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Acea Annual Report 2018

Mar 26, 2019

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Annual Report

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Bilancio Consolidato Gruppo Acea 31.12.2018

Modello Organizzativo di ACEA3
Organi sociali5
Sintesi dei Risultati 6
Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo8
Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici 9
Contesto di riferimento 18
Andamento delle Aree di attività 39
Fatti di Rilievo intervenuti nel corso dell'esercizio 71
Fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio 72
Principali rischi e incertezze 72
Evoluzione prevedibile della gestione 78
Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci 79
Forma e struttura 81
Criteri di valutazione e principi contabili 83
Prospetto di Conto Economico 95
Prospetto di Conto Economico complessivo 96
Prospetto di Stato Patrimoniale 97
Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2017 98
Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2018 99
Rendiconto Finanziario 100
Note al Conto Economico 101
Note allo Stato Patrimoniale – Attivo 106
Note allo Stato Patrimoniale – Passivo 114
Informative sulle Parti Correlate 121
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 124
Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 128
Impegni e rischi potenziali 130
Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci 131
Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante 132
Forma e struttura 140
Criteri, procedure e area di consolidamento 142
Area di consolidamento 145
Criteri di valutazione e principi contabili 146
Prospetto di Conto Economico Consolidato 160
Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato 161
Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 162
Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato 163
Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato 164
Note al Conto Economico Consolidato 165
Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata 175
Impegni e rischi potenziali 194
Informativa sui servizi in concessione 195
Informativa sulle parti correlate 209
Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali 210
Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi 221
Allegati 227

Modello Organizzativo di ACEA

ACEA è una delle principali multiutility italiane ed è quotata in Borsa dal 1999.

ACEA ha adottato un modello operativo basato su un assetto organizzativo che trova fondamento nel Piano Strategico Industriale basato sul rafforzamento del ruolo di governo, indirizzo e controllo della Holding che si realizza oltre che sull'attuale portafoglio di business, con una focalizzazione sulle aree di maggior creazione di valore, sullo sviluppo strategico del Gruppo in nuovi business e territori. La macrostruttura di ACEA è articolata in funzioni corporate e in sei aree industriali – Ambiente, Commerciale e Trading, Idrico, Infrastrutture Energetiche, Ingegneria e Servizi e Estero.

Con riguardo alle aree di business, di seguito si riportano le attività di ciascuna di esse.

Ambiente

Il Gruppo ACEA è uno dei principali player nazionali con oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti trattati all'anno. Gestisce il principale termovalorizzatore e il più grande impianto di compostaggio della regione Lazio. Il Gruppo dedica particolare attenzione allo sviluppo di investimenti nel business waste to energy, considerato ad elevato potenziale, in coerenza con l'obiettivo strategico di valorizzazione ambientale ed energetica dei rifiuti.

Commerciale e Trading

Il Gruppo ACEA è uno dei principali player nazionali nella vendita di energia elettrica e offre soluzioni innovative e flessibili per la fornitura di energia elettrica e gas naturale con l'obiettivo di consolidare il proprio posizionamento di operatore dual fuel. Opera prevalentemente sui segmenti di mercato delle piccole – medie imprese e delle famiglie con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti con particolare riguardo ai canali web e social. Presidia le politiche di energy management del Gruppo.

Idrico

Il Gruppo ACEA è il primo operatore italiano nel settore idrico con 9,0 milioni di abitanti serviti. Il Gruppo gestisce il servizio idrico integrato a Roma e Frosinone e nelle rispettive province ed è presente in altre aree del Lazio, in Toscana, Umbria e Campania. Completa la qualità dei servizi offerti una gestione sostenibile della risorsa acqua e il rispetto dell'ambiente.

Infrastrutture Energetiche

Il Gruppo ACEA è tra i principali operatori nazionali con oltre 10 TWh elettrici distribuiti a Roma, dove gestisce la rete di distribuzione servendo oltre 1,6 milioni di punti di consegna. Sempre nella Capitale il Gruppo gestisce l'illuminazione pubblica e artistica con 224.000 lampade pari a 195.000 punti luce applicando soluzioni sempre più efficienti e a basso impatto ambientale. Nel corso dell'anno è stata completata la sostituzione di 190.000 lampade con altrettante a Led, consentendo così una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 35.000 tonnellate annue e un significativo abbattimento dell'inquinamento luminoso. Il Gruppo ACEA è impegnato in progetti di efficienza energetica e nello sviluppo di nuove tecnologie, come le smart grid e la mobilità elettrica, attraverso la realizzazione di progetti pilota particolarmente innovativi. Il Gruppo infine è attivo nel comparto della generazione e calore e dispone di impianti prevalentemente a fonte rinnovabile (idroelettrici e fotovoltaici) distribuiti tra il Lazio, l'Umbria e l'Abruzzo.

Ingegneria e Servizi

Il Gruppo ACEA ha sviluppato un know how all'avanguardia nella progettazione, nella costruzione e nella gestione dei sistemi idrici integrati: dalle sorgenti agli acquedotti, dalla distribuzione alla rete fognaria, alla depurazione. Sviluppa progetti di ricerca applicata finalizzati all'innovazione tecnologica nei settori idrico, ambientale ed energetico. Particolare rilevanza è dedicata ai servizi di laboratorio e alle consulenze ingegneristiche.

Estero

Il Gruppo ACEA, attraverso tale Area, gestisce le attività idriche in America Latina ed ha come obiettivo quello di cogliere opportunità di sviluppo verso altri business riconducibili a quelli già presidiati in Italia. La struttura del Gruppo, distinta per area di business, risulta composta dalle seguenti principali società.

Al 31 Dicembre 2018 il capitale sociale di ACEA S.p.A. risulta così composto:

2017

*Il grafico evidenzia esclusivamente le partecipazioni superiori al 3%, così come risultanti da fonte CONSOB

Organi sociali

Consiglio di Amministrazione

Michaela Castelli Presidente1 Stefano Antonio Donnarumma Amministratore Delegato Luca Alfredo Lanzalone Consigliere2 Alessandro Caltagirone Consigliere Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso Consigliere Gabriella Chiellino Consigliere Giovanni Giani Consigliere Liliana Godino Consigliere Fabrice Rossignol Consigliere

Collegio Sindacale

Enrico Laghi Presidente Rosina Cichello Sindaco Effettivo Corrado Gatti Sindaco Effettivo Lucia Di Giuseppe Sindaco Supplente Carlo Schiavone Sindaco Supplente

Dirigente Preposto

Giuseppe Gola

Società di Revisione

PricewaterhouseCoopers S.p.A.

1 Nominata Presidente del Consiglio di Amministrazione in data 21 Giugno 2018

2 Dimessosi da Presidente del Consiglio di Amministrazione in data 14 Giugno 2018 e dimessosi da consigliere di amministrazione in data 15 Marzo 2019

Sintesi dei Risultati

Dati economici (€ milioni) 2018 2017 Variazione Variazione %
Ricavi consolidati 3.028,5 2.797,0 231,5 8,3 %
Costi operativi consolidati 2.138,6 1.983,9 154,7 7,8 %
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziarie
43,3 26,9 16,5 61,3 %
- di cui: EBITDA 143,4 149,6 (6,1) (4,1 %)
- di cui: Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (79,8) (100,9) 21,1 (20,9 %)
- di cui: Gestione Finanziaria (5,9) (6,8) 0,9 (13,2 %)
- di cui: Imposte (17,4) (15,1) (2,4) 15,6 %
EBITDA 933,2 840,0 93,3 11,1 %
EBIT 478,6 359,9 118,7 33,0 %
Risultato Netto 284,7 192,2 92,5 48,1 %
Utile (perdita) di competenza di terzi 13,7 11,5 2,2 18,9 %
Risultato netto di competenza del Gruppo 271,0 180,7 90,3 50,0 %
EBITDA per area industriale (€ milioni) 2018 2017 Variazione Variazione %
AMBIENTE 65,6 64,5 1,1 1,8 %
COMMERCIALE E TRADING 76,1 77,6 (1,5) (1,9 %)
ESTERO 14,8 14,4 0,4 2,6 %
IDRICO 433,0 349,6 83,3 23,8 %
Servizio Idrico Integrato 432,0 349,2 82,8 23,7 %
Lazio - Campania 396,3 327,6 68,6 21,0 %
Toscana - Umbria 35,7 21,5 14,2 65,8 %
Altre 1,0 0,5 0,5 111,2 %
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 360,7 333,1 27,6 8,3 %
Distribuzione 317,1 287,3 29,8 10,4 %
Generazione 49,0 41,3 7,7 18,6 %
Illuminazione Pubblica (5,4) 4,4 (9,8) n.s.
INGEGNERIA E SERVIZI 18,0 14,5 3,5 23,9 %
ACEA (Corporate) (34,9) (13,7) (21,2) 155,1 %
Totale EBITDA 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Dati patrimoniali (€ milioni) 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Capitale Investito Netto 4.471,5 4.232,7 238,8 5,6 %
Indebitamento Finanziario Netto (2.568,0) (2.421,5) (146,5) 6,0 %
Patrimonio Netto Consolidato (1.903,5) (1.811,2) (92,3) 5,1 %
Indebitamento Finanziario Netto per
Area Industriale
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
AMBIENTE 203,6 195,3 8,3 4,2 %
COMMERCIALE E TRADING (23,7) (8,7) (15,1) 173,8 %
ESTERO 4,1 7,4 (3,2) (43,9 %)
IDRICO 1.039,0 921,2 117,8 12,8 %
Servizio Idrico Integrato 1.048,4 930,1 118,3 12,7 %
Lazio - Campania 1.058,7 939,3 119,4 12,7 %
Toscana - Umbria (10,3) (9,2) (1,1) 11,9 %
Altre (9,3) (8,9) (0,5) 5,2 %
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 1.121,9 1.036,6 85,2 8,2 %
Distribuzione 1.010,3 905,4 104,9 11,6 %
Generazione 112,4 125,5 (13,1) (10,4 %)
Illuminazione Pubblica (0,8) 5,8 (6,6) (113,6 %)
INGEGNERIA E SERVIZI (13,3) 12,3 (25,6) n.s.
ACEA (Corporate) 236,4 257,3 (20,9) (8,1 %)
TOTALE 2.568,0 2.421,5 146,5 6,1 %
Investimenti per Area Industriale
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
AMBIENTE 20,1 15,4 4,8 31,1 %
COMMERCIALE E TRADING 24,6 19,4 5,3 27,2 %
ESTERO 6,6 5,2 1,4 27,1 %
IDRICO 329,7 271,4 58,2 21,5 %
Servizio idrico Integrato 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Lazio - Campania 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 0 %
Altre 0,2 0,0 0,2 n.s.
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 238,3 209,4 28,9 13,8 %
Distribuzione 218,4 185,7 32,7 17,6 %
Generazione 15,5 23,1 (7,6) (32,9 %)
Illuminazione Pubblica 4,4 0,6 3,8 n.s.
INGEGNERIA E SERVIZI 1,6 0,8 0,7 90,5 %
ACEA (Corporate) 10,0 10,7 (0,6) (5,9 %)
TOTALE 631,0 532,3 98,7 18,6 %

Sintesi della gestione e andamento economico e finanziario del Gruppo

Definizione degli indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

    1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari escludendo una parte di crediti riconducibili all'IFRIC12 di Acea S.p.A. e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle Attività correnti, delle Attività non correnti e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle Passività correnti e delle Passività non correnti, escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
    1. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati economici

Dati economici
(€ milioni)
2018 Di cui
GORI
2017 Variazione Variazione
%
Ricavi da vendita e prestazioni 2.836,9 22,3 2.669,9 167,0 6,3 %
Altri ricavi e proventi 191,6 7,4 127,1 64,5 50,7 %
Costi esterni 1.918,9 11,0 1.768,6 150,3 8,5 %
Costo del lavoro 219,6 7,0 215,2 4,4 2,0 %
Proventi/(Oneri) netti da gestione rischio commodity 0,0 0,0 0,0 0,0 0 %
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
43,3 0,0 26,9 16,5 61,3 %
Margine Operativo Lordo 933,2 11,7 840,0 93,3 11,1 %
Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni 454,7 12,2 480,1 (25,4) (5,3) %
Risultato Operativo 478,6 (0,5) 359,9 118,7 33,0 %
Gestione finanziaria (82,9) 2,9 (72,0) (10,9) 15,2 %
Gestione partecipazioni 13,3 0,0 0,3 13,1 n.s.
Risultato ante Imposte 409,0 2,3 288,2 120,8 41,9 %
Imposte sul reddito 124,3 1,3 96,0 28,3 29,5 %
Risultato Netto 284,7 1,0 192,2 92,5 48,1 %
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 13,7 (1,6) 11,5 2,2 18,9 %
Risultato netto di Competenza del gruppo 271,0 (0,1) 180,7 90,3 50,0 %

Al 31 dicembre 2018 sono intervenute le seguenti variazioni dell'area di consolidamento rispetto al 2017. In particolare:

  • il 28 Giugno 2018 è stata costituita la società ACEA PERU' S.A.C. le cui quote sono possedute per il 90% da ACEA International S.p.A. e per il 10% da ACEA Dominicana S.A.;
  • con efficacia 8 Novembre 2018 si è proceduto a consolidare integralmente GORI a seguito della modifica degli accordi con l'Ente d'Ambito/Regione Campania che hanno condotto ACEA ad esercitare il controllo sulla società ai sensi dell'IFRS10; si segnala inoltre la fusione per incorporazione di Gori Servizi S.r.l. in GORI S.p.A. con efficacia 1° Gennaio 2018;
  • in data 29 novembre 2018 Acea Ambiente acquista il 100% delle quote di Bioecologia S.r.l. da Siena Ambiente S.p.A.

Per maggiori informazioni si rinvia al paragrafo "Criteri, procedure e area di consolidamento".

La tabella di seguito riportata rappresenta gli impatti della variazione del perimetro di consolidamento ed espone il contributo di ciascuna Società al netto delle elisioni intercompany.

€ milioni Gori BIO ECOLOGIA
srl
Consorcio
Servicio Sur
ACEA PERU'
Ricavi 29,7 0,3 1,0 0,0
EBITDA 11,7 0,0 (0,2) (0,1)
EBIT (0,5) 0,0 (0,2) (0,1)
EBT (0,3) 0,0 (0,3) (0,1)
NP 3,4 0,0 (0,3) (0,1)
NFP 0,0 0,0 (0,1) (0,1)

I ricavi da vendita e prestazione si attestano a € 2,8 miliardi in crescita di € 167,0 milioni

Al 31 Dicembre 2018 i ricavi da vendita e prestazioni ammontano ad € 2.836,9 milioni in crescita di € 167,0 milioni (+ 6,3%) rispetto a quelli dell'esercizio 2017: la principale variazione è ascrivibile all'incremento dei ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica (+ € 108,2 milioni). Contribuiscono alla variazione: (i) Acea Energia (+ € 71,4 milioni) per effetto dell'aumento dei prezzi e dei maggiori volumi relativi all'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti solo parzialmente mitigato dalla diminuzione delle quantità vendute verso i clienti del mercato tutelato e del mercato libero; (ii) areti (+ € 30,9 milioni) ed (iii) Umbria Energy (+ € 4,9 milioni).

L'incremento dei ricavi da servizio idrico integrato (+ € 55,0 milioni) e dei ricavi da vendita gas (+ € 10,8 milioni) è mitigato dalla diminuzione dei ricavi da prestazione a clienti (- € 18,0 milioni) registrata nella Capogruppo in conseguenza della riduzione del numero di corpi illuminanti sostituiti con i Led nell'ambito della gestione del servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma.

I ricavi da servizio idrico integrato comprendono la miglior stima del premio relativo sia alla qualità commerciale che a quella tecnica riconosciuto ad ACEA Ato2 (€ 33,6 milioni); contribuisce all'incremento il consolidamento integrale di GORI (+€ 22,0 milioni). La positiva variazione dei ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica dipende direttamente dai maggiori conferimenti e dall'incremento delle quantità di rifiuti trattati nell'impianto di Aprilia.

Altri ricavi per € 191,6 milioni Evidenziano un aumento di € 64,5 milioni principalmente determinato dai seguenti effetti:

dall'iscrizione di € 14,8 milioni derivanti dall'aggiornamento dei criteri di determinazione del margine IFRIC 12 (+ € 12,6 milioni) con riferimento ad ACEA Ato2 e ACEA Ato5;

  • dal consolidamento integrale di GORI per € 7,4 milioni;
  • dall'iscrizione in Acea Energia di € 26,0 milioni relativi a partite straordinarie passanti nonché all'accertamento di partite energetiche provenienti da esercizi precedenti;
  • dall'incremento di € 16,6 milioni di sopravvenienze attive iscritte nelle società dell'Area Idrico; di queste sono da segnalare: i) € 10,3 milioni di ACEA Ato2 relativi al recupero di conguagli tariffari di competenza del periodo 2014-2017; ii) € 2,4 milioni si riferiscono ad ACEA Ato5 e sono relativi all'accordo transattivo del 15 maggio 2018 sottoscritto con il Consorzio per lo Sviluppo Industriale relativamente al periodo 2005-2011 per la gestione degli impianti di depurazione e fornitura di acqua ad alcuni Comuni della Provincia di Frosinone.

Costi esterni per € 1.918,9 milioni in crescita di € 150,3 milioni rispetto al 2017

Tale voce presenta un aumento complessivo di € 150,3 milioni (+ 8,5 %) rispetto al 31 dicembre 2017. La variazione deriva per € 11,0 milioni dal consolidamento integrale di GORI, e per la restante parte da effetti opposti e principalmente:

  • dai maggiori costi relativi all'approvvigionamento dell'energia elettrica sia per il mercato tutelato che per il mercato libero (+ € 138,3 milioni) in parte compensato dai minori costi di trasporto (- € 56,5 milioni);
  • dall'incremento degli oneri diversi di gestione + € 47,0 milioni derivanti da partite straordinarie passanti e accertamento di partite energetiche provenienti da esercizi precedenti, dall'iscrizione di costi non iscritti in esercizi precedenti e dalla sanzione comminata dall'AGCM al Gruppo ACEA (€ 16 milioni) per abuso di posizione dominante nei mercati di vendita energia elettrica di maggior tutela;
  • dall'incremento degli oneri obbligatori di gestione per i costi legati alla Convenzione obbligatoria per la gestione idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore (interferenze d'ambito dell'ATO3);
  • dal decremento dei costi per materie di areti (- € 5,1 milioni) principalmente riguardanti il Piano Led che ormai si avvia alla conclusione come previsto dal contratto e dagli accordi successivi.

Il costo del lavoro risulta in aumento rispetto allo scorso anno di € 4,4 milioni. La variazione dell'area di consolidamento si riferisce principalmente a GORI e contribuisce con un incremento di € 7,0 milioni.

La consistenza media si attesta a 6.471 dipendenti ed aumenta di 916 unità rispetto allo scorso esercizio, principalmente per la variazione dell'area di consolidamento.

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 342,6 327,8 14,8 4,5 %
Costi capitalizzati (122,9) (112,5) (10,4) 9,3 %
Costo del lavoro 219,6 215,2 4,4 2,0 %

I proventi da partecipazioni di natura non finanziaria rappresentano il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo consolidato delle società precedentemente consolidate con il metodo proporzionale, nella tabella che segue sono compresi anche i risultati di GORI fino al 7 Novembre 2018.

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
MOL 161,4 149,6 11,7 7,8%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (94,5) (100,9) 6,3 (6,3 %)
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni (0,0) 0,0 (0,0) n.s.
Gestione finanziaria (5,9) (6,8) 0,8 (12,2 %)
Imposte (17,5) (15,1) (2,4) 16,0%
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 43,3 26,9 16,5 61,2%

L'EBITDA passa da € 840,0 milioni del 2017 a € 933,2 milioni del 2018 registrando una crescita di € 93,3 milioni pari al 11,1 %. La variazione dell'area di consolidamento incide positivamente per € 9,7 milioni. L'incremento deriva principalmente dalle dinamiche tariffarie del settore idrico (+ € 81,3 milioni) a cui seguono, quanto al significativo aumento della marginalità, i settori della distribuzione e della generazione (+ € 37,5 milioni) derivanti dagli aggiornamenti tariffari del quinto ciclo regolatorio e dall'aumento delle quantità prodotte dagli impianti idroelettrici; anche l'Area Ingegneria e Servizi segna una crescita di € 3,5 milioni principalmente per effetto della costante crescita delle prestazioni effettuate nei settori dell' ingegneria e della ricerca ed innovazione svolti prevalentemente per il settore Idrico. L'Area Ambiente, Estero e Commerciale e Trading mostrano un sostanziale allineamento tra i due esercizi posti a confronto. La Capogruppo segna un decremento dell'EBITDA di € 21,2 milioni per la riduzione dei margini sui contratti di servizio, dell'iscrizione della sanzione comminata dall'ACGM, compensati in parte dall'apporto ai risultati del margine originato dalla gestione del servizio di Facility Management acquisita il 1° gennaio 2018 in conseguenza del trasferimento del ramo Facility Management da ACEA Elabori; anche il ramo Illuminazione Pubblica mostra una diminuzione di € 9,8 milioni derivante principalmente dalla conclusione delle attività connesse al Piano LED. EBITDA a € 933,2 milioni in crescita

EBIT a € 478,6 milioni (+33,0%)

L'EBIT, segna un incremento di € 118,7 milioni rispetto allo scorso esercizio. Le voci che influenzano tale indicatore di marginalità sono interessate principalmente dal rilascio del fondo rischi accantonato per GORI (- € 44,2 milioni) per il venir meno delle condizioni che lo avevano originato, dai minori accantonamenti al fondo svalutazione crediti,

Il costo del personale al netto della variazione dell'area di consolidamento si riduce di € 2,7 milioni

I proventi da partecipazione di natura non finanziaria registrano risultati in aumento di € 16,5 milioni

del 11,1%

rispetto all'esercizio 2017.

anche per effetto della svalutazione operata nell' esercizio 2017 di una parte dei crediti iscritti in areti e vantati verso GALA.

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ammortamenti immateriali e materiali 366,8 328,9 37,9 11,5 %
Svalutazione crediti 75,1 90,4 (15,3) (16,9 %)
Accantonamenti per rischi 12,8 60,8 (48,1) (79,0 %)
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti 454,7 480,1 (25,4) (5,3 %)

La variazione in aumento degli ammortamenti è legata prevalentemente agli investimenti dell'esercizio periodo in tutte le aree di business e tiene altresì conto degli sviluppi tecnologici connessi alla piattaforma tecnologica comune al Gruppo Acea. Si segnala inoltre che a seguito della prima applicazione del nuovo standard internazionale IFRS15, si è proceduto alla capitalizzazione dei costi sostenuti dalla società commerciale dell'energia per l'acquisizione della base clienti. Tali costi sono definiti come costi incrementali per l'ottenimento del contratto, il cui ammortamento avviene in coerenza con la stima dei rinnovi attesi.

Gli accantonamenti, al netto del rilascio relativo a GORI, risultano nel complesso in linea con il precedente esercizio per l'effetto combinato: i) dell'incremento degli accantonamenti fiscali e regolatori per complessivi € 5,0 milioni; ii) dell'incremento degli altri rischi e oneri per € 7,7 milioni riguardanti in particolare le partite energetiche di Acea Energia; iii) dell' incremento di € 2,2 milioni relativi agli stanziamenti volti a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo, iv) della diminuzione degli accantonamenti volti a fronteggiare rischi di natura legale (- € 3,3 milioni) e i rischi su appalti e forniture (- € 2,8 milioni), e iv) della diminuzione degli accantonamenti (- € 9,1 milioni) derivanti dalla riduzione del fondo oneri di ripristino.

Il decremento della voce svalutazione crediti è relativa principalmente alle società dell'Area Infrastrutture Energetiche (- € 11,1 milioni): lo scorso esercizio si era provveduto a svalutare i crediti verso Gala per un ammontare complessivo di € 15,7 milioni. L'Area Idrico compensa parzialmente tale diminuzione per effetto di maggiori accantonamenti per € 4,8 milioni.

La gestione
finanziaria
aumenta di € 10,9
milioni
Il risultato della gestione finanziaria evidenzia oneri netti per € 82,9 milioni e segna in aumento di € 10,9 milioni
rispetto al 2017. La variazione discende principalmente dagli oneri su prestiti obbligazionari di nuova emissione a
valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN); si informa che al 31 Dicembre 2018, il costo globale medio
"all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 2,21% contro il 2,59% dell'esercizio precedente. Si segnala
inoltre che lo scorso anno si era proceduto all'attualizzazione del Fondo Post Mortem destinato alla copertura dei
costi della discarica di Orvieto per € 4,6 milioni.
Tax Rate al 30,4%
in diminuzione di
p.p
La stima del carico fiscale, è pari a € 124,3 milioni contro € 96,0 milioni del precedente esercizio. L'incremento
complessivo registrato nel 2018, pari a € 28,3 milioni, deriva principalmente dagli effetti del ricalcolo della fiscalità
differita nonché dal maggior utile ante imposte. Il tax rate del 2018 si attesta al 30,4% (era il 33,3% al 31 Dicembre
2017).
Il risultato Il risultato netto di competenza del Gruppo si attesta a € 271,0 milioni e segna un incremento di € 90,3 milioni

netto, si incrementa del 50,0%

Sintesi dei risultati: andamento dei risultati patrimoniali e finanziari

Dati patrimoniali (€ milioni) 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
ATTIVITA' E PASSIVITA' NON CORRENTI 5.114,2 4.519,0 595,2 13,2 %
CIRCOLANTE NETTO (642,7) (286,3) (356,4) 124,5 %
CAPITALE INVESTITO 4.471,5 4.232,7 238,8 5,6 %
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO (2.568,0) (2.421,5) (146,5) 6,0 %
Totale Patrimonio Netto (1.903,5) (1.811,2) (92,3) 5,1 %
Totale Fonti di Finanziamento 4.471,5 4.232,7 238,8 5,6 %

Rispetto al 31 Dicembre 2017 le attività e passività non correnti aumentano di € 595,2 milioni (+ 13,2%) prevalentemente in conseguenza della crescita delle immobilizzazioni (+ € 474,5 milioni).

Le attività e passività non correnti aumentano del 13,2 % grazie agli investimenti del periodo (+18,5%)

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Immobilizzazioni materiali/immateriali 4.790,7 4.320,4 470,3 10,9%
Partecipazioni 281,7 283,5 (1,8) (0,6 %)
Altre attività non correnti 630,5 412,6 217,9 52,8%
Tfr e altri piani e benefici definiti (103,9) (108,4) 4,5 (4,2 %)
Fondi rischi e oneri (136,7) (204,8) 68,1 (33,3 %)
Altre passività non correnti (348,2) (184,3) (163,9) 88,9%
Attività e passività non correnti 5.114,2 4.519,0 595,2 13,2%

Alla variazione delle immobilizzazioni contribuiscono principalmente gli investimenti, attestatisi ad € 630,8 milioni, e gli ammortamenti e riduzioni di valore per complessivi € 366,8 milioni.

Quanto agli investimenti realizzati da ciascuna Area Industriale si veda la tabella che segue.

Gli investimenti crescono di € 98,6 milioni (+ 18,5 %)

Investimenti per area industriale
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
AMBIENTE 20,0 15,4 4,6 30,1 %
COMMERCIALE E TRADING 24,6 19,4 5,3 27,2 %
ESTERO 6,6 5,2 1,4 27,1 %
IDRICO 329,7 271,4 58,2 21,5 %
Servizio idrico Integrato 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Lazio - Campania 329,5 271,4 58,1 21,4 %
Toscana - Umbria 0,0 0,0 0,0 0 %
Altre 0,2 0,0 0,2 n.s.
INFRASTRUTTURE ENERGETICHE 238,3 209,4 28,9 13,8 %
Distribuzione 218,4 185,7 32,7 17,6 %
Generazione 15,5 23,1 (7,6) (32,9) %
Illuminazione Pubblica 4,4 0,6 3,8 n.s.
INGEGNERIA E SERVIZI 1,6 0,8 0,7 90,5 %
ACEA (Corporate) 10,0 10,7 (0,6) (5,9) %
TOTALE 630,8 532,3 98,6 18,5 %

Gli investimenti dell'Area Ambiente si riferiscono a principalmente agli investimenti effettuati da Acea Ambiente relativi a lavori di ampliamento dell'impianto di Monterotondo Marittimo, ai lavori eseguiti negli impianti WTE di Terni e San Vittore, agli interventi relativi all'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas sito in Orvieto e all'acquisizione di un terreno industriale nei pressi di Chiusi.

L'Area Commerciale e Trading registra un incremento di € 5,3 milioni da attribuire ad Acea Energia, principalmente dovuto ai costi per gli agenti per l'acquisizione della base clienti ed in linea con quanto previsto dal nuovo standard internazionale IFRS15 (+ € 9,5 milioni).

L'Area Estero registra un incremento di € 1,4 milioni da attribuire principalmente alla società Aguas de San Pedro.

L'Area Idrico ha realizzato investimenti complessivi per € 329,7 milioni, in aumento rispetto al 31 dicembre 2017 di € 58,2 milioni. Tra i principali investimenti dell'esercizio si segnalano quelli relativi ai lavori eseguiti per la bonifica e l'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici ed agli interventi sugli impianti di depurazione, quelli volti alla riduzione delle perdite idriche e al miglioramento continuo del rapporto con gli utenti e con il territorio nonché sugli applicativi informatici.

L'Area Infrastrutture Energetiche fa registrare una crescita degli investimenti di € 28,9 milioni in conseguenza degli interventi sulla rete AT, MT e BT oltre ad una serie di interventi di ampliamento delle reti MT e manutenzioni straordinarie sulle linee aeree e principalmente relativi ad areti. Gli investimenti realizzati da Acea Produzione, invece, si riferiscono prevalentemente ai lavori di revamping impiantistico della Centrale Idroelettrica di Mandela e per i lavori di estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma.

L'Area Ingegneria e servizi fa registrare investimenti per € 1,6 milioni principalmente legati all'acquisto di attrezzature industriali e commerciali della società Acea Elabori.

La Corporate ha realizzato investimenti per € 10,0 milioni che afferiscono principalmente agli sviluppi informatici e agli investimenti sulle sedi adibite alle attività aziendali.

Gli investimenti del Gruppo relativi alle infrastrutture informatiche comuni si attestano complessivamente a € 31,6 milioni.

Le partecipazioni diminuiscono di € 1,8 milioni rispetto 31 Dicembre 2017. La variazione è determinata da fenomeni di segno opposto. Tra questi si segnalano:

la valutazione delle società consolidate con il metodo del patrimonio in ossequio all'applicazione del principio IFRS11 per 44,1 milioni;

variazione dell'area di consolidamento per - € 47,4 milioni dovute al consolidamento integrale di GORI (precedentemente consolidata al patrimonio netto);

l'effetto derivante dalla prima applicazione dei nuovi standard internazionali IFRS15 ed IFRS9 pari ad - € 2,1 milioni.

altre variazioni per € 3,5 milioni.

Lo stock del TFR e altri piani a benefici definiti registra una diminuzione di € 4,5 milioni, prevalentemente per effetto dalla diminuzione del tasso utilizzato (dall'1,30% del 31 Dicembre 2017 all'1,57% relativo al 31 Dicembre 2018).

I Fondi rischi ed oneri diminuiscono del 33,3 % rispetto al precedente esercizio.

€ milioni 31/12/17 Utilizzi Accantonamenti Rilascio per
Esubero
Fondi
Riclassifiche /
Altri
Movimenti
31/12/18
Legale 11,7 (1,8) 2,6 (0,4) 1,0 13,2
Fiscale 9,3 (3,7) 5,4 0,0 (0,2) 10,7
Rischi regolatori 61,0 (1,6) 11,4 (44,2) 0,0 26,6
Partecipate 10,8 0,0 1,0 (0,7) (3,3) 7,7
Rischi contributivi 2,6 (0,1) 0,3 (1,5) (0,2) 1,1
Franchigie assicurative 2,1 (2,1) 2,5 (0,2) 7,2 9,6
Altri rischi ed oneri 14,8 (8,1) 12,6 (2,5) 6,7 23,5
Totale Fondo Rischi 112,3 (17,4) 35,9 (49,6) 11,2 92,3
Esodo e mobilità 18,2 (18,9) 28,2 (1,8) 0,0 25,7
Note di Variazione IVA 26,7 0,0 0,0 0,0 (26,7) 0,0
Post mortem 17,3 0,0 0,0 (1,0) 0,4 16,7
F.do Oneri di Liquidazione 0,2 (0,2) 0,2 0,0 0,1 0,3
F.do Oneri verso altri 0,4 0,0 1,7 0,0 (0,3) 1,7
Fondo Oneri di Ripristino 29,7 0,0 0,0 (0,5) (29,2) 0,0
Totale Fondo Oneri 92,4 (19,1) 30,1 (3,4) (55,8) 44,3
Totale Fondo Rischi ed Oneri 204,8 (36,5) 65,9 (53,0) (44,0) 136,7

Tra le principali movimentazioni di periodo si segnalano:

  • il rilascio del fondo rischi relativo a GORI per € 44,2 milioni, a seguito del venir meno dei presupposti per la sua iscrizione per gli effetti legati agli accordi sottoscritti con la Regione Campania;
  • la riclassifica dei fondi oneri a copertura dell'eventuale restituzione dell'IVA all'Erario riclassificati nella voce Fondo Svalutazione Crediti (- € 26,7 milioni);
  • il rilascio, a chiusura della Business Combination, del fondo stanziato a seguito della contabilizzazione, secondo il metodo dell'acquisizione, del primo consolidamento del gruppo TWS (€ 8,9 milioni). Per maggiori dettagli si rinvia al Bilancio Consolidato 2017;
  • l'incremento pari ad € 7,5 milioni, al netto di rilasci ed utilizzi, del fondo stanziato per fronteggiare gli oneri derivanti dal piano di mobilità ed esodo;
  • l'incremento del fondo Partecipate per € 5,3 milioni per tener conto delle svalutazioni operate negli scorsi anni su alcune partecipazioni in imprese collegate precedentemente portate a riduzione della voce "Partecipazioni";
  • il decremento del fondo oneri di ripristino a seguito del cambiamento delle modalità di applicazione dei criteri di stima dell'IFRIC12, adottato dal gruppo.
€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti correnti 927,8 985,5 (57,6)
- di cui utenti/clienti 863,2 901,3 (38,1)
- di cui Roma Capitale 52,5 47,7 4,9
Rimanenze 48,8 40,2 8,6
Altre attività correnti 262,6 210,1 52,6
Debiti correnti (1.524,9) (1.237,8) (287,1)
- di cui Fornitori (1.413,9) (1.106,7) (307,2)
- di cui Roma Capitale (107,6) (126,1) 18,5
Altre passività correnti (357,1) (284,3) (72,9)
Circolante netto (642,7) (286,3) (356,4)

Il circolante netto è negativo per € 642,7 milioni e si incrementa di €356,4 milioni rispetto a fine 2017

La variazione del circolante netto rispetto al 31 Dicembre 2017 è imputabile in via principale:

  • al decremento dei crediti verso utenti e clienti (- € 38,1 milioni) per l'effetto combinato derivante da maggiori crediti per € 252,5 milioni e maggiore fondo svalutazione per € 290,6 milioni. L'incremento dei crediti è principalmente imputabile al consolidamento di GORI (+€ 211,6 milioni), mentre il sostanziale incremento dei fondi svalutazione per € 193,3 milioni deriva dalla prima applicazione, a partire dal 1° gennaio 2018 dell'IFRS9 che, come ampiamente riportato nei Criteri di valutazione e principi contabili della Nota Integrativa, ha sostituito il precedente principio contabile IAS39. La determinazione della prima applicazione dell'IFRS9 è stata rielaborata rispetto alle chiusure infrannuali dell'esercizio per effetto di una revisione delle stime di recupero relative a crediti antecedenti il 31 dicembre 2017. Si informa, inoltre, che il fondo svalutazione crediti al 31 Dicembre 2017 non comprendeva gli importi relativi alle Note di Variazione IVA (€ 26,7 milioni) esposti nel precedente esercizio all'interno della specifica voce del fondo rischi;
  • all'incremento dei debiti verso fornitori (+ € 307,2 milioni) dovuto prevalentemente al consolidamento di GORI (+ € 306,8 milioni).

I crediti verso utenti e clienti, al lordo del fondo e del consolidamento di GORI, registrano un incremento di circa € 55,6 milioni. Si segnala: (i) un decremento dei crediti dell'Area Infrastrutture Energetiche che si riferisce all'effetto combinato derivante da un lato dalle modifiche regolatorie che hanno portato all'iscrizione del provento derivante dall'eliminazione del cd. regulatory lag il cui ammontare alla fine del 2018 è pari ad € 75,4 milioni (+ € 22 milioni rispetto alla fine del 2017), dall'altro dal miglioramento delle performance di incasso; la quota non corrente relativa all'accounting regolatorio, pari ad € 80,0 milioni, è inclusa nell'attivo fisso e, (ii) un decremento dei crediti dell'Area Commerciale e Trading per gli effetti derivanti da un lato dalla riduzione del fatturato e da un miglioramento delle performance di incasso e dall'altro da maggiori cessioni e radiazioni.

Nel del 2018 sono stati ceduti pro-soluto crediti per un ammontare complessivo pari a € 1.375,8 milioni di cui € 203,9 milioni verso la Pubblica Amministrazione.

In merito ai rapporti con Roma Capitale al 31 Dicembre 2018 il saldo netto risulta a credito del Gruppo per € 47,9 milioni in aumento rispetto al 31 Dicembre 2017. La variazione dei crediti e dei debiti è determinata prevalentemente dalla maturazione dell'esercizio e dagli effetti conseguenti le compensazioni e gli incassi. Nel 2018 sono stati rilevati incassi ed eseguite compensazioni per complessivi € 93,2 milioni di cui € 56,2 milioni per crediti relativi al corrispettivo del contratto di Illuminazione Pubblica ed € 25,8 milioni per crediti per utenze idriche.

Nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite Creditorie e Debitorie verso Roma Capitale. A valle di diversi incontri e corrispondenze, Roma Capitale ha espresso diverse obiezioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali obiezioni sono state dal Gruppo Acea integralmente respinte; tuttavia al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, sarà avviato, nel corso del 2019, un Comitato Tecnico paritetico Gruppo Acea – Roma Capitale che possa addivenire alla composizione delle reciproche pretese. Stante la situazione di incertezza sul pieno recupero dei crediti iscritti verso Roma Capitale, il Gruppo ha

prudentemente elaborato la miglior stima di recupero degli stessi aggiornando le valutazioni già effettuate in particolare con riferimento ai crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica relativi ai periodi antecedenti il 31 dicembre 2017.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria. I crediti sono espressi al netto del relativo fondo svalutazione che al 31 Dicembre 2018 assomma ad € 51,5 milioni (€ 23,1 milioni al 31 Dicembre 2017). Nel corso dell'esercizio sono stati svalutati € 9,5 milioni relativi a crediti sorti nell'esercizio (di cui € 4,2 milioni per gli interessi moratori) e per € 15,7 milioni è stata aggiornata la valutazione al 1° Gennaio 2018 come prima applicazione del principio contabile IFRS9.

Crediti verso Roma Capitale 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per utenze 55,6 43,1 12,6
Fondo svalutazione (9,3) (5,0) (4,3)
Totale crediti da utenza 46,3 38,1 8,3
Crediti per lavori e servizi idrici 3,3 4,6 (1,3)
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 1,5 1,3 0,2
Contributi 0,0 2,4 (2,4)
Fondo svalutazione (1,9) 0,0 (1,9)
Crediti per lavori e servizi elettrici 3,6 1,2 2,4
Fondo svalutazione (0,3) 0,0 (0,3)
Totale crediti per lavori 6,2 9,5 (3,3)
Totale crediti commerciali 52,5 47,6 4,9
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse 99,1 118,3 (19,2)
Fondo svalutazione (30,2) (12,5) (17,7)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 25,7 17,3 8,4
Fondo svalutazione (9,8) (5,6) (4,2)
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 18,7 22,2 (3,5)
Totale crediti illuminazione pubblica 103,5 139,7 (36,2)
Totale Crediti 156,0 187,3 (31,3)
Debiti verso Roma Capitale 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (15,3) (15,3) 0,0
Debiti per canone di Concessione (79,8) (100,2) 20,4
Altri debiti (13,0) (11,4) (1,6)
Debiti per dividendi 0,0 (2,2) 2,2
Totale debiti (108,1) (129,1) 21,0
Saldo netto credito debito 47,9 58,2 (10,3)

Roma Capitale: il saldo netto è a credito di € 47,9 milioni

I debiti correnti si incrementano di € 287,1 milioni

Il patrimonio netto si attesta a € 1,9 miliardi

L'indebitamento

a fine 2017

di € 146,5 milioni rispetto

I debiti correnti al netto dell'incremento derivante dal consolidamento di GORI (+ € 306,8 milioni) si riducono di € 19,7 milioni rispetto a fine 2017.

Le Altre Attività e Passività Correnti registrano rispettivamente un incremento di € 52,6 milioni e di € 72,9 milioni, rispetto all'esercizio precedente.

Nel dettaglio, le altre attività si incrementano per effetto del consolidamento di GORI (+€ 76,3 milioni), per gli effetti legati alla prima applicazione del nuovi standard internazionale IFRS15 su Acea Energia ed areti, della riduzione dei crediti tributari per € 28,4 milioni e dei crediti verso cassa conguaglio (- € 14,1 milioni).

Le passività correnti si incrementano per effetto del consolidamento di GORI (+€ 37,4 milioni) e per gli effetti legati alla prima applicazione dei nuovi standard internazionale principalmente legati all'applicazione dell'IFRS 15 (+ € 30,9 milioni).

Il patrimonio netto ammonta ad € 1.903,5 milioni. Le variazioni intervenute, pari a € 92,3 milioni, sono analiticamente illustrate nell'apposita tabella e derivano essenzialmente dalla distribuzione dei dividendi, dalla maturazione dell'utile dell'esercizio 2018 e dalla variazione delle riserve di cash flow hedge e quelle formate con utili e perdite attuariali nonché dall'iscrizione della riserva FTA (First Time Adoption) per l'applicazione dei nuovi standard internazionali (IFRS9 e IFRS15).

L'indebitamento del Gruppo registra un incremento complessivo pari a € 146,5 milioni, passando da € 2.421,5 milioni della fine dell'esercizio 2017 a € 2.568,0 milioni del 31 Dicembre 2018. Tale variazione è diretta conseguenza degli investimenti del periodo ivi compresi quelli di natura tecnologica. Contribuiscono all'aumento della posizione a debito dell'Area Idrico (+ € 117,8 milioni) e dell'Area Infrastrutture Energetiche (+ € 85,2 milioni) il crescente volume degli investimenti e le dinamiche del cash flow operativo influenzate dai numerosi pagamenti effettuati dalle società dell'Area Idrico compensati dal miglioramento della posizione della Capogruppo (- € 20,9 milioni). finanziario netto, aumenta

€ milioni 31/12/2018 31/12/2017 Variazione Variazione %
Attività (Passività) finanziarie non correnti 1,8 2,7 (0,9) (33,6 %)
Attività (Passività) finanziarie non correnti verso Controllanti,
controllate e collegate
30,9 35,6 (4,8) (13,3 %)
Debiti e passività finanziarie non correnti (3.374,1) (2.745,0) (629,1) 22,9 %
Posizione finanziaria a medio - lungo termine (3.341,4) (2.706,7) (634,8) 23,5 %
Disponibilità liquide e titoli 1.068,1 680,6 387,5 56,9 %
Indebitamento a breve (351,8) (544,6) 192,7 (35,4 %)
Attività (Passività) finanziarie correnti (29,0) 32,9 (61,8) (188,2 %)
Attività (Passività) finanziarie correnti verso Controllante e
Collegate
86,1 116,2 (30,1) (25,9 %)
Posizione finanziaria a breve termine 773,4 285,1 488,3 171,3 %
Totale posizione finanziaria netta (2.568,0) (2.421,5) (146,5) 6,0%

L'indebitamento a medio-lungo termine aumenta di € 634,9 milioni

Per quanto riguarda la componente a medio–lungo termine l'aumento di € 634,9 milioni rispetto alla fine dell'esercizio 2017 si riferisce per € 629,1 milioni all'incremento di debiti e passività finanziarie non correnti. Tale variazione deriva dall'effetto contrapposto dovuto all'incremento dei prestiti obbligazionari per € 983,4 milioni compensato dalla riduzione dei debiti e passività finanziarie non correnti per € 354,3 milioni, come riportato nella tabella che segue:

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Obbligazioni 2.678,4 1.695,0 983,4 58,0%
Finanziamenti a medio - lungo termine 695,7 1.050,0 (354,3) (33,7 %)
Indebitamento a medio-lungo 3.374,1 2.745,0 629,1 22,9 %

Le obbligazioni pari a € 2.678,4 milioni registrano un incremento di complessivi € 983,4 milioni essenzialmente per il collocamento di due emissioni obbligazionarie avvenute nel corso del primo trimestre 2018 di importo rispettivamente pari a € 300 milioni ed € 700 milioni a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN).

I finanziamenti a medio – lungo termine pari ad € 695,7 milioni registrano un decremento complessivo di € 354,3 milioni che si riferisce quasi esclusivamente alla Capogruppo (€ 341,4 milioni). Tale variazione è dovuta in via principale all'estinzione anticipata di un finanziamento BEI pari a € 50 milioni e alla riclassifica nella posizione a breve di altri due finanziamenti in scadenza nel mese di Gennaio e Giugno 2019 pari, rispettivamente, a € 100,0 milioni ed € 150,0 milioni oltre che alla riclassifica delle quote in scadenza nell'esercizio successivo.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento finanziario a medio – lungo e a breve termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse.

Finanziamenti Bancari:
(€ milioni)
Debito residuo
Totale
Entro il
31.12.2019
Dal 31.12.2019 al
31.12.2023
Oltre il
31.12.2023
a tasso fisso 496,4 273,2 103,1 120,1
a tasso variabile 493,5 39,6 213,9 240,0
a tasso variabile verso fisso 27,1 8,3 18,7 0,0
Totale 1.016,9 321,2 335,7 360,1

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di ACEA è negativo per € 2,1 milioni e si riduce, rispetto al 31 Dicembre 2017 di € 1,4 milioni (era negativo per € 3,4 milioni).

La componente a breve termine è positiva per € 773,4 milioni e, rispetto alla fine dell'esercizio 2017 evidenzia un aumento di € 488,3 milioni dovuto per € 387,5 milioni dall'aumento delle disponibilità liquide originate per € 451,1 milioni dalla Capogruppo. Si informa che al 31 dicembre 2018 la Capogruppo dispone di linee uncommitted per € 679 milioni di cui € 529 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. La componente a breve termine è positiva di € 773,4 milioni ed aumenta di € 488,3 milioni

Si informa che i Rating assegnati ad ACEA sul lungo termine dalle Agenzie di Rating internazionali sono i seguenti: Il rating di ACEA

Fitch "BBB+";

Moody's "Baa2"

Contesto di riferimento

Il Gruppo Acea monitora lo scenario di riferimento – interno ed esterno – intercettando ed analizzando i fattori che assumono rilievo per il business e possono influire sul perseguimento degli obiettivi strategici.

In particolare, gli ambiti competitivi e di mercato, di sostenibilità d'impresa, normativi, regolatori, tecnologici e ambientali rappresentano aspetti distinti, ma correlati, di un quadro complessivo che delinea il contesto entro il quale comprendere la gestione e l'indirizzo prospettico dell'organizzazione. A questi si aggiunge il contesto interno al Gruppo – in termini di impatti energetici e ambientali, sviluppo del capitale umano, tutela della salute e sicurezza dei lavoratori – e di gestione della catena di fornitura.

Andamento dei mercati azionari e del titolo ACEA

Nel 2018, i mercati azionari internazionali hanno registrato un andamento complessivamente negativo.

La quotazione di Acea si è ridotta del 22,0 sostanzialmente in linea con l'andamento del FTSE Italia Mid Cap (-20%). Il titolo ha registrato il 28 dicembre 2018 (ultima seduta borsistica dello scorso anno) un prezzo di chiusura pari a 12,01 euro (capitalizzazione: 2.557,7 milioni di euro). Il valore massimo di 16,43 euro è stato raggiunto il 23 gennaio, mentre il valore minimo di 11,18 euro il 26 ottobre. Nel corso del 2018, i volumi medi giornalieri sono stati di poco superiori a 116.000 azioni (rispetto ai 140.000 del 2017).

Si riporta di seguito il grafico normalizzato sull'andamento del titolo ACEA confrontato con gli indici di Borsa.

(grafico normalizzato ai valori di Acea – Fonte Bloomberg)

Var.% 31/12/18
(rispetto al 31/12/17)
Acea -22,0%
FTSE Italia All Share -16,7%
FTSE Mib -16,2%
FTSE Italia Mid Cap -19,6%

Nel 2018 sono stati pubblicati 115 studi/note sul titolo Acea.

Mercato energetico

Nel corso del 2018 la domanda di energia elettrica in Italia (pari a 321.910 GWh)3 risulta in aumento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente dello 0,4%. Il fabbisogno di energia elettrica è stato coperto per l'87,1% con la produzione nazionale e per la quota restante, pari al 14%, facendo ricorso alle importazioni dall'estero (saldo estero in aumento del 16,3% rispetto all'anno precedente). La produzione nazionale netta (280.234 GWh) evidenzia un decremento dell'1,8% rispetto al 2017. Nello specifico, l'energia elettrica prodotta da fonti di produzione termiche è diminuita del 7,6%, così come l'energia elettrica prodotta da fonti fotovoltaiche (- 4,7%), geotermiche (- 1,9%) ed eoliche (- 1,4%), mentre risulta in crescita l'energia prodotta da fonti idriche (+ 31,2%).

In riferimento agli esiti del mercato elettrico, i volumi scambiati nel Mercato del Giorno Prima segnano un forte aumento su base annua (+ 1,2%) portandosi a 295,6 TWh4.

I volumi scambiati nella Borsa Elettrica tornano in aumento (+ 1,0%) e sono pari a 212,9 TWh, così come i volumi scambiati OTC registrati sulla PCE e nominati su MGP, che risultano in aumento e raggiungono il valore di 82,6 TWh (+ 1,7%). La liquidità del mercato si è attestata al 72,0%, inferiore di soli 0,2 punti percentuali al massimo storico registrato nel 2017.

Nel corso del 2018, il prezzo medio di acquisto dell'energia (PUN) registra un valore medio di 61,31 €/MWh in aumento di 7,36 €/MWh rispetto al 2017 (+ 13,6%). L'analisi per gruppi di ore nel corso del 2018 rileva incrementi tendenziali più intensi nelle ore fuori picco, dove si osserva un aumento di +7,93 €/MWh (+16,0%) nelle ore fuori picco e un incremento di 6,13 €/MWh (9,8%) nelle ore di picco, con prezzi che si attestano rispettivamente a 57,52 e 68,46 €/MWh.

Il rapporto prezzo picco/baseload risulta pari a 1,12 al minimo storico ed in lieve riduzione rispetto allo scorso anno (- 0,04).

3 Fonte: Terna – Dicembre 2018, rapporto mensile sul sistema elettrico

4 Fonte: Terna – Dicembre 2018, rapporto mensile sul sistema elettrico

5 Fonte: Newsletter GME Dicembre 2018

MGP: Prezzo Unico Nazionale (PUN)5

Anche i prezzi zonali di vendita risultano in aumento e si attestano attorno ai 60 €/MWh sulla penisola ed in Sardegna, ed oscillano tra i 59,37 €/MWh del Centro-Sud e i 69,49 €/MWh della Sicilia. Gli acquisti nazionali sono pari a 291,8 TWh, in aumento su base annua del 2,0%. L'analisi per zone evidenzia acquisti in aumento in tutte le zone, in particolare al Nord (+ 3,3%) e in Sicilia (+ 3,5%), ad eccezione del Centro Nord (- 0,5%) e del Centro Sud (- 1,4%).

Gli acquisti di energia sulle zone estere (esportazioni), pari a 3,7 TWh, risultano in riduzione (- 38,5%) ai minimi degli ultimi quattro anni.

Le vendite di energia elettrica delle unità di produzione nazionali si portano a 247,5 TWh, in lieve riduzione rispetto a un anno fa (- 0,3%). Alle riduzioni osservate, in particolare al Centro Sud (- 10,9%) e al Sud (- 5,2%), si contrappongono i rialzi osservati al Nord (+ 4,8%) e in Sicilia (+ 3,3%).

Le vendite di energia sulle zone estere (importazioni) sono in crescita, attestandosi a 48,1 TWh (+ 9,1%).

MGP: Prezzi di Vendita5

Tariffe per il servizio di trasporto

L'anno 2018 rappresenta il terzo anno relativo al nuovo periodo regolatorio la cui durata è stata incrementata da quattro ad otto anni (2016-2023) suddivisa in due sottoperiodi: i primi quattro in continuità di metodo, gli altri oggetto di implementazione successiva.

Le disposizioni normative sono articolate in tre Testi Integrati: il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica (TIT)", Allegato A alla delibera 654/2015/R/eel, il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'erogazione del servizio di misura dell'energia elettrica (TIME)", Allegato B alla delibera 654/2015/R/eel, e il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla delibera 654/2015/R/eel, pubblicati il 23 Dicembre 2015.

L'ARERA ha confermato, per il servizio di distribuzione, il disaccoppiamento della tariffa applicata ai clienti finali (c.d. tariffa obbligatoria) rispetto alla tariffa di riferimento per la determinazione del vincolo ai ricavi ammessi per ciascuna impresa (c.d. tariffa di riferimento).

Le regole in vigore nel 2016 sono rappresentate da:

    1. Lag regolatorio e remunerazione del capitale investito;
    1. Allungamento vite utili regolatorie;
    1. Criteri di regolazione tariffaria: cot, misura.

Relativamente al primo punto, l'ARERA ha modificato le modalità di compensazione del lag regolatorio nel riconoscimento dei nuovi investimenti sia per la Distribuzione che per la Misura (senza retroattività).

Il criterio fondato sulla maggiorazione del tasso di remunerazione del capitale investito riconosciuta ai nuovi investimenti, pari all'1% (dell'anno t-2) è stato sostituito dall'introduzione del riconoscimento nella base di capitale (c.d. RAB) anche degli investimenti realizzati nell'anno t-1, valutati sulla base di dati pre-consuntivi comunicati all'ARERA. Tali dati saranno utilizzati per la determinazione delle tariffe di riferimento provvisorie pubblicate entro il 31 Marzo e sostituiti poi dai dati consuntivi per la determinazione delle tariffe di riferimento definitive pubblicate entro Febbraio dell'anno successivo. In data 15 Marzo 2018, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento definitiva per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica per l'anno 2017 con delibera 150/2018/R/eel. In data 29 Marzo 2018, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento provvisoria per il servizio di distribuzione dell'energia elettrica per l'anno 2018 con delibera 175/2018/R/eel.

L'ARERA riconosce nell'anno t la sola remunerazione del capitale investito relativo ai cespiti entrati in esercizio nell'anno t-1, senza riconoscere la quota di ammortamento ad essi relativa (che rimane riconosciuta all'anno t-2).

Con riferimento agli ammortamenti riconosciuti in tariffa (anno di riferimento t-2), la nuova regolazione aumenta la vita utile regolatoria di alcuni cespiti, quali le linee elettriche in AT (portata da 40 a 45 anni), le linee in MT e BT e le «prese utenti» (da 30 a 35 anni).

Il tasso di remunerazione del capitale investito netto (wacc), i cui parametri di calcolo sono stati pubblicati nella delibera 654/2015/R/eel, è pari al 5,6% per il servizio di distribuzione sugli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2017.

Sul fronte dei costi operativi, la nuova tariffa per impresa copre i costi specifici attraverso un coefficiente di modulazione dei costi medi nazionali, che è determinato dall'ARERA in funzione dei costi effettivi dell'impresa e delle variabili di scala.

Tali costi, nella definizione della tariffa per impresa, secondo quanto definito dalla delibera 654/2015, vengono maggiorati dai contributi di connessione a forfait riconosciuti a livello nazionale considerati come contributi in conto capitale e non più detratti dai costi operativi.

Inoltre, i contributi di connessione a forfait di ciascuna impresa vengono detratti direttamente dal capitale investito dell'impresa considerandoli al pari di cespiti MT/BT.

L'aggiornamento della tariffa di riferimento di distribuzione per gli anni successivi al primo avviene individualmente in base agli incrementi patrimoniali comunicati dalle imprese nell'ambito delle raccolte dati sulla RAB. Il criterio di aggiornamento prevede che:

  • la quota della tariffa a copertura dei costi operativi sia aggiornata mediante il meccanismo del price-cap (con un obiettivo di recupero di produttività del 1,9%);
  • la parte a copertura dei costi relativi alla remunerazione del capitale investito sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, gli investimenti lordi realizzati entrati in esercizio e differenziati per livello di tensione ed il tasso di variazione collegato alla maggiore remunerazione riconosciuta agli investimenti incentivati;
  • la parte a copertura degli ammortamenti sia aggiornata mediante il deflatore degli investimenti fissi lordi, la variazione dei volumi del servizio erogato, il tasso di variazione collegato alla riduzione del capitale investito lordo per effetto di alienazioni, dismissioni e fine vita utile e il tasso di variazione collegato agli investimenti lordi entrati in esercizio.

L'ARERA conferma anche per il 2017 il meccanismo, già introdotto nel terzo ciclo regolatorio, di maggiore remunerazione di alcune categorie di investimenti entrati in esercizio fino al 2015 non prolungando tale meccanismo anche per il ciclo 2016-2023.

Relativamente all'attività di commercializzazione, l'ARERA introduce un'unica tariffa di riferimento che riflette sia i costi relativi alla gestione del servizio di rete sia i costi relativi alla commercializzazione, applicando il regime di riconoscimento puntuale dei costi di capitale anche per gli investimenti nell'attività di commercializzazione.

Sul fronte della tariffa di trasmissione, l'ARERA ha confermato la tariffa binomia (potenza e consumo) per i clienti in alta tensione, e la struttura della tariffa di costo per il servizio di trasmissione verso Terna (CTR) introducendo un corrispettivo anch'esso binomio. La presenza delle due tariffe ha confermato il meccanismo di perequazione.

I meccanismi di perequazione generale dei costi e ricavi di distribuzione per il vigente ciclo regolatorio si articolano in:

  • perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione;
  • perequazione dei costi di trasmissione;
  • perequazione del valore della differenza tra perdite effettive e perdite standard.

A partire dall'anno 2017, l'ARERA ha introdotto una tariffa applicata ai clienti domestici non più suddivisa tra D2 e D3 ma unica (TD) così come specificato nella delibera 799/2016/R/eel del 28 Dicembre 2016, determinando la soppressione del meccanismo di calcolo della perequazione dei ricavi per la fornitura dell'energia elettrica ai clienti domestici, in vigore fino all'anno 2016.

Nel nuovo Testo Integrato del Trasporto, l'ARERA ha confermato il meccanismo di riconoscimento in acconto, con cadenza bimestrale, dei saldi di perequazione dei ricavi relativi al servizio di distribuzione e dei costi di trasmissione.

Il Testo Integrato di Misura (TIME) disciplina le tariffe per il servizio di misura articolate nelle attività di installazione e manutenzione dei misuratori, raccolta, validazione e registrazione delle misure. La struttura dei corrispettivi è stata modificata rispetto al precedente ciclo regolatorio solo per quanto riguarda i corrispettivi di raccolta e validazione delle misure prima suddivisi ed ora unificati in un unico corrispettivo.

L'ARERA ha introdotto una nuova modalità di riconoscimento dei costi di capitale relativi a misuratori elettronici di bassa tensione, per le imprese che servono oltre 100.000 punti di prelievo, basata su criteri di riconoscimento degli investimenti effettivamente realizzati dalle singole imprese confermando il criterio di determinazione delle tariffe del servizio di misura sulla base di costi nazionali per i sistemi di telegestione e per i misuratori elettromeccanici ancora in campo (costo residuo), mantenendo anche per il quinto ciclo regolatorio la perequazione di misura. Il meccanismo di perequazione è finalizzato a perequare il gettito derivante dal confronto delle tariffe obbligatorie fatturate agli utenti finali ed i ricavi valorizzati nella tariffa di riferimento.

In data 29 Marzo 2018, l'ARERA ha pubblicato con delibera 174/2018/R/eel la tariffa definitiva per l'attività di misura di competenza dell'anno 2017. Il 29 Marzo 2018, con delibera 176/2018/R/eel, l'ARERA ha pubblicato la tariffa di riferimento provvisoria per il servizio di misura dell'energia elettrica per l'anno 2018.

Le tariffe a copertura del servizio di misura si aggiornano, come per il servizio di distribuzione, con il meccanismo del price-cap per la quota a copertura dei costi operativi (con un obiettivo di recupero di produttività del 1%) e con il deflatore, la variazione del capitale investito e il tasso di variazione dei volumi per la parte a copertura del capitale investito e degli ammortamenti. Il tasso di remunerazione del capitale di misura è equivalente a quello del servizio di distribuzione.

L'ARERA con delibera del 10 Novembre 2016 n. 646/2016/R/eel, ha illustrato le modalità di definizione e di riconoscimento di costi relativi a sistemi di smart metering di seconda generazione (2G) per la misura di energia elettrica in bassa tensione. In data 8 Marzo 2017, ha pubblicato un comunicato in cui ha aggiornato la valutazione del piano di messa in servizio del sistema di smart metering 2G proposto da e-distribuzione S.p.A.

A partire dall'anno 2017, e solo con riferimento agli investimenti entrati in esercizio nel 2017, l'ARERA stabilisce nella stessa delibera che, ai fini dell'aggiornamento annuale della remunerazione del capitale investito e degli ammortamenti relativi ai punti di misura effettivi in bassa tensione, per ciascuna impresa distributrice il valore di investimento lordo massimo riconoscibile per misuratore installato è pari al 105% del corrispondente valore di investimento lordo per misuratore relativo a investimenti entrati in esercizio nel 2015.

Il "Testo Integrato delle disposizioni dell'Autorità delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione" (TIC), Allegato C alla deliberazione 654/2015/R/eel, disciplina le condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione e di prestazioni specifiche (spostamenti di impianto di rete richiesti da utente, volture, subentri, disattivazione, etc.) delle utenze passive, in sostanziale continuità rispetto al precedente periodo regolatorio.

Il mercato del Waste Management

Il contesto di mercato in ambito Waste Management, data l'attuale situazione di produzione, smaltimento e capacità di trattamento dei rifiuti nelle aree di tradizionale operatività del Gruppo Acea e in quelle limitrofe, evidenzia una "domanda potenziale" (smaltimento, termovalorizzazione, compostaggio e biogas, trattamento fanghi e rifiuti liquidi) elevata. Questa è favorita da un quadro regolatorio nazionale, che prevede forme incentivanti, e dal supporto normativo delle direttive europee in tema di recupero di materia e di energia, oltre che dall'implementazione delle indicazioni politiche dell'Unione Europea sull'economia circolare (closing the loop).

Si evidenziano, pertanto, opportunità di sviluppo del settore, agevolate anche dalla disponibilità di nuove tecnologie (ad esempio nel compostaggio) e da possibili forme di integrazione industriali con altri operatori.

Infine, l'ampliamento delle potenzialità di smaltimento/recupero dei fanghi da depurazione – nell'ambito dei servizi ambientali a valore aggiunto (trattamento fanghi, compost) – potrebbe portare al completamento dell'integrazione con il business Idrico, in vista di una completa gestione in house dell'intera filiera.

Regolazione idrica

L'anno 2018 è caratterizzato dall'entrata in vigore di diverse disposizioni ARERA (emanate nel corso dell'anno 2017) che modificano in maniera significativa il quadro regolatorio relativamente ai seguenti aspetti: ridefinizione dell'articolazione tariffaria, avvio del Bonus sociale idrico per le utenze in condizioni di disagio economico sociale, avvio dell'applicazione della regolazione della qualità tecnica, tutela del consumatore.

Al termine dell'anno 2017 con la deliberazione 918/2017/R/idr sono state, inoltre, emanate le disposizioni relative all'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018-2019 (biennio che chiude il secondo periodo regolatorio 2016-2019). La stessa deliberazione, inoltre, dispone la quantificazione dal 1° Gennaio 2018 della componente tariffaria perequativa UI2 (Qualità Tecnica) e l'introduzione della componente tariffaria perequativa UI3 (Bonus sociale idrico).

Rimane ancora da definire il quadro relativo alle misure per il contenimento della morosità nel SII, per il quale è stato emanato il DCO 80/2018 del mese di febbraio 2018 e si è attualmente in attesa del provvedimento definitivo.

Attività dell'ARERA in materia di servizi idrici

Deliberazione 25/2018/R/idr – Avvio di procedimento relativo agli interventi necessari e urgenti per il settore idrico ai fini della definizione della sezione "Acquedotti" del piano nazionale, di cui all'articolo 1, comma 516, della Legge 205/2017

Il provvedimento avvia un procedimento relativo agli interventi necessari e urgenti per il settore idrico ai fini della definizione della sezione «acquedotti» del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, di cui all'articolo 1, comma 516, della legge di bilancio di previsione 2018 (Legge n. 205/17 del 27 Dicembre 2017).

La suddetta legge di bilancio prevede che il Regolatore, sentite Regioni ed enti locali interessati, sulla base delle programmazioni esistenti nonché del monitoraggio sull'attuazione dei piani economico finanziari dei gestori "trasmetta l'elenco degli interventi necessari e urgenti per il settore, con specifica indicazione delle modalità e dei tempi di attuazione, per la realizzazione dei seguenti obiettivi prioritari: raggiungimento di adeguati livelli di qualità tecnica; recupero e ampliamento della tenuta e del trasporto della risorsa idrica; diffusione di strumenti mirati al risparmio di acqua negli usi agricoli, industriali e civili". L'Autorità ha deliberato, inoltre, di verificare la "persistenza di eventuali criticità nella programmazione e nella realizzazione degli interventi in determinate aree del Paese, nonché di svolgere ulteriori attività di monitoraggio" anche avvalendosi della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).

DCO 80/2018/R/idr – Procedure per il contenimento della morosità nel servizio idrico integrato

Con il documento di consultazione (DCO) 80/2018/R/idr (termine per la presentazione delle osservazioni previsto per il 12 Marzo 2018), l'ARERA presenta gli orientamenti finali in merito alle misure necessarie per il contenimento della morosità nel servizio idrico integrato e allega anche lo schema di provvedimento in materia di Regolazione della morosità nel servizio idrico integrato (REMSI).

Il DCO, in particolare, contiene gli orientamenti finali in merito ai seguenti aspetti:

  • definizione delle categorie di utenti finali non disalimentabili;
  • tempistiche e modalità per la costituzione in mora (incluse le modalità per la rateizzazione degli importi oggetto di costituzione in mora);
  • tempistiche e procedure per la limitazione, sospensione e disattivazione della fornitura idrica;
  • misure di tutela a favore dell'utente finale, in particolare, degli utenti domestici residenti e degli utenti in condizioni di disagio economico sociale o di disagio fisico;
  • indennizzi che il gestore è tenuto a corrispondere in mancanza di rispetto di alcune tempistiche.

Inoltre, il DCO introduce delle modifiche al testo integrato della Regolazione della Qualità Contrattuale– RQSII stabilendo che, nel caso in cui non sia possibile estinguere il reclamo, il gestore fornisca all'utente finale le informazioni per risolvere la controversia, indicando in particolare i recapiti dello Sportello per il consumatore Energia e Ambiente e le modalità di attivazione di eventuali altri organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie, ai quali il gestore si impegna a partecipare per l'esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione da parte dell'utente finale e la cui procedura sia gratuita.

Infine, lo schema di provvedimento integra la deliberazione 86/2013 relativa al deposito cauzionale prevedendo che il deposito cauzionale escusso, anche parzialmente, per morosità dell'utente finale, possa essere reintegrato dal gestore rateizzando il relativo importo nelle bollette successive con rate costanti e un periodo minimo di rateizzazione pari a diciotto mesi, salvo diverso accordo tra le parti. La volontà dell'utente finale di avvalersi della possibilità di rateizzare i pagamenti per un periodo inferiore ai diciotto mesi deve essere manifestata per iscritto o in un altro modo documentabile.

La Società ha provveduto ad inoltrare, entro la data richiesta (cioè entro il 12 aprile 2018) un documento contenente le proprie riflessioni. Si è in attesa dell'emanazione della deliberazione conclusiva sulla materia.

Determina 1/2018/DSID – Definizione delle procedure per la raccolta dei dati tecnici e tariffari, nonché degli schemi tipo per la relazione di accompagnamento al programma degli interventi e all'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019, ai sensi delle Delibere 917/2017/R/idr e 918/2017/R/idr

In relazione all'aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie, che è previsto sia adottato dagli Enti di governo dell'ambito (EGA) entro il 30 aprile 2018, l'ARERA con la determina 1/2018, redatta dalla Direzione Sistemi Idrici (DSID) ha recepito quanto contenuto nelle delibere 917/2017 e 918/2017 e ha stabilito che, entro il 30 aprile 2018, gli EGA debbano trasmettere all'ARERA (ai fini della sua approvazione), l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019 attraverso l'apposita procedura disponibile sul sito dell'ARERA.

La determina approva, inoltre, gli schemi tipo per l'elaborazione del programma degli interventi e del piano economico e finanziario, lo schema tipo di relazione di accompagnamento ai dati di qualità e al programma degli interventi, lo schema tipo di relazione di accompagnamento all'aggiornamento della predisposizione tariffaria; tali documenti, debitamente compilati, devono essere inviati all'ARERA secondo la procedura informatica precedentemente citata.

La modulistica definitiva è stata resa disponibile con il Comunicato del 05/04/2018, con il quale è stata aperta la Raccolta dati, riconfermando la scadenza entro cui adempiere, da parte degli EGA, nel 30 aprile 2018.

Con successivo Comunicato 17/05/2018 "Obblighi tariffari e di qualità tecnica del servizio idrico integrato" l'ARERA sollecita il processo di determinazione tariffaria e della correlata implementazione della regolazione della qualità tecnica, ricordando che, ai sensi della determina 1/2018/DSID, è possibile da parte dei gestori presentare istanza di

aggiornamento tariffario in caso di inerzia dei soggetti competenti, richiedendo all'Autorità l'autorizzazione alla procedura straordinaria di inserimento dei dati. Relativamente alla nuova formulazione dei corrispettivi da applicare ai reflui industriali autorizzati allo scarico in pubblica fognatura, si prospettano, oltre al margine di flessibilità connesso alla condizione di isoricavo rispetto al gettito tariffario di fognatura e depurazione derivante dall'applicazione del metodo previgente, anche forme transitorie di convergenza tariffaria, nel rispetto dei vincoli previsti dalla delibera 665/2017/R/idr laddove si ravvisino rilevanti problematiche di sostenibilità finanziaria.

Delibera 57/2018/A – Approvazione del regolamento di organizzazione e funzionamento del nuovo assetto organizzativo dell'ARERA

Con tale delibera è illustrato il nuovo assetto organizzativo dell'Autorità, in vigore dal 1° marzo 2018, aggiornato alla luce delle nuove competenze nell'ambito del ciclo dei rifiuti. Il quadro è completato dalle successive delibere 58, 59 e 60 (attribuzioni di incarichi macrostruttura, nomina ad interim del Direttore della Divisione Ambiente, attribuzione di incarichi).

Determina 9/2018 – DACU Modifiche al regolamento del portale operatori – gestori e al manuale utente di cui alla determinazione del 5 Gennaio 2017, 1/DCCA/2017

Con la delibera 55/2018/E/idr, l'ARERA definisce la disciplina transitoria in vigore dal 1° Luglio 2018 sino al 30 Giugno 2019 per l'estensione al settore idrico del sistema di tutele per i consumatori e per la risoluzione extragiudiziale delle controversie già attive nei settori dell'energia elettrica e del gas.

In particolare, il provvedimento, approvato a valle di due consultazioni rispettivamente del mese di settembre e del mese di Dicembre 2017, contiene due allegati:

  • Allegato A "Disciplina transitoria relativa alle procedure volontarie di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra utenti idrici e gestori";
  • Allegato B "Regolamento relativo alle attività svolte dallo Sportello con riferimento al trattamento dei reclami di seconda istanza degli utenti idrici".

Per quanto riguarda la Disciplina transitoria si segnala:

Perimetro della Conciliazione: dal 1° Luglio 2018, il tentativo di conciliazione delle controversie insorte tra l'utente e il suo gestore sarà volontario ed esperibile – anche attraverso il Servizio Conciliazione dell'ARERA – sia per le tematiche relative agli aspetti regolati dalla stessa ARERA, sia per tutte le altre tematiche di interesse per l'utente del SII con l'esclusione di quelle non rientranti nell'ambito di applicazione del Testo Integrato di Conciliazione (TICO) e di quelle attinenti alla qualità dell'acqua;

Durata del periodo transitorio: il periodo transitorio, definito nello stesso documento come il "periodo che intercorre dall'attivazione per il settore idrico del Servizio Conciliazione dell'ARERA gestito in avvalimento da Acquirente Unico, al 30 Giugno 2019", inizierà il 1° Luglio 2018 e terminerà il 30 Giugno 2019. È prevista una verifica sullo stato di attuazione della disciplina transitoria al fine di valutare ulteriori meccanismi di gradualità, previo confronto con gli stakeholder;

Deroghe all'attuazione della disciplina a regime: qualora il gestore dimostri di non poter ottemperare nei tempi stabiliti all'obbligo di intervenire alla procedura conciliativa, l'EGA competente, d'intesa con il gestore e le associazioni dei consumatori territorialmente competenti iscritte ai registri regionali, ha la facoltà di presentare all'ARERA una istanza di deroga motivata limitatamente a tale obbligo e per un periodo massimo di un anno, comunque con termine ultimo fissato il 31 Dicembre 2019. L'istanza è considerata ammissibile se è presentata entro il 30 Settembre 2018 e se è motivata in ragione dell'esistenza di processi di aggregazione in corso che coinvolgono il gestore che presenta l'istanza. L'ARERA provvederà a verificare le istanze pervenute e a concedere, o a negare, la deroga richiesta.

Per quanto riguarda il secondo tema, il Regolamento dispone che lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente, gestito in avvalimento di Acquirente Unico, tratti i reclami riguardanti i temi oggetto della regolazione nazionale nel settore idrico mediante procedure telematiche. In particolare, lo Sportello predispone e pubblica nel proprio sito internet un modulo per la presentazione dei reclami e mette a disposizione modalità telematiche di inoltro tramite il proprio sito internet, rilasciando apposita ricevuta telematica dell'avvenuto invio (art. 4.2 del Regolamento); il modulo e le modalità telematiche sono approvati, secondo quanto disposto dall'art. 4.3 del Regolamento, su proposta dello Sportello, con determina del Direttore della Tutela dei Servizi Ambientali dell'ARERA (vedere la Determina 2/2018 – DTSA trattata successivamente).

Il Regolamento entra in vigore dal 1° Marzo 2018 e cessa di avere efficacia dal 1° Luglio 2019. Si prevede un'eccezione alla data del 1° Marzo 2018, contenuta nell'art. 9.2 del Regolamento, secondo cui "I gestori mettono a disposizione le risposte alle richieste di informazioni dello Sportello tramite il Portale Operatori - Gestori e, qualora richiesto dallo Sportello, provvedono ad inviare le medesime risposte all'utente finale, fatti salvi eventuali dati di natura riservata". Tale adempimento è entrato in vigore il 1° Giugno 2018.

Infine, la delibera 55/2018/E/idr prevede, oltre ad eventuali incontri tecnici e focus group, la convocazione di due tavoli tecnici, il primo con le associazioni dei consumatori e utenti, i gestori e gli EGA, volto ad approfondire le modalità di trasformazione degli organismi di conciliazione attualmente operativi a livello locale - diversi dalle conciliazioni paritetiche - in organismi ADR di cui al Codice del consumo; il secondo con le Regioni e gli EGA, volto ad approfondire le ulteriori iniziative a garanzia degli utenti da sviluppare d'intesa con le Regioni.

In ottemperanza al disposto dell'art. 4.2, del Regolamento allegato alla delibera 55/2018, il Direttore della Tutela dei Servizi Ambientali, ha approvato con Determina n.2 del 23 Febbraio 2018, il documento "Portale Unico. Progetto di ampliamento dei servizi on-line agli utenti del Servizio Idrico Integrato. Procedura telematica di inoltro di richieste informazioni-reclami-segnalazioni-richieste help desk e relativi moduli", inviato dallo Sportello all'ARERA con comunicazione del 23 febbraio 2018.

Il documento è integrativo e modificativo della determina 7/DCCA/2015 "Portale Clienti. Procedura telematica di inoltro richieste informazioni/reclami e relativi moduli" ed illustra la revisione della procedura telematica di inoltro da parte dei clienti ed utenti, predisposta dallo Sportello, per tener conto delle novità introdotte dalla delibera 900/2017 (estensione dell'avvalimento di Acquirente Unico al settore idrico) e dalla più volte citata delibera 55/2018.

La determina ARERA 2/2018 propone, oltre ad un nuovo modulo relativo al bonus per luce/gas/servizi idrici, anche i seguenti nuovi moduli relativi al settore idrico:

  • richiesta informazioni;
  • segnalazioni;
  • reclamo;
  • Help Desk associazioni.

Le modalità di accredito al portale da parte dei Gestori/Operatori, sono state oggetto di specifica procedura comunicata dall'ARERA ai gestori del SII che, in ottemperanza al sopra citato art. 9.2 del Regolamento contenuto nella Delibera 55/2018, dal 1° Giugno 2018 dovranno mettere a disposizione le risposte alle richieste di informazioni dello Sportello tramite il Portale Operatori – Gestori, gestito da Acquirente Unico. La procedura sopra richiamata è contenuta nella determina n. 9/DACU/2018 del 29 Maggio 2018, recante "Modifiche al regolamento del portale Operatori – Gestori e al Manuale Utente di cui alla determinazione 5 Gennaio 2017, 1/DCCA/2017", con la quale l'ARERA aggiorna sia il Regolamento di funzionamento del Portale che il Manuale Utente ai sensi delle disposizioni della delibera 55/2018.

Con la Delibera 56/2018 l'ARERA ha avviato un'indagine conoscitiva in merito ai reclami e alle segnalazioni trasmessi all'ARERA dagli utenti del SII, dalle Associazioni dei Consumatori e dagli Enti pubblici territoriali. Il procedimento, che si è concluso il 31 Dicembre 2018, riguarda in particolare le criticità più ricorrenti comunicate all'ARERA in merito a:

  • interruzioni della fornitura del servizio per cause o con modalità non conformi alla normativa vigente e/o ai contratti di utenza;
  • ritardi nell'esecuzione di lavori/allacciamenti connessi a procedure di voltura e/o subentro;
  • mancato rispetto della periodicità e trasparenza di fatturazione;
  • risposte ai reclami, alle segnalazioni e alle richieste di informazioni degli utenti (mancate risposte, risposte inconferenti/generiche inviate anche utilizzando moduli standard, non adeguata assistenza da parte degli operatori dei call center).

I gestori interessati dall'indagine (che sarà condotta dalla Direzione tutela utenti dei servizi ambientali in collaborazione con la Direzione accountability e enforcement, e la Guardia di Finanza per eventuali attività ispettive), saranno selezionati in base al numero, alla frequenza e alla rilevanza, in termini di disservizi causati all'utenza, dei contenuti delle segnalazioni trasmesse all'ARERA; sulla base delle ulteriori segnalazioni trasmesse nel corso dell'indagine, questa potrà estendere l'indagine stessa ad ulteriori gestori.

Nell'ambito dell'indagine saranno valutati anche i presupposti per interventi di natura sanzionatoria e/o regolatoria.

Infine, sempre in tema di tutela dei consumatori, si segnala il DCO 199/2018/R/com "Orientamenti per l'efficientamento e l'armonizzazione settoriale della disciplina in materia di procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie tra clienti o utenti finali e operatori o gestori nei settori regolati dall'autorità di regolazione per energia reti e ambiente (TICO)" con cui l'ARERA esprime i propri orientamenti sul tema (ponendo in consultazione 14 diversi spunti) e rappresenta alcuni chiarimenti applicativi della norma.

L'efficacia degli interventi oggetto di consultazione decorrerà dal 1° Gennaio 2019, ad eccezione delle previsioni per il settore idrico per cui si propone l'efficacia dal 1° Luglio 2018 (coincidente con l'entrata in vigore del periodo transitorio ex Delibera 55/18). In particolare, i chiarimenti applicativi evidenziati per il settore idrico si possono sintetizzare nei seguenti punti:

  • ARERA riprende le definizioni di "utente finale" e "gestore" contenute nell'allegato "A" della delibera 655/2015 (RQSII) che regola la qualità contrattuale del SII;
  • il tentativo di conciliazione su base volontaria nel periodo transitorio può essere esperito dall'utente finale, tra cui rientra anche l'utenza condominiale;
  • per quanto riguarda la gestione separata, sempre in accordo con quanto previsto dall' RQSII in tema di prestazioni contrattuali, l'Autorità propone (facendone uno spunto di consultazione), che sia il gestore dell'acquedotto il soggetto destinatario delle domande di conciliazione nei casi di gestione separata, anche se le controversie riguardano il servizio fognatura e/o depurazione;
  • in tema di efficentamento della disciplina transitoria del Servizio di Conciliazione per il settore idrico, l'ARERA prevede che, al fine di evitare la convocazione di incontri per i quali già si conosca l'indisponibilità a partecipare da parte del gestore convocato, quest'ultimo debba comunicare la partecipazione alla procedura entro i 5 giorni precedenti alla data dell'incontro fissata e, in caso di rifiuto o mancata conferma, sia redatto il verbale di

archiviazione della procedura e lo stesso sia trasmesso all'utente finale ( cfr. art. 7 commi 21 e 22 del documento).

Acea Spa ha provveduto ad inoltrare, tramite Utilitalia, entro la data richiesta (4 maggio 2018) un documento contenente le proprie riflessioni in merito.

Determina 14/2018 – DACU Approvazione delle procedure di dettaglio per la validazione delle richieste di Bonus Sociale Idrico e delle procedure per il riconoscimento della quota Una Tantum di cui alla Deliberazione 21 Dicembre 2017, 897/2017/R/Idr e s.m.i.

Con la Determina 14 del 10 Agosto 2018, l'ARERA ha approvato le procedure di dettaglio per la validazione delle richieste di bonus sociale idrico. Tali procedure sono contenute nell'allegato A che, nello specifico, riporta le verifiche che i gestori idrici sono tenuti ad effettuare sulle Richieste Di Agevolazione (RDA) ai fini della validazione/non validazione (OK/KO) di bonus sociale idrico, nonché l'elenco delle motivazioni di rigetto delle RDA da utilizzare per comunicare a SGAte i dettagli relativi alla non validazione di una RDA. Le procedure contenute nell'Allegato A sono distinte in procedure a regime e procedure operative per il 2018. Inoltre, l'Autorità ha approvato il modulo di autocertificazione (Allegato B) con il quale l'utente può dichiarare di trovarsi nelle condizioni richieste per l'ottenimento del bonus sociale idrico.

Le disposizioni dell'Allegato A trovano applicazione a partire dal 1° Settembre 2018, tranne che i paragrafi 2.3 "Casi particolari: abitazioni plurifamiliari non classificate come condomini "e 2.5 Campi facoltativi che entreranno in vigore dal 1° Ottobre 2018. L'Allegato B contenente il modulo di autocertificazione troverà applicazione a partire dal 1° Ottobre 2018. Infine, a partire dal 31 Agosto 2018 sul sito http://www.sgate.anci.it/, è stata resa disponibile l'ultima versione delle specifiche tecniche relative alle funzionalità di gestione su SGAte delle domande di ammissione al Bonus sociale idrico per i Gestori del servizio di fornitura. In particolare, il documento descrive sia la modalità di interazione tra gestore idrico e sistema SGAte (basata su web services) sia la modalità di interazione tra gestore idrico e sistema SGAte (basata su web-file).

Documento per la consultazione 573/2018/R/idr del 13 Novembre 2018 – Controllo della realizzazione degli investimenti programmati nel servizio idrico integrato

Il documento si inquadra nell'ambito del procedimento avviato con delibera 518/2018/R/Idr (conclusione prevista il 30 Aprile 2019), e illustra gli orientamenti dell'Autorità per procedere a: i) valutare i possibili benefici conseguiti dal soggetto gestore attraverso il ricorso a schemi regolatori di promozione degli investimenti pur in presenza della loro mancata effettuazione; ii) tenuto conto dell'esito del monitoraggio sulle cause degli scostamenti tra gli investimenti realizzati e quelli programmati, declinare l'attuale sistema di regole eventualmente prevedendo il mero recupero dei possibili benefici nel caso di assenza di profili di responsabilità, nonché l'applicazione di specifiche penalità e il recupero dei benefici conseguiti, nei casi di perduranti difficoltà nella realizzazione degli investimenti pianificati e con presenza di scostamenti di rilevante entità; iii) definire ulteriori regole che pongano in capo ai gestori obblighi di efficientamento differenziati in ragione della relativa efficacia nella realizzazione degli investimenti programmati.

Dall'elaborazione dei dati pervenuti, infatti, ARERA ha rilevato la presenza di situazioni di sottorealizzazione degli investimenti programmati, con scostamenti più o meno significativi rispetto a quanto pianificato nei diversi ATO; in particolare, il tasso di realizzazione degli interventi programmati è risultato essere per il biennio 2014-2015 pari all'81,9% per il 2014 e al 77,6% per il 2015 e per il biennio 2016-2017 pari all' 81,7% per il 2016 e all'88,8% per il 2017. Le analisi dell'ARERA hanno evidenziato le diverse casistiche e nel documento per la consultazione l'Autorità ha espresso i propri orientamenti in materia. Particolare attenzione è dedicata agli investimenti connessi con il perseguimento dei target di miglioramento o di mantenimento dei livelli prestazionali di qualità tecnica.

La scadenza per l'invio delle osservazioni è stata fissata per lo scorso 15 Dicembre 2018; il Gruppo Acea ha trasmesso le proprie osservazioni in data 14 Dicembre 2018.

Delibera 571/2018/R/idr del 13 Novembre 2018 – Avvio di procedimento per il monitoraggio sull'applicazione della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato, nonché per l'integrazione della disciplina vigente (RQSII)

La delibera dell'ARERA è finalizzata a rafforzare le misure volte ad assicurare la diffusione, la fruibilità e la qualità del servizio all'utenza in modo omogeneo sull'intero territorio nazionale. Con tale delibera si è così avviato un procedimento per il monitoraggio sull'applicazione della regolazione della qualità contrattuale del servizio idrico integrato di cui alla deliberazione 655/2015/R/idr, nonché per l'integrazione della disciplina recata dal medesimo provvedimento.

Sentenze TAR Lombardia sui ricorsi presentati da alcuni Gestori

ACEA Ato2 nel 2013 ha presentato ricorso avverso la deliberazione 585/2012 (MTT) e avverso le deliberazioni successive che ne hanno modificato ed integrato i contenuti (Delibere 88/2013, 73/2013 e 459/2013). Il ricorso è stato parzialmente accolto con sentenza del TAR Lombardia 2528/2014, contro la quale hanno proposto appello sia ACEA Ato2 sia l'ARERA.

Nell'udienza pubblica tenutasi il 29 Settembre 2015, è stata disposta con Ordinanza la sospensione del giudizio pendente e il rinvio della decisione a data successiva all'esito della consulenza tecnica d'ufficio disposta per i ricorsi proposti nel 2014 dal Codacons e dalle Associazioni Acqua Bene Comune e Federconsumatori, ritenendo esistere un rapporto di dipendenza-consequenzialità tra la decisione dell'appello proposto dall'ARERA e la decisione sui ricorsi promossi dalle Associazioni dei consumatori, incentrati in particolare sulla componente tariffaria relativa agli

oneri finanziari del gestore del SII , ovverosia sulle formule e sui parametri adottati nell'art. 18 dell'allegato A della deliberazione ARERA n. 585/2012/R/idr del 28 Dicembre 2012 (MTT), considerati come una reintroduzione del criterio di "adeguatezza del capitale investito" eliminato dall'esito del referendum 2011.

Il collegio peritale, nominato a ottobre 2015, ha depositato la perizia il 15 Giugno 2016, concludendo di considerare attendibili e ragionevoli, sotto il profilo della regolamentazione in ambito nazionale ed internazionale, le formule e i parametri diretti a calcolare il tasso di interesse di riferimento e la componente di copertura della rischiosità considerati nella Delibera.

Il 15 Dicembre 2016 si è tenuta l'udienza finale del giudizio e il 26 Maggio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 2481/2017 con la quale il Consiglio di Stato, accogliendo le conclusioni del collegio peritale, ha ribadito la piena legittimità della metodologia tariffaria adottata dall'ARERA in quanto la definizione dei singoli parametri sulla base del criterio della sola copertura del costo efficiente ed anche il diverso calcolo degli oneri fiscali nel settore idrico rispetto a quello elettrico o del gas, elimina tendenzialmente ogni garanzia di rendimento e si perviene al risultato della stretta copertura dei costi del capitale investito e della minimizzazione degli oneri per l'utenza, in linea con il dettato referendario e con il principio full cost recovery. Con tale Sentenza sono stati quindi respinti gli appelli Codacons e Acqua Bene Comune/Federconsumatori sopra richiamati, con conseguente conferma delle sentenze impugnate. A seguito di ciò, la successiva udienza dinanzi al Consiglio di Stato è stata fissata per il 20 Settembre 2018. In vista dell'udienza, ACEA Ato2 ha presentato una Memoria con la quale, dopo aver effettuato un excursus sulle tematiche oggetto del contenzioso, ha richiesto che il Consiglio di Stato "rigetti siccome del tutto infondato l'appello proposto dall'ARERA e confermi per le parti impugnate nel presente giudizio la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia – Milano, sezione II, n. 2528/14".

In esito all'udienza, tenutasi regolarmente nella data stabilita, il Consiglio ha rinviato la trattazione del giudizio, invitando le parti a depositare alcune memorie (da presentarsi entro il 19 Dicembre 2018), per chiarire che non si siano verificati ritardi nella ripresa del giudizio d'appello. In occasione dell'udienza in questione, tuttavia il giudice non aveva fissato la data del rinvio, che è stata invece stabilita solo nei primi giorni del 2019: la prossima l'udienza dunque, si terrà il 13 Giugno 2019.

Alla data della presente relazione, oltre al ricorso al Consiglio di stato di cui sopra , rimangono ancora pendenti anche gli altri ricorsi presentati da ACEA Ato2 al TAR Lombardia avverso la Delibera n.643/2013/R/Idr (MTI) e la delibera 664/2015/R/idr ARERA (MTI-2); relativamente a quest'ultima, nel Febbraio 2018 ACEA Ato2 ha esteso l'impugnazione originariamente proposta, presentando ulteriori motivi aggiunti avverso la delibera ARERA 918/2017/R/Idr (Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato) e avverso l'Allegato A della delibera 664/2015/R/idr, come modificato dalla citata delibera 918/2017/R/Idr.

Attività dell'ARERA in materia di servizi elettrici: Area Industriale Infrastrutture Energetiche

Resilienza del sistema elettrico nei piani di sviluppo delle imprese distributrici

La resilienza è la capacità di un sistema di ritornare velocemente nella situazione iniziale dopo aver subito una perturbazione. Sono componenti essenziali della resilienza sia la tenuta alle sollecitazioni, sia la capacità di ripristinare il servizio anche in condizioni di emergenza. Nel V periodo di regolazione 2016-2023 (vedi Testo Integrato della regolazione output-based dei servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica (TIQE)), l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) sta dando seguito a diverse iniziative per promuovere l'incremento della resilienza del sistema elettrico e ha posto le basi per ulteriori sviluppi.

La Delibera 31/2018/R/eel del 25 Gennaio 2018, infatti, aggiorna il suddetto TIQE , introducendo obblighi di predisposizione dei Piani per la Resilienza per le imprese distributrici. Il Piano Resilienza, a cui va dedicata apposita sezione nell'ambito del Piano di Sviluppo, deve:

  • avere un orizzonte almeno triennale;
  • essere elaborato in modo coordinato con Terna e con le imprese distributrici interconnesse e sottese;
  • includere gli interventi finalizzati a contenere il rischio di disalimentazione a fronte di fattori critici di rischio quali, ad esempio, allagamenti dovuti a piogge particolarmente intense, ondate di calore e prolungati periodi di siccità.

Mentre con la delibera 668/2018/R/eel del 18 Dicembre 2018, l'Autorità introduce un meccanismo incentivante degli investimenti finalizzati all'incremento della resilienza, sotto il profilo della tenuta delle reti di distribuzione alle sollecitazioni derivanti da eventi meteorologici estremi.

Come anticipato dall'Autorità in consultazione, risultano eleggibili a premio gli interventi con benefici superiori ai costi, mentre sono sottoponibili a penalità tutti gli interventi presenti nel Piano Resilienza del DSO.

Più in dettaglio, il premio per ciascun intervento, quantificabile nel 20% del beneficio netto dell'intervento medesimo, verrà ridotto del 50% nel caso in cui la data di effettivo completamento dell'intervento venga posticipata di un semestre rispetto a quanto inizialmente previsto nel Piano; parallelamente, la penalità associata a ciascun intervento, sarà pari al 10% dei costi realmente sostenuti per l'intervento, nel caso in cui la data di effettivo completamento venga posticipata di 2 semestri rispetto a quella inizialmente indicata nel Piano, e al 25% nel caso in cui il ritardo riguardi 3 o più semestri. In quest'ultimo caso, il DSO dovrà motivare le cause del ritardo, descrivere le azioni intraprese per il recupero del ritardo e dare indicazione degli eventuali extracosti derivanti dal ritardo.

Quanto alle modalità di funzionamento del meccanismo premi/penali, la delibera prevede che entro il 30 Novembre ogni anno dal 2019 al 2024, l'Autorità aggiorni e pubblichi l'elenco degli interventi di ogni principale DSO eleggibili a

premio e/o penalità, ed entro il 31 Dicembre di ogni anno dal 2020 al 2025 determini, invece, per ogni DSO i premi e le penalità relativi agli interventi con data di effettivo completamento nell'anno precedente.

Oneri generali di sistema

Gli oneri generali di sistema sono specifiche voci di costo applicate alle fatture dell'energia elettrica e del gas naturale, al fine di raccogliere le somme necessarie al finanziamento di varie forme di incentivazione, come ad esempio quella a sostegno delle Fonti Energetiche Rinnovabili (settore elettrico) e del c.d. Conto Termico (settore gas). Dal momento che tali oneri nascono come componenti accessorie ai corrispettivi di trasporto, essi vengono fatturati ed incassati dai distributori che li devono fatturare ai venditori, i quali – a loro volta – sono incaricati di fatturarli e riscuoterli dai clienti finali. Il versamento ai soggetti del sistema, in particolare Cassa per i Servizi Energetici ed Ambientali (CSEA) e Gestore Servizi Energetici (GSE), avviene ad opera dei distributori. In caso di mancato incasso, da parte dei venditori nei confronti dei clienti finali, ovvero da parte dei distributori nei confronti dei venditori, ciascun soggetto è comunque obbligato a versare quanto dovuto al "soggetto a monte". Nel rapporto commerciale tra distributori e venditori, l'obbligo di versamento da parte di questi ultimi è assistito da apposite garanzie che devono essere rilasciate al distributore.

Con la Delibera 50/2018/R/eel del 1 febbraio 2018 (Disposizioni relative al riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di Sistema,) l'Autorità introduce un meccanismo di reintegro degli oneri generali di sistema versati ma non riscossi dai distributori e stabilisce:

  • le condizioni di accesso: al riguardo, si prevede che abbia accesso al meccanismo ogni distributore che ne faccia richiesta e che risulti adempiente agli obblighi di versamento degli oneri generali di sistema a partire dai crediti maturati dal 1° gennaio 2016, in relazione a contratti di trasporto risolti per inadempimento da almeno da 6 mesi;
  • l'ammontare di reintegro: è individuato dall'ARERA il perimetro degli importi da includere sia con riferimento agli oneri sostenuti per eventuali azioni volte al recupero del credito sia con riferimento ai crediti non incassati, nonché gli importi da escludere o da considerare ridotti.

Vengono, quindi, definiti gli aspetti procedurali e gli obblighi posti in capo alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA) per la quantificazione e la liquidazione degli importi da riconoscere alle imprese.

Infine si segnala la delibera 626/2018/R/eel del 5 dicembre 2018 in cui l'Autorità differisce al 2020 il completamento della riforma degli oneri generali di sistema per le utenze domestiche, rinviando di un ulteriore anno l'eliminazione della progressività residua dalle aliquote. Resta, quindi, in vigore anche per il 2019 la struttura a 2 scaglioni (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno).

Fatturazione e misura nel mercato al dettaglio dell'energia elettrica

Per la completa attuazione della previsioni contenute nella legge di bilancio 2018 (legge n. 205/2017) sul fenomeno maxibollette, (prescrizione biennale dei consumi), ed in considerazione dei rilevanti impatti del dettato di legge sulla regolazione vigente, l'ARERA ha avviato un articolato procedimento che avrebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2018, ma che ad oggi non risulta completato.

La Delibera 97/2018/R/com del 22 febbraio 2018 introduce i primi interventi necessari per l'attuazione della Legge di Bilancio 2018 finalizzati alla riduzione del fenomeno. In particolare, stabilisce che:

  • il venditore è obbligato ad emettere il documento di fatturazione relativo a conguagli operati sulla base di rettifiche dei dati di misura, entro 45 giorni dal momento in cui la rettifica è resa disponibile nell'ambito del Sistema Informativo Integrato (SII);
  • l'ambito di applicazione della normativa è, in sede di prima applicazione, circoscritto ai clienti finali domestici e non domestici connessi in bassa tensione;
  • contestualmente all'emissione della fattura e comunque almeno 10 giorni in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di pagamento, il venditore è tenuto a informare il cliente della possibilità di eccepire la prescrizione del credito.

Il 13 Aprile 2018, con delibera 264/2018/R/com, l'Autorità è intervenuta nuovamente in materia stabilendo, in via transitoria, che il venditore, in caso di mancato incasso dovuto ad eccezione di prescrizione sollevata dal cliente finale, per i casi relativi a conguagli derivanti da rettifiche imputabili all'impresa distributrice, abbia titolo a richiedere la rideterminazione degli importi, lo storno delle fatture di trasporto e la restituzione delle somme eventualmente versate in eccesso.

Infine, in data 13 Novembre 2018 con la consultazione 570/2018/R/com, l'ARERA ha avviato la definizione delle responsabilità nei casi in cui il ritardo di fatturazione sia attribuibile all'operatore (venditore/distributore) ovvero sia conseguente a mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo per responsabilità del cliente finale.

Aggiornamento Tariffe Distribuzione e Misura, Connessione e Trasporto.

Con le delibere 150/2018/R/eel del 15 Marzo 2018 e 174/2018/R/eel del 29 Marzo 2018 l'Autorità ha determinato le tariffe di riferimento definitive per l'anno 2017, rispettivamente, per il servizio di Distribuzione e per quello di Misura dell'energia elettrica. Per areti i corrispettivi in quota fissa risultano superiori rispetto a quelli determinati in via provvisoria e resi noti con la delibera 286/2017/R/eel.

Con le delibere del 29 Marzo 2018 175/2018/R/eel e 176/2018/R/eel, l'Autorità ha invece determinato le tariffe di riferimento provvisorie per l'anno 2018, rispettivamente per il servizio di Distribuzione e per quello di Misura dell'energia elettrica.

Con , la – Delibera 670/2018/R/eel del 18 Dicembre 2018 - Aggiornamento delle tariffe per l'erogazione del servizio di trasmissione dell'energia elettrica, per l'anno 2019 e decisioni in merito alle istanze per incentivi a specifici progetti con rischi elevati - aggiorna per l'anno 2019 i corrispettivi per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica prelevata dalle imprese distributrici dalla rete di trasmissione nazionale di cui all'art. 14 del TIT.

Invece con la delibera 671/2018/R/eel del 18 Dicembre 2018 sono state aggiornate, per l'anno 2019, le tariffe obbligatorie per i servizi di distribuzione e misura dell'energia elettrica per i clienti non domestici e delle condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione. Il provvedimento, inoltre:

  • dispone la proroga al 31 Dicembre 2019 del termine per la definizione di criteri di regolazione tariffaria di prelievi e immissioni di potenza ed energia reattiva nei punti di prelievo in alta e altissima tensione;
  • proroga al 31 Dicembre 2019 la riduzione degli oneri a carico dei clienti domestici che vogliano modificare il livello della potenza contrattualmente impegnata prevista dall'articolo 8-bis del TIC.

Infine con la Delibera 673/2018/R/eel del 18 Dicembre 2018, l'Autorità ha aggiornato, per l'anno 2019, le tariffe relative all'erogazione dei servizi di rete (trasmissione, distribuzione e misura) dell'energia elettrica, per i clienti domestici in bassa tensione, nello specifico la tariffa obbligatoria TD a loro riservata.

Smart Meter 2g

Continua l'attenzione dell'Autorità sul tema degli Smart Meter 2g con la pubblicazione del documento di consultazione 245/2018/R/eel del 11 aprile 2018 che illustra gli orientamenti dell'Autorità in merito alla definizione delle specifiche funzionali caratterizzanti la versione "2.1" dei contatori di seconda generazione. Gli orientamenti riguardano in particolare: l'eventuale definizione di un canale complementare su chain 2 dedicato all'invio di informazione all'utente finale, la possibilità di riarmo a distanza in caso di supero di potenza, la possibilità di visualizzare le letture di rimozione, la possibilità di valutare il raggiungimento di determinati valori di soglia impostati dal venditore, le modalità di implementazione delle offerte di tipo pre-pagato.

Inoltre con la delibera 419/2018/R/eel del 2 agosto 2018, l'Autorità provvede alla definizione di criteri di riconoscimento dei costi di misura dell'energia elettrica in bassa tensione legati all'installazione di misuratori 2G prima dell'avvio del piano di installazione massiva previsto ai sensi del provvedimento 646/2016/R/eel. In particolare, l'ARERA:

  • conferma le regole di riconoscimento della spesa di capitale vigenti anche per gli investimenti 1G che entreranno in esercizio nel 2019, prevedendo che il valore massimo riconoscibile per contatore sarà sempre pari al 105% del corrispondente valore riferito al 2015;
  • introduce un nuovo meccanismo transitorio per gli investimenti in 2G installati dalle imprese negli anni 2018 e 2019, prima dell'avvio del piano di sostituzione massiva, tale per cui la spesa massima riconoscibile per contatore 2G sarà pari alla somma:
  • del 125% della spesa media unitaria sostenuta nel 2015 per l'approvvigionamento dei contatori 1G,
  • del 105% dell'investimento per misuratore al netto della spesa media per l'approvvigionamento dei misuratori installati sostenuta sempre nel 2015.

Le modifiche rispondono alle difficoltà di alcuni DSO a reperire sul mercato contatori 1G ormai fuori produzione e alla contestuale necessità di avviare l'approvvigionamento dei 2G prima di aver presentato la richiesta di ammissione al riconoscimento degli investimenti in regime specifico (RARI) all'Autorità.

Bonifica colonne montanti vetuste

Il documento di Consultazione 331/2018/R/eel del 14 giugno 2018 contiene gli orientamenti dell'Autorità volti a favorire le attività di bonifica delle colonne montanti vetuste e illustra meccanismi che possano agevolare l'acquisizione delle necessarie autorizzazioni da parte delle imprese distributrici per intervenire nelle proprietà private.

L'obiettivo dell'Autorità è definire un costo unitario standard per le opere edili connesse all'intervento, costruito, oltre che in funzione del pregio delle rifiniture dell'immobile, sulla base dei seguenti parametri:

  • quota per stabile (costi fissi dell'intervento);
  • quota variabile (costi variabili dell'intervento in relazione all'estensione dello stabile), da fissare in funzione del numero degli utenti interessati dalla bonifica;
  • eventuali altri parametri (come ad esempio l'esistenza di vincoli architettonici o storici).

TEE Titoli di Efficienza Energetica: determinazione del contributo tariffario

L'Autorità con il provvedimento 487/2018/R/efr del 27 Settembre 2018 aggiorna i criteri di determinazione del contributo tariffario riconosciuto ai distributori adempienti agli obblighi di risparmio energetico, in considerazione delle modifiche introdotte dal decreto interministeriale 10 Maggio 2018, di aggiornamento del previgente decreto interministeriale 11 Gennaio 2017, nonché delle evoluzioni del meccanismo riscontrate negli ultimi anni.

Conseguentemente alla delibera è stato approvato l'aggiornamento del Regolamento delle transazioni bilaterali e delle Regole del mercato di TEE, così come proposto dal GME (delibera 501/2018/R/efr).

Procedimenti sanzionatori conclusi

Il Consiglio di Stato, con sentenza del 22 Febbraio 2018, ha annullato del tutto la sanzione, con la motivazione che, come correttamente rilevato da areti, la regolazione allora vigente non prevedeva alcun obbligo di registrazione dei solleciti conseguenti ad una prima segnalazione già registrata di un medesimo cliente. Infatti, con la delibera 512/2013/S/eel, che fa seguito alla VIS 60/11, l'Autorità ha disposto l'irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a Euro 517.000 nei confronti di areti per violazione in materia di registrazione delle interruzioni del servizio di distribuzione dell'energia elettrica. In particolare, la violazione riguardava gli obblighi, previsti nel precedente TIQE (2011-2015), di:

  • documentare l'inizio delle interruzioni senza preavviso lunghe originate sulla rete in bassa tensione mediante annotazione su apposito elenco della data, dell'ora e del minuto della prima segnalazione, anche attraverso chiamata telefonica, dell'interruzione;
  • annotare su appositi elenchi tutte le chiamate ricevute per segnalazioni guasti, anche in assenza di interruzione.

L'Autorità, rispetto a tali due contestazioni, ha ritenuto di voler procedere per la violazione relativa alla mancata registrazione di tutte le chiamate, compresi i solleciti.

In data 13 Gennaio 2014, areti ha presentato ricorso al TAR Lombardia, il quale ha accolto parzialmente la richiesta di annullamento del provvedimento, riducendo la sanzione per areti a 50.000 Euro. In sostanza, pur confermando l'esistenza dell'infrazione, i giudici rilevarono che l'ARERA si era limitata a indicare l'entità della sanzione senza addurre adeguate motivazioni circa le modalità di quantificazione della medesima.

Con successiva deliberazione 14/2016/C/eel l'Autorità ha dato mandato alla presentazione del ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lombardia, il quale si è espresso dando ragione ad areti.

Con altra delibera 300/2018/S/eel ARERA dispone l'irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di Euro 906.000 nei confronti di areti per violazioni in materia di messa in servizio di misuratori elettronici. Il procedimento, avviato con delibera VIS 62/2014/S/eel, discende da una comunicazione trasmessa dalla società all'ARERA, in risposta ad una richiesta dati, dalla quale emergeva che, diversamente da quanto previsto dalla delibera 292/2006, alla data del 30 giugno 2013 la percentuale di misuratori messi in servizio, rispetto al totale dei POD in bassa tensione con potenza disponibile inferiore a 55 kW, era pari all'89,9%, diversamente da quanto previsto dalla regolazione (95%).

Attività dell'ARERA in materia di servizi elettrici: Area Commerciale e Trading

Legge di bilancio 2018 (Maxibollette e prescrizione in due anni)

Nella legge di bilancio 2018, n. 205 del 27 dicembre 2017 è stato approvato il cosiddetto emendamento sulle "maxibollette", riducendo a due anni i termini di prescrizione del diritto al corrispettivo nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, sia nei rapporti tra i clienti (domestici, professionisti e microimprese) e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e il venditore, che in quelli con l'operatore del trasporto e con gli altri soggetti della filiera. Tali norme si applicano con riferimento alle fatture la cui scadenza è successiva al 1° marzo 2018 per il settore elettrico e al 1° gennaio 2019 per il settore gas.

Con delibere successive l'Autorità sta allineando la regolazione alla norma primaria. Infatti, con la delibera 97/2018/R/com l'Autorità ha fornito le prime indicazioni di applicabilità delle previsioni della legge di bilancio 2018 stabilendo che, in un primo momento, la prescrizione biennale si applicherà a tutti i clienti connessi in bassa tensione che ne facciano richiesta, a seguito d'idonea informativa da parte del venditore da fornire in bolletta o con almeno 10 giorni di anticipo rispetto alla sua scadenza. Con la successiva delibera 264/2018/R/com, l'Autorità ha adottato un'ulteriore misura transitoria in tema di applicazione della prescrizione nei rapporti tra venditori e distributori disponendo che qualora un cliente finale eccepisca la prescrizione del corrispettivo fatturato dal venditore con riferimento a consumi risalenti a più di due anni, il venditore può richiedere all'impresa distributrice, per i casi relativi a conguagli derivanti da rettifica imputabile all'impresa distributrice, lo storno delle fatture interessate e la restituzione delle somme eventualmente versate in eccesso.

In data 18 maggio, l'Autorità ha richiesto alla società informazioni sull'applicazione di quanto previsto dalla delibera 97/2018/R/com relativamente agli obblighi informativi in capo al venditore nei confronti di clienti finali, oltre che in merito alla numerosità delle fatture contenenti consumi prescrivibili; il riscontro è stato fornito in data 15 giugno.

Con la delibera 569/2018/R/com l'Autorità ha approvato gli interventi (precedentemente illustrati nel DCO 408/2018/R/com) per il rafforzamento delle tutele in caso di fatturazione contenente importi relativi a consumi risalenti a più di due anni, identificando definitivamente il perimetro soggettivo nei cui confronti si applicano gli interventi e definendo gli obblighi informativi da parte dei venditori, nonché le forme di presentazione e gestione di eventuali reclami dei clienti finali. In particolare si prevede che:

  • il venditore inserisca gli avvisi testuali e il modulo per eccepire la prescrizione in una pagina iniziale aggiuntiva alla fattura;

  • gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni vengano evidenziati separatamente all'interno della stessa fattura, ovvero tramite l'emissione e la messa a disposizione contestuale di due distinte fatture prevedendo, per la parte prescrivibile, la sospensione di eventuali modalità di incasso automatico.

L'Autorità ha stabilito che tali disposizioni abbiano efficacia con riferimento alle fatture emesse a partire dal 1°

Gennaio 2019; Acea Energia, a tal proposito, ha rappresentato all'Autorità le difficoltà connesse alla realizzazione delle azioni richieste nei tempi proposti e, attraverso le associazioni di categoria, ha presentato istanza di riesame al fine di prorogare di nove mesi l'entrata in vigore delle norme in modo tale da poter disporre di tempistiche adeguate alle implementazioni informatiche richieste e di un quadro normativo definitivo e certo. Infatti, parallelamente l'ARERA ha pubblicato il DCO 570/2018/R/com avente ad oggetto la definizione dell'attribuzione delle responsabilità (tra distributore e cliente finale) in merito alla fatturazione di importi con consumi superiori a due anni. In tale occasione sia le associazioni di categoria che Acea hanno riaffermato l'esigenza di un quadro normativo certo e completo.

Infine, con la delibera 683/2018/R/com, l'Autorità, sebbene abbia rigettato l'istanza, presentata dalle associazioni, per il riesame della delibera 569/18, ha comunque concesso agli operatori di poter implementare la delibera con modalità specifiche e differenziate pur salvaguardando il diritto di tutela del cliente relativamente ad informazioni e possibilità di eccepire la prescrizione. Nella delibera inoltre l'Autorità ha previsto che i distributori possano restituire ai venditori le somme da questi versate, nei casi di mancata rilevazione dei consumi per responsabilità del distributore, tramite compensazione con i successivi pagamenti delle fatture di trasporto , anziché tramite un'attività di storno ed ha confermato il criterio del pro-die ai fini della determinazione dei consumi prescrivibili. Vengono quindi rinviati a un successivo provvedimento:

-le modalità per richiedere a Terna o a Snam Rete Gas la revisione delle corrispondenti partite economiche relative al servizio di dispacciamento o bilanciamento, in caso di prescrizione applicata per colpa distributore;

-la definizione delle modalità secondo cui le somme derivanti dai mancati incassi dovuti a eccezioni di prescrizione siano attribuite ai soggetti responsabili.

Fatturazione elettronica

Con la delibera 712/2018/R/com, l'Autorità ha dettato le prime disposizioni funzionali al fine di coordinare la regolazione, in tema di bolletta sintetica per i clienti finali e di fatture di trasporto di energia elettrica e di gas naturale emesse dai distributori, con le innovazioni legislative in vigore dal I° gennaio 2019 in tema di fatturazione elettronica come previsto dalla legge di bilancio 2018.

Ottemperanza alle sentenze del Tar Lombardia e del Consiglio di Stato in tema di garanzie per l'esazione degli oneri generali del sistema elettrico nel codice di rete

Il Consiglio di Stato, il 30 novembre 2017, ha respinto i ricorsi in appello, presentati da E-Distribuzione e dall'Autorità, avverso le sentenze del Tar di gennaio 2017, confermando, pertanto, l'annullamento delle disposizioni del Codice di Rete che prevedono l'inclusione degli oneri generali di sistema nel calcolo delle garanzie che i venditori devono prestare ai distributori per la conclusione del contratto di trasporto, ma ha sancito che le garanzie possono essere richieste per le somme incassate dai venditori presso i clienti finali.. A seguito di ciò, con il comunicato del 29 dicembre 2017, l'Autorità ha ribadito che la disciplina transitoria in merito alle riduzioni degli importi della garanzia a favore del distributore, definita con la delibera 109 tenendo conto del più alto livello di unpaid ratio dichiarato dagli stessi venditori all'Autorità, trova piena applicazione in tutte le sue parti.

Al fine di definire l'intera vicenda, con il documento di consultazione 52/2018/R/eel, l'Autorità ha raccolto le osservazioni degli operatori di istituire un meccanismo che dal 2019 permetta il recupero da parte dei venditori degli oneri generali di sistema (con competenza dal 2016) da questi versati alle imprese di distribuzione ma non riscossi dal cliente finale e degli eventuali costi di cessione e costi legali connessi agli stessi oneri; il documento ha previsto inoltre che, in casi di particolare criticità del venditore, questo possa inoltrare istanza di recupero già nel 2018. Il Gruppo Acea con un proprio documento ha proposto precisazioni e miglioramenti al meccanismo in consultazione. In data 2 febbraio l'Autorità ha richiesto alla società di quantificare, con la miglior stima possibile, gli importi recuperabili attraverso il meccanismo proposto nel documento di consultazione per il biennio 2016-2017. Acea Energia ha quindi stimato in circa 8,5 milioni di euro tali importi.

Visto l'esito della consultazione, che ha evidenziato l'impossibilità di conciliare i diversi interessi coinvolti e vista l'assenza del legislatore nazionale nel definire il tema a livello di normativa primaria, con la delibera 430/2018/R/eel l'Autorità ha sospeso la definizione dello specifico meccanismo di recupero ritenendo più opportuno realizzare, entro il 30 giugno 2019, una riforma organica dell'intera regolazione di settore.

Integrazione del codice di rete tipo per il servizio di trasporto in tema di adeguamento delle garanzie

Con la delibera 655/2018/R/eel, l'Autorità ha integrato il Codice di rete elettrico (Allegato B della delibera 268/2015) relativamente alla disciplina delle garanzie; in particolare si prevede che il contratto di trasporto si risolva anche nei casi in cui il venditore, nonostante il sollecito e la diffida da parte dell'impresa di distribuzione, non proceda tempestivamente all'adeguamento della garanzia.

Sistemi di smart metering 2G e smart meter gas

Con la delibera 700/2017/R/eel che fa seguito al DCO 466/2017/R/eel, l'Autorità ha disposto le modifiche del TIS finalizzate all'applicazione del trattamento orario per tutti i punti prelievo dotati di sistemi di smart metering 2G. In

particolare la delibera ha previsto che il SII effettui la prima aggregazione ai fini del settlement delle curve di misura quartorarie giornaliere relative a punti di prelievo via via dotati di smart meter 2G con riferimento ai dati di misura di competenza agosto 2018 (prevendendo il passaggio al trattamento orario a partire dal tredicesimo mese dalla messa in servizio, garantendo agli utenti del dispacciamento almeno 12 mesi di dati di misura orari per una corretta programmazione dei prelievi). La data di entrata in vigore dei nuovi tracciati standard relativi ai dati di misura provenienti dai sistemi 2G è stata posticipata al 1° gennaio 2019 dal precedente 1° ottobre 2018.

Con la delibera 88/2018/R/eel, l'Autorità ha pubblicato le modalità e le tempistiche di valorizzazione e di visualizzazione, mediante il SII, delle informazioni configurabili per i punti di prelievo 2G a regime, con applicazione a partire dal1° ottobre 2018.

Con la delibera 669/2018/R/gas l'Autorità ha confermato l'esigenza di proseguire il percorso di messa in servizio degli smart meter gas di classe G4-G6 (tipici dell'uso domestico), aggiornando la delibera 631/2013.

In particolare, si prevede che le imprese di distribuzione con più di 100.000 clienti mettano in servizio almeno l'85% dei nuovi PDR entro il 2021.

Corrispettivi di sbilanciamento per le fonti rinnovabili non programmabili

L'Autorità, con delibera 80/2017/C/eel, ha stabilito di proporre appello avverso le sentenze del Tar Lombardia di annullamento parziale della delibera 522/2014/R/eel. Tale delibera, nella parte annullata, prevedeva che per il periodo di vigenza della delibera 281/2012/R/efr (annullata dal giudice amministrativo), ossia dal 01/01/2013 al 31/12/2014, relativamente agli sbilanciamenti per le fonti rinnovabili non programmabili, trovasse applicazione la disciplina originaria contenuta nella deliberazione n. 111 del 2006. In base a tale disciplina, per le unità di produzione alimentate da fonti non programmabili, era prevista l'esenzione dai costi di sbilanciamento, ad eccezione del caso in cui le suddette unità avessero partecipato al mercato infragiornaliero. Con la sentenza del 31 dicembre 2018, n. 7317, il Consiglio di Stato ha ribaltato le sentenze del Tar ed ha dichiarato legittimo quanto stabilito dalla delibera 522/2014/R/EEL per il pregresso, ovvero che "relativamente al periodo tra l'1° gennaio 2013 (data di entrata in vigore della deliberazione 281/2012/R/efr) e il 31 dicembre 2014, Terna applicherà i corrispettivi di sbilanciamento, come inizialmente definiti dalla delibera n. 111/06, ossia nella loro versione antecedente alla deliberazione 281/2012/R/efr successivamente annullata". In seguito a tale pronunciamento di legittimità, il procedimento avviato con la delibera 593/2018/R/eel, finalizzato all'esecuzione delle sentenze del Tar Lombardia, è stato dunque archiviato con la delibera 15/2019/R/EEL.

Indicatori e pubblicazione comparativa del rapporto annuale sul trattamento dei reclami e la risoluzione delle controversie

Facendo seguito al DCO 493/2018/R/com, l'Autorità ha pubblicato la delibera 623/2018/R/com con la quale modifica il TIQV relativamente all'Indagine annuale sulla soddisfazione delle risposte ai reclami (art.38) ed al Rapporto sul trattamento dei reclami e la risoluzione delle controversie (art.39). In particolare, l'Autorità ha confermato i 4 indicatori quantitativi già oggetto di consultazione, ossia:

  • l'indicatore di reclamosità (ICR);
  • l'indicatore di capacità di risposta reclami (ICRC);
  • l'indicatore di richiesta di informazioni (IINFO);
  • l'indicatore di risposta richieste di informazione (ICINFO).

L'Autorità ha quindi stabilito che il Rapporto che sarà pubblicato a maggio 2019, relativamente all'anno 2017 non conterrà la pubblicazione comparativa di indicatori individuali, ma solo un'analisi per gruppi omogenei di imprese non nominativi, mentre a partire dai dati riferiti all'anno 2018, conterrà la pubblicazione comparativa dei singoli indicatori, ciascuno dei quali conterrà una graduatoria, non individuale, ma in forma di cluster non anonimi che raggruppano operatori con performance simili.

In un'apposita sezione del rapporto saranno invece riportati gli indicatori di soddisfazione ICS, ossia gli indicatori relativi all'indagine di customer satisfaction, per i quali è prevista la pubblicazione relativa alle risposte ai reclami a partire dalle interviste effettuate nel 2018 con una pubblicazione, per gli anni 2018-2020, attraverso cluster non anonimi che raggruppano operatori con performance e caratteristiche. Solo partire dal 2021, la graduatoria comparativa degli ICS sarà effettuata per singolo operatore.

Offerta PLACET e condizioni contrattuali minime per le altre offerte del mercato libero

Con la delibera 555/2017/R/com, l'Autorità ha approvato la disciplina delle offerte PLACET unitamente alle condizioni contrattuali minime per tutte le altre offerte del mercato libero diverse dalle offerte PLACET; tali disposizioni sono entrate in vigore il 1° gennaio 2018. In particolare la delibera ha previsto che le offerte PLACET siano obbligatoriamente inserite da ciascun operatore del mercato libero tra le proprie offerte commerciali sia per il settore elettrico (per i POD domestici e non domestici connessi in bassa tensione), sia per il settore gas (per i PDR domestici e non domestici, inclusi i condomini per uso domestico per i punti con consumi annui inferiori a 200.000 smc). Relativamente alle condizioni generali di fornitura, il venditore ha avuto la possibilità di scegliere di utilizzare, alternativamente, o il modulo predisposto dall'Autorità oppure redigere proprie condizioni generali di contratto conformi alla delibera, al modulo e alle normative vigenti che non contengano condizioni contrattuali aggiuntive. Relativamente alle condizioni economiche, per la parte a copertura dei costi tipici dell'approvvigionamento e la

commercializzazione della commodity, le offerte PLACET prevedono una quota fissa €/punto/anno e una quota energia €/kWh o €/Smc; è previsto che la quota energia abbia due distinte formule di prezzo, una a prezzo fisso e una a prezzo variabile (sulla base del PUN per il settore elettrico e sulla base del TTF per il settore gas). I prezzi sono determinati liberamente dai singoli fornitori.

Con la delibera 848/2017/R/com, l'Autorità ha prorogato l'entrata in vigore dell'offerta PLACET fino alla data di approvazione da parte dell'Autorità stessa del modulo delle condizioni generali di fornitura. Con la delibera 89/2018/R/com, l'Autorità ha quindi deliberato che a partire dal 1° marzo 2018 tutti i venditori fossero tenuti a rendere disponibili sul mercato retail le offerte PLACET. Il provvedimento ha contestualmente approvato i moduli delle condizioni generali di fornitura delle offerte PLACET. In conformità con le date indicate dall'Autorità, Acea Energia ha reso disponibile l'offerta attraverso lo shop presso lo sportello e tramite il sito internet.

Con la delibera 288/2018/R/com, l'Autorità ha stabilito gli obblighi in capo ai venditori di trasmissione dei dati strumentali al monitoraggio delle offerte PLACET prevedendo che questi trasmettano entro il mese successivo il termine di ciascun trimestre, con competenza a partire dal 1° marzo 2018, il numero di contratti con offerta PLACET attivati e risolti.

Approvazione del 3° livello decisorio per la risoluzione delle controversie

Con la delibera 639/2017/E/com, l'Autorità ha approvato la disciplina del 3° livello decisorio per la risoluzione delle controversie tra clienti e operatori, da attivare in alternativa al ricorso al giudice e qualora tali controversie non siano state risolte né attraverso il reclamo scritto né in sede conciliativa. La nuova disciplina è entrata in vigore dal 1° gennaio 2018.

Aggiornamento delle componenti RCV e DISPbt

Con la delibera 927/2017/R/eel, l'Autorità ha pubblicato le componenti RCV e DISPBT aggiornate per il 2018, seguendo criteri e metodologie già applicati l'anno precedente.

Relativamente alla RCV (zona territoriale Centro Sud) si evidenzia una diminuzione per il valore riconosciuto per i punti domestici (da 4.345,30 a 4.076,76 c€/pdp) ed un aumento per il valore riconosciuto per i punti relativi agli altri usi (da 12.536,55 a 14.623,02 c€/pdp) sulla base di un unpaid ratio Centro Sud che risulta, rispetto allo scorso anno, in diminuzione per i clienti domestici dal 1,0893% al 1,0762% ed in aumento per gli altri usi dal 3,1250% al 3,8664%.

Relativamente al meccanismo di compensazione della morosità (zona territoriale Centro Sud) si riscontra un valore in diminuzione per i punti domestici (da 884,17 a 825,06 c€/pdp) ed un valore in aumento per i punti relativi agli altri usi (da 5.873,78 a 8.082,69 c€/pdp); ai fini dell'ammissione a tale meccanismo il valore minimo di unpaid ratio per i punti domestici scende al 1,12% mentre per i punti relativi agli altri usi sale al 5,13%.

Rispetto al 2017, la DISPBT passa da -2.314,50 e -2.298,86 c€/pdp per i punti domestici residenti e da -1.484,30 a - 1.468,70 c€/pdp per i punti domestici non residenti, mentre passa da -434,37 a -187,55 c€/pdp per i punti relativi agli altri usi; per i soli clienti domestici residenti la componente DISPBT è applicata anche in quota energia con valori differenziati per scaglioni di consumo ossia 0,269 €/kWh (dai 0,272 del 2017) per lo scaglione di consumo entro i 1.800 kWh/anno ed a 0,619 €/kWh (dai 0,583 del 2017) per lo scaglione di consumo oltre i 1.800 kWh/anno. Relativamente al meccanismo incentivante per una maggiore diffusione della bolletta elettronica, l'Autorità ha invece confermato i valori dello scorso anno.

Con delibera 188/2018/R/eel, l'Autorità, oltre ad aggiornare le condizioni economiche del servizio di vendita dell'energia elettrica nell'ambito del servizio di maggior tutela per il trimestre 1 aprile - 30 giugno 2018, ha aggiornato anche la componente DISPBT, con effetto dal 1° aprile 2018 al fine di tenere conto, per i clienti domestici residenti, della struttura delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema in vigore dalla medesima data.

Con la successiva delibera 364/2018/R/eel, l'Autorità ha confermato, a decorrere dal1° luglio 2018, il valore del corrispettivo PCV già in vigore nel periodo dal 1° gennaio 2017 al 30 giugno 2018 (delibera 633/2016/R/eel) in attesa di effettuarne l'aggiornamento a valle del completamento delle raccolte dati relativi alla PCV che si renderanno disponibili a partire da settembre 2018.

Con la delibera 706/2018/R/eel, l'Autorità ha pubblicato le componenti PCV, RCV e DISPBT aggiornate per il 2019. Relativamente alla RCVsm (specifica per gli operatori diversi dall'incumbent) per la zona territoriale Centro Sud si evidenzia una particolare diminuzione per tutti le tipologie di clienti ed in particolar modo per gli altri usi, dove la componente scende a 11.629,87 c€/pdp dai 14.623,02 del 2018. Tale RCV è stata calcolata, principalmente, in funzione di:

  • un unpaid ratio medio Centro Sud su fatturato luglio 2015 e giugno 2016 che risulta, rispetto allo scorso anno, in diminuzione sia per i clienti domestici (dal 1,0762% al 0,85%) che per gli altri usi (dal 3,8664% al 2,83%) con una maggiore incidenza della morosità per i clienti cessati;

  • relativamente alla remunerazione del capitale investito netto tenendo in considerazione un'esposizione media tra l'attività di acquisto e vendita di energia elettrica pari a 38 gg. (contro i 41 gg. nel 2017) e di un livello di WACC pari a 6,5%.

Anche relativamente al meccanismo di compensazione della morosità (zona territoriale Centro Sud) i valori evidenziano una sensibile diminuzione: i domestici passano da 825,06 c€/pdp del 2018 a 383,56 e gli altri usi da 8.082,69 c€/pdp a 4.282,63 con nuovi valori minimi di unpaid ratio (riferimento al fine di poter partecipare al

meccanismo) anch'essi in diminuzione: domestici dall'1,12% del 2018 all'1,06% e altri usi dal 5,13% al 3,56%.

Nella stessa delibera viene aggiornata anche la componente DISPBT con la nuova struttura monomia per i clienti domestici (del. 626/2018), che non comprende più, per i clienti domestici residenti, la quota energia con valori differenziati per scaglioni di consumo, ma solo la quota punto di prelievo.

Relativamente al corrispettivo PCV, applicato ai clienti in maggior tutela e definito in linea con i costi di commercializzazione sostenuti da un operatore efficiente del mercato libero, si evidenzia un leggero aumento rispetto al 2018, infatti il corrispettivo 2019 per i domestici risulta pari a 6.538,46 c€/pdp (dai precedenti 5.778,84) e per gli altri usi pari a 12.184,84 c€/pdp (dai precedenti 11.837,77). Tale PCV è stata calcolata, principalmente, in funzione di:

  • un unpaid ratio medio su fatturato luglio 2014 e giugno 2015 e su fatturato luglio 2015 e giugno 2016 che risulta pari a 1,68% per i clienti domestici ed a 1,99% per gli altri usi;

  • relativamente alla remunerazione del capitale investito netto tenendo in considerazione un'esposizione media tra l'attività di acquisto e vendita di energia elettrica pari a 53 gg. e di un livello di WACC pari a 6,7% in considerazione della maggiore rischiosità dell'attività di vendita sul mercato libero.

Procedimenti autorita'

Verifiche ARERA in tema di unbundling: Con la delibera 561/2018/E/eel l'Autorità ha approvato un programma di controlli in materia di separazione del marchio e delle politiche di comunicazione nei confronti di imprese operanti nelle attività di vendita di energia elettrica ai clienti liberi e ai clienti in maggior tutela.

Anche Acea Energia è stata coinvolta in tali controlli ed in data 14 gennaio 2019 ha risposto alle richieste di informazioni formulate da parte dell'Autorità in merito al rispetto degli obblighi di brandunbundling. La delibera prevede inoltre che, dopo questa prima fase di controlli documentali, sarà avviata una seconda fase di controlli tramite accessi presso gli spazi fisici dedicati alla vendita.

Procedimento sanzionatorio per l'addebito dei costi di spedizione per la fattura cartacea: Con la determina 66/2018/com del 15 Novembre 2018 l'Autorità ha disposto l'avvio di un procedimento sanzionatorio e prescrittivo nei confronti di Acea Energia per l'applicazione di un sovrapprezzo al cliente finale domestico per la ricezione della fattura cartacea nell'ambito delle offerte del mercato libero denominate "Acea Viva" e "Acea Rapida" in violazione di quanto disposto del decreto legislativo 102/14 e dall'Allegato A alla deliberazione 555/2017/R/com.

In data 14 Dicembre, Acea Energia ha comunicato all'Autorità la cessazione della condotta con la modifica delle condizioni economiche delle offerte contestate ed ha presentato i seguenti impegni:

    1. rimborso del quantum già versato dai clienti domestici;
    1. predisposizione per i clienti di energia elettrica ancora attivi e che abbiano versato il sovrapprezzo contestato di un servizio gratuito di analisi dei consumi al fine di promuovere una maggiore efficienza nell'uso dell'energia;
    1. rafforzamento, anche attraverso figure esterne alla Società, dell'attività di verifica sui contratti di fornitura di energia elettrica e gas sottoscrivibili dai clienti domestici in termini di rispetto della normativa di settore applicabile.

Il termine per la conclusione del procedimento è di 220 giorni decorrenti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, salvo ricorrano motivate esigenze procedimentali.

Altre tematiche

Adeguamento della struttura delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali per i clienti non domestici: In data 30 Dicembre 2016 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 244 (c.d. Milleproroghe 2017) che all'articolo 6, comma 9, proroga al 1° Gennaio 2018 il termine entro il quale l'Autorità dovrà adeguare la struttura delle componenti tariffarie relative agli oneri generali di sistema elettrico applicate ai clienti dei servizi elettrici non domestici. Con la delibera 481/2017/R/eel, l'Autorità ha definito le caratteristiche principali della struttura tariffaria degli oneri di sistema valide a partire dal 1° Gennaio 2018. con l'introduzione di due raggruppamenti: oneri generali, quelli a sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione (Asos) e i rimanenti oneri (Arim), tutti caratterizzati da struttura trinomia (quota fissa annua, quota potenza annua e quota variabile sui consumi).

Con la delibera 921/2017/R/eel e con la successiva delibera 71/2018/R/eel, l'Autorità ha poi concluso il processo di riforma degli oneri generali definendo le nuove modalità di attuazione delle agevolazioni a favore delle imprese energivore. Con le delibere 285/2018/R/eel e 339/2018/R/EEL, l'Autorità ha approvato le norme attuative (modalità e tempistiche) per l'apertura del portale da parte di Cassa per la registrazione all'elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica dell'anno 2018. Con la delibera 181/2018/R/eel, l'Autorità ha stabilito le norme attuative per consentire alla Cassa di procedere all'erogazione delle agevolazioni a favore delle imprese a forte consumo di energia di competenza degli anni 2016 e 2017 e agli altri adempimenti istruttori connessi.

Differimento completamento riforma oneri generali di sistema per i clienti domestici: Dopo il differimento al 1° Gennaio 2019 stabilito con la delibera 867/2017/R/eel, con la successiva delibera 626/2018/R/eel l'Autorità ha ulteriormente differito al 2020 l'ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici; in particolare l'Autorità ha quindi stabilito:

-oneri generali: per l'anno 2019 rimane in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 per i clienti domestici

(fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno) che sarà superata definitivamente nel 2020;

-DISPBT: dal 1° gennaio 2019, è eliminata la quota euro/kWh a scaglioni per i clienti domestici residenti (identica struttura monomia dei clienti non residenti);

-ai clienti aderenti alla sperimentazione tariffaria per pompe di calore viene confermata la struttura tariffaria già in vigore nel 2018 (oneri generali senza scaglioni e DISTBT con struttura monomia per residenti e non);

Con tale intervento, l'Autorità ha voluto minimizzare gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente ridotti negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell'energia elettrica.

Portale confrontabilità offerte (Legge annuale per il mercato e la concorrenza per l'anno 2017. L. n°

124 del 4 Agosto 2017): Con la delibera 51/2018/R/com (che fa seguito al DCO 763/2017/R/COM), l'Autorità ha definito la disciplina per la realizzazione e gestione del Portale Offerte, da parte del Gestore del SII, per la raccolta e la pubblicazione di tutte le offerte presenti nei mercati retail dell'energia e del gas rivolte ai clienti domestici e P.M.I. La pubblicazione è avvenuta e completata per step successivi entro dicembre 2018.

La delibera inoltre ha previsto future implementazioni graduali che consentiranno di offrire ulteriori servizi, per esempio mediante l'interazione con il SII, che permetterà al Portale di calcolare la spesa associata alle offerte visualizzate dall'utente sulla base del suo profilo di consumo storico effettivo.

Sospensione della compensazione economica della morosità per prelievi fraudolenti Ai sensi della delibera 26/2018/E/eel, in data 28 Febbraio 2018 e 1° Marzo 2018 è stata eseguita presso la sede operativa di Acea Energia una verifica ispettiva da parte dell'Autorità e di Cassa per i servizi energetici e ambientali relativamente all'istanza di compensazione economica della morosità per prelievi fraudolenti presentata nel 2014 relativamente al periodo Agosto 2010 - Luglio 2011.. La verifica non ha evidenziato alcuna criticità in merito all'istanza in oggetto. A seguito delle risultanze delle ispezioni effettuate presso Acea Energia e presso Enel, l'Autorità ha ritenuto opportuno avviare, con delibera 568/2018/R/eel, un processo di modifica del meccanismo in oggetto al fine di meglio incentivare il recupero del credito e disciplinare, efficientandole, alcune tempistiche ed ha quindi sospeso la norma che disciplina il meccanismo di recupero dell'intera morosità derivante dai prelievi fraudolenti (16bis del TIV). La conclusione di tale procedimento è prevista entro il 31 Marzo 2019.

Modalità di determinazione delle condizioni economiche del servizio di tutela del gas naturale a partire dal 1° gennaio 2018 L'Autorità con la delibera 108/2017/R/gas ha determinato le condizioni economiche del servizio di tutela del gas a partire dal 1° Gennaio 2018. Il provvedimento ripristina l'anno termico (1° ottobre – 30 settembre), ossia il riferimento temporale per la tutela gas, almeno fino alla data del superamento del regime di tutela, al momento stabilita al 1° Luglio 2020; in particolare si prevede che le modalità di determinazione siano definite al massimo fino alla fine dell'anno termico 2017-2018, avendo previsto che, qualora prima della fine dell'anno termico intervenisse l'eventuale superamento della tutela ad opera del DdL Concorrenza, tali disposizioni cesserebbero di essere applicate. Inoltre, la delibera individua il mercato di riferimento per la determinazione della componente CMEM a partire dal 1° Gennaio 2018 e definisce i livelli e i criteri per la definizione della componente CCR. Infine, l'Autorità ha confermato dal 1° Gennaio 2018 la cessazione dell'applicazione della componente GRAD per la gradualità nell'applicazione della riforma della materia prima gas.

Modifica della disciplina del mercato del gas naturale Con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 13 Marzo 2017, previo parere dell'Autorità 98/2017/I/gas, è stata approvata la proposta di modifica della Disciplina del M-GAS (mercato del gas) predisposta dal GME. Con la nuova disciplina in vigore dal 1° Aprile 2017, i mercati MPL (mercato dei prodotti locational) e MGS (mercato del gas movimentato da stoccaggio), che costituivano il PB-GAS (la specifica piattaforma per il bilanciamento del gas naturale), sono confluiti nel rinnovato M-GAS in cui il GME svolge il ruolo di controparte centrale delle transazioni concluse dagli operatori. La disciplina indica modalità formali di partecipazione, illustra il funzionamento tecnico dei singoli mercati e disciplina infine aspetti amministrativi quali pagamenti, garanzie e controversie. Sempre in attuazione dello stesso DM, l'Autorità ha pubblicato la delibera 147/2017/R/gas che ha approvato la convenzione tra GME e Snam Rete Gas funzionale alla gestione di tali mercati secondo l'assetto da ultimo definito con il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 13 marzo 2017. Con la deliberazione 804/2017/I/gas, l'Autorità ha espresso parere positivo in merito alle proposte di modifica della Disciplina M-GAS, predisposte dal Gestore dei Mercati Energetici. Le modifiche, funzionali a migliorare l'efficienza e la liquidità dei mercati del gas naturale, nonché all'implementazione delle disposizioni in materia di neutralità, hanno acquistato efficacia a decorrere dal 10 Gennaio 2018.

Riforma del processo di switching nel mercato retail del gas naturale Con la delibera 850/2017/R/gas, l'Autorità ha ampliato il contenuto informativo del Registro Centrale Ufficiale (RCU) del Sistema Informativo Integrato (SII), nell'ottica di semplificare gli scambi informativi funzionali alla risoluzione contrattuale, alla messa a disposizione dei dati funzionali all'inizio della fornitura e all'attivazione dei servizi di ultima istanza che saranno gestiti nei processi di voltura e switching per il tramite del SII. Ai fini del popolamento del RCU, l'Autorità ha previsto che: a partire da Gennaio 2018, entro l'ultimo giorno lavorativo, le controparti commerciali devono comunicare al SII, per ciascun PDR, l'appartenenza al Servizio di Tutela o al Mercato Libero; a partire dal mese di Aprile 2018, sia le imprese di distribuzione che le controparti commerciali devono caricare massivamente la maggior parte dei dati previsti dalla presente delibera; a partire da Giugno 2018 sia le imprese di distribuzione che le controparti commerciali devono aggiornare on condition i dati costituenti RCU. Con la delibera 77/2018/R/com l'Autorità ha quindi definito la regolazione dello switching gas attraverso il SII a partire dal 1° novembre 2018, nonché la gestione della risoluzione contrattuale e l'attivazione dei servizi di ultima istanza. Il provvedimento ha confermato gli orientamenti illustrati dall'Autorità nel DCO 544/2017 e ricalca il modello attualmente in uso nel settore elettrico.

Scenario di riferimento per gli aspetti ESG (environmental, social, governance)

Lo sviluppo sostenibile

In ambito sostenibilità, i segnali che provengono dal contesto istituzionale, nazionale e internazionale indicano la crescente importanza di una logica multidimensionale – capace di evidenziare l'interconnessione degli aspetti sociali, ambientali, economici – con cui interpretare, valutare e guidare gli indirizzi globali in una prospettiva di integrazione dei sistemi normativi, relazionali, fisici e produttivi.

In quest'ottica si pone, ad esempio, il Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO), organizzazione di riferimento mondiale per i modelli di gestione dei rischi aziendali (ERM), che, in collaborazione con il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD), ha rilasciato la prima Guida per applicare la metodologia ERM ai rischi correlati ai fattori sociali, ambientali e di governance.

Nel 2018 i rischi legati all'ambiente si confermano la principale preoccupazione mondiale sia in termini di impatto che di probabilità, cui si aggiungono, in ragione della velocità dello sviluppo tecnologico in corso, rischi in termini di cybersecurity e privacy. Tali aspetti vengono ulteriormente problematizzati nelle interconnessioni con potenziali rischi sociali e geopolitici (Global Risk Report).

Gli impegni assunti in sede internazionale ONU con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Agenda 2030), poi ratificati a livello di Stati nazionali, rappresentano la cornice di riferimento per la transizione verso modelli di vita sostenibili, in relazione ai quali importanti istituzioni sviluppano le analisi e definiscono i propri indirizzi. Così ad esempio ha fatto l'Autorità Internazionale per l'Energia nel proprio World Energy Outlook, combinando analisi e valutazioni sulla base di proiezioni dei consumi, generate da dinamiche demografiche e produttive, trend tecnologico-innovativi e determinanti ambientali.

Di rilievo anche, nell'anno in esame, l'assegnazione dei premi Nobel per l'economia a William Nordhaus e Paul Romer. Un premio Nobel alla sostenibilità, considerando la motivazione della Royal Academy per la scelta dei due scienziati americani, che hanno sviluppato studi sull'integrazione tra cambiamenti climatici, innovazione tecnologica e analisi macroeconomica, dedicandosi così ad «alcune delle sfide fondamentali e più urgenti del nostro tempo: combinare la crescita sostenibile a lungo termine dell'economia globale con il benessere della popolazione del pianeta».

L'Unione Europea ha presentato due importanti impegni strategici. Il primo definisce una tabella di marcia per rafforzare il ruolo della finanza nella realizzazione di un'economia che consegua obiettivi ambientali e sociali, il secondo rappresenta la nuova strategia climatica di lungo periodo dell'Unione, con lo scopo di fare del continente europeo la prima grande economia mondiale ad impatto climatico zero entro il 2050.

Nello scenario della Quarta rivoluzione industriale, come evidenziato da una recente ricerca del World Economic Forum, le città avranno un ruolo determinante nel triangolare in maniera sostenibile l'ambiente, i sistemi produttivi, gli sviluppi tecnologici e le dinamiche sociali e demografiche. I contesti urbani cresceranno, diventando agili e resilienti e basando la loro evoluzione su big data e analitycs, sistemi informativi e gestionali interoperabili.

I servizi pubblici locali rappresentano la principale infrastruttura delle prossime smart city e il ruolo delle Utility sarà determinante per gestire l'efficienza e il risparmio idrico ed energetico, l'economia circolare, la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento e delle emissioni climalteranti. Da ultimo, è da citare la modifica, apportata con la Legge di Bilancio dello Stato 2019, al D. Lgs. 254/2016, normativa che ha introdotto nell'ordinamento nazionale la rendicontazione obbligatoria non finanziaria per le imprese, prevedendo l'obbligo di rendicontazione sulle modalità di gestione dei rischi ambientali, sociali e di governance sostenibile (ESG).

Gli impatti ambientali ed energetici

L'ambiente naturale è lo scenario entro cui si sviluppano le attività del Gruppo e come tale viene preservato, con un uso responsabile ed efficiente delle risorse, la tutela delle sorgenti, la salvaguardia delle aree naturali dove insistono impianti e reti di servizio, la mitigazione degli impatti fisici e delle esternalità generate sul contesto ecologico dai processi operativi.

Si pensi, ad esempio, alla generazione energetica, dove sono costanti le iniziative di repowering per ammodernare gli impianti anche perseguendo minori impatti ambientali in termini di emissioni, o al servizio idrico integrato, dove la gestione responsabile di Acea della risorsa nasce dalla fase di approvvigionamento, per metterla a disposizione delle persone, e si conclude con l'impegno della restituzione dei reflui al corpo ricettore nelle migliori condizioni possibili. Non può essere trascurato, infine, il settore dei servizi ambientali collegati alla gestione dei rifiuti dove l'impegno verso l'ecosistema riguarda sia i processi operativi, basti pensare alle efficienze ambientali portate dal progetto innovativo dei nastri Ecobelt® WA nella centrale di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio, sia la trasformazione degli scarti in ottica di economia circolare, come avviene per il trattamento dei fanghi da depurazione idrica.

In coerenza con la volontà di operare rispettando e tutelando l'ambiente naturale ospitante, Acea ha già messo in atto una serie di iniziative volte a gestire al meglio gli aspetti delle attività che generano impatti ambientali, in senso lato, ed energetici in modo specifico, anche grazie all'impiego di impianti e tecnologie avanzate.

sistemi di gestione: la diffusa adozione di sistemi di gestione ambientali ed energetici è un riscontro concreto dell'importanza delle dinamiche ambientali per Acea e uno strumento manageriale per il miglioramento continuo delle performance.

  • mobility management: un punto di attenzione agli impatti ambientali delle attività aziendali riguarda quelli prodotti dagli spostamenti dei propri dipendenti. In tale ambito, il Gruppo Acea ha intrapreso iniziative per ridurre il numero degli spostamenti ed incentivare le modalità di trasporto meno inquinanti.
  • carbon disclosure project (CDP): Acea rende pubbliche le proprie iniziative, comunicandole, da più di dieci anni, all'organizzazione internazionale CDP, che produce vari Report annuali on-line, volti ad informare analisti e finanziatori sul livello raggiunto dalle imprese nel gestire i rischi e le opportunità legate al tema del cambiamento climatico.
  • acquisti verdi: Acea si è data l'obiettivo di sviluppare sempre più il Green Procurement per le categorie merceologiche di competenza comprese nel PAN (Piano d'azione nazionale per gli acquisti verdi).
  • comportamento ambientale della catena di fornitura: Acea si impegna a valutare annualmente i fornitori in merito alle prestazioni ambientali dei prodotti/servizi forniti e ad informare/formare appaltatori e subappaltatori in tema di ambiente.

Acea ha inserito il tema delle azioni di contrasto al cambiamento climatico nel Piano di Sostenibilità 2018-2022, che includono sia azioni di mitigazione sia di adattamento e monitora la materia e le sue evoluzioni comunitarie ed internazionali (le COP – Conference of the parties e la legislazione europea). Le questioni ambientali correlate alla molteplicità dei servizi erogati dal Gruppo sono ricomprese nel Modello di Organizzazione e di Gestione ex D. Lgs. n. 231/01.

Lo sviluppo e l'innovazione tecnologica

Lo scenario tecnologico rappresenta un aspetto di particolare dinamismo ed impatto per Acea. L'intensa attività di ricerca e sviluppo da parte dei produttori di servizi tecnologici e l'applicazione pervasiva di tali tecnologie negli ambiti di operatività di Acea, ha portato nel 2018 ad una rifocalizzazione sostanziale sulle tematiche di Innovazione. È stata infatti costituita la funzione Innovation, Technology & Solutions, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, con un'Unità Organizzativa dedicata all'Innovazione che ha il compito di assicurare un modello di Innovazione per il Gruppo, tramite l'adozione di processi e approcci tipici dell'Open Innovation, con il coinvolgimento degli stakeholder di riferimento interni ed esterni, indirizzando le nuove attività su tre "pillar" del piano industriale: Infrastrutture, People, Client. Nel corso del 2018 sono state avviate iniziative d'innovazione su ognuno dei tre pillar con ricadute positive previste sull'infrastruttura, sui dipendenti e sui clienti.

In ottica Open Innovation, inoltre, sono state instaurate partneship con Open Fiber per l'evoluzione delle reti e lo sviluppo di servizi innovativi per la città di Roma e con Huawei per la definizione di progetti ad alto valore tecnologico per fornire servizi avanzati e innovativi in ambito Smart e Safe City.

Lo sviluppo del capitale umano

Per fronteggiare i cambiamenti sempre più rapidi del nostro tempo e coglierli come opportunità di sviluppo, Acea punta sull'evoluzione della cultura aziendale.

Il nuovo modello di Leadership, i valori e i comportamenti, guidano e contribuiscono a definire un contesto organizzativo che ha l'obiettivo di promuovere un costante sviluppo del capitale umano, riconosciuto come asset fondamentale per rimanere competitivi in un contesto economico e sociale mutevole e in cambiamento.

Intraprendenza, lavoro di squadra e realizzazione rappresentano i tre pilastri attorno ai quali si muovono e vengono costruite le iniziative del Gruppo finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del piano strategico e di quello di sostenibilità 2018-2022.

Tra questi, l'obiettivo di valorizzare le persone per la crescita del Gruppo, è declinato e portato avanti attraverso tre filoni di attività:

  • valorizzazione professionale, formazione e sviluppo delle competenze, attraverso un processo che, partendo dalla selezione, tramite la formazione e un sistema di valutazione della performance, allinea i comportamenti aziendali al modello di Leadership e ai valori del Gruppo Acea in un costante sviluppo del capitale umano;
  • coinvolgimento delle persone nell'identità di Gruppo, attraverso iniziative specifiche, atte a promuovere l'employer branding, rendendo Acea sempre più attraente sul mercato dei talenti;
  • inclusione e benessere organizzativo, con l'avvio di iniziative volte a rendere il lavoro sempre più "smart" e ad accrescere motivazione, potenzialità e soddisfazione del personale, nonché il benessere dei propri dipendenti, riconoscendo il valore strategico della Diversità, della Salute e Sicurezza dei lavoratori.

La gestione sostenibile della catena di fornitura

Acea, consapevole del contributo positivo che una gestione sostenibile della catena di fornitura può offrire alla tutela dell'equilibrio ambientale, si impegna nel definire modalità d'acquisto che includano caratteristiche intrinseche dei prodotti e aspetti di processo che limitino l'impatto ambientale e favoriscano l'attivazione di iniziative mirate alla minimizzazione degli sprechi, al riutilizzo delle risorse e alla tutela degli aspetti sociali coinvolti negli appalti di beni, servizi e lavori definiti e utilizzati per far fronte alle proprie necessità.

Nell'affrontare tale percorso, Acea si avvale da diversi anni dell'utilizzo dei Criteri Ambientali Minimi vigenti, contemplando nelle proprie gare d'appalto anche gli aspetti premianti, non obbligatori ma spesso determinanti a garantire il massimo raggiungimento degli obiettivi prefissati. Inoltre, si impegna nella formazione delle proprie risorse affinché le scelte di acquisto siano rivolte a beni o servizi dalle caratteristiche sostenibili, stimolando in questo modo lo sviluppo di una sensibilità specifica verso tali aspetti, con l'obiettivo di averli sempre presenti nei processi di scelta delle forniture.

La salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

Nel 2018 ricorre il decennale del "Testo Unico in materia di Sicurezza e Salute sui luoghi di lavoro", pubblicato il 9 Aprile del 2008, e, sebbene in questi dieci anni siano state poste in essere numerose attività per la prevenzione del fenomeno infortunistico, gli attuali dati INAIL in Italia mostrano purtroppo l'aumento delle denunce di infortunio.

Acea realizza costanti campagne di sensibilizzazione sul tema, con l'obiettivo di incidere profondamente sulla diffusione capillare della cultura della sicurezza, coinvolgendo la totalità dei propri dipendenti. Ha inoltre adottato un avanzato modello di valutazione dei rischi e delle misure di controllo e mitigazione messe in atto. Altrettante iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento circa i temi su esposti riguardano gli appaltatori e sub appaltatori di Acea, partner fondamentali per la realizzazione dei business lungo la catena del valore.

A tal fine contribuisce anche l'intensa attività ispettiva effettuata nei cantieri, strumento efficace per la verifica dell'applicazione di norme e procedure in materia di sicurezza sugli appalti di manutenzione di reti ed impianti.

Andamento delle Aree di attività Risultati economici per area di attività

La rappresentazione dei risultati per area è fatta in base all'approccio utilizzato dal management per monitorare le performance del Gruppo negli esercizi posti a confronto nonché nel rispetto del principio contabile IFRS 8. Si evidenzia che i risultati dell'area "Altro" accolgono quelli derivanti dalle attività corporate di ACEA oltre che le elisioni di tutti i rapporti intersettoriali.

Infrastrutture Energetiche Altro
Milioni di euro
31.12.2018
Ambiente Commerciale e
Trading
Estero Idrico Generazione Distribuzione IP Elisioni Totale Ingegneria
e Servizi
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 174 1.693 39 841 81 559 48 (2) 687 74 129 (566) 3.072
Costi 108 1.617 24 408 32 242 54 (2) 326 56 164 (566) 2.139
Margine operativo
lordo
66 76 15 433 49 317 (5) - 361 18 (35) - 933
Ammortamenti e
perdite di valore
27 72 7 212 24 129 9 - 162 3 (28) - 455
Risultato operativo 38 4 8 221 25 188 (14) - 199 15 (7) - 479
Investimenti 20 25 7 330 16 218 4 - 238 2 10 - 631

Tra i ricavi dell'Area Idrico è incluso il risultato sintetico delle partecipazioni (di natura non finanziaria), consolidate con il metodo del patrimonio netto.

Infrastrutture Energetiche Altro
Milioni di euro
31.12.2017
Ambiente Commerciale e
Trading
Estero Idrico Generazione Distribuzione IP Elisioni Totale Ingegneria e
Servizi
Corporate Elisioni di
consolidato
Totale di
Consolidato
Ricavi 161 1.577 36 731 70 528 62 (1) 659 84 120 (545) 2.824
Costi 97 1.499 22 382 29 241 57 (1) 326 70 134 (545) 1.984
Margine operativo
lordo
64 78 14 350 41 287 4 - 333 15 (14) - 840
Ammortamenti e
perdite di valore
39 60 6 158 24 141 1 - 165 3 48 - 480
Risultato operativo 25 18 8 191 18 147 3 - 168 11 (62) - 360
Investimenti 15 19 5 271 23 186 1 - 209 1 11 - 532

Aree Industriali

La macrostruttura di Acea è articolata in funzioni Corporate e in sei aree industriali: Idrico, Infrastrutture Energetiche, Commerciale e Trading, Ambiente, Estero e Ingegneria e Servizi.

Area Industriale Ambiente

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. %
Conferimenti a WTE kTon 466 459 7 1,5 %
Conferimenti a impianto produzione CDR kTon 0 0 0 0 %
Energia Elettrica ceduta netta GWh 355 354 1 0,2 %
Rifiuti Ingresso impianti Orvieto kTon 89 100 (11) (10,8 %)
Rifiuti Recuperati/Smaltiti kTon 565 518 48 9,2 %
di cui
Rifiuti in ingresso Impianti di Compostaggio , Fanghi e liquidi
smaltiti
kt 480 438 42 9,6 %
Scorie e Ceneri prodotte da WTE kt 86 80 5 6,7 %
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 173,9 161,1 12,8 7,9 %
Costi 108,3 96,7 11,7 12,1 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 65,6 64,5 1,1 1,8 %
Risultato operativo (EBIT) 38,4 25,1 13,4 53,2 %
Dipendenti medi (n.) 360 355 5 1,4 %
Investimenti 20,0 15,4 4,6 30,1 %
Indebitamento finanziario netto 203,6 195,3 8,3 4,2 %
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2018 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area AMBIENTE 65,6 64,5 1,1 1,8 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 7,0 % 7,7 % (0,6 p.p.)

L'Area chiude l'esercizio 2018 con un livello di EBITDA pari a € 65,6 milioni (+ 1,8%). Tale andamento è principalmente imputabile alle migliori performance fatte registrare da Acea Ambiente (+ € 2,1 milioni) dovute sia ai maggiori conferimenti di rifiuti che alle maggiori quantità di energia ceduta ed Iseco (+ € 0,3 milioni), compensate in parte da Acque Industriali (- € 1,0 milione) a seguito della perdurante incertezza normativa nell'ambito delle attività di recupero fanghi e Aquaser (- € 0,4 milioni).

L'organico medio al 31 Dicembre 2018 si attesta a 360 unità e risulta in aumento di 5 unità rispetto allo scorso esercizio. La crescita è imputabile principalmente ad Acea Ambiente.

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 20,0 milioni, in crescita di € 4,6 rispetto al precedente esercizio, e si riferiscono principalmente ai lavori di ampliamento dell'impianto di Monterotondo Marittimo, ai lavori eseguiti negli impianti WTE di Terni e San Vittore, agli interventi all'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas sito in Orvieto e all'acquisizione di un terreno industriale nei pressi di Chiusi.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta ad € 203,6 milioni (+ € 8,3 milioni). L'incremento discende sostanzialmente dalle dinamiche del cash flow operativo.

Eventi significativi dell'esercizio 2018

A fine anno, ed esattamente il 1° dicembre 2018, ha fatto il suo ingresso nell'Area Bioecologia S.r.l. società acquistata da Siena Ambiente S.p.A. ed interamente posseduta da Acea Ambiente. La Società svolge la propria attività nel settore della depurazione, del trattamento e dell'intermediazione di rifiuti liquidi. L'attività viene svolta negli impianti di depurazione siti nei comuni di Chiusi, Buonconvento e Colle Val d'Elsa.

Con riferimento alle singole unità locali si segnala che:

Terni (UL1): i conferimenti del rifiuto pulper hanno garantito il fabbisogno del combustibile per l'intero periodo e le prestazioni attese sono state confermate sia per quanto concerne le attività di pretrattamento rifiuti, che per la produzione di energia elettrica. A seguito della presentazione da parte di Acea Ambiente di nuova istanza di autorizzazione finalizzata ad ottenere un ampliamento della categoria dei rifiuti non pericolosi da avviare a recupero energetico, il 19 dicembre 2017 si è svolta la quinta Conferenza di Servizi che ha concluso la fase di verifica AIA ed ha, di fatto, avviato la fase di verifica della procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale presso i competenti uffici della Regione Umbria. In data 4 Dicembre 2018 è stata presentata istanza di VIA avente ad oggetto l'incremento delle tipologia di rifiuti da inviare della categorie dei rifiuti (codici C.E.R.) non pericolosi da avviare a recupero energetico presso l'impianto di termovalorizzazione di Terni.

Paliano (UL2): è stato presentato il piano di caratterizzazione al Ministero dell'Ambiente che, con Decreto n. 557 dell'11/12/2017, ha approvato il Piano di caratterizzazione dell'intero sito di Paliano, ricompreso all'interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) "Bacino del fiume Sacco"; la Società ha programmato di attuare quanto indicato all'interno del suddetto Piano di caratterizzazione mediante stralci funzionali, iniziando le operazioni dalla zona in cui è ubicato il depuratore dismesso.

Terminate le operazioni di caratterizzazione del primo stralcio funzionale ed ottenuto il nulla osta da parte del Ministero dell'Ambiente, si provvederà alla demolizione del summenzionato depuratore, al fine di garantire una progressiva riqualificazione delle aree di proprietà.

A causa di richiesta di chiarimenti inviata da ARPA Lazio al Ministero dell'Ambiente, le attività di caratterizzazione non sono state ancora avviate. In data 30 Gennaio 2019 si è tenuto un incontro presso il Ministero dell'Ambiente per definire nel dettaglio il percorso di caratterizzazione dell'area. Con riferimento alla procedura autorizzativa finalizzata alla costruzione del sito industriale si rappresenta che è attualmente in fase istruttoria l'autorizzazione ai fini paesaggistici e la relativa e conseguente pratica di permesso a costruire.

San Vittore del Lazio (UL3): l'impianto di termovalorizzazione è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed in particolare da CSS prodotto dal trattamento dei rifiuti urbani esclusivamente provenienti dal territorio della Regione Lazio. Nel corso del periodo di riferimento le tre linee dell'impianto hanno garantito, un esercizio regolare, sia in termini di energia elettrica prodotta che in termini di CSS avviato a recupero energetico.

Orvieto (UL4): in conformità con quanto riportato nell'Autorizzazione Integrata Ambientale ed alla contrattualistica sottoscritta con l'ATI ed i Comuni dell'Ambito di riferimento, sono proseguiti i conferimenti di rifiuti urbani e speciali non pericolosi, attuando le attività di recupero e smaltimento nei termini ivi previsti. Quanto al progetto, presentato nel 2014, relativo all'adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale della discarica, si segnala che, dopo un iter istruttorio VIA/AIA protrattosi fino al mese di gennaio 2016, la Regione Umbria ha interrotto, senza motivazione, la fase di verifica: Acea Ambiente ha avviato le opportune iniziative di tutela in sede giurisdizionale.

Nel maggio 2017, inoltre, la Società ha adito nuovamente le vie giudiziali per l'annullamento, previa sospensione, dell'efficacia della Delibera della Giunta della Regione Umbria e di tutti gli atti presupposti, con cui l'Ente ha approvato la delibera con la quale aveva ritenuto non superabile il dissenso dichiarato dal Comune di Orvieto nell'ambito della procedura coordinata V.I.A. – A.I.A. relativa al progetto di "Adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale – Discarica di Orvieto, località Pian del Vantaggio n. 35/A".

Negli scorsi mesi di giugno, luglio e settembre si sono tenuti una serie di confronti istituzionali presso la sede della Regione Umbria per verificare ogni possibile evoluzione progettuale per consentire di valorizzare il Sito in discussione ai fini dell'attuazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e nel rispetto delle indicazioni contenute nelle Deliberazioni Regionali fin qui approvate

L'interlocuzione intervenuta ha consentito di verificare le soluzioni più idonee in grado di consentire il superamento del dissenso espresso da alcune Istituzioni sul progetto in argomento; in tal senso, la Società ha presentato una modifica progettuale che ha consentito la prosecuzione delle attività di verifica di compatibilità ambientale in sede di Valutazione d'impatto ambientale. I lavori della Conferenza dei servizi sono stati riavviati ed è stata convocata la conferenza decisoria per il giorno 23 Aprile 2018. A seguito del dissenso motivato rilasciato dal Comune di Orvieto, la Regione Umbria, ha convocato il Comitato di Coordinamento sulle valutazioni ambientali per il giorno 21 Maggio 2018. In tale sede, la Giunta Regionale, sulla base delle risultanze del Comitato, ha espresso parere favorevole al rilascio del titolo autorizzativo di VIA, superando, in tal modo, il dissenso del Comune di Orvieto.

La Regione Umbria si è, pertanto, pronunciata positivamente in merito alla Valutazione di Impatto Ambientale del progetto in discussione emettendo, in data 1° Giugno 2018 la D.D. n. 5559. Tali atti autorizzativi hanno consentito l'avvio dei lavori di ampliamento della discarica in data 16 Luglio 2018, con l'approntamento del gradone 9-bis. I lavori sono in fase conclusiva, con una previsione di completamento degli stessi entro il prossimo mese di aprile 2019

Monterotondo Marittimo (UL5): nel corso del 2017 è stata aggiudicata la progettazione esecutiva e la realizzazione dell'impianto nella configurazione anaerobica/aerobica con potenzialità complessiva pari a 70.000 t/anno. Nel corso del mese di maggio sono iniziate le attività di cantiere per la costruzione del nuovo impianto da parte del soggetto imprenditoriale aggiudicatario.

Con riferimento alle attività di compostaggio svolte presso l'attuale impianto, si rappresenta che il 31 Dicembre 2017 sono stati interrotti i conferimenti di rifiuti; l'impianto è stato completamente privo di materiali e quindi con

attività del tutto sospese alla data del 30/04/2018. Nel mese di Maggio sono iniziate le attività di cantiere per la costruzione del nuovo impianto da parte del soggetto imprenditoriale aggiudicatario e nel corso del mese di giugno 2018 è avvenuta la consegna definitiva dei lavori.

La sospensione delle attività dell'impianto esistente è prevista dalle attuali disposizioni autorizzative e si è resa necessaria anche in relazione alle esigenze operative che non consentono una coesistenza delle attività operative con le attività di realizzazione della nuova impiantistica.

I lavori di ampliamento e realizzazione della sezione di digestione anaerobica sono in pieno svolgimento ed è plausibile ritenere che il completamento degli interventi avverrà secondo le tempistiche previste, fatti salvi eventuali differimenti relativi ai lavori complementari sulle strutture preesistenti ed eventuali altri imprevisti.

Sabaudia (UL6): nel periodo di riferimento l'impianto è stato caratterizzato da importanti lavori di riqualificazione che hanno interessato varie aree dello stabilimento. La Regione Lazio ha rilasciato il nulla osta idraulico con provvedimento n. 1900 del 3 Luglio 2018.

In seguito all'esito positivo del sopralluogo effettuato in data 17 Settembre 2018 da parte della Regione Lazio, è stato possibile rimettere in esercizio l'impianto stesso, così come previsto dalla Autorizzazione D.D. n. G06449 del 21 Maggio 2018, limitatamente all'attività di compostaggio.

Relativamente alla sezione impiantistica di trattamento rifiuti liquidi, la Società è in attesa di ricevere il parere della Provincia di Latina in materia di vincoli idrogeologici al fine di completare l'iter istruttorio autorizzativo ancora pendente presso la Regione Lazio.

Aprilia (UL7): L'impianto è autorizzato all'esercizio con Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dalla Regione Lazio con DD n. G08408 del 7 Luglio 2015 e s.m.i..

I lavori per la realizzazione della nuova configurazione impiantistica, che consentirà di ampliare le attuali capacità di trattamento con introduzione di una sezione di recupero energetico, sono in corso.

L'intervento di realizzazione delle opere civili di secondo stralcio sarà concluso presumibilmente entro il mese di Marzo 2019; nel frattempo, sono già state consegnate le aree ed i lavori per l'appalto di costruzione delle opere elettromeccaniche (terzo ed ultimo stralcio). Si informa che il 14 Dicembre 2017 è intervenuto un provvedimento di sequestro preventivo urgente dell'intero impianto di compostaggio, dovuto alle risultanze di un'attività di verifica da parte delle Autorità di controllo che hanno riscontrato la presenza di forti miasmi provenienti dal ciclo produttivo, generando così un disagio per la cittadinanza che vive nelle immediate vicinanze dell'impianto.

Successivamente, la Regione Lazio ha notificato un provvedimento di diffida ad adempiere, prescrivendo l'esecuzione di più attività, finalizzate al superamento delle criticità riscontrate.

Acea Ambiente pur ritenendo di essere in grado di comprovare di aver adottato una corretta gestione dell'impianto nel rispetto delle prescrizioni AIA, ha proceduto a dare puntuale esecuzione a tutte le prescrizioni impartite. A tal proposito si evidenzia che con provvedimento del 12 Aprile 2018, è stato concesso l'uso provvisorio dell'impianto con autorizzazione al riavvio dei conferimenti.

Si informa infine che si sono conclusi i lavori di realizzazione dell'avancorpo volto al contenimento delle emissioni odorigene nella fase di scarico dei rifiuti. La Regione Lazio ha effettuato un sopralluogo con esito positivo in data 10 Luglio 2018 ed in data 12 Luglio 2018: lo stesso Ente ha comunicato la relativa presa d'atto.

Sono stati, altresì, ultimati tutti i lavori di adeguamento antincendio che hanno consentito in esercizio del capannone di stoccaggio del compost.

Sempre in relazione al sito di Aprilia si rappresenta che la Regione Lazio ha avviato una procedura di riesame dell'attuale titolo autorizzativo per la parte relativa alla sezione impiantistica in esercizio.

Area Industriale Commerciale e Trading

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. %
Energia Elettrica venduta Libero GWh 3.685 4.191 (506) (12,1 %)
Energia Elettrica venduta Tutela GWh 2.344 2.652 (308) (11,6 %)
Energia Elettrica Nr. Clienti Libero (P.O.D.) N/000 331 320 12 3,6 %
Energia Elettrica Nr. Clienti Tutela (P.O.D.) N/000 831 893 (62) (6,9 %)
Gas Venduto Msm3 128 103 25 24,6 %
Gas Nr. Clienti Libero N/000 173 167 5 3,2 %
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 1.693,2 1.576,7 116,5 7,4 %
Costi 1.617,1 1.499,1 118,0 7,9 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 76,1 77,6 (1,5) (1,9 %)
Risultato operativo (EBIT) 3,7 17,6 (13,9) (79,2 %)
Dipendenti medi (n.) 464 474 (10) (2,0 %)
Investimenti 24,6 19,4 5,3 27,2 %
Indebitamento finanziario netto (23,7) (8,7) (15,1) 173,8 %
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2018 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Commerciale e Trading 76,1 77,6 (1,5) (1,9 %)
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 8,2 % 9,2 % (1,1 p.p.)

L'Area, responsabile della gestione e sviluppo delle attività di vendita di energia elettrica e gas e correlate attività di relazione con il cliente nonché delle politiche di energy management del Gruppo, chiude l'esercizio 2018 con un livello di EBITDA pari a € 76,1 milioni, in riduzione rispetto al 2017, di € € 1,5 milioni. La riduzione è principalmente imputabile ad Acea Energia (- € 2,1 milioni) ed Acea8Cento (- € 0,4 milioni) solo parzialmente mitigate dal miglior margine di Umbria Energy (+ € 0,8 milioni).

In merito agli effetti sul primo margine, la riduzione fatta registrare da Acea Energia è determinata principalmente dalla diminuzione del margine del mercato libero (- € 7,3 milioni) e dal margine del mercato del gas (- € 4,8 milioni principalmente per effetto dei maggiori costi di approvvigionamento). Il margine del mercato tutelato risulta sostanzialmente in linea con il precedente esercizio. La riduzione del margine del mercato libero è prodotta dalla contrazione dei volumi di energia elettrica venduti, prevalentemente nel segmento B2B, alla minore marginalità nel segmento mass market e alla revisione normativa in materia di sbilanciamenti. Si segnala comunque una crescita del numero dei clienti con particolare riferimento ai segmenti small business e mass market (+ 4,0%).

Il risultato operativo registra una riduzione di € 13,9 milioni per effetto dei maggiori accantonamenti registrati rispetto al precedente esercizio (+ € 5,8 milioni), a cui si aggiungono gli effetti economici derivanti dalla prima applicazione del nuovo standard internazionale IFRS15, che riclassifica il costo degli agenti dai costi per servizi alla voce ammortamenti (+ € 7,4 milioni).

Con riferimento all'organico, la consistenza media al 31 Dicembre 2018 si è attestata a 464 unità in riduzione rispetto allo scorso esercizio di 10 unità. Contribuiscono principalmente a tale variazione Acea8cento (- 14 risorse) e Acea Energia (+ 6 risorse).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 24,6 milioni e registrano una aumento di € 5,3 milioni, principalmente dovuti alla capitalizzazione dei costi per gli agenti in linea con quanto previsto dal nuovo standard internazionale IFRS15 (+ € 9,5 milioni).

La posizione finanziaria netta al 31 Dicembre 2018 si attesta a - € 23,7 milioni in miglioramento di € 15,1 milioni, rispetto al 31 Dicembre 2017. Tale andamento deriva dalle dinamiche del cash flow operativo influenzato dal miglioramento delle performance di incasso e dai minori debiti per minori volumi di energia acquistata sul mercato tutelato.

Eventi significativi dell'esercizio 2018 Energy Management

Acea Energia svolge le attività di "Energy Management" necessarie per il funzionamento delle operazioni del Gruppo, con particolare riguardo alle attività di vendita e di produzione. Svolge anche la funzione di interfaccia con il Gestore dei Mercati Energetici (GME) e con TERNA; verso quest'ultimo soggetto istituzionale la Società è Utente del dispacciamento in immissione per conto di Acea Produzione e di altre società del Gruppo. Essa ha svolto nel corso dell'esercizio le seguenti principali attività:

  • l'ottimizzazione e la nomina dell'energia elettrica prodotta dagli impianti termoelettrici di Tor di Valle e Montemartini e dall'impianto idroelettrico di S. Angelo,
  • la negoziazione dei contratti per l'approvvigionamento di combustibili per gli impianti di generazione,
  • l'approvvigionamento di gas naturale ed energia elettrica per la società di vendita ai clienti finali,
  • l'ottimizzazione del portafoglio degli approvvigionamenti di energia elettrica nonché la gestione del profilo di rischio delle società dell'Area Energia.

Nel corso del 2018 Acea Energia ha effettuato acquisti di energia elettrica dal mercato per complessivi 11.321 GWh, di cui 9.509 GWh tramite contratti bilaterali e 1.813 GWh tramite Borsa, per la rivendita ai clienti finali del mercato libero e per l'attività di ottimizzazione dei flussi energetici e del portafoglio acquisti.

Vendita di energia elettrica

Per quanto concerne il mercato della vendita, è proseguita la rifocalizzazione della strategia di vendita di Acea Energia attraverso una più capillare ed attenta selezione dei clienti che tende a privilegiare la contrattualizzazione del cliente di piccole dimensioni (residenziali e microbusiness).

Nell'esercizio 2018 Acea Energia ha venduto energia elettrica sul servizio della Maggior Tutela per complessivi 2.344 GWh con una riduzione dell'11,6% su base tendenziale. Il numero dei punti di prelievo è pari a 831.236 unità (erano 893.319 al 31 Dicembre 2017). La vendita di energia elettrica sul Mercato Libero è stata pari a 3.323 GWh per Acea Energia e 362 GWh per la JV di vendita, per un totale di 3.685 GWh, con un decremento rispetto allo scorso esercizio del 12,1%. La riduzione ha riguardato in modo preminente il segmento B2B e deriva dalla strategia di consolidamento nei segmenti small business e mass market.

Inoltre, Acea Energia e le altre società di vendita del Gruppo hanno venduto 128,3 milioni di Smc di gas a clienti finali e grossisti che hanno riguardato 172.755 punti di riconsegna mentre al 31 Dicembre 2017 erano 167.371.

Con riferimento ai procedimenti aperti dall'AGCM sono di seguito descritti i principali aggiornamenti:

Procedimento PS9815 dell'AGCM per attivazioni non richieste: la Corte di Giustizia ha sospeso la trattazione del giudizio in questione, in attesa della definizione delle questioni pregiudiziali sollevate dal Consiglio di Stato, in diverso giudizio, con riferimento all'applicazione della direttiva in materia di pratiche commerciali scorrette nel settore delle comunicazioni elettroniche.

La Corte di Giustizia non ha accolto la richiesta del TAR Lazio di adottare un rito "accelerato" per la definizione della questione pregiudiziale.

Procedimento PS9354 dell'AGCM per pratiche commerciali scorrette: l'AGCM ha notificato, in data 7 Dicembre 2017, la comunicazione relativa alla presa d'atto delle misure di ottemperanza al provvedimento sanzionatorio dell'Autorità descritte da Acea Energia ritenendole sostanzialmente adeguate. A tale riguardo, l' Autorità ha richiesto di fornire, entro e non oltre il 30 Giugno 2018, una relazione riguardante le misure definitivamente assunte a tale data a completamento dell'implementazione del Sistema Acea 2.0, per la piena ottemperanza al provvedimento sanzionatorio sopra citato.

In data 2 Luglio 2018, Acea Energia ha provveduto a trasmettere all'AGCM la relazione richiesta dall'Autorità avente ad oggetto l'esplicitazione delle misure definitive adottate dalla Società al 30 giugno 2018 in ottemperanza al provvedimento in oggetto.

In data 24 Settembre 2018 è pervenuta alla Società una nuova richiesta di informazioni formulata dall'AGCM in riscontro all'ultima nota di Acea Energia contenente la descrizione delle misure di ottemperanza al provvedimento implementate dalla Società. In particolare l'Autorità ha richiesto di fornire entro il 24 ottobre 2018, ulteriori indicazioni in merito al trattamento delle fatture di conguaglio/recupero crediti, inclusive di consumi integralmente o parzialmente prescritti.

L'AGCM si sofferma sulle novità introdotte dalla Legge n. 205 del 27.12.2017 nonché dalle deliberazioni dell'ARERA 97/2018/R/COM e 264/2018/R/COM relativamente al termine di prescrizione per il pagamento di consumi di elettricità e gas ed ha chiesto alla Società di precisare l'impatto di tale mutuato quadro regolamentare sulla funzionalità del Sistema Acea 2.0 in merito al trattamento delle fatture inclusive di consumi prescritti. In data 24 ottobre 2018 la Società ha fornito il riscontro alla sopra menzionata richiesta dell'AGCM relativamente all'impatto del mutato quadro normativo e regolamentare alla luce della Legge n. 205 del 27.12.2017 e delle deliberazioni dell'ARERA 97/2018/R/COM e 264/2018/R/COM in tema di prescrizione dei consumi.

Procedimento A513 dell'AGCM per abuso di posizione dominante: in data 18 Gennaio 2018 l'AGCM, con il supporto della Guardia di Finanza, ha effettuato un'ulteriore ispezione presso le sedi di Acea Energia S.p.A., in Piazzale Ostiense n. 2 e in Viale dell'Aeronautica n. 7, nonché presso la sede legale di Acea S.p.A. e presso la sede legale di Areti S.p.A.

In sede di ispezione l'Autorità ha notificato alle citate società un provvedimento di estensione sia oggettiva che soggettiva del procedimento A/513. In dettaglio, l'AGCM ha ritenuto necessario estendere l'istruttoria sia oggettivamente con riguardo alla disponibilità e allo sfruttamento da parte di Acea Energia di informazioni

privilegiate sia soggettivamente alla società di distribuzione di energia elettrica areti S.p.A., verticalmente integrata con Acea Energia, in quanto soggetto che trasferisce tale patrimonio informativo alla consorella.

Nel corso dell'ispezione i funzionari incaricati dell'AGCM hanno esaminato i documenti aziendali sia cartacei che in formato elettronico ritenuti rilevanti alla luce della menzionata estensione del procedimento, estraendone copia, e hanno richiesto informazioni orali relative all'oggetto del procedimento ad alcuni dipendenti delle società coinvolte.

In data 9 Febbraio 2018, a valle della proroga concessa dall'AGCM, Acea Energia ha presentato, istanza di riservatezza, ai sensi dell'art. 13, comma 7, del DPR n. 217/98 in merito ai documenti acquisiti in sede di ispezione.

Acea Energia e Acea S.p.A., avendo presentato istanza di accesso agli atti ed essendo la stessa stata accolta dall'AGCM, hanno potuto prendere visione degli ulteriori documenti relativi al Procedimento in oggetto.

Il 3 Agosto 2018 l'AGCM ha notificato alle società coinvolte la Comunicazione delle Risultanze Istruttorie (di seguito, per brevità "CRI"), documento nel quale l'Autorità, alla luce di quanto acquisito nel corso del Procedimento, formalizza le risultanze istruttorie, e, ai fini della valutazione in merito alla violazioni dell'articolo 102 del TFUE, individua (i) i mercati rilevanti, (ii) la sussistenza della posizione dominante delle società del Gruppo Acea, (iii) l'abuso di detta posizione dominante, (iv) la gravità e durata dell'abuso di posizione dominante. Dalla CRI emerge che l'Autorità contesta all'intero Gruppo ACEA il perseguimento di una strategia commerciale/industriale diretta a governare lo "svuotamento" della propria base clienti tutela attraverso lo sfruttamento illegittimo di prerogative irreplicabili, derivanti direttamente dallo svolgimento in monopolio legale sia dell'attività di distribuzione sia dell'attività posta in essere in qualità di esercente il Servizio di Maggior Tutela nelle aree territoriali dei Comuni di Roma e Formello.

Le condotte individuate dall'Autorità quali strumentali al perseguimento di tale scopo sarebbero:

  • a) acquisizione, con modalità discriminatorie, dei consensi privacy da parte del Gruppo sui dati di contatto della clientela SMT e il loro utilizzo per finalità commerciali sul mercato libero (infrazione che si sarebbe verificata a partire da Marzo 2014 fino a Dicembre 2017);
  • b) utilizzo da parte del Gruppo per finalità commerciali, di informazioni sensibili sul posizionamento di mercato dei principali concorrenti che si trovano nell'esclusiva disponibilità di areti (infrazione che avrebbe avuto inizio dal Febbraio 2016, per dati su base annuale, e da Ottobre 2016, con cadenza mensile, quantomeno fino all'Agosto 2017).

L'Autorità conclude che le suddette condotte, contestate dalle tre società (Acea SpA, areti e Acea Energia S.p.A.), sarebbero dirette a sfruttare la posizione dominante detenuta dalle Società del Gruppo Acea (nella distribuzione e nella vendita di energia elettrica) al fine di conservare il posizionamento di mercato della Società di vendita del Gruppo Acea anche a seguito dell'imminente abrogazione del regime di maggior tutela, e costituirebbero una violazione molto grave della disciplina a tutela della concorrenza.

L'Autorità ha definito "coerenti e funzionali rispetto al fine abusivo perseguito" alcune scelte aziendali e strategiche del Gruppo Acea, nella cui cornice si inseriscono le condotte in contestazione, connotandone ulteriormente la gravità. Le dette scelte sarebbero le seguenti:

  • a) evoluzione organizzativo/societaria del Gruppo Acea nel settore elettrico;
  • b) strategia Commerciale industriale pianificata dallo stesso Gruppo per fronteggiare le previste modifiche nel mercato della vendita di energia;
  • c) le caratteristiche/potenzialità dei sistemi informativi del Gruppo Acea;
  • d) la gestione unitaria delle attività di vendita di energia elettrica;
  • e) l'organizzazione commerciale di vendita dei servizi elettrici utilizzata da AE.

In data 15 novembre 2018, Acea Energia, unitamente ad Acea S.p.A. ha depositato la memoria finale ed i relativi allegati, tra i quali il "Parere Economico sui comportamenti contestati ad Acea Energia S.p.A., nell'ambito del procedimento A/513" redatto da Officina Economica.

In data 20 Novembre 2018 si è tenuta l'audizione finale del procedimento. Il Gruppo ha depositato memorie e documenti difensivi i cui aspetti principali si sostanziano:

  • nella ricostruzione dell'effettiva portata delle condotte contestate al Gruppo (acquisizione consensi privacy per finalità commerciali) e del loro concreto effetto escludente sul mercato, al fine di dimostrarne la assoluta marginalità e, quindi, la sostanziale inefficacia;
  • nella valutazione del vantaggio informativo di cui Acea Energia avrebbe beneficiato avvalendosi delle informazioni che Areti le avrebbe messo a disposizione (quote di mercato dei concorrenti di Acea Energia sul mercato libero), al fine di dimostrarne la sostanziale irrilevanza;
  • nell'esame critico delle evidenze empiriche presentate da AGCM circa una presunta "capacità differenziale" di Acea Energia di attrarre utenti dal Servizio della maggior Tutela a quella del Mercato Libero di cui lo stessa avrebbe asseritamente beneficiato grazie ai comportamenti contestati nella CRI, al fine di dimostrarne l'inesistenza.

L'AGCM in data 8 Gennaio 2019 ha notificato alla Società il Provvedimento conclusivo del Procedimento A/513. Nel detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato, in solido, ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva di € 16.199.879,09. In considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della Capogruppo.

La Società sta considerando l'opportunità di presentare ricorso al TAR avverso il suddetto provvedimento sanzionatorio e, contestualmente, sta valutando le misure da adottate in ottemperanza alle prescrizioni dell'AGCM.

Procedimento PS9974 dell'AGCM per pratiche commerciali scorrette: in data 30 Maggio 2018, l'AGCM ha trasmesso ad Acea S.p.A. una nota (anche definita "Moral Suasion") avente ad oggetto l'invito a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della condotta commerciale, ai sensi dell'art. 4, comma 5, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie". L'Autorità ha rappresentato, infatti, di aver ricevuto denunce da parte di consumatori e microimprese dalle quali emergerebbe la condotta di taluni operatori del settore di subordinare l'attivazione di una fornitura, in occasione delle richieste di voltura o subentro, al pagamento dei corrispettivi ancora dovuti (c.d. "morosità pregresse") dal precedente titolare del contratto di fornitura. L'AGCM ha richiesto, pertanto di fornire, entro 30 giorni dal ricevimento della detta nota, elementi idonei a dimostrare che la procedura adottata dalla società, in caso di richiesta di voltura o subentro in presenza di morosità pregresse, non comporti alcuna richiesta di pagamento al nuovo soggetto ovvero un ingiustificato ritardo nell'espletamento dei necessari adempimenti. L'Autorità ha, altresì, richiesto di indicare in maniera esplicita nelle Condizioni di Contratto, sul sito Internet e nelle FAQ, la procedura adottata e la documentazione eventualmente richiesta per dar seguito alla richiesta di voltura o subentro.

In data 2 Luglio 2018, Acea Energia, in quanto società del Gruppo Acea che si occupa della vendita di energia elettrica agli utenti finali rispetto alle cui attività sembra esser riferita la Moral Suasion, ha trasmesso all'AGCM una nota di riscontro puntuale alle richieste formulate dall'Autorità.

In data 26 Settembre 2018, è stato notificato alla Società, da parte dell'AGCM, l'esito del Procedimento avente ad oggetto l'invito a rimuovere i profili di possibile scorrettezza della condotta commerciale, ai sensi dell'art. 4, co. 5, del "Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa", che era stato notificato alla Società in data 30 Maggio 2018.

L'Autorità ha ritenuto di procedere all'archiviazione delle istanze di intervento in quanto le attività poste in essere dalla Società sono state considerate idonee alla rimozione dei possibili profili di scorrettezza della pratica commerciale oggetto di indagine.

Area Industriale Estero

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. %
Volumi Acqua Mm3 43 44 (1) (1,9 %)
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 38,6 36,2 2,4 6,7 %
Costi 23,8 21,7 2,1 9,4 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 14,8 14,4 0,4 2,6 %
Risultato operativo (EBIT) 7,8 8,3 (0,4) (5,0 %)
Dipendenti medi (n.) 781 595 186 31,2 %
Investimenti 6,6 5,2 1,4 27,1 %
Indebitamento finanziario netto 4,1 7,4 (3,2) (43,9 %)
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2108 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Estero 14,8 14,4 0,4 2,6 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 1,6 % 1,7 % (0,1 p.p.)

L'Area, costituita a seguito delle modifiche organizzative di maggio 2017 (precedentemente compresa nell'Area Idrico) comprende attualmente le società idriche che gestiscono il servizio idrico in America Latina. In particolare:

  • Aguas de San Pedro (Honduras) di cui il Gruppo detiene il 60,65% a partire da ottobre 2016 data dalla quale è consolidata integralmente. La Società svolge la propria attività nei confronti dei clienti di San Pedro Sula;
  • Acea Dominicana (Repubblica Dominicana) interamente posseduta dal Gruppo, svolge il servizio nei confronti della municipalità locale denominata CAASD (Corporation Aqueducto Alcantariado Santo Domingo);
  • AguaAzul Bogotà (Colombia) di cui il Gruppo possiede il 51% è consolidata sulla base dell'equity method a partire dal bilancio 2016 in conseguenza di una modifica intervenuta nella composizione del Consiglio di Amministrazione;
  • Consorcio Agua Azul (Perù) è controllata dal Gruppo che ne possiede il 25,5% e svolge il servizio idrico e di adduzione nella città di Lima.

Nel corso del 2018, inoltre, sono state costituite:

  • Acea Perù, interamente posseduta da Acea International e costituita il 28 Giugno 2018. Tale società è stata costituita con il preciso intento di gestire il servizio acquedottistico nella città di Lima;
  • Consorcio Servicios Sur, controllata da Acea International (50%), ACEA Ato2 (1%) e da soci locali Conhydra, Valio e India complessivamente al 49%) e costituita il 5 Luglio 2018. Tale società ha il preciso intento di gestire il servizio di manutenzione correttiva per i sistemi di Acqua Potabile e di Rete Fognaria della Direzione di Servizi Sur di Lima (Perù).

Tale Area chiude l'esercizio 2018 con un EBITDA di € 14,8 milioni sostanzialmente in linea con il precedente esercizio (€ 14,4 milioni nel 2017).

L'organico medio al 31 Dicembre 2018 si attesta a 781 unità e risulta in aumento di 186 unità rispetto al precedente esercizio, imputabili principalmente al consolidamento Consorcio Servicios Sur (+ 172 unità).

Gli investimenti dell'anno si incrementano di € 1,4 milioni e fanno riferimento principalmente alla società Aguas de San Pedro.

L'indebitamento finanziario netto al 31 Dicembre 2018 è pari a € 4,1 milioni e registra un miglioramento rispetto al 2017 di € € 3,2 milioni principalmente imputabile ad Agua de San Pedro (- € 2,3 milioni) e ad Acea International (- € 1,2 milioni) in parte compensato dal consolidamento del Consorcio Servicios Sur (+ € 0,3 milioni).

Eventi significativi dell'esercizio 2018

L'Area industriale Estero è stata interessata dal riordino delle partecipazioni del Sud America che porta, in tal modo, Acea International S.A. a svolgere un ruolo di direzione e coordinamento. In tale ottica si inquadra il trasferimento delle quote di partecipazioni che ACEA deteneva in Acea Dominicana S.A. e in Aguas de San Pedro a favore di Acea International, avvenute nel 2017 a cui si aggiunge il trasferimento delle quote di partecipazioni che ACEA deteneva in Consorcio Agua Azul S.A. avvenuta nel 2018.

Il ruolo di Acea International è sempre più indirizzato allo svolgimento di attività di scouting e monitoraggio gare in Centro e Sud America che hanno la finalità di presentare manifestazioni di interesse a varie iniziative. Da segnalare che nel corso del mese di Luglio 2018 è stata aggiudicata ad Acea International, la gestione dell'attività di manutenzione correttiva del sistema idrico e fognario dell'area Sud di Lima.

Nell'area sono incluse anche le partecipate Acea Dominicana e Consorcio Agua Azul (CAA).

La prima svolge il servizio di gestione commerciale nell'area Nord Est di Santo Domingo, mentre la seconda ha costruito e gestisce il sistema per l'approvvigionamento idrico nella zona nord di Lima.

Area Industriale Idrico

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi* U.M. 2018 2017 Variazione Var. %
Volumi Acqua Mm3 440 421 19 4,5 %
Energia Elettrica Consumata GWh 440 432 8 1,8 %
Fanghi Smaltiti kTon 96 143 (47) (32,8 %)

* I valori si riferiscono alle società consolidate integralmente (ivi compresa GORI).

Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 841,0 731,1 109,8 15,0 %
Costi 408,0 381,5 26,5 6,9 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 433,0 349,6 83,3 23,8 %
Risultato operativo (EBIT) 221,0 191,3 29,7 15,5 %
Dipendenti medi (n.) 2.551 1.796 755 42,1 %
Investimenti 329,7 271,4 58,2 21,5 %
Indebitamento finanziario netto 1.039,0 921,2 117,8 12,8 %
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2018 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Idrico 433,0 349,6 83,3 23,8 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 46,4 % 41,6 % 4,8 p.p.

L'EBITDA dell'Area si è attestato al 31 Dicembre 2018 a € 433,0 milioni e registra un incremento di € 83,3 milioni rispetto al 2017 (+ 23,8%). L'incremento è da imputare principalmente alle dinamiche tariffarie del settore idrico. In particolare le performance dell'Area sono influenzate da: (i) ACEA Ato2, ACEA Ato5, Crea Gestioni che segnano incrementi rispettivamente di € 49,8 milioni, € 4,1 milioni e € 1,9 milioni; e (ii) un incremento del contributo all'EBITDA delle società idriche valutate a patrimonio netto di € 15,6 milioni, come di seguito rappresentato:

(€ milioni) 2018 2017 Variazione Variazione %
Publiacqua 15,8 9,2 6,6 71,5%
Gruppo Acque 13,9 8,7 5,2 60,2%
Acquedotto del Fiora 4,4 2,3 2,1 91,3%
Umbra Acque 1,1 0,3 0,9 n.s.
Gori 3,0 1,9 1,1 58,1%
Nuove Acque e Intesa Aretina 0,5 0,5 (0,0) (8,4%)
GEAL 1,0 1,3 (0,3) (21,6%)
Totale 39,7 24,1 15,6 64,6%

Per GORI, si fa presente che la società è consolidata integralmente a far data dall'8 Novembre 2018, pertanto la valutazione al patrimonio netto non comprende l'ultimo periodo dell'anno in cui il contributo all'EBITDA della società risulta pari a € 12 milioni.

I ricavi dell'esercizio sono valorizzati sulla base delle determinazioni assunte dagli EGA e/o dall'ARERA; come di consueto comprendono la stima dei conguagli relativi ai costi passanti. Come noto, a partire dal secondo periodo regolatorio le tariffe possono comprendere anche componenti relative alla qualità commerciale nonché a quella tecnica: a determinate condizioni, ai Gestori possono essere riconosciute, alternativamente, la componente Opexqc o il premio "qualità contrattuale". Quest'ultimo viene riconosciuto al Gestore nel caso in cui gli indicatori individuati per la misurazione ed il monitoraggio (a partire dal 1° luglio 2016) superino le soglie prefissate dalla delibera ARERA 655/2015. Trova iscrizione tra i ricavi di ACEA Ato2 l'importo di € 33,6 milioni che rappresenta la migliore stima del premio qualità di competenza del 2018. Le penali per la qualità commerciale ammontano invece ad € 0,7 milioni. Nel prosieguo è riportata una tabella che sintetizza lo status delle proposte tariffarie.

Il risultato operativo risente della crescita degli ammortamenti (+ € 50,6 milioni) in coerenza con l'andamento degli investimenti e dell'entrata in esercizio delle nuove funzionalità dei programmi relativi agli investimenti in infrastrutture tecnologiche nonché per alcune svalutazioni operate su impianti non più realizzati (+ € 6,3 milioni); gli

accantonamenti dell'esercizio (pari a € 14,5 milioni) risultano in diminuzione di € 8,0 milioni imputabili in via principale agli effetti derivanti dal cambiamento delle modalità di applicazione dei criteri di stima dell'IFRIC12, adottato dal gruppo..

L'organico medio al 31 Dicembre 2018 si incrementa di 755 unità principalmente imputabili al consolidamento di GORI (+ 746 unità). Contribuisce all'incremento delle risorse anche ACEA Ato2 (+ 8 unità).

Gli investimenti dell'Area si attestano a € 329,7 milioni e sono principalmente riconducibili ad ACEA Ato2 per oltre € 286,5 milioni e per € 32,6 milioni ad ACEA Ato5. Tra i principali investimenti dell'anno si segnalano quelli relativi ai lavori eseguiti per la bonifica e l'ampliamento delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni, alla manutenzione straordinaria dei centri idrici ed agli interventi sugli impianti di depurazione, quelli volti alla riduzione delle perdite idriche e al miglioramento continuo del rapporto con gli utenti e con il territorio nonché sugli applicativi informatici. Il contributo agli investimenti dell'Area della neoconsolidata GORI è pari a € 9,9 milioni.

L'indebitamento finanziario dell'Area si attesta al 31 Dicembre 2018 a € 1.039,0 milioni e registra un peggioramento di € 117,8 milioni rispetto al 31 Dicembre 2017, principalmente legato a: (i) ad ACEA Ato2, sostanzialmente per la minore liquidità conseguente ad una riduzione delle disponibilità in buona parte destinata a finanziare gli investimenti; (ii) ad ACEA Ato5 in conseguenza di un peggioramento dell'esposizione debitoria nei confronti della capogruppo. Si segnala che la neoconsolidata GORI contribuisce positivamente all'indebitamento finanziario dell'Area riducendo lo stesso di € 10,5 milioni.

Eventi significativi dell'esercizio 2018 Area Lazio - Campania

ACEA Ato2

Il Servizio Idrico Integrato nell'ATO2 Lazio Centrale - Roma è stato avviato il 1° gennaio 2003. La presa in carico dei servizi dai Comuni dell'ATO è avvenuta gradualmente e i Comuni attualmente gestiti sono 79 rispetto ai 112 dell'intero ATO. Di seguito è riportata la situazione complessiva del territorio gestito.

Situazione acquisizioni n° comuni
Comuni interamente acquisiti al S.I.I. 79
Comuni parzialmente acquisiti nei quali ACEA ATO 2 svolge uno o più servizi: 17
Comune con soggetto tutelato 1
Comuni in cui ACEA ATO 2 non gestisce alcun servizio 8
Comuni che hanno dichiarato di non voler entrare nel S.I.I.* 8
* Sono comuni sotto i 1.000 abitanti che potevano esprimere la loro volontà in base al comma 5 del D.Lgs. 152/06.

La Società cura il servizio di distribuzione di acqua potabile nella sua interezza (captazione, adduzione, distribuzione al dettaglio e all'ingrosso). L'acqua è derivata dalle sorgenti in virtù di concessioni a durata pluriennale.

Le fonti di approvvigionamento forniscono l'acqua potabile a circa 3.900.000 abitanti di Roma e Fiumicino e in più di 60 Comuni del Lazio, attraverso cinque acquedotti ed un sistema di condotte in pressione.

Tre ulteriori fonti di approvvigionamento forniscono la risorsa non potabile da immettere nella rete di innaffiamento di Roma.

Al 31 Dicembre 2018, ACEA Ato2 gestisce un totale di 6.749 chilometri di rete fognaria, 632 impianti di sollevamento fognari - di cui 195 nel territorio di Roma Capitale - ed un totale di 167 impianti di depurazione - di cui 32 nel territorio di Roma Capitale -, per un totale di acqua trattata pari a 569 milioni di mc (dato riferito ai soli depuratori gestiti).

Il 16 marzo 2018 è stato sottoscritto il Verbale di trasferimento del S.I.I. del comune di Civitavecchia (decorrenza 3 aprile 2018), per il solo Servizio Idrico Potabile comunale, mentre dal 1° Luglio 2018 è stata acquisita la conduzione degli impianti di depurazione e fognatura. L'acquisizione della conduzione ha ampliato il parco dei sollevamenti fognari condotti di n. 35 impianti di sollevamento e un depuratore di potenzialità pari a 86.400 ab/eq.

La Società gestisce il sistema depurativo e gli impianti di sollevamento annessi alla rete ed ai collettori fognari.

Nel corso dell'esercizio i sei principali impianti di depurazione hanno trattato un volume di acqua pari a circa 490 milioni di mc, con un incremento di circa il 4% rispetto a quanto trattato l'anno precedente – (468 milioni di mc), imputabile alla maggiore piovosità che ha interessato il territorio.

Nel corso del 2018 si è manifestata una grave criticità legata alla progressiva riduzione degli spazi nei siti di trattamento presso cui conferire i fanghi provenienti dagli impianti di depurazione. Tale criticità è stata legata principalmente alla preannunciata revisione degli allegati del d.lgs. 99/92, che dovrebbe disciplinare in modo univoco le caratteristiche dei fanghi idonei al recupero agronomico.

Tale incertezza normativa ha creato problematiche organizzative che hanno indotto dei nuovi conferimenti, o per il mancato rinnovo dei titoli autorizzativi o, in via prudenziale, per non incorrere in sanzioni inibitorie. La situazione è stata resa ancora più critica a causa degli eventi meteorici particolarmente straordinari che non hanno permesso, nella criticità, l'utilizzo continuativo degli smaltitori contrattualizzati (ad esempio per l'emergenza neve).

Sono stati posti in essere tavoli di concertazione con gli Enti e le associazioni di categoria al fine di aver garantita, nel minor tempo possibile, l'emanazione del nuovo decreto regolatorio in aggiornamento al d.lgs. 99/92.

A fronte della sentenza n. 1782 del 20 Luglio 2018, emanata dal TAR Lombardia si è verificato il blocco dei conferimenti presso gli impianti smaltitori che garantivano fino al 50% degli spazi di smaltimento della società. Per fronteggiare tale blocco, la Società si è attivata con comunicazioni mirate e con tavoli di confronto con gli Enti preposti ottenendo l'emanazione di due ordinanze che hanno così permesso la gestione delle criticità ancora in essere che sta temporaneamente trovando una soluzione sulla base di quanto disposto all'art. 41 del Decreto Legge 109/2018 convertito con la legge n. 130/2018.

Stante la situazione sopra descritta, la produzione di fanghi, sabbie e grigliati relativa a tutti gli impianti gestiti nel 2018 è stata pari a circa 70.000 tonnellate, con una riduzione di circa 50.000 tonnellate rispetto all'anno 2017.

Durante l'anno 2018 si evidenzia un lieve aumento del numero di analisi eseguite da ACEA Elabori (laboratorio esterno certificato) rispetto alla media degli anni precedenti. L'aumento delle determinazioni e delle analisi è riconducibile al maggior presidio degli impianti di depurazione gestiti e delle reti fognarie ad essi afferenti. Questa specifica scelta determina un controllo più specifico sul territorio gestito.

Con riferimento alla problematica relativa ai sequestri degli impianti di depurazione si informa che sono ancora sottoposti a provvedimento gli impianti di Colubro e Roma Nord; con riferimento a quest'ultimo, tuttavia, si precisa che nel dispositivo emesso in data 14 Dicembre 2018 nel relativo procedimento penale, sono stati ordinati – ma ancora non eseguiti - il dissequestro e la restituzione dell'impianto. L'impianto Carchitti del Comune di Palestrina è

stato oggetto di dissequestro temporaneo a fine anno 2016 per la messa a regime dell'impianto e conseguente verifica del processo depurativo.

Il depuratore Botticelli è stato oggetto di disalimentazione a fronte della messa in funzione del nuovo impianto denominato Botticelli 2 ed è stata, conseguentemente, depositata istanza di revoca del sequestro.

Nel corso del mese di Settembre 2018 è stato dissequestrato lo scarico del depuratore Fonte Tonello, nel Comune di Marcellina, il quale era stato oggetto di sequestro, con facoltà d'uso, a fine anno 2016.

Nel corso dell'anno 2018 non ci sono stati ulteriori provvedimenti di sequestro.

Con riferimento al procedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aperto nei confronti di ACEA Ato2 nella primavera 2015 e conclusosi con la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di € 1,5 milioni, si informa che il giudizio promosso dalla Società è attualmente pendente (in attesa della fissazione dell'udienza di merito).

ACEA Ato5

Svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 86 comuni (restano ancora da rilevare le gestioni dei Comuni di Atina e Paliano) per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 470.000 abitanti, con una copertura del servizio pari a circa il 97% del territorio. Il numero di utenze è pari a 197.821.

Il sistema idrico – potabile è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici.

Il sistema fognario e di depurazione consta di una rete fognaria e di collettori collegati a impianti terminali di depurazione delle acque reflue.

Sono 209 gli impianti di sollevamento gestiti dalla Società e, per quanto riguarda la depurazione, sono 108 gli impianti biologici gestiti, oltre a 14 "fosse Imhoff" e 2 percolatori.

Per quanto attiene l'acquisizione degli impianti afferenti la gestione nel Comune di Paliano, all'esito dell'udienza del 7 dicembre 2017 il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, che, per oltre 10 anni, si è opposto illegittimamente al trasferimento del servizio in favore della Società, al fine di preservare la prosecuzione della gestione della propria società partecipata AMEA S.p.A.

Successivamente la Società ha richiesto l'immediato trasferimento del servizio e anche il Ministero dell'Ambiente ha sollecitato tale adempimento, anche attraverso l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell'Amministrazione Regionale.

Tuttavia, il Sindaco del Comune di Paliano ha anticipato la volontà del Comune di Paliano di proporre ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR e di non procedere, pertanto, al trasferimento del servizio sin tanto che il Consiglio di Stato non si sia pronunciato sull'appello.

La Segreteria Tecnico Operativa dell'Ente d'Ambito, dando corso alla diffida trasmessa da ACEA Ato5, ha convocato le parti il 23 Gennaio 2018 per "intraprendere le attività connesse alla consegna delle infrastrutture del servizio idrico". Alla predetta riunione, non essendosi presentati il Comune di Paliano, in persona del Dirigente/Funzionario del S.I.I., e la Società AMEA S.p.A., in persona del Legale Rappresentante, la S.T.O. dell'ATO5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5 hanno disposto di presentare formale istanza al TAR Lazio - sezione distaccata di Latina - affinchè proceda alla nomina del Commissario ad acta, che in sostituzione del Comune di Paliano inadempiente, provveda ad eseguire le attività necessarie a consentire la consegna delle infrastrutture del servizio idrico nel territorio comunale di Paliano ad ACEA Ato5. Altresì, ACEA Ato5, per un verso, ha immediatamente informato la Procura della Repubblica di Frosinone e la Corte dei Conti di quanto occorso, invitandole a verificare eventuali responsabilità, anche in relazione al profilo – già evidenziato dal TAR nella sentenza citata – della evidente violazione dell'art.153 D.Lgs. n.152/2006 e delle connesse responsabilità erariali e penali; per un altro verso, contestualmente, ha invitato tutte le Amministrazioni ed Autorità di controllo a porre in essere ogni eventuale attività di competenza finalizzata al ripristino della legalità violata – sollecitando la richiesta già formulata con precedenti comunicazioni, nei confronti dell'Ente d'Ambito e dell'Autorità di regolazione di settore, di avviare le opportune verifiche in ordine alla legittimità delle tariffe idriche sin qui applicate nel Comune di Paliano.

In data 16 Febbraio 2018, il Comune di Paliano ha depositato al Consiglio di Stato l'appello avverso la sentenza del TAR Latina n. 6/2018. Il 27 Settembre 2018 si è svolta l'udienza in camera di consiglio per la decisione di merito, relativamente alla quale il Consiglio ne ha differito il deposito.

Nelle more della definizione del giudizio, nonché a fronte della nota trasmessa in data 13 Febbraio 2018 dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la quale è stato espressamente richiesto alla STO dell'AATO5 di porre in essere tutte le attività necessarie al trasferimento del SII ad ACEA Ato5 nei Comuni inottemperanti - ad oggi solo il Comune di Paliano - e della successiva nota della Regione Lazio del 25 Maggio 2018, la STO ha convocato le parti interessate - ACEA Ato5, il Comune di Paliano ed AMEA S.p.A. - per il giorno 4 Giugno 2018, al fine di ottemperare a quanto richiesto dal Ministero.

Tuttavia, a fronte dell'assenza alla predetta riunione sia del Comune di Paliano che dell'AMEA S.p.A., la STO ha provveduto a trasmettere il relativo verbale alla Regione Lazio, restando in attesa dei provvedimenti che l'Amministrazione Regionale intenderà assumere.

In data 2 Luglio 2018 è stato notificato alla Società, in qualità di controinteressato, ricorso del Comune di Paliano al TAR Lazio - sez. distaccata di Latina, avverso il provvedimento del 27 Aprile 2018 con il quale l'AATO 5 ha rigettato l'istanza di salvaguardia presentata dal predetto Comune.

Benché si tratti di una questione connessa al principale ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, promosso dal Comune di Paliano avverso la sentenza n. 6/2018 del TAR Latina che ha accolto il ricorso proposto da ACEA Ato5, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio, la Società ha ritenuto opportuno costituirsi in giudizio.

Il 2 Ottobre 2018, nelle more della definizione del ricorso al Consiglio di Stato, nonchè a seguito di convocazione della STO dell'AATO5 Lazio meridionale – Frosinone, si è svolto un incontro tra ACEA Ato5, Il Comune di Paliano ed Amea, finalizzato a dare impulso - onde agevolare l'eventuale trasferimento ad ACEA Ato5 del SII nel territorio comunale di Paliano- alle attività di ricognizione delle opere e degli impianti afferenti il predetto SII, già iniziate nel 2009.

A Novembre 2018 il Consiglio di Stato definitivamente pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018, lo ha respinto ed, accogliendo tutte le argomentazioni difensive formulate da ACEA Ato5, ha accertato la decadenza della gestione da parte di AMEA S.p.A. nel territorio del predetto Ente locale per decorrenza del periodo di salvaguardia triennale previsto dalla Convenzione di Cooperazione ed il conseguenziale obbligo del Comune di Paliano di trasferire il SII in favore del gestore d'Ambito.

Ad oggi sono in corso le attività propedeutiche al trasferimento ad ACEA Ato5 della gestione del SII nel territorio del Comune di Paliano. In particolare, a fine novembre, è stata elaborata la relazione definitiva che recepisce l'attuale stato delle opere e degli impianti afferenti il SII nel Comune di Paliano.

In merito al trasferimento della gestione del SII nel territorio del Comune di Atina ad inizio anno si sono susseguiti diversi incontri presso la S.T.O. dell'ATO5., tuttavia risultando il Comune di Atina ancora inadempiente al proprio obbligo - accertato dal giudice amministrativo con la sentenza n. 356/2013 confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2742/2014 - "di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII", la STO dell'AATO5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5, nella riunione del 23 Gennaio 2018, hanno stabilito di sollecitare il Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta nominato dal TAR Lazio - sezione staccata di Latina, con la sentenza n. 356/2013 del 21 Marzo 2013, affinché adotti tutte le opportune iniziative, attività ed atti opportuni e/o necessari a consentire la conclusione del procedimento di trasferimento ad ACEA Ato5 delle opere e degli impianti idrici e fognari pertinenti il SII nel territorio comunale di Atina.

Immediatamente, la Società ha, per un verso, trasmesso formale istanza al Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta, affinché lo stesso provveda, in luogo del Comune di Atina inadempiente, all' "affidamento in concessione (…) nonché di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII" in favore di ACEA Ato5; per un altro verso, ha contestualmente richiesto all'ARERA di avviare un procedimento volto alla verifica della legittimità delle tariffe sin qui applicate dal Comune di Atina agli utenti, nonché ha invitato le competenti Autorità di controllo - tra cui la Procura della Repubblica di Cassino e la Corte dei Conti all'accertamento delle eventuali responsabilità, anche di ordine penale e/o erariale, in capo ai soggetti indicati, adottando eventualmente tutte le opportune iniziative conseguenti. A fronte della predetta istanza, in data 29 Marzo 2018 si è tenuto, presso gli uffici della STO dell'AATO5, un primo incontro tra le parti, al fine di addivenire alla conclusione del processo di trasferimento del SII nel territorio comunale di Atina.

In particolare, le parti hanno convenuto (i) di procedere all'aggiornamento del verbale di ricognizione delle opere del 28 Settembre 2017, entro il 10 Aprile 2018; (ii) di provvedere ad aggiornare i termini stabiliti dalle parti relativamente ai rispettivi adempimenti, come convenuti nel verbale del 9 Gennaio 2018, confermandone integralmente il contenuto; (iii) di trasmettere al Commissario ad Acta la documentazione attestante l'avvenuta trasmissione al Gestore, da parte del Comune di Atina, della banca dati relativa alle utenze ubicate nel territorio comunale, impegnandosi il Comune medesimo a provvedere al successivo aggiornamento delle suddette utenze, secondo le modalità stabilite nel verbale del 9 Gennaio 2018.

La successiva riunione, fissata per il 19 Aprile 2018, era finalizzata alla formalizzazione del trasferimento delle opere ed impianti afferenti il SII nel Comune di Atina, nonché alla chiusura dei lavori del Commissario ad Acta, in ottemperanza a quanto stabilito nel Decreto del Presidente della Provincia n. 27 del 2 Marzo 2018.

Nella riunione del 19 Aprile 2018 alla presenza della STO dell'ATO5, del Comune di Atina e di ACEA Ato5, il Commissario ad Acta - preso atto che le parti hanno provveduto ad espletare gli adempimenti di cui ai punti 1), 2) e 3) del verbale del 29 Marzo 2018, in ottemperanza della sentenza del TAR Latina n. 356 del 23 Aprile 2013 - ha proceduto alla consegna in favore di ACEA Ato5 delle opere, dei beni e degli impianti afferenti il SII nel territorio Comunale.

Altresì, con successivo verbale, sottoscritto nella medesima data dalla STO dell'AATO5, da ACEA Ato5 e dal Comune di Atina, le parti, ribadendo di confermare integralmente il contenuto del verbale del 9 Gennaio 2018, hanno convenuto di adeguare le scadenze previste nel predetto verbale, attualizzandole alla data odierna e prorogandole di 100 giorni.

Con riferimento ai fatti di rilievo intervenuti nell'esercizio:

relativamente al progetto di fusione – avviato nel 2015 tra ACEA Ato5 S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. il TAR Latina, con la sentenza n. 638 pubblicata il 27 Dicembre 2017 ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la deliberazione della Conferenza dei Sindaci che disponeva la risoluzione, annullando il provvedimento. Ad oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza;

in data 9 febbraio 2017, la Società ha presentato ricorso per l'annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 Dicembre 2016 con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016-2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni vs € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: i) ammontare dell'FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); ii) riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); iii) riconoscimento degli oneri per la qualità (Opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; iv) penali per € 11 milioni. In data 8 Marzo 2018 si è tenuta l'udienza pubblica di trattazione ed in data 22 Marzo 2018 è stata pubblicata la sentenza n. 135/2018 con la quale il TAR Latina ha rigettato il ricorso proposto da ACEA Ato5 avverso la suddetta deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 6 del 13 Dicembre 2016. Con tale sentenza, il TAR non è entrato nel merito delle censure elevate dalla Società, ma si è limitato ad affermare l'inammissibilità del ricorso, sul presupposto che la delibera della Conferenza dei Sindaci sarebbe un mero atto endoprocedimentale poiché il procedimento di determinazione tariffaria dovrebbe concludersi "con il provvedimento definitivo rappresentato dalla approvazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, come ribadito anche nella deliberazione n. 664/2015 ARERA al punto 7.4: "Entro i successivi 90 giorni, l'Autorità, salva la necessità di richiedere ulteriori integrazioni, approva le proposte tariffarie ai sensi dell'articolo 154, comma 4 del d.lgs. 152/06". Dunque la deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 6 del 13 Dicembre 2016 non sarebbe l'atto definitivo di determinazione della tariffa, bensì solo una proposta formulata dall'Ente d'Ambito e rimessa all'approvazione dell'ARERA: conseguentemente la deliberazione in commento non sarebbe autonomamente impugnabile; il merito della questione rimane del tutto aperto e la Società dovrà attendere la deliberazione dell'ARERA sulla proposta tariffaria formulata dall'AATO5. La sentenza, passata in giudicato, appare comunque censurabile. In ogni caso, si può certamente confermare che la tariffa attualmente applicata da ACEA Ato5 rimane valida e non viene incisa dalla sentenza in commento. Al contrario, l'eventuale accoglimento del ricorso avrebbe determinato l'obbligo per l'Ente d'Ambito di modificare la proposta tariffaria incrementandola delle decurtazioni illegittimamente disposte. Inoltre, per quanto attiene al tema delle penali, che hanno determinato una decurtazione tariffaria di oltre € 10 milioni, il TAR ha richiamato la precedente sentenza n. 638/2017 che ha annullato la determinazione delle penali a carico di ACEA Ato5.

Su questo specifico profilo il TAR, con la sentenza in commento n.135/2018, ha evidenziato che il precedente giudizio e la precedente sentenza precludono "al Collegio di pronunciarsi nuovamente sugli stessi atti in ragione del principio, di cui agli artt. 2929 c.c. e 324 c.p.c., del ne bis in idem applicabile anche al processo amministrativo, il quale presuppone l'identità nei due giudizi delle parti in causa e degli elementi identificativi dell'azione proposta, e quindi che nei suddetti giudizi sia chiesto l'annullamento degli stessi provvedimenti, o al più di provvedimenti diversi ma legati da uno stretto vincolo di consequenzialità in quanto inerenti ad un medesimo rapporto, sulla base di identici motivi di impugnazione (Consiglio di Stato sez. IV 23 giugno 2015 n. 3158)".

Ciò induce a ritenere che – anche indipendentemente dall'eventuale proposizione dell'appello – sia l'AATO che l'ARERA dovranno comunque considerare, ai fini dell'approvazione delle tariffe definitive 2016-2019:

  • la precedente sentenza del TAR Latina n. 638/2017 che ha annullato le penali, con la conseguenza che il PEF dovrà essere incrementato delle somme già decurtate a titolo di penali (oltre € 10 milioni); tale aspetto è stato ribadito dalla sentenza in commento che ha evidenziato come la questione sia già stata definitivamente risolta dallo stesso TAR;
  • nonché l'ulteriore istruttoria svolta dall'AATO nelle more del giudizio amministrativo in ordine agli oneri sostenuti da ACEA Ato5 cd. Opex QC (pari ad € 1.970.082,00) e all'incremento del tasso di morosità.

Ulteriormente, in merito al ricorso presentato dalla Società (ulteriori motivi aggiunti al ricorso n. 316/2016) dinanzi al Tar Latina, con contestuale domanda di risarcimento dei danni, avverso la deliberazione n. 7 del 13 Dicembre 2016, con la quale la Conferenza dei Sindaci ha deliberato la risoluzione del rapporto contrattuale con ACEA Ato5, con sentenza n. 638 pubblicata il 27 Dicembre 2017, il TAR Lazio - sezione distaccata di Latina - ha accolto il ricorso proposto dalla Società avverso la predetta deliberazione, annullando il provvedimento. I suddetti ricorsi non presentano argomentazioni di particolare novità o rilevanza rispetto a quanto già sottoposto al vaglio del Tribunale di primo grado, né gli appellanti hanno proposto istanza di sospensione cautelare. Ad ogni modo la Società ha provveduto al deposito degli atti di costituzione in entrambi i contenziosi, relativamente ai quali ad oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza. In data 26 e 27 Giugno 2018 sono stati notificati gli atti di appello proposti rispettivamente dall'Autorità d'Ambito, dal Comune di Ceccano e da altri Comuni dell'ATO 5, avverso la predetta sentenza n. 638/2017 del TAR Lazio – sezione distaccata di Latina

il 28 Febbraio 2017 è stata depositata la sentenza emessa dal Tribunale di Frosinone con la quale viene revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012 in favore della Società per il recupero del proprio credito (dell'importo di € 10.700.00,00) nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 Febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4 del 27 Febbraio 2007. Il Tribunale di Frosinone ha ritenuto nullo l'atto transattivo del 2007, respinto la domanda riconvenzionale subordinata di ACEA Ato5 al pagamento dei maggiori costi sostenuti (e originariamente richiesti) pari complessivamente ad € 21,5 milioni ed ha disposto la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dalla S.T.O. in merito al pagamento dei canoni di concessione che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando

l'esistenza di un credito residuo di circa € 7,0 milioni. Il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 Febbraio 2018. All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell' A.A.T.O. 5, ha concesso un rinvio al 4 Maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, provvederà alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 Settembre 2018. In tale sede, le Parti, alla luce del Tavolo di Conciliazione instaurato in data 11 Settembre 2018 con l'A.A.T.O. 5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa – tra le altre – anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 settembre 2019.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha annullato il decreto ingiuntivo di € 10.700.000, inizialmente emesso dal medesimo Tribunale. La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 Maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 Novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art.281 sexies c.p.c. La Società, anche sulla scorta del parere autorevole dei propri legali, ritiene che l'affermata nullità della transazione non determini il venir meno del diritto del Gestore ad ottenere la remunerazione dei maggiori costi sostenuti nella gestione e non coperti dalla tariffa.

In merito alle deliberazioni della Giunta Regionale n. 56 del 6 Febbraio 2018, n.129 del 27 Febbraio 2018 e n.152 del 2 Marzo 2018 (pubblicate sul BURL n.20 dell'8 Marzo 2018), che modificano la perimetrazione degli ambiti territoriali ottimali ed avverso le quali la Società ha provveduto a presentare ricorso dinnanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, la stessa Regione Lazio, l'8 Maggio 2018, ha deliberato:

  • "di sospendere l'efficacia della D.G.R. n. 56 del 6 Febbraio 2018 recante L.R. n. 5/2014 e L.R. n. 9/2017, art. 17, commi 98 e 99 – Individuazione Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico";
  • "di confermare l'attuale assetto dell'organizzazione del SII regionale in numero cinque AATO regionali, così come definiti con L.R. 6/1996 ed il relativo assetto gestionale dei cinque AATO regionali, così come nel tempo individuati in qualità di sottoscrittori delle apposite Convenzioni di gestione, fino alla loro naturale scadenza";
  • "di demandare al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo, nei successivi mesi sei dalla data della presente, ogni attività utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del SII, anche previa modificazione delle attuali norme che lo sovraintendono, anche previo qualificati contributi da reperire all'esterno della struttura regionale in materia di: sistema di regolazione, tutela dell'ambiente, tutela del consumatore, modello industriale, comparazione interregionale, valorizzazione della partecipazione dei territori e degli interessi sociali diffusi".

In merito al ricorso dinnanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche presentato dalla Società avverso le deliberazioni della Giunta Regionale n. 56 del 06 Febbraio 2018, n.129 del 27 Febbraio 2018 e n.152 del 2 Marzo 2018, all'udienza dell'11 Luglio 2018 la Regione Lazio ha rappresentato l'esigenza di avere un termine congruo per l'istruttoria da compiere in ragione del provvedimento di sospensione e, d'intesa con tutte le parti, la causa è stata rinviata per i medesimi incombenti all'udienza del 6 Febbraio 2019. È plausibile ritenere che la Regione voglia limitarsi a confermare l'assetto definito nei provvedimenti impugnati, sorreggendoli con una adeguata istruttoria.

Al riguardo, la Società ha ritenuto opportuno non partecipare al procedimento istruttorio, riservandosi di valutare eventuali ulteriori azioni da intraprendere all'esito dei provvedimenti che saranno assunti in futuro dalla Regione.

Con la determinazione del 21 Maggio 2018 DSAI/42/2018/IDR l'ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti della Società, in materia di regolazione tariffaria del servizio idrico integrato. Tale procedimento è il risultato della visita ispettiva effettuata dall'ARERA, in collaborazione con il Nucleo Speciale per l'energia e il sistema idrico della Guardia di Finanza, dal 20 al 24 Novembre 2017, presso la sede della Società.

Si segnala ancora che in data 5 Luglio 2018, in attuazione della deliberazione assunta dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in data 27 Giugno 2018, ha avuto luogo presso la sede legale della Società un'ispezione a seguito dell'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 27, co. 3, del D.Lgs. n. 206 del 2005, nonché ai sensi dell'art. 6 del "Regolamento" sulle procedure Istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti, clausole vessatorie" (di seguito "Regolamento").

Il procedimento è stato aperto a fronte delle segnalazioni effettuate all'Autorità, dalle Associazioni dei consumatori CO.DI.CI. e Federconsumatori Frosinone relativamente a presunti comportamenti scorretti ed aggressivi nei confronti di consumatori e piccole imprese, posti in essere dalla Società nel periodo Gennaio 2015 - Giugno 2018. Le contestazioni sollevate riguardano principalmente:

(i) inadeguata gestione delle istanze dei consumatori, in materia di consumi fatturati, senza che nel frattempo siano sospese le procedure di riscossione degli importi contestati, con conseguente invio di solleciti di pagamento con minaccia di distacco in pendenza di reclami o procedure di conciliazione;

(ii) recapito mancato o tardivo delle fatture, con conseguente impossibilità di accedere alla rateizzazione;

(iii) imposizione in sede di voltura/subentro in un'utenza preesistente ovvero in caso di nuova attivazione, del pagamento delle morosità maturate dal precedente intestatario dell'utenza, a fronte di modalità chiare ed idonee a dimostrare l'estraneità del subentrante rispetto al precedente utente.

All'esito dell'ispezione l'Autorità ha acquisito la maggior parte della documentazione specificata nella comunicazione di avvio del procedimento.

In data 3 Agosto 2018 si è provveduto a trasmettere all'AGCM riscontro alla richiesta di informazioni formulata nell'atto di avvio del procedimento - ai sensi dell'art. 12, co. 1 del Regolamento - nonché a presentare istanze di riservatezza e di restituzione relative alla documentazione ispettiva acquisita dalla stessa.

Relativamente alle predette istanze, con comunicazione del 29 Agosto 2018, l'AGCM ha respinto le istanze di restituzione ed ha, invece, differito la decisione sulle istanze di riservatezza.

Ulteriormente, in data 17 Agosto 2018, la Società ha trasmesso all'Autorità formulario per la presentazione degli impegni ai sensi dell'art. 27, comma 7 del codice del consumo e dell'art. 9 del regolamento, relativamente al quale in data 6 Novembre 2018 l'AGCM ha notificato il provvedimento con il quale ha respinto la proposta di impegni presentata dalla Società.

In data 21 Novembre 2018, su autorizzazione dell'Autorità, funzionari dalla stessa delegati, unitamente alla Guardia di Finanza -Nucleo Speciale Antitrust- hanno provveduto ad eseguire un'ulteriore ispezione presso la sede della Società, essendo stata disposta l'estensione oggettiva del procedimento PS9918 a nuovi e specifici profili. In particolare, sono state richieste informazioni ed acquisite documentazioni relative alla gestione delle perdite occulte ed al mancato riconoscimento della prescrizione. In data 11 Dicembre 2018 sono stati forniti puntuali riscontri alla richiesta di informazioni formulata nell'atto di integrazione oggettiva della comunicazione di avvio del procedimento, formulando contestualmente richiesta di audizione, concessa dall'Autorità per il giorno 10 Gennaio 2019.

Infine in data 2 Gennaio 2019 è stato notificato decreto di sequestro preventivo emesso in data 18 Dicembre 2018 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Frosinone, nell'ambito del procedimento penale n. 3910/18 r.g.n.r., pendente per la presunta violazione dell'art. 4 D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione infedele). In forza del predetto provvedimento è stato disposto il sequestro preventivo delle disponibilità finanziarie presenti su c.c. intestati ad ACEA Ato5 fino al valore di € 3.600.554,51. In data 11 Gennaio 2019 è stata depositata richiesta di riesame, la cui udienza di discussione è stata fissata al 1° Febbraio 2019 dinnanzi il Tribunale di Frosinone, in composizione collegiale. All'esito della predetta udienza in Camera di Consiglio, il Tribunale di Frosinone ha accolto la richiesta di riesame proposta e per l'effetto ha annullato il decreto di sequestro preventivo, disponendo la restituzione all'avente diritto di quanto in sequestro. Ad oggi il procedimento resta ancora pendente in fase investigativa

In ultimo si segnala che in data 10 Gennaio 2019 si è svolta audizione presso l'AGCM a fronte di formale istanza di parte formulata contestualmente al riscontro alle richieste di informazioni di cui al provvedimento di estensione oggettiva del procedimento.

Nel corso della predetta audizione, il legale incaricato a rappresentare e difendere la Società, rinviando a quanto già rappresentato nelle risposte alle richieste di informazioni formulate dall'autorità in sede di avvio e di estensione oggettiva del procedimento, ha evidenziato la costante attenzione mostrata dalla Società verso i propri consumatori, adottando a tale scopo una serie di misure e miglioramenti nelle procedure inerenti la gestione delle attività oggetto di contestazione da parte dell'Autorità.

La Società, ribadendo quanto già ampiamente esplicitato nei riscontri trasmessi all'Autorità, ha provveduto a fornire ulteriori informazioni e documentazione in merito alle attività poste in essere (collaborazione con l'OTUC, apertura sportello del consumatore, attività volte alla soluzione delle morosità storiche) in un'ottica di costante attenzione alle tematiche consumeristiche.

In data 20 Febbraio 2019 l'AGCM, in riferimento al procedimento PS/9918, ha comunicato di aver disposto la proroga del termine di conclusione del procedimento al 23 Maggio 2019.

In data 28 Febbraio 2019 è stata notificata dall'AGCM la comunicazione del termine di conclusione della fase istruttoria del procedimento P9918 - fissato alla data del 20 Marzo 2019 - con contestuale precisazione delle contestazioni elevate a carico della Società.

In particolare, l'Autorità ha abbandonato alcune delle iniziali contestazioni, confermando, invece, di aver rilevato delle criticità in materia di: (i) avvio delle procedure di recupero del credito in pendenza di reclamo, per il periodo antecedente alla procedura aziendale del 2018; (ii) prescrizione dei consumi, per il periodo antecedente alla modifica apportata a gennaio 2019 alla procedura adottata dalla Società in tema di prescrizione; (iii) gestione delle perdite idriche occulte.

Entro il predetto termine del 20 Marzo 2019 la Società potrà depositare memoria difensiva e documentazione a supporto, che saranno rimessi al Collegio insieme agli altri atti istruttori per l'adozione del provvedimento finale.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" e con riferimento ai procedimenti D.Lgs. 231/2001 al paragrafo della presente "Relazione Principali Rischi e Incertezze".

GORI

La Società gestisce il Servizio Idrico Integrato di tutto il territorio dell'Ambito Distrettuale "Sarnese Vesuviano" (definizione EIC) della Regione Campania (74 dei 76 Comuni, atteso che i Comuni di Calvanico e Roccapiemonte stanno provvedendo alla gestione in economia dei servizi idrici, non avendo ancora assicurato l'avvio della gestione del S.I.I. da parte della Società) che si sviluppa per una superficie di circa 900 kmq con una popolazione di circa 1,46 milioni di abitanti.

La rete idrica attualmente gestita si sviluppa per una lunghezza complessiva di 4.574,5 km e si articola in una rete di adduzione primaria che si estende per 467,2 km e in una rete di distribuzione di circa 4.107 km, mentre la rete fognaria si estende per circa 2.409 km.

Per quanto riguarda gli impianti, GORI, ad oggi gestisce 10 sorgenti, 90 pozzi, 170 serbatoi, 101 sollevamenti idrici, 174 sollevamenti fognari e 7 impianti di depurazione.

Sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 settembre 2002, la Società è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato.

Rapporti con la Regione Campania e con Acqua Campania per le forniture all'ingrosso

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo dal 1° gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018. In particolare, la Regione, l'EIC e la Società sono addivenute ad un accordo complessivo finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi: (i) l'assunzione, da parte di GORI della gestione del servizio e la presa in carico, a titolo di concessione e secondo le previsioni della vigente Convenzione di Gestione del S.I.I. dell'ATO 3, delle Opere Regionali e il loro conseguente efficientamento, incluso il ricollocamento ed il reimpiego efficiente del relativo personale addetto in attività del S.I.I., conformemente e con le modalità previste dallo Schema Regolatorio nonché dalla delibera di Giunta Regionale 243/2016 e dal relativo Accordo Quadro sottoscritto tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 agosto 2016 attuativo della medesima delibera 243/2016; (ii) l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi innanzi al Tribunale Civile di Napoli tra la concessionaria per la riscossione regionale Acqua Campania S.p.A. e GORI (R.G. n. 33575/2016) relativamente alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso", da un lato, e tra la Regione e GORI (R.G. n. 3878/2017) relativamente ai servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue", da un altro lato; (iii) l'utile accesso al mercato del credito da parte della Società al fine di attuare detti obiettivi; (iv) l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di competenza, l'equilibrio economicofinanziario della gestione del SII dell'ATO 3 laddove dovesse venire meno, anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità occorrenti per assicurare i finanziamenti richiesti al mercato del credito, attesa la mancata concessione da parte dell'ARERA, fino a tutto il 2018, del finanziamento a titolo di perequazione. A tale ultimo proposito, si evidenzia che, nella seconda metà del 2018, la Società ha già avviato una procedura per ottenere finanziamenti complessivi nella misura massima di € 110 milioni da parte di uno o più Istituti di Credito.

Accordo con ABC

In data 21 Dicembre 2018 è stato sottoscritto un atto transattivo tra GORI ed ABC allo scopo di definire e regolare i reciproci rapporti e di superare i contenziosi sorti per effetto di posizioni divergenti assunte tra le parti in merito alla tariffa applicata da ABC sulle sub forniture idriche. Sono state pertanto definite le somme da liquidare ad ABC, definendo in via transattiva un importo forfettario pari a circa € 8,3 milioni per le competenze fatturate a tutto il 31 Dicembre 2015 ed un importo pari a circa € 1,3 milioni per il periodo dal 1° Gennaio 2016 al 30 Settembre 2018 sulla base della tariffa di cui alle deliberazioni del Commissario dell'ATO2 n.27 del 17 Ottobre 2017 e n. 28 del 24 Ottobre 2017.

Aggiornamento dello Schema Regolatorio 2016÷2019 dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania

Preliminarmente, si chiarisce che l'ARERA, nell'ambito delle sue attribuzioni, ha determinato: un primo metodo tariffario transitorio per gli anni 2012 e 2013 (che ha sostituito interamente il precedente "metodo normalizzato" di cui al D.M. LL.PP. 1° agosto 1996), emanato con deliberazione 585/2012/R/idr ("Metodo Tariffario Transitorio" o "MTT"); un secondo metodo tariffario idrico per gli anni 2014 e 2015 emanato con deliberazione 643/2013/R/idr ("Metodo Tariffario Idrico" o "MTI"); un terzo e attualmente vigente metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio 2016÷2019, adottato con deliberazione 664/2015/R/idr, come modificata dalla successiva deliberazione 918/2017/R/idr ("Metodo Tariffario Idrico - 2" o "MTI-2").

Sulla base del metodo tariffario adottato dall'Autorità, l'Ente di Governo d'Ambito è tenuto a predisporre lo Schema Regolatorio per il periodo di riferimento che è poi approvato dalla medesima Autorità.

Difatti, il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, in esecuzione della deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr, ha predisposto lo Schema Regolatorio 2016÷2019 con deliberazione n. 19 dell'8 agosto 2016 e lo ha poi aggiornato, in esecuzione della deliberazione dell'ARERA 918/2017/R/idr, con la deliberazione n. 39 del 17 luglio 2018. Con tale ultima deliberazione: (i) è stata valorizzata la componente a conguaglio RCappr nella misura di euro 216.948.037; (ii) è stato riconosciuto il Vincolo ai Ricavi del Gestore ("VRG") per gli anni 2016 (VRG: euro 167.958.694); 2017 (VRG: euro 183.072.979), 2018 (VRG: euro 197.001.101) e 2019 (VRG: euro 206.352.671) nonché i corrispondenti "moltiplicatori tariffari" per gli esercizi 2018 (ϑ1,247505) e esercizio 2019 (ϑ 1,309880); (iii) è stato stabilito di destinare la quota FoNI già prevista per l'anno 2017 e non ancora utilizzata al finanziamento di agevolazioni tariffarie a carattere sociale; (iv) è stato istituito il Bonus Idrico integrativo con la valorizzazione della componente di costo OPsocial per gli anni 2018-2019; (v) è stata aggiornata la tabella n. 2 relativa a ratei, ammortamenti, mutui distinti per Comuni dell'ATO3. Inoltre, lo Schema Regolatorio 2016÷2019 aggiornato con la deliberazione 39/2018 è stato predisposto sulla base di un piano finalizzato alla piena attuazione del S.I.I. dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano che garantisca, contestualmente all'equilibrio economicofinanziario: (a) la sostenibilità sociale della tariffa del S.I.I. applicata agli utenti, (b) la realizzazione degli investimenti occorrenti al miglioramento del servizio nonché (c) il recupero dei conguagli tariffari accumulati. A tali fini, il vigente Schema Regolatorio dell'ATO 3 ha posto i seguenti obiettivi da raggiungere per garantire, come detto, la piena attuazione del S.I.I.: (i) il trasferimento e l'efficientamento delle "Opere Regionali" e, cioè, si ripete, le infrastrutture idriche ricadenti nell'ATO 3 ancora in gestione della Regione Campania ed elencate nella delibera della Giunta

Regionale 243/2016; (ii) il reimpiego e ricollocamento – sempre in un'ottica di efficientamento del S.I.I. – del personale addetto sulle Opere Regionali conformemente e con le modalità previste dagli accordi intervenuti con le Organizzazioni Sindacali sulla base dell'anzidetta delibera 243/2016 e del relativo Accordo Quadro del 3 agosto 2018 sopra indicato; (ii) la previsione di piani di rateizzazione della debitoria maturata dalla Società – sostanzialmente, in ragione della inadeguatezza del sistema tariffario effettivamente applicato fino al 2016 – per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti nei confronti della Regione Campania, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi per il pagamento delle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue".

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo dal 1° gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018.

Si richiamano integralmente le ulteriori informazioni contenute nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione" anche a proposito dei riflessi di natura finanziaria derivanti dalla conclusione delle attività al riconoscimento delle misure di perequazione.

Si segnala infine che dal 1° Gennaio 2018 decorrono gli effetti giuridici, amministrativi e fiscali della fusione per incorporazione della società GORI Servizi S.r.l. in GORI S.p.A. già perfezionata con atto stipulato in data 28 Dicembre 2017.

Gesesa

La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la Gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012 e confluita nell'E.I.C. regionale a fine anno 2018, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore Unico la gestione del Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione).

Nel corso del 2018 la Società ha iniziato a creare i presupposti coerentemente con quanto deliberato dal Consiglio per un nuovo percorso di crescita e di sviluppo finalizzato al raggiungimento di obiettivi strategici che prevedono la crescita aziendale. In tale ottica è stata già deliberata un'operazione di aumento di Capitale per aggregare nuove gestioni con l'affidamento diretto del Servizio Idrico Integrato da parte di nuovi Comuni, utilizzando uno strumento che è dato dalle disposizioni normative contenute nel D.Lgs.175/2016, recante il "Testo Unico in materia di società partecipate dalla pubblica amministrazione". La suddetta norma consente ai Comuni di acquisire partecipazioni societarie limitatamente ad attività, previste dall'art 4 del decreto, produttive di un servizio di interesse generale, previa una verifica da parte dell'ente della convenienza economica della gestione diretta o esternalizzata del servizio affidata ad operatori privati.

Ne discende per la Società l'opportunità di procedere a nuove acquisizioni di S.I.I. e quindi proseguire la politica di sviluppo sul territorio di competenze dell'ATO1, nelle more dell'individuazione del gestore unico, attuando uno sviluppo gestionale che, raggiunto almeno il 25 % della popolazione servita, collocherebbe la Società quale interlocutore capace di chiedere l'affidamento diretto dell'intero territorio come Gestore Unico.

Si segnala infine che l'ARERA ha avviato con Determinazione DSAI/26-2018 un procedimento per l'adozione di provvedimento sanzionatorio e prescrittivo in materia di regolazione tariffaria del SII.

La Società ha provveduto ad inoltrare memorie lo scorso 7 Giugno 2018 ed ha provveduto inoltre a rimborsare gli utenti per la parte impropriamente riscossa.

Allo stato si è in attesa delle risultanze dell'istruttoria del procedimento.

Nelle more, la Società ha provveduto a sanare alcune anomalie riscontrate dall'Autorità e nella proposta di aggiornamento tariffario biennale 2018/2019 ha provveduto a recepire per gli anni 2016/2017 alcune indicazioni e rilievi emersi nel corso della verifica ispettiva, contenuti nel corpo del provvedimento di avvio del procedimento sanzionatorio, ai fini di ridurre ogni eventuale impatto economico derivante dall'esito finale della verifica stessa.

Area Toscana - Umbria

Acque

In data 28 Dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale (la scadenza è ora fissata al 2026). Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con Deliberazione n° 6/2018 del 22 Giugno 2018 avente ad oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019" ha modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con delibera AIT n°32/2017 del 5 Ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023.

Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico finanziario e

l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine al 31 Dicembre 2026 al nuovo termine 31 Dicembre 2031.

La nuova proposta tariffaria 2018-2019 e l'allegato piano economico finanziario si pongono come obiettivi la sostenibilità della previsione di maggiori investimenti che il gestore dovrà attuare durante la concessione del servizio e, parallelamente, il contenimento dell'incremento delle tariffe da applicare agli utenti, attraverso l'estensione della durata della concessione di affidamento di ulteriori 5 anni.

Pertanto, per effetto della nuova proposta tariffaria, il moltiplicatore tariffario 2018 è stato pari a 5,39% mentre nella precedente delibera AIT 32/2017 lo stesso era pari al 6%.

La nuova proposta tariffaria 2018-2019, nonché l'aggiornamento delle annualità tariffarie 2016-2017, e tutti i documenti collegati (programma degli interventi, aggiornamento del piano economico finanziario, estensione della durata della concessione di ulteriori 5 anni) approvati dall'AIT con deliberazione 6/2018, sono stati approvati da ARERA con deliberazione 502/2018/R/idr del 9 Ottobre 2018 con modifica, rispetto alla proposta dell'AIT, degli OPEXqc riconosciuti in tariffa ma senza modifiche del moltiplicatore tariffario da applicare alle tariffe dell'anno.

Si informa infine che in data 24 Gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, si sono verificate le condizioni sospensive e, pertanto, il nuovo contratto di finanziamento ha acquisito efficacia. Il nuovo finanziamento è stato stipulato con un pool di banche e prevede due linee di credito: (i) Linea Term pari ad € 200,0 milioni erogata in un unico utilizzo e con scadenza finale unica al 29 Dicembre 2023 e, (ii) Linea RCF pari ad € 25,0 milioni erogabile in uno o più utilizzi entro il periodo di utilizzo e con scadenza finale il 29 Dicembre 2023. Tale linea dovrà essere utilizzata esclusivamente per far fronte alle esigenze finanziarie della Società connesse alla propria ordinaria attività.

Contestualmente all'operazione di stipula dei nuovi contratti di finanziamento sono stati stipulati 6 nuovi contratti di copertura fluttuazione dei tassi di interesse. I nuovi contratti prevedono il pagamento con periodicità semestrale da parte della Società, a partire dal 24 Gennaio 2019, di un tasso fisso alle controparti e in corrispondenza, un pagamento da parte delle controparti ad Acque di un tasso variabile.

Publiacqua

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

In merito alla nuova articolazione tariffaria l'AIT con delibera n. 29/2016 del 5 Ottobre 2016 ha approvato le tariffe per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2) ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015. L'ARERA ha approvato con delibera 687/2017R/idr le tariffe proposte dall'Autorità Idrica Toscana in data 12 Ottobre 2017. A seguito dell'approvazione della nuova articolazione tariffaria prevista dalla Delibera ARERA n. 665/2017/R/idr (TICSI), Publiacqua ha proceduto a fatturare secondo la nuova articolazione fin dal mese di agosto. Infine con delibera n. 24 del 7 Dicembre 2018, l'AIT ha approvato le tariffe 2018-2019.

Acquedotto del Fiora

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002.

Con riferimento all'aggiornamento delle tariffe per il periodo 2018-2019, in data 27 Luglio 2018 l'AIT, sulla base dei dati consuntivi raccolti riferiti alle annualità 2016 e 2017 e del Piano degli Investimenti, ha approvato la proposta di revisione tariffaria fissando i VRG ed i Teta degli anni 2018-2019 e ridisegnando anche l'intero profilo tariffario fino a fine concessione SII (Deliberazione Consiglio Direttivo dell'AIT n.17/2018 del 27 Luglio 2018). Attualmente, tale proposta tariffaria dell'EGA toscano è al vaglio dell'Autorità nazionale (ARERA) e solo dopo la ratifica da parte di quest'ultima si potrà dire definitivamente concluso l'iter approvativo.

Umbra Acque

In data 26 Novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 Dicembre 2027) L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008.

La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.

Alla data del 31 Dicembre 2018 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata dalla Delibera n.489/2018/R/idr del 27 Settembre 2018 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per il biennio 2018 - 2019, precedentemente proposto dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 9 del 27 Luglio 2018, che prevede per l'anno 2018 un decremento dello 0,09% rispetto all'anno 2017.

Si informa infine che in data 29 Dicembre 2018, è stata predisposta ed inviata formalmente all'AURI e all'ARERA l'istanza di estensione della durata dell'affidamento al 31 Dicembre 2031 ex artt. 5.2 e 5.3 della Convenzione e Delibera 656/2015/R/IDR.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Di seguito si riporta lo stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe nonché di approvazione dell'aggiornamento biennale (2018 – 2019) delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo.

Società Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") Status aggiornamento biennale (2018 – 2019)
ACEA Ato2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva
del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA
con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla
proposta dell'EGA; confermato premio qualità.
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario in
data 15 Ottobre 2018 e contestualmente ha rinviato l'approvazione
del TICSI (Testo Integrato dei corrispettivi idrici) recante i criteri di
articolazione tariffaria da applicare. L'ARERA ha approvato in data
13 Novembre 2018 con delibera 572 l'aggiornamento tariffario
2018-2019
ACEA Ato5 È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30
Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opexqc.
ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 Novembre 2016 e l'EGA
ha approvato la proposta tariffaria in data 13 Dicembre 2016
respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli
Opexqc. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario
2018-2019 in data 1° Agosto 2018. Si è attualmente in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
GORI In data 1° Settembre 2016 il Commissario Straordinario
dell'EGA ha approvato la tariffa con Opexqc a partire dal 2017.
Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
In data 17 Luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Acque In data 5 Ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e, contestualmente, anche
l'istanza di estensione della durata dell'affidamento di 5 anni, ovvero
sino al 31 Dicembre 2031. L'ARERA con delibera 502 del 9
Ottobre 2018 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Publiacqua In data 5 Ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. In data 12 Ottobre 2017, con delibera
687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
In data 7 Dicembre 2018 l'AIT ha provveduto ad approvare le
tariffe 2018-2019 con l'allungamento della concessione di 3 anni. Si
è attualmente in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Acquedotto
del Fiora
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. In data 12 ottobre 2017,
con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 Luglio 2018. Si è
attualmente in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Geal In data 22 Luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. In data 26 Ottobre 2017, con
delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
In data 12 Luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT.
Crea
Gestioni
A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, non avendo né i
Comuni dove è svolto il servizio né gli Enti d'Ambito di
riferimento alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio
2016-2019, la Società ha provveduto ad inoltrare le proprie
proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competenti/EGA i
dati ai fini dell'aggiornamento tariffario, salvo completamento in
corso per la parte sulla Qualità Tecnica. Considerando la
sostanziale inerzia dei soggetti preposti, la Società ha inoltrato l
richiesta ai Comuni in data 21 Dicembre 2018, con istanza inviata
all'ARERA in data 11 Gennaio 2019 e richiesta di diffida all'EGA lo
scorso 18 Gennaio 2019.
Gesesa In data 29 Marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del
Commissario Straordinario ha approvato la predisposizione
tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione
relativa alla revisione tariffaria 2018-2019 ed è stata avviata dallo
stesso EGA l'istruttoria con la previsione di giungere
all'approvazione delle tariffe entro il mese di Aprile 2019.
Nuove
Acque
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha
approvato le tariffe
In data 16 Ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT
Umbra
Acque
In data 30 Giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr.
L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27 Luglio 2018, ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA ha
provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con delibera n. 489
del 27 Settembre 2018

Nelle more del completamento degli iter di approvazione ancora in corso, i ricavi iscritti sono determinati sulla base dei regimi tariffari precedentemente approvati dall'ARERA o dai rispettivi Enti di Governo d'Ambito, come sopra meglio rappresentato.

Per maggiori dettagli in merito all'argomento si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

La tabella che segue indica, per ciascuna Società dell'Area Idrico, l'importo dei ricavi dell'esercizio 2018 valorizzati sulla base delle determinazioni tariffarie assunte dai rispettivi EGA o dall'ARERA. I dati sono comprensivi dei conguagli delle partite passanti, della componente Fo.NI., degli Opexqc o del premio art. 32.1 lettera a) delibera 664/2015/R/idr.

Società Ricavi da SII
(valori pro quota in € milioni)
FONI/Premio
(valori pro quota in € milioni)
ACEA Ato2 574,9 FNI = 20,7
AMMFoNI = 7,9
Premio = 33,6
ACEA Ato5 71,1 FNI = 6,8
AMMFoNI = 2,5
GORI 75,1
Acque 71,0 AMMFoNI = 4,3
Publiacqua 96,8 AMMFoNI = 9,3
Acquedotto del Fiora 43,6 AMMFoNI = 3,5
Gesesa 10,9 FNI = 0,1
Geal 7,8 FNI = 0,7
AMMFoNI = 0,4
Crea Gestioni 7,3
Umbra Acque 29,9 FNI = 1,6
AMMFoNI = 1,2

Area Industriale Infrastrutture Energetiche

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. %
Energia Prodotta (idro + termo) GWh 540 414 126 30,5 %
Energia Prodotta (fotovoltaico) GWh 10 12 (2) (16,4 %)
Energia Elettrica distribuita GWh 9.792 10.040 (248) (2,5 %)
TEE venduti/annullati Nr. 148.557 145.754 2.803 1,9 %
Nr. Clienti N/000 1.629 1.626 3 0,2 %
Km di Rete Km 30.704 30.344 360 1,2 %
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 687,2 659,1 28,1 4,3 %
Costi 326,5 326,1 0,4 0,1 %
Margine operativo lordo (EBITDA) 360,7 333,1 27,6 8,3 %
Risultato operativo (EBIT) 198,8 167,8 31,0 18,5 %
Dipendenti medi (n.) 1.387 1.366 21 1,6 %
Investimenti 238,3 209,4 28,9 13,8 %
Indebitamento finanziario netto 1.121,9 1.036,6 85,2 8,2 %
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2018 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Infrastrutture Energetiche 360,7 333,1 27,6 8,3 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 38,7 % 39,7 % (1,0 p.p.)

L'EBITDA al 31 Dicembre 2018 si è attestato a € 360,7 milioni e registra un incremento di € 27,6 milioni rispetto al 31 Dicembre 2017.

Tale variazione è imputabile in via prevalente alla società areti (+ € 29,8 milioni) in conseguenza degli aggiornamenti tariffari annui nel perimetro del quinto ciclo regolatorio (effetto variazione tariffe tra i due periodi posti a confronto) come da delibera ARERA n. 175/2018/R/eel del 29 Marzo 2018. Con riferimento al bilancio energetico, al 31 Dicembre 2018 areti ha immesso in rete 9.792 GWh in linea rispetto a quanto immesso nel 2017.

L'EBITDA del ramo della pubblica illuminazione è negativo per € 5,4 milioni, in riduzione rispetto al 31 Dicembre 2017 di € 9,8 milioni. La variazione è determinata dalla marginalità derivante dal Piano LED avviato alla fine di giugno 2016 sulla base di un accordo con Roma Capitale. Si segnala che nel corso del 2018 sono stati sostituiti 13.511 corpi illuminanti. Nel corso del 2019 verrà portato a completamento l'attività di trasformazione dei punti luce di tipo funzionale prevista dall'accordo, che ha subito un rallentamento, condiviso con Roma Capitale, dovuto alla revisione della temperatura colore e dell'indice di resa cromatica, riprogrammando così le trasformazioni delle armature di tipo artistico ed ornamentale principalmente ubicate nel centro storico.

Acea Produzione contribuisce all'aumento dell'EBITDA per complessivi € 10,1 milioni grazie all'aumento del margine energia del comparto della generazione idroelettrica che registra un incremento della produzione pari a circa il 12,5%, anche per il maggiore contributo degli impianti fluenti di Castel Madama, Mandela ed Orte (+ 10,8%), quello di S. Angelo (+ 30,0%) e del comparto di generazione termoelettrica che registra un significativo incremento (+ 80% rispetto allo scorso esercizio) a seguito del completamento della realizzazione dell'impianto di Tor di Valle. L'organico medio si incrementa di 21 unità interamente riferibili ad areti.

Il risultato operativo risente in via principale dai maggiori accantonamenti di periodo (+ € 10,1 milioni) principalmente per rischi regolatori ed esodo e mobilità, compensati dalla minore componente di svalutazione crediti (- € 11,1 milioni) dovuto agli effetti prodotti dalle svalutazioni operate lo scorso anno in merito alla vicenda legata a Gala.

L'indebitamento finanziario netto si è attestato, al 31 Dicembre 2018, ad € 1.121,9 milioni evidenziando un incremento di € 85,2 milioni rispetto al 31 Dicembre 2017. Gli effetti sono principalmente da ricondurre al crescente volume di investimenti, all'incremento del pay out nonché alle dinamiche del cash flow operativo.

Gli investimenti si attestano a € 238,3 milioni e per quanto concerne areti sono riferiti agli interventi sulla rete AT, MT e BT oltre ad una serie di interventi di ampliamento delle reti MT e manutenzioni straordinarie sulle linee aeree. Gli investimenti realizzati da Acea Produzione si riferiscono prevalentemente ai lavori di revamping impiantistico

della Centrale Idroelettrica di Mandela e per i lavori di estensione della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma.

Eventi significativi dell'esercizio 2018

GALA

Con delibera 50/2018/R/eel del 1° febbraio 2018 l'Autorità ha approvato un meccanismo di riconoscimento degli oneri altrimenti non recuperabili per il mancato incasso degli oneri generali di sistema. Tale disciplina prevede il riconoscimento dei crediti maturati dal 1° gennaio 2016, con istanza per il riconoscimento da presentare entro luglio 2018 prendendo a riferimento le fatture scadute da almeno 12 mesi.

Tale disciplina prevede che possano accedere al meccanismo solo i distributori che hanno versato a CSEA e al GSE la quota di oneri per la quale chiedono il reintegro. Sono state introdotte inoltre alcune restrizioni tali da non consentire l'integrale riconoscimento della quota relativa agli oneri generali. Avendo interesse ad aderire al meccanismo per ottenere un seppur parziale reintegro, la Società, avendo regolarmente anticipato la quota di oneri a CSEA e al GSE, ha tempestivamente depositato istanza. Conseguentemente, in data 30 settembre 2018 in virtù del meccanismo sopra descritto, areti ha potuto recuperare l'importo pari ad € 28,4 milioni a parziale compensazione degli oneri di sistema.

Al 31 Dicembre 2018 il credito complessivo maturato dalla Società ammonta ad € 73,6 milioni comprensivo degli interessi fatturati.

Allo stato della situazione, anche tenuto conto delle modifiche del quadro regolatorio derivanti dall'approvazione del meccanismo di reintegro degli oneri generali, si è proceduto prudenzialmente a rilevare la riduzione di valore del credito di areti verso GALA con riferimento alla quota trasporto e lavori maturata.

Si segnala inoltre che, con deliberazione n. 583 del 20 Novembre 2018, l'ARERA ha rigettato il reclamo presentato da Gala Power S.r.l., società del Gruppo Gala, avverso il rifiuto di areti di stipulare con la medesima società un contratto di trasporto, stante l'acclarata esistenza di un unico centro decisionale sussistente tra Gala Power e la sua controllante Gala, alla luce della significativa esposizione debitoria maturata da quest'ultima nei confronti di areti

Provvedimenti sanzionatori dell'ARERA

In merito alla delibera 62/2014/S/eel dell'ARERA si è ancora in attesa della comunicazione delle risultanze istruttorie mentre per quanto riguarda la delibera 512/2013/S/eel dell'ARERA, l'Autorità ha dato mandato alla presentazione del ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lombardia. Il Consiglio di Stato, con sentenza del 22 Febbraio 2018, ha annullato del tutto la sanzione, con la motivazione che, come da areti, la regolazione allora vigente non prevedeva alcun obbligo di registrazione dei solleciti conseguenti ad una prima segnalazione già registrata di un medesimo cliente.

Progetti di innovazione tecnologica

Progetto pilota "Nuovo Piano Contatori Digitali" e "Progetto contatori digitali 2.1G"

Al fine di confrontare le diverse tecnologie da impiegare in vista della fine del ciclo di vita dei contatori digitali attuali (2019-2020), areti ha completato gli approfondimenti tecnici legati allo sviluppo ed al consolidamento dei nuovi standard in corso di normalizzazione a livello europeo, anche tenendo conto della delibera 87/2016/R/eel dell'8 Marzo 2016 dell'ARERA, relativa alle «Specifiche funzionali abilitanti i misuratori intelligenti di seconda generazione (2G)».

Sono state altresì completate le sperimentazioni sulle diverse tecnologie disponibili per il protocollo di comunicazione in onda convogliata tra contatore e concentratore e per il protocollo di comunicazione per il canale di comunicazione di back up.

Conclusa la sperimentazione di cui sopra relativa al progetto PILOTA, è stato avviato il Progetto "CONTATORI DIGITALI 2.1G".

In particolare è stato avviato l'iter per la procedura di selezione del fornitore degli apparati di campo (contatore e concentratore) e del relativo Centro di Gestione (quest'ultimo da considerare come fornitura opzionale), con i relativi servizi a supporto, con l'obiettivo di iniziare lo sviluppo della soluzione nel corso del 2019 e la posa massiva nel corso dell'anno successivo.

L'avvio del piano di posa massiva è subordinato all'approvazione del Piano Massivo di Sostituzione all'Autorità, da presentare secondo le scadenze normative.

Evoluzione piattaforma Smart Grid Intelligence (SGI – Dati elettrici)

Sono stati collaudati e rilasciati gli algoritmi per il calcolo degli indici di impatto, del tasso di guasto e del rischio per gli elementi (rami e nodi) della rete MT. Ciò permette al sistema SGI di calcolare e aggiornare in tempo reale la metrica di impatto, tasso di guasto e rischio per la rete MT. E' previsto nel piano strategico lo sviluppo della piattaforma SGI, in accordo con gli sviluppi previsti per l'integrazione dei dati e dei sistemi dedicati alla sensoristica in campo e con quelli relativi alle piattaforme innovative di sistema centrale, con particolare attenzione all'implementazione di algoritmi specifici per la valutazione del rischio.

Progetto San Saba

Il progetto consiste nella riqualificazione di una porzione delle reti di BT e MT in contesto metropolitano pubblico e privato e nella contemporanea predisposizione di una rete in fibra ottica a supporto del servizio elettrico. Questi nuovi impianti permettono l'impiego di apparecchiature tecnologicamente avanzate, soprattutto finalizzate a garantire una maggiore flessibilità della manovra e protezione delle porzioni di rete asservite all'alimentazione dei clienti finali, con lo scopo di migliorare la qualità e la continuità del servizio erogato.

Progetto DRONI

Con riferimento al Progetto Droni, nel 2017 è stato sperimentato l'uso del velivolo teleguidato (sviluppato nel 2016), per le ispezioni sulle linee elettriche aeree, è stato inoltre, depositato in data 6 Giugno 2017 il brevetto relativo al "Sistema audio per ultrasuoni", utilizzato per la rilevazione delle scariche parziali sulle linee aeree stesse. Sono in corso ulteriori sviluppi per la definizione di soluzioni che utilizzino droni inoffensivi per azioni d'ispezione massive semplificate. È stato definito, infine, il progetto di Drone terrestre (gommato) per ispezioni automatiche nelle Cabine Primarie e/o in altri siti sensibili. Tale progetto prevede la realizzazione del primo step nel corso del 2019. A settembre 2018 è stato consegnato il drone inoffensivo da utilizzarsi con specifiche prove operative nel corso del 2019. A dicembre 2018 è stato consegnato il Pick-up per la realizzazione del laboratorio mobile per le missioni di lavoro con i Droni.

Progetto Cabina Primaria e Secondaria 2.0

Il Progetto Cabina Primaria 2.0 (CP 2.0), da svilupparsi nel corso del biennio 2018 - 2019 con implementazione in campo immediatamente successiva, prevede la definizione di una nuova Architettura del Sistema di Protezione Comando, Controllo della Cabina Primaria (CP), che preveda all'interno della cabina primaria un apparato che abbia la funzione di gestione integrata della rete MT sottesa.

Il Progetto Cabina Secondaria 2.0 sviluppato nel corso del 2018 per la parte progettuale e prototipizzazione, prevede il completamento nel corso del 2019 col consolidamento della soluzione. Il progetto oltre a quanto già previsto per il telecontrollo e l'automazione dei componenti MT della cabina secondaria prevede l'obiettivo di definire un apparato di cabina secondaria che realizzi la gestione integrata di tutta la rete BT sottesa.

Progetto FIBRA OTTICA

La Società sta progettando e realizzando una rete in fibra ottica per la connettività delle cabine primarie della rete di distribuzione che rappresenta anche il backbone principale di telecomunicazione alla quale si connette la sottostante rete secondaria sviluppata nell'ambito del "progetto F.O. secondaria". Tale backbone garantirà sicurezza e affidabilità nel transito delle informazioni tra il centro e la periferia utile a garantire la corretta funzionalità dei sistemi di Operation Technology e dei sistemi di gestione della rete. In parallelo a questa attività, contestualmente ai Piani Regolatori BT ed MT, areti ha previsto la realizzazione di una rete in fibra ottica. In particolare tale rete consentirà di raggiungere ogni cabina secondaria per il telecontrollo delle apparecchiature installate e ove possibile i punti di misura allo scopo di veicolare presso i sistemi centrali tutte le informazioni acquisite attraverso sensori e apparati di campo.

Inoltre, sempre in parallelo ai piani regolatori MT e BT, areti sta costruendo la rete in Fibra Ottica della società Open Fiber, in forza di un accordo sottoscritto con la stessa, per la realizzazione delle rispettive reti di comunicazione elettroniche sfruttando reciprocamente le opere realizzate dalle singole società. Tale accordo garantirà ad areti la possibilità di connettere ogni nodo della propria rete (CP o CS) anche nelle aree del territorio dove non sono previsti interventi sulla rete elettrica.

Illuminazione Pubblica

Al 31 Dicembre 2018 sono state effettuate 13.511 trasformazioni (per un totale di 170.556 trasformazioni). Il Piano prevedeva il termine delle attività entro i primi mesi del 2018. Tuttavia, a seguito della revisione della temperatura colore e dell'indice di resa cromatica effettuata dal Gruppo di lavoro che ha visto coinvolti il SIMU, la Sovrintendenza e l'Università di Roma La Sapienza, le trasformazioni delle armature di tipo artistico ed ornamentale hanno subito una riprogrammazione che ne ha posticipato la conclusione. I rimanenti circa 12.000 punti luce, principalmente ubicati nell'area della città storica, saranno dunque oggetto di trasformazione nel corso del 2019. Si segnala che sono stati avviati alla realizzazione progetti di trasformazione a LED e adeguamento tecnologico di importanti siti storico-artistici come il Campidoglio, l'Isola Tiberina, Piazza Navona e Ponte Mazzini.

Produzione di energia elettrica

Il sistema di produzione di Acea Produzione è oggi costituito da un insieme di impianti di generazione, con una potenza installata complessiva di 226,6 MW, composto da cinque centrali idroelettriche (tre delle quali situate nel Lazio, una in Umbria e una in Abruzzo), due impianti c.d. "mini idro", Cecchina e Madonna del Rosario, due centrali termoelettriche, Montemartini e Tor di Valle, quest'ultima oggetto di un importante repowering completato a fine 2017. Tor di Valle è ora costituita da un moderno impianto di cogenerazione ad alto rendimento, in sostituzione del precedente impianto a ciclo combinato; la nuova centrale è costituita da due motori alimentati a gas metano ad alta efficienza ciascuno con una potenza elettrica di 9,5 MW, per un totale di 19 MW, oltre che da tre caldaie di integrazione e 6 serbatoi di accumulo. La centrale nell'attuale configurazione, oltre a vendere energia elettrica sul Mercato a Pronti dell'energia nelle ore più remunerative, fornisce energia elettrica in SEU al totale delle utenze elettriche del contiguo Depuratore Roma Sud e l'energia termica necessarie per l'erogazione del servizio di teleriscaldamento ai quartieri di Torrino Sud, Mostacciano e Mezzocammino nel Comune di Roma. Sempre in relazione al sito produttivo di Tor di Valle, si è concluso nel corso del 2018 la totale demolizione del vecchio modulo di cogenerazione costituito da una turbina a gas in ciclo aperto da 19 MW elettrici, in esercizio dai primi anni '80, in coerenza con quanto previsto dall'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata.

A questa dotazione vanno aggiunti i cinquantadue impianti fotovoltaici per una potenza installata pari a 8,6 MWp.

Nell'esercizio 2018 la Società ha realizzato, tramite gli impianti direttamente posseduti, un volume di produzione pari a 548,6 GWh. Nel periodo, la produzione della Società si suddivide nella quota relativa alla produzione da impianti idroelettrici di 467,7 GWh, nella quota relativa alla produzione da impianti c.d. mini idro di 2,6 GWh, nella

quota relativa alla produzione termoelettrica di 68,4 GWh e nella quota relativa alla produzione da fotovoltaico di 10,1 GWh.

Per quanto riguarda l'attività di teleriscaldamento la Società, attraverso il modulo di cogenerazione della centrale Tor di Valle, ha fornito calore ai quartieri Torrino Sud e Mostacciano (ubicati nella zona sud di Roma) per complessivi 73,1 GWht, per un totale di 3.244 utenze servite (253 condomini e 2.991 unità immobiliari). Cogenerazione

La gestione operativa di Ecogena, si concentra principalmente su tre aree: (i) la consulenza nel settore delle Esco, ed offerta di servizi legate agli obblighi di incremento dell'efficienza energetica di terze parti; (ii) la fornitura di servizio energia mediante gestione di impianti cogenerativi (o trigenerativi) e reti di teleriscaldamento e vendita dell'energia prodotta ai Clienti; e (iii) il coordinamento delle società del Gruppo relativamente ai progetti di efficienza energetica.

Il sistema di produzione della Società è oggi costituito da un insieme di impianti cogenerativi, abbinati a reti di teleriscaldamento, per un totale di 6,6 MW di potenza elettrica installata presenti in Umbria e nel Lazio. Nel 2018 la Società ha realizzato un volume di produzione pari a circa 15 GWh (elettrica), 26 GWh (termica) e 9 GWh frigorifera.

Con riferimento all'impianto Europarco è entrata a regime l'erogazione del servizio all'edificio ENI 4 che è stata avviato nel corso del mese di Giugno 2018. Sono terminati invece i lavori per l'allaccio dell'edificio ENI2 il cui avvio del servizio è previsto per il 1° Febbraio 2019.

Sono tutt'ora in corso le attività previste dall'atto transattivo di Agosto 2017, con particolare riferimento ai lavori che il Fondo Upside si è impegnato ad affidare ad Ecogena. La sottoscrizione del contratto fra Ecogena ed Upside per la costruzione di un parcheggio sopraelevato di 450 posti è prevista entro il mese di Febbraio 2019.

Si segnala infine che sul fronte dei contenziosi in data 27 Dicembre 2018 è stato sottoscritto con la società Cinecittà Parchi, un Accordo Transattivo che prevede la risoluzione di entrambi i contratti vigenti e riconoscimento da parte di Cinecittà ad Ecogena a titolo di stralcio totale di € 1,0 milioni con impegno di Ecogena allo smontaggio dell'impianto entro il 2021. Sulla scorta di tale atto di transazione entrambe le parti hanno convenuto di abbandonare ogni giudizio e/o procedimento esecutivo medio tempore incardinato e/o incardinando tra le stesse..

Sul fronte Efficienza Energetica e Sviluppo si informa è stata presentata la prima rendicontazione per la consuntivazione dei risparmi per il lotto 0 del Piano Led di Roma Capitale. Si è in attesa della conclusione dell'iter di approvazione per poter procedere alla presentazione della seconda rendicontazione. Inoltre nel mese di Agosto è stata avviata la fase di prima rendicontazione relativa al lotto 2 del Piano Led di Roma Capitale mentre a settembre è stata ricevuta la richiesta di integrazione del progetto a consuntivo presentato al GSE per il Piano Led di Roma Capitale riguardante le gallerie

Area Industriale Ingegneria e Servizi

Dati operativi e risultati economici e patrimoniali del periodo

Dati operativi U.M. 2018 2017 Variazione Var. %
Verifica tecnico-professionale Numero
imprese
226 74 152 0 %
Ispezioni in cantiere Numero
ispezioni
11.270 8.884 2.386 26,9 %
Coordinamenti della Sicurezza Numero CSE 315 112 203 181,2 %
Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18
31/12/17
Variazione Variazione %
Ricavi 74,1 84,4 (10,3) (12,2 %)
Costi 56,1 69,8 (13,8) (19,8 %)
Margine operativo lordo (EBITDA) 18,0 14,5 3,5 23,9 %
Risultato operativo (EBIT) 15,5 11,5 4,0 34,9 %
Dipendenti medi (n.) 265 319 (54) (16,9 %)
Investimenti 1,6 0,8 0,7 90,5 %
Indebitamento finanziario netto (13,3) 12,3 (25,6) 0 %
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2018 2017 Variazione Variazione %
Margine operativo lordo Area Ingegneria e Servizi 18,0 14,5 3,5 23,9 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale 1,9 % 1,7 % 0,2 p.p.

L'Area, costituita in conseguenza delle modifiche organizzative di Maggio 2017, chiude il 2018 con un EBITDA di € 18,0 milioni con un incremento, rispetto all'esercizio precedente, di € 3,5 milioni principalmente riferibili ad Acea Elabori e dovuti alla crescita delle prestazioni effettuate nei settori dell' ingegneria e della ricerca ed innovazione svolti prevalentemente per il settore Idrico.

Nell'Area sono comprese Ingegnerie Toscane e TWS, che registrano rispettivamente un EBITDA di € 2,3 milioni sostanzialmente in linea con lo scorso esercizio (+ € 0,5 milioni) e di € 0,7 milioni ed anch'esso in linea con il 2017 (+ € 0,1 milioni).

L'organico medio al 31 Dicembre 2018 si attesta a 265 unità e risulta in diminuzione rispetto al 31 Dicembre 2017 (erano 319 unità) per gli effetti derivanti dal ramo Facility Management trasferito ad ACEA alla fine dello scorso esercizio. Tale operazione ha comportato il trasferimento di 55 risorse da Acea Elabori ad ACEA S.p.A.

Gli investimenti si attestano a € 1,6 milioni riguardano principalmente attrezzature industriali acquistate da Acea Elabori.

L'indebitamento finanziario netto al 31 Dicembre 2018 è positivo per € 13,3 milioni e registra un miglioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2017 di € 25,6 milioni imputabile ad Acea Elabori per € 18,1 milioni e dovuto principalmente agli incassi per i lavori svolti verso le correlate ACEA Ato2 e ACEA Ato5, nonchè a TWS per € 7,5 milioni dovuto agli incassi per lavori svolti verso Publiacqua ed Umbriadue.

Eventi significativi dell'esercizio 2018

Acea Elabori

Attività di laboratorio

Il laboratorio di Acea Elabori offre servizi analitici sulle diverse matrici ambientali connessi con le prescrizioni dettate dalle normative di riferimento.

Nel 2018, nell'ambito delle attività analitiche effettuate sulle acque destinate al consumo umano, sono stati effettuati servizi analitici su 13.334 campioni e prodotte 451.365 determinazioni analitiche contro le 420.011 determinazioni analitiche del 2017. Con riferimento ai controlli effettuati per le acque reflue (sistemi fognari e depurativi gestiti dal Gruppo Acea) sono stati analizzati 10.719 campioni per un totale di 179.197 determinazioni analitiche (8.595 campioni e 215.377 determinazioni analitiche nel 2017).

Attività di ingegneria

Acea Elabori fornisce servizi di ingegneria alle società dell'Area Idrico, in particolare ad ACEA Ato2 e ACEA Ato5. Nel corso degli ultimi anni, la Società ha consolidato lo sviluppo delle attività di ingegneria anche nelle Aree Infrastrutture energetiche ed Ambiente di ACEA S.p.A. con la progettazione e la direzione dei lavori di opere per la valorizzazione dei rifiuti e per la produzione di energia idroelettrica e termoelettrica e con attività correlate "specialistiche e di supporto".

L'attività di direzione dei lavori ha riguardato anche l'esecuzione di scavi archeologici per l'acquisizione delle autorizzazioni preventive necessarie in fase di progettazione delle opere.

Attività di ricerca e innovazione

Acea Elabori svolge attività di Ricerca e Innovazione nel settore idrico, ambientale ed energetico e sviluppa progetti di ricerca applicata finalizzati alla modellizzazione, all'innovazione tecnologica – digitale e all'ottimizzazione gestionale dei processi.

Nel 2018, a seguito della emergenza idrica che ha coinvolto la città di Roma lo scorso anno, sono proseguite le attività di ricerca perdite. Quest'ultima ha previsto una ulteriore fase di ricerca perdite della rete della città di Roma ed ha inoltre avviato una prima fase anche sulle reti dei comuni dell'intero ambito territoriale AATO2.

Si segnala infine che Acea Elabori ha collaborato con Acea - Open Innovation a studi di mercato per ricercare innovazioni e start-up per avviare progetti di sperimentazione (insieme ad Università e Società specialistiche) al fine di applicare idee innovative a casi reali, insieme alle Società del Gruppo, oltre ad alcune iniziative di collaborazioni in progetti finanziati.

TWS

L'attività principale della Società è la realizzazione e la ristrutturazione di opere strumentali all'esercizio del Servizio Idrico Integrato, ed in particolare di impianti per il trattamento delle acque – potabili e reflue – nonché servizi di progettazione e di ingegneria in quanto correlati alle attività di costruzione impianti.

Nel corso del 2018 sono proseguite le attività relative ai contratti di costruzione assunti dal mercato prima dell'ingresso della Società nel Gruppo ACEA ed al contempo la progressiva implementazione delle attività di realizzazione di opere in favore delle Società del Gruppo – segnatamente ACEA Ato2.

Coerentemente col percorso intrapreso di concentrazione verso il core business rappresentato dalle attività di progettazione e costruzione di impianti, è stata portata a termine la dismissione delle residue attività gestionali, disperse sul territorio e di modesta redditività.

Corporate

Risultati economici e patrimoniali dell'esercizio

Risultati economici e patrimoniali
(€ milioni)
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ricavi 129,5 120,5 9,0 7,5 %
Costi 164,4 134,2 30,3 22,6 %
Margine operativo lordo (EBITDA) (34,9) (13,7) (21,2) 155,1 %
Risultato operativo (EBIT) (6,6) (61,6) 54,9 (89,2 %)
Dipendenti medi (n.) 663 589 74 12,5 %
Investimenti 10,0 10,7 (0,6) (5,9 %)
Indebitamento finanziario netto 236,4 257,3 (20,9) (8,1 %)
Margine Operativo Lordo (EBITDA)
(€ milioni)
2018 2017 Variazione %
Margine operativo lordo Area Corporate (34,9) (13,7) (21,2) 155,1 %
Margine operativo lordo GRUPPO 933,2 840,0 93,3 11,1 %
Peso percentuale (3,7) % (1,6) % (2,1 p.p.)

La Corporate chiude il 2018 con un livello negativo di EBITDA pari ad € 34,9 milioni (- € 21,2 milioni rispetto al 31 Dicembre 2017), per l'iscrizione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 16,2 milioni comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (per maggiori dettagli si rinvia a quanto specificato nel paragrafo successivo), per la revisione dei contratti di servizio a cui si aggiunge un aumento dei costi per Information Technology.

L'organico medio al 31 Dicembre 2018 si attesta a 663 unità e risulta in aumento rispetto all'esercizio precedente (erano 589 unità). Tale aumento è principalmente dovuto all'acquisizione del ramo di Facility Management che ha comportato il trasferimento di 55 risorse da Acea Elabori ad ACEA S.p.A.

Gli investimenti si attestano a € 10,0 milioni e, rispetto al 2017, si riducono di € 0,6 € milioni. Gli investimenti si riferiscono principalmente agli sviluppi informatici e agli investimenti sulle sedi adibite alle attività aziendali.

L'indebitamento finanziario netto al 31 Dicembre 2018 è pari a € 236,4 milioni e registra un miglioramento rispetto alla chiusura dell'esercizio 2017 di € 20,9 milioni. Tale variazione discende dal fabbisogno di Gruppo e di ACEA generato dalle variazioni del circolante, fra cui il pagamento di debiti verso fornitori.

Eventi significativi dell'esercizio 2018

Provvedimento A/513 - Sanzione Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di ACEA, ACEA ENERGIA e ARETI

L'AGCM in data 8 Gennaio 2019 ha notificato alla Società il Provvedimento conclusivo del Procedimento A/513. Nel detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato, in solido, ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva di € 16.200 mila.

In ragione di tale solidarietà e in considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della Capogruppo Acea che ha contestualmente manlevato le controllate areti S.p.A. ed Acea Energia S.p.A. rinunciando ad azioni di rivalsa o pretese nei confronti delle predette controllate.

La Società sta considerando l'opportunità di presentare ricorso al TAR avverso il suddetto provvedimento sanzionatorio e, contestualmente, sta valutando le misure da adottate in ottemperanza alle prescrizioni dell'AGCM.

Fatti di Rilievo intervenuti nel corso dell'esercizio

Acea S.p.A. e Open Fiber: accordo per l'evoluzione delle reti e lo sviluppo di servizi innovativi per la città di Roma

Il 12 gennaio 2018 l'Amministratore Delegato di Acea S.p.A. Stefano Donnarumma e Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, a seguito del Memorandum of Understanding firmato il 3 agosto 2017, hanno siglato un'intesa che definisce termini e condizioni del complessivo accordo industriale per lo sviluppo di una rete di comunicazione a banda ultra larga nella città di Roma.

Acea S.p.A. Collocamento di emissioni obbligazionarie per € 1 miliardo

Il 1° febbraio 2018, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari ad € 300 milioni della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) ed a € 700 milioni della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%), a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 3 miliardi. L'emissione del prestito obbligazionario, destinato esclusivamente a investitori istituzionali dell'Euromercato, ha avuto successo, ricevendo richieste pari a oltre 2,5 volte l'ammontare delle Obbligazioni offerte. Fitch Ratings e Moody's hanno attribuito all'emissione un rating rispettivamente pari a BBB+ e Baa2 in linea con quello di ACEA.

Acea S.p.A. L'Assemblea degli azionisti approva Bilancio 2017 e la distribuzione di un dividendo pari a 0,63 euro per azione

Il 20 aprile 2018 l'Assemblea degli Azionisti di Acea S.p.A. ha approvato il Bilancio 2017 e la distribuzione di dividendo pari a € 0,63 per azione che sarà messo in pagamento a partire dal 20 Giugno 2018 (data stacco cedola 18 giugno, record date 19 Giugno).

Acea S.p.A. Nomina del consigliere Michaela Castelli Presidente del Consiglio di Amministrazione

Il 21 Giugno 2018, il Consiglio di Amministrazione di Acea S.p.A., confermando l'apprezzamento per il lavoro dell'Amministratore Delegato e nello spirito di continuità della gestione e degli obiettivi aziendali, ha deliberato all'unanimità la nomina del consigliere Michaela Castelli Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Acea S.p.A. ACEA entra nel settore della distribuzione del gas

L'11 Ottobre 2018 ACEA ha sottoscritto un accordo con le società Alma C.I.S. Srl e Mediterranea Energia SCARL per l'acquisizione del 51% del capitale da loro detenuto nella società Pescara Distribuzione Gas Srl, attiva nella distribuzione di gas metano nel Comune di Pescara. Le due società venditrici, che manterranno il 49% del capitale, parteciperanno in sinergia con ACEA alla gestione industriale dell'infrastruttura. Pescara Distribuzione Gas governa l'intera rete di distribuzione del Comune di Pescara ed è proprietaria di circa la metà della stessa, la restante fa capo al Comune, per un totale di 325 Km di rete e circa 62 mila PDR. Il valore economico dell'operazione, in termini di enterprise value per il 100% della società, è di 17 milioni di Euro. Questa, a seguito dell'operazione, verrà consolidata da ACEA al 100%, con un contributo all'EBITDA previsto, su base annua, di circa € 1,8 milioni.

Acea S.p.A. Moody's conferma il rating di ACEA a "Baa2" e l'outlook "stabile"

L'11 Ottobre 2018 Moody's ha confermato per ACEA il rating ''Baa2'' con outlook "stabile''. La conferma dell'outlook per la Società è dovuta principalmente alle seguenti motivazioni: il business mix prevalentemente focalizzato su attività regolamentate con limitata esposizione al rischio prezzo e volume; il piano strategico focalizzato su attività regolamentate e tale da assicurare flessibilità finanziaria.

Acea S.p.A. GORI, siglato accordo con Regione Campania ed Ente Idrico Campano

L'8 Novembre 2018 GORI SpA, gestore del S.I.I. (servizio idrico integrato) nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano della Regione Campania e partecipata da ACEA al 37%, attraverso la controllata Sarnese Vesuviano Srl, ha perfezionato un accordo industriale di lungo periodo con la Regione Campania e l'Ente Idrico Campano che fissa i termini e le condizioni sulla base dei quali la Società completerà l'assunzione degli impianti e la gestione del S.I.I. nel territorio di riferimento. Tale accordo si inserisce nel contesto del rinnovato impegno alla cooperazione tra le istituzioni regionali e ACEA, nella prospettiva del reperimento delle risorse per la migliore gestione del S.I.I. e del consolidamento integrale della Società.

Fatti di rilievo intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio Acea S.p.A. Provvedimento AGCM – Procedimento n. A 513

L'8 Gennaio 2019 è stato notificato al Gruppo Acea un Provvedimento adottato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato recante una sanzione amministrativa pecuniaria di € 16.199.879,09 nei confronti di Acea SpA, Acea Energia SpA e areti SpA, in solido tra loro, con riferimento al procedimento n. A 513, per abuso di posizione dominante nel mercato della vendita dell'energia elettrica.

Il Gruppo Acea, sicuro di avere sempre agito in una logica di totale correttezza, si riserva l'adozione di ogni iniziativa a tutela delle proprie ragioni.

Acea S.p.A. Perfezionata l'acquisizione del 51% del capitale della società - Pescara Distribuzione Gas

Il 18 Marzo 2019 ACEA SpA e le società Alma C.I.S. srl e Mediterranea Energia Soc. Cons.a.r.l., ottenuta l'approvazione da parte del Comune di Pescara, hanno perfezionato il closing per l'acquisizione da parte di ACEA del 51% del capitale della società Pescara Distribuzione Gas srl, attiva nella distribuzione di gas metano nel Comune di Pescara.

Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto a diverse tipologie di rischi, e in particolare a rischi regolatori e normativi, rischi operativi e ambientali, rischi di mercato, rischio liquidità, rischio di credito ed a rischi connessi al rating. Al fine del contenimento di tali rischi il Gruppo ha posto in essere attività di analisi e di monitoraggio che sono di seguito dettagliate.

È necessario evidenziare che non si prevedono, alla data di predisposizione della corrente Relazione sulla Gestione, particolari rischi e incertezze, oltre quelli menzionati nel presente documento, che possano determinare effetti significativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo ACEA.

Rischi Regolatori e Normativi

È noto che il Gruppo ACEA opera prevalentemente nei mercati regolamentati ed il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati nonché le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano possono significativamente influire sui risultati e sull'andamento della gestione. Pertanto il Gruppo si è dotato di una struttura che possa intensificare i rapporti con gli organismi di governo e regolazioni locali e nazionali.

Tale struttura assicura il monitoraggio della evoluzione normativa, sia nella fase di supporto alla predisposizione di commenti ed osservazioni ai Documenti di Consultazione, in linea con gli interessi delle società del Gruppo, che nella coerente applicazione delle disposizioni normative all'interno dei processi aziendali, dei business dell'energia elettrica, del gas e dell'acqua.

La natura del business espone inoltre il Gruppo Acea al rischio di non conformità alla normativa a tutela dei consumatori ex D.lgs. 206/2005, ossia il rischio connesso principalmente alla commissione di illeciti consumeristici/pratiche commerciali scorrette o pubblicità ingannevole (attraverso attività quali: omissione di informazioni rilevanti, diffusione informazioni non veritiere/forme di indebito condizionamento, clausole vessatorie nei rapporti commerciali con i consumatori, oltre che a rischi di non conformità alla normativa a tutela della concorrenza, ossia il rischio connesso principalmente al divieto, per le imprese, di porre in essere intese restrittive della concorrenza e di abusare della propria posizione dominante sul mercato (attraverso attività quali: ripartizione del mercato, manipolazione delle gare d'appalto, accordi restrittivi e altri tipi di accordi anticoncorrenziali, scambio di informazioni sensibili sotto i profili commerciale/concorrenziale potenzialmente in grado di costituire un'attività di cartello).

Le regole di assetto territoriale e di governance del servizio idrico integrato continuano ad essere oggetto di specifici interventi normativi; risultano infatti in itinere due differenti disegni di Legge (A.C.52, prima firmataria On. F. Daga, e A.C. 773, prima firmataria On. F. Braga) che, riprendendo temi già proposti in precedenza, intendono intervenire, con differenti modalità, sul governo e sulla gestione pubblica del ciclo integrale delle acque. I due disegni di legge, il cui esame è stato congiunto e dichiarato urgente, risultano in corso di esame in sede Referente alla Commissione Ambiente della Camera.

Tra i rischi normativi sono comprese tutte quelle non conformità, con particolare riguardo per il Gruppo ACEA alle violazioni in materia di ambiente (generati ad es. dalle attività di produzione e/o trattamento dei reflui urbani e dei rifiuti, , e di salute e sicurezza sul lavoro, mitigati attraverso l'adozione di sistemi di gestione certificati, rispettivamente UNI EN ISO 14011:2015 e BS OHSAS 18001:2007), che possono provocare l'applicazione di sanzioni amministrative e/o penali, anche di natura interdittiva.

Al riguardo, alcuni delitti di nuova introduzione sono andati ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

La Legge 199 del 2016 in vigore dal 4 Novembre 2016, ha modificato l'art. 603-bis del codice penale, «Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro», e lo ha inserito fra i reati presupposto all'art. 25-quinquies.

Il D.lgs. 38 del 2017 in vigore dal 14 Aprile 2017, ha modificato l'art. 2635 «Corruzione tra privati» del Codice Civile e ha introdotto ex novo l'art. 2635 bis «Istigazione alla corruzione tra privati» inserendolo nel catalogo dei reati presupposto del D.lgs. 231/2001 all'art. 25-ter, comma 1, lettera s-bis).

La Legge 30 Novembre 2017, n. 179, in vigore dal 29 Dicembre 2017, ha introdotto, nel D.lgs. 231/2001 ai commi 2-bis, 2-ter e 2-quater dell'art. 6, la tutela del dipendente o collaboratore che segnali illeciti o violazioni relative al

modello di organizzazione e gestione dell'ente di cui sia venuto a conoscenza per ragioni del suo ufficio (cd. "Whistleblowing").

Ulteriori reati presupposto introdotti nel corso del 2017, ovvero:

  • Legge 17 ottobre 2017, n. 161 in vigore dal 19 novembre 2017, che all'art. 30, co. 4, che ha inserito i commi 1 bis, 1-ter e 1-quater nell'art. 25-duodecies "Impiego di cittadini di paesi il cui soggiorno è irregolare" del D.lgs. 231/01;
  • cd. Legge europea 2017, approvata definitivamente in data 8 novembre 2017 ed entrata in vigore il 12 dicembre 2017, la quale, all'art. 5, comma 2, che introduce nel D.lgs. 231/01 l'art. 25-terdecies "Razzismo e xenofobia", sanzionando l'ente in caso di commissione dei delitti di cui all'art. 3, comma 3-bis, della legge 13 Ottobre 1975, n. 654;

pur essendo stati presi in considerazione, sono stati valutati come difficilmente realizzabili nell'ambito delle attività aziendali.

Tra gli ulteriori rischi normativi che possono potenzialmente assumere particolare rilevanza per il Gruppo ACEA, si evidenziano infine quelli derivanti dal nuovo Regolamento Privacy (UE) 2016/679 GDPR; ACEA ha già avviato una ricognizione dei processi aziendali più esposti, finalizzata alla costituzione di un modello di Governance della Privacy e all'integrazione dei nuovi principi previsti dalla normativa.

Con Legge 22 Maggio 2015, n. 68 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 28 Maggio 2015, n. 122) sono state approvate nuove disposizioni in tema di reati ambientali.

In particolare, la citata Legge 68/2015 introduce, nel Codice Penale, il nuovo Titolo VI-bis -"Dei delitti contro l'ambiente" e modifica gli art. 257 e 260 del D.lgs. 152/2006.

I delitti di nuova introduzione vanno ad ampliare il catalogo dei reati presupposto in grado di attivare la responsabilità degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

La società controllata Acea Ato5 è interessata da indagini e procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 in materia di ambiente e di reati societari. In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonchè i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Le indagini sono in corso.

Si informa che talune società consolidate (principalmente ACEA Ato5, ACEA Ato2 e Acea Ambiente), come più ampiamente illustrato nei relativi bilanci di esercizio, sono interessate da indagini o procedimenti che afferiscono a fattispecie rilevanti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 in prevalenza in materia di sicurezza e ambiente. Si registra anche una contestazione per un reato societario relativa alla sola ACEA Ato5. . In particolare, relativamente ai reati societari, nell'ambito del procedimento 2031/16, che riguarda gli esercizi 2015, 2016 e 2017, risultano indagati per ipotesi di reato asseritamente riconducibili al falso in bilancio e false comunicazioni sociali i Presidenti della Società, nonchè i rappresentanti degli organi di controllo in carica nei suddetti esercizi. Le indagini sono in corso. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tenuto conto dell'autonomia operativa delle Società rispetto alla controllante Acea, le eventuali responsabilità che dovessero essere accertate all'esito definitivo dei suddetti procedimenti sarebbero imputabili esclusivamente alle società destinatarie degli stessi, senza riflessi sulla Capogruppo o sulle altre società del Gruppo non coinvolte.

Rischi operativi e ambientali

ACEA Ato2 – criticità connesse all'esistenza di scarichi non a norma

La sottoscrizione della Convenzione di Gestione ha sancito ufficialmente l'obbligo del trasferimento ex lege dei servizi idrici integrati dei Comuni appartenenti all'ATO2 (ad eccezione dei servizi tutelati e, successivamente, in base art. 148 comma 5 del D.lgs. N°152 del 3 aprile 2006, anche dei comuni fino a 1.000 abitanti che hanno la facoltà di non aderire al S.I.I.). In realtà i tempi e le modalità attuative di tale trasferimento sono stati disattesi dagli eventi, a causa sia della mancata disponibilità da parte di alcune Amministrazioni Comunali all'effettivo trasferimento del Servizio, sia della impossibilità per il Gestore, in particolare a partire dal 2007, di acquisire la gestione di impianti idrici, fognari e depurativi non conformi alle norme di legge vigenti per non sottoporsi e/o sottoporre i propri dirigenti alla conseguente azione penale da parte della magistratura.

Le maggiori criticità sono derivate infatti dalla presenza di scarichi ancora non depurati e/o impianti di trattamento esistenti da rifunzionalizzare e/o adeguare a nuovi limiti di emissione determinati dall'Autorità di Controllo a seguito di una diversa valutazione del regime idrologico dei corsi d'acqua ricettori o, addirittura, della natura del recettore (suolo anziché corso d'acqua) per aver ritenuto lo scarico di alcuni depuratori sul suolo nei casi di corsi d'acqua asciutti trovati asciutti all'atto dei controlli. All'incertezza di tale situazione concorre il fatto che la Regione Lazio non ha ancora determinato la classificazione del reticolo idrografico superficiale regionale.

La situazione di vera e propria emergenza ambientale ha richiesto anche interventi di natura istituzionale. Infatti la Regione ha sottoscritto nel 2008 un "Protocollo d'intesa per l'attuazione del piano straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine finalizzato al superamento dell'emergenza scarichi nell'ATO2 – Lazio Centrale – Roma" con cui ha inteso disporre appositi finanziamenti per l'attuazione di alcuni degli interventi mirati al superamento dell'emergenza.

Ad oggi, grazie al notevole sforzo tecnico ed economico prodigato, sono stati collettati a depurazione 184 dei 246 scarichi non depurati a suo tempo censiti. Rimangono 62 scarichi ancora attivi di cui 35 in capo ad ACEA Ato2 e 27 in capo alle Amministrazioni Comunali; di questi ultimi, n. 15 scarichi vengono risanati con interventi che successivamente sono stati richiesti a cura del Gestore.

E' stato predisposto nei primi mesi del 2018, alla luce della Delibera ARERA 918/17, l'aggiornamento del Programma degli Interventi per il periodo 2018-2019 con indicazioni fino a fine concessione (2032). Tale Programma è parte

della documentazione posta alla base dell'istanza tariffaria (trasmessa alla STO in data 7 Settembre 2018) e sarà oggetto di approvazione da parte della Conferenza dei Sindaci prima e, se con esito positivo, dell'ARERA poi.

Nei primi anni di gestione, dal 2003 in poi, sono stati realizzati investimenti finanziati dalla tariffa per importi annui in crescita (da 30 a 70 milioni di euro), scontando in fase di avvio del Servizio Idrico Integrato la scarsa conoscenza degli impianti via via acquisiti dai Comuni e la necessità di elaborare una progettazione mirata a risolvere i problemi più critici soprattutto relativi al comparto igienico sanitario. I tempi conseguenti a tale progettazione e alle autorizzazioni all'uopo necessarie per la cantierizzazione delle opere hanno ritardato di fatto la realizzazione di investimenti sul territorio.

Negli anni successivi gli investimenti effettuati sono passati rispettivamente da 141 milioni di euro del 2014, a 189 milioni del 2015, a 225 milioni del 2016 e 232 milioni del 2017, raddoppiando quasi il valore per abitante servito da circa 36 €/abitante ai circa 60 €/abitante attuali, e recuperando di fatto il gap degli anni precedenti realizzando maggiori investimenti rispetto a quelli programmati nei precedenti Programmi.

Grazie ad un processo di rinnovamento tecnologico e alla messa a regime dell'attività di progettazione sviluppata negli anni precedenti è stato possibile incrementare la produzione di investimenti per la realizzazione di nuove grandi opere. Sulle difficoltà legate alla fase autorizzativa dei progetti e alla dichiarazione di pubblica utilità da parte dei Comuni ed in particolare del Comune di Roma ed i conseguenti procedimenti patrimoniali finalizzati all'acquisizione delle aree necessarie per i lavori, si è intervenuto di recente con la Delibera della Conferenza dei Sindaci n° 2-17 del 20 Dicembre 2017 con cui è stato delegato alla STO il potere di approvazione dei progetti e contestuale dichiarazione di P.U. degli interventi presenti nel Piano degli Investimenti e di organizzare le Conferenze dei Servizi necessarie.

ACEA Ato2 – criticità del sistema idropotabile

Dal 2002 ad oggi, la portata erogata dagli acquedotti dello Schema 66 che alimenta Roma Capitale verso i Comuni dell'area metropolitana di Roma Capitale è aumentata da meno di 300 a circa 2.600 l/s. Tale incremento della erogazione si è reso necessario per superare le emergenze, soprattutto qualitative, ed ha ridotto drasticamente le riserve a disposizione di Roma Capitale e degli stessi comuni.

A seguito dell'acquisizione della gestione del SII sono emerse e continuano ad emergere, due criticità:

  • qualità dell'acqua emunta;
  • carenza idrica principalmente nella zona a Sud di Roma.

Per quanto attiene soprattutto alla prima criticità, la crisi quali-quantitativa generata dalla presenza sul territorio di fonti con acqua di qualità non conforme rispetto a parametri chimici come arsenico e fluoro (naturalmente presenti nelle fonti di approvvigionamento sotterranee in aree di origine vulcanica) con conseguenti criticità in termini di quantità e qualità dell'acqua distribuita (Comuni del comprensorio dei Castelli Romani e più in generale ricadenti nelle aree vulcaniche dell'ATO con oltre 170.000 abitanti e quattordici Comuni), ha visto la Società impegnata nell'elaborazione e realizzazione di adeguati piani di rientro, necessari per il rispetto dei parametri dettati dal D.Lgs. n. 31/2001 e recepiti nella successiva pianificazione degli investimenti del Piano d'Ambito.

  • A tal fine sono state pianificati e realizzati interventi di:
  • sostituzione delle fonti di approvvigionamento locali qualitativamente critiche con fonti connotate da migliori caratteristiche qualitative;
  • miscelazione delle fonti con acque prive degli elementi indesiderati;
  • realizzazione di impianti di potabilizzazione mediante tecnologia a filtrazione o ad osmosi inversa.

Per quanto attiene alla seconda criticità, ovvero la carenza idrica riscontrata principalmente nella zona dei Colli Albani, il cui approvvigionamento dipende dall'acquedotto del Simbrivio, da quello della Doganella e da oltre 140 pozzi locali, nel corso degli anni sono stati realizzati vari interventi volti a mitigarla, quali la derivazione della sorgente del Pertuso, l'attivazione di nuovi impianti, il serbatoio di Arcinazzo e l'impianto "booster" del Ceraso.

Si segnala infine che alle acquisizioni del solo servizio idrico di Civitavecchia e Morlupo è attualmente in corso l'acquisizione anche del Comune di Capena.

Area Commerciale e Trading

Con riferimento all'Area Commerciale e Trading, i principali rischi operativi connessi all'attività di Acea Energia possono essere relativi a danni materiali (inadeguatezza dei fornitori, negligenza), danni alle persone e danni derivanti da sistemi e da eventi esogeni. La Società, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, ha provveduto, sin dall'avvio delle attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi) e polizze infortuni dipendenti. La Società pone particolare attenzione all'aggiornamento formativo dei propri dipendenti e contestualmente alla definizione di procedure organizzative interne e alla stesura di appositi mansionari anche attuando un Sistema di Gestione della Salute/Sicurezza nei luoghi di lavoro aziendali ai sensi della norma BS OHSAS 18001: 2007 certificato da Ente esterno accreditato.

Area Infrastrutture Energetiche

I rischi principali ricadenti in questa Area Industriale (che include oltre ad areti, Acea Produzione, Ecogena e ALL) possono essere classificati come segue:

  • rischi inerenti all'efficacia degli investimenti di sostituzione/ammodernamento delle reti elettriche, in riferimento agli effetti attesi sul miglioramento degli indicatori di continuità del servizio;
  • rischi relativi alla qualità, affidabilità e durata delle opere realizzate;
  • rischi relativi al rispetto dei tempi di ottenimento delle prescritte autorizzazioni, sia riguardo alla costruzione e messa in esercizio degli impianti (ex legge regionale 42/90 e norme collegate) sia relativamente

all'esecuzione dei lavori (autorizzazioni dei municipi e altre similari), in rapporto alle esigenze di sviluppo e potenziamento degli impianti;

rischi relativi alla mancata produzione.

Circa il rischio relativo all'efficacia degli investimenti discende in primis dalla sempre più stringente disciplina dell'ARERA in tema di continuità del servizio. La risposta messa in campo da areti per contrastare tale rischio consiste nel rafforzare gli strumenti di analisi del funzionamento delle reti al fine di orientare sempre meglio gli investimenti (es. Progetto ORBT), e nell'applicazione di nuove tecnologie (es. automazione rete MT, smart grid, ecc.).

Circa il rischio relativo alla qualità dei lavori, areti ha implementato sistemi di controllo operativo, tecnico/qualitativi, tra i quali spicca la costituzione dell'Unità Ispezione Cantieri (inserita nell'U.O Qualità e Sicurezza). Gli esiti delle ispezioni, gestiti informaticamente ed analizzati statisticamente, forniscono classifiche di merito (indici reputazionali) con un sistema di "vendor rating" sviluppato in collaborazione con l'Università di Tor Vergata (Roma). Tale sistema produce una valutazione di merito basata sulla reputazione degli appaltatori in riferimento al rispetto dei parametri di qualità e sicurezza dei lavori in cantiere.

Nel corso dell'anno rimane confermato il buon livello raggiunto dell'indice reputazionale generale delle imprese che hanno operato per areti.

Circa il rischio relativo al rispetto dei tempi esso deriva dalla numerosità dei soggetti che devono essere interpellati nei procedimenti di autorizzazione e dalla notevole incertezza sui tempi di risposta da parte di tali soggetti; il rischio è insito nella possibilità di dinieghi e/o nelle condizioni tecniche che i predetti soggetti possono porre (ad esempio realizzazione di impianti interrati anziché "fuori terra", con conseguente maggior costo di impianto e di esercizio). Si fa notare anche il maggior costo operativo derivante dalla notevole durata dei procedimenti, che costringe le strutture operative ad un presidio impegnativo (elaborazione e presentazione di approfondimenti di progetto, valutazioni ambientali, ecc.), nonché alla partecipazione a conferenze di servizi e incontri tecnici presso gli Uffici competenti. Il rischio sostanziale resta, comunque, legato al mancato ottenimento di autorizzazioni, con conseguente impossibilità di adeguare gli impianti e conseguente maggior rischio legato alle performance tecniche del servizio (al presente, risulta in sofferenza il procedimento per l'ammodernamento della rete AT nell'area del Litorale e il procedimento con Terna per la realizzazione della nuova cabina primaria Castel di Leva). Si rimarca che un elemento di particolare criticità consiste nei lunghi tempi di risposta di alcune amministrazioni interpellate.

Circa il rischio di mancata produzione degli impianti, Acea Produzione ha provveduto fin dall'inizio delle attività a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per limitare eventuali danni per la mancata produzione.

Area Ambiente

Gli impianti di Terni e San Vittore del Lazio sono stati interessati da progetti di ottimizzazione e revamping che presentano rischi tipicamente connessi alla realizzazione di infrastrutture industriali complesse (difetti di realizzazione e di performance).

L'impianto di Orvieto ha recentemente completato un importante intervento di riqualificazione dei processi di recupero ai fini del compostaggio ed è attualmente sottoposto ad un progetto di ampliamento dello stesso, mentre gli impianti di Latina (questo di recente costruzione), Monterotondo Marittimo e Sabaudia sono interessati da importanti interventi di ampliamento e riqualificazione.

Per quanto attiene, invece, alla fase gestionale si evidenzia come l'eventuale discontinuità delle attività di termovalorizzazione svolte negli impianti di Terni e San Vittore del Lazio, nonché delle attività di trattamento rifiuti svolte dagli altri impianti, qualora connesse alla produzione di energia elettrica in regime di CIP 6/92 e allo svolgimento di servizi aventi rilievo pubblico, potrebbe determinare rilevanti ricadute negative.

Ciò, sia sotto un profilo economico, sia sotto un profilo di responsabilità nei confronti dei conferitori pubblici e privati. In tale contesto, quindi, il fermo impianto, laddove non programmato, prefigura un concreto rischio di mancato conseguimento degli obiettivi posti a base dell'attività industriale.

I termovalorizzatori, ma anche, seppure in grado minore, gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all'eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l'implementazione e l'attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell'esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L'eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche, può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.

RISCHIO MERCATO

Il Gruppo è esposto a diversi rischi di mercato con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi/volumi delle commodities oggetto di compravendita, al rischio tasso di interesse e, solo in minima parte, al rischio cambio. Per contenere l'esposizione entro limiti definiti il Gruppo è parte di contratti derivati utilizzando le tipologie offerte dal mercato.

Con Rischio Mercato si intende il rischio relativo agli effetti imprevisti sul valore degli asset in portafoglio dovuti a variazioni delle condizioni di mercato.

In questo ambito si fa riferimento alle fattispecie di Rischio Prezzo e Rischio Volume così definiti:

  • Rischio di Prezzo: rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities derivante dalla non coincidenza degli indici di prezzo di acquisti e vendita di Energia Elettrica, Gas Naturale e Titoli Ambientali EUA;
  • Rischio di Volume: è il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente consumati dai clienti finali rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita (profili di vendita) o, in generale, al bilanciamento delle posizioni nei portafogli.

Rischio di prezzo commodity

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dall'Unità Commodity Risk Control della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi dell'Area Industriale Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A.

L'analisi e gestione dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno con periodicità differente per tipologia di limite (annuale, mensile e giornaliera), svolte dall'Unità Commodity Risk Control e dai risk owners. In particolare:

  • annualmente, devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi;
  • giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Commodity Risk Control predispone l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste e disponibili a sistema, nel formato adeguato alle procedure vigenti.

La gestione e mitigazione del rischio commodity sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari del Gruppo ACEA, come indicati nel budget, in particolare:

  • proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato che abbiano impatti sui ricavi o sui costi;
  • identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio;
  • ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze.

I contratti a termine (per operazioni fisiche di acquisto e vendita commodities) sono stipulati per far fronte al fabbisogno atteso e derivante dai contratti in portafoglio o per transazioni non finalizzate alla vendita verso i clienti finali.

La strategia di copertura del rischio adottata dall'Area Industriale Commerciale e Trading ha anche l'obiettivo di minimizzare il rischio associato alla volatilità del conto economico derivante dalla variabilità dei prezzi di mercato e garantire la corretta applicazione dell'Hedge Accounting (ai sensi dei Principi Contabili Internazionali vigenti) a tutti gli strumenti finanziari derivati utilizzati a tale scopo.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo ACEA al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica per il prossimo esercizio, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD). La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:

  • registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per commodity (ad es: Energia Elettrica, Gas, CO2), finalità dell'attività (Trading, Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo ACEA) e natura delle operazioni (fisiche, finanziarie);
  • analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle vendite contenendo le posizioni aperte, ossia l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e vendita delle singole commodity, entro limiti volumetrici prestabiliti;
  • creazione scenari di riferimento (prezzi, indici);
  • calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo);
  • verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti.

L'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri ad "evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della L. 262/05) e riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinchè possa far adottare le misure atte a rientrare nei limiti previsti.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo ACEA, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

Acea S.p.A. ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per ACEA e le società controllate, è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Rischio di credito

ACEA ha emanato da tempo le linee guida della credit policy, attualmente in corso di revisione per renderla coerente con le evoluzioni organizzative in corso e col progetto Credit Risk Profiling, con le quali sono state individuate differenti strategie di gestione dei crediti. La Collection Strategy prevede che il credito venga gestito tenendo conto sia della tipologia dei clienti (pubblici e privati) che dei comportamenti dei singoli clienti (score andamentale). Il sistema di credit check, operativo sui mercati non regolamentati da oltre 2 anni, e con il quale vengono sottoposti a verifica, attraverso scorecard personalizzate, tutti i nuovi clienti mass market e small business è stato integrato con la piattaforma SAS e con il sistema Siebel. La valutazione dei clienti Large Business continua ad essere gestita attraverso un workflow approvativo con organi deliberanti coerenti con il livello di esposizione attesa dalla fornitura.

La gestione dinamica delle strategie di recupero è effettuata nel sistema di fatturazione per i clienti attivi e attraverso un gestionale dedicato per quelli cessati. E' stata anche posta in essere la revisione complessiva del processo di gestione del credito sia in termini di mappa applicativa che di standardizzazione delle attività per tutte le società del Gruppo, con la definizione di una nuova Collection Strategy, pienamente integrata nei sistemi.

Dal punto di vista organizzativo nel 2016 era stato effettuato un ulteriore rafforzamento della gestione accentrata attraverso la costituzione di una nuova unità all'interno della Capogruppo, responsabile delle politiche creditizie e del recupero dei crediti verso clienti cessati o con esposizioni rilevanti. Le strutture delle singole società deputate alla gestione dei crediti hanno riportato funzionalmente all'Unità di ACEA che garantisce il presidio end to end di tutto il processo.

A fine 2018, esaurita la fase straordinaria di revisione progettuale e dei processi di recupero, l'attività di gestione massiva dei crediti cessati, di importo contenuto, è stata trasferita alle società operative.

Come negli anni precedenti, anche quest'anno il Gruppo pone in essere operazioni di cessione pro-soluto, rotative e spot, di crediti verso clienti privati e Pubbliche Amministrazioni. Tali operazioni hanno pertanto dato luogo all'integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione essendo stati trasferiti tutti i rischi e i benefici ad esse connesse.

Rischi connessi al rating

La possibilità di accesso al mercato dei capitali e alle altre forme di finanziamento nonché i costi connessi dipendono, tra l'altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo.

Eventuali riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero costituire una limitazione alla possibilità di acceso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

L'attuale rating di ACEA è riportato nella tabella che segue.

Società M/L Termine Outlook Data
Fitch BBB+ F2 Stabile 28/01/2018
Moody's Baa2 Na Stabile 26/10/2018

Evoluzione prevedibile della gestione

I risultati raggiunti dal Gruppo ACEA al 31 Dicembre 2018 sono superiori alle previsioni.

È sempre ferma la volontà del Gruppo di realizzare importanti investimenti in infrastrutture che, senza incidere sulla solidità della struttura finanziaria consolidata, hanno un immediato impatto positivo sulle performance, sull'EBITDA e sui processi di fatturazione e incasso.

La struttura finanziaria del Gruppo risulta solida per gli anni futuri. Il debito al 31 Dicembre 2018 è regolato per il 78,9% a tasso fisso in modo da garantire la protezione da eventuali rialzi dei tassi di interesse nonché da eventuali volatilità finanziarie o creditizie. La durata media del debito a medio – lungo termine si attesta al 31 Dicembre 2018 a 5,8 anni. Si evidenzia che la riduzione del costo medio dello stesso passa dal 2,59% del 31 Dicembre 2017 al 2,21% del 31 Dicembre 2018.

Per l'anno 2019 ACEA si aspetta:

  • un aumento dell'EBITDA tra il 4% ed il 6% rispetto al 2018;
  • un aumento degli investimenti in crescita di oltre il 10% rispetto al 2018;
  • un indebitamento finanziario netto a fine anno tra € 2,85 miliardi e € 2,95 miliardi.

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci

Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, pari a € 147.776.210,95, come segue:

  • € 7.388.810,55, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,

  • € 140.281.618,62, ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,66,

  • € 105.781,78 a utili a nuovo.

Il Consiglio ha inoltre deliberato di distribuire parte della Riserva utili a nuovo per € 10.627.395,35 ai soci corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,050.

Il dividendo complessivo (cedola n. 20 di € 150.909.013,97 pari a € 0,71 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 26 Giugno 2019 con stacco cedola in data 24 Giugno e record date il 25 Giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

ACEA S.p.A.

Il Consiglio di Amministrazione

ACEA S.p.A.

Bilancio dell'esercizio chiuso al

31 dicembre 2018

Forma e struttura

Informazioni generali

Il bilancio di ACEA S.p.A. per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 marzo 2019, che ne ha autorizzato la pubblicazione. ACEA è una società per azioni italiana, con sede in Italia, Roma, piazzale Ostiense 2, le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

Conformità agli IAS/IFRS

Il bilancio è stato predisposto in conformità agli International Financial Reporting Standards (IFRS) efficaci alla data di redazione del bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dall'Unione Europea, costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standing Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS" e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/05.

ACEA S.p.A. adotta i principi contabili internazionali, International Financial Reporting Standards (IFRS), a partire dall'esercizio 2006, con data di transizione agli IFRS al 1° gennaio 2005. L'ultimo bilancio redatto secondo i principi contabili italiani è relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2005.

Basi di presentazione

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria, dal Prospetto di Conto economico, dal Prospetto di Conto economico Complessivo, dal Prospetto del Rendiconto finanziario e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio netto - tutti redatti secondo quanto previsto dallo IAS 1 – nonché dalle Note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti.

Si specifica che il Conto economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CONSOB. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3-12-2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

    1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014; il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;
    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari escludendo una parte di crediti riconducibili all'IFRIC12 di Acea SpA e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari Correnti e delle Altre passività correnti al netto delle attività finanziarie correnti e delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
    1. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio d'Esercizio, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi. I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono state utilizzate nella valutazione dell'Impairment Test, per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a bilancio.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di

mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore.

Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

Criteri di valutazione e principi contabili

I principi e i criteri più significativi sono illustrati di seguito.

Attività non correnti destinate alla vendita

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) classificati come detenuti per la vendita sono valutati al minore tra il loro precedente valore di carico e il valore di mercato al netto dei costi di vendita.

Le attività non correnti (e i gruppi di attività in dismissione) sono classificati come detenuti per la vendita quando si prevede che il loro valore di carico sarà recuperato mediante un'operazione di cessione anziché il loro utilizzo nell'attività operativa dell'impresa. Questa condizione è rispettata solamente quando la vendita è altamente probabile, l'attività (o il gruppo di attività) è disponibile per un'immediata vendita nelle sue condizioni attuali e la Direzione ha preso un impegno per la vendita, che dovrebbe avvenire entro dodici mesi dalla data di classificazione in questa voce.

Differenza cambi

La valuta funzionale e di presentazione adottata da ACEA S.p.A. e dalle controllate in Europa è l'euro (€). Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono riconvertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del bilancio ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto. Le poste non monetarie valutate al costo storico in valuta estera sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

La valuta utilizzata dalle società latino - americane controllate è quella ufficiale del loro Paese. Alla data di chiusura del bilancio le attività e passività di queste società sono convertite nella valuta di presentazione adottata da ACEA S.p.A. utilizzando il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio, e il loro conto economico è convertito utilizzando il cambio medio dell'esercizio o i tassi di cambio vigenti alla data d'effettuazione delle relative operazioni. Le differenze di traduzione emergenti dal diverso tasso di cambio utilizzato per il conto economico rispetto allo stato patrimoniale sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in una apposita riserva dello stesso. Al momento della dismissione di una entità economica estera, le differenze di cambio accumulate e riportate nel patrimonio netto in apposita riserva saranno rilevate a conto economico.

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • I. identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • II. identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • III. determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • IV. allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • V. rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile, tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi dal Gruppo.

Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi finanziari.

Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste. I contributi ricevuti a fronte di specifici impianti il cui valore viene iscritto tra le immobilizzazioni sono rilevati tra le altre passività non correnti e rilasciati progressivamente a conto economico in rate costanti lungo un arco temporale pari alla durata della vita utile dell'attività di riferimento.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale.

I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi veri e propri e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

Costi relativi all'assunzione di prestiti

I costi relativi all'assunzione di prestiti direttamente attribuibili all'acquisizione, costruzione o produzione di attività che richiedono necessariamente un significativo lasso temporale prima di essere pronti per l'uso o la vendita, sono inclusi nel costo di tali attività, fino al momento in cui esse sono pronte per l'uso o la vendita. I proventi conseguiti dall'investimento temporaneo della liquidità ottenuta dai suddetti prestiti sono dedotti dagli interessi capitalizzati. Tutti gli altri oneri di questa natura sono imputati al conto economico nel momento in cui sono sostenuti.

Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) od altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati. Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti (come da consolidato fiscale) e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi e esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale, tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono anch'esse imputate al patrimonio netto.

Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS 37. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene.

I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

DESCRIZIONE ALIQUOTA ECONOMICA-TECNICA
Min Max
Impianti e macchinari strumentali 1,25% 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali strumentali 2,5% 6,67%
Attrezzature industriale e commerciali non strumentali 6,67%
Altri beni strumentali 12,50%
Altri beni non strumentali 6,67% 19%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, per taluni beni, gli oneri finanziari capitalizzati in accordo con le politiche contabili della Società. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, comincia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività materiali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene materiale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing.

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Attività immateriali

Acquisti separati o derivanti da aggregazioni di imprese

Le attività immateriali acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali a vita utile indefinita sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari.

La vita utile viene riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

Costi di ricerca e sviluppo

I costi di ricerca sono imputati a conto economico nel momento in cui sono sostenuti. I costi di sviluppo sostenuti in relazione ad un determinato progetto sono capitalizzati quando il loro recupero futuro è ritenuto ragionevolmente certo. Successivamente all'iniziale rilevazione dei costi di sviluppo, essi sono valutati con il criterio del costo che può essere decrementato di ogni eventuale ammortamento o perdita accumulata.

Ogni eventuale costo di sviluppo capitalizzato viene ammortizzato per tutto il periodo in cui i ricavi futuri attesi si manifesteranno a fronte del medesimo progetto. Il valore di carico dei costi di sviluppo viene riesaminato annualmente per l'effettuazione di una analisi di congruità ai fini della rilevazione di eventuali perdite di valore quando l'attività non è ancora in uso, oppure con cadenza più ravvicinata quando un indicatore nel corso dell'esercizio possa ingenerare dubbi sulla recuperabilità del valore di carico.

Marchi e brevetti

Sono rilevati inizialmente al costo di acquisto e sono ammortizzati in quote costanti sulla base della loro vita utile. Per quanto riguarda le aliquote di ammortamento si informa che:

  • i costi di sviluppo sono ammortizzati in misura costante entro un periodo di cinque anni in relazione alla residua possibilità di utilizzazione
  • i costi per diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre anni.

Perdite di valore (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, ACEA S.p.A. rivede il valore contabile delle proprie attività materiali, immateriali e partecipazioni per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore. Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione.

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, ACEA S.p.A. effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita e il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia valutata a valore rivalutato, nel cui caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

Partecipazioni

Le partecipazioni nelle imprese controllate e collegate sono rilevate nello stato patrimoniale al costo rettificato di eventuali perdite di valore delle singole partecipazioni. Il costo di acquisizione o di sottoscrizione, per quelle afferenti i conferimenti, corrisponde al valore determinato dagli esperti in sede di stima ex articolo 2343 codice civile.

Le perdite su partecipazioni riguardanti la quota eccedente l'ammontare di patrimonio netto vengono classificate nel fondo rischi ed oneri pur in presenza di una esposizione creditoria e fino all'atto dell'eventuale formale rinuncia al credito. Gli oneri per la liquidazione delle partecipazioni sono recepiti attraverso la valutazione delle partecipazioni stesse indipendentemente dallo stanziamento degli oneri nei bilanci delle partecipate.

Le partecipazioni in altre imprese, costituenti attività finanziarie non correnti e non destinate ad attività di trading, sono valutate al fair value se determinabile: in tal caso gli utili e le perdite derivanti dalla valutazione a fair value sono imputati direttamente al patrimonio netto fino al momento della cessione allorquando tutti gli utili e le perdite accumulatesi vengono imputate al conto economico del periodo.

Le partecipazioni in altre imprese per le quali non è disponibile il fair value sono iscritte al costo eventualmente svalutato per perdite durevoli di valore. I dividendi sono riconosciuti a conto economico nel momento in cui è stabilito il diritto a riceverne il pagamento solo se derivanti dalla distribuzioni di utili successivi all'acquisizione della partecipata. Qualora invece derivino dalla distribuzione di riserve della partecipata antecedenti l'acquisizione, tali dividendi vengono iscritti a riduzione del costo della partecipazione stessa.

Azioni proprie

Il costo di acquisto delle azioni proprie è iscritto in riduzione del patrimonio netto. Gli effetti delle eventuali operazioni successive su tali azioni sono anch'essi rilevati direttamente a patrimonio netto.

Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui ACEA S.p.A. diviene parte delle clausole contrattuali dello strumento.

Attività finanziarie – strumenti di debito

In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie, che rappresentano strumenti di debito, sono classificate nelle seguenti tre categorie: (i) attività finanziarie valutate al costo ammortizzato; (ii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti tra le altre componenti dell'utile complessivo (di seguito anche OCI); (iii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti a conto economico.

La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione.

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (cosiddetto business model hold to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale.

L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. I crediti e le altre attività finanziarie valutati al costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione.

Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (cosiddetto business model hold to collect and sell), sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI).

In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell'utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L'ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all'atto dell'eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni.

Un'attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCI è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL); rientrano in tale categoria le attività finanziarie possedute con finalità di trading.

Quando l'acquisto o la vendita di attività finanziarie avviene secondo un contratto che prevede il regolamento dell'operazione e la consegna dell'attività entro un determinato numero di giorni, stabiliti dagli organi di controllo del mercato o da convenzioni del mercato (es. acquisto di titoli su mercati regolamentati), l'operazione è rilevata alla data del regolamento.

Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi.

Svalutazioni di attività finanziarie

La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del cosiddetto "Expected credit loss model".

In particolare, le perdite attese sono determinate, generalmente, sulla base del prodotto tra: (i) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (cosiddetta "Exposure At Default"); (ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (cosiddetta "Probability of Default"); (iii) la stima, in termini percentuale, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (cosiddetta "Loss Given Default") definita, sulla base delle esperienze pregresse e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali, ecc.).

Al riguardo, per la determinazione della probability of default delle controparti sono stati adottati i rating interni già utilizzati ai fini dell'affidamento; per le controparti rappresentate da Entità Statali ed in particolare per le National Oil Company, la probability of default, rappresentata essenzialmente dalla probabilità di un ritardato pagamento, è determinata utilizzando, quale dato di input, i country risk premium adottati ai fini della determinazione dei WACC per l'impairment degli asset non finanziari.

Per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni, la valutazione delle perdite attese è basata su una provision matrix, costruita raggruppando, ove opportuno, i crediti in cluster appropriati ai quali applicare percentuali di svalutazione definite sulla base dell'esperienza di perdite pregresse, rettificate, ove necessario, per tener conto di informazioni previsionali in merito al rischio di credito della controparte o di cluster di controparti.

Partecipazioni minoritarie

Le attività finanziarie rappresentative di partecipazioni minoritarie, in quanto non possedute per finalità di trading, sono valutate al fair value con imputazione degli effetti nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, senza previsione del loro reversal a conto economico in caso di realizzo.

I dividendi provenienti da tali partecipazioni sono rilevati a conto economico alla voce "Proventi (oneri) su partecipazioni". La valutazione al costo di una partecipazione minoritaria è consentita nei limitati casi in cui il costo rappresenti un'adeguata stima del fair value.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC 12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a domanda e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato utilizzando ai fini dell'attualizzazione il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Attività finanziarie". Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta.

Compensazione di attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie sono compensate nello stato patrimoniale quando si ha il diritto legale alla compensazione, correntemente esercitabile, e si ha l'intenzione di regolare il rapporto su base netta (ovvero di realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività).

Strumenti finanziari derivati e hedge accounting

Gli strumenti finanziari derivati, inclusi quelli impliciti (Embedded derivative) sono attività e passività rilevate al fair value secondo i criteri indicati al successivo punto "Valutazioni al fair value".

Nell'ambito della strategia e degli obiettivi definiti per la gestione del rischio, la qualificazione delle operazioni come di copertura richiede: (i) la verifica dell'esistenza di una relazione economica tra l'oggetto coperto e lo strumento di copertura tale da operare la compensazione delle relative variazioni di valore e che tale capacità di compensazione non sia inficiata dal livello del rischio di credito di controparte; (ii) la definizione di un hedge ratio coerente con gli obiettivi di gestione del rischio, nell'ambito della strategia di risk management definita, operando, ove necessario, le appropriate azioni di ribilanciamento (rebalancing). Le modifiche degli obiettivi di risk management, il venir meno delle condizioni indicate in precedenza per la qualificazione delle operazioni come di copertura ovvero l'attivazione di operazioni di ribilanciamento determinano la discontinuazione prospettica, totale o parziale, della copertura.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge; es. copertura della variabilità del fair value di attività/passività a tasso fisso), i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico; coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto, indipendentemente dalla previsione di un diverso criterio di valutazione applicabile generalmente alla tipologia di strumento.

Quando i derivati coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge; es. copertura della variabilità dei flussi di cassa di attività/passività per effetto delle oscillazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio), le variazioni del fair value dei derivati considerate efficaci sono inizialmente rilevate nella riserva di patrimonio netto afferente le altre componenti dell'utile complessivo e successivamente imputate a conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall'operazione coperta. Nel caso di copertura di transazioni future che comportano l'iscrizione di un'attività o di una passività non finanziaria, le variazioni cumulate del fair value dei derivati di copertura, rilevate nel patrimonio netto, sono imputate a rettifica del valore di iscrizione dell'attività/passività non finanziaria oggetto della copertura (cosiddetto basis adjustment).

La quota non efficace della copertura è iscritta nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari".

Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura, ivi incluse le eventuali componenti inefficaci degli strumenti derivati di copertura, sono rilevate a conto economico. In particolare, le variazioni del fair value dei derivati non di copertura su tassi di interesse e su valute sono rilevate nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari".

I derivati impliciti, incorporati all'interno di attività finanziarie, non sono oggetto di separazione contabile; in tali fattispecie, l'intero strumento ibrido è classificato in base ai criteri generali di classificazione delle attività finanziarie.

I derivati impliciti incorporati all'interno di passività finanziarie e/o attività non finanziarie sono separati dal contratto principale e rilevati separatamente se lo strumento implicito: (i) soddisfa la definizione di derivato; (ii) nel suo complesso non è valutato al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (FVTPL); (iii) se le caratteristiche e i rischi del derivato non sono strettamente collegati a quelli del contratto principale. La verifica dell'esistenza di derivati impliciti da scorporare e valutare separatamente è effettuata al momento in cui l'impresa

entra a far parte del contratto e, successivamente, in presenza di modifiche nelle condizioni del contratto che determinino significative variazioni dei flussi di cassa generati dallo stesso.

Valutazione al fair value

Il fair value è il corrispettivo che può essere ricevuto per la cessione di un'attività o che può essere pagato per il trasferimento di una passività in una regolare transazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (i.e. exit price).

Il fair value di un'attività o passività è determinato adottando le valutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso a cui l'impresa ha accesso.

La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefici economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (cosiddetto "Highest and best use"), o vendendola ad un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore.

La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. Il fair value degli strumenti finanziari è determinato considerando il rischio di credito della controparte di un'attività finanziaria (cosiddetto "Credit Valuation Adjustment" - CVA) e il rischio di inadempimento, da parte dell'entità stessa, con riferimento ad una passività finanziaria (cosiddetto "Debit Valuation Adjustment" - DVA).Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/passività. La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
  • livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività. In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti, riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando ACEA deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2018

A decorrere dal 1° gennaio 2018, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

IFRS 9 Strumenti Finanziari

Nel Luglio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 9 – Financial Instruments (IFRS 9) che affronta le nuove regole contabili internazionali per il Classification & Measurement degli strumenti finanziari, Impairment of assets ed Hedge Accounting.

L'IFRS 9 è obbligatoriamente adottato dalla data del 1° Gennaio 2018 in sostituzione del precedente principio contabile IAS 39.

I. Classificazione e misurazione di attività e passività finanziarie

Il nuovo principio prevede la classificazione delle attività finanziarie in base al Business Model con il quale la Società gestisce le attività finanziarie e le caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa di tali strumenti (Solely payments of principal and interest on the principal amount outstanding Test):

  • i. La valutazione del Business Model determina la classificazione dello strumento in base all'obiettivo con il quale tale strumento è detenuto all'interno del portafoglio della società. Le attività finanziarie sono misurate al costo ammortizzato qualora queste siano detenute con l'obiettivo di incassare flussi di cassa contrattuali (Held to Collect). Le attività finanziarie sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate ad Other Comprehensive Income qualora queste siano detenute con l'obiettivo sia di incassare flussi di cassa contrattuali che essere cedute (Held to Collect and Sell). Infine sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate a Conto Economico qualora non siano detenute con gli obiettivi tipici degli altri Business Model.
  • ii. La valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali prevede che le attività finanziarie siano valutate al costo ammortizzato qualora le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali rappresentino solo flussi di cassa attesi che prevedano il rimborso del capitale e degli interessi maturati su tale capitale. Nel caso in cui tale condizione non sia rispettata sarà operata una valutazione attraverso la determinazione del Fair Value.

2. Impairment of Financial Assets

L'IFRS 9 introduce un nuovo framework relativo al calcolo dell'Impairment delle attività finanziarie e di alcune tipologie di strumenti finanziari fuori bilancio (loan commitment e financial guarantees). La nuova metodologia di calcolo prevede la stima della svalutazione di determinati strumenti finanziari sulla base del concetto di perdita attesa (Expected Loss) che si differenzia dalla metodologia prevista dallo IAS 39 che prevede la determinazione delle perdite sulla base di un concetto di perdita realizzata (Incurred Loss).

L'adozione dell'Expected Credit Loss model per l'impairment delle attività finanziarie che comporta la rilevazione della svalutazione delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default). L'IFRS 9 richiede che il Gruppo registri le perdite su crediti attese su tutte le obbligazioni in portafoglio, finanziamenti e crediti commerciali, avendo come riferimento o un periodo di 12 mesi o l'intera durata contrattuale dello strumento (e.g. lifetime expected loss) secondo l'adozione del General o del Simplified Model. Il Gruppo date le caratteristiche e la durata delle esposizioni applicherà, per i crediti commerciali, l'approccio semplificato e dunque registrerà le perdite attese in base alla loro durata residua contrattuale.

In particolare, nel corso dell'esercizio 2017 sono state completate le attività per la definizione e per l'implementazione delle metodologie per l'impairment delle attività finanziarie, attraverso l'individuazione dei seguenti modelli e parametri:

La perdita attesa è funzione della probabilità di default (PD), dell'esposizione al default (EAD) e della loss given default (LGD), e tale stima deve essere effettuata sia incorporando informazioni forward looking che attraverso l'uso di giudizi dettati dall'esperienza sul credito al fine di riflettere fattori che non siano catturati dai modelli.

La PD rappresenta la probabilità che un'attività non sia ripagata e vada in default, tale grandezza è determinata sia in un orizzonte temporale di 12 mesi (stage 1) che in un orizzonte temporale lifetime (Stage 2). La PD per ogni strumento è costruita considerando dati storici ed è stimata considerando le condizioni di mercato attuali attraverso informazioni ragionevoli e supportabili sulle future condizioni economiche, attraverso l'utilizzo di Rating Interni già utilizzati ai fini dell'affidamento.

L'EAD rappresenta al stima l'esposizione creditizia vantata nei confronti della controparte nel momento in cui si verifichi l'evento di default. Tale parametro include una stima di ogni eventuale valore che si prevede di non recuperare al momento del default (quali, ad esempio, collateral, garanzie, polizze assicurative, debiti compensabili, etc.).

L'LGD rappresenta l'ammontare che si prevede di non riuscire a recuperare nel momento in cui si verifichi l'evento di default ed è determinata sia su base storica che tramite informazioni supportabili e ragionevoli riguardo le future condizioni di mercato.

L'IFRS 9 concede inoltre la possibilità di utilizzare di un ulteriore approccio, definito "semplificato". Tale metodo è utilizzabile per le sole categorie di strumenti finanziari:

  • i. Crediti commerciali;
  • ii. Crediti di Leasing secondo l'IFRS 16;
  • iii. Contract Assets secondo l'IFRS 15.

Tale approccio concede il solo utilizzo della PD lifetime per il calcolo delle perdite attese eliminando la necessità di determinare la PD a 12 mesi e di monitorare il rischio di credito ad ogni data di valutazione.

Una ulteriore espediente previsto dall'IFRS 9 all'interno dell'approccio semplificato prevede l'utilizzo della cd Provision Matrix. Tale modello prevede l'utilizzo di percentuali di svalutazione determinate per fascia di scaduto in base alla perdite storiche registrate dalla Società. Tali percentuali devono essere successivamente arricchite con informazioni forward looking al fine di riflettere in tali percentuali anche informazioni di mercato oltre a quelle storiche. Tale modello è stato applicato in particolare per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni.

3. Hedge Accounting

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di gestione delle coperture che individua uno spettro più ampio di strumenti coperti e di rischi oggetto di copertura in modo da creare un riflesso contabile delle pratiche di risk management. Le nuove regole eliminano inoltre la necessità di effettuare test di efficacia quantitativi e la contestuale eliminazione delle soglie di efficacia.

L'IFRS 9 concede a coloro che applicano i Principi Contabili Internazionali la possibilità di continuare ad applicare le regole di Hedge Accounting previste dallo IAS 39. Tale opzione è concessa fino a quando il principio IFRS 9 non verrà aggiornato con le regole relative al Macro Hedging. La scelta di applicare l'Hedege Accounting secondo IFRS 9 è irrevocabile mentre la scelta di continuare ad applicare lo IAS 39 sarà effettuata ad ogni esercizio fino all'emanazione definitiva delle regole contabili per le operazioni di copertura.

IFRS 15 Ricavi da contratti con clienti

L'IFRS 15 è stato emesso a Maggio 2014 e modificato nell'Aprile 2016 ed introduce un modello in cinque fasi che si applicherà ai ricavi derivanti da contratti con i clienti. L'obiettivo è quello di creare un quadro di riferimento completo ed omogeneo per la rilevazione dei ricavi, applicabile a tutti i contratti commerciali (ad eccezione dei contratti di leasing, dei contratti assicurativi e degli strumenti finanziari). Il nuovo principio sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi, in particolare sostituirà i seguenti principi:

  • IAS 18 Ricavi delle vendite e dei Servizi;
  • IAS 11 Commesse Pluriennali e interpretazioni;
  • IFRIC 13 Programmi di fidelizzazione della clientela;
  • IFRIC 15 Accordi per la costruzione di immobili;
  • IFRIC 18 Trasferimento di attività della clientela;
  • SIC 31 Operazioni di scambio e servizi pubblicitari.

L'IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Amendments to IAS 40 - Transfers of investment property"

Il documento, emesso a dicembre 2016, chiarisce che i trasferimenti a o da, investimenti immobiliari, devono essere giustificati da un cambio d'uso supportato da evidenze; il semplice cambio di intenzione non è sufficiente a supportare tale trasferimento. Le modifiche hanno ampliato gli esempi di cambiamento d'uso per includere le attività in costruzione e sviluppo e non solo il trasferimento di immobili completati..

"Amendments to IFRS 2: Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions" Il documento emesso a giugno 2016:

chiarisce che il fair value di una transazione con pagamento basato su azioni regolate per cassa alla data di valutazione (i.e. alla data di assegnazione, alla chiusura di ogni periodo contabile e alla data di regolazione) deve essere calcolato tenendo in considerazione le condizioni di mercato (ad es.: un target del prezzo delle azioni) e

le condizioni diverse da quelle di maturazione, ignorando invece le condizioni di permanenza in servizio e le condizioni di conseguimento dei risultati diverse da quelle di mercato;

  • chiarisce che i pagamenti basati su azioni con la caratteristica di liquidazione al netto della ritenuta d'acconto dovrebbero essere classificati interamente come operazioni regolate con azioni (a patto che sarebbero state così classificate anche senza la caratteristica del pagamento al netto della ritenuta d'acconto);
  • fornisce delle previsioni sul trattamento contabile delle modifiche ai termini e alle condizioni che determinano il cambiamento di classificazione da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante l'emissione di azioni.

Le modifiche saranno applicabili, previa omologazione, a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2018 o successivamente. ACEA non prevede impatti derivanti dall'applicazione futura delle nuove disposizioni.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 1 First – time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

"IFRIC 22 - Foreign currency transactions and advance consideration"

L'interpretazione, emessa dallo IASB a dicembre 2016, fornisce chiarimenti ai fini della determinazione del tasso di cambio da utilizzare in sede di rilevazione iniziale di un'attività, costi o ricavi (o parte di essi), la data dell'operazione è quella nella quale la società rileva l'eventuale attività (passività) non monetaria per effetto di anticipi versati (ricevuti).

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni ed interpretazioni applicate successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata

IFRS 16 Leases

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applicherà a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del concetto di controllo all'interno della definizione. In particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e

a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto minore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub – lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard, che ha terminato il suo processo di endorsment ad ottobre 2017, si applica a partire dal 1° gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche l'IFRS 15 – Ricavi da contratti con clienti.

Nel contesto della prima applicazione del principio, a far data dal 1° gennaio 2019, il Gruppo ha intrapreso un'analisi, attualmente in fase di finalizzazione e che può essere soggetta a cambiamenti. L'approccio di transizione che verrà applicato sarà il retrospettivo modificato, e non saranno pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente non-lease dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come lease. Gli impatti stimati dalla società, in questa fase, presuppongono l'iscrizione al 1° gennaio 2019 di attività e passività per un importo di circa 11 mln di euro, mentre, lato economico si rileva un miglioramento dell'EBITDA per circa 3 mln di euro.

"IFRIC 23 – Uncertainty over Income Tax Treatments"

L'interpretazione fornisce chiarimenti in tema di recognition e di measurment dello IAS 12 – Income Taxes in merito alla contabilizzazione del trattamento delle imposte sui redditi in ipotesi di incertezza normativa, puntando anche al miglioramento della trasparenza. L'IFRIC 23 non si applica alle tasse e alle imposte che non rientrano nello scope dello IAS 12 e sarà effettivo a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2019 ma ne è ammessa l'applicazione anticipata.

"Conceptual Framework "

L'obiettivo del progetto sul Conceptual Framework è quello di migliorare l'informativa finanziaria, fornendo una serie più completa, chiara e aggiornata degli elementi concettuali. Lo scopo del Framework è di: a) assistere il Board nello sviluppo di IFRS basati su concetti coerenti; b) assistere i preparatori del bilancio nello sviluppo di politiche contabili coerenti quando nessun principio IFRS si applica a una particolare transazione o a un evento, o quando uno strandard consente una scelta di accounting policy; c) assistere altri soggetti nella comprensione e interpretazione degli standard.

"Amendments to IAS 19 "

In data 7 febbraio 2018 lo IASB ha pubblicato l'interpretazione "Plan Amendment, Curtailment or Settlement (Amendments to IAS 19)"che impone alle società di utilizzare ipotesi attuariali aggiornate al fine di determinare gli oneri pensionistici a seguito di modifiche apportate ai benefici a dipendenti a prestazione definita.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015-2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

IFRS 3 - Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operation, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;

  • IFRS 11 - Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint operation (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.
  • IAS 12 - Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio netto, devono essere rilevati quando viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati
  • IAS 23 - Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effettuati specificamente per ottenere un bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che rimangono in essere dopo che il relativo bene è pronto per l'uso previsto o per la vendita devono successivamente essere considerati come parte dei costi generali di indebitamento dell'entità.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2019 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 1 First – time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2018 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015- 2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 3 - Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operation, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;
  • IFRS 11 - Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint operation (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.
  • IAS 12 - Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio netto, devono essere rilevati quando viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati
  • IAS 23 - Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effettuati specificamente per ottenere un bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che rimangono in essere dopo che il relativo bene è pronto per l'uso previsto o per la vendita devono successivamente essere considerati come parte dei costi generali di indebitamento dell'entità.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2019 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

Prospetto di Conto Economico

Rif.
Nota
CONTO ECONOMICO 2018 Parti
Correlate
2017 Parti
Correlate
Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 156.160.530 156.017.216 164.402.779 164.163.693 (8.242.249)
2 Altri ricavi e proventi 15.662.724 7.740.641 16.534.450 6.762.904 (871.726)
Ricavi netti 171.823.253 163.757.856 180.937.229 170.926.597 (9.113.976)
3 Costo del lavoro 57.195.964 49.676.289 7.519.675
4 Costi esterni 154.363.700 51.889.140 149.275.568 82.773.463 5.088.132
Costi operativi 211.559.665 51.889.140 198.951.857 82.773.463 12.607.807
Margine Operativo Lordo (39.736.411) 111.868.717 (18.014.628) 88.153.133 (21.721.783)
5 Ammortamenti, Accantonamenti e
Svalutazioni
20.074.539 0 20.741.412 0 (666.872)
Risultato operativo (59.810.951) 111.868.717 (38.756.040) 88.153.133 (21.054.911)
6 Proventi Finanziari 130.272.501 128.985.136 114.362.960 113.204.564 15.909.541
7 Oneri Finanziari 70.826.703 160.937 64.810.466 218.385 6.016.237
8 Proventi da Partecipazioni 177.966.381 177.966.381 219.012.875 219.012.875 (41.046.494)
9 Oneri da Partecipazioni 15.892.865 0 0 0 15.892.865
Risultato ante imposte 161.708.364 418.659.297 229.809.330 420.152.187 (68.100.966)
10 Imposte sul Reddito 13.932.153 86.113.154 3.230.018 75.508.785 10.702.135
Risultato netto Attività in
Funzionamento
147.776.211 332.546.143 226.579.312 344.643.402 (78.803.101)
Risultato Netto 147.776.211 332.546143 226.579.312 344.643.402 (78.803.101)
Importi in euro

Prospetto di Conto Economico complessivo

CONTO ECONOMICO COMPLESSIVO 2018 2017 Variazione
Risultato Netto 147.776 226.579 (78.803)
Riserva Differenze Cambio (11.103) 14.800 (25.903)
Parte fiscale per differenza cambio 2.665 (3.552) 6.217
Utili/ perdite derivanti da differenza cambio (8.438) 11.248 (19.686)
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash
flow hedge")
17.930 (11.734) 29.665
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di
copertura ("cash flow hedge")
(4.303) 2.816 (7.120)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di
copertura al netto dell'effetto fiscale
13.627 (8.918) 22.545
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio
Netto
1.059 815 245
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a
dipendenti
(313) 273 (587)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici
definiti al netto dell'effetto fiscale
746 1.088 (342)
Totale delle componenti del conto economico complessivo,
al netto dell'effetto fiscale
5.935 3.418 2.517
Totale Utile/perdita complessivo 153.711 229.997 (76.286)

Prospetto di Stato Patrimoniale

Rif.
Nota
ATTIVITA' 31/12/18 Parti
Correlate
31/12/17 Parti
Correlate
Variazione
11 Immobilizzazioni Materiali 97.469.362 0 95.852.276 0 1.617.087
12 Investimenti Immobiliari 2.489.046 0 2.547.404 0 (58.358)
13 Altre immobilizzazioni Immateriali 11.762.938 0 11.623.698 0 139.240
14 Partecipazioni in controllate e collegate 1.792.037.627 0 1.784.245.718 0 7.791.908
15 Altre partecipazioni 2.352.061 0 2.352.061 0 0
16 Imposte differite Attive 20.069.011 0 23.623.020 0 (3.554.008)
17 Attività Finanziarie 227.385.241 227.259.741 237.975.029 237.849.529 (10.589.788)
18 Altre Attività non correnti 560 0 560 0 0
ATTIVITA' NON CORRENTI 2.153.565.846 227.259.741 2.158.219.766 237.849.529 (4.653.920)
19.a Lavori in corso su ordinazione 0 0 0 0 0
19.b Crediti Commerciali 731.449 541.305 953.897 526.640 (222.448)
19.c Crediti Commerciali Infragruppo 88.212.898 88.212.898 98.771.878 98.771.878 (10.558.980)
19.d Altre Attività Correnti 31.900.595 1.931.369 36.3954.068 1.942.792 (5.053.474)
19.e Attività Finanziarie Correnti 5.791.425 0 105.647.961 0 (99.856.537)
19.f Attività Finanziarie Correnti Infragruppo 2.074.601.428 2.074.601.428 1.918.406.576 1.918.406.576 156.194.852
19.g Attività per imposte correnti 13.396.660 12.185.412 23.140.874 4.288.048 (9. 744.214)
19.h Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 978.551.644 0 527.422.879 0 451.128.765
19 ATTIVITA' CORRENTI 3.193.186.099 2.177.472.413 2.711.298.133 2.023.935.935 481.887.966
TOTALE ATTIVITA' 5.346.751.945 2.404.732.154 4.869.517.899 2.261.785.464 477.234.046

Importi in euro

Rif.
Not
a
PASSIVITA' 31/12/18 Parti Correlate 31/12/17 Parti Correlate Variazione
Patrimonio Netto
20.a capitale sociale 1.098.898.884 0 1.098.898.884 0 0
20.b riserva legale 111.947.621 0 100.618.656 0 11.328.966
20.c riserva azioni proprie 0 0 0 0 0
20.d altre riserve 77.972.583 0 72.756.998 0 5.215.586
utile (perdita) relativa a esercizi precedenti 137.452.369 0 56.107.204 0 81.345.165
utile (perdita) dell'esercizio 147.776.211 0 226.579.312 0 (78.803.101)
20 PATRIMONIO NETTO 1.574.047.668 0 1.554.961.053 0 19.086.615
21 Trattamento di fine rapporto ed altri piani a
benefici definiti
23.512.134 0 24.463.827 0 (951.693)
22 Fondo per rischi ed oneri 15.407.726 0 14.984.287 0 423.439
23 Debiti e passività Finanziarie 3.124.570.873 0 2.482.564.141 0 642.006.732
24 Altre passività 0 0 0 0 0
PASSIVITA' NON CORRENTI 3.163.490.734 0 2.522.012.256 0 641.478.478
25.a Debiti finanziari 377.675.158 61.581.587 542.975.181 28.428.777 (165.300.024)
25.b Debiti fornitori 169.536.665 75.521.828 191.783.800 99.017.161 (22.247.135)
25.c Debiti Tributari 17.916.924 4.745.034 25.241.524 24.621.448 (7.324.600)
25.d Altre passività correnti 44.084.796 2.325 32.544.085 23.902 11.540.711
25 PASSIVITA' CORRENTI 609.213.543 141.850.774 792.544.591 152.091.287 (183.331.048)
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO
NETTO
5.346.751.945 141.850.774 4.869.517.899 152.091.287 477.234.046

Importi in Euro

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2017

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva Legale Riserva
plusvalenza da
scorporo
Riserva per
differenze di
Cambio
Riserva da
valutazione di
strumenti
finanziari
Riserva da
Utili e Perdite
Attuariali
Altre riserve
diverse
Utili (perdite)
accumulati
Utili (perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 1° gennaio 2017 1.098.899 95.188 102.567 1.909 (25.367) (10.868) 860 84.707 108.610 1.456.505
Destinazione risultato 2016:
Distribuzione Saldo dividendi (28.694) (103.086) (131.780)
Riserva legale 5.431 (5.431) 0
Utile a nuovo/Copertura perdite 94 (94) 0
Altri movimenti 239 239
Utile/(Perdita) complessivo rilevato nell'esercizio:
Utili e perdite rilevati direttamente nel Patrimonio netto 11.248 (8.918) 1.088 3.418
Distribuzione Acconto su Dividendi 0
Utile dell'esercizio 226.579 226.579
Totale Utile/(Perdita) Complessivo 0 0 0 11.248 (8.918) 1.088 0 0 226.579 229.997
Totale al 31 dicembre 2017 1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961

Prospetto delle variazioni di Patrimonio Netto al 31 dicembre 2018

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva Legale Riserva
plusvalenza da
scorporo
Riserva per
differenze di
Cambio
Riserva da
valutazione di
strumenti
finanziari
Riserva da
Utili e Perdite
Attuariali
Altre riserve
diverse
Utili (perdite)
accumulati
Utili (perdita)
dell'esercizio
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 31 dicembre 2017 1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961
Riserva FTA (719) (719)
Saldi al 1° gennaio 2018 1.098.899 100.619 102.567 13.157 (34.285) (9.780) 1.098 56.107 226.579 1.554.961
Destinazione risultato 2017:
Distribuzione Saldo dividendi 81.345 (215.250) (133.905)
Riserva legale 11.329 (11.329) 0
Utile a nuovo/Copertura perdite 0
Altri movimenti (719) (719)
Utile/(Perdita) complessivo rilevato nell'esercizio: 0
Utili e perdite rilevati direttamente nel Patrimonio netto (8.438) 13.627 746 5.935
Distribuzione Acconto su Dividendi 0
Utile dell'esercizio 147.776 147.776
Totale Utile/(Perdita) Complessivo 0 0 0 (8.438) 13.627 746 0 0 147.776 153.711
Totale al 31 dicembre 2018 1.098.899 111.948 102.567 4.718 (20.658) (9.034) 379 137.452 147.776 1.574.048

Rendiconto Finanziario

Rif.
Nota
31/12/18 Parti
Correlate
31/12/17 Parti Correlate Variazioni
Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte 161.708 229.809 (68.101)
5 Ammortamenti 13.125 24.142 (11.017)
5 Rivalutazioni/Svalutazioni (162.466) (213.484) 51.018
22 Variazione fondo rischi 423 (22.018) 22.442
21 Variazione netta del TFR (507) (1.226) 719
8 Plusvalenze da realizzo 0 268 (268)
6-7 Interessi finanziari netti (59.446) (49.552) (9.893)
Imposte corrisposte (56.638) (104.874) 48.236
Flussi finanziari generati da attività operativa ante variazioni (103.800) 0 (136.935) 0 33.135
19,b-19.c (Incremento)/Decremento dei crediti inclusi nell'attivo circolante 11.174 10.544 (43.241) (40.976) 54.415
26,b Incremento /(Decremento) dei debiti inclusi nel passivo circolante (22.247) (23.495) (14.770) 1.519 (7.478)
19.a Incremento/(Decremento) scorte (0) 270 (270)
Variazione del capitale circolante (11.073) (12.951) (57.740) (39.457) 46.667
Variazione di altre attività/passività di esercizio 44.027 (7.919) 148.682 31.789 (104.654)
TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA' ESERCIZIO (70.846) (20.870) (45.994) (7.668) (24.852)
Flusso monetario per attività di investimento
11-13 Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali e immateriali (14.823) (25.120) 10.297
14-15 Partecipazioni (2.438) (2.782) 344
26a Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari (26.395) (145.605) (427.874) (418.786) 401.479
Dividendi incassati 160.105 160.105 231.810 231.810 (71.705)
Interessi attivi incassati 118.380 (22.636) 25.145 (103.892) 93.235
TOTALE 234.829 (8.136) (198.820) (290.868) 433.650
Flusso monetario da attività di finanziamento
23 Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo (382.891) (508.052) 125.161
26.a Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine 1.000.000 450.000 550.000
26.a Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari a breve (165.325) 33.153 437.726 (53.079) (603.051)
Interessi passivi pagati (30.014) (2.832) (52.991) (3.037) 22.977
Pagamento dividendi (133.905) (133.905) (131.780) (131.780) (2.125)
TOTALE FLUSSO MONETARIO 287.865 (103.584) 194.903 (187.896) 92.962
Variazioni di patrimonio netto al netto dell'utile (719) 0 0 0 (719)
Flusso monetario del periodo 451.848 (132.590) (49.911) (486.432) 501.759
Disponibilità monetaria netta iniziale 527.423 0 577.334 0 (49.911)
Disponibilità monetaria netta finale 978.552 (132.590) 527.423 (486.432) 451.129

Note al Conto Economico Ricavi

1. Ricavi delle vendite e prestazioni – € 156.161 mila I ricavi delle vendite e delle prestazioni sono così composti:

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Ricavi da prestazioni a clienti 42.587 60.126 (17.539)
di cui servizio di illuminazione pubblica Roma Capitale 42.444 59.887 (17.443)
di cui servizio di illuminazione pubblica Comune di Napoli 0 48 (48)
di cui altri ricavi 143 192 (48)
Ricavi da prestazioni infragruppo 113.573 104.276 9.297
di cui contratti di servizio 108.165 102.978 5.187
di cui altre prestazioni 5.408 1.298 4.110
Ricavi da Vendita e Prestazioni 156.161 164.403 (8.242)

La riduzione dei ricavi da prestazioni a clienti di € 17.539 mila, è attribuibile alla riduzione del corrispettivo relativo al servizio di pubblica illuminazione svolto nel Comune di Roma.

Il 17 giugno 2016 è stato stipulato con Roma Capitale l'accordo modificativo del contratto di servizio per la gestione del servizio di illuminazione pubblica nell'ambito del quale si è avviato il piano di sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziato da Roma Capitale che sta terminando (13.511 trasformazioni su un totale eseguito di 170.556) ed è a questo rallentamento che è da ricondurre la riduzione dei ricavi oltre che alla flessione del canone per l'efficienza generata dal progressivo avanzamento delle installazioni. Tale riduzione è stata in parte compensata dall'aumento dei corrispettivi relativi ad altre voci del contratto.

I ricavi da prestazioni infragruppo registrano un aumento complessivo di € 9.297 mila. Tale variazione discende (i) dai corrispettivi per le attività di service rese nell'interesse delle Società del Gruppo relativamente al facility management e dal conguaglio del contratto di servizio per la gestione della piattaforma informatica compensati solo in parte da una riduzione delle altre prestazioni di carattere amministrativo, finanziario, legale e tecnico (complessivamente + € 5.187 mila) (ii) all'aumento complessivo dei ricavi derivanti dalle altre prestazioni fornite alle società controllate (€ 4.110 mila) principalmente per i ricavi per prestazioni fuori contratto di servizio relative al ramo di facility management di ACEA acquisito a gennaio 2018 dalla controllata Acea Elabori.

2. Altri ricavi e proventi – € 15.663 mila

Si riducono di € 872 mila rispetto al 31 dicembre 2017 prevalentemente per l'effetto di minori insussistenze passive compensate in parte da maggiori rivalse per personale in distacco nelle Società del gruppo. Di seguito la composizione.

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Sopravvenienze attive e altri ricavi 8.499 10.033 (1.534)
Personale distaccato 3.510 2.951 559
Riaddebito oneri per cariche sociali 2.847 2.750 97
Proventi immobiliari 748 734 14
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 58 66 (8)
Ricavi da Vendita e Prestazioni 15.663 16.534 (872)

Costi

3. Costo del lavoro – € 57.196 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 60.059 54.160 5.899
Personale impiegato nei progetti (2.588) (3.929) 1.341
Costi capitalizzati (274) (554) 280
TOTALE 57.196 49.676 7.520

La variazione in aumento del costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati pari a € 5.899 mila, discende all'andamento delle consistenze medie, come peraltro evidenziato nella tabella sotto riportate. Tale aumento è principalmente dovuto all'acquisizione del ramo di Facility Management che ha comportato il trasferimento di 55 risorse da Acea Elabori ad Acea S.p.A..

Il costo del personale è nettato, oltre che dei costi capitalizzati, anche di € 2.588 mila (- € 1.341 mila rispetto al 31 dicembre 2017) che rappresentano l'ammontare complessivo dei costi del personale impiegato nel progetti informatici destinati a tutte le società del gruppo partecipanti alla "comunione" della piattaforma informatica.

Nel prospetto che segue è evidenziata la consistenza media e finale dei dipendenti per categoria di appartenenza, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo Consistenza finale del periodo
Inquadramento 31/12/18 31/12/17 Variazione 31/12/18 31/12/17 Variazione
Dirigenti 52 51 1 49 52 (3)
Quadri 162 149 13 165 153 12
Impiegati 421 372 50 419 374 45
Operai 23 15 8 23 15 8
TOTALE 658 587 71 656 594 62

4. Costi esterni – € 154.364 mila

Rispetto al 31 dicembre 2017, si registra una crescita complessiva dei costi esterni pari a € 5.088 mila (+ 3,41%); di seguito si fornisce la composizione e le variazioni dei costi esterni per natura.

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Costi per materiali 1.187 552 635
Costi per servizi e Lavori 123.373 132.819 (9.446)
Costi per Godimento beni di terzi 7.223 7.087 136
Imposte e Tasse 1.635 1.801 (166)
Spese generali 20.945 7.016 13.929
TOTALE 154.364 149.276 5.088
€ migliaia 2018 2017 Variazione
Costi per materiali 1.187 552 635
Costi per servizi e Lavori 123.373 132.819 (9.446)
Servizi Infragruppo 30.093 47.413 (17.320)
- di cui Illuminazione Pubblica Roma Capitale 29.829 43.790 (13.962)
Consumi Elettrici ed Idrici 20.114 22.659 (2.545)
- di cui Consumi Elettrici Servizio Illuminazione Pubblica Roma Capitale 16.991 20.298 (3.307)
Consulenze e prestazioni professionali 28.275 24.700 3.575
Lavori 5.085 1.380 3.706
Canoni di Manutenzione 10.882 9.074 1.808
Servizi al Personale 4.228 4.698 (471)
Servizi di Sorveglianza 3.987 2.965 1.023
Spese Pubblicitarie e Sponsorizzazioni 3.776 3.652 124
Spese Pulizia, Trasporto e Facchinaggio 2.820 262 2.558
Personale distaccato 5.415 7.708 (2.292)
Spese Postali 1.237 1.115 122
Spese Bancarie 1.011 1.287 (277)
Organi Sociali 738 626 112
Spese Telefoniche 853 1.322 (469)
Spese Assicurative 638 409 230
Spese di Viaggio e Trasferta 373 418 (45)
Collaborazioni coordinate e continuative 306 185 120
Prestazioni tecniche ed amministrative 925 760 165
Spese Tipografiche 64 21 43
Altro 2.551 2.165 386
Costi per Godimento beni di terzi 7.223 7.087 136
Canoni di Locazione 4.147 4.564 (417)
Altri Noleggi e Canoni 3.077 2.524 553
Imposte e Tasse 1.635 1.801 (166)
Spese Generali 20.945 7.016 13.929
Totale Costi Esterni 154.364 149.276 5.088

La crescita dei costi esterni di € 5.088 mila passa attraverso fenomeni di segno opposto tra cui:

l'incremento dei costi esterni per prestazioni professionali di cui quelli di natura informatica (+ € 2.481 mila) e canoni di manutenzione (+ € 1.808 mila) sono dovute ai costi di gestione della piattaforma informatica in comunione con le altre società del gruppo;

  • l'incremento dei costi per consulenze amministrative (+ € 1.231 mila);
  • il sostenimento di costi per recupero crediti + € 880 mila;

l'incremento dei costi esterni relativi alla gestione del servizio facility management (es. servizi di pulizia, trasporto e facchinaggio per € 2.588 mila e lavori per € 3.705 mila) oggetto di cessione a gennaio 2018 dalla controllata Acea Elabori, in parte compensato dal venir meno dei costi del contratto di servizio per la gestione del facility management per la quota relativa ad ACEA (€ 2.558 mila);

l'iscrizione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 16.200 mila comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per maggiori dettagli si rinvia a quanto specificato nel paragrafo Vertenze giudiziali";

la riduzione nel lor complesso dei costi legati al servizio di gestione della pubblica illuminazione nel Comune di Roma pari a € 17.269 mila è dovuta ai consumi elettrici correlati al servizio (- € 3.307 mila) generata dalle efficienze originate dall'installazione dei LED al posto dei corpi illuminanti tradizionali e alla riduzione dei corrispettivi previsti nel contratto (- € 13.962 mila) in particolare per la quota relativa all'installazione massiva dei corpi illuminanti con i LED finanziata da Roma Capitale compensata parzialmente dall'aumento dei corrispettivi relativi ad altre voci del contratto;

  • risparmio sui canoni di locazione del magazzino pari a € 648 mila;
  • l'incremento di sopravvenienze passive ordinari pari a € 2.939mila.

Si informa che gli altri noleggi e canoni si riferiscono principalmente ad hardware e software per il data center aziendale.

Si informa che, ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, i compensi maturati dalla Società di Revisione PwC sono riportati nella tabella che segue.

Audit Related
Service
Audit
Services
Non Audit
Services
Totale
Acea S.p.A. 189.813 338.188 124.000 652.000

Si precisa che i compensi sopra riportati si riferiscono ad incarichi relativi all'anno 2018 affidati fino al 31 Dicembre 2018. Si precisa inoltre che ai sensi dell'art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 i servizi diversi dalla revisione contabile prestati alla Capogruppo nel corso dell'esercizio 2018 si riferiscono principalmente a: (i) assistenza nello svolgimento dei test 262/05 identificati da ACEA e, (ii) analisi di benchmark su alcuni servizi erogati tra parti correlate.

5. Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni – € 20.075 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Ammortamenti immateriali e materiali 13.125 14.603 (1.478)
Perdite di valore immobilizzazioni 0 9.539 (9.539)
Svalutazione crediti (392) 5.529 (5.922)
Accantonamento per rischi 7.342 (8.930) 16.271
TOTALE 20.075 20.741 (667)

Gli ammortamenti ammontano complessivamente ad € 13.125 mila e si riferiscono per € 6.170 mila alle immobilizzazioni immateriali e per € 6.956 mila alle immobilizzazioni materiali. La riduzione degli ammortamenti è relativa essenzialmente alle immobilizzazioni immateriale per software che hanno terminato l'ammortamento nel 2017.

Le svalutazioni dei crediti ammontano complessivamente a € (392) mila e si riferisce prevalentemente a rischi legati alla recuperabilità dei crediti per interessi iscritti verso Roma Capitale.

La variazione rispetto all'esercizio precedente, è dovuta ad accantonamenti verso altre società del gruppo in particolare Sienergia SpA in liquidazione.

Gli accantonamenti al fondo rischi risultano essere pari a € 7.342 mila. Di seguito viene fornita la loro composizione per natura e i relativi effetti.

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Partecipate 1.000 48 952
Rilascio Partecipate (432) (22.127) 21.695
Esodo e mobilità 5.225 12.000 (6.775)
Legale 192 619 (427)
Rilascio Legale (346) (809) 464
Contributivi e nei confronti di Enti Pubblici 0 0 0
Rilascio Contributivi e nei confronti di Enti Pubblici 0 25 (25)
Rilascio Rischi contributivi (155) (30) (125)
Appalti e Forniture 101 1.371 (1.271)
Rilascio Appalti e Forniture (904) 0 (904)
Rischio contenzioso fiscale 2.700 0 2.700
Rilascio contenzioso fiscale 0 (12) 12
Rilascio franchigie assicurative 0 (15) 15
Rilascio Altri rischi ed oneri (40) 0 (40)
TOTALE ACCANTONAMENTI 7.342 (8.930) 16.271

Rispetto all'esercizio precedente si registra un aumento del livello complessivo degli accantonamenti originato dall'effetto combinato di minori accantonamenti legati agli oneri necessari a fronteggiare le procedure di mobilità volontaria ed esodo (- € 6.775 mila) e da minori rilasci per esubero fondi (nel 2017 c'è stato il rilascio del fondo partecipate relativo alla controllata GORI pari a € 22.127 mila) compensati dall'accantonamento pari a € 2.700 mila relativo al contenzioso fiscale.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dell'aggiornamento delle principali vertenze giudiziali del presente documento.

6. Proventi finanziari – € 130.272 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Proventi da rapporti infragruppo 124.496 108.368 16.128
Interessi e Proventi da rapporti con le banche 647 190 457
Interessi moratori verso società controllate 0 0 0
Interessi moratori verso terzi 0 0 0
Recupero oneri da attualizzazione 640 753 (113)
Proventi da Valutazione a Fair Value Hedge 0 0 0
Proventi Finanziari da contratto di illuminazione pubblica 256 276 (20)
Interessi moratori verso Roma Capitale 4.233 4.560 (327)
Altri Proventi Finanziari 0 215 (215)
Totale Proventi Finanziari 130.272 114.363 15.909

L'aumento dei proventi finanziari per € 15.909 mila è attribuibile per € 16.128 mila ai proventi da rapporti infragruppo. Tale variazione è principalmente dovuta all'aumento degli interessi attivi sulla linea di credito di tipo revolving per € 16.174 mila.

7. Oneri finanziari – € 70.827 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Interessi su prestiti obbligazionari 66.296 59.194 7.102
Oneri per riacquisto obbligazioni 0 0 0
Oneri su Interest Rate Swap 2.090 1.266 824
Interessi su indebitamento a breve termine 8 1 7
Interessi su indebitamento a medio-lungo termine 853 1.630 (777)
Oneri da Rapporti infragruppo 0 0 0
Oneri Finanziari da Contratto di Illuminazione Pubblica 160 172 (13)
Altri Oneri Finanziari 416 450 (33)
Perdite / (Utile) su Cambi 78 1.784 (1.705)
Interessi Passivi su rateizzazioni Equitalia e INPS 6 12 (6)
Oneri da Valutazione a Fair Value Hedge 919 302 617
Totale Oneri Finanziari 70.827 64.810 6.016

L'aumento degli oneri finanziari per € 6.016 mila, discende da maggiori interessi su prestiti obbligazionari (€ 7.102 mila) compensati in parte ma minori interessi su indebitamento a medio-lungo termine (- € 777 mila). La variazione degli interessi su prestiti obbligazionari comprende l'effetto degli interessi maturati sui due nuovi prestiti obbligazionari compensati in parte dal rimborso del prestito obbligazionario avvenuto il 12 settembre 2018. Per quanto riguarda la riduzione degli interessi sui finanziamenti a medio-lungo termine la riduzione è stata determinata dal rimborso a marzo 2018 dei due finanziamenti BEI. Gli oneri al netto dei proventi su Interest Rate Swap sui prestiti obbligazionari, aumentano per € 824 mila.

Con riferimento al costo medio del debito di ACEA, si segnala un decremento rispetto all'esercizio precedente, essendo passato dal 2,25% del 2017 al 1,94% del 2018.

8. Proventi da partecipazioni – € 177.966 mila

Registrano una riduzione di € 41.046 mila (erano € 219.013 mila) e si compongono come riepilogato nella seguente tabella. La rivalutazione della partecipazione (annullamento di una precedente svalutazione) in Sarnese Vesuviano è dovuta al consolidamento integrale della sua controllata GORI.

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Dividendi 156.720 218.745 (62.025)
ACEA Ato2 45.500 59.150 (13.650)
ALL 0 3.582 (3.582)
areti 78.246 126.408 (48.162)
Acea Elabori 14.993 8.629 6.364
Acea Ambiente 7.992 11.622 (3.629)
Acque Blu Fiorentine 5.251 0 5.251
ACIP 0 4.035 (4.035)
Aquaser 3.310 3.433 (123)
Acea800 808 215 593
Consorcio Agua Azul 0 1.205 (1.205)
Acque Industriali 176 0 176
Intesa Aretina 0 315 (315)
GEAL 230 121 109
Acque Blu Arno Basso 178 0 178
Ingegnerie Toscane 35 30 5
Plusvalenza da cessione quote Acea Gori Servizi 0 268 (268)
Rivalutazione partecipazione Sarnese Vesuviano S.r.l. 21.247 0 21.247
Totale 177.966 219.013 (41.046)

9. Oneri da Partecipazioni - € 15.893 mila

La voce pari a € 15.893 mila al 31 Dicembre 2018 era pari a zero nel 2017. Accoglie le svalutazioni relative alle seguenti partecipazioni:

  • Acea Ato5 per € 8.705 mila,;
  • Acea Illuminazione Pubblica ora in liquidazione per € 3.628 mila;
  • Crea Gestione per € 3.253 mila;
  • Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l. per € 306 mila.

10.Imposte – € 13.932 mila

Le imposte risultano complessivamente pari a € 13.932 mila. In particolare, la determinazione delle imposte risente della normativa tributaria applicabile al trattamento fiscale dei dividendi incassati, degli accantonamenti a fondo rischi effettuati, nonché della deducibilità degli interessi passivi di ACEA in capo al consolidato fiscale di Gruppo. Le imposte sul reddito d'esercizio hanno un'incidenza sul risultato ante imposte pari all'8,6%.

Il saldo si compone della somma algebrica delle seguenti voci.

Imposte correnti

Le imposte correnti sono pari ad € 92.134 mila (€ 71.318 mila al 31 dicembre 2017) e si riferiscono ad Ires di consolidato calcolata sulla sommatoria degli imponibili e delle perdite fiscali delle società consolidate fiscalmente e all'Irap.

Si precisa che tale effetto è annullato dall'iscrizione dei proventi derivanti dall'attribuzione degli imponibili delle società partecipanti al consolidato fiscale.

Nell'ambito del progetto di trasferimento delle partecipate estere da Acea ad Acea International, nel mese di febbraio Acea ha ceduto tutte le azioni detenute nel Consorcio Agua Azul ad Acea International sono state versate alla SUNAT (agenzia delle entrate) di imposte sul capital gain per € 2.214 mila.

Tale effetto è riepilogato nella tabella di seguito riportata e che espone la riconciliazione fra le aliquote teoriche e quelle effettive.

Imposte differite

Le imposte differite attive nette incrementano le imposte per € 876 mila e sono composte dalla somma algebrica degli accantonamenti (€ 5.646 mila) eseguiti prevalentemente sul fondo rischi, sul fondo svalutazione crediti e accantonamenti su piani a benefici definiti e dagli utilizzi (€ 6.522 mila). Le imposte differite passive accrescono le imposte per € 1.067 mila e sono composte dalla somma algebrica degli utilizzi e accantonamenti dell'esercizio che ammontano a € 1.057 mila.

Oneri e proventi da consolidato fiscale

Ammontano ad € 80.145 mila e rappresentano il saldo positivo tra gli oneri fiscali che la Capogruppo ha nei confronti delle società consolidate fiscalmente a fronte del trasferimento di perdite fiscali (€ 2.984 mila) e i proventi fiscali iscritti come contropartita degli imponibili fiscali trasferiti al consolidato (€ 83.129 mila).

Il compenso della perdita, come da regolamento generale di consolidato, è determinato applicando l'aliquota IRES vigente all'ammontare della perdita fiscale trasferita.

La tabella sotto riportata illustra la riconciliazione tra l'aliquota fiscale teorica e quella effettiva

2018 % 2017 %
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento 161.708 229.809
Imposte teoriche calcolate al 27,5% sull'utile ante imposte 38.810 24,0% 55.154 24,0%
Differenze permanenti* (30.775) (19,0%) (51.981) (22,6%)
IRES di competenza** 12.621 7,8% 3.173 1,4%
IRAP di competenza** 1.311 0,8% 57 0,0%
Imposte sul reddito di esercizio delle attività in funzionamento 13.932 8,6% 3.230 1,4%

* Includono prevalentemente la quota tassata dei dividendi

** Compresa fiscalità differita

Note allo Stato Patrimoniale – Attivo

11. Immobilizzazioni materiali – € 97.469 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Terreni e fabbricati 79.883 81.362 (1.479)
Impianti e macchinari 10.243 6.814 3.429
Attrezzature industriali e commerciali 670 753 (83)
Altri beni 6.642 6.892 (250)
Immobilizzazioni in corso e acconti 31 31 0
Totale Immobilizzazioni Materiali 97.469 95.852 1.617

Si evidenzia un aumento di € 1.617 mila rispetto al valore del 31 dicembre 2017.

La variazione si riferisce principalmente all'effetto netto tra gli investimenti, complessivamente pari a € 8.550 mila, e le quote di ammortamento che si sono attestate a € 6.897 mila.

Tra gli investimenti del periodo figurano gli apparati di Telecontrollo della rete di illuminazione pubblica nel Comune di Roma, realizzati da ACEA su richiesta di Roma Capitale in adempimento del contratto di servizio.

Gli altri investimenti del periodo attengono principalmente agli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite ad attività aziendali oltre agli investimenti relativi agli hardware necessari ai progetti di sviluppo tecnologico per il miglioramento e l'evoluzione della rete informatica.

€ migliaia 31/12/17 VARIAZIONI 31/12/18
Immobilizzazioni Materiali Costo
Storico
Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Incremen
ti
Riclassific
he/ Altri
moviment
i
Dismissio
ni/
Alienazio
ni
Amm.to Costo Fondo
Amm.to
Valore
Netto
Terreni e fabbricati 101.201 (19.839) 81.362 689 0 0 (2.168) 101.890 (22.007) 79.883
Impianti e macchinari 19.053 (12.239) 6.814 5.252 0 0 (1.824) 24.306 (14.063) 10.243
Attrezzature industriali e commerciali 13.386 (12.633) 753 0 18 0 (101) 13.404 (12.734) 670
Altri beni 52.255 (45.363) 6.892 2.591 0 (36) (2.805) 54.911 (48.269) 6.642
Immobilizzazioni in corso e acconti 31 0 31 18 (18) 0 0 31 0 31
Totale Immobilizzazioni materiali 185.926 (90.074) 95.852 8.550 0 (36) (6.897) 194.542 (97.072) 97.469

Il prospetto di seguito riportato riepiloga le variazioni intervenute nel periodo.

12. Investimenti immobiliari – € 2.489 mila

Ammontano a € 2.489 mila, registrano una riduzione pari a € 58 mila per effetto dell'ammortamento dell'anno e sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti ai fini della locazione.

13. Immobilizzazioni immateriali – € 11.763 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Diritti di brevetto industriale e utilizzazione opere ingegno 9.322 11.132 (1.810)
Concessioni e marchi 54 100 (45)
Immobilizzazioni in corso e acconti 2.387 392 1.995
Totale Immobilizzazioni Immateriali 11.763 11.624 139

Di seguito il riepilogo delle variazioni intervenute nel corso del periodo:

€ migliaia 31/12/17 Variazioni del periodo
Immobilizzazioni Immateriali Valore Netto Incrementi Riclassifiche/
Altri
movimenti
Dismissioni/
Alienazioni
Amm.to Valore Netto
Diritti di brevetto industriale e utilizzazione
opere ingegno
11.132 3.400 1.184 (270) (6.124) 9.322
Concessioni e marchi 100 0 0 0 (45) 54
Immobilizzazioni in corso 392 3.179 (1.184) 0 0 2.387
Totale Immobilizzazioni materiali 11.624 6.579 0 (270) (6.170) 11.763

Gli investimenti hanno riguardato prevalentemente l'acquisto ed il potenziamento di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, di sicurezza aziendale e di gestione amministrativa.

L'investimento in Concessioni e marchi si riferisce ai costi diretti sostenuti per il nuovo marchio del gruppo ACEA.

14. Partecipazioni in controllate e collegate – € 1.792.038 mila Registrano una crescita di € 7.792 mila ed è così composta:

€ migliaia 31/12/2018 31/12/17 Variazione
Partecipazioni in imprese controllate 1.770.567 1.757.919 12.649
Partecipazioni in imprese collegate 21.470 26.327 (4.857)
Totale partecipazioni 1.792.038 1.784.246 7.792

Partecipazioni in imprese controllate

Vengono di seguito riepilogate le variazioni del 2017.

Partecipazioni in società
controllate
Costo storico Riclassifiche e
altri movimenti
Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2017 3.159.003 (376.507) (64.097) (960.479) 1.757.919
Variazioni 2018:
- variazione capitale sociale 0 0 0 0 0
- acquisizioni/costituzioni 4.394 0 0 0 4.394
- alienazioni/distribuzioni 0 0 0 0 0
- riclassifiche e altri movimenti 0 0 0 0 0
- svalutazioni/rivalutazioni 0 0 8.255 0 8.255
Totale variazioni del 2018 4.394 0 8.255 0 12.649
Valori al 31 dicembre 2018 3.163.397 (376.507) (55.842) (960.479) 1.770.568

Le movimentazioni intervenute riguardano principalmente:

€ 4.394 mila sono relative all'aumento del capitale sociale di Acea International a seguito della cessione della partecipazione detenuta in Consorcio Agua Azul;

€ 11.508 mila sono relative:

  • (i) all'annullamento della svalutazione della partecipazione in Sarnese Vesuviano (+ € 21.247 mila) essendo venuti meno i presupposti circa la recuperabilità del valore nella sua partecipata GORI;
  • (ii) alla svalutazione della partecipazione in Acea Illuminazione Pubblica ora in liquidazione (€ 3.628 mila) fino a concorrenza del valore del patrimonio netto di liquidazione,
  • (iii) alla svalutazione della partecipazione in ACEA Ato5 (€ 8.705 mila);
  • (iv) alla svalutazione della partecipazione in Crea Gestioni (€ 3.253 mila).

Al fine della verifica del valore recuperabile delle partecipazioni, è stato effettuato l'impairment test sostanzialmente di tutte le sue controllate dirette – ACEA Ato2, ACEA Ato5, Acea Ambiente, Acea Produzione, Acea Energia, areti ed Ecogena - ed indirette – GORI, Publiacqua, Acque, Acquedotto del Fiora, Umbra Acque e Nuove Acque. Le società oggetto di impairment sono state selezionate sulla base di criteri quali-quantitativi oltreché in considerazione della rischiosità del settore di business in cui operano.

La procedura di impairment delle partecipazioni pone a confronto il valore contabile della partecipazione con il suo valore economico.

La verifica del mantenimento del valore di una partecipazione può essere condotta determinando la differenza tra il valore recuperabile, individuato come il valore più elevato fra il valore d'uso ed il fair value, al netto dei costi di vendita, e il valore contabile (carrying amount).

Il valore d'uso rappresenta il valore attuale dei flussi finanziari attesi che si suppone deriveranno dall'uso continuativo dell'insieme degli asset relativi alla partecipazione. Il fair value, al netto dei costi di vendita, rappresenta l'ammontare ottenibile dalla vendita in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili.

Il processo di impairment 2018 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax.

La stima del valore recuperabile delle partecipazioni – espresso in termini di valore d'uso – è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi (VO) e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) e del valore delle attività accessorie (ACC).

Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le stime e proiezioni del Piano Industriale 2018-2022 approvate dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle partecipazioni è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate i settori operativi ai quali si riferiscono le partecipazioni iscritte nel bilancio della Capogruppo. Per ciascun settore operativo viene specificata la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Area Industriale Valore recuperabile WACC Valore terminale Periodo flussi di cassa
Area Infrastrutture Energetiche
areti valore d'uso 5,9% Valore Residuo fino al 2022
Acea Produzione valore d'uso 5,8% a due stadi fino al 2022
Ecogena valore d'uso 5,8% a due stadi fino al 2022
Area Idrico valore d'uso 5,4% Valore Residuo fino al 2022
Area Commerciale e Trading:
Acea Energia valore d'uso 7,6% Perpetuity senza crescita fino al 2022
Area Ambiente valore d'uso 6,4% a due stadi fino al 2022

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione: è stato determinato considerando il contributo ai flussi di cassa dei vari impianti fino al termine delle concessioni idroelettriche e della vita utile degli impianti fotovoltaici e di Tor di Valle. Il valore di dismissione della centrale di S. Angelo, ipotizzata a termine del 2023, tiene conto dell'approvazione del «Decreto Semplificazioni» avvenuta nel corso del mese di febbraio 2019. Tale valore è stato determinato sulla base di una valorizzazione corrispondente al valore netto contabile rivalutato;
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2023-2038 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2038;
  • per areti: il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico: il valore attuale del Valore Residuo in caso di subentro alla scadenza della concessione.

Si informa, inoltre, che il WACC è stato oggetto di un'analisi di sensitività. Si segnala che:

  • l'incremento dello 0,5% del tasso di attualizzazione determina un deficit della partecipazione ACEA Ato2. Per quanto riguarda ACEA Ato2 l'esiguità del surplus è motivata dall'aver identificato come Terminal Value esclusivamente il valore dei cespiti regolatori (c.d. RAB) senza considerare il valore di realizzo del capitale circolante,
  • l'incremento dell'1,0% del tasso di attualizzazione determina un deficit della partecipazione areti e Acea Produzione,
  • Il risultato del test di impairment conferma la recuperabilità del valore delle partecipazioni iscritte, eccetto ACEA Ato5.

Partecipazioni in imprese collegate

Ammontano a € 21.470 mila e si è ridotto la cessione della partecipazione di Consorcio Agua Azul in Acea International.

Si segnala inoltre la svalutazione, per adeguamento al cambio, delle partecipazioni estere (€ 463 mila). Di seguito la movimentazione intervenuta nel corso dell'esercizio.

Partecipazioni in società
collegate
Costo storico Riclassifiche Rivalutazioni/
Svalutazioni
Alienazioni Valore Netto
Valori al 31 dicembre 2017 94.570 13.600 (80.376) (1.467) 26.327
Variazioni 2018:
- variazione capitale sociale 0 0 0 0 0
- acquisizioni/costituzioni 0 0 0 0 0
- alienazioni/distribuzioni 0 0 0 (4.394) (4.394)
- riclassifiche e altri movimenti 0 0 0 0 0
- svalutazioni/rivalutazioni 0 0 (463) 0 (463)
Totale variazioni del 2018 0 0 (463) (4.394) (4.857)
Valori al 31 dicembre 2018 94.570 13.600 (80.839) (5.861) 21.470

15. Altre partecipazioni – € 2.352 mila

Le "Altre partecipazioni" si riferiscono ad investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto. Nel corso del non ci sono state movimentazioni.

16. Imposte differite attive – € 20.069 mila

Si riducono di € 3.554 mila rispetto al 31 dicembre 2017.

La tabella che segue evidenzia i movimenti e il saldo al 31 dicembre 2017 distinguendo le Attività per Imposte Anticipate dal Fondo per Imposte Differite.

Per quanto attiene la recuperabilità delle imposte anticipate, si rileva che la valutazione della fiscalità differita attiva è stata eseguita sulla base dei piani industriali di ACEA e, riguardo l'orizzonte temporale, considerando una ragionevole stima dell'epoca di riversamento.

Movimentazioni del periodo
€ migliaia 31/12/17 Utilizzi IRES /
IRAP
Movim. a
PN
Acc.ti
IRES/IRAP
31/12/18
Imposte anticipate
Perdite fiscali 0 0 0 0
Compensi membri CDA 5 0 5 10
Fondo rischi ed oneri 2.906 (2.392) 3.343 3.856
Svalutazione partecipazioni 0 0 0 0
Svalutazione crediti 8.077 (2.498) 227 1.658 7.463
Ammortamenti beni materiali e immateriali 1.619 (480) 0 406 1.658
Ammortamento Avviamento 0 0 0 0
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 7.778 (412) (258) 234 7.342
Altre 12.096 (740) (4.303) 0 7.052
Totale 32.479 (6.522) (4.334) 5.646 27.383
Imposte differite
Imposte differite su dividendi 167 (41) 2 128
Ammortamenti beni materiali e immateriali (12) 0 0 39 27
Piani a benefici definiti /Contribuzione definita 210 50 56 0 316
Altre 8.492 0 (2.665) 1.016 6.843
Totale 8.856 9 (2.609) 1.057 7.314
Totale netto 23.623 (6.531) (1.725) 4.588 20.069

17. Attività finanziarie non correnti – € 227.385 mila

Si riducono di € 10.590 mila rispetto al 31 dicembre 2017, in quanto ammontavano a € 237.975 mila e sono così composte:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti finanziari verso Roma Capitale 18.697 22.168 (3.471)
Crediti finanziari verso imprese controllate 185.428 187.958 (2.530)
Crediti verso altri 23.260 27.849 (4.590)
TOTALE 227.385 237.975 (10.590)

La voce Crediti finanziari verso Roma Capitale registra una riduzione di € 3.471 mila e si riferisce agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2019, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011.

I Crediti finanziari verso imprese controllate si riducono, rispetto al 31 dicembre 2017, di € 2.530 mila per effetto dell'annullamento della svalutazione del finanziamento infruttifero verso la controllata Acea Ambiente (€ 3.200 mila) per il venir meno delle motivazioni che lo avevano generato e alla riclassifica nella posizione a breve del credito sottostante (€ 6.410 mila). Per quanto riguarda i crediti finanziari verso ACEA Ato5 si è proceduto all'erogazione di tre nuove tranche del finanziamento fruttifero a medio e lungo termine (per complessivi € 5.801 mila) compensata in parte dalla riclassifica nei crediti finanziari a breve della quota in scadenza nel 2019 del credito infruttifero verso la stessa in base al piano di rientro che si completerà nel 2028 (€ 5.121mila).

Tali crediti si ritengono interamente recuperabili.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per Finanziamenti
ACEA Ato5 181.525 180.845 680
Crea Gestioni S.r.l. 3.870 3.870 0
Ecomed S.r.l. 33 33 0
Totale 185.428 184.748 680
Altri Crediti Finanziari
Acea Ambiente S.r.l. (ex ARIA) 0 3.210 (3.210)
Totale Crediti Finanziari non correnti verso imprese Controllate 185.428 187.958 (2.530)

La voce Crediti verso altri, pari a € 23.260 mila, deriva per € 23.134 mila dall'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto dall'IFRIC12 in materia di servizi in concessione. Tale credito rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso.

18. Altre attività non correnti– € 1mila

Tale voce non registra variazioni rispetto al termine dell'esercizio precedente.

19. Attività correnti– € 3.193.186 mila

Registrano un aumento di € 481.878 mila (erano € 2.711.298 mila al 31 dicembre 2017) e sono composte come di seguito descritto.

9.a – Lavori in corso su ordinazione - € 0 mila

Il saldo al 31 dicembre 2018 è pari a zero.

9.b – Crediti Commerciali – € 731mila

I crediti commerciali si riducono di € 222 mila rispetto a € 953 mila del 31 dicembre 2017.

Crediti verso clienti

Ammontano ad € 731 mila al netto del fondo svalutazione crediti pari a € 3.801 mila e si riducono di € 222 mila. I crediti inclusi in tale voce si riferiscono a posizioni maturate verso soggetti privati e pubblici per prestazioni di servizi con particolare riferimento a quelle di pubblica illuminazione verso il Comune di Napoli. Si segnala che ad aprile del 2018, ACEA ha incassato tramite delegazione di pagamento i crediti vantati verso CITELUM SA per € 220 mila. Nel mese di agosto 2018 sono stati incassati crediti per € 2.306 mila verso ATER a seguito di sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione nel 2016 relativamente a nostri atti di ingiunzione del 1992 e del 1994, con i quali ACEA aveva intimato all'allora IACP il pagamento di quanto dovuto.

Fondo Svalutazione Crediti

Si attesta a € 3.801 mila e si riduce di € 1.963 mila rispetto all'esercizio precedente.

La stima delle somme ritenute inesigibili viene stimata in base a quanto previsto dall'IFRS 9, ovvero, attraverso l'applicazione dell'expected credit loss model per la valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default).

9.c - Crediti Commerciali Infragruppo - € 88.213 mila

Registrano un decremento di € 10.962 mila rispetto al 31 dicembre 2017 (erano € 98.772 mila) e si compongono come di seguito rappresentato:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti verso controllante - Roma Capitale 28 93 (65)
Crediti verso imprese controllate 79.360 77.105 2.255
Crediti verso imprese collegate 8.825 21.574 (12.749)
Totale crediti commerciali infragruppo 88.213 98.772 (10.559)

Crediti verso controllante - Roma Capitale

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale da ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria che per quella debitoria esigibili entro e oltre l'esercizio successivo, ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per prestazioni fatturate 28 93 (65)
Crediti per prestazioni da fatturare 0 0 0
Totale Crediti Commerciali 28 93 (65)
Crediti finanziari per Fatture Emesse 99.024 118.228 (19.204)
Fondo svalutazione (30.152) (12.460) (17.692)
Crediti finanziari per Fatture da Emettere 25.754 17.314 8.440
Fondo svalutazione (9.843) (5.610) (4.233)
Crediti Finanziari a medio - lungo termine 18.697 22.168 (3.471)
Totale Crediti Finanziari per Illuminazione Pubblica 103.480 139.640 (36.160)
Totale Crediti Esigibili entro l'esercizio successivo (A) 103.508 139.733 (36.225)
€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti Commerciali 0 0 0
Totale Debiti Esigibili Entro l'esercizio successivo (B) 0 0 0
Totale (A) - (B) 103.508 139.733 (36.225)
Altri Crediti/(Debiti) di natura finanziaria (420) (767) 347
Altri Crediti/(Debiti) di natura commerciale (2) (24) 22
Totale altri Crediti/(Debiti) (C) (422) (791) 369
Saldo Netto 103.086 138.942 (35.856)

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti alle compensazioni ed incassi.

Lo stock dei crediti al 31 dicembre 2018 registra una riduzione di € 10.829 mila rispetto all'esercizio precedente, da attribuire interamente ai crediti finanziari per illuminazione pubblica. Il decremento si riferisce all'effetto combinato degli incassi e compensazioni intervenute nell'anno compensate dalla maturazione del corrispettivo annuo, all'ammodernamento rete di sicurezza, alla manutenzione extra ordinaria ed infine ai crediti derivanti dall'accordo relativo al Piano LED che riguarda la sostituzione delle lampade stradali di vecchia generazione.

Nel 2018 sono stati incassati e compensati complessivamente € 65.305 mila. Di seguito si elencano le tipologie di crediti incassati:

  • € 36.327 mila per crediti relativi ai corrispettivi del contratto di illuminazione pubblica, di cui € 21.356 mila relativi al periodo da aprile a dicembre 2017 e già iscritti nell'esercizio precedente ed € 14.971 mila relativi al periodo da gennaio a luglio 2018;
  • € 19.894 mila per crediti del contratto di pubblica illuminazione già riconosciuti dall' Assemblea Capitolina di dicembre 2016 (pro-rata 2009 e 2010, corrispettivi di illuminazione pubblica novembre/dicembre 2012, corrispettivi per l'illuminazione artistica ed adeguamento a norma 2012);
  • € 4.692 mila per crediti maturati relativamente alle voci dell'accordo integrativo Piano Led;
  • € 2.898 mila per crediti relativi all'ammodernamento e sicurezza rete (1°, 2° e 3° trimestre 2016);
  • € 936 mila per rimborsi relativi a furto cavi (anni 2014, 2015, 2016);
  • € 444 mila per crediti relativi a lavori di illuminazione pubblica stradale.

In aggiunta a ciò per quanto riguarda i debiti 2018, nel corso dell'anno ACEA ha provveduto a saldare in parte mediante compensazione e il residuo tramite pagamento diretto, il debito corrispondente ai dividendi azionari maturati nell'esercizio 2017 e iscritti ad aprile (importo complessivo € 68.425 mila).

A seguito di alcune contestazioni elevate da Roma Capitale, per il periodo 2008-2018, con riferimento al servizio di Illuminazione Pubblica, e stante la situazione di incertezza sul pieno recupero dei crediti verso il Comune, la Società ha prudentemente elaborato la miglior stima di recupero degli stessi aggiornando le valutazioni già effettuate in particolare con riferimento ai crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica relativi ai periodi antecedenti il 31 dicembre 2017 procedendo all'iscrizione di un Fondo pari ad € € 15.386mila.

Crediti verso imprese controllate

Ammontano complessivamente ad € 79.360 mila e aumentano di € 2.255 mila rispetto all'esercizio precedente. Si riferiscono principalmente alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei contratti di servizio e dai crediti derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per la piattaforma informatica in comunione. Si informa che i valori comparativi al 31.12.2017 sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni. Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
ACEA Ato2 14.595 21.286 (6.691)
ACEA Ato5 21.374 13.468 7.906
areti 16.035 14.940 1.095
Acea Energia 10.559 10.267 292
Acea Produzione 301 85 216
Gesesa 5.484 4.783 701
GORI 1.299 4.790 (3.491)
Crea Gestioni 3.997 2.959 1.038
Acea8cento 470 455 15
Acea Elabori 435 449 (14)
Sarnese Vesuviano 778 767 11
Acea Ambiente (ex ARIA) 771 725 47
Acea Dominicana 524 452 72
Aquaser 761 52 709
Acque Industriali 478 111 367
Agua de San Pedro 603 692 (88)
Umbriadue Servizi Idrici 598 328 270
Ecogena 87 41 45
Acea International 30 0 30
Altre 178 452 (274)
TOTALE 79.360 77.105 2.255

Crediti verso imprese collegate

Ammontano complessivamente ad € 8.825 mila e registrano una riduzione di € 12.749 mila rispetto al 31 dicembre 2017. Si informa che i valori comparativi al 31.12.2017 sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni. Si riferiscono per le società sottoposte a controllo congiunto, alle prestazioni di servizi rese nell'ambito dei contratti di servizio di natura informatica e dai crediti derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per la piattaforma informatica in comunione.

Di seguito la loro composizione:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Publiacqua 1.615 6.259 (4.644)
Umbra Acque 2.058 5.298 (3.240)
Acque 1.591 5.004 (3.413)
Acquedotto del Fiora 1.455 2.910 (1.455)
Ingegnerie Toscane 106 428 (322)
Geal 58 169 (112)
Coema 140 119 22
Marco Polo 1.236 1.236 0
Sogea 69 47 23
Servizi Idrici Integrati 33 0 33
Azga Nord 403 0 403
Altro 59 105 (46)
TOTALE 8.825 21.574 (12.749)

Il totale dei crediti commerciali, al lordo del fondo svalutazione crediti, verso clienti e infragruppo, ivi compresi quelli verso Roma Capitale, ammontano a € 94.812 mila e di seguito se ne fornisce l'ageing:

  • Crediti commerciali a scadere: € 58.390 mila;
  • Crediti commerciali scaduti: € 36.422 mila di cui:
  • Entro 180 giorni: € 6.803 mila,
  • Tra 180 e 360 giorni: € 5.895 mila,
  • Oltre l'anno: € 23.723 mila.

19.d – Altri crediti e attività correnti - € 31.901 mila

Registrano una variazione in diminuzione di € 5.053 mila e si compongono come di seguito esposto. Si informa a riguardo che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti verso cessionario Autoparco 0 500 (500)
Crediti verso Cessionario Area Laurentina 6.000 6.000 0
Ratei e risconti attivi 4.884 3.294 1.591
Crediti diversi 471 1.164 (693)
Crediti da rientro ramo Marco Polo per debiti verso dipendenti 1.931 1.931 (184)
Equitalia 0 802 (802)
Crediti verso Enti previdenziali 363 375 (11)
Crediti vincolati da cessione ramo fotovoltaico 146 146 0
Crediti per TFR da cessioni individuali 0 11 173
Anticipi a fornitori e depositi presso terzi 0 94 (94)
Crediti per IVA 17.740 22.145 (4.406)
Altri crediti tributari 365 491 (126)
TOTALE 31.901 36.954 (5.053)

Il credito verso il cessionario Autoparco relativo al 31.12.2017 ai corrispettivi di detenzione dell'immobile pagato nel 2011 è stato scalato dall'importo dell'acconto restituito a gennaio 2018. Nei ratei e risconti attivi trovano allocazione principalmente i canoni di manutenzione delle infrastrutture informatiche, i contratti di assicurazione ed i premi assicurativi.

I crediti per IVA derivano dalla procedura di liquidazione IVA di Gruppo; l'importo rappresenta il credito per l'acconto versato a fine dicembre 2018.

19.e – Attività finanziarie correnti - € 5.791 mila

Registrano una variazione in riduzione di € 99.857 mila per l'estinzione del deposito a breve scaduto. Di seguito si riporta il dettaglio del saldo al 31 dicembre 2018.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per la gestione del servizio di pubblica illuminazione 5.283 5.320 (38)
Crediti su depositii a breve termine 0 100.000 (100.000)
Ratei Attivi su depositi a breve termine 0 4 (4)
Crediti v/SEIN da Liquidazione Acea ATO5 Servizi 274 274 0
Ratei attivi su c/c banca e posta 235 50 185
TOTALE 5.791 105.648 (99.857)

19.f - Attività Finanziarie Correnti Infragruppo - € 2.074.601 mila

Registrano una crescita di € 156.195 mila. La tabella che seguito ne evidenzia i dettagli.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti verso imprese controllanti - Roma Capitale 84.783 117.472 (32.689)
Crediti verso imprese controllate 1.988.919 1.800.613 188.306
Crediti verso imprese collegate 900 322 578
TOTALE 2.074.601 1.918.407 156.195

Crediti verso imprese controllanti – Roma Capitale

Ammontano complessivamente ad € 84.783 mila e si riferiscono ai crediti verso Roma Capitale relativi al Contratto di Servizio di illuminazione pubblica così come anticipato nella sezione del presente documento "Crediti Commerciali verso Roma Capitale".

Crediti verso imprese controllate

Si attestano a € 1.988.919 mila (€ 1.800.613 mila al 31 dicembre 2017) e risultano composti come di seguito esposto:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per rapporti di tesoreria centralizzata 1.830.202 1.667.751 162.451
Ratei attivi finanziari correnti su finanziamenti e rapporti di tesoreria
centralizzata 126.118 103.579 22.539
Crediti verso imprese controllate per finanziamenti 26.242 14.711 11.531
Altri crediti verso imprese controllate 1.486 4.871 (3.385)
Crediti per Commissioni su Garanzie prestate 4.871 9.701 (4.830)
TOTALE 1.988.919 1.800.613 188.306

La variazione rispetto alla fine dell'esercizio precedente discende principalmente dall'incremento dei saldi di conto corrente verso le società del gruppo che hanno aderito ad una linea di finanziamento di tipo revolving, a copertura del fabbisogno per esigenze di circolante e di investimento, che matura interessi ad un tasso fisso, definito in base ai tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride nel settore delle utilities aggiornato su base annua, aumentato di uno spread legato al livello di esposizione ed al ribaltamento dei costi di rating della capogruppo. Registrano un incremento i crediti verso imprese controllate per finanziamenti; tale incremento è da imputare principalmente ad ACEA Ato5.

Crediti verso imprese collegate

Al 31 dicembre 2018 ammontano ad € 900 mila e si sono azzerati per l'incasso tramite delegazione dei crediti verso Acea Napoli Pubblica Illuminazione.

19.g – Attività per imposte correnti - € 13.397 mila

Diminuiscono di € 9.744 mila rispetto al termine dell'esercizio precedente e di seguito ne è esposta la composizione. Si informa a riguardo che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti IRAP e IRES per acconti versati 1.211 18.853 (17.642)
Totale Crediti Verso l'Erario 1.211 18.853 (17.642)
Crediti per consolidato fiscale verso imprese controllate 12.185 4.288 7.897
Totale Crediti Tributari 13.397 23.141 (9.744)

Il credito IRES pari a € 1.211 mila deriva da versamenti eccedenti eseguiti nel corso dell'anno rispetto all'imposta calcolata per l'esercizio 2018.

19.h – Disponibilità liquide e mezzi equivalenti - € 978.552 mila

Registrano un aumento di € 451.129 mila (al 31 dicembre 2017 erano € 527.423 mila) e rappresentano il saldo dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso l'Ente Poste.

Note allo Stato Patrimoniale – Passivo

20. Patrimonio netto - € 1.574.048mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 111.948 100.619 11.329
Riserva per azioni proprie in portafoglio 0 0 0
Altre riserve 77.973 72.757 5.216
Utili a nuovo 137.452 56.107 81.345
Utili (perdite) dell'esercizio 147.776 226.579 (78.803)
TOTALE 1.574.048 1.554.961 19.087

Il patrimonio netto registra un incremento di € 19.087 mila rispetto al 31 dicembre 2017. Tale variazione è prevalentemente riferibile all'utile rilevato nell'esercizio e agli effetti generati dalla destinazione del risultato conseguito nell'esercizio 2017, nonché dalla movimentazione delle altre riserve. Di seguito si riporta la composizione e le movimentazioni per Voce:

20.a – Capitale sociale – € 1.098.899 mila

Ammonta a € 1.098.899 mila ed è rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • Roma Capitale: n. 108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila,
  • AMA: n. 1.000 per un valore nominale complessivo di € 5 mila,
  • Mercato: n. 103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.309 mila,
  • Azioni Proprie: n. 416.993 azioni ordinarie per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila.

20.b – Riserva legale € 111.948 mila

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ.

Al 31 dicembre 2018 si registra una crescita di € 11.329 mila rispetto allo scorso anno, per effetto della destinazione dell'utile conseguito nell'esercizio 2017.

20.c - Riserva per azioni proprie in portafoglio - € 0 mila

Ai sensi dell'art. 2428 cod. civ., le azioni proprie in portafoglio sono n. 416.993, aventi valore nominale di € 5,16 cadauna (€ 2.152 mila complessivamente) e corrispondono allo 0,196% del capitale sociale.

La riserva per azioni proprie in portafoglio ammonta al 31 dicembre 2018 a € 3.853 mila; l'importo della riserva coincide con il valore delle azioni in portafoglio contabilizzato a riduzione del Patrimonio Netto in ossequio allo IAS32.

20.d – Altre riserve - € 77.973 mila

Di seguito si fornisce la composizione della Voce e le variazioni intervenute nel periodo:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Riserva Straordinaria 180 180 0
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 102.567 0
Riserva per differenze di cambio 4.718 13.157 (8.438)
Riserva da valutazione di strumenti finanziari (20.658) (34.285) 13.627
Riserva da utili e perdite attuariali (9.034) (9.780) 746
Altre riserve diverse 198 918 (719)
TOTALE 77.973 72.757 5.216

La riserva per differenze di cambio registra una variazione in diminuzione di € 8.438 mila e rappresenta l'effetto della valutazione al cambio del 31 dicembre 2018 del private placement in YEN stipulato nel 2010.

La riserva di cash flow hedge è negativa e si attesta a € 20.658 mila. Tale riserva accoglie per € 3.333 mila il differenziale negativo derivante dal delta dei tassi di conversione tra quello previsto dal contratto di copertura e quello rilevato alla data di regolazione del bond (3 marzo 2010).

Si segnala inoltre l'iscrizione dell'FTA conseguente la prima applicazione dei nuovi standard internazionali IFRS 9. Tale iscrizione al netto degli effetti fiscali ammonta complessivamente a - € 719 mila.

La tabella sotto riportata dà evidenza delle riserve disponibili e indisponibili.

31 dicembre 2018 € migliaia
Natura/descrizione Importo Possibilità di
utilizzazione
Quota
disponibile
Riepilogo delle
utilizzazioni effettuate
nei tre precedenti
esercizi
Copertura
perdite
Altre
ragioni
Riserve di capitale:
Riserva derivanti da operazione scissione di ARSE 6.569 A, B, C 6.569
Riserve di utili da conto economico:
Riserva legale 111.948 A, B 111.948
Riserva straordinaria 180 A, B, C 180
Riserva plusvalenza da scorporo 102.567 A, B,C 102.567
Utili portati a nuovo 137.452 A, B, C 137.452
Riserve di utili da O.C.I.:
Riserva cash flow hedge (20.658) (20.658)
Riserva per differenze di Cambio 4.718 4.718
Riserva da Utili e Perdite Attuariali (9.034) (9.034)
Altre riserve
Maggior costo acquisizione Umbra Acque (3.173) (3.173)
Maggior costo acquisizione SAMACE (785) (785)
Maggior costo acquisizione Kyklos (1.932) (1.932)
Riserva da conferimento Acea International 239 239
Riserva FTA IFRS 9 (719) (719)
Riserva per azioni proprie disponibile 0 A, B, C 0
Riserva per azioni proprie in portafoglio 3.853 Garanzia azioni
proprie
3.853
TOTALE 331.226 331.226
Quota non distribuibile 84.456
Residua quota distribuibile 246.770

*Legenda: A = aumento di capitale – B = copertura perdite – C = distribuzione ai soci

21. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti - € 23.512 mila

Si riduce di € 952 mila e riflette le indennità di fine rapporto e altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente. Si distinguono, all'interno delle obbligazioni che compongono tale voce, i piani a contribuzione definita ed i piani a benefici definiti. Nella tabella che segue è riportata la composizione:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di
lavoro
- Trattamento di Fine Rapporto 7.281 7.214 68
- Mensilità Aggiuntive 1.438 1.263 175
- Piani LTIP 2.009 1.219 790
Totale 10.729 9.696 1.033
Benefici successivi al rapporto di lavoro
- Agevolazioni Tariffarie 12.783 14.768 (1.985)
TOTALE 23.512 24.464 (952)

Per quanto attiene la metodologia di calcolo, si informa che i benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro sono determinati secondo criteri attuariali; in riferimento ai benefici successivi al rapporto di lavoro, il calcolo si basa sul "metodo della proiezione unitaria del credito" che si sostanzia in valutazioni che esprimono la passività aziendale come valore attuale medio delle prestazioni future riproporzionato in base al servizio prestato dal lavoratore al momento del calcolo rispetto a quello corrispondente all'epoca del pagamento della prestazione.

La variazione risente (i) degli accantonamenti di periodo, (ii) dalle uscite verificatesi durante il periodo e (iii) dell'aumento del tasso utilizzato per la valutazione delle passività.

In particolare, per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, il tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione è stato l'1,57% a fronte di un tasso utilizzato lo scorso anno dell'1,30%.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato; si precisa che, per coerenza interna di valutazione e per allineamento alle prescrizioni dello IAS19, sono state mantenute per le diverse tipologie di piani le medesime basi tecniche.

Inoltre di seguito vengono indicati i parametri utilizzati per la valutazione:

Dicembre 2018 Dicembre 2017
Tasso di attualizzazione 1,57 % 1,30 %
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1,59 % 1,59 %
Inflazione di lungo periodo 1,50 % 1,50 %

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli

esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia Piano Tasso di attualizzazione
0,5 % (0,5) %
€ mila € mila
TFR -380 409
Agevolazioni tariffarie -169 795
Mensilità aggiuntive -150 2
LTIP 607 628

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo.

Tipologia Piano -1 anno di età
€ mila
TFR -58
Agevolazioni tariffarie -734
Mensilità aggiuntive 0

Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

22. Fondo per rischi ed oneri - € 15.408 mila

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute rispetto alla fine dell'esercizio precedente:

€ migliaia 31/12/17 Utilizzi Rilascio per
esubero fondi
Accantonament
i
31/12/18
Partecipate 5.158 0 (432) 1.000 5.727
Legale 1.606 (280) (346) 192 1.173
Rischi contributivi e relativi ad Enti
Previdenziali e Assistenziali
931 (42) (155) 0 734
Appalti e forniture 1.725 (39) (904) 101 883
Esodo e mobilità 5.523 (6.558) 0 5.225 4.191
Fiscale 0 0 0 2.700 2.700
Altri rischi ed oneri 40 0 (40) 0 0
Totale 14.984 (6.918) (1.876) 9.218 15.408

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • il fondo rischi legato a contenziosi legali è stato utilizzato per € 280 mila per sentenze sfavorevoli generando al contempo un rilascio per esubero pari a € 346 mila ed un accantonamento dell'anno di € 192 mila,
  • il fondo stanziato a fronte di piani di mobilità ed esodo utilizzato per € 6.558 mila in quanto si sono concluse le relative procedure. Sono stati inoltre accantonati € 5.625 mila sempre relativamente allo stesso piano,
  • il fondo rischi per contenzioso fiscale è stato accantonato per € 2.700 mila.
  • nel corso dell'esercizio rilasciati € 904 mila per esubero fondi appalti e forniture;
  • il fondo rischi partecipate è stato interessato da un rilascio fondi per € 432 mila ed un accantonamento pari a € 1.000 mila a copertura dei rischi della società Marco Polo.

Per ulteriori dettagli si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo dell'aggiornamento delle principali vertenze giudiziali del presente documento.

23. Debiti e passività finanziarie non correnti - € 3.124.571 mila

Sono così composti:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Obbligazioni a medio – lungo termine 2.678.392 1.695.028 983.363
Finanziamenti a medio – lungo termine 446.179 787.536 (341.356)
TOTALE 3.124.571 2.482.564 642.007

Obbligazioni a medio – lungo termine

In data I° Febbraio 2018, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari a € 300.000 mila della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) e a € 700.000 mila della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 3 miliardi, come da ultimo modificato il 17 luglio 2017 e successivamente integrato il 19 gennaio 2018. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. A partire dalla data di regolamento, le obbligazioni sono quotate presso il mercato regolamentato della Borsa di Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo.

Le obbligazioni ammontano a € 2.678.392 mila (€ 1.695.028 mila al 31 Dicembre 2017) e si riferiscono:

€ 595.806 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono

disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila,

  • € 492.768 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila,
  • € 422.672 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA nel mese di marzo 2010, della durata di 10 anni con scadenza il 16 marzo 2020. Le obbligazioni emesse hanno un taglio minimo di € 50 mila e pagano una cedola lorda annua pari al 4,5% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,779. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi, al 4,528% corrispondente ad un rendimento di 120 punti base sopra il tasso di riferimento (mid-swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 16 marzo 2010. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 19.025 mila. Tale debito residua, dopo l'acquisto e annullamento delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 77.225 mila avvenuta il 24 ottobre 2016,
  • € 158.847 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 21.747 mila ammonta a € 180.634 mila. Tale Fair Value è allocato in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 6.208 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2018. Il cambio alla fine del 2017 si è attestato a € 125,83 contro € 135,28 del 31 dicembre 2017. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 3.940 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad ACEA, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre ACEA deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di ACEA scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizione per l'eventuale esercizio dell'opzione;
  • € 299.173 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° Febbraio della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 127 mila,
  • € 687.339 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° Febbraio della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 9.406 mila.
sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 9.406 mila.
Di seguito si riporta il riepilogo comprensivo della quota a breve:
€ migliaia D
ebito
Lo
rdo ( *
)
F
V Strumento
di
co
pertura
R
atei interessi
maturati (
)
T
o
tale
Obbligazio
ni:
Emissione del 2010 422.261 0 15.168 437.429
Emissione del 2013 0 0 0 0
Emissione del 2014 594.972 0 7.336 602.307
Private Placement emissione del 2014 158.831 21.787 655 181.273
Emissione del 2016 491.766 0 945 492.711
Emissioni del 2018 984.780 0 5.979 990.759
T
o
tale
2.652.610 21.787 30.083 2.704.480
(
*
)
compreso costo ammortizzato
(
**)
compresi ratei su strumenti di copertura

Finanziamenti a medio – lungo termine

Ammontano a € 446.179 mila e registrano una riduzione complessiva di € 341.356 mila e rappresentano il debito per le quote di capitale delle rate non ancora rimborsate al 31 dicembre 2018 e scadenti oltre i dodici mesi. I principali mutui, i cui valori al 31 dicembre 2018 sono esposti di seguito comprensivi delle quote a breve termine, ammontano complessivamente a € 736.193 mila, e sono di seguito descritti:

  • finanziamento stipulato in data 25 agosto 2008 per un importo di € 200.000 mila per il piano di investimenti nel settore idrico (ACEA Ato2) con una durata di 15 anni. Tale finanziamento al 31 dicembre 2017 ammonta a € 67.483 mila. La prima tranche pari a € 150.000 mila è stata erogata nell'agosto 2008 ed il tasso di interesse è pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread di 7,8 punti base. Nel corso del 2009 è stata erogata una seconda tranche per un importo di € 50.000 mila che prevede un tasso di interesse pari all'euribor a 6 mesi maggiorato di uno spread dello 0,646% la cui scadenza era fissata al 15 giugno 2019. Quest'ultima è stata estinta anticipatamente a marzo del 2018;
  • finanziamento contratto per un importo iniziale di € 100.000 mila, acceso il 31 marzo 2008 con scadenza al 21 Dicembre 2021. Il tasso applicato dalla banca è un tasso variabile e le rate previste sono semestrali ed il rimborso avverrà in rate semestrali; la prima è stata pagata il 30 giugno 2010. L'importo residuo del

finanziamento al 31 dicembre 2018 ammonta a € 27.054 mila. Il rischio di oscillazione dei tassi di interesse passivi collegati al finanziamento è stato coperto con la sottoscrizione di un Interest Rate Swap con l'obiettivo di trasformare l'onerosità del finanziamento sottostante da variabile a fissa. Lo swap segue l'andamento del piano di ammortamento del sottostante. In base allo IAS 39 la società ha provveduto a valutare l'efficacia dello strumento di copertura secondo il metodo dell'Hedge Accounting in base al modello del Cash Flow Hedge. Il risultato del test è pari al 99,29% di efficacia, ciò comporta che non venga rilevata alcuna quota a conto economico che rifletta l'inefficacia dello strumento; si è proceduto all'iscrizione in apposita riserva di Patrimonio Netto del fair value negativo dello strumento di copertura pari a € 2.061 mila;

  • finanziamento contratto da BEI in data 23 dicembre 2014 di € 200.000 mila, rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti nell'area idrico. Il tasso di interesse applicato è pari all'euribor a 6 mesi con uno spread dello 0,45% e la scadenza è fissata per il mese di giugno 2030;
  • finanziamento contratto da BEI in data 2 maggio 2017 di € 200.000 mila nell'ambito del Progetto Efficienza Rete III. Il tasso di interesse è variabile. Il piano di restituzione del prestito prevede un periodo di preammortamento fino al 15 giugno 2021 ed ammortamento a rate costanti di capitale semestrali fino al 31 dicembre 2030;
  • linea di finanziamento di € 150.000 mila da Intesa San Paolo S.p.A. erogata in data 22 dicembre 2017 con scadenza finale 21 giugno 2019. Il tasso di interesse è fisso ed il rimborso è in un'unica soluzione;
  • linea di finanziamento di € 100.000 mila erogata in data 28 dicembre 2017 da UBI Banca SpA con scadenza finale 2 gennaio 2019. Il tasso di interesse è fisso ed il rimborso è in un'unica soluzione.

Il finanziamento contratto da BEI nel 2009 per un importo di € 100.000 mila rivolto a sostenere i fabbisogni del piano pluriennale di investimenti in ambito di potenziamento ed ampliamento della rete di distribuzione di energia elettrica in territorio romano per un piano quadriennale in scadenza a giugno 2018 è stato estinto nel mese di marzo 2018.

Nella tabella che segue vengono forniti i dettagli dei finanziamenti per tipologia di tasso di interesse e per scadenza. Si precisa che nella tabella è riportata anche la quota a breve scadente entro il 31 dicembre 2018 pari a € 290.013 mila.

€ migliaia Debito residuo
totale
Entro il 31.12.19 dal 31.12.19
al 31.12.23
Oltre il 31.12.23
a tasso fisso 250.000 250.000 0 0
a tasso variabile 459.138 31.680 189.143 238.315
a tasso variabile verso fisso 27.054 8.334 18.721 0
Totale Mutui a medio - lungo e breve termine 736.193 290.013 207.864 238.315

Per quanto riguarda l'informativa sugli strumenti finanziari si rimanda al paragrafo "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".

24. Altre passività non correnti - € 0 mila

Risultano pari a zero al 31 dicembre 2018.

25. Passività correnti - € 609.214 mila

Ammontano complessivamente ad € 609.2014 mila e si riducono per € 183.331 mila. Si informa che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17
Debiti finanziari 377.675 542.975 (165.300)
Debiti verso fornitori 169.537 191.784 (22.247)
Debiti tributari 17.917 25.242 (7.325)
Altre passività correnti 44.085 32.544 11.541
TOTALE 609.214 792.545 (183.331)

25.a – Debiti finanziari – € 377.675 mila

Ammontano ad € 377.675 mila e sono composte come di seguito esposto:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti verso controllate e collegate 59.393 25.892 33.500
Obbligazioni a breve termine 26.088 352.846 (326.758)
Debiti verso banche per mutui 290.013 131.708 158.305
Debiti verso Roma Capitale 420 767 (347)
Debiti verso banche per linee di credito a breve 0 30.000 (30.000)
Debiti verso Altri 1.761 1.761 0
TOTALE 377.675 542.975 (165.300)

Il decremento delle obbligazioni a breve termine è da imputare per € 330.956 mila all'estinzione del prestito obbligazionario emesso da ACEA ad inizio del mese di settembre 2013, della durata di 5 anni scaduto il 12 settembre 2018.

La variazione in aumento dei debiti verso banche per mutui complessivamente pari a € 158.305 mila è dovuta all'effetto combinato della riclassifica nella quota a breve delle due linee di finanziamento di Intesa SanPaolo e UBI Banca rispettivamente in scadenza il 21 giugno e il 2 gennaio del 2019 pari complessivamente a € 250.000 mila compensata dal rimborso a marzo 2018 del finanziamento BEI pari a € 100.000 mila.

Le variazioni che hanno riguardato i debiti verso controllate e collegate sono relative ai rapporti di tesoreria accentrata che aumentano di € 33.426 mila per effetto della maggior esposizione finanziaria registrata nell'esercizio verso le società del Gruppo.

Di seguito si fornisce il dettaglio per tipologia di debito verso le Società partecipate:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per rapporti di tesoreria accentrata 59.317 25.892 33.426
Altri Debiti finanziari 76 1 75
TOTALE 59.393 25.892 33.500

I debiti finanziari verso Roma Capitale si riducono di € 347 mila per effetto per la riduzione dall'acconto verso Roma Capitale per il Piano Led dovuto all'avanzamento del piano di installazione.

25.b – Debiti verso fornitori – € 169.537 mila

Risultano composti come di seguito evidenziato.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti verso fornitori terzi 95.381 93.392 1.989
Debiti verso società controllate e collegate 74.156 98.392 (24.236)
TOTALE 169.537 191.784 (22.247)

I debiti verso fornitori terzi registrano una variazione in aumento di € 1.989 mila e di seguito viene fornita la composizione del saldo:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per fatture ricevute 51.214 50.579 635
Debiti per fatture da ricevere 44.167 42.813 1.354
TOTALE 95.381 93.392 1.989

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori per fatture ricevute pari a € 51.214 mila si segnala che la componente scaduta ammonta a € 14.302 mila, il restante importo è in scadenza entro i prossimi dodici mesi.

Per quanto attiene i rapporti con le Società controllate e collegate si segnala una riduzione di € 24.236 mila, che viene analizzata nella tabella che segue:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Acea Illuminazione Pubblica in liquidazione 0 5.754 (5.754)
ACEA Ato2 907 1.380 (473)
ACEA Ato5 98 16 83
Acea Energia 4.979 10.808 (5.830)
Acea Produzione 296 245 52
areti 64.416 69.374 (4.959)
Ingegnerie Toscane 2.300 2.300 0
Citelum Acea Napoli 141 1.798 (1.657)
Aquaser 0 179 (179)
Acea8cento 56 65 (9)
Acea Elaboratori 10 5.490 (5.479)
Publiacqua 58 111 (53)
Abab 0 78 (78)
GORI 0 87 (87)
Crea Gestione 176 0 176
Ecogena 47 0 47
Acque 47 47 0
ALL 36 0 36
Altro 589 661 (72)
TOTALE 74.156 98.392 (24.236)

25.c - Debiti tributari – € 17.917 mila

Subiscono una riduzione di € 7.325 mila e sono composti come illustrato nella tabella seguente. Si informa a riguardo che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per IRES ed IRAP 13.172 620 12.552
Totale Debiti Verso Erario 13.172 620 12.552
Debiti per consolidato fiscale verso imprese controllate 4.745 24.621 (19.876)
Totale Debiti Tributari 17.917 25.242 (7.325)

25.d - Altre passività correnti - € 44.085 mila

Si compongono come di seguito riportato. Si informa a riguardo che i valori comparativi sono stati oggetto di riclassifiche rispetto ai dati pubblicati al fine di una migliore comprensione delle variazioni.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 3.558 3.159 399
Altri debiti 40.527 29.385 11.141
Debiti verso il personale dipendente 10.915 7.853 3.063
stock di incassi da clienti da ricondurre/restituire 5.379 5.386 (7)
Debiti verso Comuni 901 901 0
Debiti per Assicurazioni 563 563 0
Debito rateizzato verso Equitalia 16 103 (87)
IVA differita 4.695 8.532 (3.837)
Ritenute al personale 2.127 1.668 459
Altri debiti tributari 1 6 (5)
Altri debiti 15.928 4.374 11.554
TOTALE 44.085 32.544 11.541

Per maggior chiarezza espositiva si precisa che non sono iscritti in bilancio debiti con scadenza certa superiore ai cinque anni, diversi da quelli già indicati a proposito della voce Mutui.

Trova iscrizione negli altri debiti la sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 16.200 mila comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per maggiori dettagli si rinvia a quanto specificato nel paragrafo Vertenze giudiziali".

Informative sulle Parti Correlate

ACEA e Roma Capitale

L'Ente controllante detiene la maggioranza assoluta con il 51% delle azioni di ACEA.

Tra ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto la società effettua prestazioni di servizi a favore del Comune con riferimento alla manutenzione ed al potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione.

Per quanto riguarda il servizio di pubblica illuminazione si informa che esso è esercitato in via esclusiva nell'area di Roma. Nell'ambito della concessione gratuita trentennale rilasciata dal Comune di Roma nel 1998, i termini economici dei servizi oggetto della concessione sono attualmente disciplinati da un contratto di servizio tra le parti in vigore da maggio 2005 e fino alla scadenza della concessione (31 dicembre 2027), in virtù dell'accordo integrativo sottoscritto tra ACEA e Roma Capitale il 15 marzo 2011 modificato nel mese di giugno 2016 con una scrittura privata volta a regolare impegni e obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led.

  • Le integrazioni dell'accordo integrativo del 2011 riguardano i seguenti aspetti:
  • allineamento della durata del contratto di servizio alla scadenza della concessione (2027), stante la mera funzione accessiva del contratto stesso alla convenzione;
  • aggiornamento periodico delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione;

  • aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA: nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuta ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata ad ACEA spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile dei cespiti che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse, espressamente inclusa quella prevista dall'articolo 23 bis D.L. 112/2008 abrogato in seguito al referendum del 12 e 13 giugno 2011, che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

L'accordo integrativo, superando le soglie di rilevanza definite dalla Società in relazione alle Operazioni con Parti Correlate, è stata sottoposto all'analisi del Consiglio di Amministrazione e ne ha ottenuto l'approvazione nella seduta del 1° febbraio 2011, previa acquisizione del parere favorevole del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate.

Le reciproche posizioni di credito e di debito - con riferimento a modalità e termini di pagamento - sono regolate dai singoli contratti:

  • a. per il contratto di servizio di pubblica illuminazione è previsto il pagamento entro sessanta giorni dalla presentazione della fattura e, in caso di ritardato pagamento, è prevista l'applicazione del tasso legale per i primi sessanta giorni e successivamente del tasso di mora come stabilito di anno in anno da apposito decreto del Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze,
  • b. per tutti gli altri contratti di servizio il termine di pagamento per Roma Capitale con riferimento ai contratti di servizio è di sessanta giorni dal ricevimento della fattura ed in caso di ritardato pagamento le parti hanno concordato l'applicazione del tasso ufficiale di sconto vigente nel tempo.

La scrittura privata sottoscritta nel mese di giugno 2016 tra ACEA e Roma Capitale ha regolato impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano Led modificando l'art. 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48 milioni per l'intero Piano Led. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione/penalità per installazioni superiori/inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto Led.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano Led le parti hanno parzialmente modificato il listino prezzi ed la composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Le nuove realizzazioni e gli investimenti contribuiscono all'aumento del corrispettivo forfetario in ragione del rateo annuale calcolato secondo il meccanismo dell'ammortamento fiscale previsto per gli impianti sottesi allo specifico intervento nonché alla riduzione percentuale del canone ordinario dovuto da Roma Capitale il cui ammontare viene definito nel documento di progetto tecnico economico.

E' previsto un tasso di interesse variabile a remunerazione del capitale investito.

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra ACEA ed Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 19.c del presente documento.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i costi e i ricavi al 31 dicembre 2018 con riferimento ai rapporti più significativi.

RICAVI COSTI
€ migliaia 31/12/18 31/12/17 31/12/18 31/12/17
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 39.283 58.732 78 64
Ricavi da Real. Impianti su Richiesta 3.161 1.155 0 0
TOTALE 42.444 59.887 78 64

ACEA e il Gruppo Roma Capitale

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale ACEA intrattiene rapporti di natura commerciale.

La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con le aziende del Gruppo Roma Capitale.
Gruppo Roma Capitale Debiti Costi Crediti Ricavi
€ migliaia 31/12/18 31/12/18 31/12/18 31/12/18
AMA S.P.A. 613 617 28 0
ATAC S.P.A. 21 3 89 0
ROMA METROPOLITANE S.R.L. 0 0 56 0
FONDAZIONE CINEMA PER ROMA 100 100 0 0
FONDAZIONE MUSICA PER ROMA 100 100 0 0
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 83 70 0 0
BIOPARCO 1 0 0 0
Totale 918 889 173 0

ACEA e le Società Controllate

Rapporti di natura finanziaria

ACEA S.p.A., nella propria funzione di holding industriale, definisce gli obiettivi strategici a livello di Gruppo e di società controllate e ne coordina l'attività.

Nell'ambito della gestione centralizzata dei servizi finanziari, la capogruppo ACEA ha da tempo adottato un sistema di tesoreria intersocietaria di Gruppo, comprensivo di un rapporto di finanza intersocietaria, redendolo operativo a molte società del Gruppo con le quali era stato sottoscritto un apposito contratto pluriennale di finanza intersocietaria.

Il 1° aprile 2016 è stato approvato un nuovo contratto di finanza intersocietaria con efficacia triennale ritenendo il precedente obsoleto nell'ambito del rinnovamento adottato secondo il progetto Acea2.0.

In base a tale contratto, ACEA mette a disposizione un finanziamento a medio termine di tipo revolving c.d. "Linea di Finanza Intersocietaria", fino al raggiungimento di un Plafond predeterminato destinato al finanziamento del fabbisogno finanziario per (i) esigenze di circolante e per (ii) la effettuazione degli investimenti.

Inoltre, ACEA mette a disposizione delle società proprie linee di credito per firma, per un importo pari al Plafond per Garanzie Bancarie oppure attraverso il rilascio diretto di garanzie societarie per un importo pari al Plafond per Garanzie Societarie.

Il funzionamento di tale contratto prevede che in modo permanente e quotidiano ogni società, titolare di specifici conti correnti bancari periferici, effettui giornalmente accrediti o addebiti sul conto corrente pool della Capogruppo azzerando il saldo sui conti correnti propri.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a debito per valuta, le società riconoscono alla Capogruppo interessi passivi calcolati, per ciascun anno, sulla base di un tasso di interesse di mercato, definito come media ponderata dei tassi applicati sul mercato dei capitali per emissioni cd. ibride o assimilabili nel settore delle utilities (rivedibile annualmente, aumentato, eventualmente, di un margine aggiuntivo legato, sostanzialmente, al livello di esposizione della società beneficiaria rispetto al totale dei plafond concessi alle Società in tesoreria accentrata). Per il 2018 il tasso di interesse applicato è ricompreso tra un minimo del 4,62% ed un massimo del 5,78%.

Nel caso di saldo intersocietario giornaliero a credito per valuta, ACEA riconosce alle società interessi calcolati, per ciascun trimestre, applicando il tasso d'interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi giornalieri "EURIBOR a 3 mesi" (fonte Bloomberg) verificatasi nel trimestre precedente.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di standing creditizio e tipologia di strumento finanziario, in linea con quelli risultanti dal mercato di riferimento anche supportati dalle evidenze di un benchmark elaborato da una primaria società di consulenza.

Rapporti di natura commerciale

ACEA presta inoltre alle società controllate e collegate servizi di natura amministrativa, finanziaria, legale, logistica, direzionale e tecnica al fine di ottimizzare le risorse disponibili nell'ambito della Società stessa e per utilizzare in modo ottimale il know-how esistente in una logica di convenienza economica. Tali prestazioni sono regolate da appositi contratti di servizio.

Per quanto attiene i contratti di servizio, a decorrere dal 1° gennaio 2017 e con durata triennale. Tali prezzi sono allineati ai corrispettivi di mercato come risultanti dall'attività di benchmarking svolta da primaria società del settore appositamente incaricata. Tali contratti, come quelli scaduti, sono compliant ai fini regolatori e del M.O.G.C e prevedono SLA (Service Level Agreement) in un'ottica di miglioramento del livello di servizio offerto, da rapportare a relativi KPI (Key Performance Indicator).

Nell'ambito del progetto Template ACEA e le Società in ambito hanno approvato un contratto che consente l'implementazione delle principali iniziative di sviluppo tecnologico (trasversali e di business) mediante l'istituto della comunione. Il suddetto contratto contiene le regole di natura economico – finanziaria e di partecipazione alla comunione.

ACEA eroga inoltre servizi di esercizio, gestione applicativa e manutenzione, connessi all'adesione al progetto Template regolati da apposito contratto.

I termini contrattuali applicati sono, a parità di tipologia di servizio reso, in linea con quelli risultanti dal mercato.

ACEA e le principali Società del Gruppo Caltagirone

Alla data di chiusura dell'esercizio 2018 non risultano esserci rapporti economico patrimoniali con le società del Gruppo Caltagirone ed ACEA S.p.A.

ACEA e le principali Società del Gruppo SUEZ Italia

La tabella seguente riporta il dettaglio delle partite con Suez Italia S.p.A. ed ACEA S.p.A..

SUEZ ITALIA Debiti Costi Crediti Ricavi
€ migliaia 31/12/18 31/12/18 31/12/18 31/12/18
SUEZ ITALIA SPA 18 0 0 0
Totale 18 0 0 0

Di seguito si evidenzia l'incidenza dei rapporti con parti correlate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sul rendiconto finanziario.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

Stato Patrimoniale 31/12/18 Parti
Correlate
Incidenza
%
31/12/17 Parti
Correlate
Incidenza
%
Variazione
Attività Finanziarie 227.385 227.260 99,9% 237.975 237.850 99,9% (10.590)
Crediti Commerciali 731 541 74,0% 954 527 55,2% (222)
Crediti Commerciali Infragruppo 88.213 88.213 100,0% 98.772 98.772 100,0% (10.559)
Altre Attività Correnti 31.901 1.931 6,1% 36.954 1.943 5,3% (5.053)
Attività Finanziarie Correnti Infragruppo 2.074.601 2.074.601 100,0% 1.918.407 1.918.407 100,0% 156.195
Attività per imposte correnti 13.397 12.185 91,0% 23.141 4.288 18,5% (9.744)
Debiti finanziari 377.675 61.582 16,3% 542.975 28.429 5,2% (165.300)
Debiti fornitori 169.537 75.522 44,5% 191.784 99.017 51,6% (22.247)
Debiti Tributari 17.917 4.745 26,5% 25.242 24.621 97,5% (7.325)
Altre passività correnti 44.085 2 0,0% 32.544 24 0,1% 11.541

Incidenza sul risultato economico

Conto Economico 31/12/18 Parti
Correlate
Incidenza
%
31/12/17 Parti
Correlate
Incidenza
%
Variazione
Ricavi da vendita e prestazioni 156.161 156.017 99,9% 164.403 164.164 99,9% (8.242)
Altri ricavi e proventi 15.663 7.741 49,4% 16.534 6.763 40,9% (872)
Costi esterni 154.364 51.889 33,6% 149.276 82.773 55,5% 5.088
Proventi Finanziari 130.273 128.985 99,0% 114.363 113.205 99,0% 15.910
Oneri Finanziari 70.827 161 0,2% 64.810 218 0,3% 6.016
Proventi da Partecipazioni 177.966 177.966 100,0% 219.013 219.013 100,0% (41.046)
Oneri da Partecipazioni 15.893 0 0,0% 0 0 0,0% 15.893

Incidenza sul rendiconto finanziario

Rendiconto Finanziario 31/12/18 Parti
Correlate
Incidenza % 31/12/17 Parti
Correlate
Incidenza % Variazione
Cash flow attività operativa (81.385) (20.870) 25,6% (45.994) (7.668) 16,7% (35.391)
Cash flow di attività di
investimento/disinvestimento
244.649 (112.144) -45,8% (198.820) (290.868) 146,3% 443.469
Cash flow attività di finanziamento 287.865 (103.584) -36,0% 194.903 (187.896) -96,4% 92.962

Elenco delle operazioni con parti correlate

Nel corso dell'esercizio 2018 non risultano esserci operazioni rilevanti con parti correlate

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Problematiche fiscali

In data 17 Aprile 2018 la Direzione Regionale del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti, ha dato avvio ad una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 31 Ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di IVA con riferimento al periodo d'imposta 2014.

Si dà rilievo, inoltre che nell'ambito delle verifiche effettuate, in data 12 Ottobre 2018, l'Agenzia delle Entrate ha inviato alla Società il Questionario n. Q00044/2018, relativo alla determinazione dei costi promiscui indetraibili, con lo scopo di estendere la medesima verifica al periodo di imposta 2013; la risposta della Società è stata inviata agli organi competenti in data 7 Dicembre 2018.

Si dà atto infine che in data 18 Dicembre 2018 la Società, a seguito di processo verbale di contraddittorio (prot. n. 115820), ha aderito, mediante accertamento con adesione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 6, c. 1 del D. Lgs. n. 218/97, alla proposta avanzata dall'Agenzia delle Entrate, la quale, ai sensi dell'art. 54, comma 4, del D.P.R. 633/1972, ha definito, senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti dall'art. 57 del medesimo decreto, una maggiore IVA dovuta per € 433.509 per indebita detrazione di IVA in violazione dell'art. 19, commi 2 e 4 del D.P.R. 633/1972; sulla maggiore imposta dovuta sono state calcolate sanzioni per un ammontare complessivo pari a € 166.315,88 e interessi pari a € 73.871,59. Successivamente, in data 19 Dicembre 2018 la Società ha provveduto al pagamento integrale in adesione delle somme dovute per il periodo di imposta 2013.

Infine, con riferimento al periodo d'imposta 2014 è stata fissata da parte dell'Ufficio, in data 24 Gennaio 2019, la discussione in contraddittorio finalizzata ad addivenire ad un accertamento con adesione anche con riferimento a tale periodo d'imposta.

Altre problematiche

Acea S.p.A., ACEA Ato2 S.p.A. e AceaElectrabel Produzione S.p.A. (oggi Acea Produzione S.p.A.) – ERG HYDRO S.r.l. (già E.ON. Produzione S.p.A.)

È stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di acque pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produzione di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (ACEA, ACEA Ato2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 48,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In data 3 Maggio 2014 il Tribunale Amministrativo delle Acque Pubbliche, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo ancora vigenti gli accordi del 1985 e considerando la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione' ritenendo estranea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli. E.ON è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese di lite di CTU.

In data 23 Giugno 2014 E.ON. ha introdotto appello avanti il TSAP con prima udienza fissata al 1° Ottobre 2014. Dopo successivi rinvii di rito, all'udienza del 14 Gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 Maggio 2015. Con sentenza n. 243/2016 l'appello è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite.

Con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in data 20 Dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 27 Gennaio 2017 e l'udienza è stata fissata al 9 Ottobre 2018. Ad esito di detta udienza la Suprema Corte, con sentenza pubblicata il 10 Gennaio 2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da ERG HYDRO S.r.l., condannandola alla refusione delle spese di lite.

ACEA S.p.A. – SASI

In data 5 Luglio 2018 le Parti hanno raggiunto un accordo transattivo in occasione del quale S.A.S.I. si è impegnata a rinunciare, nei confronti di ACEA, al ricorso pendente avanti alla Corte di Cassazione e ad ogni pretesa ivi avanzata ed ACEA ad accettare detta rinunzia.

Acea S.p.A. - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno del 2011, ACEA è stata evocata in giudizio per rispondere di presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. – Acea Servizi Acqua – avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto necessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quantificazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'eventuale corrispettivo spettante per effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali.

Con sentenza n. 17154/15 del 17 Agosto 2015, il Tribunale ha respinto integralmente la domanda e condannato le parti in solido alla refusione a favore di ACEA delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre accessori. In data 1° Ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. All'udienza del 3 Febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 Aprile 2018. In tale occasione è stato disposto un rinvio per gli stessi incombenti al 29 Gennaio 2020.

Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 Febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 Marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 Giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Pertanto, nel Novembre 2012, Acea S.p.A. notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.

Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo - chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 Febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite.

Giudizio di Appello

In data 26 Aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e l'udienza di trattazione è stata fissata al13 Settembre 2018. Ad esito di detta udienza, con ordinanza del 25 Ottobre 2018, la Corte d'appello ha rigettato l'istanza di sospensiva, rinviando per la precisazione delle conclusioni al 16 Luglio 2020.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 Marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati e la causa è stata rinviata all'udienza del 9 Ottobre 2018 per la comparizione delle parti e la prosecuzione del giudizio. Ad esito di detta udienza il Giudice ha disposto un rinvio per l'eventuale assegnazione delle somme pignorate al 12 Marzo 2019, in attesa della decisione della Corte di Appello sull'inibitoria della sentenza impugnata.

Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 Dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad ACEA e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 Giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di ACEA volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad ACEA con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 Agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello e la prima udienza di trattazione era fissata per l'8 Febbraio 2018. All'udienza è stato disposto rinvio per conclusioni all'udienza del 13 Settembre 2018, poi rinviata d'ufficio al 13 Giugno 2019.

Acea S.p.A. - Kuadra S.r.l.

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giudizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i soci di Marco Polo (e quindi: ACEA, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordinamento di tutti i Soci diretti ed indiretti.

ACEA ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei soci di Marco Polo, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito della valutazione della partecipata.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 Gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 Ottobre 2016 per la precisazione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata più volte. In considerazione del raggiunto accordo tra le parti per l'abbandono della causa ai sensi dell'art. 309 c.p.c., in data 15 Dicembre 2017 Kuadra S.r.l. ha depositato istanza per la rimessione della causa sul ruolo.

Con ordinanza emessa in data 25 Gennaio 2018, il Giudice ha pertanto rimesso la causa sul ruolo fissando l'udienza del 27 Febbraio 2018. L'ulteriore rinvio ex art. 309 c.p.c. è stato disposto per il 13 Settembre 2018. Ad esito di detta udienza, è stato emesso Decreto di estinzione del 25 Settembre 2018.

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. – Provincia di Rieti

Con Deliberazione n. 30 del 25 Gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell'AATO2 e dell'AATO3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 Febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore. La Convenzione prevede, all'art. 16, la rinuncia ai giudizi pendenti, ivi compreso il presente. Pertanto, i principali contraddittori hanno rappresentato l'avvenuta bonaria composizione del contenzioso ed all'udienza dell'8 Maggio 2018, ad esito della verifica della sussistenza nelle Parti all'interesse ad una pronuncia di merito, la causa è stata nuovamente riservata per la decisione.

Con sentenza n. 9455/2018 del 10 Maggio 2018 è stata pertanto dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Acea S.p.A. –Antonella Illuminati

Con ricorso promosso avanti il Tribunale Sezione Lavoro, l'ex Consigliere Antonella Illuminati ha evocato in giudizio ACEA per chiedere la condanna della Società al pagamento in suo favore delle remunerazioni non percepite - pari ad € 190 mila circa - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. La vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di Febbraio 2018, di un accordo transattivo; il procedimento risulta pertanto estinto.

Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla controversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed ACEA ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea S.p.A. Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui ACEA è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei lavoratori risultano attualmente pendenti in Cassazione giudizi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto), introdotti da Acea.

Specificamente, risultano pendenti avanti alla Suprema Corte due ricorsi, entrambi rinviati all'udienza del 4 Aprile 2019, per la trattazione in camera di Consiglio.

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con ACEA) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di ACEA al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, che risultano introdotti dai sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti, che hanno portato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione. In dettaglio, in merito ai giudizi di quantificazione introdotti avanti alla Corte di Cassazione, un primo giudizio è stato definito con sentenza, favorevole ad ACEA, del 31 Ottobre 2018 e pendono ancora due ulteriori giudizi.

Infine, altro giudizio di quantificazione, proposto dagli stessi sei lavoratori, pende avanti alla Corte di Appello di Roma e nel corso dell'ultima udienza, tenutasi il 25 Giugno 2018, la Corte di Appello ha ritenuto opportuno sospendere detto giudizio di quantificazione del credito in attesa delle pronunce che la Cassazione renderà sull'an debeatur della pretesa, in esito all'udienza ora fissata al 4 Aprile 2019.

Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 Luglio 2015.

All'udienza del 17 Febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da ACEA e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti, A tale richiesta, all'udienza del 17 Febbraio 2016 sia ACEA che areti, si sono opposte. Il Giudice ha disposto CTU. Con sentenza n. 22248/2017 del 27 Novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 Dicembre 2022).

ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 Gennaio 2018.

Con decreto emesso inaudita altera parte il 15 Gennaio 2018 è stata sospesa la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado; la relativa udienza si è tenuta il giorno 8 Febbraio 2018 e ad esito della stessa, la Corte di Appello ha rigettato l'stanza. L'udienza di trattazione del giudizio di appello inizialmente fissata per il 15 Marzo è stata rinviata al 19 Aprile 2018. Ad esito di tale udienza, ritenendo la causa matura per la decisione, la Corte d'Appello ha rinviato per la discussione al 16 Aprile 2020.

Si precisa che MP31 ha notificato ad areti un pignoramento presso terzi per il recupero delle somme di cui alla sentenza n. 22248/2017, e che in data 21 Giugno 2018 è stata emessa ordinanza di assegnazione, eseguita da parte del terzo pignorato.

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI

Con atto di citazione notificato il 23 Giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio ACEA ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo Marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma. Ad esito di detta udienza il giudice ha concesso i termini ex 183 cpc e fissato la successiva udienza istruttoria al 28 Marzo 2019.

Procedimento AGCM A/513

In data 8 Gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Areti S.p.A. il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.

Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari ad euro 16.199.879,09.

In considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della Capogruppo.

Si fa presente che le società coinvolte ritengono l'accertamento infondato ed illegittimo e che hanno intenzione di contestare il medesimo dinanzi al giudice amministrativo nei termini di legge.

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie definite dall'IFRS 9.

€ migliaia FVTPL FVTOCI Costo
ammortizzato
Valore di
Bilancio
Note
Esplicative
Attività non correnti 2.352 2.352
Altre partecipazioni 2.352 2.352 15
Attività finanziarie 204.251 204.251 17
Attività correnti 0 0 2.169.337 2.169.337
Crediti commerciali 88.944 88.944 19
Attività finanziarie correnti 2.080.393 2.080.393 19
Passività non correnti
Obbligazioni 21.787 2.656.605 2.678.392 23
Debiti verso banche 2.061 444.118 446.179 23
Passività correnti
Obbligazioni (quota corrente) 26.088 26.088 25
Debiti verso banche 290.013 290.013 25
Debiti Finanziari 61.574 61.574 25
Debiti commerciali 169.539 169.539 25

Fair value di attività e passività finanziarie

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk less adjusted. Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse

Rischio cambio

ACEA non è particolarmente esposta a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere.

Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio di liquidità

Nell'ambito della policy del Gruppo l'obiettivo della gestione del rischio di liquidità, per ACEA è quello di avere una struttura finanziaria che, in coerenza con gli obiettivi di business e con i limiti definiti dal Consiglio di Amministrazione, assicuri un livello di liquidità adeguato ai fabbisogni finanziari, mantenendo un corretto equilibrio tra durata e composizione del debito.

Il processo di gestione del rischio di liquidità, che si avvale di strumenti di pianificazione finanziaria delle uscite e delle entrate idonei a gestire le coperture di tesoreria nonché a monitorare l'andamento dell'indebitamento finanziario consolidato, è realizzato sia attraverso la gestione accentrata della tesoreria sia mediante il supporto e l'assistenza fornita alle società controllate e collegate con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2018 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 679 milioni di cui € 529 milioni non utilizzate. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie.

Al 31 dicembre 2018, inoltre, risultano outstanding ulteriori linee di credito, di tipo committed, per complessivi € 250 milioni.

Alla fine dell'esercizio ACEA non ha in essere impieghi in operazioni di deposito a scadenza e simili.

Si informa che nell'ambito del Programma EMTN, deliberato nel 2014 per un importo pari a € 1,5 miliardi, si è provveduto nel corso del 2018 ad aggiornare ed adeguare il Programma EMTN ad un importo complessivo di € 3 miliardi. A seguito delle due emissioni obbligazionarie di € 700 milioni e € 300 milioni avvenute a febbraio 2018, ACEA può collocare ulteriori emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo residuale di € 0,9 miliardi.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 dicembre 2018 per circa il 79,0% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile,
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento,
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora ACEA decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Si ricorda che ACEA ha:

  • ricondotto a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 dicembre 2007 di € 100 milioni mediante uno swap. Lo swap, di tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 aprile 2008 con decorrenza 31 marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 dicembre 2021,
  • perfezionato un'operazione di cross currency per trasformare in euro -tramite uno swap tipo DCS plain vanilla la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro tramite uno swap di tipo IRS plain vanilla,
  • ricondotto a tasso variabile, € 300 milioni su € 330 milioni del prestito obbligazionario a tasso fisso collocato sul mercato a settembre 2013, della durata di 5 anni mediante uno swap.

Tutti gli strumenti derivati contratti da ACEA sopra elencati sono di tipo non speculativo ed il fair value degli stessi è rispettivamente

  • negativo per € 3,4 milioni (negativo per € 5,3 milioni al 31 dicembre 2016),
  • negativo per € 38,3 milioni (negativo per € 24,8 milioni al 31 dicembre 2016) e
  • positivo per € 0,9 milioni (positivo per € 1,2 milioni nel 2016).

Il fair value dell'indebitamento a medio – lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

€ migliaia Costo
ammortizzato
FV RISK LESS Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
Finanziamenti Bancari: (A) (B) (A) - (B) (C ) (A) - (C)
Obbligazioni 2.704.480 2.902.670 (198.191) 2.801.487 (97.007)
a tasso fisso 250.000 250.177 (177) 249.821 179
a tasso variabile 459.138 469.345 (10.207) 467.999 (8.861)
a tasso variabile verso fisso 27.054 27.378 (324) 27.103 (49)
Totale 3.440.672 3.649.570 (208.898) 3.546.410 (105.738)

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «riskadjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra – 1,5% e + 1,5%.

Spread costante applicato Variazione di Present Value (€ milioni)
-1,50% (269,2)
-1,00% (175,9)
-0,50% (86,3)
-0,25% (42,7)
0,00% 0,0
0,25% 41,9
0,50% 83,0
1,00% 162,8
1,50% 239,7

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2 e che nel corso del periodo non vi sono state riclassifiche da o a altri livelli di fair value come definiti dall'IFRS13.

Impegni e rischi potenziali

Ammontano a € 761.717 mila e si riducono di € 9.241 mila rispetto al 31 dicembre 2017 (erano € 770.957 mila).

Avalli e fideiussioni rilasciate e ricevute

Presentano un saldo netto negativo pari ad € 46.478 mila essendo gli avalli e fideiussioni rilasciate pari ad € 4.992 mila mentre quelle ricevute ammontano ad € 50.969 mila.

Registrano un aumento di € 512 mila rispetto alla fine dell'esercizio precedente. La variazione è da imputare principalmente all'emissione della garanzie bancaria rilasciata da BBVA a favore di SEDAPAL per la gara relativa alla manutenzione di Lima Sud del valore complessivo di € 900 mila compensato parzialmente dallo svincolo delle garanzie rilasciate principalmente relative all'emissione di UBI BANCA a favore dell'Agenzia delle Entrate.

Lettere di Patronage rilasciate e ricevute

Il saldo è positivo per € 559.386 mila essendo composto da lettere di patronage rilasciate per € 559.589 mila e lettere di patronage ricevute per € 203 mila.

Nel corso dell'esercizio hanno subito una riduzione complessiva di € 9.919 mila.

Le principali variazioni hanno riguardato:

  • la riduzione della controgaranzia a favore di Cassa Depositi e Prestiti per il finanziamento concesso ad areti per € 21.284 mila,
  • l'aumento delle garanzie a favore di varie società per conto di Acea Energia tra cui ERG Power Generation SpA e SNAM Rete GAS per complessivi € 11.364 mila.

Beni di terzi in concessione

Sono pari a € 86.077 mila e non hanno subito modifiche rispetto al 31 dicembre 2017 e si riferiscono ai beni relativi alla Illuminazione Pubblica.

Deliberazioni in merito al risultato di esercizio e alla distribuzione ai Soci Signori Azionisti,

nell'invitarVi ad approvare il bilancio che Vi sottoponiamo, Vi proponiamo di destinare l'utile dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018, pari a € 147.776.210,95, come segue:

  • € 7.388.810,55, pari al 5% dell'utile, a riserva legale,
  • € 140.281.618,62, ai soci, corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,66,
  • € 105.781,78 a utili a nuovo.

Il Consiglio ha inoltre deliberato di distribuire parte della Riserva utili a nuovo per € 10.627.395,35 ai soci corrispondenti ad un dividendo unitario di € 0,050.

Il dividendo complessivo (cedola n. 20) di € 150.909.013,97 pari a € 0,71 per azione, sarà messo in pagamento a partire dal 26 Giugno 2019 con stacco cedola in data 24 Giugno e record date il 25 Giugno.

Alla data di approvazione del bilancio le azioni proprie sono pari a n. 416.993.

ACEA S.p.A.

Il Consiglio di Amministrazione

Allegati alla Nota Integrativa di cui formano parte integrante

Allegato 1: Posizione Finanziaria Netta

  • Allegato 2: Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2018
  • Allegato 3: Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006
  • Allegato 4: Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche

Allegato 5: Informativa di settore (IFRS 8)

Allegato n. 1 – Posizione Finanziaria Netta al 31 dicembre 2018

€ migliaia 31/12/18 Parti correlate 31/12/17 Parti correlate Variazione
Attività finanziarie non correnti 126 0 126 0 0
Attività finanziarie non correnti infragruppo 204.125 204.125 210.126 210.126 (6.000)
Debiti e passività finanziarie non correnti (3.100.723) 0 (2.440.786) 0 (659.937)
Attività (Passività) finanziarie da valutazione strumenti
derivati
(23.848) 0 (41.778) 0 17.930
Posizione finanziaria a medio-lungo termine (2.920.320) 204.125 (2.272.313) 210.126 (648.007)
Disponibilità liquide e titoli 978.552 0 527.423 0 451.129
Attività (Passività) finanziarie correnti (312.071) (1.769) (410.668) (1.769) 98.596
Attività (Passività) finanziarie correnti infragruppo 2.014.789 2.014.789 1.891.747 1.891.747 123.042
Posizione finanziaria a breve termine 2.681.269 2.013.020 2.008.502 1.889.978 672.767
Totale Posizione finanziaria netta (239.051) 2.217.145 (263.811) 2.100.103 24.760

Allegato n. 2 – Movimentazione Partecipazioni al 31 dicembre 2018

€ migliaia 31/12/17 Acquisizio
ni
Alienazioni VARIAZIONI DEL PERIODO
Riclassifi
che
Increment
i/Decreme
nti
Svalutazioni/
Pedite/Rival
uzioni
31/12/2018
Controllate
areti S.p.A. 683.861 0 0 0 0 0 683.861
ACEA Ato2 S.p.A. 585.442 0 0 0 0 0 585.442
Acea8Cento S.p.A. 120 0 0 0 0 0 120
Acea Elabori S.p.A. 4.814 0 0 0 2.395 0 7.209
Acea Energia S.p.A. 277.044 0 0 0 0 0 277.044
ACEA Ato5 S.p.A. 13.934 0 0 0 0 (8.705) 5.229
Consorcio Acea-Acea Domenicana 43 0 0 0 0 0 43
Acque Blu Arno Basso S.p.A. 14.663 0 0 0 0 0 14.663
Ombrone S.p.A. 19.383 0 0 0 0 0 19.383
Acque Blu Fiorentine S.p.A. 43.911 0 0 0 0 0 43.911
Acea Ambiente S.r.l. 32.573 0 0 0 0 0 32.573
Aquaser S.r.l. 5.417 0 0 0 0 0 5.417
Crea Gestioni S.r.l. 6.127 0 0 0 0 (3.253) 2.874
Parco della Mistica 60 0 0 0 0 0 60
Sarnese Vesuviano S.r.l. 163 0 0 0 0 21.247 21.410
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. in
liquidazione
4.590 0 0 0 0 (3.628) 962
Acea Liquidation and Litigation S.r.l. 9.821 0 0 0 0 0 9.821
Acea Produzione S.p.A. 43.441 0 0 0 0 0 43.441
Acea Energy Management S.r.l. 50 0 0 0 0 0 50
Acea International SA 8.297 4.394 0 0 200 0 12.891
Crea S.p.A. S.p.A. in liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Hydreco Scarl in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
UmbriaDue Servizi Idrici scarl 2.877 0 0 0 0 0 2.877
Acque Industriali S.r.l. 1.222 0 0 0 0 0 1.222
TWS S.p.A. 64 0 0 0 0 0 64
Totale Controllate 1.757.919 4.394 0 0 2.594 5.660 1.770.567
€ migliaia 31/12/17 Acquisizio
ni
Alienazioni Riclassifi
che
Incremen
ti/Decrem
enti
Svalutazioni/
Pedite
31/12/2018
Collegate
Consorcio Agua Azul 4.529 0 (4.394) 0 (135) 0 0
Aguazul Bogotà SA 570 0 0 0 (22) 0 548
Ecomed S.r.l. 118 0 0 0 0 0 118
Umbra Acque S.p.A. 6.851 0 0 0 0 0 6.851
Ingegnerie Toscane S.r.l. 58 0 0 0 0 0 58
Intesa Aretina Scarl 11.505 0 0 0 0 0 11.505
GEAL S.p.A. 2.059 0 0 0 0 0 2.059
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. 318 0 0 0 0 0 318
Marco Polo S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
Citelum Napoli Pubblica Illuminazione
S.c.a.r.l.
306 0 0 0 0 (306) 0
Sienergia S.p.A. in Liquidazione 0 0 0 0 0 0 0
DI.T.N.E. S.c.a.r.l. 12 0 0 0 0 0 12
Totale Collegate 26.327 0 (4.394) 0 (156) (306) 21.470
VARIAZIONI DEL PERIODO
€ migliaia 31/12/17 Acquisizio
ni
Alienazioni Riclassifi
che
Increment
i/Decreme
nti
Svalutazioni/
Pedite
31/12/2018
Altre Imprese
Polo Tecnologico Industriale Romano
S.p.A.
2.350 0 0 0 0 0 2.350
WRC PLC 0 0 0 0 0 0 0
Green Capital Alliance Società Benefit
S.r.l.
2 0 0 0 0 0 2
Totale Altre Imprese 2.352 0 0 0 0 0 2.352

Allegato n. 3 – Operazioni significative non ricorrenti ai sensi della Delibera Consob n. 15519 del 27 luglio 2006

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti.

Allegato n. 4 - Posizioni o transazioni derivanti da operazioni inusuali e/o atipiche

Ai sensi della Comunicazione Consob del 28 luglio 2006, si precisa che nel corso del 2018 ACEA S.p.A. non ha posto in essere operazioni atipiche e/o inusuali, così come definite dalla Comunicazione stessa.

Allegato n. 5 - Informativa di settore (IFRS 8)

€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE
ATTIVITA' IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Investimenti 4.419 10.710 15.129 0 15.129
Attività di settore
Immobilizzazioni Materiali 5.200 94.759 99.958 0 99.958
Immobilizzazioni Immateriali 0 11.763 11.763 0 11.763
Immobilizzazioni Finanziarie 0 1.794.390 1.794.390 0 1.794.390
Altre Attività Commerciali Non Correnti 20.070
Altre Attività Finanziarie Non Correnti 41.832 185.554 227.385 227.385
Materie Prime 0 0 0 0 0
Crediti di natura Commerciale 212 520 731 0 731
Crediti Commerciali V/controllante 0 28 28 0 28
Crediti V/Controllate / Collegate 420 87.765 88.185 0 88.185
Altre Attività Commerciali Correnti 0 45.297 45.297 45.297
Altre Attività Finanziarie Correnti 90.065 1.990.328 2.080.393 0 2.080.393
Depositi bancari 978.552
Totale Attività 5.346.752
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE
ATTIVITA' IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Passività di Settore
Debiti Commerciali 40 95.341 95.381 0 95.381
Debiti V/Controllante 0 0 0 0 0
Debiti Commerciali
V/Controllate/Collegate
67.385 6.770 74.156 0 74.156
Altre Passività Commerciali Correnti 62.002
Altre Passività Finanziarie Correnti 420 377.255 377.675 377.675
Piani a benefici definiti 0 23.512 23.512 0 23.512
Altri Fondi 0 15.408 15.408 0 15.408
Fondo Imposte differite 0
Altre Passività Commerciali Non Correnti 0
Altre Passività Finanziarie Non Correnti 3.124.571
Patrimonio Netto 1.574.048
Totale Passività 5.346.752
€ migliaia Illuminazione
Pubblica
Corporate TOTALE
ATTIVITA' IN
FUNZIONAMENTO
DISCONTINUING
OPERATIONS
TOTALE
Ricavi v/Terzi 42.566 15.684 58.250 0 58.250
Vendite Intersettoriali 0 113.573 113.573 0 113.573
Costo del Lavoro 0 (57.196) (57.196) 0 (57.196)
Costi Esterni (47.131) (107.233) (154.364) 0 (154.364)
Margine Operativo Lordo (4.564) (35.172) (39.736) 0 (39.736)
Ammortamenti e Svalutazione Crediti (7.549) (12.525) (20.075) 0 (20.075)
Svalutazioni/Ripristino di valore di
Immobilizzazioni
0 0 0 0 0
Risultato Operativo (12.114) (47.697) (59.811) 0 (59.811)
(Oneri)/Proventi Finanziari 59.446
(Oneri)/Proventi da partecipazioni 162.074
Risultato netto Attività Discontinue 0
Risultato ante imposte 161.708
Imposte (13.932)
Risultato Netto 147.776

Bilancio Consolidato

31 dicembre 2018

Forma e struttura

Informazioni generali

Il Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2018 del Gruppo ACEA è stato approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 6 marzo 2019, che ne ha anche autorizzato la pubblicazione. La Capogruppo ACEA S.p.A. è una società per azioni italiana, con sede a Roma, piazzale Ostiense 2, e le cui azioni sono negoziate alla borsa di Milano.

I principali settori di attività in cui opera il Gruppo ACEA sono descritti nella Relazione sulla Gestione.

Conformità agli IAS/IFRS

Il presente Bilancio Annuale, redatto su base consolidata, è predisposto in conformità ai principi contabili internazionali efficaci alla data di bilancio, approvati dall'International Accounting Standards Board (IASB) ed adottati dalla Commissione Europea secondo la procedura di cui all'art. 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 luglio 2002 e ai sensi dell'art. 9 del D.Lgs. 38/2005.

I principi contabili internazionali sono costituiti dagli International Financial Reporting Standards (IFRS), dagli International Accounting Standards (IAS) e dalle interpretazioni dell'International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) e dello Standard Interpretations Committee (SIC), collettivamente indicati "IFRS".

Basi di presentazione

Il Bilancio Consolidato è costituito dal Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata, dal Prospetto di Conto economico Consolidato, dal Prospetto di Conto economico Complessivo Consolidato, dal Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato e dal Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato, nonché dalle note illustrative ed integrative, redatte secondo quanto previsto dagli IAS/IFRS vigenti. Si specifica che il Prospetto di Conto Economico è classificato in base alla natura dei costi, la Situazione Patrimoniale e Finanziaria sulla base del criterio di liquidità con suddivisione delle poste tra corrente e non corrente, mentre il Rendiconto Finanziario è presentato utilizzando il metodo indiretto.

Il Bilancio Consolidato è redatto in euro e tutti i valori sono arrotondati alle migliaia di euro tranne quando diversamente indicato.

I dati del presente Bilancio Consolidato sono comparabili con i medesimi dell'esercizio precedente.

Indicatori alternativi di performance

In data 5 ottobre 2015, l'ESMA (European Security and Markets Authority) ha pubblicato i propri orientamenti (ESMA/2015/1415) in merito ai criteri per la presentazione degli indicatori alternativi di performance che sostituiscono, a partire dal 3 luglio 2016, le raccomandazioni del CESR/05-178b. Tali orientamenti sono stati recepiti nel nostro sistema con Comunicazione n. 0092543 del 3 dicembre 2015 della CONSOB. Di seguito si illustra il contenuto ed il significato delle misure di risultato non-GAAP e degli altri indicatori alternativi di performance utilizzati nel presente bilancio:

    1. il margine operativo lordo (o EBITDA) rappresenta per il Gruppo ACEA un indicatore della performance operativa ed include, dal 1° gennaio 2014, anche il risultato sintetico delle partecipazioni a controllo congiunto per le quali è stato modificato il metodo di consolidamento in conseguenza dell'entrata in vigore dei principi contabili internazionale IFRS10 e IFRS11. Il margine operativo lordo è determinato sommando al Risultato operativo la voce "Ammortamenti, Accantonamenti e Svalutazioni" in quanto principali non cash items;;
    1. la posizione finanziaria netta rappresenta un indicatore della struttura finanziaria del Gruppo ACEA e si ottiene dalla somma dei Debiti e Passività finanziarie non correnti al netto delle Attività finanziarie non correnti (crediti finanziari escludendo una parte di crediti riconducibili all'IFRIC12 di Acea SpA e titoli diversi da partecipazioni), dei Debiti Finanziari correnti e delle Altre passività finanziarie correnti al netto delle Attività finanziarie correnti e delle Disponibilità liquide e mezzi equivalenti;
    1. il capitale investito netto è definito come somma delle "Attività correnti", delle "Attività non correnti" e delle Attività e Passività destinate alla vendita al netto delle "Passività correnti" e delle "Passività non correnti", escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta;
  • 8. il capitale circolante netto è dato dalla somma dei Crediti correnti, delle Rimanenze, del saldo netto di altre attività e passività correnti e dei Debiti correnti escludendo le voci considerate nella determinazione della posizione finanziaria netta.

Uso di stime e assunzioni

La redazione del Bilancio Consolidato, in applicazione agli IFRS, richiede l'effettuazione di stime ed assunzioni che hanno effetto sui valori dei ricavi, dei costi, delle attività e delle passività di bilancio e sull'informativa relativa ad attività e passività potenziali alla data di riferimento. Nell'effettuare le stime di bilancio sono, inoltre, considerate le principali fonti di incertezze che potrebbero avere impatti sui processi valutativi.

I risultati di consuntivo potrebbero differire da tali stime. Le stime sono utilizzate per determinare alcuni ricavi di vendita, per i fondi per rischi e oneri, i fondi svalutazione crediti e gli altri fondi svalutazione, gli ammortamenti, le valutazioni degli strumenti derivati, i benefici ai dipendenti e le imposte. Le stime e le assunzioni sono riviste periodicamente e gli effetti di ciascuna variazione sono immediatamente iscritti a bilancio.

Le stime hanno parimenti tenuto conto di assunzioni basate su parametri ed informazioni di mercato e regolatorie disponibili alla data di predisposizione del bilancio. I fatti e le circostanze correnti che influenzano le assunzioni circa

sviluppi ed eventi futuri, tuttavia, potrebbero modificarsi per effetto, ad esempio, di cambiamenti negli andamenti di mercato o nelle regolamentazioni applicabili che sono al di fuori del controllo della Società. Tali cambiamenti nelle assunzioni sono anch'essi riflessi in bilancio quando si realizzano.

Si segnala inoltre che taluni processi valutativi, in particolare quelli più complessi quali la determinazione di eventuali perdite di valore di attività non correnti, sono generalmente effettuati in modo completo solo in sede di redazione del bilancio annuale, salvo i casi in cui vi siano indicatori di impairment che richiedano un'immediata valutazione di eventuali perdite di valore. Per maggiori dettagli sulle modalità in commento si rimanda ai successivi paragrafi di riferimento.

Effetti della stagionalità delle operazioni

Per il tipo di business nel quale opera, il Gruppo ACEA non è soggetto a significativi fenomeni di stagionalità. Tuttavia, alcuni specifici settori di attività possono risentire di andamenti non uniformi lungo l'intero arco temporale annuale.

Criteri, procedure e area di consolidamento

Criteri di consolidamento

Società controllate

L'area di consolidamento comprende la Capogruppo ACEA S.p.A. e le società nelle quali la stessa esercita direttamente o indirettamente un controllo, ovvero quando il Gruppo è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata ed ha la capacità, attraverso l'esercizio del proprio potere sulla partecipata, di influenzarne i rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

Le società controllate sono consolidate a partire dalla data in cui il controllo è stato effettivamente trasferito al Gruppo e cessano di essere consolidate dalla data in cui il controllo è trasferito al di fuori del Gruppo.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS 10, il controllo è ottenuto quando il Gruppo è esposto, o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal rapporto con la partecipata e ha la capacità, attraverso l'esercizio del potere sulla partecipata, di influenzarne i relativi rendimenti. Il potere è definito come la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti della partecipata in virtù di diritti sostanziali esistenti.

L'esistenza del controllo non dipende esclusivamente dal possesso della maggioranza dei diritti di voto, ma dai diritti sostanziali dell'investitore sulla partecipata. Conseguentemente, è richiesto il giudizio del management per valutare specifiche situazioni che determinino diritti sostanziali che attribuiscono al Gruppo il potere di dirigere le attività rilevanti della partecipata in modo da influenzarne i rendimenti.

Ai fini dell'assessment sul requisito del controllo, il management analizza tutti i fatti e le circostanze, inclusi gli accordi con gli altri investitori, i diritti derivanti da altri accordi contrattuali e dai diritti di voto potenziali (call option, warrant, put option assegnate ad azionisti minoritari, ecc.). Tali altri fatti e circostanze possono risultare particolarmente rilevanti nell'ambito di tale valutazione soprattutto nei casi in cui il Gruppo detiene meno della maggioranza dei diritti di voto, o diritti similari, della partecipata.

Il Gruppo riesamina l'esistenza delle condizioni di controllo su una partecipata quando i fatti e le circostanze indichino che ci sia stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica della sua esistenza. Si segnala, infine, come, nella valutazione dell'esistenza dei requisiti del controllo non siano state riscontrate situazioni di controllo de facto. Le variazioni nella quota di possesso in partecipazioni in imprese controllate che non implicano la perdita del controllo sono rilevate come operazioni sul capitale rettificando la quota attribuibile agli azionisti della Capogruppo e quella ai terzi per riflettere la variazione della quota di possesso. L'eventuale differenza tra il corrispettivo pagato o incassato e la corrispondente frazione di patrimonio netto acquisito o venduto viene rilevata direttamente nel patrimonio netto consolidato. Quando il Gruppo perde il controllo, l'eventuale partecipazione residua nella società precedentemente controllata viene rimisurata al fair value (con contropartita il conto economico) alla data in cui si perde il controllo. Inoltre, la quota delle OCI riferita alla controllata di cui si perde il controllo è trattata contabilmente come se il Gruppo avesse direttamente dismesso le relative attività o passività. Inoltre, laddove si riscontri una perdita di controllo di una società rientrante nell'area di consolidamento, il Bilancio Consolidato include il risultato dell'esercizio in proporzione al periodo dell'esercizio nel quale il Gruppo ACEA ne ha mantenuto il controllo.

Imprese a controllo congiunto

Riguardano società sulle cui attività il Gruppo detiene un controllo congiunto con terzi (cosiddette Joint Ventures), ovvero quando in base ad accordi contrattuali, le decisioni finanziarie, gestionali e strategiche possono essere assunte unicamente con il consenso unanime di tutte le parti che ne condividono il controllo. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle società a controllo congiunto, contabilizzata con il metodo del patrimonio netto.

Secondo le previsioni del principio contabile IFRS11, un accordo congiunto è un accordo del quale due o più parti detengono il controllo congiunto. Si ha il controllo congiunto quando per le decisioni relative alle attività rilevanti dell'accordo congiunto è richiesto il consenso unanime o almeno di due parti dell'accordo stesso. Un accordo congiunto si può configurare come una joint venture o una joint operation. Una joint venture è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto vantano diritti sulle attività nette dell'accordo. Per contro, una joint operation è un accordo a controllo congiunto nel quale le parti che detengono il controllo congiunto hanno diritti sulle attività e obbligazioni per le passività relative all'accordo. Ai fini di determinare l'esistenza del controllo congiunto e il tipo di accordo congiunto, è richiesto il giudizio del management, che deve valutare i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo. A tal fine il management considera la struttura e la forma legale dell'accordo, i termini concordati tra le parti nell'accordo contrattuale e, quando rilevanti, altri fatti e circostanze. Il Gruppo riesamina l'esistenza del controllo congiunto quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi precedentemente considerati per la verifica dell'esistenza del controllo congiunto e del tipo di controllo congiunto.

Società collegate

Le Partecipazioni in società collegate sono quelle nelle quali si esercita un'influenza notevole, ma non il controllo né il controllo congiunto, attraverso la partecipazione alle decisioni sulle politiche finanziarie ed operative della partecipata. Il Bilancio Consolidato include la quota di pertinenza del Gruppo dei risultati delle collegate, contabilizzata con il metodo del Patrimonio netto, ad eccezione dei casi in cui sono classificate come detenute per la vendita, a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'influenza notevole fino al momento in cui essa cessa di esistere.

Al fine di determinare l'esistenza dell'influenza notevole è richiesto il giudizio del management che deve valutare tutti i fatti e le circostanze.

Il Gruppo riesamina l'esistenza dell'influenza notevole quando i fatti e le circostanze indicano che c'è stata una variazione di uno o più elementi considerati per la verifica dell'esistenza di tale influenza notevole.

Qualora la quota di perdita di pertinenza del Gruppo ecceda il valore contabile della Partecipazione, quest'ultimo deve essere annullato e l'eventuale eccedenza deve essere coperta tramite accantonamenti nella misura in cui il Gruppo abbia obbligazioni legali o implicite nei confronti della partecipata a coprire le sue perdite o, comunque, ad effettuare pagamenti per suo conto. L'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del valore corrente delle attività, passività e passività potenziali identificabili della collegata alla data di acquisizione è riconosciuta come avviamento. L'avviamento è incluso nel valore di carico dell'investimento ed è assoggettato a test di impairment unitamente al valore della partecipazione.

Procedure di consolidamento

Procedura generale

I bilanci delle controllate, collegate e Joint Ventures del Gruppo sono redatti adottando per ciascuna chiusura contabile i medesimi principi contabili della controllante; eventuali rettifiche di consolidamento sono apportate per rendere omogenee le voci che sono influenzate dall'applicazione di principi contabili differenti.

Tutti i saldi e le transazioni infragruppo, inclusi eventuali utili non realizzati derivanti da rapporti intrattenuti tra società del Gruppo, sono completamente eliminati. Le perdite non realizzate sono eliminate ad eccezione del caso in cui esse non potranno essere recuperate in seguito.

Il valore contabile della partecipazione in ciascuna delle controllate è eliminato a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto di ciascuna delle controllate comprensiva degli eventuali adeguamenti al fair value alla data di acquisizione; la eventuale differenza positiva viene trattata come un "avviamento", quella negativa viene rilevata a conto economico alla data di acquisizione.

La quota di interessenza degli azionisti di minoranza nelle attività nette delle controllate consolidate è identificata separatamente rispetto al patrimonio netto di Gruppo. Tale interessenza viene determinata in base alla percentuale da essi detenuta nei fair value delle attività e passività iscritte alla data dell'acquisizione originaria e nelle variazioni di patrimonio netto dopo tale data. Successivamente le perdite attribuibili agli azionisti di minoranza eccedenti il patrimonio netto di loro spettanza sono attribuite al patrimonio netto di Gruppo ad eccezione dei casi in cui le minoranze hanno un'obbligazione vincolante alla copertura delle perdite e sono in grado di sostenere ulteriori investimenti per coprire le perdite.

Aggregazioni di imprese

L'acquisizione di imprese controllate è contabilizzata secondo il metodo dell'acquisizione (acquisition method). Il costo dell'acquisizione è determinato dalla somma dei valori correnti, alla data di scambio, delle attività acquisite, delle passività sostenute o assunte, e degli strumenti finanziari emessi dal Gruppo in cambio del controllo dell'impresa acquisita.

Le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'impresa acquisita che rispettano le condizioni per l'iscrizione secondo l'IFRS3 sono iscritte ai loro valori correnti alla data di acquisizione, ad eccezione delle attività non correnti (o gruppi in dismissione) che sono classificate come detenute per la vendita in accordo con l'IFRS5 e che sono iscritte e valutate a valori correnti al netto dei costi di vendita.

Se l'aggregazione aziendale è rilevata in più fasi, viene ricalcolato il fair value della partecipazione precedentemente detenuta e viene rilevato nel conto economico l'eventuale utile o perdita risultante.

Ogni corrispettivo potenziale viene rilevato dall'acquirente al fair value alla data di acquisizione. La variazione del fair value del corrispettivo potenziale classificato come attività o come passività viene rilevato secondo quanto disposto dall'IFRS9, nel conto economico o nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.

I costi direttamente attribuibili all'acquisizione sono rilevati a Conto economico.

Il costo di acquisto è allocato rilevando le attività, le passività e le passività potenziali identificabili dell'acquisita ai relativi fair value alla data di acquisizione. L'eventuale eccedenza positiva tra il corrispettivo trasferito, valutato al fair value alla data di acquisizione, e l'importo di qualsiasi partecipazione di minoranza, rispetto al valore netto degli importi delle attività e passività identificabili nell'acquisita stessa valutate al fair value, è rilevata come avviamento ovvero, se negativa, a Conto Economico.

Per ogni aggregazione aziendale, l'acquirente valuta qualsiasi partecipazione di minoranza nell'acquisita al fair value oppure in proporzione alla quota di partecipazione di minoranza nelle attività nette identificabili dell'acquisita.

Procedura di consolidamento delle attività e passività detenute per la vendita (IFRS5)

Le attività e le passività non correnti sono classificate come possedute per la vendita, secondo quanto previsto nell'IFRS5.

Consolidamento d'imprese estere

I bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diverse dall'euro, che rappresenta la valuta funzionale della Capogruppo ACEA, sono convertiti in euro applicando alle attività e passività, il tasso di cambio in essere alla data di chiusura del periodo e alle voci di conto economico e al rendiconto finanziario i cambi medi del periodo.

Le differenze cambio da conversione dei bilanci delle imprese partecipate operanti in valuta diversa dall'euro, sono rilevate direttamente a patrimonio netto e sono esposte separatamente in un'apposita riserva dello stesso; tale riserva è riversata a conto economico all'atto della dismissione integrale, ovvero della perdita di controllo , del controllo congiunto o dell'influenza notevole sulla partecipata. Nei casi di dismissione parziale:

  • senza perdita di controllo, la quota delle differenze di cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è attribuita al patrimonio netto di competenza delle interessenze di terzi;
  • senza perdita del controllo congiunto o dell'influenza notevole, la quota delle differenze cambio afferente alla frazione di partecipazione ceduta è imputata a conto economico.

Area di consolidamento

Il Bilancio Consolidato del Gruppo ACEA include il bilancio della Capogruppo ACEA ed i bilanci delle società controllate italiane ed estere, per le quali, in accordo con quanto disposto dall'IFRS10, si è esposti alla variabilità dei rendimenti derivanti dal rapporto partecipativo e delle quali si dispone direttamente o indirettamente la maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria disponendo quindi della capacità di influenzare i rendimenti delle partecipate esercitando su queste il proprio potere decisionale. Inoltre sono consolidate con il metodo del patrimonio netto le società sulle quali la Capogruppo esercita il controllo congiuntamente con altri soci.

A) Variazioni dell'area di consolidamento

In relazione all'area di consolidamento al 31 Dicembre 2018, si segnala la fusione per incorporazione di Gori Servizi S.r.l. in GORI S.p.A. con efficacia 1° Gennaio 2018 e il consolidamento integrale di GORI S.p.A. a far data dall'8 Novembre 2018 a seguito dell'accordo industriale di lungo periodo con la Regione Campania e l'Ente Idrico Campano. Si segnala inoltre il neoconsolidamento di due società estere - Consorcio Servicios Sur e Acea Perù - e quello di Bioecologia S.r.l. Quest'ultima fa capo all'Area industriale Ambiente.

Si segnala inoltre che la società Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. posta in liquidazione in data 13 Dicembre 2018 ha provveduto ad approvare il Bilancio Finale di liquidazione ed il relativo piano di riparto in data 7 Febbraio 2019.

B) Partecipazioni escluse dall'area di consolidamento

Tirana Acque S.c.a.r.l. in liquidazione, è posseduta al 40% da ACEA ed è iscritta al costo. In considerazione del fatto che la partecipata, interamente svalutata, è non operativa e non significativa, anche con riferimento a fattori qualitativi e quantitativi, viene esclusa dall'area di consolidamento.

Criteri di valutazione e principi contabili

Criteri di valutazione

Conversione delle poste in valuta estera

Le transazioni in valuta estera sono rilevate, inizialmente, al tasso di cambio in essere alla data dell'operazione. Le attività e le passività monetarie denominate in valuta estera sono convertite nella valuta funzionale al tasso di cambio in essere alla data di chiusura del bilancio. Tutte le differenze cambio sono rilevate nel conto economico del Bilancio Consolidato ad eccezione delle differenze derivanti da finanziamenti in valuta estera che sono stati accesi a copertura di un investimento netto in una società estera. Tali differenze sono rilevate direttamente a patrimonio netto fino a che l'investimento netto non viene dismesso e a quel momento ogni eventuale successiva differenza cambio riscontrata viene rilevata a conto economico. L'effetto fiscale ed i crediti attribuibili alle differenze cambio derivanti da questo tipo di finanziamenti sono anch'essi imputati direttamente a patrimonio netto.

Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al costo storico sono convertite utilizzando il tasso di cambio in vigore alla data di iniziale rilevazione dell'operazione. Le attività e passività non monetarie denominate in valuta e iscritte al fair value sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore. Le differenze cambio eventualmente emergenti sono riflesse nel conto economico.

Le poste non monetarie iscritte al valore equo sono convertite utilizzando il tasso di cambio alla data di determinazione di tale valore.

Riconoscimento dei ricavi

I ricavi sono rilevati, in conformità a quanto previsto dall'IFRS 15 "Ricavi provenienti da contratti con clienti", per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • I. identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • II. identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • III. determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • IV. allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • V. rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

I ricavi sono valutati al fair value del corrispettivo ricevuto o ricevibile, tenendo conto del valore di eventuali sconti commerciali, resi e abbuoni concessi dal Gruppo. In particolare:

  • i ricavi per vendita e trasporto di energia elettrica e gas sono rilevati al momento dell'erogazione o della fornitura del servizio, ancorché non fatturati, e sono determinati integrando con opportune stime quelli rilevati in base a prefissati calendari di lettura. Tali ricavi sono calcolati sulla base dei provvedimenti di legge, delle delibere dell'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas ed il Sistema Idrico in vigore nel corso del periodo tenendo altresì conto dei provvedimenti perequativi pro tempore vigenti; si informa che con riferimento alla valorizzazione dei ricavi da trasporto di energia elettrica, qualora l'ammissione degli investimenti in tariffa che sancisce il diritto al corrispettivo per l'operatore sia virtualmente certa già nell'esercizio in cui gli stessi sono realizzati, i corrispondenti ricavi vengono accertati per competenza indipendentemente dalla modalità con cui essi saranno riconosciuti finanziariamente quale conseguenza della delibera 654/2015 dell'ARERA;
  • i ricavi del servizio idrico integrato sono determinati sulla base del Metodo Tariffario Idrico (MTI), valido per la determinazione delle tariffe per gli anni 2016 - 2019, approvato con Deliberazione n. 664/15/R/idr e successive modificazioni da parte dell'ARERA. Sulla base dell'interpretazione della natura giuridica della componente tariffaria Fo.NI. (Fondo Nuovi Investimenti) viene iscritto tra i ricavi dell'esercizio il relativo ammontare spettante alle Società idriche laddove espressamente riconosciuto dagli Enti d'Ambito che ne stabiliscono la destinazione d'uso.

E' inoltre iscritto tra i ricavi dell'esercizio il conguaglio relativo alle partite cd. passanti (i.e. energia elettrica, acqua all'ingrosso) delle quali la citata delibera fornisce apposito dettaglio nonché l'eventuale conguaglio relativo a costi afferenti il Sistema Idrico Integrato sostenuti per il verificarsi di eventi eccezionali (i.e. emergenze idriche, ambientali) qualora l'istruttoria per il loro riconoscimento abbia dato esito positivo.

Contributi

I contributi ottenuti a fronte di investimenti in impianti, sia da enti pubblici che da terzi privati, sono rilevati al fair value quando vi è la ragionevole certezza che saranno ricevuti e che saranno rispettate le condizioni previste.

I contributi di allacciamento idrici sono iscritti tra le altre passività non correnti e rilasciati a conto economico lungo la durata dell'investimento cui si riferiscono, se correlati ad un investimento, ed interamente rilevati come provento se correlati a costi di competenza.

I contributi in conto esercizio (concessi al fine di fornire un aiuto finanziario immediato all'impresa o come compensazione per le spese e le perdite sostenute in un esercizio precedente) sono rilevati integralmente a conto economico nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di iscrivibilità.

Contratti di costruzione in corso di esecuzione

I contratti di costruzione in corso di esecuzione sono valutati sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza, secondo il criterio della percentuale di completamento (c.d. cost to cost), così da attribuire i ricavi ed il risultato economico della commessa ai singoli esercizi di competenza, in proporzione allo stato di avanzamento lavori. La differenza positiva o negativa tra valore dei contratti ed acconti ricevuti è iscritto rispettivamente nell'attivo o nel passivo dello stato patrimoniale. I ricavi di commessa, oltre ai corrispettivi contrattuali, includono le varianti, le revisioni dei prezzi e il riconoscimento degli incentivi nella misura in cui è probabile che essi rappresentino ricavi e se questi possono essere determinati con attendibilità. Le perdite accertate sono riconosciute indipendentemente dallo stato di avanzamento delle commesse.

Benefici per i dipendenti

I benefici garantiti ai dipendenti erogati in coincidenza o successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro attraverso programmi a benefici definiti e a contribuzione definita (quali: TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie, come descritto nelle note) o altri benefici a lungo termine sono riconosciuti nel periodo di maturazione del diritto. La valutazione della passività è effettuata da attuari indipendenti. Questi fondi e benefici non sono finanziati.

Il costo dei benefici previsti dai vari piani è determinato in modo separato per ciascun piano utilizzando il metodo attuariale di valutazione della proiezione unitaria del credito effettuando le valutazioni attuariali alla fine di ogni esercizio.

Gli utili e le perdite derivanti dall'effettuazione del calcolo attuariale sono rilevati nel prospetto dell'utile complessivo, quindi in un'apposita Riserva di Patrimonio netto, e non sono oggetto di successiva imputazione a conto economico.

Proventi finanziari

I proventi sono rilevati sulla base degli interessi maturati sul valore netto delle relative attività finanziarie utilizzando il tasso di interesse effettivo (tasso che attualizza esattamente i flussi finanziari futuri stimati al valore contabile netto dell'attività). Gli interessi sono contabilizzati ad incremento delle attività finanziarie riportate in bilancio.

Dividendi

Sono rilevati quando è stabilito il diritto incondizionato degli azionisti a ricevere il pagamento. Sono classificati nel conto economico nella voce proventi da partecipazione.

Imposte

Le imposte dell'esercizio rappresentano la somma delle imposte correnti e differite.

Le imposte correnti sono basate sul risultato imponibile dell'esercizio. Il reddito imponibile differisce dal risultato riportato nel conto economico poiché esclude componenti positivi e negativi che saranno tassabili o deducibili in altri esercizi ed esclude inoltre voci che non saranno mai tassabili o deducibili. La passività per imposte correnti è calcolata utilizzando le aliquote vigenti o di fatto vigenti alla data di bilancio nonché gli strumenti di tassazione consentiti dalla normativa fiscale (consolidato fiscale nazionale e/o tassazione per trasparenza).

Le imposte differite sono le imposte che ci si aspetta di pagare o di recuperare sulle differenze temporanee fra il valore contabile delle attività e delle passività di bilancio e il corrispondente valore fiscale utilizzato nel calcolo dell'imponibile fiscale, contabilizzate secondo il metodo della passività di stato patrimoniale. Le passività fiscali differite sono generalmente rilevate per tutte le differenze temporanee imponibili, mentre le attività fiscali differite sono rilevate nella misura in cui si ritenga probabile che vi saranno risultati fiscali imponibili in futuro che consentano l'utilizzo delle differenze temporanee deducibili. Tali attività e passività non sono rilevate se le differenze temporanee derivano da avviamento o dall'iscrizione iniziale (non in operazioni di aggregazioni di imprese) di altre attività o passività in operazioni che non hanno influenza né sul risultato contabile né sul risultato imponibile.

Le passività fiscali differite sono rilevate sulle differenze temporanee imponibili relative a partecipazioni in imprese controllate, collegate e a controllo congiunto, ad eccezione dei casi in cui il Gruppo sia in grado di controllare l'annullamento di tali differenze temporanee e sia probabile che queste ultime non si annulleranno nel prevedibile futuro.

Il valore di carico delle attività fiscali differite è rivisto ad ogni data di bilancio e ridotto nella misura in cui, sulla base dei piani approvati dal Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, non sia ritenuta più probabile l'esistenza di sufficienti redditi imponibili tali da consentire in tutto o in parte il recupero di tali attività.

Le imposte differite sono calcolate in base all'aliquota fiscale che ci si aspetta sarà in vigore al momento del realizzo dell'attività o dell'estinzione della passività. Le imposte differite sono imputate direttamente al conto economico, ad eccezione di quelle relative a voci rilevate direttamente a patrimonio netto, nel qual caso anche le relative imposte differite sono imputate al patrimonio netto.

Attività materiali

Le attività materiali sono rilevate al costo storico, comprensivo dei costi accessori direttamente imputabili e necessari alla messa in funzione del bene per l'uso per cui è stato acquistato, al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore accumulate.

Il costo comprende i costi di smantellamento e rimozione del bene e i costi di bonifica del sito su cui insiste l'immobilizzazione materiale, se rispondenti alle previsioni dello IAS37. La corrispondente passività è rilevata nella voce del passivo Fondo rischi ed oneri. I beni composti di componenti, di importo significativo, con vita utile differente sono considerati separatamente nella determinazione dell'ammortamento.

I costi per migliorie, ammodernamento e trasformazione aventi natura incrementativa delle attività materiali sono rilevati all'attivo patrimoniale quando è probabile che incrementino i benefici economici futuri attesi del bene. I terreni, sia liberi da costruzione sia annessi a fabbricati civili e industriali, non sono ammortizzati in quanto

elementi a vita utile illimitata.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene applicando le seguenti aliquote percentuali:

Impianti e macchinari strumentali 1,25% - 6,67%
Impianti e macchinari non strumentali 4%
Attrezzature industriale e commerciali 2,5% - 6,67%
strumentali
Attrezzature industriale e commerciali non 6,67%
strumentali
Altri beni strumentali 12,5%
Altri beni non strumentali 6,67% - 19,00%
Automezzi strumentali 8,33%
Automezzi non strumentali 16,67%

Gli impianti e macchinari in corso di costruzione per fini produttivi o per finalità non ancora determinate, sono iscritti al costo, al netto delle svalutazioni per perdite di valore. Il costo include eventuali onorari professionali e, ove applicabile, gli oneri finanziari capitalizzati. L'ammortamento di tali attività, come per tutti gli altri cespiti, inizia quando le attività sono pronte per l'uso. Per alcune tipologie di beni complessi per i quali sono richieste prove di funzionamento anche prolungate nel tempo l'idoneità all'uso viene attestata dal positivo superamento di tali prove.

Le attività detenute a titolo di locazione finanziaria sono ammortizzate in relazione alla loro stimata vita utile come per le attività detenute in proprietà oppure, se inferiore, in base ai termini di scadenza dei contratti di locazione.

Gli utili e le perdite derivanti da cessioni o dismissioni di cespiti sono determinati come differenza fra il ricavo di vendita e il valore netto contabile dell'attività e sono imputati al conto economico dell'esercizio.

Investimenti immobiliari

Gli investimenti immobiliari, rappresentati da immobili posseduti per la concessione in affitto e/o per l'apprezzamento in termini di capitale, sono iscritti al costo di acquisto comprensivo degli oneri di negoziazione al netto del relativo fondo di ammortamento e di eventuali perdite di valore.

L'ammortamento è calcolato in quote costanti in base alla vita utile stimata del bene. Le percentuali applicate sono comprese tra un minimo di 1,67% ed un massimo di 11,11%.

Gli investimenti immobiliari sono eliminati dal bilancio quando essi sono ceduti o quando l'investimento immobiliare è durevolmente inutilizzabile e non sono attesi benefici economici futuri dalla sua eventuale cessione.

La cessione di beni immobiliari a cui consegue una retrolocazione degli stessi sono contabilizzate sulla base della natura sostanziale dell'operazione complessivamente considerata. A tal proposito si rinvia a quanto illustrato a proposito del Leasing.

Ogni eventuale utile o perdita derivante dall'eliminazione di un investimento immobiliare viene rilevato a conto economico nell'esercizio in cui avviene l'eliminazione.

Leasing

I contratti di locazione sono classificati come locazioni finanziarie ogniqualvolta i termini del contratto sono tali da trasferire sostanzialmente tutti i rischi e i benefici della proprietà al locatario. Tutte le altre locazioni sono considerate operative.

Le attività oggetto di contratti di locazione finanziaria sono rilevate come attività del Gruppo al loro fair value alla data di acquisizione, oppure, se inferiore, al valore attuale dei pagamenti minimi dovuti per il leasing. La corrispondente passività verso il locatore è inclusa nello stato patrimoniale come passività per locazioni finanziarie. I pagamenti per i canoni di locazione sono suddivisi fra quota capitale e quota interessi in modo da raggiungere un tasso di interesse costante sulla passività residua.

Gli oneri finanziari, certi o stimati, sono rilevati per competenza ad eccezione dei casi in cui siano direttamente imputabili all'acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene che giustifica una loro capitalizzazione.

I costi per canoni di locazione derivanti da locazioni operative sono iscritte a conto economico in quote costanti sulla base della durata del contratto. I benefici ricevuti o da ricevere a titolo di incentivo per entrare in contratti di locazione operativa sono anch'essi iscritti a quote costanti sulla durata del contratto.

Attività immateriali

Le attività immateriali riguardano le attività prive di consistenza fisica identificabile, controllate dall'impresa ed in grado di produrre benefici economici futuri, nonché il goodwill acquistato a titolo oneroso. Le attività immateriali se acquisite separatamente sono capitalizzate al costo, mentre quelle acquisite attraverso operazioni di aggregazione di imprese sono capitalizzate al fair value definito alla data di acquisizione. Successivamente alla prima rilevazione, alla categoria delle attività immateriali si applica il criterio del costo. La vita utile delle attività immateriali può essere qualificata come definita o indefinita.

Le attività immateriali sono sottoposte annualmente ad una analisi di recuperabilità al fine di rilevare eventuali perdite di valore: tale analisi è condotta a livello di singolo bene immateriale o, eventualmente, a livello di unità generatrice di flussi finanziari. L'ammortamento è calcolato a quote costante in base alla vita utile stimata, che viene

riesaminata con periodicità annuale ed eventuali cambiamenti, laddove possibili, sono apportati con applicazioni prospettiche. L'ammortamento ha inizio quando l'attività immateriale è disponibile all'uso.

Gli utili o le perdite derivanti dall'alienazione di una attività immateriale sono determinati come la differenza tra il valore di dismissione e il valore di carico del bene e sono rilevati a conto economico al momento dell'alienazione.

Avviamento

L'avviamento derivante da aggregazioni aziendali (tra le quali a titolo meramente esemplificativo, l'acquisizione di società controllate; di entità a controllo congiunto ovvero l'acquisizione di rami d'azienda o altre operazioni di carattere straordinario) rappresenta l'eccedenza del costo di acquisizione rispetto alla percentuale spettante al Gruppo del fair value delle attività, passività e passività potenziali identificabili della controllata o dell'entità a controllo congiunto alla data di acquisizione. L'avviamento è rilevato come attività e rivisto annualmente per verificare che non abbia subito perdite di valore. Le perdite di valore sono iscritte immediatamente a conto economico e non sono successivamente ripristinate.

Alla data di acquisizione, l'eventuale avviamento emergente viene allocato a ciascuna delle unità generatrici di flussi finanziari indipendenti che ci si attende beneficeranno degli effetti sinergici derivanti dall'acquisizione. L'eventuale perdita di valore è identificata attraverso valutazioni che prendono a riferimento la capacità di ciascuna unità di produrre flussi finanziari atti a recuperare la parte di avviamento a essa allocata. Nel caso in cui il valore recuperabile da parte dell'unità generatrice di flussi sia inferiore al valore di carico attribuito, si rileva la relativa perdita di valore.

In caso di cessione di un'impresa controllata o di un'entità a controllo congiunto, l'ammontare non ancora ammortizzato dell'avviamento ad esse attribuibile è incluso nella determinazione della plusvalenza o minusvalenza da alienazione.

Concessioni

E' rilevato in questa voce il valore del diritto di concessione, sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione, oggetto di conferimento. Tale valore riguarda beni demaniali appartenenti al cosiddetto "demanio accidentale" idrico e di depurazione e viene sistematicamente ammortizzato in base alla durata residua della concessione stessa. Si precisa che il periodo di ammortamento residuo è in linea con la durata media delle gestioni affidate con procedura ad evidenza pubblica.

Sono compresi altresì in questa voce:

  • il valore netto dell'avviamento derivante dal conferimento del servizio fognature effettuato con efficacia 1° settembre 2002 da Roma Capitale in ACEA Ato2;
  • il maggior costo, per la quota attribuibile a tale voce, derivante dall'acquisizione del Gruppo A.R.I.A. con particolare riferimento a SAO società che gestisce la discarica di Orvieto, oggi fusa in ACEA Ambiente;

Diritto sulle infrastrutture

Il Gruppo, in linea con quanto disposto dall'IFRIC 12 "Accordi per servizi in concessione", rileva in base al modello dell'intangible asset, l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico, poiché il contratto di concessione del servizio non conferisce al concessionario il diritto di controllare l'uso dell'infrastruttura di servizio pubblico, ma consente l'accesso alla gestione dell'infrastruttura, per fornire il servizio pubblico per conto del concedente conformemente ai termini specificati nel contratto.

La citata interpretazione richiede infatti, in luogo della rilevazione dell'insieme delle infrastrutture materiali per la gestione del servizio, l'iscrizione di un'unica attività immateriale rappresentativa del diritto del concessionario di far pagare la tariffa agli utenti del servizio pubblico.

L'importo comprende, inoltre, la capitalizzazione del margine derivante dall'attività di investimento, che in conformità allo IAS 11 "Lavori in corso su ordinazione", avviene indirettamente tramite conto economico.

Diritti di utilizzazione di opere dell'ingegno

I costi relativi a tale voce sono inclusi tra le attività immateriali e sono ammortizzati sulla base di un periodo di presunta utilità di tre/cinque anni.

Perdite di valore (Impairment)

Ad ogni data di bilancio, il Gruppo rivede il valore contabile delle proprie attività materiali ed immateriali per determinare se vi siano indicazioni che queste attività abbiano subito perdite di valore ("Impairment test"). Qualora queste indicazioni esistano, viene stimato l'ammontare recuperabile di tali attività per determinare l'importo della svalutazione.

Dove non è possibile stimare il valore recuperabile di una attività individualmente, il Gruppo effettua la stima del valore recuperabile della unità generatrice di flussi finanziari a cui l'attività appartiene.

Le attività immateriali a vita utile indefinita, tra cui l'avviamento, vengono verificate annualmente e ogniqualvolta vi è un'indicazione di una possibile perdita di valore al fine di determinare se vi sono perdite di valore.

La verifica consiste nel confronto tra il valore contabile iscritto in bilancio e la stima del valore recuperabile dell'attività.

L'ammontare recuperabile è il maggiore fra il fair value al netto dei costi di vendita ed il valore d'uso. Nella determinazione del valore d'uso, i flussi di cassa futuri stimati sono scontati al loro valore attuale utilizzando un tasso al lordo delle imposte che riflette le valutazioni correnti di mercato del valore del denaro e dei rischi specifici dell'attività.

Se l'ammontare recuperabile di una attività (o di una unità generatrice di flussi finanziari) è stimato essere inferiore rispetto al relativo valore contabile, esso è ridotto al minor valore recuperabile. Una perdita di valore è rilevata nel conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia rappresentata da terreni o fabbricati diversi dagli investimenti immobiliari rilevati a valori rivalutati, nel qual caso la perdita è imputata alla rispettiva riserva di rivalutazione.

Quando una svalutazione non ha più ragione di essere mantenuta, il valore contabile dell'attività (o della unità generatrice di flussi finanziari), ad eccezione dell'avviamento, è incrementato al nuovo valore derivante dalla stima del suo valore recuperabile, ma non oltre il valore netto di carico che l'attività avrebbe avuto se non fosse stata effettuata la svalutazione per perdita di valore. Il ripristino del valore è imputato al conto economico immediatamente, a meno che l'attività sia iscritta a valore rivalutato; in tal caso il ripristino di valore è imputato alla riserva di rivalutazione.

Quando le perdite di valore sono contabilizzate nel conto economico, esse vengono incluse fra i costi per ammortamenti e svalutazioni.

Quote di emissione, certificati verdi e certificati bianchi

Il Gruppo applica criteri di valutazione differenziati tra quote/certificati detenuti per own-use, ossia a fronte del proprio fabbisogno (Portafoglio Industriale) e quelli detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading).

Le quote/certificati detenuti per own-use eccedenti il fabbisogno determinato in relazione alle obbligazioni maturate a fine esercizio (surplus) sono iscritte tra le altre immobilizzazioni immateriali al costo sostenuto. Le quote/certificati assegnati gratuitamente sono iscritti ad un valore nullo.

Trattandosi di un bene a utilizzo istantaneo tale posta non è soggetta ad ammortamento, ma ad impairment test. Il valore recuperabile viene identificato come il maggiore fra il valore d'uso e quello di mercato.

L'onere derivante dall'adempimento dell'obbligo di efficienza energetica è stimato sulla base del prezzo medio di acquisto calcolato sulla base dei contratti stipulati tenuto conto dei titoli in portafoglio alla data di redazione del bilancio per i quali viene stanziato a fondo oneri il differenziale negativo tra la stima del contributo, effettuata ai sensi della delibera AEEGSI 13/2014/R/efr, che verrà erogato in sede di consegna dei titoli al fine dell'annullamento dell'obiettivo ed il suddetto onere.

Le quote/certificati detenuti con intento di Trading (Portafoglio di Trading) vengono iscritte tra le rimanenze di magazzino e valutate al minore tra il costo d'acquisto ed il valore di presumibile realizzo desumibile dall'andamento di mercato.

Le quote/certificati assegnati gratuitamente hanno valore nullo. Il valore di mercato è definito con riferimento a eventuali contratti di vendita, anche a termine, già sottoscritti alla data di bilancio e, in via, residuale, alle quotazioni di mercato.

Rimanenze

Le rimanenze sono valutate al minore fra costo e valore netto di realizzo. Il costo comprende i materiali diretti e, ove applicabile, la mano d'opera diretta, le spese generali di produzione e gli altri costi che sono sostenuti per portare le rimanenze nel luogo e nelle condizioni attuali. Il costo è calcolato utilizzando il metodo del costo medio ponderato. Il valore netto di realizzo rappresenta il prezzo di vendita stimato meno i costi stimati di completamento e i costi stimati necessari per realizzare la vendita.

Le svalutazioni delle rimanenze di magazzino, in relazione alla loro natura, sono effettuate tramite appositi fondi, iscritti in bilancio a riduzione delle poste attive, oppure voce per voce, in contropartita alle variazioni delle rimanenze del conto economico.

Strumenti finanziari

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate nel momento in cui il Gruppo diviene parte delle clausole contrattuali dello strumento.

Attività finanziarie – strumenti di debito

In funzione delle caratteristiche dello strumento e del modello di business adottato per la relativa gestione, le attività finanziarie, che rappresentano strumenti di debito, sono classificate nelle seguenti tre categorie: (i) attività

finanziarie valutate al costo ammortizzato; (ii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti tra le altre componenti dell'utile complessivo (di seguito anche OCI); (iii) attività finanziarie valutate al fair value con imputazione degli effetti a conto economico.

La rilevazione iniziale avviene al fair value; per i crediti commerciali privi di una significativa componente finanziaria, il valore di rilevazione iniziale è rappresentato dal prezzo della transazione.

Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie che generano flussi di cassa contrattuali rappresentativi esclusivamente di pagamenti di capitale e interessi sono valutate al costo ammortizzato se possedute con la finalità di incassarne i flussi di cassa contrattuali (cosiddetto business model hold to collect). Secondo il metodo del costo ammortizzato il valore di iscrizione iniziale è successivamente rettificato per tener conto dei rimborsi in quota capitale, delle eventuali svalutazioni e dell'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso e il valore di iscrizione iniziale.

L'ammortamento è effettuato sulla base del tasso di interesse interno effettivo che rappresenta il tasso che rende uguali, al momento della rilevazione iniziale, il valore attuale dei flussi di cassa attesi e il valore di iscrizione iniziale. I crediti e le altre attività finanziarie valutati al costo ammortizzato sono presentati nello stato patrimoniale al netto del relativo fondo svalutazione.

Le attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito il cui modello di business prevede sia la possibilità di incassare i flussi di cassa contrattuali sia la possibilità di realizzare plusvalenze da cessione (cosiddetto business model hold to collect and sell), sono valutate al fair value con imputazione degli effetti a OCI (di seguito anche FVTOCI).

In tal caso sono rilevati a patrimonio netto, tra le altre componenti dell'utile complessivo, le variazioni di fair value dello strumento. L'ammontare cumulato delle variazioni di fair value, imputato nella riserva di patrimonio netto che accoglie le altre componenti dell'utile complessivo, è oggetto di reversal a conto economico all'atto dell'eliminazione contabile dello strumento. Vengono rilevati a conto economico gli interessi attivi calcolati utilizzando il tasso di interesse effettivo, le differenze di cambio e le svalutazioni.

Un'attività finanziaria rappresentativa di uno strumento di debito che non è valutata al costo ammortizzato o al FVTOCI è valutata al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (di seguito FVTPL); rientrano in tale categoria le attività finanziarie possedute con finalità di trading.

Quando l'acquisto o la vendita di attività finanziarie avviene secondo un contratto che prevede il regolamento dell'operazione e la consegna dell'attività entro un determinato numero di giorni, stabiliti dagli organi di controllo del mercato o da convenzioni del mercato (es. acquisto di titoli su mercati regolamentati), l'operazione è rilevata alla data del regolamento.

Le attività finanziarie cedute sono eliminate dall'attivo patrimoniale quando i diritti contrattuali connessi all'ottenimento dei flussi di cassa associati allo strumento finanziario scadono, ovvero sono trasferiti a terzi.

Svalutazioni di attività finanziarie

La valutazione della recuperabilità delle attività finanziarie rappresentative di strumenti di debito non valutate al fair value con effetti a conto economico è effettuata sulla base del cosiddetto "Expected credit loss model".

In particolare, le perdite attese sono determinate, generalmente, sulla base del prodotto tra: (i) l'esposizione vantata verso la controparte al netto delle relative mitiganti (cosiddetta "Exposure At Default"); (ii) la probabilità che la controparte non ottemperi alla propria obbligazione di pagamento (cosiddetta "Probability of Default"); (iii) la stima, in termini percentuale, della quantità di credito che non si riuscirà a recuperare in caso di default (cosiddetta "Loss Given Default") definita, sulla base delle esperienze pregresse e delle possibili azioni di recupero esperibili (ad es. azioni stragiudiziali, contenziosi legali, ecc.).

Al riguardo, per la determinazione della probability of default delle controparti sono stati adottati i rating interni già utilizzati ai fini dell'affidamento; per le controparti rappresentate da Entità Statali ed in particolare per le National Oil Company, la probability of default, rappresentata essenzialmente dalla probabilità di un ritardato pagamento, è determinata utilizzando, quale dato di input, i country risk premium adottati ai fini della determinazione dei WACC per l'impairment degli asset non finanziari.

Per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni, la valutazione delle perdite attese è basata su una provision matrix, costruita raggruppando, ove opportuno, i crediti in cluster appropriati ai quali applicare percentuali di svalutazione definite sulla base dell'esperienza di perdite pregresse, rettificate, ove necessario, per tener conto di informazioni previsionali in merito al rischio di credito della controparte o di cluster di controparti.

Attività finanziarie relative ad accordi per servizi in concessione

Con riferimento all'applicazione dell'IFRIC12 al servizio in concessione dell'illuminazione pubblica ACEA ha adottato il Financial Asset Model rilevando un'attività finanziaria nella misura in cui ha un diritto contrattuale incondizionato a ricevere flussi di cassa. Il Gruppo, inoltre, rileva nei ricavi il margine su commessa per i servizi di costruzione e miglioria, sia per la parte realizzata internamente dal Gruppo, sia per quella realizzata da Terzi. Il margine rilevato pari al 5% dei costi sostenuti, viene contabilizzato in base alle disposizioni dell'IFRS 15, e ammortizzato lungo la durata residua della concessione.

Cassa e mezzi equivalenti

Tale voce include cassa e conti correnti bancari e depositi rimborsabili a vista o a brevissimo termine e altri investimenti finanziari a breve termine ad elevata liquidità, che sono prontamente convertibili in cassa e sono soggetti ad un rischio non significativo di variazione di valore.

Passività finanziarie

Le passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati, inclusive dei debiti finanziari, dei debiti commerciali, degli altri debiti e delle altre passività sono iscritte inizialmente al fair value ridotto di eventuali costi connessi alla transazione; successivamente sono rilevate al costo ammortizzato utilizzando ai fini dell'attualizzazione il tasso di interesse effettivo, così come illustrato al punto precedente "Attività finanziarie".

Le passività finanziarie sono eliminate quando sono estinte, ovvero quando l'obbligazione specificata nel contratto è adempiuta, cancellata o scaduta.

Compensazione di attività e passività finanziarie

Le attività e passività finanziarie sono compensate nello stato patrimoniale quando si ha il diritto legale alla compensazione, correntemente esercitabile, e si ha l'intenzione di regolare il rapporto su base netta (ovvero di realizzare l'attività e contemporaneamente estinguere la passività).

Strumenti finanziari derivati e hedge accounting

Gli strumenti finanziari derivati, inclusi quelli impliciti (Embedded derivative) sono attività e passività rilevate al fair value secondo i criteri indicati al successivo punto "Valutazioni al fair value".

Nell'ambito della strategia e degli obiettivi definiti per la gestione del rischio, la qualificazione delle operazioni come di copertura richiede: (i) la verifica dell'esistenza di una relazione economica tra l'oggetto coperto e lo strumento di copertura tale da operare la compensazione delle relative variazioni di valore e che tale capacità di compensazione non sia inficiata dal livello del rischio di credito di controparte; (ii) la definizione di un hedge ratio coerente con gli obiettivi di gestione del rischio, nell'ambito della strategia di risk management definita, operando, ove necessario, le appropriate azioni di ribilanciamento (rebalancing). Le modifiche degli obiettivi di risk management, il venir meno delle condizioni indicate in precedenza per la qualificazione delle operazioni come di copertura ovvero l'attivazione di operazioni di ribilanciamento determinano la discontinuazione prospettica, totale o parziale, della copertura.

Quando i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli strumenti oggetto di copertura (fair value hedge; es. copertura della variabilità del fair value di attività/passività a tasso fisso), i derivati sono rilevati al fair value con imputazione degli effetti a conto economico; coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere a conto economico le variazioni del fair value associate al rischio coperto, indipendentemente dalla previsione di un diverso criterio di valutazione applicabile generalmente alla tipologia di strumento.

Quando i derivati coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli strumenti oggetto di copertura (cash flow hedge; es. copertura della variabilità dei flussi di cassa di attività/passività per effetto delle oscillazioni dei tassi di interesse o dei tassi di cambio), le variazioni del fair value dei derivati considerate efficaci sono inizialmente rilevate nella riserva di patrimonio netto afferente le altre componenti dell'utile complessivo e successivamente imputate a conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall'operazione coperta. Nel caso di copertura di transazioni future che comportano l'iscrizione di un'attività o di una passività non finanziaria, le variazioni cumulate del fair value dei derivati di copertura, rilevate nel patrimonio netto, sono imputate a rettifica del valore di iscrizione dell'attività/passività non finanziaria oggetto della copertura (cosiddetto basis adjustment).

La quota non efficace della copertura è iscritta nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari". Le variazioni del fair value dei derivati che non soddisfano le condizioni per essere qualificati come di copertura, ivi incluse le eventuali componenti inefficaci degli strumenti derivati di copertura, sono rilevate a conto economico. In particolare, le variazioni del fair value dei derivati non di copertura su tassi di interesse e su valute sono rilevate nella voce di conto economico "(Oneri)/Proventi finanziari".

I derivati impliciti, incorporati all'interno di attività finanziarie, non sono oggetto di separazione contabile; in tali fattispecie, l'intero strumento ibrido è classificato in base ai criteri generali di classificazione delle attività finanziarie. I derivati impliciti incorporati all'interno di passività finanziarie e/o attività non finanziarie sono separati dal contratto principale e rilevati separatamente se lo strumento implicito: (i) soddisfa la definizione di derivato; (ii) nel suo complesso non è valutato al fair value con imputazione degli effetti a conto economico (FVTPL); (iii) se le caratteristiche e i rischi del derivato non sono strettamente collegati a quelli del contratto principale. La verifica dell'esistenza di derivati impliciti da scorporare e valutare separatamente è effettuata al momento in cui l'impresa entra a far parte del contratto e, successivamente, in presenza di modifiche nelle condizioni del contratto che determinino significative variazioni dei flussi di cassa generati dallo stesso.

Valutazione al fair value

Il fair value è il corrispettivo che può essere ricevuto per la cessione di un'attività o che può essere pagato per il trasferimento di una passività in una regolare transazione tra operatori di mercato alla data di valutazione (i.e. exit price).

Il fair value di un'attività o passività è determinato adottando le valutazioni che gli operatori di mercato utilizzerebbero nella determinazione del prezzo dell'attività o della passività. La valutazione del fair value suppone, inoltre, che l'attività o la passività sia scambiata nel mercato principale o, in assenza dello stesso, nel più vantaggioso a cui l'impresa ha accesso.

La determinazione del fair value di un'attività non finanziaria è effettuata considerando la capacità degli operatori di mercato di generare benefici economici impiegando tale attività nel suo massimo e migliore utilizzo (cosiddetto "Highest and best use"), o vendendola ad un altro partecipante al mercato in grado di utilizzarla massimizzandone il valore. La determinazione del massimo e migliore utilizzo dell'asset è effettuata dal punto di vista degli operatori di mercato anche nell'ipotesi in cui l'impresa intenda effettuarne un utilizzo differente; si presume che l'utilizzo corrente da parte della società di un'attività non finanziaria sia il massimo e migliore utilizzo della stessa, a meno che il mercato o altri fattori non suggeriscano che un differente utilizzo da parte degli operatori di mercato sia in grado di massimizzarne il valore.

La valutazione del fair value di una passività, sia finanziaria sia non finanziaria, o di uno strumento di capitale, tiene conto del prezzo quotato per il trasferimento di una passività o uno strumento di capitale identici o similari; se tale prezzo quotato non è disponibile, si considera la valutazione della corrispondente attività posseduta da un operatore di mercato alla data della valutazione. Il fair value degli strumenti finanziari è determinato considerando il rischio di credito della controparte di un'attività finanziaria (cosiddetto "Credit Valuation Adjustment" - CVA) e il rischio di inadempimento, da parte dell'entità stessa, con riferimento ad una passività finanziaria (cosiddetto "Debit Valuation Adjustment" - DVA).Nella determinazione del fair value, è definita una gerarchia di criteri basata sull'origine, la tipologia e la qualità delle informazioni utilizzate nel calcolo. Tale classificazione ha l'obiettivo di stabilire una gerarchia in termini di affidabilità del fair value, dando la precedenza all'utilizzo di parametri osservabili sul mercato che riflettono le assunzioni che i partecipanti al mercato utilizzerebbero nella valutazione dell'attività/passività. La gerarchia del fair value prevede i seguenti livelli:

  • livello 1: input rappresentati da prezzi quotati (non modificati) in mercati attivi per attività o passività identiche alle quali si può accedere alla data di valutazione;
  • livello 2: input, diversi dai prezzi quotati inclusi nel Livello 1, che sono osservabili, direttamente o indirettamente, per le attività o passività da valutare;
  • livello 3: input non osservabili per l'attività o la passività. In assenza di quotazioni di mercato disponibili, il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione, adeguate alle singole fattispecie, che massimizzino l'uso di input osservabili rilevanti, riducendo al minimo l'utilizzo di input non osservabili.

Fondi per rischi e oneri

Gli accantonamenti a fondi per rischi e oneri sono effettuati quando il Gruppo deve fare fronte a una obbligazione attuale (legale o implicita) che deriva da un evento passato, qualora sia probabile un esborso di risorse per soddisfare l'obbligazione e possa essere effettuata una stima attendibile sull'ammontare dell'obbligazione.

Gli accantonamenti sono stanziati sulla base della miglior stima della Direzione dei costi richiesti per adempiere all'obbligazione alla data di bilancio, e qualora l'effetto sia significativo.

Quando l'effetto finanziario del tempo è significativo e le date di pagamento delle obbligazioni sono attendibilmente stimabili, l'accantonamento è determinato attualizzando al tasso medio del debito dell'impresa i flussi di cassa attesi determinati tenendo conto dei rischi associati all'obbligazione; l'incremento del Fondo connesso al trascorrere del tempo è rilevato a conto economico alla voce "Proventi/(Oneri) finanziari".

Qualora la passività è relativa allo smantellamento e/o ripristino di attività materiali, il fondo iniziale viene rilevato come contropartita all'attività a cui si riferisce; l'incidenza a Conto economico avviene attraverso il processo di ammortamento dell'immobilizzazione materiale alla quale l'onere si riferisce.

Principi contabili, emendamenti, interpretazioni e improvements applicati dal 1° Gennaio 2018

A decorrere dal 1° Gennaio 2018, sono entrati in vigore i seguenti documenti, già precedentemente emessi dallo IASB e omologati dall'Unione Europea, che recano modifiche ai principi contabili internazionali:

IFRS 9 Strumenti Finanziari

Nel Luglio 2014 lo IASB ha pubblicato il principio IFRS 9 – Financial Instruments (IFRS 9) che affronta le nuove regole contabili internazionali per il Classification & Measurement degli strumenti finanziari, Impairment of assets ed Hedge Accounting.

L'IFRS 9 è obbligatoriamente adottato dalla data del 1° Gennaio 2018 in sostituzione del precedente principio contabile IAS 39.

I. Classificazione e misurazione di attività e passività finanziarie

Il nuovo principio prevede la classificazione delle attività finanziarie in base al Business Model con il quale la Società gestisce le attività finanziarie e le caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa di tali strumenti (Solely payments of principal and interest on the principal amount outstanding Test):

  • iii. La valutazione del Business Model determina la classificazione dello strumento in base all'obiettivo con il quale tale strumento è detenuto all'interno del portafoglio della società. Le attività finanziarie sono misurate al costo ammortizzato qualora queste siano detenute con l'obiettivo di incassare flussi di cassa contrattuali (Held to Collect). Le attività finanziarie sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate ad Other Comprehensive Income qualora queste siano detenute con l'obiettivo sia di incassare flussi di cassa contrattuali che essere cedute (Held to Collect and Sell). Infine sono misurate al Fair Value con variazioni di valore imputate a Conto Economico qualora non siano detenute con gli obiettivi tipici degli altri Business Model.
  • iv. La valutazione delle caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali prevede che le attività finanziarie siano valutate al costo ammortizzato qualora le caratteristiche dei flussi di cassa contrattuali rappresentino solo flussi di cassa attesi che prevedano il rimborso del capitale e degli interessi maturati su tale capitale. Nel caso in cui tale condizione non sia rispettata sarà operata una valutazione attraverso la determinazione del Fair Value.

2. Impairment of Financial Assets

L'IFRS 9 introduce un nuovo framework relativo al calcolo dell'Impairment delle attività finanziarie e di alcune tipologie di strumenti finanziari fuori bilancio (loan commitment e financial guarantees). La nuova metodologia di calcolo prevede la stima della svalutazione di determinati strumenti finanziari sulla base del concetto di perdita attesa (Expected Loss) che si differenzia dalla metodologia prevista dallo IAS 39 che prevede la determinazione delle perdite sulla base di un concetto di perdita realizzata (Incurred Loss).

L'adozione dell'Expected Credit Loss model per l'impairment delle attività finanziarie che comporta la rilevazione della svalutazione delle attività finanziarie sulla base di un approccio predittivo, basato sulla previsione del default della controparte (cd. probability of default) e della capacità di recupero nel caso in cui l'evento di default si verifichi (cd. loss given default). L'IFRS 9 richiede che il Gruppo registri le perdite su crediti attese su tutte le obbligazioni in portafoglio, finanziamenti e crediti commerciali, avendo come riferimento o un periodo di 12 mesi o l'intera durata contrattuale dello strumento (e.g. lifetime expected loss) secondo l'adozione del General o del Simplified Model. Il Gruppo date le caratteristiche e la durata delle esposizioni applicherà, per i crediti commerciali, l'approccio semplificato e dunque registrerà le perdite attese in base alla loro durata residua contrattuale.

In particolare, nel corso dell'esercizio 2017 sono state completate le attività per la definizione e per l'implementazione delle metodologie per l'impairment delle attività finanziarie, attraverso l'individuazione dei seguenti modelli e parametri:

La perdita attesa è funzione della probabilità di default (PD), dell'esposizione al default (EAD) e della loss given default (LGD), e tale stima deve essere effettuata sia incorporando informazioni forward looking che attraverso l'uso di giudizi dettati dall'esperienza sul credito al fine di riflettere fattori che non siano catturati dai modelli.

La PD rappresenta la probabilità che un'attività non sia ripagata e vada in default, tale grandezza è determinata sia in un orizzonte temporale di 12 mesi (stage 1) che in un orizzonte temporale lifetime (Stage 2). La PD per ogni strumento è costruita considerando dati storici ed è stimata considerando le condizioni di mercato attuali attraverso informazioni ragionevoli e supportabili sulle future condizioni economiche, attraverso l'utilizzo di Rating Interni già utilizzati ai fini dell'affidamento.

L'EAD rappresenta al stima l'esposizione creditizia vantata nei confronti della controparte nel momento in cui si verifichi l'evento di default. Tale parametro include una stima di ogni eventuale valore che si prevede di non recuperare al momento del default (quali, ad esempio, collateral, garanzie, polizze assicurative, debiti compensabili, etc.).

L'LGD rappresenta l'ammontare che si prevede di non riuscire a recuperare nel momento in cui si verifichi l'evento di default ed è determinata sia su base storica che tramite informazioni supportabili e ragionevoli riguardo le future condizioni di mercato.

L'IFRS 9 concede inoltre la possibilità di utilizzare di un ulteriore approccio, definito "semplificato". Tale metodo è utilizzabile per le sole categorie di strumenti finanziari:

  • iv. Crediti commerciali;
  • v. Crediti di Leasing secondo l'IFRS 16;
  • vi. Contract Assets secondo l'IFRS 15.

Tale approccio concede il solo utilizzo della PD lifetime per il calcolo delle perdite attese eliminando la necessità di determinare la PD a 12 mesi e di monitorare il rischio di credito ad ogni data di valutazione.

Una ulteriore espediente previsto dall'IFRS 9 all'interno dell'approccio semplificato prevede l'utilizzo della cd Provision Matrix. Tale modello prevede l'utilizzo di percentuali di svalutazione determinate per fascia di scaduto in base alla perdite storiche registrate dalla Società. Tali percentuali devono essere successivamente arricchite con informazioni forward looking al fine di riflettere in tali percentuali anche informazioni di mercato oltre a quelle storiche. Tale modello è stato applicato in particolare per la clientela retail, non caratterizzata da rating interni.

3. Hedge Accounting

L'IFRS 9 introduce un nuovo modello di gestione delle coperture che individua uno spettro più ampio di strumenti coperti e di rischi oggetto di copertura in modo da creare un riflesso contabile delle pratiche di risk management. Le nuove regole eliminano inoltre la necessità di effettuare test di efficacia quantitativi e la contestuale eliminazione delle soglie di efficacia.

L'IFRS 9 concede a coloro che applicano i Principi Contabili Internazionali la possibilità di continuare ad applicare le regole di Hedge Accounting previste dallo IAS 39. Tale opzione è concessa fino a quando il principio IFRS 9 non verrà aggiornato con le regole relative al Macro Hedging. La scelta di applicare l'Hedege Accounting secondo IFRS 9 è irrevocabile mentre la scelta di continuare ad applicare lo IAS 39 sarà effettuata ad ogni esercizio fino all'emanazione definitiva delle regole contabili per le operazioni di copertura.

IFRS 15 Ricavi da contratti con clienti

L'IFRS 15 è stato emesso a Maggio 2014 e modificato nell'Aprile 2016 ed introduce un modello in cinque fasi che si applicherà ai ricavi derivanti da contratti con i clienti. L'obiettivo è quello di creare un quadro di riferimento completo ed omogeneo per la rilevazione dei ricavi, applicabile a tutti i contratti commerciali (ad eccezione dei contratti di leasing, dei contratti assicurativi e degli strumenti finanziari). Il nuovo principio sostituirà tutti gli attuali requisiti presenti negli IFRS in tema di riconoscimento dei ricavi, in particolare sostituirà i seguenti principi:

  • IAS 18 Ricavi delle vendite e dei Servizi;
  • IAS 11 Commesse Pluriennali e interpretazioni;
  • IFRIC 13 Programmi di fidelizzazione della clientela;
  • IFRIC 15 Accordi per la costruzione di immobili;
  • IFRIC 18 Trasferimento di attività della clientela;
  • SIC 31 Operazioni di scambio e servizi pubblicitari.

L'IFRS 15 prevede la rilevazione dei ricavi per un importo che riflette il corrispettivo a cui l'entità ritiene di avere diritto in cambio del trasferimento di merci o servizi al cliente. I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni di fare distintamente individuabili (anche "performance obligation") contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie e componenti variabili;
  • allocare il prezzo a ciascuna obbligazione di fare;
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione di fare relativa viene adempiuta dall'entità, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Amendments to IAS 40 - Transfers of investment property"

Il documento, emesso a dicembre 2016, chiarisce che i trasferimenti a o da, investimenti immobiliari, devono essere giustificati da un cambio d'uso supportato da evidenze; il semplice cambio di intenzione non è sufficiente a supportare tale trasferimento. Le modifiche hanno ampliato gli esempi di cambiamento d'uso per includere le attività in costruzione e sviluppo e non solo il trasferimento di immobili completati.

"Amendments to IFRS 2: Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions"

Il documento emesso a giugno 2016:

  • chiarisce che il fair value di una transazione con pagamento basato su azioni regolate per cassa alla data di valutazione (i.e. alla data di assegnazione, alla chiusura di ogni periodo contabile e alla data di regolazione) deve essere calcolato tenendo in considerazione le condizioni di mercato (ad es.: un target del prezzo delle azioni) e le condizioni diverse da quelle di maturazione, ignorando invece le condizioni di permanenza in servizio e le condizioni di conseguimento dei risultati diverse da quelle di mercato;
  • chiarisce che i pagamenti basati su azioni con la caratteristica di liquidazione al netto della ritenuta d'acconto dovrebbero essere classificati interamente come operazioni regolate con azioni (a patto che sarebbero state così classificate anche senza la caratteristica del pagamento al netto della ritenuta d'acconto);
  • fornisce delle previsioni sul trattamento contabile delle modifiche ai termini e alle condizioni che determinano il cambiamento di classificazione da pagamenti basati su azioni regolati per cassa a pagamenti basati su azioni regolati mediante l'emissione di azioni.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2014-2016)

L'8 dicembre 2016 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2014-2016 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 1 First – time Adoption of International Financial Reporting Standards: la modifica elimina l'esenzione limitata prevista per la transizione dei neo-utilizzatori ai principi IFRS 7, IAS 19 e IAS 10. Queste disposizioni di transizione erano disponibili per periodi di reporting passati e pertanto non risultano più applicabili.
  • IAS 28 Investments in Associates and Joint Ventures: la modifica consente alle società di capitali, ai fondi comuni di investimento, ai trust unit e alle entità similari di scegliere di iscrivere i loro investimenti in società collegate o joint venture classificandoli come fair value through profit or loss (FVTPL). Il Consiglio ha chiarito che tali valutazioni dovrebbero essere fatte separatamente per ciascun socio o joint venture al momento dell'iscrizione iniziale.

"IFRIC 22 - Foreign currency transactions and advance consideration"

L'interpretazione, emessa dallo IASB a dicembre 2016, fornisce chiarimenti ai fini della determinazione del tasso di cambio da utilizzare in sede di rilevazione iniziale di un'attività, costi o ricavi (o parte di essi), la data dell'operazione è quella nella quale la società rileva l'eventuale attività (passività) non monetaria per effetto di anticipi versati (ricevuti).

Effetti derivanti dall'applicazione di nuovi principi contabili

Il Gruppo ha adottato con decorrenza 1° gennaio 2018, i seguenti principi:

  • "IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti", inclusivo del documento "Chiarimenti all'IFRS 15 Ricavi provenienti da contratti con i clienti
  • "IFRS 9 Strumenti finanziari".

Per quanto riguarda l'IFRS 15, in fase di prima applicazione il Gruppo ha adottato il metodo retrospettico, con possibilità di rilevare l'effetto cumulato a patrimonio netto al 1° gennaio 2018. Mentre per l'IFRS 9, in considerazione della complessità di rideterminazione dei valori all'inizio del primo esercizio presentato, gli effetti sono stati rilevati a patrimonio netto al 1° gennaio 2018 senza effettuare il restatment, come previsto dalle disposizioni transitorie al principio contabile.

Nella tabella seguente sono evidenziate le variazioni allo schema di stato patrimoniale consolidato, al 1 gennaio 2018, derivanti dalla prima applicazione dei due nuovi principi IFRS 9 e IFRS 15:

ATTIVITA' 31/12/17 Effetto Effetto 01/01/2018
€ migliaia Dati Pubblicati IFRS 9 IFRS 15 Restated
Immobilizzazioni Materiali 2.252.910 2.252.910
Investimenti Immobiliari 2.547 2.547
Avviamento 149.978 149.978
Concessioni 1.770.865 1.770.865
Altre Immobilizzazioni Immateriali 144.121 2.520 146.640
Partecipazioni in controllate e collegate 280.853 280.853
Altre Partecipazioni 2.614 2.614
Imposte differite Attive 271.148 42.873 18.317 332.337
Attività Finanziarie 38.375 38.375
Altre Attività 234.154 11.157 245.310
ATTIVITA' NON CORRENTI 5.147.563 42.873 31.993 5.222.430
Rimanenze 40.201 40.201
Crediti Commerciali 1.022.710 (178.637) 844.074
Altre Attività Correnti 148.192 11.904 160.096
Attività per imposte correnti 61.893 61.893
Attività Finanziarie Correnti 237.671 237.671
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 680.641 680.641
ATTIVITA' CORRENTI 2.191.309 (178.637) 11.904 2.024.576
Attività non correnti destinate alla vendita 183 183
TOTALE ATTIVITA' 7.339.055 (135.764) 43.897 7.247.189
PASSIVITA' 31/12/17 Effetto Effetto 01/01/2018
€ migliaia Dati Pubblicati IFRS 9 IFRS 15 Restated
Patrimonio Netto
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899
Riserva legale 100.619 100.619
Altre riserve (308.073) (132.378) (25.979) (466.431)
utile (perdita)relativa a esercizi precedenti 645.500 645.500
Utile (perdita) dell'esercizio 180.682 180.682
Totale Patrimonio Netto del Gruppo 1.717.626 (132.378) (25.979) 1.559.269
Patrimonio Netto di Terzi 93.580 (3.386) (673) 89.521
Totale Patrimonio Netto 1.811.206 (135.764) (26.652) 1.648.790
Debiti e passività finanziarie 2.745.035 2.745.035
Altre passività 184.270 36.265 220.535
Fondo imposte differite 92.835 7.392 100.227
PASSIVITA' NON CORRENTI 3.340.189 0 43.656 3.383.846
Debiti verso fornitori 1.237.808 1.237.808
Altre passività correnti 277.819 26.893 304.712
Debiti Finanziari 633.155 633.155
Debiti Tributari 38.841 38.841
PASSIVITA' CORRENTI 2.187.623 0 26.893 2.214.516
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita 37 37
TOTALE PASSIVITA' E PATRIMONIO NETTO 7.339.055 (135.764) 43.897 7.247.189

Trattamento di fine rapporto e altri piani a benefici definiti 108.430 108.430 Fondo rischi ed oneri 209.619 209.619

Per quanto la prima applicazione dell'IFRS 15, il Gruppo, ha intrapreso a partire da esercizi precedenti, un'analisi per ciascun area di business, analizzando tutte le fattispecie contrattuali rilevanti ai fini del principio nell'ambito dei revenue stream in cui opera. In particolare, le fattispecie più significative a livello di bilancio consolidato hanno comportato il cambiamento contabile:

  • (i) nella rilevazione dei contributi di allaccio (sia del settore idrico che del settore elettrico) che sono imputati a conto economico lungo la vita utile del relativo asset (in precedenza i contributi venivano registrati direttamente a conto economico) e
  • (ii) nell'iscrizione dei costi per agenti che in linea con le nuove prescrizioni dettate dall'IFRS 15 sono iscritti tra le immobilizzazioni immateriali e ammortizzati sulla base del churn rate degli utenti finali.

L'adozione dell'IFRS 9, gestita in questa prima applicazione centralmente dal Gruppo Acea, ha comportato una valutazione degli strumenti finanziari impattati dai requisiti dell'adozione del Classification & Measurement dall'IFRS 9 e sviluppate opportune metodologie di Impairment per supportare il calcolo delle perdite attese. Data la facoltà

concessa dal principio il gruppo ha deciso per l'esercizio 2017 di avvalersi della facoltà dell'"Option Out", applicando per tali Bilanci la vigente normativa ed attendendo l'emanazione definitiva della normativa dell'Hedge Accounting.

Attualmente il Gruppo Acea non detiene strumenti finanziari con finalità di negoziazione né strumenti finanziari che prevedono flussi di cassa contrattuali che non rappresentino unicamente il rimborso del capitale e degli interessi maturati.

Gli Equity Instrument sono misurati al FVTPL a meno che non venga esercitata la specifica opzione di contabilizzazione al FVOCI. Quest'ultima possibilità può essere esercitata nel solo caso in cui la Società non detenga tali partecipazioni per finalità di negoziazione e, in tal caso, le variazioni registrate in OCI non sono mai imputate a Conto Economico.

Le partecipazioni detenute dal Gruppo Acea che rientrano nella definizione di Equity Instrument secondo l'IFRS 9 hanno un valore minimo all'interno del bilancio del Gruppo.

Le passività finanziarie sono contabilizzate al costo ammortizzato a meno che non siano detenute con finalità di negoziazione. L'IFRS 9 concede un'opzione specifica di contabilizzazione delle passività al Fair Value nel caso in cui tale scelta aiuti ad eliminare un disallineamento contabile. Al momento in cui viene esercitata tale opzione tutte le variazioni di Fair Value sono imputate a Conto Economico ad eccezione delle variazioni di Fair Value imputabili all'effetto del proprio rischio di credito che sono invece imputate ad OCI.

Si specifica, infine, che la tabella sopra riportata rappresenta gli effetti derivanti dalle società consolidate integralmente a far data dal 1 gennaio 2018, restano pertanto esclusi gli effetti derivanti:

  • dal consolidamento della società GORI a far data dal 8 novembre 2018, in cui la prima applicazione dell'IFRS 9 ha generato una FTA negativa per € 11.173 mila;
  • dalle società valutate con il metodo del patrimonio netto, i cui effetti derivanti dalla prima applicazione dell'IFRS 9 e IFRS 15 è stato rispettivamente € 481 mila ed euro €1.653 mila

Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell'esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo

IFRS 16 Leases

Emesso a gennaio 2016, sostituisce il precedente standard sul leasing, lo IAS 17 e le relative interpretazioni, individua i criteri per la rilevazione, la misurazione e la presentazione nonché l'informativa da fornire con riferimento ai contratti di leasing per entrambe le parti, il locatore e il locatario. L'IFRS 16 segna la fine della distinzione in termine di classificazione e trattamento contabile, tra leasing operativo (le cui informazioni sono fuori bilancio) e il leasing finanziario (che figura in bilancio). Il diritto di utilizzo del bene in leasing (cd "right of use") e l'impegno assunto emergeranno nei dati finanziari in bilancio (l'IFRS 16 si applicherà a tutte le transazioni che prevedono un right of use, indipendentemente dalla forma contrattuale, i.e. leasing, affitto o noleggio). La principale novità è rappresentata dall'introduzione del concetto di controllo all'interno della definizione. In particolare, per determinare se un contratto rappresenta o meno un leasing, l'IFRS 16 richiede di verificare se il locatario abbia o meno il diritto di controllare l'utilizzo di una determinata attività per un determinato periodo di tempo.

Non vi sarà la simmetria di contabilizzazione con i locatari: si continuerà ad avere un trattamento contabile distinto a seconda che si tratti di un contratto di leasing operativo o di un contratto di leasing finanziario (sulla base delle linee guida ad oggi esistenti). Sulla base di tale nuovo modello, il locatario deve rilevare:

  • a) nello Stato patrimoniale, le attività e le passività per tutti i contratti di leasing che abbiano una durata superiore ai 12 mesi, a meno che l'attività sottostante abbia un modico valore; e
  • b) a Conto economico, gli ammortamenti delle attività relative ai leasing separatamente dagli interessi relativi alle connesse passività.

Dal lato del locatore, il nuovo principio dovrebbe avere un impatto minore sul bilancio (salvo che non si attuino cosiddetti "sub – lease") poiché l'accounting attuale non si modificherà, eccezion fatta per l'informativa finanziaria che dovrà essere quantitativamente e qualitativamente superiore alla precedente. Lo standard, che ha terminato il suo processo di endorsment ad ottobre 2017, si applica a partire dal 1° gennaio 2019 tuttavia ne è consentita un'applicazione anticipata qualora sia adottato anche l'IFRS 15 – Ricavi da contratti con clienti.

Nel contesto della prima applicazione del principio, a far data dal 1° gennaio 2019, il Gruppo ha intrapreso un'analisi, attualmente in fase di finalizzazione e che può essere soggetta a cambiamenti. L'approccio di transizione che verrà applicato sarà il retrospettivo modificato, e non saranno pertanto ricompresi i contratti le cui locazioni, comprensive di rinnovi, terminano entro dodici mesi dalla data di prima applicazione. Il Gruppo ha, inoltre, utilizzato la possibilità prevista dal principio di non contabilizzare separatamente la componente non-lease dei contratti misti, scegliendo pertanto di trattare tali contratti come lease. Gli impatti stimati dal Gruppo, in questa fase, presuppongono l'iscrizione al 1° gennaio 2019 di attività e passività per un importo compreso tra 50 mln e 60 mln di euro, mentre, lato economico si rileva un miglioramento dell'EBITDA per circa 10 mln di euro e un minore utile ante imposte per circa € 1 mln.

"IFRIC 23 – Uncertainty over Income Tax Treatments"

L'interpretazione fornisce chiarimenti in tema di recognition e di measurment dello IAS 12 – Income Taxes in merito alla contabilizzazione del trattamento delle imposte sui redditi in ipotesi di incertezza normativa, puntando anche al miglioramento della trasparenza. L'IFRIC 23 non si applica alle tasse e alle imposte che non rientrano nello scope dello IAS 12 e sarà effettivo a partire dagli esercizi che hanno inizio il 1° gennaio 2019 ma ne è ammessa l'applicazione anticipata.

"Conceptual Framework "

L'obiettivo del progetto sul Conceptual Framework è quello di migliorare l'informativa finanziaria, fornendo una serie più completa, chiara e aggiornata degli elementi concettuali. Lo scopo del Framework è di: a) assistere il Board nello sviluppo di IFRS basati su concetti coerenti; b) assistere i preparatori del bilancio nello sviluppo di politiche contabili coerenti quando nessun principio IFRS si applica a una particolare transazione o a un evento, o quando uno strandard consente una scelta di accounting policy; c) assistere altri soggetti nella comprensione e interpretazione degli standard.

"Amendments to IAS 19 "

In data 7 febbraio 2018 lo IASB ha pubblicato l'interpretazione "Plan Amendment, Curtailment or Settlement (Amendments to IAS 19)"che impone alle società di utilizzare ipotesi attuariali aggiornate al fine di determinare gli oneri pensionistici a seguito di modifiche apportate ai benefici a dipendenti a prestazione definita.

MIGLIORAMENTI AGLI INTERNATIONAL FINANCIAL REPORTING STANDARDS (CICLO 2015-2017)

Il 12 dicembre 2017 lo IASB ha pubblicato il documento "Annual Improvements to IFRSs: 2015-2017 Cycle". Il documento introduce modifiche ai seguenti principi:

  • IFRS 3 - Business Combinations: Lo IASB ha aggiunto il paragrafo 42A all'IFRS 3 per chiarire che quando un'entità ottiene il controllo di un'attività che è una joint operation, deve rideterminare il valore di tale attività, poiché tale transazione verrebbe considerata come un'aggregazione aziendale realizzata per fasi e pertanto da contabilizzare su tale base;
  • IFRS 11 - Joint Arrangements: Inoltre, il paragrafo B33CA è stato aggiunto all'IFRS 11 per chiarire che se una parte che partecipa ad una joint operation, ma non ha il controllo congiunto, e successivamente ottiene il controllo congiunto sulla joint operation (che costituisce un'attività così come definita nell'IFRS 3), non è tenuto a rideterminare il valore di tale attività.
  • IAS 12 - Income Taxes: Il presente emendamento chiarisce che gli effetti fiscali delle imposte sul reddito derivanti dalla distribuzione degli utili (cioè i dividendi), inclusi i pagamenti su strumenti finanziari classificati come patrimonio netto, devono essere rilevati quando viene rilevata una passività per il pagamento di un dividendo. Le conseguenze delle imposte sul reddito devono essere rilevate nel conto economico, nel conto economico complessivo o nel patrimonio netto in considerazione della natura delle transazioni o gli degli eventi passati che hanno generato gli utili distribuibili o come sono stati inizialmente rilevati
  • IAS 23 - Borrowing Costs: L'emendamento chiarisce che nel calcolare il tasso di capitalizzazione per i finanziamenti, un'entità dovrebbe escludere gli oneri finanziari applicabili ai prestiti effettuati specificamente per ottenere un bene, solo fino a quando l'attività non è pronta e disponibile per l'uso previsto o la vendita. Gli oneri finanziari relativi a prestiti specifici che rimangono in essere dopo che il relativo bene è pronto per l'uso previsto o per la vendita devono successivamente essere considerati come parte dei costi generali di indebitamento dell'entità.

Tali modifiche devono essere applicate retrospettivamente per i periodi annuali che iniziano il 1° gennaio 2019 o successivamente. È consentita l'applicazione anticipata.

Prospetto di Conto Economico Consolidato

Rif.
Nota
2018 Di cui parti
correlate
2017 Di cui parti
correlate
Variazione
1 Ricavi da vendita e prestazioni 2.836.890 2.669.876 167.015
2 Altri ricavi e proventi 191.597 127.107 64.490
Ricavi netti consolidati 3.028.487 127.314 2.796.983 104.081 231.504
3 Costo del lavoro 219.624 215.231 4.392
4 Costi esterni 1.918.936 1.768.621 150.315
Costi Operativi Consolidati 2.138.560 47.225 1.983.853 50.023 154.707
5 Proventi/(Oneri) netti da
gestione rischio commodity
0 0 0
6 Proventi/(Oneri) da
partecipazioni di natura non
finanziaria
43.320 26.864 16.456
Margine Operativo Lordo 933.247 80.088 839.994 54.058 93.253
7 Ammortamenti, Accantonamenti e
Svalutazioni
454.687 480.102 (25.415)
Risultato Operativo 478.560 80.088 359.892 54.058 118.668
8 Proventi finanziari 17.838 13.303 17.379 8.147 459
9 Oneri finanziari (100.697) (89.334) (11.363)
10 Proventi/(Oneri) da partecipazioni 13.332 259 13.073
Risultato ante Imposte 409.033 93.391 288.196 62.205 120.837
11 Imposte sul reddito 124.334 95.992 28.341
Risultato Netto 284.699 93.391 192.203 62.205 92.496
Risultato netto Attività Discontinue
Risultato Netto 284.699 93.391 192.203 62.205 92.496
Utile/(Perdita) di competenza di terzi 13.700 11.521 2.179
Risultato netto di Competenza del
gruppo
270.999 180.682 90.317
12 Utile (perdita) per azione attribuibile
agli azionisti della Capogruppo
Di base 1,27250 0,84841 0,42409
Diluito 1,27250 0,84841 0,42409
Utile (perdita) per azione attribuibile
agli azionisti della Capogruppo al
netto delle Azioni Proprie
Di base 1,27500 0,85008 0,42492
Diluito 1,27500 0,85008 0,42492

Prospetto di Conto Economico Complessivo Consolidato

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione
%
Risultato netto del periodo 284.699 192.203 92.496 48,1%
Utili/perdite derivanti dalla conversione dei bilanci esteri 279 (5.311) 5.590 (105,3%)
Riserva Differenze Cambio (11.103) 14.800 (25.903) (175,0%)
Riserva Fiscale per differenze di Cambio 2.665 (3.552) 6.217 (175,0%)
Utili/perdite derivanti da differenza cambio (8.438) 11.248 (19.686) (175,0%)
Parte efficace degli utili/(perdite) sugli strumenti di copertura ("cash
flow hedge")
22.657 (8.245) 30.902 (374,8%)
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) sugli strumenti di copertura
("cash flow hedge")
(5.686) 1.982 (7.668) (386,9%)
Utili/perdite derivanti dalla parte efficace sugli strumenti di
copertura al netto dell'effetto fiscale
16.970 (6.263) 23.233 (371,0%)
Utili/(perdite) attuariali su benefici a dipendenti iscritti a Patrimonio
Netto
5.101 298 4.803 1.612,9%
Effetto fiscale relativo agli altri utili/(perdite) attuariali su benefici a
dipendenti
(1.487) 421 (1.908) (453,3%)
Utili/perdite attuariali su piani pensionistici a benefici definiti al
netto dell'effetto fiscale
3.613 719 2.894 402,7%
Totale delle componenti del conto economico complessivo, al
netto dell'effetto fiscale
12.424 393 12.031 3.062,1%
Totale Utile/perdita complessivo 297.123 192.596 104.527 54,3%
Risultato netto del Conto Economico Complessivo attribuibile
a:
Gruppo 282.895 180.673 102.222 56,6%
Terzi 14.228 11.923 2.305 19,3%

Prospetto della Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Rif .
Nota
ATTIVITA' 31/12/18 Di cui parti
correlate
31/12/17 Di cui parti
correlate
Variazione
13 Immobilizzazioni Materiali 2.365.019 2.252.910 112.109
14 Investimenti Immobiliari 2.489 2.547 (58)
15 Avviamento 149.886 149.978 (92)
16.a Concessioni 2.126.120 1.770.865 355.256
16.b Altre Immobilizzazioni Immateriali 147.229 144.121 3.108
17 Partecipazioni controllate non consolidate e in
collegate
279.085 280.853 (1.768)
18 Altre Partecipazioni 2.614 2.614 0
19 Imposte differite Attive 227.362 178.312 49.050
20 Attività Finanziarie 55.831 30.847 66.099 35.637 (10.267)
21 Altre Attività 379.878 206.430 173.449
ATTIVITA' NON CORRENTI 5.735.514 30.847 5.054.728 35.637 680.786
22.a Rimanenze 48.789 40.201 8.588
22.b Crediti Commerciali 927.834 83.982 985.465 153.901 (57.631)
22.c Altre Attività Correnti 252.888 185.346 67.542
22.d Attività per imposte correnti 9.756 24.739 (14.984)
22.e Attività Finanziarie Correnti 113.960 86.644 237.671 121.137 (123.712)
22.f Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 1.068.138 680.641 387.497
22 ATTIVITA' CORRENTI 2.421.364 170.593 2.154.063 275.039 267.301
23 Attività non correnti destinate alla vendita 183 183 0
TOTALE ATTIVITA' 8.157.061 201.473 7.208.974 310.676 948.087

Importi in € migliaia

Rif .
Nota
PASSIVITA' 31/12/18 Di cui
parti
correlate
31/12/17 Di cui parti
correlate
Variazione
Patrimonio Netto
Capitale sociale 1.098.899 1.098.899 0
Riserva legale 111.948 100.619 11.329
Altre riserve (285.728) (308.073) 22.345
utile (perdita)relativa a esercizi precedenti 533.522 645.500 (111.979)
Utile (perdita) dell'esercizio 270.999 180.682 90.317
Totale Patrimonio Netto del Gruppo 1.729.638 1.717.626 12.012
Patrimonio Netto di Terzi 173.853 93.580 80.273
24 Totale Patrimonio Netto 1.903.491 1.811.206 92.285
25 Trattamento di fine rapporto e altri piani a
benefici definiti
103.930 108.430 (4.500)
26 Fondo rischi ed oneri 136.651 204.772 (68.121)
27 Debiti e passività finanziarie 3.374.134 2.745.035 629.099
28 Altre passività 348.148 184.270 163.879
PASSIVITA' NON CORRENTI 3.962.864 3.242.507 720.357
Debiti verso fornitori 1.524.876 124.499 1.237.808 136.054 287.068
Altre passività correnti 329.369 281.564 47.805
Debiti Finanziari 408.675 627 633.155 3.042 (224.480)
Debiti Tributari 27.750 2.697 25.052
29 PASSIVITA' CORRENTI 2.290.670 125.126 2.155.225 139.096 135.445
23 Passività direttamente associate ad attività
destinate alla vendita
37 37 0
TOTALE PASSIVITA' E
PATRIMONIO NETTO
8.157.061 125.126 7.208.974 139.096 948.087

Prospetto del Rendiconto Finanziario Consolidato

Rif. € migliaia 31/12/2018 Di cui parti
correlate
31/12/17 Di cui parti
correlate
Variazione
Nota Flusso monetario per attività di esercizio
Utile prima delle imposte attività in funzionamento 409.033 288.196 120.837
7 Ammortamenti 366.839 328.911 37.928
7 Rivalutazioni/Svalutazioni 18.428 63.228 (44.801)
26 Variazione fondo rischi (51.861) 56.032 (107.894)
25 Variazione netta del TFR (7.105) (2.087) (5.017)
Plusvalenze da realizzo 0 0 0
Interessi finanziari netti 82.859 71.955 10.905
11 Imposte corrisposte (79.145) (137.764) 58.619
Flussi finanziari generati da attività operativa ante variazioni 739.048 668.471 70.577
22 Incrementi dei crediti inclusi nell'attivo circolante 98.720 (69.302) (70.073) 29.465 168.794
30 Incremento /decremento dei debiti inclusi nel passivo circolante (15.544) (11.555) 10.752 (12.944) (26.296)
22.a Incremento/(Decremento) scorte (7.623) (8.475) 852
Variazione del capitale circolante 75.553 (67.797) 143.350
Variazione di altre attività/passività di esercizio (89.910) (287.675) 197.764
TOTALE FLUSSO MONETARIO ATTIVITA' DI ESERCIZIO 724.690 312.999 411.691
Flusso monetario per attività di investimento 0
Acquisto/cessione immobilizzazioni materiali (241.607) (183.395) (58.213)
13-14 Acquisto/cessione immobilizzazioni immateriali (375.276) (330.583) (44.693)
17 Partecipazioni 0 0 0
17-18 Acquisto/Cessione partecipazioni in imprese controllate (5.570) (3.814) (1.756)
17 Incassi/pagamenti derivanti da altri investimenti finanziari 116.038 (39.283) (117.026) 13.827 233.064
18 Dividendi incassati 8.612 8.612 9.626 9.626 (1.014)
Interessi attivi incassati 20.643 16.929 3.714
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI INVESTIMENTO (477.160) (608.263) 131.103
Flusso monetario per attività di finanziamento 0
Quota di terzi aumento capitale società controllate 0 0 0
27 Rimborso mutui e debiti finanziari a lungo (380.862) (386.401) 5.538
27 Erogazione di mutui/altri debiti e medio lungo termine 1.000.000 450.000 550.000
30 Diminuzione/Aumento di altri debiti finanziari a breve (233.453) (2.415) 481.614 (968) (715.067)
Interessi passivi pagati (108.340) (98.732) (9.609)
Pagamento dividendi (137.379) (137.379) (136.110) (136.110) (1.268)
TOTALE FLUSSO MONETARIO PER ATTIVITA' DI
FINANZIAMENTO
139.966 310.372 (170.406)
Flusso monetario del periodo 387.497 15.108 372.389
Disponibilità monetaria netta iniziale 680.641 665.533 15.108
Disponibilità monetaria netta finale 1.068.138 680.641 387.497

Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto Consolidato

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Utili
dell'esercizio
Totale Patrimonio
Netto di
Terzi
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 01 gennaio 2017 1.098.899 95.188 218.040 259.009 1.671.136 86.807 1.757.943
Utili di conto economico 180.682 180.682 11.521 192.203
Altri utili (perdite) complessivi (9) (9) 402 393
Totale utile (perdita)complessivo - - - 180.673 180.673 11.923 192.596
Destinazione Risultato 2016 5.431 253.579 (259.009) - - -
Distribuzione Dividendi (131.780) - (131.780) (4.330) (136.110)
Variazione perimetro consolidamento (2.496) - (2.496) (714) (3.210)
Altre Variazioni 93 - 93 (106) (14)
Saldi al 31 Dicembre 2017 1.098.899 100.619 337.435 180.673 1.717.626 93.580 1.811.206

Importi in € migliaia

€ migliaia Capitale
Sociale
Riserva
Legale
Altre
Riserve
Utili
dell'esercizio
Totale Patrimonio
Netto di
Terzi
Totale
Patrimonio
Netto
Saldi al 31 dicembre 2017 1.098.899 100.619 337.435 180.673 1.717.626 93.580 1.811.206
Riserva FTA * 0 0 (158.569) 0 (158.569) (3.847) (162.416)
Saldi al 1 gennaio 2018 1.098.899 100.619 178.867 180.673 1.559.057 89.733 1.648.790
Utili di conto economico 0 0 0 270.999 270.999 13.700 284.699
Altri utili (perdite) complessivi 0 0 0 11.896 11.896 528 12.424
Totale utile (perdita)complessivo 0 0 0 282.895 282.895 14.228 297.123
Destinazione Risultato 2017 0 11.329 169.344 (180.673) 0 0 0
Distribuzione Dividendi 0 0 (133.905) 0 (133.905) (6.519) (140.424)
Variazione perimetro consolidamento 0 0 0 0 0 84.374 84.374
Altre Variazioni 0 0 21.591 0 21.591 (7.962) 13.629
Saldi al 31 dicembre 2018 1.098.899 111.948 235.897 282.895 1.729.638 173.853 1.903.491

Note al Conto Economico Consolidato

Ricavi netti consolidati

Al 31 Dicembre 2018 ammontano a € 3.028.487 mila (erano € 2.796.983 mila al 31 Dicembre 2017 e registrano un aumento di € 231.504 mila (8,3 %) rispetto all'anno precedente e sono composti come segue:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni 2.836.890 2.669.876 167.015 6,3 %
Altri ricavi e proventi 191.597 127.107 64.490 50,7 %
Ricavi netti consolidati 3.028.487 2.796.983 231.504 8,3 %

1. Ricavi delle vendite e prestazioni – € 2.836.890 mila

La voce registra complessivamente un aumento di € 167.015 mila (6,3 %) rispetto al precedente esercizio che chiudeva con l'ammontare di € 2.669.876 mila. Di seguito si riporta la composizione della voce.

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 1.805.912 1.697.743 108.170 6,4 %
Ricavi da vendita gas 73.600 62.816 10.784 17,2 %
Ricavi da incentivi energia elettrica 24.238 22.670 1.569 6,9 %
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 712.392 657.348 55.044 8,4 %
Ricavi da gestioni idriche estero 36.148 35.124 1.024 2,9 %
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica 62.674 58.835 3.839 6,5 %
Ricavi da prestazioni a clienti 88.009 106.056 (18.046) (17,0) %
Contributi di allacciamento 33.916 29.285 4.631 15,8 %
Ricavi da vendite e prestazioni 2.836.890 2.669.876 167.015 6,3 %

Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica

Ammontano a € 1.805.912 mila e, al netto delle elisioni infragruppo, sono composti come di seguito rappresentato:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Generazione energia elettrica e calore 9.581 9.637 (56) (0,6) %
Vendita energia elettrica 1.442.683 1.366.364 76.319 5,6 %
Attività di trasporto e misura dell'energia 303.273 272.404 30.869 11,3 %
Cessione energia da WTE 45.265 43.700 1.565 3,6 %
Energia da impianti fotovoltaici 729 714 15 2,1 %
Cogenerazione 4.381 4.922 (542) (11,0) %
Ricavi da vendita e prestazioni di energia elettrica 1.805.912 1.697.742 108.170 6,4 %

Le principali variazioni riguardano:

  • l'incremento dei ricavi da vendita di energia elettrica per € 108.170 mila per effetto: i) dell'aumento dei prezzi solo parzialmente mitigato dalla diminuzione delle quantità vendute (- 11,6%) sul mercato tutelato nonché per l'attività di trading dell'energia a partire dalla seconda metà dell'esercizio, ii) della riduzione dei volumi di energia elettrica venduti nel Mercato Libero (-12,1%). La riduzione ha riguardato essenzialmente il segmento B2B e deriva dalla strategia di consolidamento nei segmenti small business e mass market. La riduzione è inoltre conseguenza degli effetti derivanti dalla revisione in materia di sbilanciamenti elettrici;
  • l'incremento dei ricavi da attività di trasporto e misura dell'energia destinata ai mercati tutelato e libero per l'effetto combinato della maggiore energia immessa in rete e dall'aumento dei parametri tariffari.

Ricavi da vendita gas

Ammontano a € 73.600 mila e registrano una variazione in aumento di € 10.784 mila rispetto al 31 Dicembre 2017 dovuto sia all'effetto prezzo che all'effetto quantità vendute, a clienti finali e grossisti da Acea Energia (+ 25,3 milioni di smc di gas rispetto al 2017).

Ricavi da incentivi energia elettrica

Ammontano a € 24.238 mila e registrano un aumento di € 1.569 mila rispetto all'esercizio precedente. La voce include l'iscrizione dei ricavi da certificati verdi: i) di Acea Produzione (€ 18.285 mila) maturati in relazione all'energia prodotta dalla Centrale di Salisano ed Orte, ii) di Acea Ambiente (€ 5.163mila) dai ricavi per certificati verdi derivanti da un sistema di incentivazione da fonti rinnovabili dall'impianto WTE di Terni e di San Vittore del Lazio.

Ricavi da Servizio Idrico Integrato

Come anticipato nell'apposito paragrafo a cui si rimanda per maggiori e più dettagliate spiegazioni, sono prodotti quasi esclusivamente dalle Società che gestiscono il servizio nel Lazio ed in Campania. Tali proventi ammontano complessivamente a € 712.392 mila e risultano in aumento di € 55.044 mila (8,4 %) rispetto al precedente esercizio (erano € 657.348 mila).

Nel seguito vengono fornite informazioni di dettaglio relativamente alla composizione per società:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
ACEA Ato2 602.591 570.789 31.803 5,6 %
ACEA Ato5 67.193 64.455 2.738 4,2 %
Crea Gestioni 3.669 3.707 (38) (1,0) %
Gesesa 10.753 11.913 (1.160) (9,7) %
GORI 21.957 0 21.957 100 %
Umbria2 6.229 6.484 (255) (3,9) %
Ricavi da Servizio Idrico Integrato 712.392 657.348 55.044 8,4 %

La variazione registrata da ACEA Ato2 (+ € 31.803 mila) deriva principalmente dalla crescita del VRG del 2018 approvato nella seduta del 13 Novembre 2018 rispetto a quello dell'anno precedente e dai maggiori conguagli derivanti dalle partite passanti (energia elettrica, canoni di concessione) complessivamente pari ad € 18.272 mila; a ciò si aggiunge l'iscrizione del premio di qualità contrattuale (€ 33.636 mila al 31 dicembre 2018), riconosciuto ad ACEA Ato2 ai sensi dell'art. 32, lettera a), delibera 664/2015, al lordo degli indennizzi spettanti agli utenti. Si ricorda che a partire dall'8 novembre 2018 è consolidata integralmente GORI il cui contributo per la porzione dell'anno 2018 ammonta ad € 21.957 mila. La diminuzione registrata da Gesesa (- € 1.160 mila) deriva principalmente dal recupero di effetti legati ai conguagli tariffari iscritti nel 2017.

Ricavi da gestioni idriche all'estero

Ammontano a € 36.148 mila e presentano una variazione in aumento di € 1.024 mila rispetto al precedente esercizio (€ 35.124 mila al 31 Dicembre 2017).

Ricavi da conferimento rifiuti e gestione discarica

Ammontano € 62.674 mila e risultano in aumento di € 3.839 mila rispetto al precedente esercizio (erano € 58.835 mila). Di seguito la composizione per società:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione
%
A.R.I.A. 47.661 46.017 1.644 3,6 %
Aquaser 7.592 6.415 1.177 18,3 %
ISECO 205 154 50 32,5 %
Acque Industriali 7.217 6.249 968 15,5 %
Ricavi da conferimento rifiuti e gestione
discarica
62.674 58.835 3.839 6,5 %

L'andamento dell'anno 2018 è influenzato dai seguenti principali eventi:

Acea Ambiente + € 1.644 mila a seguito dei maggiori conferimenti di pulper agli impianti di WTE nonché dall'effetto tariffa;

  • Aquaser + € 1.177 mila
  • Acque Industriali + € 968 mila per effetto delle maggiori attività derivanti dallo smaltimento dei rifiuti e gestione impianti di depurazione.

Ricavi da prestazioni a clienti

Ammontano a € 88.009 mila (€ 106.056 mila al 31 Dicembre 2017) e decrescono di € 18.046 mila. La voce è così composta:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Illuminazione Pubblica Roma 42.444 59.887 (17.443) (29,1) %
Illuminazione Pubblica Napoli 0 48 (48) (100,0) %
Lavori a terzi 34.260 33.013 1.247 3,8 %
Prestazioni infragruppo 7.089 10.272 (3.183) (31,0) %
Fotovoltaico 197 203 (7) (3,3) %
Ricavi GIP 6.354 6.361 (7) (0,1) %
Variazione delle rimanenze (2.334) (3.728) 1.394 (37,4) %
Ricavi da prestazioni a clienti 88.009 106.056 (18.046) (17,0) %

La principale variazione è dovuta alla diminuzione dei ricavi della Capogruppo verso Roma Capitale (- € 17.443 mila) con riferimento al Piano Led. Si segnala che il Gruppo Acea sta ultimando il Piano di Sostituzione massiva dei corpi illuminanti con i Led finanziati da Roma Capitale; tali sostituzioni sono avvenute maggiormente nel corso del 2017. Con riferimento alla composizione di tale voce, si riporta di seguito la tabella per Area industriale confrontata con i dati al 31 Dicembre 2017

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Ambiente 7.355 5.964 1.391 23,3 %
Commerciale e Trading 237 606 (368) (60,8) %
Estero 1.300 0 1.300 0 %
Idrico 18.816 14.948 3.868 25,9 %
Infrastrutture Energetiche 51.239 68.496 (17.257) (25,2) %
Ingegneria e Servizi 3.256 8.170 (4.914) (60,1) %
Capogruppo 5.807 7.872 (2.066) (26,2) %
Ricavi da prestazioni a clienti 88.009 106.056 (18.046) (17,0) %

Contributi di allacciamento

Ammontano a € 33.916 mila e risultano in decremento di € 4.631 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. Tali ricavi sono conseguiti come segue:

  • Area Commerciale e Trading: € 19.125 mila (+ € 5.745 mila);
  • Area Idrico: € 3.267 mila (- € 2.617 mila);
  • Area Infrastrutture Energetiche: € 11.521 mila (+ € 1.544 mila).

2. Altri proventi – € 191.597 mila

Tale voce registra un aumento di € 64.490 mila (50,7 %) rispetto al 31 Dicembre 2017 che chiudeva con € 127.107 mila.

La variazione è determinata principalmente dai seguenti effetti contrapposti:

  • (i) maggiori sopravvenienze per € 51.012 mila originatesi principalmente nelle società Acea Energia (+ € 26.018 mila) relativi a partite straordinarie passanti nonché all'accertamento di partite energetiche provenienti da esercizi precedenti e ACEA Ato2 (+ € 12.143 mila) per effetto della rilevazione di insussistenze da anni precedenti per maggior accantonamenti verso fornitori e per partite passanti nel calcolo del VRG relative agli anni 2014-2017.
  • (ii) incremento del margine IFRIC12 per € 12.296 mila a seguito della revisione della modalità di determinazione dello stesso.

Nella tabella seguente viene fornita la composizione di tale voce

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Contributi da Enti per TEE 41.009 42.168 (1.159) (2,7) %
Sopravvenienze attive 98.171 47.159 51.012 108,2 %
Altri ricavi 16.283 12.741 3.542 27,8 %
Rimborsi per danni, penalità, rivalse 6.157 5.114 1.042 20,4 %
Conto energia 4.443 5.169 (726) (14,0) %
Contributo statale ex DPCM 23/04/04 4.373 4.000 373 9,3 %
Contributi regionali 3.034 3.446 (412) (12,0) %
Proventi da utenze (239) 1.503 (1.742) (115,9) %
Personale distaccato 1.115 899 216 24,0 %
Proventi immobiliari 1.907 1.797 110 6,1 %
Margine IFRIC 12 14.558 2.262 12.296 0 %
Plusvalenze da cessione beni 21 10 11 107,4 %
Riaddebito organi per cariche sociali 764 813 (48) (5,9) %
Premi per continuità del servizio 0 26 (26) (100,0) %
Altri ricavi e proventi 191.597 127.107 64.490 50,7 %

Costi operativi consolidato

Al 31 Dicembre 2018 ammontano a € 2.138.560 mila (erano € 1.983.853 mila 31 Dicembre 2017) e registrano un aumento di € 154.707 mila (7,8 %) rispetto all'esercizio precedente.

Di seguito la composizione:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Costo del lavoro 219.624 215.231 4.392 2,0 %
Costi esterni 1.918.936 1.768.621 150.315 8,5 %
Costi operativi consolidati 2.138.560 1.983.853 154.707 7,8 %

3. Costo del lavoro – € 219.624 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Costo del lavoro al lordo dei costi capitalizzati 342.566 327.757 14.809 4,5 %
Costi capitalizzati (122.942) (112.526) (10.417) 9,3 %
Costo del lavoro 219.624 215.231 4.392 2,0 %

L'incremento del costo del lavoro, al lordo dei costi capitalizzati, si attesta a € 14.809 mila ed è influenzato prevalentemente dai maggiori costi del personale rilevati nell'Area Idrico (+€ 8.014 mila di cui € 6.853 mila con riferimento al neoconsolidamento di GORI); si segnalano inoltre gli incrementi dell'Area Infrastrutture Energetiche (+ € 1.681 mila) e quello dell'Area Estero (+ € 1.893 mila).

Per quanto riguarda i costi capitalizzati si segnala un incremento di € 10.417 mila, determinato principalmente dalla crescita dei costi capitalizzati registrata nell'Area Idrico. L'incremento discende dall'efficientamento dei processi aziendali per far fronte al maggiore impegno richiesto dalla gestione del servizio e dall'esigenza di rinnovo degli asset aziendali.

Nei prospetti che seguono è evidenziata la consistenza media nonché quella effettiva dei dipendenti per Area Industriale, confrontata con quella del precedente esercizio.

Consistenza media del periodo
2018 2017 Variazione Variazione (%)
Ambiente 360 355 5 1,4 %
Commerciale e Trading 464 474 -10 (2,0) %
Estero 781 656 124 18,9 %
Idrico 2.551 1.796 755 42,1 %
Lazio-Campania 2.506 1.751 755 43,2 %
Toscana-Umbria 0 0 0 0 %
Altro 45 45 0 0 %
Infrastrutture Energetiche 1.387 1.366 21 1,6 %
Distribuzione 1.309 1.287 22 1,7 %
Generazione energia elettrica 78 79 0 (0,5) %
Illuminazione pubblica 0 0 0 0 %
Ingegneria e Servizi 265 319 -54 (16,9) %
Capogruppo 663 589 74 12,5 %
Totale 6.471 5.555 916 16,5 %
Consistenza finale del periodo
31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione (%)
Ambiente 359 361 -2 (0,6) %
Commerciale e Trading 472 467 5 1,1 %
Estero 797 601 196 32,6 %
Idrico 2.599 1.811 788 43,5 %
Lazio-Campania 2.554 1.766 788 44,6 %
Toscana-Umbria 0 0 0 0 %
Altro 45 45 0 0 %
Infrastrutture Energetiche 1.379 1.362 17 1,2 %
Distribuzione 1.301 1.283 18 1,4 %
Generazione energia elettrica 78 79 -1 (1,3) %
Illuminazione pubblica 0 0 0 0 %
Ingegneria e Servizi 272 323 -51 (15,8) %
Capogruppo 656 594 62 10,4 %
Totale 6.534 5.519 1.015 18,4 %

4. Costi esterni – € 1.918.936 mila.

Tale voce presenta un aumento complessivo di € 150.315 mila (8,5 %) rispetto al 31 Dicembre 2017 che chiudeva con € 1.768.621 mila.

€ migliaia 20118 2017 Variazione Variazione %
Energia, gas e combustibili 1.399.780 1.312.451 87.329 6,7 %
Materie 46.626 49.687 (3.060) (6,2) %
Servizi 264.085 252.976 11.109 4,4 %
Canoni di concessione 52.321 45.741 6.580 14,4 %
Godimento beni di terzi 26.351 27.886 (1.535) (5,5) %
Oneri diversi di gestione 129.773 79.880 49.893 62,5 %
Costi esterni 1.918.936 1.768.621 150.315 8,5 %

Costi per energia, gas e combustibili

La voce comprende:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione &
Acquisto energia elettrica 1.028.288 889.988 138.301 15,5 %
Acquisto gas 22.730 16.489 6.241 37,9 %
Trasporto energia elettrica e gas 305.015 361.497 (56.483) (15,6) %
Certificati bianchi 40.123 43.372 (3.249) (7,5) %
Certificati verdi e diritti Co2 3.624 1.105 2.518 n.s.
Costi energia gas e combustibili 1.399.780 1.312.451 87.329 6,7 %

La variazione discende principalmente: i) dai maggiori costi legati all'approvvigionamento di energia elettrica per effetto dell'attività di trading dell'energia partita nella seconda metà del 2018 e solo parzialmente compensati dai minori costi di trasporto e misura dell'energia destinata ai mercati tutelato e libero; ii) dai maggiori costi sostenuti per l'approvvigionamento di gas sia per un effetto prezzo che per un effetto quantità.

Materie

I costi per materie ammontano a € 46.626 mila e rappresentano i consumi di materiali al netto dei costi destinati ad investimento come illustrato dalla tabella che segue.

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Acquisti di materiali 90.845 77.980 12.865 16,5 %
Variazione delle rimanenze (10.624) (3.979) (6.646) 167,0 %
Variazione delle rimanenze 80.221 74.001 6.220 8,4 %
Costi capitalizzati (33.595) (24.315) (9.280) 38,2 %
Materie 46.626 49.687 (3.060) (6,2) %

Gli acquisti di materiali al netto delle rimanenze di magazzino registrano un incremento di € 6.220 mila che deriva sostanzialmente dall'Area Idrico. I costi per materie sostenuti dalle Aree Industriali sono dettagliati come di seguito riportato.

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione%
Ambiente 6.745 6.793 (48) (0,7) %
Commerciale e Trading 90 439 (349) (79,4) %
Estero 2.052 1.723 329 19,1 %
Idrico 17.244 13.986 3.259 23,3 %
Infrastrutture Energetiche 15.094 20.167 (5.074) (25,2) %
Ingegneria e Servizi 4.370 6.165 (1.795) (29,1) %
Capogruppo 1.030 413 617 149,3 %
Costi per materie 46.626 49.687 (3.060) (6,2) %

Servizi ed Appalti

Ammontano a € 264.085 mila e risultano aumentati complessivamente di € 11.109 mila essendo pari a € 252.976 mila al 31 Dicembre 2017. Passando all'analisi della composizione si rileva quanto segue:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Prestazioni Tecniche e Amministrative (comprese
consulenze e collaborazioni)
48.984 58.618 (9.635) (16,4) %
Lavori eseguiti in appalto 49.809 40.153 9.656 24,0 %
Smaltimento e trasporto fanghi, scorie, ceneri e rifiuti 39.738 32.610 7.128 21,9 %
Altri servizi 34.325 35.023 (697) (2,0) %
Servizi al personale 14.298 14.093 205 1,5 %
Spese assicurative 8.253 11.077 (2.824) (25,5) %
Consumi elettrici, idrici e gas 17.023 9.300 7.723 83,0 %
Sottendimento energia 6.808 8.777 (1.969) (22,4) %
Servizi infragruppo e non 744 1.442 (698) (48,4) %
Spese telefoniche e trasmissione dati 5.165 6.645 (1.480) (22,3) %
Spese postali 4.010 3.889 121 3,1 %
Canoni di manutenzione 13.771 12.251 1.520 12,4 %
Spese di pulizia, trasporto e facchinaggio 3.592 1.036 2.557 n.s.
Spese pubblicitarie e sponsorizzazioni 7.094 6.731 363 5,4 %
Organi sociali 2.265 2.112 153 7,3 %
Rilevazione indici di lettura 4.308 3.978 331 8,3 %
Spese bancarie 2.406 2.681 (275) (10,3) %
Spese di viaggio e trasferta 1.611 1.598 13 0,8 %
Personale distaccato (310) 644 (954) (148,1) %
Spese tipografiche 190 321 (130) (40,7) %
Costi per servizi 264.085 252.976 11.109 4,4 %

La principale variazione riguarda i costi sostenuti da Acea Energia per agenti e procacciatori che, a seguito dell'applicazione del nuovo standard IFRS15 (contract cost), a fronte dell'iscrizione di un asset immateriale, si procede alla contabilizzazione degli ammortamenti relativi. Lavori eseguiti in areti (+ € 6.162 mila) e smaltimento e trasporto fanghi in Aquaser (+ € 5.554 mila) e in ACEA Ambiente (+ € 1.353 mila) a seguito dell'incremento delle prestazioni erogate verso le società del gruppo giustificano i maggiori incrementi di costi rilevati nell'esercizio 2018 rispetto al precedente esercizio.

Canone di concessione

L'importo complessivo di € 52.321 mila (€ 6.580 mila in più rispetto al 31 Dicembre 2017) è riferito alle società che gestiscono in concessione alcuni Ambiti Territoriali nel Lazio e nella Campania.

La tabella che segue indica la composizione per Società confrontata con quella dell'esercizio 2017.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
ACEA Ato2 47.530 38.669 8.861 22,9%
ACEA Ato5 3.705 6.631 (2.926) (44,1%)
GORI 435 0 435 n.s.
Gesesa 356 390 (34) (8,7%)
Altre società del gruppo 296 52 244 n.s.
Canone di concessione 52.321 45.741 6.580 14,4%

Si segnala che l'incremento registrato in ACEA Ato2 si riferisce agli oneri connessi alla Convenzione obbligatoria per la gestione idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore, sottoscritta in data 2 Febbraio 2018, che prevede un onere annuo verso l'ATO3 di € 7 milioni. Si specifica inoltre che tali costi sono passanti al fine della determinazione del VRG del gestore.

Per le altre informazioni in merito alle concessioni si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo denominato "Informativa sui servizi in concessione".

Godimento di beni di terzi

La voce ammonta a € 26.351 mila e risultano in diminuzione di € 1.535 mila rispetto allo scorso esercizio (erano € 27.886 mila al 31 Dicembre 2017).

Di seguito si espone la tabella che indica le variazioni per Area Industriale:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Ambiente 1.297 1.303 (6) (0,5) %
Commerciale e Trading 473 555 (81) (14,6) %
Estero 2.423 2.206 217 9,8 %
Idrico 5.893 8.070 (2.178) (27,0) %
Infrastrutture Energetiche 8.377 7.213 1.164 16,1 %
Ingegneria e Servizi 671 1.458 (787) (54,0) %
Capogruppo 7.217 7.081 136 1,9 %
Godimento beni di terzi 26.351 27.886 (1.535) (5,5) %

Tale voce contiene canoni di locazione per € 8.752 mila (erano € 8.458 mila al 31 Dicembre 2017) ed oneri relativi ad altri canoni e noleggi per € 17.599 mila (erano € 19.428 mila al 31 Dicembre 2017).

Oneri diversi di gestione

Ammontano a € 129.773 mila al 31 Dicembre 2018 e aumentano di € 49.893 mila. La tabella che segue dettaglia tale voce per natura:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Imposte e tasse 28.137 11.376 16.761 147,3 %
Risarcimento danni ed esborsi per vertenze giudiziarie 11.818 11.636 183 1,6 %
Contributi erogati e quote associative 3.491 2.945 546 18,5 %
Spese generali 13.596 7.978 5.619 70,4 %
Sopravvenienze passive 72.731 45.946 26.785 58,3 %
Oneri diversi di gestione 129.773 79.880 49.893 62,5 %

Tale incremento deriva principalmente dalle maggiori sopravvenienze derivanti dall'accertamento di partite energetiche provenienti da precedenti esercizi (parzialmente coperte da sopravvenienze attive della medesima) nonché dalla sanzione amministrativa comminata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al Gruppo Acea pari a € 16.200 mila.

5. Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria - € 43.320 mila

La voce rappresenta il risultato consolidato secondo l'equity method ricompreso tra le componenti che concorrono alla formazione del Margine Operativo Lordo delle società che precedentemente erano consolidate con il metodo proporzionale. Di seguito è riportato il dettaglio della sua composizione:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
MOL 161.364 149.577 11.787 7,9%
Ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (94.545) (100.881) 6.336 (6,3%)
Totale (Oneri)/Proventi da Partecipazioni (39) 0 (39) n.s.
Gestione finanziaria (5.928) (6.753) 826 (12,2%)
Imposte (17.534) (15.079) (2.455) 16,3%
Proventi da partecipazioni di natura non finanziaria 43.320 26.864 16.456 61,3%

Il Margine Operativo Lordo di tali società risulta in aumento di € 16.456 mila principalmente per effetto delle variazioni dei MOL di Publiacqua (+ € 6.583 mila), Acque (+ € 5.210 mila) e Acquedotto del Fiora (+ € 2.316 mila) rispetto al 31 Dicembre 2017.

Di seguito si riporta il dettaglio delle valutazioni delle società.

€ milioni 2018 2017 Variazione Variazione %
Publiacqua 15.784 9.201 6.583 71,5%
Gruppo Acque 13.863 8.653 5.210 60,2%
Acquedotto del Fiora 4.619 2.303 2.316 91,3%
Umbra Acque 1.147 279 868 n.s.
Gori 3.032 1.796 1.236 58,1%
Nuove Acque e Intesa Aretina 459 501 (42) (8,4%)
GEAL 982 1.253 (270) (21,6%)
Ingegnerie Toscane 2.318 1.786 532 29,8%
Ecomed in liquidazione (6) (32) 26 (80,8%)
Acea Gori Servizi 0 122 (122) (100,0%)
AZUL 1.120 1.002 119 11,8%
Totale 43.320 26.864 16.456 61,3%

6. Ammortamenti, svalutazione e accantonamenti - € 454.687 mila

Rispetto al 2017 si evidenzia un decremento di € 25.415 mila. Di seguito si illustra la composizione:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Ammortamenti immateriali e materiali 366.839 328.911 37.928 11,5 %
Svalutazione crediti 75.080 90.351 (15.271) (16,9) %
Accantonamenti per rischi 12.768 60.840 (48.072) (79,0) %
Totale 454.687 480.102 (25.415) (5,3) %

Ammortamenti immateriali e materiali

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Ammortamenti materiali 135.103 140.100 (4.998) (3,6) %
Ammortamenti immateriali 222.118 166.853 55.266 33,1 %
Perdite di valore 9.618 21.958 (12.340) (56,2) %
Ammortamenti 366.839 328.911 37.928 11,5 %

La variazione in aumento degli ammortamenti, pari a € 37.928 mila è composta come di seguito indicato:

  • decremento degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali per € 4.998 mila;
  • aumento degli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali per € 55.266 mila per effetto prevalentemente della crescita degli investimenti in tutte le aree di business dei costi sostenuti per upgrade ed evolutive su infrastrutture tecnologiche comuni al Gruppo Acea. A ciò si aggiungono gli effetti legati all'applicazione del nuovo standard IFRS15 con riferimento ai contract cost di Acea Energia pari a € 7.400 mila.

Le perdite di valore si riferiscono alla svalutazione dei cespiti in corso di ACEA Ato2 per € 4.890 mila, di un ulteriore quota di impianto di Acea Ambiente per € 1.337 mila (in particolare Monterotondo) nonché per € 1.400 mila dell'impianto di Cinecittà Parchi di Ecogena a seguito dell'Accordo Transattivo firmato con la controparte in data 27 dicembre 2018.

Svalutazione e perdite su crediti

Tale voce registra un decremento, rispetto al precedente esercizio, di € 15.271 mila. La variazione è imputabile in via principale ad areti (- € 15.085 mila) in conseguenza della svalutazione, operata nel precedente esercizio, in merito alla vicenda Gala. Si ricorda a tal proposito che Gala, che rappresenta uno di principali soggetti che operava nel territorio in concessione di areti come grossista per il servizio di trasporto, ha interrotto i pagamenti verso la Società, utilizzando strumentalmente sentenze del TAR in tema di oneri generali di sistema. Per maggiori informazioni sulla vicenda Gala si rinvia al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" ed al paragrafo "Area Industriale Infrastrutture Energetiche".

Di seguito la composizione per Aree Industriali

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione %
Ambiente 87 315 (228) (72,5) %
Commerciale e Trading 35.820 36.357 (537) (1,5) %
Estero 2.302 1.309 993 75,8 %
Idrico 29.643 24.937 4.706 18,9 %
Infrastrutture Energetiche 4.138 21.767 (17.629) (81,0) %
Ingegneria e Servizi 104 136 (32) (23,6) %
Capogruppo 2.986 5.529 (2.543) (46,0) %
Perdite e svalutazioni di crediti 75.080 90.351 (15.271) (16,9) %

Accantonamenti

Gli accantonamenti al 31 Dicembre 2018, al netto dei rilasci per esuberanza, ammontano a € 12.768 mila e sono così distinti per natura:

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Legale 2.618 5.408 (2.789) (51,6) %
Fiscale 5.381 3.385 1.996 59,0 %
Rischi regolatori 11.440 8.961 2.479 27,7 %
Partecipate 1.000 48 952 n.s.
Rischi contributivi 284 115 169 147,5 %
Appalti e forniture 2.012 4.784 (2.771) (57,9) %
Franchigie assicurative 2.488 804 1.685 n.s.
Canoni di Concessione 0 0 0 n.s.
Altri rischi ed oneri 10.632 2.935 7.697 0 %
Totale Accantonamento Rischi 35.856 26.438 9.418 35,6 %
Esodo e mobilità 28.210 28.052 157 0,6 %
Post mortem 0 0 0 n.s.
Oneri di Liquidazione 174 (5) 179 n.s.
Oneri verso Altri 1.671 110 1.562 n.s.
Oneri di ripristino Ifric12 0 9.062 (9.062) (100,0%)
Impegni da Convenzione 0 0 0 n.s.
Totale accantonamenti 65.910 63.656 2.254 3,5 %
Rilascio Fondi (53.142) (2.816) (50.326) n.s.
Totale 12.768 60.840 (48.072) (79,0) %

La composizione degli accantonamenti per Area Industriale è illustrata nella tabella seguente:

€ migliaia 2018 2017 Variazione
Ambiente (908) (568) (340) 59,8 %
Commerciale e Trading 11.763 5.935 5.828 98,2 %
Estero 97 79 17 22,0%
Idrico 14.535 22.486 (7.951) (35,4) %
Infrastrutture Energetiche 23.339 13.241 10.098 76,3 %
Ingegneria e Servizi 816 1.460 (644) (44,1) %
Capogruppo (36.873) 18.207 (55.081) n.s.
Accantonamenti 12.768 60.840 (48.072) (79,0) %

Tra gli stanziamenti più significativi effettuati nell'esercizio si rilevano accantonamenti per:

  • fondo esodo e mobilità (€ 28.210 mila) e rappresenta le somme necessarie a fronteggiare il programma di riduzione del personale attraverso l'adozione di programmi di mobilità volontaria ed esodo agevolato del personale del Gruppo; questa voce aumenta è in linea con quanto accantonato lo scorso esercizio;
  • rischi regolatori (€ 11.440 mila) di cui € 5.440 mila relativi ad Acea Produzione per i canoni verso la regione Abruzzo ed i sovracanoni BIM (Bacino Imbrifero Montano), ed € 5.000 mila in areti per rischi di continuità di servizio;
  • altri rischi per € 10.632 mila (+ € 7.697 mila) per effetto dell'accantonamento registrato in Acea Energia (€ 5.946 mila) destinato a coprire i rischi connessi alla gestione di agenti e procacciatori nonché i rischi legati al minore riconoscimento di alcune componenti relativi all'approvvigionamento del gas a seguito dell'avvio delle sessioni di aggiustamento;
  • altri oneri (€ 1.597 mila) per coprire il differenziale tra costi e ricavi legati all'obbligo dei TEE di areti di competenza del 2018.

Si segnala invece una riduzione degli oneri di ripristino Ifric12 a seguito dell'azzeramento del fondo precedentemente istituito per mantenere in buono stato l'infrastruttura utilizzata nell'ambito della gestione del servizio idrico.

Si segnala infine l'integrale rilascio del fondo relativo a GORI (€ 44.239 mila) in conseguenza del venir meno dei presupposti che ne avevano determinato l'iscrizione anche per gli effetti derivanti dagli accordi sottoscritti con la Regione Campania e con l'EIC in data 8 Novembre 2018.

Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato alla nota n. 27 nonché al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali".

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Interessi su crediti Finanziari 4.699 4.615 83 1,8 %
Interessi Attivi Bancari 214 420 (207) (49,2) %
Interessi su crediti verso clienti 12.260 5.975 6.285 105,2 %
Interessi su crediti diversi 949 852 96 11,3 %
Proventi finanziari da attualizzazione 754 5.395 (4.641) (86,0%)
Proventi da Valutazione di derivati al Fair value Hedge (919) (302) (617) 0 %
Altri proventi 311 423 (113) (26,6) %
Proventi finanziari 18.267 17.379 888 5,1 %

7. Proventi finanziari - € 18.267 mila

I proventi finanziari, pari a € 18.267 mila, registrano un aumento di € 888 mila rispetto allo scorso esercizio. La variazione principale deriva dall'iscrizione di interessi verso clienti per € 6.285 mila, principalmente riferiti ad areti per Gala, parzialmente compensati dall'iscrizione nello scorso anno di proventi da attualizzazione per € 4.532 mila come conseguenza di cambiamenti nelle stime contabili relative all'attualizzazione del fondo c.d. Post mortem

sull'impianto di discarica per rifiuti non pericolosi, ubicata in località Pian del Vantaggio (Orvieto), di proprietà di Acea Ambiente.

8. Oneri finanziari - € 100.697 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Oneri (Proventi) su Interest Rate Swap 2.090 1.051 1.039 98,9 %
Interessi su prestiti obbligazionari 66.320 59.225 7.095 12,0%
Interessi su indebitamento a medio - lungo termine 15.506 17.667 (2.162) (12,2) %
Interessi su indebitamento a breve termine 595 376 219 58,2 %
Interessi moratori e dilatori 4.166 2.166 2.000 92,3 %
Interest cost al netto degli utili e perdite attuariali 1.446 1.438 7 0,5 %
Commissioni su crediti ceduti 6.900 5.486 1.413 25,8 %
Interessi per rateizzazioni 32 159 (127) (79,9) %
Oneri da attualizzazione 1.119 444 675 152,0 %
Altri oneri finanziari 1.145 311 834 0 %
Interessi verso utenti 1.223 755 468 62,0%
(Utili)/perdite su cambi 156 255 (98) (38,6) %
Oneri finanziari 100.697 89.334 11.363 12,7 %

Gli oneri finanziari, pari a € 100.697 mila, sono in aumento di € 11.363 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. Il costo globale medio "all in" del debito del Gruppo ACEA si è attestato al 31 Dicembre 2018 al 2,21% contro il 2,59% di fine 2017.

Con riferimento agli oneri finanziari relativi all'indebitamento si segnalano le seguenti variazioni:

  • gli interessi su prestiti obbligazionari, rispetto al 31 Dicembre 2017, si incrementano di € 7.095 mila per effetto degli interessi maturati sui due nuovi prestiti obbligazionari emessi il 1° Febbraio 2018 compensati in parte dal rimborso del prestito obbligazionario avvenuto il 12 Settembre 2018;
  • gli interessi moratori e dilatori, rispetto al 31 Dicembre 2017, sono aumentati di € 2.000 mila;
  • gli interessi su indebitamento a medio lungo termine diminuiscono di € 2.162 mila principalmente per effetto dell'estinzione, avvenuta nel mese di Marzo 2018, di due finanziamenti BEI di ACEA S.p.A.;
  • le commissioni su crediti ceduti, rispetto al 31 Dicembre 2017, aumentano di € 1.413 mila;
  • il saldo degli utili e perdite su cambi, rispetto al 31 Dicembre 2017, è diminuito di € 98 mila.

9. Oneri e Proventi da Partecipazioni - € 13.332 mila

€ migliaia 2018 2017 Variazione Variazione (%)
Proventi da partecipazioni in società collegate 13.639 1.021 12.618 0 %
(Oneri) da partecipazioni in società collegate (306) (762) 455 (59,8) %
(Oneri) e proventi da partecipazioni 13.332 259 13.073 0 %

I proventi da partecipazione si riferiscono al consolidamento, secondo il metodo del patrimonio netto, di alcune società del Gruppo principalmente S.I.I. S.c.p.a. che gestisce il servizio idrico nella provincia di Terni ed è posseduta per il 25% da Umbriadue (+ € 342 mila). Si segnala inoltre che, a valle dell'acquisizione del Gruppo TWS, si era proceduto alla contabilizzazione secondo il metodo dell'acquisizione in via provvisoria di un fondo da utilizzare al momento della chiusura della Business Combination. La chiusura della stessa ha confermato quanto già determinato in sede di bilancio 2017. Il provento iscritto ammonta ad € 8.902 mila. In tale voce è iscritto anche il provento di € 3.609 mila relativo agli effetti conseguenti l'attualizzazione del riscadenzamento del debito che la neoconsolidata GORI ha nei confronti della Regione Campania.

10. Imposte sul reddito - € 124.334 mila

La stima del carico fiscale del periodo è pari a € 124.334 mila contro € 95.992 mila del precedente esercizio. Sono essenzialmente composte come segue:

Imposte correnti: € 123.716 mila (€ 97.344 mila al 31 Dicembre 2017),

Imposte differite/(anticipate) nette: € 618 mila (- € 1.351 mila al 31 Dicembre 2017).

L'incremento in valore assoluto delle imposte registrato nel periodo è conseguenza diretta del maggior utile ante imposte.

La tabella che segue evidenzia la composizione delle imposte ed il correlato peso percentuale calcolato sull'utile ante imposte di consolidato.

€ migliaia 2018 % 2017 %
Risultato ante imposte delle attività in funzionamento e delle attività
discontinue
409.033 288.196
Imposte teoriche calcolate al 27,5% sull'utile ante imposte 98.168 24,0% 69.167 24,0%
Fiscalità differita netta 618 0,2% (9.335)
Differenze permanenti (11.281) (2,8%) 4.268 1,5%
IRES di competenza 87.504 21,4% 64.100 22,2%
Tax Asset 5.955 1,5% 7.873 2,7%
IRAP 30.874 7,5% 24.019 8,3%
totale imposte 124.334 30,4% 95.992 33,3%

Il tax rate dell'esercizio si attesta al 30,4 % (era il 33,3 % nel 2017).

11. Utile per azione

L'utile per azione di base è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie. Il numero medio ponderato delle azioni in circolazione è di 212.547.907 al 31 Dicembre 2018. L'utile per azione diluito è determinato dividendo l'utile dell'esercizio di competenza ACEA per il numero medio ponderato delle azioni ACEA in circolazione nell'anno, escluse le azioni proprie, incrementate del numero delle azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione. Al 31 Dicembre 2018 non ci sono azioni che potenzialmente potrebbero essere messe in circolazione e, pertanto, il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile di base coincide con il numero medio ponderato delle azioni per il calcolo dell'utile diluito.

L'utile per azione determinato secondo le modalità dello IAS 33 è indicato nella seguente tabella:

Utile di periodo di Gruppo (€/000)
270.999
180.682
90.317
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000)
270.999
180.682
90.317
(A)
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie ai fini del calcolo
dell'utile per azione
- di base (B)
212.964.900
212.964.900
0
- di base (C)
212.964.900
212.964.900
0
Utile per azione (in €)
di base (A/B)
1,2725
0,8484
0,4241
€ migliaia 2018 2017 Variazione
diluito (A/C) 1,2725 0,8484 0,4241
€ migliaia 2018 2017 Variazione
Utile di periodo di Gruppo (€/000) 270.999 180.682 90.317
Utile di periodo di Gruppo di spettanza delle azioni ordinarie (€/000)
(A)
270.999 180.682 90.317
Numero medio ponderato delle azioni ordinarie in circolazione ai fini del
calcolo dell'utile per azione
- di base (B) 212.547.907 212.547.907 0
- di base (C) 212.547.907 212.547.907 0
Utile per azione (in €)
di base (A/B) 1,2750 0,8501 0,4249
diluito (A/C) 1,2750 0,8501 0,4249

Note alla Situazione Patrimoniale e Finanziaria Consolidata

Attività

Al 31 Dicembre 2018 ammontano a € 8.157.061 mila (erano € 7.208.974 mila al 31 Dicembre 2017) e registrano un aumento di € 948.087 mila pari al11,7 % rispetto all'anno precedente e sono composte come segue:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Attività non correnti 5.735.514 5.054.728 680.786 13,5%
Attività correnti 2.421.364 2.154.063 267.301 12,4%
Attività non correnti destinate alla vendita 183 183 0 n.s.
Totale Attività 8.157.061 7.208.974 948.087 13,2 %

13. Immobilizzazioni materiali - € 2.365.019 mila

L'82% delle immobilizzazioni materiali è composto dal valore netto contabile delle infrastrutture utilizzate per la distribuzione e generazione di energia elettrica (€ 1.932.782 mila). Il rimanente 20% si riferisce:

  • agli impianti appartenenti alle società dell'Area Ambiente per € 229.270 mila,
  • alle infrastrutture relative alla Capogruppo per € 100.688 mila,
  • alle infrastrutture relative all'Area Idrico per € 52.250 mila,
  • alle infrastrutture relative all'Area Estero per € 34.372 mila.

La tabella che segue riporta il dettaglio e la movimentazione delle attività materiali relative all'esercizio 2018

€ migliaia Terreni e
Fabbricati
Impianti e
Macchinari
Attrezzature
Industriali
Altri Beni Immobilizzazi
oni in corso
Beni
gratuitament
e devolvibili
Totale
immobilizzazi
oni materiali
Costo storico 31.12.2017 512.849 2.801.245 805.815 141.937 30.391 6.878 4.299.114
Attività Destinate alla Vendita - - - - - - -
Investimenti / Acquisizioni 10.957 141.425 54.141 12.457 29.931 - 248.912
Disinvestimenti (43) (1.097) (2.254) (909) (1.872) - (6.176)
Variazione area di consolidamento 8.924 (1.072) (4.555) 15.116 23.664 - 42.076
Altri Movimenti (24.315) 27.838 (2.113) (27.296) (21.216) 2.423 (44.678)
Costo storico 31.12.2018 508.373 2.968.339 851.033 141.305 60.897 9.301 4.539.249
F.do amm.to 31.12.2017 (155.045) (1.536.192) (248.193) (100.576) (2.091) (4.107) (2.046.204)
Attività Destinate alla Vendita - - - - - -
Ammortamenti e Riduzioni di Valore (13.423) (77.058) (31.463) (15.566) (209) (270) (137.989)
Disinvestimenti 6 (1.583) 315 133 - (1.128)
Variazione area consolidamento (3.691) 4.130 6.181 (11.858) - (5.238)
Altri movimenti 21.028 (20.939) 350 17.700 (1.809) 16.331
F.do amm.to 31.12.2018 (151.125) (1.631.643) (272.809) (110.166) (2.300) (6.186) (2.174.229)
Valore netto 31.12.2018 357.247 1.336.696 578.224 31.139 58.597 3.116 2.365.019

Gli investimenti sono in aumento rispetto all'esercizio precedente (€ 210.119 mila al 31 dicembre 2017) ed ammontano a € 248.912 mila. Si riferiscono principalmente a quelli sostenuti da:

  • areti per € 189.325 mila in relazione agli interventi di costruzione, manutenzione di linee AT, manutenzione e ampliamento programmato di cabine primarie e ricostruzione di cabine secondarie; rinnovamento, ampliamento e manutenzione ordinaria e straordinaria di linee MT e manutenzioni straordinarie su linee aeree;
  • Acea Ambiente per € 16.876 mila per gli investimenti relativi: (i) ai lavori di ampliamento dell'impianto di Monterotondo Marittimo, (ii) ai lavori eseguiti negli impianti WTE di Terni e San Vittore, (iii) agli interventi all'impianto di trattamento rifiuti e produzione biogas sito in Orvieto e, (iv) ai lavori di adeguamento e potenziamento degli impianti di compostaggio siti in Aprilia e Sabaudia;
  • Acea Produzione per € 14.665 mila prevalentemente per i lavori di revamping impiantistico della Centrale idroelettrica di Mandela e per i lavori di estensione e risanamento della rete del teleriscaldamento nel comprensorio di Mezzocammino nella zona sud di Roma;
  • Acea per € 4.126 mila per gli interventi di manutenzione straordinaria sulle sedi adibite alle attività aziendali e per gli investimenti relativi agli hardware nell'ambito del progetto Acea2.0.

La voce ammortamenti e riduzioni di valore ricomprende le riduzioni pari ad € 2.944 mila effettuate in: (i) Acea Ambiente per € 1.335 mila per la svalutazione dell'impianto di Monterotondo Marittimo ed (ii) Ecogena per € 1.400 mila per la svalutazione totale dell'impianto di trigenerazione nella zona Laurentino.

Gli altri movimenti si riferiscono alle riclassifiche per l'entrata in esercizio delle immobilizzazioni in corso ed alle alienazioni/dismissioni e svalutazioni di cespiti.

14. Investimenti immobiliari - € 2.489 mila

Sono costituiti principalmente da terreni e fabbricati non strumentali alla produzione e detenuti per la locazione. Il decremento rispetto alla fine dello scorso esercizio pari ad € 58 mila deriva dagli ammortamenti.

15. Avviamento - € 149.886 mila

Al 31 Dicembre 2018 la voce ammonta ad € 149.886 mila (€ 149.978 mila al 31 Dicembre 2017). La variazione rispetto all'esercizio precedente si riferisce all'avviamento iscritto nel bilancio di TWS (Technologies for Water Services) consolidata integralmente in seguito all'acquisizione avvenuta nel mese di febbraio 2017. La tabella che segue evidenzia le singole CGU per Area Industriale di riferimento.

31.12.2017 Acquisizioni Svalutazioni /
Rivalutazioni
Altri
movimenti
31.12.2018
Area Ambiente 11.232 - - (94) 11.138
Impianti di Termovalorizzazione e
Compostaggio
11.232 - - - 11.232
Area Commerciale e Trading 46.982 - - - 46.982
Vendita Energia 46.982 - - - 46.982
Area Infrastrutture Energetiche 91.618 - - - 91.618
Impianti da Fonti rinnovabili 91.618 - - - 91.618
Altro 147 - - 2 149
Avviamento 149.978 - - (92) 149.886

Si specifica che:

per l'Area Infrastrutture Energetiche:

la CGU "Impianti da fonti rinnovabili" è formata dalle entità Acea Produzione ed Ecogena;

per l'Area Commerciale e Trading:

la CGU "Vendita energia elettrica" si riferisce ad Acea Energia;

per l'Area Ambiente:

la CGU "Impianti di termovalorizzazione e compostaggio" è formata dagli impianti di Acea Ambiente.

Il processo di impairment 2018 fornisce la stima di un intervallo relativo al valore recuperabile delle singole partecipazioni in termini di valore d'uso in continuità metodologica rispetto al precedente esercizio, ovvero tramite il metodo finanziario che ravvisa nella capacità di produrre flussi di cassa l'elemento fondamentale ai fini della valutazione dell'entità di riferimento. Ai fini dell'attualizzazione dei flussi di cassa operativi viene utilizzato il costo medio ponderato del capitale post-tax.

La stima del valore recuperabile delle partecipazioni – espresso in termini di valore d'uso – è stato stimato mediante l'utilizzo combinato del metodo finanziario e delle analisi di sensitività.

L'applicazione del metodo finanziario per la determinazione del valore recuperabile ed il successivo confronto con i rispettivi valori contabili, ha comportato, quindi, per ciascuna partecipazione oggetto di impairment test, la stima del wacc post tax, del valore dei flussi operativi (VO) e del valore del terminal value (TV) e, in particolare, il tasso di crescita utilizzato per la proiezione dei flussi oltre l'orizzonte di piano, del valore della posizione finanziaria netta (PFN) e del valore delle attività accessorie (ACC).

Ai fini della determinazione dei flussi operativi e del Terminal Value sono state utilizzate le stime e proiezioni del Piano Industriale, ultime approvate dal Consiglio di Amministrazione. Il valore recuperabile delle partecipazioni è stato determinato come somma del valore attuale dei flussi di cassa del Piano e del valore attuale del Terminal Value.

Nella tabella seguente sono riportate i settori operativi ai quali si riferiscono le partecipazioni iscritte nel bilancio della Capogruppo. Per ciascun settore operativo viene specificata la tipologia di valore recuperabile considerato, i tassi di attualizzazione utilizzati e l'orizzonte temporale dei flussi di cassa.

Area Industriale Valore recuperabile WACC Valore terminale Periodo flussi di cassa
Area Infrastrutture Energetiche
areti valore d'uso 5,9% Valore Residuo fino al 2022
Acea Produzione valore d'uso 5,8% a due stadi fino al 2022
Ecogena valore d'uso 5,8% a due stadi fino al 2022
Area Commerciale e Trading:
Acea Energia valore d'uso 7,6% Perpetuity senza crescita fino al 2022
Area Ambiente valore d'uso 6,4% a due stadi fino al 2022

Il Terminal Value è stato determinato:

  • per Acea Produzione: è stato determinato considerando il contributo ai flussi di cassa dei vari impianti fino al termine delle concessioni idroelettriche e della vita utile degli impianti fotovoltaici e di Tor di Valle. Il valore di dismissione della centrale di S. Angelo, ipotizzata a termine del 2023, tiene conto dell'approvazione del «Decreto Semplificazioni» avvenuta nel corso del mese di febbraio 2019. Tale valore è stato determinato sulla base di una valorizzazione corrispondente al valore netto contabile rivalutato;
  • per l'Area Ambiente: a due stadi. Il primo stadio concerne il periodo 2023-2038 mentre il secondo stadio comprende il valore residuo corrispondente al capitale investito netto al 2038;
  • per areti: il valore attuale della RAB alla scadenza della concessione calcolata secondo la normativa prevista per il quinto periodo regolatorio;
  • per l'Area Idrico: il valore attuale del Valore Residuo in caso di subentro alla scadenza della concessione.

Il risultato del test di impairment conferma la recuperabilità del valore degli avviamenti iscritti.

Si informa che nel periodo di riferimento non sono stati rilevati indicatori di impairment anche con riferimento alle stime e proiezioni aggiornate del piano industriale 2018-2022 approvato dal Consiglio di Amministrazione. Per ulteriori informazioni inerenti alle cash generating unit ed ai valori di avviamento ad esse corrispondenti si rinvia alla Nota Integrativa del Bilancio Consolidato al 31 Dicembre 2017.

€ migliaia Diritti di brevetto Altre imm.ni
immateriali
Imm.ni in corso Concessioni Totale imm.ni
immateriali
31.12.2017 137.077 2.880 4.163 1.770.865 1.914.985
Ammortamenti E Riduzioni di Valore (59.252) (9.025) (401) (160.114) (228.792)
Investimenti / Acquisizioni 44.673 10.497 7.392 319.357 381.919
Disinvestimenti (790) (334) (229) (5.289) (6.643)
Variazione area di consolidamento (5.479) 10.966 (883) 226.638 231.243
Altri Movimenti (345) 10.422 (4.102) (25.338) (19.363)
Valore Netto 31.12.2018 115.884 25.405 5.940 2.126.120 2.273.349

16. Immobilizzazioni Immateriali

Si attestano ad € 2.273.349 mila registrando un aumento rispetto al 31 Dicembre 2017 di € 358.364 mila tale incremento è principalmente imputabile alla variazione dell'area di consolidamento conseguente al consolidamento integrale di GORI .Gli investimenti effettuati nel 2018 per sviluppo interno, riferiti alla piattaforma informatica in comunione sono pari a circa € 30.378 mila.

16.a Concessioni e diritti sull'infrastruttura - € 2.126.120 mila

Tale voce si riferisce prevalentemente alle Gestioni Idriche ed include sostanzialmente:

  • i valori delle concessioni ricevute dai Comuni (€ 141.801 mila),
  • l'ammontare complessivo dell'insieme delle infrastrutture materiali in dotazione per la gestione del servizio idrico (€ 1.728.031 mila), in conformità all'IFRIC 12.

Le concessioni si riferiscono per € 117.594 mila al dritto di concessione trentennale da parte di Roma Capitale sui beni costituiti da impianti idrici e di depurazione e al diritto derivante dal subentro nella gestione del S.I.I nel territorio del Comune di Formello. L'ammortamento avviene in base, rispettivamente, alla durata residua della concessione stipulata tra ACEA e Roma Capitale ed alla durata della Convenzione di Gestione sottoscritta dai sindaci dell'ATO2. Completa il saldo la concessione trentennale per la gestione del servizio idrico integrato della città di San Pedro Sula in Honduras per un importo complessivo di € 9.399 mila e la concessione di GORI spa per € 12.368 mila consolidata integralmente da Novembre 2018.

Gli investimenti del periodo relativi ai Diritti sull'Infrastruttura sono pari ad € 319.357 mila e si riferiscono principalmente ad:

  • ACEA Ato2 per € 285.627 mila per gli interventi di ammodernamento, ampliamento e bonifica delle condotte idriche e fognarie dei vari comuni; alla manutenzione straordinaria dei centri idricie degli impianti di depurazione ed agli interventi volti alla riduzione delle perdite idriche;
  • ACEA Ato5 per € 32.621 mila per lavori di sostituzione, manutenzione e ampliamento delle condotte idriche, fognarie e degli impianti di depurazione.

La voce Altri Movimenti comprende principalmente le riclassifiche per la messa in esercizio dei cespiti.

16.b Altre immobilizzazioni immateriali - € 147.229 mila

L' aumento rispetto all'esercizio precedente, pari ad € 3.108 mila, deriva dagli investimenti sostenuti nel periodo (€ 62.561mila) al netto degli ammortamenti e riduzioni di valore (€ 68.678 mila) e delle riclassifiche. Gli investimenti nell'esercizio sono pari ad € 62.561 mila e sono principalmente riconducibili:

ad areti per € 29.089 mila per gli oneri sostenuti per il progetto di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e commerciali della distribuzione e per l'armonizzazione dei sistemi a supporto dell'attività di misura con particolare riferimento alle innovazioni tecnologiche legate al progetto Acea 2.0;

  • ad Acea Energia per € 24.078 mila per i software connessi al programma Acea 2.0, al progetto Credit Scoring ed ai sistemi CRM e DMS;
  • alla Capogruppo per € 5.904 mila per l'acquisto e l'implementazione di software a supporto delle attività di sviluppo dei sistemi di gestione delle piattaforme informatiche, sicurezza aziendale gestione amministrativa .

La voce "altre immobilizzazioni immateriali" accoglie al suo interno gli effetti della prima applicazione dell'IFRS15 in relazione ai costi degli agenti ( € 19.249 mila)

17. Partecipazioni controllate non consolidate e in collegate - € 279.085 mila

Partecipazioni valutate con il metodo
del Patrimonio Netto
Partecipazioni
valutate al costo
Totale
Valori al 31.12.2017 280.439.844 412.870 280.852.714
- acquisizioni - cessioni 0 0 0
- variazioni di riserve di capitali (2.133.715) 0 (2.133.715)
- valutazioni ad equity 44.447.520 (306.433) 44.141.088
- dividendi (10.069.326) 0 (10.069.326)
- variazione area di consolidamento (47.337.105) 1.555 (47.335.550)
- altre variazioni 13.629.696 0 13.629.696
Valori al 31.12.2018 278.976.914 107.992 279.084.907

Le variazioni principali intervenute nel corso dell'esercizio si riferiscono a:

  • variazioni di riserve di capitali, derivanti dagli effetti prodotti dall'adozione dal 1 gennaio 2018 dei nuovi standard internazionali IFRS 15 (€ 1.203 mila)e IFRS 9 (€ 930 mila);
  • le valutazioni relative alle aziende consolidate con il metodo del patrimonio netto che determinano effetti positivi a Conto Economico per complessivi € 44.447 mila; tali valutazioni trovano corrispondenza nella voce "Proventi/Oneri da partecipazioni di natura non finanziaria" (€ 43.320 mila) e nella voce "Oneri/Proventi da partecipazione" per € 1.128 mila;
  • una riduzione dovuta al consolidamento della società Gori per € 44.448 mila;
  • altre variazioni dovute principalmente a una riclassifica a fondo rischi di svalutazioni operate nei precedenti esercizi su alcune partecipazioni.
Anno 2018
€ migliaia
Attività non
correnti
Attività
correnti
Passività
non
correnti
Passività
correnti
Ricavi Utile /
(Perdita)
netta
PFN
AZUL 4.743 2.537 (112) (211) 3.124 1.120 2.198
INTESA ARETINA 10.232 396 - (506) 266 537 223
NUOVE ACQUE 18.530 4.574 (9.461) (2.726) 9.002 916 (4.546)
ECOMED 3 375 (4) (421) - (6) 165
FIORA 99.020 30.007 (72.994) (22.316) 46.341 4.854 (38.805)
GEAL 15.669 5.057 (7.362) (5.494) 8.536 1.001 (2.049)
INGEGNERIE TOSCANE 3.299 13.436 (569) (9.263) 11.734 2.318 (3.782)
ACQUE SERVIZI 981 10.326 (1.564) (5.993) 12.273 571 (399)
ACQUE 198.213 39.689 (54.418) (114.640) 77.191 14.243 (78.043)
PUBLIACQUA 196.858 48.706 (80.006) (57.132) 102.814 16.528 (39.828)
UMBRA 63.710 11.090 (32.117) (30.503) 33.468 1.292 (14.969)
TOTALE 611.258 166.194 (258.600) (249.205) 304.750 40.287 (179.835)
Anno 2017
€ migliaia
Attività non
correnti
Attività
correnti
Passività non
correnti
Passività
correnti
Ricavi Utile /
(Perdita)
netta
PFN
AZUL 5.162 1.859 (110) (163) 3.285 1.002 1.533
INTESA ARETINA 9.403 249 0 (633) 133 (463) 80
NUOVE ACQUE 18.614 5.408 (11.538) (2.503) 9.300 964 (5.619)
ECOMED 3 376 (4) (417) 0 (32) 165
FIORA 100.661 24.313 (75.510) (20.340) 40.997 2.303 (47.336)
GEAL 14.376 5.399 (7.444) (4.928) 7.992 1.253 (1.881)
GORI 97.367 164.432 (71.451) (147.244) 63.825 1.796 1.712
GORI SERVIZI 528 1.871 (81) (1.003) 2.175 122 9
INGEGNERIE TOSCANE 3.078 13.590 (457) (10.008) 12.042 1.786 (3.403)
ACQUE SERVIZI 985 10.644 (1.196) (6.880) 10.954 425 (779)
ACQUE 183.311 45.535 (120.504) (54.743) 73.286 8.228 (83.292)
PUBLIACQUA 182.839 58.969 (92.354) (50.093) 104.770 9.201 (48.884)
UMBRA ACQUE 58.984 15.052 (34.655) (28.785) 30.683 279 (13.699)
TOTALE 669.619 343.968 (415.105) (326.574) 353.982 25.740 (202.936)

18. Altre partecipazioni - € 2.614 mila

Ammontano ad € 2.614 mila (erano € 2.614 mila anche alla fine del 2017) e si compongono da investimenti in titoli azionari che non costituiscono controllo, collegamento o controllo congiunto..

19. Imposte differite attive - € 227.362 mila

Le imposte differite attive, al netto del fondo imposte differite, al 31 Dicembre 2018 ammontano ad € 227.362 mila (€ 178.312 mila al 31 Dicembre 2017).

Le variazioni delle imposte differite attive sono essenzialmente dovute a: (i) € 26.064 mila relativamente al fondi rischi aventi rilevanza fiscale (€ 18.016 mila al 31 Dicembre 2017), (ii) € 121.899 mila agli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali (€ 129.842 mila al 31 Dicembre 2017), (iii) € 63.085 mila alla svalutazione dei crediti (€ 56.648 mila al 31 Dicembre 2017) (iv) per € 13.592 mila ai piani a benefici definiti e a contribuzione definita (€14.027 mila al 31 Dicembre 2017), (v) per € 19.853 mila alle valutazioni al fair value di commodities ed altri strumenti finanziari (€11.247 mila al 31 Dicembre 2017).

Il fondo imposte differite accoglie in particolare la fiscalità differita legata alla differenza esistente tra le aliquote di ammortamento economico-tecniche applicate ai beni ammortizzabili e quelle fiscali. Concorrono alla formazione di tale voce gli utilizzi del periodo per € 6.862 mila e gli accantonamenti per € 9.487 mila. La tabella che segue dettaglia i movimenti intervenuti nella voce in commento.

2017 Movimentazioni 2018
€ migliaia Saldo Variazione area
di
consolidamento
Rettifiche/Ric
lassifiche
Movimentazio
ni a
Patrimonio
Netto
Utilizzi Accantoname
nti IRES/IRAP
Saldo
Imposte anticipate
Perdite fiscali 132 0 0 0 0 0 132
Compensi membri CdA 110 0 (90) 0 (18) 14 16
Fondi per rischi ed oneri 18.016 0 40 0 (9.900) 17.907 26.064
Svalutazione crediti e partecipazioni 56.648 0 919 5.918 (11.369) 10.969 63.085
Ammortamenti 129.842 0 (7.715) 303 (10.523) 10.991 122.899
Piani a benefici definiti e a
contribuzione definita
14.027 0 639 (519) (793) 238 13.592
Tax asset su elisioni di
consolidamento
20.726 0 (15.554) 0 (5.955) 6.739 5.955
Fair value commodities e altri
strumenti finanziari
11.247 114 (135) 16.054 (7.426) 0 19.853
Altre 20.400 10.218 (3.507) 33.214 (10.656) 11.788 61.456
Totale 271.148 10.332 (25.403) 54.970 (56.640) 58.646 313.053
Imposte differite
Ammortamenti 79.625 59 (27.184) (1.735) (1.894) 451 49.322
Piani a benefici definiti e a
contribuzione definita
(1.667) 0 645 908 (142) 70 (186)
Fair value commodities e altri
strumenti finanziari
8.807 0 511 2.463 386 3.848 16.016
Altre 6.069 7.606 (286) 7.247 (5.213) 5.118 20.539
Totale 92.834 7.665 (26.314) 8.882 (6.862) 9.487 85.691
Netto 178.314 2.667 911 46.087 (49.777) 49.160 227.362

Il Gruppo ha rilevato le imposte differite attive sulla base delle prospettive di redditività contenute nei piani aziendali che confermano la probabilità che nei futuri esercizi si genereranno imponibili fiscali in grado di sostenere il recupero di tutte le imposte anticipate stanziati.

20. Attività finanziarie non correnti - € 55.831 mila

Ammontano a € 55.831 mila (€ 66.099 mila al 31 Dicembre 2017) e registrano un decremento pari ad € 10.267 mila dovuto principalmente alla variazione dei crediti verso Roma Capitale per € 3.471 mila che afferiscono agli investimenti inerenti il servizio di Illuminazione Pubblica, quali la riqualificazione impiantistica, il risparmio energetico, l'adeguamento normativo e l'innovazione tecnologica, che saranno corrisposti ad ACEA, in misura pari all'ammortamento fiscale, oltre l'esercizio 2015, in ossequio a quanto concordato nell'Accordo integrativo al contratto di servizio stipulato il 15 marzo 2011, e per € 4.590 mila, conseguenti l'applicazione del modello dell'attività finanziaria previsto dall'IFRIC12, per la capogruppo, in materia di servizi in concessione. Tale credito rappresenta il complesso degli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2010 legati al servizio stesso.

21. Altre attività non correnti - € 379.878 mila

Al 31 Dicembre 2018 sono così composte:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Crediti v/lo stato 92 92 0 n.s.
Crediti per anticipi e depositi 1.006 897 109 12,2%
Crediti Diversi 366 295 71 24,1%
Crediti a lungo termine per conguagli tariffari 286.103 135.920 150.183 110,5%
Crediti a lungo termine per Regulatory Lag 80.020 68.938 11.082 16,1%
Ratei/Risconti Attivi 12.292 288 12.003 n.s.
Altre attività non correnti 379.878 206.430 173.449 84,0%

In tale voce sono ricompresi i crediti a lungo termine per conguagli tariffari per € 286.103 mila (€ 135.920 mila al 31 Dicembre 2017) delle società idriche che si incrementano principalmente a seguito del consolidamento di Gori (+€129.176 mila), mentre € 80.020 mila (€ 68.938 mila al 31 Dicembre 2017) sono i crediti iscritti in areti per il regulatory lag.

22. Attività correnti - € 2.421.364 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Rimanenze 48.789 40.201 8.588 21,4 %
Crediti Commerciali:
Crediti v/Clienti 863.200 901.311 (38.111) (4,2) %
Crediti V/Controllante 52.513 47.651 4.862 10,2%%
Crediti verso controllate e collegate 12.122 36.503 (24.382) (66,8) %
TOTALE CREDITI COMMERCIALI 927.834 985.465 (57.631) (5,8%)
Altri crediti e attività correnti 252.888 185.346 67.542 36,4 %
Attività finanziarie correnti 113.960 237.671 (123.712) (52,1) %
Crediti tributari 9.756 24.739 (14.984) (60,6) %
Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 1.068.138 680.641 387.497 56,9 %
Attività correnti 2.421.364 2.154.063 267.301 12,4%

22.a - Rimanenze

Ammontano a € 48.789 mila (€ 40.201 mila al 31 Dicembre 2017) e sono così suddivise tra le varie aree industriali:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Ambiente 5.608 5.639 (31) (0,5) %
Commerciale e Trading 401 0 401 0 %
Estero 945 777 167 21,5 %
Idrico 9.217 7.016 2.202 31,4 %
Infrastrutture Energetiche 30.293 22.022 8.271 37,6 %
Ingegneria e Servizi 2.325 4.747 (2.423) (51,0) %
Capogruppo 0 0 0 0 %
Totale 48.789 40.201 8.588 21,4 %

La variazione in aumento è essenzialmente determinata dall'incremento in areti (+ € 9.606 mila).

22.b - Crediti commerciali

Ammontano a € 927.834 mila e registrano un decremento di € 57.631 mila rispetto al precedente esercizio che chiudeva con un ammontare di € 985.465 mila.

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Crediti verso clienti 863.200 901.311 (38.111) (4,2%)
Crediti verso Roma Capitale 52.513 47.651 4.862 10,2%
Crediti verso controllate e collegate 12.122 36.503 (24.382) (66,8%)
Crediti correnti 927.834 985.465 (57.631) (5,8%)

Crediti verso clienti

Ammontano ad € 863.200 mila in riduzione di € 38.111 mila rispetto al 31 Dicembre 2017.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Crediti verso utenti per fatture emesse 307.075 449.749 (142.673) (31,7) %
Crediti verso utenti per fatture da emettere 411.299 301.480 109.819 36,4 %
Totale crediti verso utenti 718.374 751.229 (32.854) (4,4) %
Crediti verso clienti non utenti 144.766 150.022 (5.256) (3,5) %
Altri crediti e attività correnti 60 60 0 0 %
Totale crediti 863.200 901.311 (38.111) (4,2) %

I crediti sono esposti al netto del Fondo Svalutazione Crediti che al 31 dicembre 2018 ammonta ad € 694.220 mila e si incrementa di € 290.617 mila rispetto all'esercizio precedente principalmente per effetto della prima applicazione,

a partire dal 1° gennaio 2018 dell'IFRS9 che, come ampiamente riportato nei Criteri di valutazione e principi contabili della Nota Integrativa, ha sostituito il recedente principio contabile IAS39.

Di seguito è illustrato l'andamento dei crediti al lordo e al netto del fondo svalutazione crediti.

€ milioni 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti
Lordi
Fondo
Svalutazione
Credito
Netto
Crediti
Lordi
Fondo
Svalutazione
Credito
Netto
Crediti
Lordi
Fondo
Svalutazion
e
Credito
Netto
(a) (b) (c) (d) (a)-(c) (b)-(d)
Ambiente 56.240 (4.400) 51.840 54.016 (3.611) 50.405 2.224 (789) 1.435
Commerciale e
Trading
540.076 (323.686) 216.389 587.202 (269.282) 317.920 (47.126) (54.404) (101.531)
Estero 16.458 (8.218) 8.240 14.209 (6.248) 7.961 2.249 (1.970) 279
Idrico 726.119 (267.947) 458.172 454.681 (81.521) 373.160 271.438 (186.426) 85.012
Infrastrutture
Energetiche
213.786 (87.891) 125.895 184.976 (38.715) 146.262 28.810 (49.177) (20.367)
Ingegneria e
Servizi
2.753 (918) 1.835 5.741 (859) 4.882 (2.988) (59) (3.046)
Capogruppo 1.989 (1.160) 829 4.090 (3.368) 722 (2.100) 2.207 107
Totale 1.557.421 (694.220) 863.200 1.304.914 (403.604) 901.311 252.506 (290.617) (38.111)

Crediti Area Ambiente

Ammontano complessivamente ad € 51.840 mila ed aumentano di € 1.435 mila rispetto al 31 Dicembre 2017; l'incremento è dovuto per € 768 mila al consolidamento di Bioecologia, per la restante parte all'effetto combinato dell'incremento registrato in Acque Industriali (+ € 1.367 mila) e in Iseco (+ € 995 mila) mitigato dalla riduzione registrata in Aquaser (- € 1.725 mila).

Nel corso del 2018 sono stati ceduti pro-soluto crediti di Acea Ambiente per un ammontare complessivo pari a € 15.332 mila interamente vantati verso la Pubblica Amministrazione.

Crediti Area Commerciale e Trading

Ammontano ad € 216.389 mila e sono generati principalmente dalla vendita dell'energia elettrica ai clienti del mercato tutelato e libero e dalla vendita del gas. La variazione in riduzione rispetto al 2017 è pari ad € 101.531mila. Il fondo svalutazione al 31 Dicembre 2018 ammonta complessivamente ad € 323.686 mila e registra un incremento, al netto degli utilizzi, di € 54.404 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. L'incremento del fondo attribuibile alla prima applicazione del nuovo standard IFRS9 è pari ad € 59.867 mila.

Nel corso del 2018 sono stati ceduti pro-soluto crediti di Acea Energia per un ammontare complessivo pari a € 451.145 mila di cui € 5.954mila verso la Pubblica Amministrazione.

Crediti Area Estero

Ammontano complessivamente a € 8.240 mila ed aumentano rispetto al 31 Dicembre 2017 principalmente per effetto del consolidamento del Consorcio Servicio Sur.

Crediti Area Idrico

Ammontano complessivamente a € 458.172 mila e presentano un incremento di € 85.012 mila rispetto al 31 Dicembre 2017.

La variazione in aumento dei crediti, al lordo del fondo, pari ad € 271.438 mila è imputabile in via principale al consolidamento di Gori (+ € 211.617 mila).

Il fondo svalutazione al 31 Dicembre 2018 ammonta complessivamente ad € 267.947 mila e registra un aumento, al netto degli utilizzi, di € 186.426 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. L'incremento del fondo attribuibile alla prima applicazione del nuovo standard IFRS9 è pari ad € 103.990 mila.

Il Gruppo ha proceduto a rilevare quota parte dei conguagli tra le attività non correnti per € 285.796 mila (€ 135.920 mila al 31 Dicembre 2017).

Nel corso del 2018 sono stati ceduti pro-soluto crediti di ACEA Ato2 per un ammontare complessivo pari a € 360.905 mila di cui € 36.324 mila verso la Pubblica Amministrazione.

Crediti Area Infrastrutture Energetiche

Si attestano ad € 125.895 mila con un decremento di € 20.367 mila rispetto al 31 Dicembre 2017 che è riferibile ad areti per € 19.326 mila. L'incremento del credito lordo (+ € 28.810 mila), è riferito per € 22.032 mila agli effetti derivanti dalle modifiche regolatorie contenute nella delibera 654/2015/R/eel dell'ARERA che ha portato in areti all'iscrizione del provento derivante dalla eliminazione del cd. regulatory lag. Si rinvia per maggiori dettagli al commento sull'andamento delle aree di attività.

Il fondo svalutazione crediti al 31 Dicembre 2018 ammonta complessivamente ad € 87.891 mila e registra un incremento di € 49.177 mila anche per effetto della prima applicazione del nuovo standard IFRS9 ( € 23.712 mila). Nel corso del 2018 sono stati ceduti pro-soluto crediti di areti per un ammontare complessivo pari a € 548.372 mila di cui € 146.257 mila verso la Pubblica Amministrazione.

Crediti Area Ingegneria e Servizi

Ammontano complessivamente a € 1.835 mila e la riduzione pari a € 3.046 mila rispetto al 31 Dicembre 2017 si riferisce a Technologies for Water Services.

Crediti Capogruppo

Ammontano complessivamente a € 0,8 mila e crescono di € 0,1 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. Il Fondo svalutazione crediti si attesta a € 1,2 mila risultando invariato rispetto alla fine dell'esercizio precedente. Crediti verso controllante Roma Capitale

I crediti commerciali verso Roma Capitale al 31 Dicembre 2018 ammontano complessivamente ad € 52.513 mila (al 31 Dicembre 2017 erano pari ad € 47.651 mila).

L'ammontare complessivo dei crediti, inclusi quelli finanziari derivanti dal contratto di pubblica illuminazione sia a breve che a medio – lungo termine, è di € 155.993 mila contro € 187.219 mila alla fine del precedente esercizio. Nell'ambito delle attività necessarie al primo consolidamento del Gruppo Acea nel Bilancio 2018 di Roma Capitale è stato avviato un tavolo di confronto al fine di riconciliare le partite Creditorie e Debitorie verso Roma Capitale. A valle di diversi incontri e corrispondenze, Roma Capitale ha espresso diverse obiezioni relative alle forniture sia di lavori sia di servizi per il periodo 2008-2018. Tali obiezioni sono state dal Gruppo Acea integralmente respinte; tuttavia al fine di trovare una compiuta risoluzione delle divergenze, sarà avviato, nel corso del 2019, un Comitato Tecnico paritetico Gruppo Acea – Roma Capitale che possa addivenire alla composizione delle reciproche pretese. Stante la situazione di incertezza sul pieno recupero dei crediti iscritti verso Roma Capitale, il Gruppo ha

prudentemente elaborato la miglior stima di recupero degli stessi aggiornando le valutazioni già effettuate in particolare con riferimento ai crediti relativi al servizio di Illuminazione Pubblica relativi ai periodi antecedenti il 31 dicembre 2017.

La tabella che segue espone congiuntamente le consistenze scaturenti dai rapporti intrattenuti con Roma Capitale dal Gruppo ACEA, sia per quanto riguarda l'esposizione creditoria netta che per quella debitoria ivi comprese le partite di natura finanziaria.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
CREDITI 155.993 187.291 (31.298) 0 %
DEBITI (compresi Dividendi) (108.063) (129.064) 21.000 (16,3) %
Saldo (Crediti - Debiti) 47.930 58.227 (10.297) 17,7 %

Le seguenti tabelle inoltre dettagliano la composizione del credito e del debito del Gruppo nei confronti di Roma Capitale. I crediti sono espressi al netto del relativo fondo svalutazione che al 31 dicembre 2018 assomma ad € 51.534 mila (€ 23.091 mila al 31 dicembre 2017). Nel corso dell'esercizio sono stati svalutati € 9.500 mila relativi a crediti sorti nell'esercizio (di cui € 4.233 mila per gli interessi moratori) e per € 15.736 mila è stata aggiornata la valutazione al 1° Gennaio 2018 come prima applicazione del principio contabile IFRS9. Si precisa che nelle chiusure infrannuali 2018 tale valutazione non era stata ancora considerata; qualora fosse stata inserita gli effetti sarebbero stati i medesimi di quelli rilevati al 31 dicembre 2018.

Crediti verso Roma Capitale 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti per utenze 55.639 43.089 12.550
Fondo svalutazione (9.315) (5.021) (4.294)
Totale crediti da utenza 46.324 38.067 8.256
Crediti per lavori e servizi idrici 3.274 4.599 (1.325)
Crediti per lavori e servizi da fatturare idrici 1.542 1.306 236
Contributi 0 2.402 (2.402)
Fondo svalutazione (1.897) 0 (1.897)
Crediti per lavori e servizi elettrici 3.568 1.184 2.384
Fondo svalutazione (326) 0 (326)
Totale crediti per lavori 6.161 9.490 (3.329)
Totale crediti commerciali 52.485 47.558 4.927
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica Fatture Emesse 99.110 118.322 (19.212)
Fondo svalutazione (30.152) (12.460) (17.692)
Crediti finanziari per Illuminazione Pubblica fatture da emettere 25.697 17.314 8.383
Fondo svalutazione (9.843) (5.610) (4.233)
Crediti finanziari M/L termine per Illuminazione Pubblica 18.697 22.168 (3.471)
Totale crediti illuminazione pubblica 103.508 139.733 (36.225)
Totale Crediti 155.993 187.291 (31.298)
Debiti verso Roma Capitale 31/12/18 31/12/17 Variazione
Debiti per addizionali energia elettrica (15.252) (15.257) 5
Debiti per canone di Concessione (79.839) (100.235) 20.396
Altri debiti (12.972) (11.403) (1.569)
Debiti per dividendi 0 (2.169) 2.169
Totale debiti (108.063) (129.064) 21.000
Saldo netto credito debito 47.930 58.227 (10.297)

La variazione dei crediti e dei debiti è determinata dalla maturazione del periodo e dagli effetti conseguenti a compensazioni ed incassi.

Nel periodo sono stati rilevati incassi e compensazioni per complessivi € 65.305 mila, di seguito si elencano le tipologie di crediti interessati:

€ 36.327 mila per crediti relativi ai corrispettivi del contratto di pubblica illuminazione, di cui € 21.356 mila del periodo da aprile a dicembre 2017 e già iscritti nell'esercizio precedente ed € 14.971 mila relativi al periodo da gennaio a luglio 2018;

  • € 19.894 mila per crediti del contratto di pubblica illuminazione già riconosciuti come debito fuori bilancio dall' Assemblea Capitolina di dicembre 2016 (pro-rata 2009 e 2010 , corrispettivi IP novembre/dicembre 2012, corrispettivi per l'illuminazione artistica ed adeguamento a norma 2012);
  • € 4.692 mila per crediti connessi all'accordo integrativo del contratto di Illuminazione Pubblica relativo al Piano Led ;
  • € 2.898 mila per crediti relativi all'ammodernamento e sicurezza rete, periodo 1°, 2° e 3° trimestre 2016;
  • € 936 mila per rimborsi relativi a furti cavi anni del 2014, 2015, 2016;
  • € 444 mila per crediti relativi a lavori di illuminazione pubblica stradale.

In aggiunta a ciò per quanto riguarda i debiti 2018, nel corso dell'anno, ACEA ha saldato mediante compensazione e pagamento diretto, il debito corrispondente ai dividendi azionari maturati nell'esercizio 2017 e iscritti ad aprile (importo complessivo € 68,4 milioni).

Crediti commerciali verso collegate e controllate congiuntamente

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Crediti V/Collegate 6.314 2.807 3.506 124,9%
Crediti verso controllate congiuntamente 5.808 33.696 (27.888) (82,8%)
Totale 12.122 36.503 (24.382) (66,8%)

Crediti verso imprese collegate

Ammontano a € 6.314 mila (erano € 2.807 mila al 31 Dicembre 2017) e si riferiscono principalmente ai crediti verso S.I.I. per € 4.013 mila e verso Marco Polo per € 1.262 mila.

Crediti verso imprese controllate congiuntamente

Ammontano a € 5.808 mila (€ 33.696 mila del 31 Dicembre 2017), risultano diminuiti di € 27.888 mila e si riferiscono a crediti vantati nei confronti delle società consolidate con il metodo del patrimonio netto. In particolare il saldo è composto dai crediti iscritti in ACEA verso le sue controllate per € 5.601 mila. La diminuzione deriva per € 10.431 mila dal consolidamento integrale di Gori spa. I crediti iscritti in ACEA verso le sue controllate risentono dell'iscrizione di quelli derivanti dall'attribuzione dei costi sostenuti per il programma Acea2.0 e rappresenta l'assegnazione dell'investimento in comunione.

22.c - Altri crediti e attività correnti

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione
Crediti verso altri 225.142 169.427 55.715 32,9%
Ratei e risconti attivi 19.196 13.678 5.517 40,3%
Crediti per derivati su commodities 8.550 2.241 6.310 n.s.
Totale 252.888 185.346 67.542 36,4%

Crediti verso altri

Ammontano complessivamente a € 225.142 mila, si analizzano di seguito le principali voci che contribuiscono al saldo:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Crediti verso Cassa Conguaglio per Perequazione Energia 54.147 47.842 6.305 13,2%
Crediti verso Cassa Conguaglio per CT da annullamento 2.823 12.809 (9.986) (78,0%)
Altri Crediti verso Cassa Conguaglio 11.718 (55) 11.774 n.s.
Crediti per contributi regionali 10.252 6.841 3.412 49,9%
Crediti verso Equitalia 96 4.293 (4.197) (97,8%)
Depositi cauzionali 2.988 10.803 (7.815) (72,3%)
Crediti verso istituti previdenziali 2.780 3.160 (380) (12,0%)
Crediti da cessioni individuali 2.192 2.200 (8) (0,3%)
Crediti per anticipi fornitori 775 5.387 (4.613) (85,6%)
Crediti verso Comuni 11.589 1.085 10.503 n.s.
Crediti verso Factor per cessione 62 62 0 0,0%
Crediti per Certificati Verdi maturati 9.438 12.657 (3.219) (25,4%)
Crediti verso dipendenti 3 5 (1) (23,0%)
Altri Crediti per IP Napoli 0 647 (647) (100,0%)
Crediti per anticipi dipendenti 60 (38) 98 n.s.
Altri Crediti 84.577 24.574 60.002 n.s.
Totale 193.501 132.273 61.228 46,3%

La variazione rispetto al precedente esercizio deriva in via principale dal consolidamento integrale di Gori (€ 58.541 mila).

Ratei e Risconti attivi

Ammontano a € 19.196 mila (€ 13.678 mila al 31 Dicembre 2017) e si riferiscono principalmente a canoni demaniali, canoni di locazione e assicurazioni. La variazione risulta positiva per € 5.517 mila.

22.d - Attività per imposte correnti

Ammontano a € 9.756 mila (€ 24.739 mila al 31 Dicembre 2017) e comprendono i crediti per IRAP ed IRES.

22.e - Attività finanziarie correnti

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Crediti finanziari verso controllante 84.783 117.472 (32.689) (27,8) %
Crediti finanziari verso controllate e collegate 2.306 2.309 (3) (0,1) %
Crediti finanziari verso terzi 26.871 117.891 (91.020) (77,2) %
Totale 113.960 237.671 (123.712) (52,1) %

Crediti finanziari verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 84.783 mila e si riducono di € 32.689 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. Tali crediti, rappresentano il diritto incondizionato a ricevere flussi di cassa coerentemente con le modalità e le tempistiche previste dal contratto di servizio per la gestione del servizio di pubblica illuminazione. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto indicato nel commento alla voce Crediti verso controllante Roma Capitale.

Crediti finanziari verso imprese collegate e controllate congiuntamente

Ammontano a € 2.306 mila (€ 2.309 mila al 31 Dicembre 2017) e si riferiscono, per € 1.399 mila, alla quota a breve del credito per finanziamento soci iscritto in Umbriadue Servizi erogato alla collegata S.I.I.

Crediti finanziari verso terzi

Ammontano a € 26.871 mila (€ 117.891 mila al 31 Dicembre 2017) e sono essenzialmente composti da:

  • € 10.700 mila iscritti in ACEA Ato5. Trattasi del credito verso l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale maturato in tre annualità in ragione di un terzo di tale importo da corrispondere entro il 31 dicembre di ogni anno, con la prima rata in scadenza il 31 dicembre 2007. L'Atto di transazione sottoscritto tra la Società e l'Autorità d'Ambito ha per oggetto la definizione della problematica relativa ai maggiori costi operativi sostenuti nel triennio 2003 – 2005: riconoscimento di maggiori costi al netto delle somme relative (i) alla quota di tariffa - corrispondente agli ammortamenti ed alla remunerazione del capitale investito inflazionato – relativa agli investimenti previsti dal Piano d'Ambito e non realizzati nel primo triennio (ii) alla quota di inflazione maturata sugli oneri di concessione e (iii) alle penalità per inadempimenti contrattuali verificatisi nel triennio,
  • € 5.283 mila iscritti in ACEA e relativi ai crediti maturati per la gestione del servizio di illuminazione pubblica.
  • € 3.760 mila iscritti in Ecogena per leasing finanziari erogati per gli impianti di cogenerazione realizzati.

22.f - Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

Il saldo al 31 Dicembre 2018 dei conti correnti bancari e postali accesi presso i vari istituti di credito nonché presso Poste delle società consolidate fatta eccezione per quelle detenute per la vendita è pari a € 1.068.138 mila. Di seguito la tabella che illustra il dettaglio della composizione e delle variazioni per area di attività:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Ambiente 2.773 1.875 898 47,9 %
Commerciale e Trading 7.218 27.118 (19.899) (73,4) %
Estero 4.735 2.785 1.950 70,0%
Idrico 50.362 65.089 (14.728) (22,6) %
Infrastrutture Energetiche 15.104 55.019 (39.915) (72,5) %
Ingegneria e Servizi 9.395 1.332 8.063 0 %
Capogruppo 978.552 527.423 451.129 85,5 %
Totale 1.068.138 680.641 387.497 56,9 %

23. Attività non correnti destinate alla vendita/Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita - € 146 mila

Il saldo al 31 Dicembre 2018 è pari ad € 146 mila ed è rimasto invariato rispetto al 31 Dicembre 2017. Rappresenta per € 183 mila il fair value dell'impegno di riacquisto, nel caso di mancato avveramento di alcune condizioni previste dal contratto, in conseguenza dell'eventuale esercizio della put concessa all'acquirente del ramo fotovoltaico e per € 37 mila il debito verso l'acquirente per il rimborso dell'equity corrispondente agli impianti oggetto di put.

Passività

Al 31 Dicembre 2018 ammontano € 8.157.061 mila (erano € 7.208.974 mila al 31 Dicembre 2017) e registrano una aumento di € 860.036 mila (11,7 %) rispetto all'esercizio precedente e sono composti come segue:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
Patrimonio netto 1.903.491 1.811.206 92.285 %
5,1 %
Passività non correnti 3.962.864 3.242.507 720.357 22,2 %
Passività correnti 2.290.670 2.155.225 135.445 6,2 %
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita 37 37 0 0,0%
Totale Passività 8.157.061 7.208.974 948.087 13,2 %

24. Patrimonio netto - € 1.903.491 mila

Il Patrimonio Netto consolidato al 31 Dicembre 2018 ammonta a € 1.903.491 mila (€ 1.811.206 mila al 31 Dicembre 2017). Le variazioni intervenute nel corso del periodo sono analiticamente illustrate nella apposita tabella. Capitale sociale

Ammonta a € 1.098.899 mila rappresentato da n. 212.964.900 azioni ordinarie di € 5,16 ciascuna come risulta dal Libro Soci ed è attualmente sottoscritto e versato nelle seguenti misure:

  • Roma Capitale: n°108.611.150 per un valore nominale complessivo di € 560.434 mila;
  • Mercato: n°103.935.757 per un valore nominale complessivo di € 536.309 mila;
  • Azioni Proprie: n°416.993 per un valore nominale complessivo di € 2.151 mila;
  • AMA: n° 1.000 per un valore nominale complessivo di € 5 mila.

Riserva legale

Accoglie il 5% degli utili degli esercizi precedenti come previsto dall'articolo 2430 cod. civ. e si riferisce alla riserva legale della Capogruppo ed ammonta a € 111.948 mila.

Altre riserve e utili a nuovo

Al 31 Dicembre 2018 risultano pari a € 247.793 mila contro € 337.427 mila al 31 Dicembre 2017.

La variazione di € 94.040 mila discende, oltre che dalla destinazione del risultato del precedente esercizio, principalmente dalla: i) distribuzione dei dividendi della capogruppo per € 133.905 mila e ii) decremento delle riserve di cash flow hedge di strumenti finanziari e commodities per € 13.529 mila iii) incremento pari a € 2.453 mila delle riserve di utili e perdite attuariali iv) decremento della riserva cambio per € 8.438 mila. Si segnala inoltre l'iscrizione dell'FTA conseguente la prima applicazione dei nuovi standard internazionali IFRS9 e IFRS15. Tale iscrizione al netto degli effetti fiscali ammonta complessivamente ad € 158.569 mila.

Al 31 Dicembre 2018 ACEA ha in portafoglio n. 416.993 azioni proprie utilizzabili per i futuri piani di incentivazione a medio – lungo termine. Allo stato attuale non sono stati finalizzati piani di incentivazione a medio – lungo termine basati su azioni.

Patrimonio Netto di Terzi

E' pari a € 173.853 mila e registra un aumento di € 80.273 di mila. La variazione tra i due periodi posti a confronto è data essenzialmente dall'effetto combinato della quota di utile spettante a terzi, dal decremento del patrimonio netto derivante dalla distribuzione dei dividendi relativi agli utili 2017.

25. Trattamento di fine rapporto ed altri piani a benefici definiti -€ 103.930mila

Al 31 Dicembre 2018 ammonta a € 103.930 mila (€ 108.430 mila al 31 Dicembre 2017) e riflette le indennità di fine rapporto e gli altri benefici da erogare successivamente alle prestazioni dell'attività lavorativa al personale dipendente.

Nella tabella seguente si evidenzia la variazione intervenuta nell'esercizio delle passività attuariali:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Benefici dovuti al momento della cessazione del rapporto di lavoro
- Trattamento di Fine Rapporto 65.902 67.002 (1.100) (1,6) %
- Mensilità Aggiuntive 10.461 10.989 (527) (4,8) %
- Piani di incentivazione a lungo termine (LTIP) 2.009 1.219 790 64,8 %
Benefici successivi al rapporto di lavoro
- Agevolazioni Tariffarie 25.558 29.220 (3.662) (12,5) %
Totale 103.930 108.430 (4.500) (4,2) %

La variazione risente, oltre che dell'accantonamento, che in seguito alla riforma del TFR è rappresentativo del TFR dei dipendenti fino al 31 Dicembre 2006, dell'impatto derivante dalla revisione del tasso di attualizzazione utilizzato per la valutazione in base allo IAS19.

Come previsto dal paragrafo 78 dello IAS 19 il tasso di interesse utilizzato per la determinazione del valore attuale dell'obbligazione è stato determinato con riferimento al rendimento alla data di valutazione di titoli di aziende primarie del mercato finanziario a cui appartiene ACEA ed al rendimento dei titoli di Stato in circolazione alla stessa data aventi durata comparabile a quella residua del collettivo di lavoratori analizzato.

Per quanto riguarda lo scenario economico-finanziario, nella tabella che segue sono indicati i principali parametri utilizzati per la valutazione.

Dicembre 2018 Dicembre 2017
Tasso di attualizzazione 1,57% 1,30%
Tasso di crescita dei redditi (medio) 1,59% 1,59%
Inflazione di lungo periodo 1,50% 1,50%

Con riferimento alla valutazione degli Employee Benefits del Gruppo (TFR, Mensilità Aggiuntive, Agevolazioni Tariffarie di attivi e pensionati) è stata effettuata una sensitivity analysis in grado di apprezzare le variazioni della passività conseguenti a variazioni flat, sia positive che negative, della curva dei tassi (shift + 0,5% - shift -0,5%). Gli esiti di tale analisi sono di seguito riepilogati.

Tipologia di piano +0,5% -0,5%
€ milioni € milioni
TFR -3,4 +3,7
Agevolazioni tariffarie -1,0 +1,1
Mensilità aggiuntive -0,8 +0,3

Inoltre è stata effettuata una sensitivity analysis in relazione all'età del collettivo ipotizzando un collettivo più giovane di un anno rispetto a quello effettivo. Non si sono effettuate analisi di sensitività su altre variabili quali, per esempio, il tasso di inflazione.

Tipologia di piano -1 anno di età
€ milioni
TFR -0,1
Agevolazioni tariffarie -0,8
Mensilità aggiuntive -0,1

26. Fondo rischi ed oneri - € 136.651 mila

Al 31 Dicembre 2018 il fondo rischi ed oneri ammonta a € 136.651 mila (€ 204.702 mila al 31 Dicembre 2017) ed è destinato a coprire, tra le altre, le passività probabili che potrebbero derivare da vertenze giudiziarie in corso, in base alle indicazioni dei legali interni ed esterni, senza peraltro considerare gli effetti di quelle vertenze che si stima abbiano un esito positivo e di quelle per le quali un eventuale esito negativo sia valutato esclusivamente come possibile.

Nel determinare l'entità del fondo si considerano sia gli oneri presunti, che potrebbero derivare da vertenze giudiziali e da altro contenzioso intervenuti nell'esercizio, sia l'aggiornamento delle stime sulle posizioni sorte in esercizi precedenti in capo alle società.

La tabella che segue dettaglia la composizione per natura e le variazioni intervenute nel corso dell'esercizio:

€ migliaia 31/12/17 Utilizzi Accantonam
enti
Rilascio per
Esubero
Fondi
Riclassifiche /
Altri
Movimenti
31/12/18
Legale 11.739 (1.774) 2.618 (429) 1.045 13.198
Fiscale 9.344 (3.727) 5.381 (28) (242) 10.728
Rischi regolatori 60.994 (1.640) 11.440 (44.239) 0 26.556
Partecipate 10.799 0 1.000 (722) (3.345) 7.732
Rischi contributivi 2.594 (136) 284 (1.461) (205) 1.076
Franchigie assicurative 2.111 (2.051) 2.488 (209) 7.241 9.580
Altri rischi ed oneri 14.751 (8.086) 12.644 (2.523) 6.765 23.461
Totale Fondo Rischi 112.331 (17.413) 35.856 (49.611) 11.169 92.332
Esodo e mobilità 18.155 (18.884) 28.210 (1.830) 0 25.651
Note di Variazione IVA 26.719 0 0 0 (26.719) 0
Post mortem 17.303 0 0 (1.022) 428 16.709
F.do Oneri di Liquidazione 222 (173) 174 0 52 275
F.do Oneri verso altri 361 0 1.671 0 (347) 1.685
Fondo Oneri di Ripristino 29.681 0 0 (505) (29.176) 0
Totale Fondo Oneri 92.441 (19.057) 30.055 (3.357) (55.762) 44.319
Totale Fondo Rischi ed Oneri 204.772 (36.470) 65.910 (52.969) (44.593) 136.651

Le principali variazioni si riferiscono:

  • al fondo rischi regolatori che registra un decremento a seguito del rilascio del fondo relativo a GORI per € 44.215 mila, in conseguenza del venir meno dei presupposti per la sua iscrizione derivanti dagli effetti legati agli accordi sottoscritti con la Regione Campania e con l'EIC;
  • al fondo rischi partecipate che subisce un decremento complessivo di € 3.067 mila, principalmente dovuto alla chiusura della Business Combination del Gruppo TWS che ha comportato un rilascio del fondo a conto economico di € 8.902 mila, compensato dalla riclassifica, per € 5.267 mila, relativa alle svalutazioni operate nei

precedenti esercizi su alcune partecipazioni in imprese collegate precedentemente portate a riduzione della voce "Partecipazioni".

  • al fondo esodo e mobilità accantonato per affrontare gli oneri derivanti dal piano di mobilità che subisce un incremento, al netto degli utilizzi, di € 7.496 mila rispetto al 31 Dicembre 2017;
  • ai fondi oneri note di variazione Iva iscritti in Acea Energia, in areti, ACEA Ato2 e ACEA Ato5 a copertura dell'eventuale restituzione dell'IVA all'Erario in caso di pagamento del cliente moroso successivamente all'emissione della nota di variazione in conseguenza della modifica, apportata dalla Legge n. 208/2015, della disciplina delle note di variazione ai fini IVA in seguito a risoluzione per inadempimento dei contratti di somministrazione di energia elettrica, gas e acqua; al 31 Dicembre 2018 si è proceduto a riclassificare l'intero ammontare nel fondo svalutazione crediti per una più idonea classificazione dello stock;
  • al fondo oneri di ripristino che si decrementa a seguito del cambiamento delle modalità di applicazione dei criteri di stima dell'IFRIC12.
  • al fondo oneri post mortem che si riferisce (i) agli oneri connessi alla gestione della discarica di Orvieto che ha subito un decremento per effetto del cambiamento nelle stime contabili relative all'attualizzazione di tale fondo ed (ii) al fondo costituito in Acea Produzione per il decommissioning dell'impianto di Tor di Valle entrato in esercizio nel corso del 2017. La variazione è imputabile alla modifica sostanziale A.I.A. per "Adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale" che ha ampliato la concessione in termini di volumetria e orizzonte temporale della discarica di Orvieto; si è proceduto pertanto a rideterminare gli oneri post mortem e l'effetto dell'attualizzazione.

Per maggiori dettagli in merito alla natura degli stanziamenti si rinvia alla nota n. 7.

Si ritiene che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati che rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Per maggiori dettagli si rinvia al paragrafo denominato "Aggiornamento sulle principali vertenze giudiziali".

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Obbligazioni 2.678.392 1.695.028 983.363 58,0%
Finanziamenti a medio - lungo termine 695.743 1.050.007 (354.264) (33,7) %
Totale 3.374.134 2.745.035 629.099 22,9 %

27. Debiti ed altre passività finanziarie non correnti - € 3.374.134 mila

I valori della tabella comprendono il fair value, alla data del 31 Dicembre 2018, degli strumenti di copertura stipulati da ACEA che nella tabella che segue vengono esposti separatamente rispetto allo strumento coperto.

€ migliaia Strumento
coperto
Fair Value
derivato
31.12.2018 Strumento
coperto
Fair Value
derivato
31.12.2017
Obbligazioni 2.656.605 21.787 2.678.392 1.656.682 38.347 1.695.028
Finanziamenti a medio – lungo termine 693.682 2.061 695.743 1.041.131 3.432 1.050.007
Debiti e altre passività finanziarie non correnti 3.350.287 23.848 3.374.134 2.697.813 41.778 2.745.035

Obbligazioni

In data I° Febbraio 2018, Acea S.p.A. ha completato il collocamento di emissioni obbligazionarie di importo rispettivamente pari a € 300.000 mila della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) e a € 700.000 mila della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 3 miliardi, come da ultimo modificato il 17 luglio 2017 e successivamente integrato il 19 gennaio 2018. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. A partire dalla data di regolamento, le obbligazioni sono quotate presso il mercato regolamentato della Borsa di Lussemburgo, dove è stato depositato il prospetto informativo. Le obbligazioni ammontano a € 2.678.392 mila (€ 1.695.028 mila al 31 Dicembre 2017) e si riferiscono:

  • € 595.806 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a luglio 2014, della durata di 10 anni e tasso fisso, a valere sul programma Euro Medium Term Notes (EMTN) da € 1,5 miliardi. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di 100.000 euro e scadono il 15 luglio 2024, pagano una cedola lorda annua pari al 2,625% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 99,195%. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari a 2,718%, corrispondente ad un rendimento di 128 punti base sopra il tasso midswap a 10 anni. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 15 luglio 2014. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 15.750 mila,
  • € 492.768 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA a ottobre 2016 a valere sul programma EMTN per un importo complessivo di € 500.000 mila della durata di 10 anni a tasso fisso. Le obbligazioni, che hanno un taglio unitario minimo di € 100.000,00 e scadranno il 24 ottobre 2026, pagano una cedola lorda annua pari all'1% e sono state collocate a un prezzo di emissione pari a 98,377%. Le obbligazioni sono disciplinate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 24 ottobre 2016. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 5.000 mila,

  • € 422.672 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da ACEA nel mese di marzo 2010, della durata di 10 anni con scadenza il 16 marzo 2020. Le obbligazioni emesse hanno un taglio minimo di € 50 mila e pagano una cedola lorda annua pari al 4,5% e sono state collocate ad un prezzo di emissione pari a 99,779. Il tasso di rendimento lordo effettivo a scadenza è pari quindi, al 4,528% corrispondente ad un rendimento di 120 punti base sopra il tasso di riferimento (mid-swap a 10 anni). Le obbligazioni sono regolate dalla legge inglese. La data di regolamento è stata il 16 marzo 2010. La quota di interessi maturata nel periodo è pari a € 19.025 mila. Tale debito residua, dopo l'acquisto e annullamento delle obbligazioni per un valore nominale pari a € 77.225 mila avvenuta il 24 ottobre 2016,

  • € 158.847 mila relativi al Private Placement che, al netto del Fair Value dello strumento di copertura negativo per € 21.747 mila ammonta a € 180.634 mila. Tale Fair Value è allocato in una specifica riserva di patrimonio netto. In apposita riserva cambio è allocata la differenza di cambio, negativa per € 6.208 mila, dello strumento coperto calcolato al 31 dicembre 2018. Il cambio alla fine del 2017 si è attestato a € 125,83 contro € 135,28 del 31 dicembre 2017. La quota interessi maturata nel periodo è pari € 3.940 mila. Trattasi di un prestito obbligazionario privato (Private Placement) per un ammontare pari a 20 miliardi di Japanese Yen) e con scadenza a 15 anni (2025). Il Private Placement è stato sottoscritto interamente da un singolo investitore (AFLAC). Le cedole sono pagate con cadenza semestrale posticipata ogni 3 marzo e 3 settembre applicando un tasso fisso in Yen del 2,5%. Contestualmente è stata fatta un'operazione di cross currency per trasformare la valuta Yen in Euro e il Tasso Yen applicato in un tasso fisso in Euro. L'operazione di cross currency prevede che la banca paghi ad ACEA, con scadenza semestrale posticipata, il 2,5% su 20 miliardi di Japanese Yen, mentre ACEA deve pagare alla banca le cedole con cadenza trimestrale posticipata ad un tasso fisso del 5,025%. Il contratto di finanziamento e quello di copertura contengono un'opzione, rispettivamente a favore dell'investitore e della banca agente, connessa al rating trigger: il debito e il suo derivato possono essere richiamati nella loro interezza nel caso in cui il rating di ACEA scenda sotto il livello di investment grade oppure nel caso in cui lo strumento di debito perda il suo rating. Alla fine dell'esercizio non si sono verificate le condizione per l'eventuale esercizio dell'opzione;
  • € 299.173 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° Febbraio della durata di 5 anni a tasso variabile (Euribor 3 mesi + 0,37%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 127 mila,
  • € 687.339 mila (comprensivo della quota a lungo dei costi annessi alla stipula) relativi al prestito obbligazionario emesso da Acea in data 1° Febbraio della durata di 9 anni e mezzo a tasso fisso (1,5%) a valere sul programma EMTN. La quota interessi maturata nel periodo è pari a € 9.406 mila.
€ migliaia Debito Lordo (*) FV Strumento di
copertura
Ratei interessi ()
maturati(
*)
Totale
Obbligazioni:
Emissione del 2010 422.261 0 15.168 437.429
Emissione del 2013 0 0 0 0
Emissione del 2014 594.972 0 7.336 602.307
Private Placement emissione del 2014 158.831 21.787 655 181.273
Emissione del 2016 491.766 0 945 492.711
Emissioni del 2018 984.780 0 5.979 990.759
Totale 2.652.610 21.787 30.083 2.704.480

Di seguito si riporta il riepilogo delle obbligazioni comprensivo della quota a breve:

(*) compreso costo ammortizzato

(**) compresi ratei su strumenti di copertura

Finanziamenti a medio – lungo termine (comprensivo delle quote a breve termine)

Ammontano complessivamente a € 1.016.921 mila (€ 1.201.462 mila al 31 Dicembre 2017) e sono composti da: (i) debito per le quote capitali delle rate scadenti oltre i dodici mesi per € 695.743 mila (€ 1.044.563 mila al 31 Dicembre 2017), (ii) le quote riferite ai medesimi finanziamenti aventi scadenza nei dodici mesi successivi per € 321.178 mila (al 31 Dicembre 2017 erano € 156.899 mila) comprensivo della quota del fair value, negativo per € 2.061 mila, degli strumenti derivati accesi per coprire il rischio tasso di interesse e cambio.

Il decremento, che si riferisce quasi esclusivamente alla Capogruppo, è dovuto essenzialmente all'estinzione anticipata di un finanziamento BEI pari a € 50 milioni e alla riclassifica nella posizione a breve di altri due finanziamenti in scadenza nel mese di Gennaio e Giugno 2019 pari, rispettivamente a € 100 milioni e a € 150 milioni.

Nella tabella che segue viene esposta la situazione dell'indebitamento bancario a medio – lungo termine suddiviso per scadenza e per tipologia di tasso di interesse:

Debito Residuo Entro il dal 31.12.2019 Oltre il
Finanziamenti Bancari: Totale 31.12.2019 al 31.12.2023 31.12.2023
a tasso fisso 496.405 273.222 103.091 120.092
a tasso variabile 493.463 39.623 213.858 239.981
a tasso variabile verso fisso 27.054 8.334 18.721 0
Totale 1.016.921 321.178 335.669 360.074

Il fair value degli strumenti derivati di copertura di ACEA è negativo per € 2.061 mila e si decrementa rispetto al 31 Dicembre 2017 di € 1.371 mila (era negativo per € 3.432 mila).

I principali debiti finanziari a medio – lungo termine del Gruppo contengono impegni (covenant) in capo alle Società debitrici tipici della prassi internazionale.

In particolare per il finanziamento stipulato da areti è previsto un financial covenant espresso, nel contratto vigente, nel quoziente di due cifre decimali, pari a 0,65, consistente nel rapporto tra l'indebitamento finanziario netto e la somma dell'indebitamento finanziario netto e del patrimonio netto che non deve essere superiore alla data di ogni bilancio al citato quoziente. Tale rapporto deve essere rispettato in ciascun esercizio sia dalla società debitrice sia dal Gruppo ACEA. Il quoziente, calcolato con i medesimi criteri del suddetto contratto, risulta rispettato per il 2018.

Per quanto riguarda i finanziamenti stipulati dalla Capogruppo i contratti contengono:

  • clausole standard di Negative Pledge e Acceleration Events;
  • clausole che prevedono l'obbligo di monitoraggio del credit rating da parte di almeno due agenzie di primaria rilevanza;
  • clausole che prevedono il mantenimento del rating al di sopra di determinati livelli;
  • obblighi di copertura assicurativa e di mantenimento della proprietà, del possesso e di utilizzo di opere, impianti e macchinari oggetto del finanziamento per tutta la durata del prestito;
  • obblighi di informativa periodica;
  • clausole di risoluzione del contratto in base alle quali, al verificarsi di un determinato evento (i.e. gravi inesattezze nella documentazione rilasciata in occasione del contratto, mancato pagamento alla scadenza, sospensione dei pagamenti, …), la Banca ha la facoltà di risolvere in tutto o in parte il contratto.

Si informa che non sono stati rilevati indicatori che possano comportare il mancato rispetto dei covenant.

Per quanto riguarda il fair value dei debiti finanziari sopra descritti, si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo denominato "Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi".

Nel seguito si forniscono le indicazioni dei fair value dei debiti finanziari distinti per tipologia di finanziamento e tasso di interesse determinato al 31 dicembre 2018. Il fair value dell'indebitamento a medio e lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted. Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB, si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è 2.

Finanziamenti Bancari: Costo
ammortizzato
FV RISK
LESS
Delta FV RISK
ADJUSTED
delta
(A) (B) (A)-(B) (C ) (A)-(C )
Obbligazioni 2.678.392 2.902.670 (224.279) 2.801.487 (123.095)
a tasso fisso 496.405 554.347 (57.943) 544.702 (48.297)
a tasso variabile 488.380 499.568 (11.187) 498.034 (9.653)
a tasso variabile verso fisso 27.054 27.378 (324) 27.103 (49)
Totale 3.690.231 3.983.963 (293.733) 3.871.325 (181.095)

28. Altre passività non correnti - € 348.148 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Acconti 146.229 116.045 30.184 26,0%
Contributi di allacciamento idrici ed elettrici 75.462 40.987 34.476 84,1%
Contributi in conto impianti 126.353 26.633 99.720 n.s.
Ratei e risconti passivi 104 605 (501) (82,8%)
Totale altre passività 348.148 184.270 163.879 88,9%

Acconti da utenti e clienti

Nella voce Acconti è compreso: (i) l'ammontare dei depositi cauzionali e anticipo consumi delle società idriche e (ii) l'ammontare degli acconti relativi alle passività per anticipi su consumi di energia elettrica, corrisposti dai clienti del servizio di Maggior Tutela, fruttiferi di interessi alle condizioni previste dalla normativa emanata dall'ARERA (deliberazione n. 204/99). La tabella di seguito riportata illustra la composizione per aree di attività.

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ambiente 2 2 0 n.s.
Commerciale e Trading 39.187 42.442 (3.255) (7,7) %
Idrico 102.863 70.351 32.513 46,2 %
Infrastrutture Energetiche 3.525 2.782 744 26,7 %
Ingegneria e Servizi 652 446 206 46,2 %
Capogruppo 0 23 (23) (100,0%)
Totale 146.229 116.045 30.184 26,0%

L'incremento registrato dall'area Idrico fa riferimento in via prevalente al consolidamento integrale di GORI (+ 29 milioni).

Contributi di allacciamento idrici e contributi in conto impianti

Ammontano a € 75.462 mila (€ 40.987 mila 31 Dicembre 2017) e si riferiscono principalmente ai contributi di allaccio di areti per € 33.531 mila, ACEA Ato2 per € 28.398 mila, ACEA Energia per € 8.674 mila e ACEA Ato5 per € 4.759 mila. L'incremento rispetto al precedente esercizio è quasi interamente imputabile all'applicazione del nuovo standard internazionale IFRS 15.

Sono inoltre compresi € 126.353 mila (€ 26.633 mila al 31 Dicembre 2017) relativi ai contributi in conto impianti iscritti nel passivo annualmente imputati per quote a conto economico in relazione alla durata dell'investimento a

cui è collegata l'erogazione del contributo. La quota di riversamento viene determinata sulla base della vita utile dell'attività di riferimento. La variazione rispetto al precedente esercizio è da imputare al consolidamento di Gori (€ 99.201 mila).a

29. Passività correnti - € 2.323.068 mila

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Debiti Finanziari 408.675 633.155 (224.480) (35,5) %
Debiti verso Fornitori 1.524.876 1.237.808 287.068 23,2 %
Debiti Tributari 27.750 2.697 25.052 0 %
Altre Passività Correnti 329.369 281.564 47.805 17,0 %
Passività Correnti 2.290.670 2.155.225 135.445 6,3 %
Debiti finanziari
€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Debiti verso banche per linee di credito a breve 4.549 34.813 (30.265) (86,9) %
Debiti verso banche per mutui 321.178 156.899 164.279 104,7 %
Obbligazioni a Breve 26.088 352.846 (326.758) (92,6) %
Debiti verso controllante Comune di Roma 420 2.936 (2.516) (85,7) %
Debiti verso controllate e collegate 596 663 (68) (10,2) %
Debiti verso terzi 55.844 84.997 (29.153) (34,3) %

Debiti verso banche per linee di credito a breve

Ammontano a € 4.549 mila (€ 34.813 mila al 31 Dicembre 2017) ed evidenziano un decremento di € 30.265 mila, prevalentemente attribuibile alla Capogruppo.

Debiti verso banche per mutui

Ammontano ad € 321.178 mila (€ 156.899 mila al 31 Dicembre 2017) e si riferiscono ai debiti verso banche per le quote a breve dei mutui in scadenza entro i dodici mesi successivi. L'incremento è da imputare principalmente alla Capogruppo in particolare per l'effetto combinato della riclassifica nella quota a breve delle due linee di finanziamento di Intesa SanPaolo e UBI Banca rispettivamente in scadenza il 21 giugno e il 2 gennaio del 2019 pari complessivamente a € 250.000 mila compensata dal rimborso a marzo 2018 del finanziamento BEI pari a € 100.000 mila. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nella nota n. 28 della presente nota.

Obbligazioni a breve termine

Ammontano ad € 26.088 mila (€ 352.846 mila al 31 Dicembre 2017). Il decremento delle obbligazioni a breve termine è da imputare per € 330.956 mila all'estinzione del prestito obbligazionario emesso dalla Capogruppo ad inizio del mese di settembre 2013, della durata di 5 anni scaduto il 12 settembre 2018.

Debiti verso controllante Roma Capitale

Ammontano ad € 420 mila (€ 2.936 mila al 31 Dicembre 2017) e risultano essenzialmente composti da un acconto residuo versato in relazione al Piano LED.

Debiti verso controllate e collegate

Ammontano a € 596 mila e si sono ridotte di € 68 mila. Tale attribuzione è riferibile alla Capogruppo.

Debiti verso terzi

Ammontano a € 55.844 mila (€ 84.997 mila al 31 Dicembre 2017). La voce può essere rappresentata come segue:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Azionisti per dividendi 130 65 65 100,3%
Ambiente 97 (72) 169 n.s.
Estero 0 104 (104) (100,0%)
Idrico 31 31 0 0,6%
Infrastrutture Energetiche 0 0 0 n.s.
Ingegneria e Servizi 0 0 0 n.s.
Capogruppo 2 2 0 n.s.
Debiti verso terzi 55.714 84.932 (29.218) (34,4%)
Ambiente 2.784 6.944 (4.161) (59,9%)
Commerciale e Trading 17.306 21.006 (3.700) (17,6%)
Estero 361 0 361 n.s.
Idrico 7.782 20.762 (12.980) (62,5%)
Infrastrutture Energetiche 25.722 34.460 (8.739) (25,4%)
Ingegneria e Servizi 0 0 0 n.s.
Capogruppo 1.760 1.760 0 0
TOTALE 55.844 84.997 (29.153) (34,3%)

Per quanto attiene i debiti verso terzi si segnala una diminuzione di € 29.153 mila, legata principalmente alla riduzione dell'esposizione debitoria verso i factor per cessione di crediti.

Debiti verso fornitori

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione
%
Debiti verso fornitori 1.413.928 1.106.681 307.246 27,8 %
Debiti verso Controllante 107.644 126.128 (18.484) (14,7) %
Debiti verso Controllate e Collegate 3.305 4.999 (1.694) (33,9) %
Debiti verso Fornitori 1.524.876 1.237.808 287.068 23,2 %

Debiti verso fornitori terzi

I debiti verso fornitori ammontano a € 1.413.928 mila. La variazione in aumento, pari a € 307.246 mila, è imputabile in via principale al consolidamento di Gori (+€ 306.763 mila), nonché da fenomeni di segno opposto come di seguito evidenziato per area di business:

  • Ambiente: la crescita di € 1.694 mila è imputabile principalmente ad Aquaser (+ € 2.768 mila), Umbria Energy (+ € 757 milioni) e al consolidamento di Bioecologia (+ € 987 mila), in parte compensata dalla riduzione di ACEA Ambiente (- € 3,4 milioni);
  • Commerciale e Trading: aumentano, rispetto al 31 Dicembre 2017 per € 7.844 mila prevalentemente per Acea Energia;
  • Idrico: la crescita di € 18.997 mila (al netto dell'incremento derivante dal consolidamento di Gori), rispetto al 31 Dicembre 2017 è da imputare principalmente ad ACEA Ato2 (+ € 29.531 mila), parzialmente compensata da un decremento dei debiti di Acea Ato5 (- € 9.530 mila);
  • Estero: si incrementano per € 638 mila principalmente per il consolidamento del Consorcio Sur ( +€ 336 mila) e Agua de San Pedro (+ € 262 mila);
  • Infrastrutture energetiche: diminuiscono, rispetto al 31 Dicembre 2017 per € 22.865 mila prevalentemente per Acea Produzione (- € 6.393 mila ) e per il ramo dell'illuminazione pubblica (- € 13.905 mila);
  • Ingegneria e Servizi: registra una diminuzione pari a € 5.582 mila da imputare in parte all'effetto della ceduta attività di facility management;
  • Capogruppo: registra un aumento di € 2.011 mila rispetto al 31 Dicembre 2017.

Il Gruppo ha posto in essere accordi di factoring, tipicamente nella forma tecnica di reverse factoring. Sulla base delle strutture contrattuali in essere il fornitore ha la possibilità di cedere a propria discrezione, i crediti vantati verso la società ad un istituto finanziatore. In taluni casi, i tempi di pagamento previsti in fattura sono oggetto di ulteriori dilazioni concordate tra il fornitore e il Gruppo; tali dilazioni sono di natura onerosa.

In presenza di dilazioni, viene eseguita un'analisi quantitativa finalizzata alla verifica della sostanzialità o meno della modifica dei termini contrattuali, tramite predisposizione del test quantitativo in accordo con quanto previsto dallo IAS39 AG62. In tale contesto i rapporti, per i quali viene mantenuta la primaria obbligazione con il fornitore e l'eventuale dilazione, ove concessa, non comporti una sostanziale modifica nei termini di pagamento, mantengono la loro natura e pertanto rimangono classificati tra le passività commerciali.

Debiti commerciali verso controllante Roma Capitale

Ammontano a € 107.644 mila e sono commentati unitamente ai crediti commerciali nel paragrafo n. 23 della presente nota.

Debiti commerciali imprese controllate e collegate

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Debiti verso controllate 2.549 2.592 (43) (1,7) %
Debiti verso collegate 756 2.407 (1.651) (68,6) %
Totale 3.305 4.999 (1.694) (33,9) %

I debiti verso controllate includono i debiti verso le società consolidate a patrimonio netto tra cui Ingegnerie Toscane (€ 2.300 mila), mentre i debiti verso collegate si riducono principalmente per i debiti iscritti nella Capogruppo verso la collegata Citelum Napoli Pubblica Illuminazione.

Debiti tributari

Ammontano a € 27.750 mila al (€ 2.697 mila al 31 Dicembre 2017) ed accolgono il carico fiscale del periodo relativamente all'IRAP e all'IRES. La variazione in aumento è pari a € 25.052 mila è dovuta a maggiore debito IRES per 20.835 e maggiore debito IRAP per € 4.217 mila.

Altre passività correnti

Ammontano ad € 329.369 mila e sono composte come di seguito rappresentato:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza 22.232 19.714 2.518 12,8 %
Ratei e risconti passivi 31.407 466 30.942 0 %
Altre passività correnti 275.729 261.385 14.345 5,5 %
Totale 329.369 281.564 47.805 17,02 %

Debiti verso Istituti di previdenza e sicurezza sociale

Ammontano a € 22.232 mila (€ 19.714 mila al 31 Dicembre 2017) e sono così ripartiti per Area industriale:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Ambiente 1.202 1.157 45 3,9 %
Commerciale e Trading 1.968 1.828 140 7,7 %
Estero 84 12 72 0 %
Idrico 7.966 5.825 2.140 36,7 %
Infrastrutture Energetiche 6.572 6.558 13 0,2 %
Ingegneria e Servizi 883 1.175 (292) (24,9) %
Capogruppo 3.559 3.159 400 12,7 %
22.232 19.714 2.518 12,8 %

Ratei e risconti passivi

Tale voce ammonta a € 31.407 mila (€ 466 mila al 31 Dicembre 2017). La variazione è da imputare prevalentemente ad areti ed ACEA Energia in conseguenza all'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2018, del nuovo principio contabile internazionale IFRS15, come ampiamente riportato nei criteri di valutazione e principi contabili del presente documento.

Altre passività correnti

Ammontano a € 275.729 mila con un aumento pari a € 14.345 mila rispetto al 31 Dicembre 2017. La voce si compone come segue:

€ migliaia 31/12/18 31/12/17 Variazione Variazione %
Debiti verso Cassa Conguaglio 53.552 53.914 (361) (0,7%)
Debiti verso i Comuni per canoni di concessione 44.502 51.585 (7.082) (13,7%)
Debiti per incassi soggetti a verifica 7.430 22.351 (14.921) (66,8%)
Debiti verso il Personale dipendente 47.474 39.556 7.918 20,0%
Altri debiti verso i Comuni 31.024 16.616 14.408 86,7%
Debito verso Equitalia 2.275 4.745 (2.471) (52,1%)
Debiti per contributo solidarietà 0 4.755 (4.755) (100,0%)
Debiti per aggio ambientale Art. 10 Convenzione ATI4 del
13/08/2007
487 661 (174) (26,4%)
Debiti per acquisto diritti di superficie 383 633 (250) (39,5%)
Debiti verso utenti per restituzione Componente Tariffaria da esito
referendum
9 9 (0) (3,5%)
Debiti per acquisizione ramo d'azienda 1.156 5.537 (4.382) (79,1%)
Altri debiti 87.438 61.022 26.416 43,3%%
Altre passività correnti 275.729 261.385 14.345 5,5%

La variazione, pari ad € 14.345 mila, si riferisce principalmente all'effetto combinato dei seguenti fenomeni di segno opposto:

  • +14.408 per maggiori debiti verso i comuni , dovuti principalmente al consolidamento di Gori (+€ 16.108 mila) in parte compensati dai minori debiti di ACEA Ato2 (- € 1.694 mila);
    • € 7.918 mila per minori debiti verso il personale dipendente;
  • +26.416 di altri debiti di cui € 6.692 mila dovuti al consolidamento di Gori. Il restante incremento è da imputare in via principale alla capogruppo (+€ 7.281 mila) e ad ACEA Energia (+11.567 mila);
  • 14.921 per minori debiti per incassi soggetti a verifica imputabili principalmente ad ACEA Energia;
  • € 4.382 mila per minori debiti per acquisizione ramo d'azienda iscritti in ACEA Ato 2;
  • € 7.082 mila per minori debiti verso i Comuni per canoni di concessione di cui € 4.001 mila relativi ad ACEA Ato2 e € 3.422 mila relativi ad ACEA Ato5.

Impegni e rischi potenziali

Avalli, fideiussioni e garanzie societarie

Al 31 dicembre 2018 si attestano complessivamente a € 330.901 mila (erano € 330.455 mila al 31 dicembre 2017) e registrano un aumento di € 446 mila.

Il saldo risulta così composto:

  • € 70.189 mila per le garanzie nell'interesse di Acea Energia prevalentemente a favore di Terna, Eni Trading & Shipping e ERG Power Generation relative al contratto per il servizio di dispacciamento dell'energia elettrica;
  • per € 68.277 mila a favore dell'Acquirente Unico e nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia relativa al contratto di cessione di energia elettrica sottoscritto tra le parti;
  • per € 53.666 mila per la garanzia rilasciata da ACEA a favore di Cassa Depositi e Prestiti in conseguenza del rifinanziamento del mutuo erogato a areti. Trattasi di garanzia autonoma a prima richiesta a copertura di tutte le obbligazioni connesse al finanziamento originario (€ 493 milioni). L'importo di € 53.666 mila si riferisce alla quota garantita eccedente il debito originariamente erogato (€ 439 milioni);
  • € 30.756 mila rilasciate da istituti assicurativi per conto di Acea Ambiente (ex ARIA) relativamente agli impianti di recupero rifiuti (€ 7138 mila), agli impianti di recupero rifiuti con produzione di energia elettrica (€ 3.933 mila) e in favore della Regione Umbria per la gestione dell'attività operativa e post operativa della discarica (€ 16.715 mila);
  • € 30.000 mila la garanzia in favore di EDF Trading nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;
  • € 20.000 mila la garanzia in favore di Enel Trade nell'interesse di Acea Energia come controgaranzia delle transazioni nell'ambito del trading di energia elettrica;
  • € 13.784 mila per le garanzie rilasciate nell'interesse di areti a favore di Terna relative al contratto per il servizio di trasmissione dell'energia elettrica;
  • € 2.701 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata in favore di Roma Capitale in relazione al contratto relativo alla realizzazione delle opere del "Progetto Tecnologico" delle nuove reti di cavidotti mul+20ti servizi Via Tiburtina e via collaterali nell'interesse di areti;
  • € 4.000 mila relativi alla garanzia bancaria rilasciata a favore di Roma Natura in relazione a lavori di adeguamento della rete nella Riserva della Marcigliana;
  • € 3.712 mila relativi alla garanzia in favore di Italgas SpA nell'interesse di Acea Energia rinnovata ad ottobre 2014;
  • € 1.295 mila relativi alla garanzia bancaria emessa dal banco di Bilbao Vizcaya Argentaria favore del GSE per l'esatto adempimento dell'obbligazione della società Acea Ambiente (ex ARIA) di provvedere alla restituzione nei confronti del GSE;
  • € 6.306 mila relativi ad ACEA Ato5 ed in particolare ad una fideiussione prevista obbligatoriamente dall'art.31 del Disciplinare Tecnico, rilasciata da UNICREDIT a favore dell'AATO, calcolato sul 10% della media triennale del Piano Finanziario-Tariffario del Piano d'Ambito dell'A.A.T.O.

Informativa sui servizi in concessione

Il Gruppo ACEA esercita servizi in concessione nell'ambito del settore idrico – ambientale nonché in quello di pubblica illuminazione; svolge altresì il servizio di selezione, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni dell'Ambito Territoriale Ottimale n. 4 "Ternano – Orvietano attraverso Acea Ambiente.

Per quanto riguarda il settore idrico – ambientale il Gruppo ACEA svolge in concessione il Servizio idrico integrato (SII) nelle seguenti regioni:

  • Lazio ove ACEA Ato2 S.p.A. e ACEA Ato5 S.p.A. svolgono rispettivamente il servizio nella provincia di Roma e Frosinone,
  • Campania ove GORI S.p.A. esercita il servizio nel territorio della Penisola Sorrentina e Isola di Capri, nell'area del Vesuvio, nell'area dei Monti Lattari e nel bacino idrografico del fiume Sarno,
  • Toscana ove il Gruppo ACEA opera nella provincia di Pisa attraverso Acque S.p.A., nella provincia di Firenze attraverso Publiacqua S.p.A., in quelle di Siena e Grosseto attraverso Acquedotto del Fiora S.p.A., in quella di Arezzo attraverso Nuove Acque S.p.A. e in quella di Lucca e provincia attraverso GEAL S.p.A.,
  • Umbria ove il Gruppo opera nella provincia di Perugia attraverso Umbra Acque S.p.A. e in quella di Terni attraverso S.I.I. ScpA.

Inoltre il Gruppo è titolare di diverse gestioni ex CIPE nella provincia di Benevento con GESESA S.p.A. e nei comuni di Termoli e Campagnano con Crea Gestioni S.p.A.

Per maggiori informazioni in merito al contesto normativo e regolatorio si rinvia a quanto illustrato nella Relazione sulla Gestione.

Illuminazione Pubblica Roma

Il servizio è svolto dalla Capogruppo sulla base di un atto concessorio emanato da Roma Capitale di durata trentennale (a partire dal 1° gennaio 1998). Tale concessione è gratuita e viene attuata attraverso un apposito contratto di servizio che, data la sua natura accessiva alla convenzione, ha durata coincidente con quella della concessione (2027).

Il contratto di servizio prevede, tra l'altro, l'aggiornamento annuale delle componenti di corrispettivo relative al consumo di energia elettrica ed alla manutenzione e l'aumento annuale del corrispettivo forfetario in relazione ai nuovi punti luce installati.

Inoltre, gli investimenti inerenti il servizio possono essere (i) richiesti e finanziati dal Comune o (ii) finanziati da ACEA; nel primo caso tali interventi verranno remunerati sulla base di un listino prezzi definito tra le parti (e oggetto di revisione ogni due anni) e daranno luogo ad una riduzione percentuale del canone ordinario; nel secondo caso il Comune non è tenuto ad alcun pagamento di extra canone; tuttavia, ad ACEA verrà riconosciuto tutto o parte del risparmio atteso in termini energetici ed economici secondo modalità predefinite.

Alla scadenza naturale o anticipata – anche per le fattispecie previste dal decreto legge 138/2011 - ad ACEA spetta un'indennità corrispondente al valore residuo contabile che sarà corrisposta dal Comune o dal gestore subentrante previa previsione espressa di tale obbligo nel bando di gara per la selezione del nuovo gestore.

Il contratto fissa, infine, un elenco di eventi che rappresentano causa di revoca anticipata della concessione e/o di scioglimento del contratto per volontà delle parti; tra questi eventi appare rilevante quello relativo a sopravvenute esigenze riconducibili al pubblico interesse che determina a favore di ACEA il diritto ad un indennizzo commisurato al prodotto, attualizzato, tra una percentuale definita dell'importo contrattuale annuo ed il numero degli anni mancanti alla scadenza della concessione.

Sulla base delle consistenze degli impianti di illuminazione pubblica al 31 dicembre 2009 l'ammontare del canone annuo ordinario è fissato dall'accordo integrativo in € 39,6 milioni e comprende tutti gli oneri relativi alla fornitura di energia elettrica per l'alimentazione degli impianti, la gestione ordinaria e la manutenzione ordinaria e straordinaria.

A Giugno 2016 ACEA e Roma Capitale hanno sottoscritto una scrittura privata volta a regolare impegni ed obblighi discendenti dall'attuazione del Piano LED e, conseguentemente, a modificare l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo sottoscritto nel 2011.

In particolare tale Piano prevede l'installazione di 186.879 (divenute 182.556 su richiesta di Roma Capitale) armature da eseguirsi in numero di 10.000 al mese a partire dai trenta giorni successivi alla sottoscrizione dell'accordo; il corrispettivo è fissato in € 48,0 milioni per l'intero Piano LED. L'ammontare sarà liquidato nella misura del 10% quale acconto e, la restante parte, sulla base di appositi SAL bimestrali che dovranno essere pagati da Roma Capitale entro i trenta giorni successivi alla chiusura del SAL per l'80% e entro quindici giorni dalla verifica del medesimo SAL per il rimanente 15%. Il contratto prevede inoltre meccanismi di incentivazione/penalità per installazioni superiori/inferiori a quelle programmate per ciascun bimestre nonché la riduzione del corrispettivo riconosciuto da Roma Capitale in misura pari al 50% del controvalore economico dei Titoli di Efficienza Energetica spettanti ad ACEA per il Progetto LED.

In conseguenza dell'esecuzione del Piano LED le parti hanno parzialmente modificato l'articolo 2.1 dell'Accordo Integrativo del 2011 con riferimento al listino prezzi ed alla composizione del corrispettivo per la gestione del servizio.

Servizio idrico integrato

Lazio – ACEA Ato2 S.p.A. (Ato2 – Lazio Centrale - Roma)

ACEA Ato2 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 6 Agosto 2002 tra la società e la provincia di Roma (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 112 Comuni tra i quali Roma Capitale). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato2 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione che è prevista avvenire gradualmente: ad oggi l'attività di ricognizione (inclusa quella relativa ai Comuni già acquisiti) è stata completata per 96 Comuni su un totale di 112, equivalenti a circa 3.869.179 abitanti residenti (fonte ISTAT 2011).

Al 31 Dicembre 2018 il territorio gestito ha subito modifiche rispetto al 31 Dicembre 2017 a seguito dell'acquisizione dei Comuni di Civitavecchia e Morlupo.

Con riferimento alle tariffe, come noto, l'ARERA - con la deliberazione 572 del 13 Novembre 2018 - ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019, proposto dalla Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province dell'ATO2 Lazio centrale; i contenuti essenziali sono di seguito riassunti:

  • il riconoscimento dei costi per il miglioramento della qualità tecnica introdotta dalla delibera ARERA 917/2017;
  • il definitivo riconoscimento delle componenti a conguaglio degli oneri connessi a variazioni sistemiche relative a gestione/manutenzione casette dell'acqua e alle acquisizioni di nuove gestioni dopo il rinvio operato in sede di approvazione della tariffa 2016-2017;
  • il riconoscimento della componente OPsocial introdotta dalla Delibera ARERA 918/2017 a copertura degli oneri derivanti dalla eventuale erogazione del bonus idrico alle utenze disagiate.;

L'Autorità ha determinato i valori massimi dei moltiplicatori tariffari confermando i valori delle annualità 2018 e 2019 confermando sostanzialmente quelli stabiliti prima dell'aggiornamento in sede di approvazione della proposta tariffaria 2016-2017, in particolare:

  • 1,000 per l'anno 2016;
  • 1,048 per l'anno 2017;
  • 1,107 per l'anno 2018;
  • 1,171 per l'anno 2019.

L'articolazione tariffaria applicata all'utenza a partire dal 1° Gennaio 2018, pertanto ha registrato l'incremento del 5,63% rispetto alle tariffe applicate per l'anno 2017.

Sulla base della delibera 572/2018 dell'ARERA sono stati valorizzati i ricavi del periodo che ammontano a € 574,9 milioni: essi includono la stima dei conguagli delle partite passanti, la componente FNI (€ 20,7 milioni) -che, a partire dal 2017, è parzialmente destinata alle agevolazioni tariffarie (€ 2,0 milioni nel 2018) – nonché il premio spettante al Gestore per il conseguimento di standard migliorativi rispetto a quanto previsto da ARERA nella delibera 655/2015 (€ 33,6 milioni al lordo degli indennizzi spettanti ai clienti). L'ammontare del premio maturato nell'anno, rappresenta la migliore stima effettuata sulla base della misurazione effettiva del livello di performance nonché del livello atteso.

Lazio – ACEA Ato5 S.p.A. (Ato5 – Lazio Meridionale - Frosinone)

ACEA Ato5 svolge il servizio idrico integrato sulla base di una convenzione per l'affidamento del servizio di durata trentennale sottoscritta il 27 giugno 2003 tra la società e la provincia di Frosinone (in rappresentanza dell'Autorità d'Ambito costituita da 86 comuni). A fronte dell'affidamento del servizio, ACEA Ato5 corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni in base alla data di effettiva acquisizione della gestione.

La gestione del servizio idrico integrato sul territorio dell'ATO 5 – Lazio Meridionale - Frosinone interessa un totale di 85 comuni per una popolazione complessiva di circa 490.000 abitanti, una popolazione servita pari a circa 470.000 abitanti ed un numero di utenze pari a 197.821.

Ad oggi manca al completamento di detto processo il Comune di Paliano essendo stata perfezionata, a partire dal 19 Aprile 2018, secondo quanto disposto dal Commissario ad acta nominato dal Presidente della Provincia di Frosinone, l'acquisizione di Atina. Di seguito la descrizione dei principali eventi avvenuti nel periodo:

Comune di Atina: nel corso dell'anno si sono susseguiti diversi incontri presso la STO dell'ATO5, tuttavia risultando il Comune di Atina ancora inadempiente al proprio obbligo - accertato dal giudice amministrativo con la sentenza n. 356/2013 confermata dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 2742/2014 - "di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII", la STO dell'ATO5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5, nella riunione del 23 Gennaio 2018, hanno stabilito di sollecitare il Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta nominato dal TAR Lazio - sezione staccata di Latina, con la sentenza n. 356/2013 del 21 Marzo 2013, affinché adotti tutte le opportune iniziative, attività ed atti opportuni e/o necessari a consentire la conclusione del procedimento di trasferimento ad ACEA Ato5 delle opere e degli impianti idrici e fognari pertinenti il SII nel territorio comunale di Atina.

Immediatamente, la Società ha, per un verso, trasmesso formale istanza al Presidente della Provincia di Frosinone, in qualità di Commissario ad acta, affinché lo stesso provveda, in luogo del Comune di Atina inadempiente, all' "affidamento in concessione (…) nonché di consegna materiale delle opere ed impianti afferenti il SII" in favore di ACEA Ato5; per un altro verso, ha contestualmente richiesto all'ARERA di avviare un procedimento volto alla verifica della legittimità delle tariffe sin qui applicate dal Comune di Atina agli utenti, nonché ha invitato le competenti Autorità di controllo - tra cui la Procura della Repubblica di Cassino e la Corte dei Conti all'accertamento delle eventuali responsabilità, anche di ordine penale e/o erariale, in capo ai soggetti indicati, adottando eventualmente tutte le opportune iniziative conseguenti. A fronte della predetta istanza, in data 29 Marzo

2018 si è tenuto, presso gli uffici della S.T.O. dell'AATO5, un primo incontro tra le parti, al fine di addivenire alla conclusione del processo di trasferimento del S.I.I. nel territorio comunale di Atina.

In particolare, le parti hanno convenuto (i) di procedere all'aggiornamento del verbale di ricognizione delle opere del 28 Settembre 2017, entro il 10 Aprile 2018; (ii) di provvedere ad aggiornare i termini stabiliti dalle parti relativamente ai rispettivi adempimenti, come convenuti nel verbale del 9 Gennaio 2018, confermandone integralmente il contenuto; (iii) di trasmettere al Commissario ad Acta la documentazione attestante l'avvenuta trasmissione al Gestore, da parte del Comune di Atina, della banca dati relativa alle utenze ubicate nel territorio comunale, impegnandosi il Comune medesimo a provvedere al successivo aggiornamento delle suddette utenze, secondo le modalità stabilite nel verbale del 9 Gennaio 2018.

La successiva riunione fissata per il 19 Aprile 2018 aveva come obiettivo quello di procedere alla formalizzazione del trasferimento delle opere ed impianti afferenti il SII nel Comune di Atina, nonché per la chiusura dei lavori del Commissario ad Acta, in ottemperanza a quanto stabilito nel Decreto del Presidente della Provincia n. 27 del 2 Marzo 2018.

Nella predetta riunione alla presenza della STO dell'ATO5, del Comune di Atina e di ACEA Ato5, il Commissario ad Acta - preso atto che le parti hanno provveduto ad espletare gli adempimenti di cui ai punti 1), 2) e 3) del verbale del 29 Marzo 2018, in ottemperanza della sentenza del TAR Latina n. 356 del 23 Aprile 2013 - ha proceduto alla consegna in favore di ACEA Ato5 delle opere, dei beni e degli impianti afferenti il SII nel territorio Comunale.

Altresì, con successivo verbale, sottoscritto nella medesima data dalla S.T.O. dell'ATO5, da ACEA Ato5 e dal Comune di Atina, le parti, ribadendo di confermare integralmente il contenuto del verbale del 9 Gennaio 2018, hanno convenuto di adeguare le scadenze previste nel predetto verbale, attualizzandole alla data odierna e prorogandole di 100 giorni.

Comune di Paliano: all'esito dell'udienza del 7 dicembre 2017 il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società nei confronti del Comune di Paliano, che, per oltre 10 anni, si è opposto illegittimamente al trasferimento del servizio in favore della Società, al fine di preservare la prosecuzione della gestione della propria società partecipata AMEA S.p.A.

Successivamente la Società ha richiesto l'immediato trasferimento del servizio e anche il Ministero dell'Ambiente ha sollecitato tale adempimento, anche attraverso l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte dell'Amministrazione Regionale.

Tuttavia, il Sindaco del Comune di Paliano ha anticipato la volontà del Comune di Paliano di proporre ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del TAR e di non procedere, pertanto, al trasferimento del servizio sin tanto che il Consiglio di Stato non si sia pronunciato sull'appello.

La Segreteria Tecnico Operativa dell'Ente d'Ambito, dando corso alla diffida trasmessa da ACEA Ato5, ha convocato le parti - per il giorno 23 Gennaio 2018 - per "intraprendere le attività connesse alla consegna delle infrastrutture del servizio idrico". Alla predetta riunione, non essendosi presentati il Comune di Paliano, in persona del Dirigente/Funzionario del SII, e la Società AMEA S.p.A., in persona del Legale Rappresentante, la STO dell'ATO5 Lazio Meridionale-Frosinone ed ACEA Ato5 hanno disposto di presentare formale istanza al TAR Lazio - sezione distaccata di Latina - affinchè proceda alla nomina del Commissario ad acta, che in sostituzione del Comune di Paliano inadempiente, provveda ad eseguire le attività necessarie a consentire la consegna delle infrastrutture del servizio idrico nel territorio comunale di Paliano ad ACEA Ato5. Altresì, ACEA Ato5, per un verso, ha immediatamente informato la Procura della Repubblica di Frosinone e la Corte dei Conti di quanto occorso, invitandole a verificare eventuali responsabilità, anche in relazione al profilo – già evidenziato dal TAR nella sentenza citata – della evidente violazione dell'art.153 D.Lgs. n.152/2006 e delle connesse responsabilità erariali e penali; per un altro verso, contestualmente, ha invitato tutte le Amministrazioni ed Autorità di controllo a porre in essere ogni eventuale attività di competenza finalizzata al ripristino della legalità violata – sollecitando la richiesta già formulata con precedenti comunicazioni, nei confronti dell'Ente d'Ambito e dell'Autorità di regolazione di settore, di avviare le opportune verifiche in ordine alla legittimità delle tariffe idriche sin qui applicate nel Comune di Paliano.

In data 16 Febbraio 2018, il Comune di Paliano ha depositato al Consiglio di Stato l'appello avverso la sentenza del TAR Latina 6/2018 ed il 27 Settembre 2018 si è svolta l'udienza in camera di consiglio per la decisione di merito, relativamente alla quale il Consiglio ne ha differito il deposito. Nelle more della definizione del giudizio, la STO ha convocato le parti interessate - ACEA Ato5, il Comune di Paliano ed AMEA - per il giorno 4 Giugno 2018, al fine di ottemperare a quanto richiesto dal Ministero. Tuttavia, a fronte dell'assenza alla predetta riunione sia del Comune di Paliano che di AMEA, la STO ha provveduto a trasmettere il relativo verbale alla Regione Lazio, restando in attesa dei provvedimenti che l'Amministrazione Regionale intenderà assumere.

Si informa che in data 2 Luglio 2018 è stato notificato alla Società, in qualità di controinteressato, ricorso del Comune di Paliano al TAR Lazio - sez. distaccata di Latina, avverso il provvedimento del 27 Aprile 2018 con il quale l'AATO 5 ha rigettato l'istanza di salvaguardia presentata dal predetto Comune.

Benché si tratti di una questione connessa al principale ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato, promosso dal Comune di Paliano avverso la sentenza n. 6/2018 del TAR Latina che ha accolto il ricorso proposto da ACEA Ato5, al fine di ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale il Comune ha opposto il proprio diniego al trasferimento del servizio, la Società ha ritenuto opportuno costituirsi in giudizio.

Il 2 Ottobre 2018, nelle more della definizione del ricorso al Consiglio di Stato, nonchè a seguito di convocazione della STO dell' AATO5 Lazio meridionale – Frosinone, si è svolto un incontro tra la Società, il Comune di Paliano ed AMEA, finalizzato a dare impulso - onde agevolare l'eventuale trasferimento ad ACEA Ato5 del SII. nel territorio comunale di Paliano- alle attività di ricognizione delle opere e degli impianti afferenti il predetto SII., già iniziate nel 2009.

A Novembre 2018 il Consiglio di Stato definitivamente pronunciandosi sull'appello proposto dal Comune di Paliano avverso la sentenza del TAR n. 6/2018, lo ha respinto ed, accogliendo tutte le argomentazioni difensive formulate da ACEA Ato5, ha accertato la decadenza della gestione da parte di AMEA nel territorio del predetto Ente locale per decorrenza del periodo di salvaguardia triennale previsto dalla Convenzione di Cooperazione ed il conseguenziale obbligo del Comune di Paliano di trasferire il SII in favore del gestore d'Ambito.

Ad oggi sono in corso le attività propedeutiche al trasferimento alla Società della gestione del SII nel territorio del Comune di Paliano. In particolare, a fine Novembre 2018, è stata elaborata la relazione definitiva che recepisce l'attuale stato delle opere e degli impianti afferenti il SII nel Comune di Paliano.

Comune di Cassino: nell'ambito del processo di aggregazione delle gestioni dell'ATO5 Lazio Meridionale – Frosinone, si ricorda che la Società, a seguito della pubblicazione della sentenza n. 2532/2017 emessa dal Consiglio di Stato – ha assunto a far data dal 1 Luglio 2017 la gestione del SII per le utenze ubicate nel centro del Comune di Cassino.

Il suddetto passaggio di gestione ha interessato circa 13.000 utenze, comportando per il gestore, un maggiore impatto dal punto di vista organizzativo, con particolare riferimento ai processi di bollettazione e gestione dell'utenza, determinando di fatto la necessità di un nuovo vero e proprio censimento delle utenze.

In considerazione degli elementi sopra rappresentati e delle problematiche sopravvenute, il gestore si è trovato nell'impossibilità di poter garantire l'adeguamento delle nuove utenze alle prescrizioni di qualità contrattuale, soprattutto con riguardo alle criticità impattanti sulla fatturazione, variazioni contrattuali, call center e reclami (verosimile ingente flusso di contatti in entrata nel primo periodo), gestione separata, sportelli, pronto intervento e gestione utenza.

Pertanto, in data 27 Febbraio 2018, con nota protocollo n. 48514, ACEA Ato5. ha inoltrato all'EGA per il tramite della STO richiesta di presentare all'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), ai sensi dell'art.3.2 della Deliberazione 655-2015, e con riferimento alla sola gestione del SII del Comune di Cassino, istanza motivata di deroga dall'applicazione del RQSII per un periodo di 12 mesi decorrenti dal 1° Luglio 2017.

In data 10 Aprile 2018 con nota protocollo n. 3869 la STO, comunicando di condividere la richiesta del Gestore, ha chiesto all'ARERA di riconoscere detta deroga per un periodo di 12 mesi a far data dal 1° Luglio 2017.

Trovando la predetta istanza di deroga fondamento normativo nell'articolo 3.2 della Deliberazione 655-2015, che espressamente prevede che "Qualora il gestore dimostri di non poter ottemperare alle disposizioni del presente provvedimento, l'Ente di governo dell'ambito competente per il relativo territorio, d'intesa con il gestore del SII, ha facoltà di presentare istanza motivata di deroga all'Autorità per un periodo massimo pari a dodici (12) mesi, al fine di garantire al gestore i tempi necessari per adeguare i propri sistemi informatici e gestionali alle prescrizioni in materia di qualità contrattuale", è verosimile ritenere che la stessa venga accolta.

Con riferimento alle tariffe, come noto, la Conferenza dei Sindaci, nella seduta del 1° Agosto 2018, ha, tra l'altro, ha approvato, l'aggiornamento tariffario 2018-2019 ed i seguenti moltiplicatori

2016 2017 2018 2019
1,080 1,166 1,260 1,360

I contenuti essenziali sono di seguito riassunti:

  • conferma della valorizzazione della componente FNI sulla base del parametro ψ pari a 0,4
  • riconoscimento di un tasso di morosità del 6,93% in accoglimento parziale (in luogo del 7,1%) della istanza motivata presentata dalla Società
  • riconoscimento della componente Opexqc per il miglioramento dei livelli di qualità contrattuale

ricalcolo dei valori del VRG (vincolo ai ricavi ammessi) relativo al periodo che va dal 2012 al 2017 a seguito delle prescrizioni ARERA definite con Determinazione DSAI/42/2018/IDR.

Sulla base dell'aggiornamento tariffario approvato dalla Conferenza dei Sindaci del 1° Agosto 2018 sono stati quantificati i ricavi del periodo che ammontano a € 71,1 milioni inclusa la stima dei conguagli delle partite passanti e la componente FoNI pari a € 9,3 milioni.

Per quanto riguarda i conguagli tariffari si informa che, sulla base del ricalcolo operato, al 31 Dicembre 2018 essi ammontano a € 90,4 milioni.

Con riferimento ai rapporti con la STO si informa che in data 28 Febbraio 2017 è stata pubblicata la sentenza n. 304/2017 del Tribunale di Frosinone, relativa al giudizio civile, RG 1598/2012, pendente tra ACEA Ato5 S.p.A. e l'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale n.5.

La Società aveva agito, nel 2012, con la proposizione di un'azione monitoria finalizzata al recupero del proprio credito pari a € 10,7milioni nascente dall'Atto Transattivo sottoscritto con l'Ente d'Ambito in data 27 Febbraio 2007, in attuazione della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4 del 27 Febbraio 2007.

L'Ente d'Ambito si era opposta al decreto ingiuntivo, contestando l'esistenza del credito e la validità della Transazione sul presupposto che la stessa fosse stata travolta dall'annullamento in via di autotutela della deliberazione n.4/2007 (intervenuta in forza della successiva deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.5/2009).

Inoltre, lo stesso Ente d'Ambito aveva contestato la legittimità della Transazione poiché, a suo dire, la stessa sarebbe stata adottata in violazione della disciplina pro tempore vigente e segnatamente del Metodo Normalizzato di cui al DM 1.08.1996.

Infine, l'Ente d'Ambito – nel formulare opposizione al decreto ingiuntivo, per le ragioni sostanziali sopra richiamate – aveva altresì formulato domanda riconvenzionale volta ad ottenere la condanna della Società al pagamento dei canoni concessori relativi al periodo 2006-2011 e quantificati in circa € 28,0 milioni.

Il Tribunale di Frosinone:

  • ha rigettato i motivi di opposizione formulati dall'Ente d'Ambito, evidenziando, da un lato, che l'annullamento, in via di autotutela, della deliberazione 4/2007 (per effetto della successiva deliberazione n.5/2009) non produceva effetti sul rapporto privatistico sottostante, e dunque sulla validità dell'Accordo Transattivo del 27 Febbraio 2007 e dall'altro, che la Transazione non violava il Metodo Normalizzato dal momento che il principio cd. del price cap vale solo per gli eventuali aumenti tariffari;
  • ha invece annullato il decreto ingiuntivo sul presupposto della nullità della deliberazione della Conferenza dei Sindaci n.4/2007 e dell'Atto Transattivo che sarebbero stati adottati dall'Ente d'Ambito in violazione della disciplina pubblicistica che imponeva di individuare le coperture finanziarie dell'atto medesimo;
  • ha rigettato le domande formulate dalla Società in via subordinata (nell'eventualità in cui l'Atto Transattivo fosse stato dichiarato invalido), volte al riconoscimento del credito da parte dell'Ente d'Ambito;
  • ha infine rimesso la causa in istruttoria per quanto attiene la domanda riconvenzionale formulata dall'Ente d'Ambito che nelle proprie memorie conclusive ha comunque riconosciuto l'avvenuto pagamento, da parte del Gestore, di buona parte del proprio debito, rappresentando l'esistenza di un credito residuo di circa € 7,0 milioni. All'udienza del 17 Novembre 2017, sono stati depositati la copia del bonifico del 31 Luglio 2017 per € 2,0 milioni, la copia del bonifico del 4 Ottobre 2017 per € 2,2 milioni e la nota di ACEA del 16 Novembre 2017 dove sono evidenziati:
  • o l'impegno di ACEA a corrispondere € 1,3 milioni entro il mese di Dicembre 2017;
  • o la contestazione di ogni ulteriore debenza in ordine ai canoni di concessione.

A fronte della suddetta produzione documentale, la controparte – inizialmente convinta a riconoscere le somme di cui ai bonifici del 31 Luglio 2017 e del 4 Ottobre 2017 a concorrenza delle somme dovute da ACEA a titolo di canone di concessione – ha preso atto della produzione documentale, dichiarando l'esigenza, anche in ragione del contenuto della nota del 16 Novembre 2017, di dover "riferire" all'AATO5. Alla luce di quanto sopra, il Giudice, preso atto della richiesta di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 Febbraio 2018. Nel corso della predetta udienza sono stati depositati i documenti attestanti gli ultimi pagamenti di ACEA Ato5 S.p.A. in favore di AATO5. Con tali ultimi pagamenti, la Società ha complessivamente saldato l'intero canone concessorio relativo al periodo 2006-2011: quanto sopra risulta in modo espresso anche dalla Determinazione Dirigenziale della STO n. 88 dell'8 Novembre 2017. In particolare viene dato espressamente atto che "a fronte di preordinati e/o successivi pagamenti del canone concessorio da parte del Gestore, che ad oggi ha saldato fino all'annualità 2012".

All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell'AATO5, ha concesso un rinvio al 4 Maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, provvederà alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 Settembre 2018.

In tale sede, le Parti, alla luce del Tavolo di Conciliazione instaurato in data 11 Settembre 2018 con l'AATO5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa – tra le altre – anche la questione inerente la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 Febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 Settembre 2019.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha annullato il decreto ingiuntivo di € 10,7 milioni inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 Maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 Novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art. 281 sexies c.p.c..

Relativamente al ricorso innanzi al TAR Lazio sez. Latina presentato dalla Società avverso la deliberazione n. 1/2016 del 18 Febbraio 2016, con la quale la Conferenza dei Sindaci ha espresso il proprio diniego all'incorporazione di ACEA Ato5 in ACEA Ato2, conclusosi con sentenza n. 450/2017 con la quale il giudice amministrativo ha accolto il ricorso proposto da ACEA Ato5 S.p.A., la Società si è costituita nel Giudizio di appello promosso dall'Autorità dell'Ambito Territoriale n. 5 Lazio Meridionale – Frosinone avverso la suddetta sentenza.

Ad oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza.

Con riferimento alle ulteriori complesse vicende relative ai contenziosi legali, instaurati ed instaurandi, tra ACEA Ato5 e l'Autorità d'Ambito, si rinvia a quanto illustrato al paragrafo "Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali" del presente documento.

Campania – GORI S.p.A. (Sarnese Vesuviano)

GORI, sulla base di apposita convenzione stipulata con l'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano il 30 Settembre 2002, è affidataria per un periodo di 30 anni del servizio idrico integrato afferente 76 Comuni fra le province di Napoli e Salerno. A fronte dell'affidamento del servizio, GORI corrisponde un canone di concessione all'ente concedente (Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano) in base alla data di effettiva acquisizione della gestione. Il perimetro di gestione è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al precedente esercizio avendo ormai concluso il processo di acquisizione delle gestioni; infatti i comuni gestiti sono 76 e cioè tutti quelli ricadenti nell'ATO3 della Regione Campania.

Tariffe: Istanza di riequilibrio economico – finanziario

Preliminarmente, giova ricordare che l'ARERA, nell'ambito delle sue attribuzioni, ha determinato: un primo metodo tariffario transitorio per gli anni 2012 e 2013, emanato con deliberazione 585/2012/R/idr ("Metodo Tariffario Transitorio" o "MTT"); un secondo metodo tariffario idrico per gli anni 2014 e 2015 emanato con deliberazione 643/2013/R/idr ("Metodo Tariffario Idrico" o "MTI"); un terzo e attualmente vigente metodo tariffario idrico per il secondo periodo regolatorio 2016÷2019, adottato con deliberazione 664/2015/R/idr, come modificata dalla successiva deliberazione 918/2017/R/idr ("Metodo Tariffario Idrico - 2" o "MTI-2"). Sulla base del metodo tariffario adottato dall'Autorità, l'Ente di Governo d'Ambito è tenuto a predisporre lo Schema Regolatorio per il periodo di riferimento che è poi approvato dalla medesima Autorità.

Difatti il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, in esecuzione della deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr, ha predisposto lo Schema Regolatorio 2016÷2019 con deliberazione n. 19 dell'8 Agosto 2016 e lo ha poi aggiornato, in esecuzione della deliberazione dell'ARERA 918/2017/R/idr, con la deliberazione n. 39 del 17 Luglio 2018. Con tale ultima deliberazione: (i) è stata valorizzata la componente a conguaglio RCappr nella misura di € 216,9 milioni; (ii) è stato riconosciuto il Vincolo ai Ricavi del Gestore ("VRG") per gli anni 2016 (VRG: € 167,9 milioni); 2017 (VRG: € 183,1 milioni), 2018 (VRG: € 197,0 milioni) e 2019 (VRG: € 206,3 milioni) nonché i corrispondenti "moltiplicatori tariffari" per gli esercizi 2018 (ϑ1,247505) e 2019 (ϑ 1,309880); (iii) è stato stabilito di destinare la quota FoNI già prevista per l'anno 2017 e non ancora utilizzata al finanziamento di agevolazioni tariffarie a carattere sociale; (iv) è stato istituito il Bonus Idrico integrativo con la valorizzazione della componente di costo OPsocial per gli anni 2018-2019; (v) è stata aggiornata la tabella n. 2 relativa a ratei, ammortamenti, mutui distinti per Comuni dell'ATO3. Inoltre, lo Schema Regolatorio 2016÷2019 aggiornato con la deliberazione 39/2018 – in considerazione del fatto che non è stata ancora concesso il finanziamento a titolo perequativo richiesto dall'Ente d'Ambito all'ARERA con la deliberazione commissariale n.19/2016 unitamente alle altre misure di riequilibrio di cui alla deliberazione della medesima Autorità 656/2015/R/idr – è stato predisposto sulla base di un piano industriale finalizzato alla piena attuazione del S.I.I. dell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano che garantisca, contestualmente all'equilibrio economico-finanziario: (a) la sostenibilità sociale della tariffa del S.I.I. applicata agli utenti, (b) la realizzazione degli investimenti occorrenti al miglioramento del servizio nonché (c) il recupero dei conguagli tariffari accumulati. A tali fini, il vigente Schema Regolatorio dell'ATO 3 ha posto i seguenti obiettivi da raggiungere per garantire, come detto, la piena attuazione del S.I.I: (i) il trasferimento e l'efficientamento delle infrastrutture idriche ricadenti nell'ATO 3 ancora in gestione della Regione Campania ed elencate nella delibera della Giunta Regionale campana n. 243 del 24 Maggio 2016 (di seguito indicate, per brevità, "Opere Regionali"). (ii) il reimpiego e ricollocamento – sempre in un'ottica di efficientamento del S.I.I. – del personale addetto sulle Opere Regionali conformemente e con le modalità previste dagli accordi intervenuti con le Organizzazioni Sindacali sulla base della su citata delibera di Giunta Regionale 243/2016 e del relativo Accordo Quadro sottoscritto tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 Agosto 2016 attuativo della medesima delibera 243/2016 (ii) la previsione di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società – sostanzialmente, in ragione della inadeguatezza del sistema tariffario effettivamente applicato fino al 2016 – per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti nei confronti della Regione Campania, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi per il pagamento delle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue".

Tariffe: Aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie del servizio idrico integrato

Con delibera n. 39 del 17 Luglio 2018 il Commissario Straordinario del Distretto Sarnese Vesuviano ha approvato, ai sensi della deliberazione ARERA n. 918/2017/R/ldr: (i) aggiornamento dello "Schema Regolatorio" del Servizio idrico integrato dell'ATO3 della Regione Campania già approvato con deliberazione Commissariale n. 19/2016, (ii) costituito il Programma degli Interventi, il Piano tariffario ed il Rendiconto Finanziario e la relazione Metodologica di accompagnamento ex art. 13.2, lettera c) deliberazione ARERA n. 918/2017/R/ldr; inoltre, ai fini degli adempimenti dell'Ente ex art. 13.2, lettera c), deliberazione ARERA n. 918/2017/R/ldr, il Commissario ha aggiornato il "vincolo ai ricavi riconosciuti al gestore" del SII dell'ATO3 ed i corrispondenti "moltiplicatori tariffari" per gli esercizi 2018 e 2019.

Con la delibera 39/2018, il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano ha deliberato l'aggiornamento del vincolo ai ricavi riconosciuti al gestore del SII dell'ATO3 ed i corrispondenti "moltiplicatori tariffari" per gli esercizi 2018 e 2019 pari rispettivamente a: 2016 = 1,090000, 2017 = 1,188100, 2018 = 1,247505, 2019 = 1,309880, mantenendo quindi fermi i moltiplicatori tariffari già determinati con deliberazione commissariale n. 19/2016 per gli anni 2016÷2019.

Tenuto conto di quanto rappresentato dal Presidente dell'Ente Idrico Campano, con nota prot. n. 144 del 10 Aprile 2018 circa la perdurante competenza della Gestione Commissariale dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano in ordine all'attuazione degli obblighi derivanti dalle deliberazioni ARERA in materia tariffaria, in attesa del perfezionarsi della piena costituzione ed operatività dell'Ente Idrico Campano, la Gestione Commissariale dell'ATO3 Sarnese Vesuviano in un'ottica prudenziale ha "proceduto ad aggiornare il vigente "Schema regolatorio" nei limiti di quanto strettamente necessario, con salvezza delle scelte che l'Ente Idrico Campano vorrà assumere allorquando si determineranno le condizioni per il suo subentro nelle funzioni che il D.Lgs. n. 152/2006 e la L.R. n. 15/2015 rimettono alla sua titolarità". In tale ottica prudenziale, le principali determinazioni assunte vengono di seguito riportate:

  • sono stati mantenuti fermi i moltiplicatori tariffari già determinati con deliberazione commissariale n. 19/2016 per gli anni 2016÷2019 nella misura del limite massimo ammissibile, pari al 9% per il biennio 2016-2017 e pari a 5% per il biennio 2018-2019;
  • il programma degli interventi già approvato nell'ambito precedente predisposizione tariffaria per il quadriennio 2016-2019 dalla gestione commissariale con delibera n. 19/2016, è stato aggiornato unicamente per tener conto degli investimenti necessari ad assicurare la puntuale attuazione degli obblighi regolatori nel frattempo intervenuti per effetto delle deliberazioni ARERA in materia di qualità tecnica, articolazione tariffaria e Bonus sociale idrico. Pertanto rispetto alla proposta di programma degli interventi trasmessa dalla Società con nota prot. N. 22159/2018, il "Programma degli interventi" approvato, in ragione della esigenza di garantire gli obiettivi di qualità tecnica recentemente imposti da ARERA, per il quadriennio 2016÷2019 è stato modificato da € 122,1 milioni ad € 141,8 milioni. Per il periodo 2020-2032, la gestione commissariale dell'Ente ha ritenuto opportuno, in linea con quanto precisato in precedenza, mantenere fermo il livello degli investimenti da realizzare a partire dal 2020, secondo quanto già previsto nel Programma degli Interventi approvato con deliberazione commissariale n. 19/2016;
  • per quanto riguarda l'ipotesi di trasferimento delle opere regionale, l'aggiornamento dello schema regolatorio deliberato ha tenuto conto dell'impossibilità di dare completa e tempestiva attuazione al cronoprogramma allegato all'Accordo Quadro sottoscritto in data 3 Agosto 2016 in esecuzione della delibera di G.R. Campania n. 243/2016, in ragione della mancata definizione, all'attualità, dell'istanza di accesso alle misure di perequazione finanziaria, che costituiva presupposto indispensabile per consentire la copertura dei maggiori oneri derivanti dalla pianificata variazione di perimetro. Pertanto la proposta di aggiornamento elaborata ha tenuto conto delle opere ed infrastrutture già trasferite a GORI negli anni 2016-2017-2018 ed ha mantenuto sostanzialmente ferme le modalità di trasferimento degli impianti che ancora residuano nella gestione della Regione Campania, con un differimento di ventiquattro mesi delle relative tempistiche;
  • per quanto riguarda le misure di riequilibrio, l'aggiornamento dello schema regolatorio deliberato ha tenuto conto della proposta di accordo industriale formalizzata ad inizio 2018 da GORI alla Regione Campania (allo stato all'esame dei competenti uffici regionali) denominato "Piano per la completa attuazione del SII dell'ATO3" valido anche quale aggiornamento delle misure di riequilibrio incluse nello "Schema Regolatorio" approvato con deliberazione commissariale n. 19/2016, con la conseguente riduzione del fabbisogno finanziario da colmare con l'accesso al sistema di perequazione finanziato dalla Cassa per i Servizi Energetici ed Ambientali (CSEA) da € 243,9 milioni a € 100,0 milioni, rispetto alla richiesta di accesso all'istituto di perequazione finanziaria, formulata nell'ambito dell'aggiornamento dello schema regolatorio di cui alla delibera 39/2018;
  • il riconoscimento dei costi aggiuntivi relativi alle attività poste in essere ai fini dell'adeguamento agli standard di qualità commerciale di cui alla deliberazione ARERA 655/2015/R/IDR ed agli standard di qualità tecnica di cui alla deliberazione 917/2018/R/IDR ovvero delle componenti OpexQCa e OpexQTa degli opex è stato quantificato nella misura richiesta dal Gestore nelle rispettive istanze di riconoscimento dei maggiori costi aggiuntivi per l'adeguamenti agli standard della qualità imposti dall'autorità nelle succitate delibere; precisamente i maggiori oneri riconosciuti nell'ambito dell'aggiornamento dello schema regolatorio approvato sono pari a OpexQc € 3,2 milioni per entrambe le annualità 2018 e 2019 e OpexQt 2018 pari a € 2,0 milioni e OpexQt 2019 pari a € 2,2 milioni;
  • la componente Opsocial, ai sensi di quanto previsto all'art. 23-ter dell'Allegato A della deliberazione 918/2017/R/idr, è stata quantificata la componente nella misura di € 2,0 milioni per anno, per entrambe le annualità 2018 e 2019, a copertura degli oneri connessi al mantenimento di agevolazioni migliorative rispetto a quelle minime previste dalla regolazione nazionale (c.d. bonus idrico integrativo) e contestualmente è stata posta pari a zero la componente tariffaria FoNI;
  • per quanto riguarda il riconoscimento dei costi aggiuntivi di morosità nell'ambito dell' aggiornamento dello schema regolatorio deliberato, in un'ottica prudenziale adottata in ragione di quanto esposto precedentemente

circa la natura ed i limiti dell'attività di aggiornamento formulata dalla Gestione Commissariale, è stato mantenuto fermo il valore del costo di morosità già riconosciuto, ai sensi dell'art. 30.3 dell'allegato A alla deliberazione ARERA n. 664/2015/R/Idr, con la predetta deliberazione commissariale n. 19/2016, nei seguenti limiti e salvo conguaglio: anno 2016=10%; anno 2017=9%; anno 2018=8%; anno 2019=7,1%. L'Istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2016 e 2017 ed il rendiconto relativo all'istanza per il riconoscimento del costo effettivo di morosità per gli anni 2014 e 2015 formulata dal Gestore ai sensi dell'art. 30.3 dell'Allegato A alla deliberazione dell'ARERA 643/2013/R/idr, e trasmessa dallo stesso con nota n. 22169 del 18 Maggio 2018 prevedeva invece la conferma del "riconoscimento di una componente tariffaria a copertura dei costi di morosità per gli anni 2014 e 2015 commisurata almeno ad un valore di UR24 del 10%, salvo procedere a conguaglio definitivo assegnando il valore dell'impagato a 48 mesi ed il riconoscimento di una componente tariffaria a copertura dei costi di morosità per gli anni 2016 e 2017 commisurata almeno ad un valore di UR24 del 10%, salvo procedere a conguaglio definitivo assegnando il valore dell'impagato a 48 mesi;

  • è stata valorizzata la componente a conguaglio RCappr nella misura di € 216,9 milioni;
  • l'aggiornamento dello schema regolatorio in parola non include l'approvazione della nuova articolazione tariffaria elaborata secondo le disposizioni della deliberazione 665/2017/R/idr recante il Testo Integrato Corrispettivi Servizi Idrici (TICSI). L'adozione della nuova struttura dei corrispettivi, in adempimento alle disposizioni del TICSI, è avvenuta con deliberazione n. 40/2018 del 17 Luglio 2018 ovvero con specifico provvedimento distinto dalla deliberazione di approvazione dell'aggiornamento dello Schema Regolatorio 2016÷2019.

Sempre in tema di tariffe la Società ha proposto ricorso innanzi al TAR Campania, Napoli per l'annullamento di alcune parti della deliberazione 19/2016 (con cui è stato approvato la proposta di Schema Regolatorio 2016÷2019 ai sensi della deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr), ritenendo non idonee alcune modalità previste da tale provvedimento per il ripristino/mantenimento dell'equilibrio finanziario della gestione.

Per ragioni connesse soprattutto all'aumento delle tariffe (in particolare per la presunta illegittimità degli atti presupposti quali il Piano d'Ambito), anche alcuni Comuni dell'ATO 3 e Federalberghi Campania hanno impugnato la deliberazione n.19/2016 innanzi il TAR Campania, Napoli. Allo stato, non è stata ancora fissata l'udienza pubblica di discussione del merito del ricorso presentato dai Comuni, mentre il TAR, con la sentenza n. 2437 dell'8 Maggio 2017, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Federazione Albergatori Penisola Sorrentina ("per difetto di legittimazione attiva della ricorrente Federazione, cui non può essere riconosciuta – in mancanza di una specifica previsione statutaria al riguardo – la titolarità del potere di rappresentanza giudiziale a tutela degli specifici interessi dei singoli associati azionati nel presente giudizio"). Contro tale sentenza la Federazione Albergatori Penisola Sorrentina ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 288/2019 del 14 Gennaio 2019, lo ha respinto confermando la decisione del Giudice di primo grado.

I ricavi per l'anno 2018 sono stati quantificati sulla base della delibera 39/2018 del Commissario Straordinario ed ammontano a € 159,9 milioni (quota Gruppo € 75,1 milioni) con teta pari a 1,248 evidenziando che, al fine del raggiungimento dell'equilibrio finanziario della gestione dell'ATO3 nel rispetto del vincolo dell'incremento tariffario entro il limite massimo alla variazione annuale stabilito all'art. 3,2 dell'allegato A alla deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr e successive modifiche, è stata proposta la rimodulazione del VRG, mediante il rinvio regolatorio della quota parte dei costi eccedente il limite massimo.

Si evidenzia che tale delibera Commissariale riconosce, tra l'altro, i seguenti costi aggiuntivi:

  • OpexQC relativi alle attività poste in essere ai fini dell'adeguamento agli standard di qualità del servizio, definiti dall'ARERA con deliberazione 655/2015/R/idr con il riconoscimento di quanto richiesto dal Gestore nell'istanza presentata all'Ente, in data 23 Maggio 2015, redatta ai sensi dell'art. 23.3 dell'allegato A alla deliberazione dell'ARERA 664/2015/R/idr per il riconoscimento dei medesimi costi;
  • OpexQT relativi ai costi per le attività poste in essere ai fini dell'adeguamento agli standard di qualità tecnica del servizio, definiti dall'ARERA con deliberazione 917/17/R/idr, con il riconoscimento di quanto richiesto dal Gestore nell'istanza presentata all'Ente in data 18 Maggio 2018, redatta ai sensi dell'art. 23-bis dell'Allegato A alla delibera ARERA 664/2015/R/idr e successive modifiche:
  • OpSocial sono destinati a finanziare agevolazioni tariffarie migliorative rispetto a quelle minime previste dalla regolazione nazionale (c.d. bonus idrico integrativo);
  • Opnew relativi al cambiamento sistematico del perimetro delle attività del Gestore a seguito, prevalentemente, dell'avvio della gestione delle infrastrutture del S.I.I. ancora in gestione alla Regione Campania (c.d. "Opere Regionali") secondo un cronoprogramma di trasferimento.

La verifica dei parametri per l'individuazione del quadrante regolatorio e la presenza di Opnew relativi ai cambiamenti sistematici delle attività del gestore in "presenza di fornitura di un nuovo servizio (es. depurazione o fognatura per un operatore la cui gestione precedentemente limitata al servizio di acquedotto, ovvero, in altri casi, in presenza di integrazione della filiera a monte)" ai sensi dell'art. 23.5, lettera d) dell'Allegato A, delibera ARERA 664/2015/R/idr e s.m.e i, hanno determinato il collocamento nel VI quadrante regolatorio.

Gli OPnew portati in computo nella delibera Commissariale n. 39 del 17 Luglio 2018, sono relativi al trasferimento delle Opere Regionali secondo un cronoprogramma di trasferimento, a partire da ottobre 2016, ed ai costi operativi per la gestione delle centrali di sollevamento idriche denominate "Monaco Aiello" e "Vigna Caracciolo", già riconosciuti e portati in computo nell'ambito della precedente predisposizione tariffaria di cui alla delibera del Commissario n. 15 del 30 Giugno 2015 e delle successive elaborazioni predisposte anche del Gestore e, infine oggetto di approvazione con delibera ARERA 104/2016/R/idr.

Si evidenzia, che il predetto cronoprogramma di trasferimento, i cui effetti venivano ripresi integralmente nella proposta tariffaria di cui alla delibera Commissariale n.39/18 è stato superato, di fatto, dalla sottoscrizione dell'Accordo Operativo del 08 Novembre 2018 tra GORI, Regione Campania e EIC. Tale Accordo ha ridefinito, tra le altre cose, la tempistica di trasferimento al Gestore delle infrastrutture del S.I.I. ancora in gestione alla Regione. Al 31 Dicembre 2018 le Opere trasferite in capo al Gestore sono: Centrala idrica di Mercato Palazzo con trasferimento avvenuto ad Ottobre 2016, le Centrali idriche di Boscotrecase e Cercola con trasferimento avvenuto a Marzo del 2018, le Centrali idriche relative all'Area Nolana con trasferimento avvenuto a Settembre 2018, e le Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro per il completamento dell'Area Vesuviana con trasferimento avvenuto a Dicembre 2018.

Pertanto, gli OPnew portati in computo per la determinazione dei ricavi di competenza al 31 Dicembre 2018, e che trovano quindi integrale copertura in vincolo per il principio del full cost recovery, sono relativi ai costi di gestione delle centrali Monaco Aiello e Vigna Caracciolo, del Campo Pozzi Mercato Palazzo, alle Centrali idriche di Cercola e Boscotrecase, delle Centrali idriche dell'Area Idrica e nelle Centrali idriche di Campitelli e Boccia a Mauro, nonché delle opere di adduzione ex Ausino e impianti di sollevamento fognario ex ARCADIS.

Il VRG è stato inoltre, aggiornato ai sensi dell'art. 29.1 dell'Allegato A della deliberazione ARERA n. 664/2015/R/idr e successiva modifica; il citato art. 29.1 prevede, infatti, che, ai fini della determinazione del VRG per il periodo regolatorio 2016/2019, alcune voci di costo (costo dell'energia elettrica, saldo conguagli e penalizzazioni, contributo Autorità, costo delle forniture all'ingrosso, costi delle attività afferenti al SII sostenuti per variazioni sistemiche nelle condizioni di erogazione del servizio o per il verificarsi di eventi eccezionali) siano oggetto di valutazione a consuntivo, come componenti a conguaglio (Rc), relativa all'anno (a-2).

Per quanto concerne il computo in Vincolo dei costi per i servizi di acqua all'ingrosso dalla Regione Campania per l'anno 2018, è stata considerata la tariffa d'ufficio determinata dall'Autorità per la Regione Campania, con delibera 338/2015/R/idr e pari a 0,1638954 €/mc.

Il costo di competenza al 31 Dicembre 2018 sui COws relativi alle forniture idriche regionali, secondo il principio del full cost recovery, è pari a circa € 16,5 milioni, iscritto per pari importo in VRG e nei costi di competenza.

Per quanto attiene ai COws del servizio di collettamento e depurazione, sono stati determinati, anche in tal caso, partendo dalla quantificazione dei costi riconosciuti.

Per la determinazione dei costi di competenza al 31 Dicembre 2018, secondo il principio del full cost recovery, risultanti pari a circa € 13,7 milioni, si è fatto riferimento alla tariffa per servizi di collettamento e depurazione delle acque reflue, pari a 0,310422 €/mc, in conseguenza dell'applicazione della delibera ARERA 338/2015/R/idr alle tariffe regionali per servizi all'ingrosso, riconosciuta dalle Parti nell'ambito del Verbale di riunione del 4 Marzo 2016 fra Regione Campania, Ente d'Ambito e GORI, applicandola ai volumi di depurazione trattati dagli impianti regionali.

Rapporti con la Regione Campania e con la concessionaria Acqua Campania

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo che va dal 1° Gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018. In particolare, la Regione, l'EIC e GORI – conformemente e sulla base del piano industriale previsto dallo Schema Regolatorio 2016÷2019 dell'ATO3, come aggiornato con la deliberazione del Commissario n. 39/2018, sono addivenute ad un accordo complessivo finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi: (i) l'assunzione, da parte di GORI della gestione del servizio e la presa in carico, a titolo di concessione e secondo le previsioni della vigente Convenzione di Gestione del SII dell'ATO3, delle Opere Regionali e il loro conseguente efficientamento, incluso il ricollocamento ed il reimpiego efficiente del relativo personale addetto in attività del S.I.I., conformemente e con le modalità previste dal predetto Schema Regolatorio nonché dalla delibera di Giunta Regionale 243/2016 e dal relativo Accordo Quadro sottoscritto tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 Agosto 2016 attuativo della medesima delibera 243/2016; (ii) l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi innanzi al Tribunale Civile di Napoli tra la concessionaria per la riscossione regionale Acqua Campania S.p.A. e GORI (R.G. n. 33575/2016) relativamente alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso", da un lato, e tra la Regione e GORI (R.G. n. 3878/2017)

relativamente ai servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue", da un altro lato; (iii) l'utile accesso al mercato del credito da parte della Società al fine di attuare detti obiettivi; (iv) l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di competenza, l'equilibrio economico-finanziario della gestione del SII dell'ATO3 laddove dovesse venire meno, anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità occorrenti per assicurare i finanziamenti richiesti al mercato del credito, attesa la mancata concessione da parte dell'ARERA, fino a tutto il 2018, del finanziamento a titolo di perequazione. A tale ultimo proposito, si evidenzia che, nella seconda metà del 2018, la Società ha già avviato una procedura per ottenere finanziamenti complessivi nella misura massima di € 110 milioni da parte di uno o più Istituti di Credito.

Per quanto riguarda i conguagli tariffari, si evidenzia che, il Commissario Straordinario dell'Ente d'Ambito Sarnese Vesuviano, con Delibera n. 39 del 17 Luglio 2018, ha approvato lo schema regolatorio per gli anni 2018-2019 prevedendo, tra le altre cose, il recupero indistinto dei conguagli regolatori maturati, compresi quelli ante 2012, nei limiti degli incrementi tariffari applicabili, a partire dall'esercizio 2018. Infatti nel 2018 si è registrato un recupero dei conguagli pari a € 33,6 milioni. Pertanto i conguagli tariffari, alla data del 31 Dicembre 2018 ammontano complessivamente a € 162,4 milioni di cui, € 129,2 milioni, sulla base delle previsioni di recupero previste dalla sopra citata, con scadenza oltre l'esercizio successivo.

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo dal 1° gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018.

In particolare, la Regione, l'EIC e la GORI–– sono addivenute ad un accordo complessivo finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua, nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità sociale della tariffa del S.I.I. applicata agli utenti, realizzazione degli investimenti occorrenti al miglioramento del servizio, gestione efficiente delle infrastrutture del SII rientranti nel perimetro attuale, nonché del completamento del previsto programma di trasferimento delle OO.RR. di adduzione e depurazione, con la connessa gestione.

Al fine di assicurarsi le risorse necessarie per la realizzazione degli investimenti previsti, la società ha avviato una procedura competitiva per ottenere finanziamenti da parte di uno o più Istituti di Credito, anche con correlato finanziamento da parte della controllante diretta di GORI, Sarnese Vesuviano S.r.l. ed indiretta ACEA SpA.

Sotto il profilo finanziario, il 23 Aprile 2014 è stato sottoscritto il contratto di riscadenzamento del prestito scaduto a giugno 2011 in un mutuo pluriennale avente scadenza al 31 Dicembre 2021. Il mutuo prevede un tasso di interesse pari all'Euribor a 6 mesi maggiorato di 5,5 punti percentuali con scadenza 30 giugno e 31 dicembre di ciascun anno.

Per le motivazioni sopra riportate, per il venir meno delle condizioni che lo avevano originato e per effetto dell'accordo con la Regione Campania dell'8 Novembre u.s., il Gruppo ritiene che il presupposto della svalutazione dell'investimento nel bilancio consolidato sia venuto meno ed ha provveduto a rilasciare l'intero fondo costituito negli anni.

Campania – GESESA S.p.A. (Ato1- Calore Irpino)

La Società opera all'interno dell'Autorità dell'Ambito Territoriale Ottimale ATO n. 1 Calore Irpino che promuove e sviluppa l'iniziativa per la gestione del SII sui Comuni delle Province di Avellino e Benevento. La Società gestisce il SII in 22 Comuni della Provincia di Benevento per una popolazione complessiva residente servita di circa 125.000 abitanti distribuiti su un territorio di circa 710 kmq e circa 59.000 utenze. Il servizio di fognatura è fornito a circa l'83% degli utenti mentre quello di depurazione a circa il 40%.

Dal 1° Luglio 2018 è stato acquisito il SII del Comune di Morcone, socio che rientra dopo alcuni anni di gestione in economia, con circa 5.000 abitanti e 2.200 utenze, mentre sono in corso diversi contatti con nuovi Comuni per la gestione dei relativi SII.

Dal 17 Luglio 2018 la società ha ridefinito la Convenzione di Gestione con il Comune di Benevento allargando la gestione di sua competenza all'intero SII, avendo aggiunto la gestione di Fogna e Depurazione tra i servizi da fornire all'Ente. Per quanto attiene il Comune di Benevento è stata raggiunta l'importante intesa per la costruzione di impianti di Depurazione per la citta, con accordi con il Commissario straordinario nazionale in via di definizione che dovrebbero affidare alla società la fase di progettazione.

Attualmente, l'Autorità, retta dal Commissario Straordinario di cui al D.G.R. n. 813/2012 e confluita nell'E.I.C. regionale a fine anno 2018, non ha provveduto ancora ad affidare ad un gestore Unico la gestione del SII.

A valle dell'approvazione della Legge Regionale 15/2015 sul riordino del SII campano GESESA è impegnata nell'individuazione di un percorso di aggregazione con altre società del settore per la creazione di un soggetto che possa essere individuato come unico gestore del territorio dell'ATO1.

In attesa dei provvedimenti degli organi competenti la società ha intrapreso forme di aggregazione con altri gestori della zona ed a tal fine ha allargato il suo perimetro di gestione con l'acquisizione del ramo d'azienda del Consorzio CA.B.I.B. acquisendo le gestioni dirette del SII di n. 5 Comuni consorziati e la fornitura all'ingrosso di altri n. 2 comuni consorziati, uno dei quali (Tocco Caudio), nel 2017, ha deliberato l'affidamento della gestione del S.I.I. direttamente alla società a partire dal mese di giugno 2017. Inoltre, favoriti dalle già richiamate norme tendenti ad introdurre il principio di 'unitarietà', ovvero del Gestore Unico nell'AATO1, numerosi comuni, attualmente gestori in economia, hanno manifestato la volontà di affidare alla Società la gestione del SII.

Tale nuova programmazione comporta un nuovo effetto temporale sulla pianificazione e sulle aspettative della Società anche oltre la scadenza singola delle attuali concessioni ed essendo la società a tutti gli effetti "Gestore salvaguardato" all'interno dell'AATO Calore Irpino e "Soggetto Gestore" riconosciuto dagli Enti e dalle Autorità preposte a livello locale e nazionale, ha individuato nell'ultima scadenza dei SII al 1° Gennaio 2032 la proiezione temporale minima della gestione societaria.

Sono stati presentati nel corso dell'anno 2018 tutti i dati e la documentazione per l'aggiornamento della manovra tariffaria per il periodo 2016/2019 all'ATO di competenza che li ha successivamente trasmessi per le conseguenti attività all'EIC regionale, Ente che ha assunto le funzioni di controllo e gestione. Allo stato si è in attesa dell'approvazione dell'Ente e della trasmissione all'ARERA della conseguente proposta tariffaria di aggiornamento per il periodo 2018/2019

Nel mese di agosto 2016 è stata presentata all'ATO Calore Irpino tutta la documentazione contenente i dati ed il tool di calcolo in riferimento alla proposta tariffaria per il periodo 2016-2019 utile ai fini della presentazione all'Autorità competente della richiesta di adeguamento tariffario. La Predisposizione Tariffaria per gli anni 2016 – 2019, approvata dall'AATO1 con Deliberazione del Commissario Straordinario n. 8 del 29 marzo 2017, determina i seguenti moltiplicatori tariffari:

  • 6,10 % per il 2016,
  • 6,30 % per il 2017,
  • 6,0 % per il 2018,
  • 4,00 % per il 2019.

Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

Si segnala infine che l'ARERA ha avviato con Determinazione DSAI/26-2018 un procedimento per l'adozione di provvedimento sanzionatorio e prescrittivo in materia di regolazione tariffaria del SII.

La Società ha provveduto ad inoltrare memorie lo scorso 7 Giugno 2018 ed ha provveduto inoltre a rimborsare gli utenti per la parte impropriamente riscossa.

Allo stato si è in attesa delle risultanze dell'istruttoria del procedimento.

Nelle more, la Società ha provveduto a sanare alcune anomalie riscontrate dall'Autorità e nella proposta di aggiornamento tariffario biennale 2018/2019 ha provveduto a recepire per gli anni 2016/2017 alcune indicazioni e rilievi emersi nel corso della verifica ispettiva, contenuti nel corpo del provvedimento di avvio del procedimento sanzionatorio, ai fini di ridurre ogni eventuale impatto economico derivante dall'esito finale della verifica stessa.

Toscana – Acque S.p.A. (Ato2 – Basso Valdarno)

In data 28 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° Gennaio 2002, avente inizialmente durata ventennale e allungata, nel corso a Novembre 2018, al 2031. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO2 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 57 comuni. A fronte dell'affidamento del servizio, Acque corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento.

In merito alle tariffe, con la delibera n° 32 del 5 Ottobre 2017, l'AIT aveva approvato la predisposizione tariffaria 2016-2019 trasmettendola all'ARERA per la sua definitiva approvazione. La variazione principale rispetto alla proposta tariffaria precedente (delibera dell'AIT n° 28 del 5 Ottobre 2016) era data dall'approvazione della nuova istanza OPEXQC presentata da Acque in sostituzione dell'istanza di PremioQC.

La proposta confermava per il quadriennio 2016-2019 i moltiplicatori tariffari precedentemente approvati; per l'anno 2018 il moltiplicatore tariffario era stato previsto pari al 6%.

Il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana con Deliberazione n° 6/2018 del 22 Giugno 2018 avente oggetto "Aggiornamento della predisposizione tariffaria 2018-2019 (deliberazione ARERA 918/2017/R/idr): approvazione della proposta della conferenza territoriale n° 2 Basso Valdarno da trasmettere ad ARERA" ha nuovamente modificato, a parità di moltiplicatori tariffari, la composizione delle tariffe 2016 e 2017 approvate con la delibera Assemblea AIT n°32/2017 del 5 Ottobre 2017 prevedendo ora una rimodulazione del recupero dei conguagli tariffari per circa € 9,7 milioni nel periodo 2022-2023.

Con la stessa deliberazione il Consiglio Direttivo dell'Autorità Idrica Toscana ha approvato la proposta tariffaria 2018-2019, l'aggiornamento del programma degli interventi, l'aggiornamento del piano economico finanziario e l'estensione della durata della concessione di affidamento del servizio dal precedente termine 31 Dicembre 2026 al nuovo termine 31 Dicembre 2031.

La nuova proposta tariffaria 2018-2019 e l'allegato piano economico finanziario si pongono come obiettivi la sostenibilità della previsione di maggiori investimenti che il gestore dovrà attuare durante la concessione del servizio

e, parallelamente, il contenimento dell'incremento delle tariffe da applicare agli utenti, attraverso l'estensione della durata della concessione di affidamento di ulteriori 5 anni.

Pertanto, per effetto della nuova proposta tariffaria, il moltiplicatore tariffario 2018 è stato pari a 5,39% mentre nella precedente delibera AIT 32/2017 era pari al 6%.

La nuova proposta tariffaria 2018-2019, nonché l'aggiornamento delle annualità tariffarie 2016-2017, e tutti i documenti collegati (programma degli interventi, aggiornamento del piano economico finanziario, estensione della durata della concessione di ulteriori 5 anni) approvati dall'AIT con deliberazione 6/2018, sono stati approvati da ARERA con deliberazione 502/2018/R/idr del 9 Ottobre 2018 con modifica, rispetto alla proposta dell'AIT, degli OPEXqc riconosciuti in tariffa ma senza modifiche del moltiplicatore tariffario da applicare alle tariffe dell'anno.

I ricavi del periodo ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 157,7 milioni (quota Gruppo € 71,0 milioni) e rappresentano la migliore stima effettuata sulla base della proposta tariffaria approvata dall'AIT nel mese di Giugno 2018 e dall'ARERA nel mese di Novembre 2018.

Si informa inoltre che in data 24 Gennaio 2019, con l'invio della documentazione prevista, con l'estinzione del precedente finanziamento e dei relativi contratti di hedging e con la stipula dei nuovi contratti di copertura del tasso di interesse, è efficace il nuovo contratto di finanziamento. Nella stessa data, a completamento delle operazioni, è stata richiesta ed erogata interamente la linea Term pari ad € 200,0 milioni. La Società ha pertanto proceduto all'estinzione integrale del Debito esistente pari ad € 147,7 milioni per la linea Term, ed € 10,0 milioni per la Linea Liquidity, oltre gli interessi maturati ed al pagamento dei costi di chiusura anticipata dei contratti di Hedging esistenti.

Con riferimento principali contenziosi della Società si segnala che:

  • si è concluso favorevolmente il procedimento instaurato dinanzi al Tribunale di Firenze (sezione specializzata per le imprese) nel quale si chiedeva la condanna della Società al pagamento, a titolo di corrispettivo/indennizzo, di € 1,9 milioni per l'utilizzo delle reti idriche realizzate dalla società attrice, in un Comune del territorio servito, prima dell'affidamento della concessione del servizio. Con sentenza n. 1447/18 l'Autorità Giudiziaria non ha accolto la domanda della parte attrice ed ha condannato quest'ultima alla refusione, a favore di ciascuno dei convenuti –tra cui appunto Acque spa- delle spese di lite;
  • con riferimento al giudizio pendente dinanzi al Consiglio di Stato, per cui non è stata ancora fissata l'udienza per l'appello avverso alla sentenza del TAR di rigetto del ricorso di Acque contro la delibera n. 60 del 27 Aprile 2011 della Co.N.Vi.Ri, riferita al riesame della corretta redazione del Piano d'Ambito dell'AATO2 Toscana – Basso Valdarno, la Società ha provveduto a presentare istanza di prelievo in data 18 Dicembre 2018 al fine di impedire la perenzione del ricorso. In relazione ai possibili rischi derivanti dall'esito del ricorso, Acque ha già provveduto, antecedentemente al presente esercizio, ad un adeguato accantonamento al fondo rischi. Comunque, l'effetto, in caso di un'eventuale soccombenza di Acque, sarebbe temporalmente limitato; infatti con legge del mese di Dicembre 2011, le competenze della Co.N.Vi.Ri sono state trasferite all'ARERA, che ha introdotto nuovi criteri per la formazione della tariffa, destinati ad incidere anche sulle tematiche oggetto di causa.

Toscana – Publiacqua S.p.A. (Ato3 – Medio Valdarno)

In data 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta la convenzione di gestione, entrata in vigore il 1° gennaio 2002, avente durata ventennale. Sulla base di tale convenzione il Gestore riceve in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 3 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. Dell'Ambito fanno parte 49 comuni, di cui 6 gestiti tramite contratti ereditati dalla precedente gestione di Fiorentinagas. A fronte dell'affidamento del servizio il Gestore corrisponde un canone di concessione a tutti i Comuni comprensivo delle passività pregresse a carico delle gestioni preesistenti all'affidamento. Nel giugno 2006 si è conclusa l'operazione per l'ingresso di ACEA – per il tramite del veicolo Acque Blu Fiorentine S.p.A. - nel capitale della Società.

Con riferimento alle tariffe, l'AIT con delibera dell'Assemblea n. 29/2016 in data 5 Ottobre 2016 ha approvato le tariffe per il secondo periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2) ai sensi della deliberazione ARERA 664/2015.

L'ARERA ha approvato con delibera 687/2017R/idr le tariffe proposte dall'Autorità Idrica Toscana in data 12 ottobre 2017. A seguito dell'approvazione della nuova articolazione tariffaria prevista dalla Delibera ARERA n. 665/2017/R/idr (TICSI), Publiacqua ha proceduto a fatturare secondo la nuova articolazione fin dal mese di agosto. Si informa infine che con delibera n. 24 del 7 dicembre 2018 AIT ha approvato le tariffe 2018-2019.

I ricavi dell'esercizio ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 242,0 milioni (quota Gruppo € 96,8 milioni). I ricavi comprendono inoltre la componente Fo.NI. per € 23,2 milioni (quota Gruppo € 9,3 milioni).

Sotto il profilo delle fonti di finanziamento il 30 aprile 2015 la Società ha sottoscritto con la BEI un finanziamento di € 50 milioni avente scadenza a fine 2020. Il 30 marzo 2016 è stato sottoscritto un contratto di finanziamento, avente scadenza al 30 giugno 2021, di € 110 milioni completamente erogato alla data di predisposizione del presente documento; il tiraggio è stato in parte destinato al rimborso dei finanziamenti e mutui in essere. I piani di rimborso concordati sono stati modulati sulla base dei flussi di cassa disponibili per il rimborso, secondo il Piano Economico Finanziario utilizzato ai fini tariffari e sono state regolarmente rimborsate le rate in scadenza al 31 dicembre 2017 e al 30 giugno 2018.

Toscana – Acquedotto del Fiora S.p.A. (Ato6 – Ombrone)

Sulla base della convenzione di gestione, sottoscritta il 28 dicembre 2001, il Gestore (Acquedotto del Fiora) ha ricevuto in affidamento in via esclusiva il servizio idrico integrato dell'ATO n. 6 costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue. La convenzione di gestione ha una durata di venticinque anni decorrenti dal 1° gennaio 2002.

Nell'agosto 2004 si è conclusa l'operazione per l'ingresso di ACEA – per il tramite del veicolo Ombrone S.p.A. – nel capitale della società.

Con riferimento alle tariffe, il 5 ottobre 2016, l'AIT, con delibera n. 32, ha approvato la tariffa del 2016 e delle restanti annualità del secondo periodo regolatorio oltre al Programma degli Interventi 2016-2021, il Piano Economico – Finanziario e la nuova Convenzione di affidamento: le determinazione tariffarie prevedono il riconoscimento dei costi aggiuntivi (Opexqc), relativamente agli aspetti riconducibili all'adeguamento agli Standard di qualità del servizio, per € 0,8 milioni nel 2016 ed € 1,5 milioni per il periodo 2017-2019, e della componente FNI per € 8,0 milioni per il solo 2016. L'ARERA ha ratificato con deliberazione 687/2017/R/idr del 12 ottobre 2017 la proposta precedentemente approvata dall'AIT.

I ricavi del periodo sono stati determinati prendendo a riferimento la proposta di aggiornamento tariffario 2018- 2019 in ambito MTI-2, recentemente approvata dal Consiglio Direttivo dell'AIT con Deliberazione n. 17/2018 del 27 Luglio 2018 ed ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 109,0 milioni (quota Gruppo € 43,6 milioni) ed una quota di FONI pari ad € 8,7 milioni (quota Gruppo € 3,5 milioni). Si è attualmente in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.

Sul fronte finanziario, Acquedotto del Fiora ha sottoscritto a Giugno 2015 un contratto di finanziamento di € 143 milioni avente scadenza fine 2025. Il finanziamento è regolato a tasso variabile e prevede garanzie sui conti correnti e crediti della Società nonché il pegno sulle azioni di Acquedotto del Fiora possedute da Ombrone.

Al fine di proteggersi da una eccessiva volatilità dei mercati, in linea con quanto indicato nel term sheet, alla luce di valutazioni di convenienza economica e di rischio finanziario, la Società ha posto in essere fra alcuni degli Enti Finanziatori, una copertura tasso di tipo plain vanilla del 70% del finanziamento fino alla data di scadenza finale, attraverso la finalizzazione di operazioni di Interest Rate Swap tali da trasformare il tasso variabile vigente in tasso fisso. A dicembre 2016 è iniziato il rimborso delle quote capitali: a fine 2018 il finanziamento residuo ammonta complessivamente a € 122,6 milioni.

Umbria – Umbra Acque S.p.A. (Ato1 – Umbria 1)

In data 26 novembre 2007 ACEA si è aggiudicata definitivamente la gara indetta dall'Autorità d'Ambito dell'ATO 1 Perugia per la scelta del socio privato industriale di minoranza di Umbra Acque S.p.A. (scadenza della concessione 31 dicembre 2027) L'ingresso nel capitale della società (con il 40% delle azioni) è avvenuto con decorrenza 1° gennaio 2008. La Società esercita la sua attività su tutti i 38 Comuni costituenti gli ATO 1 e 2.

Alla data del 31 Dicembre 2018 la tariffa applicata agli utenti è quella determinata dalla Delibera assembleare n.489/2018/R/idr del 27 Settembre 2018 con cui l'ARERA ha approvato l'aggiornamento delle predisposizioni tariffarie per gli anni 2018 e 2019, precedentemente proposto dall'Assemblea dei Sindaci dell'AURI con Delibera n. 9 del 27 Luglio 2018, che prevede per l'anno 2018 un decremento dello 0,09% rispetto all'anno 2017.

Sono inoltre applicate le componenti tariffarie aggiuntive di perequazione previste dalle Delibere ARERA 6/2013/R/COM (poi aggiornata con Delibera 529/2013/R/COM), decorrenza 1° Gennaio 2013, e 918/2017/R/IDR, decorrenza 1° Gennaio 2018, salvo conguaglio.

Si evidenzia che l'AURI con Delibera del Consiglio Direttivo n.62 del 28 Dicembre 2018 ha approvato la nuova articolazione tariffaria, secondo quanto definito dal Testo Integrato Corrispettivi Servizi Idrici (TICSI) approvato dall'ARERA con Delibera n. 665/2017/R/idr del 28 Settembre 2017. Sulla base delle determinazioni assunte dall'ARERA sono stati valorizzati i ricavi del periodo che ammontano complessivamente, compresi i conguagli delle partite passanti, a € 74,7 milioni (quota Gruppo € 29,9 milioni) e comprendono la componente FoNI di € 7,0 milioni (quota Gruppo € 2,8 milioni).

Con riferimento alla situazione debitoria di Umbra Acque nei confronti dei Comuni per il canone dovuto a norma di Convenzione per la restituzione delle rate di mutuo contratte dagli stessi Comuni per la realizzazione di opere del SII, si informa che la Società ha proseguito il percorso virtuoso già avviato nell'ultimo triennio, mantenendo fede agli impegni inseriti nella proposta tariffaria del quadriennio 2016/2019 approvata dalle competenti ATI1 e ATI2 il 30 Giugno 2016 e dall'ARERA con Delibera 15 Dicembre 2016 n.764/2016/R/idr, relativi al piano di rimborso del debito residuo verso i Comuni relativo alle annualità pregresse scadute, su base quinquennale a rate costati, con inizio nell'anno 2017 e fine nell'anno 2021.

In merito al ricorso innanzi al TAR Umbria derivante dai contenziosi instaurati dal Comitato Umbro Acqua Pubblica ed aventi ad oggetto l'impugnazione del provvedimento con cui l'Ente di Governo dell'Ambito (nel caso di specie il sub ambito ATI Umbria 1) ha deliberato e poi convalidato il riconoscimento dei conguagli tariffari spettanti ad Umbra Acque per le partite pregresse delle annualità 2003-2011, periodo antecedente l'avvento della regolazione nazionale dell'ARERA, l'auspicabile rigetto da parte dell'adita Autorità Giudiziaria continua a rappresentare un passaggio di significativa rilevanza per la Società.

Stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe

Di seguito si riporta lo stato di avanzamento dell'iter di approvazione delle tariffe nonché di approvazione dell'aggiornamento biennale (2018 – 2019) delle predisposizioni tariffarie del SII per le società del Gruppo.

Società Status approvazione (fino al MTI2 "2016 – 2019") Status aggiornamento biennale (2018 – 2019)
ACEA Ato2 In data 27 luglio 2016 l'EGA ha approvato la tariffa comprensiva
del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. Intervenuta approvazione da parte dell'ARERA
con delibera 674/2016/R/idr con alcune variazioni rispetto alla
proposta dell'EGA; confermato premio qualità.
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario in
data 15 Ottobre 2018 e contestualmente ha rinviato l'approvazione
del TICSI (Testo Integrato dei corrispettivi idrici) recante i criteri di
articolazione tariffaria da applicare. L'ARERA ha approvato in data
13 Novembre 2018 con delibera 572 l'aggiornamento tariffario
2018-2019
ACEA Ato5 È stata presentata istanza tariffaria dal Gestore in data 30
Maggio 2016 con istanza di riconoscimento degli Opexqc.
ARERA ha diffidato l'EGA in data 16 Novembre 2016 e l'EGA
ha approvato la proposta tariffaria in data 13 Dicembre 2016
respingendo, tra l'altro, l'istanza di riconoscimento degli
Opexqc. Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA
La Conferenza dei Sindaci ha approvato l'aggiornamento tariffario
2018-2019 in data 1° Agosto 2018. Si è attualmente in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
GORI In data 1° Settembre 2016 il Commissario Straordinario
dell'EGA ha approvato la tariffa con Opexqc a partire dal 2017.
Si è in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
In data 17 Luglio 2018 il Commissario Straordinario dell'EGA ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Acque In data 5 Ottobre 2017 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc.
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019 e, contestualmente, anche
l'istanza di estensione della durata dell'affidamento di 5 anni, ovvero
sino al 31 Dicembre 2031. L'ARERA con delibera 502 del 9
Ottobre 2018 ha approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019.
Publiacqua In data 5 Ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento del premio ex art. 32.1 lettera a) delibera
664/2015/R/idr. In data 12 Ottobre 2017, con delibera
687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici schemi
regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
In data 7 Dicembre 2018 l'AIT ha provveduto ad approvare le
tariffe 2018-2019 con l'allungamento della concessione di 3 anni. Si
è attualmente in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Acquedotto
del Fiora
In data 5 ottobre 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. In data 12 ottobre 2017,
con delibera 687/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
Il Consiglio Direttivo dell'AIT ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 nella seduta del 27 Luglio 2018. Si è
attualmente in attesa dell'approvazione da parte dell'ARERA.
Geal In data 22 Luglio 2016 l'AIT ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. In data 26 Ottobre 2017, con
delibera 726/2017/R/idr, ARERA ha approvato gli specifici
schemi regolatori per il periodo 2016-2019 proposti dall'AIT.
In data 12 Luglio 2018 l'ARERA ha approvato l'aggiornamento
tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT.
Nuove
Acque
In data 22 Giugno 2018 il Consiglio Direttivo dell'AIT ha
approvato le tariffe
In data 16 Ottobre 2018 l'ARERA, con Delibera 520, ha approvato
l'aggiornamento tariffario 2018-2019 proposto dall'AIT
Crea
Gestioni
A seguito della Delibera 664/2015/R/idr, non avendo né i
Comuni dove è svolto il servizio né gli Enti d'Ambito di
riferimento alcuna proposta tariffaria per il periodo regolatorio
2016-2019, la Società ha provveduto ad inoltrare le proprie
proposte tariffarie. Si è oggi in attesa dell'approvazione da parte
dell'ARERA.
La Società ha provveduto ad inoltrare ai soggetti competenti/EGA i
dati ai fini dell'aggiornamento tariffario, salvo completamento in
corso per la parte sulla Qualità Tecnica. Considerando la
sostanziale inerzia dei soggetti preposti, la Società ha inoltrato l
richiesta ai Comuni in data 21 Dicembre 2018, con istanza inviata
all'ARERA in data 11 Gennaio 2019 e richiesta di diffida all'EGA lo
scorso 18 Gennaio 2019.
Gesesa In data 29 Marzo 2017 l'AATO1 con deliberazione n. 8 del
Commissario Straordinario ha approvato la predisposizione
tariffaria per gli anni 2016-2019. Si è oggi in attesa
dell'approvazione da parte dell'ARERA.
La Società ha trasmesso all'Ente d'Ambito la documentazione
relativa alla revisione tariffaria 2018-2019 ed è stata avviata dallo
stesso EGA l'istruttoria con la previsione di giungere
all'approvazione delle tariffe entro il mese di Aprile 2019.
Umbra
Acque
In data 30 Giugno 2016 l'EGA ha approvato la tariffa con
riconoscimento degli Opexqc. Intervenuta approvazione da
parte dell'ARERA con delibera 764/2016/R/idr.
L'Assemblea deIl'AURI, nella seduta del 27 Luglio 2018, ha
approvato l'aggiornamento tariffario 2018-2019. L'ARERA ha
provveduto ad approvare le tariffe 2018-2019 con delibera n. 489
del 27 Settembre 2018

Informativa sulle parti correlate

GRUPPO ACEA E ROMA CAPITALE

Tra le Società del Gruppo ACEA e Roma Capitale intercorrono rapporti di natura commerciale in quanto il Gruppo eroga energia ed acqua ed effettua prestazioni di servizi a favore del Comune.

Tra i principali servizi resi sono da evidenziare la gestione, la manutenzione ed il potenziamento degli impianti di pubblica illuminazione nonché, con riferimento al servizio idrico – ambientale, il servizio di manutenzione fontane e fontanelle, il servizio idrico accessorio nonché i lavori effettuati su richiesta.

I rapporti sono regolati da appositi contratti di servizio e per la somministrazione di acqua e elettricità vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura.

Si precisa che ACEA e ACEA Ato2 svolgono rispettivamente il servizio di illuminazione pubblica e quello idrico – integrato sulla base di due convenzioni di concessione entrambe di durata trentennale. Per maggiori dettagli si rinvia a quanto illustrato nell'apposito paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

Per quanto riguarda l'entità dei rapporti tra il Gruppo ACEA e Roma Capitale si rinvia a quanto illustrato e commentato a proposito dei crediti e debiti verso la controllante nella nota n. 23 del presente documento.

Dal punto di vista dei rapporti economici invece vengono di seguito riepilogati i principali costi e ricavi relativi al 31 Dicembre 2018 (confrontati con quelli del precedente esercizio) del Gruppo ACEA con riferimento ai rapporti più significativi.

RICAVI COSTI
€ migliaia 31.12.2018 31.12.2017 31.12.2018 31.12.2017
Fornitura di acqua 36.250 37.005
Fornitura di energia elettrica 148 0
Contratto di servizio Illuminazione pubblica 42.883 59.887
Interessi su contratto illuminazione pubblica 4.233 4.560
Contratto di servizio manutenzione idrica 191 119
Contratto di servizio fontane monumentali 191 119
Canone concessione 0 0 25.968 25.765
Canoni locazione 0 0 79 0
Imposte e tasse 0 0 5.115 6.291

Si rimanda alla nota 22.b per i dettagli degli impatti di tali operazioni mentre si fornisce un prospetto di riepilogo sintetico delle movimentazioni dei crediti e debiti.

€ migliaia 31/12/2017 Incassi / pagamenti Maturazioni 2018 31/12/2018
CREDITI 187.291 (93.278) 61.980 155.993
DEBITI (129.064) 118.976 (97.976) (108.063)

GRUPPO ACEA E GRUPPO ROMA CAPITALE

Anche con Società, Aziende Speciali o Enti controllati da Roma Capitale, le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti al Gruppo Roma Capitale vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le aziende del Gruppo Roma Capitale.

Gruppo Roma Capitale Debiti commerciali Costi Crediti commerciali Ricavi
AMA S.P.A. 1.657 1.396 1.698 5.981
ATAC S.P.A. 270 216 5.730 1.766
ROMA MULTISERVIZI S.P.A. 138 70 0 0
Totale 2.065 1.682 7.427 7.747

GRUPPO ACEA E PRINCIPALI IMPRESE DEL GRUPPO CALTAGIRONE

Le società del Gruppo ACEA intrattengono rapporti di natura commerciale che riguardano prevalentemente la fornitura di energia elettrica e di acqua.

Anche nei confronti dei soggetti giuridici appartenenti a tali società vengono applicate le stesse tariffe vigenti sul mercato adeguate alle condizioni di fornitura. Per quanto riguarda le vendite di energia relativamente alle utenze del mercato libero, i prezzi applicati sono in linea con i piani commerciali di Acea Energia.

Nella tabella successiva sono indicati gli importi relativi ai rapporti economici e patrimoniali più rilevanti tra il Gruppo ACEA e le principali società correlate al Gruppo Caltagirone al 31 Dicembre 2018.

€ migliaia Ricavi Costi Crediti Debiti
Gruppo Caltagirone 3.131 7.322 836 2.634

GRUPPO ACEA E GRUPPO SUEZ ENVIRONNEMENT COMPANY SA

Al 31 Dicembre 2018 non risultano esserci rapporti con società del Gruppo Suez.

Si informa inoltre che i saldi economico patrimoniali sopra riportati non comprendono i rapporti intrattenuti con le società del Gruppo consolidate a patrimonio netto presenti invece negli schemi di bilancio.

Elenco delle operazioni con parti correlate di importo significativo

Si informa che non sono state poste in essere nel periodo operazioni significative non ricorrenti con parti correlate.

Incidenza sulla situazione patrimoniale

€ migliaia 31.12.2018 Di cui con
parti correlate
Incidenza 31.12.2017 Di cui con
parti correlate
Incidenza
Attività Finanziarie 32.697 30.880 94,40% 38.375 35.637 92,90%
Crediti Commerciali 965.697 83.982 8,70% 1.022.710 153.901 15,00%
Attività Finanziarie Correnti 113.960 86.612 76,00% 237.671 121.137 51,00%
Debiti fornitori 1.524.876 124.499 8,20% 1.237.808 136.054 11,00%
Debiti finanziari 408.675 627 0,20% 633.155 3.042 0,50%

Incidenza sul conto economico

€ migliaia 31.12.2018 Di cui con
parti
correlate
Incidenza 31.12.2017 Di cui con
parti
correlate
Incidenza
Ricavi netti consolidati 3.028.487 127.314 4,2% 2.796.983 104.081 3,7%
Costi operativi consolidati 2.138.560 47.225 2,2% 1.983.853 50.023 2,5%
Totale (Oneri)/Proventi Finanziari (82.859) 13.303 (16,1%) (71.955) 8.147 (11,3%)

Incidenza sul rendiconto finanziario

31.12.2018 Di cui con
parti
correlate
Incidenza 31.12.2017 Di cui con
parti
correlate
Incidenza
Incremento dei crediti inclusi
nell'attivo circolante
98.720 (69.302) (70,2%) (70.073) 29.465 (42,0%)
Incremento
/decremento
dei
debiti
inclusi
nel
passivo
circolante
(15.544) (11.555) 74,3% 10.752 (12.944) (120,4%)
Incassi/pagamenti derivanti da
altri investimenti finanziari
116.038 (39.283) (33,9%) (117.026) 13.827 (11,8%)
Dividendi incassati 8.612 8.612 100,0% 9.626 9.626 100,0%
Diminuzione/Aumento di altri
debiti finanziari a breve
(233.453) (2.415) 1,0% 481.614 (968) (0,2%)
Pagamento dividendi (137.379) (137.379) 100,0% (136.110) (136.110) 100,0%

Aggiornamento delle principali vertenze giudiziali

Problematiche fiscali

Verifica fiscale su SAO ora incorporata in Acea Ambiente

Nel mese di Ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla Società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l'altro, le dichiarazioni dei redditi agli effetti dell'IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dalla Commissione Tributaria di Terni che, nel mese di maggio 2009, ha accolto l'istanza di sospensione presentata dalla Società e nel mese di Novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell'accertamento.

La Corte Costituzionale, con decisione del mese di Marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di Gennaio 2013 la Commissione ha accolto i ricorsi presentati da SAO ed ha condannato l'Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.

Con sentenza 419/04/14 emessa il 24 Febbraio 2014, depositata nel mese di Luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente. Il 21 Settembre 2015, la società ha ricevuto dall'Avvocatura dello Stato, il ricorso presso la Corte di Cassazione promosso dall'Agenzia delle Entrate avverso la sopra citata sentenza 419/04/14: SAO (oggi Acea Ambiente) si è costituita in giudizio con proprio controricorso e contestuale ricorso incidentale condizionato notificato il 28 Ottobre 2015. Ad oggi non risulta fissata la data di udienza innanzi la Corte di Cassazione.

In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel novembre 2008, l'Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD S.p.A., l'avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi contestati derivano dall'applicazione dell'art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

Le ragioni della Società sono state riconosciute sia dalla Commissione Tributaria Provinciale che da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013 l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.

Si reputa che gli atti dell'Agenzia delle Entrate sopra citati siano illegittimi, ritenendo remoto il rischio di pagamento dell'intera somma di cui comunque si farà carico il precedente azionista (Enertad ora Erg Renew) sulla base delle garanzie rilasciate nel contratto di compravendita delle azioni della allora controllante diretta ARIA S.r.l. (oggi Acea Ambiente s.r.l)

Si evidenzia altresì per completezza che nel Gennaio 2009 la Società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 Novembre 2008 con il quale l'Agenzia delle Entrate ha sospeso l'erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla Società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall'Amministrazione Finanziaria, ma, ne è stata sospesa l'erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell'udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. L'Agenzia delle Entrate ha proposto atto di appello nel settembre 2010: il relativo giudizio è in corso. Si evidenzia che il credito oggetto del citato rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Provinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accogliibile la cessione di detto credito IVA da SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 Ottobre 2011 e depositata il 26 Marzo 2012, la Commissione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione e la Società si è costituita in giudizio.

Verifiche fiscali su areti

Nel PVC (Processo Verbale di Constatazione) relativo alla verifica generale per l'anno 2010 è stata effettuata anche una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trattamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.

Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha proceduto a notificare, in data 23 dicembre 2014, due avvisi di accertamento separati per l'anno 2009, uno riguardante le imposte dirette (IRES ed IRAP) e uno relativo alla imposte indirette (IVA). La Società ha presentato istanza di autotutela in data 17 febbraio 2015 e l'Ufficio ha riconosciuto la validità delle motivazioni avanzate da areti in relazione al proprio operato ed ha disposto l'annullamento integrale dell'atto relativo alle imposte dirette. Per i rilievi IVA, l'Ufficio ha parzialmente riconosciuto le ragioni avanzate dalla Società e ha conseguentemente disposto l'annullamento parziale dell'atto di accertamento portando la richiesta complessiva ad € 129 mila oltre sanzioni. La Società ha ritenuto opportuno, per quanto riguarda il rilievo IVA, intraprendere la strada del contenzioso fiscale.

Sulla base dello stesso presupposto oggetto della segnalazione effettuata con il PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha notificato in data 19 Maggio 2016 due avvisi di accertamento aventi ad oggetto l'IVA per gli anni 2011 e 2012 per € 299 mila oltre sanzioni e interessi.

Tutti gli avvisi di accertamento ricevuti sono pendenti presso la CTR del Lazio, si ricorda che la commissione di primo grado ha annullato gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2011 e 2012 e confermato parzialmente l'avviso relativo all'anno 2009

Per quanto concerne le agevolazioni tariffarie concesse ai dipendenti ed ex dipendenti per l'anno 2011 e 2012 la commissione tributaria ha annullato gli avvisi e condannato l'Ufficio al pagamento delle spese.

Contestazioni/Contenziosi fiscali su ARSE

Nel corso del mese di Gennaio 2016 è stato notificato ad ARSE, società già estinta per scissione totale a quella data, un avviso di liquidazione dell'imposta complementare di registro relativo alla riqualificazione dell'operazione di conferimento e successiva cessione della partecipazione di Apollo S.r.l., società conferitaria degli impianti fotovoltaici. L'imposta richiesta, comprensiva di interessi, è pari ad € 672 mila.

In data 7 marzo 2017 le Società beneficiarie della scissione di ARSE – Acea S.p.A., Acea Liquidation e Litigation (ex Elga Sud) e Acea Produzione –, ritenendo infondato l'avviso di liquidazione sia per gli evidenti vizi di forma, sia per la contestazione oggetto dell'avviso, hanno presentato ricorso collettivo.

Il 15 Gennaio 2018 si è tenuta l'udienza di discussione dinanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma. Con sentenza n. 1926/15/2018 depositata il 22 Gennaio 2018, i giudici hanno annullato l'avviso di accertamento impugnato.

In data 14 giugno 2012 è stato consegnato alla Società un PVC (Processo Verbale di Constatazione) elevato dalla Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria di Roma ad esito di una verifica fiscale finalizzata al controllo del corretto utilizzo del regime di sospensione da imposta previsto dai depositi fiscali IVA, di cui all'articolo 50 bis del D.L. 30 Agosto 1993, n. 331 ("Depositi IVA"), relativamente a taluni beni importati dalla Società negli anni 2009, 2010 e 2011.

I verificatori, in ragione di un asserito utilizzo abusivo del predetto regime da parte della Società, contestano alla Società un omesso versamento di IVA all'importazione – per gli anni 2009, 2010 e 2011 - pari a complessivi € 16.198.714,87.

In data 6 Agosto 2012 la Società ha presentato memoria difensiva ai sensi dell'art. 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 in merito a rilievi contenuti nel suddetto Processo Verbale di Constatazione.

La tematica relativa ai concetti di simulazione del deposito e introduzione dei beni è particolarmente nota e dibattuta ed è stata oggetto di numerosi documenti di prassi emanati dall'Agenzia delle Dogane, nonché di diversi interventi legislativi.

La Società ritiene che tutte quante le condizioni di fatto e di diritto previste dalla normativa relativa all'utilizzo dei Depositi IVA, così come interpretate dai competenti organi amministrativi, siano state pienamente soddisfatte e che pertanto il predetto Processo Verbale di Constatazione sia infondato.

Verifiche doganali su Umbria Energy S.p.A.

In data 15 Gennaio 2016 l'Agenzia delle Dogana di Perugia ha notificato alla Società un avviso di pagamento relativo ad una processo verbale di constatazione nel quale è stata rilevato il mancato/omesso versamento, di accise e addizionali sull'energia elettrica per gli anni dal 2010 al 2013 per un ammontare complessivo di € 860 mila.

Avverso tale provvedimento la Società ha predisposto un ricorso alla competente Commissione Tributaria per vedere riconosciuta la correttezza del proprio operato. In data 4 Ottobre 2017 la Commissione ha respinto il ricorso presentato dalla Società argomentando sulla rilevanza dal punto di vista sostanziale della condotta tenuta ai fini dell'applicabilità della sanzione e ha affermato che in caso di rettifiche di fatturazione il procedimento da seguire sia quello di presentare una formale istanza di rimborso all'Ufficio ai sensi dell'art. 14 del TUA.

Verifica fiscale su Acea ATO5

In data 7 Marzo 2018 la Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone – Sezione Tutela Finanza Pubblica ha iniziato una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 25 Ottobre 2018 con la redazione del PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di imposte sui redditi e Irap per l'anno di imposta 2013. Si dà rilievo, inoltre, che in data 21 Dicembre 2018, il Tribunale di Frosinone – sezione del giudice per le indagini preliminari ha notificato alla Società il decreto di sequestro preventivo (n. 3910/2018) delle disponibilità finanziarie presenti nei conti correnti intestati alla Società fino al valore di € 3,6 milioni imputando la Società del reato di cui all'art. 4 del D. Lgs. 74/2000.

La Società, in data 24 Dicembre 2018 ha prodotto e depositato con protocollo n. 77899 le proprie Osservazioni al PVC, redatte ex articolo 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212.

In data 3 Gennaio 2019, l'Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Frosinone – Ufficio controlli, ha notificato alla Società l'avviso di accertamento n. TKO0C6M02152/2018, con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell'IRAP per il periodo d'imposta 2013, per un importo a carico della società di € 591 mila per imposte, al netto di sanzioni e interessi. I rilievi accertati derivano dall'applicazione degli art. 5 e 25 del D. Lgs. 446/97 e riguardano in particolare, una indebita variazione in diminuzione per l'utilizzo di un fondo rischi, l'omessa contabilizzazione/dichiarazione di componenti positivi di reddito nonché l'indebita deduzione di elementi negativi di reddito riferibili a interessi di mora.

Si dà atto che, secondo quanto riportato nel suddetto avviso, i rilievi ai fini IRES relativi al PVC summenzionato saranno oggetto di separato atto di accertamento, che verrà emesso nei termini di legge ai sensi dell'art. 43 del DPR 600/73 e dell'art. 57 del DPR 633/72.

Si rileva infine che in data 1° Febbraio 2019, esaminata la richiesta di riesame ex art. 324 cod. proc. pen. proposta dalla Società, il Tribunale di Frosinone, sentite le parti in Camera di Consiglio all'udienza e sciolta la riserva, ha annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP e ha disposto la restituzione all'avente diritto di quanto precedentemente sequestrato.

Verifica fiscale su ACEA S.p.A.

In data 17 Aprile 2018 la Direzione Regionale del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti, ha dato avvio ad una verifica fiscale sulla Società avente carattere generale. La verifica si è conclusa in data 31 Ottobre 2018 con la redazione del

PVC (Processo Verbale di Constatazione) nel quale sono state rilevate a carico della Società presunte violazioni sostanziali in materia di IVA con riferimento al periodo d'imposta 2014.

Si dà rilievo, inoltre che nell'ambito delle verifiche effettuate, in data 12 Ottobre 2018, l'Agenzia delle Entrate ha inviato alla Società il Questionario n. Q00044/2018, relativo alla determinazione dei costi promiscui indetraibili, con lo scopo di estendere la medesima verifica al periodo di imposta 2013; la risposta della Società è stata inviata agli organi competenti in data 7 Dicembre 2018.

Si dà atto infine che in data 18 Dicembre 2018 la Società, a seguito di processo verbale di contraddittorio (prot. n. 115820), ha aderito, mediante accertamento con adesione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 6, c. 1 del D. Lgs. n. 218/97, alla proposta avanzata dall'Agenzia delle Entrate, la quale, ai sensi dell'art. 54, comma 4, del D.P.R. 633/1972, ha definito, senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice nei termini stabiliti dall'art. 57 del medesimo decreto, una maggiore IVA dovuta per € 433.509 per indebita detrazione di IVA in violazione dell'art. 19, commi 2 e 4 del D.P.R. 633/1972; sulla maggiore imposta dovuta sono state calcolate sanzioni per un ammontare complessivo pari a € 166.315,88 e interessi pari a € 73.871,59. Successivamente, in data 19 Dicembre 2018 la Società ha provveduto al pagamento integrale in adesione delle somme dovute per il periodo di imposta 2013.

Infine, con riferimento al periodo d'imposta 2014 è stata fissata da parte dell'Ufficio, in data 24 Gennaio 2019, la discussione in contraddittorio finalizzata ad addivenire ad un accertamento con adesione anche con riferimento a tale periodo d'imposta.

Altre problematiche

ACEA Ato5 - Tariffe 2016-2019

In data 9 febbraio 2017 la Società ha presentato il ricorso al TAR del Lazio sezione di Latina - per l'annullamento della Deliberazione n. 6 del 13 dicembre 2016 con la quale la Conferenza dei Sindaci dell'AATO 5 ha approvato la proposta tariffaria del SII per il periodo regolatorio 2016-2019, prevedendo un ammontare dei conguagli di periodo inferiore rispetto a quello determinato nella proposta del Gestore (€ 77 milioni contro i circa € 35 milioni), in conseguenza della diversa quantificazione operata dalla STO essenzialmente su quattro poste regolatorie: (i) l'ammontare dell'FNI (coefficiente psi 0,4 anziché lo 0,8 proposto dalla Società); (ii) il riconoscimento degli oneri per morosità (3,8% del fatturato anziché 7,1%); (iii) il riconoscimento degli oneri per la qualità (opex qc), di fatto azzerati e non riconosciuti dalla STO; (iv) le penali per circa € 11 milioni.

Il 22 Marzo 2018 è stata pubblicata la sentenza n.135/2018 con la quale il TAR Latina ha rigettato il ricorso proposto da ACEA Ato5 avverso la suddetta deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 6 del 13 Dicembre 2016. Con la citata sentenza, attualmente passata in giudicato, il TAR non è entrato nel merito delle censure elevate dalla Società, ma si è limitato ad affermare l'inammissibilità del ricorso, sul presupposto che la delibera della Conferenza dei Sindaci sarebbe un mero atto endoprocedimentale; pendono termini per l'appello. La Società ha deciso di non presentare appello.

Per le tematiche di natura contabile si rinvia a quanto illustrato nel paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

ACEA Ato5 – Decreto Ingiuntivo promosso per il recupero del credito derivante dall'atto transattivo del 2007 con l'AATO5

Relativamente al credito di € 10.700.000 per maggiori costi sostenuti nel periodo 2003 – 2005, di cui all'Accordo transattivo del 27 Febbraio 2007, in data 14 Marzo 2012, ACEA Ato5 ha promosso ricorso per decreto ingiuntivo avente ad oggetto il credito riconosciuto alla Società dall'AATO.

Il Tribunale di Frosinone, accogliendo il ricorso, ha emesso il Decreto Ingiuntivo n. 222/2012, immediatamente esecutivo, il quale è stato notificato all'Ente d'Ambito in data 12 Aprile 2012.

L'AATO, con atto del 22 Maggio 2012, ha notificato opposizione al decreto ingiuntivo, chiedendo la revoca del decreto opposto e, in via cautelare, la sospensione della sua provvisoria esecuzione. Altresì, in via riconvenzionale, ha formulato domanda di pagamento dei canoni concessori, per € 28.699.699,48.

ACEA Ato5 ha provveduto a costituirsi nel citato giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, contestando le domande avversarie e formulando a sua volta domanda riconvenzionale di pagamento dell'intero ammontare dei maggiori costi sostenuti dal Gestore e originariamente richiesti, pari complessivamente a € 21.481.000,00.

A seguito dell'udienza del 17 Luglio 2012, il Giudice - con Ordinanza depositata il 24 Luglio - ha sospeso la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo, rinviando la trattazione nel merito della questione.

Il Giudice ha altresì respinto la richiesta di concessione di ordinanza di pagamento dei canoni concessori presentata dall'AATO.

Nel corso dell'udienza del 21 Novembre 2014 il Giudice ha sciolto la riserva sulle istanze istruttorie formulate dalle parti fissando al 15 Novembre 2016 l'udienza di precisazione delle conclusioni. All'udienza, il Giudice ha concesso i termini per memorie conclusionali e repliche e trattenuto la causa in decisione. Con sentenza 304/2017, pubblicata il 28 Febbraio 2017, il Giudice civile ha revocato il decreto ingiuntivo emesso nel 2012, respinto la domanda riconvenzionale subordinata di ACEA Ato5 e disposto la rimessione della causa in istruttoria relativamente alla domanda riconvenzionale proposta dall'AATO in merito al pagamento dei canoni di concessione.

All'udienza del 17 Novembre 2017, il Giudice, preso atto delle richieste di controparte, ha rinviato l'udienza al 27 Febbraio 2018. All'esito della predetta udienza, il nuovo Giudice che ha preso in carico la causa, preso atto delle discrepanze emerse nei rispettivi conteggi di ACEA Ato5 e dell' AATO5, ha concesso un rinvio al 4 Maggio 2018, invitando le parti a chiarire le motivazioni di tali discrepanze e segnalando che in caso contrario, provvederà alla nomina di un CTU. In occasione di tale udienza, è stato disposto ulteriore rinvio al 21 Settembre 2018.

In tale sede, le Parti, alla luce del Tavolo di Conciliazione instaurato in data 11 Settembre 2018 con l'AATO5 - ai sensi dell'art. 36 della Convenzione di Gestione - al quale è stata rimessa – tra le altre – anche la questione inerente

la determinazione dei canoni concessori, hanno chiesto al Giudice un rinvio, disposto per l'udienza del 15 Febbraio 2019, ulteriormente rinviata al 17 Settembre 2019.

Collegato a tale giudizio deve essere considerato l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Frosinone che ha revocato il Decreto Ingiuntivo di € 10.700.000 inizialmente emesso dal medesimo Tribunale.

La prima udienza è stata rinviata d'ufficio all'11 Maggio 2018. In tale sede la Corte, udite le rispettive posizioni delle parti, ha rinviato la causa al 20 Novembre 2020, per la discussione orale e la pronuncia della sentenza ex art.281 sexies c.p.c.

Sono al momento in definizione le integrazioni da inserire in merito all'esistenza del credito. La Società, anche sulla scorta del parere autorevole dei propri legali, ritiene che l'affermata nullità della transazione non determini il venir meno del diritto del Gestore ad ottenere la remunerazione dei maggiori costi sostenuti nella gestione e non coperti dalla tariffa.

ACEA Ato5 - Risoluzione contrattuale Convenzione di Gestione

La Società ha presentato ricorso (n. 316/2016) avverso la deliberazione n. 2 assunta dalla Conferenza dei Sindaci il 18 Febbraio 2016 con la quale è stato avviato l'iter di risoluzione contrattuale e la conseguente diffida ad adempiere inviata alla Società a Marzo 2016. Ha altresì impugnato, presentando motivi aggiunti al ricorso n. 316 e con contestuale domanda di risarcimento dei danni, la deliberazione n. 7 del 13 Dicembre 2016 con la quale è stata decisa la risoluzione. A seguito dell'udienza pubblica per la trattazione del merito del 23 Novembre 2017, il TAR Latina ha accolto il ricorso proposto dalla Società e con la sentenza n. 638/2017 pubblicata in data 27 Dicembre 2017, ha annullato i provvedimenti impugnati. In data 26 e 27 Giugno 2018 sono stati notificati gli atti di appello proposti rispettivamente dall'Autorità d'Ambito, e dal Comune di Ceccano e da altri Comuni dell'ATO 5, avverso la predetta sentenza n. 638/2017 del TAR Lazio – sezione distaccata di Latina.

I suddetti ricorsi non presentano argomentazioni di particolare novità o rilevanza rispetto a quanto già sottoposto al vaglio del Tribunale di primo grado, né gli appellanti hanno proposto istanza di sospensione cautelare. Ad ogni modo la Società ha provveduto al deposito degli atti di costituzione in entrambi i contenziosi, relativamente ai quali ad oggi non si hanno notizie in merito alla fissazione dell'udienza.

Per maggiori dettagli in merito al contenuto dei provvedimenti citati si rinvia al paragrafo "Informativa sui servizi in concessione".

ACEA Ato5 - Consorzio ASI

Il Consorzio ASI ha promosso due decreti ingiuntivi per il rimborso della quota parte del servizio di depurazione svolto per conto di ACEA Ato5 (valore dei giudizi € 14.181.770,45). I due decreti sono stati opposti dalla Società che ha, a sua volta, formulato domanda per la fornitura di acqua per uso industriale erogata a favore del Consorzio. In dettaglio:

con riferimento al giudizio instaurato a seguito del ricorso 3895/2013 (valore del giudizio € 7.710.946,06), le parti in causa hanno avviato una serie di incontri, all'esito dei quali, nel corso del mese di marzo 2018, si è giunti alla definizione di uno schema di accordo transattivo (che vede quale Parte anche ACEA Ato2), la cui efficacia è stata subordinata alla preventiva approvazione da parte dei rispettivi consigli di amministrazione delle società. L'organo Amministrativo di ciascuna delle Parti ha approvato il predetto schema transattivo ed in data 15 Maggio 2018 è stato sottoscritto l'accordo transattivo definitivo tra Consorzio ASI, ACEA Ato2 e ACEA Ato5.

Le parti hanno successivamente sottoscritto un addendum allo schema di accordo transattivo –anch'esso approvato preventivamente da rispettivi Organi Amministrativi – al fine di regolare i reciproci rapporti in funzione delle definitive determinazioni dell'Ente d'Ambito in relazione alle reciproche tariffe e/o costi e/o modalità di remunerazione;

con riferimento al giudizio instaurato a seguito del ricorso n. 3371/2016 (valore del giudizio € 6.470.824,39), il Giudice, concessi i termini ex articolo 183, 4° comma, cpc, ha fissato l'udienza di trattazione al 15 Maggio 2018. In tale sede, a fronte della manifestata intenzione delle parti di giungere ad una definizione bonaria della controversia relativamente alle reciproche posizioni creditorie/debitorie anche per il successivo periodo 2012-2015 - mediante l'attivazione di un tavolo transattivo, il Giudice ha disposto il rinvio all'udienza del 25 Settembre 2018, ulteriormente rinviata al 30 Novembre 2018. Anche in tale occasione, in ragione del manifestato intento delle parti di ricercare un componimento bonario del contenzioso, il giudice ha disposto il rinvio all'8 Febbraio 2019. In tale sede, essendo ancora in corso le trattative tra le parti per la definizione transattiva del giudizio, è stato disposto un ulteriore rinvio al 25 Giugno 2019;

contestualmente, nel corso del predetto tavolo transattivo, è emersa l'opportunità di definire transattivamente anche le reciproche posizioni debitorie/creditorie relative al periodo 2016-2017, nonché l'opportunità di giungere alla definizione di uno schema di accordo teso a disciplinare, a partire dall'anno 2018 e per il futuro, il servizio di fornitura idrica reso da ACEA Ato5 S.p.A. verso ASI, nonché il servizio di fognatura e depurazione reso dall'ASI verso ACEA Ato5. Relativamente a tale ultimo aspetto, in data 9 Gennaio 2019 è stato sottoscritto relativo accordo tra le Parti.

Acea S.p.A. - SMECO

Con citazione notificata nell'autunno del 2011, ACEA è stata evocata in giudizio per rispondere di presunti danni che il suo ancor più presunto inadempimento a non provate ed inesistenti obbligazioni che si assumono portate dal patto parasociale relativo alla controllata A.S.A. – Acea Servizi Acqua – avrebbero prodotto ai soci di minoranza di questa, ed ai loro rispettivi azionisti. Il petitum si attesta ad oltre € 10 milioni.

Il giudice, accogliendo l'istanza di SMECO, ha ritenuto necessaria una consulenza tecnica contabile volta alla quantificazione dei costi sostenuti, del mancato guadagno e dell'eventuale corrispettivo spettante per effetto dell'opzione di vendita prevista nei patti parasociali.

Con sentenza n. 17154/15 del 17 Agosto 2015, il Tribunale ha respinto integralmente la domanda e condannato le parti in solido alla refusione a favore di ACEA delle spese liquidate in € 50.000,00 oltre accessori. In data 1° Ottobre 2015 SMECO propone appello incardinato presso la 2^ Sezione della Corte di Appello di Roma. All'udienza del 3 Febbraio 2016 la causa è stata rinviata per la precisazione delle conclusioni all'11 Aprile 2018. In tale occasione è stato disposto un rinvio per gli stessi incombenti al 29 Gennaio 2020.

Acea S.p.A. – SASI

In data 5 Luglio 2018 le Parti hanno raggiunto un accordo transattivo in occasione del quale S.A.S.I. si è impegnata a rinunciare, nei confronti di ACEA, al ricorso pendente avanti alla Corte di Cassazione e ad ogni pretesa ivi avanzata ed ACEA ad accettare detta rinunzia.

Acea S.p.A., ACEA Ato2 S.p.A. e AceaElectrabel Produzione S.p.A. (oggi Acea Produzione S.p.A.) – ERG HYDRO S.r.l. (già E.ON. Produzione S.p.A.)

È stato introdotto da E.ON. Produzione S.p.A., in qualità di successore di Enel di alcune concessioni di derivazione di acque pubbliche delle sorgenti del Peschiera per la produzione di energia, per ottenere la condanna delle convenute in solido (ACEA, ACEA Ato2 e AceaElectrabel Produzione) alla corresponsione dell'indennità di sottensione (ovvero al risarcimento del danno per illegittima sottensione), rimasta congelata a quella convenuta negli anni '80, nella misura di € 48,8 milioni (oltre alle somme dovute per gli anni 2008 e successivi) ovvero ed in via subordinata al pagamento della somma di € 36,2 milioni.

In data 3 Maggio 2014 il Tribunale Amministrativo delle Acque Pubbliche, con sentenza n. 14/14, ha respinto integralmente la domanda di E.ON. ritenendo ancora vigenti gli accordi del 1985 e considerando la domanda circoscritta al solo 'prezzo di sottensione' ritenendo estranea, invece, quella relativa alla misura dei conguagli. E.ON è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese di lite di CTU.

In data 23 Giugno 2014 E.ON. ha introdotto appello avanti il TSAP con prima udienza fissata al 1° Ottobre 2014. Dopo successivi rinvii di rito, all'udienza del 14 Gennaio 2015, il giudizio è stato differito all'udienza collegiale del 10 Maggio 2015. Con sentenza n. 243/2016 l'appello è stato rigettato, con condanna di E.ON. alle spese di lite.

Con ricorso notificato avanti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in data 20 Dicembre 2016, controparte ha impugnato la sentenza del TSAP; il controricorso di ACEA è stato notificato il 27 Gennaio 2017 e l'udienza è stata fissata al 9 Ottobre 2018. Ad esito di detta udienza la Suprema Corte, con sentenza pubblicata il 10 Gennaio 2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da ERG HYDRO S.r.l., condannandola alla refusione delle spese di lite.

Acea S.p.A. - Milano '90

La questione inerisce il mancato pagamento della somma di € 5 milioni da parte di Milano '90, dovuta a saldo del prezzo di compravendita dell'area in Comune di Roma con accesso da Via Laurentina n. 555 perfezionata in data 28 Febbraio 2007 e con successivo atto integrativo del 5 novembre 2008. Con l'atto integrativo le parti hanno concordato di modificare il corrispettivo da € 18 milioni a € 23 milioni, contestualmente eliminando l'earn out, prevedendo quale termine ultimo di pagamento il 31 Marzo 2009.

Data l'inerzia dell'acquirente è stata avviata la procedura finalizzata al recupero delle somme dovute attraverso la predisposizione di un atto di intimazione e diffida a Milano '90 e, quindi, attraverso il deposito di ricorso per decreto ingiuntivo che, in data 28 Giugno 2012, è stato concesso in forma provvisoriamente esecutiva.

Pertanto, nel Novembre 2012, Acea S.p.A. notificava atto di pignoramento presso terzi in danno della società Milano '90 per il recupero coattivo delle somme ingiunte.

Milano '90 si è opposta al predetto decreto ingiuntivo - chiedendo altresì la condanna di Acea alla restituzione delle somme versate a titolo di prezzo ed al risarcimento del danno - ottenendo la sospensione della provvisoria esecuzione del medesimo. Conseguentemente, il procedimento esecutivo è stato a sua volta sospeso.

Con sentenza n. 3258, pubblicata il 13 Febbraio 2018, il Tribunale di Roma ha respinto l'opposizione e confermato integralmente il decreto ingiuntivo, condannando Milano '90 alla rifusione delle spese di lite. Giudizio di Appello

In data 26 Aprile 2018, Milano '90 ha proposto appello e l'udienza di trattazione è stata fissata al13 Settembre 2018. Ad esito di detta udienza, con ordinanza del 25 Ottobre 2018, la Corte d'appello ha rigettato l'istanza di sospensiva, rinviando per la precisazione delle conclusioni al 16 Luglio 2020.

Procedura esecutiva

A seguito del favorevole provvedimento di primo grado, il 27 Marzo 2018 Acea ha depositato il ricorso per la riassunzione della procedura esecutiva nei confronti di Milano '90 e dei terzi pignorati e la causa è stata rinviata all'udienza del 9 Ottobre 2018 per la comparizione delle parti e la prosecuzione del giudizio. Ad esito di detta udienza il Giudice ha disposto un rinvio per l'eventuale assegnazione delle somme pignorate al 12 Marzo 2019, in attesa della decisione della Corte di Appello sull'inibitoria della sentenza impugnata.

Acea S.p.A. - Trifoglio S.r.l.

Il complesso contenzioso si articola in una causa attiva e una causa passiva, riunite nel 2015 avanti al Giudice presso il quale pendeva la causa attiva.

Causa attiva: la questione inerisce l'inadempimento della Trifoglio all'obbligazione di pagamento del saldo del corrispettivo (pari a € 10,3 milioni), di cui al contratto di compravendita avente ad oggetto l'immobile cd. Autoparco la cui data di corresponsione doveva essere il 22 Dicembre 2011.

In considerazione dell'inadempimento di Trifoglio, si è proceduto a notificare diffida volta a sottoscrivere un atto di risoluzione volontaria del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010, e quindi a depositare ricorso presso il Tribunale di Roma, ex art. 702 bis c.p.c. Anche ATAC Patrimonio ha depositato ricorso per la risoluzione del contratto di compravendita del 22 Dicembre 2010 per la parte di propria competenza.

Causa passiva: Trifoglio ha notificato ad ACEA e ad ATAC Patrimonio un atto di citazione volto all'accertamento dell'invalidità dell'atto di compravendita ed al riconoscimento di un risarcimento danni di circa € 20 milioni.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11436/2017 del 6 Giugno 2017, ha dichiarato la nullità del contratto di compravendita, sostanzialmente accogliendo la domanda di ACEA volta a sciogliersi dal rapporto contrattuale con Trifoglio e a recuperare la proprietà dell'area, disponendo la restituzione a Trifoglio dell'acconto-prezzo ricevuto (pari a € 4 milioni); ha rigettato la domanda di risarcimento danni formulata da Trifoglio ed ha escluso qualsivoglia responsabilità in capo ad ACEA con riguardo alla veridicità delle garanzie contrattuali offerte a Trifoglio. In data 8 Agosto 2017 Trifoglio ha proposto appello e la prima udienza di trattazione era fissata per l'8 Febbraio 2018. All'udienza è stato disposto rinvio per conclusioni all'udienza del 13 Settembre 2018, poi rinviata d'ufficio al 13 Giugno 2019.

Acea S.p.A. - Kuadra S.r.l.

Nell'ambito del contenzioso attivato da Kuadra S.r.l. contro la partecipata Marco Polo S.r.l. in liquidazione per un presunto inadempimento conseguente alla partecipazione all'ATI per la gestione della commessa CONSIP, sono stati citati in giudizio dalla stessa Kuadra S.r.l. anche i soci di Marco Polo (e quindi: ACEA, AMA e EUR) nonché Roma Capitale.

Tale citazione si basa sul presupposto della controparte che Marco Polo sarebbe sottoposta alla direzione e coordinamento di tutti i Soci diretti ed indiretti.

ACEA ritiene che, in considerazione anche della genericità delle argomentazioni addotte da Kuadra S.r.l. a fondamento della responsabilità dei soci di Marco Polo, il rischio di soccombenza riferito a tale citazione sia da considerarsi remoto, mentre quello indiretto, in quanto socio di Marco Polo, sia stato già compreso nell'ambito della valutazione della partecipata.

La causa è stata rinviata all'udienza del 19 Gennaio 2016 per la decisione sui mezzi istruttori. Il Giudice si è riservato di decidere sul punto. A scioglimento della predetta riserva, il Giudice ha rigettato le istanze istruttorie richieste dagli attori, rinviando la causa al 4 Ottobre 2016 per la precisazione delle conclusioni. In conseguenza dell'instaurazione di trattative per il bonario componimento della controversia, l'udienza è stata rinviata più volte.

In considerazione del raggiunto accordo tra le parti per l'abbandono della causa ai sensi dell'art. 309 c.p.c., in data 15 Dicembre 2017 Kuadra S.r.l. ha depositato istanza per la rimessione della causa sul ruolo.

Con ordinanza emessa in data 25 Gennaio 2018, il Giudice ha pertanto rimesso la causa sul ruolo fissando l'udienza del 27 Febbraio 2018. L'ulteriore rinvio ex art. 309 c.p.c. è stato disposto per il 13 Settembre 2018. Ad esito di detta udienza, è stato emesso Decreto di estinzione del 25 Settembre 2018.

Acea S.p.A. –Antonella Illuminati

Con ricorso promosso avanti il Tribunale Sezione Lavoro, l'ex Consigliere Antonella Illuminati ha evocato in giudizio ACEA per chiedere la condanna della Società al pagamento in suo favore delle remunerazioni non percepite - pari ad € 190 mila circa - a seguito della cessazione anticipata dall'incarico ricoperto, nonché al risarcimento dei danni patrimoniali e non, a vario titolo declinati, da liquidarsi anche in via equitativa. La vicenda è stata definita con la sottoscrizione, nel mese di Febbraio 2018, di un accordo transattivo; il procedimento risulta pertanto estinto.

Acea S.p.A. – Giudizi Ex COS

Attualmente pendono i seguenti giudizi collegati alla controversia COS, relativa all'accertamento di illiceità del contratto di appalto intercorso fra ALMAVIVA Contact (già COS) ed ACEA ed al conseguente diritto dei prestatori a vedersi riconoscere un rapporto di lavoro subordinato con Acea S.p.A. Si premette che la maggioranza dei giudizi in cui ACEA è stata soccombente risulta transatta e che soltanto per sei lavoratori risultano attualmente pendenti in Cassazione giudizi in ordine all'an della pretesa (cioè all'accertamento di non genuinità dell'appalto ed al diritto alla costituzione del rapporto), introdotti da Acea.

Specificamente, risultano pendenti avanti alla Suprema Corte due ricorsi, entrambi rinviati all'udienza del 4 Aprile 2019, per la trattazione in camera di Consiglio.

Sulla base delle sentenze relative all'an debeatur sono stati poi introdotti dai lavoratori vittoriosi (in favore dei quali cioè è stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato con ACEA) dei giudizi di quantificazione della pretesa, con i quali è stata chiesta la condanna di ACEA al pagamento delle retribuzioni dovute per effetto del rapporto costituito. Trattasi di molteplici giudizi, che risultano introdotti dai sei lavoratori, ma con riferimento a diversi periodi di maturazione dei presunti crediti, che hanno portato a pronunce discordi, che pendono in vari gradi di giurisdizione. In dettaglio, in merito ai giudizi di quantificazione introdotti avanti alla Corte di Cassazione, un primo giudizio è stato definito con sentenza, favorevole ad ACEA, del 31 Ottobre 2018 e pendono ancora due ulteriori giudizi.

Infine, altro giudizio di quantificazione, proposto dagli stessi sei lavoratori, pende avanti alla Corte di Appello di Roma e nel corso dell'ultima udienza, tenutasi il 25 Giugno 2018, la Corte di Appello ha ritenuto opportuno

sospendere detto giudizio di quantificazione del credito in attesa delle pronunce che la Cassazione renderà sull'an debeatur della pretesa, in esito all'udienza ora fissata al 4 Aprile 2019.

Acea S.p.A. e areti S.p.A. – MP 31 S.r.l. (già ARMOSIA MP S.r.l.)

Si tratta di giudizio di opposizione promosso avverso il Decreto Ingiuntivo emesso dal Tribunale di Roma – RG. 58515/14 nei confronti di areti per l'importo di € 226.621,34, richiesto da Armosia MP a titolo di canoni di locazione per i mesi di aprile-maggio-giugno del 2014 per l'immobile sito in Roma – Via Marco Polo, 31. Il decreto ingiuntivo è stato dichiarato provvisoriamente esecutivo con ordinanza dell'8 Luglio 2015.

All'udienza del 17 Febbraio 2016 il Giudice ha riunito questo giudizio con altro pendente e rubricato al n. RG 30056/2014 avanti il Tribunale di Roma - instaurato da ACEA e da areti (cessionaria del contratto di locazione) al fine di sentir dichiarare l'intervenuta risoluzione del contratto di locazione.

In tale ultimo giudizio, MP 31 ha, altresì, proposto domanda riconvenzionale per il risarcimento del danno subito in considerazione dello stato di degrado dell'immobile al momento del rilascio da parte di areti, A tale richiesta, all'udienza del 17 Febbraio 2016 sia ACEA che areti, si sono opposte. Il Giudice ha disposto CTU. Con sentenza n. 22248/2017 del 27 Novembre 2017, il Tribunale ha accolto la domanda di MP 31 nei confronti di areti, condannandola al pagamento dei canoni pregressi nella misura di € 2.759.818,76 oltre interessi dalle singole scadenze, nonché al pagamento dei canoni sino alla scadenza contrattuale (29 Dicembre 2022).

ACEA ha interposto ricorso in appello, notificato in data 2 Gennaio 2018.

Con decreto emesso inaudita altera parte il 15 Gennaio 2018 è stata sospesa la provvisoria esecutività della sentenza di primo grado; la relativa udienza si è tenuta il giorno 8 Febbraio 2018 e ad esito della stessa, la Corte di Appello ha rigettato l'stanza. L'udienza di trattazione del giudizio di appello inizialmente fissata per il 15 Marzo è stata rinviata al 19 Aprile 2018. Ad esito di tale udienza, ritenendo la causa matura per la decisione, la Corte d'Appello ha rinviato per la discussione al 16 Aprile 2020.

Si precisa che MP31 ha notificato ad areti un pignoramento presso terzi per il recupero delle somme di cui alla sentenza n. 22248/2017, e che in data 21 Giugno 2018 è stata emessa ordinanza di assegnazione, eseguita da parte del terzo pignorato.

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. – Provincia di Rieti

Con Deliberazione n. 30 del 25 Gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell'AATO2 e dell'AATO3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 Febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore. La Convenzione prevede, all'art. 16, la rinuncia ai giudizi pendenti, ivi compreso il presente. Pertanto, i principali contraddittori hanno rappresentato l'avvenuta bonaria composizione del contenzioso ed all'udienza dell'8 Maggio 2018, ad esito della verifica della sussistenza nelle Parti all'interesse ad una pronuncia di merito, la causa è stata nuovamente riservata per la decisione.

Con sentenza n. 9455/2018 del 10 Maggio 2018 è stata pertanto dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Acea S.p.A. ed ACEA Ato2 S.p.A. - CO.LA.RI

Con atto di citazione notificato il 23 Giugno 2017, il Consorzio Co.La.Ri. e E. Giovi S.r.l. – rispettivamente gestore della discarica di Malagrotta (RM) e consorziata esecutrice - hanno evocato in giudizio ACEA ed ACEA Ato2 per ottenere dalle convenute il pagamento della quota di tariffa di accesso in discarica da destinare alla copertura dei costi di gestione operativa trentennale della stessa – stabilita con D.Lgs. 36/2003 - asseritamente dovuti a fronte del conferimento dei rifiuti avvenuto durante il periodo di vigenza contrattuale 1985 - 2009.

Il petitum principale si attesta ad oltre € 36 milioni per l'intero periodo di vigenza contrattuale; in subordine nell'ipotesi in cui la norma che dispone la tariffa non sia considerata dal giudice retroattivamente applicabile - le parti attrici chiedono il riconoscimento del diritto di credito di circa € 8 milioni, per il periodo Marzo 2003 - 2009, nonché l'accertamento, anche tramite CTU, del credito relativo al precedente periodo 1985 - 2003.

La prima udienza di comparizione, fissata inizialmente al 23 febbraio 2018, è stata differita all'8 ottobre 2018 per integrazione del contraddittorio nei confronti dell'Ente d'Ambito Territoriale Ottimale 2 Lazio Centrale – Roma. Ad esito di detta udienza il giudice ha concesso i termini ex 183 cpc e fissato la successiva udienza istruttoria al 28 Marzo 2019.

ACEA Ato2 S.p.A. – Interferenza Idraulica

In data 29 luglio 2016, ACEA Ato2 ha proposto ricorso avanti al TAR Lazio – Roma contro la Regione Lazio, per ottenere l'annullamento della Deliberazione della Giunta Regionale n. 263 del 17 Maggio 2016, avente ad oggetto l'approvazione del nuovo Schema di Convenzione obbligatoria per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera – Le Capore.

In particolare, la Società ha censurato la Deliberazione nella parte in cui la medesima ha determinato, in modo del tutto arbitrario, gli importi che l'Autorità dell'ATO2 sarà tenuta a versare all'ATO3.

Nel giudizio è intervenuta ad adiuvandum la Città Metropolitana di Roma Capitale, mentre tra le parti resistenti e contro-interessate si sono costituite la Regione Lazio e la Provincia di Rieti, in qualità di Ente Responsabile del coordinamento degli enti locali ricadenti nell'ATO3.

Anche in conseguenza dell'instaurazione del suddetto giudizio, la Regione Lazio ha avviato un procedimento di riesame della suddetta Deliberazione, emettendo, all'esito del medesimo, la Deliberazione n. 360 del 20 Giugno 2017, la quale, sostanzialmente, conferma i contenuti del precedente provvedimento.

Avverso la suddetta Deliberazione è stato proposto ricorso per motivi aggiunti.

Successivamente, in data 9 Gennaio 2018, la Società ha depositato un secondo atto di motivi aggiunti, aventi ad oggetto l'annullamento della nota prot. 038786 del Direttore della Direzione Regionale Risorse Idriche, difese del suolo e rifiuti, recante la relazione avente ad oggetto la valutazione ed il calcolo del contributo ATO-ATO3 e la nota del Comitato per la Legislazione della Regione Lazio prot. 306024 del 15 Giugno 2017 (entrambe conosciute a seguito di accoglimento dell'istanza di accesso agli atti in data 17 Ottobre 2017). Con tale atto di motivi aggiunti è stato altresì richiesto al TAR del Lazio l'annullamento della Deliberazione di Giunta regionale 17 Ottobre 2017 n. 661, avente ad oggetto l'esercizio dei poteri sostitutivi mediante nomina di un commissario ad acta, poi nominato il 5 Dicembre 2017.

Da ultimo, si evidenzia che, con Deliberazione n. 30 del 25 Gennaio 2018, la Giunta Regionale del Lazio ha approvato lo schema aggiornato della Convenzione obbligatoria per la gestione della interferenza idraulica, che recepisce le recenti pattuizioni intervenute tra gli enti dell'ATO2 e dell'ATO3 e che le conferenze dei sindaci di entrambi gli enti d'ambito hanno approvato detto schema e sottoscritto, in data 2 Febbraio 2018, la convenzione per la gestione dell'interferenza idraulica del sistema acquedottistico Peschiera - Le Capore.

ACEA Ato2 S.p.A. – Regolamentazione del livello idrometrico del Lago di Bracciano

Le Ordinanze emesse dal Direttore della Direzione Regionale Risorse Idriche, Difesa del Suolo e Rifiuti n. 0375916 del 20 Luglio 2017 e n. 0392583 del 28 Luglio 2017, aventi ad oggetto la Regolamentazione del livello idrometrico del Lago di Bracciano, sono state entrambe impugnate da ACEA Ato2 avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) con separati ricorsi.

All'udienza innanzi al Giudice Istruttore, tenutasi il 24 Gennaio 2018, è stato chiesto di dichiarare la cessazione della materia del contendere, in considerazione della successiva Determinazione del Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo n. G18901 del 29 Dicembre 2017, avente ad oggetto "Approvvigionamento del bacino del lago di Bracciano quale riserva idrica strategica e di compenso stagionale ad uso idropotabile. Presa d'atto della volontà di ACEA Ato2 di non attivare la derivazione del lago di Bracciano". L'udienza innanzi al Collegio per la declaratoria della cessazione della materia del contendere è fissata per il 28 Novembre 2018 e ad esito della medesima il TSAP ha dichiarato, per entrambi i giudizi, l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza id interesse.

Anche avverso il citato provvedimento regionale n. G18901 del 29 Dicembre 2017 ACEA Ato2 ha proposto impugnativa, con istanza di sospensiva, avanti al medesimo TSAP. All'udienza di discussione dell'inibitoria con provvedimento del 27 Luglio 2018, il Consigliere Delegato, a scioglimento della riserva assunta in udienza, ha respinto l'istanza cautelare formulata da ACEA Ato2 e fissato l'udienza di trattazione al 7 Novembre 2018. In occasione di detta udienza, la causa è stata rinviata all'udienza collegiale del 3 Luglio 2019.

ACEA Ato2 S.p.A. – Impugnativa delle deliberazioni Regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico

Con ricorso presentato avanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ACEA Ato2 ha impugnato le delibere regionali aventi ad oggetto l'individuazione degli Ambiti Territoriali Ottimali di Bacino Idrografico (Deliberazione GRL n. 56 del 6 Febbraio 2018, deliberazione della GRL n. 129 del 20 Febbraio 2018; deliberazione della GRL n. 152 del 2 Marzo 2018). Analoga impugnativa è stata proposta anche dall'Ente D'Ambito Territoriale Ottimale n. 2 Lazio Centrale. Con deliberazione n. 218 dell'8 Maggio 2018 la Regione Lazio ha sospeso l'efficacia delle delibere impugnate, demandando al Direttore Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo ogni attività utile a pervenire ad un nuovo modello di governance del S.I.I. nei successivi sei mesi. Pertanto, all'udienza dell'11 Luglio 2018, la causa è stata rinviata al 6 Febbraio 2019, in attesa delle nuove valutazioni della Regione sulla questione, preannunciate nel provvedimento che ha sospeso gli atti impugnati. In seguito, la Regione ha emesso la deliberazione n. 682 del 20 Novembre 2018, con la quale ha disposto la proroga del termine per la definizione del nuovo modello del S.I.I., confermando la sospensione dell'efficacia delle delibere impugnate. Da ultimo, l'udienza è stata rinviata d'ufficio al 3 Marzo 2019.

areti S.p.A. - GALA S.p.A.

Nel novembre 2015 areti S.p.A. (già ACEA Distribuzione), nella sua qualità di gestore della rete di distribuzione elettrica, ha stipulato con la società GALA, che opera nel mercato della vendita di energia elettrica ai clienti finali, un contratto di trasporto.

A partire dal mese di marzo 2017, GALA ha sospeso integralmente i pagamenti dei corrispettivi fatturati e dovuti ad areti e, il successivo 3 aprile, ha presentato domanda di Concordato ex art. 161, 6° comma, della Legge Fallimentare (c.d. concordato "con riserva" o "in bianco") iscritta nel registro delle imprese l'11 aprile 2017.

Con comunicato del 30 maggio del 2018, GALA ha reso noto "che in data 3 maggio 2018 l'Assemblea dei soci, appositamente convocata, ha confermato la sopravvenuta impossibilità di conseguire l'oggetto sociale accertata in precedenza dall'organo amministrativo e, conseguentemente, ha deliberato la messa in liquidazione della Società, modificandone la denominazione sociale con l'aggiunta dell'espressione "in liquidazione""; inoltre, con tale comunicato Gala ha reso noto "di aver revocato la proposta di concordato preventivo e rinunciato alla relativa domanda, con atto del 6 marzo 2018. Il Tribunale Fallimentare si è riservato di decidere sulle richieste della Società in esito alla udienza celebrata lo scorso 23 maggio 2018."

Successivamente, con comunicato del 31 agosto 2018, GALA S.p.A. in liquidazione ha reso noto che la Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma ha dichiarato il non luogo a provvedere in ordine alla domanda prenotativa di concordato preventivo.

Tale il contesto, si segnala che areti, a tutela delle proprie ragioni creditorie, in data 7 Aprile 2017, ha avviato l'escussione di parte delle garanzie rilasciate da GALA e poi, contestato l'inadempimento alle obbligazioni nascenti dal contratto, sia di GALA che dei garanti, si è avvalsa delle clausole di risoluzione ivi contemplate.

Si riassumono di seguito i contenziosi pendenti generati dalla complessa vicenda.

Giudizi Cautelari

Avverso l'escussione delle garanzie rilasciate, in data 12 Aprile 2017, GALA proponeva ricorso cautelare ex art. 700 c.p.c., al Tribunale di Roma, ottenendo un decreto inaudita altera parte, che ha inizialmente inibito ad areti l'esercizio della facoltà di escussione. Tale decreto è stato successivamente revocato con ordinanza del Giudice del 30 Maggio 2017, che ha integralmente riconosciuto le ragioni di areti.

In data 1° Giugno 2017, stante il perdurare della situazione di grave inadempimento, areti ha comunicato l'avvenuta risoluzione del contratto di trasporto, nonché l'escussione delle ulteriori garanzie contrattuali.

Il successivo 6 Giugno, GALA proponeva reclamo avverso l'ordinanza cautelare del 30 Maggio e, ancora, il 9 Giugno presentava un secondo autonomo ricorso per provvedimento di urgenza al Tribunale di Roma, chiedendo una dichiarazione di invalidità della risoluzione disposta il 1° Giugno 2017 e ottenendo, inizialmente, l'emissione di un decreto inaudita altera parte in suo favore.

Ad esito di entrambi i giudizi cautelari, le ragioni di areti sono state nuovamente integralmente riconosciute, con l'emissione, in data 12 luglio, di un'ordinanza collegiale di rigetto del reclamo, a seguito della quale il Giudice cautelare, chiamato a decidere sul secondo ricorso ex art. 700 c.p.c., ha invitato le parti a non comparire in udienza, dichiarando poi l'improcedibilità del ricorso con ordinanza del 13 Luglio 2017.

Il primo giudizio intentato dal garante Euroins Insurance p.l.c. e il Decreto Ingiuntivo emesso in favore del GSE S.p.A.

Nel mese di Luglio 2017, Euroins Insurance p.l.c., garante di GALA, ha autonomamente introdotto giudizio di accertamento per far dichiarare l'insussistenza dell'obbligo di garanzia in favore della stessa; costituita, areti ha chiesto, anche alla prima udienza di comparizione del 28 Dicembre 2017, la riunione di tale giudizio al giudizio ordinario di opposizione al decreto ingiuntivo del GSE (cfr. infra) per connessione: la prossima udienza di prima comparizione è fissata al mese di Marzo 2019.

Il GSE S.p.A., dopo aver diffidato areti a versare gli oneri generali di sistema dovuti da Gala, pur se da essa non versati, ha chiesto ed ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo, non immediatamente esecutivo, nei confronti di areti, per il pagamento di parte di tali oneri. Il decreto ingiuntivo è stato tempestivamente opposto da areti con atto di citazione notificato al GSE ed iscritto a ruolo nel mese di Dicembre 2017, con contestuale citazione, a titolo di garanzia, di GALA e dei suoi garanti (China Taiping Insurance (UK) Co. Ltd e Insurance Company Nadejda), con prima udienza fissata al mese di Marzo 2019, per le ragioni di seguito precisate.

Entrambi i giudizi sono pendenti innanzi alla Sezione XVII del Tribunale di Roma, medesimo giudice designato, che ha fissato l'udienza per la decisione relativa all'istanza di riunione al 5 Luglio 2018: in tale occasione, il Giudice ha ritenuto di disporre un rinvio, per i medesimi incombenti, al mese di Marzo 2019, disponendo – per il giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo del GSE, il rinnovo delle notifiche a GALA ed i suoi garanti da parte di areti.

La Citazione di GALA nei confronti di areti, di Acea Energia S.p.A. e di Acea S.p.A.

Con atto di citazione notificato nel Marzo 2018, GALA ha chiesto al Tribunale di Roma di dichiarare la nullità di alcune clausole del contratto di trasporto concluso con areti nel novembre 2015 e la conseguente l'invalidità/inefficacia della risoluzione del contratto operata da areti, condannando quest'ultima a risarcire il danno corrispondente, per un importo di circa € 200.000.000,00.

GALA ha altresì chiesto di dichiarare che i comportamenti di areti e delle altre società convenute - Acea S.p.A. ed Acea Energia S.p.A. - costituiscono atti di concorrenza sleale, condannando le medesime a risarcire il relativo danno. Le società del gruppo Acea citate in giudizio si sono costituite nei termini di legge, respingendo le pretese avversarie e chiedendo il rigetto delle medesime.

Inoltre, in via riconvenzionale, areti ha chiesto dichiarare legittimamente risolto il contratto, nonché accertare e dichiarare l'inadempimento di GALA alle obbligazioni di pagamento e di garanzia assunte in forza del contratto di trasporto con conseguente condanna al pagamento del relativo importo, oltre interessi, e salve le ulteriori somme in corso di maturazione.

Il giudizio è attualmente pendente innanzi alla XVII sezione civile del Tribunale di Roma e con provvedimento del 5 Novembre 2018 il Giudice Designato ha assegnato alle Parti i termini per la presentazione delle memorie ex art. 183, 6° comma c.p.c. a decorrere dal 9 Dicembre 2018 ed ha fissato per la precisazione delle conclusioni, senza pregiudizio per l'eventuale attività istruttoria da compiersi, l'udienza del 12 Maggio 2021.

Ricorso per Cassazione avverso la sentenza n. 5619/2017 del Consiglio di Stato sugli Oneri di Sistema.

Si segnala altresì che con sentenza n. 5619/2017, il Consiglio di Stato si è pronunciato in materia di oneri generali di sistema, regolazione generale dell'ARERA e obblighi dei traders; tale sentenza è stata impugnata da areti con ricorso alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nel mese di Gennaio 2018, ai sensi degli articoli 111, comma 8, Cost., 362 e 382 c.p.c. e 110 c.p.a., per travalicamento della funzione giurisdizionale e si è attualmente in attesa della fissazione dell'udienza.

GORI S.p.A. – ABC

In data 21 Dicembre 2018 è stato sottoscritto un atto transattivo tra GORI ed ABC allo scopo di definire e regolare i reciproci rapporti e di superare i contenziosi sorti per effetto di posizioni divergenti assunte tra le parti in merito alla tariffa applicata da ABC sulle sub forniture idriche. Sono state pertanto definite le somme da liquidare ad ABC, definendo in via transattiva un importo forfettario pari a € 8.270.736,93 per le competenze fatturate a tutto il 31 Dicembre 2015 ed un importo pari a € 1.262.138,79 per il periodo dal 1° Gennaio 2016 a tutto il terzo

trimestre 2018 sulla base della tariffa di cui alle deliberazioni del Commissario ATO2 n.27 del 17 Ottobre 2017 e n. 28 del 24 Ottobre 2017.

GORI S.p.A. – Regione Campania e la concessionaria regionale Acqua Campania S.p.A. per le forniture all'ingrosso

L'esercizio 2018 è stato caratterizzato dalla definizione e normalizzazione dei rapporti tra la Società e la Regione Campania (nonché la sua concessionaria alla riscossione Acqua Campania S.p.A.) in ordine alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso" e dei servizi di "collettamento e depurazione delle acque reflue" relativamente al periodo dal 1° Gennaio 2013 al secondo trimestre del 2018. In particolare, la Regione, l'EIC e la GORI – conformemente e sulla base del piano industriale previsto dallo Schema Regolatorio 2016÷2019 dell'ATO 3, come aggiornato con la deliberazione del Commissario n. 39 del 17 Luglio 2018 sopra illustrata – sono addivenute ad un accordo complessivo finalizzato alla completa attuazione del Servizio Idrico Integrato nell'Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano in un quadro di equilibrio economico-finanziario della gestione per la sua intera durata residua ed al perseguimento dei seguenti connessi obiettivi: (i) l'assunzione, da parte di GORI della gestione del servizio e la presa in carico, a titolo di concessione e secondo le previsioni della vigente Convenzione di Gestione del S.I.I. dell'ATO3, delle Opere Regionali e il loro conseguente efficientamento, incluso il ricollocamento ed il reimpiego efficiente del relativo personale addetto in attività del S.I.I., conformemente e con le modalità previste dal predetto Schema Regolatorio nonché dalla su citata delibera di Giunta Regionale 243/2016 e dal relativo Accordo Quadro sottoscritto tra la Regione e l'Ente d'Ambito in data 3 Agosto 2016 attuativo della medesima delibera 243/2016; (ii) l'approvazione da parte della Regione Campania di piani di pagamento rateizzato della debitoria maturata dalla Società per le forniture all'ingrosso erogate dal 2013 in avanti, e il contestuale superamento del complesso contenzioso giudiziario instauratosi innanzi al Tribunale Civile di Napoli tra la concessionaria per la riscossione regionale Acqua Campania S.p.A. e la GORI (R.G. n. 33575/2016) relativamente alle forniture regionali di "acqua all'ingrosso", da un lato, e tra la Regione e la GORI (R.G. n. 3878/2017) relativamente ai servizi regionali di "collettamento e depurazione delle acque reflue", da un altro lato; (iii) l'utile accesso al mercato del credito da parte della GORI al fine di attuare detti obbiettivi; (iv) l'impegno delle parti a ripristinare/mantenere, per quanto di competenza, l'equilibrio economico-finanziario della gestione del S.I.I. dell'ATO3 laddove dovesse venire meno, anche funzionalmente al soddisfacimento dei generali presidi di bancabilità occorrenti per assicurare i finanziamenti richiesti al mercato del credito, attesa la mancata concessione da parte dell'ARERA, fino a tutto il 2018, del finanziamento a titolo di perequazione. A tale ultimo proposito, si evidenzia che, nella seconda metà del 2018, la Società ha già avviato una procedura per ottenere finanziamenti complessivi nella misura massima di € 110 milioni da parte di uno o più Istituti di Credito.

Procedimento AGCM A/513

In data 8 Gennaio 2019, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha notificato alle società Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e Areti S.p.A. il provvedimento conclusivo del Procedimento A/513.

Con detto provvedimento, l'Autorità si è pronunciata ritenendo che le suddette società del gruppo abbiano posto in essere un abuso di posizione dominante - qualificato quale molto grave e della durata quantificata in 3 anni e 9 mesi - consistente nell'adozione di un'ampia strategia escludente, realizzata mediante l'utilizzo illegittimo di una serie di prerogative possedute unicamente in virtù della propria posizione di operatore integrato nella distribuzione, al fine di competere con i propri concorrenti nell'acquisizione di contratti di vendita di energia elettrica a condizioni di libero mercato.

L'Autorità, in ragione della gravità e della durata dell'infrazione, ha irrogato in solido ad Acea S.p.A., Acea Energia S.p.A. e areti S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva pari ad euro 16.199.879,09.

In considerazione del fatto che le risultanze istruttorie hanno consentito di accertare che le condotte contestate rientravano nel contesto più generale del piano strategico definito e controllato a livello di Capogruppo e, nondimeno, le due società commerciali coinvolte svolgono le loro attività sotto la direzione ed il coordinamento di Acea S.p.A. ed infine, non essendo stata rilevata dall'Autorità per singolo soggetto la misura economica della sanzione, l'intero ammontare è stato iscritto nel bilancio della Capogruppo.

Si fa presente che le società coinvolte ritengono l'accertamento infondato ed illegittimo e che hanno intenzione di contestare il medesimo dinanzi al giudice amministrativo nei termini di legge.

Gli Amministratori ritengono che dalla definizione dei contenziosi in essere e delle altre potenziali controversie, non dovrebbero derivare per le Società del Gruppo ulteriori oneri, rispetto agli stanziamenti effettuati (nota n. 26 a commento del Fondo Rischi ed Oneri).

Tali stanziamenti rappresentano la migliore stima possibile sulla base degli elementi oggi a disposizione.

Informazioni integrative sugli strumenti finanziari e politiche di gestione dei rischi

Classi di strumenti finanziari

Di seguito si riporta il dettaglio delle attività e passività finanziarie richiesto dall'IFRS 7 suddivise nelle categorie definite dall'IFRS 9.

FVTPL FVTOCI Costo
ammortizzato
Valore di
Bilancio
Note
Esplicative
Attività non correnti 35.311 35.311
Altre partecipazioni 2.614 0 0 2.614 18
Attività finanziarie 32.697 0 0 32.697 20
Attività correnti 3.870 4.680 1.304.798 1.313.349
Crediti commerciali 0 0 965.697 965.697 22
Altre attività correnti: valutazione a fair value dei
contratti differenziali e swap su commodities con effetto
a patrimonio netto
3.870 4.680 0 8.550 22
Attività finanziarie correnti 0 0 113.960 113.960 22
Altre attività correnti 225.142 225.142 22
Passività non correnti
Obbligazioni 0 21.787 2.656.605 2.678.392 27
Debiti verso banche 2.061 0 688.599 690.661 27
Passività correnti
Debiti verso banche 0 0 351.815 351.815 29
Debiti Finanziari 56.860 56.860 29
Altre passività correnti: valutazione a fair value dei
contratti differenziali e swap su commodities
4.299 29
Debiti commerciali 1.524.876 29
Altre passività 308.128 28

Fair value di attività e passività finanziarie

Il fair value dei titoli non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando i modelli e le tecniche valutative prevalenti sul mercato o utilizzando il prezzo fornito da più controparti indipendenti.

Il fair value dei crediti e dei debiti finanziari a medio lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Si precisa che per i crediti e debiti commerciali con scadenza contrattuale entro l'esercizio, non è stato calcolato il fair value in quanto il loro valore di carico approssima lo stesso.

Inoltre, si segnala che non sono stati calcolati i fair value delle attività e passività finanziarie per le quali il fair value non è oggettivamente determinabile.

Tipologia di rischi finanziari ed attività di copertura connesse Rischio cambio

Il Gruppo non è particolarmente esposto a tale tipologia di rischio che è concentrata sulla conversione dei bilanci delle controllate estere. Per quanto riguarda il Private Placement di 20 miliardi di yen il rischio cambio è coperto tramite un cross currency descritto a proposito del rischio tasso di interesse.

Rischio mercato

Il Gruppo è esposto al rischio mercato, cioè il rischio che il fair value (valore equo) o i flussi finanziari futuri di uno strumento finanziario fluttuino in seguito a variazioni dei prezzi di mercato, con particolare riferimento al rischio di oscillazione dei prezzi delle commodity oggetto di compravendita.

Acea S.p.A., attraverso l'attività svolta dalla Unità Commodity Risk Control della Funzione Amministrazione, Finanza e Controllo, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità Energy Management di Acea Energia S.p.A., verificando il rispetto dei limiti e criteri generali di Gestione dei Rischi dell'Area Industriale Commerciale e Trading adottati dalla stessa e dalla Direzione Amministrazione, Finanza e Controllo in coerenza con le "Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi" di Acea S.p.A.

L'analisi dei rischi è effettuata secondo un processo di controllo di secondo livello dall'Unità Commodity Risk Control che prevede l'esecuzione di attività lungo tutto l'anno, con cadenza e periodicità differenti (annuale, mensile e giornaliera). L'esecuzione delle attività di gestione e analisi è svolta dall'Unità Commodity Risk Control e dai Risk Owners.

In particolare: annualmente devono essere riesaminate le misure degli indicatori di rischio, ossia dei limiti vigenti, che devono essere rispettati nella gestione dei rischi; giornalmente, l'Unità Commodity Risk Control è responsabile del controllo dell'esposizione ai rischi di mercato delle società dell'Area Industriale Commerciale e Trading e della verifica del rispetto dei limiti definiti.

La reportistica verso il Top Management ha periodicità giornaliera e mensile. Quando richiesto dal Sistema di Controllo Interno, Finanza cura l'invio all'Unità Internal Audit di Acea S.p.A. delle informazioni richieste disponibili a sistema.

I limiti di rischio dell'Area Industriale Commerciale e Trading sono definiti in modo tale da: minimizzare il rischio complessivo dell'intera area, garantire la necessaria flessibilità operativa nelle attività di approvvigionamento delle

commodities e di hedging, ridurre le possibilità di over-hedging derivanti da variazioni nei volumi previsti per la definizione delle coperture.

Il Rischio Mercato è distinguibile in "Rischio Prezzo", ossia il rischio legato alla variazione dei prezzi delle commodities, e "Rischio Volume", ossia il rischio legato alla variazione dei volumi effettivamente venduti rispetto ai volumi previsti dai contratti di vendita ai clienti finali (profili di vendita).

Gli obiettivi dell'analisi e gestione dei rischi sono in linea generale quello di assicurare il raggiungimento degli obiettivi finanziari del Gruppo ACEA. In particolare: salvaguardare il Primo Margine anche attraverso la riduzione della volatilità; proteggere il Primo Margine contro imprevisti e sfavorevoli shock di breve termine del mercato dell'energia che abbiano impatti sui ricavi o sui costi, identificare, misurare, gestire e rappresentare l'esposizione al rischio; ridurre i rischi attraverso la predisposizione e l'applicazione di adeguati controlli interni, procedure, sistemi informativi e competenze; delegare ai risk owners il compito di proporre le opportune strategie di copertura dai singoli rischi, nell'ambito di livelli minimi e massimi prefissati.

La valutazione dell'esposizione al rischio prevede le seguenti attività:registrazione di tutte le transazioni relative a quantità fisiche effettuate in appositi book (detti Commodity Book) differenziati per commodity (ad es: Energia Elettrica, Gas, CO2), finalità dell'attività (Trading, Sourcing sui mercati all'ingrosso, Portfolio Management, Vendita ai clienti finali interni ed esterni al Gruppo ACEA) e natura delle operazioni (fisiche, finanziarie); analisi puntuale dei profili orari degli acquisti e delle vendite contenendo le posizioni aperte, ossia l'esposizione delle posizioni fisiche di acquisto e vendita delle singole commodity, entro limiti volumetrici prestabiliti; creazione scenari di riferimento (prezzi, indici); calcolo degli indicatori/metriche di rischio (Esposizione volumetrica, VAR, PAR di portafoglio, range di prezzo); verifica del rispetto dei limiti di rischio vigenti.

Inoltre, l'attività dell'Unità Commodity Risk Control prevede controlli codificati giornalieri e "ad evento" sul rispetto delle procedure e dei limiti di rischio (anche ai fini del rispetto della normativa vigente: L.262/05). La Direzione Finanza riferisce ai Responsabili di Direzione gli eventuali scostamenti rilevati nelle fasi di controllo, affinchè possa far adottare le misure atte al contenimento/eliminazione del rischio connesso al superamento del limite.

Le operazioni in strumenti finanziari sono stipulate con finalità di copertura dal rischio di oscillazione dei prezzi delle commodities e nel rispetto di quanto disposto dalle Linee Guida di Gestione del Rischio dell'area industriale Energia. A tale proposito, si evidenzia che ACEA, attraverso l'Unità Commodity Risk Control, assicura l'analisi e la misurazione dell'esposizione ai rischi di mercato, interagendo con l'Unità di Energy Management di Acea Energia, in coerenza con le Linee di Indirizzo del Sistema di Controllo Interno e Gestione dei Rischi di ACEA.

In merito agli impegni assunti dal Gruppo al fine di stabilizzare il flusso di cassa delle operazioni di acquisto e vendita di energia elettrica per il prossimo esercizio, si segnala che la totalità delle operazioni di copertura in essere sono contabilizzabili in modalità cash flow hedge in quanto è dimostrabile l'efficacia della copertura. Gli strumenti finanziari adoperati rientrano nella tipologia degli swap e dei contratti per differenza (CFD).

Gli obiettivi e le politiche in materia di gestione del rischio mercato, di credito di controparte e legale sono esplicitati nella sezione apposita della Relazione sulla Gestione a cui si rimanda.

E' da rilevare che le coperture effettuate sul portafoglio acquisti e vendite sono state eseguite con alcuni dei principali operatori del mercato elettrico e del settore finanziario. Si riportano di seguito, in ottemperanza all'ex art. 2427-bis del codice civile, tutte le informazioni utili alla descrizione delle operazioni poste in essere aggregate per indice coperto con validità a partire dal 1° gennaio 2018.

Swap Finalità Acquisti/Vendite Fair Value
in € migliaia
Quota a
Patrimonio
Netto
Quota a
Conto
Economico
GM_PUN_c Hedge power portfolio acquisto/ vendita energia elettrica 4.681 4.681 0

Il Gruppo determina la classificazione degli strumenti finanziari al fair value in base a quanto previsto dall'IFRS 13. Il fair value delle attività e delle passività è classificato in una gerarchia del fair value che prevede tre diversi livelli, definiti come segue, in base agli input e alle tecniche di valutazione utilizzati per valutare il fair value:

  • livello 1: prezzi quotati (non modificati) su mercati attivi per attività o passività identiche;
  • livello 2: input diversi da prezzi quotati di cui al livello 1 che sono osservabili per l'attività o per la passività, sia direttamente sia indirettamente;
  • livello 3: input che non basati su dati osservabili di mercato. In questa nota sono fornite alcune informazioni di dettaglio inerenti alle tecniche di valutazione e agli input utilizzati per elaborare tali valutazioni.

Si informa che, per quanto riguarda le tipologie di commodity delle quali viene determinato il fair value: per i derivati su singole commodity (PUN prodotti standard base load, Peak/Off Peak) il livello del fair value è 1 in quanto sono quotati su mercati attivi, per gli indici complessi (ITRemix, PUN prodotti profilati, ….) il livello di fair value è 2 in quanto questi derivati sono la risultante di formule contenenti un mix di commodity quotate in mercati attivi.

Infine, si segnala che il Gruppo, a partire dall'esercizio 2014, ha applicato la normativa di cui ai regolamenti CE 148 e 149/2013 (congiuntamente ed insieme al Reg 648/2012, la Normativa EMIR) ed è attualmente definita come NFC- (Non Financial Counterparty).

Rischio liquidità

La politica di gestione del rischio liquidità di ACEA è basata sulla disponibilità di un significativo ammontare di linee di credito bancarie. Tali affidamenti sono superiori al fabbisogno medio necessario per fronteggiare gli esborsi pianificati e consentono di minimizzare il rischio delle uscite straordinarie. Al fine della ottimizzazione del rischio di liquidità, il Gruppo adotta una gestione accentrata della tesoreria che riguarda le società più importanti del Gruppo nonché presta assistenza finanziaria alle Società (controllate e collegate) con le quali non sussiste un contratto di finanza accentrata.

Al 31 dicembre 2018 la Capogruppo dispone di linee di credito uncommitted per € 529 milioni. Per l'ottenimento di tali linee non sono state rilasciate garanzie. In caso di tiraggio di tali tipologie di linee, ACEA pagherebbe un tasso di interesse pari all'Euribor a uno, due, tre o sei mesi (a seconda del periodo di utilizzo prescelto) al quale si aggiungerebbe uno spread che, in alcuni casi, può variare a seconda del rating assegnato alla Capogruppo.

Al 31 dicembre 2018, inoltre, risultano outstanding ulteriori linee di credito, di tipo committed, per complessivi € 250 milioni.

Alla fine dell'esercizio ACEA non ha in essere impieghi in operazioni di deposito a breve.

Si informa che nell'ambito del Programma EMTN, deliberato nel 2014 per un importo pari a € 1,5 miliardi, si è provveduto nel corso del 2018 ad aggiornare ed adeguare il Programma EMTN ad un importo complessivo di € 3 miliardi. A seguito delle due emissioni obbligazionarie di € 700 milioni e € 300 milioni avvenute a Febbraio 2018, ACEA può collocare ulteriori emissioni obbligazionarie fino all'importo complessivo residuale di € 0,9 miliardi.

Il grafico che segue raffigura l'evoluzione futura delle scadenze di debito complessive previste sulla base della situazione in essere alla fine dell'esercizio.

Per quanto riguarda i debiti verso fornitori (€ 1.413,9 milioni) si precisa che la componente a scadere nei prossimi dodici mesi è pari a € 1.217,1 milioni. Lo scaduto di € 196,8 milioni verrà pagato entro il primo trimestre 2019.

Rischio tasso di interesse

L'approccio del Gruppo ACEA alla gestione del rischio di tasso d'interesse, tenuto conto della struttura degli asset e della stabilità dei flussi di cassa del Gruppo, è stato finora essenzialmente volto a preservare i costi di funding e a stabilizzare i flussi finanziari, in modo tale da garantire i margini e la certezza dei suddetti flussi di cassa derivanti dalla gestione caratteristica.

L'approccio del Gruppo alla gestione del rischio di tasso di interesse è pertanto prudente e la modalità di gestione dello stesso risulta tendenzialmente statica.

In particolare per gestione statica (da contrapporsi a quella dinamica) si intende una tipologia di gestione del rischio di tasso di interesse che non prevede un'operatività giornaliera sui mercati ma un'analisi e controllo della posizione effettuati periodicamente sulla base di esigenze specifiche. Tale tipologia di gestione prevede pertanto un'operatività sui mercati non a fini di trading bensì orientata alla gestione di medio/lungo periodo con l'obiettivo di copertura dell'esposizione individuata.

ACEA ha finora scelto di ottimizzare il rischio di oscillazione dei tassi di interesse scegliendo un range di mix di indebitamento tra tasso fisso e variabile.

Come noto infatti l'indebitamento a tasso fisso consente ad un operatore di essere immune al rischio cash flow in quanto stabilizza gli oneri finanziari a conto economico mentre è molto esposto al fair value risk in termini di variazioni del valore di mercato dello stock di debito.

L'analisi della posizione debitoria consolidata evidenzia, come il rischio cui risulta essere esposto ACEA è per la maggior parte rappresentato da un rischio di fair value essendo composta al 31 Dicembre 2018 per circa il 79% da debito a tasso fisso considerando gli strumenti di copertura e quindi in misura minore al rischio di variabilità dei cash flow futuri.

ACEA uniforma le proprie decisioni relative alla gestione del rischio tasso di interesse che sostanzialmente mirano sia alla gestione sia al controllo di tale rischio ed alla ottimizzazione del costo del debito, agli interessi degli Stakeholders e della natura dell'attività del Gruppo e avendo a riferimento il rispetto del principio di prudenza e la coerenza con le best practice di mercato. Gli obiettivi principali di tali linee guida sono i seguenti:

  • individuare, tempo per tempo, la combinazione ottimale tra tasso fisso e tasso variabile,
  • perseguire una potenziale ottimizzazione del costo del debito nell'ambito dei limiti di rischio assegnati dagli organi competenti e coerentemente con le specificità del business di riferimento,
  • gestire le operazioni in derivati a fini esclusivamente di copertura, qualora ACEA decida di utilizzarli, nel rispetto delle decisioni del Consiglio di Amministrazione e, quindi, delle strategie approvate e tenuto conto (ex ante) degli impatti economici e patrimoniali di tali operazioni privilegiando quegli strumenti che consentano l'hedge accounting (tipicamente cash flow hedge e, a determinate condizioni di mercato, fair value hedge).

Attualmente il Gruppo utilizza derivati di copertura del rischio tasso di interesse per ACEA che ha:

swappato a tasso fisso il finanziamento sottoscritto il 27 Dicembre 2007 di € 100 milioni. Lo swap, di tipo IRS plain vanilla, è stato stipulato il 24 Aprile 2008 con decorrenza 31 Marzo 2008 (data del tiraggio del sottostante) e scade il 21 Dicembre 2021 e perfezionato un'operazione di cross currency swap plain vaniilla per trasformare in euro la valuta del Private Placement (yen) ed il tasso yen applicato in un tasso fisso in euro.

Tutti gli strumenti derivati contratti da ACEA sopra elencati sono di tipo non speculativo ed il fair value, calcolato secondo la metodologia bilateral, degli stessi è rispettivamente:

  • negativo per € 2,1 milioni (negativo per € 3,4 milioni al 31 Dicembre 2017),
  • negativo per € 21,8 milioni (negativo per € 38,3 milioni al 31 Dicembre 2017)).

Il fair value dell'indebitamento a medio – lungo termine è calcolato sulla base delle curve dei tassi risk less e risk adjusted.

Finanziamenti Bancari: Costo
ammortizzato
FV RISK LESS Delta FV RISK
ADJUSTED
Delta
(A) (B) (A)-(B) (C ) (A)-(C )
Obbligazioni 2.678.392 2.902.670 (224.279) 2.801.487 (123.095)
a tasso fisso 496.405 554.347 (57.943) 544.702 (48.297)
a tasso variabile 488.380 499.568 (11.187) 498.034 (9.653)
a tasso variabile verso fisso 27.054 27.378 (324) 27.103 (49)
Totale 3.690.231 3.983.963 (293.733) 3.871.325 (181.095)

Tale analisi è stata effettuata inoltre con la curva dei tassi «risk adjusted», cioè di una curva rettificata per il livello di rischio ed il settore di attività di ACEA. Infatti è stata utilizzata la curva popolata con obbligazioni a tasso fisso denominate in EUR, emesse da società nazionali del settore dei servizi pubblici e aventi un rating composito di livello compreso tra BBB+ e BBB-.

Le passività finanziarie a medio lungo termine sono state oggetto di un'analisi di sensitività sulla base della metodologia dello Stress Testing ovvero applicando uno spread alla curva dei tassi di interesse Riskless costante per tutti i nodi della stessa.

In questo modo è possibile valutare gli impatti sul Fair Value e sull'evoluzione dei Cash Flows futuri, con riferimento sia ai singoli strumenti costituenti il portafoglio in analisi che al portafoglio complessivo.

La tabella riporta le variazioni complessive in termini di fair value del portafoglio debiti considerando shift paralleli (positivi e negativi) compresi tra – 1,5% e + 1,5%.

Spread costante
applicato
Variazione di Present
Value (€ milioni)
(1,50%) (269,2)
(1,00%) (175,9)
(0,50%) (86,3)
(0,25%) (42,7)
0,00% 0,0
0,25% 41,9
0,50% 83,0
1,00% 162,8
1,50% 239,7

Per quanto riguarda la tipologia di coperture delle quali viene determinato il fair value e con riferimento alle gerarchie richieste dallo IASB si informa che, trattandosi di strumenti composti, il livello è di tipo 2. Rischio di creditoACEA ha emanato da tempo le linee guida della credit policy, attualmente in corso di revisione, con le quali sono state individuate differenti strategie in funzione della tipologia di clienti e di crediti. Attraverso criteri di flessibilità, ed in forza dell'attività gestita nonché della segmentazione della clientela, il rischio credito viene gestito tenendo conto sia della tipologia dei clienti (pubblici e privati) sia dei comportamenti disomogenei dei singoli clienti (score comportamentale).

I principi cardine su cui si basano le strategie di gestione del rischio sono i seguenti:

  • definizione delle categorie "Cluster" della clientela attraverso i criteri di segmentazione sopra richiamati;
  • gestione omogenea, nelle società del Gruppo ACEA, all'interno dei "Cluster", a parità di rischio e caratteristiche commerciali, delle utenze morose;
  • modalità e strumenti d'incasso utilizzati;
  • uniformità dei criteri standard circa l'applicazione degli interessi di mora;
  • rateizzazioni del credito;
  • definizione di responsabilità/autorizzazioni necessarie per le eventuali deroghe;
  • adeguata reportistica e formazione del personale dedicato.

L'Unità Credit Corporate, che ha come principali responsabilità quella di elaborare le politiche relative alla gestione del credito, fornisce indicazioni in merito alle azioni da intraprendere ed analizzare e monitora costantemente l'andamento delle iniziative legate ai crediti per individuare eventuali azioni correttive.

L'Unità Credit Corporate opera un continuo monitoraggio sull'andamento dei crediti fornendo presentazioni gestionali periodiche (mensili) articolate per area industriale e per società rilevanti.

Per quanto riguarda l'attività di distribuzione di energia elettrica il rischio credito è nei rapporti con i grossisti: la fatturazione verso questi ultimi è relativa al trasporto dell'energia sulla rete di distribuzione ed alle prestazioni eseguite per i clienti finali. I servizi sono rigidamente normati dalle delibere ARERA.

I principi cardine su cui si basano le strategie di gestione del rischio credito sono i seguenti:

  • gestione omogenea dei crediti dei venditori, in quanto ritenuti a parità di rischio;
  • uniformità dei criteri standard per l'applicazione degli interessi di mora
  • attenuazione del rischio credito mediante la sottoscrizione di garanzia fideiussoria da parte dei venditori; su questo aspetto il nuovo codice di rete, Delibera 268/2015 e allegati A, B e C, permette ai venditori di presentare un rating pubblico, in luogo della fideiussione, purchè al di sopra di determinate soglie ed emesso da organismi certificati;
  • adeguato monitoraggio attraverso la reportistica sull'ageing del credito;
  • formazione del personale dedicato.

La gestione del credito parte dallo "score comportamentale" ovvero dalla conoscenza del singolo venditore mediante la costante analisi delle attitudini/abitudini di pagamento e si articola successivamente attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di phone collection effettuate internamente, sollecito tramite comunicazioni in formato elettronico, invio di lettera di diffida a mezzo raccomandata, come previsto dalla delibera ARG/elt 4/08 e dalla successiva deliberazione 258/2015/R/COM (TIMOE), fino ad arrivare alla cessazione del contratto di trasporto. Per quanto riguarda le forniture di energia elettrica e gas sul mercato libero viene effettuata un'attività di rilevazione preventiva del rischio credito attraverso il sistema di scoring del credito (Business Decision), con esito automatico per i clienti mass market e small business e con analisi puntuale con riferimento alla vendita di gas ed energia elettrica nei confronti di clienti industriali e business. È in corso l' integrazione tra il sistema BD con la piattaforma SAS e con il sistema Siebel.

Per quanto riguarda il settore idrico, l'attuazione delle strategie di gestione del rischio credito avviene partendo dalla macro-distinzione fra utenze pubbliche (comuni, pubbliche amministrazioni, etc.) e utenze private (industriali,

commerciali, condomini, etc.), in quanto a tali categorie sono riconducibili differenti dimensioni di rischio; in particolare:

  • basso rischio di insolvenza e alto rischio di ritardato pagamento per le utenze pubbliche;
  • rischio insolvenza e rischio di ritardato pagamento variabile per le utenze private.

Per quanto riguarda il credito relativo alle utenze "pubbliche", che rappresentano oltre il 30% del portafoglio crediti scaduti verso clienti, esso viene smobilizzato mediante cessione pro-soluto a partner finanziari e per una parte residuale gestito direttamente attraverso operazioni di compensazione crediti/debiti o attraverso accordi di transazione, laddove ne ricorrano i presupposti.

La gestione del credito relativo alle utenze "private", che rappresentano circa il 70% del portafoglio crediti scaduti, parte dallo "score comportamentale" ovvero "dalla conoscenza in termini di probabilità di default sul singolo cliente attraverso la costante analisi delle attitudini/abitudini di pagamento" e si declina successivamente attraverso una serie di azioni mirate che vanno da attività di sollecito epistolare, affidamento a società specializzate per il recupero del credito in phone collection, fino al distacco delle utenze morose e alle operazioni di cessione del credito.

Infine, con decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 settembre 2015, n. 227, ACEA Ato2 è stata autorizzata alla riscossione mediante ruolo (tramite Equitalia) e al prodromico ricorso allo strumento dell'ingiunzione fiscale, sostitutivo del decreto ingiuntivo ai sensi dell'art. 17, commi 3-bis e 3-ter, del D.Lgs. 46/1999. Da un lato è stata riconosciuta la rilevanza pubblica dei crediti derivanti dal servizio idrico integrato, dall'altro questo consentirà alla Società di essere ancora più efficace nel recupero del credito verso clienti morosi, potendo contare su uno strumento tipicamente riservato alla riscossione tributi. Successivamente anche ACEA Ato5 e GORI sono state autorizzate alla riscossione mediante ruolo rispettivamente con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 22 febbraio 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 marzo 2016, n. 58 e decreto del 22 settembre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 07 ottobre 2016, n.235.

Valutazione Cliente

Per quanto riguarda Acea Energia, la gestione del credito parte dalla valutazione preventiva del cliente. Credito Corporate ha il compito, tra l'altro, di implementare e gestire il sistema di scoring preventivo, che permette di fare valutazioni in tempo reale del merito creditizio del potenziale cliente in sede di acquisizione dello stesso.

Il sistema è direttamente utilizzabile da Acea Energia e dalle agenzie commerciali incaricate da Acea Energia. Sono state definite specifiche scorecard per affinare la valutazione preventiva della clientela sia small business che retail; parallelamente è stata implementata anche l'attività istruttoria su clienti large business, sulla stessa piattaforma attraverso la definizione di appositi workflow che supportano l'analisi puntuale dei clienti prospect, grazie anche alla diponibilità di informazioni aggiornate di tipo contabile e commerciale.

A supporto delle azioni di gestione del credito, inoltre, sono state definite da parte della capogruppo le linee guida su "Scoring e affidamento clientela", "Rateizzazioni", "Piani di rientro e Transazioni" e "Radiazioni".

Acea Energia utilizza il modulo SAP "Collection Strategy" per la gestione del credito relativo alle utenze attive del mercato tutelato, e "Credit Care" per la gestione del credito dei clienti attivi del mercato libero e per i clienti cessati. Negli ultimi due anni sono stati rafforzati il recupero giudiziale e stragiudiziale, potenziando la specifica attività di Contenzioso Legale ed utilizzando i servizi offerti da operatori di mercato per recupero legale del credito massivo.

Sempre sul lato gestionale sono continuati con successo gli interventi sul processo di abbinamento incassi, agendo sia sui canali di incassi sia sui sistemi applicativi, nonché sul numero delle risorse dedicate al processo.

Di seguito l'ageing dei crediti Commerciali al lordo del fondo svalutazione crediti commentati alla nota 23.

  • Crediti Commerciali Totali al lordo del Fondo Svlutazione Crediti: € 1.956 milioini;
  • Crediti Commerciali a scadere: € 974 milioni;
  • Crediti Commerciali scaduti: € 982 milioni di cui € 223 milioni entro dodici mesi ed € 759 milioni.

Allegati

  • A. Società incluse nell'area di consolidamento
  • B. Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers
  • C. Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017
  • D. Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

A. Società incluse nell'area di consolidamento

Quota
Denominazione Sede Capitale Sociale (in €) Quota di consolidato di Metodo di
partecipazione Gruppo Consolidamento
Area Ambiente
Acea Ambiente S.r.l. Via G. Bruno 7- Terni 2.224.992 100,00% 100,00% Integrale
Aquaser S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 3.900.000 93,06% 100,00% Integrale
Bioecologia S.r.l. Via Simone Martini, 57 - 53100 Siena 2.382.428 100,00% 100,00% Integrale
Iseco S.p.A. Loc. Surpian n. 10 - 11020 Saint-Marcel (AO) 110.000 80,00% 100,00% Integrale
Acque Industriali S.r.l. Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) 100.000 73,05% 100,00% Integrale
Area Commerciale e Trading
Acea Energia S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea8cento S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Cesap Vendita Gas S.r.l. Via del Teatro, 9 - Bastia Umbra (PG) 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Umbria Energy S.p.A. Via B. Capponi, 100 - Terni 1.000.000 50,00% 100,00% Integrale
Acea Energy Management S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 50.000 100,00% 100,00% Integrale
Parco della Mistica S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Estero
Acea Dominicana S.A. Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama -Santo
Domingo
644.937 100,00% 100,00% Integrale
Aguas de San Pedro S.A. Las Palmas, 3 Avenida, 20y 27 calle - 21104 San Pedro, Honduras 6.457.345 60,65% 100,00% Integrale
Acea International S.A. Avenida Las Americas - Esquina Mazoneria, Ensanche Ozama - 11501
Santo Domingo
8.850.604 99,99% 100,00% Integrale
Acea Perù S.A.C. Cal. Amador Merino Reyna , 307 MIRAFLORES - LIMA 1.000 100,00% 100,00% Integrale
Consorcio ACEA-ACEA Dominicana Av. Las Americas - Esq. Masoneria - Ens. Ozama 67.253 100,00% 100,00% Integrale
Consorcio Servicios Sur Calle Amador Merino Reyna - San Isidro 233.566 51,00% 100,00% Integrale
Area Idrico
ACEA Ato2 S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 362.834.320 96,46% 100,00% Integrale
ACEA Ato5 S.p.A. Viale Roma snc - Frosinone 10.330.000 98,45% 100,00% Integrale
Acque Blu Arno Basso S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 8.000.000 76,67% 100,00% Integrale
Acque Blu Fiorentine S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 15.153.400 75,01% 100,00% Integrale
Crea Gestioni S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 100.000 100,00% 100,00% Integrale
CREA S.p.A. (in liquidazione) P.le Ostiense, 2 - Roma 2.678.958 100,00% 100,00% Integrale
Gesesa S.p.A. Corso Garibaldi, 8 - Benevento 534.991 57,93% 100,00% Integrale
GORI S.p.A. Via Trentola, 211 – Ercolano (NA) 44.999.971 37,05% 100,00% Integrale
Lunigiana S.p.A. (in liquidazione) Via Nazionale 173/175 – Massa Carrara 750.000 95,79% 100,00% Integrale
Ombrone S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 6.500.000 99,51% 100,00% Integrale
Sarnese Vesuviano S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 100.000 99,16% 100,00% Integrale
Umbriadue Servizi Idrici S.c.a.r.l. Strada Sabbione zona ind. A72 - Terni 100.000 99,20% 100,00% Integrale
Area Infrastrutture Energetiche
a reti S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 345.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Illuminazione Pubblica S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 1.120.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Produzione S.p.A. P.le Ostiense, 2 - Roma 5.000.000 100,00% 100,00% Integrale
Acea Liquidation and Litigation s.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 100,00% 100,00% Integrale
Ecogena S.r.l. P.le Ostiense, 2 Roma 1.669.457 100,00% 100,00% Integrale
Area Ingegneria e Servizi
ACEA Elabori S.p.A. Via Vitorchiano – Roma 2.444.000 100,00% 100,00% Integrale
Technologies For Water Services SPA Via Ticino, 9 -25015 Desenzano Del Garda (BS) 11.164.000 100,00% 100,00% Integrale

Società valutate con il metodo del Patrimonio netto a partire dal 1° gennaio 2014 in ossequio all'IFRS11

Denominazione Sede Capitale Sociale (in €) Quota di
partecipazione
Quota
consolidato di
Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Valore
31.12.2018
Area Ambiente
Ecomed S.r.l. P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 50,00% 50,00% Patrimonio Netto 0
Estero
Consorcio Agua Azul S.A. Calle Amador Merino Reina 307 - Lima - Perù 17.371.834 25,50% 25,50% Patrimonio Netto 7.442.762
Area Idrico
Acque S.p.A. Via Garigliano,1- Empoli 9.953.116 45,00% 45,00% Patrimonio Netto 68.417.840
Acque Servizi S.r.l. Via Bellatalla,1 - Ospedaletto (Pisa) 400.000 100,00% 45,00% Patrimonio Netto 4.424.966
Acquedotto del Fiora S.p.A. Via Mameli,10 Grosseto 1.730.520 40,00% 40,00% Patrimonio Netto 37.212.090
Geal S.p.A. Viale Luporini, 1348 - Lucca 1.450.000 48,00% 48,00% Patrimonio Netto 7.450.014
Intesa Aretina S.c.a.r.l. Via B.Crespi, 57 - Milano 18.112.000 35,00% 35,00% Patrimonio Netto 1.586.235
Nuove Acque S.p.A. Patrignone Loc.Cuculo - Arezzo 34.450.389 46,16% 16,16% Patrimonio Netto 10.916.357
Publiacqua S.p.A. Via Villamagna - Firenze 150.280.057 40,00% 40,00% Patrimonio Netto 107.272.666
Umbra Acque S.p.A. Via G. Benucci, 162 - Ponte San Giovanni (PG) 15.549.889 40,00% 40,00% Patrimonio Netto 14.855.173
Area Ingegneria e Servizi
Ingegnerie Toscane S.r.l. Via Francesco de Sanctis,49 - Firenze 100.000 42,52% 42,52% Patrimonio Netto 10.125.945
Visano S.c.a.r.l. Via Lamarmora, 230 -25124 Brescia 25.000 40,00% 40,00% Patrimonio Netto 10.329

Sono inoltre consolidate con il metodo del patrimonio netto:

Denominazione Sede Capitale Sociale (in €) Quota di
partecipazione
Quota
consolidato di
Gruppo
Metodo di
Consolidamento
Valore
31.12.2018
Area Ambiente
Amea S.p.A. Via San Francesco d'Assisi 15C - Paliano (FR) 1.689.000 33,00% 33,00% Patrimonio Netto 0
Coema P.le Ostiense, 2 - Roma 10.000 33,50% 33,50% Patrimonio Netto 0
Estero
Aguaazul Bogotà S.A. Calle 82 n. 19°-34 - Bogotà- Colombia 1.162.872 51,00% 51,00% Patrimonio Netto 1.151.353
Area Idrico
Azga Nord S.p.A. (in liquidazione) Piazza Repubblica Palazzo Comunale - Pontremoli (MS) 217.500 49,00% 49,00% Patrimonio Netto 0
Sogea S.p.A. Via Mercatanti, 8 - Rieti 260.000 49,00% 49,00% Patrimonio Netto 587.836
Le Soluzioni Scarl Via Garigliano,1 - Empoli 250.678 34,32% 24,62% Patrimonio Netto 83.727
Servizi idrici Integrati ScPA Via I Maggio, 65 Terni 19.536.000 25,00% 24,80% Patrimonio Netto 7.062.268
Area Infrastrutture Energetiche
Citelum Napoli Pubblica Illuminazione S.c.a.r.l. Via Monteverdi Claudio, 11 - Milano 90.000 32,18% 32,18% Patrimonio Netto 0
Sienergia S.p.A. (in liquidazione) Via Fratelli Cairoli, 24 - Perugia 132.000 42,08% 42,08% Patrimonio Netto 0
Umbria Distribuzione Gas S.p.A. Via Bruno Capponi 100 – Terni 2.120.000 15,00% 15,00% Patrimonio Netto 471.409
Altro
Marco Polo Srl (in liquidazione) Via delle Cave Ardeatine, 40 - Roma 10.000 33,00% 33,00% Patrimonio Netto 0

B. Compensi spettanti a Consiglieri, Sindaci e Key Managers

Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale

Compensi spettanti
€ migliaia Emolumenti per
la carica
Benefici non
monetari
Bonus e
altri
incentivi
Altri compensi Totale
Consiglio di Amministrazione 220 77 360 466 1.123
Collegio Sindacale 364 0 0 0 364

Key Managers

I compensi spettanti per il 2018 ai dirigenti con responsabilità strategiche sono complessivamente pari a:

  • stipendi e premi € 1.651 mila,
  • benefici non monetari € 97 mila.

I compensi riconosciuti ai dirigenti con responsabilità strategiche sono fissati dal Comitato per le Remunerazioni in funzione dei livelli retributivi medi di mercato.

Società di Revisione

Ai sensi dell'articolo 149-duodecies del Regolamento Emittenti CONSOB, si riporta di seguito la tabella dei compensi maturati dalla Società di Revisione PwC nel corso del 2018.

Audit Related
Service
Audit
Services
Non Audit
Services
Totale
Acea S.p.A. 189.813 338.188 124.000 652.000
Gruppo Acea 166.010 1.095.611 116.500 1.378.121
Totale Acea S.p.A. e Gruppo 355.823 1.433.798 240.500 2.030.121

Inoltre, ai sensi dell'Art. 10 del Regolamento (UE) 537/2014 si evidenziano i servizi, diversi dalla revisione contabile, prestati alla Capogruppo o alle sue controllate nel corso dell'esercizio 2018:

  • assistenza nello svolgimento dei test 262/05 identificati dal Gruppo Acea;
  • analisi di benchmark su alcuni servizi egofati tra parti correlate

C. Informazioni erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017

In base alle recenti novità in materia di trasparenza nel sistema delle erogazioni pubbliche ex art. 1, comma 125, legge 124/2017, si dichiara che nel corso del 2018 non sono stati incassati contributi rientranti nella normativa di riferimento. In particolare si precisa che non sono indicati gli incassi 2018 derivanti da certificati verdi, certificati bianchi e conto energia in quanto costituiscono un corrispettivo per forniture e servizi resi.

Si segnala che la società areti ha in essere due finanziamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti SpA e UBI Banca SpA ai sensi della Legge 30 dicembre 2004 n. 311, art. 1, commi da 354 a 361e successive modificazioni e integrazioni e della Legge 17 febbraio 1982 n. 46 accordati per la realizzazione di un programma di investimenti ammesso dal Ministero dello Sviluppo Economico alle agevolazioni previste dalle suddette leggi (Progetto Smart Network Management System). Il finanziamento è composto da una quota agevolata erogata da Cassa Deposito e Prestiti e UBI Banca al tasso fisso dello 0,5% e da un di finanziamento bancario non agevolato erogato da UBI Banca al tasso variabile pari al tasso Euribor a sei mesi più lo spread del 4% entrambe da rimborsare secondo un piano di ammortamento che si concluderà nel 2022. Il debito relativo al finanziamento agevolato al 31 Dicembre 2018 è pari a € 6.784 mila (€ 8.459 mila al 31 Dicembre 2017) mentre il finanziamento bancario non agevolato al 31 Dicembre 2018 è pari a € 940 mila (€ 940 mila anche al 31 dicembre 2017) in quanto nei primi anni non è previsto nessun rimborso della quota capitale.

Si segnala infine che nel 2018 la società Acea Ambiente ha ricevuto dalla Regione Toscana la seconda tranche del contributo relativo al Patto Territoriale per lo Sviluppo della Maremma Grossetana per un ammontare complessivo pari a € 688 mila.

È utile infine rammentare che la disciplina contenuta nell'articolo 1, commi 125 – 129 della legge n. 124/2017, presenta ancora numerose criticità che portano a ritenere auspicabili ulteriori interventi sul piano normativo. Pertanto quanto sopra esposto rappresenta la migliore interpretazione della norma.

D. Informativa di settore: schemi di stato patrimoniale e conto economico

Per una migliore comprensione della separazione operata, in tale paragrafo si precisa che:

  • vendita riferisce all'Area Industriale Commerciale e Trading responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società Acea Energia, Acea8cento, AEMA, Umbria Energy, Parco della Mistica e Cesap Vendita Gas,
  • generazione, distribuzione e illuminazione pubblica all'Area Industriale Infrastrutture Energetiche responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Produzione, Ecogena, Acea Liquidation e Litigation, areti ed Acea Illuminazione Pubblica,
  • servizi di analisi e ricerca si riferisce all'Area Ingegneria e Servizi responsabile, sotto il profilo organizzativo di Acea Elabori e TWS,
  • Estero riferisce all'omonima Area Industriale responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle attività svolte all'estero,
  • Idrico riferisce all'omonima Area industriale, responsabile, sotto il profilo organizzativo, delle società idriche operanti nel Lazio, in Campania, in Toscana e in Umbria,
  • Ambiente si riferisce all'omonima Area Industriale responsabile, sotto il profilo organizzativo, di Acea Ambiente, Aquaser, Acque Industriali, Iseco e Bioecologia.

Stato Patrimoniale attivo 2017

Ambiente Commerciale
& Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
pubblica
Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale di
gruppo
Totale
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Investimenti 15.366 19.367 5.183 271.435 23.106 185.665 641 826 10.663 532.252 - 532.252
Immobilizzazioni Materiali 226.750 4.932 32.097 62.530 208.030 1.623.324 1.682 2.937 99.827 2.262.110 (6.652) 2.255.457
Immobilizzazioni Immateriali 14.524 143.941 13.497 2.184.695 460 104.490 1.126 1.060 11.748 2.524.077 (410.578) 2.064.964
Immobilizzazioni Finanziarie valutate a PN - - - - - - - - - - 280.853
Immobilizzazioni Finanziarie - - - - - - - - - - 2.614
Altre attività commerciali non correnti - - - - - - - - - - 384.742
Altre attività finanziarie non correnti - - - - - - - - - - 66.099
Rimanenze 5.639 0 777 7.016 1.775 20.248 0 4.747 0 40.201 0 40.201
Crediti commerciali verso terzi 74.524 334.014 7.961 373.466 19.820 181.385 1.547 44.409 312 1.037.439 (136.128)) 901.311
Crediti commerciali v/controllante 268 17.232 - 44.877 3.891 4.908 5.754 5.477 93 82.499 (30.001) 47.651
Crediti v/controllate e collegate 14 365 4 11.776 0 0 767 11.023 92.923 116.871 (80.368) 36.503
Altre attività commerciali correnti - - - - - - - - - - 210.085
Altre attività finanziarie correnti - - - - - - - - - - 237.671
Disponibilità Liquide - - - - - - - - - - 680.641
Attività non correnti destinate alla vendita - - - - 183 - - - - 183 - 183
Totale Attività 7.208.974
Ambiente Commerciale
& Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
pubblica
Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale
Gruppo
Totale
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Passività di settore
Debiti Commerciali verso terzi 47.032 391.485 2.319 312.309 23.345 343.229 12.245 18.043 93.297 1.243.305 (136.623) 1.106.681
Debiti Commerciali v/controllante 914 26.063 285 156.089 576 22.706 1.306 475 24 208.438 (82.310) 126.128
Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate - 3.331 539 70 - - 13.840 80 14.340 32.199 (27.201) 4.999
Altre passività commerciali correnti - - - - - - - - - - 284.262
Altre passività finanziarie correnti - - - - - - - - - - 633.155
TFR ed altri piani a benefici definiti 6.478 4.861 258 28.262 2.445 36.501 - 5.160 24.464 108.430 - 108.430
Altri Fondi 19.747 25.812 - 55.576 12.285 23.568 - 12.011 31.955 234.336 23.818 204.772
Altre passività commerciali non correnti 184.270
Altre passività finanziarie non correnti 2.745.035
Passività direttamente associate ad attività destinate alla vendita - - - - 37 - - - - 37 - 37
Patrimonio Netto 1.811.206
Totale Passività e Netto 7.208.974
Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
Pubblica
Ingegneria Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
gruppo
Ricavi 161.149 1.576.724 35.154 707.038 69.966 528.335 61.880 82.604 120.457 3.343.308 (546.325) 2.796.983
Costo del lavoro 18.171 23.005 7.976 72.175 4.895 26.690 7.316 32.448 49.676 242.352 (27.121) 215.231
Acquisto energia 2.134 1.367.652 - 5.023 5.952 143.085 648 94 388 1.524.977 (212.526) 1.312.451
Costi Esterni diversi 76.360 108.482 13.746 304.331 17.809 71.251 49.475 37.307 84.089 762.849 (306.678) 456.171
Costi 96.665 1.499.140 21.722 381.528 28.656 241.026 57.439 69.849 134.153 2.530.178 (546.325) 1.983.853
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non finanziaria (32) - 1.002 24.108 - - - 1.786 - 26.864 - 26.864
Margine operativo 64.452 77.584 14.433 349.619 41.310 287.309 4.442 14.541 (13.696) 839.994 - 839.994
Ammortamenti 39.375 59.978 6.172 158.364 23.585 140.713 972 3.064 47.878 480.102 - 480.102
Risultato operativo 25.077 17.606 8.261 191.255 17.725 146.596 3.470 11.477 (61.575) 359.892 - 359.892
(Oneri)/Proventi Finanziari (71.955)
(Oneri)/Proventi da Partecipazioni 526 4.170 8.902 (266) 13.332 13.332
Risultato ante imposte 301.269
Imposte 95.992
Risultato Netto 205.277
Ambiente Commerciale
& Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
pubblica
Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale di
gruppo
Totale
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Investimenti 19.987 24.639 6.588 342.120 15.503 218.413 4.419 1.573 10.030 643.272 (12.442) 630.831
Immobilizzazioni Materiali 233.026 (3.267) 34.533 52.193 209.623 1.735.371 5.116 3.394 97.978 2.367.969 (461) 2.367.508
Immobilizzazioni Immateriali 14.780 152.986 11.191 2.560.968 290 84.076 (895) (2) 11.887 2.835.281 (412.045) 2.423.236
Immobilizzazioni Finanziarie valutate a PN - - - - - - - - - - 279.085
Immobilizzazioni Finanziarie - - - - - - - - - - 2.614
Altre attività commerciali non correnti - - - - - - - - - - 607.240
Altre attività finanziarie non correnti - - - - - - - - - - 55.831
Rimanenze 5.608 401 945 9.217 440 29.853 - 2.325 (0) 48.789 - 48.789
Crediti commerciali verso terzi 95.554 238.263 8.238 458.875 20.149 157.280 782 25.642 534 1.037.715 (142.116) 863.200
Crediti commerciali v/controllante 124 11.709 - 42.881 4.519 (12.079) 15.187 60 28 67.893 (9.917) 52.513
Crediti v/controllate e collegate 4 1.544 26 4.016 - - 420 6.971 87.729 100.711 (88.589) 12.122
Altre attività commerciali correnti - - - - - - - - - - 262.643
Altre attività finanziarie correnti - - - - - - - - - - 113.960
Disponibilità Liquide - - - - - - - - - - 1.068.138
Attività non correnti destinate alla vendita - - - - 183 - - - - 183 - 183
Totale Attività 8.157.061
Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione Distribuzione Illuminazione
pubblica
Ingegneria e
Servizi
Corporate Totale Gruppo Totale
Rettifiche di
consolidato
Totale di
consolidato
Passività di settore
Debiti Commerciali verso terzi 47.930 392.419 2.950 647.353 17.329 336.159 4.610 12.259 95.322 1.556.331 (142.403) 1.413.928
Debiti Commerciali v/controllante 2.011 26.188 892 136.005 1.597 26.329 637 461 2 194.123 (86.480) 107.644
Debiti Commerciali v/Controllate e Collegate - 3.968 - 59 - - 3.031 120 6.770 13.949 (10.644) 3.305
Altre passività commerciali correnti - - - - - - - - - - 357.119
Altre passività finanziarie correnti - - - - - - - - - - 408.675
TFR ed altri piani a benefici definiti 6.837 4.744 340 29.970 2.247 33.032 - 3.246 23.512 103.930 - 103.930
Altri Fondi 19.266 19.308 1 38.966 19.025 20.312 12 2.513 (6.570) 118.298 23.818 136.651
Fondo Imposte Differite -
Altre passività commerciali non correnti 348.148
Altre passività finanziarie non correnti 3.374.134
Passività direttamente associate ad attività destinate
alla vendita
- - - - 37 - - - - 37 - 37
Patrimonio Netto 1.903.491
Totale Passività e Netto 8.157.061
Ambiente Commerciale
e Trading
Estero Idrico Generazione
energia
elettrica
Distribuzione Illuminazione
Pubblica
Ingegneria Corporate Totale di
gruppo
Rettifiche di
consolidato
Totale di
gruppo
Ricavi 173.910 1.693.218 37.460 801.100 81.241 559.267 48.481 74.151 129.486 3.598.314 (569.827) 3.028.487
Costo del lavoro 19.601 24.338 8.943 71.431 5.050 32.380 5.768 28.808 57.196 253.514 (33.891) 219.624
Acquisto energia 3.539 1.465.572 - 28.166 9.715 132.941 6.046 86 1.093 1.647.158 (247.378) 1.399.780
Costi Esterni diversi 85.180 127.186 14.832 308.438 17.498 76.833 42.056 27.158 106.139 805.320 (286.164) 519.156
Costi 108.319 1.617.096 23.775 408.035 32.263 242.153 53.870 56.052 164.429 2.705.992 (567.432) 2.138.560
Proventi/(Oneri) da partecipazioni di natura non
finanziaria
(6) - 1.120 39.888 - - - 2.318 - 43.320 - 43.320
Margine operativo 65.585 76.122 14.805 432.953 48.978 317.113 (5.389) 20.418 (34.943) 935.642 (2.395) 933.247
Ammortamenti 27.155 72.456 6.956 211.994 24.279 129.088 8.528 2.544 (31.512) 451.487 3.200 454.687
Risultato operativo 38.429 3.666 7.849 220.960 24.699 188.025 (13.917) 17.874 (3.431) 484.155 (5.595) 478.560
(Oneri)/Proventi Finanziari (82.859)
(Oneri)/Proventi da Partecipazioni 526 4.170 8.902 (266) 13.332 13.332
Risultato ante imposte 409.033
Imposte 124.334
Risultato Netto 284.699