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Buzzi Unicem Audit Report / Information 2022

Apr 19, 2023

4218_10-k_2023-04-19_458382a5-064a-46e4-a250-3ea206af02e4.pdf

Audit Report / Information

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Buzzi Unicem è un gruppo multi-regionale internazionale, focalizzato su cemento, calcestruzzo e aggregati naturali.

Il gruppo ha una visione a lungo termine dell'impresa, un management dedicato che opera in ottica di sviluppo sostenibile e strutture produttive di alta qualità.

Buzzi Unicem persegue la creazione del valore grazie a un profondo e sperimentato know-how e all'efficienza operativa dei suoi impianti.

Vision

Indice

Cariche sociali 5
Relazione sulla gestione 7
Informazioni finanziarie 41

Il presente documento è predisposto in formato PDF allo scopo di agevolare la lettura e non costituisce la versione ufficiale in formato ESEF, istituita dal Regolamento della Commissione Europea 815/2019 per adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalla Direttiva 2004/109/CE (c.d. direttiva Transparency)

Processo di fusione presso il laboratorio Built, Vercelli - Italia (Tommaso Buzzi)

Cariche sociali

Alessandro BUZZI Presidente d'Onore

Consiglio di amministrazione

Veronica BUZZI1 Presidente Michele BUZZI2 Amministratore Delegato Pietro BUZZI2 Amministratore Delegato Paolo BURLANDO3 Consigliere Luigi BUZZI Consigliere Elsa FORNERO Consigliere Aldo FUMAGALLI ROMARIO3 Consigliere Linda Orsola GILLI Consigliere Antonella MUSY3 Consigliere Mario PATERLINI Consigliere

Gianfelice ROCCA Consigliere

Giovanna VITELLI Consigliere

Collegio sindacale

Fabrizio Riccardo DI GIUSTO Presidente
Paola Lucia GIORDANO Sindaco Effettivo
Giorgio ZOPPI Sindaco Effettivo
Daniela BAINOTTI Sindaco Supplente
Giulia DE MARTINO Sindaco Supplente
Domenico FAVA Sindaco Supplente
  1. nominata Presidente dal Consiglio di Amministrazione dell'8 maggio 2020;

2 nominati Amministratori Delegati dal Consiglio di Amministrazione dell'8 maggio 2020, con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione;

3 componenti del Comitato Controllo e Rischi.

Relazione sulla gestione

Azioni, Azionisti e Indici 8
Illustrazione dei risultati 12
Risorse Umane 29
Attività di ricerca e sviluppo 31
Ecologia, Ambiente e Sicurezza 35
Dichiarazione di carattere non finanziario 36
Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 36
Operazioni
con parti correlate
38
Evoluzione prevedibile della gestione 38

Azioni, Azionisti e Indici

Le azioni ordinarie di Buzzi Unicem sono quotate alla Borsa Italiana dal settembre 1999. La capitalizzazione di mercato al 31 dicembre 2022 ammontava a 3.470 milioni di euro. Ciascuna azione ordinaria dà diritto a un voto.

Volumi scambiati e controvalore

Azioni ordinarie Azioni risparmio Azioni ordinarie Azioni risparmio
Periodo di riferimento quantità quantità €m €m
Anno 2016 207.469.441 20.588.786 3.489,0 200,2
Anno 2017 184.745.315 22.056.405 4.207,8 284,3
Anno 2018 195.237.204 20.433.371 3.818,7 221,6
Anno 2019 173.589.804 20.591.261 3.313,2 256,9
Anno 2020 179.692.420 35.465.394 3.434,5 425,5
Anno 2021 160.292.352 1.933.395 3.402,8 27,5
Anno 2022 136.519.656 - 2.367,0 -

Andamento del titolo Buzzi Unicem

(base gennaio 2016=100)

Distribuzione dell'azionariato*

(azioni ordinarie)

N. di azionisti in % N. di azioni in %
1 - 1.000 18.052 84,58 4.792.234 2,49
1.001 - 10.000 2.716 12,73 7.410.009 3,85
10.001 - 100.000 435 2,04 14.010.568 7,27
100.001 - 139 0,65 166.413.343 86,39

* Riferimento alla data dello stacco del dividendo (25 maggio 2022)

In totale 55.361.292 azioni ordinarie, corrispondenti al 29% circa del capitale di voto, sono detenute da investitori stranieri.

Capitalizzazione di mercato Struttura del capitale

al 31 dicembre (milioni di euro) al 31 dicembre (in %)

2021 3.652
2022 3.470
2016 4.210 Presa SpA (Famiglia Buzzi) 82.747.000 42,96
2017 4.258 Fimedi SpA (Famiglia Buzzi) 19.252.563 9,99
2018 2.872 Flottante 83.132.275 43,16
2019 4.265 Azioni proprie 7.494.316 3,89
2020 3.755 Totale azioni 192.626.154 100,00

Principali dati per azione

Principali dati per azione (euro) 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022
Utile base per azione ordinaria 0,70 1,90 1,86 1,88 2,72 2,82 2,46
Patrimonio netto per azione 13,47 13,81 15,77 17,90 17,49 22,71 25,50
Rapporto prezzo/utile 32,3x 11,9x 8,1x 12,0x 7,2x 6,7x 7,6x
Quotazione a fine anno
azioni ordinarie 22,62 22,59 15,00 22,42 19,50 18,96 18,01
azioni risparmio 11,55 12,84 9,62 13,72 13,04 - -
Dividendo per azione1
azioni ordinarie 0,10 0,12 0,13 0,15 0,25 0,40 0,45
azioni risparmio 0,10 0,20 0,15 0,17 - - -
Rendimento
azioni ordinarie 0,40% 0,50% 0,83% 0,67% 1,28% 2,11% 2,50%
azioni risparmio 0,90% 1,60% 1,55% 1,27% - - -
1 2022: proposto all'assemblea degli azionisti

Principali indici di bilancio

Principali indici di bilancio (in %) 2022 2021 2020
Margine Operativo Lordo/Vendite1 22,1 23,1 24,2
Risultato Operativo/Vendite (ROS) 12,4 15,8 16,3
Return on Equity (ROE)2 9,3 12,4 15,6
Return on Capital Employed (ROCE)3 7,8 8,7 9,2
Passività/Patrimonio netto 52,8 58,2 77,3

1 Rapporto tra Margine Operativo Lordo e Vendite, esprime il risultato della gestione caratteristica dell'azienda;

2 Rapporto tra Utile Netto e Patrimonio Netto, esprime la redditività di quest'ultimo;

3 Rapporto tra Risultato Operativo e differenza tra Attività totali e Passività correnti. Indica l'efficienza e la redditività degli investimenti dei capitali di un'azienda.

Indicatori alternativi di performance

Buzzi Unicem utilizza nell'informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili applicabili per la redazione del bilancio annuale o delle relazioni intermedie di gestione.

In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e agli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione di tali indicatori.

  • Margine operativo lordo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
  • Margine operativo lordo ricorrente: è calcolato partendo dal saldo parziale di bilancio, denominato Margine operativo lordo, apportando allo stesso le seguenti rettifiche (proventi e oneri non ricorrenti):
    • oneri di ristrutturazione, nell'ambito di piani definiti e rilevanti
    • svalutazioni/rivalutazioni di attività correnti, esclusi i crediti commerciali, superiori a 1 milione di euro
    • accantonamenti/rilasci a fondi rischi legali, fiscali, ambientali superiori a 1 milione di euro
    • costi di smantellamento superiori a 1 milione di euro
    • plusvalenze/minusvalenze da cessione di cespiti e immobili non strumentali superiori a 3 milioni di euro
    • altri oneri o proventi rilevanti di natura non ordinaria (superiori a 3 milioni di euro), oppure riferibili a eventi significativi non riconducibili all'andamento ordinario della gestione.

La riconciliazione tra il margine operativo lordo e il margine operativo lordo ricorrente, per i periodi posti a confronto, è la seguente:

(milioni di euro) 2022 2021
Margine operativo lordo 883,7 794,6
Accantonamenti (rilasci) fondi rischi - 1,3
Altri oneri 8,7 -
Margine operativo lordo ricorrente 892,4 795,9
  • Risultato operativo: saldo parziale di bilancio, per il calcolo del quale si rinvia al prospetto di conto economico consolidato.
  • Posizione finanziaria netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine. Quindi comprende tutte le passività o attività fruttifere d'interesse e quelle a esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei.
  • Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine, e le attività finanziarie a breve termine. Quindi comprende tutte le passività, una parte delle attività fruttifere d'interesse e le voci collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei. L'indicatore è conforme agli orientamenti ESMA32-382-1138.

Illustrazione dei risultati

Il quadro congiunturale sfavorevole che ha rallentato il ritmo espansivo dell'economia mondiale nel primo semestre del 2022 è stato amplificato, nel corso del terzo e quarto trimestre, dalle accresciute incertezze geopolitiche, dall'elevata e perdurante inflazione, oltre che dall'inasprimento delle condizioni finanziarie. Gli attacchi mossi dalla Russia nei confronti dell'Ucraina hanno continuato a destabilizzare i mercati delle materie prime, alimentando la volatilità dei prezzi dell'energia. Nelle principali economie avanzate il rallentamento dell'attività economica avvenuto nel 2022 è da ricondursi prevalentemente all'avvio di un ciclo di inasprimento monetario, volto a contrastare le spinte inflazionistiche e a raffreddare la domanda.

L'interscambio a livello mondiale, dopo aver evidenziato una buona capacità di tenuta nella prima metà del 2022, con gli effetti negativi del conflitto in Ucraina e le perduranti strozzature dal lato dell'offerta, ha perso slancio nel terzo e quarto trimestre, principalmente a causa della debole domanda nelle economie avanzate.

Le ultime previsioni sul 2022 indicano, quindi, un rallentamento della crescita del PIL mondiale (+3,4%). Sulla base di tali proiezioni, l'economia globale dovrebbe confermare l'indebolimento, pur rimanendo in territorio espansivo, anche nel corso del 2023 (+2,9%), riflettendo un significativo calo della crescita nei paesi maturi.

Negli Stati Uniti, l'attività economica già in rallentamento nella prima parte del 2022, è stata caratterizzata nel quarto trimestre da una generalizzata debolezza della domanda interna, in presenza di elevata inflazione e un ulteriore rialzo dei tassi di interesse, che hanno continuato a erodere il potere d'acquisto e il reddito reale delle famiglie, frenando i consumi. Inoltre, la più difficile accessibilità e il maggior costo del credito hanno gravato sugli investimenti privati, principalmente quelli in edilizia residenziale.

Nei paesi dell'area euro, lo sviluppo economico, dopo un terzo trimestre in leggera crescita (+0,3%), sostenuto dalla dinamica espansiva degli investimenti e dei consumi privati, ha ristagnato durante i mesi autunnali. L'elevata inflazione e le condizioni di finanziamento maggiormente restrittive hanno rallentato la produzione manifatturiera e la spesa delle famiglie. In un contesto caratterizzato, quindi, da perdurante incertezza legata all'evoluzione del conflitto in Ucraina e dai rischi derivanti da potenziali interruzioni nelle forniture energetiche, l'indebolimento della dinamica di crescita, già evidente nel comparto industriale, si è esteso anche al settore dei servizi. Gli investimenti in edilizia residenziale sono calati durante il secondo semestre: dopo la flessione registrata nel terzo trimestre, l'attività nel comparto ha continuato a indebolirsi in ottobre e novembre.

In Italia, la crescita del PIL è continuata anche nel trimestre estivo, grazie alla forte espansione della domanda interna. Sia i consumi delle famiglie, sia la spesa per investimenti, quest'ultima in rallentamento a causa del minore contributo del comparto delle costruzioni, hanno contribuito alla crescita. Nel quarto trimestre, invece, l'attività si è indebolita, gravata dall'effetto dei persistenti aumenti dei prezzi energetici e dal rallentamento della ripresa nei settori più impattati dalla pandemia, quali commercio, turismo e trasporti.

Per quanto riguarda le economie emergenti, in Cina, le difficoltà legate alla crisi del settore residenziale e la nuova ondata di contagi, conseguente alla revoca di tutte le misure di contenimento, hanno causato un marcato deterioramento del quadro economico. In Russia, dopo l'evidente diminuzione del PIL nel secondo e terzo trimestre, l'economia è entrata in recessione: il paese ha registrato un calo delle esportazioni minore rispetto alle precedenti previsioni, mentre le importazioni hanno subito una netta battuta d'arresto come diretta conseguenza delle sanzioni internazionali.

Per quanto riguarda le quotazioni dei beni energetici, a partire dalla metà di ottobre sia il prezzo del petrolio che quello del gas naturale sono diminuiti, a seguito del rallentamento della domanda globale. In particolare, il prezzo del gas naturale scambiato sul mercato olandese TTF è decisamente migliorato, rimanendo comunque su livelli storicamente elevati. Tale riduzione è conseguente ad un clima più mite rispetto alle previsioni, oltre alla flessione della produzione industriale in Europa che, unitamente alla

stabilità dei flussi di approvvigionamento di gas, ha permesso di mantenere gli stoccaggi prossimi ai livelli massimi.

In novembre e in dicembre, in linea con quanto già effettuato nel primo semestre, la Federal Reserve ha alzato rispettivamente di ulteriori 75 e 50 punti base i tassi di riferimento, indicando ulteriori rialzi in presenza di un mercato del lavoro ancora sotto pressione. Parallelamente, anche la BCE ha aumentato di 75 e 50 punti base, in ottobre e dicembre, i tassi di interesse di riferimento, valutando che questi dovranno ancora salire per permettere un ritorno tempestivo alla stabilizzazione dei prezzi. Tuttavia, il Consiglio Direttivo, ha stabilito che le decisioni future sui tassi saranno pesate anche sulla base delle prospettive di crescita e inflazione.

Le banche centrali dei paesi emergenti, invece, hanno adottato approcci più eterogenei: in Brasile, le autorità monetarie hanno interrotto la sequenza di rialzi, mentre in Cina, in un contesto di inflazione moderata, le condizioni monetarie sono rimaste accomodanti, anche per mitigare la crisi del settore immobiliare.

Gli investimenti in costruzioni, ai quali è strettamente correlata l'evoluzione della domanda di cemento e calcestruzzo, dopo un primo semestre in crescita, hanno perso trazione nel terzo e quarto trimestre sia in Stati Uniti d'America che in area euro, a causa dell'aumento dei costi di costruzione e delle politiche monetarie restrittive, che hanno reso più costoso l'accesso al credito.

Il fatturato consolidato è passato da 3.445,6 a 3.995,5 milioni di euro. Nel corso del 2022 non ci sono state modifiche al perimetro di consolidamento, mentre le variazioni dei tassi di cambio, costituite principalmente dalla rivalutazione del rublo e del dollaro, hanno avuto un impatto complessivo favorevole di 219,5 milioni. A parità di condizioni, il fatturato sarebbe aumentato del 9,6% rispetto al 2021.

Il margine operativo lordo si è attestato a 883,7 milioni di euro, in aumento del 11,2% rispetto a 794,6 milioni dell'anno precedente. Il dato del 2022 comprende oneri non ricorrenti per 8,7 milioni (nel 2021 erano stati pari a 1,3 milioni).

Dopo ammortamenti e svalutazioni per 388,9 milioni, il risultato operativo si è attestato a 494,8 milioni, contro i 545,6 milioni del 2021. Gli oneri finanziari netti sono passati da 34,4 a 23,1 milioni: il miglioramento è stato determinato principalmente dall'aumento degli interessi attivi, nonostante la variazione sfavorevole nel saldo netto delle voci senza manifestazione monetaria, in particolare utili e perdite su cambi. L'utile prima delle imposte è stato pari a 589,3 milioni rispetto a 635,3 milioni del 2021. Dopo imposte sul reddito correnti e differite per 130,5 milioni (erano 93,0 milioni nel 2021), il conto economico ha chiuso con un utile netto di 458,8 milioni (stesso importo attribuibile agli azionisti della società).

A fine 2022, la posizione finanziaria netta, comprese le attività a lungo termine, risulta positiva e ammonta a 288,2 milioni, in aumento di 52,7 milioni rispetto al dato di fine 2021. Nel corso del 2022 sono stati effettuati investimenti industriali per 270,8 milioni e distribuito dividendi per 73,4 milioni. Il rapporto tra passività e patrimonio netto si è attestato al 53% (58% a fine 2021).

Andamento economico e finanziario

Nel 2022, le vendite di cemento a livello consolidato sono ammontate a 28,3 milioni di tonnellate, in diminuzione del 9,2% rispetto al 2021. Il rallentamento generalizzato delle consegne, già evidenziato nel corso del primo semestre, si è accentuato durante i successivi trimestri, particolarmente in Italia, Europa Orientale e Stati Uniti, dove oltre alla domanda più debole riferita al comparto residenziale, si sono verificate anche alcune criticità logistiche lungo il fiume Mississippi. In Europa Centrale, invece, i volumi di vendita hanno mostrato una certa stabilità.

Le vendite di calcestruzzo preconfezionato sono state pari a 11,5 milioni di metri cubi, -5,2% rispetto al 2021: le quantità vendute sono leggermente cresciute solo in Europa Centrale, mentre in Europa Orientale, Stati Uniti e Italia hanno evidenziato una contrazione più evidente.

Il fatturato consolidato è passato da 3.445,6 a 3.995,5 milioni di euro; nel corso dell'anno non ci sono state variazioni di perimetro, mentre l'effetto cambio è stato favorevole per 219,5 milioni; a parità di condizioni il fatturato sarebbe migliorato del 9,6%.

Le vendite in Italia, dopo una netta contrazione nei primi sei mesi, hanno ulteriormente rallentato nel corso del secondo semestre, soffrendo la situazione difficile del mercato interno e la rinuncia al mercato estero. Il calo dei volumi si è esteso anche al settore del calcestruzzo preconfezionato. I prezzi medi di vendita, sia nel cemento che nel calcestruzzo, hanno mostrato un andamento favorevole. Per questo nel complesso dell'anno, il fatturato consolidato delle attività italiane si è attestato a 726,2 milioni, in aumento del 20,1%.

In Stati Uniti d'America, dopo un primo semestre in progresso, le nostre vendite di cemento si sono contratte nella seconda parte del 2022. Il rallentamento, più evidente nel quarto trimestre, è stato causato dall'indebolimento della domanda di cemento, oltre alle criticità logistiche dovute al basso livello delle acque nel fiume Mississippi, protrattesi fino a metà novembre, che hanno influenzato la dinamica delle nostre spedizioni. Nel complesso dell'anno, quindi, i volumi di vendita, sia nel cemento che nel calcestruzzo preconfezionato, si sono attestati su livelli leggermente inferiori rispetto al 2021. Al contrario, i prezzi di vendita si sono ulteriormente rafforzati nel corso del quarto trimestre. Il fatturato complessivo si è attestato a 1.591,8 milioni, in aumento (+19,7%) rispetto ai 1.329,6 milioni del 2021. La rivalutazione del dollaro (+11,0%), manifestatasi soprattutto nella prima parte dell'anno, ha impattato favorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio i ricavi netti sarebbero aumentati del 6,6%.

Per quanto riguarda le nazioni dell'Europa Centrale, in Germania, le nostre spedizioni di leganti idraulici hanno chiuso il 2022 in leggero progresso, nonostante un certo rallentamento registrato sia nel terzo che nel quarto trimestre, dovuto a una maggior debolezza della domanda e a un inverno più rigido. I prezzi di vendita hanno confermato i buoni livelli già raggiunti nei primi nove mesi, anche nel corso dell'ultimo trimestre. In Lussemburgo e Paesi Bassi, l'indebolimento della domanda, già evidente a partire dal secondo trimestre, si è confermato anche nei trimestri successivi. I volumi di vendita di cemento hanno comunque chiuso l'anno in leggero rialzo rispetto al 2021, con prezzi di vendita che hanno mostrato una robusta crescita. Le stesse dinamiche si sono estese anche ai volumi di calcestruzzo preconfezionato che hanno chiuso in leggero rialzo in Lussemburgo e Paesi Bassi e stabili in Germania. Il fatturato dell'Europa Centrale è aumentato, passando da 880,3 a 993,5 milioni (+12,9%): i ricavi netti sono cresciuti sia in Germania (+12,8%, da 708,1 a 798,8 milioni), che in Benelux (+12,8%, da 201,1 a 226,9 milioni).

Esaminando i mercati dell'Europa Orientale, in Polonia, i nostri volumi di vendita di cemento e di calcestruzzo preconfezionato, dopo un primo semestre in crescita, grazie principalmente all'avanzamento registrato in avvio d'anno, hanno decisamente perso terreno nel terzo e quarto trimestre, chiudendo in netta diminuzione. I prezzi di vendita, invece, hanno mostrato uno sviluppo molto favorevole. In tale contesto di mercato, il fatturato in euro ha raggiunto i 141,3 milioni, in aumento del 11,8% rispetto al 2021; l'indebolimento dello zloty (-2,6%) ha avuto un impatto sfavorevole sulla traduzione dei risultati: a parità di cambio, il fatturato sarebbe cresciuto del 14,7%.

In Repubblica Ceca, le vendite di cemento, dopo un primo semestre in progresso, hanno mostrato un andamento piuttosto negativo sia nel terzo che nel quarto trimestre, chiudendo il 2022 su livelli inferiori rispetto all'anno precedente. I prezzi di vendita, in valuta locale, sono decisamente migliorati. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, comprendente la Slovacchia, ha fatto registrare simili dinamiche, sia per quanto riguarda i volumi che i prezzi di vendita. Il fatturato complessivo, grazie anche

all'apprezzamento della corona ceca (+4,2%), ha raggiunto i 201,2 milioni, in miglioramento del 13,4% rispetto al 2021. A parità di cambio il giro d'affari sarebbe aumentato del 9,1%.

In Ucraina, in seguito allo scoppio della guerra, a fine febbraio, siamo stati costretti dapprima a sospendere l'attività di produzione e vendita in entrambi i nostri stabilimenti. Successivamente, verso fine marzo, con il riposizionamento del conflitto nella zona orientale e sud-orientale del paese, l'attività è ripresa presso lo stabilimento di Volyn, nel nord-ovest, mentre presso lo stabilimento di Nikolayev, nel sud, ha continuato a rimanere interrotta, a causa della carenza di domanda e dei rischi operativi connessi alla vicinanza con i combattimenti. In dicembre, la già complessa situazione operativa è stata penalizzata da alcune interruzioni nella fornitura di energia elettrica. Il 2022 chiude, quindi, con volumi di vendita più che dimezzati, e prezzi in forte incremento, al traino dell'inflazione. Il fatturato ha raggiunto i 59,8 milioni, in diminuzione del 53,0% rispetto al 2021. Il deprezzamento della valuta locale (-5,5%) ha penalizzato la traduzione dei risultati in euro: a parità di cambio il giro d'affari sarebbe diminuito del 50,4%.

In Russia, in seguito alla decisione assunta in maggio, di cessare ogni coinvolgimento operativo nell'attività della controllata SLK Cement, le informazioni a nostra disposizione riguardo l'andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono molto limitate. Nel 2022, le quantità vendute sono diminuite rispetto all'esercizio precedente. Il calo, tuttavia, è stato meno accentuato rispetto a quanto previsto inizialmente. I prezzi di vendita hanno mostrato un andamento favorevole. I ricavi netti si sono attestati a 290,4 milioni, in progresso (+40,0%) rispetto ai 207,4 milioni dell'anno precedente. L'apprezzamento del rublo (+15,3%) ha inciso positivamente sul fatturato: a parità di cambio i ricavi sarebbero aumentati del 18,6%.

Complessivamente, i ricavi dell'Europa Orientale si sono attestati a 691,9 milioni, in crescita (+8,6%) rispetto ai 637,2 milioni del 2021. A parità di condizioni, il fatturato sarebbe aumentato del 1,5%.

Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a 883,7 milioni, in aumento del 11,2% rispetto ai 794,6 milioni dell'anno precedente. L'effetto cambio è stato positivo per 71,8 milioni. Il dato dell'esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per 8,7 milioni (nel 2021 gli oneri non ricorrenti erano stati pari a 1,3 milioni). Escludendo le componenti non ricorrenti, il margine operativo lordo è passato da 795,9 a 892,4 milioni, con un'incidenza sul fatturato del 22,3% (23,1% nel 2021). Il rafforzamento dei risultati operativi in Stati Uniti d'America, determinato dall'effetto cambio favorevole, in Italia e in Repubblica Ceca, ha più che compensato il rallentamento registrato in Europa Centrale, Polonia e Ucraina.

Dopo ammortamenti per 259,3 milioni (244,0 milioni nel 2021) e svalutazioni delle attività fisse per 129,6 milioni, di cui 122,5 riferiti all'avviamento della Russia, il risultato operativo si è attestato a 494,8 milioni, in diminuzione rispetto a 545,6 milioni del 2021. Gli oneri finanziari netti sono passati da 34,4 a 23,1 milioni, principalmente grazie a un aumento degli interessi attivi. Nell'esercizio in esame non sono state registrate plusvalenze da realizzo partecipazioni (erano state pari 18 milioni nel 2021), mentre i risultati delle partecipazioni valutate a patrimonio netto sono passati da 106,1 a 117,6 milioni. Per effetto di quanto esposto, l'utile prima delle imposte si è attestato a 589,3 milioni, in riduzione rispetto ai 635,3 milioni dell'esercizio precedente. Il carico fiscale dell'esercizio è stato pari a 130,5 milioni, contro 93,0 milioni del 2021. La maggiore aliquota fiscale del 2022, pari al 22% del reddito ante imposte (15% nel 2021), risente della presenza di alcuni costi significativi non deducibili fiscalmente, quali la svalutazione dell'avviamento. Pertanto, il conto economico dell'esercizio 2022 si è chiuso con un utile netto di 458,8 milioni (542,3 milioni nel 2021). Il risultato attribuibile agli azionisti della società ammonta parimenti a 458,8 milioni.

La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2022 si è confermata positiva, attestandosi a 288,2 milioni, rispetto ai 235,5 milioni di fine 2021. Rispetto ai risultati economici, il miglioramento della posizione finanziaria netta è stato penalizzato da un forte assorbimento di capitale circolante, dovuto in buona parte all'effetto prezzo sul valore delle rimanenze di magazzino. Nell'esercizio appena trascorso, il gruppo ha distribuito dividendi per 73,4 milioni e pagato investimenti industriali per complessivi 270,8

milioni, di cui 51,2 milioni dedicati alla decarbonizzazione del processo produttivo e al miglioramento delle performance. Nella prima categoria rientrano gli investimenti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo di combustibili alternativi e la produzione inhouse di energia elettrica. Una quota pari a 9,1 milioni è stata destinata a progetti di espansione, tra cui: la costruzione del nuovo deposito del clinker a San Antonio in Texas (5,0 milioni) e del nuovo impianto di estrazione aggregati naturali a Austin, sempre in Texas (1,6 milioni).

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2022, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 4.911,5 milioni contro 4.375,2 milioni di fine 2021; il rapporto passività/patrimonio netto è diminuito a 53% contro 58% del precedente esercizio.

Italia

L'economia italiana, grazie al contributo positivo della domanda interna e degli investimenti, ha continuato ad espandersi nel corso del terzo trimestre (+0,5%), superando i livelli antecedenti la pandemia. Tuttavia, negli ultimi mesi del 2022 si è assistito a un indebolimento della fase ciclica, causato dalla persistente ed elevata inflazione, componente energetica in particolare, oltre a un rallentamento della crescita nel comparto dei servizi. Tali dinamiche si sono riflesse anche sull'attività nel comparto industriale: il calo congiunturale nel primo trimestre è stato seguito da un recupero nel secondo, mentre un ulteriore rallentamento è stato registrato nel terzo e quarto trimestre, su cui oltre ai rincari energetici hanno gravato le perduranti difficoltà nell'approvvigionamento di materie prime e semilavorati. Le esportazioni, dopo l'espansione nel primo semestre, sono rimaste pressoché stabili nel corso dei mesi estivi, frenate dal marcato rallentamento delle vendite di beni e servizi. L'interscambio con i paesi esterni all'area euro, Stati Uniti e Cina in particolare, ha più che compensato la frenata delle esportazioni verso i paesi del mercato comune.

Secondo le stime più recenti, il PIL è aumentato del 3,7% a fine 2022. L'inflazione, dopo i massimi toccati in autunno, in dicembre è lievemente diminuita, chiudendo l'anno su livelli decisamente elevati (+8,1%).

Nel corso del 2022, la dinamica degli investimenti è rimasta robusta, seppur in rallentamento nel terzo e quarto trimestre, riflettendo da un lato la riduzione della spesa in costruzioni, dall'altro una accelerazione di quella in impianti e macchinari. In particolare, per quanto riguarda gli investimenti nel comparto delle costruzioni, la dinamica si è confermata positiva anche nel 2022 (+12,7% rispetto al 2021), nonostante il rallentamento dell'edilizia nella seconda metà dell'anno, frenata dall'inflazione, dall'aumento dei tassi di interesse e dai timori legati a una potenziale recessione. A trainare gli investimenti nel settore è stato il comparto del rinnovo residenziale. Le persistenti pressioni inflazionistiche sui prezzi delle materie prime, energetiche e no, oltre ai ritardi nell'attuazione del PNRR, hanno diluito il contributo delle opere pubbliche. Il consumo domestico di cemento è stimato in diminuzione di circa 8%, con una quota crescente rappresentata da importazioni.

Le nostre vendite di leganti idraulici e clinker, già in netta contrazione nei primi sei mesi, hanno ulteriormente rallentato nel corso del secondo semestre, soffrendo la situazione difficile del mercato interno e la rinuncia al mercato estero: con riferimento all'intero esercizio il calo è stato del 16,0%. Tale dinamica si è estesa anche al settore del calcestruzzo preconfezionato, in diminuzione del 8,1%. I prezzi medi di vendita, sia nel cemento che nel calcestruzzo, hanno mostrato un andamento decisamente favorevole nel complesso dell'anno.

Tale andamento di volumi e prezzi ha generato un fatturato pari a 726,2 milioni, in aumento del 20,1% (604,7 milioni nel 2021). Il margine operativo lordo ha raggiunto quota 82,0 milioni, raddoppiato rispetto ai 40,8 milioni dell'anno precedente. Il dato dell'esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per 8,7 milioni, portando, quindi, il margine operativo lordo ricorrente a quota 90,7 milioni.

Occorre, tuttavia, ricordare che il dato dell'anno in esame ha beneficiato dell'effetto credito d'imposta dedicato alle imprese energivore, per un ammontare di circa 38 milioni. Nonostante tale beneficio, il costo dell'energia elettrica è comunque quasi raddoppiato rispetto ai livelli del 2021. Anche i costi per combustibili hanno seguito una simile dinamica. Nel 2022, quindi, i costi unitari di produzione, sia nella componente variabile che in quella fissa, sono visibilmente peggiorati.

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 726,2 604,7 +20,1%
Margine operativo lordo 82,0 40,8 n.s.
Margine operativo lordo ricorrente 90,7 40,8 n.s.
% sui ricavi netti 12,5 6,8
Investimenti industriali 26,5 26,5 +0,0%
Addetti a fine periodo (numero) 1.538 1.555 -1,1%

Il totale degli investimenti effettuati nel corso del 2022 è stato pari a 26,5 milioni. Nel periodo sono stati investiti 7,7 milioni per la decarbonizzazione del processo produttivo, fra cui si evidenziano i progetti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker e il maggior utilizzo di combustibili alternativi, oltre a investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In aggiunta, sono stati capitalizzati 8,7 milioni per interventi di efficientamento energetico e tecnologico. La spesa per l'ampliamento delle riserve di materia prima e per i lavori di scopertura e messa in sicurezza dei fronti di cava è stata pari a 4,2 milioni. Nel calcestruzzo, invece, sono stati realizzati investimenti per 2,6 milioni, destinati all'ammodernamento di alcuni impianti di betonaggio.

Stati Uniti d'America

Nonostante un risultato migliore rispetto alle attese nel terzo trimestre (+3,2%), grazie alla tenuta dei consumi e degli investimenti non residenziali, l'economia statunitense ha rallentato il passo negli ultimi tre mesi (+2,7%). La domanda interna ha continuato a crescere, ma a un ritmo decisamente più moderato rispetto a quanto rilevato in avvio d'anno, mentre gli investimenti in edilizia residenziale hanno rallentato, fortemente penalizzati dalle decisioni di politica monetaria che hanno reso più costoso e più difficile l'accesso al credito. La domanda occupazionale è rimasta pressoché satura, nonostante una lieve attenuazione conseguente al rialzo dei tassi, e diversi settori hanno continuato a soffrire la carenza di forza lavoro. Tale dinamica ha provocato un aumento dei salari, amplificando ulteriormente l'inflazione (+8,1% in media nel 2022), seppur in calo nel complesso del quarto trimestre, guidata dall'energia. In tale contesto, le previsioni più recenti sull'andamento dell'economia americana indicano che il PIL possa crescere del 2,0% nel 2022.

Gli investimenti in edilizia residenziale, principale traino della domanda a partire dal 2020, hanno perso smalto nella seconda parte del 2022, impattati dal rincaro dei materiali da costruzione e dall'aumento dei tassi di interesse. L'elevata inflazione ha inoltre diluito il potenziale degli investimenti in opere pubbliche, previsti in contrazione a fine 2022 (-4%). Nel complesso dell'anno, quindi, nonostante un generalizzato calo del livello degli investimenti in costruzioni (-2% nel 2022), il consumo domestico di cemento è stimato rimanere sostanzialmente stabile (+0,3%).

Nel corso del quarto trimestre, le nostre vendite di cemento sono diminuite più del previsto. Il rallentamento generalizzato della domanda di cemento, oltre alle criticità logistiche dovute al basso livello delle acque nel fiume Mississippi, protrattesi fino a metà novembre, hanno influenzato la dinamica delle nostre spedizioni. Nel complesso dell'anno, quindi, i volumi di vendita di cemento sono diminuiti del 4,5% rispetto al 2021, mentre quelli di calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in

Texas, sono calati del 8,8%. Al contrario, i prezzi di vendita si sono ulteriormente rafforzati nel corso del quarto trimestre, mostrando un buon sviluppo anno su anno.

Il fatturato complessivo si è attestato a 1.591,8 milioni, in aumento (+19,7%) rispetto ai 1.329,6 milioni del 2021, mentre il margine operativo lordo è passato da 455,1 a 497,5 milioni di euro (+9,3%). L'apprezzamento del dollaro (+11,0%) ha avuto un impatto positivo sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio i ricavi netti sarebbe cresciuti del 6,6% mentre il margine operativo lordo sarebbe diminuito del 2,7%. Occorre ricordare che il dato dell'esercizio precedente comprendeva una posta non ricorrente pari a 1,3 milioni: al netto degli effetti non ricorrenti e a parità di cambio, il margine operativo lordo avrebbe mostrato una diminuzione del 3,0%. La dinamica decisamente sfavorevole dei costi energetici, combustili in particolare, unitamente a un peggioramento dei costi fissi, ha impattato negativamente sulla redditività caratteristica che si conferma, comunque, ai massimi livelli del gruppo (31,3%), seppur in calo rispetto al 2021.

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 1.591,8 1.329,6 +19,7%
Margine operativo lordo 497,5 455,1 +9,3%
Margine operativo lordo ricorrente 497,5 456,4 +9,0%
% sui ricavi netti 31,3 34,3
Investimenti industriali 123,3 95,3 +29,4%
Addetti a fine periodo (numero) 2.274 2.246 1,2%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 123,3 milioni, di cui circa 20 milioni per il miglioramento delle performance ambientali e per la decarbonizzazione del processo produttivo, fra cui le iniziative per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo dei combustibili alternativi e il completamento dell'impianto fotovoltaico a San Antonio (Texas), per il quale nell'anno sono stati spesi 8 milioni. Inoltre, nel corso dell'anno, gli investimenti di efficientamento tecnologico ed energetico hanno toccato i 13 milioni, mentre gli interventi di ampliamento e ammodernamento del sistema distributivo, fra cui merita ricordare quelli ai terminali di Joliet (Illinois), Wichita (Kansas), Cincinnati (Ohio) e New Orleans (Louisiana), sono stati pari a circa 10 milioni. Per quanto riguarda, invece, gli investimenti per l'ampliamento della capacità produttiva e delle riserve di materia prima sono stati capitalizzati 5,0 milioni per la costruzione del deposito del clinker a San Antonio, 1,6 milioni per il completamento del nuovo impianto di estrazione di aggregati naturali a Austin (Texas) e 3,8 milioni per lavori di scopertura fronti di cava. Gli acquisti di nuove attrezzature di cava e stabilimento, invece, sono stati pari a 13,4 milioni. Infine, nel settore del calcestruzzo preconfezionato le spese in conto capitale hanno riguardato l'ampliamento di alcuni impianti di betonaggio, interventi di ottimizzazione tecnologica e l'acquisto di nuove betoniere (16,6 milioni in totale).

Germania

Il rallentamento del PIL già in atto nel primo semestre e da ricondursi principalmente agli effetti legati allo scoppio della guerra in Ucraina, si è confermato anche nel terzo e quarto trimestre del 2022. L'elevata inflazione e il calo della fiducia di consumatori e imprese hanno frenato la ripresa della domanda interna, che aveva beneficiato in precedenza della revoca delle misure di contenimento della pandemia e dell'alto livello dei risparmi. La produzione industriale, sia nel comparto manifatturiero che in quello edile, nonché le decisioni di investimento di imprese e individui, sono state frenate dall'accresciuta incertezza e dalle carenze di materie prime e semilavorati. L'inflazione, che ha raggiunto il picco in ottobre (+11,6%) a causa della graduale eliminazione dei sussidi governativi sul carburante, ha spinto ulteriormente al rialzo i costi di produzione. In tale contesto, il PIL è atteso a +1,9% nel 2022.

L'esplosione dei costi, i crescenti timori di recessione e l'aumento dei tassi di interesse hanno portato a una marginale frenata degli investimenti in costruzioni (-0,5%), più evidente nel settore commerciale (-1,7%) e nei lavori pubblici (-1,0%). Per contro la componente di edilizia residenziale (circa il 60% degli investimenti), grazie anche ai sussidi governativi per l'efficientamento degli edifici, è prevista stabile (+0,2%).

Le nostre spedizioni di leganti idraulici hanno chiuso il 2022 in leggero progresso (+2,7%), nonostante un certo rallentamento registrato sia nel terzo e che nel quarto trimestre, dovuto a una maggior debolezza della domanda e a un inverno più rigido. La stessa dinamica si è estesa anche ai volumi di calcestruzzo preconfezionato, che però sono rimasti stabili (-0,1%). I prezzi di vendita, sia nel cemento che nel calcestruzzo, hanno confermato i buoni livelli già raggiunti nei primi nove mesi, anche nel corso dell'ultimo trimestre.

Il fatturato complessivo è così passato da 708,1 a 798,8 milioni (+12,8%) ma il margine operativo lordo è diminuito passando da 127,5 a 120,5 milioni (-5,5%). I rincari dei costi per combustibili ed energia elettrica hanno portato a un peggioramento dei costi unitari di produzione.

Nel 2022 sono stati sostenuti costi operativi pari a 18,6 milioni per diritti emissione CO2 (23,6 milioni nel 2021).

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 798,8 708,1 +12,8%
Margine operativo lordo 120,5 127,5 -5,5%
% sui ricavi netti 15,1 18,0
Investimenti industriali 59,7 41,4 +44,2%
Addetti a fine periodo (numero) 1.796 1.780 0,9%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 59,7 milioni, di cui 10,5 milioni per il miglioramento delle performance ambientali e per la decarbonizzazione del processo produttivo, fra le quali merita segnalare gli investimenti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker e il maggior utilizzo di combustibili alternativi. Inoltre, sono stati capitalizzati 6,2 milioni per interventi di efficientamento energetico e tecnologico. Nel settore del calcestruzzo sono stati dedicati 5,3 milioni per l'ammodernamento degli impianti di betonaggio, oltre all'acquisto di nuove autopompe e mezzi mobili.

Lussemburgo e Paesi Bassi

In Lussemburgo, dopo un vivace inizio d'anno, l'attività economica ha rallentato: nonostante il paese sia relativamente protetto dalle dirette conseguenze della guerra in Ucraina, visti i limitati scambi commerciali con i paesi coinvolti, l'economia non è risultata immune dagli impatti indiretti, quali l'aumento dell'incertezza e dell'inflazione. La fiducia di imprese e consumatori si è gradualmente deteriorata nel corso dell'anno, mentre l'attività manifatturiera e l'attività nel comparto delle costruzioni hanno visibilmente rallentato nella seconda metà del 2022. L'inflazione, dopo il picco registrato in giugno (+10,6%), trainata inizialmente dalla componente energia, è leggermente scesa durante l'ultimo trimestre (+8,8% in ottobre), rimanendo comunque elevata e diffusa. In tale contesto, il PIL è previsto crescere del 1,6% nel complesso del 2022.

Nei Paesi Bassi, dopo un primo semestre in progresso, l'attività economica ha notevolmente rallentato nel corso della seconda parte dell'anno. L'elevata inflazione, che dopo il picco registrato in ottobre (+16.8%) ha rallentato in dicembre

, ha fortemente ridotto il potere d'acquisto delle famiglie. L'inasprimento delle condizioni finanziarie, la carenza di manodopera e l'aumento dei costi di produzione hanno pesato sugli investimenti delle imprese. L'attività economica è scesa nel terzo trimestre (-0,2%), mentre nel quarto è prevista stagnare. La crescita annua nel 2022 dovrebbe essere pari al 4,5%.

L'indebolimento della domanda di cemento, già evidente nel terzo trimestre, si è confermato anche durante gli ultimi mesi dell'anno. Tuttavia, l'andamento positivo del primo semestre è stato in grado di compensare il rallentamento avvenuto nei trimestri successivi. I volumi di vendita, quindi, hanno chiuso in leggero rialzo rispetto al 2021 (+1,4%). Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha registrato una crescita più evidente (+5,1%): il progresso delle vendite nei Paesi Bassi ha compensato l'andamento negativo in Lussemburgo. I prezzi di vendita hanno mostrato una robusta crescita, al traino dell'inflazione dei costi di produzione.

Il fatturato è stato pari a 226,9 milioni, in crescita del 12,8% rispetto all'esercizio precedente (201,1 milioni). Il margine operativo lordo si è attestato a 7,0 milioni, in netta contrazione rispetto ai 16,5 milioni del 2021. I costi unitari di produzione sono decisamente aumentati, impattati dalla dinamica negativa dei costi energetici, più che raddoppiati. I costi fissi, invece, hanno mostrato una certa stabilità. Nell'esercizio sono stati sostenuti costi operativi pari a 6,5 milioni per diritti emissione CO2 (2,4 milioni nel 2021).

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 226,9 201,1 +12,8%
Margine operativo lordo 7,0 16,5 -57,6%
% sui ricavi netti 3,1 8,2
Investimenti industriali 12,5 9,0 +38,1%
Addetti a fine periodo (numero) 294 301 -2,3%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 12,5 milioni, di cui 4,4 milioni per la decarbonizzazione del processo produttivo e, in particolare, per una migliore efficienza energetica. Inoltre, sono stati investiti 2,8 milioni per l'ampliamento del collegamento ferroviario presso il nostro stabilimento di Rumelange. Nel calcestruzzo, invece, sono stati capitalizzati 0,7 milioni per interventi di ammodernamento in alcuni impianti di betonaggio.

Polonia

Lo scoppio della guerra in Ucraina ha portato l'economia polacca a contrarsi nel corso del 2022. Già nel secondo trimestre, il PIL è stato solo leggermente superiore rispetto a quanto mostrato a fine 2021 e, nei trimestri successivi, le prospettive di crescita si sono ulteriormente deteriorate. L'andamento favorevole dei consumi interni, alimentato dalla ripresa post pandemia e dal flusso di profughi provenienti dalla vicina Ucraina, è stato compensato da un brusco rallentamento degli investimenti, sia nel comparto industriale che in quello edile. In un contesto di elevata inflazione (+15,7% in settembre), spinta dai rincari della componente energetica ed alimentare, anche la fiducia dei consumatori e la produzione industriale si sono indebolite. Sulla base delle stime più recenti, la crescita del PIL nel 2022 è prevista attestarsi al +3,8%.

L'impatto della guerra sul settore delle costruzioni è stato evidente, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità e i prezzi dei materiali da costruzione. In tale contesto, dopo il progresso registrato nel 2021 (+3,7%), gli investimenti nel settore hanno continuato a mostrare un andamento espansivo nella prima parte del 2022, rallentando poi nel corso del secondo semestre. A fine 2022, gli investimenti sono stimati crescere del 4,5% rispetto al 2021, mentre il consumo di cemento è previsto in calo. Tali dinamiche hanno influenzato anche i nostri volumi di vendita del cemento che, dopo un primo semestre in crescita, grazie principalmente all'avanzamento registrato in avvio d'anno, hanno

decisamente perso terreno nel terzo e quarto trimestre, chiudendo in netta diminuzione (-10,4%). Nel settore del calcestruzzo preconfezionato, invece, il rallentamento è stato meno evidente (-0,2%) In generale i prezzi di vendita hanno mostrato uno sviluppo molto favorevole.

Il fatturato è passato da 126,4 a 141,3 milioni (+11,8%) mentre il margine operativo lordo è diminuito del 13,1%, da 31,3 a 27,2 milioni. Occorre tuttavia ricordare che il deprezzamento della valuta locale (-2,6%) ha influito sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 14,7% e il margine operativo lordo sarebbe sceso del 10,8%. I costi unitari di produzione, in valuta locale, sono visibilmente aumentati, impattati dai rincari dell'energia elettrica, quasi raddoppiata, e dei combustibili, più che raddoppiati. Nell'esercizio sono stati sostenuti costi operativi pari a 9,6 milioni per diritti emissione CO2 (8,7 milioni nel 2021).

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 141,3 126,4 +11,8%
Margine operativo lordo 27,2 31,3 -13,1%
% sui ricavi netti 19,2 24,7
Investimenti industriali 9,1 7,7 +18,5%
Addetti a fine periodo (numero) 348 350 -0,6%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 9,1 milioni, di cui 3,9 milioni per il miglioramento delle performance ambientali e per la decarbonizzazione del processo produttivo, fra i quali merita segnalare gli investimenti per aumentare l'utilizzo di combustibili alternativi, oltre a interventi di efficientamento energetico e tecnologico e miglioramento della sicurezza sul lavoro. Nel settore del calcestruzzo sono stati capitalizzati 1,6 milioni per l'ammodernamento di alcuni impianti di betonaggio e per l'acquisto di nuove autopompe e mezzi di cava.

Repubblica Ceca e Slovacchia

L'attività economica è stata frenata dalle conseguenze della guerra in Ucraina anche nel corso del terzo e quarto trimestre. Le interruzioni delle catene di approvvigionamento e la perdurante inflazione sulle materie prime hanno limitato l'attività nel comparto manifatturiero. Inoltre, l'indebolimento delle economie dei principali partner commerciali ha rallentato le esportazioni. In un contesto, quindi, di elevata incertezza ed inflazione (+15,1% in ottobre), oltre ai rischi legati alla crisi energetica, la fiducia di imprese e famiglie è calata, causando una contrazione della domanda interna. Le stime più recenti indicano che la crescita del PIL nel 2022 dovrebbe attestarsi al 1,9%.

Gli investimenti in costruzioni sono cresciuti (+1,4%), beneficiando del volume elevato dei permessi di costruzione dopo la fine della pandemia. Lo sviluppo positivo dell'attività nel comparto non residenziale, prevalentemente concentrata nei principali centri urbani del paese, ha compensato la debolezza nel comparto residenziale e nelle opere pubbliche, impattati dal netto rialzo dei tassi di interesse e dall'inflazione. Le vendite di cemento, dopo un primo semestre in progresso, hanno mostrato un andamento piuttosto negativo sia nel terzo che nel quarto trimestre, chiudendo il 2022 su livelli inferiori rispetto all'anno precedente (-5,4%). I prezzi di vendita, in valuta locale, sono decisamente migliorati. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, comprendente la Slovacchia, ha fatto registrare simili dinamiche (-6,3%), sia per quanto riguarda i volumi che i prezzi di vendita.

I ricavi netti consolidati si sono attestati a 201,2 milioni (177,5 milioni nel 2021, +13,4%) e il margine operativo lordo è passato da 51,3 a 56,8 milioni (+10,7%). L'apprezzamento della corona ceca (+4,2%) ha impattato positivamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità del tasso di cambio, la crescita del fatturato sarebbe stata del 9,1% mentre il margine operativo lordo sarebbe aumentato di 6,0%. L'andamento dei combustibili, più che raddoppiati, e, in misura minore, dell'energia elettrica, hanno causato un netto aumento dei costi unitari di produzione. Anche le voci fisse hanno mostrato una certa tendenza rialzista. Nell'esercizio sono stati sostenuti costi operativi pari a 8,5 milioni per diritti emissione CO2 (6,6 milioni nel 2021).

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 201,2 177,5 +13,4%
Margine operativo lordo 56,8 51,3 +10,7%
% sui ricavi netti 28,2 28,9
Investimenti industriali 11,4 7,5 +52,1%
Addetti a fine periodo (numero) 700 720 -2,8%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 11,4 milioni, di cui 5,0 milioni per la decarbonizzazione del processo produttivo e, in particolare, per una migliore efficienza energetica, fra i quali si segnala anche l'installazione di un impianto fotovoltaico. Inoltre, sono stati capitalizzati 2,5 milioni nel calcestruzzo per l'ammodernamento di alcuni impianti di betonaggio e per nuove autopompe e autobetoniere.

Ucraina

I riflessi economici e umanitari causati dal conflitto con la Russia sono stati notevoli. I danni alle abitazioni, infrastrutture e asset produttivi hanno comportato una drammatica riduzione della produzione di beni e servizi e un conseguente aumento dei costi per le imprese. Inoltre, si è assistito a un crollo degli investimenti privati e delle esportazioni. Le stime più recenti indicano che la contrazione del PIL per il 2022 sarà del 35%. Il generalizzato aumento dei prezzi, in particolare di quelli energetici, ha spinto l'inflazione oltre il 30%, dal 10% circa prima del conflitto.

La nostra attività di produzione, anche nel quarto trimestre, è proseguita essenzialmente presso lo stabilimento di Volyn (nord-ovest del paese), mentre nel sito produttivo di Nikolayev (zona sud del paese) risulta perlopiù sospesa, a causa della carenza di domanda e dei rischi operativi legati alla vicinanza con i combattimenti. In dicembre, la già complessa situazione operativa è stata penalizzata da alcune interruzioni nella fornitura di energia elettrica. Il 2022 chiude, quindi, con volumi di vendita in drastico calo (-62,8% nel cemento e -71,4% nel calcestruzzo preconfezionato) e prezzi in forte incremento, al traino dell'inflazione.

I ricavi di vendita si sono attestati a 59,8 milioni, più che dimezzati rispetto ai 127,0 milioni raggiunti nel 2021. Le complessità operative e il livello di produzione raggiunto nel 2022 non hanno permesso di coprire i costi fissi, portando a un margine operativo lordo negativo di 6,8 milioni (fu positivo e pari a 13,3 milioni nel 2021). La perdita di valore della valuta locale (-5,5%) ha avuto un ulteriore impatto sfavorevole sulla traduzione del risultato in euro; a parità di cambio il giro d'affari sarebbe diminuito del 50,4% mentre il margine operativo lordo sarebbe stato ancor più negativo.

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 59,8 127,0 -53,0%
Margine operativo lordo -6,8 13,3 n.s.
% sui ricavi netti -11,4 10,5
Investimenti industriali 1,9 6,9 -72,4%
Addetti a fine periodo (numero) 981 1.266 -22,5%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 1,9 milioni, principalmente riferibili a lavori di miglioramento delle performance ambientali e di miglioramento della sicurezza sul lavoro. Precisiamo che alla data di bilancio il valore patrimoniale delle attività nette in Ucraina ammonta a 15 milioni di euro.

Russia

Il PIL, contrattosi nettamente nel secondo trimestre e stabilizzatosi in quello successivo, è previsto rallentare del 2,3% nel complesso del 2022: il dato è chiaramente peggiorativo rispetto alla situazione ante conflitto ma comunque migliore rispetto a quanto previsto dalle stime precedenti. La dinamica è stata eterogenea nei diversi settori dell'economia: la crescita è stata registrata nel comparto agricolo e nell'industria mineraria ed estrattiva, mentre la manifattura e il commercio hanno registrato una netta frenata. Le sanzioni hanno amplificato l'inflazione che, dopo aver superato la soglia del 20% in giugno, è calata al 12%.

In seguito alla decisione assunta in maggio, di cessare ogni coinvolgimento operativo nell'attività della controllata SLK Cement, le informazioni a nostra disposizione riguardo l'andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono molto limitate. Nel 2022, le quantità vendute sono diminuite rispetto all'esercizio precedente (-5,2%). I prezzi di vendita hanno mostrato un andamento favorevole.

I ricavi netti si sono attestati a 290,4 milioni, in crescita rispetto ai 207,4 milioni del precedente esercizio (+40,0%) e il margine operativo lordo è passato da 58,6 a 99,6 milioni (+70,0%). L'apprezzamento del rublo (+15,3%) ha inciso favorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio, i ricavi sarebbero aumentati del 18,6% e il margine operativo lordo del 44,0%.

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 290,4 207,4 +40,0%
Margine operativo lordo 99,6 58,6 +70,0%
% sui ricavi netti 34,3 28,2
Investimenti industriali 26,4 23,3 +13,0%
Addetti a fine periodo (numero) 1.556 1.446 7,6%

Il totale degli investimenti effettuati nel 2022 è stato pari a 26,4 milioni. Contestualmente alla decisione di cessare ogni coinvolgimento operativo nell'attività svolta dalla nostra controllata, sono state sospese anche tutte le iniziative strategiche nel paese.

Alla data di bilancio, il valore patrimoniale delle attività nette in Russia ammonta a 334 milioni di euro, dopo la svalutazione dell'intero avviamento (122 milioni di euro).

Messico

(valutazione al patrimonio netto)

Dopo una robusta crescita nei primi nove mesi del 2022, supportata dalla dinamica positiva nel settore dei servizi e dalla solidità della manifattura, l'attività economica ha mostrato alcuni segnali di rallentamento negli ultimi mesi dell'esercizio. Le esportazioni hanno perso trazione, principalmente a causa dell'indebolimento della domanda negli Stati Uniti, primo partner commerciale del paese. Anche nei comparti dell'industria mineraria e delle costruzioni, la produzione si è contratta. Secondo le previsioni più recenti, il PIL dovrebbe crescere del 2,1% nel 2022. L'inflazione è rimasta diffusa ed elevata (+8,4% in ottobre) rendendo necessari interventi sia di politica monetaria che fiscale. In particolare, il Governo ha introdotto una serie di misure per limitare i rincari del carburante e per proteggere famiglie e imprese più vulnerabili. Gli investimenti pubblici sembrano al momento maggiormente orientati verso la spesa sociale, piuttosto che verso lo sviluppo infrastrutturale del paese.

Le vendite della nostra joint venture hanno chiuso il 2022 al di sotto del livello raggiunto lo scorso anno (-5,8%), seppur evidenziando un buon recupero a partire dal mese di agosto e durante l'intero quarto trimestre. I prezzi, in valuta locale, hanno confermato anche nella seconda metà dell'anno, i livelli decisamente positivi già raggiunti nel primo semestre. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno, invece, mostrato un andamento più negativo (-34,0%), con prezzi anch'essi in aumento (espressi in valuta locale).

Il fatturato, riferito al 100% della joint venture, ha raggiunto i 768,5 milioni di euro, in crescita del 16,2% sull'esercizio precedente, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 305,8 milioni, in aumento rispetto ai 282,7 milioni del 2021. Il peso messicano ha mostrato un apprezzamento del 11,7%; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 4,0% e il margine operativo lordo sarebbe diminuito del 3,2%. I costi unitari di produzione sono decisamente peggiorati, impattati dai rincari dei combustibili in particolare e da maggiori costi fissi. La redditività caratteristica, comunque, si conferma su livelli elevati (39,8%).

La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 70,4 milioni (63,9 milioni nel 2021).

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 768,5 661,6 +16,2%
Margine operativo lordo 305,8 282,7 +8,2%
% sui ricavi netti 39,8 42,7
Investimenti industriali 32,0 17,2 +86,5%
Addetti a fine periodo (numero) 1.225 1.376 -11,0%

Brasile

(valutazione al patrimonio netto)

Nel 2022, l'economia brasiliana è prevista crescere a un ritmo moderato (+2,8%), grazie al buon andamento dell'attività nel settore manifatturiero e nei servizi. Anche le esportazioni, specialmente nel comparto agroalimentare, hanno mostrato un deciso progresso. Le politiche fiscali espansive messe in atto dal governo si sono prevalentemente concentrate su misure di sostegno a famiglie e imprese per contrastare il caro energia, oltre a un aumento dei fondi destinati al programma di assistenza sociale, sanitaria e occupazionale, Auxílio Brasil. L'inflazione, al 11,9% in giugno, è calata nella seconda parte dell'anno grazie sia alla discesa dei prezzi dei beni energetici, sia ai significativi sgravi fiscali, mantenendosi comunque elevata (8,2% in ottobre). Contestualmente, la Banca Centrale ha confermato l'orientamento restrittivo, nel tentativo di limitare gli impatti delle pressioni inflazionistiche sull'economia reale.

Le vendite della nostra joint venture hanno chiuso il 2022 in apprezzabile miglioramento (+10,5%), con prezzi anch'essi in netto aumento. A parità di perimetro, tuttavia, i volumi sarebbero rimasti stabili rispetto al 2021.

Il fatturato si è attestato a 400,2 milioni, pari al +57,9% rispetto ai 253,4 milioni dell'esercizio precedente, mentre il margine operativo lordo ha raggiunto i 118,7 milioni, in netto aumento rispetto a 80,9 milioni del 2021. Sulla traduzione dei risultati in euro ha impattato l'apprezzamento del real brasiliano (+14,7%): a parità di cambio e perimetro, il fatturato e il margine operativo lordo sarebbero aumentati rispettivamente del 22,0% e del 18,3%. L'incremento dei costi variabili, particolarmente evidente nei combustibili, e di quelli fissi, ha portato a un peggioramento dei costi unitari di produzione.

La quota di risultato riferita al Brasile, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 31,3 milioni (31,8 milioni nel 2021).

(milioni di euro) 2022 2021 22/21
Ricavi netti 400,2 253,4 +57,9%
Margine operativo lordo 118,7 80,9 +46,7%
% sui ricavi netti 29,7 31,9
Investimenti industriali 17,9 177,0 -89,9%
Addetti a fine periodo (numero) 1.236 1.227 0,7%

Algeria

(valutazione al patrimonio netto)

In Algeria, l'economia ha confermato l'andamento espansivo, già rilevato nel corso dei primi sei mesi dell'anno, anche durante il secondo semestre. L'attività economica, stimata in crescita del 4,7% nel complesso del 2022, è stata certamente supportata dalla robusta attività nel settore degli idrocarburi, oltra che dalla ripresa nei servizi, mentre nel comparto agricolo il recupero è stato solo parziale. Grazie alla solidità della domanda globale e alle elevate quotazioni sui mercati globali di idrocarburi, la produzione di petrolio ha recuperato i livelli antecedenti la pandemia. Escludendo il contributo del settore degli idrocarburi, tuttavia, lo sviluppo economico è stato più moderato: l'aumento dell'inflazione (+9,7% in media nel 2022) ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie, penalizzando i consumi interni. Contestualmente, anche gli investimenti privati hanno mostrato una certa debolezza.

Nel 2022, il settore delle costruzioni è previsto crescere in linea con il PIL, supportato in larga parte dagli investimenti pubblici in infrastrutture e, in misura minore, dall'edilizia residenziale.

Nel corso del 2022 non sono state annunciate ulteriori espansioni di capacità produttiva di cemento che dunque rimane stabile attorno a 39 milioni di tonnellate. Il consumo interno di cemento nel 2022 è stimato attestarsi a circa 17 milioni di tonnellate, in significativa contrazione. Le esportazioni di clinker sono, invece, quasi raddoppiate e sono previste raggiungere le 10 milioni di tonnellate nel 2022 (furono 6 milioni nel 2021). L'esportazione di clinker è principalmente diretta verso i paesi dell'Africa subsahariana, ma da ultimo anche verso alcune nazioni del sud Europa.

Nel corso del 2022, le vendite di cemento sul mercato domestico della cementeria di Hadjar Soud hanno subito una forte contrazione (-26%), mentre le esportazioni di clinker hanno realizzato un buon incremento (+21%). Il progetto di revamping, volto all'efficientamento e all'ottimizzazione del processo di produzione, ha purtroppo subito un ulteriore ritardo a causa della complessa e burocratica procedura di assegnazione e realizzazione dell'iniziativa.

La cementeria di Sour El Ghozlane ha invece registrato uno sviluppo favorevole sia dei volumi sul mercato domestico (cemento +5%), sia delle esportazioni di clinker, in netto incremento (+69%).

Con riferimento al 100% di entrambe le società partecipate e al bilancio individuale delle stesse, l'esercizio 2022 ha chiuso con ricavi netti pari a 63,7 milioni di euro, in leggero aumento rispetto ai 61,7 milioni dell'esercizio precedente (+3,3%); sulla variazione ha pesato la rivalutazione del dinaro algerino rispetto all'euro (+6,3%). Il margine operativo lordo è leggermente migliorato, attestandosi a 23,4 milioni di euro (+3,5%). La redditività caratteristica, stabile rispetto al 2021, si è confermata su livelli interessanti (37%).

La quota di risultato riferita al mercato Algeria, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 1,5 milioni (-2,3 milioni nel 2021).

Slovenia

(valutazione al patrimonio netto)

Nel corso del primo semestre, nonostante le pressioni inflazionistiche, il deterioramento delle condizioni economiche nei principali partner commerciali e il calo di fiducia delle imprese e dei consumatori, l'economia slovena ha continuato a crescere, grazie al progresso della domanda interna e alla solidità degli investimenti. Nel terzo trimestre, tuttavia, l'attività economica ha visibilmente rallentato, penalizzata dalla frenata nel commercio e della produzione industriale. Negli ultimi mesi del 2022 si è assistito a un parziale recupero degli indicatori di fiducia, grazie anche a un elevato livello occupazionale. Il PIL nel complesso del 2022 è previsto crescere del 5,7%, mentre l'inflazione in media è stata pari al 8,9%.

Il consumo interno di cemento in Slovenia è stimato attorno a 1,2 milioni di tonnellate. Buzzi Unicem è presente tramite la collegata Salonit Anhovo, controllata dal gruppo Wietersdorfer (Austria), che rappresenta il principale produttore di leganti idraulici nel Paese. La società dispone di una cementeria a ciclo completo dotata di una capacità produttiva pari a circa 1,3 milioni di ton/anno, 3 centrali di betonaggio e 3 cave di aggregati naturali. Nel 2022, la produzione di leganti idraulici è rimasta stabile rispetto all'esercizio precedente, attestandosi a circa 1,3 milioni di tonnellate. Con riferimento al 100% della collegata, l'esercizio 2022 ha chiuso con ricavi netti pari a 132,8 milioni di euro, in aumento rispetto al 2021 (+35,5%) e un margine operativo lordo di 39,6 milioni, anch'esso molto migliorato (+63,5%). La quota di risultato riferita alla Slovenia, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 6,7 milioni (3,1 milioni nel 2021).

Risorse Umane

Le differenti e articolate esigenze dei territori dove opera Buzzi Unicem sono da sempre l'espressione che caratterizza l'organizzazione internazionale del gruppo multiregionale. Le risorse umane sono considerate come un costante fattore di crescita aziendale e la valorizzazione del capitale umano è da sempre un pilastro su cui si basa lo sviluppo competitivo dell'azienda stessa. Le differenti competenze, generate anche dalle diverse culture, sono da noi interpretate come spinta al miglioramento continuo, al fine di motivare e massimizzare impegno e lealtà all'interno dell'azienda stessa.

In Italia la gestione del personale è stata caratterizzata dal completamento della formazione e affiancamento degli apprendisti di alta formazione del Master Universitario di secondo livello TAGCEM- Tecniche Avanzate per la Gestione degli Impianti di produzione del Cemento.

Si tratta di un progetto avviato nel 2020 nel quale la società e il Politecnico di Torino hanno fortemente creduto. Durante i due anni del Master, i 14 partecipanti hanno avuto l'opportunità di crescere sia dal punto di vista professionale sia personale, dimostrando una grande capacità di reazione e adattamento agli eventi avversi e imponderabili verificatisi in questi anni caratterizzati dalla pandemia. Come da programma, i tutor aziendali hanno assegnato ad ogni apprendista una tematica specifica che i discenti hanno sviluppato durante il secondo anno del corso, elaborando 14 Project Work sui processi e sulle attività di Buzzi Unicem. Grazie alla collaborazione con i docenti del Politecnico di Torino, l'azienda ha potuto affinare e migliorare anche i propri piani di formazione interna. Alcuni dipendenti hanno infatti aiutato i discenti, trasformandosi in docenti interni e formatori. L'azienda ritiene che in futuro questi ruoli saranno sempre più importanti e fondamentali per sviluppare altre attività simili. Nel 2022, alla fine del loro percorso formativo, i 14 apprendisti hanno presentato i loro Project Work in occasione di un incontro tenutosi nella sede di Casale Monferrato, alla presenza di parenti, tutor, colleghi, professori del Politecnico. Nel mese di maggio, hanno ricevuto i diplomi presso il Politecnico di Torino in occasione di una cerimonia dedicata. Successivamente, sono stati assegnati agli stabilimenti, ricoprendo i ruoli e le responsabilità per cui sono stati formati.

Il 15 marzo 2022, a Roma, è stata raggiunta l'intesa per il rinnovo del CCNL Industria del Cemento, Calce, Gesso e Malte, scaduto lo scorso dicembre, per il triennio 2022/2024. Tra le novità risultanti dalla contrattazione merita citare l'istituzione della giornata per la Sicurezza dei Lavoratori nel settore, fissata per il 28 di aprile.

Pur in un contesto molto condizionato dalle dinamiche energetiche sfavorevoli, ulteriormente aggravate dall'attuale situazione di crisi internazionale, la sottoscrizione dell'accordo di rinnovo conferma la Responsabilità Sociale del settore nei confronti delle proprie persone, in un clima costruttivo di relazioni industriali.

In Germania si è avviata a settembre una campagna di comunicazione in ogni stabilimento mirata alla prevenzione degli infortuni e al tema della salute e della sicurezza sul lavoro. Inoltre, da giugno del 2022 è stata avviata una convenzione tra l'azienda e un circuito di palestre, con l'obiettivo di migliorare il benessere dei collaboratori. Dal 2019 è in corso una campagna di promozione di noleggio biciclette elettriche, con assicurazione a carico dell'azienda. Nel 2023 sarà realizzato un nuovo modello di competenze, che sostituirà quello in vigore da 11 anni.

In Repubblica Ceca e Slovacchia il focus è stato sulla formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro e prevenzione infortuni. Anche in Polonia la formazione ha avuto come scopo principale il miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro.

Negli Stati Uniti d'America la sfida principale dell'esercizio è ancora stata l'acquisizione di nuovi talenti, partecipando anche a career days presso licei ed università. Nel 2022 è stata avviata una campagna di distribuzione pacchi dono per tutti i dipendenti che hanno dato alla luce figli, con 3 mesi di fornitura di

pannolini e salviette umidificate. Per quanto riguarda la formazione, si è proseguita l'implementazione della piattaforma Skillsoft. Infine sono stati rinegoziati contratti collettivi della durata di 5 anni per gli stabilimenti di Maryneal (TX) e Cape Girardeau (MO).

Sul fronte selezione, formazione, sviluppo nel corso del 2022, a livello di gruppo, sono state assunte 1.446 persone (1.242 di genere maschile, 204 di genere femminile) e sono state somministrate complessivamente 295.557 ore di formazione, di cui 136.634 ore di formazione su salute e sicurezza sul lavoro.

Addetti per area geografica a fine esercizio

2022 2021
Italia 1.538 1.555
Stati Uniti d'America 2.274 2.246
Germania 1.796 1.780
Lussemburgo 181 184
Paesi Bassi 113 117
Polonia 348 350
Repubblica Ceca e Slovacchia 700 720
Ucraina 981 1.266
Russia 1.556 1.446
Totale 9.487 9.664

Di seguito una sintesi in formato tabellare dei principali indicatori di gestione delle risorse umane nel gruppo.

2022 2021
Turnover1 18,4% 15,4%
Giorni di assenza2 94.882 89.611
Giorni di formazione3 36.945 40.284
1 Rapporto tra dipendenti usciti nell'anno e dipendenti in forza al 31.12;

2 Giorni totali di malattia, infortuni, ecc.;

3 Giorni totali di formazione interna ed esterna.

Attività di ricerca e sviluppo

Buzzi Unicem dedica particolare attenzione alla ricerca applicata e grazie ad una continua ed intensa attività sperimentale persegue possibili innovazioni sia del processo produttivo che dei prodotti. A questo scopo la società partecipa, come partner industriale, a progetti di ricerca nazionali e internazionali, contribuendo allo sviluppo di nuovi materiali e tecnologie e alla creazione di network di conoscenze con strutture di eccellenza nel campo della ricerca scientifica.

Nell'anno in esame, è avvenuta a Vercelli l'inaugurazione di Built, nuovo laboratorio di innovazione tecnologica del gruppo. Built (Buzzi Unicem Innovation Lab and Technology https://www.youtube.com/watch?v=aM5kaDBLDIE) rappresenta il più alto stadio evolutivo dell'attività di Ricerca & Sviluppo dell'azienda e si affianca alle altre realtà già esistenti quali i laboratori degli stabilimenti e il Wilhelm Dyckerhoff Institut di Wiesbaden (Germania).

Built è situato a Vercelli, all'interno del campus dell'Università del Piemonte Orientale ed è organizzato su due piani con un ampio locale dedicato alle prove in calcestruzzo, un laboratorio chimico-fisico dotato di numerose strumentazioni all'avanguardia per la caratterizzazione dei materiali, un laboratorio chimico e un laboratorio malte accreditati secondo ISO/IEC 17025:2018. Sono inoltre state previste camere di maturazione a temperatura e umidità controllata per la stagionatura dei provini e aree specifiche per mulini e frantoi. All'interno del laboratorio lavorano attualmente 12 addetti tra tecnici chimici e ricercatori di estrazione scientifica.

Nell'ambito della partnership scientifica con l'Università del Piemonte Orientale, sono iniziate nell'anno 2022 le attività di ricerca congiunte che coinvolgono un ricercatore e un dottorando di ricerca attivi nella sede dell'Università del Piemonte Orientale di Vercelli.

Nel corso del 2022 sono proseguiti anche i progetti finalizzati allo studio e sviluppo di cementi contenenti aggiunte naturali (calcare e pozzolane) o artificiali (argille calcinate), con l'obiettivo di ridurre il contenuto di clinker e, nello stesso tempo, di mantenere inalterate le prestazioni.

Attualmente la sostituzione del clinker nelle miscele di cemento viene effettuata mediante l'utilizzo di loppe d'altoforno (provenienti dal settore di produzione della ghisa) e di ceneri volanti (provenienti dalle centrali elettriche a carbone) che, soprattutto nell'anno 2022, con la crisi energetica che ha portato alla riapertura di numerose centrali a carbone in Europa, sono ritornate a essere disponibili sul mercato. Lo sviluppo e l'impiego di cementi alle argille calcinate è da intendersi come una soluzione tecnica per ridurre la dipendenza del settore cemento da altre industrie, nel reperimento di materiali supplementari al clinker. Le sperimentazioni industriali condotte da Buzzi Unicem sono state condotte internamente ed in collaborazione con alcune istituzioni accademiche, tra le quali si può citare anche l'Università di Lehigh (USA).

Lo studio dei cementi alle argille calcinate è stato portato avanti parallelamente agli studi sull'ottimizzazione di cementi a base di pozzolane naturali. Buzzi Unicem ha una profonda competenza in questo settore in quanto produce cementi pozzolanici in Italia e Germania da diversi anni. In particolare, le regioni del Sud Italia sono caratterizzate dalla presenza di numerose riserve di pozzolane naturali di origine vulcanica che vengono utilizzate per la produzione di cementi ove la pozzolana sostituisce il clinker anche in quantità rilevanti (sino al 45% di aggiunta). I cementi contenenti pozzolane naturali permettono un significativo risparmio di clinker, non necessitano di un processo termico di attivazione e risultano quindi vantaggiosi rispetto alle argille calcinate.

Il know-how sviluppato negli anni sui componenti dei cementi ha permesso la nascita della linea Green, la nostra famiglia di prodotti a ridotto impatto ambientale, formulati nel rispetto dei crescenti requisiti di sostenibilità per offrire adeguate soluzioni costruttive, secondo i più avanzati standard ambientali.

La linea di cementi Green rappresenta la naturale evoluzione dei nostri leganti idraulici, nel rispetto della lunga tradizione di prodotti di qualità ed elevate performance.

L'anno 2022 è stato molto significativo dal punto di vista tecnico per l'avanzamento dei progetti di cattura CO2. Infatti, sono continuati i test di cattura CO2 con l'impianto in scala pilota, sito nella fabbrica di Vernasca (PC, Italia) e sviluppato nell'ambito del progetto Cleanker (www.cleanker.eu) finanziato dalla commissione europea. Il progetto coinvolge 13 partners per un budget complessivo di circa 9 milioni di euro e si pone l'obiettivo di testare in un impianto dimostrativo la cattura di una frazione della CO2 emessa dall'impianto tramite una tecnologia denominata Calcium Looping. Le sperimentazioni condotte hanno dimostrato, per la prima volta in assoluto, la fattibilità tecnica della cattura di CO2 con un impianto di tipo Calcium Looping integrato in una cementeria. Diversamente da altri impianti basati su analoga tecnologia, l'impianto di Vernasca consente infatti di sfruttare le sinergie esistenti tra il processo di produzione clinker e quello di cattura CO2. Le numerose campagne di sperimentazione condotte nell'anno 2022 hanno infatti evidenziato limiti e vantaggi di tale tecnologia ponendo le basi per lo sviluppo di fabbriche moderne, in grado di sfruttare sempre più efficientemente le tecnologie di cattura CO2. Il progetto viene portato avanti non solo da punto di vista tecnico scientifico ma anche sotto gli aspetti di stakeholder engagement, contribuendo a creare una cultura della decarbonizzazione nel nostro settore industriale attorno ai nostri stabilimenti.

Nel corso del 2022 sono proseguiti i lavori del consorzio di ricerca denominato "CI4C – Cement Innovation for Climate" che ha l'obiettivo di sperimentare l'applicazione pratica della cattura CO2 basata sulla tecnologia Oxyfuel nella produzione di clinker. Il consorzio di ricerca è costituito oltre che da Buzzi Unicem da altri tre produttori di cemento europei. Sono stati firmati i contratti con i principali fornitori di impianti ed è iniziata la predisposizione del terreno dove sorgerà l'impianto pilota, presso la cementeria di Mergelstetten di Schwenk Zement GmbH, uno dei partner del progetto.

Sempre nell'anno 2022 è proseguito il progetto Flashphos https://flashphos-project.eu/, finanziato dalla Commissione Europea, che si pone l'obiettivo di sviluppare una tecnologia termochimica di riciclo dei fanghi di depurazione delle acque reflue; la tecnologia sviluppata nel progetto permetterà di recuperare e valorizzare il Fosforo (considerato materia prima critica) che si trova all'interno dei fanghi da depurazione e nello stesso tempo rendere disponibile un combustibile e una scoria calcica potenzialmente utilizzabili dalle cementerie, contribuendo alla riduzione della CO2. Le prime sperimentazioni nell'ambito di questo progetto sono molto positive.

Buzzi Unicem è anche coinvolta in Smartinc https://smartincs.ugent.be/index.php/about-us un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito delle "Marie Curie action", per formare una nuova generazione di ricercatori nell'ambito delle tecnologie del calcestruzzo. I giovani dottorandi finanziati nell'ambito di questo progetto hanno avuto numerose opportunità di entrare in contatto con realtà industriali del settore, contribuendo anche con le loro idee allo sviluppo futuro dell'industria del cemento e calcestruzzo.

Buzzi Unicem è uno dei partner fondatori della piattaforma di ricerca Innovandi (https://gccassociation.org/innovandi/gccrn/), un'iniziativa della associazione GCCA (Global Cement and Concrete Association), totalmente finanziata da risorse industriali, che coinvolge più di 40 partner universitari e società di produzione di cemento. Innovandi è nata per stimolare e potenziare forme di ricerca precompetitiva tra Università ed imprese attive nel settore dei materiali da costruzione in tutto il mondo. Il consorzio finanzia progetti di ricerca pre-competitivi nell'ambito dei nuovi materiali da costruzione, cementi, calcestruzzi, tecnologie di cattura CO2. Nel corso del 2022 sono proseguiti i progetti finanziati dal consorzio Innovandi, dove Buzzi Unicem è attiva come partner industriale nei progetti che hanno come obiettivo le tecnologie per l'elettrificazione del settore cemento, la cattura della CO2, lo sviluppo di nuove conoscenze sui cementi a ridotto contenuto di clinker e l'impiego di scarti da demolizione del calcestruzzo.

Buzzi Unicem è anche attiva nella ricerca sulle tecnologie di digitalizzazione del calcestruzzo; in questo merito è da menzionare la partecipazione nella start-up innovativa HINFRA, che ha sviluppato una tecnologia automatizzata per il ripristino strutturale delle gallerie. La tecnologia brevettata ETLR (Extruded Tunnel Lining Regeneration) si basa sulla estrusione di calcestruzzo ad alte prestazioni con reattività controllata. La fase di sperimentazione prosegue rapidamente e prevediamo di arrivare presto ad una prima applicazione di cantiere.

Nel corso dell'anno 2022 nell'ambito di una strategia fortemente orientata all' "Open Innovation" sono stati sviluppati numerosi contatti con start-up ed aziende specializzate, dedicando alcune risorse del team R&S a questa attività. I contatti portati avanti hanno permesso innanzitutto la creazione di una cultura aziendale orientata a un maggiore coinvolgimento di interlocutori esterni ma anche l'avvio di alcuni progetti, supportando le start-up a sperimentare industrialmente alcune delle tecnologie di cui sono proprietarie e permettendo di capire i potenziali vantaggi dell'adozione di queste tecnologie nel nostro settore. Gli ambiti principali in cui sono stati avviati questi contatti sono nel settore della cattura, stoccaggio e utilizzo di CO2 e dell'intelligenza artificiale.

Infine, è da sottolineare la partecipazione con successo di Buzzi Unicem a bandi Europei in ambito Horizon Europe, con l'ottenimento del finanziamento per un importante progetto denominato "Herccules", che prevede la sperimentazione industriale dell'intera filiera di cattura CO2, trasporto e stoccaggio in siti geologici sottomarini in Italia e Grecia, con la partecipazione di partner industriali e accademici di primaria importanza.

Attività di ricerca e sviluppo – calcestruzzo.

La sostenibilità complessiva delle costruzioni è sempre più collegata alle caratteristiche tecniche del calcestruzzo impiegato: non soltanto per la sua impronta ambientale diretta, ma soprattutto per le sue proprietà tecniche che, se opportunamente scelte e garantite, consentono di ripensare in chiave sostenibile il modo di costruire. Unical è intenzionata a svolgere un ruolo da key player in questo senso, cercando tra l'altro di diffondere con ogni mezzo tra i progettisti la consapevolezza che un uso intelligente dei calcestruzzi evoluti è fondamentale per ottenere strutture a minima impronta carbonica e ambientale complessiva, from the cradle to the grave.

In questo ambito, Unical ha indirizzato la massima parte delle proprie attività di ricerca e sviluppo verso l'industrializzazione di calcestruzzi sempre più sostenibili, con l'utilizzo di cementi a minima impronta carbonica, ma soprattutto adatti a soddisfare le crescenti esigenze di una progettazione strutturale innovativa e sostenibile.

Nel 2022 l'impegno si è concentrato su alcuni fronti di sviluppo tecnologico e industriale:

Uso efficiente in calcestruzzo dei nuovi cementi a ridotto contenuto di clinker. La tendenza del mercato, e di Buzzi Unicem in particolare, a introdurre cementi con sempre minore impronta carbonica e progressivamente più poveri in clinker, deve necessariamente essere accompagnata da una forte attività di ricerca sperimentale e di sviluppo formulativo, per consentire al mercato del calcestruzzo di utilizzarli con competenza ed in modo efficiente, senza ripercussioni negative sulle prestazioni e sull'operatività dei cantieri. Con questo obiettivo Unical ha portato avanti nel laboratorio di ricerca di Settimello un progetto sperimentale teso allo sviluppo di nuovi metodi di prova per la valutazione della funzionalità in calcestruzzo dei nuovi cementi sostenibili.

Si tratta di test da eseguire regolarmente sui cementi innovativi che Buzzi Unicem sta mettendo a punto o ha appena introdotto sul mercato. Essi consistono in prove di caratterizzazione che vanno necessariamente oltre i comuni standard normativi, applicabili ai cementi tal quali, ad alcuni componenti di miscela e ai calcestruzzi con essi realizzabili. Tutti i test sono orientati alla valutazione delle possibili soluzioni d'impiego dei cementi, in ordine alla fattibilità industriale nel mondo ready mix e alla robustezza in cantiere e in opera. Oltre a facilitare i laboratori Unical nell'individuazione delle migliori tecniche di formulazione dei calcestruzzi con i nuovi cementi, i test potranno fornire agli stabilimenti

.

Buzzi Unicem un diretto riscontro tecnico sui nuovi prodotti, dal punto di vista degli utilizzatori o dei potenziali acquirenti.

Calcestruzzi a ridotta impronta ambientale. I calcestruzzi Unical fanno già oggi massiccio ricorso ai cementi con minimo contenuto di clinker e con ridotta impronta carbonica, anticipando quelle che saranno le tendenze del mercato dei prossimi anni. La ricerca Unical continua a concentrarsi sulla possibilità di spingere ulteriormente la riduzione di CO2 attraverso soluzioni di mix design innovative che ci rendano già pronti per gli sviluppi futuri, quando le normative rimuoveranno gli attuali vincoli di formulazione, per facilitare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Allo stesso tempo, le attività sperimentali si sono sviluppate verso l'acquisizione della massima capacità predittiva nel processo di formulazione, privilegiando test speditivi sui componenti e prove veloci sul calcestruzzo fresco, che consentano ad ogni laboratorio e impianto locale l'impiego dei cementi sostenibili e degli additivi evoluti via via immessi sul mercato con minimi tempi di reazione.

Sul piano del riciclo, la significativa attività di ricerca applicata sul tema specifico e la relativa opera di diffusione delle competenze tecnologiche nelle unità locali hanno consentito di gestire in modo controllato ed efficace il significativo aumento del volume dei calcestruzzi realizzati con componenti riciclati, più che triplicato rispetto all'anno precedente.

Contributo della ricerca all'ottimizzazione di aspetti tecnici della produzione. La ricerca Unical durante l'anno si è concentrata anche sull'obiettivo di ottimizzare gli aspetti del processo produttivo che sono influenzati da fattori tecnologici.

In primo luogo, è stato avviato il «Progetto H2NO 2.0», teso a perfezionare ulteriormente il processo di carico e di mescolazione degli impasti. Lunghe sessioni sperimentali sul campo, coordinate dal laboratorio di ricerca di Settimello, hanno consentito il progressivo affinamento della filiera di confezionamento dell'impasto e delle sue procedure, garantendo un significativo risparmio sui tempi operativi, ma soprattutto consentendo di adottare soluzioni innovative e più flessibili per l'additivazione, che potrà essere differenziata e/o posticipata. Ciò potrà incrementare la robustezza reologica degli impasti e consentirà in molte situazioni di raggiungere le stesse prestazioni con un impiego leggermente minore di cemento e/o di additivo, ottenendo indirettamente un certo vantaggio anche in termini di sostenibilità.

In secondo luogo, è stato avviato il «Progetto Performance», orientato a rendere più rigorosa e affidabile l'attività di controllo prestazionale del calcestruzzo prodotto e fornito in cantiere. Studi sperimentali sulle cause operative della dispersione dei risultati e sugli effetti dei diversi fattori di variabilità del processo hanno reso possibile l'impostazione di un piano di miglioramento per standardizzare ulteriormente l'attività di controllo in produzione e minimizzare la dispersione statistica dei dati.

Ecologia, ambiente e sicurezza

La funzione EAS (Ecologia Ambiente Sicurezza) ha tra i propri obiettivi quello di garantire il costante mantenimento della conformità alla normativa e il continuo miglioramento delle performance ambientali e di sicurezza. Tra gli obiettivi rimane prioritario l'aumento della consapevolezza di tutti i lavoratori verso le tematiche di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nonché delle tematiche ambientali che stiamo affrontando.

Per quanto riguarda la sicurezza, prosegue la campagna pluriennale in materia di sicurezza sul lavoro, con relative attività di sensibilizzazione dei collaboratori, formazione nonché investimenti per ridurre al minimo i rischi residui.

Anche grazie a seguito di queste attività negli anni sono aumentate le segnalazioni di near miss, di criticità e soprattutto di proposte migliorative da parte dei dipendenti, con il comune obiettivo di migliorare le condizioni lavorative, come previsto dalla UNI EN ISO 45001.

Siamo fiduciosi che gli sforzi portati avanti nell'ottica del miglioramento continuo, non potranno che aumentare la consapevolezza del personale dipendente e non, permettendo una ulteriore riduzione dei principali indici infortunistici.

Relativamente agli aspetti ambientali, sono state avviate le attività previste dalla Roadmap aziendale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, e proseguono gli interventi rivolti alla riduzione delle emissioni in atmosfera, alla ottimizzazione dei sistemi di monitoraggio in continuo, l'aumento della sostituzione calorica da combustibili non convenzionali, l'effettuazione di opportuni audit energetici presso i siti produttivi, il controllo puntuale delle materie prime e dei combustibili in ingresso. In particolare, il controllo dei materiali in ingresso è fondamentale per poter garantire la piena conformità normativa e l'ottimizzazione delle attività di processo.

Tali valutazioni hanno portato alla definizione di obiettivi di ottimizzazione a breve e medio termine, nonché continui investimenti in materia ambientale, a conferma che gli impegni del gruppo vanno al di là della semplice conformità normativa e perseguono l'ottica del miglioramento continuo.

Tutti questi aspetti sono approfonditamente discussi nel nostro Bilancio di Sostenibilità.

Le norme internazionali UNI EN ISO 14001 e UNI EN ISO 45001 prevedono un approccio integrato, relativo all'intero ciclo di vita del prodotto, con il coinvolgimento diretto dei propri clienti, fornitori e di tutto il personale. Coinvolgimento e partecipazione che non si esauriscono con le pur numerose sessioni formative ma che prevedono anche riunioni periodiche ambiente e sicurezza a tutti i livelli, durante le quali, oltre a ricevere le segnalazioni, vengono recepiti anche i preziosi suggerimenti per migliorare le attività lavorative.

Negli anni le attività di Ecologia Ambiente e Sicurezza di stanno spostando dalla gestione del processo alla sostenibilità dei prodotti. Per valutare gli impatti ambientali dei prodotti sono stati messi a punto appositi strumenti in grado di calcolare, in massima trasparenza e partendo da dati certi, le performance ambientali dei prodotti e, qualora necessario, pubblicare i risultati dello studio sul ciclo di vita del prodotto (LCA) in apposite Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD).

Tali strumenti hanno molteplici vantaggi in quanto si pongono come risposta alle sempre maggiori richieste di dati ambientali provenienti dal mercato, con una interfaccia semplice, insieme alla garanzia di informazioni certificate e validate.

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Dichiarazione di carattere non finanziario

La società pubblica la Dichiarazione di carattere non finanziario (DNF) e la Relazione sulla Gestione, in documenti separati. La Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario è redatta, ai sensi del D.Lgs. n. 254/2016, su base consolidata e inclusa nel Bilancio di Sostenibilità 2022 ed è disponibile sul sito internet della società nella sezione "Sostenibilità".

La struttura del Bilancio di Sostenibilità, comprensivo della Dichiarazione consolidata non-finanziaria, è redatta in conformità alla nuova versione degli Standard del Global Reporting Initiative (GRI) secondo l'opzione 'con riferimento a'.

Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi

Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi di Buzzi Unicem è costituito dall'insieme delle regole, procedure e strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell'impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati, garantendo la salvaguardia del patrimonio sociale, l'efficienza e l'efficacia delle operazioni aziendali, l'affidabilità dell'informazione finanziaria e il rispetto di leggi e regolamenti.

Il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità finale del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e svolge le funzioni previste dal Codice di Corporate Governance, avvalendosi del supporto degli organi individuati al suo interno, quali il Comitato Controllo e Rischi, l'amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e la funzione Internal Audit.

Buzzi Unicem è un gruppo internazionale attivo sia in Italia sia in diversi Paesi stranieri, tramite società controllate e collegate. Data la complessità del gruppo, la struttura della funzione Internal Audit è stata adattata alle realtà locali. Risulta organica ed equilibrata, non è soggetta a vincoli, e ha il diritto di accesso illimitato alle informazioni. I metodi e le tecniche di audit usati sono allineati agli standard internazionali.

Per ridurre il rischio di violazione di regolamenti, leggi o accordi contrattuali, Buzzi Unicem e le sue controllate applicano strumenti di compliance, tra cui il Codice di Condotta, il codice antitrust, corsi di formazione, controlli sulle procedure e, presso alcune controllate, l'uso di database per la registrazione degli eventuali contatti con la concorrenza. Tali strumenti sono presenti nelle diverse realtà locali in base alla valutazione degli specifici rischi.

Come parte del sistema di controllo interno, il risk management d'impresa si concretizza in una procedura con cadenza semestrale di inventario dei rischi, controllo degli stessi e rendicontazione, il tutto basato su una strategia di rischio complessivo, conosciuto e accettabile.

L'approccio al rischio in Buzzi Unicem non è diretto all'assoluta eliminazione di tutti i rischi potenziali, ma, tenendo in considerazione gli obiettivi aziendali, a fornire una metodologia sistematica che consenta di valutare consapevolmente i rischi sulla base di una pronta informazione sugli stessi e le loro correlazioni. Gli stessi rischi possono quindi essere evitati, ridotti, trasferiti o assunti come parte del complessivo processo gestionale di controllo dei rischi.

La responsabilità operativa di contenimento dei rischi è attribuita ai titolari delle direzioni centrali e delle divisioni del gruppo individuate come rilevanti per il risk management. I rispettivi direttori sono

responsabili per tutti i rischi prevedibili nelle loro aree, indipendentemente dal fatto che essi siano stati rilevati nel sistema di risk management.

I rischi sono valutati in considerazione della probabilità di accadimento e impatto sul patrimonio del gruppo, in accordo a criteri standard, prendendo in considerazione la loro rispettiva rilevanza e la loro significatività. Le valutazioni dei rischi effettuate dalle direzioni e divisioni del gruppo sono registrate in un unico database centrale. Vengono analizzate le categorie relative ai rischi che sottendono tutta l'attività operativa delle nostre aziende sotto il profilo produttivo, finanziario, personale, legale e fiscale.

Per completezza si segnala che i rischi evidenziati dal sistema di risk management (ERM) e gli accantonamenti di bilancio non sono necessariamente tra loro coerenti, proprio per le diverse finalità dei due strumenti (il primo di prevenzione e di gestione, il secondo di corretta rappresentazione contabile). Infatti, l'ERM tiene necessariamente conto di rischi non previsti a budget e anche di quelli la cui stima (sia dal punto di vista della probabilità di accadimento che dell'impatto) non è tale da determinarne il riconoscimento in bilancio. In ogni caso l'ERM, pur essendo uno strumento gestionale a disposizione del vertice aziendale per la valutazione e controllo dei rischi, possiede anche un'utilità non secondaria per la determinazione dei fondi, permettendo una conoscenza delle operazioni gestionali più diretta e completa e valutazioni più accurate in fase di accantonamento.

Nel 2022 si evidenzia una notevole diminuzione dei rischi residui rispetto a dicembre 2021, intesi come rischi dopo le misure di contenimento e al netto di eventuali accantonamenti contabili. I rischi sono rilevati con riferimento a un orizzonte temporale di breve e di medio-lungo termine. Le principali categorie di rischi a breve termine a cui il gruppo è esposto sono quelli su investimenti, valutari, acquisti, vendite e assicurativi.

Rischi su investimenti: a seguito del conflitto tra Russia e Ucraina si riducono i rischi di esproprio o danni agli impianti, prevalentemente per una stima di minore probabilità di accadimento.

Rischi valutari: sul fronte valutario si stima in diminuzione il rischio di impatti negativi derivanti dalla conversione in euro dei bilanci espressi in valuta estera e dei prestiti bancari e intercompany. Nella valutazione dei rischi si è ipotizzata un'oscillazione del 10% delle valute locali contro l'euro rispetto ai cambi utilizzati per il budget. Per Polonia, Repubblica Ceca e Ucraina è stabile l'effetto netto dell'esposizione valutaria riferito a EBITDA, liquidità e prestiti intercompany. I rischi valutari sono ulteriormente illustrati alla nota 3 del presente bilancio consolidato.

Rischi su acquisti: riferito soprattutto all'aumento del prezzo dei diritti di emissione CO2. Per contro, rileviamo una generale riduzione dei rischi di aumento prezzi dei prodotti energetici per le società del gruppo che operano in Europa.

Rischi su vendite: negli Stati Uniti rischio di riduzione dei volumi di vendita per possibile rallentamento dell'attività economica e minori spese per i programmi di edilizia pubblica.

Rischi assicurativi: negli Stati Uniti restano costanti i rischi per possibili catastrofi naturali non coperte da assicurazione; tali rischi hanno probabilità molto bassa.

A seguito delle azioni di contenimento già attuate, o previste, dalle direzioni e divisioni del gruppo con polizze assicurative e con accantonamenti previsti in bilancio, il monte rischi residuo rappresenta una frazione contenuta del patrimonio netto.

Per quanto attiene ai rischi di medio lungo termine, questi sono correlati alle condizioni generali politiche, economiche e all'evoluzione dei mercati nei paesi in cui opera il gruppo. La diversificazione geografica consente di ridurre il rischio della congiuntura riferita al singolo mercato.

Si evidenziano i rischi dovuti alla situazione relativa ai territori occupati in Ucraina e alle sanzioni a carico della Russia. Questi fattori continueranno ad alimentare l'instabilità politica e la debolezza economica, con conseguenze negative non solo nei paesi in guerra ma in tutte le economie europee.

Si evidenziano inoltre rischi connessi ai cambiamenti climatici, che derivano dagli obiettivi della politica energetica nella UE. In particolare il cosiddetto Emission Trading System (EU ETS), oltre alle normative e regolamenti nati per contrastare il riscaldamento globale, potrebbero generare vantaggi competitivi a favore dei produttori nei paesi esterni all'ETS, come la Turchia, l'Egitto, il Medio Oriente e la Cina.

Negli Stati Uniti è prevedibile ipotizzare nei prossimi 2-3 anni l'entrata in vigore di una normativa finalizzata al contenimento delle emissioni dei gas serra, che potrebbe avere un impatto significativo sul settore industriale del cemento. Infine, nel giro di qualche anno potremmo trovarci in una situazione di carenza carbone e petcoke, dovuta agli impegni internazionali tesi a eliminare l'utilizzo dei combustibili fossili.

Operazioni con parti correlate

Le operazioni compiute con parti correlate, ivi comprese le operazioni infragruppo, non sono qualificabili né come atipiche né come inusuali. Dette operazioni sono regolate a condizioni di mercato, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Le informazioni sulle operazioni con parti correlate sono presentate nella nota 50 del presente bilancio consolidato.

Evoluzione prevedibile della gestione

Secondo le previsioni più recenti, gli elementi di incertezza già rilevati nel 2022 continueranno a caratterizzare il contesto macroeconomico anche durante il 2023. L'evoluzione del conflitto in Ucraina, l'elevata inflazione e la conferma delle politiche monetarie restrittive, oltre alle incertezze legate ai prezzi e all'approvvigionamento dei fattori energetici, attenueranno le prospettive di sviluppo economico ancora per tutto l'anno in corso.

Nel 2023, la dinamica degli investimenti nel settore delle costruzioni è prevista rallentare, sia in Stati Uniti che in Europa, a causa dei maggiori costi di costruzione e finanziamento. Per quanto riguarda i prezzi dell'energia, le previsioni suggeriscono una progressiva stabilizzazione nel corso dell'anno, su livelli in ogni caso superiori rispetto al 2022. In tale contesto, tuttavia, riteniamo che i nostri risultati operativi potranno continuare a beneficiare di un andamento rialzista dei prezzi di vendita, dovuto sia all'effetto trascinamento sia alla probabile applicazione di ulteriori variazioni in aumento.

In Stati Uniti, prevediamo che la domanda possa beneficiare del contributo del settore delle infrastrutture, sostenuto dal maggior afflusso di fondi sia a livello federale che statale, mentre nel comparto residenziale, l'aumento dei tassi di interesse rallenterà significativamente la dinamica degli edifici di nuova realizzazione. In tale contesto, riteniamo che i nostri volumi di vendita possano confermare i livelli raggiunti nel 2022 e che, grazie alla stabilità della domanda, il mercato possa accettare un ulteriore rialzo dei prezzi di vendita.

In Italia, prevediamo che il mercato possa ulteriormente indebolirsi nel corso del 2023 a causa del rallentamento nel comparto residenziale e dei ritardi nell'attuazione del PNRR. In tale scenario, prevediamo una contrazione dei volumi di vendita, associata però a prezzi medi in miglioramento, anche

grazie all'effetto trascinamento degli aumenti realizzati a fine 2022. Difficile stimare se e quale sarà l'impatto del credito d'imposta destinato alle industrie energivore, che nel 2022 ha contribuito a migliorare significativamente il risultato gestionale. Continuerà a essere difficile per i produttori domestici competere con il flusso delle importazioni, provenienti da paesi dove il costo dell'energia è più basso e non sono previste limitazioni alle emissioni di CO2.

In Europa Centrale e negli altri paesi dell'Europa Orientale appartenenti alla UE, nonostante il supporto, a livello nazionale ed europeo, agli investimenti in infrastrutture e al rinnovo residenziale, l'inflazione e le incertezze legate all'approvvigionamento energetico, oltre all'aumento dei tassi di interesse, causeranno un rallentamento degli investimenti in costruzioni e, conseguentemente, anche dei nostri volumi di vendita. Tuttavia, prevediamo che l'impegno della nostra forza commerciale nel trasferire a valle i maggiori costi di produzione possa permettere di compensare completamente la perdita dei volumi.

Discorso diverso per l'Ucraina, dove l'ipotesi attualmente più credibile è quella di nessuna soluzione al conflitto nel breve termine. In tal caso la nostra attività operativa proseguirà a livelli ridotti, continuando a salvaguardare il più possibile l'azienda e ridurre al minimo il flusso di cassa negativo.

Nel caso della Russia, a causa dell'attuale assetto di governance, non abbiamo elementi sufficienti per fornire indicazioni sui risultati attesi per l'esercizio 2023.

In Messico, l'attività nel comparto delle costruzioni è prevista rimanere dinamica, grazie alla robusta domanda residenziale e alle prospettive di investimento future nel settore industriale legate ai piani di rilocalizzazione della produzione in paesi limitrofi da parte di numerose aziende statunitensi. In tale contesto, prevediamo che i nostri volumi possano confermare i livelli raggiunti nel 2022, associati a prezzi in miglioramento.

In Brasile, pensiamo che i nostri volumi di vendita possano beneficiare della stabilità della domanda anche durante il 2023 e che l'ulteriore miglioramento dei prezzi possa in gran parte compensare l'incremento dei costi di produzione.

In conclusione, sulla base delle considerazioni sopra espresse, riteniamo che a fine 2023 il margine operativo lordo ricorrente del gruppo possa esprimere un risultato simile a quello dell'esercizio precedente.

Per quanto concerne il programma di investimenti approvato per il 2023, prevediamo che possa attestarsi su livelli più elevati rispetto al 2022, a causa dell'inflazione e per l'effetto di alcune commesse in corso approvate negli anni precedenti. In tale programma sono compresi diversi progetti finalizzati al miglioramento continuo dell'efficienza operativa e alla riduzione delle emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dalla Roadmap "Our Journey to Net Zero".

Informazioni finanziarie

Prospetti contabili consolidati 42
Note ai prospetti contabili consolidati 48
Appendici 141
Attestazione del bilancio consolidato 148
Relazione della società di revisione 149

Conto Economico Consolidato

(migliaia di euro) Nota 2022 2021
Ricavi netti 7 3.995.519 3.445.551
Variazioni delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati 64.521 (21.137)
Altri ricavi operativi 8 54.744 73.647
Materie prime, sussidiarie e di consumo 9 (1.698.338) (1.334.977)
Servizi 10 (886.784) (781.666)
Costi del personale 11 (559.985) (513.335)
Altri costi operativi 12 (86.001) (73.439)
Margine operativo lordo 883.676 794.644
Ammortamenti e svalutazioni 13 (388.900) (249.048)
Risultato operativo 494.776 545.596
Risultati delle società collegate
e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto 14 117.551 106.056
Plusvalenze da realizzo partecipazioni 15 97 18.000
Proventi finanziari 16 123.194 63.440
Oneri finanziari 16 (146.322) (97.840)
Utile prima delle imposte 589.296 635.252
Imposte sul reddito 17 (130.517) (92.952)
Utile dell'esercizio 458.779 542.300
Attribuibile a:
Azionisti della società 458.786 541.903
Azionisti terzi (7) 397
(euro)
Utile per azione 18
base
ordinarie 2,462 2,820

Conto Economico Complessivo Consolidato

(migliaia di euro) 2022 2021
Utile dell'esercizio 458.779 542.300
Voci che non saranno riclassificate nel conto economico
Utili (perdite) attuariali su benefici successivi al rapporto di lavoro 89.973 49.289
Variazioni nel valore equo delle partecipazioni 308 216
Imposte sul reddito relative alle voci che non saranno riclassificate (25.526) (14.841)
Totale voci che non saranno riclassificate nel conto economico 64.755 34.664
Voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto economico
Differenze di conversione 203.679 242.065
Differenze di conversione riferite alle società collegate
e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto 38.338 11.998
Totale voci che potranno essere riclassificate successivamente nel conto
economico 242.017 254.063
Altre componenti di conto economico complessivo, dopo imposte 306.772 288.727
Totale conto economico complessivo dell'esercizio 765.551 831.027
Attribuibile a:
Azionisti della società 765.512 830.618
Azionisti terzi 39 409

Stato Patrimoniale Consolidato

(migliaia di euro) Nota 31/12/2022 31/12/2021
Attività
Attività non correnti
Avviamento 19 509.484 608.789
Altre attività immateriali 19 57.503 59.419
Attività in diritto d'uso 20 77.626 78.627
Immobili, impianti e macchinari 21 3.240.124 3.076.662
Investimenti immobiliari 22 17.561 17.697
Partecipazioni in società collegate e a controllo congiunto 23 537.994 462.404
Partecipazioni al valore equo 24 10.595 12.222
Attività fiscali differite 40 64.538 81.967
Attività per piani a benefici definiti 38 4.435 6.905
Strumenti finanziari derivati 25 11.031 6.948
Crediti e altre attività non correnti 26 262.268 270.305
4.793.159 4.681.945
Attività correnti
Rimanenze 27 721.023 500.010
Crediti commerciali 28 541.675 455.735
Altri crediti 29 99.348 74.593
Disponibilità liquide 30 1.341.488 1.203.611
2.703.534 2.233.949
Attività possedute per la vendita 31 6.395 5.889
Totale Attività 7.503.088 6.921.783

(migliaia di euro) Nota 31/12/2022 31/12/2021
Patrimonio netto
Patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società
Capitale sociale 32 123.637 123.637
Sovrapprezzo delle azioni 33 458.696 458.696
Altre riserve 34 183.290 (59.094)
Utili portati a nuovo 35 4.271.170 3.853.886
Azioni proprie 32 (130.917) (7.699)
4.905.876 4.369.426
Patrimonio netto di terzi 36 5.581 5.778
Totale Patrimonio netto 4.911.457 4.375.204
Passività
Passività non correnti
Finanziamenti a lungo termine 37 608.150 987.951
Debiti per locazioni 20 58.132 55.815
Benefici per i dipendenti 38 268.235 364.845
Fondi per rischi e oneri 39 78.956 86.416
Passività fiscali differite 40 401.478 371.131
Altri debiti non correnti 41 7.693 6.952
1.422.644 1.873.110
Passività correnti
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine 37 594.028 136.635
Finanziamenti a breve termine 37 12.544 12.476
Quota corrente dei debiti per locazioni 20 20.260 22.450
Debiti commerciali 42 324.293 294.043
Debiti per imposte sul reddito 43 35.038 32.072
Fondi per rischi e oneri 39 61.992 64.626
Altri debiti 44 120.832 111.167
1.168.987 673.469
Totale Passività 2.591.631 2.546.579
Totale Patrimonio netto e Passività 7.503.088 6.921.783

Rendiconto Finanziario Consolidato

(migliaia di euro) Nota 2022 2021
Flusso monetario da attività operative
Cassa generata dalle operazioni 45 575.435 752.376
Interessi passivi pagati (26.821) (26.345)
Imposte sul reddito pagate (153.899) (134.374)
Flusso monetario netto generato dalle attività operative 394.715 591.657
Flusso monetario da attività d'investimento
Investimenti in immobilizzazioni immateriali 19 (1.433) (3.124)
Investimenti in immobilizzazioni materiali 21 (265.305) (211.323)
Acquisto di imprese controllate,
al netto delle disponibilità liquide acquisite
- (639)
Investimenti in altre partecipazioni 23, 24 (4.085) (2.605)
Prezzo di realizzo immobilizzazioni materiali e immateriali 11.694 21.561
Prezzo di realizzo partecipazioni 465 18.001
Variazione dei crediti finanziari 17.762 (226.519)
Dividendi delle partecipazioni 16, 23 75.751 59.823
Interessi attivi incassati 23.989 10.789
Flusso monetario netto generato (assorbito)
dalle attività d'investimento (141.162) (334.036)
Flusso monetario da attività di finanziamento
Accensione di finanziamenti a lungo termine 37, 46 200.145 -
Rimborsi di finanziamenti a lungo termine 37, 46 (136.792) (111.985)
Variazione netta dei finanziamenti a breve termine 37, 46 68 (425)
Rimborsi di debiti per locazioni 20 (24.525) (23.283)
Variazione degli altri debiti finanziari 46 5.408 (3.938)
Variazione delle partecipazioni senza perdita del controllo 46 (3) (1)
Acquisto azioni proprie 32 (123.218) -
Dividendi pagati ad azionisti della società 46, 47 (73.351) (191.880)
Dividendi pagati ad azionisti terzi 46 (136) (59)
Flusso monetario netto generato (assorbito)
dalle attività di finanziamento
(152.404) (331.571)
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide 101.149 (73.950)
Disponibilità liquide iniziali 1.203.611 1.218.279
Differenze di conversione 36.728 59.282

Variazioni di Patrimonio Netto Consolidato

Attribuibile agli azionisti della società
(migliaia di euro) Capitale
Sociale
Sovra
prezzo
delle
azioni
Altre
riserve
Utili
portati a
nuovo
Azioni
proprie
Totale Patrimo
nio netto
di terzi
Totale
Patrimo
nio netto
Saldi al 1 gennaio 2021 123.637 458.696 (314.922) 3.337.796 (7.699) 3.597.508 5.499 3.603.007
Utile dell'esercizio - - - 541.903 - 541.903 397 542.300
Altre componenti di conto
economico complessivo,
dopo imposte
- - 254.238 34.477 - 288.715 12 288.727
Totale conto economico
complessivo
dell'esercizio
- - 254.238 576.380 - 830.618 409 831.027
Dividendi - - - (48.033) - (48.033) (129) (48.162)
Ritenute alla fonte su
dividendi esteri
- - - (6.421) - (6.421) - (6.421)
Acquisto quote
di minoranza - - - 144 - 144 (1) 143
Altri movimenti - - 1.590 (5.980) - (4.390) - (4.390)
Saldi al 31 dicembre 2021 123.637 458.696 (59.094) 3.853.886 (7.699) 4.369.426 5.778 4.375.204
Utile dell'esercizio - - - 458.786 - 458.786 (7) 458.779
Altre componenti di conto
economico complessivo,
dopo imposte
Totale conto economico
- - 242.255 64.471 - 306.726 46 306.772
complessivo
dell'esercizio - - 242.255 523.257 - 765.512 39 765.551
Dividendi - - - (74.053) - (74.053) (243) (74.296)
Ritenute alla fonte su
dividendi esteri
- - - (28.011) - (28.011) - (28.011)
Acquisto quote
di minoranza - - - 1.224 - 1.224 - 1.224
Acquisto azioni proprie - - - - (123.218) (123.218) - (123.218)
Altri movimenti - - 129 (5.133) - (5.004) 7 (4.997)
Saldi al 31 dicembre 2022 123.637 458.696 183.290 4.271.170 (130.917) 4.905.876 5.581 4.911.457

Note ai prospetti contabili consolidati

1. Informazioni generali

Buzzi Unicem SpA ("la società") e le sue controllate (nell'insieme "il gruppo" o "Buzzi Unicem") producono, distribuiscono e vendono cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Il gruppo gestisce impianti industriali in diversi paesi, che rappresentano lo sbocco naturale per le sue merci e servizi. Le attività sono situate principalmente in Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Ucraina, Russia, Messico e Brasile.

Buzzi Unicem è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano. La sede legale e amministrativa è situata in Italia a Casale Monferrato (AL), in Via Luigi Buzzi 6. La società è quotata sul mercato Euronext Milan gestito da Borsa Italiana.

Buzzi Unicem SpA è controllata da Fimedi SpA che, direttamente e indirettamente, tramite la propria controllata Presa SpA, possiede il 52,95% delle azioni con diritto di voto.

Il consiglio di amministrazione ha approvato la pubblicazione del presente bilancio consolidato in data 29 marzo 2023.

2. Sintesi dei principi contabili significativi

I principi contabili più significativi adottati nella predisposizione del bilancio consolidato sono esposti di seguito. Non ci sono state variazioni rispetto al precedente esercizio, a meno che ciò non sia espressamente indicato.

2.1 Forma e contenuto

Il bilancio consolidato è stato predisposto nel rispetto dei principi contabili internazionali (IFRS) emessi dall'International Accounting Standards Board (IASB) e omologati dalla Commissione Europea, nonché dei provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 Dlgs. 38/2005. Per IFRS si intendono anche tutti i principi contabili internazionali aggiornati (IAS) e tutte le interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretation Committee (IFRIC), in precedenza denominate Standing Interpretations Committee (SIC).

Il bilancio consolidato è stato predisposto sulla base del principio del costo storico, modificato, come richiesto, per la valutazione delle attività/passività al valore equo, compresi gli strumenti derivati, e sul presupposto della continuità aziendale.

Nel corso del 2022, nonostante l'arrivo a inizio anno della variante Omicron, tutti i paesi europei ed extra europei hanno rimosso le residue restrizioni adottate nei due anni precedenti per il contenimento della pandemia di Covid-19, permettendo la definitiva ripresa delle attività economiche e produttive.

In Italia e nei paesi esteri in cui il gruppo opera, la situazione macroeconomica e le tensioni geopolitiche dovute allo scoppio del conflitto Russia-Ucraina hanno tuttavia portato a un rialzo dei prezzi delle materie prime e a una crisi nelle catene di approvvigionamento su scala globale, con conseguente incremento dell'inflazione. Inoltre, le misure sanzionatorie volte a penalizzare l'economia russa hanno causato una significativa volatilità sui mercati

finanziari e un'ulteriore spinta al rialzo, in particolare dei prezzi delle merci e dei beni energetici.

Questa evoluzione ha avuto un impatto sulle valutazioni e sulle stime dell'informativa finanziaria, portando a una rielaborazione dei test d'impairment nella relazione semestrale che, a sua volta, ha determinato la svalutazione dell'avviamento allocato sull'unità generatrice Russia (nota 19).

Nella seconda parte dell'anno, per combattere il fenomeno inflattivo, la Banca centrale europea e la Federal Reserve americana hanno rivisto le rispettive politiche monetarie alzando i tassi di interesse con il rischio di un sostanziale rallentamento della crescita economica.

L'analisi dei rischi finanziari (nota 3) e ambientali (capitolo "Cambiamento climatico, Energia ed emissioni di CO2" del bilancio di sostenibilità), non ha fatto emergere effetti sulla continuità aziendale. Infatti, il gruppo ha continuato a generare un buon flusso di cassa e ottenere risultati economici in linea con i periodi precedenti.

Il bilancio consolidato è presentato in euro e tutti gli importi sono arrotondati alle migliaia di euro, se non altrimenti indicato. Gli schemi di bilancio scelti da Buzzi Unicem prevedono: per il conto economico, l'analisi dei costi basata sulla natura degli stessi e la pubblicazione di due prospetti separati, ovvero il conto economico tradizionale e quello complessivo; per lo stato patrimoniale, la distinta presentazione delle attività correnti e non correnti e delle passività correnti e non correnti, generalmente adottata dalle società industriali e commerciali; per il rendiconto finanziario, l'adozione del metodo indiretto. L'omogeneità di contenuto delle voci si ottiene, qualora necessario, mediante adattamento del bilancio posto a confronto. Le voci di bilancio esposte nel presente fascicolo sono state oggetto di alcuni adattamenti e integrazioni rispetto alle pubblicazioni effettuate in precedenza al fine di fornire una migliore rappresentazione della situazione patrimoniale ed economica del gruppo.

La società non evidenzia nei prospetti di conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario l'ammontare delle posizioni con parti correlate, distintamente dalle voci di riferimento (ai sensi della delibera CONSOB n. 15519 del 27 luglio 2006). Tale indicazione non sarebbe significativa per la rappresentazione della posizione patrimoniale ed economica del gruppo; le operazioni con parti correlate sono riportate nella nota 50 del presente bilancio consolidato.

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di alcune importanti stime contabili. Inoltre si richiede che la direzione eserciti il proprio giudizio sul processo di applicazione delle politiche contabili del gruppo.

Le aree che comportano un maggior grado di attenzione o di complessità o le aree dove le ipotesi e le stime sono importanti per il bilancio consolidato sono esposte alla nota 4.

Principi, emendamenti e interpretazioni applicati nell'esercizio 2022

I seguenti principi, emendamenti e interpretazioni non sono significativi per il gruppo e/o non hanno comportato la rilevazione di alcun effetto nel presente bilancio consolidato.

  • Un pacchetto di emendamenti (con efficacia dal 1 gennaio 2022) include modifiche minori a tre principi, così come gli Annual Improvements, che servono a chiarire la terminologia o rettificare effetti minori, sovrapposizioni o conflitti tra le richieste dei vari standard:
    • IFRS 3 Aggregazioni aziendali (emendamenti): riferimento al Conceptual Framework, aggiorna un riferimento superato contenuto nel principio, senza modificare la contabilizzazione delle aggregazioni aziendali.
    • IAS 16 Immobili, Impianti e Macchinari (emendamenti): ricavi precedenti alla messa in funzione, vieta di dedurre dal costo degli immobili, impianti e macchinari gli importi ricevuti dalla vendita di beni prodotti mentre la società sta portando il cespite nella posizione e nella condizione di essere utilizzato. Al contrario, tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico.
    • IAS 37 Accantonamenti, passività e attività potenziali (emendamenti): contratti onerosi - costo di adempimento di un contratto, specifica quali costi una società include quando determina se un contratto genererà delle perdite.
    • Annual Improvements 2018-2020 Cycle; una serie di modifiche minori a IFRS 1, IFRS 9, IAS 41 ed esempi illustrativi IFRS 16 Leasing.

Principi, emendamenti e interpretazioni che non sono ancora efficaci e che non sono stati applicati anticipatamente

  • IFRS 10 Bilancio consolidato e IAS 28 Partecipazioni in società collegate e joint venture (emendamenti): vendita o conferimento di attività tra un investitore e le sue collegate o joint venture. L'utile (o la perdita) completo viene rilevato quando un'operazione si riferisce a un settore di attività (che si trovi o no all'interno di una controllata). Un utile o perdita parziale si iscrive quando un'operazione coinvolge beni che non costituiscono un settore di attività, anche se tali beni si trovano in una controllata. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea hanno rinviato a tempo indeterminato il processo di omologazione necessario per l'applicazione dell'emendamento e la data di efficacia.
  • IFRS 17 Contratti assicurativi (con efficacia dal 1 gennaio 2023), sostituisce il precedente standard IFRS 4 Contratti assicurativi e risolve i problemi di comparabilità creati dallo stesso, richiedendo che tutti i contratti assicurativi siano contabilizzati in modo coerente, con benefici sia per gli investitori che per le compagnie di assicurazione. Le obbligazioni assicurative saranno contabilizzate utilizzando i valori correnti al posto del costo storico.
  • IAS 1 Presentazione del bilancio (emendamenti): classificazione delle passività come correnti o non-correnti (con efficacia dal 1 gennaio 2023) e relativi emendamenti sul differimento della data di efficacia. Gli emendamenti chiariscono se classificare debiti e altre passività con data di scadenza incerta come correnti o non correnti. Non ci si aspetta che abbiano impatti significativi sul bilancio. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'applicazione del principio.

  • IAS 8 Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori (emendamenti): definizione di stime contabili (con efficacia dal 1 gennaio 2023). Gli emendamenti chiariscono come le società dovrebbero distinguere i cambiamenti nei principi contabili dai cambiamenti nelle stime contabili. La distinzione è importante, perché i cambiamenti nelle stime contabili sono applicati prospetticamente solo alle transazioni future e ad altri eventi futuri, mentre i cambiamenti nei principi contabili sono applicati di solito retroattivamente alle transazioni passate e ad altri eventi passati. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'applicazione del principio.
  • IAS 1 Presentazione del bilancio e IFRS Practice statement 2 Valutazioni sulla materialità (emendamenti): informativa sui principi contabili (con efficacia dal 1 gennaio 2023). Gli emendamenti richiedono alle società di fornire informazioni sui principi contabili rilevanti piuttosto che sui principi contabili significativi, aggiungendo una guida su come applicare il concetto di rilevanza all'informativa sui principi contabili.
  • IAS 12 Imposte sul reddito (emendamenti): imposte differite, relative ad attività e passività derivanti da una singola transazione (con efficacia 1 gennaio 2023). Specifica il modo in cui le aziende dovrebbero contabilizzare le imposte differite su operazioni come i leasing e gli obblighi di smantellamento.
  • IFRS 17 Contratti assicurativi (emendamento): applicazione iniziale di IFRS 17 e IFRS 9 informazioni comparative (con efficacia dal 1 gennaio 2023). La modifica consente, in fase di transizione, di presentare informazioni comparative per determinate attività finanziarie in modo coerente con IFRS 9.
  • IFRS 16 Leasing (emendamenti): passività in caso di sale and leaseback (con efficacia 1 gennaio 2024). L'emendamento chiarisce la contabilizzazione della vendita e successivo affitto dello stesso bene. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'applicazione del principio.
  • IAS 1 Presentazione del bilancio (emendamenti): Passività non correnti con covenant (con efficacia 1 gennaio 2024). L'emendamento migliora le informazioni che un'entità fornisce quando il suo diritto a differire l'estinzione di una passività per almeno dodici mesi è soggetto al rispetto di covenant. Alla data del presente bilancio gli organi competenti dell'Unione Europea non hanno ancora concluso il processo di omologazione necessario per l'applicazione del principio.

2.2 Consolidamento

Imprese controllate

Sono tutte le imprese (incluse le società veicolo) sulle quali il gruppo detiene il controllo, inteso come il diritto a ricevere rendimenti variabili derivanti dal suo rapporto con l'entità e come capacità di influenzare quei rendimenti attraverso il proprio potere sull'entità stessa. Le imprese controllate sono consolidate integralmente a partire dalla data in cui il gruppo assume il controllo e fino al momento in cui il controllo cessa di esistere.

Le aggregazioni di imprese controllate sono contabilizzate col metodo dell'acquisizione. Il corrispettivo trasferito per l'acquisizione di una controllata è il valore equo delle attività trasferite, delle passività assunte e delle interessenze emesse dall'acquirente. Il corrispettivo trasferito include il valore equo di ogni attività o passività derivante da un accordo sul corrispettivo potenziale. Le singole attività acquistate, le passività e le passività potenziali assunte in un'aggregazione sono valutate inizialmente al loro valore equo alla data di acquisizione. Per ciascuna transazione esiste la possibilità di valutare il patrimonio netto degli azionisti di minoranza nell'entità acquisita al valore equo, oppure di moltiplicare le attività identificabili nette acquisite per la quota attribuibile a terzi. I costi correlati all'acquisizione sono imputati a conto economico quando sostenuti. Se l'aggregazione aziendale è realizzata in più fasi, la partecipazione precedentemente posseduta dall'acquirente nell'acquisita è rivalutata al valore equo alla data di acquisizione attraverso il conto economico.

L'eccedenza tra il totale del corrispettivo trasferito, l'ammontare di qualsiasi partecipazione di minoranza nella società acquisita e il valore equo alla data di acquisizione di qualsiasi partecipazione già posseduta nella società acquisita rispetto al valore equo delle attività nette identificabili acquisite è considerata come avviamento. Se il totale del corrispettivo trasferito, delle partecipazioni di minoranza rilevate e dell'entità delle partecipazioni possedute è inferiore al valore equo delle attività nette della controllata acquisita, la differenza è rilevata direttamente in conto economico.

Sono eliminati i crediti, i debiti, i costi e i ricavi tra le società consolidate. Sono altresì eliminati, se significativi, gli utili e le perdite derivanti da operazioni tra le imprese incluse nel consolidamento e non ancora realizzati nei confronti dei terzi. I dividendi distribuiti all'interno del gruppo sono eliminati dal conto economico. I principi contabili delle società controllate sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Le controllate inattive e/o quelle costituenti immobilizzazioni poco significative, sia sotto il profilo sia dell'investimento sia dei valori patrimoniali ed economici, sono escluse dal consolidamento e valutate al valore equo attraverso il conto economico complessivo. Quando non sia disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo.

Variazioni delle partecipazioni in imprese controllate

Le operazioni con azionisti di minoranza che non comportano la perdita del controllo sono contabilizzate come operazioni di patrimonio netto, ossia operazioni con i soci nella loro qualità di soci.

La differenza tra il valore equo del corrispettivo pagato e il valore contabile della quota acquisita nelle attività nette della controllata è portata direttamente in diminuzione del patrimonio netto, così come sono registrati a patrimonio netto eventuali utili o perdite derivanti da una cessione ad azionisti di minoranza, fintantoché permane il controllo.

Quando il gruppo perde il controllo, rileva qualsiasi partecipazione mantenuta nella excontrollata al rispettivo valore equo, iscrivendo a conto economico la variazione nel valore contabile della stessa. Il valore equo della partecipazione mantenuta corrisponde al valore contabile iniziale per la successiva valutazione come società collegata, entità a controllo congiunto o attività finanziaria. Inoltre, tutti gli importi precedentemente rilevati nelle altre componenti di conto economico complessivo in relazione a quella controllata sono contabilizzati come se il gruppo avesse dismesso direttamente le attività o passività relative. Questo può comportare che importi precedentemente rilevati nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo siano riclassificati in conto economico.

La quota di patrimonio netto di terzi riferita alle società di persone consolidate integralmente è iscritta alla voce di bilancio Altri debiti non correnti.

Imprese a controllo congiunto

Secondo IFRS 11 gli accordi a controllo congiunto sono classificati come joint operation o joint venture a seconda dei doveri e diritti contrattuali di ciascun partecipante. Buzzi Unicem ha valutato la natura dei suoi accordi a controllo congiunto e stabilito che si tratta di joint venture. Le joint venture sono contabilizzate con il metodo del patrimonio netto.

Con il metodo del patrimonio netto, la partecipazione in una joint venture è inizialmente rilevata al costo e successivamente il valore contabile è aumentato o diminuito per rilevare la quota di pertinenza della partecipante negli utili o nelle perdite della partecipata realizzati dopo la data di acquisizione e nelle variazioni delle voci di conto economico complessivo. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione. Quando le perdite proquota in una joint venture uguagliano od eccedono il valore della partecipazione (comprensivo di qualsiasi altro credito a lungo termine non garantito), il gruppo non riconosce ulteriori perdite, a meno che non abbia assunto degli impegni o fatto pagamenti a favore della joint venture stessa. Gli utili non realizzati derivanti da operazioni tra il gruppo e le proprie joint venture sono eliminati fino alla quota di pertinenza del gruppo nelle joint venture. Le perdite non realizzate sono anch'esse eliminate a meno che l'operazione fornisca evidenza di una perdita durevole di valore dell'attività trasferita.

Il gruppo determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che la partecipazione in una joint venture abbia subito una riduzione durevole di valore. Se questo è il caso, l'intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore come singola attività, quindi l'avviamento non viene sottoposto separatamente a verifica.

I principi contabili delle joint venture sono rettificati, ove necessario, per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Imprese collegate

Si considerano collegate le società nelle quali il gruppo esercita un'influenza notevole ma non il controllo o il controllo congiunto. Generalmente una percentuale di partecipazione compresa tra il 20% e il 50% dei diritti di voto indica influenza notevole. Le società collegate sono normalmente valutate col metodo del patrimonio netto, secondo il quale il valore di carico iniziale è rettificato in aumento oppure in diminuzione a ogni chiusura di periodo per tenere conto della quota di utile netto o perdita della partecipata, comprese le voci di conto economico complessivo. I dividendi ricevuti riducono il valore contabile della partecipazione. Il valore della partecipazione in società collegate comprende l'avviamento rilevato al momento dell'acquisizione.

Il gruppo determina a ogni data di riferimento del bilancio se vi sia un'evidenza oggettiva che la partecipazione nella società collegata abbia subito una riduzione durevole di valore. Se questo è il caso, l'intero valore contabile della partecipazione è sottoposto a verifica per riduzione di valore come singola attività, quindi l'avviamento non viene sottoposto separatamente a verifica.

I principi contabili delle collegate sono rettificati ove necessario per assicurare la coerenza con quelli adottati dal gruppo.

Partecipazioni in altre imprese

Le altre partecipazioni, normalmente società non quotate detenute con una quota di possesso inferiore al 20%, sono valutate al valore equo, se determinabile in modo attendibile. Quando non sia disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo. Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni nel valore equo sono imputati direttamente alle altre componenti di conto economico complessivo.

2.3 Settori operativi

I settori operativi sono individuati in modo coerente con i rendiconti interni forniti al più alto livello decisionale operativo.

Il più alto livello decisionale operativo, che svolge la funzione di allocare le risorse e di valutare i risultati dei settori operativi, si identifica con gli amministratori esecutivi. I settori di Buzzi Unicem sono organizzati in funzione delle aree geografiche d'attività, le quali presentano caratteristiche simili per quanto riguarda i tipi di prodotti o servizi da cui ottengono i propri ricavi.

2.4 Conversione delle valute estere

Le voci di bilancio di ciascuna società consolidata sono rilevate nella valuta funzionale dell'ambiente economico principale nel quale essa opera.

Le operazioni in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al cambio in vigore alla data in cui si effettua l'operazione. Gli utili e le perdite di conversione che derivano dalla successiva chiusura di dette operazioni sono rilevati a conto economico. Attività monetarie, passività monetarie e contratti derivati denominati in valuta estera sono convertiti in euro al cambio corrente alla data di bilancio. Le differenze positive e/o negative tra i valori adeguati al cambio di chiusura e quelli registrati in contabilità alla data di effettuazione delle operazioni sono anch'esse comprese nel conto economico.

L'utile o la perdita che emerge dalla conversione di poste non monetarie è trattato coerentemente con la rilevazione degli utili e delle perdite relative alla variazione del fair value delle suddette poste (cioè le differenze di conversione sulle voci la cui variazione del fair value è rilevata nel conto economico complessivo o nel conto economico sono rilevate, rispettivamente, nel conto economico complessivo o nel conto economico).

La conversione dei bilanci espressi in valuta estera avviene secondo il metodo del cambio di chiusura. Tale metodo prevede la conversione di tutte le attività e passività al cambio corrente alla data di bilancio; le voci di conto economico e rendiconto finanziario sono convertite al cambio medio dell'esercizio. Nel processo di consolidamento le differenze di cambio derivanti dalla conversione dell'investimento netto in attività estere sono imputate alle altre componenti di conto economico complessivo. La differenza che emerge adottando, per la conversione dello stato patrimoniale, un cambio diverso da quello utilizzato per il conto economico è analogamente imputata alle altre componenti di conto economico complessivo. In caso di cessione di un'impresa estera, il valore cumulato delle differenze di conversione contabilizzate nel patrimonio netto è trasferito a conto economico e concorre a formare l'utile o la perdita da realizzo.

La situazione patrimoniale-finanziaria e il risultato economico di tutte le società del gruppo la cui valuta funzionale è diversa dalla valuta di presentazione sono stati convertiti utilizzando i seguenti tassi di cambio:

Finale Medio
(euro 1 = Valuta) 2022 2021 2022 2021
Dollaro USA 1,0666 1,1326 1,0530 1,1827
Corona ceca 24,1160 24,8580 24,5659 25,6405
Hryvnia ucraina 39,0370 30,9219 34,0249 32,2592
Rublo russo 78,0346 85,3004 73,8243 87,1527
Zloty polacco 4,6808 4,5969 4,6861 4,5652
Fiorino ungherese 400,8700 369,1900 391,2865 358,5161
Peso messicano 20,8560 23,1438 21,1869 23,9852
Dinaro algerino 146,5049 157,4077 149,6452 159,6527
Real brasiliano 5,6386 6,3101 5,4399 6,3779

2.5 Ricavi da contratti con i clienti

I ricavi da contratti con i clienti sono iscritti in bilancio quando il controllo dei beni o servizi è trasferito al cliente a fronte di un corrispettivo che riflette il valore a cui il gruppo si aspetta di aver diritto, in cambio di quei beni o servizi. Il gruppo agisce in qualità di mandante, poiché tipicamente controlla i beni o servizi prima di trasferirli al cliente.

I ricavi derivanti da contratti con i clienti sono contabilizzati in un determinato momento, quando il controllo dei beni è trasferito al cliente, ovvero alla consegna della merce. Qualora nel prezzo di vendita fosse compresa una parte variabile, l'importo del corrispettivo a cui il gruppo avrà diritto in cambio del trasferimento della merce al cliente viene stimato sulla base degli sconti e dei premi concordati. L'importo degli sconti è determinato al momento dell'accordo con il cliente: usualmente uno sconto viene offerto ai clienti per consegne di quantitativi rilevanti. Gli sconti sul volume sono iscritti per competenza e contabilizzati in diminuzione dei crediti verso clienti oppure tra gli altri debiti quando sono regolati attraverso una transazione separata con il cliente. Eventuali altre componenti variabili (penalità e sovrapprezzi) sono contabilizzate direttamente nella fattura al momento della consegna.

Un credito commerciale rappresenta il diritto incondizionato del gruppo a ricevere il corrispettivo dovuto in cambio dei beni e servizi forniti.

Una passività contrattuale (anticipi ricevuti a seguito della vendita di cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali) rappresenta l'obbligazione a trasferire beni o servizi a un cliente da cui si è ricevuto un corrispettivo. Se un cliente paga un corrispettivo prima che il gruppo gli trasferisca beni o servizi, al momento dell'incasso viene iscritta una passività contrattuale. Le passività contrattuali sono registrate come ricavo quando il gruppo adempie l'obbligazione contrattuale, non sono esposte separatamente nello stato patrimoniale e sono classificate fra i debiti correnti.

2.6 Proventi finanziari

Gli interessi attivi sono riconosciuti in base al criterio della competenza temporale, utilizzando il metodo dell'interesse effettivo. I dividendi delle partecipazioni in società non consolidate sono rilevati nel momento in cui si manifesta il diritto a ricevere il pagamento.

2.7 Oneri finanziari

Comprendono gli interessi e altri costi, quali l'ammortamento del disaggio o dell'aggio di emissione, l'ammortamento dei costi accessori sostenuti per l'organizzazione dei finanziamenti, gli oneri finanziari su operazioni di leasing. Gli oneri finanziari che sono direttamente riferiti all'acquisto, alla costruzione o alla produzione di attività che giustifichino la capitalizzazione, ovvero quelle attività che richiedono un periodo di tempo importante per diventare pronte per l'uso previsto o la vendita, sono aggiunti al costo delle stesse attività e sono, pertanto, capitalizzati fino al momento in cui le attività sono sostanzialmente pronte per l'uso previsto o la vendita. Gli altri oneri finanziari sono spesati a conto economico in base al principio di competenza.

2.8 Contributi pubblici

I contributi pubblici sono iscritti in bilancio al loro valore nominale quando esiste una ragionevole certezza che il contributo sarà ricevuto e che il gruppo sarà in grado di rispettare tutte le condizioni a esso connesse. I contributi sono rilevati a conto economico lungo il periodo corrispondente a quello dei costi a essi correlati.

2.9 Attività immateriali

Le attività immateriali, acquistate o prodotte internamente, sono iscritte solo se identificabili, sotto il controllo dell'impresa e in grado di produrre benefici economici futuri. Le attività immateriali con una vita utile finita sono rilevate al costo d'acquisto o di produzione e ammortizzate a quote costanti lungo la loro vita utile. Le attività immateriali con una vita utile indefinita non sono ammortizzate, ma vengono sottoposte a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore almeno una volta all'anno e ogniqualvolta vi sia indicazione che l'attività possa aver subito una perdita di valore.

L'avviamento rappresenta l'eccedenza tra il corrispettivo trasferito rispetto alla quota d'interessenza del gruppo nelle attività identificabili nette acquisite e il valore equo delle partecipazioni di minoranza nell'entità acquisita. L'avviamento è iscritto al costo, dedotte le eventuali perdite di valore accumulate. L'avviamento non è ammortizzato e viene sottoposto annualmente a verifica per determinare eventuali perdite di valore, o più frequentemente se i fatti e le circostanze indicano che possa aver subito una riduzione durevole di valore. Al fine della verifica sulla riduzione di valore, l'avviamento è attribuito a quelle unità generatrici di flussi finanziari o gruppi di unità generatrici di flussi finanziari che si prevede beneficino delle sinergie dell'aggregazione in cui l'avviamento è sorto.

I marchi e le licenze separatamente acquistati sono capitalizzati sulla base dei costi sostenuti. I marchi, le licenze e le liste clienti acquisiti nell'ambito di un'aggregazione aziendale sono rilevati al loro valore equo alla data di acquisizione. Marchi e licenze hanno una vita utile finita e sono pertanto ammortizzati a quote costanti lungo la loro vita utile stimata.

Le liste clienti sono ammortizzate sulla base del tasso di abbandono stimato della clientela, lungo un periodo comunque non superiore a venti anni.

Le licenze software acquistate sono capitalizzate sulla base dei costi sostenuti per comprare e portare in uso il programma specifico. Il relativo ammortamento si calcola a quote costanti lungo una vita utile di cinque anni. I costi sostenuti per sviluppare o mantenere il software sono rilevati come una spesa corrente.

I costi di sviluppo sono capitalizzati se e soltanto quando la capacità di generare benefici economici futuri è oggettivamente dimostrabile.

Le concessioni dei diritti di escavazione sono ammortizzate in proporzione ai volumi estratti rispetto ai volumi estraibili.

2.10 Leasing

I contratti di leasing riguardano essenzialmente terreni, fabbricati, impianti e macchinari, veicoli e altri equipaggiamenti. Le condizioni dei contratti sono negoziate solitamente per categoria di beni e contengono una vasta gamma di termini e condizioni differenti.

I leasing sono iscritti in bilancio come attività in diritto d'uso e una corrispondente passività, alla data in cui il bene locato è disponibile per l'utilizzo da parte del gruppo. I costi derivanti dai leasing sono suddivisi tra gli ammortamenti e gli oneri finanziari.

Attività in diritto d'uso

Le attività in diritto d'uso sono iscritte al costo, che comprende quanto segue:

  • importo iniziale della passività per leasing;
  • qualsiasi pagamento di canoni effettuato alla data o prima della data di inizio del contratto meno gli incentivi ricevuti;
  • qualsiasi costo iniziale direttamente attribuibile al contratto;
  • costi di ripristino.

Le attività in diritto d'uso sono generalmente ammortizzate a quote costanti, lungo il periodo più breve tra la vita utile del bene e la durata del contratto di leasing. Alcuni contratti di locazione contengono opzioni di proroga e di risoluzione, nella maggior parte dei casi esercitabili solo dal gruppo e non dal rispettivo locatore. Se al termine del contratto di locazione è previsto il trasferimento della proprietà del bene locato o se nel costo del bene oggetto del diritto d'uso è già inclusa un'opzione d'acquisto, l'ammortamento è effettuato sulla base della vita utile attesa del bene locato.

Le attività in diritto d'uso sono soggette a verifica per riduzione durevole di valore (nota 2.13).

Debiti per locazioni

Le passività per leasing sono valutate al valore attuale dei canoni futuri, scontati al tasso di finanziamento marginale del locatario (incremental borrowing rate – IBR) in quanto il tasso di interesse implicito del leasing non è facilmente determinabile. Il tasso marginale alla data di riferimento viene calcolato tenendo conto dei termini del contratto di locazione, della geografia e dei tassi specifici del gruppo. Successivamente alla data di prima iscrizione, l'importo dei debiti per locazioni è aumentato per tener conto degli interessi maturati e ridotto per i canoni di locazione corrisposti. Inoltre, il valore contabile è rimisurato se interviene una modifica nella durata del contratto di locazione o nei canoni.

I debiti per locazioni comprendono il valore attuale netto dei seguenti pagamenti:

  • canoni fissi, al netto di eventuali incentivi;
  • canoni variabili basati su un indice o un tasso e quindi determinabili alla data d'inizio;
  • importi che il locatario prevede di pagare a titolo di garanzia sul valore residuo del cespite sottostante;
  • prezzo di esercizio dell'opzione d'acquisto, se il locatario è ragionevolmente certo di esercitarla;
  • penali per risoluzione, se i termini del contratto prevedono che il locatario possa esercitare tale opzione.

Il pagamento dei canoni è ripartito tra capitale e oneri finanziari; questi ultimi sono imputati nel conto economico lungo la durata del leasing, in modo tale da produrre un tasso d'interesse costante sul residuo saldo della passività per ciascun esercizio.

Il rimborso della passività finanziaria viene classificato all'interno del rendiconto finanziario nel flusso monetario generato da attività di finanziamento, mentre la quota di interessi pagati è considerata tra i flussi finanziari da attività operative.

Il gruppo è esposto a potenziali futuri aumenti dei pagamenti variabili per canoni di locazione in base a un indice o tasso, che non sono inclusi nella passività per leasing fino a quando non avranno effetto. Quando le rettifiche ai pagamenti dei canoni basate su un indice o su un tasso entrano in vigore, la passività viene rideterminata e rettificata con contropartita l'attività in diritto d'uso.

Servizi

Il gruppo utilizza le esenzioni che consentono l'esclusione dei contratti con durata uguale o inferiore all'anno e dei contratti riguardanti cespiti il cui valore sia inferiore ai 5.000 euro. Tali costi sono rilevati come servizi, nella riga godimento beni di terzi.

Gli oneri dei contratti di locazione legati a parametri operativi variabili (ad esempio: quantità prodotte, chilometri percorsi) sono rilevati anch'essi a conto economico nel periodo in cui si verificano le condizioni che ne determinano l'esistenza.

2.11 Immobili, impianti e macchinari

Sono iscritti al costo d'acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori, meno i fondi ammortamento e le perdite di valore accumulate. Nel costo di produzione sono compresi i costi diretti e indiretti, per la quota ragionevolmente imputabile, sostenuti fino all'entrata in funzione del bene. I costi sostenuti successivamente sono capitalizzati o iscritti come un cespite separato solo se incrementano i benefici economici futuri insiti nel bene cui si riferiscono. Il valore contabile delle parti sostituite viene eliminato. I costi di riparazione e manutenzione sono imputati al conto economico del periodo in cui sono sostenuti; i ricambi strategici più rilevanti vengono capitalizzati al momento dell'acquisto e ammortizzati dal momento della loro installazione.

La voce Immobili, impianti e macchinari include le riserve di materia prima (cave), iscritte al costo così come previsto da IFRS 6 Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie, e ammortizzate in proporzione al volume di materiale estratto nel periodo rispetto ai volumi estraibili. I costi di sbancamento per ottenere accesso ai giacimenti di materia prima, cosiddetti stripping cost, sono capitalizzati e ammortizzati lungo la loro vita utile in base al criterio estratto/estraibile della porzione di cava a cui si riferiscono.

L'ammortamento degli altri cespiti è calcolato a quote costanti, in relazione alla vita utile stimata e al loro valore residuo, come segue:

Fabbricati 10 – 40 anni
Impianti e macchinari 5 – 20 anni
Automezzi e autoveicoli da trasporto 3 – 14 anni
Mobili, macchine per ufficio e altri beni 3 – 20 anni

Se il valore contabile di un bene è maggiore del suo valore recuperabile stimato, si procede a ridurre il valore contabile a tale valore recuperabile.

2.12 Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, quali terreni e fabbricati non strettamente strumentali al normale svolgimento dell'attività aziendale, posseduti a scopo di locazione o rivalutazione del capitale investito, sono rilevati al costo meno i fondi ammortamento e le perdite per riduzione di valore accumulate.

2.13 Perdita di valore delle attività non finanziarie

Le attività che hanno una vita utile indefinita non sono soggette ad ammortamento, ma vengono sottoposte annualmente a verifica per identificare eventuali riduzioni di valore. Le attività che sono soggette ad ammortamento, comprese quelle in diritto d'uso, sono ugualmente sottoposte a verifica circa la ricuperabilità del valore contabile, ogniqualvolta vi sia indicazione che quest'ultimo possa aver subito una riduzione durevole di valore. Quando non è possibile stimare il valore recuperabile di un singolo bene, il gruppo calcola il valore recuperabile dell'unità generatrice di flussi finanziari a cui il bene appartiene.

Laddove il valore contabile eccede il valore recuperabile, l'attività o l'unità generatrice di flussi finanziari è svalutata al valore di recupero e la perdita di valore rilevata in conto economico. Il valore recuperabile è il maggiore tra il valore equo, dedotti i costi di vendita, e il valore d'uso. A sua volta il valore d'uso corrisponde al valore attuale dei flussi finanziari futuri che si prevede abbiano origine da un'attività o da un'unità generatrice di flussi finanziari, compresa la cessione finale. La proiezione dei flussi finanziari si basa su piani aziendali e su presupposti ragionevoli e documentati riguardanti i risultati futuri della società e le condizioni macroeconomiche. Il tasso di sconto utilizzato considera i rischi specifici del settore e del Paese di riferimento.

Se vi è indicazione che una perdita per riduzione durevole di valore su un'attività diversa dall'avviamento, rilevata nei periodi precedenti, possa essersi ridotta, la svalutazione per perdita di valore è ripristinata con iscrizione a conto economico. Dopo il ripristino, il valore di carico dell'attività non può eccedere il valore contabile che risulterebbe in bilancio se in precedenza non fosse stata rilevata alcuna perdita per riduzione di valore.

2.14 Attività non correnti possedute per la vendita

Le attività non correnti (o un gruppo in dismissione) sono classificate come possedute per la vendita se il loro valore contabile sarà recuperato principalmente con un'operazione di vendita anziché attraverso l'uso continuativo e quando una vendita sia altamente probabile. Esse sono valutate al minore tra il valore contabile e il valore equo, al netto dei costi di vendita.

2.15 Attività finanziarie

Il gruppo classifica le attività finanziarie nelle seguenti categorie: al costo ammortizzato, al valore equo attraverso il conto economico complessivo e al valore equo attraverso il conto economico. La classificazione delle attività finanziarie al momento della rilevazione iniziale dipende dalle caratteristiche dei flussi contrattuali e dal modello operativo dell'entità.

Con l'eccezione dei crediti commerciali, che non contengono una componente di finanziamento significativa e per i quali si applica il "practical expedient", il gruppo valuta inizialmente un'attività finanziaria al valore equo più i costi di transazione (nel caso di un'attività finanziaria non al valore equo rilevato nel conto economico). I crediti commerciali che non contengono una componente di finanziamento significativa o per i quali è stato applicato il "practical expedient" sono valutati al prezzo dell'operazione.

Il modello operativo per la gestione delle attività finanziarie determina se i flussi finanziari deriveranno dall'incasso dei flussi contrattuali, dalla vendita di tali attività o da entrambi i casi. Ai fini delle valutazioni successive, le attività finanziarie sono classificate nelle categorie al costo ammortizzato, al valore equo in conto economico complessivo e al valore equo in conto economico.

Il gruppo valuta le attività finanziarie al costo ammortizzato se entrambe le seguenti condizioni sono rispettate:

  • l'attività è posseduta nel quadro di un modello operativo il cui obiettivo è il possesso di attività finalizzato alla raccolta dei flussi finanziari contrattuali;
  • i termini contrattuali dell'attività finanziaria prevedono flussi finanziari rappresentati unicamente dal pagamento di capitale e interessi a determinate scadenze.

Attività finanziarie al costo ammortizzato

Le attività iscritte al costo ammortizzato sono successivamente valutate usando il metodo dell'interesse effettivo e sono soggette a perdite di valore. Gli utili o le perdite sono iscritti a conto economico quando l'attività è eliminata, modificata o svalutata. Le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato comprendono i finanziamenti a società non consolidate, a terzi o a clienti e sono incluse negli altri crediti non correnti e correnti.

Attività finanziarie al valore equo in conto economico complessivo (strumenti rappresentativi di capitale)

Al momento della rilevazione iniziale il gruppo può scegliere di classificare irrevocabilmente i propri investimenti in partecipazioni al valore equo attraverso il conto economico complessivo, se non sono detenuti per la negoziazione. Gli utili e le perdite su queste attività finanziarie non possono mai essere riclassificati a conto economico. I dividendi sono iscritti nel conto economico quando il diritto a ricevere il pagamento è stato deliberato. Il gruppo ha stabilito di classificare le partecipazioni in società non consolidate in questa categoria.

Attività finanziarie al valore equo in conto economico

Le attività finanziarie al valore equo a conto economico includono attività detenute per la negoziazione, attività iscritte inizialmente al valore equo in conto economico o attività che devono essere valutate al valore equo. Il gruppo classifica principalmente in questa categoria gli strumenti finanziari derivati, gli investimenti in gestioni patrimoniali e le somme vincolate a garanzia nell'ambito di piani pensionistici in Stati Uniti.

Perdite di valore delle attività finanziarie

Il gruppo iscrive un fondo perdite future attese (expected credit loss) per le attività finanziarie iscritte al costo ammortizzato. Le perdite sono determinate come differenza fra i flussi contrattuali dovuti in base al contratto e tutti i flussi finanziari che il gruppo si aspetta di ricevere, attualizzati a un tasso che approssima quello di interesse effettivo originale. Le perdite sono determinate in due fasi. Per esposizioni in cui non c'è stato un incremento significativo nel rischio di credito dal momento dell'iscrizione iniziale, si stimano le perdite per mancati pagamenti previste nei 12 mesi successivi; per esposizioni in cui c'è stato un significativo incremento del rischio di credito è previsto un accantonamento per perdite attese lungo la vita utile residua del credito.

Per le attività finanziarie al valore equo in conto economico complessivo, si applica la semplificazione del rischio di credito basso; alla fine di ogni periodo, il gruppo valuta se le attività hanno un rischio di credito basso usando tutte le informazioni ragionevoli, dimostrabili e disponibili senza eccessivi costi o sforzi.

2.16 Strumenti finanziari derivati

Il gruppo ove necessario utilizza contratti derivati al fine di ridurre il rischio di cambio, di tasso d'interesse e di variazioni nel prezzo di mercato dei fattori produttivi.

L'opzione put e call sul 50% della società a controllo congiunto Nacional Cimentos Participações SA (già BCPAR SA), rappresenta uno strumento finanziario derivato, il cui valore è pari al differenziale tra il prezzo di esercizio dell'opzione e il valore equo delle quote da acquisire (nota 25).

Gli strumenti finanziari derivati sono rilevati inizialmente al valore equo, che viene successivamente aggiornato. Il criterio di rilevazione degli utili o delle perdite risultanti dipende dalla designazione formale o meno come strumento di copertura e, in tal caso, dal tipo di esposizione coperta.

2.17 Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore tra il costo e il valore netto di realizzo. Il costo è determinato utilizzando il metodo del costo medio ponderato e comprende tutti i costi d'acquisto, di trasformazione e gli altri costi sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Nel caso dei prodotti finiti e dei semilavorati il costo comprende i materiali, il lavoro, gli altri costi diretti e le spese generali di produzione allocate sulla base del normale andamento produttivo; non comprende gli oneri finanziari. Il valore di realizzo rappresenta il prezzo stimato di cessione, al netto dei costi di vendita.

Per quanto riguarda i diritti di emissione, la modalità di contabilizzazione seguita prevede di non iscrivere come attività le quote di emissione gratuitamente assegnate e di rilevare unicamente gli effetti delle operazioni di acquisto e/o vendita dei diritti di emissione. I diritti acquistati sul mercato e non ancora restituiti sono valutati al minore tra il costo e il valore netto di realizzo, che corrisponde al prezzo di mercato alla data di bilancio.

2.18 Crediti e debiti commerciali

I crediti commerciali rappresentano il diritto incondizionato a ricevere i corrispettivi dovuti in cambio dei prodotti venduti e dei servizi prestati nel normale svolgimento dell'attività. Sono iscritti al prezzo dell'operazione al netto del relativo fondo per perdite di valore. Ai fini della costituzione del fondo svalutazione crediti, il gruppo applica l'approccio semplificato nel calcolare le perdite future attese. Pertanto è stata definita una matrice di calcolo che è basata sulla serie storica delle perdite, nonché sui crediti scaduti, rettificata in base a fattori predittivi specifici sul rischio di controparte, tipo di prodotto e area geografica.

I debiti commerciali sono obbligazioni di pagamento verso fornitori per beni o servizi che sono stati acquistati nel normale svolgimento dell'attività. Sono iscritti al costo di transazione che, data la scadenza a breve termine, approssima il loro valore equo.

2.19 Disponibilità liquide

Comprendono denaro e valori in cassa, depositi bancari a pronti, titoli negoziabili e altri investimenti liquidi con scadenza originale non superiore a tre mesi, che possono essere convertiti prontamente in denaro e che sono soggetti a un rischio molto basso di variazione del valore.

2.20 Azioni proprie

Quando la società capogruppo o le sue controllate acquistano azioni della società, il corrispettivo pagato è portato in riduzione del patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società, fintantoché le stesse non siano annullate oppure cedute. Nessun utile o perdita è rilevato nel conto economico all'acquisto, vendita, emissione o cancellazione di azioni proprie. Quando tali azioni sono successivamente riemesse il corrispettivo ricevuto, al netto del relativo effetto fiscale, è incluso nel patrimonio netto attribuibile agli azionisti della società.

2.21 Debiti e finanziamenti

I finanziamenti sono iscritti inizialmente al valore equo, al netto dei costi di transazione sostenuti e successivamente valutati al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell'interesse effettivo.

Le commissioni pagate per la costituzione di linee di credito sono rilevate come costi di transazione del finanziamento nella misura in cui è probabile che una parte o tutta la linea sarà utilizzata. In tal caso, la commissione è differita fino a quando si verifica l'utilizzo. Quando non vi è alcuna evidenza sulla probabilità che una parte o tutta la linea sarà utilizzata, la commissione viene capitalizzata come un pre-pagamento per servizio di liquidità e ammortizzata lungo il periodo della linea di credito a cui si riferisce.

Le obbligazioni convertibili sono contabilizzate quali strumenti finanziari composti, formati da due componenti, che sono trattate separatamente solo se rilevanti: una passività e un'opzione di conversione. La passività corrisponde al valore attuale dei flussi di cassa futuri, basato sul tasso d'interesse corrente alla data di emissione per un equivalente prestito obbligazionario non convertibile. Il valore dell'opzione è definito quale differenza fra l'importo netto ricevuto e l'ammontare della passività ed è iscritto nel patrimonio netto. Il valore dell'opzione di conversione non si modifica nei periodi successivi.

I finanziamenti sono classificati tra le passività correnti a meno che il gruppo non abbia il diritto incondizionato di posticipare il rimborso per almeno dodici mesi dopo la chiusura del bilancio.

2.22 Imposte sul reddito correnti e differite

Le imposte sul reddito di competenza del periodo comprendono le imposte correnti e differite. Esse sono rilevate in conto economico a eccezione di quelle relative a voci di conto economico complessivo o direttamente iscritte a patrimonio netto. In tal caso il relativo effetto fiscale è riconosciuto rispettivamente nel conto economico complessivo o direttamente a patrimonio netto.

Le imposte correnti sono calcolate sulla base della legislazione fiscale in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di chiusura dell'esercizio nei paesi dove il gruppo opera e genera reddito imponibile. L'aliquota fiscale applicata varia in funzione della nazionalità e della situazione fiscale delle società consolidate. Il debito per imposte sul reddito di competenza del periodo è iscritto tra le passività correnti. Determinare l'accantonamento per imposte sul reddito a livello consolidato significa passare attraverso un processo critico di valutazione.

Nel corso dell'ordinaria attività operativa, ci sono molte operazioni e calcoli rispetto ai quali è incerta la determinazione dell'effetto fiscale definitivo. La direzione esamina periodicamente le posizioni assunte nelle dichiarazioni dei redditi, con riferimento alle situazioni per le quali le norme applicabili sono soggette a interpretazione, e iscrive le opportune passività per gli importi che si ritiene dovranno essere versati alle autorità fiscali. Alcune società italiane aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA (azionista di controllo del gruppo) nel ruolo di società consolidante.

Le imposte differite sono rilevate secondo il cosiddetto liability method, su tutte le differenze temporanee tra il valore contabile e il valore fiscale di un'attività o di una passività iscritta in bilancio consolidato. Tuttavia, non si rilevano passività fiscali differite derivanti dal riconoscimento iniziale dell'avviamento e non si rilevano imposte differite se queste derivano dal riconoscimento iniziale di un'attività o di una passività in un'operazione diversa da un'aggregazione aziendale, che al momento dell'operazione non influisce né sull'utile contabile né sul reddito imponibile.

Le imposte differite sono valutate sulla base delle aliquote fiscali (e della normativa fiscale) stabilite da provvedimenti in vigore o sostanzialmente in vigore alla data di riferimento del bilancio e che si prevede saranno applicabili nell'esercizio in cui sarà realizzata l'attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale.

Le imposte differite attive sulle perdite fiscali riportabili e sulle differenze temporanee sono riconosciute nella misura in cui è probabile che sia disponibile un reddito imponibile futuro a fronte del quale possano essere utilizzate. Si rilevano le imposte differite attive sulle differenze temporanee riferibili agli investimenti in società controllate, collegate e controllate congiuntamente, salvo che la controllante possa controllare i tempi di annullamento delle differenze temporanee ed è probabile che, nel prevedibile futuro, la differenza temporanea non si annulli.

Le attività e le passività fiscali correnti sono compensate solo se l'entità ha un diritto legalmente esercitabile di compensare gli importi e intende regolare le partite al netto. Le

attività e le passività fiscali differite sono compensate solo se l'entità ha un diritto legale di compensazione e le imposte sul reddito sono applicate dalla medesima autorità fiscale sullo stesso o diversi soggetti passivi d'imposta che intendono contemporaneamente realizzare l'attività e regolare la passività.

2.23 Benefici per i dipendenti

I benefici per i dipendenti comprendono:

  • Benefici a breve termine, che si prevede siano liquidati entro dodici mesi (salari, stipendi e contributi per oneri sociali, indennità sostitutive di ferie e di assenze per malattia, piani di incentivazione e benefici non monetari)
  • Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, quali pensioni e pagamenti in un'unica soluzione al momento del pensionamento, nonché altri benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro, quali assicurazioni sulla vita e assistenza medica.

- Piani pensionistici

Nell'ambito dei benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro le società del gruppo gestiscono diversi piani pensionistici secondo lo schema a benefici definiti e/o a contribuzione definita.

I piani a benefici definiti sono quelli che determinano l'ammontare dei benefici pensionistici spettanti, solitamente in funzione di uno o più fattori quali età, anni di servizio e retribuzione. La passività relativa a un piano pensionistico a benefici definiti rappresenta il valore attuale della corrispondente obbligazione alla data di bilancio, al netto del valore equo delle attività a servizio del piano. L'obbligazione di finanziare i fondi per piani pensionistici a benefici definiti e il relativo costo annuo rilevato a conto economico sono determinati da attuari indipendenti, utilizzando il metodo della proiezione unitaria del credito (projected unit credit method). Nel determinare il tasso di sconto appropriato, il gruppo considera i rendimenti dei titoli emessi da aziende primarie (high-quality corporate bonds), denominati nella valuta in cui saranno pagati i benefici e con scadenza che approssima quella della relativa obbligazione pensionistica. Nelle nazioni dove non esiste un mercato liquido di tali titoli, sono utilizzati i rendimenti dei titoli di stato.

Gli utili e le perdite attuariali dovute a variazioni delle ipotesi e alle rettifiche basate sull'esperienza passata sono addebitati/accreditati a patrimonio netto attraverso il prospetto di conto economico complessivo, nel periodo in cui sorgono. Qualora il calcolo dell'ammontare da contabilizzare in stato patrimoniale determini un'attività, l'importo riconosciuto è limitato al valore attuale dei benefici economici disponibili sotto forma di rimborsi o di riduzioni dei contributi futuri al piano. Con riferimento ai piani a benefici definiti, i costi derivanti dall'effetto attualizzazione dell'obbligazione sono classificati tra gli oneri finanziari. Tutte le altre spese relative ai piani pensione sono incluse nei costi del personale.

I piani a contribuzione definita sono quelli per i quali la società versa una contribuzione a un'entità giuridicamente distinta su base obbligatoria, contrattuale o volontaria e non ha

obbligazioni legali o implicite di fare versamenti aggiuntivi se il fondo non detiene attività sufficienti per pagare tutti i benefici pensionistici maturati. I contributi da versare sono rilevati a conto economico tra i costi del personale, sulla base degli importi dovuti per il periodo.

Il trattamento fine rapporto (TFR) delle società italiane si considera un piano a benefici definiti esclusivamente per le quote maturate a tutto il 31 dicembre 2006, mentre dopo tale data esso è assimilabile a un piano a contribuzione definita.

  • Altri benefici successivi al rapporto di lavoro

I piani di assicurazione sulla vita e di assistenza sanitaria sono assimilati ai programmi a benefici definiti. I costi attesi di tali benefici sono iscritti in bilancio utilizzando lo stesso metodo dei fondi pensione a benefici definiti.

Altri benefici a lungo termine, comprendono tipicamente gli importi erogati al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale e i piani di remunerazione differita.

2.24 Fondi per rischi e oneri

Sono passività con scadenza o ammontare incerti. I fondi sono contabilmente rilevati quando la società ha un'obbligazione attuale, legale o implicita, derivante da un evento passato, è probabile che per adempiere l'obbligazione si renderà necessario l'impiego di risorse e l'importo dell'obbligazione può essere stimato in modo attendibile. I fondi sono riesaminati a ogni data di riferimento del bilancio e rettificati per riflettere la miglior stima corrente.

Un accantonamento per costi di ristrutturazione è iscritto in bilancio nel periodo in cui la società ha definito formalmente il programma e ha ingenerato nei terzi interessati la valida aspettativa che la ristrutturazione sarà realizzata.

Laddove l'effetto dello sconto finanziario costituisca un aspetto rilevante, i fondi vengono attualizzati. L'incremento del fondo dovuto al passare del tempo è trattato come un costo per interessi.

Per quanto riguarda i diritti di emissione, la modalità di contabilizzazione seguita prevede di rilevare un fondo soltanto quando le emissioni risultano superiori alle quote allocate e si ritiene che il deficit dovrà essere colmato acquistando i diritti sul mercato.

2.25 Distribuzione dei dividendi

I dividendi sono contabilizzati come una passività nel bilancio del periodo in cui l'assemblea degli azionisti approva la distribuzione. L'informativa sui dividendi proposti, ma non ancora formalmente approvati, è fornita nelle note.

3. Gestione del rischio finanziario

3.1 Fattori di rischio finanziario

Le attività di Buzzi Unicem sono esposte a diversi tipi di rischi finanziari, quali il rischio di mercato (compresi valuta, prezzo e tasso di interesse), il rischio di credito e il rischio di liquidità. Il gruppo utilizza, talvolta, strumenti finanziari derivati per coprire determinate esposizioni al rischio. Il servizio centrale di tesoreria e finanza, in stretta collaborazione con le unità operative del gruppo, svolge le attività di gestione del rischio volte a identificare, valutare ed eventualmente coprire i rischi finanziari sopra identificati. L'evoluzione dello scenario macroeconomico conseguente allo scoppio del conflitto Russia-Ucraina non ha determinato variazioni rilevanti nella gestione del rischio finanziario, se non il fatto che il gruppo ha dovuto limitare la propria esposizione ai rischi collegati alla liquidità in rubli. Tuttavia, il gruppo non ha avuto bisogno di ottenere nuove linee di credito, rinegoziare i termini delle passività finanziarie in essere o richiedere dilazioni sul rimborso delle stesse. Durante l'anno, poiché la liquidità del gruppo non ha subito effetti negativi dal conflitto, non è mutato l'approccio alla gestione del rischio e non sono state modificate le relative procedure.

L'aumento sostenuto e continuativo dell'inflazione ha avuto impatti significativi sul mercato dei capitali, poiché i tassi di interesse riferiti sia all'euro che al dollaro USA hanno subito sensibili rialzi nel corso dell'anno.

Rischio di mercato

Buzzi Unicem opera a livello internazionale ed è pertanto esposta al rischio derivante dalla fluttuazione dei cambi delle valute estere, soprattutto rispetto al dollaro USA e alla corona ceca. Il rischio di valuta deriva dalle operazioni commerciali future, dalle attività e passività iscritte in bilancio e dall'investimento netto in imprese estere. Le società estere beneficiano di una copertura naturale dal rischio di mercato, poiché tutte le principali operazioni commerciali sono effettuate nella valuta funzionale e non risentono delle fluttuazioni nei rapporti di cambio. La politica stabilita dalla direzione prevede che le entità del gruppo gestiscano la loro residuale esposizione al rischio valutario utilizzando principalmente strumenti di debito o liquidità in valuta oppure contratti derivati stipulati a livello della capogruppo quali, ad esempio, acquisti a termine di valuta negoziati secondo le procedure in essere. Essa prevede di considerare una copertura per i flussi di cassa attesi di ammontare rilevante e denominati in valute ad alta volatilità.

L'investimento netto in imprese estere, il risultato operativo e quello netto delle stesse sono esposti al rischio di conversione della valuta. L'esposizione al rischio di cambio sulle attività nette delle imprese operanti all'estero è parzialmente gestita tramite il ricorso a finanziamenti nella valuta estera rilevante. La strategia di gestione del rischio valutario è stata condizionata dal conflitto Russia-Ucraina. Infatti, ad esempio, al 31/12/2022 non sono più presenti attività e passività in rubli nei bilanci delle società estere del gruppo. Inoltre, nel corso del 2022 è stato fatto un finanziamento in dollari alla controllata in Ucraina.

La rilevazione dei rischi di cambio riferita agli strumenti finanziari a cui si applica IFRS 7 evidenzia una esposizione netta alle valute estere che si può così sintetizzare:

(migliaia di euro) 2022 2021
Euro (38.216) (42.292)
Dollaro USA (256.253) (187.803)
Franco svizzero - (16)
Corona ceca 7.995 7.833
Rublo russo - 5.599
Hryvnia ucraina 9 175
Zloty polacco 359 3.449

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività che è stata condotta considerando una rivalutazione/svalutazione dell'euro sulle valute verso le quali il gruppo ha un'esposizione significativa con un effetto diretto del 10% sull'esposizione netta in euro riportata in tabella. Viene quindi preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato prima delle imposte tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Al 31 dicembre 2022, sulla base dell'esposizione netta convertita in euro sopra riportata, se l'euro si fosse rivalutato/svalutato del 10%, nei confronti delle principali valute verso cui le società del gruppo sono esposte, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 24.781 migliaia di euro (superiore/inferiore di 17.075 migliaia nel 2021). Il risultato dell'esercizio è particolarmente sensibile al rapporto euro/dollaro, euro/corona ceca ed euro/zloty polacco.

Rispetto all'esercizio precedente è significativamente aumentata l'esposizione debitoria netta verso il dollaro in quanto sono stati effettuati nuovi finanziamenti infragruppo dalle controllate americane alla capogruppo, sebbene la valuta sia stata in parte convertita in euro. Inoltre, l'esposizione netta verso il rublo rilevata in Germania fino all'esercizio precedente è stata annullata con la chiusura delle posizioni infragruppo e la vendita dei rubli ivi detenuti.

Buzzi Unicem ha un'esposizione molto limitata al rischio di prezzo dei titoli azionari, poiché le partecipazioni in società non consolidate valutate al valore equo rappresentano meno di 0,1% del totale attività. Il gruppo è esposto al rischio di prezzo su commodity, con particolare riguardo all'andamento del petrolio, al costo dei combustibili, dell'energia elettrica, dei servizi logistici e alla quotazione dei diritti di emissione di CO2. La gestione di tale rischio avviene diversificando le fonti di approvvigionamento e fissando se possibile ed economicamente ragionevole le condizioni di fornitura per periodi di tempo sufficientemente lunghi, talvolta superiori all'anno, a un livello considerato opportuno dalla direzione. Alla luce della forte volatilità dei prezzi, nel corso del 2022 è stata aggiornata la strategia degli acquisti di commodities considerando anche la stipula di contratti di copertura.

La variazione dei tassi d'interesse di mercato può avere un effetto sul costo delle diverse forme di finanziamento o sul rendimento degli investimenti in strumenti monetari, provocando un impatto a livello di oneri finanziari netti sostenuti. Il rischio di tasso d'interesse deriva dai debiti finanziari a lungo termine. I finanziamenti accesi a tasso

variabile espongono il gruppo al rischio che i flussi finanziari oscillino in seguito a variazioni del tasso d'interesse; esso è parzialmente compensato dalle disponibilità liquide investite a tassi variabili. La politica generale di Buzzi Unicem prevede di mantenere a tasso fisso il 70% circa del proprio indebitamento a lungo termine. A fine esercizio 2022, la quota di indebitamento a tasso fisso è leggermente più elevata e vicina al 76%, date le condizioni monetarie espansive che hanno ancora caratterizzato, almeno nella prima parte dell'anno, l'offerta di credito. I finanziamenti a tasso variabile in essere a fine esercizio 2022 sono denominati in euro e in dollari. Si attua la migliore strategia riguardo ai tassi in base al momento di mercato e, talvolta, possono essere utilizzati contratti derivati per coprire il rischio di valore equo del tasso d'interesse.

Di seguito vengono riportati i risultati dell'analisi di sensitività sull'esposizione ai tassi di interesse che è stata condotta considerando un aumento dei tassi del 1% e una diminuzione del 1% sulle attività e passività finanziarie delle varie società del gruppo, al netto di quelle infragruppo. Viene preso in considerazione il potenziale impatto sul risultato consolidato prima delle imposte, tenendo invariate tutte le altre voci di bilancio non influenzate dalla variazione ipotizzata.

Il gruppo analizza la propria esposizione ai tassi d'interesse su base dinamica, prendendo in considerazione il rifinanziamento, il rinnovo delle posizioni esistenti, le alternative di finanziamento e l'eventuale copertura. Secondo le simulazioni effettuate, l'impatto sull'utile ante imposte di un aumento o di una riduzione del 1% nel tasso d'interesse sarebbe un incremento/decremento di 8.163 migliaia di euro (un incremento/decremento di 11.600 migliaia nel 2021). Per ciascuna simulazione si applica la stessa modifica di tasso a tutte le valute. Gli scenari modificativi sono ipotizzati soltanto per le attività e passività che costituiscono le principali posizioni fruttifere d'interesse e per il fair value dei derivati su tassi d'interesse (se in essere alla data di bilancio). Al 31 dicembre 2022, se i tassi d'interesse sulle attività e passività finanziarie delle società del gruppo con valuta funzionale l'euro fossero stati superiori o inferiori del 1%, a parità di altre condizioni, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 4.148 migliaia di euro (superiore/inferiore di 6.018 migliaia di euro nel 2021). Tali variazioni sono riconducibili principalmente alle posizioni di liquidità parzialmente compensate dalle posizioni debitorie nelle società del gruppo.

Al 31 dicembre 2022, se i tassi d'interesse sulle disponibilità delle società del gruppo con valuta funzionale il dollaro fossero stati superiori o inferiori del 1%, a parità di altre condizioni, l'utile ante imposte dell'esercizio sarebbe risultato superiore/inferiore di 3.135 migliaia di euro (superiore/inferiore di 5.101 migliaia nel 2021), soprattutto per effetto di minore liquidità detenuta in dollari rispetto all'anno precedente.

Per quanto riguarda i tassi di interesse applicati sul mercato per le future transazioni occorre tenere in considerazione che si è concluso nel 2022 un processo di riforma (IBOR reform) dei tassi di riferimento per il mercato finanziario volto a eliminare progressivamente i tassi LIBOR (nel dettaglio LIBOR GBP, USD, EUR, CHF e JPY) ed EONIA per sostituirli con nuovi tassi il cui calcolo è adeguato ai requisiti normativi e ai criteri fissati dalle principali organizzazioni internazionali, al fine di rafforzare la rappresentatività dei tassi stessi. Si è trattato di un processo avviato dalle principali istituzioni finanziarie e dai principali organismi di regolamentazione internazionali verso un nuovo insieme di tassi privi di rischio. In particolare, il tasso EONIA, non è stato più quotato dal 1 gennaio 2022 ed è stato sostituito dal tasso EuroSTR conforme ai nuovi

standard internazionali. I tassi LIBOR saranno sostituiti gradualmente con i cosiddetti Fallback rates, tassi all in composti da un tasso base e uno spread diverso per ogni durata e con un nuovo metodo di calcolo che prevede il fixing alla fine del periodo di interesse e non all'inizio come avveniva per i tassi LIBOR.

In questo nuovo scenario, Buzzi Unicem ha adottato iniziative idonee per adeguarsi alla transizione verso i nuovi tassi di riferimento avendo anche effettuato un'analisi dei contratti finanziari in essere alla data del 1 gennaio 2022. Da tale analisi si evinceva che la riforma ha impattato solo i contratti in dollari indicizzati al LIBOR 3 mesi (per i tassi euro, a parte EONIA, non sono previsti ancora aggiornamenti) e che non ci sono stati impatti significativi sul conto economico consolidato. Eventuali nuove operazioni di time deposit in dollari, ad esempio, sono già state contrattualizzate considerando i nuovi tassi a breve. Il tasso LIBOR 3 mesi, invece, continuerà comunque a essere quotato e quindi utilizzabile fino al 30 giugno 2023.

Rischio di credito

Il rischio di credito deriva dalle disponibilità liquide, dagli strumenti finanziari derivati e dai depositi presso le banche e le istituzioni finanziarie, così come dall'esposizione nei confronti della clientela, che comprende i crediti in essere e le operazioni previste. Per quanto riguarda le banche e le istituzioni finanziarie, vengono accettati come controparti soltanto primari soggetti nazionali e internazionali con elevato merito creditizio. Esistono precise politiche volte a limitare l'entità dell'esposizione creditizia nei confronti di un qualsiasi istituto bancario.

Le funzioni di gestione del credito stabiliscono la qualità del cliente, considerando la sua posizione finanziaria, l'esperienza passata e altri fattori. I limiti di credito individuali sono fissati sulla base del rating interno oppure esterno. L'utilizzo dei limiti di credito viene regolarmente monitorato.

Grazie a un numero di clienti piuttosto ampio, tipico del settore, e alla gestione attiva del processo, in generale la concentrazione del rischio di credito commerciale è poco significativa per Buzzi Unicem. Non ci sono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato.

Una valutazione delle possibili perdite è condotta a ogni data di chiusura usando una matrice di calcolo (nota 2.18). La massima esposizione al rischio di credito alla data di bilancio è rappresentata dal valore di carico dei crediti commerciali esposti alla nota 28. Esistono in alcuni paesi forme di assicurazione per la copertura di tale rischio.

2022 2021
(migliaia di euro) Crediti
commerciali
lordi
Fondo
svalutazione
crediti
% fondo
su crediti
Crediti
commerciali
lordi
Fondo
svalutazione
crediti
% fondo
su crediti
Non scaduti 422.933 (1.187) 0,3% 357.508 (1.119) 0,3%
Giorni di scaduto
Minore di 30 giorni 88.284 (848) 1,0% 76.571 (827) 1,1%
Tra 30 e 60 giorni 15.899 (135) 0,8% 11.624 (512) 4,4%
Tra 61 e 90 giorni 4.781 (135) 2,8% 3.466 (108) 3,1%
Tra 91 e 180 giorni 7.257 (1.494) 20,6% 2.764 (1.019) 36,9%
Oltre 180 giorni 17.147 (10.827) 63,1% 19.281 (11.894) 61,7%
556.301 (14.626) 471.214 (15.479)

Di seguito le informazioni circa l'esposizione al rischio di credito verso clienti:

Il gruppo limita la propria esposizione al rischio di credito nei confronti dei clienti stabilendo limiti massimi nei vari paesi per i termini di incasso.

Nel corso dell'esercizio 2022, il gruppo ha confermato la propria politica di limitazione dell'esposizione verso i clienti maggiormente a rischio, mantenendo un ricorso mirato all'assicurazione del credito.

Rischio di liquidità

La prudente gestione del rischio di liquidità comporta il mantenere sufficiente liquidità e titoli facilmente negoziabili, la disponibilità di fondi attraverso un importo adeguato di linee di credito confermate e non confermate, la capacità di liquidare posizioni di mercato. A causa della natura dinamica che hanno le attività operative, il servizio centrale di tesoreria mira a mantenere la flessibilità finanziaria tramite la disponibilità di affidamenti nell'ambito delle linee di credito confermate.

Le previsioni di cassa future sono elaborate a livello di singola controllata operativa e aggregate dal servizio tesoreria di gruppo. La finanza di gruppo verifica le previsioni aggiornate per assicurare che ci sia sufficiente liquidità per soddisfare le esigenze operative e, allo stesso tempo, mantiene un margine sufficiente sulle linee di credito non utilizzate.

Le stime e le proiezioni, tenendo conto dei mutamenti che possono prodursi nell'andamento della redditività, dimostrano che il gruppo è in grado di operare con l'attuale livello di finanziamenti. Buzzi Unicem prepara il rifinanziamento delle posizioni debitorie con il dovuto anticipo rispetto alle scadenze. La società utilizza vari strumenti di debito e mantiene un regolare rapporto con gli enti finanziatori abituali e prospettici in merito alle future necessità, dal quale emerge che il rinnovo possa avvenire a condizioni soddisfacenti. L'analisi delle scadenze per le principali passività finanziarie si trova alla nota 37.

3.2 Gestione del capitale

Buzzi Unicem, nell'ambito delle sue procedure di gestione del capitale, si pone l'obiettivo di salvaguardare la continuità aziendale per fornire ritorni economici agli azionisti e vantaggi agli altri stakeholder e di mantenere una struttura del capitale ottimale.

Al fine di mantenere o modificare la struttura del capitale, il gruppo può cambiare l'importo dei dividendi distribuiti agli azionisti, restituire il capitale agli azionisti, emettere nuove azioni, realizzare acquisti di azioni proprie o vendere attività per migliorare la posizione finanziaria netta.

Nel periodo compreso tra il 28 febbraio 2022 e il 4 marzo 2022, Buzzi Unicem ha acquistato n. 7.000.000 azioni proprie, per un controvalore complessivo di 123,2 milioni di euro, nell'ambito dell'autorizzazione deliberata dall'Assemblea degli azionisti del 7 maggio 2021.

I programmi di investimento del gruppo sono allineati agli obiettivi di lungo termine e alle necessità operative delle varie unità geografiche. Gli amministratori esecutivi e i dirigenti strategici stabiliscono le priorità degli impegni di capitale proposti dalle divisioni. I progetti mirati a migliorare l'efficienza, aumentare la capacità oppure accedere a nuovi mercati sono vagliati sulla base di una approfondita analisi di redditività, per stabilire il loro futuro contributo al risultato operativo.

In maniera simile ad altri attori economici del settore, che è caratterizzato da un'elevata intensità di capitale, il gruppo verifica il capitale con riferimento ai rapporti di Gearing e Leverage. Il primo indicatore si ottiene dividendo il totale delle passività per il patrimonio netto. Il secondo rapporto utilizza come numeratore la posizione finanziaria netta e il margine operativo lordo riportato nel conto economico come denominatore.

Durante il 2022 l'obiettivo a lungo termine del gruppo, senza variazioni rispetto all'esercizio precedente, è stato quello di mantenere un Gearing intorno al 50% e un Leverage che, calcolato su un arco di tempo sufficientemente lungo (3-5 anni) risulti non superiore a 2 volte circa.

(migliaia di euro) 2022 2021
Passività [A] 2.591.631 2.546.579
Patrimonio netto [B] 4.911.457 4.375.204
Gearing [A/B] 53% 58%
Posizione finanziaria netta [C] (288.199) (235.516)
Margine operativo lordo [D] 883.676 794.644
Leverage [C/D] (0,33) (0,30)

La tabella seguente contiene i rapporti al 31 dicembre 2022 e 2021:

Di seguito un'analisi degli strumenti finanziari rilevati in bilancio al valore equo. I diversi livelli sono definiti come segue:

  • quotazioni del prezzo (non rettificate) pubblicate in mercati attivi per attività o passività identiche (livello 1);
  • utilizzo di dati diversi dai prezzi quotati di cui al livello 1, che sono osservabili per l'attività o la passività sia direttamente (prezzi) sia indirettamente (derivati dai prezzi) (livello 2);
  • utilizzo di dati e ipotesi riferiti all'attività o alla passività che non sono basati su dati di mercato osservabili (input non osservabili) (livello 3).

La seguente tabella presenta le attività valutate al valore equo al 31 dicembre 2022:

Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
10.907 1.041 - 11.948
- - 11.031 11.031
- - 10.595 10.595
10.907 1.041 21.626 33.574

La seguente tabella presenta le attività e passività valutate al valore equo al 31 dicembre 2021:

(migliaia di euro) Livello 1 Livello 2 Livello 3 Totale
Attività
Crediti e altre attività non correnti 30.945 1.282 - 32.227
Strumenti finanziari derivati (correnti) - - 6.948 6.948
Partecipazioni al valore equo - - 12.222 12.222
Totale Attività 30.945 1.282 19.170 51.397

Nel corso dell'esercizio non vi sono stati trasferimenti tra i diversi livelli di fair value. Nessuna modifica è intervenuta nelle tecniche di valutazione adottate durante i periodi.

Il valore equo degli strumenti finanziari scambiati in mercati attivi è determinato con riferimento alle quotazioni di mercato alla data di bilancio. La quotazione utilizzata per le attività finanziarie corrisponde al prezzo d'offerta corrente. Questi strumenti, qualora presenti, sono classificati nel livello 1.

Nel 2021, il saldo della voce crediti e altre attività non correnti comprendeva gli investimenti di liquidità in gestioni patrimoniali.

Il valore equo degli strumenti finanziari che non sono scambiati in un mercato attivo (per esempio i derivati contrattati individualmente) è determinato utilizzando tecniche di valutazione. Questi metodi fanno il massimo uso dei dati di mercato osservabili, quando disponibili, e si affidano il meno possibile a ipotesi specifiche dell'entità. Se tutte le informazioni rilevanti richieste sono osservabili, lo strumento è classificato nel livello 2. Se una o più ipotesi rilevanti utilizzate non sono basate su dati di mercato osservabili, lo strumento è classificato nel livello 3.

Le partecipazioni comprese nella voce di bilancio partecipazioni al valore equo sono tutte iscritte al valore equo attraverso il conto economico complessivo (OCI) e rientrano nel livello 3. Quando non è disponibile un piano pluriennale, la valutazione al patrimonio netto contabile è considerata come la migliore approssimazione del valore equo (nota 24).

I derivati di livello 3 includono l'opzione di put e call sul residuo 50% di interessenza in Nacional Cimentos Participações SA (già BCPAR SA). La valutazione dello strumento finanziario derivato si basa sulla modalità di calcolo del prezzo di esercizio dell'opzione e alla data del presente bilancio è in linea con il suo valore equo. La variazione nel valore equo del derivato è stata rilevata a conto economico in accordo con IFRS 9 (nota 25).

Il gruppo possiede numerosi strumenti finanziari che non sono valutati al valore equo nello stato patrimoniale. Per la maggior parte di questi strumenti (crediti commerciali, al netto del relativo fondo svalutazione, debiti commerciali, altri crediti, altri debiti) si ritiene che il valore contabile approssimi il loro valore equo. Il valore equo delle passività finanziarie a lungo termine, riportato nelle note per completezza d'informativa, si ottiene scontando i flussi di cassa contrattuali futuri al tasso d'interesse di mercato che si applica attualmente agli analoghi strumenti finanziari del gruppo.

4. Stime e ipotesi rilevanti

La redazione di un bilancio conforme agli IFRS richiede l'effettuazione di stime e di assunzioni riguardo al futuro che influenzano i valori delle attività e delle passività iscritte, l'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di bilancio e gli importi dei ricavi e dei costi di periodo. Per definizione, raramente i risultati effettivi risultano uguali a quelli delle stime.

In particolare, le stime e assunzioni effettuate per il bilancio 2022, riflettono le incertezze e i rischi collegati al conflitto Russia-Ucraina, che ha causato a livello mondiale una situazione di notevole tensione economico finanziaria e un forte rialzo dei tassi d'inflazione. Il management ha tenuto altresì conto delle problematiche relative alla transizione energetica e ai cambiamenti climatici, in particolare il passaggio a un'economia a bassa emissione di CO2 i cui effetti, ove presenti, sono riportati nelle specifiche note di bilancio interessate.

Ulteriori informazioni relative all'esposizione di Buzzi Unicem a rischi e incertezze sono fornite nelle seguenti note:

  • Gestione del capitale (nota 3.2)
  • Fattori di rischio finanziario (nota 3.1)
  • Informativa sulle analisi di sensitività (nota 19, 23 e 38)
  • Vertenze legali e passività potenziali (nota 49)
  • Cambiamento climatico, energia ed emissioni di CO2 (bilancio di sostenibilità)

Impatto del cambiamento climatico

La valutazione dei rischi collegati ai cambiamenti climatici, dipende in misura rilevante dalle azioni che saranno, o non saranno, intraprese nei prossimi decenni dai governi del mondo e dalla disponibilità delle tecnologie che potranno supportarle.

Secondo il rapporto sul clima IPCC, gli scenari possibili sono rappresentati, in modo sintetico, dal valore atteso della temperatura media del pianeta a fine secolo con, ai due estremi, lo scenario 1,5°C (massimo impegno per la decarbonizzazione) e quello 4,0°C (business as usual).

Tali possibili scenari delineano in un caso prevalenti i rischi di transizione mentre nell'altro i rischi fisici. Buzzi Unicem ha effettuato, per entrambi, la valutazione dei rischi in base a quanto stabilito dal report della TCFD (Task Force on Climate-Related Financial Discloures). Maggiori dettagli sono riportati nella DNF inclusa nel Bilancio di Sostenibilità.

Il settore del cemento, per voce della sua associazione mondiale (GCCA), è fortemente impegnato a favorire le politiche di decarbonizzazione decise a livello locale in linea con lo scenario 1,5°C.

L'Europa, con l'approvazione del pacchetto legislativo 'Fit for 55', si è data l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e tagliare le emissioni di gas serra, entro il 2030, di almeno il 55% rispetto ai valori del 1990.

L'Emission Trading System (ETS), uno dei pilastri del pacchetto 'Fit for 55', che limita le quantità di CO2 che possono emettere le varie aziende, tra cui quelle del cemento, avrà requisiti più stringenti sulle assegnazioni delle quote gratuite, destinate ad azzerarsi dopo il 2030. Già oggi le quote gratuite assegnate alle unità produttive Buzzi Unicem nei paesi della UE non sono sufficienti a coprire tutte le emissioni e pertanto le quote mancanti devono essere acquistate sul mercato.

Il cosiddetto "carbon leakage" ovvero la situazione per la quale, a seguito dell'introduzione di politiche ambientali che aumentano i costi, la produzione dei beni si sposta in altri paesi riguarda direttamente le industrie 'hard to abate', tra cui il cemento.

Per contenere questo rischio, nel corso del 2022 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla proposta di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism, CBAM). Tale sistema introduce una tassa sul carbonio per le importazioni di determinati beni, tra cui il cemento.

Il nuovo regolamento si applicherà a partire dal 1 ottobre 2023, con un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2025, in cui gli obblighi degli importatori europei saranno limitati alla presentazione di relazioni.

In linea con quanto previsto dall'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, nonché dallo European Green Deal, il 12 maggio 2022, Buzzi Unicem ha annunciato la definizione dei propri obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 validi a livello di gruppo (per maggiori informazioni si rimanda al Bilancio di Sostenibilità).

In vista del traguardo finale, cioè la neutralità carbonica al 2050, i nostri obiettivi intermedi al 2030 sono stati validati da SBTi, un'organizzazione indipendente la cui autorevolezza è riconosciuta a livello internazionale.

Gli scenari previsti dal management, in particolare quelli legati alla recuperabilità del valore delle attività non correnti, riflettono pertanto la stima degli investimenti per assicurare la conformità con la normativa e il raggiungimento degli obiettivi sopracitati. Dati i molteplici fattori di incertezza, ne consegue la possibilità di determinare solo parzialmente quali saranno nel lungo termine i rischi effettivi e tangibili.

Stime e assunzioni

Le stime sono continuamente riviste dalla direzione in base alle migliori conoscenze dell'attività aziendale e degli altri fattori ragionevolmente desumibili dalle circostanze attuali. Gli ambiti che comportano le valutazioni più difficili o complesse, oppure gli ambiti nei quali le ipotesi e le stime possono causare rettifiche materiali ai valori contabili delle attività e delle passività entro il prossimo esercizio, sono di seguito illustrate:

- Riduzioni di valore delle attività non finanziarie

Le informazioni sul procedimento di valutazione delle attività non finanziarie sono fornite in nota 2.13. Le ipotesi chiave utilizzate per determinare il valore recuperabile delle diverse unità generatrici di flussi di cassa, inclusa un'analisi di sensitività, sono dettagliatamente descritte nella nota 19.

- Imposte sul reddito correnti e differite

È richiesta un'attività di stima rilevante da parte del management per determinare l'ammontare delle imposte sul reddito, anche in base al livello di utili tassabili futuri, alla tempistica della loro manifestazione e alle strategie di pianificazione fiscale. Le perdite fiscali riportabili del gruppo sono significative, riferite alla società e alle sue controllate. Esse non hanno una scadenza, peraltro secondo la valutazione sulla futura ricuperabilità delle stesse nei prossimi cinque anni, difficilmente potranno essere completamente utilizzate per compensare il reddito imponibile atteso. Ulteriori dettagli sulle imposte sono forniti nelle note 17 e 40.

- Piani a benefici definiti (fondi pensione)

Il costo dei piani pensionistici a benefici definiti e di assistenza sanitaria successivi al rapporto di lavoro e il valore attuale dell'obbligazione per benefici definiti sono determinati utilizzando valutazioni attuariali. La valutazione attuariale richiede l'elaborazione di varie ipotesi che possono differire dagli effettivi sviluppi futuri. Queste supposizioni comprendono la determinazione del tasso di sconto, gli incrementi salariali attesi, i tassi di mortalità e l'aumento delle pensioni atteso. A causa della complessità della valutazione e della sua natura di lungo termine, tali stime sono estremamente sensibili a cambiamenti nelle ipotesi di base. Tutte le stime sono riviste con periodicità annuale. Ulteriori dettagli, inclusa un'analisi di sensitività, sono forniti nella nota 38.

- Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri risultano da un'attività di stima che riguarda sia l'impiego di risorse necessario per adempiere l'obbligazione sia la scadenza. Le vertenze e le cause legali a cui è esposto il gruppo sono valutate dalla direzione con l'assistenza degli esperti interni e il supporto di avvocati specializzati esterni. L'informativa relativa a tali fondi, così come per le passività potenziali, deriva da valutazioni discrezionali (nota 39).

- Valore equo degli strumenti finanziari

Quando il valore equo di un'attività o passività finanziaria rilevata nel prospetto di stato patrimoniale non può essere misurato basandosi sulle quotazioni in un mercato attivo, esso viene determinato utilizzando diverse tecniche di valutazione, incluso il modello dei flussi di cassa attualizzati. Gli input inseriti nel modello sono rilevati dai mercati osservabili, ove possibile, ma qualora non sia possibile è richiesto un certo grado di stima per definire il fair value. Le stime includono considerazioni su variabili quali il rischio di liquidità, il rischio di credito e la volatilità. I cambiamenti delle ipotesi su tali elementi potrebbero avere un impatto sul valore equo dello strumento finanziario rilevato (nota 3.3).

- Aggregazioni aziendali

La rilevazione delle aggregazioni aziendali comporta l'iscrizione da parte dell'acquirente delle attività identificabili acquisite e delle passività assunte così come descritto in nota 2.2. La misurazione del valore equo avviene attraverso un complesso processo di stima che verte su analisi dettate dall'esperienza storica e assunzioni basate sulle informazioni disponibili e sui fatti e le circostanze esistenti alla data di misurazione, anche grazie al supporto di periti esterni.

- Durata dei contratti di locazione e tasso di finanziamento marginale

I contratti di locazione possono comprendere opzioni di estensione e di risoluzione. Nel valutare se è ragionevolmente certo o meno l'esercizio dell'opzione di rinnovo o di risoluzione di un contratto di locazione vengono considerati tutti i fattori rilevanti che creano un incentivo economico per l'esercizio dell'opzione di rinnovo o di risoluzione. Dopo la data di inizio, la durata del leasing viene sottoposta a revisione qualora si verifichi un evento o un cambiamento significativo che influenza la capacità di esercitare o meno l'opzione di rinnovare o di terminare il contratto di locazione.

Il tasso di interesse implicito di un contratto di locazione non è facilmente determinabile, pertanto, per stabilire il valore attuale del costo dei canoni, si utilizza il tasso di finanziamento marginale (incremental borrowing rate – IBR). Quest'ultimo corrisponde al tasso di interesse che si pagherebbe per finanziare, con una durata e una garanzia simili, l'importo necessario per ottenere un'attività corrispondente al valore del diritto

d'uso. Il gruppo stima l'IBR utilizzando input osservabili quali i tassi di interesse di mercato.

5. Area di consolidamento

Il bilancio chiuso al 31 dicembre 2022 comprende la società e 70 società controllate. Il numero totale delle controllate consolidate linea per linea è diminuito di 4 unità rispetto al precedente esercizio. Sono escluse dall'area di consolidamento 15 società controllate inattive o poco significative.

Nel secondo semestre del 2022 è avvenuta la fusione di Calcestruzzi Zillo SpA in Unical SpA. Durante l'esercizio sono avvenute altre fusioni nell'ambito del gruppo, in particolare in Germania e Russia per continuare a semplificare la struttura organizzativa, senza alcun effetto sul bilancio consolidato.

A seguito del conflitto Russia-Ucraina, che ha determinato l'imposizione di sanzioni alla Russia da parte delle istituzioni europee, abbiamo cessato qualsiasi coinvolgimento operativo nell'attività svolta dalla controllata SLK Cement, pur continuando a mantenere il controllo dal punto di vista dei principi contabili, in conformità a IFRS 10 - Bilancio consolidato.

6. Settori operativi

Il più alto livello decisionale operativo si identifica con gli amministratori esecutivi, che esaminano le informazioni gestionali del gruppo per valutarne i risultati e allocare le risorse. La direzione ha individuato i settori operativi secondo tali rendiconti interni.

Gli amministratori esecutivi considerano la gestione per area geografica d'attività e analizzano in modo unitario i risultati dei prodotti "cemento" e "calcestruzzo e aggregati", giacché le due attività, integrate verticalmente tra loro, sono strettamente interdipendenti. In particolare, il calcestruzzo costituisce essenzialmente un mercato di sbocco del cemento e non richiede, al più alto livello decisionale operativo, l'evidenza di risultati separati. Gli amministratori esecutivi valutano l'andamento economico dei settori operativi oggetto di informativa adottando come riferimento principale la nozione di risultato operativo. Gli oneri finanziari netti e le imposte sul reddito non rientrano nel conto economico di settore analizzato dagli amministratori esecutivi.

La determinazione dei risultati economici e degli investimenti di settore è predisposta in maniera coerente con quella utilizzata nella stesura del bilancio.

Il settore denominato Europa Centrale comprende Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il settore denominato Europa Orientale comprende Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina e Russia.

2022

Poste non
Europa Europa allocate e Messico Brasile
(migliaia di euro) Italia Centrale Orientale USA rettifiche Totale 100% 100%
Ricavi di settore 726.216 993.507 691.930 1.591.803 (7.937) 3.995.519 768.506 400.213
Ricavi intrasettori (7.895) (42) - - 7.937 - - -
Ricavi netti da terzi 718.321 993.465 691.930 1.591.803 - 3.995.519 768.506 400.213
Margine operativo lordo 81.964 127.471 176.788 497.453 - 883.676 305.776 118.686
Ammortamenti (39.348) (45.981) (36.611) (135.561) (1.751) (259.252) (29.607) (36.293)
Svalutazioni (229) (3.987) (123.268) (3.097) - (130.581) (271) -
Ripristini di valore 933 - - - - 933 6.490 -
Risultato operativo 43.320 77.503 16.909 358.795 (1.751) 494.776 282.389 82.392
Risultati delle partecipazioni
a patrimonio netto 116.250 1.023 278 - - 117.551 (96) -
Investimenti in attività
immateriali e materiali 25.910 68.648 48.840 123.340 - 266.738 32.012 21.786
Investimenti in partecipazioni 561 3.527 - - - 4.088 - -

2021

Poste non
Europa Europa allocate e Messico Brasile
(migliaia di euro) Italia Centrale Orientale USA rettifiche Totale 100% 100%
Ricavi di settore 604.690 880.370 637.375 1.329.603 (6.487) 3.445.551 661.552 253.426
Ricavi intrasettori (6.197) (116) (174) - 6.487 - - -
Ricavi netti da terzi 598.493 880.254 637.201 1.329.603 - 3.445.551 661.552 253.426
Margine operativo lordo 41.091 144.206 154.531 455.118 (302) 794.644 282.678 80.914
Ammortamenti (42.689) (46.123) (38.187) (115.272) (1.722) (243.993) (26.541) (15.249)
Svalutazioni (4.587) (179) (177) (112) - (5.055) - -
Risultato operativo (6.185) 97.904 116.167 339.734 (2.024) 545.596 256.137 65.665
Risultati delle partecipazioni
a patrimonio netto 102.879 1.941 220 1.016 - 106.056 13 -
Investimenti in attività
immateriali e materiali 23.815 49.845 45.495 95.292 - 214.447 17.165 12.830
Investimenti in partecipazioni 2.645 600 - - - 3.245 - 164.126

I ricavi da clienti terzi derivano dalla vendita di cemento oppure calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali; sono così ripartiti:

2022

Europa Europa Messico Brasile
(migliaia di euro) Italia Centrale Orientale USA Totale 100% 100%
Cemento 430.421 550.775 500.870 1.264.651 2.746.717 708.391 400.213
Calcestruzzo e aggregati 287.900 442.690 191.060 327.152 1.248.802 60.115 -
3.995.519 768.506 400.213

2021

Europa Europa Messico Brasile
(migliaia di euro) Italia Centrale Orientale USA Totale 100% 100%
Cemento 350.615 480.091 462.924 1.046.405 2.340.035 590.960 253.426
Calcestruzzo e aggregati 247.878 400.163 174.277 283.198 1.105.516 70.592 -
3.445.551 661.552 253.426

Il gruppo è domiciliato in Italia. I ricavi netti da terzi in Italia ammontano a 667.525 migliaia di euro (558.058 migliaia di euro nel 2021) e il totale dei ricavi netti da terzi nei paesi esteri è 3.327.994 migliaia di euro (2.887.793 migliaia di euro nel 2021).

Il totale delle attività non correnti, diverse da strumenti finanziari, attività fiscali differite e attività per piani a benefici definiti (non ci sono diritti derivanti da contratti assicurativi), situate in Italia è 1.163.214 migliaia di euro (1.103.428 migliaia di euro nel 2021), mentre il totale di tali attività non correnti situate nei paesi esteri è 3.549.865 migliaia di euro (3.482.698 migliaia di euro nel 2021).

Circa il grado di dipendenza dai principali clienti, si segnala che non esistono clienti nei confronti dei quali siano realizzati ricavi pari o superiori al 10% del fatturato consolidato Buzzi Unicem.

7. Ricavi netti

I ricavi da contratti con clienti derivano da beni trasferiti in un determinato momento e da prestazioni di servizi, la cui ripartizione per mercati viene illustrata di seguito:

2022
Cemento e aggregati
(migliaia di euro) e clinker naturali Totale
Italia 430.421 287.900 718.321
Germania 429.195 339.414 768.609
Lussemburgo e Paesi Bassi 121.580 103.276 224.856
Polonia 94.987 45.666 140.653
Repubblica Ceca e Slovacchia 59.128 141.983 201.111
Russia 290.400 - 290.400
Ucraina 56.355 3.411 59.766
Stati Uniti d'America 1.264.651 327.152 1.591.803
2.746.717 1.248.802 3.995.519
2021
Calcestruzzo
Cemento e aggregati
(migliaia di euro) e clinker naturali Totale
Italia 350.615 247.878 598.493
Germania 372.909 307.913 680.822
Lussemburgo e Paesi Bassi 107.182 92.250 199.432
Polonia 88.831 37.327 126.158
Repubblica Ceca e Slovacchia 49.847 126.754 176.601
Russia 207.397 - 207.397
Ucraina 116.849 10.196 127.045
Stati Uniti d'America 1.046.405 283.198 1.329.603
2.340.035 1.105.516 3.445.551

L'aumento del 16% rispetto al 2021 è dovuto alla positiva congiuntura dei mercati per 9,6% e a variazioni favorevoli nei tassi di cambio per 6,4%.

Riguardo al settore cemento l'impegno economico verso il gruppo sorge al momento della consegna del materiale e il pagamento è dovuto entro 30-120 giorni dalla consegna; la stessa regola si applica al settore calcestruzzo preconfezionato. Tuttavia, nel settore cemento alcuni contratti forniscono ai clienti il diritto a un premio qualora siano raggiunti determinati volumi.

8. Altri ricavi operativi

La voce accoglie proventi derivanti dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente, non attribuibili ad attività di vendita di beni e prestazioni di servizi caratteristici.

(migliaia di euro) 2022 2021
Recuperi spese 8.963 6.388
Risarcimento danni 3.635 451
Affitti attivi 7.539 8.131
Plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 8.384 11.147
Contributi in conto capitale 606 610
Rilascio fondi 1.893 19.265
Lavori interni capitalizzati 2.266 1.628
Altri 21.458 26.027
54.744 73.647

La riga risarcimento danni si riferisce principalmente ai rimborsi di 1.781 migliaia di euro ottenuto a fronte di danni occorsi a una chiatta affondata negli Stati Uniti e di 656 migliaia di euro per i danni causati da terzi in manovra al pontile dello stabilimento di Augusta (SR).

La riga plusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari comprende gli importi relativi alle cessioni di alcuni terreni, fabbricati e altri cespiti situati principalmente in Germania (2.682 migliaia di euro), Italia (1.514 migliaia di euro), Stati Uniti (2.549 migliaia di euro) e Repubblica Ceca (1.428 migliaia di euro).

Nel 2021, la riga rilascio fondi includeva 17.717 migliaia di euro relativi alle somme accantonate per il ripristino delle cave, a fronte di una revisione dei costi di ricoltivazione e rinaturalizzazione, effettuata principalmente in Germania.

La riga altri comprende, tra altre cose, la vendita di Titoli di Efficienza Energetica (TEE) in Italia per 3.177 migliaia di euro, nonché i proventi derivanti dalla concessione di alcuni sili per l'immagazzinamento delle ceneri volanti in Stati Uniti per 1.205 migliaia di euro.

9. Materie prime, sussidiarie e di consumo

(migliaia di euro) 2022 2021
Materie prime, materiali ausiliari e di consumo 872.715 745.971
Prodotti finiti e merci 98.630 80.644
Energia elettrica 332.881 239.359
Combustibili 319.217 200.861
Diritti di emissione 43.203 41.175
Altri beni 31.692 26.967
1.698.338 1.334.977

A partire dalla seconda metà del 2021, e per tutto il 2022, i significativi aumenti di prezzo delle materie prime e dei fattori energetici, in particolare energia elettrica e combustibili fossili, hanno determinato un generale aggravio dei costi di produzione e distribuzione.

La voce energia elettrica è al netto dello sconto sul maggior costo dell'energia, riconosciuto in Italia alle imprese energivore, per un importo di 37.972 migliaia di euro (nota 29).

La riga diritti di emissione comprende gli accantonamenti a copertura del deficit di quote CO2 in Germania (18.566 migliaia di euro), Polonia (9.622 migliaia di euro), Lussemburgo (6.546 migliaia di euro) e Repubblica Ceca (8.469 migliaia di euro), valutato in base al principio della competenza temporale.

10. Servizi

(migliaia di euro) 2022 2021
Trasporti 552.075 492.710
Manutenzioni e prestazioni di terzi 166.964 139.838
Assicurazioni 15.357 18.121
Legali e consulenze professionali 16.449 12.686
Godimento beni di terzi 14.146 11.785
Spese viaggio 5.877 3.468
Altri 115.916 103.058
886.784 781.666

L'incremento dei servizi, in particolare dei trasporti, è stato in buona parte determinato dal forte aumento del gasolio per autotrazione, treni, chiatte fluviali, betoniere; si tratta infatti di una componente di costo che incide profondamente sulla distribuzione e la logistica dei nostri prodotti. Anche le manutenzioni riflettono gli effetti dell'ondata inflazionistica che ha colpito il settore, provocando forti aumenti dei costi dei materiali, dei ricambi e delle lavorazioni a essi associate.

La riga godimento beni di terzi comprende i canoni di leasing riferiti all'esenzione dall'applicazione del principio IFRS 16, ovvero contratti a breve termine per 4.272 migliaia di euro, cespiti di modico valore per 884 migliaia di euro e importi variabili, non determinabili a priori e in genere basati sulle quantità prodotte, per 120 migliaia di euro. La riga comprende inoltre affitti dei terreni di cava e altri canoni di locazione per 8.870 migliaia di euro, che sono al di fuori dell'ambito di applicazione del principio IFRS 16.

11. Costi del personale

(migliaia di euro) 2022 2021
Salari e stipendi 417.237 383.401
Oneri sociali e per piani a contributi definiti 127.129 115.116
Trattamento fine rapporto e oneri per piani a benefici definiti 12.173 11.588
Altri benefici a lungo termine (430) 211
Altri 3.876 3.019
559.985 513.335

L'incremento della voce è stato influenzato dall'effetto cambio per 29.947 migliaia di euro, derivante principalmente dall'apprezzamento del dollaro e del rublo russo.

La riga altri benefici a lungo termine accoglie una componente di ricavo dovuta all'incremento dei tassi di interesse utilizzati per l'attualizzazione dei premi di anzianità in Germania.

Il numero medio dei dipendenti è il seguente:

(numero) 2022 2021
Impiegati e dirigenti 3.656 3.690
Operai e intermedi 5.959 6.086
9.615 9.776

12. Altri costi operativi

Possono derivare dalla gestione sia ordinaria sia non ricorrente e si compongono come segue:

(migliaia di euro) 2022 2021
Svalutazione crediti 1.987 854
Accantonamenti per rischi e oneri 14.027 17.163
Contributi associativi 7.339 6.588
Imposte indirette e tasse 37.176 32.624
Minusvalenze su alienazione immobili, impianti e macchinari 1.278 1.836
Altri 24.194 14.374
86.001 73.439

La svalutazione crediti è al netto dei rilasci dal relativo fondo per 1.065 migliaia di euro (1.129 migliaia di euro nel 2021) e riguarda principalmente perdite sopportate in Italia e Russia.

Gli accantonamenti per rischi e oneri includono 6.406 migliaia di euro riferiti al ripristino cave (11.014 migliaia nel 2021, vedi anche nota 39).

La voce altri include 9.068 migliaia di euro relativi a maggior IMU richiesta dal comune di Guidonia Montecelio, presso Roma (nota 49).

13. Ammortamenti e svalutazioni

(migliaia di euro) 2022 2021
Attività immateriali 4.745 6.773
Attività in diritto d'uso 25.061 24.425
Immobili, impianti e macchinari 229.446 212.795
Svalutazioni delle attività non correnti 129.648 5.055
388.900 249.048

La riga svalutazioni comprende principalmente 122.478 migliaia di euro riferiti all'avviamento della CGU Russia, quale risultato del test d'impairment effettuato nel bilancio dei primi sei mesi, a seguito del conflitto sorto in Ucraina (nota 19). Sono compresi anche 3.824 migliaia di euro riferiti a impianti e terreni in Germania, 3.033 migliaia di euro riferiti a cespiti vari dello stabilimento di Stockertown (PA) e una rivalutazione dell'ex centro di macinazione di Manfredonia (FG), a seguito del perfezionamento del contratto di vendita degli impianti (870 migliaia di euro).

14. Risultati delle società collegate e a controllo congiunto valutate al patrimonio netto

La voce comprende la quota di risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto e le eventuali svalutazioni, illustrate nel dettaglio qui di seguito.

(migliaia di euro) 2022 2021
Collegate
Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA (374) 920
Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA 1.915 (3.333)
Laterlite SpA 4.156 4.654
Salonit Anhovo Gradbeni Materiali dd 6.749 3.148
Altre collegate 605 2.478
13.051 7.867
Joint venture
Corporación Moctezuma, SAB de CV 70.412 63.862
Nacional Cimentos Participações SA (già BCPAR SA) 31.278 31.837
Altre a controllo congiunto 2.810 2.490
104.500 98.189
117.551 106.056

15. Plusvalenze da realizzo partecipazioni

Si tratta di proventi non ricorrenti, originatisi essenzialmente attraverso la cessione della partecipazione nella collegata Nord Est Logistica Srl.

Nel 2021 la plusvalenza si riferiva essenzialmente alla cessione del 100% di Cimalux Société Immobilière Sàrl, proprietaria di un terreno edificabile nella città stato di Lussemburgo.

16. Proventi e Oneri finanziari

(migliaia di euro) 2022 2021
Proventi finanziari
Interessi attivi su liquidità 20.340 8.301
Interessi attivi su attività al servizio benefici per i dipendenti 8.779 6.733
Valutazione strumenti finanziari derivati 4.084 11.007
Effetto attualizzazione passività 16.110 -
Differenze attive di cambio 68.418 33.824
Dividendi da partecipazioni 147 138
Altri proventi 5.316 3.437
123.194 63.440
Oneri finanziari
Interessi passivi su debiti verso banche (15.081) (13.278)
Interessi passivi su prestiti obbligazionari (11.730) (11.510)
Interessi passivi su benefici per i dipendenti (14.852) (12.641)
Interessi passivi su debiti per locazioni (2.073) (2.179)
Valutazione strumenti finanziari derivati (677) -
Effetto attualizzazione passività - (2.195)
Differenze passive di cambio (92.550) (52.793)
Altri oneri (9.359) (3.244)
(146.322) (97.840)
Oneri finanziari netti (23.128) (34.400)

La diminuzione degli oneri finanziari netti rispetto al periodo precedente è stata determinata essenzialmente da maggiori interessi attivi sulla liquidità, come conseguenza dell'aumento dei tassi in Europa e Stati Uniti. Inoltre c'è stata una variazione favorevole del saldo netto delle voci senza manifestazione monetaria, in particolare l'effetto attualizzazione delle passività relative al fondo ripristino cave (nota 39), sempre in seguito all'aumento dei tassi di interesse.

Il saldo delle differenze passive di cambio include le perdite realizzate sulla conversione delle liquidità detenute in rubli, immediatamente dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina (12.468 migliaia di euro).

17. Imposte sul reddito

(migliaia di euro) 2022 2021
Imposte correnti 131.446 111.928
Imposte differite 557 (2.839)
Imposte relative a esercizi precedenti (1.486) (16.137)
130.517 92.952

L'aumento delle imposte correnti è sostanzialmente dovuto al maggior reddito imponibile prodotto nelle aree geografiche d'attività in cui le condizioni operative sono state più favorevoli, in particolare Stati Uniti e Germania.

Le imposte relative a esercizi precedenti includono i proventi o gli oneri derivanti dalla definizione, o probabile definizione, con l'amministrazione fiscale, dei rilievi emersi in sede di verifica e dalla revisione o integrazione delle dichiarazioni fiscali riferite a periodi precedenti. Nel 2021 la voce includeva il beneficio derivante da maggiori ammortamenti accelerati negli Stati Uniti, in seguito alla revisione della vita utile fiscale di alcune immobilizzazioni tecniche (15.437 migliaia di euro).

La riconciliazione tra le imposte iscritte in bilancio e l'onere fiscale teorico, determinato sulla base delle aliquote fiscali vigenti in Italia, è la seguente:

(migliaia di euro) 2022 2021
Utile prima delle imposte 589.296 635.252
Aliquota imposta sul reddito italiana (IRES) 24,00% 24,00%
Imposte sul reddito teoriche 141.431 152.460
Effetto fiscale delle differenze permanenti (4.355) (24.926)
Imposte relative a esercizi precedenti (1.486) (16.137)
Effetto derivante da aliquote fiscali estere
diverse da quelle italiane 4.914 (851)
Effetto variazione aliquota su imposte differite (5.553) (1.708)
Rettifiche apportate alle imposte differite 33 (7.793)
Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) 744 230
Altre variazioni (5.211) (8.323)
Imposte sul reddito iscritte in bilancio 130.517 92.952

La maggior fiscalità del 2022, pari al 22% del reddito ante imposte (15% nel 2021), è influenzata soprattutto dalla variazione sfavorevole delle imposte per esercizi precedenti, sopra illustrata, e dalla presenza di alcune significative voci di costo non deducibili fiscalmente (svalutazione dell'avviamento CGU Russia).

18. Utile per azione

Base

L'utile per azione base è calcolato dividendo il risultato netto attribuibile agli azionisti della società per la media ponderata delle azioni in circolazione durante l'anno, escluse le azioni proprie.

<
2022
2021
Utile netto attribuibile agli azionisti della società migliaia di euro 458.786 541.903
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie 186.377.503 192.131.838
Utile per azione ordinaria euro 2,462 2,820

Diluito

Il calcolo dell'utile per azione diluito si effettua ipotizzando la conversione di tutte le potenziali azioni con effetto diluitivo e modificando di conseguenza la media ponderata delle azioni in circolazione. Alla data di bilancio non esistono in circolazione strumenti di capitale diluitivi e pertanto l'utile base e quello diluito coincidono.

19. Avviamento e altre attività immateriali

Altre attività immateriali
Brevetti
industriali,
licenze e altri
Attività
in corso
(migliaia di euro) Avviamento diritti simili e acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2021
Costo storico 812.812 80.535 1.275 31.984 113.794
Fondo ammortamento e svalutazioni (209.209) (47.507) - (5.569) (53.076)
Valore netto 603.603 33.028 1.275 26.415 60.718
Esercizio 2021
Valore netto di apertura 603.603 33.028 1.275 26.415 60.718
Differenze di conversione 5.186 2.158 45 - 2.203
Incrementi - 1.943 1.146 - 3.089
Ammortamenti e svalutazioni - (5.072) - (1.701) (6.773)
Riclassifiche - 780 (598) - 182
Valore netto di chiusura 608.789 32.837 1.868 24.714 59.419
Al 31 dicembre 2021
Costo storico 817.960 87.023 1.868 31.984 120.875
Fondo ammortamento e svalutazioni (209.171) (54.186) - (7.270) (61.456)
Valore netto 608.789 32.837 1.868 24.714 59.419
Esercizio 2022
Valore netto di apertura 608.789 32.837 1.868 24.714 59.419
Differenze di conversione 23.173 1.792 (68) - 1.724
Incrementi - 695 727 - 1.422
Ammortamenti e svalutazioni (122.478) (3.108) - (1.636) (4.744)
Riclassifiche - 1.187 (1.505) - (318)
Valore netto di chiusura 509.484 33.403 1.022 23.078 57.503
Al 31 dicembre 2022
Costo storico 766.072 87.383 1.022 31.138 119.543
Ammortamenti e svalutazioni (256.588) (53.980) - (8.060) (62.040)
Valore netto 509.484 33.403 1.022 23.078 57.503

Al 31 dicembre 2022, la colonna brevetti industriali, licenze e altri diritti simili comprende licenze industriali (26.312 migliaia di euro), licenze per software applicativi utilizzati per l'automazione di impianti e d'ufficio (3.085 migliaia di euro), concessioni di escavazione (3.959 migliaia di euro), diritti di brevetto industriale (47 migliaia di euro).

La colonna altro comprende essenzialmente la lista clienti derivante dall'aggregazione aziendale Testi Cementi Srl, Borgo Cementi Srl e Arquata Cementi Srl, avvenuta in data 1 luglio 2019, per 22.248 migliaia di euro.

Il decremento dell'avviamento si riferisce alla svalutazione di 122.478 migliaia di euro riferita alla CGU Russia, registrata a fronte del peggioramento delle prospettive economiche nel paese e del forte aumento del relativo costo del capitale (WACC). Le differenze di conversione si riferiscono principalmente alla CGU Russia, ante svalutazione (impatto favorevole per 21.333 migliaia di euro), CGU Stati Uniti (impatto favorevole per 1.960 migliaia di euro) e alla CGU Polonia (impatto sfavorevole per 120 migliaia di euro).

Avviamento e impairment test

L'avviamento al 31 dicembre 2022 ammonta a 509.484 migliaia di euro e la sua composizione è di seguito illustrata:

(migliaia di euro) 2022 2021
Cemento Italia 76.114 76.114
Stati Uniti d'America 40.839 38.879
Germania 129.995 129.995
Lussemburgo 69.104 69.104
Polonia 87.488 87.608
Repubblica Ceca/Slovacchia 105.944 105.944
Russia - 101.145
509.484 608.789

Al fine della verifica per riduzione durevole di valore (impairment), le unità generatrici di flussi finanziari (CGU) alle quali è stato imputato l'avviamento sono coerenti con la visione strategica dell'impresa che hanno gli amministratori e sono state identificate sulla base dei paesi in cui il gruppo opera, considerando in modo unitario i risultati del settore cemento e del settore calcestruzzo, giacché le due attività, integrate verticalmente tra di loro, sono strettamente interdipendenti. Fa eccezione l'Italia, dove tenuto conto sia della struttura societaria (esistenza di due entità giuridiche separate) che della struttura organizzativa, sono state individuate due singole CGU (settore cemento e settore calcestruzzo). Le altre CGU individuate corrispondono ai mercati di presenza, ovvero Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Slovacchia, Polonia, Ucraina, Russia e Stati Uniti d'America.

Il valore recuperabile delle CGU, a cui sono stati attribuiti l'avviamento e le attività immateriali con vita utile indefinita, è verificato attraverso la determinazione del valore d'uso col metodo del valore attuale dei flussi finanziari attesi, utilizzando un tasso che riflette i rischi specifici delle singole unità alla data di valutazione.

Le ipotesi chiave utilizzate per il calcolo riguardano principalmente:

  • stima dei flussi:

la stima dei flussi finanziari per ogni singola CGU è basata sui piani a cinque anni approvati dal consiglio di amministrazione. L'approccio del management nella determinazione dei piani è fondato su presupposti ragionevoli e sostenibili, nel rispetto della coerenza tra i flussi storici, quelli prospettici e delle fonti esterne d'informazione. Il flusso utilizzato è al netto delle relative imposte teoriche e delle variazioni patrimoniali (capitale circolante e investimenti).

Le stime del management sono basate sull'esperienza ma, in coerenza con le ipotesi dei vari operatori di settore, nell'identificare l'evoluzione dello scenario attuale, hanno considerato le incertezze legate alle variabili di mercato, le prospettive derivanti dalle politiche nazionali di investimento inserite nel piano europeo cosiddetto Recovery Fund, nonché gli sforzi da mettere in atto per raggiungere gradualmente l'obiettivo della neutralità carbonica (per maggiori dettagli si rimanda al paragrafo "Impatto del cambiamento climatico", nota 4).

Le ipotesi del gruppo per i flussi di cassa futuri includono anche una stima delle spese da sostenere per l'acquisto di quote emissione CO2, il cui costo è basato sulle informazioni al momento disponibili, e degli sforzi per attenuare o compensare tali costi nel breve-medio termine.

Gli obiettivi di lungo periodo dipendono invece da diversi fattori esogeni, difficilmente controllabili o prevedibili, che potranno richiedere investimenti significativi, l'entità dei quali, al momento, non è ancora ipotizzabile. Pertanto, data l'oggettiva difficoltà di stima, tali investimenti non sono stati inclusi nelle ipotesi per i flussi di cassa futuri delle diverse CGU. Il complesso delle valutazioni effettuate ha determinato la decisione di utilizzare lo scenario più probabile, lasciando le opportune considerazioni sui possibili scenari alternativi alle specifiche analisi di sensitività.

- valore terminale:

il valore terminale viene calcolato assumendo che, al termine dell'orizzonte temporale espresso, la CGU produca un flusso costante (perpetuo). Il tasso annuo di crescita perpetua (g) per la determinazione del valore terminale è basato sulla crescita a lungo termine prevista per il settore nel Paese in cui si opera. L'evoluzione dei settori cemento e calcestruzzo, in particolare, è correlata ai consumi medi pro-capite, alla crescita demografica e al PIL del Paese di riferimento (o nel quale il bene è utilizzato); tali parametri sono riflessi nel fattore "g", fissato per ogni nazione come segue:

(in %) ITA GER NLD CZE POL UKR LUX RUS USA
g
31 dicembre 2022 0,59% 1,32% 1,30% 2,59% 2,30% 10,49% 2,83% 4,93% 1,48%
31 dicembre 2021 1,60% 1,98% 1,80% 3,18% 3,32% 5,68% 3,20% 4,44% 2,46%

- tasso di attualizzazione:

il tasso di attualizzazione (WACC) rappresenta il rendimento atteso dai finanziatori della società e dai soci per impiegare i propri capitali nell'azienda; esso è calcolato come media ponderata tra il costo del capitale di rischio e il costo del debito, tenendo conto del rischio specifico Paese. I tassi applicati alle principali CGU, al netto dell'effetto fiscale, sono i seguenti:

(in %) ITA GER NLD CZE POL UKR LUX RUS USA
WACC
31 dicembre 2022 9,46% 5,90% 6,03% 7,14% 7,54% 32,26% 5,98% 21,57% 7,55%
31 dicembre 2021 6,69% 4,54% 4,62% 5,29% 5,52% 14,90% 4,58% 9,32% 6,24%

L'esercizio 2022 è stato caratterizzato da un forte incremento del WACC, a causa degli aumenti dei tassi di interesse decisi dalle banche centrali per contrastare le spinte

inflazionistiche derivanti dall'evoluzione del quadro macroeconomico del postpandemia e da quello geopolitico del conflitto Russia-Ucraina.

Ove presenti, la valutazione ha tenuto conto anche del valore equo delle cave di proprietà, di alcuni immobili non strumentali e delle quote di emissione assegnate gratuitamente e non ancora utilizzate.

Dal confronto tra il valore recuperabile così ottenuto e il valore contabile delle varie CGU, non sono emerse indicazioni che gli avviamenti possano avere subito una perdita durevole di valore, fatta salva la svalutazione di cui sopra riferita alla CGU Russia.

Un'analisi di sensitività è stata condotta sui valori recuperabili delle varie CGU, al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto. Si può in generale affermare che con una certa riduzione dei flussi di cassa o un incremento del tasso di attualizzazione di alcuni punti percentuali, il valore recuperabile risulterebbe inferiore al valore contabile alla data di bilancio, e che alcune CGU sono più sensibili al cambiamento delle suddette ipotesi.

Un'ulteriore analisi di sensitività è stata predisposta stimando i possibili impatti relativi al conflitto in Ucraina, in particolare agendo sul tasso di crescita "g"; da tale esercizio non sono emerse indicazioni che le attività della CGU Ucraina subirebbero una riduzione durevole di valore.

20. Attività in diritto d'uso e Debiti per locazioni
Terreni e Impianti e Attrezzature
industriali e
(migliaia di euro) fabbricati macchinari commerciali Altro Totale
Al 1 gennaio 2021
Costo storico 35.759 18.343 62.009 17.133 133.244
Fondo ammortamento e svalutazioni (9.797) (4.287) (23.323) (8.112) (45.519)
Valore netto 25.962 14.056 38.686 9.021 87.725
Esercizio 2021
Valore netto di apertura 25.962 14.056 38.686 9.021 87.725
Differenze di conversione 492 73 2.842 154 3.561
Incrementi e altro 6.203 1.130 2.492 3.625 13.450
Estinzioni (1.415) - (2) (267) (1.684)
Ammortamenti e svalutazioni (5.382) (2.875) (11.145) (5.023) (24.425)
Valore netto di chiusura 25.860 12.384 32.873 7.510 78.627
Al 31 dicembre 2021
Costo storico 39.122 19.602 67.363 17.743 143.830
Fondo ammortamento e svalutazioni (13.262) (7.218) (34.490) (10.233) (65.203)
Valore netto 25.860 12.384 32.873 7.510 78.627
Esercizio 2022
Valore netto di apertura 25.860 12.384 32.873 7.510 78.627
Differenze di conversione 318 35 2.023 97 2.473
Incrementi e altro 5.194 620 14.063 5.118 24.995
Estinzioni (1.540) (1.354) - (121) (3.015)
Ammortamenti e svalutazioni (5.869) (2.455) (12.140) (4.597) (25.061)
Riclassifiche - - (393) - (393)
Valore netto di chiusura 23.963 9.230 36.426 8.007 77.626
Al 31 dicembre 2022
Costo storico 40.809 16.221 83.110 20.052 160.192
Fondo ammortamento e svalutazioni (16.846) (6.991) (46.684) (12.045) (82.566)
Valore netto 23.963 9.230 36.426 8.007 77.626

I debiti per locazioni iscritti tra le passività al 31 dicembre 2022 ammontano a 78.392 migliaia di euro. Durante l'esercizio 2022, l'effetto finanziario dovuto alla revisione dei termini dei leasing, principalmente per opzioni di proroga e di risoluzione, è stato un incremento dei debiti per locazioni e delle attività in diritto d'uso pari a 2.882 migliaia di euro.

Lo scadenziario che segue suddivide il valore attuale dei debiti per locazioni alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2022 2021
Entro 6 mesi 11.003 10.625
Tra 6 e 12 mesi 9.257 11.825
Tra 1 e 5 anni 44.867 43.529
Oltre 5 anni 13.265 12.286
78.392 78.265

Di seguito il dettaglio dei flussi finanziari in uscita per i leasing:

(migliaia di euro) 2022 2021
Leasing a breve termine, modesto valore e componenti variabili 5.276 4.993
Quota interessi 2.073 2.179
Quota capitale 24.525 23.283
31.874 30.455

21. Immobili, impianti e macchinari

Attrezzature Immobiliz
zazioni in
Terreni e Impianti e industriali e corso e
(migliaia di euro) fabbricati macchinari commerciali acconti Altro Totale
Al 1 gennaio 2021
Costo storico 2.745.254 4.846.098 412.079 162.972 135.887 8.302.290
Fondo ammortamento e
svalutazioni (1.130.264) (3.825.143) (307.168) (29.716) (100.594) (5.392.885)
Valore netto 1.614.990 1.020.955 104.911 133.256 35.293 2.909.405
Esercizio 2021
Valore netto di apertura 1.614.990 1.020.955 104.911 133.256 35.293 2.909.405
Differenze di conversione 104.266 47.900 6.616 6.212 2.525 167.519
Incrementi 20.576 63.208 33.177 101.212 3.002 221.175
Variazione area di
consolidamento - - (2) 2.682 - 2.680
Cessioni e altro (2.310) (255) (415) (142) (54) (3.176)
Ammortamenti e svalutazioni (42.749) (143.259) (22.747) (245) (8.557) (217.557)
Riclassifiche 4.395 56.066 6.056 (76.807) 6.906 (3.384)
Valore netto di chiusura 1.699.168 1.044.615 127.596 166.168 39.115 3.076.662
Al 31 dicembre 2021
Costo storico 2.896.648 5.055.262 453.045 172.450 147.581 8.724.986
Fondo ammortamento e
svalutazioni (1.197.480) (4.010.647) (325.449) (6.282) (108.466) (5.648.324)
Valore netto 1.699.168 1.044.615 127.596 166.168 39.115 3.076.662
Esercizio 2022
Valore netto di apertura 1.699.168 1.044.615 127.596 166.168 39.115 3.076.662
Differenze di conversione 80.562 32.881 5.021 6.322 1.455 126.241
Incrementi 28.404 90.340 31.064 122.490 3.678 275.976
Cessioni e altro (1.883) (822) (863) (94) (3) (3.665)
Ammortamenti e svalutazioni (46.706) (147.789) (28.319) (3.884) (9.919) (236.617)
Riclassifiche 52.942 48.759 9.657 (118.087) 8.256 1.527
Valore netto di chiusura 1.812.487 1.067.984 144.156 172.915 42.582 3.240.124
Al 31 dicembre 2022
Costo storico 3.110.000 5.199.692 487.654 179.798 158.480 9.135.624
Fondo ammortamento e
svalutazioni (1.297.513) (4.131.708) (343.498) (6.883) (115.898) (5.895.500)
Valore netto 1.812.487 1.067.984 144.156 172.915 42.582 3.240.124

Gli investimenti dell'esercizio 2022 ammontano a 275.976 migliaia di euro e sono riassunti nella relazione sulla gestione, a cui si rimanda. Nel rendiconto finanziario e nella relazione sulla gestione sono indicati secondo il criterio del pagamento effettivo (265.305 migliaia di euro).

Durante l'anno il gruppo ha iscritto nell'attivo oneri finanziari per 333 migliaia di euro su beni che giustificano una capitalizzazione (266 migliaia di euro nel 2021). Gli oneri finanziari sono stati capitalizzati a un tasso del 2,25% (1,96% nel 2021).

Le differenze di conversione, positive per 126.241 migliaia di euro, riflettono essenzialmente il rafforzamento del cambio dollaro/euro e rublo/euro. Nel 2021 l'andamento del dollaro, del rublo e dell'hryvnia aveva dato luogo a differenze di conversione sempre positive, pari a 167.519 migliaia di euro.

Le garanzie reali sulle attività delle società consolidate sono costituite da pegni su attrezzature industriali e commerciali per 39 migliaia di euro al 31 dicembre 2022 (104 migliaia di euro nel 2021).

Nel corso del 2006 Buzzi Unicem USA ha stipulato una serie di accordi con la Contea di Jefferson in Missouri, riguardanti lo stabilimento di Selma. La proprietà dello stabilimento è stata trasferita alla Contea e contestualmente concessa dalla Contea in leasing al cedente, nell'ambito di un contratto di sale and lease-back. Parallelamente Buzzi Unicem USA ha sottoscritto un prestito obbligazionario emesso dalla Contea, della medesima durata, il cui saldo al 31 dicembre 2022 ammonta a 88.126 migliaia di euro. La nostra controllata è responsabile della gestione e della manutenzione dei beni in leasing e ha l'opzione di riscattare la proprietà per \$1 al termine del contratto. Nel caso in cui l'opzione d'acquisto non venisse esercitata, Buzzi Unicem USA dovrà pagare il 125% delle tasse dovute. L'accordo così strutturato consente l'abbattimento del 60% delle tasse sulla proprietà per circa quindici anni. Poiché non vi è stato né vi sarà alcun flusso finanziario tra le parti, in applicazione dei vigenti principi contabili e nel rispetto della sostanza economica della transazione, la società non ha contabilizzato la sottoscrizione delle obbligazioni e il debito finanziario per leasing. Il costo storico della proprietà è rimasto tra i cespiti ed è soggetto alla normale procedura di ammortamento. Il valore netto contabile dei cespiti alla data di bilancio è 24.735 migliaia di euro.

Nel corso del 2015 Buzzi Unicem USA ha stipulato una serie di accordi analoghi a quelli sopra descritti con la Contea di Bel Aire in Kansas riguardanti un terminale di distribuzione nella città di Wichita. Il relativo valore netto contabile dei cespiti alla data di bilancio è 4.739 migliaia di euro.

22. Investimenti immobiliari

Sono contabilizzati al costo e ammontano a 17.561 migliaia di euro, con un decremento di 136 migliaia di euro rispetto all'esercizio precedente.

Il valore equo al 31 dicembre 2022, sulla base di valutazioni interne ed esterne indipendenti, è pari a 22.480 migliaia di euro (23.461 migliaia nel 2021) ed è classificabile come livello 2, in quanto si basa su dati osservabili. La determinazione del valore di mercato effettuata con valutazioni interne è avvenuta utilizzando stime comparative basate su recenti transazioni di immobili analoghi, ove disponibili, e confrontando le stesse con informazioni provenienti dagli operatori immobiliari attivi nella zona d'interesse e con altre banche dati pubbliche.

(migliaia di euro) 2022 2021
Al 1 gennaio
Costo storico 21.335 23.396
Fondo ammortamento e svalutazioni (3.638) (4.634)
Valore netto 17.697 18.762
Differenze di conversione 62 79
Incrementi 11 122
Cessioni e altro (209) (1.101)
Ammortamenti e svalutazioni - (293)
Riclassifiche - 128
Al 31 dicembre 17.561 17.697
Costo storico 20.252 21.335
Fondo ammortamento e svalutazioni (2.691) (3.638)
Valore netto 17.561 17.697

23. Partecipazioni in società collegate e a controllo congiunto

Gli importi iscritti nello stato patrimoniale sono analizzati nel dettaglio che segue:

(migliaia di euro) 2022 2021
Imprese collegate valutate col metodo del patrimonio netto 168.805 156.351
Imprese a controllo congiunto valutate col metodo
del patrimonio netto 369.189 306.053
537.994 462.404

Sull'incremento netto di 75.590 migliaia di euro hanno influito: in aumento, il risultato netto pro-quota delle partecipate per 117.551 migliaia di euro e le differenze di conversione per 38.347 migliaia di euro; in diminuzione, l'eliminazione dei dividendi ricevuti per 75.751 migliaia di euro.

In presenza di indicatori di impairment il valore contabile delle partecipazioni viene sottoposto a verifica per riduzione durevole di valore. Nel determinare il valore d'uso la società ha stimato la quota attualizzata dei flussi finanziari futuri. In certi casi, nel determinare i valori, si è tenuto conto anche di alcuni cespiti immobiliari di proprietà. Dal confronto tra il valore recuperabile così ottenuto e il valore contabile, non sono emerse indicazioni che tali attività possano aver subito una perdita durevole di valore, eccezion fatta per la partecipazione in Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA, per

la quale il valore recuperabile ottenuto con il metodo dei flussi attesi è risultato inferiore al valore contabile; si è proceduto pertanto a una svalutazione di 1.559 migliaia di euro.

Inoltre, è stata condotta un'analisi di sensitività sul valore recuperabile al fine di verificare gli effetti di eventuali cambiamenti, ragionevolmente possibili, nelle principali ipotesi. In particolare, si è ragionato su variazioni nel costo del denaro (e conseguentemente del tasso di attualizzazione WACC) e del flusso di cassa operativo netto.

Si può in generale affermare che solo con una riduzione dei flussi di cassa di una certa entità o con un incremento del tasso di attualizzazione di alcuni punti percentuali, il valore recuperabile risulterebbe inferiore al valore contabile alla data di bilancio, e che alcune partecipazioni sono più sensibili al cambiamento delle suddette ipotesi.

23.1 Imprese collegate

Di seguito sono riportate le società collegate che, secondo gli amministratori, alla data di bilancio sono significative per il gruppo. Queste collegate hanno un capitale sociale costituito solo da azioni ordinarie detenute direttamente o indirettamente dalla società. La sede legale è anche la sede operativa principale.

Natura delle interessenze in collegate:

Sede
Natura operativa/ % di Valore Metodo
Nome della società dell'attività sede legale partecipazione di carico di valutazione
Société des Ciments patrimonio
de Hadjar Soud EPE SpA Nota 1 Algeria 35,0 40.037 netto
Société des Ciments patrimonio
de Sour El Ghozlane EPE SpA Nota 1 Algeria 35,0 36.102 netto
Salonit Anhovo patrimonio
Gradbeni Materiali dd Nota 2 Slovenia 25,0 36.039 netto

Nota 1

Il gruppo detiene il 35% di Société des Ciments de Sour El Ghozlane EPE SpA e Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA, due cementerie a ciclo completo operanti in Algeria. Si tratta di partnership strategiche per la presenza del gruppo sui mercati emergenti, dove la residua quota di controllo è detenuta dallo Stato algerino tramite la holding industriale GICA.

Nota 2

Il gruppo detiene il 25% di Salonit Anhovo Gradbeni Materiali dd, società che possiede un moderno stabilimento di produzione cemento in Slovenia, a pochi chilometri dal confine italiano. Salonit Anhovo è l'attore principale sul mercato sloveno e inoltre esporta regolarmente una quota importante della propria produzione verso le regioni italiane confinanti.

Le tre società collegate significative sono tutte private e non esistono prezzi di mercato quotati delle rispettive azioni. Non ci sono passività potenziali relative alla quota di partecipazione del gruppo nelle stesse collegate.

Informazioni finanziarie riassuntive riferite alle imprese collegate

Di seguito sono dettagliate le informazioni abbreviate relative alle società collegate significative per il gruppo, tutte valutate col metodo del patrimonio netto:

Société des Ciments de Hadjar Soud EPE SpA Société des Ciments de
Sour El Ghozlane EPE SpA
Salonit Anhovo
Gradbeni Materiali dd
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021 2022 2021
Stato Patrimoniale
riassuntivo
Attività correnti
Disponibilità liquide 16.114 12.591 25.730 23.465 10.960 13.247
Altre attività correnti
(escluse disponibilità liquide) 30.808 29.470 34.554 32.835 54.047 38.331
46.922 42.061 60.284 56.300 65.007 51.578
Attività non correnti 84.756 87.787 57.841 49.637 110.627 111.852
Passività correnti
Passività finanziarie
(esclusi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) - - - - 2.163 3.723
Altre passività correnti
(compresi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti)
9.898 11.849 9.055 7.158 22.674 23.268
9.898 11.849 9.055 7.158 24.837 26.991
Passività non correnti
Passività finanziarie
(esclusi altri debiti e fondi) - - - - 5.027 7.151
Altre passività non correnti
(compresi altri debiti e fondi)
7.388 7.924 5.921 5.480 1.930 2.627
7.388 7.924 5.921 5.480 6.957 9.778
Conto Economico riassuntivo
Ricavi netti 29.672 33.243 34.017 28.437 132.800 97.955
Ammortamenti e svalutazioni (13.075) (8.393) (7.046) (19.331) (10.040) (9.165)
Proventi finanziari 1.664 971 922 677 1.200 424
Oneri finanziari (16) (52) (2) (9) (479) (352)
Imposte sul reddito (381) (1.048) (1.842) (1.242) (2.708) (1.249)
Utile (perdita) dell'esercizio (1.067) 2.629 5.472 1.468 27.193 12.792
Altre componenti di
conto economico complessivo 8.166 3.204 7.267 2.569 - -
Totale conto economico
complessivo
7.099 5.833 12.739 4.037 27.193 12.792

Le informazioni sopra riportate riflettono gli importi presentati nel bilancio di ciascuna collegata (e non la quota Buzzi Unicem di tali importi), rettificati per le eventuali differenze nelle politiche contabili rispetto a quelle del gruppo.

Riconciliazione delle informazioni finanziarie riassuntive

Si riporta di seguito la riconciliazione tra le informazioni finanziarie sopra riportate e il valore contabile delle partecipazioni nelle imprese collegate che si considerano significative:

Société des Ciments de
Société des Ciments de
Hadjar Soud EPE SpA
Sour El Ghozlane EPE SpA
Salonit Anhovo
Gradbeni Materiali dd
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021 2022 2021
Attività nette iniziali
al 1 gennaio 110.075 106.965 93.298 92.173 126.661 123.883
Utile (perdita) dell'esercizio (1.067) 2.629 5.472 1.468 27.193 12.792
Dividendi deliberati (2.782) (2.723) (2.888) (2.911) (10.014) (10.014)
Differenze di conversione 8.166 3.204 7.267 2.568 - -
Attività nette finali 114.392 110.075 103.149 93.298 143.840 126.661
Quota di partecipazione
(35%; 35%; 25%) 40.037 38.526 36.102 32.654 35.960 31.665
Avviamento - - - - 79 129
Valore contabile 40.037 38.526 36.102 32.654 36.039 31.794

23.2 Imprese a controllo congiunto

Di seguito sono riportate le due joint venture che, secondo gli amministratori, alla data di bilancio sono significative per il gruppo:

Nome della società Sede operativa/
sede legale
% di
partecipazione
Valore
di carico
Metodo
di valutazione
Corporación Moctezuma, SAB de CV Messico 33,0 182.715 patrimonio netto
Nacional Cimentos Participações SA
(già BCPAR SA) Brasile 50,0 175.508 patrimonio netto

Corporación Moctezuma, SAB de CV ha un capitale sociale costituito solo da azioni ordinarie, al quale la società partecipa indirettamente. Corporación Moctezuma è la holding di un gruppo che produce e vende cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali. Si tratta di una partecipazione strategica per il gruppo, le cui attività sono situate in Messico.

Al 31 dicembre 2022, il valore equo della nostra quota di partecipazione in Corporación Moctezuma, SAB de CV, società quotata sul mercato azionario gestito da Bolsa Mexicana de Valores, era pari a 836.458 migliaia di euro (845.721 migliaia nel 2021).

Nacional Cimentos Participações SA (già BCPAR SA) ha un capitale sociale costituito solo da azioni ordinarie, al quale la società partecipa direttamente. Nacional Cimentos Participações SA è la holding di un gruppo che produce e vende cemento, attraverso sette stabilimenti operanti in Brasile, uno nella regione nord-est del Paese (stato di Paraíba) e gli altri nel sud-est (stato di Minas Gerais). Si tratta, anche in questo caso, di una partecipazione strategica per il gruppo.

Informazioni finanziarie riassuntive riferite alle imprese a controllo congiunto

Di seguito sono dettagliate le informazioni finanziarie abbreviate relative alle società a controllo congiunto significative, valutate col metodo del patrimonio netto:

Nacional Cimentos Participações SA
Corporación Moctezuma, SAB de CV (già BCPAR SA)
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021
Stato Patrimoniale riassuntivo
Attività correnti
Disponibilità liquide 240.359 183.262 115.527 95.996
Altre attività correnti
(escluse disponibilità liquide) 97.315 87.118 122.495 85.045
337.674 270.380 238.022 181.041
Attività non correnti 340.078 293.716 523.457 474.588
Passività correnti
Passività finanziarie
(esclusi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) 2.482 2.806 68.190 14.849
Altre passività correnti
(compresi debiti commerciali,
altri debiti e accantonamenti) 128.660 82.313 41.214 27.686
131.142 85.119 109.404 42.535
Passività non correnti
Passività finanziarie
(esclusi altri debiti e fondi) 3.507 1.186 279.092 313.695
Altre passività non correnti
(compresi altri debiti e fondi) 6.072 15.661 17.911 17.148
9.579 16.847 297.004 330.843
Conto Economico riassuntivo
Ricavi netti 768.506 661.552 400.213 253.426
Ammortamenti e svalutazioni (23.388) (27.737) (37.010) (15.690)
Proventi finanziari 21.191 14.082 30.068 34.950
Oneri finanziari (15.197) (9.106) (23.207) (38.272)
Imposte sul reddito (81.272) (70.822) (23.535) 5.019
Utile (perdita) dell'esercizio 207.015 189.108 62.557 63.675
Altre componenti di
conto economico complessivo 49.171 24.742 24.234 2.174
Totale conto economico
complessivo 256.186 213.850 86.791 65.849

Le informazioni sopra riportate riflettono gli importi presentati nel bilancio delle partecipate a controllo congiunto (e non la quota Buzzi Unicem di tali importi), rettificati per le eventuali differenze nelle politiche contabili rispetto a quelle del gruppo.

Riconciliazione delle informazioni finanziarie riassuntive

Si riporta di seguito la riconciliazione tra le informazioni finanziarie sopra riportate e il valore contabile delle partecipazioni nelle imprese a controllo congiunto che si considerano significative:

Corporación Moctezuma, SAB de CV Nacional Cimentos Participações SA
(già BCPAR SA)
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021
Attività nette iniziali al 1 gennaio 462.264 398.220 229.692 173.146
Utile dell'esercizio 207.015 189.108 62.557 63.675
Utili (perdite) attuariali su benefici
successivi al rapporto di lavoro
129 1.761 - -
Dividendi deliberati (162.490) (145.340) (28.325) (9.295)
Differenze di conversione 49.042 22.981 24.234 2.041
Altre (18.770) (4.466) - 125
Attività nette finali 537.190 462.264 288.157 229.692
Quota di partecipazione
(33%; 50%) 182.715 156.107 144.079 114.846
Avviamento - - 31.429 28.128
Valore contabile 182.715 156.107 175.508 142.974

24. Partecipazioni al valore equo

Si tratta di investimenti in società controllate non consolidate e in altre imprese, tutte non quotate.

(migliaia di euro) Imprese
controllate
Altre
imprese
Totale
Al 1 gennaio 2022 908 11.314 12.222
Incrementi - 60 60
Variazioni di valore equo - 308 308
Svalutazioni - (2.067) (2.067)
Cessioni e altro - 72 72
Al 31 dicembre 2022 908 9.687 10.595

25. Strumenti finanziari derivati

Al 31 dicembre 2022 il valore dello strumento finanziario derivato relativo all'opzione put e call sul restante 50% del capitale di Nacional Cimentos Participações SA (già BCPAR SA), basato sulle modalità di calcolo concordate tra le parti, corrisponde a una attività di 11.031 migliaia di euro. Esso è definito come il differenziale tra il prezzo d'esercizio dell'opzione e il valore equo della quota da acquisire. La variazione del valore equo del derivato è stata rilevata direttamente a conto economico (nota 16).

La descrizione e il valore equo stimato degli strumenti derivati in essere sono di seguito sintetizzati:

2022 2021
Valore Valore
(migliaia di euro) Nozionale equo Nozionale equo
Opzione Nacional Cimentos Participações SA (già
BCPAR SA) 282.722 11.031 254.325 6.948

26. Crediti e altre attività non correnti

(migliaia di euro) 2022 2021
Finanziamenti a terzi e leasing 2.074 2.376
Finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto 226.890 213.757
Finanziamenti a clienti 9.830 9.306
Crediti tributari 840 862
Attività finanziarie non correnti - 19.907
Crediti verso dipendenti 870 784
Depositi cauzionali attivi 12.959 13.493
Altri 8.805 9.820
262.268 270.305

I finanziamenti a terzi e leasing sono principalmente fruttiferi e adeguatamente garantiti.

La riga finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto si riferisce al prestito concesso a Companhia Nacional de Cimento (CNC, controllata al 100% da Nacional Cimentos Participações SA, già BCPAR SA), per l'acquisto delle società del gruppo CRH operanti in Brasile avvenuto nel 2021.

I finanziamenti a clienti sono costituiti da prestiti fruttiferi di interessi concessi ad alcuni importanti clienti negli Stati Uniti, a condizioni di mercato; essi sono adeguatamente garantiti e soddisfatti regolarmente.

La riga attività finanziarie non correnti, nel 2021, comprendeva gli investimenti in gestioni patrimoniali, sottoscritte per un valore nominale iniziale di 20.000 migliaia di euro e successivamente liquidati nel corso del 2022.

I crediti verso dipendenti includono prestiti concessi agli stessi per 348 migliaia di euro (335 migliaia nel 2021).

I depositi cauzionali rappresentano essenzialmente investimenti monetari vincolati per garantire il pagamento di benefici nell'ambito di piani pensionistici negli Stati Uniti per 11.948 migliaia di euro, oltre a depositi assicurativi.

I crediti compresi in questa voce che scadono oltre i 5 anni ammontano a 20.718 migliaia di euro (20.243 migliaia nel 2021). La massima esposizione al rischio di credito è rappresentata dal valore di carico dei crediti sopra menzionati.

27. Rimanenze

(migliaia di euro) 2022 2021
Materie prime, sussidiarie e di consumo 424.476 320.429
Semilavorati 110.283 69.962
Prodotti finiti e merci 101.161 70.306
Acconti 2.995 1.883
Diritti di emissione 82.108 37.430
721.023 500.010

Gli aumenti e le diminuzioni che hanno interessato le varie categorie sono stati determinati dall'andamento e dai ritmi di produzione e di vendita, dal prezzo dei fattori consumati e rimasti in scorta (soprattutto), nonché dalle variazioni intervenute nei tassi di cambio utilizzati per la conversione dei bilanci esteri.

L'importo indicato è al netto di un fondo obsolescenza per totali 37.836 migliaia di euro (34.160 migliaia nell'esercizio precedente).

28. Crediti commerciali

(migliaia di euro) 2022 2021
Crediti commerciali 542.095 457.943
Meno: Fondo svalutazione crediti (14.626) (15.479)
Crediti commerciali, netto 527.469 442.464
Altri crediti commerciali:
Verso imprese collegate 14.158 13.239
Verso imprese controllanti 48 32
541.675 455.735

I crediti commerciali non sono fruttiferi e hanno generalmente scadenza compresa tra 30 e 120 giorni.

I saldi di fine anno verso imprese collegate derivano da normali e regolari rapporti commerciali con società appartenenti ai settori calcestruzzo preconfezionato e cemento.

I crediti commerciali netti sono denominati nelle seguenti valute:

(migliaia di euro) 2022 2021
Euro 324.867 241.217
Dollaro USA 153.112 157.867
Rublo russo 18.581 13.488
Corona ceca 19.366 17.217
Zloty polacco 10.414 9.407
Altre valute 1.129 3.268
527.469 442.464

La seguente tabella contiene la movimentazione del fondo svalutazione crediti durante l'anno:

(migliaia di euro) 2022 2021
Al 1 gennaio 15.479 22.692
Differenze di conversione 306 586
Variazione area di consolidamento - (18)
Accantonamenti 2.687 1.915
Cancellazione crediti inesigibili (2.856) (8.795)
Rilasci e altro (990) (901)
Al 31 dicembre 14.626 15.479

Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, al netto dei relativi rilasci, sono compresi nella voce altri costi operativi del conto economico (nota 12). L'informazione circa l'esposizione al rischio di credito si trova nella nota 3.1.

29. Altri crediti

(migliaia di euro) 2022 2021
Crediti tributari 48.065 38.011
Crediti verso istituti previdenziali 166 208
Finanziamenti a imprese controllate non consolidate e
collegate 3.135 793
Finanziamenti a clienti 73 72
Crediti verso fornitori 15.276 6.623
Crediti verso dipendenti 281 403
Altre attività finanziarie correnti 2.442 1.427
Finanziamenti a terzi e leasing 394 282
Ratei attivi per interessi 2.150 1.280
Altri ratei e risconti attivi 16.293 11.461
Altri 11.073 14.033
99.348 74.593

La riga crediti tributari accoglie gli acconti periodici delle imposte dirette (21.106 migliaia di euro, di cui 10.050 migliaia di euro per crediti d'imposta su acquisti di energia elettrica in Italia) e l'eventuale posizione a credito per imposta sul valore aggiunto (26.840 migliaia di euro). Sono altresì compresi gli importi dovuti dalla controllante Fimedi SpA alle società italiane che aderiscono al consolidato fiscale ai fini dell'imposta sul reddito nazionale.

I finanziamenti a clienti rappresentano la quota a breve termine dei prestiti fruttiferi di interessi concessi in Stati Uniti (nota 26).

Tra i crediti verso fornitori sono compresi principalmente anticipi su forniture di gas, energia elettrica e altri servizi. L'incremento è principalmente legato agli acconti pagati in Italia ai fornitori di energia elettrica, nei confronti dei quali la posizione debitoria è visibilmente cresciuta per effetto della galoppante inflazione.

I risconti attivi sono relativi a costi operativi di competenza dell'esercizio successivo.

La riga altri diminuisce principalmente grazie all'incasso del credito relativo alla vendita, avvenuta nel 2021, di beni immobili non strumentali per 2.400 migliaia di euro.

30. Disponibilità liquide

(migliaia di euro) 2022 2021
Cassa e depositi bancari 1.107.834 692.004
Depositi a breve termine 233.654 511.607
1.341.488 1.203.611

Circa il 35,8% del totale di 1.341.488 migliaia di euro è detenuto dalle società operative estere (77,9% nel 2021). A fine esercizio, il tasso di interesse medio sulle disponibilità liquide investite a breve termine è circa 3,05% (1,02% nel 2021), con i tassi medi degli investimenti e depositi in euro a 1,12%, in dollari americani a 3,67% e in altre valute a 7,18%. Tali titoli e depositi hanno una scadenza media inferiore a 60 giorni.

Il cash flow, il capitale d'esercizio e le disponibilità liquide delle controllate sono amministrati localmente ma con il coordinamento di una funzione centrale, al fine di assicurare una gestione efficiente ed efficace delle risorse generate e/o delle necessità finanziarie.

Le disponibilità liquide sono denominate nelle seguenti valute:

(migliaia di euro) 2022 2021
Euro 608.659 185.792
Dollaro USA 612.666 790.985
Rublo russo 69.838 132.055
Altre valute 50.325 94.779
1.341.488 1.203.611

31. Attività possedute per la vendita

Si riferiscono principalmente a un terreno situato a San Antonio, TX (2.931 migliaia di euro), ad alcuni impianti e macchinari dello stabilimento inattivo di Travesio (PN) (1.235 migliaia di euro) e al centro di macinazione inattivo di Manfredonia (FG) (870 migliaia di euro).

32. Capitale sociale

Alla data di bilancio il capitale sociale è così composto:

(numero di azioni) 2022 2021
Azioni emesse e interamente versate
Azioni ordinarie 192.626.154 192.626.154
192.626.154 192.626.154
Capitale sociale (migliaia di euro) 123.637 123.637

Il numero di azioni in circolazione si è modificato durante il 2022 e a fine esercizio risulta essere il seguente:

(numero di azioni) 2022
Al 1 gennaio 2022
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (494.316)
Azioni in circolazione a inizio esercizio 192.131.838
Esercizio 2022
Acquisto azioni proprie (7.000.000)
Al 31 dicembre 2022
Azioni emesse 192.626.154
Meno: Azioni proprie (7.494.316)
Azioni in circolazione a fine esercizio 185.131.838

Nel corso dell'esercizio, sono state acquistate n. 7.000.000 azioni proprie, pari al 3,634% del capitale sociale, per un controvalore complessivo di 123.218 migliaia di euro, nell'ambito dell'autorizzazione deliberata dall'assemblea degli azionisti del 7 maggio 2021.

Corrisponde al sovrapprezzo pagato in occasione degli aumenti di capitale avvenuti nel tempo. La riserva ammonta a 458.696 migliaia di euro al 31 dicembre 2022 ed è invariata rispetto allo scorso esercizio.

34. Altre riserve

La voce include riserve di varia natura, elencate e descritte nella tabella che segue:

(migliaia di euro) 2022 2021
Differenze di conversione (272.162) (514.160)
Riserve di rivalutazione 88.286 88.286
Avanzo di fusione 249.177 249.177
Altre 117.989 117.603
183.290 (59.094)

La riserva differenze di conversione accoglie le differenze di cambio generatesi a partire dal primo consolidamento dei bilanci espressi in valuta estera. La variazione netta positiva di 241.998 migliaia di euro risulta da due fenomeni opposti: in aumento di 173.773 migliaia per il rafforzamento del dollaro, 46.403 migliaia del rublo russo, 15.612 migliaia del real brasiliano, 16.681 migliaia del peso messicano e 5.396 migliaia del dinaro algerino; in diminuzione di 14.130 migliaia per la svalutazione delle hryvnia ucraina e 1.737 migliaia delle altre valute in Europa Orientale.

35. Utili portati a nuovo

La voce è composta dagli utili portati a nuovo e dal risultato del periodo attribuibile agli azionisti della società. Essa comprende anche la riserva legale del bilancio separato di Buzzi Unicem SpA, le variazioni nei patrimoni netti delle società consolidate di competenza della capogruppo avvenute dopo la prima operazione di consolidamento e le riserve di rivalutazione da contabilità per l'inflazione delle società messicane maturate fino al 2001.

Nell'esercizio sono avvenute alcune operazioni con azionisti di minoranza successive all'acquisizione del controllo, il cui effetto complessivo ha dato luogo a un aumento di 1.224 migliaia di euro.

Le variazioni degli utili e delle perdite generatesi a seguito delle valutazioni attuariali sulle passività per benefici ai dipendenti, al netto delle relative imposte differite hanno comportato nel 2022 un incremento degli utili portati a nuovo pari a 64.471 migliaia di euro.

36. Patrimonio netto di terzi

Il saldo si riferisce a Cimalux SA per 3.376 migliaia di euro, Betonmortel Centrale Groningen (B.C.G.) BV per 1.387 migliaia di euro e altre minori.

Informazioni finanziarie riassuntive riferite a controllate con partecipazioni di minoranza significative

Di seguito sono dettagliate le informazioni finanziarie abbreviate relative a Cimalux SA, prima delle eliminazioni infragruppo. La società opera nel settore del cemento, in

Lussemburgo. Secondo gli amministratori si tratta dell'unica controllata con partecipazioni di minoranza significative per il gruppo.

Nome della controllata Sede operativa/
Interessi di
sede legale
minoranza
Utile attribuibile ad
azionisti terzi
Patrimonio netto di
terzi
2022 2021 2022 2021 2022 2021
Cimalux SA Lussemburgo 1,57% 1,57% 15 371 3.376 3.549
(migliaia di euro) 2022 2021
Stato Patrimoniale riassuntivo
Attività non correnti 88.487 86.168
Attività correnti 170.347 183.191
Passività non correnti 16.098 21.465
Passività correnti 27.549 21.642
Attività nette 215.187 226.252
Conto Economico riassuntivo
Ricavi netti 123.680 108.971
Costi operativi (116.700) (94.869)
Ammortamenti e svalutazioni (7.714) (7.291)
Proventi finanziari 3.127 19.078
Oneri finanziari (1.198) (488)
Imposte sul reddito (180) (1.717)
Utile dell'esercizio 1.015 23.684
Altre componenti di conto economico complessivo 4.064 920
Totale conto economico complessivo 5.079 24.604
Totale conto economico complessivo attribuibile ad azionisti terzi 64 14
Dividendi pagati ad azionisti terzi 235 111
Rendiconto Finanziario riassuntivo
Flusso monetario da attività operative
Cassa generata dalle operazioni (7.528) 17.354
Interessi passivi pagati (10) (5)
Imposte sul reddito pagate (1.109) (3.267)
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività operative (8.647) 14.082
Flusso monetario netto generato (assorbito)
dalle attività d'investimento
(9.080) 14.393
Flusso monetario netto generato (assorbito) dalle attività di finanziamento 14.987 (27.505)
Aumento (diminuzione) delle disponibilità liquide (2.740) 970
Disponibilità liquide iniziali 5.714 4.744
Disponibilità liquide finali 2.974 5.714

37. Finanziamenti

(migliaia di euro) 2022 2021
Finanziamenti a lungo termine
Prestiti obbligazionari non convertibili - 498.802
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 608.150 489.149
608.150 987.951
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine
Prestiti obbligazionari non convertibili 499.907 -
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 94.121 136.635
594.028 136.635
Finanziamenti a breve termine
Debiti verso banche - 942
Ratei passivi per interessi 12.544 11.534
12.544 12.476

Nel 2022 il tasso medio d'interesse sull'indebitamento finanziario è stato pari a 2,74% (2,05% nel 2021).

Alla data di bilancio, l'esposizione alle variazioni dei tassi d'interesse e le date contrattualmente previste per il rinnovo del costo dei finanziamenti sono sintetizzabili come segue:

(migliaia di euro) 2022 2021
Entro 6 mesi 512.656 42.565
Tra 6 e 12 mesi 93.916 106.546
Tra 1 e 5 anni 607.153 986.953
Oltre 5 anni 997 998
1.214.722 1.137.062

Prestiti obbligazionari non convertibili

Alla data di bilancio la riga comprende unicamente il prestito obbligazionario "Buzzi Unicem €500.000.000 - 2,125% Notes due 2023" emesso nel mese di aprile 2016, per un importo nominale di euro 500 milioni e durata 7 anni. Le obbligazioni, collocate esclusivamente presso investitori qualificati e quotate presso la Borsa di Lussemburgo, hanno un taglio minimo di euro 100.000 e pagano una cedola annua fissa del 2,125%. Il prezzo di emissione è stato pari a 99,397 e i titoli sono stati rimborsati anticipatamente in unica soluzione il 28 gennaio 2023. Tale prestito è valutato al costo ammortizzato, corrispondente a un tasso di interesse effettivo del 2,312% ed è iscritto in bilancio per un importo pari a 499.907 migliaia di euro.

Debiti verso banche e altri finanziamenti

La variazione dell'esercizio è dovuta a un aumento di 200.145 migliaia di euro per accensione di nuovi finanziamenti e un decremento per rimborsi in linea capitale di 136.792 migliaia di euro.

Al 31 dicembre 2022 il gruppo dispone di linee di credito confermate inutilizzate per 194.302 migliaia di euro (203.552 migliaia nel 2021), di cui 187.320 migliaia di euro in capo a Buzzi Unicem SpA, a tasso variabile, scadenti nel 2023, e i rimanenti 6.982 migliaia di euro in capo a Dyckerhoff GmbH e alle sue controllate, sempre a tasso variabile e scadenti nel 2023.

In merito a tassi e valute, il debito lordo al 31 dicembre 2022 è ripartito in sintesi come segue: 24% variabile e 76% fisso; 18% denominato in dollari e 82% in euro.

La seguente tabella mostra il valore contabile dei finanziamenti iscritto in bilancio e il confronto con il loro valore equo:

2022 2021
(migliaia di euro) Valore
contabile
Valore
equo
Valore
contabile
Valore
equo
Finanziamenti a tasso variabile
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 293.099 294.926 88.190 90.170
Finanziamenti a tasso fisso
Prestiti obbligazionari non convertibili 499.907 490.855 498.802 504.895
Finanziamenti non assistiti da garanzie reali 409.172 402.579 538.536 569.495
1.202.178 1.188.360 1.125.528 1.164.560

Il valore equo è basato sui flussi di cassa attualizzati ai tassi di finanziamento correnti per il gruppo ed è riconducibile al livello 2 della relativa gerarchia.

38. Benefici per i dipendenti

La voce include benefici a favore dei dipendenti successivi alla cessazione del rapporto di lavoro e altri benefici a lungo termine.

Benefici successivi al rapporto di lavoro

Consistono in piani pensionistici, assicurazioni sulla vita e piani di assistenza sanitaria, indennità di fine rapporto e altro. Le società del gruppo garantiscono benefici successivi al termine del rapporto di lavoro per i propri dipendenti sia direttamente che indirettamente, contribuendo a fondi esterni al gruppo. La modalità secondo cui i benefici sono garantiti varia a seconda delle condizioni legali, fiscali ed economiche dei paesi in cui il gruppo opera. Le obbligazioni si riferiscono sia ai dipendenti attivi, sia a quelli non più attivi. I debiti per contributi da versare sono inclusi nella voce altri debiti.

Piani a contribuzione definita

Si riferiscono principalmente a piani pubblici e/o integrativi privati in Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Polonia, Repubblica Ceca e Stati Uniti. Piani pensione a contribuzione definita per benefici successivi al rapporto di lavoro esistono anche in Italia (trattamento fine rapporto lavoro o TFR per le società con almeno 50 dipendenti, dopo il 31 dicembre 2006). I costi associati ai piani a contribuzione definita sono imputati insieme agli oneri sociali a conto economico nella voce costi del personale. Da parte della società non esistono ulteriori obblighi oltre al pagamento dei contributi ai piani statali o alle società private di assicurazione.

Piani a benefici definiti

I piani a benefici definiti possono essere non finanziati (unfunded) oppure interamente /parzialmente finanziati (funded) dai contributi versati dall'impresa e, talvolta, dai suoi dipendenti a una società o fondo giuridicamente distinto dall'impresa che eroga i benefici ai dipendenti.

Italia

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è considerato un piano a benefici definiti non finanziato. Esso riflette l'obbligazione residua riferita all'indennità riconosciuta in Italia ai dipendenti fino al 31 dicembre 2006 per le società con più di 50 addetti, oppure nel corso della vita lavorativa per le altre società. La valutazione della passività viene aggiornata ogni anno, in conformità alle norme nazionali in materia di lavoro. Il fondo si estingue al momento del pensionamento o delle dimissioni e può essere parzialmente anticipato in casi particolari. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, alla durata del rapporto di lavoro e al salario percepito. L'obbligazione, che ammonta a 12.026 migliaia di euro (14.877 migliaia nel 2021), ha una durata media ponderata di 7 anni.

Germania e Lussemburgo

I piani garantiscono il servizio delle pensioni, pensionamenti anticipati, reversibilità ai superstiti, versamenti agli orfani e generalmente includono anche benefici in caso di invalidità permanente. Il livello di benefici erogati è correlato alla data di assunzione, al salario percepito e alla durata del rapporto di lavoro. L'obbligazione ha una durata media ponderata di 12 anni.

Le obbligazioni in Germania ammontano a 199.632 migliaia di euro (273.032 migliaia nel 2021) e sono parzialmente finanziate da un fondo esterno. Il valore delle attività è di

61.694 migliaia di euro (74.705 migliaia nel 2021) e riduce l'importo da iscrivere come passività.

In Germania i piani pensionistici a benefici definiti sono stati chiusi al 31 dicembre 2017. Per i dipendenti che sono entrati a far parte della società dopo il 31 dicembre 2017, è stato creato un piano a contribuzione definita. Tutti gli altri piani pensione in Germania e Lussemburgo sono finanziati solo dagli accantonamenti contabili. Nello stesso tempo, a partire dal 1 gennaio 2018, la possibilità della compensazione differita per il beneficio della pensione integrativa individuale è stata trasformata in piani a contribuzione definita. L'obbligazione per spese sanitarie in Germania è anch'essa unfunded e comprende l'impegno a rimborsare il 50% dei premi assicurativi privati ai propri exdipendenti, ai relativi coniugi e/o ai coniugi superstiti. Questo piano di assistenza sanitaria è stato chiuso nel 1993 e ha una durata media ponderata residua di circa 5 anni.

Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi, le obbligazioni per la pensione integrativa ammontano a 739 migliaia di euro (1.116 migliaia nel 2021) e si riferiscono sia al piano pensionistico cosiddetto "excedent", complementare al fondo pensione di settore, che al piano pensionistico per i dipendenti non iscritti presso tale fondo. Le obbligazioni sono finanziate attraverso versamenti a un'assicurazione. Il valore delle attività al servizio del piano presso l'assicurazione è 564 migliaia di euro (799 migliaia nel 2021) e riduce l'importo da iscrivere come passività. La durata media ponderata delle obbligazioni è 18 anni.

Stati Uniti d'America

Negli Stati Uniti d'America i piani pensionistici sono quasi completamente finanziati mentre i piani di assistenza sanitaria sono per natura unfunded. I piani pensionistici garantiscono la pensione e il pensionamento anticipato, benefici per i superstiti (coniuge o figli) e anche benefici in caso di invalidità permanente. I benefici per gli impiegati, o per i loro eredi, sono determinati in base al salario e agli anni di servizio. Per gli operai, o per i loro eredi, i benefici sono determinati in base al salario, agli anni di servizio e a un moltiplicatore rinegoziato periodicamente. La maggior parte delle obbligazioni, pari a 240.480 migliaia di euro (307.899 migliaia nel 2021), è coperta da un fondo pensione esterno; il suo valore equo di 217.251 migliaia di euro (277.450 migliaia nel 2021) riduce l'importo della passività da iscrivere. Dal 2021, a seguito della contabilizzazione di utili attuariali, il valore equo di uno specifico fondo risulta superiore al valore dell'obbligazione: il surplus è stato iscritto tra le attività e alla data di bilancio ammonta a 4.435 migliaia di euro. Questi piani sono stati chiusi dal 1 gennaio 2011 e la durata media ponderata è circa 12 anni. Esistono anche delle obbligazioni non coperte da attività verso un numero limitato di dipendenti, la cui durata media ponderata è compresa fra 8 e 12 anni.

I piani di assistenza sanitaria prevedono la copertura delle spese mediche non coperte dalla sanità pubblica oppure il pagamento di polizze assicurative private supplementari. Gli importi rimborsati ai dipendenti e, se rilevanti, ai relativi coniugi, dipendono dagli anni di servizio e non includono benefici per i superstiti. La durata media ponderata di queste obbligazioni è circa 9 anni.

Russia

I piani pensione in essere garantiscono il servizio di pensionamento e benefici agli exdipendenti quali l'assistenza sanitaria e altre forme di indennità. Il livello dei diversi

benefici forniti dipende dal salario e dalle condizioni di impiego presso il datore di lavoro. Le obbligazioni ammontano a 940 migliaia di euro (1.168 migliaia al 31 dicembre 2021) e sono garantite da specifici fondi. Il piano pensionistico è stato chiuso al 31 dicembre 2018.

Altri benefici a lungo termine

Il gruppo riconosce ai propri dipendenti altri benefici a lungo termine, la cui erogazione avviene generalmente al raggiungimento di una determinata anzianità aziendale. In questo caso il valore dell'obbligazione rilevata in bilancio riflette la probabilità che il pagamento venga erogato e la durata per cui tale pagamento sarà effettuato. Tali piani sono unfunded e la relativa obbligazione viene calcolata su base attuariale con il metodo della proiezione unitaria del credito. Gli utili e perdite attuariali derivanti da questa passività sono rilevati a conto economico. Negli Stati Uniti il gruppo sostiene un piano di remunerazione differita per certi dipendenti. Le somme trattenute sono accantonate in un trust e i profitti del trust accumulati a favore dei partecipanti. L'attività e la passività corrispondenti sono iscritte a fair value.

Le obbligazioni verso i dipendenti sono dettagliate qui di seguito:

(migliaia di euro) 2022 2021
Per categoria
Benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro:
Piani pensionistici 180.805 259.305
Piani di assistenza sanitaria 67.329 81.249
Trattamento fine rapporto 12.026 14.877
Altri benefici a lungo termine 8.075 9.414
268.235 364.845
Per area geografica
Italia 13.370 16.508
Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi 152.795 219.028
Stati Uniti d'America 100.047 125.056
Altri Paesi 2.023 4.253
268.235 364.845

Le attività per piani a benefici definiti, pari a 4.435 migliaia di euro, esposte separatamente tra le attività, si riferiscono a una specifica situazione creatasi negli Stati Uniti, ovvero una differenza positiva tra il valore equo delle attività al servizio del piano e l'obbligazione verso una determinata categoria di dipendenti.

Piani
pensionistici
Piani di assistenza
sanitaria
Trattamento
fine rapporto
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021 2022 2021
Valore attuale dei piani finanziati 437.723 577.370 - - - -
Fair value delle attività a servizio dei piani (279.807) (352.954) - - - -
157.916 224.416 - - - -
Valore attuale dei piani non finanziati 18.454 27.984 67.329 81.249 12.026 14.877
Attività per piani a benefici definiti 4.435 6.905 - - - -
Passività a bilancio 180.805 259.305 67.329 81.249 12.026 14.877

I valori iscritti a bilancio per i benefici successivi al rapporto di lavoro sono rappresentati come segue:

La movimentazione dell'obbligazione per benefici definiti successivi al rapporto di lavoro è la seguente:

Piani
Piani di assistenza
pensionistici
sanitaria Trattamento
fine rapporto
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021 2022 2021
Al 1 gennaio 605.354 622.181 81.249 77.228 14.877 16.738
Costo delle prestazioni di lavoro correnti 8.999 9.522 2.068 1.959 - -
Costo delle prestazioni di lavoro passate 89 (701) - - - -
Perdite (utili) da modifiche al piano (1) (1) - - - -
Altri costi 28 (32) - - - 12
9.115 8.788 2.068 1.959 - 12
Interessi passivi 13.276 10.790 2.251 1.790 140 56
Perdite (utili) da variazioni demografiche (3.914) (3.969) 48 402 - (4)
Perdite (utili) da variazioni delle ipotesi
finanziarie (162.377) (31.970) (15.742) (1.160) (2.243) 49
Perdite (utili) da esperienza 5.337 2.444 (1.358) 770 1.211 99
(160.954) (33.495) (17.052) 12 (1.032) 144
Contributi versati dai dipendenti 17 14 612 539 - -
Benefici pagati (31.475) (28.208) (6.914) (6.415) (1.880) (2.315)
Estinzioni - (58) - - - -
Differenze di conversione 20.353 25.346 5.115 6.136 - -
Variazione area di consolidamento - (6) - - - -
Altre variazioni 491 2 - - (79) 242
Al 31 dicembre 456.177 605.354 67.329 81.249 12.026 14.877

Il valore attuale delle obbligazioni per piani a benefici definiti è così composto:

Piani pensionistici Piani di assistenza sanitaria
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021
Membri attivi 151.680 230.796 12.885 13.933
Membri sospesi 25.873 38.424 19.001 25.427
Pensionati 278.624 336.134 35.443 41.889
Al 31 dicembre 456.177 605.354 67.329 81.249

Le variazioni di valore equo delle attività a servizio dei piani sono evidenziate nella seguente tabella:

Piani
pensionistici
(migliaia di euro) 2022 2021
Al 1 gennaio 352.954 280.423
Interessi attivi 9.231 6.733
Contributi versati dal datore di lavoro 6.226 5.102
Contributi versati dai dipendenti 17 14
Benefici pagati (17.525) (14.949)
Incrementi - 40.000
Estinzioni (634) (266)
Utili (perdite) attuariali (88.965) 14.842
Differenze di conversione 18.120 21.055
Altre variazioni 383 -
Al 31 dicembre 279.807 352.954

Le attività a servizio dei piani sono composte come segue:

Germania Stati Uniti
(migliaia di euro) 2022 2021 2022 2021
Disponibilità liquide 1.566 12.249 6.560 7.763
Strumenti di capitale emessi da terzi 20.639 27.651 - -
Strumenti di capitale in paesi Euro 15.320 18.936 - -
Strumenti di capitale in paesi europei non Euro 5.319 8.715 - -
Strumenti di debito emessi da terzi 26.454 27.130 42.293 62.856
Euro aziende investment grade 13.308 7.781 - -
Euro aziende unrated 381 93 - -
Euro aziende non-investment grade 1.627 1.567 - -
Euro sovrani investment grade 6.017 12.613 - -
Euro sovrani non-investment grade 371 - - -
Dollaro aziende investment grade 1.511 1.405 - -
Dollaro sovrani investment grade 152 223 42.293 62.856
Altri aziende investment grade 1.645 1.783 - -
Altri sovrani investment grade 1.442 1.665 - -
Strumenti finanziari derivati 137 (67) - -
Derivati su strumenti di capitale 187 (67) - -
Derivati su valute 164 - - -
Derivati su debiti (214) - - -
Fondi d'investimento 12.898 7.741 168.397 206.832
Dollaro obbligazionari aziende - - 34.779 40.380
Dollaro obbligazionari sovrani - - 47.610 48.004
Euro azionari indicizzati 7.078 1.609 - -
Dollaro azionari indicizzati 3.497 4.380 48.015 67.586
Altri azionari indicizzati - - 38.102 50.943
Euro diversi 2.323 1.752 - -
Dollaro diversi - - (109) (81)
61.694 74.704 217.250 277.451

Il valore equo sopra descritto si riferisce esclusivamente a prezzi quotati in mercati attivi (livello 1).

Per le attività dei Paesi Bassi non è disponibile una disaggregazione poiché si tratta di investimenti effettuati dall'assicurazione, sottoscritta a copertura del fondo pensione integrativo. Nel 2022, il valore equo di questi investimenti ammonta a 564 migliaia di euro (799 migliaia di euro nel 2021) e alla data di bilancio il 76% dei piani pensionistici risulta finanziato.

Le attività in Germania sono amministrate da un fondo fiduciario. La strategia di distribuzione dei fondi è finalizzata a ottimizzare i rendimenti e allo stesso tempo contenere le perdite. Un comitato di investimento composto da rappresentanti fiduciari e aziendali sovrintende l'amministrazione e la strategia di investimento dei fondi che riguardano le attività investite. Alla data di bilancio il 31% dei piani pensionistici risulta finanziato. Indipendentemente dalle obbligazioni di pagamento ai beneficiari, Buzzi Unicem ha il diritto di ricevere dividendi derivanti dai risultati annuali dei fondi. La contribuzione ai fondi non dipende strettamente dai valori di mercato degli obblighi

sottostanti. Buzzi Unicem ha l'opzione di finanziare i benefici a dipendenti associati ai fondi fiduciari attingendo ai flussi di cassa della società. Le condizioni legate a questi obblighi sono state continuamente riviste nel corso degli anni passati; i pagamenti ai beneficiari quindi continueranno a diminuire. Le attività dei fondi sono comprese nella tabella del valore equo delle attività del piano.

Negli Stati Uniti le attività a servizio del piano sono amministrate da un fondo fiduciario. La strategia di distribuzione dei fondi è finalizzata a ottimizzare i rendimenti ed è soggetta a specifiche politiche di gestione del rischio. Tre membri della direzione locale formano il 'comitato dei benefici' che è responsabile del mantenimento di una politica d'investimento, della gestione dell'investimento delle attività del piano e della conformità degli investimenti con la legislazione, la relativa documentazione e con la politica di investimento. Riunioni periodiche del 'comitato dei benefici' avvengono con una società di consulenza a cui sono state delegate le responsabilità di investimento quotidiane per le attività del piano. Tutti i benefici liquidati agli aventi diritto sono prelevati dalle suddette attività a servizio del piano. Per i piani pensione finanziati, la piena copertura dell'obbligazione deve essere raggiunta nel lungo termine; nel brevemedio termine, la copertura non deve scendere al di sotto del 80%, in modo da evitare modifiche al piano stabilite per legge. Alla data di bilancio alcuni piani pensionistici sono interamente finanziati, mentre altri sono finanziati per l'81% del totale. I benefici erogati dai piani di assistenza sanitaria sono rappresentati esclusivamente da obbligazioni non coperte, pertanto, i pagamenti sono effettuati ai pensionati e alle strutture eroganti i servizi sanitari nel corso dell'anno con prelievo dai flussi di cassa operativi della società.

I contributi a servizio dei piani per benefici successivi al rapporto di lavoro (inclusi i diritti di rimborso riferiti alla posizione in Germania) previsti per il 2022 corrispondono a 12.146 migliaia di euro.

Piani Piani di
assistenza
Trattamento
(migliaia di euro) pensionistici sanitaria fine rapporto
Anno 2023 30.884 6.284 702
Anno 2024 31.253 6.424 1.167
Anno 2025 29.657 6.022 1.008
Anno 2026 29.603 5.996 1.151
Anno 2027 29.911 6.000 850
Anno 2028-2032 149.856 28.237 5.338
301.164 58.963 10.216

Segue lo scadenzario dei pagamenti non attualizzati per lo stesso tipo di benefici:

Oltre alle previsioni sulla mortalità e il turnover dei dipendenti basati sulle statistiche correnti, i benefici successivi alla fine del rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine sono calcolati sulla base delle seguenti ipotesi attuariali, individuate tramite fonti indipendenti e costanti nel tempo:

2022 2021
(in %) ITA GER LUX NLD USA RUS ITA GER LUX NLD USA RUS
Tasso di sconto piani pensione 3,8 3,7 3,7 4,3 5,5 9,9 1,0 1,1 1,1 1,3 3,0 8,4
Incrementi salariali attesi 3,2 2,8 2,8 2,5 4,2 6,8 2,7 2,8 2,8 2,5 4,2 4,1
Incrementi pensionistici attesi - 2,3 - - - 4,8 - 1,8 - - - 4,1
Tasso di sconto piani sanitari - - - - 5,4 - - - - - 2,7 -
Costi sanitari attesi - 2,3 - - 6,5 - - 1,8 - - 5,8 -

Le ipotesi sopra descritte riflettono l'attuale periodo economico, caratterizzato dall'innalzamento dei tassi di interesse nelle principali economie in cui il gruppo opera, e/o le aspettative realistiche in ogni Paese. Il tasso di sconto scelto è quello applicabile alla fine del periodo contabile per titoli a tasso fisso di alta qualità o per obbligazioni industriali con scadenza corrispondente alle rispettive obbligazioni per benefici a dipendenti.

L'analisi di sensitività dell'obbligazione per benefici definiti alle variazioni nelle principali previsioni è presentata qui di seguito:

Piani di
Piani assistenza Trattamento
(migliaia di euro) pensionistici sanitaria fine rapporto
Incrementi salariali
Aumento dell'1% 4.926 - -
Diminuzione 1% (4.646) - -
Tasso di sconto
Aumento dell'1% (47.342) (4.991) (213)
Diminuzione 1% 58.290 5.798 218
Incrementi pensionistici
Aumento dell'1% 11.637 - -
Diminuzione 1% (20.501) - -
Costi sanitari
Aumento dell'1% - 3.418 -
Diminuzione 1% - (3.032) -
Mortalità
Aumento dell'1% 11.320 175 -
Diminuzione 1% (11.310) (160) -

(migliaia di euro) Ripristino
cave e rischi
ambientali
Antitrust Controversie
legali e
fiscali
Altri rischi Totale
Al 1 gennaio 2022 71.712 6.832 6.451 66.047 151.042
Accantonamenti 7.099 - 1.580 51.293 59.972
Effetto attualizzazione (16.172) - - - (16.172)
Rilascio di fondi inutilizzati (1.633) - (373) (1.774) (3.780)
Utilizzi dell'esercizio (4.509) - (1.859) (47.941) (54.309)
Differenze di conversione 638 (122) 236 1.191 1.943
Altre variazioni 2.553 - (301) - 2.252
Al 31 dicembre 2022 59.688 6.710 5.734 68.816 140.948

39. Fondi per rischi e oneri

Dettaglio del totale fondi, sulla base del criterio temporale:

(migliaia di euro) Ripristino
cave e rischi
ambientali
Antitrust Controversie
legali e
fiscali
Altri rischi Totale
Non correnti 58.531 - 2.729 17.696 78.956
Correnti 1.157 6.710 3.005 51.120 61.992
59.688 6.710 5.734 68.816 140.948

Il fondo ripristino cave e rischi ambientali comprende le obbligazioni per il ripristino dei siti dove avviene l'estrazione delle materie prime e per gli adempimenti imposti dai regolamenti in materia di cave, sicurezza, salute e ambiente. Tra i movimenti dell'esercizio sono compresi un accantonamento di 6.406 migliaia di euro e una diminuzione di 16.172 migliaia di euro relativa all'effetto attualizzazione, sulla base dei tassi di interesse aggiornati (note 8 e 16).

Il fondo controversie fiscali ammonta a 5.109 migliaia di euro e riflette le probabili passività a seguito di accertamenti e contenziosi su imposte indirette e patrimoniali.

La colonna altri rischi comprende il fondo diritti di emissione CO2 per 44.613 migliaia di euro, nel quale confluiscono le passività derivanti da emissioni superiori alle quote assegnate gratuitamente, da colmare acquistando i diritti sul mercato. I movimenti del periodo si possono così riassumere: un accantonamento di 44.618 migliaia di euro corrispondente alla stima del deficit per l'esercizio 2022 e un utilizzo di 40.863 migliaia di euro riferito ai diritti di emissione utilizzati nel 2021 e restituiti all'autorità competente.

Gli altri rischi riguardano le somme accantonate dalle singole aziende consolidate per rischi diversi contrattuali e commerciali, tra cui sono compresi oneri di ristrutturazione per 4.100 migliaia di euro e indennizzi non coperti da assicurazione per 17.578 migliaia di euro, quali indennità al personale e risarcimenti in caso di incidenti. Gli accantonamenti comprendono 4.867 migliaia di euro per indennizzi non coperti da assicurazione, a fronte di utilizzi per la medesima causale pari a 4.897 migliaia di euro.

40. Attività e Passività fiscali differite

Le passività fiscali nette differite consistono in imposte differite passive, al netto delle imposte differite attive, che, ove possibile, sono state compensate dalle singole imprese consolidate.

Il saldo netto si può analizzare come segue:

(migliaia di euro) 2022 2021
Attività fiscali differite:
Oltre 12 mesi (162.731) (174.600)
Entro 12 mesi (23.377) (30.692)
(186.108) (205.292)
Passività fiscali differite:
Oltre 12 mesi 501.275 464.862
Entro 12 mesi 21.773 29.594
523.048 494.456
Passività fiscali differite nette 336.940 289.164

Le differenze temporanee e le compensazioni fiscali che generano imposte differite attive e passive sono così analizzabili:

(migliaia di euro) 2022 2021
Attività fiscali differite riferite a:
Fondi per rischi e oneri (12.947) (13.682)
Crediti commerciali (1.900) (3.277)
Benefici per dipendenti (22.764) (48.919)
Finanziamenti a lungo termine (6.142) (4.724)
Immobili, impianti e macchinari (4.882) (7.042)
Rimanenze (8.430) (5.666)
Perdite riportabili (beneficio teorico) (80.963) (74.502)
Altro (82.701) (70.761)
Totale attività fiscali differite (220.729) (228.573)
Rettifiche di valore per attività la cui ricuperabilità non è
probabile 34.621 23.281
Attività fiscali differite nette (186.108) (205.292)
Passività fiscali differite riferite a:
Ammortamenti anticipati 168.982 144.920
Benefici per dipendenti 49 47
Immobili, impianti e macchinari 313.680 313.726
Rimanenze 7.887 3.792
Plusvalenze su alienazione cespiti 1.012 287
Attività finanziarie 2.611 2.327
Altro 28.827 29.357
Totale passività fiscali differite 523.048 494.456
Passività fiscali differite nette 336.940 289.164

Le imposte differite passive relative agli immobili, impianti e macchinari concernono principalmente il differenziale positivo che, nel 1999, Dyckerhoff attribuì alle riserve di materie prime di Lone Star Industries, a seguito dell'aggregazione aziendale con tale società.

La società iscrive imposte differite passive sugli utili non distribuiti delle proprie collegate.

Le attività fiscali differite relative alle perdite fiscali riportabili sono state mantenute nei limiti di una valutazione aggiornata sulla futura ricuperabilità di tali poste nei prossimi cinque anni.

La seguente tabella analizza i principali movimenti delle imposte differite avvenuti nell'anno, tenendo conto delle compensazioni all'interno della stessa giurisdizione fiscale:

(migliaia di euro) 2022 2021
Al 1 gennaio 289.164 252.055
Ammontare netto addebitato (accreditato) a conto economico 557 (2.839)
Ammontare netto addebitato (accreditato) a conto economico
complessivo 25.526 14.876
Differenze di conversione 21.693 25.072
Al 31 dicembre 336.940 289.164

41. Altri debiti non correnti

(migliaia di euro) 2022 2021
Debiti per acquisto di partecipazioni 2.785 2.712
Debiti verso soci di minoranza (società di persone) 1.660 1.503
Debiti verso dipendenti 317 241
Debiti finanziari verso erario 95 210
Altri 2.836 2.286
7.693 6.952

La riga debiti per acquisto di partecipazioni si riferisce principalmente all'aggregazione aziendale Seibel & Söhne.

Gli altri debiti non correnti scadono tutti entro 5 anni, con l'eccezione di quelli verso azionisti di minoranza, la cui scadenza è indeterminata. Si ritiene che il valore contabile della voce approssimi il suo valore equo.

42. Debiti commerciali

(migliaia di euro) 2022 2021
Debiti verso fornitori 322.775 292.023
Altri debiti commerciali:
Verso imprese collegate 1.518 2.020
324.293 294.043

43. Debiti per imposte sul reddito

La voce rappresenta le passività fiscali del gruppo, al netto di acconti, ritenute, crediti d'imposta.

44. Altri debiti

(migliaia di euro) 2022 2021
Acconti 6.673 6.039
Debiti per acquisto partecipazioni 141 119
Debiti verso istituti previdenziali 16.203 17.637
Debiti verso dipendenti 35.209 36.951
Debiti verso clienti 9.920 11.249
Risconti passivi per interessi 20 38
Altri ratei e risconti passivi 9.261 7.843
Debiti tributari 16.926 13.641
Debiti finanziari verso erario 14.452 4.968
Altri 12.027 12.682
120.832 111.167

I debiti verso clienti sono rappresentati dalle passività contrattuali, ossia dagli anticipi a breve termine ricevuti a seguito della vendita di prodotti e dagli sconti sul volume regolati attraverso una transazione separata col cliente.

I risconti passivi sono relativi a ricavi di competenza dell'esercizio successivo.

La riga debiti tributari comprende l'imposta sul valore aggiunto per 5.494 migliaia di euro (3.961 migliaia nel 2021).

I debiti finanziari verso erario riguardano principalmente il contenzioso in essere con il comune di Guidonia (RM) in tema di Ici ed Imu (nota 49).

45. Cassa generata dalle operazioni

(migliaia di euro) 2022 2021
Utile prima delle imposte 589.296 635.252
Rettifiche per:
Ammortamenti e svalutazioni 388.900 249.048
Risultati delle partecipazioni al patrimonio netto (117.551) (106.056)
Plusvalenze patrimoniali (7.203) (27.311)
Variazione netta fondi e benefici per i dipendenti (17.328) (47.112)
Oneri finanziari netti 23.128 34.400
Altri oneri senza manifestazione monetaria 1.759 (180)
Variazioni del capitale d'esercizio:
Rimanenze (220.449) (16.714)
Crediti commerciali e altre attività (94.423) (15.933)
Debiti commerciali e altre passività 29.306 46.982
Cassa generata dalle operazioni 575.435 752.376

46. Attività di finanziamento

Le variazioni delle voci comprese nella sezione attività di finanziamento del rendiconto finanziario si dettagliano come segue:

Monetarie Non monetarie
Riclas
Saldo Accen Accerta Delta Valore sifiche Saldo
(migliaia di euro) Nota iniziale sioni Rimborsi menti cambi equo e altre finale
Finanziamenti a lungo termine
Prestiti obbligazionari
non convertibili 37 498.802 - - - - - (498.802) -
Finanziamenti non
assistiti da garanzie
reali 37 489.149 200.145 (111) - 7.369 200 (88.602) 608.150
987.951 200.145 (111) - 7.369 200 (587.404) 608.150
Quota corrente dei
finanziamenti a lungo
termine
Prestiti obbligazionari
non convertibili 37 - - - - - 1.105 498.802 499.907
Finanziamenti non
assistiti da garanzie
reali 37 136.635 - (136.681) - 5.454 111 88.602 94.121
136.635 - (136.681) - 5.454 1.216 587.404 594.028
Totale in rendiconto
finanziario - 200.145 (136.792) - - - - -
Finanziamenti a breve
termine
Debiti verso banche 37 942 - (942) - - - - -
Ratei per interessi
passivi 37 11.534 - (11.534) 12.544 - 12.544
12.476 - (12.476) 12.544 - - - 12.544
Totale in rendiconto
finanziario - - 68 - - - - -
Debiti per locazioni
Debiti per locazioni 20 55.815 21.461 - 474 - 963 474 (21.055) 58.132
Quota corrente dei
debiti per locazioni 20 22.450 1.368 (24.525) 1.645 - 97 (1.830) 21.055 20.260
-
78.265 22.829 (24.525) 1.060 (1.356) - 78.392
Totale in rendiconto -
finanziario - - (24.525) - - - -
Debiti finanziari non
correnti
Altri 41 6.361 - (8.145) - 13.553 - (5.299) 6.470
Totale in rendiconto
finanziario - - 5.408 - - - - -
Variazione delle
partecipazioni senza
perdita di controllo - - (3) - - - - -
Dividendi pagati ad
azionisti della società 47 - - (73.351) - - - - -
Dividendi pagati ad
azionisti terzi - - (136) - - - - -

47. Dividendi

I dividendi deliberati dall'assemblea nel 2022 e nel 2021 sono stati rispettivamente pari a 74.053 migliaia di euro (40 centesimi per azione) e 48.033 migliaia di euro (25 centesimi per azione).

Rispetto all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2022 gli amministratori propongono alla prossima assemblea degli azionisti, convocata il giorno 12 maggio 2023 un dividendo di 45 centesimi per azione. I dividendi totali di prossima distribuzione corrispondono pertanto a 83.309 migliaia di euro. Il presente bilancio non considera tale debito verso gli azionisti.

48. Impegni

(migliaia di euro) 2022 2021
Garanzie prestate 34.601 30.965
Altri impegni e garanzie 74.011 57.382
108.612 88.347

Le garanzie prestate comprendono impegni fidejussori verso istituti di credito a favore di società partecipate, tra cui un importo di 29.111 migliaia di euro per finanziamenti concessi alla collegata Nacional Cimentos Participações SA (già BCPAR SA).

Alla data di bilancio gli impegni assunti per l'acquisto di immobili, impianti e macchinari ammontano a 73.793 migliaia di euro (44.703 migliaia nel 2021). Essi sono principalmente riconducibili a progetti di ammodernamento in Stati Uniti (27.508 migliaia di euro), Germania (14.768 migliaia di euro), Italia (17.110 migliaia di euro), Lussemburgo (3.626 migliaia di euro), Russia (6.961 migliaia di euro), Ucraina (453 migliaia di euro), Repubblica Ceca (3.223 migliaia di euro) e Polonia (144 migliaia di euro).

Il totale dei futuri pagamenti minimi dovuti per contratti di leasing operativo a breve termine, cespiti di modesto valore e altri contratti fuori ambito applicazione del principio IFRS 16 (principalmente rappresentati da affitto terreni di cava e noleggio vagoni ferroviari), è così suddiviso:

(migliaia di euro) 2022 2021
Entro 1 anno 3.612 2.887
Tra 1 e 5 anni 8.549 8.479
Oltre 5 anni 32.427 32.701
44.588 44.067

49. Vertenze legali e passività potenziali

I rischi legali a cui è esposta Buzzi Unicem derivano dalla varietà e dalla complessità delle norme e dei regolamenti a cui è soggetta l'attività industriale del gruppo, soprattutto in materia di ambiente, sicurezza, responsabilità prodotto, imposte e concorrenza. Esistono pertanto reclami e contestazioni pendenti nei confronti del gruppo e riconducibili al normale svolgimento dell'attività aziendale. Pur non essendo possibile prevedere oppure determinare con precisione l'esito di ciascun procedimento, la direzione ritiene che la conclusione definitiva degli stessi non avrà un impatto sfavorevole rilevante sulla condizione finanziaria del gruppo. Laddove è probabile che occorra un esborso di risorse per adempiere le obbligazioni e tale importo sia stimabile in modo attendibile, il gruppo effettua specifici accantonamenti a fondi per rischi e oneri.

Procedimenti fiscali

A seguito della verifica effettuata dall'Agenzia delle Entrate nel 2016, relativa all'anno 2012, e ai controlli sugli anni successivi (dal 2013 al 2016), la stessa Agenzia nel dicembre 2017, nel dicembre 2018 e nel luglio 2019 ha notificato avvisi di accertamento relativi agli esercizi 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016 contenenti rilievi all'imposta sul reddito delle società (IRES) e all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP). Il maggior imponibile contestato negli avvisi di accertamento riguarda principalmente il mancato addebito di una royalty alle società controllate estere di Buzzi Unicem in USA e Germania, per l'utilizzo del marchio aziendale. Ai fini IRES e IRAP il maggior imponibile accertato per i cinque esercizi ammonta a circa 77,6 milioni di euro. Ai fini IRES per tutti gli anni la perdita fiscale dichiarata è superiore agli importi contestati; pertanto, non sono dovute né maggior IRES né interessi e sanzioni. Ai fini IRAP l'accertamento comporta invece la richiesta, per i soli esercizi 2012, 2013 e 2014, di maggiori imposte e relative sanzioni e interessi per circa 2,0 milioni di euro; per gli esercizi 2015 e 2016 l'imponibile negativo dichiarato è superiore agli importi contestati, quindi per questi esercizi non sono dovuti né maggior IRAP né interessi e sanzioni. La società ha presentato ricorso avverso tutti gli avvisi di accertamento (anni 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016), e richiesto l'avvio delle "procedure amichevoli" (MAP) previste dalle convenzioni in vigore con i Paesi interessati, ritenendo che gli elementi di difesa siano fondati e consistenti e il rischio di soccombenza remoto.

A seguito della conclusione della "procedura amichevole" (MAP) con gli Stati Uniti per tutti gli esercizi in contenzioso, l'Agenzia delle Entrate in data 26 novembre 2021 ha comunicato che le autorità competenti italiana e statunitense hanno concordato di rideterminare le rettifiche operate dall'amministrazione fiscale italiana in misura sensibilmente più favorevole rispetto ai rilievi formulati in sede di accertamento, con parziale riconoscimento di tale aggiustamento da parte dell'autorità statunitense. La società ha deciso di accettare tale accordo, ma l'esecuzione dello stesso con gli Stati Uniti sarà effettuata a conclusione della procedura amichevole ancora in essere sugli stessi temi con la Germania. La società ha quindi provveduto ad accantonare al fondo rischi e oneri la maggiore imposta derivante dall'accettazione dell'accordo con gli Stati Uniti (circa 185 mila euro), mantenendo nel contempo e sino alla definitiva conclusione della vertenza l'iscrizione, effettuata negli esercizi precedenti, del credito per le somme versate a titolo provvisorio in pendenza di giudizio.

Fra il 2015 e il 2022 il Comune di Guidonia Montecelio (Roma) ha notificato a Buzzi Unicem alcuni avvisi di accertamento relativi a maggiore ICI, IMU e TASI, oltre a sanzioni e interessi, concernenti gli anni dal 2008 al 2021, per un importo complessivo che

ammonta a circa 29 milioni di euro. Il Comune basa la sua richiesta sull'assunto che i terreni di proprietà adibiti a cava siano assimilabili, ai fini dei tributi locali, alle aree fabbricabili. Ritenendo non fondata tale richiesta, la società ha impugnato dinanzi ai competenti Giudici Tributari tutti gli atti impositivi ricevuti. Allo stato attuale, con riferimento alle differenti annualità in contestazione, la Commissione Tributaria Provinciale di Roma e quella Regionale del Lazio hanno depositato diverse sentenze di segno sfavorevole alla società e anche alcune pronunce favorevoli. A ogni modo, ritenendo di avere valide motivazioni, Buzzi Unicem ha impugnato, o intende impugnare, tutte le sentenze di esito negativo. Con riferimento ad alcune delle annualità per le quali Buzzi Unicem è risultata soccombente all'esito del giudizio di primo o di secondo grado, il Comune ha ingiunto il pagamento provvisorio di un importo di circa 4,9 milioni di euro, che la società ha provveduto a versare integralmente, nonché di un importo di circa 3,1 milioni di euro, che è risultato in parte non dovuto all'esito del giudizio di secondo grado. Buzzi Unicem, in ogni caso, ha richiesto e intende richiedere il rimborso degli importi versati a titolo provvisorio che, a seguito dei relativi giudizi di impugnazione, sono risultati o risulteranno non dovuti. Buzzi Unicem ha comunque interamente iscritto in bilancio le maggiori imposte, con i relativi interessi e sanzioni, per tutti gli anni in cui i ricorsi sono stati respinti in primo grado. La società, infine, ha iscritto in bilancio gli importi richiesti, sempre dal Comune di Guidonia Montecelio, con altri otto avvisi di accertamento esecutivi per IMU (dal 2017 al 2021) e TASI (dal 2017 al 2019) da ultimo notificati (per circa euro 7,6 milioni).

Procedimenti Antitrust

Relativamente alla sanzione antitrust di 59,8 milioni di euro comminata il 7 agosto 2017 a Buzzi Unicem e altre imprese cementiere per aver dato vita a un'asserita intesa anticoncorrenziale, protrattasi dal mese di giugno del 2011 fino al mese di gennaio 2016, si rileva che, in data 22 dicembre 2020, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ha dichiarato ammissibile il ricorso per la richiesta di risarcimento presentato il 22 maggio 2020; siamo in attesa della valutazione nel merito dalla Corte. L'intero importo della sanzione è stato pagato. In relazione ai comportamenti sanzionati dall'AGCM, Buzzi Unicem ha ricevuto diverse lettere di richieste di risarcimento, a cui ha sempre risposto rigettando ogni addebito. A oggi, la società ha inoltre ricevuto atti di citazione per il risarcimento dei danni dovuti in conseguenza dell'asserito sovrapprezzo pagato a seguito dell'intesa sanzionata dall'AGCM, per una somma totale pari a circa 27 milioni di euro, oltre a due atti di citazione (relativi a una pluralità di ricorrenti) per un totale complessivo di circa 87 milioni di euro, di cui imputabili direttamente a Buzzi Unicem circa 10 milioni di euro. La società, come detto, ritiene di aver agito in piena conformità alla disciplina antitrust e si è, pertanto, costituita in giudizio per dimostrare la sua estraneità a ogni violazione.

Contro la decisione dell'Autorità Antitrust della Polonia, conclusa infliggendo sanzioni a 6 produttori, tra cui alla controllata Dyckerhoff Polska per un importo pari a circa 15 milioni di euro, è stato proposto appello avanti alla Corte Regionale di Varsavia che si è pronunciata nel dicembre 2013 riducendo la sanzione a circa 12,3 milioni di euro. La società controllata Dyckerhoff Polska ha proposto appello contro la rideterminazione della sanzione. La Corte di Appello, a seguito di un procedimento di consultazione con la Corte Costituzionale polacca, ha riassunto il procedimento a gennaio 2018 e in data 27 marzo 2018 ha deciso di ridurre ulteriormente la sanzione a circa 7,5 milioni di euro, che sono stati interamente pagati. La società, valutate anche le motivazioni scritte della sentenza, ha impugnato la decisione di fronte alla Suprema Corte. In data 29 luglio 2020

la Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte di Appello e rimandato il caso alla stessa Corte per una riconsiderazione della sanzione. In conseguenza di tale decisione la sanzione pagata è stata rimborsata alla società, ma sulla base delle motivazioni della Corte Suprema si ritiene probabile l'imposizione di una nuova sanzione per un importo simile. La società ha quindi iscritto a bilancio un fondo pari alla sanzione rimborsata. In data 21 maggio 2021, la Corte d'Appello ha ritenuto di rinviare il procedimento alla Corte Regionale di Varsavia per ulteriore istruttoria. Nel contesto di questo procedimento antitrust relativo al settore cemento, la società polacca Thomas Beton il 13 marzo 2019 ha notificato una richiesta di risarcimento a Dyckerhoff Polska e ad altri sei produttori di cemento polacchi, per un ammontare totale solidale riferito a tutti e sette i produttori di cemento di 14,4 milioni di euro più interessi e costi del procedimento. La Corte Regionale di Varsavia ha respinto la richiesta in quanto prescritta e Thomas Beton non ha impugnato detta sentenza. La società si sta difendendo nel procedimento e non si aspetta un impatto negativo sul bilancio.

Procedimenti Ambientali

Relativamente ai provvedimenti sulla bonifica della rada di Augusta (SR), delle aree a terra e delle relative acque di falda, Buzzi Unicem si è attivata legalmente con una serie di procedimenti presso il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – sezione di Catania – e il Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana (CGARS) contro il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e numerosi soggetti pubblici e privati. Il Tar Sicilia, Catania, con sentenza 11 settembre 2012, non appellata dall'ente, ha riconosciuto la completa estraneità della società alla contaminazione della rada di Augusta e, sulla base di tale pronuncia, il Ministero alla fine del 2017 ha diffidato le altre società che operano sulla rada di Augusta, con eccezione di Buzzi Unicem, alla bonifica della rada.

Il CGARS, con sentenza 15 novembre 2018, ha stabilito la necessità di rideterminare correttamente le responsabilità delle società operanti sulla rada di Augusta, facendo proprio riferimento alle diverse posizioni, tra cui quella di Buzzi Unicem. Anche a seguito di tale sentenza, non sono seguiti ulteriori coinvolgimenti della Società in relazione alla bonifica della rada, rispetto alla quale l'assenza del nesso causale con il ciclo produttivo della cementeria di Augusta pare ormai consolidata.

In merito al progetto definitivo di messa in sicurezza e di bonifica, impugnato dalla società nelle competenti sedi giurisdizionali, unitamente ad alcuni atti successivi volti all'attuazione dello stesso e all'Accordo di Programma sugli interventi di riqualificazione ambientali funzionali alla reindustrializzazione e infrastrutturazione delle aree del SIN di Priolo del 2008/2009, è venuto meno l'interesse a coltivare i suddetti giudizi sia alla luce di quanto statuito nelle sentenze sopraccitate, sia in considerazione del chiarimento ministeriale intervenuto in atti per cui il progetto definitivo di bonifica oggetto di gravame è da considerarsi superato.

In conclusione, eventuali potenziali criticità paiono circoscritte al coinvolgimento di Buzzi Unicem nella bonifica delle aree a terra e della falda, in relazione alle quali la società ha portato avanti in proprio qualificandosi come proprietario incolpevole della contaminazione, gli adempimenti procedimentali finalizzati alla caratterizzazione, all'analisi di rischio e alla bonifica e/o messa in sicurezza permanente delle aree a terra e delle porzioni di falda interessate. Tali adempimenti, su cui il Ministero dell'Ambiente si è pronunciato positivamente, con prescrizioni, anche tramite conferenze di servizi decisorie, che la società non ha contestato, sono in corso senza che durante le attività di monitoraggio siano emerse nuove significative criticità.

In attesa degli sviluppi inerenti alle suddette azioni, in considerazione del fatto che Buzzi Unicem ha sinora curato su base volontaria il procedimento di bonifica, e che non sono emerse negli ultimi anni specifiche richieste da parte della Pubblica Amministrazione, si è deciso di mantenere un fondo rischi per 1,5 milioni di euro.

Negli Stati Uniti d'America esistono numerose cause legali e rivendicazioni intentate contro Lone Star Industries, Inc. (LSI) riguardanti materiali contenenti silice o asbesto venduti o distribuiti dalla società o da sue controllate in passato e principalmente utilizzate nel settore delle costruzioni e in altre industrie. I ricorrenti affermano che l'uso di tali materiali ha causato malattie professionali. LSI ha mantenuto una copertura assicurativa per la responsabilità prodotto durante la maggior parte del tempo in cui ha venduto o distribuito i prodotti contenenti silice e asbesto. Inoltre, tra il 2009 e il 2010, LSI ha concluso una transazione con le sue principali compagnie assicurative, che definisce la responsabilità fra le parti e la suddivisione dei relativi costi fino alla modifica o alla risoluzione degli accordi sulla base di quanto previsto dagli accordi stessi. LSI e i suoi assicuratori stanno negoziando possibili modifiche ai loro accordi transattivi. Gli assicuratori continuano a rispettare le previsioni della transazione e nessuno di loro ha chiesto la risoluzione dell'accordo in essere. Una stima dell'ammontare delle richieste di risarcimento relative all'utilizzo di materiali contenenti silice o asbesto coinvolge numerose variabili non prevedibili che possono incidere sulla corretta determinazione della quantificazione e della tempistica di tali richieste. Inoltre, LSI ha esaurito il massimale previsto da alcune delle coperture assicurative. La società ha comunque mantenuto un fondo rischi per gli importi che non si prevede siano coperti da assicurazione.

Altri procedimenti legali

La nostra controllata lussemburghese Cimalux SA ha ricevuto una richiesta di risarcimento pari a 0,36 milioni di euro per la presunta violazione contrattuale relativa alla consegna di fanghi di depurazione. Il contenzioso è stato definito e chiuso con il pagamento della metà dell'importo richiesto.

In un secondo caso relativo alla stessa società, il curatore fallimentare di una partecipazione ceduta da Cimalux SA nel dicembre 2008 chiede il rimborso di 0,5 milioni di euro quale parte del prezzo di vendita pagato alla nostra controllata. La domanda, avanzata anche nei confronti del notaio che aveva redatto il contratto di compravendita nel 2008, si basa sull'asserita nullità del contratto di vendita stesso in quanto concluso durante il periodo di contestazione dell'insolvenza. Il Tribunale di primo grado ha respinto la domanda nei confronti di Cimalux, ma ha accolto la domanda nei confronti del notaio che ha presentato ricorso. Anche il Curatore Fallimentare ha presentato ricorso. Cimalux SA continuerà a difendersi nel procedimento e non si aspetta un impatto negativo sul bilancio.

50. Operazioni con parti correlate

In Buzzi Unicem sono concentrate le competenze professionali, le risorse umane e le attrezzature che permettono di prestare assistenza ad altre entità controllate e collegate.

Buzzi Unicem intrattiene con regolarità rapporti di natura commerciale con varie società collegate e/o a controllo congiunto, che consistono principalmente sia nella vendita, sia nell'acquisto di prodotti finiti, semilavorati, materie prime nei confronti di entità operanti nel settore cemento, calcestruzzo preconfezionato e servizi. Inoltre la società fornisce, su richiesta, alle medesime entità servizi di assistenza tecnica e progettuale. Le cessioni di beni sono negoziate a condizioni di mercato e le prestazioni di servizi sulla base del costo remunerato. Esistono anche alcuni rapporti di natura finanziaria con società partecipate e controllanti, che parimenti sono regolati a tassi di mercato.

Il rapporto con la controllante Fimedi SpA e le sue controllate o altre entità sottoposte a influenza notevole da soggetti che detengono una quota significativa dei diritti di voto in Fimedi SpA, consiste nella prestazione di servizi di assistenza amministrativa, fiscale, societaria, gestione del personale ed elaborazione dati, per importi poco significativi.

La società e le sue controllate italiane, Unical SpA, Calcestruzzi Zillo SpA, Testi Cementi Srl e Buzzi Unicem Srl (già Serenergy Srl), aderiscono al consolidato fiscale nazionale, con Fimedi SpA nel ruolo di società consolidante.

Si riassumono qui di seguito le principali operazioni intercorse con parti correlate e i relativi saldi alla data di bilancio:

(migliaia di euro) 2022 in % voce
di bilancio
2021 in % voce
di bilancio
Cessioni di beni e prestazioni di servizi: 64.310 1,6 55.907 1,6
società collegate e controllate non consolidate 38.231 32.357
società a controllo congiunto 25.990 23.365
società controllanti 26 26
altre parti correlate 63 159
Acquisti di beni e prestazioni di servizi: 96.103 3,6 61.577 2,8
società collegate e controllate non consolidate 94.305 74.867
società a controllo congiunto 1.140 (13.955)
società controllanti - 7
altre parti correlate 658 658
Proventi finanziari: 4.123 3,3 2.467 3,9
società collegate e controllate non consolidate - 3
società a controllo congiunto 4.123 2.464
Crediti commerciali: 14.251 2,6 13.402 2,9
società collegate e controllate non consolidate 7.997 5.821
società a controllo congiunto 6.162 7.433
società controllanti 32 32
altre parti correlate 60 116
Crediti finanziari: 230.020 95,9 214.548 87,4
società collegate e controllate non consolidate 2.289 87
società a controllo congiunto 227.731 214.461
Altri crediti: 12.387 10,2 16.836 17,0
società collegate e controllate non consolidate 1.217 322
società a controllo congiunto 785 774
società controllanti 10.385 15.740
Debiti commerciali: 6.172 1,9 6.800 2,3
società collegate e controllate non consolidate 6.063 6.725
società a controllo congiunto 100 58
società controllanti - 7
altre parti correlate 9 10
Debiti finanziari: 4.999 34,2 4.988 97,3
società controllanti 4.999 4.988
Altri debiti: - - 4.931 4,2
società controllanti - 4.931
Garanzie prestate: 30.611 28.527
società a controllo congiunto 30.611 28.527

I dirigenti con responsabilità strategiche sono rappresentati dagli amministratori (esecutivi o meno), dai sindaci e da altri 6 dirigenti di primo livello.

Le loro retribuzioni, non comprese nella precedente tabella, sono qui di seguito esposte:

(migliaia di euro) 2022 2021
Salari e altri benefici a breve termine 4.706 4.535
Benefici successivi al rapporto di lavoro 939 908
5.645 5.443

Per una descrizione completa e dettagliata dei compensi corrisposti agli amministratori si rinvia a quanto esposto nella relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, disponibile presso la sede e sul sito internet della società.

51. Obblighi di trasparenza

La legge 124/2017 articolo 1, commi 125-129, come modificata dalla legge 58/2019, articolo 35, ha introdotto specifici obblighi informativi in materia di trasparenza delle erogazioni pubbliche ricevute non aventi carattere generale e prive di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria. In particolare, per le imprese, la normativa richiede la pubblicazione nelle note illustrative al bilancio di tutti i vantaggi economici di tale natura, di ammontare pari o superiore a 10.000 euro, ricevuti a carico delle risorse pubbliche.

Successivamente, la legge 12/2019, articolo 3 quater, comma 2, con l'intento di semplificare gli oneri di pubblicazione previsti in capo alle imprese beneficiarie degli aiuti, ha stabilito che la rilevazione degli aiuti di stato e de minimis sul Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge 234/2012, sostituisce l'obbligo di indicazione nelle note illustrative, richiedendosi ai beneficiari la semplice dichiarazione dell'esistenza di tali aiuti nel suddetto Registro.

Ricordiamo che Buzzi Unicem soddisfa i requisiti di cui al DM 21 dicembre 2017 recante "Disposizioni in materia di riduzioni delle tariffe a copertura degli oneri generali di sistema per imprese energivore", nonché quelli previsti dalla Deliberazione dell'Autorità 921/2017/R/eel come successivamente modificata.

Ai fini della trasparenza e del controllo degli aiuti di Stato, l'ente erogante CSEA provvede alla registrazione delle agevolazioni concesse in applicazione del DM presso il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, cui si rimanda per l'informativa richiesta dalla norma:

https://www.rna.gov.it/RegistroNazionaleTrasparenza/faces/pages/TrasparenzaAiuto.jspx

Oltre a quanto indicato nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, sezione "Trasparenza", sono state incassate le seguenti ulteriori erogazioni:

Importo del
vantaggio
Soggetto erogante economico Descrizione del
(migliaia di euro) ricevuto tipo di vantaggio ricevuto
Rimborso accise sul gasolio per uso
Eni Fuel SpA 29 industriale
INAIL Istituto Nazionale per
l'Assicurazione contro gli Infortuni sul INAIL - riduzione del premio assicurativo
lavoro - Pubbliche amministrazioni IPA 106 per prevenzione/formazione

52. Altre informazioni

Eventi e operazioni significative non ricorrenti

Come riportato nella relazione sulla gestione l'esercizio 2022 è stato influenzato da eventi e operazioni significative non ricorrenti, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006, con impatto netto negativo sul margine operativo lordo pari a 8.716 migliaia di euro.

Posizioni o transazioni derivanti da operazioni atipiche e/o inusuali

Si precisa che nel corso dell'esercizio 2022 Buzzi Unicem non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione Consob n. DEM/6064293 del 28 luglio 2006.

Posizione finanziaria netta

La posizione finanziaria netta di gruppo al 31 dicembre 2022 è la seguente:

(migliaia di euro) 2022 2021
Disponibilità e attività finanziarie a breve:
Disponibilità liquide 1.341.488 1.203.611
Altri crediti finanziari correnti 8.194 3.885
Debiti finanziari a breve:
Quota corrente dei finanziamenti a lungo termine (594.028) (136.635)
Quota corrente dei debiti per locazioni (20.260) (22.450)
Finanziamenti a breve termine (12.544) (12.476)
Altri debiti finanziari correnti (15.314) (6.025)
Disponibilità netta a breve 707.536 1.029.910
Debiti finanziari a lungo termine:
Finanziamenti a lungo termine (608.150) (987.951)
Debiti per locazioni a lungo termine (58.132) (55.815)
Altri debiti finanziari non correnti (2.880) (2.922)
Indebitamento finanziario netto 38.374 (16.778)
Attività finanziarie a lungo termine:
Strumenti finanziari derivati 11.031 6.948
Altri crediti finanziari non correnti 238.794 245.346
Posizione finanziaria netta 288.199 235.516

Componenti di posizione finanziaria netta

Di seguito la riconciliazione delle componenti di posizione finanziaria netta non identificabili direttamente dalle voci riportate nello schema di stato patrimoniale.

(migliaia di euro) Nota 2022 2021
Altri crediti finanziari correnti 8.194 3.885
Finanziamenti a imprese controllate non consolidate e collegate 29 3.135 793
Finanziamenti a clienti 29 73 72
Crediti per vendita di partecipazioni 29 - 31
Finanziamenti a terzi e leasing 29 394 282
Ratei attivi per interessi 29 2.150 1.280
Altre attività finanziarie correnti 29 2.442 1.427
Altri debiti finanziari correnti (15.314) (6.025)
Debiti per acquisto partecipazioni 44 (141) (119)
Debiti finanziari verso erario 44 (14.452) (4.968)
Debiti finanziari verso altri 44 (701) (900)
Risconti passivi per interessi 44 (20) (38)
Altri crediti finanziari non correnti 238.794 245.346
Finanziamenti a terzi e leasing 26 2.074 2.376
Finanziamenti a imprese collegate e a controllo congiunto 26 226.890 213.757
Finanziamenti a clienti 26 9.830 9.306
Attività finanziarie non correnti 26 - 19.907
Altri debiti finanziari non correnti (2.880) (2.922)
Debiti per acquisto di partecipazioni 41 (2.785) (2.712)
Debiti finanziari verso erario 41 (95) (210)

53. Fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio

In data 1 gennaio 2023 è divenuto efficace il progetto di revisione societaria, interno all'area di consolidamento, approvato dal Consiglio di Amministrazione e comunicato in data 3 agosto 2022 e 8 novembre 2022. L'operazione ha riguardato il conferimento in natura del ramo d'azienda cemento Italia alla società Buzzi Unicem Srl (già Serenergy Srl), in continuità di valori e senza alcun effetto nel bilancio consolidato del gruppo.

In data 28 gennaio 2023 il prestito obbligazionario "Buzzi Unicem € 500.000.000 - 2,125% Notes due 2023" è stato rimborsato anticipatamente rispetto alla scadenza del 28 aprile 2023.

Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile, si rimanda all'apposito capitolo della relazione sulla gestione.

Casale Monferrato, 29 marzo 2023

p. il Consiglio di Amministrazione

Presidente Veronica Buzzi

Denominazione Sede Capitale Società
partecipante
% di
parteci
pazione
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale
Buzzi Unicem SpA Casale Monferrato (AL) EUR 123.636.659
Unical SpA Casale Monferrato (AL) EUR 130.235.000 Buzzi Unicem SpA 100,00
Testi Cementi Srl Casale Monferrato (AL) EUR 1.000.000 Buzzi Unicem SpA 100,00
Arquata Cementi Srl Casale Monferrato (AL) EUR 100.000 Buzzi Unicem SpA 100,00
Falconeria Srl Casale Monferrato (AL) EUR 50.000 Buzzi Unicem SpA 100,00
Buzzi Unicem Srl Casale Monferrato (AL) EUR 25.500 Buzzi Unicem SpA 100,00
Dyckerhoff GmbH Wiesbaden DE EUR 105.639.816 Buzzi Unicem SpA 100,00
Alamo Cement Company San Antonio US USD 200.000 Buzzi Unicem SpA 100,00
RC Lonestar Inc. Wilmington US USD 10 Buzzi Unicem SpA
Dyckerhoff GmbH
51,50
48,50
Buzzi Unicem Algérie Sàrl i. L. Ouled Fayet - Alger DZ DZD 3.000.000 Buzzi Unicem SpA 70,00
Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG Wiesbaden DE EUR 18.000.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
GfBB prüftechnik GmbH & Co. KG Flörsheim DE EUR 50.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Portland Zementwerke Seibel und Söhne
GmbH & Co. KG
Erwitte DE EUR 250.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Basal Nederland BV Nieuwegein NL EUR 18.002 Dyckerhoff GmbH 100,00
Cimalux SA Esch-sur-Alzette LU EUR 29.900.000 Dyckerhoff GmbH 98,43
Dyckerhoff Polska Sp zoo Nowiny PL PLN 70.000.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Cement Hranice as Hranice CZ CZK 510.219.300 Dyckerhoff GmbH 100,00
ZAPA beton as Praha CZ CZK 300.200.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
OOO SLK Cement Suchoi Log RU RUB 30.625.900 Dyckerhoff GmbH 100,00
TOB Dyckerhoff Ukraina Kyiv UA UAH 230.943.447 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff GmbH 99,98
PRAT Dyckerhoff Cement Ukraine Kyiv UA UAH 7.917.372 TOB Dyckerhoff Ukraina
Dyckerhoff Beton
0,02
Dyckerhoff Gravières et Sablières Seltz SAS Seltz FR EUR 180.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton
Dyckerhoff Kieswerk Trebur GmbH & Co. KG Trebur-Geinsheim DE EUR 125.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton
Dyckerhoff Kieswerk Leubingen GmbH Erfurt DE EUR 101.000 GmbH & Co. KG
Dyckerhoff Beton
100,00
sibobeton Osnabrück GmbH & Co. KG Lengerich DE EUR 5.368.565 GmbH & Co. KG 98,50
Dyckerhoff Transportbeton Thüringen Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG Erfurt DE EUR 100.000 GmbH & Co. KG 95,00

(segue)
% di
Denominazione Sede Capitale Società
partecipante
parteci
pazione
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale (segue)
Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz
Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG Neuwied DE EUR 795.356 GmbH & Co. KG 70,97
Dyckerhoff Beton
TBG Lieferbeton GmbH & Co. KG Odenwald Reichelsheim DE EUR 306.900 GmbH & Co. KG 66,67
Dyckerhoff Basal
Dyckerhoff Basal Toeslagstoffen BV Nieuwegein NL EUR 27.000 Nederland BV 100,00
Dyckerhoff Basal
Dyckerhoff Basal Betonmortel BV Nieuwegein NL EUR 18.004 Nederland BV 100,00
Béton du Ried SAS Krautergersheim FR EUR 500.000 Cimalux SA 100,00
ZAPA beton as 99,97
ZAPA beton SK sro Bratislava SK EUR 11.859.396 Cement Hranice as 0,03
OOO CemTrans Suchoi Log RU RUB 185.000.000 OOO SLK Cement 100,00
OOO Dyckerhoff Suchoi Log obshestvo po
sbitu tamponashnich zementow Suchoi Log RU RUB 259.100.000 OOO SLK Cement 100,00
TOB Dyckerhoff Transport Ukraina Kyiv UA UAH 51.721.476 TOB Dyckerhoff Ukraina 100,00
Alamo Concrete Products Company San Antonio US USD 1 Alamo Cement Company 100,00
Alamo Transit Company San Antonio US USD 1 Alamo Cement Company 100,00
Buzzi Unicem USA Inc. Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
Midwest Material Industries Inc. Wilmington US USD 1 RC Lonestar Inc. 100,00
Lone Star Industries Inc. Wilmington US USD 28 RC Lonestar Inc. 100,00
River Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
River Cement Sales Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Signal Mountain Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Heartland Cement Company Wilmington US USD 100 RC Lonestar Inc. 100,00
Heartland Cement Sales Company Wilmington US USD 10 RC Lonestar Inc. 100,00
Hercules Cement Company LLC Wilmington US USD n/a RC Lonestar Inc. 100,00
Dyckerhoff Transportbeton Schmalkalden Dyckerhoff Transportbeton
GmbH & Co. KG Erfurt DE EUR 512.000 Thüringen GmbH & Co. KG 67,55

(segue)

Denominazione
Sede
Capitale
partecipante
pazione
Imprese incluse nel consolidamento col metodo integrale (segue)
Dyckerhoff Basal
MegaMix Basal BV
Nieuwegein NL
EUR
27.228
Betonmortel BV
100,00
Dyckerhoff Basal
Friesland Beton Heerenveen BV
Heerenveen NL
EUR
34.487
Betonmortel BV
80,26
Dyckerhoff Basal
Betonmortel Centrale Groningen (B.C.G.) BV
Groningen NL
EUR
42.474
Betonmortel BV
66,03
ZAPA beton HUNGÁRIA kft
Zsujta HU
HUF
88.000.000
ZAPA beton SK sro
100,00
Midwest Material
Buzzi Unicem Ready Mix, LLC
Nashville US
USD
n/a
Industries Inc.
100,00
Midwest Material
RED-E-MIX, LLC
Springfield US
USD
n/a
Industries Inc.
100,00
Midwest Material
RED-E-MIX Transportation, LLC
Springfield US
USD
n/a
Industries Inc.
100,00
Utah Portland Quarries Inc.
Salt Lake City US
USD
378.900
Lone Star Industries Inc.
100,00
Rosebud Real Properties Inc.
Wilmington US
USD
100
Lone Star Industries Inc.
100,00
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto valutate con il metodo del patrimonio netto
Cementi Moccia SpA
Napoli
EUR
7.398.300
Buzzi Unicem SpA
50,00
Fresit BV
Amsterdam NL
EUR
6.795.000
Buzzi Unicem SpA
50,00
Presa International BV
Amsterdam NL
EUR
7.900.000
Buzzi Unicem SpA
50,00
Nacional Cimentos Participações SA
Recife BR
BRL
873.072.223
Buzzi Unicem SpA
50,00
E.L.M.A. Srl
Sinalunga (SI)
EUR
15.000
Unical SpA
50,00
Nacional Cimentos
Nacional Projetos de Cimento SA
Recife BR
BRL
13.406.955
Participações SA
100,00
Nacional Cimentos
Mineração Bacupari SA
Recife BR
BRL
7.143.950
Participações SA
100,00
Nacional Cimentos
Companhia Nacional de Cimento - CNC
Recife BR
BRL
691.520.831
Participações SA
100,00
Nacional Cimentos
Agroindustrial Delta de Minas SA
Recife BR
BRL
26.319.159
Participações SA
100,00
Nacional Cimentos
Nacional Cimentos Paraíba SA
Recife BR
BRL
265.173.765
Participações SA
100,00
Dyckerhoff Beton
Lichtner-Dyckerhoff Beton GmbH & Co. KG
Berlin DE
EUR
200.000
GmbH & Co. KG
50,00
ZAPA UNISTAV sro
Brno CZ
CZK
20.000.000
ZAPA beton as
50,00
EKO ZAPA beton sro
Praha CZ
CZK
1.008.000
ZAPA beton as
50,00
Fresit BV
51,51
Corporación Moctezuma, SAB de CV
Mexico MX
MXN
171.376.652
Presa International BV
15,16
Nacional Projetos de
CCS Cimento de Sergipe SA
Aracaju, BR
BRL
2.326.000
Cimento SA
100,00
Nacional Projetos de
Mineração Delta de Sergipe SA
Aracaju, BR
BRL
823.184
Cimento SA
100,00
Nacional Projetos de
Mineração Delta do Rio SA
Recife BR
BRL
1.669.385
Cimento SA
100,00
Nacional Projetos de
Mineração Delta do Paraná SA
Recife BR
BRL
5.294.139
Cimento SA
100,00
Nacional Projetos de
Agroindustrial Árvore Alta SA
Recife BR
BRL
632.000
Cimento SA
100,00
Companhia Nacional de
CCA Holding SA
Belo Horizonte BR
BRL
1.346.593.967
Cimento - CNC
100,00
Nacional Cimentos
CCP Holding SA
Recife BR
BRL
307.543.000
Paraíba SA
85,00
Dyckerhoff Basal
Ravenswaarden BV
Lochem NL
EUR
18.000
Toeslagstoffen BV
50,00
Dyckerhoff Basal
Eljo Holding BV
Groningen NL
EUR
45.378
Betonmortel BV
50,00
Dyckerhoff Basal
Megamix-Randstad BV
Gouda NL
EUR
90.756
Betonmortel BV
50,00
% di
Società parteci

(segue)

% di
Società parteci
Denominazione Sede Capitale partecipante pazione
Partecipazioni in imprese a controllo congiunto valutate con il metodo del patrimonio netto (segue)
Corporación Moctezuma,
Cementos Moctezuma, SA de CV Mexico MX MXN 2.421.712.754 SAB de CV 100,00
Companhia de Cimento Campeão Alvorada – CCA Belo Horizonte BR BRL 867.511.283 CCA Holding SA 100,00
Companhia Nacional de
Cimento - CNC 51,29
Cantagalo Empreendimentos SA Cantagalo BR BRL 248.268 CCA Holding SA 48,71
Companhia Nacional de
Cimento - CNC 51,06
Delta de Arcos SA Matozinhos BR BRL 466.668 CCA Holding SA 48,74
Companhia Nacional de
Cimento - CNC 51,06
Delta de Matozinhos SA Matozinhos BR BRL 1.314.836 CCA Holding SA 48,74
Companhia de Cimento da Paraíba - CCP Recife BR BRL 319.642.205 CCP Holding SA 100,00
Mineração Nacional SA Recife BR BRL 31.756.571 CCP Holding SA 100,00
Cementos Moctezuma,
Maquinaria y Canteras del Centro, SA de CV Mexico MX MXN 19.597.565 SA de CV 51,00

(segue)

Denominazione Sede Capitale Società
partecipante
% di
parteci
pazione
Partecipazioni in imprese collegate valutate con il metodo del patrimonio netto
Hinfra Srl Casale Monferrato (AL) EUR 10.000 Buzzi Unicem SpA 60,00
Premix SpA Melilli (SR) EUR 3.483.000 Buzzi Unicem SpA 40,00
Société des Ciments de Sour El Ghozlane
EPE SpA
Sour El Ghozlane DZ DZD 1.900.000.000 Buzzi Unicem SpA 35,00
Société des Ciments de Hadjar Soud
EPE SpA
Azzaba DZ DZD 1.550.000.000 Buzzi Unicem SpA 35,00
Laterlite SpA Solignano (PR) EUR 22.500.000 Buzzi Unicem SpA 33,33
Salonit Anhovo Gradbeni Materiali dd Anhovo SL EUR 36.818.921 Buzzi Unicem SpA 25,00
w&p Cementi SpA San Vito al Tagliamento (PN) EUR 2.000.000 Buzzi Unicem SpA 25,00
Calcestruzzi Faure Srl Salbertrand (TO) EUR 53.560 Unical SpA 24,00
Edilcave Srl Villar Focchiardo (TO) EUR 72.800 Unical SpA 20,00
Warsteiner Kalksteinmehl GmbH & Co. KG i. L. Warstein DE EUR 51.129 Dyckerhoff GmbH 50,00
Warsteiner Kalksteinmehl
Verwaltungsgesellschaft mbH i. L.
Warstein DE EUR 25.600 Dyckerhoff GmbH 50,00
CI4C GmbH & Co. KG Heidenheim an der Brenz DE EUR 40.000 Dyckerhoff GmbH 25,00
Projektgesellschaft Warstein-Kallenhardt
Kalkstein mbH
Warstein DE EUR 25.200 Dyckerhoff GmbH 25,00
Köster/Dyckerhoff
Vermögensverwaltungs GmbH
Warstein DE EUR 25.000 Dyckerhoff GmbH 24,90
Köster/Dyckerhoff
Grundstücksverwaltungs GmbH & Co. KG Warstein DE EUR 10.000 Dyckerhoff GmbH 24,90
Nordenhamer Transportbeton GmbH & Co. KG Nordenham DE EUR 322.114 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
51,59
BLD Betonlogistik Deutschland GmbH Rommerskirchen DE EUR 25.200 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
50,00
Lichtner-Dyckerhoff Beton Verwaltungs GmbH Berlin DE EUR 25.000 Dyckerhoff Beton
GmbH & Co. KG
50,00
TRAMIRA Transportbetonwerk Dyckerhoff Beton
Minden-Ravensberg GmbH & Co. KG Minden-Dankersen DE EUR 1.000.000 GmbH & Co. KG 50,00
Transass SA Schifflange LU EUR 50.000 Cimalux SA 41,00
SA des Bétons Frais Schifflange LU EUR 2.500.000 Cimalux SA 41,00
Bétons Feidt SA Luxembourg LU EUR 2.500.000 Cimalux SA 30,00
Houston Cement Company LP Houston US USD n/a Alamo Cement Company 20,00
Dyckerhoff Beton
Rheinland-Pfalz
BLRP Betonlogistik Rheinland-Pfalz GmbH Rommerskirchen DE EUR 25.000 GmbH & Co. KG
Dyckerhoff Basal
50,00
BLN Beton Logistiek Nederland BV Heteren NL EUR 26.000 Betonmortel BV 50,00
Van Zanten Holding BV Leek NL EUR 18.151 Dyckerhoff Basal
Betonmortel BV
25,00
Louisville Cement Assets Transition Company Louisville US USD n/a Lone Star Industries Inc. 25,00
Cooperatie Megamix BA Almere NL EUR 80.000 MegaMix Basal BV 37,50

(segue)

% di
Società parteci
Denominazione Sede Capitale partecipante pazione
Altre partecipazioni in imprese controllate valutate al valore equo
GfBB prüftechnik Verwaltungs GmbH Flörsheim DE EUR 25.600 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff Beton Verwaltungs GmbH Wiesbaden DE EUR 46.100 Dyckerhoff GmbH 100,00
Lieferbeton Odenwald Verwaltungs GmbH Flörsheim DE EUR 25.000 Dyckerhoff GmbH 100,00
Dyckerhoff GmbH 50,00
Bildungs-Zentrum-Deuna GmbH Deuna DE EUR 25.565 Bildungs-Zentrum-Deuna GmbH 50,00
Dyckerhoff Kieswerk Dyckerhoff Beton
Trebur Verwaltungs GmbH Trebur-Geinsheim DE EUR 25.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton
SIBO-Gruppe Verwaltungsgesellschaft mbH Lengerich DE EUR 26.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Beton Rheinland-Pfalz Dyckerhoff Beton
Verwaltungs GmbH Neuwied DE EUR 26.000 GmbH & Co. KG 70,97
Dyckerhoff Beton
Nordenhamer Transportbeton GmbH Nordenham DE EUR 25.565 GmbH & Co. KG 56,60
Portland Zementwerke
Seibel und Söhne
Seibel Beteiligungsgesellschaft mbH Erwitte DE EUR 25.000 GmbH & Co. KG 100,00
MKB Mörteldienst Köln-Bonn MKB Mörteldienst Köln-Bonn
Verwaltungsgesellschaft mbH Neuss DE EUR 25.000 GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Transportbeton Dyckerhoff Transportbeton
Thüringen Verwaltungs GmbH Erfurt DE EUR 25.565 Thüringen GmbH & Co. KG 100,00
Dyckerhoff Transportbeton Schmalkalden Dyckerhoff Transportbeton
Verwaltungs GmbH Erfurt DE EUR 25.600 Thüringen GmbH & Co. KG 67,58
Compañia Cubana de Cemento Portland, SA Havana CU CUP 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
Transports Mariel, SA Havana CU CUP 100 Lone Star Industries Inc. 100,00
Compañia Cubana de
Proyectos Industries de Jaruco, SA Havana CU CUP 186.700 Cemento Portland, SA 100,00

Alle società con sede in Germania, costituite sotto forma di GmbH & Co. KG e consolidate linea per linea, si applica l'esenzione di cui all'articolo 264b del codice commerciale tedesco.

Informazioni ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB

Il seguente prospetto redatto ai sensi dell'art. 149-duodecies del Regolamento CONSOB n. 11971/99, riporta i corrispettivi di competenza dell'esercizio 2022 per i servizi di revisione e per quelli diversi dalla revisione resi dalla società di revisione e da entità appartenenti alla sua rete.

(migliaia di euro) Soggetto
che ha erogato il servizio
Destinatario Corrispettivi
di competenza
dell'esercizio 2022
Revisione contabile EY S.p.A. Capogruppo – Buzzi Unicem SpA 175
EY S.p.A. Società controllate 60
Rete EY Società controllate 1.388
Servizi di attestazione EY S.p.A. Capogruppo – Buzzi Unicem SpA (1) 10
Rete EY Capogruppo – Buzzi Unicem SpA (2) 28
Rete EY Società controllate (3) 9
Totale 1.670

(1) Certificazione del prospetto delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo

(2) Procedure di revisione concordate sull'informativa finanziaria annuale delle società collegate Société des Ciments de Sour El Ghozlane, Société des Ciments de Hadjar Soud

(3) Certificazioni richieste dalla legge dei Paesi Bassi

Attestazione del bilancio consolidato ai sensi dell'art. 81 ter del regolamento consob n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni

  • I sottoscritti Pietro Buzzi, in qualità di Amministratore Delegato, ed Elisa Bressan, in qualità di Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Buzzi Unicem SpA, attestano, tenuto anche conto di quanto previsto dall'art. 154-bis, commi 3 e 4, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58:
    • l'adeguatezza in relazione alle caratteristiche dell'impresa e
    • l'effettiva applicazione,

delle procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio consolidato, nel corso del 2022.

  • Si attesta, inoltre, che:
    • a) il bilancio consolidato
    • è redatto in conformità ai principi contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002;
    • corrisponde alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
    • è idoneo a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento;
    • b) la relazione sulla gestione comprende un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui sono esposti.

Casale Monferrato, 29 marzo 2023

L'Amministratore Delegato Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Pietro Buzzi Elisa Bressan

Buzzi Unicem S.p.A.

Bilancio consolidato al 31 dicembre 2022

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

EY S.p.A. Via Meucci, 5 10121 Torino

Tel: +39 011 5161611 Fax: +39 011 5612554 ey.com

Relazione della società di revisione indipendente ai sensi dell'art. 14 del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

Agli Azionisti della Buzzi Unicem S.p.A.

Relazione sulla revisione contabile del bilancio consolidato

Giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile del bilancio consolidato del Gruppo Buzzi Unicem (il Gruppo), costituito dallo stato patrimoniale consolidato al 31 dicembre 2022, dal conto economico consolidato, dal conto economico complessivo consolidato, dalle variazioni di patrimonio netto consolidato, dal rendiconto finanziario consolidato per l'esercizio chiuso a tale data e dalle note ai prospetti contabili consolidati che includono anche la sintesi dei più significativi principi contabili applicati.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria del Gruppo al 31 dicembre 2022, del risultato economico e dei flussi di cassa per l'esercizio chiuso a tale data, in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.

Elementi alla base del giudizio

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono ulteriormente descritte nella sezione Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla Buzzi Unicem S.p.A. in conformità alle norme e ai principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano alla revisione contabile del bilancio. Riteniamo di aver acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio.

Aspetti chiave della revisione contabile

Gli aspetti chiave della revisione contabile sono quegli aspetti che, secondo il nostro giudizio professionale, sono stati maggiormente significativi nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato dell'esercizio in esame. Tali aspetti sono stati da noi affrontati nell'ambito della revisione contabile e nella formazione del nostro giudizio sul bilancio consolidato nel suo complesso; pertanto su tali aspetti non esprimiamo un giudizio separato.

EY S.p.A. Sede Legale: Via Meravigli, 12 – 20123 Milano Sede Secondaria: Via Lombardia, 31 – 00187 Roma Capitale Sociale Euro 2.525.000,00 i.v. Iscritta alla S.O. del Registro delle Imprese presso la CCIAA di Milano Monza Brianza Lodi Codice fiscale e numero di iscrizione 00434000584 - numero R.E.A. di Milano 606158 - P.IVA 00891231003 Iscritta al Registro Revisori Legali al n. 70945 Pubblicato sulla G.U. Suppl. 13 - IV Serie Speciale del 17/2/1998 Iscritta all'Albo Speciale delle società di revisione Consob al progressivo n. 2 delibera n.10831 del 16/7/1997

Abbiamo identificato il seguente aspetto chiave della revisione contabile:

Aspetto chiave Risposte di revisione
Valutazione dell'avviamento

L'avviamento al 31 dicembre 2022 ammonta a € 509 milioni ed è stato allocato alle Cash Generating Unit (CGU) del Gruppo relative ai Paesi in cui il medesimo opera.

I processi e le modalità di valutazione e determinazione del valore recuperabile di ciascuna CGU, in termini di valore d'uso, sono basati su assunzioni a volte complesse che per loro natura implicano il ricorso al giudizio degli amministratori, in particolare con riferimento alla previsione dei loro flussi di cassa futuri e alla determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e di attualizzazione applicati alle previsioni dei flussi di cassa futuri.

In considerazione del giudizio richiesto e della complessità delle assunzioni utilizzate nella stima del valore recuperabile dei marchi e dell'avviamento abbiamo ritenuto che tale tematica rappresenti un aspetto chiave della revisione.

L'informativa di bilancio relativa alla valutazione dei marchi e dell'avviamento è riportata nella nota 19. «Avviamento e altre attività immateriali» e alla nota 2.9. «Attività immateriali».

Le nostre procedure di revisione in risposta all'aspetto chiave hanno riguardato, tra l'altro:

  • l'analisi della procedura posta in essere dal Gruppo in merito a criteri e metodologia dell'impairment test;
  • la verifica dell'adeguatezza del perimetro delle CGU e dell'allocazione dei valori contabili delle attività alle singole CGU;
  • l'analisi delle previsioni dei flussi di cassa futuri, inclusa la considerazione dei dati e previsioni di settore;
  • la coerenza delle previsioni dei flussi di cassa futuri di ciascuna CGU con il business plan di gruppo;
  • la valutazione delle previsioni, rispetto all'accuratezza storica di quelle precedenti;
  • la verifica della determinazione dei tassi di crescita di lungo periodo e dei tassi di attualizzazione.

Nelle nostre verifiche ci siamo anche avvalsi dell'ausilio di nostri esperti in tecniche di valutazione, che hanno eseguito un ricalcolo indipendente ed effettuato analisi di sensitività sulle assunzioni chiave, al fine di determinare i cambiamenti delle assunzioni che potrebbero impattare significativamente la valutazione del valore recuperabile.

Infine, abbiamo esaminato l'adeguatezza dell'informativa fornita nelle note illustrative del bilancio in relazione alla valutazione dell'avviamento.

Responsabilità degli amministratori e del collegio sindacale per il bilancio consolidato

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio consolidato che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità agli International Financial Reporting Standards adottati dall'Unione Europea, nonché ai provvedimenti emanati in attuazione dell'art. 9 del D. Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38 e, nei termini previsti dalla legge, per quella parte del controllo interno dagli stessi ritenuta necessaria per consentire la redazione di un bilancio che non contenga errori significativi dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali.

Gli amministratori sono responsabili per la valutazione della capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e, nella redazione del bilancio consolidato, per l'appropriatezza dell'utilizzo del presupposto della continuità aziendale, nonché per una adeguata informativa in materia. Gli amministratori utilizzano il presupposto della continuità aziendale nella redazione del bilancio consolidato a meno che abbiano valutato che sussistono le condizioni per la liquidazione della capogruppo Buzzi Unicem S.p.A. o per l'interruzione dell'attività o non abbiano alternative realistiche a tali scelte.

Il collegio sindacale ha la responsabilità della vigilanza, nei termini previsti dalla legge, sul processo di predisposizione dell'informativa finanziaria del Gruppo.

Responsabilità della società di revisione per la revisione contabile del bilancio consolidato

I nostri obiettivi sono l'acquisizione di una ragionevole sicurezza che il bilancio consolidato nel suo complesso non contenga errori significativi, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, e l'emissione di una relazione di revisione che includa il nostro giudizio. Per ragionevole sicurezza si intende un livello elevato di sicurezza che, tuttavia, non fornisce la garanzia che una revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia) individui sempre un errore significativo, qualora esistente. Gli errori possono derivare da frodi o da comportamenti o eventi non intenzionali e sono considerati significativi qualora ci si possa ragionevolmente attendere che essi, singolarmente o nel loro insieme, siano in grado di influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori prese sulla base del bilancio consolidato.

Nell'ambito della revisione contabile svolta in conformità ai principi di revisione internazionali (ISA Italia), abbiamo esercitato il giudizio professionale e abbiamo mantenuto lo scetticismo professionale per tutta la durata della revisione contabile. Inoltre:

  • abbiamo identificato e valutato i rischi di errori significativi nel bilancio consolidato, dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali; abbiamo definito e svolto procedure di revisione in risposta a tali rischi; abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti ed appropriati su cui basare il nostro giudizio. Il rischio di non individuare un errore significativo dovuto a frodi è più elevato rispetto al rischio di non individuare un errore significativo derivante da comportamenti od eventi non intenzionali, poiché la frode può implicare l'esistenza di collusioni, falsificazioni, omissioni intenzionali, rappresentazioni fuorvianti o forzature del controllo interno;
  • abbiamo acquisito una comprensione del controllo interno rilevante ai fini della revisione contabile allo scopo di definire procedure di revisione appropriate nelle circostanze, e non per esprimere un giudizio sull'efficacia del controllo interno del Gruppo;
  • abbiamo valutato l'appropriatezza dei principi contabili utilizzati nonché la ragionevolezza

delle stime contabili effettuate dagli amministratori e della relativa informativa;

  • siamo giunti ad una conclusione sull'appropriatezza dell'utilizzo da parte degli amministratori del presupposto della continuità aziendale e, in base agli elementi probativi acquisiti, sull'eventuale esistenza di una incertezza significativa riguardo a eventi o circostanze che possono far sorgere dubbi significativi sulla capacità del Gruppo di continuare ad operare come un'entità in funzionamento. In presenza di un'incertezza significativa, siamo tenuti a richiamare l'attenzione nella relazione di revisione sulla relativa informativa di bilancio ovvero, qualora tale informativa sia inadeguata, a riflettere tale circostanza nella formulazione del nostro giudizio. Le nostre conclusioni sono basate sugli elementi probativi acquisiti fino alla data della presente relazione. Tuttavia, eventi o circostanze successivi possono comportare che il Gruppo cessi di operare come un'entità in funzionamento;
  • abbiamo valutato la presentazione, la struttura e il contenuto del bilancio consolidato nel suo complesso, inclusa l'informativa, e se il bilancio consolidato rappresenti le operazioni e gli eventi sottostanti in modo da fornire una corretta rappresentazione;
  • abbiamo acquisito elementi probativi sufficienti e appropriati sulle informazioni finanziarie delle imprese o delle differenti attività economiche svolte all'interno del Gruppo per esprimere un giudizio sul bilancio consolidato. Siamo responsabili della direzione, della supervisione e dello svolgimento dell'incarico di revisione contabile del Gruppo. Siamo gli unici responsabili del giudizio di revisione sul bilancio consolidato.

Abbiamo comunicato ai responsabili delle attività di governance, identificati ad un livello appropriato come richiesto dai principi di revisione internazionali (ISA Italia), tra gli altri aspetti, la portata e la tempistica pianificate per la revisione contabile e i risultati significativi emersi, incluse le eventuali carenze significative nel controllo interno identificate nel corso della revisione contabile.

Abbiamo fornito ai responsabili delle attività di governance anche una dichiarazione sul fatto che abbiamo rispettato le norme e i principi in materia di etica e di indipendenza applicabili nell'ordinamento italiano e abbiamo comunicato loro ogni situazione che possa ragionevolmente avere un effetto sulla nostra indipendenza e, ove applicabile, le azioni intraprese per eliminare i relativi rischi o le misure di salvaguardia applicate.

Tra gli aspetti comunicati ai responsabili delle attività di governance, abbiamo identificato quelli che sono stati più rilevanti nell'ambito della revisione contabile del bilancio consolidato in esame, che hanno costituito quindi gli aspetti chiave della revisione. Abbiamo descritto tali aspetti nella relazione di revisione.

Altre informazioni comunicate ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) n. 537/2014

L'assemblea degli azionisti della Buzzi Unicem S.p.A. ci ha conferito in data 9 maggio 2014 l'incarico di revisione legale del bilancio d'esercizio e consolidato della Società per gli esercizi con chiusura dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2022.

Dichiariamo che non sono stati prestati servizi diversi dalla revisione contabile vietati ai sensi dell'art. 5, par. 1, del Regolamento (UE) n. 537/2014 e che siamo rimasti indipendenti rispetto alla Società nell'esecuzione della revisione legale.

Confermiamo che il giudizio sul bilancio consolidato espresso nella presente relazione è in linea con quanto indicato nella relazione aggiuntiva destinata al collegio sindacale, nella sua funzione di comitato per il controllo interno e la revisione contabile, predisposta ai sensi dell'art. 11 del citato Regolamento.

Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari

Giudizio sulla conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815

Gli amministratori della Buzzi Unicem S.p.A. sono responsabili per l'applicazione delle disposizioni del Regolamento Delegato (UE) 2019/815 della Commissione Europea in materia di norme tecniche di regolamentazione relative alla specificazione del formato elettronico unico di comunicazione (ESEF – European Single Electronic Format) (nel seguito "Regolamento Delegato") al bilancio consolidato, da includere nella relazione finanziaria annuale.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 700B al fine di esprimere un giudizio sulla conformità del bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 alle disposizioni del Regolamento Delegato.

A nostro giudizio, il bilancio consolidato al 31 dicembre 2022 è stato predisposto nel formato XHTML ed è stato marcato, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle disposizioni del Regolamento Delegato.

Alcune informazioni contenute nelle note ai prospetti consolidati, quando estratte dal formato XHTML in un'istanza XBRL, a causa di taluni limiti tecnici potrebbero non essere riprodotte in maniera identica rispetto alle corrispondenti informazioni visualizzabili nel bilancio consolidato in formato XHTML.

Giudizio ai sensi dell'art. 14, comma 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 e dell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58

Gli amministratori della Buzzi Unicem S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della relazione sulla gestione e della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari del Gruppo Buzzi Unicem al 31 dicembre 2022, incluse la loro coerenza con il relativo bilancio consolidato e la loro conformità alle norme di legge.

Abbiamo svolto le procedure indicate nel principio di revisione (SA Italia) n. 720B al fine di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione e di alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari indicate nell'art. 123-bis, comma 4, del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, con il bilancio consolidato del Gruppo Buzzi Unicem al 31 dicembre 2022 e sulla conformità delle stesse alle norme di legge, nonché di rilasciare una dichiarazione su eventuali errori significativi.

A nostro giudizio, la relazione sulla gestione e alcune specifiche informazioni contenute nella relazione sul governo societario e gli assetti proprietari sopra richiamate sono coerenti con il bilancio consolidato del Gruppo Buzzi Unicem al 31 dicembre 2022 e sono redatte in conformità alle norme di legge.

Con riferimento alla dichiarazione di cui all'art. 14, c. 2, lettera e), del D. Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39, rilasciata sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione, non abbiamo nulla da riportare.

Dichiarazione ai sensi dell'art. 4 del Regolamento Consob di attuazione del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254

Gli amministratori della Buzzi Unicem S.p.A. sono responsabili per la predisposizione della dichiarazione non finanziaria ai sensi del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254. Abbiamo verificato l'avvenuta approvazione da parte degli amministratori della dichiarazione non finanziaria. Ai sensi dell'art. 3, comma 10, del D. Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, tale dichiarazione è oggetto di separata attestazione di conformità da parte di altro revisore.

Torino, 4 aprile 2023

EY S.p.A. Luigi Conti

(Revisore Legale)

Buzzi Unicem SpA

Via Luigi Buzzi 6, Casale Monferrato (AL) - Italia Tel. +39 0142 416 111 buzziunicem.com

Capitale sociale euro 123.636.658,80

Registro delle Imprese di Alessandria-Asti 00930290044

Forma giuridica Buzzi Unicem SpA è una società per azioni organizzata secondo l'ordinamento giuridico italiano controllata da Fimedi SpA

Attività: Produzione, distribuzione e vendita di cemento, calcestruzzo preconfezionato e aggregati naturali principalmente in Italia, Stati Uniti d'America, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Ucraina, Russia, Messico e Brasile

Foto di copertina: Nuova metropolitana di Karlsruhe - Germania (Christoph Mertens)