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Acea — Interim / Quarterly Report 2022
Aug 4, 2022
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Interim / Quarterly Report
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| Modello Organizzativo di ACEA 3 | |
|---|---|
| Organi sociali 5 | |
| Sintesi dei Risultati 6 | |
| Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo 8 | |
| Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici 9 | |
| Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari 13 | |
| Contesto di riferimento 20 | |
| Aree Industriali 48 | |
| Andamento delle Aree di attività 49 | |
| Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente 101 | |
| Principali rischi e incertezze 104 | |
| Evoluzione prevedibile della gestione 112 |
| Forma e struttura 113 | |
|---|---|
| Applicazione del principio IFRS5 115 | |
| Criteri, procedure e area di consolidamento 116 | |
| Area di consolidamento 118 | |
| Prospetto di Conto Economico Consolidato 121 | |
| Prospetto di Conto Economico Consolidato Trimestrale 122 | |
| Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato 123 | |
| Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato Trimestrale 124 | |
| Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 125 | |
| Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato 126 | |
| Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato 127 | |
| Note al Conto Economico Consolidato 128 | |
| Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 137 | |
| Impegni e rischi potenziali 158 | |
| Business Combination 159 | |
| Informativa sui servizi in concessione 163 | |
| Informativa sulle parti correlate 183 | |
| Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 185 | |
| Allegati 197 |
Modello Organizzativo di ACEA
ACEA è una delle principali multiutility italiane ed è quotata in Borsa dal 1999.
ACEA ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portfolio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di ACEA è articolata in funzioni corporate e in sette aree industriali – Ambiente, Commerciale e Trading, Idrico, Infrastrutture Energetiche, Ingegneria e Servizi, Generazione e Estero.
Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.
Ambiente
Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionale con circa 1,52 milioni di tonnellate di rifiuti trattati all'anno. Nei diversi impianti di trattamento e smaltimento gestiti dislocati in sette regioni ci sono il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di digestione anaerobica e compostaggio della Regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti del business nel waste to energy e nel waste recycling, considerato ad alto potenziale, in coerenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti, nonché nel loro recupero e riciclo nelle filiere della plastica, carta, metalli e nella produzione di compost di alta qualità.
Commerciale e Trading
Il Gruppo Acea è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di elettricità e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera sui segmenti di mercato delle medie imprese e delle famiglie con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presidia le politiche di energy management del Gruppo. L'Area ha inoltre l'obiettivo di sviluppare e ricercare innovazioni e start – up per avviare progetti di sperimentazione in ambito tecnologico.
Idrico
Il Gruppo Acea è il primo operatore italiano nel settore idrico con 9 milioni di abitanti serviti. Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria, Campania e Molise. Il Gruppo è inoltre presente in Abruzzo essendo entrato nel mercato della distribuzione del gas metano nel Comune di Pescara e nella provincia dell'Aquila.
Infrastrutture Energetiche
Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali con circa 9 TWh elettrici distribuiti a Roma. Sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con oltre 227.600 lampade. Il Gruppo ACEA è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come le smart grid e la mobilità elettrica, attraverso la realizzazione di progetti pilota particolarmente innovativi.
Generazione
Il Gruppo Acea è tra i principali operatori nazionali nell'ambito della generazione da fonti rinnovabili ed è impegnato in progetti di efficienza energetica ed energy solution nel segmento business, particolarmente focalizzati nella ricerca di approcci innovativi nella gestione degli asset produttivi e all'implementazione di nuova capacità produttiva che riduca l'impronta carbonica del Gruppo.
Ingegneria e Servizi
Il Gruppo Acea ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Sviluppa progetti di ricerca applicata, finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche. Il Gruppo Acea è inoltre impegnato nella progettazione e realizzazione di impianti per l'ambiente e per il trattamento delle acque e dei rifiuti.
Estero
Il Gruppo Acea gestisce le attività idriche in America Latina e ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presidiati in Italia. È presente in particolare in Honduras, Repubblica Dominicana e Perù servendo una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. Le attività sono svolte in partnership con soci locali e internazionali, anche attraverso la formazione del personale e il trasferimento del know-how all'imprenditoria locale.
La struttura del Gruppo, distinta per area di business, risulta composta dalle seguenti principali società.
Al 30 Giugno 2022 il capitale sociale di ACEA S.p.A. risulta così composto:
*Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3%, così come risultanti da fonte CONSOB
Organi sociali
Consiglio di Amministrazione
Michaela Castelli Presidente Giuseppe Gola Amministratore Delegato Alessandro Caltagirone Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere Gabriella Chiellino Consigliere Giovanni Giani** Consigliere Liliana Godino Consigliere Giacomo Larocca Consigliere Francesca Menabuoni* Consigliere Massimiliano Pellegrini*** Consigliere
Collegio Sindacale*
Maurizio Lauri Presidente Claudia Capuano Sindaco Effettivo Leonardo Quagliata Sindaco Effettivo Rosina Cichello Sindaco Supplente Vito Di Battista Sindaco Supplente
Dirigente Preposto
Fabio Paris
Società di Revisione
PricewaterhouseCoopers S.p.A.
* nominati dall'Assemblea dei Soci in data 27 aprile 2022
**dimessosi in data 27 giugno 2022
***nominato per cooptazione in data 18 luglio 2022
Sintesi dei Risultati
| Dati economici (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi Netti Consolidati | 2.347,7 | 1.824,3 | 523,4 | 28,7% |
| Costi Operativi Consolidati | 1.681,2 | 1.216,6 | 464,6 | 38,2% |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria |
16,0 | 11,1 | 4,9 | 44,1% |
| Margine Operativo Lordo | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Risultato Operativo | 348,3 | 309,8 | 38,5 | 12,4% |
| Risultato Netto | 198,0 | 188,9 | 9,1 | 4,8% |
| Utile/(Perdite) di competenza di terzi | 15,0 | 23,2 | (8,1) | (35,1%) |
| Risultato netto di Competenza del Gruppo | 183,0 | 165,8 | 17,2 | 10,4% |
| EBITDA (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 58,3 | 30,7 | 27,6 | 90,1% |
| Commerciale e Trading | 38,4 | 40,4 | (1,9) | (4,8%) |
| Estero | 15,4 | 13,5 | 1,9 | 13,8% |
| Idrico | 353,7 | 326,2 | 27,5 | 8,4% |
| Infrastrutture energetiche | 181,1 | 181,7 | (0,6) | (0,3%) |
| Generazione | 52,0 | 35,4 | 16,6 | 46,9% |
| Ingegneria e servizi | 4,8 | 9,0 | (4,2) | (46,6%) |
| Corporate | (21,3) | (18,1) | (3,1) | 17,4% |
| Totale EBITDA | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Dati patrimoniali (€ milioni) | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale Investito Netto | 6.766,4 | 6.504,9 | 261,6 | 4,0% | 6.272,9 | 493,6 | 7,9% |
| Indebitamento Finanziario Netto | (4.212,1) | (3.988,4) | (223,6) | 5,6% | (3.932,8) | (279,3) | 7,1% |
| Patrimonio Netto Consolidato | (2.554,4) | (2.516,4) | (38,0) | 1,5% | (2.340,1) | (214,3) | 9,2% |
| Investimenti (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 18,5 | 14,8 | 3,7 | 24,8% |
| Commerciale e Trading | 20,6 | 36,0 | (15,5) | (42,9%) |
| Estero | 1,6 | 2,8 | (1,3) | (44,1%) |
| Idrico* | 259,7 | 246,9 | 12,8 | 5,2% |
| Infrastrutture energetiche | 135,9 | 139,5 | (3,6) | (2,6%) |
| Generazione | 19,5 | 21,7 | (2,2) | (10,3%) |
| Ingegneria e servizi | 1,8 | 3,5 | (1,7) | (47,5%) |
| Corporate | 12,7 | 16,3 | (3,7) | (22,4%) |
| Totale Investimenti | 470,2 | 481,5 | (11,3) | (2,4%) |
* Il valore degli investimenti dell'area è esposto al lordo degli investimenti finanziati che ammontano ad € 8,4 milioni.
| Posizione Finanziaria Netta (€ milioni) |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 335,5 | 320,1 | 15,3 | 4,8% | 283,9 | 51,6 | 18,2% |
| Commerciale e Trading | (234,4) | (297,4) | 63,0 | (21,2%) | (75,5) | (158,9) | n.s. |
| Estero | (21,8) | (18,9) | (2,9) | 15,2% | (10,6) | (11,2) | 105,7% |
| Idrico | 1.752,9 | 1.681,4 | 71,5 | 4,3% | 1.664,9 | 87,9 | 5,3% |
| Infrastrutture energetiche | 1.817,2 | 1.583,9 | 233,3 | 14,7% | 1.516,8 | 300,4 | 19,8% |
| Generazione | 113,2 | 237,0 | (123,8) | (52,2%) | 238,4 | (125,2) | (52,5%) |
| Ingegneria e servizi | 45,6 | 28,1 | 17,5 | 62,4% | 28,4 | 17,2 | 60,7% |
| Corporate | 395,1 | 443,1 | (48,0) | (10,8%) | 267,1 | 128,0 | 47,9% |
| Totale Posizione Finanziaria Netta | 4.203,2 | 3.977,2 | 226,0 | 5,7% | 3.913,4 | 289,8 | 7,4% |
Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo
Definizione degli indicatori alternativi di performance
In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.
Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:
- il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
- l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
- la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
- il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
- il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici
| Dati economici (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni | 2.256,8 | 1.759,8 | 497,0 | 28,2% |
| Altri ricavi e proventi | 90,8 | 64,5 | 26,4 | 40,9% |
| Costi Esterni | 1.528,5 | 1.072,8 | 455,7 | 42,5% |
| Costo del lavoro | 152,7 | 143,8 | 8,9 | 6,2% |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria |
16,0 | 11,1 | 4,9 | 44,1% |
| Margine Operativo Lordo | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni | 334,2 | 309,0 | 25,2 | 8,1% |
| Risultato Operativo | 348,3 | 309,8 | 38,5 | 12,4% |
| Gestione finanziaria | (43,7) | (43,4) | (0,4) | 0,9% |
| Gestione partecipazioni | 19,1 | 2,7 | 16,4 | n.s. |
| Risultato ante Imposte | 323,7 | 269,2 | 54,5 | 20,3% |
| Imposte sul reddito | 125,7 | 80,2 | 45,5 | 56,7% |
| Risultato Netto | 198,0 | 188,9 | 9,1 | 4,8% |
| Utile/(Perdite) di competenza di terzi | 15,0 | 23,2 | (8,1) | (35,1%) |
| Risultato netto di Competenza del Gruppo | 183,0 | 165,8 | 17,2 | 10,4% |
Rispetto al 30 Giugno 2021 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:
- in data 15 Luglio 2021 Acea Sun Capital ha acquisito il 100% della società Solarplant proprietaria di un impianto fotovoltaico a terra della potenza installata di 0,99 MWp, ubicato a Collesalvetti (LI) e incentivato ai sensi del Secondo Conto Energia;
- in data 28 Luglio 2021 Acea Sun Capital ha acquisito il 100% della società PSL nella quale è stato conferito il ramo d'azienda costituito da un impianto fotovoltaico, sito nel comune di Belpasso (CT), della potenza di 0,99 MWp;
- in data 3 Agosto 2021 Acea Sun Capital ha acquisito il 100% della società M2D proprietaria di un impianto fotovoltaico a terra sito nel comune di Leinì (TO), della potenza di 0,994 MWp;
- in data 6 Ottobre 2021 è stato costituito da Acea Perù (99%) e ACEA Ato2 (1%) il Consorcio Acea lima Sur per la gestione rete idrica e fognaria nella zona Sud di Lima con contratto triennale;
- in data 14 Ottobre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 60% di Meg, operatore presente nel territorio italiano che offre consulenza professionale per la realizzazione di impianti per il trattamento degli imballaggi di rifiuti solidi urbani;
- in data 30 Novembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 65% di DECO, società che svolge attività di gestione di rifiuti, compresa la costruzione ed esercizio dei relativi impianti. La società detiene inoltre una partecipazione del 21,8% in Picena Ambiente e detiene il 100% di Ecologica Sangro, società che opera nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani dell'area comprensoriale del Frentano e del Sangro Aventino, che a sua volta detiene una partecipazione del 75% nel consorzio Ecofrentano;
- in data 22 Dicembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 90% di AS Recycling società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).
Infine, con riferimento all'esercizio 2022 si fa presente che:
- in data 19 Gennaio 2022 è stata costituita la società AE Sun Capital partecipata al 40% delle da Acea Produzione e al 60% dal fondo di investimento Equitix Investment Management; alla fine del mese di Marzo 2022, facendo seguito all'accordo di cessione degli asset siglato lo scorso 24 dicembre 2021, AE Sun Capital ha acquisito da Acea Produzione la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete;
- in data 20 Gennaio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Solar l'acquisto della società SF ISLAND con sede in Acquapendente (VT) pari al 100% delle quote della società;
-
in data 8 Febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'atto di acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici;
-
in data 1° Aprile 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Adistribuzionegas del 30% di Romeo Gas nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale;
- in data 23 Maggio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'acquisto dell'ulteriore 20% delle quote di Cavallari, portando così la quota di possesso all'80%.
La tabella di seguito riportata rappresenta i principali impatti della variazione del perimetro di consolidamento al 30 Giugno 2022 (al lordo delle elisioni intercompany).
| € milioni | Meg | Gruppo Deco | A.S. Recycling | S.E.R. Plast | Energy Box | SF Island | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi Netti Consolidati | 7,8 | 30,5 | 0,0 | 2,5 | (1,5) | 0,0 | 39,3 |
| Costi Operativi Consolidati | 6,6 | 24,5 | 0,1 | 2,2 | (0,3) | 0,1 | 33,1 |
| Margine Operativo Lordo | 1,2 | 6,0 | (0,1) | 0,4 | (1,2) | (0,1) | 6,4 |
| Risultato Operativo | 0,2 | 2,3 | (0,1) | 0,1 | 2,9 | (0,1) | 5,3 |
| Risultato ante Imposte | 0,2 | 2,2 | (0,1) | 0,0 | 3,4 | (0,1) | 5,7 |
Al 30 Giugno 2022 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 2.256,8 milioni in crescita di € 497,0 milioni (+ 28,2%) rispetto a quelli del medesimo periodo dell'esercizio 2021, principalmente in conseguenza dell'incremento dei ricavi da vendita energia elettrica (+ € 347,6 milioni) imputabili in prevalenza ai maggiori prezzi unitari compensati in minima parte dalla riduzione delle quantità. La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 3.044 GWh con una riduzione rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente del 4,0%, mentre la vendita di energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela è stata complessivamente pari a 762 GWh con una riduzione del 21,1% su base tendenziale. Tale riduzione risente dell'assegnazione automatica dei clienti "piccole" e "micro" imprese al Servizio a Tutele Graduali, creato a partire dal 1° gennaio 2021 ed in parte alla flessione del numero di clienti non adeguatamente compensata dall'applicazione di tariffe più alte.
Contribuiscono inoltre alla variazione in aumento: i) i ricavi da vendita gas (+ € 46,9 milioni) imputabili in prevalenza ad Acea Energia (+ € 28,5 milioni) e Umbria Energy (+ € 16,2 milioni) dovuti in parte alle maggiori quantità vendute (+ 6,6 milioni di smc) ed in parte dall'aumento dei prezzi; ii) i ricavi da sevizio idrico integrato (+ € 32,1 milioni) principalmente imputabili a Gori (+ € 21,7 milioni), ACEA Ato5 (+ € 2,2 milioni) e SII (+ € 4,0 milioni); iii) i ricavi da prestazioni a clienti (+ € 26,9 milioni) derivanti in parte dall'incremento della variazione delle rimanenze di SIMAM (+ € 7,5 milioni), dall'incremento dei corrispettivi relativi al servizio di pubblica illuminazione svolto per Roma Capitale a causa dell'andamento dei prezzi della componente energia (+€ 7,4milioni) e per la restante parte dalla variazione di perimetro (+ € 6,9 milioni); iv) i ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica (+ € 23,5 milioni) in prevalenza per la variazione dell'area di consolidamento (+ € 28,3 milioni), in parte compensata dalla riduzione registrata da Demap (- € 2,7 milioni), dovuta alle minori quantità ingressate nello stabilimento in seguito all'incendio avvenuto verso la fine del mese di dicembre 2021, Acea Ambiente (- € 1,5 milioni) in conseguenza dell'effetto combinato dell'incremento della componente tariffaria e del decremento dei conferimenti nell'impianto di San Vittore e di Terni e Acque Industriali (- € 1,2 milioni); v) maggiori ricavi derivanti dai progetti di e-Efficientcy di Acea Innovation (+ € 23,3 milioni). Si segnalano, infine, minori ricavi da incentivi energia elettrica (GRIN) registrati da Acea Produzione (- € 8,3 milioni).
Gli altri ricavi evidenziano un aumento di € 26,4 milioni (+ 40,9 %) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. L'incremento deriva in prevalenza al riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (+ € 26,9 milioni) per le annualità 2018-2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022), ai maggiori ricavi rilevati da Acea Energia derivanti dalla vendita di caldaie (+ € 4,3 milioni) e da rimborsi per danni e penalità (+ € 1,3 milioni), in parte compensati dai minori acquisti dei titoli di efficienza energetica di areti (- € 8,0 milioni).
I costi esterni presentano un aumento complessivo di € 455,6 milioni (+ 42,5 %) rispetto al 30 Giugno 2021; la variazione è dovuta in prevalenza:
- ai maggiori costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica su mercato libero, della tutela graduale e dell'energy efficiency (+ € 382,8 milioni) in linea con l'andamento registrato nei ricavi;
- ai maggiori costi per acquisto materie (+ € 12,4 milioni) in parte imputabili alla variazione di perimentro (+ € 4,4 milioni) e in parte ai maggioro costi capitalizzati (+ € 7,2 milioni);
- ai maggiori costi per servizi (+ € 55,8 milioni) di cui € 20,7 milioni imputabili alla variazione di perimetro ed € 12,8 milioni derivanti dai progetti di e-Efficiency di Acea Innovation in linea con quanto rilevato nei ricavi.
Nel complesso sulla variazione dei costi esterni incide la variazione di perimetro per € 33,1 milioni principalmente imputabile al consolidamento del Gruppo Deco (+ € 24,5 milioni) e Meg (+ € 6,6 milioni).
Il costo del lavoro risulta in aumento rispetto medesimo periodo dell'esercizio precedente per € 8,9 milioni (+ 6,2%), influenzato in prevalenza dalla variazione di perimetro (+ € 4,9 milioni).
La consistenza media del personale si attesta a 9.602 dipendenti ed aumenta di 298 unità rispetto al 30 Giugno 2021, in gran parte imputabile alla variazione dell'area di consolidamento dell'area Ambiente (+ 168 unità).
| € milioni | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati | 250,3 | 241,0 | 9,3 | 3,8% |
| Costi capitalizzati | (97,6) | (97,2) | (0,3) | 0,3% |
| Costo del lavoro | 152,7 | 143,8 | 8,9 | 6,2% |
I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione dell'EBITDA consolidato delle società strategiche.
| € milioni | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine Operativo Lordo | 75,6 | 61,6 | 14,0 | 22,8% |
| Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni | 52,1 | 45,1 | 6,9 | 15,4% |
| Gestione Finanziaria | (1,5) | (1,4) | 0,0 | 2,5% |
| Imposte sul reddito | 6,0 | 3,9 | 2,2 | 55,8% |
| Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria | 16,1 | 11,1 | 5,0 | 44,9% |
L'EBITDA passa da € 618,8 milioni del 30 Giugno 2021 a € 682,5 milioni del 30 Giugno 2022 registrando una crescita di € 63,7 milioni pari al 10,3 %. La variazione dell'area di consolidamento incide per € 6,4 milioni, in gran parte dovuta al consolidamento del Gruppo Deco.
A parità di perimetro, la crescita dell'EBITDA risulta pari ad € 57,3 milioni e deriva principalmente dai seguenti effetti contrapposti: i) incremento dell'Area Idrico (€ 27,5 milioni) che risente in prevalenza del riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica, già citato in precedenza, riferito alle annualità 2018-2019 (€ 26,9 milioni) solo in parte compensato dal minor margine registrato da Gori (€ 5,3 milioni) come conseguenza dei maggiori costi per smaltimento fanghi (€ 2,8 milioni) e mancato riconoscimento tariffario (€ 2,1 milioni); ii) incremento dell'Area Ambiente che contribuisce positivamente per € 20,0 milioni per l'effetto combinato dell'incremento registrato da Acea Ambiente (€ 23,3 milioni) come conseguenza dei maggiori margini generati dalla cessione di energia elettrica derivante dall'effetto positivo sui prezzi di vendita in prevalenza degli impianti di San Vittore e Terni compensati dalla riduzione dei margini di Demap (€ 2,3 milioni) dovuta alle minori quantità ingressate nello stabilimento ed ai maggiori costi generati dall'incendio avvenuto nel mese di dicembre 2021 (l'impianto è ripartito a febbraio 2022) e infine dal minore margine sul trattamento dei liquidi di Berg (€ 0,9 milioni); iii) incremento dell'Area Generazione pari ad € 16,6 milioni principalmente imputabile ad Acea Produzione (€ 17,6 milioni) per il maggior margine realizzato sulla produzione idroelettrica (+ € 14,0 milioni) come conseguenza dell'incremento dei prezzi sui mercati energetici (+ 136,25 €/MWh) parzialmente compensato da minori volumi prodotti (- 70,7 GWh) e per la restante parte dal maggior margine realizzato sulla produzione termoelettrica (€ 0,8 milioni); iv) maggiore marginalità dell'Area Estero (€ 1,9 milioni) derivante in prevalenza dall'effetto cambio positivo (€ 1,2 milioni) e in parte dalla variazione dell'area di consolidamento (€ 0,4 milioni); v) riduzione dell'Area Ingegneria e Servizi per € 4,2 milioni imputabili ad Acea Elabori per € 1,4 milioni come conseguenza della riduzione delle attività e del margine per l'aggiornamento delle tariffe, a TWS per € 0,5 milioni come conseguenza dello slittamento delle attività di costruzione e applicazione sconti e per € 0,6 milioni a SIMAM per il minore margine sul trattamento delle acque reflue. La restante variazione è imputabile a partite relative ad esercizi precedenti; vi) riduzione dei margini dell'area Corporate (€ 3,1 milioni) derivanti dai maggiori costi sostenuti rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, tra i quali figurano principalmente quelli di natura informatica, per consumi elettrici e gas per effetto dell'aumento delle tariffe, le spese di vigilanza e le spese pubblicitarie; vii) minore marginalità dell'Area Commerciale e Trading (€ 1,9 milioni) dovuta alla riduzione del margine energia (€ 11,5 milioni) compensata in parte dai minori costi esterni (€ 6,4 milioni) e dai maggiori ricavi per progetti di energy efficiency (€ 1,2 milioni) e per la vendita delle caldaie (€ 1,0 milioni): viii) l'Area Infrastrutture Energetiche presenta risultati in linea con il medesimo periodo del precedente esercizio (- € 0,6 milioni) come conseguenza degli effetti contrapposti derivanti dal bilanciamento energetico (- € 10,5 milioni), dovuto in gran parte all'effetto di riduzione del WACC (dal 5,9% al 5,2%) e dal minor margine derivante dalla commessa open fiber (€ 1,4 milioni) compensati dagli effetti positivi del piano di resilienza (€ 6,1 milioni), dai maggiori costi capitalizzati del personale (€ 1,5 milioni), dai minori costi operativi (€ 1,1 milioni), dai maggiori contributi di allaccio e altri ricavi (€ 1,7 milioni) nonché dal miglioramento registrato dal ramo della pubblica illuminazione (€ 0,6 milioni).
L'EBIT, segna un incremento di € 38,5 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Si espone di seguito il dettaglio delle voci che influenzano l'EBIT.
| € milioni | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ammortamenti e riduzioni di valore | 285,2 | 259,9 | 25,4 | 9,8% |
| Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali |
42,9 | 45,8 | (2,9) | (6,3%) |
| Accantonamenti e rilasci per rischi e oneri | 6,0 | 3,3 | 2,7 | 81,0% |
| Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti | 334,2 | 309,0 | 25,2 | 8,1% |
La variazione in aumento degli ammortamenti e riduzioni di valore (€ 25,4 milioni) è legata prevalentemente agli investimenti del periodo e all'entrata in esercizio di cespiti in corso con particolare riferimento all'area idrico. Su tale voce la variazione dall'area di consolidamento risente degli effetti contrapposti derivanti dell'incremento degli ammortamenti dell'area ambiente (€ 4,9 milioni) compensati dalla riduzione degli ammortamenti dell'area Generazione (€ 4,8 milioni) come conseguenza dell'operazione di cessione avvenuta a marzo 2022 nell'ambito dell'operazione Energy Box; per approfondimenti si rinvia all'apposito paragrafo.
Il decremento della voce svalutazione crediti (€ 2,9 milioni) è imputabile in prevalenza ai minori accantonamenti operati da Acea Energia.
Gli accantonamenti e rilasci per rischi e oneri risultano in aumento di € 2,7 milioni imputabili in prevalenza agli effetti registrati nel corso del 2021 con riferimento al rilascio del fondo stanziato in Umbriadue (€ 1,2 milioni).
Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 43,7 milioni in lieve incremento rispetto al medesimo periodo del 2021 come conseguenza di effetti contrapposti derivanti dai maggiori interessi su crediti verso clienti e dai maggiori interessi di dilazione pagamento e utili e perdite su cambi. Si informa che il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato all'1,40% contro l'1,43% del medesimo periodo dell'esercizio precedente.
La stima del carico fiscale è pari a € 125,6 milioni contro € 80,2 milioni del medesimo periodo relativo al precedente esercizio. L'incremento complessivo, pari a € 45,6 milioni, deriva in parte dal maggior utile ante imposte e in parte dal contributo solidaristico straordinario di cui all'articolo 37 del DL 21/2022 (c.d. contributo extraprofitti) a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, l'attività di produzione di energia elettrica e l'attività di rivendita di energia. Il valore complessivo del contributo iscritto tra le imposte ammonta ad € 28,5 milioni. Il tax rate del 30 Giugno 2022 si attesta al 38,8% (era il 29,8% al 30 Giugno 2021) considerando l'effetto del contributo sopradescritto. Il tax rate normalizzato è pari al 30,01%.
Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 183,0 milioni e segna un incremento di € 17,2 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio.
| Dati patrimoniali (€ milioni) | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività e Passività non correnti |
7.300,0 | 7.200,1 | 99,9 | 1,4% | 6.843,1 | 456,9 | 6,7% |
| Circolante Netto | (533,6) | (695,3) | 161,7 | (23,3%) | (570,2) | 36,6 | (6,4%) |
| Capitale Investito Netto | 6.766,4 | 6.504,9 | 261,6 | 4,0% | 6.272,9 | 493,6 | 7,9% |
| Indebitamento Finanziario Netto |
(4.212,1) | (3.988,4) | (223,6) | 5,6% | (3.932,8) | (279,3) | 7,1% |
| Totale Patrimonio Netto | (2.554,4) | (2.516,4) | (38,0) | 1,5% | (2.340,1) | (214,3) | 9,2% |
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari
Attività e Passività non correnti
Rispetto al 31 Dicembre 2021 le attività e passività non correnti aumentano di € 99,9 milioni (+1,4%); la variazione si riferisce a dinamiche di segno opposto come di seguito evidenziato: i) incremento delle immobilizzazioni come conseguenza degli investimenti del periodo al netto degli ammortamenti; ii) incremento della voce partecipazioni in prevalenza per la variazione di perimetro dovuta al consolidamento con il metodo dell'euity di Romeo Gas e AE Sun Capital; iii) diminuzione delle altre attività e passività non correnti principalmente per effetto del deconsolidamento delle società fotovoltaiche il cui controllo è stato ceduto al fondo britannico Equitix a partire dal 31 Marzo 2022. La voce al 31 Dicembre 2021 comprendeva i valori delle attività e delle passività possedute per la vendita (pari rispettivamente ad € 168,4 milioni ed € 47,4 milioni) in conformità a quanto previsto dal principio contabile internazionale IFRS5 (per approfondimenti si rinvia all'apposito paragrafo); iv) l'incremento del fondo rischi principalmente in conseguenza dell'accantonamento relativo al fondo imposte infrannuale per € 94,1 milioni.
| € milioni | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Immobilizzazioni materiali/immateriali | 6.905,1 | 6.705,2 | 199,9 | 3,0% | 6.485,0 | 420,1 | 6,5% |
| Partecipazioni | 360,9 | 295,2 | 65,6 | 22,2% | 290,5 | 70,3 | 24,2% |
| Altre attività non correnti | 851,0 | 969,6 | (118,6) | (12,2%) | 816,4 | 34,6 | 4,2% |
| Tfr e altri piani e benefici definiti | (111,0) | (120,2) | 9,1 | (7,6%) | (113,4) | 2,4 | (2,1%) |
| Fondi rischi e oneri | (293,4) | (193,3) | (100,1) | 51,8% | (236,8) | (56,6) | 23,9% |
| Altre passività non correnti | (412,5) | (456,5) | 43,9 | (9,6%) | (398,6) | (13,9) | 3,5% |
| Attività e Passività non correnti | 7.300,0 | 7.200,1 | 99,9 | 1,4% | 6.843,1 | 456,9 | 6,7% |
Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, attestatisi ad € 470,2 milioni, e gli ammortamenti e riduzioni di valore per complessivi € 285,2 milioni.
Di seguito gli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale.
| Investimenti (€ milioni) | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ambiente | 18,5 | 14,8 | 3,7 | 24,8% |
| Commerciale e Trading | 20,6 | 36,0 | (15,5) | (42,9%) |
| Estero | 1,6 | 2,8 | (1,3) | (44,1%) |
| Idrico | 259,7 | 246,9 | 12,8 | 5,2% |
| Infrastrutture energetiche | 135,9 | 139,5 | (3,6) | (2,6%) |
| Generazione | 19,5 | 21,7 | (2,2) | (10,3%) |
| Ingegneria e servizi | 1,8 | 3,5 | (1,7) | (47,5%) |
| Corporate | 12,7 | 16,3 | (3,7) | (22,4%) |
| Totale Investimenti | 470,2 | 481,5 | (11,3) | (2,4%) |
L'Area Ambiente ha realizzato investimenti per € 18,5 milioni e rispetto al 30 Giugno 2021 aumentano di € 3,7 milioni in prevalenza per gli investimenti effettuati da Acea Ambiente per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima. Contribuiscono inoltre alla variazione in aumento gli investimenti realizzati da Cavallari per € 1,4 milioni per l'acquisto di un capannone industriale ed un trituratore nonché la variazione di
perimetro per € 2,6 milioni. Tali incrementi sono in parte compensati dai minori investimenti registrati da Berg (- € 1,3 milioni) per i maggiori investimenti del 2021 inerenti la realizzazione di un concentratore e per quelli di Ferrocart (- € 0,7 milioni).
L'Area Commerciale e Trading fa registrare investimenti per € 20,6 milioni, in diminuzione rispetto al 30 Giugno 2021 di € 15,5 milioni. Gli investimenti, in prevalenza riferibili ad Acea Energia, si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 e alle importanti migliorie dei sistemi di supporto alla gestione dei processi legati alle attività di Contact Center e di analisi e monitoraggio della marginalità sui clienti. Contribuisce agli investimenti dell'area Acea Innovation per i progetti di e-mobility (€ 2,2 milioni).
L'Area Estero registra una diminuzione di € 1,3 milioni da attribuire principalmente ad Aguas de San Pedro (€ 0,6 milioni) ed al Consorcio Lima Norte (€ 0,3 milioni) che nel 2021 aveva iniziato le attività di manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima.
L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 259,7 milioni, con una variazione in aumento rispetto medesimo periodo del precedente esercizio di € 12,8 milioni. In particolare, si registrano maggiori investimenti di ACEA Ato2 (€ 13,4 milioni) e di SII (€ 1,6 milioni) parzialmente compensati dai minori investimenti di Gori (€ 1,4 milioni) e di ACEA Ato5 (€ 2,1 milioni). Gli investimenti dell'Area si riferiscono principalmente agli interventi manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici).
L'Area Infrastrutture Energetiche contribuisce al totale degli investimenti per € 135,9 milioni e fa registrare una diminuzione di € 3,6 milioni rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente. Gli investimenti effettuati nel periodo si riferiscono principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Tutto in ottica del miglioramento della qualità del servizio e dell'incremento della resilienza. Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore dell'Illuminazione Pubblica contribuisce per € 1,1 milioni in diminuzione di € 1,4 milioni rispetto al primo semestre dell'esercizio precedente.
L'Area Generazione ha realizzato investimenti per € 19,5 milioni in diminuzione rispetto al 30 Giugno 2021 di € 2,2 milioni per l'effetto combinato dei minori investimenti registrati da Acea Produzione (€ 3,9 milioni) compensati in parte dai maggiori investimenti del comparto fotovoltaico (€ 1,4 milioni).
Gli investimenti di Acea Produzione fanno riferimento in prevalenza a lavori di riqualificazione degli impianti idroelettrici, all'estensione e il risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma e alla realizzazione di parchi fotovoltaici (Monte Mario), mentre gli investimenti del comparto fotovoltaico si riferiscono in prevalenza agli investimenti sostenuti da Acea Solar per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali e dagli investimenti della neo acquisita SF Island.
L'Area Ingegneria e servizi fa registrare investimenti per € 1,8 milioni, in prevalenza imputabili ad Acea Elabori, in riduzione di € 1,7 milioni principalmente per minori acquisti di attrezzature e software.
L'Area Corporate ha realizzato investimenti per € 12,7 milioni in prevalenza per licenze software, sviluppi informatici e hardware oltre che ad investimenti sulle sedi aziendali. La variazione in riduzione rispetto al 30 Giugno 2021, pari ad € 3,7 milioni, è da imputare per € 1,6 milioni all'acquisto del terreno da ATAC SpA adiacente la sede centrale e adibito a parcheggio avvenuto nel primo semestre del 2021.
Le partecipazioni e i titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto, aumentano di € 65,6 milioni rispetto 31 Dicembre 2021. La variazione è determinata dall'incremento relativo alla valutazione delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto (+ € 16,4 milioni) a cui si aggiunge la variazione dell'area di consolidamento (+ € 47,9 milioni) per il consolidamento ad equity a partire da fine marzo 2022 di AE Sun Capital e dal 1° aprile 2022 di Romeo Gas a seguito dell'accordo nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale.
Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra una diminuzione di € 9,1 milioni, prevalentemente dovuta all'aumento del tasso utilizzato (dall'1% del 31 Dicembre 2021 al 3,5% del 30 Giugno 2022).
I Fondi rischi ed oneri aumentano per € 100,1 milioni rispetto al precedente esercizio principalmente per lo stanziamento del fondo imposte infrannuale (€ 94,1 milioni). Di seguito si riporta il dettaglio per natura dei fondi:
| € milioni | 31/12/2021 | Utilizzi | Accantonamenti | Rilascio per Esubero Fondi |
Riclassifiche / Altri Movimenti |
30/06/2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Legale | 16,3 | (2,8) | 2,4 | (1,0) | (0,4) | 14,5 |
| Fiscale | 7,3 | (0,5) | 0,1 | 0,0 | 0,0 | 6,9 |
| Rischi regolatori | 31,0 | (0,0) | 0,9 | 0,0 | 0,0 | 31,9 |
| Partecipate | 7,5 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | (0,1) | 7,4 |
| Rischi contributivi | 1,1 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 1,1 |
| Franchigie assicurative | 10,9 | (1,0) | 1,5 | 0,0 | 0,0 | 11,3 |
| Altri rischi ed oneri | 26,1 | (1,5) | 1,6 | (0,2) | 0,5 | 26,4 |
| Totale Fondo Rischi | 100,1 | (5,9) | 6,6 | (1,2) | 0,1 | 99,6 |
| Esodo e mobilità | 27,5 | (0,2) | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 27,3 |
| Post mortem | 53,1 | (0,2) | 0,2 | 0,0 | 2,5 | 55,7 |
| F.do Oneri verso altri | 12,6 | 0,0 | 0,3 | 0,0 | 2,7 | 15,6 |
| Fondo Imposte Infrannuali | 0,0 | 0,0 | 94,1 | 0,0 | 1,0 | 95,1 |
| Fondo Oneri di Ripristino | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,0 | 0,1 | 0,1 |
| Totale Fondo Oneri | 93,2 | (0,4) | 94,7 | 0,0 | 6,3 | 193,8 |
| Totale Fondo Rischi ed Oneri | 193,3 | (6,3) | 101,3 | (1,2) | 6,4 | 293,4 |
Circolante netto
La variazione del circolante netto rispetto al 31 Dicembre 2021 è imputabile in via principale all'incremento dei crediti correnti per € 71,6 milioni, all'incremento delle altre attività correnti per € 79,1 milioni e alla diminuzione dei debiti correnti per € 14,6 milioni parzialmente compensati dall'incremento delle altre passività correnti per € 15,0 milioni.
| € milioni | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti Correnti | 1.143,3 | 1.071,6 | 71,6 | 6,7% | 1.046,0 | 97,3 | 9,3% |
| - di cui utenti/clienti | 1.070,6 | 1.027,0 | 43,6 | 4,2% | 982,2 | 88,5 | 9,0% |
| - di cui Roma Capitale | 61,2 | 34,5 | 26,7 | 77,5% | 53,8 | 7,4 | 13,7% |
| - di cui verso Controllate e Collegate |
11,5 | 10,2 | 1,3 | 12,9% | 10,1 | 1,4 | 14,2% |
| Rimanenze | 97,7 | 86,4 | 11,3 | 13,1% | 89,0 | 8,8 | 9,8% |
| Altre Attività correnti | 491,1 | 412,0 | 79,1 | 19,2% | 320,8 | 170,3 | 53,1% |
| Debiti Correnti | (1.668,9) | (1.683,6) | 14,6 | (0,9%) | (1.488,8) | (180,1) | 12,1% |
| - di cui Fornitori | (1.591,7) | (1.614,9) | 23,3 | (1,4%) | (1.417,8) | (173,9) | 12,3% |
| - di cui Roma Capitale | (71,3) | (62,5) | (8,8) | 14,1% | (65,5) | (5,8) | 8,8% |
| - di cui verso Controllate e Collegate |
(6,0) | (6,2) | 0,2 | (3,4%) | (5,5) | (0,5) | 8,5% |
| Altre Passività Correnti | (596,8) | (581,8) | (15,0) | 2,6% | (537,2) | (59,6) | 11,1% |
| Circolante Netto | (533,6) | (695,3) | 161,7 | (23,3%) | (570,2) | 36,6 | (6,4%) |
I crediti verso utenti e clienti, al netto del fondo svalutazione crediti, ammontano a € 1.070,6 milioni e risultano in aumento rispetto al 31 Dicembre 2021 di € 43,6 milioni. Si segnala: i) un aumento dei crediti dell'Area Idrico pari ad € 18,7 milioni principalmente riferibile a Gori (€ 14,1 milioni), ADF (€ 3,7 milioni), ACEA Ato2 (€ 2,4 milioni), ACEA Ato5 (€ 2,3 milioni) e parzialmente compensato dal decremento registrato in SII (€ 3,5 milioni); ii) un incremento dei crediti dell'Area Commerciale e Trading per € 11,3 milioni principalmente imputabile ad Acea Energia (€ 6,2 milioni) ed Acea Innovation (€ 8,2 milioni) compensato in parte da Umbria Energy (€ 1,0 milioni) e Cesap Gas (€ 2,1 milioni) iii) un incremento dei crediti dell'Area Ambiente per € 9,8 milioni riferibili a Deco (€ 5,5 milioni), Consorzio Ecologico del Frentano (+€ 3,0 milioni), Meg (+€ 2,0 milioni) e Serplast (+€ 1,1 milioni) parzialmente compensati dalla riduzione registrata in Acea Ambiente (€ 2,7 milioni); iv) una variazione in aumento dei crediti dell'Area Estero per € 3,2 milioni principalmente per l'incremento dei crediti di Aguas de San Pedro (€ 1,2 milioni), Consorcio Acea Lima Sur (+€ 0,8 milioni) e Acea Dominicana ( € 0,5 milioni).
Il fondo svalutazione crediti al 30 giugno 2022 ammonta ad € 598,8 in aumento rispetto al 31 dicembre 2021 (ammontava ad € 595,2 milioni). Nel corso del primo semestre 2022 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 612,4 milioni di cui € 100,7 milioni verso la Pubblica Amministrazione.
In merito ai rapporti con Roma Capitale al 30 giugno 2022 il saldo netto, come evidenziato dalla tabella di seguito riportata, risulta a debito per il Gruppo per € 86,9 milioni (al 31 dicembre 2021 il saldo a debito risultava pari a € 32,2 milioni).
Per quanto riguarda i crediti commerciali e finanziari, si registra un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 38,8 milioni principalmente dovuto alla maturazione del periodo e agli incassi. Di seguito si elencano le principali variazioni dell'anno:
- maggiori crediti riferiti ad ACEA Ato2 per il servizio di somministrazione di acqua per € 26,5 milioni;
- maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 23,1 milioni;
- incasso/compensazione di crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica per € 11,0 milioni.
Per quanto riguarda i debiti si registra un incremento di € 93,5 milioni rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:
- maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi di ACEA per l'anno 2021 per € 92,3 milioni;
- maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi di ACEA Ato2 per l'anno 2021 per € 2,6 milioni;
- maggiori debiti per l'iscrizione della quota maturata per il periodo relativa al canone di concessione di ACEA Ato2 per € 13,2 milioni;
- pagamento/compensazione dei dividendi azionari di ACEA dell'anno 2018 e dell'anno 2019 per complessivi € 11,0 milioni;
- pagamento del debito di areti per la Cosap riferita agli anni 2017, 2018 e 2021 per complessivi per € 4,9 milioni.
Nel corso del semestre areti ha pagato debiti correnti maturati nel periodo di osservazione per licenze su scavi stradali verso alcuni Municipi di Roma Capitale per un ammontare complessivo di € 8,6 milioni oltre che la Cosap relativa all'anno in corso per € 1,7 milioni. Si segnala inoltre che a luglio 2022, ACEA ha corrisposto a Roma Capitale il 50% della quota dei dividendi 2021 pari ad € 46,2 milioni come da accordi con Roma Capitale stessa.
Relativamente alle operazioni di compensazioni/pagamenti del periodo di seguito si riporta il dettaglio di quanto avvenuto nel corso del primo semestre 2022:
- Aprile 2022: compensazione crediti per € 3,6 milioni relativi a lavori connessi al servizio di Illuminazione Pubblica, in contropartita dei dividendi azionari di ACEA relativi al dividendo maturato nell'anno 2019;
- Maggio 2022: compensazione crediti per € 7,4 milioni relativi al servizio di Illuminazione Pubblica per corrispettivi IP periodi ottobre-dicembre 2021 in contropartita dei dividendi azionari di ACEA relativi al dividendo maturato nell'anno 2019.
La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.
| € milioni | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Crediti verso Roma Capitale | A) | B) | A) - B) |
| Crediti per utenze | 56,9 | 30,4 | 26,4 |
| Fondi svalutazione | (1,7) | (1,7) | (0,0) |
| Totale crediti da utenza | 55,1 | 28,7 | 26,4 |
| Crediti per lavori e servizi idrici | 2,3 | 2,3 | (0,0) |
| Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici | 2,1 | 2,0 | 0,1 |
| Fondi svalutazione | (2,2) | (2,2) | 0,0 |
| Crediti per lavori e servizi elettrici | 4,2 | 4,0 | 0,2 |
| Fondi svalutazione | (0,3) | (0,3) | 0,0 |
| Totale crediti per lavori | 6,1 | 5,8 | 0,3 |
| Totale crediti commerciali | 61,2 | 34,5 | 26,7 |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse | 119,0 | 117,1 | 1,9 |
| Fondi svalutazione | (30,2) | (30,2) | 0,0 |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere | 63,6 | 49,0 | 14,6 |
| Fondi svalutazione | (31,0) | (28,3) | (2,7) |
| Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica | 6,6 | 8,3 | (1,7) |
| Totale crediti illuminazione pubblica | 128,0 | 115,9 | 12,0 |
| Totale Crediti | 189,2 | 150,4 | 38,8 |
| Debiti verso Roma Capitale | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione |
| Debiti per addizionali energia elettrica | (13,2) | (13,2) | 0,0 |
| Debiti per canone di Concessione | (50,7) | (37,5) | (13,2) |
| Altri debiti | (9,9) | (13,5) | 3,5 |
| Debiti per dividendi | (202,3) | (118,4) | (83,9) |
| Totale debiti | (276,1) | (182,6) | (93,5) |
Saldo netto credito debito (86,9) (32,2) (54,7)
I debiti correnti diminuiscono per effetto del decremento dello stock dei debiti verso fornitori (€ 23,3 milioni). Tale effetto si registra in particolare con riferimento ai debiti della Capogruppo (14,5 milioni), di areti (€ 13,4 milioni) e di Acea Ato5 (€ 3.3 milioni) parzialmente compensati dall'incremento di Acea Innovation (€ 9,5 milioni).
Le Altre Attività e Passività Correnti registrano rispettivamente un incremento di € 79,1 milioni e di € 15,0 milioni, rispetto all'esercizio precedente. In dettaglio le altre attività si incrementano per effetto dell'incremento del valore degli strumenti derivati attivi su commodities (€ 34,9 milioni) per effetto sia alla variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame che per variazione delle quantità coperte; per l'incremento dei maggiori crediti verso Cassa Conguaglio (€ 15,0 milioni) imputabili ad areti e riconducibili in parte all'effetto del Bonus Sociale elettrico, previsto e regolato dall'Autorità, che ha comportato l'iscrizione di un credito verso la Cassa per i servizi energetici e ambientali per le componenti CCE e CCF; e dai maggiori anticipi a fornitori (€ 6,3 milioni) imputabili in prevalenza ad Acea Innovation (€ 5,3 milioni) e derivanti dall'inizio delle attività di energy efficiency.
L'incremento delle altre passività correnti si riferisce all'incremento delle passività su "Strumenti derivati passivi su commodities" che presentano un incremento di € 36,5 miloni correlato sia alla variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame sia alla variazione delle quantità coperte compensate: i) dai minori debiti verso cassa conguaglio per € 31,8 milioni principalmente imputabili ad areti (- € 29,6 milioni) e riconducibili in parte all'effetto del Bonus Sociale elettrico, previsto e regolato dall'Autorità (si rinvia a quanto già esposto nel paragrafo sulle altre attività correnti), compensate in parte dai maggiori debiti verso CSEA di Acea Energia (+ € 18,9 milioni) per effetto della copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al servizio di maggior tutela; ii) dai minori debiti verso il personale dipendente (€ 8,6 milioni) in prevalenza imputabile a Gori (€ 4,6 milioni) e alla Capogruppo (€ 1,6 milioni); iii) dai minori altri debiti tributari (€ 15,0 milioni) riferibili in gran parte ad Acea Energia (€ 14,3 milioni) come conseguenza della diminuzione delle accise sui consumi del primo semestre dell'anno in corso
Patrimonio netto
Il patrimonio netto ammonta ad € 2.554,4 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 38,0 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla distribuzione dei dividendi, dalla maturazione dell'utile del primo semestre 2022 e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali nonché dalla variazione dell'area di consolidamento.
Indebitamento finanziario netto
L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 223,6 milioni, passando da € 3.988,4 milioni della fine dell'esercizio 2021 a € 4.212,1 milioni del 30 Giugno 2022.
| € milioni | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A) Disponibilità Liquide | 625,6 | 680,8 | (55,2) | (8,1%) | 855,6 | (230,0) | (26,9%) |
| B) Mezzi equivalenti a disponibilità liquide | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| C) Altre attività finanziarie correnti | 526,2 | 407,9 | 118,2 | 29,0% | 436,5 | 89,7 | 20,5% |
| D) Liquidità (A + B + C) | 1.151,8 | 1.088,8 | 63,0 | 5,8% | 1.292,1 | (140,4) | (10,9%) |
| E) Debito finanziario corrente | (256,3) | (173,6) | (82,6) | 47,6% | (253,2) | (3,0) | 1,2% |
| F) Parte corrente del debito finanziario non | (422,9) | (111,6) | (311,2) | n.s. | (115,2) | (307,6) | n.s. |
| corrente | |||||||
| G) Indebitamento finanziario corrente (E + F) | (679,1) | (285,2) | (393,9) | 138,1% | (368,5) | (310,6) | 84,3% |
| H) Indebitamento finanziario corrente netto (G + D) |
472,7 | 803,5 | (330,9) | (41,2%) | 923,7 | (451,0) | (48,8%) |
| I) Debito finanziario non corrente | (4.684,7) | (4.792,0) | 107,3 | (2,2%) | (4.856,5) | 171,8 | (3,5%) |
| J) Strumenti di debito | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| K) Debiti commerciali e altri debiti non correnti | 0,0 | 0,0 | 0,0 | n.s. | 0,0 | 0,0 | n.s. |
| L) Indebitamento finanziario non corrente (I + J + K) |
(4.684,7) | (4.792,0) | 107,3 | (2,2%) | (4.856,5) | 171,8 | (3,5%) |
| Totale indebitamento finanziario (H + L) | (4.212,1) | (3.988,4) | (223,6) | 5,6% | (3.932,8) | (279,3) | 7,1% |
L'indebitamento finanziario non corrente registra una riduzione pari € 107,3 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2021. Tale variazione deriva dalla riduzione dei prestiti obbligazionari per € 304,2 milioni compensato in parte dall'aumento dei debiti per finanziamenti a medio lungo termine per € 198,7 milioni, come riportato nella tabella che segue:
| € milioni | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni | 3.837,8 | 4.142,0 | (304,2) | (7,3%) | 4.143,2 | (305,4) | (7,4%) |
| Finanziamenti a medio - lungo termine | 809,0 | 610,3 | 198,7 | 32,6% | 651,0 | 158,0 | 24,3% |
| Debiti finanziari IFRS16 | 37,9 | 39,7 | (1,8) | (4,5%) | 62,3 | (24,3) | (39,1%) |
| Debito finanziario non corrente | 4.684,7 | 4.792,0 | (107,3) | 20,7% | 4.856,5 | (171,8) | (22,2%) |
Le obbligazioni pari a € 3.837,8 milioni al 30 Giugno 2022 registrano un decremento di complessivi € 304,2 milioni essenzialmente per la riclassifica nella posizione a breve del Bond della durata di 5 anni emesso da ACEA a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data I° Febbraio 2018.
I finanziamenti a medio – lungo termine pari ad € 809,0 milioni registrano un incremento complessivo di € 198,7 milioni dovuto principalmente alla Capogruppo (€ 226,9 milioni) per l'erogazione in due tranche di € 250,0 milioni del prestito BEI stipulato nel 2020. Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio – lungo e a breve termine (esclusa la quota di applicazione dell'IFRS16) suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.
| € milioni | Debito residuo Totale | Entro il 30/06/2023 | Dal 30/06/2023 al 30/06/2027 | Oltre il 30/06/2027 |
|---|---|---|---|---|
| a tasso fisso | 300,6 | 31,9 | 137,9 | 130,7 |
| a tasso variabile | 452,2 | 64,1 | 165,1 | 223,0 |
| a tasso variabile in cash flow hedge | 163,2 | 10,9 | 89,8 | 62,4 |
| Totale | 915,9 | 106,9 | 392,8 | 416,2 |
Il fair value degli strumenti derivati di copertura di Gori è positivo per € 4,1 milioni (al 31 Dicembre 2021 era negativo per € 0,1 milioni); quello di Acquedotto del Fiora è positivo per € 2,5 milioni (al 31 Dicembre 2021 era negativo per € 1,9 milioni) e quello di SII è positivo per € 1,2 milioni.
La componente a breve termine è positiva per € 472,7 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2021 evidenzia una riduzione pari ad € 330,9 milioni da imputare per € 349,6 milioni alla Capogruppo compensata in parte da Acea Produzione per € 20,5 milioni. La variazione della Capogruppo è generata principalmente dalla riclassifica nella posizione a breve del Bond emesso da ACEA a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data I° Febbraio 2018 della durata di 5 anni.
Si segnala che l'indebitamento finanziario comprende € 197,5 milioni di debiti verso Roma Capitale per dividendi deliberati da distribuire e non comprende altri debiti per € 60,6 milioni relativi alle opzioni per l'acquisto di quote azionarie delle Società già detenute.
Si informa che al 30 Giugno 2022 la Capogruppo dispone di linee committed per € 550,0 milioni non utilizzate, linee uncommitted per € 395,0 milioni di cui € 21,2 milioni utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.
Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti:
- Fitch "BBB+";
- Moody's "Baa2"
Contesto di riferimento
Andamento dei mercati azionari e del titolo ACEA
Nel primo semestre 2022, i mercati azionari globali hanno registrato un andamento negativo a causa essenzialmente del perdurare del clima di incertezza legato al conflitto in Ucraina che, oltre a indebolire la crescita del PIL a livello mondiale, ha comportato un ulteriore pressione al rialzo dei prezzi soprattutto dell'energia. Il progressivo aumento dell'inflazione ha indotto le Banche Centrali ad adottare politiche monetarie restrittive al fine di contrastare l'incremento dei prezzi.
Acea ha evidenziato, nel periodo oggetto di analisi, un andamento (-24,8%) perfettamente in linea con quello del FTSE Italia Mid Cap (-24,2%) e delle local utilities. Il titolo ha registrato il 30 giugno 2022 un prezzo di chiusura pari a 14,11 euro (capitalizzazione: 3.005 milioni di euro). Il valore massimo di 18,84 euro è stato raggiunto il 3 gennaio, mentre il valore minimo di 13,83 euro il 22 giugno. Nel corso del primo semestre 2022, i volumi medi giornalieri sono stati superiori a 137.000 azioni (inferiori rispetto ai circa 152.500 dello stesso periodo nel 2021).
(Fonte Bloomberg)
Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo ACEA confrontato con gli indici di Borsa.
(grafico normalizzato ai valori di Acea – Fonte Bloomberg)
| Var.% al 30/6/2022 | |
|---|---|
| (rispetto al 31/12/21) | |
| Acea | -24,8% |
| FTSE Italia All Share | -22,2% |
| FTSE Mib | -22,1% |
| FTSE Italia Mid Cap | -24,2% |
Nei primi sei mesi del 2022 sono stati pubblicati circa 55 studi/note sul titolo Acea.
Mercato energetico
Relativamente allo scenario di mercato elettrico nazionale, la domanda di energia elettrica nel primo semestre 2022 è stata pari a 157.985 GWh (dati Terna), in aumento del 2% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente, confermando un trend incrementale già riscontrato sul solo primo trimestre, e dovuto sia ad una ripresa delle attività commerciali e industriali (soprattutto rispetto al primo trimestre 2021 quando ancora erano in vigore diffuse restrizioni Covid-19), sia ad una primavera 2022 molto calda e secca che ha fatto salire i consumi di energia (+2°C medi rispetto al secondo trimestre 2021).
La produzione di energia, al netto degli autoconsumi e dei consumi da pompaggio (12.942 GWh, - 5,9%), è stata pari a 123.639 GWh, in aumento del 3,7% rispetto ai primi sei mesi del 2021, ed ha coperto il 78,3% del fabbisogno, a fronte di una riduzione dell'import netto, che si è attestato su 21.404 GWh (-2,2%) e ha contribuito per il 13,5% al soddisfacimento della domanda. La sola produzione da fonte termoelettrica (82.947 GWh, +16,1%) ha soddisfatto il 52,5% della domanda, più che compensando la citata riduzione dell'import e il crollo della fonte idroelettrica, quasi dimezzata rispetto ai valori record del 2021 (14.476 GWh, -38,6%).
Le fonti fotovoltaica (11.910 GWh) ed eolica (11.571 GWh) hanno consuntivato il primo semestre 2022 in aumento rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente (+11,8% e +7,7% rispettivamente), mentre è rimasto pressoché stabile l'apporto della fonte geotermica (2.736 GWh, -0,4 %).
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) nel primo semestre 2022 ha registrato un valore medio di 271,31 €/MWh, mostrando un aumento del +220% rispetto al medesimo periodo del 2021. Questo notevole incremento, già riscontrato anche in misura maggiore sul solo primo trimestre, è dovuto principalmente alla crescita del prezzo del Gas, più che quadruplicatosi per via del già citato Global Energy Crunch, dell'invasione russa dell'Ucraina e dei tagli alle forniture di gas dalla Russia all'Europa, prima solo temuti e poi effettivamente realizzatisi.
Sul PUN si riflettono gli effetti della crescita del prezzo del gas al PSV che, sempre inferiore a 85 €/MWh nella prima metà del mese, sale fino a 146 €/MWh a fine mese. Contribuiscono a determinare il prezzo elettrico italiano anche la significativa crescita della domanda, superiore a 40 GWh medi negli ultimi giorni del mese, oltre che la riduzione dell'import netto sulla frontiera settentrionale, soprattutto francese in corrispondenza prima di una riduzione sulla NTC e poi di un maggiore allineamento con i prezzi del Nord, e livelli non elevati di volumi rinnovabili.
L'energia elettrica scambiata nel Sistema Italia, pari a 25,2 TWh, si porta sul livello più elevato degli ultimi 5 anni per il mese di giugno, con una crescita sia dei volumi transitati nella borsa elettrica del GME (18,9 TWh) sia delle movimentazioni over the counter registrate sulla PCE e nominate su MGP (6,3 TWh). In conseguenza di tali movimenti la liquidità del mercato si attesta al 74,9%.
Lato domanda: gli acquisti nazionali salgono a 25,0 TWh, massimo dal 2013 per il mese di giugno, per effetto di una crescita diffusa a livello locale. Pari a poco meno di 0,2 TWh, invece, gli acquisti esteri (esportazioni). Lato offerta: con le importazioni in calo a 4,1 TWh, soprattutto sulla frontiera francese, la domanda torna ad essere soddisfatta per quasi l'84% dalle vendite nazionali, pari a 21,0 TWh e ovunque in crescita su base mensile, eccetto che al Centro Nord e in Sardegna.
Tariffe per il servzio di trasporto
L'anno 2022 rappresenta il settimo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sotto-periodi.
Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)"_Allegato A alla delibera 568/2019/R/eel, "Il Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)"_ Allegato B alla delibera 568/2019/R/eel e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC)_ Allegato C alla delibera 568/2019/R/eel, pubblicati il 27 dicembre 2019.
L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento). Le tariffe obbligatorie per l'anno 2022 sono state pubblicate con delibera 621/2021/R/eel per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici, con delibera 622/2021/R/eel per l'erogazione del servizio di trasmissione, con delibera 623/2021/R/eel relativa all'erogazione dei servizi di rete per i clienti domestici in data 28 Dicembre 2021.
Sono confermate le regole in vigore nel precedente sotto-periodo regolatorio rappresentate da:
- lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
- allungamento vite utili regolatorie;
- criteri di regolazione tariffaria: dis, cot, misura.
Relativamente al primo punto, l'ARERA ha confermato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).
Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi comunicati all'ARERA. Tali dati saranno utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie non ancora pubblicate e verranno sostituiti poi dai dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro febbraio dell'anno successivo.
In data 5 Aprile 2022, l'ARERA ha pubblicato la delibera 153/2022/R/eel con la quale determina le tariffe di riferimento definitive per i servizi di distribuzione e misura per l'anno 2021. In data 3 maggio 2022 con delibera 193/2022R/eel sono state invece pubblicate le tariffe di riferimento provvisorie per l'anno 2022.
L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).
Nel nuovo sotto-periodo l'ARERA ha confermato le vite utili regolatorie già stabilite precedentemente.
In data 23 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato la Delibera 614/2021/R/com del 23 dicembre 2021, con la quale ha fissato i criteri di determinazione del WACC per il periodo 2022 – 2027 ed ha stabilito, per l'anno 2022, un tasso di remunerazione del capitale investito, per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, pari al 5,2%. L'Autorità si riserva di confermarlo anche per gli anni 2023 e 2024, a meno di variazioni rilevanti di alcuni parametri. In particolare, qualora dal ricalcolo con i nuovi parametri, risultasse una variazione del WACC, pari o superiore a 50 bps rispetto al valore attualmente in vigore, il tasso verrebbe aggiornato.
Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.
Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 568/2019, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale, considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.
Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.
L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:
- la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia aggiornata mediante il meccanismo del price-cap (con un obiettivo di recupero di produttività dell'1,3%);
- la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione ed il tasso di variazione collegato alla maggiore remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati;
- la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.
Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA conferma un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione (unica tariffa per impresa omnicomprensiva per il servizio di distribuzione e di commercializzazione).
Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.
I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione e misura per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:
- perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione;
- perequazione dei ricavi di misura per il servizio in bassa tensione;
- perequazione dei costi di trasmissione;
- perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.
La perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione ha l'obiettivo di perequare il gettito derivante dal confronto tra i ricavi fatturati all'utenza attraverso la tariffa obbligatoria e i ricavi ammessi del distributore, calcolati attraverso la tariffa di riferimento dell'impresa.
Con la delibera 568/2019, l'ARERA dispone che l'ammontare di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione è ridotto di un ammontare pari al 50% dei ricavi netti derivanti dall'utilizzo dell'infrastruttura elettrica per finalità ulteriori rispetto al servizio elettrico, rilevati a consuntivo nell'anno n-2, qualora il predetto ricavo netto superi lo 0,5% del totale ricavo riconosciuto.
La perequazione dei costi di trasmissione ha l'obiettivo di rendere passante per il distributore il costo riconosciuto a Terna per il servizio di trasmissione (CTR) con quanto versato dai clienti finali attraverso la tariffa obbligatoria di trasmissione (TRAS).
Con la delibera 449/2020/R/eel del 10 novembre 2020 è stato modificato l'algoritmo di calcolo della perequazione ΔL relativo al valore della differenza tra le perdite effettive e le perdite standard a decorrere dall'anno 2019; è stato modificato il fattore percentuale applicato a fini perequativi per le perdite commerciali di energia elettrica sulle reti con obbligo di connessione di terzi per la zona "centro" e per il livello di tensione BT, passando da 2% a 1,83%. Con la medesima delibera con decorrenza I° gennaio 2021, è stata modificata la Tabella 4 del TIS.
In data 21 dicembre 2021, l'ARERA ha pubblicato il DCO 602/2021/R/eel in cui prospetta, per il biennio 2022 – 2023, la revisione dei fattori percentuali convenzionali per le perdite commerciali da applicare alle imprese distributrici per finalità perequative e la revisione dei fattori percentuali convenzionali di perdita da applicare ai fini del settlement del servizio di dispacciamento ai clienti finali a decorrere dal 1 gennaio 2023. Le imprese distributrici hanno inviato le proprie osservazioni entro il 31 gennaio 2022.
Tale procedimento di consultazione si è concluso con la pubblicazione della Delibera 117/2022/R/eel del 22 marzo 2022 con la quale l'Autorità ha fissato i fattori percentuali convenzionali relativi alle perdite commerciali da applicare all'energia elettrica a fini perequativi pari a 1,77% nella zona Centro, per il 2022 e 1,72% nella zona Centro per il 2023. Ha inoltre introdotto un cap al prezzo PAU da applicare, pari alla media aritmetica dei PAU medi annui 2016 – 2021.
Con specifica istanza da presentare entro maggio 2022, si prevede il riconoscimento delle perdite di rete imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili che si manifestano con entità eccezionale rispetto ai livelli riconosciuti convenzionalmente. Il riconoscimento è previsto esclusivamente in caso di saldo di perequazione netto negativo sul triennio 2019-2021 ed avrà un valore al più pari a quanto necessario ad azzerare tale saldo. In aggiunta, con istanza da presentare entro maggio 2024, è previsto il medesimo
riconoscimento relativo al biennio 2022-2023. L'istanza relativa al riconoscimento delle perdite sul triennio 2019-2021 è stata presentata da areti a mezzo pec in data 31 maggio 2022.
La perequazione dell'acquisto dell'energia elettrica fornita agli usi propri della trasmissione e della distribuzione continua ad essere disciplinata nel nuovo periodo regolatorio.
Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione. Con la determina 19/2020 del 13 novembre 2020, l'ARERA ha definito le modalità operative di gestione dei meccanismi di perequazione generale, confermando la metodologia di calcolo degli acconti con cadenza bimestrale.
Si segnala che in data 31 maggio 2022 la CSEA ha pubblicato la circolare numero 23/2022/ELT con la quale si invitano le imprese distributrici ad esprimere la propria volontà a partecipare o meno al meccanismo di acconti di perequazione per l'anno 2022. Areti ha proceduto ad inviare la pec in data 1° giugno 2022.
Gli acconti di perequazione 2022 sono stati comunicati da CSEA in data 22 giugno e l'importo bimestrale dell'acconto risulta essere pari a € 26,8 milioni.
Ulteriore impatto sulla perequazione è legato all'istruttoria conoscitiva avviata con delibera 58/2019/E/eel in merito alla regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano. L'Autorità, con provvedimento 491/2019/E/eel, ha prescritto ad areti di porre in essere - entro il 31 dicembre 2019 – le azioni necessarie per definire correttamente il punto di dispacciamento di esportazione relativo all'energia elettrica destinata punto di dispacciamento in esportazione, nonché per disporre dei dati di misura dell'energia elettrica ceduta.
In data 20 dicembre 2019, la società ha dato evidenza di aver adempiuto a quanto disposto.
L'Autorità ha ritenuto che gli elementi acquisiti costituiscano presupposto per l'avvio di un procedimento finalizzato ad accertare eventuali violazioni in materia di regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata al punto di dispacciamento in esportazione.
Areti, nel mese di giugno 2020, ha presentato i propri impegni ai sensi della regolazione vigente che saranno rivisti alla luce delle risultanze comunicate da CSEA ed approvate da ARERA con delibera 262/2021/E/eel. Le relative partite economiche saranno in ogni caso liquidate al termine dei procedimenti sanzionatori avviati con la determina 5/2020/eel.
In data 5 aprile 2022, l'Arera con Delibera 151/2022/S/eel ha dichiarato ammissibile e pubblicato la proposta di impegni presentata da areti. Seguiranno le seguenti fasi:
- entro il 7 maggio 2022 i terzi possono presentare osservazioni;
- entro 30 giorni dalla pubblicazione di eventuali osservazioni, areti potrà dare riscontro;
- approvazione definitiva degli impegni con delibera, nella quale saranno anche specificati i termini per la regolazione delle partite economiche e la decorrenza del monitoraggio.
Infine, con la delibera 576/2021/R/eel, l'Arera ha previsto che per l'interconnessione verso i punti di dispacciamento in esportazione:
- a partire dal 1° gennaio 2022 vengano applicate solo le componenti variabili, espresse in c€/kWh, delle tariffe a copertura dei costi di trasporto previste al comma 15.1 del TIT (ad oggi vengono applicate sia le componenti fisse che variabili);
- a partire dal 1° aprile 2022 sia applicato ai fini della regolazione degli sbilanciamenti effettivi il prezzo di sbilanciamento per le unità non abilitate (e non più il prezzo zonale MGP);
- a partire dal 1° gennaio 2023 si applichi l'uplift all'energia effettivamente prelevata (ad oggi non applicato).
Nel medesimo provvedimento l'Autorità precisa che per la definizione del programma di prelievo dei punti di dispacciamento in esportazione non si debba più far riferimento all'intera banda ma l'utente del dispacciamento deve utilizzare la propria migliore stima dei prelievi. Il delta tra il valore della banda e il programma deve essere trattato come sbilanciamento a programma e valorizzato a PUN.
L'ARERA ha confermato la modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese, mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento.
Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 0,7%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.
Si ricorda che con la delibera del 10 novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, l'ARERA ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A. Al fine di presentare all'ARERA la relazione illustrativa sul piano di messa in servizio del sistema smart metering 2G, la società ha definito un progetto di sviluppo di tale sistema con l'obiettivo di sostituire l'attuale sistema di contatori elettronici.
A partire dall'anno 2017, l'ARERA stabilisce, nella stessa delibera, che ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore
di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.
In data 20 marzo 2019, con il documento di consultazione 100/2019/R/eel, l'Autorità introduce un aggiornamento per il triennio 2020- 2022 delle disposizioni in materia di determinazione e riconoscimento dei costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G). In particolare, le proposte riportate nel documento di consultazione includono:
- la possibilità di fissare obblighi sulle tempistiche di messa in servizio dei sistemi 2G unitamente alla modulazione del "piano convenzionale" al fine di ridurre il rischio "Paese a due velocità"; l'aggiornamento e la semplificazione delle disposizioni relative all'ammissione al percorso abbreviato delle imprese che avviano in tale triennio il proprio piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G;
- la valutazione delle disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 93/2017 in tema di verificazione periodica dei misuratori di energia elettrica e degli extra-costi che ne potrebbero derivare;
- la possibilità di introdurre disposizioni per quantificare le penalità da applicare in caso di mancato rispetto dei livelli attesi di performance dei sistemi di smart metering 2G.
Segue la delibera 306/2019/R/eel in data 16 luglio, che conferma gli orientamenti presentati nel precedente documento di consultazione. In particolare:
- l'Autorità fissa il 2022 come termine ultimo per l'avvio dei piani di messa in servizio dei sistemi 2G e stabilisce che la fase massiva di sostituzione dei misuratori dovrà essere conclusa entro il 2026 (con un target pari al 95% dei misuratori inclusi nel piano). Inoltre, allo scopo di evitare il rischio "Paese a due velocità", è stata introdotta una nuova modalità di calcolo del "piano convenzionale" per le imprese che non hanno ancora presentato il piano di messa in servizio.
- A partire dal 4° anno di ciascun PMS2, a maggior tutela degli utenti del servizio, vengono introdotte penalità per mancato rispetto dei livelli di performance attesi, con tetti annuali e pluriennali delle penalizzazioni.
- La vita utile regolatoria per le categorie di cespite relative al servizio di misura dell'energia elettrica in bassa tensione da applicarsi agli investimenti in sistemi di smart metering 2G è pari a 15 anni.
- La remunerazione e l'ammortamento del capitale investito sono determinati secondo un piano di ammortamento a rata costante. Le rate del piano di ammortamento sono calcolate come rate annue posticipate, considerando un orizzonte temporale di restituzione coerente con la vita utile regolatoria.
In data 20 settembre 2019, areti ha inviato all'Autorità la richiesta di ammissione al riconoscimento degli investimenti in regime specifico insieme al piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G e dagli altri documenti previsti dalla delibera 306/2019/R/eel. La documentazione è stata resa disponibile in data 23 settembre sul sito areti e in data 21 ottobre si è tenuta una sessione pubblica di presentazione del Piano durante la quale l'Azienda ha fornito risposte alle osservazioni fatte dai soggetti interessati. In data 20 dicembre l'Autorità ha richiesto informazioni di dettaglio riguardo i costi effettivi di capitale operativi relativi all'attività di misura 1G e 2G esposti nel PMS2.
Con la delibera 213/2020/R/eel, che segue la 177/2020/R/eel accompagnata dal DCO 178/2020 si dispongono modifiche transitorie, per l'anno 2020, di alcune delle direttive per i sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura dell'energia elettrica in bassa tensione.
In particolare, in considerazione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e dei suoi impatti sulla sostituzione dei misuratori, l'Autorità ha espresso l'orientamento a:
- derogare, almeno per il 2020, il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante;
- prevedere che i prossimi PDFM (Piano di dettaglio della fase massiva), che dovranno avere periodicità al massimo trimestrale, potranno avere solo valore indicativo fino a che perdura l'emergenza epidemiologica. Ciascun PDFM dovrà, inoltre, essere pubblicato con 15 giorni di anticipo rispetto all'inizio del mese in cui sono previste sostituzioni massive di misuratori;
- sospendere, almeno per l'anno 2020, le disposizioni in tema di penalità per mancato raggiungimento di almeno il 95% dell'avanzamento (cumulato) previsto dal PMS2;
- sospendere, per il solo anno 2020, l'applicazione della matrice IQI (Information quality incentive), che definisce il valore degli incentivi da riconoscere alle imprese per le diverse combinazioni di spesa effettiva sostenuta e spesa prevista, dal momento che il confronto tra costi effettivi e costi previsti può essere soggetto a fattori che inficiano la comparazione.
In data 28 Luglio 2020, con la delibera 293/2020/R/eel, l'Autorità ha approvato il piano di messa in servizio dei sistemi di smart metering 2G presentato da areti ed ha determinato il relativo piano convenzionale di messa in servizio e le spese previste per il piano ai fini del riconoscimento dei costi di capitale.
L'ARERA ritiene inoltre opportuno prevedere, per le imprese distributrici, la facoltà di proporre l'aggiornamento del proprio piano di messa in servizio nel corso del 2021 per tenere conto degli effetti dell'emergenza epidemiologica. Si fa presente che in data 31 Marzo 2021, areti, in considerazione del periodo di emergenza sanitaria ancora in corso e della necessità di approfondire ulteriormente gli impatti da essa derivanti, ha comunicato l'intenzione di raccogliere ulteriori elementi utili a valutare l'opportunità di aggiornare il proprio PMS2 entro il 15 Giugno 2021.
Si segnala che areti ha comunicato ad ARERA in data 14 Giugno 2021 di esser intervenuta tempestivamente adattando processi e procedure al fine di assorbire gli impatti operativi che si sono manifestati nel periodo di emergenza sanitaria, pertanto non sono stati identificati effetti tali da motivare una revisione del piano. Si precisa tuttavia che sono presenti alcuni rischi quali ad esempio, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il possibile aumento del costo degli asset a seguito del rincaro delle materie prime o potenziali shortage di forniture per il diffuso rallentamento dei processi produttivi a livello mondiale. A tal proposito si segnala che i DSO, tramite Utilitalia,
stanno rivolgendo all'Autorità alcune richieste volte ad azzerare i meccanismi di premi e penali per gli anni impattati dalla scarsità di forniture di misuratori 2G.
Con la delibera 349/2021/R/eel in data 3 agosto 2021, l'Autorità ha previsto che, per l'anno 2021, per le imprese che hanno avviato il PMS2 negli anni precedenti, il limite di misuratori 2G sotto il quale si applicano penalità sia pari al 90% anziché al 95% del numero cumulato di misuratori 2G previsti dal PMS2 al 31 dicembre 2021. Delibera inoltre che, anche per il 2021, non si applica il criterio di messa a regime a livello di Comune o di altro territorio significativamente rilevante.
In data 23 Marzo 2022 l'ARERA ha inviato ad areti, tramite PEC, la comunicazione delle risultanze istruttorie relative alla spesa effettiva di capitale degli investimenti in sistemi di smart metering 2G sostenuta nell'anno 2020.
In data 28 Giugno 2022 l'Autorità ha pubblicato il DCO 284/2022/R/eel in cui illustra gli orientamenti relativi all'introduzione di modifiche transitorie delle disposizioni delle Direttive 2G per l'anno 2022. Tali modifiche transitorie sono ritenute necessarie a seguito degli effetti indiretti della pandemia Covid-19 che hanno comportato una forte carenza di semiconduttori a livello mondiale e che a sua volta, a partire dai primi mesi del 2022, ha comportato significative limitazioni delle disponibilità di misuratori 2G, già ordinati dalle imprese distributrici. I soggetti interessati sono invitati a far pervenire all'Autorità le proprie osservazioni entro il 29 luglio 2022.
Infine, con la Delibera 280/2022/R/eel del 28 Giugno 2022, l'ARERA ha avviato un procedimento per aggiornare le direttive per il riconoscimento dei costi dei sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) applicabili a valere dal 2023, attualmente definite dalla deliberazione 306/2019/R/eel, prevedendo la conclusione di tale procedimento entro il 31 dicembre 2022.
Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 568/2019//R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione etc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.
Le modifiche regolatorie intervenute dal 1° gennaio 2016 consentono al distributore di affermare che il diritto alla remunerazione del capitale investito, sorge, dal punto di vista contabile, contestualmente alla realizzazione degli investimenti e all'avvio del processo di ammortamento nel rispetto del principio di competenza economica e di correlazione dei costi e dei ricavi. A tale scopo, è stata calcolata ed iscritta nel margine energetico la remunerazione degli investimenti (comprensivi dei relativi ammortamenti) contestualmente al loro realizzarsi (c.d. Accounting regolatorio).
Con la Delibera 119/2022/R/eel del 22 marzo 2022, si istituisce il meccanismo di reintegrazione alle imprese distributrici di energia elettrica dei crediti non riscossi e altrimenti non recuperabili in ordine agli oneri generali di sistema e agli oneri di rete delineandone le condizioni di accesso, i criteri per la quantificazione dei crediti ammessi, i criteri per il riconoscimento degli stessi, le modalità operative nonché le tempistiche di presentazione delle istanze e di liquidazione degli ammontari da parte di CSEA. Inoltre, con il presente provvedimento è abrogata la deliberazione del 1° febbraio 2018, 50/2018/R/eel.
Si evidenzia inoltre che con Delibera 35/2022/R/eel del 31 gennaio 2022 l'ARERA ha disposto l'annullamento delle aliquote degli oneri generali di sistema elettrico per il I trimestre 2022 per tutte le tipologie di utenza in attuazione del DL Sostegni ter.
Si segnala, inoltre, la pubblicazione del DCO 615/2021/R/com del 23 dicembre 2021 nel quale l'Autorità illustra le logiche delle principali linee di intervento che caratterizzano la soluzione ROSS-BASE, cioè la focalizzazione sulla spesa totale, superando l'attuale regime di riconoscimento dei costi che considera separatamente i costi operativi e gli investimenti a favore di un approccio integrato che responsabilizzi gli operatori. In particolare, il nuovo approccio integrato si focalizza sui seguenti aspetti: previsioni e piani di sviluppo realistici, fondati sulle future ed effettive esigenze dei clienti del servizio; incentivi per il miglioramento del livello di performance, in termini di efficienza, economicità e qualità del servizio; rimozione di eventuali barriere regolatorie allo sviluppo di soluzioni innovative. L'ARERA non entra ancora nel dettaglio dei meccanismi regolatori che dovranno essere sviluppati e che entreranno in vigore a partire dal 2024 per il servizio di distribuzione e misura dell'energia elettrica, ma intende acquisire una prima valutazione da parte di operatori, clienti finali e altri soggetti interessati. Le osservazioni sono state inviate entro il 31 gennaio 2022.
Il mercato del Waste Management
Il contesto di mercato in ambito Waste Management, data l'attuale situazione di produzione e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento in discarica, termovalorizzazione, compostaggio e produzione di biogas, trattamento di fanghi e rifiuti liquidi, riciclaggio di materiali misti e produzione di Materie Prime Seconde) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'implementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop), in corso di implementazione sul territorio nazionale in virtù di una legge delega che ha attribuito al Governo l'obbligo di aggiornamento della normativa ambientale adeguandola ai nuovi standard comunitari.
Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori.
Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione – nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) – potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.
Regolazione idrica
Nel corso del primo semestre 2022, tra le principali attività dell'Autorità si rileva la prima applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato, con l'attribuzione di premi e penalità agli operatori relative alle performance del biennio 2018-2019. L'analisi delle performance è basata su cinque macro-indicatori relativi alle perdite idriche, alla qualità dell'acqua erogata, all'adeguatezza del sistema fognario, allo smaltimento dei fanghi e alla qualità dell'acqua depurata, con la metodologia descritta dalla delibera 917/2017/R/idr. Nel periodo di riferimento della presente relazione sono inoltre stati avviati i procedimenti per le valutazioni quantitative relative al biennio 2020-2021concernenti sia la qualità contrattuale (primo biennio di applicazione) che la qualità tecnica (secondo biennio di applicazione).
Da evidenziare anche che, a valle della definizione dei criteri per l'aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023 nel dicembre 2021, nel successivo mese di marzo sono state messe a disposizione le connesse procedure e modulistica, consentendo la finalizzazione delle predisposizioni tariffarie da parte degli EGA e dei soggetti gestori. Successivamente, nel mese di maggio, l'Autorità ha introdotto misure urgenti, in ottemperanza alle ordinanze del Tar per la Lombardia relative alla "straordinaria e documentata entità dei rincari dei costi energetici", riesaminando i criteri per l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie al fine di assicurare ai gestori del servizio idrico integrato il reperimento delle risorse necessarie all'anticipazione delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica.
Altro tema di interesse è la definizione da parte dell'Autorità delle modalità per l'erogazione automatica del bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2021, a seguito dell'iter di approfondimenti ed adempimenti che avuto corso durante il precedente anno.
Si segnala inoltre l'approvazione del Quadro Strategico 2022-2025, contenente gli obiettivi guideranno lo sviluppo della regolazione, nei settori di competenza dell'Autorità, per i prossimi quattro anni.
Nell'ambito delle proprie attività istituzionali, infine, l'Autorità ha presentato agli organi preposti considerazioni e proposte in merito al ddl Concorrenza (AS 2469), con riferimento agli aspetti connessi ai servizi regolati, nonché allo schema di decreto ministeriale di attuazione della riforma 4.1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Nel seguito, sono analizzati i principali provvedimenti emanati dall'ARERA nel periodo di riferimento.
Metodo tariffario
Determina 1/2022 – DSID del 18 marzo 2022: definizione delle procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, nonché degli schemi tipo per la relazione di accompagnamento al programma degli interventi e all'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il biennio 2022-2023, ai sensi delle deliberazioni 917/2017/r/idr, 580/2019/r/idr e 639/2021/r/idr
A valle della delibera 639/2021/R/idr di fine dicembre 2021, recante i criteri per l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato per il secondo biennio del terzo periodo regolatorio (annualità 2022-2023), ARERA ha messo a disposizione dei gestori i dati storici e la versione preview del file di raccolta dati (con comunicati rispettivamente del 15 febbraio e del 1° marzo).
La scadenza fissata per la trasmissione da parte dei soggetti interessati di eventuali contributi e osservazioni ai fini dell'elaborazione della versione definitiva del file RDT2022 è stata fissata nel 10 marzo 2022.
Con la successiva determina 1/2022 – DSID, viene ribadita la scadenza del 30 aprile 2022 per la trasmissione all'Autorità da parte degli EGA delle predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, ed è altresì definita la connessa modulistica:
- Allegato 1, che fornisce l'indicazione dei dati tecnici e tariffari e degli schemi tipo per l'aggiornamento del programma degli interventi, con specifica evidenza del piano delle opere strategiche e del piano economico finanziario (file RDT2022);
- Allegato 2, consistente nello schema tipo di relazione di accompagnamento relativa agli obiettivi di qualità per il biennio 2022-2023 e all'aggiornamento del programma degli interventi e del piano delle opere strategiche;
- Allegato 3, che riporta lo schema-tipo della relazione di accompagnamento della predisposizione tariffaria.
Come richiamato dal provvedimento, ai sensi del comma 6.3 della deliberazione 580/2019/R/idr in caso di inerzia del soggetto competente le istanze dei soggetti potranno essere trasmesse all'Autorità utilizzando la sopra citata procedura.
Viene infine precisato che la mancata trasmissione dei dati, degli atti e delle informazioni secondo le modalità previste potrà produrre gli effetti di cui al c. 5.8 della delibera 580/2019/R/idr (determinazione d'ufficio della tariffa, ponendo il moltiplicatore tariffario teta pari a 0,9).
Delibera 139/2022/R/idr del 30 marzo 2022: avvio di procedimento per il riesame di taluni criteri per l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, in ottemperanza alle ordinanze del tribunale amministrativo regionale per la lombardia milano (sezione prima) nn. 373/2022, 383/2022, 384/2022, 385/2022 e 386/2022
Il provvedimento avvia un procedimento per il riesame dei criteri per l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato per il biennio 2022-2023, di cui alla delibera 639/2021/R/idr, in ottemperanza ad alcune ordinanze del TAR Lombardia – Sez. I (nn. 373/2022, 383/2022, 384/2022, 385/2022 e 386/2022) e alla luce del D.L. 21/22 «Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina», come convertito iN legge 20 maggio 2022, n. 51.
Nell'ambito del riesame, il procedimento è finalizzato ad individuare le più appropriate modalità per contribuire ad assicurare ai gestori del servizio idrico integrato il reperimento delle risorse necessarie all'anticipazione delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica nell'anno in corso, contemperando l'esigenza di favorire il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario degli operatori
con quella di contenere gli oneri gravanti sugli utenti, in un'ottica di sostenibilità della tariffa applicata. A tal fine l'ARERA, con il documento per la consultazione 184/2022/R/idr del 26 aprile 2022 ha espresso i propri orientamenti in materia, invitando i soggetti interessati a far pervenire le proprie osservazioni e proposte entro il 11 maggio 2022.
La conclusione del procedimento era prevista entro il 24 maggio p.v.; ARERA stabilisce in via transitoria e provvisoria, fatti salvi eventuali successivi recuperi con effetto a far data dall'1 gennaio 2022, che i soggetti competenti alla predisposizione tariffaria, nell'ambito delle determinazioni e delle trasmissioni di pertinenza e nel rispetto della scadenza del 30 aprile 2022, dovranno continuare ad applicare le regole già introdotte con la citata delibera 639/2021/R/idr.
Delibera 229/2022/R/idr del 24 maggio 2022: conclusione del procedimento per il riesame di taluni criteri per l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato, in ottemperanza alle ordinanze del tar lombardia, sezione prima, nn. 373/2022, 383/2022, 384/2022, 385/2022 e 386/20
In esito al sopra citato procedimento, avviato con la delibera 139/2022/R/idr del 30 marzo 2022 e proseguito con la consultazione 2022 184/2022/R/idr del 26 aprile 2022, vengono introdotte le relative misure urgenti, finalizzate a garantire certezza al sistema e ai diversi soggetti interessati. Nello specifico, e ferme restando le previsioni per l'aggiornamento tariffario 2022-2023 di cui alla delibera 639/2021/R/idr, viene disposta per l'anno 2022 la possibilità di formulare motivata istanza per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. L'istanza, formulata dall'EGA entro la scadenza del 30 giugno 2022 su richiesta del pertinente gestore a fronte di comprovate criticità finanziarie, è subordinata a una serie di condizionalità, tra le quali l'aver fatto ricorso alla a facoltà di valorizzare, per l'annualità 2022, la componente aggiuntiva di natura previsionale cui al comma 20.3 del MTI-3 e l'assunzione dell'impegno a richiedere ai propri fornitori la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio e giugno 2022, secondo le previsioni del decreto-legge 21/2022. Il valore dell'anticipazione non potrà superare il 35% della componente di costo riconosciuta per l'energia elettrica quantificato ai fini dell'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il 2022. La Csea, dopo verifica della sussistenza delle condizioni e della correttezza della documentazione trasmessa, provvederà ad erogare, entro il 31 luglio 2022, gli importi, che il gestore beneficiario dovrà restituire entro il 31 dicembre 2024. Inoltre, in caso di costo effettivo per l'acquisto di energia elettrica riferito al 2021 superiore a quello riconosciuto in applicazione delle regole di cui all'articolo 20 e al comma 27.1 del MTI-3, viene data facoltà all'EGA, su richiesta del gestore e ai fini del mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione, di presentare motivata istanza per il riconoscimento di costi aggiuntivi nell'ambito della componente a conguaglio relativa a variazioni sistemiche ed eventi eccezionali (c. 27.1, lett. f., MTI-3) riferita all'anno 2023; l'istanza dovrà essere corredata da un piano di azioni per il contenimento del costo dell'energia. Con cadenza annuale, a partire dal 2023, l'Autorità provvederà alla pubblicazione del costo medio di settore della fornitura elettrica, sulla base di apposite ricognizioni, al fine di rafforzare il monitoraggio sul sistema.
Delibera 112/2022/C/IDR del 22 marzo 2022: appello delle sentenze 24 febbraio 2022, n. 460 e n. 461 del tar lombardia, milano, sezione seconda, di annullamento parziale della deliberazione dell'autorità 643/2013/r/idr
Con il provvedimento, l'ARERA delibera di proporre appello avverso i capi sfavorevoli delle sopra citate sentenze del TAR per la Lombardia, che hanno disposto l'annullamento parziale della delibera 643/2013/R/idr (Approvazione del metodo tariffario idrico e delle disposizioni di completamento – MTI). I punti in questione riguardano la definizione delle componenti a conguaglio (utilizzo del tasso di inflazione anziché gli oneri finanziari effettivamente sostenuti), le modalità di computo dei costi per l'energia elettrica e la mancata considerazione dei proventi delle "Altre attività idriche" nella formazione del capitale investito.
Qualità tecnica e contrattuale
Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022: applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (rqti) per le annualità 2018-2019. Risultati finali
Il provvedimento, sulla base di quanto enunciato nell'ambito della Nota metodologica allegata alla Delibera 98/2022/R/idr dell'8 marzo 2022, provvede alla prima applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) per le annualità 2018-2019. Come si apprende dal Comunicato Stampa pubblicato dall'Autorità sul proprio sito in data 29 aprile 2022, l'analisi dei dati ha consentito di codificare i risultati raggiunti da 203 gestori, che complessivamente servono l'84% della popolazione nazionale. L'ammontare complessivo dei premi per tutti gli stadi è pari a circa 63,2 milioni di euro per l'anno 2018 e 72,2 milioni di euro per l'anno 2019, mentre le penalità (che come previsto dalla delibera 917/2017/R/idr dovranno essere accantonate e utilizzate per il conseguimento degli obiettivi stabiliti) ammontano a circa 3,9 milioni e 5,8 milioni rispettivamente per il 2018 e per il 2019. Le 66 posizioni più importanti (i primi 3 classificati - per ogni indicatore e complessivamente - negli anni 2018 e 2019, per i livelli di valutazione avanzato e eccellenza) sono occupate complessivamente da 26 gestori.
Si evidenzia, in particolare, il risultato raggiunto da ACEA Ato2, che ha conseguito il miglioramento più elevato per quanto riguarda il macroindicatore M1- Perdite idriche, conquistando la prima posizione dello Stadio IV di valutazione (livello di valutazione avanzato per obiettivi di miglioramento) per entrambe le annualità e il raggiungimento di tutti gli obiettivi previsti per i restanti macroindicatori.
Il totale delle premialità è risultato nel complesso il più elevato in assoluto, essendo pari a circa € 23,6 milioni per il biennio in questione. I risultati sono stati illustrati nell'ambito di un convegno tenutosi a Milano lo scorso15 giugno 2022, organizzato dalla Direzione Sistemi Idrici di ARERA; peraltro, i dati sono stati resi disponibili, oltre che negli allegati alla sopra citata delibera 183/2022/R/idr, attraverso strumenti interattivi di infodata journalism (mappe interattive, illustrazioni e testi integrati) sul sito dell'Autorità, che consentono di visualizzare le performance di qualità tecnica delle singole gestioni idriche italiane.
Per quanto riguarda i dati relativi all'annualità 2021, l'ARERA ha aperto con comunicato del 1° febbraio 2022 la raccolta dati prevista ai sensi dell'articolo 77 della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato (RQSII - Allegato A alla delibera 655/2015/R/idr). I dati richiesti comprendono anche quelli relativi all'erogazione degli indennizzi automatici previsti nell'ambito della regolazione della morosità (REMSI - Allegato A alla delibera 311/2019/R/idr). La scadenza per l'immissione dei dati nel sistema telematico di raccolta da parte dei gestori del SII è stata fissata nel 15 marzo 2022, mentre per la successiva fase di verifica da parte degli EGA è individuata nel 26 aprile 2022, a seguito dell'invio definitivo effettuato dai gestori.
Relativamente invece alla qualità tecnica, con comunicato pubblicato in data 17 marzo 2022 l'Autorità ha informato dell'imminente apertura della Raccolta dati "Qualità tecnica (RQTI) - monitoraggio" (RQTI 2022), all'interno della raccolta "Tariffe e Qualità tecnica servizi idrici", nell'ambito del procedimento avviato con deliberazione 107/2022/R/idr e finalizzato allo svolgimento delle valutazioni quantitative previste dal meccanismo di incentivazione della qualità tecnica di cui alla deliberazione 917/2017/R/idr. Il termine perentorio per la trasmissione dei dati è stato fissato nel 30 aprile 2022. L'apertura effettiva della raccolta è stata successivamente resa nota con il comunicato pubblicato in data 5 aprile 2022.
Delibera 231/2022/R/com del 31 maggio 2022: aggiornamento delle modalità di verifica dei dati di qualità commerciale dei servizi di
distribuzione, misura e vendita dell'energia elettrica e del gas naturale e di qualità contrattuale del servizio idrico integrato Il provvedimento conclude il procedimento di aggiornamento delle procedure di verifica dei dati di qualità commerciale e contrattuale (apertura con Delibera 571/2021/R/com e consultazione con DCO 572/2021/R/com) disponendo l'applicazione del "metodo statistico" anche nell'esecuzione del "ulteriore controllo" ed estendendola anche al TIQV.
Bonus sociale idrico
Delibera 106/2022/R/com del 15 marzo 2022: disciplina semplificata per il riconoscimento e la liquidazione del bonus sociale idrico per l'annualità 2021 e modifiche alla deliberazione dell'autorità 63/2021/r/com in tema di comunicazioni di esito del procedimento
Il provvedimento approva la disciplina semplificata per il riconoscimento del bonus sociale idrico per il 2021, prima annualità ad essere corrisposta agli aventi diritto con la modalità di riconoscimento automatico, e apporta modifiche alla deliberazione 63/2021/R/com in materia di comunicazioni di esito finale del procedimento.
Nella fase di prima attuazione del sistema automatico di riconoscimento dei bonus sociali per disagio economico, le tempistiche di avvio sono risultate differenziate per i diversi settori, in ragione della diversità e del diverso grado di complessità dei processi previsti per il riconoscimento dell'agevolazione; in particolare, il processo per il riconoscimento del bonus sociale idrico ha richiesto maggiori approfondimenti e adempimenti, soprattutto correlati al rispetto della normativa in materia di privacy.
Il bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2021 sarà riconosciuto a tutti i nuclei familiari che hanno già beneficiato nel medesimo anno del bonus sociale elettrico per disagio economico. Sarà Acquirente Unico, gestore del Sistema Informativo Integrato (SII), a trasmettere con cadenza almeno mensile ai gestori idrici territorialmente competenti le comunicazioni contenenti le informazioni relative a tutti i nuclei familiari ISEE risultati beneficiari di bonus sociale elettrico per l'anno di competenza 2021. Tali comunicazioni saranno trasmesse a partire dal mese di giugno 2022; la trasmissione deve avvenire a seguito della approvazione da parte dell'Autorità della relativa valutazione di impatto del rischio.
La verifica del rispetto del vincolo di unicità del bonus sociale idrico per l'anno 2021 si intende automaticamente assolta da parte del gestore del SII al momento della trasmissione ai gestori idrici territorialmente competenti dell'informazione relativa ai nuclei familiari da agevolare; nel caso in cui al nucleo familiare ISEE non risulti associabile una fornitura idrica, il gestore idrico territorialmente competente assumerà che il suddetto nucleo sia servito da una fornitura idrica condominiale.
Il bonus potrà essere calcolato in base alla numerosità standard del nucleo agevolabile (utenza domestica residente tipo di tre componenti), nel caso in cui il gestore idrico non sia ancora in possesso di tutte le informazioni e dei dati necessari all'individuazione della numerosità della famiglia anagrafica, ovvero se le attività necessarie all'individuazione della numerosità della famiglia e alla quantificazione del bonus secondo tale criterio non ne consentano l'erogazione entro i termini previsti (primo giorno del quarto mese successivo a quello di ricezione delle informazioni sui beneficiari da agevolare).
La corresponsione avverrà in termini di erogazione di un contributo una tantum tramite recapito di un assegno circolare non trasferibile intestato al dichiarante la DSU, ovvero altre modalità, purché garantiscano tracciabilità e identificazione del soggetto beneficiario; in alternativa, per le utenze dirette, il bonus sociale idrico di competenza dell'anno 2021 potrà essere corrisposto nella prima fattura utile, oppure frazionando l'importo maturato in quote omogenee in più documenti di fatturazione, comunque nel rispetto della scadenza prevista.
In relazione agli obblighi di comunicazione dei dati, i gestori idrici sono tenuti a comunicare, all'ARERA e al proprio EGA, i dati e le informazioni relativi al bonus sociale idrico erogato con competenza 2021 entro il 31 marzo 2023, o comunque nell'ambito della prima rendicontazione utile resa ai sensi del comma 12.1 del TIBSI, secondo le modalità operative che verranno definite dall'Autorità medesima per assicurarne una separata evidenza.
Quadro strategico 2022 - 2025
Delibera 2/2022/A del 13 gennaio 2022: quadro strategico 2022-2025 dell'autorità di regolazione per energia reti e ambiente
- A valle della consultazione 465/2021/A del 29 ottobre 2021 nel mese di gennaio l'ARERA ha approvato il proprio Quadro Strategico 2022-2025; il documento stabilisce gli obiettivi che faranno da guida per lo sviluppo della regolazione, nei settori di competenza dell'Autorità, per i prossimi quattro anni.
- Come riportato in premessa al documento, la visione strategica dell'attuale Consiliatura è ispirata dall'esigenza di garantire a tutti i cittadini servizi energetici e ambientali accessibili, anche in termini economici, efficienti, ed erogati con livelli di qualità crescente e convergente, nelle diverse aree del Paese. Al contempo, tali servizi dovranno essere sostenibili sotto il profilo ambientale, integrati a livello europeo, allineati ai principi dell'economia circolare e contribuire alla competitività del sistema nazionale
- Al fine di orientare la propria regolazione strategica verso obiettivi di sostenibilità sociale, economica e ambientale e accrescere in tale ottica la propria accountability verso gli stakeholder, l'Autorità ha poi stabilito di associare gli obiettivi del Quadro Strategico ad uno o più obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.
- La struttura e i contenuti del Quadro Strategico suddivisi in temi trasversali a tutti i comparti e approfondimenti su singoli settori - sono articolati su due livelli: gli obiettivi strategici e le linee di intervento. Gli obiettivi inquadrano la strategia complessiva basata sullo scenario attuale e di medio termine, con riferimento sia agli ambiti trasversali a tutti i settori (centralità del consumatore, innovazione di sistema, semplificazione, trasparenza ed enforcement del quadro regolatorio), sia agli ambiti specifici dell'area Ambiente ed Energia e conformi alla normativa nazionale e internazionale. Le linee di intervento descrivono sinteticamente le principali misure e azioni che l'Autorità intende condurre per la realizzazione di ciascun obiettivo strategico.
- Delibera 203/2022/A del 10 maggio 2022: rendicontazione delle attività svolte nel periodo 1° gennaio 31 dicembre 2021 del quadro strategico dell'autorità di regolazione per energia reti e ambiente per il triennio 2019-2021
- Il documento riporta la rendicontazione delle attività svolte dall'Autorità nel corso dell'annualità 2021, in attuazione degli obiettivi definiti dal Quadro Strategico 2021. In particolare, sono riportate le diverse misure che caratterizzano i 23 obiettivi strategici, declinandole nelle relative linee di intervento, raggruppati in tre aree strategiche (Temi trasversali, Area Ambiente e Area Energia), ciascuna ulteriormente articolata in 3 linee strategiche. Regole
- Con specifico riferimento al SII, la relazione si sofferma su diversi importanti aspetti, quali l'integrazione e l'aggiornamento delle regole per la gestione dei rapporti tra operatori e utenti, lo sviluppo efficiente delle infrastrutture, la promozione di un quadro di governance chiaro e affidabile.
Memorie e relazioni
Memoria 82/2022/I/com del 4 Marzo 2022: memoria dell'autorità di regolazione per energia reti e ambiente in merito al disegno di legge "legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021" (as 2469) per la commissione industria, commercio, turismo del senato della repubblica
Il disegno di legge recante "Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021" (cd ddl Concorrenza), che al momento dell'approvazione della presente memoria era all'esame in prima lettura della Commissione Industria, commercio, turismo del Senato, contiene alcune disposizioni di rilievo per l'attività dell'Autorità, sulle quali il documento presenta osservazioni e proposte. In particolare, per quanto riguarda il servizio idrico integrato, le osservazioni dell'ARERA si concentrano sull'art. 6, che attribuisce al Governo una delega per il riordino dei servizi pubblici locali.
Per quanto riguarda gli aspetti connessi alla governance del sistema, l'ARERA segnala che dall'attuale impostazione del ddl potrebbero derivare criticità tali da pregiudicare i caratteri di stabilità, chiarezza e certezza di una regolazione settoriale già consolidata. L'attuale impostazione regolatoria del settore idrico ha infatti consentito un rilevante incremento della spesa per investimenti, quasi quadruplicata dal 2012 al 2020, e un miglioramento della qualità del servizio, a fronte comunque di una sostanziale stabilità delle tariffe all'utenza; anche il tasso di realizzazione degli interventi è passato dal 50% del periodo ante-regolazione all'oltre 90% attuale. Pertanto non si rinviene l'esigenza di un'azione complessiva di riforma, mentre appare fondamentale il consolidamento del framework regolatorio, anche ai fini dell'efficace implementazione degli strumenti di supporto previsti per il rilancio del Paese (PNRR). L'Autorità reputa inoltre che siano prioritarie misure tese a superare diverse problematiche che, collocate a monte della regolazione, generano criticità relativamente alle scelte di programmazione e di gestione del servizio idrico integrato; in tale quadro, nuove misure di riordino potrebbero assicurare un supporto tecnico, in termini organizzativi e di know-how specifico, ai soggetti territoriali per i quali si siano riscontrate perduranti inadempienze, da parte di un soggetto societario a controllo pubblico con esperienza in progetti di assistenza alle amministrazioni pubbliche.
Per quanto riguarda le criticità relative agli assetti gestionali, viene rappresentato che una revisione della disciplina vigente possa sinergicamente affiancarsi alle misure già poste in essere dall'Autorità, per favorire l'aggregazione delle attività e delle gestioni dei servizi, e per supportare il riordino della governance del settore. In tal senso è necessaria un'azione di rafforzamento della governance, finalizzata al superamento delle criticità riscontrate in alcune aree del Paese (permanere di situazioni di mancato affidamento del servizio, carenze nella redazione e all'aggiornamento degli atti necessari all'adozione delle scelte di programmazione e di gestione etc.); la proposta è di rivisitare la disciplina degli affidamenti nell'ottica della semplificazione procedurale, introducendo un termine perentorio entro cui perfezionare i processi di affidamento del servizio idrico integrato e, in caso di inerzia, prevedere che la gestione venga svolta provvisoriamente, comunque per un periodo potenzialmente sovrapponibile a quello di attuazione del PNRR, da un soggetto societario a controllo interamente pubblico.
Relazione 39/2022/I/idr del 1° febbraio 2022: quattordicesima relazione ai sensi dell'articolo 172, comma 3-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "norme in materia ambientale"
Il consueto monitoraggio semestrale sugli assetti locali del servizio idrico integrato restituisce un quadro di stabilità sostanziale, con il definitivo completamento dei percorsi di adesione degli enti locali ai relativi EGA in tutte le aree territoriali del Paese e il consolidamento nel processo di razionalizzazione del numero degli ATO, attualmente pari a 62; con riferimento all'ultimo semestre del 2021, emerge un orientamento di alcune Regioni (Lombardia, Campania) verso un'articolazione dell'organizzazione territoriale del servizio idrico integrato di dimensioni potenzialmente inferiori al territorio provinciale. Allo stato attuale le priorità individuate dall'Autorità sono il perfezionamento dei percorsi avviati verso la piena operatività degli EGA, soprattutto in alcuni contesti regionali, e l'affidamento del servizio idrico integrato in tutte le realtà in cui non risultino chiaramente delineate né gestioni salvaguardabili in base alla normativa pro tempore vigente, né siano mai state individuate gestioni uniche di ambito.
Gli approfondimenti compiuti dall'Autorità hanno messo in luce la permanenza di contesti potenzialmente critici, che impattano sulla corretta redazione e aggiornamento degli atti di programmazione e di gestione del servizio idrico integrato. In particolare, viene evidenziata la permanenza di un Water Service Divide, con situazioni, principalmente nel Sud e Isole, in cui si perpetuano inefficienze e disservizi. Peraltro, le perduranti situazioni inerziali relativamente alle procedure di affidamento del servizio possono rappresentare criticità serie, soprattutto nei contesti caratterizzati da carenze infrastrutturali, che vedono nell'eventuale ricorso ai fondi messi a disposizione nell'ambito del PNRR un'opportunità per migliorare la qualità dei servizi erogati.
Le difficoltà riscontrate in taluni contesti suggeriscono di valutare l'opportunità di introdurre semplificazioni nelle procedure di affidamento (rafforzare la garanzia delle tempistiche e della qualità dei programmi), e di declinare soluzioni ulteriori rispetto al modello del commissariamento (rafforzare la garanzia dell'adozione di una soluzione strutturale e complessiva).
Parere 273/2022/I/idr del 21 giugno 2022: parere al ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili sullo schema di decreto ministeriale di attuazione della riforma 4.1 del piano nazionale di ripresa e resilienza (pnrr), avente ad oggetto "semplificazione normativa e rafforzamento della governance per la realizzazione degli investimenti nelle infrastrutture di approvvigionamento idrico"
Con il presente provvedimento, l'Autorità rilascia parere favorevole, con osservazioni, allo schema di decreto trasmesso dal MIMS ai sensi dell'art. 1, c. 516-bis, della L. 205/17 (come modificato dal DL 121/21), finalizzato a definire le modalità e i criteri per la redazione e per l'aggiornamento del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, e della sua attuazione per stralci successivi. La bozza di provvedimento prevede, in particolare, che siano considerati prioritari per l'inserimento nel Piano gli interventi volti alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità, al potenziamento e all'adeguamento delle infrastrutture idriche, anche al fine di aumentare la resilienza dei sistemi idrici ai cambiamenti climatici e ridurre le dispersioni di risorse idriche. Il MIMS dovrà pubblicare con cadenza annuale le modalità presentazione delle proposte, con l'indicazione dell'ordine di priorità delle stesse, della coerenza con la pianificazione sovraordinata, dell'eventuale utilizzo di cofinanziamenti o della necessità di finanziamento delle fasi di progettazione successive al momento della trasmissione. Tali elementi costituirebbero elementi ai fini della valutazione degli interventi e della formulazione della proposta di Piano.
Tra le osservazioni formulate da ARERA, si evidenzia in particolare la richiesta, con riferimento alle proposte dei soggetti regolati, di includere tra gli elementi da acquisire ai fini dell'aggiornamento del Piano e quali fattori di valutazioni la conformità del titolo del soggetto gestore a svolgere il servizio nel rispetto alla normativa vigente, l'ottemperanza agli obblighi previsti per l'adozione e l'approvazione dello specifico schema regolatorio e l'assenza di situazioni di crisi d'impresa che possano compromettere la prosecuzione dell'attività per cui è richiesto il finanziamento.
Tutela dei consumatori
In merito alle novità sulla tutela dei consumatori intervenute nel primo semestre del 2022, si segnala la pubblicazione della Memoria 48/2022/I/com dell'8 febbraio 2022, relativa all'Audizione dell'ARERA presso la neo costituita Commissione parlamentare d'inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti. In occasione dell'audizione, l'Autorità ha illustrato le attività svolte nei settori di competenza, in ossequio al mandato ricevuto dal Legislatore, riguardo alla "promozione della tutela degli interessi di utenti e consumatori, tenuto conto della normativa comunitaria in materia e degli indirizzi di politica generale formulati dal Governo" (art. 1,1 della legge istitutiva n.481/1995); inoltre ha focalizzato l'attenzione sulla situazione contingente caratterizzata dal vertiginoso aumento dei prezzi dell'energia.
Si evidenzia inoltre la pubblicazione della Relazione annuale delle attività del Servizio Conciliazione relative al 2021 (i cui dati sono aggiornati al 1° febbraio 2022).
Dalla Relazione si evince che nel 2021 e nei primi 40 giorni del 2022 le domande di conciliazione presentate sono state 20.428, di cui 3.624 del settore idrico, 9.784 del settore elettrico, 5.210 del settore gas e le restanti relative ai clienti Dual-Fuel e da Prosumer.
Per quanto riguarda gli argomenti oggetto delle domande del settore idrico, il 73,6 % riguardano la fatturazione, il 4,9% i contratti, il 4,8% la misura, il 3,7% la morosità e la sospensione e il 3,1% l'allacciamento e lavori. Le Regioni con il maggior numero di domande sono: la Sardegna, il Lazio, la Campania e la Liguria, seguite da Calabria, Basilicata, Puglia e Molise. Al termine della procedura conciliativa (relativa a tutti i settori regolati e non solo al settore idrico), è stato richiesto di compilare un questionario di gradimento al quale hanno aderito 6.897 clienti; il 95% di essi è risultato soddisfatto del servizio ricevuto.
Per completezza di informazione si rappresenta che, con la delibera 58/2022/A del 15 febbraio 2022 l'ARERA ha provveduto a nominare i componenti della Commissione di disciplina ed i componenti della Commissione di Conciliazione; per quanto riguarda in particolare i criteri di nomina della Commissione di Conciliazione, l'ipotesi di accordo recepita in deliberazione 464/2021/A ha stabilito che la stessa fosse composta da: a) una personalità esterna all'Autorità nominata dal Collegio, di elevate e riconosciute competenze e indipendenza nel settore del diritto del lavoro o comunque nel settore giuridico, con funzione di Presidente; b) il Direttore responsabile della
direzione di gestione delle risorse umane ovvero altro dirigente nominato dal Collegio; c) un Dirigente sindacale di una O.S. legittimamente costituita in Autorità o da altra persona di sua fiducia da cui il dipendente intende farsi assistere.
Da rilevare inoltre che l'ARERA, con la delibera 169/2022/E/com del 12 aprile 2022, ha intimato ad alcuni operatori e gestoril'adempimento dell'obbligo di fornire riscontro, entro 30 giorni, alle richieste di informazioni trasmesse dallo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, nell'ambito della gestione delle procedure speciali risolutive per i settori energetici e dei reclami di seconda istanza per il settore idrico. Il medesimo provvedimento prevede altresì che l'inottemperanza all'obbligo di cui sopra possa costituire presupposto per l'eventuale esercizio del potere sanzionatorio e prescrittivo. Nell'elenco non risulta inserita Acea Ato2 né, più in generale, risulta alcuna società del Gruppo Acea.
Determinazione tariffaria Ato2 Lazio Centrale-Roma
La delibera 197/2021/R/idr dell'11 maggio 2021 ha definitivamente approvato, con alcune modifiche, la predisposizione tariffaria relativa al terzo periodo regolatorio (quadriennio 2020-2023), adottata dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO 2 Lazio Centrale - Roma con delibera n. 6/20 nella seduta del 27 novembre 2020.
Per il biennio 2022-2023 è previsto l'aggiornamento tariffario disposto secondo i criteri definiti dalla delibera 639/2021/R/idr e le procedure indicate dalla Determina 1/2022 – DSID del 18 marzo 2022; la scadenza per la presentazione dell'istanza tariffaria all'ARERA da parte degli EGA è fissata nel 30 aprile 2022. Nelle more dell'approvazione della predisposizione tariffaria, ai sensi dell'art. 13 della delibera 639/2021/R/idr, sono applicate da Acea Ato 2 le tariffe calcolate sulla base del moltiplicatore tariffario risultante dal piano economico finanziario già approvato nell'ambito delle vigenti predisposizioni tariffarie.
In particolare, i valori del moltiplicatore tariffario theta (da applicare alla tariffa in vigore al 31/12/2015) per il biennio sono pari a 1,139 per il 2022 e 1,202 per il 2023.
Aggiornamento sui ricorsi avverso la regolazione tariffaria dell'ARERA
Nel 2013 ACEA Ato2 ha presentato ricorso avverso la Delibera 585/2012 (MTT) e avverso le deliberazioni successive che ne hanno modificato ed integrato i contenuti (Delibere 88/2013, 73/2013 e 459/2013). Il ricorso è stato parzialmente accolto con sentenza del TAR Lombardia 2528/2014, contro la quale hanno proposto appello sia ACEA Ato2 sia l'ARERA.
Nell'udienza pubblica tenutasi il 29 settembre 2015, è stata disposta la sospensione del giudizio pendente e il rinvio della decisione a data successiva all'esito della consulenza tecnica d'ufficio disposta per i ricorsi proposti nel 2014 dal Codacons e dalle Associazioni Acqua Bene Comune e Federconsumatori, ritenendo esistere un rapporto di dipendenza-consequenzialità tra la decisione dell'appello proposto dall'ARERA e la decisione sui ricorsi promossi dalle Associazioni dei consumatori, incentrati in particolare sulla componente tariffaria relativa agli oneri finanziari del gestore del SII , ovverosia sulle formule e sui parametri adottati nell'art. 18 dell'allegato A della deliberazione ARERA n. 585/2012del 28 dicembre 2012 (MTT), considerati come una reintroduzione del criterio di "adeguatezza del capitale investito" eliminato dall'esito del referendum 2011.
Il collegio peritale, nominato a ottobre 2015, ha depositato la perizia il 15 giugno 2016, concludendo di considerare attendibili e ragionevoli, sotto il profilo della regolamentazione in ambito nazionale ed internazionale, le formule e i parametri diretti a calcolare il tasso di interesse di riferimento e la componente di copertura della rischiosità considerati nella Delibera.
Il 15 dicembre 2016 si è tenuta l'udienza finale del giudizio e il 26 maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2481/2017 con la quale il Consiglio di Stato, accogliendo le conclusioni del collegio peritale, ha ribadito la piena legittimità della metodologia tariffaria adottata dall'ARERA; in conseguenza di ciò ha respinto gli appelli Codacons e Acqua Bene Comune/Federconsumatori sopra richiamati, con conseguente conferma delle sentenze impugnate; la successiva udienza dinanzi al Consiglio di Stato è stata fissata per il 20 settembre 2018.
In esito all'udienza, tenutasi regolarmente nella data stabilita, il Consiglio ha rinviato la trattazione del giudizio, invitando le parti a depositare alcune memorie (da presentarsi entro il 19 dicembre 2018), per chiarire che non si siano verificati ritardi nella ripresa del giudizio d'appello. In occasione dell'udienza in questione, tuttavia il giudice non aveva fissato la data del rinvio, che è stata invece stabilita solo nei primi giorni del 2019. In occasione dell'udienza, fissata per il 13 giugno 2019, è stata formalizzata la rinuncia ad una parte dei motivi di ricorso e il Consiglio di Stato ha disposto l'acquisizione d'ufficio della relazione peritale resa nell'ambito dei giudizi promossi dai soggetti referendari sopra richiamati (Codacons, Acqua Bene Comune, Federconsumatori), per sottoporla al contraddittorio delle parti. La prossima udienza è stata fissata per il 2 aprile 2020. Per emergenza Covid-19 la nuova udienza pubblica è stata fissata al 10 dicembre 2020 con invito alle parti a: 1) depositare i documenti entro il 19 novembre 2020; 2) depositare le memorie entro il 24 novembre 2020; 3) depositare le repliche entro il 28 novembre 2020. L'udienza al Consiglio di Stato è stata anticipata al 22 ottobre 2020 con invito alle parti a: 1) depositare i documenti entro il 1 ottobre 2020; 2) depositare le memorie entro il 6 ottobre 2020; 3) depositare le repliche entro il 10 ottobre 2020.
Con sentenza parzialmente favorevole n. 8079/2020 del 16 dicembre 2020, è stato:
- accolto l'appello di Ato2 inerentemente al mancato riconoscimento del CCN relativo alle altre attività idriche, unico motivo d'appello a cui la Società aveva deciso di non rinunciare;
- respinto l'appello dell'Autorità relativo agli oneri finanziari sui conguagli, in riferimento ai quali già il Tar Lombardia aveva dato ragione ad Ato2;
- accolto l'appello della stessa Autorità concernente il motivo sui crediti non esigibili.
Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da ACEA Ato2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI) e la Delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) Delibera 580/2019/R/idr.
Relativamente alla Delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n.2 e n.3 del 2014; in data 9 dicembre 2014 sono stati presentati dei secondi motivi aggiunti per l'annullamento della Delibera 463/2014/R/IDR; nelle more della fissazione dell'udienza, nel mese di aprile 2019 è pervenuto l'avviso di perenzione, (estinzione del processo amministrativo a causa dell' inerzia della parte); a seguito di tale comunicazione, il 20 giugno 2019 ACEA Ato2 ha presentato l'istanza di fissazione d'udienza unitamente alla nuova procura a firma del Presidente. Con sentenza del TAR Lombardia n° 892 del 20 aprile 2022 vengono confermati gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato nei giudizi sulla delibera 585/2012/R/IDR relativamente:
- alle cd. "acque bianche" per le quali la delibera impugnata "non incide in senso ampliativo sulle convenzioni di gestione in corso";
- alle fognature miste, affermando che "In questi casi, non essendo possibile quantificare i volumi di acqua che affluiscono alle reti fognarie dai diversi punti di immissione, e quindi disaggregare i relativi costi, risponde a canoni di razionalità economica che le tariffe coprano anche i costi derivanti dalla raccolta e dal trattamento delle acque bianche";
- agli oneri finanziari sui conguagli, per i quali si afferma che poiché il gestore sopporta un costo oggettivo derivante dal fatto che il livello delle tariffe inizialmente fissato dall'Ente di governo dell'ambito si rivela insufficiente a coprire i costi del servizio, il riconoscimento di questo costo finanziario non può essere disconosciuto. Proprio per questo, l'Autorità deve quindi prevedere, in sede di determinazione del conguaglio, un correttivo a copertura dell'onere finanziario sui conguagli. Il TAR ha viceversa respinto il motivo concernente la previsione di un cap ai conguagli.
Per quanto riguarda la Delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 ACEA Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la Delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della Delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.
Nel mese di febbraio 2020, ACEA Ato2 ha proceduto ad impugnare anche la Delibera 580/2019/R/idr e che ha approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le Società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche le Società Acea ato5, Acea Molise Srl e GESESA (che non hanno in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2. È stata inoltre oggetto di ricorso anche la Delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel servizio idrico integrato, alla luce dell'emergenza da COVID-19). Si è in attesa della fissazione dell'udienza.
Nel mese di febbraio 2022 ACEA Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 639/2021/R/Idr relativa all'aggiornamento biennale tariffario per gli anni 2022 e 2023. L'impugnativa del provvedimento, effettuata anche dalle società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA quali ACEA Ato5, Acea Molise, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, Gori, GESESA, Umbra Acque e SII Terni, conferma molti dei motivi già avanzati avverso le precedenti deliberazioni tariffarie aggiungendone di nuovi legati alla nuova regolazione enunciata da ARERA. Relativamente ai motivi attinenti pedissequamente alle nuove disposizioni si sottolineano sia il meccanismo di riconoscimento del costo dell'energia, ritenuto non efficace ad intercettare la reale situazione contingente, nonché le previsioni con cui l'ARERA ha dichiarato di voler ottemperare alla giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di oneri finanziari sui conguagli, di trattamento del Fondo Nuovi Investimenti e di ridefinizione della quota oggetto di restituzione agli utenti ai sensi della delibera n. 273/2013.
L'attività normativa della Regione Lazio in tema di assetto territoriale e governance del Servizio Idrico Integrato
Da evidenziare, sul tema del completamento del trasferimento dei servizi idrici al Gestore Unico, una serie di atti della giunta Regionale che comportano l'applicazione dei poteri sostitutivi nei confronti di alcuni comuni, ai sensi dell'art. 153 comma 1 e 172 comma 4 del D. Lgs n. 152/2006, mediante la nomina di un Commissario ad acta, da nominare con successivo decreto del Presidente della Regione Lazio. Per quanto riguarda l'ATO 2 - Lazio Centrale Roma, i comuni coinvolti sono, ad ora, Anticoli Corrado, Cerreto Laziale, Licenza e Trevi nel Lazio (in BUR Lazio N. 50 del 14/06/2022, con deliberazioni del 7 giugno 2022 n. 394, 395, 396 e 397).
Il completamento del trasferimento dei servizi idrici diviene improrogabile alla luce dell'articolo 22, comma 1 - quinquies del decretolegge n. 152 del 2021 che, nel quadro dell'attuazione del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, milestone M2C4-2, ha modificato l'articolo 147 del decreto legislativo n. 152 del 2006 prevedendo che entro il 1° luglio 2022, le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l'EGA non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente; l'EGA dovrà provvedere agli affidamenti al gestore unico entro il 30 settembre 2022. L'obbligo di trasferimento è peraltro stato recentemente confermato dalle sentenze del Consiglio di Stato Sezione Quinta nn. 1710, 1815, 1816, 1820, 1835, 1837, 1843 e 1853 del marzo 2022
Sempre sul tema dell'organizzazione del servizio idrico integrato sul territorio regionale, ed in relazione alla ridefinizione degli ATOBI (Ambiti territoriali ottimali di bacino idrografico) previsti dalla DGR Lazio 218/18, si attendono invece gli sviluppi connessi alla proposta di legge regionale di modifica dell'attuale governance, sottoposta alla Regione dal Comitato Tecnico Scientifico, a tal scopo istituito, nonché alla costituzione del Comitato di consultazione istituzionale partecipato dai delegati delle Assemblee dei Sindaci di tutti gli ATO. Si segnala inoltre la nomina, con decreto del Presidente della Regione Lazio del 15 febbraio 2022 (BURL n. 16 del 17 febbraio 2022) dell'Avvocato Manuela Veronelli per l'incarico quinquennale di Garante regionale del Servizio Idrico Integrato. La figura è stata istituita dall'articolo 8 della LR 9 luglio 1998, n. 26 al fine di promuovere ogni possibile iniziativa tesa a conseguire livelli adeguati ed omogenei di efficienza, efficacia ed economicità nella gestione del servizio idrico integrato e a tutela e garanzia degli interessi degli utenti. Il Garante svolge, in piena autonomia ed indipendenza di giudizio, attività di analisi e valutazione della qualità dei servizi forniti negli ambiti territoriali ottimali, formula proposte ed assume iniziative a tutela e garanzia degli interessi degli utenti; sulla base dell'analisi e
del raffronto dei diversi aspetti tecnici, economici e funzionali pubblica, con cadenza semestrale, il rapporto sulla gestione del servizio idrico integrato nella Regione Lazio.
In relazione al livello regionale, è inoltre da evidenziare la pubblicazione, nel mese di gennaio, della determinazione 29 dicembre 2021, n. G16636 (in BURL n. 5 dell'11 gennaio 2022 - Supplemento n.1). A valle della DGR n. 905 del dicembre 2021di approvazione del Piano regionale per la realizzazione e l'adeguamento delle reti idriche e fognarie e degli impianti di depurazione delle acque reflue per il triennio 2021-2023, la determinazione in parola perfeziona le prenotazioni, sul capitolo di spesa dedicato, di quasi 2,3 milioni di euro a favore di Città Metropolitana Roma Capitale per la realizzazione di opere del servizio idrico integrato (in particolare, bonifiche reti idriche ed estensioni/adeguamenti di reti fognarie) in diversi comuni dell'ATO 2. Viene inoltre confermato, in attuazione della citata DGR n. 905/2021, che pena la decadenza dal finanziamento il soggetto attuatore delle opere sia individuato esclusivamente in Acea Ato 2 Spa e che, ove il comune interessato dagli interventi sia ancora titolare del servizio idrico, si proceda al trasferimento del servizio stesso, in tutte le sue componenti, al gestore unico.
Con riferimento, in generale, alla tutela e valorizzazione della gestione degli ambienti idrici, si riporta che nell'ultima settimana di febbraio sono stati firmati 8 tra contratti di Fiume, Lago, Costa, Foce della Regione Lazio, e nello specifico il Contratto di Fiume Tevere da Castel Giubileo alla foce, Contratto di Fiume Media Valle del Tevere, Contratto di Fiume per l'Aniene, Contratto di Costa dell'Agro Pontino, Contratto di Fiume Ufente, Contratto di Lago Bracciano, Contratto di Costa Riviera di Ulisse e Contratto di Fiume del Paglia. Nella nota pubblicata sul sito web della Regione viene sottolineato che il percorso, arrivato a compimento in un momento strategico in cui si aprono nuove opportunità con i fondi del PNRR e la nuova programmazione europea, ha coinvolto oltre 70 Comuni di diverse province e in generale oltre 300 enti pubblici, privati e del terzo settore.
Si rappresenta inoltre l'approvazione della Legge Regionale 24 febbraio 2022, n. 224, "Disposizioni per la promozione della formazione, occupazione e sviluppo nei settori della blue economy" (in BUR N. 18 - Supplemento n. 1 del 24/02/2022), provvedimento che interessa la 'blue economy' nella sua accezione più ampia, intesa come valorizzazione di tutte quelle risorse ed attività connesse agli ecosistemi acquatici , intervenendo negli ambiti della formazione, del coordinamento tra istituzioni pubbliche e private e operatori economici, della programmazione, e della promozione e supporto alla ricerca e alla innovazione.
Da ultimo, per quanto riguarda l'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale si segnala, a valle della consultazione avviata a fine 2021, la pubblicazione sul sito dell'Autorità stessa del secondo aggiornamento del Piano di gestione del distretto (PGDAC.3), adottato dalla Conferenza Istituzionale Permanente delle Autorità di Bacino Distrettuali il 20 dicembre 2021. Il piano presenta l'analisi del sistema dei corpi idrici superficiali e sotterranei del distretto, con la rilevazione delle pressioni e degli impatti, la disamina dello stato delle acque superficiali e sotterranee, l'analisi economica, gli obiettivi ambientali e il programma delle misure da adottare. È inoltre presente una sezione specificamente dedicata agli effetti del sisma 2016-2017, con attenzione alle ripercussioni del terremoto sui corpi idrici e le conseguenze sulla popolazione. È inoltre stato adottato, lo scorso 12 gennaio, il primo aggiornamento del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRAAC.2), contenente le mappe di pericolosità e rischio e corredato da studi di attuazione delle misure da adottar, elaborato di concerto con le Regioni del distretto ed il DNPC.
Regolazione Elettrica
Prescrizione biennale
La Legge di Bilancio 2018, all'articolo 1, commi 4-10, ha introdotto la prescrizione biennale nei contratti di fornitura di energia elettrica prevedendo inizialmente che la stessa non potesse essere riconosciuta al cliente finale nel caso in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura fosse a questi imputabile. Il comma 295 dell'articolo 1 della Legge di Bilancio 2020 ha rimosso tale fattispecie, prevedendo il riconoscimento della prescrizione biennale anche nei casi di accertata responsabilità del cliente, introducendo di fatto una responsabilità oggettiva in capo agli operatori della filiera elettrica e, in particolare, al distributore in qualità di esercente il servizio di misura, pur in assenza di responsabilità o inefficienza del suo operato. Con deliberazione 184/2020/R/com, l'ARERA ha recepito quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2020 proprio con riferimento all'eliminazione dalle casistiche di esclusione della prescrizione biennale dei casi in cui la mancata o erronea rilevazione dei dati di misura dell'energia derivi da accertata responsabilità del cliente finale. In data 27 luglio 2020 areti ha presentato ricorso al TAR per l'annullamento della delibera184/2020/R/com, ricorso accolto con conseguente annullamento della delibera impugnata sulla base dell'interpretazione secondo cui la Legge di Bilancio del 2020 ha inciso solo sulla durata del termine di prescrizione (biennale anziché quinquennale) senza tuttavia escludere l'operatività della disciplina generale codicistica in materia di prescrizione.
Con consultazione 330/2020/R/com l'ARERA ha preannunciato l'introduzione di un meccanismo volto a sterilizzare gli effetti negativi della prescrizione biennale ricadenti sui trader a discapito delle imprese di distribuzione inefficienti. Più in dettaglio, il meccanismo di compensazione che intende introdurre opererebbe esclusivamente nei casi in cui la prescrizione venga eccepita dal cliente in conseguenza di conguagli derivanti dall'insorgere di rettifiche tardive di dati di misura precedentemente comunicati dal distributore. In questi casi il trader verrebbe compensato non soltanto degli oneri di trasporto versati al DSO ma anche degli oneri sostenuti per l'acquisto della materia prima e del dispacciamento sulla base di un meccanismo di ristoro finanziato dai DSO meno efficienti nella messa a disposizione dei dati di misura che generano rettifiche tardive possibili oggetto di prescrizione.
Con Ordinanza cautelare il TAR ha sospeso la delibera ARERA n. 603/2021 in tema di prescrizione limitatamente all'art. 6.4, ossia alla disciplina transitoria che impone al distributore di rispondere entro 7 giorni. L'udienza pubblica per la trattazione del merito è stata fissata per il giorno 1° dicembre 2022.
Emergenza sanitaria COVID-19
In attuazione del D.L. Sostegni con delibera 124/2021/R/EEL l'Autorità ha disposto la transitoria riduzione delle tariffe per le utenze in bassa tensione usi non domestici, per il periodo 1° aprile- 30 giugno 2021. Con tale documento l'Autorità ha stabilito che:
- per il periodo 1° aprile-30 giugno 2021, per le utenze BT altri usi (escluse l'illuminazione pubblica e i punti di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico) è prevista la riduzione delle tariffe di distribuzione e misura e delle componenti a copertura oneri generali (asos e arim);
- per ciascun mese del periodo di riferimento, alle utenze BTA6 con potenza effettiva è riconosciuto un rimborso qualora la potenza massima prelevata nel mese sia non superiore a 2,0 kW. Le imprese distributrici provvederanno entro e non oltre il 30 settembre 2021 al versamento di tale rimborso alle imprese di vendita, le quali a loro volta provvederanno al riconoscimento ai clienti finali entro e non oltre il 30 novembre 2021;
- entro il 30 settembre 2021 le imprese distributrici invieranno alla Cassa le informazioni necessarie per la quantificazione dei minori incassi derivanti dalla riduzione delle componenti tariffarie a copertura dei costi dei servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica. Entro il 31 ottobre 2021 la Cassa provvede alle compensazioni;
- i fondi stanziati dallo Stato (600 MLN di euro) versati sul Conto emergenza COVID-19, per la quota eccedente le risorse necessarie all'erogazione delle compensazioni ai distributori, sono destinati alla riduzione delle aliquote tariffarie relative agli oneri generali;
- qualora, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, siano stati già emessi documenti di fatturazione per la competenza del mese di aprile, i conguagli devono essere effettuati entro la seconda fatturazione successiva.
In data 26 maggio è stato pubblicato il DL Sostegni bis che proroga fino a luglio 2021 la riduzione degli oneri sulle bollette per le Pmi. Successivamente, in attuazione dell'articolo 5, comma 1, del DL Sostegni Bis, l'Autorità ha pubblicato la delibera 279/2021/R/eel che ha prorogato le disposizioni già adottate con delibera 124/2021/R/eel disponendo per le utenze BT altri usi la riduzione fino al 31 luglio 2021 delle tariffe di distribuzione e misura e delle componenti a copertura degli oneri generali di sistema. Con delibera 278/2021/R/com l'Autorità ha conseguentemente ridimensionato gli oneri generali (Asos e Arim) per il trimestre luglio-settembre 2021.
In attuazione delle disposizioni dell'art. 3 del decreto-legge 130/2021 del 27 settembre 2021, l'Autorità ha pubblicato la delibera 396/2021/R/com con la quale ha disposto:
- l'annullamento, per il trimestre ottobre-dicembre 2021, delle aliquote delle componenti tariffarie ASOS e ARIM per tutte le utenze domestiche e non domestiche in BT con potenza disponibile fino a 16,5 kW;
- l'introduzione di un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021.
Misure per il contenimento dell'aumento dei prezzi in bolletta
Al fine di limitare gli effetti dell'aumento dei prezzi della materia prima gas/elettrica nell'ultimo trimestre del 2021 in data 27 settembre è stato pubblicato in GU il decreto-legge 130/2021 (c.d. Decreto Bollette) che, relativamente al settore del gas naturale, ha ridotto l'aliquota IVA al 5 per cento per le somministrazioni di gas metano usato per combustione per gli usi civili e industriali relativamente alle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021. Relativamente al settore dell'energia elettrica, per il quarto trimestre dell'anno 2021 il DL Bollette ha ridotto gli oneri generali di sistema per tutte le utenze elettriche, in particolare ha annullato gli oneri generali per le utenze domestiche e non domestiche in BT con potenza disponibile fino a 16,5 Kw. In seguito, l'Autorità ha pubblicato la delibera 396/2021/R/com con cui ha dato attuazione alle disposizioni del DL Bollette. In particolare, l'Autorità, in relazione al settore elettrico, ha annullato con riferimento all'ultimo trimestre dell'anno 2021, le aliquote delle componenti tariffarie Asos e Arim per tutte le utenze domestiche e altri usi in BT con potenza disponibile fino a 16,5 kW. Il medesimo provvedimento, per il settore del gas naturale, ha annullato, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021, le aliquote delle componenti tariffarie RE, RET, GS e GST.
La delibera 396/2021/R/com ha introdotto inoltre un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021.
Per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina nel I trimestre 2022, l'Autorità ha sospeso temporaneamente l'aggiornamento annuale del valore del bonus sociale. Pertanto, sono confermati i valori del bonus 2021 nonché il bonus "straordinario", aggiunto già nel IV trimestre 2021, valido per tutto il I trimestre 2022.
In occasione delle audizioni svolte in Senato nell'ambito della conversione in legge del DL 21 marzo 2022, n. 21 (c.d. Taglia Prezzi o Decreto Ucraina) l'Autorità, con memoria 166/2022, si sofferma sul tema del bonus sociale, precisando che tali agevolazioni potrebbero determinare nel corso del 2022 un fabbisogno fino a 1,9 miliardi di euro, a fronte di 540 milioni dell'anno precedente, con conseguente incremento della componente tariffaria Arim. Nello specifico l'art. 6 del DL 21 marzo 2022 n. 21 estende, per il periodo dal 1° aprile 2022 al 31 dicembre 2022, la platea dei nuclei familiari che possono accedere ai bonus sociali elettrico e gas, innalzando il valore della soglia ISEE dagli attuali 8.265 euro a 12.000 euro; misure già introdotte dal Governo a partire dal quarto trimestre 2021,
Con delibera 35/2022/R/eel l'Autorità ha disposto l'annullamento delle aliquote degli oneri generali di sistema elettrico per il I trimestre 2022 per tutte le tipologie di utenza in attuazione del DL Sostegni ter. La delibera ha previsto, a partire dal primo gennaio 2022, l'azzeramento delle componenti tariffarie ASOS e ARIM per tutte le utenze, integrando quando già disposto nella delibera 635/2021 per il primo trimestre 2022.
In data 18 marzo è stato approvato il DL 21 marzo 2022, n. 21 (C. D. DL taglia prezzi). In particolare, il decreto prevede:
- l'aumento dei crediti d'imposta sul costo dell'energia e del gas, già riconosciuti dal decreto-legge n. 17/2020. Vengono inoltre istituiti nuovi crediti di imposta per altre tipologie di aziende che utilizzano elettricità e gas.
- l'innalzamento del tetto ISEE per accedere al bonus sociale (da 8 mila a 12 mila euro) nel periodo 1° aprile-31 dicembre 2022. Sono incluse circa 1,2 milioni di famiglie in più rispetto al provvedimento precedente.
- la possibile verifica del livello dei prezzi dei beni e dei servizi di largo consumo da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi istituito nel 2007 presso il MISE. Il Garante potrà anche richiedere alle imprese dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo. I risultati delle analisi sono poi messi a disposizione dell'AGCM. In caso di mancato riscontro entro 10 giorni dalla richiesta, è prevista l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di euro 500 ad un massimo di euro 5.000;
- i titolari dei contratti di approvvigionamento di volumi di gas per il mercato italiano sono tenuti a trasmettere al MiTE e ad ARERA i contratti già in essere ed i nuovi contratti che verranno sottoscritti, nonché le modifiche degli stessi;
- la rateizzazione delle bollette fino a due anni che potrà essere richiesta dalle imprese con sede in Italia, clienti finali di energia elettrica e di gas naturale, ai propri fornitori per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio 2022 e giugno 2022 per un numero massimo di rate mensili non superiore a 24.
I soggetti rivenditori di energia elettrica e gas, inclusi i produttori, dovranno versare un contributo entro il 30 giugno 2022 a titolo di prelievo straordinario. Le modalità di versamento sono stabilite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
La base imponibile del contributo straordinario è costituita dall'incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, rispetto al saldo del periodo dal 1° ottobre 2020 al 31 marzo 2021. Il contributo si applica nella misura del 10% (portato successivamente al 25%) nei casi in cui il suddetto incremento sia superiore a 5.000.000. Il contributo non è dovuto se l'incremento è inferiore al 10 per cento. C'è inoltre divieto di traslazione verso i clienti finali: per il periodo dal 1° aprile al 31 dicembre 2022, i soggetti tenuti al pagamento del contributo comunicano entro la fine di ciascun mese solare all'AGCM il prezzo medio di acquisto e di vendita dell'energia elettrica, del gas naturale e del gas metano nonché dei prodotti petroliferi, relativi al mese precedente. L'Autorità, con l'ausilio della Guardia di finanza, riscontra sulla base dei dati ricevuti e di eventuali verifiche a campione la sussistenza dei presupposti per l'adozione dei provvedimenti di sua competenza.
In data 1° marzo 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dl 17/2022 ("decreto Energia") contenente disposizioni di natura fiscale. In particolare, è ribadita, per il secondo trimestre del 2022, la manovra finalizzata ad attenuare gli effetti della decisa impennata dei prezzi energetici tramite:
- l'azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore elettrico e riduzione di quelli per il settore del gas;
- è confermata l'IVA al 5% per il settore del gas naturale;
- è confermato il credito d'imposta per le imprese energivore;
- è previsto un bonus per le imprese gasivore;
- è introdotto un credito d'imposta per i costi sostenuti dalle imprese nel Mezzogiorno allo scopo di conseguire un livello più elevato di efficienza energetica e promuovere l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
Inoltre, l'Autorità ha pubblicato la Memoria 108/2022/I/com con la quale esprime le proprie considerazioni su alcuni aspetti del disegno legge di conversione del decreto-legge 1 marzo 2022, n. 17, recante "Misure urgenti per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali". I temi di maggiore interesse riguardano:
- l'azzeramento degli oneri di sistema delle utenze elettriche per il secondo trimestre 2022 ed alla riduzione dell'IVA e degli oneri generali nel settore del gas. ARERA sottolinea come, con questo ulteriore stanziamento a copertura di questa misura, ormai l'azione di mitigazione del Governo si protrae da un anno e ciò nella sostanza ha messo in atto una misura da tempo auspicata dalla stessa ARERA ossia di traslare gli OGdS sulla fiscalità generale, la quale assicura maggiore equità contributiva. La misura ha effetti positivi sulle società di vendita che hanno minore necessità di prestare garanzie finanziarie. ARERA evidenzia inoltre che, in tutto questo periodo, il sistema di incentivazioni delle fonti rinnovabili e gli altri meccanismi di sostegno normalmente coperti dagli OGdS sono stati comunque gestiti tramite le risorse finanziarie del bilancio dello Stato, anziché dalle bollette. L'Autorità propone un percorso di progressiva "strutturalizzazione" della copertura degli oneri generali di sistema con risorse ulteriori rispetto alla raccolta tramite le bollette;
- il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento di gas naturale a prezzi equi. Sul tema l'ARERA auspica che tutti i consumatori possano beneficiare di eventuali partite di gas acquistate, con contratti di acquisto di lungo termine, dal GSE e non cedute nell'ambito delle procedure affidate allo stesso Gruppo GSE. ARERA suggerisce quindi la cessione della medesima energia a mercato e la retrocessione delle partite derivanti da eventuali differenziali di prezzo attraverso appositi corrispettivi;
- ARERA auspica iniziative immediate e straordinarie finalizzate a incrementare la disponibilità di volumi aggiuntivi di gas dai punti di interconnessione con gasdotti non interconnessi alla rete europea dei gasdotti e nei terminali di rigassificazione di GNL.
In data 21 aprile 2022 è stata approvata in via definitiva la Legge di conversione del DL Energia contenente disposizioni urgenti per contenere i costi di luce e gas, sviluppare le fonti rinnovabili e rilanciare le politiche industriali.
Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 141/2022/R/COM con la quale, relativamente al secondo trimestre 2022 annulla gli oneri generali di sistema e conferma bonus e componente integrativa come già previsto per il primo trimestre.
L'ARERA ha pubblicato la delibera 188/2022/R/com con la quale, dando attuazione a quanto previsto all'articolo 6 del DL 21/2022 che innalza per il periodo dal 1° aprile 2022 al 31 dicembre 2022 la soglia ISEE per accedere al bonus a 12.000 euro, definisce in via preliminare le modalità tecniche dello scambio informativo da parte di INPS al Gestore del Sistema Informativo Integrato (SII). La delibera rimandi ad un eventuale successivo provvedimento, post conversione in legge del DL, la definizione delle modalità applicative per l'erogazione di tali bonus sociali ai nuovi aventi diritto. La delibera individua una nuova "classe di agevolazione", aggiuntiva rispetto a quelle già esistenti, corrispondente ai nuclei familiari aventi un ISEE tra 8.265 euro e pari o inferiore a 12.000, meno di 4 figli e che non risultino percettori di Rdc/Pdc.
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge 17 maggio 2022 (c.d. DL Aiuti), in vigore dal 18 maggio. L'art. 1 prevede che anche per il terzo trimestre 2022 le agevolazioni riconosciute sulla base del valore ISEE siano rideterminate da ARERA con delibera da adottare entro il 30 giugno 2022. Il comma 2 specifica le compensazioni da effettuare entro dicembre 2022.
Successivamente facendo seguito alla delibera 188/2022, con la delibera 245/2022/R/com l'ARERA ha pubblicato ulteriori disposizioni preliminari in relazione all'articolo 6 del decreto-legge 21/22 convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 2022, n. 51 che innalza per il periodo aprile-dicembre 2022 la soglia ISEE per accede al bonus a 12.000 euro. In particolare, ARERA ha disposto che il perimetro applicativo del sopracitato articolo 6 sia da intendersi esteso a tutte le DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presentate nel corso dell'anno 2022 e quindi anche per i nuclei familiari che hanno presentato una DSU nel primo trimestre 2022 (ossia prima degli effetti del DL). Il calcolo del bonus verrà effettuato automaticamente con riferimento alle nuove classi di agevolazioni.
In attuazione di quanto previsto dal decreto-legge 30 giugno 2022, n. 80, che prevede per il terzo trimestre:
- la conferma dell'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico;
- la conferma dell'Iva gas al 5% e la riduzione degli oneri generali nel settore gas;
- la conferma del bonus sociale integrativo e l'attuazione delle nuove disposizioni per tutto il 2022;
- l'identificazione del GSE in "coordinamento" con Snam, come soggetto di ultima istanza per il riempimento degli stoccaggi gas e l'ampliamento della garanzia SACE alle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale;
L'ARERA, con le delibere di aggiornamento trimestrale, ha recepito le misure di sua competenza.
Infine, l'ARERA ha confermato, anche per il terzo trimestre, le misure finalizzate al contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale per il terzo trimestre 2022. In particolare, con la delibera 295/2022/R/com'è stato confermato l'azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico.
Bonus sociale
Come disposto dal decreto-legge 124/19, l'ARERA ha pubblicato la delibera 63/2021/R/com, successivamente integrata dalla 257/2021/R/com, che ha disciplinato la nuova modalità di erogazione del bonus economico a partire dal 2021. La nuova disciplina, seguita ad una serie di Focus Group e consultazioni volute da ARERA, permette al cliente finale in condizioni disagiate di ricevere automaticamente lo sconto in bolletta senza doverne fare apposita richiesta.
Il nuovo processo di erogazione del bonus prevede un ruolo centrale da parte dell'INPS, che deve individuare i soggetti destinatari dell'agevolazione, e del SII, il cui ruolo principale è quello di individuare la fornitura da agevolare e garantire l'unicità dell'agevolazione per nucleo familiare e per anno di competenza.
Con una serie di altri provvedimenti, l'Autorità ha inoltre provveduto a disciplinare l'erogazione dei ratei di bonus residui di competenza 2020 e l'erogazione del recupero dei ratei dovuti per i primi mesi del 2021 ma ancora non corrisposti in quanto la nuova disciplina è entrata in vigore solo dal 1° luglio 2021 per gli operatori della vendita.
Al fine di minimizzare gli incrementi della spesa per la fornitura previsti nel quarto trimestre dell'anno, con la successiva delibera 396/2021/R/com'è stato introdotto un bonus sociale integrativo con riferimento al periodo di competenza delle fatturazioni compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre 2021. Con le successive delibere 635/2021/R/com e 141/2022/R/com, l'ARERA ha confermato il bonus sociale integrativo per tutto il primo semestre 2022.
Servizio a tutele graduali per le microimprese
L'Autorità, con la delibera 208/2022/R/eel ha definito la regolazione del Servizio a Tutele Graduali (STG) per le microimprese di cui alla legge 4 agosto 2017 n° 124 ("legge annuale per il mercato e la concorrenza") e le modalità di assegnazione dello stesso, al fine di garantire la continuità della fornitura alle microimprese connesse in bassa tensione che si troveranno senza un contratto a condizioni di libero mercato a partire dal 1° gennaio 2023.
Il servizio interessa:
le microimprese che rispettano cumulativamente le seguenti condizioni:
-
- abbiano meno di dieci dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro,
-
- risultino titolari di punti di prelievo tutti connessi in bassa tensione con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW;
- gli altri clienti finali non domestici diversi dalla microimprese, comunque titolari di punti di prelievo tutti con potenza contrattualmente impegnata fino a 15 kW.
ll STG si attiva per i clienti di cui sopra che alla data del 1° gennaio 2023 non siano titolari di un contratto di fornitura a condizioni di mercato libero, inclusi i clienti ancora riforniti in maggior tutela. Il primo periodo di assegnazione del STG per le microimprese ha durata di 4 anni.
La struttura delle condizioni economiche che verranno applicate ai clienti è simile a quella del Servizio a Tutele Graduali piccole imprese. Le gare si svolgeranno secondo il modello di asta iterativa ascendente simultanea , in cui sarà presente un banditore (Acquirente Unico) che indicherà in ciascun turno e per ciascuna area (12 aree territoriali) il prezzo corrente (il prezzo corrente è il prezzo, espresso in centesimi di euro/POD/anno, annunciato in ciascun turno dal banditore, a fronte del quale i partecipanti attivi offrono di erogare il servizio a tutele graduali per le microimprese nell'area territoriale); è previsto un tetto massimo all'offerta economica in €/MWh differenziato per area territoriale, che sarà reso noto contestualmente agli esiti delle gare, mentre non è previsto un limite minimo. In caso di persistente parità tra più offerte per una data area territoriale, si ricorra a un sorteggio telematico che eviti che uno stesso operatore possa ottenere a sorte una pluralità di aree territoriali. L'Autorità ha previsto che ciascun partecipante possa aggiudicarsi un numero massimo di aree pari a 4, corrispondenti al 35 % del numero totale di aree territoriali. Nel caso in cui le aste vanno deserte, l'Acquirente Unico farà un'asta di riparazione con la rimozione del tetto di aree aggiudicabili. L'esercente la maggior tutela sarà tenuto a farsi carico del servizio in caso di default dell'operatore selezionato in gara oppure in caso di gara deserta.
Gli esercenti STG sono tenuti a presentare all'Autorità una relazione, entro il 30/11/2022 dalla pubblicazione degli esiti di gara, secondo un modello tipo per dimostrare di possedere le risorse organizzative e la struttura aziendale adeguata ai fini dell'erogazione del servizio a tutele graduali nelle aree territoriali assegnate. Tale modello tipo che è stato definito dalla determina 2/2022-DMRT. La relazione dovrà essere periodicamente aggiornata entro il 31 luglio 2023, 31 gennaio 2024 e 31 gennaio 2025
Le tempistiche per mettere a disposizione dei partecipanti alle gare un set di informazioni necessarie per la formulazione dell'offerta e quelle per lo svolgimento delle gare sono:
- entro il 14 giugno: l'Acquirente Unico metterà a disposizione dei partecipanti le informazioni con dettaglio provinciale necessarie per formulare l'offerta;
- entro il 30 maggio: l'Acquirente Unico pubblicherà sul proprio sito il Regolamento per lo svolgimento delle aste;
- inizio settembre: la data delle aste sarà definita da AU nel Regolamento in modo tale che venga garantito un intervallo minimo di almeno due mesi e mezzo rispetto al termine entro cui sono messe a disposizione dei partecipanti le informazioni pre-gara (14 giugno).
Come previsto dall'Allegato B alla delibera 208/2022, il 30 maggio 2022 è stato pubblicato sul sito di Acquirente Unico il Regolamento e i relativi allegati disciplinante le procedure concorsuali per l'assegnazione del servizio a tutele graduali microimprese. Acea Energia entro il 10 giugno 2022 ha presentato istanza di partecipazione e il 14 giugno 2022 Acquirente Unico ha messo a disposizione le informazioni pre-gara. Acquirente Unico ha concluso le procedure di verifica della richiesta di partecipazione alle aste per l'assegnazione del Servizio a Tutele Graduali per le microimprese confermando che Acea Energia soddisfa i requisiti minimi di ammissione alla procedura previsti dal Regolamento.
Disposizioni per il rafforzamento degli obblighi informativi del codice di condotta commerciale a vantaggio dei clienti finali del mercato retail
Lo scorso 30 giugno, l'Autorità ha pubblicato la delibera 289/2022/R/com che dispone sia l'adeguamento del Codice di condotta commerciale alle disposizioni del decreto legislativo 210/2021 per le forniture di energia elettrica in materia di diritti contrattuali dei clienti finali sia l'aggiornamento mensile della stima della spesa delle offerte a prezzo variabile e dei servizi di tutela presente nelle Schede di confrontabilità per le forniture di energia elettrica e gas naturale. Le disposizioni entreranno in vigore a partire dal 1° ottobre 2022.
Nello specifico:
- con riferimento all'art. 5, comma 6, del d.lgs. 210/21 in tema di modalità di comunicazione del recesso da parte del cliente finale, non modificare la regolazione in ragione della conformità della regolazione medesima alle suddette previsioni;
- con riferimento alle previsioni dell'articolo 5, comma 8, del d.lgs. 210/21, integrare il contratto di fornitura e la Scheda sintetica, nella parte inerente le modalità e i termini per il pagamento delle fatture, introducendo il richiamo alla normativa vigente così da rendere esplicito e trasparente l'informazione per il cliente finale relativa anche ad eventuali oneri connessi ad un metodo di pagamento prescelto nel rispetto dei criteri della normativa primaria;
- con riferimento alle previsioni dell'articolo 5, comma 11, del d.lgs. 210/21 integrare il contenuto della sezione "Reclami, risoluzione delle controversie e diritti del consumatore" nel riquadro "Altre informazioni" della Scheda sintetica aggiungendo le informazioni in merito ai diritti connessi agli obblighi di servizio pubblico universale dei venditori di energia elettrica;
- con riferimento alle previsioni dell'articolo 7, comma 5, del d.lgs. 210/21, in tema di informazione al cliente finale della possibilità per i venditori di energia elettrica di imporre al cliente finale il pagamento di una somma di denaro in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura di energia elettrica a tempo determinato o a prezzo fisso nel rispetto dei criteri di applicazione previsti dal d.lgs. 210/21 medesimo, effettuare ulteriori approfondimenti in merito, alla luce delle osservazioni contrarie ricevute dalle associazione dei consumatori che hanno espresso la necessità di fornire al cliente finale un quadro informativo quanto più trasparente, chiaro e comprensibile circa la facoltà del venditore di richiedere il pagamento di una somma di denaro in caso di recesso anticipato da un contratto di fornitura di energia elettrica a tempo determinato o a prezzo fisso e dei relativi criteri;
con riferimento alla modifica del calcolo della stima della spesa annua delle offerte a prezzo variabile, inclusi i servizi di tutela, sul Portale Offerte, confermare l'aggiornamento mensile e non più trimestrale degli indici forward. Al fine di garantire la massima coerenza tra il Portale Offerte dell'Autorità e il materiale informativo consegnato dai venditori ai clienti finali in fase precontrattuale prevedere una cadenza mensile di aggiornamento della stima della spesa annua dei servizi di tutela. A tal proposito Arera ha accolto parzialmente le osservazioni degli operatori prevedendo un termine di 7 giorni lavoratori in luogo dei 5 giorni lavorativi originariamente prospettati dalla pubblicazione della stima medesima per l'aggiornamento delle Schede di confrontabilità da consegnare ai clienti finali.
Perdite di rete
Con la delibera 449/2020/R/eel l'Autorità ha modificato la regolazione delle perdite di rete per il triennio 2019-2021:
- riducendo il fattore di perdita commerciale riconosciuto in BT che per areti passa dal 2% all'1,83% a valere dalla perequazione di competenza 2019 e, di conseguenza, la percentuale di perdita standard da applicare ai prelievi dei clienti finali in BT che, dal 1° gennaio 2021, passa dal 10,4% al 10,2%;
- riconoscendo ai DSO, per il triennio 2019-2021, un ammontare di perequazione pari al minimo tra il valore ottenuto valorizzando l'energia oggetto di perdite con il prezzo di cessione agli esercenti la maggior tutela (PAU) differenziato per mese e per fascia e quello ottenuto dal PAU medio annuo;
- non introduce per i DSO il percorso di ulteriore efficientamento delle perdite commerciali, diversamente da quanto anticipato in consultazione;
- introduce un meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti non recuperabili su istanza delle imprese da presentare nel 2022 con riferimento al triennio 2019-2021 - previa verifica della sussistenza dei seguenti requisiti:
- il risultato complessivo della perequazione nel triennio 2019 2021 deve essere a debito dell'impresa;
- la condizione di cui al punto 1. deve essere aggravata da prelievi fraudolenti non recuperabili riconducibili alle seguenti fattispecie:
- casi per i quali l'interruzione della fornitura può determinare problemi di ordine pubblico o mettere a rischio le persone presenti in loco e il personale operativo incaricato di eseguire il distacco e per i quali sussiste formale denuncia alle autorità competenti;
- casi di stabili occupati abusivamente per i quali sussistono atti di autorità pubbliche che impediscono l'interruzione della fornitura.
- qualora i prelievi fraudolenti risultino in parte stimati, occorre specificare i criteri di stima adottati, giustificarne la validità e i risultati tramite misurazioni – per un periodo di almeno 6 mesi - su un campione rappresentativo del 10% dei prelievi oggetto di stima;
- fissa un cap all'importo riconoscibile all'impresa pari all'azzeramento della penalità complessiva sul triennio 2019-2021.
L'Autorità ha pubblicato la delibera 117/2022/R/eel con la quale perfeziona la disciplina inerente la regolazione delle perdite di energia elettrica sulle reti di trasmissione e distribuzione per il biennio 2022-2023.
In particolare, Arera conferma la volontà anticipata nel DCO 602/2021/eel di prevedere un percorso di efficientamento delle perdite commerciali rendendolo però più cautelativo, prevedendo una riduzione del 4% sia per il 2022 che per il 2023 e portando le percentuali rispettivamente al:
- 1,77% nella zona Centro per il 2022;
- 1,72% nella zona Centro per il 2023.
Viene introdotto un meccanismo di controllo sul prezzo da utilizzare per la valorizzazione del delta perdite in ciascun anno del biennio e, per il solo 2022, prevede una clausola di garanzia a tutela delle imprese distributrici che riconosca una perequazione pari al massimo fra zero e il risultato che si otterrebbe utilizzando i fattori percentuali convenzionali di perdita applicati per il triennio 2019-2021, nel caso in cui il risultato economico complessivo pari alla differenza fra il saldo di perequazione e i ricavi ottenuti dalla regolazione tariffaria dell'energia reattiva di cui al comma 24.2 del TIT sia positivo (posizione netta debitoria);
L'Autorità estende inoltre il meccanismo di riconoscimento dei prelievi fraudolenti "non recuperabili" anche agli anni 2022 e 2023.Il fattore percentuale convenzionale di perdita standard da applicare all'energia elettrica prelevata nei punti di prelievo sulle reti di bassa tensione è infine fissato, a decorrere dal 1-gen-2023, pari al 10%.
In data 31 maggio 2022 areti ha presentato all'Autorità l'istanza per il riconoscimento delle perdite di rete 2019-2021 imputabili a prelievi fraudolenti non recuperabili, ai sensi dell'art. 31 del TIV.
Continuità del servizio
Con il Testo Integrato della regolazione output-based in vigore dal 1° gennaio 2020, l'Autorità ha introdotto la possibilità per i DSO di presentare esperimenti regolatori per il miglioramento della qualità del servizio in ambiti particolarmente critici. Peculiarità di tali esperimenti è la sospensione delle penali per il periodo di sperimentazione e la loro mancata applicazione retroattiva in caso di raggiungimento dei livelli obiettivo degli indicatori di numero e di durata delle interruzioni senza preavviso, fissati dalla normativa vigente.
In tale contesto, areti ha presentato la propria proposta, declinando un percorso di miglioramento degli indicatori di qualità tecnica differente da quello definito dalla regolazione ordinaria. Tale proposta è stata approvata dall'Autorità con determina 20/2020 del 20 novembre 2020.
In estrema sintesi, il provvedimento rimanda al 2024 il calcolo dei premi e delle penali per l'intero quadriennio 2020-2023 e prevede l'attivazione di un meccanismo di premialità aggiuntivo in caso di raggiungimento del target proposto al 2023 e di conseguimento di livelli annuali effettivi migliori rispetto a quelli proposti nella sperimentazione. Due precisazioni:
- il premio complessivamente ottenuto non può essere maggiore di quello conseguibile a regolazione ordinaria;
- in caso di mancato raggiungimento dell'impegno di miglioramento indicato, areti dovrà versare le eventuali penali che avrebbe conseguito nel quadriennio, in assenza della deroga.
Quanto alla competenza 2019, sono stati resi noti con delibera 462/2020/R/eel i risultati nazionali di continuità del servizio che hanno confermato per areti una penalità di € 5,4 milioni.
Titoli di efficienza energetica e contributo tariffario riconosciuto ai distributori
Il 14 luglio 2020 è stata pubblicata la delibera 270/2020/R/efr contenente le nuove regole di definizione del contributo tariffario a copertura dei costi sostenuti dai DSO con riferimento agli obblighi derivanti dal meccanismo dei titoli di efficienza energetica. Il provvedimento conferma il valore del cap al contributo tariffario pari a 250 euro/Tee e introduce, a partire dal corrente anno d'obbligo, un corrispettivo addizionale a tale contributo, da riconoscere a ciascun distributore per ogni Tee utilizzato per ottemperare ai propri obblighi. Da un lato, l'ARERA ribadisce che ritiene il cap uno strumento necessario per limitare le variazioni dei prezzi di mercato, dall'altro, ritiene opportuno prevedere un corrispettivo addizionale a sostegno dei distributori alla luce delle perdite economiche che sono costretti a sostenere per via della scarsità di Tee disponibili. La Società in data 13 ottobre 2020 ha presentato ricorso per l'annullamento della delibera.
La delibera ha, inoltre, introdotto la possibilità di richiedere a CSEA il corrispettivo straordinario in acconto pari al 18% dell'obiettivo specifico per l'anno d'obbligo 2019, al fine di finanziare i distributori che avendo già acquisito Tee a inizio periodo, hanno poi subito gli effetti negativi delle proroghe della data di conclusione dell'anno d'obbligo disposte dal DL Rilancio (30 novembre 2020). areti ha presentato istanza il 31 agosto 2020.
A dicembre 2020, la delibera 550/2020/R/efr ha confermato il valore di 250 €/Tee per il contributo tariffario riconosciuto per l'anno d'obbligo 2019 e fissato a 4,49 €/Tee il valore del corrispettivo addizionale.
Alla luce dei prezzi in continuo rialzo anche nel corso del primo trimestre del 2021, le principali associazioni di settore hanno provveduto ad inviare una lettera al Mite al fine di sollecitare l'adozione di misure urgenti, in particolare la correzione sull'anno in corso ed il ristoro degli extra costi.
In data 31 maggio 2021 è stato pubblicato in GU il decreto del ministero della Transizione ecologica recante "Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che possono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell'energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024 (cd. certificati bianchi)".
Istruttoria conoscitiva in merito alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi nello Stato italiano
Ai sensi della delibera 58/2019/E/eel, l'Autorità ha avviato un'istruttoria conoscitiva nei confronti di Acea Energia finalizzata all'acquisizione di informazioni e dati utili in merito alla gestione le partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi.
Ai sensi della stessa delibera e nelle more della conclusione della citata istruttoria, l'Autorità ha indicato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali di procedere, in via transitoria e salvo conguaglio, alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2017, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.
Con la delibera 180/2019/C/EEL, l'Autorità ha deliberato di proporre opposizione al ricorso straordinario, proposto dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici della Repubblica di San Marino, per l'annullamento della deliberazione 670/2018/R/eel (che aggiornava le tariffe di trasmissione per l'anno 2019) e della deliberazione 58/2019/R/eel.
Nelle more della conclusione dell'istruttoria l'Autorità ha richiesto alla Cassa per i servizi energetici e ambientali di sospendere, in via transitoria e salvo conguaglio, eventuali erogazioni relative alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2018, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.
Con la delibera 491/2019/E/eel, l'Autorità ha chiuso l'istruttoria conoscitiva indicando ad Acea Energia e ad Areti le azioni da porre in essere, entro la fine del 2019. Acea Energia ha dato evidenza all'Autorità di aver adempiuto a quanto prescritto. La delibera 491/2019/E/eel, inoltre, ha dato mandato (i) a Terna, alle imprese distributrici competenti e a CSEA di effettuare i ricalcoli delle partite economiche sottese ai prelievi degli stati interclusi applicando i criteri evidenziati nelle risultanze istruttorie allegate alla medesima delibera (ii) al Direttore della Direzione Sanzioni e Impegni dell'Autorità per gli atti conseguenti alle evidenze riscontrate. A seguito di ciò, con la successiva determina 5/2020/eel ARERA ha avviato due procedimenti sanzionatori, rispettivamente nei confronti di Acea Energia ed Areti. In data 12 Giugno 2020, Acea Energia ha inviato ad ARERA la propria proposta di impegni contenente la rinuncia al credito maturato verso il sistema, il versamento di un indennizzo ad ARERA e l'obbligo di inviare una reportistica bimestrale per 10 anni.
Con delibera 262/2021 ARERA ha parzialmente modificato le modalità per effettuare le attività di ricalcolo indicate nella delibera 491/2019 e Csea ha quindi trasmesso ad Acea Energia i ricalcoli definitivi in data 12 Luglio 2021. Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 150/2022/S/eel con la quale ha dichiarato provvisoriamente ammissibile la proposta di impegni presentata da
Acea Energia. È stata pertanto avviata la fase in cui i terzi potranno presentare osservazioni e a cui Acea Energia dovrà replicare. All'esito di tale fase, ARERA pubblicherà la delibera di approvazione definitiva degli impegni chiudendo il procedimento sanzionatorio.
Con la delibera 576/2021 ARERA ha riformato la regolazione relativa alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli stati interclusi, con lo scopo di uniformarla ai principi della regolazione nazionale. In particolare, l'Autorità è intervenuta sui corrispettivi di trasmissione e trasporto, sul dispacciamento e sulla regolazione degli sbilanciamenti.
Si segnala in ultimo che l'ARERA, in data 27 luglio 2022 con Deliberazione 354/2022/S/eel "Approvazione della proposta di impegni presentata da Acea Energia S.p.A. e chiusura del relativo procedimento sanzionatorio" ha accolto gli impegni proposti da Acea Energia.
Decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito in legge 28 marzo 2022, n. 25 "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonche' per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico"
All'articolo 15-bis del c.d. DL Sostegni ter, il Governo ha introdotto una misura specifica affinché gli operatori che producono energia rinnovabile contribuiscano al contenimento del caro energia. Viene introdotto, per il periodo che intercorre tra il 1° febbraio 2022 al 31 dicembre 2022, un meccanismo di compensazione a due vie sul prezzo dell'energia elettrica immessa da alcune tipologie di impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili, con obbligo di versamento alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea).
Dal 1° febbraio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, tale meccanismo è applicato in riferimento all'energia elettrica immessa in rete dai seguenti impianti:
- impianti fotovoltaici di potenza superiore a 20 kW che beneficiano di premi fissi derivanti dal meccanismo del Conto Energia, non dipendenti dai prezzi di mercato;
- impianti di potenza superiore a 20 kW alimentati da fonte solare, idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica che non accedono a meccanismi di incentivazione, entrati in esercizio in data antecedente al 1° gennaio 2010.
I soggetti responsabili degli impianti devono versare la differenza tra un prezzo di riferimento, pari a quello indicato all'interno dello stesso decreto e un prezzo di mercato che varia a seconda dei casi. A fine giugno 2022, ARERA ha recepito l'articolo 15 bis del Sostegni ter pubblicando la delibera 266/2022/R/eel.
Regolazione Ambiente
A valle del documento di consultazione 351/2019, il 31 ottobre 2019 ARERA ha approvato la delibera 443/19 contenente il primo metodo tariffario servizio integrato di gestione dei rifiuti 2018-2021.
Con riferimento al MTR – Metodo Tariffario Rifiuti, si specifica che le nuove regole definiscono i corrispettivi TARI da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio in corso 2018-2019 e gli obblighi di comunicazione.
Come in altri settori soggetti a regolazione, nel nuovo metodo tariffario rifiuti, si fa riferimento a dati ex post e riferibili a fonti contabili certe (bilanci) relativi all'anno a-2 e applicati all'anno a (inserendo indicazioni di conguagli che permeano l'intera struttura algebrica del metodo) e non più a dati previsionali.
Nel nuovo metodo ARERA applica un approccio ibrido, mutuato dalle altre regolazioni dei servizi, quali energia elettrica e gas, con un diverso trattamento dei costi di capitale e dei costi operativi, ovverosia:
- costi di capitale riconosciuti secondo uno schema di regolazione del tipo rate of return;
- costi operativi con l'applicazione di schemi di regolazione incentivante e con la definizione di obiettivi di efficientamento su base pluriennale.
Il metodo, inoltre, come anticipato già nelle consultazioni, prevede limiti tariffari alla crescita dei ricavi oltre all' introduzione di quattro diversi schemi adottabili dagli enti locali e dai gestori, in relazione agli obiettivi di miglioramento del servizio. Il metodo regola, in particolare, le fasi del servizio integrato rifiuti così come identificate: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti.
ARERA ha, in questa prima definizione del metodo tariffario, mantenuto la struttura algebrica del metodo fissato dal DPR 158/1999, inserendo fattori tariffari corrispondenti ad ulteriori componenti addizionali per la determinazione dei corrispettivi, alcuni dei quali come segue:
- limite alla crescita complessiva delle entrate tariffarie, con l'introduzione di un fattore di limite alla variazione annuale che tenga conto, anche, del miglioramento di efficienza e del recupero di produttività;
- impostazione asimmetrica che tenga conto nella valutazione e nei calcoli delle singole componenti di costo di: 1. obiettivi di miglioramento del servizio stabiliti a livello locale e 2. eventuale ampliamento del perimetro gestionale; tali parametri determinano il posizionamento della singola gestione all'interno di una matrice tariffaria, come di seguito;
- fattore di sharing relativamente ai ricavi provenienti dalla vendita di materiale ed energia derivante da rifiuti (compreso tra 0.3 e 0.6), e relativo ai ricavi CONAI (compreso tra 0.1 e 0.4);
- introduzione di una componente a conguaglio sia relativamente ai costi variabili che fissi: definita come differenza tra le entrate relative alle componenti di costo variabile e/o fisso per l'anno a-2, come ridefinite dall'Autorità, rispetto alle entrate tariffarie computate all'anno a-2; Tale componente, nel riconoscimento dei costi efficienti 2018-2019, viene modulata attraverso un coefficiente di gradualità e prevede la corresponsione per il recupero degli eventuali scostamenti, attraverso un numero di rate, fino a 4;
introduzione di due diversi tassi di remunerazione del capitale investito netto (WACC) per il servizio del ciclo integrato dei rifiuti e un tasso di remunerazione differenziato per la valorizzazione delle immobilizzazioni in corso; Relativamente al WACC del ciclo integrato rifiuti per il periodo 2020-2021è definito pari a 6,3%; a tale valore si aggiunge una maggiorazione dell'1% a copertura degli oneri derivanti dallo sfasamento temporale tra l'anno di riconoscimento degli investimenti (a-2) e l'anno di riconoscimento tariffario (a), cosiddetto time lag.
Al fine di tener conto delle diverse condizioni territoriali di partenza, il Regolatore, come avvenuto in precedenza nel settore idrico, ha introdotto una metodologia che definisce i criteri per la quantificazione delle tariffe all'interno di una regolazione di carattere asimmetrico, dove sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari nell'ambito dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace,
a seconda dei propri obiettivi di miglioramento qualitativo e di sviluppo gestionale al momento applicabile agli operatori della prima parte della filiera del servizio rifiuti integrato, in particolare alle fasi di spazzamento e lavaggio strade e di raccolta e trasporto.
Il PEF (Piano Economico Finanziario) resta lo strumento di riferimento per la valorizzazione del ciclo integrato e per la predisposizione delle tariffe TARI e viene predisposto dal "gestore del sistema integrato rifiuti", ove fosse anche il Comune, mentre "gli operatori che gestiscono pezzi della filiera mettono a disposizione di chi redige il PEF i propri dati per la corretta elaborazione dell'intero Piano".
Relativamente al Testo Integrato TITR - 444/2019/R/rif - Disposizioni in materia di trasparenza nel servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, si specifica che tale testo definisce le disposizioni in materia di trasparenza del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati per il periodo di regolazione 1° aprile 2020
31 dicembre 2023. Nell'ambito di intervento sono ricompresi gli elementi informativi minimi da rendere disponibili da parte del gestore del ciclo integrato attraverso siti internet, gli elementi informativi minimi da includere nei documenti di riscossione (avviso di pagamento o fattura) e le comunicazioni individuali agli utenti relative a variazioni di rilievo nella gestione.
Con Delibera 138/21, ARERA ha avviato il procedimento per l'aggiornamento del MTR (cosiddetto MTR-2), che entrerà in vigore a partire dal 2022 ed in cui è presente anche l'individuazione della metodologia per la definizione delle cosiddette "tariffe al cancello", che impatterà direttamente sull'operatività di taluni impianti della Società.
Con Determina 01/DRIF/2021, l'Autorità ha, altresì, avviato una raccolta dati relativa agli impianti di trattamento della filiera dell'indifferenziato (inceneritori D10 e R1, trattamento meccanico/meccanico-biologico, discariche), cui la Società ha prontamente dato riscontro nei termini previsti.
È stato, poi, pubblicato il Documento di Consultazione 196/21 riguardante le tariffe al cancello, nel quale è stato chiarito il perimetro di regolazione previsto dall'Autorità: attualmente, pertanto, ARERA è orientata a ricomprendere tutti gli impianti che gestiscono rifiuti urbani ad eccezione di quelli "riconducibili alle filiere del riciclaggio, destinati al recupero di materia, gestiti da Consorzi di filiera (finanziati dal versamento di contributi da parte delle aziende aderenti), o da altri soggetti, con i quali i Comuni possono sottoscrivere specifiche convenzioni per la copertura degli oneri sostenuti per le raccolte differenziate dei rifiuti".
Infine, con Delibera 363/2021/R/RIF, l'Autorità ha approvato la modalità di determinazione delle entrate tariffarie per l'erogazione del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani, ovvero dei singoli servizi che lo compongono (quale quello di recupero/smaltimento, svolto direttamente dalla Società), con applicazione per le annualità del periodo 2022-2025. In tale sede, è stato approvato il cosiddetto MTR-2 (Metodo Tariffario Rifiuti per il secondo periodo regolatorio), che ha previsto la determinazione delle tariffe di accesso agli impianti di trattamento soltanto per quelli che vengono individuati come "impianti minimi" nell'ambito della pianificazione territoriale. I gestori di tali impianti minimi dovranno pertanto predisporre il Piano Economico Finanziario per il periodo 2022-2025 secondo le indicazioni previste nel predetto MTR-2.
Per ciò che concerne, invece, la pubblicazione delle quattro direttive europee si rappresenta che, le stesse, prevedono le modifiche di sei direttive europee riguardanti la materia dei rifiuti e cioè:
- la direttiva 2018/851/Ue, che modifica la c.d. direttiva madre sui rifiuti 2008/98/CE;
- la direttiva 2018/850/Ue, che modifica la direttiva discariche 1999/31/Ce;
- la direttiva 2018/852/Ue, che modifica la direttiva imballaggi 94/62/Ce;
- la direttiva 2018/849/Ue, che modifica la direttiva sui veicoli fuori uso 2000/53/Ce, la direttiva su pile e accumulatori 2006/66/Ce e la direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, c.d. RAEE 2012/19/Ue.
In estrema sintesi la novità principale che tali provvedimenti apportano alla normativa ambientale riguarda le percentuali di raccolta differenziata da raggiungere nei prossimi anni, in particolare sino al 2035 (prevedendo tuttavia degli step intermedi dal 2020 al 2030 e dal 2030 al 2035) e segnatamente:
- rifiuti solidi urbani: l'obiettivo è di riciclarne almeno il 65% entro il 2035, con tappe intermedie del 55% al 2025 e il 60% al 2030;
- imballaggi: l'obbiettivo è di riciclarne almeno il 65% al 2025 e al 70% al 2030;
- discariche: l'obiettivo è di limitare l'ingresso dei rifiuti in discarica ad un tetto massimo del 10% entro il 2035. In tal senso gli Stati membri si adoperano per garantire che, entro il 2030, tutti i rifiuti idonei al recupero o al riciclaggio, in particolare i rifiuti urbani, non siano ammessi in discarica, ad eccezioni per quei rifiuti per cui il collocamento in discarica rappresenta la migliore opzione ambientale. Sul tema delle discariche si segnala l'introduzione dell'art. 15-ter alla direttiva del 1999, il quale prevede che la Commissione adotta atti di esecuzione per stabilire il metodo da utilizzare per determinare, in loco e per tutta l'area di estensione dell'area, il coefficiente di permeabilità delle discariche. E, altresì, l'introduzione dell'art. 15-quater, il quale conferisce alla Commissione il compito di adottare atti di esecuzione per sviluppare un criterio per il campionamento
dei rifiuti (fino alla concreta emanazione di tale nuovo metodo gli Stati membri utilizzano i sistemi nazionali attualmente vigenti);
- raccolta differenziata dei rifiuti domestici: sono previste importanti novità per la raccolta differenziata di rifiuti domestici, quali rifiuti tessili, rifiuti organici e rifiuti pericolosi domestici, finora non sempre raccolti separatamente;
- misure di prevenzione della produzione dei rifiuti: nelle direttive è espressamente previsto che gli Stati membri devono adottare una serie di misure per prevenire a monte la produzione di rifiuti quali ad esempio il compostaggio domestico e l'utilizzo di materiali ottenuti con i rifiuti organici, incentivare la produzione e commercializzazione di beni e componenti adatti all'uso multiplo, prevedendo altresì incentivi finanziari in tal senso per incoraggiare tali comportamenti virtuosi.
Tali obiettivi potranno essere rivisti nel 2024 (soprattutto in considerazione della circostanza per cui, gli stessi, sono considerati eccessivamente ambiziosi per taluni Stati che ad oggi, ad esempio, ricorrono sovente all'utilizzo delle discariche ai fini dello smaltimento. In tal senso il Legislatore ha pertanto previsto che, riconoscendo le significative differenze di trattamento tra i diversi Stati, sarà possibile concedere una proroga, fino ad un massimo di 5 anni, per gli Stati che nel 2013 hanno preparato per il riutilizzo e hanno riciclato meno del 20% dei rifiuti urbani o hanno collocato in discarica oltre il 60% dei rifiuti urbani).
In ottemperanza alla soprarichiamata Legge di Delegazione Europea, sono stati approvati il D. Lgs. 116/2020 relativi a rifiuti ed imballaggi, il D. Lgs. 118/2020 relativo ai rifiuti di pile ed accumulatori (RPA) e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), il D. Lgs. 119/2020 per veicoli fuori uso ed il D. Lgs. 121/2020 relativo alle discariche.
Da ultimo su tali Delibere merita un breve passaggio la riscrittura dell'art. 6 della direttiva 98/2008/Ce relativo alla cessazione della qualifica del rifiuto (End of Waste). In particolare, il Legislatore europeo, mediante la nuova delibera di modifica, impone agli Stati membri di adottare misure appropriate per garantire che, quando una sostanza od oggetto rispetta i requisiti richiesti per l'End of Waste, questa non possa essere qualificata come rifiuto.
In particolare, è previsto che, premessa la competenza della Commissione europea sulla definizione dei criteri generali sull'applicazione uniforme delle condizioni End of Waste, a determinati tipi di rifiuti, qualora quest'ultima non procedesse in tal senso, gli Stati membri possono stabilire criteri EoW dettagliati a determinati tipi di rifiuti che devono tener conto di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana della sostanza o dell'oggetto e soddisfano i requisiti EoW previsti dalla direttiva. Tali decisioni dovranno essere notificate dallo Stato membro alla Commissione.
Non solo, la stessa delibera prevede, inoltre, che gli Stati membri possono altresì decidere caso per caso o adottare misure appropriate al fine di verificare che determinati rifiuti abbiano cessato di essere tali in base alle condizioni indicate nella direttiva, rispecchiando, ove necessario i criteri Ue dell'EoW e tenendo conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull'ambiente e sulla salute umana. Tali decisioni adottate caso per caso non devono essere notificate alla Commissione.
Da ultimo sulla materia EoW si segnala l'emendamento approvato in data 6 giugno 2019 ed inserito all'interno del Decreto c.d. Sblocca Cantieri (D.L. 32/2019, convertito con legge n. 1248). In particolare, la norma stabilisce che nelle more di adozione di uno o più decreti recanti i criteri EoW per specifiche tipologie di rifiuti, le autorizzazioni ordinarie per gli impianti di recupero rifiuti devono essere concesse sulla base dei criteri indicati nei provvedimenti che disciplinano il recupero semplificato dei rifiuti (Dm 5 febbraio 1998, Dm 161/2002 e Dm 269/2005) "per i parametri ivi indicati per i parametri relativi a tipologia, provenienza e caratteristiche dei rifiuti, attività di recupero e caratteristiche di quanto ottenuto da tali attività". Le autorizzazioni ordinarie devono invece individuare le condizioni e le prescrizioni necessarie "per quanto riguarda le quantità di rifiuti ammissibili nell'impianto e da sottoporre alle operazioni di recupero".
Il Ministero dell'ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) viene autorizzato ad emanare "con decreto non avente natura regolamentare", apposite linee guida per l'applicazione uniforme sul territorio nazionale della disciplina.
Scenario di riferimento per gli aspetti ESG (environmental, social, governance)
Lo sviluppo sostenibile
Il 2021 è stato l'anno di avvio del rilancio dei sistemi economico-produttivi, della ripresa delle relazioni sociali verso la "nuova normalità" che segue la discontinuità generata dalla crisi sanitaria. L'emergenza pandemica si è unita alla crisi climatico-ambientale, in un rapporto reciproco di cause ed effetti, con ricadute sul contesto sociale che ancora oggi condizionano lo scenario di sostenibilità futuro. È stato anche caratterizzato dall'attenta gestione dell'emergenza pandemica attraverso le campagne vaccinali, la conferma del remote working, l'introduzione di sistemi di prevenzione e monitoraggio della popolazione funzionali a garantire le migliori condizioni di sicurezza durante la ripresa delle attività lavorative e sociali. È stato anche l'anno in cui si sono evidenziate nuove criticità sia sanitarie, con la diffusione di nuove varianti del Covid, sia sociali, con l'innalzamento dei prezzi energetici, dovuti al costo del gas, sia ambientali, con la registrazione dell'aumento dei livelli di emissioni climalteranti. Il 2022 è l'anno del conflitto tra Russia e Ucraina che ha generato gravi ripercussioni non solo a livello umanitario, ma anche a livello economico, impattando notevolmente sui mercati finanziari globali. Nel Paese, il rapporto Asvis indica i progressi verso uno sviluppo sostenibile ancora altalenanti, pur a fronte di alcune importanti iniziative, quali il progetto di integrazione della tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni, nei principi fondamentali della Costituzione e la disciplina a livello nazionale della parità retributiva di genere. In tale contesto, le imprese di servizi essenziali, prossime alle dinamiche vissute dal territorio, avvertono le sollecitazioni e le suggestioni che provengono dai framework regolamentari, come la Tassonomia ambientale europea, e manageriali, con la diffusione di concetti quali lo stakeholder capitalism o il "successo sostenibile" per le imprese quotate.
La legislazione nei mercati di riferimento, a livello locale, nazionale e sovra-nazionale
Il contesto normativo di riferimento per il Gruppo Acea è ampio ed articolato in funzione della specificità dei business gestiti e della varietà degli ambiti su cui intervengono le discipline normative e regolatorie che incidono sull'operatività aziendale, dai profili amministrativi autorizzativi a quelli di tutela del mercato e della concorrenza. A tali aspetti si aggiunge la peculiarità della natura di Società quotata, con i relativi impatti normativi, ad esempio in termini di disciplina delle comunicazioni al mercato. Lo scenario normativo, pertanto, viene analizzato in ottica multidisciplinare, effettuando una ricognizione circolare ed un'analisi interpretativa continua, al fine di segnalare sviluppi di particolare rilevanza, individuando e valutando rischi e opportunità su strategia e gestione operativa.
Tra i temi di rilievo si evidenziano le misure introdotte dal D. L 77/2021, c.d. "decreto Semplificazioni bis" recante "governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure" convertito dalla L. 108/2021. Si tratta di un pacchetto di riforme strutturali ed investimenti per il periodo 2021-2026 volte a velocizzare l'attuazione delle opere previste dal Recovery Plan, rafforzando le strutture amministrative, snellendo le procedure e disciplinando la relativa governance.
Il citato Decreto apporta novità anche in materia di appalti pubblici in quanto le disposizioni non incidono esclusivamente sul quadro normativo ordinario dei contratti pubblici (Codice dei contratti pubblici, D. Lgs. 50/2016), ma vanno a modificare anche le normative emergenziali di deroga come lo "Sblocca-cantieri" (D. L. 32/2019) e il "Decreto Semplificazioni" (D. L. 76/2020), nato per rispondere alla crisi pandemica. Particolare attenzione è posta, infine, al D. L. 2469 "Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021", con disposizioni volte a promuovere lo sviluppo della concorrenza, rimuovere gli ostacoli regolatori all'apertura dei mercati e garantire la tutela dei consumatori.
Gli impatti ambientali ed energetici
L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo, e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi. Nonostante l'adozione a livello globale di periodi di fermo o rallentamento delle attività economiche per limitare la diffusione del Covid-19, il giorno dell'Overshoot Day, in cui la Terra esaurisce le sue risorse rinnovabili disponibili per l'anno in corso, nel 2021 è arrivato il 29 luglio, come nel 2019, a fronte di un ritardo del 2020 (22 agosto). A livello nazionale tale limite è stato raggiunto il 13 maggio 2021, in anticipo di un giorno rispetto all'anno precedente.
Le prospettive ambientali globali sono state l'oggetto della COP26 di Glasgow. In tale consesso, in cui l'Italia ha assunto un ruolo di guida e co-leadership, sono stati affrontati temi critici e assunte importanti decisioni. I 196 Paesi aderenti alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, sebbene con esiti inferiori alle attese, hanno condiviso importanti obiettivi, come il mantenimento della temperatura entro 1,5° rispetto al periodo preindustriale, impegni nuovi e vincolanti verso la decarbonizzazione, il blocco della deforestazione entro il 2030 e la riduzione delle perdite di metano del 30%. È stato altresì deciso di raddoppiare i fondi internazionali per le azioni di adattamento, specie nei Paesi più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici, ed approvato un programma di lavoro per definire il "Global Goal on Adaptation", che identificherà gli indicatori per monitorare le azioni di adattamento dei Paesi. L'Unione Europea ha proseguito i lavori per disciplinare, tramite il Regolamento 852/2020, la Tassonomia delle attività eco-compatibili con lo scopo di guidare gli investimenti privati verso la promozione di un'economia ambientalmente sostenibile.
Nel 2022 sono continuati i lavori della Taskforce on climate-related financial disclosure (di seguito TCFD), che promuove la rendicontazione, da parte delle imprese, dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici e la descrizione degli impatti che questi generano sull'azienda, al fine di rispondere alle aspettative e alle esigenze degli investitori. Di particolare importanza, in questo ambito, le analisi di scenario che le imprese sono chiamate a svolgere per valutare gli impatti futuri che i rischi/opportunità climaterelated generano sul business.
Cambiamento climatico
La sensibilità all'evolversi del cambiamento climatico ed ai suoi effetti sui business gestiti è tema ormai consolidato a livello internazionale che si riflette anche in una maggiore richiesta di informativa nella relazione finanziaria annuale. Sebbene non esista un principio contabile internazionale che disciplini come gli impatti del cambiamento climatico siano da considerare nella predisposizione del bilancio, lo IASB ha emesso taluni documenti per supportare gli IFRS-Adopter nel soddisfare tale richiesta di informativa delle parti interessate. Parimenti, ESMA, nelle sue European Common Enforcement Priorities del 29 ottobre 2021, ha evidenziato che gli emittenti debbano considerare nella preparazione dei bilanci IFRS i rischi climatici nella misura in cui i medesimi siano rilevanti a prescindere dal fatto che detti rischi siano o meno esplicitamente previsti dagli standard contabili di riferimento.
Il Gruppo Acea descrive le proprie considerazioni in merito alle azioni riconducibili alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico così come all'adattamento al cambiamento climatico nella dichiarazione non finanziaria. In tale ambito, considerando i settori di attività in cui opera il Gruppo per il tramite delle sue partecipate, il Gruppo Acea, nel proseguire la definizione di aggiornati piani futuri ad oggi in corso di sviluppo e predisposizione, ha identificato taluni rischi derivanti dall'attuale processo di mitigazione ed adattamento.
Di seguito si fornisce una sintesi delle considerazioni svolte dal management con riferimento agli aspetti ritenuti rilevanti ai fini della predisposizione del bilancio nei settori di attività in cui si opera.
Con riferimento al breve periodo il management non rileva impatti specifici di rilevante entità derivanti da rischi legati al clima, da considerare nell'applicazione dei principi contabili. Il Gruppo in tutti i settori di attività serviti persegue l'eccellenza dell'erogazione del servizio; questo comporta un costante impegno nello sviluppo di infrastrutture adeguate e nell'evoluzione della gestione delle
medesime, con applicazione di innovazione tecnologica e digitalizzazione, nonché nella preservazione e tutela della risorsa idrica, nello sviluppo di capacità di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, nell'efficientamento energetico dei processi produttivi, nel perseguimento di un approccio all'economia circolare e nell'espletamento dei controlli riguardo le commodity fornite alla clientela. Con riferimento al medio-lungo periodo il management, nel proseguire la definizione di aggiornati piani di sviluppo ad oggi in corso di predisposizione, non ravvede ulteriori considerazioni specifiche da fattorizzare nell'applicazione dei principi contabili per la predisposizione di bilancio.
Si segnala che la valutazione e, più specificamente, la quantificazione dei rischi legati al clima, richiede l'applicazione di analisi di scenario climatico - attività che il Gruppo ha avviato – ed è tuttavia esposta anche ad assunzioni su sviluppi futuri altamente incerti, come futuri sviluppi tecnologici, azioni del governo o ancora evoluzioni di equilibri politici internazionali.
Per i principali settori in cui il Gruppo opera, gli effetti principali derivanti dal cambiamento climatico sono stati identificati nella necessità di proseguire negli investimenti nelle infrastrutture per prevenire e/o mitigare gli impatti derivanti prevalentemente dai rischi fisici.
Il management ha valutato che tali investimenti non riducono o modificano l'aspettativa con riferimento ai benefici economici connessi all'utilizzo delle attività iscritte tra le immobilizzazioni materiali in quanto gli stessi sono investimenti con rilevanza regolatoria e dunque soggetti a meccanismi di ristoro specifici. Pertanto, non si è resa necessaria la rivisitazione critica della vita utile delle immobilizzazioni in bilancio.
Con specifico riferimento alla vendita di commodity, il Gruppo monitora come potenziale effetto derivante dal rischio reputazionale la vita utile della customer base e delle valutazioni di bilancio ad essa correlate.
Con riferimento all'esistenza di rischi di impairment delle attività, il management ha considerato che, sebbene le azioni di mitigazione/adattamento del rischio climatico comportino la necessità di pianificare la manutenzione/evoluzione degli impianti per garantire la qualità del servizio, la sicurezza degli asset gestiti ed il mantenimento delle prestazioni degli stessi - queste attività comunque sono considerate nell'ambito della previsione dei flussi di cassa utilizzati alla base della determinazione del value in use.
Si evidenzia infine che la legislazione introdotta in risposta ai cambiamenti climatici potrebbe dar luogo a nuovi obblighi che prima non esistevano.
L'andamento dei costi di acquisto delle materie prime insieme a quello dei derivati di copertura richiede un'attenta politica di monitoraggio dei fabbisogni e della copertura dei prezzi. L'andamento del costo delle commodity in derivazione degli effetti del cambiamento climatico potrebbe rendere onerosi taluni contratti di vendita. Inoltre, l'indisponibilità delle materie prime potrebbe rendere inefficaci coperture di flussi di cassa derivanti da transazioni future altamente probabili.
Infine, con particolare riferimento ai settori regolati, la presenza di rischi fisici cronici potrebbe portare ad una riduzione della qualità del servizio con conseguente sorgere di passività per penalità.
Il conflittto Russia -Ucraina
Il conflitto tra Russia e Ucraina ha generato gravi ripercussioni non solo a livello umanitario, ma anche a livello economico, impattando notevolmente sui mercati finanziari globali. Le conseguenti sanzioni imposte dai governi di tutto il mondo all'economia russa e le contromisure adottate da quest'ultima hanno contribuito alla forte spinta in rialzo dei prezzi delle materie prime (con particolare riferimento all'energia, ai metalli e ai beni agricoli) e a disagi significativi nelle attività di scambio commerciale a livello internazionale. Il notevole incremento inflazionistico generato dal conflitto porta a considerare un probabile cambiamento nella politica monetaria delle principali banche centrali mondiali verso una maggiore restrittività e austerità, come effettuato dalla BCE in relazione all'incremento dei tassi di interesse e all'acquisto del debito pubblico degli Stati Membri. Questo cambio di rotta genera inevitabilmente un aumento dei tassi di interesse finanziari, per conseguentemente impattare l'economia reale, gli investimenti perpetrati dalle singole imprese, il livello di produzione delle stesse e il tasso di occupazione.
È quindi chiaro che gli effetti del conflitto sulle condizioni economico-finanziarie mondiali non sono riscontrabili esclusivamente in quelle società i cui investimenti o attività operative risultano principalmente localizzati in Russia, Bielorussia e/o Ucraina o che intrattengono relazioni commerciali con società terze operanti nei medesimi paesi, ma la totalità delle aziende, trovandosi quest'ultime in un ambiente economico-finanziario fortemente indebolito con tassi di interesse in rialzo.
È necessario evidenziare che a tal proposito il Public Statement dell'ESMA del 13 maggio 2022, ripreso dal Richiamo di attenzione n.3/22 emesso dalla Consob il successivo 19 maggio, tratta gli effetti dell'invasione russa dell'Ucraina sulle rendicontazioni finanziarie semestrali 2022 redatte seguendo il principio IAS34. Lo Statement ha quindi l'obiettivo di fornire agli organi di amministrazione e controllo delle società regolate una serie di raccomandazioni in merito al processo di produzione dell'informativa di bilancio, con particolare enfasi sui controlli necessari per verificare eventuali riduzioni di valore (impairment test) delle attività non finanziarie.
Lo Statement sottolinea che il cambio di approccio strategico, commerciale e finanziario delle aziende successivo al conflitto ha incrementato notevolmente il rischio di impatti significativi su valore contabile delle attività e passività di bilancio. Lo Statement suggerisce quindi di rivedere ed eventualmente aggiornare le considerazioni fatte per i bilanci di fine anno, in particolare le assunzioni e le ipotesi alla base del calcolo dei flussi prospettici e degli altri elementi che concorrono alla stima del valore recuperabile.
L'ESMA ricorda poi che al fine di valutare l'esistenza di possibili indicazioni di riduzione di valore delle attività non finanziarie ricomprese nello scope dello IAS 36 (Impairment Testing), è necessario considerare tutte le fonti informative, sia di natura esterna che interna, per valutare se gli effetti dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia rappresentino possibili indicazioni di riduzione di valore delle stesse attività. Lo Statement sottolinea inoltre che il notevole aumento del livello generale di incertezza causato dal conflitto richiede di valutare attentamente (nel contesto di stima del valore recuperabile attraverso il metodo del Value in Use) i dati finanziari previsionali utilizzati. A tal fine, L'ESMA ritiene che, a seconda del tipo di attività da controllare e del relativo livello di rischio, può essere necessario sviluppare scenari multipli attorno ai dati previsionali considerati, supportati da parametri e input di stima ragionevoli e
realistici. Sempre in tal senso, dovrà comunque esserci consistenza tra i dati previsionali utilizzati e le assunzioni associate agli stessi per i controlli di valore, nonché tra le scelte e i piani strategici formulati dalle imprese successivamente al conflitto.
Con riferimento al tasso di sconto utilizzato per la stima del valore recuperabile, lo Statement sottolinea e ricorda che lo stesso dovrà riflettere le attuali condizioni di mercato e le caratteristiche di rischio specifico associate alle specifiche attività oggetto di impairment test (escludendo il rischio delle attività già riflesso nei flussi previsionali). Lo Statement sottolinea infine che i rischi associati ai fenomeni di aumento dei tassi di interesse di mercato e del tasso di inflazione potrebbero aver un impatto anche sul tasso di sconto da utilizzare ai fini della stima del valore recuperabile delle attività per riflettere gli stessi fenomeni, a meno che gli stessi rischi non siano già riflessi nel calcolo dei flussi previsionali utilizzati.
Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica
In Acea, la Funzione Technology & Solutions, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, ha il compito di assicurare un modello di innovazione di Gruppo, tramite l'adozione di processi e approcci tipici dell'open innovation, con il coinvolgimento degli stakeholder di riferimento interni ed esterni secondo quanto definito dal Piano Industriale. La ricerca di soluzioni innovative utili a traguardare obiettivi di lungo periodo per un'economia decarbonizzata e per infrastrutture smart urbane, continuano ad essere un tema centrale nello scenario tecnologico generale. In tale contesto è da segnalare la partecipazione di Acea a Zero Accelerator, nato dalla collaborazione di importanti operatori, per supportare startup e PMI innovative impegnate su riduzione emissioni climalteranti, ottimizzazione del ciclo dei rifiuti ecc., e alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma, primo living lab permanente per delle idee della futura Roma Smart City. Le reti di collaborazioni e lo sviluppo di partnership per esplorare soluzioni innovative, opportunità di business e tecnologiche e attrarre talenti rappresentano un driver focale per il posizionamento di Acea nell'ecosistema dell'innovazione. A tale fine ha aderito ad iniziative quali InnovUp (ex Italia Startup), SEP (Startup Europe Partnership), il programma di Open Innovation che mette in contatto le Scaleup europee con le Corporate, e Open Italy. Acea si confronta anche con il mondo accademico e con specifici Osservatori, come quello sulla Digital Innovation, sulla Startup Intelligence e sulla Space Economy tutti afferenti il Politecnico di Milano. Le aree industriali del Gruppo sono impegnate nell'individuazione di approcci innovativi e tecnologici per migliorare processi industriali in ottica di sostenibilità sociale e ambientale. Tale impegno è riconosciuto anche in sede europea, basti pensare all'accesso a programmi di finanziamento HORIZON 2020 già per il progetto Platone, in area reti elettriche, per sviluppare soluzioni tecnologiche d'avanguardia in grado di abilitare i meccanismi di flessibilità energetica e nel progetto PROMISCES finalizzato alla rimozione di sostanze molto persistenti nel sistema suolo-sedimenti-acqua, mobili e potenzialmente tossiche (identificate all'interno del Regolamento Europeo REACH) e contribuire all'obiettivo dell'inquinamento zero e migliorare la protezione della salute umana.
Lo sviluppo del personale
Le persone rappresentano per ogni organizzazione un asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale in trasformazione. Nel periodo in cui la pandemia ha continuato a rappresentare la sfida più complessa, l'impegno costante delle persone ha permesso al Gruppo di gestire con eccellenza i propri servizi, dando continuità al business senza alcuna interruzione ed in totale sicurezza. Acea presta ascolto alle esigenze delle proprie persone ed elabora una People Strategy declinata in progetti e iniziative che, valorizzando i principali asset del Piano Industriale, risponde ai bisogni di innovazione tecnologica, cultura aziendale, analisi e monitoraggio dei dati, valorizzazione delle competenze e sviluppo del benessere. Il tema della Diversity & Inclusion ha assunto sempre più importanza per le organizzazioni e Acea promuove una maggiore sensibilità a tutti i livelli organizzativi attraverso progetti, iniziative e strumenti per l'integrazione di questi temi nel modus operandi dell'Azienda e dei propri stakeholder di riferimento: è stato definito un Piano Diversity & inclusion e una Dashboard sulla people strategy. Tramite la formazione, leva principale di crescita delle persone, Acea valorizza le capacità e i talenti di ciascuno e incrementa sempre di più le competenze manageriali e digitali. La cura del benessere delle persone rientra nella consapevolezza delle responsabilità dell'Azienda verso i dipendenti, soprattutto in contesti, come quelli ancora in corso, di particolare emergenza sanitaria e sociale. Con riferimento a ciò, in Acea è sviluppato un sistema integrato di welfare aziendale, fondato sull'ascolto dei dipendenti e dei loro fabbisogni e declinato in sei ambiti: salute, benessere psicofisico, famiglia, misure di conciliazione, misure di sostegno al reddito e previdenza complementare.
La gestione sostenibile della catena di fornitura
Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori. Nell'affrontare tale percorso, in tema di green procurement, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche aspetti premianti, non obbligatori. Per il monitoraggio della catena di fornitura, Acea ha continuato a sviluppare il sistema di Vendor Rating di Gruppo volto ad analizzare, valutare e monitorare le performance dei fornitori di beni, servizi e lavori per incrementare la qualità delle prestazioni rese. Ciascuna impresa può contribuire a promuovere la sostenibilità lungo la catena di fornitura, a tal fine Acea ha intrapreso una collaborazione con Ecovadis, per effettuare l'assessment delle performance su specifici criteri di sostenibilità dei propri partner, con la prospettiva di integrare l'indicatore di sostenibilità nell'ambito del modello di Vendor Rating.
La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
La sicurezza vista come strategia, e non solo come compliance, si basa sulla volontà di incidere sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità dei dipendenti e sulla possibilità di misurare e monitorare i risultati. A tale fine Acea realizza
campagne di sensibilizzazione sul tema ed ha adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento sui temi della sicurezza riguardano anche gli appaltatori e sub appaltatori del Gruppo, partner fondamentali per la realizzazione dei business. Acea promuove una partecipazione attiva all'analisi dell'andamento degli indicatori; tale aspetto è spesso considerato rivelatore del livello di maturità della cultura della sicurezza e della cultura del miglioramento in un'organizzazione. All'interno del Gruppo è attivo un Comitato di Coordinamento RSPP con l'obiettivo di condividere i risultati delle prestazioni di sicurezza, mettere a fattor comune esperienze, buone pratiche e soluzioni sostenibili ai fini della prevenzione del fenomeno infortunistico in azienda. La sicurezza è al centro di numerose sperimentazioni di innovazione. Anche nel corso del primo semestre 2022 sono proseguiti progetti volti a rendere sempre più sicura l'operatività sul campo, come lo sviluppo di dispositivi di protezione individuale dotati di sensori in grado di segnalare il corretto equipaggiamento (Smart DPI). Nell'anno è continuato il pieno presidio alla prevenzione e protezione dal rischio di contagio da Covid-19.
Aree Industriali
La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni Corporate e in sette aree industriali: Idrico, Infrastrutture Energetiche, Generazione, Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi.
Andamento delle Aree di attività
Risultati economici per area di attività
La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di ACEA oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.
| €milioni 30/06/2022 |
Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Infrastrutture Energetiche |
Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 172 | 1.341 | 44 | 678 | 92 | 280 | 24 | 0 | 304 | 58 | 70 | (395) | 2.364 |
| Costi | 114 | 1.302 | 29 | 325 | 40 | 99 | 25 | 0 | 123 | 53 | 91 | (395) | 1.681 |
| Margine Operativo Lordo |
58 | 38 | 15 | 354 | 52 | 182 (0) | 0 | 181 | 5 | (21) | 0 | 682 | |
| Ammortamenti e perdite di valore |
20 | 32 | 6 | 181 | 9 | 66 | 1 | 0 | 67 | 4 | 15 | 0 | 334 |
| Risultato Operativo | 38 | 7 | 9 | 173 | 43 | 115 (1) | 0 | 114 | 1 | (36) | 0 | 348 | |
| Investimenti | 18 | 21 | 2 | 260 | 19 | 135 | 1 | 0 | 136 | 2 | 13 | 0 | 470 |
Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria), consolidate con il metodo del patrimonio netto, nonché i risultati delle partecipazioni operanti nella distribuzione del gas in Abruzzo.
| €milioni 30/06/2021 |
Ambiente | Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Infrastrutture Energetiche |
Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 110 | 877 | 39 | 637 | 56 | 289 | 17 | 0 | 306 | 62 | 65 | (298) | 1.854 |
| Costi | 79 | 837 | 25 | 311 | 20 | 105 | 19 | 0 | 125 | 53 | 83 | (298) | 1.235 |
| Margine Operativo Lordo |
31 | 40 | 14 | 326 | 35 | 184 (2) | 0 | 182 | 9 | (18) | 0 | 619 | |
| Ammortamenti e perdite di valore |
14 | 32 | 6 | 159 | 14 | 69 | 1 | 0 | 70 | 3 | 11 | 0 | 309 |
| Risultato Operativo | 17 | 8 | 8 | 167 | 22 | 115 (3) | 0 | 112 | 6 | (30) | 0 | 310 | |
| Investimenti | 15 | 36 | 3 | 247 | 22 | 137 | 2 | 0 | 139 | 3 | 16 | 0 | 482 |
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Conferimenti a WTE | KTon | 197 | 211 | (14) | (7%) |
| Rifiuti in Discarica | KTon | 29 | 20 | 9 | 44% |
| Conferimenti in Impianti di Compostaggio KTon | 96 | 98 | (2) | (2%) | |
| Conferimenti in Impianti di Selezione | KTon | 103 | 119 | (15) | (13%) |
| Rifiuti intermediati | KTon | 83 | 80 | 3 | 3% |
| Liquidi trattati presso Impianti | KTon | 178 | 236 | (59) | (25%) |
| Conferimenti M&A | KTon | 182 | 0 | 182 | n.s. |
| Energia Elettrica ceduta netta | GWh | 167 | 164 | 4 | 2% |
| Rifiuti prodotti | KTon | 225 | 95 | 129 | n.s. |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 171,9 | 109,9 | 62,0 | 56,5% |
| Costi | 113,6 | 79,2 | 34,4 | 43,5% |
| Margine Operativo Lordo | 58,3 | 30,7 | 27,6 | 90,1% |
| Risultato Operativo | 38,4 | 16,5 | 21,9 | 132,5% |
| Dipendenti Medi | 778 | 590 | 187 | 31,7% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 18,5 | 36,1 | (17,6) | (48,8%) | 14,8 | 3,7 | 24,8% |
| Posizione Finanziaria Netta | 335,5 | 320,1 | 15,3 | 4,8% | 283,9 | 51,6 | 18,2% |
| Margine Operativo Lordo (EBITDA) € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Ambiente | 58,3 | 30,7 | 27,6 | 90,1% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Peso percentuale | 8,5% | 5,0% | 3,6 pp |
Ambiente chiude il primo semestre del 2022 con un livello di EBITDA pari a € 58,3 milioni in crescita di € 27,6 milioni (+ 90,1%). L'incremento registrato è imputabile in parte alla variazione di perimetro (+ € 7,6 milioni) in prevalenza imputabile al consolidamento del Gruppo Deco (+ € 6,0 milioni) e Meg (+ € 1,2 milioni) acquisite a fine 2021 e in parte all'incremento registrato da Acea Ambiente (+ € 23,3 milioni) come conseguenza dei maggiori margini generati dalla cessione di energia elettrica derivante dall'effetto positivo sui prezzi di vendita, in prevalenza degli impianti di San Vittore e Terni e soprattutto dalla vendita dei diritti CO2 a seguito della delibera n. 66/22 con la quale il Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto, ha disposto nei confronti dell'Impianto UL1 di Terni l'esonero dall'obbligo di acquisto di quote di CO2 con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021 con la conseguenza che si è proceduto alla vendita delle quote EUA relative all'annualità 2021 per un ammontare complessivo di € 11,1 milioni. Alla variazione concorre anche la riduzione fatta registrare da Demap per € 2,3 milioni dovuta ai minori ricavi generati dalle ridotte quantità ingressate in stabilimento e ai maggiori costi come conseguenza diretta degli effetti generati dall'incendio avvenuto alla fine del 2021. Infine si segnala che Berg registra un minore margine sul trattamento dei liquidi per € 0,9 milioni.
L'organico medio al 30 Giugno 2022 si attesta a 778 unità e risulta in aumento di 187 unità rispetto al 30 Giugno 2021, principalmente imputabile alla variazione dell'aera di consolidamento (+ 168 unità) e in via residuale a Acea Ambiente (+ 24 unità).
Gli investimenti dell'Area si attestano a € 18,5 milioni (+ € 3,7 milioni rispetto al 30 Giugno 2021) e si riferiscono in prevalenza ad investimenti effettuati da Acea Ambiente per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima. Contribuiscono inoltre alla variazione in aumento gli investimenti realizzati da Cavallari per € 1,4 milioni per l'acquisto di un capannone industriale ed un trituratore nonché la variazione di perimetro per € 2,6 milioni. Tali incrementi sono in parte compensati dai minori investimenti registrati da Berg (- € 1,3 milioni) per i maggiori investimenti eseguiti nel corso del 2021 inerenti la realizzazione di un concentratore e per Ferrocart (- € 0,7 milioni).
La posizione finanziaria netta si attesta ad € 335,5 milioni in aumento rispetto al 31 Dicembre 2021 di € 15,3 milioni e di € 51,6 milioni rispetto al 30 Giugno 2021. Le variazioni sono imputabili in prevalenza alle dinamiche di cash flow operativo e rispetto al 30 Giugno 2021 risentono degli effetti derivanti dalle operazioni di acquisto partecipazioni effettuate da Acea Ambiente che registra un peggioramento della posizione finanziaria netta per € 77,6 milioni compensato in parte dall'effetto positivo derivante dalla variazione di perimetro (€ 14,7 milioni) con particolare riferimento ad Ecologica Sangro che contribuisce positivamente per € 21,7 milioni.
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Con riferimento alle singole unità locali si segnala che:
Terni (UL1): durante il primo semestre 2022, la pianificazione contrattuale per conferimenti del rifiuto scarti di pulper ha garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero periodo. Si segnala che, con delibera n. 66/22 del 24 marzo 2022, il Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto ha disposto la revoca dell'autorizzazione ad emettere gas per l'impianto (numero di autorizzazione 1711) con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021. Pertanto, la Società ha provveduto alla vendita di tutte le quote CO2 di competenza dell'esercizio 2021 già accreditate sul conto proprietà della Società e pari ad un totale di 128.858 nonché quelle opzionate per l'esercizio 2022 pari a 30.000.
Paliano (UL2): in esecuzione all'autorizzazione paesaggistica per la demolizione dell'impianto di depurazione e delle vasche interrate rilasciata dal Comune di Anagni, nel mese di settembre 2020, nonchè a seguito dell'aggiornamento del progetto esecutivo autorizzato dal Comune di Anagni con Determinazione n. 1003 del 16 settembre 2020, in data 26 aprile 2021, sono ripresi i lavori per la demolizione dell'impianto di depurazione, delle vasche interrate e dell'ex fabbricato di produzione di acqua mineralizzata. Nel mese di dicembre 2021, l'ARPA Lazio ha trasmesso la relazione tecnica di sopralluogo e campionamento redatta dagli stessi tecnici ARPA a seguito delle attività di campionamento in contradditorio per i quali sono in corso i necessari approfondimenti con i Tecnici consulenti incaricati, al fine di predisporre ed inviare le eventuali osservazioni in merito. Si rimane in attesa della convocazione, da parte del Ministero della Transizione Ecologica, della conferenza di servizi per l'approvazione dell'Analisi di rischio già trasmessa agli Enti. I lavori si sono conclusi, con specifico provvedimento di chiusura lavori da parte del Direttore Lavori in data 25 febbraio 2022.
San Vittore del Lazio (UL3): l'impianto di termovalorizzazione è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed in particolare da CSS (Combustibile Solido Secondario) prodotto dal trattamento dei rifiuti urbani provenienti dal territorio della Regione Lazio. L'impianto di San Vittore del Lazio è oggi l'unico impianto di termovalorizzazione su scala regionale e rappresenta un terminale strategico per la filiera rifiuti.
Nel corso del semestre, le linee 1, 2 e 3 dell'impianto hanno garantito un esercizio regolare in termini di ore di funzionamento.
In riferimento all'attività di smaltimento/recupero dei rifiuti prodotti nel processo di termovalorizzazione, la Società ha sottoscritto, anche per l'anno in corso, i relativi contratti di conferimento che garantiscono l'esercizio delle tre linee in continuo. Le prestazioni attese dell'impianto nel periodo di riferimento, sia per quanto concerne le attività di trattamento rifiuti, che per quanto concerne la produzione di energia elettrica, hanno risentito delle condizioni meteorologiche avverse registrate nel primo bimestre dell'anno unitamente ad interventi pianificati in relazione al gruppo turboalternatore della linea 2 nonché a miglioramenti di performance della linea 1.
Da marzo 2020 a tutt'oggi, in ragione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, con ordinanza n. Z00015 del 25 Marzo 2020, la Regione Lazio ha prescritto ad Acea Ambiente, relativamente all'impianto in questione, di accettare in ingresso e di avviare a combustione nelle linee 2 e 3, unitamente al CSS, rifiuti urbani indifferenziati provenienti da abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone per SARS-Cov-2 in isolamento o in quarantena obbligatoria.
Per l'avvio delle attività ordinate dalla Regione Lazio, sono stati predisposti specifici contratti commerciali con i soggetti conferitori e sono state elaborate procedure specifiche per la gestione delle operazioni di ricezione, stoccaggio e alimentazione dei rifiuti contaminati da COVID -19 da avviare a termodistruzione.
A seguito della presentazione, in data 7 agosto 2020, dell'istanza di autorizzazione per la realizzazione della quarta linea, si sono tenute, nelle date del 1° luglio 2021, del 25 ottobre 2021, del 10 gennaio 2022 e del 24 gennaio 2022 altrettante sedute della Conferenza di Servizi. L'ultima seduta si è conclusa con l'espressione della compatibilità ambientale con prescrizioni del progetto, rimandando al successivo provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale oggetto di specifica Determinazione Dirigenziale, non ancora emesso.
Orvieto (UL4): con la Deliberazione della Giunta della Regione Umbria n.2 del 5 gennaio 2022– "Discariche strategiche regionali; fabbisogno di smaltimento e specificazioni tecniche e gestionali per il razionale utilizzo. Linee di Indirizzo in attesa dell'approvazione del Piano di Gestione Integrata dei Rifiuti" è stata statuito che, stante una volumetria complessiva massima prevista di ampliamento delle tre discariche regionali, la Discarica di Orvieto viene considerata ampliabile in via residuale rispetto a quelli siti in Belladanza e Borgogiglione. A questa delibera si è dato immediatamente riscontro contestandone il contenuto e procedendo in data 1° febbraio 2022 all'istanza di ampliamento, cui è seguita comunicazione di non procedibilità dell'istanza ai sensi della delibera 2/2022 da parte della Regione. Tale delibera è stata impugnata nel mese di febbraio 2022 presso il Tar Umbria. Si sono susseguiti ulteriori scambi di note nonché un incontro in Regione nell'ambito del tavolo tecnico istituito sempre dalla delibera 2/2022. Per completare la programmazione per tutta l'annualità 2022, con nota prot. 5172 del 1° giugno 2022, l'AURI ha richiesto ai gestori informazioni aggiornate relative ai fabbisogni di trattamento e smaltimento nei territori di riferimento.
Proprio a seguito delle continue interlocuzioni con AURI e Regione, il blocco dei conferimenti dei rifiuti provenienti da extra ambito era stato dapprima traslato alla data del 30 giugno 2022 e successivamente, all'atto della programmazione del secondo semestre 2022, eliminato garantendo gli stessi flussi autorizzati per il primo semestre. Con Delibera del Consiglio Direttivo AURI n. 32 del 28 giugno 2022 sono stati deliberati quindi i flussi per l'intera annualità 2022.
Si segnala infine che con deliberazione n. 600 del 15 giugno 2022 la Giunta della Regione Umbria ha preadottato, la Proposta di Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti (PRGR). Nelle intenzioni della Regione si dovrà realizzare l'approvazione del piano entro il 2022.
Resta, inoltre, ancora da definire il sistema tariffario applicabile per il 2022 in considerazione delle incertezze legate al sistema di regolazione gestito da ARERA. Proprio sul tema la Regione Umbria ha emanato la DGR n. 375 del 27 aprile 2022 con individuazione degli impianti necessari per la chiusura del ciclo dei rifiuti. In particolare, gli impianti di Orvieto sono stati individuati come "minimi" per l'impianto TMB, parte del compostaggio, parte della discarica; aggiuntivi (ossia a mercato) per le restanti volumetrie non vincolate. In conseguenza della suddetta DGR, AURI, quale soggetto deputato alla ricezione e trasmissione dei PEF, con nota prot. 5514 del 17 giugno 2022 ha richiesto l'invio dei piani finanziari entro 3 settimane e convocato un incontro in data 28 giugno 2022. Sono attualmente in corso le valutazioni e le elaborazioni numeriche per la predisposizione del PEF così come richiesto nei meccanismi ARERA. PEF che saranno oggetto sicuramente di analisi preliminare essendo il primo anno di attuazione.
In data 24 Giugno 2022 ARPA ha trasmesso una PEC con una intimazione al pagamento del cosiddetto contributo ARPA per le annualità 2017-2018-2019-2020-2021. La nota è stata prontamente riscontrata evidenziando che la Società ha provveduto al pagamento per la quota di sua competenza ed essendo questa una tematica annosa oggetto anche di ricorsi, è stata richiesta la convocazione di un tavolo al quale devono partecipare anche ASM Terni – CNS quale gestore del servizio del sub ambito n.4 ed AURI.
Monterotondo Marittimo (UL5): in data 27 Agosto 2020, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Toscana, la Società ha presentato istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 Agosto 2018). In merito a tale procedimento, sono state effettuate due Conferenze dei Servizi e richieste due diverse integrazioni documentali, cui la Società ha prontamente riscontrato, in ultimo il 4 Maggio 2021. Attualmente si è in attesa di eventuali ulteriori deduzioni dell'amministrazione competente propedeutiche all'emissione del provvedimento finale che, in virtù del conseguimento della certificazione del Sistema di Gestione Ambientale alla norma UNI EN ISO 14001, autorizzerà l'impianto per una durata di 12 anni. È stata infine trasmessa in data 23 Giugno 2021 dalla Regione Toscana l'approvazione finale della modifica non sostanziale presentata nel mese di marzo 2021 relativa all'implementazione di nuove vasche per la riserva idrica antincendio e la riorganizzazione dell'area di stoccaggio del compost. I lavori relativi alle nuove vasche antincendio si sono conclusi a fine 2021, mentre, per il cantiere relativo all'area di stoccaggio che è tuttora in corso, si prevede la conclusione delle ultime attività complementari entro il mese di luglio. Nel periodo considerato l'impianto ha operato con continuità, al netto delle normali anomalie che si possono verificare in un impianto di tale dimensione. Si registra in particolare una difficoltà, peraltro diffusa anche presso gli altri impianti di trattamento della frazione organica, di reperimento sul mercato di FORSU in quantità e qualità adeguata per la saturazione degli impianti.
Sabaudia (UL6): con riferimento alla sezione compostaggio dell'impianto di Sabaudia, l'autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio in data 1° Dicembre 2008 risulta ancora in fase di rinnovo. L'AIA è comunque formalmente prorogata dalla Regione Lazio nelle more di conclusione dell'iter autorizzativo. In data 9 gennaio 2020 la Regione Lazio ha accolto la richiesta di unificazione dei procedimenti AIA e contestualmente, ha richiesto, per la sola parte di VIA, un aggiornamento degli elaborati, che sono stati prontamente trasmessi.
Si è proceduto con l'espletamento della procedura di gara ed i sopra citati lavori per l'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni del Consorzio di Bonifica Agro Pontino sono stati affidati a seguito di verifica di congruità delle offerte di gara. I lavori sono stati consegnati in data 24 Giugno 2020 e sono stati ultimati in data 10 Marzo 2021. Allo stato attuale non si è comunque potuto dare corso ad una parte dei lavori (demolizione e ricostruzione di una tettoia) perché vincolata al rilascio da parte del Comune di Sabaudia, più volte formalmente sollecitato, diun condono a cui dovrà seguire un nulla osta paesaggistico.
In data 23 settembre 2021, il Comune di Sabaudia ha trasmesso alla Soprintendenza la relazione tecnico illustrativa, con proposta di provvedimento, per il rilascio del provvedimento di condono/Nulla Osta Paesaggistico su una porzione di fabbricati esistenti. Con nota del novembre 2021, il Comune di Sabaudia ha rilasciato, con allegato il parere positivo della Soprintendenza, il Parere Paesaggistico relativo all'annosa vicenda relativa ai menzionati fabbricati. Allo stato attuale, permane ancora da concludere l'istruttoria finale del Comune per il permesso in sanatoria.
Aprilia (UL7): l'impianto è autorizzato all'esercizio con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con DD n. G00101 del 12 giugno 2021.
Si ricorda che a far data da maggio 2021 e poi dal 2 luglio 2021, a seguito della verifica delle prescrizioni e previsione contenute nell'accordo transattivo con TME, l'impianto è nella totale gestione di Acea Ambiente. Si prevede la possibilità di collaudare funzionalmente l'impianto nel corso del secondo semestre 2022.
Nel periodo considerato l'impianto ha operato con continuità, al netto delle normali anomalie che si possono verificare in un impianto di tale dimensione. Si registra in particolare una difficoltà, peraltro diffusa anche presso gli altri impianti di trattamento della frazione organica, di reperimento sul mercato di FORSU in quantità adeguata perla saturazione degli impianti. Sono inoltre stati condotti degli approfondimenti tecnici e delle valutazioni sulle performance della sezione di evaporazione atta al trattamento del digestato liquido, compresi importanti interventi manutentivi. Ad oggi la linea garantisce buone performance ma è stata individuata una tecnologia di trattamento che si ritiene fondamentale implementare, in aggiunta al suddetto evaporatore, così da garantire la costante continuità operativa senza essere vincolati anche alle disponibilità dei depuratori esterni.
Nel periodo considerato sono entrate in esercizio due opere fondamentali per la corretta e continua conduzione dell'impianto ossia la linea di produzione di Combustibile Solido Secondario a partire dai sovvalli di impianto (che consente di conferire il rifiuto presso l'impianto di San Vittore del Lazio) e la linea di insacchettamento del compost (grazie alla quale si apriranno ulteriori sbocchi di mercato per la collocazione dell'ammendante).
Chiusi: svolge la propria attività nel settore della depurazione, del trattamento e dell'intermediazione di rifiuti liquidi presso gli impianti situati a Le Biffe, Pianino ed ex Comova. Nel corso del periodo in esame sono state effettuate le azioni di mantenimento per assicurare un'adeguata capacità residua di trattamento nel comparto biologico a biomassa sospesa e per renderlo efficiente sotto l'aspetto dei consumi elettrici. La sostituzione del letto di ossigenatori del secondo reattore di ossidazione ha permesso di introdurre un notevole risparmio economico. Parimenti, è stata ottenuta un'evidente maggior capacità ossidativa del comparto, che ha permesso di avviare al trattamento un flusso di rifiuti in linea con l'ambizioso valore atteso a budget. Si informa inoltre che nel corso del periodo non è mai stato interrotto il servizio di ricevimento dei rifiuti liquidi, assicurando altresì il mantenimento del servizio di depurazione delle acque reflue urbane del Comune di Chiusi.
Aquaser: opera prevalentemente, quale impresa comune, come intermediario di rifiuti con i propri Clienti/Azionisti appartenenti al Gruppo ACEA. Nel periodo di riferimento, la società ha consolidato la propria posizione di mercato potenziando l'attività di trasporto attraverso l'acquisizione di mezzi e personale che consentono ora la gestione, almeno parziale, dei corrispondenti servizi.
Aquaser attualmente svolge, in tutto o in parte, il servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento dei rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque per le società del Gruppo Acea. Gestisce inoltre singole commesse relative al servizio di carico, trasporto e recupero/smaltimento di rifiuti o ammendanti in favore della società Acea Ambiente, nonché altre attività accessorie per conto di clienti terzi (principalmente servizi di trasporto). Le attività di recupero vengono svolte mediante il conferimento presso impianti di recupero energetico, di condizionamento o di compostaggio di terzi e, in parte, presso gli impianti riconducibili alla controllante, mentre le attività di smaltimento vengono svolte nella quasi totalità presso impianti di trattamento/discariche di terzi. Si segnala infine che nel mese di dicembre 2021, la Società ha ottenuto l'iscrizione alla Categoria 8 (intermediazione) anche per i rifiuti pericolosi ampliando pertanto il ventaglio dei possibili servizi offerti.
Iseco: opera nel Settore Acque (Water Business), le cui attività prevalenti sono la gestione, la manutenzione e la costruzione di impianti e nel Settore Lattiero – Caseario le cui attività prevalenti sono la produzione di siero di latte in polvere e commercializzazione dei relativi prodotti ad uso zootecnico e alimentare e la lavorazione di sieroderivati per conto terzi. Si segnala che è proseguito: (i) il percorso di specializzazione dei cicli produttivi, finalizzato alla trasformazione di siero-derivati a maggior valore aggiunto, anche destinati al consumo umano, e (ii) la costruzione dell'impianto di depurazione comprensoriale di Donnas, affidati alla Società in qualità di mandante di un RTI e quale soggetto incaricato del montaggio delle opere elettromeccaniche e della futura gestione dell'impianto.
Acque Industriali: svolge, tramite la gestione di specifiche piattaforme, i servizi d'intermediazione e di trattamento di rifiuti liquidi in favore di società private operanti sia in ambito regionale che nazionale, nonché attività collaterali a quelle del ciclo integrato delle acque costituite prevalentemente dalle attività di recupero e smaltimento dei fanghi biologici.
La Società esegue attività di progettazione e realizzazione di impianti connessi principalmente al trattamento delle acque reflue e dei fanghi e dei rifiuti in genere oltre al trattamento delle emissioni in aria, curandone la successiva gestione ordinaria e straordinaria, oltre a svolgere attività di progettazione, direzione ed esecuzione lavori nel settore delle bonifiche ambientali di siti inquinati, prevalentemente in ambito industriale. Svolge inoltre attività di ricerca e sviluppo nei settori di riferimento in collaborazione con gli Enti di ricerca a livello sia regionale che nazionale.
Nel semestre è stata condotta un'intensa attività di confronto con il socio Acque per definire un nuovo Piano che individui la Società come lo strumento strategico per il miglioramento dell'offerta ambientale del territorio, sia in relazione al trattamento di rifiuti liquidi che al coordinamento e alla gestione degli scarichi industriali in pubblica fognatura, valorizzandone la mission nel settore dell'ecologia industriale, e la sua marcata vocazione a fornire servizi di pubblica utilità complementari a quelli offerti dal gestore del servizio idrico integrato. In relazione a quanto sopra riportato, il flusso complessivo conferito alle piattaforme è stato pari a 30.115,16 ton. Il modesto risultato è stato fortemente condizionato dalla scarsa piovosità del periodo e dalla conseguente elevata concentrazione dei percolati di discarica. Per mitigare gli effetti della difficile dinamica relativa alla gestione degli impianti di trattamento di rifiuti liquidi, è stato dato forte impulso all'attività di intermediazione rifiuti e alla gestione di impianti di depurazione di acque reflue industriali di terzi.
L'attività d'intermediazione rifiuti ha registrato nel primo semestre 2022 un volume pari a 21.028,34 ton, con marginalità media di 14,45 €/ton. La gestione di impianti conto terzi ha visto in particolare l'avvio di nuove commesse per la gestione di impianti di depurazione di industrie cartarie in provincia di Lucca.
Demap: svolge la propria attività nel settore della selezione degli imballaggi in plastica provenienti da raccolte differenziate urbane. Rappresenta uno dei circa 33 Centri di Selezione Spinta (CSS) convenzionati con il Consorzio Corepla, Consorzio istituito per legge ai sensi del D.lgs 22/97 ed ora regolato dal decreto legislativo 152/06 e deputato al raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero degli imballaggi in plastica immessi al consumo.
La raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è regolata a livello nazionale da un accordo quadro stipulato tra Anci e Conai e dagli allegati tecnici stipulati tra Anci e i singoli Consorzi di Filiera che nel caso degli imballaggi in plastica prevedono che la raccolta possa essere conferita al Centro di Selezione in modo selettivo (raccolta monomateriale) o in modo congiunto (raccolta multimateriale). Demap svolge la propria attività nel rispetto della normativa vigente ed è autorizzata ai sensi del Decreto legislativo 152/06 con procedimento rilasciato dalla Provincia di Torino n° 133-25027/2010 del 23 Giugno 2010.
Come noto, lo scorso 12 dicembre 2021, è divampato un incendio presso il capannone di stoccaggio (denominato DEMAP2) di rifiuti costituiti da imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta urbana delle frazioni differenziate. L'incendio, terminato nella fase di possibile impatto ambientale intorno al 24 dicembre 2021, ha liberato in atmosfera gas pericolosi e tossici che hanno portato il Comune di Beinasco ad intraprendere, sentita la Protezione Civile e l'ASL, una serie di atti volti a limitare o perlomeno ridurre al minimo possibile
una eventuale esposizione della popolazione. Nel corso della settimana del 14 gennaio 2022 sono state svolte tutte le operazioni di verifica, necessarie alla riattivazione del CPI, al fine di consentire, nel più breve tempo possibile, la ripresa completa delle attività, previ interventi di pulizia, manutenzione meccanica ed elettrica. In data 2 febbraio è stata presentata ai Vigili del Fuoco la SCIA asseverata con la quale è stato riattivato il CPI di DEMAP1. In data 16 febbraio 2022, a seguito dei collaudi necessari, l'impianto ha ripreso regolarmente la sua funzionalità. Si informa inoltre che nel mese di maggio, a seguito di attività svolta dal progettista incaricato, è stata presentata una nuova SCIA di adeguamento del CPI al volume di stoccaggio dell'autorizzazione ambientale di DEMAP1, con la possibilità di acquisire maggiori volumi di materiale in ingresso da selezionare, ma rimanendo sempre ad una capacità ricettiva nell'ordine del 50% rispetto a quella pre-incendio.
Tale operatività su volumi ridotti ha determinato impatti negativi sul risultato del semestre. La demolizione e successivo dissequestro dell'area distrutta dall'incendio permetterà alla Società di ritornare ad operare su volumi di rifiuti maggiori, previo ottenimento delle necessarie ulteriori autorizzazioni da parte degli Enti preposti al controllo ed alla supervisione.
Berg: opera nel settore dei servizi ambientali ed in particolare nel campo del trattamento dei rifiuti liquidi e solidi. Ai sensi dell'art. 2428 del C.C., si segnala che le attività sono svolte presso l'impianto di Frosinone, nel quale viene effettuato lo Stoccaggio ed il Trattamento di Rifiuti Liquidi e Solidi, Pericolosi e Non Pericolosi. Dal punto di vista autorizzativo, l'impianto è dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con Determinazione Dirigenziale B0201/09 del 30 Gennaio 2009, con scadenza al 30 Gennaio 2025 (durata di 16 anni in virtù della registrazione EMAS del sito). La Società ha presentato a maggio 2021, nel rispetto delle tempistiche previste dal calendario approvato dalla Regione Lazio, istanza di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'adeguamento della medesima alle BAT Conclusions per impianti di trattamento di rifiuti (di cui alla Decisione di Esecuzione (UE) 2018/1147 della Commissione del 10 agosto 2018).
Nel periodo in esame l'andamento della gestione è stato pressoché in linea con i risultati attesi.
Cavallari: opera su quattro siti (Ostra, Castelplanio, Fabriano e Falconara Marittima, tutti in provincia di Ancona) con attività articolate in diversi contesti di mercato negli ambiti della selezione, trattamento, recupero e avvio a riciclo di rifiuti urbani da RD e industriali. Uno dei principali settori è quello relativo alla selezione secondaria dei polimeri derivanti dalla RD della plastica poiché l'impianto di Ostra è uno dei 30 centri nazionali convenzionato con il Consorzio Corepla, con il Coripet e con gli altri sistemi di EPR, preposto a svolgere le attività di selezione spinta per polimero e per colore della plastica derivante dalla raccolta urbana.
Altro importante contesto, da cui la Società ha storicamente avviato e successivamente sviluppato molte delle sue attività, è quello riferito alla selezione e valorizzazione dei rifiuti industriali (multimateriale). Questo ambito di mercato è ancora oggi uno dei principali del business aziendale. La Società è anche impianto di riferimento per la gestione dei PFU (pneumatici fuori uso) per il quale mercato la Società detiene la leadership per le intere Regioni Marche e Umbria.
Si segnala che In questo momento il contesto dei selezionatori della plastica (CSS) è in attesa della definizione ultima dell'accordo di comparto che riconfigurerà il nuovo accordo di filiera con tutti i sistemi EPR, mentre il contratto in essere è in fase di prorogatio da più di un anno e mezzo e, al momento, sarà valido fino a tutto il 30 settembre 2022.
Nel primo semestre 2022 la società ha operato a pieno regime con volumi trattati in crescita nelle sedi secondarie mentre, nella sede di Ostra, si rileva una contrazione dei flussi trattati a causa delle pianificate attività di revamping dell'impianto di produzione combustibile. Il nuovo impianto installato, dopo le fasi di avviamento e collaudo, è entrato a regime con effetti già evidenti e che necessariamente miglioreranno il trend con il prosieguo dell'esercizio.
Ferrocart: la Società è un punto di riferimento nel territorio, essendo piattaforma per i principali consorzi di filiera come Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), Corepla (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica), Rilegno (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno), Ricrea (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in acciaio) e Cial (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi in alluminio). Opera con le più grandi realtà sia pubbliche che private, svolgendo l'attività di recupero dei rifiuti derivanti dalle raccolte differenziate dei comuni limitrofi e avendo tra i clienti le maggiori aziende private del territorio. Nel corso del primo semestre, Ferrocart ha proseguito con regolarità le prestazioni riferite ai rapporti in essere stipulati con tutte le aziende che gestiscono la raccolta differenziata attraverso contratti per affidamento diretto o attraverso gare d'appalto.
Deco: opera nel settore dei rifiuti in Abruzzo e si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e di impianti di recupero energetico da fonti rinnovabili. Il perimetro di attività comprende: un impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) con una capacità autorizzata di 270.000 ton./anno, un impianto fotovoltaico, un impianto a biogas e due impianti di smaltimento. La Società detiene inoltre il 100% di Ecologica Sangro società operante sempre in Abruzzo nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani.
Si segnala che l'azione tecnico-commerciale costantemente assunta dall'azienda nella ricerca, in Italia e all'estero, di soluzioni di valorizzazione del CSS prodotto, ha permesso di compensare i costanti aumenti dei costi registrati presso gli altri impianti di destinazione finale e di ottimizzare il mix produttivo delle varie aree di attività aziendale.
Lo scenario nazionale continua ad essere caratterizzato da situazioni di emergenza a causa di una insufficiente e non omogenea rete impiantistica, a sostegno delle attività di smaltimento e recupero dei rifiuti urbani prodotti, in un quadro in cui sarebbe necessario un Piano Nazionale dei Rifiuti. Le situazioni di maggiore emergenza sono ancora registrate in Sicilia, Calabria, Campania e nel territorio della Città di Roma. Ad esse si tenta di far fronte attraverso il conferimento extra regionale dei rifiuti verso la rete impiantistica, dedicata alle attività di recupero, presente sul territorio nazionale.
L'impianto TMB della Società, per la sua collocazione strategica, è uno degli impianti di riferimento a sostegno dell'emergenza rifiuti della Campania e della Città di Roma. Inoltre, a causa dell'emergenza rifiuti della Città di Roma, la Regione Lazio ha chiesto alla Regione Abruzzo di sottoscrivere un accordo interregionale che permettesse una limitata circolazione del rifiuto tal quale indifferenziato tra le due regioni, permettendo agli impianti abruzzesi di dare eventuale disponibilità al trattamento dei rifiuti prodotti nella regione limitrofa.
Meg: ubicata a San Giovanni Ilarione in provincia di Verona, opera nel business del riciclo della plastica, segmento che si pone a valle rispetto a quello della selezione della plastica post-consumo in cui Acea è già presente con le società Demap e Cavallari. Nel primo semestre 2022, la Società ha eseguito con regolarità le prestazioni previste dai contratti stipulati con i Consorzi di Filiera con i conferitori contrattualizzati del multimateriale in ingresso, con i quali la Società ha intrattenuto per anni un rapporto economico di tipo privatistico. Si registra un deciso incremento delle richieste delle materie prodotte con un incremento del parco clienti interessati ad incrementare il livello di riciclato all'interno delle filiere di produzione. Nel primo semestre 2022, l'impianto è stato interessato da un intervento di adeguamento tecnico, che ha permesso la realizzazione di una nuova linea di trattamento (separatore gravimetrico) con la produzione sia di pellet sia di flakes. La nuova linea ha da subito garantito, l'ampliamento del mercato di riferimento e una naturale diversificazione.
AS Recycling: società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).
Serplast: nel corso del mese di febbraio 2022, Acea Ambiente ha acquisito il 70% della partecipazione operante nel settore del recupero e dell'avvio a riciclo di rifiuti plastici per la produzione di materie prime seconde. In particolare, la Società sottopone il rifiuto plastico in ingresso, proveniente da circuito urbano ed industriale, a trattamenti meccanici di separazione, triturazione, selezione automatica, lavaggio e granulazione. La Società è ubicata a Cellino Attanasio in provincia di Teramo. Si segnala che nel corso del primo semestre del 2022, l'impianto della Società ha subito un intervento di adeguamento tecnico, che ha permesso di completare l'installazione di alcune linee produttive per potenziare l'attività, aumentando i quantitativi di materiali sottoposti a lavorazione, ed incrementare così la gamma di prodotti offerti, garantendo un ampliamento del mercato di riferimento.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Energia Elettrica venduta Libero | GWh | 3.044 | 3.165 | (121) | (4%) |
| Energia Elettrica venduta Tutela | GWh | 762 | 966 | (204) | (21%) |
| Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) | N/1000 | 493 | 476 | 17 | 4% |
| Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) | N/1000 | 672 | 730 | (58) | (8%) |
| Gas Venduto | MSmc | 131 | 124 | 7 | 5% |
| Gas Nr. Clienti Libero | N/1000 | 228 | 230 | (2) | (1%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 1.340,7 | 877,4 | 463,3 | 52,8% |
| Costi | 1.302,3 | 837,0 | 465,3 | 55,6% |
| Margine Operativo Lordo | 38,4 | 40,4 | (1,9) | (4,8%) |
| Risultato Operativo | 6,7 | 8,3 | (1,7) | (19,9%) |
| Dipendenti Medi | 437 | 428 | 10 | 2,3% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 20,6 | 49,4 | (28,8) | (58,4%) | 36,0 | (15,5) | (42,9%) |
| Posizione Finanziaria Netta | (234,4) | (297,4) | 63,0 | (21,2%) | (75,5) | (158,9) | n.s. |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Commerciale e Trading | 38,4 | 40,4 | (1,9) | (4,8%) |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Peso percentuale | 5,6% | 6,5% | (0,9 pp) |
L'Area, responsabile della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude il primo semestre 2022 con un livello di EBITDA pari a € 38,4 milioni, in diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2021 di € 1,9 milioni. La variazione in diminuzione è principalmente imputabile ad Acea Energia (€ 3,6 milioni), per effetto prevalentemente della diminuzione dei margini energia e gas (€ 11,5 milioni) parzialmente compensati da minori costi esterni (€ 6,4 milioni) e dai maggiori ricavi per progetti di energy efficiency (€ 1,2 milioni) e per la vendita delle caldaie (€ 1,0 milioni).
In merito agli effetti sul primo margine, l'incremento fatto registrare da Acea Energia deriva da effetti contrapposti. Nel dettaglio, il margine energia relativo al mercato libero registra un peggioramento di € 5,6 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 dovuto principalmente ad una riduzione della marginalità unitaria nel settore Retail (- 31%) non del tutto compensato dal lieve aumento dei consumi (+ 7%). Il mercato del gas genera una riduzione dei margini di € 5,2 milioni rispetto al 30 Giugno 2021, per effetto del minor margine unitario nonostante la crescita della Customer Base (+ 3%) e dei consumi generali (+ 4%). Il margine energia concernente l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici risulta positivo ed ammonta ad € 4,3 milioni (erano € 3,5 milioni al 30 Giugno 2021) come conseguenza del notevole incremento dei prezzi (Energy crunch) rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente; l'effetto sta tuttavia rilevando un progressivo riassorbimento che è previsto anche per i prossimi mesi. Tale margine include al suo interno anche le attività di compravendita, scambio e trading di energia elettrica, calore, gas naturale, metano e altri combustibili e vettori energetici, da qualsiasi fonte prodotti o acquisiti, per sé o per terzi. Il margine energia relativo al mercato tutelato risulta in diminuzione di € 1,3 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 in conseguenza della naturale fuoriuscita dei clienti (- 7%) e del relativo incremento delle adesioni al mercato libero.
Il risultato operativo registra una diminuzione di € 1,7 milioni prevalentemente da imputare ai minori margini conseguiti nonché agli effetti contrapposti derivanti da maggiori ammortamenti per € 2,0 milioni compensati da minori svalutazioni per € 2,2 milioni comprensive anche della riallocazione dei costi legati al processo di eccepimento della prescrizione azionata dai clienti nel corso del semestre al netto del ristoro ricevuto dal distributore relativamente ad Acea Energia.
Con riferimento all'organico, la consistenza media al 30 Giugno 2022 si è attestata a 437 unità in lieve aumento rispetto al 30 Giugno 2021 per 10 unità. La variazione è imputabile prevalentemente a Acea Energia (4 unità) ed Acea Innovation (5 unità).
Gli investimenti dell'Area si attestano a € 20,6 milioni, in riduzione di € 15,5 milioni rispetto al 30 Giugno 2021, riferibili principalmente ad Acea Energia e riguardano per la maggior parte il costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 e le importanti migliorie dei sistemi di supporto alla gestione dei processi legati alle attività di Contact Center e di analisi e monitoraggio della marginalità sui clienti. Contribuisce agli investimenti dell'area Acea Innovation per i progetti di e-mobility (€ 2,2 milioni).
La posizione finanziaria netta al 30 Giugno 2022 risulta positiva per € 234,4 milioni e registra un peggioramento pari ad € 63,0 milioni rispetto al 31 Dicembre 2021 e un miglioramento di € 158,9 milioni rispetto al 30 Giugno 2021. Le variazioni sono principalmente imputabili ad Acea Energia e derivano in prevalenza dalle dinamiche di cash flow operativo. Mentre la variazione rispetto al 30 Giugno 2021 risente dell'effetto positivo derivante dalla vendita delle quote partecipative detenute da Acea Energia in Acea Produzione alla Capogruppo nell'ambito del progetto riordino delle partecipazioni strategiche del Gruppo per un valore di vendita pari al valore di libro (€ 129 milioni).
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Energy Management
Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo. Essa ha svolto nel corso dell'esercizio le seguenti principali attività:
- l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemartini e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo,
- la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione,
- l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali,
- l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.
Nel primo semestre 2022 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 3.719 GWh, di cui 2.648 GWh tramite contratti bilaterali e 1.071 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del mercato libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.
Vendita di energia elettrica
Per quanto riguarda il mercato della vendita prosegue il miglioramento della qualità del servizio nel portafoglio retail.
Nel corso del primo semestre 2022 è stata venduta energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela per complessivi 753 GWh con una riduzione del 21,2% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 676.007 unità (erano 727.574 al 30 Giugno 2021). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 2.878 GWh per Acea Energia e 166 GWh per Umbria Energy, per un totale di 3.044 GWh, con un lieve decremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 3,8% relativo principalmente al segmento B2B. Il numero medio dei punti di prelievo di periodo è pari a 490.483 unità (476.170 unità al 30 Giugno 2021).
Inoltre, Acea Energia e le altre società di vendita del Gruppo hanno venduto 131 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 228.805 punti di riconsegna mentre al 30 Giugno 2021 erano 224.962.
Procedimenti AGCM e ARERA
Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM e dall'ARERA sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:
Procedimento PS9815 dell'AGCM per attivazioni non richieste: in data 15 Maggio 2019 la Corte di Giustizia dell'UE si è pronunciata sul rinvio pregiudiziale del TAR Lazio disponendo che: (i) non sussiste un conflitto tra le direttive sulle pratiche commerciali scorrette e sui contratti a distanza (29/2005 e 83/2011) e le direttive settoriali (72/2009 e 73/2009); (ii) anche nel settore dell'energia è possibile applicare la disciplina generale a tutela dei consumatori (con conseguente competenza dell'AGCM, ai sensi dell'art. 27, comma 1bis, del Codice del Consumo). Ne deriva che l'ARERA, ai sensi delle direttive 2009/72 e 2009/73, non è competente a sanzionare le suddette condotte. In data 28 Febbraio 2020 Acea Energia ha ricevuto una comunicazione con la quale il TAR Lazio ha fissato per il 20 Luglio 2020 l'udienza pubblica per l'annullamento del provvedimento sanzionatorio. In data 24 Settembre 2020 è stata ricevuta la sentenza con la quale il TAR Lazio ha respinto il ricorso proposto nel 2016 da Acea Energia contro il provvedimento AGCM sulla PCS riguardante le attivazioni non richieste di forniture di energia elettrica e gas.
In data 23 Dicembre 2020 è stato depositato l'appello per la riforma della sentenza del TAR Lazio. Non ci sono ulteriori sviluppi.
Procedimento A513 dell'AGCM per abuso di posizione dominante: in data 17 Ottobre 2019, il TAR del Lazio, ha pronunciato la sentenza n. 03306/19, con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Acea SpA e le sue controllate e, per l'effetto, ha annullato il provvedimento sanzionatorio del 20 Dicembre 2018 n. 27496 con il quale era stato accertato che Acea SpA e le sue controllate avevano commesso un abuso di posizione dominante, in violazione dell'art. 102 del TFUE, che aveva determinato l'irrogazione di una sanzione amministrativa di € 16.199.879,09.
In data 17 Gennaio 2020 è stato notificato l'atto di appello con il quale l'Autorità, rappresentata e difesa dall'Avvocatura Generale dello Stato, ha chiesto al Consiglio di Stato di annullare e/o riformare la sentenza n. 11960/2019 resa dal TAR Lazio e, per l'effetto, respingere la domanda proposta dalle società in I° grado.
In data 14 Febbraio 2020 è stato depositato l'atto di appello incidentale contenente anche la riproposizione dei motivi di ricorso che sono stati assorbiti dalla sentenza di I° grado. In particolare, in una prima parte, l'appello si sofferma sull'unico motivo di ricorso respinto dal TAR Lazio, riguardante la carenza di istruttoria in merito alla definizione del mercato rilevante; in una seconda parte, ripropone –
ricopiandoli dunque integralmente – i motivi da IV a VII del ricorso che il TAR ha dichiarato "assorbiti", avendo il TAR ritenuto sufficiente l'accoglimento dei motivi II e III del ricorso ai fini dell'annullamento del provvedimento sanzionatorio. In data 30 Aprile 2020 Acea ha ricevuto una comunicazione nella quale AIGET, in data 23 Aprile 2020, ha depositato un atto di costituzione formale a supporto dell'appello di AGCM.
Procedimento PS10958 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 21 Aprile 2020 l'AGCM ha fatto pervenire ad Acea Energia una richiesta di informazioni riguardante "ciascuna offerta commerciale inerente i servizi di energia elettrica e gas naturale, proposta all'utenza domestica e alle microimprese, a far data dal secondo semestre 2019 fino al primo quadrimestre 2020", in particolare: i) copia delle condizioni tecnico economiche - CTE - e delle condizioni generali di fornitura - CGF - inerenti le suddette offerte commerciali, ii) numero dei contratti sottoscritti dagli utenti domestici e dalle microimprese in relazione a ciascuna offerta commerciale proposta nel periodo considerato; iii) copia dei messaggi promozionali relativi alle medesime offerte commerciali diffusi mediante i diversi canali di comunicazione (web, radio, TV, brochure pubblicitarie); iv) copia degli script utilizzati dagli agenti di vendita nel medesimo periodo (secondo semestre 2019 - primo quadrimestre 2020) al fine di proporre alla clientela le offerte commerciali suddette, sia attraverso il canale di vendita teleselling che porta a porta.
In data 23 Aprile 2020 la Società, a seguito della richiesta, ha inviato all'AGCM, una comunicazione nella quale, in considerazione dell'art. 103 del d.l. n. 18 del 2020 e della Comunicazione sull'interpretazione dell'art. 103 del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, così come modificato dall'art. 37 del decreto legge 8 aprile 2020, n. 23, approvata dal Collegio dell'Autorità nelle sedute del 1° Aprile e del 10 Aprile, chiedeva conferma che il termine per la risposta alla richiesta di informazioni fosse sospeso ed iniziasse a decorrere solo a far data dal giorno 16 Maggio 2020.
A seguito di interlocuzioni telefoniche, pur in mancanza di un riscontro formale dell'AGCM alla suddetta richiesta della Società, si conveniva con l'Autorità un maggior termine per l'invio della documentazione richiesta.
In data 21 Maggio 2020 Acea Energia ha quindi provveduto a raccogliere tutta la documentazione richiesta e ad inviarla all'AGCM, unitamente ad una nota di riscontro, illustrando, inoltre, i criteri adottati per la raccolta della documentazione.
Istruttoria conoscitiva in merito alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nello Stato italiano: ai sensi della delibera 58/2019/E/eel, in data 20 Marzo 2019 l'Autorità ha avviato un'istruttoria conoscitiva nei confronti di Acea Energia finalizzata all'acquisizione di informazioni e dati utili in merito alla gestione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata allo Stato Città del Vaticano.
Ai sensi della stessa delibera e nelle more della conclusione della citata istruttoria, l'Autorità ha indicato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali di procedere, in via transitoria e salvo conguaglio, alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2017, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.
Con la delibera 180/2019/C/EEL, l'Autorità ha deliberato di proporre opposizione al ricorso straordinario, proposto dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici della Repubblica di San Marino, per l'annullamento della deliberazione 670/2018/R/eel (che aggiornava le tariffe di trasmissione per l'anno 2019) e della deliberazione 58/2019/R/eel.
Nelle more della conclusione dell'istruttoria l'Autorità ha richiesto alla Cassa per i servizi energetici e ambientali di sospendere, in via transitoria e salvo conguaglio, eventuali erogazioni relative alla perequazione dei costi, sostenuti da Acea Energia in relazione all'anno 2018, di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata ai clienti in maggior tutela.
Con la delibera 491/2019/E/eel, l'Autorità ha chiuso l'istruttoria conoscitiva indicando ad Acea Energia e ad Areti le azioni da porre in essere, entro la fine del 2019. Acea Energia ha dato evidenza all'Autorità di aver adempiuto a quanto prescritto. La delibera 491/2019/E/eel, inoltre, ha dato mandato (i) a Terna, alle imprese distributrici competenti e a CSEA di effettuare i ricalcoli delle partite economiche sottese ai prelievi dello Stato Città del Vaticano applicando i criteri evidenziati nelle risultanze istruttorie allegate alla medesima delibera (ii) al Direttore della Direzione Sanzioni e Impegni dell'Autorità per gli atti conseguenti alle evidenze riscontrate. A seguito di ciò l'Autorità, con la determina 5/2020/eel, ha avviato due procedimenti sanzionatori nei confronti di Acea Energia e di Areti. In data 12 Giugno 2020, Acea Energia ha inviato ad ARERA la propria proposta di impegni contenente la rinuncia al credito maturato verso il sistema, il versamento di un indennizzo ad ARERA e l'obbligo di inviare una reportistica bimestrale per 10 anni. Con delibera 262/2021 ARERA ha parzialmente modificato le modalità per effettuare le attività di ricalcolo indicate nella delibera 491/2019 e Csea ha quindi trasmesso ad Acea Energia i ricalcoli definitivi in data 9 Luglio 2021. La liquidazione delle partite economiche dovrà avvenire al termine dei procedimenti sanzionatori avviati con la determina 5/2020/eel. Acea Energia ha presentato all'ARERA una proposta di impegni in data 4 Marzo 2022. La Società ha pertanto ritenuto opportuno rilevare una stima degli eventuali impegni. Successivamente l'Autorità ha pubblicato la delibera 150/2022/S/eel con la quale ha dichiarato provvisoriamente ammissibile la proposta di impegni presentata da Acea Energia. E' stata pertanto avviata la fase in cui i terzi potranno presentare osservazioni e a cui Acea Energia dovrà replicare. All'esito di tale fase, l'ARERA pubblicherà la delibera di approvazione definitiva degli impegni chiudendo il procedimento sanzionatorio.
Con la delibera 576/2021 l'ARERA ha riformato la regolazione relativa alle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi, con lo scopo di uniformarla ai principi della regolazione nazionale. In particolare, l'Autorità è intervenuta sui corrispettivi di trasmissione e trasporto, sul dispacciamento e sulla regolazione degli sbilanciamenti.
Si segnala in ultimo che l'ARERA, in data 27 luglio 2022 con Deliberazione 354/2022/S/eel "Approvazione della proposta di impegni presentata da Acea Energia S.p.A. e chiusura del relativo procedimento sanzionatorio" ha accolto gli impegni proposti da Acea Energia.
Procedimento PS12106 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 18 Ottobre 2021 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (di seguito anche "AGCM") ha fatto pervenire ad Acea Energia un invito a rimuovere i profili di possibile
scorrettezza della condotta commerciale, ai sensi dell'art. 4, comma 5, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie" adottato dall'Autorità con delibera del 1° aprile 2015.
In particolare, l'invito riguardava, da un lato, il mancato richiamo all'esistenza e all'entità degli "oneri di commercializzazione", indicati nelle condizioni tecnico economiche presenti sul sito, all'interno del materiale pubblicitario delle offerte veicolate dalla Società tramite il proprio sito web e, dall'altro, la circostanza che le condizioni tecnico-economiche e le condizioni generali di fornitura, non precisassero il valore monetario del deposito cauzionale previsto dall'art. 6 co. 9 delle CGF attraverso un rinvio alle delibere ARERA e non nel suo valore monetario.
In data 19 novembre 2021 la Società ha provveduto a riscontrare la citata richiesta raccogliendo l'invito formulato dall'Autorità e comunicando alla stessa la disponibilità ad aggiornare tutte le offerte veicolate attraverso il proprio sito web, indicando in maniera evidente, per ciascuna di esse, l'esistenza e l'importo di eventuali ulteriori componenti discrezionalmente applicate dalla Società.
Altresì, la Società ha comunicato all'AGCM che per tutte le offerte diverse dalla PLACET e tutela gas ha provveduto a rimuovere dalle Condizioni generali di fornitura ogni riferimento alla "facoltà di richiedere al cliente di versare un importo a titolo di deposito cauzionale a garanzia di ciascuna Fornitura secondo i criteri dettati dall'ARERA" ed inserito, all'interno del paragrafo della scheda sintetica denominato "Garanzie richieste al cliente", la dicitura "Nessuna".
Successivamente, a seguito di interlocuzioni intercorse per le vie brevi con l'AGCM, la Società ha provveduto a trasmettere all' Autorità una integrazione al riscontro precedentemente inviato, contenente una specifica delle modalità di rappresentazione delle offerte veicolate attraverso il proprio sito web. In particolare:
- la Società ha comunicato all'Autorità che provvederà ad indicare, con pari evidenza grafica rispetto alla componente energia/gas, gli oneri di commercializzazione anche all'interno della card relativa all'offerta presente sul sito. Inoltre, a ulteriore rafforzamento del set informativo messo a disposizione dei consumatori, la Società ha rappresentato che, relativamente alla voce "Prezzo ingrosso" presente sulla card di ciascuna offerta, provvederà ad inserire – entro la fine del mese di gennaio 2022 – una specifica nella quale, accanto alla citata voce, è riportata anche l'informazione del prezzo medio all'ingrosso espresso in €/kWh per la luce oppure €/Smc per il gas, riferito ad un lasso temporale predeterminato ed esplicitamente indicato;
- la Società ha comunicato, altresì, di aver provveduto a compiere ulteriori interventi sul proprio sito web. Nel dettaglio, nell'ottica di rafforzare ulteriormente le tutele verso i propri utenti, sono state apportate alcune precisazioni in merito al "Bonus Fedeltà di 80 euro", attraverso l'esplicitazione che il suddetto bonus sarà erogato in bolletta dopo il 12° mese di fornitura, e alla dicitura "Sconto del 100% sul contributo mensile per un anno", attraverso la modifica del riferimento al predetto sconto, chiarendo che la Società si farà carico, per il 1° anno di fornitura, del pagamento del contributo mensile indicato nelle condizioni economiche.
In data 3 marzo 2022 è pervenuta alla Società una comunicazione con la quale l'AGCM ha rappresentato di aver disposto, nella sua adunanza del 1° marzo 2022, di procedere all'archiviazione dell'istanza di intervento, avendo la Società provveduto a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della pratica commerciale segnalati nella comunicazione del 18 ottobre 2021 e relativi alla rappresentazione di tutti i corrispettivi dovuti dai clienti per la fornitura di energia elettrica e gas.
Procedimento PS12263 dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): in data 7 Aprile 2022 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha fatto pervenire ad Acea Energia una richiesta di informazioni riguardante l'utilizzo di affermazioni pubblicitarie dirette a suggerire, lasciar intendere o evocare un minore o ridotto impatto ambientale o sociale, o che attribuiscono un impatto ambientale o sociale positivo, ai prodotti e servizi pubblicizzati o alla attività economica della Società.
In particolare, nella richiesta di informazioni l'AGCM rappresentava che le suddette affermazioni pubblicitarie appaiono sempre più idonee ad orientare le scelte di acquisto dei consumatori e devono pertanto essere formulate in modo puntuale e non ambiguo, essere scientificamente verificabili ed infine essere comunicate in modo corretto.
In considerazione di quanto sopra evidenziato la Società, in data 6 maggio 2022, ha provveduto a riscontrare la richiesta dell'AGCM rappresentando all'Autorità le attività e le argomentazioni in base alle quali sarebbe giustificato l'utilizzo di ciascuna delle affermazioni di cui sopra.
Nel dettaglio Acea Energia, ha rappresentato all'AGCM di aver predisposto i propri contratti di vendita e le relative comunicazioni commerciali conformandosi a quanto puntualmente previsto da ARERA. Le affermazioni di comunicazione utilizzate da Acea Energia e citate dall'Autorità nella richiesta di informazioni, sono dunque in linea con il quadro regolatorio, con l'ambito di applicazione delineato dall'ARERA e soprattutto con quanto effettivamente operato dalla Società, dal momento che i volumi di energia elettrica riferiti all'insieme dei contratti di fornitura di energia commercialmente definita "rinnovabile" sono comprovati dalla rispettiva quantità di garanzie di origine acquistate da Acea Energia ed annullate dal GSE.
In specie, l'evidenza che i volumi di energia elettrica riferiti all'insieme dei contratti di fornitura di energia commercialmente definita "rinnovabile" sono comprovati dalla rispettiva quantità di garanzie di origine acquistate da Acea Energia, viene fornita dalla Società sia in fase di promozione dell'offerta, sia nell'ambito delle Condizioni Economiche contenute nel plico contrattuale di ciascuna offerta e disponibili sul sito internet della Società.
Per quanto attiene al gas naturale, la Società ha rappresentato che, pur in assenza di specifica disciplina da parte dell'ARERA, le affermazioni citate dall'Autorità nella richiesta di informazioni sono comprovate dalla circostanza che, a partire dal secondo semestre dell'anno 2021, vale a dire da quando la Società ha iniziato a commercializzare offerte contenenti l'indicazione di "Gas con compensazione delle emissioni di CO2", le emissioni di anidride carbonica prodotte dai consumi degli utenti finali sono compensate mediante l'acquisto di crediti di carbonio certificati (VER: Verified Emission Reduction) che permettono di raggiungere alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite sovvenzionando progetti di sostenibilità ambientale in tutto il mondo (in specie, la Società ha selezionato i progetti 300MW Hydropower in India e REDD+ Tambopata National Reserve in Perù).
Da ultimo la Società ha rappresentato che anche per il gas naturale la Società fornisce evidenza, sia in fase di promozione dell'offerta che nell'ambito delle Condizioni Economiche contenute nel plico contrattuale di ciascuna offerta disponibili sul sito internet della Società (nelle quali la Società specifica: "Per la fornitura di gas naturale Acea Energia compensa l'emissione di CO2, che si genera dall'utilizzo di gas naturale, con l'acquisto di crediti di carbonio certificati (VER: Verified Emission Reduction). Tali certificati sovvenzionano progetti internazionali che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in atmosfera e al raggiungimento di alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite"), della circostanza che le emissioni di anidride carbonica prodotte dai consumi degli utenti finali sono compensate mediante l'acquisto di crediti di carbonio certificati.
In generale, dunque, la Società ha evidenziato che le comunicazioni effettuate sono predisposte in modo tale da escludere profili di ingannevolezza (come, ad esempio, potrebbe accadere se le garanzie di origine si riferissero solo a parte dell'energia fornita dalla Società attraverso le offerte in parola) ed assicurano al consumatore la possibilità di compiere decisioni consapevoli.
Al contempo, la Società – attraverso il materiale informativo messo a disposizione anche attraverso il proprio sito internet – evita che un qualsiasi consumatore possa essere attratto da dichiarazioni dal contenuto vago e non sufficientemente specifico. La Società, infatti, come detto, non si limita ad un utilizzo generico della terminologia "green" ma specifica le ragioni sulla base delle quali formula determinate asserzioni ambientali, fornendo puntuali riferimenti ai meccanismi compensativi.
A ciò si aggiunge che la Società, operando nel pieno rispetto del quadro regolatorio di riferimento, garantisce in maniera oggettiva all'utente la possibilità di contribuire con una propria decisione (quella di aderire ad un'offerta 100% Eco di Acea Energia) ad incentivare le produzioni rinnovabili nel sistema elettrico complessivo. Al riguardo la Società ha evidenziato che, come emerge dalla recente proposta di riforma della direttiva 2005/29/CE, "It was considered that introducing mandatory information requirements on environmental characteristics would best be done by sectoral legislation, as the characteristics in question differ significantly according to product category". Nel caso di specie, dunque, esistendo una regolazione settoriale specificamente dedicata alle modalità con cui devono essere presentate le comunicazioni nelle quali si fa riferimento a benefici ambientali, è possibile dimostrare l'esistenza di questi benefici sulla base di una metodologia standard – definita appunto dal Regolatore - che ne consenta di valutare l'impatto sull'ambiente. Da ultimo la Società ha fornito riscontro puntuale alle richieste documentali avanzate dall'AGCM con riferimento alle diverse fonti di approvvigionamento, rinnovabili e non, relative ai volumi di energia erogati nel 2021, fornendo l'ulteriore specifica richiesta relativa ai volumi di energia erogati nel 2021 per i quali le garanzie d'origine sono state acquistate congiuntamente e a quelli per i quali le garanzie di origine sono state acquistate separatamente.
Procedimento R.G. n. n. 7436/2022 – Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio: Ricorso per l'annullamento, previa sospensione cautelare dell'efficacia anche ai sensi dell'art. 56 c.p.a. del provvedimento prot. n. 221978/2022 del 17 giugno 2022 del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, recante "Definizione degli adempimenti, anche dichiarativi, e delle modalità di versamento del contributo straordinario, ai sensi dell'articolo 37 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21. Definizione delle modalità per lo scambio delle informazioni con la Guardia di finanza": con ricorso notificato in data 27 giugno 2022, Acea Energia ha impugnato il provvedimento prot. n. 221978/2022 adottato il 17 giugno 2022 dall'Agenzia delle Entrate, che costituisce l'atto regolamentare e/o amministrativo generale con il quale, previo parere di ARERA, sono stati individuati gli adempimenti e le modalità di versamento del contributo straordinario contro il caro bollette istituito dall'art. 37 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito in legge 20 maggio 2022, n. 51 (noto anche come Decreto "Ucraina Bis" o "Taglia Prezzi").
Attraverso tale disposizione, il legislatore ha istituito un "Contributo straordinario contro il caro bollette" a carico delle imprese operanti nel settore energetico e, in particolare, dei:
- soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l'attività di produzione di energia elettrica;
- soggetti che esercitano l'attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale;
- soggetti rivenditori di energia elettrica, di gas metano e di gas naturale;
-
soggetti che esercitano l'attività di produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi;
-
soggetti che, per la successiva rivendita, importano a titolo definitivo energia elettrica, gas naturale o gas metano, prodotti petroliferi o che introducono nel territorio dello Stato detti beni provenienti da altri Stati dell'Unione europea.
In particolare, l'art. 37 ha previsto:
- (i) al comma 2, che la base imponibile del contributo vada individuata nell'incremento del saldo tra le operazioni attive e le operazioni passive, riferito al periodo dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, rispetto al saldo del corrispondente periodo che va dal 1° ottobre 2020 al 31 marzo 2021. Ciò con la precisazione che ai fini del calcolo, "si assume il totale delle operazioni attive, al netto dell'IVA, e il totale delle operazioni passive, al netto dell'IVA, indicato nelle Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, presentate, ai sensi dell'articolo 21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per i periodi indicati al comma 2";
- (ii) sempre al comma 2, che la misura del prelievo è fissata nel 10 per cento, nei casi in cui l'incremento risultante dal confronto dei saldi delle operazioni attive e passive dei segmenti temporali individuati sia superiore a 5.000.000 euro e che non sia dovuto, invece, qualora detto incremento sia inferiore al 10 per cento;
- (iii) al comma 5, quanto alle modalità di versamento del contributo, il decreto ha stabilito che venga liquidato e versato entro il 30 giugno 2022 con le modalità di cui all'art. 17 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, prevendo altresì che gli adempimenti, anche dichiarativi, e le modalità di versamento del contributo siano definiti con un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, sentita l'Autorità di regolazione per l'energia, reti e ambiente. In esecuzione di tale disposizione, è stato adottato il provvedimento oggetto della presente impugnazione;
- (iv) infine, il legislatore, a tutela degli interessi dei consumatori finali, ha introdotto una misura volta a controllare che il contributo straordinario non determini indebite ripercussioni sui prezzi al consumo dei prodotti energetici e dell'energia
elettrica, prevedendo, a tal fine, che "per il periodo dal 1° maggio al 31 dicembre 2022, i soggetti tenuti al pagamento del contributo di cui al comma 1 comunicano entro la fine di ciascun mese solare all'Autorità garante della concorrenza e del mercato il prezzo medio di acquisto, di produzione e di vendita dell'energia elettrica, del gas naturale e del gas metano nonché dei prodotti petroliferi, relativo al mese precedente".
La ratio sottesa alla previsione di cui all'art. 37 si rinviene nell'intento del legislatore di contenere per le imprese e i consumatori gli effetti dell'aumento dei prezzi e delle tariffe del settore energetico, attraverso l'istituzione di un contributo solidaristico che viene imposto agli operatori del detto settore in ragione degli extraprofitti che i medesimi sarebbero stati in grado di realizzare per effetto di una speciale congiuntura economica. La base imponibile prescelta però, non consente di apprezzare l'effettivo conseguimento da parte degli operatori di quegli extraprofitti che il legislatore ha inteso colpire.
E ciò in quanto il tributo è congegnato in modo da non consentire di escludere dalla comparazione dei due saldi voci economiche attive che sono solo apparenti e non effettive o, al contrario, di considerare costi che non rilevano ai fini delle operazioni passive IVA ma che, ad ogni buon conto, incidono sul risultato dell'esercizio dell'attività dell'impresa interessata dall'imposizione.
Le Associazioni di categoria hanno in verità segnalato tali criticità in numerose occasioni, evidenziando le ragioni per le quali l'incremento tra i saldi delle operazioni attive e delle operazioni passive nei segmenti temporali prescelti non consentirebbe di individuare quella ricchezza aggiuntiva che giustificherebbe l'imposizione prevista. Anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in un'audizione dinanzi al Senato della Repubblica, ha segnalato l'esistenza di problematiche operative nella individuazione del c.d. "extraprofitto" calcolato secondo modalità diverse da quelle di "un margine classico contabile da bilancio". Secondo Acea Energia, il provvedimento impugnato è illegittimo e, pertanto, ha richiesto al TAR:
- in sede cautelare, la sospensione, anche ai sensi dell'art. 56 c.p.a. e dichiarando fin d'ora la disponibilità ad essere sentiti, del provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate impugnato e, per l'effetto, dell'obbligo di pagamento in capo alla ricorrente del contributo straordinario di cui all'art. 37 del d.l. n. 21/2022, così come convertito in legge n. 51/2022 e modificato dall'art. 55 del d.l. n. 50/2022, in via primaria per l'intero e in ogni caso per l'imposta di euro 7.824.321,08, manifestando disponibilità a prestare cauzione; con la contestuale rimessione della questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale dell'art. del d.l. n. 21/2022, così come convertito in legge n. 51/2022 e modificato dall'art. 55 del d.l. n. 50/2022, e quindi prevedendo che la sospensione cautelare permanga sino alla nuova udienza in c.c. fissata dopo la chiusura dell'incidente di costituzionalità;
- nel merito, l'accoglimento del ricorso, previa se non già disposta in sede cautelare e se ancora rilevante rimessione della questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale dell'art. del d.l. n. 21/2022, così come convertito in legge n. 51/2022 e modificato dall'art. 55 del d.l. n. 50/2022, nei termini dianzi.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Volumi Acqua | Mm3 | 21 | 20 | 1 | 6% |
| Volumi immessi in rete | Mm3 | 38 | 38 | 0 | n.s. |
| Numero di clienti (utenze servite) | Numero | 122.791 | 121.657 | 1.134 | 1% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 44,0 | 38,5 | 5,5 | 14,2% |
| Costi | 28,6 | 25,0 | 3,6 | 14,5% |
| Margine Operativo Lordo | 15,4 | 13,5 | 1,9 | 13,8% |
| Risultato Operativo | 9,0 | 7,6 | 1,4 | 18,6% |
| Dipendenti Medi | 2.376 | 2.300 | 76 | 3,3% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 1,6 | 4,6 | (3,0) | (65,3%) | 2,8 | (1,3) | (44,1%) |
| Posizione Finanziaria Netta | (21,8) | (18,9) | (2,9) | 15,1% | (10,6) | (11,2) | 105,5% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Estero | 15,4 | 13,5 | 1,9 | 13,8% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Peso percentuale | 2,3% | 2,2% | 0,1 pp |
L'Area comprende attualmente le società che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare:
- Agua de San Pedro (Honduras), di cui il Gruppo detiene il 60,65% a partire da ottobre 2016 data dalla quale è consolidata integralmente. La Società svolge la propria attività nei confronti dei clienti di San Pedro Sula;
- Acea Dominicana (Repubblica Dominicana), interamente posseduta dal Gruppo, svolge il servizio nei confronti della municipalità locale denominata CAASD (Corporation Aqueducto Alcantariado Santo Domingo);
- AguaAzul Bogotà (Colombia), di cui il Gruppo possiede il 51%, è consolidata sulla base dell'equity method a partire dal bilancio 2016 in conseguenza di una modifica intervenuta nella composizione del Consiglio di Amministrazione;
- Consorcio Agua Azul (Perù) è controllata dal Gruppo che ne possiede il 44% e svolge il servizio idrico e di adduzione nella zona nord della città di Lima. Il controllo della società è avvenuto in virtù della modifica dei patti parasociali e dell'acquisto, in data 13 Gennaio 2020, di ulteriori quote di partecipazione della società, dal socio uscente Impregilo International Infrastructures N.V., che hanno portato la quota di partecipazione del Gruppo dal 25,5% al 44,0% (+ 18,5%);
- Acea Perù interamente posseduta da Acea International (costituita il 28 Giugno 2018). Tale società è stata costituita con il preciso intento di gestire il servizio acquedottistico nella città di Lima attraverso i consorzi;
- Consorcio Servicio Sur controllata da Acea International (50%), da ACEA Ato2 (1%) e da soci locali Conhydra, Valio e India complessivamente pari al 49%. Il Consorcio è stato costituito il 5 Luglio 2018, con il preciso intento di gestire il servizio di manutenzione correttiva per i sistemi di Acqua potabile e di Rete Fognaria della Direzione di Servizi Sur di Lima (Perù). L'attività del Consorcio è terminata nel corso del 2021 ed attualmente è in liquidazione;
- Consorcio ACEA controllato da Acea Perù (99%) e da ACEA Ato2 (1%), costituito in data 15 Dicembre 2020. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la gestione delle stazioni di pompaggio acqua potabile di Lima Centro;
- Consorcio Acea Lima Norte controllato da Acea Perù (99%) e ACEA Ato2 (1%), costituito in data 5 Gennaio 2021. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima;
- Consorcio Acea Lima Sur controllato da Acea Perù (99%) e ACEA Ato2 (1%), costituito in data 6 Ottobre 2021. Il Consorcio ha sottoscritto un contratto triennale per la manutenzione correttiva della rete idrica e fognaria nella zona Sud di Lima.
L'Area chiude il primo semestre 2022 con un EBITDA di € 15,4 milioni in aumento rispetto al 30 Giugno 2021 per € 1,9 milioni. La variazione è imputabile in parte alla variazione di perimetro per effetto del consolidamento di Consorcio Ace Lima Sur a partire da ottobre 2021 (€ 0,4 milioni) e in parte dall'effetto cambio positivo (€ 1,2 milioni).
L'organico medio al 30 Giugno 2022 si attesta a 2.376 unità e risulta in aumento di 76 unità rispetto al 30 Giugno 2021 per effetto dell'incremento derivante dalla variazione di perimetro per il consolidamento di Consorcio Acea Lima Sur (204 unità) e per l'incremento di Consorcio Acea Lima Norte (21 unità) compensato dalla riduzione di Consorcio Servicio Sur (173 unità) come conseguenza del termine dell'attività di gestione della rete idrica e fognaria della Direzione Servizi Sur di Lima.
Gli investimenti del primo semestre 2022 si attestano ad € 1,6 milioni in riduzione di € 1,3 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. La riduzione è da attribuire principalmente alla società Aguas de San Pedro (€ 0,6 milioni) ed al Consorcio Lima Norte (€ 0,3 milioni) che nel 2021 aveva iniziato le attività di manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona nord di Lima.
La posizione finanziaria netta al 30 Giugno 2022 è positiva per € 21,8 milioni e registra un miglioramento rispetto al 31 Dicembre 2021 di € 2,9 milioni e di € 11,2 milioni rispetto al 30 Giugno 2021. Tali variazioni sono in prevalenza riferibili ad Aguas de San Pedro.
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Non si segnalano eventi significativi nel periodo.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Volumi acqua | Mm3 | 255 | 303 | (48) | (16%) |
| Energia consumata | GWh | 371 | 341 | 31 | 9% |
| Fanghi smaltiti | KTon | 94 | 97 | (3) | (3%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 678,2 | 637,1 | 41,1 | 6,5% |
| Costi | 324,5 | 310,9 | 13,6 | 4,4% |
| Margine Operativo Lordo | 353,7 | 326,2 | 27,5 | 8,4% |
| Risultato Operativo | 173,1 | 167,2 | 5,9 | 3,5% |
| Dipendenti Medi | 3.496 | 3.480 | 17 | 0,5% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 259,7 | 522,1 | (262,4) | (50,3%) | 246,9 | 12,8 | 5,2% |
| Posizione Finanziaria Netta | 1.752,9 | 1.681,4 | 71,5 | 4,2% | 1.664,7 | 88,2 | 5,3% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Idrico | 353,7 | 326,2 | 27,5 | 8,4% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Peso percentuale | 51,8% | 52,7% | (0,9 pp) |
L'EBITDA dell'Area si attesta al 30 Giugno 2022 a € 353,7 milioni e registra un incremento di € 27,5 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 (+ 8,4% ). L'incremento è imputabile in gran parte ad ACEA Ato2 (€ 25,8 milioni) e ACEA Ato5 (€ 2,6 milioni) e risente prevalentemente del riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica per le annualità 2018-2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022) che ammonta complessivamente ad € 26,9 milioni; compensa tale incremento Gori (€ 5,3 milioni) come conseguenza dei maggiori costi per smaltimento fanghi (€ 2,8 milioni) e per il mancato riconoscimento tariffario (€ 2,1 milioni).
Il contributo all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto, pari a € 13,9 milioni, risulta in aumento di € 5,2 milioni in prevalenza per gli incrementi registrati da Publiacqua (€ 2,5 milioni) e dal Gruppo Acque (€ 1,7 milioni) imputabili in parte a minori ammortamenti e in parte a sopravvenienze attive. Di seguito si rappresenta in dettaglio il contributo all'EBITDA delle società valutate a Patrimonio Netto:
| € milioni | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Publiacqua | 4,7 | 2,2 | 2,5 | 112,5% |
| Gruppo Acque | 6,6 | 4,8 | 1,7 | 36,1% |
| Umbra Acque | 1,3 | 1,1 | 0,2 | 20,6% |
| Nuove Acque e Intesa Areatina | 0,2 | 0,4 | (0,1) | (38,2%) |
| Geal | 1,1 | 0,2 | 0,9 | n.s. |
| Totale | 13,9 | 8,7 | 5,2 | 131,0% |
La quantificazione dei ricavi del periodo, rinvenienti dal servizio idrico integrato, è valorizzata in coerenza con il nuovo metodo MTI – 3. Le componenti tariffarie del VRG sono state valorizzate sulla base degli attuali PEF in vigore ai sensi di quanto disposto dalla deliberazione 580/2019/R/idr art.7.2 senza il recepimento delle novità introdotte dalla deliberazione 639/2021/R/idr per l'aggiornamento biennale 2022-2023 (tra cui i parametri finanziari – Oneri finanziari, Oneri fiscali, deflatori, inflazione), anche in considerazione del fatto che l'attuale stato delle interlocuzioni con gli Enti di Governo d'Ambito non consente una diversa previsione dei ricavi del SII. Nel prosieguo della presente sezione sono riportate due tabelle che sintetizzano da un lato lo status degli iter di approvazione delle proposte tariffarie e dall'altra i ricavi da SII distinti per società e per componente nonché le considerazioni alla base della determinazione dei ricavi di competenza del periodo.
Il risultato operativo risente della crescita degli ammortamenti (€ 19,1 milioni) prevalentemente imputabili ad ACEA Ato2 (€ 11,3 milioni) e GORI (€ 2,3 milioni) dovuti principalmente agli investimenti effettuati nel corso del 2021 e nel 2022 e all'entrata in esercizio di cespiti in corso.
L'organico medio al 30 Giugno 2022 pari a 3.496 unità in lieve aumento rispetto al 30 Giugno 2021 (17 unità).
Gli investimenti dell'Area si attestano a € 259,7 milioni con un incremento di € 12,8 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. Tale incremento è riconducibile ai maggiori investimenti di ACEA Ato2 per € 13,4 milioni e SII per € 1,6 milioni parzialmente compensati dai minori investimenti di Gori (€ 1,4 milioni) e di ACEA Ato5 (€ 2,1 milioni). Gli investimenti dell'Area si riferiscono
principalmente agli interventi manutenzione straordinaria, rifacimento, ammodernamento e ampliamento degli impianti e delle reti, alla bonifica e all'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari Comuni e agli interventi sui depuratori e agli impianti di trasporto (adduttrici ed alimentatrici).
La posizione finanziaria netta dell'Area si attesta al 30 Giugno 2022 a € 1.752,9 milioni e registra un peggioramento di € 88,2 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 e un peggioramento rispetto al 31 Dicembre 2021, per € 71,5 milioni in prevalenza imputabili ad ACEA Ato2 e legato agli investimenti di periodo, nonché alle dinamiche di cash flow operativo.
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Area Lazio - Campania
ACEA Ato2
Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 80 rispetto ai 113 dell'intero ATO. Tuttavia, rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente, si segnala che in data 14 luglio 2021 con Delibera di Consiglio Regionale n° 10, che faceva seguito alla deliberazione della Giunta regionale n° 752 del 3 novembre 2020 con pari oggetto, è stato modificato l'Ambito Territoriale Ottimale n° 2 Lazio Centrale-Roma inserendovi il Comune di Campagnano di Roma prima appartenente all'ATO n° 1 Lazio Nord-Viterbo. In questo modo il numero complessivo di Comuni dell'ATO2 è passato da 112 agli attuali 113. Nel corso del secondo trimestre 2022, con decorrenza 1 aprile 2022, è stato acquisito il servizio di idrico potabile e fognatura del Comune di Marano Equo completando così l'acquisizione del SII del Comune e portando a 81 quelli interamente acquisiti.
La situazione complessiva al 30 giugno 2022 viene riepilogata nella seguente tabella di sintesi.
| Situazione acquisizioni | n° comuni |
|---|---|
| Comuni che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I.* | 7 |
| Comune con Soggetto Tutelato | 2 |
| Comuni interamente acquisiti al S.I.I. | 81 |
| Comuni parzialmente acquisiti nei quali Acea ATO2 svolge uno o più servizi: | 16 |
| Comuni da acquisire | 7 |
| * Sono Comuni sotto i 1.000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del D.Lgs. 152/06. |
Le attività propedeutiche all'acquisizione dei Comuni hanno subito un grosso rallentamento dovuto ancora all'emergenza COVID-19, a causa della quale la possibilità di interlocuzione con gli Enti è avvenuta principalmente mediante video incontri.
La situazione è, però, totalmente cambiata a seguito dell'art. 22 della Legge 29 dicembre 2021, n. 233 di conversione del Decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152 recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose" il quale stabilisce che dopo il comma 2-bis dell'articolo 147 del D.L.vo 152/2006 sia inserito il seguente: "2-ter Entro il 1° luglio 2022, le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l'ente di governo dell'ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia di cui al comma 2 -bis , lettera b), confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente. Entro il 30 settembre 2022, l'ente di governo dell'ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni non fatte salve ai sensi del citato comma 2-bis."
Per questo motivo è in corso un'accelerazione dell'attività di acquisizione dei 14 Comuni in cui non viene attualmente gestito il Servizio Idrico Potabile: Agosta, Anguillara Sabazia, Anticoli Corrado, Ardea, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Cerreto Laziale, Civitella San Paolo, Labico, Ladispoli, Licenza, Roviano, Sant'Angelo Romano e Trevi nel Lazio.
La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale.
Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.900.000 abitanti di Roma e Fiumicino e in più di 61 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.
Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.
La Società, al fine di salvaguardare le fonti di approvvigionamento e attuare una gestione sempre più sostenibile della risorsa idrica, nel primo semestre del 2022 ha perfezionato lo studio della disponibilità, in termini quantitativi, delle potenziali risorse idriche sotterranee e dei possibili impatti relativi al prelievo di risorsa idrica tramite il monitoraggio di variabili meteoclimatiche e l'implementazione di adeguati modelli interpretativi. Inoltre, nell'ambito dell'Accordo di Collaborazione stipulato con l'Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRSA), ha continuato a lavorare allo sviluppo di un software volto alla modellazione della variabilità nel tempo della disponibilità idrica e la conseguente valutazione di indicatori di allerta per precoce riconoscimento di eventuali condizioni di carenza idrica. Con riferimento alle reti di distribuzione, è proseguita la campagna di interventi finalizzati alla riduzione delle perdite fisiche e commerciali e all'efficientamento.
In particolare, al 30 giugno 2022:
è stata completata la distrettualizzazione di ulteriori 1.180 km rete idrica. La distrettualizzazione delle reti ovvero la delimitazione dei distretti di distribuzione (o distretti di misura), ha la finalità di efficientare il funzionamento della rete, controllare in modo dettagliato l'entità delle perdite nei singoli distretti e guidare le attività di ricerca strumentale per la riduzione delle stesse. Complessivamente, al 30 Giugno 2022, sono 11.587 i km di rete idrica distrettualizzata e monitorata in continuo e da remoto;
- è stata condotta l'attività di ricerca delle perdite occulte attraverso un'attività di analisi puntuale e sistematica delle reti in funzione delle anomalie emergenti dal monitoraggio dei distretti idrici realizzati;
- sono stati installati dispositivi di regolazione delle pressioni, in grado di attuare una gestione attiva delle stesse e ridurre la frequenza di accadimento delle rotture nelle reti di distribuzione, tra cui un importante nodo di regolazione sul Colle Oppio a Roma che ha permesso di efficientare il servizio in una vasta area del municipio I° di Roma.
Con riferimento al comparto depurativo, è quasi completo l'iter autorizzativo per la realizzazione di ulteriori impianti di ozonolisi presso i depuratori "Montagnano" (Ardea) e "Cobis" (Roma). La messa in esercizio di tali comparti è prevista per il mese di novembre 2022. Sono, inoltre, in corso installazioni di silos per lo stoccaggio di fanghi disidratati presso i depuratori "Montagnano" (Ardea), "Cobis" (Roma) e "Crocetta" (Pomezia). In aggiunta, è in corso la procedura per la realizzazione di un essiccatore termico presso il dep. "Cobis" (Roma), che sarà ultimato presumibilmente entro il primo quadrimestre del prossimo anno.
Sempre in ottica fanghi, a breve verranno avviati i lavori per la realizzazione di una vasca per il pompaggio di fanghi disidratati presso il depuratore "Roma Est". La stessa attività verrà ripetuta sui depuratori "Roma Sud" e "Roma Nord". Infine, sono in consegna sette impianti per il trattamento bottini liquidi da installare presso altrettanti siti di depurazione.
Nel corso del periodo è stata completata l'installazione di cinque skid per il dosaggio di acido peracetico e di due impianti MBR, uno da 750 AE presso il depuratore "Trigoria" di Roma e l'altro da 5.000 AE presso il depuratore "Castel di Guido" sempre a Roma.
Prosegue la sostituzione dei compressori presso i principali impianti di depurazione con turbosoffianti di nuova generazione. Al 30 giugno 2022, tre delle cinque nuove turbosoffianti previste presso il depuratore "Roma Est" sono state installate e collaudate. Presso il depuratore "Roma Nord" è stata invece completata l'installazione di una delle tre macchine. L'attività verrà avviata anche presso il depuratore "Cobis" di Roma, con l'installazione di due compressori di ultima generazione.
La Società, inoltre, continua il piano di bonifiche ed estensioni fognarie, con particolare attenzione al risanamento igienico-sanitario, attraverso l'eliminazione degli scarichi non a norma, ed all'efficientamento dei depuratori, attraverso la centralizzazione degli stessi. Al 30 giugno 2022 sono stati collettati quattro SNAN (VELF07, GUIF10, TIVF03 e CARF01, per complessivi 6.000 AE circa) e dismessi tre impianti di depurazione (Parco della Tiburtina, Carchitti e Morosina, per complessivi 15.000 AE circa).
Si segnala che la Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022 ha definito il meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (rqti) per le annualità 2018-2019 che per ACEA Ato2 ammonta ad € 23,6 milioni.
ACEA Ato5
Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.
La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (resta ancora da rilevare la gestione del Comune di Paliano, mentre i Comuni di Conca Casale e di Rocca D'Evandro sono "fuori ambito") per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 455.164 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 200.091.
Il sistema idrico – potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici.
Il sistema fognario e di depurazione consta di una rete fognaria e di collettori collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue. Sono 232 gli impianti di sollevamento fognario gestiti dalla Società e 127 gli impianti di depurazione, compresi gli impianti "inaccessibili" e quelli fuori ATO (Rocca d'Evandro e Conca Casale).
Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, nel mese di novembre 2018 il Consiglio di Stato definitivamente pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 – che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio - con sentenza n. 6635/2018 ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina – ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO 5 ed ACEA Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da AMEA andava considerata sine titulo".
Avendo ACEA Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO 5 Lazio Meridionale – Frosinone, finalizzati a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad ACEA Ato5 della gestione del S.I.I. nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti - con verbali del 26 Novembre 2018 e 29 Novembre 2018 – hanno provveduto ad eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII.
Ad oggi le parti stanno condividendo il verbale di trasferimento del SII, la cui sottoscrizione dovrebbe altresì comportare la rinuncia ai giudizi pendenti tra le stesse. Le Parti hanno successivamente effettuato altri incontri al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano
ad ACEA Ato5; tuttavia, il Comune non ha fornito tutte le informazioni richieste. Di tale circostanza ACEA Ato5 ha informato la STO il 3 Dicembre 2020 e, nelle more, in data 15 Dicembre 2020 anche la Regione Lazio ha chiesto chiarimenti al Comune di Paliano ed all'Ente d'Ambito circa il mancato completamento delle operazioni di trasferimento dei Servizio Idrico Integrato ad ACEA Ato5 avvertendo che, in mancanza di tale adempimento, sarebbero state avviate le procedure per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. Il Comune di Paliano ha chiesto una proroga del termine di trenta giorni assegnato dalla Regione Lazio. Si è pertanto in attesa dell'iniziativa del Comune di Paliano e dell'Ente d'Ambito volta a finalizzare il trasferimento del SII del Comune di Paliano.
Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata trasferita ad ACEA Ato5 ormai a far data dal 19 Aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 Aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica".
Avverso la predetta delibera, l'AATO 5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio – Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.
Per quanto attiene ACEA Ato5, benchè l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.
In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.
Si segnala che anche per ACEA Ato5 la Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022 che ha definito il meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (rqti) per le annualità 2018-2019 ha generato l'iscrizione di un premio che ammonta ad € 0,7 milioni
Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nel periodo, si segnala:
Ricorso al TAR Lazio – Latina (RG. 308/2021 sez.1) per l'annullamento della Deliberazione n.1 del 10 Marzo 2021
ACEA Ato5 ha presentato ricorso al TAR Lazio, sez. Latina, per l'annullamento, previa adozione di adeguate misure cautelari, della Deliberazione n. 1 del 10 Marzo 2021 (pubblicata in data 18 Marzo 2021) recante Determinazioni tariffarie 2020-2023 ai sensi della Deliberazione ARERA n. 580/2019/r/idr "Approvazione del Metodo Tariffario Idrico per il terzo periodo regolatorio MTI-3 " e s.m.i. con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'ATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII (servizio idrico integrato) per il periodo regolatorio 2020-2023. Nello specifico il Gestore ha impugnato la Deliberazione nella parte in cui non accoglie le istanze motivate in ordine al riconoscimento dei maggiori costi per l'adeguamento agli standard di qualità del servizio (OpexQC), al riconoscimento dei maggiori costi di morosità (COmor), nonché nella parte in cui rinvia il riconoscimento dei conguagli spettanti al gestore (RcTOTa) a successivi periodi regolatori e a fine concessione (sul Valore Residuo – VR a fine concessione).
All'udienza del 26 Maggio 2021 il TAR, rilevando che la questione è molto complessa e richiede un approfondimento nel merito, ha fissato il merito al 15 Dicembre 2021. In data 21 dicembre 2021 il TAR Lazio – sezione di Latina con sentenza n.691/2021 ha ritenuto inammissibile il ricorso. La Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato con udienza fissata al 10 marzo 2022 ad esito della quale il Collegio ha rigettato l'istanza cautelare, riservandosi per il prosieguo.
Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori
Il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5.
Rammentiamo, infatti, che Acea ATO 5 S.p.A. aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 Febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 27 Febbraio 2007, relativa al riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella fase di avvio della Concessione.
L'Ente d'Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della Deliberazione n. 4/2007 (intervenuta in forza della successiva Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 5/2009). Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1.08.1996. Infine, l'Ente d'Ambito – nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate – aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in € 28.699.699,48.
Ciò posto, il Tribunale di Frosinone, con sentenza n. 304/2017 ha:
rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della Deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva Deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27.02.2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
- annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
- rigettato le domande che erano state formulate in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido) dai difensori di Acea ATO 5 S.p.A. e che erano volte ad ottenere il riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
- rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che, giova rammentarlo, nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000,00. All'udienza del 17 Novembre 2017, sono stati depositati per conto di ACEA Ato5 i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 Luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 Ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la Nota di Acea del 16 Novembre 2017. Con riferimento a quest'ultima Nota sono state evidenziate:
- a. l'impegno di ACEA Ato5 a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
- b. la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.
A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 Luglio 2017 e del 4 Ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA Ato5 a titolo di Canone di Concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della Nota del 16 Novembre 2017, di dover "riferire" all'A.A.T.O. 5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 Febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di ACEA Ato5 in favore di A.A.T.O.5.
Conseguentemente, la Società – per il tramite dei propri legali – ha rappresentato che:
- a) a fronte dell'impegno di corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017 ACEA Ato5 ha corrisposto:
- € 1.287.589 in data 5 Gennaio 2018, direttamente all'A.A.T.O. 5;
- € 85.261,93 in data 22 Novembre 2017 al Consorzio Valle del Liri (nell'ambito del più ampio pagamento di € 178.481,68 in esecuzione dell'accordo transattivo di cui è parte lo stesso Ente d'Ambito nel quale, all'art.2.1, si dà atto che il pagamento di € 178.481,68 andava a valere sui canoni 2010-2011-2012-2013-2016); per un totale complessivo di € 1.372.850,93.
- b) con tali ultimi pagamenti, ACEA Ato5 ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006- 2012: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'08.11.2017. In particolare, viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che a oggi ha saldato fino all'annualità 2012".
All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell'A.A.T.O. 5, ha concesso un rinvio al 4 Maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, avrebbe provveduto alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 Settembre 2018.
In tale sede, le Parti, alla luce del Collegio di Conciliazione instaurato in data 11 Settembre 2018 con l'A.A.T.O. 5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa – tra le altre – anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 Febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 Settembre 2019. A tale udienza è stato disposto rinvio al 20 Dicembre 2019. Il procedimento è stato rinviato, dapprima, al 17 Marzo 2020, successivamente d'ufficio al giorno 11 Settembre 2020 e in seguito al 15 Dicembre 2020. La causa è stata ulteriormente rinviata al 12 Febbraio 2021, poi ulteriormente rinviata al 26 Marzo 2021. All'udienza del 27 Aprile 2021 il Giudice si è riservato sulla CTU e, in data 30 Aprile 2021 ha fissato all'11 Maggio 2021 la data di conferimento dell'incarico al CTU e, successivamente, in data 26 Maggio 2021 l'avvio delle operazioni peritali. Il deposito dell'elaborato del CTU era previsto entro il 10 Novembre 2021 e l'esame del CTU era previsto per l'udienza del 30 Novembre 2021. La Società alla successiva udienza del 15 dicembre 2021 ha formalizzato una proposta transattiva, al fine di definire bonariamente la controversia. Tale proposta sarà oggetto di valutazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5. Il Giudice ha fissato l'udienza al 12 aprile 2022 per la precisazione delle conclusioni e successivamente, ha rinviato all'ulteriore udienza del 31 maggio 2022. In tale occasione, l'Autorità giudicante, preso atto del rifiuto dell'AATO5 dell'offerta transattiva proposta dalla Società, ha assegnato alle parti i termini di legge per il deposito degli atti conclusivi e ha trattenuto la causa in decisione.
Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone che ha revocato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.
La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 Maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 Novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. Il procedimento è stato rinviato al 30 Giugno 2021. All'udienza del 30 Giugno 2021, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 6 Luglio 2022 e successivamente al 10 maggio 2023.
La Società non ha ritenuto opportuno cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:
il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da ACEA Ato5 presso la Corte di Appello di Roma (RG n. 6227/2017), è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;
le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex sé l'insussistenza del credito.
La fondatezza dell'appello e della decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.
All'udienza del 6 luglio 2022, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 10 maggio 2023.
Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 26 Novembre 2019, già approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 19 Dicembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, previsto – tra l'altro – quanto segue:
- ha accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la Delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito) le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
- ha ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.
Adeguamento del Canone Concessorio
Con la deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018, la Conferenza dei Sindaci ha disposto che il pagamento delle rate dei mutui contratti dai Comuni, a far data dal secondo semestre 2013 e fino al termine della Concessione, venisse erogato direttamente dal Gestore. Conseguentemente, in occasione dell'aggiornamento tariffario disposto in data 1° Agosto 2018, dando immediata attuazione alle prescrizioni rese dall'ARERA contenute nel provvedimento sanzionatorio DSAI/42/2018/Idr, in merito, tra l'altro ai canoni relativi ai Comuni non gestiti, si è provveduto ad adeguare la componente mutui del Canone di Concessione inserendo per l'annualità 2019 l'importo degli stessi indicato nell'allegato della suddetta deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018. Nessun adeguamento della componente mutui è stato recepito per le annualità 2013-2017 in quanto la deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018 non implicava alcuna modifica all'importo della componente mutui approvato nelle varie predisposizioni tariffarie. Inoltre, l'eventuale ricalcolo dei costi per mutui (MTp) dovrà essere oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Sindaci e dovrà essere recepita nel Piano Economico Finanziario (PEF) del prossimo aggiornamento tariffario, in considerazione del fatto che, anche in sede di approvazione dell'aggiornamento tariffario 2018-2019, deliberata dalla Conferenza dei Sindaci del 1° Agosto 2018, nulla è stato disposto in merito ai canoni delle annualità suddette.
Per i motivi di seguito specificati la Società non ha ritenuto che l'obbligazione a pagare tale differenza all'Ente d'Ambito fosse venuta meno e, quindi, non ha proceduto alla riduzione degli stanziamenti passivi presenti nei propri bilanci per canoni concessori:
- la suddetta Deliberazione della Conferenza dei Sindaci nulla ha disposto in merito alla differenza;
- nel rispetto della normativa regolatoria vigente, la quantificazione dei canoni concessori spetta esclusivamente all'Ente d'Ambito e quindi l'eventuale recepimento della differenza (con conseguente estinzione della relativa obbligazione) può avvenire solo a seguito della revisione delle tariffe per le annualità 2013-2017 e del relativo Piano Economico Finanziario (PEF) da parte dell'Ente d'Ambito;
- in sede di revisione delle tariffe per il biennio 2018-2019 e del relativo PEF, l'Ente d'Ambito ha recepito la riduzione dei canoni concessori solo a partire dal 2018 (con una sostanziale riduzione degli stessi di circa € 1.658 mila nel 2018), lasciando invece invariati quelli relativi alle annualità 2013-2017;
- per l'annualità 2013 l'EGA aveva provveduto ad emettere nei confronti della Società apposite fatture per la differenza tra il canone di concessione risultante dalla relativa predisposizione tariffaria e gli oneri per i mutui che il Gestore aveva liquidato ai Comuni in base alla suddetta Deliberazione;
- l'esatta quantificazione dei canoni concessori per le suddette annualità e la valutazione circa la ricollocazione e trattamento degli stessi ai fini tariffari costituiva un tema aperto per entrambe le parti, tanto è vero che era stata rimessa al Collegio di Conciliazione instauratosi tra l'AATO5 ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione.
Va anche osservato che trattandosi di un cosiddetto "costo passante" nella definizione tariffaria, cioè imputato in tariffa senza che per il Gestore ci sia alcun ritorno economico (una sorta di riscossione per conto di terzi), il suo effetto è sostanzialmente neutro nel Bilancio del Gestore: viene iscritto come ricavo e contestualmente, ed in egual misura, come costo. Per questo motivo, anche ove la Società erroneamente non essendo venuta meno l'obbligazione a pagare la differenza avesse rilevato una sopravvenienza attiva a rettifica dell'importo dovuto a titolo di canone di concessione, avrebbe poi dovuto rilevare parallelamente una sopravvenienza passiva di pari importo conseguente ad una riduzione dei conguagli relativi agli anni 2013-2017 con evidenti effetti economici nulli sia dal punto di vista civilistico che fiscale.
Si segnala che in data 27 Novembre 2019 il citato Collegio di Conciliazione ha sottoposto alla Società e all'Ente d'Ambito apposita Proposta di Conciliazione, con allegato atto ancora da sottoscrivere. In detti documenti il Collegio di Conciliazione ha – tra l'altro –
avanzato la proposta di portare a decurtazione dei conguagli tariffari vantati dal Gestore la differenza di € 12.798 mila tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie per le annualità 2013-2017 e le somme da riconoscere direttamente ai Comuni in base alla Deliberazione n. 1 del 26 Marzo 2018. Tale proposta di destinazione a compensazione di crediti esistenti conferma la debenza da parte del Gestore di tale differenza, corroborando la decisione della Società di non rilasciare i relativi stanziamenti passivi nei propri Bilanci.
Collegio di Conciliazione con l'AATO5
Con riferimento ai rapporti con l'AATO5 la Società ha cercato di giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti nei confronti dell'Autorità d'Ambito, sulla convinzione della necessità di far cessare una lunghissima stagione caratterizzata da una netta contrapposizione tra Ente Concedente e Società Concessionaria culminata con la deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO5 volta alla risoluzione della Convenzione di Gestione che ha costretto la Società a proporre ricorso al TAR Latina che ha annullato la predetta deliberazione.
In questo contesto, negli ultimi anni, e in special modo nel corso del 2018, è stato compiuto un enorme sforzo, anche organizzativo, volto ad una ricostruzione dei rapporti tra la Società, l'Autorità d'Ambito e le singole Amministrazioni Comunali dell'ATO5.
Nel medesimo contesto, si è dunque concretizzata la possibilità di aprire un Collegio di Conciliazione con l'Autorità d'Ambito finalizzato a verificare una possibile composizione sulle principali questioni ancora controverse tra le parti.
In tale direzione, in data 11 Settembre 2018, l'AATO5 e la Società hanno sottoscritto il verbale n.1 con il quale le parti manifestavano la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse.
Sempre con il medesimo verbale, le Parti hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente.
Il Presidente del Collegio di Conciliazione è stato indicato dal Prefetto di Frosinone, su richiesta congiunta delle parti ed è stato nominato congiuntamente in data 16 Maggio 2019. Il Collegio si è ufficialmente insediato in data 27 Maggio 2019, decorrendo in tal modo dalla predetta data il termine di 120 gg entro cui lo stesso era tenuto a formulare una proposta di amichevole composizione delle questioni rimesse alla sua valutazione. In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. Ha pertanto richiesto alle parti, ed ottenuto dalle stesse, una proroga di 30 giorni a far data dal 24 settembre 2019.
All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 Novembre 2019. In occasione di tale seduta, le Parti hanno invitato il Collegio ad elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi.
In data 27 Novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la 'Proposta di Conciliazione' definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni ed interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sugli utenti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e gli utenti dell'AATO5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con gli utenti.
Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti:
- giudizio pendente presso il Tribunale di Frosinone R.G. 1598/2012, relativo ai canoni concessori 2006-2011 il Collegio proporrebbe il riconoscimento del debito a carico del Gestore per l'ammontare richiesto pari ad € 1.750.000; si precisa che tale importo è da intendere come un riconoscimento aggiuntivo rispetto a quello indicato nella proposta di transazione avanzata nell'ambito del sopra richiamato giudizio pendente – si veda quanto descritto nel precedente paragrafo "Decreto ingiuntivo di € 10.700.000 e domanda riconvenzionale AATO5 canoni concessori";
- quantificazione del canone concessorio relativo al periodo 2012-2017 e correlata destinazione delle eventuali economie per complessivi € 12.798.930,00 – il Collegio proporrebbe, anche tenuto conto delle indicazioni regolatorie fornite dall'ARERA, che le medesime vengano decurtate dai conguagli tariffari a favore del Gestore;
- riconoscimento del credito vantato dal Gestore (€ 10.700.00,00) il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore; - risarcimento dei danni subiti da ACEA Ato5 a fronte delle ritardate consegne dei servizi da parte dei Comuni di Cassino, Atina e Paliano – il Collegio riterrebbe fondata la pretesa del Gestore ma, in considerazione della difficile quantificazione economica del danno subito ed in ragione dello spirito conciliativo sotteso alla proposta di conciliazione, proporrebbe che il Gestore rinunci alla pretesa nei confronti dell'Ente d'Ambito;
- risarcimento dei danni per il mancato passaggio degli impianti ASI e COSILAM, valorizzati economicamente in € 2.855.000,00 Il Collegio ritiene non vi siano i presupposti per rimettere in discussione un atto ormai passato in giudicato; il Gestore, tuttavia, rinuncerebbe a tale pretesa a fronte del riconoscimento del credito per € 10.700.000,00;
- riconoscimento delle penali per € 10.900.000,00 applicate da parte dell'AATO5 nei confronti del Gestore e annullate dal TAR Latina con sentenza n. 638/2017. Seppur il Gestore abbia sostanzialmente disconosciuto l'applicazione di dette penali relative al periodo 2014-2015, il Collegio proporrebbe un accoglimento parziale della pretesa dell'Ente d'Ambito in misura pari a complessivi € 4.500.000. Relativamente a tale punto, la Proposta di Conciliazione prevede un impegno irrevocabile a realizzare, sul territorio
dell'ATO5, investimenti, di importo corrispondente alla quantificazione operata dal Collegio di Conciliazione, senza alcun riconoscimento tariffario e dunque a totale carico del Gestore;
- riconoscimento degli interessi per ritardato pagamento dei canoni di concessione da parte di ACEA Ato5, valorizzati economicamente in € 650.000,00 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa;
- richiesta di un piano di rientro da parte del Gestore nei confronti dell'Ente d'Ambito in relazione alle posizioni debitorie inerenti il canone concessorio 2013/2018 che, al 30 giugno 2019, vale circa € 10.167.000; il Collegio proporrebbe la compensazione di tale debito con il riconoscendo credito di € 10.700.000;
- attualizzazione dei Conguagli 2006/2011 anche al 2014, 2015, 2016 e 2017, economicamente valorizzati in € 1.040.000,00 il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
- mancata fatturazione dei conguagli 2006-2011 a causa di rettifica dei volumi 2012, economicamente valorizzati in € 1.155.000 il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa a favore del Gestore.
La 'Proposta di Conciliazione' e la bozza di 'Atto di Conciliazione' sono stati approvati dal CdA della Società tenutosi in data 19 Dicembre 2019. In data 4 Febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO 5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 Dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione tra l'AATO5 ed ACEA Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari ad € 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate.
Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 Novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 Dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'AATO5 in data 4 Febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 Dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio dell'AATO5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. Considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, a fine esercizio 2019 la Società ha deciso di stanziare a Bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000.
Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti. Nello specifico si segnala che la Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 milioni relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2017, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che – a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2017, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente ed astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, - come proposto nella bozza di accordo di conciliazione – per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.
La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione ed individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi.
Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di ACEA Ato5 nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa – una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione del bilancio 2021 e della semestrale 2022 della Società.
A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.
La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e – da ultimo – il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.
Successivamente, con nota del 29 aprile 2022 la STO, ribadendo le proprie pretese in merito agli oneri concessori, ha convocato un tavolo di confronto per il 6 maggio 2022. La STO, con nota del 6 maggio 2022, pur ribadendo le proprie ragioni, si è resa disponibile a
partecipare all'incontro. L'incontro si è poi tenuto in data 9 maggio 2022. Ad esito dell'incontro le parti hanno convenuto sulla necessità di avviare un tavolo tecnico per analizzare tutte le questioni in sospeso. Alla data odierna il tavolo tecnico è ancora in corso.
Procedimento penale n. 3910/18
Relativamente al procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, in data 2 gennaio 2019 è stato notificato decreto di sequestro preventivo emesso in data 18 dicembre 2018 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Frosinone, nell'ambito del procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r., pendente per la presunta violazione dell'art. 4 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione infedele). In forza del predetto provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie presenti su c.c. intestati ad ACEA Ato5 fino al valore di € 3.600.554,51. In data 11 gennaio 2019 è stata depositata richiesta di riesame, la cui udienza di discussione è stata fissata per il 1° febbraio 2019 dinnanzi il Tribunale di Frosinone, in composizione collegiale. All'esito della predetta udienza in Camera di Consiglio, il Tribunale di Frosinone ha accolto la richiesta di riesame proposta e per l'effetto ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro. In forza del predetto provvedimento di restituzione, la Società ha provveduto a trasmettere al Fondo Unico Giustizia formale richiesta di restituzione delle somme dissequestrate. A oggi il procedimento di restituzione è stato definito con lo sblocco delle somme da parte del Fondo Unico Giustizia. Tale procedimento è stato riunito con il procedimento penale n. 2031/16 r.g.n.r.
Contestualmente, però, è stato notificato nei confronti di un ex Dirigente della Società il Decreto di citazione a giudizio. All'udienza fissata per la trattazione delle questioni preliminari al dibattimento e per la dichiarazione di apertura del dibattimento stesso, verrà rilevato che i fatti di cui al capo di imputazione sono i medesimi per i quali è pendente il procedimento penale RGNR 2031/2016.
La prima udienza dibattimentale è stata celebrata in data 19 ottobre 2021. Rinviata al 16 novembre 2021, per scioglimento riserva assunta dall'organo giudicante a fronte dell'eccezione di incompetenza territoriale proposta dal difensore dell'imputato. Rigettata questione preliminare e rinviato al 19 aprile 2022 e successivamente all'udienza del 27 settembre 2022 per l'esame dei testi indicati nella lista del Pubblico Ministero.
Provvedimento sanzionatorio ARERA in materia di regolazione tariffaria del SII
Con la determinazione n. DSAI/42/2018/Idr del 21 Maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato, risultato della visita ispettiva effettuata dall'ARERA, in collaborazione con il Nucleo Speciale per l'energia e il sistema idrico della Guardia di Finanza, dal 20 al 24 Novembre 2017, presso la sede della Società.
In data 4 Luglio 2019 l'ARERA ha pubblicato la Deliberazione 253/2019/S/IDR del 25 Giugno 2019 con cui venivano irrogate, nei confronti di ACEA Ato5, ai sensi dell'articolo 2, comma 20, lett. c) della legge 481/95, sanzioni amministrative pecuniarie per un importo complessivo di € 955.000,00, in riferimento alle violazioni contestate con la Determinazione DSAI/42/2018/idr.
Avverso il predetto provvedimento, la Società in data 3 Ottobre 2019 ha depositato ricorso dinnanzi al TAR Lombardia, al fine di ottenere l'annullamento dello stesso, nonché il riesame in punto di quantificazione della sanzione.
Altresì, successivamente alla presentazione del ricorso, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016 - 2019, nonché dell'aggiornamento 2018 – 2019.
In merito al ricorso in discorso, non si hanno, a oggi, notizie circa la fissazione dell'udienza di trattazione. Ad ogni modo, anche in ragione del sollecito di pagamento della sanzione trasmesso dall'ARERA in data 16 ottobre 2019, la Società ha provveduto al pagamento dell'intera sanzione a essa ascritta.
Provvedimento sanzionatorio AGCM – Procedimento PS9918
In data 5 luglio 2018, in attuazione della deliberazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 27 giugno 2018, ha avuto luogo presso la sede legale della Società un'ispezione a seguito dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, co. 3, del D.Lgs. n. 206 del 2005, nonché ai sensi dell'art. 6 del "Regolamento sulle procedure Istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie" (di seguito Regolamento). Il procedimento è stato aperto a fronte delle segnalazioni effettuate all'Autorità, dalle Associazioni dei consumatori CO.DI.CI. e Federconsumatori Frosinone relativamente a presunti comportamenti scorretti ed aggressivi nei confronti di consumatori e piccole imprese, posti in essere da ACEA Ato5 nel periodo Gennaio 2015 - Giugno 2018.
In data 20 Febbraio 2019 l'AGCM, in riferimento al procedimento PS/9918, ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione del procedimento al 23 Maggio 2019.
In data 28 Febbraio 2019 l'AGCM ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento PS/9918 - fissato alla data del 20 Marzo 2019 - con contestuale precisazione delle contestazioni elevate a carico della Società. In particolare, l'Autorità ha abbandonato alcune delle iniziali contestazioni, confermando, invece, di aver rilevato delle criticità in materia di: (i) avvio delle procedure di recupero del credito in pendenza di reclamo, per il periodo antecedente alla procedura aziendale del 2018; (ii) prescrizione dei consumi, per il periodo antecedente alla modifica apportata a gennaio 2019 alla procedura adottata dalla Società in tema di prescrizione; (iii) gestione delle perdite idriche occulte. Il 20 Marzo 2019 la Società ha provveduto a depositare memoria difensiva e documentazione a supporto.
In data 4 Luglio 2019 l'Autorità ha notificato alla Società il provvedimento sanzionatorio con il quale è stata disposta una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 1,0 milioni. Avverso il predetto provvedimento sanzionatorio, la Società ha provveduto a depositare, in data 3 Ottobre 2019, ricorso al TAR Lazio – iscritto al n. di RG 12290/2019 sez. I - al fine di ottenerne l'annullamento, previa sospensione cautelare. Nella Camera di Consiglio del 6 Novembre 2019 per la discussione dell'istanza cautelare, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha pronunciato l'Ordinanza n. 7223 con la quale ha respinto l'istanza di sospensione cautelare.
La decisione del TAR non affronta i singoli motivi di ricorso sui quali si pronuncerà solo in sede di merito, la cui udienza di trattazione, ad oggi, non risulta ancora fissata. In particolare, secondo il giudice amministrativo "in relazione alla entità della comminata sanzione pecuniaria e alle paventate conseguenze sull'attività di impresa, non appaiono ravvisabili profili di estrema gravità e urgenza di cui all'art. 119, comma 4, c.p.a. per la concessione della tutela cautelare richiesta, tenuto anche conto del fatto che la società ricorrente è comunque facoltizzata a presentare istanza di rateizzazione del relativo pagamento".
In ragione della predetta decisione, essendone facoltà della Società, la stessa ha provveduto a presentare all'Autorità, in data 3 Dicembre 2019, istanza di rateizzazione che l'Autorità ha accolto in data 21 Gennaio 2020.
In data 26 febbraio 2020 è pervenuta richiesta di informazioni dalla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", in merito all'efficacia delle misure poste in essere da ACEA Ato5 a seguito del Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019, adottato all'esito del procedimento istruttorio PS9918.
In particolare, con riferimento al periodo luglio-dicembre 2019 e gennaio-febbraio 2020, l'Autorità ha richiesto specifiche informazioni circa:
- a. numero reclami ricevuti, distinguendo e precisando causale di ogni singolo reclamo;
- b. numero reclami accolti e numero reclami respinti;
- c. numero di solleciti pagamento e minacce di slaccio inviate agli utenti;
- d. numero procedure esecutive avviate per recupero morosità;
- e. numero dei distacchi forniture idriche effettuate con indicazione motivazioni e procedure seguite.
In data 17 Marzo 2020 la Società ha provveduto a fornire riscontro alla predetta richiesta con la quale si è data evidenza della rafforzata gestione in chiave pro-consumeristica del rapporto con gli utenti.
In particolare, le evidenze presentate hanno confermato:
- che non erano state avanzate prescrizioni dall'Autorità in riferimento alla verifica di cui al Provvedimento sanzionatorio n. 27798 del 5 giugno 2019. La Società, infatti, aveva già nel corso delle verifiche provveduto a migliorare le prestazioni oggetto di verifica;
- che la Società aveva già da tempo provveduto a implementare ovvero a modificare le procedure dalla stessa adottate nel rispetto della vigente normativa di settore - al fine di soddisfare al meglio le mutevoli esigenze dei consumatori, anche per tener conto delle misure di regolazione di recente adozione da parte dell'ARERA.
Alla luce di tali considerazioni e tenuto conto dei dati a oggi disponibili non sono emersi elementi di rilievo in riferimento alle richieste avanzate dall'Autorità. Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.
Procedimento penale n. 2031/2016
Relativamente al procedimento penale n. 2031/2016 che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali in data 4 gennaio 2019 è stato notificato al Presidente della Società attualmente in carica il provvedimento di invito a comparire di persona sottoposta ad indagini ed informazione di garanzia. Il predetto provvedimento ha interessato anche i Presidenti della Società, nonchè i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. L'udienza preliminare si è svolta il giorno 26 ottobre 2021, rinviata al 15 novembre 2021, per valutare ammissione parti civili e successivamente rinviata al 13 dicembre 2021 per gli stessi incombenti e poi al 10 gennaio 2022, per scioglimento riserva su ammissione parti civili. Il GUP, a scioglimento della riserva assunta, ha emesso ordinanza per effetto della quale è stata disposta, l'ammissione di tutti i soggetti asseritamente danneggiati a causa dei fatti di reato oggetto di contestazione, fatta eccezione per le associazioni "Free Monte" e "Codici Onlus". Inoltre, si segnala che, su impulso di alcune parti civili, è stata autorizzata la citazione di ACEA Ato5 e dell'Ato5 Lazio Meridionale Frosinone, nella qualità di responsabili civili per i fatti di reato ascritti agli imputati.
Alla luce di ciò è stato, dunque, disposto un rinvio all'udienza del 18 febbraio 2022, nel corso della quale ACEA Ato5 si è costituita in giudizio, quale responsabile civile. Successivamente, il GUP ha disposto il rinvio alla data del 14 marzo 2022 per consentire al pubblico ministero e alle parti civili di controdedurre sulla questione di incompetenza territoriale avanzata dalla difesa degli imputati.
Con ordinanza datata 14 marzo 2022, il Giudice ha rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale ed ha rinviato all'udienza del 28/03/2022 per l'esame degli imputati. L'udienza preliminare è stata, poi, rinviata al 29 aprile 2022 per la requisitoria del P.M., nonché per la discussione delle parti civili e del responsabile civile. Il Gup ha, altresì, indicato ulteriori due date, rispettivamente quella del 23 maggio 2022 e del 27 giugno 2022 per la discussione di tutte le difese. L'udienza di discussione è stata differita d'ufficio al 19 settembre 2022.
Giudizio civile RG 4164/2013 (Opposizione al decreto ingiuntivo del Comune di Fiuggi)
Con decreto ingiuntivo n. 1131/13, n. rg 1966/2013, emesso dal Tribunale di Frosinone il 25 Luglio 2013, si ingiungeva al Comune di Fiuggi il pagamento a favore di ACEA Ato5 della somma di € 185.685,00 per fatture insolute relative alla fornitura idrica di utenze riconducibili al Comune.
Il Comune di Fiuggi, notificava atto di citazione in opposizione a detto decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca dello stesso nonché in via riconvenzionale, la condanna di Acea al pagamento in favore del Comune di Fiuggi della somma di € 752.505,86 a titolo di ratei di mutuo maturati e non corrisposti dal 2009 alla data del 1° agosto 2013, oltre successivi maturati e maturandi, oltre interessi sino al soddisfo e condannare l'ACEA Ato5, a rifondere al Comune di Fiuggi tutte le spese che, a causa dei mancati tempestivi interventi da parte dell'obbligato gestore idrico sono state dal Comune sostenute.
L' Amministrazione comunale ha chiesto, altresì, la condanna di ACEA Ato5, al risarcimento in favore del Comune di Fiuggi dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi demandando in subordine alla CTU la quantificazione. Veniva pertanto disposta CTU finalizzata alla verifica e alla quantificazione delle spettanze rivendicate dalle parti.
Nelle more del procedimento le Parti hanno avviato un tavolo negoziale al fine di verificare la possibilità di chiudere in via bonaria la controversia. Allo stato le proposte formulate dalla controparte non sono ritenute accettabili, pertanto, pur non escludendo la possibilità di addivenire a un accordo, si è ritenuto opportuno riconsiderare la prosecuzione del giudizio.
A seguito del deposito dell'elaborato peritale, contestato in ogni suo punto dalla Società, è stato accordato un supplemento di indagini, per il quale sono state calendarizzate le relative attività. Il giudizio è pendente dinanzi il Tribunale di Frosinone nr. 4164/2013.
All'udienza del 2 marzo 2021 si è svolto l'esame della CTU e il Giudice, sciogliendo la riserva, ha rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni all'udienza dell'11 marzo 2022.
La controversia insorta è stata, infine, definita dalle parti in via transattiva, mediante la sottoscrizione dell'accordo conciliativo del 30 dicembre 2021 e il relativo giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo resterà sospeso, al fine di verificare l'effettivo adempimento degli impegni assunti. Più nel dettaglio, il giudizio di opposizione verrà dapprima rinviato al fine di consentire la verifica dell'esatto adempimento dell'accordo e successivamente, solo in esito alla corretta ed integrale esecuzione dello stesso, andrà ad estinguersi ai sensi dell'art. 309 cpc. In virtù di ciò, la Società ha ritenuto di confermare - in via prudenziale - l'accontamento delle somme a fondo rischi, così da poter garantire la copertura di eventuali costi derivanti dall'accordo. La causa è stata, dunque, rinviata al 17 marzo 2023 per verificare l'esatto adempimento delle obbligazioni derivanti dall'accordo transattivo.
Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" e con riferimento ai procedimenti D.Lgs. 231/2001 al paragrafo della presente "Relazione Principali Rischi e Incertezze". Inoltre, con riferimento alle ulteriori complesse vicende relative ai contenziosi legali, instaurati ed instaurandi, tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.
Avviso di accertamento annualità 2013 e verifiche GdF
In data 23 Ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013.
È intenzione della Società impugnare la predetta Sentenza e presentare appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.
La scadenza prevista a tal fine è di sei mesi decorrenti dalla data del deposito della Sentenza, con conseguente termine ultimo del 23 Aprile 2020. Tale termine, a causa dell'emergenza sanitaria è stato posticipato al giorno 11 Maggio 2020. Il ricorso è stato presentato e a oggi si è in attesa di fissazione dell'udienza.
Nel corso del 2019 è inoltre proseguita l'attività ispettiva condotta dalla Guardia di Finanza – Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria in materia di imposte sui redditi per le annualità dal 2014 al 2018.
In data 31 Dicembre 2019 alla capogruppo Acea S.p.A. ed alla controllata Acea Ato5 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate - Dir. Prov. Di Frosinone - Uff. Controlli – due avvisi di accertamento, ai fini IRES, per l'annualità 2013 e per l'annualità 2014.
Tali avvisi di accertamento sono conseguenza di quanto emerso dai Processi Verbali di Constatazione redatti, rispettivamente, in data 25 Ottobre 2018 (di cui si è fatta ampiamente menzione in precedenza) e in data 30 Ottobre 2019, nei quali i verificatori della Guardia di Finanza hanno rilevato:
per l'anno di imposta 2013:
- o indebita variazione in diminuzione del reddito per € 10.703.757;
- o componenti positivi di reddito non contabilizzati e non dichiarati per € 829.552;
- o elementi negativi di reddito indebitamente dedotti per € 1.559.616.
Con tale Processo Verbale di Constatazione, il secondo e terzo punto vengono superati, posto che le criticità rilevate dai verbalizzanti e inizialmente ascritte all'anno di imposta 2013 hanno avuto riflessi su annualità successive:
per l'anno di imposta 2014:
o componenti positivi di reddito non dichiarati di € 18.800.000.
Avverso tali sanzioni, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone in data 28 febbraio 2020, nel rispetto del termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea, per quanto concerne l'accertamento ai fini IRES per il 2013. L'udienza di trattazione fissata al 18 Novembre 2020 è stata rinviata al 19 Gennaio 2021. La Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto". Ad esito del procedimento in data 13 Aprile 2021 la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha notificato alla società di aver accolto i ricorsi IRAP 2014 e IRES 2014, condannando inoltre l'Agenzia delle Entrate alla rifusione delle spese del giudizio. Avverso la predetta sentenza è stato proposto appello da parte della soccombente in giudizio.
In data 23 dicembre 2021, 29 e 30 dicembre 2021 ad Acea S.p.A. ed alla Società sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate - Dir. Prov. Di Frosinone - Uff. Controlli – due avvisi di accertamento, ai fini IRES, per l'annualità 2016 e IRAP per le annualità 2015 e 2016. Anche tali avvisi di accertamento sono conseguenza di quanto emerso dal Processo Verbale di Constatazione redatto in data 30 ottobre 2019, nel quale i verificatori della Guardia di Finanza hanno rilevato:
ai fini IRES e IRAP per l'anno 2016:
- o una sopravvenienza attiva non contabilizzata scaturita dai maggiori VRG riconosciuti dall'ARERA per € 3.337.920,00; e
- o una indebita variazione in diminuzione per componenti negativi di reddito indeducibili per € 1.559.616,88.
ai fini IRES e IRAP per l'anno 2015:
- o una sopravvenienza passiva risultata indeducibile iscritta nel bilancio 2015 e relativa alla mancata gestione dei Comuni di Atina, Cassino Centro e Paliano per gli anni 2012, 2013 e 2014 per € 3.480.308;
- o la contabilizzazione nell'anno 2017 di sopravvenienze attive e rettifiche per minori ammortamenti, risultate di competenza dell'anno 2015 per € 2.144.875.
Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015 sopra descritti, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701mila; mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".
In relazione ai ricorsi promossi dalla Società avverso gli avvisi di accertamento IRES 2015 e 2016, la Commissione Tributaria Provinciale ha disposto la fissazione dell'udienza al 27 settembre 2022.
Riscontro AGCM per la depurazione e addebito canoni fognatura e depurazione
In data 13 Marzo 2020 è pervenuta dall'AGCM richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 3, comma 2, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie", con specifico riferimento all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da ACEA Ato5.
Tale richiesta scaturisce dalla nota di chiarimento inviata dal Comune di Vicalvi ad inizio 2020 e richiamata dalla stessa Autorità, nella quale è stato chiesto di motivare tale attribuzione in considerazione del fatto che sul territorio comunale insistono solo vasche Imhoff e non sono presenti impianti di depurazione.
In particolare, l'Autorità ha chiesto di conoscere:
il dettaglio dei Comuni peri quali il servizio di depurazione non è attivo;
il numero di utenti ivi residenti ai quali viene addebitato il servizio di depurazione;
eventuali iniziative intraprese per l'attivazione di nuovi e/o ulteriori impianti di depurazione, precisando la data di entrata in funzione degli stessi.
Al riguardo, dovendo la Società fronteggiare le eccezionali difficoltà operative legate alla straordinaria situazione emergenziale venutasi a creare a seguito della diffusione del COVID-19, che hanno inevitabilmente inciso sulla tempistica di raccolta delle informazioni richieste e sulla elaborazione della successiva risposta – il cui termine di trasmissione era fissato al 2 aprile 2020 – si è ritenuto opportuno chiedere una proroga del termine al 30 Aprile 2020.
In data 30 Aprile 2020, la Società ha provveduto a fornire riscontro alla richiesta di informazioni pervenuta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in merito all'applicazione della tariffa per il servizio di depurazione nel territorio del Comune di Vicalvi e degli altri Comuni gestiti da ACEA Ato5, con nota protocollo n. 0141201/20.
In particolare, con riferimento agli utenti residenti nei Comuni ad oggi non serviti da depurazione, ai quali viene addebitato il predetto servizio, pari a n. 387 (su circa 17.028 utenze), la Società ha rappresentato all'Autorità di essersi tempestivamente attivata al fine di procedere alla restituzione di ogni addebito, nonché all'esonero delle predette utenze dalla quota tariffaria inerente la depurazione. La restituzione è stata disposta in automatico ed a prescindere da ogni istanza o richiesta da parte degli utenti e finanche in assenza di ogni segnalazione circa la mancanza di un sistema di depurazione a servizio dell'utenza, in accordo con quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008.
Ulteriormente, la Società ha dato atto delle numerose iniziative attualmente in corso, al fine di garantire l'entrata in funzione di impianti di depurazione ubicati presso i Comuni ad oggi non serviti, anche sulla base di specifici impegni assunti con l'Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n. 5 ed inseriti nel Programma degli Interventi (PdI).
Infine, con specifico riferimento alla posizione del Comune di Vicalvi, la Società ha fornito i dovuti chiarimenti in merito all'intervenuto addebito agli utenti residenti nel predetto Comune della tariffa relativa al servizio di depurazione, precisando che tale addebito è legittimato dalla presenza nel territorio comunale di vasche Imhoff, consegnate alla Società all'atto del trasferimento del S.I.I., che sono di fatto, sia a livello operativo che regolatorio, impianti di depurazione, tanto che i costi di gestione degli stessi sono stati riconosciuti e approvati dall'AATO5 nella predisposizione tariffaria 2016-2019.
Quanto sopra, dimostra, dunque, che diversamente da quanto rappresentato dal Comune di Vicalvi, la previsione di un addebito in tariffa dei costi di gestione delle fosse Imhoff – attraverso la voce tariffaria relativa al servizio di depurazione applicata agli utenti i cui scarichi confluiscono in tali impianti è del tutto lecita – come riconosciuto dalla stessa STO dell'AATO5 - risulta conforme non soltanto al metodo tariffario approvato dall'ARERA con delibera n. 580/2019/idr, ma anche e soprattutto con i principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 2008, secondo cui la tariffa, quale corrispettivo contrattuale, deve "essere espressiva del costo industriale del servizio idrico rappresentato […] dall'integrazione dei servizi di captazione, adduzione, distribuzione, collettamento e depurazione". Allo stato non ci sono aggiornamenti né ulteriori richieste pervenute dall'Autorità.
Con riferimento allo stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe idriche dell'AATO5, si riporta che, a oggi, risultano approvate dall'ARERA le tariffe idriche per il periodo 2012-2015 (Delibera n. 51/2016/R/Idr dell'11 febbraio 2016).
Infatti, si ricorda che le tariffe idriche sono predisposte dagli Enti di governo dell'ambito, o dagli altri soggetti competenti individuati dalla legge regionale, e poi trasmesse all'ARERA per l'approvazione. In caso di inerzia dell'Ente di governo dell'ambito, l'iniziativa spetta al Gestore.
Periodo regolatorio 2016 - 2019
Con Deliberazione n. 664/2015/R/Idr del 28 Dicembre 2015, l'ARERA ha approvato il Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio "MTI-2" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-2, la Società ha continuato a fornire all'Ente d'Ambito le informazioni e i chiarimenti utili alla predisposizione tariffaria 2016-2019. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre alcuna proposta tariffaria per il quadriennio 2016-2019. Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 30 maggio 2016, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5, e per conoscenza all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 7 comma 7.5 della Deliberazione n. 664/2015. Con nota prot. N. 19984/P del 13 Luglio 2016, l'ARERA convocava l'Ente di Governo d'Ambito e il Gestore a un incontro in data 19 Luglio 2016. A seguito di tale incontro, e sulla base della predisposizione tariffaria espletata dalla STO dell'AATO5, veniva convocata la Conferenza dei Sindaci il 29 Luglio 2016; anche tale Conferenza non produceva alcuna deliberazione tariffaria. A riscontro dell'istanza tariffaria prodotta dal Gestore in data 30 Maggio 2016, l'ARERA ha provveduto a notificare all'AATO5, in data 16 Novembre 2016, formale diffida a provvedere, entro 30 giorni, alle determinazioni tariffarie di propria competenza per il secondo periodo regolatorio 2016-2019, con l'avvertenza che, decorso tale termine, l'istanza del Gestore si sarebbe intesa accolta e trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione entro i successivi 90 giorni. A seguito della diffida dell'ARERA, in data 13 Dicembre 2016, l'AATO5 ha approvato la proposta tariffaria.
A oggi si è in attesa dell'approvazione definitiva da parte dell'ARERA.
Aggiornamento biennale 2018 - 2019
Con la Delibera n. 918/2017/R/Idr del 27 Dicembre 2018, l'ARERA ha regolato l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato.
In attuazione di tale disciplina regolatoria, in data 1° Agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, con Deliberazione n. 7, ha formalizzato l'approvazione del moltiplicatore tariffario per le annualità 2018 e 2019 nella misura massima prevista dal Metodo Tariffario, pari all'8%, fermo restando l'istruttoria da parte dell'ARERA per la variazione del theta che determina variazioni tariffarie superiori al limite previsto dal MTI-2. Inoltre, con Deliberazione n. 8 del 1° Agosto 2018 la Conferenza dei Sindaci ha approvato, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della Deliberazione ARERA del 28 Settembre 2017, n. 665/2017/R/Idr, la nuova articolazione tariffaria (TICSI).
Come dettagliatamente rappresentato nel prosieguo, si riporta che in data 21 Maggio 2018, con la Determinazione n. DSAI/42/2018/IDE del 21 Maggio 2018 ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio, poi conclusosi con l'irrogazione di un provvedimento sanzionatorio, nei confronti della Società in relazione a una serie di rilievi in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato per gli anni 2012-2017 (quindi anche avuto riguardo a tariffe già approvate dall'Autorità stessa (2012-2015).
A ogni modo, in sede di aggiornamento tariffario 2018-2019 approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 in data 1° Agosto 2018, si è provveduto ad apportare le opportune rettifiche secondo quanto indicato dall'Autorità di Regolazione nell'ambito del procedimento sanzionatorio anzidetto.
Ad oggi si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Si precisa tuttavia che l'articolo 15 comma b) della Deliberazione ARERA n. 918/2017/R/Idr del 27 Dicembre 2017 stabilisce che i Gestori siano tenuti ad applicare, a seguito della predisposizione dell'aggiornamento biennale da parte degli Enti di Governo dell'Ambito, e fino all'approvazione da parte dell'Autorità, l'aggiornamento delle tariffe predisposto dal suddetto Ente di Governo, nel rispetto del limite di prezzo di cui al comma 3.2 della Deliberazione 664/2015/R/IDR.
Altresì, nel corso del mese di ottobre 2019, la Società ha provveduto a trasmettere all'Autorità specifica istanza, al fine di avere conoscenza dei tempi di definizione dei procedimenti di approvazione delle tariffe 2016 - 2019, nonché dell'aggiornamento 2018 - 2019.
A tal proposito, si riporta quanto chiarito dall'ARERA con il Comunicato del 5 Febbraio 2020, secondo cui: "Con riferimento alle proposte di aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019 trasmesse dagli Enti di Governo dell'Ambito ai sensi delle Deliberazioni 917/2017/R/idr e 918/2017/R/idr, ma non ancora interessate da puntuali atti di approvazione da parte dell'Autorità, si chiarisce che:
- l'Autorità completerà le istruttorie volte ad accertare la coerenza dei pertinenti dati tecnici e tariffari, nell'ambito delle verifiche sugli specifici schemi regolatori proposti per il terzo periodo regolatorio (2020-2023), in osservanza del metodo tariffario idrico MTI-3 di cui alla Deliberazione 580/2019/R/idr;
- per il biennio 2018-2019 restano valide le determinazioni tariffarie adottate dal soggetto competente, che saranno valutate dall'Autorità - nell'ambito della quantificazione delle componenti a conguaglio di cui all'articolo 27 del MTI-3 - in sede di approvazione del nuovo schema regolatorio."
Periodo regolatorio 2020 - 2023
Con Deliberazione 580/2019/R/Idr del 27 Dicembre 2019, l'ARERA ha approvato il Metodo Tariffario per il terzo periodo regolatorio "MTI-3" definendo le regole per il computo dei costi ammessi al riconoscimento tariffario, nonché l'individuazione dei parametri macroeconomici di riferimento e dei parametri legati alla ripartizione dei rischi nell'ambito della regolazione del settore idrico. A seguito della pubblicazione del suddetto MTI-3, la Società ha fornito all'Ente d'Ambito i dati, le informazioni e i chiarimenti utili alla
predisposizione tariffaria 2020-2023. Nonostante l'invio della documentazione l'Ente d'Ambito non ha provveduto a predisporre la proposta tariffaria per il quadriennio 2020-2023 entro i termini previsti dalla vigente regolazione (31 Luglio 2020). Pertanto, vista l'inerzia dell'Ente d'Ambito, in data 15 Dicembre 2020, la Società ha provveduto a trasmettere via PEC all'AATO5 e all'ARERA, l'istanza tariffaria ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della Deliberazione 580/2019.
In data 10 Marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023.
Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta dal gestore ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo 2020-2023 ed evidenzia nel quadriennio 2020-2023 significative differenze in riferimento ai costi operativi e al moltiplicatore tariffario.
Con riferimento ai costi operativi si evidenzia che il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzati dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 Dicembre 2020, non è stato adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 che accompagna la propria proposta tariffaria. Pertanto, ad oggi non sono note al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 Marzo 2021.
La Conferenza dei Sindaci non ha ancora approvato la revisione tariffaria per il biennio 2022-2023, resta pertanto vigente, nelle more, il Piano Economico Finanziario approvato dall'AATO5 con delibera n.1/2021, rispetto al quale appare opportuno reiterare alcune considerazioni.
Nello specifico, il suddetto Piano Economico Finanziario:
- non prevede tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa Euro 50 milioni (dei complessivi Euro 101 milioni);
- prevede la fatturazione di circa Euro 51 milioni solo a decorrere dall'annualità 2024 dunque non fatturabili nell'immediato, e tra l'altro non correttamente inseriti nella formula del calcolo della variazione tariffaria ammessa;
- non riconosce costi operativi per le annualità 2020-2021 pari ad Euro 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo;
- prevede una variazione tariffaria non compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.
Tale situazione di rinvio della copertura finanziaria risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA delle proposte tariffarie 2016-2019 e dell'aggiornamento biennale 2018- 2019, con la conseguenza che, sebbene la Conferenza dei Sindaci abbia deliberato il VRG per gli anni 2016-2019 e 2020-2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.
Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale configurazione tariffaria 2020-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.
Di fronte a tale situazione, è proseguito nel primo semestre del 2022, il processo di efficientamento dei costi di esercizio attraverso l'adozione di tutte le misure idonee a migliorare la posizione finanziaria della Società necessaria per confermare il presupposto della continuità aziendale.
Gli obiettivi di tali azioni hanno riguardato:
- la sottoscrizione di piani di rientro per debiti pregressi sia con fornitori terzi che infragruppo,
- l'intensificazione dell'utilizzo del reverse factoring sui principali contratti sottoscritti nel 2022,
- il porre in essere una serie di azioni coordinate e mirate a ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, al miglioramento delle percentuali d'incasso,
- la rimodulazione degli investimenti orientati a garantire la continuità del servizio ma anche la sostenibilità finanziaria degli stessi sia nell'ottica del quadriennio 2020-2023 che dell'intero Piano,
- l'efficientamento dei costi operativi in conseguenza del minor flusso di ricavi derivante dal Piano Economico Finanziario approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5,
- la presentazione del ricorso avverso la Delibera n. 1 della Conferenza dei Sindaci di approvazione della proposta tariffaria 2020- 2023,
- l'esperimento dell'istanza di riequilibrio finanziario come misura prevista dalla regolazione in presenza di elementi di incertezza tariffaria che determinano potenziali squilibri finanziari.
Con riferimento alla delibera tariffaria, il TAR ha rigettato il ricorso eccependo il difetto di competenza. La Società ha provveduto ad impugnare la sentenza innanzi al Consiglio di Stato.
Con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO 5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnica Operativa dell'AATO5 competente per la trasmissione all'ARERA ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate. Alla data di redazione della presente non si ravvisano elementi utili a prevedere l'esito dell'istanza.
A fronte dello scenario sopra rappresentato che fa permanere, in continuità con il precedente esercizio la presenza di significative incertezze, gli Amministratori hanno adottato tutte le misure idonee a migliorare la posizione finanziaria della Società ed indirizzare in tal modo la problematica di tensione finanziaria sopra descritta.
Gli obiettivi di tali azioni includono tra l'altro:
- la richiesta di attivazione di un tavolo tecnico con la STO finalizzato a compensare le partite reciproche già oggetto del Tavolo di Conciliazione ed avviare la definizione di un piano di rientro sulle partite escluse dal Tavolo di Conciliazione compatibile con l'attuale scenario tariffario,
- la presentazione del ricorso al TAR ed al Consiglio di Stato avverso la deliberazione n. 1/2021 della Conferenza dei Sindaci del AATO5,
- la presentazione dell'istanza di riequilibrio economico-finanziario secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'ARERA con deliberazione 656/2015/R/idr,
- la sottoscrizione di piani di rientro a medio/lungo termine per ristrutturazione dei debiti scaduti al 31 dicembre 2021 (sia verso fornitori terzi che intercompany),
- l'adozione di nuovi piani di rientro intercompany con riferimento alla quota di debiti scaduti e alla data del 31 dicembre 2022 non oggetto di ristrutturazione,
- il consolidamento e l'incremento dello strumento del Reverse Factoring quale forma standard di estinzione dei nuovi debiti a far data dal 2022,
- l'ulteriore incremento dell'adozione di piani di rientro verso fornitori terzi e non oggetto di Reverse Factoring.
Inoltre, preso atto della situazione di incertezza che interessa la Società sotto il profilo regolatorio, in data 16 giugno 2022, la controllante Acea SpA ha autorizzato la patrimonializzazione di Acea Ato5 attraverso la rinuncia ai crediti per partite non finanziarie (commerciali e diverse) scadute e in essere al 31 dicembre 2021, alla quota capitale scaduta del finanziamento oneroso e della relativa quota interessi scaduta al 31 dicembre 2021 per un importo totale pari a € 96.337.589,84 e di procedere alla ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno matureranno e alla linea capitale che di anno in anno giungerà a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024 ove la Società ne faccia richiesta e persistano condizioni di incertezza.
L'operazione di patrimonializzazione attuata dalla controllante Acea SpA è finalizzata a ristabilire una situazione di equilibrio patrimoniale e finanziario, grazie alla riduzione dello stock di debiti pregressi verso la capogruppo e ai significativi effetti positivi sulla PFN, liberando così risorse finanziarie da destinare progressivamente all'estinzione dei debiti commerciali pregressi verso fornitori terzi.
La Società dovrà tener conto degli esiti – allo stato non prevedibili - dell'iter di aggiornamento biennale tariffario 2022-2023, attualmente in corso con l'Ente d'Ambito, al fine di rivedere le proprie valutazioni in merito alle prospettive di continuità aziendale, in termini di aggiornamento delle proiezioni economico-finanziarie e dei flussi di cassa prospettici attesi dalla gestione del servizio. Pertanto, al momento non è possibile escludere il permanere delle molteplici significative incertezze identificate in sede di predisposizione del bilancio d'esercizio 2021 della Società che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale.
Gli Amministratori hanno comunque continuato ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione della semestrale al 30 giugno 2022, ritenendo che le azioni a presidio della continuità, come ulteriormente rafforzate dalle deliberazioni di Acea SpA, saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale, confidando altresì che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti in materia tariffaria sopra descritti, nonché alle approvazioni tariffarie da parte di ARERA.
Si informa infine che in data 26 luglio 2022 la STO dell'Ente d'Ambito ha trasmesso a mezzo PEC la Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 20 luglio 2022 avente ad oggetto "Ricognizione delle rate dei mutui del servizio idrico integrato da rimborsare ai Comuni – Art. 13, comma 2, Convenzione di Gestione Rep. N. 7205 del 27/06/2023". In virtù di quanto riportato al punto 4) della Deliberazione, la STO ha trasmesso pertanto l'elenco delle rate dei mutui censiti dall'ente d'ambito che integrano l'elenco di cui alla Deliberazione n.1/2018 dalla Conferenza dei Sindaci, specificando che provvederà all'inserimento dei nuovi ratei nella componente di costo del primo aggiornamento tariffario utile. La Società in data 28 luglio 2022 ha proposto istanza di accesso agli atti, al fine di prendere visione di tutti gli atti presupposti alla identificazione dei mutui riconosciuti con la deliberazione n. 4) della Conferenza dei Sindaci notificata dalla STO.
Acea Molise
Acea Molise Srl gestisce il Servizio Idrico Integrato nei seguenti contesti multi-regionali e multi-ambito:
- Regione Molise: gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli (ATO unico);
- Regione Lazio: le attività di competenza sono le seguenti:
- o gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Campagnano di Roma (ATO 2 Lazio);
- o conduzione dell'impianto di depurazione del Comune di Valmontone (ATO 2 Lazio).
Le concessioni di Termoli e Campagnano sono scadute a fine 2021 e sono state prorogate dagli Enti concedenti come segue: COMUNE DI TERMOLI: la gestione del SII nel Comune di Termoli è stato tecnicamente prorogato sino al 30 giugno 2022, in attesa della conclusione del bando di gara avente ad oggetto l'"Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e
per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, d.lgs. n. 50/2016)".
Nonostante Acea Molise fosse il soggetto promotore della Finanza di Progetto con diritto di prelazione, dalla presa visione dei titoli abilitativi alla gara, la Società si è resa conto di non possedere la totalità dei requisiti di qualificazione richiesti. Si è pertanto valutata l'opportunità di partecipare comunque alla gara e di presentare un'offerta migliorativa (perdendo il diritto di prelazione) con l'avvalimento di TWS (gruppo Acea) ed operatori terzi di gradimento Acea. Oltre all'ampliamento dei requisiti, questa soluzione consentirebbe di realizzare importanti sinergie di gruppo.
In data 29 marzo 2022, il CdA della controllante Acea Spa (socio unico di Acea Molise) ha espresso parere favorevole alla richiesta della Società di partecipare alla gara indetta dal Comune di Termoli (con l'avvalimento di TWS e operatori terzi), e contemporaneamente ha deliberato il relativo sostegno finanziario, sino ad un importo massimo di € 5mln.
A seguire, in data 30 marzo 2022, anche il CdA di Acea Molise, preso atto della delibera del socio Acea Spa, ha espresso parere favorevole alla partecipazione alla gara con l'istituto dell'avvalimento.
In data 31 marzo 2022 Acea Molise, in collaborazione con l'unità Gare di Gruppo, ha presentato, tramite piattaforma messa a disposizione dalla stazione appaltante Comune di Termoli, un'offerta migliorativa, lato investimenti, rispetto ai documenti di gara.
La Centrale Unica di Committenza riunitosi in data 19 maggio 2022, con nota prot. 32122, comunicava la chiusura dei lavori da parte della commissione di gara con proposta di aggiudicazione della Finanza di Progetto in favore della Società Acea Molise S.r.l. Con Determina Dirigenziale n. 1089 del 20 maggio 2022 l'appalto in oggetto è stato definitivamente aggiudicato ad Acea Molise Srl.
L'aggiudicazione della gara del Project Financing indetta dal Comune di Termoli consente quindi alla Società di proseguire a buon titolo nella gestione del servizio idrico integrato in detto comune, in attesa delle decisioni regionali in merito al Gestore Unico di Ambito.
Obiettivo di ampio respiro e di interesse del Gruppo Acea, è rappresentato difatti dalla partecipazione ad una eventuale gara di gestione del servizio idrico integrato dell'intero Ambito Molisano, che potrebbe essere bandita entro il I semestre del 2023. Allo stato attuale si ha evidenza dell'approvazione del Piano di Ambito regionale, definito dall'EGAM in collaborazione con la Sogesid (società partecipata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), e pubblicato ufficialmente sul sito della Regione Molise, e si ha notizia dell'imminente costituzione di una società di gestione con il 100% di capitale pubblico cui sarà affidato l'intero servizio idrico integrato dell'ATO unico del Molise.
Si è in attesa quindi di sviluppi riguardo le decisioni della Regione Molise e dell'EGAM circa le modalità operative di gestione del servizio idrico integrato dell'Ambito Molisano: tramite una gestione totalitaria in house o con l'ausilio (auspicato) di un partenariato privato.
COMUNE DI CAMPAGNANO di ROMA: La gestione in concessione del servizio di distribuzione dell'acqua potabile del Comune di Campagnano, affidata nel 1991 ed ampliata nel 2000 all'intero Servizio Idrico Integrato, è scaduta il 31.12.2020 ed è stata prorogata sino al 31.12.2021 in attesa della ratifica del Consiglio Regionale dello spostamento del Comune di Campagnano di Roma dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma.
In data 14 luglio 2021, il Consiglio Regionale della Regione Lazio, con deliberazione n. 10, ha ratificato il passaggio del Comune di Campagnano di Roma, dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma, ambito il cui Gestore unico è la società ACEA Ato2. Nel corso del secondo semestre del 2021 si sono susseguiti una serie di incontri con il Comune e con il Gestore dell'Ambito Acea Ato2 per definire il passaggio di consegne del servizio idrico integrato.
Nonostante l'impegno delle parti coinvolte nel passaggio di gestione, in data 14 dicembre 2021, con lettera prot. 37728, il Sindaco del Comune di Campagnano di Roma, in ragione della complessità dell'iter procedurale, sia amministrativo che tecnico, per l'adesione all'ATO2, ha chiesto ad Acea Molise la disponibilità a proseguire la gestione del servizio idrico integrato del Comune medesimo, per un ulteriore anno, e quindi sino al 31 dicembre 2022, quale termine ragionevolmente stimato per la conclusione del passaggio di gestione ad ACEA Ato2. Contestualmente ha chiesto sempre ad Acea Molise, la disponibilità, a partire dal 1° gennaio 2022, di gestire anche l'impianto di trattamento arsenico comunale (Potabilizzatore) dietro adeguamento tariffario.
In data 20 dicembre 2021, con lettera prot. 24984. Acea Molise Srl si è dichiarata disponibile sia a proseguire il servizio idrico integrato comunale per un ulteriore anno, sia ad ampliare il perimetro gestito con la presa in carica del Potabilizzatore.
Attualmente sono in corso, di concerto con la STO dell'ATO2 Lazio Centrale-Roma, tutte le attività propedeutiche per il passaggio di gestione, e si presume che le stesse si concretizzeranno entro il 30 settembre 2022.
COMUNE DI VALMONTONE: Il contratto di gestione del Depuratore di Valmontone, è naturalmente scaduto nel mese di Aprile 2022 e l'attività doveva essere acquisita dal gestore unico di ambito ACEA Ato2 Spa.
Le Parti hanno però concordato di posticipare la scadenza del contratto di 3 mesi, al 31.07.2022, al fine di consentire alla società Acea Molise Srl di poter concludere tutte le attività di competenza in materia di smaltimento dei rifiuti, come indicati nel registro di carico e scarico intestato alla stessa società.
GORI
La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato dell'Ambito Distrettuale "Sarnese-Vesuviano" della Regione Campania (che ricomprende 59 Comuni della Provincia di Napoli e 17 Comuni della Provincia di Salerno), per un totale di 76 Comuni (tuttavia, i Comuni di Calvanico e Roccapiemonte in Provincia di Salerno stanno provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del SII da parte della società). L'affidamento della predetta gestione del SII di durata trentennale e decorrente dal 1° Ottobre 2002 (e scadenza nel 2032), è stata perfezionata con la stipula di apposita convenzione con l'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (oggi sostituito dall'Ente Idrico Campano di cui alla citata legge Regione Campania 15/2015) in data 30 Settembre 2002.
L'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania, costituito ai sensi della legge regionale 15/2015, ha una superficie di circa 900 kmq ed una popolazione di circa 1,47 milioni di abitanti.
La rete idrica attualmente gestita nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania si sviluppa per una lunghezza complessiva di 5.226 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 866 km e in una rete di distribuzione di circa 4.360 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.689 km.
Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce 13 sorgenti, 115 pozzi, 202 serbatoi, 116 sollevamenti idrici, 196 sollevamenti fognari e 12 impianti di depurazione.
Accordo operativo tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e Gori
In data 8 novembre 2018 è stato stipulato un Accordo Operativo tra la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano e GORI ("Accordo Operativo") finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi: (i) l'assunzione da parte di GORI della gestione del servizio e della presa in carico delle cosiddette "Opere Regionali" (cioè, alcune rilevanti infrastrutture del S.I.I. ricadenti nel territorio dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano, gestite per lungo periodo dalla Regione Campania e da quest'ultima trasferite al gestore GORI nel periodo tra il 2019 e il 2021) e il loro conseguente efficientamento; (ii) l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso (di acqua e dei servizi di fognatura e depurazione) erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi relativamente al pagamento per le forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e i servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue"; (iii) la creazione di condizioni utili per favorire l'accesso al mercato del credito da parte di GORI; (iv) l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di competenza, l'equilibrio economicofinanziario della gestione del S.I.I. dell'ATO, laddove dovesse venire meno.
Per effetto dell'Accordo Operativo, la Società ha stipulato, in data 18 luglio 2019, un contratto di finanziamento a lungo termine con un pool di banche con periodo di disponibilità di 4 anni, durata decennale e scadenza finale per il rimborso al 31 dicembre 2029.
Peraltro, l'emergenza sanitaria da covid-19, l'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia ha comportato, inevitabilmente, rilevanti criticità socio-economiche, per le quali il Governo nazionale, la Giunta Regionale della Campania ed anche l'ARERA hanno adottato e stanno adottando una serie di misure al fine di attenuarne gli effetti, soprattutto – per quanto qui di interesse – per fornire una tutela rafforzata agli utenti del S.I.I. (sospensione attività di riscossione del credito e delle attività di sospensione/interruzione del servizio per gli utenti morosi, nonché dilazione dei pagamenti). In ragione di tale situazione, la Regione Campania e GORI – anche al fine di assicurare una tariffa socialmente sostenibile in questa fase storica e, contestualmente, mantenere il livello degli investimenti programmati nonché, più in generale, garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I. dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità – si sono già determinate nel senso di rimodulare i pagamenti delle somme dovute da GORI alla Regione a titolo di debito per forniture all'ingrosso pregresse, pervenendo in data 20 novembre 2020 alla stipula di un Atto Aggiuntivo all'Accordo Operativo, con cui il pagamento delle rate in scadenza nel periodo da dicembre 2020 a dicembre 2021, pari a circa € 34,4 milioni, è posticipato al 2028.
Parimenti, nell'ambito della predisposizione dello Schema Regolatorio 2020÷2023 approvato dall'Ente Idrico Campano con deliberazione del comitato Esecutivo n. 35 del 12 agosto 2021 è programmata la posticipazione delle rate previste dai piani di rientro stabiliti dall'Accordo Operativo per gli anni 2022, 2023 e 2024 (e pari complessivamente a circa € 34,4 milioni) agli anni 2030, 2031 e 2032. In ogni caso, Regione Campania, Ente Idrico Campano e GORI saranno comunque tenute ad individuare soluzioni idonee a garantire il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I.
Con riferimento alla sentenza del TAR Lombardia n. 1619 del 29 Giugno 2018 si informa che il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento del ricorso in appello dei predetti Comuni, con la recente sentenza n. 5309 del 13 luglio 2021, ha riformato la sentenza del T.A.R. Lombardia, sede di Milano n. 1619/2018, sul presupposto che l'ARERA non abbia effettuato una corretta attività istruttoria riguardo "la quantificazione delle tariffe", in quanto non avrebbe valutato se il Piano d'Ambito sia stato effettivamente attuato dopo il 2009 e, cioè, dopo che è stato avviato il procedimento della sua revisione; ha quindi argomentato, ai fini della predetta "quantificazione delle tariffe", sulla verifica dell'effettiva attuazione del Piano d'Ambito «… tenuto conto dell'esigenza di verificare la congruità dei costi rispetto agli obiettivi pianificati anche "in relazione agli investimenti programmati" (art. 149 d. lgs. 152/06) … il che implica l'esigenza di una istruttoria … sullo stato di attuazione del piano [d'ambito] quale presupposto per valutare concretamente i costi della gestione ed un eventuale concreta valutazione della situazione determinatasi al fine di individuare l'adeguata tariffazione …». Il Consiglio di Stato ha poi concluso prevedendo una temporanea riduzione del 30% dell'incremento tariffario previsto dalla delibera n. 104/2016/R/idr "in attesa della rinnovazione del procedimento" istruttorio dell'ARERA propedeutici all'assunzione di nuove determinazioni (anche confermative delle determinazioni assunte con la deliberazione ARERA 104/2026/R/idr) in ordine alla "quantificazione delle tariffe" – «non essendo comunque in discussione la misura delle pregresse consolidate tariffe e dovendosi attribuire comunque un peso preponderante all'avvenuta approvazione del piano» – fermo restando che «La rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria ma sulla base di nuovi elementi ossia la verifica puntuale dell'attuazione del piano e della presumibile giustificata modulazione futura degli interventi programmati o sulla base di una più specifica diversa motivazione o, in caso contrario, ove l'Autorità lo ritenesse, potrebbe concludersi per confermare in toto od in parte il disposto annullamento giurisdizionale ( che ha solo un effetto conformativo istruttorio in attesa della rinnovazione delle valutazioni tecniche ). Tale riduzione è disposta, fino alla nuova determinazione dell'Autorità, che dovrà sollecitamente intervenire ed espressamente e concretamente motivare sugli effetti derivanti, ai fini della copertura dei costi, dai residui eventuali profili di non attuazione del piano, salvo eventuali conguagli finali da ordinarsi
all'esito della rinnovazione (ove la riduzione dell'incremento qui annullato fosse da calcolarsi in misura inferiore al trenta per cento)». Si precisa, in merito, che non avendo l'Ente Idrico Campano (cioè, l'ente di governo d'ambito competente) adottato le predisposizioni tariffarie per il quadriennio 2020÷2023, l'ARERA ha diffidato l'Ente Idrico Campano in data 02/07/2021 ad "adempiere ai sensi del comma 5.6 della deliberazione 580/2019/R/IDR e dell'art. 3, comma 1, lett. f), del dPCM 20 luglio 2012" e, quindi, a provvedere, entro 30 giorni dal ricevimento della medesima nota, alle determinazioni e alle trasmissioni di propria competenza con riferimento agli anni 2020-2023, "con l'avvertenza che, decorso inutilmente tale termine, l'istanza del gestore si intenderà accolta dal soggetto competente medesimo quale predisposizione tariffaria, per effetto di quanto già previsto dal richiamato art. 20 della legge n. 241/1990, e sarà trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione e approvazione, entro i successivi 90 giorni". Successivamente alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, l'ARERA ha diffidato nuovamente l'Ente Idrico Campano (che aveva comunicato "di rinviare l'approvazione dello schema regolatorio 2020 – 2023, come predisposto dagli uffici, al fine di verificare l'impatto della Sentenza [del Consiglio di Stato] sullo schema Regolatorio in discussione e nelle more di acquisire appositi chiarimenti …" dall'Autorità in ordine agli effetti della citata sentenza) e il Gestore – ciascuno per quanto di competenza e «…nelle more della rinnovazione citata [dell'attività istruttoria supplementare ordinatagli dal Giudice Amministrativo] …» – a provvedere ad adottare la predisposizione tariffaria 2020- 2023 «…comunque garantendo il mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione…» e tenendo conto «…(anche ai fini della verifica del rispetto del limite di prezzo fissato dalla regolazione pro tempore vigente) degli effetti di quanto statuito dalla sentenza sopra richiamata…», in termini quindi di "limiti di prezzo" di fatturazione agli utenti. Pertanto, l'ARERA – con la deliberazione 373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 – ha già avviato il procedimento per l'ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, al precipuo ed espresso fine della "… rinnovazione dell'istruttoria – limitatamente ai profili richiamati in motivazione [della sentenza n. 5309/2021] – sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr". Peraltro, l'ARERA con successiva deliberazione 247/2022/R/idr del 31 maggio 2022 ha ordinato all'Ente Idrico Campano: "… di assumere e trasmettere all'Autorità, entro e non oltre 90 (novanta) giorni decorrenti dal ricevimento del presente provvedimento, le specifiche determinazioni, di sua competenza e responsabilità, in merito alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI S.p.A., per gli anni 2012 e 2013, ferme restando le tempistiche fissate dall'Autorità con riguardo agli adempimenti regolatori afferenti alle annualità successive; … ai fini di una compiuta rinnovazione dell'istruttoria in ordine alle predisposizioni tariffarie sopra richiamate, di prevedere che la trasmissione all'Autorità delle determinazioni … sia corredata da tutti i dati e le informazioni già richiesti dagli Uffici dell'Autorità con comunicazione dell'11 novembre 2021, richiamata in motivazione, nonché – anche tenuto conto della relazione prodotta dai Comuni appellanti – dalle informazioni utili a ricondurre tutti gli elementi utili allo svolgimento del procedimento in oggetto nell'ambito di un quadro chiaro e coerente; … di prorogare al 30 settembre 2022 il termine di conclusione del procedimento, avviato con deliberazione 373/2021/R/idr, per la rinnovazione dell'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021 …". Allo stato, nell'ambito degli accertamenti svolti, emerge che non dovrebbe comunque essere effettuata alcuna restituzione immediata all'utenza, atteso che l'eventuale decurtazione del 30% (semmai fosse confermata) sarebbe comunque assorbita dai conguagli tariffari maturati dal Gestore GORI ed ancora aperti, così come confermato dalla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'EIC n. 35 del 12 agosto 2021. Occorre, quindi, attendere i provvedimenti che l'Autorità adotterà nel termine previsto (30 settembre 2022) in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021. Per le motivazioni esposte e sulla base del parere dei consulenti legali allo scopo consultati, non si prevedono al momento impatti economici derivanti da tale sentenza del Consiglio di Stato anche in ragione del fatto che occorrerà, comunque, attendere le eventuali nuove determinazioni dell'ARERA.
Schema regolatorio 2020-2023
Il Comitato Esecutivo dell'Ente in data 12 agosto 2021 ha definitivamente approvato lo schema regolatorio 2020-2023 per il gestore GORI SpA con delibera n. 35; sempre in data 12 agosto 2021, gli uffici dell'EIC hanno poi trasmesso all'ARERA lo schema regolatorio tramite la procedura informatica. Nell'ambito di tale schema regolatorio approvato dall'EIC, è previsto un Theta pari a 1 per le annualità 2020, 2021 e 2023 ed un incremento del Theta pari al 2.4 per l'anno 2022.
L'EIC nella delibera in parola ha inoltre stabilito di rinviare ogni ulteriore e definitiva determinazione in merito ad eventuali manovre correttive sugli schemi regolatori riferiti ai periodi pregressi non considerate nella proposta approvata, al fine di attendere i provvedimenti che l'ARERA dovrà assumere in esecuzione di quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, n. 5309/2021 del 13/07/2021; più specificamente, il Consiglio di Stato ha disposto che l'ARERA provveda a rinnovare l'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie approvate dalla medesima ARERA con la deliberazione 104/2016/R/idr recante "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015", fermo restando che "la rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria".
Conseguentemente, con la deliberazione n.373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 e la successiva deliberazione 18/2022/R/idr del 18 gennaio 2022, ARERA ha avviato il procedimento per la rinnovazione della predetta istruttoria, all'esito della quale ha previsto, in prima istanza, l'adozione del provvedimento conclusivo entro il 31 dicembre 2021, poi prorogato al 15 marzo 2022, in ragione della proroga del termine intervenuta con la citata deliberazione 18/2022/R/idr.
Si rappresenta che, nell'ambito del su menzionato procedimento istruttorio avviato dall'ARERA, l'Ente Idrico Campano ("EIC") – su specifica richiesta dell'Autorità e in riscontro a quanto richiesto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 – ha accertato la vigenza del Piano d'Ambito, approvato nel 2000 e regolarmente aggiornato nel 2007, nonché ha accertato che il soggetto gestore GORI
s.p.a. ("GORI" o "Gestore" o "Società") ha dato effettivamente attuazione al Piano d'Ambito fino a tutto il 2011 secondo le previsioni della normativa di settore.
Inoltre, in data 25 maggio 2022, ARERA, all'esito delle prime attività istruttorie condotte, ha convocato un incontro istruttorio ai sensi del punto 2 della deliberazione 373/2021/R/IDR "con la finalità di assicurare il più ampio "contraddittorio con gli enti appellanti", come statuito dal Consiglio di Stato con la citata sentenza, prima dell'adozione del provvedimento di conclusione del procedimento, (…omissis…) "volto a rappresentare gli esiti dell'attività istruttoria compiuta dagli scriventi uffici, e a consentire ai soggetti in indirizzo di fornire contributi o commenti nel corso della riunione in parola."
All'esito del citato incontro, ARERA ha adottato, in data 31 maggio 2022, la deliberazione n. 247/2022/R/IDR, avente ad oggetto "Determinazioni per la rinnovazione dell'istruttoria in ordine alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI S.p.A., per gli anni 2012 e 2013, e proroga del termine per la conclusione del procedimento volto all'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021" con la quale l'Autorità ha ulteriormente prorogato, al 30 settembre 2022, il termine di conclusione del procedimento, avviato con deliberazione 373/2021/R/idr (per la rinnovazione dell'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/IDR, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021) ed ha assegnato all'Ente Idrico Campano un termine (entro e non oltre novanta giorni decorrenti dal ricevimento del presente provvedimento, ovvero entro il 29 agosto 2022) per l'assunzione e la trasmissione delle determinazioni di competenza all'Autorità, disponendo inoltre - laddove l'Ente Idrico Campano non provveda nel rispetto dei termini e delle modalità all'adozione e trasmissione degli atti di competenza l'azzeramento della quota parte dei relativi costi di funzionamento di cui all'articolo 154, comma 1, del d.lgs. 152/06.
Allo stato, per quanto risulta, l'Ente Idrico Campano, sta predisponendo gli atti da sottoporre all'approvazione del Comitato Esecutivo per la definitiva approvazione e conseguente trasmissione all'Autorità nei termini previsti.
I ricavi al 30 giugno 2022, che ammontano complessivamente a € 125,0 milioni, sono stati determinati sulla base dello schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano con la delibera 35/2021, in adempimento alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, adeguati sulla base di quanto stabilito dalla delibera ARERA 639/2021, con la quale l'Autorità ha definito i criteri per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato.
La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di OPnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi degli art. 18.2, 18.3 lettera c) e 18.4 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio, tuttavia, l'Ente Idrico Campano, al fine di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I., ha deliberato incrementi tariffari inferiori rispetto al limite massimo applicabile riconosciuto dal metodo regolatorio MTI-3.
Si evidenzia inoltre che, per la valorizzazione del VRG al 30 giugno 2022, la componente di vincolo relativamente al bonus idrico integrativo Opsocial di competenza dell'anno 2022 è stata posta pari a zero in quanto, pur essendo stata riconosciuta nell'ambito dello schema regolatorio approvato dall'EIC, di fatto manca un atto deliberativo specifico, tenuto conto che "l'erogazione del bonus idrico integrativo è subordinata alle eventuali determinazioni che saranno assunte, a tale riguardo, dall'Ente Idrico Campano per mantenere l'agevolazione prevista nel biennio 2018-2019, individuando contestualmente la platea dei beneficiari aventi diritto al Bonus idrico integrativo e le relative modalità di accesso"; mentre è stata considerata, nel computo del Vincolo, la componente Opsocial relativa alle annualità 2020 e 2021 (non iscritte nei bilanci di competenza),così come deliberato dal Consiglio di Distretto dell'Ente idrico Campano con delibera n.2 del 05 maggio 2022, con la quale ha approvato i criteri per l'assegnazione del bonus idrico integrativo per il biennio 2020-2021.
Sono state altresì considerate le componenti puramente regolatoria COfanghi e COEE.
Le componenti OpexQC e OpexQT sono state valorizzate nella misura di quanto richiesto nelle relative istanze di riconoscimento costi, ovvero nel limite di quanto rendicontato nel 2019.
Gli OPnew portati in computo, sono stati quantificati in continuità con quanto fatto negli esercizi precedenti, e pertanto trovano copertura in vincolo, per il principio del full cost recovery, i costi effettivamente sostenuti sugli impianti trasferiti al 30 giugno 2022, come desumibili dalle fonti contabili.
Al 30 giugno 2022 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrale idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto ad Ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a Marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Settembre 2018, le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a Dicembre 2018, il Campo Pozzi di Angri con trasferimento avvenuto a Febbraio 2019, l'impianto di depurazione dell'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Marzo 2019, il completamento dell'Area Sarnese con trasferimento avvenuto ad Aprile 2019, l'impianto di depurazione Medio Sarno 2 con trasferimento avvenuto a Luglio 2019, il trasferimenti relativi all'impianto di depurazione Medio Sarno 3 ed all'Area idrica Penisola Sorrentina avvenuti a Dicembre 2019, il trasferimento dell'impianto di depurazione Foce Sarno avvenuto a dicembre 2020, ed in fine il trasferimento dell'impianto di depurazione Alto Sarno avvenuto a gennaio 2021.
I costi operativi endogeni Opexend sono stati definiti secondo quanto stabilito all'art. 17.1 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr dove sono state introdotte misure volte ad incentivare comportamenti efficienti da parte dei gestori; a tal fine, il calcolo del livello pro capite del costo operativo sostenuto da GORI nell'anno 2016 ha posizionato GORI nella Classe B1 della matrice regolatoria di cui all'art. 17.1 della delibera ARERA 580/2019/R/idr, mentre il calcolo del costo operativo stimato, calcolato secondo il modello statistico di cui all'art. 17.2 dell'Allegato A alla delibera ARERA e trasformato in termini pro capite, ha collocato il gestore nel Cluster A della matrice regolatoria. Pertanto, GORI si è posizionata nel quadrante n. 4 della matrice regolatoria. Gli Opexend così definiti, adeguati
del coefficiente inflativo previsto dall'Autorità nell'ambito dell'aggiornamento biennale regolatorio 2022-2023, sono pari a € 74,8 milioni.
Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 27.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr e ss.mm. e ii. il quale articolo prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2020-2023, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2).
Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania al 30 giugno 2022, è stata considerata la tariffa approvata dall'EIC con delibera n. 7 del 26 febbraio 2021 cha determina lo schema regolatorio 2020-2023 per la Proposta Tariffa Acqua all'ingrosso per il gestore "Regione Campania", e pari a 0,20452 €/mc, con l'applicazione, per l'anno 2022, di un teta pari a 1,060 (incremento pari al 6%).
Il costo di competenza al 30 giugno 2022 a valere sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il principio del full cost recovery, è pari a circa € 3,1 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza.
Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti che, per la determinazione dei costi di competenza al 30 giugno 2022 secondo il principio del full cost recovery, risultano pari a circa € 3,7 milioni, in ragione della tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/mc, (applicazione delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 Marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e Gori), applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali.
Causa pendente dinanzi al Consiglio di Stato incardinata con ricorso presentato dai Comuni di Angri (SA), Casalnuovo di Napoli (NA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del T.A.R. Lombardia, sede di Milano, n. 1619/2018 del 29 giugno 2018, con cui è stato respinto il ricorso per l'annullamento della deliberazione ARERA 104/2016/R/idr del 10 marzo 2016 di approvazione dello Schema Regolatorio 2012÷2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano
Il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento del ricorso in appello dei predetti Comuni, con la recente sentenza n. 5309 del 13 luglio 2021, ha riformato la sentenza del T.A.R. Lombardia, sede di Milano n. 1619/2018, sul presupposto che l'ARERA non abbia effettuato una corretta attività istruttoria riguardo "la quantificazione delle tariffe", in quanto non avrebbe valutato se il Piano d'Ambito sia stato effettivamente attuato dopo il 2009 e, cioè, dopo che è stato avviato il procedimento della sua revisione; ha quindi argomentato, ai fini della predetta "quantificazione delle tariffe", sulla verifica dell'effettiva attuazione del Piano d'Ambito «… tenuto conto dell'esigenza di verificare la congruità dei costi rispetto agli obiettivi pianificati anche "in relazione agli investimenti programmati" (art. 149 d. lgs. 152/06) … il che implica l'esigenza di una istruttoria … sullo stato di attuazione del piano [d'ambito] quale presupposto per valutare concretamente i costi della gestione ed un eventuale concreta valutazione della situazione determinatasi al fine di individuare l'adeguata tariffazione …». Il Consiglio di Stato ha poi concluso prevedendo una temporanea riduzione del 30% dell'incremento tariffario previsto dalla delibera n. 104/2016/R/idr "in attesa della rinnovazione del procedimento" istruttorio dell'ARERA propedeutici all'assunzione di nuove determinazioni (anche confermative delle determinazioni assunte con la deliberazione ARERA 104/2026/R/idr) in ordine alla "quantificazione delle tariffe" – «non essendo comunque in discussione la misura delle pregresse consolidate tariffe e dovendosi attribuire comunque un peso preponderante all'avvenuta approvazione del piano» – fermo restando che «La rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria ma sulla base di nuovi elementi ossia la verifica puntuale dell'attuazione del piano e della presumibile giustificata modulazione futura degli interventi programmati o sulla base di una più specifica diversa motivazione o, in caso contrario, ove l'Autorità lo ritenesse, potrebbe concludersi per confermare in toto od in parte il disposto annullamento giurisdizionale ( che ha solo un effetto conformativo istruttorio in attesa della rinnovazione delle valutazioni tecniche ). Tale riduzione è disposta, fino alla nuova determinazione dell'Autorità, che dovrà sollecitamente intervenire ed espressamente e concretamente motivare sugli effetti derivanti, ai fini della copertura dei costi, dai residui eventuali profili di non attuazione del piano, salvo eventuali conguagli finali da ordinarsi all'esito della rinnovazione (ove la riduzione dell'incremento qui annullato fosse da calcolarsi in misura inferiore al trenta per cento)». Si precisa, in merito, che non avendo l'Ente Idrico Campano (cioè, l'ente di governo d'ambito competente) adottato le predisposizioni tariffarie per il quadriennio 2020÷2023, l'ARERA ha diffidato l'Ente Idrico Campano in data 2 luglio 2021 ad "adempiere ai sensi del comma 5.6 della deliberazione 580/2019/R/IDR e dell'art. 3, comma 1, lett. f), del dPCM 20 luglio 2012" e, quindi, a provvedere, entro 30 giorni dal ricevimento della medesima nota, alle determinazioni e alle trasmissioni di propria competenza con riferimento agli anni 2020-2023, "con l'avvertenza che, decorso inutilmente tale termine, l'istanza del gestore si intenderà accolta dal soggetto competente medesimo quale predisposizione tariffaria, per effetto di quanto già previsto dal richiamato art. 20 della legge n. 241/1990, e sarà trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione e approvazione, entro i successivi 90 giorni". Successivamente alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, l'ARERA ha diffidato nuovamente l'Ente Idrico Campano (che aveva comunicato "di rinviare l'approvazione dello schema regolatorio 2020 – 2023, come predisposto dagli uffici, al fine di verificare l'impatto della Sentenza [del Consiglio di Stato] sullo schema Regolatorio in discussione e nelle more di acquisire appositi chiarimenti …" dall'Autorità in ordine agli effetti della citata sentenza) e il Gestore – ciascuno per quanto di competenza e «…nelle more della rinnovazione citata [dell'attività istruttoria supplementare ordinatagli dal Giudice Amministrativo] …» – a provvedere ad adottare la predisposizione tariffaria 2020-2023 «…comunque garantendo il mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione…» e tenendo conto «…(anche ai fini della verifica del rispetto del limite di prezzo fissato dalla regolazione pro tempore vigente) degli effetti di quanto statuito dalla sentenza sopra richiamata…», in termini quindi di "limiti di prezzo" di fatturazione agli utenti. Pertanto, l'ARERA – con la deliberazione 373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 – ha già avviato il procedimento per l'ottemperanza
della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, al precipuo ed espresso fine della "… rinnovazione dell'istruttoria – limitatamente ai profili richiamati in motivazione [della sentenza n. 5309/2021] – sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr". Al momento, nell'ambito del su menzionato procedimento istruttorio avviato dall'ARERA, l'Ente Idrico Campano – su specifica richiesta dell'Autorità – ha accertato la vigenza del Piano d'Ambito, approvato nel 2000 e regolarmente aggiornato nel 2007, nonché ha accertato che il soggetto gestore GORI ha dato effettivamente attuazione al Piano d'Ambito fino a tutto il 2011 secondo le previsioni della normativa di settore. Conseguentemente, sulla base di quanto accertato dall'EIC, è già possibile – almeno in linea logica – escludere qualsiasi decurtazione agli incrementi tariffari stabiliti con la deliberazione 104/2016/R/idr dell'ARERA, atteso che la medesima Autorità dovrà adottare le determinazioni richieste dal Consiglio di Stato anche all'esito delle predette verifiche dell'EIC. Oltretutto, nell'ambito degli accertamenti svolti, emerge che non dovrebbe comunque essere effettuata alcuna restituzione immediata, atteso che l'eventuale decurtazione del 30% (semmai fosse confermata) sarebbe comunque assorbita dai conguagli tariffari maturati dal Gestore GORI ed ancora aperti, così come confermato dalla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'EIC n. 35 del 12 agosto 2021. Allo stato, si rende quindi opportuno attendere di conoscere i provvedimenti che l'Autorità adotterà in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021. A tale ultimo proposito, si fa presente che l'ARERA, con deliberazione 247/2022/R/idr del 31 maggio 2022, ha ordinato all'Ente Idrico Campano: "… di assumere e trasmettere all'Autorità, entro e non oltre 90 (novanta) giorni decorrenti dal ricevimento del presente provvedimento, le specifiche determinazioni, di sua competenza e responsabilità, in merito alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI, per gli anni 2012 e 2013, ferme restando le tempistiche fissate dall'Autorità con riguardo agli adempimenti regolatori afferenti alle annualità successive; … ai fini di una compiuta rinnovazione dell'istruttoria in ordine alle predisposizioni tariffarie sopra richiamate, di prevedere che la trasmissione all'Autorità delle determinazioni … sia corredata da tutti i dati e le informazioni già richiesti dagli Uffici dell'Autorità con comunicazione dell'11 novembre 2021, richiamata in motivazione, nonché – anche tenuto conto della relazione prodotta dai Comuni appellanti – dalle informazioni utili a ricondurre tutti gli elementi utili allo svolgimento del procedimento in oggetto nell'ambito di un quadro chiaro e coerente; … di prorogare al 30 settembre 2022 il termine di conclusione del procedimento, avviato con deliberazione 373/2021/R/idr, per la rinnovazione dell'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021 …". Allo stato, nell'ambito degli accertamenti svolti, emerge che non dovrebbe comunque essere effettuata alcuna restituzione immediata all'utenza, atteso che l'eventuale decurtazione del 30% (semmai fosse confermata) sarebbe comunque assorbita dai conguagli tariffari maturati dal Gestore GORI ed ancora aperti, così come confermato dalla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'EIC n. 35 del 12 agosto 2021. Occorre, quindi, attendere i provvedimenti che l'Autorità adotterà nel termine previsto (30 settembre 2022) in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021. Per le motivazioni esposte e sulla base del parere dei consulenti legali allo scopo consultati, non si prevedono al momento impatti economici derivanti da tale sentenza del Consiglio di Stato anche in ragione del fatto che occorrerà, comunque, attendere le eventuali nuove determinazioni dell'ARERA.
Cause pendenti innanzi il T.A.R. Campania, sede di Napoli, incardinate con ricorso presentato dai Comuni di Nocera Inferiore (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA), Scisciano (NA) e Lettere (NA), per l'annullamento delle deliberazioni del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 08/08/2016 (con cui è stata approvata la predisposizione dello Schema Regolatorio 2016÷2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015/R/idr e ss. mm. e ii.) e n. 39/2018 del 17/07/2018 (con cui è stato approvato l'aggiornamento di tale Schema Regolatorio)
I Comuni in epigrafe hanno impugnato innanzi al TAR Campania, sede di Napoli, la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 dell'8 agosto 2016 con cui è stato predisposto lo Schema Regolatorio 2016÷2019 e la deliberazione del medesimo Commissario Straordinario n. 39/2018 del 17/07/2018 con cui è stato aggiornato il predetto Schema Regolatorio. Entrambi i giudizi avente ad oggetto la deliberazione 19/2016 (RG 5192/16) e la deliberazione n.39/2018 (RG 4698/18), sono stati sospesi in attesa degli esiti del giudizio pendente in Consiglio di Stato ed incardinato dai Comuni di Angri (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del TAR Lombardia, sede di Milano, n. 1619 del 29 giugno 2018 con cui è stata confermata la legittimità della deliberazione dell'ARERA 104/2016/R/idr di approvazione dello Schema Regolatorio 2012÷2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano. A tale riguardo, essendo intervenuta la su citata sentenza del Consiglio di Stato n. 5309 del 13 luglio 2021, il TAR – ritenendo sussistere il rapporto di pregiudizialità tra gli atti impugnati e l'esito del giudizio di appello – ha disposto che i giudizi proseguano mediante la presentazione di una nuova istanza di fissazione di udienza all'esito del passaggio in giudicato della predetta sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021.
Causa pendente innanzi al Consiglio di Stato su ricorso proposto dalla GORI per la riforma delle sentenze del T.A.R. Campania, sede di Napoli, nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015 relativamente al riconoscimento delle partite pregresse ante 2012 per conguagli tariffari approvati dall'autorità concedente Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano (dante causa dell'Ente Idrico Campano)
La Società ha provveduto ad addebitare all'utenza la componente tariffaria 2014 denominata "Recupero partite pregresse ante 2012", in ossequio alle disposizioni di cui alla delibera del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 43 del 30 giugno 2014, come modificata ed integrata dalla delibera n. 46 del 3 luglio 2014 (provvedimento tariffario a sua volta adottato ai sensi dell'articolo 31 dell'Allegato A della delibera n. 643/2013/R/idr dell'ARERA e sulla base delle delibera dell'Assemblea dei Sindaci dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 5 del 27 ottobre 2012). Diversi soggetti, tra i quali Comuni, associazioni e utenti hanno proposto azioni giudiziarie per chiedere, in sede amministrativa, l'annullamento, previa sospensiva, delle delibere in questione, mentre in sede civile è stato richiesto l'annullamento delle fatture contenenti l'importo dei conguagli. In particolare, si segnala che sono stati promossi n. 7 ricorsi innanzi al T.A.R. Campania, sede di Napoli e n. 4 ricorsi straordinari innanzi al Capo dello Stato. Inoltre, l'Associazione Federconsumatori Campania ha impugnato la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese
Vesuviano n. 14 del 29 giugno 2015 nonché il Comune di Angri ed altri 11 Comuni dell'ATO 3 hanno impugnato con motivi aggiunti la deliberazione del Commissario n. 15 del 30 giugno 2015. La I sezione del T.A.R. Campania - Napoli, in data 15 ottobre 2015, ha emesso le sentenze nn. 4846/2015, 4848/2015, 4849/2015 e 4850/2015, in accoglimento dei ricorsi presentati dall'Associazione Federconsumatori Campania e dai Comuni di Angri, Casalnuovo di Napoli e Nocera Inferiore, ha dichiarato nulle le deliberazioni commissariale n. 43 del 30 giugno 2014 e n. 46 del 3 luglio 2014 relativamente alla determinazione ed approvazione dei conguagli tariffari per il periodo 2003÷2011 ed alla modalità di riscossione. In particolare, il T.A.R. ha ritenuto che tali deliberazioni siano state adottate in difetto assoluto di attribuzione, atteso che il Commissario straordinario, a far data dal 21 luglio 2013 (e, cioè, sei mesi successivi alla sua nomina avvenuta il 21 gennaio 2013), sarebbe decaduto e, quindi, da detta data non avrebbe più avuto i poteri. Il T.A.R. non è quindi entrato nel merito della legittimità o meno dei conguagli tariffari, ma si è limitato a rilevare la carenza di poteri del Commissario con la conseguente nullità degli atti posti in essere dopo il 21 luglio 2015, sulla base di una interpretazione delle norme non condivisibile per l'Ente d'Ambito e la GORI. In ogni caso, con la nuova legge regionale n. 15 del 2 dicembre 2015, è stato superato ogni dubbio interpretativo, in considerazione del fatto che l'art. 21, comma 9, ha chiarito – anche ai fini dell'interpretazione autentica delle norme oggetto della pronuncia del TAR – che: "i poteri dei Commissari nominati per la liquidazione dei soppressi Enti d'Ambito e per l'esercizio delle funzioni di cui al decreto legislativo 152/2006, in continuità e conformità a quanto previsto dall'articolo 1, comma 137 della legge regionale 6 maggio 2013, n. 5 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2013 e pluriennale 2013- 2015 della Regione Campania – legge finanziaria regionale 2013) cessano entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge". Peraltro, al comma 9-bis del citato art. 21 è stato stabilito che "In sede di prima attuazione della presente legge, gli atti adottati dai Commissari nominati per la liquidazione dei soppressi Enti d'Ambito in materia tariffaria e di conguagli tariffari in attuazione della delibera ARERA n. 643/2013 e per i quali pendono ricorsi in sede giurisdizionale amministrativa, sono inefficaci fino alle determinazioni definitive adottate da parte del costituendo Ente Idrico Campano, sentito il Consiglio Distrettuale competente": in altre parole, accertati per effetto del comma 9 dell'art. 21 i poteri del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ad aver adottato legittimamente i provvedimenti in materia di conguagli tariffari, è stato comunque previsto che per detti conguagli tariffari l'Ente Idrico Campano, quale nuova autorità concedente/regolatrice ed avente causa del Commissario Straordinario, debba assumere nuove e definitive determinazioni. Ed infatti, a quanto consta, l'Ente Idrico Campano ha ultimato l'attività istruttoria (tra l'altro nel senso di riconoscere che sono state correttamente determinate le partite pregresse per conguagli tariffari ante 2012) sulla base della quale i suoi organi competenti dovranno assumere i provvedimenti richiesti. Di conseguenza, in ragione di tale ultima circostanza e del fatto che occorre altresì attendere i provvedimenti dell'ARERA all'esito del procedimento avviato con la su menzionata deliberazione 373/2021/R/idr, il Consiglio di Stato ha rinviato a data da destinarsi l'udienza pubblica di trattazione del merito e, cioè, all'esito delle determinazioni dell'Ente Idrico Campano.
Gesesa
La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la Gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012 e confluita nell'E.I.C. regionale a fine anno 2018, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore Unico la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione). Gesesa gestisce il Servizio Idrico Integrato in 22 Comuni della provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di 117.492 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 Kmq con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km ed un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 57.405, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2022 di circa 7,8 milioni di metri cubi di acqua.
Il servizio di fognatura è fornito a circa l'80% degli utenti mentre quello di depurazione è fornito a circa il 35% degli utenti.
Relativamente alla concessione di gestione del SII del Comune di Benevento, in scadenza il 30 giugno 2022, si evidenzia che il Comune di Benevento, con delibera di Consiglio Comunale del 29 giugno 2022 ha deliberato di prorogare la concessione del Servizio alla Società per 12 mesi, ritenendo tale orizzonte temporale necessario per consentire all'Ente Idrico Campano di dar corso alle procedure per consentire al gestore unico, che verrà individuato, di essere in grado di subentrare nella gestione del servizio.
Si fa presente che uno degli obiettivi aziendali è quello di consolidare, estendere ed efficientare in particolare il servizio di fognatura e depurazione. Per tali ragioni gli investimenti si sono anche concentrati sul miglioramento e adeguamento delle reti fognarie e sulla ristrutturazione degli impianti di depurazione e sulla progettazione preliminare di quelli non ancora presenti sul territorio.
In relazione al procedimento penale 5548/16 R.G.N.R. con il quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, nel mese di maggio del 2020, ha posto sotto sequestro 12 impianti di depurazione della società con nomina di un Amministratore giudiziario per la gestione degli stessi, il Pubblico Ministero nel corso del mese di maggio, ha chiesto, tra gli altri, il rinvio a giudizio di alcuni dirigenti e dipendenti di Ge.se.sa. L'udienza preliminare è stata fissata per il 23 gennaio 2023.
Si ricorda che l'inchiesta afferisce alla gestione del sistema di depurazione nel territorio del Beneventano ed a una sua possibile connessione con l'inquinamento dei corpi idrici che insistono su quell'area. Secondo l'impostazione accusatoria gli indagati si sarebbero resi responsabili, in particolare, del delitto di frode in pubbliche forniture ex art.356 c.p. nonché del delitto di inquinamento ambientale di cui all'art. 452 bis c.p. che, ad avviso del Pubblico Ministero, sarebbe una diretta conseguenza delle pratiche di mala gestione degli impianti di depurazione. Gesesa sta continuando l'esecuzione dei lavori contenuti nell'Audit redatto dall'Amministratore Giudiziario a seguito della ricognizione sugli impianti stessi per individuare le soluzioni e gli interventi finalizzati all'efficientamento della resa depurativa degli stessi. L'effettuazione dei lavori viene svolta secondo le modalità contenute nella convenzione approvata dal GIP del Tribunale di Benevento, stipulata il 17 marzo 2021, tra la Società e l'Amministratore Giudiziario.
Si evidenzia che nel corso delle riunioni del Comitato Tecnico, costituito per la gestione delle attività previste dalla convenzione, che si tengono periodicamente, è stato preso atto del proseguimento delle difficoltà e dei ritardi per l'approvvigionamento dei materiali quale conseguenza dell'emergenza COVID, per cui anche il termine fissato per il termine degli interventi di riqualificazione non potrà essere rispettato.
In relazione al procedimento 231 a carico della società è da evidenziare che anche per questo il Pubblico Ministero nel corso del mese di maggio ha chiesto il rinvio a giudizio anche per la società ed è stata disposta la trattazione simultanea di tutte le posizioni a carico sia delle persone fisiche che della società. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 23 gennaio 2023.
Relativamente al provvedimento dell'11 novembre 2021 con il quale il GIP, su richiesta dei C.T e del P.M., aveva stato disposto il sequestro di denaro, direttamente riconducibile al profitto del reato nella disponibilità della Società e il sequestro, finalizzato alla confisca per beni fungibili, immobili e quant'altro di patrimonialmente rientrante nella disponibilità della società, fino alla concorrenza di oltre € 78.000.000, con la nomina di un Amministratore Giudiziario, annullato a seguito dell'accoglimento del ricorso, da parte del Tribunale del Riesame, si evidenzia che tale provvedimento, a seguito di mancata impugnativa da parte del GIP, è passata in giudicato.
Riguardo all'aggiornamento delle tariffe, l'EIC non ha ancora provveduto all'approvazione della proposta di aggiornamento biennale delle tariffe 2018-2019, pur avendo, con nota del Direttore Generale prot. 3866 del 28 febbraio 2020, ritenuto coerente, con il quadro regolatorio dell'Autorità, la documentazione fornita e l'elaborazione eseguita nell'ambito dell'istruttoria del Dirigente del Settore Pianificazione né all'approvazione del metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio (MT3) 2020-2023.
Si evidenzia altresì che il 29 dicembre 2020 con nota VC/plb/50001/2020, perdurando la mancata approvazione degli aggiornamenti tariffari, la società presentava all'EIC l'istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'art. 13, comma 13.4 della deliberazione ARERA 918/2017/R/IDR e l'istanza per la predisposizione tariffaria recante gli Schemi Regolatori del terzo periodo regolatorio 2020-2023 prevista dalla delibera 580/2019/R/idr richiedendo, contestualmente, all'ARERA l'esercizio dei poteri sostitutivi.
Tale azione, a tutt'oggi, ha prodotto solo l'invio il 2 luglio 2021 di una diffida dell'ARERA all'Ente Idrico Campano, a cui non è stato dato alcun seguito.
A seguito di tali azioni e dei riscontri forniti dall'EIC, nonostante le difficoltà di interlocuzione con quest'ultimo, è stato sempre mantenuto un confronto tra le parti che, allo stato, è risultato poco proficuo.
Riguardo all'aggiornamento biennale delle tariffe 2018-2019, la Società ha redatto i consuntivi riferiti alle annualità 2016 e 2017 e del Programma degli Interventi per la predisposizione della proposta di revisione tariffaria con la definizione dei VRG e dei Teta degli anni 2018-2019, rivedendo la programmazione degli investimenti per gli anni 2018-2019, recependo anche gli esiti della verifica ispettiva del 16-20 ottobre 2017 contenuti nella determinazione ARERA n. DSAI/26/2018/IDR, del 10 aprile 2018, avente ad oggetto l'avvio di un procedimento per l'adozione di provvedimenti sanzionatori e prescrittivi in materia di regolazione tariffaria del Servizio Idrico Integrato.
Infine, con riferimento al procedimento sanzionatorio di cui al DSAI/26/2018/IDR, l'Autorità lo scorso 21 giugno ha emesso la delibera 262/2022/S/idr – Irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazione della regolazione tariffaria del S.I.I. irrogando una sanzione per complessivi € 83.700. Da una prima analisi del documento appare evidente che non è stato tenuto conto del recepimento delle violazioni accertate, effettuato dalla società nella proposta di aggiornamento biennale 2018-2019 (peraltro mai approvata dall'EIC e oggetto della richiesta di esercizio poteri sostitutivi inviata all'ARERA).
Area Toscana - Umbria
Acque
In data 21 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.
Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con Deliberazione n° 6/2018 del 22 Giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT n°32/2017 del 5 Ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023.
Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico finanziario e l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine al 31 Dicembre 2026 al nuovo termine 31 Dicembre 2031. In data 9 Ottobre 2018 con Deliberazione n. 502/2018/R/Idr l'ARERA ha approvato la proposta tariffaria.
Il nuovo piano Tariffario fino al termine della concessione al 31 Dicembre 2031, rispetto al precedente piano con termine della concessione 31 Dicembre 2026, contiene la previsione di maggiori investimenti in infrastrutture del servizio e incrementi tariffari più contenuti.
Si informa infine che in data 24 Gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: (i) Linea Term pari ad € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 Dicembre 2023 e, (ii) Linea RCF pari ad € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 Dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.
Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. Tali nuovi contratti hanno previsto il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 Gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile.
La predisposizione tariffaria 2020 – 2023 è stata approvata da ARERA in data 28 settembre 2021 con delibera n. 404/ 2021/R/IDR. Sono stati inoltre approvati gli obiettivi dei Macro-indicatori di qualità contrattuale e tecnica per l'anno 2020 e 2021 ed i Valori del moltiplicatore tariffario per gli anni 2020 – 2023. E' attualmente in corso l'invio dei dati propedeutici alla revisione biennale della tariffa. Come noto, con la deliberazione 639/2021, ARERA ha rideterminato il WACC per le annualità 2022 e 2023.
A parità di investimenti, ciò determinerà una riduzione degli Oneri Finanziari e Fiscali riconosciuti e tale decremento viene parzialmente compensato dalla rivalutazione della RAB per effetto del deflatore.
Con Deliberazione 26 aprile 2022 n. 183/2022/R/IDR, sono stati pubblicati i risultati finali derivanti dall'applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del SII (RQTI) per le annualità 2018-2019. Alla Società sono stati riconosciuti premi pari ad € 341 mila per il 2018 e € 382 mila per il 2019 per il Macro-indicatore M1 che CSEA ha già provveduto a pagare in data 2 giugno 2022.
Si segnala che in relazione al costo medio definito per l'energia elettrica, la Società risulta aver acquistato a un costo medio inferiore alla soglia definita, avendo pertanto diritto al riconoscimento integrale del conguaglio.
In ultimo si segnala che a partire dal 1° gennaio 2022, Acque è subentrata ad Acque Toscane nella gestione del servizio idrico nei comuni di Montecatini e Ponte Buggianese.
Publiacqua
In data 20 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° Gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.
In merito alla nuova articolazione tariffaria l'AIT con delibera n. 24 del 7 Dicembre 2018, l'EGA con l'approvazione dell tariffe 2018- 2019 ha anche contestualmente approvato l'allungamento della concessione della Società fino al 2024. La Società ha iniziato quindi un'indagine di mercato con i principali istituti finanziari, volta a verificare la disponibilità e le condizioni economiche per procedere all'erogazione di un finanziamento bancario a medio lungo termine finalizzato in parte ad estinguere le esposizioni finanziarie in essere ed in parte a sostenere gli investimenti previsti nel nuovo Piano degli Interventi approvato. In data 18 Giugno 2019 le banche sono state invitate a presentare un'offerta vincolante sulla base di un term sheet. A seguito delle offerte ricevute, in data 31 Luglio 2019 la Società ha sottoscritto il nuovo finanziamento per € 140,0 milioni suddiviso fra 5 banche finanziatrici. La Linea Base dovrà essere utilizzata per il rimborso integrale del Finanziamento esistente sottoscritto in data 30 marzo 2016 con BNL e Banca Intesa, per il pagamento dei costi accessori del nuovo Finanziamento e per il fabbisogno connesso alla realizzazione degli investimenti previsti dal PEF mentre la Linea Investimenti servirà a coprire integralmente il fabbisogno per ulteriori investimenti previsti nel PEF. Tra le condizioni sospensive all'erogazione del finanziamento le banche finanziatrici hanno richiesto l'approvazione del nuovo Piano Tariffario, comprensivo dell'allungamento della concessione, da parte della ARERA. In data 6 Febbraio 2020 l'ARERA ha inviato una comunicazione in merito alle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato per il biennio 2018-2019 confermando la validità delle determinazioni tariffarie adottate (e di conseguenza l'approvazione del Piano Economico Finanziario di Publiacqua 2018-2024), per cui si è potuto superare la condizione sospensiva, dopo la chiusura dell'esercizio. Si informa che in data 26 Giugno 2020, l'AIT ha approvato le tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenza un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore dei Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua. In data 16 Febbraio 2021, l'ARERA con Delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della Deliberazione dell'Autorità 27 Dicembre 2019, 580/2019/R/IDR e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3"; pertanto le tariffe per l'annualità 2021 sono state determinate nel rispetto della citata delibera.
In data 31 Marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31/12/2024. In ultimo si segnala che è stato avviato il processo di aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023; pertanto Publiacqua ha provveduto ad inviare tutti i dati all'AIT per l'approvazione della predisposizione tariffaria.
Acquedotto del Fiora
Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata originaria di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002 e nel corso del 2020 prorogata fino al 2031.
Con riferimento all'aggiornamento delle tariffe in data 27 Novembre 2020 l'Ente di Governo d'Ambito toscano (AIT), sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2018 e 2019 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria in regime MTI-3, fissando i VRG ed i Teta degli anni 2020-2023 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.6/2020 del 27 Novembre 2020). Tale proposta tariffaria è stata poi trasmessa dall'EGA toscano ad ARERA per la ratifica finale, avvenuta con deliberazione ARERA 84/2021/R/IDR in data 2 marzo 2021, con la quale sono stati approvati i VRG ed i Teta proposti dall'AIT. I ricavi del periodo sono stati pertanto basati sul vigente PEF tariffario approvato da ARERA.
Umbra Acque
In data 26 Novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione originariamente fissata al 31 Dicembre 2027 ed a seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con delibera 10 del 30 otobre 2020 estesa al 31 dicembre 2031). L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.
La tariffa applicata agli utenti per l'anno 2019 è quella determinata dalla Delibera n.489/2018/R/idr del 27 Settembre 2018 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018 - 2019, precedentemente proposto dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 9 del 27 Luglio 2018. Si informa infine che in data 29 Dicembre 2018, è stata predisposta ed inviata formalmente all'AURI e all'ARERA l'istanza di estensione della durata dell'affidamento al 31 Dicembre 2031 ex artt. 5.2 e 5.3 della Convenzione e Delibera 656/2015/R/IDR. Si evidenzia inoltre che la determinazione del nuovo piano tariffario per il periodo regolatorio 2020-2023 (MTI-3), all'interno della quale è incluso l'esito dell'istanza di estensione della durata dell'affidamento dal 4 Marzo 2028 al 31 Dicembre 2031 e dell'acquisizione del nuovo finanziamento strutturato collegato ad un PEF regolatorio bancabile, potrebbero riflettersi in maniera significativa sull'operatività dell'azienda e, quindi, sul perseguimento degli scopi istituzionali della Società.
Alla data del 30 giugno 2022, la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della Delibera n. 36/2021/R/idr del 2 febbraio 2021 con cui l'ARERA ha approvato la predisposizione della manovra tariffaria 2020-2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 10 del 30 ottobre 2020, che prevedono per l'anno 2022 un theta di 1,105 ed un incremento del 5,24% rispetto al 2021, anche per effetto della fatturazione dei conguagli VRG relativi all'anno 2018. La tariffa media €/mc è pari ad euro 3,02 circa al 30 giugno 2022. Il numero delle utenze servite è pari a circa 233 mila unità, sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. Con riferimento ai volumi, in base alle stime eseguite, risultano distribuiti circa 14,2 milioni di MC di acqua (+ 4,5% rispetto al primo semestre 2021).
Si segnala in ultimo che la delibera ARERA n.183/2022/IDR/R ha riconosciuto alla Società un premio di € 1.532 mila (quota Acea € 613 mila) per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019. Il premio è stato incassato in data 2 giugno 2022.
Geal
La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 Dicembre 2025 aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 Novembre 2011 e nel 2016 ai sensi della Delibera ARERA n. 656/2015. In merito alle tariffe, si segnala che ARERA ha approvato il piano per il quadriennio 2016-2019 con la delibera n.726 del 26 Ottobre 2017 ed ha approvato il relativo aggiornamento con la delibera 387 del 12 Luglio 2018, recependo anche l'istanza formulate da GEAL per il riconoscimento della componente OpexQt per € 180.000/annui. Riguardo al quadriennio 2020-2023, in base alle regole fissate dalla delibera ARERA n. 580 del 27 Dicembre 2019, GEAL ha fornito tutta la documentazione necessaria per l'elaborazione del nuovo piano nei primi mesi del 2020, secondo le scadenze fissate da AIT. Sulla base di tali dati e delle verifiche operate congiuntamente tra la Società e l'ARERA, è stata elaborata la predisposizione tariffaria per gli anni 2020-2023, approvata con delibera n.4 dell'AIT del 28 Settembre 2020. La dinamica degli incrementi tariffari prevista per il quadriennio 2020-2023 è analoga a quella approvata da ARERA nel 2018, sebbene le nuove regole del MTI-3 abbiano posto nuovi limiti ai gestori. Si evidenzia che con delibera ARERA n. 265 del 22 Giugno 2021 è stata approvata la predisposizione tariffaria per il periodo 2020-2023. In particolare, tale delibera ha confermato gli incrementi previsti dalla delibera AIT n. 4 del 28 Settembre 2020, pari al 6,2% per ciascuno dei 4 anni. In ultimo si segnala che in data 31 maggio 2022 l'AIT con delibera 5 ha approvato la predisposizione tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023. Il documento è come da prassi all'attenzione dell'ARERA per l'approvazione definitiva delle tariffe. Si segnala che l'ARERA con delibera n.183/2022/IDR/R ha riconosciuto alla Società un premio di € 2.805 mila (quota Acea € 1.346 mila) per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019.
Servizio Idrico Integrato Terni Scpa
L'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (A.T.O. Umbria n°2), ha affidato ad S.I.I. S.c.p.a. dal 1° gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione, d'ora in avanti SII) nei 32 comuni della Provincia di Terni (oggi Sub-ambito n.4 dell'AURI Umbria). L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 Km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali
di Terni e Narni l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale ed agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 121 mila.
In applicazione della delibera ARERA 639/2021 per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie la Società ha alimentato e trasmesso ad AURI la raccolta dati per gli anni 2020 e 2021 completate delle istanze per il riconoscimento delle componenti RCarc, OPmis, OPsocial e OpexQC. Contestualmente ha prodotto quanto necessario per consentire ad AURI la possibilità di formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica secondo i tempi previsti dalla delibera ARERA 229/2022. Nel corso del semestre la Società ha modificato il Regolamento per il servizio di distribuzione di acqua potabile e la Carta del servizio
per accogliere le novità della delibera ARERA 609/2021 riguardanti principalmente il trattamento delle perdite occulte rispetto alle procedure sinora adottate. Tale revisione è stata approvata dalla Consulta dei Consumatori nella riunione del 15 giugno 2022.
Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe
Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019 e alla predisposizione tariffaria 2020-2023. È incorso l'aggiornamento tariffario biennale 2022 – 2023 che si è concluso solo per GEAL con l'approvazione da parte dell'EGA.
| Società | Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") | Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) | Status approvazione MTI-3 2020-2023 |
|---|---|---|---|
| ACEA Ato2 | In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità. |
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario in data 15 Ottobre 2018. L'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. in data 13 Novembre 2018 con delibera 572/2018/R/Idr La Conferenza dei Sindaci ha recepito le prescrizioni della delibera ARERA in data 10 dicembre 2018. |
In data 27 novembre 2020, l'EGA ha approvato la tariffa del periodo regolatorio 2020-2023 con delibera n.6/2020 L'ARERA ha approvato le tariffe 2020-2023 il 12 maggio 2021 con deliberazione 197/2021/R/IDR |
| ACEA Ato5 | È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opexqc. ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 Novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 Dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli Opexqc. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA |
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 in data 1° Agosto 2018. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
In data 14 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. In data 10 Marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. Il Gestore ha proposto ricorso avverso suddetta deliberazione al TAR, che ha rigettato detto ricorso. la Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato e trasmesso istanza di riequilibrio economico finanziario. |
| GORI | In data 1° Settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con Opexqc a partire dal 2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. Con delibera 247 del 31 maggio 2022 ARERA ha ordinato ad EIC di assumere e trasmettere - entro 90 giorni - le specifiche determinazioni in merito alle predisposizioni tariffarie per gli anni 2012 e 2013. Il provvedimento contestualmente proroga al 30/09/2022 il termine di conclusione del procedimento, per la rinnovazione dell'istruttoria in contraddittorio sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016 (2012 – 2013 e 2014 – 2015) |
In data 17 Luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018- 2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
In data 18 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. A seguito di diffida da parte di ARERAEIC con delibera del 12 agosto 2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020- 2023. ARERA non ha ancora proceduto all'approvazione. |
| Acque | In data 5 Ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Approvato dall'ARERA in data 9 Ottobre 2018 (nel contesto dell'approvazione dell'aggiornamento 2018-2019). |
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e, contestualmente, anche l'istanza di estensione della durata dell'affidamento di 5 anni, ovvero sino al 31 Dicembre 2031. L'ARERA con delibera 502 del 9 Ottobre 2018 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018- 2019. |
In data 18 dicembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.7 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'approvazione ARERA è intervenuta con deliberazione 404/2021/R/idr del 28 settembre 2021. |
| Publiacqua | In data 5 Ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. In data 12 Ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
In data 7 Dicembre 2018 l'AIT ha provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con l'allungamento della concessione di 3 anni. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 l'aggiornamento biennale 2018-2019 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021. |
In data 26 giugno 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.3 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020- 2023 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021. |
| Acquedotto del Fiora |
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 12 ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 Luglio 2018. Nelle more dell'approvazione da parte di ARERA, il Consiglio Direttivo dell'AIT ha anche approvato l'istanza di allungamento della concessione al 31 dicembre 2031, presentata dalla Società ad aprile 2019 e approvata dal Consiglio Direttivo dell'AIT il 1° luglio 2019. E' stata quindi presentata la proposta tariffaria aggiornata con la previsione di allungamento al 2031 che comunque ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019 già approvati da AIT con la delibera di luglio 2018. L'ARERA ha provveduto ad approvare l'aggiornamento biennale (con una piccola rettifica sugli OpexQC riconosciuti) e l'allungamento della concessione con la Delibera 465 del 12 novembre 2019. |
In data 26 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.6 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'ARERA ha approvato con deliberazione 84/2021/R/IDR del 2 marzo 2021 |
| Geal | In data 22 Luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 26 Ottobre 2017, con delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
In data 12 Luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT. |
In data 28 settembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.4 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023, aggiornata con delibera n. 13 e 14 del 30 dicembre 2020. ARERA ha approvato con deliberazione 265/2021/R/idr del 22 giugno 2021. In data 31 maggio 2022 l'AIT con |
| Società | Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") | Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) | Status approvazione MTI-3 2020-2023 |
|---|---|---|---|
| delibera 5 ha approvato la predisposizione tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023 |
|||
| Acea Molise | A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, sia per il Comune di Campagnano di Roma (RM) che per il Comune di Termoli (CB), comuni dove Crea Gestioni svolge il SII, né l'Ente Concedente né l'Ente d'Ambito di riferimento hanno presentato alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2016-2019, La Società ha provveduto ad inoltrare in autonomia le proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. |
La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competenti/EGA i dati ai fini dell'aggiornamento tariffario 2018-2019. Per la gestione del SII nel Comune di Campagnano di Roma (RM) vista l'inerzia dei soggetti preposti, la Società ha provveduto a presentare ad inizio gennaio 2019, istanza all'ARERA per adeguamento tariffario 2018-2019 peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. L'ARERA non si è ancora pronunciata né ha ancora proceduto alla diffida all'EGA e/o ai soggetti competenti. Per la gestione del SII nel Comune di Termoli (CB), la Giunta Comunale di Termoli con delibera del 17.12.2019 ha approvato l'adeguamento della Convenzione preesistente alla Convenzione tipo, ha prolungato la scadenza della stessa al 31 dicembre 2021, ed ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019, peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
Il Comune di Termoli ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 il 4 febbraio 2021. La stessa è stata trasmessa dall'EGAM il 4 marzo 2021. Per il Comune di Campagnano il Gestore ha inviato la predisposizione tariffaria ad ARERA il 30 marzo 2021 in accordo con le disposizioni di cui all'art. 5.5 della Delibera 580/2019/R/idr. |
| Gesesa | In data 29 Marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del Commissario Straordinario ha approvato la predisposizione tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. |
La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione relativa alla revisione tariffaria 2018- 2019 e a fine febbraio 2020 si è conclusa l'istruttoria da parte degli Uffici tecnici dell'EGA competente (EIC-Ente Idrico Campano). Non è ancora intervenuta l'approvazione definitiva da parte del Comitato Esecutivo dell'EIC. |
In data 29 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. L'EIC ha convocato il Consiglio di Distretto per il 22 luglio 2021 (verbale di chiusura delle attività di verifica verbale del 31/7/20) a seguito di diffida dell'ARERA pervenuta in data 2 luglio 2021. Nel febbraio 2022 è stato nominato un nuovo Consiglio di distretto che ancora non si è espresso sulle predisposizioni tariffarie |
| Nuove Acque |
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato le tariffe |
In data 16 Ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT. |
In data 27 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.5 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 ARERA ha approvato con deliberazione 220/2021/R/IDR del 25 maggio 2021 |
| Umbra Acque |
In data 30 Giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr del 15 Dicembre 2016. |
L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27 Luglio 2018, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA ha provveduto ad approvare le tariffe 2018- 2019 con delibera n. 489 del 27 Settembre 2018 |
L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020- 2023 il 30 ottobre 2020 con delibera n.10 L'ARERA ha approvato la stessa con deliberazione 36/2021 del 2 febbraio 2021 |
| SII Terni S.c.a.p.a. |
In data 29 aprile 2016 con delibera n. 20 l'AURI ha approvato il moltiplicatore tariffario per il quadriennio 2016-2019 e con la determina n. 57 ha approvato il conguaglio delle partite pregresse. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2016- 2019 con deliberazione 290/2016 del 31 maggio 2016 |
Con deliberazione del consiglio direttivo dell'AURI n. 64 del 28-12-2018 è stato approvato l'aggiornamento biennale 2018-2019. L'ARERA ha approvato con propria deliberazione del 20 settembre 2018 464/2018 l'aggiornamento biennale 2018-2019. |
L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020- 2023 con deliberazione dell'Assemblea dei Sindaci n. 12 del 30 ottobre 2020 L'ARERA ha approvato con deliberazione 553/2020 del 15 dicembre 2020. |
Per maggiori dettagli in merito all'argomento si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".
Ricavi da Servizio Idrico Integrato
La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del primo semestre 2022 valorizzati sulla base del nuovo Metodo Tariffario MTI–3. I dati sono comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti e della componente Fo.NI.
In termini di determinazione del VRG, le relative componenti tariffarie sono state valorizzate sulla base dell'attuale PEF in vigore ai sensi di quanto disposto dalla deliberazione 580/2019/R/idr art.7.2 senza il recepimento delle novità introdotte dalla deliberazione 639/2021/R/idr per l'aggiornamento biennale 2022-2023 (tra cui i parametri finanziari – Ofin, Ofisc, deflatori, inflazione), anche in considerazione del fatto che l'attuale stato di interlocuzione con la Segreteria Tecnica dell'EGA non consente una diversa previsione dei ricavi del SII.
| Società | Ricavi da SII | FONI |
|---|---|---|
| (valori pro quota in € milioni) | (valori pro quota in € milioni) | |
| ACEA Ato2 | 341,5 | FNI = 24,4 |
| AMMFoNI = 9,1 | ||
| ACEA Ato5 | 41,8 | FNI = 2,0 |
| AMMFoNI = 2,9 | ||
| GORI | 125,0 | - |
| Acque | 35,9 | FNI = 1,4 |
| AMMFoNI = 2,2 | ||
| Publiacqua | 48,9 | AMMFoNI = 8,1 |
| AdF | 55,7 | AMMFoNI = 6,5 |
| Gesesa | 7,1 | AMMFoNI = 0,1 |
| Geal | 4,3 | AMMFoNI = 0,6 |
| Acea Molise | 3,3 | - |
| SII | 23,0 | AMMFoNI = 0,6 |
| Umbra Acque | 18,3 | FNI = 0,1 |
| AMMFoNI = 0,6 |
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Energia Elettrica distribuita | GWh | 4.560 | 4.275 | 285 | 7% |
| Nr. Clienti | N/1000 | 1.648 | 1.638 | 10 | 1% |
| Km di Rete (MT/BT) | Km | 31.453 | 30.892 | 561 | 2% |
| Gruppi di Misura 2G | Numero | 136.530 | 153.360 | (16.830) | (11%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 304,4 | 306,2 | (1,9) | (0,6%) |
| Costi | 123,3 | 124,5 | (1,3) | (1,0%) |
| Margine Operativo Lordo | 181,1 | 181,7 | (0,6) | (0,3%) |
| Risultato Operativo | 113,8 | 111,8 | 2,1 | 1,8% |
| Dipendenti Medi | 1.261 | 1.282 | (21) | (1,6%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 135,9 | 274,5 | (138,6) | (50,5%) | 139,5 | (3,6) | (2,6%) |
| Posizione Finanziaria Netta | 1.817,2 | 1.583,9 | 233,3 | 14,7% | 1.516,8 | 300,4 | 19,8% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Infrastrutture Energetiche | 181,1 | 181,7 | (0,6) | (0,3%) |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Peso percentuale | 26,5% | 29,4% | (2,8 pp) |
L'EBITDA dell'area al 30 Giugno 2022 si è attestato a € 181,1 milioni e registra un lieve decremento di € 0,6 milioni rispetto al 30 Giugno 2021. L'EBITDA di areti risulta in riduzione per € 1,2 milioni come conseguenza degli effetti contrapposti derivanti dal bilanciamento energetico (- € 10,5 milioni) dovuto in gran parte all'effetto di riduzione del WACC (dal 5,9% al 5,2%), dal minor margine derivante dalla commessa open fiber (€ 1,4 milioni) e compensati dagli effetti positivi del piano di resilienza (€ 6,1 milioni), dai minori costi del personale in parte per maggiori capitalizzazioni (€ 1,5 milioni), dai minori costi operativi (€ 1,1 milioni) e dai maggiori contributi di allaccio e altri ricavi (€ 1,7 milioni).
Con riferimento al bilancio energetico, al 30 Giugno 2022 areti ha distribuito ai clienti finali 4.560 GWh in aumento del 7% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio.
L'EBITDA della pubblica illuminazione, negativo per € 1,2 milioni, registra un miglioramento di € 0,6 milioni rispetto al 30 Giugno 2021.
L'organico medio presenta una lieve riduzione rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (21 unità) imputabile ad areti.
Il risultato operativo risulta in aumento di € 2,1 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 e risente in via principale dei minori ammortamenti e svalutazioni di periodo (- € 2,7 milioni).
Gli investimenti si attestano a € 135,9 milioni, registrano una riduzione pari ad € 3,6 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio e si riferiscono principalmente all'ampliamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo nell'ambito dei progetti di "Adeguatezza e Sicurezza" della rete e di "Innovazione e Digitalizzazione". Gli investimenti immateriali si riferiscono ai progetti di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali. Il settore della pubblica illuminazione contribuisce per € 1,1 milioni in diminuzione di € 1,4 milioni rispetto al primo semestre dell'esercizio precedente.
La posizione finanziaria netta si è attestata, al 30 Giugno 2022, ad € 1.817,2 milioni e presenta una variazione in aumento pari ad € 233,3 milioni rispetto al 31 Dicembre 2021 e pari a € 300,4 milioni rispetto al 30 Giugno 2021, imputabile prevalentemente alle dinamiche di cash flow operativo e dagli effetti derivanti dall'azzeramento degli oneri generali di sistema decisa dal Governo per contenere l'impatto dell'aumento del prezzo dell'energia sui cittadini.
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
GALA
Con delibera 50/2018/R/eel del 1° febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema.
Al 30 Giugno 2022 il credito complessivo maturato dalla Società ammonta ad € 68,9 milioni comprensivo degli interessi fatturati. Tali interessi sono stati esclusi dal meccanismo di reintegro degli oneri generali con delibera 300/2019/R/EEL e successivamente riammessi al meccanismo con delibera 495/2019/R/EEL.
Con la circolare N. 2/2020/ELT del 30 Gennaio 2020, CSEA ha provveduto alla predisposizione di una modalità di integrazione delle istanze già presentate al fine di reintegrare la quota relativa agli interessi moratori fatturati secondo quanto inizialmente previsto dall'art. 1.4 lettera a), num. iv) della deliberazione 50/2018//R/EEL. In data 18 Febbraio 2020 è stata inoltrata formale richiesta di partecipazione al meccanismo di reintegro degli interessi moratori fatturati ed è pervenuto l'importo richiesto pari a 2,9 milioni di euro con data valuta 30 Marzo 2020.
In data 27 Dicembre 2019 è stata altresì emanata la delibera 568/2019/R/EEL che prevedeva il reintegro dei crediti altrimenti non recuperabili afferenti ai servizi di rete analogo al modello relativo al riconoscimento degli oneri generali di sistema non incassati. Tale meccanismo è stato confermato dalla deliberazione 461/2020/R/EEL pubblicata in data 19/11/2020, con cui sono state meglio definite le modalità di accesso all'istanza di reintegro. Con tale deliberazione sono stati riconosciuti i corrispettivi tariffari per servizi di misura, distribuzione e trasmissione dell'energia elettrica, le componenti tariffarie UC3 e UC6 e alcuni contributi per prestazioni specifiche, in riferimento a fatture scadute da almeno 12 mesi, al netto di una franchigia pari al 10%.
L'Autorità ha fissato la data del 30 Giugno 2021 come limite per presentare la domanda di ammissione al meccanismo, concedendo tuttavia ai DSO, la possibilità, di richiedere un acconto pari al 50% dell'ammontare di reintegrazione spettante con richiesta da inviare entro il 7 Dicembre 2020 con accredito entro il 31 Dicembre 2020. Areti S.p.A. ha pertanto deciso di beneficiare di tale possibilità inviando istanza di partecipazione in data 4 Dicembre 2020. L'importo complessivo per i servizi di rete afferenti a Gala per le tariffe di rete non riscosse ammonta a circa € 11,0 milioni mentre la quota corrisposta da CSEA con data valuta 30 Dicembre 2020 a titolo di acconto è stata pari a € 5,4 milioni. In data 30 Giugno 2021 è stata completata la richiesta di saldo al reintegro per il mancato incasso delle tariffe servizi di rete; come stabilito dall'art. 2.5 della Deliberazione 461/2020/R/EEL, la CSEA, valutata positivamente la domanda di ammissione trasmessa dalle imprese distributrici, provvederà a determinare e a erogare, entro il 31 Agosto 2021, la somma richiesta pari a € 5,2 milioni.
Allo stato della situazione, anche tenuto conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali che si sono succedute nel corso del tempo, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti verso Gala maturato.
Sempre dal punto di vista regolatorio, l'ARERA con la succitata delibera 2 febbraio 2021 n. 32/2021/R/eel, pubblicata il 5 febbraio 2021 ha dato disposizioni relative al meccanismo di riconoscimento, in favore dei venditori, degli oneri generali di sistema non riscossi dai clienti finali e già versati alle imprese distributrici, con l'obiettivo strategico di migliorare gli strumenti per la gestione del rischio attraverso l'implementazione di misure atte, da un lato, a garantire il sistema e i clienti finali rispetto alle conseguenze economiche di possibili default degli operatori della vendita e, dall'altro, a garantire la solidità e l'affidabilità dei processi che li coinvolgono, mantenendo sotto controllo e contenendo l'esposizione degli stessi con evoluzione dei sistemi di garanzie minimali e dei meccanismi di recupero degli insoluti dei venditori con particolare riferimento alle quote relative agli oneri generali di sistema nel settore elettrico. Il provvedimento, che ha concluso il procedimento di ottemperanza alle sentenze della giustizia amministrativa sopra citate, fa seguito agli orientamenti espressi nel documento per la consultazione 445/2020/R/eel e istituisce un meccanismo di riconoscimento, in favore dei venditori, degli oneri generali di sistema non riscossi dai clienti finali inadempienti e tuttavia dai venditori già versati alle imprese distributrici, prevedendone la relativa liquidazione da parte di CSEA. Inoltre, il provvedimento ha integrato la disciplina delle garanzie nei contratti di trasporto, in merito al loro dimensionamento con riferimento agli oneri generali di sistema.
Il Meccanismo copre il periodo compreso tra l'anno 2016 (entrata in vigore del Codice di rete tipo) e l'eventuale adozione di specifici interventi, anche di carattere legislativo, finalizzati ad una diversa gestione della catena di riscossione degli oneri generali di sistema e del sistema di garanzie a essa correlato.
Soggetti che ne beneficiano sono dunque gli utenti del servizio di trasporto erogato dalle imprese distributrici, titolari di contratti di trasporto in essere o risolti, che, nella loro qualità di venditori, sono l'unica controparte contrattuale su cui incombe l'obbligo di versare gli oneri generali di sistema alle imprese distributrici (ai sensi dell'articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 79/99).
Al contempo, il provvedimento continua a prevedere che le imprese distributrici abbiano titolo di richiedere (e i venditori, utenti del servizio di trasporto, siano tenuti a prestare): (a) idonea garanzia del pagamento dell'intero corrispettivo del servizio, compresa la componente relativa agli oneri generali di sistema, seppure in ammontare convenientemente ridotto affinché rappresenti la miglior stima degli importi normalmente riscossi dai venditori presso i propri clienti finali; (b) il pagamento del totale ammontare del corrispettivo fatturato e pertanto anche dell'eventuale quota parte della componente relativa agli oneri generali di sistema eventualmente non (ancora) riscossi, salvo ora il beneficio del meccanismo di reintegrazione previsto dalla delibera 32/2021. La delibera 32/2021 ha pertanto confermato:
- l'obbligo, nascente da norma primaria, per il venditore di versare per intero gli oneri di sistema fatturati dal distributore, che a sua volta ha l'obbligo di riversarli per intero a GSE e CSEA;
- il diritto del venditore, limitatamente agli oneri non incassati presso i clienti finali e però versati al distributore, di accedere al meccanismo di compensazione di cui alla stessa delibera n. 32/2021;
-
l'assetto regolatorio già previsto con la delibera 109/2017, ivi compreso l'obbligo per il venditore di prestare la garanzia in favore del distributore, secondo i parametri ivi indicati correlati alla miglior stima degli importi normalmente riscossi presso i clienti finali;
-
il riconoscimento del diritto del distributore di disciplinare contrattualmente con il venditore idonea clausola di garanzia per l'adempimento delle obbligazioni di quest'ultimo;
- il riconoscimento della facoltà di accesso al meccanismo di compensazione in favore del venditore a partire dal 2016, anche in caso di contratto risolto dal distributore per inadempimento (del medesimo venditore);
- l'obbligo del venditore di incassare gli oneri di sistema presso gli utenti finali e di provvedere, con l'opportuna diligenza professionale ex art. 1176 c.c., al recupero della morosità verso i clienti finali, essendo il solo soggetto deputato a interagire, in fatto e in diritto, con quest'ultimi.
In data 22 marzo 2022 è stata pubblicata la Deliberazione n. 119/2022/R/eel contenente le disposizioni relative al meccanismo unificato di reintegrazione alle imprese distributrici di energia elettrica dei crediti non riscossi e altrimenti non recuperabili in ordine agli oneri generali di sistema (OGdS) e agli oneri di rete (OdR). Con tale Delibera, che abroga la Deliberazione 50/2018/R/eel, si è cercato di uniformare le modalità di richiesta degli OGdS e OdR nell'ambito di un'unica istanza la cui scadenza è fissata per il primo anno di entrata in vigore di tale meccanismo al 31 luglio 2022. Tra le più importanti novità introdotte vi è la possibilità di richiedere nell'istanza anche i crediti relativi al corrispettivo tariffario specifico a carico dei clienti finali non adeguati alimentati in media tensione (CTS), trattandosi di un corrispettivo afferente al servizio di trasporto. Grazie alla delibera sarà pertanto possibile recuperare un'ulteriore parte di credito di Gala, il cui ammontare sarà riconosciuto entro il 30 novembre.
Progetti di innovazione tecnologica
Progetto contatori digitali 2G
In un contesto tecnologico ed energetico sempre più avanzato areti ha avviato il progetto "Contatori Digitali 2G" con l'obiettivo di sostituire il sistema di contatori elettrici di prima generazione con il sistema di Smart Metering 2G in ottemperanza a quanto richiesto dall'ARERA nella delibera 306/2019/R/eel.
A valle dell'espletamento della procedura di selezione del fornitore degli apparati di campo (contatori e concentratori) e del relativo Sistema di Acquisizione Centrale (Centro Gestione) conclusa nel mese settembre 2019 con la pubblicazione del provvedimento di aggiudicazione e della successiva sottomissione all'ARERA della Richiesta di Autorizzazione al Riconoscimento degli Investimenti (RARI), cui sono seguite nel corso del 2020 attività istruttorie correlate tra l'altro anche alla valutazione delle idonee azioni di contrasto alla diffusione dell'epidemia COVID 19, l'ARERA con delibera n. 293/2020 del 28/7/2020, ha approvato il PMS2 di areti, come da ultima revisione presentata in data 14 luglio 2020 e fissato la data di avvio del PMS2 di areti al1 gennaio 2020, ammettendo gli investimenti relativi al sistema di smart metering 2G di areti al regime specifico di riconoscimento dei costi di capitale, a partire dalla medesima data.
Al 30 Giugno 2022 le installazioni effettuate sono risultate pari a circa 12.400 concentratori e circa 507.000 contatori, cominciando ad evidenziare un lieve ritardo rispetto agli obiettivi fissati nella RARI. Tale ritardo determinato dalla ridotta disponibilità di apparati, è quantificabile, alla data, in circa il 15% su base anno 2022 e circa 4% su base cumulata 2020-2022.
Ad inizio 2022 il fornitore degli apparati Gridspertise srl ha comunicato l'impossibilità di rispettare per il 2022 il piano di consegne dei contatori previsto, a causa di indisponibilità di componenti elettronici nel mercato internazionale. Ipotizzando una riduzione delle consegne compresa tra il 20% ed il 50%. Al 30 giugno 2022 la riduzione delle consegne si è attestata al 30% per gli apparati maggiormente critici (contatori 2G Monofase). Sebbene nel 1° trimestre 2022 areti sia riuscita compensare tale riduzione con le giacenze disponibili, a decorrere dal mese di aprile è stata costretta a ridurre il numero di installazioni mensili.
Per garantire il rispetto dei nuovi processi di misura e il funzionamento della nuova tecnologia (concentratori e contatori elettronici) si è resa necessaria una complessa evoluzione della mappa applicativa areti. Oltre all'introduzione e all'integrazione di un nuovo sistema per la telegestione e la telelettura degli apparati di campo di seconda generazione (Beat Suite), è stato infatti necessario intervenire sui principali applicativi relativi alla logistica e ai processi di magazzino, ai processi di campo (sostituzione del concentratore e del contatore di prima generazione), ai sistemi commerciali (sviluppo e gestione del sistema PDFM), ai sistemi di integrazione (middleware) e ai sistemi WFM e mobile, oltre allo sviluppo di un nuovo sistema di acquisizione, validazione e pubblicazione misure.
In particolare, l'avanzamento delle attività di sviluppo della mappa applicativa ha consentito il rilascio in produzione di tutte le funzionalità previste per la wave del 30 giugno. Seguiranno nel corso del 2022 ulteriori milestone per rilascio in produzione di ulteriori funzionalità di integrazione ed ottimizzazione di quanto già implementato nella nuova mappa applicativa.
Dal mese di maggio 2021 è on line il nuovo sito internet societario contenente un'ampia sezione dedicata al nuovo contatore digitale 2G. Proseguono anche le attività dedicate all'affinamento della nuova reportistica operativa e direzionale, nonché di adeguamento della reportistica esistente. In parallelo è in corso la messa a disposizione dei dati per i sistemi di analytics nell'ottica del monitoraggio dei nuovi processi di misura e mitigazione dei rischi di regolarità del servizio di misura.
EData Lake unico di areti
Nel corso del primo semestre 2021 è stato ulteriormente esteso l'ambiente di analisi dei dati di interesse nell'esercizio del business della distribuzione. L'infrastruttura di calcolo è in esercizio su ambiente Google Cloud. Le attività si esplicano a partire dal processo di definizione di modello dati fino a quello di rilascio in ambiente di analisi, compresa all'attività di gestione della infrastruttura. Dal punto di vista della integrazione dati, ad oggi risultano essere disponibili:
- Sistema di tele-gestione 1G, sia per i misuratori LANDIS che GME
- Sistema cartografico aziendale GIS Elettrico
- Sistema cartografico aziendale GIS IP
-
Rilievo Rete di bassa Tensione integrato in tutti i suoi ambiti tabellari
-
SAP (IS-U e MDM)
- Sistema TESS (qualità commerciale).
- Dati meteorologici RadarMeteo consuntivi e previsionali.
- SAP PM
- SAP MM
- SAP IS-U PDFM
- Sistema di telecontrollo
- Sistema di telecontrollo: curve di carico a 10 minuti
- Storico ORBT (selezione di alcuni ambiti tabellari)
- Sistema Geocall NPC (selezione di alcuni ambiti tabellari)
Sono in corso le attività di integrazione dati, secondo le priorità dettate dal business, con riferimento al Centro gestione 2G
Progetto Diagnostica e monitoraggio della rete
Il progetto si articola secondo tre linee di azione principali:
- Diagnostica di Cabina Primaria
- Diagnostica di Cabina Secondaria
- Diagnostica sulle Linee aeree
1. Diagnostica di Cabina Primaria con Drone UGV
Il progetto prevede lo sviluppo di un prototipo di drone terrestre UGV (Unmanned Ground Vehicle) per l'ispezione autonoma o pilotata da remoto della Cabina Primaria. Il drone UGV AUTONOMUS dispone di sensori per la rilevazione di parametri ambientali (sensori di temperatura; di scariche parziali, videocamere) e di sensori per muoversi autonomamente nell'ambiente (lidar, GPS e fotocamere). Esegue in autonomia piani di ispezione e può essere controllato da remoto per verifiche e operazioni di security mirate mediante radiocomando. Il sistema può trasmettere le informazioni di ispezione anche ad un operatore posto in una località diversa dal luogo delle operazioni.
Nel corso del primo semestre del 2022 si sono conclusi i collaudi della Control Room e delle nuove funzionalità per il miglioramento di gestione sensoristica di bordo derivanti dalla prima sperimentazione e sono state avviati i primi cicli sperimentali ispettivi di concerto con la Rete.
2. Diagnostica di Cabina Secondaria (CS-Plus)
Il progetto prevede la sperimentazione di una soluzione integrata IOT per servizi di monitoraggio, diagnostica e gestione da remoto: es. parametri ambientali, gestione digitale accessi, etc.
Nel corso del primo semestre 2022 sono stati avviati i sopralluoghi finalizzati ad estendere la sperimentazione della soluzione su 50 impianti critici. E' stata inoltre ingegnerizzata un'interfaccia di integrazione per la semplificazione e standardizzazione dell'assemblaggio in campo della soluzione. I servizi IoT previsti sono: 1. controllo accesso, 2. Monitoraggio temperatura ambientale, 3. Monitoraggio temperatura trasformatore, 4. Monitoraggio umidità, 5. Monitoraggio Allagamento.
3. Diagnostica sulle Linee aeree
Il progetto prevede la combinazione di analisi periodiche delle immagini da satellite mediante algoritmi di intelligenza artificiale (atte ad individuare interferente antropiche e/o vegetative) e ispezioni mirate con droni al fine di abilitare un processo di monitoraggio continuo della Rete aerea.
Nel corso del 2020 è stata sviluppata e messa in esercizio la piattaforma di gestione del processo ed avviato l'esercizio del processo stesso. Il processo è stato riscontrato come di alto valore innovativo sia dall'osservatorio Droni e che dall'osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano.
Nel corso del primo semestre 2022 è stato avviato il piano di ispezione delle linee aeree MT e BT eseguito esclusivamente con droni in squadra mista Ingegneria-Sviluppo / Rete. Sono inoltre in corso sviluppi per integrare la piattaforma di analisi satellitare GIMMI con il sistema SAP e lo sviluppo di un Media Data Storage evoluto per la costruzione di un repository integrato e facilmente consultabile di tutte le informazioni raccolte dalle ispezioni in campo.
Nel corso del primo trimestre 2022 infine è stata eseguita la prima sperimentazione di volo sperimentale in BVLOS, La sperimentazione, che ha visto il coinvolgimento di Enac ed Anav, ha previsto il volo controllato da remoto oltre la linea di visibilità sulle linee AT nella zona Marcigliana. La sperimentazione è tesa ad abilitare nuove metodologie di ispezione da remoto e automatica sulle linee elettriche aeree in contesti non altamente popolati.
Realizzazione Rete di Telecomunicazioni areti
Il progetto TLC prevede nel corso del 2022:
il proseguimento delle attività per la realizzazione di una rete in fibra ottica ad alta velocità ed affidabilità che rilegherà tutte le cabine primarie, che costituiscono l'ossatura principale della rete di telecomunicazioni e sulla quale saranno rilanciati tutti i servizi di smart grid, e il rilegamento in fibra ottica di circa 150 cabine secondarie. Questa rete garantirà sicurezza e affidabilità nel transito delle informazioni tra il centro e la periferia, utile a consentire oltre ad una corretta funzionalità dei sistemi di Operation Technology e dei sistemi di gestione della rete, anche il telecontrollo delle apparecchiature installate in cabina secondaria e ove possibile i punti di misura e altri tipi di sensori, allo scopo di veicolare presso i sistemi centrali tutte
le informazioni acquisite attraverso sensori e apparati di campo; tale rete permetterà inoltre di implementare l'automazione evoluta nelle cabine secondarie rilegate in fibra ottica, in modo da migliorare sensibilmente la qualità del servizio elettrico;
- la connessione e la migrazione dei servizi in 19 cabine primarie e 1 secondaria;
- l'attivazione del collegamento radio mobile 4G in circa 1.500 cabine secondarie;
- l'attivazione dell'automazione evoluta per la resilienza in 5 tratte;
- l'attivazione di automazione evoluta FO/4G in circa 100 dorsali;
- l'attivazione del telecontrollo BT in circa 300 Cabine secondarie.
Entro il 2024 è previsto il rilegamento in fibra ottica (proprietaria o in IRU) di tutte le cabine primarie e il collegamento alla rete principale (fibra ottica/4G) di circa 5.000 cabine secondarie che permetteranno di ridurre sostanzialmente l'impatto sul territorio dell'attività di manutenzione riducendo i disagi per la cittadinanza.
Nei primi 6 mesi del 2022 il progetto ha visto:
- la messa in esercizio di 6 tratte in F.O. tra nodi di aggregazione;
- la connessione e la migrazione dei servizi in 7 cabine primarie;
- il proseguimento della realizzazione dei collegamenti in radio mobile 4G, sia per velocizzare il deployment dei servizi di automazione evoluta nelle cabine secondarie oltre a quelle che saranno raggiunte in fibra ottica (cabine secondarie di accesso) che per proseguire con il passaggio degli esistenti collegamenti in radio mobile 2G/3G alla tecnologia di collegamento 4G;
- l'attivazione dei collegamenti in radio mobile 4G in 645 cabine secondarie;
- l'attivazione del telecontrollo in fibra ottica in 75 cabine secondarie;
- l'attivazione dell'automazione evoluta in fibra ottica/4G in 33 dorsali in media tensione;
- l'attivazione del telecontrollo degli interruttori in bassa tensione in 113 cabine secondarie.
Illuminazione Pubblica
Al 30 Giugno 2022 sono proseguite regolarmente le attività di manutenzione straordinaria e di ammodernamento e sicurezza concordate con Roma Capitale e realizzati nuovi punti luce nell'ambito degli interventi di reingegnerizzazione e valorizzazione dell'illuminazione, integrando le attività operative attraverso le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria previste da piano, che hanno caratterizzato e consolidato diverse proposte di intervento per il miglioramento e rinnovamento degli impianti e, di conseguenza, della qualità del servizio offerto. Per ciò che attiene il Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 Dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da Areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A. In data 8 Febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP – LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra RC ed ACEA S.p.A. Con la medesima nota, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di ACEA/areti in relazione al contratto di servizio. Si evidenzia che la suddetta comunicazione riguarda la correttezza dei corrispettivi applicati, senza incidere sulla volontà dell'Amministrazione, già manifestata, di risolvere il rapporto con Acea per bandire una gara e così riaffidare il servizio.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati Operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|
| Energia prodotta (idro+termo) | GWh | 296 | 357 | (61) | (17%) |
| di cui idro | GWh | 182 | 254 | (71) | (28%) |
| di cui termo | GWh | 113 | 103 | 10 | 10% |
| Energia prodotta (fotovoltaico) | GWh | 64 | 33 | 31 | 93% |
| Energia prodotta (cogenerazione) | GWh | 17 | 24 | (6) | (27%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 92,1 | 55,6 | 36,5 | 65,6% |
| Costi | 40,1 | 20,2 | 19,9 | 98,1% |
| Margine Operativo Lordo | 52,0 | 35,4 | 16,6 | 46,9% |
| Risultato Operativo | 43,0 | 21,7 | 21,3 | 97,8% |
| Dipendenti Medi | 91 | 88 | 3 | 3,2% |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 19,5 | 39,4 | (20,0) | (50,6%) | 21,7 | (2,2) | (10,3%) |
| Posizione Finanziaria Netta | 113,2 | 237,0 | (123,8) | (52,2%) | 238,4 | (125,2) | (52,5%) |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Margine operativo lordo Area Generazione | 52,0 | 35,4 | 16,6 | 46,9% |
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% |
| Peso percentuale | 7,6% | 5,7% | 1,9 pp |
L'EBITDA al 30 Giugno 2022 si è attestato a € 52,0 milioni e registra un incremento di € 16,6 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 principalmente imputabile ad Acea Produzione (+ € 17,6 milioni) per il maggior margine realizzato sulla produzione idroelettrica (+ € 14,0 milioni) come conseguenza dell'incremento dei prezzi sui mercati energetici (+ 136,25 €/MWh) parzialmente compensato da minori volumi prodotti (- 70,7 GWh) rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente e per la restante parte dal maggior margine realizzato sulla produzione termoelettrica (+ € 0,8 milioni).
Infine l'EBITDA del comparto fotovoltaico, registra un decremento di € 0,6 milioni influenzato dalla variazione di perimetro derivante dalle acquisizioni operate a fine 2021 e dalla cessione del controllo di una holding fotovoltaica del Gruppo ACEA (Acea Sun Capital) e delle sue controllate alla neocostituita AE Sun Capital, partecipata per il 40% da Acea Produzione e per il 60% da Equitix (per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo sull'IFRS5).
L'organico medio risulta in lieve aumento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio; si specifica che le società fotovoltaiche non hanno personale dipendente.
Gli investimenti si attestano a € 19,5 milioni e registrano una riduzione di € 2,2 milioni rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio per l'effetto combinato dei minori investimenti registrati da Acea Produzione (- € 3,9 milioni) compensati in parte dai maggiori investimenti del comparto fotovoltaico (+ € 1,4 milioni).
Gli investimenti di Acea Produzione fanno riferimento in prevalenza a lavori di riqualificazione degli impianti idroelettrici, all'estensione e il risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma e alla realizzazione di parchi fotovoltaici (Monte Mario), mentre gli investimenti del comparto fotovoltaico si riferiscono in prevalenza agli investimenti sostenuti da Acea Solar per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali e dagli investimenti della neo acquisita SF Island.
La posizione finanziaria netta si è attestata, al 30 Giugno 2022 ad € 113,2 milioni e presenta un miglioramento pari ad € 123,8 milioni rispetto al 31 Dicembre 2021 e di € 125,2 milioni rispetto al 30 Giugno 2021 imputabile alla sopra citata operazione di cessione della quota di maggioranza di Acea Sun Capital.
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Produzione di energia elettrica
Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 229,2 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), impianti fotovoltaici, due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e Tor di Valle; quest'ultima è costituita da un moderno impianto di cogenerazione ad alto rendimento, in sostituzione del precedente
impianto a ciclo combinato; l'impianto è stato avviato per l'esercizio commerciale il 9 luglio 2021 permettendo alla Società di rispettare gli impegni assunti da Acea Produzione con l'aggiudicazione dell'asta del capacity market nel periodo 2022 – 2037. La centrale nella configurazione attuale è costituita da tre motori alimentati a gas metano ad alta efficienza ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 28,5 MW, oltre che da tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo. La centrale, oltre a vendere energia elettrica sul Mercato a Pronti dell'energia nelle ore più remunerative, fornisce energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del contiguo Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessaria per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e Mezzocammino nel Comune di Roma.
La società sta procedendo con l'iter autorizzativo per l'installazione di 2 nuove unità di cogenerazione, della potenza di 1,5 MW ciascuno, che saranno alimentate dal biogas proveniente dal depuratore di Roma Sud e produrranno energia elettrica da immettere in rete ed energia termica che sarà fornita all'impianto di depurazione ed in parte immessa sulla rete del teleriscaldamento.
Continuano, le attività per il miglioramento dei livelli della qualità del servizio del teleriscaldamento, con la manutenzione straordinaria della rete di teleriscaldamento che riguarda sia il rifacimento delle sottocentrali di consegna che la sostituzione di alcuni importanti tratti di tubazione. In particolare, si registra la messa in esercizio del raddoppio del tratto di tubazione in partenza dalla centrale di Tor di Valle. Con riferimento alle attività messe in campo per rispondere agli adempimenti introdotti dall'ARERA relativi alla qualità tecnica, è stato istituito un numero verde dedicato alle segnalazioni di pronto intervento ed è stata messa online la nuova piattaforma GIS che permette la gestione, il monitoraggio e la rendicontazione degli interventi tecnici effettuati sulla rete del teleriscaldamento.
Oltre agli asset produttivi sopra descritti, Acea Produzione possiede impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 3,1 MWp. Nel primo semestre 2022 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 252,2 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 181,2 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini idro di 1,6 GWh, nella quota relativa alla produzione termoelettrica di 68,1 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 1,3 GWh.
Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 34,22 GWht, per un totale di 3.581 utenze servite (266 condomini e 3.315 unità immobiliari).
Cogenerazione
La gestione operativa di Ecogena, si concentra principalmente su tre aree: (i) la consulenza nel settore delle Esco, ed offerta di servizi legate agli obblighi di incremento dell'efficienza energetica di terze parti (esterne o interne al Gruppo Acea); (ii) la fornitura di servizio energia mediante gestione di impianti cogenerativi (o trigenerativi) e reti di teleriscaldamento e vendita dell'energia prodotta ai Clienti; e (iii) il coordinamento delle società del Gruppo relativamente ai progetti di efficienza energetica.
Il sistema di produzione della società al 30 giugno 2022 è costituito da un insieme di impianti cogenerativi, la cui potenzialità totale elettrica, termica e frigorifera, ha subito una contrazione per effetto della conclusione nel 2021 dei due contratti, passando da un totale di potenza elettrica installata di 4 MW ad una potenza elettrica complessiva di 1,86 MW. In questo ammontare è inclusa la potenza installata relativa al secondo cogeneratore montato ad Europarco nel 2021.
Gli impianti detenuti dalla società sono interamente ubicati nel territorio Laziale, alcuni dei quali abbinati a reti di teleriscaldamento. Al 30 giugno 2022 la Società ha realizzato un volume di produzione pari a circa 2,8 GWh (elettrica), 10,9 GWh (termica) e 3,4 GWh frigorifera. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l'energia termica ceduta ai clienti è lievemente più bassa, l'energia frigorifera è in linea, mentre l'energia elettrica è in aumento grazie anche all'attivazione del secondo cogeneratore di Europarco.
Con riferimento alla centrale di trigenerazione di Europarco, è stato completato l'iter di attivazione e rilascio della licenza di officina elettrica del secondo cogeneratore da 400 kW presso il sito. Si segnala che a marzo 2022 è stato sottoscritto un accordo con la società Cinecittà Parchi che prevede la modifica del termine ultimo degli smontaggi al 31 gennaio 2023 per la centrale di cogenerazione e al 30 giugno 2022 per le centrali termica e frigorifera.
In riferimento all'impianto di condizionamento del Centro elaborazione dati (Cedet) di ACEA, sono stati eseguiti alcuni interventi di controllo e messa a punto del nuovo impianto efficientato. L'ultima rendicontazione sull'effettivo risparmio energetico conseguito è stata trasmessa al Cliente ed ha confermato il rispetto della performance energetica garantita nell'Energy Performance Contract (risparmio di 308 MWh con riferimento all'anno luglio 2020 - giugno 2021). Il consuntivo dei consumi dell'impianto efficientato ha mostrato un risparmio energetico del 30% rispetto all'utilizzo precedente dell'impianto.
Nell'ambito delle attività effettuate da Ecogena per Acea Innovation, inerenti il progetto di progettazione, permitting e realizzazione di infrastrutture di ricarica per autoveicoli elettrici, si informa che sono state quasi ultimate le attività installative della "WAVE I" del progetto, dove restano da ultimare alcune installazione su posizioni che hanno subito ritardi dovuti autorizzative dovute al SIMU (dipartimento infrastrutture del Comune di Roma) al Municipio RM V (per il rilascio delle licenze). Proseguono invece i lavori per la WAVE II sui novantadue progetti autorizzati, di cui buona parte sono chiusi e altri in chiusura, come da programma.
È stata inoltre completata e presentata la documentazione progettuale necessaria per l'autorizzazione in Conferenza dei Servizi della WAVE III. Conseguentemente è prevista nel secondo semestre 2022 l'esito della Conferenza dei Servizi con l'autorizzazione dei nuovi siti progettati.
In tema di efficientamento di edifici residenziali attraverso i sistemi di detrazione fiscale (ecobonus e sismabonus) e nell'ambito della collaborazione instaurata tra Acea Innovation ed Ecogena, si registrano affidamenti di incarichi progettuali per oltre 60 milioni di euro. Al contempo sono in fase di completamento i cantieri avviati nel 2021 e proseguono le attività progettuali che permetteranno l'avvio dei lavori sugli altri edifici contrattualizzati da Acea Innovation.
Operazione Energy Box – impianti Fotovoltaici
Come ampiamente descritto nel paragrafo relativo alle "Attività destinate alla vendita", alla fine del 2021 Acea ed Equitix hanno sottoscritto un accordo per la cessione della società che detiene le partecipazioni nelle società proprietarie degli impianti fotovoltaici (Acea Sun Capital) in una società di nuova costituzione a cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Dati Operativi | U.M. | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | |||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero complessivo determinazioni analitiche | Numero | 535.965 | 571.391 | (35.426) | (6%) | |||
| Numero complessivo campioni | Numero | 18.378 | 18.929 | (551) | (3%) | |||
| Numero progetti | Numero | 41 | 46 | (5) | (12%) | |||
| Numero cantieri EPC | Numero | 26 | 50 | (24) | (48%) | |||
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | ||||
| Ricavi | 57,5 | 62,3 | (4,8) | (7,6%) | ||||
| Costi | 52,7 | 53,3 | (0,6) | (1,0%) | ||||
| Margine Operativo Lordo | 4,8 | 9,0 | (4,2) | (46,6%) | ||||
| Risultato Operativo | 0,5 | 6,2 | (5,7) | (91,5%) | ||||
| Dipendenti Medi | 451 | 432 | 19 | 4,3% | ||||
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | |
| Investimenti | 1,8 | 9,9 | (8,0) | (81,4%) | 3,5 | (1,7) | (47,5%) | |
| Posizione Finanziaria Netta | 45,6 | 28,1 | 17,5 | 62,4% | 28,4 | 17,2 | 60,7% | |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | ||||
| Margine operativo lordo Area Ingegneria e Servizi | 4,8 | 9,0 | (4,2) | (46,6%) |
L'Area chiude il primo semestre 2022 con un EBITDA di € 4,8 milioni manifestando una diminuzione rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio per € 4,2 milioni (- 46,6% ). La variazione è attribuibile ad Acea Elabori per € 1,4 milioni come conseguenza della riduzione delle attività e del margine per l'aggiornamento delle tariffe, a TWS per € 0,5 milioni come conseguenza dello slittamento delle attività di costruzione e applicazione sconti e per € 0,6 milioni a SIMAM per il minore margine sul trattamento delle acque reflue. La restante variazione è imputabile a partite relative ad esercizi precedenti.
Margine operativo lordo GRUPPO 682,5 618,8 63,7 10,3%
Peso percentuale 0,7% 1,5% (0,8 pp)
Comprese nell'Area vi sono Ingegnerie Toscane, società di ingegneria che svolge servizi ed attività di supporto tecnico nel settore idrico-ambientale consolidata a patrimonio netto, e TWS società che opera prevalentemente nella realizzazione e ristrutturazione di opere strumentali all'esercizio del Servizio Idrico Integrato, ed in particolare di impianti per il trattamento delle acque – potabili e reflue – nonché servizi di progettazione e di ingegneria in quanto correlati alle attività di costruzione impianti. Tali società registrano entrambe un EBITDA di € 0,4 milioni.
L'organico medio al 30 Giugno 2022 si attesta a 451 unità in aumento di 19 unità quasi interamente riferibili Acea Elabori.
Gli investimenti si attestano a € 1,8 milioni, in prevalenza imputabili ad Acea Elabori , in riduzione di € 1,7 milioni principalmente per minori acquisti di attrezzature e software.
La posizione finanziaria netta al 30 Giugno 2022 è pari ad € 45,6 milioni in aumento di € 17,5 milioni rispetto al 31 Dicembre 2021 e di € 17,2 milioni rispetto al 30 Giugno 2021. La variazione è imputabile alle dinamiche di cash flow operativo.
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Non si segnalano eventi significativi occorsi nel periodo.
Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 70,2 | 64,7 | 5,4 | 8,4% | ||||
| Costi | 91,4 | 82,8 | 8,6 | 10,4% | ||||
| Margine Operativo Lordo | (21,3) | (18,1) | (3,1) | 17,4% | ||||
| Risultato Operativo | (36,2) | (29,6) | (6,6) | 22,5% | ||||
| Dipendenti Medi | 713 | 704 | 8 | 1,2% | ||||
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | |
| Investimenti | 12,7 | 34,4 | (21,7) | (63,2%) | 16,3 | (3,7) | (22,4%) | |
| Posizione Finanziaria Netta | 395,1 | 443,1 | (48,0) | (10,8%) | 267,1 | 128,0 | 47,9% | |
| Risultati economici e patrimoniali € milioni |
30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | ||||
| Margine operativo lordo Area Corporate | (21,3) | (18,1) | (3,1) | 17,4% | ||||
| Margine operativo lordo GRUPPO | 682,5 | 618,8 | 63,7 | 10,3% | ||||
| Peso percentuale | (3,1%) | (2,9%) | (0,2 pp) |
Corporate chiude il primo semestre 2022 con un livello negativo di EBITDA pari a € 21,3 milioni in peggioramento rispetto al medesimo periodo del 2021 per € 3,1 milioni. La variazione è da ricondurre ai maggiori costi sostenuti tra i quali figurano principalmente quelli di natura informatica, per consumi elettrici e gas per effetto dell'aumento delle tariffe, le spese di vigilanza e le spese pubblicitarie.
L'EBIT risulta negativo per € 36,2 milioni in peggioramento, rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, di € 6,6 milioni come conseguenza, oltre che alla variazione da imputare all'EBITDA in precedenza descritta, dei maggiori ammortamenti relativi a progetti informatici entrati in esercizio negli ultimi mesi dello scorso esercizio e nei primi mesi del corrente anno. Si segnalano tra i maggiori investimenti informatici quelli collegati agli sviluppi di applicativi già presenti.
L'organico medio al 30 Giugno 2022 si attesta a 713 unità, in aumento rispetto al medesimo periodo del 2021 per 8 unità (erano 704 unità).
Gli investimenti si attestano ad € 12,7 milioni al 30 Giugno 2022 e si riferiscono principalmente a licenze software, sviluppi informatici e hardware oltre che ad investimenti sulle sedi aziendali. La variazione in riduzione pari ad € 3,7 milioni è da imputare per € 1,6 milioni all'acquisto del terreno da ATAC SpA adiacente la sede centrale e adibito a parcheggio avvenuto nel primo semestre del 2021.
La posizione finanziaria netta al 30 Giugno 2022 è pari a € 395,1 milioni e registra un decremento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2021 di € 48,0 milioni che discende dal fabbisogno di cassa delle società del Gruppo ed un peggioramento rispetto al 30 Giugno 2021 di € 124,3 milioni che risente principalmente dell'acquisto delle quote azionarie di Acea Produzione, possedute precedentemente da Acea Energia, avvenuto nell'ambito del progetto di riordino delle partecipazioni strategiche del Gruppo (valore di acquisto della partecipazione per € 129 milioni).
Eventi significativi del primo semestre 2022 e successivi
Non si segnalano eventi significativi nel periodo oggetto di osservazione.
Fatti di Rilievo intervenuti nel corso del periodo e successivamente
Acea Gaïa Rating conferma la crescita di Acea sugli indicatori di sostenibilità
Gaia Rating ha attribuito ad ACEA un punteggio di 82 su 100 nella valutazione complessiva delle performance ESG. ACEA ha registrato un aumento del punteggio per il quarto anno consecutivo, confermandosi tra le società con la migliore performance in termini di sostenibilità.
Acea migliora la sua posizione nel Bloomberg Gender-Equality Index (GEI) 2022
Acea conferma anche nel 2022 la presenza nel "Bloomberg Gender-Equality Index" (GEI), indice internazionale che misura le performance delle aziende sulla parità di genere attraverso cinque criteri: leadership femminile, parità di retribuzione, cultura inclusiva, politiche di contrasto alle molestie sessuali, posizionamento del brand come azienda a favore delle donne.
Il Gruppo, inserito nell'indice per la terza volta consecutiva, ha ottenuto quest'anno il punteggio di 80,67 (su scala 0-100), collocandosi ben al di sopra delle medie del settore utility (71,21) e del campione analizzato (71,11), con un miglioramento significativo di 10,18 punti rispetto al risultato del 2021.
Acea perfeziona il closing dell'operazione per la cessione a Equitix di una quota di maggioranza della newco che gestirà gli asset fotovoltaici
Il 22 Marzo, Acea ha perfezionato il closing dell'accordo con il Fondo britannico di investimento Equitix, per la cessione di una quota di maggioranza di una holding fotovoltaica (Acea Sun Capital) del Gruppo Acea in cui sono stati conferiti gli asset fotovoltaici di Acea già in esercizio o in via di connessione alla rete in Italia. L'accordo per la cessione degli asset era stato siglato lo scorso 24 dicembre 2021. Con il closing dell'operazione, la società di nuova costituzione AE Sun Capital S.r.l., partecipata al 60% da Equitix e al 40% da Acea Produzione ha acquisito da Acea Produzione, la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete.
Acea sottoscrive gli accordi definitivi per la progettazione e commercializzazione dei sistemi di misurazione digitali del servizio idrico
Facendo seguito a quanto reso noto al mercato lo scorso 6 dicembre 2021, in data 29 Marzo 2022, Acea e Suez hanno sottoscritto gli accordi contrattuali definitivi in merito alla realizzazione di una joint venture societaria per la progettazione di un sistema evoluto di misurazione intelligente per il servizio idrico (c.d. smart meter) e la sua successiva produzione e commercializzazione in Italia e all'estero sulla base di apposita partnership commerciale.
Acea perfeziona il closing dell'acquisizione da parte del Consorzio, formato da Ascopiave, Acea e Iren, di alcune concessioni di A2A nell'ambito della distribuzione di gas
In data 1° Aprile, il Consorzio formato da Ascopiave (58%), Acea (28%) ed Iren (14%), ha perfezionato il closing dell'accordo con il Gruppo A2A per l'acquisizione di alcuni assets nell'ambito del servizio di distribuzione del gas naturale. Il perimetro di attività oggetto dell'operazione comprende circa 157 mila utenti, distribuiti in 8 Regioni d'Italia, facenti parte di 24 ATEM, per circa 2.800 km di rete. Il perimetro di interesse di Acea è costituito da concessioni in 5 ATEM, di cui 2 in Abruzzo, 2 in Molise e 1 in Campania, per un totale di circa 30.700 PDR. L'Enterprise Value è pari a 35,8 milioni di Euro.
Arera pubblica la prima analisi della Qualità Tecnica del sevizio idrico in Italia: Annualità 2018-2019
Per la prima volta in Italia, il servizio idrico è stato misurato e giudicato, attribuendo premi e penalità ai gestori, per risultati raggiunti e consolidati nel 2018 e 2019. La graduatoria è stata pubblicata da ARERA con la delibera 183/2022/R/idr che conclude il primo biennio di applicazione del meccanismo incentivante.
Perdite idriche, interruzioni di servizio, qualità dell'acqua erogata, adeguatezza del sistema fognario, qualità dell'acqua depurata e smaltimento dei fanghi, sono i 6 macro-indicatori sulla base dei quali ciascuno degli operatori del servizio idrico è stato analizzato e classificato (per il primo biennio il tema delle interruzioni è stato escluso dal meccanismo incentivante).
Il complesso sistema di analisi dei dati - avviato nel 2018 da ARERA con la delibera sulla Regolazione della Qualità Tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) - ha permesso di codificare i risultati raggiunti in questi anni da 203 gestori, che complessivamente coprono l'84% della popolazione nazionale. Analizzando i dati pervenuti fino al 17 luglio 2020, l'Autorità ha potuto assegnare un premio a chi ha raggiunto, mantenuto e migliorato gli obiettivi prefissati e una penalità agli altri.
Per il Gruppo Acea l'ammontare netto ammonta a circa 29 milioni di Euro.
L'Assemblea degli azionisti approva il Bilancio di Esercizio al 31 Dicembre 2021 e delibera il pagamento di un dividendo di 0,85 Euro per azione
Il 27 Aprile, l'Assemblea degli Azionisti di Acea SpA ha approvato il Bilancio di Esercizio e ha presentato il Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2021 che evidenzia un utile netto, dopo le attribuzioni a terzi, di 313,3 milioni di Euro. E' stata, inoltre, presentata agli Azionisti la Dichiarazione consolidata non finanziaria ai sensi del D.Lgs. 254/2016 (Bilancio di Sostenibilità 2021).
L'Assemblea ha altresì approvato la destinazione dell'utile di esercizio come proposta dal Consiglio di Amministrazione e la distribuzione del dividendo. Il dividendo complessivo (cedola n. 23) di Euro 180.665.720,95, pari a 0,85 Euro per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 22 giugno 2022, con stacco cedola il 20 giugno e record date il 21 giugno.
L'Assemblea degli Azionisti ha nominato il nuovo Collegio Sindacale che resterà in carica per tre esercizi e precisamente fino all'approvazione del Bilancio 2024. L'elezione dei componenti dell'Organo di controllo è avvenuta con voto di Lista, secondo le modalità stabilite agli articoli 15 e 22 dello Statuto Sociale. Nel nuovo Collegio Sindacale risultano eletti come Sindaci effettivi Maurizio Lauri (Presidente), Claudia Capuano e Leonardo Quagliata; come Sindaci supplenti Rosina Cichello e Vito Di Battista.
L'Assemblea degli Azionisti, ai sensi dell'art. 15.4 dello Statuto Sociale, su proposta presentata dal socio Suez International SAS, ha inoltre nominato quale Consigliere di Amministrazione Francesca Menabuoni che resterà in carica sino alla scadenza dell'attuale Consiglio, ossia con l'approvazione del Bilancio al 31 Dicembre 2022.
Acea pubblica il primo Green Bond Report
Il 13 Maggio è stato pubblicato il primo Green Bond Allocation & Impact Report per gli anni 2019 e 2020, relativo al prestito obbligazionario in formato green di importo complessivamente pari ad Euro 900 milioni a valere sul programma EMTN da Euro 5 miliardi, ed articolato in due serie, di cui una di importo pari ad Euro 300 milioni, con tasso dello 0% e scadenza nel 2025 ed un'altra di importo pari a Euro 600 milioni, con tasso dello 0,25% e scadenza nel 2030, emesso nell'ambito del Green Financing Framework del Gruppo Acea destinato a finanziare progetti relativi alla protezione della risorsa idrica, all'efficienza energetica, allo sviluppo dell'economia circolare e all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Acea e NTT DATA presentano Waidy® Management System
Il 15 Giugno Acea e NTT DATA Italia hanno presentato, in occasione dell'evento di lancio delle due Google Cloud region italiane, Waidy® Management System (WMS), la soluzione cloud native per la tutela della risorsa idrica, pensato per ottimizzare la gestione dell'acqua nelle reti.
Dimissioni del Consigliere di Amministrazione Giovanni Giani e nomina per cooptazione di un nuovo consigliere
Il 27 Giugno, Acea ha ricevuto le dimissioni, con effetto immediato, dalla carica di Consigliere di Amministrazione dell'Ing. Giovanni Giani, nominato dalla lista presentata dal Socio Suez nell'Assemblea del 29 maggio 2020; tale decisione è motivata dagli altri impegni professionali cui lo stesso è chiamato. In data 18 luglio, il Consiglio di Amministrazione di Acea ha nominato per cooptazione Massimiliano Pellegrini quale nuovo Consigliere non esecutivo.
Acea inaugura il più grande impianto fotovoltaico della Basilicata
Il 27 Giugno Acea ha inaugurato il più grande impianto fotovoltaico della Basilicata in località "Piana di Santa Chiara" nel Comune di Ferrandina, in provincia di Matera, realizzato da Acea Solar e oggi di proprietà della società AE Sun Capital (60% Equitix e 40% Acea Produzione). L'impianto si sviluppa su un terreno dall'estensione complessiva di circa 40 ettari e ha una potenza installata di circa 20MW, per una produzione annua di circa 36GWh, pari a oltre 1.830 ore/anno equivalenti, corrispondenti a 15 mila ton di emissione di CO2 evitata all'anno ed è in grado di fornire l'energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di oltre 10.000 nuclei familiari. L'impianto cede l'energia prodotta direttamente al mercato e si è aggiudicato la gara indetta da Terna sul "Capacity Market", con una "capacità impegnata" complessiva di 3MW per i quali riceverà un corrispettivo fisso annuo per i prossimi 15 anni.
Acea cresce nel settore del trattamento e stoccaggio dei rifiuti in Abruzzo con l'acquisizione del "Polo Cirsu"
Il 30 Giugno Acea si è aggiudicata, tramite la controllata Acea Ambiente, il ramo d'azienda denominato "Polo Cirsu" (sito in Località Casette di Grasciano Notaresco - Teramo), a seguito della partecipazione alla procedura competitiva indetta con l'avviso di vendita del Tribunale di Teramo – Fallimento CIRSU S.p.A. Reg. Fall. N. 91/2015. All'esito della stessa, Acea Ambiente è risultata maggior offerente con un importo di Euro 19.100.000. Il ramo d'azienda è composto dalla discarica denominata "Grasciano1" completamente esaurita nei volumi autorizzati; dalla nuova discarica denominata "Grasciano2" consistente in un primo lotto pari a 234.000 mc e un secondo lotto da realizzare, con una volumetria autorizzata di mc. 246.000,00; da un impianto di riciclaggio e compostaggio e da una piattaforma per la valorizzazione dei rifiuti da raccolta differenziata e beni durevoli.
Standard Ethics migliora l'outlook da "stabile" a "positivo"
Il 5 Luglio Standard Ethics ha migliorato l'outlook di Acea da "stabile" a "positivo" e confermato il "Corporate Rating" a "EE".
Fitch Ratings conferma il rating di Acea a "BBB+" e l'outlook "stabile"
In data 6 Luglio Fitch Ratings ha confermato per Acea il Long-Term Issuer Default Rating (IDR) a "BBB+" con outlook "Stable" e lo Short-Term IDR a "F2". È stato inoltre confermato il Long-Term Senior Unsecured Rating a "BBB+". Il giudizio riflette il focus strategico di Acea nelle attività regolate, unitamente ad una gestione prudente delle coperture energetiche e al solido livello di liquidità disponibile.
Acea: autorizzato il più grande impianto fotovoltaico della Sardegna con una potenza di 85 MW
Il 19 Luglio Acea Solar, società controllata integralmente da Acea Produzione, ha ottenuto dalla Regione Sardegna la "Valutazione di Impatto Ambientale" e l'"Autorizzazione Unica" per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nell'area industriale di Ottana, nel Comune di Bolotana (NU). L'impianto avrà una potenza installata di circa 85MW. L'entrata in esercizio è prevista nel primo semestre del 2024. Il sito, il più grande in Sardegna e tra i più grandi in Italia, con un'estensione di circa 140 ettari, sarà connesso alla rete di alta tensione nella nuova stazione elettrica di Terna denominata "Ottana 2", costruita all'interno della medesima area industriale. Il progetto include, inoltre, la realizzazione di un sistema di accumulo dell'energia di 10MWh che erogherà energia elettrica nelle fasi della giornata nelle quali verrà meno la generazione da fonte rinnovabile. Il sistema nel suo complesso contribuirà alla stabilità della rete e alla fornitura di energia elettrica per 170 GWh/anno, pari al fabbisogno annuale di circa 50.000 nuclei familiari e corrispondente a più di 70 mila/ton di CO2 evitata all'anno, rispetto ad una equivalente produzione da fonti fossili.
Principali rischi e incertezze
Per la natura del proprio business, il Gruppo è potenzialmente esposto a diverse tipologie di rischi, quali rischi competitivoregolamentari, i rischi da eventi naturali e variazioni climatiche e i rischi di mercato finanziario (rischi esterni), nonché i rischi operativi e ambientali specifici per ciascun settore di business, di Information Technology e Risorse Umane (rischi interni). Per la gestione di tali rischi vengono poste in essere una serie di attività di analisi e monitoraggio, realizzate da ciascuna società nell'ambito di un processo strutturato e coordinato a livello di Gruppo realizzato mediante l'integrazione di due approcci complementari (Enterprise Risk Management e gestione rischi nel continuo), finalizzato a valutare e trattare in logica integrata i rischi dell'intera organizzazione, coerentemente con la propria propensione al rischio, con l'obiettivo di garantire al management le informazioni necessarie ad assumere le decisioni più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e di business, per la salvaguardia, crescita e creazione del valore dell'impresa.
Tale combinazione è volta a garantire un efficace presidio dell'intero universo dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto, garantendo la gestione dell'esposizione complessiva del Gruppo in coerenza gli obiettivi di Piano Industriale e di Sostenibilità.
Nell'ambito del Framework di Enterprise Risk Management, le società del Gruppo, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea SpA, conducono periodicamente e in modalità strutturata un'attività di risk assessment, con la finalità di identificare e valutare i principali rischi che possono influire in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business. In tal modo si ottiene una rappresentazione dell'evoluzione del profilo di rischio complessivo del Gruppo, mediante la mappatura e la prioritizzazione dei principali rischi ai quali il Gruppo risulta esposto e l'individuazione di modalità di gestione ottimale degli stessi, elaborando una strategia di risposta e monitorando la relativa implementazione. In fase di monitoraggio, le società del Gruppo garantiscono la gestione degli scenari di rischio individuati, anche tramite l'implementazione di specifiche azioni di risposta identificate per ridurre i potenziali effetti degli stessi.
Tra gli strumenti a disposizione del Gruppo, il Key Risk Indicators (KRI) Framework permette di valutare la variazione dell'esposizione ai rischi «operativi» dell'organizzazione mediante l'identificazione, il regolare aggiornamento e la lettura integrata di metriche «sentinella».
Al fine del contenimento di tali tipologie di rischi il Gruppo ha posto in essere attività di mitigazione e di monitoraggio che sono di seguito sinteticamente dettagliate sia a livello corporate che di settore di business.
Il Gruppo Acea ha da tempo introdotto tra gli strumenti di Risk Mitigation, lo sviluppo e l'adozione di un Piano Assicurativo di Gruppo imperniato sui seguenti pillars:
- Third Party Liability
- Property Damage
- Employee benefit
I primi due pillars, in particolare, mettono in atto il trasferimento del rischio economico e/o patrimoniale derivante dalla Responsabilità Civile – in tutte le sue tipologie generale, professionale, ambientale, Cyber, ecc. – e da eventi (accidentali, colposi o dolosi) che colpiscano gli asset fisici e produttivi del Gruppo.
Il terzo pillar, invece, oltre a trasferire il rischio economico-patrimoniale, attua una vera e propria misura di welfare aziendale andando a garantire e riconoscere ai dipendenti del Gruppo Acea, importanti sostegni economici – sia ai diretti interessati che agli eventuali aventi diritto – in caso di manifestazione di eventi traumatici gravi connessi sia alla sfera professionale che a quella privata.
Sempre in tema di Risk Mitigation, gran parte delle società del Gruppo Acea hanno adottato e mantengono attivo un Sistema di Gestione Integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Energia (di seguito il "Sistema"), conforme alle norme UNI ISO 9001:2015 (Qualità), UNI ISO 14001:2015 (Ambiente), UNI ISO 45001:2018 (Sicurezza) e UNI ISO 50001:2018 (Energia), certificato da Ente esterno accreditato, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie e dell'inquinamento, nonché quale misura per promuovere e sostenere l'efficienza e l'efficacia dei processi della società, compresi quelli energetici, e conseguire il miglioramento continuo delle prestazioni del Sistema stesso e della gestione del lavoro.
È necessario evidenziare che non si prevedono, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, particolari rischi e incertezze, oltre quelli menzionati nel presente documento, che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Acea.
RISCHI COMPETITIVO – REGOLAMENTARI
Rischio di evoluzione normativa – regolamentare
Come noto il Gruppo Acea opera prevalentemente nei mercati regolamentati e le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano (nonché il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati) possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. In particolare, diverse Società del Gruppo gestiscono, per i rispettivi Ambiti Territoriali, il Servizio Idrico Integrato che notoriamente rappresenta un comparto caratterizzato da una crescente attenzione da parte del Legislatore e dell'Authority di settore (ARERA). Il Gruppo risulta pertanto esposto, con riferimento a tutti i territori serviti, all'evoluzione del quadro normativo/ regolamentare di riferimento.
In proposito si evidenzia come a seguito dell'estensione delle competenze di regolazione e controllo dell'ARERA al ciclo dei rifiuti, anche le Società dell'Area Ambiente risultino esposte a potenziali rischi derivanti dall'evoluzione del quadro regolatorio di riferimento.
Tali rischi vengono mitigati da una attenta attività di monitoraggio delle evoluzioni normative, di interlocuzione con gli enti competenti e di partecipazione ai tavoli associativi ed istituzionali, svolta dalle competenti strutture di business in sinergia con i presidi organizzativi di cui si è dotato il Gruppo. Tali strutture assicurano il monitoraggio della evoluzione normativa e regolatoria, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nelle indicazioni per una coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas, dell'acqua e dell'ambiente.
Rischio di contesto politico – sociale e macroeconomico
Il Gruppo Acea, nell'erogazione dei servizi resi alla propria clientela, è molto attento alle attese ed alle scelte delle proprie controparti istituzionali, territoriali e centrali. D'altronde, la maggior parte delle proprie attività risultano comunque sensibili alle dinamiche, di tipo congiunturale e strutturale, registrate dal tessuto economico e produttivo dei rispettivi territori.
In tal senso tra i principali fattori che influenzano la performance del Gruppo vanno annoverate le evoluzioni del contesto politico/sociale e macroeconomico di riferimento. Tali incertezze possono avere un riflesso sulla realizzazione degli obiettivi economico/finanziari e degli investimenti, oltre che sulla realizzazione delle grandi opere, i cui tempi possono essere influenzati da cambiamenti delle compagini governative sia a livello centrale che locale.
Con riferimento alle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale nell'Area Ambiente (crescita attraverso operazioni M&A e realizzazioni di impianti green-field), si rileva il rischio derivante dal mancato rilascio delle autorizzazioni da parte degli enti competenti. Il Gruppo è storicamente focalizzato a garantire livelli di eccellenza nella qualità tecnica e commerciale dei servizi resi, anche tramite modelli di dialogo sempre più attenti alle necessità espresse dai propri interlocutori di riferimento, al fine di attivare dinamiche virtuose nei rapporti con la propria clientela, anche con riferimento alle abitudini di pagamento. In proposito è necessario evidenziare come il Gruppo sia inoltre soggetto al rischio di deterioramento delle posizioni creditizie in particolare connesse con l'erogazione del Servizio Idrico Integrato, con conseguenze sulle rispettive esposizioni in capitale circolante. Tale rischio è gestito in logica proattiva dalle competenti strutture delle singole società, in applicazione di specifiche Credit Policy di Gruppo e con il supporto di competenti presidi organizzativi della Capogruppo.
In relazione alla crisi geopolitica internazionale determinatasi a seguito del conflitto Russia – Ucraina, risulta attualmente difficile nonché incerto valutare gli effetti e le ripercussioni che potrebbero derivare dal perdurare della crisi internazionale.
Il management è attualmente impegnato a monitorare la situazione sui mercati internazionali e proseguirà nel corso dei prossimi mesi una attività di analisi sull'andamento dei prezzi delle materie prime nonché sull'andamento del credito che allo stato attuale non rappresentano comunque elementi di criticità. Con riferimento alle materie prime, oltre ad attenzionare gli equilibri sulla base delle previsioni di vendita a prezzo fisso e variabile, le Società del Gruppo ricorrono solo a controparti di primario standing che soddisfino i requisiti previsti dalle proprie procedure di rischio commodity e controparte. In merito ai riflessi di natura finanziaria sia nel breve che nel medio periodo il Gruppo sta ponendo in essere opportune attività di monitoraggio al fine di intervenire tempestivamente. Si segnala che il Gruppo Acea non ha rapporti diretti con società di diritto russo ovvero ucraino o bielorusso comunque interessate dal conflitto. Stante la situazione di assoluta incertezza, il Gruppo Acea provvederà a riflettere nel Piano Industriale, gli eventuali impatti ad oggi indeterminabili. Come precedentemente illustrato gli effetti del conflitto sulle condizioni economico-finanziarie mondiali non sono riscontrabili esclusivamente in quelle società i cui investimenti o attività operative risultano principalmente localizzati in Russia, Bielorussia e/o Ucraina o che intrattengono relazioni commerciali con società terze operanti nei medesimi paesi, ma la totalità delle aziende, trovandosi quest'ultime in un ambiente economico-finanziario fortemente indebolito con tassi di interesse in rialzo.
Il Gruppo Acea ha pertanto condotto una analisi di mercato e di possibili diversi degli scenari sviluppando in tal modo un modello econometrico per la stima delle relazioni esistenti tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, con particolare riferimento ai margini, e le principali variabili macroeconomiche. Le principali fasi dell'analisi si sono concentrate nella individuazione di possibili scenari alternativi, nella raccolta ed analisi dei dati relativi a tutte le società e impianti del Gruppo ed infine, sulla base degli scenari elaborati e del modello stimato, sono state formulate previsioni sul possibile andamento futuro dei financials di Acea. Dalle analisi condotte non si ha evidenza statistica, a seguito dell'attuale contesto macroeconomico di impatti significativi sui diversi business di Acea.
RISCHI NATURALI
Tra i fattori di rischio cui è sottoposto il Gruppo, vanno inoltre evidenziati i possibili impatti derivanti da fenomeni naturali imprevedibili (es: terremoti, alluvioni e frane) e/o da variazioni climatiche cicliche o permanenti sulle reti e impianti gestiti dalle società del Gruppo Acea. Le prime tipologie di rischi vengono affrontati tramite l'implementazione di strutturati strumenti di governo degli asset, specifici per ciascun ambito di business (es. Water Safety Plan nell'ambito del SII; monitoraggio costante degli invasi, svolto anche in collaborazione con Ministero competente, nell'ambito della gestione dighe), oltre che con progetti, anche di rilevanza nazionale, finalizzati ad incrementare la resilienza delle infrastrutture dei vari territori (es. la progettualità inerente il raddoppio dell'acquedotto del Peschiera- Le Capore). La parte residuale dei rischi da eventi naturali viene trasferita tramite il programma assicurativo di Gruppo cui si è fatto cenno nelle pagine precedenti.
Il Gruppo Acea, ormai da anni, dimostra il suo impegno concreto nell'affrontare e mitigare i rischi legati al cambiamento climatico non solo con la rendicontazione effettuata nel suo Bilancio di Sostenibilità, ma anche divulgando le sue strategie e illustrando le azioni poste in essere e gli interventi realizzati attraverso la partecipazione al Carbon Disclosure Project (CDP), confermando lo score di 'A-' e l'appartenenza alla fascia di Leadership.
Tale importante risultato ha stimolato ulteriormente il Gruppo Acea nel procedere ad un progressivo allineamento alle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) sulla disclosure climatica, non solo nelle metriche e nei target, ma anche nella governance e nella gestione dei rischi e opportunità, in quanto elemento utile per migliorare la sua strategia di mitigazione e adattamento agli scenari futuri.
Per il Gruppo Acea infatti, per la natura e localizzazione delle sue linee di business, le principali criticità connesse al cambiamento climatico potrebbero manifestarsi in campo operativo, normativo e legale, con potenziali effetti anche in campo finanziario. Per quanto riguarda il primo aspetto, eventi meteorologici cronici come la riduzione delle precipitazioni possono portare a impatti negativi sia sul fronte della produzione di energia idroelettrica che su quello della riduzione della disponibilità di risorse di acqua potabile da distribuire, tra l'altro con un aumento dei consumi energetici per il prelievo di acqua da fonti meno favorite. D'altra parte, fenomeni estremi come i nubifragi possono portare a rischi di fulmini, di interruzione del servizio della rete elettrica o, per la rete idrica, di tracimazione degli afflussi nei sistemi di acque reflue e di torbidità delle fonti idriche. Dal punto di vista normativo e legale, inoltre, questi effetti climatici possono incidere sulla conseguente prestazione del servizio secondo la disciplina normativa prevista con conseguenti sanzioni pecuniarie. Le implicazioni della evoluzione normativa in materia di quote di emissione di CO2, fonti rinnovabili, tasse e certificati bianchi (titoli di efficienza energetica) potrebbero essere molto significative, con possibili impatti finanziari finali.
RISCHI OPERATIVI
Rischio di compliance normativa
La natura del business espone il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex D.Lgs. 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori) oltre che al rischio di non conformità alla normativa a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).
Acea ha adottato uno specifico Programma di Compliance Antitrust e ha nominato il Referente Antitrust di Holding. Il Programma si pone come obiettivo principale il rafforzamento dei presidi interni volti a prevenire la violazione della normativa, attraverso l'implementazione di strumenti normativi ed organizzativi, oltre che attraverso una più capillare diffusione della cultura del rispetto dei principi di leale concorrenza e dei diritti dei consumatori. Le principali Società del Gruppo hanno adottato il Programma di Compliance Antitrust in linea con le indicazioni della Holding ed istituito strutture organizzative in cui sono stati individuati i Referenti Antitrust di Società, con il compito di curare le attività di adeguamento del Programma alle singole realtà societarie e di sovrintendere alla sua implementazione e manutenzione.
Tra i rischi normativi sono inoltre comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo Acea alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.
A seguito dell'introduzione di alcuni delitti che sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001, il Gruppo Acea ha avviato il progressivo aggiornamento dei rispettivi modelli organizzativi delle società, a partire da quello di ACEA SpA. Sono state inoltre avviate le attività propedeutiche per l'aggiornamento del Modello alla legge di conversione del D.L. n. 124/2019 del 17 Dicembre 2019, entrata in vigore il 25 Dicembre 2019, che ha introdotto tra i reati presupposto ex D.Lgs. 231/01 alcuni delitti tributari, e al D. Lgs 75 del 14 luglio 2020 di recepimento della cd. Direttiva PIF.
Nell'ambito della più generale Procedura di Gruppo in materia di Whistleblowing, volta a regolare il sistema attraverso cui chiunque può effettuare segnalazioni di carattere volontario e discrezionale, garantendo la riservatezza dell'identità del segnalante e preservandolo, quindi, da qualsiasi ritorsione, è stata aggiornata la disciplina delle Segnalazioni afferenti a condotte illegittime anche ai sensi del D.Lgs. 231/01 e/o violazioni del Modello 231, ampliando i possibili canali di comunicazione anche attraverso una specifica piattaforma informatica, accessibile da parte di tutti (dipendenti, terzi, ecc.) sul sito Internet di ogni Società del Gruppo e da parte dei dipendenti delle Società italiane del Gruppo con accesso dedicato sulle Intranet aziendali.
Si informa che talune società consolidate (areti, ACEA Ato2, Acea Elabori e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di sicurezza e/o ambiente. Si registrano anche contestazioni per reati societari relativi alla sola ACEA Ato5 interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/01 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonché i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Nel corso del 2020 è stato notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari, ex art. 415 bis.
Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte. Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo Acea, si evidenziano infine quelli derivanti dal Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR.
Il programma di adeguamento svolto dal Gruppo Acea ha consentito di definire e realizzare un Modello di Governance Privacy valevole per il Gruppo, prendendo come ambito privilegiato di osservazione la Capogruppo, nel suo ruolo di perno del sistema e fornitore di attività in service e/o centralizzate, guardando alle Società con logica di priorità sui processi core caratteristici per ambito di business. È stato esteso alle Società il programma di formazione on line, tramite piattaforma e-learning, inteso a fornire il primo layer di adempimento all'obbligo in capo ai Titolari di istruire gli addetti al trattamento dei dati, a cui sono state associate iniziative formative su singoli processi di ambito societario come anche un particolare focus sui processi a valenza trasversale, (HR, Legal, ecc.).
Sono stati avviati tavoli di lavoro societari per customizzare il Modello di gruppo nelle singole realtà, con effetti sull'implementazione e/o il fine tuning di processi ad elevato impatto privacy, nell'ambito dei quali si sono svolte anche iniziative di testing delle soluzioni di compliance già adottate.
Area Commerciale e Trading
Con riferimento all'area Commerciale e Trading, le società dell'area nello svolgimento delle loro attività di vendita sul mercato libero elettrico e gas, risultano pienamente esposte al rischio derivante dalla concorrenza. In particolare, si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti alla progressiva concentrazione del mercato elettrico e gas, ossia la riduzione del numero dei competitor e l'incremento delle rispettive quote di mercato, che penalizzerebbe il posizionamento delle società di vendita sul mercato (quota di mercato troppo bassa a parità di clienti), in caso di mancato allineamento al trend di crescita dimensionale dei principali competitor.
Inoltre, con riferimento alla commodity si evidenzia il rischio connesso a potenziali danni economico-finanziari dovuti all'impatto di mutamenti del contesto macroeconomico, ivi compresi quelli repentini come la pandemia da Covid-19 o del fenomeno del c.d. energy crunch, che porterebbe, nel primo caso, ad una riduzione dei consumi di commodities da parte dei clienti business e, nel secondo caso, a fenomeni di estrema volatilità dei prezzi delle commodities, con conseguenze negative sulle dinamiche commerciali.
Relativamente al Servizio elettrico di Maggior Tutela (SMT), si rileva il rischio connesso all'evoluzione della normativa di riferimento, che potrebbe avere un impatto rilevante sulla crescita della customer base, dovuto alla posizione di svantaggio rispetto agli altri operatori, in quanto il mix dei clienti power delle società del Gruppo, rispetto a quello dei principali competitor, è squilibrato a favore del SMT. Questa situazione rischia di penalizzare Acea Energia per: (i) l'impossibilità ad effettuare qualsivoglia azione commerciale sui clienti del SMT; (ii) la dipendenza da tariffe regolamentate di ricavi e margini del SMT; (iii) l'esposizione di una quota rilevante della propria customer base agli impatti delle politiche che saranno adottate in vista del superamento del SMT.
Nell'attività operativa di Acea Energia che, in quanto società di vendita, costituisce il single point of contact per i clienti finali, sia per il mercato libero elettrico e gas che per il Servizio elettrico di Maggior Tutela, rileva il rischio legato all'eventualità che si registrino livelli inadeguati di performance dei Distributori, con conseguenti impatti sulla società di vendita.
Al fine di garantire il successo delle iniziative di sviluppo previste dal Piano Industriale, le Società dell'Area hanno avviato dei progetti di change management, mitigando i rischi connessi al mancato coinvolgimento di tutto il personale (staff e di linea, manager e non).
Le società dell'Area presentano inoltre rischi tipici del "business" derivanti da una gestione efficiente ed efficace dei processi di fatturazione e recupero del credito, laddove essa risulta influenzata da una performance non pienamente adeguata da parte dei distributori di energia elettrica e gas.
Per quanto attiene il rischio di prezzo commodity e gli strumenti di controllo adottati, si rimanda ai successivi rischi di natura finanziaria.
Infrastrutture Energetiche
areti, avvalendosi anche del supporto e dell'assistenza della Funzione Risk & Compliance di Acea S.p.A. nella gestione del processo e degli strumenti del sistema di Enterprise Risk Management implementati nel Gruppo societario, conduce periodicamente e in modalità strutturata un'attività di identificazione e valutazione dei principali rischi che possono impattare in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi di business derivanti dai piani strategici, industriali, finanziari e di sostenibilità.
Al riguardo, in osservanza a quanto previsto dal Sistema Normativa di Gruppo, la società ha approvato nel CdA del 10 maggio u.s., la "LG_RM01_v.2.0 QASE" - Linea Guida di Governance Enterprise Risk Management di Gruppo" approvata dal CdA di Acea SpA il 14 marzo 2022, che disciplina i ruoli, le responsabilità dei soggetti coinvolti e le attività di controllo relative all'Enterprise Risk Management (ERM), ivi compreso il Risk Appetite Framework di Gruppo (RAF).
Al fine di reagire prontamente ai forti cambiamenti di contesto (interni ed esterni) occorsi, nel mese di giugno è stata effettuata un'attività di Risk Assessment infra-annuale che, partendo dagli scenari di rischio già identificati, hanno focalizzato l'attenzione su nuovi fattori di rischio e su come potrebbero incidere sul profilo di rischio.
Si evidenziano i rischi associati ai seguenti progetti di grande impatto sul territorio:
Piano della Resilienza (investimenti sugli asset di rete);
Sostituzione di contatori elettronici di prima generazione con quelli di seconda generazione
I rischi si riferiscono genericamente a tutte le incognite e ai possibili inconvenienti che possono presentarsi durante l'implementazione di progetti così articolati ed estesi temporalmente (alcuni previsti oltre l'arco Piano), anche in considerazione degli impegni presi con l'ARERA; si fa quindi riferimento alle possibili criticità associate agli interventi operati sulle infrastrutture di rete (autorizzazioni da parte di enti terzi, approvvigionamento materiali, disponibilità delle Ditte, programmazione delle attività, ecc.) che assumono maggiore rilevanza per la numerosità e la concentrazione degli stessi.
Infine, areti mostra aree di rischio «tipiche» del business adeguatamente mitigate e riconducibili all'integrità degli asset, all'adeguato presidio di salute e sicurezza sul lavoro ed alla propria esposizione verso controparti quali fornitori chiave e debitori rilevanti e clientela finale per le prestazioni tecniche rese.
Area Generazione
I principali rischi operativi connessi all'attività della società possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, adeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi informativi e da eventi esogeni.
Acea Produzione, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio della propria attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi), polizza infortuni dipendenti nonché da ultimo, in considerazione dell'emergenza sanitaria tuttora in corso, ad attivare una copertura assicurativa da Covid-19.
La Società pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti, attraverso docenze in presenza e corsi formativi on-line, al fine di responsabilizzare gli operatori di campo e tutto il management aziendale a lavorare in sicurezza, nel rispetto dell'ambiente e degli ecosistemi, con adeguatezza etica ed in termini di ecosostenibilità.
Acea Produzione sviluppa e definisce, altresì, procedure organizzative interne finalizzate alla descrizione delle attività e dei processi aziendali dei siti produttivi/unità ove risultano specificate le matrici di responsabilità ed il contesto e la normativa applicabile di riferimento; inoltre redige istruzioni operative proprie di campo dirette alla rappresentazione delle modalità esecutive degli interventi manutentivi ricorrenti, dove risultano messe in relazione le specifiche tecniche di esercizio con le condotte di sicurezza da impiegare nell'operatività.
Quanto sopra indicato si concretizza anche attraverso l'attuazione di un Sistema di Gestione Integrato Ambiente e Sicurezza (di seguito SISTEMA), adottato dalla Società ai sensi delle norme ISO 14001:2015 e ISO 45001:2018, certificato da Ente esterno di controllo accreditato.
L'indirizzo del SISTEMA, quale strumento propedeutico alla prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e dell'inquinamento ambientale, e volto alla promozione e al sostegno dell'efficienza energetica, trova puntuale riscontro nella Politica di SISTEMA dichiarata dalla stessa Società.
Area Ambiente
Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, come sopra dettagliatamente evidenziato, sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (difetti di realizzazione e di performance).
Gli impianti di Orvieto, e più recentemente Aprilia e Monterotondo, hanno completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio, mentre gli impianti di Sabaudia e di Chiusi sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione, in corso di autorizzazione.
Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime incentivato e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative.
Ciò, sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.
I termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.
Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.
Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.
Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.
RISCHIO MERCATO
Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.
Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.
Rischio Commodity
In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:
Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;
Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.
Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control dell'Unità Finanza nell'ambito della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi de Settore Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e di Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A. e le specifiche procedure. L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differenti per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners. In particolare:
- annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
- giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.
La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.
I limiti di rischio del Settore Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da:
- minimizzare il rischio complessivo dell'intera area;
- garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle commodities e di hedging;
- ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.
La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo ACEA, come indicati nel budget, in particolare:
- proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;
- identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
- ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.
I contratti a termine (per operazioni fisiche di acquisto e vendita commodities) sono stipulati per far fronte al fabbisogno atteso e derivante dai contratti in portafoglio o per transazioni non finalizzate alla vendita verso i clienti finali.
La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo. In merito agli impegni assunti dal Gruppo ACEA al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD) o altri strumenti aventi finalità di copertura da rischio prezzo della commodity.
La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:
- registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per finalità dell'attività (Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo ACEA) e commodity (ad es: Energia Elettrica, Gas, EUA);
- controllo quotidiano del rispetto dei limiti applicabili ai vari Commodity Book.
L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri ad "evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinché possa far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.
Si segnala, infine, che nel marzo 2022 il CdA di Acea SpA ha approvato le Linee Guida per la "Gestione del rischio relativo all'attività di compravendita di commodity sui mercati a termine" che integrano i documenti di Governance sulla materia, già esistenti.
Rischio tasso di interesse
L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo Acea, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.
L'approccio del Gruppo Acea alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.
In particolare, per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.
Acea ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.
Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.
Rischio cambio
Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.
Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.
Rischi di Information Technology
Acea ha intrapreso ormai da anni un percorso di sviluppo centrato sull'impiego delle nuove tecnologie come elemento propulsore di efficienza operativa, sicurezza e resilienza dei propri asset industriali. I principali processi aziendali sono ormai tutti supportati dall'utilizzo di avanzati sistemi informativi, implementati e gestiti dai presidi centralizzati di Gruppo in logica di supporto alle operations delle diverse realtà aziendali. In tal senso il Gruppo è quindi esposto ai rischi di adeguatezza dell'infrastruttura informatica alle esigenze attuali o prospettiche dei vari business oltre che ai rischi di accesso non autorizzato, con o senza dolo, e comunque non appropriato o rispettoso delle normative vigenti, dei dati trattati tramite procedure informatiche. Acea gestisce tali rischi con massima attenzione, tramite specifiche strutture organizzative di compliance aziendale, coordinate da presidi specialistici di Gruppo.
Per quanto attiene la sicurezza informatica di sistemi, infrastrutture, reti ed altri dispositivi elettronici nell'ambito del servizi erogati o dalle rispettive Società del Gruppo, gli attuali presidi procedurali e tecnologici delle Società stesse stanno attuando tutte le azioni necessarie per allineare la propria postura di cyber security ai principali standard nazionali ed internazionali di settore, al fine di innalzare la propria resilienza ai fenomeni di questa natura, eventi possibili ripercussioni in termini di business interruption e non compliance normativa. Sono in fase di implementazione misure tecnologiche ed organizzative con l'obiettivo di:
- gestire le minacce a cui sono esposti l'infrastruttura di rete e i sistemi informativi dell'organizzazione, al fine di assicurare un livello di sicurezza adeguato al rischio esistente;
- prevenire gli incidenti e minimizzarne l'impatto sulla sicurezza della rete e dei sistemi informativi usati per la fornitura di servizi, in modo da assicurarne la continuità.
Rischio liquidità
Nell'ambito della policy del Gruppo, l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità per Acea e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari nel breve – medio termine, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito, anche tenendo conto degli sfidanti obiettivi previsti dal Piano Industriale in termini di sviluppo di nuove iniziative di M&A. Tra i vari fattori di incertezza fronteggiati dal Gruppo vanno infatti annoverati i potenziali impatti economico/finanziari e reputazionali connessi con il closing ovvero il mancato closing delle citate operazioni. Il Gruppo Acea ha quindi adottato, a fronte di tali rischi, un articolato e strutturato processo di valutazione, effettuato in stretto coordinamento tra le aziende e i presidi organizzativi della Capogruppo delle singole tipologie di rischio.
Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate implementati a livello delle singole Società sotto il coordinamento di un apposito presidio di Gruppo, finalizzati ad ottimizzare la gestione delle coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.
Rischio di credito
ACEA ha emanato nel 2019 le nuove linee guida della credit policy, per renderla coerente con le evoluzioni organizzative e col progetto Credit Risk Profiling, con le quali sono state individuate differenti strategie di gestione dei crediti. È stata inoltre emanata la procedura "Scoring ed affidamento della clientela", relativa ai mercati non regolamentati.
Il sistema di Credit Check, operativo sui mercati non regolamentati da diversi anni e con il quale vengono sottoposti a verifica attraverso scorecard personalizzate tutti i nuovi clienti mass market e small business, è stato integrato nel 2018 con il CRM.
Le attività progettuali in merito al Credit Risk Profiling, (triennio 2021-2023), il cui perimetro di operatività è stato rimodulato ed ampliato, sono state tutte avviate ed in parte anche concluse. In tale contesto, nel corso del 2021 sono stati aggiornati i modelli di valutazione del rischio delle richieste in acquisizione di persone fisiche e persone giuridiche relativi ai canali mass market e small business "fuori Roma". Le scorecard aggiornate sono state rilasciate in produzione ad inizio 2022. Anche i modelli e gli strumenti per la gestione della clientela Large Business sono stati ottimizzati nel corso del 2021. Sono sempre attive le piattaforme informative a supporto delle vendite e il tool di monitoraggio di richieste KPI in acquisizione gestite dal cruscotto evoluto di monitoraggio, il cui rilascio in produzione è stato effettuato a giugno 2020.
La valutazione dei clienti Large Business continua ad essere gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.
La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati. Nel 2021 è proseguita l'attività di fine tuning e ottimizzazione del processo di gestione del credito sia in
termini di mappa applicativa che di standardizzazione delle attività per tutte le società del Gruppo, con evoluzione della Collection Strategy, pienamente integrata nei sistemi, che indirizza le attività di dunning sia in funzione della tipologia dei clienti (pubblici e privati) che dei comportamenti dei singoli clienti (score andamentale).
Per il 2022 è previsto il back testing delle scorecard andamentali di persone fisiche e persone giuridiche sia per il mercato libero che per quello della maggior tutela, in modo da adeguare ulteriormente, ove opportuno, le strategie di dunning in funzione delle relative risultanze.
Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti sono coordinate dall'unità Credito Corporate di Acea Spa che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.
L'attività di gestione massiva dei crediti attivi e dei crediti cessati di importo contenuto è svolta dalle società operative, lasciando alla Holding, oltre alla gestione dei clienti cessati di importo rilevante, l'attività di smaltimento di crediti non-performing mediante operazioni di dismissione.
Per effetto di tali interventi, il Gruppo negli ultimi anni ha significativamente migliorato la propria capacità di incasso, sia con riferimento al business di vendita di energia elettrica che a quello di somministrazione idrica.
Tale miglioramento, unitamente al ritorno a regime delle attività di dunning e di distacco dopo le sospensioni del 2020 nella fase acuta della pandemia, hanno consentito una sensibile riduzione dei livelli di unpaid sul fatturato corrente ed elevate performance di incasso
Anche il primo semestre 2022, nonostante il mutato scenario macro-economico e la significativa crescita del prezzo dell'energia, non ha evidenziato particolari criticità nella generazione dei flussi di cassa, in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2021, fatta eccezione per l'incremento delle richieste di rateizzazione (prevalentemente derivanti da delibere ARERA o da disposizioni di legge) per Acea Energia, caratterizzate finora da una durata limitata a pochi mesi e da un basso livello di default. Ciò nonostante, con riferimento alla determinazione del calcolo del fondo svalutazione crediti della società in oggetto, maggiormente esposta alle evoluzioni di mercato, si è ritenuto opportuno rivedere al rialzo le percentuali di svalutazione relative al fatturato di prossima emissione per tener conto del probabile deterioramento dello scenario di riferimento previsto per il secondo semestre 2022.
In coerenza con quanto sopra riportato, il livello di attenzione sul rischio di credito di Gruppo è stato incrementato con l'avvio e/o il potenziamento di gruppi di lavoro finalizzati con la massima efficacia le azioni di prevenzione e mitigazione dello stesso.
Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo pone in essere operazioni di cessione pro-soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tale strategia espone il Gruppo ai rischi sottesi alla chiusura o mancata chiusura delle citate operazioni e, d'altronde, consente l'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo stati trasferiti tutti i rischi e i benefici ad esse connesse
Rischi connessi al rating
La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.
Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.
L'attuale rating di Acea è riportato nella tabella che segue.
| Società | M/L Termine | Outlook | Data | ||
|---|---|---|---|---|---|
| Fitch | BBB+ | Stabile | 06/07/2022 | ||
| Moody's | Baa2 | Na | Stabile | 08/08/2019 |
Evoluzione prevedibile della gestione
I risultati raggiunti dal Gruppo Acea al 30 Giugno 2022 sono superiori alle previsioni; pertanto con riferimento alla guidance già comunicata al mercato, si prevede:
- un aumento dell'EBITDA del +4%/+6% rispetto al 2021 (precedente guidance tra il 2% ed il 4%);
- investimenti sostanzialmente in linea con il 2021;
- un indebitamento finanziario netto tra € 4,2 miliardi e € 4,3 miliardi.
Acea conferma la propria vocazione volta a realizzare importanti investimenti in infrastrutture con un impatto positivo sulle performance operative ed economiche del Gruppo, mantenendo al contempo una solida struttura finanziaria.
La struttura finanziaria del Gruppo risulta solida per gli anni futuri. Il debito al 30 giugno 2022 è regolato per l'84% a tasso fisso, in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. La durata media del debito a medio – lungo termine si attesta al 30 giugno 2022 a 4,9 anni. Si evidenzia la riduzione del costo medio che passa dall'1,42% del 31 Dicembre 2021 all'1,40% del 30 giugno 2022.
Il conflitto tra Russia e Ucraina ha generato gravi ripercussioni non solo a livello umanitario, ma anche a livello economico, impattando notevolmente sui mercati finanziari globali.
Le conseguenti sanzioni imposte dai governi di tutto il mondo all'economia russa e le contromisure adottate da quest'ultima hanno contribuito alla forte spinta in rialzo dei prezzi delle materie prime (con particolare riferimento all'energia, ai metalli e ai beni agricoli) e a disagi significativi nelle attività di scambio commerciale a livello internazionale.
Il notevole incremento inflazionistico generato dal conflitto porta a considerare un probabile cambiamento nella politica monetaria delle principali banche centrali mondiali verso una maggiore restrittività e austerità, come effettuato dalla BCE in relazione all'incremento dei tassi di interesse e all'acquisto del debito pubblico degli Stati Membri. Questo cambio di rotta genera inevitabilmente un aumento dei tassi di interesse finanziari, per conseguentemente impattare l'economia reale, gli investimenti perpetrati dalle singole imprese, il livello di produzione delle stesse e il tasso di occupazione.
È quindi chiaro che gli effetti del conflitto sulle condizioni economico-finanziarie mondiali non sono riscontrabili esclusivamente in quelle società i cui investimenti o attività operative risultano principalmente localizzati in Russia, Bielorussia e/o Ucraina o che intrattengono relazioni commerciali con società terze operanti nei medesimi paesi, ma la totalità delle aziende, trovandosi quest'ultime in un ambiente economico-finanziario fortemente indebolito con tassi di interesse in rialzo.
Si evidenzia che il Gruppo non dispone di attività produttive in Russia, in Ucraina o in paesi geo-politicamente allineati con la Russia e non ha rapporti diretti con società di diritto russo ovvero ucraino comunque interessate dal conflitto, tuttavia un aumento dei prezzi e quindi dell'inflazione e dell'inflazione attesa crea comunque i presupposti per un aumento generico della volatilità e quindi dell'incertezza legata a tutte le aree di business e del mercato in generale
I prezzi del gas mostrano un'elevata volatilità già dall'ultima parte del 2021, non soltanto per l'incertezza sulla possibile dinamica dei flussi di gas dalla Russia, ma anche per le decisioni assunte da diversi Paesi sui propri sistemi energetici: il combinato disposto di questi elementi potrebbe rendere strutturale la crisi del metano.
Le società di vendita del Gruppo sono quelle maggiormente impattate dallo scenario macroeconomico derivante dal conflitto Russo-Ucraino. Con riferimento alle società di vendita del Gruppo si evidenzia che il rischio diretto di prezzo e volume delle commodity è stato gestito grazie alle policy di gestione del rischio commodity. Tuttavia, non è escluso che il perdurare dell'attuale scenario di crisi possa provocare ulteriori tensioni nel mercato elettrico con effetti di crescita dei prezzi dell'energia, soprattutto nel servizio di maggior tutela esposto ai mercati spot, con un conseguente possibile deterioramento delle perfomance di incasso delle società o di un aumento dei tassi di switch.
Con riferimento ai rischi indiretti connessi al possibile embargo dei flussi di gas provenienti dalla Russia, così come indagato dal ministero dell'Economia e delle finanze nel DEF, si presenterebbe uno scenario di minori volumi di gas immessi nell'infrastruttura nazionale e quindi la difficoltà di raggiungere la necessaria quota di stoccaggio per affrontare il prossimo inverno; il Gruppo pertanto si potrebbe trovare nelle condizioni di subire l'attuazione del Piano di Emergenza del sistema italiano del gas naturale (Allegato 2 al Decreto Ministeriale del 18 dicembre 2019 e s.s.m.m. e i.i.) con conseguenze negative sui volumi venduti legati al contingentamento dei consumi nazionali.
Al fine di fornire indicazioni mirate a identificare possibili impatti derivanti dal contesto macroeconomico per i business di Acea, è stato sviluppato e applicato un modello econometrico per la stima della relazione esistente tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, e in particolare i margini, e le principali variabili macroeconomiche. Dagli studi effettuati e dalle analisi svolte è emerso che la domanda del gas e dell'energia elettrica risulta essere inelastica rispetto al prezzo, implicando che nelle attuali condizioni di mercato, un incremento del prezzo non causa una riduzione dei volumi acquisiti. Non vi è quindi evidenza statistica tale da attendersi un impatto significativo sul business di ACEA a seguito dell'attuale contesto macroeconomico, e in particolare della crisi dovuta alla guerra in Ucraina per l'anno 2022. Inoltre, al fine di analizzare i possibili impatti sul business di Acea in differenti condizioni macroeconomiche, è stata sviluppata un'analisi multi-scenario da cui emergono possibili perdite di valore solo in alcuni scenari che da un punto di vista statistico non risultano «more likely than not».
Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato del Gruppo Acea al 30 Giugno 2022
Forma e struttura
Informazioni generali
La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 30 Giugno 2022 del Gruppo ACEA è stata approvata con delibera del Consiglio di Amministrazione del 27 Luglio 2022, che ne ha anche autorizzato la pubblicazione. La Capogruppo ACEA è una società per azioni italiana, con sede a Roma, piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano. I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.
Conformità agli IAS/IFRS
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata, redatta su base consolidata, è predisposta in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.
I principi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".
Basi di presentazione
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è costituita dal Prospetto di Conto Economico Consolidato, dal Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle Variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, nonché dalle note illustrative redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. Si specifica che il Prospetto di Conto Economico Consolidato è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario Consolidato è presentato utilizzando il metodo indiretto.
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata è redatta in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.
I dati della presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata sono comparabili con i dati dell'esercizio precedente.
Definizione degli indicatori alternativi di performance
In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Inoltre, il 4 marzo 2021 l'ESMA ha pubblicato gli orientamenti sui requisiti di informativa derivanti dal nuovo Regolamento Prospetto (Regulation EU 2017/1129 e Regolamenti Delegati EU 2019/980 e 2019/979), che aggiornano le precedenti Raccomandazioni CESR (ESMA/2013/319, nella versione rivisitata del 20 marzo 2013). A partire dal 5 maggio 2021, su richiamo di attenzione CONSOB n. 5/21, i sopracitati Orientamenti dell'ESMA sostituiscono anche la raccomandazione del CESR in materia di indebitamento, pertanto, in base alle nuove previsioni, gli emittenti quotati dovranno presentare, nelle note illustrative dei bilanci annuali e delle semestrali, pubblicate a partire dal 5 maggio 2021, un nuovo prospetto in materia di indebitamento da redigere secondo le indicazioni contenute nei paragrafi 175 ss. dei suddetti Orientamenti ESMA.
Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:
- il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
- l'indebitamento finanziario viene rappresentato e determinato conformemente a quanto indicato dagli orientamenti ESMA sopra citati e in particolare dal paragrafo 127 delle raccomandazioni contenute nel documento n. 319 del 2013, implementative del Regolamento (CE) 809/2004. Tale indicatore è determinato come somma dei debiti finanziari a breve ("Finanziamenti a breve termine", "Parte corrente dei finanziamenti a lungo termine" e "Passività finanziarie correnti") e lungo termine ("Finanziamenti a lungo termine") e dei relativi strumenti derivati ("Passività finanziarie non correnti"), al netto delle "Disponibilità liquide e mezzi equivalenti", delle "Attività finanziarie correnti";
- la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA determinato in continuità con i precedenti esercizi e utilizzato a partire dal presente documento esclusivamente per l'informativa esposta nelle aree di business al fine di fornire un'informativa di segment chiara e facilmente riconciliabile con l'indebitamento finanziario (ESMA) di cui sopra. Tale indicatore si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti
(crediti finanziari e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
- il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
- il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.
Uso di stime e assunzioni
La redazione della presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi (compresa la stima del VRG), dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.
I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a Conto Economico.
Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.
Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.
Effetti della stagionalità delle operazioni
Per il tipo di business nel quale opera, il Gruppo ACEA non è soggetto a significativi fenomeni di stagionalità. Tuttavia, alcuni specifici settori di attività possono risentire di andamenti non uniformi lungo l'intero arco temporale annuale.
Applicazione del principio IFRS5
Il 23 dicembre 2021 è stato siglato un accordo con il Fondo britannico di investimento Equitix per la cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici detenuti dal Gruppo ACEA per un totale di circa 105 MW.
Nel Bilancio Consolidato del Gruppo ACEA al 31 Dicembre 2021 le attività e passività inerenti l'accordo sono state considerate come un gruppo in dismissione (Disposal Group), misurate e presentate nello stato patrimoniale secondo le previsioni del principio contabile internazionale IFRS5.
L'accordo si è poi perfezionato il 22 Marzo 2022 attraverso la cessione di Acea Sun Capital alla Newco AE Sun Capital partecipata per il 40% da Acea Produzione e per il 60% da Equitix; tale cessione ha comportato il passaggio degli impianti già connessi alla rete, mentre la cessione degli impianti in fase di completamento o connessione risulta dagli accordi subordinata all'ottenimento del certificato di connessione. Tali impianti sono attualmente nel libro cespiti di Acea Solar e Acea Renewable e sono rappresentati nel presente Bilancio Semestrale in linea con quanto previsto dall'IFRS5 e in continuità con quanto rappresentato nel Bilancio Consolidato 2021, ovvero:
- la valutazione di tali beni è stata effettuata al minore tra il costo storico, diminuito del fondo ammortamento relativo, e il valore di presumibile realizzo;
- le attività e le passività direttamente correlate al gruppo in dismissione sono state misurate e presentate nello stato patrimoniale in due specifiche voci della situazione patrimoniale ("attività destinate alla vendita" e (passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita);
- le poste economiche sono state rappresentate in continuità con il precedente esercizio, per cui, dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non vengono più calcolati.
Si rappresenta di seguito il contributo dell'operazione alla situazione patrimoniale del Gruppo Acea (in €/milioni) al 30 Giugno 2022:
| ATTIVITA' | Effetto applicazione IFRS5 |
|---|---|
| ATTIVITA' NON CORRENTI | 18,3 |
| ATTIVITA' CORRENTI | 0,0 |
| Attività non correnti destinate alla vendita | 18,3 |
| PASSIVITA' | Effetto applicazione IFRS5 |
| PASSIVITA' NON CORRENTI | 0,0 |
|---|---|
| PASSIVITA' CORRENTI | 0,6 |
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita | 0,6 |
Inoltre si fa presente che in relazione alla cessione di Acea Sun Capital e delle sue controllate le poste economiche dei primi tre mesi sono state rappresentate in continuità con il precedente esercizio (consolidamento integrale comprensivo delle elisioni intercompany) e dalla data in cui è stata deliberata la mutata destinazione dei beni gli ammortamenti non sono stati più iscritti.
L'operazione è stata contabilizzata considerando l'intero perimetro di cessione il cui prezzo di cessione risulta pari ad € 196,7 milioni e rilevando a conto economico una plusvalenza netta inerente l'intera operazione (limitatamente alla quota d'interessenza di terzi) pari ad € 18,8 milioni.
Criteri, procedure e area di consolidamento
Criteri di consolidamento
Società controllate
L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il Gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata ed ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.
Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.
Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.
L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.
Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.
Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.
Imprese a controllo congiunto
Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.
Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una 8joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo. Ai fini di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.
Società collegate
Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie ed operative della partecipata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.
Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.
Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.
Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.
Procedure di consolidamento
Procedura generale
I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di principi contabili differenti.
Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.
Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.
La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.
Aggregazioni di imprese
L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.
Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'IFRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.
Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.
Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dall'IFRS9, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.
I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a Conto economico.
Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza positiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle attività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto Economico.
Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.
Si specifica che il processo di allocazione del prezzo viene provvisoriamente allocato alle attività e passività e definitivamente contabilizzato entro i 12 mesi dalla data di acquisizione come previsto dal principio contabile internazionale IFRS3.
Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)
Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.
Consolidamento d'imprese estere
I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo ACEA, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del periodo e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi del periodo.
Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro, sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita di controllo, del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione parziale:
- senza perdita di controllo, la quota delle differenze di cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è attribuita al patrimonio netto di competenza delle interessenze di terzi;
- senza perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, la quota delle differenze cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è imputata a conto economico.
Area di consolidamento
La presente Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre, sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.
Rispetto al 30 Giugno 2021 nell'area di consolidamento sono intervenute le seguenti variazioni:
- in data 15 Luglio 2021 Acea Sun Capital ha acquisito il 100% della società Solarplant proprietaria di un impianto fotovoltaico a terra della potenza installata di 0,99 MWp, ubicato a Collesalvetti (LI) e incentivato ai sensi del Secondo Conto Energia;
- in data 28 Luglio 2021 Acea Sun Capital ha acquisito il 100% della società PSL nella quale è stato conferito il ramo d'azienda costituito da un impianto fotovoltaico, sito nel comune di Belpasso (CT), della potenza di 0,99 MWp;
- in data 3 Agosto 2021 Acea Sun Capital ha acquisito il 100% della società M2D proprietaria di un impianto fotovoltaico a terra sito nel comune di Leinì (TO), della potenza di 0,994 MWp;
- in data 6 Ottobre 2021 è stato costituito da Acea Perù (99%) e ACEA Ato2 (1%) il Consorcio Acea lima Sur per la gestione rete idrica e fognaria nella zona Sud di Lima con contratto triennale;
- in data 14 Ottobre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 60% di Meg, operatore presente nel territorio italiano che offre consulenza professionale per la realizzazione di impianti per il trattamento degli imballaggi di rifiuti solidi urbani;
- in data 30 Novembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 65% di DECO, società che svolge attività di gestione di rifiuti, compresa la costruzione ed esercizio dei relativi impianti. La società detiene inoltre una partecipazione del 21,8% in Picena Ambiente e detiene il 100% di Ecologica Sangro, società che opera nel settore della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani dell'area comprensoriale del Frentano e del Sangro Aventino, che a sua volta detiene una partecipazione del 75% nel consorzio Ecofrentano;
- in data 22 Dicembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 90% di AS Recycling società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).
Infine, con riferimento all'esercizio 2022 si fa presente che:
- in data 19 Gennaio 2022 è stata costituita la società AE Sun Capital partecipata al 40% delle da Acea Produzione e al 60% dal fondo di investimento Equitix Investment Management; alla fine del mese di Marzo 2022, facendo seguito all'accordo di cessione degli asset siglato lo scorso 24 dicembre 2021, AE Sun Capital ha acquisito da Acea Produzione la holding fotovoltaica del Gruppo Acea, titolare, tramite alcuni veicoli societari, di un portafoglio di impianti fotovoltaici, con una capacità installata complessiva pari a 105 MW, di cui 46 MW incentivati sulla base di differenti Conti Energia e 59 MW di nuova costruzione già connessi o in corso di connessione alla rete;
- in data 20 Gennaio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Solar l'acquisto della società SF ISLAND con sede in Acquapendente (VT) pari al 100% delle quote della società;
- in data 8 Febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'atto di acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici;
- in data 1° Aprile 2022 è stato sottoscritto l'acquisto da parte di Adistribuzionegas del 30% di Romeo Gas nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale;
- in data 23 Maggio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'acquisto dell'ulteriore 20% delle quote di Cavallari, portando così la quota di possesso all'80%.
A) Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento
Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.
Criteri di valutazione e principi contabili
Criteri di valutazione
I principi contabili e i criteri di rilevazione e valutazione adottati per la presentazione della Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata sono quelli adottati per la redazione del Bilancio Consolidato 2021, al quale si fa rinvio per la descrizione di quelli più significativi fatto salvo quanto di seguito specificato.
Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2022
"Amendment to IFRS 3 Business Combinations"
Emesso in data 14 Maggio 2020, aggiorna il riferimento presente nell'IFRS 3 al Conceptual Framework nella versione rivista, senza che ciò comporti modifiche alle disposizioni dello standard.
"Amendment to IAS 16 Property, Plant and Equipment"
Emesso in data 14 Maggio 2020, non consente di dedurre dal costo dell'immobilizzazione l'importo ricevuto dalla vendita di beni prodotti prima che l'asset fosse pronto per l'uso. Tali ricavi di vendita e i relativi costi saranno rilevati a conto economico. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° Gennaio 2022.
"Amendment to IAS 37 Provisions, Contingent Liabilities and Contingent Assets"
Emesso in data 14 maggio 2020, chiarisce quali voci di costo si devono considerare per valutare se un contratto sarà in perdita. A tal riguardo il "costo necessario all'adempimento" del contratto comprende i costi direttamente correlati allo stesso che sono costituiti da: a) costi incrementali necessari all'adempimento di tale contratto (per esempio la manodopera e le materie prime dirette) e dalla b) ripartizione di altri costi direttamente correlati all'adempimento del contratto (per esempio, la ripartizione della quota di ammortamento di un elemento di immobili, impianti e macchinari utilizzata per l'adempimento di tale contratto e di altri).
"Annual Improvements 2018-2020"
Emesso in data 14 Maggio 2020, modifiche sono apportate:
- all'IFRS 1 First-time Adoption of International Financial Reporting Standards, dove viene consentito ad una controllata che applica il paragrafo D16 dell'IFRS1 di rilevare le differenze cumulate di conversione utilizzando gli importi rilevati dalla sua controllante alla data di passaggio della controllante stessa;
- all'IFRS 9 Financial Instruments, dove vengono forniti chiarimenti su quali commissioni includere nel test del dieci per cento previsto dal paragrafo B3.3.6 nel valutare se eliminare una passività finanziaria;
- allo IAS 41 Agriculture, dove al fine di garantire coerenza con i requisiti dell'IFRS13 viene eliminato il paragrafo per cui le entità non includevano i flussi finanziari fiscali nella valutazione del fair value di un'attività biologica utilizzando la tecnica del valore attuale.
- e agli Illustrative Examples che accompagnano l'IFRS 16 Leases, eliminando l'Illustrative Example 13, al fine di evitare confusione in merito al trattamento degli incentivi per il leasing, a causa di come vengono illustrati gli incentivi nell'esempio in oggetto.
Le modifiche saranno applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2022.
Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo
Amendments to IAS 1 Presentation of Financial Statements: Classification of Liabilities as Current or Non-current"
Emesso in data 23 gennaio 2020, fornisce chiarimenti in materia di classificazione delle passività come correnti o non correnti. Le modifiche allo IAS 1 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023.
"Amendments to IAS 12 Income Taxes: Deferred Tax related to Assets and Liabilities arising from a Single Transaction"
Emesso in data 7 maggio 2021, ha lo scopo di rendere omogenee le modalità con cui le entità contabilizzano le imposte differite su operazioni come leasing e i costi di smantellamento. La principale novità riguarda l'introduzione di un'eccezione all'esenzione per la rilevazione iniziale (IRE) della fiscalità differita per le attività e per le passività prevista dallo IAS 12. Nello specifico l'eccezione prevede la non applicabilità dell'esenzione dello IAS 12 per la rilevazione iniziale di tutte quelle operazioni che originano differenze temporanee uguali o oggetto di compensazione. Limitando l'esenzione alla sola rilevazione iniziale, l'impatto sarà di un progressivo miglioramento e comparabilità delle informazioni a beneficio degli utilizzatori del bilancio con riferimento agli impatti fiscali delle operazioni di leasing e ai costi di smantellamento. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2023. È consentita un'applicazione anticipata.
"IFRS 17 Insurance Contracts"
In data 18 maggio 2017, lo IASB ha emesso l'IFRS 17 "Insurance Contracts" che definisce l'accounting dei contratti assicurativi emessi e dei contratti di riassicurazione posseduti. Le disposizioni dell'IFRS 17 che stabiliscono i criteri di rilevazione, valutazione,
presentazione e informativa dei contratti assicurativi, superano quelle attualmente previste dall'IFRS 4 "Contratti assicurativi" e hanno come obiettivo quello di garantire agli utilizzatori del bilancio di valutare l'effetto che tali contratti hanno sulla posizione finanziaria, sui risultati e sui flussi finanziari delle compagnie. L'applicazione del principio è prevista per gli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023.
"Amendments to IAS 1 and IFRS Practice Statement 2 - Disclosure of Accounting Policies"
Emesso in data 12 Febbraio 2021, richiede alle società di fornire le informazioni rilevanti sui principi contabili applicati e suggerisce di evitare o limitare le informazioni non necessarie. Le modifiche allo IAS 16 sono efficaci a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023.
"Amendments to IAS 8 Accounting policies, Changes in Accounting Estimates and Errors: Definition of Accounting Estimates"
Emesso in data 12 febbraio 2021, chiarisce, anche attraverso alcuni esempi, la distinzione tra cambiamenti di stima e cambiamenti di principi contabili. La distinzione è rilevante in quanto i cambiamenti di stima sono applicati prospetticamente a transazioni ed eventi futuri, mentre i cambiamenti di principi contabili sono generalmente applicati in via retroattiva. Le modifiche sono applicabili a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° Gennaio 2023, è consentita un'applicazione anticipata.
Il Gruppo Acea sta valutando gli emendamenti e i principi indicati in relazione ad eventuali impatti di bilancio o di informativa.
Prospetto di Conto Economico Consolidato
| € migliaia | 30/06/2022 | Di cui parti correlate |
30/06/2021 | Di cui parti correlate |
Variazione | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Ricavi da vendita e prestazioni | 2.256.818 | 1.759.788 | 497.030 | ||
| 2 | Altri ricavi e proventi | 90.846 | 64.478 | 26.368 | ||
| Ricavi Netti Consolidati | 2.347.664 | 61.354 | 1.824.266 | 50.742 | 523.398 | |
| 3 | Costo del lavoro | 152.687 | 143.754 | 8.933 | ||
| 4 | Costi esterni | 1.528.511 | 1.072.841 | 455.670 | ||
| Costi Operativi Consolidati | 1.681.197 | 33.600 | 1.216.595 | 30.894 | 464.603 | |
| 5 | Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity | 0 | 0 | 0 | ||
| 6 | Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria | 16.020 | 11.114 | 4.906 | ||
| Margine Operativo Lordo | 682.487 | 618.785 | 63.702 | |||
| 7 | Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali | 42.940 | 45.841 | (2.902) | ||
| 8 | Ammortamenti e Accantonamenti | 291.243 | 263.176 | 28.067 | ||
| Risultato Operativo | 348.304 | 27.754 | 309.767 | 19.848 | 38.536 | |
| 9 | Proventi finanziari | 6.104 | 757 | 3.871 | 2.379 | 2.233 |
| 10 Oneri finanziari | (49.832) | (3.135) | (47.230) | 0 | (2.602) | |
| 11 Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 19.122 | 2.742 | 16.379 | |||
| Risultato ante Imposte | 323.697 | 25.375 | 269.150 | 22.227 | 54.546 | |
| 12 Imposte sul reddito | 125.655 | 80.203 | 45.452 | |||
| Risultato Netto | 198.041 | 25.375 | 188.947 | 22.227 | 9.094 | |
| Risultato netto Attività Discontinue | 0 | 0 | 0 | |||
| Risultato Netto | 198.041 | 25.375 | 188.947 | 22.227 | 9.094 | |
| Utile/(Perdita) di competenza di terzi | 15.019 | 23.159 | (8.140) | |||
| Risultato netto di Competenza del gruppo | 183.023 | 165.789 | 17.234 | |||
| 13 | Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della Capogruppo |
|||||
| Di base | 0,85940 | 0,77848 | 0,08092 | |||
| Diluito | 0,85940 | 0,77848 | 0,08092 | |||
| Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della Capogruppo al netto delle Azioni Proprie |
||||||
| Di base | 0,86109 | 0,78001 | 0,08108 | |||
| Diluito | 0,86109 | 0,78001 | 0,08108 |
Prospetto di Conto Economico Consolidato Trimestrale
| € migliaia | II° Trim 2022 | II° Trim 2021 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni | 1.089.650 | 867.753 | 221.897 |
| Altri ricavi e proventi | 65.505 | 26.648 | 38.857 |
| Ricavi Netti Consolidati | 1.155.155 | 894.401 | 260.754 |
| Costo del lavoro | 77.957 | 68.937 | 9.020 |
| Costi Esterni | 721.645 | 523.728 | 197.917 |
| Costi Operativi Consolidati | 799.602 | 592.665 | 206.937 |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity | 0 | 0 | 0 |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria | 8.732 | 5.535 | 3.197 |
| Margine Operativo Lordo | 364.285 | 307.271 | 57.014 |
| Svalutazioni (riprese di valore) nette di crediti commerciali | 21.071 | 22.409 | (1.338) |
| Ammortamenti e Accantonamenti | 148.738 | 130.615 | 18.124 |
| Risultato Operativo | 194.476 | 154.247 | 40.229 |
| Proventi Finanziari | 2.788 | 3.013 | (225) |
| Oneri Finanziari | (24.631) | (23.744) | (887) |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni | (1.625) | 2.706 | (4.331) |
| Risultato ante Imposte | 171.007 | 136.222 | 34.785 |
| Imposte sul reddito | 79.848 | 40.324 | 39.524 |
| Risultato Netto | 91.159 | 95.897 | (4.739) |
| Risultato netto Attività Discontinue | 0 | 0 | 0 |
| Risultato Netto | 91.159 | 95.897 | (4.739) |
| Utile/(Perdite) di competenza di terzi | 7.554 | 13.173 | (5.619) |
| Risultato netto di Competenza del Gruppo | 83.605 | 82.724 | 881 |
* Dati trimestrali non coperti da revisione limitata relativa al semestre nel suo complesso.
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Risultato netto del periodo | 198.041 | 188.947 | 9.094 |
| Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri | 10.136 | 167 | 9.969 |
| Riserva Differenze Cambio | 12.201 | 6.701 | 5.500 |
| Riserva Fiscale per differenze di Cambio | (2.928) | (1.608) | (1.320) |
| Utili/perdite derivanti da differenza cambio | 9.273 | 5.093 | 4.180 |
| Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
8.590 | 4.710 | 3.880 |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
(2.001) | (1.447) | (554) |
| Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale |
6.589 | 3.263 | 3.326 |
| Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto | 3.614 | 3.111 | 503 |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti | (1.022) | (903) | (120) |
| Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale |
2.592 | 2.208 | 383 |
| Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale |
28.589 | 10.731 | 17.859 |
| Totale Utile/perdita complessivo | 226.631 | 199.678 | 26.953 |
| Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a: | |||
| Gruppo | 206.302 | 175.452 | 30.850 |
| Terzi | 20.329 | 24.226 | (3.898) |
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato Trimestrale
| € migliaia | II° Trim 2022 | II° Trim 2021 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Risultato netto del periodo | 91.159 | 95.897 | (4.739) |
| Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri | 5.638 | (1.984) | 7.622 |
| Riserva Differenze Cambio | 7.924 | 2.209 | 5.714 |
| Riserva Fiscale per differenze di Cambio | (1.902) | (530) | (1.371) |
| Utili/perdite derivanti da differenza cambio | 6.022 | 1.679 | 4.343 |
| Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
17.112 | 6.666 | 10.446 |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash flow hedge") |
(5.384) | (1.992) | (3.392) |
| Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di copertura al netto dell'effetto fiscale |
11.727 | 4.674 | 7.054 |
| Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio Netto | 1.466 | 2.221 | (755) |
| Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti | (526) | (644) | 118 |
| Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al netto dell'effetto fiscale |
940 | 1.577 | (637) |
| Totale delle componenti del conto economico complessivo, al netto dell'effetto fiscale |
24.327 | 5.946 | 18.382 |
| Totale Utile/perdita complessivo | 115.486 | 101.843 | 13.643 |
| Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile a: | |||
| Gruppo | 105.037 | 88.359 | 16.678 |
| Terzi | 10.449 | 13.484 | (3.035) |
* Dati trimestrali non coperti da revisione limitata relativa al semestre nel suo complesso.
Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata
| € migliaia | 30/06/2022 | di cui con parti correlate |
31/12/2021 | di cui con parti correlate |
Variazione | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 14 | Immobilizzazioni materiali | 3.012.931 | 2.938.530 | 74.401 | ||
| 15 | Investimenti immobiliari | 2.285 | 2.314 | (29) | ||
| 16 | Avviamento | 259.962 | 251.477 | 8.485 | ||
| 17 | Concessioni e diritti sull'infrastruttura | 3.188.477 | 3.048.190 | 140.287 | ||
| 18 | Immobilizzazioni immateriali | 388.708 | 411.607 | (22.898) | ||
| 19 | Diritto d'uso | 52.741 | 53.096 | (355) | ||
| 20 | Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate | 357.848 | 292.239 | 65.610 | ||
| 21 | Altre partecipazioni | 3.004 | 2.980 | 24 | ||
| 22 | Imposte differite attive | 208.870 | 202.606 | 6.265 | ||
| 23 | Attività finanziarie | 18.257 | 6.584 | 22.549 | 8.319 | (4.292) |
| 24 | Altre attività non correnti | 605.534 | 576.065 | 29.469 | ||
| Attività non correnti | 8.098.618 | 6.584 | 7.801.652 | 8.319 | 296.966 | |
| 25 | Rimanenze | 97.740 | 86.406 | 11.334 | ||
| 26 | Crediti Commerciali | 1.143.284 | 94.262 | 1.071.644 | 51.601 | 71.641 |
| 27 | Altre Attività Correnti | 460.634 | 387.813 | 72.821 | ||
| 28 | Attività per Imposte Correnti | 30.492 | 24.183 | 6.310 | ||
| 29 | Attività Finanziarie Correnti | 526.166 | 140.515 | 407.944 | 113.981 | 118.222 |
| 30 | Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 625.596 | 680.820 | (55.224) | ||
| Attività correnti | 2.883.913 | 234.777 | 2.658.809 | 165.582 | 225.104 | |
| 31 | Attività non correnti destinate alla vendita | 18.354 | 168.425 | (150.071) | ||
| TOTALE ATTIVITA' | 11.000.884 | 241.361 | 10.628.886 | 173.901 | 371.998 |
| € migliaia | 30/06/2022 | di cui con parti correlate |
31/12/2021 | di cui con parti correlate |
Variazione | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Capitale sociale | 1.098.899 | 1.098.899 | 0 | |||
| Riserva legale | 147.501 | 138.649 | 8.852 | |||
| Altre riserve | (15.069) | (123.433) | 108.364 | |||
| Utile (perdita) relativa a esercizi precedenti | 733.083 | 696.547 | 36.536 | |||
| Utile (perdita) dell'esercizio | 183.023 | 313.309 | (130.287) | |||
| Totale Patrimonio Netto del Gruppo | 2.147.437 | 2.123.971 | 23.466 | |||
| Patrimonio Netto di Terzi | 406.958 | 392.449 | 14.509 | |||
| 32 | Totale Patrimonio Netto | 2.554.394 | 2.516.420 | 37.974 | ||
| 33 | Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti | 111.011 | 120.150 | (9.139) | ||
| 34 | Fondo rischi e oneri | 293.409 | 193.318 | 100.091 | ||
| 35 | Debiti e passività finanziarie | 4.684.708 | 4.791.979 | (107.271) | ||
| 36 | Altre passività non correnti | 411.882 | 409.064 | 2.818 | ||
| Passività non correnti | 5.501.010 | 5.514.512 | (13.501) | |||
| 37 | Debiti Finanziari | 679.107 | 204.834 | 285.222 | 120.137 | 393.886 |
| 38 | Debiti verso fornitori | 1.668.913 | 80.043 | 1.683.563 | 51.965 | (14.650) |
| 39 | Debiti Tributari | 30.821 | 18.962 | 11.859 | ||
| 40 | Altre passività correnti | 565.996 | 562.806 | 3.190 | ||
| Passività correnti | 2.944.837 | 284.878 | 2.550.553 | 172.102 | 394.285 | |
| 41 | Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita | 642 | 47.402 | (46.759) | ||
| TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO | 11.000.884 | 284.878 | 10.628.886 | 172.102 | 371.998 |
Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato
| Rif. Nota |
€ migliaia | 30/06/2022 | Parti correlate |
30/06/2021 | Parti correlate |
Variazione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ DI ESERCIZIO | ||||||
| Utile prima delle imposte | 323.697 | 269.150 | 54.546 | |||
| 8 | Ammortamenti e riduzioni di valore | 285.226 | 259.851 | 25.375 | ||
| 6-7 | Rivalutazioni/Svalutazioni | 7.799 | 31.986 | (24.187) | ||
| 34 | Variazione fondo rischi | 4.997 | (4.382) | 9.379 | ||
| 33 | Variazione netta fondo per benefici ai dipendenti | (12.572) | (11.784) | (788) | ||
| Interessi finanziari netti | 43.729 | 43.359 | 369 | |||
| Imposte corrisposte | (28.786) | (43.752) | 14.966 | |||
| Flussi finanziari generati da attività operativa ante variazioni | 624.090 | 0 | 544.429 | 0 | 79.661 | |
| 26-27 | Incremento/Decremento dei crediti inclusi nell'attivo circolante |
(113.800) | (42.662) | (108.847) | (36.951) | (4.952) |
| 38-40 | Incremento /Decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante |
(30.644) | 28.078 | (100.907) | 49.769 | 70.262 |
| 25 | Incremento/Decremento scorte | (10.857) | 4.340 | (15.198) | ||
| Variazione del capitale circolante | (155.301) | (14.584) | (205.414) | 12.819 | 50.112 | |
| Variazione di altre attività/passività di esercizio | (82.816) | (752) | (82.064) | |||
| Flusso monetario da attività d'esercizio da Disposal Group/Attività destinate alla vendita |
0 | 0 | 0 | |||
| TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA' DI ESERCIZIO | 385.973 | (14.584) | 338.263 | 12.819 | 47.709 | |
| FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO | ||||||
| Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali | (170.101) | (299.602) | 129.500 | |||
| Acquisto/cessione immobilizzazioni immateriali | (300.117) | (181.934) | (118.183) | |||
| 20-21 | Partecipazioni | 106.418 | (10.602) | 117.020 | ||
| Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari | (114.318) | (24.799) | (50.013) | (8.848) | (64.305) | |
| Dividendi incassati | 3.381 | 3.381 | 2.466 | 2.466 | 915 | |
| Interessi attivi incassati | 7.703 | 5.403 | 2.300 | |||
| Flusso monetario da attività di investimento da Disposal | 0 | 0 | 0 | |||
| Group/Attività destinate alla vendita TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI INVESTIMENTO |
(467.034) | (21.417) | (534.281) | (6.382) | 67.247 | |
| FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITÀ DI FINANZIAMENTO | ||||||
| 37 | Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo | (36.483) | (192.859) | 156.376 | ||
| 37 | Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine | 250.000 | 902.500 | (652.500) | ||
| 35 | Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari | (49.325) | 84.698 | (162.888) | (44.792) | 113.563 |
| Interessi passivi pagati | (51.077) | (48.891) | (2.185) | |||
| Pagamento dividendi | (88.282) | (88.282) | (90.623) | (90.623) | 2.341 | |
| Flusso monetario da attività di finanziamento da Disposal | ||||||
| Group/Attività destinate alla vendita | 0 | 0 | 0 | |||
| TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO |
24.834 | (3.584) | 407.238 | (135.416) | (382.405) | |
| FLUSSO MONETARIO DEL PERIODO | (56.227) | (39.585) | 211.221 | (128.979) | (267.448) | |
| Disponibilità monetaria netta iniziale | 680.820 | 642.209 | 38.611 | |||
| Disponibilità monetaria da acquisizione | 1.004 | 2.197 | (1.193) | |||
| DISPONIBILITÀ MONETARIA NETTA FINALE | 625.596 | 855.627 | (230.031) | |||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio Disposal Group/Attività destinate alla vendita |
47 | 0 | 47 | |||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine dell'esercizio Continuing Operations |
625.549 | 855.627 | (230.078) |
Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato
| € migliaia | Capitale Sociale |
Riserva Legale |
Altre Riserve | Utili dell'esercizio |
Totale | Patrimonio Netto di Terzi |
Totale Patrimonio Netto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldi al 1 gennaio 2022 | 1.098.899 | 138.649 | 573.114 | 313.309 | 2.123.971 | 392.449 | 2.516.420 |
| Utili di conto economico | 0 | 0 | 0 | 183.023 | 183.023 | 15.019 | 198.041 |
| Altri utili (perdite) complessivi | 0 | 0 | 0 | 23.279 | 23.279 | 5.310 | 28.589 |
| Totale utile (perdita) complessivo | 0 | 0 | 0 | 206.302 | 206.302 | 20.329 | 226.631 |
| Destinazione Risultato 2021 | 0 | 8.852 | 304.457 | (313.309) | 0 | 0 | 0 |
| Distribuzione Dividendi | 0 | 0 | (180.666) | 0 | (180.666) | (6.713) | (187.379) |
| Variazione perimetro consolidamento |
0 | 0 | (1.450) | 0 | (1.450) | 838 | (612) |
| Altre Variazioni | 0 | 0 | (720) | 0 | (720) | 55 | (665) |
| Saldi al 30 Giugno 2022 | 1.098.899 | 147.501 | 694.736 | 206.302 | 2.147.437 | 406.958 | 2.554.394 |
| € migliaia | Capitale Sociale |
Riserva Legale |
Altre Riserve | Utili dell'esercizio |
Totale | Patrimonio Netto di Terzi |
Totale Patrimonio Netto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldi al 1 gennaio 2021 | 1.098.899 | 129.761 | 453.724 | 282.446 | 1.964.829 | 358.429 | 2.323.258 |
| Utili di conto economico | 0 | 0 | 0 | 165.789 | 165.789 | 23.159 | 188.947 |
| Altri utili (perdite) complessivi | 0 | 0 | 0 | 9.663 | 9.663 | 1.068 | 10.731 |
| Totale utile (perdita)complessivo | 0 | 0 | 0 | 175.452 | 175.452 | 24.226 | 199.678 |
| Destinazione Risultato 2020 | 0 | 8.888 | 273.558 | (282.446) | 0 | 0 | 0 |
| Distribuzione Dividendi | 0 | 0 | (170.038) | 0 | (170.038) | (8.523) | (178.562) |
| Variazione perimetro consolidamento |
0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (8.096) | (8.096) |
| Altre Variazioni | 0 | 0 | (5.535) | 0 | (5.535) | 9.355 | 3.820 |
| Saldi al 30 Giugno 2021 | 1.098.899 | 138.649 | 551.708 | 175.452 | 1.964.707 | 375.391 | 2.340.099 |
| Utili di conto economico | 0 | 0 | 0 | 147.521 | 147.521 | 15.872 | 163.392 |
| Altri utili (perdite) complessivi | 0 | 0 | 0 | 19.893 | 19.893 | 1.013 | 20.906 |
| Totale utile (perdita)complessivo | 0 | 0 | 0 | 167.413 | 167.413 | 16.885 | 184.298 |
| Destinazione Risultato 2020 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Distribuzione Dividendi | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (5.083) | (5.083) |
| Variazione perimetro consolidamento |
0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (930) | (930) |
| Altre Variazioni | 0 | 0 | (8.149) | 0 | (8.149) | 6.186 | (1.963) |
| Saldi al 31 dicembre 2021 | 1.098.899 | 138.649 | 543.559 | 342.865 | 2.123.971 | 392.449 | 2.516.420 |
Note al Conto Economico Consolidato
Ricavi netti consolidati
Al 30 Giugno 2022 ammontano a € 2.347.664 mila (erano € 1.824.266 mila al 30 Giugno 2021) e registrano un aumento di € 523.398 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni | 2.256.818 | 1.759.788 | 497.030 | 28,2% |
| Altri ricavi e proventi | 90.846 | 64.478 | 26.368 | 40,9% |
| Ricavi Netti Consolidati | 2.347.664 | 1.824.266 | 523.398 | 28,7% |
1. Ricavi da vendita e prestazioni – € 2.256.818 mila
La voce registra complessivamente un aumento di € 497.030 mila (+ 28,2%) rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente che chiudeva con l'ammontare di € 1.759.788 mila. Di seguito si riporta la composizione della voce.
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica | 1.280.841 | 933.181 | 347.661 | 37,3% |
| Ricavi da vendita gas | 116.292 | 69.367 | 46.925 | 67,6% |
| Ricavi da incentivi energia elettrica | 3.421 | 13.513 | (10.092) | (74,7%) |
| Ricavi da Servizio Idrico Integrato | 594.848 | 562.761 | 32.087 | 5,7% |
| Ricavi da gestioni idriche estero | 43.713 | 38.534 | 5.179 | 13,4% |
| Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica | 93.026 | 69.438 | 23.588 | 34,0% |
| Ricavi da prestazioni a clienti | 85.731 | 58.876 | 26.855 | 45,6% |
| Contributi di allacciamento | 15.474 | 13.904 | 1.571 | 11,3% |
| Ricavi da sviluppo sostenibile | 23.472 | 214 | 23.258 | n.s. |
| Ricavi da vendita e prestazioni | 2.256.818 | 1.759.788 | 497.030 | 28,2% |
Si informa che nei valori del 2021 è stata operata una riclassifica tra i ricavi per "Contributi di allacciamento" ed i costi per "Servizi e appalti" ai fini di una migliore rappresentazione dei dati.
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica
Ammontano a € 1.280.841 mila e possono essere rappresentati come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Generazione energia elettrica e calore | 7.865 | 7.395 | 471 | 6,4% |
| Vendita energia elettrica | 1.088.664 | 585.324 | 503.340 | 86,0% |
| Attività di trasporto e misura dell'energia | 178.574 | 339.471 | (160.896) | (47,4%) |
| Cessione energia da Termovalorizzazione e Biogas | 1.667 | 937 | 730 | 77,9% |
| Cogenerazione | 4.070 | 54 | 4.017 | n.s. |
| Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica | 1.280.841 | 933.181 | 347.661 | 37,3% |
La variazione principale riguarda la vendita di energia elettrica (+ € 503.340 mila) come conseguenza dei maggiori prezzi unitari compensati in parte dalle minori quantità. La vendita di energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela è stata complessivamente pari a 762 GWh con una riduzione del 21% su base tendenziale rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio; la vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 3.044 GWh con una riduzione rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio del 4 % relativo principalmente al segmento B2B.
Ricavi da vendita gas
Ammontano a € 116.292 mila e registrano una variazione in aumento di € 46.925 mila rispetto al 30 Giugno 2021 per effetto del miglioramento nel settore Retail, dovuto sia all'effetto prezzo che alle maggiori quantità vendute (+ 5%), nonostante una lieve flessione della base clienti.
Ricavi da incentivi energia elettrica
Ammontano a € 3.421 mila e registrano un decremento di € 10.092 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio. La riduzione è imputabile in gran parte ad Acea Produzione (€ 8.324 mila) in relazione al decremento dei ricavi per Gestione Riconoscimento Incentivo (GRIN) dovuto sia all'effetto prezzo che all'effetto volume. Nella voce sono inoltre ricompresi i ricavi da certificati verdi derivanti da un sistema di incentivazione da fonti rinnovabili dall'impianto WTE di Terni e di San Vittore del Lazio.
Ricavi da Servizio Idrico Integrato
Come anticipato nell'apposito paragrafo della Relazione sulla gestione a cui si rimanda per maggiori e più dettagliate spiegazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle Società che gestiscono il servizio nel Lazio ed in Campania. Tali proventi ammontano complessivamente a € 594.848 mila e risultano in aumento di € 32.087 mila (+ 5,7%) rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (erano € 562.761 mila). Si rappresenta di seguito la composizione della voce:
| € migliaia | 30/06/2022 30/06/2021 |
Variazione | Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da vendite Acqua | 373.736 | 364.664 | 9.072 | 2,5% |
| Ricavi da vendite depurazione Acque | 143.251 | 136.272 | 6.979 | 5,1% |
| Ricavi da vendite Fognatura | 54.799 | 55.295 | (496) | (0,9%) |
| Ricavi da VRG | 21.853 | 5.379 | 16.474 | n.s. |
| Altri ricavi | 1.209 | 1.152 | 57 | 4,9% |
| Ricavi da Servizio Idrico Integrato | 594.848 | 562.761 | 32.087 | 5,7% |
La quantificazione dei ricavi rivenienti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019. Ai fini del calcolo dei ricavi di competenza del primo semestre 2022 si è tenuto conto dell'interpretazione riguardo la perimetrazione delle "altre attività idriche" che emerge dalla Delibera sopra citata sulla predisposizione tariffaria 2020-2023.
Ricavi da gestioni idriche all'estero
Ammontano a € 43.713 mila e presentano una variazione in aumento di € 5.179 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (€ 38.534 mila al 30 Giugno 2021). La variazione è in prevalenza imputabile ad Aguas de San Pedro (+ € 3.137 mila).
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica
Ammontano € 93.026 mila e risultano in aumento di € 23.588 mila rispetto al precedente esercizio (erano € 69.438 mila). Di seguito la rappresentazione della voce:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi da smaltimento e trasporto rifiuti | 7.088 | 4.385 | 2.703 | 61,7% |
| Ricavi da selezione e trattamento | 16.474 | 11.986 | 4.488 | 37,4% |
| Ricavi da gestione e trasporto discarica | 16.754 | 18.318 | (1.563) | (8,5%) |
| Ricavi da recupero fanghi | 8.270 | 8.716 | (446) | (5,1%) |
| Ricavi per conferimento biomasse | 44.440 | 26.035 | 18.406 | 70,7% |
| Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica | 93.026 | 69.438 | 23.588 | 34,0% |
L'incremento registrato si deve prevalentemente alla variazione di perimetro (€ 28.283 mila) per effetto del consolidamento del Gruppo Deco, Meg e S.E.R. Plast. Tale incremento risulta compensato dai minori ricavi registrati da Demap (€ 2.709 mila) in conseguenza delle minori quantità ingressate nello stabilimento e ai maggiori costi come conseguenza diretta degli effetti generati dall'incendio avvenuto alla fine del precedente esercizio, Acea Ambiente (€ 1.521 mila) in conseguenza dell'effetto combinato dell'incremento della componente tariffaria e del decremento dei conferimenti nell'impianto di San Vittore e di Terni e Acque Industriali (€ 1.200 mila).
Ricavi da prestazioni a clienti
Ammontano a € 85.731 mila (€ 58.876 mila al 30 Giugno 2021) e si incrementano di € 26.855 mila. La voce può essere rappresentata come segue:
| €migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Illuminazione Pubblica Roma | 20.681 | 13.254 | 7.427 | 56,0% |
| Lavori a terzi | 38.773 | 28.988 | 9.785 | 33,8% |
| Prestazioni infragruppo | 3.670 | 2.616 | 1.053 | 40,3% |
| Fotovoltaico | 2 | 90 | (88) | (97,4%) |
| Ricavi GIP | 3.241 | 3.148 | 93 | 3,0% |
| Variazione delle rimanenze | 19.364 | 10.779 | 8.584 | 79,6% |
| Ricavi da prestazioni a clienti | 85.731 | 58.876 | 26.855 | 45,6% |
L'incremento è in parte imputabile alla variazione di perimetro per + € 7.035 mila, all'incremento delle rimanenze di SIMAM per € 7.517 mila e ai maggiori ricavi realizzati in relazione al contratto di illuminazione pubblica del Comune di Roma per € 7.427 mila in prevalenza derivanti dall'effetto prezzo.
Contributi di allacciamento
Ammontano a € 15.474 mila e risultano in lieve aumento (+ € 1.571 mila) rispetto al 30 Giugno 2021.
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Contributi di allaccio Idrico | 2.070 | (1.388) | 3.459 | n.s. |
| Contributi di allaccio mercato elettrico | 9.854 | 11.390 | (1.536) | (13,5%) |
| Ricavi accessori | 3.626 | 3.096 | 530 | 17,1% |
| Margine Componente CTS | (76) | 806 | (882) | (109,5%) |
| Contributi di allacciamento | 15.474 | 13.904 | 1.571 | 11,3% |
Come già indicato in precedenza, si informa che nei valori del 2021 è stata operata una riclassifica tra i ricavi per "Contributi di allacciamento" ed i costi per "Servizi e appalti" ai fini di una migliore rappresentazione dei dati.
Ricavi da sviluppo sostenibile
Ammontano a € 23.472 mila e afferiscono per € 11.928 mila ai ricavi di Acea Innovation per i progetti di energy efficiency e per la restante parte ai ricavi derivanti dalla vendita dei diritti CO2 a seguito della delibera n. 66/22 con la quale il Comitato nazionale per la gestione della direttiva 2003/87/CE e per il supporto nella gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto, ha disposto nei confronti dell'Impianto UL1 di Terni l'esonero dall'obbligo di acquisto di quote di CO2 con efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2021 con la conseguenza che si è proceduto alla vendita delle quote EUA relative all'annualità 2021 per un ammontare complessivo di € 11.331 mila.
2. Altri ricavi e proventi – € 90.846 mila
Tale voce registra un aumento di € 26.368 mila (+ 40,9%) rispetto al 30 Giugno 2021 (era € 64.478 mila). Nella tabella seguente viene fornita la composizione della voce:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Contributi da Enti per TEE | 4.606 | 12.601 | (7.995) | (63,4%) |
| Sopravvenienze attive | 8.376 | 9.280 | (904) | (9,7%) |
| Altri Ricavi | 48.856 | 11.330 | 37.525 | n.s. |
| Rimborsi per danni, penalità, rivalse | 6.057 | 4.534 | 1.523 | 33,6% |
| Conto Energia | 4.830 | 8.911 | (4.081) | (45,8%) |
| Contributi Regionali | 5.795 | 5.228 | 567 | 10,8% |
| Proventi da utenze | 32 | 34 | (1) | (3,7%) |
| Personale distaccato | 257 | 206 | 51 | 24,8% |
| Proventi Immobiliari | 903 | 843 | 61 | 7,2% |
| Margine IFRIC 12 | 8.817 | 9.238 | (421) | (4,6%) |
| Plusvalenze da cessione beni | 109 | 74 | 35 | 46,7% |
| Riaddebito organi per cariche sociali | 321 | 360 | (40) | (11,0%) |
| Premi per continuità del servizio | 180 | 459 | (279) | (60,8%) |
| Ricavi per distacchi e riallacci | 1.707 | 1.379 | 328 | 23,8% |
| Altri ricavi e proventi | 90.846 | 64.478 | 26.368 | 40,9% |
La variazione in aumento è riconducibile ai seguenti effetti contrapposti:
- riconoscimento della premialità sulla qualità tecnica delle società del settore idrico (€ 26.937 mila) per le annualità 2018- 2019 (Delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022) in prevalenza di ACEA Ato2 (€ 23.473 mila);
- maggiori ricavi registrati da Acea Energia derivanti dalla vendita delle caldaie (€ 4.316 mila);
- maggiori rimborsi per danni e penalità (€ 1.523 mila) in prevalenza imputabili ad Acea Energia (€ 1.371 mila);
- minori contributi iscritti verso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali relativamente ai titoli di efficienza energetica (€ 8.107 mila) di areti.
Costi operativi consolidati
Al 30 Giugno 2022 i costi operativi ammontano a € 1.681.197 mila (erano € 1.216.595 mila 30 Giugno 2021) e registrano un aumento di € 464.603 mila (+ 38,2% rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio).
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Costo del lavoro | 152.687 | 143.754 | 8.933 | 6,2% |
| Costi esterni | 1.528.511 | 1.072.841 | 455.670 | 42,5% |
| Costi Operativi Consolidati | 1.681.197 | 1.216.595 | 464.603 | 38,2% |
3. Costo del lavoro – € 152.687 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati | 250.258 | 240.992 | 9.266 | 3,8% |
| Costi capitalizzati | (97.572) | (97.239) | (333) | 0,3% |
| Costo del lavoro | 152.687 | 143.754 | 8.933 | 6,2% |
L'incremento del costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizzati, si attesta a € 9.266 mila ed è influenzato in prevalenza dalla variazione dell'area di consolidamento (€ 4.940 mila). I costi capitalizzati risultano invece in linea rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, con un lieve incremento di € 333 mila.
Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza media nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del precedente esercizio.
| Consistenza media del periodo | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | ||
| Ambiente | 778 | 590 | 187 | 31,7% | |
| Commerciale e Trading | 437 | 428 | 10 | 2,3% | |
| Estero | 2.376 | 2.300 | 76 | 3,3% | |
| Idrico | 3.496 | 3.480 | 17 | 0,5% | |
| Infrastrutture energetiche | 1.261 | 1.282 | (21) | (1,6%) | |
| Generazione | 91 | 88 | 3 | 3,2% | |
| Ingegneria e servizi | 451 | 432 | 19 | 4,3% | |
| Corporate | 713 | 704 | 8 | 1,2% | |
| Totale | 9.602 | 9.304 | 298 | 3,2% |
| Consistenza finale del periodo | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % | ||
| Ambiente | 775 | 597 | 178 | 29,8% | |
| Commerciale e Trading | 450 | 421 | 29 | 6,9% | |
| Estero | 2.455 | 2.314 | 141 | 6,1% | |
| Idrico | 3.487 | 3.465 | 22 | 0,6% | |
| Infrastrutture energetiche | 1.248 | 1.262 | (14) | (1,1%) | |
| Generazione | 88 | 87 | 1 | 1,1% | |
| Ingegneria e servizi | 452 | 437 | 15 | 3,4% | |
| Corporate | 719 | 708 | 11 | 1,6% | |
| Totale | 9.674 | 9.291 | 383 | 4,1% |
4. Costi esterni – € 1.528.511 mila.
Tale voce presenta un aumento complessivo di € 455.670 mila (+ 42,5% rispetto al 30 Giugno 2021).
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Energia, gas, combustibili | 1.124.071 | 741.241 | 382.829 | 51,6% |
| Materie | 68.107 | 55.729 | 12.378 | 22,2% |
| Servizi e appalti | 251.407 | 195.586 | 55.821 | 28,5% |
| Canoni di concessione | 33.263 | 33.374 | (111) | (0,3%) |
| Godimento beni di terzi | 19.419 | 11.383 | 8.036 | 70,6% |
| Oneri diversi di gestione | 32.245 | 35.528 | (3.283) | (9,2%) |
| Costi esterni | 1.528.511 | 1.072.841 | 455.670 | 42,5% |
Energia, gas e combustibili
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acquisto e trasporto energia elettrica e gas | 1.121.076 | 728.992 | 392.084 | 53,8% |
| Certificati bianchi | 477 | 8.810 | (8.333) | (94,6%) |
| Certificati verdi e diritti CO2 | 2.518 | 3.439 | (921) | (26,8%) |
| Energia, gas, combustibili | 1.124.071 | 741.241 | 382.829 | 51,6% |
L'incremento, imputabile in prevalenza ad Acea Energia, è legato ai maggiori costi per acquisto di energia sul mercato libero (+ € 179.275 mila), e sul mercato della tutela graduale (+ € 111.493 mila) e del mercato dell'energy management (+ € 126.706 mila). Tali incrementi sono correlati ai maggiori ricavi registrati dallo stesso settore e per le medesime motivazioni.
Materie
I costi per materie ammontano a € 68.107 mila e rappresentano i consumi di materiali al netto dei costi destinati ad investimento come illustrato dalla tabella che segue.
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acquisti di materiali | 90.922 | 84.016 | 6.906 | 8,2% |
| Variazione delle rimanenze | 9.101 | 10.843 | (1.742) | (16,1%) |
| Costi capitalizzati | (31.916) | (39.130) | 7.213 | (18,4%) |
| Materie | 68.107 | 55.729 | 12.378 | 22,2% |
Gli acquisti di materiali al netto delle rimanenze di magazzino e dei costi capitalizzati registrano un incremento di € 12.378 mila influenzato in gran parte dai maggiori costi capitalizzati e dalla variazione di perimetro (€ 4.399 mila) in prevalenza per le società del'area Ambiente.
Servizi ed Appalti
Ammontano a € 251.407 mila e risultano aumentati complessivamente di € 55.821 mila (erano € 195.586 mila al 30 Giugno 2021) e possono essere rappresentati come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Prestazioni tecniche e amministrative | 29.489 | 29.503 | (14) | n.s. |
| Lavori eseguiti in appalto | 46.711 | 27.731 | 18.980 | 68,4% |
| Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti |
51.093 | 37.042 | 14.051 | 37,9% |
| Altri servizi | 38.488 | 33.079 | 5.408 | 16,3% |
| Servizi al personale | 10.660 | 10.429 | 230 | 2,2% |
| Spese assicurative | 7.605 | 6.529 | 1.075 | 16,5% |
| Consumi elettrici, idrici e gas | 25.056 | 14.486 | 10.570 | 73,0% |
| Sottendimento energia | 5.715 | 3.458 | 2.257 | 65,3% |
| Servizi infragruppo e non | 7.143 | 7.506 | (364) | (4,8%) |
| Spese telefoniche e trasmissione dati | 3.269 | 2.625 | 643 | 24,5% |
| Spese postali | 1.524 | 1.614 | (90) | (5,6%) |
| Canoni di manutenzione | 7.102 | 6.780 | 322 | 4,8% |
| Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio | 3.695 | 3.225 | 469 | 14,6% |
| Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni | 7.270 | 6.387 | 882 | 13,8% |
| Organi sociali | 2.226 | 1.961 | 265 | 13,5% |
| Rilevazione indici di lettura | 1.949 | 1.843 | 106 | 5,7% |
| Spese bancarie | 1.645 | 1.408 | 237 | 16,8% |
| Spese di viaggio e trasferta | 801 | 453 | 349 | 77,0% |
| Personale distaccato | (97) | (628) | 530 | (84,5%) |
| Spese tipografiche | 66 | 153 | (88) | (57,2%) |
| Servizi e appalti | 251.407 | 195.586 | 55.821 | 28,5% |
La variazione in aumento è influenzata:
dalla variazione di perimetro che incide sull'incremento per € 21.725 mila, di cui la maggior parte per le società dell'area ambiente legate ai costi di smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti;
dai maggiori costi derivanti dai progetti di energy efficiency (€ 12.264 mila) di Acea Innovation in linea con quanto registrato nei ricavi, a seguito della messa in opera dei lavori per interventi di efficienza energetica su condomini e clienti privati (villette);
dai maggiori costi in relazione al contratto di illuminazione pubblica del Comune di Roma per € 8.596 mila in linea con quanto rilevato nei ricavi.
Canoni di concessione
L'importo complessivo di € 33.263 mila (€ 111 mila in meno rispetto al 30 Giugno 2021) è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania. La tabella che segue indica la composizione per Società:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| KT4 | 25 | 52 | (27) | (51,9%) |
| ACEA | 109 | 103 | 6 | 6,2% |
| Adistribuzionegas | 1.410 | 1.412 | (3) | (0,2%) |
| Notaresco Gas | 47 | 47 | 0 | 0,5% |
| ACEA Ato2 | 24.873 | 24.874 | (2) | n.s. |
| ACEA Ato5 | 1.720 | 1.746 | (25) | (1,4%) |
| Acea Molise | 26 | 26 | 0 | n.s. |
| GESESA | 185 | 188 | (3) | (1,5%) |
| Gori | 1.210 | 1.220 | (10) | (0,8%) |
| Aquedotto del Fiora | 2.409 | 2.412 | (3) | (0,1%) |
| Servizi Idrici Integrati | 1.249 | 1.294 | (46) | (3,5%) |
| Totale | 33.263 | 33.374 | (111) | (0,3%) |
Godimento di beni di terzi
La voce ammonta a € 19.419 mila e risulta in aumento di € 8.036 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (erano € 11.383 mila al 30 Giugno 2021); l'aumento è in prevalenza imputabile alla Capogruppo per maggiori costi derivanti da licenze di applicativi informatici. Tale voce contiene, in linea con quanto previsto dall'IFRS16, i costi relativi ai leasing a breve termine e i leasing di modesto valore.
Oneri diversi di gestione
Ammontano a € 32.245 mila al 30 Giugno 2022 e diminuiscono di € 3.283 mila. La tabella che segue espone tale voce per natura:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Imposte e tasse | 9.369 | 6.266 | 3.103 | 49,5% |
| Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie | 3.522 | 3.856 | (334) | (8,7%) |
| Contributi erogati e quote associative | 1.647 | 2.840 | (1.193) | (42,0%) |
| Spese generali | 13.183 | 7.396 | 5.787 | 78,2% |
| Sopravvenienze passive | 4.524 | 15.169 | (10.645) | (70,2%) |
| Oneri diversi di gestione | 32.245 | 35.528 | (3.283) | (9,2%) |
La variazione in diminuzione è dovuta in gran parte alle minori sopravvenienze passive iscritte da Acea Energia nel 2021 per € 4.622 a seguito dei calcoli definitivi comunicati in data 9 luglio 2021 dal CSEA, in merito alla chiusura dell'istruttoria conoscitiva per la regolazione delle partite economiche relative all'energia elettrica destinata agli Stati interclusi nel territorio italiano in ottemperanza a quanto disposto da ARERA. Tale rideterminazione ha generato l'iscrizione di una sopravvenienza passiva riferita agli anni 2009 – 2018.
5. Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity - € 0 mila
Al 30 Giugno 2022 il Gruppo non ha derivati sottoscritti a copertura delle operazioni di trading.
6. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria - € 16.020 mila
La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo delle società rilevanti strategicamente per il Gruppo Acea. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| MOL | 75.613 | 61.566 | 14.047 | 22,8% |
| Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti | (52.096) | (45.149) | (6.947) | 15,4% |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 0 | 1 | (1) | n.s. |
| Gestione Finanziaria | (1.477) | (1.441) | (36) | 2,5% |
| Imposte | (6.020) | (3.864) | (2.156) | 55,8% |
| Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria | 16.020 | 11.114 | 4.906 | 44,1% |
Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in aumento di € 14.047 mila in prevalenza per gli incrementi registrati da Publiacqua (€ 8.037 mila) e Acque (€ 2.802 mila). Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| AE Sun Capital | 1.184 | 198 | 986 | n.s. |
| Romeo Gas S.p.A. | 228 | 0 | 228 | n.s. |
| Gruppo Acque | 6.578 | 4.835 | 1.743 | 36,1% |
| Nuove acque e Intesa Areatina | 232 | 376 | (144) | (38,2%) |
| Geal | 1.105 | 231 | 874 | n.s. |
| Energia | 265 | 223 | 42 | 18,8% |
| Belaria | 58 | (40) | 98 | n.s. |
| Publiacqua | 4.726 | 2.224 | 2.502 | 112,5% |
| Umbra Acque | 1.287 | 1.067 | 220 | 20,6% |
| Ingegnerie Toscane | 357 | 2.000 | (1.643) | (82,2%) |
| Totale | 16.020 | 11.114 | 4.906 | 44,1% |
La variazione in aumento è imputabile ad Acque e Publiacque come conseguenza dei minori ammortamenti e in parte a sopravvenienze attive e al consolidamento ad equity delle società fotovoltaiche che risultano consolidate integralmente sino alla data del 31 Marzo 2022 (si rinvia al paragrafo IFRS5 per maggiori informazioni).
7. Svalutazioni (riprese di valore) nette dei crediti commerciali - € 42.940 mila
Tale voce registra un decremento di € 2.902 mila rispetto al 30 Giugno 2021 imputabile in prevalenza alle minori svalutazioni operate da Acea Energia.
8. Ammortamenti e accantonamenti – € 291.243 mila
Rispetto al 30 Giugno 2021 si evidenzia un aumento di € 28.067 mila; di seguito si illustrano i dettagli:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 Variazione |
Variazione % | |
|---|---|---|---|---|
| Ammortamenti e perdite di valore | 285.226 | 259.851 | 25.375 | 9,8% |
| Accantonamenti | 6.017 | 3.325 | 2.692 | 81,0% |
| Ammortamenti e Accantonamenti | 291.243 | 263.176 | 28.067 | 10,7% |
Ammortamenti e perdite di valore
La variazione in aumento degli ammortamenti e perdite di valore, pari a € 25.375 mila, si compone come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Ammortamenti materiali | 84.765 | 77.699 | 7.065 | 9,1% |
| Ammortamenti immateriali | 200.018 | 181.348 | 18.670 | 10,3% |
| Perdite di valore | 443 | 803 | (360) | (44,8%) |
| Ammortamenti e perdite di valore | 285.226 | 259.851 | 25.375 | 9,8% |
La variazione in aumento della voce è legata agli investimenti del periodo e all'entrata in esercizio di cespiti in corso con particolare riferimento alle società dell'area idrico. Su tale voce, la variazione dall'area di consolidamento risente degli effetti contrapposti derivanti dell'incremento degli ammortamenti dell'area ambiente (€ 4.859 mila) compensati dalla riduzione degli ammortamenti dell'area Generazione (€ 4.804 mila) come conseguenza dell'operazione di cessione avvenuta a marzo 2022 (si rinvia al paragrafo IFRS5 per maggiori informazioni).
Si fa presente che nella voce relativa agli ammortamenti immateriali è ricompreso anche l'effetto derivante dall'applicazione dell'IFRS16 che al 30 Giugno 2021 ammonta ad € 7.639 mila.
Le perdite di valore si riferiscono in prevalenza alla svalutazione operata da ACEA Ato2 in relazione ai contatori dismessi nel corso del primo semestre 2022 (€ 337 mila).
Accantonamenti
Gli accantonamenti al 30 Giugno 2022, al netto dei rilasci, ammontano ad € 6.017 mila e sono così distinti per natura:
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acc.to Rischi Legale | 2.432 | 1.634 | 799 | 48,9% |
| Acc.to Fiscale | 140 | 100 | 40 | 40,4% |
| Acc.to Rischi regolatori | 945 | 937 | 8 | 0,8% |
| Acc.to Rischi contributivi | 4 | 5 | (1) | (14,4%) |
| Acc.to Appalti e Forniture | 86 | 165 | (79) | (47,7%) |
| Acc.to Franchigie Assicurative | 1.497 | 1.319 | 178 | 13,5% |
| Acc.to Altri rischi ed oneri | 1.471 | 1.026 | 445 | 43,4% |
| Accantonamenti fondi rischi | 6.576 | 5.185 | 1.391 | 26,8% |
| Acc.to Esodo e mobilità | 25 | 124 | (99) | (79,9%) |
| Acc.to Post mortem | 199 | 14 | 184 | n.s. |
| Acc.to Oneri verso Altri | 350 | 36 | 314 | n.s. |
| Acc. Imposte | 100 | 0 | 100 | n.s. |
| Accantonamenti fondi oneri | 674 | 174 | 499 | n.s. |
| Totale Accantonamenti | 7.250 | 5.360 | 1.890 | 35,3% |
| Rilasci fondi rischi, Rilasci fondi oneri | (1.233) | (2.035) | 802 | (39,4%) |
| Totale | 6.017 | 3.325 | 2.692 | 81,0% |
9. Proventi finanziari - € 6.104 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Interessi su crediti finanziari | 69 | 108 | (39) | (36,4%) |
| Interessi attivi bancari | (18) | 39 | (57) | (145,9%) |
| Interessi su crediti verso clienti | 4.758 | 2.546 | 2.211 | 86,9% |
| Interessi su crediti diversi | 645 | 516 | 129 | 25,1% |
| Proventi finanziari da attualizzazione | 123 | 162 | (39) | (24,1%) |
| Proventi da valutazione di derivati al fair value hedge |
246 | 351 | (105) | (29,9%) |
| Altri proventi | 281 | 149 | 133 | 89,2% |
| Proventi finanziari | 6.104 | 3.871 | 2.233 | 57,7% |
I proventi finanziari, pari a € 6.104 mila, registrano un incremento di € 2.233 mila rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio, principalmente per i maggiori interessi su crediti verso clienti.
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap | 2.816 | 3.054 | (238) | (7,8%) |
| Interessi su prestiti obbligazionari | 26.976 | 26.852 | 124 | 0,5% |
| Interessi su indebitamento a medio - lungo termine | 7.747 | 8.392 | (645) | (7,7%) |
| Interessi su indebitamento a breve termine | 1.658 | 1.640 | 18 | 1,1% |
| Interessi moratori e dilatori | 1.701 | 716 | 984 | 137,4% |
| Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali | 648 | 231 | 417 | 180,4% |
| Commissioni su crediti ceduti | 2.401 | 1.796 | 605 | 33,7% |
| Oneri da attualizzazione | 1.783 | 1.883 | (100) | (5,3%) |
| Oneri finanziari IFRS16 | 941 | 1.248 | (308) | (24,7%) |
| Altri oneri finanziari | 2.475 | 1.334 | 1.141 | 85,5% |
| Interessi verso utenti | 210 | 377 | (167) | (44,2%) |
| (Utili)/perdite su cambi | 477 | (294) | 771 | n.s. |
| Oneri finanziari | 49.832 | 47.230 | 2.602 | 5,5% |
10. Oneri finanziari - € 49.832 mila
Gli oneri finanziari, pari a € 49.832 mila, sono in aumento di € 2.602 mila rispetto al 30 Giugno 2021; la variazione è in prevalenza imputabile a Consorcio Agua Azul (€ 1.018 mila) e Acea Energia (€ 777 mila) come conseguenza dell'iscrizione di maggiori interessi di dilazione dei pagamenti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 30 Giugno 2022 all'1,40% contro l'1,43% del medesimo periodo del 2021.
11. Oneri e Proventi da Partecipazioni - € 19.122 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Proventi da partecipazioni in società collegate | 19.264 | 2.742 | 16.521 | n.s. |
| (Oneri) da partecipazioni in società collegate | (142) | 0 | (142) | n.s. |
| Proventi/(Oneri) da partecipazioni | 19.122 | 2.742 | 16.379 | n.s. |
I proventi da partecipazione si riferiscono al consolidamento, secondo il metodo del patrimonio netto, di alcune società del Gruppo principalmente Agua Azul Bogotà. Inoltre, si segnala che la voce comprende l'iscrizione della plusvalenza netta, pari ad €18.829 mila, rilevata a seguito della cessione di un gruppo di impianti fotovoltaici nell'ambito dell'accordo siglato con il Fondo britannico di investimento Equitix (per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo sull'IFRS5).
12. Imposte sul reddito - € 125.655 mila
La stima del carico fiscale del periodo è pari a € 125.655 mila contro € 80.203 mila del medesimo periodo del precedente esercizio. Sono essenzialmente composte come segue:
- Imposte correnti: € 107.990 mila (€ 96.129 mila al 30 Giugno 2021);
- Contributo solidaristico straordinario: di cui all'articolo 37 del DL 21/2022 (c.d. contributo extraprofitti) a carico dei soggetti che esercitano nel territorio dello Stato, per la successiva vendita dei beni, l'attività di produzione di energia elettrica e l'attività di rivendita di energia: € 28.511 mila;
- Imposte differite/(anticipate) nette: 10.876 €mila (- € 15.926 mila al 30 Giugno 2021).
L'incremento in valore assoluto delle imposte registrato nel periodo è conseguenza diretta del maggior utile ante imposte. La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte ed il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato.
| € migliaia | 2022 | % | 2021 | % |
|---|---|---|---|---|
| Risultato ante imposte delle attività in funzionamento e delle attività discontinue |
323.697 | 269.137 | ||
| Imposte teoriche calcolate al 24% sull'utile ante imposte | 77.687 | 24,0% | 64.593 | 24,0% |
| Fiscalità differita netta | (10.846) | (3,4%) | (15.926) | (5,9%) |
| Differenze permanenti | 27.103 | 8,4% | 27.516 | 10,2% |
| IRES di competenza | 93.944 | 29,0% | 76.182 | 28,3% |
| IRAP | 3.200 | 1,0% | 4.021 | 1,5% |
| Contributo ex art. 37 DL 21/2022 | 28.511 | 8,8% | 0 | n.s. |
| Totale imposte | 125.655 | 38,8% | 80.203 | 29,8% |
Il tax rate dell'esercizio si attesta al 38,8% (era il 29,8% il 30 Giugno 2021), mentre il tax rate normalizzato (al netto del contributo solidaristico) si attesta al 30,0%.
13. Utile (perdita) per azione attribuibile agli azionisti della capogruppo
L'utile per azione di base è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato delle azioni in circolazione è di 212.547.907 al 30 Giugno 2022. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie, incrementate del numero delle azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 30 Giugno 2022 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile di base coincide con il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.
L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:
| 30/06/2022 | 30/06/2021 | Variazione | |
|---|---|---|---|
| Utile di periodo di Gruppo (€/000) | 183.023 | 165.789 | 17.234 |
| Utile di periododi Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000) (A) | 183.023 | 165.789 | 17.234 |
| Numero medio ponderato delle azioni ordinarie ai fini del calcolo dell'utile per azione |
|||
| di base (B) | 212.547.907 | 212.547.907 | 0 |
| di base (C) | 212.547.907 | 212.547.907 | 0 |
| Utile per azione (in €) | |||
| di base (A/B) | 0,86109 | 0,78001 | 0,08108 |
| diluito (A/C) | 0,86109 | 0,78001 | 0,08108 |
Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata
Attività - € 11.000.884
Al 30 Giugno 2022 ammontano a € 11.000.884 mila (erano € 10.628.886 mila al 31 Dicembre 2021) e registrano un aumento di € 371.998 mila pari al 3,5% rispetto all'anno precedente.
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Attività non correnti | 8.098.618 | 7.801.652 | 296.966 | 3,8% |
| Attività correnti | 2.883.913 | 2.658.809 | 225.104 | 8,5% |
| Attività non correnti destinate alla vendita | 18.354 | 168.425 | (150.071) | (89,1%) |
| Totale Attività | 11.000.884 | 10.628.886 | 371.998 | 3,5% |
14. Immobilizzazioni materiali - € 3.012.931
L'incidenza delle infrastrutture utilizzate per la distribuzione e generazione di energia elettrica è pari all'80,2% delle immobilizzazioni materiali ed ammonta ad € 2.416.052 mila.
Il rimanente 19,8% si riferisce in prevalenza:
- agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 305.673 mila,
- alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 101.717 mila,
- alle infrastrutture relative all'Area Idrico per € 131.749 mila,
- alle infrastrutture relative all'Area Estero per € 35.768 mila
- agli impianti afferenti all'Area Ingegneria e Servizi per € 15.636 mila.
| € migliaia | Terreni e Fabbricati |
Impianti e Macchinari |
Attrezzature Industriali |
Altri Beni | Immobilizzazioni in Corso |
Beni Gratuitamente Devolvibili |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Costo Storico iniziale | 594.397 | 3.689.148 | 1.096.033 | 195.507 | 82.776 | 10.938 | 5.668.800 |
| Attività Destinate alla Vendita | 0 | (4.414) | 0 | 0 | (14.333) | 0 | (18.747) |
| Investimenti / Acquisizioni | 7.945 | 84.129 | 45.632 | 5.948 | 24.290 | 2.158 | 170.101 |
| Dismissioni / Alienazioni | (288) | (1.180) | (285) | (464) | (216) | 0 | (2.433) |
| Variazione area di consolidamento | 743 | 3.290 | 366 | 66 | (40) | 0 | 4.425 |
| Altri movimenti | 7.521 | 21.283 | (3.662) | 2.721 | (16.433) | (225) | 11.205 |
| Costo Storico Finale | 610.318 | 3.792.257 | 1.138.083 | 203.778 | 76.044 | 12.871 | 5.833.351 |
| Fondo amm.to iniziale | (177.726) | (1.992.535) | (413.377) | (140.591) | 0 | (6.040) | (2.730.269) |
| Ammortamenti | (6.745) | (46.660) | (24.919) | (6.120) | 0 | (292) | (84.736) |
| Attività Destinate alla Vendita | 0 | 80 | 0 | 0 | 0 | 0 | 80 |
| Investimenti / Acquisizioni | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Dismissioni / Alienazioni | 6 | 965 | 172 | 337 | 0 | 0 | 1.479 |
| Variazione area di consolidamento | (210) | (251) | (145) | (33) | 0 | 0 | (639) |
| Altri movimenti | (368) | (5.520) | 205 | (657) | 0 | 4 | (6.336) |
| Fondo amm.to finale | (185.043) | (2.043.922) | (438.063) | (147.064) | 0 | (6.328) | (2.820.420) |
| Valore netto contabile | 425.275 | 1.748.335 | 700.020 | 56.714 | 76.044 | 6.543 | 3.012.931 |
Gli investimenti sono in aumento rispetto al medesimo periodo del precedente esercizio (€ 181.934 mila al 30 Giugno 2021) ed ammontano a € 170.101 mila. Si riferiscono principalmente a quelli sostenuti da:
- areti per € 119.620 mila in relazione agli interventi di rinnovamento e potenziamento della rete AT, MT e BT, alla sostituzione massiva dei gruppi di misura 2G, agli interventi sulle cabine primarie e secondarie e sui contatori e agli apparati di telecontrollo;
- Acea Ambiente per € 11.829 mila per miglioramenti impiantistici eseguiti negli impianti di San Vittore e Aprilia, nell'impianto di WTE di Terni nonché in quello di Monterotondo Marittima;
- Acea Produzione per € 2.997 mila prevalentemente per i lavori di manutenzione straordinaria della Centrale termoelettrica di Tor di Valle e Montemartini, per i lavori di riqualificazione delle sottostazioni delle Centrali di S. Angelo, Salisano e Orte e per l'estensione e risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma;
- Acea Solar per € 12.996 mila per la costruzione di impianti fotovoltaici sia su suoli agricoli che su suoli industriali;
- La Corporate per € 3.093 mila per gli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite alle attività aziendali.
La variazione dell'area di consolidamento incrementa le immobilizzazioni materiali per € 3.786 mila e si riferisce al consolidamento di Serplast. Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso ed alle alienazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti.
15. Investimenti immobiliari - € 2.285 mila
Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio pari ad € 29 mila deriva dagli ammortamenti.
16. Avviamento - € 259.962 mila
Al 30 Giugno 2022 la voce ammonta ad € 259.962 mila (€ 251.477 mila al 31 Dicembre 2021). La variazione rispetto al 31 Dicembre 2021 si riferisce in prevalenza all'allocazione del prezzo pagato in definitiva delle Business Combination e all'allocazione provvisoria delle nuove acquisizioni; per maggiori dettagli si rinvia all'apposita sezione. L'avviamento è attribuito a CGU che beneficiano delle sinergie derivanti dall'acquisizione. La tabella che segue espone l'avviamento per CGU aggregato in base alle main activity delle società.
| € migliaia | 31/12/2021 | Allocazione Definitiva |
Delta Cambio | Variazione Perimetro |
30/06/2022 |
|---|---|---|---|---|---|
| Gestione del Servizio Idrico Integrato | 3.067 | 0 | 0 | 0 | 3.067 |
| Gestione delle Reti | 4.415 | 0 | 0 | 0 | 4.415 |
| Vendita Energia Elettrica e Gas | 47.740 | 0 | 0 | 0 | 47.740 |
| Servizi Intercompany | 94 | 0 | 0 | 0 | 94 |
| Impianti da Fonti rinnovabili | 91.618 | 0 | 0 | 0 | 91.618 |
| Impianti di Termovalorizzazione e Compostaggio | 11.138 | 0 | 0 | 0 | 11.138 |
| Trattamento di Rifiuti Liquidi e Smaltimento Fanghi | 51.110 | 1.002 | 0 | 5.550 | 57.662 |
| Estero | 4.312 | 0 | 814 | 0 | 5.126 |
| Servizi di riciclaggio della plastica e della carta | 22.387 | 0 | 0 | 1.119 | 23.506 |
| Servizi di Ingegneria | 15.597 | 0 | 0 | 0 | 15.597 |
| Avviamento | 251.477 | 1.002 | 814 | 6.668 | 259.962 |
Al fine di verificare la tenuta del valore di libro delle CGU, in base a quanto disposto dallo IAS 36, un'attività deve essere sottoposta a test di impairment ogni volta che si ritiene che il suo valore contabile possa risultare superiore al suo valore recuperabile.
Così come disposto dai principi di riferimento e dalle regolamentazioni in materia, nonché come previsto dalla procedura del Gruppo approvata nel febbraio 2021 in relazione all'impairment test degli asset, l'impresa deve valutare ad ogni data di riferimento del bilancio (reporting date) se esiste qualche "indicazione" che evidenzi se un'attività possa aver subito una perdita di valore. Se esiste un qualsiasi segnale di ciò, l'impresa deve stimare il valore recuperabile dell'attività.
Indipendentemente dall'esistenza o meno di tale indicazione, un'impresa deve comunque:
- calcolare almeno annualmente il valore recuperabile di un'attività immateriale con vita utile indefinita o di un'attività immateriale non ancora pronta per l'utilizzo (in qualsiasi momento dell'anno purché sempre alla stessa data);
- verificare almeno annualmente il Goodwill acquisito a seguito di una business combination.
La verifica annuale del Goodwill viene svolta in occasione della chiusura dell'esercizio fiscale, qualora non si presentino indicazioni di perdita di valore antecedenti a tale data.
Dalle analisi svolte non sono emersi indicatori di impairment con riferimento alle CGU. Inoltre con riferimento a quanto emanato da ESMA con la circolare del 14 marzo 2022 e quanto meglio chiarito dalle linee guida riportate dal discussion paper dell'OIV relativo allo sviluppo del test di impairment dei non financial assets (IAS 36) a seguito della guerra in Ucraina, in presenza di potenziali trigger relativi all'esercizio di impairment, occorre svolgere un'analisi approfondita finalizzata ad identificare gli effetti più probabili della guerra su alcuni aspetti chiave, quali a solo titolo di esempio (i) la domanda, (ii) i margini, (iii) il modello, (iv) i processi di business, (v) la supply chain, (vi) la competitività, (vii) il posizionamento strategico e commerciale, (viii) il rischio di controparte, (ix) i fabbisogni di investimenti e (x) la sostenibilità finanziaria del business. A tale riguardo, Acea ha sviluppato e applicato un modello econometrico per la stima della relazione esistente tra le principali grandezze economico-finanziarie di interesse delle diverse società e impianti di Acea, e in particolare i margini e le principali variabili macroeconomiche. Dagli studi effettuati e dalle analisi svolte è emerso che la domanda del gas e dell'energia elettrica risulta essere inelastica rispetto al prezzo, implicando che nelle attuali condizioni di mercato, un incremento del prezzo non causa una riduzione dei volumi acquisiti. Non vi è quindi evidenza statistica tale da attendersi un impatto significativo sul business di ACEA a seguito dell'attuale contesto macroeconomico, e in particolare della crisi dovuta alla guerra in Ucraina per l'anno 2022. Inoltre, al fine di analizzare i possibili impatti sul business di Acea in differenti condizioni macroeconomiche, è stata sviluppa un'analisi multi-scenario da cui emergono possibili perdite di valore solo in alcuni scenari che da un punto di vista statistico non risultano «more likely than not».
17. Concessioni e diritti sull'infrastruttura - € 3.188.477 mila
Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche ed include sostanzialmente:
- i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 102.946 mila),
- l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico (€ 2.983.278 mila), in conformità all'IFRIC12.
Le concessioni si riferiscono per € 83.555 mila al dritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e al diritto derivante dal subentro nella gestione del S.I.I nel territorio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente, alla durata residua della concessione stipulata tra ACEA e Roma Capitale ed alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Completano il saldo la concessione trentennale per la gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 6.449 mila e la concessione di Consorcio Agua Azul per € 12.891 mila.
Gli investimenti del periodo relativi ai Diritti sull'Infrastruttura sono pari ad € 248.797 mila e si riferiscono principalmente ad:
- ACEA Ato2 per € 191.872 mila per gli interventi di ammodernamento, ampliamento e bonifica delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici e degli impianti di depurazione ed agli interventi volti alla riduzione delle perdite idriche;
- ACEA Ato5 per € 12.532 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione;
- GORI per € 22.921 mila, per la sostituzione delle condotte idriche nonché per la manutenzione straordinaria delle opere per il servizio idrico e fognario;
- AdF per € 14.964 mila principalmente dovuto alle manutenzioni straordinarie e ottimizzazione di reti/impianti e a nuove opere;
- SII per € 6.408 mila principalmente per l'ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture, nonché per il riordino e miglioramento del sistema di raccolta e trattamento dei reflui. Si rileva inoltre la costruzione del nuovo depuratore presso il Comune di Alviano.
18. Immobilizzazioni immateriali - € 388.708
La voce presenta un valore netto contabile al 30 Giugno 2022 pari ad € 388.708 mila e può essere rappresentata come segue:
| € migliaia | Diritti di brevetto | Altre immobilizzazioni immateriali |
Contract Cost | Immobilizzazioni in corso e acconti |
Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Valore netto iniziale | 203.466 | 131.729 | 46.107 | 30.305 | 411.607 |
| Ammortamenti e Riduzioni di valore | (29.545) | (11.191) | (9.750) | 0 | (50.486) |
| Attività Destinate alla Vendita | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Investimenti / Acquisizioni | 31.385 | 9.354 | 460 | 10.121 | 51.320 |
| Dismissioni / Alienazioni | (28) | (71) | 0 | (86) | (184) |
| Variazione area di consolidamento | 31 | 5.444 | 0 | (5.452) | 23 |
| Altri movimenti | 4.368 | (28.687) | 12.700 | (11.953) | (23.571) |
| Valore netto finale | 209.677 | 106.579 | 49.517 | 22.936 | 388.708 |
La voce registra una diminuzione di € 22.898 mila, derivante dagli effetti contrapposti degli investimenti di periodo (€ 51.320 mila), gli ammortamenti e riduzioni di valore (€ 50.486 mila) e gli altri movimenti e riclassifiche (€ 23.571 mila) che afferiscono in via principale all'entrata in esercizio delle immobilizzazoni in corso.
Gli investimenti del periodo sono principalmente riconducibili:
- ad areti per € 15.205 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione e per l'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura;
- ad Acea Energia per € 17.716 mila si riferiscono per la maggior parte al costo di acquisizione di nuovi clienti ai sensi dell'IFRS15 e alle importanti migliorie dei sistemi di supporto alla gestione dei processi legati alle attività di Contact Center e di analisi e monitoraggio della marginalità sui clienti;
- alla Capogruppo per € 10.611 mila per l'acquisto e l'implementazione di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche.
19. Diritto d'uso - € 52.741 mila
In tale voce sono ricompresi i diritti d'uso sui beni altrui che sono rilevati come attività in leasing e ammortizzati lungo la durata dei contratti in linea con quanto previsto dallo standard internazionale IFRS16. Alla data del 30 Giugno 2022 il valore netto contabile di tali attività è pari ad € 52.741 mila e la natura di tali attività può essere rappresentata come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Terreni e fabbricati | 36.499 | 36.415 | 83 | 0,2% |
| Autovetture e autoveicoli | 5.630 | 6.154 | (524) | (8,5%) |
| Macchinari e attrezzature | 8.590 | 8.599 | (9) | (0,1%) |
| Cabine di distribuzione | 1.883 | 1.864 | 20 | 1,1% |
| Altro | 139 | 63 | 76 | 119,7% |
| Totale | 52.741 | 53.096 | (355) | (0,7%) |
Si espone di seguito il valore contabile delle attività consistenti nel diritto di utilizzo al 30 Giugno 2022 per ogni classe di attività sottostante con la relativa movimentazione del periodo:
| € migliaia | Terreni e fabbricati |
Autovetture e autoveicoli |
Macchinari e attrezzature |
Cabine di distribuzione |
Altro | Totale |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Saldi di apertura | 36.415 | 6.154 | 8.599 | 1.864 | 63 | 53.096 |
| Acquisizioni | 0 | 15 | 766 | 0 | 0 | 781 |
| Nuovi contratti | 3.626 | 1.410 | 916 | 143 | 251 | 6.346 |
| Remeasurement | (342) | 170 | 466 | (6) | (130) | 158 |
| Ammortamento | (3.201) | (2.120) | (2.156) | (117) | (45) | (7.639) |
| Totale | 36.499 | 5.630 | 8.590 | 1.883 | 139 | 52.741 |
Per quanto attiene le opzioni di proroga o risoluzione si fa presente che per le attività regolate, in relazione ai contratti funzionali alle attività in concessione, il termine di rinnovi contrattuali stimato risulta l'anno di fine della concessione stessa. Non sono, inoltre, presenti garanzie su valore residuo, pagamenti variabili e leasing non ancora sottoscritti, di importo significativo, per i quali il Gruppo si è impegnato.
Infine, si fa presente che i costi relativi ai leasing di breve periodo e alle attività di modesto valore sono rilevati, in linea con quanto richiesto dall'IFRS16 e in continuità con i precedenti esercizi, nella voce di conto economico "godimento beni di terzi".
20. Partecipazioni in controllate non consolidate e collegate - € 357.848 mila
| € migliaia | 31/12/2021 | Variazione area di consolidamento |
Plus/Minus da valutazione a PN |
Increment/Decremento per dividendi |
Differenze di cambio da conversione |
OCI | Altre Variazioni /Riclassifiche |
30/06/2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gruppo Acque | 107.651 | 0 | 6.578 | 1.564 | 0 | 1.450 | 1.978 | 119.222 |
| GEAL | 8.063 | 0 | 1.105 | 0 | 0 | 18 | 76 | 9.262 |
| Nuove acque e Intesa Areatina |
12.871 | 0 | 232 | (323) | 0 | 87 | (29) | 12.838 |
| Publiacqua | 110.455 | 0 | 4.726 | (2.345) | 0 | 113 | 1.309 | 114.258 |
| Umbra Acque | 21.225 | 0 | 1.287 | 132 | 0 | 1.380 | 269 | 24.292 |
| Ingegnerie Toscane | 13.478 | 0 | 357 | (2.379) | 0 | 38 | (2.568) | 8.925 |
| Energia | 12.920 | 0 | 265 | 0 | 0 | 0 | 0 | 13.185 |
| Belaria | 0 | (58) | 58 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Picena Ambiente | 3.088 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3.088 |
| AE Sun Capital | 0 | 12.179 | 1.184 | 0 | 0 | 1.295 | 404 | 15.062 |
| Romeo Gas | 0 | 35.800 | 228 | 0 | 0 | 0 | 0 | 36.028 |
| Aguazul Bogotà | 1.022 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (128) | 894 |
| Altre partecipazioni | 1.466 | 0 | 404 | 0 | 0 | 0 | (1.075) | 794 |
| Totale Partecipazioni | 292.239 | 47.921 | 16.423 | (3.351) | 0 | 4.382 | 235 | 357.848 |
Le variazioni intervenute nel corso del periodo si riferiscono principalmente alle valutazioni relative alle aziende consolidate con il metodo del patrimonio netto che determinano effetti positivi a Conto Economico per complessivi € 16.423 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza principalmente nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" e per la restante parte nella
voce "Oneri/Proventi da partecipazione". La restante variazione è imputabile alla variazione di perimetro per il consolidamento ad equity a partire da fine marzo 2022 di AE Sun Capital e di Romeo Gas da aprile 2022 a seguito dell'accordo nell'ambito della cessione da parte di A2A di concessioni per il servizio di distribuzione del gas naturale.
| € migliaia 30/06/2022 |
Attività non correnti |
Attività correnti |
Passività non correnti |
Passività correnti |
Ricavi | Valutazione società a patrimonio netto |
Posizione Finanziaria Netta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Acque | 245.973 | 37.164 | (127.027) | (40.947) | (38.909) | (6.365) | (93.893) |
| AE Sun Capital | 81.218 | 2.127 | (54.054) | (17) | 0 | 170 | (50.849) |
| KT4 | 4.471 | 3.070 | (4.370) | (1.257) | (730) | (267) | (3.599) |
| Intesa Aretina | 13.188 | 308 | 0 | (96) | 0 | 233 | 192 |
| Belaria | 1.229 | 415 | (1.360) | (240) | (357) | (70) | (1.320) |
| Ecomed | 3 | 361 | (20) | (420) | 0 | 0 | 157 |
| Energia | 4.762 | 2.602 | 0 | (1.043) | (846) | (265) | 1.776 |
| Euroline 3 | 820 | 193 | (796) | (167) | (111) | (18) | (743) |
| Fergas Solar | 10.022 | 453 | (1.076) | (123) | (481) | (91) | (1.057) |
| Geal | 19.830 | 6.539 | (9.639) | (7.074) | (6.502) | (1.105) | (5.103) |
| Acea Green | 3.198 | 927 | 0 | (378) | (661) | (153) | 370 |
| IFV-Energy | 1.149 | 445 | (1.017) | (164) | (144) | (36) | (714) |
| Ingegnerie Toscane | 1.507 | 8.807 | (528) | (4.352) | (4.517) | (357) | (8) |
| JB Solar | 1.370 | 305 | (20) | (211) | (131) | (25) | 109 |
| M2D | 817 | 314 | (821) | (96) | (89) | (17) | (703) |
| Marche Solar | 914 | 339 | (988) | (100) | (122) | (25) | (813) |
| Nuove Acque | 17.493 | 6.526 | (7.621) | (3.098) | (5.005) | (466) | (3.332) |
| PF Power of Future | 2.082 | 650 | (2.339) | (237) | (218) | (53) | (1.972) |
| PSL | 903 | 132 | (152) | (49) | (94) | 5 | (99) |
| Publiacqua | 223.471 | 52.922 | (93.981) | (66.793) | (53.750) | (4.726) | (72.572) |
| Romeo Gas S.p.A. | 28.103 | 1.474 | (352) | (2.555) | (1.404) | (228) | (710) |
| Acque Servizi | 825 | 8.994 | (911) | (5.095) | (5.445) | (213) | (1.786) |
| Solaria Real Estate | 15.045 | 4.655 | (12.628) | (1.440) | (1.900) | (295) | (9.880) |
| Solarplant | 322 | 409 | (38) | (81) | (128) | (32) | 238 |
| Acea Sun Capital | 57.659 | 1.370 | (56.669) | (526) | 0 | (287) | (27.515) |
| Trinovolt | 1.715 | 969 | 0 | (2.415) | (214) | (50) | (1.440) |
| Umbra Acque | 71.822 | 11.993 | (44.479) | (16.571) | (20.537) | (1.287) | (21.140) |
| Totale | 809.911 | 154.461 | (420.886) | (155.547) | (142.295) | (16.020) | (296.405) |
| € migliaia 31/12/2021 |
Attività non correnti |
Attività correnti |
Passività non correnti |
Passività correnti |
Ricavi | Valutazione società a patrimonio netto |
Posizione Finanziaria Netta |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Acque | 239.699 | 34.904 | (128.900) | (40.174) | (76.549) | (8.920) | (90.064) |
| Intesa Aretina | 12.232 | 279 | 0 | (59) | 0 | 369 | 205 |
| Belaria | 3.228 | 856 | (3.535) | (412) | (747) | (664) | (3.250) |
| Ecomed | 3 | 361 | (20) | (420) | 0 | 14 | 157 |
| Energia | 4.973 | 1.504 | 0 | (493) | (1.635) | (271) | 1.154 |
| Geal | 20.461 | 5.757 | (10.773) | (6.888) | (9.562) | (206) | (4.904) |
| Ingegnerie Toscane | 1.614 | 11.627 | (611) | (5.180) | (11.980) | (3.432) | (1.139) |
| Nuove Acque | 17.907 | 5.857 | (7.799) | (2.895) | (9.591) | (1.109) | (3.799) |
| Publiacqua | 234.879 | 53.942 | (129.806) | (46.308) | (105.261) | (4.734) | (76.312) |
| Acque Servizi | 777 | 8.262 | (872) | (4.152) | (11.235) | (502) | (671) |
| Umbra Acque | 68.648 | 11.476 | (45.290) | (14.857) | (33.875) | (1.593) | (21.995) |
| Equity | 604.423 | 134.824 | (327.606) | (121.838) | (260.434) | (21.048) | (200.618) |
21. Altre partecipazioni - € 3.004 mila
Ammontano ad € 3.004 mila (erano € 2.980 mila al 31 Dicembre 2021) e sono composte da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto.
22. Imposte differite attive - € 208.870 mila
Le imposte differite attive, al netto del fondo imposte differite, al 30 Giugno 2022 ammontano ad € 208.870 mila (€ 202.606 mila al 31 Dicembre 2021).
Le imposte differite attive si compongono in via principale per le seguenti fattispecie: i) € 36.967 mila relativamente ai fondi rischi aventi rilevanza fiscale (€ 36.854 mila al 31 Dicembre 2021); ii) € 130.823 mila agli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali (€ 129.434 mila al 31 Dicembre 2021); iii) € 69.965 mila alla svalutazione dei crediti (€ 68.367 mila al 31 Dicembre 2021); iv) € 11.845 mila ai piani a benefici definiti e a contribuzione definita (€ 11.097 mila al 31 Dicembre 2021); v) € 10.453 mila alle valutazioni al fair value di commodities ed altri strumenti finanziari (€ 10.008 mila al 31 Dicembre 2021).
Il fondo imposte differite accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni ammortizzabili e quelle fiscali per € 48.886 mila, i piani a benefici definiti e a contribuzione definita per € 26.247 mila e infine alle valutazioni al fair value di commodities ed altri strumenti finanziari per € 10.151 mila.
Concorrono alla movimentazione di periodo della voce gli utilizzi per € 9.349 mila e gli accantonamenti per € 20.225 mila. La tabella che segue dettaglia i movimenti intervenuti nella voce in commento.
| € migliaia | 31/12/2021 | Variazione area di consolidamento |
Rettifiche /Riclassifiche |
Movimentazioni a Patrimonio Netto |
Utilizzi | Accantonamen ti IRES/IRAP |
30/06/2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Imposte anticipate | |||||||
| Perdite fiscali | 105 | 0 | (0) | 0 | 0 | 7.413 | 7.517 |
| Compensi membri CdA | 45 | 0 | 0 | 0 | 0 | 9 | 54 |
| Fondi per rischi ed oneri | 36.854 | 0 | (0) | (0) | (1.674) | 1.788 | 36.967 |
| Svalutazione crediti e partecipazioni | 68.367 | 57 | (47) | 11 | (1.722) | 3.299 | 69.965 |
| Ammortamenti | 129.434 | 2 | (2) | 971 | (5.774) | 6.193 | 130.823 |
| Piani a benefici definiti e a contribuzione definita |
11.097 | 181 | 123 | 821 | (580) | 203 | 11.845 |
| Fair value commodities e altri strumenti finanziari |
10.008 | 0 | 0 | 446 | 0 | 0 | 10.453 |
| Altre | 58.403 | 1 | (1) | 912 | (3.748) | 4.268 | 59.835 |
| Totale | 314.312 | 242 | 72 | 3.161 | (13.499) | 23.173 | 327.461 |
| Imposte differite | |||||||
| Ammortamenti | 48.765 | 337 | (236) | 1.101 | (3.725) | 2.645 | 48.886 |
| Piani a benefici definiti e a contribuzione definita |
22.687 | 289 | (289) | 3.412 | (20) | 168 | 26.247 |
| Fair value commodities e altri strumenti finanziari |
10.615 | 0 | 0 | 0 | (465) | 0 | 10.151 |
| Altre | 29.640 | 0 | 0 | 3.472 | 61 | 134 | 33.306 |
| Totale | 111.707 | 626 | (525) | 7.985 | (4.149) | 2.947 | 118.591 |
| Netto | 202.606 | (384) | 597 | (4.824) | (9.349) | 20.225 | 208.870 |
Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziate.
23. Attività finanziarie non correnti - € 18.257 mila
Ammontano a € 18.257 mila (€ 22.549 mila al 31 Dicembre 2021) e registrano un decremento pari ad € 4.292 mila in prevalenza imputabile alla Capogruppo in relazione ai crediti verso Roma Capitale che afferiscono agli investimenti del servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre il semestre 2021, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.
24. Altre attività non correnti - € 605.534 mila
Le altre attività non correnti al 30 Giugno 2022 risultano composte come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti diversi | 2.259 | 1.809 | 449 | 24,8% |
| Crediti per anticipi e depositi | 1.216 | 948 | 268 | 28,3% |
| Crediti Diversi, Crediti v/Controllate | 31 | 31 | 0 | 0 |
| Crediti a lungo termine per conguagli tariffari | 445.499 | 443.001 | 2.499 | 0,6% |
| Crediti a lungo termine per Regulatory Lag | 142.378 | 116.712 | 25.665 | 22,0% |
| Ratei/Risconti Attivi | 14.152 | 13.564 | 588 | 4,3% |
| Altre attività | 605.534 | 576.065 | 29.469 | 5,1% |
In tale voce sono inoltre ricompresi i crediti a lungo termine per conguagli tariffari per € 445.499 mila (€ 443.001 mila al 31 Dicembre 2021) delle società idriche mentre € 142.378 mila (€ 116.712 mila al 31 Dicembre 2021) sono la quota a lungo dei crediti iscritti in Areti per il regulatory lag.
Attività correnti
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Rimanenze | 97.740 | 86.406 | 11.334 | 13,1% |
| Crediti Commerciali | 1.143.284 | 1.071.644 | 71.641 | 6,7% |
| Altre Attività Correnti | 460.634 | 387.813 | 72.821 | 18,8% |
| Attività per Imposte Correnti | 30.492 | 24.183 | 6.310 | 26,1% |
| Attività Finanziarie Correnti | 526.166 | 407.944 | 118.222 | 29,0% |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 625.596 | 680.820 | (55.224) | (8,1%) |
| Attività correnti | 2.883.913 | 2.658.809 | 225.104 | 8,5% |
25. Rimanenze - € 97.740 mila
La voce rimanenze ammonta ad € 97.740 mila (€ 86.406 mila al 31 Dicembre 2021) e presenta un incremento pari ad € 11.334 mila, imputabile in prevalenza a SIMAM (€ 4.377 mila), Acea Innovation (€ 3.111 mila), areti (€ 2.857 mila) e Acea Produzione (€ 1.194 mila).
26. Crediti commerciali - € 1.143.284 mila
Ammontano a € 1.143.284 mila e registrano un aumento di € 71.641 mila rispetto al 31 Dicembre 2021 che chiudeva con un ammontare di € 1.071.644. Di seguito il dettaglio della voce:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso Clienti | 1.070.611 | 1.027.007 | 43.605 | 4,2% |
| Crediti verso Controllante | 61.197 | 34.472 | 26.725 | 77,5% |
| Crediti verso Controllate e Collegate | 11.476 | 10.165 | 1.311 | 12,9% |
| Crediti Commerciali | 1.143.284 | 1.071.644 | 71.641 | 6,7% |
Crediti verso clienti
Ammontano ad € 1.070.611 mila in aumento di € 43.605 mila rispetto al 31 Dicembre 2021 e si possono rappresentare come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso utenti per fatture emesse | 378.024 | 366.332 | 11.692 | 3,2% |
| Crediti verso utenti per fatture da emettere | 509.035 | 503.261 | 5.774 | 1,1% |
| Crediti verso clienti non utenti | 183.493 | 157.355 | 26.138 | 16,6% |
| Altri crediti e attività correnti | 59 | 59 | 0 | 0 |
| Crediti verso Clienti | 1.070.611 | 1.027.007 | 43.605 | 4,2% |
I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che al 30 Giugno 2022 ammonta ad € 598.808 mila e si incrementa di € 3.635 mila rispetto all'esercizio precedente principalmente per l'effetto derivante dagli utilizzi di periodo e dai minori accantonamenti dovuti anche agli effetti delle operazioni di cessioni dei crediti not performing che ammontano al 30 Giugno 2022 ad € 19.264 mila. Di seguito è illustrato l'andamento dei crediti al lordo e al netto del fondo svalutazione crediti.
| 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Crediti Lordi |
Fondo Svalutazione |
Credito Netto |
Crediti Lordi |
Fondo Svalutazione |
Credito Netto |
Crediti Lordi |
Fondo Svalutazione |
Credito Netto |
|
| Ambiente | 82.830 | (4.458) | 78.373 | 73.335 | (4.762) | 68.573 | 9.495 | 304 | 9.799 |
| Corporate | 2.947 | (2.124) | 823 | 2.793 | (2.124) | 669 | 153 | 0 | 153 |
| Commerciale & Trading | 480.040 | (162.684) | 317.356 | 479.144 | (173.095) | 306.048 | 897 | 10.412 | 11.308 |
| Estero | 32.540 | (21.163) | 11.377 | 26.478 | (18.341) | 8.137 | 6.062 | (2.822) | 3.240 |
| Generazione | 27.733 | (5.893) | 21.841 | 25.162 | (5.893) | 19.269 | 2.572 | 0 | 2.572 |
| Idrico | 812.454 | (312.168) | 500.285 | 782.980 | (301.359) | 481.620 | 29.474 | (10.809) | 18.665 |
| Ingegneria e Servizi | 12.533 | (1.096) | 11.436 | 9.537 | (1.073) | 8.464 | 2.995 | (23) | 2.973 |
| Infrastrutture Energetiche |
218.343 | (89.222) | 129.121 | 222.751 | (88.525) | 134.226 | (4.408) | (697) | (5.105) |
| Totale | 1.669.419 | (598.808) | 1.070.611 | 1.622.179 | (595.173) | 1.027.007 | 47.240 | (3.635) | 43.605 |
Ambiente
Ammontano complessivamente ad € 78.373 mila e aumentano € 9.799 mila rispetto al 31 Dicembre 2021. L'incremento è in gran parte imputabile alla variazione di perimetro (+ € 4.121 mila).
Commerciale e Trading
Ammontano ad € 317.356 mila e sono generati principalmente dalla vendita dell'energia elettrica ai clienti del mercato tutelato e libero e dalla vendita del gas. La variazione in aumento rispetto al 31 Dicembre 2021 è pari ad € 11.308 mila, principalmente imputabile ad Acea Innovation (+ € 8.207 mila) e Acea Energia (+ € 6.221 mila) parzialmente compensata dalla riduzione dei crediti iscritti in Cesap vendita gas (- € 2.139 mila). Nel corso del primo semestre 2022 sono stati ceduti pro-soluto crediti di Acea Energia per un ammontare complessivo pari a € 245.638 mila.
Estero
Ammontano complessivamente a € 11.377 mila e registrano un incremento influenzato in parte dall'effetto cambio, rispetto al 31 Dicembre 2021, per € 3.240 mila.
Idrico
Ammontano complessivamente a € 500.285 mila e presentano un incremento di € 18.665 mila rispetto al 31 Dicembre 2021. La variazione in aumento è imputabile a Gori (+ € 14.064 mila), ACEA Ato2 (+ € 2.404 mila) ACEA Ato5 (+ € 2.272 mila). Nel corso del periodo sono stati ceduti pro-soluto crediti di ACEA Ato2 per un ammontare complessivo pari a € 188.772 mila, e crediti di GORI per € 4.519 mila.
Infrastrutture Energetiche
Si attestano ad € 129.121 mila con una riduzione di € 5.105 mila rispetto al 31 Dicembre 2021; la variazione è attribuibile quasi interamente ad Areti. Nel corso del primo semestre 2022 sono stati ceduti pro-soluto crediti di areti per un ammontare complessivo pari a € 173.481 mila di cui € 100.725 mila verso la Pubblica Amministrazione.
Generazione
Ammontano complessivamente a € 21.841 mila in aumento di € 2.572 mila rispetto al 31 Dicembre 2021. La variazione è imputabile in prevalenza ad Ecogena per € 1.586 mila e Acea Produzione per € 913 mila.
Ingegneria e Servizi
Ammontano complessivamente a € 11.436 mila con un decremento rispetto al 31 Dicembre 2021 di € 2.973 mila imputabile principalmente a SIMAM (+ € 1.924 mila).
Capogruppo
Ammontano complessivamente a € 823 mila e crescono di € 153 mila rispetto al 31 Dicembre 2021.
Crediti verso controllante Roma Capitale
In merito ai rapporti con Roma Capitale al 30 Giugno 2022 il saldo netto, risulta a debito per il Gruppo per € € 86.907 mila (al 31 Dicembre 2021 il saldo a debito risultava pari ad € 32.177 mila).
Per quanto riguarda i crediti commerciali e finanziari si registra un incremento complessivo rispetto al precedente esercizio di € 38.771 mila principalmente dovuto da un lato dalla maturazione del periodo e dall'altro dagli incassi. Di seguito si elencano le principali variazioni dell'anno:
- maggiori crediti riferiti ad ACEA Ato2 per somministrazione di acqua per € 26.546 mila;
- maggiori crediti riferiti al servizio di Illuminazione Pubblica per € 23.097 mila;
- incasso/compensazione di crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica per € 11.048 mila.
Per quanto riguarda i debiti si registra un incremento di € 93.500 mila rispetto al precedente esercizio; di seguito si riportano le principali variazioni del periodo:
- maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi di ACEA per l'anno 2021 per € 92.319 mila;
-
maggiori debiti per l'iscrizione dei dividendi di ACEA Ato2per l'anno 2021 per € 2.596 mila;
-
maggiori debiti per l'iscrizione della quota maturata per il periodo relativa al canone di concessione di ACEA Ato2 per € 13.169 mila;
- pagamento/compensazione dei dividendi azionari di ACEA dell'anno 2018 e 2019 per complessivi per € 11.048 mila;
- pagamento del debito di areti per la Cosap riferita agli anni 2017, 2018 e 2021 per complessivi € 4.939 mila.
Nel corso del semestre areti ha pagato debiti correnti maturati nel periodo di osservazione per licenze su scavi stradali verso i Municipi di Roma Capitale per un ammontare complessivo di € 8.589 mila oltre che la Cosap relativa all'anno in corso per € 1.688 mila per i precedenti esercizi per € 4.939 mila (riferita agli anni 2017, 2018 e 2021).
Si segnala, che a luglio 2022, ACEA ha corrisposto a Roma Capitale il 50% della quota dei dividendi 2021 pari ad € 46.160 mila come da accordi con Roma Capitale stessa.
Relativamente alle operazioni di compensazioni/pagamenti del periodo di seguito si riporta il dettaglio di quanto avvenuto nel corso del primo semestre 2022:
- Aprile 2022; compensazione crediti per € 3.636 mila relativi a lavori connessi al servizio di Illuminazione Pubblica, in contropartita dei dividendi azionari di ACEA relativi al dividendo maturato nell'anno 2019;
- Maggio 2022: compensazione crediti per € 7.412 mila relativi al servizio di Illuminazione Pubblica per corrispettivi IP periodi ottobre-dicembre 2021 in contropartita ACEA relativi al dividendo maturato nell'anno 2019.
Si fa inoltre presente che nel mese di luglio sono state autorizzate due compensazioni per complessivi € 31.377 mila, come da dettaglio seguente:
- con Ato2: crediti per utenza e canone di concessione per € 16.043 mila;
- con ACEA: per crediti di Illuminazione Pubblica e dividendi azionari per € 15.335 mila.
Si ricorda che nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale, è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite Creditorie e Debitorie verso Roma Capitale. Le società del Gruppo principalmente interessate sono Acea e Acea Ato2. A valle di diversi incontri e corrispondenze, in data 22 Febbraio 2019 il Dipartimento Tecnico del Comune (SIMU) incaricato della gestione dei contratti verso il Gruppo Acea ha comunicato diverse contestazioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali contestazioni sono state integralmente respinte dalle società del Gruppo.
Al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze nel corso del 2019 è stato istituito un apposito Comitato Tecnico paritetico con il Gruppo Acea. A valle di numerosi incontri in data 18 ottobre 2019, il Comitato Tecnico paritetico ha redatto un verbale di chiusura lavori dando evidenza delle risultanze emerse e proponendo un favorevole riavvio dell'ordinaria esecuzione dei reciproci obblighi intercorrenti tra il Gruppo Acea e Roma Capitale. Le parti, come primo adempimento successivo la chiusura dei lavori, si sono attivate nel dare esecuzione alle risultanze emerse dal tavolo di conciliazione ricominciando l'attività di reciproca liquidazione delle rispettive partite creditorie e debitorie. Nell'anno 2020 sono stati chiusi complessivamente nel Gruppo € 33,3 milioni di crediti riferiti al Verbale sopra citato.
Nel 2021 è stato istituito un nuovo Tavolo Tecnico per l'Illuminazione Pubblica composto da Acea e Roma Capitale con l'intento di proseguire la risoluzione di tematiche ostative alla liquidazione dei crediti. In esito a tali lavori Roma Capitale ha liquidato ad ACEA SPA crediti di Illuminazione Pubblica pari ad € 75.290 mila tramite compensazioni.
Per il contratto di Illuminazione Pubblica a fine 2020 si è palesata una posizione della AGCM circa la legittimità del contratto in essere tuttora fonte di verifiche, lavori e approfondimenti congiunti. Da tale provvedimento sono emersi, tra l'altro, verifiche anche in ordine alla congruità dei prezzi applicati. A febbraio 2021 a valle dei citati riscontri e lavori, Roma Capitale si è espressa nei termini di assoluta congruità e convenienza delle condizioni economiche in essere rispetto a parametri CONSIP.
Nel primo semestre 2022 nelle more della conclusione e definizione di tali aspetti Acea ha continuato regolarmente a svolgere il servizio di Illuminazione Pubblica provvedendo anche alla fatturazione e in parte anche all'incasso da Roma Capitale.
Sempre nel corso del 2021 sono proseguiti tra Acea Ato2 e Roma Capitale (Dipartimento SIMU) i lavori di conciliazione e, a dicembre scorso, si è addivenuti ad una Relazione Tecnica congiunta sottoscritta da Roma Capitale e Acea Ato2 che ha sostanzialmente superato e risolto le contestazioni alla base del Tavolo Tecnico del 2019. Con tale accordo si è proceduto alla cancellazione dei crediti oggetto di analisi mediante l'utilizzo del fondo di svalutazione all'uopo accantonato. L'operazione ha ridotto crediti e fondo per circa € 7,4 milioni.
La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.
| Crediti verso Roma Capitale | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione |
|---|---|---|---|
| A) | B) | A) - B) | |
| Crediti per utenze | 56.862 | 30.427 | 26.435 |
| Fondi svalutazione | (1.749) | (1.749) | (0) |
| Totale crediti da utenza | 55.113 | 28.678 | 26.435 |
| Crediti verso Roma Capitale | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione |
|---|---|---|---|
| A) | B) | A) - B) | |
| Crediti per lavori e servizi idrici | 2.323 | 2.325 | (1) |
| Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici | 2.096 | 1.971 | 125 |
| Fondi svalutazione | (2.191) | (2.191) | - |
| Crediti per lavori e servizi elettrici | 4.177 | 3.990 | 187 |
| Crediti lavori e servizi - da emettere | 4 | 25 | (21) |
| Fondi svalutazione | (326) | (326) | - |
| Totale crediti per lavori | 6.084 | 5.793 | 290 |
| Totale crediti commerciali | 61.197 | 34.472 | 26.725 |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse | 118.997 | 117.133 | 1.864 |
| Fondi svalutazione | (30.152) | (30.152) | - |
| Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere | 63.584 | 48.981 | 14.603 |
| Fondi svalutazione | (30.983) | (28.298) | (2.685) |
| Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica | 6.550 | 8.286 | (1.735) |
| Totale crediti illuminazione pubblica | 127.995 | 115.949 | 12.046 |
| Totale Crediti | 189.192 | 150.421 | 38.771 |
| Debiti verso Roma Capitale | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione |
| Debiti per addizionali energia elettrica | (13.153) | (13.153) | 0 |
| Debiti per canone di Concessione | (50.701) | (37.533) | (13.169) |
| Altri debiti | (9.927) | (13.463) | 3.536 |
| Debiti per dividendi | (202.318) | (118.450) | (83.868) |
| Totale debiti | (276.099) | (182.598) | (93.500) |
| Saldo netto credito debito | (86.907) | (32.177) | (54.729) |
Crediti commerciali verso collegate e controllate congiuntamente
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti V/Collegate | 1.867 | 1.542 | 326 | 21,1% |
| Crediti verso controllate congiuntamente | 9.609 | 8.623 | 986 | 11,4% |
| Crediti verso Controllate e Collegate | 11.476 | 10.165 | 1.311 | 12,9% |
I crediti commerciali verso controllate congiuntamente si riferiscono principalmente a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. Tali crediti ammontano complessivamente a € 11.476 mila (+ € 1.311 mila) e la variazione in aumento deriva principalmente dai maggiori crediti vantati da Acea Energia (€ 648 mila) e da Acea Produzione (€ 321 mila) verso le società fotovoltaiche consolidate ad equity a partire da aprile 2022 (si rinvia al paragrafo sull'IFRS5 per maggiori informazioni).
27. Altre attività correnti - € 460.634 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso altri | 314.881 | 292.288 | 22.593 | 7,7% |
| Ratei e risconti attivi | 39.084 | 23.847 | 15.237 | 63,9% |
| Strumenti derivati attivi su commodities | 106.669 | 71.678 | 34.991 | 48,8% |
| Altre Attività Correnti | 460.634 | 387.813 | 72.821 | 18,8% |
Crediti verso altri
Ammontano complessivamente a € 314.881 mila e si compongono come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti verso Cassa Conguaglio per Perequazione Energia |
91.689 | 95.887 | (4.198) | (4,4%) |
| Crediti verso Cassa Conguaglio per CT da annullamento |
8.229 | 6.667 | 1.563 | 23,4% |
| Altri Crediti verso Cassa Conguaglio | 21.472 | 6.451 | 15.021 | n.s. |
| Crediti per contributi regionali | 2.514 | 2.514 | 0 | 0 |
| Crediti verso Equitalia | 122 | 122 | 0 | 0 |
| Depositi cauzionali | 4.744 | 3.803 | 941 | 24,7% |
| Crediti verso istituti previdenziali | 1.710 | 3.134 | (1.424) | (45,4%) |
| Crediti da cessioni individuali | 2.215 | 2.190 | 26 | 1,2% |
| Crediti per anticipi fornitori | 15.878 | 9.625 | 6.253 | 65,0% |
| Crediti verso Comuni | 10.913 | 10.813 | 100 | 0,9% |
| Crediti verso Factor per cessione | (920) | (840) | (80) | 9,6% |
| Crediti per Certificati Verdi maturati | 5.151 | 6.975 | (1.825) | (26,2%) |
| Crediti verso AATO | 9.050 | 5.058 | 3.992 | 78,9% |
| Crediti verso dipendenti | 42 | 49 | (7) | (13,9%) |
| Crediti verso Cessionario Area Laurentina | 0 | 6.446 | (6.446) | (100,0%) |
| Crediti per anticipi dipendenti | 503 | 616 | (113) | (18,3%) |
| Altri Crediti Tributari | 38.038 | 36.177 | 1.861 | 5,1% |
| Altri Crediti | 103.532 | 96.602 | 6.930 | 7,2% |
| Crediti verso altri | 314.881 | 292.288 | 22.593 | 7,7% |
La variazione in aumento per € 22.593 mila deriva i) dall'incremento dei crediti verso Cassa Conguaglio (€ 15.021 mila) imputabili ad areti e riconducibili in parte all'effetto del Bonus Sociale elettrico, previsto e regolato dall'Autorità, che ha comportato l'iscrizione di un credito verso la Cassa per i servizi energetici e ambientali per le componenti CCE e CCF; ii) dai maggiori anticipi a fornitori (€ 6.253 mila) imputabili in prevalenza ad Acea Innovation (€ 5.284 mila) e derivanti dall'inizio delle attività di energy efficiency; iii) dall'incremento dei crediti verso l'AATO (€ 3.992 mila) imputabili ad SII. Le variazioni in aumento risultano in parte compensate dall'incasso del credito vantato verso Milano '90 per l'area di via Laurentina da parte del terzo pignorato (per maggiori informazioni si rinvia all'informativa contenuta nelle principali vertenze giudiziali) per € 6.446 mila.
Ratei e Risconti attivi
Ammontano a € 39.084 mila (€ 23.847 mila al 31 Dicembre 2021) e si riferiscono principalmente a canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni oltre che alla quota di licenze d'uso di competenza di periodi successivi ed ai canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche.
Strumenti derivati attivi su commodities
Gli strumenti derivati attivi su commodities rappresentano la valutazione dei derivati di copertura sulle commodity, sono interamente riferibili ad Acea Energia e ammontano ad € 106.643 mila in aumento rispetto al 31 Dicembre 2021 di € 34.965 mila per effetto sia alla variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame che per variazione delle quantità coperte.
Per tali operazioni classificate come cash flow hedge, le variazioni di fair value sono state rilevate, limitatamente alla sola quota efficace, in una specifica riserva di patrimonio netto definita "Riserva Cash Flow Hedge" attraverso il conto economico complessivo. Non si registrano variazioni di fair value riferibili alla porzione inefficace da rilevare a conto economico.
Si segnala che tra le "Altre passività correnti" è iscritta la voce "Strumenti derivati passivi su commodities" per € 81.063 mila.
28. Attività per imposte correnti - € 30.492 mila
Ammontano a € 30.492 mila (€ 24.183 mila al 31 Dicembre 2021) e comprendono i crediti IRAP e IRES.
29. Attività finanziarie correnti - € 526.166 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale | 121.445 | 107.664 | 13.781 | 12,8% |
| Crediti finanziari verso controllate e collegate | 21.704 | 2.568 | 19.136 | n.s. |
| Crediti finanziari verso terzi | 380.717 | 295.412 | 85.304 | 28,9% |
| Titoli | 2.300 | 2.300 | 0 | 0 |
| Attività Finanziarie Correnti | 526.166 | 407.944 | 118.222 | 29,0% |
Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale
Ammontano a € 121.445 mila e si riducono di € 13.781 mila rispetto al 31 Dicembre 2021. Tali crediti, rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la gestione del servizio di pubblica illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce Crediti verso controllante Roma Capitale.
Crediti finanziari verso controllate e collegate
Ammontano a € 21.704 mila e si incremento di € 19.136 mila al 31 Dicembre 2021, in prevalenza per l'iscrizione in Acea Produzione del credito residuo verso AE Sun Capital per la cessione della società Acea Sun Capital nell'ambito dell'operazione Energy Box (€ 18.963mila).
Crediti finanziari verso terzi
Ammontano a € 380.717 mila (€ 295.412 mila al 31 Dicembre 2021) e sono composti per € 355.000 mila da linee di deposito a breve termine della Capogruppo (erano € 270.000 mila al 31 Dicembre 2021).
30. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - € 625.596 mila
Il saldo al 30 Giugno 2022 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Poste delle società consolidate è pari a € 625.596 mila. Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Depositi bancari e postali | 608.568 | 666.245 | (57.677) | (8,7%) |
| Assegni | 7.962 | 6.421 | 1.541 | 24,0% |
| Denaro e valori in cassa | 9.066 | 8.154 | 912 | 11,2% |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 625.596 | 680.820 | (55.224) | (8,1%) |
31. Attività non correnti destinate alla vendita - € 18.354 mila
Al 30 Giugno 2022 le "Attività non correnti destinate alla vendita" risultano pari ad € 18.354 mila e si riferiscono alla riclassifica delle attività oggetto di vendita ai sensi dell'IFRS 5, per maggiori informazioni si rinvia all'apposito paragrafo.
Passività
Al 30 Giugno 2022 ammontano € 8.446.490 mila (erano € 8.112.466 mila al 31 Dicembre 2021) e registrano un aumento di € 334.024 mila (+ 4,1%) rispetto all'esercizio precedente e sono composte come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Passività non correnti | 5.501.010 | 5.514.512 | (13.501) | (0,2%) |
| Passività correnti | 2.944.837 | 2.550.553 | 394.285 | 15,5% |
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita |
642 | 47.402 | (46.759) | (98,6%) |
| Totale passività | 8.446.490 | 8.112.466 | 334.024 | 4,1% |
32. Patrimonio netto - € 2.554.394 mila
Il Patrimonio Netto consolidato al 30 Giugno 2022 ammonta a € 2.554.394 mila (€ 2.516.420 mila al 31 Dicembre 2021). Le variazioni intervenute nel corso del periodo sono analiticamente illustrate nella apposita tabella.
Capitale sociale
Ammonta a € 1.098.899 mila rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:
- Roma Capitale: n°108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila;
- Mercato: n°103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.314 mila;
- Azioni Proprie: n°416.993 per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila;
Riserva legale
Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ. e si riferisce alla riserva legale della Capogruppo ed ammonta a € 147.501 mila.
Altre riserve e utili a nuovo
Al 30 Giugno 2022 risultano pari a € 694.736 mila contro € 573.114 mila al 31 Dicembre 2021. La variazione di € 121.621 mila discende, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, principalmente dalla: i) distribuzione dei dividendi della capogruppo per € 180.666 mila; ii) incremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodities per € 10.517 mila; iii) decremento pari a € 1.336 mila delle riserve di utili e perdite attuariali; iv) incremento della riserva cambio per € 10.100 mila. Al 30 Giugno 2022 ACEA ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio – lungo termine. Allo stato attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio – lungo termine basati su azioni.
Patrimonio Netto di Terzi
È pari a € 406.958 mila e registra un aumento di € 14.509 mila. La variazione tra i due periodi posti a confronto, oltre che alla variazione della quota di utile spettante a terzi, è data in prevalenza dalla variazione di perimetro (+ € 838 mila) per come conseguenza dell'esercizio dell'opzione di acquisto di un ulteriore 20% delle quote di Cavallari (- € 3.214 mila), il versamento soci per aumento di capitale sociale di Adistribuzionegas (+ € 2.361 mila), l'allocazione a terzi dell'avviamento inerente l'acquisizione di Meg (+€ 1.151 mila) per il quale si rinvia alla relativa sezione di commento e infine il consolidamento di S.E.R. Plast (+ € 271 mila).
33. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti - € 111.011 mila
Al 30 Giugno 2022 ammonta a € 111.011 mila (€ 120.150 mila al 31 Dicembre 2021) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nel periodo delle passività attuariali:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| TFR | 53.516 | 62.262 | (8.746) | (14,0%) |
| Fondo Pegaso | 40 | 51 | (11) | (21,5%) |
| - Trattamento di Fine Rapporto | 53.556 | 62.313 | (8.757) | (14,1%) |
| Mensilita Aggiuntive | 7.381 | 8.989 | (1.609) | (17,9%) |
| - Mensilità Aggiuntive | 7.381 | 8.989 | (1.609) | (17,9%) |
| Piani LTIP | 1.286 | 858 | 428 | 49,8% |
| - Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) | 1.286 | 858 | 428 | 49,8% |
| Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro | 62.223 | 72.160 | (9.938) | (13,8%) |
| Agevolazione Tariffaria Dipendenti | 5.812 | 6.895 | (1.083) | (15,7%) |
| Agevolazione Tariffaria Dirigenti | 146 | 163 | (17) | (10,7%) |
| Agevolazione Tariffaria Pensionati | 22.407 | 14.526 | 7.881 | 54,3% |
| - Agevolazioni Tariffarie | 28.364 | 21.584 | 6.781 | 31,4% |
| Benefici successivi a rapporto di lavoro | 28.364 | 21.584 | 6.781 | 31,4% |
| Fondo Isopensione | 20.424 | 26.406 | (5.982) | (22,7%) |
| Isopensione | 20.424 | 26.406 | (5.982) | (22,7%) |
| Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti | 111.011 | 120.150 | (9.139) | (7,6%) |
La variazione risente, oltre che dell'accantonamento che in seguito alla riforma del TFR è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 Dicembre 2006, dell'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS19. Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato.
Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per la valutazione.
| Paramentri (€ milioni) | 30/06/2022 | 31/12/2021 |
|---|---|---|
| Tasso di attualizzazione | 3,5 % | 1,0 % |
| Tasso di crescita dei redditi (medio) | 1,6 % | 1,6 % |
| Inflazione di lungo periodo | 2,5 % | 1,8% |
Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.
| Tipologia di piano (€ milioni) | 0,5% | -0,5% |
|---|---|---|
| TFR | - 2,5 | 2,6 |
| Agevolazioni tariffarie | - 0,1 | 0,1 |
| Mensilità aggiuntive | 0,0 | 0,0 |
Inoltre, è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo. Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.
| Tipologia di piano (€ milioni) | -1 anno di età | |||
|---|---|---|---|---|
| TFR | 0,5 | |||
| Agevolazioni tariffarie | - 1,1 | |||
| Mensilità aggiuntive | 0,1 |
34. Fondo rischi ed oneri - € 293.409 mila
Al 30 Giugno 2022 il fondo rischi ed oneri ammonta a € 293.409 mila (€ 193.318 mila al 31 Dicembre 2021) ed è destinato a coprire, tra le altre, le passività probabili che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed
esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.
Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti, che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nell'esercizio, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.
La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso del periodo:
| € milioni | 31/12/2021 | Utilizzi | Accantonamenti | Rilascio per Esubero Fondi |
Riclassifiche / Altri Movimenti |
30/06/2022 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Legale | 16.319 | (2.818) | 2.432 | (1.017) | (393) | 14.524 |
| Fiscale | 7.255 | (487) | 140 | 0 | 0 | 6.908 |
| Rischi regolatori | 30.961 | (40) | 945 | 0 | 0 | 31.866 |
| Partecipate | 7.490 | 0 | 0 | 0 | (51) | 7.439 |
| Rischi contributivi | 1.117 | 0 | 4 | 0 | 3 | 1.123 |
| Franchigie assicurative | 10.863 | (1.044) | 1.497 | 0 | 0 | 11.317 |
| Altri rischi ed oneri | 26.075 | (1.522) | 1.557 | (216) | 503 | 26.397 |
| Totale Fondo Rischi | 100.080 | (5.911) | 6.576 | (1.233) | 61 | 99.575 |
| Esodo e mobilità | 27.493 | (170) | 25 | 0 | 0 | 27.348 |
| Post mortem | 53.149 | (238) | 199 | 0 | 2.543 | 55.652 |
| F.do Oneri verso altri | 12.596 | 0 | 350 | 0 | 2.672 | 15.618 |
| Fondo Imposte Infrannuali | 0 | 0 | 94.139 | 0 | 955 | 95.093 |
| Fondo Oneri di Ripristino | 0 | 0 | 0 | 0 | 123 | 123 |
| Totale Fondo Oneri | 93.238 | (408) | 94.712 | 0 | 6.293 | 193.835 |
| Totale Fondo Rischi ed Oneri | 193.318 | (6.319) | 101.288 | (1.233) | 6.354 | 293.409 |
Si ritiene che dalla definizione del contenzioso in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione. La principale variazione si deve all'iscrizione delle imposte di periodo che vengono accantonate, come previsto dai principi contabili internazionali, in apposito fondo "imposte infrannuali" (€ 94.139 mila).
Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Aggiornamento sulle principali vertenze giudiziali".
35. Debiti e passività finanziarie non correnti - € 4.684.708 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni | 3.837.777 | 4.141.952 | (304.176) | (7,3%) |
| Finanziamenti a medio - lungo termine | 809.001 | 610.298 | 198.703 | 32,6% |
| Debiti finanziari IFRS16 | 37.931 | 39.729 | (1.799) | (4,5%) |
| Debiti e passività finanziarie | 4.684.708 | 4.791.979 | (107.271) | (2,2%) |
I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 30 Giugno 2022 degli strumenti di copertura stipulati che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.
| € migliaia | Strumento coperto |
Fair Value derivato |
30/06/2022 | Strumento coperto |
Fair Value derivato |
31/12/2021 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Obbligazioni | 3.811.232 | 26.544 | 3.837.777 | 4.120.169 | 21.783 | 4.141.952 |
| Finanziamenti a medio – lungo termine | 816.896 | (7.895) | 809.001 | 608.398 | 1.900 | 610.298 |
| Debiti e altre passività finanziarie non correnti | 4.628.129 | 18.649 | 4.646.778 | 4.728.566 | 23.696 | 4.752.263 |
Obbligazioni a medio-lungo termine
Le obbligazioni ammontano a € 3.837.777 mila al 30 Giugno 2022 (€ 4.141.952 mila al 31 Dicembre 2021) e si riferiscono:
€ 599.051 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000 e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 7.810 mila,
- € 496.433 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 2.479 mila,
- € 140.553 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 26.544 mila ammonta a € 167.098 mila. Tale Fair Value è allocata in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 24.565 mila, dello strumento coperto calcolato al 30 Giugno 2022. Il cambio al 30 Giugno 2022 si è attestato a € 142,26 contro € 130,90 del 31 dicembre 2021. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 1.819 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad ACEA, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre ACEA deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di ACEA scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizioni per l'eventuale esercizio dell'opzione;
- € 693.097 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA in data 1° Febbraio 2018 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 5.207 mila.
- € 495.447 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA in data 23 Maggio 2019 della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,75%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 4.339 mila;
- € 496.275 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA in data 29 Gennaio 2020 della durata di 9 anni ad un tasso dello 0,50% a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 1.240 mila,
- € 299.704 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 settembre 2025 e tasso pari a 0%;
- € 590.685 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al Green Bond di nuova emissione con scadenza il 28 luglio 2030 e tasso pari a 0,25%. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 744 mila;
Lo scostamento in diminuzione rispetto al 31 Dicembre 2021 è da imputare per € 299.975 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) alla riclassifica nella posizione a breve termine del prestito obbligazionario emesso dalla Capogruppo in data 1° Febbraio 2018 della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a zero.
€ migliaia Debito Lordo(* FV Strumento di copertura Ratei interessi maturati(** Totale Obbligazioni: Emissione del 2014 598.119 0 15.146 613.265 Private Placement emissione del 2014 140.534 26.544 565 167.643 Emissione del 2016 495.381 0 3.425 498.805 Emissioni del 2018 991.282 0 662 991.944 Emissioni del 2019 494.577 0 935 495.512 Emissioni del 2020 495.643 0 589 496.232 Emissioni del 2021 888.955 0 1.389 890.344 Totale 4.104.492 26.544 22.710 4.153.746
Di seguito si riporta il riepilogo delle obbligazioni comprensivo della quota a breve:
(* ) compreso costo ammortizzato
(** ) compresi ratei su strumenti di copertura
Finanziamenti a medio – lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)
Ammontano complessivamente a € 915.887 mila (€ 705.968 mila al 31 Dicembre 2021) e sono composti da: (i) debito per le quote capitali delle rate scadenti oltre i dodici mesi per € 809.001 mila (€ 610.298 mila al 31 Dicembre 2021), (ii) le quote riferite ai medesimi finanziamenti aventi scadenza nei dodici mesi successivi per € 106.886 mila (al 31 Dicembre 2021 erano € 95.671 mila); tali importi
sono comprensivi della quota dei fair value, complessivamente positivi per € 7.895 mila (erano complessivamente negativi per € 1.900 mila al 31 Dicembre 2021), degli strumenti derivati accesi per coprire il rischio tasso di interesse.
L'incremento si riferisce alla Capogruppo per € 227.151 mila ed è relativo principalmente all'utilizzo di linee di credito committed del prestito BEI sottoscritto il 30 Luglio 2021 ed erogato in due tranche il 13 Giugno 2022 per l'intero ammontare pari ad € 250.000 mila. Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento bancario a medio – lungo termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:
| € migliaia | 30/06/2022 | Entro il 30/06/2023 | Dal 30/06/2023 al 30/06/2027 |
Oltre il 30/06/2027 |
|---|---|---|---|---|
| a tasso fisso | 300.554 | 31.916 | 137.901 | 130.736 |
| a tasso variabile | 452.180 | 64.078 | 165.058 | 223.044 |
| a tasso variabile in cash flow hedge | 163.153 | 10.892 | 89.849 | 62.412 |
| Totale | 915.887 | 106.886 | 392.809 | 416.192 |
I fair value degli strumenti derivati di copertura sono complessivamente positivi per € 7.895 mila (al 31 Dicembre 2021 erano negativi per € 1.900 mila) e sono composti per € 4.104 mila da Gori (al 31 Dicembre 2021 era negativo per € 56 mila), per € 2.525 mila da Acquedotto del Fiora (al 31 Dicembre 2021 era negativo per € 1.933 mila) e per € 1.217 mila da Servizi Idrici Integrati.
I principali debiti finanziari a medio – lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.
In particolare, per il finanziamento stipulato da areti è previsto un financial covenant. A tal proposito si segnala che nelle more della formalizzazione della corretta ed aggiornata interpretazione della metodologia di calcolo del parametro finanziario , Acea e Cassa Depositi e Prestiti hanno convenuto, mediante una Lettera di Consenso firmata in data 18 febbraio 2022, di modificare limitatamente alla Società e non al Consolidato, il valore soglia dello stesso passando dallo 0,65 allo 0,75, con efficacia a partire dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2021 e fino alla scadenza del contratto di finanziamento.
Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo i contratti contengono:
- clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
- clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;
- clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
- obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;
- obblighi di informativa periodica;
- clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.
Si informa che non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant.
Nel seguito si forniscono le indicazioni dei fair value dei debiti finanziari distinti per tipologia di finanziamento e tasso di interesse determinato al 30 Giugno 2022. Il fair value dell'indebitamento a medio e lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted. Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB, si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è 2.
| Finanziamenti: | Costo ammortizzato | FV RISK LESS | Delta | FV RISK ADJUSTED | delta |
|---|---|---|---|---|---|
| (A) | (B) | (A)-(B) | (C ) | (A)-(C ) | |
| Obbligazioni | 4.153.746 | 4.043.317 | 110.429 | 3.859.490 | 294.256 |
| a tasso fisso | 300.554 | 317.604 | (17.050) | 300.355 | 199 |
| a tasso variabile | 452.180 | 423.714 | 28.466 | 400.590 | 51.590 |
| a tasso variabile in cash flow hedge | 163.153 | 181.188 | (18.035) | 173.765 | (10.612) |
| Totale | 5.069.633 | 4.965.823 | 103.810 | 4.734.199 | 335.433 |
Debiti finanziari IFRS16
In tale voce viene rilevato il debito finanziario, quota a lungo, derivante dall'impatto dell'IFRS16 pari ad € 37.930 mila, di cui la quota a breve è pari ad € 14.713 mila. Si espongono di seguito i flussi finanziari ai quali il Gruppo è potenzialmente esposto suddivise per scadenze:
| € migliaia | Entro 12 mesi | Entro 24 mesi | Entro 5 anni | Oltre 5 anni | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| Debiti IFRS16 | 14.713 | 10.084 | 25.157 | 2.689 | 52.643 |
Si fa presente che il debito è attualizzato utilizzando un tasso privo di rischio con una maturity uguale alla durata residua per singolo contratto, più il credit spread assegnato ad Acea da Moody's.
36. Altre passività non correnti - € 411.882 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acconti da utenti e clienti | 171.748 | 167.342 | 4.406 | 2,6% |
| Contributi di allacciamenti idrici ed elettrici | 48.834 | 46.397 | 2.437 | 5,3% |
| Contributi in conto impianti | 147.633 | 152.646 | (5.013) | (3,3%) |
| Ratei e risconti passivi | 43.667 | 42.678 | 989 | 2,3% |
| Altre passività | 411.882 | 409.064 | 2.818 | 0,7% |
Acconti da utenti e clienti
La voce comprende in prevalenza l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del servizio di Maggior Tutela, fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'ARERA (deliberazione n. 204/99).
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Acconti da utenti | 10.244 | 9.277 | 967 | 10,4% |
| Depositi cauzionali utenti | 147.596 | 147.040 | 555 | 0,4% |
| Anticipi da altri clienti | 13.909 | 11.025 | 2.883 | 26,2% |
| Acconti | 171.748 | 167.342 | 4.406 | 2,6% |
La variazione è quasi interamente imputabile ai maggiori anticipi da clienti registrati da SIMAM (+ € 3.086 mila).
Contributi di allacciamento idrici ed elettrici e contributi in conto impianti
I contributi di allacciamento idrici ed elettrici ammontano a € 48.834 mila (€ 46.397 mila 31 Dicembre 2021), mentre i contributi in conto impianto risultano pari ad € 147.633 mila (€ 152.646 mila al 31 Dicembre 2021). I contributi sono iscritti nel passivo annualmente e sono imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversamento viene determinata sulla base della vita utile dell'attività di riferimento.
Passività correnti
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti Finanziari | 679.107 | 285.222 | 393.886 | 138,1% |
| Debiti verso fornitori | 1.668.913 | 1.683.563 | (14.650) | (0,9%) |
| Debiti Tributari | 30.821 | 18.962 | 11.859 | 62,5% |
| Altre passività correnti | 565.996 | 562.806 | 3.190 | 0,6% |
| Passività correnti | 2.944.837 | 2.550.553 | 394.285 | 15,5% |
37. Debiti finanziari - € 679.107 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso banche per linee di credito a breve | 6.275 | 4.800 | 1.475 | 30,7% |
| Debiti verso banche per mutui | 106.886 | 95.671 | 11.215 | 11,7% |
| Obbligazioni a Breve | 315.969 | 15.945 | 300.024 | n.s. |
| Debiti verso controllante Comune di Roma | 204.814 | 120.137 | 84.677 | 70,5% |
| Debiti verso controllate e collegate | 333 | 13 | 321 | n.s. |
| Debiti verso terzi | 30.117 | 34.691 | (4.574) | (13,2%) |
| Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio | 14.713 | 13.965 | 747 | 5,4% |
| Debiti Finanziari | 679.107 | 285.222 | 393.886 | 138,1% |
Debiti verso banche per linee di credito a breve
Ammontano a € 6.275 mila (€ 4.800 mila al 31 Dicembre 2021) ed evidenziano un incremento di € 1.475 mila, prevalentemente attribuibile ad Adistribuzionegas.
Debiti verso banche per mutui
Ammontano ad € 106.886 mila (€ 95.671 mila al 31 Dicembre 2021) e si riferiscono ai debiti verso banche per le quote a breve dei mutui in scadenza entro i dodici mesi successivi. La variazione pari ad € 11.215 è da imputare ad Adistribuzionegas (+ € 7.918 mila) e a SIMAM (+ € 2.107 mila).
Obbligazioni a breve termine
Ammontano ad € 315.969 mila (€ 15.945 mila al 31 Dicembre 2021). L'incremento delle obbligazioni a breve termine è da imputare essenzialmente alla riclassifica nella posizione a breve del Bond della durata di 5 anni emesso da Acea a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) in data I° Febbraio 2018 (scadenza 2023).
Debiti verso controllante Roma Capitale
Ammontano ad € 204.814 mila (€ 120.137 mila al 31 Dicembre 2021) e registrano una variazione in aumento pari ad € 84.677 che deriva principalmente dall'effetto combinato della delibera dei dividendi della Capogruppo, compensati dal pagamento/pagamento dei dividendi del periodo.
Debiti verso terzi
Ammontano a € 30.117 mila (erano € 34.691 mila al 31 Dicembre 2021). La voce è rappresentata come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Azionisti per dividendi | 4.126 | 330 | 3.796 | n.s. |
| Debiti finanziari verso Factor | 15.911 | 27.586 | (11.674) | (42,3%) |
| Altri debiti finanziari | 10.080 | 6.775 | 3.304 | 48,8% |
| Debiti verso terzi | 30.117 | 34.691 | (4.574) | (13,2%) |
Debiti finanziari IFRS 16 entro l'esercizio
Tali debiti, pari ad € 14.713 mila (erano € 13.965 al 31 Dicembre 2021), rappresentano la quota a breve del debito finanziario, al 30 Giugno 2022, iscritto a seguito della applicazione dello standard internazionale IFRS16. Per ulteriori informazioni si rinvia alla nota 35.
38. Debiti verso fornitori - € 1.668.913 mila
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso fornitori | 1.591.674 | 1.614.938 | (23.265) | (1,4%) |
| Debiti verso Controllante | 71.285 | 62.462 | 8.823 | 14,1% |
| Debiti verso Controllate e Collegate | 5.955 | 6.163 | (208) | (3,4%) |
| Debiti verso fornitori | 1.668.913 | 1.683.563 | (14.650) | (0,9%) |
Debiti verso fornitori
I debiti verso fornitori ammontano a € 1.591.674 mila. Il decremento, pari a € 23.265 mila, è imputabile in via principale ad areti (€ 13.401 mila). Si fa presente che nel corso del primo semestre 2022 si è proceduto a riclassificare il debito residuo verso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (€ 22.800 mila) nelle Altre passività correnti. Si è provveduto altresì a rendere comparabile il precedente esercizio.
Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere a propria discrezione, i crediti vantati verso la società ad un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.
In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della modifica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con quanto previsto dallo IAS39 AG62. In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazione, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività commerciali.
Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale
Ammontano a € 71.285 mila (€ 62.462 mila al 31 Dicembre 2021) e sono commentati unitamente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 26 della presente nota.
Debiti commerciali verso imprese controllate e collegate
I debiti commerciali verso controllate e collegate risultano pari ad € 5.955 mila (€ 6.163 mila al 31 Dicembre 2021) ed includono i debiti verso le società consolidate a patrimonio netto.
39. Debiti tributari - € 30.821 mila
Ammontano a € 30.821 mila (€ 18.962 mila al 31 Dicembre 2021) ed accolgono il debito fiscale relativamente all'IRAP e all'IRES. La variazione in aumento pari ad € 11.859 mila è riconducile al debito per contributo solidaristico straordinario ex art. 37 del DL 21/2022 non ancora versato (€ 17.107 mila) che rappresenta il 60% dell'imposta da versare a novembre 2022. Si informa, infatti, che il 40% è stato regolarmente versato entro il 30 Giugno 2022.
40. Altre passività correnti - € 565.996 mila
Ammontano ad € 565.996 mila e sono composte come di seguito rappresentato:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza | 34.755 | 28.519 | 6.236 | 21,9% |
| Ratei e risconti passivi | 62.838 | 58.421 | 4.417 | 7,6% |
| Altre passività correnti | 468.403 | 475.866 | (7.463) | (1,6%) |
| Altre passività correnti | 565.996 | 562.806 | 3.190 | 0,6% |
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale
Ammontano a € 34.755 mila e presentano una variazione in aumento pari ad € 6.236 mila rispetto al 31 Dicembre 2021, in prevalenza imputabili ad ACEA Ato2 (+ € 1.620 mila) e a GORI (+ € 2.778 mila).
Ratei e risconti passivi
Tale voce ammonta a € 62.838 mila (€ 58.421 mila al 31 Dicembre 2021). La variazione in aumento è da imputare prevalentemente in parte al consolidamento di Serplast (+ € 1.405 mila) e in parte agli incrementi registrati da ACEA Ato2 (+ € 1.324 mila) e Umbria Energy (+ € 1.104 mila).
Altre passività correnti
Ammontano a € 468.403 mila con una riduzione pari a € 7.643 mila rispetto al 31 Dicembre 2021. La voce si compone come segue:
| € migliaia | 30/06/2022 | 31/12/2021 | Variazione | Variazione % |
|---|---|---|---|---|
| Debiti verso Cassa Conguaglio | 46.682 | 78.521 | (31.839) | (40,5%) |
| Debiti verso i Comuni per canoni di concessione | 68.056 | 63.223 | 4.833 | 7,6% |
| Debiti per incassi soggetti a verifica | 21.327 | 21.464 | (137) | (0,6%) |
| Debiti verso il Personale dipendente | 44.023 | 52.662 | (8.640) | (16,4%) |
| Altri debiti verso i Comuni | 28.040 | 28.004 | 36 | 0,1% |
| Debiti verso Equitalia | 2.158 | 2.098 | 60 | 2,9% |
| Debiti per contributo solidarietà | 866 | 961 | (94) | (9,8%) |
| Debiti per aggio ambientale Art. 10 Convenzione ATI4 del 13/08/2007 | 513 | 496 | 17 | 3,4% |
| Altri debiti tributari | 69.134 | 84.198 | (15.064) | (18,0%) |
| Altri debiti | 106.541 | 99.686 | 6.855 | 6,9% |
| Passività derivanti dalle valutazioni a FV delle commodities | 81.063 | 44.553 | 36.511 | 81,9% |
| Altre passività correnti | 468.403 | 475.866 | (7.463) | (1,6%) |
La variazione in diminuzione pari ad € 7.463 mila, è dovuta all'effetto combinato dei seguenti fenomeni:
- incremento delle passività su "Strumenti derivati passivi su commodities" presentano un incremento di € 36.511 mila correlato sia alla variazione della valutazione a fair value al termine del periodo in esame sia alla variazione delle quantità coperte. Si segnala che tra le "Altre attività correnti" è iscritta la voce "Strumenti derivati attivi" per € 106.643 mila. Per il dettaglio dei portafogli si rimanda al paragrafo "Altre Attività Correnti";
-
minori debiti verso cassa conguaglio per € 31.839 mila principalmente imputabili ad areti (- € 29.629mila) e riconducibili in parte all'effetto del Bonus Sociale elettrico, previsto e regolato dall'Autorità (si rinvia a quanto già esposto nel paragrafo sulle altre attività correnti), compensate in parte dai maggiori debiti verso CSEA di Acea Energia (+ € 18.670 mila) per effetto della copertura degli squilibri del sistema di perequazione dei costi di acquisto e dispacciamento dell'energia elettrica destinata al servizio di maggior tutela e in parte alla riclassifica del debito residuo verso la Cassa per iservizi energetici e ambientali classificato nel precedente esercizio nei debiti verso fornitori. Si fa presente che si è provveduto a rendere comparabile il precedente esercizio;
-
- minori debiti verso il personale dipendente (- € 8.640 mila) in prevalenza imputabile a Gori (- € 4.661 mila) e alla Capogruppo (- € 1.643 mila);
- minori altri debiti tributari (- € 15.064mila) riferibili in gran parte ad Acea Energia (€ 14.271 mila) come conseguenza della diminuzione delle accise sui consumi del primo semestre dell'anno in corso.
41. Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita - € 642 mila
Al 30 Giugno 2022 le "Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita" risultano pari ad € 642 mila e si riferiscono alla riclassifica delle passività direttamente correlate alle attività in vendita ai sensi dell'IFRS 5, per maggiori informazioni si rinvia all'apposito paragrafo.
Impegni e rischi potenziali
Avalli, fideiussioni e garanzie societarie
Al 30 Giugno 2022 si attestano complessivamente a € 467.411 mila (erano € 450.575 mila al 31 Dicembre 2021) e registrano un aumento pari ad € 16.836 mila.
Il saldo risulta così composto:
- € 80.943 mila per le garanzie nell'interesse di Acea Energia prevalentemente a favore di Terna, Eni Trading & Shipping, ERG Power Generation, ENGIE (EX EDF) e ASM Terni relative al contratto per il servizio di trasporto e dispacciamento dell'energia elettrica;
- per € 20.000 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia relativa al contratto di cessione di energia elettrica sottoscritto tra le parti;
- per € 53.666 mila per la garanzia rilasciata da ACEA a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguenza del rifinanziamento del mutuo erogato ad areti. Trattasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
- € 30.640 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di Acea Ambiente relativamente agli impianti di recupero rifiuti e agli impianti di recupero rifiuti con produzione di energia elettrica oltre a quelle in favore della Regione Umbria per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica (€ 16.714 mila);
- € 60.000 mila la garanzia in favore di EDF Trading nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;
- € 25.000 mila la garanzia in favore di Enel Trade nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica e gas;
- € 15.443 mila per le garanzie rilasciate nell'interesse di areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica;
- € 2.701 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti mul+20ti servizi Via Tiburtina e via collaterali nell'interesse di areti;
- € 4.000 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata a favore di Roma Natura in relazione a lavori di adeguamento della rete nella Riserva della Marcigliana;
- € 5.028 mila relativi alla garanzia in favore di Italgas SpA nell'interesse di Acea Energia incrementata a Gennaio del 2020;
- € 6.887 mila relativi ad ACEA Ato5 ed in particolare alla fideiussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UNICREDIT a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario-Tariffario del Piano d'Ambito dell'AATO che nel corso del 2019 è stata prorogata fino al 28 febbraio 2023 e adeguata nell'importo con una nuova emissione per il differenziale;
- € 38.500 mila per il rilascio di controgaranzia a favore di un pool di banche eroganti il finanziamento ad Acquedotto del Fiora;
- € 2.565 mila per una fidejussione verso l'Ente d'Ambito a garanzia degli obblighi derivanti dalla gestione del Servizio Idrico Integrato della controllata GORI S.p.A.;
- € 43.389 mila per fidejussioni bancarie rilasciate a favore dell'INPS nell'ambito del programma di Isopensione;
- € 11.435 mila per sei fidejussioni bancarie rilasciate a favore di SEDAPAL per la gestione delle stazioni di pompaggio della città di Lima, per la manutenzione della rete idrica e fognaria nella zona Nord, per la manutenzione e gestione dell'impianto di trattamento delle acque reflue di Lima zona Nord-Est e per la gestione del servizio di mantenimento dei sistemi di acqua potabile e fognarie di Lima Sud;
- € 6.496 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di DECO relativamente alla discarica e all'impianto di trattamento dei rifiuti.
Business Combination
Di seguito si riportano le Business Combination, la cui contabilizzazione secondo il metodo dell'acquisizione, è da ritenersi definitiva.
Acquisizione MEG
In data 14 Ottobre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 60% di Meg, società attiva nella lavorazione e riciclo di plastiche miste (e.g. circuito Corepla) per la produzione di Materie Prime Seconde (flakes) e di Combustibile Solido Secondario.
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.
| MEG | |||
|---|---|---|---|
| € migliaia | |||
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) | Bilancio IAS/IFRS | Fair value ADJ | Fair value |
| Immobilizzazioni Materiali | 5.611 | 0 | 5.611 |
| Immobilizzazioni Immateriali | 473 | 3.989 | 4.462 |
| Partecipazioni | 0 | 0 | 0 |
| Rimanenze di Magazzino | 549 | 0 | 549 |
| Fiscalità differita | 0 | (1.113) | (1.113) |
| Crediti Commerciali | 1.911 | 0 | 1.911 |
| Altri crediti | 1.267 | 0 | 1.267 |
| Crediti finanziari | 0 | 0 | 0 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 708 | 0 | 708 |
| Tfr e altri piani a Benefici definiti | (112) | 0 | (112) |
| Fondo rischi e Oneri | (76) | 0 | (76) |
| Attività/passività per imposte correnti | 0 | 0 | 0 |
| Debiti commerciali | (2.768) | 0 | (2.768) |
| Altri debiti | (1.022) | 0 | (1.022) |
| Altre passività finanziarie | (2.704) | 0 | (2.704) |
| Debiti verso banche | (497) | 0 | (497) |
| Avviamento allocato | 0 | 0 | 0 |
| SALDO NETTO | 3.341 | 2.876 | 6.217 |
| di cui spettanza di terzi | (2.487) | ||
| Avviamento | 2.704 | ||
| Valore netto acquisito | 6.434 | ||
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (6.434) | ||
| Disponibilità liquide acquisite | 708 | ||
| Rimborso debiti finanziari | 0 | ||
| Debiti verso banche | (497) | ||
| Flusso di cassa netto | (6.223) |
Acquisizione Gruppo Deco
In data 30 Novembre 2021 il Gruppo ha acquisito, tramite ACEA Ambiente, il 65% di Deco che detiene il 100% di Ecologica Sangro che detiene a sua volta il 75% Consorzio Servizi Ecologici del Frentano. Il Gruppo Deco è il principale operatore privato nel settore ambientale nella regione Abruzzo e opera nel settore della costruzione di impianti di smaltimento e di recupero energetico, produzione di energia da gas di discarica, produzione di combustile solido secondario e produzione di energia fotovoltaicanonchè fornitore di servizi di bonifica e opere di ingegneria naturalistica.
Si fa presente che è già previsto nel mese di Gennaio 2023 un secondo closing per l'acquisto del restante 35% e non sono previste condizioni sospensive o clausole che possano far considerare l'acquisto non ragionevolmente certo. Pertanto si ritiene che vi è sin da subito il trasferimento di tutti i rischi e benefici in capo ad Acea Ambiente per il 100% della partecipazione. Di conseguenza in linea con quanto previsto dai principi contabili internazionali, si è proceduto a consolidare la partecipazione al 100% con l'iscrizione di un debito residuo stimato in circa € 33.954 mila.
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.
| Gruppo Deco | |||
|---|---|---|---|
| € migliaia | |||
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) | Bilancio IAS/IFRS | Fair value ADJ | Fair value |
| Immobilizzazioni Materiali | 23.133 | 0 | 23.133 |
| Immobilizzazioni Immateriali | 1.018 | 56.207 | 57.225 |
| Partecipazioni | 3.151 | 0 | 3.151 |
| Rimanenze di Magazzino | 667 | 0 | 667 |
| Fiscalità differita/Crediti Tributari | 332 | (16.199) | (15.867) |
| Crediti Commerciali | 7.801 | 0 | 7.801 |
| Altri crediti | 17.235 | 0 | 17.235 |
| Crediti finanziari | 2.979 | 0 | 2.979 |
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 17.965 | 0 | 17.965 |
| Tfr e altri piani a Benefici definiti | (340) | 0 | (340) |
| Fondo rischi e Oneri | (38.433) | 0 | (38.433) |
| Attività/passività per imposte correnti | 0 | 0 | 0 |
| Debiti commerciali | (5.518) | 0 | (5.518) |
| Altri debiti | (3.530) | 0 | (3.530) |
| Altre passività finanziarie | (13.503) | 0 | (13.503) |
| Debiti verso banche | (202) | 0 | (202) |
| Avviamento allocato | 0 | 0 | 0 |
| SALDO NETTO | 12.756 | 40.008 | 52.764 |
| di cui spettanza di terzi | 0 | ||
| Avviamento | 43.162 | ||
| Valore netto acquisito | 95.926 | ||
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (95.926) | ||
| Disponibilità liquide acquisite | 17.965 | ||
| Rimborso debiti finanziari | 0 | ||
| Debiti verso banche | (202) | ||
| Flusso di cassa netto | (78.163) |
Le attività allocate riguardano l'Autorizzazione Integrata Ambientale TMB di Deco, mentre l'avviamento è imputabile a Deco per € 31.673 mila e ad Ecologica Sangro per € 11.489 mila.
Acquisizione SF Island
In data 20 Gennaio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Solar l'acquisto del 100% di SF ISLAND con sede in Acquapendente (VT) che alla data di acquisizione detiene la titolarità di 4 autorizzazioni per circa 3,96 MWp ed 11 progetti in fase di autorizzazione per circa 86,9 MWp.
L'operazione è contabilizzata in ottemperanza alle attività di Purchase Price Allocation richiesta dal principio contabile internazionale IFRS3 secondo il metodo dell'acquisizione e le relative risultanze sono da ritenersi definitive.
| SF Island | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| € migliaia | |||||
| Attività Nette Acquisite (€ migliaia) | Bilancio IAS/IFRS | Fair value ADJ | Fair value | ||
| Immobilizzazioni Materiali | 0 | 0 | 0 | ||
| Immobilizzazioni Immateriali | 6 | 781 | 787 | ||
| Partecipazioni | 0 | 0 | 0 | ||
| Rimanenze di Magazzino | 0 | 0 | 0 | ||
| Fiscalità differita | 0 | (132) | (132) | ||
| Crediti Commerciali | 0 | 0 | 0 | ||
| Altri crediti | 119 | 0 | 119 | ||
| Crediti finanziari | 0 | 0 | 0 | ||
| Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 5 | 0 | 5 | ||
| Tfr e altri piani a Benefici definiti | 0 | 0 | 0 | ||
| Fondo rischi e Oneri | 0 | 0 | 0 | ||
| Attività/passività per imposte correnti | 0 | 0 | 0 | ||
| Debiti commerciali | (0) | 0 | (0) | ||
| Altri debiti | (118) | 0 | (118) | ||
| Altre passività finanziarie | 0 | 0 | 0 | ||
| Debiti verso banche | 0 | 0 | 0 | ||
| Avviamento allocato | 0 | 0 | 0 | ||
| SALDO NETTO | 12 | 648 | 660 | ||
| di cui spettanza di terzi | 0 | ||||
| Avviamento | 10 | ||||
| Valore netto acquisito | 671 | ||||
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (671) | ||||
| Disponibilità liquide acquisite | 5 | ||||
| Rimborso debiti finanziari | 0 | ||||
| Debiti verso banche | 0 | ||||
| Flusso di cassa netto | (666) |
Business Combination – Contabilizzazione Provvisoria (IFRS 3 – par.45)
Acquisizione AS Recycling
In data 22 Dicembre 2021 Acea Ambiente ha acquisito il 90% di AS Recycling società attualmente non operativa ma che diventerà un Centro convenzionato Corepla per selezione secondaria plastica CSS (Suddivisione della plastica nelle diverse categorie polimeriche da avviare a selezione).
L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.
| € migliaia | |
|---|---|
| Saldo Netto | 1.468 |
| di cui spettanza di terzi | (147) |
| Avviamento/(Badwill) | 1.522 |
| Valore netto acquisito | 2.843 |
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (2.843) |
| Disponibilità liquide acquisite | 2 |
| Erogazione Finanziamento | 0 |
| Debiti verso banche | 0 |
Acquisizione S.E.R. Plast
In data 8 Febbraio 2022 è stato sottoscritto da parte di Acea Ambiente l'acquisto del 70% delle quote di S.E.R. Plast, società operante nell'attività di riciclo rifiuti di materiali plastici.
L'operazione è attualmente in fase di analisi e il differenziale che emerge dal consolidamento è iscritto ad avviamento in attesa di allocazione definitiva.
| € migliaia | |
|---|---|
| Saldo Netto | 902 |
| di cui spettanza di terzi | (271) |
| Avviamento/(Badwill) | 5.550 |
| Valore netto acquisito | 6.181 |
| Flusso di cassa netto in uscita a fronte dell'acquisizione | (6.181) |
| Disponibilità liquide acquisite | 436 |
| Erogazione Finanziamento | 0 |
| Debiti verso banche | (708) |
Acquisizione Romeo Gas
In data 1° Aprile 2022 il Gruppo Acea per il tramite di Adistribuzionegas ha preso parte ad un consorzio formato con Ascopiave ed Iren aggiudicandosi la gara per la cessione da parte di A2A di concessioni nell'ambito del servizio di distribuzione del gas naturale. La partecipazione al consorzio è del 28% e non è proporzionale al perimetro di interesse di Acea che è costituito da concessioni in 5 ATEM, di cui 2 in Abruzzo, 2 in Molise e 1 in Campania, per un totale di circa 30.700 PDR. L'Enterprise Value del perimetro Acea è pari a 35,8 milioni di euro, l'operazione è attualmente in fase di analisi.
Informativa sui servizi in concessione
Il Gruppo ACEA esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico – ambientale nonché in quello di pubblica illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano" attraverso Acea Ambiente.
Per quanto riguarda il settore idrico, il Gruppo ACEA svolge in concessione il Servizio Idrico Integrato (SII) nelle seguenti regioni:
- Lazio ove ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. svolgono rispettivamente il servizio nella provincia di Roma e Frosinone,
- Campania ove Gori S.p.A. esercita il servizio nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno,
- Toscana ove il Gruppo ACEA opera nella provincia di Pisa attraverso Acque S.p.A., nella provincia di Firenze attraverso Publiacqua S.p.A., in quelle di Siena e Grosseto attraverso AdF S.p.A., in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque S.p.A. e in quella di Lucca e provincia attraverso GEAL S.p.A,
- Umbria ove il Gruppo opera nella provincia di Perugia attraverso Umbra Acque S.p.A. e in quella di Terni attraverso S.I.I. ScpA.
Inoltre, il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella provincia di Benevento con GESESA S.p.A. e nei comuni di Termoli e Campagnano con Acea Molise S.p.A.
In ultimo, si evidenzia che a partire dall'anno 2019, il Gruppo ACEA opera anche nella distribuzione del gas in Abruzzo nella provincia di Pescara e in quella dell'Aquila.
Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.
Illuminazione Pubblica Roma
Il servizio è svolto dalla Capogruppo sulla base di un atto concessorio emanato da Roma Capitale di durata trentennale (a partire dal 1° Gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura accessiva alla convenzione, ha durata coincidente con quella della concessione (2027).
Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento annuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.
Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da Acea; nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad Acea verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.
Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal decreto-legge 138/2011 - ad Acea spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.
Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.
Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone annuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprende tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la gestione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria.
A Giugno 2016 ACEA e Roma Capitale hanno sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED e, conseguentemente, a modificare l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.
In particolare, tale Piano ha previsto l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000con un corrispettivo fissato ad € 48,0 milioni per l'intero Piano LED.
In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti hanno parzialmente modificato l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo del 2011 con riferimento al listino prezzi ed alla composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.
In merito al Servizio di Illuminazione Pubblica, a seguito del parere reso dall'AGCM nel Bollettino n.49 del 14 dicembre 2020, Roma Capitale ha intrapreso un'attività di verifica delle condizioni di congruità e convenienza economica delle condizioni prestazionali di cui al contratto di servizio tra l'Amministrazione e Acea S.p.A. (e per essa da areti) a confronto con le condizioni di cui alla Convenzione Consip Luce 3 e, inoltre, sulla base delle posizioni espresse dall'AGCM nel suddetto parere, ha sollevato delle perplessità in merito alla legittimità dell'affidamento alla medesima Acea S.p.A. In data 8 Febbraio 2021, con nota prot. DG 1585/2021, Roma Capitale ha comunicato gli esiti delle predette verifiche, affermando definitivamente "la congruità e convenienza delle condizioni economiche attualmente in essere rispetto ai parametri qualitativi ed economici della convenzione CONSIP – LUCE 3" e confermando "la correttezza dei corrispettivi applicati per il servizio di illuminazione pubblica", superando definitivamente ogni riserva circa la congruità dei corrispettivi praticati nell'ambito del rapporto contrattuale in essere tra Roma Capitale ed ACEA S.p.A. Con la medesima nota, che, ad ogni buon conto non incide sulla volontà dell'Amministrazione di bandire una nuova gara al fine di riaffidare il servizio, l'Amministrazione ha disposto dunque il riavvio dei procedimenti di liquidazione dei crediti accertati di Acea in relazione al Contratto di Servizio. Facendo seguito a tale intendimento, Roma Capitale, nel mese di luglio 2021, si è impegnata a liquidare i crediti riconosciuti
e ad adottare deliberazioni per il riconoscimento del debito fuori bilancio in relazione ai crediti non immediatamente liquidabili. Pur continuando ad esservi alcune partite di credito in contestazione, a seguito delle interlocuzioni di luglio 2021 e fino al mese di novembre 2021, è stata corrisposta da Roma Capitale larga parte dell'insoluto relativo ad annualità pregresse e sono continuate le attività di verifica e di confronto con il Comune di Roma. Tali confronti hanno condotto Roma Capitale a corrispondere ad Acea ulteriori incassi relativi principalmente a crediti correnti.
Si comunica infine che nelle more della conclusione e della definizione di tutti gli aspetti riguardanti il servizio, Acea ha proseguito il servizio di Illuminazione Pubblica procedendo regolarmente alla fatturazione come diffusamente descritto in Nota Integrativa nel paragrafo dei Rapporti con Roma Capitale.
Servizio idrico integrato
Lazio – ACEA Ato2 S.p.A. (Ato2 – Lazio Centrale - Roma)
Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 80 rispetto ai 113 dell'intero ATO. Tuttavia, rispetto al medesimo periodo dell'esercizio precedente, si segnala che in data 14 luglio 2021 con Delibera di Consiglio Regionale n° 10, che faceva seguito alla deliberazione della Giunta regionale n° 752 del 3 novembre 2020 con pari oggetto, è stato modificato l'Ambito Territoriale Ottimale n° 2 Lazio Centrale-Roma inserendovi il Comune di Campagnano di Roma prima appartenente all'ATO n° 1 Lazio Nord-Viterbo. In questo modo il numero complessivo di Comuni dell'ATO2 è passato da 112 agli attuali 113. Nel corso del secondo trimestre 2022, con decorrenza 1° aprile 2022, è stato acquisito il servizio di idrico potabile e fognatura del Comune di Marano Equo completando così l'acquisizione del SII del Comune e portando a 81 quelli interamente acquisiti.
Con Delibera 197/2021/R/idr dell'11 maggio 2021 è stata approvata dall'ARERA la predisposizione tariffaria relativa al terzo periodo regolatorio (quadriennio 2020-2023), adottata dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO 2 Lazio Centrale - Roma ATO 2 S.p.A con delibera 6/20 nella seduta del 27 novembre 2020. Nelle more della approvazione da parte dell'Autorità, ai sensi del comma 7.3 lett. b) della delibera ARERA 580/2019/R/IDR (MTI-3) si è applicata la tariffa predisposta dall'Ente di governo dell'ambito.
Di seguito i principali punti della predisposizione tariffaria:
- Collocazione della gestione nello schema regolatorio relativo al V quadrante di cui al comma 5.1 dell'Allegato A (MTI-3) della delibera 580/2019/R/IDR (investimenti elevati rispetto al valore delle infrastrutture esistenti e VRG procapite medio superiore al valore medio nazionale determinato dall'ARERA);
- Programma degli Interventi per il quadriennio 2020-2023 di oltre € 1.300 milioni, con nuovi investimenti pari a circa € 90 annui pro capite; per il successivo periodo 2024-2032 sono peraltro previsti ulteriori € 3.200 milioni;
- Moltiplicatore tariffario theta (da applicare alla tariffa in vigore al 31 dicembre 2015) pari a 1,020 per l'anno 2020, 1,078 per l'anno 2021, e per i due anni successivi rispettivamente pari a 1,139 e 1,202. I valori del moltiplicatore theta per le annualità 2022 e 2023 potranno essere eventualmente rideterminati a seguito dell'aggiornamento biennale, come previsto dall'articolo 6 della deliberazione 580/2019/R/IDR;
- Utilizzo di quanto non speso del contributo di solidarietà raccolto a tutto il 2019 (oltre € 5,6 milioni) per ridurre i conguagli tariffari dovuti per il 2020 e 2021;
- Adozione del valore del parametro "psi" pari a 0,45 (il valore massimo previsto dalla Delibera 580/209/R/IDR è 0,8) ai fini della determinazione della componente per il finanziamento anticipato di nuovi investimenti (FNInew)
- Quota prevista dal comma 36.3 dell'Allegato A della Delibera 580/2019/R/idr, finalizzata all'integrazione del meccanismo nazionale per il miglioramento della qualità del servizio idrico integrato (da versare a CSEA e da esporre con relativa casuale nei documenti di fatturazione) pari a 0,4 eurocent/mc applicati ai volumi di acquedotto, fognatura e depurazione con decorrenza 1° gennaio 2020.
A valle dell'approvazione tariffaria da parte di ARERA, nel mese di luglio la STO ha recepito le prescrizioni espresse nella delibera 197/2021/R/IDR, in particolare adeguando alle prescrizioni dell'Autorità il file di calcolo RDT e, coerentemente, la Relazione di accompagnamento e quella relativa ad obiettivi di qualità e Piano degli Interventi/Piano delle Opere Strategiche. Le modifiche principali consistono in una differente distribuzione di alcune componenti VRG per gli anni 2022 e 2023 e nell'aggiornamento delle modalità di calcolo per alcuni indicatori di qualità tecnica, mentre non variano, rispetto a quanto approvato dalla Conferenza dei Sindaci, i valori dei moltiplicatori tariffari previsti per il quadriennio 2020-2023.
Con la sopra citata delibera della Conferenza dei Sindaci n. 6/2020 è stato inoltre aggiornato il Regolamento attuativo del bonus idrico integrativo per l'ATO2 Lazio Centrale Roma. Le nuove disposizioni introdotte consentono, in via straordinaria e fino al 31 dicembre 2021 (salvo proroga), agli utenti al momento della richiesta risultati ammissibili al contributo con ISEE compreso nei limiti stabiliti dall'ARERA di accedere esclusivamente a copertura di morosità pregresse, oltre alla valorizzazione ordinaria, ad un ulteriore importo una tantum fino a tre volte la valorizzazione ordinaria.
Gli aventi diritto sono gli utenti diretti (titolari di una utenza ad uso domestico residente) ed indiretti (utilizzatori nell'abitazione di residenza di una fornitura idrica intestata ad un'utenza ad uso condominiale) con i seguenti requisiti:
- a) indicatore ISEE fino a € 13.939,11 e nucleo familiare fino a 3 componenti;
- b) indicatore ISEE fino a € 15.989,46 e nucleo familiare con 4 componenti;
- c) indicatore ISEE fino a € 18.120,63 e nucleo familiare con 5 o più componenti.
Le Amministrazioni Comunali hanno inoltre, sotto la propria responsabilità e sulla base di apposita certificazione degli uffici preposti, la facoltà di autorizzarne l'erogazione per singole utenze in situazioni di comprovato particolare disagio economico/sociale, ampliando per il caso specifico la soglia ISEE di ammissione.
L'importo del bonus "locale", consistente nell'erogazione di un contributo annuale una tantum riconosciuto in bolletta (nel caso di utenza indiretta nella bolletta dell'utenza condominiale), viene calcolato come la spesa corrispondente ai corrispettivi fissi e variabili di acquedotto, fognatura e depurazione per un consumo fino a 40 mc annui per ciascun componente del nucleo familiare, per le utenze dirette ed indirette con ISEE fino a 8.265 euro, e a 20 mc annui per ciascun componente del nucleo familiare per le altre utenze aventi diritto, sulla base delle tariffe in vigore nell'anno di riferimento. Il bonus ha validità annuale e viene erogato in bolletta in un'unica soluzione, di norma, entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda.
È utile ricordare che a seguito della delibera ARERA 639/2021/R/idr di fine dicembre 2021, recante i criteri per l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato per il secondo biennio del terzo periodo regolatorio (annualità 2022-2023), ARERA ha messo a disposizione dei gestori i dati storici e la versione preview del file di raccolta dati (con comunicati rispettivamente del 15 febbraio e del 1° marzo).
La scadenza fissata per la trasmissione da parte dei soggetti interessati di eventuali contributi e osservazioni ai fini dell'elaborazione della versione definitiva del file RDT2022 è stata fissata al 10 marzo 2022.
Con la successiva determina 1/2022 – DSID, viene ribadita la scadenza del 30 aprile 2022 per la trasmissione all'Autorità da parte degli EGA delle predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023, ed è altresì definita la connessa modulistica:
- Allegato 1, che fornisce l'indicazione dei dati tecnici e tariffari e degli schemi tipo per l'aggiornamento del programma degli interventi, con specifica evidenza del piano delle opere strategiche e del piano economico finanziario (file RDT2022);
- Allegato 2, consistente nello schema tipo di relazione di accompagnamento relativa agli obiettivi di qualità per il biennio 2022-2023 e all'aggiornamento del programma degli interventi e del piano delle opere strategiche;
- Allegato 3, che riporta lo schema-tipo della relazione di accompagnamento della predisposizione tariffaria.
Come richiamato dal provvedimento, ai sensi del comma 6.3 della deliberazione 580/2019/R/idr in caso di inerzia del soggetto competente le istanze dei soggetti potranno essere trasmesse all'Autorità utilizzando la sopra citata procedura.
Viene infine precisato che la mancata trasmissione dei dati, degli atti e delle informazioni secondo le modalità previste potrà produrre gli effetti di cui al c. 5.8 della delibera 580/2019/R/idr (determinazione d'ufficio della tariffa, ponendo il moltiplicatore tariffario teta pari a 0,9).
Giova ricordare inoltre l'avvio del procedimento per il riesame di taluni criteri per l'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato di cui alla delibera 639/2021/R/idr che è finalizzato ad individuare le più appropriate modalità per contribuire ad assicurare ai gestori del servizio idrico integrato il reperimento delle risorse necessarie all'anticipazione delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica nell'anno in corso, contemperando l'esigenza di favorire il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario degli operatori con quella di contenere gli oneri gravanti sugli utenti, in un'ottica di sostenibilità della tariffa applicata. A tal fine l'ARERA, con il documento per la consultazione 184/2022/R/idr del 26 aprile 2022 ha espresso i propri orientamenti in materia, invitando i soggetti interessati a far pervenire le proprie osservazioni e proposte entro l'11 maggio 2022.
La conclusione del procedimento era prevista entro il 24 maggio 2022; ARERA stabilisce in via transitoria e provvisoria, fatti salvi eventuali successivi recuperi con effetto a far data dal 1° gennaio 2022, che i soggetti competenti alla predisposizione tariffaria, nell'ambito delle determinazioni e delle trasmissioni di pertinenza e nel rispetto della scadenza del 30 aprile 2022, dovranno continuare ad applicare le regole già introdotte con la citata delibera 639/2021/R/idr.
È inoltre da evidenziare che, ferme restando le previsioni per l'aggiornamento tariffario 2022-2023 di cui alla delibera 639/2021/R/idr, viene disposta per l'anno 2022 la possibilità di formulare motivata istanza per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica. L'istanza, formulata dall'EGA entro la scadenza del 30 giugno 2022 su richiesta del pertinente gestore a fronte di comprovate criticità finanziarie, è subordinata a una serie di condizionalità, tra le quali l'aver fatto ricorso alla a facoltà di valorizzare, per l'annualità 2022, la componente aggiuntiva di natura previsionale cui al comma 20.3 del MTI-3 e l'assunzione dell'impegno a richiedere ai propri fornitori la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici relativi ai mesi di maggio e giugno 2022, secondo le previsioni del decreto-legge 21/2022. Il valore dell'anticipazione non potrà superare il 35% della componente di costo riconosciuta per l'energia elettrica quantificato ai fini dell'aggiornamento della predisposizione tariffaria per il 2022. La Csea, dopo verifica della sussistenza delle condizioni e della correttezza della documentazione trasmessa, provvederà ad erogare, entro il 31 luglio 2022, gli importi, che il gestore beneficiario dovrà restituire entro il 31 dicembre 2024.
Inoltre, in caso di costo effettivo per l'acquisto di energia elettrica riferito al 2021 superiore a quello riconosciuto in applicazione delle regole di cui all'articolo 20 e al comma 27.1 del MTI-3, viene data facoltà all'EGA, su richiesta del gestore e ai fini del mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione, di presentare motivata istanza per il riconoscimento di costi aggiuntivi nell'ambito della componente a conguaglio relativa a variazioni sistemiche ed eventi eccezionali (c. 27.1, lett. f., MTI-3) riferita all'anno 2023; l'istanza dovrà essere corredata da un piano di azioni per il contenimento del costo dell'energia.
Con cadenza annuale, a partire dal 2023, l'Autorità provvederà alla pubblicazione del costo medio di settore della fornitura elettrica, sulla base di apposite ricognizioni, al fine di rafforzare il monitoraggio sul sistema.
In ultimo l'ARERA, con il provvedimento 112/2022/C/idr del 22 marzo 2022, delibera di proporre appello avverso i capi sfavorevoli delle sentenze del TAR per la Lombardia, che hanno disposto l'annullamento parziale della delibera 643/2013/R/idr (Approvazione del metodo tariffario idrico e delle disposizioni di completamento – MTI). I punti in questione riguardano la definizione delle componenti
a conguaglio (utilizzo del tasso di inflazione anziché gli oneri finanziari effettivamente sostenuti), le modalità di computo dei costi per l'energia elettrica e la mancata considerazione dei proventi delle "Altre attività idriche" nella formazione del capitale investito Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti i ricorsi presentati da ACEA Ato2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI), la Delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) e la Delibera 580/2019/R/idr.
Alla data della presente relazione, rimangono ancora pendenti gli altri ricorsi presentati da ACEA Ato2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI) e la Delibera 664/2015/R/idr (MTI-2) Delibera 580/2019/R/idr.
Relativamente alla Delibera 643/2013, si segnala che l'8 maggio 2014 sono stati presentati dei motivi aggiunti per l'annullamento delle determinazioni ARERA n.2 e n.3 del 2014; in data 9 dicembre 2014 sono stati presentati dei secondi motivi aggiunti per l'annullamento della Delibera 463/2014/R/IDR; nelle more della fissazione dell'udienza, nel mese di aprile 2019 è pervenuto l'avviso di perenzione, (estinzione del processo amministrativo a causa dell' inerzia della parte); a seguito di tale comunicazione, il 20 giugno 2019 ACEA Ato2 ha presentato l'istanza di fissazione d'udienza unitamente alla nuova procura a firma del Presidente. Con sentenza del TAR Lombardia n° 892 del 20 aprile 2022 vengono confermati gli orientamenti già espressi dal Consiglio di Stato nei giudizi sulla delibera 585/2012/R/IDR relativamente:
- alle cd. "acque bianche" per le quali la delibera impugnata "non incide in senso ampliativo sulle convenzioni di gestione in corso";
- alle fognature miste, affermando che "In questi casi, non essendo possibile quantificare i volumi di acqua che affluiscono alle reti fognarie dai diversi punti di immissione, e quindi disaggregare i relativi costi, risponde a canoni di razionalità economica che le tariffe coprano anche i costi derivanti dalla raccolta e dal trattamento delle acque bianche";
- agli oneri finanziari sui conguagli, per i quali si afferma che poiché il gestore sopporta un costo oggettivo derivante dal fatto che il livello delle tariffe inizialmente fissato dall'Ente di governo dell'ambito si rivela insufficiente a coprire i costi del servizio, il riconoscimento di questo costo finanziario non può essere disconosciuto. Proprio per questo, l'Autorità deve quindi prevedere, in sede di determinazione del conguaglio, un correttivo a copertura dell'onere finanziario sui conguagli. Il TAR ha viceversa respinto il motivo concernente la previsione di un cap ai conguagli.
Per quanto riguarda la Delibera 664/2015, si precisa che nel febbraio 2018 ACEA Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la Delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della Delibera 664/2015, come modificato dalla citata delibera 918/2017. Alla data odierna si resta in attesa della fissazione dell'udienza per la trattazione nel merito.
Nel mese di febbraio 2020, ACEA Ato2 ha proceduto ad impugnare anche la Delibera 580/2019/R/idr e che ha approvato il Metodo Tariffario del servizio idrico integrato per il terzo periodo regolatorio (MTI-3), ribadendo molti dei motivi dei precedenti ricorsi in materia tariffaria e introducendone di nuovi con riferimento a specifici aspetti introdotti per la prima volta con la nuova metodologia tariffaria. Tra le Società controllate del Gruppo ACEA che hanno impugnato il MTI-3 figurano anche le Società ACEA Ato5, Acea Molise e GESESA (che non hanno in precedenza impugnato le delibere relative al MTT, MTI e MTI-2). È stata inoltre oggetto di ricorso anche la Delibera 235/2020/R/idr per l'adozione di misure urgenti nel servizio idrico integrato, alla luce dell'emergenza da COVID-19). Si è in attesa della fissazione dell'udienza.
Nel mese di febbraio 2022 ACEA Ato2 ha presentato ricorso avverso la delibera 639/2021/R/Idr relativa all'aggiornamento biennale tariffario per gli anni 2022 e 2023. L'impugnativa del provvedimento, effettuata anche dalle società controllate e/o partecipate del Gruppo ACEA quali ACEA Ato5, Acea Molise, Publiacqua, Acquedotto del Fiora, Gori, GESESA, Umbra Acque e SII Terni, conferma molti dei motivi già avanzati avverso le precedenti deliberazioni tariffarie aggiungendone di nuovi legati alla nuova regolazione enunciata da ARERA. Relativamente ai motivi attinenti pedissequamente alle nuove disposizioni si sottolineano sia il meccanismo di riconoscimento del costo dell'energia, ritenuto non efficace ad intercettare la reale situazione contingente, nonché le previsioni con cui l'ARERA ha dichiarato di voler ottemperare alla giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di oneri finanziari sui conguagli, di trattamento del Fondo Nuovi Investimenti e di ridefinizione della quota oggetto di restituzione agli utenti ai sensi della delibera n. 273/2013.
La quantificazione dei ricavi rivenienti dalla gestione del servizio idrico integrato è conseguenza dell'applicazione del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019. In particolare, i suddetti ricavi sono coerenti con la predisposizione tariffaria 2020-2022 approvata dalla Conferenza dei Sindaci dell'ATO2 in data 27 novembre 2020 e dall'ARERA in data 11 maggio 2021. Si precisa che, a valle dell'approvazione tariffaria da parte di ARERA, nel mese di luglio 2021 la STO ha recepito le prescrizioni espresse nella delibera 197/2021/R/IDR, in particolare adeguando alle prescrizioni dell'Autorità il file di calcolo RDT e, coerentemente, la Relazione di accompagnamento e quella relativa ad obiettivi di qualità e Piano degli Interventi / Piano delle Opere Strategiche.
Ai fini del calcolo dei ricavi di competenza del semestre 2022 si è tenuto conto dell'interpretazione riguardo la perimetrazione delle "altre attività idriche" che emerge dalla Delibera sopra citata sulla predisposizione tariffaria 2020-2023. Pertanto, i ricavi del periodo ammontano a € 341,5 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti, la componente FoNI pari a € 33,5 milioni (€ 24,4 milioni per la componente FNI e € 9,1 milioni per l'Amm.Foni).
Lazio – ACEA Ato5 S.p.A. (Ato5 – Lazio Meridionale - Frosinone)
ACEA Ato5 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una Convenzione per l'affidamento dello stesso di durata trentennale sottoscritta il 27 Giugno 2003 tra la Società e la Provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86
Comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.
La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 Comuni per una popolazione complessiva di circa 489.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 455.164 abitanti con una copertura del servizio pari a circa il 93% del territorio. Il numero di utenze è pari a 200.091.
Con riferimento al Comune di Paliano nel mese di Novembre 2018, il Consiglio di Stato definitivamente pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018 – che ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio - con sentenza n. 6635/2018 ha rigettato l'appello proposto dal Comune di Paliano e conseguentemente ha confermato la sentenza del TAR Latina – ribadendo che il regime di salvaguardia riconosciuto in favore di AMEA era "circoscritto al periodo di tre anni decorrenti dalla sottoscrizione della Convenzione di gestione tra l'AATO 5 ed ACEA Ato5; detto termine veniva quindi a scadere nel 2006 di talché, successivamente a tale data, la gestione posta in essere da AMEA andava considerata sine titulo". Avendo ACEA Ato5 sin qui omesso l'attivazione del giudizio di ottemperanza nella prospettiva di verificare l'adempimento spontaneo da parte del Comune, idoneo a prevenire l'eventuale nomina del commissario ad acta, come già avvenuto in casi simili, sono intercorsi una serie di incontri presso la STO dell'AATO 5 Lazio Meridionale – Frosinone, finalizzati a ricercare un bonario componimento della controversia e a dare avvio alle attività propedeutiche al trasferimento ad ACEA Ato5 della gestione del S.I.I. nel territorio del Comune di Paliano. In tale prospettiva, le Parti - con verbali del 26 Novembre 2018 e 29 Novembre 2018 – hanno provveduto ad eseguire l'aggiornamento della precedente ricognizione delle reti e degli impianti esistenti nel Comune di Paliano, funzionali alla gestione del SII.
Ad oggi le parti stanno condividendo il verbale di trasferimento del SII, la cui sottoscrizione dovrebbe altresì comportare la rinuncia ai giudizi pendenti tra le stesse. Le Parti hanno successivamente effettuato altri incontri al fine di definire non solo il perimetro tecnico ma anche quello amministrativo e commerciale per finalizzare il trasferimento della Gestione del Servizio Idrico del Comune di Paliano ad ACEA Ato5; tuttavia, il Comune non ha fornito tutte le informazioni richieste. Di tale circostanza ACEA Ato5 ha informato la STO il 3 Dicembre 2020 e, nelle more, in data 15 Dicembre 2020 anche la Regione Lazio ha chiesto chiarimenti al Comune di Paliano ed all'Ente d'Ambito circa il mancato completamento delle operazioni di trasferimento dei Servizio Idrico Integrato ad ACEA Ato5 avvertendo che, in mancanza di tale adempimento, sarebbero state avviate le procedure per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172, comma 4, del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. Il Comune di Paliano ha chiesto una proroga del termine di trenta giorni assegnato dalla Regione Lazio. Si è pertanto in attesa dell'iniziativa del Comune di Paliano e dell'Ente d'Ambito volta a finalizzare il trasferimento del SII del Comune di Paliano.
Relativamente al Comune di Atina, la cui gestione del SII è stata trasferita ad ACEA Ato5 ormai a far data dal 19 Aprile 2018, si segnala la delibera del Consiglio Comunale n. 14 del 17 Aprile 2019, con la quale il Comune ha deliberato di "istituire il sotto/ambito territoriale ottimale denominato Ambito Territoriale Atina 1, in riferimento all'ambito territoriale ottimale n. 5, per la continuità della gestione in forma autonoma e diretta del servizio idrico ai sensi dell'art. 147 comma 2 bis D.Lgs. 152/2006, dichiarando il Servizio idrico Integrato "sevizio pubblico locale privo di rilevanza economica".
Avverso la predetta delibera, l'AATO 5 ha presentato ricorso dinnanzi al TAR Lazio – Sezione di Latina - notificandolo anche nei confronti della Società e della Regione Lazio.
Per quanto attiene ACEA Ato5, benchè l'azione giudiziaria esperita dall'EGA sia idonea a tutelare anche gli interessi della Società, la stessa ha ritenuto opportuno costituirsi nell'instaurando procedimento.
In data 1° giugno 2021 con Nota n. 2241/2021 si è espressa sul tema anche la Regione Lazio, ribadendo l'irricevibilità della richiesta del Comune di riconoscimento del Sub Ambito Atina 1 all'interno dell'Ambito Territoriale Ottimale 5 Frosinone, perché contraria alla normativa nazionale e regionale vigente (D. lgs 3 aprile 2006, n. 152 e Legge regionale 22 gennaio 1996, n.6). Permane pertanto in capo al Comune l'obbligo di procedere ad affidare in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico integrato le infrastrutture idriche di proprietà, così come previsto dall'art. 153 comma 1 del D.Lgs. 152/2006.
Con riferimento alle Tariffe, in data 10 marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5 – Lazio Meridionale (di seguito "AATO5") con delibera n. 1/2021 ha approvato la Predisposizione Tariffaria per il periodo regolatorio 2020- 2023.
Tale predisposizione si pone in contrasto con l'istanza di aggiornamento tariffario, predisposta ai sensi dell'art. 5 comma 5.5 della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr, recante lo schema regolatorio per il terzo periodo regolatorio 2020-2023 trasmessa da Acea Ato5 S.p.A. all'ARERA in data 15 dicembre 2020, stante il perdurare dell'inerzia dell'AATO5. Si precisa infatti che:
- il termine per l'approvazione tariffaria da parte dei soggetti competenti, secondo le disposizioni di cui alla deliberazione ARERA 580/2019/R/idr e sue successive integrazioni apportate con la deliberazione ARERA 235/2020/R/idr, era previsto per il 31 luglio 2020;
- la Segreteria Tecnica Operativa (di seguito "STO") dell'AATO5 si era impegnata a convocare la Conferenza dei Sindaci per l'approvazione della predisposizione tariffaria 2020-2023 entro il 15 dicembre 2020 (nota STO prot. n. 4596 del 27/10/2020)
Segnatamente, la Predisposizione Tariffaria approvata dalla Conferenza dei Sindaci del 10 marzo 2021evidenzia nel quadriennio 2020- 2023 significative differenze in riferimento ai costi operativi e al moltiplicatore tariffario.
Il mancato riconoscimento da parte dell'AATO5 dei costi operativi sostenuti dal Gestore, documentati nelle istanze presentate nel corso dei lavori preparatori alla predisposizione tariffaria e definitivamente formalizzate dal Gestore nell'istanza di aggiornamento tariffario trasmessa in data 15 dicembre 2020, non è stata adeguatamente motivato e tecnicamente rappresentato nella Relazione Tecnica prodotta dall'AATO5 in accompagnamento alla propria proposta tariffaria.
Pertanto, ad oggi, non sono note e adeguatamente riscontrate al Gestore le cause di esclusione di tali costi dal riconoscimento tariffario approvato dall'AATO5 il 10 marzo 2021
La Predisposizione Tariffaria approvata dall'AATO5, ha altresì stabilito un moltiplicatore tariffario che presenta le seguenti criticità:
- a) non prevede tempistiche certe di fatturazione per il recupero dei conguagli pregressi pari ad Euro 101 milioni, come risultanti da delibera dell'AATO5 n. 6 del 13 dicembre 2016 e n. 7 del 1 agosto 2018;
- b) l'ammontare dei conguagli inseriti dall'AATO5 nella suddetta predisposizione (Euro 51 milioni circa rappresentati in Rctot ed Euro 50 milioni circa nella componente Valore Residuo non è recepito nella formula che determina il moltiplicatore tariffario per le rispettive annualità (2023-2024); la quota residua fino a concorrenza dei 101 milioni è stata rappresentata nel Valore Residuo, inibendone di fatto la fatturazione nell'immediato;
- c) la riduzione dei costi operativi (pari ad Euro 3,3 milioni per entrambe le annualità 2018-2019) intervenuta su annualità per le quali Acea Ato5 S.p.A. ha già sostenuto il relativo onere (costi da bilancio 2018 e 2019), comporta una perdita finanziaria di pari importo, dovendo procedere ad applicare una variazione tariffaria - per le rispettive annualità - inferiore rispetto a quella applicata a partire dal 1 gennaio 2020 (in accordo con le disposizioni di cui all'art. 7.2 lettera a della deliberazione ARERA 580/2019/R/idr);
- d) non prevede un'adeguata copertura dei costi operativi sostenuti dal Gestore;
- e) non applica una congrua aliquota di indennizzo per i crediti esistenti.
In tale contesto, sono state avviate le attività propedeutiche all'impugnativa della approvazione tariffaria innanzi al TAR territorialmente competente (cfr. paragrafo 8.12).
L'ARERA con deliberazione 639/2021/R/idr del 30 dicembre 2021 ha definito le regole e le procedure per l'aggiornamento biennale, previsto dall'articolo 6 della deliberazione 580/2019/R/IDR, ai fini della rideterminazione delle tariffe del servizio idrico integrato per le annualità 2022 e 2023 elaborate in osservanza della metodologia tariffaria di cui all'Allegato A alla medesima deliberazione (MTI-3). In data 16 febbraio 2022, l'Ente di Governo dell'A.T.O. n.5 ha trasmesso a mezzo pec al Gestore una nota con cui fissava un calendario di incontri con cadenza settimanale, il martedì, e fino ad esaurimento degli argomenti da trattare.
Ai suddetti incontri, che si stanno svolgendo a partire dal mese di febbraio una volta la settimana, stanno partecipando i rappresentati della Società e della Segreteria Tecnico Operativa coadiuvata dal consulente esperto dell'EGA per l'area regolatorio al fine di definire gli adempimenti necessari per giungere, quanto prima, alla predisposizione di una proposta Tariffaria condivisa.
A corredo delle attività poste in essere e nell'ottica di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria il Gestore, in data 14 febbraio 2022 con nota prot. 47536/2022, ha presentato all'EGATO5 la richiesta di valorizzazione della componente aggiuntiva di natura previsionale (Op EE exp,a) da inserire nell'ambito della componente di costo per l'energia elettrica (COEE a) ai sensi dell'articolo 4, comma 4.3, della deliberazione ARERA 639/2021/R/idr, al fine di anticipare almeno in parte gli effetti del trend di crescita del costo dell'energia elettrica.
Inoltre, in data 4 marzo 2022 con nota prot. 68235/22, la Società ha presentato all'EGATO n.5 la richiesta di riconoscimento degli oneri OP social, cioè dei costi per la procedura di limitazione per alcune tipologie di utenze come ad esempio i fruitori del bonus sociale idrico, per gli anni 2022 e 2023 ai sensi dell'articolo 18.10 dell'Allegato A alla deliberazione 580/2019/R/idr. Sono, invece, in fase di redazione le istanze per il riconoscimento degli oneri di seguito riportati:
- OPMis ai fini dell'implementazione delle misure tese ad accelerare l'adeguamento alle più recenti disposizioni regolatorie per rendere gli utenti maggiormente consapevoli dei propri consumi, nonché per favorire le procedure di limitazione in caso di morosità e di disalimentazione selettiva della fornitura ove ne ricorrano i presupposti;
- morosità (COmor) per il riconoscimento di una percentuale di morosità più alta rispetto a quella riconosciuta dal metodo tariffario (3%);
- costi emergenti che sfuggono alla regolazione tariffaria (a titolo esemplificativo e non esaustivo: cyber security, maggiori costi delibera ARERA 610/21 "Prescrizione biennale", Direttiva Acque Potabili – Direttiva UE 2020/2184).
In riferimento alla deliberazione n. 229/2022/R/idr del 24 maggio 2022, in data 28 giugno 2022 la Segreteria tecnica dell'EGATO ha trasmesso alla CSEA e all'ARERA, a mezzo pec, le due istanze avanzate dal Gestore, quella della valorizzazione della componente di costo OpEEexp,a e quella dell'anticipazione finanziaria, con i relativi allegati riservandosi di completare l'invio della documentazione richiesta non appena disponibile. L'ammontare delle premialità relativo alla qualità tecnica è stato determinato nell'ambito delle consistenze del "Conto per la promozione della qualità dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione" istituito presso la Cassa per i Servizi Energetici ed Ambientali (Csea), alimentato dal gettito della componente UI2, ed è stato erogato, nella misura di € 731.691 alla fine del mese di giugno 2022, dalla stessa Csea.
Con riferimento ai rapporti con l'AATO5, l'11 settembre 2018, l'AATO 5 e ACEA Ato5 hanno sottoscritto il verbale n.1 con il quale le parti hanno manifestato la reciproca disponibilità ad aprire un Collegio di Conciliazione sulle varie controversie pendenti tra le stesse. Hanno altresì condiviso le regole di funzionamento del nominando Collegio di Conciliazione e i criteri di nomina del Collegio stesso e, in particolare, ciascuna parte ha nominato il proprio componente.
In data 17 settembre 2019 il Collegio di Conciliazione, ha comunicato di aver completato l'attività istruttoria in merito a tutti i punti devoluti al Tavolo. Ha rilevato, tuttavia, che, in ragione della numerosità e della complessità delle questioni oggetto di esame, risultasse necessaria una notevole attività ai fini della redazione di un documento che presentasse una complessiva e motivata proposta conciliativa. All'esito di un'articolata e approfondita attività istruttoria, il Collegio di Conciliazione ha elaborato una bozza di Proposta di Conciliazione illustrata ai legali rappresentanti delle parti nella seduta dell'11 novembre 2019. In occasione di tale seduta, le Parti hanno invitato il Collegio ad elaborare una vera e propria bozza di Conciliazione che tenesse conto della relazione illustrata in quella sede, nonché delle proposte formulate dal Gestore, da sottoporre all'esame e all'approvazione dei relativi Organi.
In data 27 novembre 2019, il Collegio di Conciliazione trasmetteva alle parti la 'Proposta di Conciliazione' definitiva, nonché la bozza dell'Atto di Conciliazione, che ciascuna parte sarà libera di accettare o meno, a proprio insindacabile giudizio, ovvero di accettarla in toto o anche solo parzialmente. Le valutazioni del Collegio infatti hanno avuto come obiettivo e criterio ispiratore la formulazione di una proposta conciliativa unitaria, in grado di costituire un punto di equilibrio tra le rispettive posizioni ed interessi delle parti, minimizzando gli impatti negativi sui clienti e sulla tariffa del servizio e che consentirà l'instaurazione di un clima più mite nei rapporti tra il Gestore, l'Ente d'Ambito e i clienti dell'A.A.T.O. 5, superando il precedente periodo caratterizzato da un clima conflittuale, che ha generato grave pregiudizio per il Gestore anche nei rapporti con i clienti.
Nello specifico, con riferimento alle singole reciproche pretese rimesse alla sua valutazione, le soluzioni prospettate dal Collegio di Conciliazione nella succitata Proposta di Conciliazione sono le seguenti:
- giudizio pendente presso il Tribunale di Frosinone R.G. 1598/2012, relativo ai canoni concessori 2006-2011 il Collegio proporrebbe il riconoscimento del debito a carico del Gestore per l'ammontare richiesto pari ad € 1.750.000 (si precisa che tale importo è da intendere come un riconoscimento aggiuntivo rispetto a quello indicato nella proposta di transazione avanzata nell'ambito del sopra richiamato giudizio pendente – si veda quanto descritto nel precedente paragrafo "Giudizio Civile RG 1598/2012");
- quantificazione del canone concessorio relativo al periodo 2012-2017 e correlata destinazione delle eventuali economie per complessivi 12.798.930,00 – il Collegio proporrebbe, anche tenuto conto delle indicazioni regolatorie fornite dall'ARERA, che le medesime vengano decurtate dai conguagli tariffari a favore del Gestore;
- riconoscimento del credito vantato dal Gestore (€ 10.700.00,00) il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore; - risarcimento dei danni subiti da Acea ATO 5 a fronte delle ritardate consegne dei servizi da parte dei Comuni di Cassino, Atina e Paliano – il Collegio riterrebbe fondata la pretesa del Gestore ma, in considerazione della difficile quantificazione economica del danno subito ed in ragione dello spirito conciliativo sotteso alla proposta di conciliazione, proporrebbe che il Gestore rinunci alla pretesa nei confronti dell'Ente d'Ambito;
- risarcimento dei danni per il mancato passaggio degli impianti ASI e COSILAM, valorizzati economicamente in € 2.855.000,00 – Il Collegio ritiene non vi siano i presupposti per rimettere in discussione un atto ormai passato in giudicato; il Gestore, tuttavia, rinuncerebbe a tale pretesa a fronte del riconoscimento del credito per € 10.700.000,00;
- riconoscimento delle penali per € 10.900.000,00 applicate da parte dell'AATO5 nei confronti del Gestore e annullate dal TAR Latina con sentenza n. 638/2017. Seppur il Gestore abbia sostanzialmente disconosciuto l'applicazione di dette penali relative al periodo 2014-2015, il Collegio proporrebbe un accoglimento parziale della pretesa dell'Ente d'Ambito in misura pari a complessivi € 4.500.000. Relativamente a tale punto, la Proposta di Conciliazione prevede un impegno irrevocabile a realizzare, sul territorio dell'ATO 5, investimenti, di importo corrispondente alla quantificazione operata dal Collegio di Conciliazione, senza alcun riconoscimento tariffario e dunque a totale carico del Gestore;
- riconoscimento degli interessi per ritardato pagamento dei canoni di concessione da parte di Acea ATO 5, valorizzati economicamente in € 650.000,00 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa;
- richiesta di un piano di rientro da parte del Gestore nei confronti dell'Ente d'Ambito in relazione alle posizioni debitorie inerenti al canone concessorio 2013/2018 che, al 30 giugno 2019, vale circa 10.167.000,00 - il Collegio proporrebbe la compensazione di tale debito con il riconoscendo credito di € 10.700.000,00;
- attualizzazione dei Conguagli 2006/2011 anche al 2014, 2015, 2016 e 2017, economicamente valorizzati in € 1.040.000,00 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale credito a favore del Gestore;
- mancata fatturazione dei conguagli 2006-2011 a causa di rettifica dei volumi 2012, economicamente valorizzati in € 1.155.000 - il Collegio proporrebbe il riconoscimento di tale pretesa a favore del Gestore.
La 'Proposta di Conciliazione' e la bozza di 'Atto di Conciliazione' sono stati approvati dal CdA di ACEA Ato5 tenutosi in data 19 dicembre 2019. In data 4 febbraio 2020, la Società ha comunicato alla STO dell'AATO 5, con nota protocollata n. 53150/20, che in data 19 dicembre 2019 il CdA ha approvato la Proposta di Conciliazione formulata dal Collegio di Conciliazione e la bozza di Atto di Conciliazione tra l'AATO5 ed ACEA Ato5 e che, inoltre, è stato conferito mandato al Presidente di sottoscrivere l'Atto di Conciliazione, confermando, in particolare, l'impegno a realizzare interventi per un importo complessivo pari ad Euro 4.500.000 senza alcun riconoscimento tariffario, in via conciliativa e per le ragioni sopra rappresentate.
Purtuttavia, alla luce dei comportamenti assunti nel corso di tutto il processo di conciliazione e, in particolare, nel corso della seduta conclusiva dell'11 novembre 2019 in cui il Collegio di Conciliazione ha illustrato ai legali rappresentanti delle parti la Proposta di Conciliazione e avendo il Consiglio di Amministrazione della Società già approvato il relativo Atto di Conciliazione in data 19 dicembre 2019 e poi comunicato tale decisione all'A.A.T.O. 5 in data 4 febbraio 2020, la Società ha ritenuto che al 31 dicembre 2019 fosse già sorta un'obbligazione implicita per gli impegni previsti dall'Atto di Conciliazione e, in particolare, per il sopra citato impegno a realizzare interventi sul territorio senza alcun riconoscimento tariffario, avendo già creato nell'Ente d'Ambito e nei Comuni del territorio
dell'AATO 5 la valida aspettativa che la Società intenda onorare tali impegni e farsi carico dei relativi oneri. Considerando probabile, in base alle informazioni disponibili, l'approvazione dell'Atto di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci e ritenendo, conseguentemente, anche probabile la correlata obbligazione implicita, a fine esercizio 2019 la Società ha deciso di stanziare a Bilancio a fronte della stessa un fondo rischi di € 4.500.000.
Ad oggi, non risulta ancora fissata la Conferenza dei Sindaci in occasione della quale si provvederà alla approvazione definitiva dei due documenti suddetti.
La Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha poi deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito, almeno, della fase preliminare del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO 5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 mln relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2017, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che – a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore.
La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2017, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente e astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 mln nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, come proposto nella bozza di accordo di conciliazione, per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.
La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione e individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi.
Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvato dal Consiglio di Amministrazione di ATO 5 nella riunione del 19 dicembre 2019 come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 mln da riconoscere all'EGA in forza della stessa – una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione di bilancio 2021.
A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione. La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota dei debiti riferiti al periodo 2019-2021.
Successivamente, con nota del 29 aprile 2022 la STO, ribadendo le proprie pretese in merito agli oneri concessori, convocava un tavolo di confronto per il 6 maggio 2022. Riscontrava la Società con nota del 6 maggio 2022, con la quale, pur ribadendo le proprie ragioni, si rendeva disponibile a partecipare all'incontro richiesto, che tuttavia si teneva solo in data 09 maggio 2022. Ad esito dell'incontro le parti convenivano sulla necessità di avviare un tavolo tecnico per analizzare tutte le questioni in sospeso. Alla data odierna il tavolo tecnico è ancora in corso.
Come noto, la Conferenza dei Sindaci non ha ancora approvato la revisione tariffaria per il biennio 2022-2023, resta pertanto vigente, nelle more, il Piano Economico Finanziario approvato dall'AATO5 con delibera n.1/2021, rispetto al quale appare opportuno reiterare alcune considerazioni.
Nello specifico, il suddetto Piano Economico Finanziario:
- non prevede tempistiche certe per la fatturazione dei conguagli tariffari pregressi per circa Euro 50 milioni (dei complessivi Euro 101 milioni);
- prevede la fatturazione di circa Euro 51 milioni solo a decorrere dall'annualità 2024 dunque non fatturabili nell'immediato, e tra l'altro non correttamente inseriti nella formula del calcolo della variazione tariffaria ammessa;
- non riconosce costi operativi per le annualità 2020-2021 pari ad Euro 3,3 milioni, comportando quindi una perdita finanziaria sul 2021 di corrispondente importo;
- prevede una variazione tariffaria non compatibile con il livello di investimenti e di costi operativi in arco piano, poiché non considera il deficit finanziario generatosi a carico del gestore nelle precedenti predisposizioni tariffarie.
Tale situazione di rinvio della copertura finanziaria risulta aggravata, inoltre, dal protrarsi del procedimento di approvazione da parte dell'ARERA delle proposte tariffarie 2016-2019 e dell'aggiornamento biennale 2018- 2019, con la conseguenza che, sebbene la Conferenza dei Sindaci abbia deliberato il VRG per gli anni 2016-2019 e 2020-2023 a copertura dei costi ammissibili, seppur in misura ridotta per gli anni 2020-2023, espone il Gestore all'indeterminatezza delle tempistiche di fatturazione dei conguagli pregressi necessari per il mantenimento dell'equilibrio finanziario, sia di breve che di medio-lungo periodo.
Di fronte ai vincoli del metodo tariffario dell'ARERA, soprattutto relativamente al meccanismo di sfasamento biennale del riconoscimento in tariffa dei costi ammissibili, la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 non ha assicurato al Gestore, nella attuale configurazione tariffaria 2020-2023, le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari riferiti, in modo particolare, al piano di
rientro del debito e agli oneri della gestione del Servizio Idrico derivanti dalle trascorse inadempienze dell'AATO5, in riferimento alle approvazioni tariffarie.
Difronte a tale situazione, è proseguito nel primo semestre 2022, il processo di efficientamento dei costi di esercizio attraverso l'adozione di tutte le misure idonee a migliorare la posizione finanziaria della Società necessaria per confermare il presupposto della continuità aziendale.
Gli obiettivi di tali azioni hanno riguardato:
- la sottoscrizione di piani di rientro per debiti pregressi sia con fornitori terzi che infragruppo,
- l'intensificazione dell'utilizzo del reverse factoring sui principali contratti sottoscritti nel 2021,
- il porre in essere una serie di azioni coordinate e mirate a ridurre i tempi d'incasso delle fatture utenza e, conseguentemente, al miglioramento delle percentuali d'incasso,
- la rimodulazione degli investimenti orientati a garantire la continuità del servizio ma anche la sostenibilità finanziaria degli stessi sia nell'ottica del quadriennio 2020-2023 che dell'intero Piano,
- l'efficientamento dei costi operativi in conseguenza del minor flusso di ricavi derivante dal Piano Economico Finanziario approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell'AATO5,
- la presentazione del ricorso avverso la Delibera n. 1 della Conferenza dei Sindaci di approvazione della proposta tariffaria 2020-2023,
- l'esperimento dell'istanza di riequilibrio finanziario come misura prevista dalla regolazione in presenza di elementi di incertezza tariffaria che determinano potenziali squilibri finanziari.
Con riferimento alla delibera tariffaria, il TAR ha rigettato il ricorso eccependo il difetto di competenza. La Società ha provveduto ad impugnare la sentenza innanzi al Consiglio di Stato.
Con riferimento all'istanza di riequilibrio, recante l'illustrazione delle cause e dell'entità dello squilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO 5 e la proposta delle misure di riequilibrio ipotizzate, ivi compresa la richiesta di accesso alle misure di perequazione finanziaria, la Segreteria Tecnica Operativa dell'AATO5 competente per la trasmissione all'ARERA ha avviato le verifiche del caso avvalendosi di consulenze esterne qualificate. Alla data di redazione della presente non si ravvisano elementi utili a prevedere l'esito dell'istanza.
A fronte dello scenario sopra rappresentato che fa permanere, in continuità con il precedente esercizio la presenza di significative incertezze, gli Amministratori hanno adottato tutte le misure idonee a migliorare la posizione finanziaria della Società ed indirizzare in tal modo la problematica di tensione finanziaria sopra descritta.
Gli obiettivi di tali azioni includono tra l'altro:
- la richiesta di attivazione di un tavolo tecnico con la STO finalizzato a compensare le partite reciproche già oggetto del Tavolo di Conciliazione ed avviare la definizione di un piano di rientro sulle partite escluse dal Tavolo di Conciliazione compatibile con l'attuale scenario tariffario,
- la presentazione del ricorso al TAR ed al Consiglio di Stato avverso la deliberazione n. 1/2021 della Conferenza dei Sindaci del AATO5,
- la presentazione dell'istanza di riequilibrio economico-finanziario secondo quanto previsto dagli artt. 9 e 10 della Convenzione Tipo approvata dall'ARERA con deliberazione 656/2015/R/idr,
- la sottoscrizione di piani di rientro a medio/lungo termine per ristrutturazione dei debiti scaduti al 31 dicembre 2021 (sia verso fornitori terzi che intercompany),
- l'adozione di nuovi piani di rientro intercompany con riferimento alla quota di debiti scaduti e alla data del 31 dicembre 2022 non oggetto di ristrutturazione,
- il consolidamento e l'incremento dello strumento del Reverse Factoring quale forma standard di estinzione dei nuovi debiti a far data dal 2022,
- l'ulteriore incremento dell'adozione di piani di rientro verso fornitori terzi e non oggetto di Reverse Factoring.
Inoltre, preso atto della situazione di incertezza che interessa la Società sotto il profilo regolatorio, in data 16 giugno 2022, la controllante Acea SpA ha autorizzato la patrimonializzazione di Acea Ato5 attraverso la rinuncia ai crediti per partite non finanziarie (commerciali e diverse) scadute e in essere al 31 dicembre 2021, alla quota capitale scaduta del finanziamento oneroso e della relativa quota interessi scaduta al 31 dicembre 2021 per un importo totale pari a € 96.337.589,84 e di procedere alla ristrutturazione dell'esposizione debitoria del Finanziamento Soci fruttifero mediante la rinuncia agli interessi che di anno in anno matureranno e alla linea capitale che di anno in anno giungerà a scadenza per gli anni 2022, 2023 e 2024 ove la Società ne faccia richiesta e persistano condizioni di incertezza.
L'operazione di patrimonializzazione attuata dalla controllante Acea SpA è finalizzata a ristabilire una situazione di equilibrio patrimoniale e finanziario, grazie alla riduzione dello stock di debiti pregressi verso la capogruppo e ai significativi effetti positivi sulla PFN, liberando così risorse finanziarie da destinare progressivamente all'estinzione dei debiti commerciali pregressi verso fornitori terzi.
La Società dovrà tener conto degli esiti – allo stato non prevedibili - dell'iter di aggiornamento biennale tariffario 2022-2023, attualmente in corso con l'Ente d'Ambito, al fine di rivedere le proprie valutazioni in merito alle prospettive di continuità aziendale, in
termini di aggiornamento delle proiezioni economico-finanziarie e dei flussi di cassa prospettici attesi dalla gestione del servizio. Pertanto, al momento non è possibile escludere il permanere delle molteplici significative incertezze identificate in sede di predisposizione del bilancio d'esercizio 2021 della Società che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità aziendale. Gli Amministratori hanno comunque continuato ad adottare il presupposto della continuità aziendale nella redazione della semestrale al 30 giugno 2022, ritenendo che le azioni a presidio della continuità, come ulteriormente rafforzate dalle deliberazioni di Acea SpA, saranno sufficienti a proseguire l'ordinaria gestione aziendale, confidando altresì che si potrà pervenire, in tempi ragionevoli e con le modalità ipotizzate, alla utile conclusione dei procedimenti in materia tariffaria sopra descritti, nonché alle approvazioni tariffarie da parte di ARERA.
Si informa che con la delibera 183/2022/R/idr del 26 aprile 2022, pubblicata in data 28 aprile 2022, l'Autorità ha provveduto alla prima applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica del servizio idrico integrato (RQTI) per le annualità 2018-2019. Il provvedimento costituisce l'attuazione del Titolo 7 della delibera 917/2017/R/idr, che ha istituito un sistema di incentivazione con riferimento a dei macro indicatori di qualità tecnica per il perseguimento di una serie di obiettivi relativi al servizio idrico integrato.
I ricavi del servizio idrico integrato sono determinati sulla base del nuovo metodo tariffario idrico (MTI-3), così come approvato dall'Autorità (ARERA) con deliberazione n. 580/2019/R/idr del 27 dicembre 2019 ed ammontano a € 41,8 milioni inclusa la stima dei conguagli delle partite passanti e la componente FoNI pari a € 4,9 milioni. In termini di determinazione del VRG, le relative componenti tariffarie sono state valorizzate sulla base dell'attuale PEF in vigore ai sensi di quanto disposto dalla deliberazione 580/2019/R/idr art.7.2 senza il recepimento delle novità introdotte dalla deliberazione 639/2021/R/idr per l'aggiornamento biennale 2022-2023 (tra cui i parametri finanziari – Ofin, Ofisc, deflatori, inflazione), anche in considerazione del fatto che l'attuale stato di interlocuzione con la Segreteria Tecnica dell'EGA non consente una diversa previsione dei ricavi del SII
Per quanto riguarda i conguagli tariffari si informa che, sulla base del ricalcolo operato per effetto della rettifica del credito per fatture da emettere verso utenti come conseguenza dell'attività ispettiva volta dall'ARERA per gli anni 2012-2017 e al successivo aggiornamento tariffario del 1° Agosto 2018 da parte dell'EGA, ammontano a € 101,2 milioni.
Con riferimento alle ulteriori vicende relative ai contenziosi legali, instaurati e instaurandi, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.
Acea Molise
Acea Molise Srl gestisce il Servizio Idrico Integrato nei seguenti contesti multi-regionali e multi-ambito:
- Regione Molise: gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Termoli (ATO unico);
- Regione Lazio: le attività di competenza sono le seguenti:
- gestione diretta del Servizio Idrico Integrato del Comune di Campagnano di Roma (ATO 2 Lazio);
- conduzione dell'impianto di depurazione del Comune di Valmontone (ATO 2 Lazio).
Le concessioni di Termoli e Campagnano sono scadute a fine 2021 e sono state prorogate dagli Enti concedenti come segue:
COMUNE DI TERMOLI: la gestione del SII nel Comune di Termoli è stato tecnicamente prorogato sino al 30 giugno 2022, in attesa della conclusione del bando di gara avente ad oggetto l'"Affidamento dell'esecuzione degli interventi a tutela del territorio e delle acque e per il miglioramento del servizio idrico integrato del Comune di Termoli - Partenariato Pubblico Privato - Finanza di Progetto con diritto di prelazione del promotore (art. 183, comma 15, d.lgs. n. 50/2016)".
Nonostante Acea Molise fosse il soggetto promotore della Finanza di Progetto con diritto di prelazione, dalla presa visione dei titoli abilitativi alla gara, la Società si è resa conto di non possedere la totalità dei requisiti di qualificazione richiesti. Si è pertanto valutata l'opportunità di partecipare comunque alla gara e di presentare un'offerta migliorativa (perdendo il diritto di prelazione) con l'avvalimento di TWS (gruppo Acea) ed operatori terzi di gradimento Acea. Oltre all'ampliamento dei requisiti, questa soluzione consentirebbe di realizzare importanti sinergie di gruppo.
In data 29.03.2022, il CdA della controllante Acea Spa (socio unico di Acea Molise) ha espresso parere favorevole alla richiesta della Società di partecipare alla gara indetta dal Comune di Termoli (con l'avvalimento di TWS e operatori terzi), e contemporaneamente ha deliberato il relativo sostegno finanziario, sino ad un importo massimo di € 5mln.
A seguire, in data 30.03.2022, anche il CdA di Acea Molise, preso atto della delibera del socio Acea Spa, ha espresso parere favorevole alla partecipazione alla gara con l'istituto dell'avvalimento.
In data 31.03.2022 Acea Molise, in collaborazione con l'unità Gare di Gruppo, ha presentato, tramite piattaforma messa a disposizione dalla stazione appaltante Comune di Termoli, un'offerta migliorativa, lato investimenti, rispetto ai documenti di gara.
Alla data del 01.04.2022, termine ultimo per la presentazione delle offerte di gara, non si hanno notizie di ulteriori offerte oltre quella presentata da Acea Molise.
La Centrale Unica di Committenza riunitosi in data 19.05.2022, con nota prot. 32122, comunicava la chiusura dei lavori da parte della commissione di gara con proposta di aggiudicazione della Finanza di Progetto in favore della Società Acea Molise S.r.l.. Con Determina Dirigenziale n. 1089 del 20.05.2022 l'appalto in oggetto è stato definitivamente aggiudicato ad Acea Molise Srl.
L'aggiudicazione della gara del Project Financing indetta dal Comune di Termoli consente quindi alla Società di proseguire a buon titolo nella gestione del servizio idrico integrato in detto comune, in attesa delle decisioni regionali in merito al Gestore Unico di Ambito.
Obiettivo di ampio respiro e di interesse del Gruppo Acea, è rappresentato difatti dalla partecipazione ad una eventuale gara di gestione del servizio idrico integrato dell'intero Ambito Molisano, che potrebbe essere bandita entro il I semestre del 2023. Allo stato attuale si ha evidenza dell'approvazione del Piano di Ambito regionale, definito dall'EGAM in collaborazione con la Sogesid (società partecipata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), e pubblicato ufficialmente sul sito della Regione Molise, e si ha notizia dell'imminente costituzione di una società di gestione con il 100% di capitale pubblico cui sarà affidato l'intero servizio idrico integrato dell'ATO unico del Molise.
Si è in attesa quindi di sviluppi riguardo le decisioni della Regione Molise e dell'EGAM circa le modalità operative di gestione del servizio idrico integrato dell'Ambito Molisano: tramite una gestione totalitaria in house o con l'ausilio (auspicato) di un partenariato privato.
COMUNE DI CAMPAGNANO di ROMA: La gestione in concessione del servizio di distribuzione dell'acqua potabile del Comune di Campagnano, affidata nel 1991 ed ampliata nel 2000 all'intero Servizio Idrico Integrato, è scaduta il 31.12.2020 ed è stata prorogata sino al 31.12.2021 in attesa della ratifica del Consiglio Regionale dello spostamento del Comune di Campagnano di Roma dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma.
In data 14 luglio 2021, il Consiglio Regionale della Regione Lazio, con deliberazione n. 10, ha ratificato il passaggio del Comune di Campagnano di Roma, dall'ATO1 Lazio Nord-Viterbo all'ATO2 Lazio Centrale-Roma, ambito il cui Gestore unico è la società ACEA Ato2. Nel corso del secondo semestre del 2021 si sono susseguiti una serie di incontri con il Comune e con il Gestore dell'Ambito Acea Ato2 per definire il passaggio di consegne del servizio idrico integrato.
Nonostante l'impegno delle parti coinvolte nel passaggio di gestione, in data 14 dicembre 2021, con lettera prot. 37728, il Sindaco del Comune di Campagnano di Roma, in ragione della complessità dell'iter procedurale, sia amministrativo che tecnico, per l'adesione all'ATO2, ha chiesto ad Acea Molise la disponibilità a proseguire la gestione del servizio idrico integrato del Comune medesimo, per un ulteriore anno, e quindi sino al 31 dicembre 2022, quale termine ragionevolmente stimato per la conclusione del passaggio di gestione ad ACEA Ato2. Contestualmente ha chiesto sempre ad Acea Molise, la disponibilità, a partire dal 1° gennaio 2022, di gestire anche l'impianto di trattamento arsenico comunale (Potabilizzatore) dietro adeguamento tariffario.
In data 20 dicembre 2021, con lettera prot. 24984. Acea Molise Srl si è dichiarata disponibile sia a proseguire il servizio idrico integrato comunale per un ulteriore anno, sia ad ampliare il perimetro gestito con la presa in carica del Potabilizzatore.
Attualmente sono in corso, di concerto con la STO dell'ATO2 Lazio Centrale-Roma, tutte le attività propedeutiche per il passaggio di gestione, e si presume che le stesse si concretizzeranno entro il 30 settembre 2022.
COMUNE DI VALMONTONE: Il contratto di gestione del Depuratore di Valmontone, è naturalmente scaduto nel mese di Aprile 2022 e l'attività doveva essere acquisita dal gestore unico di ambito ACEA Ato2 Spa.
Le Parti hanno però concordato di posticipare la scadenza del contratto di 3 mesi, al 31.07.2022, al fine di consentire alla società Acea Molise Srl di poter concludere tutte le attività di competenza in materia di smaltimento dei rifiuti, come indicati nel registro di carico e scarico intestato alla stessa società.
Campania – GORI S.p.A. (Sarnese Vesuviano)
Gori, sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 Settembre 2002, è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato afferente 76 Comuni fra le province di Napoli e Salerno. A fronte dell'affidamento del servizio, Gori corrisponde un canone di concessione all'ente concedente (Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano) in base alla data di effettiva acquisizione della gestione. Il perimetro di gestione è rimasto invariato rispetto al precedente esercizio avendo ormai concluso il processo di acquisizione delle gestioni; infatti, i comuni gestiti sono 76 e cioè tutti quelli ricadenti nell'ATO3 della Regione Campania.
Schema Regolatorio 2020 - 2023
Il Comitato Esecutivo dell'Ente in data 12 agosto 2021 ha definitivamente approvato lo schema regolatorio 2020-2023 per il gestore GORI SpA con delibera n. 35; sempre in data 12 agosto 2021, gli uffici dell'EIC hanno poi trasmesso all'ARERA lo schema regolatorio tramite la procedura informatica. Nell'ambito di tale schema regolatorio approvato dall'EIC, è previsto un Theta pari a 1 per le annualità 2020, 2021 e 2023 ed un incremento del Theta pari al 2.4 per l'anno 2022.
L'EIC nella delibera in parola ha inoltre stabilito di rinviare ogni ulteriore e definitiva determinazione in merito ad eventuali manovre correttive sugli schemi regolatori riferiti ai periodi pregressi non considerate nella proposta approvata, al fine di attendere i provvedimenti che l'ARERA dovrà assumere in esecuzione di quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, Sezione Sesta, n. 5309/2021 del 13/07/2021; più specificamente, il Consiglio di Stato ha disposto che l'ARERA provveda a rinnovare l'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie approvate dalla medesima ARERA con la deliberazione 104/2016/R/idr recante "Approvazione, ai fini della valorizzazione dei conguagli nell'ambito del metodo tariffario per il secondo periodo regolatorio MTI-2, delle predisposizioni tariffarie relative all'Ambito Territoriale Ottimale Sarnese Vesuviano per il periodo 2012-2015", fermo restando che "la rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria".
Conseguentemente, con la deliberazione n.373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 e la successiva deliberazione 18/2022/R/idr del 18 gennaio 2022, ARERA ha avviato il procedimento per la rinnovazione della predetta istruttoria, all'esito della quale ha previsto, in prima istanza, l'adozione del provvedimento conclusivo entro il 31 dicembre 2021, poi prorogato al 15 marzo 2022, in ragione della proroga del termine intervenuta con la citata deliberazione 18/2022/R/idr.
Si rappresenta che, nell'ambito del su menzionato procedimento istruttorio avviato dall'ARERA, l'Ente Idrico Campano ("EIC") – su specifica richiesta dell'Autorità e in riscontro a quanto richiesto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021 – ha accertato la vigenza del Piano d'Ambito, approvato nel 2000 e regolarmente aggiornato nel 2007, nonché ha accertato che il soggetto gestore GORI s.p.a. ("GORI" o "Gestore" o "Società") ha dato effettivamente attuazione al Piano d'Ambito fino a tutto il 2011 secondo le previsioni della normativa di settore.
Inoltre, in data 25 maggio 2022, ARERA, all'esito delle prime attività istruttorie condotte, ha convocato un incontro istruttorio ai sensi del punto 2 della deliberazione 373/2021/R/IDR "con la finalità di assicurare il più ampio "contraddittorio con gli enti appellanti", come statuito dal Consiglio di Stato con la citata sentenza, prima dell'adozione del provvedimento di conclusione del procedimento, (…omissis…) "volto a rappresentare gli esiti dell'attività istruttoria compiuta dagli scriventi uffici, e a consentire ai soggetti in indirizzo di fornire contributi o commenti nel corso della riunione in parola."
All'esito del citato incontro, ARERA ha adottato, in data 31/05/2022, la deliberazione n. 247/2022/R/IDR, avente ad oggetto "Determinazioni per la rinnovazione dell'istruttoria in ordine alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI S.p.A., per gli anni 2012 e 2013, e proroga del termine per la conclusione del procedimento volto all'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021" con la quale l'Autorità ha ulteriormente prorogato, al 30 settembre 2022, il termine di conclusione del procedimento, avviato con deliberazione 373/2021/R/idr (per la rinnovazione dell'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/IDR, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021) ed ha assegnato all'Ente Idrico Campano un termine (entro e non oltre novanta giorni decorrenti dal ricevimento del presente provvedimento, ovvero entro il 29 agosto 2022) per l'assunzione e la trasmissione delle determinazioni di competenza all'Autorità, disponendo inoltre - laddove l'Ente Idrico Campano non provveda nel rispetto dei termini e delle modalità all'adozione e trasmissione degli atti di competenza l'azzeramento della quota parte dei relativi costi di funzionamento di cui all'articolo 154, comma 1, del d.lgs. 152/06.
Allo stato, per quanto risulta, l'Ente Idrico Campano, sta predisponendo gli atti da sottoporre all'approvazione del Comitato Esecutivo per la definitiva approvazione e conseguente trasmissione all'Autorità nei termini previsti.
I ricavi al 30 giugno 2022, che ammontano complessivamente a € 125,0 milioni, sono stati determinati sulla base dello schema regolatorio approvato dall'Ente Idrico Campano con la delibera 35/2021, in adempimento alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, adeguati sulla base di quanto stabilito dalla delibera ARERA 639/2021, con la quale l'Autorità ha definito i criteri per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato.
La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di OPnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi degli art. 18.2, 18.3 lettera c) e 18.4 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr, hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio, tuttavia, l'Ente Idrico Campano, al fine di garantire la sostenibilità sociale della tariffa, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I., ha deliberato incrementi tariffari inferiori rispetto al limite massimo applicabile riconosciuto dal metodo regolatorio MTI-3.
Si evidenzia inoltre che, per la valorizzazione del VRG al 30 giugno 2022, la componente di vincolo relativamente al bonus idrico integrativo Opsocial di competenza dell'anno 2022 è stata posta pari a zero in quanto, pur essendo stata riconosciuta nell'ambito dello schema regolatorio approvato dall'EIC, di fatto manca un atto deliberativo specifico, tenuto conto che "l'erogazione del bonus idrico integrativo è subordinata alle eventuali determinazioni che saranno assunte, a tale riguardo, dall'Ente Idrico Campano per mantenere l'agevolazione prevista nel biennio 2018-2019, individuando contestualmente la platea dei beneficiari aventi diritto al Bonus idrico integrativo e le relative modalità di accesso"; mentre è stata considerata, nel computo del Vincolo, la componente Opsocial relativa alle annualità 2020 e 2021 (non iscritte nei bilanci di competenza),così come deliberato dal Consiglio di Distretto dell'Ente idrico Campano con delibera n.2 del 5 maggio 2022, con la quale ha approvato i criteri per l'assegnazione del bonus idrico integrativo per il biennio 2020-2021.
Sono state altresì considerate le componenti puramente regolatoria COdeltafanghi e COEE.
Le componenti OpexQC e OpexQT sono state valorizzate nella misura di quanto richiesto nelle relative istanze di riconoscimento costi, ovvero nel limite di quanto rendicontato nel 2019.
Gli OPnew portati in computo, sono stati quantificati in continuità con quanto fatto negli esercizi precedenti, e pertanto trovano copertura in vincolo, per il principio del full cost recovery, i costi effettivamente sostenuti sugli impianti trasferiti al 30 giugno 2022, come desumibili dalle fonti contabili.
Al 30 giugno 2022 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrale idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto ad Ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a Marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Settembre 2018, le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a Dicembre 2018, il Campo Pozzi di Angri con trasferimento avvenuto a Febbraio 2019, l'impianto di depurazione dell'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Marzo 2019, il completamento dell'Area Sarnese con trasferimento avvenuto ad Aprile 2019, l'impianto di depurazione Medio Sarno 2 con trasferimento avvenuto a Luglio 2019, il trasferimenti relativi all'impianto di depurazione Medio Sarno 3 ed all'Area idrica Penisola Sorrentina avvenuti a Dicembre 2019, il trasferimento dell'impianto di depurazione Foce Sarno avvenuto a dicembre 2020, ed in fine il trasferimento dell'impianto di depurazione Alto Sarno avvenuto a gennaio 2021.
I costi operativi endogeni Opexend sono stati definiti secondo quanto stabilito all'art. 17.1 dell'Allegato A alla delibera ARERA 580/2019/R/idr dove sono state introdotte misure volte ad incentivare comportamenti efficienti da parte dei gestori; a tal fine, il calcolo del livello pro capite del costo operativo sostenuto da GORI nell'anno 2016 ha posizionato GORI nella Classe B1 della matrice regolatoria di cui all'art. 17.1 della delibera ARERA 580/2019/R/idr, mentre il calcolo del costo operativo stimato, calcolato secondo il modello
statistico di cui all'art. 17.2 dell'Allegato A alla delibera ARERA e trasformato in termini pro capite, ha collocato il gestore nel Cluster A della matrice regolatoria. Pertanto, GORI si è posizionata nel quadrante n. 4 della matrice regolatoria. Gli Opexend così definiti, adeguati del coefficiente inflativo previsto dall'Autorità nell'ambito dell'aggiornamento biennale regolatorio 2022-2023, sono pari a € 74,8 milioni.
Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 27.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 580/2019/R/idr e ss.mm. e ii. il quale articolo prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2020-2023, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2).
Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania al 30 giugno 2022, è stata considerata la tariffa approvata dall'EIC con delibera n. 7 del 26 febbraio 2021 cha determina lo schema regolatorio 2020-2023 per la Proposta Tariffa Acqua all'ingrosso per il gestore "Regione Campania", e pari a 0,20452 €/mc, con l'applicazione, per l'anno 2022, di un teta pari a 1,060 (incremento pari al 6%).
Il costo di competenza al 30 giugno 2022 a valere sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il principio del full cost recovery, è pari a circa € 3,1 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza.
Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti che, per la determinazione dei costi di competenza al 30 giugno 2022 secondo il principio del full cost recovery, risultano pari a circa € 3,7 milioni, in ragione della tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/mc, (applicazione delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 Marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e Gori), applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali.
Accordo Operativo tra Regione Campania, Ente Idrico Campano e GORI
In data 8 novembre 2018 è stato stipulato un Accordo Operativo tra la Regione Campania, l'Ente Idrico Campano e GORI ("Accordo Operativo") finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi: (i) l'assunzione da parte di GORI della gestione del servizio e della presa in carico delle cosiddette "Opere Regionali" (cioè, alcune rilevanti infrastrutture del S.I.I. ricadenti nel territorio dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano, gestite per lungo periodo dalla Regione Campania e da quest'ultima trasferite al gestore GORI nel periodo tra il 2019 e il 2021) e il loro conseguente efficientamento; (ii) l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso (di acqua e dei servizi di fognatura e depurazione) erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi relativamente al pagamento per le forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e i servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue"; (iii) la creazione di condizioni utili per favorire l'accesso al mercato del credito da parte di GORI; (iv) l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di competenza, l'equilibrio economicofinanziario della gestione del S.I.I. dell'ATO, laddove dovesse venire meno.
Per effetto dell'Accordo Operativo, la Società ha stipulato, in data 18 luglio 2019, un contratto di finanziamento a lungo termine con un pool di banche con periodo di disponibilità di 4 anni, durata decennale e scadenza finale per il rimborso al 31 dicembre 2029.
Peraltro, l'emergenza sanitaria da covid-19, l'aumento dei costi delle materie prime e dell'energia ha comportato, inevitabilmente, rilevanti criticità socio-economiche, per le quali il Governo nazionale, la Giunta Regionale della Campania ed anche l'ARERA hanno adottato e stanno adottando una serie di misure al fine di attenuarne gli effetti, soprattutto – per quanto qui di interesse – per fornire una tutela rafforzata agli utenti del S.I.I. (sospensione attività di riscossione del credito e delle attività di sospensione/interruzione del servizio per gli utenti morosi, nonché dilazione dei pagamenti). In ragione di tale situazione, la Regione Campania e GORI – anche al fine di assicurare una tariffa socialmente sostenibile in questa fase storica e, contestualmente, mantenere il livello degli investimenti programmati nonché, più in generale, garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I. dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità – si sono già determinate nel senso di rimodulare i pagamenti delle somme dovute da GORI alla Regione a titolo di debito per forniture all'ingrosso pregresse, pervenendo in data 20 novembre 2020 alla stipula di un Atto Aggiuntivo all'Accordo Operativo, con cui il pagamento delle rate in scadenza nel periodo da dicembre 2020 a dicembre 2021, pari a circa € 34,4 milioni, è posticipato al 2028.
Parimenti, nell'ambito della predisposizione dello Schema Regolatorio 2020÷2023 approvato dall'Ente Idrico Campano con deliberazione del comitato Esecutivo n. 35 del 12 agosto 2021 è programmata la posticipazione delle rate previste dai piani di rientro stabiliti dall'Accordo Operativo per gli anni 2022, 2023 e 2024 (e pari complessivamente a circa € 34,4 milioni) agli anni 2030, 2031 e 2032. In ogni caso, Regione Campania, Ente Idrico Campano e GORI saranno comunque tenute ad individuare soluzioni idonee a garantire il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I.
Con riferimento alla sentenza del TAR Lombardia n. 1619 del 29 Giugno 2018 si informa che il Consiglio di Stato, in parziale accoglimento del ricorso in appello dei predetti Comuni, con la recente sentenza n. 5309 del 13 luglio 2021, ha riformato la sentenza del T.A.R. Lombardia, sede di Milano n. 1619/2018, sul presupposto che l'ARERA non abbia effettuato una corretta attività istruttoria riguardo "la quantificazione delle tariffe", in quanto non avrebbe valutato se il Piano d'Ambito sia stato effettivamente attuato dopo il 2009 e, cioè, dopo che è stato avviato il procedimento della sua revisione; ha quindi argomentato, ai fini della predetta "quantificazione delle tariffe", sulla verifica dell'effettiva attuazione del Piano d'Ambito «… tenuto conto dell'esigenza di verificare la congruità dei costi rispetto agli obiettivi pianificati anche "in relazione agli investimenti programmati" (art. 149 d. lgs. 152/06) … il che implica l'esigenza di una istruttoria … sullo stato di attuazione del piano [d'ambito] quale presupposto per valutare concretamente i costi della gestione
ed un eventuale concreta valutazione della situazione determinatasi al fine di individuare l'adeguata tariffazione …». Il Consiglio di Stato ha poi concluso prevedendo una temporanea riduzione del 30% dell'incremento tariffario previsto dalla delibera n. 104/2016/R/idr "in attesa della rinnovazione del procedimento" istruttorio dell'ARERA propedeutici all'assunzione di nuove determinazioni (anche confermative delle determinazioni assunte con la deliberazione ARERA 104/2026/R/idr) in ordine alla "quantificazione delle tariffe" – «non essendo comunque in discussione la misura delle pregresse consolidate tariffe e dovendosi attribuire comunque un peso preponderante all'avvenuta approvazione del piano» – fermo restando che «La rinnovazione dell'istruttoria non ha alcun contenuto vincolato, essa potrebbe concludere ovviamente anche nel senso di confermare la decisione tariffaria qui annullata solo per difetto di istruttoria ma sulla base di nuovi elementi ossia la verifica puntuale dell'attuazione del piano e della presumibile giustificata modulazione futura degli interventi programmati o sulla base di una più specifica diversa motivazione o, in caso contrario, ove l'Autorità lo ritenesse, potrebbe concludersi per confermare in toto od in parte il disposto annullamento giurisdizionale ( che ha solo un effetto conformativo istruttorio in attesa della rinnovazione delle valutazioni tecniche ). Tale riduzione è disposta, fino alla nuova determinazione dell'Autorità, che dovrà sollecitamente intervenire ed espressamente e concretamente motivare sugli effetti derivanti, ai fini della copertura dei costi, dai residui eventuali profili di non attuazione del piano, salvo eventuali conguagli finali da ordinarsi all'esito della rinnovazione (ove la riduzione dell'incremento qui annullato fosse da calcolarsi in misura inferiore al trenta per cento)». Si precisa, in merito, che non avendo l'Ente Idrico Campano (cioè, l'ente di governo d'ambito competente) adottato le predisposizioni tariffarie per il quadriennio 2020÷2023, l'ARERA ha diffidato l'Ente Idrico Campano in data 02/07/2021 ad "adempiere ai sensi del comma 5.6 della deliberazione 580/2019/R/IDR e dell'art. 3, comma 1, lett. f), del dPCM 20 luglio 2012" e, quindi, a provvedere, entro 30 giorni dal ricevimento della medesima nota, alle determinazioni e alle trasmissioni di propria competenza con riferimento agli anni 2020-2023, "con l'avvertenza che, decorso inutilmente tale termine, l'istanza del gestore si intenderà accolta dal soggetto competente medesimo quale predisposizione tariffaria, per effetto di quanto già previsto dal richiamato art. 20 della legge n. 241/1990, e sarà trasmessa all'Autorità ai fini della sua valutazione e approvazione, entro i successivi 90 giorni". Successivamente alla sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, l'ARERA ha diffidato nuovamente l'Ente Idrico Campano (che aveva comunicato "di rinviare l'approvazione dello schema regolatorio 2020 – 2023, come predisposto dagli uffici, al fine di verificare l'impatto della Sentenza [del Consiglio di Stato] sullo schema Regolatorio in discussione e nelle more di acquisire appositi chiarimenti …" dall'Autorità in ordine agli effetti della citata sentenza) e il Gestore – ciascuno per quanto di competenza e «…nelle more della rinnovazione citata [dell'attività istruttoria supplementare ordinatagli dal Giudice Amministrativo] …» – a provvedere ad adottare la predisposizione tariffaria 2020-2023 «…comunque garantendo il mantenimento dell'equilibrio economico finanziario della gestione…» e tenendo conto «…(anche ai fini della verifica del rispetto del limite di prezzo fissato dalla regolazione pro tempore vigente) degli effetti di quanto statuito dalla sentenza sopra richiamata…», in termini quindi di "limiti di prezzo" di fatturazione agli utenti. Pertanto, l'ARERA – con la deliberazione 373/2021/R/idr del 7 settembre 2021 – ha già avviato il procedimento per l'ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021, al precipuo ed espresso fine della "… rinnovazione dell'istruttoria – limitatamente ai profili richiamati in motivazione [della sentenza n. 5309/2021] – sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr". Peraltro, l'ARERA con successiva deliberazione 247/2022/R/idr del 31 maggio 2022 ha ordinato all'Ente Idrico Campano: "… di assumere e trasmettere all'Autorità, entro e non oltre 90 (novanta) giorni decorrenti dal ricevimento del presente provvedimento, le specifiche determinazioni, di sua competenza e responsabilità, in merito alle predisposizioni tariffarie relative al gestore GORI S.p.A., per gli anni 2012 e 2013, ferme restando le tempistiche fissate dall'Autorità con riguardo agli adempimenti regolatori afferenti alle annualità successive; … ai fini di una compiuta rinnovazione dell'istruttoria in ordine alle predisposizioni tariffarie sopra richiamate, di prevedere che la trasmissione all'Autorità delle determinazioni … sia corredata da tutti i dati e le informazioni già richiesti dagli Uffici dell'Autorità con comunicazione dell'11 novembre 2021, richiamata in motivazione, nonché – anche tenuto conto della relazione prodotta dai Comuni appellanti – dalle informazioni utili a ricondurre tutti gli elementi utili allo svolgimento del procedimento in oggetto nell'ambito di un quadro chiaro e coerente; … di prorogare al 30 settembre 2022 il termine di conclusione del procedimento, avviato con deliberazione 373/2021/R/idr, per la rinnovazione dell'istruttoria sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016/R/idr, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 5309/2021 …". Allo stato, nell'ambito degli accertamenti svolti, emerge che non dovrebbe comunque essere effettuata alcuna restituzione immediata all'utenza, atteso che l'eventuale decurtazione del 30% (semmai fosse confermata) sarebbe comunque assorbita dai conguagli tariffari maturati dal Gestore GORI ed ancora aperti, così come confermato dalla deliberazione del Comitato Esecutivo dell'EIC n. 35 del 12 agosto 2021. Occorre, quindi, attendere i provvedimenti che l'Autorità adotterà nel termine previsto (30 settembre 2022) in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 5309/2021. Per le motivazioni esposte e sulla base del parere dei consulenti legali allo scopo consultati, non si prevedono al momento impatti economici derivanti da tale sentenza del Consiglio di Stato anche in ragione del fatto che occorrerà, comunque, attendere le eventuali nuove determinazioni dell'ARERA.
Campania – GESESA S.p.A. (Ato1- Calore Irpino)
La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la Gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012 e confluita nell'E.I.C. regionale a fine anno 2018, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore Unico la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione). Gesesa gestisce il Servizio Idrico Integrato in 22 Comuni della provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di 117.492 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 Kmq con una infrastruttura idrica di estensione pari a circa 1.547 km, una rete fognaria di 553 km ed un numero di impianti gestiti pari a circa 332 unità. Le utenze complessive ammontano a 57.405, per le quali è stato stimato un consumo per l'anno 2022 di circa 7,8 milioni di metri cubi di acqua.
Il servizio di fognatura è fornito a circa l'80% degli utenti mentre quello di depurazione è fornito a circa il 35% degli utenti.
Relativamente alla concessione di gestione del SII del Comune di Benevento, in scadenza il 30 giugno 2022, si evidenzia che il Comune di Benevento, con delibera di Consiglio Comunale del 29 giugno 2022 ha deliberato di prorogare la concessione del Servizio alla Società per 12 mesi, ritenendo tale orizzonte temporale necessario per consentire all'Ente Idrico Campano di dar corso alle procedure per consentire al gestore unico, che verrà individuato, di essere in grado di subentrare nella gestione del servizio.
Si fa presente che uno degli obiettivi aziendali è quello di consolidare, estendere ed efficientare in particolare il servizio di fognatura e depurazione. Per tali ragioni gli investimenti si sono anche concentrati sul miglioramento e adeguamento delle reti fognarie e sulla ristrutturazione degli impianti di depurazione e sulla progettazione preliminare di quelli non ancora presenti sul territorio.
In relazione al procedimento penale 5548/16 R.G.N.R. con il quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, nel mese di maggio del 2020, ha posto sotto sequestro 12 impianti di depurazione della società con nomina di un Amministratore giudiziario per la gestione degli stessi, il Pubblico Ministero nel corso del mese di maggio, ha chiesto, tra gli altri, il rinvio a giudizio di alcuni dirigenti e dipendenti di Ge.se.sa. L'udienza preliminare è stata fissata per il 23 gennaio 2023.
Si ricorda che l'inchiesta afferisce alla gestione del sistema di depurazione nel territorio del Beneventano ed a una sua possibile connessione con l'inquinamento dei corpi idrici che insistono su quell'area. Secondo l'impostazione accusatoria gli indagati si sarebbero resi responsabili, in particolare, del delitto di frode in pubbliche forniture ex art.356 c.p. nonché del delitto di inquinamento ambientale di cui all'art. 452 bis c.p. che, ad avviso del Pubblico Ministero, sarebbe una diretta conseguenza delle pratiche di mala gestione degli impianti di depurazione. Gesesa sta continuando l'esecuzione dei lavori contenuti nell'Audit redatto dall'Amministratore Giudiziario a seguito della ricognizione sugli impianti stessi per individuare le soluzioni e gli interventi finalizzati all'efficientamento della resa depurativa degli stessi. L'effettuazione dei lavori viene svolta secondo le modalità contenute nella convenzione approvata dal GIP del Tribunale di Benevento, stipulata il 17 marzo 2021, tra la Società e l'Amministratore Giudiziario.
Si evidenzia che nel corso delle riunioni del Comitato Tecnico, costituito per la gestione delle attività previste dalla convenzione, che si tengono periodicamente, è stato preso atto del proseguimento delle difficoltà e dei ritardi per l'approvvigionamento dei materiali quale conseguenza dell'emergenza COVID, per cui anche il termine fissato per il termine degli interventi di riqualificazione non potrà essere rispettato.
In relazione al procedimento 231 a carico della società è da evidenziare che anche per questo il Pubblico Ministero nel corso del mese di maggio ha chiesto il rinvio a giudizio anche per la società ed è stata disposta la trattazione simultanea di tutte le posizioni a carico sia delle persone fisiche che della società. L'udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 23 gennaio 2023.
Relativamente al provvedimento dell'11 novembre 2021 con il quale il GIP, su richiesta dei C.T e del P.M., aveva stato disposto il sequestro di denaro, direttamente riconducibile al profitto del reato nella disponibilità della Società e il sequestro, finalizzato alla confisca per beni fungibili, immobili e quant'altro di patrimonialmente rientrante nella disponibilità della società, fino alla concorrenza di oltre € 78.000.000, con la nomina di un Amministratore Giudiziario, annullato a seguito dell'accoglimento del ricorso, da parte del Tribunale del Riesame, si evidenzia che tale provvedimento, a seguito di mancata impugnativa da parte del GIP, è passata in giudicato.
Riguardo all'aggiornamento delle tariffe, l'EIC non ha ancora provveduto all'approvazione della proposta di aggiornamento biennale delle tariffe 2018-2019, pur avendo, con nota del Direttore Generale prot. 3866 del 28 febbraio 2020, ritenuto coerente, con il quadro regolatorio dell'Autorità, la documentazione fornita e l'elaborazione eseguita nell'ambito dell'istruttoria del Dirigente del Settore Pianificazione né all'approvazione del metodo tariffario per il terzo periodo regolatorio (MT3) 2020-2023.
Si evidenzia altresì che il 29 dicembre 2020 con nota VC/plb/50001/2020, perdurando la mancata approvazione degli aggiornamenti tariffari, la società presentava all'EIC l'istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'art. 13, comma 13.4 della deliberazione ARERA 918/2017/R/IDR e l'istanza per la predisposizione tariffaria recante gli Schemi Regolatori del terzo periodo regolatorio 2020-2023 prevista dalla delibera 580/2019/R/idr richiedendo, contestualmente, all'ARERA l'esercizio dei poteri sostitutivi.
Tale azione, a tutt'oggi, ha prodotto solo l'invio il 2 luglio 2021 di una diffida dell'ARERA all'Ente Idrico Campano, a cui non è stato dato alcun seguito.
A seguito di tali azioni e dei riscontri forniti dall'EIC, nonostante le difficoltà di interlocuzione con quest'ultimo, è stato sempre mantenuto un confronto tra le parti che, allo stato, è risultato poco proficuo.
Riguardo all'aggiornamento biennale delle tariffe 2018-2019, la Società ha redatto i consuntivi riferiti alle annualità 2016 e 2017 e del Programma degli Interventi per la predisposizione della proposta di revisione tariffaria con la definizione dei VRG e dei Teta degli anni 2018-2019, rivedendo la programmazione degli investimenti per gli anni 2018-2019, recependo anche gli esiti della verifica ispettiva del 16-20 ottobre 2017 contenuti nella determinazione ARERA n. DSAI/26/2018/IDR, del 10 aprile 2018, avente ad oggetto l'avvio di un procedimento per l'adozione di provvedimenti sanzionatori e prescrittivi in materia di regolazione tariffaria del Servizio Idrico Integrato.
Infine, con riferimento al procedimento sanzionatorio di cui al DSAI/26/2018/IDR, l'Autorità lo scorso 21 giugno ha emesso la delibera 262/2022/S/idr – Irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazione della regolazione tariffaria del S.I.I. irrogando una sanzione per complessivi € 83.700. Da una prima analisi del documento appare evidente che non è stato tenuto conto del recepimento delle violazioni accertate, effettuato dalla società nella proposta di aggiornamento biennale 2018-2019 (peraltro mai approvata dall'EIC e oggetto della richiesta di esercizio poteri sostitutivi inviata all'ARERA).
Toscana – Acque S.p.A. (Ato2 – Basso Valdarno)
In data 21 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2031). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.
Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con Deliberazione n° 6/2018 del 22 Giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT n°32/2017 del 5 Ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023.
Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico finanziario e l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine al 31 Dicembre 2026 al nuovo termine 31 Dicembre 2031. In data 9 Ottobre 2018 con Deliberazione n. 502/2018/R/Idr l'ARERA ha approvato la proposta tariffaria.
Il nuovo piano Tariffario fino al termine della concessione al 31 Dicembre 2031, rispetto al precedente piano con termine della concessione 31 Dicembre 2026, contiene la previsione di maggiori investimenti in infrastrutture del servizio e incrementi tariffari più contenuti.
Si informa infine che in data 24 Gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: (i) Linea Term pari ad € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 Dicembre 2023 e, (ii) Linea RCF pari ad € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 Dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.
Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. Tali nuovi contratti hanno previsto il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 Gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile.
La predisposizione tariffaria 2020 – 2023 è stata approvata da ARERA in data 28 settembre 2021 con delibera n. 404/ 2021/R/IDR. Sono stati inoltre approvati gli obiettivi dei Macro-indicatori di qualità contrattuale e tecnica per l'anno 2020 e 2021 ed i Valori del moltiplicatore tariffario per gli anni 2020 – 2023. E' attualmente in corso l'invio dei dati propedeutici alla revisione biennale della tariffa. Come noto, con la deliberazione 639/2021, ARERA ha rideterminato il WACC per le annualità 2022 e 2023.
A parità di investimenti, ciò determinerà una riduzione degli Oneri Finanziari e Fiscali riconosciuti e tale decremento viene parzialmente compensato dalla rivalutazione della RAB per effetto del deflatore.
Toscana – Publiacqua S.p.A. (Ato3 – Medio Valdarno)
In data 20 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° Gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.
In merito alla nuova articolazione tariffaria l'AIT con delibera n. 24 del 7 Dicembre 2018, l'EGA con l'approvazione dell tariffe 2018- 2019 ha anche contestualmente approvato l'allungamento della concessione della Società fino al 2024. La Società ha iniziato quindi un'indagine di mercato con i principali istituti finanziari, volta a verificare la disponibilità e le condizioni economiche per procedere all'erogazione di un finanziamento bancario a medio lungo termine finalizzato in parte ad estinguere le esposizioni finanziarie in essere ed in parte a sostenere gli investimenti previsti nel nuovo Piano degli Interventi approvato. In data 18 Giugno 2019 le banche sono state invitate a presentare un'offerta vincolante sulla base di un term sheet. A seguito delle offerte ricevute, in data 31 Luglio 2019 la Società ha sottoscritto il nuovo finanziamento per € 140,0 milioni suddiviso fra 5 banche finanziatrici. La Linea Base dovrà essere utilizzata per il rimborso integrale del Finanziamento esistente sottoscritto in data 30 marzo 2016 con BNL e Banca Intesa, per il pagamento dei costi accessori del nuovo Finanziamento e per il fabbisogno connesso alla realizzazione degli investimenti previsti dal PEF mentre la Linea Investimenti servirà a coprire integralmente il fabbisogno per ulteriori investimenti previsti nel PEF. Tra le condizioni sospensive all'erogazione del finanziamento le banche finanziatrici hanno richiesto l'approvazione del nuovo Piano Tariffario, comprensivo dell'allungamento della concessione, da parte della ARERA. In data 6 Febbraio 2020 l'ARERA ha inviato una comunicazione in merito alle predisposizioni tariffarie del Servizio Idrico Integrato per il biennio 2018-2019 confermando la validità delle determinazioni tariffarie adottate (e di conseguenza l'approvazione del Piano Economico Finanziario di Publiacqua 2018-2024), per cui si è potuto superare la condizione sospensiva, dopo la chiusura dell'esercizio. Si informa che in data 26 Giugno 2020, l'AIT ha approvato le tariffe per il terzo periodo regolatorio (2020-2023) e ha prontamente inviato la proposta tariffaria all'ARERA. Sostanzialmente il Piano Economico Finanziario (PEF) regolatorio evidenza un andamento tariffario, e di conseguenza un Valore dei Ricavi Garantiti (VRG), costante nel tempo con il solo riconoscimento dell'inflazione annua. In data 16 Febbraio 2021, l'ARERA con
Delibera n. 59/2021/R/idr ha approvato lo specifico schema regolatorio recante le predisposizioni tariffarie per il periodo 2020-2023 ai sensi della Deliberazione dell'Autorità 27 Dicembre 2019, 580/2019/R/IDR e il relativo Allegato A, recante "Metodo tariffario idrico 2020-2023 MTI-3"; pertanto le tariffe per l'annualità 2021 sono state determinate nel rispetto della citata delibera.
In data 31 Marzo 2021, successivamente alla delibera ARERA 59/2021 è stata firmata con l'AIT la convezione che sancisce l'allungamento della convezione al 31/12/2024. In ultimo si segnala che è stato avviato il processo di aggiornamento tariffario per il biennio 2022-2023; pertanto Publiacqua ha provveduto ad inviare tutti i dati all'AIT per l'approvazione della predisposizione tariffaria.
Toscana – Acquedotto del Fiora S.p.A. (Ato6 – Ombrone)
Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata originaria di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002 e nel corso del 2020 prorogata fino al 2031.
Con riferimento all'aggiornamento delle tariffe in data 27 Novembre 2020 l'Ente di Governo d'Ambito toscano (AIT), sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2018 e 2019 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria in regime MTI-3, fissando i VRG ed i Teta degli anni 2020-2023 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.6/2020 del 27 Novembre 2020). Tale proposta tariffaria è stata poi trasmessa dall'EGA toscano ad ARERA per la ratifica finale, avvenuta con deliberazione ARERA 84/2021/R/IDR in data 2 marzo 2021, con la quale sono stati approvati i VRG ed i Teta proposti dall'AIT. I ricavi del periodo sono stati pertanto basati sul vigente PEF tariffario approvato da ARERA.
Toscana – GEAL S.p.A. (Ato1 – Toscana Nord)
La Società gestisce il Servizio idrico Integrato nel Comune di Lucca in base alle Convenzioni di gestione con l'ente locale aventi scadenza naturale il 31 Dicembre 2025 aggiornata nel corso del 2013 per tener conto del protocollo di intesa siglato con l'AIT il 29 Novembre 2011 e nel 2016 ai sensi della Delibera ARERA n. 656/2015. In merito alle tariffe, si segnala che ARERA ha approvato il piano per il quadriennio 2016-2019 con la delibera n.726 del 26 Ottobre 2017 ed ha approvato il relativo aggiornamento con la delibera 387 del 12 Luglio 2018, recependo anche l'istanza formulate da GEAL per il riconoscimento della componente OpexQt per € 180.000/annui. Riguardo al quadriennio 2020-2023, in base alle regole fissate dalla delibera ARERA n. 580 del 27 Dicembre 2019, GEAL ha fornito tutta la documentazione necessaria per l'elaborazione del nuovo piano nei primi mesi del 2020, secondo le scadenze fissate da AIT. Sulla base di tali dati e delle verifiche operate congiuntamente tra la Società e l'ARERA, è stata elaborata la predisposizione tariffaria per gli anni 2020-2023, approvata con delibera n.4 dell'AIT del 28 Settembre 2020. La dinamica degli incrementi tariffari prevista per il quadriennio 2020-2023 è analoga a quella approvata da ARERA nel 2018, sebbene le nuove regole del MTI-3 abbiano posto nuovi limiti ai gestori. Si evidenzia che con delibera ARERA n. 265 del 22 Giugno 2021 è stata approvata la predisposizione tariffaria per il periodo 2020-2023. In particolare, tale delibera ha confermato gli incrementi previsti dalla delibera AIT n. 4 del 28 Settembre 2020, pari al 6,2% per ciascuno dei 4 anni. In ultimo si segnala che in data 31 maggio 2022 l'AIT con delibera 5 ha approvato la predisposizione tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023. Il documento è come da prassi all'attenzione dell'ARERA per l'approvazione definitiva delle tariffe. Si segnala che l'ARERA con delibera n.183/2022/IDR/R ha riconosciuto alla Società un premio di € 2.805 mila (quota Acea € 1.346 mila) per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019
Umbria – Umbra Acque S.p.A. (Ato1 – Umbria 1)
In data 26 Novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.
La tariffa applicata agli utenti per l'anno 2019 è quella determinata dalla Delibera n.489/2018/R/idr del 27 Settembre 2018 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018 - 2019, precedentemente proposto dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 9 del 27 Luglio 2018. Si informa infine che in data 29 Dicembre 2018, è stata predisposta ed inviata formalmente all'AURI e all'ARERA l'istanza di estensione della durata dell'affidamento al 31 Dicembre 2031 ex artt. 5.2 e 5.3 della Convenzione e Delibera 656/2015/R/IDR. Si evidenzia inoltre che la determinazione del nuovo piano tariffario per il periodo regolatorio 2020-2023 (MTI-3), all'interno della quale è incluso l'esito dell'istanza di estensione della durata dell'affidamento dal 4 Marzo 2028 al 31 Dicembre 2031 e dell'acquisizione del nuovo finanziamento strutturato collegato ad un PEF regolatorio bancabile, potrebbero riflettersi in maniera significativa sull'operatività dell'azienda e, quindi, sul perseguimento degli scopi istituzionali della Società.
Alla data del 30 giugno 2022, la tariffa applicata agli utenti è quella determinata sulla base del Metodo Tariffario Idrico 3 (MTI-3), a fronte della Delibera n. 36/2021/R/idr del 2 febbraio 2021 con cui l'ARERA ha approvato la predisposizione della manovra tariffaria 2020-2023 precedentemente approvata dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 10 del 30 ottobre 2020, che prevedono per l'anno 2022 un theta di 1,105 ed un incremento del 5,24% rispetto al 2021, anche per effetto della fatturazione dei conguagli VRG relativi all'anno 2018. La tariffa media €/mc è pari ad euro 3,02 circa al 30 giugno 2022. Il numero delle utenze servite è pari a circa 233 mila unità, sostanzialmente invariato rispetto all'anno precedente. Con riferimento ai volumi, in base alle stime eseguite, risultano distribuiti circa 14,2 milioni di MC di acqua (+ 4,5% rispetto al primo semestre 2021).
Si segnala in ultimo che la delibera ARERA n.183/2022/IDR/R ha riconosciuto alla Società un premio di € 1.532 mila (quota Acea € 613 mila) per i risultati ottenuti nella Qualità Tecnica nel biennio 2018-2019. Il premio è stato incassato in data 2 giugno 2022.
Umbria –S.I.I. S.c.p.a. (Ato2 – Umbria 2)
L'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Umbria (A.T.O. Umbria n°2), ha affidato ad S.I.I. S.c.p.a. dal 1° gennaio 2002, data di sottoscrizione della Convenzione per la durata di trenta anni, la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione, d'ora in avanti SII) nei 32 comuni della Provincia di Terni (oggi Sub-ambito n.4 dell'AURI Umbria). L'Ambito di Terni ha un'estensione territoriale pari a 1.953 Km2 con territorio collinare per il 93% e montuoso per il 7%. Con esclusione delle aree industriali di Terni e Narni l'utilizzo del suolo è prevalentemente forestale ed agricolo. La popolazione complessiva residente nel territorio servito ammonta a circa 220.000 abitanti. Gli utenti serviti sono circa 121 mila.
In applicazione della delibera ARERA 639/2021 per l'aggiornamento biennale (2022-2023) delle predisposizioni tariffarie la Società ha alimentato e trasmesso ad AURI la raccolta dati per gli anni 2020 e 2021 completate delle istanze per il riconoscimento delle componenti RCarc, OPmis, OPsocial e OpexQC. Contestualmente ha prodotto quanto necessario per consentire ad AURI la possibilità di formulare motivata istanza alla CSEA per l'attivazione di forme di anticipazione finanziaria connesse al reperimento di risorse per far fronte a parte delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica secondo i tempi previsti dalla delibera ARERA 229/2022.
Nel corso del semestre la Società ha modificato il Regolamento per il servizio di distribuzione di acqua potabile e la Carta del servizio per accogliere le novità della delibera ARERA 609/2021 riguardanti principalmente il trattamento delle perdite occulte rispetto alle procedure sinora adottate. Tale revisione è stata approvata dalla Consulta dei Consumatori nella riunione del 15 giugno 2022.
Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe
Nel prospetto seguente viene rappresentata la situazione aggiornata dell'iter di approvazione delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo relative al periodo regolatorio 2016-2019, all'aggiornamento biennale tariffario 2018-2019 e alla predisposizione tariffaria 2020-2023. È incorso l'aggiornamento tariffario biennale 2022 – 2023 che si è concluso solo per GEAL con l'approvazione da parte dell'EGA.
| Società | Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") | Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) | Status approvazione MTI-3 2020-2023 |
|---|---|---|---|
| ACEA Ato2 | In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla proposta dell'EGA; confermato premio qualità. |
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario in data 15 Ottobre 2018. L'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. in data 13 Novembre 2018 con delibera 572/2018/R/Idr La Conferenza dei Sindaci ha recepito le prescrizioni della delibera ARERA in data 10 dicembre 2018. |
In data 27 novembre 2020, l'EGA ha approvato la tariffa del periodo regolatorio 2020-2023 con delibera n.6/2020 L'ARERA ha approvato le tariffe 2020-2023 il 12 maggio 2021 con deliberazione 197/2021/R/IDR |
| ACEA Ato5 | È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30 Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opexqc. ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 Novembre 2016 e l'EGA ha approvato la proposta tariffaria in data 13 Dicembre 2016 respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli Opexqc. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA |
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 in data 1° Agosto 2018. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
In data 14 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. In data 10 Marzo 2021 la Conferenza dei Sindaci dell'AATO5 con delibera n.1/2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020-2023. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. Il Gestore ha proposto ricorso avverso suddetta deliberazione al TAR, che ha rigettato detto ricorso. la Società ha proposto ricorso al Consiglio di Stato e trasmesso istanza di riequilibrio economico finanziario. |
| GORI | In data 1° Settembre 2016 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato la tariffa con Opexqc a partire dal 2017. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. Con delibera 247 del 31 maggio 2022 ARERA ha ordinato ad EIC di assumere e trasmettere - entro 90 giorni - le specifiche determinazioni in merito alle predisposizioni tariffarie per gli anni 2012 e 2013. Il provvedimento contestualmente proroga al 30/09/2022 il termine di conclusione del procedimento, per la rinnovazione dell'istruttoria in contraddittorio sottesa alle determinazioni tariffarie di cui alla deliberazione 104/2016 (2012 – 2013 e 2014 – 2015) |
In data 17 Luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018- 2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. |
In data 18 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. A seguito di diffida da parte di ARERAEIC con delibera del 12 agosto 2021 ha approvato la proposta tariffaria 2020- 2023. ARERA non ha ancora proceduto all'approvazione. |
| Acque | In data 5 Ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Approvato dall'ARERA in data 9 Ottobre 2018 (nel contesto dell'approvazione dell'aggiornamento 2018-2019). |
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e, contestualmente, anche l'istanza di estensione della durata dell'affidamento di 5 anni, ovvero sino al 31 Dicembre 2031. L'ARERA con delibera 502 del 9 Ottobre 2018 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018- 2019. |
In data 18 dicembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.7 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'approvazione ARERA è intervenuta con deliberazione 404/2021/R/idr del 28 settembre 2021. |
| Publiacqua | In data 5 Ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr. In data 12 Ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
In data 7 Dicembre 2018 l'AIT ha provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con l'allungamento della concessione di 3 anni. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 l'aggiornamento biennale 2018-2019 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021. |
In data 26 giugno 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.3 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2020- 2023 con deliberazione 59/2021 del 16 febbraio 2021. |
| Acquedotto del Fiora |
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 12 ottobre 2017, con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. |
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 Luglio 2018. Nelle more dell'approvazione da parte di ARERA, il Consiglio Direttivo dell'AIT ha anche approvato l'istanza di allungamento della concessione al 31 dicembre 2031, presentata dalla Società ad aprile 2019 e approvata dal Consiglio Direttivo dell'AIT il 1° luglio 2019. E' stata quindi presentata la proposta tariffaria aggiornata con la previsione di allungamento al 2031 che comunque ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019 già approvati da AIT con la delibera di luglio 2018. L'ARERA ha provveduto ad approvare l'aggiornamento biennale (con una piccola rettifica sugli |
In data 26 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.6 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 L'ARERA ha approvato con deliberazione 84/2021/R/IDR del 2 marzo 2021 |
Società Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") Status aggiornamento biennale (2018 – 2019) Status approvazione MTI-3 2020-2023 OpexQC riconosciuti) e l'allungamento della concessione con la Delibera 465 del 12 novembre 2019. Geal In data 22 Luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. In data 26 Ottobre 2017, con delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT. In data 12 Luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT. In data 28 settembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.4 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023, aggiornata con delibera n. 13 e 14 del 30 dicembre 2020. ARERA ha approvato con deliberazione 265/2021/R/idr del 22 giugno 2021. In data 31 maggio 2022 l'AIT con delibera 5 ha approvato la predisposizione tariffaria a valere per gli anni 2022 e 2023 Acea Molise A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, sia per il Comune di Campagnano di Roma (RM) che per il Comune di Termoli (CB), comuni dove Crea Gestioni svolge il SII, né l'Ente Concedente né l'Ente d'Ambito di riferimento hanno presentato alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio 2016-2019, La Società ha provveduto ad inoltrare in autonomia le proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competenti/EGA i dati ai fini dell'aggiornamento tariffario 2018-2019. Per la gestione del SII nel Comune di Campagnano di Roma (RM) vista l'inerzia dei soggetti preposti, la Società ha provveduto a presentare ad inizio gennaio 2019, istanza all'ARERA per adeguamento tariffario 2018-2019 peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. L'ARERA non si è ancora pronunciata né ha ancora proceduto alla diffida all'EGA e/o ai soggetti competenti. Per la gestione del SII nel Comune di Termoli (CB), la Giunta Comunale di Termoli con delibera del 17.12.2019 ha approvato l'adeguamento della Convenzione preesistente alla Convenzione tipo, ha prolungato la scadenza della stessa al 31 dicembre 2021, ed ha confermato l'incremento tariffario (theta) ed il Vincolo ai Ricavi Garantiti (VRG) per le annualità 2018 e 2019, peraltro rivedendo anche la proposta 2016-2019. Non è ancora intervenuta l'approvazione da parte dell'ARERA. Il Comune di Termoli ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 il 4 febbraio 2021. La stessa è stata trasmessa dall'EGAM il 4 marzo 2021. Per il Comune di Campagnano il Gestore ha inviato la predisposizione tariffaria ad ARERA il 30 marzo 2021 in accordo con le disposizioni di cui all'art. 5.5 della Delibera 580/2019/R/idr. Gesesa In data 29 Marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del Commissario Straordinario ha approvato la predisposizione tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA. La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione relativa alla revisione tariffaria 2018- 2019 e a fine febbraio 2020 si è conclusa l'istruttoria da parte degli Uffici tecnici dell'EGA competente (EIC-Ente Idrico Campano). Non è ancora intervenuta l'approvazione definitiva da parte del Comitato Esecutivo dell'EIC. In data 29 dicembre 2020 il Gestore ha presentato istanza di aggiornamento tariffario ai sensi dell'articolo 5, comma 5.5, della deliberazione ARERA 580/2019/R/IDR MTI-3 del 27 dicembre 2019. L'EIC ha convocato il Consiglio di Distretto per il 22 luglio 2021 (verbale di chiusura delle attività di verifica verbale del 31/7/20) a seguito di diffida dell'ARERA pervenuta in data 2 luglio 2021. Nel febbraio 2022 è stato nominato un nuovo Consiglio di distretto che ancora non si è espresso sulle predisposizioni tariffarie Nuove Acque In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato le tariffe In data 16 Ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT. In data 27 novembre 2020 il Consiglio Direttivo AIT con deliberazione n.5 ha approvato la predisposizione tariffaria 2020-2023 ARERA ha approvato con deliberazione 220/2021/R/IDR del 25 maggio 2021 Umbra Acque In data 30 Giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con riconoscimento degli Opexqc. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr del 15 Dicembre 2016. L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27 Luglio 2018, ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA ha provveduto ad approvare le tariffe 2018- 2019 con delibera n. 489 del 27 Settembre 2018 L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020- 2023 il 30 ottobre 2020 con delibera n.10 L'ARERA ha approvato la stessa con deliberazione 36/2021 del 2 febbraio 2021 SII Terni S.c.a.p.a. In data 29 aprile 2016 con delibera n. 20 l'AURI ha approvato il moltiplicatore tariffario per il quadriennio 2016-2019 e con la determina n. 57 ha approvato il conguaglio delle partite pregresse. L'ARERA ha approvato la predisposizione tariffaria 2016- Con deliberazione del consiglio direttivo dell'AURI n. 64 del 28-12-2018 è stato approvato l'aggiornamento biennale 2018-2019. L'ARERA ha approvato con propria deliberazione del 20 settembre 2018 464/2018 l'aggiornamento biennale L'AURI ha approvato la predisposizione tariffaria 2020- 2023 con deliberazione dell'Assemblea dei Sindaci n. 12 del 30 ottobre 2020 L'ARERA ha approvato con deliberazione 553/2020 del 15 dicembre 2020.
2018-2019.
2019 con deliberazione 290/2016 del 31 maggio 2016
Ricavi da Servizio Idrico Integrato
La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi del primo semestre 2022 valorizzati sulla base del nuovo Metodo Tariffario MTI–3. I dati sono comprensivi anche dei conguagli delle partite passanti e della componente Fo.NI. In termini di determinazione del VRG, le relative componenti tariffarie sono state valorizzate sulla base dell'attuale PEF in vigore ai sensi di quanto disposto dalla deliberazione 580/2019/R/idr art.7.2 senza il recepimento delle novità introdotte dalla deliberazione 639/2021/R/idr per l'aggiornamento biennale 2022-2023 (tra cui i parametri finanziari – Ofin, Ofisc, deflatori, inflazione), anche in considerazione del fatto che l'attuale stato di interlocuzione con la Segreteria Tecnica dell'EGA non consente una diversa previsione dei ricavi del SII.
| Ricavi da SII | FONI |
|---|---|
| (valori pro quota in € milioni) | (valori pro quota in € milioni) |
| 341,5 | FNI = 24,4 |
| AMMFoNI = 9,1 | |
| 41,8 | FNI = 2,0 |
| AMMFoNI = 2,9 | |
| 125,0 | - |
| 35,9 | FNI = 1,4 |
| AMMFoNI = 2,2 | |
| 48,9 | AMMFoNI = 8,1 |
| 55,7 | AMMFoNI = 6,5 |
| 7,1 | AMMFoNI = 0,1 |
| 4,3 | AMMFoNI = 0,6 |
| 3,3 | - |
| 23,0 | AMMFoNI = 0,6 |
| 18,3 | FNI = 0,1 |
| AMMFoNI = 0,6 | |
Informativa sulle parti correlate
GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE
Tra le Società del Gruppo ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga energia ed acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.
Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione ed il potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico – ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fontanelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.
I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua e elettricità vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.
Si precisa che ACEA e ACEA Ato2 svolgono rispettivamente il servizio di illuminazione pubblica e quello idrico – integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".
Nel corso dell'esercizio 2019 Roma Capitale e il Gruppo ACEA hanno avviato un tavolo tecnico al fine di definire alcune posizioni pregresse relative alle prestazioni erogate nell'ambito dei contratti di servizio idrico e di illuminazione pubblica. Allo stato attuale, le parti proseguono nelle attività di riconciliazione delle reciproche partite.
Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo ACEA e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 26 del presente documento.
Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i principali costi e ricavi relativi al 30 Giugno 2022 (confrontati con quelli del precedente esercizio) del Gruppo ACEA con riferimento ai rapporti più significativi.
| € migliaia | 30/06/2022 | 30/06/2021 |
|---|---|---|
| RICAVI | ||
| Fornitura di acqua | 25.179 | 23.041 |
| Fornitura di energia elettrica | 1 | 3 |
| Contratto di servizio Illuminazione pubblica | 20.681 | 13.254 |
| Interessi su contratto illuminazione pubblica | 2.685 | 3.015 |
| Contratto di servizio manutenzione idrica | 63 | 115 |
| Contratto di servizio fontane monumentali | 63 | 115 |
| COSTI | ||
| Canone concessione | 13.168 | 13.168 |
| Canoni locazione | 56 | 67 |
| Imposte e tasse | 1.509 | 1.185 |
Si rimanda alla nota 26 per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.
| € migliaia | 31/12/2021 | Incassi / pagamenti | Maturazioni 2022 | 30/06/2022 |
|---|---|---|---|---|
| CREDITI | 150.421 | (11.356) | 50.127 | 189.192 |
| DEBITI | (182.598) | 17.159 | (110.660) | (276.099) |
GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE
Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale, le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.
Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.
Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le aziende del Gruppo Roma Capitale.
| Gruppo Roma Capitale | Debiti commerciali |
Costi | Crediti commerciali |
Ricavi |
|---|---|---|---|---|
| AMA S.P.A. | 687 | 593 | 4.883 | 2.897 |
| ATAC S.P.A. | 106 | 36 | 7.635 | 859 |
| Assicurazioni Di Roma - Mutua Assicuratrice Romana | 119 | 57 | 7 | 1 |
| Totale | 913 | 686 | 12.524 | 3.757 |
GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE
Le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.
Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.
Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 30 Giugno 2022.
| € migliaia | Ricavi | Costi | Crediti | Debiti |
|---|---|---|---|---|
| Gruppo Caltagirone | 80 | 53 | 66 | 183 |
GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA
Al 30 Giugno 2022 non risultano esserci rapporti con società del Gruppo Suez. Si informa inoltre che i saldi economico patrimoniali sopra riportati non comprendono i rapporti intrattenuti con le società del Gruppo consolidate a patrimonio netto presenti invece negli schemi di bilancio.
Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo
Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti con parti correlate. Di seguito si evidenzia l'incidenza percentuale dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.
Incidenza sulla situazione patrimoniale
| € migliaia | 30/06/2022 | Di cui con parti correlate |
Incidenza | 31/12/2021 | Di cui con parti correlate |
Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Attività Finanziarie | 18.257 | 6.584 | 36,1% | 22.549 | 8.319 | 36,9% |
| Crediti Commerciali | 1.143.284 | 94.262 | 8,2% | 1.071.644 | 51.601 | 4,8% |
| Attività Finanziarie Correnti | 526.166 | 140.515 | 26,7% | 407.944 | 113.981 | 27,9% |
| Debiti fornitori | 1.668.913 | 80.043 | 4,8% | 1.706.363 | 51.965 | 3,0% |
| Debiti finanziari | 679.107 | 204.834 | 30,2% | 285.222 | 120.137 | 42,1% |
Incidenza sul Conto economico
| € migliaia | 30/06/2022 | Di cui con parti correlate |
Incidenza | 30/06/2021 | Di cui con parti correlate |
Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi netti consolidati | 2.347.664 | 61.354 | 2,6% | 1.824.266 | 50.742 | 2,8% |
| Costi operativi consolidati | 1.681.197 | 33.600 | 2,0% | 1.216.595 | 30.894 | 2,5% |
| Totale (Oneri)/Proventi Finanziari |
(43.729) | (2.378) | 5,4% | (43.359) | 2.379 | (5,5%) |
Incidenza sul Rendiconto finanziario
| € migliaia | 30/06/2022 | Di cui con parti correlate |
Incidenza | 30/06/2021 | Di cui con parti correlate |
Incidenza |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Incremento dei crediti inclusi nell'attivo circolante |
(113.800) | (42.662) | 37,5% | (108.847) | (36.951) | 33,9% |
| Incremento/decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante |
(30.644) | 28.078 | (91,6%) | (100.907) | 49.769 | (49,3%) |
| Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari |
(114.318) | (24.799) | 21,7% | (50.013) | (8.848) | 17,7% |
| Dividendi incassati | 3.381 | 3.381 | 100,0% | 2.466 | 2.466 | 100,0% |
| Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari a breve |
(32.019) | 84.698 | ns | (162.888) | (44.792) | 27,5% |
| Pagamento dividendi | (88.282) | (88.282) | 100,0% | (90.623) | (90.623) | 100,0% |
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali
Problematiche fiscali
Verifica fiscale su SAO ora incorporata in Acea Ambiente
Nel mese di Ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla Società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l'altro, le dichiarazioni dei redditi agli effetti dell'IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.
I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dalla Commissione Tributaria di Terni che, nel mese di Maggio 2009, ha accolto l'istanza di sospensione presentata dalla Società e nel mese di Novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell'accertamento.
La Corte Costituzionale, con decisione del mese di Marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di Gennaio 2013 la Commissione ha accolto i ricorsi presentati da SAO ed ha condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.
Con sentenza 419/04/14 emessa il 24 Febbraio 2014, depositata nel mese di Luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente. Il 21 Settembre 2015, la società ha ricevuto dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso presso la Corte di Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate avverso la sopra citata sentenza 419/04/14: SAO (oggi Acea Ambiente) si è costituita in giudizio con proprio controricorso e contestuale ricorso incidentale condizionato notificato il 28 Ottobre 2015. Ad oggi non risulta fissata la data di udienza innanzi la Corte di Cassazione.
In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel novembre 2008, l'Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD S.p.A., l'avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.
Le ragioni della Società sono state riconosciute sia dalla Commissione Tributaria Provinciale che da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013 l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.
La Corte di Cassazione con le sentenze n. 29153/21 e 29400/21, ribaltando completamente le pronunce delle Commissioni Tributarie, ha annullato le sentenze impugnate e rinviato alla CTR dell'Umbria per un nuovo esame delle controversie.
I giudizi dovranno essere riassunti entro il termine di sei mesi dal deposito delle sentenze della Corte di Cassazione ai sensi dell'art. 63 del d.lgs. n. 546/1992 affinché la CTR proceda ad un nuovo esame delle vertenze.
In ogni caso si reputa che gli atti dell'Agenzia delle Entrate sopra citati siano illegittimi, ritenendo remoto il rischio di pagamento dell'intera somma di cui comunque si farà carico il precedente azionista (Enertad ora Erg Renew) sulla base delle garanzie rilasciate nel contratto di compravendita delle azioni della allora controllante diretta ARIA S.r.l. (oggi Acea Ambiente s.r.l).
Si evidenzia altresì per completezza che nel Gennaio 2009 la Società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 Novembre 2008 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha sospeso l'erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla Società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall'Amministrazione Finanziaria, ma, ne è stata sospesa l'erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell'udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 33284/21 dell'11 novembre 2021, ha accolto il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della sez. n. 4 della CTR dell'Umbria n. 52/04/12 del 26 marzo 2012, che aveva annullato il provvedimento con cui l'Ufficio ha disposto la sospensione dell'erogazione del rimborso per IVA relativa al periodo d'imposta 2003.
Si evidenzia che il credito oggetto del citato rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Provinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accogliibile la cessione di detto credito IVA da SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 Ottobre 2011 e depositata il 26 Marzo 2012, la Commissione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione. Con la sentenza n. 29050/21 del 20 ottobre 2021 la Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate.
Verifiche fiscali su areti
Nel PVC (Processo Verbale di Constatazione) relativo alla verifica generale per l'anno 2010 è stata effettuata anche una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trattamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.
Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato 5 avvisi di accertamento aventi ad oggetto l'IVA per gli anni 2009, 2011, 2012, 2013 e 2014.
Per quanto concerne gli avvisi relativi agli anni 2009, 2011 e 2012 la Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto valide le ragioni della società e ha annullato gli avvisi di accertamento, Il contezioso è ora pendente presso la corte di Cassazione. Per quanto concerne l'annualità 2013 la CTP ha rigettato il ricorso proposto dalla Società; per l'avviso di accertamento relativo all'anno 2014 non è ancora stata fissata la data di discussione.
Sulla base di un'altra segnalazione, la Società ha ricevuto degli avvisi di accertamento per gli anni dal 2011 al 2014 riguardanti il trattamento ai fini IRAP delle agevolazioni tariffarie concesse ai dipendenti ed ex dipendenti. Per quanto concerne l'anno 2011 la CTR,
la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dall'Ufficio; per quanto concerne l'annualità 2012, la Commissione Tributaria Provinciale ha annullato l'avviso di accertamento, l'Agenzia delle Entrate ha proposto l'appello avverso la predetta sentenza la Società è ancora in attesa della fissazione dell'udienza di secondo grado. Per l'anno 2013 e2014 la CTP ha rigettato il ricorso della Società; in data 23 gennaio 2020, la Società ha notificato atto di appello avverso la pronuncia di primo grado relativa al 2013, per l'anno 2014 sono ancora pendenti i termini per presentare ricorso in appello.
Contestazioni/Contenziosi fiscali su ARSE
Nel corso del mese di Gennaio 2016 è stato notificato ad ARSE, società già estinta per scissione totale a quella data, un avviso di liquidazione dell'imposta complementare di registro relativo alla riqualificazione dell'operazione di conferimento e successiva cessione della partecipazione di Apollo S.r.l., società conferitaria degli impianti fotovoltaici. L'imposta richiesta, comprensiva di interessi, è pari ad € 672 mila.
In data 7 Marzo 2017 le Società beneficiarie della scissione di ARSE – Acea S.p.A., Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) e Acea Produzione –, ritenendo infondato l'avviso di liquidazione sia per gli evidenti vizi di forma, sia per la contestazione oggetto dell'avviso, hanno presentato ricorso collettivo.
Il 15 Gennaio 2018 si è tenuta l'udienza di discussione dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma. Con sentenza n. 1926/15/2018 depositata il 22 Gennaio 2018, i giudici hanno annullato l'avviso di accertamento impugnato. In data 5 Giugno 2018, l'Ufficio ha proposto appello avverso la predetta sentenza; le società si sono costituite nel giudizio di secondo grado, depositando atto di controdeduzioni in data 7 Agosto 2018. Alla data odierna non è stata ancora fissata l'udienza di discussione della presente causa.
In data 14 giugno 2012 è stato consegnato alla Società un PVC (Processo Verbale di Constatazione) elevato dalla Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria di Roma ad esito di una verifica fiscale finalizzata al controllo del corretto utilizzo del regime di sospensione da imposta previsto dai depositi fiscali IVA, di cui all'articolo 50 bis del D.L. 30 Agosto 1993, n. 331 ("Depositi IVA"), relativamente a taluni beni importati dalla Società negli anni 2009, 2010 e 2011.
I verificatori, in ragione di un asserito utilizzo abusivo del predetto regime da parte della Società, contestano alla Società un omesso versamento di IVA all'importazione – per gli anni 2009, 2010 e 2011 - pari a complessivi € 16.198.714,87.
In data 6 Agosto 2012 la Società ha presentato memoria difensiva ai sensi dell'art. 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 in merito a rilievi contenuti nel suddetto Processo Verbale di Constatazione.
La tematica relativa ai concetti di simulazione del deposito e introduzione dei beni è particolarmente nota e dibattuta ed è stata oggetto di numerosi documenti di prassi emanati dall'Agenzia delle Dogane, nonché di diversi interventi legislativi.
La Società ritiene che tutte quante le condizioni di fatto e di diritto previste dalla normativa relativa all'utilizzo dei Depositi IVA, così come interpretate dai competenti organi amministrativi, siano state pienamente soddisfatte e che pertanto il predetto Processo Verbale di Constatazione sia infondato.
Verifica fiscale su Acea ATO5
In data 7 Marzo 2018 la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone – Sezione Tutela Finanza Pubblica ha iniziato una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 25 Ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi e Irap per l'anno di imposta 2013.
Si dà rilievo, inoltre, che in data 21 Dicembre 2018, il Tribunale di Frosinone – sezione del giudice per le indagini preliminari ha notificato alla Società il decreto di sequestro preventivo (n. 3910/2018) delle disponibilità finanziarie presenti nei conti correnti intestati alla Società fino al valore di € 3,6 milioni imputando la Società del reato di cui all'art. 4 del D. Lgs. 74/2000.
La Società, in data 24 Dicembre 2018 ha prodotto e depositato con protocollo n. 77899 le proprie Osservazioni al PVC, redatte ex articolo 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212.
In data 3 Gennaio 2019, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Frosinone – Ufficio controlli, ha notificato alla Società l'avviso di accertamento n. TKO0C6M02152/2018, con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRAP per il periodo d'imposta 2013, per un importo a carico della società di € 591 mila per imposte, al netto di sanzioni e interessi. I rilievi accertati derivano dall'applicazione degli art. 5 e 25 del D. Lgs. 446/97 e riguardano in particolare, una indebita variazione in diminuzione per l'utilizzo di un fondo rischi, l'omessa contabilizzazione/dichiarazione di componenti positivi di reddito nonché l'indebita deduzione di elementi negativi di reddito riferibili a interessi di mora. Avverso il predetto accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone. Sulla scorta delle valutazioni recepite dai propri consulenti fiscali, la Società, relativamente a tale verifica, non ha ravveduto particolari profili di rischiosità.
Ad ogni modo, si è provveduto al pagamento delle imposte a titolo provvisorio, in pendenza del giudizio, la cui udienza di trattazione si è svolta il 3 luglio 2019. In data 23 ottobre 2019 è avvenuto il deposito della Sentenza n. 475/1/2019 con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone ha respinto il suddetto ricorso presentato dalla Società avverso la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dall'Agenzia delle Entrate in relazione alle violazioni accertate dalla Guardia di Finanza per l'annualità 2013. La Società ha impugnato la predetta Sentenza e presentando appello avverso di essa innanzi alla Commissione Tributaria Regionale.
Si dà atto che i rilievi ai fini IRES relativi al PVC summenzionato sono stati oggetto di separato atto di accertamento, come descritto nel prosieguo.
Si rileva infine che in data 1° Febbraio 2019, esaminata la richiesta di riesame ex art. 324 cod. proc. pen. proposta dalla Società, il Tribunale di Frosinone, sentite le parti in Camera di Consiglio all'udienza e sciolta la riserva, ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP e ha disposto la restituzione all'avente diritto di quanto precedentemente sequestrato.
Si fa presente, inoltre, che la verifica è proseguita per i periodi d'imposta 2014-2018, concludendosi con la redazione di ulteriore Processo Verbale di Constatazione in data 30 Ottobre 2019.
In esito all'attività di verifica fiscale condotta, l'Amministrazione finanziaria, ha riscontrato in capo alla società una serie di violazioni di carattere sostanziale in materia di IRES e IRAP, per i periodi d'imposta dal 2014 al 2017, salvo quanto già rilevato per il 2013 con precedente PVC del 25 Ottobre 2018 ed in parte modificato.
Anche in relazione a tale ultimo PVC sono state presentate dalla Società apposite osservazioni, ed è stato richiesto inoltre l'annullamento in autotutela di quanto oggetto di rettifica per il 2013.
Nonostante ciò, in data 31 Dicembre 2019, sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01680 in relazione all'IRES per il 2013, per un per un importo di € 3,1 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0C6M01854 in relazione all'IRAP per il 2014, per un per un importo di € 0,9 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M01853 in relazione all'IRES per il 2014 per un per un importo di € 5,2 milioni per imposte, al netto di sanzioni e interessi.
Gli avvisi di accertamento Ires sono stati notificati alla Capogruppo ACEA in qualità di consolidante. Le Società hanno provveduto a depositare ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone in data 28 Febbraio 2020. Con riferimento ai rilievi contestati in detti avvisi di accertamento, le Società, anche supportate dal parere dei propri consulenti fiscali, ritengono del tutto infondate le richieste dell'Agenzia delle Entrate. L'Agenzia delle Entrate ha proposto appello. La Società si è costituita nel secondo grado di giudizio mediante il deposito di controdeduzioni. Il giudizio è pendente in attesa che venga fissata la relativa udienza di trattazione.
La CTP di Frosinone ha accolto le tesi difensive della società e ha annullato gli avvisi relativi all'Ires anni 2013 e 2014 e Irap anno 2014 condannando l'Agenzia alle spese.
In data 23 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00539 in relazione all'Ires per il 2016, per un importo di € 1,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00541 in relazione all'Irap per il 2016, per un importo di € 0,2 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.
In data 28 dicembre 2021 sono stati notificati dall'Agenzia delle Entrate:
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00387 in relazione all'Ires per il 2015, per un importo di € 1,5 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi;
- l'avviso di accertamento n. TKQ0E6M00521 in relazione all'Irap per il 2015, per un importo di € 0,3 milioni di imposte, al netto di sanzioni e interessi.
Gli avvisi di accertamento Ires sono stati notificati alla Capogruppo ACEA in qualità di consolidante.
Avverso tali avvisi di accertamento, la Società ha presentato ricorso dinnanzi la Commissione Tributaria provinciale di Frosinone entro il termine previsto dei 60 giorni decorrenti dalla data di notifica dei suddetti avvisi di accertamento, in solido con la controllante Acea SpA. Con riferimento ai rilievi correlati a difetti di competenza contestati sull'annualità 2015 sopra descritti, la Società, anche supportata dai propri consulenti fiscali, effettuate le opportune valutazioni circa i profili di rischio correlati ai succitati rilievi, ha provveduto a stanziare un fondo rischi fiscale pari a circa € 701mila; mentre, con riferimento agli altri rilievi, la Società, anche supportata dal parere dei propri consulenti fiscali, ritiene il rischio di soccombenza nel giudizio tributario "remoto".
In relazione ai ricorsi promossi dalla Società avverso gli avvisi di accertamento IRES 2015 e 2016, la Commissione Tributaria Provinciale ha disposto la fissazione dell'udienza al 27 settembre 2022.
Verifiche doganali su Umbria Energy S.p.A.
L'Ufficio delle Dogane di Terni, nel 2016, al termine di una verifica condotta presso la società avente ad oggetto le dichiarazioni di consumo di energia per gli anni dal 2010 al 2012, ha emesso una serie di provvedimenti sotto forma di avvisi di pagamento e atti di irrogazione sanzioni per un importo di € 1.410 mila relativamente alla Provincia di Perugia ed € 862 mila della Provincia di Terni.
L'Ufficio ha contestato gli omessi versamenti di imposte (accisa e addizionale sull'energia elettrica) e l'errata compilazione delle dichiarazioni di consumo.
La società ha provveduto ad impugnare tempestivamente tali provvedimenti presso le competenti istituzioni.
La Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, nel 2017 ha respinto il ricorso argomentando sulla rilevanza dal punto di vista sostanziale della condotta tenuta dalla Società ed ha affermato che in caso di rettifiche di fatturazione il procedimento da seguire fosse quello di presentare una formale istanza di rimborso all'Ufficio ai sensi dell'art. 14 del TUA. Le relative sentenze sono state prontamente impugnate dalla Società ed i corrispondenti giudizi risultano ad oggi pendenti dinanzi alla CTR di Perugia che ha rinviato a nuovo ruolo la trattazione.
Con riferimento agli atti impugnati dalla Società relativamente all'energia elettrica immessa in consumo nella provincia di Terni per l'anno 2010, la sentenza di appello pur confermando la decisione di primo grado relativamente all'imposta dovuta, ha ritenuto fondato l'obbligo dell'Ufficio di rideterminazione della sanzione. La sentenza è stata tempestivamente impugnata sia dalla Società che dall'Agenzia delle Dogane ed il relativo giudizio risulta ad oggi pendente dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.
Il Management ha provveduto ad effettuare gli opportuni stanziamenti che riflettono il grado di rischio al quale la Società è esposta sulla base del parere rilasciato dal professionista esterno a cui è stato affidato l'incarico di difendere la Società.
Al 31 dicembre 2021, non sussistendo elementi nuovi che potessero cambiare la valutazione del rischio inerente al contenzioso descritto, è stato mantenuto invariato rispetto all'esercizio precedente lo stanziamento di € 1,0 milioni.
Altre problematiche
ACEA Ato5 - Ricorso al TAR Lazio – Latina (RG. 308/2021 sez.1) per l'annullamento della Deliberazione n.1 del 10 Marzo 2021
Il 28 febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5.
Rammentiamo, infatti, che Acea ATO 5 S.p.A. aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 Febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4 del 27 Febbraio 2007, relativa al riconoscimento dei maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella fase di avvio della Concessione.
L'Ente d'Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della Deliberazione n. 4/2007 (intervenuta in forza della successiva Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 5/2009). Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1.08.1996. Infine, l'Ente d'Ambito – nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate – aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in € 28.699.699,48.
Ciò posto, il Tribunale di Frosinone, con sentenza n. 304/2017 ha:
- rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della Deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva Deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27.02.2007; dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del "price cap" vale solo per gli eventuali aumenti tariffari. Ha invece annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della Deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
- rigettato le domande formulate dai difensori di ACEA Ato5 in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido), volte al riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
- rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che, giova rammentarlo, nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7.000.000,00. All'udienza del 17 Novembre 2017, sono stati depositati per conto di ACEA Ato5 i seguenti documenti: copia del bonifico del 31 Luglio 2017 per € 2 milioni; copia del bonifico del 4 Ottobre 2017 per € 2.244.089,20 e la Nota di Acea del 16 Novembre 2017. Con riferimento a quest'ultima Nota sono state evidenziate:
- a. l'impegno di ACEA Ato5 a corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017;
- b. la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.
A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 Luglio 2017 e del 4 Ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA Ato5 a titolo di Canone di Concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della Nota del 16 Novembre 2017, di dover "riferire" all'A.A.T.O. 5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 Febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di ACEA Ato5 in favore di A.A.T.O.5.
Conseguentemente, la Società – per il tramite dei propri legali – ha rappresentato che:
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- a fronte dell'impegno di corrispondere € 1.370.000 entro il mese di dicembre 2017 ACEA Ato5 ha corrisposto:
- € 1.287.589 in data 5 Gennaio 2018, direttamente all'A.A.T.O. 5;
- € 85.261,93 in data 22 Novembre 2017 al Consorzio Valle del Liri (nell'ambito del più ampio pagamento di € 178.481,68 in esecuzione dell'accordo transattivo di cui è parte lo stesso Ente d'Ambito nel quale, all'art.2.1, si dà atto che il pagamento di € 178.481,68 andava a valere sui canoni 2010-2011-2012-2013-2016); per un totale complessivo di € 1.372.850,93.
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- con tali ultimi pagamenti, ACEA Ato5 ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006- 2012: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'08.11.2017. In particolare, viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che a oggi ha saldato fino all'annualità 2012".
All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell'A.A.T.O. 5, ha concesso un rinvio al 4 Maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali
discrepanze e segnalando che in caso contrario, avrebbe provveduto alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 Settembre 2018.
In tale sede, le Parti, alla luce del Collegio di Conciliazione instaurato in data 11 Settembre 2018 con l'A.A.T.O. 5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa – tra le altre – anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 Febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 Settembre 2019. A tale udienza è stato disposto rinvio al 20 Dicembre 2019. Il procedimento è stato rinviato, dapprima, al 17 Marzo 2020, successivamente d'ufficio al giorno 11 Settembre 2020 e in seguito al 15 Dicembre 2020. La causa è stata ulteriormente rinviata al 12 Febbraio 2021, poi ulteriormente rinviata al 26 Marzo 2021. All'udienza del 27 Aprile 2021 il Giudice si è riservato sulla CTU e, in data 30 Aprile 2021 ha fissato all'11 Maggio 2021 la data di conferimento dell'incarico al CTU e, successivamente, in data 26 Maggio 2021 l'avvio delle operazioni peritali. Il deposito dell'elaborato del CTU era previsto entro il 10 Novembre 2021 e l'esame del CTU era previsto per l'udienza del 30 Novembre 2021. La Società alla successiva udienza del 15 dicembre 2021 ha formalizzato una proposta transattiva, al fine di definire bonariamente la controversia. Tale proposta sarà oggetto di valutazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5. Il Giudice ha fissato l'udienza al 12 aprile 2022 per la precisazione delle conclusioni e successivamente, ha rinviato all'ulteriore udienza del 31/05/2022. In tale occasione, l'autorità giudicante, preso atto del rifiuto dell'offerta transattiva, ha assegnato alle parti i termini di legge per il deposito degli atti conclusivi e ha trattenuto la causa in decisione.
Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello - RG 6227/2017 - avverso la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone che ha revocato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.
La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 Maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 Novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281 sexies c.p.c. Il procedimento è stato rinviato al 30 Giugno 2021. All'udienza del 30 Giugno 2021, la Corte d'Appello ha disposto un rinvio d'ufficio all'udienza del 6 Luglio 2022 e successivamente al 10/05/2023.
La Società non ha ritenuto di cancellare il credito né di appostare alcun fondo rischi per due ordini di ragioni:
- il tema in esame, riconducibile al riconoscimento del credito vantato dal Gestore (di € 10.700.00,00) connesso alla transazione del 2007, oggetto della sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, appellata da ACEA Ato5 presso la Corte di Appello di Roma (RG n. 6227/2017), è stato demandato al Collegio di Conciliazione affinché ne operasse un approfondimento anche di ordine giuridico;
- le valutazioni di diritto effettuate dai legali hanno rappresentato, da un lato, la fondatezza dell'appello e, dall'altro lato, la circostanza che la nullità della transazione non determina ex sé l'insussistenza del credito.
La fondatezza dell'appello e della decisione di non cancellare il credito sono state ulteriormente confermate dalle conclusioni del Collegio di Conciliazione, instaurato tra l'Ente d'Ambito ed il Gestore, in conformità a quanto previsto dall'art. 36 della Convenzione di Gestione, per giungere ad una composizione delle varie controversie pendenti tra le parti.
Nella propria Proposta di Conciliazione trasmessa alle parti il 26 Novembre 2019, già approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 19 Dicembre 2019 e attualmente al vaglio della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, il Collegio di Conciliazione ha, infatti, previsto – tra l'altro – quanto segue:
- ha accertato l'esistenza di significative differenze tra i canoni concessori approvati nelle varie predisposizioni tariffarie e le somme da riconoscere ai Comuni. A parere del Collegio l'effettiva esistenza di tali differenze induce a ritenere che la Delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito risultava fondata su elementi credibili e riscontrati anche ex post, laddove individuava nelle "economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni" (che potevano costituire la provvista finanziaria per pagare un mutuo stipulato dall'Ente d'Ambito) le coperture finanziarie per il pagamento al Gestore delle somme previste dall'atto transattivo. Tale conclusione, evidenziando la plausibilità delle fonti di copertura individuate dall'Ente d'Ambito per finanziare l'atto transattivo, conferma la fondatezza dell'appello proposto dalla Società contro la sentenza n. 304/2017, con cui il Tribunale di Frosinone ha dichiarato la nullità della delibera n. 4/2007 dell'Ente d'Ambito e dell'atto transattivo proprio per l'asserita mancata individuazione delle relative coperture finanziarie in violazione dalla disciplina pubblicistica, non avendo ritenuto adeguato e sufficiente il riferimento a "non meglio precisate economie sui canoni di concessione da versare ai Comuni";
- ha ritenuto che sussistano validi e argomentati motivi per accogliere la richiesta del Gestore di riconoscimento di maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003-2005 nella misura ridotta convenuta dalle parti nell'atto di transazione, confermando in tal modo l'esistenza del corrispondente credito stanziato nei bilanci della Società.
ACEA Ato5 – Ricorso TAR Lazio su risoluzione contrattuale
In merito alla vicenda della risoluzione della Convenzione di Gestione, sono ad oggi pendenti i giudizi di appello promossi da diversi Comuni dell'ATO5 avverso la sentenza n. 638/2017 con la quale il TAR Lazio – sezione distaccata di Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione n. 7 del 13 Dicembre 2016 della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento.
Conferenza dei Sindaci del 28 ottobre 2021 ha deliberato che l'approvazione dell'Atto di Conciliazione potrà essere valutata solo all'esito del Procedimento Penale 2031/2016 pendente innanzi al Tribunale di Frosinone. Successivamente, in data 26 gennaio 2022, la STO dell'AATO5 ha trasmesso alla Società una missiva intimando la costituzione, entro e non oltre 15 giorni, di un "escrow account" fruttifero d'interessi su cui far confluire la somma di € 12,8 milioni relativa alle summenzionate economie sui canoni concessori per il periodo 2012-2017, come quantificate nella relazione congiunta del 29 aprile 2019 allegata ai lavori del tavolo di conciliazione, che –
a quanto sostenuto dalla STO – sarebbe stata asseritamente fatturata dal Gestore. La Società ha riscontrato tale missiva in data 10 febbraio 2022, facendo presente, tra l'altro, che lo stesso Collegio di Conciliazione nella propria relazione, con specifico riferimento alle economie sui canoni concessori 2012-2017, aveva chiarito che "tali somme solo virtualmente ed astrattamente (e non anche in termini finanziari effettivi) possono essere considerate nella disponibilità del Gestore" e che le stesse rappresenterebbero invero una fonte finanziaria idonea alla copertura del debito di € 10,7 milioni nei confronti del Gestore ovvero, in subordine, - come proposto nella bozza di accordo di conciliazione – per ridurre l'ammontare complessivo dei conguagli tariffari ancora dovuti in favore del Gestore, che superano di gran lunga l'importo in questione.
La Società si è comunque resa disponibile all'attivazione di un tavolo di confronto nel quale approfondire ulteriormente i termini della questione ed individuare la soluzione più idonea a contemperare i reciproci interessi. Alla data della presente relazione, non risulta pervenuto riscontro a tale nota da parte della STO dell'EGA.
Stante quanto sin qui rappresentato e nelle more dell'esame della Proposta di Conciliazione da parte della Conferenza dei Sindaci dell'AATO5, la Società considera la bozza di Conciliazione approvata dal Consiglio di Amministrazione di ACEA Ato5 nella riunione del 19 dicembre 2019, come un riferimento ancora valido in relazione alla complessiva composizione delle tematiche sottoposte dalle parti al Collegio di Conciliazione e, quindi, ritiene che la stessa continui a rappresentare – nella misura dell'importo netto di € 4,5 milioni da riconoscere all'EGA in forza della stessa – una obbligazione implicita che potrà essere fatta valere nei propri confronti. Pertanto, il fondo rischi originariamente iscritto nel bilancio al 31 dicembre 2019 si ritiene riconfermato anche in sede di redazione del bilancio 2021 della Società.
A ulteriore conferma della perdurante validità della Proposta di Conciliazione tra le parti, si segnala che in data 1° febbraio 2022 l'EGA ha sollecitato il pagamento delle fatture per oneri concessori emesse con riferimento agli anni 2019-2022 e non anche di quelle emesse con riferimento agli anni 2012-2018, oggetto del Tavolo di Conciliazione.
La Società ha riscontrato tale sollecito con tre distinte missive inviate il 3 febbraio 2022, il 17 febbraio 2022 e – da ultimo – il 2 marzo 2022, in cui, rispettivamente, ha contestato gli importi di alcune delle fatture sollecitate dall'EGA (il cui ammontare non corrisponde a quello delle fatture in suo possesso), ha avanzato una proposta di piano di rientro rateale e ha comunque ribadito che tale proposta rateale non è alternativa rispetto al Tavolo di Conciliazione, né ne modifica in alcun modo i contenuti, bensì riguarda unicamente la sistemazione della quota di debiti riferiti al periodo 2019-2021.
Acea S.p.A. - Milano '90
La questione inerisce il mancato pagamento delle somme dovute a saldo del prezzo di compravendita dell'area sita nel Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555, perfezionata con atto del 28 Febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 Marzo 2009.
Data l'inerzia dell'acquirente, è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 Giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.
Pertanto, nel Novembre 2012, Acea notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.
Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo - chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.
Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 Febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.
Giudizio di Appello
In data 26 Aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello avverso la suddetta sentenza. Ad esito dell'udienza di trattazione, con ordinanza del 25 Ottobre 2018, la Corte d'appello ha rigettato l'istanza di sospensiva. L'udienza di precisazione delle conclusioni è stata da ultimo rinviata d'ufficio al 10 Settembre 2021 e con sentenza del 23 giugno 2022 la Corte d'appello di Roma ha confermato integralmente la sentenza del giudice di prime cure e condannato la controparte al pagamento delle spese di lite. Pendono termini per Ricorso per Cassazione.
Procedura esecutiva
A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 Marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati. Con ordinanza dell'11 Febbraio 2020, il Giudice dell'esecuzione ha disposto l'assegnazione, in favore di Acea, dell'importo di € 6.445.687,75 oltre spese e interessi legali.
Del tutto inaspettatamente, a seguito della notifica dell'ordinanza, il terzo pignorato ha promosso, in data 12 Marzo 2020, ricorso in opposizione agli atti esecutivi, chiedendo dichiararsi la nullità dell'ordinanza d'assegnazione delle somme pignorate.
Con decreto del 24 Marzo 2020, il Giudice dell'Esecuzione ha disposto, in assenza di contraddittorio, la sospensione dell'efficacia esecutiva dell'ordinanza di assegnazione ed ha fissato, ai fini della conferma, modifica o revoca del provvedimento, l'udienza del 24 Febbraio 2021. Con ordinanza del 27 dicembre 2021 il giudice, a scioglimento della riserva in precedenza assunta, ha rigettato la domanda di sospensiva dell'efficacia esecutiva dell'ordinanza di assegnazione impugnata e revocato il precedente decreto emesso inaudita altera parte. Ad esito di detto provvedimento, in data 25 marzo 2022, il terzo pignorato ha provveduto alla corresponsione delle somme assegnate ad Acea.
Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.
Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.
Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento di Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 Dicembre 2011.
In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010 e quindi a depositare ricorso ex art. 702 bis c.p.c. presso il Tribunale di Roma. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 dDicembre 2010 per la parte di propria competenza.
Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad Acea e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.
Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 Giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di Acea volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha altresì rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad Acea con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 Agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello, con udienza per conclusioni da ultimo rinviata al 9 Settembre 2021.
Si è attualmente in attesa della decisione. Con sentenza del 5 luglio 2022 della Corte d'Appello di Roma è stata confermata l'inefficacia del contratto di vendita stipulato tra Acea S.p.A. e Trifoglio S.r.l. il 22 dicembre 2010, nonché integralmente rigettata la domanda risarcitoria di Trifoglio S.r.l.
Nello specifico, il collegio ha riformato la sentenza di primo grado nella parte in cui ha rilevato d'ufficio la nullità del contratto di vendita, ma ha comunque dichiarato l'inefficacia del medesimo, confermando l'obbligo restitutorio in capo ad Acea dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni), somma tuttavia già corrisposta in attuazione della sentenza di prime cure. Pendono termini per ricorso in Cassazione.
Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS
La controversia ex COS è relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed Acea ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea.
Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui Acea è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei ricorrenti sono stati introdotti da Acea, avanti alla Corte di Cassazione, due giudizi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento del diritto alla costituzione del rapporto). Detti giudizi risultano definiti con ordinanze di rigetto - rese in data 2 e 10 Luglio 2019 - della domanda di Acea. Risulta pertanto confermata la costituzione del contratto di lavoro subordinato fra Acea e le parti resistenti con decorrenza dal 2004.
I ricorrenti - che finora hanno rivendicato le differenze retributive in difetto di prestazione - hanno pertanto iniziato a prestare concretamente la loro attività a far data da febbraio 2020.
Giudizi di Quantificazione
Sulla base delle citate sentenze relative all'an debeatur sono stati nel tempo introdotti dai sei lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con Acea) dei giudizi di quantificazione della pretesa con i quali è stata chiesta la condanna della società al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito, con riferimento a diversi periodi di maturazione dei crediti. Di seguito, specificatamente.
Differenze retributive in ordine al periodo 2008/2014. Nel 2015 sono stati introdotti dai suddetti lavoratori sei distinti giudizi di quantificazione in ordine alle differenze retributive maturate fra il 2008 ed il 2014. Il giudice, riuniti i ricorsi, li ha rigettati con sentenza del 3 Giugno 2015 avverso la quale è stato proposto appello dalle controparti.
Nel mese di dicembre 2020 si è addivenuti alla conciliazione della lite con uno dei sei lavoratori, mentre il ricorso in appello, proseguito per gli altri 5 ricorrenti, si è concluso con sentenza parzialmente sfavorevole resa in data 26 ottobre 2022, in esito alla quale ACEA ha provveduto a corrispondere, con riserva di ripetizione, gli importi dovuti a titolo di differenze retributive e previdenziali nonché di interessi e rivalutazione monetaria.
Avverso detta sentenza ACEA ha proposto ricorso per Cassazione, attualmente in attesa di fissazione di udienza.
Differenze retributive in ordine al periodo 2014/2019. Negli anni 2020 e 2022 sono stati notificati ad istanza di quattro lavoratori altrettanti giudizi monitori volti ad ottenere anche le retribuzioni non percepite in ordine al segmento temporale 2014-2019.
Per quanto attiene ai decreti ingiuntivi del 2020, entrambi opposti, l'udienza di discussione avanti al Tribunale di Roma si è tenuta il 24 Gennaio 2022 e, con sentenze rese in pari data, sono state accolte le richieste delle controparti. L'Acea ha pertanto corrisposto nell'aprile del 2022 le differenze retributive e gli accessori riconosciuti con la citata pronuncia. Attualmente pendono i termini per interporre appello.
Per quanto attiene a quelli notificati nel 2022, entrambi i giudizi risultano ritualmente opposti.
Da ultimo, si segnala l'introduzione, nel mese di luglio 2022, di un ricorso ex art. 414 c.p.c. da parte di un quinto lavoratore, con prima udienza fissata al 12 ottobre 2022.
Acea S.p.A. – Comune di Botricello
Nell'anno 1995, il Comune di Botricello conferiva la gestione del servizio idrico integrato ad un'associazione temporanea di imprese poi costituitasi in società consortile, denominata Hydreco Scarl. Nell'anno 2005 il Comune ha citato in giudizio dinanzi al Tribunale di Catanzaro la società Hydreco Scarl e le società componenti - tra le quali Sigesa SpA (dante causa di Acea SpA) - per ottenere il rimborso dei canoni dovuti per la somministrazione per il periodo 1995-2002, quantificati in € 946.091,63, oltre danni, interessi e rivalutazione. Si costituivano le società convenute contestando la pretesa del Comune e avanzando domanda riconvenzionale a titolo di mancato adeguamento delle tariffe e mancato guadagno per la revoca anticipata del servizio. Nel corso del giudizio veniva espletata CTU, che riconosceva un saldo a credito del Comune di circa € 230 mila. Tuttavia, il Tribunale, con la sentenza n. 1555 del 29 Ottobre 2015, condannava le società convenute in solido al pagamento di € 946.091,63 oltre interessi e rivalutazione dalla maturazione del credito, con rigetto delle domande riconvenzionali. Le parti soccombenti proponevano distinte impugnazioni e, con ordinanza del 27 Marzo 2018, la Corte d'Appello di Catanzaro sospendeva l'esecutività della sentenza impugnata, sul presupposto della fondatezza delle ragioni addotte nell'atto di appello. Tuttavia, con la sentenza n. 677 del 6 Giugno 2020, gli appelli venivano rigettati. Acea ha promosso Ricorso per Cassazione e si è in attesa della fissazione dell'udienza.
Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)
Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 Luglio 2015.
All'udienza del 17 Febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente avanti il Tribunale di Roma - instaurato da Acea e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione. In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti. Con sentenza del 27 Novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 Dicembre 2022). Dal che non emergono ulteriori oneri a carico della società.
ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 Gennaio 2018.
L'udienza di trattazione del giudizio di appello è stata più volte rinviata ed è attualmente fissata al 24 novembre 2022.
Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI
Con atto di citazione notificato il 23 Giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio Acea ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.
Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine - nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo Marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.
La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 Febbraio 2018, è stata differita all'8 Ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma.
L'udienza di precisazione delle conclusioni era fissata al 22 Marzo 2021 e, in detta occasione, il giudice, tenuto conto delle note depositate dalle parti, ha concesso ulteriori rinvii per i medesimi incombenti al 20 Dicembre 2021 e al 26 aprile 2022, con termini per note e repliche. All'udienza del 26 aprile 2022 è stata inoltre sollevata l'eccezione di sopravvenuta carenza di legittimazione attiva del Co.La.Ri. e della E.Giovi in ragione del commissariamento della discarica di Malagrotta (in relazione alle attività di bonifica e di post operativa) disposto con DPCM del 18.2.2022; il Giudice ha pertanto riservato la propria decisione, concedendo un ulteriore termine per note e repliche. Si è attualmente in attesa dello scioglimento della riserva da parte del Giudice sulle richieste delle parti.
ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. – Impugnativa delle deliberazioni Regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico
Con ricorso presentato avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ACEA Ato2 ha impugnato le delibere regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico (Deliberazione GRL n. 56 del 6 Febbraio 2018, deliberazione della GRL n. 129 del 20 Febbraio 2018; deliberazione della GRL n. 152 del 2 Marzo 2018). Analoga impugnativa è stata proposta anche dall'Ente D'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Lazio Centrale. Con deliberazione n. 218 dell'8 Maggio 2018 la Regione Lazio ha sospeso l'efficacia delle delibere impugnate, demandando al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ogni attività utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del S.I.I. nei successivi sei mesi. Pertanto, all'udienza dell'11 Luglio 2018, la causa è stata rinviata al 6 Febbraio 2019, in attesa delle nuove valutazioni della Regione sulla questione, preannunciate nel provvedimento che ha sospeso gli atti impugnati. In seguito, la Regione ha emesso la deliberazione n. 682 del 20 Novembre 2018, con la quale ha disposto la proroga del termine per la definizione del nuovo modello del S.I.I., confermando la sospensione dell'efficacia delle delibere impugnate. Si sono susseguiti numerosi rinvii d'ufficio e, da ultimo, l'udienza è stata fissata al 23 novembre 2022. Analogo ricorso è
stato promosso dalla società ACEA Ato5 S.p.A. ed anche in questo caso l'udienza è stata da ultimo rinviata, in ragione della perdurante pendenza dell'efficacia della sospensione del provvedimento impugnato e, in ogni caso, dell'istruttoria in corso da parte della Regione.
ACEA Ato2 S.p.A. – Parco dell'Aniene Scarl
Nel mese di Giugno 2019, la società Parco dell'Aniene Scarl ha citato in giudizio ACEA Ato2 e Roma Capitale per l'accertamento di asserite responsabilità delle convenute, in solido o per quanto di spettanza, per presunti fatti illeciti derivanti dal mancato realizzo e/o dalla mancata riparazione del sistema fognario preesistente alle realizzazioni edilizie effettuate dall'attrice nella zona Tor Cervara – Via Melibeo. Il consorzio avanza una, a dir poco esorbitante, richiesta risarcitoria, che ammonta, complessivamente, ad oltre € 105 milioni. Il Giudizio è attualmente incardinato avanti al Tribunale di Roma e il Giudice, ritenuto in prima delibazione che l'eccezione di carenza di giurisdizione proposta da Acea sia idonea a definire il giudizio, ha fissato l'udienza per la precisazione delle conclusioni, da ultimo rinviata al 15 novembre 2022.
Contestualmente, Parco dell'Aniene ha introdotto ricorso per regolamento di giurisdizione avanti alle Sezioni Unite della Corte Suprema di Cassazione e con ordinanza del 29 Luglio 2021 la Corte ha rigettato il ricorso, dichiarando la giurisdizione del giudice amministrativo.
Conseguentemente, con ricorso avanti al Tar Lazio notificato il 23 Novembre 2021, Parco dell'Aniene s.c.a.r.l. ha riassunto il giudizio innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio e si è in attesa della fissazione dell'udienza.
Si evidenzia inoltre che nel Febbraio 2021 la controparte ha notificato ricorso ex art. 700 c.p.c. - chiedendo al Giudice di evitare l'aggravamento del danno e di porre fine alle supposte pregiudizievoli condotte - per poi rinunciare al medesimo a seguito della pronuncia della Suprema Corte. Il procedimento cautelare è stato dunque dichiarato estinto con provvedimento del 16 Settembre 2021.
Si segnala altresì che in data 28 giugno 2021 è stato depositato nel giudizio un atto di intervento della società Immobiliare Malcesine s.r.l. la quale, sul presupposto di detenere una quota sociale della Parco dell'Aniene scarl, interviene a sostegno delle ragioni della società attrice.
ACEA Ato2 S.p.A. - Impugnative concessione di derivazione idropotabile dalle sorgenti del Peschiera e Le Capore per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale
Avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) sono stati introdotti tre giudizi per l'annullamento della Determinazione della Regione Lazio del 10 Giugno 2019 (DGR n. G.07823) - con la quale è stata rilasciata la Concessione di derivazione d'acqua pubblica ad uso potabile dalle sorgenti del Peschiera nei Comuni di Cittaducale e Castel S. Angelo e dalle sorgenti Le Capore nei comuni di Frasso Sabino e Casaprota, per l'approvvigionamento idrico di Roma Capitale - che vedono ACEA Ato2 e Roma Capitale quali soggetti controinteressati.
Ricorsi promossi dall'Associazione Postribù e dal Comune di Casaprota
Con riferimento ad entrambi i ricorsi - notificati, rispettivamente, in data 16 e 19 Settembre 2019 - con sentenze del 13 Marzo 2021 il TSAP ha rigettato integralmente il ricorso promosso dal Comune di Casaprota e dichiarato inammissibile quello dell'Associazione Postribù, per difetto di legittimazione attiva. I giudizi sono allo stato definiti.
Ricorso promosso dal Comune di Rieti
Il ricorso, notificato in data 16 Settembre 2019 è stato integralmente rigettato con sentenza dell'11 Agosto 2021.
Avverso detta decisione il Comune ha promosso Ricorso per Cassazione, con udienza fissata al 22 Novembre 2022, e Ricorso per Rettificazione avanti al TSAP, con udienza da ultimo rinviata al 1° febbraio 2023.
Acea ATO2 S.p.A. - Enel Green Power Italia S.r.l.
Con ricorso notificato in data 27 Luglio 2020, Enel Green Power Italia S.r.l. (EGP) ha convenuto ACEA Ato2 dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione - ad essa dovuto in forza dell'accordo vigente tre le parti a far data dall'anno 1985 - per l'energia elettrica non potuta produrre con gli impianti di Farfa 1° salto, Farfa 2° salto, Nazzano e Castel Giubileo, sottesi alla derivazione delle acque delle sorgenti "Le Capore"- un maggiore importo rispetto a quello già corrisposto da Acea.
In dettaglio, parte attrice sostiene che nel periodo temporale 2009 - 2019 ACEA, nell'applicazione delle modalità di calcolo dell'indennizzo come indicate nell'accordo del 1985, abbia erroneamente calcolato gli importi dovuti e che, in conseguenza di tale errato calcolo, sarebbe tenuta a corrispondere alla EGP il complessivo importo di € 11.614.564,85, oltre ulteriori importi pretesamente dovuti per i conguagli successivi al 31 Dicembre 2019 ed interessi moratori.
ACEA Ato2 si è costituita in giudizio deducendo l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta e indicando una diversa modalità di quantificazione dell'indennizzo più aderente alle pattuizioni intercorse tra le parti nel corso del rapporto contrattuale.
Per effetto dell'applicazione di tale modalità di calcolo ACEA Ato2, tenendo conto degli indennizzi già corrisposti, ha spiegato domanda riconvenzionale per la restituzione dell'importo di € 3.246.201,46, oltre interessi legali, in quanto non dovuto da ACEA Ato2.
Il Giudice Istruttore non ha disposto attività istruttoria ed ha fissato l'udienza di precisazione delle conclusioni al 21 Dicembre 2021. All'esito, l'udienza di discussione innanzi al Collegio è stata fissata al 18 Ottobre 2022.
Acea ATO2 S.p.A. e Acea Produzione S.p.A. - Erg Hydro S.r.l.
Con separati ricorsi, notificati in data 10 Marzo 2021, Erg Hydro S.r.l. ha convenuto ACEA Ato2 S.p.A. ed Acea Produzione S.p.A. dinanzi al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d'Appello Civile di Roma (TRAP) per ottenere l'accertamento del proprio
diritto a percepire a titolo di indennizzo da sottensione - ad essa dovuto in forza degli accordi vigenti tra le parti a far data dall'anno 1985 - per l'energia elettrica non potuta produrre con i propri impianti, sottesi alla derivazione delle sorgenti del Peschiera e interessati dal rigurgito di Nera Montoro.
La domanda avanzata riguarda la corresponsione di interessi moratori per ritardato pagamento di fatture risalenti, nonché il diverso ammontare dei conguagli calcolati diversamente sulla base del richiamato accordo dell'anno 1985.
Nello specifico, la richiesta complessiva nei confronti di ACEA Ato2 è pari a circa € 4.500.000,00, mentre nei confronti di Acea Produzione la domanda avanzata è pari a circa € 140.000,00.
Le convenute si sono costituite in giudizio deducendo l'intervenuta prescrizione degli importi richiesti, nonché l'infondatezza dell'interpretazione dell'accordo su cui la ricorrente basa la propria richiesta.
All'esito dell'udienza istruttoria del 16 Novembre 2021, il Giudice ha disposto consulenza tecnica d'ufficio, rinviando la causa al 15 marzo 2022 per il giuramento del CTU. Il deposito della CTU definitiva è previsto per il 7 agosto 2022.
areti S.p.A. - GALA S.p.A.
Si riassumono di seguito i contenziosi pendenti generati dalla complessa vicenda.
Giudizi Cautelari
Avverso l'escussione delle garanzie rilasciate, in data 12 Aprile 2017, GALA proponeva ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., al Tribunale di Roma, ottenendo un decreto inaudita altera parte, che ha inizialmente inibito ad areti l'esercizio della facoltà di escussione. Tale decreto è stato successivamente revocato con ordinanza del Giudice del 30 Maggio 2017, che ha integralmente riconosciuto le ragioni di areti.
In data 1° Giugno 2017, stante il perdurare della situazione di grave inadempimento, areti ha comunicato l'avvenuta risoluzione del contratto di trasporto, nonché l'escussione delle ulteriori garanzie contrattuali.
Il successivo 6 Giugno, GALA proponeva reclamo avverso l'ordinanza cautelare del 30 Maggio e, ancora, il 9 Giugno presentava un secondo autonomo ricorso per provvedimento di urgenza al Tribunale di Roma, chiedendo una dichiarazione di invalidità della risoluzione disposta il 1° Giugno 2017 e ottenendo, inizialmente, l'emissione di un decreto inaudita altera parte in suo favore.
Ad esito di entrambi i giudizi cautelari, le ragioni di areti sono state nuovamente integralmente riconosciute, con l'emissione, in data 12 Luglio, di un'ordinanza collegiale di rigetto del reclamo, a seguito della quale il Giudice cautelare, chiamato a decidere sul secondo ricorso ex art. 700 c.p.c., ha invitato le parti a non comparire in udienza, dichiarando poi l'improcedibilità del ricorso con ordinanza del 13 Luglio 2017.
Il primo giudizio intentato dal garante Euroins Insurance p.l.c.
Nel mese di Luglio 2017, Euroins Insurance p.l.c., garante di GALA, ha autonomamente introdotto giudizio di accertamento per far dichiarare l'insussistenza dell'obbligo di garanzia in favore della stessa; costituita, areti ha chiesto la riunione di tale giudizio al giudizio ordinario di opposizione al decreto ingiuntivo del GSE per connessione (cfr. infra).
Il giudizio è stato incardinato innanzi alla Sezione XVII del Tribunale di Roma e con sentenza del 10 Maggio 2021 è stata respinta l'azione di accertamento dell'invalidità della polizza, con condanna di Euroins al pagamento, in favore di Areti, della somma di euro 5.000.000,00 oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo e spese processuali.
La sentenza ha altresì condannato Gala a procurare la liberazione della garante pagando direttamente ad Areti la somma di € 5.000.000,00, oltre interessi legali.
In data 8 giugno 2021, GALA ha adempiuto spontaneamente al pagamento di quanto previsto in sentenza, corrispondendo ad areti S.p.A. l'importo complessivo pari ad € 5.058.986,30, comprensivo di interessi legali (per € 58.986,30), con riserva di gravame e di ripetizione dell'indebito, anche in relazione alle domande oggetto del parallelo contenzioso civile tra la medesima GALA ed areti (Trib. Roma R.G. n. 18333/2018).
L'atto di citazione in appello da parte di Gala è stato notificato il 10 dicembre 2021 e l'udienza è fissata per il 19 settembre 2022.
A seguito dell'incasso da parte di areti del pagamento effettuato da GALA, l'importo a saldo relativo all'istanza in oggetto è pari ad € 5.457.604,33, contro un importo ricevuto da CSEA di € 5.775.679,36, con una differenza quindi di € 318.075,03. Tale ultimo importo, quindi, a norma dell'art. entro 3.2 della Deliberazione ARERA del 17 novembre 2020, 461/2020/R/EEL, è oggetto di restituzione alla CSEA entro il 31 agosto 2021, riconoscendo un interesse di mora calcolato secondo quanto previsto dal comma 48.4 del TIT.
Il Decreto Ingiuntivo emesso in favore del GSE S.p.A.
Il GSE S.p.A., dopo aver diffidato areti a versare gli oneri generali di sistema dovuti da Gala, pur se da essa non versati, ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo, non immediatamente esecutivo, nei confronti di areti, per il pagamento di parte di tali oneri. Il decreto ingiuntivo è stato tempestivamente opposto da areti con atto di citazione notificato al GSE ed iscritto a ruolo nel mese di Dicembre 2017, con contestuale citazione, a titolo di garanzia, di GALA e dei suoi garanti (China Taiping Insurance (UK) Co. Ltd e Insurance Company Nadejda) e, prima udienza fissata al mese di Marzo 2019.
Successivamente areti, nel mese di Luglio 2018, in vista dell'accesso al meccanismo previsto dalla delibera ARERA 1° Febbraio 2018 n. 50/2018/R/EEL di "riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema", ha anticipato in favore del GSE la somma portata dal decreto ingiuntivo opposto.
Conseguentemente, le Parti hanno convenuto di abbandonare il giudizio, dichiarato dunque estinto con decreto del 13 Maggio 2020.
La Citazione di GALA nei confronti di areti, di Acea Energia S.p.A. e di Acea S.p.A.
Con atto di citazione notificato nel Marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente l'invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di circa € 200.000.000,00.
GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute - Acea S.p.A. ed Acea Energia S.p.A. costituiscono atti di concorrenza sleale, condannando le medesime a risarcire il relativo danno.
Le società del gruppo Acea citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.
Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione.
Il giudizio è attualmente pendente innanzi alla XVII sezione civile del Tribunale di Roma e all'udienza di precisazione delle conclusioni del 9 dicembre 2021 la causa è stata trattenuta in decisione, con concessione dei termini per le comparse conclusionali. Si è attualmente in attesa della sentenza.
areti S.p.A. – Metanewpower
Nel mese di Novembre 2015, areti, nella sua qualità di gestore della rete di distribuzione elettrica, ha stipulato con la società Metanewpower, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto, al quale si è resa ripetutamente inadempiente.
Giudizio sulle garanzie
Con citazione notificata in data 7 Settembre 2018, Metanewpower (nel prosieguo anche MNP) contesta la legittimità delle condizioni contrattuali per il trasporto di energia ed il sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri di sistema indipendentemente dalla effettiva riscossione dal cliente finale e chiede il risarcimento del danno dovuto alla prestazione delle garanzie per circa € 2,0 milioni, contestando altresì l'abuso di posizione dominante del distributore areti.
Nel mentre, a fronte del grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali, in data 8 Ottobre 2018, areti comunicava a MNP la risoluzione del contratto di trasporto.
Nel corso del giudizio, nel mese di Dicembre 2019, controparte ha modificato la propria richiesta risarcitoria, quantificandola complessivamente inoltre € 34,0 milioni includendo tuttavia nella domanda l'importo di circa € 11,0 milioni a titolo di danno da risoluzione, richiesto anche nel giudizio ordinario.
Ad esito dell'udienza istruttoria del 7 Ottobre 2020, il giudice, rigettando l'avversa richiesta di CTU, ha fissato l'udienza per conclusioni al 3 Marzo 2022 e si è attualmente in attesa della sentenza.
Giudizio cautelare
Con ricorso d'urgenza ante causam ex art. 669 bis e 700 c.p.c., MNP ha adito il Tribunale chiedendo di disporre la sospensione degli effetti della risoluzione per inadempimento del contratto di trasporto intimata da areti, e della richiesta di escussione del 26 Settembre 2018 della polizza fideiussoria rilasciata da MNP, ordinando ad areti il ripristino dell'esecuzione del contratto di trasporto di energia. Con ordinanza del 15 Novembre 2018, il Giudice Istruttore, sciogliendo la riserva all'esito del contraddittorio delle parti, ha concesso il provvedimento cautelare - ravvisando sotto un profilo marginale la violazione del dovere di collaborazione da parte del distributore, pur in presenza dell'inadempimento di Metanewpower - e compensato le spese di lite.
Giudizio Ordinario
A seguito della conclusione della fase cautelare, con citazione notificata il 5 Dicembre 2018, MNP ha instaurato giudizio ordinario, contestando la validità delle clausole contrattuali e chiedendo il risarcimento del danno dovuto all'annullamento della risoluzione del contratto a seguito della citata ordinanza del Tribunale. La richiesta, come da ultimo precisato in occasione delle memorie istruttorie, ammonta ad almeno € 14,0 milioni. La prima udienza di trattazione si è tenuta il 4 Novembre 2020. L'udienza di precisazione delle conclusioni è stata fissata al 7 dicembre 2022.
Recupero del credito di areti nei confronti di Metanewpower
In data 30 Maggio 2019, a seguito del perdurante inadempimento di MNP, areti ha disposto nuova risoluzione contrattuale e attivato il recupero del credito, ottenendo l'emissione di un decreto ingiuntivo per l'importo di circa € 3,85 milioni a titolo di corrispettivi inadempiuti. MNP – per le stesse ragioni di cui si è detto – ha proposto opposizione al decreto ingiuntivo. Con provvedimento del 15 novembre 2021, a scioglimento della riserva assunta in occasione dell'udienza del 3 dicembre 2020, il giudice ha rigettato la richiesta di concessione della provvisoria esecutività del decreto, concedendo i termini per le memorie ex art. 183 c.p.c. e rinviando la causa per il prosieguo all'udienza del 10 Marzo 2022. In tale occasione, il giudice, ritenute irrilevanti le richieste istruttorie, ha rinviato per conclusioni al 20 marzo 2024.
areti S.p.A. – Metaenergia S.p.a.
Nel mese di ottobre 2018, la società Metaenergia S.p.A., che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, ha citato in giudizio il distributore Areti, contestando la legittimità delle condizioni contrattuali per il trasporto di energia ed il sistema delle garanzie richieste dal distributore per la mancata corresponsione degli oneri generali di sistema indipendentemente dalla effettiva
riscossione dal cliente finale. La società attrice ha chiesto dunque la restituzione degli importi prestati a titolo di deposito cauzionale e il risarcimento del danno dovuto alla prestazione delle garanzie per circa € 320 mila, contestando altresì l'abuso di posizione dominante del distributore areti. In occasione del deposito delle memorie istruttorie la richiesta risarcitoria è stata quantificata inoltre € 9,0 milioni. L'udienza di precisazione delle conclusioni si è tenuta il 13 gennaio 2021 e, ad esito del deposito delle memorie conclusionali, il Collegio, con provvedimento dell'11 giugno 2021, previa rimessione della causa nella fase istruttoria, ha disposto consulenza tecnica di ufficio per l'accertamento dei costi sostenuti da Metaenergia per la prestazione delle garanzie a copertura del rischio derivante dal mancato versamento degli oneri generali di sistema riscossi o non riscossi dal cliente finale. Espletata la CTU, l'udienza di precisazione delle conclusioni è stata celebrata il 10 marzo 2022. Con sentenza del 22 giugno 2022, il Giudice ha rigettato integralmente le domande proposte dal trader Metaenergia, condannandola altresì al pagamento delle spese di lite.
GORI S.p.A. – Consorzio di Bonifica Integrale del Comprensorio Sarno
Il Consorzio di Bonifica Sarno ha citato in giudizio la Società per vederla condannare al pagamento di oltre € 20 milioni a titolo di canoni concessori dovuti per l'utilizzo dei canali consortili utilizzati quali recapito delle acque reflue prodotte nel territorio in gestione della Società; in particolare, tale quantificazione derivava dagli atti del Consorzio che fissava unilateralmente la percentuale del 45% (e poi del 26/62% dal 2013) quale quota parte del contributo riferibile al collettamento della acque reflue di competenza di Gori. A tal riguardo, si segnala che, allo stato, non è stata ancora definita (e quindi stipulata) la convenzione tra il Consorzio e Gori, per cui apparirebbe, prima facie, infondata la richiesta di pagamento per inadempimento contrattuale attesa l'assenza di un contratto, peraltro necessario nei rapporti intercorrenti con una pubblica amministrazione quale è il Consorzio. Peraltro, la Società ha anche evidenziato la sostanziale irrilevanza del "beneficio" ricevuto per l'utilizzo della rete consortile. Inoltre, oltre alla necessaria contrattualizzazione del rapporto, occorre che l'Ente Idrico Campano – cioè, l'Amministrazione pubblica competente ai sensi di legge – preveda la copertura dei presunti costi per canoni concessori (una volta definite le relative modalità di calcolo) nella tariffa del SII dell'ATO3; del resto, tali costi – qualificati come "costi operativi aggiornabili" ex art. 27 dell'Allegato A alla deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr – sono comunque sempre riconosciuti dall'Autorità regolatrice locale (i.e. Ente idrico Campano) e dall'Autorità regolatrice nazionale (i.e. ARERA). Tanto premesso, il Giudice ha ritenuto di dover affidare ad un consulente tecnico l'incarico di "quantificare le somme eventualmente dovute dalla convenuta Gori a titolo di oneri consortili in relazione a quanto dedotto in domanda [del Consorzio] a fondamento di tale obbligazione ed al periodo di riferimento, distinguendo altresì le somme anno per anno", "previo esame della documentazione prodotta e tenendo conto di quanto dalla stessa risultante". Nel corso delle operazioni peritali, prospettata la impossibilità di determinare per via tecnica un "contributo" che avrebbe dovuto essere concordato in sede negoziale, il consulente tecnico d'ufficio (CTU) chiedeva alle parti di produrre documenti e conteggi per arrivare, seguendo un percorso logico dallo stesso indicato, a quantificare il contributo dovuto dalla Società. A fronte di un'eccezione del legale del Consorzio sulla produzione di documenti nuovi, il CTU ha chiuso le operazioni peritali, dichiarando di non poter rispondere ai quesiti sulla base della sola documentazione in atti. Tuttavia, il CTU depositava una relazione nella quale dichiarava la impossibilità di quantificare il contributo a carico di Gori commisurandolo al beneficio con riferimento ad una metodologia coerente con la normativa di riferimento, ma individuava un importo di oltre € 8 milioni che sarebbe il tributo al collettamento delle acque reflue a carico di tutti i consorziati "senza poter giungere in maniera certa alla misura dovuta da Gori" ex art. 13, comma 5, Legge Regione Campania 4/2003 per gli anni 2008÷2016, mancando "in atti qualunque misura circa il beneficio diretto ottenuto e circa la portata di acqua scaricata da Gori". allo stato, essendo la causa stata trattenuta in decisione, si attende l'esito.
GORI S.p.A. – Aggiornamento dello schema regolatorio 2016-2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania
I Comuni di Nocera Inferiore (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA), Scisciano (NA) e Lettere (NA) hanno impugnato innanzi al TAR Campania, sede di Napoli la deliberazione del Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano n. 19/2016 del 08/08/2016 con cui è stato predisposto lo Schema Regolatorio 2016÷2019 e la deliberazione del medesimo Commissario Straordinario n. 39/2018 del 17/07/2018 con cui è stato aggiornato il predetto Schema Regolatorio. Il giudizio avente ad oggetto la deliberazione 19/2016 (RG 5192/16) è stato sospeso in attesa degli esiti del giudizio pendente in Consiglio di Stato ed incardinato dai Comuni di Angri (SA), Roccapiemonte (SA), Roccarainola (NA), Casalnuovo di Napoli (NA) e Scisciano (NA), per la riforma della sentenza del TAR Lombardia, sede di Milano n. 1619 del 29 giugno 2018 con cui è stata confermata la legittimità della deliberazione dell'ARERA 104/2016/R/idr di approvazione dello Schema Regolatorio 2012-2015 dell'Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano. Invece, per il giudizio avente ad oggetto la deliberazione n.39/2018 (RG 4698/18) è stata fissata l'udienza pubblica di discussione del merito per il 7 Luglio 2021
Procedimento AGCM A/513
In data 8 Gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Areti S.p.A. il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.
Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.
L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari ad € 16.199.879,09.
Nella piena convinzione dell'illegittimità del provvedimento irrogato, avverso il medesimo sono stati incardinati, avanti al Tar Lazio, due ricorsi amministrativi, l'uno promosso da areti e l'altro da Acea Energia ed Acea S.p.A. Con distinte sentenze del 17 Ottobre 2019 i ricorsi sono stati accolti e, per l'effetto, la sanzione è stata annullata.
Con ricorsi notificati in data 17 Gennaio 2020, l'AGCM ha promosso appello avanti al Consiglio di Stato. Le società del gruppo interessate si sono costitute proponendo a loro volta appello incidentale e si è in attesa della fissazione di udienza.
Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota n. 26 a commento del Fondo Rischi ed Oneri).
Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.
Allegati
- A) Società incluse nell'area di consolidamento
- B) Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico consolidato
- C) Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers
- D) Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017
- E) Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico
A) Società incluse nell'area di consolidamento
| Società incluse nell'area di consolidamento | Consolidata Gruppo ACEA 2022 | ||||
|---|---|---|---|---|---|
| D eno m inazio n e |
Sed e |
Capit ale So iale (in € c ) |
i p Qu o t a d art ec ipazion e |
ta Con Quo so lidat o di |
Met o d o di Co nso lid am en to |
| Ar ea Am bien te |
G rup p o |
||||
| Acea Ambiente S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 2.224.992 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Aquaser S.r.l. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 3.900.000 | 97,86% | 100,00% | Integrale |
| Iseco S.p.A. | Loc. Surpian n. 10 - 11020 Saint-Marcel (AO) | 110.000 | 80,00% | 100,00% | Integrale |
| Berg S,p.A. | Via delle Industrie, 38 - Frosinone (FR) | 844.000 | 60,00% | 100,00% | Integrale |
| Demap S.r.l. | Via Giotto, 13 - Beinasco (TO) | 119.015 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acque Industriali S.r.l. | Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) | 100.000 | 73,05% | 100,00% | Integrale |
| Deco | Via Vomano, 14 - Spoltore (PE) | 1.404.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| AS Recycling | Via dei Trasporti, 14 - Carpi (MO) | 1.000.000 | 90,00% | 100,00% | Integrale |
| Ecologica Sangro | Strada Provinciale Pedemontana Km 10 Frazione Contrada Cerratina - Lanciano (CH) | 100.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| S.E.R. Plast S.r.l. | Contrada Stampalone, Cellino Attanasio (TE) | 70.000 | 70,00% | 70,00% | Integrale |
| Consorzio Servizi Ecologici del Frentano Meg |
Strada Provinciale Pedemontana Km 10 - 66034 Frazione Cerratina - Lanciano (CH) Via 11 Settembre, 8 - San Giovanni Illarione (VR) |
10.329 10.000 |
75,00% 60,00% |
100,00% 100,00% |
Integrale Integrale |
| Ferrocart S.r.l. | Via Vanzetti, 34 - Terni | 80.000 | 60,00% | 100,00% | Integrale |
| Cavallari S.r.l. | Via dell'Industria, 6 - Ostra (AN) | 100.000 | 80,00% | 100,00% | Integrale |
| Ar ea Co mm erc iale e Trad ing |
|||||
| Acea Energia S.p.A. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 10.000.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Cesap Vendita Gas S.r.l. | Via del Teatro, 9 - Bastia Umbra (PG) | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Umbria Energy S.p.A. | Via B. Capponi, 100 - Terni | 1.000.000 | 50,00% | 100,00% | Integrale |
| Acea Energy Management S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 50.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| ACEA Innovation S.rl. Estero |
P.le Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acea Dominicana S.A. | Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama -Santo Domingo | 644.937 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Aguas de San Pedro S.A. | Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle - 21104 San Pedro, Honduras | 6.457.345 | 60,65% | 100,00% | Integrale |
| Acea International S.A. | Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama - 11501 Santo Domingo | 9.089.661 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acea Perù S.A.C. | Cal. Amador Merino Reyna , 307 MIRAFLORES - LIMA | 177.582 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Consorcio ACEA-ACEA Dominicana | Av. Las Americas - Esq. Masoneria - Ens. Ozama | 67.253 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Consorcio Servicios Sur | Calle Amador Merino Reyna - San Isidro | 33.834 | 51,00% | 100,00% | Integrale |
| Consorcio Agua Azul S.A. | Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù | 16.000.912 | 44,00% | 100,00% | Integrale |
| Consorcio ACEA | Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù | 225.093 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Consorcio ACEA Lima Sur | Calle Amador Merino Reyna 307 - Lima - Perù | 77.223 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Consorcio ACEA Lima Norte | Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù | 221.273 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Ar ea I d r ic o ACEA Ato2 S.p.A. |
P.le Ostiense, 2 - Roma | 362.834.320 | 96,46% | 100,00% | Integrale |
| ACEA Ato5 S.p.A. | Viale Roma snc - Frosinone | 10.330.000 | 98,45% | 100,00% | Integrale |
| Acque Blu Arno Basso S.p.A. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 8.000.000 | 76,67% | 100,00% | Integrale |
| Acque Blu Fiorentine S.p.A. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 15.153.400 | 75,01% | 100,00% | Integrale |
| Acea Molise S.r.l. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 100.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acquedotto del Fiora S.p.A. | Via Mameli,10 Grosseto | 1.730.520 | 40,00% | 100,00% | Integrale |
| Gesesa S.p.A. | Corso Garibaldi, 8 - Benevento | 534.991 | 57,93% | 100,00% | Integrale |
| GORI S.p.A. | Via Trentola, 211 – Ercolano (NA) | 44.999.971 | 37,05% | 100,00% | Integrale |
| Ombrone S.p.A. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 6.500.000 | 99,51% | 100,00% | Integrale |
| Sarnese Vesuviano S.r.l. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 100.000 | 99,16% | 100,00% | Integrale |
| Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. | Via Aldo Bartocci n. 29 - 05100 Terni | 100.000 | 99,40% | 100,00% | Integrale |
| Adistribuzionegas S.r.l. | Via L. Galvani, 17/A - 47122 Forlì | 5.953.644 | 51,00% | 100,00% | Integrale |
| Servizi idrici Integrati ScPA | Via I Maggio, 65 Terni | 19.536.000 | 40,00% | 100,00% | Integrale |
| Agile Academy S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Notaresco Gas S.r.l. | Via Padre Frasca, s.n., frazione Chieti Scalo Centro Dama | 100.000 | 55,00% | 100,00% | Integrale |
| Ar ea I n frast ru t tu r e Energetic he areti S.p.A. |
P.le Ostiense, 2 - Roma | 345.000.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Ar ea G ener azion e |
|||||
| Acea Produzione S.p.A. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 5.000.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acea Liquidation and Litigation S.r.l. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Ecogena S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 1.669.457 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| SF ISLAND S.r.l. | Via Cantorrivo, 44/C - Acquapendente (VT) | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acea Solar S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Acea Renewable S,r,l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| Ar ea I n gegn eria e S erv izi |
|||||
| ACEA Elabori S.p.A. | Via Vitorchiano – Roma | 2.444.000 | 100,00% | 100,00% | Integrale |
| SIMAM S.p.A. Technologies For Water Services S.p.A. |
Via Cimabue, 11/2 - 60019 Senigallia (AN) Via Ticino, 9 -25015 Desenzano Del Garda (BS) |
600.000 11.164.000 |
70,00% 100,00% |
100,00% 100,00% |
Integrale Integrale |
Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11:
| Relazione Finanziaria Semestrale | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11: | Consolidata Gruppo ACEA 2022 | ||||
| D eno m in azio n e |
S ede |
Capit iale (in ale So c |
i p Quo ta d |
ta Con Quo so lid at o d i |
Met o d o di |
| € ) |
ar tec ip azio n e |
G r upp o |
Co nso lid am en to |
||
| Ar ea Am b ient e Picenambiente S.p.A. |
Contrada Monte Renzo, 25 - 63074 San Benedetto del Tronto (AP) | 5.500.000 | 21,80% | 21,80% | Patrimonio Netto |
| Ecomed S.r.l. | P.le Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 50,00% | 50,00% | Patrimonio Netto |
| Ar ea I d r ic o |
|||||
| Acque S.p.A. Acque Servizi S.r.l. |
Via Garigliano,1- Empoli Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) |
9.953.116 400.000 |
45,00% 100,00% |
45,00% 45,00% |
Patrimonio Netto Patrimonio Netto |
| Geal S.p.A. | Viale Luporini, 1348 - Lucca | 1.450.000 | 48,00% | 48,00% | Patrimonio Netto |
| Intesa Aretina S.c.a.r.l. | Via B.Crespi, 57 - Milano | 18.112.000 | 35,00% | 35,00% | Patrimonio Netto |
| Nuove Acque S.p.A. | Patrignone Loc.Cuculo - Arezzo | 34.450.389 | 46,16% | 16,16% | Patrimonio Netto |
| Publiacqua S.p.A. | Via Villamagna - Firenze | 150.280.057 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Umbra Acque S.p.A. | Via G. Benucci, 162 - Ponte San Giovanni (PG) | 15.549.889 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Romeo Gas S.p.A. Ar ea G en er azion e |
Corso di Porta Vittoria, 4 - Milano | n.d. | 30,13% | 30,13% | Patrimonio Netto |
| AE Sun Capital | Piazzale Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| KT 4 S.r.l. | Viale SS Pietro e paolo, 50 - Roma | 250.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Solaria Real Estate srl | P.le Ostiense, 2 Roma | 176.085 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Acea Sun Capital S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Trinovolt S.r.l. | Viale Tommaso Columbo, 31/D - Bari (BA) | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Marche Solar S.r.l. Fergas Solar S.r.l. |
Via Achille Grandi 39 - Concordia sulla Secchia (MO) Via Pietro Piffetti, 19 - 10143 Torino |
10.000 10.000 |
40,00% 40,00% |
40,00% 40,00% |
Patrimonio Netto Patrimonio Netto |
| Euroline 3 S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| IFV Energy S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| PF Power of Future S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| JB Solar S,r,l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| M2D S.r.l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| PSL S.r.l. Solarplant S,r,l, |
Via Ruilio,18/20 - Catania P.le Ostiense, 2 Roma |
15.000 10.000 |
40,00% 40,00% |
40,00% 40,00% |
Patrimonio Netto Patrimonio Netto |
| Acea Green S,r,l. | P.le Ostiense, 2 Roma | 10.000 | 40,00% | 40,00% | Patrimonio Netto |
| Belaria S.r.l. | Via Luciano Manara, 15 - Milano | 10.000 | 49,00% | 19,60% | Patrimonio Netto |
| Energia S.p.A | Via Barberini, 28 - 00187 Roma | 239.520 | 49,90% | 49,90% | Patrimonio Netto |
| Ar ea I n gegn eria e S erv izi |
|||||
| Ingegnerie Toscane S.r.l. | Via Francesco de Sanctis, 49 - Firenze | 100.000 | 98,90% | 44,10% | Patrimonio Netto |
| Visano S.c.a.r.l. | Via Lamarmora, 230 -25124 Brescia Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto: |
25.000 | 40,00% | 40,00% Quo |
Patrimonio Netto |
| D eno m in azio n e |
S ede |
Capit iale (in ale So c € ) |
i p Quo ta d ar tec ip azio n e |
ta Con so lid at o d i |
Met o d o di Co nso lid am en to |
| Ar ea Am b ient e |
G r upp o |
||||
| Amea S.p.A. | Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) | 1.689.000 | 33,00% | 33,00% | Patrimonio Netto |
| Coema | P.le Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 67,00% | 33,50% | Patrimonio Netto |
| Estero | |||||
| Aguaazul Bogotà S.A. | Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia | 652.361 | 51,00% | 51,00% | Patrimonio Netto |
| Ar ea I d r ic o Le Soluzioni Scarl |
Via Garigliano,1 - Empoli | 250.678 | 80,84% | 51,63% | Patrimonio Netto |
| Sogea S.p.A. | Via Mercatanti, 8 - Rieti | 260.000 | 49,00% | 49,00% | Patrimonio Netto |
| Umbria Distribuzione Gas S.p.A. | Via Bruno Capponi 100 – Terni | 2.120.000 | 15,00% | 15,00% | Patrimonio Netto |
| Ar ea G en er azion e |
90.000 | 32,18% | 32,18% | Patrimonio Netto | |
| Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l. | Via Monteverdi Claudio, 11 - Milano | ||||
Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:
| G r upp o |
|||||
|---|---|---|---|---|---|
| Ar ea Am b ient e |
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| Amea S.p.A. | Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) | 1.689.000 | 33,00% | 33,00% | Patrimonio Netto |
| Coema | P.le Ostiense, 2 - Roma | 10.000 | 67,00% | 33,50% | Patrimonio Netto |
| Estero | |||||
| Aguaazul Bogotà S.A. | Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia | 652.361 | 51,00% | 51,00% | Patrimonio Netto |
| Ar ea I d r ic o |
|||||
| Le Soluzioni Scarl | Via Garigliano,1 - Empoli | 250.678 | 80,84% | 51,63% | Patrimonio Netto |
| Sogea S.p.A. | Via Mercatanti, 8 - Rieti | 260.000 | 49,00% | 49,00% | Patrimonio Netto |
| Umbria Distribuzione Gas S.p.A. | Via Bruno Capponi 100 – Terni | 2.120.000 | 15,00% | 15,00% | Patrimonio Netto |
| Ar ea G en er azion e |
|||||
| Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l. | Via Monteverdi Claudio, 11 - Milano | 90.000 | 32,18% | 32,18% | Patrimonio Netto |
| Sienergia S.p.A. (in liquidazione) | Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia | 132.000 | 42,08% | 42,08% | Patrimonio Netto |
| Alt ro Marco Polo Srl (in liquidazione) |
Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma | 10.000 | 33,00% | 33,00% | Patrimonio Netto |
B) Prospetto di riconciliazione dei conti del patrimonio netto e dell'utile civilistico – consolidato
| Utile d'esercizio | Patrimonio netto | |||
|---|---|---|---|---|
| € migliaia | 30.06.2022 30.06.2021 30.06.2022 31.12.2021 | |||
| Saldi bilancio civilistico (ACEA) | 250.054 | 204.400 | 1.728.646 | 1.656.139 |
| Eccedenza dei patrimoni netti dei bilanci d'esercizio, comprensivi dei relativi risultati, rispetto ai valori di carico in imprese consolidate |
(73.846) | (36.922) | (175.671) | (16.099) |
| Goodwill di consolidato | (9.528) | (5.162) | 404.724 | 360.125 |
| Valutate al patrimonio netto | 16.020 | 8.469 | 235.693 | 170.084 |
| Altre movimentazioni | 322 | (4.996) | (45.955) | (46.278) |
| Saldi bilancio consolidato | 183.023 | 165.789 | 2.147.437 | 2.123.971 |
C) Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers
Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale
| Compensi spettanti | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| € migliaia | Emolumenti per la carica |
Benefici non monetari |
Bonus e altri incentivi |
Altri compensi | Totale |
| Consiglio di Amministrazione | 112 | 23 | 115 | 519 | 770 |
| Collegio Sindacale | 182 | 0 | 0 | 0 | 182 |
Key Managers
I compensi spettanti per il primo semestre 2022 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:
stipendi e premi € 410 mila;
benefici non monetari € 40 mila.
I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le Remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.
D) Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017
In base alle norme in materia di trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017, si dichiara con riferimento al I° semestre 2022 quanto segue:
- ACEA Ato5 ha incassato a marzo 2022 1.942 mila dall'Arera per la "Sostituzione tratto di condotta idrica adduttrice Supino e Morolo" e a maggio 2022 € 9 mila dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili per l'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto-legge 73/2021;
- ACEA Ato2 ha incassato a giugno 2022 dalla Regione Lazio un contributo pari ad € 293 mila conseguentemente all'istanza di accesso al Fondo per l'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione di cui all'articolo 1-septies, comma 8, del decreto legge 25 maggio 2021 n.73 convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021 n. 106;
- Gesesa ha incassato da parte della Regione Campania € 157 mila a titolo di contributo avente per oggetto Piano Sviluppo e Coesione.
In particolare, si precisa che non sono indicati gli incassi 2022 derivanti da certificati verdi, certificati bianchi e conto energia in quanto costituiscono un corrispettivo per forniture e servizi resi.
Si segnala che la società areti ha in essere due finanziamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti SpA e UBI Banca SpA ai sensi della Legge 30 dicembre 2004 n. 311, art. 1, commi da 354 a 361e successive modificazioni e integrazioni e della Legge 17 febbraio 1982 n. 46 accordati per la realizzazione di un programma di investimenti ammesso dal Ministero dello Sviluppo Economico alle agevolazioni previste dalle suddette leggi (Progetto Smart Network Management System). Il finanziamento è composto da una quota agevolata erogata da Cassa Deposito e Prestiti e UBI Banca al tasso fisso dello 0,5% e da un di finanziamento bancario non agevolato erogato da UBI Banca al tasso variabile pari al tasso Euribor a sei mesi più lo spread del 4% entrambe da rimborsare secondo un piano di ammortamento che si concluderà nel 2022. Il debito relativo al finanziamento agevolato al 30 Giugno 2022 è pari a € 855 mila (€ 1.709 mila al 31 Dicembre 2021) mentre il finanziamento bancario non agevolato Al 30 Giugno 2022 è pari a € 190 mila (€ 380 mila anche al 31 dicembre 2021).
E) Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico
Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico
Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:
- Ambiente responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Ambiente, Aquaser, Acque Industriali, Iseco, Demap, Berg, Ferrocart, Cavallari, Deco, Meg, SER Plast e AS Recycling.
- Commerciale e Trading responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Aema, Umbria Energy, Acea Innovation e Cesap Vendita Gas;
- Estero responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle attività svolte all'estero;
- Idrico responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società idriche operanti nel Lazio, in Campania, in Toscana e in Umbria, e delle società distributrici di gas operanti in Abruzzo;
- Generazione si riferisce ad Acea Produzione, Ecogena, Acea Liquidation e Litigation, e tutte le società del Fotovoltaico;
- Infrastrutture energetiche si riferisce ad areti e illuminazione pubblica;
- Ingegneria e Servizi responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Elabori, TWS, Ingegnerie Toscane e Simam.
Si fa presente che il comparativo è stato oggetto di riclassifiche, di importi non significativi, operate per una migliore comprensione del dato.
Stato Patrimoniale Attivo 31/12/2021
| €migliaia | Ambiente Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 36.122 | 49.392 | 4.590 | 522.092 | 39.442 | 270.634 | 3.876 | 0 | 274.509 | 9.860 | 34.400 | 0 | 970.407 |
| Totale Immobilizzazioni materiali | 298.039 | (589) | 33.583 | 130.783 | 216.625 | 2.130.541 | 10.776 | 0 | 2.141.317 | 17.261 | 104.755 | (928) | 2.940.844 |
| Totale Immobilizzazioni Immateriali | 153.968 | 199.095 | 35.593 | 3.559.822 | 1.352 | 102.820 | 0 | 0 | 102.820 | 25.376 | 63.863 | (377.519) | 3.764.370 |
| Imprese Controllate | 292.239 | ||||||||||||
| Attività Finanziarie in Titoli Azionari | 2.980 | ||||||||||||
| Totale Attività non Finanziarie | 778.671 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 22.549 | ||||||||||||
| Rimanenze | 9.347 | 3.727 | 1.824 | 19.312 | 640 | 37.898 | 0 | 0 | 37.898 | 19.104 | 0 | (5.446) | 86.406 |
| Crediti v/Clienti | 103.515 | 335.508 | 8.135 | 482.339 | 43.345 | 165.825 | 700 | 0 | 166.525 | 45.254 | 615 | (158.228) | 1.027.007 |
| Crediti V/Controllante | 216 | 14.480 | 0 | 26.110 | 515 | 3.691 | 57 | 0 | 3.748 | 92 | (27) | (10.663) | 34.472 |
| Crediti V/Collegate | 4 | (84) | 2 | 170 | 5 | 0 | 0 | 0 | 0 | 4.660 | 178.639 | (173.231) | 10.165 |
| Altri Crediti e Attività Correnti | 411.996 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 407.944 | ||||||||||||
| Totale Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 680.820 | ||||||||||||
| Attività non correnti possedute per la vendita | 168.425 | ||||||||||||
| Totale Attività | 10.628.886 |
Stato Patrimoniale Passivo 31/12/2021
| €migliaia | Ambiente Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Debiti Commerciali verso terzi | 72.838 | 671.633 | 2.952 | 701.790 | 31.906 | 155.755 | 10.739 | 0 | 166.494 | 20.557 | 116.406 | (169.637) | 1.614.938 |
| Debiti Commerciali v/controllante | 7.049 | 30.176 | 67 | 142.560 | 4.334 | 39.666 | 26 | 0 | 39.692 | 4.552 | 182 | (166.150) | 62.462 |
| Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate | 8 | 69 | 133 | 5.897 | 0 | 0 | 8.136 | 0 | 8.136 | 0 | 3.196 | (11.276) | 6.163 |
| Altre passività commerciali correnti | 581.768 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie correnti | 285.222 | ||||||||||||
| TFR ed altri piani a benefici definiti | 11.659 | 4.687 | 401 | 35.666 | 2.762 | 39.326 | 0 | 0 | 39.326 | 5.315 | 20.334 | 0 | 120.150 |
| Altri Fondi | 58.306 | 19.130 | 256 | 50.478 | 21.069 | 25.707 | 0 | 0 | 25.707 | 2.222 | (7.123) | 23.275 | 193.318 |
| Altre passività commerciali non correnti | 409.064 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie non correnti | 4.791.979 | ||||||||||||
| Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita |
47.402 | ||||||||||||
| Patrimonio Netto | 2.516.420 | ||||||||||||
| Totale Passività e Netto | 10.628.886 |
Conto Economico 30/06/2021
| € migliaia | Ambiente Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Infrastrutture Energetiche |
Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 109.851 | 877.363 | 38.534 | 609.808 | 55.252 | 289.299 | 16.932 | 0 | 306.231 | 60.266 | 64.723 | (297.762) | 1.824.266 |
| Costo del lavoro | 14.889 | 12.215 | 10.798 | 57.568 | (593) | 13.710 | 2.884 | 0 | 16.593 | 22.229 | 32.641 | (22.586) | 143.754 |
| Costi esterni | 64.296 | 824.781 | 14.190 | 234.770 | 20.838 | 91.545 | 16.381 | 0 | 107.927 | 31.025 | 50.190 | (275.176) | 1.072.841 |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity |
0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Valutazione società a patrimonio netto | (0) | 0 | 0 | 8.733 | 381 | 0 | 0 | 0 | 0 | 2.000 | 0 | 0 | 11.114 |
| Margine Operativo Lordo | 30.665 | 40.367 | 13.546 | 326.203 | 35.387 | 184.044 | (2.333) | 0 | 181.711 | 9.013 | (18.108) | 0 | 618.785 |
| Ammortamenti e perdite di valore | 14.146 | 32.056 | 5.993 | 159.014 | 13.653 | 69.254 | 665 | 0 | 69.919 | 2.787 | 11.449 | 0 | 309.018 |
| Risultato Operativo | 16.519 | 8.312 | 7.554 | 167.189 | 21.734 | 114.790 | (2.998) | 0 | 111.792 | 6.225 | (29.557) | 0 | 309.767 |
| (Oneri)/Proventi Finanziari | (43.359) | ||||||||||||
| (Oneri)/Proventi da Partecipazioni | 0 | 0 | 2.591 | 47 | 67 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 36 | 0 | 2.742 |
| Risultato ante imposte | 269.150 | ||||||||||||
| Imposte | 80.203 | ||||||||||||
| Risultato Netto | 188.947 |
Stato Patrimoniale Attivo 30/06/2022
| € migliaia | Ambiente Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Infrastrutture Energetiche |
Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Investimenti | 18.487 | 20.557 | 1.594 | 259.714 | 19.489 | 134.825 | 1.066 | 0 | 135.891 | 1.833 | 12.654 | 0 | 470.218 |
| Totale Immobilizzazioni materiali | 306.317 | 1.812 | 35.768 | 131.749 | 212.312 | 2.197.685 | 10.864 | 0 | 2.208.548 | 15.636 | 104.001 | (928) | 3.015.216 |
| Totale Immobilizzazioni Immateriali | 161.018 | 200.718 | 37.827 | 3.670.685 | 3.435 | 104.515 | 0 | 0 | 104.515 | 24.901 | 64.309 | (377.519) | 3.889.888 |
| Imprese Controllate | 357.848 | ||||||||||||
| Attività Finanziarie in Titoli Azionari | 3.004 | ||||||||||||
| Totale Attività non Finanziarie | 814.405 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 18.257 | ||||||||||||
| Rimanenze | 10.015 | 6.349 | 2.462 | 18.799 | 1.833 | 40.755 | 0 | 0 | 40.755 | 24.463 | 0 | (6.936) | 97.740 |
| Crediti v/Clienti | 113.643 | 355.111 | 11.377 | 501.084 | 39.084 | 163.379 | 761 | 0 | 164.140 | 48.436 | 783 | (163.046) | 1.070.611 |
| Crediti V/Controllante | 383 | 12.324 | 0 | 53.024 | 492 | 3.769 | 57 | 0 | 3.826 | 113 | (15) | (8.949) | 61.197 |
| Crediti V/Collegate | 6 | 510 | 0 | 326 | 326 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3.508 | 94.159 | (87.359) | 11.476 |
| Altri Crediti e Attività Correnti | 491.127 | ||||||||||||
| Totale Attività Finanziarie | 526.166 | ||||||||||||
| Totale Disponibilità liquide e mezzi equivalenti | 625.596 | ||||||||||||
| Attività non correnti possedute per la vendita | 18.354 | ||||||||||||
| Totale Attività | 11.000.884 |
Stato Patrimoniale Passivo 30/06/2022
| €migliaia | Ambiente Commerciale | Estero | Idrico | Generazione | Areti IP |
Elisioni | Infrastrutture | Ingegneria | Corporate | Elisioni di | Totale di | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| e Trading | Energetiche | e Servizi | Consolidato | Consolidato | |||||||||
| Debiti Commerciali verso terzi | 74.955 | 664.296 | 4.426 | 713.657 | 27.044 | 148.920 | 10.106 | 0 | 159.026 | 16.410 | 102.306 | (170.445) | 1.591.674 |
| Debiti Commerciali v/controllante | 5.207 | 22.806 | 109 | 98.573 | 1.902 | 20.119 | 94 | 0 | 20.213 | 1.808 | 182 | (79.515) | 71.285 |
| Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate | 8 | 8 | 167 | 2.441 | 6.362 | 0 | 6.708 | 0 | 6.708 | 0 | 2.776 | (12.516) | 5.955 |
| Altre passività commerciali correnti | 596.817 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie correnti | 679.107 | ||||||||||||
| TFR ed altri piani a benefici definiti | 10.040 | 4.127 | 552 | 31.545 | 2.460 | 34.799 | 0 | 0 | 34.799 | 4.700 | 22.801 | 0 | 111.011 |
| Altri Fondi | 71.250 | 24.123 | 129 | 89.157 | 38.329 | 54.416 | 0 | 0 | 54.416 | 2.950 | (10.221) | 23.275 | 293.409 |
| Altre passività commerciali non correnti | 411.882 | ||||||||||||
| Altre passività finanziarie non correnti | 4.684.708 | ||||||||||||
| Passività direttamente associate ad attività | 642 | ||||||||||||
| destinate alla vendita | |||||||||||||
| Patrimonio Netto | 2.554.394 | ||||||||||||
| Totale Passività e Netto | 11.000.884 |
Conto Economico 30/06/2022
| € migliaia | Ambiente Commerciale e Trading |
Estero | Idrico | Generazione | Areti | IP | Elisioni | Totale | Ingegneria e Servizi |
Corporate | Elisioni di Consolidato |
Totale di Consolidato |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Ricavi | 171.880 | 1.340.710 | 44.016 | 664.048 | 90.605 | 280.156 | 24.212 | 0 | 304.368 | 57.152 | 70.170 | (395.285) | 2.347.664 |
| Costo del lavoro | 19.611 | 13.099 | 12.346 | 57.759 | 3.171 | 12.178 | 2.132 | 0 | 14.310 | 16.018 | 32.721 | (16.348) | 152.687 |
| Costi esterni | 93.990 | 1.289.175 | 16.257 | 266.746 | 36.945 | 86.458 | 22.495 | 0 | 108.953 | 36.681 | 58.702 | (378.937) | 1.528.511 |
| Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity |
0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| Valutazione società a patrimonio netto | 0 | 0 | 0 | 14.156 | 1.507 | 0 | 0 | 0 | 0 | 357 | 0 | 0 | 16.020 |
| Margine Operativo Lordo | 58.280 | 38.435 | 15.413 | 353.699 | 51.997 | 181.521 | (416) | 0 | 181.105 | 4.810 | (21.253) | 0 | 682.487 |
| Ammortamenti e perdite di valore | 19.880 | 31.778 | 6.454 | 180.592 | 8.996 | 66.282 | 979 | 0 | 67.261 | 4.280 | 14.942 | 0 | 334.183 |
| Risultato Operativo | 38.400 | 6.657 | 8.960 | 173.107 | 43.000 | 115.239 | (1.394) | 0 | 113.844 | 530 | (36.195) | 0 | 348.304 |
| (Oneri)/Proventi Finanziari | (43.729) | ||||||||||||
| (Oneri)/Proventi da Partecipazioni | 13 | 0 | 15 | 4 | 19.232 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | (142) | 0 | 19.122 |
| Risultato ante imposte | 323.697 | ||||||||||||
| Imposte | 125.655 | ||||||||||||
| Risultato Netto | 198.041 |