I finanziamenti a clienti sono costituiti da prestiti fruttiferi di interessi concessi ad alcuni importanti clienti negli Stati Uniti, a condizioni di mercato; essi sono adeguatamente garantiti e soddisfatti regolarmente.

I depositi cauzionali rappresentano essenzialmente investimenti monetari vincolati per garantire il pagamento di benefici nell'ambito di piani pensionistici negli Stati Uniti per 13.442 migliaia di euro, oltre a depositi assicurativi.

I crediti compresi in questa voce che scadono oltre i 5 anni ammontano a 28.021 migliaia di euro (24.296 migliaia nel 2023). La massima esposizione al rischio di credito è rappresentata dal valore di carico dei crediti sopra menzionati.

27. RIMANENZE

(migliaia di euro) 2024 2023
Materie prime, sussidiarie e di consumo 499.175 434.391
Semilavorati 142.258 128.016
Prodotti finiti e merci 124.168 113.390
Acconti 634 1.528
Diritti di emissione 115.669 76.944
881.904 754.269

Gli aumenti e le diminuzioni che hanno interessato le varie categorie sono stati determinati dall'andamento e dai ritmi di produzione e di vendita, dal prezzo dei fattori consumati e rimasti in scorta, nonché dalle variazioni nell'area di consolidamento e dalle variazioni intervenute nei tassi di cambio utilizzati per la conversione dei bilanci esteri. L'importo indicato è al netto di un fondo obsolescenza per totali 43.140 migliaia di euro (37.317 migliaia nell'esercizio precedente).

La voce diritti di emissione si incrementa a seguito di acquisti effettuati nel periodo.

28. CREDITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2024 2023
Crediti commerciali 583.715 559.435
Meno: Fondo svalutazione crediti (16.146) (13.050)
Crediti commerciali, netto 567.569 546.385
Altri crediti commerciali:
Verso imprese collegate 17.424 19.177
Verso imprese controllanti 28 48
585.021 565.610

I crediti commerciali non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza compresa tra 20 e 150 giorni.

I saldi di fine anno verso imprese collegate derivano da normali e regolari rapporti commerciali con società appartenenti ai settori calcestruzzo preconfezionato e cemento.

I crediti commerciali netti sono denominati nelle seguenti valute:

(migliaia di euro) 2024 2023
Euro 322.532 345.444
Dollaro USA 163.440 156.367
Real brasiliano 23.251 -
Corona ceca 24.167 18.845
Altre valute 34.179 25.729
567.569 546.385

La seguente tabella contiene la movimentazione del fondo svalutazione crediti durante l'anno:

(migliaia di euro) 2024 2023
Al 1 gennaio 13.050 14.626
Differenze di conversione (112) (289)
Variazione area di consolidamento 4.806 -
Accantonamenti 1.811 2.281
Cancellazione crediti inesigibili (2.723) (2.221)
Rilasci e altro (686) (1.347)
Al 31 dicembre 16.146 13.050

Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, al netto dei relativi rilasci, sono compresi nella voce altri costi operativi del conto economico (nota 12). L'informazione circa l'esposizione al rischio di credito si trova nella nota 3.1.

29. ALTRI CREDITI

(migliaia di euro) 2024 2023
Crediti tributari 92.606 62.891
Crediti verso istituti previdenziali 510 586
Finanziamenti a imprese controllate non consolidate e collegate 1.853 2.680
Crediti verso fornitori 10.656 14.619
Crediti verso dipendenti 452 268
Crediti per vendita di partecipazioni 8.000 -
Altre attività finanziarie correnti 1.438 141.201
Finanziamenti a terzi e leasing 92 334
Ratei attivi per interessi 3.174 6.214
Altri ratei e risconti attivi 18.773 15.488
Altri 14.400 10.944
151.954 255.225

La riga crediti tributari accoglie gli acconti periodici delle imposte dirette (69.758 migliaia di euro) e l'eventuale posizione a credito per imposta sul valore aggiunto (22.668 migliaia di euro). Sono altresì compresi gli importi dovuti dalla controllante Fimedi SpA alle società italiane che aderiscono al consolidato fiscale ai fini dell'imposta sul reddito nazionale.

I finanziamenti a clienti rappresentano la quota a breve termine dei prestiti fruttiferi di interessi concessi in Stati Uniti (nota 26).

Tra i crediti verso fornitori sono compresi principalmente anticipi su forniture di gas, energia elettrica e altri servizi.

La riga altre attività finanziarie correnti nel 2023 si riferiva principalmente a depositi bancari vincolati per 139.774 migliaia di euro, di durata superiore a 3 mesi e contabilizzati al valore nominale, ovvero al costo ammortizzato.

I crediti per vendita di partecipazioni si riferiscono alla quota residua da incassare nell'ambito degli accordi relativi alla vendita delle attività in Ucraina.

I risconti attivi sono relativi a costi operativi di competenza dell'esercizio successivo.

30. DISPONIBILITÀ LIQUIDE

(migliaia di euro) 2024 2023
Cassa e depositi bancari 719.685 727.888
Depositi a breve termine 690.754 392.824
1.410.439 1.120.712

Circa il 77,9% del totale di 1.410.439 migliaia di euro è detenuto dalle società operative estere (60,4% nel 2023). A fine esercizio, il tasso di interesse medio sulle disponibilità liquide investite a breve termine è circa 5,51% (5,68% nel 2023), con i tassi medi degli investimenti e depositi in euro a 2,85%, in dollari americani a 4,28% e in altre valute a 12,07%. Tali titoli e depositi hanno una scadenza media inferiore a 60 giorni.

Il cash flow, il capitale d'esercizio e le disponibilità liquide delle controllate sono amministrati localmente ma con il coordinamento di una funzione centrale, al fine di assicurare una gestione efficiente ed efficace delle risorse generate e/o delle necessità finanziarie.

Le disponibilità liquide sono denominate nelle seguenti valute:

(migliaia di euro) 2024 2023
Euro 361.866 310.800
Dollaro USA 759.095 647.840
Real brasiliano 129.917 -
Altre valute 159.561 162.072
1.410.439 1.120.712

31. ATTIVITÀ POSSEDUTE PER LA VENDITA

Si riferiscono principalmente alle attività nette dello stabilimento di Fanna (PN), riclassificate a fronte dell'accordo per la cessione alla collegata Alpacem Cementi Italia SpA, siglato il 4 agosto 2023. Nell'ambito dell'operazione è previsto che Buzzi sottoscriva una quota del 25% nel capitale di Alpacem Zement Austria GmbH (nota 54).

Di seguito il dettaglio degli importi iscritti in bilancio:

(migliaia di euro) Fanna Cementi
Attività possedute per la vendita
Altre attività immateriali 93
Immobili, impianti e macchinari 22.609
Rimanenze 10.000
Altri crediti 129
32.831
Passività possedute per la vendita
Benefici per i dipendenti 319
Fondi per rischi e oneri 503
Altri debiti 735
1.557
Attività nette 31.274

Il saldo include, infine, altri terreni, impianti e immobili minori in Italia, Germania, Paesi Bassi e Repubblica Ceca.

32. CAPITALE SOCIALE

Alla data di bilancio il capitale sociale è così composto:

2024 2023
192.626.154 192.626.154
192.626.154 192.626.154
123.637 123.637

Nel corso dell'esercizio, sono state acquistate n. 4.059.270 azioni proprie, pari al 2,11% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di 147.043 migliaia di euro, nell'ambito dell'autorizzazione deliberata dall'assemblea degli azionisti del 9 maggio 2024.

La movimentazione delle azioni in circolazione risulta pertanto essere la seguente:

(numero di azioni) 2024
Al 1 gennaio
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (7.494.316)
Azioni in circolazione a inizio esercizio 185.131.838
Esercizio 2024
Acquisto azioni proprie (4.059.270)
Al 31 dicembre
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (11.553.586)
Azioni in circolazione a fine esercizio 181.072.568

33. SOVRAPPREZZO DELLE AZIONI

Corrisponde al sovrapprezzo pagato in occasione degli aumenti di capitale avvenuti nel tempo. La riserva ammonta a 458.696 migliaia di euro al 31 dicembre 2024 ed è invariata rispetto allo scorso esercizio.

34. ALTRE RISERVE

La voce include riserve di varia natura, elencate e descritte nella tabella che segue:

(migliaia di euro) 2024 2023
Differenze di conversione (138.344) (415.954)
Riserve di rivalutazione 88.286 88.286
Avanzo di fusione 249.177 249.177
Altre 127.764 128.946
326.883 50.455

La riserva differenze di conversione accoglie le differenze di cambio generatesi a partire dal primo consolidamento dei bilanci espressi in valuta estera. La variazione netta positiva di 277.610 migliaia di euro risulta da due fenomeni opposti: aumento di 197.933 migliaia per il rafforzamento del dollaro e 4.077 migliaia per quello del dinaro algerino; diminuzione di 64.828 migliaia per l'indebolimento del rublo russo, 44.569 migliaia per il real brasiliano nel quarto trimestre, 33.825 migliaia del peso messicano e 4.548 migliaia delle altre valute in Europa Orientale.

Inoltre, a seguito dell'avvenuta cessione, è stata rilasciata a conto economico la riserva di conversione negativa riferita alle società in Ucraina (177.374 migliaia di euro, nota 15), così come la riserva di conversione negativa riferita alla rivalutazione del 50% precedentemente detenuto in Nacional Cimentos Participações SA (45.996 migliaia di euro, nota 16).

35. UTILI PORTATI A NUOVO

La voce è composta dagli utili portati a nuovo e dal risultato del periodo attribuibile agli azionisti della società. Essa comprende anche la riserva legale del bilancio separato di Buzzi SpA, le variazioni nei patrimoni netti delle società consolidate di competenza della capogruppo avvenute dopo la prima operazione di consolidamento e le riserve di rivalutazione da contabilità per l'inflazione delle società messicane maturate fino al 2001.

Nell'esercizio sono avvenute alcune operazioni con azionisti di minoranza successive all'acquisizione del controllo, il cui effetto complessivo ha dato luogo a un aumento di 1.101 migliaia di euro.

Le variazioni degli utili e delle perdite generatesi a seguito delle valutazioni attuariali sulle passività per benefici ai dipendenti, al netto delle relative imposte differite, hanno comportato nel 2024 un incremento degli utili portati a nuovo pari a 17.104 migliaia di euro.

36. PATRIMONIO NETTO DI TERZI

Il saldo si riferisce principalmente a Cimalux SA, per 2.785 migliaia di euro. La società opera nel settore del cemento, in Lussemburgo.

Nome della controllata Sede operativa/
sede legale
Interessi di
minoranza
Utile attribuibile ad azionisti terzi Patrimonio netto di terzi
2024 2023 2024 2023 2024 2023
Cimalux SA Lussemburgo 1,19% 1,57% 186 201 2.784 3.569

37. FINANZIAMENTI

(migliaia di euro) 2024 2023
Finanziamenti a lungo termine
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 12.091 -
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 316.295 338.697
328.386 338.697
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 15.218 -
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 179.945 265.226
195.163 265.226
Finanziamenti a breve termine
Debiti verso banche 2.478 -
Ratei passivi per interessi 4.736 4.965
7.214 4.965

Nel 2024 il tasso medio d'interesse sull'indebitamento finanziario è stato pari a 4,33% (3,29% nel 2023).

Alla data di bilancio, l'esposizione alle variazioni dei tassi d'interesse e le date contrattualmente previste per il rinnovo del costo dei finanziamenti sono sintetizzabili come segue:

(migliaia di euro) 2024 2023
Entro 6 mesi 16.786 55.161
Tra 6 e 12 mesi 185.591 215.030
Tra 1 e 5 anni 328.386 337.699
Oltre 5 anni - 998
530.763 608.888

Debiti verso banche e altri finanziamenti

La variazione dell'esercizio è dovuta a un aumento di 149.526 migliaia di euro per accensione di nuovi finanziamenti e a un decremento per rimborsi in linea capitale di 265.320 migliaia di euro, nonché a 27.307 migliaia di euro riconducibili al primo consolidamento di Nacional Cimentos Participações SA. Di tale ammontare, 13.597 migliaia di euro sono soggetti a covenants finanziari (rapporto Net debt/Ebitda), i quali risultano rispettati alla data di bilancio.

Al 31 dicembre 2024 il gruppo dispone di linee di credito confermate inutilizzate per 164.632 migliaia di euro (159.760 migliaia nel 2023), di cui 157.505 migliaia di euro in capo a Buzzi SpA, a tasso variabile, scadenti nel 2028, e i rimanenti 7.127 migliaia di euro in capo a Dyckerhoff GmbH e alle sue controllate, sempre a tasso variabile e scadenti nel 2025.

In merito a tassi e valute, il debito lordo al 31 dicembre 2024 è ripartito in sintesi come segue: 68% variabile e 32% fisso; 70% denominato in euro, 25% in dollari e 5% in reais.

La seguente tabella mostra il valore contabile dei finanziamenti iscritto in bilancio e il confronto con il loro valore equo:

2023
Valore Valore Valore Valore
(migliaia di euro) contabile equo contabile equo
Finanziamenti a tasso variabile
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 8.050 9.709 - -
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 349.242 362.031 199.527 204.860
Finanziamenti a tasso fisso
Finanziamenti assistiti da garanzie reali 19.259 16.647 - -
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 146.998 151.367 404.396 405.481
523.549 539.754 603.923 610.341

Il valore equo è basato sui flussi di cassa attualizzati ai tassi di finanziamento correnti per il gruppo ed è riconducibile al livello 2 della relativa gerarchia.

38. BENEFICI PER I DIPENDENTI

La voce include benefici a favore dei dipendenti successivi alla cessazione del rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

Consistono in piani pensionistici, assicurazioni sulla vita e piani di assistenza sanitaria, indennità di fine rapporto e altro. Le società del gruppo garantiscono benefici successivi al termine del rapporto di lavoro per i propri dipendenti sia direttamente che indirettamente, contribuendo a fondi esterni al gruppo. La modalità secondo cui i benefici sono garantiti varia a seconda delle condizioni legali, fiscali ed economiche dei paesi in cui il gruppo opera. Le obbligazioni si riferiscono sia ai dipendenti attivi, sia a quelli non più attivi. I debiti per contributi da versare sono inclusi nella voce altri debiti.

Piani a contribuzione definita

Si riferiscono principalmente a piani pubblici e/o integrativi privati in Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Polonia, Repubblica Ceca, Stati Uniti e, dal 2024, in Brasile. Piani pensione a contribuzione definita per benefici successivi al rapporto di lavoro esistono anche in Italia (contribuzioni a fondi integrativi privati, oltre che il trattamento fine rapporto lavoro o TFR per le società con almeno 50 dipendenti, dopo il 31 dicembre 2006). I costi associati ai piani a contribuzione definita sono imputati insieme agli oneri sociali a conto economico nella voce costi del personale. Da parte della società non esistono ulteriori obblighi oltre al pagamento dei contributi ai piani statali o alle società private di assicurazione.

Piani a benefici definiti

I piani a benefici definiti possono essere non finanziati (unfunded) oppure interamente/parzialmente finanziati (funded) dai contributi versati dall'impresa e, talvolta, dai suoi dipendenti a una società o fondo giuridicamente distinto dall'impresa che eroga i benefici ai dipendenti.

Italia

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è considerato un piano a benefici definiti non finanziato. Esso riflette l'obbligazione residua riferita all'indennità riconosciuta in Italia ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 per le società con più di 50 addetti, oppure nel corso della vita lavorativa per le altre società. La valutazione della passività viene aggiornata ogni anno, in conformità alle norme nazionali in materia di lavoro. Il fondo si estingue al momento del pensionamento o delle dimissioni e può essere parzialmente anticipato in casi particolari. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, alla durata del rapporto di lavoro e al salario percepito. L'obbligazione, che ammonta a 9.563 migliaia di euro (10.501 migliaia nel 2023), ha una durata media ponderata di 7 anni.

Germania e Lussemburgo

I piani garantiscono il servizio delle pensioni, pensionamenti anticipati, reversibilità ai superstiti, versamenti agli orfani e generalmente includono anche benefici in caso di invalidità permanente. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, al salario percepito e alla durata del rapporto di lavoro. L'obbligazione ha una durata media ponderata di 12 anni.

Le obbligazioni in Germania ammontano a 202.789 migliaia di euro (210.477 migliaia nel 2023) e sono parzialmente finanziate da un fondo esterno. Il valore delle attività è di 74.347 migliaia di euro (69.169 migliaia nel 2023) e riduce l'importo da iscrivere come passività.

In Germania i piani pensionistici a benefici definiti sono stati chiusi al 31 dicembre 2017. Per i dipendenti che sono entrati a far parte della società dopo il 31 dicembre 2017, è stato creato un piano a contribuzione definita. Tutti gli altri piani pensione in Germania e Lussemburgo sono finanziati solo dagli accantonamenti contabili. Nello stesso tempo, a partire dal 1 gennaio 2018, la possibilità della compensazione differita per il beneficio della pensione integrativa individuale è stata trasformata in piani a contribuzione definita. L'obbligazione per spese sanitarie in Germania è anch'essa unfunded e comprende l'impegno a rimborsare il 50% dei premi assicurativi privati ai propri ex-dipendenti, ai relativi coniugi e/o ai coniugi superstiti. Questo piano di assistenza sanitaria è stato chiuso nel 1993 e ha una durata media ponderata residua di circa 5 anni.

Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi, le obbligazioni per la pensione integrativa ammontano a 712 migliaia di euro (582 migliaia nel 2023) e si riferiscono al piano pensionistico cosiddetto "excedent", complementare al fondo pensione di settore. Le obbligazioni sono finanziate attraverso versamenti a un'assicurazione. Il valore delle attività al servizio del piano presso l'assicurazione è 564 migliaia di euro (447 migliaia nel 2023) e riduce l'importo da iscrivere come passività. La durata media ponderata delle obbligazioni è 18 anni.

Stati Uniti d'America

Negli Stati Uniti d'America i piani pensionistici sono quasi completamente finanziati mentre i piani di assistenza sanitaria sono per natura unfunded. I piani pensionistici garantiscono la pensione e il pensionamento anticipato, benefici per i superstiti (coniuge o figli) e anche benefici in caso di invalidità permanente. I benefici per gli impiegati, o per i loro eredi, sono determinati in base al salario e agli anni di servizio. Per gli operai, o per i loro eredi, i benefici sono determinati in base al salario, agli anni di servizio e a un moltiplicatore rinegoziato periodicamente. La maggior parte delle obbligazioni, pari a 262.720 migliaia di euro (242.020 migliaia nel 2023), è coperta da un fondo pensione esterno; il suo valore equo di 202.015 migliaia di euro (216.321 migliaia nel 2023) riduce l'importo della passività da iscrivere. Dal 2021, a seguito della contabilizzazione di utili attuariali, il valore equo di uno specifico fondo risulta superiore al valore dell'obbligazione: il surplus è stato iscritto tra le attività e alla data di bilancio ammonta a 2.787 migliaia di euro. Questi piani sono stati chiusi dal 1 gennaio 2011 e la durata media ponderata è circa 11 anni. Esistono anche delle obbligazioni non coperte da attività verso un numero limitato di dipendenti, la cui durata media ponderata è compresa fra 7 e 8 anni.

I piani di assistenza sanitaria prevedono la copertura delle spese mediche non coperte dalla sanità pubblica oppure il pagamento di polizze assicurative private supplementari. Gli importi rimborsati ai dipendenti e, se rilevanti, ai relativi coniugi, dipendono dagli anni di servizio e non includono benefici per i superstiti. La durata media ponderata di queste obbligazioni è circa 9 anni.

Russia

I piani pensione in essere garantiscono il servizio di pensionamento e benefici agli ex-dipendenti quali l'assistenza sanitaria e altre forme di indennità. Il livello dei diversi benefici forniti dipende dalla storicità dei pagamenti, dall'inflazione e dalle condizioni di impiego presso il datore di lavoro. Le obbligazioni ammontano a 732 migliaia di euro (647 migliaia al 31 dicembre 2023) e sono garantite da specifici fondi. Il piano pensionistico è stato chiuso al 31 dicembre 2018.

Altri benefici a lungo termine

Il gruppo riconosce ai propri dipendenti altri benefici a lungo termine, la cui erogazione avviene generalmente al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale. In questo caso il valore dell'obbligazione rilevata in bilancio riflette la probabilità che il pagamento venga erogato e la durata per cui tale pagamento sarà effettuato. Tali piani sono unfunded e la relativa obbligazione viene calcolata su base attuariale con il metodo della proiezione unitaria del credito. Gli utili e perdite attuariali derivanti da questa passività sono rilevati a conto economico. Negli Stati Uniti il gruppo sostiene un piano di remunerazione differita per certi dipendenti. Le somme trattenute sono accantonate in un trust e i profitti del trust accumulati a favore dei partecipanti. L'attività e la passività corrispondenti sono iscritte a fair value.

Le obbligazioni verso i dipendenti sono dettagliate qui di seguito:

(migliaia di euro) 2024 2023
Per categoria
Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro:
Piani pensionistici 169.554 184.452
Piani di assistenza sanitaria 56.938 64.553
Trattamento fine rapporto 9.563 10.501
Altri benefici a lungo termine 8.495 8.264
244.550 267.770
Per area geografica
Italia 10.792 11.709
Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi 143.811 157.175
Stati Uniti d'America 89.215 98.239
Altri Paesi 732 647
244.550 267.770

Le attività per piani a benefici definiti, pari a 2.787 migliaia di euro, esposte separatamente tra le attività, si riferiscono a una specifica situazione creatasi negli Stati Uniti, ovvero una differenza positiva tra il valore equo delle attività al servizio del piano e l'obbligazione verso una determinata categoria di dipendenti.

Piani
pensionistici
Piani di assistenza
sanitaria
Trattamento
fine rapporto
(migliaia di euro) 2024 2023 2024 2023 2024 2023
Valore attuale dei piani finanziati 429.568 449.977 - - - -
Fair value delle attività a servizio dei piani (277.400) (286.468) - - - -
152.168 163.509 - - - -
Valore attuale dei piani non finanziati 14.599 17.245 56.938 64.553 9.563 10.501
Attività per piani a benefici definiti 2.787 3.698 - - - -
Passività a bilancio 169.554 184.452 56.938 64.553 9.563 10.501

I valori iscritti a bilancio per i benefici successivi al rapporto di lavoro sono rappresentati come segue:

La movimentazione dell'obbligazione per benefici definiti successivi al rapporto di lavoro è la seguente:

Piani
pensionistici
Piani di assistenza
sanitaria
Trattamento
fine rapporto
(migliaia di euro) 2024 2023 2024 2023 2024 2023
Al 1 gennaio 467.222 456.177 64.553 67.329 10.501 12.026
Costo delle prestazioni di lavoro correnti 5.291 4.901 1.397 1.340 227 102
Costo delle prestazioni di lavoro passate - 79 - 92 - -
Perdite (utili) da modifiche al piano (17.055) - - - - -
Altri costi 16 - - - - -
(11.748) 4.980 1.397 1.432 227 102
Interessi passivi 19.679 20.431 3.154 3.384 320 437
Perdite (utili) da variazioni demografiche (221) 23 - 294 (1) 9
Perdite (utili) da variazioni delle ipotesi
finanziarie
(20.304) 22.918 (9.377) 1.372 39 198
Perdite (utili) da esperienza 6.081 2.763 (2.148) (486) (158) (167)
(14.444) 25.704 (11.525) 1.180 (120) 40
Contributi versati dai dipendenti 30 21 570 564 - -
Benefici pagati (30.916) (29.873) (4.741) (7.069) (1.409) (1.653)
Estinzioni - (384) - - - -
Differenze di conversione 14.344 (8.957) 3.530 (2.267) - -
Altre variazioni - (877) - - 44 (451)
Al 31 dicembre 444.167 467.222 56.938 64.553 9.563 10.501

Nel 2024 il gruppo ha ridotto la propria esposizione alla passività derivante da uno dei piani a benefici definiti in Stati Uniti, acquistando un contratto di rendita collettiva per alcuni pensionati. L'emendamento ha previsto il pagamento di un premio di 18.419 migliaia di euro a una compagnia assicurativa, con prelievo dalle attività a servizio del piano. Questa operazione ha ridotto la passività per piani a benefici definiti per 17.055 migliaia di euro, con una perdita di liquidazione di 1.340 migliaia di euro.

Il valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti è così composto:

Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria
(migliaia di euro) 2024 2023 2024 2023
Membri attivi 149.798 154.984 12.051 12.799
Membri sospesi 22.150 24.248 18.560 19.444
Pensionati 272.219 287.990 26.327 32.310
Al 31 dicembre 444.167 467.222 56.938 64.553

Le variazioni di valore equo delle attività a servizio dei piani sono evidenziate nella seguente tabella:

Piani
pensionistici
(migliaia di euro) 2024 2023
Al 1 gennaio 286.468 279.807
Interessi attivi 13.141 13.626
Contributi versati dal datore di lavoro 5.449 5.340
Contributi versati dai dipendenti 30 21
Benefici pagati (15.601) (15.844)
Estinzioni (19.131) (1.434)
Utili (perdite) attuariali (5.192) 12.451
Differenze di conversione 12.236 (7.680)
Altre variazioni - 181
Al 31 dicembre 277.400 286.468

La tabella include l'importo relativo alla modifica al piano statunitense, che ha comportato un'estinzione di 19.131 migliaia di euro.

Le attività a servizio dei piani sono composte come segue:

Germania Stati Uniti
(migliaia di euro) 2024 2023 2024 2023
Disponibilità liquide 3.899 2.389 6.190 10.683
Strumenti di capitale emessi da terzi 31.840 23.306 - -
Strumenti di capitale in paesi Euro 15.047 13.999 - -
Strumenti di capitale in paesi europei non Euro 11.274 9.307 - -
Strumenti di capitale in US Dollaro 4.597 - - -
Altri non-rated 922 - - -
Strumenti di debito emessi da terzi 27.889 26.366 34.081 37.993
Euro aziende investment grade 15.349 9.619 - -
Euro aziende unrated 586 (149) - -
Euro aziende non-investment grade - 448 - -
Euro sovrani investment grade 7.382 11.507 - -
Dollaro aziende investment grade 1.515 1.460 - -
Dollaro sovrani investment grade 1.057 1.052 34.081 37.993
Altri aziende investment grade 2.000 2.429 - -
Strumenti finanziari derivati (379) 484 - -
Derivati su strumenti di capitale 8 93 - -
Derivati su valute (137) 39 - -
Derivati su debiti (250) 352 - -
Fondi d'investimento 11.097 16.652 161.744 167.646
Dollaro obbligazionari aziende - - 22.415 28.659
Dollaro obbligazionari sovrani - - 49.881 55.365
Altri obbligazionari sovrani 3.989 - - -
Euro azionari indicizzati 4.353 9.365 - -
Dollaro azionari indicizzati - 5.034 67.244 62.599
Altri azionari indicizzati - - 22.322 21.088
Altri azionari 2.755 - - -
Euro diversi - 2.253 - -
Dollaro diversi - - (118) (65)
74.346 69.197 202.015 216.322

Il valore equo sopra descritto si riferisce esclusivamente a prezzi quotati in mercati attivi (livello 1). Per le attività dei Paesi Bassi non è disponibile una disaggregazione poiché si tratta d'investimenti effettuati dall'assicurazione, sottoscritta a copertura del fondo pensione integrativo. Nel 2024, il valore equo di questi investimenti ammonta a 564 migliaia di euro (447 migliaia di euro nel 2023) e alla data di bilancio il 79% dei piani pensionistici risulta finanziato.

Le attività in Germania sono amministrate da un fondo fiduciario. La strategia di investimento è finalizzata a ottimizzare i rendimenti, contenendo le perdite. Un comitato composto da rappresentanti fiduciari e aziendali sovrintende l'amministrazione e la strategia di investimento dei fondi che gestiscono le attività. Alla data di bilancio, il 37% dei piani pensionistici risulta finanziato. Indipendentemente dalle obbligazioni di pagamento ai beneficiari, Buzzi ha il diritto di ricevere i dividendi derivanti dai risultati annuali dei fondi. La contribuzione ai fondi non dipende strettamente dai valori di mercato degli obblighi sottostanti. Buzzi ha l'opzione di finanziare i benefici a dipendenti associati ai fondi fiduciari attingendo ai flussi di cassa della società. Le condizioni legate a questi obblighi sono costantemente aggiornate; i pagamenti ai beneficiari, quindi, continueranno a diminuire. Le attività dei fondi sono comprese nella tabella del valore equo delle attività del piano.

Negli Stati Uniti le attività a servizio del piano sono amministrate da un fondo fiduciario. La strategia di distribuzione dei fondi è finalizzata a ottimizzare i rendimenti ed è soggetta a specifiche politiche di gestione del rischio. Tre membri della direzione locale formano il 'comitato dei benefici', che è responsabile delle politiche d'investimento, della gestione delle attività del piano e della conformità degli investimenti con la normativa. Il 'comitato dei benefici' si riunisce periodicamente con una società di consulenza a cui sono state delegate le responsabilità di investimento ordinarie. Tutti i benefici liquidati agli aventi diritto sono prelevati dalle attività stesse. Per i piani pensione finanziati, è prevista la piena copertura dell'obbligazione nel lungo termine; nel breve-medio termine, la copertura non deve essere inferiore all'80%, in modo da evitare modifiche al piano, stabilite per legge. Alla data di bilancio alcuni piani pensionistici sono interamente finanziati, mentre altri sono finanziati per l'82% del totale. I benefici erogati dai piani di assistenza sanitaria sono rappresentati esclusivamente da obbligazioni non coperte, pertanto, i pagamenti ai pensionati e alle strutture eroganti i servizi sanitari nel corso dell'anno sono effettuati con prelievo dai flussi di cassa operativi della società.

I contributi a servizio dei piani per benefici successivi al rapporto di lavoro (inclusi i diritti di rimborso riferiti alla posizione in Germania) previsti per il 2024 corrispondono a 10.603 migliaia di euro.

Segue lo scadenzario dei pagamenti non attualizzati per lo stesso tipo di benefici:

(migliaia di euro) Piani
pensionistici
Piani di
assistenza
sanitaria
Trattamento
fine rapporto
Anno 2025 28.882 4.781 767
Anno 2026 28.529 4.816 943
Anno 2027 28.937 5.010 532
Anno 2028 28.817 5.061 733
Anno 2029 28.924 5.056 959
Anno 2030-2034 146.493 26.312 7.571
290.582 51.036 11.505

Oltre alle previsioni sulla mortalità e il turnover dei dipendenti basati sulle statistiche correnti, i benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine sono calcolati sulla base delle seguenti ipotesi attuariali, individuate tramite fonti indipendenti e costanti nel tempo:

2024 2023
(in %) ITA USA GER LUX NLD RUS ITA USA GER LUX NLD RUS
Tasso di sconto piani pensione 3,1 5,7 3,4 3,4 3,6 15,9 3,1 5,1 3,2 3,2 3,5 11,8
Incrementi salariali attesi 2,9 4,6 2,8 2,8 2,5 - 2,7 4,5 2,8 2,8 2,5 6,8
Incrementi pensionistici attesi - - 2,3 - - 8,0 - - 2,3 - - 4,8
Tasso di sconto piani sanitari - 5,5 - - - - - 5,0 - - - -
Costi sanitari attesi - 6,5 2,3 - - - - 6,3 2,3 - - -

Le ipotesi sopra descritte riflettono l'attuale periodo economico e/o le aspettative realistiche in ogni Paese. Il tasso di sconto scelto è quello applicabile alla fine del periodo contabile per titoli a tasso fisso di alta qualità o per obbligazioni industriali con scadenza corrispondente alle rispettive obbligazioni per benefici a dipendenti.

L'analisi di sensitività dell'obbligazione per benefici definiti alle variazioni nelle principali previsioni è presentata qui di seguito:

Piani di
Piani assistenza Trattamento
(migliaia di euro) pensionistici sanitaria fine rapporto
Incrementi salariali
Aumento dell'1% 3.772 - -
Diminuzione 1% (5.101) - -
Tasso di sconto
Aumento dell'1% (47.348) (4.213) (604)
Diminuzione 1% 56.477 4.860 650
Incrementi pensionistici
Aumento dell'1% 16.624 - -
Diminuzione 1% (15.425) - -
Costi sanitari
Aumento dell'1% - 2.852 -
Diminuzione 1% - (2.585) -
Mortalità
Aumento dell'1% 11.124 214 -
Diminuzione 1% (12.713) (204) -

39. FONDI PER RISCHI E ONERI

Ripristino
cave e rischi
Controversie
legali e
(migliaia di euro) ambientali Antitrust fiscali Altri rischi Totale
Al 1 gennaio 2024 65.609 7.237 7.673 28.526 109.045
Accantonamenti 4.036 - 5.563 10.128 19.727
Effetto attualizzazione 806 - - - 806
Rilascio di fondi inutilizzati (3.500) - (2.127) (169) (5.796)
Utilizzi dell'esercizio (1.143) - (705) (13.816) (15.664)
Differenze di conversione 369 109 (201) 1.070 1.347
Riclassifiche - - 143 (4.29) (286)
Variazione area di
consolidamento 1.008 - 8.112 - 9.120
Altre variazioni 1.106 - (169) - 937
Al 31 dicembre 2024 68.291 7.346 18.289 25.310 119.236

Dettaglio del totale fondi, sulla base del criterio temporale:

Ripristino
cave e rischi
Controversie
legali e
(migliaia di euro) ambientali Antitrust fiscali Altri rischi Totale
Non correnti 65.583 - 10.629 18.698 94.910
Correnti 2.708 7.346 7.660 6.612 24.326
68.291 7.346 18.289 25.310 119.236

Il fondo ripristino cave e rischi ambientali comprende le obbligazioni per il ripristino dei siti dove avviene l'estrazione delle materie prime e per gli adempimenti imposti dai regolamenti in materia di cave, sicurezza, salute e ambiente. Tra i movimenti dell'esercizio è compreso un accantonamento di 2.904 migliaia di euro.

Il fondo controversie fiscali ammonta a 12.915 migliaia di euro e riflette le probabili passività a seguito di accertamenti e contenziosi su imposte indirette e patrimoniali (nota 49).

La colonna altri rischi comprende la movimentazione del fondo diritti di emissione CO2 che al 31 dicembre 2024 è stato totalmente utilizzato per 5.877 migliaia di euro a fronte dei diritti di emissione restituiti all'autorità competente. I minori volumi di produzione non hanno comportato alcun deficit rispetto alle quote assegnate gratuitamente e nel 2024 non è stato effettuato alcun accantonamento.

Sempre la stessa colonna altri rischi comprende le somme accantonate dalle singole aziende consolidate per rischi diversi contrattuali e commerciali, tra cui sono compresi oneri di ristrutturazione per 3.206 migliaia di euro e indennizzi non coperti da assicurazione per 18.515 migliaia di euro, quali indennità al personale e risarcimenti in caso di incidenti. Gli accantonamenti comprendono 7.276 migliaia di euro per indennizzi non coperti da assicurazione, a fronte di utilizzi per la medesima causale pari a 7.535 migliaia di euro.

40. ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FISCALI DIFFERITE

Le passività fiscali nette differite consistono in imposte differite passive, al netto delle imposte differite attive, che, ove possibile, sono state compensate dalle singole imprese consolidate.

Il saldo netto si può analizzare come segue:

(migliaia di euro) 2024 2023
Attività fiscali differite:
Oltre 12 mesi (242.161) (190.025)
Entro 12 mesi (78.495) (27.371)
(320.656) (217.396)
Passività fiscali differite:
Oltre 12 mesi 577.272 483.858
Entro 12 mesi 39.209 21.132
616.481 504.990
Passività fiscali differite nette 295.825 287.594

Le differenze temporanee e le compensazioni fiscali che generano imposte differite attive e passive sono così analizzabili:

(migliaia di euro) 2024 2023
Attività fiscali differite riferite a:
Fondi per rischi e oneri (16.739) (13.558)
Crediti commerciali (1.653) (1.511)
Benefici per dipendenti (21.883) (23.678)
Finanziamenti a lungo termine (5.012) (8.310)
Immobili, impianti e macchinari (5.966) (5.545)
Rimanenze (10.679) (10.061)
Perdite riportabili (beneficio teorico) (125.610) (123.939)
Interessi passivi (beneficio teorico) (69.653) (7.549)
Altro (76.337) (42.745)
Totale attività fiscali differite (333.532) (236.895)
Rettifiche di valore per attività la cui ricuperabilità non è probabile 12.876 19.499
Attività fiscali differite nette (320.656) (217.396)
Passività fiscali differite riferite a:
Ammortamenti anticipati 200.015 167.393
Benefici per dipendenti 1.891 61
Altre attività immateriali 29.267 5.803
Immobili, impianti e macchinari 329.326 290.111
Rimanenze 4.290 5.969
Plusvalenze su alienazione cespiti - 789
Attività finanziarie 2.728 2.636
Altro 48.964 32.228
Totale passività fiscali differite 616.481 504.990
Passività fiscali differite nette 295.825 287.594

Le imposte differite passive relative agli immobili, impianti e macchinari concernono principalmente il differenziale positivo che, nel 1999, Dyckerhoff attribuì alle riserve di materie prime di Lone Star Industries, a seguito dell'aggregazione aziendale con tale società.

Il gruppo iscrive imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle società collegate. Invece non sono state contabilizzate imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle società controllate e a controllo congiunto, sui quali una eventuale distribuzione comporterebbe il pagamento delle relative imposte sul reddito. Tali utili cumulati, pari a circa 3,5 miliardi di euro, non concorrono alla formazione delle differite passive in quanto è improbabile la distribuzione nel prevedibile futuro.

Le attività fiscali differite relative alle perdite fiscali riportabili (ed in Italia anche per interessi passivi pregressi) rispecchiano una valutazione aggiornata sulla recuperabilità di tali poste nel prevedibile futuro. In tale ottica, nell'esercizio sono state rilevate imposte differite attive su perdite fiscali riportabili (e per interessi passivi pregressi) nella misura di 92.386 migliaia di euro riferibili alle società italiane.

La seguente tabella analizza i principali movimenti delle imposte differite avvenuti nell'anno, tenendo conto delle compensazioni all'interno della stessa giurisdizione fiscale:

(migliaia di euro) 2024 2023
Al 1 gennaio 287.594 336.940
Ammontare netto addebitato (accreditato) a conto economico (63.241) (30.842)
Ammontare netto addebitato (accreditato) a conto economico complessivo 4.456 (4.007)
Differenze di conversione 18.639 (14.497)
Variazione area di consolidamento 48.377 -
Al 31 dicembre 295.825 287.594

La variazione area di consolidamento è rappresentata da imposte differite passive sull'allocazione provvisoria ad attività immateriali e materiali, quali lista clienti, diritti di estrazione mineraria, e cespiti iscritte in bilancio a seguito dell'aggregazione aziendale per l'acquisto del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA (nota 51), oltre che a quelle direttamente iscritte nei bilanci delle società brasiliane.

41. ALTRI DEBITI NON CORRENTI

(numero di azioni) 2024 2023
Debiti per acquisto di partecipazioni 41 121
Debiti verso soci di minoranza (società di persone) 1.352 1.618
Debiti verso dipendenti 542 527
Altri 2.722 2.743
4.657 5.009

Gli altri debiti non correnti scadono tutti entro 5 anni, con l'eccezione di quelli verso azionisti di minoranza, la cui scadenza è indeterminata. Si ritiene che il valore contabile della voce approssimi il suo valore equo.

42. DEBITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2024 2023
Debiti verso fornitori 336.457 313.959
Altri debiti commerciali:
Verso imprese collegate 1.111 1.770
337.568 315.729

I debiti commerciali non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza non superiore a 90 giorni.

43. DEBITI PER IMPOSTE SUL REDDITO

La voce rappresenta le passività fiscali del gruppo, al netto di acconti, ritenute, crediti d'imposta.

44. ALTRI DEBITI

(migliaia di euro) 2024 2023
Acconti 6.115 6.441
Debiti per acquisto partecipazioni 64.455 -
Debiti verso istituti previdenziali 21.000 17.836
Debiti verso dipendenti 48.923 45.566
Debiti verso clienti 7.457 7.206
Risconti passivi per interessi - 7
Altri ratei e risconti passivi 16.231 10.331
Debiti tributari 20.988 18.992
Debiti finanziari verso erario 17.189 17.065
Altri 16.196 12.900
218.554 136.344

I debiti per acquisto partecipazioni si riferiscono all'esercizio dell'opzione put, avvenuta in concomitanza con la conclusione dell'accordo per l'acquisto del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA, da parte di alcuni soci di minoranza presenti in una società del gruppo brasiliano. L'accordo è stato perfezionato nei primi mesi del 2025 (nota 54).

I debiti verso clienti sono rappresentati dalle passività contrattuali, ossia dagli anticipi a breve termine ricevuti a seguito della vendita di prodotti e dagli sconti sul volume regolati attraverso una transazione separata col cliente.

I risconti passivi sono relativi a ricavi di competenza dell'esercizio successivo.

La riga debiti tributari comprende l'imposta sul valore aggiunto per 6.889 migliaia di euro (6.263 migliaia nel 2023).

I debiti finanziari verso erario riguardano principalmente il contenzioso in essere con il comune di Guidonia (RM) in tema di Ici e Imu (nota 49).

45. CASSA GENERATA DALLE OPERAZIONI

(migliaia di euro) 2024 2023
Utile prima delle imposte 1.093.209 1.140.869
Rettifiche per:
Ammortamenti 272.339 248.237
Svalutazioni 1.907 10.188
Risultati delle partecipazioni al patrimonio netto (147.131) (161.236)
Minusvalenze (plusvalenze) patrimoniali 123.072 (14.150)
Variazione netta fondi e benefici per i dipendenti (21.084) (55.485)
Proventi (oneri) finanziari netti (74.885) 5.398
Altri oneri senza manifestazione monetaria (124) 32
Variazioni del capitale d'esercizio:
Rimanenze (64.622) (91.882)
Crediti commerciali e altre attività 23.700 (20.035)
Debiti commerciali e altre passività (28.112) (12.258)
Cassa generata dalle operazioni 1.178.269 1.049.678

46. ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO

Le variazioni delle voci comprese nella sezione attività di finanziamento del rendiconto finanziario si dettagliano come segue:

Monetarie Non monetarie
Riclas
Saldo Accen Accerta Delta Valore sifiche Saldo
(migliaia di euro) Nota iniziale sioni Rimborsi menti cambi equo e altre finale
Finanziamenti a lungo termine
Finanziamenti assistiti
da garanzie reali 37 - - - 15.434 (869) - (2.474) 12.091
Finanziamenti non assistiti
da garanzie reali
37 338.697 149.526 (12.721) - 7.771 251 (167.229) 316.295
338.697 149.526 (12.721) 15.434 6.902 251 (169.703) 328.386
Quota corrente dei
finanziamenti a lungo
termine
Finanziamenti assistiti da
garanzie reali
37 - (7.253) 20.784 (1.135) 348 2.474 15.218
Finanziamenti non assistiti
da garanzie reali 37 265.226 - (252.599) - - 90 167.228 179.945
265.226 - (259.852) 20.784 (1.135) 438 169.702 195.163
Totale in rendiconto
finanziario - 149.526 (272.573) - - - - -
Finanziamenti a breve
termine
Debiti verso banche 37 - - - 2.478 - - - 2.478
Ratei per interessi passivi 37 4.965 - (4.965) 4.736 - - - 4.736
4.965 - (4.965) 7.214 - - - 7.214
Totale in rendiconto
finanziario
- - 2.249 - - - - -
Debiti per locazioni
Debiti per locazioni 20 56.577 15.406 (1.305) 2.829 - (18.300) 55.207
Quota corrente dei debiti
per locazioni
20 19.651 2.236 (21.720) 563 - 20.865 21.595
76.228 17.642 (23.025) - 3.392 - 2.565 76.802
Totale in rendiconto
finanziario - - (23.025) - - - - -
Debiti finanziari non
correnti
Altri 41 3.402 - 841 - (8.245) - 7.889 3.887
Totale in rendiconto
finanziario - - (7.404) - - - - -
Variazione delle
partecipazioni senza
perdita di controllo - - (604) - - - - -
Dividendi pagati ad
azionisti della società 47 - - (110.961) - - - - -
Dividendi pagati ad
azionisti terzi - - (121) - - - - -

47. DIVIDENDI

I dividendi deliberati dall'assemblea nel 2024 e nel 2023 sono stati rispettivamente pari a 110.961 migliaia di euro (60 centesimi per azione) e 74.053 migliaia di euro (45 centesimi per azione).

Rispetto all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 gli amministratori propongono alla prossima assemblea degli azionisti, convocata il giorno 13 maggio 2025 un dividendo di 70 centesimi per azione. I dividendi totali di prossima distribuzione corrispondono pertanto a 126.717 migliaia di euro. Il presente bilancio non considera tale debito verso gli azionisti.

48. IMPEGNI

(migliaia di euro) 2024 2023
Garanzie prestate 7.491 27.242
Altri impegni e garanzie 171.839 113.365
179.330 140.607

Le garanzie prestate comprendono impegni fidejussori verso istituti di credito a favore di società partecipate.

Alla data di bilancio gli impegni assunti per l'acquisto di immobili, impianti e macchinari ammontano a 171.839 migliaia di euro (113.365 migliaia nel 2023). Essi sono principalmente riconducibili a progetti di ammodernamento in Stati Uniti (102.338 migliaia di euro), Italia (24.882 migliaia di euro), Russia (21.606 migliaia di euro), Germania (12.583 migliaia di euro), Polonia (7.500 migliaia di euro), Lussemburgo (1.186 migliaia di euro), Repubblica Ceca (1.744 migliaia di euro).

Il totale dei futuri pagamenti minimi dovuti per contratti di leasing operativo a breve termine, cespiti di modesto valore e altri contratti fuori ambito applicazione del principio IFRS 16 (principalmente rappresentati da affitto terreni di cava e noleggio vagoni ferroviari), è così suddiviso:

(migliaia di euro) 2024 2023
Entro 1 anno 3.179 4.953
Tra 1 e 5 anni 5.434 9.420
Oltre 5 anni 22.484 31.248
31.097 45.621

49. VERTENZE LEGALI E PASSIVITÀ POTENZIALI

I rischi legali a cui è esposta Buzzi derivano dalla varietà e dalla complessità delle norme e dei regolamenti a cui è soggetta l'attività industriale del gruppo, soprattutto in materia di ambiente, sicurezza, responsabilità prodotto, imposte e concorrenza. Esistono pertanto reclami e contestazioni pendenti nei confronti del gruppo e riconducibili al normale svolgimento dell'attività aziendale. Pur non essendo possibile prevedere oppure determinare con precisione l'esito di ciascun procedimento, la direzione ritiene che la conclusione definitiva degli stessi non avrà un impatto sfavorevole rilevante sulla condizione finanziaria del gruppo. Laddove è probabile che occorra un esborso di risorse per adempiere le obbligazioni e tale importo sia stimabile in modo attendibile, il gruppo effettua specifici accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Procedimenti fiscali

A seguito della verifica effettuata dall'Agenzia delle Entrate nel 2016, relativa all'anno 2012, e ai controlli sugli anni successivi (dal 2013 al 2017), la stessa Agenzia nel dicembre 2017, nel dicembre 2018, nel luglio 2019 e nell'aprile 2024 ha notificato avvisi di accertamento i) relativi agli esercizi dal 2012 al 2017 contenenti rilievi all'imposta sul reddito delle società (IRES) e ii) relativi agli esercizi dal 2012 al 2016 contenenti rilievi sull'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Il maggior imponibile contestato negli avvisi di accertamento riguarda il mancato addebito di una royalty alle società controllate estere di Buzzi in USA e Germania, per l'utilizzo del marchio aziendale. Ai fini IRES e IRAP il maggior imponibile accertato per i sei esercizi ammonta a circa 86,8 milioni di euro. Ai fini IRES per tutti gli anni la perdita fiscale dichiarata è superiore agli importi contestati; pertanto, non sono dovute né maggior IRES né interessi e sanzioni. Ai fini IRAP l'accertamento comporta invece la richiesta, per i soli esercizi 2012, 2013 e 2014, di maggiori imposte, e interessi per circa 2,0 milioni di euro; per gli esercizi 2015 e 2016 l'imponibile negativo dichiarato è superiore agli importi contestati, quindi, per questi esercizi non sono dovuti né maggior IRAP né interessi e sanzioni. Si segnala che la società, per gli esercizi oggetto di contenzioso, ha sempre presentato la documentazione sui prezzi di trasferimento con il relativo riconoscimento da parte dell'Agenzia delle Entrate della non applicazione delle sanzioni: pertanto ad eccezione di rilievi minimi relativi all'annualità 2012 non riguardanti i rapporti infragruppo nessuna sanzione è stata comminata dall'Agenzia stessa. La società ha presentato ricorso avverso gli avvisi di accertamento riferiti agli anni dal 2012 al 2017 nei termini di legge. La società ha, per gli anni in contenzioso dal 2012 al 2016, richiesto l'avvio delle "procedure amichevoli" (MAP) previste dalle convenzioni in vigore con i Paesi interessati, ritenendo che gli elementi di difesa siano fondati e consistenti e il rischio di soccombenza remoto. Nel marzo 2024 la società ha presentato Istanza di avvio MAP anche per il 2017.

A seguito della conclusione della "procedura amichevole" (MAP) con gli Stati Uniti per gli esercizi dal 2012 al 2016, l'Agenzia delle Entrate in data 26 novembre 2021 ha comunicato che le autorità competenti italiana e statunitense hanno concordato di rideterminare le rettifiche operate dall'amministrazione fiscale italiana in misura sensibilmente più favorevole rispetto ai rilievi formulati in sede di accertamento, con parziale riconoscimento di tale aggiustamento da parte dell'autorità statunitense. La società ha deciso di accettare tale accordo, ma l'esecuzione dello stesso con gli Stati Uniti sarà effettuata a conclusione della procedura amichevole ancora in essere sugli stessi temi con la Germania. La società ha quindi provveduto ad accantonare al fondo rischi e oneri la maggiore imposta derivante dall'accettazione dell'accordo con gli Stati Uniti, mantenendo nel contempo e sino alla definitiva conclusione della vertenza l'iscrizione, effettuata negli esercizi precedenti, del credito per le somme versate a titolo provvisorio in pendenza di giudizio.

Il 22 luglio 2024 l'Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Piemonte – Ufficio Grandi Contribuenti, a seguito di un accesso mirato, ha consegnato un Processo Verbale di Constatazione (PVC) contenente rilievi sui prezzi di trasferimento relativi all'esercizio 2018.

In particolare, le riprese sul 2018 ai fini IRES ammontano ad euro 11,1 milioni di euro, di cui 10,2 milioni di euro per royalties su marchio, 0,6 milioni di euro per interessi su finanziamento e 0,3 milioni di euro per cessione di prodotti finiti. Le riprese ai fini IRAP 2018 ammontano ad euro 10,5 milioni di euro, pari alla somma delle riprese relative a royalties su marchio e cessione di prodotti finiti.

L'Agenzia ha riconosciuto che la documentazione sui prezzi di trasferimento è idonea a consentire l'esclusione dalle sanzioni. Nel mese di marzo 2025 la società ha ricevuto due Avvisi di accertamento per l'IRES e per l'IRAP, relativi all'esercizio 2018. I rilievi e gli importi contestati sono gli stessi presenti nel PVC e anche le motivazioni a sostegno non si differenziano. Il maggior imponibile IRES 2018 di 11,1 milioni di euro, al netto delle perdite pregresse utilizzabili si ridurrebbe ad euro 2,2 milioni di euro, equivalente ad una maggiore IRES di 0,5 milioni di euro. Il maggior imponibile IRAP di euro 10,5 milioni di euro è inferiore alla perdita IRAP dell'esercizio 2018, pertanto nessun importo è dovuto. La società presenterà ricorso nei termini di legge e valuterà l'avvio della procedura MAP anche per l'annualità 2018.

Fra il 2015 e il 2023 il Comune di Guidonia Montecelio (Roma) ha notificato a Buzzi alcuni avvisi di accertamento relativi a maggiore ICI, IMU e TASI, oltre a sanzioni e interessi, concernenti gli anni dal 2008 al 2022, per un importo complessivo che ammonta a circa 30,5 milioni di euro. Il Comune basa la sua richiesta sull'assunto che i terreni di proprietà adibiti a cava siano assimilabili, ai fini dei tributi locali, alle aree fabbricabili. Ritenendo non fondata tale richiesta e considerato, in subordine, che i valori venali dei suddetti terreni presi a riferimento per il calcolo dell'imposta sono del tutto incongrui, la Società ha impugnato dinanzi alle competenti Corti di Giustizia Tributaria tutti gli atti impositivi ricevuti. La Corte di Giustizia Tributaria di I Grado di Roma e quella di II Grado del Lazio hanno depositato diverse sentenze di segno sfavorevole alla società che Buzzi, ritenendo di avere valide motivazioni, ha impugnato. Al riguardo, sono intervenute le prime pronunce della Corte di Cassazione e l'esito è stato parzialmente positivo, nella misura in cui i giudizi sono stati rimessi alla Corte di Giustizia Tributaria di II Grado per rideterminare l'effettivo valore di mercato di tutti i terreni ed è stata sancita l'applicabilità della sola sanzione per omessa dichiarazione, con applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni da continuazione. I giudizi di riassunzione dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di II Grado sono stati ritualmente proposti e sono in corso. Con riferimento ad alcune delle annualità per le quali Buzzi è risultata soccombente all'esito del giudizio di primo o di secondo grado, il Comune ha ingiunto il pagamento provvisorio di un importo di circa 4,9 milioni di euro, che la società ha provveduto a versare integralmente, nonché di un importo di circa 3,1 milioni di euro, che è risultato in parte non dovuto all'esito del giudizio di secondo grado. Buzzi, in ogni caso, ha richiesto e intende richiedere il rimborso degli importi versati a titolo provvisorio che, a seguito dei relativi giudizi di impugnazione, sono risultati o risulteranno non dovuti. Buzzi ha comunque interamente iscritto in bilancio le maggiori imposte, con i relativi interessi e sanzioni, nella misura dovuta, per tutti gli anni in cui i ricorsi sono stati respinti. La società, infine, mantiene iscritti in bilancio gli importi richiesti, sempre dal Comune di Guidonia Montecelio, con gli avvisi di accertamento immediatamente esecutivi.

In Brasile, sono in corso diversi procedimenti contro Companhia Nacional de Cimento – CNC, Companhia de Cimento da Paraíba – CCP e Companhia de Cimento Campeão Alvorada – CCA, società controllate locali, derivanti dall'annullamento da parte dell'Agenzia delle Entrate federale e di alcuni Stati Brasiliani di crediti relativi a imposte su alcuni prodotti industrializzati e immobilizzazioni acquisite nel periodo dal 2013 al 2023, in particolare petcoke, refrattari, nastri trasportatori, sfere per la macinazione e parti di impianti. L'importo totale oggetto della controversia ammonta a 18,4 milioni di euro. Le società hanno presentato le loro difese e/o ricorsi, a seconda della fase del procedimento, chiedendo anche l'annullamento di procedimenti amministrativi già conclusi con esito sfavorevole. Queste cause sono state intentate nel 2015 e poi fra il 2021 ed il 2024, le Agenzia delle Entrate Federali e Statali hanno presentato la propria difesa e il Tribunale di primo grado non ha ancora emesso una decisione. Le società considerano il rischio di decisioni sfavorevoli possibile, ma non probabile, quindi non hanno registrato alcun accantonamento in bilancio.

Nel 2021, a seguito dell'acquisizione di tutte le filiali del gruppo CRH in Brasile, Companhia Nacional de Cimento – CNC è subentrata a CRH come convenuta in alcune cause e procedimenti amministrativi avviati dall'Agenzia Mineraria Brasiliana per esigere importi aggiuntivi di tassazione sulle attività di esplorazione mineraria svolte dalla società nel periodo dal 1991 al 2013. L'imposta richiesta deriva da una divergenza di interpretazione delle disposizioni di legge relative alla fase del processo produttivo minerario considerata come l'ultima fase di lavorazione e precedente alla trasformazione industriale ai fini del calcolo dell'imposta. L'importo totale oggetto dei procedimenti è di 5,6 milioni di euro. Tutti i procedimenti amministrativi in corso hanno avuto decisioni favorevoli all'Agenzia delle Entrate e la società ha presentato ricorsi che non sono ancora stati esaminati dalla Seconda Istanza Amministrativa. Vi sono anche tre cause in cui CCA chiede l'annullamento di precedenti procedimenti amministrativi già chiusi con esito sfavorevole. Nella più rilevante di queste, un perito giudiziario ha già emesso un rapporto che la società considera favorevole, poiché la fase della produzione mineraria considerata ai fini del calcolo dell'imposta, pur non essendo esattamente quella considerata dalla società, è comunque molto vicina ad essa. Un accantonamento registrato al momento dell'inizio delle attività di CRH in Brasile è comunque stato mantenuto in bilancio.

Procedimenti Antitrust

Relativamente alla sanzione antitrust di 59,8 milioni di euro comminata il 7 agosto 2017 a Buzzi e altre imprese cementiere per aver dato vita a un'asserita intesa anticoncorrenziale, protrattasi dal mese di giugno del 2011 fino al mese di gennaio 2016, si rileva che, in data 21 dicembre 2023, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha dichiarato inammissibile il ricorso per la richiesta di risarcimento presentato da Buzzi il 22 maggio 2020; la decisione della Corte è definitiva e non può essere oggetto di ulteriori ricorsi. In relazione ai comportamenti sanzionati dall'AGCM, Buzzi ha ricevuto diverse lettere di richieste di risarcimento, a cui ha sempre risposto rigettando ogni addebito. Ad oggi, la società ha in corso procedimenti per il risarcimento dei danni dovuti in conseguenza dell'asserito sovrapprezzo pagato a seguito dell'intesa sanzionata dall'AGCM, per una somma totale pari a circa 24 milioni di euro, oltre a tre atti di citazione (relativi a una pluralità di ricorrenti) per un totale complessivo di circa 109 milioni di euro, di cui imputabili direttamente a Buzzi circa 13 milioni di euro. La società, come detto, ritiene di aver agito in piena conformità alla disciplina antitrust e si è, pertanto, costituita in giudizio per dimostrare la sua estraneità a ogni violazione.

Contro la decisione dell'Autorità Antitrust della Polonia, conclusa infliggendo sanzioni a 6 produttori, tra cui alla controllata Dyckerhoff Polska per un importo pari a circa 15 milioni di euro, è stato proposto appello avanti alla Corte Regionale di Varsavia che si è pronunciata nel dicembre 2013 riducendo la sanzione a circa 12,3 milioni di euro. La società controllata Dyckerhoff Polska ha proposto appello contro la rideterminazione della sanzione. La Corte di Appello, a seguito di un procedimento di consultazione con la Corte Costituzionale polacca, ha riassunto il procedimento a gennaio 2018 e in data 27 marzo 2018 ha deciso di ridurre ulteriormente la sanzione a circa 7,5 milioni di euro, che sono stati interamente pagati. La società, valutate anche le motivazioni scritte della sentenza, ha impugnato la decisione di fronte alla Suprema Corte. In data 29 luglio 2020 la Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte di Appello e rimandato il caso alla stessa Corte per una riconsiderazione della sanzione. In conseguenza di tale decisione la sanzione pagata è stata rimborsata alla società, ma sulla base delle motivazioni della Corte Suprema si ritiene probabile l'imposizione di una nuova sanzione per un importo simile. La società ha quindi iscritto a bilancio un fondo pari alla sanzione rimborsata. In data 21 maggio 2021, la Corte d'Appello ha ritenuto di rinviare il procedimento alla Corte Regionale di Varsavia per ulteriore istruttoria. La decisione è stata appellata dall'Autorità Antitrust Polacca e poi deferita dalla Suprema Corte con decisione del 15 marzo 2023 alla Corte di Giustizia Europea per la valutazione di una contestazione di Cemex Polonia sulla composizione della Corte stessa. La Corte di Giustizia Europea ha ritenuto la questione inammissibile e rinviato il procedimento alla Suprema Corte polacca che, risolto il tema della sua composizione, si dovrà ora pronunciare sull'appello della Autorità Antitrust Polacca.

Procedimenti Ambientali

Relativamente ai provvedimenti sulla bonifica della rada di Augusta (SR), delle aree a terra e delle relative acque di falda, Buzzi si è in passato attivata legalmente con una serie di procedimenti presso il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – sezione di Catania – e il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana (CGARS) contro l'allora Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e numerosi soggetti pubblici e privati, che si sono poi chiusi per carenza di interesse a seguito delle pronunce favorevoli ottenute. In particolare, il Tar Sicilia, Catania, con sentenza 11 settembre 2012, non appellata dall'ente, ha riconosciuto la completa estraneità della società alla contaminazione della rada di Augusta e, sulla base di tale pronuncia, il Ministero alla fine del 2017 ha diffidato le altre società che operano sulla rada di Augusta, con eccezione di Buzzi, alla bonifica della rada.

Inoltre, il CGARS, con sentenza 15 novembre 2018, ha stabilito la necessità di rideterminare correttamente le responsabilità delle società operanti sulla rada di Augusta, facendo proprio riferimento alle diverse posizioni, tra cui quella di Buzzi. Anche a seguito di tale sentenza, non sono seguiti ulteriori coinvolgimenti della Società in relazione alla bonifica della rada, rispetto alla quale l'assenza del nesso causale con il ciclo produttivo della cementeria di Augusta pare ormai consolidata.

Eventuali potenziali criticità paiono, pertanto, circoscritte al coinvolgimento di Buzzi nella bonifica delle aree a terra e della falda, in relazione alle quali la società ha portato avanti in proprio, qualificandosi come proprietario incolpevole della contaminazione, gli adempimenti procedimentali finalizzati alla caratterizzazione, all'analisi di rischio e alla bonifica e/o messa in sicurezza permanente delle aree a terra e delle porzioni di falda interessate. Tali adempimenti, su cui il Ministero dell'Ambiente si è pronunciato positivamente, con prescrizioni, anche tramite conferenze di servizi decisorie, che la società non ha contestato, sono in corso senza che durante le attività di monitoraggio siano emerse nuove significative criticità.

In attesa degli sviluppi inerenti alle suddette azioni, in considerazione del fatto che Buzzi ha sinora curato su base volontaria il procedimento di bonifica, e che non sono emerse negli ultimi anni specifiche richieste da parte della Pubblica Amministrazione, si è deciso di mantenere un fondo rischi per 1,5 milioni di euro.

Negli Stati Uniti d'America esistono numerose cause legali e rivendicazioni intentate contro Lone Star Industries, Inc. (LSI) riguardanti materiali contenenti silice o asbesto venduti o distribuiti dalla società o da sue controllate in passato e principalmente utilizzate nel settore delle costruzioni e in altre industrie. I ricorrenti affermano che l'uso di tali materiali ha causato malattie professionali. LSI ha mantenuto una copertura assicurativa per la responsabilità prodotto durante la maggior parte del tempo in cui ha venduto o distribuito i prodotti contenenti silice e asbesto. Inoltre, tra il 2009 e il 2010, LSI ha concluso una transazione con le sue principali compagnie assicurative, che definisce la responsabilità fra le parti e la suddivisione dei relativi costi fino alla modifica o alla risoluzione degli accordi sulla base di quanto previsto dagli accordi stessi. LSI e i suoi assicuratori stanno negoziando possibili modifiche ai loro accordi transattivi. Gli assicuratori continuano a rispettare le previsioni della transazione e nessuno di loro ha chiesto la risoluzione dell'accordo in essere. Una stima dell'ammontare delle richieste di risarcimento relative all'utilizzo di materiali contenenti silice o asbesto coinvolge numerose variabili non prevedibili che possono incidere sulla corretta determinazione della quantificazione e della tempistica di tali richieste. Inoltre, LSI ha esaurito il massimale previsto da alcune delle coperture assicurative. La società ha comunque mantenuto un fondo rischi per gli importi che non si prevede siano coperti da assicurazione.

Altri procedimenti legali

La nostra controllata lussemburghese Cimalux SA è stata citata in giudizio dal curatore fallimentare di una partecipazione ceduta nel dicembre 2008 per un rimborso di 0,5 milioni di euro quale parte del prezzo di vendita pagato alla stessa Cimalux. La domanda, avanzata anche nei confronti del notaio che aveva redatto il contratto di compravendita nel 2008, si basa sull'asserita nullità del contratto di vendita stesso in quanto concluso durante il periodo di contestazione dell'insolvenza. Il Tribunale di primo grado ha respinto la domanda nei confronti di Cimalux, ma ha accolto la domanda nei confronti del notaio che ha presentato ricorso. Anche il Curatore Fallimentare ha presentato ricorso. Contrariamente a quanto deciso dal giudice di primo grado, la Corte di Appello il 6 gennaio 2025 ha obbligato Cimalux a ripagare all'acquirente il prezzo di vendita oltre agli interessi dal 9 dicembre 2009 e i costi del procedimento di insolvenza, dichiarando fra l'altro anche la prescrizione dell'azione di regresso di Cimalux nei confronti del Notaio. La società sta valutando le prospettive di successo di un eventuale ricorso in Cassazione.

Nel 2021, a seguito dell'acquisizione da parte di Companhia Nacional de Cimento – CNC, una delle nostre filiali locali, di tutte le controllate del gruppo CRH in Brasile, CNC è subentrata a CRH come convenuta in una causa intentata nel 2013 da un'associazione di categoria dei lavoratori. La causa riguarda il pagamento di importi relativi a lavoro pericoloso, insalubre e notturno a beneficio di alcuni dipendenti dell'ex CRH, a partire dal 2008 per un totale di 1,0 milioni di euro. Il Tribunale di Primo Grado ha respinto le richieste relative al lavoro notturno e ha accolto quelle relative al lavoro pericoloso e insalubre. Il Tribunale di Secondo Grado ha confermato la decisione del Primo Grado e sia l'attore che il convenuto hanno presentato ricorso al Tribunale di Terzo Grado, che non ha ancora emesso la propria decisione.

50. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

In Buzzi sono concentrate le competenze professionali, le risorse umane e le attrezzature che permettono di prestare assistenza ad altre entità controllate e collegate.

Buzzi intrattiene con regolarità rapporti di natura commerciale con varie società collegate e/o a controllo congiunto, che consistono principalmente sia nella vendita, sia nell'acquisto di prodotti finiti, semilavorati, materie prime nei confronti di entità operanti nel settore cemento, calcestruzzo preconfezionato e servizi. Inoltre, la società fornisce, su richiesta, alle medesime entità servizi di assistenza tecnica e progettuale. Le cessioni di beni sono negoziate a condizioni di mercato e le prestazioni di servizi sulla base del costo remunerato. Esistono anche alcuni rapporti di natura finanziaria con società partecipate e controllanti, che parimenti sono regolati a tassi di mercato.

Il rapporto con la controllante Fimedi SpA e le sue controllate o altre entità sottoposte a influenza notevole da soggetti che detengono una quota significativa dei diritti di voto in Fimedi SpA, consiste nella prestazione di servizi di assistenza amministrativa, fiscale, societaria, gestione del personale ed elaborazione dati, per importi poco significativi.

La società e le sue controllate italiane, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl, aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA nel ruolo di società consolidante.

Si riassumono qui di seguito le principali operazioni intercorse con parti correlate e i relativi saldi alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2024 in % voce
di bilancio
2023 in % voce
di bilancio
Cessioni di beni e prestazioni di servizi: 69.032 1,6 66.861 1,5
società collegate e controllate non consolidate 45.196 40.971
società a controllo congiunto 23.571 25.792
società controllanti 29 29
altre parti correlate 236 69
Acquisti di beni e prestazioni di servizi: 92.037 3,7 92.485 3,6
società collegate e controllate non consolidate 90.909 90.819
società a controllo congiunto 234 1.009
altre parti correlate 894 657
Proventi finanziari: 111 0,0 3.933 4,0
società collegate e controllate non consolidate 111 21
società a controllo congiunto - 3.912
Crediti commerciali: 17.243 2,9 19.299 3,4
società collegate e controllate non consolidate 11.068 10.119
società a controllo congiunto 6.078 9.060
società controllanti 17 35
altre parti correlate 80 85
Crediti finanziari: 6.574 22,1 222.685 93,1
società collegate e controllate non consolidate 6.574 2.868
società a controllo congiunto - 219.817
Altri crediti: 40.832 22,3 34.213 12,2
società collegate e controllate non consolidate 53 163
società a controllo congiunto 770 797
società controllanti 40.009 33.253
Debiti commerciali: 7.158 2,1 6.250 2,0
società collegate e controllate non consolidate 7.120 6.162
società a controllo congiunto 38 88
Altri debiti: 29.020 13,0 23.955 16,9
società collegate e controllate non consolidate 1 1
società controllanti 29.019 23.954
Garanzie prestate: 1.500 23.035
società a controllo congiunto 1.500 23.035

I dirigenti con responsabilità strategiche sono rappresentati dagli amministratori (esecutivi o meno) e dai sindaci. Il Consiglio di Amministrazione individua il perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche nelle figure dell'Amministratore Delegato, del Direttore Generale e del Chief Technology Officer (CTO).

Le loro retribuzioni, non comprese nella precedente tabella, sono qui di seguito esposte:

(migliaia di euro) 2024 2023
Salari e altri benefici a breve termine 2.788 4.210
Benefici successivi al rapporto di lavoro 1.041 741
3.829 4.951

Per una descrizione completa e dettagliata dei compensi corrisposti agli amministratori si rinvia a quanto esposto nella relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, disponibile presso la sede e sul sito internet della società.

51. AGGREGAZIONI AZIENDALI

Dal 2018 Buzzi deteneva il controllo congiunto su Nacional Cimentos Participações SA, holding di un gruppo che produce e vende cemento attraverso sette stabilimenti operanti in Brasile, uno nella regione nord-est del Paese (stato di Paraíba) e gli altri nel sud-est (stati di Minas Gerais e Rio de Janeiro). Contestualmente all'accordo originario di compravendita, Buzzi SpA (allora Buzzi Unicem SpA) e Brennand Cimentos, socio paritario, avevano sottoscritto un patto parasociale che prevedeva il possibile esercizio futuro dei diritti di opzione put e call sul 50% di interessenza ancora detenuta dalla stessa Brennand Cimentos.

L'opzione di put e call rappresentava uno strumento finanziario derivato, il cui valore in bilancio era calcolato come differenziale tra il prezzo di esercizio dell'opzione e il valore equo delle quote da acquisire.

Il 3 ottobre 2024, in seguito all'esercizio dell'opzione put da parte della controparte brasiliana, Buzzi ha completato l'acquisizione del restante 50% di Nacional Cimentos Participações SA. L'operazione è stata realizzata mediante una società brasiliana di nuova costituzione, Buzzi Participações Ltda, interamente controllata da Buzzi SpA.

In concomitanza con la conclusione dell'operazione, è avvenuto anche l'esercizio di un'opzione put da parte di alcuni soci di minoranza, che detenevano il 15% di interessenza in una delle società del gruppo, la Nacional Cimentos Paraíba SA (nota 54).

In virtù di tale accordo, Buzzi SpA ha acquisito, direttamente e indirettamente, il 100% del controllo di Nacional Cimentos Participações SA, precedentemente valutata nel bilancio consolidato con il metodo del patrimonio netto.

Ai fini della predisposizione del presente bilancio consolidato, l'operazione è stata contabilizzata secondo il principio IFRS 3 e, trattandosi di una acquisizione in più fasi, la società, nella determinazione dell'avviamento derivante dall'acquisizione del controllo, ha tenuto in considerazione:

• la riesposizione al valore equo, alla data del 3 ottobre 2024, del 50% detenuto da Buzzi in Nacional Cimentos Participações SA prima del raggiungimento della quota del 100%. Gli effetti dell'allineamento hanno comportato un impatto positivo nel conto economico consolidato per 168.083 migliaia di euro, rettificati per il rilascio della riserva di conversione precedentemente contabilizzata a patrimonio netto (45.996 migliaia di euro, nota 16). La società ha pertanto misurato il valore equo dell'investimento precedentemente detenuto nel suo complesso;

• il corrispettivo versato da Buzzi per acquistare la restante quota del 50% del capitale in Nacional Cimentos Participações SA.

Tenuto conto della rilevanza e della complessità dell'acquisizione, nonché della struttura articolata del gruppo brasiliano, l'allocazione iscritta nel presente bilancio consolidato è considerata provvisoria, come previsto dal principio contabile IFRS 3.

L'operazione, contabilizzata al cambio del 3 ottobre, ha comportato principalmente la rilevazione di attività immateriali, tra cui una lista clienti (57.077 migliaia di euro) e diritti di estrazione (21.171 migliaia di euro), nonché di immobili impianti e macchinari (99.137 migliaia di euro), con i connessi effetti di fiscalità differita (59.683 migliaia di euro) per la cui stima il gruppo si è avvalso del supporto di una primaria società di consulenza.

In conformità con quanto stabilito da IFRS 3, la determinazione definitiva del valore equo dell'aggregazione aziendale sarà completata entro 12 mesi dalla data di acquisizione del controllo, anche in relazione ai processi di valutazione ancora in corso.

La differenza residua rispetto al costo dell'acquisizione è pertanto stata provvisoriamente allocata ad avviamento, sottoposto al test di impairment di fine anno, come indicato nella nota 19, senza evidenziare necessità di apportare rettifiche di valore.

Di seguito sono riportate le informazioni salienti relative all'investimento in Nacional Cimentos Participações SA alla data di acquisizione del controllo

(migliaia di euro) 3 ottobre 2024
Valore di contabilizzazione al patrimonio netto al 30 settembre 2024 172.657
Rivalutazione al valore equo della partecipazione precedentemente detenuta 168.083
Corrispettivo pagato per 50% residuo 301.754
Prezzo da pagare per acquisto minoranze (15% di Nacional Cimentos Paraíba SA) 66.970
Totale corrispettivo [A] 709.464
Totale attività nette identificabili [B] 324.674

Avviamento [A] - [B] 384.790

L'allocazione del valore equo alle attività e passività acquisite è di seguito dettagliata:

(migliaia di euro) Valore di carico Allocazioni Valore equo
Attività
Attività non correnti
Avviamento 85.050 (85.050) -
Altre attività immateriali 17.152 78.248 95.400
Attività in diritto d'uso 2.568 - 2.568
Immobili, impianti e macchinari 274.082 99.137 373.219
Partecipazioni in società collegate e a controllo congiunto 9.591 - 9.591
Attività fiscali differite 13.654 - 13.654
Crediti e altre attività non correnti 12.456 - 12.456
414.553 92.335 506.888
Attività correnti
Rimanenze 62.416 - 62.416
Crediti commerciali 33.718 - 33.718
Altri crediti 7.730 - 7.730
Disponibilità liquide 87.986 - 87.986
191.850 - 191.850
Totale Attività 606.403 92.335 698.738
Totale attività nette identificabili 292.022 32.652 324.674
Passività
Passività non correnti
Finanziamenti a lungo termine 15.434 - 15.434
Debiti per locazioni 974 - 974
Fondi per rischi e oneri 9.585 - 9.585
Passività fiscali differite 2.348 59.683 62.031
Altri debiti non correnti 218.178 - 218.178
246.519 59.683 306.202
Passività correnti
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 20.784 - 20.784
Quota corrente dei debiti per locazioni 1.756 - 1.756
Debiti commerciali 24.609 - 24.609
Debiti per imposte sul reddito 730 - 730
Altri debiti 19.983 - 19.983
67.862 67.862
Totale Passività 314.381 59.683 374.064
Totale Patrimonio netto e Passività 606.403 92.335 698.738

I costi direttamente attribuibili all'aggregazione aziendale iscritti a conto economico ammontano a 466 migliaia di euro. Se l'acquisizione sopra illustrata fosse avvenuta in data 1 gennaio 2024, i ricavi netti consolidati sarebbero stati 4.601.213 migliaia di euro e l'utile netto 965.623 migliaia di euro.

52. OBBLIGHI DI TRASPARENZA

La legge 124/2017 articolo 1, commi 125-129, come modificata dalla legge 58/2019, articolo 35, ha introdotto specifici obblighi informativi in materia di trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute non aventi carattere generale e prive di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. In particolare, per le imprese, la normativa richiede la pubblicazione nelle note illustrative al bilancio di tutti i vantaggi economici di tale natura, di ammontare pari o superiore a 10.000 euro, ricevuti a carico delle risorse pubbliche.

Successivamente, la legge 12/2019, articolo 3 quater, comma 2, con l'intento di semplificare gli oneri di pubblicazione previsti in capo alle imprese beneficiarie degli aiuti, ha stabilito che la rilevazione degli aiuti di stato e de minimis sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge 234/2012, sostituisce l'obbligo di indicazione nelle note illustrative, richiedendosi ai beneficiari la semplice dichiarazione dell'esistenza di tali aiuti nel suddetto Registro.

Ricordiamo che Buzzi soddisfa i requisiti di cui al DM 21 dicembre 2017 recante "Disposizioni in materia di riduzioni delle tariffe a copertura degli oneri generali di sistema per imprese energivore", nonché quelli previsti dalla Deliberazione dell'Autorità 921/2017/R/eel come successivamente modificata.

Ai fini della trasparenza e del controllo degli aiuti di Stato, l'ente erogante CSEA provvede alla registrazione delle agevolazioni concesse in applicazione del DM presso il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, cui si rimanda per l'informativa richiesta dalla norma:

https://www.rna.gov.it/RegistroNazionaleTrasparenza/faces/pages/TrasparenzaAiuto.jspx

Oltre a quanto indicato nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, sezione "Trasparenza", sono state incassate le seguenti ulteriori erogazioni:

Importo del
vantaggio
Soggetto erogante economico Descrizione del
(migliaia di euro) ricevuto tipo di vantaggio ricevuto
Rimborso accise sul gasolio per uso
Enimoov SpA 155 industriale
Accredito imposta produzione forza
Agenzia delle Dogane Cuneo 211 motrice
INPS - per stabilizzazione
INPS Istituto Nazionale Previdenza Sociale - contratti a termine
Pubbliche amministrazioni IPA 14 Legge 92/2012 e succ. modifiche

53. ALTRE INFORMAZIONI

Eventi e operazioni significative non ricorrenti

Come riportato nella relazione sulla gestione, l'esercizio 2024 è stato influenzato da eventi e operazioni significative non ricorrenti, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, con impatto netto positivo sul margine operativo lordo pari a 4.453 migliaia di euro. La cessione delle attività Ucraine e l'acquisizione del residuo 50% del gruppo Nacional Cimentos Participaçòes non hanno avuto impatti sul margine operativo lordo e sono illustrati nelle note 15 e 51.

Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Si precisa che nel corso dell'esercizio 2024 Buzzi non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.

Posizione finanziaria netta

La posizione finanziaria netta di gruppo al 31 dicembre 2024 è la seguente:

(migliaia di euro) 2024 2023
Disponibilità e attività finanziarie a breve:
Disponibilità liquide 1.410.439 1.120.712
Altri crediti finanziari correnti 14.557 150.429
Debiti finanziari a breve:
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine (195.163) (265.226)
Quota corrente dei debiti per locazioni (21.595) (19.651)
Finanziamenti a breve termine (7.214) (4.965)
Altri debiti finanziari correnti (81.644) (17.072)
Disponibilità netta a breve 1.119.380 964.227
Debiti finanziari a lungo termine:
Finanziamenti a lungo termine (328.386) (338.697)
Debiti per locazioni a lungo termine (55.207) (56.577)
Strumenti finanziari derivati - (4.787)
Altri debiti finanziari non correnti (41) (121)
Disponibilità nette (Indebitamento finanziario netto) 735.746 564.045
Attività finanziarie a lungo termine:
Altri crediti finanziari non correnti 19.409 233.918
Posizione finanziaria netta positiva 755.155 797.963

Le disponibilità nette sono in linea con le indicazioni fornite dagli orientamenti emessi da ESMA e recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.

Componenti di posizione finanziaria netta

Di seguito la riconciliazione delle componenti di posizione finanziaria netta non identificabili direttamente dalle voci riportate nello schema di stato patrimoniale.

(migliaia di euro) Nota 2024 2023
Altri crediti finanziari correnti 14.557 150.429
Finanziamenti a imprese controllate non consolidate e collegate 29 1.853 2.680
Crediti per vendita di partecipazioni 29 8.000 -
Finanziamenti a terzi e leasing 29 92 334
Ratei attivi per interessi 29 3.174 6.214
Altre attività finanziarie correnti 29 1.438 141.201
Altri debiti finanziari correnti (81.644) (17.072)
Debiti per acquisto partecipazioni 44 (64.455) -
Debiti finanziari verso erario 44 (17.189) (17.065)
Risconti passivi per interessi 44 - (7)
Altri crediti finanziari non correnti 19.409 233.918
Finanziamenti a terzi e leasing 26 4.564 4.404
Finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto 26 4.710 220.005
Finanziamenti a clienti 26 10.135 9.509
Altri debiti finanziari non correnti (41) (121)
Debiti per acquisto di partecipazioni 41 (41) (121)

54. FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Non sono intervenuti eventi significativi successivi alla data di riferimento del bilancio, a eccezione di quanto segue:

  • 20 gennaio 2025: conclusione dell'acquisto del 100% della holding ETP Paraíba Participações SA, che deteneva il residuo 15% delle quote in Nacional Cimentos Paraíba SA; il relativo importo corrisposto è già stato iscritto nel presente bilancio come passività finanziaria (nota 44);
  • 31 gennaio 2025: chiusura dell'accordo tra Alpacem Cementi Italia, società italiana appartenente al gruppo austriaco Wietersdorfer Alpacem, e Buzzi Unicem Srl per la cessione di Fanna Cementi Srl, società nella quale sono state conferite le attività dell'omonimo stabilimento sito in provincia di Pordenone. L'operazione prevedeva, oltre alla cessione di Fanna, anche la sottoscrizione da parte di Buzzi di un aumento di capitale per acquisire una partecipazione del 25% nella Alpacem Zement Austria GmbH;
  • 10 marzo 2025: Buzzi SpA, tramite TC Mena Holdings Ltd ("TC Mena"), controllata al 90% e costituita secondo le norme dell'Abu Dhabi Global Market, ha acquisito il 37,6% di partecipazione in Gulf Cement Company P.S.C. ("GCC"), società per azioni quotata alla Borsa Valori di Abu Dhabi ("ADX"), con sede nell'Emirato di Ras Al Khaimah, appartenente agli Emirati Arabi Uniti. Contestualmente TC Mena ha presentato un'offerta pubblica di acquisto agli azionisti rimanenti di GCC, al prezzo per azione di 0,56 AED.

Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

Casale Monferrato, 28 marzo 2025

p. il Consiglio di Amministrazione

Presidente Veronica Buzzi

Denominazione Sede Capitale Società
partecipante
% di
parteci
pazione
% di
voto
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale
Buzzi SpA Casale Monferrato (AL) EUR 123.636.659
Buzzi Unicem Srl Casale Monferrato (AL) EUR 120.000.000 Buzzi SpA 100,00
Unical SpA Casale Monferrato (AL) EUR 130.235.000 Buzzi SpA 100,00
Fanna Cementi Srl Fanna (PN) EUR 10.000 Buzzi Unicem Srl 100,00
Buzzi Gestione Immobili Casale Monferrato (AL) EUR 3.000.000 Buzzi SpA 100,00
Alamo Cement Company San Antonio US USD 200.000 Buzzi SpA 100,00
Buzzi SpA 51,50
RC Lonestar Inc. Wilmington US USD 10 Dyckerhoff GmbH 48,50
Buzzi Participações LTDA Recife BR BRL 1.000 Buzzi SpA
Buzzi SpA
100,00
50,65
50,00
Nacional Cimentos Participações SA Recife BR BRL 852.549.180 Buzzi Participações LTDA 49,35 50,00
Buzzi Unicem Algérie Sàrl i. L. Ouled Fayet - Alger DZ DZD 3.000.000 Buzzi SpA 70,00
Dyckerhoff GmbH Wiesbaden DE EUR 105.639.816 Buzzi SpA 100,00
Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG Wiesbaden DE EUR 18.000.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Basal B.V. Nieuwegein NL EUR 63.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
GfBB prüftechnik GmbH & Co. KG Flörsheim DE EUR 50.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Cimalux SA Esch-sur-Alzette LU EUR 29.900.000 Dyckerhoff GmbH 91,81
Dyckerhoff Polska Sp zoo Nowiny PL PLN 70.000.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Cement Hranice as Hranice CZ CZK 510.219.300 Dyckerhoff GmbH 100,00
ZAPA beton as Praha CZ CZK 300.200.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
OOO SLK Cement Suchoi Log RU RUB 30.625.900 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Gravières et Sablières Seltz SAS Seltz FR EUR 180.000 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
100,00
Dyckerhoff Beton
Dyckerhoff Kieswerk Trebur GmbH & Co. KG Trebur-Geinsheim DE EUR 2.093.513 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Kieswerk Leubingen GmbH Erfurt DE EUR 101.000 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
100,00
Dyckerhoff Transportbeton Thüringen Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG Erfurt DE EUR 100.000 GmbH & Co. KG 95,00
Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG Neuwied DE EUR 795.356 GmbH & Co. KG 70,97
TBG Lieferbeton GmbH & Co. KG Odenwald Reichelsheim DE EUR 306.900 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
66,67
ZAPA beton as 99,97
ZAPA beton SK sro Bratislava SK EUR 11.859.396 Cement Hranice as 0,03
OOO CemTrans Suchoi Log RU RUB 185.000.000 OOO SLK Cement 100,00
OOO "DYLOG" Suchoi Log RU RUB 410.000.000 OOO SLK Cement 100,00
Dyckerhoff
Transportbeton
Dyckerhoff Transportbeton Schmalkalden Thüringen GmbH & Co.
GmbH & Co. KG Erfurt DE EUR 512.000 KG 67,55
MegaMix Basal BV Nieuwegein NL EUR 27.228 Dyckerhoff Basal BV 100,00
Betonmortel Centrale Groningen (B.C.G.) BV Groningen NL EUR 42.000 Dyckerhoff Basal BV 66,03
ZAPA beton HUNGÁRIA kft Zsujta HU HUF 6.000.000 ZAPA beton SK sro 100,00

(segue)
Denominazione Sede Capitale Società
partecipante
% di
parteci
pazione
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale (segue)
Alamo Concrete Products Company San Antonio US USD 1 Alamo Cement Company 100,00
Alamo Transit Company San Antonio US USD 1 Alamo Cement Company 100,00
Buzzi Unicem USA Inc. Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
Midwest Material Industries Inc. Wilmington US USD 1 RC Lonestar Inc. 100,00
Lone Star Industries Inc. Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
River Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
River Cement Sales Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Signal Mountain Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Heartland Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Heartland Cement Sales Company Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
Hercules Cement Company LLC Wilmington US USD n/a RC Lonestar Inc. 100,00
Buzzi Unicem Ready Mix, LLC Nashville US USD n/a Midwest Material
Industries Inc.
100,00
RED-E-MIX, LLC Springfield US USD n/a Midwest Material
Industries Inc.
100,00
Midwest Material
RED-E-MIX Transportation, LLC Springfield US USD n/a Industries Inc. 100,00
Utah Portland Quarries Inc. Salt Lake City US USD 378.900 Lone Star Industries Inc. 100,00
Rosebud Real Properties Inc. Wilmington US USD 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
CCS Cimento de Sergipe SA Aracaju BR BRL 3336245 Nacional Cimentos
Participações SA
100,00
Nacional Cimentos
Mineração Delta do Paraná SA Recife BR BRL 5769139 Participações SA 100,00
Nacional Cimentos
Agroindustrial Árvore Alta SA Recife BR BRL 728000 Participações SA 100,00
Nacional Cimentos
Agroindustrial Delta de Minas SA Recife BR BRL 14168557 Participações SA 100,00
Nacional Cimentos
Companhia Nacional de Cimento - CNC Recife BR BRL 1089939078 Participações SA
Nacional Cimentos
100,00
Nacional Cimentos Paraíba SA Recife BR BRL 248961131 Participações SA 100,00
Companhia Nacional de
CCA Holding SA Belo Horizonte BR BRL 909525105 Cimento - CNC 100,00
Nacional Cimentos Paraíba
CCP Holding SA Recife BR BRL 288216389 SA 85,00
Companhia de Cimento Campeão Alvorada – CCA Belo Horizonte BR BRL 868331350 CCA Holding SA 100,00
Companhia de Cimento da Paraíba - CCP Recife BR BRL 315.676.175 CCP Holding SA 100,00
Mineração Nacional SA Recife BR BRL 16.369.893 CCP Holding SA 100,00

(segue)

% di
Società parteci % di
Denominazione Sede Capitale partecipante pazione voto
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto valutate con il metodo del patrimonio netto
Fresit BV Amsterdam NL EUR 6.795.000 Buzzi SpA 50,00
Presa International BV Amsterdam NL EUR 7.900.000 Buzzi SpA 50,00
Cementi Moccia SpA Napoli EUR 7.398.300 Buzzi Unicem Srl 50,00
E.L.M.A. Srl Sinalunga (SI) EUR 15.000 Unical SpA 50,00
Dyckerhoff Beton
Lichtner-Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG Berlin DE EUR 200.000 GmbH & Co. KG 50,00
ZAPA UNISTAV sro Brno CZ CZK 20.000.000 ZAPA beton as 50,00
EKO ZAPA beton sro Praha CZ CZK 1.008.000 ZAPA beton as 50,00
Fresit BV 51,51
Corporación Moctezuma, SAB de CV Mexico MX MXN 171.376.652 Presa International BV 15,16
Corporación Moctezuma,
Cementos Moctezuma, SA de CV Mexico MX MXN 2.421.712.753 SAB de CV 100,00
Nacional Cimentos
Nacional Empreendimentos SA Recife BR BRL 77.821.677 Participações SA 74,50 49,00
Nacional Empreendimentos
Cantagalo Empreendimentos SA Recife BR BRL 248.267 SA 100,00
Nacional Empreendimentos
Delta de Arcos SA Recife BR BRL 2.136.668 SA 100,00
Nacional Empreendimentos
Delta de Matozinhos SA Recife BR BRL 1.314.836 SA 100,00
Nacional Empreendimentos
Mineração Bacupari SA Recife BR BRL 38.685.178 SA 100,00
Nacional Empreendimentos
Mineração Delta de Sergipe SA Aracaju BR BRL 1.147.939 SA 100,00
Nacional Empreendimentos
Delta da Paraíba SA Recife BR BRL 19.352.808 SA 85,00
Ravenswaarden BV Zutphen NL EUR 18.000 Dyckerhoff Basal BV 50,00
Eljo Holding BV Groningen NL EUR 45.378 Dyckerhoff Basal BV 50,00
Megamix-Randstad BV Gouda NL EUR 90.756 Dyckerhoff Basal BV 50,00

(segue)

Denominazione Sede Capitale Società
partecipante
% di
parteci
pazione
Partecipazioni in imprese collegate valutate con il metodo del patrimonio netto
Hinfra Srl Casale Monferrato (AL) EUR 10.000 Buzzi SpA 60,00
Société des Ciments de Sour El Ghozlane
EPE SpA
Sour El Ghozlane DZ DZD 1.900.000.000 Buzzi SpA 35,00
Société des Ciments de Hadjar Soud
EPE SpA
Azzaba DZ DZD 1.550.000.000 Buzzi SpA 35,00
Laterlite SpA Solignano (PR) EUR 22.500.000 Buzzi SpA 33,33
Alpacem Cementi Italia SpA San Vito al Tagliamento (PN) EUR 2.000.000 Buzzi SpA 25,00
Calcestruzzi Faure Srl Salbertrand (TO) EUR 53.560 Unical SpA 24,00
Edilcave Srl Villar Focchiardo (TO) EUR 72.800 Unical SpA 20,00
Alpacem Cement dd Anhovo SL EUR 36.818.921 Buzzi SpA 25,00
Warsteiner Kalksteinmehl GmbH & Co. KG i. L. Warstein DE EUR 51.129 Dyckerhoff GmbH 50,00
Warsteiner Kalksteinmehl
Verwaltungsgesellschaft mbH i. L.
Warstein DE EUR 25.600 Dyckerhoff GmbH 50,00
CI4C GmbH & Co. KG Heidenheim an der Brenz DE EUR 40.000 Dyckerhoff GmbH 25,00
Projektgesellschaft Warstein-Kallenhardt
Kalkstein mbH
Warstein DE EUR 25.200 Dyckerhoff GmbH 25,00
Köster/Dyckerhoff
Vermögensverwaltungs GmbH
Warstein DE EUR 25.000 Dyckerhoff GmbH 24,90
Köster/Dyckerhoff
Grundstücksverwaltungs GmbH & Co. KG Warstein DE EUR 10.000 Dyckerhoff GmbH
Dyckerhoff Beton
24,90
Nordenhamer Transportbeton GmbH & Co. KG Nordenham DE EUR 322.114 GmbH & Co. KG 51,59
BLD Betonlogistik Deutschland GmbH Rommerskirchen DE EUR 25.200 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
50,00
Lichtner-Dyckerhoff Beton Verwaltungs GmbH Berlin DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
50,00
TRAMIRA Transportbetonwerk
Minden-Ravensberg GmbH & Co. KG
Minden-Dankersen DE EUR 1.000.000 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
50,00
Transass SA Schifflange LU EUR 50.000 Cimalux SA 41,00
SA des Bétons Frais Schifflange LU EUR 2.500.000 Cimalux SA 41,00
Bétons Feidt SA Luxembourg LU EUR 2.500.000 Cimalux SA 30,00
Houston Cement Company LP Houston US USD n/a Alamo Cement Company 20,00
BLRP Betonlogistik Rheinland-Pfalz GmbH Rommerskirchen DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton
Rheinland-Pfalz
GmbH & Co. KG
50,00
BLN Beton Logistiek Nederland BV Heteren NL EUR 26.000 Dyckerhoff Basal BV 50,00
Van Zanten Holding BV Leek NL EUR 18.151 Dyckerhoff Basal BV 25,00
Louisville Cement Assets Transition Company West Palm Beach US USD n/a Lone Star Industries Inc. 25,00
Cooperatie Megamix BA Almere NL EUR 80.000 MegaMix Basal BV 37,50
(segue)
% di
Società parteci
Denominazione Sede Capitale partecipante pazione
Altre partecipazioni in imprese controllate valutate al valore equo
GfBB prüftechnik Verwaltungs GmbH Flörsheim DE EUR 25.600 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Beton Verwaltungs GmbH Wiesbaden DE EUR 46.100 Dyckerhoff GmbH 100,00
Lieferbeton Odenwald Verwaltungs GmbH Flörsheim DE EUR 25.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Grey 2024 LLC Kyiv UA UAH 40.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Kieswerk Trebur-Geinsheim Dyckerhoff Beton
Trebur Verwaltungs GmbH DE EUR 25.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton
SIBO-Gruppe Verwaltungsgesellschaft mbH Lengerich DE EUR 26.000 GmbH & Co. KG 100,00
MKB Mörteldienst Köln-Bonn Dyckerhoff Beton
Verwaltungsgesellschaft mbH Neuss DE EUR 25.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz Dyckerhoff Beton
Verwaltungs GmbH Neuwied DE EUR 26.000 GmbH & Co. KG 70,97
Dyckerhoff Beton
Nordenhamer Transportbeton GmbH Nordenham DE EUR 25.565 GmbH & Co. KG 56,60
Dyckerhoff Transportbeton Thüringen Verwaltungs Dyckerhoff Transportbeton
GmbH Erfurt DE EUR 25.565 Thüringen GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Transportbeton Schmalkalden Dyckerhoff Transportbeton
Verwaltungs GmbH Erfurt DE EUR 25.600 Thüringen GmbH & Co. KG 67,58
Compañia Cubana de Cemento Portland, SA Havana CU CUP 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
Transports Mariel, SA Havana CU CUP 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
Compañia Cubana de
Proyectos Industries de Jaruco, SA Havana CU CUP 186.700 Cemento Portland, SA 100,00

Alle società con sede in Germania, costituite sotto forma di GmbH & Co. KG e consolidate linea per linea, si applica l'esenzione di cui all'articolo 264b del codice commerciale tedesco.

Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB

Il seguente prospetto redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento CONSOB n. 11971/99, riporta i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2024 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla società di revisione e da entità appartenenti alla sua rete.

(migliaia di euro) Soggetto
che ha erogato il servizio
Destinatario Corrispettivi
di
competenza
dell'esercizio
2024
Revisione contabile
PwC SpA Capogruppo – Buzzi SpA 127
PwC SpA Società controllate 178
Rete PwC Società controllate 1.325
Servizi di
attestazione PwC SpA Capogruppo – Buzzi SpA (1) 120
Altri servizi Rete PwC Capogruppo – Buzzi SpA (2) 24
Rete PwC Società controllate (3) 5
Totale 1.779

(1) Attestazione di conformità su Rendicontazione consolidata di sostenibilità

(2) Procedure di revisione concordate sull'informativa finanziaria annuale delle società collegate Société des Ciments de Sour El Ghozlane, Société des Ciments de Hadjar Soud

(3) Procedure di revisione concordate sul rispetto di covenant finanziari e del calcolo dell'opzione in Brasile

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO AI SENSI DELL'ART. 81 TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

  • I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, ed Elisa Bressan, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Buzzi SpA, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    • l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    • l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato, nel corso del 2024.

  • Si attesta, inoltre, che:
    • a) il bilancio consolidato
    • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
    • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
    • b) la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Casale Monferrato, 28 marzo 2025

L'Amministratore Delegato Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Pietro Buzzi Elisa Bressan

Relazione della società di revisione indipendente

ai sensi dell'articolo 14 del DLgs 27 gennaio 2010, n° 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE)n° 537/2014

Agli Azionisti della Buzzi SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del gruppo Buzzi (il "Gruppo Buzzi" o il "Gruppo"), costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2024, dal conto economico consolidato, dal conto economico complessivo consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note ai prospetti contabili consolidati che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2024, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Buzzi SpA (la "Società") in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

PricewaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Toni 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785240 Capitale Sociale Euro 6.890.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Monza Brianza Lodi 12979880155 Iscritta al 11° 119644 del Registro dei Revisori Legali - Alti! Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Tolti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Abate Gimma 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 229691 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Farini 12 Tel. 051 6186211 - Brescia 25121 Viale Duca d'Aosta 28 Tel. 030 3697501 - Catania 95129 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Granisci 15 Tel. 055 2482811 - Genova 16121 Piazza Piccapietra 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via dei Mille 16 Tel. 081 36181 - Padova 35138 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Panna 43121 Viale Tanara 20/A Tel. 0521 275911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trailo 8 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Pochetti 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Corso Palestra 10 Tel. 011556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0461237004 - Treviso 31100 Viale Felissent 90 Tel. 0422 696911 - Trieste 34125 Via Cesare Battisti 18 Tel. 040 3480781 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 25789 - Varese 21100 Via Albuzzi 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001 - Vicenza 36100 Piazza Pontelandolfo 9 Tel. 0444 393311

Aspetti chiave Procedure di revisione in risposta agli aspetti chiave

Valutazione della recuperabilità dell'avviamento

Nota 2 del bilancio consolidato "Sintesi dei principi contabili rilevanti"paragrafo 2.8 "Attività immateriali", paragrafo 2.11 "Perdita di valore delle attività nonfinanziarie" e nota 19 del bilancio consolidato "Avviamento e altre attività immateriali"

Il valore dell'avviamento al 31 dicembre 2024 ammonta a Euro 873 milioni, riferito alle seguenti unità generatrici di flussi finanziari o gruppi di unità generatrici di flussi finanziari ("Cash Generating Unit" o "CGU"): per Euro 77 milioni alla CGU denominata Italia, per Euro 42 milioni alla CGU denominata Stati Uniti d'America, per Euro 130 milioni alla CGU denominata Germania, per Euro 69 milioni alla CGU denominata Lussemburgo, per Euro 88 milioni alla CGU denominata Polonia, per Euro 106 milioni alla CGU denominata Repubblica Ceca/Slovacchia e per Euro 361 milioni alla CGU denominata Brasile.

In accordo con il principio contabile IAS 36 "Riduzione di valore delle attività" e con la procedura di impairment approvata dal Consiglio di Amministrazione in via autonoma e anticipata rispetto al momento dell'approvazione del progetto di bilancio Qa "Procedura"), la direzione aziendale effettua la verifica della recuperabilità dell'avviamento allocato alle CGU identificate, confrontando il valore contabile delle stesse con la stima dei relativi valori recuperabili (c.d. test di impairment), annualmente 0 quando sussistono indicatori che facciano prevedere un'eventuale perdita di valore.

Il valore recuperabile di un'attività è rappresentato dal maggiore tra ilfair valve, al netto dei costi accessori di vendita, e il relativo valore d'uso, determinato attualizzandone i flussi Abbiamo ottenuto i modelli valutativi e la documentazione utilizzati dalla direzione aziendale per l'identificazione di eventuali perdite di valore secondo quanto previsto dalla Procedura e, anche tramite il supporto di esperti appartenenti alla rete PwC, abbiamo svolto le seguenti principali procedure di revisione:

  • comprensione e valutazione della Procedura e verifica della coerenza dei suoi contenuti con quanto previsto dal principio contabile IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", nonché della sua conforme applicazione;
  • valutazione dell'adeguatezza delle CGU utilizzate per l'allocazione dell'avviamento e della loro coerenza con la struttura organizzativa del Gruppo Buzzi, con i meccanismi decisionali interni e con la reportistica gestionale;
  • analisi delle risultanze delle attività svolte dai revisori delle società partecipate;
  • verifica dell'accuratezza matematica dei modelli;
  • verifica della coerenza dei flussi di cassa prospettici utilizzati ai fini délVimpairment test con le proiezioni economico finanziarie approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 28 marzo 2025;
  • » valutazione della ragionevolezza delle

finanziari futuri stimati. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività.

Nello specifico, la direzione aziendale ha svolto l'esercizio annuale di impairment alla data del 31 dicembre 2024 su tutte le CGU identificate, determinando il valore recuperabile secondo la configurazione del valore d'uso ottenuto attualizzando i dati previsionali delle CGU, relativi al periodo di cinque anni successivi alla data di bilancio derivanti dalle proiezioni economico - finanziarie 2025 - 2029 approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 28 marzo 2025, ai quali è stato aggiunto un valore terminale. Le assunzioni chiave utilizzate per la determinazione del valore recuperabile delle CGU sono la stima dei livelli di fatturato, dell'EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita di lungo termine e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico finanziarie passate e le aspettative future.

A seguito del test di impairment svolto, il valore recuperabile è risultato superiore al valore contabile per tutte le CGU identificate.

La valutazione della recuperabilità dell'avviamento è stata considerata un aspetto chiave della revisione in virtù delle stime complesse alla base del test di impairment, quali ad esempio quelle relative ai flussi di cassa prospettici, alle variabili che compongono i tassi di attualizzazione e al tasso di crescita da utilizzare per la stima del valore terminale dopo il periodo di previsione esplicita dei flussi.

principali assunzioni alla base della determinazione dei dati inclusi nei modelli, con particolare riferimento ai flussi di cassa prospettici anche in considerazione dei dati storici e dei rischi collegati ai cambiamenti climatici, ai tassi di crescita anche alla luce di quelli previsti per il settore dalle fonti esterne di informazione e ai tassi di attualizzazione utilizzati per determinare il valore d'uso;

• verifica delle analisi di sensitività sulle assunzioni rilevanti, con particolare riferimento ai flussi finanziari futuri e ai tassi di attualizzazione degli stessi.

Le nostre verifiche hanno infine ricompreso la verifica dell'adeguatezza e della completezza dell'informativa fornita nelle note al bilancio consolidato rispetto alle informazioni e ai dati ottenuti nel corso dello svolgimento dell'attività di revisione e rispetto a quanto previsto dai principi contabili internazionali, con particolare riferimento alla descrizione delle modalità di svolgimento dell'impairment test, aH'inserimento delle principali assunzioni utilizzate per lo svolgimento dello stesso e alle analisi di sensitività svolte.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacaleperil bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'Unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la

redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Buzzi SpA o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione deH'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisioneper la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio srdl'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio

ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;

  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nefl'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'articolo io delRegolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli Azionisti della Buzzi SpA ci ha conferito in data 12 maggio 2022 l'incarico di revisione legale dei bilanci d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni delRegolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della Buzzi SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - Ew'opean Single Electronic Format') (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato al 31 dicembre 2024, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2024 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nelle note ai prospetti contabili consolidati quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici, potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

Giudizi e dichiarazione aisensi dell'articolo 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del DLgs 39/10 e aisensi dell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98

Gli amministratori della Buzzi SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Buzzi al 31 dicembre 2024, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98, con il bilancio consolidato;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98 sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Buzzi al 31 dicembre 2024.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione, esclusa la sezione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità, e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e-ter), del DLgs 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Il nostro giudizio sulla conformità alle norme di legge non si estende alla sezione della relazione sulla gestione relativa alla rendicontazione consolidata di sostenibilità. Le conclusioni sulla conformità di tale sezione alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'articolo 8 del Regolamento (UE) 2020/852 sono formulate da parte nostra nella relazione di attestazione ai sensi dell'articolo 14-bis del DLgs 39/10.

Torino, 14 aprile 2025

PricewaterhouseCoopers SpA

Piero De Lorenzi (Revisore legale)

Bilancio civilistico

Conto economico 252
Conto economico complessivo 253
Stato Patrimoniale 254
Rendiconto Finanziario 256
Variazioni di patrimonio netto 257
Note ai prospetti contabili civilistici 258
Attestazione del bilancio d'esercizio 310
Attestazione della società di revisione 311
Relazione del collegio sindacale 317

CONTO ECONOMICO

di cui con di cui con
(euro) Nota 2024 parti correlate 2023 parti correlate
Ricavi netti 5 9.839.816 9.839.784 8.316.112 8.316.112
Altri ricavi operativi 6 6.249.524 5.163.187 7.477.563 4.799.065
Materie prime, sussidiarie e di consumo 7 (70.163) 386.318 (528.690) 8.854.981
Servizi 8 (11.775.691) (601.106) (11.200.079) 166.036
Costi del personale 9 (18.019.395) (179.502) (16.660.955) (178.794)
Altri costi operativi 10 (1.376.011) - (7.696.645) (62.051)
Margine operativo lordo (15.151.920) (20.292.694)
Ammortamenti 11 (1.556.187) - (1.535.542) -
Risultato operativo (16.708.107) (21.828.236)
Plusvalenze da realizzo partecipazioni 12 - - 441.360 -
Proventi finanziari 13 381.027.490 332.796.146 310.737.571 265.670.228
Oneri finanziari 13 (126.854.111) (33.224.473) (89.336.675) (29.207.847)
Utile prima delle imposte 237.465.272 200.014.020
Imposte sul reddito 14 56.107.512 - 38.406.915 -
Utile dell'esercizio 293.572.784 238.420.935

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO

(euro) Nota 2024 2023
Utile dell'esercizio 293.572.784 238.420.935
Voci che non saranno riclassificate
nel conto economico
Utili (perdite) attuariali su benefici
successivi al rapporto di lavoro 33 9.316 (82.456)
Imposte sul reddito relative alle voci
che non saranno riclassificate 33 (2.599) 19.789
Totale voci che non saranno
riclassificate nel conto economico 6.717 (62.667)
Voci che potranno essere
riclassificate successivamente nel
conto economico - -
Altre componenti di conto
economico complessivo, dopo
imposte 6.717 (62.667)
Totale conto economico
complessivo dell'esercizio 293.579.501 238.358.268

STATO PATRIMONIALE

di cui con di cui con
(euro) Nota 31.12.2024 parti
correlate
31.12.2023 parti
correlate
Attività
Attività non correnti
Altre attività immateriali 15 180.417 - 278.490 -
Attività in diritto d'uso 16 879.318 - 559.728 -
Immobili, impianti e macchinari 17 6.643.367 - 6.895.099 -
Investimenti immobiliari 18 2.020.046 - 2.020.046 -
Partecipazioni in società controllate,
collegate e a controllo congiunto
19 2.828.804.336 - 2.825.778.350 -
Partecipazioni in altre imprese 20 6.637 - 6.635 -
Attività fiscali differite 35 111.232.016 - 59.004.021 -
Crediti e altre attività non correnti 21 526.150.663 525.393.026 220.785.699 220.004.525
3.475.916.800 3.115.328.068
Attività correnti
Crediti commerciali 22 9.943.643 9.437.584 8.978.222 7.794.986
Altri crediti 23 53.274.326 44.343.385 194.995.674 43.050.989
Disponibilità liquide 24 274.243.671 - 414.793.990 -
337.461.640 618.767.886
Attività possedute per la vendita 25 911.151 - 911.151 -

Totale Attività 3.814.289.591 3.735.007.105

di cui con di cui con
(euro) Nota 31.12.2024 parti
correlate
31.12.2023 parti
correlate
PATRIMONIO NETTO
Capitale sociale 26 123.636.659 - 123.636.659 -
Sovrapprezzo delle azioni 27 458.696.023 - 458.696.023 -
Altre riserve 28 431.304.168 - 432.440.078 -
Utili portati a nuovo 29 1.388.466.853 - 1.259.858.936 -
Utile dell'esercizio 293.572.784 - 238.420.935 -
Azioni proprie 26 (278.106.945) - (130.917.220) -
Totale Patrimonio netto 30 2.417.569.542 2.382.135.411 -
Passività
Passività non correnti
Finanziamenti a lungo termine 31 316.295.398 - 877.091.992 538.461.539
Debiti per locazioni 16 575.440 - 354.189 -
Strumenti finanziari derivati 32 - - 4.787.254 -
Benefici per i dipendenti 33 2.023.118 - 1.854.787 -
Fondi per rischi e oneri 34 2.463.593 - 2.442.396 -
Passività fiscali differite 35 9.069.686 - - -
Altri debiti non correnti 36 - - 775.222 -
330.427.235 887.305.840
Passività correnti
Quota corrente dei finanziamenti a
lungo termine 31 752.600.227 572.721.148 252.410.248 -
Finanziamenti a breve termine 31 281.122.365 275.799.759 181.674.881 176.772.357
Quota corrente dei debiti per locazioni 16 330.422 - 218.812 -
Debiti commerciali 37 5.342.749 89.958 5.762.311 286.405
Fondi per rischi e oneri 34 2.716.404 - 1.910.878 -
Altri debiti 38 24.180.647
1.066.292.814
156 23.588.724
465.565.854
-
Totale Passività 1.396.720.049 1.352.871.694
Totale Patrimonio netto e Passività 3.814.289.591 3.735.007.105

RENDICONTO FINANZIARIO

(euro) Note 2024 2023
Flusso monetario da attività operative
Cassa generata dalle operazioni 40 (2.066.836) 92.233.093
Interessi passivi pagati (24.193.412) (31.874.121)
Interessi passivi pagati a società del gruppo (32.463.867) (27.487.596)
Imposte sul reddito pagate (7.528.067) (7.379.196)
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività operative (66.252.182) 25.492.180
Flusso monetario da attività d'investimento
Investimenti in immobilizzazioni immateriali 15 (30.829) (40.992)
Investimenti in immobilizzazioni materiali 17 (965.786) (11.601.430)
Investimenti in altre partecipazioni 20 (6.350) (5.000)
Prezzo di realizzo immobilizzazioni materiali e immateriali 11.455 230.975
Prezzo di realizzo partecipazioni - 1.600.000
Variazioni dei crediti finanziari 21-23 139.797.293 (139.604.929)
Variazioni dei crediti finanziari verso società del gruppo 21-23 (297.237.230) 3.766.729
Dividendi delle partecipazioni 13 319.954.035 261.197.881
Interessi attivi incassati 29.412.768 20.905.642
Interessi attivi incassati da società del gruppo 455.639 1.512.672
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività
d'investimento 191.390.995 137.961.548
Flusso monetario da attività di finanziamento
Accensione di finanziamenti a lungo termine 31 149.526.120 -
Rimborso di finanziamenti a lungo termine 31 (252.500.000) (594.894.667)
Variazione netta dei finanziamenti a breve termine 31 594.473 -
Rimborsi di debiti per locazioni 16 (376.583) (259.960)
Variazione dei debiti finanziari 31 - (269.546)
Variazione dei debiti finanziari verso società del gruppo 31 98.266.795 79.488.217
Variazione delle partecipazioni senza perdita del controllo 19 (3.048.757) (503.021)
Acquisto di azioni proprie 26 (147.189.726) -
Dividendi pagati ad azionisti della società 41 (110.961.454) (83.309.327)
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività di
finanziamento (265.689.132) (599.748.304)
Effetti del conferimento sulla liquidità - (6.918)
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide (140.550.319) (436.301.494)
Disponibilità liquide iniziali 24 414.793.990 851.095.484
Disponibilità liquide finali 24 274.243.671 414.793.990

VARIAZIONI DI PATRIMONIO NETTO

(migliaia di euro) Capitale
sociale
Sovrap
prezzo delle
azioni
Altre
riserve
Utili
portati a
nuovo
Azioni
proprie
Utile
(perdita) del
esercizio
Totale
Saldi al 1 gennaio 2023 123.637 458.696 421.857 864.542 (130.918) 489.272 2.227.086
Utile dell'esercizio - - - - - 238.421 238.421
Altre componenti di conto economico
complessivo, dopo imposte
- - - (63) - - (63)
Totale conto economico complessivo
dell'esercizio
- - - (63) - 238.421 238.358
Dividendi - - - - - (83.309) (83.309)
Destinazione utile dell'esercizio - - 10.584 395.379 - (405.963) -
Saldi al 31 dicembre 2023 123.637 458.696 432.441 1.259.858 (130.918) 238.421 2.382.135
Utile dell'esercizio - - - - - 293.573 293.573
Altre componenti di conto economico
complessivo, dopo imposte
- - - 6 - - 6
Totale conto economico complessivo
dell'esercizio
- - - 6 - 293.573 293.579
Dividendi - - - - - (110.961) (110.961)
Destinazione utile dell'esercizio - - (1.137) 128.597 - (127.460) -
Acquisto azioni proprie - - - - (147.189) - (147.189)
Altri movimenti - - - 6 - - 6
Saldi al 31 dicembre 2024 123.637 458.696 431.304 1.388.467 (278.107) 293.573 2.417.570

NOTE AI PROSPETTI CONTABILI

1. INFORMAZIONI GENERALI

Buzzi SpA è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano. La sede legale e amministrativa è situata in Italia a Casale Monferrato (AL), in Via Luigi Buzzi 6. La società è quotata sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana.

Buzzi SpA è la società capogruppo che detiene direttamente o indirettamente tramite altre società le quote di partecipazione al capitale nei paesi in cui opera il gruppo Buzzi.

Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA, che direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede il 52,95% delle azioni con diritto di voto.

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la pubblicazione del presente progetto di bilancio civilistico in data 28 marzo 2025.

La Buzzi SpA, in qualità di capogruppo, ha inoltre predisposto il bilancio consolidato del gruppo Buzzi al 31 dicembre 2024.

2. SINTESI DEI PRINCIPI CONTABILI RILEVANTI

I principi contabili rilevanti adottati nella predisposizione del bilancio sono esposti di seguito. Non ci sono state variazioni rispetto al precedente esercizio, a meno che ciò non sia espressamente indicato.

2.1 Forma e contenuto

Il bilancio è stato predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (IFRS) emessi dall'International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 D. Lgs. 38/2005. Per IFRS s'intendono anche tutti i principi contabili internazionali aggiornati (IAS) e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), in precedenza denominato Standing Interpretations Committee (SIC).

Il bilancio è stato predisposto sulla base del principio del costo storico, modificato, come richiesto, per la valutazione delle attività/passività al valore equo, compresi gli strumenti derivati, e sul presupposto della continuità aziendale.

L'analisi dei rischi finanziari (nota 3), e di quelli legati alle questioni di sostenibilità (Informazioni Generali, SBM-3, Rendicontazione consolidata di sostenibilità), non ha fatto emergere criticità sulla continuità aziendale.

Il bilancio è redatto in euro che è la moneta corrente nell'economia in cui opera la società. I prospetti di conto economico, di stato patrimoniale e il rendiconto finanziario sono presentati in unità di euro, mentre il prospetto delle variazioni del patrimonio netto e i valori riportati nelle note ai prospetti contabili sono presentati in migliaia di euro. Gli schemi di bilancio scelti da Buzzi SpA prevedono: per il conto economico l'analisi dei costi basata sulla natura degli stessi e la pubblicazione di due prospetti separati, ovvero il conto economico tradizionale e quello complessivo; per lo stato patrimoniale la distinta presentazione delle attività correnti e non correnti e delle passività correnti e non correnti, generalmente adottata dalle società industriali e commerciali; per il rendiconto finanziario l'adozione del metodo indiretto. L'omogeneità di contenuto delle voci si ottiene, qualora necessario, mediante adattamento del bilancio posto a confronto. Le voci di bilancio esposte nel presente fascicolo sono state oggetto di alcuni adattamenti e integrazioni rispetto alle pubblicazioni effettuate in precedenza al fine di fornire una migliore rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica della società.

La società evidenzia nei prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario l'ammontare delle posizioni con parti correlate, distintamente dalle voci di riferimento (ai sensi della delibera CONSOB n. 15519 del 27 luglio 2006). Le operazioni con parti correlate sono anche riportate nella nota 44 del presente bilancio.

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di alcune importanti stime contabili. Inoltre si richiede che la direzione eserciti il proprio giudizio sul processo di applicazione delle politiche contabili della società. Le aree che comportano un maggior grado di attenzione o di complessità o le aree dove le ipotesi e le stime sono importanti per il bilancio sono esposte alla nota 4.

Principi, emendamenti e interpretazioni

I principi contabili applicati sono illustrati nella sintesi dei principi contabili rilevanti del bilancio consolidato a cui si fa riferimento (nota 2), integrati dai principi specifici riferiti a dividendi, vita utile di immobili, impianti e macchinari e rilevazione e valutazione delle partecipazioni in imprese controllate, collegate, a controllo congiunto e in altre imprese.

2.2 Dividendi percepiti

I dividendi percepiti dalle società partecipate sono riconosciuti a conto economico al momento della relativa deliberazione da parte degli organi assembleari dei bilanci delle partecipate.

2.3 Immobili, impianti e macchinari

Sono iscritti al costo d'acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori, meno i fondi ammortamento e le perdite di valore accumulate. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti, per la quota ragionevolmente imputabile, sostenuti fino all'entrata in funzione del bene. I costi sostenuti successivamente sono capitalizzati o iscritti come un cespite separato solo se incrementano i benefici economici futuri insiti nel bene cui si riferiscono. Il valore contabile delle parti sostituite viene eliminato. I costi di riparazione e manutenzione sono imputati al conto economico del periodo in cui sono sostenuti; i ricambi strategici più rilevanti vengono capitalizzati al momento dell'acquisto e ammortizzati dal momento della loro installazione.

L'ammortamento degli altri cespiti è calcolato a quote costanti, in relazione alla vita utile stimata e al loro valore residuo, come segue:

Fabbricati 11 – 34 anni
Impianti e macchinari 14 – 17 anni
Attrezzature, automezzi e autoveicoli da trasporto 5 – 6 anni
Mobili, macchine per ufficio e altri beni 6 – 9 anni

Se il valore contabile di un bene è maggiore del suo valore recuperabile stimato, si procede a ridurre il valore contabile a tale valore recuperabile.

2.4 Partecipazioni

Imprese controllate

Sono tutte le imprese (incluse le società veicolo) sulle quali la società detiene il controllo, inteso come il diritto a ricevere rendimenti variabili derivanti dal suo rapporto con l'entità e come capacità di influenzare quei rendimenti attraverso il proprio potere sull'entità stessa.

Imprese a controllo congiunto

Secondo IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto sono classificati come joint operation o joint venture a seconda dei doveri e diritti contrattuali di ciascun partecipante. Buzzi ha valutato la natura dei suoi accordi a controllo congiunto e stabilito che si tratta di joint venture.

Imprese collegate

Si considerano collegate le società nelle quali la società esercita un'influenza notevole ma non il controllo o il controllo congiunto. Generalmente una percentuale di partecipazione compresa tra il 20% e il 50% dei diritti di voto indica influenza notevole.

Altre imprese

Le altre partecipazioni, normalmente società non quotate detenute con una quota di possesso inferiore al 20%, sono iscritte al costo.

Le partecipazioni in imprese controllate, collegate, a controllo congiunto e in altre imprese sono iscritte al costo rettificato in presenza di perdite di valore.

Qualora si evidenzino segnali di potenziale perdita di valore, a mezzo di idonee analisi, si procede all'allineamento dell'intrinseco valore economico. Il costo originario viene ripristinato negli anni successivi, se vengono meno i motivi degli adeguamenti effettuati, e imputato al conto economico.

3. GESTIONE DEL RISCHIO

3.1 Fattori di rischio finanziario

Le attività di Buzzi sono esposte a diversi tipi di rischi finanziari, quali il rischio di mercato (compresi valuta, prezzo e tasso di interesse), il rischio di credito e il rischio di liquidità. Il gruppo utilizza, talvolta, strumenti finanziari derivati per coprire determinate esposizioni al rischio. Il servizio centrale di tesoreria e finanza, in stretta collaborazione con le unità operative del gruppo, svolge le attività di gestione del rischio volte a identificare, valutare ed eventualmente coprire i rischi finanziari sopra identificati.

Lo scenario geopolitico non ha determinato effetti negativi sulla liquidità del gruppo né variazioni nella gestione del rischio finanziario.

Nel 2024, al fine di stimolare l'economia che ha mostrato segnali di rallentamento nell'Eurozona e negli Stati Uniti, sia la BCE che la FED hanno iniziato a ridurre i tassi di interesse, con un impatto positivo nel mercato dei capitali.

Rischio di mercato

Buzzi opera a livello internazionale ed è pertanto esposta al rischio derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute estere, soprattutto rispetto al dollaro USA e al Real brasiliano. Il rischio di valuta deriva dalle operazioni commerciali future, dalle attività e passività iscritte in bilancio e dall'investimento netto in imprese estere. Le società estere beneficiano di una copertura naturale dal rischio di mercato, poiché tutte le principali operazioni commerciali sono effettuate nella valuta funzionale e non risentono delle fluttuazioni nei rapporti di cambio. La politica stabilita dalla direzione prevede che le entità del gruppo gestiscano la loro residuale esposizione al rischio valutario utilizzando principalmente strumenti di debito o liquidità in valuta oppure contratti derivati stipulati a livello della capogruppo quali, ad esempio, acquisti a termine di valuta negoziati secondo le procedure in essere. Essa prevede di considerare una copertura per i flussi di cassa attesi di ammontare rilevante e denominati in valute ad alta volatilità.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività che è stata condotta considerando una rivalutazione/svalutazione dell'euro sulle valute verso le quali la società ha un'esposizione significativa (dollaro USA e Real brasiliano) con un effetto diretto del 10% sull'esposizione netta in euro. Viene quindi preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato prima delle imposte tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Al 31 dicembre 2024, considerando l'esposizione netta alle valute estere convertite in euro, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, con effetto diretto sull'esposizione stessa, nei confronti del dollaro USA, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 24.027 migliaia di euro (superiore/inferiore di 20.039 migliaia nel 2023).

L'esposizione debitoria netta verso il dollaro rimane elevata in quanto risultano attivi finanziamenti infragruppo dalle controllate americane alla società.

Considerando invece l'esposizione netta al Real brasiliano convertito in euro, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, con effetto diretto sull'esposizione stessa, nei confronti del Real, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato inferiore/superiore di 39.400 migliaia di euro.

L'esposizione creditoria netta verso il Real, iniziata nell'esercizio 2024, è molto elevata in quanto risultano attivi finanziamenti infragruppo dalla capogruppo verso le controllate brasiliane.

La variazione dei tassi d'interesse di mercato può avere un effetto sul costo delle diverse forme di finanziamento o sul rendimento degli investimenti in strumenti monetari, provocando un impatto a livello di oneri finanziari netti sostenuti. Il rischio di tasso d'interesse deriva dai debiti finanziari a lungo termine. I finanziamenti accesi a tasso variabile espongono la società al rischio che i flussi finanziari oscillino in seguito a variazioni del tasso d'interesse; esso è parzialmente compensato dalle disponibilità liquide investite a tassi variabili. La politica generale di Buzzi SpA prevede di mantenere a tasso fisso il 70% circa del proprio indebitamento a lungo termine. A fine esercizio 2024, la quota di indebitamento a tasso fisso è molto inferiore e si attesta al 30% in seguito alle scadenze di finanziamenti a tasso fisso avvenute nel corso dell'esercizio e non rifinanziati. I finanziamenti a tasso variabile in essere a fine esercizio 2024 sono denominati in euro e in dollari. Si attua la migliore strategia riguardo ai tassi in base al momento di mercato e, talvolta, possono essere utilizzati contratti derivati per coprire il rischio di valore equo del tasso d'interesse.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività sull'esposizione ai tassi di interesse che è stata condotta considerando, come nei precedenti esercizi, un aumento dei tassi del 1% e una diminuzione del 1% sulle attività e passività finanziarie di Buzzi SpA. Viene preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato d'esercizio prima delle imposte, tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

La società analizza la propria esposizione ai tassi d'interesse su base dinamica, prendendo in considerazione il rifinanziamento, il rinnovo delle posizioni esistenti, le alternative di finanziamento e l'eventuale copertura. Secondo le simulazioni effettuate, l'impatto sull'utile ante imposte di un aumento o di una riduzione del 1% nel tasso d'interesse sarebbe un decremento/incremento di 4.411 migliaia di euro (un decremento/incremento di 2.163 migliaia nel 2023). Per ciascuna simulazione si applica la stessa modifica di tasso a tutte le valute. Gli scenari modificativi sono ipotizzati soltanto per le attività e passività che costituiscono le principali posizioni fruttifere d'interesse e per il fair value dei derivati su tassi d'interesse (se in essere alla data di bilancio).

Il valore della sensitività dell'anno 2024 risulta superiore in valore assoluto e dello stesso segno rispetto a quello dell'anno precedente, in quanto c'è stato, rispetto all'anno precedente, un incremento delle partite debitorie verso le società del gruppo soprattutto per i cash pooling attivi, mentre la diminuzione di liquidità è stata parzialmente compensata dall'aumento dei crediti per i finanziamenti concessi alle controllate brasiliane.

Rischio di credito

Il rischio di credito deriva dalle disponibilità liquide, dagli strumenti finanziari derivati e dai depositi presso le banche e le istituzioni finanziarie, così come dall'esposizione per i crediti in essere e le operazioni previste. Per quanto riguarda le banche e le istituzioni finanziarie, vengono accettati come controparti soltanto primari soggetti nazionali e internazionali con elevato merito creditizio. Esistono precise politiche volte a limitare l'entità dell'esposizione creditizia nei confronti di un qualsiasi istituto bancario.

Poiché Buzzi SpA fornisce principalmente servizi alle società del gruppo, la concentrazione del rischio di credito commerciale è poco significativa. Non ci sono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato.

Una valutazione delle possibili perdite è comunque condotta a ogni data di chiusura. La massima esposizione al rischio di credito alla data di bilancio è rappresentata dal valore di carico dei crediti commerciali esposti alla nota 22.

Di seguito le informazioni circa l'esposizione al rischio di credito:

2024 2023
% %
Crediti Fondo fondo Crediti Fondo fondo
commerciali svalutazione su commerciali svalutazione su
(migliaia di euro) lordi crediti crediti lordi crediti crediti
Non scaduti 8.914 - - 7.818 - -
Giorni di scaduto
Minore di 30
giorni 552 - - 452 - -
Tra 30 e 60 giorni 7 - - 6 - -
Tra 61 e 90 giorni 5 - - 1 - -
Tra 91 e 180
giorni - - - 18 - -
Oltre 180 giorni 1.075 (609) 56,65 1.224 (541) 44,20
10.553 (609) 5,77 9.519 (541) 5,68

La società limita la propria esposizione al rischio di credito stabilendo limiti massimi per i termini di incasso.

Rischio di liquidità

La prudente gestione del rischio di liquidità comporta mantenere una sufficiente liquidità e titoli facilmente negoziabili, la disponibilità di fondi attraverso un importo adeguato di linee di credito confermate e non confermate, la capacità di liquidare posizioni di mercato. A causa della natura dinamica che hanno le attività operative, il servizio centrale di tesoreria mira a mantenere la flessibilità finanziaria tramite la disponibilità di affidamenti nell'ambito delle linee di credito confermate.

Le previsioni di cassa future sono elaborate a livello di singola controllata operativa e aggregate dal servizio tesoreria di gruppo. La finanza di gruppo verifica le previsioni aggiornate per assicurare che ci sia sufficiente liquidità per soddisfare le esigenze operative e, allo stesso tempo, mantiene un margine sufficiente sulle linee di credito non utilizzate.

Le stime e le proiezioni, tenendo conto dei mutamenti che possono prodursi nell'andamento della redditività, dimostrano che il gruppo è in grado di operare con l'attuale livello di finanziamenti. Buzzi prepara il rifinanziamento delle posizioni debitorie con il dovuto anticipo rispetto alle scadenze. La società utilizza vari strumenti di debito e mantiene un regolare rapporto con gli enti finanziatori abituali e prospettici in merito alle future necessità, dal quale emerge che il rinnovo possa avvenire a condizioni soddisfacenti.

L'analisi delle scadenze per le principali passività finanziarie si trova alla nota 31.

3.2 Gestione del capitale

Buzzi SpA, nell'ambito delle sue procedure di gestione del capitale, si pone l'obiettivo di salvaguardare la continuità aziendale per fornire ritorni economici agli azionisti e vantaggi agli altri stakeholder, e di mantenere una struttura del capitale ottimale.

Al fine di mantenere o modificare la struttura del capitale, la società può cambiare l'importo dei dividendi distribuiti agli azionisti, restituire il capitale agli azionisti, emettere nuove azioni, realizzare acquisti di azioni proprie o vendere attività per migliorare la posizione finanziaria netta.

3.3 Determinazione del valore equo

Di seguito un'analisi degli strumenti finanziari rilevati in bilancio al valore equo. I diversi livelli sono definiti come segue:

  • quotazioni del prezzo (non rettificate) pubblicate in mercati attivi per attività o passività identiche (livello 1);

  • utilizzo di dati diversi dai prezzi quotati di cui al livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività sia direttamente (prezzi) sia indirettamente (derivati dai prezzi) (livello 2);

  • utilizzo di dati e ipotesi riferiti all'attività o alla passività che non sono basati su dati di mercato osservabili (input non osservabili) (livello 3).

Al 31 dicembre 2024 non sono presenti passività valutate al valore equo.

La seguente tabella presenta le passività valutate al valore equo al 31 dicembre 2023:

(migliaia di euro) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Passività
Strumenti finanziari derivati (non correnti) - - (4.787) (4.787)
Totale Passività - - (4.787) (4.787)

Nel corso del 2024 non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli di fair value. Nessuna modifica è intervenuta nelle tecniche di valutazione adottate durante i periodi.

Il valore equo degli strumenti finanziari scambiati in mercati attivi è determinato con riferimento alle quotazioni di mercato alla data di bilancio. La quotazione utilizzata per le attività finanziarie corrisponde al prezzo d'offerta corrente. Questi strumenti, qualora presenti, sono classificati nel livello 1.

Il valore equo degli strumenti finanziari che non sono scambiati in un mercato attivo (per esempio i derivati contrattati individualmente) è determinato utilizzando tecniche di valutazione. Questi metodi fanno il massimo uso dei dati di mercato osservabili, quando disponibili, e si affidano il meno possibile a ipotesi specifiche dell'entità. Se tutte le informazioni rilevanti richieste sono osservabili, lo strumento è classificato nel livello 2. Se una o più ipotesi rilevanti utilizzate non sono basate su dati di mercato osservabili, lo strumento è classificato nel livello 3.

I derivati di livello 3 al 31 dicembre 2023 includevano l'opzione di put e call sul residuo 50% di interessenza in Nacional Cimentos Participações SA. In seguito all'acquisizione del 100% della società, l'opzione si è estinta.

La società possiede numerosi strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo nello stato patrimoniale. Per la maggior parte di questi strumenti (crediti commerciali, al netto del relativo fondo svalutazione, debiti commerciali, altri crediti, altri debiti) si ritiene che il valore contabile approssimi il loro valore equo. Il valore equo delle passività finanziarie a lungo termine, riportato nelle note per completezza d'informativa, si ottiene scontando i flussi di cassa contrattuali futuri al tasso d'interesse di mercato che si applica attualmente agli analoghi strumenti finanziari della società.

3.4 Altri rischi

Per quanto riguarda gli altri rischi, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

4. STIME E IPOTESI RILEVANTI

Le stime e assunzioni utilizzate nel bilancio civilistico sono illustrate nella nota 4 del bilancio consolidato, integrate, per la parte relativa alle partecipazioni in società controllate collegate e a controllo congiunto, con quanto riportato in nota 19.

5. RICAVI NETTI

I ricavi da contratti con clienti derivano da prestazioni di servizi.

di cui di cui
(migliaia di euro) 2024 correlate 2023 correlate
Cessioni di beni - - - -
Ricavi per prestazioni di servizi e recupero spese 9.840 9.840 8.316 8.316
9.840 9.840 8.316 8.316

I ricavi sono rappresentati principalmente da prestazioni a società del gruppo per servizi amministrativi, finanziari, assistenza informatica, legale e fiscale.

6. ALTRI RICAVI OPERATIVI

Gli altri ricavi operativi accolgono proventi diversi derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, non attribuibili ad attività di vendita di beni e prestazioni di servizi caratteristici. Essi sono così ripartiti:

di cui di cui
(migliaia di euro) 2024 correlate 2023 correlate
Recuperi spese 5.361 5.156 4.428 4.228
Sopravvenienze attive e proventi diversi 2 - 1.951 64
Affitti attivi 488 - 56 1
Plusvalenze su alienazione immobili, impianti e
macchinari 8 7 16 13
Altri 391 - 1.027 493
6.250 5.163 7.478 4.799

La voce recupero spese comprende principalmente il riaddebito alle società del gruppo delle spese informatiche per hardware e software.

7. MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE E DI CONSUMO

Nella voce sono compresi principalmente i costi relativi alla gestione degli immobili della sede.

8. SERVIZI

La voce è dettagliata come segue:

(migliaia di euro) 2024 di cui
correlate
2023 di cui
correlate
Manutenzioni e prestazioni di terzi 1.267 - 1.309 -
Assicurazioni 281 - 298 -
Legali e consulenze professionali 4.591 587 3.680 704
Godimento beni di terzi 1.180 - 1.315 -
Spese viaggio dipendenti 534 9 457 -
Altri 3.923 5 4.141 (870)
11.776 601 11.200 (166)

La voce godimento beni di terzi comprende i canoni di leasing che rientrano nelle esenzioni previste dal principio IFRS 16, ovvero contratti per cespiti di modico valore per 110 migliaia di euro. La riga comprende inoltre le spese per canoni di locazione al di fuori dell'ambito di applicazione del principio IFRS 16 per 1.070 migliaia di euro; questi contratti non sono pertanto capitalizzati.

9. COSTI DEL PERSONALE

Il dettaglio delle spese per prestazioni di lavoro subordinato si articola così:

di cui di cui
(migliaia di euro) 2024 correlate 2023 correlate
Salari e stipendi 11.036 135 10.585 143
Oneri sociali 4.138 37 3.891 29
Oneri per fondo pensione 818 8 822 6
Altri 2.027 - 1.363 -
18.019 180 16.661 178

Il numero dei dipendenti è il seguente:

Organico (fine periodo) 2024 2023
Impiegati e dirigenti 163 157
Operai e intermedi 3 3
166 160
Organico (medio) 2024 2023
Impiegati e dirigenti 159 154
Operai e intermedi 3 3
162 157

10. ALTRI COSTI OPERATIVI

Gli altri costi operativi diversi, derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, si compongono come segue:

di cui di cui
(migliaia di euro) 2024 correlate 2023 correlate
Svalutazione crediti 68 - (92) -
Accantonamenti per rischi e oneri 139 - 1.054 -
Sopravvenienze passive 15 - 4.464 62
Contributi associativi 351 - 326 -
Altri 803 - 1.945 -
1.376 - 7.697 62

11. AMMORTAMENTI

L'importo complessivo si riferisce alle seguenti voci:

(migliaia di euro) 2024 2023
Attività immateriali 129 182
Immobili, impianti e macchinari 1.073 1.089
Attività in diritto d'uso 354 265
1.556 1.536

12. PLUSVALENZE DA REALIZZO PARTECIPAZIONI

Le plusvalenze da realizzo partecipazioni hanno saldo nullo, lo scorso esercizio l'importo di 441 migliaia di euro si riferiva principalmente alla vendita della partecipazione detenuta in Premix Srl.

13. PROVENTI E ONERI FINANZIARI

Si riassume qui di seguito il contenuto della voce:

(migliaia di euro) 2024 2023
Proventi finanziari
Interessi attivi bancari 22.992 19.027
Interessi attivi da controllate 9.835 1.505
Interessi attivi su finanziamenti ad altre società del gruppo 3.032 3.913
Valutazione strumenti finanziari derivati 4.787 -
Differenze attive di cambio 20.222 25.968
Dividendi da partecipazioni 319.929 260.252
Altri proventi finanziari 230 73
381.027 310.738
Oneri finanziari
Interessi passivi su debiti verso banche (24.045) (23.654)
Interessi passivi su prestiti obbligazionari - (878)
Interessi passivi a controllate (33.225) (29.208)
Valutazione strumenti finanziari derivati - (15.818)
Interessi passivi su benefici per i dipendenti (52) (79)
Svalutazioni di partecipazioni e altre (29) (8)
Differenze passive di cambio (69.080) (19.376)
Altri oneri finanziari (423) (316)
(126.854) (89.337)
Proventi finanziari netti 254.173 221.401

Il saldo dei proventi (oneri) finanziari netti, nel 2024 è maggiore di 32.772 migliaia di euro rispetto al 2023, ciò è dovuto principalmente a maggiori dividendi percepiti, maggiori interessi attivi bancari da istituti di credito e da imprese controllate e variazione positiva del fair value degli strumenti derivati, compensate parzialmente da maggiori differenze cambio passive e maggiori interessi passivi a controllate rispetto allo scorso esercizio.

I dividendi deliberati dalle società partecipate sono i seguenti:

(migliaia di euro) 2024 2023
Dividendi da imprese controllate:
- Dyckerhoff GmbH 95.000 65.000
- Alamo Cement Company 61.249 65.432
- Rc Lonestar Inc. 73.600 48.562
229.849 178.994
Dividendi da imprese collegate e a controllo congiunto:
- Fresit BV 58.402 46.950
- Presa International BV 17.190 13.800
- Nacional Cimentos Participações SA 5.941 15.170
- Laterlite SpA 2.250 1.200
- Alpacem Cement dd (già Salonit Anhovo Gradbeni Materiali d.d.) 5.007 2.504
- Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SPA 552 1.070
- Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SPA 738 564
90.080 81.258
Totale dividendi 319.929 260.252

14. IMPOSTE SUL REDDITO

Le imposte sul reddito sono così composte:

(migliaia di euro) 2024 2023
Imposte correnti (12.947) (11.786)
Imposte differite (43.161) (26.862)
Imposte esercizi precedenti - 241
(56.108) (38.407)

La voce imposte correnti è costituita principalmente dalle ritenute effettuate sui dividendi e sugli interessi attivi su finanziamenti a società del gruppo per 8.828 migliaia di euro e da imposte positive IRES per 21.775 migliaia di euro (importo determinato come differenza tra le imposte positive dell'esercizio per 7.259 migliaia di euro e l'utilizzo di perdite pregresse per 14.030 migliaia di euro, minori imposte dell'esercizio precedente per 223 migliaia di euro, utilizzo di crediti di imposta per 270 migliaia di euro e altre variazioni negative per 7 migliaia di euro).

La voce imposte differite, pari a un valore positivo di 43.161 migliaia di euro, include le imposte differite attive iscritte (63.038 migliaia di euro) a fronte delle valutazioni circa la recuperabilità delle perdite pregresse e interessi passivi nel prevedibile futuro (nota 35) ed è così determinata:

(migliaia di euro)
Variazioni imposte differite attive relative a: 43.248
- fondo rischi e oneri 30
- finanziamenti a lungo termine (5.828)
- iscrizione differite attive su perdite esercizi precedenti 49.002
- altre 44
Variazioni imposte differite passive relative a: (87)
- iscrizione differite passive su dividendi da controllate (87)
43.161

La riconciliazione tra le imposte iscritte in bilancio e l'onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali teoriche vigenti, è la seguente:

(migliaia di euro) 2024 2023
Utile prima delle imposte 237.465 200.014
Aliquota IRES 24,00% 24,00%
Imposte sul reddito IRES teoriche 56.992 48.003
Effetto fiscale IRES delle differenze permanenti (74.371) (48.472)
Imposte relative ad esercizi precedenti - 241
Altre variazioni da riconoscimento Ires a consolidato fiscale - -
Rettifiche/mancata iscrizione di imposte differite dell'esercizio - (26.045)
Altre variazioni da riconoscimento Ires a consolidato fiscale (63.038) (17.644)
Ritenute alla fonte su dividendi e interessi 8.829 6.532
Altre variazioni 15.480 (1.022)
Imposte sul reddito iscritte in bilancio (56.108) (38.407)

La fiscalità per il 2024 è positiva per 56.108 migliaia di euro (pari al 23,63% del reddito ante imposte), nel precedente esercizio era positiva per 38.407 migliaia di euro (pari al 19,20% del reddito ante imposte).

15. ALTRE ATTIVITÀ IMMATERIALI

Altre attività immateriali
Immobilizzazioni
Brevetti, licenze in corso e
(migliaia di euro) e simili acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2023
Costo storico 8.451 - 500 8.951
Fondo ammortamento (8.032) - (500) (8.532)
Valore netto 419 - - 419
Esercizio 2023
Incrementi 26 15 - 41
Trasferimenti - - - -
Ammortamenti dell'esercizio (182) - - (182)
Valore netto 263 15 - 278
Valore netto al 31.12.2023
Costo storico 8.477 15 500 8.992
- Fondo ammortamento (8.214) - (500) (8.714)
Valore netto 263 15 - 278
Esercizio 2024
Incrementi 32 - 32
Trasferimenti 6 (4) - 2
Disinvestimenti netti
- Costo originario (5) - - (5)
- Fondo ammortamento 2 - - 2
Ammortamenti dell'esercizio (129) - - (129)
Valore netto 169 11 - 180
Valore netto al 31.12.2024
Costo storico 8.510 11 500 9.021
Fondo ammortamento (8.341) - (500) (8.841)
Valore netto 169 11 - 180

Al 31 dicembre 2024 il valore netto della voce brevetti, licenze e simili comprende brevetti per 64 migliaia di euro, marchi per 2 migliaia di euro e licenze software applicativi per 103 migliaia di euro; l'incremento dell'esercizio pari a 32 migliaia di euro si riferisce all'acquisto di licenze per software e brevetti. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (32 migliaia di euro).

L'ammortamento delle attività immateriali nel conto economico è compreso nella voce ammortamenti (nota 11).

16. ATTIVITÀ IN DIRITTO D'USO E DEBITI PER LOCAZIONI

(migliaia di euro) Terreni e
fabbricati
Altro Totale
Al 1 gennaio 2023
Costo storico 126 957 1.083
Fondo ammortamento (83) (628) (711)
Valore netto 43 329 372
Esercizio 2023
Incrementi e altro 27 439 466
Estinzioni e altro:
- Costo storico (13) (394) (407)
- Fondo ammortamento 10 384 394
Ammortamenti (34) (231) (265)
Valore netto 33 527 560
Valore netto al 31.12.2023
Costo storico 140 1.002 1.142
- Fondo ammortamento (107) (475) (582)
Valore netto 33 527 560
Incrementi e altro 151 587 738
Estinzioni e altro:
- Costo storico - (280) (280)
- Fondo ammortamento - 215 215
Ammortamenti (45) (309) (354)
Riclassifiche - - -
Valore netto 139 740 879
Al 31 dicembre 2024
Costo storico 291 1.309 1.600
Fondo ammortamento (152) (569) (721)
Valore netto 139 740 879

I debiti per locazioni iscritti tra le passività al 31 dicembre 2024 ammontano a 905 migliaia di euro. Durante l'esercizio 2024, l'effetto finanziario dovuto alla revisione dei termini dei leasing, principalmente per opzioni di proroga e di risoluzione, è stato un decremento dei debiti per locazioni e delle attività in diritto d'uso pari 159 migliaia di euro.

Lo scadenzario che segue suddivide il valore attuale dei debiti per locazioni alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2024 2023
Entro 6 mesi 177 119
Tra 6 e 12 mesi 153 100
Tra 1 e 5 anni 575 354
905 573

Di seguito il dettaglio dei flussi finanziari in uscita per i leasing:

(migliaia di euro) 2024 2023
Leasing a breve termine, modesto valore e componenti variabili 110 123
Quota interessi 29 12
Quota capitale 377 260
516 395

17. IMMOBILI, IMPIANTI E MACCHINARI

Terreni e Impianti e Attrezzature
industriali e
Immobilizza
zioni in
corso e
(migliaia di euro) fabbricati macchinari commerciali acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2023
Costo storico 11.718 3.512 946 249 7.061 23.486
Fondo ammortamento (6.436) (3.019) (624) - (6.208) (16.287)
Valore netto 5.282 493 322 249 853 7.199
Esercizio 2023
Incrementi 23 4 139 374 304 844
Riclassifiche costo storico - - 25 (25) - -
Disinvestimenti netti
-Costo storico (8) (48) - (46) (190) (292)
-Fondo ammortamento 4 45 - - 184 233
Ammortamenti (600) (67) (116) - (306) (1.089)
Valore netto 4.701 427 370 552 845 6.895
Valore netto al 31.12.2023
Costo storico 11.733 3.468 1.110 552 7.175 24.038
-Fondo ammortamento (7.032) (3.041) (740) - (6.330) (17.143)
Valore netto 4.701 427 370 552 845 6.895
Esercizio 2024
Incrementi 10 6 10 753 50 829
Riclassifiche costo storico 26 70 - (102) - (6)
Disinvestimenti netti -
-Costo storico - - - - (72) (72)
-Fondo ammortamento - - - - 70 70
Ammortamenti (603) (68) (134) - (268) (1.073)
Valore netto 4.134 435 246 1.203 625 6.643
Valore netto al 31.12.2024
Costo storico 11.769 3.544 1.120 1.203 7.153 24.789
- Fondo ammortamento (7.635) (3.109) (874) - (6.528) (18.146)
Valore netto 4.134 435 246 1.203 625 6.643

Le riclassifiche costo storico si riferiscono a immobilizzazioni in corso entrate in funzione nell'esercizio per 102 migliaia di euro e al trasferimento a immobilizzazioni immateriali per 6 migliaia di euro.

Gli investimenti contabilizzati nell'esercizio 2024, ammontano a 829 migliaia di euro e riguardano principalmente acquisto di hardware e attrezzatura. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (966 migliaia di euro).

Gli ammortamenti degli immobili, impianti e macchinari sono inclusi nel conto economico alla voce ammortamenti (nota 11).

Alla data di bilancio non esistono immobili, impianti e macchinari gravati da ipoteche o pegni, a titolo di garanzia su finanziamenti ottenuti.

18. INVESTIMENTI IMMOBILIARI

Sono contabilizzati al costo e il loro valore equo, sulla base di valutazioni interne ed esterne indipendenti, al 31 dicembre 2024 è pari a 3.663 migliaia di euro ed è classificabile come livello 2, in quanto si basa su dati osservabili.

Per gli altri cespiti che compongono la voce, la determinazione del valore di mercato, effettuata con valutazioni interne è avvenuta utilizzando stime comparative basate su recenti transazioni di immobili analoghi, ove disponibili, e confrontando le stesse con informazioni provenienti dagli operatori immobiliari attivi nella zona di interesse e con altre banche dati pubbliche.

Nel corso dell'esercizio non ci sono state variazioni.

(migliaia di euro) 2024 2023
Costo storico 3.301 3.301
Fondo ammortamento (1.194) (1.194)
Fondo svalutazione (87) (87)
Valore netto 2.020 2.020

I proventi derivanti dalla gestione degli investimenti immobiliari ammontano a 138 migliaia di euro.

L'indicazione, ai sensi della legge n. 72/1983, art. 10, dei beni ancora in patrimonio al 31 dicembre 2024 sui quali sono state effettuate in questo esercizio e in esercizi precedenti rivalutazioni a norma di specifiche leggi o per effetto di imputazioni di disavanzo di fusione, viene riportata nel prospetto che segue:

PROSPETTO DELLE RIVALUTAZIONI SUI BENI IN PATRIMONIO AL 31 DICEMBRE 2024

Per adempimento agli obblighi di cui all'art. 10 della legge 72 del 19.3.1983, precisiamo che sui cespiti in patrimonio al 31 dicembre 2024 sono state eseguite le rivalutazioni di cui al seguente prospetto:

Valori storici
assoggettati a
Rivalut. L. n° Rivalut. L. n° Rivalut. L. n° Rivalutaz. da Valori storici
non assoggettati a
Totale
(migliaia di euro) rivalutazione 576/75 72/83 413/91 fusioni rivalutazione 31.12.2024
Terreni e fabbricati 465 1 58 56 - 14.552 15.132
Impianti e macchinari 3.342 2 - - 1.991 8.503 13.838
Attrezzature industriali e
commerciali
- - - - - 1.120 1.120
Altri beni - - - - - 7.153 7.153
Immobilizzazioni in corso
e acconti
- - - - - 1.202 1.202
3.807 3 58 56 1.991 32.530 38.445

Il totale di 38.445 migliaia di euro è comprensivo del costo storico rivalutato degli immobili, impianti e macchinari per 24.789 migliaia di euro, degli investimenti immobiliari per 3.301 migliaia di euro, delle attività possedute per la vendita pari a 10.355 migliaia di euro.

19. PARTECIPAZIONI IN SOCIETÀ CONTROLLATE, COLLEGATE E A CONTROLLO CONGIUNTO

Nel corso dell'esercizio sono state costituite le nuove società Buzzi Gestione Immobili Srl (3.000 migliaia di euro) e Buzzi Participações Ltda (163 euro). Tramite Buzzi Participações Ltda è stato acquisito l'ulteriore 50% di Nacional Cimentos Participações SA; per effetto di tale acquisto ora Buzzi SpA detiene il 100% del gruppo brasiliano.

(migliaia di euro) 2024 2023
Inizio esercizio
Costo Storico 3.126.011 3.128.204
Fondo svalutazione (300.233) (301.767)
Valore netto 2.825.778 2.826.437
Incrementi/Decrementi 3.049 503
Svalutazioni, rivalutazioni, ripristini di valore (23) (3)
Cessioni ed altro costo storico - (2.696)
Cessioni ed altro fondo svalutazione - 1.537
Fine esercizio
Costo Storico 3.129.060 3.126.011
Fondo svalutazione (300.256) (300.233)
Valore netto 2.828.804 2.825.778

Il valore contabile delle partecipazioni viene sottoposto a verifica per l'identificazione di eventuali indicatori di perdite di valore sulla base della policy di impairment approvata in via separata e anticipata rispetto al presente bilancio civilistico.

Dall'analisi effettuata, non sono emerse indicazioni che tali attività possano aver subito una perdita di valore, eccetto che per le due società collegate algerine (Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA e Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA).

Inoltre, è stata condotta un'analisi di sensitività sul valore recuperabile al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto.

Solo con una riduzione dei flussi di cassa di una certa entità o con un incremento del tasso di attualizzazione di alcuni punti percentuali, il valore recuperabile delle due collegate risulterebbe inferiore al valore contabile alla data di bilancio.

In dettaglio, con l'evidenza delle variazioni avvenute nell'esercizio 2024, le partecipazioni risultano essere le seguenti:

Valore netto
al
Acquisizioni Cessioni/ Ripristini di
valore
Valore netto
al
% di
(migliaia di euro) 31.12.2023 Trasferimenti Riclassifiche (svalutazioni) 31.12.2024 possesso
Partecipazioni in:
Società controllate
Buzzi Unicem Srl - Casale Monferrato AL (IT) 389.163 - - 26 389.189 100,00
Unical SpA - Casale Monferrato AL (IT) 126.182 - - - 126.182 100,00
Nacional Cimentos Participações SA - Recife (BR) - - 165.824 - 165.824 50,65
Dyckerhoff GmbH - Wiesbaden (DE) -
1.843.564
- - - 1.843.564 100,00
Buzzi Participações Ltda - Recife (BR) (*)
-
- - - - 100,00
Buzzi Gestione Immobili Srl - Casale Monferrato
AL (IT)
- 3.000 - - 3.000 100,00
Alamo Cement Company - San Antonio (USA) 27.607 - - - 27.607 100,00
RC Lonestar Inc. - Wilmington - (USA) 155.055 - - - 155.055 51,50
Buzzi Unicem Algérie Sàrl in liquidazione - Ouled
Fayet -Algeri (DZ)
- 49 - (49) - 70,00
2.541.571 3.049 165.824 (23) 2.710.421
Società a controllo congiunto
Nacional Cimentos Participações SA - Recife (BR) 165.824 - (165.824) - - -
Fresit BV - Amsterdam (NL) 6.479 - - 6.479 50,00
Presa International BV Amsterdam - (NL) 3.950 - - 3.950 50,00
176.253 - (165.824) - 10.429
Società collegate
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE
SpA - Sour El Ghozlane (DZ)
33.000 - - - 33.000 35,00
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA -
Azzaba (DZ) 39.455 - - - 39.455 35,00
Alpacem Cement dd (già Salonit Anhovo
Gradbeni Materiali d.d.)
23.113 - - - 23.113 25,00
Alpacem Cementi Italia SpA - San Vito al
Tagliamento PN (IT) 2.886 - - - 2.886 25,00
Hinfra Srl - Casale Monferrato AL (IT) 2.000 - - 2.000 60,00
Laterlite SpA - Solignano PR (IT) 7.500 - - - 7.500 33,00
Premix SpA - Melilli SR (IT) - - - - - -
107.954 - - - 107.954
Totale società controllate, collegate e a controllo
congiunto
2.825.778 3.049 - (23) 2.828.804

(*) il valore della partecipazione è di 163 euro.

Elenco delle partecipazioni con le informazioni integrative richieste dalla CONSOB (comunicazione n° DEM/6064293 del 28 luglio 2006):

(euro)
Denominazione Risultato Patrimonio % di Numero Valore
e sede sociale Capitale d'esercizio netto possesso azioni/quote contabile
Società controllate
Buzzi Unicem Srl
Casale Monferrato (AL)
Al 31.12.2023 120.000.000 109.446.598 503.644.674 100,00 - 389.163.676
Al 31.12.2024 120.000.000 149.147.679 652.850.363 100,00 - 389.189.499
Unical SpA
Casale Monferrato (AL)
Al 31.12.2023 130.235.000 24.132.772 138.724.324 100,00 260.470.000 126.181.074
Al 31.12.2024 130.235.000 41.683.582 180.427.331 100,00 260.470.000 126.181.074
Dyckerhoff GmbH
Wiesbaden (DE)
Al 31.12.2023 105.639.816 211.245.353 1.772.213.284 100,00 - 1.843.564.084
Al 31.12.2024 105.639.816 243.535.889 1.920.749.172 100,00 - 1.843.564.084
Nacional Cimentos
Participações SA
Recife (BR)
Al 31.12.2023 837.072.000 (#) 51.269.350 276.676.862 50,00 - 165.824.145
Al 31.12.2024 837.072.000 (#) 14.270.354 181.137.019 50,65 - 165.824.145
Alamo Cement Company
San Antonio (USA)
Al 31.12.2023 200.000 (*) 111.968.388 576.222.727 100,00 200.000 27.607.046
Al 31.12.2024 200.000 (*) 133.948.370 697.953.038 100,00 200.000 27.607.046
RC Lonestar Inc.
Wilmington - (USA)
Al 31.12.2023 10 (*) 295.706.630 2.381.384.918 51,00 515 155.054.642
Al 31.12.2024 10 (*) 368.877.982 2.768.998.873 51,00 515 155.054.642

(#) importi espressi in BRL.

(*) importi espressi in USD.

Per le partecipazioni delle principali società collegate e a controllo congiunto vengono forniti gli ultimi dati pubblicati relativi all'esercizio 2023:

Totale Totale Risultato
(migliaia di euro) attività passività Ricavi d'esercizio
2023
Fresit BV 223.488 88 93.982 93.847
Presa International BV 202.292 31 27.657 27.582
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA 119.670 16.308 29.693 4.652
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA 143.769 22.154 35.580 5.198
Alpacem Cement dd (già Salonit Anhovo Gradbeni
Materiali d.d.) 184.634 32.906 135.990 30.649
Alpacem Cementi Italia SpA 39.413 21.912 52.212 1.980
Laterlite SpA 175.441 67.721 169.125 22.555

20. PARTECIPAZIONI IN ALTRE IMPRESE

(migliaia di euro) 2024 2023
Inizio esercizio
Costo Storico 496 9.243
Fondo svalutazione (489) (3.747)
Valore netto 7 5.496
Incrementi/ Decrementi costo storico per conferimento - (8.752)
Incrementi/ Decrementi fondo svalutazione per conferimento - 3.263
Acquisizioni e sottoscrizioni 6 5
Svalutazioni (6) (5)
Fine esercizio
Costo Storico 502 496
Fondo svalutazione (495) (489)
Valore netto 7 7

L'elenco delle partecipazioni in altre imprese al 31 dicembre 2024 è il seguente:

(migliaia di euro) Valore netto al
31.12.2023
Acquisizioni/
Trasferimenti
Ripristini di
valore
(svalutazioni)
Valore netto al
31.12.2024
% di
possesso
Partecipazioni in:
A.S. Junior Libertas Pallacanestro
S.s.d. a r.l. - Casale Monferrato AL
(IT) 7 6 (6) 7 13,27
Tassullo SpA in procedura
concorsuale - Ville d'Anaunia TN
(IT) (1) - - - - 2,00
Totale altre imprese 7 6 (6) 7

(1) Il valore della partecipazione Tassullo SpA (in procedura concorsuale) è di 1 euro.

21. CREDITI E ALTRE ATTIVITÀ NON CORRENTI

La seguente tabella riassume le principali categorie di crediti non correnti:

(migliaia di euro) 2024 2023
Crediti tributari 703 703
Crediti finanziari non correnti verso controllate 525.393 219.005
Crediti finanziari non correnti verso collegate - 1.000
Crediti verso dipendenti 20 20
Crediti per depositi cauzionali attivi 34 58
526.150 220.786

La voce si incrementa di 305.364 migliaia di euro; il saldo ha scadenza superiore ai 12 mesi.

Crediti finanziari non correnti verso controllate

Valore netto
al
Differenze Valore netto
al
Valore
equo
(migliaia di euro) 31.12.2023 Incrementi Rimborsi cambio 31.12.2024 31.12.2024
Buzzi Participações Ltda -
Recife (BR) - 310.731 - (18.130) 292.601 248.470
Companhia de Cimento da
Paraíba - CCP - 68.339 - 139 68.478 68.608
Companhia Nacional de
Cimento - CNC 219.005 - (68.586) 13.895 164.314 159.518
219.005 379.070 (68.586) (4.096) 525.393 476.596

La voce crediti finanziari non correnti verso correlate include il prestito in dollari USA (valore residuo 70.705 migliaia di USD) con scadenza aprile 2026 concesso a Companhia Nacional de Cimento - CNC, parzialmente rimborsato nel 2024 per 68.586 migliaia di euro; nel corso dell'esercizio sono stati concessi finanziamenti in Real brasiliano a Buzzi Participações Ltda per 310.731 migliaia di euro (1.880.049 migliaia di BRL) con scadenza settembre 2029 e a Companhia de Cimento da Paraíba – CCP per 68.339 migliaia di euro (440.000 migliaia di BRL) con scadenza dicembre 2034.

La massima esposizione al rischio di credito è rappresentata dal valore di carico dei vari crediti sopra menzionati.

22. CREDITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2024 2023
Crediti commerciali 1.191 1.809
(Fondo svalutazione crediti) (609) (541)
Crediti commerciali, netto 582 1.268
Altri crediti commerciali:
- verso imprese controllate 9.160 7.388
- verso imprese collegate - 45
- verso controllanti 17 35
- verso altre società del gruppo 185 242
9.944 8.978

I crediti commerciali sono costituiti principalmente da crediti verso imprese controllate derivanti dalle prestazioni riaddebitate alle società del gruppo, non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza compresa tra 30 e 120 giorni.

Il saldo dei crediti commerciali è così composto:

(migliaia di euro) 2024 2023
Crediti commerciali non scaduti 8.914 7.818
Crediti commerciali scaduti non in contenzioso 1.098 1.160
Crediti commerciali in contenzioso 541 541
A dedurre:
- Fondo svalutazione crediti (609) (541)
9.944 8.978

Nella seguente tabella è presentata la movimentazione del Fondo svalutazione crediti:

(migliaia di euro) 2024 2023
Inizio esercizio 541 633
Accantonamenti (rilasci) 68 (92)
Fine esercizio 609 541

L'informazione circa l'esposizione al rischio di credito si trova nella nota 3.

23. ALTRI CREDITI

(migliaia di euro) 2024 2023
Crediti finanziari correnti verso parti correlate 9.324 14.403
Crediti per imposte sul reddito verso Fimedi 35.020 28.620
Crediti per imposte sul reddito 4.472 5.318
Crediti tributari 416 274
Crediti verso istituti previdenziali 396 458
Crediti verso dipendenti 5 19
Altri ratei e risconti attivi 1.705 4.180
Altre attività finanziarie correnti - 139.774
Crediti verso diversi 1.936 1.922
Altri crediti verso correlate - 28
53.274 194.996

Crediti finanziari correnti verso correlate

La voce diminuisce di 5.079 migliaia di euro. Le variazioni principali in diminuzione sono dovute al credito maturato all'interno del contratto di "cash pooling" verso Unical SpA (7.239 migliaia di euro) e al rimborso dei finanziamenti verso Testi Cementi Srl per 4.000 migliaia di euro e Falconeria Srl per 2.280 migliaia di euro da parte dell'incorporante Buzzi Unicem Srl, in aumento per crediti per interessi principalmente verso Buzzi Participações Ltda per 7.250 migliaia di euro e per la riclassifica del finanziamento a Hinfra Srl (1.000 migliaia di euro, successivamente incrementato di 100 migliaia di euro).

Crediti per imposte sul reddito verso Fimedi

La voce aumenta di 6.400 migliaia di euro, principalmente per il saldo positivo delle imposte dell'esercizio che rientrano nel consolidato fiscale con Fimedi SpA.

Si ritiene che il valore contabile dei crediti per imposte sul reddito approssimi il relativo fair value.

Attività finanziarie correnti

La voce si azzera, a seguito del rimborso dei depositi bancari vincolati presenti nello scorso esercizio in Italia per 139.774 migliaia di euro, di durata superiore a 3 mesi.

La massima esposizione al rischio di credito degli altri crediti è rappresentata dal valore di carico dei crediti sopra menzionati. Nessuna delle voci di dettaglio esposte è stata svalutata nel corso degli esercizi 2024 e 2023.

24. DISPONIBILITÀ LIQUIDE

(migliaia di euro) 2024 2023
Conti correnti bancari 274.242 414.792
Cassa 2 2
274.244 414.794

La variazione della voce è negativa per 140.550 migliaia di euro, principalmente per effetto di rimborsi di finanziamenti verso istituti bancari, acquisto di azioni proprie e finanziamenti a società del gruppo; il tasso di interesse medio ponderato sui conti correnti è 4,57%. I valori esposti si riferiscono a saldi di conti correnti bancari in euro e in dollari rimborsabili a vista. Si ritiene che il valore delle disponibilità e mezzi equivalenti sia allineato al loro fair value alla data.

Il rischio di credito correlato alle disponibilità liquide e mezzi equivalenti è da ritenersi limitato in quanto le controparti sono rappresentate da primarie istituzioni bancarie nazionali e internazionali.

25. ATTIVITÀ POSSEDUTE PER LA VENDITA

Il saldo della voce pari a 911 migliaia di euro è invariato ed è principalmente costituito da impianti e macchinari dello stabilimento inattivo di Manfredonia (870 migliaia di euro).

26. CAPITALE SOCIALE

Il capitale sociale di Buzzi SpA è ripartito come segue:

(numero di azioni) 2024 2023
Azioni emesse e interamente versate
- Azioni ordinarie 192.626.154 192.626.154
192.626.154 192.626.154
Capitale sociale (migliaia di euro) 123.637 123.637

Ogni azione ordinaria, priva di valore nominale, attribuisce il diritto a un voto, ferma restando la possibilità, introdotta nello statuto dall'assemblea straordinaria del 9 maggio 2024, di ottenere l'attribuzione di due voti per ciascuna azione appartenuta all'azionista che abbia richiesto l'iscrizione in apposito elenco speciale e che l'abbia mantenuta per un periodo continuativo non inferiore a 24 mesi dalla data di iscrizione, senza alcuna limitazione.

Non è necessaria alcuna destinazione alla riserva legale, in quanto ha raggiunto il 20% del capitale sociale.

Il numero di azioni in circolazione a fine esercizio risulta essere il seguente:

(numero di azioni) Ordinarie
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (11.553.586)
Azioni in circolazione a fine esercizio 181.072.568

27. SOVRAPPREZZO DELLE AZIONI

Corrisponde al sovrapprezzo pagato in occasione degli aumenti di capitale avvenuti nel tempo. La riserva al 31 dicembre 2024 ammonta a 458.696 migliaia di euro ed è invariata rispetto allo scorso esercizio.

28. ALTRE RISERVE

La voce include riserve di varia natura che sono elencate nella tabella che segue:

(migliaia di euro) 2024 2023
Riserve di rivalutazione 88.287 88.287
Avanzo di fusione 249.177 249.177
Altre 93.840 94.976
431.304 432.440

In seguito a delibera dell'assemblea del 9 maggio 2024, con prelievo da utile dell'esercizio di 15.841 migliaia di euro si è costituita la riserva art. 2426 n. 8 bis c.c. al fine di adeguarla agli utili netti su cambi imputati a conto economico e non ancora realizzati al 31 dicembre 2023; mentre la riserva art. 6 comma 1 lettera a) D. Lgs. 38/2005, corrispondente alle plusvalenze iscritte nel conto economico in relazione alla voce rimanenze, al netto del relativo onere fiscale si è azzerata con un decremento di 16.977 migliaia di euro.

29. UTILI PORTATI A NUOVO

La voce comprende gli utili portati a nuovo per 1.358.906 migliaia di euro, la riserva legale pari a 30.132 migliaia di euro e la riserva OCI da benefici a dipendenti negativa per 571 migliaia di euro.

La riserva di utili portati a nuovo si è incrementata principalmente a fronte della destinazione dell'utile di esercizio 2023 per 111.619 migliaia di euro e riduzione della riserva art. 6 comma 1 lettera a) D. Lgs. 38/2005 per 16.977 migliaia di euro.

30. PATRIMONIO NETTO AL 31.12. 2024 (PROSPETTO ART. 2427 N° 7 BIS C.C.)

Il dettaglio analitico delle voci di patrimonio netto, con specificazione della loro origine, possibilità di utilizzazione e distribuibilità, nonché della loro avvenuta utilizzazione nei precedenti esercizi, richiesta dall'art. 2427 del c.c. al numero 7/bis, è di seguito riportato.

utilizzazioni effettuate nei Riepilogo delle
(euro) tre esercizi precedenti
Voci del patrimonio netto
Natura/Descrizione
Importo Possibilità di
utilizzazione (*)
Quota
disponibile
Per copertura
perdite
Per altre
ragioni
Capitale sociale 123.636.659 - - - -
dedotta: Riserva per annullo azioni proprie (278.106.945) - - - -
- Riserva sovrapprezzo azioni 458.696.023 A,B,C 458.696.023 - -
- Riserva di rivalutazione 88.286.524 A,B,C 88.286.524 - -
- Altre riserve:
• Riserva contributi in conto capitale 34.331.897 A,B,C 34.331.897 - -
• Avanzo di fusione (1) 189.167.437 A,B,C 189.167.437 - -
Riserve di utili:
- Riserva legale 30.132.378 B - - -
- Altre riserve:
• Ris.plusval.legge 576/1975 e legge
904/1977
25.913.087 A,B,C 25.913.087 - -
• Riserva plusvalenze legge 169/1983 9.915.972 A,B,C 9.915.972 - -
• Riserva D.Lgs. 124/1993 37.437 A,B,C 37.437 - -
• Riserva legge 388/2000 2.500.000 A,B,C 2.500.000 - -
• Riserva art. 2426 n. 8 bis c.c. 15.840.695 B - - -
• Riserva art. 6 c.1 lettera a) del D.Lgs
38/2005
- B - - -
• Riserva art.7 comma 7) del D.Lgs 38/2005 5.301.901 B - - -
• Avanzo di fusione 60.009.218 A,B,C 60.009.218 - -
• Riserva OCI da benefici a dipendenti (571.186) - - - -
- Utili portati a nuovo (2) 1.358.905.661 A,B,C 1.230.304.460 - -
2.123.996.758 2.099.162.055 - -
- Quota non distribuibile - Riserva annullo azioni proprie (278.106.945)
- Residua quota distribuibile 1.821.055.110

(1) L'avanzo di fusione risulta qualificabile fiscalmente come riserva di utili per un ammontare di euro 31.640.742;

(2) Utili portati a nuovo che non comprendono il risultato d'esercizio;

(*) LEGENDA: A: per aumento capitale; B: per copertura perdite; C: per distribuzione ai soci.

Il capitale sociale è fiscalmente in sospensione d'imposta per 76.719 migliaia di euro, per effetto degli aumenti gratuiti di capitale sociale di precedenti esercizi, operati mediante utilizzo di riserve in sospensione d'imposta.

Le riserve, in sospensione d'imposta, che in caso di distribuzione concorrono a formare il reddito imponibile della società ammontano a 158.485 migliaia di euro e sono state iscritte al lordo dell'effetto fiscale latente in quanto non se ne prevede la distribuzione:

– Riserva di rivalutazione Leggi 1952 e anteriori 713
– Riserva di rivalutazione Legge 19 marzo 1983 n. 72 28.208
– Riserva di rivalutazione Legge 30 dicembre 1991 n. 413 31.277
– Riserva di rivalutazione Legge 21 novembre 2000 n. 342 25.322
– Riserva di rivalutazione Legge 23 dicembre 2005 n. 266 2.767 88.287
– Riserva contributi in conto capitale Legge 488/92 10.791
– Riserva contributi in conto capitale per il mezzogiorno
Legge 64/86 e precedenti 10.088
– Riserva contributi in conto capitale art.1 Legge 399/82 31
– Riserva contributi in conto capitale Legge 308/82 3.884
– Riserva contributi in conto capitale Legge 35/95 155
– Riserva contributi in conto capitale consorzio sviluppo
area industriale Enna 32
– Riserva contributi in conto capitale Legge 10/1991 618
– Riserva contributi progetto Termie 1.057
– Riserva contributi in conto capitale art. 55 DPR 917/1986
maggior detrazione IVA 2.718
– Riserva contributi in conto capitale Legge 127/1980 38
– Riserva contributi in conto capitale Legge 488/1992
(ex Cementizillo SpA) 4.906
– Riserva contributi in conto capitale art. 55 Legge 526/1982
(ex Cementi Riva Srl) 14 34.332
– Riserva plusvalenze da conferimento Legge 904/77 25.913
– Riserva D. Lgs. 124/93 37
– Riserva plusvalenze Legge 169/83 9.916
Totale riserve in sospensione d'imposta 158.485

Le riserve di rivalutazione distintamente indicate si riferiscono ai beni per i quali, come consentito dai principi contabili, Buzzi SpA ha deciso di mantenere i valori comprensivi delle rivalutazioni effettuate a seguito di specifiche leggi, con riguardo al loro reale valore economico, iscritte prima della data di transizione agli IFRS in sede di bilancio consolidato. Parimenti è indicata la riserva di rivalutazione ex legge 266/2005 per la quota corrispondente al riconoscimento fiscale dei valori iscritti a bilancio, ai sensi dell'articolo 14 della Legge 342/2000 richiamata da tale norma e mantenuti anche in sede di applicazione dei principi contabili internazionali.

Si ricorda il disposto dell'art. 109 comma 4 lettera b) del DPR n. 917 del 22 dicembre 1986 (TUIR), nel testo in vigore prima delle modifiche apportate dall'articolo 1 comma 33 lettera q) numero 1) della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007, secondo il quale, in caso di distribuzione di dividendi, le riserve di patrimonio netto e gli utili d'esercizio concorrono a formare il reddito della società se, e nella misura in cui, l'ammontare delle restanti riserve di patrimonio netto e dei restanti utili d'esercizio portati a nuovo risulti inferiore all'eccedenza degli ammortamenti, delle rettifiche di valore e degli accantonamenti dedotti rispetto a quelli imputati a conto economico, al netto del fondo imposte differite correlate. Per la società, la quota di riserve di utili d'esercizio portati a nuovo vincolati fiscalmente a copertura di

costi e oneri ammessi in deduzione soltanto nella dichiarazione dei redditi, al netto delle imposte differite correlate, ammonta a euro 554 migliaia di euro.

I costi e oneri dedotti solo fiscalmente, che richiedono tale vincolo, sono costituiti da ammortamenti anticipati per complessivi euro 729 migliaia di euro al netto delle relative imposte differite di competenza pari a euro 175 migliaia di euro.

31. FINANZIAMENTI

(migliaia di euro) 2024 2023
Finanziamenti a lungo termine – non correnti
-
finanziamenti non assistiti da garanzie reali
316.295 338.630
-
debiti finanziari verso correlate
- 538.462
316.295 877.092
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine
-
finanziamenti non assistiti da garanzie reali
179.879 252.410
-
debiti finanziari verso correlate
572.721 -
752.600 252.410
Finanziamenti a breve termine
-
finanziamenti non assistiti da garanzie reali
594 -
-
debiti finanziari verso correlate
266.363 168.188
-
ratei passivi per interessi
4.728 4.903
-
ratei passivi per interessi verso correlate
9.437 8.584
281.122 181.675
1.350.017 1.311.177

Debiti finanziari analizzati per anno di scadenza:

(migliaia di euro) 2024 2023
Entro 6 mesi 5.322 223.727
Tra 6 e 12 mesi 1.028.400 210.358
Tra 1 e 5 anni 316.295 876.094
Oltre 5 anni - 998
1.350.017 1.311.177

Nel corso dell'esercizio sono stati rimborsati alla scadenza i finanziamenti Mediobanca (50.000 migliaia di euro), Landesbank Hessen-Thuringen Girozentrale (124.000 migliaia di euro) e Landesbank Baden Wurttemberg (78.500 migliaia di euro).

I finanziamenti non assistiti da garanzie reali sono costituiti da:

(migliaia di euro)
Descrizione Importo Scadenza
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 31/07/2018 per un importo di
135.000 migliaia di USD a tasso fisso, valutato al costo ammortizzato
129.926 31.07.2025
Finanziamento Landesbank Hessen-Thuringen Girozentrale stipulato in data
14/08/2019 per un importo di 1.000 migliaia di euro a tasso fisso, valutato al costo
ammortizzato 998 14.08.2029
Finanziamento Landesbank Hessen-Thuringen Girozentrale stipulato in data
14/08/2019 per un importo di 16.000 migliaia di euro a tasso fisso, valutato al costo
ammortizzato 15.988 14.08.2026
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 04/11/2022 per un importo di
50.000 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 49.953 10.11.2025
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 04/11/2022 per un importo di
150.000 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 149.717 14.08.2026
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 29/04/2024 per un importo di
32.500 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 32.419 06.05.2027
Finanziamento Unicredit Bank AG stipulato in data 29/04/2024 per un importo di
117.500 migliaia di euro a tasso variabile, valutato al costo ammortizzato 117.173 04.05.2029
496.174

Le linee di credito non utilizzate, ma committed al 31 dicembre 2024, ammontano a 157.505 migliaia di euro, sono a tasso variabile e scadono nell'esercizio 2028.

Debiti finanziari verso società del gruppo

I debiti finanziari verso società del gruppo sono rappresentati da finanziamenti correnti in dollari americani verso Alamo Cement Company per 219.576 migliaia di euro e verso Lone Star Industries, Inc per 360.524 migliaia di euro e correnti per rapporto di cash-pooling verso Buzzi Unicem Srl per 145.201 migliaia di euro, verso Dyckerhoff GmbH per 116.562 migliaia di euro e verso Unical SpA per 6.658 migliaia di euro. Gli importi sono comprensivi anche degli interessi maturati, classificati tra i finanziamenti a breve termine.

La seguente tabella mostra il valore contabile dei finanziamenti e il confronto con il loro valore equo:

2024 2023
(migliaia di euro) Valore
contabile
Valore equo Valore
contabile
Valore equo
Finanziamenti a tasso variabile
-
finanziamenti non assistiti da garanzie reali
349.262 362.031 199.527 204.860
-
debiti finanziari verso società del gruppo
266.363 266.363 168.188 168.188
Finanziamenti a tasso fisso
-
debiti finanziari verso società del gruppo
582.158 587.606 538.462 551.584
-
finanziamenti non assistiti da garanzie reali
152.234 151.301 391.513 392.788
1.350.017 1.367.301 1.297.690 1.317.420

Il valore equo è basato sui flussi di cassa attualizzati ai tassi di finanziamento correnti per il gruppo ed è riconducibile al livello 2 della relativa gerarchia.

32. STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

Il 17 maggio 2024 il Grupo Ricardo Brennand ha comunicato a Buzzi SpA l'esercizio dell'opzione put per la cessione del residuo 50% di Nacional Cimentos Participações SA che era contabilizzata come il differenziale tra il prezzo d'esercizio dell'opzione e il valore equo della quota da acquisire (negativo per 4.787 migliaia di euro nel 2023). Il 3 ottobre 2024 a seguito della conclusione del contratto di compravendita, il valore equo residuo del derivato è stato rilevato direttamente a conto economico (nota 13).

2024 2023
Valore equo Valore equo
(migliaia di euro) Nozionale Positivo Negativo Nozionale Positivo Negativo
Derivato call-put acquisizione
Nacional Cimentos
Participações SA - - - 320.178 - 4.787

33. BENEFICI PER I DIPENDENTI

La voce include benefici a favore dei dipendenti successivi alla fine del rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

Consistono in piani pensionistici, indennità di fine rapporto e altro. La società garantisce benefici successivi al termine del rapporto di lavoro per i propri dipendenti sia direttamente che indirettamente, contribuendo a fondi gestiti esternamente. Le obbligazioni si riferiscono ai dipendenti attivi. I debiti per contributi da versare sono inclusi nella voce altri debiti.

Piani a contribuzione definita

I piani pensione a contribuzione definita per benefici successivi al rapporto di lavoro si riferiscono al trattamento fine rapporto lavoro o TFR per le società con almeno 50 dipendenti, dopo il 31 dicembre 2006.

I costi associati ai piani a contribuzione definita sono imputati insieme agli oneri sociali a conto economico nella voce costi del personale. Da parte della società non esistono ulteriori obblighi oltre al pagamento dei contributi ai piani statali o alle società private di assicurazione.

Piani a benefici definiti

I piani a benefici definiti possono essere non finanziati (unfunded) oppure interamente/parzialmente finanziati (funded) dai contributi versati dall'impresa e, talvolta, dai suoi dipendenti a una società o fondo giuridicamente distinto dall'impresa che eroga i benefici ai dipendenti.

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è considerato un piano a benefici definiti non finanziato. La voce riflette l'obbligazione residua riferita all'indennità riconosciuta in Italia ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 per le società con più di 50 addetti, nel corso della vita lavorativa per le altre società. La valutazione della passività viene aggiornata ogni anno, in conformità alle norme nazionali in materia di lavoro. Il fondo si estingue al momento del pensionamento o delle dimissioni e può essere parzialmente anticipato in casi particolari. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, alla durata del rapporto di lavoro e al salario percepito. L'obbligazione, che ammonta a 1.902 migliaia di euro (1.738 migliaia di euro nel 2023), ha una durata media ponderata di 6 anni.

Altri benefici a lungo termine

La società riconosce ai propri dipendenti altri benefici a lungo termine, la cui erogazione avviene generalmente al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale. In questo caso il valore dell'obbligazione rilevata in bilancio riflette la probabilità che il pagamento venga erogato e la durata per cui tale pagamento sarà effettuato. Tali fondi sono unfunded e la relativa obbligazione viene calcolata su base attuariale con il metodo della proiezione unitaria del credito. Gli utili e perdite attuariali derivanti da questa passività sono rilevati a conto economico.

La tabella sottostante fornisce le principali variazioni avvenute nell'anno:

Altri benefici per i
(migliaia di euro) Fondo trattamento
fine rapporto
dipendenti a lungo
termine
Totale
Al 1 gennaio 2023 9.079 1.043 10.122
Decrementi per conferimento (7.070) (895) (7.965)
Valore al 1 gennaio 2023 post
conferimento
2.009 148 2.157
Accantonamento 176 18 194
Benefici pagati (516) (31) (547)
Altre variazioni 69 (18) 51
Al 31 dicembre 2023 1.738 117 1.855
Accantonamento 279 16 295
Benefici pagati (126) (29) (155)
Altre variazioni 11 17 28
Al 31 dicembre 2024 1.902 121 2.023

La movimentazione dell'obbligazione per benefici definiti successivi al rapporto di lavoro è la seguente:

Trattamento fine rapporto Altri
(migliaia di euro) 2024 2023 2024 2023
Al 1 gennaio 1.738 9.079 117 1.043
Incremento per trasferimento 20 - 1 -
Costo delle prestazioni di lavoro correnti 227 102 16 13
247 102 17 13
Interessi passivi 53 74 - 5
Perdite (utili) da variazioni demografiche - - - -
Perdite (utili) da variazioni delle ipotesi finanziarie 5 26 1 1
Perdite (utili) da esperienza (15) 58 15 (8)
(10) 84 16 (7)
Benefici pagati (126) (516) (29) (31)
Decremento per trasferimento - (15) - (11)
Decrementi per conferimento - (7.070) - (895)
Al 31 dicembre 1.902 1.738 121 117

La tabella seguente riporta lo scadenzario dei pagamenti non attualizzati per i prossimi 10 anni per lo stesso tipo di benefici:

(migliaia di euro) Trattamento fine
rapporto
anno 2025 199
anno 2026 173
anno 2027 75
anno 2028 246
anno 2029 146
anni 2030 - 2034 3.484

Oltre alle previsioni sulla mortalità e il turnover dei dipendenti basati sulle statistiche correnti, i benefici successivi alla cessazione del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine sono calcolati sulla base di un tasso di sconto del 3,18% (3,08% nel 2023).

Il tasso sopraindicato riflette l'attuale periodo economico e/o aspettative realistiche. Il tasso di sconto scelto è quello applicabile per titoli corporate di alta qualità con scadenza corrispondente all'obbligazione per benefici a dipendenti.

L'analisi di sensitività delle obbligazioni per benefici definiti alle variazioni nelle principali previsioni è la seguente:

Impatto sul
trattamento fine
migliaia di euro rapporto
Tasso di sconto
Aumento 1,00% (109)
Diminuzione 1,00% 116

34. FONDI PER RISCHI E ONERI

(migliaia di euro) Controversie legali
e fiscali
Rischi ambientali Altri fondi Totale
Al 31 dicembre 2023 2.731 1.500 122 4.353
Accantonamenti 293 - 143 436
Utilizzi dell'esercizio - - (122) (122)
Rilascio fondi e riclassifiche 512 - - 512
Al 31 dicembre 2024 3.536 1.500 143 5.179

Dettaglio per scadenza del totale fondi:

Controversie legali
(migliaia di euro) e fiscali Rischi ambientali Altri fondi Totale
Non correnti 820 1.500 143 2.463
Correnti 2.716 - - 2.716
3.536 1.500 143 5.179

Il fondo controversie legali e fiscali di complessive 3.536 migliaia di euro, è composto essenzialmente da accantonamenti effettuati a fronte di vertenze per richieste di maggiore ICI/IMU.

La voce rischi ambientali accoglie le spese prevedibili in relazione alla bonifica delle aree a terra e delle relative acque di falda interessate presso lo stabilimento di Augusta (SR) (1.500 migliaia di euro).

Per gli accantonamenti effettuati a fronte di controversie legali fiscali e rischi ambientali vengono dati maggiori dettagli nella nota " Vertenze legali e passività potenziali" del bilancio consolidato.

35. ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FISCALI DIFFERITE

Le differenze temporanee e le compensazioni fiscali che generano imposte differite attive e passive sono così analizzabili:

(migliaia di euro) Valore al
31.12.2024
Valore al
31.12.2023
Attività fiscali differite relative a:
- Fondo rischi e oneri 217 187
- Svalutazione crediti 240 240
- Finanziamenti a lungo termine - 5.828
- Interessi passivi esercizi precedenti 69.653 7.549
- Altre imposte anticipate 231 188
- Benefici a dipendenti 111 114
- Perdite esercizi precedenti 41.143 54.245
Totale attività fiscali differite 111.595 68.351
Passività fiscali differite relative a:
- Ammortamenti anticipati (175) (175)
- Dividendi da imprese controllate (1.117) (1.031)
- Attività finanziarie (1.455) (1.455)
- Altre imposte differite (6.686) (6.686)
Totale passività fiscali differite (9.433) (9.347)
Saldo attività fiscali differite, nette 102.162 59.004
(migliaia di euro) Valore al
31.12.2024
Rientri
2025
Rientri
2026
Rientri
2027
Rientri
2028
Rientri
2029
Rientri
Oltre
Attività fiscali differite relative a:
- Fondo rischi e oneri 217 80 40 20 20 20 37
- Svalutazione crediti 240 30 30 15 15 10 140
- Interessi passivi esercizi precedenti 69.653 16.717 16.717 16.717 16.717 2.785 -
- Altre imposte anticipate 231 231 - - - - -
- Benefici a dipendenti 111 - - - - - 111
- Perdite esercizi precedenti 41.143 10.000 10.000 10.000 9.188 1.955 -
Totale attività fiscali differite 111.595 27.058 26.787 26.752 25.940 4.770 288
Passività fiscali differite relative a:
- Ammortamenti anticipati (175) (15) (15) (15) (15) (15) (100)
- Dividendi da imprese controllate (1.117) - - - - - (1.117)
- Attività finanziarie (1.455) - - - - - (1.455)
- Altre imposte differite (6.686) - - - - - (6.686)
Totale passività fiscali differite (9.433) (15) (15) (15) (15) (15) (9.358)
Saldo attività fiscali differite, nette 102.162 27.043 26.772 26.737 25.925 4.755 (9.070)

I rientri delle attività e passività fiscali differite al 31 dicembre 2024 sono esposti nel seguente prospetto:

Le appostazioni di bilancio tengono conto delle compensazioni giuridiche tra rientri di partite di segno opposto nei prossimi esercizi e si basano su una ragionevole certezza circa la loro ricuperabilità a fronte di futuri imponibili fiscali positivi. In particolare, il credito per imposte differite attive sulle perdite fiscali e sugli interessi passivi riportabili, rispecchia la valutazione sulla futura ricuperabilità di tali poste. In tale ottica, nell'esercizio sono state iscritte imposte differite attive sulle perdite fiscali e sugli interessi passivi riportabili nella misura di 63.038 migliaia di euro.

Nell'esercizio, la società ha iscritto imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle proprie collegate (87 migliaia di euro). Al 31 dicembre 2024 non sono state invece stanziate imposte differite passive su utili non distribuiti delle società controllate e a controllo congiunto per le quali una eventuale distribuzione comporterebbe il pagamento delle relative imposte sul reddito. Tali utili cumulati, pari a circa 1,9 miliardi di euro, non concorrono alla formazione delle differite passive in quanto non se ne attende la distribuzione nel prevedibile futuro.

36. ALTRI DEBITI NON CORRENTI

Gli altri debiti non correnti alla fine dello scorso esercizio ammontavano a 775 migliaia di euro ed erano rappresentati da debiti verso l'erario tedesco. Nel corso dell'esercizio si è azzerato il debito in quanto gli importi non sono più dovuti.

37. DEBITI COMMERCIALI

(migliaia di euro) 2024 2023
Debiti commerciali:
- verso terzi 5.253 5.476
- verso imprese controllate 90 286
- verso imprese collegate - -
- verso altre imprese correlate - -
5.343 5.762

I debiti sopraindicati sono iscritti a un valore che approssima il fair value degli stessi.

38. ALTRI DEBITI

(migliaia di euro) 2024 2023
Acconti 870 877
Debiti tributari verso erario 16.914 17.434
Debiti verso istituti previdenziali 1.985 1.722
Debiti verso dipendenti 2.958 2.162
Commissioni passive su fidejussioni 7 5
Altri ratei e risconti passivi 745 703
Altri 702 686
24.181 23.589

I debiti tributari verso erario sono prevalentemente composti da debiti a fronte di vertenze per richieste di maggiore ICI/IMU per 16.437 migliaia di euro e altri debiti per ritenute su lavoro dipendente per 444 migliaia di euro.

39. CASSA GENERATA DALLE OPERAZIONI

(euro) 2024 2023
Utile prima delle imposte 237.465.272 200.014.020
Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni 1.556.186 1.535.542
(Plusvalenze)/minusvalenze patrimoniali (7.623) (16.015)
(Plusvalenze)/minusvalenze da realizzo partecipazioni - (441.360)
Variazione netta fondi e benefici per i dipendenti 338.944 596.384
Oneri (proventi) finanziari netti (254.173.379) (221.400.896)
Altri oneri senza manifestazione monetaria (419.633) (28.944)
Variazioni del capitale d'esercizio: 13.173.397 111.974.362
Crediti commerciali e altre attività 14.091.961 179.577.695
Crediti commerciali e altre attività correlate (1.651.156) 21.855.066
Debiti commerciali e altre passività (191.479) (89.307.771)
Debiti commerciali e altre passività correlate 924.071 (150.628)
Cassa generata dalle operazioni (2.066.836) 92.233.093

40. ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO

Le variazioni delle voci comprese nella sezione attività di finanziamento del rendiconto finanziario si dettagliano come segue:

Monetarie Non monetarie
(euro) Nota Saldo iniziale Accensioni Rimborsi Accertamenti/
conferimento
Delta cambi Costo
ammortizzato
Riclassifiche e
altre
Saldo finale
Finanziamenti a lungo termine (a)
Finanziamenti non assistiti da garanzie
reali
338.630.454 149.526.120 - - 7.771.257 246.647 (179.879.080) 316.295.398
338.630.454 149.526.120 - - 7.771.257 246.647 (179.879.080) 316.295.398
Quota corrente dei finanziamenti a
lungo termine (b)
Finanziamenti non assistiti da garanzie
reali
252.410.248 - (252.500.000) - - 89.752 179.879.080 179.879.080
252.410.248 - (252.500.000) - - 89.752 179.879.080 179.879.080
Finanziamenti a breve termine (c)
Finanziamenti non assistiti da garanzie
bancarie
- 594.456 - - - - - 594.456
Ratei per interessi passivi 4.902.524 4.728.149 (4.728.132) - - - (174.392) 4.728.149
4.902.524 5.322.605 (4.728.132) - - - (174.392) 5.322.605
594.473
Variazione dei debiti per locazioni (d)
Debiti per locazioni 354.189 578.963 - - - - (357.712) 575.440
Quota corrente debiti per locazioni 218.812 - (376.583) - - - 488.192 330.421
573.001 578.963 (376.583) - - - 130.480 905.861
Variazione dei debiti finanziari (e)
Debiti finanziari verso società del
gruppo - non correnti
538.461.538 - - - 34.259.609 - (572.721.147) -
Debiti finanziari verso società del
gruppo - correnti
176.772.357 98.266.795 - - - - 573.481.754 848.520.906
715.233.895 98.266.795 - - 34.259.609 - 760.607 848.520.906
98.266.795
Variazioni delle partecipazioni senza
perdita del controllo (f)
Partecipazioni - Buzzi Gestione Immobili
Srl
- - (3.000.000) - - - - 3.000.000
Partecipazioni - Buzzi Unicem Algérie
Sàrl in liquidazione
1 - (48.594) - - - (48.594) 1
Partecipazioni - Buzzi Participações Ltda - - (163) - - - - 163
Partecipazioni - Falconeria Srl - - - - - - -
Dividendi pagati ad azionisti della
società (g)
1 - (3.048.757) - - - (48.594) 3.000.164
Dividendi pagati ad azionisti della
società
- - (110.961.454) - - - - -
- - (110.961.454) - - - - -
Acquisto azioni proprie (h)
Acquisto azioni proprie - - (147.189.726) - - - -
(147.189.726)

(*) gli importi sono indicati con il segno del rendiconto finanziario.

41. DIVIDENDI

I dividendi deliberati nel 2024 e nel 2023 sono stati rispettivamente 110.961 migliaia di euro (60 centesimi per azione) e 83.309 migliaia di euro (45 centesimi per azione).

Rispetto all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 gli amministratori propongono alla prossima assemblea degli azionisti, convocata per il giorno 13 maggio 2025, un dividendo di 70 centesimi per azione. I dividendi totali di prossima distribuzione corrispondono pertanto a 126.717 migliaia di euro. Il presente bilancio non considera tale debito verso gli azionisti.

42. IMPEGNI

(migliaia di euro) 2024 2023
Garanzie prestate 1.500 1.500
Garanzie ricevute 29.836 30.047
Impegni 10.892 34.380
42.228 65.927

Le garanzie prestate sono rappresentate da una lettera di patronage a favore di istituti di credito per affidamento concesso a Cementi Moccia SpA.

La voce garanzie ricevute comprende tra le altre anche fidejussioni bancarie e assicurative a favore di enti, amministrazione pubblica, ecc. a garanzia di eventuali danni causati dall'attività della società o da alcune società del gruppo.

Tra gli impegni, sono comprese garanzie dirette a Nacional Cimentos Participações SA per 10.369 migliaia di euro e impegni riguardanti l'acquisto di immobilizzazioni tecniche per 523 migliaia di euro.

Il totale dei futuri pagamenti minimi è riferito a contratti di leasing operativo a breve termine, cespiti di modesto valore e altri contratti fuori dall'ambito di applicazione del principio IFRS 16 e ammonta a 1.021 migliaia di euro di cui 892 migliaia di euro entro l'anno successivo e 129 migliaia di euro entro i 5 anni.

43. VERTENZE LEGALI E PASSIVITÀ POTENZIALI

Con riferimento alla descrizione delle vertenze legali della Buzzi SpA si rinvia a quanto indicato nel bilancio consolidato alla nota 49 Vertenze legali e passività potenziali.

44. OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

Buzzi SpA è controllata da Fimedi SpA che direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede al 31 dicembre 2024 il 52,95% delle azioni con diritto di voto.

In Buzzi SpA sono concentrate le competenze professionali, le risorse umane e le attrezzature che permettono di prestare assistenza ad altre entità controllate e correlate.

Buzzi SpA intrattiene con regolarità rapporti di natura commerciale con società controllate e società collegate e/o a controllo congiunto, inoltre la società fornisce su richiesta alle medesime entità servizi di assistenza tecnica e progettuale. Le cessioni di beni sono negoziate a condizioni di mercato e le prestazioni di servizi sulla base del costo remunerato. Esistono anche alcuni rapporti di natura finanziaria con società partecipate e controllanti, che parimenti sono regolati da tassi di mercato.

Buzzi SpA fornisce alla controllante Fimedi SpA e ad altre entità controllate da soggetti che esercitano un'influenza notevole su Buzzi SpA prestazioni di servizi di assistenza amministrativa, fiscale, societaria, audit, gestione del personale ed elaborazione dati, per importi scarsamente significativi.

La società e le sue controllate italiane, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl, aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA nel ruolo di società consolidante.

Si riassumono qui le principali operazioni intercorse con parti correlate e i relativi saldi alla data di bilancio.

Conto Economico (migliaia di euro)
Ricavi
oneri
personale
finanziari
finanziari
Dyckerhoff GmbH
248
-
-
95.000
3.765
Cement Hranice as
13
-
-
-
-
Cimalux SA
45
-
-
-
-
Dyckerhoff Polska Sp zoo
55
14
-
-
-
Unical SpA
4.176
142
-
8
277
Buzzi Unicem Srl
9.325
(65)
-
200
3.217
Alamo Cement Company
134
-
-
61.249
8.641
Buzzi Unicem Usa Inc.
179
-
-
-
-
Hercules Cement Co
2
-
-
-
-
Lone Star Industries, Inc.
236
-
-
-
17.325
RC Lonestar Inc.
16
-
-
73.600
-
River Cement Co
27
-
-
-
-
Nacional Cimentos Participações SA
6
-
-
5.941
-
Companhia Nacional de Cimento - CNC
2
-
-
3.982
-
Companhia de Cimento da Paraíba - CCP
2
-
-
-
-
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Arcos CCA
2
-
-
-
-
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Matozinos CCA
2
-
-
-
-
Buzzi Participações Ltda - Recife (BR)
-
-
-
8.529
-
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Cantagalo CCA
2
-
-
-
-
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada-Santa Luzia CCA
2
-
-
-
-
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Belo Orizione CCA
2
-
-
-
-
Nacional Cimentos Paraíba S.A.
-
-
-
106
-
Fanna Cementi
3
-
-
-
-
Hinfra Srl
16
-
-
41
-
Laterlite SpA
21
-
-
2.250
-
Alpacem Cement dd (già Salonit
Anhovo Gradbeni Materiali d.d.)
-
-
-
5.007
-
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE
SpA
-
-
-
738
-
Société des Ciments de Sour El Ghozlane
EPE SpA
-
-
-
552
-
Cementos Moctezuma SA de CV
300
-
-
-
-
Corporación Moctezuma SAB de CV
35
-
-
-
-
Fresit BV
-
-
-
58.402
-
Presa International BV
-
-
-
17.190
-
Presa SpA
14
-
-
-
-
Fimedi SpA
15
-
-
-
-
Altre parti correlate
123
124
180
-
-
Totale imprese del gruppo e altre
parti correlate
15.003
215
180
332.795
33.225
Totale voce di bilancio
16.089
13.222
18.019
381.027
126.854
Acquisti
beni e
servizi e altri
Costi del Proventi Oneri
Incidenza % sulla voce di bilancio 93,25% 1,63% 1,00% 87,34% 26,19%
Stato Patrimoniale (migliaia di euro) Crediti e
altre attività
non correnti
Crediti
commerciali
Altri
crediti
Debiti
commerciali
Finanziamenti
a breve e a
lungo
termine
Dyckerhoff GmbH - 105 - 1 116.562
Cement Hranice as - 13 - - -
Cimalux SA - 45 - - -
Dyckerhoff Polska Sp zoo - 33 - - -
Unical SpA - 2.366 - 81 6.659
Buzzi Unicem Srl - 6.205 11 9 145.201
Alamo Cement Company - 112 - - 219.575
Buzzi Unicem Usa Inc. - 98 - - -
Lone Star Industries, Inc. - 129 - - 360.524
RC Lonestar Inc. - 13 - - -
River Cement Co - 17 - - -
Nacional Cimentos Participações SA - 6 - - -
Companhia Nacional de Cimento -
CNC
Companhia de Cimento da Paraíba -
164.313 2 848 -
CCP - 2 - - -
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Arcos CCA
- 2 - - -
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Matozinos CCA
- 2 - - -
Buzzi Participações Ltda - Recife (BR) 292.601 - 7.250 -
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Cantagalo CCA - 2 - - -
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada-Santa Luzia CCA
- 2 - - -
Companhia De Cimento Campeão
Alvorada -Belo Orizione CCA - 2 - - -
Nacional Cimentos Paraíba S.A. 68.479 - 106 -
Buzzi Unicem Algérie Sàrl in
liquidazione
- - - - -
Fanna Cementi - 3 - - -
Hinfra Srl - - 1.109 - -
Cementos Moctezuma SA de CV - 150 - - -
Corporación Moctezuma SAB de CV - 35 - - -
Presa SpA - 17 - - -
Fimedi SpA - - 35.020 - -
Altre parti correlate - 76 - - -
Totale imprese del gruppo e altre
parti correlate 525.393 9.437 44.344 91 848.521
Totale voce di bilancio
Incidenza % sulla voce di bilancio
526.151
99,86%
9.944
94,90%
53.274
83,24%
5.343
1,70%
1.350.018
62,85%

(1) il credito commerciale non corrente verso Cementi Moccia SpA di 461 migliaia di euro è stato totalmente svalutato.

I principali rapporti intercorsi tra Buzzi SpA e le sue controllate, collegate, a controllo congiunto e controllanti si possono così riassumere:

  • prestazione attraverso contratti annualmente rinnovati principalmente per servizi amministrativi, finanziari, assistenza informatica, legale, fiscale e tecnica a Unical SpA, Fimedi SpA, Presa SpA, Buzzi Unicem Srl, Hinfra Srl e Fanna Cementi Srl;
  • crediti finanziari per finanziamenti con Companhia Nacional de Cimento CNC, Buzzi Participações Ltda , Nacional Cimentos Paraíba S.A. e Hinfra Srl;
  • debiti finanziari per operazioni di cash pooling con Dyckerhoff Gmbh, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl e per finanziamenti da Alamo Cement Company e Lone Star Industries,Inc;
  • prestazioni, su richiesta, di servizi di assistenza tecnica e progettuale a Dyckerhoff GmbH, Cement Hranice as, Cimalux SA, Dyckerhoff Polska Sp zoo, Alamo Cement Company, Buzzi Unicem Usa Inc., Hercules Cement Co, Lone Star Industries, Inc., RC Lonestar Inc., River Cement Co, Nacional Cimentos Participações SA, Companhia Nacional de Cimento – CNC, Companhia de Cimento da Paraíba – CCP, Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Arcos CCA, Companhia De Cimento Campeão Alvorada -Matozinos CCA, Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Cantagalo CCA, Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Santa Luzia CCA, Companhia De Cimento Campeão Alvorada - Belo Orizonte CCA, Cementos Moctezuma SA de CV, Corporación Moctezuma SAB de CV;
  • interessi passivi su finanziamenti da Alamo Cement Company e Lone Star Industries, Inc. e su cash pooling da Dyckerhoff GmbH, Unical SpA e Buzzi Unicem Srl;
  • interessi attivi su cash pooling da Unical SpA e Buzzi Unicem Srl e su finanziamenti a Companhia Nacional de Cimento – CNC, Buzzi Participações Ltda, Nacional Cimentos Paraíba S.A. e Hinfra Srl;
  • contratto di consolidamento fiscale con la controllante Fimedi SpA, che evidenzia un credito di 35.020 migliaia di euro.

Nel corso dell'esercizio 2024 i rapporti con parti correlate, così come definite dallo IAS 24, non rappresentate da società controllanti, controllate e collegate, sono state indicate nella precedente tabella nella voce "Altre parti correlate".

Esistono inoltre:

  • tra le garanzie ricevute, fidejusssioni bancarie e assicurative a terzi a fronte di impegni in cui la società risulta obbligato principale, in particolare ad Alamo Cement Company (12.872 migliaia di euro), Cimalux SA (5.800 migliaia di euro) e Dyckerhoff Polska Sp zoo (641 migliaia di euro);
  • tra gli impegni, le garanzie che Buzzi SpA presta su finanziamenti bancari a Nacional Cimentos Participações SA per 21.535 migliaia di euro;
  • lettera di patronage a favore di istituto di credito di 1.500 migliaia di euro per affidamento concesso a Cementi Moccia SpA.

Il Consiglio di Amministrazione individua il perimetro dei dirigenti con responsabilità strategiche nelle figure dell'Amministratore Delegato, del Direttore Generale e del Chief Technology Officer (CTO).

Le loro retribuzioni, non comprese nella precedente tabella, sono qui di seguito esposte:

(migliaia di euro) 2024 2023
Salari e altri benefici a breve termine 2.391 2.772
Benefici successivi al rapporto di lavoro 892 652
3.283 3.424

Per una descrizione completa e dettagliata dei compensi corrisposti agli amministratori si fa rinvio a quanto esposto nella relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, disponibile presso la sede e sul sito della società e sul sito internet della società.

45. ALTRE INFORMAZIONI

Eventi e operazioni significative non ricorrenti

Come riportato nella relazione sulla gestione l'esercizio 2024 non è stato influenzato da eventi e operazioni significative non ricorrenti, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.

Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Si precisa che nel corso dell'esercizio 2024 la Buzzi SpA non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.

POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

La posizione finanziaria netta di Buzzi SpA al 31 dicembre 2024 è la seguente:

(migliaia di euro) Nota 2024 2023
Disponibilità e attività finanziarie a breve:
Disponibilità liquide 24 274.244 414.794
Verso società del gruppo 23 9.324 14.403
Investimento monetari a breve - 139.774
Altri crediti finanziari correnti 23 2.111 4.499
Debiti finanziari a breve:
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 31 (179.879) (252.410)
Quota corrente dei debiti per locazioni 16 (330) (219)
Finanziamenti a breve termine 31 (595) -
Verso società del gruppo 31 (848.521) (176.772)
Altri debiti finanziari correnti 39 (21.172) (21.877)
Disponibilità netta a breve (764.818) 122.192
Debiti finanziari a lungo termine:
Finanziamenti a lungo termine 31 (316.295) (338.630)
Debiti per locazioni a lungo termine 16 (575) (354)
Strumenti finanziari derivati 32 - (4.787)
Verso società del gruppo 31 - (538.462)
Indebitamento finanziario netto (1.081.688) (760.041)
Attività finanziarie a lungo termine:
Verso società del gruppo 21 525.393 220.005
Posizione finanziaria netta (556.295) (540.036)

L'indebitamento finanziario netto è in linea con le indicazioni fornite dagli orientamenti emessi da ESMA e recepiti dalla Consob con Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021.

Componenti di posizione finanziaria netta

Di seguito la riconciliazione delle componenti di posizione finanziaria netta non identificabili direttamente dalle voci riportate nello schema di stato patrimoniale.

(migliaia di euro) Nota 2024 2023
Altri crediti finanziari correnti 2.111 4.499
Crediti verso diversi 23 1.427 1.427
Ratei attivi per interessi 23 684 3.072
Altri debiti finanziari correnti (21.172) (21.877)
Ratei passivi per interessi 31 (4.728) (4.903)
Debiti tributari verso erario 38 (16.437) (16.969)
Commissioni passive su fidejussioni 38 (7) (5)

46. OBBLIGHI DI TRASPARENZA

La legge 124/2017 articolo 1, commi 125-129, come modificata dalla legge 58/2019, articolo 35, ha introdotto specifici obblighi informativi in materia di trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute non aventi carattere generale e prive di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. In particolare, per le imprese, la normativa richiede la pubblicazione nelle note illustrative al bilancio di tutti i vantaggi economici di tale natura, di ammontare pari o superiore a 10.000 euro, ricevuti a carico delle risorse pubbliche.

Successivamente, la legge 12/2019, articolo 3 quater, comma 2, con l'intento di semplificare gli oneri di pubblicazione previsti in capo alle imprese beneficiarie degli aiuti, ha previsto che la rilevazione degli aiuti di stato e de minimis sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge 234/2012, sostituisce l'obbligo di indicazione nelle note illustrative, richiedendosi ai beneficiari la semplice dichiarazione dell'esistenza di tali aiuti nel suddetto Registro.

A tal fine, si evidenzia che Buzzi SpA soddisfa i requisiti di cui al D.M. 21 dicembre 2017 recante "Disposizioni in materia di riduzioni delle tariffe a copertura degli oneri generali di sistema per imprese energivore", nonché quelli previsti dalla Deliberazione dell'Autorità 921/2017/R/eel come successivamente modificata.

Nel registro nazionale Aiuti di Stato non sono segnalate agevolazioni concesse in applicazione del D.M. 21 dicembre 2017 e non si riscontrano altre fattispecie rientranti nell'ambito di applicazione della legge in questione.

47. FATTI INTERVENUTI DOPO LA DATA DI RIFERIMENTO DEL BILANCIO

Non sono intervenuti eventi significativi successivi alla data di riferimento del bilancio, eccetto per quanto segue:

  • il 31 gennaio Buzzi SpA ha sottoscritto un aumento di capitale per acquisire la partecipazione del 25% nella società austriaca Alpacem Zement Austria GmbH.

Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

48. PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D'ESERCIZIO

Si rimanda allo specifico capitolo della relazione sulla gestione.

Casale Monferrato, 28 marzo 2025

p. il Consiglio di Amministrazione Presidente Veronica Buzzi

INFORMAZIONI AI SENSI DELL'ART. 149-DUODECIES DEL REGOLAMENTO EMITTENTI CONSOB

Il seguente prospetto, redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Consob n. 11971/99, riporta i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2024 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla società di revisione PricewaterhouseCoopers SpA e da entità appartenenti alla sua rete.

Corrispettivi di
competenza
dell'esercizio
(migliaia di euro) 2024
Revisione contabile PwC SpA 127
Servizi di attestazione PwC SpA (1) 120
Altri servizi Rete PwC SpA (2) 24
271

(1) Attestazione di conformità su Rendicontazione consolidata di sostenibilità

(2) Procedure di revisione concordate sull'informativa finanziaria annuale delle società collegate Société des Ciments de Sour El Ghozlane Epe SpA, Société des Ciments de Hadjar Soud Epe SpA.

ATTESTAZIONE DEL BILANCIO D'ESERCIZIO AI SENSI DELL'ART. 81 TER DEL REGOLAMENTO CONSOB N. 11971 DEL 14 MAGGIO 1999 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI

  • I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, ed Elisa Bressan, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Buzzi SpA, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    • l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    • l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio d'esercizio, nel corso del 2024.

  • Si attesta, inoltre, che:
    • c) il bilancio d'esercizio
      • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
      • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
      • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente;
    • d) la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui è esposto.

Casale Monferrato, 28 marzo 2025

L'Amministratore Delegato Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Pietro BUZZI Elisa BRESSAN

Relazione della società direvisione indipendente

aisensi dell'articolo 14 del DLgs 27gennaio 2010, n° 39 e dell'articolo 10 del Regolamento (UE) n° 537/2014

Agli Azionisti della Buzzi SpA

Relazione sulla revisione contabile del bilancio d'esercizio

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio d'esercizio della Buzzi SpA (la "Società"), costituito dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2024, dal conto economico, dal conto economico complessivo, dal rendiconto finanziario, dal prospetto delle variazioni di patrimonio netto per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note ai prospetti contabili che includono le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della Società al 31 dicembre 2024, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione perla revisione contabile del bilancio d'esercizio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Società in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio d'esercizio nel suo complesso; pertanto, su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

PriceioaterhouseCoopers SpA

Sede legale: Milano 20145 Piazza Tre Torri 2 Tel. 02 77851 Fax 02 7785240 Capitale Sociale Euro 6.890.000,00 i.v. C.F. e P.IVA e Reg. Imprese Milano Monza Brianza Lodi 12979880155 Iscritta al n° 119644 del Registro dei Revisori Legali - Altri Uffici: Ancona 60131 Via Sandro Tolti 1 Tel. 071 2132311 - Bari 70122 Via Abate Ginima 72 Tel. 080 5640211 - Bergamo 24121 Largo Belotti 5 Tel. 035 229691 - Bologna 40124 Via Luigi Carlo Farini 12 Tel. 051 6186211 - Brescia 25121 Viale Duca d'Aosta 28 Tel. 030 3697501 - Catania 95129 Corso Italia 302 Tel. 095 7532311 - Firenze 50121 Viale Gramsci 15 Tel. 055 2482811 - Genova 16121 Piazza Piccapietra 9 Tel. 010 29041 - Napoli 80121 Via dei Mille 16 Tel. 081 36181 - Padova 35138 Via Vicenza 4 Tel. 049 873481 - Palermo 90141 Via Marchese Ugo 60 Tel. 091 349737 - Parma 43121 Viale Tanara 20/A Tel. 0521 275911 - Pescara 65127 Piazza Ettore Trailo 8 Tel. 085 4545711 - Roma 00154 Largo Pochetti 29 Tel. 06 570251 - Torino 10122 Corso Palestra 10 Tel. Oli 556771 - Trento 38122 Viale della Costituzione 33 Tel. 0461 237004 - Treviso 31100 Viale Felissent 90 Tel. 0422 696911 - Trieste 34125 Via Cesare Battisti 18 Tel. 040 3480781 - Udine 33100 Via Poscolle 43 Tel. 0432 25789 - Varese 21100 Via Albuzzi 43 Tel. 0332 285039 - Verona 37135 Via Francia 21/C Tel. 045 8263001 - Vicenza 36100 Piazza Pontelandolfo 9 Tel. 0444 393311

Aspetti chiave

Procedure dì revisione in risposta agli aspetti chiave

Valutazione della recuperabilità delle partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto

Nota 2 del bilancio d'esercizio "Sintesi dei principi contabili rilevanti" e nota 19 "Partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto"

Il valore delle partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto al 31 dicembre 2024 ammonta a Euro 2.829 milioni, pari a circa il 74 per cento del totale attività, riferito per Euro 2.711 milioni alle società controllate, per Euro 108 milioni alle società collegate e per Euro 10 milioni alle società a controllo congiunto.

In base ai principi contabili di riferimento, le partecipazioni sono valutate al costo, a meno di eventuali perdite di valore che, ove presenti, sono riconosciute nel conto economico.

In accordo con il principio contabile IAS 36 "Riduzione di valore delle attività" e con la procedura di impairment approvata dal Consiglio di Amministrazione in via autonoma e anticipata rispetto al momento dell'approvazione del progetto di bilancio (la "Procedura"), la direzione aziendale effettua la verifica dell'eventuale perdita di valore delle partecipazioni confrontando il valore contabile delle stesse con la stima dei relativi valori recuperabili (c.d. test di impairment'), quando sussistono indicatori che facciano prevedere un'eventuale riduzione di valore.

Il valore recuperabile di un'attività è rappresentato dal maggiore tra il/air valve, al netto dei costi accessori di vendita, e il relativo valore d'uso, determinato attualizzando i flussi finanziari futuri stimati per tale attività. Nel determinare il valore d'uso, i flussi finanziari

Abbiamo ottenuto i modelli valutativi e la documentazione utilizzati dalla direzione aziendale per l'identificazione di eventuali perdite di valore secondo quanto previsto dalla Procedura e, anche tramite il supporto di esperti appartenenti alla rete PwC, abbiamo svolto le seguenti principali procedure di revisione:

  • comprensione e valutazione della Procedura e verifica della coerenza dei suoi contenuti con quanto previsto dal principio contabile IAS 36 "Riduzione di valore delle attività", nonché della sua conforme applicazione;
  • analisi delle risultanze delle attività svolte dai revisori delle società partecipate;
  • verifica dell'accuratezza matematica dei modelli;
  • verifica della coerenza dei flussi di cassa prospettici utilizzati ai fini àeìYimpairmenttest con le proiezioni economico finanziarie approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 28 marzo 2025;
  • valutazione della ragionevolezza delle principali assunzioni alla base della determinazione dei dati inclusi nei modelli, con particolare riferimento ai flussi di cassa prospettici anche in considerazione dei dati storici e dei rischi collegati ai cambiamenti climatici, ai tassi di crescita anche alla luce di

futuri attesi sono attualizzati utilizzando un tasso di sconto che riflette le valutazioni correnti di mercato del costo del denaro, rapportato al periodo dell'investimento e ai rischi specifici dell'attività.

Nello specifico la direzione aziendale ha svolto l'esercizio annuale di impairment alla data del 31 dicembre 2024 determinando il valore recuperabile secondo la configurazione del valore d'uso ottenuto attualizzando i dati previsionali delle partecipate, relativi al periodo di cinque anni successivi alla data di bilancio derivanti dalle proiezioni economico - finanziarie 2025 - 2029 approvate dal Consiglio di Amministrazione in data 28 marzo 2025, ai quali è stato aggiunto un valore terminale. Le assunzioni chiave utilizzate per la determinazione del valore recuperabile delle partecipate sono la stima dei livelli di fatturato, dell'EBITDA, dei flussi di cassa operativi, del tasso di crescita di lungo termine e del costo medio ponderato del capitale (tasso di attualizzazione), tenendo in considerazione le performance economico - finanziarie passate e le aspettative future.

La valutazione della recuperabilità del valore delle partecipazioni in società controllate, collegate e a controllo congiunto è stata considerata un aspetto chiave della revisione in virtù della significatività della voce di bilancio nonché delle stime complesse alla base del test di impairment, quali ad esempio quelle relative ai flussi di cassa prospettici, alle variabili che compongono i tassi di attualizzazione e al tasso di crescita da utilizzare per la stima del valore terminale dopo il periodo di previsione esplicita dei flussi.

quelli previsti per il settore dalle fonti esterne di informazione e ai tassi di attualizzazione utilizzati per determinare il valore d'uso;

• verifica delle analisi di sensitività sulle assunzioni rilevanti, con particolare riferimento ai flussi finanziari futuri e ai tassi di attualizzazione degli stessi.

Le nostre verifiche hanno infine ricompreso la verifica dell'adeguatezza e della completezza dell'informativa fornita nelle note al bilancio d'esercizio rispetto alle informazioni e ai dati ottenuti nel corso dello svolgimento dell'attività di revisione e rispetto a quanto previsto dai principi contabili internazionali.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacaleperil bilancio d'esercizio

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d'esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità ai principi contabili IFRS emanati dall'International Accounting Standards Board e adottati dall'unione Europea nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'articolo 9 del DLgs n° 38/05 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio d'esercizio, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio d'esercizio a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della Società o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria della Società.

Responsabilità della società di revisioneper la revisione contabile del bilancio d'esercizio

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio d'esercizio nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche prese dagli utilizzatori sulla base del bilancio d'esercizio.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio d'esercizio, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti o eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno della Società;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza delle stime contabili effettuate dagli amministratori, inclusa la relativa informativa;
  • siamo giunti a una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di un'incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità della Società di continuare a operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi

acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che la Società cessi di operare come un'entità in funzionamento; • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio d'esercizio nel suo complesso, inclusa Finformativa, e se il bilancio d'esercizio rappresenti le operazioni e gli

eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati a un livello appropriato come richiesto dagli ISA Italia, tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio dell'esercizio in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi delUarticolo io del Regolamento (UE) 537/2014

L'assemblea degli Azionisti della Buzzi SpA ci ha conferito in data 12 maggio 2022 l'incarico di revisione legale dei bilanci d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi dal 31 dicembre 2023 al 31 dicembre 2031.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio d'esercizio espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'articolo 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della Buzzi SpA sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF - European Single Electronic Format') (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2024, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio d'esercizio alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2024 è stato predisposto nel formato XHTML in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Giudizi e dichiarazione aisensi dell'articolo 14, comma 2, lettere e), e-bis) ed e-ter), del DLgs 39/10 e aisensi dell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98

Gli amministratori della Buzzi SpA sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari della Società al 31 dicembre 2024, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio d'esercizio e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n° 720B al fine di:

  • esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98, con il bilancio d'esercizio;
  • esprimere un giudizio sulla conformità alle norme di legge della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98;
  • rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi nella relazione sulla gestione e in alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98 sono coerenti con il bilancio d'esercizio della Buzzi SpA al 31 dicembre 2024.

Inoltre, a nostro giudizio, la relazione sulla gestione e le specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'articolo 123-bis, comma 4, del DLgs 58/98 sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e-ter), del DLgs 39/10, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Torino, 14 aprile 2025

PricewaterhouseCoopers SpA

Piero De Lorenzi (Revisore legale)

RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE

Relazione del Collegio Sindacale all Assemblea degli Azionisti di Buzzi S.p.A. convocata per l approvazione del Bilancio d esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, ai sensi dell art. 153 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, dell'art. 2429, comma 2, Codice Civile

Signori Azionisti,

con la presente Relazione, redatta ai sensi dell art. 153 del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (il "TUF") e nel rispetto delle raccomandazioni fornite dalla CO.N.SO.B. (la "CONSOB") con Comunicazione n. DEM/1025564 del 6 aprile 2001 e successivi aggiornamenti, il Collegio Sindacale riferisce sull attività svolta nel corso dell esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 e sino alla data odierna, in conformità alla normativa di riferimento e tenuto anche conto delle Norme di comportamento del Collegio Sindacale di Società quotate, raccomandate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (il "CNDCEC") recentemente aggiornate a dicembre 2024, nonché delle indicazioni contenute nel Codice di Corporate Governance delle società quotate approvato dal Comitato per la Corporate Governance nel gennaio 2020 (il

Composizione e funzionamento del Collegio Sindacale

Il Collegio sindacale in carica alla data della presente relazione è stato nominato dall'Assemblea degli Azionisti di Buzzi S.p.A. (di Buzzi tenutasi il 12 maggio 2023 per il triennio 2023-2025 e cioè fino d è così costituito1 :

  • Sindaci Effettivi: dott.ssa Raffaella Pagani (Presidente), dott.ssa Paola Lucia Giordano, dott. Giorgio Zoppi;

  • Sindaci Supplenti: dott. amico e dott.ssa Giulia De Martino.

A seguito delle dimissioni rassegnate in data 28 settembre 2024 dal sindaco supplente Maurizio Di Marcotullio, i sindaci supplenti sono passati da 3 a 2. supplente sarà sottoposta alla prossima assemblea degli azionisti

Il Collegio Sindacale, nel mese di gennaio 2025, ha svolto, con esito positivo, la verifica del possesso raccomandazioni 6, 7 e 9 del Codice di Corporate Governance. Tutti i componenti effettivi del Collegio -terdecies del Regolamento degli Emittenti.

In linea con quanto raccomandato dalla Norma Q.1.7. delle Norme di Comportamento del Collegio Sindacale delle Società Quotate emanate dal CNDCEC - 2024, è stata effettuata anche propria composizione e sul proprio funzionamento, esprimendo un giudizio di complessiva adeguatezza e di equilibrata ripartizione delle competenze maturate, prevalentemente, sulla base di esperienze professionali.

Il Collegio Sindacale ha assolto i compiti di vigilanza prescritti dall art. 149 del TUF e art. 2403 del Codice

1 La nomina è avvenuta sulla base delle due liste depositate, rispettivamente, dagli azionisti di maggioranza, FIMEDI S.p.A. e PRESA S.p.A., titolari complessivamente del 52,952% del capitale con , e da un raggruppamento di società di gestione del risparmio e di altri investitori istituzionali (titolari complessivamente dello 1,21031% circa del capitale sociale).

Civile vigilando sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e, in particolare, sull adeguatezza dell' assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla Società, quest'ultimo a rappresentare controllate, nonché sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario, nonché monitorato, in qualità di Comitato per il Controllo Interno e per la Revisione Contabile ai sensi dell'art 19 del D. Lgs. 39/2010, la revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati. Il Collegio ha inoltre vigilato sull indipendenza della Società di Revisione incaricata della revisione legale.

Per lo svolgimento della suddetta attività di vigilanza sono stati acquisiti i necessari elementi informativi sia attraverso frequenti incontri con i responsabili delle competenti strutture aziendali, con l'Internal Audit e l'Organismo di Vigilanza sia attraverso la partecipazione alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (di seguito anche CCRS) e del Comitato Parti Correlate (di seguito anche Comitato PC). Quest'ultimo opera in ottemperanza alla Procedura delle Operazioni con Parti correlate adottata dalla Società ai sensi dell art. 4 del Regolamento CONSOB di cui alla delibera n. 17221 del 12 marzo 2010 e ss.mm.ii.

Nel corso dell'esercizio 2024, il Collegio Sindacale:

  • ha tenuto n. 13 riunioni e ha partecipato alle riunioni del Consiglio di Amministrazione (n. 6 riunioni), nonché a quelle del Comitato Controllo, Rischi e Sostenibilità (n. 6 riunioni) e a quelle del Comitato Parti Correlate (n. 2 riunioni). Ha altresì partecipato all'Assemblea degli azionisti. Le riunioni del Collegio Sindacale hanno avuto una durata media di circa 3,5 ore;
  • nella maggior parte dei casi ha svolto le proprie riunioni nello stesso giorno di quelle del Comitato Controllo, Rischi e congiuntamente, al fine di facilitare lo scambio e l'univocità di informazioni tra i soggetti con compiti rilevanti in materia di controlli interni, e per meglio disporre delle risorse aziendali interessate;
  • ha avuto periodici incontri e scambi di informazioni con i rappresentanti della società di revisione Pricewaterhouse Coopers (PWC) S.p.A;
  • induction condotti nell'ambito delle riunioni consiliari o dei Comitati (illustrati nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, riferita all'esercizio 2024), focalizzati su diverse tematiche, comprese le questioni di in ordine ai temi di sostenibilità e visitando altresì, a settembre 2024, la sede della subholding Dyckerhoff GmbH e gli stabilimenti per la produzione di cemento di Göllheim e di Amönenburg. Gli interventi sono stati tenuti dalle funzioni dirigenziali di riferimento delle diverse tematiche.

Ai sensi dell art. 153 del TUF e dell art. 2429, comma 2, cod. civ., tenuto conto delle raccomandazioni fornite da CONSOB, e sulla base delle principali evidenze acquisite nell adempimento delle proprie funzioni, si riferisce quanto segue.

Attività di vigilanza sull osservanza della legge, dello Statuto sociale e del Codice di Corporate Governance

  1. Il Collegio Sindacale ha acquisito costantemente dagli Amministratori, durante le richiamate riunioni, ampia e dettagliata informativa sull andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, sull attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Società e/o dalle sue società controllate. Nel Consiglio di amministrazione del novembre 2024, gli amministratori hanno approvato le linee di indirizzo strategiche.

    1. Sulla base delle informazioni acquisite attraverso la propria attività di vigilanza, il Collegio Sindacale non ha rilevato violazioni della legge o dello Statuto sociale, ritiene che le operazioni deliberate dal Consiglio di Amministrazione non siano manifestatamente imprudenti o azzardate, ovvero in potenziale conflitto del patrimonio della Società e la continuità aziendale.
    1. Il Collegio Sindacale ha vigilato sulla concreta applicazione delle regole di governo societario del Codice di Corporate Governance 2020 delle raccomandazioni, a cui Buzzi ha aderito, e avuto riguardo anche alle raccomandazioni 2025 del Comitato per la Corporate Governance di Borsa Italiana, verificando la conformità del sistema di Corporate Governance della Società alle raccomandazioni espresse, di cui è stata fornita una dettagliata informativa nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari, -bis del TUF, approvata dal Consiglio di Amministrazione il 28 marzo 2025 e disponibile sul sito internet della Società.
    1. Nel contempo, il Collegio Sindacale ha verificato altresì le attività svolte, ai sensi della approvata dal Consiglio di Amministrazione il 3 agosto 2021, tramite gli incontri con Investor relator avvenuti ,
    1. Il Collegio dà atto che la composizione degli organi sociali nominati nell'Assemblea ordinaria del 12 maggio 2023 risulta conforme alle disposizioni normative e regolamentari vigenti e allo statuto sociale.
    1. Con riferimento alle politiche e ai criteri in materia di diversità degli organi sociali, si rileva che il tema è illustrato nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari 2024, ai paragrafi 4.3 per il Consiglio e 11.2. per il Collegio Sindacale.

L'attività di "Board Performance Evaluation" viene effettuata con cadenza triennale e l'ultima è stata eseguita a novembre 2022.

  1. Il Collegio Sindacale ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare la permanenza dei requisiti dei propri componenti non esecutivi qualificati indipendenti. Il Collegio ritiene che tali criteri e procedure di accertamento siano, in sostanza e nel loro complesso, adeguati. Gli esiti di tali attività sono descritti nella Relazione sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari riferita all'esercizio 2024 -bis del TUF.

Attività di vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull adeguatezza dell assetto organizzativo

    1. Nel corso delle verifiche periodiche, il Collegio Sindacale ha incontrato il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari 2 , il Dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità relativa all'esercizio 2024 3 , il Responsabile dell'Internal Audit e i rappresentanti della Società di Revisione4 , per assumere informazioni sull attività svolta e sui programmi di controllo. Non sono emersi dati e informazioni rilevanti che debbano essere evidenziati in questa sede.
    1. Il Collegio ha inoltre scambiato costantemente e tempestivamente informazioni, rilevanti per

2 Il 12 maggio 2023 il Consiglio, previo parere obbligatorio ma non vincolante del Collegio Sindacale, ha confermato il Direttore Amministrativo, Dott.ssa Elisa Bressan, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari. 5.

3 Il Consiglio del 5 novembre 2024, in conformità alle disposizioni transitorie di cui al D.Lgs. n. 125/2024, previo parere favorevole del rcizio 2024 il Responsabile della Sostenibilità Massimo Paris. N verrà presentata rmità della -bis, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 58/98 possa essere resa da un dirigente diverso dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

412 maggio 2022, ha affidato, sulla base della proposta motivata presentata dal Collegio Sindacale precedente PricewaterhouseCoopers S.p.A. per gli esercizi dal 2023 al 2031.

l espletamento dei rispettivi compiti, con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e l Organismo di Vigilanza.

    1. Il Collegio Sindacale ha acquisito conoscenza e vigilato, per quanto di propria competenza, in merito a: - adeguatezza, idoneità e funzionamento dell assetto organizzativo della società e del Gruppo, anche, tramite la raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni aziendali;
    2. adeguatezza e funzionamento del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, anche ai sensi del codice della crisi, nonché l'affidabilità di quest ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, nel rispetto dei principi di corretta amministrazione, mediante l ottenimento di informazioni dai responsabili delle funzioni preposte, dalla società di revisione incaricata della revisione legale e dall esame di documenti aziendali.

In merito a quanto sopra, il Collegio non ha osservazioni particolari da riferire, non ha effettuato -octies del D.Lgs. 14/2019, e non ha ricevuto segnalazioni da creditori pubblici qualificati, ex art. 25-novies D.Lgs. 14/2019.

    1. Il Collegio Sindacale ha svolto approfondimenti su specifici temi incontrando direttamente la Direzione della Società, in particolare sui principali rischi e relativi impatti inerenti al business di Buzzi ed esaminati in occasione degli incontri con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità. In particolare, il Collegio Sindacale è stato periodicamente informato dal Responsabile dell Internal Audit, dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari e dal Dirigente incaricato dell'attestazione sulla rendicontazione di sostenibilità in merito agli impatti derivanti dai conflitti russo-ucraino (richiamo di attenzione CONSOB del 18-19 marzo 2022) e alle azioni di mitigazione attuate dal Gruppo, in tema di informativa sul clima resa nel bilancio ai sensi del D.Lgs. 125/2024 (richiamo di attenzione n. 2/2024 del 20 dicembre 2024) e sugli altri aspetti rilevanti della sostenibilità; ha vigilato sul monitoraggio costante, da parte della Direzione, degli impatti diretti e indiretti conseguenti agli effetti macroeconomici, nonché dei possibili rischi economici e finanziari connessi per la Società e il Gruppo Buzzi per fronteggiare gli effetti sul business italiano ed estero.
    1. Il Collegio Sindacale ha verificato la costante attività di aggiornamento a livello di Gruppo del sistema di norme e procedure amministrativo-contabili a presidio del processo di formazione e diffusione delle relazioni e informazioni finanziarie, che risultano idonee a consentire il rilascio delle attestazioni ai sensi amministrative è stata verificata dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari avvalendosi delle strutture interne competenti coadiuvate anche da consulenti esterni attraverso un a livello di processi rilevanti.
    1. -contabile della Società sia adeguato e in grado di rappresentare correttamente i fatti di gestione.
    1. Si dà atto che sono stati svolti incontri con i Collegi sindacali delle due principali società controllate italiane, senza ricevere informazioni degne di menzione in questa sede. Il Collegio ha altresì ricevuto risposta alla richiesta di informazioni effettuata ad alcune società controllate all'estero, da cui non ha riscontrato criticità.
    1. Inoltre, il Collegio ha vigilato sull adeguatezza delle disposizioni impartite dalla Società alle sue controllate ai sensi dell art. 114, comma 2, del TUF.
    1. della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società e sue controllate.
    1. Il Collegio Sindacale è stato costantemente aggiornato sulle tematiche fiscali e sull'applicazione della Strategia Fiscale del Gruppo Buzzi approvata dal Consiglio di Amministrazione nel 2021.
    1. Interno e di Gestione dei Rischi mediante la partecipazione alle riunioni del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità, la partecipazione agli incontri con le competenti Funzioni per le tematiche di Compliance, mediante l'ottenimento di informazioni dall'Amministratore Delegato - Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi -, dai Rappresentanti della società di Revisione e dall'Organismo di Vigilanza. Il Collegio Sindacale ha inoltre avuto incontri periodici con il Responsabile dell'Internal Audit di Gruppo, dal quale ha ottenuto le informazioni sullo stato di avanzamento del Piano

di Audit per l'esercizio, sulle risultanze delle verifiche effettuate e sulle attività di rimedio attuate e pianificate, nonché sulle relative attività di follow-up.

    1. Il Collegio Sindacale, nella riunione del 26 marzo 2025 ha esaminato il Risk Report 2024 (rischi ERM, comprendenti anche gli effetti, diretti ed indiretti, del "climate change"). La metodologia risulta allineata alle best practices internazionali e alle indicazioni del Codice di Corporate Governance, oltre a prevedere l'integrazione del modello Enterprise Risk Management con i principi di sostenibilità aziendale, ivi incluse le tematiche climatiche.
    1. Dalle verifiche effettuate e dalle informazioni ricevute è emerso che il Sistema di Controllo e Gestione Rischi risulta adeguato nel suo complesso e idoneo a perseguire la prevenzione dei rischi, nonché ad comportamento aziendale. Altresì, la struttura organizzativa del sistema stesso garantisce il coordinamento tra i diversi soggetti e le funzioni coinvolte, anche attraverso un costante flusso informativo tra i vari attori.
    1. Il Collegio Sindacale ha vigilato sulle attività di monitoraggio del sistema implementato da parte di Buzzi S.p.A. ai fini della compliance al Regolamento UE n.2016/279 in materia di protezione dei dati personali (GDPR), e ha incontrato il DPO.
    1. management, il Collegio Sindacale, negli incontri avuti con la Direzione della Società, ha svolto approfondimenti su specifici temi, per quanto di competenza, quali, fra gli altri:
    2. l'organizzazione della Funzione Sostenibilità, con particolare riferimento al processo di elaborazione della Rendicontazione consolidata di sostenibilità e ai rapporti con il Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità;
    3. l'organizzazione della Funzione IT, con particolare riferimento agli aggiornamenti in merito ai progetti in corso, oltre alle attività poste in essere per la Cyber Security, ai rischi connessi e alle relative azioni di mitigazione.
    1. Il Collegio Sindacale ha vigilato sul costante aggiornamento del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del decreto 231/01 , sul suo funzionamento, nonché sul lo scambio di informazioni con l'Organismo di Vigilanza. In sistema strutturato e organico di procedure e attività di controllo volto a prevenire e presidiare il rischio di commissione dei reati presupposto di cui al D. Lgs. n. 231/2001.
    1. Il Modello ex D.Lgs. 231/01, approvato da ultimo dal Consiglio di Amministrazione del 28 settembre 2023, recepisce le modifiche organizzative e societarie che hanno inciso sulla struttura societaria e whistleblowing. Sono state assunte informazioni in merito al funzionamento e alle segnalazioni pervenute dal canale interno aziendali (whistleblowing); non sono emerse segnalazioni degne di menzione in questa sede.

In generale, dalla nostra attività di vigilanza non sono emerse omissioni, fatti censurabili o irregolarità meritevoli si sono rilevate irregolarità ai

Operazioni di particolare rilevanza - Operazioni atipiche o inusuali - Operazioni infragruppo o con parti correlate

    1. Nel corso del 2024, sulla base delle informazioni disponibili, la Società non risulta aver compiuto operazioni atipiche o inusuali con terzi, così come definite dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006 n. DEM/6064293.
    1. La Relazione sulla gestione approvata dal Consiglio di Amministrazione offre un adeguato panorama dei fatti avvenuti nel 2024

Sulla base delle informazioni ricevute e delle analisi condotte dal Collegio, tra le operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale poste in essere nel 2024, anche per il tramite di società controllate e di cui è stata data adeguata informazione nelle relazioni sulla Gestione e nella Nota

  • sono state acquistate n. 4.059.270 azioni proprie per un controvalore complessivo di Euro 147 milioni.
  • a ottobre 2024, Buzzi SpA, attraverso la NPV brasiliana Buzzi Participacoes Ltda, ha acquisito il residuo 50% della società brasiliana NCPAR.
  • è stata completata la vendita a CRH delle attività in Ucraina.
    1. Il Collegio Sindacale è stato periodicamente aggiornato in relazione a:
    2. ;
    3. Operazioni Esigue;
  • Operazioni Ordinarie, indipendentemente dal fatto che si qualifichino di Minore o di Maggiore Rilevanza;

  • Operazioni di Minore o di Maggiore Rilevanza.
    1. Relativamente alle operazioni, infragruppo o con parti correlate, di natura ordinaria intervenute nel periodo, di cui la Società ha fornito specifiche e puntuali informazioni nelle relazioni finanziarie periodiche (e nelle note al bilancio consolidato del Gruppo), il Collegio dà atto che dette operazioni sono state poste in essere nel rispetto della Procedura per Operazioni con Parti Correlate adottata da Buzzi, e non hanno evidenziato criticità riguardo alla loro congruità e rispondenza all interesse della Società.
    1. Nell ambito del 9 maggio 2024 in relazione ad acquisto e vendita di azioni proprie, la Società ha avviato in pari data un programma di acquisto di azioni di 200 milioni di euro. Alla data della presente relazione il programma è stato chiuso e sono state acquistate n. 4.106.960 azioni ordinarie, pari al 2,132% del capitale sociale.
    1. Considerate le azioni proprie ordinarie già detenute dalla società, la società detiene n. 11.601.276 azioni proprie, pari al 6,023% del capitale sociale.

Attività di vigilanza sul processo di informativa finanziaria e sul processo di informativa non finanziaria, della revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati

    1. Per quanto attiene la formazione dei bilanci d esercizio e consolidato chiusi al 31 dicembre 2024, il Collegio Sindacale dà atto che il Consiglio di Amministrazione, in via autonoma e preventiva rispetto all'approvazione dello stesso Bilancio chiuso al 31 dicembre 2024 (cfr. Documento congiunto di Banca d'Italia, CONSOB e Isvap del 3 marzo 2010), ha approvato:
    2. nel Consiglio del 7 febbraio 2025 le modifiche alla procedura di "impairment test" e preso atto delle assunzioni e delle prime indicazioni dell'impairment test;
    3. nel Consiglio del 28 marzo 2025 il piano pluriennale, risultati dell'impairment test e relative assunzioni

Nelle note esplicative al bilancio sono riportate informazioni ed esiti del processo e delle valutazioni svolte.

  1. Il Collegio Sindacale ricorda che, ai sensi del D.Lgs. 6 settembre 2024. n. 125, di recepimento della Direttiva 2022/2464/UE (Corporate Reporting Sustainability Directive Regolamento Delegato (UE) 2023/2772 del 31 luglio 2023 contenente i primi dodici ESRS non settoriali e al Regolamento (UE) 2020/852 (c.d. Regolamento Tassonomia), come integrato da successivi regolamenti delegati, la Società è tenuta a predisporre, in apposita sezione della relazione sulla gestione la Rendicontazione di Sostenibilità, in luogo della Dichiarazione Non Finanziaria (ex D.lgs. 254/2016. La Rendicontazione consolidata di Sostenibilità 2024 è stata predisposta, ai sensi degli articoli 3 e 4 del D.Lgs. 125/2024, in conformità agli standard di rendicontazione adottati -ter della c.d. Direttiva Accounting, come ed è stata assoggettata ad attività di limited assurance da

parte di PriceWatherhouseCoopers S.p.A.

    1. Ai sensi dell'art. 10, comma 1 del D.Lgs 125/2024, il Collegio, nell'ambito dello svolgimento delle proprie funzioni e per quanto di competenza, ha vigilato sull'osservanza delle disposizioni normative, in merito al processo di predisposizione e pubblicazione dell'informativa sulla sostenibilità, tenendo anche conto di quanto previsto dal Regolamento UE sulla Tassonomia (Reg. UE 2020/852).
    1. Il Collegio sindacale ha vigilato, altresì, sul processo di produzione e formazione delle informazioni riportate nella Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità, sui sistemi di controllo interno, adeguati e, in merito, non sono emersi elementi e criticità degni di menzione in questa sede.
    1. Con riferimento alle informazioni richieste dagli European Sustainability Reporting Standard - assunti dalla Società come standard di reporting di sostenibilità, in coerenza con la nuova Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e, meglio precisati, gli ESRS 2, paragrafi 19 e 20, lettera a) e c), paragrafo 21, par. 23, si rinvia alla Rendicontazione Consolidata di Sostenibilità.
    1. Il Collegio Sindacale ha altresì reso parere favorevole sulla nomina del Responsabile della sostenibilità quale Dirigente incaricato sulla Rendicontazione di sostenibilità Tassonomia (il tutto in ossequio alla norma transitoria del D.Lgs. 125/24). Il Collegio sindacale ha preso atto che il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di presentare alla prossima assemblea ità -bis, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 58/98 possa essere resa da un dirigente diverso dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.
    1. Il Collegio rammenta che la stessa società di revisione incaricata della revisione legale, PWC S.p.A., è responsabile anche del rilascio dell'attestazione di conformità della Rendicontazione, ex art. 8 del D.Lgs. n. 125/2024. -bis del D.Lgs. 39/2010, circa la conformità della suddetta rendicontazione alle norme del predetto Decreto che ne disciplinano i criteri di redazione, la 10, e 4, comma 9, del medesimo Decreto nonché in merito alla conformità all'osservanza degli obblighi di informativa previsti dall'articolo 8 del Decreto Tassonomia, sono basate su un incarico finalizzato ad acquisire un livello di sicurezza limitato (c.d. limited assurance).
    1. Con riferimento agli obiettivi legati alla transizione verso fonti energetiche alternative e alle azioni necessarie per fronteggiare il cambiamento climatico, il Collegio sindacale è stato informato sulle attività perseguite dal Gruppo al fine di garantire una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, attraverso diverse tipologie di iniziative, come individuate nella Road Map Buzzi, nelle proprie attività di business, nonché una adeguata rendicontazione delle stesse emissioni effettuate lungo la catena del valore. Considerate anche le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) ed il settore di attività del Gruppo, la Società ha evidenziato impatti rilevanti, considerato il settore di attività, sul tema del climate change; al proposito il Gruppo ha messo in c.d. Road Map) finalizzate a mitigare gli impatti e, nel lungo periodo, auspicabilmente, ad azzerarli, tenuto anche conto dei ragionevoli miglioramenti nelle tecnologie e nelle infrastrutture che si dovranno rendere disponibili.

Si dà atto che, nel corso dell'attività di vigilanza sopra descritta, non sono emerse omissioni, fatti censurabili o irregolarità tali da richiederne la segnalazione nella presente relazione. L'Internal Audit, e l'Organismo di vigilanza, come le altre Funzioni aziendali, che il Collegio Sindacale ha periodicamente incontrato, non hanno segnalato particolari criticità nell'ambito delle rispettive competenze. La relazione annuale sul Governo Societario e gli Assetti Proprietari non ha evidenziato problematiche tali da essere portate alla Vostra attenzione.

Remunerazione degli amministratori e dei dirigenti aventi responsabilità strategica

  1. Il Collegio Sindacale ha accertato la coerenza della remunerazione attribuita all'Organo Amministrativo, agli Amministratori esecutivi e al Direttore Generale rispetto alla politica di remunerazione; ha inoltre espresso pareri sui compensi attribuiti ad Amministratori per speciali incarichi. Le caratteristiche delle politiche remunerative di breve e lungo periodo, approvate dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 28 marzo 2025, sono illustrate nella Relazione sulla Politica in materia di Remunerazione e sui compensi corrisposti, relazione redatta ai sensi dell'art. 123-ter del TUF, disponibile sul sito internet di Buzzi, la cui prima sezione sarà sottoposta all'esame e al voto vincolante dell'Assemblea dei Soci del 13 maggio 2025.

revisione, in particolare per la prestazione di servizi non di revisione

    1. Il Collegio Sindacale ha incontrato periodicamente gli esponenti della Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A. uzzi S.p.A. del 12 maggio 2022 ha 3-2031, ricevendo costantemente informativa in merito ai piani di lavoro e di verifica predisposti, al loro stato di avanzamento, e ai relativi risultati, e non sono emersi dati e/o aspetti rilevanti in relazione a problematiche di competenza del Collegio Sindacale tali da essere evidenziati in questa sede.
    1. Il Collegio sindacale ha vigilato sull osservanza delle norme procedurali inerenti alla redazione e alla pubblicazione del Bilancio consolidato, ai sensi dell art. 41 del D.lgs. 4 aprile 1991, n. 127 e dell art. 154 ter del TUF.
    1. La Società di Revisione PricewaterhouseCoopers S.p.A., in data odierna, 14 aprile 2025, ha rilasciato le relazioni previste dagli artt. 14 del D. Lgs. 39/2010 e 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014, esprimendo un giudizio senza sul bilancio separato e consolidato della Società chiusi al 31 dicembre 2024. considerato i seguenti: la recuperabilità delle partecipazioni con riferimento al bilancio separato, la recuperabilità

La Società di Revisione ritiene, altresì, ai sensi dell art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 39/2010, che la Relazione sulla gestione e le informazioni della Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell art. 123-bis, comma 4, del TUF, siano coerenti con il Bilancio d esercizio della Società e con il Bilancio consolidato di Gruppo al 31 dicembre 2024.

Con riferimento al formato XHTML e alla marcatura, la società di revisione ne attesta la conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato, anche sulla base delle indicazioni di Assirevi.

    1. E' stata altresì resa al Collegio dalla Società di Revisione, nella medesima predetta data, la relazione come riportato nel giudizio sui Bilanci, la relazione non contraddice gli stessi giudizi, ma riferisce su specifiche materie. Rileva qui menzionare che, oltre alle questioni significative segnalate quali chiave della revisione", nelle predette relazioni sul Bilancio, separato e consolidato, la Società di Revisione evidenzia altri rischi significativi, ma non rilevanti: il rischio di frode sul riconoscimento dei ricavi a livello di bilancio consolidato e il rischio di management override of controls sia nel separato che nel consolidato. Dalla stessa relazione non emergono carenze significative nel sistema di controllo interno in governance , in linea con quanto richiesto dal richiamo d'attenzione di Consob del 18 marzo 2022, è stata data visibilità ai rischi legati al conflitto in Ucraina nonché agli impatti ad esso connessi. Si rammenta che la relazione ex art. 11 del Regolamento (UE) n. 537/2014 integra, altresì, la dichiarazione della Società di Revisione sull indipendenza, di cui all art. 6, paragrafo 2, lettera a) del Regolamento (UE) n. 537/2014.
    1. Il Collegio Sindacale comunicherà al Consiglio di Amministrazione in merito alle questioni significative indicate nella Relazione della Società di Revisione, ai sensi degli artt. 14 e 16 del D.Lgs. n. 39/2010.

Infine, il Collegio ha preso atto della Relazione di trasparenza predisposta dalla Società di Revisione,

    1. La Società di Revisione ha infine rilasciato, sempre in data odierna,14 aprile 2025, la relazione prevista -bis del D.Lgs. 39/2010, costituita, come già ricordato, da una revisione limitata in merito alla conformità della Rendicontazione consolidata di sostenibilità alle norme del D.Lgs 125/2004, che ne disciplina i criteri di redazione, la conformità all'obbligo di marcatura di cui agli articoli 3, comma 10, e 4, comma 9, del predetto decreto, nonché in merito alla conformità all'osservanza degli obblighi di quale non emergono rilievi.
    1. (italiane ed estere, sia UE sia Extra UE) per servizi diversi dalla revisione legale, il cui dettaglio è fornito -duodecies del Regolamento Emittenti in tema di pubblicità dei corrispettivi.

4 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla stessa Società di Revisione Pwc S.p.A. e da entità appartenenti alla sua rete:

Corrispettivi
competenza
Soggetto dell'esercizio
(migliaia di euro) che ha erogato il servizio Destinatario 2024
Revisione contabile PwC SpA Capogruppo - Buzzi SpA 127
PwC SpA Società controllate 178
Rete PwC Società controllate 1.325
Servizi di
attestazione PwC SpA Capogruppo - Buzzi SpA (1) 120
Altri servizi diversi
dalla revisione
Rete PwC Capogruppo - Buzzi SpA (2) 24
Rete PwC Società controllate (3) 5
Takala חד" "

Per quanto riguarda i servizi diversi dalla revisione resi da PwC alle joint ventures non consolidate e non inclusi nella tabella sopraesposta, in aggiunta ai servizi non audit sopra riportati, si aggiungono i seguenti:

Società Descrizione incarico Network PwC Onorari
(LC)
Onorari
(Euro)
Valuta Status/Approvazione
Corporacion
Moctezuma
SAB de CV
Audit local contributions by law -
2023
PwC Mexico \$ 402.000 EUR 20.956 S Servizio approvato da
CS 27.2.2024
Corporacion
Moctezuma
SAB de CV
Audit local contributions by law 2024-
2027
PwC Mexico \$ 402.000
\$ 402.000
\$ 422.000
\$ 443.000
EUR 90.465 Servizio approvato da
CS 15.4.2024
    1. Per quanto riguarda detti incarichi, differenti da quelli di revisione (non appartenenti a quelli vietati ex art. 5, paragrafo 1 del Regolamento (UE) 537/2014), e il relativo corrispettivo, il Collegio Sindacale li ha ritenuti adeguati alla dimensione e alla complessità dei servizi affidati Revisione.
    1. Il

che gli incarichi di attestazione della DNF, conferiti nel vigore della disciplina previgente, rimangano validi di tale facoltà, aggiornando, sentito il Collegio Sindacale, gli onorari da corrispondersi alla società di -2026.

Ulteriore attività del Collegio; pareri, segnalazioni e osservazioni

    1. Il Collegio Sindacale ha reso i pareri richiesti dalla legge in merito all'attribuzione di speciali incarichi agli amministratori; ha inoltre verificato la coerenza della remunerazione attribuita all'Organo Amministrativo, agli amministratori esecutivi, al Direttore Generale e ai Dirigenti con Responsabilità Strategiche rispetto alla politica di remunerazione.
    1. Il Collegio sindacale dà atto che in data 26 luglio 2024 ha ricevuto una denuncia ex art. 2408 cod. civ dall'azionista Bava, portatore di n. 2 azioni, avente ad oggetto, come indicato dallo stesso socio, i seguenti temi: falsa dichiarazione del presidente nell'assemblea ordinaria di Buzzi del 9 maggio 2024: non sono applicazione del diritto di recesso sensi art. 2437 ter o statuto Il Collegio, considerando che la Consob è stata informata della denuncia direttamente dal socio ha enza delle irregolarità denunciate. Per quanto attiene al verbale dell'assemblea, il Collegio sindacale ha constatato che risponde a verità storica quanto in esso riportato e cioè che non sono state presentate richieste di integrazione -bis TUF per tali intendendosi quelle presentate dai soci detentori della partecipazione qualificata pari al quarantesimo del capitale sociale e con applicazione della procedura prevista da tale articolo di legge. È stato peraltro osservato che, nel formulare la proposta di deliberazione di azione di responsabilità, lo stesso socio Marco Bava ha specificato che la sua proposta -bis TUF. Si è infine verificato che la proposta di -ter TUF, ove sono state anche precisate le ragioni per cui non è stata posta ai voti. Tale documento è stato pubblicato sul sito web della società ed è stato diritto di recesso in relazione alla modifica statutaria che ha introdotto la possibilità di tenere le assemblee esclusivamente con la presenza del Rappresentante designato, il Collegio sindacale ha rilevato che sussistono autorevoli interpretazioni dottrinali e orientamenti giurisprudenziali, che confermano recesso. La scelta della società di non riconoscere il diritto di recesso è apparsa quindi coerente con tali opinioni ed orientamenti e adeguatamente giustificata.
    1. Il Collegio sindacale non ha riscontrato
    1. Il Collegio sindacale ha vigilato sulla risposta che la Società ha dato a CONSOB in occasione di una
    1. Infine, il Collegio sindacale dà atto che sulla base delle informazioni ottenute nell'ambito della propria attività di vigilanza, non sono state rilevate omissioni, fatti censurabili, irregolarità o comunque circostanze significative tali da richiedere altre segnalazioni alle Autorità o la menzione nella presente Relazione; del T.U.F.

Il Collegio sindacale ha verificato che nella Relazione Finanziaria 2024 sono state correttamente recepite le European Securities and Markets Authority) valide per l'esercizio 2024.

13 maggio 2025 il Collegio rileva che la società usufruirà della possibilità di svolgere la stessa mediante la partecipazione del rappresentante designato esclusivo (Legge 23 febbraio 2024 n. 18, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n.215).

In merito, il Collegio opererà in stretto coordinamento con il Consiglio di Amministrazione affinché delle suddette disposizioni.

in merito al Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2024 e alla destinazione del risultato d'esercizio

Preso atto del Bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, il Collegio Sindacale, tenuto conto degli specifici compiti spettanti alla Società di Revisione in tema di controllo della contabilità e di verifica dell attendibilità del bilancio di esercizio, non ha obiezioni da formulare in merito alla sua approvazione, alla proposta deliberativa del Consiglio di Amministrazione relativa alla distribuzione di un dividendo (ordinario) 0,70 per azione (ordinaria) in circolazione per un totale di euro 126.717.414,60; di azzerare la Riserva articolo 2426 n.8 bis) c.c. di euro 15.840.694,96, in quanto non si registrano utili netti su cambi imputati al conto economico e non ancora realizzati alla data del 31 dicembre 2024, attribuendo il corrispondente importo a Utili portati a nuovo; infine a Utili portati a nuovo il residuo di euro 166.855.369,48.

Casale Monferrato, 14 aprile 2025

IL COLLEGIO SINDACALE Raffaella Pagani (Presidente) Paola Lucia Giordano (Sindaco Effettivo) Giorgio Zoppi (Sindaco Effettivo)

Buzzi SpA

Via Luigi Buzzi 6, Casale Monferrato (AL) - Italia Tel. +39 0142 416 111 buzzi.com

Capitale sociale euro 123.636.658,80

Registro delle Imprese di Alessandria-Asti 00930290044

Forma giuridica Buzzi SpA è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano controllata da Fimedi SpA

Attività: Produzione, distribuzione e vendita di cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali

La nostra presenza: Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Russia, Messico e Brasile

Foto di copertina: Museum Reinhard Ernst, Wiesbaden, Germania (Foto Reinhard & Sonja Ernst-Stiftun)